Mi trovo ancora a citare David Rovics, il cantautore statunitense di area anarchica.
Che fa alcune preziose affermazioni di buon senso: lo stesso buon senso che applichiamo da dieci anni, con un certo successo, per difendere il nostro rione in tempi di speculazione ed espulsione degli abitanti.
Non so se chiamare ciò che facciamo “Sinistra”, fatto sta che sicuramente non è Destra: l’altro giorno, il Consiglio Comunale di Firenze ha votato una debole e tardiva mozione per rallentare la trasformazione del centro storico in una miniera di rendita Airbnb per proprietari assenteisti. O meglio, per proprietari presenti tramite omini delle pulizie peruviani che pedalano sulle loro bici: è un mistero dove dormono, visto che nemmeno i professionisti oggi trovano casa alla portata delle loro tasche.
Bene, la Destra ha votato contro il provvedimento. E cioè ha votato a favore dell’invasione da parte di orde di extracomunitari con i loro trolley e la cacciata degli autoctoni.

Una dichiarazione di principi
David Rovics
La sinistra è composta principalmente da pagliacci amanti della censura, che sostengono l’impero, e che si atteggiano a virtuosi? O è solo l’impressione che abbiamo dai social media?
7 ottobre 2023
Quella che viene chiamata “sinistra” nella società statunitense, e non solo, è un fenomeno contraddittorio e confuso. Le persone che identificano il loro orientamento politico con parole come anarchismo, comunismo, socialismo, socialdemocrazia, possono sostenere politiche e tattiche organizzative esclusive e persino autoritarie, mentre altre persone che si identificano presumibilmente con le stesse ideologie si impegnano in forme inclusive di organizzazione e sostengono cose come il discorso aperto e la libera espressione.
Quella che viene chiamata “sinistra” può includere persone coinvolte nell’organizzazione di lavoratori, inquilini o membri di altre comunità di persone che si oppongono ai piani nefasti dei capitalisti. Ma tenderà anche a includere molte persone impegnate in grandiose manifestazioni, esibizionismi, virtue-signaling [farsi passare per buoni condannando presunti cattivi] e campagne di cancellazione sulle piattaforme dei social media aziendali.
Chi sono le persone che credono e forse sono anche impegnate in un’organizzazione efficace, e chi sono quelle che lanciano bombe virtuali in ogni spazio in cui tale organizzazione sta cercando di realizzarsi? I pubblicitari aziendali e i politici che cercano di dividerci sanno chi siamo, ma noi stessi non ci conosciamo.
Se siete d’accordo con l’orientamento di base rappresentato dai 10 punti fondamentali qui sotto e volete dare il vostro nome a una dichiarazione pubblica in tal senso, scrivetemi un’e-mail a david@davidrovics.com con il vostro nome e qualsiasi altra informazione rilevante da allegare, come la vostra occupazione o l’organizzazione che rappresentate. Quando avremo una buona raccolta di nomi, li aggiungeremo a questa dichiarazione e la pubblicheremo in altri luoghi.
Nel caso in cui non sia già abbondantemente evidente, se sei arrivato a condividere questi punti solo di recente e fino al mese scorso ti comportavi come un orribile troll su Twitter, sei un essere umano altrettanto bello e ti vogliamo!
Inoltre, se siete generalmente a favore di questi punti ma avete suggerimenti per migliorarne la presentazione o il contenuto, o se avete profondi disaccordi con qualcuno di essi che vorreste comunicarmi via e-mail, sono interessato anche a queste e-mail.

1) Accogliamo l’organizzazione per uno scopo e rifiutiamo l’esibizionismo e il virtue-signaling performativo. Organizzarsi significa costruire reti, trovare un terreno comune, stabilire obiettivi comuni. Scrivere su chi è abbastanza puro da essere contattato e chi no non ha nulla a che fare con l’organizzazione e serve molto meglio a dis-organizzare.
2) Accogliamo la giustizia reale e rifiutiamo gli attacchi anonimi volti a diffamare le persone. Anche se le persone possono commettere reati terribili e ritenere le persone responsabili del loro comportamento può essere molto importante, gli attacchi anonimi, le campagne diffamatorie e la giustizia dei vigilantes sono un modo terribile per cercare di ottenere giustizia o responsabilità, ed è uno strumento perfetto per essere utilizzato da attori nefasti, soprattutto se ampiamente accettato da una mentalità istintiva di “credere alla vittima a prescindere” che è stata instillata in gran parte della popolazione.
3) Accogliamo la diversità e rifiutiamo l’identitarismo. La diversità di ogni tipo nella società è una cosa meravigliosa, da celebrare, non solo da tollerare. E questo non ha nulla a che vedere con le olimpiadi dell’oppressione che hanno preso il sopravvento nei discorsi della sinistra. Non dobbiamo permettere che la nostra diversità venga usata contro di noi in questo modo, come strumento di divisione e conquista, come mezzo per farci litigare per le briciole lasciate cadere dai tavoli dei miliardari.
4) Abbracciamo il discorso libero e rifiutiamo il no-platforming. Il no-platforming [“non permettiamo all’avversario di parlare”] è una tendenza di lunga data, intrinsecamente autoritaria, diffusa in alcune aree della sinistra nel corso dell’ultimo secolo o giù di lì, in tempi moderni più nota con variazioni al tema come cancellation campaigning o cancel culture. È una sorta di forma di censura dal basso, ci si è sempre ritorta contro ovunque da un punto di vista puramente pragmatico, è una tattica facilmente sfruttabile da attori nefasti ed è moralmente ripugnante per chiunque creda nella libertà di parola.
5) Accogliamo la libertà di espressione rifiutando il controllo delle aziende. La libertà di parola non è un’idea borghese che dovremmo buttare via insieme all’imperialismo. La libertà di parola è un concetto radicale che abbracciamo in quanto ovviamente preferibile all’alternativa (la censura). Non vogliamo cacciare nessuno da nessuna piattaforma perché ha opinioni sbagliate. Ma questa non è un’approvazione delle Big Tech o dei loro piani per il dominio del mondo! Le loro pratiche monopolistiche e i loro algoritmi che producono conflitti devono essere smascherati e contrastati, ma non peggiorando la situazione chiedendo di bandire persone o siti dalle piattaforme.
6) Accettiamo di essere i media e rifiutiamo le campagne di censura. Il fatto che una manciata di aziende gigantesche controlli i nostri mezzi di comunicazione e la maggior parte delle notizie che consumiamo è un fatto terrificante. Dobbiamo fare molto al riguardo, affrontando queste aziende e i governi che le agevolano in tutti i modi, ma non approvando leggi che permettano ai governi di censurare o limitare i contenuti sulle piattaforme dei social media o in qualsiasi altra parte di Internet.
7) Accogliamo la ricerca di un terreno comune e rifiutiamo gli sforzi per polarizzare, dividere e cancellare. Il punto principale del parlare di cose che ci dividono non è far sentire alcune persone in colpa e altre virtuose. Il punto è trovare il modo di lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni nonostante queste divisioni, e forse anche di superarle in questo processo. Questo è molto diverso dal formare sottogruppi all’interno di sottogruppi per evidenziare ulteriormente le divisioni all’interno delle divisioni, senza alcuno scopo apparente se non quello di rivendicare una qualche forma amorfa di superiorità.
8) Accogliamo la comunicazione e l’educazione e rifiutiamo le molestie, la diffamazione, il doxxing [compilazione di dossier con informazioni personali] e altri attacchi personali. Nessuno impara dall’essere attaccato e molestato. Anzi, attaccare e molestare le persone tende solo a farle arrabbiare e a farle diventare più arroccate sui loro sentimenti o sulle loro posizioni. Come si è diffusa l’idea che molestare e diffamare persone di destra o altre persone che non piacciono sia utile in qualche modo? Non è così. Anzi, è il contrario. È completamente controproducente. Dobbiamo trovare un terreno comune, costruire ponti, capire come veniamo usati, non gridare l’uno contro l’altro, sia online che in città.
9) Abbracciamo l’organizzazione reale e rifiutiamo il word policing e altre forme di elitarismo. Un’organizzazione reale, efficace e utile significa persone diverse che lavorano insieme per raggiungere obiettivi comuni, come l’organizzazione di un sindacato sul posto di lavoro per chiedere collettivamente salari più alti o l’organizzazione di inquilini in un sindacato per chiedere collettivamente un affitto più basso. Qualsiasi gruppo di questo tipo coinvolgerà intrinsecamente persone con ogni tipo di differenza. Affinché un gruppo funzioni, non può avere una sorta di processo di selezione in cui chi viene coinvolto deve conoscere tutte le parole giuste del vocabolario da usare per non offendere il moderno progressista. Non è questa la strada da seguire. L’educazione popolare non si realizza nel processo di richiamo di chi usa un pronome o un acronimo sbagliato.
10) Accogliamo le differenze di punti di vista e rifiutiamo di ostracizzare le persone che non condividono i nostri. Sì, possiamo davvero formare un’unione con milioni di persone che chiedono tutte le stesse richieste, anche se hanno opinioni diverse su chi ha ucciso Gesù, chi ha invaso l’Ucraina, chi dovrebbe o non dovrebbe abortire, se ci dovrebbero mai essere spettacoli di drag queen nelle loro biblioteche locali e ogni tipo di altre questioni di vitale importanza. E, di fatto, questo tipo di coalizione è l’unico modo per ottenere qualcosa di utile. Opporsi a queste coalizioni sulla base del fatto che qualcuno o qualche gruppo al loro interno ha opinioni sbagliate su qualcosa è un mezzo per dividere e conquistare i sindacati, non un modo per costruire qualcosa, né per conquistare i cuori e le menti di tutti coloro di cui noi – e si spera non i capitalisti e gli imperialisti votati al dominio globale – abbiamo bisogno.

D’accordo al cento per cento.
Mi pare tutto condivisibile.
E ammetto che è più facile che il superamento del regime bigotto e liberticida di oggi, che è poi l’ideologia ufficiale del sistema di espropriazione che si è imposto negli ultimi decenni, arrivi dall’interno della sinistra che non da destra.
Ma io credo che finché si rimane nella sinistra, non si va troppo lontano, perché il male è antico, originario.
E la destra non ne è immune, perché nasce per contrapposizione alla sinistra.
Si tratta di andare oltre. Oltre la destra.
La polarizzazione fra destra e sinistra è in un certo senso di sinistra (è la sinistra, fin dall’origine, a pensare in modo ideologico, a demonizzare l’altra parte, a istituire il nemico) e stare a destra significa alimentarla, cioè è un altro modo di stare a sinistra.
Faccio il primo OT.
Leggo che la Superpotenza di Gaza ha appena invaso e colto di sorpresa uno staterello confinante privo di difese e di servizi di intelligence.
Boh!
https://www.italiasera.it/attacco-hamas-moni-ovadia-frutto-della-politica-cieca-di-israele/
Attacco Hamas, Moni Ovadia: “Frutto della politica cieca di Israele”
Quel che dice Ovadia è puro senso comune basato sulla realtà dei fatti, solo da accecati si può non essere d’accordo.
Ovadia è un grande.
Quando penso a ebrei così mi sento in colpa per essere antisemita e mi ricordo di quello che in realtà so da sempre, e cioè che bisogna guardare agli individui.
Dopo questa ubriacatura di sangue seguirà la consueta repressione con ancora più sangue, Netanyahu sarà (l’unico) contento perché si sarà salvato la carriera politica, tutto a Gaza tornerà come prima (anzi, ci promettono che sarà peggio di prima) e si aspetterà che la pentola a pressione esploda di nuovo.
Ovviamente spianeranno Gaza, ostaggi o non ostaggi, facendo cento o mille volte i morti che hanno subito.
Però in questo modo saboteranno gli accordi che si stavano creando con l’Arabia Saudita e si accrescerà il solco fra resto del mondo e occidente.
Resto del mondo ch allo stato è ancora meno forte, ma ha sempre più spirito d’iniziativa.
Ho sempre pensato che intelligence, spie, sicurezza e tutto il cocuzzaro siano fallibili…cioè puoi bloccare un numero x di attacchi militari o terroristici ma non per un tempo infinito
Poi la spiegazione alternativa sono gli autoattentati o i “chiudiamo un occhio perché è utile subire attentati i attacchi”, ma è una spiegazione che mi lascia molto perplesso, se non altro per il numero di persone che devono essere coinvolte in un complotto
Per Roberto
“Poi la spiegazione alternativa sono gli autoattentati o i “chiudiamo un occhio perché è utile subire attentati i attacchi”, ma è una spiegazione che mi lascia molto perplesso, se non altro per il numero di persone che devono essere coinvolte in un complotto”
Totalmente d’accordo, anche per il “se non altro…”
E’ questo che mi distanzia ad esempio dagli “scettici dell’11 settembre”.
Infatti, sono assolutamente perplesso.
Un attacco come quello di Hamas deve essere stato deciso in pochi giorni, visto che l’assalto degli estremisti di destra a al-Aqsa risale a pochi giorni fa https://www.newarab.com/news/over-800-israeli-settlers-storm-al-aqsa-compound-sukkot
Quindi richiede una lunga pre-organizzazione (nessuno è mai riuscito prima a violare così le frontiere israeliane) tra migliaia di militanti, che quindi avranno studiato da mesi, se non da anni come compiere l’attacco. Poi una capacità di coordinamento velocissimo ed efficace.
Considerando che Israele ha un mitico sistema di spionaggio, che sul piano della sorveglianza informatica è una superpotenza, che controlla tutte le vie di accesso a Gaza, dire che resto sorpreso è poco.
Certo, fa incredibilmente comodo a Netanyahu, contro cui si stavano svolgendo enormi proteste in questo periodo: chi lo scansa più? Ma nella mia esperienza, “a pensare male, spesso NON si azzecca”. Proprio “per il numero di persone che devono essere coinvolte in un complotto”, in una specie di pettegoli e chiacchieroni disposti a pugnalarsi alle spalle, e dove esiste traccia potenzialmente indelebile di ogni chiacchierata o comunicazione.
Il fatto che un complotto possa riuscire solo in parte o addirittura rovesciarsi nel suo contrario non significa che non venga progettato e attuato.
Resta da capire come avrebbero fatto miliziani di quello che è un grosso ghetto ipersorvegliato, a scagliare qualcosa come 5000 razzi e condurre un blitzkrieg catturando e uccidendo così tanti israeliani, e prendere una città come Ascalona, di 140.000 abitanti, cogliendo impreparato Israele…..
https://youtu.be/zxgoMi6Z5-0?si=3cakDtQ-g9_gocTV
Ascalona non l’hanno presa, l’hanno “solo” bombardata.
Comunque il caos avanza, il know how su come fare queste cose si diffonde, la disponibilità di elettronica a basso costo con cui fare quacosa di meglio dei razzi rudimentali che Iron Dome intercettava con facilità (qualche pirla diceva che gli israeliani avrebbero dovuto darlo a Kiev, pensando che ti tira giù i missili da crociera) è sempre maggiore e il numero di gente incazzata dentro Gaza aumenta con l’incremento demografico. Sappiamo già che la prossima volta sarà peggio.
Questa è la speranza.
Che il progresso non significhi concentrazione di tecnologia sofisticatissima (non penso solo a quella militare, ma a quello di controllo sulle persone) nelle mani di pochi e di uno che un domani giocherà con le nostre vite a piacimento e noi saremo suoi burattini, ma comporta al contrario la diffusione sempre più generalizzata di conoscenze e mezzi è il mio auspicio: creerebbe molta anomia, caos, minore sicurezza, ma anche più democrazia e pluralismo, una capacità d’influenza diffusa, insomma ci salva dalla dittatura planetaria del Grande Fratello.
Speremm.
secondo me caos, anomia, violenza e guerre sono poco compatibili con più democrazia
certo che se l’alternativa è il Grande Fratello VIPs mi tenti
In questi giorni ho davvero altre cose personali a cui pensare, e non mi lascerò trascinare in una discussione senza soluzioni sul Vicino Oriente;
Però che Hamas abbia un imponente arsenale di razzi e ne faccia un uso saltuariamente generoso, non è una novità;
il tentare di infiltrazione in massa invece sì, o meglio, è una novità che sia stato organizzato così bene e sia riuscito (i palestinesi ci avevano provato altre volte; questa volta coordinati col lancio di razzi, e probabilmente approfittando di una certa distrazione o mala organizzazione israeliana interna)
Un caro saluto a tutti!
Per Pino Mamet
“In questi giorni ho davvero altre cose personali a cui pensare, e non mi lascerò trascinare in una discussione senza soluzioni sul Vicino Oriente”
Su questo hai tutta la mia stima!
Miguel
“Considerando che Israele ha un mitico sistema di spionaggio, che sul piano della sorveglianza informatica è una superpotenza, che controlla tutte le vie di accesso a Gaza, dire che resto sorpreso è poco.”
Appunto.
Non è che i mitici sistemi che tengono le vite di tutti noi sotto controllo siano….come dire…dei miti?
Per roberto
“Non è che i mitici sistemi che tengono le vite di tutti noi sotto controllo siano….come dire…dei miti?”
Sicuramente Israele è in grado di controllare almeno la posizione fisica e l’identità di ogni gazano dotato di smarfo.
https://www.mei.edu/publications/nowhere-hide-impact-israels-digital-surveillance-regime-palestinians
https://waccglobal.org/how-israel-controls-palestinian-icts/
https://www.washingtonexaminer.com/opinion/israel-evinces-extraordinary-intelligence-apparatus-in-gaza
Io sconsiglio sempre l’utilizzo di cellulari e carte di credito per chi cerca di nascondersi, evidentemente Hamas mi ascolta….
Per roberto
“Io sconsiglio sempre l’utilizzo di cellulari e carte di credito per chi cerca di nascondersi”
Anch’io.
Ma se devo organizzare un esercito di migliaia di uomini che devono superare una delle frontiere più blindate del pianeta, lo posso fare senza cellulari e carte di credito?
Sono domande, legate a un evento pazzesco e incomprensibile.
miguel
“lo posso fare senza cellulari e carte di credito?”
beh evidentemente si, specialmente se vivi in un bugigattolo…
ma poi sono davvero migliaia di uomini?
a me quello che colpisce non è il fallimento della tecnologia ma quello dell’intelligence umana, ho sempre pensato che gaza in generale e hamas in particolare fosse pieno di spie israeliane
Miguel
“Certo, fa incredibilmente comodo a Netanyahu,”
Metti che fanno fuori gli ostaggi o non riescono a portarli vivi a casa, farà davvero comodo a netanyahu? E a bocce ferme, gli farà comodo essere stato capo del governo che si è fatto sorprendere dall’attacco più sanguinoso della storia di Israele?
Per roberto
“Metti che fanno fuori gli ostaggi o non riescono a portarli vivi a casa, farà davvero comodo a netanyahu?”
Questo è vero, è tutto molto aleatorio.
Se gli ostaggi muoiono è perché gli Stati Uniti d’Americ… Israele non negozia con i terroristi: è pieno di gente abbastanza rincoglionita da correre dietro a questa retorica.
non è che vorresti correggere questa dichiarazione, passate 24 ore?
In effetti danno per politicamente morto il pessimo Bibi, qualsiasi cosa faccia ora.
Se è saltata Golda Meir per la guerra dello Yom Kippur, figuriamoci Netanyahu dopo questa inconcepibile disfatta.
Potrebbe persino essere una buona notizia, nel medio-lungo periodo.
Sono impressionato dalla ferocia di Hamas, pur avendo una qualche idea delle cause.
Mi confermo nell’idea che il medico pietoso fa la piaga purulenta: le situazioni vanno risolte, non trascinate. Bene o male ma risolte, oppure sarà sempre peggio.
@ francesco
“risolte”
Come?
Ributtare i sionisti a mare? Vasto programma, direbbe De Gaulle.
Lo sterminio di un milione di abitanti di Gaza? (Tanto , si sa, “Dio riconoscerà i suoi”). Più probabile, ma si perderebbe per sempre il vantaggio psicologico di essere discendenti dei superstiti della Shoah. E si giustificherebbe in pratica la Bomba di Teheran.
Ritirarsi dai Territori occupati e smantellare le colonie illegali? E bravo! E poi la Eretz Israel dove la metti?
Accettare di farsi togliere un pezzetto di casa in più ogni giorno, tutti i giorni, e di finire mal tollerati in casa propria? Nah, pure il Corano dice che “è peggio l’umiliazione dell’omicidio”.
No, credo che continuerà così. Rappresaglie, attentati, poi ancora rappresaglie, attentati in uno stillicidio decennale.
Nel frattempo la sabbia scorre nella clessidra, e piano piano la bilancia demografica si ribalta a favore dei Palestinesi.
Il che è quello che Hamas vuole probabilmente fin dall’inizio, e che Sharon cercò col suo Muro di prevenire.
Inutilmente, sembra.
L’incremento demografico Israeliano è al 2.2%, quello Palestinese supera il 3%.
https://it.wikipedia.org/wiki/Israele
https://it.tradingeconomics.com/palestine/population
Ciao!
Andrea Di Vita
Beh, il giorno che i palestinesi saranno più degli ebrei cosa cambierà? legalmente sono stranieri e già oggi gli Arabi sono molti di più degli Ebrei in Medio Oriente.
Sul “come” risolvere la situazione ho ben poche idee, sul fatto che così sia una cancrena concordiamo tutti. Forse non Hamas, che la vede come il terreno di cultura della sua guerriglia perenne contro Israele.
Espellere 2 milioni di palestinesi? ma dove? Egitto, Arabia Saudita? i secondi avrebbero i mezzi per assorbirli senza grossi problemi, tutto sommato.
PS smantellare le colonie mi piace molto, a prescindere dalla sua inutilità ai fini della pace.
Ah … plurale di “principio” , non di “principe” ! 🙂
Leggo dichiarazioni di soldati israeliani che hanno prestato servizio sul muro di Gaza , secondo i quali di norma erano in grado di rilevare i movimenti degli scarrafoni dal lato di Gaza, e come spesso mi succede mi chiedo quale film mi tocca davvero vedere.
Come sapete, sono anni che mi giro dall’altra parte rispetto all’orrore e la tragedia del Medio Oriente tutto: c’è un limite a quanto riesco a stare male, davanti a una situazione di sempre crescente orrore, dove flussi economici, la maledizione del petrolio, il wahhabismo saudita, la tecnoviolenza israeliana, gli interessi strategici statunitensi, la sovrappopolazione, l’avanzata del deserto e il cambiamento climatico, il prosciugamento delle acque, tutti insieme stanno trasformando la culla della civiltà in un inferno.
Già solo pensare all’Egitto che ho conosciuto mi fa stare troppo male per dire qualcosa di sensato.
Miguel,
“Già solo pensare all’Egitto che ho conosciuto mi fa stare troppo male per dire qualcosa di sensato.”
Nel senso che era già diventato orrendo o che aveva ancora molto di bello che temi si sia disperso?
