La grande trappola

Ieri sera, sul treno, apro un libretto, pubblicato da una piccola casa editrice anarchica, leggo due pagine e improvvisamente mi diventa chiaro ciò che stavo cercando di formulare da qualche anno.

Vi dico dopo il titolo del libretto, salto subito alla conclusione.

Esistono imprese che hanno trilioni da investire nello sbucaltamento del mondo, allo scopo di guadagnare ancora più trilioni. I trilioni devono essere sempre di più, e quindi il processo comporta un’inevitabile accelerazione costante.

Esistono apparati statali che (ad esempio) costruiscono le autostrade su cui passano i camion degli sbucaltatori. E mettono in carcere chi ne volesse impedire la costruzione.

Esistono media e università che da un secolo e mezzo decantano ed esaltano tutto questo come progresso e crescita.

Estrarre a velocità crescente le risorse di un pianeta dalle risorse limitate; trasformare queste risorse sempre più velocemente in prodotti, che diventano sempre più velocemente rifiuti, non può che portare velocemente alla catastrofe.

Questa è una cosa che sa da decenni la piccola schiera degli ambientalisti.

Poi a un certo punto l’ovvio è stato capito anche da chi veniva pagato per consigliare gli investitori.

I quali da qualche anno hanno capito che anche la catastrofe che loro stessi hanno creato può essere un investimento.

Durante la guerra Iran-Iraq, ci sono stati degli italiani che si sono arricchiti vendendo missili a entrambi i contendenti. E ci sono stati italiani che si sono arricchiti vendendo sistemi anti-missile a entrambi i contendenti. E conosco uno che ha venduto un milione di stampelle al sistema sanitario iracheno, perché anche gli investiti possono essere un investimento.

Così da qualche anno, invece di nascondere la catastrofe imminente (come avevano fatto per decenni), l’hanno impacchettata e imposta sotto il nome di crisi climatica.

Perché per la crisi climatica hanno inventato il rimedio, la transizione ecologica.

Ora, il termine crisi climatica permette di focalizzare tutto su un unico sintomo, il riscaldamento globale. Dovuto a un’unica causa, l’aumentata concentrazione di CO2 nell’atmosfera.

Risolvibile quindi con un immenso investimento: trilioni per il rinnovamento totale del parco auto del mondo, la ricostruzione degli edifici, l’invenzioni di cibi sintetici e soprattutto il controllo digitale di ogni centimetro del pianeta, con un contorno decorativo di pale eoliche e un lucroso traffico nelle nuove indulgenze, i carbon credit.

E con ogni probabilità, alla fine innalzeranno un tecnosistema di solar radiation management (geoingegneria) per oscurare i cieli e vedere l’effetto che fa.

I soldi per un arricchimento di questa portata, alla fine, possono venire solo dallo Stato, direttamente o tramite imposizioni ai cittadini.

Per convincere i cittadini a pagare, il complesso impresa/stato/media promuove il nuovo grande investimento, con gli stessi mezzi con cui si è sempre promosso quell’altro grande investimento, che sono le guerre: suscitando le Passioni e instaurando l’Emergenza.

Ora, sia ben chiaro: tutto questo si aggiungerà semplicemente allo sbucaltamento in corso.

Continueranno a estrarre petrolio come e più di prima, ma i campi da cui prendevamo il cibo diventeranno colture di biocarburanti.

Ricordiamo che l'Unione Europea ogni anno spende 17 miliardi di soldi nostri per pagare gli italiani per distruggere i propri boschi che faticano a rinascere e trasformarli ecosostenibilmente in "biomasse".

Quindi non servirà minimamente a evitare la catastrofe ambientale e probabilmente non ridurrà nemmeno il CO2 nell’atmosfera. Ma questo è irrilevante di fronte all’opportunità di un intero campo nuovo di investimenti.

Di fronte a questo quadro, l’umanità viene divisa in due, che sono essenzialmente i due schieramenti interni in ogni guerra: i Patrioti e i Panciafichisti. Dove la “Patria”, in un Mercato Globale, è ormai l’Idolo Pianeta.

I Patrioti sono quelli che Si Informano – cioè ascoltano i telegiornali con attenzione; sanno che il Nemico CO2 è alle porte; e sono disposti a Sacrifici per un Futuro Migliore. Quali siano i sacrifici da fare, ce lo diranno i Generali, gli Esperti, i Tecnici.

I Panciafichisti invece sono quelli che Curano solo il Proprio Orticello, che chiudono gli occhi di fronte al disastro, che fanno i furbi, che invece di Informarsi si Disinformano.

I Panciafichisti vanno ovviamente educati, ma se dopo un certo punto, continuano a far finta di non capire, vanno sistemati.

Ora, vi racconto di una mia amica, che è come tante persone che conosco in Toscana.

Lei ha la stessa auto da 26 anni, e ci ha fatto finora 100.000 chilometri, perché quando può, va a piedi. Solo che abiti tra i monti, e non può andare ovunque a piedi.

Mangia solo cibi biologici, in gran parte raccolti da lei nell’orto, e non tocca carne perché non vuole alimentare le aziende che distruggono la terra con gli allevamenti intensivi.

In casa, non usa il riscaldamento un po’ perché non è certo ricca e un po’ perché non vuole inquinare; e va da sé che non usa l’aria condizionata.

Beve l’acqua del pozzo, e per pulire usa il più possibile l’aceto per non inquinare con prodotti sintetici, per cui l’acqua di risciacquo l0 usa per annaffiare l’orto.

E ha un telefonino addirittura meno smarto del mio.

Certo, ha fatto abbattere molti alberi, con tutti i libri che legge.

Adesso, per farla diventare “ecosostenibile”, lo Stato minaccia di obbligarla ad arricchire le multinazionali comprando una nuova auto piena di diavolerie elettroniche, trasformando quella sua vecchia in un rifiuto; di metterle in casa un contatore che spii i suoi consumi al millimetro; di arricchire le aziende dei materiali da costruzione coibentando la sua casa a sua spesa, con i soldi che da pensionata non ha.

E imponendole delle norme che alla fine la obbligheranno – pena la cancellazione dal consesso umano – a usare uno smarfo fatto con minerali estratti dalle miniere del Congo e dell’Australia e che manda giorno e notte i suoi dati a una multinazionale statunitense.

La mia amica è (moderatamente) una “scettica del CO2 antropogenico” o se preferite, una “negazionista climatica“. Non è invece per niente una scettica della catastrofe ambientale globale, che capisce meglio del 95% degli altri italiani, e che studia da una vita.

Io non sono d’accordo con lei sul “cambiamento climatico”, ma trovo la nostra divergenza irrilevante.

Il punto è che ogni Guerra si giustifica con un Mito.

L’Italia ha occupato nel 1918 il Sudtirolo, adducendo che aveva fatto parte dell’impero romano, che Napoleone aveva chiamato un pezzo di quella regione “Alto Adige” alla maniera dei dipartimenti francesi, e che il nome vero di Gsies era Casies.

Uno dei fatti è vero, uno è irrilevante e il terzo è una balla pura e semplice: ma insieme costituiscono un Mito che giustifica la pugnalata alle spalle all’alleato austroungarico, il macello di 600.000 vite di giovani italiani e l’imposizione del proprio dominio su un una popolazione che non aveva nulla di italiano.

I cosiddetti “negazionisti” sono un po’ come certi sudtirolesi: si appigliano ai dettagli del Mito. Qualcuno denuncia giustamente una balla (tipo Casies), qualcuno forse arriva a inventare una contro-balla (tipo, il Sudtirolo non è mai stato romano).

Ma è chiaro che il problema non è il Mito.

E’ il fatto che il Mito serve a legittimare l’arrivo dei soldati italiani, la chiusura delle scuole, il divieto di insegnamento della lingua, i privilegi concessi agli immigrati dal resto d’Italia.

Il Cambiamento Climatico è un Mito – se volete la mia opinione, fondato su fatti piuttosto solidi, ma che impacchettato in questa maniera, nasconde l’insieme della catastrofe ambientale.

Però non ha senso perdere tempo a discutere su quanto ci sia di vero o di falso nel Mito, perché crea una falsa divisione dell’umanità.

I Patrioti sono i ragazzi di Ultima Generazione che mettono a rischio il proprio futuro perché vorrebbero “salvare l’ambiente”, e sono i banchieri che volano in business class da un capo all’altro del mondo spacciando carbon credit;

i Panciafichisti sono quelli che parcheggiano il Suv pure sull’orto di un contadino, e la mia amica contadina con l’orto.

Smettiamo di discutere di quanto sia vero il Mito, e guardiamo la Guerra.

Lo stesso dispositivo che ci ha imposto la Catastrofe Ecologica, sta cercando di imporci la Transizione Ecologica.

E adesso torniamo al libro che ho sfogliato sul treno.

Celia Izoard, Cambiate lavoro, per favore. Lettere agli umani che robotizzano il mondo, Edizioni Malamente, Urbino, 2023.

In Francia, i rappresentanti di alcune delle più devastanti multinazionali globali hanno convinto il governo a emanare nel 2019 la “Legge di orientamento sui trasporti”, che tra l’altro prevede l’introduzione della guida senza conducente.

La guida senza conducente viene presentata come “ecologica” perché si può ipotizzare una forma di car-sharing, dove invece di avere tante auto private, le persone possono prendere e lasciare un’auto appartenente a una multinazionale (i negazionisti chiederanno subito, “ma perché sarebbe più ecologico il car-sharing senza autista che quella con?”).

E quindi proprio il Ministero della transizione ecologica si mette all’opera:

“Squadre di esperti sono ormai al lavoro per regolamentare patenti, regimi di responsabilità e polizze assicurative. Bisogna creare un arsenale di leggi e di protezioni destinate a limitare gli eccessi della raccolta dati e i cyberattacchi. Standardizzare le strade dell’Europa intera per renderle più intelligibili alle migliaia di sensori delle macchine e dei camion autonomi. Dispiegare un’infrastruttura di big data con decine di migliaia di antenne, di server e computer ai bordi delle strade, per far funzionare a pieno le potenzialità di questa tecnologia mettendo in connnessione i semafori, i pannelli informativi, i veicoli tra di loro…”

E’ facile prevedere che più è comodo viaggiare, più gente viaggerà, e quindi i veicoli a guida automatica faranno aumentare il traffico, la necessità di asfaltare, la costruzione ecologicamente devastante di nuove auto, camion e bus.

Mentre permetteranno il licenziamento di milioni di autisti di bus, camion e taxi. Certo, se qualcuno si suicida, ci sarà un po’ meno emissione di CO2…

Ma se tu ti opponi al fatto che ti buttano giù casa per metterci un’antenna, sei un egoista nemico dell’ambiente, un Panciafichista che sta sabotando la sopravvivenza dell’intera umanità.

A questo punto, mi sento davvero in trappola.

Se io oso oppormi alla devastazione dell’ambiente, in qualunque forma, mi stroncano come nemico dell’ambiente.

Però è da questa trappola che dobbiamo partire.

Che Artemide/Diana ci aiuti.

Chi ci vuole bene, riconoscerà dove si trova questa statua.

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434 risposte a La grande trappola

  1. Fuzzy scrive:

    https://www.aspoitalia.it/intro/intro.php?ndiap=8.
    Non credo ai grandi piani o addirittura ai complotti.
    Penso che l’economia sia cresciuta come una specie di folle organismo nutrito dal petrolio
    e negli ultimi tempi dal denaro a basso costo. (Con cui tra l’altro si è finanziata l’estrazione dei petroli antieconomici di cui sopra)
    Ora i tassi d’interesse crescono e tutti sono nel panico. Mi sembra di vedere un impazzimento collettivo.
    L’energia per vivere dignitosamente si può ricavare anche dalle rinnovabili (con batterie al sodio, però, che sono imminenti)
    riciclando l’infrastruttura dei fossili che è enorme. E pure il nucleare può dare un certo contributo (ma non settanta centrali, please).
    Cambiare volontariamente stili di vita? Macché…se lo dici ti linciano. Carnivori maledetti….
    Spero nella regolamentazione dell’IA.
    Le temperature continueranno a crescere per inerzia, penso. Se non crescono, ed è stato tutto un bluff, meglio ancora.

  2. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez & Fuzzy

    “mito”

    Proprio ieri leggevo le dichiarazioni di non so più quale politico Francese che sosteneva che la guerra al cambiamento climatico è, per l’appunto, una guerra. E una guerra la si combatte mantenendo la disciplina e la si vince ricorrendo ai mezzi necessari.

    Ora, non avendo mai per fortuna combattuto una guerra non so se sia così.

    Allora apro il link fornito da Fuzzy e da buon fisico guardo il grafico.

    https://www.aspoitalia.it/intro/images/7a_Petrolio_IEA_2012_scenario.jpg

    Non è una sorpresa constatare che Fuzzy e io lo leggiamo in modo diverso.

    Anche se ‘di pancia’ concordo con Fuzzy sull’idea dell’economia che cresce da sola fuori controllo senza bisogno di complotti (Ockham…) e se sono meno ottimista di lui sulle rinnovabili e molto più fiducioso sul nucleare (altrimenti la Wagner non avrebbe badato a prendersi il Niger), mi sembra che Fuzzy veda nel grafico quello che gli autori vogliono illustrare, l’idea cioè di un ‘picco del petrolio’.

    Io ci vedo invece soprattutto un continuo aumento dell’offerta di energia, anche dopo il picco del petrolio. Quale che sia il menu (petrolio, gas, nucleare…) l’umanità è drogata di energia, va in crisi di astinenza se non riesce a utilizzarne sempre di più. Già si parla di un possibile conflitto armato per procura nel Sahel fra filo-Francesi e filo-Russi per il controllo dell’uranio, quando ancora manco si sa se e quando il prezzo del minerale aumenterà, se vi sarà un qualche embargo ecc. Perché Macron sa bene che se gli si spengono le centrali non ci sarà gendarmeria che lo potrà salvare dai manifestanti. Caschi il mondo, ma non toccate televisione e baguette.

    Se prendete un righello e lo appoggiate sull’estremità del rettangolo del 2000 da un lato e sull’estremità del rettangolo del 2035 dall’altro vi accorgete che tutte le estremità degli anni in mezzo stanno praticamente sul righello. Questo significa che la velocità di aumento del consumo di energia non è cambiata, anche se i vari rettangoli sono colorati in maniera diversa.

    Essere panciafichista o patriota, restare carnivoro o diventare vegetariano è irrilevante.

    L’idea che cambiando i comportamenti individuali si modifichino le prospettive della collettività è un antico pregiudizio di origine religiosa, quello dei pochi che con la loro santità intercedono per l’umanità peccatrice presso le potenze celesti. Ad essa risalgono il rispetto verso i ‘pazzi di Dio’ dell’antica Russia, la venerazione dei santi presso il Cattolicesimo, i pellegrinaggi alla tomba di Khomeini in Iran, ecc.

    Tale pregiudizio è stato efficacemente demolito dal compianto Kundera all’inizio dell’ “Insostenibile leggerezza dell’essere”, nel passo in cui l’autore ricorda che la più fondamentale questione filosofica irrisolta dell’umanità che nessuna religione e nessun sistema morale e politico ha mai affrontato chiaramente è:

    chi spalerà la merda?

    Perché una cosa è chiara: anche nel più francescano nei conventi, nella più egualitaria delle comuni, nella più cristiana delle àgapi maggiore è la quantità dei partecipanti maggiore è la quantità di merda (e di rifiuti in genere) da smaltire, maggiore il lavoro (meccanico e non) richiesto a chi dovrà (magari a turno) smaltirla, più fragile la struttura della società che la produce. Anche se lo smaltimento fosse condotto interamente da delle macchine, anche quelle producono rifiuti, quindi il problema si sposterebbe e basta: più gente, più escrementi, più macchine per smaltirli, più merda.

    E il riciclaggio totale, l’economia del riciclo in cui ogni rifiuto diventa risorsa, è l’equivalente termodinamico del moto perpetuo: una impossibilità di principio oltre che pratica.

    https://kelebeklerblog.com/2021/05/12/il-secondo-principio-vale-anche-dopo-la-rivoluzione/

    Una soluzione, com’è noto, è la guerra. Orribile, ma efficace quanto lo fu la Morte Nera nel resettare la società. L’altra, ancora del tutto futuribile, è l’estensione dell’ecumene (ossia del mondo inquinabile) su altri mondi.

    Nessuna delle due è collegata all’amica di Martinez, fortunatamente per lei.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  3. Moi scrive:

    Insomma, per farla corta : se ci ritrovassimo con Roberto Speranza Ministro dell’ Ambiente … un’ idea NON peregrina di quel che ci spetterebbe, ce la possiamo già fare. 🙂

  4. quisquiliator scrive:

    Mi sembra un post semitelepatico perchè condensa una serie di riflessioni su questi temi e sulla gestione o per meglio dire manipolazione dell’opinione pubblica a cui ero arrivato in questi ultimi anni.

    Forse conta anche il fatto che sempre in questi anni più recenti ho letto un po’ di roba anarchica, o forse il fatto che hanno fatto di tutto per farmi sentire un servo della gleba.

    Non che sia stato , nella mia testa, più importante di altri dettagli ,ma col mio solito pallino sull’economia ad un certo punto mi aveva colpito il fatto che le quote di emissione e i carbon credits erano degli strumenti finanziari, cioè erano creati appositamente per consentire speculazioni o ,se si vuole usare il vecchio linguaggio del Carletto Marx, capitale fittizio.
    Invece il termine “sbucaltatori “, che dalle mie parti non avevo mai sentito, ogni volta che lo leggo mi fa venire in mente uno sfortunato mafioso americano del passato :
    https://en.wikipedia.org/wiki/Lepke_Buchalter

  5. Moi scrive:

    … l’ Emergenza finirà quando Elysium [cit.] s’innalzerà in volo ed entrerà in orbita per poche migliaia di Elett* lasciando miliardi di poracc* su di un pianeta di “rusco” !

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “rusco”

      Più che “Elysium” mi ricorda “Wall-E”.

      https://it.wikipedia.org/wiki/WALL%E2%80%A2E

      Ma soprattutto mi fai venire in mente un racconto di Delany dove tre astronavi interstellari riescono, dopo che un’umanità stremata dalla sovrappopolazione e dall’esaurimento delle risorse ha raccolto le sue ultime forze per lanciarle, a partire alla ricerca di altri mondi abitabili.

      Due svaniscono nel nulla. La terza, l’ultima speranza rimasta al genere umano, arriva a destinazione. Gli astronauti scoprono che sul pianeta c’è vita: globi luminosi e multicolori punteggiano ondeggianti la superficie del pianeta e attirano a sé i terrestri con una attrazione misteriosa, tipo il canto delle sirene.

      Gli astronauti resistono per un po’, poi uno perde il controllo e si avventa su uno dei globi.

      Questo lo ricopre immediatamente, inglobandolo. Dell’astronauta non c’è più traccia.

      Ma in pochi minuti il globo cambia colore. Il canto delle sirene cessa. Il globo comincia a moltiplicarsi sempre di più, in forme sempre nuove.

      Prima che l’astronave e tutti gli astronauti finiscano travolti dall’irrefrenabile espansione del globo, il medico di bordo capisce cos’è successo.

      Il globo era un ovulo da fecondare, e gli esseri umani gli spermatozoi.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  6. Peucezio scrive:

    Miguel,
    mah… siamo sempre lì.
    Perché mai fra tante cose possibili questi signori hanno deciso di fare soldi su questa?
    Se lo scopo è continuare a “sbucaltare” e a proseguire dritti dritti verso la catastrofe, non era più semplice continuate coi motori a scoppio e spingere per il massimo riscaldamento, aria condizionata, carne, ecc.? Non si guadagna con queste cose?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Se lo scopo è continuare a “sbucaltare” e a proseguire dritti dritti verso la catastrofe, non era più semplice continuate coi motori a scoppio e spingere per il massimo riscaldamento, aria condizionata, carne, ecc.?”

      E infatti lo fanno: mica cala la produzione di auto, condizionatori e carne, o l’uso di veicoli con motore a scoppio.

      La Transizione Ecologica aggiunge però un mercato nuovo, gigantesco, a spese dello Stato (ricordando che per “Stato” intendo anche la direttiva che ti ordina di cambiare auto).

      • Miguel Martinez scrive:

        ““Se lo scopo è continuare a “sbucaltare””

        Il capitalismo non ha lo scopo di sbucaltare.

        Ha lo scopo, anzi la necessità di espandere il capitale: nessuno cerca di investire in azioni che valgono ogni giorno di meno.

        Ecco che milioni e milioni di tecnici vengono pagati per trovare nuove, ingegnose opportunità di investimento: più sono originali, meglio è.

        Ecco perché il capitalismo è quanto di più rivoluzionario e trasgressivo sia mai esistito nella storia.

        • Miguel Martinez scrive:

          “““Se lo scopo è continuare a “sbucaltare”””

          Senza innovazione, si blocca tutto: immagina se la Toyota avesse inventato un’auto che dura cent’anni.

          Farebbe cinque anni di vendite incredibili, poi si saturerebbe il mercato.

          Dopo sette anni, la Toyota non potrebbe più pagare i propri lavoratori, non potrebbe pagare i propri debiti e dovrebbe dichiarare il fallimento, con la bancarotta anche di chi vi aveva investito i propri capitali.

          • daouda scrive:

            Miguel ma che cazzo scrivi. Fosse SOLO come dici, non potrebbero esistere.
            Invece si può anche dire che fanno macchine esageratamente migliori nonostante l’obsolescenza programmata.

            Ancora poi col capitalismo baby? Quando capirai che non c’entra un cazzo di nulla?

            Ora il tuo testo, pezzo per pezzo, è del tutto inutile ed inintellegibile, l’unica cosa che si capisce è che tu sei un venduto al soldo della fazione adibita a far la parte dei dissidenti *

            vediamolo:

            “Ieri sera, sul treno, apro un libretto, pubblicato da una piccola casa editrice anarchica”

            Il primo dubbio: ha il codice ISBN. Allora non è libretto anarchico. Oltretutto l’anarchia per definizione inerisce L’Essere totale, alché dichiararsi tali implica già il proprio tradimento potenziale.

            “leggo due pagine e improvvisamente mi diventa chiaro ciò che stavo cercando di formulare da qualche anno”

            *

            Vi dico dopo il titolo del libretto, salto subito alla conclusione.
            Esistono imprese che hanno trilioni da investire nello sbucaltamento del mondo, allo scopo di guadagnare ancora più trilioni. I trilioni devono essere sempre di più, e quindi il processo comporta un’inevitabile accelerazione costante”

            Innanzitutto l’accelerazione costante è tutta da dimostrare. Perché per come maldestramente poi il discorso, la vita biologica è un’accelerazione costante verso la vecchiaia, alché far come te che ne sei contro, potrebbe implicare fra le opzioni il suicidio e lo sterminio?

            Sai inoltre che tale sbucaltamento, oltre vari progetti esoterici, od altre catene multinazionali che esigono che i sottoposti agevolino il loro lavoro per cui sono dettat a farlo, in realtà può anche esser fatto a “perdita”, cosa che prasseologicamente è un intrinseco guadagno non monetarizzabile, e che tu non concepisci, ancorato ancora alle strozate economiche marxian-ricardiane.
            Inoltre ignori del tutto il fatto che essi sanno che non possono fare quello per sempre, e nello stesso modo, e per questo non solo diversificano i pacchetti, ma lavorano a trovare la soluzione stessa per la cessazione dell’attività che compiono a livello tecnico e tattico, cosicché l’obiettivo che poni in realtà è il più banale.

            “Esistono apparati statali che (ad esempio) costruiscono le autostrade su cui passano i camion degli sbucaltatori. E mettono in carcere chi ne volesse impedire la costruzione”

            Anche qui: se poni lo statuale a servigio di essi, non fai che reiterare la paccottiglia dello stato com adunanza dei loschi che lo strumentalizzano sedendosi al tavolo spartendosi appunto la sua utilità giuridico-vessatoria.
            Ma la natura dello statuale non è quella, perché in realtà mafia-massoneria-megaimpresa sono già stati a sè, e gli stati che abbiamo non sono stati, proprio perché il lavoro è crearlo lo Sdadoh finale, il che implica la debolezza delle sue parodie vigenti.
            Poi che tu debba strizzare l’occhiolino ai no tav è patetico: quando il NO tav abbatterà il palo della luce accanto a casa e seguirà Zerzan , lo comprenderò.
            Dalla loro parte eh si badi, ma la loro protesta, in realtà , è il sistema che scusa sè stesso e si allena da sè, come voi in Oltrarno siete quello che il sistema vuole che siete, o meglio: siete proprio il sistema.

            “Esistono media e università che da un secolo e mezzo decantano ed esaltano tutto questo come progresso e crescita”

            Da quando in qua, con i mezzi di prima, non è stato lo stesso?

            “Estrarre a velocità crescente le risorse di un pianeta dalle risorse limitate; trasformare queste risorse sempre più velocemente in prodotti, che diventano sempre più velocemente rifiuti, non può che portare velocemente alla catastrofe”

            Miguel , questa è proprio una petitio principii. Prima di tutto lascia perdere i prodotti. Di per sè avere un attegiamento utilitaristico è già ridurre l’altro a prodotto, sempre questa parola abbia senso giacché prodotto è tutto quel che è costruito da noi. Come la lussuria inficia lo stesso rapporto sessuale fra marito e moglie ( quindi escludendo tutti gli altri illegittimi ), ma la presunzione che traspare dal tuo modo di scrivere è che NON DOVREBBE ESSERE COSI’.
            E’ un anelito tipico degli sprovveduti che sono pronti a diventare delle merde: è così e basta, è inutile che ci ricami.
            La petitio principii non è in quel che hai scritto per dire formalmente: io non potrei che concordare sia a livello escatologico che infondo a livello di spirale fasica spazio-temporale.
            E’ l’intenzionalità che tu dai per scontata non tanto nel deturpamento e nella ricerca di guadagno-prestigio o piacere o potere ( i classici dei dissidenti ) loro quanto nella presunta giustizia che tu avresti.
            Purtroppo per te tu sei esattamente loro nella parte che è stata stabilita nella recita e lo confermi con queste stronzate.
            Sai bene che di per sè le frasi che scrivi sono illogiche: le risorse si trasformano o se ne trovano di nuove, la velocità crescente di per sè è un non senso ed anzi può esser motivo di rimedio repentino al contrario, i rifiuti sono tali solo perché si vuole siano tali e via discorrendo.
            Tu vuoi dare scientificità speculativo-sperimentale a quel che sostieni ma in realtà , fatte salve le leggi del cosmo, camuffi dietro l’inganno ( dimostrando di essere parte della stessa squadra loro ) la NON condanna del vizio umano.

            “Questa è una cosa che sa da decenni la piccola schiera degli ambientalisti.”

            Quelli che esistono proprio per fare la parte designata? Quelli che non ne azzeccano una?

            “Poi a un certo punto l’ovvio è stato capito anche da chi veniva pagato per consigliare gli investitori.
            I quali da qualche anno hanno capito che anche la catastrofe che loro stessi hanno creato può essere un investimento”

            Beh è comodo credere che siano così stupidi, dato che lo sapevano da subito, ovviamente quelli che lo deovevano sapere.

            “Durante la guerra Iran-Iraq, ci sono stati degli italiani che si sono arricchiti vendendo missili a entrambi i contendenti. E ci sono stati italiani che si sono arricchiti vendendo sistemi anti-missile a entrambi i contendenti. E conosco uno che ha venduto un milione di stampelle al sistema sanitario iracheno, perché anche gli investiti possono essere un investimento”

            Quindi? Vedi che ti riduci a vile, quando ti fa comodo torni , su un tema che non conta un cazzo, al vizio. Praticamente quando dovevi parlare di vizio parli di scienza, e al contrario ora , che avreti dovuto dimostrare che tutti quegli italiani SI SONO IMPOVERITI PERCHE’ SPECULANDO OGNUNO PER CAZZI SUA HANNO GUADAGNATO DI MENO, parli di vizio.
            Quando ti dico che sei un coglione è perché ti voglio bene, come quando tis crivo che sei una merda, per svegliarti.

            • daouda scrive:

              ma l’altro commento??

              • daouda scrive:

                “Così da qualche anno, invece di nascondere la catastrofe imminente (come avevano fatto per decenni), l’hanno impacchettata e imposta sotto il nome di crisi climatica”

                non ha senso. Non è la nostra morte la nostra catastrofe?
                Sei un idolatra.
                La malattia? Le guerre ed i dissidi che vivete già nel piccolo voi nel quartierino non sono catastrofi?

                “Perché per la crisi climatica hanno inventato il rimedio, la transizione ecologica”

                Non c’è crisi climatica e la transizione ecologica non è tale

                “Ora, il termine crisi climatica permette di focalizzare tutto su un unico sintomo, il riscaldamento globale. Dovuto a un’unica causa, l’aumentata concentrazione di CO2 nell’atmosfera”

                Cosa appunto falsa

                “Risolvibile quindi con un immenso investimento: trilioni per il rinnovamento totale del parco auto del mondo, la ricostruzione degli edifici, l’invenzioni di cibi sintetici e soprattutto il controllo digitale di ogni centimetro del pianeta, con un contorno decorativo di pale eoliche e un lucroso traffico nelle nuove indulgenze, i carbon credit”

                E quindi?

                “E con ogni probabilità, alla fine innalzeranno un tecnosistema di solar radiation management (geoingegneria) per oscurare i cieli e vedere l’effetto che fa”

                E quindi?

                “I soldi per un arricchimento di questa portata, alla fine, possono venire solo dallo Stato, direttamente o tramite imposizioni ai cittadini”

                Eh no. Lo stato crea moneta finta la stessa che usano i cittadini. E’ il loro lavoro servile , il loro collaborazionismo complice il problema.
                D’altronde le risorse che hanno loro sono ben ingenti e non sono certo , proprio monetariamente, la cata straccia, di cui tutti i nomi altisonanti ( a partire dallo scudo rosso ) sono solo dei frontman non proprietari, figurarsi quelli di moda come Soros,Gates o Musk.

                “Per convincere i cittadini a pagare, il complesso impresa/stato/media promuove il nuovo grande investimento, con gli stessi mezzi con cui si è sempre promosso quell’altro grande investimento, che sono le guerre: suscitando le Passioni e instaurando l’Emergenza”

                E quindi?

                “Ora, sia ben chiaro: tutto questo si aggiungerà semplicemente allo sbucaltamento in corso”

                E quindi?

                “Continueranno a estrarre petrolio come e più di prima, ma i campi da cui prendevamo il cibo diventeranno colture di biocarburanti”

                Miguel se loro smettono, metà della popolazione mondiale muore di stenti tra atroci sofferenze indipendentemente dal disastro futuro.
                D’altronde quel che è accaduto nel 1500 si potrebbe iperbolicamente sostenere sia stato fatto proprio per poter arrivare all’aumento della popolazione, essendo il gusto l’ucciderla poi per sfizio.
                Però vedi che ad esempio le “pietre guida” per la riduzione mondiale fanno il paio con l’esigenza sia di sterminare che di favorire il processo.
                Te dai per scontata una catastrofe che non ha senso se non in termini cosmico ed escatologici, ossia del tutto scevri dal mero e riduttivo modus operandi naturalista che hai.

                “Ricordiamo che l’Unione Europea ogni anno spende 17 miliardi di soldi nostri per pagare gli italiani per distruggere i propri boschi che faticano a rinascere e trasformarli ecosostenibilmente in “biomasse”. ”

                E quindi?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Daouda

                “ma l’altro commento??”

                Se ti riferisci al tuo commentone, hai messo troppa carne al fuoco, eventualmente potrò rispondere punto per punto.

                Il problema è che tu ragioni da intellettuale, e infatti citi “Marx e Ricardo”, che interessano giusto qualche laureando in filosofia o il Collettivo Leninista di Marghera.

                I ragionamenti che dico io sono quelli di qualunque consulente finanziario, dirigente di banca, CEO di società per azioni.

                Cioè la gente che tiene in piedi il sistema globale, possiedono i media, decidono le grandi campagne pubblicitarie, finanziano la ricerca accademica, fanno i grandi appalti con lo Stato.

              • daouda scrive:

                “Quindi non servirà minimamente a evitare la catastrofe ambientale e probabilmente non ridurrà nemmeno il CO2 nell’atmosfera. Ma questo è irrilevante di fronte all’opportunità di un intero campo nuovo di investimenti”

                Ancora co sti cazzo de investimenti Miguel. Porca troia sei un parassita che penza solo a li sordi?

                Avevamo ricordato che la Co2 non è un problema è che la causalità del suo aumento è inversa a quella spacciata si?

