Parteneriato Pubblico-Privato a Firenze

Uno, come sapete, la nostra strada è bloccata con le transenne da una dozzina di giorni, con conseguente radicale deviazione di sei importanti linee dell’autobus.

Curiosamente, questo blocco non risulta scritto da nessuna parte.

Ad esempio, non compare nemmeno sulla pagina del Comune dedicata ai “lavori in corso” (salvata su Archive.today stamattina, perché la pagina ovviamente cambia).

L’unico riferimento su tale pagina alla nostra strada è a un trasloco che il 10 gennaio ha fatto chiudere per qualche ora una piccola e tranquilla traversa di Borgo San Frediano.

Due. Ogni martedì, la Ditta Semiprivata Alia Servizi Ambientali SpA manda un furgone a raccogliere la carta porta a porta nella nostra strada, cercando di coinvolgere i cittadini in un circolo virtuoso, come sostenibilmente spiegato da questo poster della stessa Alia:

Martedì mattina un residente debitamente sensibilizzato ed educato ha quindi telefonato per chiedere se poteva mettere la carta fuori la sera, anche se la strada era chiusa.

L’addetta, di una gentilezza squisita, ha chiesto il nome e il numero di telefono dell’utente, promettendo che sarebbe stato subito richiamato con la risposta.

La telefonata non è mai arrivata, ma è arrivata una mail che chiedeva all’utente di valutare la qualità del servizio reso, attraverso un’apposita app a cui l’utente stesso ha scoperto con sorpresa di essere stato iscritto.

Un altro residente, che evidentemente aveva maturato una “intelligenza ecologica“, ha telefonato chiedendo sempre se doveva mettere fuori la carta, e gli è stato risposto di sì.

Sostenibilmente, i residenti hanno messo fuori la carta il martedì sera.

Oggi è giovedì sera e la scena si presenta così:

Da notare che in questi giorni, molte persone hanno scambiato queste piramidi cartacee per discariche generiche, per cui il loro contenuto è attualmente assai vario (compreso qualche annaffiatura canina con liberatoria dell’accompagnatore umano).

Tre, oggi è venuto a visitare il rione un funzionario del Comune con accompagnatore (sempre umano), allo scopo di:

1) fotografare le transenne

2) valutare quindi quanto far pagare ai residenti per il godimento delle stesse transenne. Una cifra ancora vaga, visto che dovrà aumentare ogni giorno finché i residenti non risolveranno da soli i problemi della strada.

Durante l’ispezione, i due hanno notato che le transenne nella loro attuale posizione non servono assolutamente a nulla.

In parte perché molte transenne sono semplicemente accatastate una addosso all’altra su un lato della strada.

Ma anche grazie a dodici giorni di creativa risistemazione popolare, sia da parte di camionisti frettolosi che avevano deciso di passare lo stesso, sia da parte di alcuni residenti che pare le abbiano utilizzate per realizzare una sorta di pista da slalom per rallentare le corse dei motociclisti lungo il tratto chiuso al traffico (e quindi forse è ingiusto dire che le transenne non servono proprio a niente).

Gli stessi ispettori hanno trovato lievemente sorprendente questo posizionamento delle transenne, visto che la ditta appaltatrice Semiprivata assicura di mandare tre volte al giorno un operaio (debitamente retribuito con i nostri soldi secondo i capitolati dell’appalto) per controllare che ogni pezzo di ferro compia fedelmente il proprio dovere.

Gli ispettori hanno però cortesemente rassicurato i residenti dicendo che – ovviamente dopo aver pagato di tasca loro – potranno cercare di rivalersi sul Comune.

Ieri sera era venuto nel nostro rione l'Assessore alla Mobilità, che lungamente incalzato in merito a chi doveva pagare per le transenne non richieste da nessuno, aveva alla fine detto, preso dall'entusiasmo, "la signora non pagherà niente!"

Stamattina abbiamo invece letto sul Corriere Fiorentino una dichiarazione più equilibrata dello stesso Assessore:  

“Avr [l'appaltatrice delle transenne] ha inviato il preventivo ai privati come obbligata a fare dato che le transenne sono state messe su richiesta dei privati [sic!] dopo l’intervento dei pompieri. L’importante è mettere tutto in sicurezza, poi vedremo chi le pagherà”.

I due funzionari pubblici hanno lasciato nella loro non-posizione tutte le transenne, visto che il loro inquadramento professionale è diverso da quello degli operai della Ditta Semiprivata: nel Parteneriato Pubblico-Privato, è bene che ogni parte rispetti il proprio ruolo.

Quattro, mi chiamano – “c’è un autobus che ha sfondato le transenne e sta passando tutto il traffico!”

