Cantiamo l’Ossuta, la Secca

Visto che siamo in tema di Messico

sicuramente saprete che in quel paese, qualcosa come dieci o forse venti milioni di persone (certamente diverse volte il numero dei cattolici praticanti in Italia) adorano l’Ossuta, la Niña Bonita, la Secca, la Dama Poderosa, cioè Santa Muerte.

Che poi è l’ultimo stadio nella messicanizzazione del cristianesimo, dai tempi dei pittori di Tlaxcala che impararono dai maestri fiamminghi e crearono un barocco del tutto nuovo, alle offerte delle sigarette ai santi, ai Cristeros che per anni resistettero allo Stato che faceva la guerra eterna e vana al México profundo.

La Santa Muerte si manifesta con uno spirito di Vitamorte che ha saputo dipingere un crocifisso tutto colorato che noi si aveva in casa quando ero piccolo, con il teschio di Adamo ai piedi di Gesù; con i colori di milioni di artisti che erano anche contadini.

Un altare della Santa Muerte

In fondo, non siamo tanto lontani dall’Antica Grecia, anche se mescolato al peggio degli Stati Uniti che si insinuano con la più tremenda violenza che la storia abbia mai conosciuto.

La Santa Muerte, è la Signora, Ama in spagnolo, di tutti coloro che sanno che la vita è breve – le ragazze contadine che stanno per partorire per la prima volta, come il ragazzo che sta per attraversare per la prima volta la frontiera maledetta con un carico di cocaina, e non sa se ritornerà in un cajón de muerto.

Ma siccome siete in vacanza (io no), volevo condividere con voi un inno alla Santa Muerte. L’autore non è messicano, è colombiano, si chiama Camilo Valencia, ed è l’unico cantautore che io conosca a cantare quasi esclusivamente il suo affetto per i cani.

Da gattaro, non mi esprimo, ma il suo Inno alla Santa Muerte è un capolavoro, degno degli inni omerici.

Mi fa piacere che il cantautore abbia deciso di mettere nel “video ufficiale” immagini barocche che mi ricordano Luca Giordano, e altre di quel mondo inglese che intuì l’orrore che incombeva, e i semi di resistenza possibile.

E poi altre immagini ancora, che nascono dal mondo virtuale in cui siamo immersi, ma non sono mai fuori luogo.

Voi che guardate i teschi disegnati nelle immagini, per me i teschi sono quelli che vidi una volta negli scavi in periferia di Roma...
stavano sbucaltando un terreno per farvi dei palazzi, e gli archeologi lavoravano veloci per studiare ciò che si stava per distruggere. 
E c'era un teschio all'uscita di una piccola galleria, che era così antico, che Romolo non aveva ancora ucciso il fratello, e mi guardava dritto dritto negli occhi.
Voi che guardate i teschi disegnati nelle immagini, per me i teschi sono quelli che vidi una volta negli scavi nel centro di Firenze... 
stavano sbucaltando Piazza del Carmine, per farci i bidoni dei rifiuti, e gli archeologi lavoravano veloci per studiare ciò che si stava per distruggere. 
E c'erano tanti teschi e tibie e costole, così antichi che non sapevano ancora che tra qualche anno, sarebbe nato un bimbo di nome Dante.
Fecero un cartello per dire che dove butto il sudicio, c'erano dei  mortivivi, ma i movidari lo sfasciarono, e oggi c'è solo lo scheletro di ferro di un cartello che parlava di scheletri di vivi.

“La mia anima ti chiama, dolce avvocata grande imperatrice dell’oscura dimora
tenebre nefaste dopo il vivere. Sola nel tuo letto eterno
Osservi il gelo che è il cuore di questi
umani ingrati che ti rifiutano per volgare paura
Sei nella notte e nel giorno l’eterno sorriso della nostra esistenza
Morte cara morte mostrami nella tua ombra come devo vivere
Signora creata eterna e immortale come una galassia che non ha fine
Eppure ascolti pazientemente il desiderio che qualcuno viene a chiederti
Io sono una goccia nel mare nel sogno dello stesso Dio che ci ha creati
Hai un rispetto infinito dal cielo all’inferno e a tutto il creato
Tu sei nella notte e nel giorno l’eterno sorriso della nostra esistenza
Morte cara morte mostrami alla tua ombra come vivere (bis)
Se sei nella notte e nel giorno l’eterno sorriso della nostra esistenza
Morte cara morte mostrami nella tua ombra come vivere (bis)

A ti te llaman mi alma mi dulce abogada gran emperatriz de la oscura
Morada tiniebla nefasta después del vivir sola en tu lecho eterno
Observa el hielo que es el corazón de estos
Humanos ingratos que te rechazamos por grosero temor
Si eres en noche y en día la eterna sonrisa de nuestro existir
Muerte muerte querida muéstrame en tu sombra como eh de vivir (bis)
Ama creada eterna y inmortal cual galaxia que no tiene fin
Y aun así escuchas paciente el deseo que alguien te venga a pedir
Soy una gota en el mar en el sueño del mismo Dios que nos creo y
Tenéis el respeto infinito del cielo al infierno y toda la creación
Si eres en noche y dia la eterna sonrisa de nuestro existir
Muerte muerte querida muéstrame en tu sombra como eh de vivir (bis)
Si eres en noche y en dia la eterna sonrisa de nuestro existir
Muerte muerte querida muéstrame en tu sombra como eh de vivir (bis)”

Qui potete ascoltare l’originale, avendo messo, si spera tutti gli adblock del caso.

