Come funzionano gli Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono un grande paese, con una splendida natura e un’umanità varia, come ovunque nel mondo.

Si radicano anche su una visione del mondo assai particolare, di cui abbiamo discusso più volte qui, e che ha risvolti positivi e negativi.

Gli Stati Uniti poi sono anche un’immaginario diffuso in tutto il mondo, un riflesso di immensi investimenti nel cinema e nel marketing.

Ma ciò che alla fine conta per il resto del mondo è il meccanismo cruciale con cui il sistema Stati Uniti sta in piedi e domina ancora il mondo.

Molto in breve, ecco come lo ha spiegato in tanti libri l’economista americano Michael Hudson.

Per scambiare merci nel mondo, ci vuole un riferimento, uno standard. Che storicamente era dato dall’oro.

Quando fu abolito il gold standard, è rimasto solo il dollaro statunitense.

Con i dollari che guadagnano da operazioni che spesso non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti, cosa ci possono fare le banche centrali dei paesi del resto del mondo?

Ci comprano buoni del tesoro degli Stati Uniti.

Ma una volta comprati i buoni del tesoro degli Stati Uniti, tutti gli Stati del mondo si devono fare complici della stabilità del dollaro, con un immenso prestito forzoso che non verrà mai ripagato e che può anche venire sequestrato in qualunque momento dal governo stesso.

Questo significa che il governo federale degli Stati Uniti può contare su fondi praticamente illimitati, senza dover tassare più di tanto il cittadino medio degli Stati Uniti.

E infatti ogni singolo cittadino statunitense, compresi i lattanti figli di tossicodipendenti disoccupati, ha un teorico debito pubblico di 90.000 dollari. Pagato dal resto del mondo.

Questi soldi vengono riversati su una serie di società private, i cui azionisti sono in genere sempre gli stessi fondi di investimento:

imprese agricole-industriali, ad esempio, che grazie ai sussidi possono esportare a prezzi concorrenziali verso gli stessi paesi che hanno investito in buoni del tesoro, minandone l’agricoltura;

e imprese del complesso militare-industriale, che offrono alla fine la garanzia più solida e definitiva per tutto il sistema.

In che modo viene deciso a chi dare questi soldi?

Democraticamente.

L’altro giorno, la Camera dei Deputati degli Stati Uniti ha votato in un unico pacchetto la spesa di 1,5 mila miliardi (i famosi trilioni tanto cari all’economia statunitense) di dollari. Che ricordiamo sempre, sono sì soldi che escono dalle tasche pubbliche, ma anche entrano in tasche private.

Alle 3 di mattina di mercoledì scorso, i congressisti hanno ricevuto un testo di 2.741 pagine che dettagliavano il contenuto delle spese in questione. Hanno avuto 10 ore e mezza per analizzarle prima della votazione.

Riprendo dal prezioso sito Reclaim the Net un articolo che spiega in dettaglio cos’è successo.

Notare che nella cifra sono compresi anche 2,6 miliardi di dollari dedicati a combattere quelle entità fantasmagoriche che hanno deciso di chiamare Disinformazione e Odio. Che la Guerra (con la maiuscola) si fa anche così.

di seguito l’articolo di Reclaim the Net:

Una legge federale da 1,5 trilioni di dollari stanzia 2,6 miliardi di dollari per programmi che combattono la “disinformazione” e l'”odio”.
Un altro giro di vite del governo federale sul discorso online.

Pubblicato: 11 marzo 2022
Da Tom Parker
Inviato 2:26 pm

Se sei stanco della censura, della cultura dell’annullamento e dell’erosione delle libertà civili iscriviti a Reclaim The Net.

L’enorme disegno di legge federale da 1,5 trilioni di dollari, che dovrebbe essere firmato in legge dal presidente Joe Biden oggi, stanzia oltre 2,6 miliardi di dollari per i “Programmi per la Democrazia” e richiede che questi programmi combattano “l’uso improprio dei social media per diffondere disinformazione o incitare all’odio”.

Questo requisito è sepolto in profondità nella legge di 2.741 pagine a pagina 1.408 e fa parte del “Titolo VII Disposizioni generali” del “Department of State, Foreign Operations, and Related Programs Appropriations Act, 2022”.

Il disegno di legge afferma che: “I programmi per la democrazia sostenuti con i fondi stanziati da questa legge … dovrebbero, come appropriato … includere … gli sforzi per combattere la tecnologia armata, compreso l’uso improprio dei social media per diffondere la disinformazione o incitare l’odio.”

Mentre questo è il requisito principale nel disegno di legge relativo alla disinformazione, c’è anche un altro riferimento alla disinformazione a pagina 1.848 che afferma:

"I fondi stanziati da questo titolo sotto il titolo "Fondo di sostegno economico" possono essere trasferiti a, e fusi con, i fondi disponibili sotto il titolo "Programmi diplomatici" per attività relative all'impegno pubblico, alla messaggistica e alla lotta alla disinformazione".

La voce “Fondo di sostegno economico” rende disponibili 6. 47 milioni di dollari disponibili fino al 30 settembre 2024, mentre la voce “Programmi diplomatici” rende 125 milioni di dollari disponibili fino al 30 settembre 2024 con le disposizioni che fino a 15 milioni di dollari “possono essere trasferiti a, e fusi con, i fondi disponibili sotto la voce “‘Capital Investment Fund”‘ per la cybersicurezza e gli investimenti informatici correlati” e che i fondi “sono resi disponibili, come appropriato, per migliorare la capacità del Dipartimento di Stato di identificare i beni di oligarchi russi e altri legati alla situazione in Ucraina, e per coordinarsi con il Dipartimento del Tesoro nel sequestrare o congelare tali beni. “

Abbiamo ottenuto una copia del disegno di legge per voi qui.

Il modo in cui il testo finale di questa massiccia legge di spesa è stato rilasciato nel cuore della notte, ore prima del voto finale, è stato criticato da numerosi politici statunitensi.

