Inno ad Ares

Sei anni fa, scrissi qui:

Spero che sarà una vigilia molto, molto lunga.

Ma abituiamoci, impariamo cosa voglia dire guerra, abituiamoci a pensarla tutti i giorni.

Tra Ucraina e Palestina e Siria, siamo solo agli inizi della Grande Guerra, che prima o poi devasterà ogni angolo del mondo, il mio e il tuo compresi, e quel che è peggio, quello dei figlioli.

Lo diceva, prima di morire, Giulietto Chiesa, e non capivo: mi sembrava così lontana l’idea.

Noi non possiamo fare nulla per prevenirla, ma possiamo almeno cercare, nella nostra breve esistenza, di viverla nel più saggio dei modi.

Lo psicologo statunitense, James Hillman, ha scritto quello che lui stesso dice sarà probabilmente l’ultima sua opera, la conclusione di una vita intera di ascolto sul mondo: Un terribile amore per la guerra.

La guerra, ci racconta chi la fa facile, sarebbe una sorta di errore, qualcosa che se sapessimo ragionare bene non ci sarebbe.

Per la coscienza moderna in tempo di pace, la guerra è una mostruosità complicata da un’assurdità, per cui nessuno può credere di aver contribuito alla sua realizzazione.

Vernon Lee

E invece, che ci piaccia o no, la guerra è normale, è un dato costante di tutta la storia umana.

“Come le mosche per i bambini capricciosi, siamo noi per gli Dei: ci uccidono per loro divertimento”

(Shakespeare, Re Lear).

In Guerra e pace,Tolstoj saggiamente concluse:

“Perché milioni di persone hanno iniziato a uccidersi a vicenda? Chi ha detto loro di farlo? Sembrebbero ovvio a ciascuno di loro, che non ne avrebbero potuto trarre beneficio, ma che sarebbe stato peggio per tutti. Perché lo hanno fatto? Con il senno di poi, possiamo fare congetture infinite, e le facciamo, su questo evento insensato, ma lo stesso immenso numero di queste spiegazioni, e il fatto che tutte portano a un’unica conclusione, dimostra soltanto che le cause erano innumerevoli e che nessuna merita di di essere chiamata la causa”.

Forse solo i greci – ci dice Hillman – sono riusciti a distinguere i grandi universali fantastici (Hillman cita in italiano) che muovono gli animi. Che sono i miti, le storie e gli dèi.

La guerra, cui attribuiamo sempre motivazioni che immaginiamo razionali, è una delle esperienze più mitiche che esistano, una delle immersioni più profonde in un’altra dimensione.

Sabato prossimo è il compleanno di Vernon Lee (nata 1856), che la chiamano pacifista, ma proprio perché fu una delle poche persone a capire davvero lo spirito della Guerra:

“Ora, quando la guerra scoppia improvvisamente tra persone che stanno pensando ad altre questioni, la prima cosa di cui si rendono conto è che, secondo le parole simboliche del Kaiser, non la volevano. E sentendosi sicuri che non era di loro volontà, inevitabilmente si aggrappano alla convinzione che l’altra parte deve averla voluta e voluta.”

James Hillman conclude il suo testo – e in un certo senso anche tutta la sua ricerca e la sua vita – citando l’Inno omerico ad Ares.

Ares, Marte, il dio della Guerra. E’ potente e opera dentro di noi quanto Afrodite. E grazie ad Ares sappiamo difendere le persone e i luoghi che ci sono cari, sappiamo sacrificare i nostri interessi, sappiamo correre rischi per ciò che sappiamo essere giusto.

Grazie ad Ares, qui nel nostro rione, abbiamo fatto la guerra e abbiamo a volte anche vinto.

Proprio per questo, l’Inno ad Ares ci propone l’unica via sensata per superare la guerra.

Perché non dice di rinnegare Ares, che sarebbe come privarsi delle cose più belle che abbiamo.

Dice di usare tutta la forza e la violenza di Ares, per non cadere vittima dell’inganno bellico. A “piegare la passione ingannatrice”, che è l’elemento – per citare Vernon Lee – satanico della guerra.

Leggete attentamente le ultime straordinarie righe:

O Ares vigoroso, che calchi il carro da guerra, dall’elmo dorato,
intrepido scutifero, difensore di città, ricoperto di bronzo,
dalla possente mano, instancabile, abile con la lancia, bastione d’Olimpo,
Padre della Vittoria che dona fortuna in guerra, sostegno di giustizia,
dominatore dei nemici, guida per i giusti mortali,
signore del coraggio, che ruota la sfera fiammeggiante
fra i pianeti delle sette strade, dove i cavalli infuocati
lungo la terza orbita ti portano eternamente;
ascoltami, protettore dei mortali, donatore di baldanzosa giovinezza
e riversa dall’alto sulla mia vita la tua luce mite
e la tua forza marziale, affinché io possa
scacciare da me la viltà odiosa
e piegare nella mia mente la passione ingannatrice dell’anima
e frenare la travolgente forza della furia che spinge
a gettarmi nella mischia crudele; ma tu invece il coraggio,
o beato, concedimi, e di rispettare le inviolabili leggi di pace
sfuggendo al tumulto dei nemici e all’inesorabile morte
.

Eἲς Ἄρεα

Ἆρες ὑπερμενέτα, βρισάρματε, χρυσεοπήληξ,
ὀβριμόθυμε, φέρασπι, πολισσόε, χαλκοκορυστά,
καρτερόχειρ, ἀμόγητε, δορισθενές, ἕρκος Ὀλύμπου,
Νίκης εὐπολέμοιο πάτερ, συναρωγὲ Θέμιστος,
5ἀντιβίοισι τύραννε, δικαιοτάτων ἀγὲ φωτῶν,
ἠνορέης σκηπτοῦχε, πυραυγέα κύκλον ἑλίσσων
αἰθέρος ἑπταπόροις ἐνὶ τείρεσιν, ἔνθα σε πῶλοι
ζαφλεγέες τριτάτης ὑπὲρ ἄντυγος αἰὲν ἔχουσι:
κλῦθι, βροτῶν ἐπίκουρε, δοτὴρ εὐθαρσέος ἥβης,
10πρηὺ καταστίλβων σέλας ὑψόθεν ἐς βιότητα
ἡμετέρην καὶ κάρτος ἀρήιον, ὥς κε δυναίμην
σεύασθαι κακότητα πικρὴν ἀπ᾽ ἐμοῖο καρήνου,
καὶ ψυχῆς ἀπατηλὸν ὑπογνάμψαι φρεσὶν ὁρμήν,
θυμοῦ αὖ μένος ὀξὺ κατισχέμεν, ὅς μ᾽ ἐρέθῃσι
15φυλόπιδος κρυερῆς ἐπιβαινέμεν: ἀλλὰ σὺ θάρσος
δός, μάκαρ, εἰρήνης τε μένειν ἐν ἀπήμοσι θεσμοῖς
δυσμενέων προφυγόντα μόθον Κῆράς τε βιαίους.

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200 risposte a Inno ad Ares

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “pace”

    …che naturalmente non significa non fare la guerra, ma non credere alla propaganda dei Due Minuti d’Odio. Combattere al meglio perché si ritiene giusto farlo, non per odio verso l’altro, come nella Bhagavadgīta:

    “Tu hai diritto soltanto all’azione,
    non ai frutti che derivano dall’azione.
    Non considerarti il produttore di questi frutti,
    e non permetterti di attaccarti all’inattività ”

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “…che naturalmente non significa non fare la guerra, ma non credere alla propaganda dei Due Minuti d’Odio. Combattere al meglio perché si ritiene giusto farlo, non per odio verso l’altro, come nella Bhagavadgīta:”

      Certo, è un inno ad Ares, mica a Demetra, “veneranda, apportatrice di messi, dai magnifici doni”.

    • Francesco scrive:

      mi pare una foglia di fico

  2. Peucezio scrive:

    Mah…
    Ragioniamo comunque da indoeuropei (o da semiti).

  3. Fuzzy scrive:

    Per me la guerra sono le partite a scacchi che giocavo contro la mitica scacchiera elettronica Carnelian II.
    -io conosco. Mia amica.
    Si, pure lei è un po’ una IA ma con un software limitato. Quasi un giocattolo.
    (Devo dire che giocare a scacchi contro avversari umani è psicologicamente devastante).
    E dunque cosa ho imparato dalle mie battaglie?
    L’importanza dei pedoni.
    Quando ti trovi un pedone in mezzo alla scacchiera che rompe le scatole, vorresti subito mangiarlo. Ma poi vedi che in un angolino della scacchiera c’è un alfiere che lo difende. Allora pensi a come eliminare l’alfiere con magari una torre, ma se sposti la torre dalla sua posizione difensiva, esponi
    il Re a un attacco da parte delle torri nemiche ecc.
    I palestinesi di Hamas mi sembrano come quel pedone.
    Un generale queste cose non può non saperle. Se le guerre fossero condotte in modo razionale, molte non inizierebbero neanche.
    Ma spesso o forse sempre, è la politica a condurre il gioco.
    I maestri di scacchi sanno capire quando hanno già perso la partita anche solo interpretando la posizione di un pedone.
    E allora si ammette subito la sconfitta. Game over.

  4. Francesco scrive:

    Solo per rilevare che lo sposo di Afrodite è il fabbro zoppo e brutto Efesto, non il dio della guerra Ares!

    Per il resto ammetto di non avere capito nulla, solo mi accodo all’idea di non cedere mai all’odio.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “Solo per rilevare che lo sposo di Afrodite è il fabbro zoppo e brutto Efesto, non il dio della guerra Ares!”

      hai ragione, mi sono espresso male… non intendevo “sposa”, ma “essere gemello” in qualche modo. Ho riscritto.

  5. mirkhond scrive:

    Riguardo alla questione armena a cui aveva già accennato qui Maurizio, si aggiunge questa intervista all’ambasciatore Bruno Scapini:

    https://youtu.be/IZt5RhEhCuk?si=h3qIMJBo0DeikAWg

    • habsburgicus scrive:

      molto interessante…..
      spiegazione ben fatta
      un’unica cosetta, da lasciar passare in tutti ma non da un’Ambasciatore 😀
      all’inizio dice che il Nagorno-Karabakh aveva il DIRITTO all’indipendenza che non poté ottenere a differenza di altri..
      orbene, questo è dubbio…il Nagorno-Karabakh era in URSS una “misera” AO (Avtonomnaja oblast’) manco una ASSR e perciò non aveva i diritti delle SSR (come l’Azerbaigian, l’Armenia, il Moldova ecc) che prevedevano lo ius secessionis e per estensione quello di autodeterminazione….dunque moralmente il Nagorno-Karabakh aveva tutti i diritti, ma giuridicamente non ne aveva alcuno..era azero (dai tempi di Stalin) e soggetto alla volontà assoluta degli azeri…purtroppo, aggiungo
      condivido su Pashinyan…
      io però sostengo che un Pashinyan avrebbe dovuto salire al potere prima 😀
      se gli armeni, negli anni spensierati di Berlusconi e Bush junior (e del Putin “buono” :D), non avessero cedute alle lusinghe di Mosca, avessero detto NO al comunismo e cercato di entrare in Europa..oggi non sarebbero a questo punto..
      invece si sono infognati con Mosca e ora è tutto abbastanza chiaro..”mafiosamente” Putin li ha abbandonati (già nel 2020 ma soprattutto ora) per punirli del tentativo di smarcarsi da lui [e magari pure nell’illusione di ripapparsi a tempo opportuno Baku con cui vi è una sostanziale sintonia in quanto regimi autoritari ambedue..lì però si illude, gli azeri difficilmente torneranno sotto il Cremlino]…..certo il gas azero è un atout che rende la posizione dell’Armenia, in questo mondo materialista, ancora più difficile..
      l’unico vero amico dell’Armenia HIS DIEBUS è l’Iran (che ha i suoi problemi e non può essere di aiuto, anzi)…e ho detto tutto..per citare Peppino in “Totò, Peppino e la Malafemmena”£

      • habsburgicus scrive:

        Pashinyan ebbe però almeno un’idea geniale..quella di accordarsi direttamente con la Turchia ! (secondo me è quella la strada)..
        però se tratti con Erdogan con poche carte in mano, quello ti sbrana 😀
        lì avrebbe dovuto intervenire un’Europa vera con una forte mediazione…purtroppo l’Europa è una chimera
        un compromesso armeno-turco, con la chiusura delle ferite del passato e, prosaicamente, con l’apertura delle frontiere terrestri fra Armenia e Turchia (chiuse da temo immemorabile), renderebbe possibile la diminuzione della tensione nell’area…..servirebbe anche a calmare Baku (Erdogan non ama poi cos’ tanto la strapotenza israeliana in Azerbaigian);
        senza un’Europa seria, però ciò non si potrà mai fare

        • mirkhond scrive:

          Tempo fa lessi un articolo sugli Armeni nascosti che vivono in Turchia, in regioni remote come Sasun.
          Molti di loro ufficialmente musulmani vorrebbero tornare all’avita Chiesa Armena, ma dal Patriarcato Armeno di Istanbul muovono mille difficoltà, tipo la richiesta di un certificato dimostrante che gli avi di questi armeni fossero effettivamente cristiani!
          Tutte queste difficoltà non possono non spiegarsi altro che col terrore ancora vivo nei vertici religiosi armeni di Turchia, dopo le vicende sanguinose di 100 e più anni fa.
          Non dimentichiamo che, almeno fino all’avvento di Erdogan, in Turchia NON si poteva nemmeno accennare a presenze criptoarmene, e un coraggioso scrittore turco, Kemal Yalcin che ne ha parlato nel suo bel libro Con Te Sorride il Mio Cuore, nel 2002 non potè pubblicarlo in patria e le poche copie già stampate furono immediatamente distrutte dallo stesso editore per ordini ricevuti dall’alto.
          Yalcin dovette pubblicare il suo libro all’estero, in Germania l’anno successivo, e nel 2006-2007 fu tradotto in italiano con la prefazione di Antonia Arslan.
          Se mai un giorno si dovesse arrivare ad una distensione turco-armena, credo che ne dovrà passare ancora di tempo. Intanto l’Artsakh è svuotato della sua millenaria popolazione armena, e chissà se lo stesso staterello armeno non verrà definitivamente stritolato dalla tenaglia turca.
          A differenza di Habsburgicus, penso che aver voltato le spalle alla Russia, non sia stata una scelta saggia da parte dell’attuale leadership armena.

