Venite!

Oggi c’era la Maria dallo sguardo come Savonarola, con due comari, seduta sulla panchina di pietra di Palazzo Guadagni, occhi neri neri, che raccontava di come aveva guardato in faccia il padrone di casa che sfrattava Nonna Nietta e la sua mamma di novantasei anni sorda e cieca e sulla sedia a rotelle, per fare del loro buco un bedandbreakfast, senza i’brecfas.

E quell’essere inqualificabile aveva chiesto, “ma come vi siete permessi di chiamare tutti questi scellerati?“, che eravamo noi lì fuori.

E lei aveva risposto, “sono tutte persone perbene del nostro quartiere, è lei che è disumano!”

Ecco, questa è la distinzione fondamentale, da cui parte tutto il resto.

Il 28, 29 e 30 di luglio, vorrei invitarvi a Caranzano, paesino vicino ad Alessandria, a partecipare alle Tre giornate contro le tecnoscienze.

In una fattoria ristrutturata, dove tutto è tenuto con una cura meticolosa, al contrario di tanti luoghi che si fingono “alternativi“.

Se condividete qualcosa dello spirito di ciò che è stato scritto qui negli ultimi vent’anni, sarebbe una bella occasione per incontrarci dal vivo, come ci incontriamo noi nelle strade di San Frediano.

L’incontro ha un programma fitto, ma è importante capirne l’essenza.

L’essenza ce l’ha spiegata l’altra sera Helena Norberg Hodge, saggia anglosvedese, parlando della città dei quindici minuti.

Noi tutti abbiamo bisogno di uno spazio dove possiamo arrivare a piedi alle cose fondamentali; dove possiamo incontrare visi che conosciamo; dove possiamo stabilire rapporti che durano nel tempo, con persone che non sono astrazioni; dove possiamo chiudere gli occhi e fidarci; dove possiamo creare un mondo unico, diverso da ogni altro; dove possiamo organizzarci e guardare alla pari le istituzioni.

Helena ci parlava delle donne del Ladakh, che avevano una tale rete di parentele e di affetti che potevano condividere i loro figli con tutta la comunità, e mentre allattavano potevano prendere le decisioni politiche per tutti

Le multinazionali sfruttano proprio questo bisogno profondo per spacciarci la caricatura di ciò che sognamo: la città dove in quindici minuti trovi un McDonalds. La città delle app 5G che ci sorvegliano, dei droni che ci portano il cibo preconfezionato a casa, cibo che proviene da monoculture coltivate a robot.

Ecco, la scelta radicale è tra queste due visioni. E’ la divisione più importante che esista, e che non si rispecchia nelle divisioni che ci presentano sul piatto, “destra o sinistra“.

Ieri sera, nel Chianti, abbiamo guardata la Luna sorgere immensa, tra due cipressi.

Poi mi sono spostato, e ho visto che la si vedeva anche attraverso un cipresso, luce tra i rami.

Eravamo una strana, strana compagnia di belle persone, di gente dalle tante storie diverse.

Insieme costruiamo, come cantava Robin Williamson, “la nave del futuro secondo un antico archetipo che viaggia lontano“.

Un archetipo, un pattern, fatto di persone che si guardano in faccia, che conoscono i propri luoghi, che possono venire da ogni capo del mondo, che rischiano lo sfratto o che possiedono palazzi antichi, ma allevano insieme i figlioli, e trattano alla pari le istituzioni senza aspettarne nulla, e tra di loro si guardano come viventi e non come merci.

Sessantasei milioni di anni fa, a Chicxulub nella terra che sarebbe stata poi dei Maya, qualcosa piovve dal cielo, con 50 milioni di volte la forza della più potente bomba atomica mai fatta esplodere. E sterminò l’80% dei viventi.

Noi stiamo vivendo un momento analogo, solo che il Qualcosa, questa volta, sono le tecnoscienze uscite dal cervello della stessa specie a cui appartengo io.

Qualche anno fa, raccattai per caso un volantino di Resistenze al Nanomondo.

Un linguaggio un po’ sopra le righe, un testo scritto fitto fitto che rivela una scarsa modernità nella comunicazione, e che ha qualche tocco sinistro-negativo. Un volantino, insomma.

Ma leggo il testo fitto-fitto, e mi rendo conto che ha colto l’essenziale.

Scrivo alla mail che trovo sul volantino, e scopro che dietro, ci sono Silvia e Costantino, che hanno messo in piedi Resistenze al Nanomondo.

Vengono da Bergamo, li incontro alla stazione, leggeri come libellule, e li metto alla prova, portandoli a vedere le rose, una volta rossa e una volta nera, che una mano misteriosa depone sulla tomba di Sandro Botticelli.