Il testo finale della legge è stato pubblicato poco prima delle 3 del mattino Eastern Standard Time (EST) di mercoledì mattina e il voto finale per la legge nella Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti è stato fissato per le 1:30 pm EST di mercoledì, dando ai rappresentanti meno di 11 ore per leggere il testo finale prima di votare.

Un giorno dopo, si è tenuto il voto finale per la legge al Senato degli Stati Uniti, dando ai senatori circa 24 ore per leggere le quasi 3.000 pagine della legge.

“Letteralmente nel BUIO DELLA NOTTE, il Comitato per le Regole controllato dai Democratici si è riunito all’1:30 – 2:30 del mattino e ha approvato” l’HORRENDOUS $1.5 TRILLION Omnibus bill,” Rep. Marjorie Taylor Greene ha twittato. “Non hanno detto a nessuno o annunciato questo dibattito sul disegno di legge fino a dopo mezzanotte! Ci siamo svegliati con 2.741 pagine e votiamo oggi!”

Il senatore Rand Paul ha aggiunto: “Pensate che ci sia una sola persona negli Stati Uniti che creda che il Congresso sia pieno di lettori veloci capaci di digerire migliaia di pagine in poche ore? L’omnibus di 2741 pagine con un prezzo di 1,5 trilioni di dollari che è stato rilasciato nel mezzo della notte è un perfetto esempio del perché il Congresso ha bisogno di tempo per leggere le fatture”.

Questa non è la prima volta che un’enorme legge di spesa è stata usata per spingere nuove regole online. Nel dicembre 2020, una controversa riforma del copyright che proponeva fino a 10 anni di prigione per lo “streaming non autorizzato” è stata sepolta a pagina 2.540 nel “Consolidated Appropriations Act, 2021” di 5.593 pagine. Nonostante la sua enorme lunghezza, questo disegno di legge passò entrambe le camere del Congresso e fu firmato in legge dall’allora presidente Donald Trump entro sei giorni.

L’aggiunta di requisiti per combattere la disinformazione online in questa legge di spesa federale è l’ultimo di molti esempi di governo federale che prende di mira il discorso online. La Casa Bianca di Biden ha ammesso che segnala i contenuti da censurare su Facebook e ha proposto che se sei bandito per “disinformazione” su una piattaforma, dovresti essere bandito da TUTTE le piattaforme. I membri del Congresso hanno anche minacciato di ritenere le aziende Big Tech “responsabili” se non censurano la disinformazione.

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77 risposte a Come funzionano gli Stati Uniti

  1. Mauricius Tarvisii scrive:

    Una volta te la cavavi con comode ed economiche veline. Oggi devi mettere in piedi un meccanismo un po’ più costoso.

  2. Tortuga scrive:

    Quando leggo la parola Facebook, mi domando che importanza davvero abbia questo mezzo di comunicazione che, nella mia vita, ha rubato solo tempo inutilmente. Ho ancora un account con meno di 20 contatti.

  3. Fuzzy scrive:

    https://scenarieconomici.it/accordo-cina-russia-non-e-detto-che-convenga-a-nessuno-dei-due/
    Difficoltà economiche per Russia e Cina.
    Conseguenze della svalutazione del Rublo.

    • Fuzzy scrive:

      https://www.limesonline.com/notizie-mondo-oggi-14-marzo-ucraina-colloqui-roma-usa-cina-yavoriv-attacco-mariupol/127151
      Qui descrivono Biden come un sostenitore della linea “morbida”. Negli Stati Uniti non tutti la pensano come lui.
      Quindi, prima si tratta, meglio è.
      La faccenda comincia ad essere molto preoccupante. Troppa emotività. Magari suscitata proprio dalla propaganda.

      • Francesco scrive:

        immagino che la “linea morbida” sia il rifiuto di andare alla guerra aperta con la Russia in Ucraina.

        l’unica giustificazione che trovo per questa linea è che tutte le analisi psicologiche diano Putin per un folle totale che, a fronte di una guerra o sconfitta sul campo, lancerebbe i missili a testata nucleare “senza dubbio”.

        in questo era utile Trump, che era palesemente matto e quindi pericoloso persino per Putin.

        ciao

        PS non è che sono matto del tutto, credo solo che quella guerra, con Putin al potere, ci sarà in ogni caso. Sul Baltico, in Polonia, chissà, ma mi aspetto che alla fine lui venga a vedere le carte della NATO.

        • Fuzzy scrive:

          Beh, in generale, sul perché di questa guerra, si leggono molte ipotesi. I nazisti, il gas, i missili nato al confine, gli oligarchi che finanziano i nazisti, gli ebrei di una particolare corrente, i cosiddetti straussiani, le repubbliche autonome del Donbass, e chi più ne ha più ne metta.
          Certo, se si va avanti ancora per molto con queste sanzioni, l’effetto complessivo sarà ben peggiore di un conflitto dove l’aggressore cerca di fare il minor numero di morti possibile per non rovinarsi la reputazione.
          È una guerra dove l’abilità propagandistica conta quanto quella militare.
          Ma alla fine se non trovano un accordo, non ci saranno vincitori e vinti e ci rimetteremo tutti.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “l’unica giustificazione che trovo”

          Altrimenti saresti a favore di una nuova bella guerra per mettere fine a tutte le guerre, no?

          • Francesco scrive:

            No, non ho di queste illusioni.

            Mi basta mettere fine a Putin o almeno alla fase senile-aggressiva del suo regime.

            Saluti.

            PS la guerra non sarebbe nuova, c’è già da alcune settimane.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Da settimane”

              È un buon argomento “alla Putin”: la guerra dura da otto anni. Sicuro di non avere il suo stesso manuale di istruzioni?

  4. Francesco scrive:

    Allora, senza nulla togliere a quanto sia interessante il tema della dollarizzazione dell’economia mondiale e delle sue conseguenze, anche politiche, mi sa che ci puoi fare un sacco di cose con quei dollari, non solo comprare i BOT dello Zio Sam.