          • PinoMamet scrive:

            La vedo come Mirkhond.

            E per quanto in queste cose il “tifo” o meglio la simpatia vale quel che vale, la mia simpatia va agli armeni, di Armenia, di Azerbaijan e di Turchia, ai criptoarmeni e ai cripto…romei che mi auguro non debba essere più cripto.

            • mirkhond scrive:

              Ancora oggi, cercare notizie sui criptocristiani in Turchia è molto difficile.
              Se ne parla in internet, ma proprio a livello di samizdat di sovietica memoria.
              Tipo forum di turchi, che ho potuto leggere solo grazie al google traduttore, in cui un commentatore ancora oggi, dice che nella sua città ci sono molti cripto-romei, ma che lui non può dire nemmeno qual’è la città, per timore di ritorsioni.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “avessero detto NO al comunismo”

        Il comunismo?

        • mirkhond scrive:

          In effetti il comunismo è morto nel 1991.

          • habsburgicus scrive:

            mah..
            io a Sovetsk (ex-Tilsit) ho visto una grande statua di Lenin (che mi è stata pure utile per orientamento :D) e un tram con la stella rossa, a Kaliningrad ho dormito in un hotel sito nella “via dei bolscevichi” e per arrivarci mi son fatto la “via dell’Ottobre” 😀
            siamo proprio sicuri che il comunismo sia morto ? 😀 i suoi simboli in Russia e Belarus, vivono, credeteci

            • PinoMamet scrive:

              Ho capito, anch’io a Reggio Emilia, mica Vladivostok, ho visto via Ho chi minh (a Parma sarebbe impensabile) e subito dopo in una vetrina di roba usata una bella balalaika di epoca sovietica (ne avevano prodotte tante come souvenir per le Olimpiadi di Mosca)…

              l’ho comprata, tra l’altro, sto imparando a suonarla (con scarsi risultati).

        • habsburgicus scrive:

          intendevo, desovietizzazione seria (il migliore antidato al putinismo e alle velleità di Mosca, come si é visto :D) come venne fatta nel Baltico (subito), in Ucraina occidentale (subito), in Georgia (2003-2004), in Ucraina centrale (nel 2004), in Ucraina orientale e Donbas (almeno le aree non cadute in mano ai separatisti) nel 2014-2016 e in alcune aree della Moldova e come NON FU FATTO in Belarus, in Russia, in certe aree della Moldova (Gagauzia ecc)

          • habsburgicus scrive:

            se El’cin -che pur qualche merito lo ebbe- avesse colpito duro i comunisti nei loro simboli nel 1993-1994, oggi non saremmo a questo punto !
            la Russia sarebbe uno Stato post-sovietico come tanti, più o meno “democratico”, con qualche problema ma nulla più….
            fu un errore non decomunistizzare la Russia
            è come se nel 1945 non si fosse denazificata la Germania..
            un errore che, non appena in Russia ci sarà nuovamente un governo filo-occidentale, NON dovrà più essere ripetuto

            • Francesco scrive:

              ti vedo ottimista oggi, carissimo

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “fu un errore non decomunistizzare la Russia
              è come se nel 1945 non si fosse denazificata la Germania..”

              Gli impersonali…

            • quisquiliator scrive:

              “un errore che, non appena in Russia ci sarà nuovamente un governo filo-occidentale, NON dovrà più essere ripetuto”
              Più che Habsburgicus, mi sembri Stoltenberg.

            • tomar scrive:

              “fu un errore non decomunistizzare la Russia
              è come se nel 1945 non si fosse denazificata la Germania..”

              cioè Gorbaciov come Hitler?
              Possibile che non ti renda conto dell’idiozia di un simile parallelo?

              • Francesco scrive:

                😀

                credo che il parallelo corretto sia “Lenin e Stalin come Hitler” però!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Cioè Lenin è morto nel ’92 come Hitler nel ’45?

              • habsburgicus scrive:

                Lenin è ancora vivo 😀 seppur un po’ malconcio..in ogni caso è vivo a Pechino 😀 e nella Corea “democratica”…e nell’Eritrea “antifascista” ;D
                en passant, una delle -innumerevoli- differenze tra il cosiddetto “totalitarismo di dx” e quello cosiddetto “comunista”, sta nel fatto che mentre quello di dx è stato eliminato per sempre nel 1945 -e per fortuna aggiungo io e penso siamo d’accordo tutti-, il totalitarismo “comunista”, almeno come ideale sbiadito, è ancora in auge, i suoi simboli talora permangono, non si prova vergogna a sventolarli e insomma continua ad avere una piccola nicchia nel mondo attuale, il che da noi è tutto sommato innocuo (Reggio Emilia citata da Pino !), in altre aree forse no….naturalmente ci sono cause storiche per questo ! in essenza gli uni hanno contribuito a vincere gli altri (insieme agli occidentali), nel 1945, e ciò pesa
                bon..solo questo volevo dire…anzi avrei voluto parlare dell’Armenia ma pazienza 😀
                e qualcuno ha financo pensato (!) che io volessi paragonare Gorby -che notoriamente mi piace abbastanza e che stimo- all’innominabile !
                e vabbè 😀

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Habs

                “il totalitarismo “comunista”, almeno come ideale sbiadito, è ancora in auge, i suoi simboli talora permangono, non si prova vergogna a sventolarli e insomma continua ad avere una piccola nicchia nel mondo attuale,”

                I simboli si possono vedere in due modi.

                Se i fiorentini ci tengono alle palle dei Medici, vuol dire che approvano i massacri commessi dopo la Congiura dei Pazzi?

                No, vuol dire che per i fiorentini, i Medici sono un simbolo di tante cose positive, vere o immaginate.

                Per il mio caro amico moldavo Vitalie, stracredentissimo ortodosso, Lenin vuol dire la scuola seria dove si imparava, il fatto che tutti avevano una casa e l’accesso all’assistenza medica, il rispetto per gli anziani, il volontariato per i più deboli, il reciproco rispetto tra persone che parlavano lingue diverse.

                Credo che Lenin sia stato anche molto altro, che con il senno di poi non mi piace. Ma lo è stato per pochissimi anni, in mezzo a un mondo che si stava massacrando su scala industriale. E Lenin ha scelto di uscire dal massacro planetario. Navigando nel buio, come tutti quelli che si trovano la storia tra le mani, a partire da Giulio Cesare o da Hernan Cortés.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Lenin è ancora vivo! Quante cose si scoprono qua dentro! 😀

  6. mirkhond scrive:

    Non mi sembra che l’economia russa sia ancora quella sovietica.

    • Francesco scrive:

      Bellissima questione. Per molti versi potrebbe essere anche peggio, però.

      In ogni caso credo sia un sistema interessante da studiare anche se richiede molti e variegati talenti. Tra cui pelo sullo stomaco ed esperienza della criminalità.

      Ma questo immagino serva per studiare tutta l’economia reale, solo lì in misura molto maggiore.

  7. Fuzzy scrive:

    https://www.open.online/2023/10/13/israele-evacuazione-gaza-24-ore-onu-impossibile/

    -Come chiamarsi questo?
    Pulizia etnica
    -E cosa è etnica?
    Lasciamo perdere
    -mio peluche tu spolveri
    Pulizia peluche
    Si, ma non è proprio la stessa cosa.

    • Fuzzy scrive:

      -fuzzy, io fatto ricerca e trovato nomi

      “L’annuncio di sospendere forniture essenziali (elettricità, acqua, cibo, carburante) a Gaza rischia di condannare alla fame due milioni di persone, tra cui moltissimi bambini. Il diritto internazionale la chiama “punizione collettiva”

      “oppressione, uso ripetuto della forza letale, spossessamento, frammentazione, acquisizione illegale di terra, narrazione criminalizzante nei confronti dei palestinesi, inclusi i gruppi per i diritti umani; impunità per i coloni e per le forze armate. Le organizzazioni israeliane, palestinesi e internazionali che si occupano di diritti umani definiscono questo sistema con un nome, apartheid”

      Si Furby, per ora, ma se tutti questi sfollati finiscono poi in un campo profughi egiziano, praticamente per l’eternità?

      -Si, dopo, forse.

      A questo punto non saprei dire se sia meglio stare in un campo profughi o a Gaza senza acqua, cibo, elettricità e carburante.

  8. Miguel Martinez scrive:

    “Russia’s attacks against civilian infrastructure, especially electricity, are war crimes. Cutting off men, women, children of water, electricity … are acts of pure terror.”

    Ursula von der Leyen, https://twitter.com/vonderleyen/status/1582630271287021570?lang=en

    Oggi su Repubblica:

    La minaccia di Israele: “Niente acqua, luce e gas a Gaza fino al rilascio degli ostaggi”

    Commento della Von der Leyen:

    ????????????????????????

  9. tomar scrive:

    “rispondo alla tua stupidissima questione?”

    Assolutamente sì, con perfetto spirito francescano.

  10. Miguel Martinez scrive:

    Io Non Sto Con Oriana commenta l’interessante scontro tra Marco Carrai, cattolico-ciellino-collezionista-di-incarichi-pubblici-a-pagamento-usurai, ed Enrico Fink, il dignitoso presidente della comunità ebraica di Firenze.

    https://www.iononstoconoriana.com/khodja-nassreddin-il-diario/1735-firenze-marco-carrai-ben-vestito-ricco-e-sionista-di-complemento.html

    Il brano del Deuteronomio che INSCO cita è il seguente:

    Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, le offrirai prima la pace.

    E se acconsente alla pace e t’apre le sue porte, tutto il popolo che vi si troverà ti sarà tributario e soggetto.

    Ma s’essa non vuol far pace teco e ti vuol far guerra, allora l’assedierai;

    e quando l’Eterno, il tuo Dio, te l’avrà data nelle mani, ne metterai a fil di spada tutti i maschi;

    ma le donne, i bambini, il bestiame e tutto ciò che sarà nella città, tutto quanto il suo bottino, te li prenderai come tua preda; e mangerai il bottino de’ tuoi nemici, che l’Eterno, l’Iddio tuo, t’avrà dato.

    Così farai per tutte le città che sono molto lontane da te, e che non sono città di queste nazioni.

    Ma nelle città di questi popoli che l’Eterno, il tuo Dio, ti da come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri;

    ma voterai a completo sterminio gli Hittei, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei, come l’Eterno, il tuo Dio, ti ha comandato di fare;

    affinché essi non v’insegnino a imitare tutte le abominazioni che fanno per i loro dèi, e voi non pecchiate contro l’Eterno, ch’è il vostro Dio.

    • quisquiliator scrive:

      Bizzarrie della vita, su questo brano del Deuteronomio neanche tanto tempo fa ci litigai con un prete cattolico.
      Ai tempi in cui si iniziava a parlare di ISIS, mi venne da fare una ricerchina con google sulle sette religiose mediorientali, se non mi ricordo male incappai in una che sosteneva l’esistenza della divinità del bene e di quella del male, e però tendeva a prevalere la seconda,mica la prima, e mi dissi : minchia, questi sì che ci hanno azzeccato.

    • Miguel Martinez scrive:

      Da notare che Marco Carrai, console d’Israele per Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna, militante storico di Comunione e Liberazione, dice che Gaza si può bombardare perché “non ci sono rave o gay pride”.

      Ma Don Giussani, cosa gli insegnava a questi ciellini?