Passano la prova, e so in un istante che appartengono alla nostra gente, fino alla fine del mondo.

se avete voglia di esserci, mandate una mail di conferma a info@resistenzealnanomondo.org, e una a me udra@pm.me.

Questa voce è stata pubblicata in ambiente, esperienze di Miguel Martinez, Firenze, resistere sul territorio e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

17 risposte a Venite!

  1. roberto scrive:

    leggendo il programma temo che siano idee più o meno diametralmente all’opposto delle mie e cerco di stare lontano mille miglia da chi scrive “sieri genici”

    però apprezzo chi inizia un convegno con un pranzo

  2. Francesco scrive:

    Premesso che apprezzo anche io, purchè si tenga conto di chi ha l’oggettiva sfiga di essere ammalato di celiachia – e fanculo i vegani, che se lo scelgono – temo di non essere qualificato.

    Perchè nego assolutamente che quello di cui parli sia l’essenziale. Per la precisione, è un caso da manuale di innamoramento per una faccia della medaglia che porta a dimenticare che le due facce esistono solo insieme.

    Però buon incontro!

  3. Roberto scrive:

    Miguel

    “Noi tutti abbiamo bisogno di uno spazio dove possiamo arrivare a piedi alle cose fondamentali;”

    Io sono sempre prudente con queste generalizzazioni…personalmente non mi interessa minimamente essere a 15 minuti dalle cose fondamentali (tralascio il cose…non ho cose fondamentali, solo persone fondamentali)….mi interessa poterle raggiungere in fretta e mi interessa poter camminare in una strada anonimamente (a volte…altre volte il contrario)

  4. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “tecnoscienze”

    Mi sono incuriosito e ho scoperto che all’incontro (28-29-30 luglio) si parlerà di ‘climatismo’.

    https://www.resistenzealnanomondo.org/

    La relatrice, Cristina Pivetti, è ‘artista, disegnatrice, saggista’. Alcune sue opere sono raffigurate qui

    http://www.cristianapivetti.org/

    Ignoravo il significato della parola ‘climatismo’. Ho fatto una ricerca su Google e ho trovato che è stato pubblicato un libro sull’argomento, dal titolo ‘Il climatismo: una nuova ideologia?’:

    https://books.google.it/books/about/Il_climatismo_una_nuova_ideologia.html?id=dzwvswEACAAJ&source=kp_book_description&redir_esc=y

    Non sembra esistere una voce su Google riguardante il ‘climatismo’ al di fuori di questo libro e delle sue (generalmente positive) recensioni su alcuni quotidiani
    (Il Foglio, Il Giornale).

    Il termine ‘climatismo’, di cui non trovo la definizione da nessuna parte, pare riferirsi al clima. Nel riassunto del libro, presente nell’ultimo sito citato sopra, leggo infatti:

    “Non vi sono dati che provino una correlazione statisticamente significativa fra l’aumento della produzione di anidride carbonica di origine antropica (meno del 5% di quella naturalmente presente nell’atmosfera) e il riscaldamento globale. L’aumento di temperatura, stimato in 0,8 °C negli ultimi 170 anni, è probabilmente legato all’attuale fase geologica di deglaciazione e quindi è di origine naturale. […] Le analogie fra l’attuale sistema dell’IPCC e quello che fu il Club di Roma del 1971 sono impressionanti. Hanno in comune l’idea che tutta la Terra sia un organismo stazionario e soltanto l’uomo sia in grado di far mutare questo stato idilliaco del pianeta.”

    Il testo almeno cinque errori marchiani.

    1) come può verificare a proprie spese chiunque assuma qualche milligrammo di arsenico, l’effetto di un composto chimico su un sistema complesso può non dipendere affatto dalla sua presenza in percentuale.

    2) non è indicato cosa significa ‘in percentuale’. E’ in peso? E’ in volume? Magari non sembra, ma cambia (e parecchio).

    3) l’autore sembra ignorare che anche una sola goccia può far traboccare un vaso. E per ricordare questo non c’è neanche bisogno di scomodare il modello di Lorenz dell’atmosfera con tutte le sue biforcazioni, il suo caos ecc.: basta il buon senso.

    4) il club di Roma non si è mai sognato di considerare stazionario lo stato della Terra. Basta leggere “I limiti dello sviluppo” per rendersi conto che il Club di Roma sostiene esattamente il contrario.

    5) il club di Roma non si è mai sognato di considerare la Terra come un organismo. Quella è l’ “ipotesi Gaia” di Lovelock.