                “Di fronte a questo quadro, l’umanità viene divisa in due, che sono essenzialmente i due schieramenti interni in ogni guerra: i Patrioti e i Panciafichisti. Dove la “Patria”, in un Mercato Globale, è ormai l’Idolo Pianeta”

                La Terra è il nuovo idolo.
                Ad ogni modo dove cazzo stia sto cazzo di mercato globale lo vedi solo te ed i complici ritardati venduti come te.

                “I Patrioti sono quelli che Si Informano – cioè ascoltano i telegiornali con attenzione; sanno che il Nemico CO2 è alle porte; e sono disposti a Sacrifici per un Futuro Migliore. Quali siano i sacrifici da fare, ce lo diranno i Generali, gli Esperti, i Tecnici”

                gli ambientalisti ed i complottisti, a specchio , fanno proprio parte de sto gruppo ugualmente

                “I Panciafichisti invece sono quelli che Curano solo il Proprio Orticello, che chiudono gli occhi di fronte al disastro, che fanno i furbi, che invece di Informarsi si Disinformano”

                Quindi no è un gruppo giacché ognuno , anche a livello alto, fa come cazzo je pare il che inficia il dualismo.
                Tralasciando che dato il 2 arrivi a 10 per necessità, e dunque senza perdere tempo ad identificare, comprenderai che proporre uno schema “dialettico” è quanto di più prono al sistema uno possa fare, ma ringraziando DIO lo fai male essendo sbagliato.

                “I Panciafichisti vanno ovviamente educati, ma se dopo un certo punto, continuano a far finta di non capire, vanno sistemati”

                Cosa che vale per tutti però

                “Ora, vi racconto di una mia amica, che è come tante persone che conosco in Toscana.
                Lei ha la stessa auto da 26 anni, e ci ha fatto finora 100.000 chilometri, perché quando può, va a piedi. Solo che abiti tra i monti, e non può andare ovunque a piedi”

                Visto che paga un’assicurazione, suppongo. E’ complice e merda.

                “Mangia solo cibi biologici, in gran parte raccolti da lei nell’orto, e non tocca carne perché non vuole alimentare le aziende che distruggono la terra con gli allevamenti intensivi”

                Qua rispondo dopo che c’è sta’antro pezzo.

                “In casa, non usa il riscaldamento un po’ perché non è certo ricca e un po’ perché non vuole inquinare; e va da sé che non usa l’aria condizionata”

                Che cazzo c’entra il riscaldamento con l’inquinamento. E’ stupida.

                “Beve l’acqua del pozzo, e per pulire usa il più possibile l’aceto per non inquinare con prodotti sintetici, per cui l’acqua di risciacquo l0 usa per annaffiare l’orto”

                Rispondo dopo.

                “E ha un telefonino addirittura meno smarto del mio.”

                Chi ha lo smartphone è una merda indipendentemente dall’anno di fabbrica.

                “Certo, ha fatto abbattere molti alberi, con tutti i libri che legge”

                Chi legge troppo è un coglione.

                “Adesso, per farla diventare “ecosostenibile”, lo Stato minaccia di obbligarla ad arricchire le multinazionali comprando una nuova auto piena di diavolerie elettroniche, trasformando quella sua vecchia in un rifiuto; di metterle in casa un contatore che spii i suoi consumi al millimetro; di arricchire le aziende dei materiali da costruzione coibentando la sua casa a sua spesa, con i soldi che da pensionata non ha.
                E imponendole delle norme che alla fine la obbligheranno – pena la cancellazione dal consesso umano – a usare uno smarfo fatto con minerali estratti dalle miniere del Congo e dell’Australia e che manda giorno e notte i suoi dati a una multinazionale statunitense”

                Il problema di tutte queste cose nobili è l’intenzionalità caro MM.
                Facciamo na cosa: vivi in città senza automobile, senza conto in banca, senza smarphone e social e lavorando in nero per non partecipare alla truffa INPS.
                Poi mi dici chi ha le palle.
                Ma tralasciando appunto ciò, perché io la ammiro, il problema è l’ntenzionalità appunto: il filantropo che aiuta un povero cristo per darsi arie o ricevere poi un favoretto, distorce il bene, mica lo compie.
                Il che significa che chiunque può fare qualunque cosa e se tale tizia fa le cose magari per un falso rispetto degli animali per dire, o per un falso senso di inquinamento, non può esimersi e sentirsi pulita, perché è il sistema stesso lei stessa.
                L’effetto esteriore può avere diverse cause che all’apparenza denotano un fatto similare.
                Nessuno si deve sentire pulito ed estraneo al sistema, perché lo siamo tutti, già.
                Inoltre una vita del genere “coerente” impedisce per definizione la relazionalità come scelta.
                L’esemplarità viziata da false motivazioni è un danno, non una risorsa, e ( l’ipotetico ) sentirsi puri un condannare gli altri mica aiutarli per fargli vedere come potrebbe essere ( che le cose fatte sono belle se potessi le farei anche io da pippa che sono ).
                Ugualmente farsi i cazzi propri è una fuga.
                Ed ovviamente tutto questo è capibile in qualche grado, ma se te riduci tutto a naturalità ilica è chiaro che no comprenderai che una tizia del genere , che non conosco, è ben più sistemica di coloro che vivono succubi nel mondo tirando avanti.
                Io non la conosco, sò cruciale e drastico apposta me capite no cazzo diamine?

              • daouda scrive:

                La mia amica è (moderatamente) una “scettica del CO2 antropogenico” o se preferite, una “negazionista climatica“. Non è invece per niente una scettica della catastrofe ambientale globale, che capisce meglio del 95% degli altri italiani, e che studia da una vita”

                MA che cazzo te frega della crisi ambientale porca mignotta fra gente lobotomizzata, falsa, vile, puerile, insulsa, debole, fiacca, isterica, merde, empie , inique, infami der cazzo?
                Pure io sò così bada eh, ma che cazzo te frega dell’ambiente.
                Porca troia guarda che stai a fa proprio l’agente co ste sviolinate eh.

                “Io non sono d’accordo con lei sul “cambiamento climatico”, ma trovo la nostra divergenza irrilevante.
                Il punto è che ogni Guerra si giustifica con un Mito”

                A me pare ogni cosa, ma vabbè.

                “L’Italia ha occupato nel 1918 il Sudtirolo, adducendo che aveva fatto parte dell’impero romano, che Napoleone aveva chiamato un pezzo di quella regione “Alto Adige” alla maniera dei dipartimenti francesi, e che il nome vero di Gsies era Casies”

                ah occhei. Chiami mito le cazzate usate a scusa, non avevo afferrato.

                “Uno dei fatti è vero, uno è irrilevante e il terzo è una balla pura e semplice: ma insieme costituiscono un Mito che giustifica la pugnalata alle spalle all’alleato austroungarico, il macello di 600.000 vite di giovani italiani e l’imposizione del proprio dominio su un una popolazione che non aveva nulla di italiano”

                non ho capito se il problema è il tradimento dell’onore, fa andà allo sbaraglio gente sfruttata a morire od opprime i sudtirolesi sotto lo scacco dell’Italia.
                Perché credo, a livello di esistenza statuale da che mondo è mondo, proprio quest’ultima cosa è una stronzata.
                Te stai a scoprì nazionalitario co n quartiere de merda in cui non ce sta più un autoctono?

                “I cosiddetti “negazionisti” sono un po’ come certi sudtirolesi: si appigliano ai dettagli del Mito. Qualcuno denuncia giustamente una balla (tipo Casies), qualcuno forse arriva a inventare una contro-balla (tipo, il Sudtirolo non è mai stato romano).
                Ma è chiaro che il problema non è il Mito.
                E’ il fatto che il Mito serve a legittimare l’arrivo dei soldati italiani, la chiusura delle scuole, il divieto di insegnamento della lingua, i privilegi concessi agli immigrati dal resto d’Italia”

                Quindi?

                “Il Cambiamento Climatico è un Mito – se volete la mia opinione, fondato su fatti piuttosto solidi, ma che impacchettato in questa maniera, nasconde l’insieme della catastrofe ambientale”

                ancora co sto cazzo de ambiente? L’inquinamento deriva dall’umano, no ste stronzate ambientali.
                Penzà a curà l’umano no l’ambiente, perché sei un invertito?Perché inverti le cause e ti accodi?

                “Però non ha senso perdere tempo a discutere su quanto ci sia di vero o di falso nel Mito, perché crea una falsa divisione dell’umanità.
                I Patrioti sono i ragazzi di Ultima Generazione che mettono a rischio il proprio futuro perché vorrebbero “salvare l’ambiente”, e sono i banchieri che volano in business class da un capo all’altro del mondo spacciando carbon credit”

                merde

                “i Panciafichisti sono quelli che parcheggiano il Suv pure sull’orto di un contadino, e la mia amica contadina con l’orto”

                tutta la vita con loro fintanto non mi sgarano vicino casa e li pisto io, perché se se pistavamo a vicenda vedi che sta categoria se ridimensiona da sola.

                “Smettiamo di discutere di quanto sia vero il Mito, e guardiamo la Guerra”

                ok

                “Lo stesso dispositivo che ci ha imposto la Catastrofe Ecologica, sta cercando di imporci la Transizione Ecologica.”

                Ribadiamo: no catastrofe ecologica = no transisizione ecologica. E ‘una cazzata che non c’entra nulla coll’inquinamento.

                “E adesso ………… faranno aumentare il traffico, la necessità di asfaltare, la costruzione ecologicamente devastante di nuove auto, camion e bus”

                perché ciò deve essere IL problema, o foss’anche deve essere posto come un cazzo di problema?

                A Miguel, c’è qualcosa di strano.

                “Mentre permetteranno il licenziamento di milioni di autisti di bus, camion e taxi. Certo, se qualcuno si suicida, ci sarà un po’ meno emissione di CO2…”

                Come dire: le macchine toglieranno il lavoro, siamo luddisti. Solo che ai tempi di Ludd erano 4 gatti.
                Te manco prevedi che possiamo naufragà a 10 milione per tornà a 10 miliardi.
                Mmo tralsciando che Ludd è il più frainteso della storia, perché non è mai stato contro le macchine, ed a parte che abbiamo già perso quindi fare la morale non è alcunché di costruttivo, per scrive appunto, io prima ho scritto che vogliono da noi il lavoro mica li sordi che non contano un cazzo. Ma arriva il tempo che non vorrano manco più il lavoro.
                Come amanco più il nostro ragionamento, il che spiega che ci hanno fatto crescere per poterci sterminare e divertirsi su di noi.
                Ma in sè il discorso è stupido. Qualsiasi liberista di basso livello ha i mezzi per dimostrarti che , dati una 20ina di anni di problematiche anche devastanti, il rimedio si trova ed il lavoro si ricrea come anche , se si volesse , basta fare dell’antinquinamento un buisness , se volessi, e sto pianeta te diventa tutto uguale a na spiaggia sperduta della polinesia.
                A Miguel, e che cazzo.

                “Ma se tu ti opponi al fatto che ti buttano giù casa per metterci un’antenna, sei un egoista nemico dell’ambiente, un Panciafichista che sta sabotando la sopravvivenza dell’intera umanità”

                Non ho capito, pensavo diversamente, non doveva esse n patriota?

                “A questo punto, mi sento davvero in trappola.
                Se io oso oppormi alla devastazione dell’ambiente, in qualunque forma, mi stroncano come nemico dell’ambiente.
                Però è da questa trappola che dobbiamo partire.”

                Prima di tutto chi è in trappola deve chiede aiuto e calcola, merda chi dice di non essere in trappola giacché lo siamo tutti.
                Ovviamente l’unico uno che non è in trappola è DIO, ma per te è un discorso irricevibile.
                Perché però dovresti uscì dalla trappola se d’altronde è impossibile da te stesso ed in sè ( che manco DIO te ce leva )?

                O te la piji per quel che è, vivendo tra il male con il bene, o combatti, o, e sarebbe l’optimum, si fanno tutte e due le cose insieme.

                Non vedo il problema

              • daouda scrive:

                Per Daouda

                “ma l’altro commento??”

                L’ho riscritto tutto a spezzi modificato che mica m’aricordavo che avvo scritto dettagliatamente.

                A Miguel io raggiono da “intellettuale” ma applico da “operaio”.
                Nun me ne frega n cazzo de nessuno. Ar quartiere c’è un ragazzo che frequenta scuol marxiste e l’ho eloggiato perché non se usa più st’anelito, era bello, ma poi se sente in diritto de crede che io possa accettare la sua compagnia.
                Quando lo vedo, pé me è un assassino in potenza, e non me ne frega un cazzo di parlacce. HO fatto i complimenti, ho provato a spiegà che sò talmente fascio che Mussolini era una spia e tutti i nofascisti sò comunisti in incognito, lui è sveglio ma poi per lui sò un ritardato, e lui ha ragione ed io un superstizioso fideista.
                Miguel, chi appoggia gli assassini è già tale. Ci si può emendare, am è un regazzetto, non lo giudico, ma la famiglia ha un’impostazione così, forse non ne uscirà mai.
                Lo saluto, ma non je toccherò mai la mano.
                A me pare che questo è un discorso ben poco intellettuale.
                Bona lingua e mejo mano, mano che in qusto caso cor cazzo che ddò alla gente.
                Me pijassero per culo, ma sti cazzi.

                “Cioè la gente che tiene in piedi il sistema globale, possiedono i media, decidono le grandi campagne pubblicitarie, finanziano la ricerca accademica, fanno i grandi appalti con lo Stato”

                Quindi te penzi che io perché non ho un conto in banca, non ho automobile, non ho smartphone, non ho social, non ho assicurazioni sono da lodare e gli altri , che ragionano come quegli stronzi de quegli uffici là vanno all’inferno?

                A Miguel ma che cazzo stai a ddi? Religiosamente scrive sta cosa classifica me fra i dannati, mica loro, che vivranno na vita senza troppe domande, o magari pure loro se ne fanno tante, e parano i danni che cazzo ne sai?
                Ma questo è religione.

                A conti de sistema, bacia er culo a questi perché non sarsti né nato né avresti potuto usufruì dei piaceri de sta vita senza de loro, e parlo soprattutto dei piaceri de incontrà persone del cazzo come te che criticano loro, che magari , visto che qua parlamo parlamo ma ciavemo tutti na vita occulta, saranno pure persone migliori de me e de te.
                Non giocà la carta del rivoluzionario, del critico, sei quello che il sistema vuole che tu sia.
                O te godi la giostra, o reciti il copione.
                E quello che scrivo a te lo scrivo a mme, bada, ho sempre fatto così un po’.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Daouda

                “Quindi te penzi che io perché non ho un conto in banca, non ho automobile, non ho smartphone, non ho social, non ho assicurazioni sono da lodare e gli altri , che ragionano come quegli stronzi de quegli uffici là vanno all’inferno?”

                Interessante come confondi un’analisi storica con un giudizio morale.

              • daouda scrive:

                A Miguel è la morale che fa la storia e la storia che racconti è esattamente una delle tante visualizzazioni permesse e presupposte dal sistema stesso.

                Quindi lasciamo perdere quel che chiami intellettualità ( che era razionabilità ) perché non c’entra niente.

                Inoltre toppi: se per giudizio morale intendi un discorso sulla prassi, te non hai fatto altro con la tua storia di alludere proprio a tale giudizio discriminatorio ( su non si sa che basi perché ti sei sempre guardato bene dallo schierarti ).
                Se parli invece dal punto di vista elicito ( inerente al menmonico od alla volontà mesopsichica ) e/o quindi anche parallelalemente al coinvolgimento emotivo, la cosa no, non mi riguarda e non la ho proprio espressa.

                In realtà poi, proprio perché non conosciamo l’intenzionalità di nessuno, ho proprio negato il poter dare patenti di verdetto, semmai.

                Che cazzo di analisi storica avresti fatto scusa?
                Stai sbertuccià i cojoni a facce capì che come minimo sò ritardati autolesionisti che ce portano nel baratro, in più li biasimi, e sò io che faccio un “giudizio morale”?

                L’esempio della nonnetta in montagna che verrà angariata non è un giudizio morale?
                Propugnà lo sterminio di miliardi di persone in nome della giustizia per un mondo armonico e rispettoso, giacché cambià il sistema questo implicherebbe, non è un giudizio morale?

          • Peucezio scrive:

            Però hai eluso la domanda.

            Perché proprio il tema ecologico, che in fondo è regressivo.

            Tu mi dirai: non è regressivo, perché in realtà con la scusa dell’ecologia continuano a inventare cose nuove, che impattano sull’ambiente, ecc.

            Va bene, ma perché alimentare un immaginario ecologista?
            Oltretutto non ecologista nel senso di un ritorno alla natura, agli uccellini che cantano, il bosco, tutte cose “fighe”, che al consumatore medio che sente l’alienazione della città moderna non possono che piacere, ma nel senso dello spegnere il riscaldamento, l’aria condizionata, andare piano in macchina, non mangiare carne, il tutto condito da un ossessivo messaggio apocalittico e colpevolizzante.

            Insomma, gli uccellini che cantano e il ruscello, come anche i cibi sani e genuini che non fanno ammalare, con tanto di immagine bucolica e oleografica del contadino in mezzo al campo, sono roba figa che si vende bene.

            Ma Savonarola che ti tuona contro dandoti del peccatore e urlandoti contro “paenitere!” non è figo, così come non è figo ricordarti ogni giorno che il pianeta diventerà una discarica, oltretutto rovente e che la maggior parte delle città saranno sommerse dal mare.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Ma Savonarola che ti tuona contro dandoti del peccatore e urlandoti contro “paenitere!” non è figo, così come non è figo ricordarti ogni giorno che il pianeta diventerà una discarica, oltretutto rovente e che la maggior parte delle città saranno sommerse dal mare.”

              Ma mi sembra abbastanza ovvio: ogni Guerra si impone con la mentalità dell’emergenza, della paura, del sacrificio. In premio, una volta ottenuta la vittoria, si avranno gli uccellini che cantano e le vacche che sorridono.

              Poi molte cose sono semplicemente inevitabili: tante risorse sono al picco (come il petrolio) o oltre, le città stanno diventando sempre più inabitabili, un certo livello di consumo di carne è insostenibile con gli stessi terreni che devono mantenere gli animali da carne.

              Non è che l’emergenza non esista. Basta sfruttare però i fatti veri, per venderti i rimedi falsi.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Ma mi sembra abbastanza ovvio: ogni Guerra si impone con la mentalità dell’emergenza, della paura, del sacrificio. In premio, una volta ottenuta la vittoria, si avranno gli uccellini che cantano e le vacche che sorridono.”

                Infatti le guerre sono dei prodotti invendibili: il capitalismo consumista le guerre le fa, ma altrove, di nascosto, mica chiama a raccolta i consumatori.
                Quando mai il sacrificio ha avuto successo commerciale?

                “Poi molte cose sono semplicemente inevitabili: tante risorse sono al picco (come il petrolio) o oltre, le città stanno diventando sempre più inabitabili, un certo livello di consumo di carne è insostenibile con gli stessi terreni che devono mantenere gli animali da carne. ”

                Questo è tutt’altro discorso.
                Ci stai dicendo che il potere economico ha preso atto del principio di realtà (non è scontato).
                Allora stanno davvero correndo un po’ ai ripari, diventando meno sbucaltatori. Non è tutta una presa in giro.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Allora stanno davvero correndo un po’ ai ripari, diventando meno sbucaltatori. Non è tutta una presa in giro.”

                Certo.

                Stiamo vivendo la più grande e veloce trasformazione della storia dell’umanità. E i fattori sono tutti i fattori esistenti sul pianeta.

                Non c’è un’unica chiave di lettura.

                Esiste il bisogno reale di chiudere le falle nella diga del mondo: tipo sacrosanta raccolta differenziata dei rifiuti (solo che la vera soluzione sarebbe, produrre meno rifiuti, non riciclarli meglio).

                Esiste il bisogno di inventare nuovi campi di investimento

                Esiste l’idealismo di chi cerca di “salvare la natura”

                Esiste al contrario l’idealismo di chi cerca di “salvare l’umanità”

                Esiste il fatto che persone che non sono cresciute vedendo la nonna che spezza il collo al pollo, abbiano qualche remora a mangiare troppa carne

                Esiste l’idea militar-industriale di creare una megamacchina che controlli ogni cosa che succede sul pianeta

                Tutte queste cose convergono in un dato momento, e creano la “transizione ecologica”.

                Solo che bisogna vedere chi è più forte, tra quello che vuole farsi dare 1000 euro al mese per mantenere un rifugio per lupi, e quello che cerca un miliardo di euro per fare uno scudo satellitare anti-CO2.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Infatti le guerre sono dei prodotti invendibili”

                Le guerre sono vendibilissime, e tutto il 1914-2003 (Sarajevo-Iraq) lo dimostra.

                La guerra è il più grande investimento possibile.

                Paga lo Stato, che è il più affidabile dei clienti.

                Siccome c’è l’Emergenza, non ci sono controlli e si concede il monopolio a chi vende le bombe, i vaccini o l’auto senza conducente.

                Chi è contrario si trova la polizia in casa.

                Chi è contrario viene demonizzato (“panciafichista! novacche! distruttore dell’ambiente!”).

              • daouda scrive:

                quello co 1000 euro e quello co un milione de euro sò la stessa squadra porca puttana.

            • paniscus scrive:

              “ma nel senso dello spegnere il riscaldamento, l’aria condizionata, andare piano in macchina, non mangiare carne, il tutto condito da un ossessivo messaggio apocalittico e colpevolizzante.”—–

              Per Peucezio (ma anche per gli altri):

              a) premetto che sono d’accordo che ognuno abbia il diritto di dispiacersi o di inq*zzarsi se si sente deprivato di qualcosa che gli piace e a cui è abituato,

              b) e che sono d’accordo anche sul fatto che ognuno ha il diritto di scegliersi quali siano le cose a cui tiene di più (e quindi si sentirebbe ferito e oltraggiato se gliele togliessero) e quelle di cui invece accetterebbe la privazione senza scomporsi più di tanto (perché già non gli interessano)…

              (ad esempio, se a me vietassero l’automobile o l’aria condizionata non me ne potrebbe fregare di meno, tanto già adesso l’aria condizionata non ce l’ho, e l’auto la uso così poco che quasi non mi accorgerei della differenza… mentre ammetto che se mi vietassero la lavastoviglie sarebbe un bel trauma)

              c) però, ammesso e chiarito tutto questo, non capisco perché ci si debba attaccare come cozze alla convinzione che queste comodità e abitudini piacevoli siano dei diritti naturali acquisiti per sempre (e anzi, destinati inesorabilmente ad aumentare e progredire sempre di più) e che quindi il solo pensiero di poterli perdere, o anche solo di vederceli moderatamente ridotti, sia visto come un oltraggio inconcepibile.

              E che sarebbe vissuto come un oltraggio inconcepibile ANCHE se non dipendesse affatto da decisioni politiche arbitrarie, ma da oggettive diminuzioni della disponibilità di risorse, per cui le condizioni per continuare a consumare come prima non ci fossero più.

              Io, per quanto possa esserne stata inizialmente sorpresa, ho cominciato a fare pace con l’idea che lo stato illusorio di abbondanza e di benessere in cui sono cresciuta NON sia la condizione naturale per tutta l’umanità e per sempre,

              ma considero seriamente la possibilità che sia stata una semplice “bolla” di fortuna in una sola delle tante contingenze storiche, limitata a una piccola minoranza dell’umanità, e a non più di tre generazioni (finora), e forse ancora una o due nell’immediato futuro.

              Oviamente girano le scatole anche a me all’idea di dovermi rassegnare (non con certezza, ma con probabilità piuttosto alta) a un livello di consumi e di comodità più basso di quello attuale, ma non lo vedo come un dispetto, un’ingiustizia o un arbitrio deliberato da potenti governanti sadici che si divertono a colpevolizzare la gente: ammetto la possibilità che possa trattarsi di una fluttuazione naturale inevitabile, anzi del “riflusso” di una fluttuazione crescente che c’è stata negli ultimi 70-80 anni e che adesso sta ritornando a calare, ovviamente per molte ragioni diverse.

              Per mia nonna, 100 anni fa, l’idea che qualcuno potesse considerare normale mangiare carne tutti i giorni era pura fantascienza, e la prima volta che vide un’automobile aveva 14 anni, eppure mia nonna ha fatto una vita dignitosissima, è stata longeva, si è adattata a molti cambiamenti, e mi ha insegnato un sacco di cose importanti.

              Ma non ho mai pensato che le mie abitudini di vita acquisite qualche decennio dopo fossero quelle ovvie e normali per tutti, mentre le sue erano “strane”.

              Ripeto, se dovessi fare il bucato a mano al fiumiciattolo come faceva mia nonna da giovane, mi girerebbero assai, ma non penserei che sia “innaturale” o che sia colpa dei poteri forti.

              Sarebbe come se un’ipotetica popolazione di uno sperdutissimo stato insulare si fosse improvvisamente arricchita a seguito della scoperta di un giacimento di minerale rarissimo e richiestissimo, venduto a prezzi vantaggiosi in tutto il mondo. Bene, se dopo qualche decennio la miniera si esaurisce, che succede?

              Bisogna rivendicare che debbano pensarci i governi o le banche mondiali o gli ufo (anzi, gli ufi) a trovare il modo di rigenerare il minerale, in modo che il benessere dell’isola ritorni come prima per sempre?

              Boh!

              (scusate la prolissità)

              • paniscus scrive:

                Altro esempio banale: a differenza di Miguel che su questo punto è più incazzoso, io (tranne casi estremi di plateali devastazioni paesaggistiche davvero inaccettabili) non ho niente contro lo sci, l’ho anche praticato quando ero più giovane.

                Ma lo considero comunque un’attività non indispensabile, e non accessibile ovunque, che si può praticare solo se ce ne sono le condizioni… per cui, semplicemente, bisogna fare la pace con il fatto che se non c’è neve NON si scia, e pazienza.

                Non è che si si mette a piagnucolare che “dovrebbe pensarci il governo” a far tornare la neve, o a finanziare con fondi pubblici le macchine che sparano neve artificiale,

                o tantomeno ci si inq*zza come belve perché “per far piacere a Greta Thunberg e a George Soros, i media catastrofisti vogliono impedirci di andare a divertirci sulle piste da sci con la scusa del cambiamento climatico“.

              • Roberto scrive:

                Paniscus

                Non è tanto la prolissità ma…a chi ti rivolgi? Non mi sembra che Peucezio né nessun altro abbia mai pensato a macchine e condizionatori come un *diritto naturale acquisito per sempre* e immagino che chiunque sua cosciente del fatto che viviamo in una bolla

                Dando per scontato che siamo tutti d’accordo su A e B, io penso giusto che imporre sacrifici più o meno utili solo ad una parte della popolazione sua profondamente ingiusto, cosa che mi fa preferire un bel divieto per tutti piuttosto che strane idee come “mettiamo nel prezzo il costo dell’universo”

          • PinoMamet scrive:

            “Va bene, ma perché alimentare un immaginario ecologista?”

            Ma perché sì…
            perché la moda è quella, perché probabilmente anche le più ciniche multinazionali si sono rese conto che nell’emergenza ecologica c’è molto di vero, e perché pensano, giustamente, di poterci comunque guadagnare sopra.

            Cioè, dopo trent’anni di WWF e scienziati assortiti che ci dicono che dobbiamo inquinare meno altrimenti il panda muore, e magari muoriamo anche noi, ce la vedi una marca di auto che dice “comprate le nostre auto che inquinano di più?”

            Eh, dirai, ma nessuno dirà così, diranno invece è un mezzo veloce, potente ecc. Certo, e tutti capiranno: inquina un sacco.

            Non puoi fare pubblicità oggi se non sei un po’ ambientalista.
            Io ho comprato una cosa online e me l’ha portata Bartolini (anzi, BRT come si fa stupidamente chiamare adesso) e invece di farmela portare a casa ho indicato un punto di consegna; Bartolini mi risponde “grazie per la tua scelta ecologica e sostenibile!”
            perché ho risparmiato 200 metri al camionista.

            In realtà io l’ho fatto perché ero fuori casa…

            (Tra parentesi: ma passi a due chilometri da casa mia e non mi chiami??)

            Poi certo, c’è anche una moda savonaroliana, e ne ho conosciuto diversi esponenti, ma non direi che è quella che dirige il commercio…

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              “perché ho risparmiato 200 metri al camionista.”

              Non hai risparmiato 200 metri al camionista.

              Hai fatto risparmiare sul “last mile” alla BRT: infatti il grosso problema, finché non riusciranno a imporre la consegna con i droni, è il fatto che un camion pieno di pacchi può pure arrivare nel tuo quartiere; ma a suonare campanello per campanello ci deve andare un ometto che viene pagato per il suo lavoro.

              Hai eliminato l’ometto, in pratica.

              solo ieri, leggendo il libretto della Izoard, ho capito perché il mio amico che tiene aperto un “Amazon hub” qui nel quartiere prende una piccola commissione su ogni acquisto.

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “ Non hai risparmiato 200 metri al camionista.

                Hai fatto risparmiare sul “last mile” alla BRT”

                Non sono d’accordo
                Pino ha certo fatto risparmiare BRT sull’ultimo miglio ma l’ultimo miglio è sicuramente un problema anche ecologico (una cosa è consegnare 50 oggetti in un solo posto un’altra fare 50 consegne)

                Ne abbiamo parlato mille volte e davvero trovo incomprensibile quest’idea di non vedere mai il positivo in nulla quando si parla di ecologia. Io non credo di essere del tutto insensibile al tema ma ogni volta che ti leggo mi viene da pensare “vabbè ma se tutto è inutile salto sul primo aereo per prendermi un prosecco in un bar che abbia i bagni con il marmo di Carrara”…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Roberto

                “Pino ha certo fatto risparmiare BRT sull’ultimo miglio ma l’ultimo miglio è sicuramente un problema anche ecologico (una cosa è consegnare 50 oggetti in un solo posto un’altra fare 50 consegne)”

                Guarda che sono d’accordo.

                Ma è esattamente per questo che le multinazionali hanno imposto le auto senza conducente in Francia, e i droni a Firenze https://kelebeklerblog.com/2022/06/02/droni-sul-duomo-con-il-sindaco-testimonial/ .

                Il cliente vuole essere servito a casa, e tutta l’economia moderna tende verso questo: corrispondere esattamente, individualmente, ai desideri del cliente.

                Il problema per loro non è l’ambiente, è l’autista.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ” Io non credo di essere del tutto insensibile al tema ma ogni volta che ti leggo mi viene da pensare”

                Ma ci sono mille e mille cose buone cose che si possono fare, non “per salvare il pianeta”, ma semplicemente per porre un rallentatore alla devastazione.

                Prendere l’acqua al fontanello a Firenze, anziché comprare bottiglie d’acqua minerale; andare a piedi ovunque sia possibile; non comprare un’auto nuova ogni cinque anni; non usare l’aria condizionata; usare il riscaldamento solo quando fa davvero freddo; battersi perché i negozi spengano le vetrine la notte; vietare il parcheggio ai non residenti; aprire dei centri di salute (pediatra, pronto soccorso, piccole cose per anziani) in ogni quartiere, accessibili a piedi; lavare a mano i piatti anziché usare piatti di plastica; accontentarsi anche quando “non c’è campo”; tenersi il telefono vecchio di 10 anni…

                Esistono mille alternative al “bar che abbia i bagni con il marmo di Carrara”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “un problema anche ecologico”

                Che verrà risolto coi droni e magari con l’IA. Ossia da più tecnologia, non meno tecnologia.

                Credo che Martinez preferirebbe invece che non ci fossero spedizioni, o che ce ne fossero di meno, così che quelle poche sarebbero effettuabili con degli ecologici muli i cui escrementi potrebbero produrre biogas per l’elettricità della sua lampada da campeggio.

                Naturalmente quelle poche sarebbero accessibili da pochissimi, dato il costo pazzesco.

                Ma non si può avere tutto 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • daouda scrive:

                Guardate che avete ragione entrambi. Una volta avuta l’energia nucleare, la puoi usare sia con coscienza che senza, ma entrambe le opzioni non potranno non accadere.
                Che uno facesse saltare in aria qualche città, o spargesse missili all’uranio, era tanto scontato quanto lapalissiano.
                Di certo indietro non si torna.

                Questo mondo è bellissimo, ma infondo è una merda.
                E’ un mondo schifoso, ma infondo da apprezzare con tutto sè stessi.

