“Piombino? Questa roba deve finire!”

Piombino in questi mesi è al centro del conflitto più importante d’Italia.

Mi hanno invitato a vedere cosa sta succedendo.

Al ritorno, ho deciso di scrivere ciò che ho visto e sentito. Alla maniera in cui si vive, non alla maniera in cui si studia. A rischio di qualche dettaglio mancato e magari pure sbagliato.

Il rigassificatore: la questione fondamentale

Iniziamo con la conclusione.

La narrazione mainstream parla – come fa sempre – di una piccola comunità egoista, colpevole di cercare di sabotare il riscaldamento degli italiani nel prossimo inverno, in un’emergenza del tutto inattesa. I Nimby!

I piombinesi mi spiegano quello che, secondo loro, c’è veramente in ballo con il rigassificatore.

Hanno buoni motivi per temere un mostro con una potenza energetica pari a cinquanta bombe di Hiroshima, nel loro piccolo porto. Ma incrociamo le dita, magari non farà il botto.

Il vero problema è un altro.

Probabilmente avrete sentito parlare del Decreto Legge del 9 agosto 2022 (“Misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali”), venduto sotto il titolo di Aiuti Bis perché prevede varie cose tènere come sconti sulla bolletta del gas per i disabili.

Poi giù giù in fondo dove i titolisti non vanno a leggere, il Decreto Legge stabilisce la creazione di

aree di interesse strategico nazionale per la realizzazione di piani o programmi comunque denominati che prevedano investimenti pubblici o privati anche cumulativamente pari a un importo non inferiore ad euro 400.000.000,00 relativi ai settori di rilevanza strategica.”

Una volta che chi ha vinto le elezioni ha deciso che un certo luogo è una “area di interesse strategico nazionale” dove ci sono appalti pubblici o semplicemente traffici privati per un valore cumulativo superiore ai 400 milioni di euro, il governo regionale può rilasciare un “provvedimento unico autorizzativo“, che permette di fare a meno di tutti i permessi ambientali e non richiesti dalla legge italiana.

In particolare, si buttano a mare la Via (Valutazione di impatto ambientale) e i vincoli della cosiddetta direttiva Seveso II (Direttiva 96/82/CE, recepita dalla legge italiana) e successive modifiche, che regolamenta l’utilizzo delle sostanze

• Tossiche e molto tossiche
• Comburenti
• Esplosive
• Infiammabili, facilmente infiammabili ed estremamente infiammabili
• Pericolose per l’ambiente

Gli amici piombinesi mi spiegano che adesso funzionerà così:

Il promotore (un Gianobifronte che è statale, e quindi ti può mandare i carabinieri, ed è privato e quindi ha da guadagnare un sacco di soldi) presenta il suo progetto.

C’è una breve finestra di tempo in cui tutti possono presentare, a scopo puramente consultivo, delle critiche.

Ma dopo la scadenza di questa finestra, il promotore ha cinque giorni ancora per presentare la versione definitiva del suo progetto, e contro questa non è più possibile presentare alcuna obiezione.

E’ potenzialmente la fine di tutto ciò che di positivo si è costruito negli ultimi decenni a difesa dell’ambiente, e la consacrazione del potere di politici e imprenditori di fare ciò che vogliono del territorio.

Piombino è il primo luogo dove questa misura sarà sperimentata, ma può riguardare qualunque parte d’Italia, per qualunque cosa un politico o un imprenditore possa ritenere sia una emergenza.

La salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio e della salute di tutta Italia si trova adesso in mano ai piombinesi, che citano ripetutamente le parole del pastore Martin Niemöller:

“Prima vennero per i piombinesi…”

In viaggio

I rode out on a bright May morning like a hero in a song,
Looking for a place called England, trying to find where I belong.
Couldn’t find the old flood meadow or the house that I once knew;
No trace of the little river or the garden where I grew.

I saw town and I saw country, motorway and sink estate;
Rich man in his rolling acres, poor man still outside the gate;
Retail park and burger kingdom, prairie field and factory farm,
Run by men who think that England’s only a place to park their car.”

Ogni volta che attraverso la Toscana, penso a queste straordinarie parole di Maggie Holland, che ho già tradotto qui. e che potete ascoltare in questo video.

I treni per Piombino sono pochissimi – scoprirò poi anche che la città ha una sola stradina di accesso a due corsie.

Treno da Firenze alle 5.35 di mattina, due ore e venti minuti per attraversare la Toscana. In tempi di crisi energetica, presti attenzione a queste cose: l’aria condizionata è sparata a una temperatura talmente bassa, che il 17 agosto rimpiango di non essermi portato un maglione.

Una Toscana che è meraviglie e cipressi, e vigneti per miliardari di Hong Kong, ed è anche, ovunque, questo:

La stazioncina di Piombino è un guscio vuoto, ben rappresentato dalla sua fontana:

L’amico che mi viene a prendere alla stazione mi aiuta a orientarmi.

C’è un piccolo e splendido centro storico circondato dalle mura, che scende giù al porticciolo che fu dei pescatori.

Mi racconta di Élisa (con l'accento) Bonaparte, principessa di Lucca e Piombino, sorella di Napoleone, e del castello da cui avrebbe gettato in mare gli amanti una volta usata. E penso ai legami della povera donna calunniata con i luoghi di Firenze che conosco, e a quello che ha fatto per gli artisti di qui, e alla sua sorella Carolina, e alla tomba nascosta di quest'ultima nella chiesa di Ognissanti, appena dietro quella di Botticelli ("la rosa una volta bianca e una volta rossa").

Poi c’è l’immenso spazio dell’acciaieria.

C’è il porto per le isole dove passano 120 traghetti al giorno.

Segue la discarica, altre acciaierie, l’impianto abbandonato dell’Enel dove incrociamo due fagianelle, e un’inattesa palude-oasi della WWF.

Alle spalle una catena di siti etruschi tra cui Populonia, e qualche luogo di singolare bellezza.

Le acciaierie

In una città che ha avuto al suo massimo splendore 40.000 abitanti, 15.000 lavoravano nel mondo delle acciaierie di Stato dell’IRI.

Mi indicano le villette dei fantozziani dirigenti di allora.

Poi le prime fatiscenti case operaie direttamente a ridosso dell’acciaieria, dove oggi c’è gente che entra e esce di carcere.

Dietro, un nuovo quartiere operaio, qualche centinaio di metri più lontano dalle fabbriche.

E infine, a distanza di auto, un (allora) novissimo quartiere modello dove gli appartamenti venivano costruiti in modo che gli operai che tornavano dal turno di notte – il cuore di tutto, l’altoforno, non si doveva spegnere mai – potessero rientrare senza disturbare il resto della famiglia, e i ricordi delle colonie estive per i figlioli, organizzate dal dispositivo statale/imprenditoriale.

Tutti e tre i quartieri sono chiaramente frutto di un piano, dove piccoli ingranaggi umani di geometri e ragionieri hanno ideato per conto di altri strutture identiche per regolare il flusso umano.

Insomma, tutto il progresso d’Italia, attorno a un’illusione molto fisica: voi ci date Lavoro e Sicurezza, noi vi diamo polmoni e sangue.

A gestire le acciaierie, un apparato di raccomandati e raccomandanti democristiani, come controparte il Partito Comunista e il suo sindacato: a tavola, mentre mangiamo un’ottima pasta al pesto, mi raccontano di una trattativa interrotta per il fine settimana, dove il sindacalista che il venerdì si sedeva di qua al tavolo dalla parte dei lavoratori, il martedì successivo si sedeva dall’altra parte, essendo stato assunto come consulente dalla proprietà.

“A quei tempi c’erano i politici che comandavano e si facevano dare le tangenti dagli imprenditori. Ma oggi è peggio, sono gli imprenditori che ordinano e i politici che obbediscono.”

Oggi tutto questo è un’immensa distesa di enormi oggetti abbandonati, ruggine e fanghiglia velenosa, sostanze esplosive e piante che crescono. Uno dei mille Groningen del mondo, insomma.

Un tempo c’era sicurezza. Come operai, ci si sentiva forti.

Forse tutta la politica italiana di oggi si gioca, in fondo, sulla nostalgia di quei tempi.

Ma in quelle fonderie, la vita se ne andava, come anche la salute: quando ti sedevi a mangiare, mi dicono, se tracciavi una riga con il dito sul tavolo anche pulito da poco, lasciavi un segno, tanta era la roba sporca che calava continuamente dal cielo.

E ogni notte vedevi eruttare fiammate e fumo nero.

Oggi, il cielo è chiaro, e i tavoli restano puliti, e anche questo me lo ripetono i piombinesi. Potremmo essere altro, e fantasticano di turismo, di agricoltura, di itticoltura.

Ma tutti percepiscono che sono sull’orlo del precipizio, e del domani, davvero, non c’è certezza.

Montepuzzo

Noi che viviamo nel regno dell’entropia, sappiamo che a ogni trasformazione, si perde qualcosa; e che alla fine, anche le cose trasformate, diventano rifiuti.

Un amico mi fa vedere l’immagine dall’alto della costa un po’ a nord di Piombino: siamo a Rosignano Solvay – la poco toscana ypsilon nel nome del paese è dovuta a una ditta belga, che prima del 1914 era la più grande multinazionale di tutto il mondo (esiste e fattura ancora!). Gli scarti della secolare fabbrica sono così potenti da aver sbiancato le spiagge e rese chiare le acque del mare antistante.

A Piombino, c’è tutta una zona di fanghi e veleni, poi ci sono intere colline di scarti industriali oggi ricoperte di piante, che trasudano poi nelle paludi circostanti.

Infine, c’è il Montepuzzo.

Sembra molto largo, ma a guardarlo, la sua geometria ti fa perdere l’enormità della sua altezza: 36 metri, pari a un palazzo di dodici piani. Una piramide tronca. Il motivo per cui i piombinesi lo chiamano Montepuzzo mi diventa subito chiaro, anche se mi assicurano che non è nulla in confronto a quello che era qualche anno fa.

“Le sensazioni brutte durano molto di più di quelle belle, è un meccanismo difensivo che abbiamo: per questo i sommeillier annusano solo per un attimo il vino buono, dopo perdono la sensibilità, mentre per le cose brutte…”

Un’amica racconta delle notti che ha passato a filmare i camion che approfittavano del buio per sversarci i liquami più strani (uno mi parla anche di duecento barili di mercurio); della commistione inscindibile tra i gestori della discarica e i dirigenti del Partito Unico che a Piombino pensavano di essere intoccabili; del rifiuto di permettere carotaggi per capire cosa contenesse la discarica (“non c’è bisogno, i documenti sono tutti in regola!“).