    Sono andato a cercare notizie sull’autore del libro, Mario Giaccio. E’ presentato sul sito

    http://www.scienzanazionale.it/mario-giaccio/

    come un ex professore ordinario di Tecnologia e innovazione all’università di Chieti/Pescara. Buona parte delle pubblicazioni del Professor Giaccio riguardano tecnologie dell’alimentazione: esse includono studi sulla metodologia di classificazione del Montepulciano d’Abruzzo, sulla tracciabilità del formaggio di pecora e sulla lavorazione dello zafferano. Non sorprendentemente, tutti prodotti della Regione dove l’Università dove il Professore lavorava è localizzata.

    https://www.researchgate.net/scientific-contributions/Mario-Giaccio-13354883

    Fin qui i fatti.

    Mi permetto due conclusioni, certamente provvisorie ma forse non del tutto insensate.

    a) Prima di consultare questi siti avrei considerato rimarchevole il fatto che un esperto di tecnologie alimentari Abruzzesi parlasse di clima, e scrivesse addirittura un libro in cui confuta Club di Roma, IPCC ecc. Sarebbe un po’ come se io scrivessi un libro di storia della letteratura Araba in cui sostenessi che Maometto era Azteco. Magari lo era davvero; ma sarebbe singolare che me ne fossi accorto soltanto io.

    2) Mi pare che l’incontro “Resistenze al nanomondo” contenga la discussione e/o la presentazione da parte di un’artista/disegnatrice/saggista di un libro scritto da un esperto di tecnologie alimentari Abruzzesi dove si nega fin nel riassunto la correlazione fra emissioni antropiche di CO2 e cambiamento climatico, tesi che incontra ormai un consenso fin qui senza pari fra coloro che allo studio del clima – e non alle tecnologie alimentari Abruzzesi, di cui saranno probabilmente tanto incompetenti quanto me – hanno dedicato la propria vita professionale.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      I dubbi sul lavoro del Club di Roma sono un pò più diffusi di quelli sulla aztecità di Maometto però.

      Sarà colpa dei divulgatori, come per Berlusconi, però sembra non ci abbiano preso molto con le loro previsioni.

      😉

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “dubbi”

        Verissimo.

        Ma io non discuto qui la validità dei risultati del Club di Roma.

        Nego che il Club di Roma abbia mai sostenuto che la Terra è ‘un organismo’ e per di più ‘in stato stazionario’.

        Lo nego perché ho letto sia due libri del Club di Roma sia alcune pubblicazioni scientifiche riguardanti le ipotesi secondo cui invece la Terra è proprio descrivibile come ‘un organismo’.

        A ciascuno il suo.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “La relatrice, Cristina Pivetti, è ‘artista, disegnatrice, saggista’. Alcune sue opere sono raffigurate qui”

      Se ti ricordi, un po’ di tempo fa abbiamo sostenuto qui un amichevole dialogo/polemica sulla questione CO2, clima, ecc., proprio con la Cristiana.

      Sostanzialmente (detto usando le mie lenti) io e Cristiana condividiamo le preoccupazioni fondamentali.

      Cioè che

      la questione ambientale venga ridotta a una pura questione di “clima”, a sua volta dovuta esclusivamente alla CO2 in circolazione

      che a questa “emergenza climatica” si diano soluzioni dall’alto (leggo che “L’Ue si è impegnata a spendere per l’azione per il clima almeno il 30% del bilancio 2021 2027 – circa 87 miliardi di euro all’anno, cioè meno del 10% degli investimenti totali necessari per raggiungere gli obiettivi per il 2030, stimati approssimativamente a 1000 miliardi di euro all’anno” https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/06/30/emissioni-non-calcolate-e-scarsa-trasparenza-la-corte-dei-conti-ue-boccia-lazione-di-riduzione-di-co2-di-commissione-e-stati/7212646/) pompando miliardi nell’imporre alla gente di comprarsi un’auto nuova l’anno e nel rendere “smart” anche le nuvole

      che in questo modo i danni dovuti al commercio globale, alla distruzione della biodiversità, all’agricoltura industriale, ecc vengano fatti sparire

      Dove non siamo più d’accordo è quando Cristiana tende a seguire le mezze verità dei “cherry picker” che negano tout court il rapporto emissioni CO2-clima.

      Credo che sia un po’ un vicolo cieco, e spesso manipolato da persone con intenti opposti ai nostri: quelli che dicono “viviamo nel migliore dei mondi possibili, il pianeta può sopportare miliardi di esseri umani in più ciascuno con il suo SUV, basta aggiungere pure il nucleare”.

      • Miguel Martinez scrive:

        Non capisco invece il lungo excursus su Mario Giaccio, la cui esistenza scopro da te.