                Quindi ricordateve la parabbola della zizzania e del grano e non rompete i cojoni, sostenitori e detrattori.
                Avete stuccato il cazzo, non sono tornato a scrive pé legge le solite stronzate, sò 15 anni che non se capimo nun se può annà avanti così che cazzo.
                Quel che è giusto è giusto, quel che è bello è bello, quel che è bravo è bravo, quel che è buono è buono, quel che è vero è vero e quel che è valido è valido, ma tanto semo tutti singoli individuati di diversi caratteri e diverse capacità recettori comunque soggettivistici.
                Avoja a parlà de universalità ed univocalità.
                Cercamo da sta bene ma ste distinzioni lasciano proprio il tempo che trovano e lo spazio che occupano, ossia un cazzo di niente che tanto dovemo crepà.
                Vuoi seguì l’aggettivi sopra, nun li voi seguì? Se scornamo o se accordamo? Ci si sposta? E’ uguale.
                Ma credo che na merda la sapemo riconosce tutti, e non è l’etichetta che certo lo determinerebbe.

                Ricompensa o no, goia qui o gioia ultra. Stà sereni e seguì quell’aggettivi in pace per quanto si può, di certo con serietà ed impegno, è la sola cosa che conta.
                E pe riuscicce non si può non fronteggia le merde, anche questo è tanto ovvio che assiomatico.
                La vita è rosa e fiori, negarlo è stupido, ma il più delle volte no.

              • PinoMamet scrive:

                “Il problema per loro non è l’ambiente, è l’autista.”

                beh, nel mio caso specifico questo si applica poco, perché casa mia nuova (ma anche quella vecchia) è facilmente raggiungibile da qualunque mezzo e infatti tutte le consegne mi sono sempre state fatte direttamente dall’autista dal camion o furgoncino di turno.

                In questo caso mi veniva davvero comodo NON farmi consegnare il pacco a casa, e se altri hanno fatto come me può essere che ci siamo risparmiati un pochino di benzina e di gas.

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              “Cioè, dopo trent’anni di WWF e scienziati assortiti che ci dicono che dobbiamo inquinare meno altrimenti il panda muore, e magari muoriamo anche noi, ce la vedi una marca di auto che dice “comprate le nostre auto che inquinano di più?””

              In sostanza, dici, ci sono spinte dal basso, indipendenti dalla volontà del grande capitale, cui questo si deve adeguare.
              D’altronde il gusto e la sensibilità collettiva si formano anche in modo autonomo: non c’è pubblicità al mondo che cinvincerebbe la gente di quanto è buona da mangiare la merda.
              Sì, mi pare plausibile.

              Resta però da capire come mai oggi questa tendenza, che sarebbe potuta essere un mero compromesso di facciata, si è trasformata in una posizione radicale, se non negli esiti, nel messaggio.
              Un po’ come l’isteria LGBT. Compiaci tanti giovani bigotti di oggi, anche non omosessuali, ma ti metti contro tanta altra gente, conservatrori, libertari a vario titolo, complottisti…

              Io credo – e questo è un aspetto che viene trascurato anche da Miguel – che esiste una sensibilità dei ceti dirigenti, che oggi sono le élite capitalistiche e i loro referenti politici, mediatici e pseudointellettuali (diciamo il mondo accademico).
              E questa sensibilità orienta le loro scelte anche indipendentemente da ragioni funzionali o di interesse economico o di potere.

              D’altronde il pragmatismo non è un dato neutro, è un dato orientato.
              Ci sono classi dirigenti non pragmatiche ma utopiste o comunque idealiste.
              Questa cosa Miguel non la considera, perché crede che gli idealisti siano i “buoni”.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per peucezio

                “Io credo – e questo è un aspetto che viene trascurato anche da Miguel – che esiste una sensibilità dei ceti dirigenti, che oggi sono le élite capitalistiche e i loro referenti politici, mediatici e pseudointellettuali (diciamo il mondo accademico).”

                Sicuramente i ceti dirigenti sono fatti di esseri umani, e non sono diversi da noi che ci sentiamo “idealisti”, se vogliamo usare questo termine.

                Quasi tutti gli imprenditori che conosco ritengono che il loro prodotto sia una cosa “che fa del bene” e trovano sempre come giustificarlo.

                E immagino che molti imprenditori, tra una vernice tossica e una non tossica, a parità di prezzo, sceglierebbero la prima. Non solo per paura di cause legali, ma anche perché sono umani.

                Il problema però è che alla fine devono far rientrare più soldi di quelli che hanno investito, se non vogliono fallire.

                Gli imprenditori si dividono molto grossolanamente in due categorie: quelli che “fanno qualcosa”, dal bagnino al proprietario della fabbrichetta; e quelli che investono in qualcosa. I primi sicuramente sono costretti in qualche modo a identificarsi con il loro prodotti, e magari sono veramente orgogliosi di avere la spiaggia più pulita del loro vicino.

                I secondi possono passare in un attimo dall’investire in automobili prodotte in Tailandia a montare pale eoliche in Argentina, se il guadagno è maggiore.

              • daouda scrive:

                Miguel stai a toppà. Chi fa qualcosa deve anche investire, è automatico.

                Tu parli dei rendatiari, borghesemente intesi alla marxiana, cosa che per me è assolutamente condivisibile visto che “chi non vuol lavorare neppure mangi” tant’è che non ho capito perché per quanto si sia obbligati a pagare la decima ai “leviti” , essi non siano più o meno tutti medici/clinici , arte sommamente sacerdotale.
                COsì magari se levavamo dar cazzo quarche contadino opportunista ( da prendere però co qualche “borsa de studio qualora fosse” ) e qualche nobile da strapazzo ( che cor cazzo se metteva a studià ed applicà sorattutto deditamente la medicina/clinica ). MA er mondo è andato così…

                d’altronde i tradizionalisti sia esoterici che cattolici ancora stanno a perd tempo colla tripartizione platonica non avendo capito che il sacerdozio, come insegna Roma, è parallelo alla stratificazione sociale.
                Ma per loro i bramini sò sacerdoti, penza n bò quanto sò ritardati.

                x Pino: bisogna ammettere che nei piani de cert cerchie, infondo, può anche starci benissimamente il manda tutto in caciara.
                Cosa che nessuno è disposto ad accettare, per il semplice fatto che , e tu lo dovresti sapè bene, non sono disposti a rendese conto che ortoiniziazione e controiniziazione sono due facce della stessa medaglia.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per peucezio

                “In sostanza, dici, ci sono spinte dal basso, indipendenti dalla volontà del grande capitale, cui questo si deve adeguare.”

                Esiste anche questo: il capitalismo ha un’enorme sensibilità all’opinione dei clienti; e ogni azienda ha sempre cercato di vendersi come immagine di “gigante buono”.

                Prima c’era una minuscola sensibilità ambientalista, specie nel mondo anglosassone.

                Poi gli stessi investitori hanno cominciato a porsi il problema del futuro dei loro investimenti. Non vogliono fuffa, vogliono sapere davvero come andranno le cose.

                Ecco che nasce il Club di Roma, che correttamente prevede l’andamento di inquinamento e risorse nel tempo.

                Contemporaneamente, nascono organizzazioni come WWF.

                Idealiste e piccole, iniziano a influenzare sicuramente “dal basso” l’opinione pubblica.

                Fanno anche tante piccole cose buone che hanno bisogno di soldi; per cui cercano fondi sempre maggiori per sostenere organizzazioni burocratiche sempre più grosse, e alla fine entrano in simbiosi con il sistema capitalistico, ad esempio “certificando” che certe aziende sarebbero “sostenibili” o creando “boschi” per vendere indulgenze carbon credit.

                Il WWF deve evitare ogni analisi radicale della questione ambientale, perché deve fare una pubblicità molto semplice: “se tu dai 10 euro per la nostra oasi, aiuti a salvare il pianeta”.

                Ecco che l’ambientalismo da figurine della Coop sicuramente aiuta a fare tante singole cose buone (è bene aiutare le tartarughe pugliesi a trovare una spiaggia dove riprodursi), ma impedisce di capire la catastrofe ambientale nel suo insieme, e crea l’illusione delle “facili soluzioni” basate sulla “buona volontà dei singoli”.

              • Fuzzy scrive:

                CNA Lombardia ripropone l’idea di puntare sul fotovoltaico sui tetti di 200mila imprese. Permetterebbe di ridurre del 60% dei costi in bolletta e di avviare comunità energetiche industriali
                https://www.infobuildenergia.it/?post_type=post&p=144719
                Gli imprenditori vogliono ridurre i costi delle bollette.

                https://youtu.be/zAdCZh-vebI
                Questa mi piace di più.
                Bill Gibbons (come lo invidio. Troppo bravo e simpatico. E pure ricchissimo) sponsorizza la “chitarra di cartone”.

              • Peucezio scrive:

                Tutto vero, ma a me appare evidente che c’è dell’altro.

                Pensa agli eurocrati e alle misure draconiane che vogliono imporre, che manderebbero alla rovina la maggior parte delle famiglie imponendo la ristrutturazione della casa, distruggerebbero il tessuto produttivo imponendo standard impossibili, ecc.

                E fanno parte dell’establishment quanto i grandi capitalisti: decidono su centinaia di migliaia di persone appartenenti alla parte più ricca del mondo.

                Nessuno ci guadagna, tranne forse i cinesi (ma non lo fanno per compiacere la Cina).

                Il problema del mondo sono i credenti, non i soldi.

              • Roberto scrive:

                Peucezio

                “ Il problema del mondo sono i credenti, non i soldi.”

                Su questo punto sono stradaccordo….anche quando si cerca di spiegare la politica estera americana, o Putin, o la Cina o chi vuoi tu in termini di semplice “chi ci guadagna” ho sempre la netta impressione che venga sottovalutato l’aspetto “umano”

  7. Miguel Martinez scrive:

    A volte i complottisti ci azzeccano…

    Ricorderete le cose confuse e un po’ paranoiche che giravano sulle “scie chimiche”, per cui ogni nuvoletta dalla forma minimamente strana era la prova che qualche malvagio ci stava avvelenando?

    Bene, leggete qui:

    https://www.nogeoingegneria.com/timeline/storia-del-controllo-climatico/opportunita-e-crescita-rivoluzionaria-del-mercato-cloud-seeding-a-livello-mondiale-weather-modification-inc-sinopec-group-aquiess/

  8. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti (sembra OT ma non lo è)

    Ricevo in questo momento da alcuni colleghi la notizia che il nuovo governo del Niger ha vietato l’esportazione di uranio e oro in Europa.

    Nei giorni scorsi in cambio della riapertura di una miniera uranifera chiusa in passato la Cina ha offerto al Niger la costruzione di un oleodotto e di un parco industriale.

    Inoltre, al vertice Africano che si tiene in questi giorni ad Abuja i rappresentanti del Mali e del Burkina Faso hanno dichiarato che un intervento militare in Niger sarebbe una ‘dichiarazione di guerra’ ai loro Paesi.

    Al vertice si è recato il capo dell’organizzazione Wagner, Prigozhin, che è stato visto a colloquio con il proprietario di una emittente TV francofona del Camerun (paese bilingue anglofrancese dove è in corso una guerra civile a bassa intensità fra francofoni e anglofoni). Diplomatici Africani sono stati visti al vertice di Abuja con addosso non la giacca e cravatta usuale ma t-shirt col ritratto di Putin.

    Niger, Burkina Faso e Mali hanno in comune con la Guinea l’avere avuto di recente die colpi di Stato che hanno portato al potere governi che hanno limitato l’influenza di Parigi, sostenuti da manifestanti che sventolano bandiere Russe.

    I paesi che ancora usano il franco CFA hanno minacciato la chiusura dello spazio aereo del Niger, che non avendo sbocco al mare si troverebbe completamente isolato dal resto del mondo (come già in passato il Mali quando cerco’ di introdurre una propria moneta al posto del franco CFA)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  9. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    A completamento del post precedente, alcune informazioni sul franco CFA e sulla sua importanza per la politica Africana

    https://www.youtube.com/watch?v=XmjV_bZRggE

    Ulteriori aggiornamenti (trovati in Rete):

    ” Oggi ad Abuja (Nigeria) si sta tenendo un vertice straordinario dei capi di stato dei paesi dell’ECOWAS, la Comunità Economica dei Paesi dell’Africa Occidentale, preoccupati delle potenzialità destabilizzanti del colpo di stato. Il vertice ha dato sette giorni di tempo ai rivoltosi per sgomberare il campo, altrimenti non esclude la possibilità di un intervento militare; anche l’Unione Economica e Monetaria dell’Africa Occidentale (UEMOA), che raggruppa i paesi che utilizzano come valuta il Franco CFA, ha minacciato sanzioni quali la sospensione del Niger dall’associazione, l’esclusione dalla Banca Centrale e dai mercati finanziari UEMOA, e la chiusura dello spazio aereo dell’Associazione per gli aerei del Niger. Anche il Ciad, che confina a est con il Niger ma non è membro di nessuna delle due organizzazioni, è stato invitato al summit ECOWAS. Inoltre, a parte la presenza militare statunitense e francese, con circa 15000 soldati, in Niger è attiva da febbraio una missione militare dell’Unione Europea guidata da un italiano, il colonnello guastatore paracadutista Antonio D’Agostino (questo il sito della missione: https://www.eeas.europa.eu/eumpm-niger_en?s=410280). Il 25 luglio il governo dell’Estonia ha chiesto al proprio parlamento di approvare la partecipazione di cinque militari estoni alla missione (https://news.err.ee/1609043522/estonia-seeking-mandate-to-deploy-up-to-five-edf-service-members-to-niger). ”

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  10. quisquiliator scrive:

    In una situazione così pericolosa e delicata,attenzione che il contributo estone potrebbe rivelarsi determinante….

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ quisquiliator

      “Estone”

      Per l’Africa magari no, ma per la politica Estone sì.

      Dopo quello che ha fatto Stalin agli Estoni (**) non mi stupisce che un fisico Estone mi abbia confidato che a casa dei suoi la ricorrenza della Liberazione non ricorda l’arrivo dell’Armata Rossa alla fine della guerra, ma l’arrivo dei nazisti nel 1941.

      La russofobia Estone è comprensibilmente al cardiopalma, per cui far vedere che si combatte un nuovo regime filoRusso anche in capo al mondo è un must per la politica locale.

      (Un mio ex collega che ha sposato una Finlandese e vive e lavora in Finlandia mi ha appena comunicato la sua gioia nel vedere la sua nuova patria nella NATO).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      (**) la deportazione nei gulag di un sesto della popolazione fra l’annessione del 1940 e l’attacco nazista dell’operazione Barbarossa l’anno seguente, inclusi almeno ventimila bambini, con gli Estoni presi particolarmente di mira dagli altri deportati perché non parlanti Russo. Solzhenytsin in ‘Arcipelago Gulag’ come descrive come sul carro bestiame i deportati delinquenti comuni sbattessero ripetutamente la faccia di un Estone contro il legno per fargli saltare i denti d’oro e intascarseli.

      • Roberto scrive:

        Nazisti estoni!?!
        occhio che se lo sa Putin li denazifica in un batter d’occhio

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ roberto

          “Putin”

          E per che cosa credi che se la stiano facendo sotto?

          “Fino al marzo del 1942 gli estoni affiliati ai tedeschi aiutarono principalmente nella retroguardia dell’Heeresgruppe.[6] Il 28 agosto 1942 l’amministrazione tedesca annunciò l’inglobamento della cosiddetta “Legione estone” all’interno delle Waffen-SS:[26] a capo di essa fu nominato l’Oberführer Franz Augsberger. Fino alla fine del 1942 circa 900 uomini si offrirono volontari nel campo di addestramento.[26] Al battaglione Narwa, formato dai primi 800 uomini della legione e pronto a combattere dopo essersi addestrato presso Dębica (Heidelager), fu ordinato nell’aprile del 1943 di unirsi alla divisione Wiking in Ucraina,[27] al fine di sostituire il battaglione volontario finlandese, richiamato in Finlandia per motivi politici.[28] Nel marzo del 1943, venne eseguita una parziale mobilitazione in Estonia durante la quale 12.000 uomini furono arruolati nelle SS.[29] Il 5 maggio 1943 fu formata la 3ª brigata Waffen-SS, un’altra unità completamente estone, spedita al fronte vicino a Nevel’. Nel gennaio del 1944, il fronte si spostò per via dell’avanzata dall’Armata Rossa quasi fino all’ex confine estone. Jüri Uluots, l’ultimo primo ministro eletto della Repubblica di Estonia[31] e leader del governo clandestino estone, tenne un discorso radiofonico il 7 febbraio in cui implorava tutti gli uomini in grado di combattere nati dal 1904 al 1923 ad arruolarsi nelle SS.[32] Tale presa di posizione rappresentò un cambio di pensiero rispetto agli anni precedenti, poiché prima di Uluots si era opposto all’ipotesi di una mobilitazione estone. La chiamata alle armi trovò riscontro in tutto il paese: i ben 38.000 volontari rallentarono le procedure di coscrizione (saliti a 50.000 entro la fine dell’anno).[33] Diverse migliaia di estoni che si erano arruolati nell’esercito finlandese tornarono navigando attraverso il golfo di Finlandia per unirsi alla nuova Forza di difesa territoriale, incaricata di difendere l’Estonia contro l’avanzata sovietica. Il numero massimo di estoni arruolati fino ad allora nelle unità militari nazista-tedesche ammontava a 70.000.[34] Le procedure di formazione della Legione estone volontaria creata nel 1942 furono delineate solo in parametri generali e, per questo, più tardi vennero meglio specificate, in modo da avviare un processo che le avrebbe permesso di assomigliare a una normale divisione di coscrizione delle SS Waffen nel 1944: prese così forma la 20. Waffen-Grenadier-Division der SS (1a estone).[19] Le unità che la componevano, in gran parte estoni, erano amministrate da ufficiali tedeschi e furono dispiegate sulla linea della Narva per tutto il 1944. ”

          https://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_di_Lihula

          https://forward.com/news/462696/nazi-collaborator-monuments-in-estonia/

          https://it.wikipedia.org/wiki/Occupazione_tedesca_dell%27Estonia_(1941-1944)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  11. quisquiliator scrive:

    Beh, il titolo dice ” fino a 5″ , crepi l’avarizia.
    Me li vedo proprio, a Niamey, armati di tutto punto ma soprattutto di crema protezione totale.
    Comunque mi rendo conto che le tragedie storiche lasciano strascichi, e che finlandesi e baltici hanno legittimamente i loro, con tutte le complicazioni del caso : leggevo qualche settimana fa che la capa della comunità ebraica lettone (mi sembra lettone, vado a memoria ) si è stufata di vedere che al giorno d’oggi si elevano monumenti ai nazisti locali di quegli anni , estremamente attivi e zelanti nel massacro di ebrei, ed alla fine ha protestato con le autorità competenti, credo senza grossi risultati.
    Poi ci sono le storie di vita quotidiana : da quando le frontiere tra Russia e Finlandia sono diventate semichiuse, un discreto numero di finlandesi probabilmente e astrattamente più o meno felici di essere entrati nella Nato , prova ora il concreto dispiacere di non potere più andare in gita a San Pietroburgo dove poi divertirsi, sfondarsi di vodka a buon mercato ecc ecc .

  12. Roberto scrive:

    Miguel

    “Adesso, per farla diventare “ecosostenibile”, lo Stato minaccia di obbligarla ad arricchire le multinazionali comprando una nuova auto piena di diavolerie elettroniche, trasformando quella sua vecchia in un rifiuto; di metterle in casa un contatore che spii i suoi consumi al millimetro; di arricchire le aziende dei materiali da costruzione coibentando la sua casa a sua spesa, con i soldi che da pensionata non ha.”

    Quindi secondo te
    – macchine che consumano ed inquinano di meno
    – costruzioni ben isolate*
    – limiti dei consumi elettrici

    Sono tutte cose inutili? O sono inutili solo se riguardano i tuoi amici virtuosi?

    *so di aver fatto una cosa inutile ma effettivamente da quando ho fatto isolare la casa (spendendo un tesoro) consumo per il riscaldamento esattamente la metà (non in soldi, ma in metri cubi di gas) di prima

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Sono tutte cose inutili? O sono inutili solo se riguardano i tuoi amici virtuosi?”

      No.

      Io posso immaginare (pur non essendo ingegnere) che un’auto elettrica prodotta nel 2022 sia “meno inquinante” (semplifico) di un’auto con motore a scoppio prodotta nel 1995.

      Gli ingegneri sono brave persone e intelligenti, mica credo che facciano apposta cose dannose.

      Il mio dubbio è che

      1) sia “ecologico” far demolire un’auto del 1995, trasformata quindi in rifiuti in massima parte non riciclabili, costruirne una nuova nel 2023 sbucaltando risorse di mezzo pianeta, obbligare una persona a fare un “lavoro” (cioè trasformare risorse in prodotti e poi in rifiuti) tale da permetterle di comprare la nuova auto, sapendo che nel 2028 arriverà un nuovo traguardo che obbligherà all’acquisto di una nuova auto

      2) sia socialmente la scelta migliore fare un’auto talmente “elettronica” da non essere più riparabile, né dall’autista, né da alcun meccanico, ma unicamente dalla ditta produttrice stessa, che raccoglie e sfrutta tutti i dati sul guidatore.

      3) sia giusto che sia lo Stato a impormi di distruggere la vecchia auto e di dare a qualche azienda decine di migliaia di euro per comprare l’auto “compatibile”.

      • Miguel Martinez scrive:

        “Sono tutte cose inutili? O sono inutili solo se riguardano i tuoi amici virtuosi?”

        Poi presumo che tante cose dovrebbero essere valutate caso per caso.

        Io vieterei sempre i Suv in città, ad esempio. Ma nessun comune lo fa: chiedono solo che il Suv sia “sostenibile”, mentre il problema è ovviamente il Suv stesso.

      • Roberto scrive:

        Beh fosse una sola macchina avrei molti dubbi…ma parliamo di quasi quattro milioni di macchine che hanno più di trent’anni…

        https://auto.everyeye.it/notizie/italia-piena-auto-vecchie-inquinanti-sud-656821.html

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “ma parliamo di quasi quattro milioni di macchine che hanno più di trent’anni…”

          Non sono in grado ovviamente di fare una valutazione della differenza tra il costo ambientale di “avere 4 milioni di auto vecchie più di 30 anni”

          e il costo di trasformare queste auto in rifiuti e di costruirne 4 milioni di nuove.

          A cui dobbiamo sempre aggiungere la natura monopolistica delle nuove auto: non è una questione di inquinamento forse, ma è una questione sociale immensa: una volta, pagavi l’azienda automobilistica, e finiva lì; oggi, con le auto sempre più “digitali”, dipendi in ogni istante dai produttori.

          • Miguel Martinez scrive:

            “e il costo di trasformare queste auto in rifiuti e di costruirne 4 milioni di nuove. ”

            ricordiamoci che il costo della sostituzione consiste in:

            1) costo delle infrastrutture che “automobilizzano” il mondo, del tutto a carico dello stato (cioè anche di Miguel Martinez che non ha nemmeno la patente)

            2) costo di costruzione dell’auto vecchia (compresi tutti i costi ambientali esternalizzati)

            3) costo dell’utilizzo dell’auto stessa (e qui siamo certi che le “auto nuove” siano migliori)

            4) costo della demolizione dell’auto vecchia e impatto ambientale dei rifiuti

            5) costo ambientale del lavoro con cui il proprietario mette insieme (poniamo) 20.000 euro per comprare un’auto nuova

            6) costo di costruzione di un’auto nuova, che aggiunge alle materie strutturali, anche i costi del software, inesistenti nell’auto precedente

            • paniscus scrive:

              5) costo ambientale del lavoro con cui il proprietario mette insieme (poniamo) 20.000 euro per comprare un’auto nuova
              ——

              5b) gravosi costi personali per il compratore stesso, che magari quei 20mila euro a diposizione immediata non ce li ha proprio, e quindi deve indebitarsi per fare un prestito e pagarla a rate,

              oppure che ce li ha ma pensava di impiegarli per mantenere un figlio agli studi universitari, invece che per comprarsi la macchina nuova di cui NON sentiva il bisogno e che NON si sarebbe mai comprato per scelta, ma solo perché è stato costretto.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              In realtà il costo dell’operazione sono solo 5 e 6: l’auto vecchia esiste già e prima o poi dovrà comunque essere demolita. Al massimo devi aggiungere il costo di demolizione dell’auto nuova.

              • paniscus scrive:

                ” l’auto vecchia esiste già e prima o poi dovrà comunque essere demolita.”—-

                E grazie, ma ammetterai che chi un’auto se la fa durare per 20 anni, in totale spende di meno rispetto a chi la compra nuova ogni 4 o 5 anni?

                E ammetterai che c’è una bella differenza tra cambiare macchina er scelta, rottamando quella vecchia e prendendone una nuova…. ed essere COSTRETTI a cambiarla in un momento in cui non si aveva ancora alcuna intenzione di farlo, perché quella vecchia era ancora buona?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sì, ma appunto lì la differenza sono proprio 5, 6 e (7).

          • Roberto scrive:

            Scusa qui non capisco

            “dipendi in ogni istante dai produttori.”

            Non esistono più in Italia le officine multimarca? Qui ci sono e sono molto popolari

            • Miguel Martinez scrive:

              per roberto

              “Non esistono più in Italia le officine multimarca? Qui ci sono e sono molto popolari”

              ammetto di non essere espertissimo.

              Mi dicono che le auto più moderne non siano del tipo, “qualcosa non funziona? Apro il cofano e ci aggeggio”, come si dice in Toscana.

              Correggimi se sbaglio, ma ci vuole – per semplificare – la password del produttore per metterci mano.

              • Roberto scrive:

                Non so se ci vuole la password del produttore, so solo che una volta uscita dalla garanzia la mia macchina non vede più il produttore che ha prezzi folli rispetto all’officina multimarca…

            • Peucezio scrive:

              Roberto,
              “Non esistono più in Italia le officine multimarca? Qui ci sono e sono molto popolari”

              Certi che ci sono: tranne per i primi tagliandi, nessuno va alla casa madre ma ognuno ha il suo meccanico di fiducia.
              Credo che Miguel ragionasse in prospettiva.

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          però le macchine di una volta erano giocattolini, questi sono suv enormi e potentissimi.
          A parità di potenza e stazza sicuramente sono molto meno impattanti. Ma in assoluto ho i miei seri dubbi.

          sempre tenendo conto che la macchina vecchia c’è già e quella nuova devi anche produrla, cosa che ha dei costi ambientali di materie prime, emissioni, ecc.

      • Miguel Martinez scrive:

        “sia giusto che sia lo Stato a impormi di distruggere la vecchia auto”

        Il soggetto sottinteso in “impormi” è ovviamente di fantasia, visto che non ho la patente, che credo che sia una scelta ambientale abbastanza sana, e almeno mi salva (spero) dall’accusa di essere un Panciafichista Indifferente al Cambiamento Climatico.

        • Roberto scrive:

          Ok, come immaginavo l’idea di favorire macchine nuove e meno inquinanti del trattore di nonna papera è inutile se non controproducente.

          Passiamo al secondo punto: isolare gli edifici è sempre una cosa inutile?

          Ps mi piace la tua chiosa “mi sento prigioniero”, è la stessa cosa che provo io ma per ragioni opposte alle tue

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “isolare gli edifici è sempre una cosa inutile?”

            Se io ho una casa in cui d’inverno non accendo il riscaldamento, e d’estate non uso l’aria condizionata, quale sarebbe il vantaggio?

            Capisco che in Lussemburgo ci siano dei problemi d’inverno; ma in Italia è diverso.

            Con questo non intendo dire che sia del tutto “inutile” (d’inverno accendiamo qualche volta il riscaldamento e c’è sicuramente dispersione inutile dai vecchi muri e le finestre fragili). Ma siamo certi che donando decine di migliaia di euro a imprese private, faremmo risparmiare davvero tanto all’ambiente?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Se io ho una casa in cui d’inverno non accendo il riscaldamento, e d’estate non uso l’aria condizionata, quale sarebbe il vantaggio?”

              Diciamo che ci stai chiedendo di crederti sulla parola promettendoci che terrai un comportamento in contrasto con quello della pressoché totalità della popolazione.

              Poi secondo me la soluzione corretta era proprio qualcosa come il 110. Che no, non si può assimilare all’ecoincentivo per cambiare oggi la macchina che ricambierai tra qualche anno, visto che riguarda il bene durevole per eccellenza.

            • Roberto scrive:

              Miguel

              “quale sarebbe il vantaggio?”

              Beh usare meno elettricità (per il condizionatore), gas o petrolio (per il riscaldamento), no?

              • Roberto scrive:

                Intendo per le persone normali ovviamente…io a Bologna, che non ha un clima tanto diverso da Firenze, il riscaldamento lo usavo e il climatizzatore lo sognavo

            • Peucezio scrive:

              Ma il vero punto è che il livello di emissioni di CO2 dell’Italia è irrilevante, rispetto a quello dei cinesi.
              Quindi sono tutti discorsi campati per aria.
              Il problema lo stanno creando e lo risolveranno i cinesi. A modo loro, a suon di imposizioni violente.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E, anche se fosse un problema italiano, i sacrifici li dovreste fare voi, mica io.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            ” l’idea di favorire macchine nuove e meno inquinanti del trattore di nonna papera è inutile se non controproducente.”

            Non ho detto questo.

            Dico che prima di imporre l’obbligo a un ceto medio che già stenta a sopravvivere, forse sarebbe il caso di calcolare TUTTI i fattori coinvolti. In particolare per chi usa il meno possibile l’auto (vedi km percorsi).

            Ma mi piacerebbe che si facesse un’analisi scientifica su questo tema.

            • Roberto scrive:

              Però Miguel,

              spero che tu immagini la mia sorpresa: non guidi e hai una vita normale, su queste pagine hai descritto la macchina come il Male con la m maiuscola, abbiamo letto di idee come aumentare l’età per la patente, vietare i parcheggi ai non residenti…e ora improvvisamente ti rendi conto che una macchina vecchia e puzzolente può effettivamente essere un oggetto importante (basta che sia vecchia? Che appartenga a qualcuno che vive nella foresta in autosufficienza?)

              • Fuzzy scrive:

                Il problema diciamo ecologico nasce da un 10% di popolazione mondiale che si potrebbe definire “ricca”.
                Il resto non sono fricchettoni invasati. Sono la gran parte delle persone di questo mondo.
                Poi, per carità, data la incombente scarsità di risorse, vogliamo evitare ai ricchi il trauma di non poter più mangiare il bisteccone due volte al giorno? E come si fa? Occorre la carne coltivata. Vogliamo lasciare che corrano in auto? Bene si produrranno delle auto elettriche. Vogliamo lasciar loro la casa da 200 metri quadri tutta riscaldata giorno e notte? E così via. Ma non sono cose dovute più di tanto. Rappresentano un lusso per pochi e su cui i pochi sono pure poco propensi ad accondiscendere.
                Per ogni ricco esistono uno o più
                produttori di roba per ricchi.
                E tutti insieme-e vogliam vedere–e Braccoba-aldo Sho-o-owww!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “: non guidi e hai una vita normale, su queste pagine hai descritto la macchina come il Male con la m maiuscola, abbiamo letto di idee come aumentare l’età per la patente, vietare i parcheggi ai non residenti…”

                Mi sembra coerente: se fossi dittatore del pianeta, cosa che non sono, cercherei in tutti i modi di ridurre drasticamente il numero delle auto, non di farne produrre di più.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “dittatore”

                Cinquant’anni fa leggevo un aureo libbricino (“Il rifiuto”, Einaudi) di un professore universitario di Fisica Fiorentino, Giuliano Toraldo di Francia, in cui l’autore sosteneva che condizione necessaria per la salvezza del genere umano fosse il rifiuto (da cui il titolo del libro) dell’automobile.

                Diceva che ‘non c’è posto sulla Terra per un miliardo di automobili’.

                Siamo già a 1,2

                https://www.tuttomotoriweb.it/2023/04/23/auto-quante-sono-mondo-numeri/#:~:text=Stando%20a%20quelle%20che%20sono,%C3%A8%20noto%20da%20qualche%20tempo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Un miliardo di automobili

                Oh, finalmente posso scrivere la fatidica frase
                MA DIPENDE DA QUALE AUTO
                ed ora, rullo di tamburi….
                Le auto prossime venture
                https://youtu.be/CnAk3Uyvt-4
                C’è anche la futura Topolino della Fiat e pure la Microlino con entrata dal davanti.
                Le batterie al litio saranno presto sostituite da quelle al sodio che non impiegano appunto il raro litio ma il comune sale che si può estrarre dal mare. E non prendono fuoco.
                Velocità massima 50 km orari.
                E di grazia.

              • paniscus scrive:

                Giuliano Toraldo di Francia,

                Diceva che ‘non c’è posto sulla Terra per un miliardo di automobili’.

