A cogliere il senso profondo dell’orrore che viviamo, e l’unica via – forse – di uscita, ci potevano essere solo dei francesi. Proprio perché la Francia è molto più avanti di noi nelle tenebre…
Alcuni amici co-spiratori, cioè che respirano assieme, mi indicano uno strano sito, quello dei testardi.
Il cui comunismo non ha nulla a che vedere con i demoniaci leviatani del Novecento.
Quell’altro comunismo, che non è di “sinistra”, una storia antichissima di persone che scambiano, condividono e non obbediscono.
Gli autori sono gente anonima, che le voci dicono provengano dal Comitato Invisibile, ma forse la voce è falsa, come in tutte le cospirazioni.
Ascoltiamo, prima che il nemico si impossessi per sempre anche delle nostre menti.
Viviamo in uno dei tempi più oppressivi, lo sappiamo tutti.
Siamo sotto il regno assoluto del capitalismo e di tutte le sue devastazioni, ovviamente, sotto il regno assoluto della democrazia e del suo totalitarismo, ovviamente , sotto il regno assoluto degli strumenti e delle tecniche di propaganda, ovviamente , sotto il regno assoluto di sempre più dispositivi di controllo, ovviamente.
Non siamo mai stati così preda dell’alienazione come oggi.
Non siamo mai stati così preda della manipolazione e della propaganda come oggi.
Mai prima d’ora nella storia si è verificata una tale sottomissione dei corpi e delle anime in modo così efficace.
Tutto ciò che abbiamo vissuto negli ultimi due anni ha solo amplificato un processo storico. Questo ci porta a una profonda forma di impotenza di fronte a un mondo che non cessa di dominarci, un impero, un regno dell’economia che non è mai stato così titanico.
I nostri corpi, di fronte a tante offensive, diventano sempre più deboli, la nostra vista diminuita da tutte queste luci artificiali, dalle ore passate davanti al computer.
Ognuno dei nostri sensi è colpito e danneggiato da tutto l’inquinamento che subisce, ogni organo del nostro corpo è danneggiato da tutto il cibo di merda che mangiamo, ci stiamo indebolendo a causa di questo mondo che hanno costruito per tenerci in servitù.
Anche la nostra memoria sta diminuendo, indebolita da tutti questi schermi e dati che ci sommergono quotidianamente, alcuni ricordi che stanno diventando sempre più difficili da ricordare perché siamo così parassitati da migliaia di informazioni insignificanti e stupide.
E come non parlare della nostra mente, dei nostri pensieri che si cerca di colonizzare, della nostra lingua che di conseguenza si impoverisce.
La nostra anima soffre altrettanto.
Il nostro linguaggio, che diventa sempre più debole, è un segno della nostra infelicità. Il capitale si è impadronito dei nostri corpi e delle nostre menti, e cerca di distruggere i primi fingendo di proteggerli, e di corrompere gli altri a suo piacimento.
Questo era l’ultimo territorio da conquistare e lo fa meravigliosamente bene.
Mai prima d’ora siamo stati così pessimisti di fronte a una pandemia globale e alle sue conseguenze sulla sicurezza che stiamo lottando seriamente per affrontare.
Ci rendiamo conto che siamo in un ambiente che ci rende così deboli. La servitù danneggia e indebolisce continuamente, questo è uno dei suoi scopi.
Vivendo in un gregge, possiamo finire per fonderci con esso.
Le nostre anime non sono impermeabili per sempre.
A forza di vivere in un ambiente che ci è profondamente ostile in tutti i sensi, possiamo finire per accettarlo, o nel peggiore dei casi, addirittura goderne.
Forse allora, per non affondare completamente e diventare dei connard, dobbiamo pensare strategicamente alla cospirazione come mezzo per continuare a vivere.
Certo, nonostante questo, i nostri desideri, i nostri sentimenti, le nostre inclinazioni, il nostro modo di rapportarci al mondo ci permettono ancora di percepire il terribile presente.
Tuttavia, soli di fronte a tutto questo siamo sempre più intrappolati dentro noi stessi.