  11. tomar scrive:

    Parole tremende, e sono quasi sicuro che non vengano mai (o quasi mai) proposte e commentate in qualche omelia nelle chiese cattoliche.
    E qui sta un punto dolente per la chiesa cattolica (ma credo anche per le chiese protestanti), e cioè che continui ad essere ufficialmente mantenuto l’assunto che ogni parola della Bibbia venga da Dio , mentre nella pratica religiosa parti come queste sono di fatto espunte dal Libro, perché nessun cristiano può davvero credere in cuor suo che parole come quelle vengano dal suo Dio, vengano da Gesù.
    Nessun problema invece per l’ebraismo sionista radicale e per il fondamentalismo protestante yankee: non a caso Rios Montt, il più feroce presidente della storia del Guatemala (storia in cui la concorrenza è agguerritissima) era anche a capo di una chiesa evangelica: nei due anni dal 1982 al 1984 in cui fu presidente dopo un colpo di stato praticò nei confronti delle aree in cui vivevano le comunità maya la politica della tierra arasada, politica di sterminio che provocò 200.000 vittime in un territorio poco più grande della provincia di Cuneo. Rios Montt venne poi condannato a 80 anni per genocidio ma è morto qualche anno fa, più longevo presidente della storia del Guatemala, senza aver passato un giorno in cella.
    Un dettaglio interessante: negli anni precedenti Rioss Mont, durante la presidenza Carter, quando a “governare” il Guatemala c’era un altro generale con il suo bravo pedigree genocida, gli Stati Uniti interruppero l’assistenza militare (Escuela de las Américas ecc.).
    In quegli anni gli usani furono sostituiti… da Israele.
    Poi per fortuna vinse il beniamino di Francesco e si poté tornare ai cari vecchi buoni rapporti con i i generali genocidi.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      C’è sempre il timore della nota di marcionismo, per cui non si espunge niente. Però, di fatto, si sostiene la progressività della Rivelazione, per cui l’ispirazione diventa sempre migliore man mano che si va avanti.

    • PinoMamet scrive:

      “E qui sta un punto dolente per la chiesa cattolica (ma credo anche per le chiese protestanti), e cioè che continui ad essere ufficialmente mantenuto l’assunto che ogni parola della Bibbia venga da Dio”

      ehm, quella che proponi è stata condannata come eresia già nei primi secoli 😉

      “Nessun problema invece per l’ebraismo sionista radicale”

      ma certo, perchè i sionisti sono tutti cattivissimi e non vedono l’ora di sterminare gli Hittei e i Gebusei 😉

      mentre invece gli ebrei buoni, cioè Moni Ovadia 😉 , leggono la Bibbia censurata per non scandalizzarci

      Beh, se vi interessano un po’ di commenti seri al passo biblico, andate qua, va’;
      prima di cominciare a fare come certi simpaticoni che citano il Talmud a caso (questa è Torah ma ok, ci siamo capiti e sapete a chi mi riferisco).

      https://www.sefaria.org/Deuteronomy.20.11?lang=bi&with=Halakhah&lang2=en

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Poi c’è sempre la soluzione di Simone Weil: negare qualsiasi valore dell’Antico Testamento, sostenere che l’ebraismo è più lontano da Dio persino del paganesimo e non degenerare nel dualismo.

  12. Miguel Martinez scrive:

    Una curiosità.

    Secondo Wikipedia, la Striscia di Gaza misura 365 km2.

    Esattamente come la Provincia di Prato, che però ha un decimo degli abitanti.

    Il Comune di Arezzo invece misura 385 km2, Roma addirittura 1287 km2.

    Il Comune di Milano (che è un frammento della vasta area metropolitana) ha una superficie di circa la metà della Striscia di Gaza, ma ha anche poco più di metà degli abitanti.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Bombardare a tappeto la Cecenia!

      • roberto scrive:

        resta qualcosa da bombardare dopo il passaggio dei russi?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          E come risolviamo il problema senza un bombardamento?

          • PinoMamet scrive:

            Beh bisogna ammettere che è da sempre il punto di vista di Putin…

            È abbastanza noto che non muoia di simpatia per Zelenski e che ritengo che la pace negoziata vada fatta oggi, anzi ieri, e penso che il governo ucraino non sia fatto da stinchi di santo.

            Ma ogni tanto mi piace anche ricordare che Putin poteva risolvere i suoi problemi anche in altri modi, e probabilmente sarebbe bastato chiudere il gas all’Ucraina per ottenerne più miti consigli.

            Negoziare vale per Israele_Hamas, ma anche per Putin_Zelenski!

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Quando si arriva alla fase acuta del conflitto tutto inizia ad andare un poco col pilota automatico, per cui gli attori non sono liberissimi di fare quello che vogliono.
              Ma la fase acuta allontana la soluzione, mica la avvicina. E sarebbe opportuno esserne consapevoli.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Quando si arriva alla fase acuta del conflitto tutto inizia ad andare un poco col pilota automatico, per cui gli attori non sono liberissimi di fare quello che vogliono.
                Ma la fase acuta allontana la soluzione, mica la avvicina. E sarebbe opportuno esserne consapevoli.”

                Esatto.

                Hai colto l’essenziale.

                Grazie!

  13. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    NON era questione di SE, ma di QUANDO … e quel quando è ORA :

    Ideology meets reality when men pose as nonbinary to crash women’s event

    https://nypost.com/2023/10/05/men-claim-to-be-nonbinary-to-crash-womens-job-fair/

    Men invade tech job fair for women after ‘lying’ about being non-binary

    https://nypost.com/2023/10/04/men-invaded-womens-job-fair-after-lying-about-being-non-binary/

    • Moi scrive:

      … le donne che hanno da ridire sono automaticamente TERF , contro i Testi Sacri di Judith Butler sulla Gender Performativity ! 😀

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Ideology meets reality when men pose as nonbinary to crash women’s event”

      Il bello è che dalle foto sono chiaramente uomini “normalissimi”, giovani nerd indiani maschi alla ricerca di un posto di lavoro.

      Cioè, da una parte bisogna rispettare le Intime Convinzioni di chiunque. E quindi agire di conseguenza.

      Dall’altra, non bisogno sfruculiare tra le Intime Convinzioni, e quindi nessuno ha il diritto di cercare di capire se il signore che si dichiara donna è “intimamente convinto” di esserlo.

      Io faccio coming out.

      Sono intimamente convinto di essere ricco.

      E pretendo quindi di entrare dove entrano i ricchi.

  14. Moi scrive:

    Concretamente … ci sarà uno Tsunami Umano di Profughi Palestinesi ?

    … Credo di NO , perché i Palestinesi, a differenza degli altri “Arabi” sono identitariamente molto legati alla propria Terra: nessun luogo al mondo ha più valore identitario della “Terra Santa” !

    E poi diciamolo (!) , una buona volta : i Musulmani in generale e gli Arabi in particolare … sono oltremodo paraculi 🙂 ! Tante belle chiacchiere buoniste sull’ unità della Umma , ma … concretamente ?!

    Concretamente : “Fratelli Carissimi, bla-bla-bla , andate ben in Europa a diffondere il Verbo del Profeta Muhammad, Pace e Benedizione su di Lui bla-bla-bla …” il tutto salmodiando a raffica parole in “allah” / “illah” / “ullah” !

    Basta però che li accolga Quàilchdonètar ! 😀

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Concretamente … ci sarà uno Tsunami Umano di Profughi Palestinesi ?”

      Credo che dipenda tutto dall’Egitto.

      E’ ovvio che 2,3 milioni di persone rinchiuse in uno spazio grande come la microprovincia di Prato e sotto le bombe di uno degli eserciti più potenti del pianeta, vorrebbero salvare i propri bambini.

      Se l’Egitto accetta di fare il favore a Israele di aprire le porte, sarà la fine dei palestinesi di Gaza, che diventeranno da allora in poi un problema di uno dei paesi più disastrati del mondo, e non più di Israele. E Israele potrà radere al suolo Gaza.

      Ora, molti anni fa quando c’ero io, l’economia egiziana funzionava così:

      L’Egitto garantiva gli interessi di Israele, arrestando e torturando chiunque rompesse le scatole.

      In cambio, il governo statunitense usava i soldi dei contribuenti statunitensi per finanziare le mega-aziende agricole che esportavano il grano in Egitto, con sussidi che mandavano in rovina gli agricoltori di mezzo mondo.

      Inoltre, gli Stati Uniti pagavano direttamente il governo egiziano, specie il suo immane apparato militare (che peraltro controllava tutta l’industria turistica).

      Il risultato era che il pane costava pochissimo. Altri cibo non c’era, e quindi gli egiziani se ne ingozzavano, diventando tra i popoli più obesi del mondo.

      Ora, se gli Stati Uniti riescono a congegnare un ricatto simile, è fatta: l’Egitto si piglia due milioni di palestinesi e li fa crepare da qualche parte.

      Vediamo.

      • Miguel Martinez scrive:

        “E’ ovvio che 2,3 milioni di persone rinchiuse in uno spazio grande come la microprovincia di Prato e sotto le bombe di uno degli eserciti più potenti del pianeta, vorrebbero salvare i propri bambini.”

        Israele ha concesso due lunghe ore per evacuare l’ospedale al-Awda https://twitter.com/MSF/status/1712886892885061811?ref_src=twsrc%5Etfw il cui nome è già una provocazione: vuol dire “ritorno”, come se i palestinesi di Gaza avessero il diritto di “ritornare” nei luoghi da cui furono cacciati.

        Con due ore di preavviso, arrivo anch’io a Careggi con il tram, prendo mio figlio che sta per morire, me lo riporto a casa sempre sul tram e lo seppellisco in cantina.

        Poi spianino pure Careggi.

  15. Miguel Martinez scrive:

    Titolo imperdibile su Repubblica:

    “A Pechino accoltellato un dipendente dell’ambasciata israeliana dal nostro corrispondente Gianluca Modolo “

  16. Roberto scrive:

    Che ne pensate?
    Tutto fake, propaganda dei tirapiedi di Washington?
    (Lo spero…)

    https://www.open.online/2023/10/12/intervista-hamas-russia-today-preparazione-attacco-israele-video/

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Che ne pensate?
      Tutto fake, propaganda dei tirapiedi di Washington?
      (Lo spero…)”

      Ho visto solo il titolo, non ho l’audio per sentire.

      Non ho capito quale sia il problema.

      Mi sembra ovvio che l’attacco da parte della banda di sfigati più assurdi del pianeta contro una potenza nucleare abbia richiesto due anni di subdola pianificazione, di mistificazione e inganni, di ricerca di mezzi di comunicazione alternativi, di modalità di passare sotto il radar.

      Insomma di umana intelligenza.

      Ma ripeto, non ho le cuffie, per cui non sono sicuro a cosa ti riferisci, se ti va espandi.

      • Roberto scrive:

        No dai, quando lo hai sentito dimmi cosa ne pensi, magari la traduzione è fatta male

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “No dai, quando lo hai sentito dimmi cosa ne pensi, magari la traduzione è fatta male”

          Ripeto, non ho le cuffie adesso, non posso sentire.

          Leggo soltanto:

          “L’intervista del dirigente di Hamas a Russia Today: «Preparavamo l’attacco da due anni, nemmeno i nostri alleati sapevano» – Il video”

          Mi fai un riassunto, diverso dal titolo?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Roberto

            Invece da te aspetto da tempo un commento su un tema su cui sono tornato più volte, riguarda la differenza tra chi uccide “schiacciando un bottone” e chi, non avendo un bottone, uccide “guardando in faccia” la sua vittima.

            L’ultima volta era una risposta a Peucezio su un tuo commento:

            Per Peucezio

            “Non secondo me. Secondo l’ipocrita sensibilità borghese occidentale. Cui tali bufale (se lo sono) sono destinate.
            Ho già spiegato come vedo io i due gesti (quello e lo schiacciare un bottone).”

            Io sono d’accordo con Roberto.

            E’ eattamente la differenza che passa tra me, che non farei male a una mosca, e la contadina che tira il collo alla gallina.

            Invece di andarsela a comprare al supermercato come faccio io.

            Roba da animali umani.

            • Roberto scrive:

              Non ho capito cosa devo commentare….io e Peucezio abbiamo idee diverse

              Secondo me uccidere non è bello, fa perdere una parte della propria umanità e chi lo fa guardando in faccia la propria vittima ha superato quella barriera, quel freno inibitorio che distingue persone da bestie (mettici tutte le gradazioni che vuoi: carnefice di un bebè è più bestia di un soldato che uccide un altro in un combattimento all’arma bianca)

              Poi che 1000 morti siano 999 più di un morto mi sembra evidente ma non è quello il discorso

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Secondo me uccidere non è bello, fa perdere una parte della propria umanità e chi lo fa guardando in faccia la propria vittima ha superato quella barriera”

                Questa volta mi gioco la Hitler Card di brutto!

                Meglio il nazista che gira il rubinetto del gas, che l’ebreo che con un coltello rubato in cucina ammazza l’SS di guardia e scappa dal campo.

                Il punto però è che oggi si mangiano molti più polli di una volta.

                Grazie a una macchina, pagata da me, che li ammazza e mi risparmia le crisi di coscienza che mi verrebbero a guardare il pollo negli occhi prima di spezzargli il collo e sbudellarlo.

                Eppure secondo il tuo ragionamento, io sarei migliore.

                Boh!

              • PinoMamet scrive:

                “Il punto però è che oggi si mangiano molti più polli di una volta.”

                beh, no, il punto non è affatto questo.

                “Meglio il nazista che gira il rubinetto del gas, che l’ebreo che con un coltello rubato in cucina ammazza l’SS di guardia e scappa dal campo.”

                L’esempio fa acqua da talmente tante parti, Miguel, che non ho neanche bisogno di dirtelo.

