Le dieci leggi della propaganda

Nel 1928, il parlamentare inglese Sir Arthur Ponsonby, che aveva votato in parlamento contro l’ingresso in guerra, scrisse Falsehood in War-Time: Propaganda Lies of the First World War.

“La guerra si combatte in questa nebbia di falsità, gran parte della quale non è stata svelata e che viene accettata come verità. La nebbia nasce dalla paura ed è alimentata dal panico. Ogni tentativo di dubitare o negare anche il racconto più fantastico deve essere subito condannato come antipatriottico, se non come tradimento.

Questo apre la strada alla rapida diffusione delle bugie. Se fossero usate solo per ingannare il nemico nel gioco della guerra, non varrebbe la pena di preoccuparsene. Ma, poiché lo scopo della maggior parte di esse è di suscitare l’indignazione e indurre il fiore della gioventù del paese ad essere pronto a fare il sacrificio supremo, diventa una questione seria.

Smascherare le menzogne, quindi, può essere utile, anche quando la lotta è finita, al fine di mostrare la frode, l’ipocrisia e le sciocchezze su cui poggia ogni guerra, e i palesi e volgari espedienti che sono stati usati per così tanto tempo per impedire al povero popolo ignorante di comprendere il vero significato della guerra.”

Nel corso della documentatissima opera, Ponsonby espose con un gran numero di casi, i principi fondamentali della propaganda.

Dopo l’attacco NATO alla Jugoslavia, i principi di Ponsonby furono riassunti schematicamente dalla studiosa belga Anne Morelli come segue:

  1. Non siamo noi a volere la guerra
  2. L’altra parte è l’unica responsabile della guerra
  3. Il nemico ha la faccia del diavolo [Non si può odiare globalmente un intero popolo. È quindi efficace concentrare questo odio del nemico sul leader avversario]
  4. I veri obiettivi della guerra devono essere mascherati da nobili cause
  5. Il nemico provoca consapevolmente atrocità, noi commettiamo errori involontari
  6. Noi subiamo poche perdite, quelle del nemico sono enormi
  7. La nostra causa è sacra
  8. Artisti e intellettuali sostengono la nostra causa
  9. Il nemico usa armi non autorizzate
  10. Chi mette in dubbio la nostra propaganda è un traditore

Con questi dieci principi saldamente in testa, avete adesso la chiave per leggere i seguenti titoli raccolti oggi sul sito di Repubblica. Solo oggi…

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322 risposte a Le dieci leggi della propaganda

  1. Miguel Martinez scrive:

    Dal canale Twitter del New York Times:

    The New York Times
    @nytimes
    ·
    22h
    An oak tree in Russia, said to have been planted 198 years ago by the novelist Ivan Turgenev, was disqualified from the European Tree of the Year competition over the country’s invasion of Ukraine. A 400-year-old oak tree in Poland took the top spot.

    • daouda scrive:

      mortacci vostri ao! Leggete cazzo!

    • Tortuga scrive:

      La maggior parte delle linee di comunicazione tra l’estrema destra ucraina e gli attori filo-Cremlino all’estero sono state interrotte dopo la Rivoluzione della dignità, l’annessione della Crimea e l’inizio del conflitto nel Donbas. Tuttavia, alcuni gruppi da allora sono riusciti a costruire nuovi o approfondire i vecchi legami con i gruppi di estrema destra europei non russi. Tuttavia, per i nazionalisti radicali ucraini il problema con queste vecchie e nuove connessioni è che molte, se non la maggioranza, delle formazioni radicali di destra europee hanno simpatie o addirittura contatti con la Russia di Putin. [243]Molti gruppi nazionalisti radicali dell’Europa occidentale sposano apertamente opinioni pro-Cremlino e alcuni hanno persino una speciale fedeltà a Vladimir Putin. Inoltre, alcuni di questi gruppi sono stati pubblicamente accusati di esercitare pressioni sugli interessi del Cremlino nei paesi dell’UE. Tuttavia, l’estrema destra ucraina post-Euromaidan ha mantenuto o in parte ampliato i suoi contatti con gruppi nell’Europa centro-orientale (Polonia, Stati baltici, Ungheria), Europa occidentale (Francia, Germania, Svezia e Italia) e negli Stati Uniti.

      I gruppi di estrema destra e anti-occidentali dell’Ucraina nell’Europa orientale
      Il movimento Azov e il suo gruppo di supporto Intermarium

      Dopo che Svoboda ha interrotto la maggior parte dei suoi legami con l’estero nel 2014, il movimento Azov è diventato il leader dell’estrema destra ucraina in termini di cooperazione internazionale. Per lo più ha ottenuto nuovi partner all’estero piuttosto che continuare i vecchi legami con l’estero. Il ramo principale di Azov che conduce i suoi affari internazionali è un ramo semi-intellettuale del movimento chiamato Intermarium Support Group. [244] La parola Intermarium è la variante latina del polacco Międzymorze (Tra i mari). Uno schema geopolitico con questo nome fu promosso dopo la prima guerra mondiale da Józef Pilsudski che voleva creare un’alleanza anti-tedesca e antisovietica di nazioni dell’Europa centro-orientale situate tra il Mar Baltico, Nero e Adriatico. [245]

      L’Intermarium Support Group di Azov è diventato un mezzo per la comunicazione di destra ucraina con i nazionalisti radicali croati, bielorussi, polacchi, ungheresi e baltici. [246] I gruppi si incontrano attraverso conferenze sul futuro dei progetti Trymor’ia (Tre mari) o Mizhmor’ia (Tra i mari).[247]I discorsi di estrema destra dell’Europa orientale di oggi vanno oltre i piani originali di Intermarium e cercano di stabilire un regno di civiltà separato nell’Europa centro-orientale che sarebbe distinto sia dall’UE liberale che dalla Russia autoritaria. I nazionalisti croati, polacchi e ucraini stanno anche rivisitando la vecchia struttura dell’Intermarium in un nuovo concetto di difesa multinazionale e di un blocco economico tra il Mar Baltico, Nero e Adriatico che si opponerebbe sia all’Occidente pluralista che all’Eurasia imperiale. [248]

      Sulla base di tali visioni, l’Intermarium Support Group è stato impegnato in una serie di attività, tra cui discussioni ed eventi commemorativi. Uno dei più grandi eventi è la conferenza annuale Intermarium a Kiev. [249] Attraverso queste e simili iniziative, il dipartimento internazionale del movimento Azov è diventato un attore notevole nel discorso intellettuale di estrema destra dell’Europa orientale. Negli ultimi anni, le conferenze di Intermarium hanno riunito rappresentanti e partecipanti di 13 paesi dell’Europa centrale e orientale. [250]

      Questa attività è di per sé insignificante nel contesto del presente studio e non esula dal quadro della prevedibile ideologia e comportamento nazionalista ucraino. Tuttavia, all’interno di questa rete internazionale, l’estrema destra ucraina a volte collabora con alcune organizzazioni radicali di destra non ucraine con possibili legami con il Cremlino. Dal 2014, la maggior parte dei contatti internazionali dell’estrema destra ucraina sono diventati imprese rischiose in vista delle diffuse simpatie per la Russia di Putin nei gruppi antidemocratici occidentali e non occidentali in tutto il mondo. La posizione ufficiale dei nazionalisti ucraini è, senza dubbio, che non collaborano con partner stranieri che sostengono Mosca. Tuttavia, questo non è sempre ciò che accade nella pratica, anche dopo l’inizio della guerra russo-ucraina nel 2014.

      Sto leggendo e trovo tutto mostruoso. In pratica la rinascita del nazismo nel cuore dell’Europa, che coinvolge anche sia la Russia che l’Europa.

      In pratica, cioè che dobbiamo domandarci è solo ‘quali’ nazisti stiamo sostentendo visto che lì prolificano talmente che ce ne sono di tutte le specie e le forme.

      Tutto veramente mostruoso.

    • Tortuga scrive:

      E figurati:

      “Gli attori ucraini di estrema destra e pro-Cremlino nell’Europa occidentale
      Azov e CasaPound

      Uno dei nuovi contatti esteri degli ultranazionalisti ucraini è stato il gruppo fascista extraparlamentare italiano CasaPound, che sposa una posizione ambivalente sulla guerra russo-ucraina. Questo movimento, in gran parte sconosciuto al di fuori dell’Italia, è nato come comune a Roma per “veri italiani”, accogliendo le famiglie dei loro sostenitori ideologici. Nel tempo, questa pratica si diffuse in tutta Italia e il gruppo divenne un notevole attore neofascista nell’Europa occidentale. [259] Alcuni membri di CasaPound hanno espresso il loro sostegno all’Ucraina nella sua guerra contro la Russia, mentre altri sostengono il Cremlino e hanno persino combattuto dalla parte dei militanti filo-russi nell’Ucraina orientale. ”

      Ma che gran merda tutto quanto davvero.

      • Francesco scrive:

        Posso fare solo una piccola nota? Merda di certo e della peggiore specie ma direi piccola, molto piccola.

        Se definiscono CasaPound come un “notevole attore” vuole proprio dire che sono quattro stronzi.

        Ciao

  2. PinoMamet scrive:

    Colgo l’occasione per ricordare che l’incommentabile Gramellini, gran corifeo interventista-per-interposta-persona, che oggi inneggia alla “fionda di David” ucraino, qualche tempo fa se la prendeva con la cooperante Silvia Romano rapita in Africa, che avrebbe potuto benissimo soddisfare la sua sete di aiuto “in qualche mensa della Caritas” in Italia.
    Pensiero che per inciso trovo anche condivisibile, ma che cozza con la smania di aiutare la causa ucraina.
    È vero che in questo caso non parliamo di medicine e giochi per bambini, ma di armi, evidentemente più di suo gusto.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Davvero Gramellini aveva detto quello sulla Romano? Gramellini, quel concentrato di melensità che ti appiccica solo a guardarlo?

      • PinoMamet scrive:

        Ogni tanto mostra il suo vero volto, mi sa.

        • paniscus scrive:

          Gramellini è uno che si è venduto la mamma (letteralmente) pubblicando un romanzo autobiografico strappalacrime pieno di dettagli delicatissimi e disturbanti sulla vita privata della propria famiglia.

          Nelle interviste ed editoriali seguiti alla pubblicazione del libro, insisteva a ripetere a oltranza il concetto di non aver mai voluto avere figli, da nessuna delle sue diverse compagne, proprio a seguito delle ripercussioni psicologiche di queste vicende.

          Nel giro di un anno o due, a più di 50 anni, si è messo con una donna più giovane e i figli li ha fatti.

  3. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Quella del comandante dell’Azov che legge Kant ai soldati è mitica.

    Mi immagino la scena.

    All’alzabandiera, il tenente presenta la forza al capirano, il maggiore al colonnello, il colonnello saluta la bandiera che garrisce nel cielo.

    Al che il comandante si volta verso il reggimento schierato sull’attenti, sguaina la sciabola e lancia il grido di battaglia:

    “Cielo stellato sopra di me!”

    Al che i soldati, come un sol uomo tonanti:

    “Legge morale dentro di me!”

    E al rombo di quattrocento voci virili all’unisono si somma quello di aviogetti in formazione svettanti sulla bandiera al vento…

    Mi piace l’odore del napalm la mattina. Profuma di vittoria.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      😀

    • tomar scrive:

      La tua scenetta potrebbe stare in mezzo a quelle de Gli ultimi giorni dell’umanità… e aggiungerci, a suo coronamento, un coro finale Per la pace perpetua?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ tomar

        “coro”

        Beh, l’inno alla gioia della Nona di Beethoven viene a fagiolo. È anche l’inno dell’UE…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • habsburgicus scrive:

          @Andrea
          l’inno nazionale ucraino è ще не вмерла україни Shche ne vmerla Ukrajiny “L’Ucraina non è (ancora) morta”, che fu suonato pubblicamene dopo il lungo buio sovietico a Ternopil’ il 20/3/1990, lo stesso giorno in cui il Soviet cittadino di quella città adottò i colori blu e gialli (invero, già sventolati, a Stryj il 14/3/1990)…
          orbene a te non debbo far notare l’analogia con il celeberrimo inno polacco !
          le terre della vecchia Rzeczpospolita hanno un’unità intrinseca ! e financo il progetto Intermarium di Chodhiewicz meno fonte di quanto a prima vista appaia..unica nota stonata la Bielorussia…il giorno in cui la Bielorussia tornerà libera si potrà fare una sottounione est-europea fra PL, LT, BY, UA, MD e magari LV, in cui Bruxelles sarà Varsavia 😀

          • PinoMamet scrive:

            Basta che se la facciano fuori dall’Unione Europea…

            Liberi di diventare i nuovi sudditi USA, se ci tengono tanto.

            • Francesco scrive:

              strano eh che di gente libera che voglia diventare suddito della Cina o della Russia non se ne trovi!

              • Daouda scrive:

                Tutti hanno paura di Russia e Cina perchè gli USA vogliono che ne abbiano semmai.

              • PinoMamet scrive:

                Sì trova un sacco di gente libera che NON vuole essere suddita degli USA, però, Francè.

                Poi ci sono quelli che hanno subito il lavaggio del cervello 😉

              • Francesco scrive:

                Pino

                spiace (:D) contraddirti ma la grande maggioranza di quelli che non vogliono essere suddita degli USA sono arnesi fascisti o comunisti. Più in generale, con un pessimo rapporto con l’idea di libertà.

                E che abitano a distanza di sicurezza dalle alternative reali agli USA!

                😉

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ habsburgicus

            “sottounione”

            Mi stupisco del tuo candore.

            L’ostilità fra Polacchi e Lituani risale almeno alla pace di Versailles. Mille episodi lo confermano: basta vedere dove sta oggi il luogo di nascita di Piłsudski.

            Il fatto di essere tutti antirussi per adesso li unisce sotto l’ombrello USA (visto che i paesi UE non danno segno di vita 🙁 ).

            Ma se andiamo alle radici dell’Ucraina moderna, fra le lotte di Skoropadski e Pletjura prima e i crimini dei banderisti poi l’idea di una Bruxelles est-europea a Varsavia appare più peregrina persino di un rientro del Fanar sotto la cattedra di Pietro… 🙂

            Di Chmiel’nicki ce n’è stato uno, nella storia. Basta e avanza. Se c’è stata una Perejaslav il motivo ci sarà stato 🙂

            Quanto a Minsk, sono talmente gelosi della loro precarissima identità nazionale che metterebbero dazi e dogane pure alla frontiera con San Marino, se confinasse con loro.

            No, possono essere uniti e sono uniti solo dall’attrattiva verso i loro vicini che stanno meglio… cioè noi!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      >>> Mi piace l’odore del napalm la mattina. Profuma di vittoria.

      è una delle mie citazioni preferite, anche se non so perchè.

      non amo il surf nè i cappelli da cavalleria.

  4. Lanzo scrive:

    Caro Miguel, concordo au ciento picciento come diceva l’Abatantuono dei bei tempi
    Concludo solo con una citazione di Mike Tyson: Every one has a plan till they get punched in the mouth.
    Ci hanno fatto da 70 anni il pisello a peperini con i N. sti cattivissimi , fascisti, pure ma meno ed ora stanno ad applaudire una nazione VERAMENTE N. sta – Non la sola da quelle parti. Ciao/

  5. Mauricius Tarvisii scrive:

    Qua riprendono e l’Armenia avrebbe richiesto l’intervento russo contro gli Azeri (sponsorizzati dalla Turchia, che è anche mediatore in Ucraina).

    https://m.jpost.com/international/article-702273

    • daouda scrive:

      se i ciprioti si aggregano agli armeni abbiamo fatto bingo

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ daouda

        “Ciprioti”

        Vero. Tutti si dimenticano sempre di Cipro.

        Del resto nel Seicento pope ortodossi ucraini hanno lasciato scritto che meglio vivere sotto il sultano che sotto gliveretici polacchi.

        L’ortodossia come linea di frattura del fianco sud della NATO:

        russi+armeni+greci+ciprioti+serbi
        contro
        ucraini+turchi+georgiani+azeri?

        Agli armeni l’Elbruz e il Karabakh-sui-monti, ai russi il Bosforo, ai ciprioti Famagosta…

        Difficile allora che Varsavia si lasci sfuggire l’occasione di ribaltare Perejaslav e che la Croazia quella di eliminate Belgrado.

        Me la tengo buona per la prossima guerra.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  6. Miguel Martinez scrive:

    Sottile ma interessante questo titolo di Repubblica:

    l’accoglienza
    I rifugiati alloggiati a Punta Ala nella villa del milionario russo. Un altro dà una casa a Montecatini
    di Azzurra Giorgi

    Mica sono oligarchi. Sono simpatici milionari.

  7. PinoMamet scrive:

    Scusate però, ma vi sembra normale che a un tizio che minaccia di mandarti un missile ipersonico con testate nucleare si parli di “violazione contrattuale”??

    Violazione contrattuale? Ma di che stiamo parlando, della lavatrice del Magnotta e del suo contrattino “a favore del consumatore”??
    (Se non sapete chi era il compianto Magnotta fatevi una cultura 😉 )

    Questo ha invaso un paese senza battere ciglio, sta sparando missili a tutto spiano, e Draghi cosa pensa di fare, di mandargli l’ufficiale giudiziario?

  8. Tortuga scrive:

    dal Sole 24 Ore

    “Non c’è consenso con la Russia sui quattro punti del negoziato, come sostenuto dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Lo ha detto il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, citato da Ukrainska Pravda, secondo cui, «in particolare, l’unica lingua ufficiale in Ucraina è l’ucraino e resterà così.”

    Cioè a dire gli ucraini ci stanno rompendo le balle perchè non son capaci di fare un paio di regioni a statuto speciale?

    E quando entrerà in Europa e l’Europa gli farà presente che è sancita la tutela delle minoranze linguistiche Zelensky cosa farà? Ci manderà contro gli Azof-non-siamo-nazisti?

    Stiamo decisamente piastrellando i bagni con le sottilette, si, si, sissì.

    A me Zelensky sta proprio sugli zebedei tanto.

