Ecofascismo, ecognosticismo e quel Cane di Hitler (4)

alla prima parte

Abbiamo divagato sulle visioni del mondo che hanno vari tipi di ambientalisti.

Ma cosa intendiamo per Ambiente?

Prima, guardiamo le visioni che ci allontanano dalla comprensione dell’Ambiente.

La prima è…

L’Ambiente come Problema militare

Questa è più o meno la narrazione ufficiale, che coinvolge insieme media, assessori, agenzie pubblicitarie e manifestanti thunbergiani (o come si divertivano a chiamarli i critici, gretini).

Un’umanità molto varia, a volte mercenaria, molto più spesso ben intenzionata, ma di buone intenzioni sappiamo quali uffici dell’aldilà sono lastricati.

dal Treccani

problèma s. m. [dal lat. problema -ătis «questione proposta», gr. πρόβλημα -ατος, der. di προβάλλω «mettere avanti, proporre»] (pl. -i). – 1. Ogni quesito di cui si richieda ad altri o a sé stessi la soluzione, partendo di solito da elementi noti.

Il gemello di ogni problema è la sua soluzione.

Se ci pensate, questo gemellaggio rivela un’intera visione del mondo, fatta di tecnici pagati per fare rilievi allo scopo di trovare gli elementi noti, e poi per sistemare a macchinate il mondo nel modo che più accontenta il cliente-individuo-cittadino che li paga con le sue tasse.

Un primo Problema, in campo ambientale, sorse negli anni Settanta negli Stati Uniti, quando i giovani babbi, o magari i nonni, dei ragazzini di Fridays for Future, si accorsero che il sacchettino di plastica che usi per cinque minuti, non svanisce dopo che l’hai buttato. E cominciarono a criticare l’industria petrolifera, e a chiedere misure legislative per imbrigliarla.

Fu allora che l’industria della plastica trovò la soluzione al (suo) problema: convincere i clienti che potevano consumare tutta la plastica che volevano, perché i singoli individui avevano ciascuno in mano la Soluzione – il riciclaggio. Anzi, se non la applicavano, erano colpevoli loro.

L’ex-presidente della Society of the Plastics Industry ricorda candidamente:

“Sentivamo che l’industria della plastica era sotto tiro – dovevamo fare il necessario per alleggerire la pressione, perché volevamo continuare a fare prodotti di plastica”.

Così l’industria della plastica americana inizò a spendere 50 milioni di dollari l’anno in campagne per promuovere il “riciclaggio della plastica”, un’attività – come sanno gli esperti – molto più utile dal punto di vista psicologico che da quello economico.

Dal 2019, il Problema è stato invece il “cambiamento climatico”.

E’ un tema in cui ci si perde – già non sappiamo se domani pioverà a Scandicci, difficilissimo prevedere il clima tra dieci anni nel mondo intero. Proprio per questo è facile mettere in dubbio il lavoro immane di tanti climatologi, che comunque si può riassumere nel concetto – il clima sta cambiando velocemente, molto più velocemente della nostra capacità di adattarci al cambiamento; e questo improvviso cambiamento è certamente dovuto in larga misura all’azione umana.

Nulla al mondo è certo, ma l’affermazione dei climatologi si avvicina a una certezza: chi perde tempo a criticarla nei dettagli perde di vista il vero guaio, che è mediatico-politico.

Infatti, a prescindere completamente dalla scienza sottostante, il sentimento mediatico del 2019 fu questo:

– una specifica Molecola-Problema sta per sterminarci tutti. Il CO2, come tutti i cattivi nei fumetti, è in guerra contro di noi (le guerre le iniziano sempre, guarda caso, gli altri);

– per sterminare quel mostriciattolo, i Governi devono “agire subito”.

Ora, quell’agire subito ognuno poteva fantasticarselo a modo suo: il giovane manifestante del venerdì poteva sperare che il governo smettesse di finanziare le industrie petrolifere, o almeno almeno mettesse un cestino per la raccolta differenziata nella sua scuola. E sicuramente in quell’anno di cortei, tanti che prima non ci pensavano, sono diventati coscienti di qualcosa di indefinito. Di per sé, sono stati più positivi che negativi.

Ma quando schiamazzi chiedendo a un governo di Agire Subito, che tu lo sappia o no, stai facendo una richiesta precisa:

“Governo vile e panciafichista, abbi le palle e mostra tutta la tua Meccanica Potenza!

Chiama a raccolta le schiere dei Tecnici, e versa miliardi su miliardi sugli Imprenditori per realizzare Progetti per Sterminare il Nemico e assicurare la Vittoria.”

Una Guerra, insomma, cioè esattamente la stessa cosa – ma ci ritorneremo – che ci ha portati in questa situazione.

Paul Kingsnorth:

“Fattorie a torre, super maiali, eco-droni, semina di nuvole, riflettori spaziali: tutto è stato provato, ma la traiettoria non è cambiata. I limiti della Terra si rifiutavano di spostarsi. Per l’Occidente faustiano, “salvare il mondo” era stato solo un altro mezzo per cercare di controllarlo, ma Gaia, come Dio, non si sarebbe fatta prendere in giro.”

Da quella guerra ci siamo salvati in pochi mesi, quando un’altra cosa buffa e piccolissima, proveniente dalla Cina, è diventata lei il Nemico Universale.

Qualche fumettista americano ha voluto immaginarsi la Vittoria degli Scienziati e dei loro tecnici che non c’è mai stata – anche il piccolo pescepalle peduncolato, a essere onesti, è sparito solo perché sono arrivati, ancora più malvagi, i cosacchi.

Alla parte successiva

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321 risposte a Ecofascismo, ecognosticismo e quel Cane di Hitler (4)

  1. supervice scrive:

    Il problema è che ci sono problemi senza soluzione, ci si può solo preparare limitando il più possibile (se possibile) i danni.
    Ma questa cosina non ci vuole entrare in testa, una soluzione l’uomo moderno la trova per forza.
    Esiste in italiano una parola per un problema che sia privo di una soluzione (nel senso di risoluzione) attivata da un agente cosciente? Non mi viene in mente.
    Forse il problema linguistico (e forse mentale) è ancora più vecchio.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ supervice

      “Esiste in italiano una parola per un problema che sia privo di una soluzione”

      Una parola, dubito. Tre parole, sì: “problema mal posto”.

      Non puoi risolvere un problema con quattro equazioni e tre incognite: non ammette soluzione, è mal posto: devi prima togliere un’equazione.

      Non puoi risolvere il problema dell’ambiente in un contesto di libero mercato… 😉

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Supervice

      “Esiste in italiano una parola per un problema che sia privo di una soluzione (nel senso di risoluzione) attivata da un agente cosciente? Non mi viene in mente.”

      Infatti, ho iniziato la serie evitando la parola “problema” e dicendo “questione”: esistono infatti “questioni” o “domande” senza risposta.

      Poi si può dire anche “crisi”, nel senso di momento “critico”, di “passaggio”, “crinale”.

      • supervice scrive:

        Io suggerivo il fatto che non siamo proprio in grado di accettare che un problema non abbia soluzione, indipendentemente da come lo si pone. E quindi manco ci siamo presi la briga di definire una situazione del genere.
        Anche per la morte siamo andati avanti per millenni che non si muore, che le anime di tutti i tempi si rivedranno da qualche altra parte, senza neanche preoccuparsi di stabilire a che età.
        Se la tua moglie è infedele, è infedele, e quello è un problema senza soluzioni: come lo si definisce?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Supervice

          “Io suggerivo il fatto che non siamo proprio in grado di accettare che un problema non abbia soluzione, indipendentemente da come lo si pone.”

          Certo.

          Non tutti i buchi si possono rattoppare.

          Ma ci sono toppe che sono peggio del buco. Molto spesso.

          • daouda scrive:

            se parli di ambientalismo corretto rispetto alla devianza gnosticista, tecnosuperumanista od anti ste cose non fai l’esatta cosa stessa?

            L’ambiente NON è un problema, lo usi solo per non parlare dei problemi che lo hanno creato come specchio esigito affinché la strategia si intruppasse appunto qui.
            E lo dico proprio perché gli spauracchi di Gaia e menate varie sono altrettanto eh

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ daouda

              “gnosticista”

              Di gnosticismo so poco o nulla, dunque ne taccio. Ma sulla frase:

              “L’ambiente NON è un problema”

              non potrei essere più d’accordo. Il problema è l’ homo sapiens, l’ambiente senza di noi tira avanti benissimo.

              Se uno azzardasse una citazione a carattere religioso, potrebbe ricordare che “il prezzo del peccato è la morte”. Ed essendo l’essere umano peccatore dai tempi della mela, tutto ciò che ci circonda (l'”ambiente” nell’accezione di Martinez) ci si rivolta contro per il nostro stesso vivere, conducendoci a pagare tale prezzo (in accordo, direi, con Secondo Principio). Neanche la Redenzione ce ne salva, dato che agisce per il bene dell’anima immortale e non per l’immortalità del corpo.

              (Quanto a Gaia, credi a chi si è smazzato varie pallosissime pubblicazioni al riguardo: è paganesimo bello e buono rivestito di una vernice scientifica. Nemmeno gli scienziati ci credono più).

              Ragionando così, posso emendare la mia frase “il Secondo Principio vale anche dopo la Rivoluzione” aggiungendo “ma non valeva nell’Eden”.

              Adamo ed Eva pre-mela non sporcavano né sprecavano.

              Il che pone definitivamente l’Eden fuori della natura e della storia, direi.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> Il che pone definitivamente l’Eden fuori della natura e della storia, direi.

                Beh, è per quello che è interessante, no?

                Era il tempo in cui Dio camminava ogni giorno in mezzo a noi, non come dopo. Maledetto pomo!

              • fuzzy scrive:

                L’Eden, secondo alcune interpretazioni storiche contenute in un bel libro ma pesantissimo “Humankind” dello storico Rutger Bregman, non sarebbe altro che la memoria di quando l’uomo era cacciatore-raccoglitore nomade.
                Poi si è cacciato nella trappola della “mezzaluna fertile” dove l’agricoltura all’inizio era facile ma poi progressivamente, (man mano che i terreni venivano eccessivamente sfruttati? Fiumi disseccati? Sovrappopolazione? Non ricordo bene la causa del declino della produzione agricola. Dovrei andare a rileggere ma ora non ho il tempo. Poi casomai aggiungo), si è trasformata in un incubo. Per questo il “sudore sulla fronte”. Anche il “partorire con dolore” avrebbe delle sue motivazioni che però non ricordo di preciso.
                Comunque lo storico avverte che per quanto si cerchi di far luce su quei tempi antichi, le varie ricostruzioni restano sempre ipotetiche e con molti dubbi e incertezze che non si possono facilmente risolvere.

  2. Moi scrive:

    Insomma : se non è un Virus, è una Molecola … mai ‘na tregua 😉 !

  3. Ros scrive:

    Miguel: “…Abbiamo raggiunto il picco delle risorse.
    Bisogna scendere, perché effettivamente bisogna scendere di qualche gradino…”

    Tanto ci decantatiamo Mundus Imaginalis e Favole del Reincanto,
    Visioni “altre” di possibilità celate e negate…
    …e poi, sempre, la micragna, grifagna, gramigna
    (le tre sor d’Uccellacci ed uccellini😎)
    e terricolo terragna del vedere e “ragionare”
    nel medesimo modo – da homo oeconomicus di John Stuart Mill –
    escusivamente a partita doppia propria del discorso del considerato avversario😀

    Considererei – anche – degli immaginari inediti, e reincantatori.
    (persino deliranti alla luce della profana ragionevolezza di ragioneria pallottoliera😀);

    Giusto per giocare (siamo Homo Ludens per Huizinga)

    in tal casi, ci si potrebbe imbattere nell’inedito immaginario assai particolare di
    “La parte maledetta” di Georges Bataille

    https://www.ibs.it/parte-maledetta-preceduto-da-nozione-libro-georges-bataille/e/9788833926254

    Una visione della storia economica e dell’uso delle risorse-energie perlomeno curiosa, sicuramente numinosa sino al sulfureo; e al perpetuo Saturnale.
    Ma indiscutibilmente “altra” e significativamente reincantatrice.

    sotto in un articolo di Davide Gatto su “Nazione Indiana”.

    https://www.nazioneindiana.com/2017/04/01/la-parte-maledetta-georges-bataille/

    Ne estraggo qualche stralcio (ma andrebbe letto tanto l’intero articolo che a maggior ragione il saggio originario):

    …”In principio è l’energia (ovvero: L’energia universale e la necessità del dispendio: Dépense)”…

    “…Lo sguardo di Bataille sull’economia è innanzitutto vasto,
    una vastità che chiama in causa il movimento incessante e infinito dell’energia materiale dell’universo e che viene deliberatamente
    opposta come un rimprovero alla ristrettezza di vedute dell’economia classica.

    Mentre quest’ultima infatti, “particolare”, delimita un campo misurabile
    dell’agire umano in cui risorse (apparentemente – i pani e i pesci…)
    limitate devono essere accumulate e lavorate per soddisfare
    necessità potenzialmente illimitate di un individuo o di un gruppo sociale,

    Bataille non manca di far notare che dalla prospettiva
    dell’inesauribile energia che dal cosmo il sole irradia sulla terra
    la “questione primaria dell’economia” è data dal movimento dell’energia
    “eccedente, tradotto nell’effervescenza della vita…”

    “…L’idea chiave, a partire dalla quale Bataille attua un capovolgimento totale della legge fondamentale dell’economia politica,
    è che l’attività principale dell’uomo,
    quella che meglio lo determina
    e che determina in definitiva una data società e l’intera storia,
    non è la produzione e la conservazione di beni in vista di un profitto futuro,
    dell’utile, ma il dispendio improduttivo delle risorse,
    la consumazione senza tornaconto,

    lo spreco, il lusso: la Dépense;

    conservando l’ampiezza semantica che il termine francese ha nel saggio di Bataille…”
    “…argomenta –
    se noi guardiamo al mondo naturale,
    osserviamo che l’energia che alimenta il rafforzamento e
    l’estensione di una specie vegetale o animale
    è sempre sovrabbondante, tanto che darebbe
    luogo a una crescita infinita se non incontrasse qualche limite…”

    “…Invece che concentrarsi sulla crescita dunque
    – come fanno gli economisti classici e l’intera
    logica del capitalismo e del liberismo borghese che noi tutti abbiamo introiettato -,
    Bataille rivolge la sua attenzione alla sorte dell’energia che,
    una volta incontrato un ostacolo, una volta che non può più convertirsi in crescita, diventa necessariamente ESUBERANTE, ECCEDENTE,
    “sempre al limite dell’esplosione…”

    “…“l’uomo è, tra tutti gli esseri viventi, il più adatto
    a consumare intensamente, lussuosamente l’eccedente
    di energia che la pressione della vita offre…”

    “…Mentre dunque l’individuo teme la guerra per la miseria
    che gli può arrecare, fino alla miseria massima data
    dall’annullamento di sé con la morte,
    o riprova il lusso e la lussuria per la dispersione di energie
    e di risorse che essi comportano,
    secondo le leggi generali dell’economia guerra,
    morte, lusso e lussuria sono meccanismi indispensabili di dilapidazione dell’eccedente, così da garantire una stabilità complessiva:

    “…se si considera la vita nel suo complesso, non c’è in realtà crescita, ma conservazione del volume in generale”, così che:
    “la crescita viene ridotta a una compensazione delle distruzioni operate…”

    “…Il punto è cruciale, dato che l’uomo non può arrestare il movimento sempre eccedente dell’energia che circola sul globo, ma può acquisirne consapevolezza e decidere di volta in volta come usare il sovrappiù…”

    “…Si comprendono bene le implicazioni, sempre attuali, di questa riflessione, che perviene senza possibilità di equivoco all’ipotesi, scandalosa solo per la morale borghese e capitalistica, di cessioni di ricchezza senza contropartita (non prestiti…) laddove questa dovesse diventare eccessiva e pronta a innescare esplosioni incontrollabili…”

    “…Inutile a dirsi, questa intimità è connessa al movimento indistinto e incessante dell’universo, libera l’uomo da qualsiasi rapporto servile con la realtà intorno a lui e gli consente quindi di assecondare il suo desiderio presente senza fare alcun conto del tempo a venire:
    di essere profondamente autentico, libero e sovrano.

    Il rapporto di questa parte profonda e sfuggente della coscienza dell’uomo
    con la Dépense, cioè con il dispendio inutile, è evidente:

    “La distruzione (dilapidazione, Dépense)
    è il miglior mezzo per negare un rapporto utilitario tra l’uomo, l’animale o la pianta…”

    “…Fissata una nuova legge generale dell’economia, per cui la forma di una società dipende dall’uso che essa fa dell’eccedente che sempre produce…”

    “…Bataille traccia una rivoluzionaria storia dell’economia secondo
    la “LOGICA DEL DISPENDIO INUTILE”.

    I primi a essere considerati sono gli antichi aztechi del Messico,
    che espressero una società di puro consumo del tutto antitetica alla nostra:
    persino le guerre non erano finalizzate ad altro che all’acquisto di ricchezze e prigionieri da sacrificare immediatamente e continuamente “affinché il sole potesse godere…”

    “…Il consumo qui è interpretato come desiderio primario di
    SOTTRARSI ALL’ORDINE E ALLA SERVITÙ DELLE COSE
    PER RIAVVICINARSI ALLA SFERA INDIFFERENZIATA E INTIMA
    DEL SACRO IN CUI VITTIMA E CARNEFICE SI SENTONO UNA COSA SOLA E L’ENERGIA ECCEDENTE SI SCARICA IN UNA FESTA COLLETTIVA.

    https://www.indiscreto.org/cosa-possono-insegnarci-gli-atzechi-sulla-felicita/

    Poi passa all’indagine su un istituto sociale che gli aztechi condividono con popolazioni indiane di rilievo etnografico del Nord-ovest americano: il “potlàc”…” (vedi Marcel Mauss, Pierre Clastres, Marshall Sahlins, David Graeber ecc.)

    Il saggio di Bataille è… …non saprei come definirlo…😂🥺🤔
    ma quella di Bataille è sempre un’originalissima e rara voce ctonia e del rimosso
    che è un rischio ed un peccato ignorare e non portare alla luce della Coscienza.

    Nei periodi di transizione (i periodi “interessanti”) c’è la possibilità di aprirsi a delle prospettive nuove, altre, inedite che appaiono impreviste al momento giusto.

    Appaiono nell’inconscio collettivo nuovi Simboli e Archetipi imprevisti.
    Nuove porte “Assurde”, se considerate per ragione e misurate con un metro anacronistico, scaduto.

    Il futuro è sempre inedito, un’incognita;
    e a sorpresa: “assurdo” rispetto alla rosa di possibilità
    e aspettative considerate attendibili.