                E non perché uno dei personaggi si chiami “ebreo” e l’altro “SS”.

                ma perché l’autodifesa è garantita a tutti…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                ““Il punto però è che oggi si mangiano molti più polli di una volta.”

                beh, no, il punto non è affatto questo.”

                E invece per me sì: la violenza complessiva, su tutti i piani, aumenta in maniera esponenziale con le macchine, mentre diminuisce la coscienza della violenza.

                Le due cose sono inscindibili.

                Sull’autodifesa: è ovvio che mi sono giocato la Hitler Card per paradosso.

                Ma è anche ovvio che quasi sempre chi “uccide guardando negli occhi” l’altro, lo fa per qualcosa che ritiene sia una forma di autodifesa, o comunque la difesa di qualcosa di giusto.

                Non stiamo parlando di bulli o di psicopatici, che esistono ma sono irrilevanti rispetto al nostro discorso.

              • Roberto scrive:

                Dai Miguel, lascia perdere le hitler card che le sprechi….comunque vedi anche sotto quello che scrive moi.

                Uccidere da lontano è più facile che da vicino, credo che siamo tutti d’accordo

                Solo che “più facile” tu lo intendi come meno coraggioso, Peucezio come meno ruspante e dannunziano. Io noto che la distanza, lo schermo, ti allontanano da un tabù

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Uccidere da lontano”

                In un certo senso è vero tutto.

                Possiamo essere d’accordo che soggettivamente è preferibile uccidere da lontano? Ci vuole meno coraggio, si violano meno tabù e soprattutto si corrono infinitamente meno rischi.

                Quindi, potendo, praticamente tutti ucciderebbero da lontano, se ne avessero i mezzi.

                Quindi è una questione di mezzi.

                Ci siamo?

              • PinoMamet scrive:

                Secondo me no.

                Al Mostro di Firenze, chiunque fosse, non gli importava nulla di uccidere da lontano.

                I guardiani dei campi di sterminio, i torturatori di Guantanamo o di Abu Ghraib ecc non erano persone “comuni “, erano tanti Mostri di Firenze o comunque dei sadici, in certi casi selezionati apposta per questa loro caratteristica.

                Certo se vogliamo fare un discorso generico il loro impatto strategico è nullo.

                Ciò non toglie che, mettetela come vi pare, il pilota di Hiroshima credo che potrà faticare a mettersi in pace la coscienza.

                Un rapitore di neonati di Hamas, non credo che ce l’abbia, una coscienza.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Al Mostro di Firenze, chiunque fosse, non gli importava nulla di uccidere da lontano. ”

                Avendo conosciuto uno psicopatico diventato poi tristemente noto, concordo.

                Esiste una piccola parte di umanità che prova un bisogno incontrollabile di far male fisicamente: gente cui piace così tanto uccidere che sono disposti a correre rischi enormi per farlo. E sapendo che finiranno male.

                Immagino che gente simile prosperi in certe situazioni anomale, tipo appunto quando vengono nominati custodi di campi di prigionia.

                Poi è anche vero che esiste una fascia più ampia di persone che quando si presenta l’occasione inattesa, scopre che c’è qualcosa di piacevole nella violenza: fonti non ostili mi hanno raccontato di come ragazzi italiani piuttosto “normali”, mercenari in Congo nel 1962, durante la ritirata si fossero scatenate compiendo cose che hanno sorpreso loro stessi.

                Ma questo non spiega eventi politici, spiega solo fatti individuali di cronaca che circondano eventi politici.

                Quando Stalin decide di mettere milioni e milioni di russi nei gulag, non lo fa certo perché è un “sadico”. Lo fa per una scommessa.

              • Miguel Martinez scrive:

                Penso che l’elemento chiave qui sia la Scommessa.

                Che non è né razionale né passionale.

                La scommessa è fondata sempre su un ragionamento sui fatti, ma anche sul rischio dell’ignoto e dell’inatteso, che potrebbe risultare vincente (e invece spesso è catastrofico).

                La scommessa richiede mezzi e scelte importanti, per cui non può essere di massa.

                Le masse si mobilitano – spesso come carnefici volenterosi – con mezzi invece emotivi.

              • PinoMamet scrive:

                Ah, non dimentichiamo:

                non hanno decapitato i bambini, era una fake news.
                Li hanno “solo” uccisi.

                Non hanno telefonato ai parenti mentre stupravano le ragazze: le hanno “solo” stuprata.

                E niente, immagino che questo li renda dei bravi ragazzi…

          • Roberto scrive:

            Miguel

            “Ripeto, non ho le cuffie adesso, non posso sentire.”

            Ho capito che non le hai adesso ma immagino che prima o poi le troverai no?

            Fidati, non è una cosa che puoi riassumere (te ne renderai conto, sono una lunga serie di frasi ritagliate da un’intervista) e sono solo tre minuti

            Poi è in arabo che immagino tu capisca meglio di me (io leggo solo i sottotitoli automatici)

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Fidati, non è una cosa che puoi riassumere (te ne renderai conto, sono una lunga serie di frasi ritagliate da un’intervista) e sono solo tre minuti”

              Trovate le cuffie.

              Riassunto invece facile, non vedo perché non lo potevi fare anche tu:

              Allora, Ali Baraka, che è una sorta di rappresentante di Hamas all’estero ma parla a quanto pare solo arabo (il che dà già un’idea…), dice che:

              1) Hamas ha preparato tutto in gran segreto, da due anni, cosa credibile,visto l’efficacia dell’azione.

              2) Presumo che si dilunghi sul fatto che vogliono usare gli ostaggi a scopo di scambio di prigionieri, perché a un certo punto dice che chiederanno uno scambio con gli Stati Uniti.

              3) Poi fa il galletto dicendo che Hamas può colpire Israele ovunque e che ha fabbriche dove producono armi tremende 🙂

              4) Fa il galletto vantandosi di avere amici in mezzo mondo, dall’Iran alla Russia. Che a Hamas fa comodo dirlo, non so quanto sia vero, e comunque la frase verrà sfruttata a momento debito per bombardare Libano e Iran e colpire la Russia – quindi se è vero ciò che dice, svelarlo è un po’ una pugnalata alle spalle.

              5) Fa infine il galletto ripetendo una cosa che ho sentito tante volte da parte israeliana, sugli “israeliani che amano la vita e gli arabi che amano la morte”. E’ un po’ un’arma a doppio taglio: giustifica infatti qualunque azione repressiva (“l’ho fatto contento ammazzandolo con tutta la famiglia!”). Allo stesso tempo, far credere di non “aver paura di morire” è un’arma potentissima in una guerra asimmetrica, proprio perché la violenza repressiva si fonda sull’incutere il terrore di morire.

              Comunque è una retorica che rientra in un lungo filone doppio di letteratura poetica araba (anche pre-islamica) e di retorica risorgimentale (la “nahda” araba). E che una volta andava di moda anche in Italia:

              “Stringiamci a coorte
              Siam pronti alla morte”

              • Miguel Martinez scrive:

                “Ali Baraka”

                Comunque è interessante, perché rivela implicitamente anche qual è l’obiettivo di Hamas, quello di essere credibile come soggetto che fa paura, che nelle relazioni politiche costituisce i due terzi del gioco.

                Come il gatto che sfida il cane gonfiandosi, insomma.

                Dubito che gli riuscirà, perché Hamas oggettivamente è quello che è, anche se una mossa gli è riuscita molto bene.

            • PinoMamet scrive:

              “E che una volta andava di moda anche in Italia:

              “Stringiamci a coorte
              Siam pronti alla morte””

              è vero;

              infatti negli anni della Fallaci andava di moda ripetere, infatti, che gli occidentali amano la vita e gli arabi la morte… e lo dicevano gli “occidentali” per demonizzare la cultura araba.

              Facile smentirli citando l’inno, senza bisogno neppure di scomodare Tennyson e in realtà due millenni e mezzo di letteratura…

              • Moi scrive:

                … e infatti Renzi (… chi altri, sennò ?) gli fece l’ update 🙂 “Siam pronti alla vita !” 🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “infatti negli anni della Fallaci andava di moda ripetere, infatti, che gli occidentali amano la vita e gli arabi la morte… e lo dicevano gli “occidentali” per demonizzare la cultura araba.”

                Infatti il giochino all’incirca è:

                “Se io ti faccio buuh!, tu scappi perché hai paura.

                Se tu mi fai buuh!, io non scappo perché non ho paura”.

                Conviene a tutti e due crederci, perché i primi si sentono più “umani” e quindi che gli altri sono più “disumani” e quindi sterminabili a dovuta distanza, con strumenti tecnologici.

                Ma anche i secondi oggettivamente fanno più paura così: “non avrò la tua tecnologia, ma ho più coraggio di te”.

                Uno dei moltissimi esempi di antagonismo simbiotico.

  17. Miguel Martinez scrive:

    Intanto, buona notizia.

    Israele ha concesso fino alle 6 di domani mattina per caricarvi sulle spalle i parenti in ospedale e portarli via, prima che i loro bombardieri spianino l’ospedale.

    ah, Marco Carrai, il ciellino che organizza domenica la manifestazione qui a sostegno di Israele (contestata anche dalla comunità ebraica fiorentina) è appena diventato il presidente della Fondazione Meyer che gestisce lo splendido ospedale per l’infanzia di Firenze.

    Gli diamo fino alle 6 di mattina per portare tutti i bimbetti dell’ospedale a Greve in Chianti, prima che li ammazzino con il fosforo bianco?

    • Roberto scrive:

      Per esempio in quei tre minuti il tipo dice “la cosa che i palestinesi desiderano di più è morire come martiri, non come gli israeliani che amano la vita”

      Ti pare possibile!?! Per questo ti suggerisco di ascoltare…se fosse vero….beh non lasceranno l’ospedale è saranno contenti così

  18. Miguel Martinez scrive:

    Oggi, ho saputo che è morta una mia amica/nemica, che poi è la stessa cosa; una persona con cui sono in relazione.

    Donna coraggiosa, dal volto tutto eroso (poi ho visto una foto di lei quando stava meglio, era bella).

    Piccola, forte, gentile, intelligente, viso come l’uva passita raggrinzita.

    Non so quale fosse la sua storia, in origine.

    Una di quelle che hanno combattuto contro i vaccini obbligatori per il Covid, e anche contro tante altre cose.

    Ci siamo trovati insieme per Assange.

    Poi ha accettato di prendere in mano la campagna contro la “Città dei 15 minuti”.

    Che io mi batto da anni PER la città dei 15 minuti, anzi dei 10 minuti.

    Quando incontro un avversario che è una bella persona, la prima cosa che mi viene in mente è come possiamo ricucire e capirci.

    Allora ci siamo scambiati tanti messaggi, dove si capiva che in fondo era un equivoco, se solo non ci fossero degli slogan esterni che ci dividevano, ci saremmo potuti capire davvero.

    Però, quando le proponevo di incontrarci, mi diceva che doveva affrontare dei problemi di salute, ma dopo…

    Ma dopo.

    La mia nemica non c’è più, avrà un “commiato laico”.

  19. Miguel Martinez scrive:

    Una buona notizia, invece…

    Il “paese più potente del mondo” non si lascerà intimidire dai 2 milioni di rinchiusi di Gaza:

    “”Hamas ha sferrato il suo attacco in momenti di cambiamenti globali. Ma gli Stati Uniti sono il Paese più potente al mondo. Noi restiamo perfettamente in grado di proiettare il nostro potere e di far fronte ai nostri impegni anche in scenari diversi. Di conseguenza staremo al fianco di Israele così come siamo al fianco dell’Ucraina”: lo ha affermato il segretario alla Difesa Lloyd Austin in un intervento pronunciato al termine di un incontro a Tel Aviv con il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant e con il capo di stato maggiore, gen. Herzi Halevi.

  20. Moi scrive:

    Un’ Opera Inutile in meno a Firenze … la Loggia di Novello Costarocciosa 😀 (*) ,
    ” Archistar ” Giapponese :

    https://www.msn.com/it-it/money/other/non-si-far%C3%A0-la-loggia-isozaki-agli-uffizi/ar-AA1iaTre

    (*)

    ho cercato i kanji di Arata Isozaki

    Cmq dal progetti sembra una tettoia da capannone industriale assolutamente anonima, una roba che può disegnare chiunque se gli metti una matita e un righello in mano … almeno avesse avuto un profilo a Jinja dello Shinto , tipo quelli a Kyoto 🙂

  21. Moi scrive:

    @ ROBERTO

    la differenza tra chi uccide “schiacciando un bottone” e chi, non avendo un bottone, uccide “guardando in faccia” la sua vittima.

    [CIT.]

    Di studi psicologici su come sia più “problematico” fare a pezzi una sola persona con un machete rispetto a incenerire una città intera “premendo un bottone” … mi pare che ve ne siano tanti.

    • Moi scrive:

      … più o meno, è come spiegarsi la gente che non avrebbe cuore di tirare il collo a una gallina MA si abbuffa tranquillamente al KFC ! 😉

    • Roberto scrive:

      Moi

      “Di studi psicologici su come sia più “problematico” fare a pezzi una sola persona con un machete rispetto a incenerire una città intera “premendo un bottone” … mi pare che ve ne siano tanti.”