A un certo punto, volevano persino portare qui i rifiuti delle acciaierie di Bagnoli. E quando la mia amica ha ottenuto un noto premio antimafia per i suoi sforzi, i politici locali le hanno fatto la guerra anche per questo.

Eppure sul Montepuzzo, alla fine, tra ditte fallite, indagini e arresti, è crollato di colpo il Partito Unico: una delle città più “rosse” d’Italia, ha eletto un sindaco di Fratelli d’Italia.

Adesso la ditta che ha rilevato la ditta dalla ditta fallita che l’ha rilevata dalla ditta finta, ci ha messo l’eco-fiorellino:

L’opposizione dei piombinesi – e degli abitanti di tutti i comuni vicini, anche quelli elbani – al rigassificatore sembra quasi unanime e trasversale, per cui è normale che il sindaco di destra si sia schierato con la protesta.

Ma dopo tre anni di governo di un politico eletto per fare dispetto al Partito Unico, mi aspetterei una diffusa delusione. E invece più o meno tutti mi dicono qualcosa di più sfumato, nelle parole di un amico “di sinistra”:

“questo nuovo sindaco almeno conosce i suoi limiti, fa le piccole cose che deve fare, non è come quelli di prima che credevano di poter disporre di noi come volevano, scaricavano qui i loro raccomandati da tutta la regione, e ci facevano promesse che non avevano alcuna intenzione di mantenere”.

Mi viene in mente un fantasioso parallelo: una cittadina cattolica da secoli e secoli, in qualche parte della Germania del nord, anno 1525.

Che a un certo momento, si rende conto che il venditore di indulgenze non sta risparmiando loro anni di purgatorio; piuttosto, sta mandando i loro soldi a Roma per arricchire il Papa. E in un attimo, crolla una fede che sembrava inossidabile, e la devozione si trasforma in disprezzo.

"All power tends to corrupt; absolute power corrupts absolutely." 
                                 Lord Acton

Questa sensazione di liberazione e di presa di coscienza, la sento in tutti, in particolare da parte gente che è stata tutta la vita “a sinistra”, per ciò che possono valere gli identogrammi.

Il discorso piombinese oscilla tra il complottismo – “adesso hanno deciso di punire la gente di Piombino perché ha alzato la testa” – al buon senso – “contro Piombino possono fare quello che vogliono, perché qui non hanno più niente da perdere”. E a dire queste cose, sono anche persone che hanno ancora la tessera del PD.

Ci tengono però a precisare che sanno che se le destre vinceranno le elezioni, faranno esattamente come il PD, nonostante qualche ammiccamento rimangiabile sul fatto che si potrebbero cercare “alternative”, giusto per non sputare in faccia al sindaco del proprio partito.

Non esiste alcun partito di cui ci si possa fidare. E magari anche il buon sindaco, che ha infranto gli idoli, sa che i primi ad accoltellarlo alle spalle saranno i suoi superiori di partito.

In giro per il porto

Il porto di Piombino è uno spazio molto piccolo, con un movimento verso le isole però enorme – 1,7 milioni di persone nei primi sette mesi di quest’anno.

Blu: futuro sito del Rigassificatore
Arancione: approdo turistico
Magenta: approdo dell’Hagios Nikolaos (posizione approssimativa)

Mi raccontano che il giorno di Ferragosto, tutta la città ha sentito il botto: qualcosa era esploso a bordo della nave Agios Nikolaos – nome greco, bandiera liberiana, equipaggio filippino, appena arrivato da Suez, carico ignoto – provocando una gran fiammata.

E così, per aggiustarla, l’hanno spostata proprio sul molo dove arriverà il rigassificatore, e qui la fotografo:

"Poco prima di mezzanotte, il 29 giugno del 2009 nella stazione di Viareggio deraglia ed esplode un carro cisterna con 58 metri cubi di gas liquefatto. In pochi secondi è l’inferno: 32 persone morte bruciate vive all’interno delle proprie abitazioni, case sventrate, auto in fiamme, l’apocalisse… questo per “soli” 58 metri cubi di GPL."

da precisare che il GPL ha caratteristiche molto più pericolose del metano, che si disperde subito nell'aria. 

Come vedete, a poche centinaia di metri, c’è un traghetto carico di passeggeri che si appresta a partire per l’Elba o la Sardegna. Anzi, le navi sono tante, e si incrociano continuamente. Qui vedete ben tre, a destra che si incrociano all’aperto, mentre una quarta si appresta a partire (e la Agios Nikolaos si lecca le ferite):

Passano tre giorni, e proprio mentre sono a Piombino, due di questi traghetti si scontrano. Nulla di grave, non era certo il disastro del Moby Prince. Solo una botta e una piccola nuvola di scintille. Roba che non compare nemmeno sulla stampa locale, proprio perché succede tutti i giorni.

Uno che ha passato la vita a lavorare al porto racconta della morte di un suo amico sub, scomparso in mare fuggendo a uno squalo mentre controllava le condotte che portano acqua potabile e corrente elettrica all’Elba, condotte che passano anch’essi proprio da quelle parti.

Mi dice che il fondo del porto è insondabile, perché è costituito da una melma agitata incessantemente dalle eliche delle navi. E mi racconta di cosa c’è in quella melma:

“C’erano due che ci hanno rimesso le mani! Li pagavano per far saltare gli ordigni tedeschi di cui sono piene le acque, ma hanno voluto fare i furbi: legavano le bombe con dei cavi, in modo da far esplodere solo l’involucro, ma non il contenuto, poi vendevano l’esplosivo che c’era dentro ai pescatori di frodo.”

Al porto delle barche, l’amica che ci doveva portare in mare e che si è esposta fin troppo, fa notare che le hanno spaccato la leva del comando. Qualcuno ha molto di cui vendicarsi.

E allora un cuoco dagli orecchini d’oro con una pancia che sembra il Buddha, uno dei mille alleati volenterosi, ci carica sulla sua barca, e salpiamo.

Conosco così poco il mare, e sulla barchetta che corre sulle onde, ascolto storie su storie, raccontate con un accento che mi sembra livornese, ma guai a pensarlo…

Ci sono storie brutte, come quella delle ecoballe…

Nel 2015, il comandante turco della nave Ivy battente bandiera delle Isole Cook (di proprietà di una società con sede nelle Isole Marshall), vedendo che rischiava di affondare, alleggerì il carico facendo scivolare nelle acque piombinesi cinquantasei enormi pacchi di rifiuti, noti chissà perché come ecoballe.

ma anche storie di delfini e di cetacei, che incredibilmente ravvivano ancora queste acque…

… e storie di persone, e di amici e di parentele, di vite e di morti, di isole e di scogli, di piccole sottigliezze linguistiche, di volgarità innocenti.

E per un istante, mentre immergo le mani nell’acqua, penso alla piccola barca del Vento tra i salici.

Mi sento quasi in colpa: mica sono qui per stare bene, sto qui per ascoltare una causa. E poi mi rendo conto che ho pensato una sciocchezza. La causa non è un insieme di dati e di informazioni colte con la testa, è semplicemente vita vissuta. E anche goduta.

E nella canzone di Jehanne Mehta, mi rivengono le parole che Re Artù rivolge ai suoi cavalieri dalla tomba:

“There are times when the fog is so thick on the hills/Fell enchantments have settled on the river and lake/And the poisons have sunk so far into the earth/That we ask: “Is there anything left there to wake?”

Ci sono tempi in cui la nebbia è così spessa sulle colline/incantesimi oscuri si sono posati su fiume e lago/ e i veleni sono entrati così profondamente nella terra/ che ci chiediamo, “esiste ancora qualcosa da risvegliare?”

E poi Artù risponde a se stesso:

“But bring in the morris, the sword dance and the step dance/the music is there and you know how to sing./For the quest it begins with the song from the heart/Won’t you join in the chorus,”, said King Arthur.

“Ma portate il ballo del morris, la danza della spada e la danza dei passi/la musica è lì e sapete come cantare./Perché la ricerca inizia con la canzone del cuore/venite nel coro”, disse Re Artù.

Io, dei piombinesi, sono un ospite, le loro storie non saranno mai le mie, ma la nostra causa è quella di tutte le storie, di tutti quegli intrecci strani tra paesaggi, memorie, immaginari e buoni sapori.

Così, sulla barca ondeggiante, faccio un’eccezione al mio scarso amore per i selfie:

Con la presente, autorizzo tutti i giornali, qualora dovesse succedermi qualcosa di notizievole, a pubblicare questa foto di Miguel Martinez, di mestiere traduttore di manuali tecnici

Entriamo per lo stretto ingresso del porto, e osserviamo il molo dove il Rigassificatore, dall’orrido nome di Golar Tundra, sarà parcheggiato, fisso, mentre accoglie un flusso incessante di navi più piccole cariche di gas liquefatto in un 615esimo del proprio volume.

Piombino e il mondo

Mentre assaggiamo il liquore di bergamotto, la Valeria dice,

“Finora, con il Montepuzzo, abbiamo dovuto combattere contro i delinquenti del posto…

Adesso ci troviamo contro la geopolitica mondiale!”

Qualcuno cita Daphne Caruana Galizia, la combattiva giornalista maltese che dedicò tante energie a combattere l’approdo di un rigassificatore sulla sua isola, prima di saltare per aria.

La Golar Tundra “naviga attualmente sotto bandiera della Marshall Island”.

Siccome non sapevo nemmeno che esistesse uno stato con quel nome, scopro che la Repubblica delle Isole Marshall ha la bellezza di 62.000 abitanti e possiede la seconda flotta di navi del mondo, dopo il Panama.

Fa parte della Repubblica la mitica isola di Bikini, dove gli americani hanno fatto esplodere ben 67 ordigni nucleari (gli abitanti attendono ancora pazientemente due miliardi di dollari di compensazioni).

La prima bomba atomica buttata sull’isola si chiamava Gilda, in onore di un film in cui aveva recitato Rita Hayworth. La figura della diva fu attaccata proprio sulla bomba, prima che esplodesse:

A ognuno il suo. Siccome Rita Hayworth in realtà era mezza ispanozingara, un quarto inglese e un quarto irlandese e quindi la sento parente, voglio dire che lei si infuriò quando venne a sapere di come avevano usato il suo nome. 

Scopro che l’altro bikini che tutti conosciamo fu lanciato quattro giorni dopo il test, da un certo Louis Réard, ingegnere automobilistico, che vediamo qui accanto alla sua esplosiva creatura:

Ho l’impressione frustrante che questa foto spieghi l’intero Ventesimo Secolo, senza saper dire meglio perché.

