Cambiamento climatico, vero o falso, o non importa? (2)

Alla prima parte

Alcuni anni fa, i media mainstream – quelli che ci vendono i Suv e le Olimpiadi invernali che sbucaltano le montagne – hanno scoperto il “cambiamento climatico/riscaldamento globale” provocato dalle emissioni di CO2, a loro volta provocate, dicono, dall’utilizzo umano dei carburanti fossili.

In un mondo minoritario, si è diffusa per reazione una cultura scettica su tutta la questione dei cambiamenti climatici.

Gli scettici mettono in discussione tanti dettagli di quella che potremmo chiamare la “teoria ufficiale” del cambiamento climatico dovuto al CO2 antropogenico.

Quasi tutte le armi polemiche che usano, provengono da fonti statunitensi.

Ora qui posso testimoniare qualcosa che non molti italiani sanno.

Io seguo sin dalla lontana adolescenza un certo mondo americano, che leggevo su piccole riviste che mi arrivavano solo mesi dopo, destinate solo ai convinti (e a qualche appassionato collezionista come me). Costo di stampa e busta e francobollo, tutto a gratis perché chi le scriveva ci sacrificava la vita (piccolo segreto americano: se non dai tutto ciò che sei per ciò in cui credi, non esisti).

Le motivazioni di fondo di questo mondo sono aliene per gli europei, quanto quelle dei jihadisti pakistani, e fanno parte di un immaginario a cui abbiamo dedicato decine di articoli qui.

Un mondo meraviglioso di giustificazione luterana per sola fede, di volere è potere, di contadini astronauti, di venditori-truffatori, di fantasie apocalittiche, di spettacolo, di macchine capaci di guarire da ogni male, di attese salvifiche.

Un’America forse folle, ma alternativa a quella di Hollywood e della NATO e delle bombe atomiche, e che quindi gode di una certa simpatia da parte mia.

Anche se questo mondo di splendidi folli, è lo specchio di quell’altro infinitamente più potente, che manda i razzi sulla Luna e bombarda con le bombe atomiche le fasce di Van Allen appena dopo averle scoperte.

Da qualche parte devo averlo raccontato, avevo tredici anni e in Piazza Indipendenza a Roma, incontrai un americano che parlava solo inglese, ma predicava Gesù a tutti.

E quando gli chiesi come si manteneva, mi disse con la massima naturalezza, che ogni sera, senza che chiedesse nulla a nessuno, si trovava in tasca i soldi che gli servivano per campare.

Poi c’era invece un cattolico, tale Joseph De M., grezzissimo americano dalle molte parolacce, che sulla fronte aveva il segno del Pastore, e che ovunque era seguito da una nuvola che ne indicava il destino divino, e me la indicò pure, dalla finestra, e mi parlò di come fosse normale per i giovani maschi trombarsi tra di loro nel fienile.

E c’era un altro ancora più cattolico, che faceva il seminarista a Roma, era un fisico che mi diceva di aver trovato l’errore scientifico fondamentale di Teilhard de Chardin, e aveva scoperto che alla Basilica di San Giovanni, si distribuivano le reliquie dei santi. E lui se le prendeva e se le mangiava.

Poi c’era lo splendido seminarista gay del North Dakota, che credeva di essere un vescovo e si faceva baciare l’anello, e il seminarista dalla pelle nerissima che mi spiegava che il suo modello era Benito Mussolini, e che un giorno, mi dicono si dichiarò parroco senza alcun diritto e fu arrestato,

E Jack fumatore asmatico di pipa, seguace dell’omonimo Kerouac, che si era fatto tutta l’America in austostop, voleva andare in India per entrare in un monastero dei seguaci dell’apostolo Tommaso, e poi invece, capitato in Corea, si arruolò nella Marina americana, che anche quella è una vocazione…

E lei di cui non mi ricordo il nome, che era ufficiale nella base americana a Napoli, non sapeva una parola di italiano, ma leggeva qualunque iscrizione in latino con incredibile facilità, e Jack mi spiegò che in certi ambienti in America, il latino te lo insegnano parlando senza libri…

Per spiegarsi, questo mondo non usa la via europea delle chiacchiere teoriche, ma si racconta come fatti e cifre, con il ritmo dei telegiornali.

Poi arriva Internet, e in un istante questo surreale mondo americano si diffonde per tutto il pianeta, i fatti e le cifre con cui casualmente si giustifica, senza che arrivi nulla del messaggio americano fondamentale.

In Italia sento spesso parlare dei "terrapiattisti", che servono per far fare una figura di mòta a tutti quelli che non seguono le narrazioni "ufficiali".
I quattro gatti che in Italia sono effettivamente "terrapiattisti" hanno letto su Internet alcuni fatti e cifre che i veri terrapiattisti statunitensi hanno tirato fuori.
Ma gli italiani che se ne sono impossessati, non hanno idea del motivo assolutamente logico per cui alcuni americani hanno dedicato la vita ad arrampicarsi sugli specchi per tirar fuori tali fatti e cifre:
"Noi ci salveremo dall'Inferno dopo la morte, solo per fede, non certo per 'opere' nello stile dei satanisti idolatri che seguono il Papa della pagana Roma. Il nostro destino eterno dipende quindi dal credere a ogni virgola della Bibbia. La Bibbia dice che la Terra è piatta. La Fede deve essere più forte delle sensazioni. Siccome è così, dobbiamo solo trovarne le prove".