    Bilanciare; equilibrare la preminenza (necessariamente parziale, e limitante)
    del calcolo pallottolario e cartesiano dell’emisfero cerebrale Sinistro,
    con il consentire anche all’intuizione Ctonia di quello Destro di partecipare (reincantare), e immaginare creativamente il come sovvertire ogni
    scontata calcolabile previsione;
    (quando non vedi soluzioni? Dormici sopra, nel sonno si sogna…
    …e e ci si apre all’inedito non contemplato con la Ratio)
    e può essere cosa buona e giusta.

    Con l’aprirsi alla possibilità di un’illogica e inconsiderabile “Sorpresa”.
    Il futuro – ripeto – è sempre incognita inedita sorpresa;
    e i nostri ben fatti e sicuramente corretti conti della serva
    finiscono per rivelarsi campati in aria.

    E, azzarderei, questo nell’economia come nella vita.

    Consideriamo, quindi, l’alternativa d’emisfero Destro
    di Bataille e della sua “parte maledetta”

    Sempre che, vuoi vedere!
    Forse forse nell’ economia “istituzionalizzata” è già – e da mo’ – bello che così😉;
    in fondo Ade-Plutone («ricchezza», «tesori», «denaro»)
    o Trofonio («colui che nutre») è il Dio e sovrano degli inferi).

    “…Plutone rimanda alla ricchezza nascosta, ai tesori dell’invisibile.
    E allora si capisce una delle ragioni per cui non esistevano sacrifici e culti in suo onore:
    Ade, come è noto, era il dio del profondo, il dio delle cose invisibili.

    Lui stesso era invisibile, il che potrebbe sottintendere che la trama-Telos –
    invisibile sia Ade e che quel quid essenziale, che mantiene le cose nella loro forma,
    sia il segreto della loro morte.

    E se, come dice Eraclito, la Natura ama nascondersi,
    allora la natura ama Ade.

    Di Ade si dice che non avesse templi né altari nel mondo supero

    Ade era colui che è ricco, che dà nutrimento all’anima.

    A volte era assimilato a Thanatos, «Morte»,
    del quale Eschilo scrisse:
    «Morte è l’unico dio che non gradisce doni e non cura sacrifici e libagioni,
    che non ha altari e non riceve inni»…”

    da James Hillman “Il sogno e il mondo infero”

  4. Ros scrive:

    …e per completezza ossessiva compl. su Ade-Plutone-Denaro-Risorse-Bataille ed economia de “La parte del male”:

    IL DENARO
    (da James Hillman “Fuochi blu”)
     
    “Il denaro è una realtà psichica, e come tale dà luogo a divisioni e opposizioni,
    al pari di altre realtà psichiche fondamentali
    (amore e lavoro, morte e sessualità, politica e religione),
    che sono dominanti archetipiche e vanno facilmente soggette a interpretazioni che oppongono spirituale e materiale.

    Non solo, poiché è una realtà psichica archetipica, il denaro sarà sempre intrinsecamente problematico, perché le realtà psichiche sono complesse e complicate.
    Pertanto, i problemi relativi al denaro sono inevitabili, necessari, irriducibili, sempre presenti e, potenzialmente se non concretamente, schiaccianti.

    Il denaro è diabolicamente divino.

    Charles Olson, in una delle poesie di Maximus, espone nel modo più sintetico questa prospettiva archetipica:

     … the under part is, though stemmed, uncertain is, as sex is, as moneys are,

    facts to be dealt with as the sea is…2

     È un’affermazione straordinaria: «Fatti da affrontare come lo è il mare».

    Innanzitutto, allora, il denaro è profondo e vasto come l’oceano, il primordialmente inconscio, e tali rende noi.
    Ci trascina sempre nelle grandi profondità, dove abbondano pescecani e remore, granchi dalla dura corazza, ostriche chiuse e maree emotive.
    I «fatti» del denaro hanno orizzonti immensi, immensi come la sessualità e altrettanto proteiformi e polimorfi.

    Inoltre è plurale: i denari.
    Pertanto non posso mai considerarlo come un equivalente che sta per questa o quella idea: scambio, energia, valore, realtà, il male o che altro.

    È ramificato, è incerto, polimorfo.
    In un certo momento il complesso del denaro può evocare Danae che attira in grembo Zeus sotto forma di pioggia di monete;
    in un altro l’oro può evocare Mida;
    o Ermes il ladro, patrono dei mercanti, dei commerci facili.
    Oppure può essere quel riccone di Saturno, inventore della coniatura e dell’accumulazione.
    Come sulle prime monete dell’antica Grecia, abbiamo Dei diversi e animali diversi
    (civette, tori, arieti, granchi) ogni volta che il complesso passa di mano.

    Il denaro è proteiforme appunto come il dio del mare;
    per quanti sforzi facciamo, con prezzi fissi, fatture periodiche,
    verifiche dei conti e libri mastri, non riusciamo mai a far quadrare i rami del bilancio.

    Gli assegni sul libretto non corrisponderanno mai,
    i preventivi non rientreranno mai nelle colonne del dare e avere.

    Inventiamo sempre nuovi meccanismi di controllo del denaro, sempre nuovi e più raffinati indici di previsione economica, senza mai afferrare quello che ci dice Olson:
    “i fatti del denaro sono come i fatti del mare”.

    Il denaro è come l’Es stesso, il primordialmente rimosso,
    l’inconscio collettivo che affiora in specifici tagli,
    cioè in precisi quanti o configurazioni di valore: insomma, in immagini.

    Definiamo dunque il denaro come ciò che rende possibile l’immaginazione.
    I denari sono le ricchezze di Plutone in cui stanno celate le immagini psichiche di Ade.
    Per scoprire l’immaginazione in te stesso o in un paziente, rivolgiti ai comportamenti e alle fantasie riguardanti il denaro.
    Ti troverai subito nel mondo infero
    (per entrare nel quale occorre una moneta da dare a Caronte).

    Qui la terapia arretra. Sapete di quello studio sui tabù terapeutici?
    Fu fatta un’indagine presso un campione di analisti sui comportamenti da evitare
    con i pazienti.
    Risultò che toccare e abbracciare, sgridare e picchiare, bere, baciare, mostrarsi nudi e avere rapporti sessuali erano tutti comportamenti meno proibiti che non «prestare denaro a un paziente».

    Il denaro costella il tabù ultimo.

    Perché con il denaro siamo sempre in alto mare, nell’incerto,
    sia che si presenti come liti tra eredi, fantasie di automobili nuove e vecchie case, scontri coniugali sulle spese domestiche, furti, evasione fiscale, speculazioni in borsa, paura di finire sul lastrico, povertà, beneficenza;
    e sia che questi complessi si presentino nei sogni, nel soggiorno di casa o nell’amministrazione pubblica.

    Giacché qui, nei fatti di denaro, è il grande oceano, e chissà, mentre scandagliamo il fondo marino durante la seduta analitica, potremmo pescare un granchio impazzito oppure un pesce con una moneta in bocca.

    Così come gli animali erano spiriti o Dei in forma materiale,
    lo stesso è per il denaro, una sorta di tertium tra l’esclusivamente spirito e l’esclusivamente mondo, carne e diavolo.

    Perciò, essere con il denaro è essere in questo terzo luogo dell’anima, nella realtà psichica.

    E per mantenere il contatto con gli spiriti impuri, siano essi demoni di alto o di basso rango, ho bisogno di avere in tasca qualche moneta.

    Ne ho bisogno per pagarmi il viaggio verso Ade, nel regno psichico.

    Perché io voglio essere simile alla cosa su cui lavoro, non dissimile e immune.

    I cambiamonete li voglio dove io li possa vedere, proprio qui,
    nel tempio delle mie pie aspirazioni.

    Insomma, faccio il diavolo a quattro pur di non lasciarmi confondere dalla tradizione [cristiana] che ho or ora denunciato, perché la ritengo disastrosa per la psicoterapia e anche per la cultura nel suo insieme.

    La scissione tra Cesare e Dio per quel che riguarda il denaro depriva l’anima del mondo, e il mondo di anima.
    L’anima viene fatta deviare sul sentiero spirituale della (ab)negazione, mentre il mondo è abbandonato nei peccati della lussuria, dell’avarizia e dell’ingordigia.

    Allora per l’anima il denaro risulta sempre una minaccia e per il mondo diventa necessaria la missione spirituale della redenzione dal male causato dal Weltbild che scinde Cesare da Dio.

    Il fatto che proprio il denaro sia il luogo dove Dio e Cesare si dividono dimostra che esso è un tertium come l’anima stessa e che nel denaro sono presenti sia l’intrinseca tendenza a scindersi in spirito e materia sia la possibilità di mantenerli uniti…

    Se il denaro possiede questo valore archetipico di anima,
    al pari delle antiche monete che recavano impresse le immagini degli Dei e dei loro animali ed erano protette da quelle potenze,
    esso non vorrà, non potrà, accettare la svalutazione imposta dal cristianesimo;

    e infatti il mondo cristiano ha dovuto più e più volte nel corso della storia fare i conti con il ritorno del rimosso:
    la ricchezza della Chiesa e il lusso dei suoi preti, la vendita delle indulgenze,
    la nascita del capitalismo con il protestantesimo,
    l’usura e le proiezioni sugli ebrei, le radici cristiane del marxismo…

    Il fatto che non possiamo regolare le questioni di denaro in analisi dimostra che il denaro è uno dei modi in cui l’immaginazione continua maternamente a far produrre fantasie alle nostre anime.

    Dunque, per concludere la mia parte in questa tavola rotonda su anima e denaro
    (sì, anima e denaro, non si può avere l’una senza l’altro e viceversa):
    se vuoi trovare l’anima dell’uomo e della donna moderni,
    incomincia con il cercare in quegli irriducibili, imbarazzanti «fatti»
    del complesso del denaro, quel granchio impazzito in corsa sul fondo di oceani silenziosi.

    (Soul and Money, pp. 35-38, 43)”

  5. Moi scrive:

    A proposito di Hitler e il su’ hane 😉 … pare che sia appena uscito un film razzista :

    … con i Norreni tutti Bianchi ! 😉

  6. Fuzzy scrive:

    https://www.open.online/2022/04/26/germania-ramstein-vertice-straordinario-ucraina/
    Si tratta di una svolta nella politica tedesca finora all’insegna della prudenza. Nel corso del vertice di Ramstein la ministra della Difesa, Christine Lambrecht, ha detto: «Lavoriamo insieme ai nostri amici americani nell’addestramento di truppe ucraine ai sistemi di artiglieria su suolo tedesco. Sappiamo tutti che in questo conflitto l’artiglieria è un fattore essenziale».
    Nuova svolta per la Germania.
    Mo’ ragazzi!
    Sinceramente mi ero illuso che prevalesse la prudenza.
    Invece, sempre peggio.

  7. Miguel Martinez scrive:

    Come la Russia, anche l’Ucraina prova a giocarsi la Hitler Card… con un effetto collaterale inatteso 🙂

    https://www.theguardian.com/world/2022/apr/26/ukraine-apologises-after-backlash-over-hirohito-image-in-anti-fascism-video

  8. roberto scrive:

    OT

    giusto la conferma di quanto tutti dovremmo sapere: “non ci sono soldi” vuol dire semplicemente “non c’è la volontà politica di trovare i soldi”

    quando si vuole, si trova, come dimostrano i 61 milioni di euro stanziati per i prossi mesi per i (forse non utilissimi) GPS del reddito di cittadinanza

    https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/27005-navigator-contratti-prorogati-con-il-dl-sostegni.html

  9. Fuzzy scrive:

    https://www.rinnovabili.it/energia/termodinamico/solare-a-concentrazione-industria/

    Alternative ai fossili per quanto riguarda i processi industriali che utilizzano calore a medie temperature.
    (Anche troppo, a dire la verità)
    A me, per il mio sfizio, basterebbe questo
    https://www.bricoportale.it/fai-da-te/costruzioni-fai-da-te/macchine/essiccatore-solare-fai-da-te/
    E addio frigorifero.
    (Magari provo veramente a costruirlo. Ma non ho capito come si abbinano ventola e pannello solare. 12Volt? Si chiede a chi li vende).
    Ma perché sti cavolo di verdi non pensano a
    come si costruisce un un essiccatore, piuttosto che a mandare armamenti pesanti
    in Ucraina per far piacere a non si sa chi?

    • Fuzzy scrive:

      https://scenarieconomici.it/dalla-gemma-al-computer-quantico-lossido-di-rame-cristallino-puo-aprire-nuove-strade-alla-computazione/
      Oh, cavolo, il Polaritone.
      Questi bit quantistici, a differenza dei bit binari nei computer classici che possono essere solo 0 o 1, possono assumere qualsiasi valore compreso tra 0 e 1, non solo 0 e 1. Possono quindi memorizzare molte più informazioni ed eseguire diversi processi contemporaneamente.
      Ma sono preparati poi, in fisica, questi di Scenari economici? Io no, naturalmente.

      • Fuzzy scrive:

        https://www.mining.com/namibian-cuprous-oxide-gemstone-could-hold-key-to-quantum-computers%EF%BF%BC/
        Beh, è un articolo tradotto.
        Da mining.com
        Mah.
        Questa volta a rischiare è la Namibia.

      • Francesco scrive:

        sicuro?

        tutti i valori tra 0 e 1 sono infiniti, che io sappia

        non erano un numero tipo 16 possibili valori dei bit quantistici?

        ciao

        • Fuzzy scrive:

          ci sono un numero infinito di combinazioni lineari della base ortonormale così da permettere, almeno in linea di principio, la rappresentazione in un unico qubit di tutto lo scibile umano.
          Wikipedia
          Se l’orto è normale. Ma ci sono anche degli orti speciali. Ad esempio nel mio orto ci sono molte piante strane. Topinambur, cardo gigante di romagna, malva, tarassaco, scalogno, ortica e amaranto, apios americana, cipolla del Galles e altro. Lo considero un orto speciale dalle possibilità orticole estese, ma purtroppo non infinite.

          (No, non ho bevuto. Sono così per natura, ma solo quando scrivo su un blog).

          • Fuzzy scrive:

            Oh, ecco. Trovato.
            Ieri leggendo un commento di Di Vita mi è tornato in mente questo passaggio che si trova in un articolo di Meyssan
            https://www.voltairenet.org/article216296.html

            Torniamo alla “trappola di Tucidide”. La Russia sa che gli Stati Uniti vogliono cancellarla, quindi previene una possibile invasione/distruzione. Ma il suo territorio è immenso e la sua popolazione non abbastanza numerosa. Non può difendere confini troppo estesi. Dal XIX secolo la Russia ha elaborato una strategia difensiva che consiste nel sottrarsi agli avversari. Quando fu attaccata, prima da Napoleone poi da Hitler, spostò la popolazione sempre più a est, bruciando le proprie città prima dell’arrivo dell’invasore, che così non poté approvvigionare le proprie truppe e fu costretto ad affrontare l’inverno senza mezzi e infine a ritirarsi. Questa strategia della “terra bruciata” ha funzionato solo perché Napoleone e Hitler non avevano basi logistiche in prossimità. La Russia di oggi sa che non potrebbe sopravvivere se armi statunitensi fossero piazzate in Europa centrale e orientale. Per questa ragione al momento del crollo dell’Unione Sovietica chiese che la Nato non si estendesse in nessun caso a est. Il presidente francese François Mitterrand e il cancelliere tedesco Helmut Khol, che conoscevano la storia, pretesero dagli Occidentali l’assunzione di questo impegno. Al momento della riunificazione della Germania redassero e firmarono un trattato in cui la Nato s’impegnava a non oltrepassare la linea Oder-Neiße, ossia la frontiera tra Germania e Polonia.

            La Russia fece incidere sul marmo questo impegno: nel 1999 e nel 2010 con le dichiarazioni dell’OSCE di Istanbul e Astana. Ma gli Stati Uniti l’hanno ripetutamente violato: nel 1999 con l’adesione alla Nato di Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia; nel 2004 con l’adesione di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia; nel 2009 con l’adesione di Albania e Croazia; nel 2017 con l’adesione del Montenegro; infine nel 2020 con l’adesione della Macedonia del Nord. Il problema non è l’alleanza di questi Stati con Washington, ma il fatto che sono diventati depositi di armi statunitensi. Mosca non critica che questi Stati abbiano scelto di allearsi con gli Stati Uniti, rimprovera loro di servire da avamposti del Pentagono per preparare un attacco alla Russia.

            È tutto da verificare. Sono cose che si sentivano dire all’inizio della guerra, ma in modo più generico. Penso a Sergio Romano.

            • habsburgicus scrive:

              Il presidente francese François Mitterrand e il cancelliere tedesco Helmut Khol, che conoscevano la storia, pretesero dagli Occidentali l’assunzione di questo impegno. Al momento della riunificazione della Germania redassero e firmarono un trattato in cui la Nato s’impegnava a non oltrepassare la linea Oder-Neiße, ossia la frontiera tra Germania e Polonia.

              tutto molto interessante, e probabilmente sarebbe stato anche meglio se le cose fossero andate così
              ma……. dov’é il trattato ? temo esista solo nei sogni

              • habsburgicus scrive:

                naturalmente il trattato 2+4, del 12/9/1990 (i 2 sono BRD e quanto restava della DDR; i 4 sono USA, URSS, UK e Francia) si limitava ad esigere il riconoscimento tedesco della citata linea Oder-Neiße (Odra-Nysa), il che venne fatto, ma assolutamente non faceva parola della NATO se non, forse, nel dire che l'(ormai in procinto di divenire ex) DDR, sarebbe stata inclusa nella NATO di cui la BRD era pars dal 1955….ciò non limitava in alcun modo un’eventuale estensione a Est, del resto in quei giorni ancora impossibile perché sino al 1/7/1991 continuò ad esistere il morente Patto di Varsavia, ridotto a URSS, PL, CS, H, RO, BG….avrebbe dovuto esserci una clausola ad hoc che lo vietasse ? forse sì, ma prendetevela con Gorbaciov 😀

              • Daouda scrive:

                Una delle distorsioni dei filo putiniani ( che se vai a vedere sono tutte merde comuniste in incognite anche i suoi vari appunto propagandatori nei territori occidentali ). I più onesti ricordano l’accordo a voce il che equivale ad inventarsi un’altra stronzata illogica dato che non esistono accordi a voce.

              • Fuzzy scrive:

                Dunque, puntualizzo meglio
                (Sorvolando sul presunto trattato)
                1 Per varie ragioni la Russia di oggi sa che non potrebbe sopravvivere se armi statunitensi fossero piazzate in Europa centrale e orientale

                2 nel 1999 con l’adesione alla Nato di Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia; nel 2004 con l’adesione di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia; nel 2009 con l’adesione di Albania e Croazia; nel 2017 con l’adesione del Montenegro; infine nel 2020 con l’adesione della Macedonia del Nord
                3 sono diventati depositi di armi statunitensi

                https://www.agi.it/estero/news/2022-01-26/dove-sono-schierate-forze-nato-europa-15362399/

                Insomma, ritornando al punto 1, le armi statunitensi SONO piazzate in europa centrale e orientale.
                Solo questo volevo far notare.