E qualche anno dopo, eccovi Miss Atomic Bomb 1957 in persona con il costumino a fungo:

Il primo maggio del 1958, lo scienziato James Van Allen annuncia la scoperta di una straordinaria fascia di radiazioni che protegge il nostro pianetino.

Ventiquattr’ore dopo, si scoprirà dalle carte, il signor Van Allen si incontrò con i militari per vedere come buttare una bomba atomica addosso alla fascia appena scoperta. Per vedere l’effetto che poteva fare.

Infatti, il 9 luglio 1962, gli Stati Uniti, nella fascia, ci buttarono la bomba a idrogeno Starfish Prime che illuminò il cielo dall’Hawaii alla Nuova Zelanda.

Giusto per ricordare con chi abbiamo a che fare.

Ma torniamo a Piombino.

Dietro tutta la storia del Rigassificatore, c’è la Snam, una ditta privata che ci viene presentata come praticamente coincidente con lo Stato italiano e quindi con tutti noi.

Fondata in piena guerra sotto il fascismo, la Snam ha come principale azionista oggi la Cassa e Depositi Reti SpA, il cui principale azionista a sua volta è il Ministero dell’economia e delle finanze.

Io di queste cose ho imparato a diffidare anni fa, quando nelle strette stradine del centro storico di Firenze giravano dei pullman turistici alti due piani, con i turisti che scattavano foto alle finestre aperte dei residenti. E il Comune ci diceva che non poteva farci niente, perché i proprietari erano una ditta privata. Poi abbiamo scoperto che il principale, se non unico, azionista di quella ditta privata era proprio il Comune di Firenze. 

La fregatura è  questa: una ditta privata ha come unico dovere fare l'interesse economico dei suoi azionisti. Quando il pubblico diventa azionista di una ditta privata, può succedere la qualunque.

Ora, leggo che la Snam – ditta privata – si vanta di avere esattamente gli stessi obiettivi del governo italiano. Sospetto che sia il contrario, nel senso che sarà stata la Snam a dire al governo italiano quali obiettivi proporsi:

“Gli orientamenti del Piano nazionale e le progettualità incluse sono perfettamente in linea con il piano di Snam”

E siccome la ditta privata e lo Stato italiano sono perfettamente allineati, ecco che

“Il Recovery deve essere inteso come il primo pezzo di un puzzle da accompagnare con altri programmi europei e con l’Ipcei varato sotto il coordinamento tedesco ci sarà un contributo importante allo sviluppo dell’idrogeno. L’importante è che ci sia un iter di permessistica legato alle progettualità molto accelerato perché le deadline e le regole strette di impegno di spesa si giocheranno gran parte della riuscita del piano”, lo ha affermato Domenico Maggi, head of European and Italian Government Affairs di Snam.”

Trovo molto italiano questo insieme di gergo anglobale e veteroburocratese permessistica. Ma il succo è che la Snam, un anno prima della guerra in Ucraina e in un contesto appena diverso, chiedeva un “iter di permissisticamolto accelerato.

Un iter fondato sul ragionamento che la Snam è, in fondo, lo Stato, l’interesse nazionale. E siamo tutti Stato, no? Io e la cara zia Florinda che quest’inverno se non ha il riscaldamento, come farà? La Patria non si tradisce!

Poi scopro che la Snam ha nel suo direttivo il signor Qinjing Shen, che non è un abile immigrato che ha fatto meritata fortuna come neo-italiano, ma rappresenta la China State Grid.

Qinjing Shen

State, come avete indovinato, vuol dire Stato, e Grid vuol dire rete energetica. La China State Grid, di proprietà dello Stato cinese, è la seconda azienda del mondo per dimensioni.

La faccenda mi incuriosisce, perché mi dicono che i cinesi sono mezzi amici della cattiva Russia e che sono un paese in cui vige uno spaventoso sistema di “credito sociale”. E comunque non ho capito cosa c’entrino con gli “interessi nazionali” italiani.

Bene, scopro che lo Stato cinese è proprietario di un terzo della Snam, grazie a Matteo Renzi, che non è solo amico dei sauditi.

Però il compare di Matteo Renzi, Carlo Calenda, condannando in maniera ducesca le manifestazioni trasversali dei piombinesi contro il rigassificatore, proclama testualmente:

Questa roba deve finire! Rigassificatori, termovalorizzatori ce ne servono undici in Italia, due rigassificatori vanno fatti, se necessario quelle aree vanno poste sotto controllo come se fossero aree militari, perché è una questione di sicurezza nazionale“.

I piombinesi tirano fuori anche un'altra questione: 

"Questi bastardi dell'ENI hanno appena esportato gas per due miliardi di euro all'estero, e dicono che c'è l'emergenza!

Non trovo la conferma immediata, ma certamente è stato un anno di profitti senza precedenti per l'ENI.

Cingolani ha spiegato così il sacrificio (non richiesto) dei piombinesi:

“Piombino può dire di aver fatto un’operazione per l’Italia che non ha fatto nessun altro e per questo dovrà avere compensazioni adeguate […].

Senza questa soluzione dovevo staccare la luce e chiudere le fabbriche all’Italia.”

Falso, mi dicono, innanzitutto perché l’arrivo del Golar Tundra a Piombino è previsto non prima della fine del prossimo aprile: nel frattempo funziona infatti come normale mezzo di trasporto di gas, in continui viaggi tra India, Cina e Francia.

Se c'è una parola che manda in bestia i piombinesi, è "compensazioni": si tratta semplicemente delle stesse cose (fondi per la bonifica ambientale e l'ampliamento della strada di accesso alla città) che i politici promettono da anni e non hanno mai mantenuto.

Falso ancora, si accalorano a dirmi:

“Dicono che il rigassificatore potrà fornire cinque miliardi di metri cubi di gas all’anno. Ma lo sai che se si attivassero le trivelle sulle coste italiane, potremmo ottenere dieci miliardi di metri cubi all’anno, a un decimo del prezzo, senza dare soldi agli americani?

No, hanno bloccato praticamente tutto, proprio un paio di giorni prima dell’inizio della guerra!

Hanno fermato i pozzi nell’Alto Adriatico per salvare Venezia, dicono, e così li stanno sfruttando i croati“.

Poi, mi raccontano i piombinesi:

“Abbiamo scoperto che un anno fa, molto prima dell’attacco russo all’Ucraina, quando non c’era alcuna “emergenza”, la Snam ha creato una Srl, che se finisce male ha appunto una “responsabilità limitata”, con un capitale di appena 10.000 euro; ed è quella che ha comprato il rigassificatore.

Avevano già progettato tutto, la guerra è stata solo la scusa che glielo ha permesso.”

In effetti, vedo che già nei cinque anni prima dell’attacco russo (2016-2021), gli Stati Uniti avevano decuplicato l’esportazione di gas liquido verso l’Italia. Certo con la guerra, è aumentata molto di più – un anno fa esportavano il 20% del proprio gas liquido verso l’Europa, oggi il 60%.

Il progetto viene da lontano, ma – ragionano i piombinesi – è anche a lungo termine:

“Hanno speso 330 milioni di euro dei contribuenti per comprare la Golar Tundra. C’era l’occasione invece di spendere molto meno, affittando un’altra nave, pure più capiente, per il solo periodo dell’emergenza guerra. Hanno scelto invece di acquistare questa, per tenersela negli anni, altroché emergenza!”.

Le emergenze arrivano in fretta, ma non finiscono mai: penso alla Legge Reale, varata mezzo secolo fa per l’emergenza giovani-in-piazza-che-tirano-le-molotov, e ancora sostanzialmente in vigore oggi che gli ultimi di quei giovani stanno andando in pensione.

So vagamente che quella delle trivellazioni in Adriatico, auspicata dai piombinesi, è una questione assai controversa, per motivi ambientali.

Però è anche vero che pensando ai possibili costi ambientali della trivellazione in Adriatico, dimentichiamo i costi ambientali certi e catastrofici che l’estrazione di gas ha sul continente americano.

Ganzo, possiamo dire che i rigassificatòfili sono dei Nimby, che pur di avere l'aria condizionata in Italia, se ne fregano dell'impatto della loro scelta sull'ambiente americano?

Il pianeta è pieno di gas e petrolio, ma quello di facile accesso è già stato preso.

Quindi per estrarlo, ci vogliono sistemi sempre più costosi e sempre più devastanti.

Se si possono fare molti soldi spacciando gas agli europei, occorre trivellare per tirarlo fuori dal suolo statunitense:

Oggi, i due terzi del gas statunitense vengono estratti oggi utilizzando la fratturazione idraulica, il fracking: si spaccano le rocce profonde che custodiscono il gas con un violentissimo getto d’acqua contenente 1084 diverse sostanze chimiche; poi per tenere aperti i buchi, ci si infila un’enorme quantità di sabbia molto particolare, che deve essere insieme robusta e sferica, in modo da permettere al gas di fluirvi attorno.

Paesaggio estrattivo dell’Alberta, Canada

Questo implica innanzitutto l’avvelenamento ogni anno di circa 3400 miliardi di litri di acqua, adoperati direttamente nel procedimento, senza contare l’impatto sulle falde acquifere:

Ma non c’è problema – nel 2005, il vicepresidente Dick Cheney fece passare l’Energy Policy Act che esonera l’industria estrattiva dalle norme che salvaguardano l’acqua.

La sabbia sferica che serve per il fracking si trova soprattutto nelle zone agricole del Midwest. Dove le aziende comprano i campi e li denudano del loro strato di humus per tirar fuori la sabbia sottostante. In tre settimane, si ripagano l’acquisto, e lasciano dietro un deserto senza nemmeno la sabbia.

Circa il 3,7% del gas metano estratto si disperde nell’atmosfera durante il fracking: gli statunitensi stimano che i costi medici conseguenti (per tumori, asma e altro) ammonteranno, nel 2025, a “13-29 miliardi di dollari“.

Appena due anni fa, gli scienziati hanno scoperto che era stato enormemente sottostimato l'impatto che l'estrazione di carburanti fossili, e in particolare di gas naturale, ha sulla diffusione nell'atmosfera di metano, sostanza con un potenziale per assorbire il calore novanta volte maggiore della tanto temuta anidride carbonica.

Un processo così distruttivo e costoso quindi, che in pochi anni ha portato all’esaurimento dei depositi più accessibili.

Gli speculatori vi avevano investito miliardi, cosa che ha permesso una grande produttività iniziale; ma poi hanno scoperto spesso che i costi superavano i profitti, anzi ci hanno rimesso 300 miliardi di dollari.