Il Foglio oggi:
ISRAELE SIAMO NOI
Quando una democrazia, come quella di Israele, viene colpita da terroristi che sognano di eliminarla, di cancellarla dalle mappe geografiche, di spazzarla via dalla storia, quella democrazia va difesa senza balbettare, senza indugi. E senza avere esitazioni nel riconoscere che da una parte c’è uno stato che difende il suo diritto di esistere (Israele) e dall’altra ci sono i terroristi islamisti (Hamas e tutto quello che Hamas si porta dietro) che difendono il loro diritto a combattere con tutta la forza possibile contro la stessa esistenza di Israele. Difendere Israele significa difendere la nostra libertà. E le nostre democrazie. Il Foglio lancia un appello straordinario in difesa di Israele. Mandate qui le vostre firme, i vostri pensieri, il vostro sostegno. Spieghiamo insieme perché, oggi più che mai, Israele siamo noi. Scrivete qui: israele@ilfoglio.it ”
Aderisco con convinzione all’appello del Foglio. Il terrorismo non è mai giustificato e Israele ha il diritto di difendere se stesso e il suo popolo. Il sostegno del mio Governo alla sicurezza di Israele è solidissimo”. Giorgia Meloni presidente del Consiglio
“Firmo l’appello. Israele è l’avamposto della democrazia e dell’Occidente, è la patria del meraviglioso popolo ebraico. Difendere Israele equivale a tutelare i nostri principi di civiltà”. Gennaro Sangiuliano ministro della Cultura
“Giusto l’appello. Io sto con Israele, baluardo di democrazia e di libertà”. Giuseppe Valditara ministro dell’Istruzione
“Si, difendere Israele oggi significa difendere la libertà dell’Occidente”. Lorenzo Fontana presidente della Camera “
Quando, nel giugno del 1967, Israele rischiò di essere stritolata dai tre eserciti più forti del Medio Oriente, e Nasser minacciava un altro Olocausto, tenevo sulla mia scrivania di studente le fotografie dei generali ai quali era affidata la salvezza dell’unica democrazia in quella regione: Dayan, Rabin, e altri. E quando nel ’73 la situazione si ripropose, rinnovai il rito mentre studiavo per gli esami di magistrato: Ariel Sharon, Avraham Adan e Benni Peled erano i miei eroi. E adesso, dopo mezzo secolo, ritorna ancora l’angoscia di una guerra contro un popolo che ha dato al mondo tanto quanto ha sofferto. Ho telefonato all’ambasciatore israeliano per manifestare la mia solidarietà incondizionata. Non ci sarà mai più una seconda Masada” Carlo Nordio ministro della Giustizia
“Caro direttore, sottoscrivo convintamente l’appello del Foglio. Israele ha il diritto e il dovere di esistere e resistere. L’ho detto da Premier alla Knesset e oggi lo ribadisco di fronte al vile attacco terroristico di cui è vittima”. Matteo Renzi ex presidente del Consiglio
“Un atto gravissimo che va condannato con fermezza. La comunità internazionale intervenga subito per fermare questa spirale di guerra e terrore. Difendere Israele significa difendere la nostra libertà”. Lorenzo Guerini presidente del Copasir
“L’Europa è con Israele e il suo popolo. La sua lezione di libertà e progresso non sarà spenta dalla violenza e dalla barbarie”. Pina Picierno vicepresidente Parlamento europeo
“Io sto con Israele, sotto un attacco indiscriminato contro i suoi civili scatenato da Hamas”. Emanuele Fiano
“Caro Foglio. Sono d’accordo con voi. Sottoscrivo. Tra l’altro un attacco criminale e provocatorio che rischia di destabilizzare ancora di più la situazione in quell’area, situazione molto pericolosa adesso. Viva Israele”. Luigi Brugnaro sindaco di Venezia
“Con Israele, oggi più che mai in queste ore di angoscia profonda. E con Israele sempre perché l’utopia di una democrazia e una società plurale deve essere difesa da ogni forma di terrorismo”. Lia Quartapelle parlamentare del Pd
“Aderisco all’appello del Foglio. Si, siamo e saremo al fianco di Israele, emblema di democrazia e libertà. Condannare senza esitazione questo atroce attacco e difendere il popolo israeliano significa difendere lo stesso Occidente”. Francesco Lollobrigida ministro dell’Agricoltura
“Sempre con Israele e con chi difende la libertà”. Massimo Garavaglia senatore della Lega
“Dobbiamo costruire ponti non muri”, disse all’epoca della sua elezione il Presidente israeliano Isaac Herzog. Ma poi, purtroppo oggi Israele è stata nuovamente colpita al cuore da Hamas. Non è solo terrorismo, è anche un attacco militare come rivendica il capo delle milizie Mohammad Deif: è “il giorno della grande rivoluzione” dice. Resta che esiste una democrazia continuamente sotto attacco. Civili presi di mira, rapiti e uccisi: un popolo in costante pericolo, che lotta e resiste per il suo semplice e sacrosanto diritto ad esistere. Da Mosca nel frattempo chiedono il cessate il fuoco tra Israele e Palestina. Loro, che fanno ancora fatica a comprendere la differenza tra aggressore ed aggredito. L’Ucraina purtroppo ce lo ha insegnato bene. Condanniamo dunque con forza e fermezza chiunque metta a repentaglio la libertà e la democrazia di un popolo che nel corso dei secoli è stato abusato, ignorato, saccheggiato. La violenza crudele e il tentativo di eliminarlo dalle mappe geografiche non deve prevalere sul diritto di questo popolo ad esistere. Noi sempre dalla loro parte”. Ettore Rosato vicepresidente della Camera
“Difendere Israele significa difendere la libertà. E la libertà di Israele è anche la nostra. Aderisco all’appello del Foglio”. Dario Nardella sindaco di Firenze
“Solidarietà a Israele e profondo cordoglio per le vittime. Viviamo con angoscia queste ore ed esprimiamo la più ferma condanna per questo attacco terroristico e senza precedenti di Hamas, che colpisce il popolo israeliano e danneggia gli stessi interessi dei palestinesi, rischiando di generare una più acuta spirale di violenza e terrore e di allontanare il processo di pace e convivenza in Medio Oriente”. Giuseppe Provenzano responsabile Esteri del Pd
“Aderisco all’appello del Foglio. Sto con il popolo di Israele, a cui va la più totale solidarietà e vicinanza, contro un atto di guerra che aggrava ancora di più il conflitto’israelo palestinese”. Nicola Zingaretti deputato del Pd
“Israele è un’isola di democrazia laica e liberale in un’area delicatissima e instabile del mondo, in cui lo Stato di diritto e le più basilari libertà democratiche non esistono. L’attacco terroristico di Hamas è anche il frutto dell’odio per un modello di società che è il nostro. Il mondo libero sia dunque accanto a Israele, vittima di un attacco violento e vile, e faccia tutto ciò che è necessario per garantire la sua sicurezza”. Ivan Scalfarotto senatore di Italia Viva
“Difendere Israele per difendere la nostra libertà. Aderisco all’appello. Un’occasione tragica e dolorosa per riaffermare la nostra amicizia profonda con una Nazione e un Popolo ai quali siamo legati per Valori e sentimenti comuni”. Andrea Abodi ministro dello sport
“Aderisco all’appello del Foglio per Israele, piccola e unica isola di democrazia in Medio Oriente”. Guido Salvini magistrato tribunale di Milano
“Se non sapremo difendere Israele perderemo la nostra storia, la nostra anima e la nostra dignità”. Eugenia Roccella ministra per la Famiglia
“Aderisco con convinzione all’appello del Foglio per dire forte e chiaro che Israele non morirà, che noi sosterremo sempre Israele perché come giustamente recita l’ap pello `difendere Israele significa difendere la nostra libertà’. E la nostra vicinanza sarà chiara, limpida e inequivocabile. Contro il terrorismo e contro chi arma i terroristi. Contro chi giustifica i terroristi e chi sceglie di non prendere posizione. Noi ci siamo. Con Israele”. Carlo Calenda leader di Azione
“Io sto con Israele, ne sostengo il diritto ad esistere, a vivere in sicurezza, a difendere il suo popolo. Sto con Israele sempre e da sempre, e per questo aderisco convintamente all’appello del Foglio, auspicando che il sostegno della comunità internazionale resti forte e chiaro anche quando Israele risponderà al massacro che sta subendo. Perché troppe volte abbiamo assistito all’unità di fronte alle commemorazioni per gli stermini passati ma anche a tanti, troppi, distinguo di fronte agli attentati terroristici dei giorni nostri. Adesso basta: se ancora ce ne fosse bisogno, le immagini di queste ore dimostrano che da un lato ci sono vita, libertà, democrazia e dall’altro non martiri della libertà, ma bestie disumane. Ricordiamocelo sempre”. Mara Carfagna deputata e presidente di Azione
“L’attacco ad Israele costituisce attacco a tutto l’Occidente di cui Israele è parte fondante e integrante. Difendere Israele e il suo popolo significa difendere i nostri principi di libertà e democrazia”. Galeazzo Bignami viceministro infrastrutture e trasporti
“Aderisco alla vostra iniziativa in questo momento così drammatico per l’esistenza e sopravvivenza di Israele come unico stato democratico di tutto il Medio Oriente. Visto che il vostro appello è stato firmato da tanti politici a cominciare dal Premier, sarebbe bello che il nostro Paese si facesse promotore, nelle sedi internazionali idonee, all’ingresso di Israele nella Ue e nella Nato, vecchia proposta di Pannella, che i suoi `discepoli’ hanno dimenticato sposando il Politically Correct a oltranza”. Michele Guida professore universitario ”
“Forse non lo ho colpevolmente notato ma nessuno ha ricordato che il 7 ottobre 1571 avvenne la storica battaglia di Lepanto quando l’Occidente cristiano sconfisse le mire espansionistiche islamiche. Ieri 7 ottobre 2023 è avvenuto un fatto innaffiato dalla stessa sanguinaria ideologia religiosa. Difficile non ricordare le sagge parole dell’ultimo filosofo d’Occidente Benedetto XVII sull’islam a Ratisbona. l’Occidente che ha abbandonato le sue radici giudaico cristiane è sempre più in crisi. Difendere Israele significa difendere la nostra storia”. Paolo Olivieri
“Aderisco grazie”. Paolo Formentini vicepresidente Commissione Esteri Camera
“Lo Stato di Israele è una grande democrazia amica dell’Italia, è lo Stato degli ebrei, che ha accolto i sopravvissuti all’Olocausto, la garanzia che nulla di simile potrà più accadere. La guerra a Israele è dunque una guerra non contro un singolo Stato, ma contro la democrazia e la libertà ovunque nel mondo. Chi le ha a cuore non può che condividere l’appello del Foglio”. Paolo Emilio Russo deputato di Forza Italia
*** Domani all’Arco di Tito Israele siamo noi. Dopo aver lanciato un appello in difesa di Israele, il Foglio ha convocato per domani sera alle 20, all’Arco di Tito, a Roma, una fiaccolata per esprimere vicinanza a Israele. Difendere Israele significa difendere la nostra libertà. E le nostre democrazie. E quando una democrazia, come quella di Israele, viene colpita da terroristi che sognano di eliminarla, di cancellarla dalle mappe geografiche, di spazzarla via dalla storia, quella democrazia va difesa senza balbettare, senza indugi. E senza avere esitazioni. Ci vediamo alle 20 a Roma, martedi 10 ottobre all’Arco di Tito. Aderiscono all’iniziativa anche l’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) e la Comunità ebraica di Roma (Cer). Portate fiaccole. Portate bandiere. Portate idee. ***
@ Martinez
“PD”
Trova conferma la mia decisione di non votare più quel partito.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Da Mosca nel frattempo chiedono il cessate il fuoco tra Israele e Palestina. Loro, che fanno ancora fatica a comprendere la differenza tra aggressore ed aggredito”
Che avrà voluto dire?
Poi la manifestazione all’Arco di Tito…
in effetti … dici che ci hanno trovato qualche “buon” motivo o che manco si sono accorti?
a me Israele, in astratto, starebbe anche simpatico ma immaginare che i palestinesi ce l’abbiano con loro per questioni di democrazia … mi pare una cazzata
@ Martinez
“democrazia”
Mai nessuno che si ricordi che la democratica Inghilterra sterminò i Tasmaniani e i democraticissimi USA sterminarono i Pellerossa e ammazzarono un milione di Filippini.
Si vede che Tasmaniani, Pellerossa e Filippini erano dittatoriali e non democratici.
E si vede anche che le varie marce della pace di Assisi, gli appelli di papi, di segretari dell’ONU, di Amnesty International e di benintenzionati vari sono aria fritta.
E che il Re Sole, parlando di “ultima ratio regum”, aveva ragione.
https://it.wikipedia.org/wiki/Ultima_ratio_regum#:~:text=La%20locuzione%20latina%20ultima%20ratio,dell%27autorit%C3%A0%20di%20un%20sovrano.
Personalmente l’ho capito quando i quindici anni di guerra civile Libanese si sono trascinati nonostante tutte le prediche e tutti gli appelli, e che bastarono i carri armati di Assad padre a porre fine in pochi giorni alla carneficina.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
“Si vede che Tasmaniani, Pellerossa e Filippini erano dittatoriali e non democratici.”
E certo!
Non l’hai ancora capito? Per i cantori del mondo libero se tu vivi sotto un regime dispotico o comunque senza elezioni e democrazia rappresentativa (che poi significa che non decidi un cazzo avendo l’illusione di decidere), non solo devi subire questo svantaggio o supposto tale, ma meriti anche di essere sterminato dai “democratici”.
ehm, no, direi che tasman-pellerossa-filippini non c’entrano un cazzo con questa storia
fa un pò troppo comodo agli amichetti di Putin fare confusione
Miguel,
“Difendere Israele significa difendere la nostra libertà. E le nostre democrazie”
Sì, la nostra libertà di essere incarcerati in casa senza colpa perché gira un’influenza un po’ virulenta, lo stato di polizia, la legge marziale, i coprifuochi, l’arbitrio assoluto dello stato contro i diritti individuali che abbiamo visto e che ormai sono sdoganati per sempre.
OT nell’OT
Vi segnalo che ieri si votava in Lussemburgo
https://www.ilpost.it/2023/10/09/vittoria-centrodestra-elezioni-lussemburgo/
@ Roberto
“Lussemburgo”
Ho letto che la campagna elettorale verteva sul contrasto alla criminalità, in particolare legata allo spaccio.
Ciao!
Andrea Di Vita
Letto dove!?!
La destra, ogni mondo è paese, parla di sicurezza e nazione, cosa buffa in un paese grande come una provincia italiana e dove puoi lasciare la macchina aperta con le chiavi dentro….
merci
“terroristi”, “terrorismo”
Una vera e seria guerra tra Israele e la sua prigione di Gaza può essere solo una guerra interterroristica.
In questo contesto la vera vittoria tattica di Hamas al momento non è quella di aver ucciso per la prima volta un numero così considerevole di israeliani ma di poter contare, sempre per la prima volta, di un numero consistente di ostaggi scudi umani, unico vero ostacolo a che la prigione, già ora il peggior posto al mondo in cui crescere un bambino, venga definitivamente ridotta all’età della pietra.
Basterà? Credo proprio di no: la difesa dai prigionieri da parte del mondo “libero” dovrà comunque e in qualsiasi modo prevalere.
@ tomar
“Hamas”
Oltre agli ostaggi, c’è una fenomenale sconfitta di Israele che perde la sua aura di invincibilità. Come disse Golda Meir, “alla prima guerra che perdiamo l’ultimo chiuda la porta”. È una prima volta, un po’ come le Torri Gemelle sono state la prima volta che si è colpito il territorio metropolitano USA. E tolta l’invincibilità, chi glielo fa fare a un Ebreo di andare a vivere in Israele (religione a parte)? Lo squilibrio demografico a favore dei Palestinesi continuerà. Ed è difficile fare la Svezia quando si tengono milioni di persone in un ghetto dove non ci sono manco le medicine per bambini (notoriamente pericolosi terroristi).
Ciao!
Andrea Di Vita
tomar,
“ma di poter contare, sempre per la prima volta, di un numero consistente di ostaggi scudi umani”
Mah, sbaglierò, ma secondo me gli israeliani se ne fottono degli ostaggi.
Sarebbe un modo di ragionare da gentili.
Permettemi di intervenire nonostante le premesse, ma gli israeliani hanno liberato 1000 palestinesi in cambio del solo Gilad Shalit, non direi proprio che se ne fottano degli ostaggi.
Voci interne mi dicono che se i palestinesi non avessero preso ostaggi, Gaza a questo punto non esisterebbe più.
“Voci interne mi dicono…”
Anche senza voci interne, basta avere orecchie per la voce di quella storia lì.
Vedremo.
Circa le proporzioni, il principio per cui un israeliano, secondo loro, vale quanto mille palestinesi vale nei due sensi.
Va bene ucciderne mille per vendicarne uno, ma anche liberarne mille per ottenerne uno.
@peucezio
“gentili”
A parte il termine “gentili”, hai appena citato (credo senza saperlo) un generale Polacco che ho sentito intervistare ieri sera. Raccontava in particolare di un episodio in cui gli Israeliani avevano circondato una casa con gente di Hamas asserragliata dentro con un ostaggio Israeliano. Hanno dato cinque secondi per arrendersi, dopo di che hanno fatto saltare la casa.
Per distruggere una città, atomica e tempeste di fuoco stile Tokyo a parte, ci vuole tempo, come hanno dimostrato i Tedeschi a Varsavia: tempo e mancanza di un’opposizione militare. Le città si distruggono dopo avere vinto, non prima. Altrimenti ci si riduce a combattere casa per casa, cioè rudere per rudere. Ricordate come finì “Fuoco in Galilea” contro gli Hezbollah? Ogni giorno che passa, per la strapotente Tel Aviv è una sconfitta politica. Qui non ci sono colonne di carri da bombardare nel deserto. Qui c’è un popolo intero da anni dietro il filo spinato.
Ciao!
Andrea Di Vita
chissà se sarà possibile trovare un riscontro di quanto racconta il generale polacco…
A me risulta che le forze armate israeliane dicano di lasciare un preavviso di cinque minuti ;
che uccidano coscientemente degli ostaggi israeliani tenderei ad escluderlo visto che, a differenza di Hamas, hanno perlomeno un’opinione pubblica a cui rendere conto.
Ma, a differenza di bambine, vecchiette e disabili, non mi sono mai trovato, come dire, “gradito ospite” dei gentiluomini di Hamas, quindi riporto per sentito dire.
minuti, secondi….il nostro andrea avrà capito male il polacco del generale
Pino,
“che uccidano coscientemente degli ostaggi ”
Beh, non si tratta di farlo scientemente e deliberatamente, ma di correre il rischio con una certa disinvoltura.
In Italia non lancerebbero nemmeno con una fionda contro il nemico se temessero che a un ostaggio si possa incarnire un’unghia, lì immagino che funzioni in modo un po’ diverso. Tutta la plurimillenaria storia ebraica sta a dimostrarlo.
Può anche essere che siano finalmente cambiati…
Andrea,
devo però riconoscere che radere al suolo tutto, dall’alto, non è che sia difficile, se si ha supremazia tecnologica e di mezzi.
@ peucezio
“radere”
E a quel punto si diventa indistinguibili anche più di adesso dai nazisti che distrussero Ouradour, Sant’Anna, Marzabotto, Lidice e Varsavia.
Ci si gioca definitivamente la Hitler card perdendo l’aura di superiorità morale della Shoah.
E si motiva davanti al mondo la ricerca dell’atomica di Teheran, bruciando al contempo ogni possibile intesa con Riyad in un futuro prevedibile.
Netanyahu sara’ così cretino?
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
scusa ma che scuse avevano i nazisti? perchè le motivazioni di Israele mi paiono un pò più serie
e farebbero un sacco di differenza
tranne per chi li ha già condannati
“scusa ma che scuse avevano i nazisti? perchè le motivazioni di Israele mi paiono un pò più serie”
Potremmo chiederlo a Francesco, che qualche giorno fa ne stava tirando fuori un bel po’ per giustificarme uno…
Peucezio
” secondo me gli israeliani se ne fottono degli ostaggi.”
se sono militari sicuramente no, come giustamente ricorda Pino, ma direi che nemmeno dei civili (entebbe?), visto e considerato che più o meno devono rispondere ad un’opinione civile che non so quanto sia contenta di lasciare indietro ostaggi. mica sono i russi che possono gasare o bombardare terroristi e ostaggi e poi dio riconoscerà i suoi senza che nessuno batta ciglio….
Leggo che durante i raid sarebbero già morti degli ostaggi.
Roberto,
che c’entrano i russi?
I russi sono quelli che Gončarov racconta quando narra l’episodio di Stolz che, congedato dal padre tedesco con freddezza prima di partire, viene abbracciato e coccolato con calore dalle contadine russe.
Sta a vedere ora che gli ebrei sono diventati passionali e calorosi e i russi cinici e marziali.
Va bene la critica ai luoghi comuni, ma i luoghi comuni alla rovescia no…
I russi c’entrano come esempio chiaro ed evidente di gente che se ne fotte totalmente degli ostaggi anche perché non ha un’opinione pubblica alla quale dare il minimo conto di quello che fa.
Ricorderai immagino beslan con l’assalto alla scuola e il teatro riempito di gas e chi s’è visto s’è visto….
In effetti, citare fatti rovina quasi sempre la bella retorica di Peucezio.
Gli ebrei però sono passionali e calorosi.
Perlomeno gli israeliani, ma anche gli ortodossi (li chiamo così per semplicità: in realtà sono ortodosso anch’io).
Ti assicuro che in Israele trovi tutti gli abbracci e le carezze che ti servono, e la scorta per cinque anni.
Sei “achí”, mio fratello, sei “melech “, un re, ti riempio la macchina di Bamba (tranquilli, sono tipo patatine di arachidi) di coca cola w di dolcetti, quando compi gli anni ti riempio la bacheca di sdolcinatezze.
Adesso stanno riempiendo di queste cose, tra gli applausi, spontaneamente, i carri armati che vanno a liberare “i nostri”.
Israele potrà anche farti schifo, Peucé, ma non manca di calore umano.
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/10/09/valditara-9perseguire-i-collettivi-che-inneggiano-ad-hamas9_68592da2-d18b-4727-b9bc-e2a1ce852978.html
Valditara, perseguire i collettivi che inneggiano ad Hamas
“Se è vero che alcuni collettivi scolastici hanno inneggiato ad Hamas alla morte dei ragazzi israeliani, vanno perseguiti dalla legge.
Farò partire immediatamente nostre ispezioni nelle scuole coinvolte, chiedendo alla Procura di promuovere un’azione penale per odio razziale.
L’azione di Hamas è infame, queste persone devono essere perseguite dalla Procura della Repubblica e spero finiscano in prigione, sono di mentalità nazista, personaggi che devono essere isolati e condannati senza se e senza ma”. E’ quanto ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, alla scuola ebraica di Milano dove porta solidarietà.
Due associazioni giovanili milanesi, a quanto si apprende, avrebbero appoggiato sui social gli attacchi, arrivando ad esultare per i massacri di civili. “Non è plausibile che alcuni sindacati o partiti li difendano”, ha aggiunto Valditara, riferendosi ai Collettivi milanesi e alle presunte frasi che avrebbero pronunciato.
Alla visita alla scuola ebraica di Milano è presente anche il segreterio generale Alfonso Sassun. Il ministro è stato accolto da tutto il personale della scuola, dal vicepresidente della comunità Ilan Boni, dal consigliere e vicepresidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei) Milo Hasbani e dal rabbino capo di Milano, Alfonso Arbib. Durante la visita del ministro si è collegato telefonicamente il presidente della comunità Walker Meghnagi.
Adesso la Destra può spararla fino al cielo, dire tutte le cose violente che vogliono.
Il Ministro dell’Istruzione (e del Merito) può auspicare la galera per studenti che hanno espresso solidarietà su qualche social a un popolo oppresso del Medio Oriente.
Scommetto che se anche avesse chiesto la pena di morte, Repubblica avrebbe taciuto…
Guarda chi non puoi criticare e capirai chi è che comanda…..
Adesso anche la Sinistra potrebbe prendere atto di quanto sono coglioni questi dei collettivi e mollarli alla loro merda, altro che solidarietà tra compagni.
Sarebbe cosa buona e giusta.
Quindi non succederà.
Miguel,
“Scommetto che se anche avesse chiesto la pena di morte, Repubblica avrebbe taciuto…”
Non avrei dubbi su questo.
Ormai da quando la Meloni è al governo, la destra sta scavalcando la sinistra in tutti i campi, quanto a fanatismo nell’adesione all’ideologia mainstream.
Alla fine diventeranno anche più filo-culattoni dei comunisti.
Interessante questa cosa.
La sinistra giovanile nei decenni si è fossilizzata ripetendo gli stessi slogan, del tutto impermeabile alle trasformazioni della sinistra in generale. Questo se da una parte li rende un po’ patetici e surreali (l’antifascismo fanatico contro un menico inesistente da 80 anni, ecc.), in questo caso li ha preservati dalla ripugnante deriva politicamente corretta e occidentalista della sinistra stessa.
Libero oggi intitola:
“Diretta Gaza, assedio totale: la mossa estrema contro “gli animali umani”. ”
È stato il ministro israeliano a usare l’espressione, a quanto pare…
Per MT
“È stato il ministro israeliano a usare l’espressione, a quanto pare…”
Vuol dire che quando finisce la sua carriera, avrà un posto sicuro come titolista per Libero.
adesso dirò una cosa un po’ politically incorrect, perché della censura dei benpensanti noi qui giustamente ce ne freghiamo
fare strage di gente che sta ballando,
prendere bambine e vecchiette in ostaggio,
trascinare i cadaveri tra la folla (per di più cadaveri di civili),
vilipendere cadaveri,
sono tutte cose che ti mettono fuori dal consesso delle genti civili da che mondo è mondo, da quando siamo scesi dagli alberi
non c’è giustificazione che tenga, dai tempi di antigone in poi
quindi il titolo di libero non è né soprendente né sbagliato
Gente, potete pensarla come volete sulla lotta del popolo palestinese.
Anche secondo me i palestinesi hanno diritto a una patria in cui vivere in pace e libertà, come tutti.
E quindi non parlo dei palestinesi, che sono parte del popolo arabo, un popolo di antica cultura e di valori cavallereschi.
Parlo dei simpaticoni di Hamas, per i quali sottoscrivo in toto il messaggio di Roberto.
Hamas non fu creato proprio dagli israeliani per indebolire l’OLP di Arafat?
L’appoggio incondizionato dell’Occidente ad Israele ha distrutto la possibilità di un interlocutore più presentabile agli occhi dei benpensanti occidentali.
No, non è stato creato: nasce davvero come l’ennesima incarnazione dell’indipendentismo palestinese che, di volta in volta, abbracciava l’ideologia di moda al momento (nazionalismo arabo, socialismo e, alla fine, Islam politico). Che sia stato aiutato lo sostengono in molti, ma è stata la ritirata israeliana da Gaza, avvenuta unilateralmente perché continuare l’occupazione era insostenibile nel lungo periodo, a farne la forza dominante laggiù.
In Cisgiordania gli eredi annacquati di Arafat ben si guardano da indire elezioni, perché sanno che Hamas vincerebbe anche lì.
Lo stato ebraico avrebbe dovuto sorgere da qualche parte degli USA, non in Medio Oriente dov’è un corpo estraneo per quelle genti e quelle mentalità.
Ma forse la credenza magica che il possesso di una certa Roccia possa dare il dominio del mondo, non è estranea alla scelta della Palestina…..
Sai che secondo me invece non c’entra niente, c’è sotto invece la convinzione molto più banale che quella terra sia la patria degli ebrei.
Non sto dicendo “giusta”, “indiscutibile ” o altro: sto dicendo banale e semplice.
I primi sionisti poi erano spesso laici e non credevano a storie e leggende più di quanto qualunque ateo italiano creda al sangue di San Gennaro.