              • Daouda scrive:

                Qunando gli USA si ridimensioneranno più armi l’Europa più armi i sovietici.

                Tornando invece a cose inerenti i soli prossimi anni, quel che dici è corretto però non esagerarlo, l’Ucraina effettivamente è un affronto oltre che strategicamente più importante.
                Infatti proprio questa tua visualizzazione però su comunque l’inalterata sostanzialitá della situazione anche senza di essa ti dovrebbe far capire che se la sono apparecchiata recitando provettamente…

              • Francesco scrive:

                <<< 1 Per varie ragioni la Russia di oggi sa che non potrebbe sopravvivere se armi statunitensi fossero piazzate in Europa centrale e orientale

                Alcune domande: quali armi? perchè gli USA sono bravi in una cosa, militarmente parlando, ed è la logistica. Credo che avrebbero bisogno di "poco" tempo per portare armi e bagagli da Oltreoceano alla Polonia, senza bisogno di farla entrare ufficialmente nella NATO anni prima o di accumularle lì da prima della crisi.
                Questo parlando di armi convenzionali.

                Per le armi nucleari, che siano in Polonia o in Germania mi pare cambi pochissimo. Fa molta più differenza che i vettori siano ipersonici o balistici? non mi pare.

                Questo è lo scenario che vedo: i missili russi hanno distrutto Parigi, Berlino e Londra in tre minuti tre. Così Lavrov ha mezz'ora, forse tre quarti d'ora, per scolarsi un pò di vodka in attesa dei missili balistici nemici che distruggeranno Mosca, Kazan, Misnk. Vantaggi? la vodka è così buona?

            • Francesco scrive:

              >>> La Russia sa che gli Stati Uniti vogliono cancellarla,

              io certa gente non la capisco: perchè scrivere ancora, dopo una frase come questa? che bisogno c’è? li pagano a parola?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ fuzzy & francesco

            “infiniti”

            Aaaarrrgghhhh.

            Al tempo.

            Un bit è come un interruttore, che può essere acceso o spento (o, equivalentemente, avere valore 0 oppure 1). Allora due bit possono avere quattro combinazioni possibili (10, 11, 01, 11), tre bit averne otto, ecc.

            Un qubit (abbreviazione di “quantum bit”) è come una freccia di lunghezza fissata, ma libera di ruotare come vuole nello spazio intorno a una sua estremità tenuta fissata. Ogni direzione che puo’ assumere corrisponde a una diversa e ben definita posizione della sua estremità libera, la quale è certo sempre alla stessa distanza dall’estremità bloccata ma è orientata di volta in volta in modo diverso. Per descrivere questa orientazione si utilizza un sistema di coordinate con l’origine nell’estremità bloccata. Un sistema di coordinate è un insieme di numeri. Lo si costruisce in pratica partendo da un insieme di freccette di lunghezza uguale a uno e perpendicolari l’un l’altra. Questo insieme è la “base ortonormale”. (Qui “base” indica il fatto che questa è la base del calcolo; “orto” è l’abbreviazione di “ortogonale”, cioè “perpendicolare”, e “normale” vuol dire “di lunghezza = 1”).

            Da qui si capisce perché il qubit generalizza tantissimo il bit. In pratica, un bit non è che un caso particolare di qubit, un qubit costretto a stare o verticalmente a testa in su o verticalmente a testa in giù.

            Mentre i bit si combinano solo per le loro posizioni a testa in basso o verso l’alto, i qubit possono combinarsi in modo che le loro inclinazioni siano collegate. In questo caso, se uno è inclinato in un certo modo, allora l’altro non è libero di stare come vuole, ma deve essere inclinato anche lui in una certa maniera: non necessariamente la stessa, ma comunque collegata all’inclinazione del collega.

            In fondo, ci sta l’idea che i qubit possano essere descritti non singolarmente, ma collettivamente, cioè non in base all’inclinazione di uno di loro rispetto a una base ortonormale, ma con riferimento all’inclinazione relativa uno rispetto all’altro. Siccome tale inclinazione è relativa, non dipende più da come misuro l’inclinazione del singolo, ossia non dipende dalla scelta della base ortonormale.

            E’ il caso dei qubit “entangled”, “intrecciati”: non si può descrivere l’uno separatamente dagli altri (mentre di un bit posso sempre dire che punta verso il basso o verso l’alto indipendentemente dal vicino).

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Fuzzy scrive:

              https://www.startmag.it/innovazione/ecco-come-amazon-lavora-sul-suo-computer-quantistico/
              Ok, allora il qbit non è un orto.
              https://valori.it/ebook/illusione-della-scelta-ebook/
              Allora viene il dubbio che pure il computer quantistico più che a me, serva ai giganti dell’informatica per consolidare il loro oligopolio.
              Insomma, tecnologia uguale oligopolio uguale distruzione del pianeta. E dove sta il progresso? Lo vedremo nei prossimi decenni se c’è stato un progresso o un degrado irreparabile.
              Alla fine se non ricordo male Seth Lloyd
              in un suo libro best-seller, evidentemente divulgativo, diceva che l’Universo potrebbe essere nient’altro che un computer quantistico.
              Speriamo che stia calcolando la cosa giusta.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “quantistico”

                Il calcolo quantistico, se e quando uscirà dalla fase di prototipo, dovrà fare calcoli molto complessi in un tempo molto più breve (ore vs. secoli) del calcolo tradizionale, calcoli appunto impossibili oggi perché troppo lunghi.

                Il classico esempio che si fa sempre è quello della turbolenza dei fluidi (essenziale per lo studio della combustione, dell’inquinamento, della meteorologia, della planetologia…). Ma non è l’unica applicazione: si pensa alla ricerca di nuovi materiali, all’intelligenza artificiale ecc.

                Una difficoltà fondamentale è la necessità di usare qubit che sono entangled: ad oggi, ci si riesce solo a temperature bassissime, il che limita il tutto a pochi grandi laboratori (un po’ come agli albori dell’informatica).

                C’è chi ha immaginato computer quantistici portatili a temperatura ambiente, ma per ora siamo nel campo della fantasia. Il matematico Penrose, sodale di Hawking, propose anni fa che un esempio naturale fosse proprio il cervello umano.

                Una notissima applicazione del calcolo quantistico è l’individuazione dei numeri primi, i numeri naturali divisibili solo per se stessi e per l’unità. L’attuale difficoltà nell’individuarne di arbitrariamente grandi sta alla base della segretezza informatica dei conti bancari. In un certo senso, un computer quantistico sarà un grimaldello universale.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • Moi scrive:

      Bellissimo: un involontario (?) capolavoro di Logica Non-Standard … affermazioni tutte in parte vere e in parte false, come la premessa e la conclusione.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ moi

        “bellissimo”

        La vignetta è splendida, ma:

        a) il saluto “romano” i Romani non lo conoscevano proprio. Lo si vede dai bassorilievi della colonna Traiana, dove i soldati salutano il loro imperatore con la mano sul cuore, non col braccio teso. Il saluto “romano” è una invenzione di D’Annunzio per “Cabiria”, che ebbe un tale successo da ispirare bande paramilitari varie nel primo dopoguerra, con buoni ultimi i
        fascisti e i nazisti

        b) la Logica Non-Standard ce l’abbiamo nella cronaca

        https://www.corriere.it/esteri/22_aprile_28/ucraina-moglie-capo-reggimento-azov-f36f9f86-c6e9-11ec-9886-30033cb6ccfe.shtml

        E’ talmente Non-Standard da far cambiare idea pure a Facebook:

        https://www.ultimavoce.it/battaglione-azov-su-facebook-chi-sono-e-perche-e-permesso-elogiarlo/

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Moi scrive:

          Mah, io credo che Rapagnetta (sì, ebbene : chiamiamolo con il suo VERO nome !) si sia ispirato al Marc’Aurelio in statua equestre.

          In ogni caso, penso che salutare allungando un braccio e aprendo una mano sia un poì un istinto universale umano , anzi : mi pare che anche i più evoluti “scimmioni” lo facciano, e cmq lo imparano subito vedendolo fare dagli esseri umani.

          Semmai, lo strano è che il braccio e la mano si irrigidiscano a quel modo … molto più naturale ondeggiarli. Tuttavia una persona davanti a una folla acclamante può permettersi anche di “stilizzare” delle pose plastiche per renderle iconiche.

          Insomma : al “Saluto Romano” contesto non tanto il “brevetto” 😉 quanto che sarebbe una peculiarità.

          • Moi scrive:

            Ad esempio, in Francia c’è un saluto militare “bello teatrale” (poi dicono degli Italiani 😉 ! ) in cui prima si raccoglie il pugno sul cuore poi si fa un saluto simil-Comunista. Lo fanno ancora nello sport da combattimento della “Savate”, dovrebbe aver origini Napoleoniche.

            Quest’ultimo, del Pugno Chiuso, secondo il Messori, sarebbe un antichissimo gesto Prometeico già Vs gli Dèi Pagani : “Non serviam !”, che sarà poi “innestato” dalla Chiesa anche nei miti Semitici simil-Prometeici.

          • Moi scrive:

            Fra l’ altro, il Saluto Romano ha preso “vie inaspettate” anche fra Hezbollah e i Fedayin Palestinesi … anche una celebre statua di Augusto ha una posa tipo “Saluto Romano”, ma dalle dita sembra molto più da Pontefice.

          • PinoMamet scrive:

            “In ogni caso, penso che salutare allungando un braccio e aprendo una mano sia un poì un istinto universale umano”

            Sono d’accordissimo, e in effetti credo che il saluto romano (antico) vero e proprio, fosse semplicemente… salutare con la mano, come facciamo tutti e come fa anche la statua di Marco Aurelio che giustamente citi.

            Sicuramente Rapagnetta l’avrà ripreso da qualche descrizione di autore classico (“salutarono allungano il braccio”, immagino una frase del genere) e l’avrà reso più scenografico.

            Un po’ come ha fatto Hollywood con il famoso pollice verso diretto ai gladiatori, che in realtà era un gesto (credo non ancora chiarissimo) ma tutto diverso
            (secondo me, a naso, doveva essere il gesto di sgozzare qualcuno, fatto con il pollice lungo il collo).

            Interessante il saluto militare con la mano sul cuore sulla colonna Traiana, che ci riporta Andrea.

            Ciao!

    • Moi scrive:

      Ri Chun Hi (quella perculata in “Parasite” … ) , sempre indossando il tradizionale hanbok (in pratica, un misto fra chipao Cinese e yukata Giapponese … con caratteristico gonnone “ch’ la pèr un ov ed Pasqua” 😉 …) :

      https://www.youtube.com/watch?v=LLtG1iGmVtw

      North Korea veteran news anchor gets new apartment from Kim

  10. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    E’ imminente un’altra “esportazione di democrazia”?

    https://www.theguardian.com/world/2022/apr/26/us-wont-rule-out-military-action-if-china-establishes-base-in-solomon-islands

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Moi scrive:

      Ma non doveva essere la Cina a invadere Taiwan ?

      … Nel caso, chi la ferma ?! … Come ?!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Moi

        “Come”

        Tra l’altro, mi sono guardato la pagina di Wikipedia. Le Isole Salomone sono dall’indipendenza in poi molto instabili politicamente, fra continue crisi di governo, varie guerre e guerricciole civili, e c’è pure un intervento esterno (su richiesta del Parlamento locale) da parte dell’Australia. Insomma, perfette per un replay di Grenada.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          quindi una cosa rapida e indolore? grazie, mi tranquillizzi

          😉

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Slava Ukraini, eh!

            Ma vaffanculo…

            • Francesco scrive:

              Vaffanculo tu, carissimo, che sostieni da settimane il diritto della Russia di invadere i paesi che vogliono entrare nella NATO.

              Io ho qui difeso la pretesa USA di bloccare i cinesi con le cattive? non ancora, quindi niente battutine preventive

  11. Fuzzy scrive:

    https://lesakerfrancophone.fr/politico-cedant-a-la-pression-lallemagne-approuve-la-vente-de-chars-a-lukraine
    Ancora sui carri armati inviati in Ucraina dalla Germania.
    Insomma, Scoltz sa che in tutta la Germania ci sarà rimasta al massimo una decina di persone in grado di utilizzarli. In più la Svizzera che fabbrica le munizioni, ha già detto che non è disposta a fornirle.
    https://www.limesonline.com/notizie-guerra-ucraina-settimana-russia-onu-putin/127649

    • Fuzzy scrive:

      “Questa settimana ha confermato che la guerra in Ucraina non è una guerra per l’Ucraina ma un conflitto per procura: Stati Uniti contro Russia, con l’Europa come posta in palio, la Germania come chiave di volta e la Cina convitato di pietra”.
      Bene, adesso pare non ci siano più dubbi.

      L’Europa deve scegliere da che parte stare.
      Vuole stare dalla parte degli Stati Uniti che le chiedono di sacrificarsi per i loro interessi, oppure dalla parte dell’Eurasia con
      il rischio di dipendere totalmente dal gas russo e dai (forse presunti) capricci di Putin?
      Difficile che si trovi un compromesso.

  12. roberto scrive:

    Davvero interessante questo nuovo personaggio mediatico, ed effettivamente la logica è ineccepibile.
    Se avessero lasciato fare il povero Adolf, non ci sarebbe stata la guerra, e tutto sarebbe stato molto diverso
    Chi l’avrebbe mai pensato?
    😁

    https://youtu.be/6iCO_UhPmig

    • PinoMamet scrive:

      Oh no Roberto, ti prego, non mettertici anche tu.
      Sono giorni se non settimane che Francesco la mena con Putin che sarebbe uguale a Hitler- che è già discutibile- e peggio ancora, con Zelenski che sarebbe nientemeno che Churchill reincarnato.

      Coordinatevi, cribbio, non andate in ordine sparso a farvi impallinare.

      Se Putin è Hitler che si è rasato i baffi, beh, allora perché intervenire solo ora?

      E che dire allora di tutti gli altri dittatori che stanno al mondo, e verso i quali mondi fa nessun intervento militare?

      E che dire dei dittatori, alcuni praticamente esplicitamente fascisti, che sono stati appoggiati dagli USA?

      Senza contare che a dire che l’obiettivo della guerra in Ucraina sia il cambio di regime in Russia sono Johnson e Biden quando delirano a braccio.

      Almeno ufficialmente non è vero: mandiamo armi all’attorucolo in mimetica e alla sua ministra fascistona per liberare il Sud Tirolo ucraino occupato dall’Austria, cioè, dalla Russia, e lasciarlo nelle liberali mani dell’eroico battaglione Azov.

      • giuseppe motta scrive:

        l’opinione riportata da Roberto non è sua ma del professor Orsini

      • roberto scrive:

        Uh?

        A volte parti lancia in resta per motivi non facilmente comprensibili

        Non ho fatto IO il paragone Putin-hitler (per quanto la mia simpatia per Putin sia assai moderata…)

        Mi limito a *ridere* di quel tizio che LUI fa un paragone hitler -Putin e NATO-alleati e dice in sostanza che bisogna lasciare tranquillo Putin come si sarebbe dovuto lasciar tranquillo hitler per non scatenare la seconda guerra mondiale…

        Guarda, come forse hai notato ma sto intervenendo pochissimo su questa guerra, un po’ perché per motivi personali sono troppo coinvolto emotivamente ed un po’ perché alla fin fine ho una sola cosa da dire e l’ho già detta (poi pazienza che nessuno è d’accordo):

        sono 50 anni che qualsiasi intervento che può vagamente essere ricondotto agli americani suscita sdegno ed orrire (la Clinton è una pazza guerrafondaia! In Ruanda abbiamo fatto un macello! In Iraq abbiamo invaso un paese Pacifico! In Serbia abbiamo fatto stragi senza motivi) e sono 50 anni che qualsiasi resistente /guerrigliero/ indipendentista suscita simpatie generali

        Poi arriva Putin ad invadere un paese indipendente e leggi che è di nuovo colpa degli occidentali e che gli ucraini devono consegnare le chiavi di casa a Putin per non morire

        Posso permettermi un grande boh!?!
        Ed aggiungere che 10 anni di filoputinismo hanno fatto danni enormi?

        Quando dico filoputinismo penso a politici che fino a ieri dicevano “meglio Putin che la Merkel! Ci vorrebbe un Putin in Europa!” E amenità del genere
        Mi riferisco a parlamentari che OGGI hanno al parlamento europeo assistenti russi (cioè non doppia cittadinanza, proprio gente che viene dal Cremlino!)
        A politici che fino a oggi hanno preso soldi dal Cremlino

        E con questo è tutto per me

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Roberto

          “tutto”

          Sarei d’accordo con te, come spesso su altre questioni, se non fosse per la spudorata presa per i fondelli oggi commessa dai danni degli Italiani.

          Quello che era un aiuto (anche militare, non solo sanzioni!) per difendere un aggredito sta diventando il sostegno a una campagna per abbattere il governo di un paese ritenuto ostile. Il tutto senza che sia mai stato detto chiaramente quale sia lo scopo di questa guerra in cui siamo chiamati a contribuire ma senza che nessuno possa aprire bocca senza essere messo immediatamente all’indice come filoPutin. La domanda cui nessuno con un minimo di autorita’ ha il coraggio di rispondere rimane: “cosa vogliamo ottenere?”

          https://youtu.be/1CUSHPFQgZ0

          Chi la pone viene seppellito da un coro di pecore belanti “Quattro zampe buono! Due gambe cattivo!” stile “Animal Farm”. Si suppone che siamo liberi cittadini di una democrazia: siamo trattati come áscari.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • roberto scrive:

            Andrea

            “ se non fosse per la spudorata presa per i fondelli oggi commessa dai danni degli Italiani.”

            Può darsi, ma a sostegno di Putin hai orsini e tutto il cocuzzaro sovranista che permettimi prende il culo gli italiani da dieci anni almeno

            E che ne dici di questa cosa (che personalmente non mi fa dormire) di deputati europei che assumono assistenti russi?
            Ti immagini una cosa del genere, un funzionario del ministero dell’economia tedesco che lavora alla duma?

            A me sembra che per non vedere la propaganda, ma che dico, L infiltrazione del Cremlino bisogna essere proprio…beh vittime della propaganda

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Roberto

              “propaganda”

              La censura sta funzionando a senso unico. Siamo arrivati al punto che si chiede di cambiare i titoli dei film che cominciano con la Z.

              Comunque che ci siano russi al lavoro a Bruxelles non ci trovo nulla di strano. Quando ero esperto valutatore per il IV Framework, anni fa, ci trovai degli statunitensi.