Poi arriva il miracolo dell’embargo europeo alla Russia, che non solo salva gli speculatori, ma permette loro di cercare nuovi pozzi.

WASHINGTON – Nuovi dati federali mostrano che l’amministrazione Biden ha approvato 3.557 permessi per la trivellazione di petrolio e gas nelle terre pubbliche nel suo primo anno di attività, superando di gran lunga il totale di 2.658 dell’amministrazione Trump.”

Attualmente, negli Stati Uniti, gli investitori riempiono una nave con 60 milioni di dollari di gas, e rivendono il contenuto in Europa per 275 milioni: i profitti vanno soprattutto ai trader, come la Gunvor, che sulla stessa pagina del proprio sito riesce a vantare i profitti record ottenuti spacciando energie fossili, e il suo impegno per l’ambiente.

Lunghi tubi portano così il gas ai porti, dove viene trasformato in un liquido che occupa 615 volte meno volume che nel suo stato naturale: per arrivarci, occorre raffreddarlo però alla temperatura di -162°C, come nell’impianto di Freeport nel Texas, dove passa circa un quinto del gas esportato: l’impianto è attualmente chiuso dopo il quarto incendio in tre anni.

Gente piombinese

Se Firenze è un villaggio, Piombino lo è molto di più. Questo significa che ci sono ovunque relazioni umane.

I resistenti si incontrano, anche quelli che hanno passato anni lontani dalla città:

“Ma al telefono non avevo capito che eri tu! Tu mi passavi i compiti a scuola e ti sono ancora grata! Ma sei cugina di Alessandro allora, e lui come sta?”

Ora, le relazioni vere, profonde, pre-ideologiche, tra esseri umani reali, costituiscono una rete molto potente. Il Partito Unico, a Piombino, sarà sicuramente nato nella rete reale dei rapporti tra lavoratori. Ma con il tempo è diventato un’altra rete:

“Venivamo a sapere da un comunicato che avevano nominato uno dei loro, che veniva da Firenze o da Livorno, per far un pezzo di carriera gestendo qualche ente qui, di cui se ne fregava, perché tanto poi l’avrebbero promosso a fare qualcos’altro da un’altra parte”.

Ora, rinasce improvvisamente una nuova rete, unicamente umana.

“Non abbiamo a che fare con nessun partito, nessuno di noi è portavoce, siamo semplici cittadini, che dicono ciascuno ciò che sente”.

Ovunque, l’insegna, No Rigassificatore:

sui negozi di cibo per animali

alla gelateria

alla pizzeria

C’è persino una commistione di messaggi che non mi sarei aspettato di vedere:

E così mangiamo al ristorante, e non ci fanno pagare, ce lo dicono con un sussurro, uno di quei gesti che significano, “non lo devi mettere nella colonna dell’avere, perché siamo tutti sulla stessa barca”.

Al campeggio mi ospitano in una tenda senza chiedere niente solo perché qualcuno ha garantito per me.

All'alba ascolto un delicato, quasi erotico, richiamarsi malinconico tra due uccelli /ʍadɯ˨˩ɱfu/ /ʍadɯ˨˩ɱfu/

Il giorno del giudizio

Al risveglio mi offrono una colazione particolare:

“sono cocomeri nostri, che abbiamo cresciuto qui, il nostro chilometro zero è proprio zero… e dopo un po’ ti passa la voglia di caffè e brioche, senti quanto è dolce!”

Poi qualcuno mi racconterà del vigneto, dove invece di spargere pesticidi, hanno diffuso feromoni maschili che hanno attirato le parassitesse, i feromoni femminili che hanno attirato i parassiti maschili. E così i parassiti se ne sono andati nei campi adiacenti, i cui proprietari allora hanno chiesto a quelli virtuosi come fare, e hanno smesso così anche loro di usare pesticidi... e anche questo è Toscana.

Alle 9.30 del 18 agosto, siamo sotto i portici futuristicamente decisi e fascisti di Via Petrarca.

Improvvisamente, esplode il mondo, il giorno diventa notte.

Nel buio, spaventose colonne di acqua ci si scagliano addosso, in vortici che girano su se stessi, e una ragazza che lavora in un negozio di cosmetici ci invita a rifugiarsi da loro.

L’acqua, vietata dai sindaci, è violentemente ovunque, dentro pelle, abiti e borse.

Quando il temporale si acquieta, usciamo.

Ci aggiriamo per il centro, e scopriamo i resti di un bar.

Appena ieri sera, avevamo bevuto una birra sotto una squallida ruota panoramica, in Piazza Bovio.

I pezzi della ruota adesso sono ammucchiati in piazza. Il vento ha rotto i freni, i pezzi delle cabine hanno scoperto per un attimo la libertà, e son volati per il cielo.

Guardo giù, al ristorante dove ieri ci avevano offerto da mangiare, e vedo altri pezzi della ruota panoramica.

Frammenti volanti di tutte le illusioni spettacolari dei nostri tempi, ma a infrangersi, sono piccoli follie toscane, sciocchezze da giostrai, contro il muro della Distruzione Finale.

La conclusione la traggono subito i piombinesi:

“Hai visto, lo dicono gli esperti che le acque si stanno riscaldando ancora più della terra! Non solo si stanno estinguendo i pesci, si sta scombussolando tutto il ciclo del clima. E questi invece di investire in energie alternative, stanno investendo in gas!”

Eppure, ci sono spigoli di vita

La cagnetta che mi morde affettuosamente la mano, so che per quanto lo provochi, non mi farà mai male davvero.

La gatta grigia dalle improbabili dita bianche.

Guardo negli occhi un funzionario, poi imprenditore, poi pensionato, che sembra giovanissimo per entusiasmo.

La specie a cui appartengo, è profondamente ambigua, e spesso e volentieri, dà il peggio di sé. Però ci sono situazioni come questa, in cui emergono la fiducia, l’inventiva, la solidarietà.

Molti, molti secoli fa, Pindaro ebbe questo da dire di noi:

“Creature di un giorno! Cosa siamo?
Cosa non siamo? Sogno di un’ombra
è la nostra mortale essenza. Ma quando agli uomini arriva
una scintilla dello splendore concesso dai cieli,
allora rimane su di loro una luce di gloria,
e benedetti sono i loro giorni”.

Questa voce è stata pubblicata in ambiente, Collasso, esperienze di Miguel Martinez, giornalisti cialtroni, mundus imaginalis, resistere sul territorio e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

87 risposte a “Piombino? Questa roba deve finire!”

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “Piombino”

    Alcune osservazioni a margine:

    1. Il GPL è più pesante dell’aria, ecco perché a Viareggio entro’ nelle case prima di prendere fuoco. Il metano, che certo è un gas serra, è più leggero dell’aria e si perde nello spazio. Ci mette circa cinque anni, mentre la CO2 resta al suolo e prima di essere assorbita da oceani e piante ci mette almeno ottant’anni. Inoltre il metano diluito troppo in aria (ad esempio dal vento) non brucia proprio (la frazione ottimale per la combustione è un Kg di metano ogni 40 Kg d’aria circa)

    2. Piombino è ovviamente già degradatissima, il che la rende ideale per metterci un rigassificatore (che certo non verrà mai messo a Capalbio, Portofino o Taormina).

    3.Coi soldi fatti a Rosignano e in altri stabilimenti il signor Solvay si è comprato un posto imperituro nei manuali di storia della scienza per aver organizzato di tasca sua le conferenze che portano il suo nome, dove prima della Grande Guerra si incontravano Madame Curie, Lorenz, Einstein, Planck ecc. Se oggi comunichiamo qui è anche merito suo.

    5.Tutte queste storie per un rigassificatore? Vedrai quando dovranno installare i serbatoi di stoccaggio dell’idrogeno! Rimpiangeranno il nucleare…🙂

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      C’entra e non c’entra… sei anni fa, il Pentagono ammise che i soli sprechi nel mondo militare usano ammontava a 125 miliardi di dollari.

      https://www.washingtonpost.com/investigations/pentagon-buries-evidence-of-125-billion-in-bureaucratic-waste/2016/12/05/e0668c76-9af6-11e6-a0ed-ab0774c1eaa5_story.html

      Pari al costo di 375 rigassificatori 🙂

      • Francesco scrive:

        spero non all’anno! perchè allora sì che avrei mancato il Bengodi

        😀

        PS sempre amato Rita Hayworth

        PPS sulle cose serie ti ha risposto Andrea – io il nucleare lo rimpiango e ritengo il caso italiano esemplare in negativo

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “Pentagono”

        Tutti in questo blog sanno che io non sono esattamente uno sfegatato fan degli USA.

        Ma qui onestà intellettuale vuole che io spezzi una lancia in loro favore.

        Non soltanto gli sprechi e gli abusi sono una costante di tutte le amministrazioni militari in tutte le epoche (si legga Barbero sulle cause remote della disfatta di Adrianopoli, cioè le speculazioni sulle derrate alimentari Imperiali per i Goti in fuga dagli Unni) ma gli Statunitensi hanno l’indubbio merito di riconoscerlo apertamente e in casa loro.

        Di certo negli USA non dicono “vabbè tanto lo fanno tutti”.

        Poi magari aspettano che la gente se ne dimentichi e pensi ad altro, ma almeno rimane agli atti. Non è poco.

        Certo, pensare che poi si chieda agli alleati di alzare le spese annue per la NATO al 2% del PIL – e quindi alzare gli sprechi…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “ma gli Statunitensi hanno l’indubbio merito di riconoscerlo apertamente e in casa loro. ”

          Poi bisogna capire che cosa NON sia spreco militare, in un paese che ha subito come unica invasione l’attacco di Pancho Villa su Columbus nel 1916, ampiamente respinto con forze locali.

          Certo, diranno, “e se non avessimo speso trilioni su trilioni, cosa sarebbe successo?”

          Un po’ come gli aztechi, che se li chiedi se i sacrifici umani aiutavano davvero il sole a sorgere ogni giorni, potevano dire, “provate a non farne, e vedrete che succede!”

          (e infatti poi è arrivato il riscaldamento globale).

          • Francesco scrive:

            Bel tentativo Mig!

            Non conoscevo ancora questa tua vena trumpista isolazionista (ma col senno di poi è molto logica)

            Però è un modo di svicolare dal punto, che era la dimensione di spreco all’interno della spesa militare.

            Non so se rientri nell’uso keynesiano della spesa militare, ho qualche dubbio.

            PS quando gli inglesi bruciarono Washington non conta? e neppure l’attacco di Pearl Harbour?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “PS quando gli inglesi bruciarono Washington non conta? e neppure l’attacco di Pearl Harbour?”

