“FERMIAMO LA DISTRUZIONE DEI BOSCHI TOSCANI”

Un invito a tutti i fiorentini e affini, per una questione importante.

“FERMIAMO LA DISTRUZIONE DEI BOSCHI TOSCANI”
PRESIDIO:
sabato 28 maggio alle 15,30, a Firenze in via Cavour, davanti alla Regione Toscana

Il Movimento per la terra lancia questa importante iniziativa regionale ed invita tutte le organizzazioni, movimenti, cittadini, comitati ad aderire e partecipare.

Con la privatizzazione dell’energia e i 17 MILIARDI (delle nostre tasse) che l’Unione Europea elargisce ogni anno come sovvenzioni alle centrali a biomasse, i boschi e le foreste italiane hanno attirato gli appetiti insaziabili delle imprese forestali, spesso anche proprietarie delle stesse centrali a biomasse legnose.

Grazie a una legislazione e a regolamenti regionali estremamente permissivi, grazie allo smantellamento del Corpo Forestale dello Stato, il saccheggio delle nostre foreste è ormai in atto da alcuni anni e, anno dopo anno, diventa sempre più distruttivo e incalzante. NON VENGONO RISPARMIATI NEMMENO I PARCHI NAZIONALI E LE RISERVE NATURALI REGIONALI.

Fermiamo questo scempio senza precedenti, che distrugge il nostro patrimonio più prezioso: i boschi fertilizzano il suolo e lo proteggono dall’erosione, mitigano le temperature, ossigenano l’aria e assorbono anidride carbonica, sono la dimora insostituibile di centinaia di specie animali e vegetali, permettono al suolo di mantenere l’umidità e alla pioggia di penetrare nel terreno e rinnovare le falde. La morte dei boschi è la morte di un territorio, del suo equilibrio, della sua salute.

Movimento per la Terra

Atto Primo Salute Ambiente Cultura

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59 risposte a “FERMIAMO LA DISTRUZIONE DEI BOSCHI TOSCANI”

  1. Massimo scrive:

    Essendo un cercatore di funghi e appassionato di natura ho visto che molti di questi , in particolar modo quelli di piccole dimensioni ,qua nelle zone di Arezzo,sono stati completamente ripuliti e siccome non solo sono stati tagliati od abbattuti gli alberi di grandi dimensioni ma praticamente sono stati dragati come i fiumi ,in modo che torneranno alle condizioni originali chissà quando.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Massimo

      “Essendo un cercatore di funghi e appassionato di natura ho visto che molti di questi , in particolar modo quelli di piccole dimensioni ,qua nelle zone di Arezzo,sono stati completamente ripuliti ”

      Grazie della condivisione!

      Qui di colpo sono scomparsi gli insetti.

      Siamo nel momento massimo di esplosione primaverile, ma non si vede un impollinatore… quattro mosche, un solo pizzico di zanzara, nessuna farfalla.

      Ho paura.

      • massimo scrive:

        Si , se poi aggiungiamo tutte le varie sostanze che vengono date ai vari frutteti e verdure , i vari insetti oltre ad essere decimati , non so cosa possano impollinare . A parte anche sulla riproduzione , almeno quella vegetale , siamo arrivati anche li’ sull’usa e getta : vai a comprare i semi di qualsiasi varieta’ e durano soltanto per quella stagione . Ormai e’ tutto un continuo consumo .

        • Tortuga scrive:

          In che senso “durano solo per quella stagione”?
          Un seme non va mai a male. Ti riferisci a presunte date di scadenza scritte sulla confezione?

  2. fuzzy scrive:

    https://www.greenme.it/ambiente/natura/insetto-killer-bostrico-tipografo-allarme-boschi-italia/
    Il Bostrico Tipografo. Andando avanti col riscaldamento globale ne sentiremo parlare sempre di più.
    Per quanto riguarda gli insetti, io mi chiedo quante persone abbiano un giardino tenuto a prato inglese che potrebbe diventare facilmente un “Forest Garden”, cioè un piccolo scrigno di biodiversità.
    Il “forest garden” si contraddistingue proprio per essere piccolo.
    Non ha bisogno di faticosa manutenzione
    Produce cibo, più di quanto ci si possa aspettare, anche se non commerciabile.
    Gli alberi non devono essere potati e possono essere anche di dimensioni mediamente o molto ridotte.
    I migliori libri sull’argomento:
    How to make a forest garden di Patrik Whitefield
    Giardinaggio per animali selvatici Barbara Rijpkema
    Si inizia con qualche alberello, qualche erba spontanea, e poi col tempo si vede come andare avanti e dove si è sbagliato.