Ora, i fatti e cifre con cui certi americani confutano la narrazione “ufficiale” sul CO2 antropogenico nascono in una logica, che il commentatore che qui si firma Mauricius Tarvisii ha descritto in modo molto preciso:

“Ci sono delle forze negli Stati Uniti che stanno cospirando contro gli Stati Uniti e che ne vogliono la dissoluzione con traslazione dell’Impero americano altrove (verosimilmente o in Europa o in Cina).

Queste forze stanno usando il potere finanziario, il controllo sui mezzi di comunicazione e la geoingegneria per riplasmare il mondo in un nuovo ordine mondiale, dove gli Stati Uniti staranno infinitamente peggio.

Per convincere gli americani ad accettare tutto questo, queste forze usano l’ideologia di sinistra (in senso lato: liberali, socialisti, Hitler e banchieri sono tutti di sinistra), l’ambientalismo e gli scienziati corrotti/ideologici.”

il poster è simpatico, poi come succede su Internet, è difficile trovare la fonte originale

Qualunque cosa si possa pensare di questa tesi, sospetto che molti scettici-CO2 italiani non le condividerebbero affatto.

Quando ero in Egitto, un pittore (che mi confidò in segreto, che per lui Dio era amor, ma non poteva dirlo in pubblico) mi raccontò di come il profeta Muhammad avrebbe detto,

اطلبوا العلم ولو في الصين

“Cercate la sapienza, fosse pure in Cina”

Solo un nazionalista tedesco che magari ce l’ha con gli ebrei vi dirà oggi, che i liberatori sovietici stuprarono centinaia di migliaia di donne tedesche, dai sette ai settant’anni… ma ciò che dice è vero

Solo un fanatico induista che magari immagina che gli indiani abbiano inventato anche la fisica quantistica, vi dirà che gli inglesi hanno fatto morire decine di milioni di indiani di fame nell’Ottocento… ma ciò che dice è vero

Solo un monarchico vi ricorderà la strage di Cefalonia, dove i nazisti uccisero qualcosa come 5000 soldati italiani unicamente perché fedeli a quell’imbecille del re Vittorio Emanuele (Fosse Ardeatine, Marzabotto, Stazzema, ma Cefalonia chi se la ricorda?)… ma ciò che dice è vero

Solo un comunista irrecuperabile, vi dirà che gli americani in Vietnam hanno ucciso milioni di persone… ma ciò che dice è vero.

Non dobbiamo quindi respingere le affermazioni scettiche sul CO2, semplicemente per la loro fonte e motivazione.

Però dobbiamo ricordarci che queste motivazioni esistono, non si tratta solo di fatti e cifre. Dobbiamo ringraziare chi – “fosse anche in Cina” – ci ha forniti di queste informazioni, ma capire che possono esistere anche altre informazioni.

Noi, scettici, siamo belli perché siamo saggi, imprevedibili, inafferrabili. E non ci stiamo al gioco, nemmeno quando ci impongono di fare gli anticonformisti.

La nostra splendida, saggia, antipatica e supponente maestra, Vernon Lee, ce lo spiegò oltre un secolo fa, in Satana il dilapidatore:

“Quando un minuto fa parlavo di Realtà, avrei dovuto aggiungere l’aggettivo, ‘altra’. Questa è la particolarità, spesso preoccupante, della Realtà: ha sempre altri lati; lati che non ti capita di vedere o a cui non ti capita di pensare; i lati che non ti interessano in quel momento; i lati che non sono, in qualche modo, parte di te”.

Bello, essere andato a trovarla, per caso nel giorno giusto.

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55 risposte a Cambiamento climatico, vero o falso, o non importa? (2)

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “Realtà”

    Imbroglione non è chi entra nel mistero.
    Imbroglione è chi rifiuta di uscirne.

    I contadini nel Settecento portavano strane pietre ai sapienti. Quando raccontavano che erano cadute dal cielo, si sentivano dire con aria sfottente “non ci sono pietre nel cielo”. Ce n’è voluta, perché si parlasse di meteoriti.

    È vero che i fatti più strani si trovano nei luoghi più impensati. Madame Curie inventò l’elettroscopio per distinguere fra alfa, beta e gamma. Quando uno mise un elettroscopio su una mongolfiera, per tararlo rispetto alla radiazione di fondo presente a livello del mare, scopri che ad alta quota la radiazione aumentava. Incolpò il Sole; ma ripetendo la misura durante un’eclisse i dati non cambiavano, per cui qualcosa nel cielo produceva radioattività. Ci misero decenni a capire cosa fanno le supernovae.

