Frammenti tosco-messicani

Grazie a questo blog, conosco da un decennio Josemar, messicano di Oaxaca, l’ultima parte di millenni di altra cultura che fu salvata da un gusanito, un vermetto.

Il vermetto, il vermiglio, che si annidava nell’agave, e permetteva, sacrificandosi, di fare un rosso che l’Europa non aveva mai visto: più rosso ancora del vermetto armeno che chiamiamo cremisi:

 Treccani: cremisi, dall’arabo qirmizī «rosso scarlatto», adattam. del sanscr. kr̥mija− «prodotto da insetti», cfr. kr̥mijā «cocciniglia»]

I conquistadores ci provarono ad allevare i vermetti, fallirono, e lasciarono fare alle tante genti di Oaxaca, che sopravvissero così.

Josemar mi racconto di suo babbo scultore, che visse troppi anni di solitudine in Italia prima di tornare a Oaxaca, dove poi fu chiamato tra i monti a riparare la statua di un santo. E tutto il villaggio a guardarlo teso teso, ricordandogli che quelle mani che tu stai aggiustando, fanno miracoli.

Che poi da lui aveva studiato anche Lila Downs.

Anche lì, mi dice, sta arrivando la guerra: era terra india, lontana dagli orrori della frontiera con gli Stati Uniti, ma stanno iniziando i massacri, gli stupri e insieme, ovviamente, il turismo di massa.

Siamo sulle colline del Chianti, il sole sta tramontando dietro due cipressi lontanissimi. A est, altri cipressi e pini marittimi.

Un campo tutto a scendere, e bambini che corrono giù all’impazzata su tricicli che temi sempre che si schiantino, ma sono indistruttibili.

Josemar mi regala un piccolo teschio nero di argilla, barro negro, e una minuscola tazzina, una copita de mezcal, per bere il liquore di agave dove in fondo alla bottiglia, galleggia ancora il gusanito.

Irasema è la sorella gemella di Josemar, in lingua zapoteca, mi spiega il fratello, il nome ha a che fare con le api.

Solo che poi la chiamano anche Irasemilla, che un po’ sarà il diminutivo, e un po’ sarà quella forma preziosa e rara di ira che diventa anche seme, e non solo autosoffocamento, come succede troppo spesso ai perennemente infuriati.

Irasema indossa una splendida maschera di cervo, e danza, mentre stende un tappeto che è il Fiume. Poi arriva, rivestito dei paramenti dell’uomo-del-sacro dei Huichol/Wixal, un pupazzo che il babbo dei gemelli aveva fatto con le sue mani.

L’Uomo-del-sacro, che è umano come noi tutti, si spoglia delle sue vesti, resta vestito di nero.

Irasema ritorna con un costume ricamato con soldi, ne versa ai piedi dell’Uomo-del-Sacro, per comprarsi la sua terra, promettendo progresso e lavoro, per ricavarne miniere e minerali.

Compare però il Coyote, ululando nella notte toscana, e annuncia che la Fine del Mondo è vicina.

Serpente a Sonagli sssss – susssssurra ssssibilando – che se chiediamo, dobbiamo dare, se prendiamo soltanto, allora…

E L’Uomo-del-Sacro si risveglia e parte per combattere i saccheggiatori.

Irasema fa vedere, una dopo l’altra, una serie di immagini dipinte dai Huichol, e mi ricordo di quando ero piccolo, a Città del Messico, di un gran mercato, dove migliaia di artigiani, letteralmente analfabeti, avevano dipinto e disegnato meraviglie su legno, stoffa e rame.

Che derivavano per metà da millenni di vita dei popoli originali, e per metà dai maestri fiamminghi che andarano in Messico, e condivisero la propria arte con i maestri tlaxcaltechi.

Oggi, in una Firenze che ha Draghi Verdi, Lioni Rossi e Unicorni, ma non ha Cervi o Serpenti a Sonagli, incontro Andrea, dall’immensa chioma bianca e barba.