Autodistruzione.
E continuiamo ad essere vulnerabili.
In un momento in cui non succede quasi più nulla, per resistere al vecchio mondo che continua a invadere il nostro corpo e la nostra mente, abbiamo bisogno del semplice coraggio di ritrovarci nella gioia delle anime, nella gioia degli esseri che si capiscono, che comunicano e che impareranno ad amarsi per resistere.
Communismus der geister.
In un momento in cui la nostra totale impotenza si vede quotidianamente, ma soprattutto in un momento in cui le nostre mutilazioni metafisiche si definiscono, questo avrà il merito di permetterci di costruire una resistenza attraverso la solidificazione di pensieri comuni antinomici a quelli dell’economia.
Ci permetterà di acquisire profondità per meglio lottare e resistere contro i nemici nel cuore stesso della nostra anima.
Ci permetterà di affermare e costituire una verità.
Partire da un sentimento sempre comune di rifiuto, di odio verso questo mondo per affermare le verità di ciò che desideriamo.
Questo sembra ovvio, ma in un mondo dove tutto è diventato informatico e relativo, avere il potere e la sensazione di dire “no, questo non è vero, perché io ritengo vero qualcos’altro” ci riempie di beatitudine (e comunismo).
L’attuale richiesta comunista ci incoraggia sicuramente a cospirare per il piccolo ma nobile compito di salvare almeno le nostre anime.
“Ciò che facciamo sarà necessariamente minuscolo, invisibile, derisorio forse, ma se ci rifiutiamo di contemplare di farlo, è meglio entrare subito nella tomba o avere il coraggio di riconoscere che siamo passati dall’altra parte. (Maurice Blanchot)




Miguel e’ inutile che fai professioni di fede tardive.
Ormai sei un dannato.
E’ solo un ritardato, magari si salva per questo…
… be’, può sempre provare a battezzarsi da solo abiurando il Canone RAI come Achille Lauro ! 😉
Sanremo 2022, il vescovo contro Achille Lauro: “Penosa esibizione” | “L’Osservatore Romano”: “Più trasgressivo il Vangelo”
L’alto prelato si scaglia contro il cantante che durante la sua esibizione ha inscenato un auto-battesimo, e invita a non pagare il canone Rai
https://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/sanremo-2022-il-vescovo-di-sanremo-contro-achille-lauro-penosa-esibizione_45154751-202202k.shtml
Il vescovo dev’essere appena il sessantamilionesimo italiano che invita a non pagare il canone rai… che intanto l’hanno messo (il super-confusionario Renzi, deus ex machina dei presidenti italiani a vita) in bolletta elettrica.
Fra tutto questo, difficile dire cosa sia meno penoso.
c’è stato di peggio al festiball che sta stronzata de sto artista conformisticamente insulso ( quarche volta fa qualcosa de intersting come capita anche alle pippe però ).
Bah…
Ma sì, sono tutti emuli di Madonna, grande affarista, pessima artista, essere umano (presumo) insopportabile, che ha capito (non per prima, ma con più decisione e cattiveria di altri) che per far carriera facile col gioco dei finti trasgressivi non c’è di meglio che sparare sulla Croce Rossa, anzi, sulla Croce tout court.
Achille Lauro è un pallido epigono nello spettacolo, ma come persona credo sia (leggermente) più coraggioso:
tutti gli spettacoli di Madonna hanno come tema la sua autoesaltazione, Achille Lauro mi pare più autodistruttivo (“sono frocio!”);
ma molto per finta e all’amatriciana.
Comunque per una volta voglio fare il Moi, che mi perdonerà:
facile fare i trasgressivi con Gesù, perché non provano con Maometto, se hanno le palle?
vedila dall’antra prospettiva. Mohammed non conta un cazzo ed è un coglione.
Perché non stanno facendo i trasgressivi: stanno solo attirando l’attenzione nel modo più efficace e sicuro possibile.