    Però nessuno di loro si rifugiava dietro le teorie del complotto, che non essendo falsificabili non spiegano nulla e servono solo di coperta che tiene al caldo gli spiriti deboli

    A pensar male si fa peccato, ma di solito ci si azzecca. L’idea che lo stesso paese ospiti tanti negazionisti del riscaldamento antropogenico e le principali aziende che dalla combustione degli idrocarburi ci guadagnano fa pensare irresistibilmente agli sforzi disperati delle multinazionali del tabacco di negare la cancerogenicità della nicotina. Peccando a mia volta di complottismo, quando leggo di questi negazionisti mi chiedo irresistibilmente “cui prodest?”

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Daouda scrive:

      Andrè ma sei stupido?

      Ogni cosa risponde alla domanda, non c’entra nulla negare od affermare, vero e falso. Pure la veritá, anzi, soprattutto la veritá può essere usata per fini loschi.
      Dobbiamo tornare alle elementari della vita?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Peccando a mia volta di complottismo, quando leggo di questi negazionisti mi chiedo irresistibilmente “cui prodest?””

      In origine è stato così: le aziende petrolifere americane hanno investito molto nel tentativo di confutare le ricerche dei climatologi.

      Però a un certo punto hanno cambiato strategia, si sono ridipinti di verde e promettono “compensazioni” di tutti i tipi: tanto, è impossibile che perdano la clientela, siamo tutti attaccati alla canna del gas/petrolio. E comunque parliamo di speculatori che investono miliardi dove capita e poi li tirano fuori e mandano da un’altra parte, non hanno quindi troppo bisogno di una singola industria.

      Inoltre, il picco del petrolio rende lentamente meno interessante il mercato dei fossili.

      Il discorso apologetico, che nega l’origine antropica dell’aumento del CO2 o i pericoli relativi, è passato quindi ad ambienti che hanno un investimento locale (tipo il governo dello Stato del Texas) o personale (gente che teme che si tassino i SUV), e/o ideologico (vedi la lettura di Mauricius T. nel testo del post).

      • Daouda scrive:

        Quindi praticamente in modo analogico se uno fronteggia la narrativa covid o pseudovqccinista è per forza di cose un cojone di sta frangia qui…

        Alla grande, complimenti.

        • Francesco scrive:

          >>> se uno fronteggia la narrativa covid o pseudovqccinista è per forza di cose un cojone

          di primo acchito ti direi di sì però ce devo riflettere meglio

          mentre sul cui prodest darti ragione è persino poco

          baci

    • Alam al-mithal scrive:

      “Imbroglione non è chi entra nel mistero.
      Imbroglione è chi rifiuta di uscirne.”

      No.

      Imbroglione è chi se ne frega del mistero ma lo usa per venderti un’auto usata di cui non hai bisogno.

      Il mistero rimarrà ti piaccia o meno. Ma mi pare tu parli del mistero come fosse la stessa cosa dell’ignoranza o della manipolazione. Sono ontologicamente differenti. Qui ha ragione integralmente daouda, specie su “Ogni cosa risponde alla domanda”, anche se immagino non gradirà.

      Pensi che portando tutto alla luce, illuminismo, i ciarlatani scompariranno. Guarda, disilluditi, non ho visto meno ciarlatani tra gli scienziati che tra i cartomanti; cambiano le tecniche. E non è che gli scienziati ciarlatani siano ignoranti o impreparati. Ma tutto, assolutamente tutto, anche la verità come giustamente nota daouda (“soprattutto” dice, non so), può essere usato come inganno o base di campo ideologico. Io ho una teoria dell’ideologia che ruota intorno alle modalità, non ai contenuti. Tu pensi ai contenuti, senti una cosa che ti pare di contenuto “irrazionale” e voilà. Ma l’irrazionale, per me, sta nel modo con cui ci si relazione ad una cosa, ad un argomento, non nel contenuto. Il tuo esempio degli “esperti” esemplifica un atteggiamento dogmatico, il problema non è che ritenessero che non ci fossero pietre nel cielo, ma il modo in cui lo pensavano.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Alam al-mitthal

        “mistero”

        Come spesso succede, è una questione lessicale.

        Per definizione, l’imbroglione è in malafede. Se rifiuta di uscire dal mistero è perché pensa di abbindolarmici per rifilarmi il bidone. Il termine tecnico per definire il seguace in buona fede dell’imbroglione è “gonzo”; essere gonzi la prima volta è sempre scusabile.

        I ciarlatani non possono mai scomparire perché più aumenta la sfera del conosciuto più aumenta la sua superficie di contatto con l’ignoto, e più aumenta tale superficie più diventa facile per gli imbroglioni nascondersi nel mistero.

        Il guaio è che con la parola “mistero” si intendono spesso due cose diverse: quello che per ora non conosciamo ma che non è impossibile conoscere in futuro, e quello che non conosciamo ora e che non si potrà mai conoscere in futuro (“state contenti umane genti al quia”).

        La storia dimostra che gli oggetti della prima categoria sono stati di solito fatti passare per oggetti della seconda. È la specialità appunto degli imbroglioni.