    • Francesco scrive:

      secondo me anche AH usava gli stessi argomenti, lui voleva solo proteggere i diritti dei tedeschi dei Sudeti e di Danzica (e di Merano, all’occasione)

      eppure hasburgicus lo ha spiegato, perchè il russo è visto “maluccio” nelle ex colonie

      🙁

      • PinoMamet scrive:

        Ti risulta che Hitler abbia mai proposto colloqui di pace alla Cecoslovacchia dopo aver occupato i Sudeti, dicendo che li avrebbe “disoccupati” in cambio della proclamazione del tedesco come lingua protetta?

        Dai non giochiamo la Hitler card a cavolo.

        • Francesco scrive:

          Mi risulta che Hitler abbia varie volte dichiarato di stare avanzando l’ultima richiesta e poi sarebbe stato tutto risolto. Simulando di essere una persona ragionevole con richieste moderate e limitate.

          Poi mi rendo conto che quello che sta succedendo in Ucraina dal 2014? anche prima? a te lascia quasi indifferente, per cui il criterio decisivo è che Zelensky ti ricorda Salvini.

          Mi pare un modo inadeguato di affrontare la questione.

          • PinoMamet scrive:

            1- Quello che succede in Ucraina mi lascia COMPLETAMENTE indifferente, scusa l’onestà;

            2-ho già detto abbastanza che invadere un paese è una brutta cosa e non si fa, e la mia posizione si ferma in merito si ferma qua, per cui…

            3-far notare che Zelenski è un pessimo elemento, non migliore di Putin, e oltre tutto anche antipatico, è il modo giusto ed adeguato di affrontare la questione, per quanto mi riguarda.

            • PinoMamet scrive:

              Noto che la NATO, o forse Biden (non è più chiara la distinzione, ahimè, ma sarebbe meglio se lo fosse) hanno giocato tutto sulla questione ucraina:
              Biden lo ha detto oggi, “con l’Ucraina fino alla vittoria”.

              Ora, il suo cinismo è persino peggiore di quello di Zelenski, che almeno rischia in prima persona insieme ai tanti ucraini che ha fatto massacrare per i suoi punti irrinunciabili
              (“mai la lingua russa in Ucraina! anche se è la mia lingua e sono diventato famoso per una serie TV in cui si parla esclusivamente russo!”- “mai la Crimea ai russi! che già ce l’hanno!”)

              a parte questo, per i sostenitori della NATO diventa a questo punto importantissimo dover dimostrare che Putin ha perso la guerra, al modico costo di qualche missile regalato agli ucraini

              (Zelenski chiedeva anche carri armati e no-fly-zone ma gli hanno risposto picche).

              Insomma, una vera e propria guerra per conto terzi.

              Scusate ma non mi riguarda, personalmente, e come Stato ritengo che all’Italia possano venirne solo danni, da cui il mio disinteresse e fastidio per la questione.

              Non menarmela con i poveri ucraini: dopo aver sentito parlare i loro ministri, mi sono fatto un’idea precisa di chi li governi e di cosa gli passi in quella testa di merda (non migliore di quella di Putin) e continuo a credere che avrebbero ottenuto le stesse cose, e anche di più, dopo due-tre giorni di guerra, se avessero voluto.

              Di far cantare vittoria nonno Biden non me ne frega niente, invece.

              • PinoMamet scrive:

                Mi riferisco alla testa dei ministri, ovviamente.

                Gli ucraini come persone? Sono persone, meriterebbero di vivere.

                Sì, Putin ha invaso il loro paese: cattivo.
                Ma sono Zelenski, Biden e i loro reggicoda a insistere per la vittoria a tutti i costi (leggi, costi umani: morti).

                Che poi questa vittoria sarà dare a Putin quello che chiedeva da prima dell’invasione, vedrai, spacciandolo per incredibile rimonta dell’esercito ucraino ecc. ecc. retorica a piacere.

                Scusa se non mi interessa il gioco…

              • Tortuga scrive:

                Concordo in tutto con Pino.

              • Francesco scrive:

                Concordo in quasi nulla con Pino.

                Iniziando dall’incredibile “Zelensky è come Putin” che mi pare dire “Letta è come Pol Pot”. O “Balotelli è come Maradona”.

                Ecco.

              • PinoMamet scrive:

                Non scherziamo, Letta è molto peggio di Pol Pot!

    • PinoMamet scrive:

      Tortu’, non preoccuparti.

      A parte Francesco, che ha la testa oltreoceano, ormai tutti si sono accorti che Zelenski è un povero idiota, nel migliore dei casi.
      Io perlomeno voglio vederlo così, perché voglio essere ottimista sui motivi della politica internazionale.
      Nel peggiore dei casi, invece, tocca leggere i link di Daouda….

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        In Italia secondo me c’è una nutrita minoranza atlantista che su [censura]elensky la pensa come Francesco. In genere coincide con quelli che si identificavano come i “competenti”, di orientamento liberale o “progressista” (qualunque cosa voglia dire). È una minoranza molto rumorosa sui social, per cui si autopercepisce più numerosa della realtà.

        • Francesco scrive:

          Beh è facile, con un 50% di astenuti possiamo pensare di essere in tanti. Anche perchè guardiamo oltrefrontiera e generalmente siamo la prima o la seconda forza politica.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per MT

          “In Italia secondo me c’è una nutrita minoranza atlantista che su [censura]elensky la pensa come Francesco.”

          Sarebbe interessantissimo mettere insieme il quadro.

          Convergono tanti filoni: i vecchi cattolici conservatori cresciuti con l’incubo dei Cosacchi che Abbeverano i Loro Cavalli.

          Una parte non comunista degli antifascisti, che pensano agli americani come “liberatori” di mestiere.

          I radicali, gli anticlericali, che ce l’hanno con le “culture retrograde” (musulmani, indù, preti, omeopati) e che vedono la Freccia della Storia proteggersi fallicamente in alto.

          Una parte ampia di ex-comunisti che assegna all’America più o meno il ruolo che da giovani assegnavano all’Urss o alla Cina.

          • Francesco scrive:

            Bello. Non c’è traccia di liberali, di democratici, di cattolici “normali”.

            O forse posso precisare: quando tu dici “Una parte non comunista degli antifascisti, che pensano agli americani come liberatori” io penso “la grande maggioranza degli italiani”.

            E quando penso a quelli tra gli italiani che ce l’hanno con gli americani, penso esattamente a una serie di gruppuscoli di svitati, tra il pittoresco e il criminale.

            Il tutto senza bisogno di nascondermi il male fatto dagli americani o i loro interessi.

            Ma secondo me sia tu che io abbiamo un’idea di “italiani normali” come rassicurante riferimento “che la pensa come me”.

            Ciao

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “Ma secondo me sia tu che io abbiamo un’idea di “italiani normali” come rassicurante riferimento “che la pensa come me”.”

              Ma non potrebbe essere una via di mezzo?

              L’Italiano Normale si beve tutto ciò che gli propongono, ma prima fa evaporare l’alcol.

              La TV, amica del paese X, presenta un fotomontaggio falso con bambini X uccisi dai cattivi di Y.

              Scopo, incitare l’italiano medio a dire, “datemi un cavallo e una spada, che vado a far la guerra a Y!”

              L’italiano medio accetta senza il minimo spirito critico il fotomontaggio, dice “poveri figlioli! Speriamo che non succeda anche a noi!”

              Che tutto sommato va bene lo stesso.

              • Francesco scrive:

                Non lo so, io non faccio parte di quegli italiani, uno dei miei nonni credo di sì ma l’altro decisamente no.

                Idem i miei genitori, tutto sommato.

                Ribadisco che non lo so. Io vedo l’italiano meno propenso a farsi infinocchiare ma non così propenso a lavarsi le mani da tutto.

                Forse è la mia formazione cattolica e borghese.

                Grazie

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Io vedo l’italiano meno propenso a farsi infinocchiare ma non così propenso a lavarsi le mani da tutto.”

                Anzi, lo vedo spesso anche disponibile a regalare vestiti usati per i bambini ucraini: abbiamo il giardino pieno. E fare anche (qualcosa) di più (a volte).

                E’ che non gli viene spontanea l’unica cosa che vorrebbero da lui: che pigliasse in mano la baionetta.

              • Francesco scrive:

                Eppure ci sono occasioni in cui mettere mano alle armi è la cosa da fare, credo.

                In quei casi una volta l’Italia c’era, oggi domina un discorso che dice di no ma … domina, non è l’unico e non so neppure se sia quello più vero e profondo.

              • PinoMamet scrive:

                Francesco, va bene tutto ma non parlarmi di borghesi e cattolici italiani con la spada in mano, ti prego.

                Rimaniamo nei limiti del verosimile.

                Ti ricordo che ho in famiglia Arditi pluridecorati della prima guerra, seppelliti proprio sui “sacri confini” che qualcuno si y inventato, ma era un secolo fa, non erano borghesi e non erano cattolici.

              • PinoMamet scrive:

                È vero invece, sono il primo a dirlo, che il discorso che domina oggi non è detto che sia eterno.

                Quello di oggi è senza dubbio quello che riporta Miguel.

                Sì tempi di Salgari era diverso, ma… passò quel tempo Enea.

              • Francesco scrive:

                Pino, non sei l’unico con storia di famiglia. I miei morti erano soldati, ufficiali anzi, borghesi e cattolici.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Quindi non era solo una caratteristica borghese e catto, e queste due categorie le hai nominate a cazzo.

                Quanto ai borghesi di oggi, pensano agli affari e none guerre, e i cattolici mettono le bandiere della pace.

                Se poi tu hai dei bollori bellici, e la prospettiva di una vittoria americana, voglio dire, ucraina, ti scalda il cuore, è un fatto tuo personale.

                Dal quale rinnovo il mio sentimento di distanza.

  9. Tortuga scrive:

    Ho trovato questo. Stavo leggendolo. Interessante.

    Alla conversazione, svoltasi alla Casa Bianca il 3 aprile 1949, presero parte il presidente americano Harry Truman, il segretario di Stato Dean Acheson, il segretario alla Difesa Louis Johnson e i ministri degli Esteri del Patto Atlantico: Carlo Sforza (Italia), Ernest Bevin (Gran Bretagna), Robert Schuman (Francia), Dirk U. Stikker (Olanda), Paul-Henry Spaak (Belgio), Halvard Lange (Norvegia), Lester B. Pearson (Canada), Gustav Rasmussen (Danimarca), José Caeiro de Mata (Portogallo).

    https://www.limesonline.com/cartaceo/nato-strategia-segreta-verbale-1949

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      SEGRETARIO DI STATO Noi crediamo che tale politica sia poco realistica, in quanto proprio la storia ci mostra che una nazione dinamica, con una popolazione di settanta milioni di persone, ben conscia del proprio passato, non può essere perpetuamente mantenuta in soggezione, in particolare quando due opposte potenze stanno cercando di ottenerne il sostegno. Il nostro scopo è vincolare la Germania occidentale all’Ovest prima che il nazionalismo tedesco riviva e prima soprattutto che i tedeschi diventino un grosso motivo d’attrito fra i due blocchi. Inoltre crediamo che esista un metodo preciso per prevenire il pericolo che la Germania diventi una minaccia per la sicurezza occidentale mentre ancora si sta cercando di orientarla verso Occidente. Esso consiste nell’integrazione del Reich come un partner autosufficiente in una sempre più unita Europa occidentale. Vincolando l’economia tedesca a una rafforzata Oeec 3, integrando le future Forze armate tedesche in una difesa occidentale unificata e rendendo la Germania membro a pieno titolo del Consiglio e del Parlamento dell’Europa che si svilupperà, potremo far liberamente sfogare le energie tedesche e fornire ai tedeschi una ragione per darsi da fare in quanto membri a pieno titolo insieme agli altri paesi occidentali.
      […]

      SPAAK Credo che il Belgio sarebbe molto favorevole all’integrazione tedesca in un’Europa occidentale federale.

      SCHUMAN La Francia ha già favorito una politica di questo tipo, ma crede anche che vada perseguita in un contesto di controllo continuo della sicurezza e mantenendo la Germania decentralizzata e debole.

      E così nacquero la Germania federale, l’integrazione europea ed il sogno della difesa comune come mezzo per eterocontrollare il riarmo tedesco.

      • Francesco scrive:

        Sì, a grandi linee è scritto su tutti i libri di storia.

        Quelli che non avete letto perchè meglio impegnati.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Il tuo disinteresse per i documenti originali mi sconcerta: capisco che è meglio guardare l’omogeneizzato di cazzate usano.

          • Francesco scrive:

            Io ADORO i documenti originali. Ma proprio non capisco una loro lettura come smentita alla vulgata statunitense quando la confermano in pieno.

            Sui miei libri di scuola c’era riportato: la NATO serve a tenere i russi fuori, gli americani dentro, i tedeschi sotto.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Strano, perché di solito dici che questa sarebbe propaganda antiusana…

              • Francesco scrive:

                no affatto, quella è la mia versione strawman con ti piace giocare!

                🙂

                PS un poco ne sono lusingato

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Davvero? Quindi pensi che la Nato sia uno strumento antirusso (e quindi la Russia fa bene a non volerla in casa), pensato per tenere sottomessa la Germania e per garantire la permanenza dell’acquartieramento di guarnigioni USA all’interno dei paesi europei?

              • Francesco scrive:

                Penso che la NATO sia un eccezionale strumento di pace, il che implica tutte le cose che dici tu.

                😀

                E in più ha permesso ai paesi europei di pensare e realizzare l’Unione Europea.

                Ti aspettavi che leggessi la storia con occhialini rosa?

  10. PinoMamet scrive:

    A proposito delle dieci leggi, breve scorsa quotidiana della principale stampa online:
    -su due testate continua la demonizzazione di Orsini, ormai descritto come praticamente a libro paga di Putin;
    – le forze russe resteranno senza risorse tra un mese (una settimana fa era “tra tre giorni”) ma forse stavolta è vero perché…
    – Putin avrebbe deciso di ripiegare solo sul Donbass e “adesso” direbbe che è il suo vero obiettivo (lo ha sempre detto ma vabbè) per proclamare vittoria il 9 maggio
    – questa notizia presupporrebbe che ci siano delle trattative in corso, ma l’eroica stampa ci informa che l’eroico Zelenski e il malvagio Putin sono irrigiditi sulle loro posizioni;
    – zero risalto alle parole disfattiste e panciafichiste del Papa!
    – Draghi tutto contento annuncia che compreremo il gas dall’America, non si parla di prezzi;

    Per sentire parlare del Papa bisogna andare sull’Avvenire, per avere un quadro un minimo realistico della situazione sul terreno, su Limes.

    • PinoMamet scrive:

      Dimenticavo:
      – il simpatico Draghi taccia di “illiberale” il vice ambasciatore russo, che ha fatto causa alla Stampa per un articolo nel quale invocava liberalmente l’omicidio di Stato.

    • PinoMamet scrive:

      Cioè, mi ricordo il bombardamento – infame – della Serbia, le due guerre del Golfo, la stupida occupazione dell’Afghanistan, persino le Twin Towers… ma una stampa così allineata e coperta, pancia in dentro e petto in fuori, non ricordo di averla mai visto.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pinomamet

        “fuori”

        Concordo al 100%

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio scrive:

          Andrea,
          però devo dirti una cosa.

          Sono in forte sintonia con quello che scrivi da quando è iniziata questa guerra e trovo le tue posizioni molto equilibrate e lucide.

          Ma mi chiedo com’è che tu fossi così refrattario a cogliere la stessa identica tendenza in atto in relazione al covid e alla questione del greenpass.
          Il tema era totalmente diverso, ma il metodo – delegittimazione costante e dileggio delle posizioni non conformi, invito a personaggi della controparte per trattarli con sufficienza e insolentirli, senza dare seriamente spazio ai loro argomenti – era identico.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “tema”

            Appunto: il tema era completamente diverso.

            Lì lo scopo era di prevenire delle morti, qui di provocarle.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Andrea,
              però una guerra non è meno letale di una pandemia.
              E anche una pandemia può essere peggiorata gestendola male.
              E inoltre non si muore solo di covid: se la società s’impoverisce per colpa di misure troppo restrittive, la ricaduta economica può essere destrutturante per la società e anche il sistema sanitario, che non campa d’aria, può indebolirsi.

              Comunque non era questo il punto che mi premeva.
              È l’integralismo dei mezzi di comunicazione di massa, è il conformismo violento e aggressivo.
              Nessun argomento lo giustifica.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “pandemia”

                Una pandemia la limiti solo se si è tutti irregimentati e compatti, mentre per contro la guerra la limiti favorendo lo spirito di diserzione.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Il sistema infirmativo si è perfettamente adeguato a questo: ormai i lanci di Ukrinform in inglese contengono già nel testo incisi come “according to Ukrinform”, pronti per il copia-incolla da parte dei media del Mondo Libero.

        • PinoMamet scrive:

          Mi sembrano un po’ a corto di argomenti, anche: oggi ci riprovano con i “13 marinai eroi”, che non erano 13 e non erano eroi (si sono ragionevolmente arresi) ma fa lo stesso;

          e con il bombardamento presunto, ma sicuramente volontario, fa parte di Mosca, di un monumento alla Shoah.

          Tutta roba che la stampa italiana nei primi giorni di guerra smentiva senza complessi.
          Ma all’epoca non si era ancora messa l’elmo (di Scipio) , il governo ucraino non aveva ancora imposto limiti alla libertà di spostamento dei giornalisti, Draghi non aveva ancora deciso di inviare armi, e generali dell’esercito italiano si permettevano le stesse considerazioni che oggi condannano Orsini all’ostracismo.

        • Peucezio scrive:

          Mauricius,
          “Il sistema infirmativo si è perfettamente adeguato a questo: ormai i lanci di Ukrinform in inglese contengono già nel testo incisi come “according to Ukrinform”, pronti per il copia-incolla da parte dei media del Mondo Libero.”