              E la Russia per la UE era un fornitore, gli USA un concorrente.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Non “a Bruxelles” AL PARLAMENTO EUROPEO

                Cioè sono quelli che assistono i parlamentari, esaminano gli atti legislativi, sono nella macchina decisionale, sono lobby che più lobby non si può perché sono nelle stanze dei bottoni

                Hai presente quando trump ce la menava con l’amministrazione contro di lui? Ecco l’amministrazione, il deep state è quella roba lì e noi abbiamo dei tizi (sovranisti ovviamente) che infilano dei russi (e pure dei cinesi…)

                Davvero non ti sorprende!?!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “EUROPEO”

                La seconda volta che sono andato alla Commissione per passare una settimana da Esperto Valutatore per le proposte Brite-Euram i miei colleghi valutatori erano una cittadina Finlandese, uno Spagnolo, un Francese e…uno Statunitense.

                Cioè, un rappresentante USA, primo partner economico e primo competitor delle imprese UE in mille campi, era ufficialmente coinvolto nel processo di selezione delle proposte da finanziare per difendere la competitività dell’industria UE contro la concorrenza.

                Qui non stiamo parlando di mozioni di raccomandazione del Parlamento, che spesso e volentieri lasciano il tempo che trovano.

                Qui stiamo parlando dei soldi che l’UE distribuisce alle imprese dei paesi dell’Unione, cioè del principale aspetto sotto il quale i cittadini di questi paesi vengono in contatto con le istituzioni comunitarie.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Io non sto parlando di nozioni e risoluzioni, ma proprio degli atti legislativi (come sai il parlamento è colegislatore da qualche annetto….)

                Comunque se alla duma ci lavorano pure tedeschi e francesi ritiro l’obbiezione

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sicuramente le commissioni per i bandi pubblici russi non comprendono commissari statunitensi.

              • roberto scrive:

                Quindi mauricius anche per te

                1. Commissione per un bando è la stessa cosa che il parlamento
                2. È normale avere russi nel parlamento

                Vabbè sarò io strano…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma quanti sono questi portaborse russi? Uno? Dieci? Trenta? Perché se c’è il singolo europarlamentare con un portaborse russo, fuori dalla coalizione di “governo” (quella che si spartisce le cariche) è una cosa, ma se i posti-chiave sono occupati da gente con portaborse russi, allora è diverso.

              • PinoMamet scrive:

                Forse non ho capito la questione, ma non mi risulta che sia ancora proibito essere russi, in Europa.

                Cioè, questi assistenti russi hanno qualche carica ufficiale nella Federazione russa, che li renda incompatibili con il loro impiego, o sono semplici cittadini russi?

                Se è il secondo caso, che c’è di strano? Potrebbero essere pure congolesi o peruviani, che cambia?

                Francamente trovo più inquietante il caso di Andrea, e non solo perché si tratta di statunitensi…

              • roberto scrive:

                Mauricius,

                Erano una trentina a settembre

                Pino,

                No non è proibito essere russi, ma non trovi curioso che un parlamentare non trovi di meglio che assumere un russo?

                Possiamo almeno sospettare che forse non sia del tutto fuori dal mondo pensare che ci siano politici che prendono soldi da Mosca?
                E che se prendono soldi da Mosca non è esageratamente andreottiano
                sospettare che nelle loro decisioni qualche posizione che rifletta più gli interessi di Mosca che quelli europei ogni tanto la prendano?

                Ed infine immaginare una cosa del genere al parlamento russo?

                Ma vabbè sarò io sospettoso…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma è risaputo che i russi pagano politici da noi. Solo che è anche risaputo che gli americani pagano decisamente di più e hanno la capacità non solo di influenzare, ma proprio di imporre quello che vogliono ai governi e alla Commissione.

              • PinoMamet scrive:

                “Possiamo almeno sospettare che forse non sia del tutto fuori dal mondo pensare che ci siano politici che prendono soldi da Mosca?”

                E immagino ce ne siano altrettanti che prendono denaro da Washington.

                Perlomeno lo spero per loro: non facciano tutto il lavoro gratis, cribbio!

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “a sostegno di Putin hai orsini e tutto il cocuzzaro sovranista”

              Orsini è un tizio che fa ospitate gratis e la cui carriera ha iniziato ad andare male da quando si è esposto sul tema. Inoltre non mi pare che sia così influente nel “decision making” nazionale.
              Il cucuzzaro sovranista sono Salvini e la Meloni, che si sono allineati con il governo atlantista proprio perché in passato si erano sputtanati.
              Credo che possiamo stare tranquilli sul fatto che il governo italiano non sia eterodiretto dai russi. Che invece sia eterodiretto dagli Usa mi pare fuori discussione: se sgarra sulle sanzioni la risposta sono le sanzioni indirette usane.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                ““a sostegno di Putin hai orsini e tutto il cocuzzaro sovranista””

                Se ben ricordo, la Meloni, che credo sia “sovranista”, ha fatto passare per prima l’aumento delle spese militari per “combattere la Russia”.

                Che non mi sembra esattamente una forma di “sostegno” alla Russia.

              • Francesco scrive:

                mi sa che qualcuno sta dimenticando Conte …

                vabbè, poi sulla eterodirezione USA avrei moltissimo da ridire, minimo perchè è sempre stata troppo poca se esiste!

                😉

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “politici che fino a ieri dicevano “meglio Putin che la Merkel”

          Dall’altra parte ci sono quelli che, dopo averci parlato per anni della grande statista salvatrice dell’Europa, ora sparano a zero sulla Merkel “colpevole” di non aver fatto entrare l’Ucraina nella Nato.
          Loro da chi prendono i soldi? Dalle donazioni legittime (sì, perché di là ogni influenza è legalizzata) delle multinazionali americane suppongo.

          • Francesco scrive:

            Io lo dico gratis: la politica tedesca di appeasement con Putin basata sull’acquisto massiccio di energia dalla Russia e sugli investimenti in quel paese è fallita completamente.

      • PinoMamet scrive:

        Sì, ma io NON sono coinvolto emotivamente, come ripeto da settimane, e francamente non vedo perché dovrei esserlo.

        Non intendo partecipare alla massacro della democrazia in Italia dove chi sostiene tesi che discostano anche di una virgola da quella ufficiale
        (“con l’America senza se e senza ma! sacrifichiamo l’oro per la patria, voglio dire, il riscaldamento per Kiev!”)

        viene ridicolizzato prima, demonizzato poi, e ostracizzato infine.

        Per quanto mi riguarda, gli USA sono stati i grandi sostenitori delle peggiori dittature, purché schierate contro i comunisti, e tra i peggiori nemici della pace mondiale;
        il loro intervento nella questione ucraina è più che interessato, e le loro dichiarazioni in merito più che ipocrite.

        La mia simpatia per Putin è meno che moderata, quella per Zelenski inesistente, quella per i suoi ministri fascisti (ma da quelle parti, dove esistono i nazisti veri , passano addirittura per moderati, e tali tentano di gabellarceli qua) si misura con i numeri negativi.

        Infine, ritengo che senza armi e denaro inviati al ridicolo e pittoresco istrione kievano la guerra sarebbe finita da un pezzo, con risparmio di morti e con Donbass e compagnia in mano ai poco democratici russi, invece che ai poco democratici ucraini.

        • PinoMamet scrive:

          E già che ci sono voglio ricordare quanto è partito male all’inizio il guitto della steppa, quando, mentre Draghi esprimeva tutta la sua preoccupazione per non essere riuscito a sentirlo al telefono, Zelenski prima giocava ai soldati nel cortile di casa, poi pubblicava su Twitter i suoi selfie eroici, e infine se la prendeva con Draghi con una battuta copiata da un film (comico) sulla guerra in Afghanistan.

          E noi dietro, a leccargli il culo.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pino Mamet

          “poco”

          Concordo.

          Aggiungo che sento da settimane podcast polacchi: tutti senza eccezione intonano il peana russofobo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Moi scrive:

            Zelenski […] se la prendeva con Draghi con una battuta copiata da un film (comico) sulla guerra in Afghanistan.

            ——————

            Oddio, se ne sentono tante, cos’è che disse di preciso ?

            • PinoMamet scrive:

              Che avrebbe spostato il calendario della guerra per venire incontro ai comodi di Draghi.

              Lo diceva il generale americano interpretato da Brad Pitt (e descritto come un coglione, in effetti) al generale italiano che trovava impegnato al telefono, in un film di cui non ricordo il titolo.

        • roberto scrive:

          Pino

          Bene ciò detto che ne pensi di quello che dice orsini?

          “Se non si fosse andati in soccorso della Polonia non ci sarebbe stata la seconda guerra mondiale”

          E bada bene che lo dice *a favore di putin* o *contro la nato”

          Sei d’accordo con me che è formalmente ineccepibile?

          E che Orsini è un pagliaccio? O se dico che è un pagliaccio lo demonizzo?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Roberto

            “Orsini”

            Il fatto che Orsini sia un pagliaccio che ha detto una fesseria può essere vero o falso, ma non c’entra nulla col fatto che Orsini ha ragione quando chiede se la finalità della nostra azione sia umanitaria (nel qual caso si mira ad accorciare il conflitto) o militare (nel qual caso si mira a prolungare la guerra fino alla vittoria, e chi se ne frega quanti Ucraini muoiono).

            C’è una sfilza crescente di generali, ambasciatori, giornalisti ecc. che in forme diverse ripropone la stessa domanda.

            E siccome non si uniscono al coro belante dei guerrafondai col deretano altrui vengono trattati da traditori della Patria (che poi, non si capisce manco di quale Patria…)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Ma per me, Roberto, sei libero di prendere per il culo Orsini.
            Ci mancherebbe, è lo sport preferito dei giornalisti italiani.

            Io prendo per il culo Zelenski, per esempio.

            E se il paragone tra la vicenda degli anni Trenta e quelle attuali mi sembra tirato per i capelli, quello tra Zelenski e un guerrigliero anti imperialista – un Che Guevara, diciamo – mi sembra fantascienza pura e semplice.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “O se dico che è un pagliaccio lo demonizzo?”

            Non direi: il ruolo di Orsini nel sistema mediatico-propagandistico è quello dei due minuti d’odio. Lo si fa parlare, tanto le opinioni male non fanno, quindi si isolano le affermazioni più discutibili e le si consegna alla folla.
            Non sei più responsabile di demonizzazione del cittadino medio della nazione di Oceania quando grida contro Goldstein.

  13. PinoMamet scrive:

    Ieri sera mi capita di vedere per caso il Tg.

    Grande sfilata di casi lacrimosi in Ucraina.
    A seguire, atrocità putiniane: multe a chi indossa scarpe gialloblù, murales gialloblù ridipinti.

    C’è stato un aereo ucraino che ha bombardato un villaggio russo, immagino ci siano state vittime civili anche lì, e relative storie lacrimose, ma questo al nostro tg non interessa.

    Invece prende pari pari dalla TV di Kiev un servizio su un pilota ucraino “patriottico”, terrore dei perfidi russi, che ne ha uccisi tanti e ora che è morto “vola come un angelo su Kiev” (non ricordo le parole esatte, ma angelo c’era di sicuro).

    La definizione di “imbarazzante”, oltre che di schierato.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      ” su un pilota ucraino “patriottico”, terrore dei perfidi russi, che ne ha uccisi tanti e ora che è morto”

      Parliamo di quel pilota-asso di cui il secondo giorno di guerra si diceva che avesse un record di abbattimenti (fasullo, naturalmente, come tutto quello che raccontano gli ucraini) da far impallidire il Barone Rosso?

      • PinoMamet scrive:

        Sì, lui.
        Per correttezza va detto che il tg italiano, editando il servizio chiaramente made in Kiev, diceva che alcuni filmati che lo riguardavano erano opera della propaganda;
        senza smentire le mirabolanti imprese dell’Eroe Volante, paragonandolo anzi proprio al Barone Rosso e a Francesco Baracca.
        Perchè non Erich Hartmann, dico io.

  14. Moi scrive:

    Il Professor Orsini è stato perculato / parodiato da Andrea Lorenzon dei Cartoni Morti … solito immaginario nerd/otaku da Dragonball (… universalmente noto fra i Millennials, sempre meglio che Harry Potter e i Pokémon cmq !) :

    https://youtu.be/NtsSGftIuHI

  15. Moi scrive:

    Frase attribuita (non so se ufficialmente vera …) a Winston Churchill :

    “An appeaser is one who feeds a crocodile — hoping it will eat him last.”

    —————-

    Ah, no ‘spetta : poco prima del Covid, BlackLivesMatter gli ha abbattuto un “poggia-piccioni bronzeo antropomorfico” [come dice Miguel] 😉 : come a un Generale Lee qualunque ! … Ma tant’è ! 😉

  16. Moi scrive:

    In ogni caso, la Libertà è anzitutto … parole nuove 🙂 :

    https://www.grazia.it/buongiorno/vera-gheno-con-le-parole-giuste-vivremo-piu-liberi

    Vera Gheno: «Con le parole giuste vivremo più liberi»

  17. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Trovata in Rete

    Lavrov in conferenza stampa cita un messaggio letto su Telegram:

    ‘Se non riesci a dormire a causa del conflitto tra Russia e Ucraina, ecco alcuni consigli su come calmarti: In primo luogo, immagina che questo stia accadendo in Africa o in Medio Oriente, in secondo luogo, che l’Ucraina sia la Palestina e, in terzo luogo, che la Russia sia gli Stati Uniti”

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  18. Miguel Martinez scrive:

    Per Roberto

    “sono 50 anni che qualsiasi intervento che può vagamente essere ricondotto agli americani suscita sdegno ed orrore […] poi arriva Putin ad invadere un paese indipendente e leggi che è di nuovo colpa degli occidentali e ”

    Trovo del tutto incomprensibile questa frase, se non ci metti un soggetto.
    Ad es.:

    “sono 50 anni che il governo italiano esprime sdegno ed orrore per qualsiasi intervento americano, poi quando Putin invade un paese indipendente, dà di nuovo la colpa agli occidentali”

    “sono 50 anni che la Rete Mediaset esprime sdegno ed orrore per qualsiasi intervento americano, poi quando Putin invade un paese indipendente, dà di nuovo la colpa agli occidentali”

    “sono 50 anni che la Confindustria esprime sdegno ed orrore per qualsiasi intervento americano, poi quando Putin invade un paese indipendente, dà di nuovo la colpa agli occidentali”

    “sono 50 anni che il Collettivo Avanguardia Proletaria Leninista di Riotorto esprime sdegno ed orrore per qualsiasi intervento americano, poi quando Putin invade un paese indipendente, dà di nuovo la colpa agli occidentali”

    • roberto scrive:

      Scusami Miguel, sono un pochino stufo di questo giochino retorico dei soggetti impersonali….oltretutto li usi pure tu come chiunque altro

      Non so come spiegare meglio e credo che il mio discorso sua chiaro

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Non so come spiegare meglio e credo che il mio discorso sua chiaro”

        Sarai stufo, ma non so cosa farci.

        Quando dici che “succede così”, presumo che tu ti riferisca, non a qualche piccolo individuo impotente o qualche gruppuscolo, ma a ciò che conta nella società: politica “significativa” (non il PMLI), l’economia, i media.

        Ora, mi sembra di capire che tu stia dicendo che questi attaccano incessantemente l’America, persino quando a fare un’invasione sono i nemici dell’America.

        Beh, io questo quadro non lo vedo proprio. Se ascolto i discorsi dei politici, degli economisti e dei media ho un’impressione diametralmente opposta alla tua.

        Per questo vorrei capire di chi si sta parlando.

        • Francesco scrive:

          ammetto di avere la stessa identica impressione di Roberto

          da quando è morto Montanelli, nel discorso pubblico italiano ci sono solo nemici dell’America, diversi per stile e grado di livorosità

          oggi, forse, Letta e Draghi sono diversi ma si parla per l’appunto di oggi

          e ieri c’era Berlusconi, un paria di cui tutti parlavano malissimo

          si rimane nel novero delle ristrettissime minoranze, tra tutti quelli che formano il discorso pubblico e il senso comune

        • PinoMamet scrive:

          “da quando è morto Montanelli, nel discorso pubblico italiano ci sono solo nemici dell’America, diversi per stile e grado di livorosità”

          il discorso pubblico esattamente cosa sarebbe?
          Il Corriere della Sera? Il Tg1? Il PD? Forza Italia?

          Dove sono tutti questi antiamericani? Fammeli conoscere! Non vedo l’ora!

          Credo ne siano rimasti due in una cantina del Manifesto e uno in una soffitta di Forza Nuova.
          Se secondo te queso è il “discorso pubblico”…

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            “il discorso pubblico esattamente cosa sarebbe?”

            Ecco perché insisto sull’usare un soggetto nelle frasi.

            A volte, la sintassi può salvare vite.

            Roberto, probabilmente a ragione, ha detto che io non lo faccio sempre, e gli sono grato per avermelo fatto notare.

  19. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Pure Giannini (dal Caffe’ di Corradino Mineo)

    Pure Giannini…

    Caffè, di Corradino Mineo – 01-05-22

    “Non si dovrebbe festeggiare ma urlare al massacro”, dice a Repubblica la mamma di Luana D’Orazio, che perse la vita nell’orditoio su cui lavorava. Da gennaio a marzo sono morte di lavoro in Italia 189 persone, più di due vittime al giorno. 3 milioni di giovani, di donne, soprattutto al sud, sono poveri: guadagnano poco e il loro lavoro è precario. Dunque, svalutato. Il costo della precarietà, dell’insicurezza e degli infortuni in Italia è doppio che in Germania: toglie 6 punti al prodotto interno lordo. Ma gli imprenditori – Sole24Ore – dicono che sarebbero disponibili un milione e mezzo di impieghi stabili. Purtroppo – sostengono – per il 40% di quei lavori “mancano le competenze”.

    Bene. Usate, dunque, gli importanti contributi pubblici ottenuti in ultimo con il PNRR, per garantire la formazione necessaria. In tutta legalità, senza ricorrere al lavoro gratuito o mettere in pericolo le vite di chi sia entrato nel programma di alternanza scuola e lavoro. Biani disegna un padrone incravattato che risponde al grido, “Sono caduto dal lavoro”, con sufficienza: “Sempre a pensare al salario minimo”. La colpa? Dei lavoratori.

    Altan bolla il cinismo parallelo di un commendatore che gioca con missili e carri armati. “Ma possiamo smettere quando vogliamo”, dice. Non è vero, stiamo precipitando nella follia della guerra. Guidati da un vecchio stanco e cieco. Lo stesso Biden che non provò a fermare Putin primo del fatale 24 febbraio e che chiese a Zelensky di mettersi in salvo in Polonia. Ora vede, col sangue degli ucraini, la possibilità di infliggere un colpo letale alla potenza militare russa, Per muovere poi guerra, se possibile solo “commerciale” (se no, si vedrà) alla Cina.