    Per esempio puoi comprare qualsiasi merce tu voglia in qualsiasi parte del mondo. Oppure un pezzo di terra negli USA. Oppure entri a piedi pari nel Grande Gioco comprando delle azioni di Wall Street!

    Peraltro, se interessa, potrei cercare il dato del debito pubblico procapite nei vari paesi del mondo, sospetto che gli statunitensi non siano quelli messi peggio.

    Su cosa significhi, se davvero implichi una de facto schiavitù de facto eterna per i cittadini di quei paesi, ecco, temo di propendere per la tesi peggiore.

    Ciao a tutti

    F o’ capolista

  5. daouda scrive:

    Ebbene :
    a) la storicizzazione e demonizzazione del complottismo sono due cose idiote perché arriva la prima a limitare il campo di indagine oltretutto con paragoni fallati e categoriali irrapportabili pretendendo l’uniformità dell’umano, la seconda diviene una scusa per negare le trame cripopolitiche e criptospirituali, queste ultime ovviamente escluse, riducendo ulteriormente il campo di possibile spiegazione
    b) sembra non si faccia alcun studio su Cicada, nessun accenno al retroterra proprio della cybercultur degli anni 80, della Jonh Birch Society, del LaRouchismo, del tipico filone apocalitticista protestante e quindi alla fine decontestualizzando tutto in panzane fallaci si fa solo un accenno all’ARG prendendolo però come stronzata di trollaggio ( che è , ci mancherebbe ) dimenticando però gli apparati militari del centro operativo Joint Special Operations Command del generale Flynn e McChrystal guardacaso.
    Ciò sarebbe pure tornato utile…perché si poteva parlare dell’associazione mondiale della liga ritnentesi “anticomunista” e delle sue ramificazioni anche all’interno della Chiesa Cattolica oltre che nelle varie famiglie nobiliari ereditiere e quindi defenestrare dall’occultismo magico i rapporti di forza di certe realtà reazionarie.

    ——

    Volevo scrive sto commento sotto all’articolo su Q sul blog di Wu Ming che i patetici eredi di LB credono di aver capito e si danno il merito.
    Non sò come si fa…

  6. Miguel Martinez scrive:

    antica saggezza da comunisti di cent’anni fa… direi che come analisi scientifica della situazione ci azzecca:

  7. Miguel Martinez scrive:

    ARABIA SAUDITA CONSIDERA YUAN PER PAGAMENTI PETROLIO DELLA CINA
    L’Arabia Saudita è in trattative attive con Pechino per valutare in yuan in alcune delle sue vendite di petrolio alla Cina. Lo riferisce il Wall Street Journal citando persone a conoscenza della materia, una mossa che intaccherebbe il dominio del dollaro USA sul mercato petrolifero globale e segnerebbe un altro cambiamento dai vertici mondiali esportatore di greggio verso l’Asia.
    I colloqui con la Cina sui contratti petroliferi a prezzo di yuan sono andati avanti per sei anni, ma quest’anno hanno subito un’accelerazione poiché i sauditi sono diventati sempre più insoddisfatti degli impegni di sicurezza degli Stati Uniti decennale per difendere il regno, ha affermato la gente.
    I sauditi sono arrabbiati per la mancanza di sostegno degli Stati Uniti al loro intervento nella guerra civile nello Yemen e per il tentativo dell’amministrazione Biden di concludere un accordo con l’Iran sul suo programma nucleare. Funzionari sauditi hanno affermato di essere rimasti scioccati dal precipitoso ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan lo scorso anno.
    La Cina acquista più del 25% del petrolio esportato dall’Arabia Saudita. Se valutate in yuan, tali vendite aumenterebbero la posizione della valuta cinese. (Fonte: Wall Street Journal (https://www.wsj.com/articles/saudi-arabia-considers-accepting-yuan-instead-of-dollars-for-chinese-oil-sales-11647351541))

    • Fuzzy scrive:

      “una mossa che intaccherebbe il dominio del dollaro USA sul mercato petrolifero globale”.

      Ah, beh! Adesso chissà cosa succede!
      😨🤯😱☠
      Neutrali eh, mi raccomando. Oh! di Maio….
      E come si fa ad essere neutrali quando ospitiamo mezza Nato sul nostro territorio?

    • habsburgicus scrive:

      certo che il mondo è cambiato…
      io sono, ahimé, abbastanza “maturo” per rammentare l’epoca quando il Regno dell’Arabia Saudita (KSA) era ostile a tutti i regimi comunisti e riconosceva come unico legittimo governo di tutta la Cina il governo di Chiang Ching-kuo (presidente della “Repubblica di Cina” 1978-ob. 1988, figlio del Generalissimo Chiang Kai-shek, pres. ROC 1948-ob. 1975), con sede a Taipei, “provvisoriamente” impossibilitato -a seguito della ribellione comunista dei tardi ’40- ad esercitare di fatto il suo potere di diritto sulle province del Continente 😀 😀 un’Ambasciata saudita a Taipei e una possente Ambasciata della Cina “nazionale” a Riyadh testimoniava al colto e all’inclita questa situazione
      nel 1990 il KSA, con un gesto che fece scalpore, ruppe i rapporti diplomatici con Taipei e riconobbe il regime di Pechino…fu il penultimo regime di peso ad abbandonare Taipei, dopo che il 1/1/1979 i DEM stabilirono relazioni diplomatiche con Pechino (Nixon fece quanto si sa, ma ancora continuò a riconoscere Taipei..un oscuro ex-governatore REP della California, Ronald Reagan, deriso allora da tutti :D, fu l’unico a opporsi..ma si guarderà bene dal restaurare i rapporti con Pechino una volta giunto inopinatamente al potere 😀 (l’ultimo fu la Corea del sud, che passò a Pechino il 24/8/1992..vabbé poi c’é il Vaticano, di malavoglia, tuttora)

    • Francesco scrive:

      Ma l’AS non era la grande zietta dei talebani?