        Su google: “Nessun risultato trovato per “cristiana pivetti” “giaccio”.

        “Climatismo” è un facile termine che verrebbe in mente a chiunque per indicare chi del clima fa una questione ideologica. E nella stretta misura che ho delineato sopra, anch’io potrei parlare di “climatismo” nei media, che volgarmente in effetti presentano il CO2 come una specie di pericoloso inquinante, da cui ci dovrebbe salvare il nucleare e/o l’eolico, permettendoci di vivere ancora più riccamente di prima.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “Giaccio”

          Io non ne sapevo nulla finché non ho visto il sito dell’incontro di cui hai parlato nel post.

          Di biotecnologie non so nulla e non mi pronuncio, e lo stesso per l’IA che conosco solo per sentito dire.

          Ma la mia decennale pratica di smascheratore di bufale in campo fisico mi ha fatto suonare un campanello d’allarme quando ho letto le lettere ‘clima’.

          Il mio fiuto non mi ha ingannato. Scoprire che a denunciare il ‘climatismo’ è un esperto di tecnologie alimentari Abruzzesi che manco sa citare correttamente le fonti (che si dà il caso che io abbia davvero consultato per altra causa) mi dice qualcosa sulla serietà dell’iniziativa.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Il mio fiuto non mi ha ingannato.”

            E invece è esattamente quello che ti ha ingannato.

            Cristiana usa la parola “climatismo” perché ha paura, esattamente come me, di cose come questa: https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/oscurare-il-sole-il-piano-di-bill-gates-contro-il-riscaldamento-globale-che-piace-alla-casa-bianca_5LrkuuTGDCGFVXWqkvUhGT

            Lei aggiunge a questo un tocco di, “io non sono una scienziata, ma se non ce la contassero tutta giusta?”

            Giaccio mi sembra di capire è uno che dice ad alta voce, “sappiate non ce la contano per niente giusta!” e giù a dimostrare che l’Uomo con la Maiuscola non ha Limiti, e sono quei neopagani alla Lovelock-Martinez-Pivetti che sentimentalizzano la terra, che è invece è solo roba saccheggiabile all’infinito.

            Quindi può darsi che qualche statistica “scettica” la condividano tutti e due, ma le visioni del mondo sono opposte.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “Uomo”

              Giaccio (semplifico per brevità, non voglio polemizzare) è un negazionista del cambiamento climatico. Nega la soluzione tecnologica al problema perché nega il problema.

              Cristiana (anche qui tiro dritto) è luddista. Nega la soluzione tecnologica al problema perché nega la tecnologia.

              Il risultato è lo stesso.

              E c’è probabilmente anche un altro punto in comune: il complottismo.

              La soluzione tecnologica al problema del cambiamento climatico è frutto delle ‘tecnoscienze’ e di chi diabolicamente le supporta per guadagnarci (le multinazionali, sbaglio?) oppure di un piano diabolico per instaurare alla lunga un governo mondiale (come dice la prefazione del libro dell’esperto Abruzzese di tecnologie alimentari).

              Gli estremi, al solito, si toccano.

              Che sia il “climatismo”, che sia la “teoria gender”, che siano le ONG, gli Illuminati o la Trilateral o il Piano Kalergi c’è sempre un Complotto Sovranazionale Mondialista Contro le Libertà Dei Singoli Individui E Che Viene Ordito Dalla SPECTRE Di Turno.

              Non è ancora il Napalm51 di Crozza, ma dubito che ne distiamo assai.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                L’analisi è interessante.

                L’analogia non sta esattamente nel “complottismo”.

                E’ ovvio che “dietro c’è Bill Gates”, nel senso che certe cose hanno ancora bisogno di un’agenzia umana; ed è indubbio che a creare la situazione attuale non sono le correnti del mare, ma il lavoro di persone molto intelligenti, che si coordinano tra di loro per ottenere un risultato. E spesso mascherando, manipolando, nascondendo, parlando per mezze verità (più che mentendo).

                In quel senso, la storia è TUTTA un complotto. E non c’è solo il complotto di Bill Gates, c’è il complotto del presidente del nostro quartiere per farsi eleggere con Renzi senza perdere spazio con il PD, e il nostro complotto per trovare sostegni per il bando con la Fondazione che Comanda sulla Città.

                Comunque è ovvio che un complotto che ha come protagonista Bill Gates o Soros, ha oggettivamente centomila volte più forze del complotto ordito da me.