      Esatto, è quello che sto dicendo io

  22. habsburgicus scrive:

    in base all “amicus Plato sed magis amica Veritas”
    qui Putin ha risposto bene, in modo serio e pacato, e lo riconosco 😀 [adesso non importa se tale fornitura sia vera o falsa…la risposta di VP è stata razionale, moderata, non-ideologica..SE, ripeto SE, la fornitura vi è stata, le cose saranno andate proprio così]

    “Vladimir Putin ha risposto ad una domanda sulla fornitura di armi ucraine ad Hamas. Il presidente ha affermato di dubitare che tali consegne abbiano avuto luogo a livello del governo. Secondo lui, la vendita di armi all’estero è stata possibile a causa dell’alto livello di corruzione nel paese.
    “Il mercato nero funziona in modo tale che ci sono molti che vogliono comprare, e in Ucraina ce ne sono molti che vogliono vendere”

    (diciamo però che un po’ di corruzione c’é anche in Russia, eh 😀 😀 :D)

  23. Miguel Martinez scrive:

    Per roberto

    Ti ringrazio per avermi segnalato l’intervista sulla strategia di Hamas. Ma non ho capito bene perché la trovi così importante?

    • Roberto scrive:

      Non la trovo in se importante, volevo molto semplicemente sapere cosa ne pensi tu che parli arabo e che conosci sicuramente meglio di me la cultura locale.

      Io ci leggo una cosa che penso da tempo: ad Hamas non gliene frega assolutamente nulla dei palestinesi che non sono né più né meno che carne da cannone.
      Già dalla storia “desideriamo tanto morire da martiri” (anzi i palestinesi desiderano) che dai, non è certo l’inno di mameli…io ce lo vedo modo Conte o la Meloni che dicono “gli italiani desiderano la morte”? Poi se vogliamo l’inno di maneli dice che gli italiani sono pronti alla morte non che la desiderano…)

      Ma poi due anni e mucchi di soldi spesi per cosa? Andare ad ammazzare dei tizi che fanno la festa per poi farsi distruggere? Non potevano dedicare le stesse energie e risorse a qualcosa di un filo più utile si palestinesi?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        La retorica del “noi vogliamo la morte” è una banalità araba (più che islamica) che si afferma con la guerra d’Algeria, ma con mille altre chiacchiere che a noi sembrano sbruffonate, ma ognuno ha il suo sistema retorico.

        Non capisco la differenza con la coorte della morte di Mameli (che oltretutto riuscì a Morire da Eroe), tranne il fatto che il Risorgimento è morto e sepolto da un pezzo, i conflitti nel Medio Oriente no.

        Come dicevo, dai brani tagliati, intuisco che in mezzo ce ne dovrebbe essere uno che parla di ottenere la liberazione dei prigionieri palestinesi in Israele (si parla solo di quelli “anche negli Stati Uniti”).

        Inoltre, Hamas non ha mai negato che il suo scopo non è solo quello di gestire bene il carcere dove si trovano 2,3 milioni di palestinesi bloccati per terra, mare e aria in uno spazio senza alcuna risorsa. E’ quello di uscire dal carcere.

        Credo che sia una speranza non realizzabile, ma è sicuramente comprensibile (come è comprensibile la paura dall’altra parte, se 2,3 milioni di persone dovessero davvero uscire dal carcere).

        • Roberto scrive:

          Se capisco bene Hamas non vuole uscire dal carcere (quello era Mandela), vuole uccidere i carcerieri, giusto?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Se capisco bene Hamas non vuole uscire dal carcere (quello era Mandela), vuole uccidere i carcerieri, giusto?”

            Nessuno “vuole uccidere” nessuno, né da una parte né dall’altra.

            Israele vuole controllare la totalità della Palestina, concedendo a una minoranza la cittadinanza; a due altre minoranze, isolate tra di loro, la chiusura in piccole buche dove non possono fare danno, ma dove non possono nemmeno votare. Quindi controllo non può significare unione politica.

            Hamas vuole l’abolizione dello Stato d’Israele e l’unificazione di tutta la Palestina.

            L’alternativa a entrambi ovviamente sarebbe uno stato unico sul modello europeo, con diritti uguali per tutti.

            • Roberto scrive:

              Miguel

              “Nessuno “vuole uccidere” nessuno, né da una parte né dall’altra”

              Vorrei tanto poterci credere….

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ““Nessuno “vuole uccidere” nessuno, né da una parte né dall’altra”

                Vorrei tanto poterci credere….”

                Voler uccidere è un fatto di psicologia individuale. E’ il motore che mobilita alla guerra.

                Ma la guerra viene lanciata per motivi politici. Dove l’uccisione è un mezzo e mai un fine.

                Se gli Stati Uniti attaccano l’Iraq, non è perché “Bush vuole vedere bambini arabi che muoiono”. E’ perché vuole controllare il petrolio. Poi muiono ANCHE innumerevoli bambini arabi.

                Troverei difficile credere il contrario.

                E’ un po’ come il signore che sfratta la novantaseienne: non è che lui diventa felice se vede la vecchietta che schiatta. Lui diventa felice quando vedo un po’ più di soldi.

              • Roberto scrive:

                Si lo so che nella tua weltanschauung esiste solo un mondo fatto fin razionalità e di scelte coerenti….io invece vedi un mondo governato da passioni, odi, razzismi, istinti primordiali…secondo me sbagli totalmente a leggere il mondo con occhiali da persona razionale, ma non ti convincerò mai del contrario (e di nuovo spero che tu abbia ragione perché se tutto fosse razionale ogni conflitto sarebbe risolvibile con un po’ di discussioni)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Si lo so che nella tua weltanschauung esiste solo un mondo fatto fin razionalit”

                ?????

                Allora non hai letto nulla di ciò che scrivo almeno dal 2017 sulla guerra, con l’aiuto medianico di Vernon Lee.

                Io dico un’altra cosa.

                Se giudichiamo le cause politiche dei conflitti, ci troviamo scommesse abbastanza razionali:

                1) “con un colpo di mano, risolvo la situazione ucraina, riannetto la Crimea alla Russia, tanto ho la bomba atomica”

                2) “combatto contro la Russia, tanto alle spalle ho la NATO, forse si finisce per entrare in Europa”.

                Non è che il “popolo russo irrazionalmente odia quello ucraino” o viceversa.

                Non sono conflitti risolvibili razionalmente, perché sono scommesse e bluff, non negoziazioni.

                Però queste scommesse si traducono in emozioni, nello Spirito satanico di guerra, che è fatto sì di istinti primordiali, come giustamente dici tu.

                Che si trovano dentro di noi: il nostro compito è fiutare lo Spirito quando si avvicina e saperne respingere le lusinghe.

                Che alla fine sono quelle identificate da Vernon Lee: lo Sdegno (per le atrocità nemiche), la Pietà (per le vittime del Nemico), l’Eroismo che ci porta a sacrificare qualcosa pur di fare il Bene e così via. Le passioni migliori insomma.

                Appena sentiamo che qualcuno ci sta stuzzicando questi sentimenti, dovrebbero suonare tutti i campanelli d’allarme.

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “Allora non hai letto nulla di ciò che scrivo almeno dal 2017 sulla guerra, con l’aiuto medianico di Vernon Lee”

                Ho letto anche le mille volte in cui hai scritto che non capisci l’odio o che il razzismo non esiste oppure “l’uccisione è un mezzo e mai un fine” proprio poco sopra

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Allora non hai letto nulla di ciò che scrivo almeno dal 2017 sulla guerra, con l’aiuto medianico di Vernon Lee.”

                Ma no, è che Roberto e Francesco sono sinceramente convinti che nel mondo esistano degli attori geopolitici che sono sostanzialmente Forze del Male, che come obiettivo hanno proprio quello di fare il massimo di male possibile a qualcun altro. Per questo loro individuano in altre forze, che chiameremo per semplicità “i Buoni”, lo scudo contro queste Forze del Male.
                Roberto in questo senso è più menopeggista (se potesse avere una Difesa Comune europea, cioè una forza crociata che ci difende contro la Barbarie dell’Est, lui getterebbe tranquillamente la Nato nell’Atlantico), mentre Francesco è più genuinamente tifoso (per lui gli USA sono comunque il Faro della Luce nelle Tenebre del mondo), ma il succo della visione del mondo è lo stesso.
                Che è infantile e fumettistica, ma è sincera.

              • Roberto scrive:

                Invece qual è la tua visione del mondo? Sono tutti stupidi a parte te?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Invece qual è la tua visione del mondo? Sono tutti stupidi a parte te?”

                Non ho capito a chi è rivolto questo commento

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                è rivolto a Mauricius.

                La cui visione credo che sia più o meno:
                nel mondo ci sono i più forti che sfruttano e vessano i più deboli. E non è che gli occidentali siano in sé più cattivi, sono come gli altri, ma più forti.
                Certo non sono più buoni.
                E non ci sono i buoni e i cattivi come nelle favole.

                Che, sempre che io abbia capito la visione di Mauricius, mi pare sostanzialmente condivisibile (poi divergiamo su una serie di altre cose).

              • Miguel Martinez scrive:

                “Miguel,
                è rivolto a Mauricius.”

                perchè non fate come me? Scrivete a chi rispondete, prendete un frammento della frase cui rispondete…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Che, sempre che io abbia capito la visione di Mauricius”

                Mi pare di sì.

        • Roberto scrive:

          Miguel

          “Non capisco la differenza con la coorte della morte di Mameli”

          Non vedi la differenza fra siamo pronti alla morte e desideriamo la morte?

          Cioè non distingui tra sono pronto ad andare a lavorare e desidero andare a lavorare?
          Sono pronto ad andare dal dentista e desidero andare dal dentista?

          • Miguel Martinez scrive:

            per roberto

            “Cioè non distingui tra sono pronto ad andare a lavorare e desidero andare a lavorare?”

            Mi piace Roberto quando spacca il capello in quattro sulla roboante retorica araba.

            E quello di Hamas è stato moderato, dovresti sentirne certi oratori quando parlano, che so delle Virili Virtù della Tribù XXX, e dell’Eroismo dei suoi Discendenti, magari tutto in rima urlata, prolungando all’infinito le sillabe lunghe.

            Prendi atto, non in tutte le culture si parla allo stesso modo.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Prendi atto, non in tutte le culture si parla allo stesso modo.”

              Parlando di cose serie e non di svolazzi poetici, io sono rimasto colpito dalla maniera irresponsabile con cui il tizio millanta alleati che magari non esistono. Ma anche quello temo faccia parte della retorica araba.

            • PinoMamet scrive:

              Come nota a latere, ammetto che faccio molta fatica a cogliere la bellezza dell’estetica araba.

              È vero che li conosco poco; che già è interessante: conosciamo meno i vicinissimi arabi dei lontani giapponesi o dei… lontanissimi indiani.

              Ma tant’è, se vedo Hokusai o sento suonare lo shamisen o il sitar; se leggo storie di samurai o il Mahabharata;
              colgo una estetica a tratti lontana dalla mia sensibilità, ma comunque, che dire? Un’estetica, un gusto.

              Nelle cose arabe, invece, mi sfugge abbastanza.
              Tranne forse la musica; per il resto, boh, non ci trovo nulla o pochissimo di gradevole.

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              “Prendi atto, non in tutte le culture si parla allo stesso modo.”

              Ma sai che credo che molti commentatori abbiano un reale problema con tutto ciò?

              Roberto è molto intelligente, ha anche viaggiato molto, è persona aperta.
              Ma secondo me lui, come molti altri, fa proprio fatica (magari mi sbaglio, è una mia impressione; mi può correggere e non voglio fare a tutti i costi l’esegeta altrui) a pensare che si ppossa ragionare non secondo i canoni occidentali. O, per meglio dire, in modo troppo distante da questi ultimi, in un modo radicalmente altro.
              Quasi sia una follia, un incidente della storia, un fenomeno non fisiologico ma patologico.
              E quindi il radicalmente altro è qualcosa di incomprensibile, una sorta di monstrum.
              Non so se è esattamente quello che pensa Roberto. Ma sicuramente è quello che pensano molti occidentali anche intelligenti.

      • habsburgicus scrive:

        ad Hamas non gliene frega assolutamente nulla dei palestinesi

        concordo pienamente con Roberto….