      Capisco benissimo che vorrebbero ancora più carta bianca dagli USA e che ormai lo scontro tra Arabi e Persiani in Yemen è una fissazione del regime.

      E non è male come forma di pressione sugli USA.

      Credo di avere scritto qui, alcun tempo addietro, che l’invasione dell’Iraq è stato un grandissimo errore di indirizzo …

      Solo una domanda: “ha affermato la gente”???

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        ” l’invasione dell’Iraq è stato un grandissimo errore di indirizzo”

        Perché?

        Ha permesso di espandere in maniera straordinaria vasti settori dell’economia statunitense, iniettandovi trilioni di dollari grazie al contributo forzoso di tutto il mondo (vedi sistema dollaro). Ha dato lavoro e assistenza sanitaria e borse di studio a milioni di americani che altrimenti avrebbero vissuto senza prospettive, senza parlare dell’indotto: pensa in fase di deindustrializzazione e outsourcing, cosa voleva dire avere fabbriche in patria.

        Ha permesso di finanziare enormi quantità di ricerca in tutti i campi, dando una spinta immensa anche allo sviluppo tecnologico degli Stati Uniti.

        Un errore per gli iracheni, mica per gli Stati Uniti.

        • Francesco scrive:

          Nel semplice senso che doveva essere invasa l’Arabia Saudita, non l’Iraq.

          Mentre ti tranquillizzo: non intendo mettere in discussione la tua ottimistica visione degli effetti delle guerre per l’economia USA.

          Piuttosto, mi spieghi quale tecnologia ci vorrebbe per combattere gli IED e non capire un cazzo di arabo?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Piuttosto, mi spieghi quale tecnologia ci vorrebbe per combattere gli IED e non capire un cazzo di arabo?”

            Boh, mi insegni tu che il capitalismo esce sempre vincente. Tipo un banale accesso agli account facebook che permette di creare algoritmi che ti dicono chi è il caso di ammazzare con i droni, in base ai like che mette?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Nel semplice senso che doveva essere invasa l’Arabia Saudita, non l’Iraq.”

            Comunque in un decennio e oltre di frequentazione, una cosa sono riuscito a trasmetterti: l’uso corretto dei pronomi.

            Non hai detto “noi”. Hai parlato solo a nome dell’Assoluto. “Doveva essere”.

            • Francesco scrive:

              Perchè l’imperativo di invadere l’AS e abbattere il regime clerico-assolutista è un imperativo assoluto.

              😀

              • Francesco scrive:

                Ah, l’imperativo nasce dalla necessità di stabilizzare la regione, quindi eliminare le guerre e ridurre le spese militari, per dare una speranza ai popoli.

                Io sono sempre uno dei buoni!

  8. Miguel Martinez scrive:

    Una notizia più importante di quelle dal “fronte”:

    https://visionetv.it/meeting-intenso-a-roma-la-cina-resta-con-la-russia-comincia-la-vera-guerra/
    Visione TV
    Blog
    Meeting “intenso” a Roma, la Cina resta con la Russia. Comincia la vera guerra
    15 Marzo 2022
    2 min read

    Gli Stati Uniti sono preoccupati: questo è ciò che emerge dal meeting di sette ore a Roma di ieri tra il consigliere per le Sicurezza nazionale statunitense Jake Sullivan e il “ministro degli Esteri” del Partito Comunista Cinese Yang Jechi.

    “Abbiamo gravi preoccupazioni riguardo l’allineamento della Cina alla Russia” dice Jake Sullivan al termine di un meeting di sette ore definito “intenso”. Gli Stati Uniti parlano inoltre delle “profonde implicazioni e conseguenze” che tale allineamento possono portare. E il consigliere Sullivan dice una nota, è stato diretto riguardo tali conseguenze. Ovvero sanzioni anche alla Cina sulle esportazioni.

    La Cina invece “vuole evitare il conflitto” e si “oppone ad ogni tentativo di disinformazione”.

    Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi aggiunge che “la Cina non è parte della crisi e non vuole essere colpita dalle sanzioni” soprattutto “la Cina si oppone all’uso di sanzioni“.

    Comincia dunque la vera guerra?

    Perché la vera partita è quella tra Stati Uniti e Cina. Unione europea e Russia sono due potenze secondarie che usciranno indebolite se non distrutte dal conflitto in corso. Dietro stanno i veri giganti che non si stanno davvero impegnando nel conflitto, ma stanno più a guardare che altro. E la guerra tra i due giganti sarà soprattutto di tipo economico.

    • Francesco scrive:

      Come dicono le pagine FB del governo cinese, il commercio tra USA e Cina va a gonfie vele.

      Sarebbe una guerra molto particolare, da un lato in stile “rospo-scorpione”, dall’altro “tarallucci e vino”.

      Vediamo.

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      “Unione europea e Russia sono due potenze secondarie”

      L’articolista non ha le idee molto chiare.
      La Russia è una potenza secondaria, con una forza miliatare enorme ma con grossi problemi strutturali.
      L’Unione Europea non è che non è una potenza. È che proprio non è un’entità.
      Ma ciò vale per l’Europa in genere. Le colonie non sono potenze. La nostra è una colonia ricca, ma la potenza significa che puoi, cioè che hai un potere decisionale, d’influenza, non che stai bene ma non conti un cazzo.

  9. Miguel Martinez scrive:

    Se conoscete l’inglese, ascoltate attentamente le parole della signora Nancy Pelosi, mentre spiega perché dovremmo, o non dovremmo, entrare nella Terza Guerra Mondiale.