          Consentimi di estendere a te, mutatis mutandis, la stessa cordiale obiezione che ho fatto ad Andrea.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Premetto che la mia posizione non è del tutto sovrapponibile con quella di Andrea, nel senso che sulle repressioni aperte del dissenso (Canada o, da noi, divieto delle manifestazioni no-vax) io ero in disaccordo con la linea governativa, così come sono stato fortemente critico (per usare un eufemismo) con la linea governativa per certe questioni specifiche, come la gestione oscena dei contratti e delle forniture vaccinali da parte dell’UE, oppure la storia delle mascherine all’aperto una volta che si appurò che non servivano a nulla
            Secondo me nemmeno le due situazioni sono perfettamente sovrapponibili, nel senso che:
            – nella questione vaccinale un dissenso politico interno al parlamento c’è sempre stato, qui c’è una sostanziale unanimità parlamentare con caccia al dissenziente
            – dal punto di vista della stampa, sebbene anche lì ci fu totale adesione alla linea governativa da parte delle maggiori testate, comunque non c’è stato il controllo capillare delle notizie date che c’è in questo caso (i morti dopo il vaccino, veri e presunti, sono sempre stati in prima pagina)
            – dal punto di vista delle opinioni qualificate e della loro rappresentazione mediatica, la situazione era quasi invertita: oggi fai fatica a trovare un analista serio che sostenga la linea atlantista, mentre all’epoca non esisteva nessuno che parlasse con cognizione di causa schierato su posizioni no-vax

      • Francesco scrive:

        Concordo sull’allineamento (tendente al fanatismo) della stampa italiana. Comprese le piccole quote di putiniani.

        Discordo violentemente dal giudizio sui bombardamenti in Serbia (ricordo la situazione in Kosovo).

        Però nonostante la stampa il mio giudizio su questa guerra rimane.

        • PinoMamet scrive:

          Ma io capisco la tua posizione, Francesco: seconda te Putin è Hitly, più o meno letteralmente (e si può discutere) e vuole conquistare mezza Europa (e questo mi sembra irrealistico).
          Da questo punto di vista, la battaglia in Ucraina diventa davvero fondamentale per le democrazie, come ci ricordano (poco democraticamente) i nostri giornali.

          Poi secondo te Zelenski è anche Churchill, e qui onestamente, pur con tutta la mia stima per te e disistima per Churchill, non posso proprio seguirti 😉

        • Peucezio scrive:

          Francesco,
          “Discordo violentemente dal giudizio sui bombardamenti in Serbia (ricordo la situazione in Kosovo).”

          E io ricordo la situazione nel Donbass.

          • Francesco scrive:

            No, non credo. Al massimo fai riferimento alla propaganda russa.

            La situazione reale in Donbass è più confusa e intricata e sporca. Magari fosse solo un Alto Adige!

            PS però su una cosa la similitudine funziona: truppe NATO in Serbia non ce ne sono, noi andammo veramente a pacificare il Kosovo.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          ” (ricordo la situazione in Kosovo).”

          Anch’io, che mi sono trovato sommerso dagli zingari espulsi dal Kosovo dagli albanesi. A un certo punto, ne ospitavo dieci in casa 🙂

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “Cioè, mi ricordo il bombardamento – infame – della Serbia, le due guerre del Golfo, la stupida occupazione dell’Afghanistan, persino le Twin Towers… ma una stampa così allineata e coperta, pancia in dentro e petto in fuori, non ricordo di averla mai visto.”

        Esatto!
        È questa la cosa più inquietante.
        In Italia si è sempre dibattuto, anzi, c’è stato il gusto di dividersi in due fazioni, di fare gli avvocati del diavolo, di contrastare l’altro indipendentemente dal merito, per il sol fatto che era dell’altra parte.
        Ora siamo in una sorta di totalitarismo ideologico.

    • Tortuga scrive:

      x Pino

      “– Putin avrebbe deciso di ripiegare solo sul Donbass e “adesso” direbbe che è il suo vero obiettivo (lo ha sempre detto ma vabbè) ”

      Concordo, lo ha sempre detto!! Di recente ha anche detto che l’avanzata su Kiev serviva a far sì che una parte delle truppe ucraine dovesse stare a difesa di Kiev e non si concentrassero tutte in Donbass.
      Una tattica semplice che avevo capito persino io, e solo Biden, Stoltenberg e Johsonn fanno finta di non sapere.

      • werner scrive:

        Ahem… A me pare di ricordare che tra gli obiettivi iniziali ci fosse il “rovesciamento del governo filonazista ucraino”. Il che in sostanza significa imporre in cambio di regime e trasformare l’Ucraina in uno stato satellite tipo Bielorussia.

        Ho anche pareccchi dubbi sul fatto che l’attacco a Kiev sia stato solo una finta. Se lo è si tratta di una mossa disastrosa in termini di costo/benefici.
        Mi pare più probabile che i russi abbiano sottovalutato gli Ucraini e sopravvalutato le loro capacità (a partire da quelle logistiche).

        • PinoMamet scrive:


          Ahem… A me pare di ricordare che tra gli obiettivi iniziali ci fosse il “rovesciamento del governo filonazista ucraino”

          Dici?
          Io ricordo la “denazificazione”, che poteva voler dire semplicemente l’abbattimento dei battaglioni nazisti inglobali nell’esercito ucraino.
          Obiettivo che a questo punto dovrebbe essere più o meno raggiunto.

          (ma la Storia insegna- e se ne parla già in Per chi suona la campana- che di solito questi reparti di esaltati stanno nelle retrovie ad ammazzare collaborazionisti o presunti tali. mica rischiano in prima persona…)

          comunque penso anche io che Putin abbia sottovalutato la preparazione e la consistenza dell’esercito ucraino.

          Non credo invece alla cosa della “resistenza popolare anche nelle aree dove si parla russo”, perché mi puzza troppo di propaganda e soprattutto non c’è nessuno a confermare o smentire, è una notizia da prendere a scatola chiusa.

  11. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Una pacata e razionale riflessione.

    20 anni in Afghanistan, e ci sono i talibani.
    10 anni in Siria, e c’è Assad.
    Due mesi in Libia, e c’è Haftar.
    Due mesi in Serbia, e ci stanno quelli che inneggiano a Putin.

    Oh, dico, ma tutta ‘sta “difesa della libertà” porta mica sfiga?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      …comincio a crederlo!

      • PinoMamet scrive:

        Che poi, pensavo stamattina, a Putin sono bastate un po’ di sparate ad effetto, qualche video mussolinesco in cui pilota aerei, guida carri armati, dà lezioni di arti marziali, qualche camion di aiuti all’Italia nel periodo del covid e un paio di divertenti trasmissioni in italiano per Capodanno, e si è garantito una schiera di difensori italiani;

        pensate un po’ come possono essere obiettivi i filo-usani (non me ne voglia il nostro affezionato Francesco…) dopo 100 anni di Hollywood…

        • Francesco scrive:

          😀

          veramente divertente questa idea che sia merito di Hollywood!

          in confronto gli struzzi della leggenda sono osservatori attenti

        • PinoMamet scrive:

          L’unico finanziatore pubblico di Hollywood è il Pentagono.
          Meditate, gente.

          • daouda scrive:

            singolare che in Hollywood gli statunitensi facciano sempre la parte dei cojoni dove un sol uomo risolve tutto…mi sembra non deponga a favore di una potenza che voglia rimanere tale…

          • PinoMamet scrive:

            C’è motivo di pensarci, in effetti.
            Comunque il metodo degli attori americani alla fine viene da Mosca, e le tecniche degli sceneggiatori pure…

            • Daouda scrive:

              Sta robba la ignoro, ma oltre il mollaccismo ( che per una nazione egemone non è bene ) tutte le false retoriche e le colpe indotte inflitte tutte da là sò venute.
              Cazzo una propaganda così stupida e masochista non ha senso, ed infatti era studiata sia per far caderengli Usa sia il resto del mondo appunto

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “20 anni in Afghanistan, e ci sono i talibani”

      calcola che adesso nella destra americana va molto di moda la “dottrina Reagan”, cioè aver distrutto l’URSS fornendo armi alla guerriglia islamista in Afghanistan (e regalando agli afghani lunghi anni di inferno).

      https://www.antiwar.com/blog/2022/03/25/tulsi-gabbard-takes-on-a-war-hungry-sean-hannity/ (della Reagan doctrine ne parla nel video, l’articolo fa vedere solo una parte delle dichiarazioni di Hannity.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “dottrina”

        Il filmato va più in là. Dice che se un paese NATO fosse colpito non da un attacco mirato, ma anche solo dal fallout, scatterebbe l’art. 5.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        OT

        ma avete visto la faccia di questo Sean Hannity? sembra il cattivo di un B movie!

        mi fa impressione, veramente

    • Peucezio scrive:

      Andrea,
      “Oh, dico, ma tutta ‘sta “difesa della libertà” porta mica sfiga?”

      OMDAADV!

      • Francesco scrive:

        qui in Europa non tanto … pensa che tedeschi e italiani hanno regimi politici democratici dal 1945! e pure in Europa orientale la “libertà” è arrivata 30 anni fa e sta abbastanza bene

        per non parlare dell’Estremo oriente: si vota in Corea meridionale, a Formosa, nel Cipango! tutti posti in cui la vita umana non valeva nulla

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “per non parlare dell’Estremo oriente: si vota in Corea meridionale, a Formosa, nel Cipango! tutti posti in cui la vita umana non valeva nulla”

          Tutte riflessioni valide sicuramente, a patto di considerare che stai parlando di paesi (anche quelli dell’Europa Orientale) in cui c’è stata un’enorme crescita economica, superiore alla media mondiale. E una sostanziale distribuzione delle risorse, con la creazione di servizi sociali, coinvolgimento nel “sistema” quindi della grande massa della popolazione.

          Ora, cosa succede quando l’espansione finisce e inizia la decrescita?

          Lo stiamo per sperimentare in Italia e in buona parte d’Europa: e già qui siamo entrati in “emergenza” con congelamento della distinzione tra partiti. Vediamo quale sarà lo stadio successivo.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          In Europa orientale la prima guerra “per la libertà” è quella attuale e l’Ucraina sta facendo sparire oppositori, censurando la stampa e piazzando estremisti nei posti-chiave.

          • Francesco scrive:

            Piano, non ti ho mai concesso che la Guerra Fredda fosse una guerra finta. Del resto ha portato al tracollo dell’Impero Russo e della Dinastia dei Soviet, qualcosa di grosso dovrà essere stato!

            Poi se devi fare le pulci a quello che succede in un paese attaccato e mezzo occupato accomodati, il palco del Vaffanculo ha molti posti liberi.

    • Francesco scrive:

      Aspetta una cosa: in Serbia gli USA/NATO/Occidente ha vinto e da allora si vota, si stampa, si parla!

      Certo, è sempre la Serbia per cui è pieno di nostalgici di quando c’era lui e si massacravano i musulmani e i kosovari (e mi sa anche i croati). E il buon vecchio panslavismo ortodosso ha ancora molta presa. Ma il paese è sulla strada della democrazia.

      Sarà mica che il fattore decisivo è vincere? e che dove l’Occidente ha perso ci sono dittature – Vietnam per fare un esempio, o anche Cuba – mentre dove ha vinto queste prima o poi si levano dai coglioni?

      Magari mi sfugge qualche caso opposto, eh, non arrabbiatevi.

  12. habsburgicus scrive:

    proprio oggi, 22 anni fa, iniziava lato sensu tutto
    il 26/3/2000 infatti Vladimir Putin era eletto dal popolo Presidente della Federazione russo, carica di cui già esercitava i poteri dal 31/12/1999 allorché, fra lo stupore del mondo (e, temo, pure della CIA :D) Boris’ El’cin annunciò le sue dimissioni con effetto immediato cedendo i poteri a Vladimir Putin, Primo Ministro dall’agosto 1999…
    la prima presidenza Putin (2000-2004) fu rivolta alla politica interna e in politica estera fu moderata..all’interno “risolse” col terrore il problema ceceno -già vera causa della sua ascesa al potere come Primo Ministro nell’agosto 1999-, cooptò alcuni oligarchi (in genere i “peggiori” pace i suoi ammiratori :D) e confiscò le proprietà di altri oligarchi da lui costretti all’esilio (Berezovskij) o incarcerati (Khodorkovskij) [l’essenza della cleptocrazia però NON fu scalfita…è l’errore che molti fanno in Occidente quando dicono che Putin avrebbe posto fine al predominio degli oligarchi tipico dell’epoca El’cin], ridusse al nulla le autonomie (il Tatarstan fu ridotta a mera provincia di fatto..negli di anni El’cin Kazan’ faceva addirittura politica estera !), popolò i Ministeri e le cattedre di ex-agenti del KGB (pare più di 6000 !) iniziando la risovietizzazione e ri-KGBizzazione formale della Russia ancorché non venisse abbandonato il liberismo in politica economica né la captatio benevolentiae verso la Chiesa ortodossa e l’ammirazione della Russia imperiale, almeno negli aspetti nazionalisti; in politica estera era un altro Putin; addirittura all’allargamento NATO nel Baltico (2004) disse un flebile no (un po’ per dovere di firma :D, per un momento sembrò quasi accarezzare l’idea che la NATO invitasse pure lui ad aderire :D), erano gli anni del rapporto con Silvio e con Bush figlio…di Ucraina (sotto Kuchma presidente) non si parlava e pure la Bielorussia (incredibile dictu !) poté prendersi delle libertà
    la prima presidenza Putin un giorno, quando si farà la Storia con l’ausilio dei documenti, sarà vista come qualcosa di diverso dal resto del suo dominio ancorché il tutto sia facilmente spiegabile in quanto necessitava di consolidarsi…l’Occidente, sempre fesso :D, glielo permise
    quanto vi ho imperfettamente sintetizzato qui non é storia bensì una misera e poco dettagliata cronaca 😀

  13. Tortuga scrive:

    Ho trovato queste notiziuolo qua

    26 Marzo

    La Stampa

    9.35 – Ucraina, battaglione bielorusso si unisce alle forze armate di Kiev
    Il battaglione bielorusso “Kastus Kalinovsky” si è unito alle forze armate ucraine. Lo ha annunciato su Telegram lo stesso contingente militare, scrivendo che «in questo giorno importante per la storia bielorussa, i volontari del battaglione Kastus Kalinovsky hanno prestato giuramento. Il nostro battaglione fa parte delle Forze Armate dell’Ucraina». Il battaglione “Kastus Kalinovsky” è stato creato dopo l’attacco della Russia all’Ucraina. Vincent Konstantin Kalinovsky è uno dei leader regionali della rivolta polacca di gennaio sulle terre della moderna Lituania e Bielorussia, diretta contro l’Impero russo.

    Curioso: sono indipendenti da Lukashenko? Boh.

    9.15 – La Russia fa esercitazioni militari alle isole Curili
    La Russia avrebbe condotto delle esercitazioni militari sulle isole Curili, rivendicate dal Giappone. Lo riporta l’Independent. Le notizie delle esercitazioni sui media giapponesi sono arrivate giorni dopo che Mosca ha interrotto i colloqui di pace con il Giappone a causa delle nuove sanzioni sull’invasione russa dell’Ucraina. Il distretto militare orientale della Russia – citato da Interfax – ha detto di aver fatto esercitazioni militari nell’arcipelago vulcanico con più di 3.000 soldati e centinaia di pezzi di equipaggiamento militare. Il territorio delle Curili è stato conquistato dall’Unione Sovietica alla fine della seconda guerra mondiale ed è rivendicato da Tokyo. La catena di isole collega la penisola russa di Kamchatka e l’isola principale più settentrionale del Giappone, Hokkaido.

    • Moi scrive:

      … peso !

      • Moi scrive:

        Vediamo un po’ :

        https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_territorial_disputes

        … ce n’è , da estinguere l’ Umanità : gran bazza NeoMalthsiana, eh !

        • Moi scrive:

          … per l’ Italia, Istria e Dalmazia non le segnano più : c’è una scalinata a Roma contesa al Vaticano !

          @ TORTUGA

          L’ Unicum (!) Europeo della France d’ Outre-Mer, dici che durerà per sempre ?!

          • PinoMamet scrive:

            Unicum in che senso?

            • Moi scrive:

              Be’ … potenzialmente possono diventare Paesi Indipendenti, al momento sono ancora Ex Colonie neanche troppo “Ex” . 😉

              Poi ci sarebbe il discorso Franco CFA, in cui paraculescamente 😉 han cambiato “CF” da “Colonies Françaises” a “Communauté Financière” !

              • Moi scrive:

                Tutte robe che, se le avessimo messe asegno “Noi” Italiani, sarebbero “da Fasssisti” ! 😉

            • PinoMamet scrive:

              Beh, non sono proprio un unicum, anche i Paesi Bassi mantengono delle isole delle Antille, a statuto vario (non ci capisco niente).

              Non so neppure se tutti, o qualcuno, di questi territori francesi voglia l’indipendenza…

              • Francesco scrive:

                e anche sulla costa credo! mi ricordo che Gullit e Rijkaard da lì venivano!

              • PinoMamet scrive:

                L’amico di un amico olandese viene dal Suriname, che è indipendente ma prima era nel Regno dei paesi bassi…
                un bel casino comunque.

      • habsburgicus scrive:

        sono indipendenti da Lukashenko? Boh.

        sono nemici giurati di Lukašenka !
        e infatti hanno la bandiera bianco-rosso-bianca (in bielorusso biely-čyrvony-biely (adottata il 19/9/1991 e abolita il 7/6/1995 e sostituita da un bandiera neosovietica: sventolò ad un’unica competizione sportiva, le Olimpiadi invernali di Lillehammer, febbraio 1994, perché nel 1992 a Barcelona gli Stati post-sovietici, Baltico quindi escluso, gareggiarono sotto bandiera olimpica e nel 1996 ad Atlanta già c’era la bandiera nuova lukašenkiana) e la pahonia (idem, sostituito da uno stemma simil-sovietico), analogo al lituano vytis

        • habsburgicus scrive:

          Kastuś Kalinoŭski è un’altra figura di nazionalità incerta….lui nacque in “Lituania” (storica !), parlava polacco e fu un eroe ANCHE polacco ma i bielorussi lo considerano uno dei loro poiché pubblico in lacinka (lettere latine) un giornale clandestinissimo in bielorusso la Mużyckaja Praŭda “La Verità dei mugichi (contadini)”, in 1862-1863 (il 1° !)
          per i polacchi é Konstanty Kalinowski: fu impiccato a Vilnius nel 1864 dal gov-gen Murav’ev

        • Tortuga scrive:

          Cavolaccio, un bel casino. Grazie.