Hanno scelto proprio Israele, e non Madagascar o la Polinesia (o la meno ospitale Siberia prospettata dall’URSS) per questo semplice motivo, e perché c’era già una comunità ebraica, e perché le organizzazioni sioniste avevano già cominciato a comprare territori lì, e… perché sì, insomma, è il territorio di cui parla la Bibbia, crederci o meno ma è quello.
Poi questa storia della roccia che darebbe il dominio mondiale l’ho sentita solo qua.
Naturalmente ci sarà qualcuno che ci crede: c’è sempre il singolo esaltato.
Giuseppe Flavio per spiegare ai suoi lettori romani, il perché della tenace resistenza giudaica ad accettare il dominio di Roma, citava un’ambigua profezia circolante in Palestina ai suoi tempi, la quale affermava che dalla Giudea sarebbero sorti i dominatori del mondo.
Giuseppe Flavio lo dice nel suo La Guerra Giudaica, che narra gli eventi che portarono allo spaventoso conflitto del 66-70 d.C.
La laicità dei sionisti confligge proprio con il rifarsi alla Bibbia per trovare il territorio in cui farsi il proprio stato.
alla Bibbia? credo che sul fatto che un tempo di fosse il paese degli Ebrei proprio lì non ci sia dubbio alcuno, caro Duca.
in questo caso la Bibbia è uno degli innumerevoli documenti,
senza bisogno di scomodare fesserie scritte da Flavio
“Sai che secondo me invece non c’entra niente, c’è sotto invece la convinzione molto più banale che quella terra sia la patria degli ebrei. “——
Ma se è ANCHE la patria di qualcun altro, questo deve essere messo completamente sotto silenzio, censurato e negato, e devono essere messi in evidenza solo gli ebrei?
Non deve essere censurato né negato, ma non parlavo di questo: stavo elencando le motivazioni del Sionismo, non discutendone la maggiore o minore legittimità.
Per Pino Mamet
“I primi sionisti poi erano spesso laici e non credevano a storie e leggende più di quanto qualunque ateo italiano creda al sangue di San Gennaro.”
Infatti, è un aspetto curioso, che non ho mai capito bene.
E’ un mio limite, da cattoprotestante figlio della Malinche, con una bella iniezione islamica, e oltrarnino neopagano.
Non riesco nemmeno a immaginare di avere una “nostra patria”.
Tu no, e io poco, ma un sacco di gente, spesso e volentieri atea o anticlericale;
anzi, più spesso atea o agnostica che credente;
ci ha creduto e parecchio.
Perché in qualcosa bisogna pur credere.
Per PinoMamet
“Perché in qualcosa bisogna pur credere.”
Tremendo, tragico e vero!
vedi che non sei italiano? l’Italia si è unita a opera di atei e anticlericali, che alla Patria credevano e a volte per la Patria crepavano
Sì, ma erano italiani quelli che in Italia ci vivevano: da noi manca (almeno al livello della cultura formale) completamente l’idea dello spostarsi in cerca della patria.
per PinoMamet
“Gente, potete pensarla come volete sulla lotta del popolo palestinese.
Anche secondo me i palestinesi hanno diritto a una patria in cui vivere in pace e libertà, come tutti. ”
E dove?
Abbiamo uno spazio grande più o meno quanto Piemonte-Lombardia-Emilia Romagna.
Abbiamo due popolazioni con una storia diversa almeno quanto quella dei francesi e degli algerini.
Una soluzione potrebbe essere quella “europea”: ci vivano tutti quelli che ci abitano, a prescindere dalle loro radici etniche o affiliazioni religiose.
Sarà accettata? Ne dubito.
L’altra soluzione è quella attuale: chiudiamo la popolazione più prolifica (a) in un unico ghetto sigillato e (b) in piccole isole sovraffollate, da cui di tanto in tanto esploderà in maniera catastrofica.
Terza soluzione. Esportiamo la popolazione di Gaza in Germania, così espiano.
“E dove?”
Posso dirlo con parole semplici?
Ma che cazzo ne so.
Ormai credo che la situazione semplicemente non abbia soluzione. O non ha bisogno della mia.
Per PinoMamet
“Ormai credo che la situazione semplicemente non abbia soluzione. O non ha bisogno della mia.”
Condivido.
Ma credo proprio che sia molto interessante guardare in faccia le questioni che “non hanno soluzione”. Se ci riusciamo, ci liberiamo da montagne intere di pregiudizi, e riusciamo a capire la vitamorte nel suo scorrere.
Riusciamo a capire di non essere “padroni della situazione”, e quanto sia ridicolo fingerci giudici tutti i giorni di situazioni che non possiamo giudicare… in queste ore, sento il sindaco di Firenze, a migliaia di chilometri da Gaza, che “condanna”, come se fosse a capo di un tribunale.
Alla fine la storia non la decide la ragione, ma i rapporti di forza.
Finché l’Occidente sarà molto più potente del resto del mondo, quella terra sarà degli ebrei israeliani, che però dovranno subire una guerriglia costante.
Se un giorno dovessero ribaltarsi i rapporti di forza, è possibile che ciò si rifletta anche a livello dei conflitti locali e che Israele, senza il supporto della parte vincente del mondo, faccia una brutta fine.
Ma teoricamente non hanno l’intero mondo dei fratelli arabi che lotta per loro pronto ad accoglierli a braccia aperte?
Sennò la soluzione 1 mi sembra ahimè impraticabile (nonostante sai benissimo che già in Israele vivono più di un milione e mezzo di palestinesi), la 3 sciocca (i palestinesi hanno voglia di andare in Germania? O li trasferisci a forza per fare un dispetto ai tedeschi)….resta la due
Per roberto
“Ma teoricamente non hanno l’intero mondo dei fratelli arabi che lotta per loro pronto ad accoglierli a braccia aperte?”
No. Punto e basta. “Fratelli arabi” è un termine morto con Saddam Hussein.
Gli abitanti di Gaza, nella maggior parte, non sono di Gaza, sono discendenti di profughi cacciati da tutta la Palestina, costretti a vivere in un unico immenso ammasso di palazzoni pericolanti senza alcuna risorsa.
Non credo che disdegnerebbero di trasferirsi in massa in Germania, dove magari potrebbero godere di un livello di vita inimmaginabile per loro. Non capisco perché nessuno lo propone.
per roberto
“Non credo che disdegnerebbero di trasferirsi in massa in Germania, dove magari potrebbero godere di un livello di vita inimmaginabile per loro. Non capisco perché nessuno lo propone.”
Gaza non potrebbe mai essere altro che un carcere a cielo aperto, anzi a cielo bombardato.
Credo che il 90% degli abitanti accetterebbe un trasferimento anche domani in Germania, pur di avere ovviamente libertà di culto, assistenza medica, ecc. ecc.
Sicuramente il 90% degli egiziani accetterebbe lo scambio, e stanno molto meno peggio dei gazzani.
Dove sta il problema per te?
Beh, anche a Dubai e in Arabia Saudita c’è un alto tenore di vita, e non avrebbero neanche il problema della lingua.
E posso assicurarti che qualcuno che lo propone c’è 😉
Per Pino Mamet
“E posso assicurarti che qualcuno che lo propone c’è ”
sicuramente nessuno di Dubai.
Mentre di “inclusionisti” mi sembra che sia piena la Germania.
E sarebbe l’occasione di pagare il debito verso gli ebrei. Che è facile fare i pentiti a chiacchiere.
Miguel,
condivido.
Ai tedeschi sono ottant’anni che piace darsi le martellate sui coglioni, almeno se le darebbero a vantaggio di qualcuno.
per Roberto
“(i palestinesi hanno voglia di andare in Germania? O li trasferisci a forza per fare un dispetto ai tedeschi)”
E qui si apre un discorso molto più ampio sulle migrazioni.
Sì, la gente che vive male è pronta a emigrare verso luoghi dove si vive meglio.
Se non ci credi, guarda il Molise, che oggi ha meno abitanti di quanti ne aveva nel 1860; o guarda al fatto che qualcuno ha calcolato che ci sono più persone di origine italiana fuori dall’Italia (USA, Francia, Argentina…) che in Italia.
Credo che l’80% degli africani si trasferirebbero in Europa subito, se non rischiassero di venire depredati, torturati, violentati, ammazzati nella speranza di poter annegare nel Mediterraneo.
Il Messico vent’anni fa aveva 20 milioni di connazionali passati negli Stati Uniti, con immensi rischi e difficoltà. E se l’emigrazione fosse libera, avremmo un paese svuotato.
Cosa ti sorprende in questo?
“Sì, la gente che vive male è pronta a emigrare verso luoghi dove si vive meglio.”
Anche la storia del popolo ebraico è una storia di migrazione fuori e via dalla Palestina, no?
Roberto
La storia umana è piena di efferatezze, e nessuno si può fare maestro di diritti umani. Anche lo stesso stato d’Israele è nato ad opera di gruppi di terroristi che facevano saltare in area edifici con le persone dentro.
Quello israelo-palestinese è un conflitto asimmetrico e ognuno combatte con le armi che si ritrova, soprattutto se vive in condizioni spaventose in grandi ghetti.
Israele è una democrazia di stampo sudafricano.
Per sudafricano intendo il Sudafrica dell’apartheid, ovviamente.
mirkhond
“Israele è una democrazia di stampo sudafricano”
a parte che questa affermazione andrebbe un po’ motivata (e credo che non potrai perché è una frescaccia)
se anche fosse vero, quod non, CHISSENEFERGA!
porti in giro il cadavere di una ragazza per farlo oltraggiare dalla folla?
sei una bestia
rapisci bambine e vecchiette?
sei una bestia
e così via
basta trovare giustificazioni per ogni bestialità
La storia umana è piena di brutalità e di bestialità, solo che a noi conviene puntare il ditino imparatore perché ci siamo imborghesiti.
La ferocia palestinese è alimentata dalla disumanità israeliana.
Anni fa Andreotti disse che se fosse nato a Gaza, anche lui sarebbe diventato un terrorista…..
La storia umana è piena di bestialità?
Sicuramente
La storia umana è anche piena di giustificatori di bestialità
Le bestialità ovviamente sono sempre di quelli che non ci piacciono.
Ho capito, Roberto.
Perché si parla ossessivamente, per il 99%, delle bestialità fatte dagli uni e dell’1% o anche meno di quelle fatte dagli altri?
E guardacaso i primi sono i poveri e i secondi sono i ricchi, col culo al caldo.
Questo lo trovo OSCENO.
Che in Occidente non ci sia più nessun pudore nell’accusare chiunque colpisce, anche brutalmente, i privilegiati nella cittadella dorata e a giustificare o tacere i mostruosi crimini perpetrati dagli abitanti della cittadella o dai loro sgherri ai danni degli esclusi è il segno dell’abisso morale in cui è caduto l’Occidente di oggi.
Preferisco un milione di volte gli hippy e i veterocomunisti degli anni ’60-’70, che almeno un minimo di coscienza sporca del mondo ricco, sia pure in modo un po’ folcloristico, la sapevano tenere viva.
Tra l’altro è significativo che l’unico terzomondismo oggi ammesso è quello immigrazionista, che non serve a un cazzo, impoverisce i paesi di provenienza delle energie migliori senza risolverne alcun problema strutturale e crea qui degli schiavi che servono a deprimere ulteriormente i diritti dei poveri di qui e a fare da manodopera a basso costo sfruttabile a piacimento.
Cioè africani, asiatici, ecc., sono selvaggi, nemici della democrazia, Untermenschen, odiatori del mondo libero, depravati, immorali, assassini, ma se li arruoliamo come schiavi qui da noi vanno bene.
Per roberto
“porti in giro il cadavere di una ragazza per farlo oltraggiare dalla folla?
sei una bestia”
Cose simili sono avvenute in ogni conflitto noto alla storia umana.
Lo hanno fatto gli italiani agli sloveni, gli sloveni agli italiani, i polacchi in Silesia ai tedeschi, i tedeschi in Silesia ai polacchi, i croati ai serbi, i serbi ai croati.
Giudicare i conflitti in sé su questi elementi non serve a nulla.
Poi è chiaro che ci sono caratteristiche antropologiche di un conflitto: l’esercito americano non ha kamikaze addestrati per sequestrare camion come quello che fece la strage a Nizza, mentre l’Isis non ha piloti in grado sganciare bombe su città intere.
Io non giudico i conflitti, giudico le persone che commettono certo orrori
D’altronde mi pare che tutti li stiamo giudicando, arrivando certo a soluzioni diverse
Per roberto
“Io non giudico i conflitti, giudico le persone che commettono certo orrori ”
Certo. In ogni istante, ciascuno di noi che sostiene qualche causa, può fare una cosa bella o brutta.
Vedi, io conosco molto bene il PD, perché conosco tante persone che ci sono dentro da una vita, e faccio tante cose assieme a loro.
Non si trovano certo in una guerra dove si uccide o si prendono prigionieri, o dove rischiano la vita.
Ma dentro il PD trovo ogni comportamento umano possibile nella nostra pazzescamente privilegiata situazione. Capaci di fare cose belle e giuste come sono capaci di pugnalarsi alle spalle e di vendersi, e di cercare di comprare anche te.
Nel PD ci sono persone splendide, e ci sono persone che se si trovassero nella situazione di Gaza, farebbero degli orrori inimmaginabili.
Ne esco con un giudizio sulle singole persone (che peraltro conosco molto bene, certamente non da due righe sparate su qualche notiziario), non su una “causa”.
Miguel
“Ne esco con un giudizio sulle singole persone …. non su una “causa”.
Lasciando perdere che non capisco bene cosa centri il PD né quale sia la sua causa…è quello che sto dicendo anche io!
Non dico niente sulla causa, ma dico solo che chi fa certe cose è una bestia
Roberto, scusami ma questo è un discorso inaccettabile.
Di fronte ad atrocità reciproche, in cui però i rapporti di forza sono sbilanciatissimi e in Occidente si tifa per il più forte senza nessun ritegno, mettersi a rilevare la crudeltà di una parte così, per principio, isolandola dal contesto e rivendicando che è un’atrocità è un esercizio mistificatorio, perché si dice una cosa in sé vera, ma che, isolata dal contesto, dà un senso capovolto delle ragioni e dei torti in campo.
Sarebbe come dire che durante la rivolta del ghetto di Varsavia, chessò, un ebreo ha ucciso un soldato tedesco, o magari un civile innocente, e poi ha infilzato la sua testa a un palo e l’ha portata in giro per il ghetto.
Non credo sia successo ed è un exemplum fictum, ma se fosse successo non ci sarebbe troppo da scandalizzarsi: persino io non ho nessuna esitazione a stabilire in quel contesto chi fossero i carnefici e chi le vittime.
Peucezio
È un discorso accettabilissimo invece….e noto che opponi un esempio inventato
Rilancio: appendere a testa in giù mussolini e consorte è stata una barbarie. Era un porco e meritava di morire. Certo, ma quella è stata barbarie
Non è che in nome della causa puoi fare quel che ti pare….
Eh, ma qui, insisto, c’è una mistificazione.
Perché la scelta degli argomenti NON è neutra.
È arbitrario e ingiusto, all’interno di una guerra che dura da decenni, svegliarsi quando è la parte soccombente e vessata da sempre a reagire e stigmatizzare i suoi eccessi.
Non mi sembra di aver letto tue parole di deprecazione per i crimini e le violazioni dei diritti umani che gli israeliani perpetrano continuamente da decenni.
E ti dico una cosa.
Al di là dei nostri diversi giudizi storici sul fascismo, ciò che rende ripugnante una cosa come piazzale Loreto è l’infierire sullo sconfitto da parte del vincitore.
Ma se una cosa così fosse successa all’apice della vittoria dell’altra parte, non dico sia bella, ma, insomma, ha tutta un’altra valenza.
Mirkhond,
“La storia umana è piena di efferatezze, e nessuno si può fare maestro di diritti umani. Anche lo stesso stato d’Israele è nato ad opera di gruppi di terroristi che facevano saltare in area edifici con le persone dentro.
Quello israelo-palestinese è un conflitto asimmetrico e ognuno combatte con le armi che si ritrova, soprattutto se vive in condizioni spaventose in grandi ghetti.
Israele è una democrazia di stampo sudafricano.”
Accordo totale. Non potevi esprimerti meglio.
>>> soprattutto se vive in condizioni spaventose in grandi ghetti
però questo non dipende solo dagli israeliani, mi pare ci siano evidenti responsabilità di arabi e degli stessi palestinesi. quanto hanno speso per questa offensiva di terrore e orrore puro?
non conosco esempi storici in cui continuare a lottare dopo aver perso del tutto abbia portato ad altro che allo sterminio della parte testarda, chiunque fosse il vincitore.
@ Roberto
“sbagliato”
A parte che Libero fa titoli sbagliati quasi per definizione 😉…
io mi sono anche stufato di tutto questo doppiopesismo per cui si perdona a qualcuno quello che a chiunque altro sarebbe costato processi, sanzioni, esportazioni di democrazia, pandemie e quant’altro da un pezzo.
Abbiamo milioni di persone chiuse da decenni dietro il filo spinato o il suo equivalente che a furia di blocchi stradali, arresti arbitrari eccetera non riescono a curare manco i bambini…
…e stiamo ancora dopo tutto questo tempo a solidarizzare con chi ce li tiene chiusi?
Sono saltati per aria dei ragazzi in una festa.
Spiace. In guerra succede.
Del resto l’anno scorso sono morti un (1) bambino Israeliano e tredici (13) bambini Palestinesi. Roba da WWII.
Questa è la conseguenza del sionismo: “una terra senza un popolo per un popolo senza una terra”. Una delle ultime eredità della mentalità colonialista
Per gli Israeliani – o per lo meno per la loro maggioranza – i Palestinesi non sono un popolo. Non sono neanche persone. Sono animali. L’ha detto pure il ministro della difesa di Tel Aviv.
Beh, ogni tanto gli animali maltrattati (eufemismo) mordono.
Sono morti dei ragazzi Israeliani innocenti? Condoglianze ai loro genitori. Ma se io rubo la casa d’altri e mi ci porto pure la famiglia non posso lamentarmi se poi il vecchio proprietario finisce col far del male anche ai miei figli.
(Per una volta che non si applica l’eccesso di legittima difesa i legaioli prendono le parti degli occupanti. Non mi stupisce.)
E poi, si è sempre i terroristi di qualcun altro. Anche Umberto Orsini era un terrorista. E noi gli abbiamo dedicato strade e piazze.
Qui sì che c’è un aggressore e un aggredito.
Come diceva l’Appio Claudio Cieco del mio sussidiario delle elementari “prima vada fuori lo straniero dalla patria poi potremo parlare di pace”.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Per gli Israeliani – o per lo meno per la loro maggioranza – i Palestinesi non sono un popolo. Non sono neanche persone. Sono animali. L’ha detto pure il ministro della difesa di Tel Aviv.”
Beh, i ministri di tutto il mondo possono dire un sacco di fregnacce, ma ho conosciuto abbastanza israeliani da poter garantire che considerano i palestinesi umani 😉
Umanissimi, e quindi non santi, ma all’occasione propizia anche furbi o stronzi.
Come loro stessi e come chiunque.
La mossa di prendere ostaggi è proprio una mossa furba, e stronza.
Poi, che in guerra si facciano le porcate è un fatto;
che non giustifica alcuna porcata.
Il bombardamento di Dresda non giustifica la strage di Marzabotto.
@ pino Mamet. “umani”
Una rondine non fa primavera.
Anche nell’Alabama del primo Novecento e nel Sudafrica del secondo dopoguerra c’erano sicuramente dei bianchi che stimavano e apprezzavano i neri.
Ma i neri stavano negli slum, e i bianchi nelle ville con veranda a bersi la limonata ghiacciata.
E la maggioranza bianca continuava a votare per quelli di “Segregation Now!” e dell’apartheid.
Anche se non vorrei essere ingiusto con Botha e il generale Lee.
https://www.savethechildren.it/blog-notizie/gaza-bambini-muoiono-perche-non-accedono-a-cure-mediche
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
“Per gli Israeliani – o per lo meno per la loro maggioranza – i Palestinesi non sono un popolo”
E questo chi te lo ha detto?
@ Roberto
“detto”
Il motto sionista è “una tera senza un popolo per un popolo senza una terra”
Cioè: c’è un popolo, gli Ebrei, che non ha una terra. E una terra, la Palestina, che non ha un popolo. Facendo due piu’ due, mettiamo il primo nella seconda.
Ovviamente ciò presuppone che gli individui che abitano la Palestina prima degli Ebrei non sono un popolo.
Tutto torna: gli animali non sono un popolo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
sai che è razzismo, tecnicamente, attribuire a tutto un gruppo le colpe di un suo rappresentante?
Bibi ha messo insieme le peggiori forze politiche di Israele e, in un momento terribile, uno dei suoi ministri si esprime in modo terrificante (e pienamente giustificat0 dalle azioni di Hamas) … strano che tu lo attribuisca a tutti gli israeliani. Io, se qualcuno mi attribuisse le idee del governo Conte-Salvini mi offenderei.
PS giustificato ma non giusto.
@ francesco
“razzismo”
Lo so.
Io infatti parlo del sionismo, mica degli Ebrei.
Un Ebreo non sionista? Moni Ovadia.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
ti dirò che trovo miserabile questo giochino delle tre carte: sionisti vs ebrei così eviti di parlare di israeliani
di solito sei uno stalinista serio
Ovviamente una sega….
Ciao!
Roberto,
quale politicamente scorretto?
Il politicamente corretto riguarda gli occidentali, mica gli untermenschen straccioni del resto del mondo.
Serve a difendere culattoni, transessuali, professori negri americani, mica poveri cristi africani o asiatici.
La colpa ovviamente è legata alla copertura mediatica.
Delle stragi di civili, donne e bambini in case civili, mercati, matrimoni, ecc. ecc. perpetrate continuamente da israeliani e americani mica si parla più di tanto sui media occidentali. Quindi chi le fa è civile e umano.
Ehm no.
Le violenze di Israele sono note e incommensurabili a quanto commesso da Hamas con tanto di vanterie sui social. E applausi della loro parte, pare.
Cosa stai dicendo?
Anche trascurando le modalità, hai vagamente presente l’algebra?
perchè trascurare le modalità, scusa?
e sì, ho ben presente l’algebra
Allora vai a leggere i dati sui morti dell’una e dell’altra parte.
E francamente me ne fotto delle modalità: uno che uccide cento persone in modo asettico è molto più colpevole di uno che ne uccide una in modo brutale.
@ peucezio
“cento”
OAAP!
Ciao!
Andrea Di Vita
@ Martinez
“animali”
Hanno detto “una terra senza un popolo per un popolo senza una terra”.
https://it.wikipedia.org/wiki/Una_terra_senza_popolo_per_un_popolo_senza_terra
Lebensraum, insomma.
Ciao!
Andrea Di Vita
Reduce da due giorni di full immersion sulla moneta. E arrivato a pag 51 del libro “Il fallimento della moneta” di Enrico Grazzini
(si capisce persino tecnicamente quello che fanno le banche commerciali per creare moneta. Roba mai vista in nessun altro libro)
Allora trascrivo
“non c’è alcuna mano provvidenziale che oggi può spingere dei finanzieri, che vogliono fare più soldi possibile, a fare anche del bene per l’umanità.
Lo stesso Adam Smith oggi sarebbe d’accordo con questa affermazione, dal momento che ai suoi tempi combatteva duramente la rendita, che allora era rendita fondiaria e terriera e che oggi invece è prevalentemente finanziaria e deriva dal monopolio privato sulla moneta e dalla struttura oligopolista del mercato bancario”
E la dura legge della rendita, baby.
Oh, intendiamoci, le banche falliscono e le crisi finanziarie ci sono e sono anche frequenti. Ma alla fine chi ci prende più di mezzo è sempre il comune cittadino.
Quindi prima cosa è capire come cavolo funziona questa moneta per cui siamo quasi tutti fregati.
Vedo che i commenti si sono subito orientati su Israele. E come faccio a non dire la mia scemenza di turno?
Di ultradestra sono quelli di Israele e di ultradestra sono quelli di Hamas.
Non ho simpatia per nessuno dei due.
Spero solo che la cosa si risolva in fretta e senza coinvolgere altre nazioni.
Oddio, risolversi in fretta….ci sono gli ostaggi. E c’è qualcosa di strano che bolle in pentola.
Speriamo e basta.
https://www.remocontro.it/2023/10/10/la-risposta-di-israele-contro-chi-e-sino-a-dove-rischio-effetto-domino/
Ah, ecco cosa bolle in pentola.
Troppo caos. Dunque, crisi finanziaria del 2008, Covid, Ucraina e adesso questo mega casino. Che poi dicono le armi tecnologiche.
E che te ne fai? Siamo alle trincee, alla guerriglia e agli assedi in stile medioevale. Questa veramente non ci voleva.
https://www.agi.it/estero/news/2021-08-04/golfo-oman-crocevia-mondiale-del-petrolio-13476857/
Unendo qualche puntino.
-Tu maniaco petrolio
Ma, si, Furby. Dicono che ‘il petrolio è l’economia”
-chi dice?
Boh, non me lo ricordo proprio.
Nate Hagens, uno degli ultimi che lo
diceva, ma non so chi abbia coniato il detto. Praticamente quasi tutto si fa col petrolio.
-Anche pile?
Mi sa che anche quelle, si.
-Io missile ipersonico. Dimmi a chi sparo!
Francamente non lo so.