    Io tendo a non dare troppo peso agli individui nella storia, ma se pensiamo che dietro di lei c’è Biden che dice che Putin ha invaso la Russia e tutto il popolo iraniano è pronto a combattere sotto la guida di Zelensky…

  10. PinoMamet scrive:

    Ricevo e pubblico, sine ira et studio

    “GLI UCRAINI SONO CREDENTI E SONO PER L’AMORE
    di Antonio Lupo
    A «Otto e mezzo» c’è stato un momento – durato una decina di minuti circa – in cui si è capito che un atterrito Massimo Giannini (direttore de La Stampa) ha capito. Ha capito che qualcosa non torna più, nel racconto – meglio: nella narrazione – della guerra in Ucraina. Da questa parte dello schermo lo abbiamo capito dallo sguardo sbarrato e dalle labbra serrate in una sorta di smorfia angosciata.
    Perfino Lilli Gruber è parsa vacillare, non sapendo più da dove e come riprendere il filo del discorso. Poi, con molto mestiere e bravura ha rimediato. L’unico che è parso non sorpreso è stato Lucio Caracciolo, il direttore di Limes, che evidentemente non si era fatto soverchie illusioni. E purtuttavia, aveva il volto parecchio tirato, e un po’ scavato.
    Insomma, il gelo era sceso nello studio, dopo che – intervistata da Gruber – Iryna Vereshchuk (nella foto), divisa verde e sguardo di ghiaccio, ha detto a nome del governo ucraino, da lei rappresentato nella veste di vicepremier, le seguenti cose: a) Il governo ucraino sa qual è la verità e ha il coraggio di dirla; b) la verità è una sola; c) il presidente è il popolo, il popolo si riconosce nel presidente; d) no-fly zone subito sulle centrali nucleari; e) intervento militare degli USA in Ucraina; f) garanzie internazionali occidentali, da parte di USA e GB, per l’Ucraina per il dopoguerra; g) Crimea e Donbass restituite all’Ucraina, dopo periodo di monitoraggio internazionale; h) né il riconoscimento delle repubbliche del Donbass né della Crimea né la neutralità dell’Ucraina possono costituire base di trattativa con la Russia.
    Giannini, nonostante lo sconcerto – e, immagino, il brivido lungo la schiena – è stato lucido nel far notare a Vereshchuk che, con queste premesse non ci potrà mai essere nessuna trattativa con la Russia. La risposta è stata che l’Occidente deve prendersi ora quelle responsabilità che non si è preso in passato. Caracciolo ha fatto notare alla vicepremier che questa base negoziale forse poteva andare bene nel 2014, certo non ora, con la situazione attuale sia politica sia militare. E che una trattativa realistica non poteva che avere come punto di partenza lo status ante 23 febbraio, poiché gli USA non interverranno mai in Ucraina in un confronto militare diretto, poiché questo significherebbe lo scoppio di un conflitto mondiale. La replica è stata che la Russia va fermata ora in Ucraina perché il conflitto ci sarà ugualmente.
    In precedenza, su domanda di Gruber circa le vittime odierne a Donetsk e sul rimpallo delle responsabilità del bombardamento, la risposta è stata che i russi sparano sui (loro) civili per attribuire la responsabilità agli ucraini. Gli ucraini, ha aggiunto poco dopo, sono credenti e sono per l’amore.
    Vereshchuk, che ha anche un passato come militare, è considerata esponente conservatrice e moderata nella compagine di governo.
    Ecco, lo sguardo angosciato di Giannini ha restituito l’istante dell’illuminazione, quando ha capito di non aver capito granché su chi fossero i difensori della libertà, su quali fossero i loro obiettivi e su quale fosse il “frame” psicologico – prima ancora che politico – su cui si organizzano le loro decisioni: la mistica del sacrificio. Di questa mistica è imbevuto, per esempio, il culto degli eroi di Maidan. E’ uno dei tanti anacronismi del post-guerra fredda: un pezzo di medioevo partorito dai nazionalismi del dopo-URSS, ideologie di risulta nel vuoto politico della (breve) fine della storia.
    La storia ha ripreso da tempo il suo cammino con questi grumi arcaici sopravvissuti chissà come e riportati alla superficie dalle correnti putride dei fascismi postmoderni.
    Almeno spero che a Giannini da oggi sia chiara una cosa: è sufficiente ricordare qual è la linea – a quanto pare ufficiale – del governo Zelensky. E la linea è: nessuna linea, diritti allo scontro, verso il sacrificio finale. Se l’Ucraina vincerà, vincerà la verità, se l’Ucraina verserà il suo tributo di sangue lo farà sacrificandosi per la verità. L’Apocalissi non fa paura quando è la verità che deve trionfare.
    Auguri, Giannini. Avete giocato agli apprendisti stregoni con l’abisso, ora ce l’avete davanti.”

    • PinoMamet scrive:

      Nel frattempo, come mi aspettavo da un po’, qualcuno su FB ha iniziato a sproloquiare di Leonida e di Guerre Persiane…
      (ovviamente non capendoci granché).

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “g) Crimea e Donbass restituite all’Ucraina, dopo periodo di monitoraggio internazionale; h) né il riconoscimento delle repubbliche del Donbass né della Crimea né la neutralità dell’Ucraina possono costituire base di trattativa con la Russia.”

      Che è un po’ come se l’Italia avesse Roma, Milano e Napoli sotto il bombardamento dell’artiglieria croata e ponesse la restituzione dell’Istria come condizione per la pace.

      • Francesco scrive:

        Beh no, il governo italiano ha riconosciuto la perdita dell’Istria, come la comunità internazionale. Nessuno stato, che io sappia, ha riconosciuto il passaggio di Crimea e Donbass alla Russia.

        Certo, se tu invochi come unico fattore rilevante la situazione militare, hai perfettamente ragione.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Sul tavolo della pace quello che rileva è la situazione sul campo: se non puoi vincere e poni condizioni da vincitore (rinunce territoriali altrui), allora o sei alienato dalla realtà oppure non vuoi trovare un accordo.

          • Francesco scrive:

            Zelensky ha solo una carta: l’intervento della NATO.

            Altrimenti può capitolare o capitolare, accettare tutto quello che Putin vuole e basta.