                Ma – e qui sono d’accordo con te – queste intelligenze sono agite da forze più grandi di loro: la Saligia innnanzitutto https://it.wikipedia.org/wiki/Vizi_capitali . L’uomo trama e ordisce, ma il Principe di Questo Mondo dispone: ecco perché la spiegazione “satanica” è molto più vicina alla verità di quella “umana”.

                Il “complottista” compie due errori: si immagina che i complotti siano pochi (in questo senso è quasi un “anticomplottista”) e pretende di vedere attraverso il velo degli inganni dei cospiratori. E immagina se stesso come “fuori da ogni complotto”, magari proprio mentre sta cercando di convincere un cliente a comprargli una traduzione.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Il risultato è lo stesso.”

                Me lo auspico, ovviamente, ma penso che entrambi siano destinati a fallire totalmente.

                Dammi una leva e ti solleverò il mondo, ma quale leva ha chi si oppone all’autodistruzione dell’umanità?

                L’idea che “prima o poi le persone si sveglieranno”?

                Partono sempre dal pregiudizio dell’Onnipotenza dell’Uomo. Che è esattamente ciò che lo perderà.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “Saligia”

              Ockham mi impedisce di invocare la Saligia, Príncipi di questo mondo e simili.

              Mi limito a ricordare ciò che tu stesso hai scritto: che i complotti sono molteplici.

              Ciò fa sì che la loro risultante – la storia umana – sia imprevedibile, proprio come le valanghe e i terremoti. E per lo stesso motivo: il coesistere di cause profonde ma lente (la trappola di Tucidide…) e superficiali ma veloci (l’attentato di Sarajevo…).

              Non c’è bisogno di Saligia.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Ciò fa sì che la loro risultante – la storia umana – sia imprevedibile, proprio come le valanghe e i terremoti. E per lo stesso motivo:”

                Non direi.

                L’umanità ha un notevole impatto sull’ambiente circostante.

                Questo impatto è legato a motori psicologici, che spingono gli esseri umani ad agire: riassumibili abbastanza bene nel concetto di Saligia (poi uno può citare Freud o altri a piacere).

                Questi motori generano i vari complotti, che certo da una parte si annullano a vicenda, dall’altra si rafforzano a vicenda.

                Se c’è un bello spiazzo edificabile, possiamo essere certi che qualcuno ci farà un supermercato, anche se non possiamo dire se sarà la Coop o la Esselunga o il Conad.

                L’effetto cumulativo dei complotti umani è sostanzialmente prevedibile.

  5. Miguel Martinez scrive:

    Gurdjieff, che nessuno sa bene chi fosse, disse…

    “Durante questo genere d’avvenimenti, tutti sono schiavi, tutti si trovano in un’ipnosi generale. Dov’è la dignità che si attribuisce all’uomo? Dov’è l’uomo col suo libero arbitrio? E’ stato così in tutti i tempi e sarà sempre così per le masse, perché se non ci fossero schiavi, non ci sarebbero Signori e non ci sarebbe vita. E nello stesso tempo per le persone isolate, la possibilità di sbarazzarsi di quell’ipnosi di massa esiste.

    Le persone sono incoscienti di quell’ipnosi di massa a tal punto chi se ne è più o meno liberato è un essere inferiore.

    Così, ciò che è considerato coraggio in guerra, in realtà non è che l’espressione di quell’ipnosi. Nazioni intere considerano altre nazioni vili; è così che i russi considerano gli ebrei. Ma il tamburo giudaico che, secondo l’immaginazione dei russi, si nasconde nel fossato durante la battaglia, è in realtà un uomo più normale e più libero di loro. Lui ha qualcosa di personale, mentre gli altri non hanno niente di proprio; non gli resta che l’ipnosi di massa. Lui è schiavo delle proprie particolarità, mentre loro sono doppiamente schiavi.”

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “dignità”

      A meno di non fare dello spiritualismo arbitrario, la dignità sta (almeno stando a Rodotà) nel diritto ad avere diritti.

      Che uno sia considerato titolato a pretendere il rispetto di un proprio diritto, questa è la dignità. La riconosciamo (non sempre) agli esseri umani, meno sovente agli altri esseri viventi, non ancora alle AI.

      È la dignità uno dei tanti motivi che identificano lo Stato come condizione necessaria della civiltà. Fuori di esso si ha solo il diritto di uccidere per non essere uccisi, come fra gli antropofagi di Papuasia descritti da Jared Diamond. Proprio la guerra lo dimostra: dove il conflitto mette in forse la sovranità dello Stato, i suoi soldati rischiano la pelle.

      Per Gurdijeff la domanda è retorica: dato che per lui la stragrande maggioranza del genere umano in realtà è sonnambula, della dignità non sa che farsene.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

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