Maurizio treviso in effetti ha raggione
Viviamo in uno dei tempi più oppressivi, lo sappiamo tutti
( non credo sia il più oppressivo e nemmanco tutti lo sanno, tant’è che sto stronzo che sto leggendo credendo che è il più oppressivo non sà , giust’appunto )
Siamo sotto il regno assoluto del capitalismo e di tutte le sue devastazioni, ovviamente, sotto il regno assoluto della democrazia e del suo totalitarismo, ovviamente , sotto il regno assoluto degli strumenti e delle tecniche di propaganda, ovviamente , sotto il regno assoluto di sempre più dispositivi di controllo, ovviamente.
( apparte che l’ovviamente và calibrato sugli umani di oggi apunto, e non scommetterei su quelli di ieri il cui meno era vissuto come un più micidale semmai, giust’appunto, oltre al fatto che si riduce il tutto a fisicismo reconditamente e l’accenno alla propaganda è più che altro dovuto, non creduto, per il semplice fatto che si parla di capitalismo si ammette che la propaganda lo ha pervaso, dunque non può comprendere cosa sia, cosa oltretutto ancor più da stabilirsi nell’ingegneria sociale rispetto al naturale, che è il miglior veicolo spotaneo della stessa, il che però la rende la vita, e giust’appunto ancora il fisico in realtà )
Non siamo mai stati così preda dell’alienazione come oggi.
( blabblalalbalblababl )
Non siamo mai stati così preda della manipolazione e della propaganda come oggi.
( ancora? dati empiri della vita degli umani di 10000 anni fa fino ad oggi? )
Mai prima d’ora nella storia si è verificata una tale sottomissione dei corpi e delle anime in modo così efficace.
( alla luce delle mie critiche appena fatte, ebbene l’opera è in atto: state leggendo un testo che si autosbugiarda come servo e foraggiatore del sistema: scritto nero su bianco fra le righe come loro costume )
Tutto ciò che abbiamo vissuto negli ultimi due anni ha solo amplificato un processo storico. Questo ci porta a una profonda forma di impotenza di fronte a un mondo che non cessa di dominarci, un impero, un regno dell’economia che non è mai stato così titanico.
( ecco che si cerca il solidarismo nel malcapitato lettore… ad ogni modo senza strutturazione genomico/struttural/cognitiva del raffronto di tale titanismo con l’evolversi dell’umano – robba che dovrebbe esser scritta con prudenza da gente che almeno conosca la medicina, il diritto, l’antropologia, la religione, la psicologia ad alti livelli nessuna esclusa ed almeno a basico livello le arti e le scienze storicizzandole – il problema difatti non capendo che è la vita la prigione indipendentemente , come inoltre dimenticando che se non si ha di essa l’origine ed il fine ogni parametro è falsato ed ogni descrizione argutamente deviante )
I nostri corpi, di fronte a tante offensive, diventano sempre più deboli, la nostra vista diminuita da tutte queste luci artificiali, dalle ore passate davanti al computer.
( anticamente l’impossibilità di fare calcoli matematici precisi e più rapidi potendoci dedicare più tempo ci ha impedito di risolvere teoremi matematici del futuro, infatti. Cos’ dunque il problema, improvvisamente interessa la razza ? Ed i problmei del tornare lì come mai non vengono in mente? )
Ognuno dei nostri sensi è colpito e danneggiato da tutto l’inquinamento che subisce, ogni organo del nostro corpo è danneggiato da tutto il cibo di merda che mangiamo, ci stiamo indebolendo a causa di questo mondo che hanno costruito per tenerci in servitù.
( ok , solita solfa, quindi? )
Anche la nostra memoria sta diminuendo, indebolita da tutti questi schermi e dati che ci sommergono quotidianamente, alcuni ricordi che stanno diventando sempre più difficili da ricordare perché siamo così parassitati da migliaia di informazioni insignificanti e stupide.
( accalappia l’attenzione bravo…)
E come non parlare della nostra mente, dei nostri pensieri che si cerca di colonizzare, della nostra lingua che di conseguenza si impoverisce.
La nostra anima soffre altrettanto.