              Mi aspettavo le due obiezioni…

              Washington 1812? Giusto, bisogna dire agli americani di puntare più missili su Londra.

              Pearl Harbour non è in America, è nell'(ex) regno di Hawaii.

              https://www.ushistory.org/us/44b.asp

              • roberto scrive:

                Non è in America ma era organised territory degli Stati Uniti da inizio XX secolo…o vogliamo dire che il Giappone voleva attaccare il regno delle Hawaii e non gli USA?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “o vogliamo dire che il Giappone voleva attaccare il regno delle Hawaii e non gli USA?”

                Vogliamo dire che l’esercito degli Stati Uniti è servito molto prima per invadere e colonizzare l’Hawaii, e poi successivamente per dominare l’intero Pacifico, che per difendere una propria base navale nello stesso territorio occupato.

                Forse è un bene che alla fine l’imperialismo usano ha stroncato quello giapponese; ma non penso che nessuno contesti il fatto che il Giappone abbia attaccato Pearl Harbor in una lotta per l’egemonia sul Pacifico, non in un “attacco al suolo statunitense”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Insomma, era una colonia. Che è un po’ diverso da quel “a casa loro” di cui si parlava.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “colonia”

                Infatti i Giapponesi non hanno attaccato il regno delle Hawaii, ma una base navale USA.

                Comunque la cosa importante sono gli sprechi.

                Per dire, la NATO ha gli armamenti standardizzati: un fante norvegese può sparare una pallottola portoghese, se serve.

                Ma le centrali d’acquisto non sono standardizzate, ogni Paese ha la sua.

                Così non è la NATO che compra le pallottole, ma Norvegia e Portogallo separatamente.

                Siccome la NATO è ben più grossa dei singoli paesi membri, potrebbe spuntare sconti non indifferenti dai fornitori, a parità di capacità difensive, se ci fosse una centrale d’acquisto unica.

                La mancata standardizzazione degli acquisti la paghiamo noi contribuenti.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                andrea,

                sei sicuro che

                “Ma le centrali d’acquisto non sono standardizzate, ogni Paese ha la sua.”?

                chiedo perché ho proprio dietro casa la NAMSA che, da quel che so, si occupa proprio di acquisti centralizzati

                https://www.nato.int/structur/ac/135/main/links/namsa-f.htm

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Per dire, la NATO ha gli armamenti standardizzati: un fante norvegese può sparare una pallottola portoghese, se serve”

                Leggevo che dovrebbe averceli in teoria, ma che parte della ragione della straordinaria usura dei mezzi in Ucraina sarebbe dovuta al fatto che sparano munizionamento che, pur essendo standard Nato, è subittimale per l’arma specifica (era il caso delle munizioni prodotte in Svizzera che la Germania non poteva acquistare).

    • werner scrive:

      @Andrea Di Vita
      Visto che ormai sei il mio “esperto di riferimento” nel settore provo ad approfittare delle tue conoscenze:
      la proposta di Calenda che riporto qui sotto… Sta in piedi?

      https://twitter.com/CarloCalenda/status/1562025541657567233?t=XTaFv8IuW4vElZ3DBM9GHg&s=19

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Werner

        “riferito”

        Non apro Twitter.

        Ho visto Calenda qui

        https://fb.watch/f6NZHrPOlZ/

        In sostanza dice che: calmierare il prezzo del gas a livello nazionale (quando il mercato è continentale) è una fesseria, e ha ragionissima; b) bisogna concentrare tutti gli acquisti in un unico centro acquisti per aumentare il potere contrattuale (e ha ragionissima) ; c) pagare l’energia da rinnovabili con un tetto sul prezzo e quella sul gas no, abolendo quel sistema attuale di equiparazione dei prezzi che ha consentito finora lo sviluppo delle fonti più care a scapito delle altre garantendo quindi la disponibilità del gas anche a chi non lo usa solo per produrre elettricità. Ha senso, ma … tanti auguri! d) mettersi al riparo costruendo il rigassificatore a Piombino. Auguri.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • daouda scrive:

          se si crea un’unico centro acquisti però non avrai nessuna barriera quando il nazismo calerà dall’alto. Scrivo nazismo perché se scrivo comunismo te ce fai le pippe.

          Insomma, l’occasione è troppo ghiotta ed una cosa giusta e logica diventa invece nefasta e terribile

          “Non tutto il bene viene per giovare”

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ daouda

            “nazismo”

            Verissimo.

            Ma l’alternativa è uno spreco folle.

            E nulla fa più schifo a un Genovese come me dello spreco.

            Ich will lieber eine Ungerechtigkeit begehen, als Unordnung ertragen, diceva Goethe: preferirei commettere un’ingiustizia che sopportare il disordine.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              devo mettere Goethe con Kant? già ho perso la Merkel, sto finendo i tedeschi stimabili

              restano solo quel tizio che inventato i playmobil e Kalle

            • Francesco scrive:

              ti ricordo alcuni esempi di Miguel, in cui un guasto a un impianto mandava in crisi tutta l’URSS per ECCESSO di centralizzazione della produzione

              un certo livello di ridondanza e flessibilità è bene tenerlo

              sarebbe bene, anzi

              PS si vede che nell’anima sei un ingenuo ingegnere

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “ingegnere”

                Non devo spiegarti io che il monopsonio è nell’interesse di chi acquista tanto quanto il monopolio lo è di chi vende 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Werner

          “Calenda”

          Quanto al nucleare, Calenda è come il bambino che dice che l’imperatore è nudo. Il 100% di rinnovabili che vuole la Eddy Schlein è una presa in giro pura e semplice.

          https://www.repubblica.it/politica/2022/06/30/news/nucleare_calenda_mozione_confronto_letta-356026457/

          Tanto per fare un esempio, esattamente 10 anni fa, nel luglio del 2012, veniva posata la prima pietra della centrale elettronucleare di Barakah, negli Emirati Arabi Uniti. Oggi dopo 10 anni il 3º reattore si appresta per essere messo in linea e l’anno prossimo il 4º: 5,6 GW di potenza totale che darà 45 TWh (terawattora) all’anno di elettricità pulita e sicura [nella foto l’impianto quasi completato] .

          Sempre nel 2012 in Italia c’erano quasi mezzo milione di impianti fotovoltaici per 16,7 GW di potenza che hanno prodotto 18,8 TWh di elettricità sicura e un po’ meno pulita [1].
          Dopo 10 anni gli impianti sono un milione, la potenza installata è salita a 22,6 GW e la produzione ha raggiunto 25 TWh all’anno, solo 6,2 TWh in più rispetto al 2012 [nel grafico in rosa il numero di impianti e in giallo la potenza installata].

          Ricapitoliamo: gli EAU in 10 anni passano da 0 a 45TWh di elettricità a bassissime emissioni con un solo impianto che occupa circa 2 km², mentre l’Italia in 10 anni passa da 18,8 TWh a 25 TWh, con ulteriori 500.000 impianti.

          La centrale nucleare di Barakah è costata circa 25 miliardi di euro e ha una licenza di 60 anni, estensibile di altri 20.
          I pannelli fotovoltaici durano 20-25 anni e poi quel milione (!) di impianti vanno tutti cambiati e smaltiti.
          Nel solo 2015 le rinnovabili hanno avuto 12 miliardi di sussidi, con il fotovoltaico che ha avuto sussidi per 288 euro/MWh [2].
          E nonostante gli incentivi le rinnovabili non crescono più: le autorizzazioni sono lente, non le vuole nessuno vicino a casa ecc. [3].

          Tutto questo per dire che non è vero che il nucleare non va bene perché – a differenza delle rinnovabili – costa tanto, è lento da implementare, non lo vuole nessuno e che “non c’è tempo” e tanto “ormai è tardi”.

          Proprio perché non c’è tempo bisogna investire nel nucleare. Se avessimo seguito l’esempio degli EAU al costo di due anni di incentivi alle rinnovabili e con un solo impianto avremmo avuto pronta in 10 anni una quantità di energia elettrica ad emissioni praticamente zero pari a quella che abbiamo ottenuto in 20 anni con tutti gli impianti eolici e fotovoltaici e il centinaio di miliardi di incentivi e sussidi.

          Quindi mentre andiamo avanti con le rinnovabili (ri)partiamo anche con il nucleare, perché ogni giorno che passa sarà un giorno in più rispetto ai 10 anni necessari per la messa in linea del primo reattore. E giorno dopo giorno passano 10 anni, come sono passati dal 2012 al 2022.

          [1] secondo l’IPCC le emissioni mediane del fotovoltaico sono di 48 g CO2 eq./kWh mentre quelle del nucleare sono 12 g CO2 eq./kWh. Quattro volte tanto.
          [2] https://www.lavoce.info/archives/46689/primi-nelle-energie-rinnovabili-prezzo/
          [3] https://www.ilsole24ore.com/art/rinnovabili-flop-deserta-gara-gse-assegnato-solo-12percento-incentivi-AEWFTQM

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Fuzzy scrive:

            Dunque, ho già provato con un premio nobel, con un esperto del settore nucleare. Niente.
            Adesso mi ritrovo sotto gli occhi questo articolo recentissimo della Treccani
            Noto
            Non si conoscono i veri costi di questa politica per i francesi, né quelli passati perché resta difficile valutare il costante intervento finanziario dello Stato, né quelli futuri, in particolare quelli legati allo smantellamento dei reattori e alla gestione delle scorie, costi molto poco stimati ma che saranno a carico delle generazioni future.
            E anche
            Va sempre ricordato che il consumo di energia elettrica a livello globale rappresenta attualmente solo il 20% del consumo finale di energia (25% a livello europeo). Poiché l’energia nucleare costituisce solo il 9,8% della produzione mondiale di elettricità, la sua quota in tutto il fabbisogno energetico finale del pianeta è solo del 2%. Non va trascurato che per affrontare la sfida climatica, la prima priorità resta la sobrietà energetica.

            Ma lo sanno i nucleofans che stiamo parlando di una roba che vale il 2% del fabbisogno energetico del pianeta e che tutto
            l’ambaradan messo in atto per questa briciola resterà a carico delle generazioni future per un tempo indefinito?
            Lo sanno che il risparmio energetico vale dal 25 all’80% senza che tutto ciò, se correttamente pianificato, possa comportare
            chissà quale disagio o perdita di qualità della vita, che magari potrebbe anche migliorare? La cosa peggiore è voler crescere non essendo in grado e alle fine schiantarsi.
            (Che bella predica…dovevo fare il prete).
            Ma non rileggo.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ fuzzy

              “2%”

              Prorpio vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

              Lo sappiamo che il nucleare fornisce solo una piccola parte dell’energia elettrica utilizzata dall’umanità.