          E chissà dove si nascondevano fino ad oggi e come mai Lukasenka non li ha soppressi.

          Sicuramente vorranno approfittare per riprendersi la Belarus. Non sarebbe male una bella rivolta bielorussa.

          • Francesco scrive:

            Ogni tanto ci penso, la rivolta in Bielorussia c’è già stata ed è stata sottomessa dalle truppe russe.

            E non so se Putin ha soldati per una seconda guerra

            • Tortuga scrive:

              Infatti basterebbe che all’Ucraina si unisse la Bielorussia e Putin sarebbe in crisi nera.

            • Tortuga scrive:

              Inoltre ci sta la Turchia che non credo veda bene l’annessione alla Russia di Odessa. Quindi a mio avviso è in predicato: se non vede che le cose volgono verso un trattato, che non c’è volontà russa, può pure darsi che si ritiri dalle trattative e decida per conto suo di unirsi all’Ucraina.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ habsburgicus

          “Bandiera”

          Stando all’autorevole “Polytika” polacco (equivalente di centrosinistra dell'”Economisti”, quanto a livello), gente in Bielorussia che ha rspisto nel cortiletto di casa la bandiera “sbagliata” è sparita nel nulla. 🙁

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ habsburgicus

          “Bandiera”

          Stando all’autorevole “Polytika” polacco (equivalente di centrosinistra dell'”Economisti”, quanto a livello), gente in Bielorussia che ha esposto nel cortiletto di casa la bandiera “sbagliata” è sparita nel nulla. 🙁

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Moi scrive:

            @ Andrea Di Vita

            …però, come ci insegnò la Arendt, il Vero “Mostro” è … un omuncolo che “fa quel che gli dicono”.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Moi

              “dicono”

              Putin è freddo, ma sembra sapere cosa vuole.

              Lukashenka è arrogante e aggressivo. È arrivato a dire a un giornalista Polacco che i getti degli idranti usati dalle guardie di dogana Polacca verso i siriani al confine e che cadono sul terreno bielorusso sono un’aggressione contro la Bielorussia, perché contengono sostanze velenose…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  14. tomar scrive:

    Biden ha da poco finito il discorso dal cortile del castello reale di Varsavia. L’unico pubblico di questa tournée europea. La frase conclusiva è stata esattamente : “Quest’uomo non può restare al potere”.

    • Tortuga scrive:

      Purtroppo per lui, a meno che non abbia modo di fargli scoppiare un drone in testa, e dubito ci si possa riuscire, temo che Putin sia inamovibile ed anche che, probabilmente, comunque non cambierebbe molto.

  15. Moi scrive:

    @ FRANCESCO

    SE sei in vena di polemica … forse è meglio il Recupero di Bologna -Inter ! 😉

  16. Mauricius Tarvisii scrive:

    Vi ricordate lo sbarramento di mine di Odessa, quello che aveva affondato un mercantile estone? E vi ricordate che qualche giorno fa era saltato fuori che un bel po’ di quelle mine si erano sganciate dagli ormeggi e che stavano andando alla deriva?
    Ebbene, io quest’estate eviterei di noleggiare un pedalò…

    https://interestingengineering.com/mine-panic-in-turkey-russian-war-bosphorus

  17. fuzzy scrive:

    Secondo il report dell’Agenzia internazionale dell’energia, al momento, il 70% del biometano utilizzato in Europa proviene da coltivazioni energetiche, cioè coltivazioni destinate essenzialmente alla produzione di biocarburanti. Ma la quota di materie prime derivante da rifiuti e residui è destinata ad aumentare, perché la legislazione emanata in questi ultimi anni, sia a livello nazionale sia a livello comunitario, cerca di incoraggiare l’utilizzo di fonti che evitino la concorrenza con la produzione di alimenti o mangimi.
    https://magazine.a2aenergia.eu/sostenibilita/biometano-che-cose-come-si-produce-e-perche-e-sostenibile
    E poi dicono che è sostenibile….
    In più
    Tra gli obiettivi da raggiungere per rafforzare la resilienza c’è quello di ridurre la dipendenza dell’agricoltura europea dalle importazioni di energia e di mangimi.
    https://www.rinnovabili.it/agrifood/sicurezza-alimentare-lue-punta-su-resilienza-e-sostenibilita/
    Sempre peggio.

  18. Moi scrive:

    Il Direttore di Fan Page Saverio Tommasi :

    Lettera a un bambino profugo appena arrivato dall’Ucraina

    https://invidio.xamh.de/watch?v=V2xDFqbj5YM

    Scrivo questa lettera a te che hai cinque anni, oppure sette, o magari appena due e in questi giorni sei arrivato (o arrivata) in Italia dall’Ucraina.

    https://www.fanpage.it/politica/lettera-a-un-bambino-profugo-appena-arrivato-dallucraina/

  19. Moi scrive:

    TESTO di Saverio Tommasi

    Scrivo questa lettera a te che hai cinque anni, oppure sette, o magari appena due e in questi giorni sei arrivato (o arrivata) in Italia dall’Ucraina.

    Scrivo questa lettera a te, che parli una lingua diversa dalla mia, anche se probabilmente questa lettera non la leggerai mai, stavi appena imparando a leggere in ucraino quando delle macchine corazzate hanno invaso il tuo Paese; e poi hanno iniziato a piovere dal cielo delle enormi gocce di metallo che a contatto con il suolo scoppiavano; e poi sei fuggito.

    Bambino, ti scrivo questa lettera anche se probabilmente non la riceverai direttamente nelle tue mani, ma te la scrivo perché non pongo limiti alla possibilità delle parole di irradiarsi, o di essere tradotte, e alla capacità dei sentimenti scatenati di raggiungerti comunque dopo, in un modo o nell’altro.

    Il bombardamento al teatro di Mariupol è l’orrore a cui non dobbiamo abituarci

    Perché occupare la villa della figlia di Putin e ospitarci profughi è cosa buona e giusta

    Perché una bambina col fucile ci deve fare orrore sempre, anche quando sta dalla parte giusta

    Un milione di bambini come te sono scappati dall’Ucraina in meno di due settimane, ed è una crisi di rifugiati che non avevamo mai affrontato con questa velocità e portata. E’ una buia prima volta nella storia, come ha ricordato l’Unicef.

    Bambino, quanti anni hai?

    Sei arrivato in Italia imbacuccato come se andassi a sciare, invece scappavi dalla guerra.

    Sei infagottato perché nevica, in questo momento, in diverse parti dell’Ucraina, e prima di fuggire dalla guerra ti hanno messo addosso i vestiti migliori, come per andare a una festa, che in fondo la salvezza è un evento da celebrare.

    Bambino, oggi sei con i tuoi vestiti più belli, i più pesanti, perché erano quelli che i tuoi genitori non hanno voluto lasciare nella tua casa che potrebbe essere bombardata presto.

    No, questo no, scherzavo. Scusami. Talvolta gli adulti si lasciano sfuggire frasi sciocche e senza alcuna attinenza con la realtà, tu non fare caso a tutto quello che dico.

    Bambino, sei arrivato con i tuoi vestiti migliori perché è un modo per procrastinare la comprensione della guerra, e poterti raccontare ancora per un po’ che non è niente di lungo o di così grave, perché in nessun brutto luogo si può andare vestiti a festa.

    Bambino, in Italia incontrerai persone che muovono molto le braccia mentre parlano, siamo fatti così, non ti spaventare, è il nostro modo di comunicare. Vorremmo disegnare un mondo davanti mentre parliamo, oppure indichiamo al commesso i gusti del gelato da mettere sopra il nostro cono.

    In Italia abbiamo il gelato, il più buono del mondo. Visto che sei qua, vale la pena assaggiarlo. Poi ti daremo la ricetta prima di tornare a casa, mi raccomando però non fare come in quei Paesi a cui abbiamo insegnato a fare la pizza e loro ci mettono sopra l’ananas.

    In Italia incontrerai bambini e bambine della tua età, le procedure per essere inseriti a scuola sono piuttosto veloci, inizierete presto. All’inizio vi intenderete con il linguaggio vostro, quello dei bambini e dell’amore, poi qualche parolina la imparerete, e anche i vostri compagni impareranno a dire “grazie” e “ciao” in ucraino, sono sicuro. Anzi: insegnateglielo voi, saranno felici.

    Sono sicuro che le vostre insegnanti non vi interrogheranno per diversi giorni, non temete. Non sarete mai voi a meritare brutti voti, ma gli adulti che scatenano i conflitti.

    I bambini italiani urlano molto, e anche io che bambino non sono più, a dire la verità. Qui in Italia abbiamo quasi tutti la voce con il volume impostato in alto, non vi spaventate, siamo fatti così. Muoviamo le braccia, parliamo ad alta voce e ci innamoriamo di personaggi politici assurdi. Siamo zeppi di difetti, ma questa volta – con voi – il popolo italiano sta praticando abbastanza bene la parola “accoglienza”. L’abbiamo cancellata dal nostro vocabolario per molto tempo, mentre avremmo dovuto epurare la parola “guerra” sotto la definizione di “opzione”.

    Bambino, non posso dirti quanto tempo starai qui, non posso dirti quando ritroverai i tuoi amici; gli italiani sono abbastanza simpatici ma ti mancheranno i tuoi amici ucraini. Sappi che mancherai anche a loro, e un giorno vi ritroverete.

    I missili non possono piovere per sempre, e presto gli adulti troveranno un accordo. Però non so dirti quando, non voglio illuderti e illudere me stesso. Le bugie non sono belle, questo lo sai anche tu e la situazione è difficile, troppe persone negli anni hanno speso soldi in armi, e ora non sanno cosa farsene e le sparano addosso alle persone come te, o come me.

    La salvezza è soltanto una questione di fortuna, come nascere in un Paese o in un altro. Leggere la cartina geografica da una sponda oppure da un’altra.

    Bambino, ti accogliamo perché è la cosa più giusta da fare, e sarebbe da fare sempre. Magari questa volta riusciremo a capirlo, e a praticarlo anche con chi scappa dal continente africano, e anche se sono poco fiducioso in fondo penso che mi sono sbagliato tante volte nella vita, e questa potrebbe essere soltanto una volta in più. Un paio d’anni fa pensavo che la Fiorentina avrebbe vinto il campionato, invece è un miracolo che non siamo retrocessi. A proposito: in Italia ci piace molto il calcio, ma non diventarmi juventino, ti prego.

    Io abito a Firenze, è bellissima, ma ogni città del mondo tiene con sé meraviglie particolari che invece ogni guerra offusca.

    L’Ucraina ad esempio è straordinaria, ho visto le spiagge di Odessa, magari un giorno ci torneremo insieme, se ti va, e mi ospiterai qualche giorno a casa tua, che nessuno avrà bombardato. Te l’ho detto che prima scherzavo.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      Bella!!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      “Io abito a Firenze, è bellissima, ma ogni città del mondo tiene con sé meraviglie particolari che invece ogni guerra offusca.”

      Nel giardino, abbiamo fatto una grande raccolta di roba (vestiti e cibo) per i profughi ucraini ospitati nel mitico Spedale degli Innocenti.

      Vengono tante famiglie, che fanno rapidamente amicizia con le famiglie autoctone, cosa fondamentale per cavarsela anche emotivamente in questo periodo – “i bambini” non sono mai solo bambini, sono anche “mamme” (visto che i babbi li trattengo in Ucraina fare la guerra per evitare che l’Ucraina riconosca una seconda lingua).

      E al Giardino, nessuno chiederò il Grimpass 🙂

  20. Miguel Martinez scrive:

    Leggo:

    https://t.me/pianocontromercato/110

    un editoriale di Romano Prodi oggi su Il messaggero (peraltro, come al solito, banale). Ecco cosa scrive tra l’altro: “Se ragioniamo con i dati di oggi, dobbiamo in ogni caso concludere che, oltre al prezzo all’origine, i costi di liquefazione, trasporto e rigassificazione porterebbero il prezzo del gas in Europa ad un livello pari ad almeno cinque volte rispetto a quello Usa. Il tutto senza tenere conto del fatto che in Europa gli impianti di rigassificazione già operano in piena capacità, salvo quelli spagnoli, che tuttavia non sono connessi con la rete europea”.

    • Francesco scrive:

      Mi mancano le conclusioni di questo discorso.

      Alla fine i venditori USA ci guadagnano di più vendendo in Europa? mi pare difficile

      E’ da coglioni avere così pochi impianti di rigassificazione? mi par di sì

      Bisognava pensarci prima a diversificare le forniture energetiche? magari anche sì porca troia

      Il costo del gas “americano” è superiore a quello del gas “russo”? ci sono altri fornitori di gas liquefatto per alimentare gli eventuali rigassificatori?

      Insomma, domande su domande

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Mi mancano le conclusioni di questo discorso.”

        Ipotesi da non esperto:

        1) “Alla fine i venditori USA ci guadagnano di più vendendo in Europa” Se l’Europa, alla canna del gas, è disposta a pagare prezzi altissimi, ciò permetterà ai venditori USA sia di finanziare l’apertura di nuovi giacimenti (e quindi ridurre i costi per loro stessi), sia di aumentare i prezzi

        2) “E’ da coglioni avere così pochi impianti di rigassificazione?” Beh, è da coglioni farne quando si ha un vicino di casa che ti vende il gas a un quarto del prezzo. Un po’ come come farsi l’elicottero per mandare il figlio a scuola in un altro stato, quando c’hai la scuola elementare vicino casa.

        3) “Bisognava pensarci prima a diversificare le forniture energetiche?” Certo. Anche consumandone di meno.

        4) “Il costo del gas “americano” è superiore a quello del gas “russo”? ” Credo che il costo sia legato alla liquefazione, il trasporto usando navi-bomba (credo ne esistono 14 al mondo) in grado di portare il gas lentamente attraverso il mare, e la costruzione di un costosissimo impianto di rigassificazione. Quindi, sì, il costo è molto, molto più alto (anche se non ricordo esattamente di quanto) e comunque coprirà solo il 15% del fabbisogno europeo.

        • Francesco scrive:

          1) beh, sull’aumento dei prezzi non ci piove, è da inizio inverno che zio Vlad lesina le spedizioni per far aumentare il prezzo e gli altri si adeguano (tutti felici)
          2) miope bottegaio! e la sicurezza strategica dove la metti? 😀
          3) ridicolo beghino! con i prezzi dell’energia in Italia dubito sia possibile consumare di meno, salvo un fausto ritorno al Medioevo!
          4) molto più alto del costo attuale o di cosa? e perchè sei così certo di tutto quello che non sai?

          😉

          PS la risposta giusta è sempre: centrali nucleari come se piovesse

  21. Miguel Martinez scrive:

    Tutti conoscono Maurizio Blondet.

    Che sappiamo, ha la fissa degli ebrei, poi l’unica volta che ha scritto qualcosa su un ebreo che ha conosciuto dal vivo (e che ho conosciuto anch’io personalmente per puro caso, tramite un amico… massone), ha scritto un testo affascinante:

    https://forum.termometropolitico.it/483757-paolo-alazraki-zelig.html

    Blondet, alla pari di tanti estremisti di sinistra che conosco, quando scrive ha la conclusione chiara, e poi ci adatta le premesse e le prove, e per questo siamo diversi.

    E’ a volte un po’ come gli amici dell’Occupazione qui in Oltrarno, che contestano ogni domenica il parroco padrone di varie case nel quartiere, perché sfratta gli inquilini morosi.

    Detto così, gli Occupanti avrebbero ragione: i Cattivi Padroni, specie se Preti, cacciano sempre i Poveri dai loro Tuguri…

    solo che all’ultimo presidio di protesta davanti alla chiesa, gli Occupanti ci sono rimasti un po’ male perché la sfrattata non c’era alla protesta: aveva preso un aereo per andare a villeggiare a Valencia, tanto ha un’altra casa.

    Insomma, tutte le spiegazioni preconcette, le fisse, diventano labili di fronte alla varietà vissuta della vita.

    Però, a favore di Blondet, devo dire che lui non serba rancore verso chi lo critica (anche se i critici hanno ragione). E questo lo distingue davvero da tanti rancorosi, specie a sinistra.

    Fatta questa premessa, invito a leggere un interessante brano, da prendere con tutte le pinze per la palese parzialità:

    https://www.maurizioblondet.it/perche-limpero-tornera/

    Ricordando che la parzialità è un vizio universale, non solo di Blondet.

    Noi siamo dalla parte delle genti dei Gonfaloni del Drago Verde, del Nicchio, della Ferza e della Scala.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Blondet”

      Una volta lessi un eccellente fumetto italiano (non ne ricordo il nome 🙁 ) in cui un giornalista negli anni Cinquanta parte per il Sudamerica convinto di aver rintracciato un latitante criminale nazista fuggito laggiù. Dopo molte peripezie e dopo essere sopravvissuto a mille agguati arriva finalmente al remoto rifugio nella pampa dove il fantomatico ricercato è appena morto di morte naturale giusto il giorno prima. Scopre che il fuggitivo era sì austriaco, ma non un nazista: era l’arciduca Ferdinando, sopravvissuto all’attentato di Sarajevo e fatto subito sparire in gran segreto dal governo di Vienna per avere il pretesto di presentare l’ultimatum alla Serbia. Visto lo spaventoso macello seguitone, aveva pensato bene di rimanere nascosto per non essere perseguitato dai parenti dei milioni di caduti nelle trincee.