( quando serve sta cazzo de anima riciccia sempre fuori )
Il nostro linguaggio, che diventa sempre più debole, è un segno della nostra infelicità. Il capitale si è impadronito dei nostri corpi e delle nostre menti, e cerca di distruggere i primi fingendo di proteggerli, e di corrompere gli altri a suo piacimento.
( domanda banale: cosa c’è di male ? Su che principio ti basi? Che cosa vuoi proporre? No perché mi padre di 80 anni in soldoni dice lo stesso , a questo vi siete ridotti? )
Questo era l’ultimo territorio da conquistare e lo fa meravigliosamente bene.
( è bello credere che il nemico sia fuori, ma io ricordo dalla Bibbia che i nemici sono 1 interno ossia noi stessi ed 1 solo esterno, il mondo, ed il diavolo spazia dall’esterno all’interno e viceversa, insomma se questo mondo così ha voluto non starai cercando di salvare gente che non lo merita e non lo vuole appunto? Ma la trovata tua è geniale: il nemico è esterno, ci fregano, cattivi loro, noi intelligenti, buoni e via discorrendo.
Dicotomia ottima per continuare a fregare, come appunto scrivevo, siete il sistema che si autocombatte rinforzandosi )
Mai prima d’ora siamo stati così pessimisti di fronte a una pandemia globale e alle sue conseguenze sulla sicurezza che stiamo lottando seriamente per affrontare.
( ma parla per te )
Ci rendiamo conto che siamo in un ambiente che ci rende così deboli. La servitù danneggia e indebolisce continuamente, questo è uno dei suoi scopi.
Vivendo in un gregge, possiamo finire per fonderci con esso.
( io ero debbole da prima e ben prima e lo sarò da dopo e ben dopo, perché non conto un cazzo e sul gregge DI CAPRE parla per te )
Le nostre anime non sono impermeabili per sempre.
( mai lo sono, abile truffatore! )
A forza di vivere in un ambiente che ci è profondamente ostile in tutti i sensi, possiamo finire per accettarlo, o nel peggiore dei casi, addirittura goderne.
( il problema appunto è che l’ostilità intrinseca su cui pontifichi è supposta. Forse è il caso che tu ti renda conto che non saresti potuto nascere in un mondo che non avesse avuto queste caratteristiche, perché la tua anima funzionava solo lì ed allora, COJONE )
Forse allora, per non affondare completamente e diventare dei connard, dobbiamo pensare strategicamente alla cospirazione come mezzo per continuare a vivere.
( il cospirazionismo è nato dalle elite che in anticipo di 40 anni preordinavano il dettato. Vedi il caso di Agustin Barruel, il cazzaro per antonomasia amico dei “cospiratori”. In ogni caso cedere su questo è scrivere la cosa più stronza che potevi, ergo sei pure comico nel paradosso no? E’ chiaro, essendo tu agente del sistema lasci il marchio di fabbrica autopigliandoti per il culo )
Certo, nonostante questo, i nostri desideri, i nostri sentimenti, le nostre inclinazioni, il nostro modo di rapportarci al mondo ci permettono ancora di percepire il terribile presente.
( ma dai? )
Tuttavia, soli di fronte a tutto questo siamo sempre più intrappolati dentro noi stessi.
( aaaaaaaaa, mmo arivi al dentro? In cosa di grazia sarebbe diverso da ogni epoca? PIù che altro sei sicuro di voler ridurti al ridicolo volendo provare a rispondere a sta domada? AHAHHAHAH )
Autodistruzione.
( niente di nuovo )
E continuiamo ad essere vulnerabili.
( assiomatico ed ovvio )
In un momento in cui non succede quasi più nulla, per resistere al vecchio mondo che continua a invadere il nostro corpo e la nostra mente, abbiamo bisogno del semplice coraggio di ritrovarci nella gioia delle anime, nella gioia degli esseri che si capiscono, che comunicano e che impareranno ad amarsi per resistere.
( ma che cazzo scrivi? )
Communismus der geister.