Mi affaccio e vedo che le prime transenne sono sparite, c’è un enorme autobus fermo davanti a una seconda fila di transenne, e dietro una teoria interminabile di auto che suonano il clacson, prendendosela con lo Sfondatore del Fronte perché non ha il coraggio di andare fino in fondo.

Scendo per capire che succede, convinto che si tratti di una prepotenza: quasi ogni mattina c’è un camionista che sfonda le barriere perché ha furia.

C’è un giovane che sta gioiosamente prendendo in giro l’autista, e mi associo anch’io, vedendo in lui tutti i prepotenti che infieriscono sul nostro mondo.

Il giovane se ne va, ancora inveendo creativamente, poi mi ricordo delle tremende parole – pensa te – dell’inno omerico ad Ares, dove si chiede proprio al dio della guerra di

“frenare la travolgente forza della furia che spinge a gettarmi nella mischia crudele”

Deve essere esattamente la stessa forza che mi ha fatto scendere giù di corsa, a frenarmi e ascoltare. E allora, grazie a uno sconosciuto poeta dell’antica Grecia (l’inno omerico mica l’ha scritto Omero) che per vie traverse mi lascia qualche parola nell’orecchio, cerco di ascoltare l’autista.

Che belli i regali tra i millenni

Siccome la chiusura della strada non è segnata da nessuna parte, lui ci si era infilato per sbaglio, e si era trovato in trappola. Si era quindi (giustamente) tolto dal traffico mettendosi nella zona proibita, e aspettando di venire salvato dai suoi colleghi.

E tutta la piccola banda di sanfredianini che lo stava per linciare verbalmente, in un attimo ci diventa amica, e cerchiamo di fare il possibile per aiutarlo.

I suoi colleghi, quando arrivano, mi arruolano per bloccare il traffico e mandare via le auto, in modo da permettere un’interminabile retromarcia. Corro verso ovest, fermando furgoni e deviando automobilisti cui cerco di spiegare la situazione, e vedo con sorpresa che ci riesco (e che tutti collaborano).

Alla fine il povero autista liberato mi fa un saluto con il pollice alzato, e gli grido,

“Benvenuto a San Frediano!”

Ecco, questo è quello che in Olanda chiamano un partenariato pubblico-civico.

Torno tra la banda di neo-amici e neo-amiche, di vicini di casa da vent’anni che ho scoperto solo adesso, questa volta c’è anche un ragazzo tedesco innamorato di Firenze, e una mi fa,

“Autogestione! Dichiariamo la repubblica più piccola del mondo! La repubblica di San Frediano!”

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31 risposte a Parteneriato Pubblico-Privato a Firenze

  1. Giannozzo Pucci scrive:

    Credo che finalmente abbiate scoperto che la migliore gestione del potere nella strada la fate voi e che ogni transenna che arriva prima di essere apposta, chiunque la mandi, debba chiedere il permesso a voi e se non rispetta i patti debba pagare debite multe. Viva la Repubblica di San Frediano prima repubblica rionale (o gonfalone) di Firenze che trasmetterà il virus della salute politica sperabilmente a tutta la città.

    • Miguel Martinez scrive:

      Che bello! Un commento di Giannozzo, che ha donato a Firenze la Fierucola!

      Tempo fa feci una citazione che spiega tutto…

      https://kelebeklerblog.com/2020/08/25/se-non-viviamo-di-bellezza-di-comunita-di-terra-allora-di-cosa-viviamo/

      Francesca Volpe intervista Rita che ha una bancarella qui alla Fierucola a due passi da casa mia, che abbandonò il suo lavoro in città per farsi contadina:

      “La libertà si paga ma è l’unica cosa per la quale valga la pena di pagare. Si paga con la fatica, con lunghe giornate di lavoro, con le levatacce per partecipare ai mercati, e con conti che a fine mese arrivano corti.

      Ma vivendo in città non avendo più alcun contatto con la terra, si perde il contatto con la vita. Se non viviamo di bellezza, di comunità, di terra, allora di cosa viviamo?“

      Noi invece “viviamo in città”, ma è quella più piccola del mondo!

  2. Mauricius Tarvisii scrive:

    Ma non potevano darvi dei bidoncini come si fa nelle città – come dire – non governate dal caos?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “Ma non potevano darvi dei bidoncini come si fa nelle città – come dire – non governate dal caos?”

      Vero, quando Livorno era governato dal M5S, scoprii questa incredibile possibilità. Però Livorno è Livorno, Firenze è solo Firenze.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “M5S”

        Non scomodiamo gli abolitori di povertà.