“Molto spesso si afferma che le crisi economiche nascono da un eccesso di credito da parte delle banche, e quindi di debito: ma quello che conta di più non è la quantità del credito ma la sua qualità. I crediti utilizzati per esempio per l’acquisto di terreni che da agricoli diventano urbani in modo che così aumentino di prezzo, o per comprare un titolo azionario per poi rivenderlo a prezzo maggiorato, provocano un trasferimento di valore da un soggetto economico, il venditore, a un altro, il compratore. Grazie a questo trasferimento, se la speculazione va a buon fine – cioè se i terreni e i titoli acquistati poi vengono rivenduti a prezzo maggiore di quello d’acquisto – allora il compratore aumenta la sua ricchezza, ma non c’è alcuna creazione di valore aggiunto per l’economia. Questo tipo di credito non aggiunge valore per la società e non produce nulla di nuovo, serve a trasferire proprietà e ricchezze già esistenti, a creare plusvalenze, a concentrare ricchezza e ad arricchire una ristretta cerchia di speculatori a spese della società e dell’economia produttiva. Questo credito ha l’effetto di aumentare i prezzi degli immobili e dei titoli e quindi di gonfiare le bolle speculative: è questo credito improduttivo che provoca le crisi finanziarie.” (da “Il fallimento della moneta: Banche, debito e crisi. Perché bisogna emettere una moneta pubblica libera dal debito” di Enrico Grazzini
L’equilibrato titolista del Giornale oggi:
Le belve di Hamas e la lezione di Oriana Fallaci
Alessandro Sallusti
“Palestinesi assetati di sangue”. Il rapporto horror su Hamas
la lezione di Oriana Fallaci
Ah chi non ricorda quanto era umana la nostra compianta Oriana!
Nessuno vuole abbandonare quella terra “santa” (beffarda e cinica ironia del nome: non c’è al mondo posto più “maledetto”, in guerra perenne) … tutti la sentono come propria , e NON possono condividerla.
Non vogliono condividerla, ab initio.
Oggi c’è una tale differenza di forza che forse è anche impossibile.
Perché in teoria (!) potrebbe risolversi aut con tutti i Palestinesi trasferiti in Giordania , aut tutti gli Israeliani trasferiti in USA ! Ergo la Questione Israele VS Palestina NON ha soluzione.
La cosa veramente frustrante e che indigna è questo ossessivo modo disonesto di ragionare.
Per cui io ho fatto mille volte più porcate di te.
Ma tu hai fatto la porcata X.
Quindi insisto ossessivamente sul fatto che tu hai fatto X perché è incontrovertibile, per cui io sono un angelo, una povera vittima, che ha subito X, e tuo il diavolo, perché me l’hai inflitto.
Dice: “va bene, io ho fatto mille volte X, ma CIÒ NON TOGLIE che tu hai fatto X e non puoi negarlo, quindi hai torto”.
No!
Manco per il cazzo!
Se uno ti fa mille torti e tu glie ne fai uno, ha torto lui, non tu.
Peucezio,
lo sai che ti stai nascondendo dietro un filo d’erba, chiamando tutto “porcata” o “X” allo scopo di fingere che siano tutte cose equivalenti?
Però vorrei capire come mai sarebbero sempre le porcate del Carro Democratico ad essere meno gravi, comunque a prescindere.
Beh, di solito per l’impegno ancora maggiore che il Carro Non Democratico ci mette, nel fare le sue porcate.
Ma le guerre dell’oppio rimangono imprese senza pari, nel campo del male.
Oppure, più semplicemente, la democrazia riguarda l’organizzazione interna della società e non il modo in cui la società tratta chi è al di fuori di essa.
Ma questo ti costringerebbe a rivedere un bel po’ dei tuoi rassicuranti automatismi mentali.
“e non il modo in cui la società tratta chi è al di fuori di essa.”
però se al popolo non piace come tratti chi è al di fuori di essa, in un paese democratico vai a casa, in uno non democratico finisci in siberia
E questo vale in entrambi i sensi: se il popolo vuole il sangue il governo democratico glielo deve dare.
Ma ti vengo anche in contro: Hamas vinse le elezioni palestinesi proprio perché prometteva sangue. E quindi si decise (sciolgo l’impersonale: USA, leccaculo dell’UE e compagnia) che non andava bene che i palestinesi tenessero elezioni.
Giusto per chiarire: tu che non sei un leccaculo degli USA, cosa avresti suggerito di fare?
Perchè la banalità che dici è certamente vera ma trovo sia poco rilevante (non sono mica Fiamma Nirenstein, io).
Se i palestinesi votano democraticamente per la guerra, che conseguenze ci saranno?
Anche non fare niente era meglio che delegittimare il governo neoeletto tagliando la cooperazione internazionale e far così collassare quel vago barlume di ordine che esisteva.
cioè viene eletto un governo di guerra e tu fingi che non sia successo nulla e gli dai i soldi che davi anche prima, “sperando” che vengano usati a fini pacifici?
Non mi risulta che nessuno abbia mai tagliato i ponti con Israele ogni volta che le elezioni le ha vinte l’estrema destra. Perché non è semplicemente così che si fa.
Posso forse azzardare l’ipotesi che la destra israeliana, per quanto pessima possa essere, non è una banda di tagliagola, mafiosi terroristi come hamas?
di nuovo, OAPR
Francesco,
non sono affatto equivalenti.
ma leggi quello che uno scrive o parli per slogan automatici?
100 volte x NON è equivalente a x, è 100 volte più grave di x!
APPUNTO!
il tuo trucco è nel valutare X le “brutture” di una parte e dell’altra, mentre sono molto diverse e di diversa nequizia.
Comunque, fateci caso, da quando i democratici sono tornati alla Casa Bianca si sta incendiando il mondo.
… con Loro, si può ! :-/
Da quel che ho capito, gli Arabi NON si accolgono fra di loro perché hanno troppi conti in sospeso con la Storia.
Però han trovato la scusa efficacissima che, se lo facessero , verrebbe meno il Jihad di diffondere l’ Islam.
“Perché si parla ossessivamente, per il 99%, delle bestialità fatte dagli uni e dell’1% o anche meno di quelle fatte dagli altri?”
Peucezio, questa mi sembra una deformazione.
Ora non voglio mettermi a fare classifiche di bestialità, perché non ne usciremmo.
Ma, se in Italia attualmente il discorso ufficiale , istituzionale, è uniformemente pro Israele, a differenza di 40 anni fa;
Il discorso pubblico , cioè quello che si sente in giro, si legge su internet ecc. è ancora quasi uniformemente pro Palestina, tolti due o tre gruppetti “per Israele” che poi sono fatti da esaltati di destra ex fallaciani che se la cantano e se la suonano.
Per cui è tutt’ora diffusissima l’immagine un po’ favolistica del “povero bambino palestinese con la fionda contro il carro armato israeliano”, della quale si possono trovare in rete bellissime fotografie.
I soldati israeliani sono cattivi perché sì, entrano nei villaggi palestinesi non si sa per quale motivo (alla terza o quarta riga salta fuori che stavano cercando un simpatizzante della Jihad o di Hamas che si è buttato con l’auto su un gruppo di “coloni”, che magari sono persone residenti a Tel Aviv da quattro generazioni, o a Gerusalemme da sempre…), picchiano gli adolescenti palestinesi per sadismo (questo non c’è scritto nell’articolo ma tutti se lo immaginano), e insomma sono gli stronzi della situazione.
e i palestinesi, al grido di “restiamo umani”, oppongono una fiera e composta resistenza.
È una bellissima storia e anche a me è piaciuto crederci a lungo: e chi non ci crederebbe? Conosco anche diversi ebrei italiani che ci credono ancora, anche se la maggioranza crede all’altra, quella di Israele unica democrazia del Medioriente, che dico, del mondo intero, il quale mondo deve solo prendere appunti, Israele ha inventato la pizza, i fichi, l’irrigazione a goccia e i cocomeri e chi non ci crede è antisemita, Israele è sempre puro come l’alito di chi, non beve e non fuma, lava i denti tutti i dì.
ora, va bene tutto, davvero, e per quanto mi riguarda la cosa mi ha ampiamente stancato, Risiko mi rompeva le balle anche da bambino.
va bene tutto, ma non era Arrigoni che diceva “restiamo umani”?
Bene, rapire neonati e bambini di età dell’asilo, handicappati, nonne, stuprare ragazze e far sentire le urla ai parenti (spero non sia vero questo particolare), questo è restare umani?
Non so, eh?
Pino,
“Il discorso pubblico , cioè quello che si sente in giro, si legge su internet ecc. è ancora quasi uniformemente pro Palestina, tolti due o tre gruppetti “per Israele” che poi sono fatti da esaltati di destra ex fallaciani che se la cantano e se la suonano.”
Non ho statistiche su questo: sono impressioni soggettive non raffrontabili.
Ma il discorso mediatico mi preoccupa molto, perché i giovani, se un tempo pensavano che la tv dicesse solo cazzate e fosse uno strumento di oppressione borghese, oggi pensano che sia depositaria del crisma dell’infallibilità, perché i biechi reazionari complottisti terrapiattisti osano metterne in dubbio l’autorevolezza.
Francamente credo che se releghi un intero popolo in pochi recessi sempre più ridotti, impoveriti, controllandone i confini, vessandoli in ogni modo, senza nessuna sovranità reale ma costantemente sottoposti a ogni tuo arbitrio, bombardando donne e bambini, sterminando famiglie di civili, mi aspetto che i più aggressivi e risoluti di questi reagiscano non con le cose che hai citato, ma con gesti molto peggiori e più efferati. E do la colpa a chi li ha resi così.
“Ma il discorso mediatico mi preoccupa molto, perché i giovani, se un tempo pensavano che la tv dicesse solo cazzate e fosse uno strumento di oppressione borghese, oggi pensano che sia depositaria del crisma dell’infallibilità”—–
Ma tu pensi che i giovani guardino la tv? Forse la usano (anche troppo) per piattaforme a pagamento di film e serie modaiole americane, ma non credo che guardino i notiziari o le trasmissioni di dibattito!
A parte che adoro risiko, sottoscrivo in pieno tutto quello che scrive pino.
Sulla differenza fra discorso pubblico e ufficiale, io ve lo dico da un pezzo e aggiungo, in risposta a Peucezio, che “i giovani”, non pensano affatto che la TV sia infallibile…semplicemente non la guardano proprio mai. è un buffo soprammobile che si trova nelle case dei vecchi, ma davvero la usano solo per vederci film e sport a pagamento
Il discorso ufficiale esiste solo per persone al massimo fino alla nostra generazione (e ancora….) ed esiste solo per far vivere chi ci lavora (un po’ come le amministrazioni che creano compiti per giustificare la loro esistenza).
Nella vita reale è solo ed esclusivamente il discorso pubblico, che si nutre di social essenzialmente
Ferragni e fedez spostano più opinione pubblica che tutte le TV, giornali, intellettuali e opinionisti messi insieme
(Mi riferisco sempre ai giovani, per precisare meglio diciamo dai 40 in giù)
“non la guardano proprio mai. è un buffo soprammobile “—-
ah, ecco non avevo visto, abbiamo postato quasi in contemporanea!
Per una volta che siamo d’accordo…champagne!
🙂
Roberto (e Pan),
“è un buffo soprammobile che si trova nelle case dei vecchi, ma davvero la usano solo per vederci film e sport a pagamento”
Certo.
Ma su internet seguono il discorso mainsetram dei siti accreditati, legati alla grande stampa e televisione.
Con una fede cieca.
Si nota su tutto, sul covid, sulla politica internazionale, sulla questione ambientale…
Anche i giornali oggi chi cazzo li compra in edicola? Già da molto prima che arrivasse il web. Quando io ero bambino si parlava della crisi dei giornali.
Eppure il Corriere della Sera, Repubblica, ecc. hanno un’influenza enorme, sono la voce del potere.
Se parliamo dei ragazzini cozzali è un conto: al massimo guardano i video su tik tok dell’ultima influencer di moda o nemmeno: fanno loro i video e se li scambiano.
Io parlo dei giovani istruiti, quelli che fanno il liceo e che diventeranno classe dirigente.
Quelli che inneggiano alla Resistenza Palestinese, cioè 😉
Credo di averli presenti.
In effetti … 🙁
Quelli sono fenomeni di fossilizzazione.
Troviamo fossili di milioni di anni fa, non possono esserci fossili ideologici?
Ma non mi paiono rappresentativi della generazione z con tutte le sue manie.
Semmai mi pare che esista un armamentario e un lessico che, per qualche strano motivo, dagli anni ’70 si è tramandato immutabile e cristiallizzato in certi settori marginali.
Tipo la borghesia con ubbie intellettuali?
😀
Lo hai detto tu, che ormai le classi dirigenti sono uguali ai cozzali.
Quando lo avrei detto?
Quella comunque è una nicchia a parte, una specie di cristallizzazione.
Vado a memoria ma varie volte, parlando della decadenza delle classi dirigenti, ormai incolte e barbariche.
Peucezio
“Ma su internet seguono il discorso mainsetram dei siti accreditati, legati alla grande stampa e televisione.”
ma davvero fai!?!
cioè tu pensi davvero che un liceale vada a seguire il sito accreditato della propaganda filogovernativa, invece di quelli degli scoppiati che bucano i copertoni dei SUV o bloccano il raccordo anulare per salvare il mondo?
Un liceale non lo so, ma conosco un po’ il mondo universitario, per motivi di lavoro.
C’è un’adesione acritica e fanatica al discorso mainstream.
Io i dibattiti pubblici in tv, i telegiornali, ecc., un po’ li guardo, i giornali online li tengo d’occhio, questi ragazzi probabilmente no.
Ma constato un’identità perfetta di contenuti.
Non è detto che ciò passi attraverso le versioni online dei media mainstream, d’accordo.
Può anche essere il contrario: loro possono essere più vicini e in sintonia con le fonti telematiche e più in generale con quegli ambienti che elaborano il sistema di idee che, divenendo egemone, ispira anche i media ufficiali di grande diffusione.
In generale comunque è chiarissima la formazione di due fronti, rispetto al pluralismo di posizioni anche solo di pochi anni fa.
Da una parte la narrazione ufficiale, quella per cui lodiscelascienza, i vaccini sono infallibili, il riscaldamento globale è di origine antropica, il resto è negazionismo, i rossi sono cattivi, ecc. ecc.
Dall’altra quella stile byoblu, molto seguita da tanta gente attempata anche pochissimo ideologica, che a volte propone delle alternative interessanti e critiche, non di rado, ahimè, schematismi di segno opposto (ma comunque di dissidenza intellettuale verso il Verbo ufficiale), liquidata comunque, in un caso e nell’altro, dall’altra parte come complottista, sciachimicista, no-vax, terrapiattista.
“Si nota su tutto, sul covid, sulla politica internazionale, sulla questione ambientale…”——
Veramente a me pare che, tra i giovani, del covid non freghi più niente a nessuno. Semplicemente danno per scontato che sia sparito, o che comunque si sia ridotto a una normale influenza innocua (il che probabilmente è abbastanza vero), e sono completamente indifferenti alla questione dei vaccini.
Due anni fa correvano a vaccinarsi in massa, non certo perché credessero davvero nella potenza salvifica del vaccino, ma SOLO per avere il green pass, cioè per la paura di non poter viaggiare, e di non poter andare allo stadio o nei locali di divertimento. Adesso le stesse restrizioni non ci sono più, e quindi non gliene frega nulla di vaccinarsi.
Anche a scuola non ne parla più nessuno, da quando non ci sono più le quarantene di classe obbligatorie, e da quando si possono fare i tamponi in privato senza passare né per le ASL né per il medico di base né per le farmacie (in passato obbligate alla comunicazione).
Se uno studente si sente male e teme di essersi preso il covid, si fa il tampone artigianale in casa, e se è positivo non lo dice a nessuno, se ne sta a casa in malattia per qualche giorno (esattamente come si faceva prima per le influenze normali), ma non comunica alla scuola di essere positivo, proprio per non mettere in difficoltà i compagni e non scatenare (tra genitori e insegnanti) il ritorno alla mania delle mascherine in classe…
Per il resto, i giovani non ne parlano proprio più, del covid, lo considerano inesistente…
@ pino Mamet
“so”
Con tutto il rispetto…
…dopo settant’anni o quasi occupazione militare in cui giorno dopo giorno aumentano gli insediamenti illegali…
…in cui migliaia di persone hanno difficoltà persino a procurarsi le medicine per i bambini…
…non ce la faccio a comparire gli Israeliani.
No, proprio non ce la faccio.
Come diceva Andreotti, se fossi un Palestinese sarei un “terrorista” anch’io.
E anche tu.
Ciao!
Andrea Di Vita
Può benissimo essere, ma non lo sono, e quindi mi riservo di tentare di mantenere freddezza sulla questione…
L’unico che aveva diritto di esclamare “basta! mi iscrivo ai terroristi!!” era il Magnotta 😉
Qui però non stiamo solo stabilendo cosa sia meglio o meno peggio per ognuna delle parti.
Qui voi, come anche la stampa mainstream, state facendo un discorso morale.
E se la mettiamo sul piano morale, la reazione violenta al sopruso reiterato, indipendentemente dal fatto se sia efficace o controproducente, è umana e l’immedesimazione è il modo più naturale per comprenderlo.
Noi col culo al caldo è evidente che se ci mettessimo a massacrare gente saremmo dei pezzi di merda. Così come è evidente che il non essere coinvolti ci può rendere sulla carta più obiettivi.
Ma qui non stiamo parlando di noi.
Permettimi: qui stiamo parlando solo, e tantissimo, di noi.
Beh, io non ho mai ucciso nessuno, né nessuno ha cercato di massacrare me o la mia famiglia.
No, le nostre vite sono sideralmente lontane da ciò di cui stiamo parlando.
Appunto!
E vabbè, ma io mi devo sorbire i toni di deprecazione per la brutale ferocia palestinese.
Allora parliamo d’altro.
Parliamo della brutale ferocia israeliana.
Di quella sta bene parlare in società 😉
Più che della ferocia israeliana (che mi pare un dato fattuale, ma non mi sono mai messo qui a deprecare ogni qual volta a Gaza o altrove sono morti bambini palestinesi per bombardamenti israeliani, mancanza di medicine o altro) io parlerei della deriva identitaria fanatica e francamente suprematista dell’Occidente.
Questo clima di guerra, da caccia alle streghe, da cittadella assediata dai barbari (che sono solo gente che aspira ad avere il nostro livello di vita) lo trovo irrespirabile, mi fa schifo, è una regressione culturale, morale, spirituale.
Tra l’altro, almeno per noi italiani, anche masochistica, autodistruttiva e lo si vede a proposito della posizione sull’Ucraina.
Non amo gli Israeliani, ma fanno il loro interesse in modo violento e spesso spietato.
Ma ho ripugnanza assoluta per i loro difensori nostrani (non tu, che sei legittimamente coinvolto per ragioni personali e religiose), che sono dei mentecatti, dei miserabili, dei macellai da scrivania assetati di sangue e di vendetta altrui.
Sono dei servi schifosi e come tutti i servi, violenti, cinici, crudeli.
Per peucezio
“Più che della ferocia israeliana (che mi pare un dato fattuale, ma non mi sono mai messo qui a deprecare ogni qual volta a Gaza o altrove sono morti bambini palestinesi per bombardamenti israeliani, mancanza di medicine o altro) io parlerei della deriva identitaria fanatica e francamente suprematista dell’Occidente.”
Infatti.
Esistono al mondo singoli individui psicopatici, che si divertono a vedere il sangue che scorre.
Sono pochi, e in genere talmente incapaci di controllare se stessi, che finiscono di solito male.
Per cui sono irrilevanti, poi certo uno di loro può capitare come il primo poliziotto che entra nella Caserma Diaz a Genova, il secondino di un carcere israeliano o quello che deve controllare un ostaggio israeliano.
Però nessuna causa, nessun popolo, è “psicopatico”.
E ogni causa ha il vissuto reale di individui che sono umani esattamente quelli che li temono o che li vorrebbero morti.
Poi è chiaro che ci sono cause come quella della Nonna Nietta e sua mamma di 96 anni mezza cieca sulla sedia a rotelle, e quella del signor Filippo F. proprietario di ristoranti che la sfratta perché vorrebbe trasformare la buca in cui vivono le due donne in una fonte ulteriore di reddito.
Ma non è “assetato di sangue”, ragiona come ragiona un normale imprenditore, e chi non fa come lui, in fondo, è un fesso.
Ovviamente ce l’ho con giornalistume, politicume e simile canaglia, non certo con chi scrive qui, cui, anche nel dissenso, riconosco la buona fede e l’onestà intellettuale.
Qui non ci guadagniamo nulla, nessuno ci calcola e scriviamo ciò in cui crediamo con libertà e pulizia, anche nello scontro dialettico più veemente.
andrea
“Come diceva Andreotti, se fossi un Palestinese sarei un “terrorista” anch’io.”
lo diceva per se stesso non per pino, me o te…e come dice la saggezza popolare, se mia nonna avesse le ruote sarebbe un carretto
credo che nessuno possa dire onestamente “se io fossi…” con tale sicurezza
io posso dirti che se fossi nato a gaza avrei cercato
1. di non mettermi nelle mani di tagliagole fanatici tipo hamas
2. di campare al meglo, sapendo che hai un vicino grande e grosso e che non esita a rispondere alle provocazioni
ma in realtà chi lo sa?
PS gli unici palestinesi nati e vissuti in campi profughi che ho conosciuto fanno i cuochi non i terroristi
(qui c’è un ristorante che fa cucina siriana fondato appunto da profughi palestinesi… tra l’altro è un posto interessante perché invitano a cucinare rifugiati da tutto il mondo, così hai serate afgane, altre ucraine e così via)
“io posso dirti che se fossi nato a gaza avrei cercato”
Sei sicuro di esserti messo in situazione?
hai letto il punto in cui scrivo
“ma in realtà chi lo sa?”
?
@ Roberto
“Chi lo sa”
Qui hai ragione, probabilmente.
Comunque riporto un condivisibile articolo di Travaglio
– – – –
Chi ama Israele perché è l’unica democrazia del Medio Oriente, per quanto sfigurata da 16 anni di governi Netanyahu (salvo brevi intervalli), dovrebbe leggere i suoi principali quotidiani e prendere esempio. Da quelli conservatori a quelli progressisti, dal Jerusalem Post ad Haaretz al Time of Israel, sono unanimi nel puntare il dito sull’unico vero responsabile politico della débâcle che ha regalato ad Hamas una vittoria insperata quanto inedita: “Bibi”, il premier più corrotto e più incapace, ma anche più longevo della storia dello Stato ebraico. Il “Mister Security” che non ha saputo garantire la sicurezza del suo Paese e del suo popolo, mettendo la firma sulla più cocente sconfitta dai tempi delle due guerre in Libano. Forse che la stampa israeliana se la fa con i terroristi di Hamas? O non sa distinguere fra aggressore e aggredito? O è al soldo dell’Iran? No, assolve semplicemente al primo dovere dell’informazione libera: raccontare, analizzare e commentare i fatti senza sconti per nessuno. E i fatti dicono che Israele ha tutto il diritto di esistere nei confini tracciati dall’Onu nel 1948; ha tutto il diritto di difendersi dalle aggressioni; merita tutta la solidarietà per le stragi e i sequestri di innocenti subiti nell’attacco terroristico di sabato. Ma oggi, trent’anni dopo gli accordi di Oslo fra Rabin e Arafat, non regge più la giustificazione dei territori occupati in attesa di restituirli in cambio del riconoscimento dai Paesi arabi, come Begin fece con Sadat a Camp David nel 1978. Anche perché, diversamente da allora, nessun vicino di Israele può (anche se volesse) distruggerlo. E della causa palestinese i Paesi arabi si sono sempre bellamente infischiati.
Persino un falco e un eroe di guerra come Ariel Sharon si era rassegnato all’idea dei due Stati, ritirandosi da Gaza e iniziando a farlo dalla Cisgiordania, e poi mollando la destra del Likud col fido Olmert per fondare il partito centrista Kadima. Non per bontà, filantropia o irenismo, ma per pragmatismo: non puoi convivere a lungo con milioni di palestinesi che ti odiano in casa tua o alla tua porta, reprimendoli dalla culla alla tomba e violando le risoluzioni Onu. I dati demografici sono impietosi: Israele ha 10 milioni di abitanti, di cui 7,5 ebrei, 2 palestinesi e il resto di altre etnie (tutti cittadini con diritto di voto); in Cisgiordania i palestinesi sono 3,5 milioni e a Gaza altri 2. Ebrei e palestinesi ormai si equivalgono e, siccome i primi fanno molti più figli dei secondi, il sorpasso è vicino. Annettere la Cisgiordania significherebbe consegnare in pochi anni parlamento e governo ai rappresentanti degli arabi: la fine dello Stato ebraico. Sharon e Olmert l’avevano capito vent’anni fa. Netanyahu neppure oggi.