    Dice al Corriere, Jeffrey Sachs, economista della Columbia University, “Il grande errore è credere (ora) che la Nato sconfiggerà la Russia, tipica arroganza e miopia americana”. Il 9 maggio Putin potrebbe ordinare la mobilitazione generale, dopo essere passato dalla menzogna della “operazione militare speciale”, mutuata dalle parole con cui Bush presentò l’invasione dell’Iraq, a riconoscere che in realtà la Russia è in guerra. Guerra patriottica, dirà, per poi ordinare la mobilitazione generale.

    Quello che alcuni di voi, tifosi da tastiera, definiscono “guitto, attore ben pagato”, dico il Presidente Zelensky, ha ripetuto ieri di volere un incontro con Putin. Silenzio americano. Lo stesso “silenzio di tomba” – osserva il già citato Sachs – di quando Zelensky “lanciò l’idea della neutralità” di un’Ucraina, che entrasse però a far arte dell’Unione Europea.

    Scrive, sempre sul Corriere, Sergio Romano. “Quando fece la sua prima apparizione Vladimir Putin dette l’impressione di essere l’uomo che avrebbe restituito il prestigio internazionale di cui la Russia aveva goduto”. “Ma ha commesso l’errore di invadere l’Ucraina” e “Il maggiore perdente sarà la Russia”. “Le ambizioni di un uomo avranno soffocato le ambizioni di un popolo”.

    È così. Putin ha già perso, lo sanno tutti quelli che lo vogliono sapere. E la “pace” non farebbe che svelarlo. Non lo sanno Biden e gli americani che, con Putin, vogliono sconfiggere la Russia. Non capiscono che così saldano un popolo al tiranno. Con conseguenze, forse, tragiche.

    Si chiede Giannini, direttore della Stampa: “Stiamo armando Zelensky per consentirgli di resistere nell’attesa che le nostre sanzioni convincano Putin a fermarsi, o crediamo e vogliamo che l’esercito ucraino vada fino in fondo e vinca la guerra anche per conto nostro?” Vorremmo saperlo. Draghi – sostiene Giannini – di questo deve discutere in Parlamento.

    Vedete, cari amici del Caffè, sugli odiati giornali si fa strada un po’ di buon senso. Forse più che nelle liti tra quelli “che è tutta colpa di Russia e Cina” o invece “colpa di Nato e Stati Uniti”. E sapete perché? Perché i giornali, prima o poi, devono tenere conto della pubblica opinione. Sostiene un sondaggio della Ghisleri che il 40% teme che il conflitto si allarghi e coinvolga l’Italia. Il 31 che si inneschi una guerra mondiale. Il 42% è a favore dell’ingresso dell’Ucraina in Europa. Il 48% è contrario al suo ingresso nella Nato. Buon Primo Maggio.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Interessante e in parte condivisibile.

      Compie il solito errore di svalutare chi batte tastiere diversa dalla sua.
      Confermo altresì che, senza essere tifoso di Putin, trovo Zelenski un infame guitto e rivendico il diritto di dirlo.

      Che Putin non risponda all’ennesima offerta di negoziati farsa (anche oggi Kuleba ribadisce che l’unica base per i negoziati è il ritiro totale dal territorio rivendicato dall’Ucraina) mi sembra nell’ordine delle cose.

      E ampiamente predetto dal sottoscritto, che continua (con altri) a ritenere il povero attore di lingua russa ostaggio nelle mani di una struttura di potere nazionalista e un po’ ottusa.

  20. Moi scrive:

    Beppe Severgnini è convinto della vittoria dell’Occidente contro la Russia:

    https://www.youtube.com/watch?v=EOvhvJGEzkk

    “E’ evidente come andrà a finire, 40 democrazie più forti della Russia ma il punto è non umiliare i futuri sconfitti. Putin parla di nucleare perché in difficoltà”

    SPOILER

    “Vinciamo Noi !” [sic] … tipo Coppa UEFA !

  21. Miguel Martinez scrive:

    Per roberto

    “Scusami Miguel, sono un pochino stufo di questo giochino retorico dei soggetti impersonali….oltretutto li usi pure tu come chiunque altro”

    Sicuramente l’avrò fatto anch’io.

    Sbagliando.

    Mi dispiace di averlo fatto, cercherò di non farlo in futuro, ci ricascherò.

    E se ci ricasco, per favore fatemelo notare.

    • daouda scrive:

      Robberto te sta a ddi che quanno vuoi fa finta dè interloquì almeno nel porti similare ai comuni mortali – visto che da spia der Kgb te se n’antra realtà categoriale dellìesistenzialità ummahna – arméno mantieni l’etichetta che tu stesso conturbi er cazzo de avé: l’innocenziale riflessionabbilità.
      Porcco ddue nun ce vole tanto che cazzo! Poi dice che sò io er maleducato mortacci tua

  22. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Aggiornamento

    Segnalo questo reportage della CNN portoghese a Mariupol’. Vanno a Mangush, vanno a Staryj Krym alla ricerca delle “fosse comuni” e trovano tombe normali, persone con cui parlare anziché orchi e, persino in posti tristi come un cimitero, segni di umanità laddove i cinegiornali luce nostrani vedono solo barbarie.
    https://cnnportugal.iol.pt/videos/os-mil-corpos-enterrados-em-dois-cemiterios-as-portas-de-mariupol-no-ultimo-mes/6269a4e80cf26256cd210348

    Questa la situazione quando i giornalisti arrivano a Mangush: “Quando chegamos ao cemitério, não encontramos valas comuns”. Nessuna fossa comune. “No local preciso da geolocalização, o que há são cerca de 230 campas individuais com placas numeradas, muitas delas com nome, data de nascimento e morte”. Al posto preciso della geolocalizzazione fornita dall’ “ex-autarca di Mariupol'” (parole loro), 230 tombe con un’etichetta numerata, molte delle quali anche con un nome, cognome, data di nascita e data di morte.

    Parlano direttamente con gli operatori che stanno scavando altre tombe più in giù, per avere maggiori informazioni su queste persone e quando sono arrivate (“Tentamos perceber melhor quem são estas pessoas e quando chegaram, através de vários coveiros que abrem uma sepultura mais abaixo”.) Gli rispondono “che quei corpi vengono da Mariupol’ e che molti di loro sono soldati e civili ucraini” (“aqueles corpos vêm de Mariupol e que muitos são civis e soldados ucranianos”).

    Una vecchietta che era lì a curare la tomba dei propri cari conferma che il camion portava i defunti e due scavatrici provvedevano alla sepoltura (“O carro trazia corpos de Mariupol. Duas escavadoras abriam buracos e uma outra enchia de terra.”). Il carro faceva avanti e indietro (“O carro ia e voltava.”) Irina ha qualcosa da dire contro le autorità ucraine che attaccano il loro popolo (“Mostra-se indignada com as autoridades ucranianas e acusa-as de atacar o próprio povo. “)

    Vanno quindi alla camera mortuaria dell’ospedale di Mangush: anche lì il medico militare che gli risponde dice che i defunti, soldati e civili ucraini morti a Mariupol’, passavano da lì dove era condotto esame autoptico, e relativo certificato di morte. (“Nega a existência de qualquer vala comum e afirma que os corpos correspondem sobretudo a civis e a militares ucranianos. “Nós examinamos os cadáveres de civis e soldados que morreram em Mariupol. Na verdade, emitimos um atestado médico de óbito””). Quando lo informano che fuori si parla di fosse comuni, “replica che è una menzogna” (Contesta que é “mentira”.)

    “Ci sono due cimiteri a Staryj Krym e Mangush (con questi corpi). Una tomba separata per ciascuno, una cassa e una lapide con un numero per ogni corpo. Dopo l’autopsia di ogni cadavere, fatta congiuntamente con una squadra del Pubblico Ministero, un’impresa funeraria pubblica provvede ai rituali di sepoltura.”
    (“Há dois cemitérios em Staryi Krym e Mangush [com estes corpos]. Uma sepultura separada, um caixão e uma placa com um número são alocados para cada corpo. Depois da autópsia de cada cadáver, juntamente com a equipa do Ministério Público, a empresa pública [funerária] Ritual trata das sepulturas”.)
    Conferma quindi le cose dette in precedenza da operatori funerari e vecchiette al cimitero correggendo il numero di tombe a 300, confermando anche le tempistiche dei movimenti di cui li avevano informati le vecchiette, da un mese a questa parte.
    Il giorno dopo vanno a Staryj Krym, “il cimitero che i capi militari e le autorità ucraine era un’altra localizzazione di fosse comuni” (“o cemitério referido pelo responsável militar e pelas autoridades ucranianas como uma outra localização de valas comuns.”) “In questo caso, centinaia di tombe a perdita d’occhio. In totale, più di 650 tombe interrate in sepolture recenti” (“Neste caso, são centenas de campas a perder de vista. No total, mais de 650 pessoas estão enterradas em sepulturas recentes.”)

    Si ripete lo scenario di Mangush ma, in questo caso, stanno assistendo non allo scavo ma alla sepoltura vera e propria, quindi possono confermare di aver visto seppellire le casse da morto (“repete-se o cenário de Mangush mas desta vez confirmamos que estas pessoas estão dentro de caixões. “)

    Danya, che sta operando con la pala meccanica, risponde alle domande, negando l’esistenza di qualsiasi fossa comune. E in effetti, ammette il corrispondente della CNN, “di fronte a ogni cassa c’è una placca con un numero di registrazione per aiutare i familiari a rintracciare le persone scomparse”. Em frente a cada caixão, está uma placa com o registo. É uma forma de ajudar os familiares a encontrar pessoas desaparecidas.”

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “e trovano tombe normali”

      La cosa era visibilissima nella foto satellitare di quello che era chiaramente un ampliamento del cimitero locale.

      https://www.ilgiornale.it/news/mondo/sepolti-fino-9mila-corpi-immagini-satellitari-sulle-fosse-2028200.html

    • PinoMamet scrive:

      Più passa il tempo, più cala la mia pur bassissima stima per i giornalisti italiani.

      • Francesco scrive:

        consiglio di ignorarli, allora

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Tu cosa usi per informarti sulla guerra in Ucraina?

          • Moi scrive:

            Faccio come i FiloIslamici con l’ Arabo : chi non sa almeno benissimo il Russo, non saprà mai di cosa parla.

            🙂

          • PinoMamet scrive:

            I siti ucraini 😉

          • Francesco scrive:

            riviste militari, articoli di giornali cinesi, una disamina delle dichiarazioni ufficiali delle due parti

            e il mio ragguardevole buon senso

            😉

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              -riviste militari

              Dal momento che dai del cretino o del venduto ad ogni militare che si discosta dal verbo atlantista, suppongo siano i bollettini Nato

              -dichiarazioni ufficiali delle due parti

              Quindi ignori tutto quello che ai politici dei due fronti conviene ignorare

              -articoli di giornali cinesi

              • Francesco scrive:

                – i militari in pensione con manie di grandezza sono molto poco utili e parlano sempre di quello di cui non hanno competenza, ti sei accorto? io invece leggo gente più umile che conta cannoni, corvette, battaglioni e kmq conquistati o persi

                – se metti insieme bene due propagande, ottieni praticamente tutto. anche quando non ho un Lavrov che mi da ragione al 100% su quello che temo

                – i cinesi non soffrono molto di deliri propagandistici, quindi sono utili assai

                e poi quando parlano di Taiwan sono molto divertenti

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “se metti insieme bene due propagande, ottieni praticamente tutto”

                Ma anche no.

            • PinoMamet scrive:

              Beh, e dicceli un po’ di questi siti cinesi anche a noi.

              Beato te che leggi così bene il cinese, tra l’altro, io ho fatto un corso di base vent’anni fa e non mi ricordo niente…

              • Francesco scrive:

                io leggo i siti in inglese rivolti a noi occhi tondi!

                😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “io leggo i siti in inglese rivolti a noi occhi tondi!”

                Interfax è un’agenzia di stampa che ha sede sia in Russia che in Ucraina e nei due siti pubblica notizie di propaganda diversa.
                Indovina quale delle due versioni è tradotta in inglese.

                Tu, in sostanza, ti informi da una fonte pensata proprio per darti un contenuto che si ritiene possa piacere a te (e, come quelli di Interfax, anche quelli a Pechino sanno cosa bisogna darti), con all’interno il messaggio che vuole il Partito.

  23. fuzzy scrive:

    https://larussiadiputin.wordpress.com/2016/01/11/baunov-la-russia-e-un-paese-capitalista-con-umori-da-paese-socialista-le-sanzioni-non-serviranno-a-nulla/
    Oh, guarda, guarda, che bel sito che ho trovato. Poi leggo.
    Eppure, nonostante la Russia e la Cina siano paesi non più comunisti, si ha come la sensazione che si continui a pensare come se lo fossero.
    O come se esistesse la categoria del giusto e dell’ingiusto.
    A me sembra che quando si scontrano potenze così enormi, non abbia più senso il bene o il male. Siamo oltre. Magari uno è semplicemente titolare di un fondo pensione, e pensa di non fare male a nessuno, ma poi tanti fondi pensione messi insieme finanziando, che so, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, potrebbero dare origine alla quarta guerra mondiale, quella combattuta dai robot e che confinerà gli esseri umani dentro un recinto nel deserto australiano.
    O più realisticamente
    https://grain.org/en/article/6834-resisting-pension-fund-capitalism-a-webinar-series
    Per come la vedo io, il vero problema è la scala di grandezza. Ma questa è stata resa possibile
    dal flusso di energia che finora ha potuto alimentare il Sistema. Meno energia, please. Facile.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ fuzzy

      “facile”

      Meno energia=più morti.

      L’energia è una quantità additiva: meno ce n’è, in meno la possono utilizzare, in meno sopravvivono.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Fuzzy scrive:

        Dipende. Pure troppa energia causa morti.
        Ad esempio un carro armato ha bisogno di molta energia. Produrre acciaio o cemento destabilizza il clima ecc. Alla fine ci troviamo con guerre mondiali, riscaldamento globale, inquinamento in val padana e i morti ci sono e ci saranno ugualmente.
        Ma con quel “facile” intendevo dire che non ci si deve aspettare che in futuro ci sarà la stessa abbondanza energetica che abbiamo avuto finora. Anzi. Dal nove maggio, credo, il gas si pagherà in rubli. Ma dove sono sti’ rubli? Per quanto la materia sia complicata e io ci capisca poco, direi che non ci sono.
        Sono le nostre stesse sanzioni imposte alla russia che ci impediscono di convertire gli euro in rubli.
        (E qui se qualcuno spiega, sarei grato, perché potrei aver scritto una “sciemenza” come dicono i russi)

  24. Mauricius Tarvisii scrive:

    L’Unione Europea, notoriamente controllata dai portaborse-ombra del Cremlino, sostiene che l’informazione italiana farebbe propaganda putiniana.

    https://www.open.online/2022/05/02/giornalisti-russi-talk-show-tv-dichiarazioni-ue/

    • PinoMamet scrive:

      Mi pare chiaro che non hanno mai dato un’occhiata all’informazione italiana…

    • Francesco scrive:

      non mi capita spesso di essere d’accordo con la UE, anche se l’analisi andrebbe approfondita

      diciamo che l’informazione italiana è del tutto incapace di distinguere informazione da propaganda, anzi credo non conosca la differenza

    • roberto scrive:

      e questo prima di vedere il comizio di lavrov…

      🙂

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Quindi quando intervistano i politici italiani i giornalisti fanno propaganda per questo o quel partito?

        • roberto scrive:

          hai visto l’intervista a Lavrov?
          Cosa ne pensi?

          PS in effetti, so che non guardi la televisione, vivi in una grotta, non parli con nessuno, non leggi giornali, ma da sempre tranne rarissime eccezioni (che faccio anche fatica a ricordare) i giornalisti italiani
          1. intervistano con il cappello in mano i politici per i quali fanno propaganda, lasciando microfono aperto e facendoli parlare a ruota libera
          oppure
          2. fanno domande fuori dal mondo ai politici che vogliono ostacolare

          nel caso di Lavrov….di nuovo, guardatela e fatti un’opinione da solo, mica devi seguire me che sono pagato da kiev….

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “1. intervistano con il cappello in mano i politici per i quali fanno propaganda, lasciando microfono aperto e facendoli parlare a ruota libera
            oppure
            2. fanno domande fuori dal mondo ai politici che vogliono ostacolare”

            C’è anche una terza possibilità: fanno interviste con domande concordate ed esclusivamente domande concordate con coloro che non potrebbero intervistare altrimenti. E Lavrov mi pare cadere in questa categoria.

            • roberto scrive:

              credo che intervista con domande concordate sia….beh….un comizio.
              non vedo nessuna differenza rispetto a berlusconi intervictato da vespa

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “credo che intervista con domande concordate sia….beh….un comizio”

                Il comizio ha natura elettorale.
                Un’intervista con domande concordate è semplicemente un’intervista prostituita: il giornalista non fa il proprio dovere e in cambio ottiene ascolti.
                E’ una pratica estremamente diffusa e mi sorprende che in molti se ne accorgano solo oggi. Anzi, dirò di più: spesso le interviste ai giornali locali non solo hanno le domande concordate, ma hanno anche le risposte che non sono rilasciate dall’intervistato, ma scritte dal suo staff e pubblicate così come sono.

              • roberto scrive:

                scusa, capisco la necessità di dire sempre una cosa arguta ed intelligente, e contestare tutto ma….

                alle 10.40 chiedevi retoricamente “Quindi quando intervistano i politici italiani i giornalisti fanno propaganda per questo o quel partito?”

                e appena 2 ore dopo scrivi che l’intervista prostituta è pratica molto diffusa

                ora ti aiuto a collegare il tutto

                alla tua domanda
                “Quindi quando intervistano i politici italiani i giornalisti fanno propaganda per questo o quel partito?”

                la risposta (che dai tu e con la quale concordo) è

                “si certo, è la pratica molto diffusa dell’intervista prostituta”

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E’ una pratica diffusa e rientra, quindi, in ciò che viene definito giornalismo in Italia e che è tutelato dalla libertà di stampa.
                Poi è assolutamente legittima la tua posizione per cui le libertà fondamentali dovrebbero essere sospese quando riguardano i nemici (manifestanti no vax canadesi, interviste sgradite italiane, ecc.).

              • roberto scrive:

                oggi sei in forma!

                1209 “intervista prostituta il giornalista non fa il proprio dovere e in cambio ottiene ascolti.”

                13.05 “[intervista prostituta] rientra, quindi, in ciò che viene definito giornalismo in Italia e che è tutelato dalla libertà di stampa.”