        A Genova non hanno mai governato, ma i bidoni per la raccolta differenziata (bianchi o blu per la carta, verdi per il vetro, marroni per l’organico e grigi per l’inorganico) ci sono da decenni.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          pure qui a Milano, e non ricordo sia merito del colore politico dell’amministrazione comunale

          bella la storia dell’improvvisa solidarietà col povero autista, invece del solito linciaggio

          nessuno che ha pensato di chiamare quelli del Tirreno? o di Striscia la notizia?

        • roberto scrive:

          “bidoni- bidoncini”

          credo che adesso la tendeza sia di non mettere per strada i bidoni della differnziata ma raccogliere casa per casa.
          per ciò fare nelle città organizzate meglio di firenze (…tipo…roma! :-D) danno dei bidoncini da tenere a casa e da mettere fuori il giorno della raccolta

          ma forse nelle foto di miguel i bidoncini sono ci sono ma sono sommersi dalla spazzatura…vero?

          • PinoMamet scrive:

            Sì, stessa cosa anche qua.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            No, credo che loro mettano fuori la spazzatura senza bidoncino. Mi ricordo che era così tantissimi anni fa, quando visitai Firenze.

            • roberto scrive:

              oddio…

              • paniscus scrive:

                Ma guarda che questo vale solo per la carta.

                Il resto della spazzatura, almeno qui nella nostra zona, lo andiamo a buttare nei cassonetti interrati, ognuno per la sua categoria (organico, plastica, eccetera).

                Niente chip elettronico, e niente bidoncini, i bidoncini differenziati ce li abbiamo semplicemente dentro casa, in privato. Poi dal bidoncino si tira fuori il sacchetto e lo si va a buttare appunto nel cassonetto corrispondente.

                Credo che ci sia in ballo anche qualche motivazione demenziale, tipo che la raccolta della carta è appaltata a una cooperativa mentre quella del resto dell’immondizia compete direttamente alla società comunale, ma non conosco i dettagli.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Poi la carta fa un effetto più simpatico in mezzo alla strada quando piove…

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “ma forse nelle foto di miguel i bidoncini sono ci sono ma sono sommersi dalla spazzatura…vero?”

            No, a Firenze non esistono proprio i bidoncini.

            Metti la carta in un sacchetto o in uno scatolone di cartone e lo lasci davanti casa il martedì pomeriggio/sera.

            In effetti, con le dimensioni dei nostri marciapiede, non ci sarebbe posto per metterci un bidoncino.

        • PinoMamet scrive:

          Confermo, anche da queste parti i bidoncini colorati esistono boh, dal tempo di Carlo Magno.
          Nel non -capoluogo e qualche altra località sono anche dotati di chip che ne registra l’uso.

          • roberto scrive:

            Si pure da noi….ti danno il bidone (cioè vari bidoni, generico, verde, carta, vetro, plastica) e poi con un chip controllano peso e numero delle volte che te lo svuotano e paghi di conseguenza
            È un po’ una rottura di cazzo avere in vada tutti sti bidoni…

            • roberto scrive:

              Casa non vada

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “(cioè vari bidoni, generico, verde, carta, vetro, plastica)”

              No, da noi si raccoglie solo la carta porta a porta.

              Per le altre robe, ci sono dei grandi contenitori in alcuni punti strategici del rione, dove la gente butta i propri sacchetti.

              • paniscus scrive:

                Anche perché, se dovessero fare la raccolta porta a porta per tutte le categorie di spazzatura, non potrebbero farle TUTTE in tutti i giorni, ma dovrebbero alternarle, il che porterebbe inevitabilmente ad avere solo un paio di raccolte alla settimana per ogni tipo, o al massimo tre.

                Il che vuol dire tenersi il bidoncino in casa per due o tre giorni prima di metterlo fuori, che per il vetro o la carta è fattibile, ma con l’organico, soprattutto d’estate, ci si impesta la casa…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Cioè uno svuotamento dell’umido a giorni alterni è insostenibile d’estate a Firenze?

              • Francesco scrive:

                non dimenticare che è Firenze!

                mica valgono le stesse regole della termodinamica e della chimica del resto del mondo

                qui nel Centro del Mondo bidoncini specializzati e ritiro nei vari giorni della settimana

              • roberto scrive:

                Lascio perdere Lussemburgo perché si trova in clima subpolare ma a Roma l’organico lo ritirano tre volte a settimana (dai miei martedì, giovedì e domenica) e non ho mai sentito la casa impestata

                Tutti gli altri (generico, carta e plastica e metallo) una volta a settimana

                Si tratta di tempi romani, una volta su tre salta la raccolta….