    • Fuzzy scrive:

      Qui in questo blog “ad alta cultura” sembrerà banale (e forse indisponente) citare la frase “Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà” di Bernardo di Chiaravalle
      Sembra una frase taoista, invece fa parte della nostra cultura occidentale.
      È che per trovare nei boschi, dato la nostra condizione di distacco cronico dalla natura, prima dobbiamo passare per qualche libro. Pochi però. Ma non necessariamente, dipende da quanto il libro ti attrae a se. (Opinione personale).
      https://www.kalimaquotes.com/it/quotes/95660/chi-sa-non-parla-chi

      • Francesco scrive:

        complimenti per la citazione, che mi ha lasciato stupefatto

        • roberto scrive:

          Fuzzy

          “Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”

          puoi guardare rocce e alberi per anni, ma se non hai un libro o un maestro che ti da una dritta su cosa stai guardando impari poco….

          conosci la storia di meteor crater?
          un gigantesco buco tondo in arizona che da quando è stato osservato dai primi coloni è stato scambiato per un cratere vulcanico…150 anni di studi e si capisce che è un cratere causato da un meteorite

          • Fuzzy scrive:

            Non lo so se “conoscere” la natura significa esattamente la stessa cosa di “relazionarsi correttamente con la natura”.
            Stupisce il fatto che noi, nonostante tutte le conoscenze che abbiamo accumulato grazie alla scienza, la stiamo alterando a tal punto che presto non saremo più in grado di poterne far parte.
            Secondo me non abbiamo capito bene cosa voleva dire Bernardo di Chiaravalle.
            Ma guarda che è facile. Fa tutto la terra. Basta disporre un po’ le cose alla bisogna e il gioco è fatto. Cresce un albero, sotto l’albero alcuni arbusti , che so, uva spina, lampone. Qua e la tarassaco, cardo…. il cardo cresce troppo? Conteniamolo, magari al suo posto ci lasciamo crescere quell’ortica che c’era già..ah, ma è quasi mezzo giorno….cosa mangio oggi? Tarassaco, cardo, ortica, qualche frutto, qualche tubero selvatico e via. Il tutto in vaporiera, naturalmente.
            E il grano ucraino? Ah, quello era il mondo dei nostri antenati. Poi ci siamo evoluti.

            • roberto scrive:

              fuzzy

              “Secondo me non abbiamo capito bene cosa voleva dire Bernardo di Chiaravalle.”

              c’è anche caso che il buon bernardo abbia detto una corbelleria, e che adesso se la ride guardando noi miseri mortali che cerchiamo di leggere il suo pensiero

              🙂

            • Francesco scrive:

              >>> .cosa mangio oggi? Tarassaco, cardo, ortica, qualche frutto, qualche tubero selvatico e via. Il tutto in vaporiera, naturalmente.

              come diceva quell’estremista? meglio essere morti da tempo che ridotti così?

              😉

              • Fuzzy scrive:

                Beh, più o meno dalle mie parti, tutti gli anni fanno la sagra dell’ortica. È pieno di gente.
                L’ortica è proteica quanto il pollo e non è così “stopposa”. Questione di gusti.
                O di abitudini, O forse di propaganda. Difficile vedere uno spot pubblicitario sull’ortica, mentre quelli sul pollo si sprecano. E perché?
                Ho scelto l’ortica perché è la pianta più emblematica.

              • Francesco scrive:

                non vorrei darti una delusione ma sospetto che quelli mangino ortica giusto quella volta all’anno

                e tornano lì come farebbe Rolux, perchè una volta a a 2o anni hanno fatto centro e quindi ci riprovano ogni volta da 35 anni … giusto?

                🙂

              • Fuzzy scrive:

                https://www.ilselvaticoincucina.it/focaccia-con-misticanza-selvatica/
                “La misticanza di erbe spontanee era ed è una dei capisaldi della cucina contadina di tutta Italia”
                Si sono dimenticate le cose più importanti
                Cosa resta? Sogni mediati dalla pubblicità e dai mass media.
                Francesco, torna selvatico finché sei in tempo.