                Siamo già a 1,2

                ————-

                E infatti la situazione ambientale complessiva fa parecchio più schifo rispetto all’epoca in cui Toraldo si preoccupava.

                Prova a interpretare quel “non c’è posto” non come impossibilità materiale di contenere un miliardo di automobili sulla faccia della Terra, ma come “se un giorno ci saranno più di un miliardo di automobili, sarebbe un bel casino“, come infatti si è realizzato abbastanza…

        • paniscus scrive:

          “Il soggetto sottinteso in “impormi” è ovviamente di fantasia, visto che non ho la patente, “—-

          vi svelerò un segreto: in realtà la patente ce l’ha, ma se l’è fatta scadere da anni senza più rinnovarla 🙂

  13. Moi scrive:

    In Schwa We Trust

    😀

    —————————————-

    https://www.leggo.it/italia/cronache/michela_murgia_schwa_conservatorio_bologna_oggi_30_7_2023-7549910.html

    Michela Murgia e lo schwa nella graduatoria del Conservatorio di Bologna: «Non l’avrebbe usata mai nessuno?»
    Il conservatorio di Bologna ha adottato il simbolo nei documenti ufficiali degli ammessi all’anno 23/24

  14. Moi scrive:

    un paese di alienati dove nessuno parla più

    ————–

    Ma se su Youtube e Tik Tok & Co. gli è tutto un incessante blaterare !

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Appunto, è un blaterare senza responsabilità: mi chiudo nella mia cameretta a sparare cazzate e il peggio che succede è che perdo followers. Niente di comparabile a chi esce fuori a parlare per conto di un’istituzione e deve trasformare un simbolo in un qualche suono informe.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      L’osceno e ignorante e/o burocratese (che è semplicemente “o”: se una cosa può essere, oppure no, all0ra la congiunzione è “o”) almeno conservava una base reale, tanto che è possibile leggerlo.

  15. Miguel Martinez scrive:

    Dimenticavo… ero sul treno l’altro giorno (regionale Firenze-Pisa) alle 7 di mattina: finestrini sigillati e aria condizionata sparata a una temperatura tale che a fine luglio, mi sono dovuto mettere un maglione, e fortuna che ce l’avevo dietro.

    Un po’ come il palazzone degli startup ecosostenibili aperto dalla Fondazione Cassa di Risparmio (sic) dove tutte le luci restano accese tutta la notte, 365 giorni l’anno.

    O i negozi in Via Tornabuoni con la porta aperta da cui esce una ventata gelida di aria condizionata che rinfresca anche la strada.

    Ecco, quello che colpisce è che non si agisca mai sul RIDURRE queste cose, ma solo sull’AUMENTARE le cose presunte “sostenibili”, come auto nuove.

    Quando ero ragazzo, non esisteva proprio l’aria condizionata sui treni, aprivi i finestrini e via.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Il compromesso sarebbe aria condizionata a palla e finestrini aperti…

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Mauricius Tarvisii

        “compromesso”

        🙂 🙂 🙂 🙂

        In un esercizio per l’esame di Fisica 2 si dimostra rigorosamente che quella configurazione è quella che produce il massimo spreco possibile.

        Uno di quei rari casi in cui il senso comune e la scienza vanno completamente d’accordo.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Roberto scrive:

      Miguel

      “che non si agisca mai sul RIDURRE queste cose,”

      Oh no, il si impersonale…

      Mi piace ricordare che nel vero granducato le vetrine di spengono alle 22.00 e l’illuminazione pubblica all’1, con qualche eccezione tipo monumenti (castelli, chiese…).

      Oltretutto i comuni che si trovano nel parco naturale dell’Our, partecipano ad un programma finanziato dal fondo europeo di sviluppo regionale (“night light”) che si propone di ridurre al minimo l’illuminazione notturna, il che rende la regione un bel posto per guardare le stelle pur essendo una regione molto antropizzata

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Mi piace ricordare che nel vero granducato le vetrine di spengono alle 22.00 ”

        Ottimo!

        • Roberto scrive:

          Sono contento che ti piaccia, perché rientra nelle cose pagate (in parte ovviamente) con i famosi 80 miliardi dei quali parli sotto….non lo spegnimento in se, ma gli studi, le campagne di informazione, il cambio delle lampadine dei lampioni e cose del genere

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Sono contento che ti piaccia, perché rientra nelle cose pagate (in parte ovviamente) con i famosi 80 miliardi dei quali parli sotto…”

            Sicuramente, infatti vorrei che fosse chiaro: conosco tanta gente che maledice i “soldi della Vonderlaien”, come se fossero tutti messi al servizio di un progetto diabolico e unico.

            In realtà credo che i soldi siano lì da prendere, poi li prende meglio chi ha le mani più leste. Cosa che non toglie che una parte possa anche essere usata per progetti buoni: conosco gente che sta facendo un progetto scientifico/pratico contro gli OGM con fondi europei, ad esempio.

            Ma conosco anche gente che rimane schifata all’idea, e si rifiuta di bussare alla porta dei soldi.

      • Roberto scrive:

        Tra l’altro, tutte le misure sull’illuminazione del gran ducato sono su base volontaria. Cioè esiste una base giuridica che prevede un catalogo di azioni (pacte pour le climat) e poi i comuni decidono cosa fare e fanno a loro volta delle raccomandazioni ai privati. Cioè nessuno obbliga nessuno a spegnere le vetrine, ma tutti lo fanno perché tutti lo fanno

        https://www.pacteclimat.lu/fr/

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Eh, ma così se esci alle due di notte non sei sicuro, il governo pensa alla sicurezza, ecc. ecc.

        • Roberto scrive:

          Certo, a sud delle Alpi funziona così

          Però per chi ha voglia e tempo di gironzolare su quei siti, si vedrà che qui hanno fatto un po’ di studi, hanno pubblicato i risultati, hanno informato i cittadini (tutte cose che ovviamente costano e che sono in parte finanziate dal fondo europeo di coesione regionale, mi ricollego qui alla domanda di Miguel “dove vanno i miei 20.000 euri”…i miei sono andati in cose così) e alla fine il risultato è che più o meno tutti sono d’accordo. Certo c’è qualche vecchietta che non esce mai di notte e ci dice che ha paura alle due di notte, o qualche scienziato da Facebook che dice che a suo cugggino hanno detto che se non illumini i negozi ci sono più furti… ma diciamo che sono casi davvero minoritari

          • Roberto scrive:

            Poi è ovvio che non tutte le soluzioni sono buone per qualsiasi posto (qui nessuno si è mai posto la questione del negozio che ha l’aria condizionata da raffreddare la strada semplicemente perché non esiste)

          • Peucezio scrive:

            Già, le macchine non contano.
            D’altronde è gente che va a letto alle 18 di pomeriggio…
            In Italia ci sarebbero un’infinità di incidenti.

            Che tristezza comunque, a prescindere dal traffico.
            Ma poi, non capisco, se ti va di andare a spasso dopo l’1 devi usare la torcia del cellulare per camminare?
            Sono felice di non abitare da quelle parti!

            • Roberto scrive:

              Le macchine da queste parti hanno i fari, quindi girano di notte anche senza l’illuminazione pubblica…

              Per il resto, si la notte è buia e se vuoi camminare dopo una certa ora ti porti una romantica pila. Non è per nulla triste!

              • Peucezio scrive:

                Certo, come tutte le macchine del mondo.
                Come se fosse la stessa cosa guidare col buio o con la luce.

                Certo, un’allegria… Tutti chiusi in casa dopo le 18 e le strade buie.

              • Peucezio scrive:

                Soprattutto è molto sicuro per i pedoni.
                Ma dimenticavo che non girano di notte, né loro né le auto.

                Ringrazio Dio di non vivere nel Benelux.

              • Roberto scrive:

                Ma perché dopo le 18.00?
                A parte che in questa stagione hai luce solare fino almeno alle 22.00, ho scritto che l’illuminazione pubblica si spegne all’una e non mi sembra molto divertente guardare la vetrina illuminata di Benetton o del monte dei paschi di Siena

                Davvero non capisco questa posizione come se un lampione o una vetrina di negozio fossero così divertenti…

              • Peucezio scrive:

                La vetrina di negozio illuminata a negozio chiuso è un’idiozia pura.

                Ma il lampione ha una funzione pratica.
                Senza illuminazione certo che si può guidare e camminare, ma in modo molto più faticoso, stentato e meno sicuro.
                E comunque dà il senso di un luogo poco vissuto.

                Alle 18 perché in genere da quelle parti è l’ora in cui tutti vanno a rintanarsi in casa: perfino nel Canton Ticino (che in fondo è un pezzo di Milano) fanno così.
                Non so gli orari specifici del Lussemburgo, ipotizzavo in tono un po’ ironico.
                In generale comunque a me i popoli che vivono molto in casa non mi piacciono.
                Per me un posto civile è un posto dove ci sono bar, ristoranti e ritrovi aperti fino a tardissimo e in cui la gente cerca ogni occasione per stare insieme ad altra gente e non per evitarla in tutti i modi.

              • Roberto scrive:

                Beh qui i locali chiudono fra l’una e le tre (i ristoranti molto prima)

                Per ovvi motivi climatici anche con locali pieni le strade sono vuote…ma guarda su FB le foto del 16 luglio (blues and jazz rallye) e poi dimmi se ti sembra un posto così triste 😁

  16. Miguel Martinez scrive:

    Mentre si spendono miliardi e miliardi per digitalizzare tutto l’esistente, il Ministero della Salute informa che non ci sono studi seri riguardo alle conseguenze sulla salute. Prima mettiamo l’amianto dappertutto, dopo vedremo l’effetto che fa…

    Il Ministero della Salute ha comunicato ai legali dell’Alleanza Italiana Stop5G che la Commissione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non ha accolto la proposta di aggiornamento per il riconoscimento nazionale dell’Elettro-iper-sensibilità (EHS), la sindrome altamente invalidante correlata al wireless per cui il movimento per la precauzione e la prevenzione del danno si batte da anni, rivendicando diritti sanitari. “I dati ad oggi disponibili non consentono di stabilire in maniera univoca un nesso causale tra l’esposizione ai campi elettromagnetici e la condizione in questione. Le evidenze scientifiche a tutt’oggi disponibili sono ancora limitate” – si legge nella nota firmata da Stefano Lorusso, direttore generale della Direzione generale della programmazione sanitaria – “anche l’OMS non ha riconosciuto tale condizione come malattia univoca all’interno del sistema di classificazione internazionale delle malattie (ICD – International Classification of Diseases). La condizione necessita di adeguata ricerca di base e clinica che consenta di definire la patologia e i relativi bisogni assistenziali.”

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      In realtà c’è scritto che non c’è nessuna prova dell’esistenza della malattia.

    • Roberto scrive:

      Però non dice che non ci sono studi seri ma che gli studi non hanno permesso di stabilire che ci sia un legame fra campi elettromagnetici e la EHS

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “un nesso causale”

      Direi che il Ministero è stato fin troppo gentile.

      A me risulta che un incremento statisticamente significativo di tumori nel cervello dei topo si osserva per esposizioni di 19 ORE CONSECUTIVE e per campi elettrici di almeno 50 V/m . Un vecchio cellulare GSM a 4 cm dall’antenna (cioè in pratica nel centro del cranio di chi telefona) dava 60 V/m. Uno smartphone 4G arriva a 5 V/m. Contano molto le capacità di riflessione delle microonde da parte dell’ambiente. In treno all’aperto si sono misurati 1,5 V/m, in metropolitana 2,2 V/m, ma sull’alta velocità Roma-Bologna (dove l’ambiente è sigillato) si sale a 100 V/m. La brutta notizia è che nel tempo di esposizione va messo in conto anche quello passato senza parlare, su internet, i social ecc. La bella notizia è che questi sono valori massimi; se appena il telefonino si allontana l’ampiezza del campo crolla con la distanza.

      Ovviamente se metto il gatto in un forno microonde lo cuocio in un minuto, ma il forno a microonde ha una potenza mille volte superiore a quella di un telefonino e lì l’antenna sta praticamente attaccata al gatto. Lo stesso accadeva un tempo (sotto forma di sterilizzazione per cottura delle gonadi) ai tecnici che riparano i radar degli aeroporti quando si mettevano a cavalcioni del fuoco del paraboloide e l’alimentazione ripartiva di scatto. Il riscaldamento della scatola cranica dovuto all’assorbimento delle radiazioni di un telefonino è inferiore a quello che la stessa scatola cranica subisce dopo che il suo proprietario ha salito una rampa discale.

      Naturalmente qui stiamo parlando di quando il telefonino trasmette, non di quando riceve. In questo secondo caso il campo rilevante è quello delle antenne sistemate su condomini, tralicci ecc. Se le antenne fossero direzionali, cioè se fossero puntate da qualche parte e in particolare se lo fossero contro di noi, allora il campo che ci investe a una certa distanza sarebbe poco inferiore a quello che esce dall’antenna (a meno che l’aria non sia molto umida o che piova, ché l’acqua assorbe le microonde: è il motivo per cui le ‘armi non letali’ basate sulle microonde sono usate poco). Ma se le antenne fossero direzionali i telefonini posizionati fuori dalla direzioni di puntamento del campo non avrebbero appunto campo. Ne segue le antenne irraggiano in tutte le direzioni, e in tal caso il campo lontano dall’antenna crolla. Il 5G usa frequenze più alte del 4G (essenzialmente quelle televisive) e quindi ha banda più larga (ha una maggiore velocità di trasmissione delle informazioni). Dal punto di vista ambientale ha il vantaggio di servirsi di una rete di antenne molto più capillarmente diffusa sul territorio (altrimenti la potenza richiesta da ogni antenna, potenza che cresce con la frequenza, sarebbe intollerabilmente alta), il che fa scendere l’ampiezza media del campo elettrico dell’onda ricevuta dal nostro telefonino.

      In soldoni: se il 5G facesse male dopo più di cinquant’anni di televisione saremmo tutti morti.

      Fin qui la statistica.

      Ora, la statistica è un modo di gestire i dati raccolti. Ne segue che la statisticva di per se stessa non sostituisce la comprensione di un fenomeno, perché come dicono giustamente gli Statunitensi “correlation is no causation”. (Tutti i bambini che bevono due litri di acqua e grappa muoiono. Tutti i bambini che bevono due litri di acqua e whisky muoiono. Tutti i bambini che bevono due litri di acqua e gin muoiono. Da questo non si deduce che l’acqua fa male ai bambini). Fermo restando che è logicamente impossibile dimostrare che qualcosa (come il presunto danno biologico da microonde con queste intensità di campo) non esiste, non soltanto come dice il Ministero non c’è alcuna evidenza statistica, ma non esiste alcun modello fisico che faccia supporre che tali microonde siano pericolose per la salute.

      Persino per le uniche onde elettromagnetiche per cui una statistica (peraltro scarsamente ripetibili) che sembra indicare effetti biologici esiste (ci sto giusto provando a pubblicare un articolo in questi giorni), quelle prodotte dalla corrente di rete che porta l’elettricità nelle nostre case, i campi considerati negli esperimenti sono almeno mille volte superiori a quelli cui siamo esposti tutta la vita.

      Ma siccome sono ignorante vado a vedere che cosa è questa EHS. Su Wikipedia trovo che:

      “molti studi in doppio cieco sono stati pubblicati, ognuno dei quali suggerisce che coloro che affermano di essere malati non riescono a distinguere la presenza del campo elettromagnetico […] la migliore prova attualmente disponibile suggerisce che la terapia cognitivo-comportamentale sia efficace per coloro che riferiscono ipersensibilità a campi elettromagnetici”

      https://it.wikipedia.org/wiki/Elettrosensibilit%C3%A0#:~:text=L'elettrosensibilit%C3%A0%20(ES)%20o,esposizione%20tollerato%20dalle%20altre%20persone.

      Insomma, siamo a livello della parapsicologia del mai abbastanza compianto Massimo Inardi. O meglio ancora, dell’autosuggestione.

      A naso, ma posso sbagliarmi, oggi l’EHS sembra stare all’eco-ansia come ai tempi di Freud l’isteria alla repressione sessuale delle donne

      https://it.wikipedia.org/wiki/Isteria

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • paniscus scrive:

        “A naso, ma posso sbagliarmi, oggi l’EHS sembra stare all’eco-ansia”—

        OGGI? Ma se la moda montante della paura dei campi elettromagnetici risale ad almeno 25 anni fa, e 20 anni fa si era già sgonfiata (cioè, da quando si sono diffusi i telefoni cellulari e quindi la gente pretendeva che ci fossero antenne ovunque, e non certo che venissero smantellate)!

        Posso personalmente vantare di aver collaborato, in quel periodo, alla stesura di un libro divulgativo a più autori, e di essere stata prossima a subire un linciaggio (non solo metaforico, quasi letterale) durante una conferenza pubblica sul tema, perché non ero abbastanza catastrofista…

        • Roberto scrive:

          Beh paniscus, avrai notato che nonostante siano passati 20 anni, oggi c’è ancora paura dei campi elettromagnetici et similia tant’è che una bizzarra associazione stop5G se ne lamenta ufficialmente con il ministero della salute, e Miguel attende con inquietudine studi seri sulla questione

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Roberto

            “Miguel attende con inquietudine studi seri sulla questione”

            Io no, è il governo italiano che scrive “Le evidenze scientifiche a tutt’oggi disponibili sono ancora limitate”.

            Che è ben diverso dallo scrivere, “è dimostrato che non esiste rischio”.

            • Miguel Martinez scrive:

              Tra l’altro trovo legittimo che il governo neghi di riconoscere come dimostrata una malattia, per la cui esistenza ci sono solo “prove limitate”.

              Lo stesso motivo per cui dovrebbero negare la certificazione di sicurezza a chi invece pretende di digitalizzare tutto: le evidenze scientifiche sulla sua sicurezza “a tutt’oggi disponibili” sono ancora limitate, almeno a sentire il governo che promuove la digitalizzazione ovunque.

            • Roberto scrive:

              Scusa Miguel ma

              come fai a dimostrare che una cosa non esiste?

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “Che è ben diverso dallo scrivere, “è dimostrato che non esiste rischio””

              Lo spero bene.

              Non è possibile (al di fuori della matematica) dimostrare che una cosa non esiste.

              Venticinque talleri pensati non sono venticinque talleri pesati, ricordi?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  17. Francesco scrive:

    >>> E’ facile prevedere che più è comodo viaggiare, più gente viaggerà, e quindi i veicoli a guida automatica faranno aumentare il traffico, la necessità di asfaltare, la costruzione ecologicamente devastante di nuove auto, camion e bus.

    Sarà facile ma direi che è totalmente errato.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Guarda che lo sostengono anche urbanisti non aprioristicamente contrari alla guida autonoma: i veicoli per km necessariamente aumenteranno con il miglioramento dell’accessibilità.

      • Francesco scrive:

        ma dovrebbe mica crollare il numero di veicoli? l’automobile* che mi porta in ufficio non resterà più ferma nove ore ma porterà altra gente in altri posti.

        e a sera un altro automobile* riporterà me a casa … e se le IA funzioneranno un minimo non sarò mai solo in quel veicolo

        sennò non capisco il senso della cosa

        • Roberto scrive:

          Sono d’accordo

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “ma dovrebbe mica crollare il numero di veicoli? l’automobile* che mi porta in ufficio non resterà più ferma nove ore ma porterà altra gente in altri posti.”

          Confondi il “car sharing” con il “veicolo senza conducente”.

          Il car sharing già esiste, come già esistono i veicoli elettrici.

          La differenza “ecologica” starebbe nel fatto che il veicolo senza conducente farebbe accelerazioni e decelerazioni più controllate e calibrerebbe meglio i consumi di carburante.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “ma dovrebbe mica crollare il numero di veicoli? l’automobile* che mi porta in ufficio non resterà più ferma nove ore ma porterà altra gente in altri posti”

          Questo vuol dire che l’automobile, che fino a ieri rimaneva inoffensiva ad aspettarmi nel parcheggio dell’ufficio, domani passerà la giornata ad inquinare in giro per la città per poi doversi rifare la strada fino al mio ufficio.

    • Fuzzy scrive:

      I veicoli a guida automatica li vedo ancora piuttosto complicati. Se poi c’è nebbia o ghiaccio o anche solo molta pioggia, buona fortuna.
      Però le normali microcar cittadine abbinate al car sharing possono in effetti far calare i consumi di materiali e di energia. E pure l’inquinamento. Certo un bel tram elettrificato su ruota, in stile sovietico, sarebbe più efficiente, per non parlare della bicicletta. Ed è su queste differenze che si distingue ciò che è semplicemente utile e ciò
      che pur migliorando le cose, fa anche comodo all’industria.

      • Fuzzy scrive:

        Da ciò. Ambarabaciccicocco’.
        Speriamo che mi prenda la correzione.

      • PinoMamet scrive:

        “Certo un bel tram elettrificato su ruota, in stile sovietico, sarebbe più efficiente, per non parlare della bicicletta. Ed è su queste differenze che si distingue ciò che è semplicemente utile e ciò
        che pur migliorando le cose, fa anche comodo all’industria.”

        To’, OMDAFuzzy!

      • Francesco scrive:

        >>> tram elettrificato su ruota

        a Milano si chiama filobus ed esiste “dai tempi di Maria Teresa”

        • Fuzzy scrive:

          Filobus. Espandi la visione a due o tre commenti più in alto. C’è il mitico filobus bielorusso di ultima generazione.
          Quasi quasi vado a vivere in Bielorussia.

          • Fuzzy scrive:

            Nel 2001, la Bielorussia si è classificata al 53º posto su 189 Paesi per l’Indice di sviluppo umano dell’ONU, con un punteggio di 0,804, ed è nel gruppo di Stati con “sviluppo molto elevato”[24]. Con un sistema sanitario pubblico, ha un tasso di mortalità infantile molto basso del 9,3 per mille[25]. Il tasso di medici pro capite è di 4,5 per 1000 abitanti[25] e il tasso di alfabetizzazione è stimato al 99,6%[25]. Il tasso di disoccupazione è del 2,3%[26]. Secondo il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, il coefficiente di Gini è uno dei più bassi in Europa, il che sta a indicare una distribuzione molto omogenea del reddito tra la popolazione[27]'[
            Oh, ma guarda….

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “Sarà facile ma direi che è totalmente errato.”

      Per legge in Italia:

      “Ogni camionisti può guidare fino ad un massimo di 9 ore giornaliere, prorogabili a 10 solo due volte a settimana.
      Settimanalmente il camionista può guidare per massimo 56 ore
      Bisettimanalmente il limite massimo di ore alla guida è di 90.”

      Le ore in una bi-settimana sono 24×14 = 336. Quindi o una ditta paga 4 camionisti per darsi il cambio, oppure lascia che il camion stia fermo 246 ore su 336, cioè circa tre quarti del tempo.

      Con la guida automatica, questo limite viene abolito: e ci troveremo quindi il solo traffico dei camion almeno raddoppiato.

      • Miguel Martinez scrive:

        “Con la guida automatica, questo limite viene abolito: e ci troveremo quindi il solo traffico dei camion almeno raddoppiato.”

        Non trovo quanto incide sul trasporto lo stipendio del camionista, comunque immagino abbastanza: poniamo (ma magari mi sbaglio anche di molto) che sia un terzo del costo di ogni carico? In quel caso, i prezzi si possono ridurre in proporzione, rendendo i prodotti ancora più economici e aumentando quindi l’appetibilità dei prodotti e quindi il loro commercio.

      • Roberto scrive:

        Miguel

        1. Lo stipendio dei camionisti è un costo fisso davvero limitato rispetto agli altri costi fissi (camion, assicurazione) o variabili (carburante, pedaggi, riparazioni)
        2. Se raddoppi il traffico dei camion devi adeguare tutto quello che ci sta intorno. Il camion va dal punto A al punto B non per divertirsi ma per caricare e scaricare merce, devi avere gente che carica e scarica, spazio per farlo, merce a disposizione

        1+2= non è così evidente che eliminando i camionisti raddoppi i camion in circolazione

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “1. Lo stipendio dei camionisti è un costo fisso davvero limitato rispetto agli altri costi fissi (camion, assicurazione) o variabili (carburante, pedaggi, riparazioni)”

          Infatti, ho cercato un po’ in giro se trovavo qualche dato in merito, ma non ci sono riuscito (parlo ovviamente di una ricerca di pochi minuti).

          Concordo in pieno sul fatto che “se raddoppi il traffico dei camion devi adeguare tutto quello che ci sta attorno”.

  18. Peucezio scrive:

    O.T.:
    per Moi e gli altri commentatori bolognesi ed emiliani in genere:

    Dal capolavoro di Salce “Vieni avanti cretino”:
    https://www.youtube.com/watch?v=xxoWW9WEUak
    7’40” circa.
    Io la capisco come “an fa bris’acsè!”, in cui “brisa”, notoriamente, è come il milanese “minga”, ma qui è prevista la doppia negazione, lett. “non fare (mica) così!”.
    È corretto?
    È bolognese o vi suona come qualche altra varietà emiliana (o romagnola)?

    • Peucezio scrive:

      MOIIIIIIIIIII!!!!!!

      Dacci lumi!

    • PinoMamet scrive:

      Allora, tre cose:

      -gli arredi, le porte, persino il pavimento dell’ufficio… sono identici a quelli della mia vecchia scuola! Cioè, del vecchio edificio, nel quale sono rientrato di recente (prima l’hanno fatta sgombrare con la scusa che era inagibile, poi improvvisamente è diventata agibile e ci fanno delle mostre… mah!)

      all’epoca non mi sembravano così paleolitici!

      -forse, fatto nei dovuti modi, persino negli inquisitori tempi attuali sarebbe ammesso l’innocuo umorismo sugli “uranisti”… ma forse no!

      -la bella discinta, con un fisico attraente ma naturale, dice “an fa brisa acsé”… potrebbe essere, per quanto ne so, più o meno ovunque nell’EmiliaRomagna
      (“brisa” da queste parti ormai non si usa più ma ricordo benissimo che si usava quando ero bambino)

    • Moi scrive:

      “Brisa” rispetto ad “an” funziona praticamente come “pas” rispetto a “ne” in Francese : in teoria conferma, in pratica può sostituire, specie in contesto informale.

      Fa strano, mai sentito, l’ uso di “fa” in un imperativo negativo : mi aspetterei un “fèr” all’ infinito.

      • PinoMamet scrive:

        Beh da queste parti attualmente si direbbe “an fa mia acsé” o “an fa miga acsé” (Parma città); o anche “fa mia acsé”, senza particella negativa
        (lo stesso meccanismo, per cui il rafforzativo della negazione permette di escludere la particella negativa vera e propria, lo si trova in gallese)

        quando ero bambino, anche proprio “an fa brisa acsé”, o “fa brisa acsé”.

        “An fèr mia (o brisa) acsé” , cioè il calco dell’italiano, lo “sento” grammaticalmente sbagliato, perlomeno nel dialetto di qua.

        • Moi scrive:

          Non lo so … limitatamente al Bolognese, potrebbe essere un’ Italianizzazione (processo che la città più grande ovviamente risente di più …) come un “forestierismo paradossale” derivato dal Toscano pre-Unitario.

          • Moi scrive:

            Cmq fa stranello 🙂 anche l’ Italiano stesso, perché l’ infinito nell’ imperativo negativo ?

            Forse derivato dalla costruzione con “noli” Latino, con il tempo sottinteso ?

            cfr.

            “Noli me tangere”

            • Moi scrive:

              Cmq, in ogni caso, anche da piccolo (Fine 1970’s / Inizio 1980’s) ho sempre sentito usare l’ infinito nell’ imperativo anche dai parlanti più anziani :

              quindi gente dialettofona nata a Inizio Novecento o perfino Fine Ottocento …

            • Moi scrive:

              Noli semplificato con un “non”…

              ________________

              Rectius

            • PinoMamet scrive:

              Suppongo che l’origine sia proprio quella che dici tu (noli + infinito)…

              comunque, che dire, si vede che l’uso dialettale delle due zone emiliane in oggetto è diverso.
              Viva la diversità!

  19. Miguel Martinez scrive:

    La Regione Toscana fa la sua parte per l’ambiente.

    Il presidente Giani:

    ” è soddisfatto nell’affermare che la Toscana è “sempre più, in grado di veder modernizzare le proprie infrastrutture: pensate all’avvio, dopo anni di attesa, della talpa per l’Alta velocità, la programmazione della terza corsia tra Firenze Prato e Pistoia, la terza corsia nell’asse dell’Autostrada del Sole. “

    • Miguel Martinez scrive:

      “Il presidente Giani:

      ” è soddisfatto nell’affermare che la Toscana è “sempre più, in grado di veder modernizzare le proprie infrastrutture: pensate all’avvio, dopo anni di attesa, della talpa per l’Alta velocità, la programmazione della terza corsia tra Firenze Prato e Pistoia, la terza corsia nell’asse dell’Autostrada del Sole. “”

      Esattamente quello che dice Roberto: ” “se raddoppi il traffico dei camion devi adeguare tutto quello che ci sta attorno”.”

  20. Miguel Martinez scrive:

    Divagare è ovviamente stralecito, ma resto colpito dal fatto che in tutti questi commenti, non ce ne sia uno sul punto fondamentale di questo post.

    Cioè il fatto che si stanno formando due schieramenti assurdamente divisi da un solco di odio.

    Da una parte, l’ambientalista “scientifico” che, affermando con forza la questione del CO2 finisce per schierarsi con gente come Cingolani che da Responsabile tecnologia e innovazione dei fabbricanti d’armi Leonardo è passato a essere Ministro della Transizione Ecologica.

    Dall’altra, l’ambientalista “storico”, quello che da una vita si batte contro l’espansione dell’aeroporto o per la chiusura di un centro di allevamenti intensivi, che a causa del proprio rifiuto dei propositi da “tecnofix” si trova accanto al tizio che vorrebbe parcheggiare il suo Suv dove gli pare e magari buttare la cicca accesa dal finestrino mentre va a 150 all’ora.

    E’ chiaro che questo non può che rappresentare la fine per entrambi i tipi di ambientalismo. Perché l’ambientalista “scientifico” farà da foglia di fico alla devastazione ambientale, e quello “storico” rischia di andare a rimorchio di piccoli demagoghi confusionari magari fuorusciti dalla Lega.

    Questa è la Trappola, e mi fa veramente paura.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “odio”

      Nessun odio.

      L’ambientalismo o è scientifico o non è.

      Il resto è sciocchezzaio NewAge tipo l’EHS.

      Tanto varrebbe odiare chi crede agli oroscopi.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “L’ambientalismo o è scientifico o non è.”

        Non è così semplice, ed è una cosa che ci ho messo molti anni a capire, per arrivare alla mia posizione di “né Cicap, né fuffa”.

        Un climatologo può studiare in maniera molto corretta una realtà inestricabilmente complessa come il clima, e può arrivare ad alcune certezze a proposito di cosa fanno le molecole di CO2.

        Le sue certezze sono ovviamente mille volte più affidabili di quelle del visionario New Age che su un sito americano ha letto che nel 1400 (o qualcosa del genere) c’è stata un’estate molto calda.

        Questo permette di dire al climatologo che esiste un “riscaldamento globale”, e che è in buona parte prodotto dalle attività umane, e credo che abbia ragione.

        Ma non ci dice nulla sul contesto complessivo e nulla su “cosa dobbiamo fare”, ammesso e concesso che “dobbiamo fare qualcosa”, o sui contesti politici, economici, psicologici.

        Il climatologo non ha mica studiato antropologia, ha studiato climatologia.

        Ecco perché ascolto con grande attenzione e rispetto il climatologo… finché cerca di farci capire cosa sta succedendo al clima. E mi trovo in disaccordo con quelli che lo accusano di essere al “servizio dei poteri forti” e simili.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “Ecco perché ascolto con grande attenzione e rispetto il climatologo… finché cerca di farci capire cosa sta succedendo al clima. ”

          Ma proprio per questo credo che la combinazione più pericolosa in assoluto sia il climatologo con la sua (legittima ma limitata) autorevolezza, e il venditore di fuffa della mega-azienda che punta a far pagare al Pubblico la sua flotta di droni che “combatteranno il cambiamento climatico” o “ridurranno dello 0,1% il CO2 atmosferico”. Magari pagando in cambio le ricerche che fa il climatologo, proprio come paga le ricerche che fa il tecnico dei droni.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Magari pagando in cambio le ricerche che fa il climatologo, proprio come paga le ricerche che fa il tecnico dei droni.”

            Essere pagati, dobbiamo tutti essere pagati per sopravvivere. Ma è anche vero che posso commissionare una ricerca su “effetti complessivi dell’industria sulla biodiversità” e “effetti dell’aumento del CO2 sulla biodiversità”.