E non potendo risolvere il problema annettendo i territori o deportandone gli abitanti, l’ha rimosso. Tutto tattica e niente strategia, ha ripreso le colonizzazioni, mandando in partibus infidelium centinaia di esaltati, che poi necessitano di sforzi immani di sicurezza per proteggerli dalle rappresaglie dei palestinesi espropriati in Giudea e Samaria. Infatti è lì a Nord che stazionano ben 26 battaglioni dell’esercito, lasciando senza bussola i servizi segreti (un tempo i migliori del mondo) e sguarnito il fronte Sud: quello di Gaza, presidiato da due compagnie di reclute e dalla polizia locale, subito uccise o catturate da Hamas. I veri nemici di Bibi erano ben altri che Hamas, usata con cinismo e finta furbizia contro Abu Mazen e gli altri leader “moderati” dell’Autorità palestinese che cogestisce con Israele la Cisgiordania. Una miopia folle e scollegata dalla realtà che il premier aveva persino rivendicato dinanzi alla polizia che lo interrogava in uno dei suoi tre processi per corruzione: “Abbiamo dei vicini che sono nostri acerrimi nemici… Io mando loro messaggi in continuazione, li inganno, li destabilizzo e li colpisco in testa… È impossibile raggiungere un accordo con loro… ma noi controlliamo l’altezza delle fiamme”. Sabato le fiamme, com’era ovvio dopo 56 anni di occupazione, non hanno bruciato solo Netanyahu, ma centinaia di vite innocenti. E ora bruceranno quelle di tanti riservisti che finora manifestavano contro la sua guerra privata ai giudici e la sua milizia privata voluta dal truce ministro Ben Gvir, e ora partono per il fronte della vera guerra. Intanto Bibi, prima dell’ultimo capolinea, dovrà trattare anche ufficialmente con Hamas per riavere gli ostaggi.
Questi purtroppo sono i fatti, anche se il coro degli ultrà delle opposte tifoserie cerca di oscurare la metà sgradita con la stessa tecnica di moralismo selettivo seguito per la guerra fra Russia e Ucraina: lo schema fumettistico dei “buoni” e dei “cattivi” che pretende di cancellare la complessità di grovigli storici, politici, etnici e religiosi pluridecennali. L’ironia della storia è che chi negava la “complessità” della questione russo-ucraina ora la riscopre per quella israelo-palestinese. Per costoro la “pace giusta” in Ucraina scatta in automatico col ritiro delle truppe dai territori occupati. Ma su Israele la formula magica non vale: è tutto più “complesso”. E lo è (infatti compriamo il gas dai migliori amici di Hamas). Ma lo è anche per l’Ucraina. Dopo decenni di conflitti latenti o guerreggiati, chi vuole fermare la guerra mondiale a rate deve porsi il problema della sicurezza di tutti, non di qualcuno a scapito degli altri. E la sicurezza non si ottiene scomunicando, bombardando e bulleggiando, ma ragionando, parlando e trattando compromessi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Lo trovo condivisibile.
Ho sempre detestato Travaglio e lo detesto tuttora perché non gli perdono il suo odio e accanimento personale contro Berlusconi.
Ma Travaglio è la dimostrazione perfetta di come gli schematismi dei complottisti non facciano giustizia alla complessità e anche alla spontaneità degli eventi (né l’anticomplottismo mainstream è meno schematico, anzi, è ancora più rozzo, perché fa una contronarrazione altrettanto schematica e ancora più risibile).
Travaglio ha incarnato perfettamente gli interessi dei poteri forti contro l’Italia dell’outsider Berlusconi, ma oggi non ha nessuno scrupolo a prendere posizioni scomode e lontane da quelle mainstream e glie ne va dato pienamente atto: quando, come in questo caso, fa il giornalista e non l’inquisitore, riesce ad essere obiettivo e documentato.
>>> lo schema fumettistico dei “buoni” e dei “cattivi” che pretende di cancellare la complessità di grovigli storici, politici, etnici e religiosi pluridecennali.
Veramente in Ucraina detto schema funziona molto bene, grazie agli sforzi pluriennali di Putin di incarnarlo al meglio (o al peggio).
Deve essere stato scritto qualcosa su chi rifiuta da uscire dalla complessità perchè dovrebbe prendere posizioni che non ha voglia di prendere.
Roberto,
“2. di campare al meglo, sapendo che hai un vicino grande e grosso e che non esita a rispondere alle provocazioni”
Quando il più debole, invece di stare buono buono a subire, reagisce ai soprusi, è uno stronzo che se l’è cercata.
Non uno stronzo, un aspirante suicida.
Ma tu non eri uno storico?
Ah, ecco.
Viva la legge del più forte.
La forza è la legittimazione morale del sopruso.
Io sono uno storico?
Al massimo sono uno storicista, ma storicismo mica significa cinismo o nichilismo, tutt’altro. Storicismo significa cercare una tensione morale nella storia e volervela imprimere.
Quando i Romani hanno invaso la Gallia, i Galli hanno dovuto cedere, sennò sarebbero stati sterminati tutti.
E la Gallia venne “civilizzata” dai Romani.
Quando i Goti invasero l’Impero d’Occidente, i Romani – Galli compresi – dovettero cedere e adeguarsi. E tornarono barbari, in un sacco di sensi.
Non so se questa sia una legittimazione morale ma mi pare una costante storica.
Questo è un altro discorso.
Ma non è questo che si discute qui.
Qui si parla della legittimazione morale dei palestinesi, che è poi l’ossessione del discorso mediatico: Hamas sono i cattivi e Israele ha ragione.
Non solo, ma si fa passare tutto ciò per coincidente con i nostri interessi di italiani.
Qualcuno mi deve spiegare in che cosa l’Italia, un paese manifatturiero, si avvantaggia a voltare le spalle agli idrocarburi russi per cercarli altrove a prezzi più alti.
Per la Germania poi questa scelta è devastante, masochistica.
I Romani innalzavano il livello di vita delle popolazioni che conquistavano. Gli americani l’hanno fatto in una certa fase, oggi fanno l’opposto.
Ma il problema non sono gli americani, sono le classi dirigenti nostrane, che sono classi dirigenti coloniali, nemiche degli interessi delle nazioni che dirigono.
Peucezio
ma non erano gli inglesi il popolo di bottegai che facevano politica estera col portafoglio?
Le bestie della prigione di Gaza non possono neanche transumare via mare, perché se superano le tre miglia dalla costa vengono mitragliate dalla guardia costiera israeliana.
E’ quel che succede quasi ogni giorno a quelle bestie di pescatori che solo oltre le tre miglia possono sperare di trovare qualcosa da mangiare per le loro bestioline.
Scrivo due cose, mentre cerco senza riuscirci di mettere insieme la testa e i visceri.
Leggo delle cose e mi partono dei cinema mentali in cui mi proietto.
Poco fa ho letto un articolo che all’inizio parlava della ragazza tedesco-israeliana uccisa e profanata nel rave. Non solo mi è venuto il mal di stomaco, ma soprattutto mi è partito il meccanismo dell’identificazione mentale, nel senso che da giovane in buona parte ero quel tipo di giovane, come l’uccisa .
Più in generale non ho dubbi che sono più simile per meccanismi comportamentali e mentalità ai giovani israeliani che conobbi in America latina negli anni novanta, e che per molti gazani sarei comunque un cane infedele come V.Arrigoni.
Però adesso basta con il giochino delle tribù cui apparterrei ,il mio filo mentale poi è andato sul tema della bestialità e della ferocia.
Prima di andare avanti faccio un passo indietro e mi rendo conto che comunque questi giovani israeliani si facevano le loro vacanze dopo aver fatto il loro dovere di controllo degli “indigeni”.
La maggioranza degli “indigeni” immagino restasse e resti nel suo buco più o meno fetente, sotto il controllo dei primi, che poi è in parte il senso delle mie menate di qualche giorno sul fatto che l’oppressione è un dato di fatto, poi può piacere o meno ma dato di fatto resta, certo uno può andarsene via come quelli del ristorante di Roberto , io l’unico palestinese che realmente ho conosciuto era un cittadino siriano naturalizzato italiano, i suoi erano di Beersheva, cioè i suoi erano profughi perchè c’è stata una pulizia etnica, non è che nel 48 erano andati a Damasco in vacanza.
Mi dico che chi ha fatto quello che ha fatto al rave e lì vicino , è senz’altro bestialmente feroce, va da sè.
Poi la mia mente va avanti e così mi trovo a complicare le cose con un po’ di casi reali, e spero di non avere contestazioni sul fatto che sono reali, magari deliro coi miei ragionamenti, ma non sui fatti che descriverò.
L’artigliere o l’aviatore israeliano che aziona un trigger e ammazza in un botto solo a distanza (questa distanza è importante, gli permette di “astrarsi” dai risultati del suo atto) qualche decina di palestinesi, uomini donne bambini, chissà perchè non ci viene da chiamarlo tagliagole o ferocemente bestiale.
Diminuiamo la distanza tra attore e risultato. Il cecchino israeliano che mira il ragazzo palestinese che tira pietre, e lo ammazza, vede anche i risultati del suo atto,e chissà se un giorno andrà in burn out. Lo possiamo chiamare feroce ?
Finite le mie pippe mentali, sul tema delle stranezze e misteri metto il link di un altro articolo che ho letto
https://www.timesofisrael.com/egypt-intelligence-official-says-israel-ignored-repeated-warnings-of-something-big/
Quis,
“L’artigliere o l’aviatore israeliano che aziona un trigger e ammazza in un botto solo a distanza (questa distanza è importante, gli permette di “astrarsi” dai risultati del suo atto) qualche decina di palestinesi, uomini donne bambini, chissà perchè non ci viene da chiamarlo tagliagole o ferocemente bestiale.”
Se uno è così ricco e tecnologico da potersi permettere di massacrare gente senza sporcarsi le mani, in modo asettico, è moralmente superiore, no?
Almeno, questa è l’etica occidentale oggi in vigore.
Il cecchino israeliano posso dirti nome e cognome, adesso fa il dentista, e mi diceva che non sparava al ragazzo che tira pietre
(che poi a volte sono massi tipo quelli che tanti anni da gettavano dal cavalcavia sulle auto in Italia, ricordate? Con lo stesso scopo e gli stessi effetti).
Che se lo facesse passerebbe anche dei guai.
Io non lo so, non ero presente, non sono il suo avvocato e Tzahal non mi paga.
Io riporto quello che mi ha detto lui.
Pino,
non contrapporre fatti ai miti, sembri quelli che rispondono ai nazisti dicendo che non c’erano banchieri ebrei a governare il mondo negli anni ’30, non sono mai riusciti a convincere nessuno, anche se hanno ragione.
Il che è molto triste.
D’accordo. Una cosa è il cecchino, che ha un obiettivo specifico e mirato.
Il problema non è il cecchino e prendo atto con piacere, senza nessuna ironia, dello scrupolo che mi riporti.
Il problema sono i bombardamenti indiscriminati sui civili.
Che stanno avvenendo anche mentre scriviamo.
E avvengono da sempre, con un numero di vittime sproporzionato rispetto a quello cui si reagisce.
Io non trovo che, siccome è un modo di fare la guerra che hanno tutti, sia una cosa umana o accettabile.
E ricordo, non certo a te ovviamente, viste le tue posizioni in merito, ma per esempio a Roberto e soprattutto a tutti gli occidentalisti, che le vite dei civili palestinesi non hanno meno valore di quelle dei civili ucraini.
certo e anche le vite dei civili israeliani non valgono di meno di quelle di ucraini e palestinesi
Peucezio,
un fascio come te dovrebbe ricordare cosa significa “bombardamenti indiscriminati sui civili” però.
Proprio in meri termini di contabilità dei morti.
Poi, se vuoi fare un confronto Ucraina-Palestina, ci sono altre mille cose da considerare.
Be’, sì: la propaganda ha detto che gli ucraini sono i buoni, anche perché combattono la guerra non per procura non per gli USA.
Francè, non ho proprio capito cosa vuoi dire.
E cosa c’entri il fascismo.
Che almeno i fascisti dovrebbero ricordarsi cosa fu il carpet bombing e sapere che finora non è stato replicato manco per niente
Lo sparare cazzate a raffica senza mirare lo lascerei a MT
Non si può tradurre in italiano?
>>> Il problema sono i bombardamenti indiscriminati sui civili.
Che stanno avvenendo anche mentre scriviamo.
sai chi lo ha scritto, vero?
@PinoMamet
Comunicare su internet è comunicare a meno di metà, se ci conoscessimo davvero, faccia a faccia, fuori dall’incorporeità della comunicazione digitale, immagino che percepiresti che te lo dico in spirito di amicizia, per cui mi prendo una confidenza che invece non posso avere e ribadisco che il caso ( i casi ) del cecchino che ho preso come esempio, metafora, quello che vuoi,per un mio filo mentale, sono reali e che sempre con rispetto parlando è un problema tuo con te stesso il non volerlo vedere o ammettere.
Guarda, io non ho problemi con te e qua dentro- a meno non mi facciano davvero girare i cosiddetti con provocazioni inutili- parliamo tutti con spirito di amicizia.
Io non ho neppure problemi ad ammettere la realtà dei tuoi casi, ma se permetti, il mio amico dentista è altrettanto reale.
Io poi ho premesso che non ero presente alle sue azioni di guerra, che si sono svolte in Libano.
Tu non so, magari c’eri.
“Tu non so, magari c’eri.”
Sì, dopo la mia fase di giovane ateo festaiolo disadattato ho avuto una crisi mistica di stampo sciita e sono entrato negli Hezbollah.C’ero, e il tuo amico dentista ti racconta palle.
Non potrebbe essere, però, che certe cose avvengano nonostante gli ordini ricevuti? Nella maggior parte dei casi avviene questo, cioè che le persone abusino della propria piccola posizione di potere (essere dal lato giusto dell’arma), più che la circolare ministeriale che ordine di sparare ai ragazzini. Quindi il bravo soldato ha letto la circolare e la esegue, mentre il meno bravo se ne sbatte e impara dal collega che anche se spari nel mucchio nessuno lo saprà mai e non dovrai renderne conto.
Mauricius,
non ho capito però se intendi dire che l’ordine era di avere scrupoli umanitari e viene disatteso per crudeltà del soldato o viceversa.
Il governo manda i soldati che viaggiano con il bagaglio di leggi, regolamenti e direttive che bene o male dicono che la guerra va fatta in modo civile. Poi si arriva nel mondo reale dove il rispetto di tutto questo bagaglio non è garantito perché da un lato abbiamo gente in armi che in certi frangenti gode di una notevole impunità, dall’altro abbiamo la popolazione nemica di cui non gliene frega granché nessuno.
Vuoi un esempio in grande stile? Quello che è successo nei sobborghi di Kiev: i testimoni locali riferivano di ufficiali che cercavano di tenere a freno la truppa e soldati che, constatato che la catena di comando non aveva il polso della situazione, se ne fregavano.
Ascolta, racconta.
Fammi sapere cosa hai visto
Comunque quisquiliator a me, scusami, pare che ti incazzi solo tu.
Io riporto cose che mi sono state dette, l’ho detto e lo ri ripeto.
Tu c’eri davvero o no? Perché non l’ho mica capito.
Se c’eri- che ne so, qualche azione di volontariato pro palestinese, come l’ex della mia ex al quale “per caso” si smarrì il bagaglio al Ben Gurion _
O a fare altro, per quanto ne so potresti essere stato richiamato nei Miluim- beh racconta, facci sapere.
Quisquiliator,
“sono entrato negli Hezbollah.C’ero, e il tuo amico dentista ti racconta palle.”
Ma è uno scherzo o dici sul serio?
“Ma è uno scherzo o dici sul serio?”
Era una battuta, non mi è mai passato per l’anticamera del cervello di impegnarmi per davvero in qualcosa di politico e meno che meno in qualcosa di militare, sono giusto andato a qualche manifestazione ( mai per la Palestina , tra l’altro ) in gioventù, tra cui alcune con maretta, ma per squinternato che fossi, ero comunque già conscio con me stesso che lo facevo per vedere cosa provavo e non per la causa del momento.
Con buona pace dei complottisti, le icone del politicamente corretto si ritorcono contro i loro sponsor:
https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/23_ottobre_10/patrick-zaki-contro-gli-attacchi-di-israele-a-gaza-in-un-post-definisce-netanyahu-serial-killer-b0009790-4357-41a8-9b9b-d5d6f15a5xlk.shtml
Intanto tutti si sono dimenticati dell’altra storia, che poi è collegata con questa:
https://www.ilsole24ore.com/art/perche-israele-ha-armato-l-azerbaigian-contro-l-armenia-e-cosa-c-entra-l-iran-AFdtsD7
che i rapporti di Israele con l’Azerbaigian siano splendidi lo si può dedurre anche da questo fatto, apparentemente minore: quando arrivate all’aeroporto Heydar Aliyed di Baku (vi sto sto parlando di maggio), vi è un cartello in inglese che indica le (poche) nazionalità che hanno il privilegio di ottenere il visto azero all’arrivo elencate con le bandiere: e vi è Israele (noi no ! italiani ed europei debbono chiedere in anticipo un eVisa, che viene dato abbastanza facilmente, ma costa 26 US$)
nell’Azerbaigian iraniano, ormai diversissimo dalla “Repubblica dell’Azerbaigian” con cui sino al 1813 fu unito (naturalmente allora la “Repubbica dell’Azerbaigian” non c’era :D), non vi è, a mio irrilevante parere, alcun sentimento irredentista, anzi Tabriz sembra una città più “radicale” di altre almeno a giudicare dalle immagini (i ritratti di Khamene’i- che è azero- sono più frequenti di altre parti dell’Iran e pure le immagini dei “martiri” fra cui il famoso gen. Suleymani -che ho visto onorato anche in Libano fra Beirut e Sidone,,erano i giorni dell’arba’in, con le bandiere sciite al vento); in una sola cittadina, sulla strada che va da Orumiyeh (Urmia) alla frontiera irachena di Tamarchin passano per Piranshahr, ho visto cartelli -rari- in lingua azera scritti in caratteri latini, come in Repubblica dell’Azerbaigian..un unicum..
Teheran e Baku non si amano
Gli Armeni non hanno niente da offrire e non comandano niente nell’Occidente dal ditino imparatore.
Come disse uno storico tanti anni fa, proprio sulla questione armena: vi sono tragedie di serie a e tragedie di serie b.
Sì, ma qui abbiamo proprio Israele che arma gli azeri contro gli armeni.
Io però credo non sia casuale.
Gli Armeni sono cristiani e questo conta.
Come lo erano e lo sono le minoranze siriane protette da Assad e a suo tempo da saddam, come lo sono i russi che hanno subito per decenni il terrorismo ceceno, come lo sono i Serbi in Bosnia e in Cossovo, come lo è anche una piccola minoranza di Palestinesi, che però, prima della fondazione dello stato di Israele, erano un quarto della popolazione palestinese.
D’altronde se in Occidente l’ideologia mainstream si consente un atteggiamento di costante disprezzo e critica della nostra tradizione religiosa, per cui l’Occidente si definisce essenzialmente come liberale, marxista, rivoluzionario, materialista, laicista, ateo, in ogni caso anticristiano, naturale che lo stesso Occidente persegua una politica anticristiana nel resto del mondo.
L’unica religiosità consentita è quella protestante o quella islamica, entrambe acefale, anti-istituzionali, antisacerdotali, letteraliste, nemiche del sacro.
Ma la gente non capisce un cazzo, crede che gli israeliani, combattendo i palestinesi combattano l’integralismo islamico, quando invece lo hanno sostenuto ovunque e la storia palestinese è una storia di nazionalismo laicista, anche se oggi si colora di islamismo, perché l’islamismo diventa una bandiera identitaria.
“Palestinesi, che però, prima della fondazione dello stato di Israele, erano un quarto della popolazione palestinese.”
Diciamo che è… un modo particolare di presentare la cosa 😉
Non sono stati certo gli israeliani a far fuggire gli arabi cristiani.
Che nei territori di Hamas se la passano più che maluccio, mentre prosperano in Israele, che li coccola abbastanza, rispetto ad altre minoranze.
Idem per i drusi.
I drusi, più ancora dei beduini, sono una delle colonne dell’esercito e della polizia israeliana, e negli ultimi anni c’è stata una discreta campagna per aumentare gli arruolamenti degli arabi cristiani.
Israele, in un’ottica chiaramente divisiva, ammettiamolo, perchè no?, sta anche spingendo sul sottolineare l’origine aramaica (quindi non araba, e volendo più vicina agli ebrei) degli arabi cristiani.
>>> Non sono stati certo gli israeliani a far fuggire gli arabi cristiani.
Beh, su questo le mie fonti cattoliche avrebbero da eccepire. Anche perchè i cristiani palestinesi erano fieramente nazionalisti e anti-israeliani, mi pare di ricordare, quindi molti di loro sono entrati nell’OLP e nelle altre formazioni armate palestinesi.
Diamoci in mezzo, e diciamo che i nazionalisti palestinesi sono stati in Palestina, e i meno o per nulla nazionalisti in Israele.
In Israele però ci sono ancora…
@ pino mamet
“Non sono stati certo gli israeliani a far fuggire gli arabi cristiani.”
La Nakba non ha fatto discriminazioni.
https://it.wikipedia.org/wiki/Esodo_palestinese_del_1948
(Un primo esempio di applicazione ‘unica democrazia del Medio Oriente’).
Ciao!
Andrea Di Vita
Davvero pensi di venire qui e citare la Wiki su fatti di questo genere?
Non parlo per me, che sono un medio ignorante, ma qui c’è gente la Wiki non gli allaccia i sandali.
Vabbè, wikipedia per wikipedia:
“Il cristianesimo in Israele è una delle religioni riconosciute dallo stato ed è praticato da più di 161.000 cittadini israeliani (circa il 2,1% della popolazione). Essi comprendono 127.000 arabi cristiani (per lo più ortodossi, così come melchiti e cattolici latini, con alcuni galileiani maroniti, copti e protestanti), circa 25.000 slavi cristiani provenienti dall’ex Unione Sovietica (della Chiesa ortodossa orientale) e più piccole minoranze di siri-aramaici, assiriani ed armeni.”
“Circa l’80% dei residenti cristiani di Israele sono arabi cristiani, che sono storicamente legati con i vicini libanesi, siriani e palestinesi cristiani; esiste inoltre anche una comunità di circa mille cristiani copti, registrati come “cristiani arabi”, anche se la loro identità araba è contestata. Gli arabi cristiani sono uno dei gruppi più istruiti in Israele. Il quotidiano Maariv ha descritto il gruppo dei cristiani arabi come “il maggior successo nel sistema educativo del paese”[2], in quanto proprio i cristiani arabi se la cavano meglio in termini di educazione, rispetto a qualsiasi altro gruppo che ha ricevuto una formazione in Israele[3]”
https://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo_in_Israele
mentre in Palestina:
” Nel 2009, esistevano all’incirca 50 000 cristiani nei territori palestinesi, in gran parte nella Cisgiordania e circa 3 000 nella Striscia di Gaza.[9] ”
https://it.wikipedia.org/wiki/Palestinesi_cristiani
di quelli che vivono nei territori palestinesi, Infopal e siti di simile orientamento sostengono che stiano diminuendo di numero per colpa degli israeliani, Il Foglio e simili per colpa dei palestinesi musulmani.
Io non lo so, però le cifre che dicono che la maggioranza ha scelto Israele, o è rimasta in Israele o non è stata scacciata da Israele, dove a quanto pare (a differenza della Palestina) se la cava piuttosto bene.
ma se piace tornare al vecchio luogo comune degli ebrei che agiscono in odio ai cristiani… 😉
(mentre si sa che l’Islam li adora 😉 )
@ pino Mamet
Riassumendo : i Cristiani in Israele sono circa il 2%.
Quanti erano prima della Nakba?
Te lo dico io: circa il 25%.
(Fonte: Philip Jenkins, “The Lost Christianity”)
Domanda: com’è che con la Nakba la % di cristiani è crollata?
Ciao!
Andrea Di Vita
Dal ’48 al 2020 sono immigrati in Israele più di 3 milioni di ebrei.
E il numero continua ad aumentare (leggo 70.000 solo nel 2022)
C’entrerà un pochino anche questo nelle percentuali? 😉
Israele è un pezzo d’Occidente.
La libertà religiosa è garantita perché tanto si sa che l’Occidente comunista la svuota dall’interno, creando un vago sentimento di spiritualità individuale che si può molto vagamente collegare a religioni istituzionali sempre meno seguite e prese sul serio.
Non ho mai sostenuto che Israele reprima esplicitamente o perseguiti i cristiani all’interno, come non lo fanno gli USA, l’Italia, perfino la Francia.
La fase rivoluzionaria, in cui si massacravano i preti, è finita, serviva giusto all’inizio, per dare il segno della cesura.
Dico un’altr cosa. Che a livello geopolitico gli interessi occidentali (non solo israeliani; principalmente americani), laddove vi siano minoranze o gruppi cristiani (in senso tradizionale, ortodossi, cattolici, monofisiti, nestoriani, ecc., in ogni caso comunità cristiane storiche, non i protestanti sudcoreani o i pentecostali del Brasile) in contrasto con minoranze o gruppi islamici sono pressoché sempre dalla parte dei primi. E non credo sia un caso.
Scusa, ovviamente “consumista”, non “comunista”:
Altro lapsus: dei secondi.
>>> Israele è un pezzo d’Occidente.
La libertà religiosa è garantita
sai che, da cattolico baciapile, mi basta? per il resto, me lo prendo io in carico, di resistere alle tentazioni del consumismo e mi godo che nessuno mi fa esplodere la domenica mattia quando vado a Messa.
I cristiani nei paesi arabi tendevano ad essere un po’ più ricchi della media (come gli ebrei nei paesi occidentali), per cui sono sempre e ovunque emigrati più degli altri.
E, se puoi, te ne scappi dai territori palestinesi.
Israele per anni è stato amico della Turchia, prima di Erdogan, e persone che sono state a Gerusalemme mi hanno riferito di ebrei che andavano a sputare sulle foto delle vittime del genocidio armeno, appese sui muri della città….