              • roberto scrive:

                l’ortica la mangio pure io visto che cresce spontanea in giardino.

                tra frittata e risotto non è per niente male.

                il tarassaco mi fa schifo (ma la marmellata fatta con i fiori è ottima, sembra miele)

                un bel cosciotto di cinghiale è meglio
                🙂

              • Francesco scrive:

                Non voglio parlare male della cucina contadina. Ma ricordo che la fame contadina bergamasca si basava sulla polenta. Di mais.
                Cioè si crepava di fame o quasi e toccava pure ringraziare una pianta allogena, allogenissima.

                Se posso, no grazie.

            • paniscus scrive:

              per Roberto: per me è il contrario, il tarassaco e tutta una serie di altre cicorie selvatiche affini mi piacciono molto, mentre l’ortica mi sembra che non sappia assolutamente di nulla…

              • Fuzzy scrive:

                Dunque, ci sono due tipi di misticanza. Quella cruda per raccoglitori esperti e quella cotta.
                In una buona misticanza cotta devono essere presenti
                -Erbe di base dolci
                -Erbe di base amare
                -Erbe complementari
                -Aromatiche.
                L’Ortica è un’erba dolce, il tarassaco è amaro. Vanno messi insieme.
                Questo sta scritto nell’ottimo libro di Franco Lodini “Erbe Selvatiche”.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ fuzzy

              “evoluti”

              Quando mi lavo i denti – e non con la salvia, come pure facevano i Romani – nito che oltre ai molari che servono a macinare le verdure ho i canini che servono a lacerare la carne.

              Come il maiale, l’Homo sapiens è onnivoro, non è carnivoro come il lupo né erbivoro come il cerbiatto.

              Non di sole erbette vive l’uomo, ma di salami e melanzane alla parmigiana.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Ah, ma io non contesto i carnivori.
                Parlavo di prati inglesi.

              • Fuzzy scrive:

                Perché no, carnivori, certo. Ma…..
                Riduzione del 75%.
                https://www.annualreviews.org/doi/10.1146/annurev-resource-111820-032340
                Eh, eh! Oh, ben, ben!
                😇

              • PinoMamet scrive:

                Fuzzy, ti confesso una cosa:

                non apro mai i tuoi link. Perché mi sembrano pieni di cattive notizie.
                E sospetto che siano tutte false, o perlomeno sto bene a pensarlo.

                Poi, con tutta la simpatia, mi pari uno che gode a stare male:
                tutte case di fango, cene a base di radicchietto, quanto è bello zappare l’orto…

                no, grazie. Davvero, no.

                Do ragione a Roberto: se il futuro è quello, sprechiamo tutte le risorse e poi ammazziamoci felici.

              • Fuzzy scrive:

                Mah, se non apri i link come fai a dare un giudizio?
                Comunque ammetto il mio difetto principale, quello di voler convincere gli “inconvincibili”.
                La filosofia del bruciare tutto e poi morire mi sembra poco etica nei confronti delle generazioni a venire. E poi come scriveva Mancuso nel suo libro “La nazione delle piante”. Scopo della vita è preservare la propria specie.

              • roberto scrive:

                Io invece ho sempre pensato che li scopo della vita fosse vivere

              • PinoMamet scrive:

                La penso come Roberto.

                Fuzzy, ti ripeto, non do un giudizio sui tuoi link.
                Leggo le cose che scrivi, dalle quali dissento praticamente sempre.

                Non tanto come contenuti: chi lo sa, potresti anche avere “ragione”, e l’umanità, stando ai numeri, per salvarsi dovrebbe fare la famosa decrescita.

                Ma come “sentire”: a me la decrescita non piace, e specialmente il tipo che piace a te lo trovo (non è un giudizio su di te!) detestabile.

                Credo invece che si possano trovare energie rinnovabili, mezzi di trasporto più ecologici, case più sostenibili e così via.

                Ma mica case di terre e tuberi e radici a colazione: case vere , belle, moderne, con tutti i confort, eleganti.

                Non tutti hanno la vocazione dell’eremita.