                🙂

                ma a parte la tua solita retorica fastidiosa, non mi hai ancora detto nulla sulla cosa principale.

                cosa ne pensi dell’intervista a lavrov?

              • PinoMamet scrive:

                Posso dirti cosa ne penso io, se fa lo stesso.

                Non l’ho sentita.

                Ma se Zelenski è stato accolto e ascoltato sull’attenti dai parlamentari di mezza Europa- e guai a chi osato darsi per malato!- a spargere a piene mani la sua retorica piagnona e aggressiva, non vedo perché non si dovesse dare la possibilità a Lavrov di spargere un po’ di propaganda russa.

                Quella ucraina la sentiamo tutti i giorni!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “cosa ne pensi dell’intervista a lavrov?”

                Non ascolto lui come non ho ascoltato [censura]elensky.

                “ma a parte la tua solita retorica fastidiosa”

                La retorica fastidiosa sulla libertà di stampa, sì, e quelle altre cazzatine della democrazia.

              • Daouda scrive:

                Labrador come il cane di razza, appunto, lecca lecca che apparecchia esattamente per Usa e RussiE

              • roberto scrive:

                Quindi Mauricius stai parlando di una intervista (chiamiamola così) che non hai visto…vabbè non sono sorpreso

                Sulla libertà di stampa, non contesto minimamente la libertà di intervistare lavrov, ma se è ancora permesso dire una parola contro Santa Russia e i suoi alleati trovo che sia stata non tanto diversa dalle interviste di vespa a berlusconi, anzi ancora più servile, almeno vespa faceva finta, e trovo che un giornalista che fa una cosa del genere da in modo ridicolo e vergognoso il suo mestiere

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Quindi Mauricius stai parlando di una intervista (chiamiamola così) che non hai visto…vabbè non sono sorpreso”

                Sto parlando di un format che conosco benissimo. Non ho bisogno di guardarmi la serie integrale di Uomini e Donne per sapere di cosa stiamo parlando.

                “Sulla libertà di stampa, non contesto minimamente la libertà di intervistare lavrov”
                Strano, perché mi pareva che fosse proprio quello il punto: se si intervista Lavrov bisogna farlo con le modalità che vuole la Commissione Europea. E questa sì che è una contestazione alla libertà di un giornalista.

                “ma se è ancora permesso dire una parola contro Santa Russia”
                Eggià, una cosa che in Italia non è proprio ammessa 😀

                “trovo che sia stata non tanto diversa dalle interviste di vespa a berlusconi, anzi ancora più servile, almeno vespa faceva finta, e trovo che un giornalista che fa una cosa del genere da in modo ridicolo e vergognoso il suo mestiere”
                Bene. Ma qui parliamo di altro: parliamo di commissari europei che dicono come i giornalisti devono fare il proprio lavoro. Ti fa schifo Vespa? Anche a me: non guardarlo. Ti fa schifo Rete 4? Anche a me: non guardarla. Non vuoi sentire le puttanate di Lavrov? Io le ho evitare: non guardarlo.
                Ma se passiamo dal gusto personale all’imposizione, questa sì che è un’aggressione alla libertà di stampa. Che per te è un orpello, si vede.

              • Daouda scrive:

                Ma che cazzo vuor ddi? Manco io ho wncora visto Labrador, ar massimo tra due tre giorni, ma tanto che me sò perso?

                Anfatti er risulato è che voi due blaterate come salsa de cojoni putrefatta.

  25. Moi scrive:

    Mi pare che Netflix abbia “colpito Putin” 😉 sostituendo i sottotitoli in Russo dei film / serie tv con quelli in Ucraino … ma credo pure che i Russi capiscano cmq oltre il 90% senza sforzo 😉 .

    • PinoMamet scrive:

      Sicuramente, ma trovo queste provocazioni stupide e piuttosto meschine.

      Stare dalla parte dell’Ucraina, che è una posizione più che lecita, non significa fare i dispettucci ai russi.

    • roberto scrive:

      Mi pare nel senso che l’hai letto da qualche parte o è giusto un “mi pare” buttato così?

    • Moi scrive:

      Poi si sa che ai Russi , come ai Polacchi, piace quella bella merda del Voice Over narrante 😉 …

    • Moi scrive:

      … vuoi ridere ? 😉

      Storia e Sovranismo all’ Amatriciana

      https://invidio.xamh.de/watch?v=WGHEQ9CsZvg

      da Camicia Nera a Maglietta Scura

    • Francesco scrive:

      Quindi mentre Costantinopoli cade tu sei per continuare le guerre intestine all’Italia? niente pace di Lodi?

      ubi factionis, salus Rei Publicae cessat!

      • PinoMamet scrive:

        Francè, ma possibile che si debba sempre parlare di guerre antiche?
        Prima Hitler, mo’ i turchi a Costantinopoli, n’altro po’ finirai a parlare delle guerre puniche…

        vabbè che l’inno parla dell’elmo di Scipio, ma insomma… 😉

        Se il paragone tra la situazione ucraina e la seconda guerra è tirato per i capelli, quello con gli Ottomani è fuori dal mondo, ma soprattutto trovo che il giochino dei paragoni sia tutto un trucco, vetrini colorati che mettiamo di fronte alle nostre lenti- già di per sè deformanti- con cui leggiamo la realtà.

        Possiamo invocare una moratoria su questo?

        Vuoi prendertela con Putin? Parla di Putin, non di Maometto II o di Genghiz Khan.

        • Francesco scrive:

          Pino

          la Storia non fa che ripetersi!

          dovresti saperlo, no?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “non fa che”

            La citazione completa (di Marx, che ti vedo con piacere citare) è “la Storia si ripete, ma la prima volta è una tragedia, la seconda una farsa”.

            Come con Churchill e Zhelensky, insomma. 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Mai vista una ripetizione identica alla prima.
            Neanche a teatro.

            • Francesco scrive:

              se così fosse, i Romani non avrebbero mai detto “historia magistra vitae”

              non c’è bisogno che sia identica, ci vuole l’intelligenza di cogliere le analogie

              sennò basterebbe dire che Putin non ha i baffi

              • PinoMamet scrive:

                Sei tu che pensi che Putin sia Hitler senza baffi.

                Io, cogliendo le differenze con gli anni Trenta, ne noto tante che non mi pare valga neppure la pena discuterne.

    • Francesco scrive:

      nella misura in cui Putin vuole la fine della resistenza ucraina e la chiama fine della guerra, sì, anche il pacifismo molto serio di Papa Francesco è putiniano

      a Putin danno fastidio due cose: le sanzioni subito e pesanti (aka boicottaggio dei principali clienti) e la guerra della NATO. tutto il resto non lo considera neppure.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “putiniano”

        Dipende se è più importante la pace o la vittoria.

        (Che poi sarebbe la vittoria degli USA, ché gli Ucraini perdono in ogni caso).

        Personalmente – ma io sono un semplice agnostico né-né, in questioni fra credenti non metto lingua – se devo fare qualcosa col deretano altrui preferisco fare la pace che la guerra.

        Almeno possono morire meno civili.

        Incredibilmente, sembro concordare col Papa.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Io penso che questa alternativa sia al 100% fasulla.

          La pace con vittoria di Putin non è altro che l’OK alla prossima guerra. Lo ho detto varie volte e ne sono profondamente convinto.

          Il precedente degli anni Trenta è chiarissimo, benchè Pino si incazzi ogni volta che lo si dice.

          Questa è una guerra degli europei che vogliono essere liberi contro chi ha altre priorità. La partecipazione USA è un fortunato accidente ma non cambia la sostanza della situazione. Putin vorrebbe le stesse cose senza gli USA in campo. E per noi europei liberi sarebbe solo più della stessa sbobba, se dovessimo affrontarlo da soli.

          Davvero, non capisco come si possa leggere la situazione in altro modo, avendo i fatti davanti. E le dichiarazioni dei vari Putin e Lavrov, visto che quelle dei loro ideologi sono state derubricate a “nulla”.

          Ma anche dire che per l’Ucraina vincere sarebbe come perdere, mi sembra incredibile. E’ del tutto falso, dai!

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Davvero, non capisco come si possa leggere la situazione in altro modo, avendo i fatti davanti. E le dichiarazioni dei vari Putin e Lavrov, visto che quelle dei loro ideologi sono state derubricate a “nulla”.”

            Mentre se gli USA minacciano di invadere un arcipelago nel Pacifico esulti, no? Lì non ci sono più Hitler, Gengis Khan o quello che ha ucciso la mamma di Bambi.

            • Francesco scrive:

              Benaltrismo, chi era costui?

              No, dai, davvero hai scritto questo? a chi stupido giochino stai giocando?

              • PinoMamet scrive:

                Quello che hai iniziato tu parlando di Hitler, Churchill e Sagunto? 😉 O era Costantinopoli?

              • Francesco scrive:

                no, io ho detto che quello che succede n Ucraina si capisce guardando a quei precedenti

                non mi sono messo a parlare di altri posti

              • PinoMamet scrive:

                Ah quindi valgono solo gli esempi che piacciono a te 😉

                Bastava dirlo, eh? 😉 😀

                Com’era quella pubblicità del gioco in scatola, ricordi? “Animale domestico? Rinoceronte”!

              • Francesco scrive:

                Ma non è un esempio, è semplicemente un’altra cosa che non c’entra nulla!

                Vogliamo discutere della mancanza di diritto USA a imporre il loro bastardo (cit) al governo delle isolette al posto di quello cinese? mi va benissimo

                C’entra qualcosa con la guerra in Ucraina? anche no

              • PinoMamet scrive:

                …a me sembra un esempio pertinente.

                Putin invade la democratica Ucraina? Empio!

                Gli USA appoggiano il golpe di Pinochet (30.000 torturati circa, la stima più bassa)? Difensori della libertà!

              • Francesco scrive:

                Beh, Pino, il mio problema è capire su cosa sei critico.

                Sull’interferenza USA? o sulla critica all’invasione russa?

                Perchè se devo scegliere una posizione coerente, preferisco quella “anti imperialista” a quella “va tutto bene”.

                Poi posso litigare con chiunque per secoli su Allende e Pinochet.

                Ma è una questione di un ordine di grandezza inferiore.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Beh, Pino, il mio problema è capire su cosa sei critico.”

                Partiamo da molto più in basso. Da mesi ci riempiono di stronzate dalla mattina alla sera.
                Occorre avere una posizione definita e articolata per notarlo?

              • Francesco scrive:

                Non sono d’accordo, le stronzate ci sono (vi credo sulla parola) ma i fatti le sovrastano.

                E consistono nella seconda invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

              • PinoMamet scrive:

                France’

                la Russia ha invaso l’Ucraina, e siamo tutti d’accordo.

                Diciamo che di fronte a un ipotetico tribunale l’Ucraina avrebbe ragione: veniva da destra, nel tamponamento.

                Bene.

                Ora, avere ragione, ed essere simpatici, sono due affari molto diversi.

                Da giorni continuo a ripetere che gli ucraini non riescono proprio a starmi simpatici, e la loro propaganda non fa che peggiorare la situazione.

                Gli USA sono i soliti impiccioni attaccabrighe.

              • PinoMamet scrive:

                Scusa, non ricordavo neanche più a quale intervento stavo rispondendo.
                Vale comunque come replica in generale.

                Pinochet era un dittatore sanguinario e non merita la tua difesa.

              • daouda scrive:

                Nn rompete er cazzo co Augusto che è na cosa del tutto irrapportabile.

                Pinochet ha ucciso comunisti, troppo pochi, e la fantomatica soggezione agli USA la blaterano i soliti compagni di merda che sanno solo dire amerika ue ue e neo-liberismo d’accatto senza manco capirci un cazzo.

                Ora visto ch però potrebbe semprare che stia co Francesco er comunista ripulito de noantri , quello che è più comunista de tutti e manco sa che d’è, riportiamo qualche sua frase da degno pupazzo:

                “La pace con vittoria di Putin non è altro che l’OK alla prossima guerra. Lo ho detto varie volte e ne sono profondamente convinto.”

                La stessa cosa al cotnrario

                “Questa è una guerra degli europei che vogliono essere liberi contro chi ha altre priorità. La partecipazione USA è un fortunato accidente ma non cambia la sostanza della situazione. Putin vorrebbe le stesse cose senza gli USA in campo. E per noi europei liberi sarebbe solo più della stessa sbobba, se dovessimo affrontarlo da soli”

                Apparte che i tuoi standard di libertà che enssuno nega di qua vanno via via riducendosi da degno leccaculo che sei, ripetiamo: qua ( fra quei paesi ) nessuno vuole combattere per la libertà, se lo pensi sei stupido. La partecipazione USA non è accidentale ma sostanziale.

                “no, io ho detto che quello che succede n Ucraina si capisce guardando a quei precedenti”

                che proprio alla luce de quelli e della storia a ritroso della Rus di Kiev dovresti capì che il governo ucraino è fatto da infami ingiustificabbili.Ma tanto come te sbaji a scondinzolà a ggratis come te se ne trovano pochi.

                Il buon Francesco parla parla di individualismo ma è un collettivista che ha bisogno della ragion di stato.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “La pace con vittoria di Putin non è altro che l’OK alla prossima guerra.

            Concordo. Ogni periodo di pace non è altro che una pausa in cui ci si prepara alla guerra successiva. Ciò non rende la pace meno desiderabile. E Putin è salito al potere dopo l’espansione a est della NATO, non prima.

            “Il precedente degli anni Trenta è chiarissimo”

            Concordo. E lo è anche il precedente dell’umiliazione della potenza sconfitta quindici
            anni prima (l’espansione della NATO a est) e la reazione di tale potenza alla minaccia (la Baia dei Porci e la crisi di Cuba).

            “Questa è una guerra degli europei che vogliono essere liberi contro chi ha altre priorità.”

            Concordo. Quelli che hanno altre priorità sono Mosca e Washington. Con la differenza che Mosca è un fornitore dell’Europa, Washington un concorrente.

            “Putin vorrebbe le stesse cose senza gli USA in campo.”

            Concordo. Non solo Putin, ma qualunque governo russo. E anche quando non c’era Putin, gli USA volevano la stessa cosa: mantenere e rafforzare la loro presa sull’Europa.

            “Ma anche dire che per l’Ucraina vincere sarebbe come perdere, mi sembra incredibile”

            Incredibile o no, l’Ucraina è già stata sacrificata. Infatti, anche se domani Zhelensky e Biden marciano trionfanti mano nella mano sulla Piazza Rossa la possibilità di un pacifico sviluppo di un’Ucraina prospera così come la conosciamo è zero, perché l’unica soluzione per evitare prima o poi una rivalsa Russa è una disintegrazione completa della Russia – il che equivale all’olocausto nucleare che nessuno vuole e che comunque non risparmia nessuno, neanche gli Ucraini.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Come sai, non concordo con la tua analisi della Russia come paese senza speranze. Nè dell’impero zarista come condizione minima di tranquillità.

              Quindi le tue conclusioni non sono le mie conclusioni.

              PS anche sull’espansione della NATO ne avrei anche abbastanza di servili letture alla Sergio Romano, cazzo. dopo 45 anni di dittatura agli ordini di Mosca quei popoli non ne volevano più sapere e avevano ogni diritto in merito!

              PPS la tua lettura hitleriana del ruolo di Mosca e Washington è leggermente prematura. O tardiva, valeva più nel 1941 😉

              PPPS sulla rivalsa, posso citarti la Germania? la “vecchia” Germania sarebbe in fregola per rivalersi su francesi e polacchi, ma non esiste più.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Germania”

                Lasciando perdere il resto, perché non arriveremo certo a un accordo adesso 🙂 mi limito a farti notare che per fare alla Russia quello che gli Alleati e i Sovietici fecero alla Germania per metterla in condizione di non nuocere più ci vorrebbero per forza le atomiche (che Hitler avrebbe tranquillamente usato, se solo le avesse avute).

                Come sembra ami ripetere lo stesso Putin, mettere un topo nell’angolo non è mai una tattica saggia. Ed è esattamente la tattica che e’ stata seguita negli ultimi trent’anni. Adesso il topo ha cominciato a mordere. E questo topo fa fuori noi prima che noi si faccia fuori lui.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                e se il topo si chiama Zelensky? io gli darei un paio di Bombe, fingendo che siano del vecchio arsenale sovietico … perchè c’è anche quella lezione che la vittoria di Putin insegnerebbe.

                poi la Russia è un angolo veramente molto grande, pur con tutta la paranoia dei russi!

                ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “gli darei un paio di Bombe, fingendo che siano del vecchio arsenale sovietico … perchè c’è anche quella lezione che la vittoria di Putin insegnerebbe”

                Sapendo bene che la risposta sarebbe nucleare. Ma tanto sarebbero gli ucraini a venire nuclearizzati, mentre gli atlantisti da noi andrebbero in orgasmo mediatico perché finalmente anche la Nato avrebbe i propri martiri.

              • Francesco scrive:

                no, figurati

                il saggio Putin sa che non si deve chiudere in un angolo un topo dotato di Bombe, giusto?

                mica è un rincoglionito come Biden o un venduto come Draghi, no?

                😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La guerra è iniziata da mesi, per cui mica si ritira perché [censura]elensky dice di aver trovato una bomba atomica in cantina.

              • Francesco scrive:

                No, no, io parlo di dargliela DAVVERO.

                Voglio vedere cosa fa Putin in quel caso!

                😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Cioè dopo mesi di guerra il comico dice di avere una bomba atomica perché tu ne hai fabbricata una in casa e gliene hai fatto dono. A questo punto Putin ci crede e ferma tutto, dici?

              • Francesco scrive:

                Fai finta di non capire?

                Dico di fornire veramente agli ucraini un numero limitato di ordini nucleari. Che possono far vedere agli emissari di Putin per convincerli.

                A questo punto il giochino finora quasi facile di Putin diventa un pò più rischioso e interessante.

                E magari scoppia la pace in nome della paura.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “DAVVERO”

                Il giorno che i Russi si convincessero di una cosa del genere – pericolo del resto che hanno già denunciato in più occasioni – l’unica contromisura efficace a loro disposizione sarebbe un attacco nucleare preventivo su qualunque base dalla quale potessero partire tali bombe.

                E l’unico modo che avrebbe Kiyv per evitarlo sarebbe di disporre di così tante bombe da riprodurre su scala locale la mutua distruzione assicurata che su scala globale ha impedito una guerra fra Washington e Mosca durante la guerra fredda.

                Contro l’atomica l’unica difesa possibile è preventiva ed è l’escalation, alzare sempre la posta. Per averne una, tanto vale averne mille.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                “difesa preventiva” un pelino esagerata e con amplissimi margini di fallimento

                anche ammesso che gli attacchi russi distruggano “solo” basi militari, difficile che la reazione ucraina che magari parte da un resort turistico non sia diretta su una città russa – e qui il rapporto costo/beneficio della Russia va a puttane

                come strategia mi pare scadente

        • PinoMamet scrive:

          ” Lo ho detto varie volte e ne sono profondamente convinto.”