        Una volta poteva pure sembrare ragionevole; oggi l’esperienza ci consiglia di andarci molto, molto coi piedi di piombo nel postulare che una cosa resterà sempre inconoscibile.

        Tale postulato è appunto un esempio di quel dogmatismo che giustamente deprechi in chi snobbava il contadino che trovava il meteorite: una forma di pigrizia mentale.

        Ed è sulla pigrizia mentale altrui che campano appunto gli imbroglioni.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Moi scrive:

          @ ANDREA DI VITA

          oggi l’esperienza ci consiglia di andarci molto, molto coi piedi di piombo nel postulare che una cosa resterà sempre inconoscibile.

          ————-

          Concordo , però più scopriamo più ci sentiamo ignoranti … altrimenti ci riterremmo “arrivati” e sparirebbe il concetto stesso di “Ricerca Scientifica” !

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ moi

            “ignoranti”

            Appunto dico che aumentando la sfera delle nostre conoscenze aumenta la superficie di contatto con l’ignoto: ci rendiamo conto meglio di quanto siamo ignoranti.

            Solo che, non potendo sapere cosa ingloberà un domani la sfera delle nostre conoscenze man mano che si espande, postulare che qualcosa ne resterà sempre al di fuori diventa problematico.

            Mi vengono in mente due esempi, uno ‘pratico’, diciamo così, e uno ‘concettuale’.

            Sarà verosimilmente sempre impossibile avere un resoconto completo di tutte le possibili partite di scacchi, perché ci vorrebbe un tempo superiore alla durata di qualsiasi specie vivente che sappiamo immaginare partendo dalla biologia che conosciamo.

            E per chi è cattolico, naturalmente, e’ sempre inconoscibile il mistero della Trinità divina. Ma appunto, per dire così bisogna prima credere alla Sua esistenza.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Alam al-mithal scrive:

              “oggi l’esperienza ci consiglia di andarci molto, molto coi piedi di piombo nel postulare che una cosa resterà sempre inconoscibile.”

              Direi, al contrario, che oggi l’esperienza, se non si pigliano per buone ciarlatanate come la comparazione tra numero di neuroni e relazioni (che ci sono ottimi motivi scientifici e filosofici per respingere) e cose simili ci consiglia di andarci molto, molto coi piedi di piombo nel postulare che una cosa è o sarà integralmente spiegata (debacle materia oscura, recenti osservazioni astronomiche e astrofisiche, ecc. Tutto, come sempre, si riapre). Il ciarlatano non ha alcun bisogno del mistero, gli basta l’ambiguità irriducibile del linguaggio e delle conoscenze, nonchè il fideismo, che non è fede, il razionalismo è un fideismo, e l’esistenza dei capi ideologici. Il mistero non richiede la fede, che semmai, quella autentica che purtroppo non ho, è il suo “organo sopra-sensoriale”. Per il resto, io mi occupo di metafisica non di teologia. Comunque è fine settimana e devo cucinare, continuiamo lunedì, qui o in altropost lo scambio. Buona domenica 🙂

        • Antonino scrive:

          “superficie”
          Mi pare che una schiera di persone (dentro e fuori di sé) scommetta sullo scoppio prossimo venturo di quella bolla. Ci soffiano (dentro e fuori) una gran quantità di fumo, disperatamente fiduciosi di squarciare la superficie di contatto tra il noto e l’ignoto. Fumo di mille colori, che si sogna di far diventare una vera e propria identità ideologica. Arduo. A prima vista quest’epoca di transizione favorisce la combustione di neuroni e dunque il fumo. Ma non basta né a far collassare la bolla (che è la bolla della conoscenza umana, non dello scientismo!) né a cementare il fumo in una nuova Fabbrica del Mondo. Questione di entropia: ben difficile che il fumo rientri nella ciminiera, figuriamoci se basta per metter su i mattoni di una fabbrica da riedificare…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Anonimo

            “fumo”

            Oh, ma è sempre stato così. La sfera delle cose che sappiamo può restringersi, in alcune epoche, ma si amplia di nuovo in altre, e quello che è stato scoperto è sempre lì che si può riscoprire anche quando lo si è dimenticato. Hai voglia a cercare di ingabbiare la sfera che cresce sotto Trivium e Quadrivium, Distruzione dei Filosofi e incendi assortiti di biblioteche. La conoscenza cresce perché alla lunga conservare l’ignoranza è più faticoso che lasciar diffondere il sapere, proprio come è più difficile tener sempre chiusa l’aria in una stanza che lasciare che un colpo di vento spalanchi le finestre. La razionalità non è altro che il Kwisatz Haverach, la Via Più Breve; la spiegazione che tiene conto di tutti i fatti più è razionale più è semplice, per cui o si tengono nascosti i fatti (e allora si è l’imbroglione che rifiuta di uscire dal mistero) o alla fine la ragione vince sempre. Sotto l’incalzare della realtà, chi trova la soluzione più razionale trova anche la più comoda, ed è per questo che si dice che di cento scale che portano in cielo novantanove sono per chi pensa con la propria testa. Questo non vuol dire affatto che non ci siano cose che non si capiscono, come oggi la materia oscura citata da Alam al-mitthal (e aggiungerei alla lista l’Alzheimer e i fulmini globulari). Vuol dire che credere che quelle cose non si potranno mai capire è il frutto di un’imposizione faticosa, dunque alla lunga perdente. Il Cielo cristallino di Dante è stato spezzato per sempre, ed è sostituito dallo Spazio. Sotto il Cielo il senso della nostra vita ci veniva dato, e il mandato del Cielo ci legittimava; nello Spazio il senso ce lo diamo noi.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  2. Antonino scrive:

    Anche (e in molti casi soprattutto) gli scettici più irriducibili soffrono di una malattia che è stata la divulgazione scientifica stessa a trasmettere. È la malattia della fretta, con cui si deve far balenare immediatamente al lettore/ascoltatore/utente/consumatore l’ombra sulla grotta: ossia, costui deve intuire prima possibile “dove vada a parare” la spiegazione scientifica. I dettagli sono lasciati al diavolo. La fantasia e la paura fanno il resto, e tengono viva l’attenzione di apocalittici e integrati. Per poco però. Subito dopo, a ritardi decrescenti, viene l’ignavia.
    Nell’esempio dei cambiamenti climatici, ne abbiamo pesantissimi esempi. Fenomeno che si presta assai, per mille motivi. Basti pensare che le temperature aumentano in media di decimi di grado a decennio, e chi si accorge DAVVERO che vari anni fa l’estate era un po’ più corta? Inutile sognare che ci sia coscienza delle estati fresche come eccezioni a confermare la regola.
    Quando c’è una siccità estiva, è più facile portare la massa da quella parte. Ma non basta per fare vera coscienza. Arduo costruirla nei montanari che vedono scomparire i ghiacciai e devono implorare investimenti per tenere in vita lo sci, figuriamoci i cittadini…
    Quando c’è un superacquazzone, non è difficile. Ma è più difficile far capire che capita più spesso con tale forza. È difficile perfino affermarlo con certezza, visto che le misure meteo non sono del tutto sufficienti. Quelle che ci sono ci fanno quell’idea, comunque…
    E poi, tutto è relativo. I ghiacciai scompaiono? Vabbè, i nostri nipoti li integreranno nell’alpinismo di domani come realtà aumentata. Piove più concentrato? Ci si adegua. Magari non è così grave. I mari si alzano? Vabbè, la casa abusiva sulla spiaggia magari la vendi al mafioso anziché lasciarla a tuo figlio. Ecc. Ecc.
    Ma non è TUTTO relativo. Ci sono verità scientifiche di varia certezza, ove quelle incerte non sono di per sé trattabili con puro scetticismo. Lo scetticismo sugli scenari del presente e del futuro dovrebbe essere inversamente proporzionale alla loro probabilità stimata. Dopodiché si può pure non fidarsi delle migliori stime, o addirittura tacciarle di scientismo e rifugiarsi nell’irrazionalità (scambiata per spiritualità). Ma so’ cazzi di tutti.

    • Daouda scrive:

      Apparte che vorrei proprio vedè sti cazzi de tutti, che sta retorica è dei marpioni.

      Il discorso non è il riscaldamento globale e relativo cambiamento climatico. Il discorso è la CO2 e l’umano apporto che non esistono.

      Invece de parlá de clima parlate de avvelenamento del pianeta. Ve meritereste il raffreddamento globbale a sbuggiardá la vostra vile ipocrisia

  3. Daouda scrive:

    Il tuo ritardo mentale è proverbiale.

    Il fatto stesso che dai retta alla traslazione del dominio come attacco ahli USA non dovendo ammettere che il loro dominio è stato una mera fase falsa tutto il discorso.

    Inoltre sbagli del tutto la logica dando retta a quel demente di Maurizio Treviso. I media e compagnia non vengono usati per convincere ( quelli convincibili si rivelano per essere dei meri babbei ) ma per suscitare la reazione opposta semmai, che è lo stesso motivo per cui il complottismo è vivo e vegeto ed ora ha il suo exploit.
    Sono 200 che il sistema spara cazzate complottiste e tralasciando quelle sterili, il motivo è evidente a chiunque non sia un coglione come te e lui ( M. T. ) .

    In secondo luogo smettila de fa er piacione. Se sono del sud e parlo del brigantaggio non ho alcun merito perché sono toccato dalla storia.
    La bravura è affermare il vero quando ci è lontano non distorcendolo in ogni cosa, sennò è ovvio che è comodo.
    Il che fai il paio col fatto che la C02 ed il contributo anttropico al riscaldamento praticamente non esiste.
    Non è che uno statunitense mitomane dice a caso il vero e dobbiamo ascoltarlo.
    Sei proprio te che non vuoi ammettere di essere complice del sistema sia con i tuoi primitivismi paraculi che con l’appoggio a sta stronzata ideologica e truffaldina

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Daouda

      “Il fatto stesso che dai retta alla traslazione del dominio come attacco ahli USA non dovendo ammettere che il loro dominio è stato una mera fase falsa tutto il discorso.”