D’altronde Atatürk probabilmente aveva origini ebraiche.
appello cattocomunista per la pace pubblicato dal Manifesto:
https://ilmanifesto.it/israele-palestina-fermiamo-la-violenza-riprendiamo-per-mano-la-pace
Più catto che comunista (CGIL, Legambiente) e leggendolo provo il duplice sentimento di condividerlo in pieno e però di sentire di una sorta di nausea di fronte all’impotenza che promana da quelle righe.
Basti dire che si conclude con questi due appelli: uno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU “affinché assuma la propria responsabilità di organo garante del diritto internazionale” e un altro è “un appello alle associazioni e movimenti Palestinesi ed Israeliani a manifestare insieme, in Terra Santa”.
Certo per un cristiano è spes contra spem, è la loro grande forza, ma io ahimè non sono credente e quindi l’effetto di questi giustissimi e condivisibilissimi appelli è più che altro di deprimermi, perché non riesco più, anche per gli anni, a guardare troppo lontano.
Quanto all’analisi il succo politico è poi lo stesso dell’articolo di Travaglio: buon senso di fronte alla realtà delle cose.
Ma anche condividere questo buon senso non manca di deprimermi, perché ho la sensazione che negli ultimi 23 anni dello scorso secolo ci fosse nel mondo più buon senso (mi viene in mente anzitutto Gorbaciov) di quanto ce ne sia stato nei primi 23 di questo secolo (e mi vengono in mente anzitutto Bush e Putin, ma la compagnia è nutrita).
No, ma sono stronzo io che mi ci sono messo.
Scusatemi, dovevo fare come avevo detto, e non immischiarmi.
Fate voi.
Io vi lascio con un ultimo titolo “bambini e neonati trovati decapitati nel kibbutz di Kfar Aza preso d’assalto da Hamas”.
Ora, abbiamo capito che è peccato mortale usare toni di deprecazione per le azioni dei combattenti per la libertà di Hamas. Purtroppo non riesco a trovarne altri, quindi, davvero, sbizzarritevi pure a giustificarli, senza complimenti.
@ pino Mamet
“decapitati”
Dicono che la morte per decapitazione sia una faccenda rapida.
Mica come queste qui
https://www.savethechildren.it/blog-notizie/gaza-bambini-muoiono-perche-non-accedono-a-cure-mediche
Oh, lo dice anche Osea (8, 7) degli Israeliti: “poiché hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta”.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea, fai come me ogni tanto: se in un certo momento ti rendi conto di riuscire a dire solo cazzate per qualche misterioso motivo, taci.
Si fa una figura migliore e si ha tempo per meditare.
@ francesco
“cazzate”
Sai, a furia di sentire sempre e solo i lamenti per i bambini ammazzati da una parte e mai una volta quelli per i bambini ammazzati dall’altra parte a uno prima o poi parte il boccino.
A proposito, com’era quella faccenda delle rappresaglie contro i civili intese come crimini di guerra?
https://it.wikipedia.org/wiki/Rappresaglia
https://www.amnesty.it/israele-gaza-i-civili-pagano-il-prezzo-di-una-crisi-senza-precedenti/
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
perchè vieni QUI a sfogarti per cose che succedono, se succedono, solo sulle pagine del Foglio e di Libero?
Ti giuro che il massimo dei miei legami col Foglio è che una volta mi hanno pubblicato una lettera al Direttore di poche righe. Libero manco gratis lo leggo.
Sulle rappresaglie, credo che contro formazioni irregolari non ci siano alternative. Però ignoro cosa dice il diritto di guerra, ammesso che esista.
Diceva MT che Hamas è stato eletto democraticamente a Gaza: questo conta?
@ francesco
“QUI”
Perché altrove le fesserie propagandiste le devo tollerare perché inevitabili come l’ululato dei Beoti; qui mi aspetto gente che usa il proprio cervello, e sono dunque più esigente in fatto di onestà intellettuale (anche con me stesso).
“conta”
Eccome se conta. Dimostra che nelle condizioni in cui si trovano per i Palestinesi la lotta è l’unica alternativa credibile al collaborazionismo cogli occupanti.
Esattamente come lo era per i deportati, i Partigiani ecc.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. ah, e non mi si venga a ripetere il solito ritornello per cui se i Palestinesi stanno così combinati è colpa di Hamas. Somiglia a quello dei fasci che dicono che la colpa delle Fosse Ardeatine è dei Partigiani di Via Rasella.
beh si un po’ è in effetti colpa di hamas…noterai che israele distruggerà gaza e non ramallah
Logico, l’alternativa è fra stare assoggettati e relegati in recessi sempre più ridotti, poveri, senza sovranità e senza mezzi e fra venire sterminati, ma almeno giocandosela.
Si perde? Questo è già previsto, ma almeno si ha dalla propria la demografia.
O gli israeliani si prendono la responsabilità di un genocidio letterale, sistematico, oppure questo problema se lo troveranno addosso per i prossimi anni.
@ roberto
“noterai”
Mi fa piacere che tu abbia colto il parallelo fra Israele e le SS.
Ciao!
Andrea Di Vita
ok andrea, fesso io che ti do retta
ciao!
>>> la lotta è l’unica alternativa credibile al collaborazionismo cogli occupanti.
credibile? dillo ai Galli al tempo di Cesare. O ai Romani al tempo di Cesare Augustolo. mi sembra una cazzata sesquipedale.
le rivoluzioni africane le hanno fatte i figli dei collaborazionisti, gente andata a studiare a Parigi e tornare in patria a combattere per l’indipendenza.
i figli degli Ebrei di Masada sono morti e basta.
PS se non sbaglio, le rappresaglie non le hanno inventate i nazisti. la tua AH-card serve solo a quantificare il livello di cecità ideologica.
Significativo di fare l’a manifestazione pro Israele sotto l’arco di Tito.
Nessun gentile l’ha rilevato, ma loro non fanno certo una scelta simile a caso.
E l’odio antiromano non è nemmeno legato alla distruzione di Gerusalemme e a tutti gli eventi che sappiamo: quello è un dato contingente, che però è paradigmatico di uno scontro archetipico.
Quello della Nazione (in senso etimologico: nati dallo stesso sangue, la stessa origine) contro l’Impero (un po’ come gli ucraini contro i russi), cioè della Natura contro la Civiltà (Roma col suo universalismo, prima pagano, poi cattolico, rappresenta archetipicamente la Civiltà che riscatta le genti dalla barbarie, dallo stato ferino), del Chaos contro il Kosmos, della Materia contro lo Spirito.
È uno dei motivi per cui mi sento sempre più distante dal nazionalismo e dall’etnicismo che ho abbracciato a lungo e che è una forma di materialismo.
La complessità, il pluralismo è un valore nel senso che crea un tutto articolato: l’omologazione interna che valore è? La nazione è modernità, distruzione dell’ordine tradizionale e la diversità etnica è un valore all’interno di un mondo pluralistico, non come mera divendicazione identitaria soggettivistica e ostile all’alterità.
Per peucezio
“Quello della Nazione (in senso etimologico: nati dallo stesso sangue, la stessa origine) contro l’Impero (un po’ come gli ucraini contro i russi), cioè della Natura contro la Civiltà (Roma col suo universalismo, prima pagano, poi cattolico, rappresenta archetipicamente la Civiltà che riscatta le genti dalla barbarie, dallo stato ferino), del Chaos contro il Kosmos, della Materia contro lo Spirito.”
E’ una riflessione importante. Che mi ricorda anche Ernst Junger.
Spero che esista una terza via 🙂
Peucezio mi è diventato un fan del melting pot USA?
😀
No. Il melting pot è omologazione.
Negli intenti e nella retorica.
Nei fatti è tribalismo: tanti gruppi separati che si guardano in cagnesco e hanno un culto sacro quanto fasullo e mitizzato delle loro origini.
L’anglosassone di base è razzista, diversamente dal romano, cui della razza proprio non fregava nulla.
Perché, essendo di civiltà più recente, è costretto a fondare la sua identità sulla natura, sui geni, sul fenotipo, più che sulla cultura.
Dice: ma anche il romano antico si era acculturato e incivilito da poco, anche meno degli anglosassoni di oggi.
Vero.
Forse è proprio il mediterraneo col suo clima mite che incivilisce di per sé, rende meno esposti alla natura, perché il paesaggio è più malleabile, più adattabile alle esigenze umane.
Mmm
non capisco come possa essere omologazione e tribalismo insieme…
tu mi pare che ti immagini tante comunità che vivono separate, ma allo stesso modo, un modo “plasticoso” e fasullo.
Credo che il melting pot sia invece l’idea che queste comunità prima o poi debbano amalgamarsi, e far uscire insieme qualcosa di nuovo e originale.
Non è detto che abbia sempre funzionato, ma credo che l’idea fosse quella.
Pino,
“non capisco come possa essere omologazione e tribalismo insieme…”
Infatti ho detto che è omologazione nella
retorica e tribalismo nei fatti.
L’omologazione è l’auspicio (per loro), il racconto, non la realtà.
“Credo che il melting pot sia invece l’idea che queste comunità prima o poi debbano amalgamarsi, e far uscire insieme qualcosa di nuovo e originale.
Non è detto che abbia sempre funzionato, ma credo che l’idea fosse quella.”
Esatto.
E per l’appunto, questo non accade.
Forse in qualche misura è accaduto negli anni ’60-’70 e in qualche misura accade ancora a livello delle élite.
Ma nell’America reale, fuori da certe bolle o da certe oasi, se sei bianco non puoi andare nel bar dei neri e viceversa (questo me lo raccontano amici americani, ma è risaputo).
Credo che su questo stiamo dicendo la stessa cosa in modo diverso.
>>> tanti gruppi separati che si guardano in cagnesco
credo funzioni così solo all’inizio, poi trovi italiani e irlandesi che combattono fianco a fianco con inglesi e olandesi nelle file dell’esercito americano, pur essendo ancora italiani etc etc
un pò come è successo in Italia nel primo secolo di unità
certo, se non ci fosse un pò di “omologazione” ci sarebbe la guerra civile. pensa a San Paolo che tutti fiero di proclama “cittadino romano”, pur essendo ebreo e cristiano fanatico.
Stanno arrivando le prime immagini crude da Gaza di bambini uccisi.
Cosa inevitabile: c’è una guerra, in una guerra la gente viene ammazzata, quindi inutile dare “colpe”.
Ma la cosa interessante è come per lo “uomo moderno”, le cose cambino secondo la distanza fisica tra chi uccide e chi viene ucciso.
“Belve assetate di sangue” (per citare Libero) sono quelli che uccidono da una distanza alla quale rischiano anche loro; mentre chi da lontano preme un pulsante e uccide non subisce allo stesso modo il nostro giudizio morale.
Ed è comprensibile, perché come specie, uccidiamo “da vicino” da centinaia di migliaia di anni; mentre l’omicidio “a distanza” – infinitamente più efficace – è un’invenzione relativamente recente (dai tempi dell’arco lungo inglese nel Quattrocento? O del bombardamento aereo?).
Cosa inevitabile un cazzo, se permetti.
Questa uccisione di bambini è stata voluta e cercata.
Quella di Gorla, forse, fu una casualità, un aviere che si libera delle bombe per tornare indietro prima e centra una scuola elementare in pieno.
Se bombardo da 2.000 metri, non so esattamente chi sto ammazzando. Ma se uso un coltello, lo so benissimo.
PS voterei il pilum e i tormenta dei Romani
Francesco,
“Quella di Gorla, forse, fu una casualità, un aviere che si libera delle bombe per tornare indietro prima e centra una scuola elementare in pieno.”
Ahahahahah!
Ma dai…
Parlavo del caso specifico e questo ha fatto confusione, quindi mi spiego meglio.
I bombardamenti a tappeto sulle città erano programmaticamente terrorismo, con poco più di un cenno di distruzione delle fabbriche e delle stazioni, che sarebbero stati gli obiettivi militari.
Ma gli avieri non vedevano le loro vittime. Si nascondevano dietro questo fatto.
I macellai di Hamas sono andati a cercarseli i bambini.
Quindi gli avieri erano più bravi?
Francamente rispetto di più chi ha il coraggio di affrontare il male, il mostruoso, di sobbarcarselo, anziché il vigliacco che lo compie esorcizzandolo, perché non può ammettere a sé stesso di essere un mostro.
Chi ha il coraggio di ammazzare un bambino guardandolo negli occhi è un mostro. Ma è un mostro che guarda in faccia la sua mostruosità senza infingimenti. Mi mette i brividi, ma nella sua mostruosità è onesto.
Chi è così vigliacco da ammazzare il bambino senza volerlo vedere è un mostro, ma al tempo stesso un meschino, un vile, è peggiore del primo, perché è mostro due volte.
“Quindi gli avieri erano più bravi?”
Agli avieri viene dato un obiettivo, che dovrebbe essere un obiettivo militare.
In alcuni casi, per errore, e allora sospendo il giudizio (lasciami usare la parola giudizio, visto che di questo si tratta);
o per distrazione o paura, e allora posso pensarla quasi come te;
lasciano cadere le bombe su obiettivi civili o fuori dal loro obiettivo assegnato.
Poi ci sono i casi dei bombardamenti indiscriminati sulle città, e lì davvero è terrorismo e vale il tuo discorso.
Ma in generale, nemmeno col più grosso salto carpiato logico e retorico possibile potrei immaginarmi di mettere un aviere che fa svolge il suo normale compito militare, tenta di colpire un obiettivo militare e può essere abbattuto dai nemici, sullo stesso piano di un terrorista che guarda in faccia e lo decapita.
C’è un limite all’eristica.
Che guarda in faccia un neonato , dimenticavo
@ pino Mamet
“neonato”
Perché non è un neonato, che guarda.
È un futuro nemico.
I Vietcong, quando entravano in un villaggio, ai bambini che erano stati vaccinati dagli Statunitensi nel loro programma teso ad accattivarsi le simpatie della popolazione tagliavano il braccio dove era stata praticata l’iniezione.
Difficile pensare che tutti quei tagliatori di braccia fossero mostri.
I tredici bambini Palestinesi morti l’anno scorso perché gli hanno sequestrato le medicine o hanno impedito loro di raggiungere un ospedale a furia di posti di blocco mica sono stati ammazzati da dei mostri.
E nemmeno i bambini dell’orfanotrofio di Varsavia incolonnati verso i vagoni piombati per Treblinka.
O gli scolari sgozzati dal FIS Algerino.
Axel Munthe racconta che nelle rappresaglie in Belgio i Tedeschi sventravano persino le bambole.
Che il terrore sia un’arma lo sappiamo tutti. Serve appunto a terrorizzare la popolazione disarmata in modo da spingerla ad abbandonare un territorio e a evitare ogni contatto, anche il più innocuo, col nemico che si desidera sconfiggere, sia esso una potenza occupante sia un fantasmagorico complotto mondiale demoplutogiudaico.
La sospensione selettiva della pietà è essenziale alla vittoria.
Ciao!
Andrea Di Vita
andrea
“Difficile pensare che tutti quei tagliatori di braccia fossero mostri.”
impossibile non pensare che fossero mostri
ciao!
OATR
dovremmo forse deciderci a definire cosa è un comportamento mostruoso
sennò qui si gira in tondo
da essere umano, mi trovo più lontano dai suicidi macellai di bambini di Hamas che dagli aviatori alleati che sganciavano bombe su mio padre e volevano tornare a casa e si dicevano che stavano bombardando obiettivi militari
“impossibile non pensare che fossero mostri”
Bisognerebbe capire cosa spingesse a tagliare un braccio: terrore superstizioso? Mero sadismo?
In genere le amputazioni sono collegate alla paura della contaminazione: c’è qualcosa di cattivo che ha preso possesso del tuo corpo e lo elimini per evitare che si diffonda.
E, visto che con la cancrena funziona, il pensiero magico che c’è dietro questa concezione ha trovato la propria convalida.
@ roberto
“impossibile”
A parte che la statistica rende inverosimile quanto affermi, resta il fatto che quei mostri hanno vinto.
Se si ha la forza necessaria la mostruosità è un’arma efficace, come ha dimostrato Gengis Khan.
La guerra magari si può abolire, ma non la si può umanizzare. Una volta che la guerra è scatenata, la cosa più atroce è perderla.
Gli attuali contendenti hanno imparato bene la lezione.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
stai cadendo nel ridicolo. E lo dico con somma tristezza.
Kelebekiani,
https://www.money.it/perche-guerra-israele-hamas-piu-pericolosa-ucraina-russia
Il problema non è chi dei due sia più cattivo.
È che la Terrasanta è una delle più grandi polveriere del mondo
Questi estremisti della destra israeliana devono andarci piano con le ritorsioni, altrimenti vien fuori una guerra mondiale.
E tra l’altro l’Occidente sarebbe destinato a perderla. Perché non ha industria. Al massimo può sparare dei dollari.
Speriamo che gli americani, i generali, intendo, non i politici, sappiano farglielo capire per bene.
“Difficile pensare che tutti quei tagliatori di braccia fossero mostri.”
Sì che lo erano.
Ma caspita, tu sei stato militare!
Non avresti mai fatto una cosa del genere. Mai.
Ma neppure il vietnamita della strada.
Ma neppure il comune vietcong.
Non erano i comuni soldati tedeschi a sorvegliare i campi: erano le SS, e a volte quel compito era lasciato ai più sadici dei collaborazionisti locali.
A livello morale, astratto, il pilota che sganciò la bomba su Hiroshima non è forse migliore del pazzoide esaltato che sgozza un neonato in un kibbutz.
Possiamo essere d’accordo su questo.
ma a livello pratico, non credo che lo avrebbe fatto.
L’atomica su Hiroshima è, per quanto mi riguarda, un crimine terribile;
ma chi è capace di schiacciare un bottone e uccidere persone che non vede, può benissimo non essere la stessa persona che mutila persone che guarda negli occhi e si copre del loro sangue.
Non sto parlando dei palestinesi, ripeto per l’ennesima volta: i palestinesi sono persone come tutti.
Non parlo neanche di Hamas, che è un’organizzazione, d’accordo terroristica, ma anche i draghi hanno nove specie, dicevano i cinesi, e anche tra i terroristi non tutti sono uguali;
no, sto parlando proprio di quelle persone che prendono un bambino e lo decapitano.
Quelle sono bestie.
Accordo totale con pino
@ pino Mamet, Roberto, francesco
“militare”
Appunto, Pino, io militare lo sono stato. Tu evidentemente no.
E neppure Francesco e Roberto, a quanto sembra.
Lasciate che vi racconti un episodio realmente avvenuto che mi ha visto testimone. In tempo di pace e in Italia, dico, non in guerra.
Dunque, una sera io sono di servizio. Vado in camera a fare il contrappello, e invece di trovare tutti come al solito sugli attenti davanti alle brande stile “Full Metal Jacket” (sì, succede anche da noi) li trovo tutti intorno a una sola branda, in piedi, che cercano di consolare un commilitone di un bel colore verde bile. Non avendo mai assistito prima a un attacco di bile con perforazione intestinale (come poi mi fu riferito dall’ufficiale medico) faccio chiamare subito l’ambulanza, che stava nella caserma vicina.
L’ambulanza non può partire perché per errore entrambi i suoi autisti sono stati mandati in licenza contemporaneamente. E nessuno è autorizzato a guidarla tranne gli autisti.
Allora corro all’infermeria militare più vicina. Essendo di un altro reparto, non possono ricoverare il malato, che va visitato dal nostro personale (in quel momento in un’altra caserma a qualche Km) prima di un eventuale ricovero all’ospedale militare.
Allora do’ ordine di sollevare la brandina col malato sopra senza toccarlo, incastrare la brandina nel cassone scoperto dell’AR (la jeep) di servizio e correre alla caserma col nostro personale medico.
Vengo bloccato al porto e dall’ufficiale di picchetto,, un mio pari grado che mi chiede una autorizzazione del Comando a uscire con l’AR che ovviamente non mi sono potuto procurare.
Gli urlo che mi faccia pure rapporto; se il ragazzo muore lo denuncio io ai Carabinieri.
Mi fa passare, e raggiungiamo l’altra caserma, dove si dispone subito il ricovero. Il ragazzo si è salvato per poco.
Questo è avvenuto davvero in un Paese da decenni in pace con tutti.
Ora, immaginate questo in zona di guerra, anche durante qualche cessate il fuoco più o meno fragile: arriva un’ambulanza con un bambino malato a un posto di blocco. I soldati bloccano il mezzo perché senza autorizzazione. Parte una conversazione concitata fra i soldati – che nel frattempo sono sul chi va là per timore di un diversivo da un eventuale attentato, come da ordini ricevuti – e l’autista, che parla una lingua diversa e che si fa capire a stento. Il caporale al comando del posto di blocco telefona al Comando per avere disposizioni. Quando riesce ad avere la linea (non è ovvio, con installazioni da campo) gli ordinano di perquisire l’ambulanza perché potrebbe nascondere bombe, esplosivi (è successo: Churchill fece mitragliare delle navi ospedale per questo sospetto). Bisogna sollevare l’ambulanza per controllare anche il pianale inferiore. Nel frattempo il bambino ha tutto il tempo di crepare.
E per finire: siete sopravvissuti a un assalto. Avete appena distrutto il nido di mitragliatrici che ha falciato due terzi dei vostri compagni. Sentite grida provenire da una stanza chiusa. Sapete che il nemico è lì lì per contrattaccare. Sfondate la porta con un calcio e colpite alla ‘ndo cojo cojo. Vi hanno indottrinato dicendovi in tutti i modi che l’unico nemico buono è il nemico morto.
Lo vedete, quanto è sottile il confine? Quanto è vicina la mostruosità? Quanto poco dipenda dall’arbitro individuale, e quanto dalla logica stessa della guerra, dai suoi automatismi e regolamenti, persino in tempi di pace?
Lo sapete perché fa tanto tenerezza l’immagine del soldato grande e grosso che prende in braccio una bambina lacera e spaurita? (Un’immagine che ricorre in tanti film e tanti racconti sulla guerra)
Ve la ricordate la scena finale di “Orizzonti di gloria”, della balia Tedesca che canta una ninna-nanna e intenerisce un intero plotone di veterani Francesi ancora coperti di sangue nel villaggio sventrato dalle bombe? Perché è così tenera?
Perché è l’eccezione che conferma la regola. È l’uomo che morde il cane al posto del cane che morde l’uomo.
Oh, se volete continuare pure a cullarvi nel vostro orrore, a dirvi che voi non siete mostri, che non fareste mai delle atrocità con le vostre mani.
Lo sapete perché in guerra i soldati sparano ai bambini? Perché vanno più lenti.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Lo vedete, quanto è sottile il confine? Quanto è vicina la mostruosità? Quanto poco dipenda dall’arbitro individuale, e quanto dalla logica stessa della guerra, dai suoi automatismi e regolamenti, persino in tempi di pace?”
Macchè.
Impara.
Esistono le Persone Civili. Se non sono proprio europei, comunque i loro nonni venivano dall’Europa. Hanno i figli che possono fare i rave e viaggiare per il mondo, cosa che fa sempre bene, e si fanno pure i selfie.
Poi esistono gli Animali Umani. Che vivono come gli zingari, in venti in una stanza invece di fare i rave e girare il mondo, credono in Maometto o qualcosa del genere, gli piace il sangue umano. Come alle zanzare.
E come per le zanzare, la civiltà ha prodotto:
TETRACIP® MULTI
Insetticida concentrato ad azione rapida e lungamente attiva.
Azionabile a distanza, così eviti quella cosa sgradevole che quando spiaccichi le zanzare, ti viene il sangue sulle mani.
Francesco era alpino.
A me hanno abolito la naja subito dopo la laurea.
Roberto non so.
Grazie per il tuo interessante aneddoto che francamente non mi sembra c’entrare granché con la discussione.
andrea
“Lo vedete, quanto è sottile il confine? Quanto è vicina la mostruosità? ”
entro con un paio di amici in una casa dove la gente sta a tavola a mangiare, sparo alla vecchia, poi prendo il bambino urlante e lo decapito, violento la mamma e finiamo di uccidere tutti
sono un mostro punto e basta, pure se ti viene un travaso di bile, pure se hanno frustato mia nonna, pure se vivo in una stalla
@ roberto
“mostro”
Tu sei un giurista. Allora sai meglio di me che:
1. Se fai queste cose in tempo di pace e vieni identificato dopo i fatti allora sei condannato come minimo a parecchi anni di prigione o peggio (esempio: Tom Bundy).
2. Se fai queste cose in tempo di guerra, la tua parte ha perso e tu vieni identificato dopo i fatti idem (esempio: Oskar Dirlewangler).
3. Se fai queste cose in tempo di guerra, la tua parte ha vinto e tu vieni identificato dopo i fatti è possibilissimo che ti diano una medaglia (esempio: Lord Kirchener).
Lo vedi che la guerra – qualunque guerra – facilita parecchio le mostruosità?
Gli esseri umani sono sempre gli stessi, e quindi la probabilità di commettere mostruosità è la stessa per tutti.
La guerra aumenta questa probabilità.
Ciao!
Andrea Di Vita
Pino,
i bombardatori di Dresda non rischiavano quasi nulla e sapevano benissimo di far morire bruciati migliaia di bambini.
Idem quelli di Horoshima e Nagasaki.
Se ti pare ci sia qualcosa di assolvibile in ciò…
Quello che sgozza il bambino si sporca le mani, corre dei rischi, perché sta sul terreno, arriva il padre, arrivano i soldati della controparte e gli tirano fuori le budella dalla pancia (giustamente anche, visto che voleva sgozzare un bambino).