        • habsburgicus scrive:

          vi dico la mia, anche se non sono esperto del campo

          1.Hamas cinicamente ha nuovamente sacrificato i palestinesi BEN SAPENDO che alla fine avrebbe causato un disastro immane (e se non lo sapeva vuol dire che sono proprio fessi ! puoi attaccare impunemente l’Italia, che ormai è meno di un’espressione geografica di metternichiana memoria, non certo Israele ! e neppure gli USA)
          2.ha fatto questo -non credo GRATIS- per impedire o rallentare il riavvicinamento fra Israele l’Arabia Saudita che era dato per certo e che non piaceva a qualcuno disposto a “pagare” (o meglio, a “far pagare” agli altri !) un prezzo enorme per ottenere l’obiettivo
          3.chi sia questo “qualcuno” non lo so…non penserei tanto a Stati quanto a circoli ENTRO i singoli Stati

          • habsburgicus scrive:

            poi ciascuno, cinicamente e comprensibilmente (purtroppo eh !) cercherà di tirare l’acqua al suo mulino 😀
            1.Israele vedrà di approfittarne per colpire l’Iran (che probabilmente non c’entra nulla, almeno a livello di governo e non di possibili circoli estremisti “deviati”) per indebolire l’unico Stato serio rimasto in piedi nell’area e non comprabile; già che c’é proverà forse ad eliminare Hezbollah e a stabilire il suo controllo sul Libano
            2.gli USA cercheranno di fare la stessa cosa(contro l’Iran), ma con più stupidità (sono americani :D) nell’illusione di restaurare i Pahlavi….e rovineranno l’Iran senza naturalmente ottenere l’obiettivo…
            3.Putin cercherà di approfittare dell’occasione per colpire gli ucraini senza pagare dazio
            4.Erdogan aggredirà qualcuno per papparsi qualcosa—e se quel qualcuno non c’entra nulla, siete ingenui 😀
            5.gli Stati del Golfo risolveranno alcune beghe
            e sarà sempre peggio
            però il mondo è sopravvissuto in passato..e, verosimilmente sopravviverà anche stavolta

            P.S magari invece inizierà l’Età dell’Oro, come quella cantata nella IV Ecloga..
            permettetemi di apparire disincantato, ma sono scettico

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Habs

              “poi ciascuno, cinicamente e comprensibilmente (purtroppo eh !) cercherà di tirare l’acqua al suo mulino ”

              Abbastanza d’accordo.

              Il punto è che Gaza è di per sé insostenibile e non può che scoppiare.

              Ogni volta che scoppia, la situazione peggiora, più o meno come hai descritto tu.

              Comunque la nostra responsabilità, come piccole persone che vivono in Italia, non è risolvere il Medio Oriente.

              E’ non farci prendere dallo Spirito satanico di guerra.

              Che da altre parti assumerà altre forme che non ci spetta giudicare.

              Ci spetta giudicare quello in cui siamo immersi.

              Anno 1914: non spetta a un italiano condannare la retorica serba o quella austroungarica.

              Spetta a un italiano non farsi divorare l’anima dalla retorica interventista italiana.

            • Peucezio scrive:

              Io comunque, che notoriamente sono più ottimista dell’amico Habs., tendo a inserire ciò che sta accadendo, che pure localmente e sul breve periodo è molto probabilmente peggiorativo, in una più generale erosione dell’egemonia occidentale (che poi è un modo eufemistico o cacofemistico di chiamare l’egemonia americana).
              Che avviene non in modo lineare e progressivo ovviamente, ma per salti, riflussi, arretramenti, riavanzamenti, ecc.

        • PinoMamet scrive:

          Anch’io concordo con Roberto: quelli di Hamas, qualunque fosse il movente dell’azione, sapevano benissimo che avrebbero provocato danni enormi ai palestinesi.

          • PinoMamet scrive:

            Tra l’altro non so più quale giornale online (tanto ormai sono uguali) fa notare che ieri Gerusalemme era PIÙ tranquilla di un normale venerdì, anche senza guerre in corso.

            Caduto nel vuoto, o accolto con molta freddezza, l’appello di Hamas a renderlo un “venerdì di rabbia “.

            Dove e quando non sono fisicamente costretti (come a Gaza, dove Hamas desidera tanti scudi umani e tante vittime da esibire) i palestinesi hanno dimostrato di non voler cadere nella trappola preparata da gente cinica che li usa come pedine.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            ” sapevano benissimo che avrebbero provocato danni enormi ai palestinesi”

            I movimenti di guerriglia sono tendenzialmente accelerazionisti: facciamo l’attentato, quegli altri reagiranno in maniera atroce, la gente si incazza ancora di più e aumentano i radicalizzati.
            Funziona, ma il successo finale dipende da quanto a lungo sarà efficace la macchina repressiva del dominatore.

            • Roberto scrive:

              Sta funzionando così così in Palestina da cinquant’anni…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Sta funzionando così così in Palestina da cinquant’anni…”

                E’ vero.

                La cosa difficile è interiorizzare la propria umiliazione e subordinazione.

                Accettare, “noi siamo un popolo a cui è andata male, hanno vinto quegli altri, se ci comportiamo bene forse ci permetteranno di campare, almeno finché riusciamo a fare cose utili per loro, sperando che il colono non mi cacci con il mitra dal campo”.

                Qui sicuramente l’Islam gioca un ruolo che per te sarà negativo. Un musulmano non si sente subordinato di nessuno se non di Dio. Certo, Dio ammette tante religioni e “nazioni” (umma), ma tutto sommato l’Islam, e chi sceglie di diventare musulmano, gli è più vicino.

                Il problema è che ribellarsi sicuramente ha sempre peggiorato la situazione dei palestinesi.

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “Qui sicuramente l’Islam gioca un ruolo che per te sarà negativo.”

                Non ho assolutamente nulla contro l’Islam che per me è una buffa superstizione come un’altra.
                Ce l’ho con i fanatici che pensano che facendo strage di ragazzi ad una festa, di famiglie pensano di poter ottenere qualcosa

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Non ho assolutamente nulla contro l’Islam che per me è una buffa superstizione come un’altra.”

                Ma leggi quello che scrivo?

                Ho ipotizzzato che il ruolo negativo (per te) dell’Islam potesse consistere nel fatto che non aiuta i musulmani ad accettare un ruolo subordinato nel sistema israeliano.

                Tu cosa proporresti per aiutarli a subordinarsi?

              • Roberto scrive:

                Miguel,

                Tu presupponi che l’Islam per me abbia un ruolo negativo…che ti devo dire, io penso che ci siano musulmani che non vanno in giro ad uccidere vecchiette ed altri si, quindi il ruolo negativo non è dell’Islam

                Tra l’altro non capisco la questione “subordinarsi”…immagino che se smettessero di perdere tempo e soldi a costruire razzi Israele li lascerebbe tranquilli (o gli israeliani si divertono ad angheriare i palestinesi giusto per sfizio?)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Tra l’altro non capisco la questione “subordinarsi”…immagino che se smettessero di perdere tempo e soldi a costruire razzi Israele li lascerebbe tranquilli”

                Ma hai un’idea della situazione palestinese?

                Ripeto una cosa già scritta.

                Un terzo (semplifico le cifre), con diritti civili, pure in uno stato che ufficialmente si proclama non loro, ma non ci lamentiamo.

                Un altro terzo, rinchiuso in isole sempre più piccole e affollate, nella “West Bank” o “Cisgiordania”, con i coloni che tolgono loro l’acqua e la terra, senza diritti civili.

                Un altro terzo, costituito da oltre due milioni di persone rinchiuse in uno spazio grande quanto la provincia di Prato, senza accesso al mare, alla terra o al cielo o all’acqua o al cibo, oltre quello concesso loro con il contagocce.

                Sono sicuro che se sapessero accettare questa situazione, Israele li lascerebbe tranquilli.

                Infatti, non ho mai pensato che gli israeliani si divertissero ad angariare i palestinesi giusto per sfizio, come non credo che i palestinesi decapitino bambini israeliani per sfizio.

              • Miguel Martinez scrive:

                Premesso quanto sopra, credo che concorderai che l’Islam gioca un ruolo per te negativo, perché dice di non vivere da subordinati.

              • Miguel Martinez scrive:

                In questo, non intendo criticare Israele. Ha alle spalle una storia che conosciamo, e trovo naturale che chi dopo aver perso parecchie partite, ne vince una, abbia tutto l’interesse a conservare la situazione di dominio. E’ umano, e ci sono tante situazioni analoghe in giro per il mondo.

                E se concedessero i diritti civili a tutti gli abitanti della Palestina, finirebbe Israele come “stato ebraico”.

                Quello che non sopporto è la rimozione della realtà.

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “credo che concorderai che l’Islam gioca un ruolo per te negativo, perché dice di non vivere da subordinati”

                Cristodiddio ma l’ho detto tre volte!

                NOOOOO

                E basta ora se vuoi discutere con me non inventarti cose che non penso

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Cristodiddio ma l’ho detto tre volte!

                NOOOOO”

                Beh, Cristodiddio non è molto islamico 🙂

                Allora, siamo d’accordo, che l’Islam non è utile per far accettare ai palestinesi privi di diritti civili il loro status? Anzi è controproducente?

              • habsburgicus scrive:

                Un terzo (semplifico le cifre), con diritti civili, pure in uno stato che ufficialmente si proclama non loro, ma non ci lamentiamo.

                una consistente quota dei quali è costituita da Drusi che hanno le loro ragioni per non solidarizzare con i loro connazionali cristiani e musulmani

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “(o gli israeliani si divertono ad angheriare i palestinesi giusto per sfizio?)”

                Banalmente c’è una terra contesa.
                Ma Israele ha la forza per tenerla, i palestinesi solo per disturbarlo, non per toglierlela.
                Malgrado fosse loro fino a non tanto tempo fa.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ma Israele ha la forza per tenerla, i palestinesi solo per disturbarlo, non per toglierlela.”

                Anche in Sudafrica e in Rhodesia sembrava che fosse così. Ma finché in qualche angolo di mondo qualcuno ce la fa, gli altri non si rassegnano a stare al proprio posto, anche se, magari, le loro condizioni differiscono del tutto da quelle di chi ce l’ha fatta.

                Insomma, il capitalismo si fonda proprio sulla promessa per cui chiunque ce la può fare e sul riscontro che qualcuno ce l’ha fatta, per cui di cosa ci sorprendiamo?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mauricius tarvisii

                “tempo fa”

                Vero.

                Ma è proprio il passare del tempo a lavorare contro Israele, se non mi inganno.

                E non solo e non tanto per il maggior numero di figli per donna dei Palestinesi.

                O perché l’occupazione stessa genera quel coacervo di miti e memorie condivise che stanno alla base di un’identità nazionale Palestinese prima inesistente (e qui i sionisti nel 1948 avevano ragione).

                Ma perché, molto più banalmente, la goccia scava la pietra.

                In un mondo dominato dal colonialismo, dal neocolonialismo, dalla guerra fredda e dal mito della Frontiera e dei self-made men in cui l’unico indiano buono e’ l’indiano morto, i Watussi sono poveri negri e in cui i crematori sono stati appena spenti il sionismo aveva un senso e un futuro.

                Ora l’impossibilità manifesta di Israele di garantire la sicurezza dei suoi senza incarcerare e derubare un intero popolo a tempo indeterminato, senza mai potere trasformare la superiorità militare in stabilità politica, è funesta per Tel Aviv, a prescindere da quanto morti potranno ancora esserci.

                La Spagna era l’impero più grande mai visto fino allora, ma non essendo riuscita a estinguere il focolaio delle Fiandre alla fine si è suicidato. Ci sono voluti centoottanta anni, ma nel Settecento l’impero su cui non tramontava mai il Sole era l’ombra di se stesso.

                Lo strapotere militare garantito dall’appoggio USA rende impossibile in un tempo prevedibile una catastrofe sul campo di battaglia.

                Ma l’incapacità di trasformare il vantaggio militare in politico fa ripetere davanti a Israele quello che Livio dice di Annibale: “sai vincere, non sai usare la vittoria”.

                Più concretamente: che succede, se Teheran fornisce una bomba sporca a Hezbollah?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. Travaglio e’ da sempre filoIsraele, ma qui lo condivido quasi tutto:

                eccellente analisi di Travaglio, tra l’altro noto filoIsraele, ma che qui condivido al 90%

                https://fb.watch/nHDwoXvN-P/

            • Miguel Martinez scrive:

              Per MT

              “Funziona, ma il successo finale dipende da quanto a lungo sarà efficace la macchina repressiva del dominatore.”

              Infatti.

              In un mondo razionale, i palestinesi dovrebbero sapere che è già una fortuna che non li hanno sterminati, e che possono campare ai margini.

              Il problema è che hanno tanti giovani. Il 40% della popolazione della striscia di Gaza ha meno di 12 anni. E i giovani tutte le volte ci cascano, perché pensano di poter “esistere” anche loro.

  24. Miguel Martinez scrive:

    Alon Altaras, scrittore israeliano, sul Fatto Quotidiano

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/10/13/con-ben-gvir-e-smotrich-ministri-il-governo-netanyahu-ha-fatto-capire-di-non-volere-la-pace/7322017/

    Ci dice che il nuovo Ministro israeliano della Sicurezza Nazionale – responsabile quindi anche della polizia – è Itamar Ben Gvir, che “è stato rinviato a giudizio 54 volte, 8 delle quali trovato colpevole, e le accuse erano sempre di razzismo, sostegno al terrorismo ebraico, lite violente con poliziotti” e che nel salotto di casa tiene incorniciata la foto di Baruch Goldstein, che nella festa di Purim del 1994 ha assassinato 28 palestinesi in preghiera.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tutti

      “assassinato”

      Qua finisce come con le incubatrici di Saddam.

      Alla gente il fatto di essere costantemente presa per i fondelli comincia forse (forse) a dare fastidio.