              • Fuzzy scrive:

                E perché eremita?
                Ottimizzare gli stili di vita rende la convivenza più semplice. Dopodiché, lo confesso, a me pia ce fare con le mani. Per me tra una casa in terra cruda stampata e una magari costruita da solo, preferirei di gran lunga la seconda. Così non dovrei tra l’altro dipendere e litigare con nessun artigiano. Ma non credo di essere solo io a pensare così, c’è un mucchio di persone che se non fossero incastrate in un ufficio a compilare scartafacci dalla mattina alla sera, e qualcuno insegnasse loro come fare, si divertirebbero ad autoprodursi o perlomeno ad aggiustare le proprie cose. Lo vedi in tanti filmati in rete.
                Ci sono dei video di orticoltura con un milione e passa di visualizzazioni. Ma siamo tenuti in una gabbia di ferro.

              • PinoMamet scrive:

                Sarete sicuramente in tanti, ma per favore, non chiamatemi mai.

                Fatevi le vostre case di terra, stampate o mica stampate, come vi pare, e lasciate vivere in pace la gente normale, grazie 😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “Riduzione”

                Gli autori dell’articolo che citi sono due Tedeschi. Il piatto nazionale in Germania è la salsiccia, tranne che in Baviera dove è lo stinco di maiale al forno e le isole del mare del Nord dove è il pesce.

                Quelli non solo mangiano carne di continuo, ma se non mangiano il maiale che hanno macellato loro stessi mangiano roba da supermercato imbottita di conservanti. Lo so, ci ho viaggiato sia per lavoro sia per turismo.

                Siamo in Italia, il paese che probabilmente ha la dieta migliore del pianeta.

                Come diceva il protagonista di un vecchio telefilm giallo Statunitense all’amico che aveva dovuto rinunciare all’ultimo minuto a un viaggio in Italia: “Come! Rinunci così a tremila anni di supremazia gastronomica?”

                Jared Diamond, quello di “Armi acciaio e malattie”, dice che nemmeno gli indigeni della Nuova Guinea fra i quali lui a vissuto decenni fino a parlarne correntemente parecchie lingue mangiano sano come mangiamo noi, perché anche i pochi rimasti alla dieta dei nonni lontana dalle imitazioni locali dei fast food soffrono di carenza di proteine (il che secondo alcuni spiega il perdurare del cannibalismo a fine alimentare fino alla metà degli anni Trenta di questo secolo).

                Anche se anche noi Italiani siamo in parte preda delle mode da fast food, il nostro consumo di hamburger e carne conservata è infinitesimo rispetto a quelli degli europei oltre le Alpi – per non parlare degli Statunitensi. E gli insaccati che consumiamo noi sono mediamente di qualità superiore – e di gran lunga.

                L’idea che gli Statunitensi ad esempio hanno di “buona cucina” è “cucina con tanti ingredienti”. Ragion per cui mettono gli ananas sulla pizza. Noi, infinitamente superiori, sappiamo invece che bastano pochi ingredienti, ma genuini.

                Quando anni fa il calciatore Gascoigne era arrivato a Roma fu intervistato da un giornalista Inglese che gli chiese cosa aveva trovato di incredibile in Italia. Lui rispose: “Non ci crederà, a questi la sera cucinano!”

                Altro che reddito di cittadinanza.

                Le Nazioni Unite (+ la Svizzera) dovrebbero tutte tassarci e versare a ciascun Italiano ogni anno una somma di denaro a titolo di “reddito di Italiananza”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                tassarci=tassarsi

              • Fuzzy scrive:

                lasciate vivere in pace la gente normale,
                Mamet
                Ma per carità, ti lascio vivere. Prego.
                Casomai però anche tu, considera un attimo in che blog sei e di che cosa parlano gli articoli.
                Saluti.

              • Fuzzy scrive:

                De Vita.
                La dieta mediterranea non esiste più se non in una immagine idealizzata del nostro paese. Gran parte dei nostri terreni vengono coltivati per produrre mangimi. Fidati che io vivo in campagna.
                Lo studio che forse tu hai letto, non è che l’ultimo di una serie di studi più o meno dello stesso tenore che si protrae almeno dal 2015 per quello che ricordo io.
                Non c’è pezza. Se tu credi nella scienza, questa è la scienza.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “mediterranea”

                Non ho letto l’articolo ma solo l’abstract, dato che non ho le necessarie competenze di agraria e di dietologia.

                Però conosco piuttosto bene la Polonia, che dei paesi oltre le Alpi non è certo, credimi, il paese dove si mangia peggio.

                Ho anche vissuto in Inghilterra per quindici mesi, e ho viaggiato in Francia, Belgio, Germania, Grecia, Bulgaria e paesi dell’ex Jugoslavia.