          Il fatto che tu ne sia convinto non lo rende affatto più vero, né più verisimile.

          “Il precedente degli anni Trenta è chiarissimo, benchè Pino si incazzi ogni volta che lo si dice.”

          ma chi si incazza?
          Dico solo che è una balla e non sta in piedi.

          • Francesco scrive:

            Pino

            vorrei un prof di storia che si spiegasse il come si fa e non si fa

            per me le analogie sono tantissime, iniziando da “grande paese in crisi convinto di essere stato fregato”

  26. Mauricius Tarvisii scrive:

    Comunque ai crucchi gli sta bene ed è una buona lezione per tutti: non è che se ti prostituisci guadagni rispetto

    https://www.politico.eu/article/war-in-ukraine-not-a-kindergarten-envoy-in-berlin-tells-olaf-scholz/

    • Francesco scrive:

      Sono pienamente d’accordo con MT!

      ma temo di essere in totale disaccordo, allo stesso tempo.

      😀

    • PinoMamet scrive:

      Si può dire, senza offendere nessuno, che in generale gli ucraini sembrano un po’ stronzi?

      Un bel po’.

      “Eh ma sono in guerra”. Capirai, le guerre ci sono dall’inizio dell’umanità.

      Hanno “ragione” (ma metterei qualche virgoletta in più) perché la Russia li ha invasi.

      Per tutto il resto, prendetela un po’ come vi pare, hanno guadagnato zero simpatia da parte mia.

      • Francesco scrive:

        Pino

        capirai cosa gliene fotte agli ucraini, delle altre guerre dall’inizio dell’umanità. A loro interessa che li stanno menando di brutto adesso, non credi?

        E la solidarietà per le vittime non dovrebbe dipendere dalla simpatia delle vittime, non credi?

      • PinoMamet scrive:

        1- La tua risposta non ha senso

        2-io posso simpatizzare per la causa ucraina, più o meno come simpatizzo per quella dei saharawi o dei tibetani.
        Però i tibetani mandano in giro il Dalai Lama; gli ucraini mandano in giro dei ministri che insultano i paesi che li stanno aiutando.

        A livello umano non mi sembra la stessa cosa…

        • Francesco scrive:

          1) la mia risposta ha senso. se mi stanno menando di brutto, chiedo aiuto in qualsiasi modo, non ho l’aplomb del gentleman che si controlla in ogni situazione. e se la cazzo di Germania ci mette settimane a decidere di darmi i carri armati di cui ho bisogno, mi sa che alzo anche la voce!

          2) a livello umano sono d’accordo con te, però l’elemosina la faccio anche agli zingari, che non mi piacciono proprio

          3) insisto sul fatto che la causa ucraina è la nostra, di noi europei più o meno vicini alla Russia

          ciao

        • PinoMamet scrive:

          1- altri politici di altre nazioni hanno dimostrato ben diverso atteggiamento. I tuoi adorati anglofoni credo lo chiamino “grace under Fire” o qualcosa del genere

          2-hai conosciuto molti zingari che, ricevuta l’elemosina, si sono messi a prenderti in giro?

          3-la causa dell’Ucraina è la causa della nazione ucraina, di discutibile realtà storica e ancor più discutibile democrazia e non priva di colpe, di continuare a esistere come stato indipendente.
          Sì, credo sia doveroso riconoscerle questo; più oltre non mi spingerei.

          • Francesco scrive:

            1) mi pare pretendere troppo, ciononostante. mica sono inglesi, loro.

            2) non ho conosciuto zingari che presa l’elemosina siano diventati belli puliti e ordinati come piace a me

            3) discutibile realtà storica? anche no
            discutibile democrazia? vista la zona del mondo e la storia, ammirabile livello di democrazia
            non priva di colpe? concordo

            quella causa si “dibatte” qui in Europa e dal suo esito dipende molto del futuro dell’Europa libera. più di quanto ha fatto e detto Putin per chiarire come vuole il futuro non può fare

          • PinoMamet scrive:

            Confermo, discutibilissima realtà storica.
            E basso livello di democrazia, perché, tu ‘i insegni, la democrazia è un valore universale… se possono cambiare i popoli, se possono cambiare i russi, compreso Ivan Drago 😉 come da patetico discorso di Rocky, beh, anche gli ucraini possono farcela.

            Non pretendo imparino il buon gusto e l’educazione: chiedere troppo. Ma almeno la democrazia…

            • Francesco scrive:

              Pino

              qualunque sia la valutazione sullo stato della democrazia in Ucraina, mi sento di dire che la Russia è molto indietro. E che Putin e il suo revanscismo (quello che piace a Sergio Romano dal lontano 2000) la stanno spingendo dalla parte sbagliata.

              Anche per questo è necessario – non solo opportuno e giusto – stare con l’Ucraina

              E l’unico modo per farlo sul serio è militare, ahimè

              Ciao

              PS patetico davvero ma almeno un pò di lip service alla pace ci voleva, dai!

  27. Mauricius Tarvisii scrive:

    Oggi la sto vedendo un po’ peggio.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/05/03/ucraina-rapporto-del-bundestag-contraddice-il-governo-tedesco-addestrare-le-forze-di-kiev-sul-territorio-vuol-dire-entrare-in-guerra/6578456/

    “Intervenendo giorni prima in un talk show della Zdf, il politico della Cdu Roderich Kiesewetter aveva invece sosenuto che – in base all’articolo 51 della Carta della Nazioni Unite sul diritto di autodifesa – la Germania non diventerebbe parte in conflitto neppure se inviasse dei militari in Ucraina a fronte di una richiesta di intervento”

    • Francesco scrive:

      Io lo dico da prima che i russi attraversassero il confine (l’attraversamento del 2022, non quello del 2014).

    • PinoMamet scrive:

      Sì, beh, ma la guerra, come il sesso, si fa in due.

      Non basta che la Germania dica di “non essere in guerra”: deve dirlo anche la Russia…

      • Francesco scrive:

        Non sono d’accordo: nel 2014 la guerra la fece solo la Russia e l’Ucraina dovette abbozzare per assoluta disparità di forze.

        Quando i russi si presero la Crimea, l’Ucraina perse tre quarti della flotta militare e una metà di quella aerea.

        PS io dico che bisogna fare la guerra alla Russia, oppure sarà solo lei a farla a noi.

        • PinoMamet scrive:

          Quindi secondo te la Russia, che si premura di fare sapere a tutti che userebbe il nucleare, abbozzerebbe?

          Lo credevano in tanti…

          • Francesco scrive:

            Il nucleare è una spada a due tagli, come sanno benissimo anche a Mosca.

            “Can che abbaia non morde” e il fatto che strillino così spesso “guardate che usiamo la Bomba” mi pare la variante russa del “reggetemi se no lo meno”. Le cose in Ucraina non vanno abbastanza bene, l’Occidente è ancora unito, a Mosca sono preoccupati di fallire e dover rendere conto ai russi.

            Ciao

          • PinoMamet scrive:

            Senti un attimo, lasciando da parte il nucleare (io sono convinto che lo userebbero, e potrei argomentare, ma lasciamolo da parte)

            Non ti rendi conto che stai facendo esattamente lo stesso calcolo di Putin al momento dell’invasione?
            “Non dureranno, si sfasceranno da soli”.

            • Francesco scrive:

              io non sono così ottimista, la mia unica posizione è “primo bisogna sconfiggere l’invasione russa sul campo, poi inizierà il tempo della diplomazia e della politica”

              Putin può restare al potere e allora va contenuto come un gigantesco Kim Il Sung, sperando non metta su famiglia

              senza più le illusioni degli ultimi cancellieri tedeschi

              si deve tornare alla logica della Guerra fredda (e scovare degli Andreotti del terzo millennio)

              PS il loro uso del nucleare sarebbe terrificante, a oggi l’umanità ha saputo gestire la Bomba per la follia che è.

            • PinoMamet scrive:

              Buona fortuna.

  28. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Copio da una mailing list un commento che pone una domanda interessante:

    Nel sondaggio che ieri ha fatto vedere Porro, l’85% degli elettori del Pd è favorevole all’obbligo di mascherina nelle scuole. Ecco, io più che analizzare la psicologia dell’interventismo bellicista, che in qualche modo ho compreso forse grazie ai precedenti storici, ho bisogno di capire cosa succede nella mente di un elettore del pd al punto da desiderare che un bambino di 6/7 anni stia seduto al banco con una pezza in faccia per 8 ore e venga redarguito ogni qual volta osi abbassarla per una boccata d’aria.
    C’è qualcosa che mi sfugge del tutto.
    Ieri Bassetti ha detto che le mascherine erano utili solo prima che arrivassero i vaccini. Questo è il punto: il fatto che questi esperti da salotto vadano in giro a dire ste idiozie.
    Ma perchè un lettore del Pd, magari laureato, indottrinato, primo della classe, solerte genitore responsabile, dovrebbe stare dietro a questi figuri?

    • roberto scrive:

      sarà una tara psicologica degli elettori del PD, non vedo perché preoccuparsene, sono una minoranza

    • Francesco scrive:

      “un sondaggio che ha fatto vedere Porro” … perchè il mio interesse è sceso a -1.000?

      devo essere razzista, sotto sotto

    • paniscus scrive:

      Di solito, chi è favorevole al mantenimento delle mascherine lo è perché pensa sinceramente che siano utili per ridurre la probabilità di contagio, NON perché si diverte a far soffrire i bambini.

      Poi, può anche darsi che si sbagli (cioè, che non sia vero che le mascherine siano utili), ma non vuol dire automaticamente che sia un sadico che mente sapendo di mentire e che lo fa apposta solo per far soffrire i bambini.

  29. Francesco scrive:

    Comunque noto che, pacati o arrabbiati che siamo, non ci si ritrova mai a discutere del senso di questa guerra. La lontananza non diminuisce, mi pare, anzi pare ribadirsi di giorno in giorno.

    Forse perchè ne siamo lontani? e allora il “mondo immaginale” non ha da scontrarsi con la cruda realtà?

  30. tomar scrive:

    Gioco anch’io alla giostra dei precedenti.

    Francesco: Nella misura in cui Putin vuole la fine della resistenza ucraina e la chiama fine della guerra, sì, anche il pacifismo molto serio di Papa Francesco è putiniano.

    Francesco: “Ma io sento che non devo andare a Kiev. Io prima devo andare a Mosca, prima devo incontrare Putin”.

    Papa Leone Magno va incontro ad Attila, tié!

    • paniscus scrive:

      Quando il Leone gli prese la mano
      lui alzò il pugno chiuso e il suo coltello
      forse mentiva, l’uomo bianco
      ma lui era proprio suo fratello
      flagellum, flagellum, flagellum Dei
      flagellum, flagellum, Agnus Dei

      E quando i carri gli volsero le spalle
      Leone levò il calice al cielo
      e fu per ignoranza o per sfortuna
      che questa stella, figlio, è ancora a Roma

    • Francesco scrive:

      ricordo che ai tempi di Attila e Leone Magno ogni forma di resistenza militare era impraticabile, solo un miracolo poteva salvare Roma (Aquileia era già andata)

      oggi c’è quella piccola differenza, possiamo salvare Kiev-Aquileia con la forza, volendo

      forse, qualcuno dice che la NATO è solo una tigre di carta che ha smesso di avere una vera capacità militare, nel qual caso tocca puntare tutte le fiches su Papa Francesco

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “oggi c’è quella piccola differenza, possiamo salvare Kiev-Aquileia con la forza, ”

        Vai! Poi ci mandi il video di come è andata.

      • PinoMamet scrive:

        Ah, mo’ è Aquileia.

        Ancora niente sulle Termopili? Dai Francè, devo suggerirtelo io?

        😀 😀 😀 😀

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “Dai Francè, devo suggerirtelo io?”

          Quando parte per Kiev, ricordiamogli che lì l’inverno fa freddo, e ci vuole la sciarpa di lana.

          Noi che non apprezziamo la guerra abbiamo il vantaggio di potercene restare a casa, almeno finché non arrivano con la forza a mandarci in trincea (e io forse me la cavo vista l’età).

        • Francesco scrive:

          Ohi Pino,

          io affronto il tema della possibilità realistica di resistere in armi, visto che altri mi cita Leone Magno.

          Da tempo ho smitizzato le guerre tra Persiani ed Elleni, anche se molto mi è rimasto in mano dopo questo doloroso processo.

          Peraltro il tema è sempiterno, per questo nella storia gli esempi abbondano!

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Davvero, la storia è piena di esempi di scontri del Bene contro il Male?

            • Francesco scrive:

              No, di invasioni da parte di re/tiranni/democrazie assetati di potere a danni di loro vicini più deboli, con scuse risicatissime.

              Davvero vuoi insistere con la pantomima Bene/Male come se io fossi più pirla di quanto sono?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Gli USA ne hanno fatte parecchie, ma mi pare che tu le difenda tutte.

              • Francesco scrive:

                tutte no! ammetto di difenderne forse qualcuna di troppo ma tutte no

                (merito del Manifesto, se vuoi ti racconto perchè)

          • PinoMamet scrive:

            Scusami Francè, non ce l’ho con te, che so essere ottima persona, ma…

            se hai smitizzato Leonida, figuriamoci Zelenski 😉

            a parte gli scherzi:

            Attila guidava una confederazione di Unni e altri popoli tra cui i Goti, che cercavano un luogo all’interno dell’Impero romano;

            l’esercito romano che lo fronteggiava… era formato dagli stessi Goti e popoli vari, gli stessi Unni erano tutt’altro che una novità ed erano stati persino di moda a Costantinopoli
            (proprio, i fighetti si vestivano e pettinavano “alla unna”, credo all’epoca di Giustiniano andando a memoria).
            Gli Unni di Attila avevano persino aiutato l’esercito romano in Gallia contro i Bagaudi.

            Popoli che avevano ottenuto dall’Impero le stesse terre che ora chiedevano gli Unni, e che in certi casi si erano ritagliati dei regni indipendenti come i Visigoti.

            Ora, io sarei davvero curioso di sapere neppure dov’erano queste enormi B ed M maiuscole che (secondo me e Mauricius) in fondo ti ostini a cercare nella Storia;

            ma persino dove sarebbero i re invasori e i popoli più deboli, nella vicenda di Attila, Genserico, Ezio e Papa Leone…

            • Francesco scrive:

              Pino

              va bene smitizzare ma … qui mi stai recuperando Attila l’Unno manco fossi lo sceneggiatore di Abatantuomo!

              Certo che la storia è piena di commerci e scambi e accordi con (quasi) tutti

              Poi però arrivano momenti di chiarezza, come quando uno strapotente esercito di barbarissimi punta su una Roma priva di forze

              e ammetto di sentirmi discendente di quelli che aspettavano l’arrivo di Attila più che del suo composito esercito

  31. Miguel Martinez scrive:

    Le provano tutte per farmi ritornare alle urne… spero di resistere alle tentazioni.

    https://www.askanews.it/politica/2022/05/03/nuovo-gruppo-cal-pc-idv-al-senato-insieme-contro-governo-e-guerra-pn_20220503_00173/

    Nuovo gruppo Cal-Pc-Idv al Senato, insieme contro Governo e guerra

    Martedì 3 maggio 2022 – 15:37

    Il capogruppo Crucioli: “Seria opposizione serve al Paese”
    Roma, 3 mag. (askanews) – Nasce il nuovo gruppo in Senato dal nome Cal (Costituzione-Ambiente-Lavoro) – Pc – Idv. Lo riferisce una nota, spiegando che “Cal-Pc-Idv comprende più anime, anche diverse tra loro, ma tutte di opposizione: Alternativa, Partito comunista (quello guidato da Marco Rizzo, ndr) e indipendenti del gruppo Misto (requisito per entrarvi è non aver mai votato la fiducia al governo Draghi) ed utilizza anche il nome di Italia dei Valori perché per il regolamento del Senato occorre avere un simbolo che abbia già corso alle precedenti elezioni”. Nuovo gruppo Cal-Pc-Idv al Senato, insieme contro Governo e guerra

    Del gruppo fanno parte Mattia Crucioli, capogruppo; Cataldo Mininno, tesoriere; Rosa Silvana Abate, Luisa Angrisani, Bianca Laura Granato, Margherita Corrado, Emanuele Dessì, Silvana Giannuzzi, Elio Lannutti, Rosellina Sbrana e Barbara Lezzi. Nel dettaglio, Dessì fa capo al Pc, Lannutti a Idv, Crucioli e Angrisani ad Alternativa (che alla Camera ha costituito una robusta componente di ex 5 stelle nel Misto), tutti gli altri restano indipendenti come erano nel Misto.

    “Cal-Pc-Idv – afferma il neocapogruppo Mattia Crucioli – è un raggruppamento parlamentare che nasce per fare un’opposizione organizzata di cui ha bisogno non solo il Senato, ma tutto il Paese: altrimenti chi fa una seria opposizione a questo pessimo governo sarebbe rimasto privo di occhi e orecchie nella conferenza dei capogruppo e in altre commissioni di garanzia. E senza costi aggiuntivi per i cittadini: i fondi saranno semplicemente ridistribuiti e tolti ai partiti di maggioranza. Noi quindi ci siamo e ci saremo, proprio perché tutti i partiti di maggioranza, e anche quelli di finta opposizione come Fratelli d’Italia, sono per l’intervento nella guerra in Ucraina, e di fronte alla guerra tutti coloro che sono contrari devono unirsi, a prescindere dalle diversità”.

  32. PinoMamet scrive:

    Visto che Francesco cita degli “squallidi figuranti”;

    e visto che Roberto da tempo si chiede perché la causa ucraina desti così poca simpatia, ne approfitto per rispondergli qua.

    Io sono partito con una dose standard di moderata simpatia verso gli ucraini;

    non avevano fatto granché per meritarsene di più, visto che insomma, entrare nella NATO non è un diritto inviolabile dell’uomo, ma una semplice e discutibile scelta di campo politica, e visto che si sono molto arrogantemente rifiutati di discutere questa scelta;
    e se rifiuti di discutere con le buone, sai che prima o poi possono arrivare le cattive.

    Però erano invasi, e vabbè: dotazione standard di simpatia.

    Poi, nell’ordine, succede che

    1- Zelenski insulta senza motivo Draghi: insulti uno che si è appena commosso per te?
    “Vabbè, avrà capito male”: perdonato;

    2-gli ucraini inventano balle senza fondamento sui russi che bombardano i monumenti all’Olocausto (perché sono cattivi!)- “vabbè, ci sarà stata confusione”: perdonati;

    3-inventano balle “eroiche” sui marinai/doganieri/guardie forestali/vigili urbani che mandano affanculo la flotta russa e vengono uccisi barbaramente: quasi perdonati, odio la retorica;

    4-i soldati ucraini dicono che i cadaveri dei soldati russi non reclamati “verrano usati come concime”: e lì mi hai perso, definitivamente.