            Non esiste nessun accordo, direi. O forse un Trattato che vale quanto quelli tra i pellerosse e i governi americani.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/ucraina-lappello-della-vicepremier-iryna-vereshchuk-sara-difficile-vincere-la-guerra-senza-no-fly-14-03-2022-428806

      Guardate questo video e ricordatevi che è una risposta alla domanda di Giannini posta all’inizio. Alla fine anche Giannini deve ammettere l’evidenza.

      Cita il drone caduto a Zagabria, dicendo che lo avrebbero mandato i russi, quando in realtà pare che sia decollato dalla zona di Odessa (in mano ucraina)
      https://www.thedrive.com/the-war-zone/44753/croatians-say-mysterious-crashed-tu-141-drone-tied-to-the-ukraine-conflict-carried-a-bomb

      • Tortuga scrive:

        Ho letto adesso che era un drone armato di bomba

        • fuzzy scrive:

          L’intervista alla Iryna Vereshchuk…..

          Della serie tutto o niente.
          Dunque, in Ucraina ci sono circa 100.000 nazisti più circa (mi pare) 40.000 sostenitori venuti da chissà dove, annidati nelle città.
          Se i russi entrano nelle città, li dovranno stanare uno ad uno, e sarà un confronto destinato a durare fino allo sfinimento.
          Così, a occhio e croce, direi che Putin non riuscirà a “Denazificare” l’Ucraina.
          Come diceva Caracciolo, sempre dalla Gruber, “Putin ha sbagliato la guerra”.
          Quindi secondo me, ma ne capisco poco, la Vereshchuk non ha parlato tanto a vanvera. Questi nazisti sostenuti dalla Nato, non cederanno niente, e ce li dovremo tenere per sempre, come un impedimento nelle relazioni tra Europa e Russia. E forse Cina? Non lo so.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            La Vereshchuk ha detto che piuttosto che cedere un palmo si lascerà massacrare la popolazione civile. Conta sul fatto che l’opinione pubblica occidentale possa rimanere mobilitata abbastanza a lungo perché accetti gli immensi sacrifici economici che verranno e che la sua popolazione, quella ucraina (la parte che conta, si intende), non consegni la testa sua e dei suoi amici nazionalisti a Putin in cambio della pace. E’ una bella scommessa.

          • Francesco scrive:

            >>> Dunque, in Ucraina ci sono circa 100.000 nazisti più circa (mi pare) 40.000 sostenitori venuti da chissà dove, annidati nelle città.

            bella lì, e questa notizia da dove viene? giuro che finora ero rimasto ai 2.000 o 4.000 del Battaglione Azov. hanno trovato il tempo di riprodurci come conigli?

            • Fuzzy scrive:

              En 2014, le président François Hollande et la chancelière Angela Merkel mirent les gens de Kiev à une même table que ceux du Donbass et négocièrent les accords de Minsk. Ce sont la France, l’Allemagne et la Russie qui en sont les garants.

              Kiev a toujours refusé de les appliquer bien qu’il les ait signés. Au lieu de cela, il a armé des milices « nationalistes » et les a envoyées se faire les nerfs à la limite du Donbass. Toute les extrémistes occidentaux sont alors venus tirer le coup de feu en Ukraine. Ces paramilitaires étaient le mois dernier, selon le gouvernement de Kiev, 102 000. Ils forment le tiers de l’armée ukrainienne et sont intégrés aux Forces de défense territoriales. 66 000 nouveaux « nationalistes » —quoiqu’étrangers— viennent d’arriver en renfort, du monde entier, à l’occasion de l’attaque russe.
              https://www.voltairenet.org/article216028.html

              https://it.m.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_dei_Nazionalisti_Ucraini
              D’altra parte, dato per scontato che quello che scrive Meyssan è considerato spazzatura, (lo sarà davvero? Boh) ci si chiede se Putin doveva fare tutto questo demonio mondiale per seimila nazisti in tutto.
              Comunque, a scanso di inesattezze, si accettano anche versioni dei fatti plausibili.

              • Francesco scrive:

                >>> les a envoyées se faire les nerfs à la limite du Donbass

                come si traduce? io consco i nerf ma mi sa che sono un’altra cosa

                PS a Putin fottuncazzo dei nazisti, alla bisogna li assume anche. Lui vuole l’Impero e l’Ucraina ne era parte. Questi due fatti mi paiono assodati quanti i baffetti di Hitler o la pelata di Mussolini.

              • Fuzzy scrive:

                “Fare innervosire”
                Ma dai…. l’Impero…..
                Così male in arnese come è la Russia. Si e no che riuscirà a cavarsela da questo pantano dove si è andata a cacciare.
                Ha chiesto aiuto alla Cina per venirne fuori.
                Certo, ci sono ancora le armi nucleari, ma mica Putin si sveglia la mattina e spara un missile intercontinentale su New York….C’è tutta una procedura in mezzo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “procedura”

                Il guaio è proprio qui.

                Nessuno parte con una bomba H su New York o Mosca.

                Scontri campali -> si sfonda un fronte -> si lancia una A tattica per impedire un attacco corazzato -> si lancia una A sulla base che lancia le A -> si lancia una H per saturare l’area… ecc.

                Le bombe H oggi sono regolabili al momento (“dial-a-yield”) e vanno da uno yield sotto Hiroshima a 320 kilotoni (parlo di quelle USA in Italia). Ci sono anche bombe A truccate con un booster di deuteruro di litio, portatili, per artiglieria campale, e zaini nucleari a tracolla da 3 kilotoni (russi) e da RPG (il Davy Crockett USA).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • fuzzy scrive:

                Ben, ben, speriamo che la procedura non si attivi mai.
                Nel frattempo ho iniziato a leggere questo
                https://lesakerfrancophone.fr/lagarde-et-la-bce-survivront-ils-a-ce-point-dinflexion-geopolitique
                Ma mi sa che non sia alla mia portata.
                Naturalmente chi ci capisce può dare un aiutino….
                Mi sembra tutto un gran fantasticare su ipotesi con poco fondamento.
                Troppe ipotesi su questa guerra.
                Sembra fatta apposta per gli appassionati della Settimana Enigmistica.