                Aggiungo che un mio parente era ispettore del ministero dell’Agricoltura per le fattorie della provincia di Foggia.

                Puoi credermi se ti dico che la qualità della nostra alimentazione, certamente molto peggiorata negli ultimi decenni, rimane sideralmente superiore a quella dei nostri vicini.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      fuzzy,
      che quella bestiolina sia un serio problema direi che è sotto gli occhi di tutti

      però quando leggo
      “A lanciare l’allarme, in occasione della prima Giornata internazionale della salute delle piante (proclamata dalla Fao), sono le associazioni Coldiretti e Federforeste.”
      mi si rizzano le antenne.

      Coldiretti e federforeste hanno come obbiettivo in questo caso (legittimo, per carità) lo sfruttamento economico delle foreste, ed infatti si lamentano del fatto che la bestiolina si diffonde perché “è mancata l’opera di prevenzione a causa dell’incuria e dell’abbandono, diventando spesso vere giungle ingovernabili”…ora temo che qualsiasi cosa fatta contro l’insettaccio sia stata inutile e alla fine l’unica soluzione efficace (devo trovarti un po’ di documentazione, riguarda boschi e foreste tedesche o svizzere, ma anche qui in lussemburgo) è lasciare fare all’insetto il suo lavoro, muoiono certi alberi e la natura li sostituisce con altri non attacati dall’insetto…muoiono le foreste essenzialmente piantate dagli uomini e ricrescono quelle lasciato a se stesse.

  3. Fuzzy scrive:

    Data.
    Devo aggiungere altro, perché se no non mi prende la correzione.

  4. Moi scrive:

    A proposito di prodotti commestibili e “genuinità” 😉 … un (olim, da un po’ purtroppo spartito …) noto Influencer Olandese mette a confronto Pepsi VS CocaCola nel modo più oggettivo e pragmatico che si possa immaginare 😀 :

    https://invidio.xamh.de/watch?v=0_PRqIYktaY

  5. Miguel Martinez scrive:

    Giuro, non è Lercio:

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2022/05/13/news/la_conduttrice_del_tg1_confinata_con_una_collega_con_problemi_di_flatulenze_ed_eruttazioni_e_stata_una_punizione_e_il_c-349260328/
    Roma

    La conduttrice del Tg1: “Per punirmi mi hanno messo in stanza con un collega che soffre di flatulenza”. Indagati per stalking i vicedirettori Rai

  6. Miguel Martinez scrive:

    Per ADV

    Tu hai posto una questione molto interessante: la non gestibilità, con i sistemi attuali, di un numero particolarmente elevato di dati.

    E’ una cosa su cui mi piacerebbe riflettere.

    Credo che potremmo trovare un punto d’incontro; o meglio che lo stiano cercando proprio i “controllori”.

    Ad esempio… non esiste un sistema informatico in grado di gestire tutte le impronte digitali di tutti gli esseri umani del pianeta? Può darsi.

    Ma forse esiste un sistema che può pescare tra quelle impronte, quelle che interessano.

    Segnalo questo:

    https://www.fightforthefuture.org/projects

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Segnalo”

      Grazie!

      Inoltro subito all’ufficio informatico di famiglia (mia figlia).

      “interessano”

      Probabilmente c’è, ma appunto bisogna che qualcuno stabilisca di chi interessa trovare le impronte.

      Nessuna intelligenza artificiale, nessun sistema esperto, nessun Terminator è pericoloso più di chi ne definisce l’obiettivo/il bersaglio.

      E’ ovvio che qualunque tecnologia aumenti la possibilità di tracciare/seguire/trovare qualcuno può diventare pericolosa, così come un coltello.

      Ad esempio, le schede perforate sono state l’ideale per i censimenti e per l’anagrafe. Il comune di Genova fu fra i primissimi in Italia – ricordo che se ne parlava con ammirazione quando ero piccolo – a installare un sistema a schede perforate per la propria anagrafe mezzo secolo fa. Chi smarriva da noi la carta d’identità se la vedeva rifare in quarantott’ore mentre nel resto d’Italia (anche in certe città del nord) fino a non più di trent’anni fa ci si poteva mettere anche un mese. Poi è vero le schede perforate sono state usate per catalogare gli Ebrei da deportare nei lager, con tecnologia IBM anteguerra lasciata in mano ai nazisti. In Francia il direttore dell’ufficio che se ne occupava lavorava segretamente per la Resistenza e ha boicottato la cosa salvando molti, in Olanda no e Anna Frank è finita male insieme con tanti connazionali. Ma è chiaro che la colpa non è mica del signor Hollerith.