( volevo informarti che per definizione lo Spirito è Trascendente. Ora nell’opera di asservimento e depistaggio che tale scritto apporta, questo è l’esempio più pacchiano, ed anche più prettamente ignominioso nel riso da dietro le quinte per chi ci casca visto che il comunismo non è affatto ciò, ovviamente , tralasciando che è anzi una schifezza discomunionale )
In un momento in cui la nostra totale impotenza si vede quotidianamente, ma soprattutto in un momento in cui le nostre mutilazioni metafisiche si definiscono, questo avrà il merito di permetterci di costruire una resistenza attraverso la solidificazione di pensieri comuni antinomici a quelli dell’economia.
( è na pappa, ma imparate a leggere: antinomia và letto come contro-legge. Iniziate a sgamare plis, il che butta na brutta piaga sulle ultime vestigia di razionalità e legittimità di questa economia deturpata )
Ci permetterà di acquisire profondità per meglio lottare e resistere contro i nemici nel cuore stesso della nostra anima.
( mi strabilia come l’aiuto debba venire dall’esterno descritto impersonalisticamente dopo tutta sta pappa sulla colonizzazione… )
Ci permetterà di affermare e costituire una verità.
( altra caduta di stile tipica dei traditori )
Partire da un sentimento sempre comune di rifiuto, di odio verso questo mondo per affermare le verità di ciò che desideriamo.
( odio chiama odio…classico )
Questo sembra ovvio, ma in un mondo dove tutto è diventato informatico e relativo, avere il potere e la sensazione di dire “no, questo non è vero, perché io ritengo vero qualcos’altro” ci riempie di beatitudine e comunismo.
( ahahaha qui siamo nella farneticazione intimistica )
L’attuale richiesta comunista ci incoraggia sicuramente a cospirare per il piccolo ma nobile compito di salvare almeno le nostre anime.
( salvarle condannandole, come era da principio il programma! )
Daouda, certe volte sei proprio antipatico, irrispettoso e maleducato.
Se è per questo lo è sempre, non certe volte 🙂 , ma è una delle persone più affettuose e cordiali che conosca.
anni di carriera me le sputtani così? 🙂
Ci credo. Molti iperaffettuosi si nascondono dietro alla medesima maschera 😀
vecchia bagascia che cazzo vuoi da me? MM pubblicizza le solite quinte colonne del sistema, pijatela co lui.
Per Daouda
“vecchia bagascia”
A me mi puoi insultare quanto vuoi, sono masochista.
Non è detto che lo siano tutti.
Ricordati che tra i miei superpoteri ho quello di farti fare la fine di Sed Vaste.
“sono masochista”
Mi unisco.
(sta maturando un profondo affetto per me 😀 )
Dau ha il potere di farmi ridere, e poi ormai mi sono affezionata e il commenti del blog senza di lui non li vedo. Peraltro è un utilissimo antitroll.
Non ti preoccupare, se mi devo lamentare lo faccio 😉
Guardate che non e’ il vostro animale domestico. E’ selvatico.
forastico?
uè uè
OK
Daouda
“Forse è il caso che tu ti renda conto”
prenditela con l’anonimo autore del testo. Io sono colpevole solo della traduzione.
😀
Miguel, mia figlia ha iniziato a fare la baby sitter a due bambini, di 5 e 8 anni, molto viziati e capricciosi. A volte certe tue affermazioni mi fanno venire in mente i suoi racconti al desco familiari
Lo sapevo che lo avevi tradotto, ma il tuo è complicismo morale per averlo fatto, per questo me riferivo puro a tte.
Se vuoi uno step più in la de sti dementi riferisciti a Gilles Davué e Bruno Astarian
daouda, peccato che io non riesca a capire che pochissimo ma credo di essere d’accordo con te in quasi tutto!
poi la povera anima che riciccia in Francia è impagabile!
un bacio
@ daouda
“discomunoniale”
Cosa significa? Per il resto, mi hai risparmiato la fatica di scrivere quel che penso e te ne ringrazio. Concordo praticamente in tutto!
Ciao!