      Ecco, l’articolo di Blondet è su quel livello lì, con due differenze: è ambientato nel futuro e non nel passato, e non è un fumetto.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        @tutti
        è vero che qui ho adottato il nome “habsburgicus” il che dovrebbe essere garanzia di una mia non ostilità verso l’Impero asburgico e nei confronti di una (sua) improbabilissima restaurazione 😀
        è però altrettanto vero che cerco di essere una persona razionale, per quanto concesso ai mortali -che poi ci riesca o no, è altro paio di maniche :D- e dunque considerazioni come quelle lette fanno sorridere per la loro ingenuità
        P.S lo so che non è molto elegante notare i refusi, ma la Repubblica austriaca (Repubblica dell’Austria tedesca) fu proclamata il 12 NOVEMBRE 1918 e non il 12 DICEMBRE 😀
        e siccome amo portare fatti, ecco qui l’autorevole “Reichspost”, cattolico (cristiano-sociale), del 13/11/1918, che ha la notizia della “festosa” proclamazione (Ausrufung) della Repubblica il giorno prima 😀
        https://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=rpt&datum=19181113&seite=1&zoom=33

        P.S prove di dittatorizzazione applicata
        α.questo il Reichspost (che fu molto anti-NS perché diverrà il giornale di Dollfuss e Schuschnigg) del 12 marzo 1938, che annuncia l’annullamento del plebiscito di Schuschnigg che come ben sapete fu il pretesto per AH per fare l’Anschluss..ma lui l’hanno accolto veramente a braccia aperte, a Vladimir non proprio 😀 notate gli enormi spazi bianchi, censura al cubo https://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=rpt&datum=19380312&seite=1&zoom=33
        β.questo il Reichspost del 13 marzo ormai nazificato con il ritratto di AH; Miguel noterà che non compare più la legenda tedesca “quotidiano indipendente per il popolo cristiano” che il 12 marzo ancora c’era” https://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=rpt&datum=19380313&zoom=33
        non basterà..Goebbels ce l’aveva con il Reichspost che fu un avversario tenace dei NS (nonostante il nome “bello” per un NS :D) e il 30/9/1938 lo sopprimerà
        qui l’ultimo; ha la notizia di Monaco https://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=rpt&datum=19380930&seite=1&zoom=33

        • habsburgicus scrive:

          per l’Ungheria, MB ha più ragione
          il 13/11/1918 Carlo IV (là si chiamava così) annunciò che avrebbe cessato di esercitare i poteri regi (non abdicò)
          fu Michele Károlyi che il 16/11/1918 unilateralmente proclamò la Repubblica
          ecco qui il Pester Lloyd della sera del 16 novembre
          https://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=pel&datum=19181116&seite=13&zoom=33
          Horthy la abolirà e l’Ungheria resterà Monarchia sino al 16/2/1944 anzi fino al 1/2/1946 (il grande Mindszenty ebbe, unico, il coraggio di opporsi alla proclamazione della Repubblica e finì sulla lista nera dei comunisti quel giorno), ma il 6/11/1921 Horthy aveva detronizzato gli Asburgo ciò che una certa Ungheria non gli perdonerà mai (ci fu la pressione dell’Intesa ecc ecc ma insomma a Horthy sarebbe piaciuto usurpare il trono, eh..diciamolo 😀 😀 :D)

          • Daouda scrive:

            Habs non te preoccupà Blonde ormai con la seduzione eurasiana e la deriva delle varie pseudoveggenze che appoggia , non ha mai voluto seguì l’obiettività delle cose

  22. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://www.newsweek.com/vladimir-putin-defends-jk-rowling-speech-cancel-culture-1691843

    Vladimir Putin Defends J.K. Rowling in Speech About Cancel Culture

  23. Mauricius Tarvisii scrive:

    Parrebbe che la storia dei biolaboratori americani in Ucraina e del figlio di Biden sia vera, del tutto o in parte

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/26/daily-mail-le-accuse-di-mosca-contro-il-figlio-del-presidente-biden-trovano-riscontri-nelle-email-contenute-nel-suo-pc/6538661/

  24. habsburgicus scrive:

    per l’Ungheria, MB ha più ragione
    il 13/11/1918 Carlo IV (là si chiamava così) annunciò che avrebbe cessato di esercitare i poteri regi (non abdicò)
    fu Michele Károlyi che il 16/11/1918 unilateralmente proclamò la Repubblica
    ecco qui il Pester Lloyd della sera del 16 novembre
    https://anno.onb.ac.at/cgi-content/anno?aid=pel&datum=19181116&seite=13&zoom=33
    Horthy la abolirà e l’Ungheria resterà Monarchia sino al 16/10/1944 anzi fino al 1/2/1946 (il grande Mindszenty ebbe, unico, il coraggio di opporsi alla proclamazione della Repubblica e finì sulla lista nera dei comunisti quel giorno), ma il 6/11/1921 Horthy aveva detronizzato gli Asburgo ciò che una certa Ungheria non gli perdonerà mai (ci fu la pressione dell’Intesa ecc ecc ma insomma a Horthy sarebbe piaciuto usurpare il trono, eh..diciamolo 😀 😀 :D)

  25. habsburgicus scrive:

    in realtà, per fare brevi questioni complicate che meriterebbero un libro :D,
    i nemici della restaurazione ungherese di Carlo IV, l’unica possibile -l’Austria era a sinistra allora- erano
    1.il massonissimo presidente ceco Beneš
    2.la massoMonarchia serba, coinvolta nel magnicidio del 1914 e che pagherà il fio, in parte, nel 1934 quando Alessandro I sarà vittima dei terroristi, quei terrorisati che i serbi foraggiarono contro l’Austria
    3.l’Italia laicissima
    (meno la Romania-incredibile dictu ! la Polonia non era ostile agli Asburgo)
    gli inglesi, si sa per alcuni son sempre perfidi :D, ma insomma erano abbastanza indifferenti (Llloyd George odiava gli Asburgo, ma Churchill no) dunque il ruolo degli inglesi fu minore
    la Francia, nemica acerrima prima e dopo, ebbe 6 mesi di politica filo-asburgica nel 1920 quando al potere ci fu Alexandre Millerand e gli Esteri erano di fatto guidati dal segretario-generale del Quai d’Orsay Maurice Paléologue, già Ambasciatore presso Nicola II e autore di un libro di memorie in tre tomi; purtroppo Paul Deschanel, pres Rep (1920) dopo il radicale Poincaré (1913-1920) fu dato per pazzo ed eliminato (sarebbe stato buttato giù da un treno)…Millerand fu eletto presidente ma fu un promoveatur ut amoveatur (sett 1920) e al potere tornò la critica del massonissimo e cecofilo Berthelot, uomo dei cechi e dei serbi, che divenne di nuovo segretario-generale del Quai d’Orsau e dominò il pur non malvagio Aristide Briand nuovo titolare degli Esteri..gli Asburgo (Carlo IV) ne furono vittime….fu Berthelot a creare la Piccola Intesa (YU, CS, RO) con la PL un po’ diversa..PL e CS si odiavano 😀 PL disprezzava i serbi, invece PL e RO erano abbastanza amici
    delle Grandi Potenze, però, va detto che i più ostili in assoluto SEMPRE fummo noi…quindi gli inglesi, sì, ma insomma 😀
    quel Beneš, che forse all’autunno della vita, vedendo la sua terra cadere sotto lo stalinismo si rese conto del male che fece (vorrei cederlo :D) fu l’iniziatore di ogni iniquità ai danni degli Asburgo

  26. Moi scrive:

    … e l’ Alaska, se Putin “già che c’è”, la rivolesse indietro ?! 😉

    Sì, lo so, per le risorse naturali : fu, con il sennoo di poi, un pessimo affare per la Russia e ottimo per gli USA.

    😉

  27. Miguel Martinez scrive:

    Da Digital Control Italia:

    Dati in cambio di gas

    Nel bel mezzo della guerra fine-di-mondo, secondo loro, Joseph Biden vi rivela con che cosa avete pagato il gas che vi manda annunciando un nuovo “strategico accordo” tra l’Unione Europea e gli USA per la “condivisione ed il flusso dei dati” dalla UE agli USA.

    L’Unione Europea aveva quattro anni fa cancellato il Privacy Shield, l’accordo di condivisione dei dati tra UE e USA, alla luce delle flagranti ingerenze e della sorveglianza di massa operata dal governo USA al di fuori di qualsiasi garanzia costituzionale, in modo totalmente illegale. Da allora, e con l’avvento del GDPR (o RGPD), il trasferimento illegale ed automatico dei dati dalla UE agli USA era vietato, gli USA erano stati dichiarati “paese non sicuro” per il trasferimento dei dati e miliardi in sanzioni erano stati comminati alle aziende USA.

    Per molte aziende essere in regole con i diritti garantiti dalle leggi europee era così difficile che per mesi hanno bloccato (e qualcuno ancora lo fa) l’accesso agli utenti europei per non incorrere in sanzioni e multe.

    Il trasferimento illegale dei dati per motivi di sorveglianza di massa non include solo i dai di acquisto ma arriva ad includere dati sensibili come i vostri parametri biometrici, le vostre informazioni mediche, finanziarie, patrimoniali e con il furbissimo accordo che porterà il “Cloud Nazionale”, cioè i dati della PA, sui cloud statunitensi o in partnership con aziende statunitensi, anche tutti i dati della PA.

    Ora sapete quanto valgono i vostri dati soprattutto se si possono raccogliere a strascico e trattare nelle proprie sedi senza vincoli e incrociandoli con altri. Valgono così tanto che Biden, prima di autorizzare la fornitura del gas, si è preoccupato di chiedere questo in cambio e si è affrettato ad annunciarlo appena sceso dall’aereo mentre là fuori c’è la guerra in Ucraina.

    Con questo accordo gli USA potranno ricominciare a spiare in massa e senza limiti tutti i cittadini europei, mettendo pure il piede alla fonte, cioè nelle PA e acquisendo i dati persino in modo automatico e senza sforzo. Non devono nemmeno “hackerare niente”

    E’ una così assurda che si è premurato di commentarla anche Octave Klaba, CEO di OVH, uno dei più grandi provider europei:

    “I nostri dati in cambio del gas. […] Umiliante” (commenti)

    E’ stato in effetti davvero umiliante. Come è umiliante che gli USA abbiano trascinato l’Europa nella guerra in Ucraina con il preciso scopo di ottenere risultati come questi e rendere l’Europa dipendente da loro.

    Un grande risultato.

    #russia #ucraina #privacy

    G. Mengora

    • roberto scrive:

      miguel
      però mi sembrava di aver spiegato come stanno le cose e certo non “Con questo accordo gli USA potranno ricominciare a spiare in massa e senza limiti tutti i cittadini europei,” e nemmeno “trattare nelle proprie sedi senza vincoli”

      sono curioso di sapere perché pubblichi questa cosa.

      non sei convinto della mia spiegazione?
      te la sei scordata?
      trovi qualcosa di interessante in questo articolo? e cosa?

      personalmente sono sempre più dell’idea che meno si diffondono fesserie e meglio vivremo tutti (un lettore che passa qui leggerà sta cosa, e la ripeterà altrove dove sarà copiata da mille altri lettori ad libitum)

    • roberto scrive:

      per facilità e per aiutare l’incauto lettore che capitasse sullo scritto non esattamente conviincente di Mengora, ecco quanto scritto sabato

      “Non è così

      Premessa.
      Per trasferire i dati fuori dall’UE ci vuole una cosa che si chiama adequacy decision che viene adottata dalla commissione (la procedura se non ricordo male è proposta della commissione, parere del controllore europeo per i dati personali, accordo dei rappresentanti degli Stati membri, decisione della commissione)

      L’adequacy decisione con gli Stati Uniti è stata annullata dalla corte di giustizia (sentenza schrems)

      In sostanza la situazione attuale è che o gli Stati Uniti danno garanzie sufficienti che i dati siano trattati in modo equivalente a come si fa in Europa o non se ne fa niente

      Adesso sembra che ci sia un accordo di massima (framework agreement) su cosa devono fare gli USA (non ho voglia di cercare ma dovresti trovare sul sito della commissione qualcosa se cerchi su google adequacy decision data usa framework o qualcosa del genere)

      Il prossimo passo sarà un atto usa (executive order di biden? Legge? Non lo so)

      Sulla base di quello che faranno loro, la commissione deciderà se adottare o no una adequacy decision

      Gli usa con un nuovo presidente cambiano? La adequacy decision può essere ritirata o modificata (qui l’iniziativa è del parlamento o del consiglio) o addirittura annullata come è già stato fatto dalla sentenza schrems”

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “adequacy decision”

        Credo che la domanda chiave sia questa:

        “Gli usa con un nuovo presidente cambiano? La adequacy decision può essere ritirata o modificata (qui l’iniziativa è del parlamento o del consiglio) o addirittura annullata come è già stato fatto dalla sentenza schrems””

        Nel caso gli Stati Uniti decidessero di cambiare politica, o decidessero di sanzionare l’Europa, noi europei possiamo ritirare i nostri dati una volta dati agli Stati Uniti?

        • Francesco scrive:

          Beh, i dati vecchi valgono molto meno, per cui credo che ci penserebbero due volte prima di tornare al Far West.

          Oh, poi non li sanno usare, a oggi nessuno mi ha offerto due lire per fare l’ascaro. Niente di niente. Pino e gli altri mi fanno una pubblicità incredibile ma gli USA niente, peggio di una bella donna al bar.

          • Miguel Martinez scrive:

            Mengora sicuramente presenta il problema con toni da tifoso, ma la questione mi sembra abbastanza semplice.

            Se capisco bene, Biden emetterà probabilmente un decreto presidenziale, che rende più stringente la protezione dei dati negli USA, l’Europa dirà che è soddisfatta così, e gli USA avranno di nuovo il controllo sui nostri dati.

            Chiaro che tutto dipende dal punto di compromesso a cui si arriva: sono gli USA che si arrendono di fronte all’Europa che difende la privacy, o sarà l’Europa a svendere i propri cittadini, in base di qualche piccola garanzia formale salvafaccia?

            Ovviamente ciò che conta non sono le garanzie formali, che in un attimo di crisi spariscono (come abbiamo visto in questi giorni). Ciò che conta è chi ha in mano i dati.

        • roberto scrive:

          miguel

          “noi europei possiamo ritirare i nostri dati una volta dati agli Stati Uniti?”

          questa è una buona domanda alla quale è molto complicato dare una risposta.

          partiamo dai dati noti :
          – le varie adequacy decisions già adottate bloccano il trasferimento per i dati per il futuro.
          – il RGDP prevede che i dati possono essere conservati per il periodo necessario per lo scopo per il quale sono conservati

          ora ammettiamo che il 1 gennaio 2025 gli stati uniti cambiano le loro regole e che queste regole non sono più compatibili con il RGDP. il 2 gennaio uno qualsiasi degli stati UE blocca l’adequacy decision

          per il futuro, non problem, il flusso dei dati è bloccato di nuovo a partire dal 2 gennaio 2025.
          per il passato? innazitutto il passato riguarda solo quei dati che sono conservati lecitamente al 1 gennaio 2025. per questi dati secondo me ci sono due possibilità:
          – restano negli usa fino alla scadenza dell’obbligo di conservazione (la cosa più probabile);
          – puoi chiederne la c”ancellazione (uno dei punti dell’accordo è appunto la creazione di una specie di tribunale dei dati personali…ma questa via è comunque molto coomplicata, immagina appunto se la modifica della legge usa riguarda la competenza del tribunale….)

          ciò detto “cambio politica” boh, perché no? ma perché?
          “sanzionare l’europa” trattenendo i dati personali mi sembra un’ipotesi veramente surreale (immagino che alla stragrandissima maggioranza di tutti noi non gliene freghi proprio nulla e che anzi vedano la protezione dei dati personali come un fastidio….vi piace cliccare mille volte al giorno sulla casellina “non accetto i cookies”? ecco…)

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Roberto

            “immagino che alla stragrandissima maggioranza di tutti noi non gliene freghi proprio nulla”

            Credo che una grossa parte del problema riguardi i dati delle pubbliche amministrazione ospitate suicidamente su server statunitensi. Ci sono PA che usano Google Meet!

            • Francesco scrive:

              😀

              alla fine la scelta è da chi esser più spiati.

              telefoni cinesi? social USA? hacker russi? paparazzi del Daily Mail? procure della Repubblica amiche del FQ? la mafia?

              tocca stare schisci a prescindere

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “alla fine la scelta è da chi esser più spiati. ”

                E’ vero.

                Potrebbe avere senso un finanziamento pubblico di sistemi open source, con end-to-end encryption, decentralizzati, e con la possibilità di autocancellazione dei dati in tempi anche brevi.

      • Francesco scrive:

        😀

        come sei noioso e pedante! pensa cosa direbbe Blondet se gli facessero pesare così i fatti contro le use fantasie!

        PS complimenti per la pazienza

    • roberto scrive:

      poi

      ” nostri dati in cambio del gas. […] Umiliante”

      se fosse vero sarebbe un bell’affare 🙂

      pensa, invece di pagare la bolletta del gas cedi la tua data di nascita, indirizzo e stato di famiglia et les jeux sont faits 🙂

  28. Miguel Martinez scrive:

    Ci manca il Commentatore [censura]eta

    https://www.reuters.com/world/europe/zurich-insurance-removes-z-symbol-after-letter-used-show-support-ukraine-war-2022-03-26/

    Zurich Insurance removes Z symbol after letter used to show support for Ukraine war

  29. Miguel Martinez scrive:

    E’ andata!

    “MILANO – Eni non pagherà il gas russo in rubli. Lo ha detto l’amministratore delegato della società Claudio Descalzi in un panel a Dubai, secondo qunto riportato da Bloomberg. “L’Eni non pagherà il gas russo in rubli”. “Eni non ha rubli; i contratti prevedono il pagamento del carburante in euro e i contratti dovrebbero essere modificati per cambiare i termini”

    • Francesco scrive:

      No problem, maglioni ne ho e libri anche. Non ho bisogno di gas o energia elettrica.

      F o’ virile

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Non ho bisogno di gas o energia elettrica.”

        L’importante è usare poi i libri per riscaldarti e non buttarli nella pattumiera della carta: il riclaggio della carta è un’industria molto energivora.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Bruciando i libri aiuti la patria in due modi.
          Anzi, potenzialmente anche in tre, a seconda di quali libri bruci.