      Così, tutte le tecniche di riconoscimento facciale, di identificazione del DNA e di tracciamento dei telefonini sono una mano santa per la polizia quando deve catturare un criminale, ma se la stessa polizia viene messa a dare la caccia agli oppositori addio democrazia.

      Un capo della Ochrana disse di sognare che per ogni suddito dello Zar ci fosse un cartoncino, legato con fili agli altri cartoncini corrispondenti agli altri sudditi con cui era in relazione, fili di colore diverso a seconda che tale relazione fosse un rapporto di parentela, di affari ecc. Un sogno può diventare oggi realtà, ma il pericolo è l’autocrazia, non i cartoncini.

      Insomma, gli attivisti del sito che hai citato fanno benissimo a tenere alta la guardia, ma bisogna fare attenzione a non buttare via il bambino insieme con l’acqua sporca.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        ” Un sogno può diventare oggi realtà, ma il pericolo è l’autocrazia, non i cartoncini. ”

        Capisco quello che dici, ma come sai la vedo in modo diverso.

        Prescindiamo dall’uso “buono” o “cattivo”, che è molto relativo e riguarda esiti a lungo termine, difficili da giudicare: forse senza i 60 milioni di morti provocati dal “cattivo” Mao, la Cina avrebbe 60 milioni di morti l’anno di fame.

        Il cartoncino non è un semplice cartoncino: è un mezzo per misurare e controllare il mondo, creandone una sorta di specchio irreale.

        Il cartoncino si riproduce incessantamente, cercando di esercitare idealmente un controllo totale su tutto, uno specchio irreale che domina totalmente lo sfuggente oggetto specchiato.

        E a un certo punto, il cartoncino sfugge al suo creatore: non credo che l’URSS di Breznev fosse la dittatura di un “singolo pazzo”: era un sistema in cui il cartoncino aveva preso il controllo dell’intera società.

        La tecnica non è mai neutrale; e la scienza che viene pagata è quella che produce tecnica, per cui nemmeno la scienza è neutrale.

  7. Moi scrive:

    non esiste un sistema informatico in grado di gestire tutte le impronte digitali di tutti gli esseri umani del pianeta?

    ———————

    L’ Esercito Itagliano, alla Tre Giorni ! 😉

  8. daouda scrive:

    Credo dovremmo non fermare affatto né favorire ma disinteressarcene per il noto motivo legato alla dignità umana ed alla sua libertà. Creare riserve è fare i complici, proteggere è aiutarli.
    Bisognerebbe attuare invece nell’integrità il cappottamento della loro visione della liberazione delle scintille tramite il male, ma è una suggestione che lancio nel vuoto ma palesa che l’amore per l’ambiente e la sua difesa è assolutamente foraggiamento proprio del(lo) (pseudo)capitalismo.

    Stepan Bandera non è nazionalsocialista ed il movimento Azov-Blocco nazionale è finanziato dal Kremlino, quello si nazista guardacaso.

    Un saluto a Sincero

    Cià

  9. Miguel Martinez scrive:

    Oggi sono andato alle Porte Sante e ho visto la tomba di Guglielmo Libri, o meglio Guglielmo Brutus Icilius Timeleone Libri Carucci dalla Sommaja (che è all’incirca come chiamarsi un secolo dopo Vladimiro Emiliano Fidel).

    Amante di libri, nomen omen:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Libri_Carucci_dalla_Sommaja

    All’epoca non avevano ancora scoperto Genesis Library!

  10. Moi scrive:

    MASCOLINITA’TOSSICA … Militare Autoctona VS Civile Alloctona :

    https://voxnews.info/2022/05/10/boldrini-equipara-i-fischi-degli-alpini-agli-stupri-degli-immigrati/

    BOLDRINI EQUIPARA I FISCHI DEGLI ALPINI AGLI STUPRI DEGLI IMMIGRATI

    • Moi scrive:

      “Mentre tutti – compresa l’associazione degli #Alpini – dicono che bisogna fare chiarezza sugli accadimenti, Salvini esalta la forza degli alpini in barba alle denunce? Ma verso gli stupratori e i molestatori (immigrati), non bisognava avere #tolleranzazero?”.

      Lo scrive su Twitter Laura Boldrini

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