Quindi, sì, mi fa un po’ meno schifo.
Diciamo meglio: l’altro mi fa ancora più schifo.
@ peucezio
OAAP
Ciao!
Andrea Di Vita
“Se ti pare ci sia qualcosa di assolvibile in ciò…”
Chi ha parlato di assolvere?
Credo di essere stato chiaro.
Dico che io e te, forse, se ci avessero convinto per bene, avremmo potuto bombardare Dresda o Nagasaki.
Decapitare un neonato, non credo proprio.
Pino,
“Dico che io e te, forse, se ci avessero convinto per bene, avremmo potuto bombardare Dresda o Nagasaki. ”
Parla per te!
Scherzi a parte, nessuno avrebbe potuto convincere né me né te a fare una cosa del genere, se, come credo, ormai ti conosco un po’.
@ pino mamet
“granchè”
E’ vero: mi sono lasciato prendere dalla foga del discorso e ho mancato di evidenziare proprio ciò che mi premeva dire. Chiedo scusa.
Quello che voglio dire è che l’atrocità (lo sgozzamento di bambini, lo stupro ecc.) avviene regolarmente in tutte le guerre.
E avviene non tanto in conseguenza di un individuale sadismo (che pure certo ha il suo ruolo: penso a un Dirlewangler) quanto in conseguenza della presenza di regolamenti impersonali e di per se stessi tanto logici e ragionevoli quanto innocui (come quello dell’ambulanza che ho citato).
Questi regolamenti e codici di condotta, tuttavia, una volta messi insieme in condizioni di particolare stress (il travaso di bile, il posto di blocco, il nido di mitragliatrici) portano il militare molto – troppo – vicino a commettere atrocità che in tempo di pace non si sarebbe mai sognato neppure di concepire. Ecco perché in Piemonte durante la guerra si diceva ‘pietà l’è morta’.
Non è vero che “gli Ebrei sono tutti sionisti fanatici”, “quelli di Hamas sono tutti animali” ecc. Queste frasi servono solo alla propaganda, a leccarsi le ferite e a coprire le proprie magagne di Comandanti.
C’è l’esempio degli Statunitensi in Iraq: bravi ragazzi di campagna carichi di armi e con l’adrenalina alle stelle. Fra questi, c’erano quelli che scoprivano che il loro commilitone era stato appena pugnalato alla schiena dal bambino cui aveva appena dato una caramella (e che magari era appena stato reso orfano da un bombardamento). E che da quel momento in poi tutte le volte che sul loro autoblindo vedevano un bambino attraversare la strada… diciamo che non si sforzavano di evitarlo. In piena applicazione del regolamento, che naturalmente vieta di fermarsi ad ogni pedone che attraversa, e che potrebbe cercare di rallentare l’autoblindo per facilitare un eventuale attentatore.
Ho letto che pure durante la repressione della Primavera di Praga c’era un netto contrasto fra la brutalità del comportamento di certi Sovietici in divisa e la loro socievolezza e buona educazione quando erano in borghese.
Criminali sadici alla Dirlewangler? No di certo. Le guerre e i massacri sono solo raramente opera di criminali sadici
https://it.wikipedia.org/wiki/Oskar_Dirlewanger
(spoiler: non è una lettura piacevole)
Ecco perché mi incazzo tanto coi governi di Israele (non cogli Ebrei, ça va sans dire): perché lucrano voti sulla paura delle atrocità di una guerra che loro stessi contribuiscono a perpetuare con la propria intransigenza. Rendendo così inevitabili i futuri supplizi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“C’è l’esempio degli Statunitensi in Iraq”
Hai fatto un esempio straordinario, che segue lo stesso modello di tutti gli orrori di questo tipo.
tipo,
1) villaggio in Bosnia dove c’è gente che va alla chiesa cattolica e gente che va a quella ortodossa, e per il resto sono buoni amici.
2) Arriva voce che in un altro villaggio, un cattolico (croato) ha picchiato una donna ortodossa (serba). Di 30 anni, anzi, no di 15, anzi di sei, no, l’ha anche stuprata, anzi l’hanno stuprata in quattro, anzi no, dopo le hanno pure tagliata la gola.
3) E quindi quantomeno mi sembra giusto bruciare casa al vicino cattolico, certo ci limitiamo solo a quello, mica siamo come i croati che stuprano e tagliano le gole.
4) Ops, nell’incendio è morta una bambina, pazienza!
Per Peucezio
“No. Il melting pot è omologazione.
Negli intenti e nella retorica.”
Io non parlo di ciò che non so.
So che in San Frediano, c’è Y., egiziana, musulmana credente e “velata”.
Ha due figli molto in gamba, che sono stati sempre corretti e coraggiosi in un mondo difficile.
Y. è laureata in legge, ha lavorato anche in uno studio legale in Egitto, ma la catastrofe di quel paese l’ha fatta finire in Italia, dove ha sempre contribuito a farci stare meglio, a partire da M. che ha avuto un brutto incidente, e che lei assiste.
La padrona di casa (fiorentina) di Y. non è contenta dei 650 euro al mese che paga di affitto, perché fiuta il mercato turistico, cioè la cacciata di tutti i residenti dal nostro rione, qualunque sia la loro “etnia”.
Y. è una di noi, e lo ha dimostrato innumerevoli volte, dal cibo ai dolori che abbiamo condiviso.
La padrona di casa, no, non è una di noi.
https://www.wired.it/article/hamas-bambini-decapitati-kibbutz-israele-storia/
Quindi unendo la propaganda governativa di Nety ai social senza controllo e ai network come Nexta che si sono già resi protagonisti della campagna bufalara sull’Ucraina ottieni “notizie non confermate” che ovviamente il sistema mediatico-propagandistico ci smitraglia giorno e notte.
Ti dirò che sono quasi sollevato, e non sono ironico.
Da un lato sollevato dal fatto di sapere che anche in questo conflitto non si è smarrito del tutto un briciolo di sentimento di umanità;
e dall’altro lato rattristato dall’uso distorto di notizie ingigantite, per scopi politici.
Con chi rapisce gli ostaggi infatti si può negoziare; ma come negoziare con chi decapita bambini?
Anche se a dire il vero neppure Hamas pare intenzionata a negoziare, e gli ostaggi gli servono solo da scudo umano.
E sì che potrebbe ottenere tanto!
“Da un lato…
e dall’altro…”
E’ la stessa identica cosa che ho pensato io.
idem, speravo venisse fuori una rettifica
permettetemi di essere depresso per la presenza di così tanti Salvini anche tra gli israeliani, era consolante pensare fosse una tara di noi italiani, in un certo senso
Salvini è il modello di default del politico che prende voti con l’emotività negativa.
almeno per noi italiani, ora però scopro che ogni paese ha i suoi Salvini …
https://www.corriere.it/esteri/23_ottobre_10/maledizione-tunnel-hamas-gaza-colpiti-distrutti-ma-sempre-ricostruiti-piu-micidiali-c933d33c-6737-11ee-a6e6-1792e3aea2ee_amp.html
I tunnel sotterranei di Gaza.
Da una parte le più moderne tecnologie per individuare i tunnel, dall’altra il piccone, o qualcosa del genere.
Chiuso un tunnel se ne fa un altro.
Esasperante, direi.
@ fuzzy
“tunnel”
Ironia della sorte vuole che esista tutto un filone di cinema Hollywoodiano dedicato alle fughe via tunnel dalle carceri.
E quelli davvero pensano di poter rinchiudere un milione di persone all’infinito?
Ciao!
Andrea Di Vita
Sì però Gaza non è un carcere, se non nelle metafore o iperboli giornalistiche, ma un territorio di una trentina di chilometri con diversi centri abitati; sovraffollato, con poche risorse e con i confini controllati da altri, d’accordo
(L’Egitto per esempio ha chiuso la sua frontiera ai profughi: perché?)
ma non davvero un carcere.
(Adesso rispondetemi, da copione, “è peggio perché…”)
E i tunnel non gli servono a scappare ma a fare contrabbando, incursioni e stoccaggio armi.
@ pino mamet
“Gaza”
Non essendoci fortunatamente mai stato, mi fido di chi si occupa di simili faccende in giro per il mondo
https://it.euronews.com/2022/10/26/protesta-palestinese-al-confine-di-gaza-amnesty-crimini-di-guerra
https://www.hrw.org/report/2021/04/27/threshold-crossed/israeli-authorities-and-crimes-apartheid-and-persecution
https://www.radiondadurto.org/2015/07/29/gaza-amnesty-accusa-israele-di-crimini-di-guerra/
La definizione di Gaza come prigione a cielo aperto non è né mia né di oggi e nemmeno un’iperbole giornalistica. Anzi: farei fatica a trovare una fonte che sostenga in modo documentato che Gaza sia da anni e anni a questa parte qualcosa di meglio di una prigione a cielo aperto.
https://left.it/2015/10/18/gaza-la-piu-grande-prigione-a-cielo-aperto-del-mondo/
Persino procurarsi il pesce è un problema
https://ilfarosulmondo.it/?p=28724
e i bambini di Gaza vengono deliberatamente lasciati morire senza cure da molto prima del (non ancora confermato) attacco di Hamas al kibbutz:
https://www.agensir.it/quotidiano/2023/9/13/gaza-save-the-children-due-bambini-al-giorno-senza-cure-mediche-a-causa-del-blocco-che-dura-da-ormai-16-anni/
Cito dal precedente sito:
‘L’anno scorso, tre bambini sono morti mentre le loro richieste di permesso di uscita da Gaza erano state respinte o erano in fase di revisione. Tra questi, un bambino di 19 mesi con un difetto cardiaco congenito e un ragazzo di 16 anni affetto da leucemia. A causa delle restrizioni del governo israeliano sull’ingresso di attrezzature mediche e farmaci a Gaza, né la chemioterapia né i trattamenti radiologici sono disponibili.’
Fin qui i fatti.
Quanto alla mia opinione, la scusa ricorrente dell’embargo (sarebbe il terrorismo di Hamas a costringere Israele a tenere rinchiusi quei bambini oer potersi difendere) somiglia tanto ma tanto a quello che dicono i nostalgici di casa nostra quando dicono che la colpa delle Fosse Ardeatine ma dei Partigiani di Via Rasella.
“L’Egitto per esempio ha chiuso la sua frontiera ai profughi: perché?”
Perché fino a oggi l’unico territorio restituito agli Arabi da Israele è il Sinai.
E’ comprensibile che l’Egitto se lo tenga caro.
(Opinione mia: La Cisgiordania, ricca com’è d’acqua, mica la mollano. Se n o i coloni dove li mettono?
Domanda: se il Cairo fa tanto così di mostrare che lascia passare i Palestinesi al confine in quanti minuti Tel Aviv si riprende tutto fino al Nilo?
“tunnel”
Ovvio. Se scappano in Egitto gli Egiziani li devono riprendere e riconsegnare a Tel Aviv (per i motivi di cui sopra). Se scappano in Israele… beh, l’hanno appena fatto.
E i tunnel sono da sempre serviti alla guerra. Senza ricordare il Medioevo o il Vietnam, basta pensare all’insurrezione di Varsavia.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Domanda: se il Cairo fa tanto così di mostrare che lascia passare i Palestinesi al confine in quanti minuti Tel Aviv si riprende tutto fino al Nilo?”
Non si riprende niente perché non gli conviene.
Per PinoMamet
“Non si riprende niente perché non gli conviene.”
Penso anch’io.
Ma sarebbe fantastico per Israele, se riuscisse a far fuggire tutti e due i milioni di gazzani in Egitto. La soluzione finale (con la minuscola).
Per Pino Mamet
“(L’Egitto per esempio ha chiuso la sua frontiera ai profughi: perché?)”
Ma perché dovrebbe aprirla?
L’Egitto ha un regime militare che ha messo fuorilegge (e massacrato e torturato a migliaia) i Fratelli Musulmani.
Perché un paese che sull’orlo del collasso economico (cui contribuiscono anche le spese faraoniche del suo dittatore), con 100 milioni di persone allo stremo, dovrebbe togliere le castagne dal fuoco per Israele, e incollarsi una potenziale bomba come i 2 milioni di palestinesi, gente oltre tutto poco abituata all’obbedienza che richiede la polizia egiziana?
Infatti, l’Egitto fu felice a suo tempo di liberarsi di Gaza.
(L’Egitto per esempio ha chiuso la sua frontiera ai profughi: perché?)
Immagino perché non voglia due milioni di disperati trasferiti in pianta stabile nel proprio territorio.
@ tutti
Ora, io per primo sostengo che in ogni guerra le atrocità sono pressoché inevitabili.
Ma devo ammettere che arrivare ad autorizzarle preventivamente ha sorpreso anche me.
Sembra (sottolineo: sembra, se no sembro ancora più stupidamente malvagio di come certuni mi considerano) che il ministro della Difesa di Tel Aviv abbia detto che nella prossima offensiva a Gaza “non ci saranno corti marziali”.
Se è vero (e sottolineo: se) allora davvero mirano ad arruolare sadici, come il non compianto Dirlewanger.
Non nutro eccezionale simpatia per Tel Aviv, ma francamente mi sembra incredibile.
Gira su Twitter.
bidiesse (@bidiesse1) / X https://twitter.com/bidiesse1
Ciao!
Andrea Di Vita
Volevo esprimere tutta la mia stima a Pino Mamet.
Si sente la tensione che prova dentro, in questo momento terrificante, si schiera al 51% da una parte (come io mi schiero al 51% dall’altra), ma riesce a restare umano.
In passato Pino Mamet si è arrabbiato a volte per cose che nemmeno capivo, quindi non è che è “fatto così”, anzi è uno con l’incazzatura facile.
Ma su una cosa veramente enorme come questa, riesce a mantenere un equilibrio.
@ Martinez
“stima”
Concordo al 110%!!!
Ciao!
Andrea Di Vita
Beh, ti ringrazio!
Miguel,
“Volevo esprimere tutta la mia stima a Pino Mamet.
Si sente la tensione che prova dentro, in questo momento terrificante, si schiera al 51% da una parte (come io mi schiero al 51% dall’altra), ma riesce a restare umano.
In passato Pino Mamet si è arrabbiato a volte per cose che nemmeno capivo, quindi non è che è “fatto così”, anzi è uno con l’incazzatura facile.
Ma su una cosa veramente enorme come questa, riesce a mantenere un equilibrio.”
Condivido.
https://www.wired.it/article/hamas-bambini-decapitati-kibbutz-israele-storia/
La storia dei bambini decapitati da Hamas non è stata confermata
[…]
Al momento, tuttavia, l’esercito israeliano ha detto di non poter confermare due storie che sono circolate molto su Twitter, che hanno ottenuto particolare risalto sulla stampa italiana: quella su 40 bambini decapitati dal gruppo radicale nei kibbutz assaliti per ore e i casi di stupro di diverse donne durante gli attacchi.
“La storia dei bambini decapitati da Hamas non è stata confermata”
Mi viene in mente una cosa che mi hanno raccontato SIA greci che turchi.
Nella guerra del ’21 tra i nonni di quelli che me la raccontavano, gli ALTRI si sarebbero divertiti a lanciare per aria dei neonati e raccoglierli sulle punte delle baionette.
A parte il fatto che probabilmente era una balla in ENTRAMBI i casi, seguiamo il ragionamento:
1) una singola recluta diciottenne turca/greca ha lanciato un bambino per aria e l’ha raccolto sulla punta della baionetta
2) quindi, Smirne è nostra e non loro!
3) e siccome una singola recluta diciottenne ha fatto così, tutti i turchi/greci sono Animali Umani, possiamo infliggere a TUTTI loro almeno la metà degli orrori che quella singola recluta avrebbe inflitto. E resteremo sempre più civili di loro, facciamo solo mezza atrocità noi, e solo dopo essere stati provocati.
Cose simili le racconta Dostoevskij nel suo I Fratelli Karamazov in riferimento ai Turchi che lanciavano in aria i neonati bulgari e li raccoglievano con le baionette.
Atrocità simili vengono raccontate anche in epoca bizantina, quando i soldati romani dell’imperatore Niceforo I (802-811 d.C.), prendevano i bambini bulgari (da intenders ancora come turchi pagani) e li scaraventavano sulle rocce. Cosa che provocò l’ira del loro Khan, Krum (803-814 d.C.), che riuscì ad attirare l’esercito romano-orientale in una gola e ad annientarlo, uccidendo lo stesso Niceforo del cui cranio si servì come coppa per le libagioni.
Ma cose simili le racconta anche Anna Comnena (1083-1148/1153), quando narra delle campagne contro i Turchi Selgiuchidi condotte in Anatolia negli anni 1110-1116 dall’imperatore Alessio I (1081-1118) suo padre; e cioé che i Romani giunti in un accampamento di nomadi Turcomanni, ne avrebbero preso i neonati e li avrebbero scaraventati in vasi di acqua bollente.
“presi dunque il mio fucile e via. Mi unii ai partigiani come comitagio . Un giorno, verso il crepuscolo, sbucai in un villaggio bulgaro e mi nascosi in una stalla. Proprio nella casa del pope bulgaro, un comitagio feroce e sanguinario. Di notte si toglieva il saio, si vestiva da pastore, prendeva le armi e si avviava verso i villaggi greci; al mattino all’alba tornava, si lavava via il fango e il sangue, e andava a dire la messa.
In quei giorni aveva ammazzato un maestro di scuola greco nel suo letto, mentre dormiva.
entrai dunque nella stalla del pope e aspettai.Mi sdraiai sul letame, dietro i due buoi, e aspettai. Verso sera, entrò il pope a dar da mangiare agli animali: mi buttai su di lui e lo sgozzai come un agnello
[… ]
Pochi giorni dopo tornai nello stesso villaggio, in pieno mezzogiorno, fingendo di essere un ambulante [… ]
Davanti a una casa vedo cinque bambini scalzi vestiti di nero, che chiedevano l’elemosina [… ]
“Di chi siete figli, bambini?” domandai in bulgaro.
Il bambino più grande alzò la testolina:
“Del pope che hanno ammazzato l’altro giorno nella stalla”
[… ]
Sfilai dalla mia cintura la borsa, che era piena di sterline e di monete d’argento turche, mi inginocchia e vuotai tutto per terra.
“ecco, prendete, gridai, prendete!”
[… ]
E subito dopo me la diedi a gambe: uscii dal villaggio, mi aprii la camicia, mi tolsi la Santa Sofia che avevo ricamato, la strappai, la gettai via e comincia a correre..
E sto ancora correndo!”
(N. Kazantzakis, “Vita e imprese di Alexis Zorbas”, meglio noto col titolo di “Zorba il greco”)
A volte viene da pensare che Alexis Zorbas (chissà se quello vero o il personaggio letterario che ha ispirato a Kazantzakis) avesse proprio ragione, con il suo Diodiavolo.
Per Pino Mamet
“E sto ancora correndo!”
Meraviglioso e vero.
Miguel,
“Al momento, tuttavia, l’esercito israeliano ha detto di non poter confermare due storie che sono circolate molto su Twitter, che hanno ottenuto particolare risalto sulla stampa italiana: quella su 40 bambini decapitati dal gruppo radicale nei kibbutz assaliti per ore e i casi di stupro di diverse donne durante gli attacchi.”
Io non volevo dirlo per non sembrare polemico e prevenuto, ma mi ha puzzato di bufala fin dall’inizio. Vedremo.
Peucezio
“ma mi ha puzzato di bufala fin dall’inizio”
proviamo a ragionare su questo punto.
perché ti ha puzzato di bufala (e condivido lo scetticismo di base)?
perché è un atto talmente orrendo e ingiustificato da essere incredibile….giusto?
e quindi, capisci la differenza fra, da una parte, un soldato che spara ad un soldato, un tizio che schiaccia un bottone e fa cadere una bomba, uno che nasconde una mina antiuomo, uno che ammazza un soldato con una fionda e, dall’altra, uno che entra in una casa e taglia la testa ad un bambino?
i primi fanno cose orrende, ma come si suol dire la guerra è guerra, e ci metto ion mezzo anche la guerriglia. Il secondo guarda la sua vittima negli occhi e la uccide…davvero non capisco come il secondo non possa perdere completamente la sua umanità
@ Roberto
“bufala”
Pierino e il lupo.
La prima regola di ogni propaganda – specie di quelle dell’aggressore – è di addossare la colpa delle peggiori atrocità al nemico.
Le storie di Tedeschi che mozzavano le mani ai bimbi Belgi erano talmente esagerate che quando il governo Polacco in esilio trent’anni dopo mostrò agli Angloamericani le prove della Shoah quelli semplicemente non ci credettero. Ma bisognava giustificare in qualche modo davanti all’opinione pubblica la dichiarazione di guerra di Londra al Kaiser.
Qualcuno ricorderà la storiella degli Irakeni che ammazzavano i neonati prematuri Kuwaitiani nelle incubatrici: storia raccontata in lacrime alla TV USA da una seducente infermiera pediatrica testimone dei fatti. Poi si è scoperto che la giovane era la figlia dell’ambasciatore Kuwaitiano in USA. Ma bisognava giustificare davanti all’opinione pubblica l’attacco USA a Saddam.
Negli ultimi giorni del febbraio dell’anno scorso ricordo l’articolo di Repubblica dove si raccontava della commovente lettera di un bambino alla mamma morta nel primo bombardamento di Kiev. Fu fatto l’errore di pubblicare una foto della letterina. Come tutti i bravi bambini, l’autore aveva scritto la data in bella calligrafia nell’intestazione. E la data era del giorno PRIMA del bombardamento. Quindi delle due l’una: o il bambino era un chiaroveggente che scriveva la letterina alla mamma sapendo che sarebbe morta il giorno dopo sotto le bombe, oppure la morte della mamma, ancorché tristissima, non ha avuto nulla a che fare col bombardamento. Ma naturalmente l’articolo era tutto dedito a descrivere la triste condizione dell’organo reso tale dall’iniquo aggressore. Ma bisognava giustificare davanti all’opinione pubblica le sanzioni cretine a favore dei nazisti che leggono Kant.
Nulla di nuovo sotto il sole.
Ciao!
Andrea Di Vita
organo=orfano
Andrea,
“Quindi delle due l’una: o il bambino era un chiaroveggente che scriveva la letterina alla mamma sapendo che sarebbe morta il giorno dopo sotto le bombe”
ne avevamo già parlato e ti ricordi male: la bambina non aveva scritto la data di sua mano ma aveva scritto sull’agenda prendendo due pagine…quindi delle due la terza (la mamma è morta in due giorni diversi) o la quarta (la bambina ha aperto l’agenda e non ha fatto attenzione alla data)
il tuo ragionamento è un po’ come quello dei negazionisti che notano che il racconto del tipo torturato dai nazisti non è coerente perché dice che il 3 aprile di 10 anni prima c’era il sole ed invece pioveva e dunque tutto il racconto è falso
Quindi prendiamo un documento privo di data e lo trasformiamo in prova di un evento perché i propagandisti che ci piacciono dicono che è tutto vero.
Ottima critica delle fonti!
Già, ogni piccolo mauricius che scrive una letterina alla mamma la fa registrare da un notaio affinché abbia valore legale
Se domani qualcuno ti raccontasse che io ho otto anni e ho scritto una letterina alla mamma morta in un bombardamento israeliano, tu non chiederesti qualcosa di più di un pezzo di carta da formaggio prima di trasformare la mia storia in qualcosa di paradigmatico?
Roberto,
“negazionisti ”
Posso dirti che “negazionista” è una parola che non vuol dir nulla?
O c’è qualcuno divinamente ispirato, col crisma dell’infallibilità, ma siamo nell’ambito della teologia, non della storia, oppure si può legittimamente negare qualsiasi cosa.
Certo che me lo puoi dire ma sai meglio di me che le parole sono convenzioni. Se dico negazioni sta tutti capiscono cosa voglio dire, esattamente come se dico antisemita tutti sanno che intendo “chi ce l’ha con gli ebrei”
Poi è chiaro che per fare polemica, o brillare in società posso dire che sono parole vuote o etimologicamente sbagliate, ma è pura eristica
Per roberto
“Poi è chiaro che per fare polemica, o brillare in società posso dire che sono parole vuote o etimologicamente sbagliate, ma è pura eristica”
Quello che ti sfugge è la carica ideologica di una parola.
Se io chiamo “negazionista” uno che “nega” l’efficacia dei vaccini anticovid, mi schiero.
Come mi schiero, se chiamo “negazionista” uno che “nega” che tali vaccini siano pericolosi.
Se io chiamo “fascista” il ministro Valditara, non sto parlando solo di lui: sto anche parlando – e forte – di come la vedo io.
Non c’entra l’etimologia o l’eristica, c’entra la sostanza.
L’uso della parola “negazionista” non è neutro e implica una concezione ben precisa.
Significa che si suppone esistano verità dogmatiche in ambito storico o politico o scientifico, che non possono essere sottoposte a critica o revisione e sono pertanto sottratte, d’autorità, a ogni forma di indagine scientifica.
Significa ammettere che possa esistere la Verità per statuto, a priori, non in nome di un’indagine obiettiva e scientifica, ma in nome della sensibilità collettiva imposta, del conformismo culturale generale, delle leggi, dei tabù sociali.
“Negazionismo” significa esatamente questo e, ipso facto, svaluta una tesi a priori e ritiene che ogni indagine su di essa sia automaticamente illegittima.