Andrea Di Vita
Prego, epperò:
“concordare è far credere”
calcolando che il comunismo è contro il bene comune perché non sà cos’è, esso rimane un’operazione individualistica e tirannica. Parlo del comunismo primodialico e teoirico
Nel testo a parlare con tutte queste giuste e sacrosante lagne parrebbe siano tipicamente degli “Io”;
E’ la loro tipica e querula voce.
Riconoscibilissima!
Sempre vittime dei supercattivi.
Sempre che soffrono sofferentissimamente innocenti.
L’ “Io” che si lamenta, s’indigna, s’incarogna…
lo fa sempre, sempre fatto, sempre lo farà.
In ogni circostanza, giusta o sbagliata, a ragione o torto.
Gli manca sempre qualcosa, gli han fatto torto, ti cerca l’antagonista, il colpevole.
Si crea la sua realtà e le sue volutissime pene: con la sua “Ombra” crea i suoi nemici,
costruisce da se la gabbia del suo inferno, ci si affeziona.
Guai a toccarglielo, a negarglielo!
Fa tutto da solo (Avidyā)
Dagli quello che dice o crede di volere e non gli cambierà nulla;
voglie nuove nuove, ingiustizie nuove nuove, e nemici nuovi nuovi.
Fa così, lo deve fare, sembra funzionare così.
La cosa andrebbe (potendo) accettata con divertita partecipazione come si fa con i capricci dei bambini:
“Non è giusto, non è giusto!”
Inutile e controproducente cercare di cambiarlo, di addomesticarlo.
Basta intuire la cosa in un friccico di consapevolezza, ed è già tanto;
può fare già tanto.
I mitici cattivissimi potenti che gli “Io” credono reggano perfidamente le sorti delle innocenti genti?
Sono “Io” pure loro; uguali uguali, e con le stesse pene, miserie, paure, voglie mai sazianti;
Incolpevoli, inconsapevoli; gli è capitato solo un ruolo, maschera, karma lotteria e fato da doverci credere.
Lottare contro di loro?
Si, certo, se si lotta con la consapevolezza della cosa, e quel che si può di compassione.
Però è anche comprensibile il divagarsi – abbandonandosi un tantino alla sospensione dell’incredulità – scegliere e recitare un ruolo in queste telenovelas di politica, giustizia economica sociale;
di ruoli e maschere, vittime e carnefici … indignacchiarsi coi cattivoni, sentirsi tanto buoni …
come giocando a Dungeons & Dragons
che dire?
innanzitutto diffido grandemente quando un discorso contiene frasi assolute tipo “Viviamo in uno dei tempi più xxxxx” o “Non siamo mai stati così xxxxx” semplicemente perché chi le scrive non ha mai un briciolo di prospettiva storica o di capacità di uscire dalla sua goccia microscopica, sia da un punto di vista spaziale che temporale, e guardarsi intorno.
diffido di chi si sente prigioniero di tecnologia, capitalismo o quant’altro, e vorrei dirgli “esci dalla tua prigione mentale”….in fin dei conti, ti basta uno zaino, un panino e una passeggiata nella natura per allontanarti da tecnologia, controlli, capitalismo, alienazione e sottomissione….
Roberto, e’ solo uno dei tanti profeti di catastrofe che stupiscono il borghese annoiato e supernutrito in cui “ogni organo del nostro corpo è danneggiato da tutto il cibo di merda che mangiamo”, frase che da sola lo squalifica per quello che e’.
Basterebbe qualche giorno di digiuno forzoso per ridimensionarli al nulla cui appartengono.
Mah, io su “capitalismo”, “strumenti e tecniche di propaganda” e “controllo” sono d’accordo, e anche su molto altro.
D’altronde scrivono nella mia lingua e magari non è un caso 🙂
ucciditi perché anche tu sei un ripetitore biologico di tecniche di propaganda e controllo allora.
Capitalismo, mai parola più abusata e sempre verde nel depistamento generale….
Affascinante l’astio che ha attirato questo post.
Da centro, destra, sinistra, da cattolici e laici, socialisti e liberisti, per non parlare dei misteriosi daoudisti.