            Che fa tutta la differenza, se io voglio vendere una macchina acchiappa-CO2 allo Stato, e voglio farlo in condizioni di “emergenza” dove saltano tutte le precauzioni e tutte le norme sugli appalti.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “industria”

              Una ricerca dipende da chi la finanzia.

              Ma i suoi risultati no.

              (Era Lysenko che diceva che le proprietà del grano dipendevano da come lo si coltivava).

              I risultati della ricerca dipendono dalla Natura, e quella non la finanzia nessuno.

              Guarda cosa è successo col tabacco, o col talidomide, o col DDT, o col piombo tetraetile.

              Ci hanno provato in molti modi a censurare i risultati delle ricerche sui loro effetti.

              Ma alla fine le bugie hanno le gambe corte.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Ma alla fine le bugie hanno le gambe corte.”

                Certo, alla fine.

                Ma le quattro sostanze che tu nomini hanno potuto imporsi solo grazie all’immenso lavoro di abili inventori, ingegneri che costruivano macchinari, tecnici dei trasporti e della logistica…

                Il nativo americano che un paio di volte l’anno si faceva la fumata di tabacco rituale e credeva che la terra fosse piatta non ci riusciva.

          • giuseppe motta scrive:

            sì ma alla fine temo abbia ragione Andrea

            con gli oroscopi (o l’antropologia) non credo che si possa difendere granché l’ambiente

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Giuseppe

              “con gli oroscopi (o l’antropologia) non credo che si possa difendere granché l’ambiente”

              Sugli oroscopi, sono d’accordo 🙂

              Sull’antropologia un po’ meno…

              Però è l’impostazione di fondo che è sbagliata.

              Il contadino che si legge Steiner e usa il Corno Letame, tra i (giustificatissimi) sghignazzi degli Studiati, difende l’ambiente molto più efficacemente della multinazionale con intere facoltà universitarie alle spalle, che spara nel cielo prodotti chimici per vedere l’effetto che fa.

              • daouda scrive:

                A Miguel guarda che sei te l’agente che rompe er cazzo sulla grande trappola pé non fa capì la trappola, che già c’è , de sta stronzata del riscaldamento globbbale.

                Sei te er porco che ce vole fregà coi dubbi passati a noi.

                Quindi scindi l’inquinamento dal fantomatico riscaldamento, lascia perde sta cazzo de Co2, smetti co l’idolatria de sto pianeta der cazzo e tutte ste stronzate sull’ecosfera ed ecosocialità, tutt menate antiscentifiche che te propalano e rinsavisci.

              • giuseppe motta scrive:

                il contadino del corno letame difende l’ambiente quanto gli oroscopi o l’antropologia

                o quanto me

                ma a differenza di me riceve erogazioni pubbliche

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Giuseppe Motta

                “ma a differenza di me riceve erogazioni pubbliche”

                Conosco contadini che le rifiutano.

                Comunque chiedi a Roberto: a me risulta che l’Europa finanzia l’agricoltura perché considera l’alimentazione una priorità strategica, così importante che va difesa anche se è in perdita dal punto di vista economico. E ho letto anni fa ricerche che non ho voglia di rintracciare adesso, che dimostrano che quasi tutti i soldi vanno a grandi imprese di agricoltura industriale.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martine

                “molto più efficacemente”

                No.

                Per il semplice motivo che la multinazionale “misura meglio il mondo” del più saggio dei contadini.

                Li so che è molto suggestivo pensarlo, ma l’ecologia non la si fa con milioni di “Mister Smith che vanno a Washington”.

                Perché l’esperienza empirica che è preziosissima ma che non diventa scienza va perduta con la classe delle persone che l’hanno maturata.

                Solo quando la conoscenza è trasmessa al di là della tribù che l’ha generata e custodita diventa patrimonio di gruppi umani più vasti, e solo allora diventa indistruttibile.

                Non si ha civiltà senza scrittura, cioè senza un mezzo formalizzato e anonimo di codificazione e trasmissione del sapere.

                E le prime civiltà cosa facevano per prima cosa, da Stonehenge agli Khmer?

                Misuravano la terra.

                La civiltà nasce con la ragione , la ragione nasce con la geometria, la geometria con le tasse sul raccolto, le tasse sul raccolto con lo Stato.

                L’esatto opposto dell’Arcadia del singolo contadino.

                Siamo scesi dagli alberi, ed è troppo tardi per tornare indietro.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Ma a dire il vero il “contadino” (termine che virgoletto per motivi già citati mille volte; sarebbe come se andassi dagli Yakuti e gli dicessi, in italiano, “chiamami lo stregone ” … )

                non legge Steiner e usa il letame vero.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Ma a dire il vero il “contadino” non legge Steiner e usa il letame vero.”

                Parlo della Toscana.

                Il letame vero lo usano tanti contadini che conosco, ovviamente.

                Ma credo che molti di quelli che non conosco (cioè il tipo di contadino che hai in mente tu) utilizzano fertilizzanti sintetici in gran quantità, più che il letame.

              • PinoMamet scrive:

                Il tipo di agricoltore che ho in mente io erano i coltivatori diretti/fittavoli clienti del mio povero papà, che avevano un piccolo podere
                (già parecchio diverso da quello dei loro nonni, in termini di coltivazioni/organizzazione dello spazio, ma questo sarebbe un altro discorso)
                a gestione famigliare.

                Erano le famose persone che si piccavano di comporosi da galantuomini , quasi tutte oneste ai limiti del fanatismo per quanto riguarda il denaro, ma che non si sarebbero fatti troppi scrupoli a tirare schioppettate per questioni più serie, tipo le corna o l’onorabilità.
                Però la situazione era sostanzialmente tranquilla (la generazione delle schioppettate era quella prima).

                Adesso credo siano sostanzialmente estinti e al loro posto c’è una generazione di giovani agricoltori, solo in parte loro figli/nipoti, che escono dagli istituti agrari e si intendono di “cultivar” e di “industria 4.0”, hanno trattori che sembrano astronavi e richiedono l’assistenza non del meccanico/cugino, ma di un espero di informatica, e navigano su internet.

                Neppure loro leggono granché Steiner…

              • PinoMamet scrive:

                In effetti so di un agricoltore che legge Steiner:

                è un milanese che ha scelto di trasferirsi in collina e fare l’agricoltore e ha fondato, con altri, una specie di comunità appunto steineriana, con annessa scuola fino alle medie
                (credo meno di una decina di allievi)
                anche se ovviamente loro sono organizzati diversamente (non in elementari e medie, cioè)
                dove imparano che il verbo è “il sole”, l’aggettivo è “il vento” e altre amenità.
                In compenso fanno bei lavori in legno.

              • Roberto scrive:

                I contadini/allevatori che conosco io usano letame e antiparassitari, non leggono steiner, prendono come tutti finanziamenti pubblici che vengono in buona parte dall’UE, e il pochissimo tempo libero (non è una vita romantica, si sbattono davvero) lo passano a protestare contro Europa, governo, ecologisti e “quelli di città che non distinguono una gallina da un gallo”, e a litigare fra di loro per incomprensibili questioni di acqua, diritto di passaggio, terreni eccetera

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “quelli di città che non distinguono una gallina da un gallo””

                Molto francesi!

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “Molto francesi”

                In realtà 50% francesi e 50% tedeschi (in Germania mia moglie è cresciuta in una regione viticola, abbiamo un sacco di conoscenti/amici vignaioli)

              • Fuzzy scrive:

                Non sono molto un credente di Steiner. Però penso che una cosa non si è capita degli oroscopi. Saranno pure sbagliati, ma nel momento in cui leghi la terra alle stelle hai già capito come funziona l’agricoltura. Adesso si parla di Soil Society. Per fare un terreno fertile occorre inglobare un sacco di attori. Alberi, erbe, insetti, microrganismi, fiori, piccoli animaletti di passaggio, api. È tutta una grande interazione come può essere l’universo di Steiner.
                Se poi c’è da parlare di produttività in termini di studi scientifici ho già pronto il pdf di 100 pagine. Al primo che mi contraddice glielo sparo in rete.

              • Roberto scrive:

                Fuzzy

                “Per fare un terreno fertile occorre inglobare un sacco di attori.”

                Questo noi scimmie lo abbiamo capito più o meno quando siamo scesi dagli alberi…

                Steiner ci ha solo aggiunto cose tipo il corno di vacca e oggi una bella multinazionale che vive della credulità dei sempliciotti

              • Fuzzy scrive:

                Steiner multinazionale
                Non seguo il mondo delle multinazionali, però c’è ancora gente che sbraita che senza chimica non si può fare agricoltura. Ma la chimica uccide il terreno. Questi sono superstiziosi (della chimica) quanto Steiner lo era del Corno di vacca. Che poi pure la vacca avrebbe il suo bel da dire. È per questo che non sono entusiasta di Steiner. C’è di meglio.

              • giuseppe motta scrive:

                qualsiasi cosa si pensi della “chimica” il corno letame vale quanto gli oroscopi o l’omeopatia

                solo che l’omeopatia (e il grosso giro d’affari correlato) fruisce di benefici di legge, il corno letame mi risulta anche, gli oroscopi no

                è un pochino ingiusto

              • Roberto scrive:

                Giuseppe,

                la disposizione che equiparava agricoltura biodinamica ad agricoltura biologica non è mai passata, quindi fortunatamente chi fa il biodinamico non ha sussidi (a meno che non sia biologico, ma in quel caso è sussidio per il biologico e pazienza se seppellisce il corno letame in una notte di luna piena)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “(a meno che non sia biologico, ma in quel caso è sussidio per il biologico e pazienza se seppellisce il corno letame in una notte di luna piena)”

                Esatto.

              • Roberto scrive:

                Fuzzy (e chi segue il biodinamico),

                Su steiner multinazionale dai uno sguardo qui

                https://www.ilfoglio.it/scienza/2021/05/27/news/come-funziona-il-business-del-biodinamico-il-caso-di-demeter-2445195/

              • giuseppe motta scrive:

                questa è una bella cosa

                grazie per la correzione

              • paniscus scrive:

                per Pino:

                “comunità steineriana, con annessa scuola fino alle medie
                (credo meno di una decina di allievi) … dove imparano che il verbo è “il sole”, l’aggettivo è “il vento” e altre amenità.
                In compenso fanno bei lavori in legno.
                ——-

                Ricevuto un esemplare del genere in una prima superiore, e inevitabilmente bocciato in tronco.

                Praticamente non aveva mai studiato in vita sua, e se anche avesse voluto provarci non avrebbe saputo da dove comnciare.

                Non aveva idea di cosa fossero i materiali di studio, mai visto un libro di testo, mai visto un compito in classe, mai vista un’assegnazione di studio a casa… il tutto a 15 anni suonati, perché alle scuole steineriane li tengono anche indietro di un anno (solo per una questione di numerologia esoterica, per cui l’educazione formale deve iniziare a 7 anni e non a 6, perché il 7 è un numero sacro)

                Ovviamente dopo la bocciatura la famiglia gli ha fatto cambiare scuola, e l’ha iscritto a un diplomificio privato ancora più scarso della scuola steineriana…

                E comunque il fanciullo era scarso anche nelle attività manuali di laboratorio, sia di fisica che di chimica che di biologia, ma anche di arte, a dispetto della fama steineriana sulla manipolazione creativa!

              • PinoMamet scrive:

                Stessa esperienza con una ragazza steineriana da noi: bocciata in prima, la madre ha minacciato di rovesciare la scuola e portarci tutti in tribunale, la ha iscritta a un biechissimo diplomificio due anni in uno… e poi la ha reiscritta da noi 😉

                invece, a onor del vero, devo dire che un’altra ragazza ex steineriana era una delle migliori della sua classe.
                La madre si presenta con un nome sanscrito e vestita da hippie, ma la ha imbottita di lezioni private e poi evidentemente la ragazza è personalmente molto dotata: succede.

              • Peucezio scrive:

                Ma perché non gli fanno fare tutta la carriera scolastica in scuole steineriane, già che ci sono?

                Io ovviamente sono neutrale in tutto ciò: l’unica “scuola” che ammetto è quella del cortile, del vicinato, della strada.

                Una mia amica informatica che lavora all’estero mi spiegava che in America sorgono genietti dell’informatica o comunque programmatori molto capaci e preparati, che vanno a questi licei dove non fanno altro che giocare a baseball e altre cazzate, non imparanno nulla di nulla, poi però fanno università serie e le competenze tecniche solide le acquisiscono.

                Visto che dal ’68 in poi la scuola ha rinunciato a trasmettere un sapere umanistico critico, tanto varrebbe cazzeggiare e divertirsi, poi iscriversi all’università a 18 anni.

                Tranne quei pochi che amano davvero la cultura, che potrebbero studiare con un insegnante privato pagato dallo stato (tanto sarebbero una piccola percentuale).

              • PinoMamet scrive:

                “Una mia amica informatica che lavora all’estero mi spiegava che in America sorgono genietti dell’informatica o comunque programmatori molto capaci e preparati, che vanno a questi licei dove non fanno altro che giocare a baseball e altre cazzate, non imparanno nulla di nulla, poi però fanno università serie e le competenze tecniche solide le acquisiscono.”

                Io tutti questi genietti americani non li ho visti…

                quando ero a trovare il mio amico a Boston, i suoi colleghi ricercatori erano:

                -un brasiliano
                -un iraniano
                -un gruppo di indiane
                -diversi cinesi
                -un altro italiano (barese, tra l’altro)
                -due greche…

                ah, e UNA americana.

                Il singolo individuo dotato “che ce la fa”
                (come la seconda delle “mie” ex steineriane) non mi sembra lo specchio di un’istruzione che funziona…

              • PinoMamet scrive:

                Non ho ricordato un altro grande italiano, perché non direttamente collega del mio amico:
                questo infatti studiava l’intelligenza artificiale!

                Si vantava di NON vestire da americano e, dopo anni negli Stati Uniti, era arrivato al più grande disprezzo per lo stile di vita statunitense.
                Era omonimo di uno stilista, tra l’altro.

              • giuseppe motta scrive:

                tiro a indovinare Peucezio

                tu saresti tra i pochi a cui gli italiani avrebbero dovuto pagare l’insegnante privato

              • paniscus scrive:

                per Peucezio:

                a) Ma perché non gli fanno fare tutta la carriera scolastica in scuole steineriane, già che ci sono?

                b) tanto varrebbe cazzeggiare e divertirsi, poi iscriversi all’università a 18 anni.

                ———————

                Risposta al punto a) : semplicemente perché le scuole superiori steineriane (che per fortuna sono pochissime e fuori dalla portata economica di una famiglia normale)… per ULTERIORE fortuna, di solito non sono parificate,

                vista l’abissale lontananza del loro curriculum da una sia pur minima similitudine con la programmazione nazionale (anche se non si chiama più così) delle scuole statali,

                e quindi non potrebbero né rilasciare al pargolo un diploma legalmente valido, né una preparazione sufficiente per poter pensare di dare l’esame altrove come privatista.

                Risposta al punto b) :

                i genitori VOGLIONO che i figli vadano a scuola (anzi, di solito pensano che ci vadano anche troppo poco, se stai a sentire certi genitori, vorrebbero che la scuola fosse aperta tutti i pomeriggi fino a notte e tutta l’estate, strillando che è vergognoso che gli insegnanti lavorino così poco)… ma non certo per farli studiare, bensì per farli socializzare, divertire, stringere amicizie, essere intrattenuti ed essere sorvegliati sotto la responsabilità di qualcun altro.

                Ma davvero non ti rendi conto che la maggioranza della popolazione italiana considera la scuola solo come un servizio individuale di accudimento alla persona o alle famiglie, che serve solo a fini di babysitteraggio per i genitori o di animazione e socializzazione per i ragazzi?

                e buonanotte…

              • paniscus scrive:

                “che serve solo a fini di babysitteraggio per i genitori o di animazione e socializzazione per i ragazzi”—-

                Ah, e dimenticavo quello citato nel primo punto, cioè la funzione di stamperia di diplomi e di distributore automatico di titoli di studio formali, anche se il ragazzo non ha imparato un fico secco).

              • Roberto scrive:

                Peucezio

                “Una mia amica informatica che lavora all’estero mi spiegava che in America sorgono genietti dell’informatica o comunque programmatori molto capaci ”

                Mio fratello è ingegnere informatico e lavora negli USA da 20 anni in una impresa molto conosciuta…mi ha sempre detto con molto stupore che gli americani sono una infima minoranza fra i suoi colleghi e attualmente nella sua equipe c’è un solo americano (cioè lui che ha nel frattempo preso la cittadinanza). Per il resto italiani, francesi, e un mare di coreani, indiani e cinesi (tutti però hanno fatto l’università negli USA). Pare che gli americani pure quando fanno studi tecnici alla fine si orientano piuttosto verso il commerciale

  21. Miguel Martinez scrive:

    Per Peucezio

    Siccome spesso torni sul concetto che qui ci vogliono tutti morigerati, ti inviterei a leggere qui gli scopi della “Transizione Ecologica”

    https://www.symbola.net/approfondimento/contributi-pubblici-transizione-ecologica-italia-gi20/

    “La conversione ecologica dell’economia e delle attività di impresa, come abbiamo avuto modo di leggere nelle pagine precedenti, è ormai a a tutti gli effetti una priorità politica”

    bene, lo strumento principale è Horizon 2020:

    “Dotato di un budget totale di circa 80 miliardi di euro, è il più grande tra i programmi europei.
    H2020 persegue gli obiettivi della Strategia Europa 2020, ovvero una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile, e dell’iniziativa prioritaria “Innovation Union”, volta a incrementare la competitività globale dell’Europa.”

    Insomma, si tratta di riversare miliardi sulle aziende europee per renderle più competitive, grazie alla “eccellenza scientifica” e alla “leadership industriale”.

    Questa è la cornice: io pago le tasse allo Stato italiano, lo Stato italiano ne versa una parte all’Unione Europea, l’Unione Europea versa una grandissima parte dei soldi che raccoglie così per regalarli alle imprese private, perché si espandano ancora di più e facciano ancora più soldi.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “soldi”

      E chi lo dovrebbe fare, se no?

      Lo so che a te non piace chi misura la Natura.

      Ma è proprio nella misura la differenza: l’uomo è misura di tutte le cose. Per lo meno di quelle che lo riguardano.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        ““soldi”

        E chi lo dovrebbe fare, se no?”

        Stavo contestando l’idea di Peucezio, secondo cui l’UE ci vorrebbe morigerati e pentiti.

        Al contrario esatto, l’UE sta pompando miliardi per arricchire le aziende europee e farle produrre di più e guadagnare di più.

        • Miguel Martinez scrive:

          ” l’UE sta pompando miliardi per arricchire le aziende europee e farle produrre di più e guadagnare di più.”

          Questo ha qualcosa di inevitabile, lo scopo dell’UE è far crescere l’economia e ogni singolo funzionario ha qualche ruolo ineluttabile in questo meccanismo, che prescinde dalla sua buona fede personale.

          Per questo evito sempre di demonizzare, ma constato un processo tragico.

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      ma non sono questi i canali del linguaggio del regime.
      Questo è il sottobosco dei documenti-fuffa.
      Il linguaggio del regime è Greta, sono i ragazzini fanatici, è il sussiego del giornalista di repubblica che va in televisione a indignarsi e stigmatizzare chi osa fare dei distinguo sulla guerra in Ucraina e il nostr sostengo incondizionato a Zelenskij, dandogli del filo-putiniano.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Il linguaggio del regime è Greta, sono i ragazzini fanatici, è il sussiego del giornalista di repubblica che va in televisione a indignarsi e stigmatizzare chi osa fare dei distinguo sulla guerra in Ucraina”

        Secondo me stai confondendo i piani.

        “Regime” secondo me è un termine sbagliato: i politici sono fragilissimi e intercambiabili. Esiste casomai un sistema di enorme complessità, che per stare in piedi ha creato attorno a sé un apparato burocratico immenso; ma il punto più forte restano sempre gli investitori – non gli “industriali” il cui destino dipende appunto dagli investitori.

        Ciò che conta alla fine è il loro linguaggio e dove appunto “investono”.

        Credo che tu stia parlando invece del linguaggio giornalistico, che per forza di cose è infantile e spettacolare.

        Poi non avevo parlato qui dell’Ucraina.

        • Miguel Martinez scrive:

          “Questo è il sottobosco dei documenti-fuffa.”

          Non sono documenti-fuffa. Sono 80 miliardi di euro.

          • PinoMamet scrive:

            Possono muovere 80 miliardi pur essendo fuffa, anzi, proprio perché sono fuffa…

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Pino Mamet

              “Possono muovere 80 miliardi pur essendo fuffa, anzi, proprio perché sono fuffa…”

              Capisco e credo di essere d’accordo. Ma 80 miliardi lasciano comunque un segno, molto di più delle chiacchiere dei ragazzi appassionati di Greta (che poi a Firenze sono quattro o cinque quarantenni reduci di ogni sorta di gruppetto di sinistra, credo che di mestiere facciano gli educatori sottopagati per qualche cooperativa).

            • PinoMamet scrive:

              Certo.
              Io partivo dalla mia esperienza di sceneggiatore, in cui hanno tentato di rifilarmi un documento di pura fuffa, lungo una ventina di pagine, pieno di finto inglese in cui spiegavano come dovrebbe essere fatta una promozione di un film, come se fosse l’effettiva promozione del film.

              Per la modica cifra di 20.000 euro.

              Ovviamente se lo sono messi al culo, ma il sistema è quello…

        • Peucezio scrive:

          Ma è il mondo di oggi che è infantile e spettacolare!

          I documenti di cui parli sono fatti in circuiti molti limitati e sono dettati da una sorta di scrupolo di accettabilità, di compromesso, in cui si vuole trasmettere la sostanza travestendola da linguaggio che piace un po’ a tutti, senza estremismi né in un senso né nell’altro.

          Il linguaggio mediatico e soprattutto dei gruppi minoritari più radicali e attivi è quello che forma l’immaginario e i modelli cognitivi ed etici delle generazioni. Comprese le classi dirigenti.

          La burocrazia, la finanza, il potere, la politica sono epifenomeni del cambiamento antropologico, cioè di modelli cognitivi e di conseguenza etico, valoriali, di sensibilità, ecc.
          Ogni umanità produce un mondo secondo i suoi tic, le sue idiosincrasie, le sue manie.

  22. Miguel Martinez scrive:

    Ecco un esempio di questa ideologia, su Twitter.

    I “negazionisti” devono essere messi a tacere, ne va della nostra “prosperità”, cioè del successo del sistema capitalistico… che ha creato la catastrofe (anche ma non solo) climatica.

    Questa è la Trappola!

    Maurizio Molinari @Maumol
    Jul 23
    I cambiamenti climatici da tempo non sono più in discussione e il confronto è come fronteggiarli per proteggere gli abitanti del Pianeta. Per questo, è fondamentale impedire ai negazionisti di mettere a rischio la prosperità e la sicurezza di ognuno di noi repubblica.it/editoriali/202…

  23. Miguel Martinez scrive:

    per ADV

    “oroscopi”

    Credo che ti sfugga una cosa importante.

    Esistono due motivi molto diversi per “preoccuparsi per l’ambiente”.

    Il primo è che se diventa troppo caldo a Firenze, i turisti non vengono più e devo chiudere l’agenzia dei pullman e mi trovo scoperto in banca.

    Il secondo è che c’è qualcosa di profondamente umano, ma difficile da focalizzare, che ci porta a gioire del fatto di essere in questo mondo, a sentire qualcosa di indefinibile ma fondamentale, quando respiriamo l’aria, beviamo l’acqua, guardiamo i lombrichi nel suolo, sentiamo l’odore dei funghi.

    Che è una cosa molto emotiva, “femminile”, poetica, onirica, se vuoi, e che facilmente porta a fantasticare e a volte a delirare, perché no?

    Ma alla fine, se i turisti venivano a Firenze, era perché volevano delirare anche loro, e quindi il “concreto” e “razionale” in fondo dipende dall’onirico e dall’umano.

    • giuseppe motta scrive:

      c’è almeno un terzo motivo, l’orrore che proviamo un po’ tutti per la rovina, la desolazione e il deserto che cresce

      ce n’è un quarto, puntare il dito contro qualcuno e dirgli sono meglio di te

      e forse anzi sicuramente ce ne sono altri

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “sfugge”

      Non mi sfugge affatto.

      Ma se c’è una cosa di cui sono sicuro è che il mantenere quel senso ineffabile di bellezza nella contemplazione della natura resterà possibile solo se sceglieremo la strada stretta della scienza e della tecnologia, non la strada larga del luddismo.

      Per il semplice motivo che è meglio un programmatore vivo di un poeta morto.

      Insisto perché tu veda questo filmato; rappresenta il mio pensiero come meglio non si potrebbe:

      https://fb.watch/maDzWx6CtI/

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Fuzzy scrive:

        Ma la tecnologia ha già creato tutto quello che ci serve da almeno 60 anni.
        (Non sto a fare l’elenco)
        Ciò non toglie che l’umanità stia correndo a passo spedito verso l’estinzione.
        E ancora la maggior parte delle persone al mondo vive a malapena e di stenti.
        Chi era quello che parlava di ordine criminale del mondo?
        https://www.ibs.it/fame-nel-mondo-spiegata-a-libro-jean-ziegler/e/9788851520533
        Jean ziegler
        Credo che a un certo punto fosse talmente pieno di cause e di querele miliardarie (fantastiliardarie) che ha dovuto tacere.
        È l’ordine del mondo. Segue una propria ineluttabile logica perversa.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ fuzzy

          “creato”

          La tecnologia ha già creato tutto quello che serviva a realizzare i sogni di una famiglia euroamericana degli anni S
          Cinquanta.

          Gli elettrodomestici, la TV a colori, il robottino che fa le pulizie, il supermercato che fa le consegne a domicilio senza che si debbano portare le sporte della spesa su per le scale, i voli aerei per tutte le tasche, e tachipirina per tutti.

          Adesso (giustamente) c’è il resto del mondo in fila.

          E questo richiede che si produca molta più elettricità senza produrre molti più rifiuti.

          Finché non usciremo dalla culla del nostro pianeta, ci tocca incrociate le dita perché non venga un altro Toba e premere a tavoletta sul pedale dell’acceleratore tecnologico.

          Non c’è Oltrarno che tenga.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Fuzzy scrive:

            Ma hai elencato le invenzioni superflue!
            No, io intendevo cose come contraccettivi, vitamina b12, bicicletta, anestesia. Già negli anni 30-40 si era riscoperta la coltivazione domestica del grano su un antico sistema cinese. La stufa multifunzionale. La borsa dell’acqua calda. E cose del genere.

            https://youtu.be/aQzdK1uGhWA
            Fino al 23 esimo minuto è quello che ho guardato pure io.
            Poi finisco di vedere con calma.
            Questi sono esperti al top. Purtroppo li trovo pessimisti.
            Andare a colonizzare un altro pianeta, mi dispiace dirlo, è un sogno elitario. Poi non è detto che su quel pianeta non si faccia una fine orribile.

          • daouda scrive:

            ADV ti sfugge che nessuno ste cose le voleva, ora le vogliamo non tanto perché ci hanno reso molli e stupidi, ma perché oltre la seduzione ci hanno pure costretto.

            Non credo avresti mai avuto lo sviluppo attuale senza espropri ed usura, il che significa che quel che ti piace implica la tortura e tormento degli altri.

            Lo stesso piagnisteo contro l’occidente cattivo dei negri ed i mongoli fa parte di questa realtà. Dobbiamo soffrire noir ridemensionandoci per poter fottere loro accomunando i nostri destini.
            Tendenzialmente visto che il nostro processo è stato repentino, le avanguardie dell’infamità e dell’iniquità sono proprio mongoli e negri che non hanno potuto capire un cazzo poveracci.
            Il che significa che il razzismo contro di loro in realtà è un aiutarli.

            Sò che non capirai un cazzo ma il discorso è che te sei il contrario di MM.
            Sei un agente di merda.
            Non saranno i tuoi dati e teoremi appurati ( tralasciando quelli invece che non sono tali ma spacci ugualmente, beandoti del fatto che tra di noi nessuno può capire e verificare ) ad evitare tale coinvolgimento.

            Inoltre del luddismo non hai capito un cazzo. Ludd era a favore delle macchine, mica contro.
            Ma ugualmente tralasciando questo te se il classico comunista, d’altronde anch MM lo è, vi spartite tutti i campi da classici lacché del sistema, che in nome dell’aiuto e del progresso può sacrificare utilitaristicamente qualche migliaio ( che diventeranno milioni ) di persone.

            Per aumentare lo studio che tu sai necessario alla comprensione per produrre quel che ci serve, non puoi non far morire di fame un bel po’ di gente. E’ questo che non capisci.

            Te e MM siete due merde della stessa medaglia.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Daouda

              ” Ludd era a favore delle macchine, mica contro.”

              Questa l’ho capita, e concordo!

              • Francesco scrive:

                io no, per nulla, Ludd lamentava egoisticamente un danno locale di un grandioso beneficio globale portato dai telai meccanici

              • daouda scrive:

                Ma scrivi alla luce del fatto che da socialista friedmaniano srebbe parte della tua scuatra?

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ daouda

              “medaglia”

              OAAD!

              Sono praticamente d’accordo con tutto quello che hai detto.

              A parte il modo di esprimerti diverso dal mio, e a parte il fatto (piu’ seriamente) che non mi sognerei di imbrogliarti su ciò che non puoi controllare (che gusto ci sarebbe? Sarebbe come sparare sul pianista, uno spreco: e io odio lo spreco) è verissimo che Martinez e io siamo facce della stessa medaglia.

              Lui e io si progetta, mondi opposti ma li si progetta entrambi ed entrambi a modo nostro e nel nostro piccolo operiamo per il loro avvento, che auspichiamo.

              Avvento che avverrà comunque su cataste di teschi, come le vittorie di Tamerlano.

              E’ sempre stato chiaro come il cristallo che ci sarà gente morta di fame sia che l’abbia vinta Martinez sia che l’abbia vinta io.

              Però, adesso, prova a portare avanti il tuo ragionamento.

              Ammettiamo per amor di discussione che io abbia torto.

              Ci sarebbero meno morti per fame?

              Meno supplizi?

              Ovviamente no.

              E allora, che cavolo, che almeno tutta questa sofferenza serva a qualcosa!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • daouda scrive:

                ADV è questo che non comprendi, ed è il motivo per cui la via nazarena nacque nel sangue e ritornerà finendo tramite lo stesso, dopo aver seminato a cazzo di cane come dice la parobbola, sempre e dovunque.
                Il sangue da verà deve essere il tuo, ossia il mio, no quello dell’antri.
                Non è na cosa complicata.

                A me interessava solo ammetteste sta cosa, cosa che MM ammette in realtà ma ciela ben bene.
                Isomma ammettere che siamo tutti delle merde ed il giudizio è comunque vacuo.
                Me rode il culo invece quando l’ovvio assiomatico è negato.

                Ottenuto questo ci sarebbe molto altro da dire sul come vivere, ma , dinnanzi alla sparizione che ci renderà cadaveri, tutto sommato è irrilevante ed ognno poi è diverso.

                Non tutto il male, anche uccidere, è male.
                Come sai anche che il bene fantomatico dei profittatori non è in realtà bene.
                La domanda è perché dovete rompe il cazzo su come dovrebbe essere il mondo.
                A me mica me frega qualcosa de imporre la legge divina, che di per sè imporla è il massimo segno della sua negazione.
                Insomma, me la prendo con chi si crede corretto.
                E’ na cosa sportiva, perché genericamente la mia scaletta da colpire parte prorpio dai cristiani, e poi i fascisti perché sò attori, e gli attori sono viscidi viziosi e scomunicati.

                Ma se poi me guardo dentro alla fine sò attore pur’io…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ daouda

                “il sangue che verrà deve”

                Adesso non recitare (cioè, vabbè che sei un attore, ma insomma, datti una calmata).

                Il sangue è di qualcuno, e quel qualcuno può essere chiunque. Non esiste il “deve”. (Cioè, magari dovrebbe esistere, ma appunto il “dovrebbe” dice che non c’è).

                M’importa poco di come “dovrebbe essere” il mondo. Mi importa di com’è. Perché mi importa? Primo, perché mi piace. Secondo, anche. Terzo, se voglio rendermi utile devo fare in modo che si prendano meno capocciate possibile contro il mondo che è e non contro quello che mia nonna avrebbe voluto che fosse. Già lasciamo poco dietro di noi; che almeno sua utile. Lasciami questa vanità, su.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • daouda scrive:

                parlavo di cristianesimo ADV, quando dicevo il sangue da versare.