              • Francesco scrive:

                grazie per la traduzione ma 14.000 morti come “far innervosire” mi pare una esagerazione.

                di Impero – o almeno di Russia con tutta l’intonazione della Grande Madre Russia parlano sempre Putin e Dogin. vorremo dar loro credito?

                sullo scenario di Andrea: l’uso tattico di una bomba A è di dubbia intelligenza, però. al limite del poco credibile.

                certo, dovesse la NATO sconfiggere l’ARMIUcr di Putin sul campo, anche senza nessuna nostra minaccia di passare il confine, Lui potrebbe uscire di testa. ma mi pare un rischio da correre, ahimè.

  11. Tortuga scrive:

    Qualcuno che ha seguito la questione Donbass e Crimea dal 2014 mi sa dire se in questo articolo sono scritte bugie oppure no?

    http://sakeritalia.it/ucraina/i-cattivi-ucraini-e-una-giusta-risposta-russa/

    • Francesco scrive:

      Beh, l’articolo trasuda bugie più del TG4 di Fede. Fa veramente ridere per il livello ingenuo e rozzo della propaganda.

      Una domanda: dopo il 2014, la situazione militare in Donbass quale è stata? io ho capito sia stata una lunga tregua, con i separatisti da una parte, spalleggiati da Mosca, e gli ucraini dall’altra. Non la pace ma una certa calma.

      Qualcuna ha informazioni?

  12. Andrea Di Vita scrive:

    @ tortuga

    https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglione_Azov

    Un aneddoto personale. Un ex collega,
    Ucraino di Zaporozhetz, la persona più mite che abbia mai conosciuto, si accomiatò da me con “Slåva gherójam”=”Gloria agli eroi”, il saluto dei seguaci di Bandera (che crocifiggevano i Polacchi alla porta di casa).

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Tortuga scrive:

      Il Rublo ha recuperato sul dollaro ri-scendendo a 99. Il chè mi fa pensare che siano più veri i ripensamenti di Zelenky.
      E’ come per le quote delle scommesse. Di solito ci azzeccano di più i quotisti di molta stampa.

      • Tortuga scrive:

        Acc! Ho appena sentito il suo discorso “I have a Dream”.
        Per me il vero pazzo è lui ma, mi domando, perchè mi deve essere propinata sui canali nazionali la propaganda zelensky?
        Ne ha sparate un paio davvero grosse.

        • Francesco scrive:

          Capirei di più se ti lamentassi perchè non vedi i discorsi di Putin.

          Ma credo sia abbastanza normale: tutti conoscono nome e faccia di Che Guevara e molti hanno letto i suoi libri, dei suoi nemici boliviani chi sa qualcosa?

          Idem per M.L. King: tranne Hasburgicus il sapiente, chi ricorda il nome dei difensori della segregazione?

  13. Miguel Martinez scrive:

    Nessuno (nemmeno la CIA) ha la sfera di cristallo in questo momento… comunque un’ipotesi interessante è questa:

    https://t.me/giuseppemasala

    Cosa vuol dire avere una grande diplomazia lo abbiamo scoperto in pochi giorni.
    1) Il Pakistan ha firmato un contratto per l’acquisto di cereali, gas e petrolio dalla Russia.
    2) L’India informa che sta pensando di acquistare gas e petrolio dalla Russia che ha offerto uno sconto importante sui prezzi.
    3) La Russia e la Cina hanno firmato la costruzione di altri gasdotti che orientino il gas venduto dai russi, sino ad ora, all’europa verso la Cina
    4) Il Venezuela dice che venderà petrolio ai paesi che l’hanno sanzionata (e derubata, come nel caso dell’Uk che ha “congelato” il suo oro depositato presso la Banca d’Inghilterra) solo se verranno tolte le sanzioni e se i paesi occidentali riconosceranno Maduro come legittimo presidente. Inutile dire che i pozzi di petrolio Venezuelani sono da anni gestiti dalla russa Gazprom.
    5) In un colloquio a Mosca tra il Ministro degli Esteri iraniano e quello russo si è deciso che a breve sarà firmato un accordo di mutuo supporto militare tra Iran e Russia. Inutile dire che tre giorni fa gli iraniani hanno tirato sei missili balistici sul consolato americano ad Erbil (Iraq) e gli USA zitti, hanno ingoiato senza fiatare perchè hanno bisogno del petrolio iraniano come il pane (per darlo a noi europei).
    6) Oggi Global Times (organo in lingua inglese del Partito Comunista Cinese) ha risposto a ciò che ha detto ieri a Roma il Consigliere per la Sicurezza Nazionale USA Sullivan al suo omologo cinese Yang Jieki: la Cina continuerà a commerciare con la Russia e compra quelo che gli pare al prezzo che pattuito e pagando nella moneta che le parti decidono e gli USA possono andare tranquillamente a farsi benedire.
    7) L’Arabia Saudita ha fatto sapere che sta pensando di vendere il proprio petrolio alla Cina facendosi pagare in Yuan. Addio Petrodollaro. (Fonte WSJ).
    Tutto questo ha un solo significato: Sergej Viktorovič Lavrov ha vinto la guerra da solo, in tre settimane, tra una sigaretta e un bicchierino di vodka e l’altro.
    Qualcuno dica anche ai nostri governanti che credevano di essere i padroni del mondo che sono rasi al suolo e che ci hanno letteralmente distrutto.
    (L’unica cosa di questo disastro che preoccupa è che i pazzi che ci governano rispondano militarmente al disastro diplomatico entrando in guerra in Ucraina con una scusa o con l’altra).

    • Francesco scrive:

      Miguel

      ci sarebbero da fare così tante pulci alle tue conclusioni che alla fine ne verrebbe fuori un mammuth, non un cagnone!