      Spero che tu abbia capito che Mauricius T. si finge portavoce di un’idea in cui non crede, e in cui non credo nemmeno io.

      Il discorso in cui un americano immaginario parla di traslazione di dominio è un virgolettato insomma.

  4. Moi scrive:

    Elezioni Anticipate … Posticipate ?!

    Cosa sta succedendo sulle firme digitali e perché si chiede di spostare le elezioni
    Gli esponenti di Referendum e Democrazia con Cappato annunciano che il governo si è costituito contro l’ammissione della lista alle elezioni, dopo che era stata esclusa per aver raccolto le firme digitalmente e aveva presentato ricorso. Ora, però, “il provvedimento cautelare auspicato dai ricorrenti imporrebbe di differire lo svolgimento delle elezioni”.
    A cura di Tommaso Coluzzi
    1

    continua su: https://www.fanpage.it/politica/costa-sta-succedendo-sulle-firme-digitali-e-perche-si-chiede-di-spostare-le-elezioni/
    https://www.fanpage.it/

  5. Moi scrive:

    … Ma infatti : la vera informazione NON te la daranno mai i Moderati … ma Ultrà Opposti di cui fare la media : tipo i Derby di Calcio su Arbitri Cornuti e “Culo Vs Sfiga” … con lo spendido ossimoro “Risultato Bugiardo” [sic] quando si perde !

    • Moi scrive:

      Solo un FaSSiSSta vero e proprio riporterà il terribile supplizio dell’ Adolescente Romagnolo Walter Tavoni … ma checché obietti l’ ANPI , è vero.

  6. Moi scrive:

    il poster è simpatico, poi come succede su Internet, è difficile trovare la fonte originale..

    ———-

    Lo stile rievoca chiaramente l’ Età Carbon-Acciaio , l’ Estetica Operaioni / Contadinoni Sovitetici o Sovietoidi olim su vastissima area fra Nova Gorica e Vladivostok … ma potrebbe essere un Deep (o Shallow … boh) Fake.

    • Moi scrive:

      Dovrebbe (condizionale d’ obbligo !) essere la “taroccatura” in cui han cambiato la scritta di un vecchio poster Statunitense (estetica coeva tutt’altro che diversa dai “Commies” ….) che promuoveva la Locomotiva a Vapore con lo slogan :

      “Let’s All Get Steamed Up !”

      • Moi scrive:

        Ah, in basso, a quanto ho visto con Google Lens (l’ Erede di Google Image Reverse Search) , ci sarebbe (!) scritto in originale :

        “KEEP ‘EM ROLLING

        The Railroads are the First Line of Defense “

  7. Francesco scrive:

    Il poster è bellissimo e, se conoscete qualcosa dei disastri ecologici prodotti dal comunismo in totale assenza di possibilità di opporsi, è anche tragico.

    Sulle quattro cose ignote di MM

    1) stupri russi sono noti ai Nerdoni appassionati di Seconda guerra mondiale e credo a tutti i tedeschi

    2) per l’India sono ignorante nonostante Salgari, Kipling e vari corsi di storia. ho addirittura qualche dubbio in merito

    3) la strage di Cefalonia è ben nota qualsiasi italiano la cui cultura non sia esclusivamente televisiva, anche perchè è colpa dei tedeschi

    4) i milioni di morti vietnamiti sono ben noti ai Nerdoni che di quella guerra hanno studiato un pochino di più dei quattro canonici film, che peraltro solo loro si guardano ancora …

    ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “Il poster è bellissimo e, se conoscete qualcosa dei disastri ecologici prodotti dal comunismo in totale assenza di possibilità di opporsi, è anche tragico.”

      Sicuramente, su questo sono d’accordo in pieno. E credo che il Vietnam e la Cina ci offrano esempi terrificanti.

      • Francesco scrive:

        ammetto che la possibilità di opporsi è uno dei tratti da me preferiti della civiltà occidentale

        un presidente imperialista ma amante dei parchi naturali, un gruppo di squinternati che fonda il WWF, un avvocato che denuncia un’impresa chimica, un sindacato che impone misure di sicurezza … la democrazia è piena di roba utile, a volte anche troppo piena

    • PinoMamet scrive:

      “2) per l’India sono ignorante nonostante Salgari, Kipling e vari corsi di storia. ho addirittura qualche dubbio in merito”

      in realtà mi pare che in Salgari si parli abbondantemente di atti nefandi compiuti dai britannici.

      Capisco che la tua devozione verso gli inglesi ti spinga a dubitare, ma credo che, oltre agli scrittori di feuilleton, ci sia abbondanza di storiografia seria in merito.

      • PinoMamet scrive:

        A proposito di film sul Vietnam, Youtube mi segnala un filmato in cui Godard critica Kubrick… ci fa su tutto un discorso che non mi è troppo chiaro, chiamando in causa la politica (Godard doveva essere decisamente un fissato, stile francese), ma scevro dai francesismi, non ha tutti i torti.