                E calcola che le tue proiezioni sul mondo che sarebbe meno nonostante, se le consideri solo a livello somatico-psichico dimenticando il noetico-psichico, non fai un grande affare, e stiamo ancora solo a livello solo naturale.

                Il mi piace o non mi piace, dipende, a me piace, fa schifo, può essere entrambi contemporaneamente o nessuno dei due.
                E’ irrilevante.
                E’ che però, visto che sei la moneta di MM, sei na merda tanto quanto lui, come tu hai ammesso, proprio perché i vostri sono pseudo principi e pseudoprove e pseudo sentimenti nobilizzatori.

                Perché sarà pure vero che ognuno la vede come je pare, ma lo sappiamo tutti che la verità validifica è più reale di noi, che altrimenti non potremmo sapere neanche di vivere o distinguerci.
                Ma a quanto pare…

              • daouda scrive:

                Ad ogni modo ADV il discorso è banalee.
                Come la tua scienza è un coacervo di formule e dati e leggi ormai codificate e stantie ed ermetiche, strumentale al “potere” , così vale per ogni campo la stessa arte alla fine è solo propaganda inconscia.

                Non frega a nessuno l’equilibrio che sò, politico-crematica, fra la giusta dose di collegialismo mutalista sindacale , il collettivo pubblico e l’iniziativa libera privata, del giusto rapporto di difesa del privato mantenendone l’utilità sociale, tutte cose che quando si faarte e scienza non possono non collimare.
                Ognuno alla fine fa come cazzo je pare invece manipolando la realtà.

                Tu fai parte dei suppliziatori insomma, perché sei parziale, ed il parziale fiacca, il parziale inganna, il parzialecorrompe i sentimenti.
                Tutto qua.

                Ringraziando DIO non conti un cazzo. Ugualmente ringraziamo DIO perché le superstizioni antitecnologistiche anno alquanto ridere e tu sei stato per me un grande aiuto contro di esse.

                Non era per giudicarti, lo sai come scrivo, solo con MM sospetto lui un po’ ambiguo ma alla fine provoco e basta.

                Siamo tutti coinvolti e tutti complici, stare qui per stare bene o male dipende sia da noi che dal destino, infondo è irrilevante.

                E’ charo che siamo talmente disastrati che dovremmo comprenderci in una meta-epistemitica ed una meta-etica e fonderle, giacché critica e prassi non possono che dipendere l’una dall’altra ( Marx sbaglia invertendo la preminenza, ma ha ragione nella loro simultneità ).

                Manon si può più riuscire in ciò.
                E sicuramente tu, ma ormai anche io, siamo troppo vecchi per provarci.

              • daouda scrive:

                come cazzo ho fatto a perdeme n’h. Nun è facile.
                Perché sennò dovevo sricve ànno…vabbè

  24. Miguel Martinez scrive:

    Haha!

    Il Compagno Maurizio, nato nel PCI, eletto presidente del Quartiere Uno (centro storico) di Firenze nel PD, passato a Renzi appena in tempo per farsi eleggere in Regione (senza mollare la presidenza del Quartiere), è passato ieri a Forza Italia.

    Qui potete vedere il Compagno Maurizio con fazzoletto rosso tra pugni chiusi (articolo a pagamento, ma la foto si vede) https://firenze.repubblica.it/cronaca/2023/08/02/news/dal_pd_a_iv_e_ora_un_altro_salto_per_maurizio_sguanci_passa_a_forza_italia-409815562/amp/

  25. Miguel Martinez scrive:

    Ci si chiedeva quanto incide il costo del personale nei trasporti, finalmente trovo una cifra nel libro della Izoard, dovrebbe essere (almeno in Francia) circa il 40%.

    Ovviamente questo dipende dai contratti francesi, se fanno outsourcing a una ditta romena (come spesso succede) è abbastanza meno.

  26. Miguel Martinez scrive:

    Da

    https://futurism.com/the-byte/brain-cells-play-pong (tradotto con DeepL)

    Ricercatori insegnano a cellule cerebrali umane in un piatto a giocare a “Pong”
    diTony Ho Tran

    Gli scienziati sono riusciti a insegnare a una collezione di cellule cerebrali umane in una capsula di Petri come giocare al videogioco “Pong” – più o meno.

    I ricercatori della startup di biotecnologia Cortical Labs hanno creato dei “mini-cervelli” composti da 800.000 a un milione di cellule cerebrali umane vive in una capsula di Petri, come riporta New Scientist. Le cellule sono collocate sopra un array di microelettrodi che analizza l’attività neurale.

    “Pensiamo che sia giusto chiamarli cervelli cyborg”, ha dichiarato al New Scientist Brett Kagan, direttore scientifico di Cortical Labs e responsabile della ricerca del progetto.

    Per insegnare il gioco ai mini-cervelli, il team ha creato una versione semplificata di “Pong” senza avversari. Un segnale viene inviato alla destra o alla sinistra dell’array per indicare dove si trova la palla, e i neuroni delle cellule cerebrali inviano segnali per muovere la racchetta.

    “Spesso ci riferiamo a loro come se vivessero in Matrix”, ha detto Kagan alla rivista, con un riferimento orribile al film del 1999 in cui gli esseri umani sono schiavizzati dai signori dell’intelligenza artificiale in una simulazione onnicomprensiva. “Quando sono nel gioco, credono di essere il paddle”.

    Kagan ha detto che, sebbene i mini-cervelli non siano in grado di giocare come un umano, imparano più velocemente di alcune IA.

    “L’aspetto sorprendente è la velocità di apprendimento, in cinque minuti, in tempo reale”, ha dichiarato al New Scientist. “È davvero una cosa straordinaria che la biologia può fare”.

    Se da un lato si tratta certamente di un’incredibile occasione di divertimento su Twitch, dall’altro il team di Cortical Labs spera di utilizzare le proprie scoperte per sviluppare una tecnologia sofisticata che utilizzi “neuroni biologici vivi integrati con l’informatica tradizionale al silicio”, come si legge sul sito web dell’azienda.

    Quindi, sì, vogliono creare cervelli cyborg che utilizzino cellule biologiche vere e proprie, il che ha senso. Dal momento che i neuroni possono apprendere così rapidamente, possono migliorare notevolmente l’attuale IA quando vengono combinati con l’apprendimento automatico.

    Ma non avremmo mai immaginato che la trama di “Matrix” si sarebbe svolta prima dell’uscita del nuovo film.

    • Roberto scrive:

      Un consiglio: smetti di leggere cose dove ci sono gli aggettivi spaventoso, terribile, orribile e che citano Matrix (un bel film tra l’altro)

      Ho davvero paura che non ti faccia bene

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Un consiglio: smetti di leggere cose dove ci sono gli aggettivi spaventoso, terribile, orribile e che citano Matrix (un bel film tra l’altro)”

        Hai ragione ovviamente, il problema è che l’articolo originale è un po’ più lungo e noioso:

        https://www.cell.com/neuron/fulltext/S0896-6273(22)00806-6

        Però non c’è “spaventoso” e non cita Matrix, mi sembra.

        Cosa ne pensi?

        • Miguel Martinez scrive:

          Veloce passaggio della prima parte in DeepL:

          Articolo| Volume 110, ISSUE 23, P3952-3969.e8, 07 dicembre 2022

          Neuroni in vitro apprendono e mostrano sensibilità quando sono incarnati in un mondo di gioco simulato

          Brett J. Kagan 11
          Andy C. Kitchen
          Nhi T. Tran
          Ben Rollo
          Adeel Razi
          Karl J. Friston
          Mostra tutti gli autori
          Mostra note a piè di pagina

          Accesso liberoPubblicato:12 ottobre 2022DOI:https://doi.org/10.1016/j.neuron.2022.09.001
          In evidenza


          Miglioramento delle prestazioni o “apprendimento” nel tempo a seguito di feedback a circuito chiuso.

          Apprendimento osservato sia da neuroni corticali umani che da neuroni primari di topo.

          I sistemi con stimolo ma senza feedback non mostrano alcun apprendimento.

          Cambiamenti dinamici osservati nell’attività elettrofisiologica neurale durante l’incarnazione

          Sintesi
          L’integrazione dei neuroni nei sistemi digitali può consentire prestazioni non realizzabili con il solo silicio. Qui abbiamo sviluppato DishBrain, un sistema che sfrutta la capacità di calcolo adattativo dei neuroni in un ambiente strutturato. Le reti neurali in vitro di origine umana o roditrice sono integrate con il calcolo in silico attraverso un array multielettrodico ad alta densità. Attraverso la stimolazione e la registrazione elettrofisiologica, le colture sono inserite in un mondo di gioco simulato, che imita il gioco arcade “Pong”. Applicando le implicazioni della teoria dell’inferenza attiva attraverso il principio dell’energia libera, abbiamo riscontrato un apprendimento evidente entro cinque minuti di gioco in tempo reale, non osservato in condizioni di controllo. Ulteriori esperimenti dimostrano l’importanza di un feedback strutturato ad anello chiuso nell’ottenere l’apprendimento nel tempo. Le colture mostrano la capacità di auto-organizzare l’attività in modo mirato in risposta alle scarse informazioni sensoriali sulle conseguenze delle loro azioni, che definiamo intelligenza biologica sintetica. Applicazioni future potrebbero fornire ulteriori approfondimenti sui correlati cellulari dell’intelligenza.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “Neuroni”

            Innanzitutto grazie mille dell’articolo!

            Avendo lavorato un poco nel settore, mi sembra utile chiarire un aspetto che forse non è chiaro immediatamente a tutti.

            Il modo in cui i neuroni comunicano fra loro è stato scimmiottato dalle famose “reti neurali” fino dalla fine degli anni ’50.

            Si vide presto che le reti neurali sono imbranate nei calcoli aritmetici (ecco forse perché anche gli umani provano una certa ritrosia per la matematica 😉). Sono imbattibili però quando si tratta di riconoscere figure, immagini, motivi musicali o in genere strutture di dati all’interno di un mare di segnali disordinati. Sono quindi adatte a costruire dispositivi capaci di prendere decisioni in situazioni impreviste.

            Fino al 2011 le reti neurali erano una curiosità di laboratorio, perché ritenute sostanzialmente inaffidabili rispetto alle colossali addizionatrici programmabili che nel frattempo erano diventati i computer tradizionali: su dieci decisioni da prendere in una situazione data ne azzeccavano nove e ne sbagliavano completamente – e imprevedibilmente – la decima.

            Con l’aumento della velocità dei calcoli ci si rese conto però – e del tutto inaspettatamente – che al di sopra di un certo livello di complessità non soltanto la capacità di prendere decisioni complesse aumenta, ma anche l’affidabilità: se le decisioni imprevedibilmente sbagliate erano mettiamo il 10% con trenta “neuroni”, andavano sostanzialmente a zero se i neuroni erano milioni.

            Ora, il modo migliore e più veloce per fare crescere tanti neuroni collegati insieme ce lo dà il tessuto nervoso stesso.

            Quindi il risultato descritto nell’articolo è il naturale sviluppo della ricerca precedente.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            # Martinez

            “Pong”

            Mi sono commosso.

            A Pong ero imbattibile. Non ci gioco da quarant’anni.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Strano che le cellule cerebrali imparino qualcosa!

          • daouda scrive:

            ahahahahahah grande Treviso

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ mauricius tarvisii

            “strano”

            Ti Grazio anche te per il tuo post!

            Hai attirato la mia attenzione sulla parola “imparino”.

            Vado a rileggermi.l’abstract, e scopro che la rete neurale rispetta il ‘principio della energia libera’.

            In questo contesto, questo principio dice che ad ogni livello gerarchico dell’organizzazione cerebrale la struttura del sistema nervoso tende letteralmente a minimizzare la massima sorpresa possibile che la risposta dell’ambiente riserva a un dato comportamento della struttura stessa.

            In altre parole, dal ‘semplice’ ganglio con pochi milioni di neuroni su su fino al cervello nel suo complesso ogni comportamento di ogni struttura cerebrale segue la direttiva di minimizzare lo scarto fra la risposta esterna a un dato comportamento e la risposta attesa (dove “esterna” si riferisce a tutto mondo esterno alla struttura cerebrale stesso, a cominciare dalle strutture cerebrali adiacenti).

            In soldoni, siccome minore è tale scarto minore è la correzione richiesta minore, sembra valere un principio universale di massima pigrizia, o, se vogliamo, di minimo sforzo.

            Il legame evidente fra questo principio (postulato in modo chiaro da Friston trent’anni fa, e prima da lui da Ferrero in neurologia, Zipf in linguistica e anche da Freud) e principi simili postulati in molti problemi del mondo fisico è affascinante.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  27. Fuzzy scrive:

    Ho appreso dal telegiornale che oggi è il compleanno della moglie di Henry.

  28. Peucezio scrive:

    Andrea,
    “Non si ha civiltà senza scrittura, cioè senza un mezzo formalizzato e anonimo di codificazione e trasmissione del sapere.”

    Qualcuno potrebbe risponderti che senza civiltà non ci sarebbe stato il problema ecologico.
    Io se devo scegliere mi tengo la civiltà.
    Ma non si può avere tutto. Non sempre almeno.

  29. Fuzzy scrive:

    https://thesubversivefarmer.net/about
    Ecco, si discuteva ieri di Steiner e della Soil society. Per caso oggi trovo questo sito del “subsersive farmer” che ha capito tutto.
    Dove è adesso il suo piccolo e sistema agricolo, prima c’era un terreno semidesertificato per l’eccessivo sfruttamento. E questo vuol dire che qualcuno precedentemente si era sbagliato.
    Se si va nelle crete senesi, anche lì si nota un terreno che per quanto suggestivo denota uno sfruttamento eccessivo. No, no, non ci siamo. Tutto da rifare. Ma non è difficile.
    Ci pensa la soil society.

    • Fuzzy scrive:

      Unico problema, molta vegetazione, molte zanzare. So per esperienza nel mio piccolo. Allora c’è solo il rimedio dello zampirone cinese. Il più tossico che ci sia al mondo.

  30. daouda scrive:

    Vabbè quanno se magna?

    § Ci sono due tipi di umiltà, così come due sono i tipi di superbia. Il primo tipo di superbia si ha quando si disprezza il fratello, quando non lo si tiene in nessun conto e ci si giudica superiori a lui. Ma se non si sta attenti, se non si è vigilanti, poco per volta si giunge al secondo tipo che consiste nell’ergersi contro DIO stesso e nell’attribuire a se stessi, e non a Lui, quello che si è riusciti a fare di buono.
    Fratelli miei, in verità ho conosciuto una volta uno che era giunto a questo stato pietoso. All’inizio quando un altro fratello gli rivolgeva la parola, lo disprezzava; diceva: “E chi è mai costui? Non ci sono che Zosima e i suoi discepoli”. Poi cominciò a provar disprezzo anche di loro e a dire: “Non c’è che Macario”. Poco dopo cominciò a dire: “E chi è poi Macario? Nessuno, non ci sono che Basilio e Gregorio”. E dopo un po’ cominciò a disprezzare anche loro dicendo: “Chi sono mai Basilio e Gregorio? Nessuno, non ci sono che Pietro e Paolo”. Gli dissi: “In verità, fratello, se vai avanti così arriverai a disprezzare anche loro”. Credetemi, poco dopo cominciò a dire: “Chi è Pietro, chi è Paolo? Nessuno, non c’è che la Santa Trinità”. E infine diede prova contro DIO stesso e fu la sua rovina. Per questo, fratelli miei, dobbiamo lottare contro la prima specie di superbia perché non succeda che poco per volta finiamo per cadere in modo totale e completo.

    Esiste poi una superbia tipica del mondo ed una tipica della vita monastica. Quella mondana consiste nell’innalzarsi al di sopra del fratello perché si è più ricchi, più belli, più acuti, più famosi, perché si indossano vesti più belle o si è più nobili di lui. Quando dunque ci accorgiamo di attaccarci a queste cose o di essere pieni di noi stessi perché il nostro monastero è più grande, più ricco o perché abbiamo molti fratelli, dobbiamo sapere che siamo ancora immersi in questo tipo di superbia del mondo. A volte si è superbi anche per i doni naturali: se ci si compiace, ad esempio, di avere una bella voce e di cantare bene i salmi, oppure di essere abili e precisi nel lavoro, di saper servire correttamente. Anche se si tratta di motivi più santi dei primi, questo è ancora esattamente la superbia del mondo.
    Quella tipica della vita monastica invece consiste nello compiacersi interiormente di fare lunghe veglie, di digiunare, di essere pii, di compiere sante pratiche ascetiche, di essere pieni di fervore o addirittura nell’umiliarsi ma per riceverne gloria. Ad ogni modo c’è una differenza: se proprio dobbiamo vantarci, vantiamoci per lo meno di cose monastiche e non delle cose del mondo.
    Ecco, abbiamo spiegato quali siano il primo e il secondo genere di superbia; ed abbiamo parimenti definito quella mondana e quella della vita monastica.

    Vediamo ora quali sono i due generi di umiltà.

    Il primo genere di umiltà consiste nello stimare il proprio fratello più intelligente e superiore in tutto; in una parola, mettersi al di sotto di tutti. Il secondo genere di umiltà consiste nell’attribuire a DIO tutto quello che riusciamo a fare.
    Questa è l’umiltà perfetta dei santi, che nasce naturalmente dalla pratica dei comandamenti. Accade infatti come alle piante cariche di frutti; i frutti fanno piegare i rami verso terra, i rami che non portano frutti invece salgono diritti verso l’alto. Ci sono alcune piante che non danno frutto, finché i loro rami si innalzano verso il cielo, ma se si prende una pietra e la si appende ai rami per trascinarli verso terra, allora danno frutti. Così avviene anche all’anima: quando è umiliata, porta frutto, e quanto più porta frutto, tanto più si umilia, poiché quanto più i santi si avvicinano a Dio, tanto più si riconoscono peccatori.
    Ricordo che un giorno parlavamo dell’umiltà; un notabile di Gaza ci sentì dire che quanto più ci si avvicina a Dio, tanto più ci si riconosce peccatori e pieno di stupore ci chiese: “Come è possibile?”. Gli risposi: “Signore, tu che sei una persona importante, chi pensi di essere nella tua città?” “Mi considero il più grande, il primo della città”. Gli chiesi: “E se te ne vai a Cesarea, chi penseresti di essere?” “Mi considererei inferiore ai grandi che stanno là”. Gli dissi: “E se andassi ad Antiochia? come ti considereresti?” Mi rispose: “Mi considererei un provinciale”. Gli dissi: “E a Costantinopoli, vicino all’imperatore, là chi ti sentiresti?” Mi rispose: “Mi considererei un miserabile”. E allora gli dissi: “Ecco, così sono i santi; quanto più si avvicinano a Dio, tanto più si riconoscono peccatori. Abramo quando vide il Signore, si definì terra e cenere (Gn 18,27). E Isaia disse: -Misero e impuro sono io -(Is 6,5). E così anche Daniele nella fossa dei leoni, quando venne Abacuc a portargli da mangiare dicendogli: -Prendi il cibo che Dio ti ha mandato – che disse? – Così esclamò: ‘Dio dunque si è ricordato di me?’ – (Dn 14,36-37). Vedi quale umiltà possedeva il suo cuore! Era nella fossa con i leoni eppure non gli facevano alcun male, né la prima né la seconda volta (Dn 6 e 14) e nonostante tutti questi prodigi, disse pieno di meraviglia: – Dio dunque si è ricordato di me? – §

    Vedete l’umiltà dei santi, vedete qual è la disposizione del loro cuore? E pure quando Dio li mandava in aiuto agli uomini rifiutavano per umiltà, perché volevano sfuggire ad ogni gloria. Se si getta uno straccio sporco addosso ad un uomo vestito di seta, questi cerca di scansarlo per non sporcare le sue vesti preziose; così anche i santi, rivestiti delle virtù, cercano di rifuggire la gloria degli uomini per non esserne macchiati. Ma chi desidera la gloria assomiglia ad un uomo nudo che è sempre in cerca di un pezzo di stoffa qualsiasi o di qualsiasi altra cosa per ricoprire la sua indecenza; così anche chi è nudo di virtù, cerca la gloria degli uomini.

  31. Peucezio scrive:

    Giuseppe Motta,
    “tiro a indovinare Peucezio
    tu saresti tra i pochi a cui gli italiani avrebbero dovuto pagare l’insegnante privato

    Ça va sans dire.

  32. Peucezio scrive:

    Pan,
    “Ma davvero non ti rendi conto che la maggioranza della popolazione italiana considera la scuola solo come un servizio individuale di accudimento alla persona o alle famiglie, che serve solo a fini di babysitteraggio per i genitori o di animazione e socializzazione per i ragazzi? ”

    Lo so benissimo.
    Ma
    1) perché allora fare finta che serve a studiare e ad apprendere nozioni?
    2) Cominciamo a prendere a calci in culo ‘sti genitori.
    Ma non tanto perché non si occupano dei figli, ma perché se ne occupano troppo, sono apprensivi, iperprotettivi. I figli non dovrebbero stare né coi genitori né a scuola, dovrebbero scorrazzare, giocare e divertirsi fra loro.
    Sarebbe meglio che ciò avvenisse senza supervisione di adulti, che gli instillano un sacco di paure, ma per i più piccoli, per i quali è inevitabile un minimo di controllo, basterebbe un guardiano per ogni condominio, magari lo stesso custode.

    • PinoMamet scrive:

      Peucé, il fatto che secondo alcuni (non tutti per fortuna) genitori italiani uno degli scopi della scuola sia tenergli i figli fuori dai piedi, non significa né che la scuola debba avere solo questa funzione, né che ce l’abbia 😉

      Per il resto continua a sfuggirmi il motivo della tua crociata contro l’alfabetizzazione. 😉

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “Per il resto continua a sfuggirmi il motivo della tua crociata contro l’alfabetizzazione. 😉 ”

        Eh, dai, mi leggi da lustri.

        • PinoMamet scrive:

          Sì, e continua a sfuggirmi.

          • Peucezio scrive:

            La trasformazione dei modelli cognitivi in senso astratto e generico.
            Conosci Ong e Lurija? Se vuoi ti passo i riferimenti bibliografici.

            Ma direi che un aspetto fondamentale è il salto della stratificazione storica che l’accesso diretto alle fonti, non mediato dalla tradizione orale, comporta.
            Cioè un racconto orale si trasforma e si adegua via via al contesto storico.
            Un testo scritto resta uguale millenni dopo e crea le forzature che sappiamo. Pretendiamo di capire la Bibbia, il Corano, ma siamo altri uomini, non possiamo nemmeno più di tanto immedesimarci in chi li ha scritto, compenetrarci nel suo sentire, nella sua visione del mondo.
            E da lì letteralismi grossolani, con tutti i danni che nascono ogni volta che non rispetta la complessità di un contesto storico, coi suoi delicati equilibri, volendo violentemente adeguarlo a un testo elaborato generazioni prima.
            Aveva ragione Socrate: il testo scritto è una cosa morta, non risponde, non è flessibile, mentre la realtà è complessa, mutevole.

            E secondo me la gran parte dei guasti degli ultimi cinquemila anni vengono da lì, da una pretesa di pianificare il mondo secondo una concezione organica, semplice, ricavata da testi o comunque da una mentalità formatasi sulla scrittura, quindi portata allo schematismo, all’astrazione, alla pianificazione a tavolino, al voler imporre al mondo una razionalità aprioristica.
            Vuoi modificare ciò che non ami, ciò in cui non sei più capace di compenetrarti, di abbandonarti, la cui complessità e imprevedibilità spaventa i tuoi bisogni nevrotici di controllo.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “semplice”

              Se leggi Galilei (che non ha mica lasciato una tradizione orale 😉) ricordi che per conoscere occorre “difalcar l’esperienza”: tagliare cioè l’esperienza in due parti, a una delle quali attribuiamo in modo del tutto aprioristico e ingiustificato un’importanza dominante, per poi spiegare il testo in base a quella. Solo il confronto con la realtà ci dice se la nostra selezione arbitraria funziona.

              La tradizione orale lasciamola agli sciamani.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            “La trasformazione dei modelli cognitivi in senso astratto e generico.”

            Ah, per questo? Perché con i libri le persone tendono a essere più astratte?
            Beh, penso ci sia qualche rimedio più semplice piuttosto che costringere (sì, si tratterebbe di costringere) tutto il mondo a restare illetterato.
            Suggerisco il giardinaggio 😉

            “Aveva ragione Socrate”
            Non mi pare che Socrate abbia mai… lasciato scritto niente in proposito. 😉

            e infatti il suo pensiero non lo conosciamo, e possiamo supporlo, ricavandolo dalle falsificazioni più o meno volute dei suoi allievi.

            Anche l’oralità ha i suoi difetti…

            “E secondo me la gran parte dei guasti degli ultimi cinquemila anni vengono da lì”

            Io non mi ricordo neanche cosa ho mangiato ieri sera..
            l’idea di parlare di guasti antichi di 5 mila anni mi sembra che richieda un po’ troppa buona volontà, mettiamola così, per avere qualche credibilità.

  33. Peucezio scrive:

    Roberto e Pino,
    non era un elogio degli americani: relata referebam.
    Resta il fatto che, quale che sia la provenienza dei programmatori, la maggior parte del software più complesso si fa ancora lì.
    Ma stendiamo un velo pietoso sugli indiani. Sempre la mia amica mi diceva che sono rigidi, schematici, ottusi, finché c’è da eseguire e fare compiti ripetitivi funzionano benissimo, ma appena si tratta di qualcosa di più complesso, con la loro ottusità non solo non aiutano, ma sono di ostacolo, creano problemi, sono pedissequi, mancano di un minimo di flessibilità.

    • PinoMamet scrive:

      Mah… gli indiani educati in India, che ho conosciuto negli USA, mi sono sembrati schematici e rigidi più o meno come tutti i popoli extraeuropei di formazione “anglosassone”, e simili (nordici in primis): non vorrei sembrare razzista (verso tutte le razze? ) o sciovinista ma è così.

      La scuola italiana, verso la quale non smettiamo di inviare strali e che non cessiamo di demonizzare, con tutti i suoi difetti, non solo fornisce agli studenti italiani nozioni e contenuti, e non pochi, che mancano del tutto agli studenti del mondo anglo-influenzato o anglo-adorante (Scandinavia, Israele, India…);

      ma, sempre a differenza di questi, gli fornisce la capacità di elaborare pensieri autonomi, liberi, anticonvenzionali.

      Insomma, gli studenti dell’ “anglosfera” escono dalla scuola pensando che la “verità” del momento sia la Verità, maiuscola ed assoluta;

      quelli italiani, francesi e greci (ma, da quello che ho visto, direi anche iraniani e sudamericani…) escono pensando che sia loro dovere pensarla almeno in parte diversamente: altrimenti, che avrebbero studiato a fare?

      Ci sono sotto sicuramente anche altri fattori, di carattere nazionale: in Italia per esempio l’andreottianesimo (“a pensar male si fa peccato ma…”) che poi è la sintesi elegante di secoli di pensiero popolare/contadino italico; in Francia la tradizione altrettanto secolare del popolo che protesta e dell’intellettuale che scuote le coscienze; e così via.

      Ma appunto queste cose, di cui pure dovrebbero esistere degli equivalenti, mancano agli studenti o ex studenti indiani, statunitensi, israeliani ecc.

      (Parlo degli indiani d’India: quelli nati e cresciuti in Italia direi che sono molto italianizzati, forse più di altre comunità di immigrati; perlomeno i tantissimi punjabi di qua, che arrivano da una solida cultura contadina/carabinieresca assai simile in certi aspetti a quella di certe campagne italiane)

      • PinoMamet scrive:

        Ricordo l’incredulità di un mio amico, che visitò Israele dopo di me;

        mi disse che la guida israeliana gli aveva fatto due palle così a forza di raccontargli che gli israeliani “sono abituati a pensare out of the box” ecc. (in realtà riferendosi a scienziati e inventori ebrei europei ) ;

        e poi, visitando Masala, dopo aver magnificato l’eroismo degli assediati, più o meno con il tono in cui in Italia si parla dei partigiani, o negli Venti dei reduci della Prima guerra…

        non ha speso una sola parola sulla maestosa e, quella sì, veramente impressionante opera di ingegneria con la quale i Romani sono riusciti ad espugnare la cittadella.

        “A me” diceva “sembra che sia proprio il contrario: non sono anticonvenzionali e creativi, sono proprio convenzionali al massimo”.

        Idem per un tizio, manco a dirlo statunitense, in cui mi sono appena imbattuto su internet: un nerd appassionato di Storia che commenta vari film storici.

        Becco per caso un suo filmato su un eroe di guerra, in cui riesce a infilarci, a cazzo, un riferimento ai soliti Vikinghi (che non c’entravano assolutamente niente con l’era del film né con il personaggio, che ho rimosso) che “hanno scoperto l’America per primi”.
        E vabbè.

        Poi ne becco un altro su un film sulla battaglia delle Midway, secondo lui ben fatto e abbastanza fedele agli eventi storici, ma di cui non gli è piaciuta la chiusa finale con la dedica “ai marinai americani e giapponesi caduti”:
        no! orrore! Dopo il solito fervorino di excusatio in cui dice di non avere niente contro i giapponesi “di oggi”, ecco la solita condanna dell’imperialismo… giapponese (di quello americano, nisba) e il solito paragone che lascio immaginare ai pazienti lettori che mi avranno seguito:

        “come la prendereste se un film sulla Battaglia d’Inghilterra fosse dedicato ai caduti della Raf e a quelli della Luftwaffe?”
        Mi sembrerebbe doveroso, ma vaglielo a spiegare…

        E niente, dulcis in fundo mi arriva il commento a un film su Cristoforo Colombo, definito nei primi secondi un “mostro” (letteralmente) “che non andrebbe studiato a scuola” e quindi il film è tutto brutto e da condannare…
        e lì ho spento.
        Ma se ne vada affanculo.

        PS
        Prima o poi qualcuno dovrà spiegarglielo che l’Anse aux meadows è solo l’ennesimo falso e che la Vinland delle saghe nordiche non è descritta più credibilmente dell’Atlantide di Platone, e sicuramente meno credibilmente del territorio oltreoceano visitato dal marinaio cartaginese citato da Plutarco… che perlomeno descrive correttamente il Mar dei Sargassi che stupì Colombo.

        Ma sai, gli americani di antenati (veri o presuntissimi) “vichinghi” sono più potenti dei brasiliani che facevano i falsi ritrovamenti fenici…

      • Roberto scrive:

        Pino

        “ma, sempre a differenza di questi, gli fornisce la capacità di elaborare pensieri autonomi, liberi, anticonvenzionali.”

        D’accordo su tutta la linea (non so se sia scuola o università o tutte e due) e lo vedo quotidianamente lavorando con colleghi da tutta Europa

        Una cosa che mi fa impazzire è quando davanti ad una cosa nuova qualcuno (nordici, inglesi e slavi) mi dice “non lo posso fare io, non l’ho mai fatto”…cazzo hai cinquant’anni, sei laureato a Cambridge lavori da 20 e non hai ancora imparato a leggere e studiare? Ma sono così, sanno tutto di una sola cosa nella quale sono bravissimi ma hanno paura del buio

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “La scuola italiana, verso la quale non smettiamo di inviare strali e che non cessiamo di demonizzare, con tutti i suoi difetti, non solo fornisce agli studenti italiani nozioni e contenuti, e non pochi, che mancano del tutto agli studenti del mondo anglo-influenzato o anglo-adorante (Scandinavia, Israele, India…);

        ma, sempre a differenza di questi, gli fornisce la capacità di elaborare pensieri autonomi, liberi, anticonvenzionali.

        Insomma, gli studenti dell’ “anglosfera” escono dalla scuola pensando che la “verità” del momento sia la Verità, maiuscola ed assoluta;”

        Tutto verissimo, ahimè.
        Quanto alla specificità italiana (e sud-europea), speriamo che duri. Certo è che ci americanizziamo anche noi e dal covid in poi c’è stata un’accelerazione (che ha solo slatentizzato tendenze di medio-lungo periodo).

        • Peucezio scrive:

          Intendo accelrerazione dell’idea per cui esiste un solo modo “giusto” di pensare, una “verità” dei buoni.
          Per il resto gli americani hanno reagito al covid in modo molto più sano e meno isterico di noi.

          • PinoMamet scrive:

            La grande salvezza degli americani sono i burini.

            Rednecks e affini, o come cavolo li chiamano loro.

            Ma anche burini di altra origine, come gli italian-americans che, giustamente, si oppongo alle isterie “svegliate” (e non prive di venature razziste, in fondo) contro il Columbus Day.