          • Francesco scrive:

            siete dei Barbari! i libri si leggono, si conservano, si riveriscono, si citano

            in qualsiasi casa borghese i libri hanno un posto altissimo

            🙂

  30. Miguel Martinez scrive:

    Questa in effetti è la domanda più interessante di tutte – mi interessa molto di più delle opposte discussioni su presunte atrocità di una parte o dell’altra, o se i bestioni dell’Azov sono “nazisti” o meno:

    https://twitter.com/jacksonhinklle

    Jackson Hinkle 🇺🇸
    @jacksonhinklle
    ·
    13h
    Anyone think it’s weird that a Ukrainian gas firm gave a board seat & an $80K+ monthly salary to an American crack-cocaine addict who was simultaneously raising millions in funds for a biotech firm to do “science experiments” on dangerous zoonotic pathogens in Ukrainian biolabs?

  31. PinoMamet scrive:

    Rassegna dei bollettini di guerra di oggi:

    -Macron dice che non bisogna fare escalation neppure verbali, tradotto: “Non fate caso a quel rimbambito di Biden, parliamo tra persone ragionevoli…”

    -prime crepe nel muro della propaganda: circola il video dei soldati ucraini che sparano alle gambe dei prigionieri russi, si intacca l’immagine dell’eroe senza macchia e senza paura…

    -grande risalto alla (presunta?) ritirata delle forze russe verso la Bielorussia, “a Kiev gli studenti tornano a scuola in DAD”

    -Zelenski si dice disposto a trattare sulla neutralità, sull’uso della lingua russa, e anche su Donbass e Crimea, cioè esattamente su… tutto. Tranne la sua caduta dal governo come presidente. Per i giornali nostrani, questo equivale alla sconfitta russa…

    Lo interpreto ottimisticamente così: gli europei si sono resi conto che “con l’Ucraina fino alla vittoria” significa un scontro militare che vedrebbe sicuramente la NATO vincitrice, ma che nessuno davvero vuole;

    ma soprattutto che il gas americano è molto, molto caro, e che non si può lasciare la politica estera europea in mani americane.

    Zelenski ha terminato il giro delle sette chiese, ha ottenuto molti applausi, qualche promessa, e poco di concreto, è scampato a quanto pare a diversi attentati e se fosse cattolico andrebbe ad accendere un cero in chiesa, per come gli è andata;

    Putin sta finendo i soldi davvero, lo scontro con la “piccola” Ucraina (un paese enorme, armato e addestrato dalla NATO e, durante il conflitto, etero-diretto dagli USA con tutta l’intelligence possibile e immaginabile) non è andato come una qualunque guerra contro un paese del cazzo, e deve anche tentare di ricavare il ricavabile dalla situazione.

    Una mezza sconfitta per tutti, una mezza vittoria idem, chiudiamola lì e torniamo il prima possibile a parlare di cose importanti, tipo i soldi.

    • tomar scrive:

      “Una mezza sconfitta per tutti, una mezza vittoria idem, chiudiamola lì ”

      aderisco con tutto il cuore, ma il linguaggio di questi giorni mi ricorda piuttosto il “Quando vuoi affogare un cane, accusalo di avere la rabbia” di Lu Xun e ancor più la sua presunta traduzione maoista “bastonare il cane che affoga” che proseguiva con “bombardare il quartier generale” nel proclama che scatenò la RC.
      Guardo molta tv dopo non averla quasi accesa per anni e in questi ultimi giorni la parola “vittoria” è diventata sempre più frequente… vox populi vox Biden: Putin ha fatto una così universalmente evidente cazzata … che non può restare al potere.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Vittoria”

        Se Zelensky ha vinto, allora può ben dire “un’altra vittoria così e sarò rovinato”: ha un paese devastato e spopolato e il tutto in nome della mancata neutralità su cui ha alla fine dovuto cedere.

        • Francesco scrive:

          Beh, l’Ucraina è stata attaccata da un avversario più forte. E non ha trovato veri alleati ma solo mezze calzette.

          Alla fine dovrebbe ottenere di più al tavolo delle trattative, avendo venduto cara la pelle.

          Dire che avrebbe ottenuto lo stesso senza combattere per nulla o senza impegnarsi alla morte … a me pare una solenne stronzata.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Vedremo: lo spero per loro, visto che gli USA vogliono una guerra lunga, non una pace decente, per cui non li aiuteranno per bilanciare il peso negoziale.
            Fatto sta che ora deve negoziare anche per ottenere indietro i territori occupati (vai su Google Maps: è come se l’Italia del nord fosse occupata da Trieste a Torino), sempre che ci riesca.

            • Francesco scrive:

              se non avessero combattuto, non ci sarebbe problema, nè di confini nè di negoziato!

              sarebbe tutto Putinlandia e vodka per tutti per festeggiare la Gloriosa Riunificazione della Patria!

              • PinoMamet scrive:

                ..infatti tutti si aspettavano che combattessero: 2 giorni.

                Ai termini dei quali avrebbero ottenuto neutralità , Crimea e Donbass russo, rimpasto di governo.

              • Francesco scrive:

                insomma, un glorioso stato di colonia russa

                che a te va benissimo, agli ucraini pare un pò meno

                😉

        • habsburgicus scrive:

          della mancata neutralità

          è questo il tuo errore, ma riconoscono che -anche per “colpa” ucraina e occidentale- ciò sia comunissimo
          Putin disse la (sua) “verità” nell’articolo del 12/7/2021, ignorato ahinoi da tutti o quasi 😀
          Putin NEGA ormai la stessa esistenza dell’Ucraina..al più (“ma quanto è buono lei”, avrebbe detto Fantozzi :D) tollererebbe un’Ucraina lukashenkizzata cioé un regime brutale ai suoi ordini pur con i paraphernalia dell’indipendenza formale
          la NATO, la neutralità, sono pretesti, sfruttati abilmente da VP che infatti ha ingannato pure te..al più sono cose che hanno permesso l’incancrenirsi della situazione (chessò, un’accettazione nel 2015 di Crimea ai russi più Donbas restituito agli ucraini previa una certa autonomia, magari avrebbe cambiato tutto….ma il 2015 è un’altra era geologica !)
          Putin il 24 febbraio voleva papparsi l’Ucraina !
          altro che “neutralità” !
          dunque la resistenza ucraina ha un senso ! questa è una “guerra di indipendenza” (30 anni dopo !)
          la resistenza ucraina (eroica) cesserà di avere senso il momento in cui Putin (o chi per lui) concederà il riconoscimento pieno e assoluto dell’alterità dell’Ucraina, e quello sarà il momento in cui gli USA -come il serpente tentatore dell’Eden- cercheranno di spingere gli ucraini a non accontentarsi..perché sugli USA hai ragione..vogliono la guerra..fatta dagli altri 😀 confido che gli ucraini allora si mostrino saggi e prudenti
          ma non siamo ancora lì, purtroppo
          al momento, Putin che pure sta perdendo colpi ancora crede di poter fare carne di porco dell’Ucraina..
          unico modo per fargli capire che si sbaglia è mandare al creatore quanti più invasori possibile
          triste, ma nom ci sono altri metodi

      • PinoMamet scrive:

        Biden può ben sbraitare quel che vuole, ma l’idea che riesca a organizzare un golpe in Russia (dalle conseguenze imprevedibili) mi pare una sciocchezza, quindi le sue restano parole al vento.

        Proclamare vittoria poi è prassi, lo fanno tutti, l’importante è che la NATO non si sogni di volerla davvero ….

        • Francesco scrive:

          Mah, ammetto che è più prudente come dici tu ma a me una cavalcata degli eserciti NATO fino alle frontiere orientali dell’Ucraina farebbe piacere.

          Senza toccare la Crimea, così che Putin abbia qualcosa da perdere …

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Sarebbe formidabile come la cavalcata degli eserciti russi fino a Leopol… ops! 😀

            Ma sei il gemello separato di Putin?

            • Francesco scrive:

              Figa, che palle!

              non ho 200 euro da spendere per comprare l’ultimo “World defence almanac” e farti vedere quale è la differenza tra NATO e Russia, dal punto di vista militare.

              l’unica differenza tra me e Putin è che io faccio i conti, prima, e non mi faccio pippe mentali sull’amore per la Russia del popolo ucraino

              in più la NATO combatterebbe in casa con l’appoggio della forte maggioranza degli ucraini, che non guasta mai

              • PinoMamet scrive:

                L’ultimo paragrafo era esattamente il pensiero di Putin…

              • Francesco scrive:

                Sì ma mi sembra che gli ucraini abbiano dimostrato oltre ogni possibile dubbio da che parte vogliono stare. O no?

        • PinoMamet scrive:

          “Mah, ammetto che è più prudente come dici tu ma a me una cavalcata degli eserciti NATO fino alle frontiere orientali dell’Ucraina farebbe piacere.”

          Sì, naturalmente sai che questo significherebbe anche missili su Milano, possibile coinvolgimento di Bielorussia e Cina, e visto che Putin, in questo momento, non avrebbe altre risorse, magari guerra nucleare…

          • Francesco scrive:

            Pino,

            Missili su Milano? la vedo dura ma è un rischio.
            Bielorussia? vedi Galeazzo Musolesi
            Cina? qui sottovaluti e molto l’intelligenza di Xi Jin Ping. e anche la distanza tra Ucraina e caserme cinesi.

            Sì, c’è un piccolissimo rischio che Putin per salvarsi la faccia usi la Bomba e nessuno dei suoi lo fermi ma … io sono nato nel 1968, all’ombra di quella possibilità. E ho deciso che non avrei accettato qualsiasi cosa pur di evitare quello.

            Ciao

            • PinoMamet scrive:

              Milano è raggiungibilissima dai missili russi, l’Italia ospita basi USA, fai tu i conti.

              E quando inizia una guerra nucleare l’idea che possa essere “locale” mi sembra utopia.

              Tu sei libero di accettare tutti i rischi che vuoi: non mi sogno di proibirti di fare paracadutismo o boxe thailandese.

              Da un governo mi aspetto invece un po’ più di responsabilità verso i suoi cittadini.
              Ricordo che Draghi non sta governando l’Ucraina, e che l’Italia non è invasa da nessuno.

              Gradirei un governo che ha a cuore gli interessi degli italiani, tanto per cambiare.

              • Francesco scrive:

                Milano è giusto una delle molte città che ci sono in Europa o in America del Nord … e darei per scontato che si inizi con missili convenzionali (e che per questo le città non siano bersagli appetibili).

                Certo, per me difendere libertà e democrazia in Ucraina combattendo l’invasione russa è tutelare gli interessi degli italiani. Per te no.

              • PinoMamet scrive:

                Per me difendere la pretesa del governo autoritario e repressivo ucraino di difendere dei discutibili confini dall’invasione del governo ancora più autoritario e repressivo russo porterà danni all’Italia.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, che ci fai ancora qui? Corri ad arruolarti nella legione stranieta ucraina!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Francesco, che ci fai ancora qui? Corri ad arruolarti nella legione stranieta ucraina!”

                Terzo battaglione Tastieristi d’Assalto!

                (anch’io sono un tastierista, ma nelle guerre di confine delle marche orientali, preferiscono starmene nelle retrovie)

              • Francesco scrive:

                Ehm, no Pino, non sono d’accordo. Il governo ucraino, con molti limiti, è un governo democratico.

                Possiamo e dobbiamo rompergli i coglioni sul trattamento della minoranza russofila – e dei nazisti.

                Ma attribuirgli difetti che non ha mi sembra una cosa brutta.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Sì, beh, tutti i governi democratici arruolano i picchiatori di Casapound tra le truppe regolatori…

    • Francesco scrive:

      >>> Una mezza sconfitta per tutti, una mezza vittoria idem, chiudiamola lì

      tutto sommato sottoscrivo. soprattutto perchè Putin ha da crepare e allora si riaprirà tutta la questione – che salvo miracoli dovrà concludersi con la capitolazione della Russia alla prepotenza occidenale: libertà di stampa, di parola, di voto, per i cittadini russi. in Russia e fuori dalla Russia.

      potrei anche essere vivo per vederlo, tutto sommato.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Secondo te, quindi, la persona fisica di Putin è la causa per cui in Russia non ci sono quelle libertà. Cioè Putin poteva nascere in Russia, e allora ci sarebbe stato un regime in Russia, oppure in Finlandia e oggi la Finlandia sarebbe come la Russia?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per MT

          “la persona fisica di Putin è la causa per cui in Russia non ci sono quelle libertà.”

          Ma infatti, è sempre stato così: la Russia sarebbe una specie di Liechtenstein, se non fosse capitato per sbaglio Ivan il Terribile.

          Ah, poi c’era Mikhail Fjodorovich Romanov, vabbè, dimenticavo…Pietro il Grande, Alessandro I, Nicola I, Nicola II, Lenin, Stalin, Khruscev, Brezhnev, Andropov, Cernenko, Gorbaciov, Elcyn (quello che fece prendere a cannonate il prorio parlamento facendo ammazzare 147 persone), Putin.

          Anzi, no. C’era solo Putin, gli altri me li sono inventati.

        • Francesco scrive:

          Carissimo

          non credo che la Storia faccia a meno degli uomini. Un altro al posto di Putin, o meglio Putin stesso, avrebbe potuto decidere che la libertà di stampa era cosa buona anche in Russia. O che il limite dei due mandati, pensato da un grande come FDR, aveva funzionato così bene negli USA che potevano usarlo davvero anche in Russia.

          Anche in Germania la democrazia era culturalmente impossibile, e l’Italia era troppo povera, e anche la Spagna, e peggio ancora il Giappone … finchè non è successo il contrario.

          La storia è migliore di come la dipingete, ha più fantasia e più possibilità!

          • PinoMamet scrive:

            “non credo che la Storia faccia a meno degli uomini.”

            OMDAF

            “La storia è migliore di come la dipingete, ha più fantasia e più possibilità!”

            Ari-OMDAF

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Nessuno pensa che le persone siano totalmente irrilevanti, solo che tu le fai come completamente determinanti, per cui sparito Putin subentrerebbe un governo russo che accetta le bombe atomiche Nato su per il culo.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “Germania”

            La vittoria Alleata ha riportato la democrazia (più o meno limitata) laddove uno Stato moderno c’era già e soprattutto una democrazia c’era già stata, in qualche modo. Ad esempio, lo Statuto Albertino è di 95 anni più antico dello sbarco in Sicilia.

            Le altre “esportazioni della democrazia” si sono concluse in fallimenti.

            Un filoUSA che mi parla ancora degli Alleati che portano la libertà è come un tifoso genoano che mi parla dei nove scudetti del Grifone.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              ADV

              non ci provare fratello! non solo in Germania la democrazia era durata pochissimo e aveva dimostrato di essere incompatibile con lo Spirito Tedesco.

              è arrivata anche in Giappone, in Corea del Sud, a Taiwan. dove non c’era mai stata e non se ne era mai parlato, sai la Weltanschauung asiatica non lo prevede proprio.

              capisco tutti i limiti e i problemi e le colpe dell’Occidente ma qui guardate le pagliuzze e ignorate le travi!

              ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “provare”

                In Italia lo sappiamo tutti.

                In Germania c’erano parlamento ed elezioni anche prima della prima guerra mondiale, tant’è che il giovane Thomas Mann si scaglia proprio contro quello che per lui è lo svilimento dello spirito del Volk.

                In Giappone persino la dittatura militare prebellica (che aveva sostituito una democrazia parlamentare con la crisi del ’29, un po’ come in Polonia) aveva crepe tali che ufficiali delle varie tendenze arrivavano a pugnalarsi a vicenda nonostante il Kempeitai – ne parla diffusamente Barbero nel suo podcast su Sorge. Poi non mi arrischierei a definire quella giapponese del dopoguerra una democrazia reale, al di là del suo aspetto formale.

                Quanto a Corea del Sud e alla Taiwan del secondo dopoguerra, definirle “democrazie” richiede uno stomaco di cui evidentemente tu sei provvisto e io no. E potremmo aggiungere anche Indonesia e Singapore alla lista.

                No: l’ “esportazione della democrazia” ha funzionato (e malamente) solo in tre casi, e in tutti e tre si è trattato più che altro di ricostruire su quanto era già stato costruito. In tutti gli altri casi i “liberatori” hanno sostituito una dittatura loro ostile con una dittatura loro amica, e l’hanno chiamata “democrazia”. E’ già un’evoluzione rispetto alle precedenti campagne di sterminio contro i pellerossa e nelle Filippine, per carità.

                Senza bisogno di una guerra, la stessa Arabia Saudita che tanto aborri è diretta figlia dell’intervento USA ancora ai tempi di Roosevelt. Oggi così abbiamo un regime che massacra civili yemeniti da anni con putiniana ostinazione e dove nessuno si sogna di sospendere per questo la Formula 1.

                Se poi vogliamo ricordare l’ “esportazione della democrazia” a Santo Domingo nel 1965 o la “rivoluzione arancione” guatemalteca del 1954 (senza bisogno di scomodare il solito Allende)… 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                1) potresti chiarire cosa intendi per “secondo dopoguerra”? mi pare una precisazione che crea una bella cortina fumogena

                2) oggi 2022 i paesi da me citati sono delle vere democrazie, concordi?

                3) “In Italia lo sappiamo tutti.” sì certo ma potresti elaborare?

                4) in che senso l’Arabia Saudita è una creatura degli USA? credevo fosse nata prima del petrolio

                ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “secondo”

                1) “secondo dopoguerra” = “dopo il 1945”

                2) “2022” sì, settantasette anni dopo i fatti sì.

                3) “Italia” suffragio universale, Costituzione, Repubblica con governanti ex esuli antifascisti ma tutto l’apparato dello Stato ancora pienamente fascista e mai purgato, conventio ad excludendum, Scelba, Reggio Emilia, Portella della Ginestra, clientelismo, corruzione, complicità con le mafie, referendum sul divorzio, strategia della tensione, voto di scambio, Tangentopoli…

                4) I Sa’ud si appoggiarono a Roosevelt nella loro ascesa al potere già negli anni Trenta. Si contrapposero così alle monarchie del Golfo, sotto l’influenza britannica.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                a quanto pare non sono stato chiaro … dopo il 1945 mi pareva assodato ma fino a quando?

                sul punto due, potrei citarti vari paesi che 77 anni dopo sono ancora dittature …

                sul punto tre ero ottimista e speravo di non leggere certa spazzatura

                sul 4 grazie! non sapevo si parlasse di anni ’30, devo studiare

                ciao

          • Peucezio scrive:

            Ribadisco,
            se va via Putin arrivano Zjuganov o Žirinovskij e ci cascheranno un ppo’ di bombette atomiche in testa.