              E infatti la CO2 in atmosfera sta aumentando senza limite.

              Se poi uno davvero pensa di mantenere sette miliardi di abitanti col risparmio energetico. gli ricordo che:

              Developing countries specifically are less likely to impose policy measures that slow carbon emissions as this would slow their economic development. These growing countries may be more likely to support their own economic growth and support their citizens rather than decreasing their carbon emissions

              https://en.wikipedia.org/wiki/Energy_conservation#Reactions_against_conservation

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Tutto il nucleare del mondo è il 2% di tutta l’energia, proprio tutta. È solo una parte dell’elettricità che è solo una parte dell’energia complessiva.

                il consumo di energia elettrica a livello globale rappresenta attualmente solo il 20% del consumo finale di energia (25% a livello europeo). Poiché l’energia nucleare costituisce solo il 9,8% della produzione mondiale di elettricità, la sua quota in tutto il fabbisogno energetico finale del pianeta è solo del 2%

                Il risparmio energetico si farà comunque. Ma sarà obbligato.
                Aspettiamo questo autunno per vedere.
                In compenso c’è già tutta una letteratura consolidata sulla decrescita che si può sintetizzare nel motto “less is more” . Non se ne farà niente perché così si vuole. Ma noi ci schianteremo e altri faranno dei grandi affari tipo acquistare terreni a iosa. E c’è già chi lo fa. E te pareva?

              • PinoMamet scrive:

                “Il risparmio energetico si farà comunque. Ma sarà obbligato.”

                Credo che tu abbia ripetuto questo concetto almeno cento volte.

                Che dire?
                Mo’ me lo segno 😉

        • werner scrive:

          Il video è quello.
          Grazie mille

  2. Fuzzy scrive:

    HOUSTON, Aug 23 (Reuters) – U.S. liquefied natural gas (LNG) producer Freeport LNG aims to return 85% of production from its fire-hit Texas plant by late November and achieve full operation by March, the company said on Tuesday.

    The second-largest U.S. exporter of LNG halted operations in June after an explosion and fire that helped send global gas prices skyrocketing

    https://scenarieconomici.it/russia-e-iran-stanno-creando-un-cartello-del-gas-altro-che-tetto-sul-prezzo/
    Ora i russi sono giunti alla conclusione che il consumo di gas nel mondo aumenterà e che la tendenza al consumo di LNG è aumentata e che loro da soli non sono in grado di soddisfare la domanda mondiale, quindi non c’è più spazio per la competizione sul gas [tra Russia e Iran]“. Ha poi aggiunto: “Il vincitore della guerra Russia-Ucraina sono gli Stati Uniti, che conquisteranno il mercato europeo, quindi se l’Iran e la Russia riusciranno a ridurre l’influenza degli Stati Uniti sui mercati del petrolio, del gas e dei prodotti lavorando insieme, ne beneficeranno entrambi i Paesi”.

    • Fuzzy scrive:

      Bisogna anche dire che l’industria del tight oil, che produce poi anche il gas in questione, versa in condizioni finanziarie drammatiche. A quanto pare devono tenere in vita per forza, almeno finché si può.

      https://www.resilience.org/stories/2022-07-25/will-civilization-collapse-because-its-running-out-of-oil/

      Mi sa che Piombino si sia venuta a trovare in mezzo a un brutto intreccio di situazioni.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Fuzzy

        “https://www.resilience.org/stories/2022-07-25/will-civilization-collapse-because-its-running-out-of-oil/”

        Vedo che si cita il buon Ugo Bardi!

        • Fuzzy scrive:

          Beh, lo seguo da molti anni. Spesso senza capire bene dove vuole andare a parare.
          Ricordo che anni fa diceva che bisogna “accompagnare” il collasso. Sarà forse quello. Non lo so.

          • daouda scrive:

            Come farsi spiegare che la scoietà collasserà dall’utile idiota designato dagli stessi che vogliono farla collassare e sanno già sanno come fronteggiarlo, ovviamente continuando a distrarre su un tema futile come quello dell’ambiente.

            MAGARI MORISSIMO TUTTI PER COLPA DELL’INQUINAMENTO

            ( il riscaldamento antropico generale non esiste )

            • Fuzzy scrive:

              Non è l’inquinamento.
              Sono le risorse terrestri.
              Ma un aspetto positivo c’è.
              Se sbarcano gli extraterrestri e vedono che sulla terra non c’è più niente da depredare perché è già stato depredato tutto, al massimo si fermano a prendere un caffè al bar e poi ripartono.

              • PinoMamet scrive:

                Se sbarcano gli extraterrestri da te non ci vanno: cercano forme di vita intelligenti.

  3. Miguel Martinez scrive:

    Alzi la mano chi si ricorda di Greta Thunberg a Davos, ecc. ecc.

    https://www.mining.com/web/germany-to-prioritize-coal-trains-over-passenger-services/

    La Germania privilegia i treni a carbone rispetto ai servizi passeggeri
    Bloomberg News | 21 agosto 2022 | 10:57 Energia Europa Carbone
    La Germania darà priorità ai treni a carbone rispetto ai servizi passeggeri

    La Germania intende dare ai treni a carbone la priorità rispetto ai servizi passeggeri sulla sua rete ferroviaria, mentre è alle prese con una crisi energetica che sta minacciando l’economia, come riporta il quotidiano Welt am Sonntag, citando una bozza di proposta.

    In Germania la priorità viene normalmente data al trasporto passeggeri e gli orari sono orientati in tal senso. Di conseguenza, secondo la bozza, il cambiamento rischia di provocare il caos sulle rotaie.

    La Germania si trova ad affrontare una crisi energetica storica, che ha alimentato l’inflazione e messo il Paese sull’orlo di una recessione. La Russia ha ridotto drasticamente i flussi di gas naturale sul gasdotto Nord Stream 1, in seguito alla guerra in Ucraina. Il clima caldo e secco ha ostacolato il trasporto del carburante attraverso i principali fiumi europei.

    Si ritiene probabile che la bozza di piano venga approvata in tempi brevi, in quanto vi sono crescenti pressioni per accelerare il trasporto di carburante su rotaia, come riporta Welt am Sonntag. La Germania ha anche bisogno di migliorare il trasporto del carbone per portare avanti i suoi piani di riapertura delle centrali elettriche per aumentare la sicurezza energetica.

    Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

    • Francesco scrive:

      Bah, mi pare matematico

      1) anni e anni di politica estera basata su blandire Putin e comprare il suo gas
      +
      2) fanatismo criminale contro le centrali atomiche
      =
      3) treni carichi di carbone

      Oh come godo, se solo fossi più maligno

      • PinoMamet scrive:

        Il punto 1 però va sostituito con:

        1-autolesionista politica di sanzioni contro la Russia, che stanno facendo pochissimo a loro e moltissimo a noi, ma non si può dire perché chi non salta Salvini è.

        • Francesco scrive:

          beh no, questa è una versione intellettualmente salviniana dei fatti, che non prenderebbero neppure per una storia di Paperoga

          • PinoMamet scrive:

            Molte storie di Paperoga erano sceneggiate benissimo, e mi fregio di conoscere una sceneggiatrice Disney (adesso però lavora autonomamente nel campo dei cartoni animati)

            a parte questo:

            no, la mia è l’unica versione intellettualmente onesta.

            Tu avresti preteso che la Merkel non scegliesse la rotta più logica e conveniente per l’industria tedesca…

            perché tanti anni dopo Putin ha avuto da dire con Zelenski.

            Pretendi dalla Germania che conosca il futuro, nientemeno.

            va bene stimare le capacità dei tedeschi, ma insomma c’è un limite 😉

            • Francesco scrive:

              Putin era Putin tanti anni fa? oh sì cazzo, se lo era

              e se uno come Putin ti fa una buona offerta, se tu sei un minimo provveduto ci pensi due volte prima di accettare tutto

              mettersi nelle mani di un unico fornitore per l’energia era sbagliato allora, posso ribadirlo a tutti i Paperoga del pianeta

              🙂

      • fuzzy scrive:

        Criminale….e non sei maligno? Son stati fatti due referendum…
        Invece il problema è mal posto. Calcoli l’overshoot
        https://www.focus.it/ambiente/ecologia/overshoot-day-2021-italia-13-maggio
        L’impronta ecologica individuale per l’Italia è di 4,4 gha. La biocapacità globale è di 1,6 gha a persona, e il 2021 ha 365 giorni. Ecco allora la “formula” per ottenere l’Overshoot Day Italiano: 365 x (1,6 diviso 4,4 gha) = 132,7 (arrotondiamo a 133). L’Overshoot Day italiano cade quindi il 133esimo giorno dell’anno, cioè il 13 maggio. Per arrivare a fine anno mantenendo lo stile di vita italiano, servirebbero le risorse di più di 2,7 Terre (4,4 diviso 1,6).
        E in base a quello inizi a ragionare su quanta energia serve realmente. Secondo me, poca.

        • daouda scrive:

          Veramente voi penzate a ste stronzate quando l’unione sovietica sta iniziando il processo per conquistare l’Europa.

          Bravi. Vedremo quanti di voi saranno vivi per piangere la dea ambiente

        • Francesco scrive:

          guarda che possono farne 100 di referendum

          il loro valore di verità rimane zero, per definizione

          è a Trumpolandia che chi grida più forte vince e ha pure ragione e pretende di insegnare la medicina ai medici e la fisica ai fisici

          io, da tomista, credo che la verità sia la corrispondenza tra le parole e la realtà.

          • Fuzzy scrive:

            Bravo, complimenti!
            Quando fai il colpo di Stato?

            • Francesco scrive:

              potendo anche 30 anni fa, per fortuna non potuetti mai e ora so che non avrei le capacità di meno peggio degli italiani

              ma ribadisco che i referendum sul nucleare sono stati un errore oggettivo di dimensione e costo incommensurabile

  4. daouda scrive:

    Qua lo scrivo:

    -l’11 settembre è stato voluto dai poteri occulti e gestito dai russi

    -la morte della figlia di quell’ebete di Dugin, sempre sia reale, è stata fatta proprio in accordo coi russi ( dovreste ricordare che blocco nazionale-movimento azov è finanziato dal Kremlino )

    SAPEVATELO

    • daouda scrive:

      quando la nato si rimodulerà sappiate che i bolscevichi stanno per tornare. Segnatevelo ed iniziate a dire addio alla bella vita.

  5. Miguel Martinez scrive:

    Torniamo alla “difesa” degli Stati Uniti.