            • daouda scrive:

              Hillbilly al nord-est, redneck al centro-sud.

            • Francesco scrive:

              sai che non credo possa bastare? come diceva Milani, è chi conosce più parole che alla fine vince

              i burini devono trovare dei clerici di riferimento o finiranno come in Vandea, col male che trionfa e una nazione che non si regge da allora

              • Peucezio scrive:

                Basta trasmettere la conoscenza dell’uso delle armi oralmente e tempo una gerenazione ci si sbarazza degli alfabetizzati.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “uso delle armi oralmente”

                Parliamo di cerbottane o di ICBM?

              • Peucezio scrive:

                Dopo un po’ non si sapranno più né fabbricare né tenere in efficienza.
                Meglio.
                Le cerbottane a quanto mi risulta fanno meno danni dei mitragliatori.

              • PinoMamet scrive:

                Beh, tenere in efficienza un mitragliatore non è che richieda chissà che conoscenze 😉 e migliaia di najoni semianalfabeti, o analfabeti del tutto, lo hanno sempre fatto perfettamente.

                ma neanche fabbricarlo…
                gli afghani da sempre fabbricano copie di armi occidentali e sovietiche, a volte migliori delle originali.

                Comunque dimentichi che l’umanità disimpara a fare l’AK 47, disimparerà anche a fare l’aspirina, e molto più in fretta.

                Come sempre… ne parliamo al prossimo mal di denti 😉

              • Peucezio scrive:

                Beh, meglio un mal di denti che una pallottola nella pancia…

          • roberto scrive:

            peucezio

            “Per il resto gli americani hanno reagito al covid in modo molto più sano e meno isterico di noi”

            probabilmente a livello pubblico (e daltronde più isterico del governo italiano credo che non ci sia stato nessuno), ma io mi ricordo scene davvero allucinanti come gli assalti ai supermercati e ai negozi di armi (ho delle foto di mio fratello che ha ripreso un cartello “tutto esaurito” in un negozio d’armi vicino a casa sua).

            e se pensi che sia solo una cosa da fighetti di città, ti faccio notare he gli havasupai hanno riaperto la loro riserva ai turisti (c’è un posto meraviglioso, havasupai falls, dove vorrei andare) solo da pochissimi mesi (il primo febbraio 2023) e ancora oggi devi girare con le maschere…all’aperto!

            https://theofficialhavasupaitribe.com/

            • Peucezio scrive:

              Con questi gli indiani si sono alienati la mia simpatia per i prossimi secoli.

              • Roberto scrive:

                Dai non essere sempre così estremo!
                A parte il fatto che non riguarda tutti gli indiani (ho parlato degli havasupai perché volevo andare lì, ma tra poco vado più a nord, nella riserva degli oyate e lì non c’è nessuna restrizione), ma poi
                – gente che vive di superstizioni può benissimo sviluppare la superstizione delle mascherine all’aperto
                – sembra comunque che ci sia stata una strage di indiani
                – vivono in un posto dove il primo ospedale è in culo al mondo (da cui la strage di cui sopra) e comunque non possono permettersi di andarci

                Un po’ d’isteria è assolutamente comprensibile, dai

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Un po’ d’isteria è assolutamente comprensibile, dai”

                Per un raffreddore?

              • PinoMamet scrive:

                Beh tieni presente che intere popolazioni native sono state spazzate via dal comune raffreddore e influenza…

                Possibilissimo che abbiano una sensibilità maggiore all’argomento!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                1) sono poveri
                2) effettivamente da loro il Covid ha fatto strage
                3) per via di 1, non hanno l’ospedale per i fragili (che sono ancora esposti)
                4) per via di 1, sono ignorantissimi ed è facile che non abbiano capito nulla
                5) per via di 4, applicano il sano pensiero magico fatto di tabù e prescrizioni: la mascherina ti salva? La metti sempre. Non avere la mascherina porta cattiva sorte? Vieti di toglierla.

                Magari, più che prendertela con gli indiani, potresti prendertela col tipo di società che ogni tanto idealizzi.

              • PinoMamet scrive:

                Mah, a dire il vero ho dei dubbi sui punti 4 e 5…

                Mi pare che la situazione dei nativi americani cambi enormemente da una comunità all’altra ed è difficile fare delle generalizzazioni.

                Mi pare che molte comunità siano in effetti ancora molto povere, ma non è detto.
                Ignoranti, probabilmente quanto l’americano medio… o anche l’italiano medio, in fondo, su certe questioni.

                Comunque credo ci sia un abisso tra una “nation riconosciuta federalmente”, con suoi confini e una sua polizia (tipo i Navajo), una pure ma molto più piccola e di conseguenza più povera e più isolata, o una riconosciuta magari solo localmente…

                poi ci sono i gruppi non riconosciuti legalmente, che anche questi possono spaziare dai più grandi disgraziati nativi che non hanno nemmeno la fortuna di un qualche sostegno legale, fino a qualche associazione di allegroni bianchi o neri che proclamano di avere un antenato cherokee e si riuniscono un paio di volte l’anno per scimmiottare qualche rito (almeno 800.000 di soli sedicenti Cherokee, senza contare gli altri…)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Mi pare che la situazione dei nativi americani cambi enormemente da una comunità all’altra ed è difficile fare delle generalizzazioni.”

                Sospetto che tu ci abbia azzeccato!

              • roberto scrive:

                pino

                “Mi pare che la situazione dei nativi americani cambi enormemente da una comunità all’altra”

                da quello che ho visto mi sembra che sia proprio così, ma il punto comune è che sono davvero poveri…almeno le riserve navajo anche in posti straturistici (monument valley, antelope canyon) nei quali vivono di rapina, sono sostanzialmente degli enormi campi zingari in posti davvero poco ospitali (per quanto meravigliosi).

                mi sembra che sulla costa est se la passino meglio (sono stato nel maine nella comunità passamaqoddy e nel massachussets dove ci sono i wapanoag) ma li non hanno delle vere e proprie riserve

              • PinoMamet scrive:

                Ecco, in quel contesto ha senso parlare di “appropriazione culturale”.

                Cioè, il disgraziato John Swimmer o Henry Six-Killer, o Aaaron Peshlakai (pesco cognomi nativi veri) che vive in una roulotte, e la cui unica ricchezza, letteralmente, è la cultura trasmessa dai nonni, senza la quale si trasformerebbe in un comune alcolizzato o drogato

                (ho visto un documentario sui Lakota piuttosto esplicito)

                trovo ragionevole che sia piuttosto incazzato con il buontempone che una volta l’anno si mette penne in testa e gonnellino di pelle per fare il figo, o magari fa i soldi vendendo presunta
                (quando non inventata o peggio rubata) “saggezza indiana” agli sprovveduti;

                ma anche semplicemente che si fa bello del mitico “antenato cherokee”, che poi nella maggioranza dei casi era un irlandese con qualche guaio con la legge o fuggito da condizioni di lavoro intollerabili ,e rifugiatosi nei posti sfigati dove si erano ritirati i nativi.

                Solo, gli americani dovrebbero ricordarsi che non tutto il mondo è America…
                😉

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Ecco, in quel contesto ha senso parlare di “appropriazione culturale”.”

                http://www.newagefraud.org/

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il sistema scolastico americano non è molto diverso da quello sanitario: mediamente fa schifo, ma se sei povero fa ancora più schifo. Dubito fortemente che crei gli anticorpi culturali contro le tendenze (profondamente umane, nel senso che di base garantiscono la sopravvivenza in mancanza di meglio) del punto 5.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Beh tieni presente che intere popolazioni native sono state spazzate via dal comune raffreddore e influenza…

                Possibilissimo che abbiano una sensibilità maggiore all’argomento!

                Vabbè, ma generazioni fa.
                A parte tutto quei pochi sopravvissuti avranno gli anticorpi coi controcoglioni (non ho bisogno di collocarti la citazione 😀 ).

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “Magari, più che prendertela con gli indiani, potresti prendertela col tipo di società che ogni tanto idealizzi.”

                Me la prendo con l’OMS, con i medici e tutto il resto delle cagate moderne, che trasformano un raffreddore in una tragedia planetaria (generando poi una tragedia vera di miseria, disoccupazione, drammi umani e sociali, suicidi, depressioni…).

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Secondo te non si accorgevano da soli che stavano cominciando a morire? Il governo federale non se li stava cagando di striscio, ricordo, e quando chiesero aiuti gli mandarono direttamente i sacchi per cadaveri. No, hanno fatto tutto da sé.

              • Peucezio scrive:

                Mah…
                Ci sono così tanti vecchi fra gli Indiani?
                Malgrado siano emarginati, alcolizzati e tutto campano così tanto?

  34. Miguel Martinez scrive:

    Con grande divertimento, leggo un sito indignato di Destra. Della serie, “ma cosa pensavata che poteva fare la politica oggi?”

    https://voxnews.info/2023/08/04/lampedusa-arrivati-in-1-770-con-40-barconi-ponte-aereo-per-trasferirli-in-tutta-italia/

    Lampedusa: arrivati in 1.770 con 40 barconi, ponte aereo per trasferirli in tutta Italia

    Meloni è un essere senza vergogna alcuna. Mentre lei inizia le sue ‘meritate’ vacanze, i suoi clandestini continuano a sbarcare. Senza sosta.

    Sono 1.770 i clandestini ospiti dell’hotspot di Lampedusa dopo che 475 sono stati imbarcati sul traghetto di linea che giungerà in serata a Porto Empedocle: poi, da lì, verranno distribuiti in tutta Italia.

    Fra i presenti nella struttura di primissima accoglienza gli ultimi 45 arrivati da Costa d’Avorio, Guinea, Gambia e Sierra Leone. Il barchino, di 7 metri partito da Mahdia in Tunisia, sul quale viaggiavano è stato intercettato e bloccato dalla motovedetta V1300 della Guardia di finanza. E’ stato il 28esimo sbarco da mezzanotte, con complessivi 1.104 clandestini.

    Per il pomeriggio, la Prefettura di Agrigento è riuscita ad organizzare un ulteriore, non previsto, trasferimento: 300 clandestini verranno scortati a Cala Pisana dalla polizia e imbarcati sulla nave Sirio che farà rotta verso Augusta. Alle 21 resta confermato il trasferimento di altri 200 ospiti dell’hotspot con il traghetto della sera Cossyra.

    Tutti questi clandestini arriveranno davanti alle vostre case a scroccare, spacciare, stuprare e altro. Sono tutti figli di Meloni. E le è figlia di chi sappiamo noi.

  35. Miguel Martinez scrive:

    Sempre dallo stesso sito:

    1.000 clandestini prelevati da Open Arms su ordine di Meloni e portati in Italia – VIDEO

    Meloni ci espone dal pubblico ludibrio internazionale. La Ong spagnola che ha mandato Salvini a processo perché ha fatto il proprio dovere ormai lavora direttamente per Palazzo Chigi:

    Ci facciamo prendere per il culo da una combriccola di ballerini di flamengo. Il tutto nel totale silenzio dei cosiddetti ‘giornali di destra’. Roba tipo Libero e il Giornale. Giornali dei palazzinari che finanziano le campagne elettorali dei partiti che ci riempiono di clandestini.

    Continuano i prelevamenti di clandestini. Con un paradosso, a operare è la nave di Open Arms, che nonostante le sbandierate restrizioni decise dal Governo sta intervenendo su richiesta della Guardia Costiera, le cui motovedette ieri erano senza carburante.

    Meloni cerca casa a 90mila clandestini: “Da qualche parte devono andare”
    Meloni si prende anche i clandestini dei francesi: la sua Italia è fogna d’Europa

    • Fuzzy scrive:

      Ma si annunciano criticità: «Mancano le materie prime per le armi da girare a Kiev», ha ammesso lo stesso Borrell a giugno. Il generale Portolano, direttore italiano degli armamenti conferma, sottolineando «la nostra dipendenza da materie prime, semilavorati e sottocomponenti esteri». L’acido nitrico, base delle granate, scarseggia in tutta Europa.
      https://www.remocontro.it/2023/08/03/le-fabbriche-della-guerra-europee-in-gara-per-piu-armi/

      Oh, bene. Siamo al nocciolo della questione.
      Anche per fare una guerra servono le materie prime.

      Magari dalla parte del “nemico” sono messi molto meglio, ma non credo.

      Invece abbondano le armi nucleari.

      C’è un certo modo di ragionare con un neurone solo, che alla lunga potrebbe diventare pericoloso. Direi letale.

  36. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    “brisa”, notoriamente, è come il milanese “minga”

    ————–

    Non proprio, ripeto : pensa al Francese “pas”, è più calzante.

    “ai” / “agh” / “u’i” … quello sì, corrisponde al Milanese “ghe” e può valere per :

    a lui
    a lei
    a loro
    ci/vi (locativo)
    ci / ce (partitivo) tipo “Al ai n’ ha lò, dla pélla” (“Ne ha lui, dei soldi …”)

    • PinoMamet scrive:

      “Non proprio, ripeto : pensa al Francese “pas”, è più calzante.”

      Credo che si tratti esattamente dello stesso fenomeno, e ci metto il gallese “dim” …

    • Peucezio scrive:

      Moi,
      “Non proprio, ripeto : pensa al Francese “pas”, è più calzante.”

      Perché? Perché il francese ammette la doppia negazione e il milanese no?
      Sì, in quel senso il paragone sarebbe calzante.

      • Moi scrive:

        Nel senso che in origine rafforzava, enfatizzava una negazione … poi con il tempo ha avuto il sopravvento, specie a livello colloquiale / informale.

        • Fuzzy scrive:

          http://www.prolocoguiglia.it/e107_files/documenti/100proverbimodenesi.pdf
          Brisa a Guiglia, zona appennino modenese.
          Tra bolognesi, ferraresi e modenesi ci si capisce. Più “ostrogoto” il romagnolo. Per il resto, Reggio Emilia Ligabue, il cantante, Parma il grande Gene Gnocchi, Piacenza Bersani. Modena era Pavarotti. Rimini Fellini. Questo per quanto riguarda le diverse intonazioni del parlato.
          Brisa, spesso si usa al posto di “non”, specie nei rimproveri
          “Brisa far al …….”
          Ma an fer brisa acse’ si può girare anche in brisa fer acse’ e allora diventa un “non”.
          Non so la grammatica. L’ho sempre evitata come la peste.
          Commento disastrato, penso, ma non ho la forza oculare per correggere.

        • Peucezio scrive:

          Moi,
          “Nel senso che in origine rafforzava, enfatizzava una negazione … poi con il tempo ha avuto il sopravvento, specie a livello colloquiale / informale.”

          Allora è come il milanese.

          • Moi scrive:

            Però (premesso che si sente usare pochissimo il dialetto, sia a Milano che a Bologna …) “brisa” e “me’a” / “megga” / “menga” possono ancora essere usati unitamente ad “an” … in Milanese (non so nel resto della Lombardia) invece il rimpiazzo è stato totale.

  37. Moi scrive:

    In Milanese (non lo conosco, anche se capisco abbastanza bene …per quel poco che si può sentire, tipo vecchie canzoni) c’è o c’era una particella derivata da “non” (negazione vera e propria) alla quale aggiungere “minga” (che sottolineava il concetto negativo già espresso) o si è sempre e solo usato “minga” da solo ?

  38. Moi scrive:

    不 (nella cosiddetta Sinosfera) e ¬ (in Matematica Logica) ognuno li legge come meglio crede … 🙂

  39. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Interessante caso in Spagna…

    https://reduxx.info/spain-man-who-murdered-his-cousin-and-raped-her-corpse-now-seeking-transfer-to-womens-prison-under-new-trans-law/

    un gentiluomo, dopo aver preparato con cura gli attrezzi necessari, ammazza a martellate la propria cugina, strangola ciò che ne rimane e poi ne stupra il cadavere.

    Capita nelle migliori famiglie, ognuno di noi è un po’ particolare (io ad esempio sono fissato con la poesia persiana).

    Ma la cosa simpatica è che poi al processo il suo avvocato dice che il gentiluomo in questione è una trans/donna, e quindi non può essere accusato di femminicidio.

    Lo mettono lo stesso nel carcere dei maschi, ma adesso è arrivata la Ley Trans in Spagna, e quindi adesso lui, scusate, lei, sta chiedendo di essere messo in un carcere femminile.

    Il ministero ha detto che lo metteranno nella sezione donne del carcere, appena “sviluppa un fenotipo più femminile”.

    E questo è il punto fondamentale:

    1) Cos’è un “fenotipo femminile”? Si è femmina per via del DNA/mestruazioni/capacità di partorire, o si è femmina perché ci si mette la gonna?

    2) Se si è femmina perché ci si mette la gonna, le donne con i pantaloni cosa sono? Devono essere messe nel carcere dei maschi?

    Chiediamo all’on. Zan.

    • PinoMamet scrive:

      Curioso come la Spagna sia più “avanti” dell’Italia su queste cose…

      • Peucezio scrive:

        Perché è curioso? Sono cinquant’anni che è un paese di lesbiche e culattoni.
        Non hai visto i primi film di Almodóvar?

        Ma non è che in Italia è rimasto ancora l’immaginario della Spagna franchista?
        In fondo è durata meno di quarant’anni.

      • PinoMamet scrive:

        No, ma questo lo so bene.

        É che mi sfugge il motivo…

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ PinoMamet

          “motivo”

          Non conosco la Spagna, per cui espongo solo un pregiudizio. Sarò felice se qualcuno me lo smonta.

          Credo che l’attuale permissivismo sua la naturale reazione a lunghi secoli di atteggiamenti pubblici estremamente bigotti. Mentre l’Inghilterra ebbe successo fondando il suo impero sui commerci, la Spagna provò a costruire il suo sulla religione. Al crollo dell’impero, che aveva mantenuto nel più retrivo dei sistemi castali i suoi possedimenti, la reazione naturale di molti Spagnoli era di chiudersi ancora di più nella torre d’avorio dei propri riti. La reazione franchista ai tentativi di rinnovamento ha peggiorato questo stato di cose.

          Ora basta.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Mah…
            È la spiegazione che viene più naturale.
            Ma non mi convince: la storia funziona poco per reazione, molto più per analogia.

            Direi semmai che la Spagna estremizza tutto, sia il conservatorismo che il progressismo. È immatura, le cose non si radicano, si eccede sempre.

            Circa l’omosessualità nello specifico, c’entra anche il fatto che è una società molto matriarcale, le donne sono toste.
            Fino a qualche generazione fa erano esteriormente più sottomesse, mentre ora, non avendo limitazioni sociali, dispiegano il proprio potenziale, sono sveglie, volitive, assertive. Un po’ irrazionali, questo sì, ma questo è un tratto iberico in generale.
            Già Bachofen parlava del matriarcato degli Iberi. Retaggio mediterraneo preindoeuropeo direi.

            Normale quindi la diffusione dell’omosessualità. Latente quando c’era un modello conservatore, e ipercompensata dal “machismo”, oggi esplode senza freni.

            Ma non è che il machismo sia solo una reazione: gli spagnoli sono più grossolani di noi, meno fini, quindi possono essere sia culattoni, sia maschioni rudi e un po’ cozzali.

            Certo, sono meno galanti e donnaioli di noi. Un po’ come i popoli dell’est, pensano a bere… sono meno ossessionati dalla figa, sono più goliardici e compagnoni.

        • PinoMamet scrive:

          Mah, può essere…
          Credo che un realtà il sistema castale delle colonie sia stato grandemente esagerato nella sua portata dalla propaganda anglosassone, prova ne è… qualunque americano a sud del confine USA, con i suoi tratti somatici.

          Così come l’influenza della religione e la presunta debolezza intrinseca dell’impero spagnolo.

          Mi è capitato di sentire o leggere ancora gente che crede che la pirateria (in realtà internazionale) abbia davvero avuto un impatto significativo sulla fine dell’impero spagnolo! Davvero!

          Comunque più che all’impero, credo a un’influenza per reazione al Franchismo, quello sì…

          Ma ci deve essere dell’altro, perché già i repubblicani spagnoli mi sembravano più “aperti “, su questi temi, degli antifascisti italiani, che aldilà di essere antifascisti mi pare avessero sostanzialmente delle idee morali piuttosto conservatrici e borghesi.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Mi sa che entrambe le parti, già dall’Ottocento, fossero molto più radicali che in Italia. Ci sarà qualcosa di vero nel luogo comune per cui tutto da noi diventa un po’ più a cazzo di cane, forse, ma non so.

            • Peucezio scrive:

              Gli spagnoli prendono tutto sul serio.
              Fino alla retorica, al sussiego, a un’enfasi che a noi suona un po’ ridicola e magniloquente.

              Noi al contrario non prendiamo sul serio nulla, siamo cinici, disincantati, scanzonati, amorali, tutto è un gioco.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino Mamet

            “propaganda”

            Quando penso che ne’ guerra USA-Messico del 1848 ne’ in quella USA-Spagna di fine Ottocento gli USA hanno perduto UNA SOLA battaglia allora mi viene in mente quella battuta di uno storico USA: “un poveraccio Statunitense nell’Ottocento sapeva che se lavorava sodo aveva una speranza che almeno i
            sarebbero stati più ricchi i suoi figli; un poveraccio Messicano nell’Ottocento sapeva che se lavorava sodo aveva una speranza che almeno sarebbero stati più ricchi i figli del padrone”. Dubito che per un poveraccio Spagnolo le cose fossero più simili alla conduzione del suo corrispondente Statunitense che al suo corrispondente Spagnolo.

            E notoriamente quando c’è da cementare le relazioni fra servo e padrone una forte e diffusa religiosità ispirata al rispetto di una qualche autorità superiore viene a fagiolo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              “Quando penso che ne’ guerra USA-Messico del 1848 ne’ in quella USA-Spagna di fine Ottocento gli USA hanno perduto UNA SOLA battaglia…”

              Oh, sono sicuro che è quello che pensano gli statunitensi.

              Peccato che non è vero:
              https://es.wikipedia.org/wiki/Batallas_de_la_guerra_hispano-estadounidense

            • PinoMamet scrive:

              Idem per il Messico:
              https://es.wikipedia.org/wiki/Anexo:Batallas_de_la_Guerra_de_la_Intervención_Estadounidense

              non è una mancanza tua, Andrea, è che davvero tendiamo a sottostimare quante balle propagandistiche ci vengano ammanite dal mondo di lingua inglese .

              I primi a crederci sono loro, e questa è la loro forza…

              Ricordo, parlando di argomenti leggeri (ma per un genovese forse non tanto 😉 ) la mia permanenza su un forum di abbigliamento, USA.

              A parte la sgradevolissima ma precisa sensazione che i frequentatori anglosassoni fossero di serie A, quelli scandinavi B, e gli altri… tollerati;

              a parte che il concetto di eleganza americano è “film di gangsters anni Trenta”, ma il loro cuore batte solamente per tute da lavoro e scarponi;

              a parte tutto ciò, si parla di “chi ha inventato i jeans”.
              Qualunque intervento che non sia “questa marca USA anziché quell’altra” non è nemmeno controbattuto: è semplicemente ignorato.
              Vagli a parlare di Genova, dei jeans di Garibaldi e del Maestro della tela jeans…

              mi aspetto che tra un po’ diranno che li hanno inventati i Vikinghi, insieme alla pizza e al cinema 😉

    • Moi scrive:

      Essenzialmente, ““fenotipo femminile”” significa OGGI “Passing di Livello Alto” :

      https://progettogenderqueer.blog/2015/07/12/riflessioni-sul-passing/

      Passing: cosa significa?

      • Moi scrive:

        “La cosa divertente è che paradossalmente si passa in ambienti più binari”

        ” il fatto che il binarismo sociale aiuta le persone transgender a “passare” è, in senso utilitaristico, una manna dal cielo”

        [CIT.]

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “Essenzialmente, ““fenotipo femminile”” significa OGGI “Passing di Livello Alto” :”

        Ho capito.

        1) Non bisogna pensare in termini binari, siamo tutti individui che devono scegliere come apparire, quindi non deve esistere un “modo di essere maschile” o uno femminile, non esiste un “A oppure B”.

        2) Mi hanno assegnato A, ma in realtà sono B perché è così, tertium non datur!

  40. Miguel Martinez scrive:

    Piccole storie che non escono dalla cronaca locale:

    https://video.repubblica.it/edizione/firenze/prato-operaio-aggredito-sotto-casa-il-sindacato-si-era-iscritto-da-poco-e-il-terzo-episodio/450381/451344

    03 agosto 2023
    Prato, operaio aggredito sotto casa, il sindacato: “Si era iscritto da poco, è il terzo episodio”

    Atteso sotto casa e poi minacciato e picchiato. A venti giorni dalle sprangate al delegato sindacale della Acca srl di Seano,azienda della logistica a conduzione cinese, i lavoratori, supportati dal sindacato Si Cobas, denunciano un altro episodio di violenza nei confronti di un collega che da poco si era iscritto al sindacato. Anche questo operaio, come Khalil e Ijaz qualche tempo prima, è stato aspettato sotto casa di ritorno dal lavoro ed è stato vittima di un agguato da parte di quattro uomini armati di bastoni, tirapugni ed un coltello.

    • Miguel Martinez scrive:

      “Piccole storie che non escono dalla cronaca locale:”

      Ogni notizia serve al lettore di Destra per dimostrare che quello di Sinistra è un delinquente, e vice versa.

      Qui abbiamo un sindacato molto di “sinistra”, che mobilita lavoratori extracomunitari contro piccoli imprenditori mafiosi. Per cui da Destra non otterrà certo simpatia.

      Ma i piccoli imprenditori mafiosi sono cinesi, per cui la Sinistra non può permettersi di dare retta alla Destra sugli “immigrati”.

      Ovviamente ci saranno singole persone decenti di Destra o di Sinistra, che prenderanno posizione, ma la gran massa sicuramente no, perché la notizia non può essere sfruttata per fare un dispetto all’Altra Parte.

  41. Moi scrive:

    @ PINO

    “Masala” [cit. sic] … intendevi “MasaDa” , no ?

  42. Moi scrive:

    Ho visto comunque che in realtà è מצדה … cioè, c’è una tzadi צ anziché una samech ס : non me l’ aspettavo ! Probabilmente perché per il Latino era troppo complicato da rendere foneticamente.

  43. maria heibel scrive:

    Vedo qui una “bella” trappola, per tornare al titolo dell’articolo DAL PETRODOLLARO ALLA CARBON VALUTA ALLA TECNOCRAZIA Il “Movimento della Tecnocrazia” è un movimento sociale che sorse agli inizi del XX secolo (100 ANNI FA)

    L’articolo che segue è stato pubblicato nel 2011 e traccia una precisa tabella di marcia che all’epoca quasi nessuno avrebbe immaginato. La realtà di oggi ci mostra quanto fosse accurata questa previsione. Una lettura altamente consigliata. 🙂
    https://www.nogeoingegneria.com/motivazioni/economico/dal-petrodollaro-alla-carbon-valuta-alla-tecnocrazia/

  44. Miguel Martinez scrive:

    Sui nativi americani, io mi sono formato alle meravigliose conferenze delle sorelle Busatta.

    Se avete accesso ad Academia.edu, cercate Sandra Busatta https://independent.academia.edu/SandraBusatta?swp=rr-ac-524900

  45. Moi scrive:

    Qui ci vorrebbe il pare del mitico Ritvan Shehi :

    pare che oramai Puglia e Salento costino un botto : sempre più traghetti e aliscafi da Bari e Brindisi per l’ Albania ! … Per le ferie, eh ! … Spero, per l’ Italia che NON si arriverà all’ Immigrazione Inversa ! 🙂

    • PinoMamet scrive:

      L’immobiliarista con cui ho venduto casa vecchia/trovato casa nuova ha aperto una filiale in Portogallo…
      dove ormai si trasferiscono moltissimi pensionati italiani.

      Ma ho sentito anche dell’Albania e di Romania e addirittura Bulgaria.

      Anche questa è una emigrazione…

      Tra l’altro Albania e Portogallo devono essere molto belli.

      Romania, mah… l’ho vista e… diciamo che l’ho vista 😉

      • Roberto scrive:

        Ammetto che trovo davvero coraggiosi (rectius pazzi) i vecchietti che decidono di andare a vivere la loro pensione in un paese che non conoscono e del quale non parlano la lingua…ok la vita costa meno, ma il momento in cui chessò hai voglia di un cinema o devi andare da un dottore o devi litigare con la burocrazia buon divertimento se non parli portoghese o rumeno…

        • PinoMamet scrive:

          Penso la stessa cosa ma è davvero un fenomeno abbastanza diffuso…
          Sul Portogallo mi pare ci abbiano fatto anche un film.

          • Roberto scrive:

            Si per il Portogallo c’è anche un motivo legato alla tassazione delle pensioni straniere che è particolarmente vantaggiosa (ma prima che prepari le valige, il vantaggio fiscale non si applica ai pensionati della pubblica amministrazione)

            • Roberto scrive:

              Poi, ma è una questione di gusti, il Portogallo secondo me è molto bello e i portoghesi meno caciaroni e confusionari degli spagnoli

            • Peucezio scrive:

              Non ho mai capito ‘sta storia.
              Ma la pensione non è tassata alla fonte?
              Com’è possibile che sia tassata diversamente secondo il paese?

              • Roberto scrive:

                C’è una convenzione tra Italia e Portogallo per evitare la doppia imposizione che prevede che la pensione sia imponibile nel paese di residenza

              • Peucezio scrive:

                Ma come è possibile che una pensione sia tassata nel paese di residenza?
                Sono soldi che mi vengono accreditati già tassati.
                Per il fatto che risiedo in un posto il paese dove risiedo ha diritto di metterci becco?
                Come dire che se tizio mi fa un bonifico perché gli sto simpatico, lo stato dove risiedo ha il diritto di tassarmelo?

                E in questo caso lo stato italiano rinuncia a tassare (cioè a tendersene una parte) delle pensioni per il solo fatto che uno è andato a risiedere in Portogallo?
                Perché tutti i pensionati non si fanno la residenza là, anche senza abitarci davvero?

              • Roberto scrive:

                Si, l’Italia ed il Portogallo si sono messe d’accordo e hanno detto “tassiamo i residenti”. Quindi rinunciano a tassare alla fonte

                Per essere residente devi essere residente, immagino che controllino (sono sicuro che l’Italia controlla perché mi era passata fra le mani una causa in cui l’agenzia delle entrate contestava ad un tizio il fatto che in realtà non viveva in Portogallo…non so come è andata a finire, ho cambiato lavoro nel frattempo)

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La ritenuta sulla pensione (come sulla retribuzione) è a titolo di acconto, però, non di imposta: il di più, infatti, ti viene restituito.
                Quindi sì, la tassazione nel luogo di residenza è una deroga alla regola generale (italiana) del fatto che il reddito da pensione sia imponibile in Italia se corrisposto da soggetto italiani, ma non si tratta di una deroga sistematicamente così devastante.

        • paniscus scrive:

          Probabilmente, nella maggior parte dei casi, non sono dei vecchietti semplici e sprovveduti, ma soprattutto persone colte, con precedenti professioni di buon livello, e già abituati a viaggiare molto anche da giovani, sia per lavoro che per vacanza, e quindi con una buona attitudine a inserirsi in abitudini e linguaggi nuovi

          (e non a caso sono stati citati Romania e Portogallo, cioè due tra i paesi europei dalle lingue più simili all’italiano, in Albania o in Bosnia la vedrei molto più difficile, senza contare l’esclusione dall’UE).

          Magari hanno familiarità con le strategie per improvvisare viaggi low-cost, e in qualche caso hanno anche figli sistemati all’estero da anni, per cui sono abituati alle interazioni familiari a distanza (se i nipotini stanno a Bruxelles o a Berlino, li vedrebbero in videochiamata ugualmente, sia che si colleghino da Firenze che da CasteloBranco).

          Personalmente ne conosco bene due, di pensionati italiani finiti in Portogallo, tutti e due di estrazione decisamente borghese e colta…

          uno (chiamiamolo Fabio), circa 65 anni oggi, con un passato di ricercatore e di consulente informatico, che quindi avrebbe potuto continuare a fare qualche collaborazione occasionale anche a distanza, con moglie disposta a lasciare il lavoro in anticipo e figlia che vive in Inghilterra da anni, in Portogallo da circa 5 anni e ben contento di rimanere lì;

          l’altro (chiamiamolo Angelo), circa 80 anni oggi, ingegnere con discreta carriera dirigenziale nell’industria, rimasto vedovo giovane e mai più riaccompagnato, due figli indipendenti da molti anni (allevati da padre single con dedizione commovente), in pensione a partire dall’età di circa 65 anni, in Portogallo a partire dall’età di circa 70 anni, ma poi rientrato felicemente in Italia dopo 5 o 6 anni, NON perché si trovasse male in Portogallo, ma perché finalmente era diventato nonno (dopo aver creduto sinceramente che ormai non sarebbe capitato più), e non voleva perdersi quest’altro segmento incoraggiante della vita.