        Il Vietnam di Kubrick (che non è girato in Vietnam, e neppure in un paese che lontanamente gli somigli) è solo uno sguardo dello spettatore occidentale su sé stesso: vediamo un sacco di soldati americani, in pose e atteggiamenti un po’ cliché, che vengono presentati al pubblico come dati di fatto; ma non c’è la preoccupazione di sentire il punto di vista dei vietnamiti.

        • tomar scrive:

          E’ vero quello che dici, che “Il Vietnam di Kubrick è solo uno sguardo dello spettatore occidentale su sé stesso”, ma è appunto quello che Kubrick intendeva fare con Full Metal Jacket, a partire dal titolo: mostrare il tipo di “educazione” necessaria per formare uomini totalmente corazzati (Full Metal Jacket) rispetto alla possibilità di provare una qualsiasi empatia e comprensione nei confronti di quei marziani contadini che dovevano andare a uccidere. Contadini e contadine: l’uccisione della guerrigliera vietcong è la scena cardine del film, dopo la quale Joker, il personaggio cardinale, l’unico che aveva in precedenza mostrato spirito empatico (episodio di Palla di Lardo) tornando alla base con la sua pattuglia dice (sua voce fuori campo che conclude il film): “Certo, vivo in un mondo di merda, questo sì. Ma sono vivo… e non ho più paura.” Full Metal Jacket anche lui.
          Nel filmato di Godard, a parte le critiche specificamente filmiche sulle quali in parte concordo (in particolare l’uso estetizzante del ralenti) la critica di fondo è che manca l’umanità sofferente vietnamita, mancano gli eroi positivi e qui Godard in qualche modo, e direi senza rendersene conto, finisce per allinearsi ai dettami del realismo socialista, per cui in URSS non si poteva pubblicare un libro o fare un film con soli eroi negativi.
          In realtà Kubrick almeno un eroe positivo ce lo mostra, ed è appunto la guerrigliera vietcong (giovane e bella, scelta estetizzante di una sorta di realismo socialista “all’americana”) ma ce lo mostra proprio per farne il contrappunto finale alla piena riuscita dell’operazione Full Metal Jacket anche sul più umano dei soldati yankee.

      • PinoMamet scrive:

        Sul massacro di Cefalonia- e qui ha ragione a Francesco, è in effetti noto a tutti gli italiani- c’è l’orrendo “Mandolino del capitano Corelli”, che c’entra con la mentalità e le vicende dei soldati italiani all’incirca come le Fettucine Alfredo e la Caesar’s Salad c’entrano con la cucina italiana.

        dal poco che ho visto prima di cambiare canale per il “cringe” come dicono i giovani, c’è la solita criminalizzazione dei tedeschi perché sì, so’ tedeschi, mentre gli italiani suonano il mandolino e quindi…

        quasi quasi allora è più realistico Mediterraneo! che è una favola scritta da gente che ignora tutto del mondo militare, e non distingue un mulo da un asino… 😉

      • Francesco scrive:

        Pino

        più che devozione agli inglesi, sfiducia negli antiimperialisti in servizio permanente effettivo, che di solito sono dei tromboni pieni di pregiudizi

        sul Vietnam: in effetti i vietnamiti non ci sono quasi mai nei film USA, fanno eccezione a mia memoria Berretti Verdi e We were soldiers.

        gli altri sono tormentoni di sinistra su come è brutta la Guerra – mica potevi metterci Giap che manda al massacro i fantaccini nord vietnamiti per vincere una guerra!

        • PinoMamet scrive:

          Beh, il buon Godard fa un paragone con l’immagine dell’esercito tedesco nella seconda guerra film americani:

          anche se i nazisti sono i cattivi per eccellenza, e ci mancherebbe, il punto di vista dei soldati tedeschi è preso molto più in considerazione, e non mancano casi di soldati o ufficiali nazisti descritti simpateticamente (il personaggio tipico dell’ufficiale che non ama Hitler ma deve fare la guerra lo stesso ecc.)

          I soldati vietnamiti si vedono pochissimo, e- perlomeno a memoria mia- solo in veste di inumani torturatori.

        • roberto scrive:

          nel genere, avete mai visto i due film di clint eastwood sulla battaglia di iwo jima (flags of our fathers e letters from iwo jima)?
          secondo sono due film straordinari e vanno nettamente controcorrente rispetto al solito “esploriamo il nostro ombelico” degli americani

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Concordo

          • PinoMamet scrive:

            Sì, visti entrambi, mi è piaciuto di più quello raccontato dalla prospettiva giapponese, ma belli entrambi.

            Non sono riuscito a togliermi l’impressione che il protagonista sia stato un po’”americanizzato” come modo di fare, ma forse è inevitabile.