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10 risposte a Cantiamo l’Ossuta, la Secca

  1. Miguel Martinez scrive:

    Aggiungo per gli ispanofoni le parole di un corrido di Beto Quintanilla, la cosa più bella è l’espressione “diosito”, che coglie tutto l’immenso spirito della fusione tra mexicanidad e cristianesimo e piante di mais.

    Muchos tienen un corrido el bueno, el malo y el fuerte
    hay de narcos y de damas y de ilegales sin suerte
    hoy le canto a la patrona a la santisima muerte.

    La muerte esta en todos lados de ella no quieren hablar
    no hay que olvidar que nacimos y un dia nos van a enterrar
    diosito nos dio la vida y ella nos la va a quitar.

    Yo adoro y quiero a la muerte y hasta le tengo un altar
    ya hay millones que le rezan la iglesia empieza a temblar
    abiertamente ya hay curas que la empiezan adorar.

    Mafiosos y de la ley se la empiezan a tatuar
    politicos y altos jefes tambien le tienen su altar
    yo le prendo sus velitas no es un delito rezar.

    A la santisima muerte muchos la usan para el mal
    es bueno que te defiendas pero nunca hay que abusar
    la muerte es muy vengativa si no le crees no hables mal.

    • Moi scrive:

      … anche in Portoghese Brasiliano si può trovare l’ espressione “deusinho”.

      In pratica, l’ equivalente in positivo delle bestemmie Italiane 😀 …

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “In pratica, l’ equivalente in positivo delle bestemmie Italiane 😀 ”

        Vero!

        Un mio amico veneto si è divertito a presentare e tradurre le più ricche bestemmie italiane a un perplesso amico francese.

        Poi gli ha chiesto, ” e voi che bestemmie usate?”

        Quello ci ha pensato su un momento e poi ha detto, “Mon Dieu!”

        “Tutto lì?”

        “Certo. Noi francesi non consideriamo Dio così importante da bestemmiarlo”.

  2. Mauricius Tarvisii scrive:

    Qualcuno si è lanciato in una identificazione storica, cercando in una ecuadoregna fondatrice di una delle tante confraternite della Buona Morte
    https://www.hadeanpress.com/shop/the-venerable-dona-sebastiana

    Non sarebbe l’unico santo reale a venire trasfigurato nell’iconografia ultramacabra della cristianità barocca.
    https://en.m.wikipedia.org/wiki/San_Pascualito

  3. Miguel Martinez scrive:

    E sempre per ispanofoni, la delicata ironia di questo corrido:

    Contratan dos pistoleros
    Que de Acapulco vinieron
    A dar muerte a don Macario
    En el rancho ganadero

    Cuando llegaron al rancho
    Como no los conocían
    Señora, somos agentes
    Agentes de policía

    Les contestó la señora
    Mi esposo se acaba de ir
    Pasen pa’ dentro, señores
    Ya no tardará en venir

    Cuando pasaron pa’ dentro
    Se quitaron sus sombreros
    Demostrando a la señora
    Que eran unos caballeros

    Luego que lo ven venir
    Uno al otro se sonrió
    El dinero está en la bolsa
    El Tigre ya cayó

    Pero nunca se fijaron
    A tan humilde señora
    Por la espalda les dio muerte
    Con una ametralladora

    Decía don Macario Leyva
    Venga mi esposa querida
    Si no ha sido tu valor
    Estos me quitan la vida

    Y así terminó la historia
    De allá del rancho las haga
    Se acabaron dos pistolas
    De esas que matan por paga

  4. Miguel Martinez scrive:

    Ancora, quella delicata ironia… Juan Marta che tanti aveva ammazzato, viene arresto, la madre, la madrecita cerca di salvarlo, e lui beffardo le risponde

    Ya no llores madrecita
    No me estes atormentando
    Que de cien vidas que debo
    Con una la estoy pagando

    Esta noche con la luna
    Y mañana con el sol
    Me van a quitar la vida
    Sea por el amor de dios
    Ya con esta me despido
    Pero les dejo una carta
    Para que sigan cantando
    El corrido de juan marta

  5. Moi scrive:

    il ragazzo che sta per attraversare per la prima volta la frontiera maledetta con un carico di cocaina, e non sa se ritornerà in un cajón de muerto.

    ———————–

    Con il Napoletano al posto dello Spagnolo IspanoAmericano, ritroviamo la poetica di “romanticismo maledetto” (diciamo …) di Roberto Saviano.

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