Con la terza media, ha fatto da operatore di un asilo nido, e ha riflettuto da allora con un’intelligenza che manca a tutti i laureati che conosco sul destino del nostro rione, ha seguito ogni muro che crollava, ogni casa che si svuotava, ogni misura presa in Comune…

“Lo sai che hanno deciso di vendere l’Ospedale di Ognissanti?”

Che era poi quello che i Vespucci cui si deve il nome del continente mio, di Josemar e di Irasema, donarono perché fosse per sempre un ospedale. E che oggi diventerà un altro contenitore per troglioni (turisti dotati di trolley) che devono portare rendita.

Oggi i Signori della Rendita faranno anche di quello un saccheggio, come avvenne con le miniere delle alture degli Huichol.

Mi rendo conto che la guerra universale, è una sola.

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6 risposte a Frammenti tosco-messicani

  1. Ugo Bardi scrive:

    Peccato che non sono potuto venire. Deve essere stata una cosa molto interessante!

  2. Francesco scrive:

    >>> Mi rendo conto che la guerra universale, è una sola.

    Temo sia un classico errore di prospettiva, in cui cadono molti analisti con tendenza alla sintesi e grande intelligenza.

    Io, infatti, lo penso senza mai arrivare a capire quali sarebbero le parti, di quella guerra: sono sintetico ma fesso.

    🙂

  3. Fuzzy scrive:

    https://youtu.be/duT62emRXIk?feature=shared

    Gli ipnotici hermanos Gutierrez (fratelli Gutierrez?)
    -Svizzeri
    Si, ma di origini Ecuadoriane.
    Furby, hai visto in Israele?
    L’IA beffata da terroristi in deltaplano.
    -Chi? Io non conoscere questa IA.
    Sei furbo tu….

    • fuzzy scrive:

      https://valori.it/armi-petrolio-finanza-hamas/
      Scontro Hamas Israele: conseguenze dure per le economie più indebitate, a cominciare da quella italiana.

      In estrema sintesi, quindi, una guerra in Medio Oriente, unita a quella in Ucraina, spinge gli scommettitori a puntare sul rialzo dei prezzi, devastando i consumi. E gli investitori istituzionali a comprare titoli ritenuti sicuri, come quelli in dollari. In questa morsa finiscono per essere stritolati quei Paesi, come l’Italia, che sono importatori di energia e che hanno un enorme debito da finanziare. Per essere ancora più chiari, in regime di finanziarizzazione ogni conflitto determina fiammate inflazionistiche generate dalle aspettative. E maggiori costi per le economie più deboli, con evidenti vantaggi per quelle più forti.

      Eh, questa finanza….
      Il problema è come viene gestita la creazione della moneta.
      -Tu Fuzzy conosci?
      Poco. Sto leggendo l’unico libro in cui ci si capisce qualcosa.
      Prima, niente. Sai come si dice: Al contadino non far sapere…..
      Non è che siano cose incomprensibili, ma se nel tuo interesse vuoi fare in modo che non si capiscano, allora non si capiranno.
      Addirittura la tua figura di “santone” della finanza ti farà sembrare una persona di valore.
      -E invece, no valore?
      Eh, no, Taleb sui finanzieri ne dice di tutti i colori. Gente che tra l’altro non rischia niente.

      • quisquiliator scrive:

        “Non è che siano cose incomprensibili, ma se nel tuo interesse vuoi fare in modo che non si capiscano, allora non si capiranno.”
        Infatti Grazzini,che a differenza di molti altri non è per niente un cazzaro, chissà perchè rimane sempre in terza fila nel circo mediatico.

        • Fuzzy scrive:

          Principio evangelico (Matteo25,29)
          “A chi ha sarà dato di più, e sarà nell’abbondanza. Ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”
          -Fuzzy, tu cristiano?
          No, io annusatore terrestre.
          -Tu allora cane da tartufo
          Beh, tartufo, diciamo che anche i funghi ordinari, se cucinati al vapore e con una manciata di prezzemolo, olio e aglio in polvere, fanno la loro porca figura.

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