      La notizia dei bambini massacrati è stata messa in giro direttamente dal premier israeliano in una telefonata col presidente americano Biden

      Nethanyahu ha citato come fonte Nicole Zedeck, giornalista corrispondente del canale israeliano i24 News

      i24 News oltre a ricevere finaziamenti pubblici dal governo e fa capo direttamente alla famiglia Netanyahu (e un’indagine di Haaretz ha messo alla luce come le direttive a volte provengono direttamente dall’ufficio del Primo Ministro israeliano).

      i24 news ha una redazione composta da veterani dell’esercito, altro dettaglio che lascia immaginare la loro obbiettività e neutralità.

      Nicole Zedek ha ammesso di non avere visto i corpi, e di avere solo riportato “voci”.

      Queste “voci “sono risultate in realtà una sola, ovvero “la voce” di David Ben Zion, un vice comandante dell’Unità 71 dell’esercito israeliano.

      David Ben Zion nella vita civile è un leader estremista dei coloni israeliani in Cisgiordania, che ad inizio anno, nei suoi discorsi politici ha incitato rivolta violenta contro i palestinesi (che sono in realtà i proprietari legittimi di quelle terre).

      Alla fine l’unica cosa reale è che Ben Zion ha dichiarato: “Abbiamo camminato porta a porta, abbiamo ucciso molti terroristi. Sono molto cattivi. Tagliano teste ai bambini, tagliano teste alle donne. Ma noi siamo più forti di loro”. Niente-altro-che-questo.

      L’esercito israeliano, per finire, non ha confermato l’esistenza di questi 40 bambini decapitati.

      Ma intanto la notizia ha fatto il giro del mondo.

      E la sua smentita no (ma solo in occidente).

      Israele ha vietato di curare negli ospedali i miliziani di Hamas feriti.

      Secondo il Jerusalem Post, il ministro della Sanità israeliano Moshe Arbel ha ordinato la fine del trattamento ai palestinesi feriti negli ospedali pubblici. Arbel ha affermato che il sistema sanitario israeliano dovrebbe concentrarsi interamente sui propri cittadini feriti.

      “Fin dall’inizio delle ostilità, la questione della cura dei dannati e spregevoli terroristi di Hamas negli ospedali pubblici ha creato enormi difficoltà al sistema sanitario”, ha detto il ministro.

      La mossa si ritorcerà, come al solito, contro Israele, perché d’ora in poi qualsiasi miliziano di Hamas ferito capirà che in prigionia una morte lenta lo attende senza cure mediche.

      Questa notizia, unita alla pubblicazione di un video dove i palestinesi vengono giustiziati dopo essersi arresi, convincerà probabilmente i membri di Hamas a combattere fino alla morte.

      Nel frattempo Israele continua a violare tutte le leggi di guerra, nonostante le proteste addirittura dei suoi alleati occidentali.

      I pronipoti delle sfortunate vittime dell’Olocausto hanno dimostrato – come al solito – di fregarsene delle leggi internazionali. , ma anche di non avere nessuna remora nel comportarsi come fecero i nazisti coi loro nonni.

      Ma la cosa più vergognosa (e foriera di future sventure) è il sostegno acritico dell’opinione pubblica occidentale, che sorvola sopra qualsiasi regola e violazione dei diritti umani.

      Solo poche settimane fa la Von Der Leyen tuonava:

      “Gli attacchi della Russia contro le infrastrutture civili, in particolare l’elettricità, sono crimini di guerra. Privare uomini, donne e bambini dell’acqua, dell’elettricità e del riscaldamento con l’arrivo dell’inverno: questi sono atti di puro terrore”.

      Ora è a fare a passerella a Gerusalemme, e di quello che diceva non si ricorda più niente.

      E mentre gli europei fanno a gara per la foto opportunity in Israele, il presidente di quello stesso paese, Isaac Herzog, ha dichiarato venerdì che tutti i cittadini di Gaza sono responsabili dell’attacco perpetrato da Hamas in Israele lo scorso fine settimana, che ha provocato la morte di oltre 1.200 persone.

      “C’è un’intera nazione là fuori che è responsabile”, ha detto Herzog in una conferenza stampa venerdì. “Non è vera questa retorica secondo cui i civili non sono consapevoli, non sono coinvolti. Non è assolutamente vero. Avrebbero potuto insorgere. Avrebbero potuto combattere contro quel regime malvagio che ha preso il controllo di Gaza con un colpo di stato”.

      Come dire: l’ergastolano innocente non deve prendersela col secondino che lo imprigiona, ma con l’ergastolano colpevole. Una variante del dare la colpa alle vittime di stupro perché se la sono cercata.

      Quindi ora, il “libero” occidente ha sdoganato:

      1. Le SS e il buon lavoro fatto dai nazisti in URSS (ricordate il parlamento Canadese che applaudiva il nazista)

      2. Il concetto di colpa e punizione collettiva (altro concetto nazista)

      3. Ogni rappresaglia sui civili è lecita (anche tagliare acqua e luce a 2 milioni di persone)

      4. Il “reato di opinione” (chi manifesta a favore dei palestinesi “incita l’odio razziale”, reato penale)

      5. Radere al suolo una città in “stile cartagine” (la promessa fatta per Gaza) o “stile Dresda” (come pubblicamente auspicato in TV da Sechi, ex responsabile PR della Meloni e attuale direttore del “Tempo”)

      6. La pulizia etnica (dire a un milione di persone di abbandonare case, città e beni, senza dare garanzie di dove andare e poter tornare).

      Poi scopriamo che le armi in mano ad Hamas sono di fabbricazione americana e dello stesso tipo inviato in Ucraina.

      Dicono anche che il governo di Kiev non c’entra nulla. Sono finite sul mercato nero e Hamas le ha comprate sul dark web.

      Facciamoci dare il link, che ci potrebbe far comodo per il domani.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        “L’esercito israeliano, per finire, non ha confermato l’esistenza di questi 40 bambini decapitati.”

        l’esercito israeliano non ha MAI dato la notizia di 40 bambini decapitati. ha dato la notizia (vera) di una strage con 40 corpi, tra cui bambini.

        E ricordo che bambini uccisi e rapiti ce ne sono stati davvero.

        ” Secondo il Jerusalem Post, il ministro della Sanità israeliano Moshe Arbel ha ordinato la fine del trattamento ai palestinesi feriti negli ospedali pubblici. ”

        no, Moshe Arbel ha annunciato, come scrivi tu più sopra, che il servizio pubblico israeliano non curerà i feriti di Hamas, ma non è chiaro se e come la direttiva verrà accolta:
        https://www.ynetnews.com/article/r1ft24411t

        “unita alla pubblicazione di un video dove i palestinesi vengono giustiziati dopo essersi arresi”

        Mi permetto di prendere questa notizia con lo stesso scetticismo di solito riservato alle notizie pro-Israele…
        dov’è questo video?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “l’esercito israeliano non ha MAI dato la notizia di 40 bambini decapitati. ha dato la notizia (vera) di una strage con 40 corpi, tra cui bambini.”

          Grazie. Sono precisazioni importanti, presentate correttamente.

          Come avrai capito, la complicazione è dovuta al fatto che io non mi interesso proprio a Israele, come non mi interesso allo Sri Lanka.

          Mi interessa la visione mediatico-partitica italiana di questo conflitto.

          • Peucezio scrive:

            Già, quella è la parte più ripugnante.
            I servi italiani di Israele mi fanno infinitamente più schifo degli israeliani, che almeno fanno i loro interessi e hanno i coglioni.
            Ma è la parte che ci riguarda più da vicino.

            Ormai a partire dal covid siamo in un regime para-nazista, nel senso negativo del termine: c’è un cattivo e tutto il discorso mediatico è monopolizzato dallo stigmatizzarlo in modo scomposto e fanatico.
            Per i nazisti però il nemico era sempre lo stesso.
            Qui cambia ogni anno, per verificare la fedeltà dei sudditi (non è una cosa fatta a tavolino, è un riflesso condizionato del potere).
            Quindi i non vaccinati, poi i russi e i loro amici, ora i palestinesi (o se volete Hamas) e i loro amici.
            Ma contano gli amici: l’obiettivo polemico non sono Putin o Hamas: persino questi deficienti che ci governano, politici e giornalisti (è un unico blocco, ma contano molto di più i secondi e il sistema che li foraggia) capiscono che sono fuori dalla loro portata e che sono molto più coriacei di loro.
            Sono gli italiani non conformi al Verbo via via imposto.

            • Peucezio scrive:

              Che poi nel mondo e anche in Europa oramai l’Italia sia una scorreggia, e anche flebile, che nessuno sente, è un altro discorso.

              Meno contiamo, più i nostri governanti si incattiviscono per accaparrarsi quel poco.

              In grande succede in tutto l’Occidente: più i poli geopolitici alternativi acquisiscono consistenza, più diventa violento, provinciale, infantilmente erozzamente suprematista, dittatoriale e allergico al dissenso.

              Il politicamente corretto è stato perfetto a preparare il terreno a tutto ciò. È stato la prova generale di repressione del pensiero libero e del dissenso ed è ancora l’ideologia ufficiale dell’Occidente, anche se non più l’unica incontrastata.

              Il politicamente corretto, col suo fanatismo, è il distillato più puro dell’arroccamento identitario dell’Occidente in reazione all’erosione della sua egemonia.
              Questo non l’ha capito nessuno, tantomeno i coglioni di destra, che sono ripugnanti quanto i sinistri, ma ancora più imbecilli.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pino Mamet

          “video”

          Sembra sia stato già censurato su YouTube.

          Ti ringrazio comunque sinceramente per le tue accurate precisazioni.

          Il fatto che tutto il resto del post passi indenne dalla tua verifica ne aumenta la credibilità.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        ““C’è un’intera nazione là fuori che è responsabile”, ha detto Herzog in una conferenza stampa venerdì. “Non è vera questa retorica secondo cui i civili non sono consapevoli, non sono coinvolti. Non è assolutamente vero. Avrebbero potuto insorgere. Avrebbero potuto combattere contro quel regime malvagio che ha preso il controllo di Gaza con un colpo di stato”.”

        Tra l’altro, Hamas a suo tempo vinse le elezioni a Gaza, con l’OLP che si rifiutava di entrare in coalizione.

  25. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “Non è che il “popolo russo irrazionalmente odia quello ucraino” o viceversa.”

    Non è esattamente così.
    Le guerre mondiali sono un conto.

    Ma io i russi e gli ucraini un po’ li ho conosciuti. D’amore e d’accordo apparentemente gli uni con gli altri. Ma ricordo gli accenni risentiti, le frasette di disprezzo, molto prima di questa guerra: fuoco che covava sotto la cenere.
    E ora gli ucraini, almeno quelli dell’ovest, sono fanatici, carichi di odio e rancore cieco.
    E i russi, appena gratti, hanno una mentalità imperiale e un forte risentimento anti-ucraino, come dire: ma che cavolo vogliono ‘sti straccioni, che sono russi come noi, ma solo un po’ più straccioni e imbroglioncelli? Che cavolo pretendono di fare da soli?

    Ricordo, quando ancora si trattava solo di Lukašenko e la Timošenko contro Janukovič e compani, giochetti politici, ecc., un attempato amico moscovita, artista, che, guardando un telegiornale in russo che parlava della situazione ucraina e di questi giochetti, diceva: “che bruci l’intera Ucraina!”. E questo era un signore pochissimo politicizzato, se non per il fatto di essere molto anticomunista avendo subito il comunismo vero laggiù, prima di venire qua in Italia, per cui odiava anche i blandi comunisti italiani, PDS-DS-PD compresi, in quanto ve li associava.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per peucezio

      “Non è esattamente così.
      Le guerre mondiali sono un conto.

      Ma io i russi e gli ucraini un po’ li ho conosciuti.”

      Non hai tutti i torti. Ripeto, quello che ho scritto va rivisto.

      Pensando al mondo arabo, non ho riscontrato particolari odi di tipo balcanico.

      Certo, per gli egiziani gli iracheni sono dittatoriali, gli algerini sono violenti, i sudanesi sono “animali della giungla”, i sauditi sono ricchi e stupidi… ma sono luoghi comuni a livello italiano.

      Un po’ più forte forse l’antipatia per i turchi militaristi che credono più alla Patria che a Dio.

      Gli israeliani sono una coltellata piovuta dal cielo, gente arrogante e razzista con la bomba atomica che si è impadronita di una terra non loro, ma non ho percepito che li odiassero “perché ebrei”: gli ebrei egiziani, alla pari dei cristiani egiziani, sono un’altra storia che non c’entra con Israele, c’entra con l’amore/odio per quelli che stanno chiusi nel loro mondo e hanno successo nella vita e fanno i soldi mentre noi no…

      Gli italiani sono simpatici, “uguali agli egiziani”

      • Moi scrive:

        Mah … “Italia” mi sa sempre un po’ di “India”, proporzionando l’ Europa all’ Asia. 😀

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        mi viene da pensare che probabilmente le rivalità nel mondo arabo non siano su scala nazionale, anche perché gli stati sono artificiali e non ci sono sotto-etnie dai confini e dalle fisionomie definite, mentre gli stati slavi sono ritagliati, sia pure solo un secolo fa o anche molto meno, più o meno secondo i confini etnico-linguistico-religosi.