    La stampa italiana, indignitosamente schierata, ha poi smesso di riportarci queste simpatiche dichiarazioni di parte ucraina, ma qualcosa filtra lo stesso, attraverso l’atteggiamento dei politici ucraini che:

    5-usano i colloqui di pace come trucchetto senza alcuna vergogna;

    6-alternano piagnoneria e arroganza e proclamano di volere non la libertà, ma la vittoria;

    7-fanno il giro delle sette chiese per imporre a tutti la loro retorica scadente;

    8-ordinando al resto del mondo di imporre sanzioni alla Russia e di mandare armi all’Ucraina

    9-salvo che devono essere anche armi di loro gradimento

    10-offendono i politici che osano mantenere un canale diplomatico con Mosca, o averlo fatto nel passato

    11-tentano di imporre alle Nazioni Unite di non andare a Mosca (poi Putin ha fatto bombardare Kiev con Guterres al suo interno il giorno dopo? sarà stato così stupito, o saranno stati gli ucraini ad auto-spararsi qualche razzetto in periferia per fare ammuina? Sì, sono io che sono un cattivo putiniano, certo… o andreottiano? 😉 )

    12-hanno diplomatici che insultano il paese che li ospita…

    13- hanno dalla loro parte veri idioti con la bava alla bocca come Biden, Johnson e Draghi, ultimo ma non ultimo.

    Per tutti questi motivi, proclamo solennemente che gli ucraini hanno rotto il cazzo, e tutti i loro sostenitori senza se e senza ma capiranno a guerra finita di aver preso una solenne cantonata.

    Questi non sono democratici: un democratico non lo hanno mai visto, neanche in fotografia.

    Sono stati invasi, e vabbè, cosa dobbiamo fare? gli irredentisti ucraini? Lo lascio a Francesco…

    • PinoMamet scrive:

      Naturalmente lo squallido figurante è Zelenski.

      Putin è un dittatore: ma lui uno squallido e insulso figurante.

    • PinoMamet scrive:

      Dimenticavo un punto importantissimo:

      -usano i loro civili come scudi umani senza vergogna, e anzi vantandosene, come nelle acciaierie del cazzo della loro città portuale del cazzo, “ospitati” dalle loro milizie neonaziste del cazzo.
      Il numero mettetelo voi.

    • Francesco scrive:

      minkia che fior di serie motivazioni

      fortuna che non ti ho mai offeso perchè per meno di nulla prendi cappello e stacchi lo schioppo dal muro

      seriamente: questo elenco per me significa che hai cercato delle scuse, per non esplicitare la vera ragione.

      che non conosco affatto, sospetto una dose di antiamericanismo a livello estremo (tipo MT per capirci) ma davvero non mi capacito

      capisco il nero Peucezio, il rosso MT, MM è solo scocciato perchè nessuno si fila più la crisi ambientale, ma tu?

      boh

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “prendi cappello e stacchi lo schioppo dal muro”

        Mi pare che qui siano gli altri a invocare la guerra da due mesi a questa parte.

      • PinoMamet scrive:

        “seriamente: questo elenco per me significa che hai cercato delle scuse, per non esplicitare la vera ragione”

        Perché devi sempre pensare il male degli interlocutori?

        Cosa ti fa credere che non siano ragioni sufficienti per far perdere la simpatia verso un popolo?

        Non ho detto che sono passato dalla parte di Putin.
        Non ho detto che trovo che, visto che gli ucraini si stanno dimostrando degli stronzi di prima categoria, allora ha ragione la Russia ha invaderli.

        Ho detto che si stanno dimostrando degli stronzi di prima categoria, e non ho simpatia per gli stronzi.

        Devo dire anche che non ho mai visto una tale mobilitazione pubblica- non della gente: di governi e carta stampata- per nessuno dei tanti popoli oppressi, invasi o aggrediti del mondo, e ci vedo sì, lo zampino degli USA, nella loro parte più schifosa, cioè la loro impicciona, pasticciona e violenta politica estera.

        Se poi a te degli USA piace proprio questa, e li identifichi con questa, beh, sono gusti tuoi…

        • PinoMamet scrive:

          Errata: a invaderli.

        • Francesco scrive:

          sulla mobilitazione: credo faccia premio il fatto che l’Ucraina è in piena Europa, confina con numerosi stati della NATO e/o della UE, nessuno credeva veramente che avremmo visto una cosa del genere, più che la malvagia potenza degli USA

          col senno di poi siamo stati – noi europei liberi – volutamente ciechi ai mille segnali che Putin ha dato in questi 20 anni

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            ” il fatto che l’Ucraina è in piena Europa”

            Se per otto anni fosse stata in corso una guerra civile “in piena Europa” la copertura mediatica sarebbe stata diversa.

            • Francesco scrive:

              Ma quella guerra “civile” non era finita sotto-ghiaccio grazie all’intervento russo?

              E gli anni di guerra civile in Jugoslavia erano presto diventati “business as usual”, buoni per ispirare libri e romanzi.

  33. Miguel Martinez scrive:

    Nuovi Alleati per Salvare la Democrazia nel Mondo: il mitico Iran, poi Egitto (quello di Regeni), Turchia, Algeria, Iran, Qatar, Congo (quella della guerra con sei milioni di morti, alzi la mano chi se la ricorda), Mozambico, Angola e Nigeria.

    🙂

    COPASIR: PER LIBERARCI DALLA DIPENDENZA DALLA RUSSIA, AFFIDARSI AD AFRICA, QATAR, IRAN E TURCHIA
    Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) ha pubblicato oggi la Relazione sulle conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraina nell’ambito della sicurezza energetica.
    Nel documento approvato (relatori il senatore Paolo Arrigoni della Lega e l’onorevole Federica Dieni di M5s), si legge che l’affidamento alla Russia quale principale fornitrice di gas naturale dell’Italia (nel 2020 deteneva una quota del 43 per cento circa sul totale importato) “è coinciso con l’ascesa al potere di Putin ed è riconducibile alle scelte operate in passato da parte di differenti esecutivi in un contesto internazionale certamente diverso. […]
    “A fronte di una marginale produzione domestica nel 2021 di 3 miliardi di metri cubi (bcm) che rappresenta il 4% dell’approvvigionamento, l’Italia ha importato 73 bcm di gas”, si legge nella relazione. Si tratta, per il 40 per cento circa, di gas proveniente dalla Russia attraverso il sistema TAG che si collega alla rete italiana a Tarvisio.
    Il 29 per cento proviene dall’Algeria, attraverso la Tunisia, con l’interconnettore Transmed che approda a Mazara del Vallo. Il gas dell’Azerbaijan rappresenta il 9 per cento e arriva, attraverso il sistema TAP, a Melendugno.
    Dalla Libia, poi, arriva a Gela il 4 per cento dal gas totale con l’interconnettore Greenstream. Il gas dei mari del Nord, che rappresenta il 3%, arriva a Passo Gries attraverso Germania e Svizzera, con il sistema TENP/Transitgas.
    […]
    Il Copasir indica quali fornitori di gas alternativi alla Russia “in primo luogo” l’Algeria, la Libia e l’Azerbaijan, “ma anche da Egitto, Qatar, Congo, Mozambico, Angola e Nigeria per quanto riguarda soprattutto il gas liquido, peraltro di produzione ENI”.
    […]
    “L’Iran”, si legge nella relazione del Copasir, “potrebbe infatti tornare ad essere un partner di primo piano, tenuto conto dell’ampiezza dei giacimenti di gas di cui è ricco il proprio territorio. L’Italia potrebbe sfruttare le ottime relazioni commerciali con questo Paese che potrebbe costituire un ulteriore sbocco alternativo per il reperimento del gas in sostituzione di quello russo. Teheran, peraltro, ha espresso il proposito di costruire una flotta di metaniere e navi con la finalità di sviluppare una propria industria del GNL e quindi anche questa prospettiva potrebbe rappresentare un’opportunità per il mercato italiano”.
    Secondo il Copasir, anche la Turchia, guidata da un presidente con tendenze autoritarie, “in una prospettiva temporale non distante, può divenire un grande hub per il gas nel bacino del Mediterraneo, accrescendo la propria influenza come alternativa al gas russo per molti Paesi europei”. (Fonte: Startmag (https://www.startmag.it/energia/copasir-relazione-sicurezza-energetica-italia/))

    • Miguel Martinez scrive:

      “il mitico Iran, poi Egitto (quello di Regeni), Turchia, Algeria, Iran, Qatar, Congo (quella della guerra con sei milioni di morti, alzi la mano chi se la ricorda), Mozambico, Angola e Nigeria.”

      Intendiamoci, nulla contro lo spirito pratico: serve il gas? Bene, si compra dove si trova.

      Ma se il criterio è lo spirito pratico e non i “valori democratici”, allora il governo italiano non dovrebbe proprio fare la guerra.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Iran”

      COSA?

      Come sarebbe a dire l’Iran?

      Abbiamo perso milioni di commesse in Iran perché Washington ha decretato che tutte le aziende Italiane che facevano affari con Teheran avrebbero immediatamente chiuso con il mercato USA, e adesso andiamo a comprargli il metano?

      Che poi Teheran ha pure ottimi rapporti commerciali con la Russia via Caspio aggirando completamente le nostre sanzioni

      https://ilfarosulmondo.it/iran-esportazioni-in-russia-aumentano-del-60/

      Vorrà dire che compreremo il metano Russo facendolo passare per Iraniano, con una mancia agli ayatollah per il disturbo?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        ma dalla Persia allo Stivale come ci arriva il gas?

        PS

        Putin sarà un ex KGB ma non faceva meglio ad averli costruiti, i nuovi gasdotti verso Oriente, PRIMA di invadere l’Ucraina? non mi capacito di una simile mussolinata

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Ci sono le democratiche Siria (la Siria è quel paese in cui l’invio di armi atlantiste per la difesa della democrazia ha fatto nascere l’Isis) e Turchia (la Turchia è quel paese dove, quando l’esercito tentò un golpe qualche anno fa, i leader europei facevano il tifo per il golpe) da cui possono passare i gasdotti.

          • Francesco scrive:

            Ci sono cose peggiori degli eserciti golpisti, tipo il regime di Erdogan, in effetti. Mi sembra che tu preferisca sguazzare nel nominalismo, ignorando la reale sostanza delle situazioni.

            Comodo per lavarsi le mani dalle responsabilità.

            PS ma l’ISIS non è nato in Iraq come reazione della minoranza sunnita alla perdita del potere?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Ci sono cose peggiori degli eserciti golpisti, tipo il regime di Erdogan”

              Bene. E quindi noi oggi sosteniamo questo regime che è peggio di una dittatura militare, giusto?

              L’Isis ha sconfinato con successo in Iraq per i motivi che dici, ma è nato in Siria.

              • Francesco scrive:

                Davvero? mi cogli impreparato.

                Erdogan ha mostrato una grande capacità di restare al potere, quindi tutti sono obbligati a fare i conti con lui. Neppure i più estremisti tra i teorici dell’esportazione della democrazia pensano sia possibile farlo subito e ovunque.

                Dire che sosteniamo il regime mi pare però eccessivo, più corretto che lo sopportiamo.

                Sai, non c’è più l’Occidente dei bei tempi, che poteva fare il bello e cattivo tempo, siamo in un mondo multipolare.

  34. tomar scrive:

    COPASIR: “L’Iran potrebbe infatti tornare ad essere un partner di primo piano, tenuto conto dell’ampiezza dei giacimenti di gas di cui è ricco il proprio territorio.”
    Quando la dilagante confusione riguardo al proprio e all’altrui rovescia freudianamente la semantica (e quante persone avranno letto e lasciato passare lo svarione o sarà solo colpa dell’italiano stento del raggioniere che ha steso la relazione?)

  35. tomar scrive:

    e a proposito di italiano stento, chiedo a quelli di voi che hanno visto anche solo per due minuti a di martedì la giornalista russa di stato: personaggio di suo immediatamente antipatico e ovviamente allineato perinde ac cadaver, ma il suo traduttore in italiano (certo non un italiano) balbettava mozziconi sgrammaticati più che tradurre. Se il traduttore così scadente è stato scelto dalla trasmissione, beh, sarebbe manipolazione davvero di bassa lega, però mi sembra più probabile che se lo sia scelto l’antipatica, per sfiducia nell’Occidente, dando però un’ennesima piccola conferma del livello generalmente scadente dell’intellighenzia putiniana… e vabbè ragazzi, cosa si può pretendere da una gangster story? Gangster story orrorifica che l’Occidentusa non cercò in alcun modo di scongiurare, prima procrastinando all’infinito la dichiarazione che di Gorbaciov ci si poteva fidare e poi anche dopo non scegliendo mai come nostro interesse generale di appoggiare Gorbaciov nel suo tentativo di traghettare la Russia senza troppi traumi sociali dal comunismo burocratico alla socialdemocrazia, tentativo generoso e compito ciclopico che solo in un clima di nuova e vera collaborazione internazionale avrebbe avuto qualche chance di almeno relativo successo… dopo il golpe fallito poi l’Occidentusa appoggiò decisamente El’cin nel controgolpe che davvero fece fuori Gorbaciov e assistette con pressoché generale compiacimento alla spartizione gangsteristica della ricchezza sociale sovietica, insomma si ritenne più conveniente per gli affari fare affari con i vincitori di quella spartizione. Ed è stata certo più una storia di teppisti che di intellettuali raffinati.

  36. Miguel Martinez scrive:

    Titolo di Repubblica:

    Attacchi No Vax a sottosegretaria Pd e giornalisti. Non si fermano contagi (2.521) e morti (13)

    https://firenze.repubblica.it/cronaca/2022/05/04/news/attacchi_no_vax_a_sottosegretaria_pd_e_giornalisti_non_si_fermano_contagi_2521_e_morti_13-348123890/

    NoVax fanno strage durante un attacco al PD e ammazzano 13 persone!

    Ah no, qualcuno ha scritto qualche commento antipatico nei riguardi di una tizia del Partito Unico.

    Poi (cosa decisamente secondaria) sono morti in 13 con Covid in Toscana.

  37. Miguel Martinez scrive:

    Allora, io ho altri criteri… mi baso solo sui criteri con cui il sistema dominante in Italia oggi, diciamo Mario Draghi, giudica i governi di altri paesi.

    Un criterio parecchio diffuso e abbastanza uniforme, per cui possiamo prendere il “Democracy Index” Economist Intelligence Unit https://en.wikipedia.org/wiki/Democracy_Index che mette in ordine 167 paesi (al numero 1, la Norvegia, al 167, l’Afghanistan).

    Ecco dove classificano i nuovi alleati della democrazia italiana:

    Iran 154
    Turchia 103
    Egitto 132
    Nigeria 107
    Congo 164
    Mozambico 116
    Angola 122
    Algeria 113
    Qatar 114

  38. Miguel Martinez scrive:

    Leggo su Repubblica:

    https://www.repubblica.it/cronaca/2022/05/05/news/io_sono_dio_la_mafia_albanese_a_roma-348106548/

    Io sono Dio
    05 Maggio 2022 alle 00:02 18 minuti di lettura

    Qualcuno, alla fine, Roma se l’è presa. O, almeno, ci è andato molto vicino. Albanesi di seconda generazione. Cresciuti all’ombra delle storiche famiglie criminali che si sono divise la capitale, parlano il dialetto tronco della città, anche se ne storpiano la cadenza con un accento slavo.

    Mi sembra ovvio che la seconda generazione di albanesi abbia preso il “dialetto tronco della città”, ma da dove cavolo gli è venuto un accento SLAVO?

  39. tomar scrive:

    “ma da dove cavolo gli è venuto un accento SLAVO?”
    Dal fatto che essere ignoranti come capre è ormai un requisito quasi indispensabile per scrivere su un giornale (ma questa è forse l’unica opinione condivisa da tutti quelli che intervengono qui, quindi rilevarlo è un po’ sparare sulla crocerossa, anche se, confesso, mi diverte sempre).

    • Miguel Martinez scrive:

      Ulteriore tocco… ho il sospetto che “slavo” per una certa generazione di italiani non significhi russi e affini, ma “jugoslavi”, che non erano frequenti in Italia – erano soprattutto zingari, che magari parlavano romanè e albanese. Poi per i triestini, “sciavo” era qualunque roba brutta e scura e povera contaminasse la loro italica cittadella.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Slavo indica chi viene da oltre l’Adriatico.

        • Francesco scrive:

          tipo noi genovesi?

          o solo “dall’altra sponda”?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            A est dell’Adriatico. Tipo i genovesi di Caffa.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Mauricius Tarvisii

              “Caffa”

              Brutto foresto! 🙂 🙂

              Non solo io sono Genovese, ma sono nato e cresciuto …in via Caffa!

              Via Caffa che non solo fa parte di un quartiere dove tutte le strade sono doverosamente dedicate a colonie della gloriosa e civilizzatrice Superba, ma è anche la principale strada d’accesso alla tristemente famosa Piazza Alimonda dove anni prima che morisse Carlo Giuliani per mano carabinieresca io passavo i pomeriggi ai giardinetti.

              Catena di coincidenze degna di un romanzo del compianto Valerio Evangelisti: non solo il mio collega vicino di scrivania per anni è stato un Ucraino che mi portò proprio le foto delle rovine Genovesi di Caffa, ma fu da Caffa che partì per Marsiglia e l’Italia la nave che porto’ inavvertitamente la peste nera in Europa… ed oggi gli Ucraini sono accusati dagli aggressori di aver condotto ricerche a scopo di guerra biologica…

              Poi Caffa fu antistante a quel principato di Gotia che inalberò i vessilli di Bisanzio ancora per ventidue anni dopo la caduta di Costantinopoli, finché non cadde in mano Turca insieme con la stessa Caffa.

              E a poche centinaia di metri dalla stessa via Caffa si conserva il Santo Mandillo (=”santo fazzoletto”), l’icona multipla dorata col racconto del Cristo di Edessa dono del Paleologo alla Superba…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

        • Daouda scrive:

          Come stavo scrivendo era un messaggio in codice subliminale per far capire che c’entrano i russi ( che andava bene sia come bruttura per dargli al conflitto che come anche vera inchiestività visto che il kgb domina il mercato della cocaina )

  40. tomar scrive:

    Mentre la tgm scalda gioiosamente i motori
    concediamoci ogni tanto, noi “di fuori”,
    qualche piccola distrazione dalla pena e dall’angoscia.
    Distrazione che oggi potrebbe essere la notizia che Vittorio Sgarbi ha vinto il Premio Erostrato 2022.

    Vittorio Sgarbi: “La lite con Mughini? Con le mie risse in tv ho inventato un genere televisivo”

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