  3. Antonino scrive:

    Ma non c’è nessun blocco di Ultima Generazione, più utile a bloccare il traffico e mobilitare i media di quattro transenne, senza danari pubblici? Se non c’è, è perchè ritroveremmo perfino un neovigile urbano Miguel a sottrarli dal linciaggio.

  4. Miguel Martinez scrive:

    Gloriosa scena fiorentina, all’edicola.

    Un signore sta parlando a un altro:

    “… per non fare nomi e cognomi, era Matteo Renzi, che allora era sindaco.

    Gli vado incontro per strada e gli fo,

    ‘Te tu mi stai sul cazzo, prima di tutto perché sei di Rignano.

    Piccolo democristiano di merda, tu non mi puoi denunciare, perché tu non hai le prove, mentre io ce le ho.’

    Era il 2012, e ancora aspetto la denuncia.

    Questa gente deve capire che quando fanno la cacca, la fanno come noi!”

    E gli risponde l’altro,

    “Ma il guaio l’è che poi li votano sempre!”

  5. Fuzzy scrive:

    https://www.money.it/da-dove-prendera-il-diesel-europa-perche-nuovo-problema-febbraio
    Oh, naturalmente fuori tema. Ma poi il diesel è la base di tutto.
    Si inizia a delineare lo scenario che si potrebbe verificare nei prossimi mesi.
    Pare che rispetto agli allarmi, se nel frattempo la guerra non scombussola il panorama mondiale, il diesel non dovrebbe mancare. E poi c’è sempre la Turchia che fa le cose sotto sotto.
    Meglio così. Ma temo sarà un po’ più costoso
    e questo dovrà essere compensato in qualche modo.
    Diciamo che si procede nella nebbia, ma qualcosa si percepisce di visibile.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Fuzzy

      “Oh, naturalmente fuori tema.”

      No, sono io che sono monotematico questi giorni! Sai, scoprire alla mia età che avrei potuto fare il concorso da vigile urbano…

      • Fuzzy scrive:

        Mi sa che sei ancora in tempo. Dove lavora mia moglie sono in tanti che provengono tardivamente da altri lavori.
        Oggi le ho chiesto della perizia che è stata fatta nell’immediatezza dai vigili del fuoco. Di solito è un ingegnere a farla.

  6. Miguel Martinez scrive:

    Piccola storia MOLTO fiorentina:

    https://firenze.repubblica.it/cronaca/2023/01/13/news/firenze_dono_un_albero_ma_il_comune_non_lha_mai_piantato_avra_i_soldi_indietro-383412938/

    Firenze, un altro deluso dalla campagna “Dona un albero”: il Comune deve restituire i soldi a una donna
    13 Gennaio 2023 alle 17:47

    Un altro deluso della campagna “Dona un albero” di Palazzo Vecchio. Dopo la storia di Fabio Olmi, insegnante in pensione che aveva acquistato nell’autunno del 2021 per vederlo seccato nel giro di un paio di mesi senza che poi fosse ripiantato adesso la denuncia di una donna. Che nel dicembre 2021 aveva aderito, versando 150 euro, all’iniziativa ‘Dona un albero’, che prevede la possibilità di adottare una pianta effettuando una donazione al Comune di Firenze. Ma l’albero, che doveva essere piantato entro e non oltre 7 mesi, non è stato messo a dimora. Per questo ha chiesto il rimborso di quanto versato, non ricevendo però il riaccredito. La cittadina ha spiegato di aver anche allertato gli uffici del sindaco, del direttore e segretario generale, e la polizia municipale sulla vicenda.

    Il Comune, attraverso la Direzione ambiente, ha precisato che nel caso specifico “è stato provveduto in questi giorni a fare la determina per il riaccredito dei soldi come richiesto. I soldi dei cittadini in tutti i casi di ‘Dona un albero’ sono stati destinati a quel fine e non sono utilizzati in modo diverso”. Sui ritardi la Direzione ambiente ha specificato che “in sporadici casi si sono riscontrati ritardi in alcuni lotti per problemi negli affidamenti che hanno fatto slittare la piantagione degli alberi all’anno successivo perché le piante possono essere messe a dimora solo in un periodo che va da novembre a marzo”.

    • roberto scrive:

      Mi fai venire in mente il comune di Grevenmacher che avete i cittadini dell’abbattimento di un albero e ne spiega le ragioni

      https://grevenmacher.lu/abbatage-dun-arbre-information/

      Che poi, a conferma della mia teoria che pur vivendo nello stesso mondo, con le stesse regole, le persone fanno la differenza, a differenza del comune di Grevenmacher il mio comune ha fatto strage di alberi perfettamente vivi e senza nessuna ragione plausibile, e senza dire nulla (sembra che sia dovuto al risparmio della pulizia delle strade…una cosa assurda)

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