        Mi chiedo se nel mondo arabo la faglia non sia più sul piano clanico, quindi su scala molto minore, locale, di reti famigliari, ecc., mentre per il resto, stringi stringi, si è tutti arabi e, ingrandendo l’insieme e al netto dei pochi arabi non islamici, dei mussulmani.

        • PinoMamet scrive:

          Non li conosco certo quanto Miguel, ma se devo basarmi sui miei studenti direi che si tratta proprio di rivalità nazionali.

          Poi i miei studenti algerini ce l’avevano anche con “quelli che parlano strano”, cioè i berberi.

          Con questi due algerini ultimi non avevo la classe, ma li tenevo per l’ora aggiuntiva di italiano per stranieri.

          Salta fuori che sono in classe con un’egiziana; gli chiedo se capiscono l’arabo di lei.
          Mi dicono che non lo sanno, perché lei fa la sostenuta e “vuol fare l’italiana”.

          Chiedo ai professori, e mi dicono che in realtà è tutta velata. Boh?

        • PinoMamet scrive:

          Comunque l’ora di italiano aggiuntivo per stranieri è risultata più interessante per me che per loro.

          Ho imparato che:

          -gli algerini, almeno questi due ragazzi (fratello e sorella) arrivati da poco, “non capiscono gli italiani”: non la lingua, proprio la mentalità.

          -sono convinti che gli italiani non sappiano guidare perché vanno piano (??) e non sorpassano mai (???)

          -pensano che gli italiani siano un po’ razzisti, ma più verso di loro (arabi) che verso i neri (e qui direi che ci hanno preso)

          -sono convinti di essere fisicamente indistinguibili da un italiano (di tutti gli studenti nord africani che ho avuto- il Vicino Oriente è un altro paio di maniche- solo uno, anzi una, poteva passare per italiana fisicamente)

          -gli stanno antipatici gli indiani perché se la tirano e affermano di parlare cinque o sei lingue “ma sono tutte uguali, allora anch’io so quattro lingue perché so l’italiano, l’arabo normale, l’arabo algerino, il francese e un po’ della lingua di quelli giù che parlano strano, e sono anche lingue vere!”

          -gli italiani li prendono in giro se parlano italiano bene, con io congiuntivi giusti.

          Ah, un’altra cosa.
          L’altro giorno ero in fila in posta.

          Dietro di me ci sono due ragazzi molto giovani, senegalesi. Si raccontavano le loro vite amorose passando dal wolof a un italiano grammaticalmente e sintatticamente ottimo, con solo un notevole accento, come dire, franco-africano. ma più in italiano, diciamo 70% e 30%.
          Molto simpatici, ironici, estremamente maschilisti, pare che le loro fidanzate non facciano altro che chiedergli regali e di pagare cene e pranzi, e loro si “incassano” perché “non sono mica tuo padre”!

        • PinoMamet scrive:

          Mi autocito:
          “di tutti gli studenti nord africani che ho avuto- il Vicino Oriente è un altro paio di maniche- solo uno, anzi una, poteva passare per italiana fisicamente”

          naturalmente parlo di un tipo fisico italiano medio.

          Se è per questo conosco tanti italiani che potrebbero passare per nord africani… e non solo meridionali, come vorrebbe certa vulgata.

          Forse gli studenti algerini fanno riferimento a questo, non so.

          • Moi scrive:

            tanti italiani che potrebbero passare per nord africani… e non solo meridionali, come vorrebbe certa vulgata.

            ————

            Se non fossero volti celebri, Enrico Brignano, Pierfrancesco Favino, Alessandro Gassman, Rocco Papaleo, Edoardo Leo, Teresa Mannino e … Matteo Salvini 🙂 !

            • Moi scrive:

              Marco Giallini potrei vederlo come “Iraniano”, ma NON come “Arabo” … 🙂

            • PinoMamet scrive:

              Mah… io in realtà ho in mente amici più scuri e “africanoidi” di queste persone!

              Teresa Mannino ha il tipico viso della donna siciliana
              (rif.; due mie amiche; un’altra conoscente; la cantante Levante; l’attrice Donatella Finocchiaro; la mia ex vicina di casa Salvatrice…)

              non saprei descriverlo, i tratti comuni cioè, va oltre le mie capacità… ma è innegabile che ci siano delle somiglianze, almeno per me!

            • PinoMamet scrive:

              Di Matteo Salvini conosco praticamente il sosia, che ironia della sorte è da sempre impegnato politicamente nella sinistra estrema;
              piacentino.

            • PinoMamet scrive:

              Brignano è un tipo “etrusco”, Papaleo , Favino e Gassman mi sembrano i classici (mo’ Peucezio capirà e mi correggerà, al limite) mediterraneo/dinaridi italici, Salvini mediterraneo/dinaride/alpinoide…
              della Mannino ho già detto (anche lei nello spettro mediterraneo italiano, non africanizzato).

              • Peucezio scrive:

                Anch’io mi diverto a fare di queste classificazioni, il punto è che la base è antropometrica e riguarda essenzialmente l’indice cefalico orizzontale, che un po’ si nota a occhio, ma andrebbe misurato con gli appositi strumenti.

                Però a spanne mi ritrovo abbastanza.

              • Moi scrive:

                Strumenti che stanno al DNA come le conchiglie alla Finanza Internazionale. 🙂

              • Moi scrive:

                Ci sono siti specializzati in “sosia di altra razza” … in senso di “race” Angloamericano, ovviamente.

              • PinoMamet scrive:

                Sicuramente, infatti gli aplotipi del DNA li hanno mandati un po’ in pensione.

                Ma a me interesserebbe vedere gli “incroci” tra lo studio di questi (R1, J4ecc) e la vecchia antropologia fisica….

                Se corrispondono o no come aree di diffusione e soprattutto perché.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Ma a me interesserebbe vedere gli “incroci” tra lo studio di questi (R1, J4ecc) e la vecchia antropologia fisica….”

                Sarebbe interessantissimo.

  26. Peucezio scrive:

    Non parliamo dei popoli balcanici.
    Quelli se potessero non farebbero altro che massacrarsi gli uni con gli altri.
    Lì la politica internazionale qualche volta cavalca, ma per lo più frena.

    Ma tu che vivi in Toscana…
    Cazzo, quelli ogni volta che potevano si massacravano gli uni con gli altri.
    E ancora adesso si convoglia tutto nel calcio storico o nel Palio di Siena, giusto per evitare che si pestino e magari si accoltellino in strada. Non parliamo fra le città!

  27. Moi scrive:

    Sarà suggestione lessicale dialettofona, ma … per me, gli Arabi (almeno gli Arabo-NordAfricani … i “Maruchéin” ) sono appunto dei “Terroni Mancati” 😉 a causa dell’ Islam. I Sauditi e Dintorni mi sembrano l’ apoteosi del Cafone Stra-Arricchito.

  28. Moi scrive:

    Ormai è diventata un meme la signora ottantenne Palestinese con il cartello “I am older than your State !” rivolto agli Israeliani !

  29. Miguel Martinez scrive:

    Per roberto

    Una piccola introduzione demografica.

    Israele ha circa 7,1 milioni di ebrei e 2 milioni di palestinesi con diritti civili.

    Nel “West Bank”, sono rinchiusi circa 3,2 milioni di palestinesi, senza diritti civili.

    A Gaza, altri 2,3 milioni, senza diritti civili.

    Quindi se Israele concedesse i diritti civili a tutti quelli sotto il suo controllo militare, avrebbe una maggioranza di cittadini palestinesi.

    Senza contare che ci sono circa 6 milioni di palestinesi in vari paesi arabi, che potrebbero rivendicare il diritto di ritorno.

    Quindi trovo perfettamente comprensibile il comportamento israeliano. Israele è nato come “stato ebraico”, mica come “stato di chiunque sia nato lì”. Jus sanguinis, non ius soli.

    Ma trovo anche comprensibile la reazione di tutti coloro che non hanno diritti civili.

    Poi hai ragione, ogni volta che ci provano a conquistarseli, finiscono peggio.

    E forse dovrebbero imparare ad accettare la subordinazione.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “forse”

      Ma Allah non ha forse rivelato al suo Profeta (la pace sia con lui) che “è peggio la persecuzione dell’omicidio”?

      (Al-Baqarah, 191-192)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Moi scrive:

        Solitamente la “Sura della Vacca” viene citata se ti stan sul cazzo a prescindere i Musulmani , tipo il “Levitico” se ti stan sul cazzo a prescindere gli Ebrei 😀 …

  30. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    … e dopo la Turchia (Turkey) con “Türkiye”, arriva l’ India con “Bharat” ?!

    https://www.youtube.com/watch?v=IkBwgVozS_Y

    Is India changing its name to Bharat? | DW News

    Speculation is rife that the Indian government might want to OFFICIALLY change the country’s name to ‘Bharat’. The cause of the speculation – an official dinner invite to G20 delegates from the country’s President, mentioned ‘President of Bharat’, instead of ‘President of India’.

  31. Moi scrive:

    Will India change its name to Bharat?
    Rebranding might excite some Hindu nationalists, but would be painful

    https://www.economist.com/the-economist-explains/2023/09/15/will-india-change-its-name-to-bharat

  32. Moi scrive:

    Ma … non si diceva già anche in Greco Antico ” Ινδία ” e “India” in Latino ?
    … Dove sarebbe tutta ‘sta carica coloniale Britannica ?!

    • PinoMamet scrive:

      Per te che sei una persona colta infatti non c’è nulla di coloniale, britannico o vagamente offensivo nel nome India;
      e davvero non c’è.

      Ma penso che i partiti nazionalisti indù cerchino di eccitare gli animi dell’ “indiano della strada “, che non ci capirà un cazzo e per il quale Europa = Gran Bretagna = colonialismo.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      E’ carica coloniale persiana: loro chiamavano India la terra dell’Indo (tra l’altro, l’area si chiama ancora Sindh, dove la S diventa un’aspirata).

      • habsburgicus scrive:

        anche in arabo si dice Hind…in persiano c’é Hindustan “la terra degli indù”….la stessa parola che indica la loro lingua principale, hindi deriva da hind….e credo che pure in diverse lingue neoindiane si usi hindutva per indicare qualcosa che ai nazionalisti dovrebbe far piacere 😀 ovvero la Weltanschauung indù pura (caste al cubo, Ganesh ecc :D) ! “hindutva” non “bharatva” 😀

        • Moi scrive:

          Che dire … spero che NON cambino nome, però almeno non sarebbe una semplice variante come per la Turchia (che pone problemi “solo” 🙂 in Inglese).

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Sì, perché tutto verrebbe dall’avestico, dove questo fenomeno sarebbe avvenuto.

        • PinoMamet scrive:

          Beh la Hindutva è più che altro una specie di populismo/nazionalismo indiano, ufficialmente contraria a qualunque cosa sia vista come divisiva della popolazione indiana.
          Quindi anche alle caste.
          Nella visione della Hindutva, ogni indiano è hindu, anche se “casualmente ” sikh o buddhista o musulmano, e viene ripetuta l’idea dell’Induismo antico (e di alcuni gruppi di ogni epoca) per cui la vera “casta” è il merito individuale ecc.

          Nella pratica, i movimenti legati a questa ideologia sono accusati di strumentalizzare le caste basse contro gli omologhi musulmani, senza realmente impegnarsi in riforme sociali.

      • PinoMamet scrive:

        Mi pare però (devo controllare e non ho il.Rocci sottomano) che in greco India abbia lo spirito dolce e non aspro; e infatti arriva in latino come India e non Hindia.

        Che fine ha fatto la aspirazione? Considerando che c’è ancora in hindi, appunto, ma anche in arabo e persino (leggera) in ebraico, dove Hodu, é stato ipotizzato, deriverebbe da una errata trascrizione di Hindu.

        Tra l’altro lo spirito aspro greco ha la stessa origine del fenomeno Sindh-Hind, cioè la perdita di una S iniziale indoeuropea.

        E sappiamo che in epoca classica e anche in epoca romana l’aspirazione si sentiva ancora..

  33. Moi scrive:

    I vecchi film Western doppiati e gli Spaghetti Western … diventerebbero paradossalmente “corretti” , a definire “Indiani” i Nativi Americani ?! 😀 😉

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Insomma, confermano che lo spostamento di un milione di persone deve essere definitivo. E’ anche comprensibile: da sempre perseguono la filosofia della rappresaglia al decuplo, ma farla in questo caso comporterebbe lo svuotamento degli arsenali, mentre è meno problematico se lasci che provvedano fame, sete e malattie su una popolazione confinata in metà dello spazio di prima.

  34. habsburgicus scrive:

    https://t.me/svezhesti/90896

    Il presidente İlham Əliyev innalza solennemente la bandiera dell’Azerbaigian a Xankǝndi (sino ad ora Step‘anakert)

  35. Mauricius Tarvisii scrive:

    Una senatrice italiana ci testimonia che lei (che si trova da Fazio, non in un ospedale di Gaza) non ha paura.

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2023/10/15/segre-un-tempo-che-credevo-di-non-rivivere_6b6efa13-92eb-4315-92d5-cc1fcfee2ad9.html

  36. Moi scrive:

    In Inglese, esistono entrambe le variazioni linguistiche “etno-storiche” : “India ” e “Hindustan” … con e senza /h/ .

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