    Giustificabile, come “difesa”, da tre episodi:

    1) la distruzione di Washington nel 1814. Nel contesto della guerra dichiarata dagli Stati Uniti all’Inghilterra, allo scopo di impossessarsi dei territori dei nativi americani.

    2) Pearl Harbor, una base militare in una terra lontanissima occupata con un colpo di mano militare, attaccata dai giapponesi, non per “invadere l’America”, ma per il controllo delle risorse del Pacifico.

    3) L’attacco di Pancho Villa nel 1916 contro Columbus, che fu effettivamente un’invasione, non provocata, che portò a diverse decine di morti. A respingere l’invasione bastarono circa 30 soldati statunitensi.

    4) Durante la seconda guerra mondiale, i giapponesi provarono a lanciare una mongolfiera con esplosivi contro la California, se ben ricordo provocò un piccolo incendio in un bosco.

    Ah, poi ci fu l’11 settembre. Che a sventarlo sarebbe bastato qualche poliziotto muscoloso in più, non sono necessarie basi militari in Africa o sottomarini nucleari nel Pacifico.

    • Francesco scrive:

      Mig

      guarda che stai parlando a discendenti dei Cesari, lo sappiamo come si gestisce un impero e che lo si fa molto meglio in trasferta che in casa.

      e ricorda che la miglior difesa è l’attacco (cit. O. Canà)

      😉

  6. Fuzzy scrive:

    Mamet
    Il tuo commento sarcastico si è perso nel marasma di altri commenti sovrapposti, ma io l’ho tenuto a mente.
    And now, chi ha dichiarato a distanza di pochi giorni
    1 che la soluzione totale al problema energetico sarebbero state le rinnovabili
    2 che la soluzione totale al problema energetico sarebbe stato il controllo delle nascite
    3 che la soluzione totale al problema energetico sarebbe il nucleare.
    Tu.
    E poi ti meravigli se ripeto?
    Adesso prendi nota.
    La prossima volta scrivi:
    4 la soluzione parziale al problema energetico potrebbe essere una decrescita volontaria, ma non ci sarà.
    E così tra tutto quello che avrai scritto, almeno una potrai dire di averla azzeccata.
    🤓🦷
    Ho un dente in meno, ma mi sento meglio.

    • Fuzzy scrive:

      https://youtu.be/IQL53eQ0cNA
      Il suono dei pianeti.
      Plutone non è male.
      19 milioni di visualizzazioni.
      Più dei Rolling Stones.
      E che altro sono se non pietre rotolanti e sonore?
      C’è anche il suono di un buco nero
      https://www.greenme.it/scienza-e-tecnologia/astronomia/suono-buco-nero-galassia-perseo/
      In effetti ha un che di sinistro.
      🤔

    • PinoMamet scrive:

      Fuzzy, io ho una capacità che a te manca: cambio idea quando uno mi dimostra che ho sbagliato.

      Tu finora non ci sei riuscito, e non ci riuscirai mai perché te ne manca la capacità.
      Il dente in meno ce l’avrai quando avrai la sfortuna di incontrarmi.

      • PinoMamet scrive:

        PS
        avere meno popolazione mondiale è sempre il modo migliore di spartirsi le risorse. Non pretendo che tu capisca i miei interventi, del resto, hai già dimostrato ampiamente che il tuo habitat naturale sono le tane.

        • Fuzzy scrive:

          Nel mio giardino ho una talpa. E io sono orgoglioso di averla. Le talpe sono ghiotte di tanti piccoli animali che popolano il sottosuolo, segno di un terreno soffice e sano . (Punto).
          Tutti gli animaletti terricoli sono importanti.
          Da loro dipende la fertilità del suolo.
          E cosa deve capire un animaletto utile?
          Che capacità deve avere se non quella di mantenere in equilibrio la vita sulla terra?
          Mamet, guardati dentro.
          Perché disprezzi gli animaletti terricoli?

          • PinoMamet scrive:

            Fatti un favore, falla finita.

            Ti sei “dimenticato” di dirmi quale provincia ha il dispiacere di ospitarti, ma non ti sforzare, prima o poi la troverò.

            • PinoMamet scrive:

              Visto che capisci tutto a modo tuo, specifico che “falla finita” non è un invito al suicidio.
              Me ne sbatto se campi o meno.

              Voglio dire falla finita con me. Ignorami e io farò altrettanto.

              • Fuzzy scrive:

                Guarda bene quante volte ti ho insultato io e quante volte mi hai insultato tu. A meno che tu non intenda come insultare il far emergere talvolta alcune contraddizioni nelle argomentazioni altrui.
                E calma con le minacce personali, che qui resta tutto scritto, se un domani ce ne fosse bisogno. Detto questo io non ho più ragione di restare qui a fare il bastian contrario. Quello che dovevo dire l’ho detto abbondantemente, anzi, anche troppo. Come dicevo tempo fa ho il difetto di voler convincere gli “inconvincibili”.

              • PinoMamet scrive:

                Non mi pare di averti ancora minacciato, tranne la battuta sul “dente” (che per inciso hai fatto tu, in modo peraltro a me incomprensibile).

                Confermo di essere disinteressato alle tue sorti, e per una mia teoria personale da verificare (la stupidità dei reggiani) volevo sapere se eri nativo di tale provincia.

                A mai più.

              • Fuzzy scrive:

                Questo riesce anche ad insultare
                tutti gli abitanti di Reggio Emilia.
                Incredibile.

              • PinoMamet scrive:

                Questo sono io, e insulto chi mi pare.
                Sei ancora qua?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Fuzzy

            “Mamet, guardati dentro.”

            Non ti preoccupare, Pino Mamet ogni tanto se la prende, è successo anche con me.

            Poi gli passa, è successo anche con me.

            • Fuzzy scrive:

              Miguel

              Non ne dubito.
              Ma dopo l’ennesima aggressione verbale devo dire che mi sono abbastanza annoiato di fare lo psicologo di Mamet. Ero qui principalmente per rilassarmi.
              Comunque continuerò a leggere i tuoi articoli e i commenti più interessanti.

              • PinoMamet scrive:

                Se non vuoi essere aggredito da me sarebbe una buona idea non provocarmi.

                Credo di averti accolto con la massa disponibilità ad ascoltare il tuo punto di vista, come faccio con tutti, nonostante le tue continue meschine provocazioni.
                Al contrario di te, io sono chiaro e quando voglio insultare qualcuno, e tu te lo sei ampiamente meritato, lo faccio apertis verbis.

                Ah, per la cronaca, continuo a credere che prima o poi avremmo una popolazione mondiale più ridotta, che le energie rinnovabili diventeranno più efficienti in futuro, e che il nucleare, come dimostratomi da ADV contrariamente alle mie aspettative, possa essere una buona idea.

                Se ti sembra tanto strano e incoerente è solo per colpa dei tuoi numerosi ed evidenti limiti.

                Non ti dico di sparire perché è chiaro che non ti lèverai mai dal cazzo e che stai qui per dispetto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Non ti dico di sparire perché è chiaro che non ti lèverai mai dal cazzo e che stai qui per dispetto.”

                Dai, ti conosco e ti stimo da anni.

                Come sensibilità sono spesso molto vicino a te.

                Nessuno di noi è profeta sul futuro, so che tu sei “ottimista”, io e Fuzzy siamo “pessimisti”.

                A volte capita di non capirsi, se ci si conoscesse di persona credo che cambierebbe molto.

  7. Miguel Martinez scrive:

    Interessante…

    1) Tutti i partiti grandi si schierano per il rigassificatore a Piombino, i nazionalisti/filoamericani di FdI come tutti gli altri

    2) a Piombino, i FdI hanno un sindaco che ha fatto il miracolo, ha preso un comune tra i più “rossi” d’Italia.

    3) A Piombino tutti (compresi quelli del PD) sono contrari al rigassificatore.

    A questo punto, la Meloni è costretta a fare retromarcia nel modo più vago possibile: “certo, il rigassificatore ci vuole, ma non a Piombino”. Come se a Civitavecchia, per dire, ci stesse bene. E Repubblica ci salta su, perché credo che il rigassificatore sia stato ormai “venduto” alla maggioranza degli italiani, quindi è un’occasione per togliere voti alla Meloni.

    Non so se sia possibile usare la Golar Tundra in mare aperto, come il rigassificatore di Livorno.

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2022/08/26/news/piombino_rigassificatore_sindaco_francesco_ferrari_giorgia_meloni_pd_fdi_la_russa-362926184/

    Il sindaco di Piombino: “Meloni è d’accordo con me, il rigassificatore qui non si deve fare”
    26 Agosto 2022 alle 01:59

    “Ne ho parlato spesso anche con Meloni. La posizione del partito è chiara: in linea di massima Fdi è favorevole ai rigassificatori, ma la scelta di Piombino è assolutamente sbagliata”. Il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, di Fratelli d’Italia, torna a parlare del rigassificatore dopo che il progetto di Snam, con la sua nave Golar Tundra, in grado di stoccare fino a 170mila metri cubi di Gnl, è entrato nella campagna elettorale. Ne ha parlato Draghi al Meeting di Rimini definendo la realizzazione dei rigassificatori (a Piombino e Ravenna) nei tempi previsti “un obiettivo fondamentale per la sicurezza nazionale”, ma non solo. E a sorpresa a schierarsi a favore del progetto di Snam a Piombino è stato anche Ignazio La Russa (FdI), durante l’Aria che tira. Con tanto di “glielo dico io al sindaco”.

    Sindaco Ferrari, La Russa ha detto di essere favorevole al rigassificatore a Piombino. Salvo poi correggersi poco dopo, dicendo che a Piombino il governo “mal consigliato dal Pd, ha scavalcato l’amministrazione e i cittadini e non ha approfondito le alternative”. Che ne pensa?

    “Io ho un contatto diretto coi vertici nazionali, ma evidentemente La Russa non ha seguito la questione di Piombino. Ha espresso un giudizio, che non è quello del partito, in maniera inaspettata. Tanto che dopo qualche minuto è arrivata la rettifica. Appena sentita la dichiarazione ho parlato coi vertici nazionali che mi hanno confermato la posizione del partito, ovvero che FdI, in linea generale, è a favore dei rigassificatori per far fronte all’emergenza energetica ma che la scelta di Piombino è assolutamente sbagliata. Sono state rassicurazioni per me importanti”.

    Ha parlato direttamente con Meloni?

    “In quest’occasione con Giovanni Donzelli (responsabile organizzazione di FdI, ndr) e altre volte anche con Meloni e con Lollobrigida che mi accompagnò al primo incontro con Cingolani. La linea del partito continua a essere la stessa e mi tranquillizza. So che nel momento in cui Fdi sarà al governo valuterà posizioni diverse della Golar Tundra rispetto a Piombino”.