            • Francesco scrive:

              Guarda che Putin non è immortale. E non vedo perchè la Russia dovrebbe essere condannata in eterno a essere guidata da dei coglioni assetati di sangue e suicidio.

              La possibilità che i russi “abbiano la nostra stessa biologia” mi pare del tutto realistica. E quindi è possibile convivere con loro.

  32. PinoMamet scrive:

    Comunque ammetto che faccio capire gli uomini politici come Putin e- ehm, cof cof- Zelenski.

    Io sono abituato a persone magari stronze (Draghi), imbarazzanti (Berlusconi), ancora più stronze (la Thatcher), perfide (Andreotti), megalomani (Sarkozy), rimbambite (ce n’è una lunga teoria…), ma… ragionevoli, in fondo.

    Che potevano mettersi ai due capi di un tavolo e dire, facciamo così, tu ci guadagni tot, io ci perdo tot, però ci mettiamo d’accordo su quest’altro aspetto e mi rifaccio, e via.

    Questi invece parlano di patrie, di eroismo, di sacri confini inviolabili…

    boh, mi sembra di essere tornati indietro di un secolo.

    Come si fa a mettere d’accordo uno che vuole l’Istria italiana e uno che vuole la Grande Croazia? è impossibile.

    Per cui il mio ottimismo è moderato, in questo caso. Speriamo prevalgano argomenti concreti, seri, reali: cosa ci mettono stasera nella pignatta gli ucraini? e i russi? tutti questi edifici distrutti, chi li paga? Le sanzioni, le leviamo in cambio del ritiro dell’esercito? Roba di cui si può parlare, insomma, no i “sacri confini”.

    • PinoMamet scrive:

      Forse la Thatcher in effetti poteva essere nel gruppo Putin-Zelenski.
      Una guerra per quattro isolotti del cazzo all’altro capo del mondo! ‘sta matta.

    • PinoMamet scrive:

      Errata: “ammetto che faccio fatica a capire”

    • Tortuga scrive:

      Eh, ma il problema è proprio questo: bande di diversamente nazionalisti che litigano fra loro.

    • Francesco scrive:

      Pino

      la mia sensibilità è molto diversa dalla tua. Questo tuo “materialismo volgare” mi è quasi incomprensibile, anche se ne apprezzo la capacità di non fare la guerra per l’Istria.

      Per fortuna la storia spesso la fanno uomini intelligenti e sagaci come il molto rimpianto Giulio Andreotti e riescono a sistemare le cose tenendo conto che l’uomo non vive di solo pane.

      Una domanda: cosa vuol dire “indietro di un secolo”? nessuno è mai uscito dal mondo in cui contano i “sacri confini” tranne alcuni degli europei occidentali.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “non vive di solo pane”

        Questa è la frase preferita di quelli che hanno mangiato a quelli che hanno fame. Tranne una nota eccezione costoro i pani e i pesci non li moltiplicano, per cui tale frase è un eccellente esempio di “oppio dei popoli” stile le brioches della famosa frase attribuita a Maria Antonietta.

        E rimpiangere un mafioso… no, non ce la faccio.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Veramente era una banale constatazione di fatti: come dice Pino, ci sono persone che a sentire parlare di “sacri confini” partono e combattono. O votano.

          Un marxismo molto volgare può sognare che sia giusto “oppio dei popoli” per mascherare interessi di classe ma è roba da torri d’avorio e assistenti universitari e case editrici.

          Mafioso? forse ma anche, e per certo, un eccellente ministro degli esteri.

      • PinoMamet scrive:

        Boh, non ti capisco.
        Da un lato non vuoi fare la guerra per Istria e Dalmazia;
        e apprezzi Andreotti, che era il contrario di un avventurista guerrafondaio, e l’incarnazione stessa del dialogante intrallazzone.

        Dall’altra parte trovi che questo atteggiamento sia “materialismo volgare”.
        Mah.

        Comunque sicuramente tanti paesi sono rimasti alla retorica della prima guerra mondiale, solo che non mi aspettavo di trovarli fuori dai litigiosi Balcani o dalla lontana Africa.

        • PinoMamet scrive:

          PS
          Il non rimpianto Andreotti mi pareva attentissimo al “pane”, soprattutto.
          Non mi risulta abbia fatto granché per rivendicare la Corsica o Nizza, né che la cosa abbia mai particolarmente sfiorato il suo cervello.

        • Francesco scrive:

          Apprezzo l’intelligenza di Andreotti, non il suo totale cinismo. Che forse era lo strumento giusto per l’era in cui ha operato. Con due blocchi ferrei e bloccati e molto bisogno di estrema flessibilità mentale … ma non scordo che a por fine a quello scontro furono politici del tutto diversi da lui.

          PS non voglio fare guerra per Istria e Dalmazia perchè il nazionalismo è del tutto dannoso nei Balcani, dove il più pulito ha la rogna e nonni di otto nazionalità diverse.

          PPS sulla retorica da Grande Guerra: Francia? Regno Unito? USA? Russia? mi sa che tutti questi ci sono (ahimè)

          • PinoMamet scrive:

            Francesco, il più pulito con la rogna, e i nonni assortiti, sono esattamente la situazione dell’ex Unione sovietica.

            Ho conosciuto una marea di amici di famiglia, studenti e vicini di casa di quelle parti.
            Il russo lo sanno tutti e il cugino a Mosca ce l’hanno tutti.

            Poi potete raccontarmi tutta la storia antica che volete e litigarci sopra, proprio come fa il mio studente serbo…

            • Francesco scrive:

              Hasburgicus ha ben spiegato perchè tutti parlino russo e cosa questo significhi per gli abitanti degli stati diversi dalla Russia, però.

              E se io scherzando dico che la soluzione per i Balcani è l’Impero asburgico, lo faccio per celia, conscio che sia impossibile.

              La mia migliore speranza è che l’Unione Europea sia il nuovo Impero e che sia desiderato dai popoli. Anche per iniziare a liberarsi dal passato.

              Ciao

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ pino mamet

      “mi sembra di essere tornati indietro di un secolo”

      Non ne siamo mica mai usciti.

      I vincitori della seconda guerra mondiale hanno continuato con questa retorica patriottarda che noi avevamo prima di perdere quella guerra, dato che tale retorica gratifica l’ego dei loro sudd…cittadini e giustifica a posteriori il loro agire. I film di guerra hollywoodiani sono versioni spettacolari della nostra “Piccola vedetta lombarda”.

      Nemmeno noi sconfitti ne siamo usciti, se non che la bandiera che ci gonfia d’orgoglio è quella dei vincitori: un altro esempio di quel transfer di lealtà che Orwell satireggia (così, il pacifismo è il patriottismo dei nemici della nazione, il socialismo dei nemici di classe ecc.).

      L’innamoramento radicale della maggioranza degli Italiani per gli USA è quello della moglie devota che perdona al marito le mille scappatelle e umiliazioni perché vive del ricordo del primo bacio e della prima notte di nozze, non ritenendosi capace di giocare alla milf. Non a caso è radicatissimo fra le persone di una certa età cui si rivolgono i nostri telegiornali, al punto che adesso tifare Biden fra i ragazzini è sinonimo di anticonformismo. Nonno Libero tifa John Wayne.

      In tutti i casi, anche il più sincero amor patrio agisce come pretesto per far combattere ai poveri le guerre da cui guadagnano i ricchi.

      Non sembri anche questa retorica. In alcuni casi i “poveri” e i “ricchi” lo sono letteralmente, in modo evidente, come i migranti che prendono in USA la cittadinanza arruolandosi nei Marines e i dirigenti della Martin Marietta rispettivamente. Nel caso più noto, quello del coltan, i “poveri” sono i minatori congolesi e i “ricchi” sono i fortunati acquirenti dell’ultimo iPod. Oggi i “poveri” includono certamente i civili dei teatri di guerra (Siriani, Ucraini…) destinati nel migliore dei casi al campo profughi e i “ricchi” comprendono -come ad esempio in questi giorni- gli azionisti delle aziende della difesa. Ma fra i “poveri” ci sono le famiglie cui si chiede di pagare bollette più care per sostenere le sanzioni a Mosca e i “ricchi” comprendono gli azionisti dellle aziende fornitrici di gas – non solo in Italia: in USA si prevede un aumento delle bollette se parte della produzione nazionale andrà esportata in Europa a compensare il mancato afflusso di gas russo. Il fatto che ciò mantenga alti i prezzi viene visto con favore da chi vede nei prezzi alti l’incentivo ai privati nel sostenere gli investimenti di nuove estrazioni.

      La logica concentrazionaria del dominio per cui si prevengono le rivolte facendo compartecipare alcuni sottomessi a una parte dei privilegi dei dominatori si applica in realtà all’intero pianeta, trasformando i subalterni in parzialmente padroni (e soprattutto in desiderosi di omologarsi ai padroni).

      Pareto trionfa.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  33. Tortuga scrive:

    Zenelsky impartisce i suoi ordini: l’Italia deve proteggere l’Ucraìna?

    Non ci penso nemmeno. Se prendono questo impegno davvero mi incazzo.

    • PinoMamet scrive:

      Mah, su questo non sono così negativo.

      “Proteggere” a guerra finita non vuol dire granché dal punto di vista militare, ma può nascondere un sacco di buoni affari legati alla ricostruzione.

      Diverso se chiedesse che l’Italia “proteggesse” a guerra in corso, ma l’Italia non ha i mezzi né la volontà di farlo, e Draghi non ha la volontà di perdere la poltrona…

  34. Mauricius Tarvisii scrive:

    Notizia data: i russi avvelenano Abramovich e dei negoziatori ucraini
    Abramovich conferma il tentativo di avvelenamento e parte per tornarsene a Mosca (!)
    Gli ucraini negano l’avvelenamento dei loro negoziatori e dicono che è propaganda russa (!!)

    Ricorda un po’ la storia del negoziatore ucraino ammazzato per strada a inizio mese: prima era una infida spia russa uccisa dai valorosi servizi segreti ucraini, poi è diventato un fedele servitore dell’Ucraina biecamente assassinato dai russi

    Io mi convinco sempre di più che [censura]elensky sia sotto bersaglio dei falchi che stanno facendo di tutto per sabotare il processo di pace perché “vittoria o morte”

    • Tortuga scrive:

      Impressione pure mia.

    • PinoMamet scrive:

      In effetti potrebbe essere una spiegazione dei suoi tentennamenti…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Escono nuovi dettagli.

      Il tentativo risale a inizio mese (cioè il periodo dei due episodi è lo stesso), ma viene reso noto dagli americani solo adesso (quando cioè [censura]elensky annuncia concessioni e i russi tolgono l’assedio a Kiev) e non sarebbero stati quindi gli ucraini a incolpare i russi, ma, da quello che scrive l’Ansa, l’articolo del Wall Street Journal stesso.

      https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/03/28/wsj-sintomi-avvelenamento-abramovich-e-negoziatori-kiev_acbc7f25-5731-4ede-8b44-22ff5cd7e5bb.html

    • Peucezio scrive:

      Mauricius,
      “Io mi convinco sempre di più che [censura]elensky sia sotto bersaglio dei falchi che stanno facendo di tutto per sabotare il processo di pace perché “vittoria o morte””

      NOn mi è ben chiaro però cosa ci guadagnino…

      • PinoMamet scrive:

        Niente: vogliono davvero vittoria o morte.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ PinoMamet

          “davvero”

          Parafrasando Churchill, scommetto non avranno né l’una né l’altra.

          Ci avete fatto caso che tutte le volte che c’è un sanguinoso conflitto locale che si trascina per anni solamente un attacco da una potenza straniera lo fa cessare?

          L’Ucraina smette di martellare il Donbass quando Putin la invade.

          Il Libano vede finire la sua interminabile guerra civile quando Assad padre lo invade.

          La Serbia smette la pulizia etnica anti Albanese quando la NATO la attacca.

          Pol Pot smette di macellare compatrioti quando il Vietnam lo attacca.

          Controprove: Ruanda, Yemen, Palestina.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Quindi il mio invocato intervento della NATO sarebbe davvero la via per la pace?

            🙂

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “pace”

              Per i fortunati che muoiono subito, sì.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ma su cosa basi questa tua certezza della guerra atomica?

                A me pare infantile (o pretesca).

              • PinoMamet scrive:

                Francesco, ho un amico che insegna Krav maga (Krav maggía come lo chiama il simpatico Cicalone) e difesa personale.

                Mi dice, non portarti un coltello: perché se lo hai, prima o poi lo usi. E se lo cacci, non è detto che poi sia a vantaggio tuo, o del tuo avversario…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “su cosa basi”

                MODALITA’ TEORIA DEI GIOCHI DI VON NEUMANN ON

                Che cos’è il rischio?

                Rischio =
                Probabilità per Danno

                Una tecnologia, un prodotto, una situazione è tanto più rischiosa quanto più probabile è un evento negativo e quanto più danni comporta quell’evento. La probabilità è un numero non negativo compreso fra zero e 1, ed è al solito identificata con la frequenza, ossia il rapporto fra numero di casi favorevoli e numero di casi possibili. Il danno lo si quantifica ad esempio come 1 diviso della probabilità, per le persone coinvolte, di ricuperare la condizione precedente all’evento in un tempo prefissato: più difficile il recupero maggiore il danno

                Ad esempio, se su una strada poco trafficata di periferia passo col rosso (situazione) vedo una sola macchina che mi viene addosso (evento negativo) su cento volte (probabilità = frequenza = numero di eventi favorevoli / numero di eventi possibili = 1/100) che attraverso e che rischia di mandarmi all’ospedale (danno) allora attraversare col rosso lì è meno rischioso che farlo in pieno centro città in ora di punta (dove tutto il resto è uguale, ma la probabilità non è 1/100 ma è praticamente 1).

                Viceversa, il bambino che non sa nuotare e che si avventura in una piscina dove “si tocca”, col salvagente e il bagnino a bordo vasca (situazione) è praticamente sicuro (probabilità vicina a 1) di inghiottire un po’ d’acqua (evento dannoso) senza annegare (danno), quindi la mamma ce lo lascia andare tranquilla; o almeno più tranquilla di quando lo sarebbe in mezzo a un oceano in tempesta.

                In caso di guerra NATO-Russia, allora, applichiamo la formula. La probabilità di un evento dannoso (un lancio progressivo di atomiche partendo da un Davy Crockett per finire alla Zarina) quanto vale? Nessuno lo sa, perché non ci sono dati per calcolarne la frequenza visto che nessuno ha mai combattuto usando le atomiche su un campo di battaglia. E’ come per gli alieni: è assai probabile che esistano, ma dove non si sa. Come per gli alieni, è una probabilità non nulla.

                Il danno è l’estinzione del genere umano, il che significa il danno massimo possibile, oltre ogni misura, perché una volta estinti la probabilità di tornare alla condizione prima dell’estinzione è zero.

                (Sì, lo so che c’è ancora qualche imbecille che recita il dulce et decorum est pro patria mori: il problema qui è che non muore solo lui ma anche tutti quelli che non c’entrano niente).

                Quindi, essendo il rischio di una guerra nucleare il prodotto di una grandezza positiva non nulla (ancorchè forse molto piccola?) per una grandezza positiva incommensurabilmente grande, anche il rischio è incommensurabilmente grande.

                MODALITA’ TEORIA DEI GIOCHI DI VON NEUMANN OFF

                In conclusione, come dice il WOPR dell’immortale “War Games” di John Badham:

                “E’ uno strano gioco. L’unica mossa vincente è quella di non giocare”

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                credevo di aver già risposto a questo pseudo-ragionamento, nella versione fattane da Moravia parecchi anni fa.

                Essendo infinito il male della guerra nucleare totale, posso accettare qualsiasi altro male pur di evitare di correre il rischio. E Moravia onestamente citava il Reich millenario come caso accettabile. Cosa sono mille anni rispetto all’eternità (o anche solo alla vita della razza umana)?

                Beh, non mi interessa vivere così.

              • PinoMamet scrive:

                “Anch’io compro ai grandi magazzini!” diceva il grande Nino Manfredi interpretando un simpatico attore alcolizzato ridotto a fare le pubblicità…
                e anche Moravia giocava la Hitler card.

                Quanto a come ti piaccia vivere, Francesco, sono sacrosanti fatti tuoi, ma… lascia vivere gli altri 😉


                Ôvous, les boutefeux
                Ô vous les bons apôtres
                Mourez donc les premiers, nous vous cédons le pas
                Mais de grâce, morbleu
                Laissez vivre les autres
                La vie est à peu près leur seul luxe ici-bas
                Car, enfin, la Camarde
                Est assez vigilante
                Elle n’a pas besoin qu’on lui tienne la faux
                Plus de danse macabre
                Autour des échafauds, mourons pour des idées, d’accord, mais de mort lente
                D’accord, mais de mort lente”

  35. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Trovata in Rete:

    “Mentre nel recente incontro dei paesi europei la Germania e l’Olanda hanno bloccato la proposta di porre un tetto al prezzo del gas in Europa e di disaccoppiare il prezzo del gas da quello dell’elettricità, le quotazioni del gas naturale negli Stati Uniti hanno toccato ieri al Nymex il livello più basso da dieci anni: 2,346 dollari per milione di British thermal units (Mbtu). Fatte le dovute conversioni, intorno a 5 €/MWh.
    Una situazione completamente diversa da quella che si vive in Europa, dove il gas è arrivato a costare fino a 5-6 volte di più che negli Usa, nonostante la vistosa contrazione della domanda, legata non solo all’inverno non troppo rigido, ma soprattutto alla crisi economica: Société Générale stima che nel 2011 i consumi siano diminuiti dell’11%, il calo più alto che si sia mai verificato. Un evidente “danno collaterale” del dramma dell’invasione della Russia verso l’Ucraina.
    Quanto all’Italia, il Gestore dei mercati energetici (Gme) ha registrato, dopo la ripresa del 2010, una diminuzione del 6% dei consumi l’anno scorso (a 77,4 miliardi di metri cubi). I prezzi al Punto di scambio virtuale sono però saliti per il secondo anno consecutivo, «riportandosi sui livelli record del 2008 e confermandosi nettamente superiori alle quotazioni dei principali hub europei»: la media è stata di 28,27 euro/MWh (+21%) e a dicembre si è arrivati, sempre in media, a 33,10 €/MWh.
    Negli USA l’unica soluzione per far risalire i prezzi sembra essere l’esportazione, sotto forma di Gas naturale liquefatto (Gnl): ben 7 impianti, in origine progettati per importare Gnl negli Usa, hanno chiesto l’autorizzazione a riconvertirsi per l’export. Uno solo (a Sabine Pass, in Louisiana) ha finora ottenuto il permesso. E per gli altri potrebbe non essere facile. Molti politici denunciano il rischio di un aumento dei prezzi del gas anche per i consumatori, se gli Usa iniziassero a esportare. Uno studio diffuso ieri dall’Energy Information Administration dà loro ragione, prevedendo tra il 2015 e il 2035 possibili rincari del 3-9% l’anno, più un aumento dell’1-3% delle bollette elettriche per le utenze domestiche.”