          Inutile dire che voglio un gran bene a tutti e due 🙂

          • Roberto scrive:

            No guarda, è un fenomeno che riguarda soprattutto persone con pensioni basse, quindi non è quello che immagini tu il profilo tipo.

            A livello di aneddoto, io conosco un pensionato che è adesso a Tenerife ed è un ex tabaccaio che non parla una parola di spagnolo (nemmeno dopo un paio d’anni che è lì…ma dice sempre che c’è una grande comunità italiana)

            • Fuzzy scrive:

              Visita uno dei paesi più sconosciuti del mondo. Scopri mete ideali per vacanze in Bielorussia, itinerari sconosciuti, la miglior cucina e intrattenimenti da ricordare. Conosci la gente e rivela i segreti delle città bielorusse.
              https://yesbelarus.com/it
              Oh, dico sul serio eh! Magari la lingua potrebbe essere un problema, ma mi dicono che gli slavi sono tutti poliglotti, quindi su qualche linguaggio si può trovare un compromesso. Ma poi sono veramente slavi? Boh.
              Si, linguisticamente, sono slavi
              (Qui bisogna sempre controllare tutto, perché ci potrebbe essere Tarvisii in agguato).
              https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lingua_bielorussa
              Che altro aggiungere? Ah, c’è la Wagner? C’è ancora la pena di morte. È governata da una dittatura. Forse invaderà la Polonia, o potrebbe essere che sia la Polonia a invaderla.
              Insomma per ora sto a casa mia, magari tra qualche anno, quando si saranno calmate le acque, se io sarò ancora al mondo….chissà.

              • Roberto scrive:

                Devo ammettere che la Bielorussia mi attira molto poco…

              • Peucezio scrive:

                Figaio unico, da quanto mi dicono, ma tu sei un uomo ammogliato…

                Comunque sono sicuro che a me piacerebbe: unico pezzo di Unione Sovietica ancora esistente.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                O l’unico pezzo di Unione Sovietica ad aver seguito una traiettoria quasi “cinese”?

              • PinoMamet scrive:

                La bielorussa che ha sposato il figlio di amici di famiglia è effettivamente stratosferica;
                almeno per chi ama le bionde e mazze
                (Non il sottoscritto, ma esteticamente nulla da ridire).

                La mia studentessa mezza bielorussa, come tante ucraine e russe delle mie classi, è molto carina, sempre come sopra.

            • PinoMamet scrive:

              La mia studentessa di madre bielorussa dice che ogni volta che ci va si deprime.
              Per colpa del clima e dei palazzoni cupi, soprattutto.

              • Fuzzy scrive:

                Va ben che noi abbiamo la nebbia o l’afa insopportabile in estate, più le zanzare che ti aspettano fuori dalla porta….e gli spargimenti di liquame nei campi. E i chicchi di grandine come palle da tennis, e gli spostamenti d’aria che non mi ricordo come si chiamano, e la mafia cinese. E in qualche caso pure le cavallette.
                E le periferie che quelle sono tutte uguali.
                E poi dicono il Bel Paese…
                Vai a prendere un caffè e ti chiedono 4 euro.
                Per forza poi la gente cerca riparo in Bielorussia.

              • PinoMamet scrive:

                Mah io sto in collina e la nebbia non ce l’ho mai, l’afa mi piace, e il caffè qui costa 1 euro.

                La periferia delle cittadine qua attorno non è esaltante ma neppure lontanamente paragonabile a quella di Timisoara (degli altri paesi dell’est non so nulla, mio fratello li visitò in lungo e in largo ma a me non hanno mai attirato)…

              • Roberto scrive:

                Io cerco piuttosto riparo in paesi più colorati, allegri e luminosi, tipo Grecia

              • Fuzzy scrive:

                Io tantissimi anni fa ho avuto la sfortuna di fare un viaggio in Turchia zona Mar Egeo. Non ricordo di preciso il nome della località. L’ho rimossa. Un villaggio turistico stile carcere dove mi sono preso la dissenteria. Un sole che se ti versavi una bottiglietta d’acqua in testa dopo pochi secondi eri già asciutto….
                Ma no, ma no, un bel lago Bielorusso (ce ne sono un tot) in un ristorantino tipico con cucina a base di patate e crauti.
                E la sera a letto con un bel freddo frizzantino.

              • Roberto scrive:

                Villaggio turistico in Turchia? Te la sei meritata la cagarella 😁
                No, senti a me, casetta su una qualsiasi delle 1000 isolette greche: sveglia con caffè e dolcetti, bagno, pranzo a base di pesce che hai appena visto in mare, siesta, bagno, cena con mezedes…what else?

              • PinoMamet scrive:

                I posti freddi non mi hanno mai attratto: ci sto malissimo.

                Alcuni amici mi hanno mostrato le immagini delle loro vacanze in Islanda, che li ha estasiati: mi veniva voglia di impiccarmi solo a guardarle.
                Vabbè, non tutti i gusti sono al limone.

                Comunque i villaggi turistici vanno evitati.

              • Fuzzy scrive:

                Ero giovane e inesperto del turismo. Poi non ho mai più viaggiato in aereo.
                Anzi, sono uscito dal nostro Paese solo altre due volte per un lungo viaggio in Panda 600 in giro per la Francia e una puntata a Londra. Londra mi ha fatto veramente schifo. La Francia me la sento affine. Se stai in Emilia è circa come stare in Francia. Tanta campagna. In più ha un’architettura ben conservata. Da noi ci son molti eco-mostri.

              • paniscus scrive:

                “I posti freddi non mi hanno mai attratto: ci sto malissimo.”—-

                Io invece non sopporto i posti caldi, in estate fa già abbastanza caldo qui.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “I posti freddi non mi hanno mai attratto: ci sto malissimo.”

                Idem.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Io cerco piuttosto riparo in paesi più colorati, allegri e luminosi, tipo Grecia”

                Anch’io.
                Ma, sbaglierò, la Bielorussia, sotto la patina dei palazzoni cupi e grigi e del freddo me la immagino altrettanto colorata, allegra e luminosa, nello spirito dei suoi abitanti (che sono russi, stringi stringi, come anche gli ucraini se non fossero stati appestati dai polacchi e dal cattolicesimo), delle loro feste, bevute, cantate, scherzi, goliardia, ecc.

              • Roberto scrive:

                Peucezio

                Sinceramente non saprei.

                Il mondo slavo mi è sempre sembrato un po’ triste e cupo e pure la pazzia stravagante di certi russi mi da un non so che di tristezza…ma sono solo sensazioni personali

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                capisco cosa intendi.
                Io mi baso su una frequentazione diretta di anni.
                Quello che ho notato è che la loro caciaronaggine è diversa dalla nostra: non fanno chiasso per fare chiasso. Nel loro spirito festaiolo c’è una vena vagamente contemplativa e di tranquillità, quasi asiatica direi, anche quando si devastano d’alcol.
                Questa cosa che non si sovrappongono le voci e non si fanno i sottogruppetti (almeno se si è fino a cinque o sei) ma parla uno alla volta e gli altri ascoltano…
                Poi spesso si canta, si suona la chitarra…
                Può piacere o non piacere. È molto in sintonia col mio sentire: ho fastidio per il chiasso come mero sfogo di istinti repressi, come confusione gratuita.

          • PinoMamet scrive:

            Comunque i miei contatti albanesi mi assicurano che molti conoscono l’italiano: sulla costa e nelle località turistiche praticamente tutti.

            Al contrario di quanto mi diceva un noto attore (non faccio nomi) anni fa (eravamo appunto in Romania e si parlava di paesi ex comunisti) che mi diceva che in Albania erano un po’ offesi con l’Italia che aveva perso l’occasione di aiutarli e invece erano diventati tutti americanofili al massimo…

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          “devi litigare con la burocrazia”

          Credo che questo problema esista solo in Italia.
          Un’amica svizzera di mia madre diceva che da loro è tutto semplice, la pubblica amministrazione si rivolge al cittadino in un linguaggio lineare, di tutti i giorni, senza tortuosità ed ermetismi.

          • Roberto scrive:

            Boh, io sono impazzito sia con la burocrazia francese (la peggiore in assoluto) che con quella tedesca, la Svizzera sarà un’oasi di efficienza, come il Lussemburgo d’altronde

            • Peucezio scrive:

              Non so se è solo questione di efficienza.
              La mia impressione è che sono pratici, rilassati, più che efficienti: gli interessa risolvere il problema, non fare sciocche questioni di principio.

              • Roberto scrive:

                Scusa ma togli tedeschi e francesi da “pratici rilassati” e soprattutto dalla questione lotte di principio

                In Francia mi hanno congelato un conto bancario con 20000 euri per un errore loro. Ci abbiamo impiegato un anno per farlo sbloccare e l’errore si poteva vedere in un minuto (semplicemente ci hanno scritto ad un indirizzo sbagliato nonostante fosse evidente che avevamo comunicato quello giusto). E alla fine, visto che l’amministrazione non sbaglia mai abbiamo pagato 500 euro di spese per farci sbloccare il conto

                Un anno e 500 euri per una storia che poteva durare 5 minuti

              • Roberto scrive:

                Avere il passaporto tedesco di mia figlia è stata un’avventura perché al momento della nascita non avevamo compilato un modulo con la scelta del cognome

                Nota la bambina era registrata all’anagrafe lussemburghese, francese ed italiana con un cognome, ma per i tedeschi la scelta non era chiara perché mancava il loro modulo…

              • Roberto scrive:

                Per iscrivere mia figlia all’università in Germania serve un documento che attesta che ha una assicurazione sulla salute, documento che possono darti solo se sei residente, ma per chiedere la residenza devi essere iscritto all’università (questa è così assurda che ancora rileggendola non ci credo e per di più riguarda solo un land, so per certo che in altri non è così)

              • Peucezio scrive:

                Mi riferivo solo alla Svizzera, non conosco le altre situazioni.

                Ma quelle che descrivi sono palesi ingiustizie. In questo senso hai ragione.
                In Francia poi hanno una tale mania statalista che non sorprende che la burocrazia sia kafkiana.
                Il problema dell’Italia invece è la farragine. Il fatto che c’è una selva di regole, a volte contraddittorie, di cui gli stessi funzionari non capiscono nulla.
                Il funzionario non ha un esagerato culto dello stato: quando non è stronzo magari ti aiuta pure. Ma è lui per primo che fa fatica a districarsi.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “burocrazia”

            Da Zurigo mia figlia mi racconta che, recatasi all’ufficio stranieri per rinnovare il permesso di soggiorno, ha trovato nella coda di fronte a sé un Cinese. Arrivato allo sportello, l’impiegato ha chiamato un collega, alto biondo cogli occhi azzurri, che ha cominciato a parlare col Cinese velocemente in Cinese.

            In altre cose avveniva lo stesso con parlanti Arabo.

            Ciò che è sorprendentemente inefficiente sono la raccolta differenziata della spazzatura, che mia figlia afferma essere molto più avanti in Italia (anche al Sud) e i corrieri privati.

            Ma nell’ambito pubblico il rispetto delle scadenze sia dell’individuo verso la pubblica amministrazione sia viceversa è maniacale.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        C’è da dire che io della Romania ho visto solo il Banato, che è un prolungamento della pianura ungherese (con tanto di ungheresi che ci vivono dentro, frammisti a svevi, russi, serbi, zingari e ovviamente romeni) e Timisoara, che ha un centro misto austroungarico/balcanico bello e caratteristico, e una periferia sovietica orribile…

  46. Moi scrive:

    L’ Italia era sempre stata il Paese ove le Ideologie, tutte, naturaliter si moderavano accettando il compromesso e la negoziazione con il Mondo Reale … almeno fino alla “nostra” (quasi tutti noi) Generazione X : poi, salvo rare eccezioni, fra Generazione Y e Generazione Z, vedo un fortissimo conformismo e appiattimento … lo dico osservandoli nel loro Habitat Naturale 🙂 : rispettivamente Youtube (Y) e Tik Tok (Z) !

  47. Fuzzy scrive:

    https://youtu.be/4cJbKUJMcF4
    Qui c’è un canale youtube con un italiano che gira per la Bielorussia. Cazzarola. Luoghi spettrali. In “Shining” c’è più allegria.
    Qualcuno diceva che l’Unione Sovietica è crollata per noia. In più, sembra che dovunque uno vada gli si attacca uno strano tipo alle calcagna e non lo molla più.
    Al giovane you tuber i coloriti paesini lacustri forse non interessano. Mah.

    • Fuzzy scrive:

      https://youtu.be/4cJbKUJMcF4
      La Moldavia. Brrr. Ecco una città che bisognerebbe radere al suolo per costruire tante colorate case in terra cruda. Si “La terra cruda revolution” dovrebbe partire da qui. Subito dopo Corticella, nella periferia di
      Bologna.

      • Fuzzy scrive:

        https://youtu.be/8d4EuesAMsM
        Pardon. È questo il video della città più brutta l’Europa che bisognerebbe radere al suolo dopo aver messo in salvo tutti i suoi infelici abitanti in Bielorussia. Tanto vedo che sono paesi poco affollati.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Fuzzy

          “Pardon. È questo il video della città più brutta l’Europa”

          Non sono obiettivo, perché sono troppo innamorato della Romania, come paesaggi, storia e gente.

          Ceausescu ha voluto fare la stessa cosa che cercarono di fare i belgi nel Congo: prendere un Popolo Primitivo e Povero e Superstizioso e Illuminarlo.

          Una delle principali tecniche è consistita nel distruggere la splendida architettura tradizionale, tagliando Razionali Viali in stile Parigi. Solo che non avendo colonie, la Romania non aveva i soldi di Bruxelles, e allora hanno costruito delle orrende scatole di cemento di una bruttezza paurosa, dove però tutti avevano corrente elettrica, acqua corrente e gabinetti.

          Ogni scatola aveva il suo Capo, che badava alla manutenzione e alla denuncia dei Poco Illuminati.

          E siccome nessun romeno doveva restare disoccupato, Ceasescu (sempre come i belgi nel Congo) mise una fabbrica diversa in ogni comune. Così in una città di gente strappata all’Idiozia della Vita Contadina, l’intera popolazione produceva solo cemento, in un’altra solo le mitiche auto Dacia…

          • Miguel Martinez scrive:

            Però i romeni – pur non abbandonando le scatole di cemento che comunque funzionano ancora oggi – sono anche riusciti a recuperare tante cose storiche, a ricostruire le arti degli antenati, con tutti i limiti del caso.

            • Miguel Martinez scrive:

              Figura di pesce! Pensavo alla Moldavia romena, non a quella ex-sovietica.

              Ma siccome non mi vergogno, non approfitto dei miei superpoteri per far sparire i commenti che ho scritto.

              • Fuzzy scrive:

                Non so niente di europa dell’est.
                Ero partito un po’ scherzando con la Bielorussia che mi sembra un paese triste, almeno per quanto riguarda le città, ma strutturalmente in ordine. Anzi, perfettamente funzionante, e poi
                son finito a guardare questa Moldavia spopolata che rimpiange l’epoca sovietica.
                Leggendo ulteriormente ho trovato che un terzo delle campagne bielorusse sono attualmente incolte per via dell’incidente alla centrale di Chernobyl.

      • Fuzzy scrive:

        https://www.open.online/2023/08/09/guerra-ucraina-russia-vs-polonia-shoigu/
        Eccola. Ma cosa c’ho nel cervello che presagisco le cose?
        Spero di aver presagito male, addirittura spererei di non aver capito una mazza.
        In effetti ho letto di striscio. Di Vita, se sei in Polonia, vieni a casa in fretta. Tira una brutta aria da quelle parti lì. E che gli dico a Di Vita? Sa già tutto di tutto …

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Fuzzy

          “Polonia”

          Purtroppo la zona della Polonia più interessata è quella che conosco meglio ed è una delle più belle. In altri momenti la consiglio sempre per le vacanze.

          Mia moglie, che quanto ad anti-putinismo batte Zelensky, dice che il ministro Polacco che ha deciso di inviare quei duemila soldati è considerato da molti Polacchi in modo equivalente a come il nostro Speranza era considerato dai NoVax nostrani.

          In effetti, quei soldati sembrano troppi per i Wagneriti che Varsavia afferma essere pericolosamente vicino al confine e allo stesso tempo troppo pochi per fermare un ipotetico attacco di Putin e/o Lukashenko senza un intervento NATO.

          Insomma, il governo Polacco sta facendo molta scena. Fra un po’ ci sono le elezioni.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Fuzzy scrive:

            Ho sempre pensato che la Wagner fosse da quelle parti per essere posizionata vicino a Kiev. Ma io non so, annuso vagamente
            Poi ricordo che già agli inizi della guerra Meissan, uno dei miei informatori poco affidabili, suggeriva che prima o poi l’Ucraina sarebbe stata smembrata in due e i polacchi avrebbero preso la parte occidentale con una specie di forza d’interposizione o qualcosa di finalizzato al mantenimento della pace.
            Ora è abbastanza chiaro che l’ Ucraina non entrerà nella NATO e il supporto militare occidentale nei suoi confronti volge al termine. Ma sussiste una certa tensione internazionale. La Russia vuole distruggere l’egemonia del dollaro e gli americani vogliono distruggere la Russia. Per me c’è poco da stare tranquilli.
            Sul saker francofono stanno pubblicando una serie di articoli di Peter Turkin molto interessanti. È uscito il primo.

  48. fuzzy scrive:

    https://energiaoltre.it/lue-e-prima-nelle-batterie-agli-ioni-di-sodio-ma-usa-e-cina-incombono/
    Batterie agli ioni di sodio.
    https://energiaoltre.it/perche-i-problemi-tecnici-alle-turbine-eoliche-minacciano-la-transizione-energetica/
    Problemi vari per le turbine eoliche.
    “Questi effetti tenderanno a rallentare la transizione energetica, proprio nel momento in cui bisognerebbe accelerarla”.
    https://www.resilience.org/stories/2023-08-08/against-ai-sensationalism/
    l’IA si potrebbe regolamentare ma se fa comodo come strumento repressivo (soprattutto nei confronti di certe minoranze) non verrà regolamentata. Bisognerebbe regolamentare prima di tutto il “sistema” corrente.

  49. Miguel Martinez scrive:

    Meloni sovietica:

    https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2023/08/09/ryanair-il-decreto-sui-voli-e-ridicolo-e-illegale-va-cancellato_90e6865f-9d70-4c1d-b3c9-7152f07f9645.html

    Finisce nell’occhio del ciclone il decreto sul caro voli.

    La Commissione Europea entra a gamba tesa sul provvedimento, chiedendo al governo “chiarezza” sulla stretta alle tariffe da e per Sicilia e Sardegna dagli altri aeroporti italiani. Nella stessa giornata arriva anche l’attacco di Ryanair, che col suo amministratore delegato, Eddie Wilson, stronca il decreto definendolo “ridicolo e illegale’, perché “interferisce con le leggi del libero mercato secondo le norme Ue: è una roba populista e di stampo sovietico”, quindi “da cancellare”. ‘Lo sa anche Harry Potter’, afferma con una battuta. Wilson rispedisce al mittente anche le accuse di fare cartello sui voli per Sicilia e Sardegna, parlando di “spazzatura” e liquida la storia dell’algoritmo per fissare le tariffe come la fantasia di gente “che guarda troppo Netflix”, perché a Ryanair “non ci sono algoritmi” e la compagnia “non fa profili dei clienti”.

  50. Moi scrive:

    @ MIRKHOND (se sta lurkando) / tutti/e/*

    https://www.gay.it/iran-rapporti-omosessuali-mullah-funzionari

    Iran, l’ipocrisia dei mullah e dei funzionari pubblici omofobi: spuntano video con rapporti omosessuali

    Quando i segreti di funzionari e leader religiosi dell’Iran vengono alla luce, emerge una verità scomoda: il divario tra ciò che predicano e ciò che praticano.

  51. Moi scrive:

    @ MIGUEL (& @ PINO … visto ch’è notoriamente stato sdoganato alla “Matura” di quest’anno, sorprendendo ma NON troppo)

    Lo schwa non deve piacerti
    Cacofonico e scomodo. Per questo serve.

    https://www.gay.it/lo-schwa-non-deve-piacerti

  52. Moi scrive:

    Rettifico : Schwa nella Tesi di Laurea

    https://www.gay.it/la-mia-tesi-di-laurea-con-lo-schwa-perche-non-fare-unaltra-rivoluzione

    La mia tesi di laurea con lo schwa: perché non fare un’altra rivoluzione?
    Il giovane linguista ci ha parlato della sua tesi con schwa, linguaggio genderless, e altre cose scomode che fanno paura ai puristi.

    • PinoMamet scrive:

      “Un lavoro che si intrufola nelle convenzioni e le ribalta su più piani: dalla scelta di scrivere “relatrice” invece di “relatore” (data la sua stesura con l’ausilio di una professoressa)”

      E… cosa c’è di strano?

      Comunque, mamma mia, ma quando è che i gay sono diventati così pesanti??

    • Moi scrive:

      La Rai utilizza per la prima volta lo schwa nei sottotitoli

      https://www.gay.it/la-rai-utilizza-per-la-prima-volta-lo-schwa-nei-sottotitoli

      “Lə profughə che cercano un futuro migliore”

      [sic]

      PS

      Notare il 2 in 1 delle categorie oppresse … che dovrebbero “coesistere” grazie a ‘ste formuline magiche linguistiche alla Harry Potter 😉 passando sopra secoli, millenni di identità culturali.

      D’altronde, buona la prima : SE a lə profughə NON va bene il Gender Neutral … che restino a godersi la Sharìa a casa loro, no ? 🙂

      … Vorremo mica lasciarlə a reinselvatichirsi 🙂 in Comunità Autoghettizate, no ?

    • Moi scrive:

      persona non-binaria (i suoi pronomi sono he/they)

      [cit.]

      —————–

      NON mi è chiaro, ma nulla mi sorprenderebbe : cioè, usa “he” e/0 “they” in Italiano ?

      “Stasera al cine, a vedere Barbie per la sborantesima 🙂 volta, vengono / viene (anche) Hì 🙂 e Zèi 🙂 , ovviamente vestitə in rosa Kontro il PatriarKato Kapitalista CisEtero BianKo !”

      [che ci fa su ilo business “brandizzando” ogni cosa e il suo contrario, ndr] ?

      • Moi scrive:

        Ben Shapiro posted a lengthy video complaining he counted the use of the word ‘patriarchy’

        https://msmagazine.com/2023/07/27/barbie-ms-magazine-patriarchy/

      • PinoMamet scrive:

        Ti dirò, ho visto Barbie…

        NON mi sembra questo capolavoro che segnerà la storia del cinema, e credo che sia lontano dalla perfezione, ma…

        è un film gradevole, divertente, con molti ottimi spunti, e non l’ho trovato per niente misandrico.

        Il livello del femminismo del film è, più o meno “voi ragazze potete fare tutto quello che volete nella vita!”: e come dargli torto.

        Per offendersi per il personaggio di Ken e per il suo buffo tentativo di instaurare un patriarcato da barzelletta nel mondo di Barbie bisogna essere molto ma molto insicuri…

        comunque la presa in giro del patriarcato non va mai oltre i livelli che qualunque maschio sano e autoironico possa accettare e sottoscrivere.

        Approvato.

        • Moi scrive:

          Ovviamente NON mancano suggestioni complottiste date le origini Ashkenazite di Ruth Moskowicz Handler … 😀

          • PinoMamet scrive:

            Che fa un cameo nel film (Cioè, un’attrice che la interpreta) un po’ “santino” ma senza nascondere i suoi difetti, tipo la frode fiscale 😉

            In realtà di tutto il film mi hanno colpito due cose:

            – il coraggio, o l’intelligenza di Mattel nel mettersi in gioco

            -una certa discontinuità nella narrazione, che mette forse un po’ troppa carne al fuoco.
            Le bambine in sala mi sono parse piuttosto disorientate.
            Comunque ribadisco, un film gradevole.

  53. Moi scrive:

    @ PINO / PEUCEZIO

    Non ricordo dove l’ abbiate scritto … ma dico (facendola corta il + possibile) la mia qui, al riguardo :

    ………..

    Mi pare che abbiate detto che trovate fastidioso soprattutto udire espressioni disgiuntive-ottative-incusive tipo : “e-o” , “barra” o perfino “slash” in Inglese detto in Italiano.

    Orbene, SE vogliono introdurre la Schwa in Italiano … perché NON reintrodurre per Legge “vel” e “aut” [a volte confuso da certa gente con “fuori” in Inglese …] in Italiano dal Latino ?

  54. Moi scrive:

    Cmq secondo me, prima o poi, “La Crusca” cede … passano da insensibilI, retrogradI, ecc … chi ne ha voglia di accollarsi ancora tale ruolo “ingrato” (… escludente dalle iniziative di novità culturali) a lungo ?!

    Poi han già sdoganato “salire/scendere qualcosa” per “portare/porgere su/giù” … minando la loro stessa credibilità. Molto più del “petaloso”, che invece è una semplice applicazione di un principio generativo … come verbizzare 🙂 in “are” / “izzare” (più colto).

  55. Moi scrive:

    @ FUZZY

    La terra cruda revolution” dovrebbe partire da qui. Subito dopo Corticella, nella periferia di Bologna.

    ————————

    Ai é na móccia ed sitarâz’ ch’ i én dimondi pîz !

    • Fuzzy scrive:

      Ah, io vengo dal nord. Ci parcheggio la macchina e poi prendo il tram.
      Che posto orrendo. Ma le periferie, credo, vanno da così a peggio. Non vorrei sembrare
      offensivo per il luogo. È un discorso diciamo “preso alla larga”. E magari ci vivono persone molto civili e a modo. Non ho alcuna ragione per dubitarne.

      • giuseppe motta scrive:

        fuzzy ho due dubbi/perplessità:

        1: tu abiti veramente in una casa di terra?

        2: nella periferia di Bologna ci sono i tram?

        • Fuzzy scrive:

          Giuseppe
          1 abito in una casa di mattoni ereditata da muo nonno che faceva il muratore. L’ho vista costruire quando ero bambino ed è un ricordo vivido di quelli che restano impressi.
          Ognuno dovrebbe costruirsi la sua casa, anche se microscopica e di terra cruda e compiere il proprio rituale di costruzione.
          Purtroppo si vive nella mancanza di significati profondi.
          2 si ci sono il 28 e 28a portano direttamente in centro a Bologna.
          Contento? Adesso però ti cito il finale del film Saxofone (bello, patafisico e grande insuccesso), in cui un enigmatico Renato Pozzetto recita “È la testa che conta, la testa”

          • Fuzzy scrive:

            Ah, non voleva dire l’intelligenza eh, quella ho il sospetto che serva solo a combinare del casino. Naturalmente nessuno può provare se ciò sia vero o no. Oppure, provaci pure, ma non aspettarti una mia risposta.

            • Moi scrive:

              Al tempo :

              I “tram” in senso dialettale di “tranvaj” a Bologna non esistono più da fine Anni Settanta … adesso li vogliono però reintrodurre ! Il Bolognese Tipo NON si chiede quale sia la “ratio” economica od ecologica : qualunque cosa voluta amministrativamente dal Partito è perfetta ipso facto a prescindere da ogni contestualizzazione !

              • Fuzzy scrive:

                https://www.wlust.org/2021/03/01/differenza-fra-tram-e-autobus/
                Ah, sì, c’era una grande trappola.
                Io continuo a chiamare tram anche l’autobus. È perché son vecchio. Comunque, mi pare che per Corticella sia in programma una linea di veri, autentici e certificati tram. Benissimo. Dopodiché arriverò giù dalla provincia, lasciando l’auto dove posso trovare un buco per parcheggiare (anni fa si trovava all’ippodromo ma oramai da quelle parti è tutto esaurito) e prenderò un mezzo pubblico qualsiasi per andare in centro.
                Oh, bene, questo si chiama esser precisi.
                Mi sento redento.

            • fuzzy scrive:

              https://www.rinnovabili.it/greenbuilding/la-citta-di-domani-sara-costruita-con-biomateriali/

              Oh, guarda, guarda. Già iniziavo a pensare di esser strano, e invece…..anvedi…Sui materiali dunque ci siamo. Io e i moderni bio-architetti, siamo tutti della stessa categoria dei matti.
              Poi bisogna vedere quali dovrebbero essere le dimensioni degli edifici. In ogni caso, se vuoi tirar su, devi per forza buttar giù.
              O magari tra poco costerà di più tenere in piedi il vecchio che costruire il nuovo.
              Mancano gli artigiani. Non c’è più gente che sappia lavorare.

              • Moi scrive:

                Lo dice anche Briatore … può sempre mandare Nathan Falco a fare il falegname come Mastro Geppetto ! 🙂

              • Fuzzy scrive:

                Chi è Briatore, quel tipo che appare sempre in tivu’ un attimo prima che io spenga?
                E quell’altro? Un falegname?
                Oddio, riguardo alla falegnameria a livello di qualche
                mobiletto spartano, me la so cavare. Il problema è tipo quanto ti capita una perdita d’acqua e per sei mesi non trovi l’idraulico.
                Oppure la grandine ti devasta il tetto e piove in casa e non trovi un lattoniere perché è già impegnato per i prossimi due anni E allora ti viene in mente di metter su un bidone per la raccolta di acqua piovana e un tetto di paglia.
                Vedrai che prima o poi la gente lo capirà che bisogna fare così.
                Ricordo di aver letto di certi pastori mongoli messi in un appartamento che dopo poco han detto “Come, io qui? No grazie, per me, io me ne torno a vivere nella mia yurta in mezzo alla steppa. Ciao, ciao, tanti saluti”

  56. Moi scrive:

    Patrick Zaki scende in campo … prenderà il posto della Schlein ?!

  57. Moi scrive:

    Come saprete, è morta Michela Murgia … io l’ avevo sempre apprezzata finché parlava e scriveva di antropologia di cose Sarde, molte non le sapevo. Poi si è buttata sulla Woke, di cui straripano tanti siti in Inglese di giovani USA, smettendo di parlare di ciò che di davvero interessante poteva proporre.

  58. Moi scrive:

    anche la catastrofe che loro stessi hanno creato può essere un investimento.

    ———————-

    Speech by Michael Douglas [Gordon Gekko] in Wallstreet [2] on Financial Turmoil [2010]

    https://www.youtube.com/watch?v=7Yv4bbOBo-U

  59. Mauricius Tarvisii scrive:

    Pare che siano stati proprio gli USA ad esportare la democrazia in Pakistan, colpevole di essere “aggressivamente neutrale” (!!!).

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/08/11/pressioni-degli-usa-sul-pakistan-perche-sfiduciasse-il-premier-khan-era-troppo-neutrale-sullinvasione-russa-dellucraina/7258446/

  60. Miguel Martinez scrive:

    Piccole messicanerie.

    Non so perché mi viene in mente il detto, tra moglie e marito, non mettere il dito…

    (tradotto con DeepL)

    http://www.narcoenmexico.com/2023/07/capturan-en-zapopan-mujer-que-vendia.html

    Donna a Zapopan sorpresa a vendere tamales con carne umana, presumibilmente di quattro vittime, tra cui il marito

    Catturata a Zapopan una donna che vendeva tamales con carne umana presumibilmente di quattro vittime, tra cui il marito

    La Polizia municipale di Zapopan, Jalisco, è riuscita ad arrestare una donna che vendeva tamales con carne umana di almeno quattro vittime, tra cui il marito, di cui era stata denunciata la scomparsa giorni prima del ritrovamento dei suoi resti nell’impasto.

    La Polizia Municipale è riuscita a catturare la donna, identificata come Esther ‘N’, per il presunto reato di omicidio intenzionale del coniuge, che, secondo i testimoni, non era stato visto nella zona da 15 giorni.

    Secondo la Polizia Municipale, la donna è stata arrestata mentre stava cucinando tamales con i resti di carne umana del marito, che aveva smembrato per integrarlo nell’impasto dei tamales; i resti scheletrici sono stati lasciati da parte, perché la donna li considerava “rifiuti”.

    I funzionari hanno detto che sulla scena sono stati trovati anche i resti umani di almeno altre tre vittime, che sarebbero state fatte a pezzi per preparare i tamales; finora queste persone non sono state identificate.

    Nelle immagini, secondo i media, si vede un tamale fatto di pasta bianca e salsa rossa con quello che sembra un dito umano; non si sa se appartenesse alla vittima.

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