È proprio un termine che va evitato, ammenoché non si approvi tale metodo dogmatico e teologico applicato al mondo reale e non lo si voglia agitare contro l'”eretico” di turno per zittirlo a priori, cosa che non mi pare la tua intenzione (o almeno lo spero).
>>> Ma bisognava giustificare davanti all’opinione pubblica l’attacco USA a Saddam.
Precisiamo: per quello bastava l’invasione del Kuwait da parte di Saddam, lo show era per eccitare le anime semplici.
In quell’occasione il crimine statunitense fu fare il poliziotto e non l’imperialista. il Medio Oriente è stata creato malissimo dagli anglo-francesi e l’occasione per rifarlo andava colta.
Invece è rimasto in putrefazione.
Per roberto
“perché ti ha puzzato di bufala (e condivido lo scetticismo di base)?
perché è un atto talmente orrendo e ingiustificato da essere incredibile….giusto?”
Allora, il giovane Roberto, 17 anni, viene scelto per partecipare alla missione più folle degli ultimi decenni: con mezzi raffazzonati, cogliere di sorpresa uno degli eserciti più potenti del mondo, e tornare di corsa alla base prendendo il massimo numero di ostaggi nel minimo tempo possibile.
La probabilità di successo è minima, e la morte (durante o qualche giorno dopo) praticamente una certezza.
Ti fermi a perdere tempo per sgozzare bambini o stuprare ragazze?
Sono attività da grandi eserciti che hanno il tempo dalla parte loro.
“Ti fermi a perdere tempo per sgozzare bambini o stuprare ragazze?”
Se mi dicono che hanno visto Verstappen ubriaco la sera prima della gara di formula uno, sono quasi sicuro che sia una bufala.
La sera dopo, no.
“Ti fermi a perdere tempo per sgozzare bambini o stuprare ragazze?”
Sì: sei un mostro e i mostri fanno le cose perché sono cattive e non perché hanno senso.
@ Mauricius Tarvisii
“cattive”
Bell’esempio di circolo vizioso:
-sono dei mostri perché hanno fatto atrocità;
-hanno fatto atrocità perché sono mostri.
Io aspetterei qualche conferma indipendente dei fatti.
Ciao!
Andrea Di Vita
Da come era stata data la notizia dell’assalto e forzatura dei confini da parte di Hamas, pareva che oltre ai miliziani veri e propri avesse preso parte all’azione una folla di volontari, diciamo, di facinorosi o rivoltosi assortiti (che suppongo dovessero servire da copertura per l’azione militare vera e propria).
Ricordo che ci sono state un paio di marce o dimostrazioni di massa l’anno scorso o quello prima, boh, senza particolare successo.
Non mi ergo a esperto di cose militari o di terrorismo, ma se fossi uno di Hamas le avrei perlomeno studiate attentamente (se non organizzate apposta, magari per interposta istituzione) come prova generale per tempi e modalità di reazione israeliane.
Per cui la notizia che anche queste atrocità potessero in qualche modo far parte di uno scenario previsto a distrarre forze israeliane non era del tutto incredibile.
“avesse preso parte all’azione una folla di volontari, diciamo, di facinorosi o rivoltosi assortiti”
Può essere e questo spiegherebbe la presenza in alcuni luoghi attaccati di bandiere dell’Isis, che con Hamas è sempre stato in guerra.
MM
questa è metà della missione, per gli altri roberti la missione è ammazzare più sionisti possibile prima di essere ammazzati
siamo seri nelle analisi
Roberto,
“perché è un atto talmente orrendo e ingiustificato da essere incredibile….giusto?”
Non secondo me. Secondo l’ipocrita sensibilità borghese occidentale. Cui tali bufale (se lo sono) sono destinate.
Ho già spiegato come vedo io i due gesti (quello e lo schiacciare un bottone).
Per Peucezio
“Non secondo me. Secondo l’ipocrita sensibilità borghese occidentale. Cui tali bufale (se lo sono) sono destinate.
Ho già spiegato come vedo io i due gesti (quello e lo schiacciare un bottone).”
Io sono d’accordo con Roberto.
E’ eattamente la differenza che passa tra me, che non farei male a una mosca, e la contadina che tira il collo alla gallina.
Invece di andarsela a comprare al supermercato come faccio io.
Roba da animali umani.
Infatti la differenza c’è.
Solo che io la declino all’opposto di Roberto e delle borghesie occidentali.
E tu credo faccia più come me che come loro.
Io le cose le giudico dalla parte della vittima, non del carnefice.
Se un bambino muore in modo atroce, non m’interessa se il suo aguzzino l’ha guardato negli occhi: comunque sapeva che sarebbe morto in modo atroce. Se lo fa senza traumatizzarsi e sognarselo poi tutte le notti della sua vita, ma schiacciando un asettico bottone, ripeto, mi fa ancora più schifo.
Un altro punto che mi affascina, e che ci porta spero fuori dal “conflitto israelo-palestinese”, è la tecnicizzazione della violenza.
La mamma di mio suocero tirava il collo a una gallina come niente fosse.
In un campo Rom, ho visto un mio amico Rom ridere mentre guardava una pecora ammazzata appesa a sanguinare da un gancio.
Io queste cose orribili non le ho mai fatte.
Ho problemi di coscienza anche con le lumache che la notte mi entrano in casa.
Quindi sono molto migliore della mamma del suocero o degli zingari.
Io se ho voglia di mangiare carne, vado al supermercato e me ne compro di più di quanta tutti loro abbiano mai mangiato in vita loro.
In questa vicenda, destano un certo interesse i “coloni” che (non a Gaza) si impossessano di tutti i luoghi dove c’è acqua.
Li rispetto, perché anche se coperti dall’esercito, esercitano comunque la violenza in prima persona, assumendosi persino qualche rischio.
Un po’ come quella che tira il collo al pollo, e non lo compra al supermercato.
E comunque resteranno sul posto, vegliando perché gli arabi non tornino tra gli uliveti, e lavorando, mi immagino anche con una certa fatica fisica.
In questo speciale di Visione TV si accenna anche alla questione del Terzo Tempio, come motivo escatologico tra quelli che muoverebbero il conflitto israelo-palestinese e l’instabilità mediorientale in generale. Le cui cause vanno ricercate nel millenarismo apocalittico di un certo fondamentalismo evangelico statunitense, che, auspicando il “ritorno” di tutti gli Ebrei nella Terra Promessa, favorirebbe la Seconda Venuta del Messia. Questa prospettiva, sempre secondo quanto detto, avrebbe convinto una parte del mondo ebraico a cercare di avviare tale ricostruzione. Che, non dimentichiamolo, allo stato attuale non può avvenire in quanto non si è più certi, dopo quasi 2000 anni, dell’esatta posizione del Sancta Sanctorum:
https://www.youtube.com/live/K4vTjfTPxnE?si=b3zGjtgQE0_RgLrg
Duca
da quanti anni ci parli dei piani per la ricostruzione del Tempio? ti confesso che la metto insieme a quelli per il Ponte sullo Stretto e per il nuovo Stadio di Milano!
spero non ti offenderai, però.
Ciao
Beh, bisogna riconoscere a Francesco il talento comico! (Non scherzo)
Il Terzo Tempio come il Ponte sullo Stretto è geniale.
Conosco una persona a cui hanno mostrato gli arredi del futuro Terzo Tempio.
Purtroppo non è uno scherzo…..
Li ho visti anche io- online- ma se è per questo ho visto anche i modellini del Ponte di Messina…
Questa volta però non sono io a parlarne, e dalla tua risposta se ne deduce che non hai nemmeno aperto il link.
Mi riferivo a Francesco.
@ mirkhond
“link”
Io invece me lo sono visto tutto. La parte sul Tempio ricalca quello che scrisse anni fa Martinez sui ‘cristianisti’.
Ciao!
Andrea Di Vita
Duca
adesso mi offendo io: ho strillato almeno un milione di volte che io mi rifiuto per principio di aprire i link! non ho voglia di perdere tempo, quando una persona intelligente è perfettamente in grado di spiegarmi cosa c’è di significativo nel filmato.
Pino
e io il rendering del nuovo stadio del Milan!
Ci possono essere voci ben più autorevoli di chi scrive un commento, però.
Poi, certo, nessuno ti obbliga, ci mancherebbe!
Duca
la voce diventa autorevole se tu me la presenti come tale e spieghi perchè lo pensi
non perchè appare in TV
Peucezio
“L’unica religiosità consentita è quella protestante o quella islamica, entrambe acefale, anti-istituzionali, antisacerdotali, letteraliste, nemiche del sacro.”
Tempo fa leggevo in un forum turco, che all’epoca di Atatürk, un deputato del parlamento della giovane repubblica turca, avrebbe proposto il protestantesimo come religione della nuova Turchia kemalista laica e occidentofila, per avvicinarla ancora di più all’Europa occidentale, cui si guardava come modello della nuova entità statale nata dalle ceneri dell’Impero Ottomano.
Interessante che questo testo si trovi su un sito di destra.
https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/10/11/news/-entreremo-a-gaza-per-uccidere-tutti-quelli-di-hamas-parla-il-consigliere-per-la-sicurezza-nazionale-di-netanyahu-5769392/amp/
Il piano in tre punti di Israele: eliminare i terroristi sul territorio israeliano, bombardare obiettivi a Gaza e poi invadere la Striscia, dice l’ex generale Amidror. “Non so se l’occidente ci appoggerà, ma non mi interessa”
Così al Foglio Yaakov Amidror, ex generale dell’esercito israeliano e consigliere per la sicurezza nazionale di Bibi Netanyahu. Suo padre si era arruolato nell’esercito britannico durante la Seconda guerra mondiale.
“Questi crimini contro l’umanità da parte di una organizzazione terroristica sono una dichiarazione di guerra a Israele da parte di Hamas” prosegue al Foglio Amidror, che è anche membro del Jinsa Strategic Center di Washington. “Ora lo scopo della guerra è eliminare Hamas come organizzazione militare, uccidere ogni membro di Hamas che possiamo prendere e distruggere ogni infrastruttura possibile. E lo faremo a qualsiasi prezzo per Israele e Gaza.
Il secondo passaggio è bombardare tutti gli obiettivi a Gaza. Il terzo sarà invadere Gaza con forze di terra. Israele non ha mai ripreso Gaza dopo il 2005, a differenza dell’operazione del 2002 in Cisgiordania, ma stavolta penso che sia necessario. Non si tratta di rimanere nella Striscia, ma ripulire Gaza e tornare in Israele”. Israele dice di aver ucciso il ministro dell’Economia di Hamas.
“Io pensavo che Hamas, parte dei Fratelli musulmani, si sarebbe assunto la responsabilità di gestire il popolo di Gaza e che avrebbe fatto quel che doveva per loro. Per questo pensavo che i palestinesi avrebbero dovuto entrare a lavorare in Israele da Gaza. Un errore, perché abbiamo scoperto due giorni fa che sono soltanto dei terroristi. Sono come l’Isis, al Qaida, la differenza è minima e hanno lo stesso Dna. E se il mondo ha deciso di distruggere l’Isis, noi dobbiamo distruggere Hamas. Mandare a uccidere nelle case, nei festival, portare via i bambini, le madri, non negozi con gente così. Devono essere distrutti”.
E queste non sono considerate essere le farneticazioni di un pazzo, ma l’unica politica possibile.
@ Martinez
“donne”
Se lo fanno si sono giocati la Hitler card per sempre.
Si può dire allora ad Hamas quello che Joan Baez canta per i Sacco e Vanzetti della canzone: “for agony is your triumph”.
Non credevo a Tel Aviv fossero così stupidi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Continuo a ritenere che il mondo sia fatto di rapporti di forza.
Israele avrà davvero problemi quando o la demografia o gli equilibri geopolitici mondiali avranno capovolto i rapporti di forza.
Non prima.
Per ADV
“Se lo fanno si sono giocati la Hitler card per sempre.”
La memoria è breve (vedi Due Minuti di Odio).
Infatti: quanti si ricordano che fino a qualche settimana fa degli armeni vivevano in Azerbaijan?
Abbastanza da dimenticare che gli ebrei d’Europa non avevano fatto nulla.
Agli italiani e tedeschi sostenitori di Mussolini e Hitler è capitato un sacco di roba brutta, ve lo ricordate? e i partigiani antifascisti non frignavano sulla guerra ma chiedevano più armi per sconfiggere i fascisti.
Sì, la memoria è breve. E selettiva.
mirkhond: “…Atrocità simili vengono raccontate anche in epoca bizantina…”
…cose così ce le racconta padre Curzio Malaparte in “Kaputt”, o era “La pelle”?
… a proposito degli Ustascia croati tral’altri; e poipùre l’Ivo Andrić ne “Il ponte sulla Drina”, o “La corte del diavolo”, o ” Racconti di Sarajevo” (credo il primo … ora non mi sto a ricordare) … Jože Pirjevec… Bozidar Stanisic… Dušan Velickovic…
a limitarci al passato prossimo prossimo soltanto.
Ovveramente parlando: impalamento – descrizione tecnica particolareggiata for dummies e,o, manuale IKEA) da turchi, bosniaci, albanesi, et magari anco serbi o slavogni vari … vattellappesca chi cazz’eranopoiva’!
Fatto sta che impalavano VIVI, ripeto VIVI (e per giorni, tenuti che ci stavano attenti vivi) per davvero!!!
Cose che manco come e quanto la buonanima cristiana del Principe Vlad di Rumania-transilvanica-sloVacca
Colpo di scena!
Il governi israeliano dice che farà con Hamas come con l’Isis.
Voglio proprio vedere in cosa consisterà questa volta il supporto fornito.
@ Mauricius Tarvisii
“ISIS”
Ma l’ISIS non aveva caparbiamente resistito a tutto tranne che alle truppe di Putin?
Ciao!
Andrea Di Vita
Ricordatevi sempre che la differenza tra noi e loro è che da noi tu puoi manifestare se non sei d’accord… ah, no!
https://www.ilsussidiario.net/news/francia-vieta-le-manifestazioni-filo-palestinesi-darmanin-registrati-piu-di-100-attacchi-antisemiti/2603082/
Aldilà di tutto: ma se uno traduce un articolo (direi dall’inglese piuttosto che dal francese, con quelle “etichette ” che credo siano “tag”, cioè firme/graffiti sui muri) perché poi lo firma?
Comunque di solito vedo i ragazzi nord africani vestiti da trapper/ rapper o normali, o con la maglia del Marocco se c’è qualche partita…
Oggi incrocio un ragazzino con maglietta che esibisce bandiera palestinese e una enorme faccia coperta dalla kefiah stile intifada.
Non vuol dire niente, e non temo che sia un terrorista 😉 ma mi pare se non altro indizio di un discreto tifo in corso, che non ha paura di uscire allo scoperto.
Anche cose di provenienza asiatica (Indonesia, Pakistan) che ho visto su Instagram.
C’è mezzo mondo che tifa Palestina, qui in Occidente tendiamo a scordarlo.
“perché poi lo firma?”
Così non ammette di averlo scopiazzato e lo pagano lo stesso.
@ mauricius tarvisii
“Francia”
Ahia.
Quando si comincia a censurare le manifestazioni a favore di una parte sola, è segno che ci si sente deboli.
Da noi i pacifisti manifestano liberamente perché in un protettorato come l’Italia tanto contano poco.
Ma uno Stato che somiglia un po’ di più a uno Stato sovrano come la Francia la censura dei filoPalestina è un segno di grande debolezza dei filoIsraele.
Quando ero bambino io sarebbe stato inconcepibile.
Ricordo ancora quando uscirono film filoIsraele di grande successo come “Exodus” (con Paul Newman profugo Ebreo, Lee Cobb nella parte del patriarca tutto “volemose bene” e quei ragazzacci dell’Irgun che fanno casino ma in fondo sono cuore di mamma).
Poi in “Dossier Odessa” c’è Maximilian Schell vile ex nazista che vende missili a Nasser e che viene fatto fuori dal Tedesco buono Voight…
Ciao!
Andrea Di Vita
Leggo su La Stampa: Guerra in Medio Oriente, Biden manda i Navy Seals
“Siamo pronti a salvare gli ostaggi “.
Ah, annamo bbene. Proprio bbene.
1 il conflitto tra Israele e Hamas è già diventato, almeno per i giornalisti, la “guerra in Medio Oriente ”
2 per premurarsi che lo diventi sul serio, Biden decide di immischiare direttamente gli USA, ovviamente schierati e in maniera bellica, mica per aiutare i negoziati
3 lo fa nella maniera più maldestra e “americá, facce Tarzan!” possibile, come se gli israeliani avessero bisogno di quattro nuotatori palestrati a insegnargli la ricerca di ostaggi a Gaza…
Per PinoMamet
“3 lo fa nella maniera più maldestra e “americá, facce Tarzan!” possibile, come se gli israeliani avessero bisogno di quattro nuotatori palestrati a insegnargli la ricerca di ostaggi a Gaza…”
Immagino che non faccia particolarmente piacere agli israeliani, già umiliati militarmente, sapere che senza gli Stati Uniti non ce la fanno 🙂
@ Martinez
“fanno”
Purché non finisca come a Mogadiscio con Black Hawk Down o come con gli elicotteri di Carter che dovevano liberare gli ostaggi in Iran.
Sputtanare sia Israele sia gli USA in un colpo solo sarebbe il colmo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Tempo fa, la mia splendida amica albanese A.T., nostra grintosa sorella oltrarnina, mi ha detto,
“Io non ho niente contro i serbi, ma so che i serbi in Kosovo tagliavano la gola ai bambini albanesi neonati…
Ma come si fa?
Ogni volta che vedo un serbo, ci penso!”
la mia splendida amica albanese A.T.,
quella che ho conosciuto pure io ?
Per Habs
“la mia splendida amica albanese A.T.,
quella che ho conosciuto pure io ?”
🙂
E che tu hai strabiliato parlando alla pari della storia albanese!
I serbi che conobbi in vita mia che è andata (oltre a reporter attendibili e non di parte, e di parte) dicono la stessa cosa – e pure assai assai peggio – d’albanesi e bosniaci e kosovari musulmani e non – caschi blu dell’Onu inclusi, che non ci dobbiamo fare mancare niente –
Parrebbe che anche i croati, giustamente e cristianamente, (che sono più fresconi loro?) facessero, come da tradizione e costume, azioni alla “macelleria messicana” negli ultimi conflitti balcanici (perdona tu e i cari messicani, l’infelice e poco corretta espressione😀).
Pare che, ad umanamente l’anima salvarsi, li, in quel macello dove il giorno prima erano tutti amici cari, parenti e simpatici vicini di casa e di quartiere, siano stati solo gli sloveni. L’animuccia candida e tenerella umana del Catechismo (mica quella infida-ambigua-ctonia e borderline junghiana e hillmaniana).
Incontrai e abbordai alla stazione di Treviso nel ’98 o 99 una bellissima ragazza coscialunga slovena, e mi addolorai come da paracula-diplomatica consuetudine (non me ne fregava niente e niente ne sapevo) per la guerraccia cattiva e ‘mfame da cui presumilbilmente era fuggita.
La coscialunga risposemi che da loro non c’era stata alcuna guerra (paiono broccoloni … un po’ beoti gli sloveni … come fossero tardi … non so … quelli, tanti, che ho conosciuto io… manco educatamente partecipare come tutti …
come nella Bhagavadgīta dell’Andrea Di Vita ove:
“Tu hai diritto soltanto all’azione,
non ai frutti che derivano dall’azione.
Non considerarti il produttore di questi frutti,
e non permetterti di attaccarti all’inattività ”.
… etnicamente e fenotipicamente e psichicamente schizoidi all’Alexander Lowen modo https://psicoadvisor.com/diritti-negati-nellinfanzia-e-ripercussioni-in-eta-adulta-15369.html
https://www.mediazionefamiliaremilano.it/psicologia/bioenergetica_schizoide.shtml
gli sloveni, bovinamente placidi ma distanti, soventemente ti chiamano i figli “Milko” (latte🤨😁🙄) … boh! Amen).
Mia sorella è sposata con uno sloveno, il figlio – mio nipote e figlioccio che gli son Padrino e gliel’ho cresciuto, allenato, addestrato (da buon ex caporal maggiore dei 30/A, assaltatori (mitragliere MG 42/59, 7,62 mm) 15ª Compagnia fucilieri paracadutisti “Diavoli Neri”, 5º Battaglione “El Alamein” inquadrato nel 186º Reggimento paracadutisti “Folgore”. Qui mi può capire solo il Tenente di complemento Andrea Di Vita😀).
Lui, fin da bimbino precocemente obeso che ora maggiorenne fa gare di Endurance e CrossFit ed è un figurino di statuaria neoclassica – dicevo mia sorella l’ha lasciato chiamare Milko dal padre😥
Li, in quelle sonnolente e asburgiche (come il nostro 😄) e strafatte, e imbevute lande d’antagonisti neurolettici dei recettori dopaminergici D2, e serotoninergici, lo Zio Paperino Paolino detto Marte (Alexander Lernet-Holenia: Marte in Ariete, Adelphi) ci è passato, di sguìncio, ma non ci ha ha ‘mpinciuto!
Recentemente almeno l’ha schifati e buon per loro.
Bibliografia minima del, e nel, caso (con parzialità e imparzialità variamente smistate come è giusto che sia):
Massimo Nava. Imputato Milosevic (2002, Fazi).
Luca Rastello. La guerra in casa (1998, Einaudi).
Ivo Andrić. Il ponte sulla Drina (Mondadori).
Ivana Bodrozic. Hotel Tito (2019, Sellerio).
Giustina Selvelli, Giulio Crespi. Capire i Balcani occidentali (2021, BEE).
Emily Greble. Sarajevo la cosmopolita (2012, Feltrinelli).
Dušan Velickovic. Serbia hardcore (2008, Zandonai).
Darko Cvijetić. L’ascensore di Prijedor (2021, BEE).
Bozidar Stanisic. I buchi neri di Sarajevo (2016, BEE).
Arianna Cavigioli. La resistenza oltre le armi. Sarajevo, 1992-1996 (2021, Mimesis).
Alessandro Marzo. La guerra dei dieci anni. Jugoslavia (2001, Il Saggiatore).
Alessandra Coletti. Le guerre nell’ex Jugoslavia (2016, Smaldotti).
Ciao😀
ps. Per capire un pochettino la guerra e la violenza umana oltre al tuo citato Hillman mi pare imprescindibile “Come un’onda che sale e che scende” di William T. Vollmann. Volumone di mille valenti pagine e riflessioni.
https://www.carmillaonline.com/2007/03/23/vollmann-come-unonda-che-scende-e-che-sale/
“Torna in una nuova edizione il capolavoro di Vollmann, trasformatosi negli anni in oggetto di culto e di ricerca per collezionisti: un saggio-mondo nel quale erudizione, indagine storica ed esperienza personale convergono creando una riflessione senza precedenti sulla natura umana e sulla sua perenne sospensione tra bene e male, sopraffazione e autodifesa, guerra e pace. «La storia del mondo è la storia della violenza». Partendo da questo assunto di base, Vollmann si è posto l’obiettivo di «elaborare un sistema di calcolo morale […] che chiarisse quando è accettabile uccidere, quante persone si possono uccidere e così via».Elaborato nel corso di vent’anni, Come un’onda che sale e che scende si basa da un lato su un colossale lavoro sulle fonti (filosofia, teologia, biografie di tiranni, signori della guerra, criminali, attivisti e pacifisti), dall’altro su una serie di esperienze dirette, spesso estreme, che hanno portato l’autore nel cuore dei conflitti di fine Novecento e nelle zone più degradate delle grandi metropoli. Scorrono nelle pagine figure storiche – Platone, Montezuma, Cicerone, Robespierre, Lenin, Leonida, Hitler, san Tommaso, Gandhi, Giulio Cesare – e persone comuni che della violenza hanno fatto un metodo, di difesa o di offesa: i grandi della storia e gli individui più anonimi abbracciati con la stessa equanimità, priva di ogni morale preconfezionata ma sorretta da un’etica profonda e partecipe.”
Per Ros
“ps. Per capire un pochettino la guerra e la violenza umana oltre al tuo citato Hillman mi pare imprescindibile “Come un’onda che sale e che scende” di William T. Vollmann. Volumone di mille valenti pagine e riflessioni.”
Vero!
https://www.linkiesta.it/2023/10/israele-hamas-bambini-decapitati-foto/
Se viene affermata la sussistenza di un fatto determinato, si viene smentiti dai più probabili testimoni oculari (le forze armate) e si continua a dire che è tutto vero e che ci sono le prove, allora non è “pornografia del dolore”, ma è non essere dei gonzi. Come invece è chi ha scritto l’articolo, che sostiene che debba per forza essere tutto vero perché lo hanno detto i tirapiedi di un macellaio.
Per MT
” Come invece è chi ha scritto l’articolo, che sostiene che debba per forza essere tutto vero perché lo hanno detto i tirapiedi di un macellaio.”
Allora:
1) E’ vero che io voglio uccidere Tizio.
2) E’ vero che io sono una brava persona, e quindi se voglio uccidere Tizio, un motivo ci deve essere.
3) Quindi Tizio deve meritare di morire.
4) Tizio quindi deve avere commesso qualcosa di così terribile da meritare il mio desiderio di ucciderlo.
5) Quindi è vero che Tizio ha decapitato dei neonati.
6) Chi lo nega è complice di Tizio e della decapitazione di neonati.
Il sillogismo è universale: sono sicuro che anche in Palestina, circolino storie di israeliani che hanno decapitato neonati.