          • Francesco scrive:

            beh ma Clint è Clint!

            x Pino

            in effetti credo che anche i Giap avessero più spazio nei film di guerra USA classici ma credo che il motivo sia quello che ho detto: un conto è fare un film di guerra, un conto è fare un film “metafisico” contro la guerra

            ciao

  8. Miguel Martinez scrive:

    Qui si vede abbastanza bene la posizione reale delle imprese petrolifere sul tema – sostanzialmente evasiva:

    https://www.theguardian.com/business/2022/sep/16/oil-giants-shell-bp-climate-crisis

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “evasiva”

      E te credo. Due cose può fare – e sta facendo – l’industria del petrolio e del gas per ridurre le emissioni:
      a) sostenere la cattura della CO2 prodotta senza immetterla in atmosfera
      b) sostenere le rinnovabili.

      Entrambi sono fuffa.

      a) lo e’ perché l’emissione di CO2 in forma gassosa nella maggior parte dei processi di combustione è spontanea. Dunque catturare la CO2 prodotta richiede a sua volta energia, e questa energia chi la tira fuori? (La cattura avviene spontaneamente solo nel caso particolarissimo delle celle a combustibile a carbonati fusi, tecnologia abbandonata prima in USA poi in Italia perché di fatto impraticabile (richiede recipienti a 3 bar e 800 °C in ambiente acido grandi come container per produrre 300 KW con tempi di accensione di sei ore)

      b) perché le rinnovabili funzionano a intermittenza. Per tappare i buchi lasciati ad esempio dal solare quando piove, il cielo è coperto o di notte va installato un KW di fossili per ogni KW di solare installato. Lo stesso vale per l’eolico, dove le pale stanno ferme quando c”è bonaccia o tira troppo vento. Il che spiega l’entusiasmo mostrato ad esempio da ENI per le pale eoliche, anche nella pubblicità televisiva.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  9. tomar scrive:

    Cercando in rete se il proclama “Giusto o sbagliato che sia, è il mio Paese” avesse un autore originario, mi sono imbattuto in una pagina di frasi celebri sul patriottismo.
    Notevole quella di Montesquieu: “Se sapessi una cosa utile alla mia nazione, ma che fosse dannosa per un’altra, non la proporrei al mio principe, poiché sono un uomo prima di esserefrancese, o meglio, perché io sono necessariamente un uomo, mentre non sono francese che per combinazione.”

    La più profondamente arguta mi è sembrata quella del grande Mark Twain: ““Parlando di patriottismo, che frode è; è una parola che commemora sempre un furto. Non esiste un metro di terreno al mondo che non rappresenti l’espulsione e la riespulsione di una lunga serie di successivi proprietari.”

    La più scema è di Rocco Buttiglione: ““Sei italiano perché appartieni alla comunità culturale degli italiani. Perché hai letto Dante, perché ti commuovi quando vedi sventolare la bandiera italiana, perché scegli come tuoi antenati culturali Dante, Boccaccio, San Francesco.”
    Perché hai letto Dante? A Rocco! gli italiani che hanno veramente letto Dante saranno sì e no il 2%. E l’altro 98% dove lo buttiglioniamo?

    • PinoMamet scrive:

      Beh ma a scuola un po’di Dante lo leggono tutti, anche se lo ricorda nessuno… difficile invece trovare uno che si commuova allo sventolamento del tricolore!
      Lì direi che siamo ben sotto il 2 % 😉

      • tomar scrive:

        @ Pino Mamet
        “ma a scuola un po’di Dante lo leggono tutti, anche se lo ricorda nessuno…”
        appunto, questa è la realtà… o sei italiano perché a scuola ti è passato sotto il naso Dante?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tomar

      “Buttiglione”

      Senza volerlo difendere, dubito che Buttiglione dicesse che si è italiani perché si danno tutte quelle cose (leggere Dante, commuoversi ecc.). Ne bastano una o due, per sentirsi parte di una comunità culturale.

      Una mia ex collega, varesotta che ha girato il mondo dalla Svezia all’Uruguay passando per l’Estonia (piacerebbe a Martinez 🙂 ) mi diceva che lavorando da cameriera d’estate in un ristorante sulle Alpi distingueva perfettamente i varesotti dai ticinesi, e non per il dialetto: i ticinesi prendono il cappuccino all’ora di pranzo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  10. Andrea Di Vita scrive:

    danno=fanno

  11. Moi scrive:

    @ MIGUEL / everyone 😉

    VIDEODROME

    https://www-ptleader-com.translate.goog/stories/videodrome-was-created-to-comment-on-tv-in-1983-but-offers-vital-insights-on-the-internet

    How a creepy 1983 cult movie got everything right about the internet
    Director David ‘The Fly’ Cronenberg made some eerie predictions about the modern world, and sex

  12. Moi scrive:

    Long Live the Digital Flesh: Videodrome and Our Social Media Selves

    https://www.pastemagazine.com/movies/david-cronenberg/videodrome-social-media-digital-flesh/

    ‘Videodrome’ was created to comment on TV in 1983, but offers vital insights on the internet today

    https://www.ptleader.com/stories/videodrome-was-created-to-comment-on-tv-in-1983-but-offers-vital-insights-on-the-internet,69269

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