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Fuzzy scrive:

      Si raschia il fondo del barile.
      Intanto il mondo dell’informazione produce una Babele di narrazioni demenziali.
      https://ourfiniteworld.com/2022/03/28/no-one-will-win-in-the-russia-ukraine-conflict/

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Molti politici denunciano il rischio di un aumento dei prezzi del gas anche per i consumatori, se gli Usa iniziassero a esportare.”

      Interessante, ma logico.

      Spingendo l’Europa in guerra, le ditte americane hanno l’occasione di fare un sacco di soldi, e questo renderà più rari e costosio i loro prodotti… per gli americani.

      Il successo delle ditte americane va a discapito quindi dei consumatori americani.

      • Fuzzy scrive:

        Credo che per il gas americano sia una questione ormai di sopravvivenza.
        Tutti si stanno arrabattando per non restare fuori dal gioco. Come scrive la Tverberg.
        In più ora arriva la questione del Rublo.
        https://lesakerfrancophone.fr/pas-le-nouvel-ordre-mondial-que-vous-avez-commande
        Un gran casino, pare. Sarebbe meglio “ammorbidire” un poco o molto le relazioni, prima che diventi una cosa troppo seria. Finora è stata soltanto una tragica farsa.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez & Fuzzy

        Fuzzy dice che si “raschia il fondo del barile”, Martinez che i prodotti saranno più costosi “per gli americani”.

        Il sito citato da Fuzzy riporta il seguente brano che -ancorché lunghetto 🙁 – vale la pena di leggere con calma, perché a parer mio offre una prospettiva unificante le due affermazioni e che mi insegna qualcosa:

        “GDP is rising much more rapidly than energy consumption. […] How can GDP rise so much more rapidly than energy dissipation? There seem to be several ways such a higher rate of increase can occur, at least on a temporary basis:
        [a] A worldwide trend toward an economy using more services. The production of services tends to require less energy consumption than the production of essential goods, such as food, water, housing and local transportation. As the world economy gets wealthier, it can afford to add more services, such as education, healthcare, and childcare.
        [b] A worldwide trend toward more wage and wealth disparity. Such a trend tends to happen with more specialization and more globalization. Strangely enough, a trend to more wage disparity allows the world economy to continue to grow without adding a proportionately greater amount of energy consumption use because of the different spending patterns between low-paid workers and high-paid workers.

        Analyzing the situation, the world is filled mostly with low-paid workers. To the extent that the pay of these low-paid workers can be squeezed down, it can prevent these workers from buying goods that tend to use relatively high amounts of energy products, such as automobiles, motorcycles and modern homes. At the same time, growing wage disparity allows the higher-paid workers to be paid more. These higher-paid workers tend to spend a disproportionate share of their income on services, such as education and healthcare, which tend to use less energy consumption. Thus, greater wage disparity tends to shift spending away from goods and toward services. The main beneficiaries are the top 1% of workers (who buy mostly services, requiring little energy consumption), rather than the remaining 99% (who would really like goods such as a car and their own home, which require much more energy consumption).”

        In altre parole, se le risorse complessivamente a disposizione non crescono ma sono costanti o decrescono e siamo nel caso [b], allora il sistema diminuisce la dissipazione di energia (ossia diventa più efficiente) spostando la produzione da oggetti materiali (case, automobili) che richiedono grandi spostamenti di masse e quindi elevata dissipazione (in senso letterale, per attrito) a oggetti immateriali, ad alto valore aggiunto quindi più cari come servizi finanziari, cure mediche ecc. che essendo più cari vanno preferibilmente a migliorare la condizione di chi sta già meglio. (Ad esempio, agli investitori conviene di più fare l’Alta Velocità che i treni per i pendolari). In breve: per diventare più efficiente in condizioni di risorse finite, il sistema deve aumentare le disuguaglianze.

        Va da sé che riducendo la quota di ricchezza trasferita alla maggioranza dei meno abbienti il potere d’acquisto di questi ultimi si riduce. Col che si riduce la domanda e dunque i prezzi tendono a scendere, perché il mercato dei ricchi ancorché appetitoso è numericamente ristretto. E’ il meccanismo di retroazione familiare ai sostenitori della “mano invisibile”.

        Abbiamo dunque due tendenze contrastanti. Una agisce sui tempi lunghi in cui gli investitori pianificano gli investimenti; essa tende alla disuguaglianza riducendo costi e massimizzando i ricavi vendendo agli happy few. L’altra che abbassando i prezzi – anche molto rapidamente – consente di nuovo l’accesso delle masse a maggiori consumi.

        Come un pendio innevato di altezza finita si copre di neve aumentando poco per volta la propria tendenza, poi improvvisamente con parossisismi improvvisi si scarica in una valanga, così tende a fare la distribuzione delle risorse nella popolazione di un mondo a contenuto finito di risorse.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Fuzzy scrive:

          I prezzi, quando le risorse sono prossime all’esaurimento, iniziano ad oscillare bruscamente.
          Questo scriveva Turiel in uno dei suoi ultimi articoli. La scarsità stimola l’aumento dei prezzi, i prezzi troppo alti fanno sì che il prodotto non venga acquistato e quindi si torna bruscamente ai prezzi bassi. E a ogni ciclo cala la capacità produttiva, perché la crisi del settore scoraggia gli investimenti in nuova produzione.
          A proposito di gas, vedi questo articolo di Turiel sul gas, scritto già prima della guerra
          https://crashoil.blogspot.com/2021/09/la-crisis-del-gas.html?m=1
          Notare dove scrive che la Russia potrebbe optare di non vendere il gas e di utilizzarlo principalmente per le proprie necessità.

          • Francesco scrive:

            e cosa esportano allora per pagarsi le importazioni?

            viene voglia di diffidare i babbani dal parlare di economia, a leggere gli articoli che citate

      • roberto scrive:

        miguel

        “Spingendo l’Europa in guerra, le ditte americane hanno l’occasione di fare un sacco di soldi, e questo renderà più rari e costosio i loro prodotti… per gli americani.”

        non ho capito perché se una ditta fa un sacco di soldi il prodotto che vende diventa più raro e costoso….che vuoi dire?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “non ho capito perché se una ditta fa un sacco di soldi il prodotto che vende diventa più raro e costoso….che vuoi dire?”

          Non lo voglio dire io, lo dice l’articolo.

          Credo che la logica sia questa:

          1) il gas è sempre più costoso da estrarre.

          2) quindi si tende a estrarne sempre di meno.

          3) in condizioni “normali”, il prezzo si alza; e arriva a una soglia in cui conviene usare sistemi più costosi di estrazione.

          4) attualmente siamo in una situazione di stallo, in cui i prezzi per gli americani sono ancora relativamente bassi.

          5) improvvisamente, l’Europa, alla canna appunto del gas, è disposta a pagare prezzi stratosferici, purché i produttori americani estraggano gas più costoso.

          6) I produttori americani quindi si fanno pagare megasuperpompe che permettono di estrarre molto più gas, ma i prezzi si alzano lo stesso perché gli europei sono disposti a pagare qualunque cifra. E si alzano anche per i consumatori americani.

  36. PinoMamet scrive:

    Lasciatemi dire, con affetto, che mi divertono gli ardori bellici dell’insospettabile Francesco 😉

    Che sono un po’ come le lampadine dell’albero di Natale: si scaldano per il Donbass (che non ha da parlare russo!), ma sono indifferenti alla Dalmazia (parli pure croato…)

    visto che so già che Francesco mi porterà qui, per oppormele, dieci o venti ragioni, mi scusi, false, pescate nel repertorio delle Grandi Maiuscole, mi permetto, in spirito andreottiano, di suggerirne una sola, ma vera:

    la vittoria in Ucraina sarebbe una vittoria americana, sia pure per interposto cadavere.

    E che il cuore di Francesco batta oltreoceano è ben noto…
    (no pun intended! è proprio venuta così ma, nel punzecchiarlo, non vorrei mai offendere o tantomeno insultare Francesco, che trovo in questa occasione particolarmente lontano da me e quindi tanto più meritevole di rispetto).

    • Francesco scrive:

      Guarda che se in Ucraina vincessimo noi europei da soli, armate tedesche, polacche, francesi e italiche che scacciano l’invasore russo, a me andrebbe benissimo!

      Il ruolo degli USA è di stemperare i ricordi e garantire gli europei che nessun singolo stato del continente è in preda a ricordi … Giulio Cesare, Carlo V, Napoleone I, Ottone, insomma più o meno tutti abbiamo provato a sottomettere gli altri europei. In questa storia, gli USA sono il Podestà straniero che va bene a tutti. Se mi offri una vera UE al suo posto, me la faccio andare bene lo stesso.

      Poi non capisco perchè tu ti fissi sulla lingua e non sulla autocoscienza dei popoli. Credo sia una tua profonda convinzione ma … che cosa conta la lingua? forse che la Padania non merita l’indipendenza perchè vi si parla italiano?

      Ciao

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Lo so che ti piacerebbe altrettanto una vittoria americana ottenuta per procura dagli europei.

        • Francesco scrive:

          Per me l’America è l’Europa senza il passato di sopraffazioni interne e di dittature. Il che forse è una lettura ingenua della storia ma è il motivo per cui mi piacciono.

          La mia UE ideale è una grande unione di popoli. In cui le peggiori idee partorite dagli europei nella loro storia sono messe al bando e viste come pericoli da cui guardarsi sempre (fascismo, comunismo, giacobinismo, ateismo di Stato).

          In questo senso sono davvero un amerikano.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Senza sopraffazioni?????

            • Francesco scrive:

              ammetto che dopo aver scritto mi è venuta in mente la guerra di secessione

              ma dove noi abbiamo avuto Cromwell, Robespierre, Mussolini, Franco, Lenin, Stalin, Hitler e molti altri che ora dimentico, loro hanno avuto McCarthy. E lo hanno fatto fuori senza bisogno di interventi esterni, morte naturale, colpi di stato.

              Un pò ho ragione ad apprezzarli.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Scusami, eh, ma hanno avuto la segregazione razziale fino all’altro ieri.

              • Francesco scrive:

                Pessimi.

                Ma sono loro stessi a cercare di abolirla.

                Hanno una certa qual capacità di correggersi che mi piace, al di là della generale ignoranza e stupidità imperanti.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Guarda che non hanno niente di speciale in questo. Lo hanno solo fatto dopo e peggio degli europei.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “interne”

            Ammiro la sofisticata aggiunta di questo aggettivo qualificativo, che esclude sia la dottrina Monroe sia lo sterminio dei Pellerossa prima e dei Filippini poi.

            Però le leggi Jim Crow, il gerrymandering, la caccia alle streghe, il proibizionismo, la mancanza di sanità pubblica, l’abnorme circolazione di armi, il sottoproletariato composto di persone che si sentono tutte milionari in occasionali difficoltà economiche, la cancel culture e (peggio di tutto il resto) la bandiera sugli altari dove li metti?

            E nota che te lo dice uno che ha letteralmente vissuto di cinema hollywoodiano per la maggior parte della sua vita, e che quando non guardava John Wayne leggeva Robert Heinlein e Isaac Asimov. Per me l’America è come le avventura di Sandokan che leggevo e rileggevo da bambino.

            Poi si cresce.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              dove li metto? vuoi davvero paragonare la nostra storia a quello (e per amor di polemico potrei rivendicare al Bene un bel pò di roba)?

              Siamo sempre a travi e pagliuzze.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “paragonare”

                Non oserei mai.

                Il granducato di Toscana fu il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte.

                E a Genova l’assistenza infermieristica a domicilio e farmacologica ai malati oncologici e psichiatrici può tranquillamente costare zero euro.

                Noi Italiani siamo ere geologiche avanti ai masticabibbie.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        La Padania non esiste e basta, France’, ma se hai voglia di giocare possiamo parlare anche di Nubicuccù…

        • Francesco scrive:

          Per ora non esiste. Avendo una solidissima base nell’economia, nutro ancora fiducia.

          😉

          • PinoMamet scrive:

            Guarda, se ve la fate a nord del Po, fatti vostri.

            Non manderò un solo carrarmato, di 32 che io ne ho. 😉

            Se vuoi estenderla anche nelle civili e togate aree a sud dell’Eridano, sarai così gentile di lasciarti bocciare la proposta a un referendum 😉

      • PinoMamet scrive:

        Mi avevi quasi convinto, France’, poi ti si sei smascherato da solo 😉

        Ma sì, che sei amerikano, eccome se lo sei…

  37. PinoMamet scrive:

    Non rompetemi le scatole che non siamo strateghi e non siamo dei servizi segreti: lo so già da solo, ma visto che stiamo analizzando, lasciatemi fare.

    Allora, comincio a cambiare idea su Zelenski.

    Cioè, penso sempre che sia un attorucolo con manie di grandezza, piuttosto antipatico e del tutto inadeguato al suo ruolo, ma…

    noto che ogni volta che lui si dice pronto a trattare su tutto, salta su qualche suo ministro, di solito dal nome ostentamente ucraino (o magari appositamente ucrainizzato, chissà), a dire che invece non si tratta su niente.

    Per cui mi sono fatto l’idea che Zelenski, ebreo e russofono, rappresenti il volto presentabile di un governo molto meno ragionevole e molto più fanatico;

    non possono permettersi di esautorarlo perché ormai rappresenta l’immagine pubblica dell’Ucraina, e perché sarebbe uno sputtanamento troppo grande: è l’unico ostacolo tra loro e l’accusa di nazismo che gli portata da Putin.

    Però gli mandano avvertimenti, tipo l’uccisione di un negoziatore ucraino (sul quale la stampa ha dato un paio di versioni diverse e poi ha taciuto), e chissà, voglio essere malizioso (quindi, in questi casi, probabilmente veritiero) e metterci anche l’avveleamento di Abramovic (che l’America ora smentisce, e se lo smentisce l’America vuol dire certo che NON è opera della Russia…)
    e chissà che anche i misteriosi attentati a cui è sfuggito Zelenski non siano in realtà avvertimenti mafiosi (diciamo che hai subito un attentato per far capire che potresti subirlo…)

    Non affrettatevi: ricordatevi di darmi ragione tra venti o trent’anni, quando si saprà tutto.

    • Francesco scrive:

      Ottimista: tra 20 o 30 anni saremo tutti morti, divorati da zanzare giganti o scarafaggi assassini.

      Nel frattempo non mi convinci solo perchè mi pare che pure mr. Z cambi versione ogni 3-4 ore e faccia benissimo. Le carte si scoprono solo alla fine, al tavolo della trattativa.

      PS i nazi(onali)sti ucraini sono quasi spariti alle elezioni che hanno portato al governo il nostro Z, ti ricordo.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Dimentichi che l’Ucraina è semipresidenziale: Zelensky sarà anche il presidente, ma coabita con un governo.

        • Francesco scrive:

          E nella maggioranza di governo il partito nazista, che non è entrato in Parlamento mi risulta, cosa conta?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Negli apparati contano eccome.

          • PinoMamet scrive:

            Non hanno bisogno di un partito nazista: sono già abbastanza fanatici e nazionalisti gli altri partiti.

            Sarebbe come dire che la Meloni non è di destra perché non ha il fascio littorio nel simbolo del partito…

            • Francesco scrive:

              sarebbe come strillare per mesi sul pericolo di FN e CP, poi ci sono le elezioni e tocca virare sulla Meloni, fingendo che sia la stessa cosa!

              😀

      • habsburgicus scrive:

        PS i nazi(onali)sti ucraini sono quasi spariti alle elezioni che hanno portato al governo il nostro Z, ti ricordo.

        vero, Francesco…
        e anche prima, in piena atmosfera rivoluzionaria (l’Euromaidan appena finita) Svoboda ha poi avuto il 4, 68 % nel 2014… insomma il MSI era sul 6-7 % quando gli andava male (tranne nel 1948) !
        prima, non pervenuti 😀
        la dx non ha mai avuto successi in Ucraina..molto meno di altri paesi, alcuni in UE e NATO

  38. Moi scrive:

    @ FRANCESCO

    Mai porre limiti all’ Utilitarismo Italico : c’è chi guarda all’ esito della Guera in Ucraina sperando in un Ripescaggio dell’ Italia per i Mondiali di Calcio Qatar 2022 … chi in termini di rilancio calmierao e incentivato del Mercato delle Escort !

  39. Moi scrive:

    SE NON ci fosse la Tragedia della Guerra … sembrerebbe la sinossi di un vecchio filmaccio scollacciato Anni ’70/ ’80 :

    https://www.palermotoday.it/cronaca/casteldaccia-profughi-ucraina-africani-rifiuto.html

    Questo Salvinianamente 😉 voleva “prendersi a casa sua” due Stangone dell’ Est … mò rischia due ” Negroni ” NON-potabili 😀 !

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