    Entro il 29 ottobre il commissario straordinario Giani dovrà rilasciare, o meno, l’autorizzazione al progetto. Come pensa che andrà?

    “Secondo me se il procedimento sarà corretto si concluderà con l’impossibilità di collocare la nave nel porto di Piombino per motivi di sicurezza, ambientali ed economici. Poi se il governo sarà di centrodestra sono fiducioso che prenderà atto delle grandi criticità che una nave all’interno di un piccolo porto come Piombino comporterebbe e quindi correrà ai ripari per collocare la nave in un luogo dove quelle criticità non ci saranno”

    Lega e Forza Italia avevano votato sì al rigassificatore. Come farete al governo?

    “I partiti si sono spaccati tra il territoriale e il nazionale. Fatta eccezione per FdI. A livello nazionale non si vogliono comprendere difficoltà oggettive. Io faccio il sindaco, e il sindaco deve tutelare la propria comunità: l’ho fatto finora con il governo Draghi e lo continuerò a fare con un governo di centrodestra”.

    Il rigassificatore però dovrebbe entrare in funzione entro la primavera.

    “Quella dei tempi è una circostanza che ho sempre tirato in ballo di fronte a chi accusava Piombino di mettere in difficoltà il Paese. In molti accusavano i piombinesi di essere la causa dell’impossibilità di scaldare le abitazioni nel prossimo inverno. Ma il rigassificatore, anche se dovesse essere fatto, sarà appunto in funzione dalla primavera prossima”.

    C’è qualche compensazione che accetterebbe?

    “Non c’è compensazione che tenga di fronte a un’opera che determinerebbe un pregiudizio per la sicurezza e incolumità pubblica. E a Piombino di promesse ne sono state fatte tante, dalle bonifiche alla rinascita economica. Noi non potremmo nemmeno più credere al meccanismo della compensazione”.

    • roberto scrive:

      Se posso chiedere una risposta sintetica, secondo te il problema è che il rigassificatore non va bene a Piombino per delle caratteristiche peculiari del posto dove lo vogliono mettere o è un problema proprio lui, nel senso che non esiste un posto adatto a metterlo e quindi non si dovrebbe proprio fare da nessuna parte?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Se posso chiedere una risposta sintetica”

        Difficile 🙂

        1) Il rigassificatore in sé serve solo per importare gas statunitense al posto di gas russo. Quindi serve solo se crediamo che bloccare il gas russo valga qualunque sacrificio, che è una questione politica e non ambientale.

        2) Parliamo di pericolosità? Qui ci si può perdere in infinite discussioni: Io so che c’è una roba con il potenziale energetico (attenzione, non sto parlando di potenziale di “esplodere tutto insieme nello stesso istante, mandando pure radioattività”) di 50 bombe atomiche, da far attraccare in un luogo abitato. So anche che finora di incidenti gravi con rigassificatori non ne sono successi (a differenza dei “liquefattori” o come si chiamano dall’altra parte).

        Ma la pericolosità riguarda anche la successiva distribuzione del gas in Italia, prevista per ora mi sembra di capire (la faccenda è complessa, le correzioni sono ben accette) tramite innumerevoli camion porta-gas, piuttosto che attraverso delle tubature.

        3) Parliamo di impatto ambientale? Credo che ce ne sia uno forse non catastrofico per le acque piombinesi (grazie al rilascio del cloro), e uno spaventoso in America. Perché il sistema di estrazione del gas americano – l’unico al mondo basato sul fracking – è infinitamente più distruttivo di quello russo. Sia a livello ambientale locale, sia a livello di produzione (planetaria) di metano, novanta volte più “dannoso” (a breve termine) del mitico CO2.

        Un sistema talmente distruttivo e costoso, che si stava esaurendo da solo. Poi arriva la guerra e improvvisamente l’Europa è disposta a pagare dieci volte di più il prezzo di prima per il gas. E quindi arriva un flusso pazzesco di soldi che riapre il fracking negli Stati Uniti.

        4) Conclusione da laureato in lingue orientali… gli italiani che vogliono il rigassificatore a Piombino sono dei Nimby disposti a sacrificare l’America e il pianeta per tenersi il gas.

        • Miguel Martinez scrive:

          Dimenticavo, l’unica cosa fondamentale.

          Hanno fatto una legge che permette al governo di:

          1) decidere che c’è una “emergenza”

          2) imporre la sua soluzione a quella emergenza con una semplice “autorizzazione unica regionale” non contestabile, e che salta tutte le procedure tipo valutazione impatto ambientale.

          Se vince la Lega, può dire che l’immigrazione è una “emergenza” e ordinare chissà quali misure tecniche per bloccare i migranti, con una semplice “autorizzazione unica regionale”.

          Piombino è il campo di sperimentazione di questa svolta enorme.

        • roberto scrive:

          Ok quindi per essere davvero sintetico la tua posizione è “rigassificatore no da nessuna parte”

          (Non c’è nulla di male a prendere una posizione chiara, anzi semplifica le discussioni 🙂)

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Ok quindi per essere davvero sintetico la tua posizione è “rigassificatore no da nessuna parte””

            Beh, un po’ come sintetizzare la tua posizione sull’immigrazione in “frontiere aperte a tutti 24/7”.

            Comunque ci sta… sono contrario all’imposizione di un rigassificatore senza VIA o altro, che ha comunque effetti ambientali devastanti per l’America (italiani nimby!) e poi per il pianeta, a Piombino o altrove.

            Il tutto per un puntiglio su quale bandiera debba sventolare sulla Crimea, luogo ignoto fino a pochi mesi fa al 90% degli italiani.

            Credo che un’esplosione catastrofica con decine di migliaia di morti sia una possibilità, anche se molto remota, ma non ne faccio l’obiezione principale (a differenza ovviamente di chi a Piombino ci abita).

            • roberto scrive:

              Miguel

              “ Beh, un po’ come sintetizzare la tua posizione sull’immigrazione in “frontiere aperte a tutti 24/7”.

              È esattamente la mia posizione, aggiungendo “ovunque” (cioè non solo in Italia ma dappertutto, che chiunque vada a vivere dove gli pare)

            • roberto scrive:

              Comunque secondo me non c’è nessun male ad essere contro il rigassificatore tout court (o contro le centrali atomiche o contro i treni veloci o quel che vuoi)…trovo giusto un po’ curioso fare un’opposizione su dettagli (qui è zona popolata, qui ci nidifica la pollastra oceanica, qui c’è troppa sabbia) quando in realtà c’è una opposizione di principio

  8. Miguel Martinez scrive:

    Allora, domanda a Roberto…

    Tu sei favorevole o contrario al fatto che un governo che esprime una maggioranza parlamentare (che so, la Presidente del Consiglio dott. ing. avv. Giorgia Meloni) possa:

    1) decidere che qualcosa che è nel suo interesse politico è una “emergenza”

    2) decretare una soluzione a suo piacimento

    3) imporre tale soluzione attraverso una “autorizzazione unica regionale” votata da un consiglio regionale dello stesso orientamente del governo, che aggira tutte le salvaguardie che in decenni si sono costruite in Italia, per la salute e l’ambiente?

    Se sei favorevole, nulla da ridire.

    Se sei contrario, puoi anche essere favorevole in astratto al rigassificatore, ma sarai d’accordo che bisogna cambiare il modo in cui si impone. E quindi essere contrario al rigassificatore in questo momento/modo.

    • Miguel Martinez scrive:

      Essere a favore o contro il rigassificatore è questione diversa dall’essere a favore o contro il metodo con cui si impone.

      Io sarei anche favorevole a multare il negozio del bengalese sotto casa che vendo illegalmente alcol dopo le 22.

      Sarei contrario a una razzia di carabinieri armati di bastoni che senza mandato entrano nel negozio e spaccano le bottiglie.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “governo”

      Mi sembra una domanda mal posta.

      Souverän ist, wer über den Ausnahmezustand entscheidet: è sovrano chi decide sullo stato d’eccezione.

      Siccome per definizione la sovranità è una delle caratteristiche dello Stato, non esiste che un governo, cui fa capo il potere esecutivo che a quella sovranità si riconduce, non possa decidere l’instaurazione dello stato di emergenza al momento del bisogno.

      Poi, semmai, il governo ne risponderà al Parlamento, dato che quest’ultimo è composto dai rappresentanti di quel popolo cui la sovranità appartiene per via dell’articolo 1 della Coatituzione.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_d%27eccezione#:~:text=Secondo%20Schmitt%20il%20sovrano%20difende,durante%20lo%20stato%20di%20eccezione.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Sovranit%C3%A0

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        in effetti mi pareva un pò drastico il nostro Miguel, nel pensare che non ci fosse nulla in grado di controllare il governo

  9. Miguel Martinez scrive:

    Un decennio e passa fa, l’Italia aiutò i Buoni (usa, nato, francia, ecc.) a salvare il popolo libico da un tiranno, bombardando la Libia fino a farne una democrazia con i fiocchi.

    La democrazia con i fiocchi è da allora in stato di guerra civile permanente.

    Se ho ben capito, esistono oggi due Legittime Democrazie (LD).

    La LD1 è a Tripoli, ed è sostenuta, da quello che capisco, dall’Italia e forse anche dagli Stati Uniti.

    La LD2 è a Tobruk, ed è sostenuta, da quello che capisco, dalla Russia, da Israele, dalla Turchia, dall’Egitto e dagli Emirati.

    Chi porterà più democrazia in Libia (e più petrolio in Italia)?

    • Francesco scrive:

      Oso esprimere il mio dissenso (sulla falsariga di Zio Silvio) dalla scelta dei buoni.

      Che in effetti sconfissero il tiranno ma senza nessun piano per il giorno dopo.

      Che mi pare un poco irresponsabile e criminale.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Oso esprimere il mio dissenso (sulla falsariga di Zio Silvio) dalla scelta dei buoni.”

        Riconosco il tuo dissenso, che ho colto più volte.

        Il problema è che sempre a posteriori.

        Un dissenso a priori?

    • tomar scrive:

      Piccolo corrige su un dettaglio, che non infirma il ragionamento:
      la Turchia è (o almeno era) con LD1 e fornì ai tripolini i suoi ottimi droni che sbaragliarono il tobrukino Haftar quando cercò di conquistare Tripoli.
      Poi la situazione lì sembra parecchio fluida… addavenì un altro Gheddafi.

  10. izzaldin scrive:

    bellissimo articolo, sempre in forma!

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