      La cosa vera è che il peso dell’Occidente è in calo, cosa che è scritta anche sui tabloid da molti anni. Ma tra “in calo” e “non conta più un cazzo” potrebbero esserci degli step intermedi.

      Tu stesso scrivi che i gasdotti verso la Cina ancora non ci sono (lo avevamo già appurato), che l’India ha ottenuto un prezzo di favore (bella forza vendere così), dimentichi che l’articolo del WSJ parlava di “alcuni” contratti … insomma, dettagli

      😀

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “pulci”

        Stavolta concordo con Francesco.

        Di solito, il volume dell’interscambio dei vari Paesi con la Russia, fatta eccezione per Stati già in qualche modo sanzionati come Iran e Venezuela, è in percentuale ridicolo rispetto al volume dell’interscambio dei vari Paesi con USA, UE, Svizzera, UK, Giappone e altri Paesi che in questo momento sanzionano la Russia.

        E a maggior ragione per quanto riguarda le transizioni finanziarie. Mi si corregga se sbaglio, ma non mi risulta che nei vari paradisi fiscali ci sia una corsa a sbarazzarsi del biglietto verde, o anche dell’euro e del franco svizzero.

        Questo non vuol dire che oggi gli USA paghino il prezzo della loro passata arroganza.

        Se domani la Russia comincerà a pagare solamente in rubli e se troverà comunque chi glieli accetta, allora sì sarà un giorno da ricordare negli annali della storia economica.

        Ma da qui a dire “che ci hanno letteralmente distrutto” ce ne corre.

        E’ un po’ come con la parapsicologi o la fusione fredda: un conto è annunciare di stare facendo delle ricerche, un conto è dire di avere trovato.

        Staremo a vedere. E nel frattempo, facciamo tutti attenzione al wishful thinking.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Posso fare un esempio di come funziona questo modo di sragionare?

          Il 54% delle elettrici vota Biden.
          — Realtà: il 46% delle elettrici vota Trump.
          — Titolo di giornale: “le donne sono contro Trump”.

          E questo vale per qualsiasi gruppo. A mia conoscenza, solo quando si candidò Obama ci fu un vero plebiscito dei neri statunitensi per lui, tale da giustificare i titoli di giornale.

          Idem in economia. Se per un trimestre il PIL italiano cresce più di quello tedesco, titoloni da ventennio: se cresce meno, titoloni sul declino.

          Bagaj, ve lo ripeto, leggete i giornali sportivi se volete imparare a vedere attraverso la nebbia!

  14. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Dopo l’attentato alle Torri Gemelle, il presidente degli USA disse grosso modo: “Gli USA non cominciano le guerre, ma le fanno finire”.

    Putin ha rispolverato – forse inconsapevolmente – quello slogan nella propria propaganda interna.

    Sui muri delle città russe compare questo manifesto (preso dal Fatto Quotidiano online di oggi):

    россия войны не начинает, она их заканчивает – в. в. путин – своих не бросаем

    La Russia non comincia le guerre, le fa finire – V. V. Putin – non rinunciamo a ciò che è nostro.

    Promette bene 🙁

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Se prendi i discorsi di Putin e sostituisci ai riferimenti al nazismo dei riferimenti a terrorismo e democrazia ti vengono fuori i discorsi di Bush.

      • Francesco scrive:

        Secondo me questo è un format classico delle bugie.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Devi “triggerare” l’uditorio.

          • Francesco scrive:

            ???

            Il governo polacco: “i tedeschi ci hanno attaccato”
            Il governo tedesco: “i polacchi ci hanno attaccato”

            FORMALMENTE lo stesso discorso; uno però è vero e l’altro è una bugia.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              No, il governo tedesco diceva: Francia e Regno Unito ci hanno dichiarato guerra.
              Ed era verissimo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mauricius tarvisii

                “dichiarato”

                Sia nel 1914, sia nel 1939.

                (E la Francia pure nel 1870).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • habsburgicus scrive:

                nel 1914, a dirla tutta
                D dichiarò guerra a RUS (verso 19.00 del 1/8/1914)
                D dichiarò guerra a F (verso pomeriggio del 3/8/1914)
                invece -e solo allora la guerra divenne mondiale e seria- GB dichiarò guerra a D la sera del 4/8/1914 (con il solito ultimatum, 5 h, sino alle 24.00..nel 1939 faranno di più, 2 h)..leggetevi le memorie dell’epoca sullo sgomento che ciò provoco nell’élite tedesca (infatti tuto era stato previsto e dato per scontato, ma l’illusione che Londra almeno per qualche mese sarebbe stata fuori c’era, nel 1914 !)..il popolo fu ancora più colpito..l’Ambasciata britannica fu imbrattata (poca roba, ma all’epoca tanto..vero che già tirarono le pietre al povero Sverbeev, il 2/8/1914 !), e l’odio verso la “perfida Albione” crebbe d’improvviso ! lo stesso Kaiser scrisse a margine (mai poteva immaginare il 1918 !) più o meno “siamo fottuti, ma l’Inghilterra dovrà perdere almeno l’India !”….solo in quel momento una guerra europea come tante diventò la nefasta Grande Guerra, causa di OGNI MALE, ciò di cui qui io e Miguel siamo pienamente consapevoli, ma siamo minoranza

    • Francesco scrive:

      Benissimo, se è ridotto a fare questa propaganda il suo regime è più debole di quanto pensassi!

      Se fossi ucraino, moldavo, bielorusso, baltico, anche polacco, sarei un pelino preoccupato dall’ultima frase, però.

  15. Francesco scrive:

    Capirei di più se ti lamentassi perchè non vedi i discorsi di Putin.

    Ma credo sia abbastanza normale: tutti conoscono nome e faccia di Che Guevara e molti hanno letto i suoi libri, dei suoi nemici boliviani chi sa qualcosa?

    Idem per M.L. King: tranne Hasburgicus il sapiente, chi ricorda il nome dei difensori della segregazione?

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