E’ stupendo pensare che in questi tempi in cui siamo sopraffatti da messaggi, ci siano ancora parole in grado di disturbare.
François Villon, a trentun anni, condannato a morte, scrisse:
“Freres humains qui après nous vivez,
N’ayez les cueurs contre nous endurciz”
L’affetto per gli impiccati nasce dall’essere stati, anche noi, magari impiccati.
Magari aver visto amici morire buttati già dai balconi, o assassinati a colpi di chiave inglese da chi credeva di essere dalla Parte della Ragione…
Essere stati, noi stessi cacciati a pugni e bastonate, essere vivi ancora oggi per miracolo.
Senza rivendicare di essere vittima di niente e nessuno, assumendomi tutti i torti miei, che sono tanti.
E sapendo che anche loro erano freres humains, e non ho il cueur endurci nemmeno verso chi ha ammazzato degli adolescenti che conoscevo.
Se un giorno si facessero vivi con me, li abbraccerei.
E poi aver vissuto da vicino cento altri abissi, e aver visto da vicino tante vite bruciate.
E vedere ancora oggi, su scala certo minore, tante altre piccole esistenze spazzate via, tra il ghignante plauso dei sopravvissuti…
La pluye nous a débuez et lavez,
Et le soleil desséchez et noirciz:
Pies, corbeaulx nous ont les yeulx cavez
Et arraché la barbe et les sourciz.
“L’affetto per gli impiccati nasce dall’essere stati, anche noi, magari impiccati.”
Purtroppo gli esseri umani non funzionano cosi’, tranne le eccezioni che confermano la regola: replicano sugli altri cio’ che hanno subìto, in una catena infinita. La stronzaggine genera stronzaggine (machiavelli). E’ il principio del “nonnismo”, particolarmente evidente allo stato puro in caserma per chi ha avuto la sventura di fare la naia, e piu’ mascherato nelle scuole, ma valido un po’ dappertutto. Lo si e’ visto bene durante la caccia alle streghe nei vari lockdown-arrestidomiciliari.
Rompere la catena significa predisporsi al martirio. Quelli per cui lo fai ti ridono dietro, ti disprezzano.
Mi sembra esagerato parlare di astio….
Mi sorprende questa cosa di dire “viviamo nei tempi peggiori di sempre”, è un assolutismo che viene da una esperienza personale che si erige a metro del mondo…un po’ come se dicessi che visto che il 2020 per me è stato un anno di merda dicessi “è stato l’anno più cupo e triste di sempre”
“Mi sorprende questa cosa di dire “viviamo nei tempi peggiori di sempre””
MA quando mai i profeti, i millenaristi catastrofisti, hanno detto altro?
E’ il loro mestiere!
A mio avviso, invece, vivremmo nell’epoca materialmente di gran lunga piu’ florida della storia dell’umanita’, eppure stiamo, ci sentiamo, di merda, e questo e’ abbastanza vero, non c’e’ categoria che non si senta tradita, sottovalutata e repressa, dai superesperti dell’economia agli spazzacamini disoccupati.
Ma che non dipenda proprio dai profeti di sventura-millenaristi, comunisti compresi?
Miguel, esci dai luoghi comuni del tuo contesto sociale, che e’ ristretto anch’esso.
Abbiamo passato decenni a lanciare sassi, nascondere la mano adesso e’ patetico.
@ Martinez
“in grado di disturbare”
Più che in grado di disturbare, in grado di annoiare. Dicevano già circa le stesse cose Seneca, Giovenale e Mimnermo.
Quelli così fanno diventare trasgressivo l’ottimismo dei film di Doris Day.
Ciao!
Andrea Di Vita
più che il contenuto, che annoia (questa volta davvero preferisco Daouda) è il modo con cui viene esposto
ma io sono di parte, a me stanno sulle palle i profeti in generale – temo tranne Maometto, che dall’esterno vedo come un misto tra Napoleone e Steve Jobs, quindi simpatico anche se nemico
sei mosso dall’ansia di declamare le cose importantissime che solo tu hai colto? ma vaffanculo
scusa lo sfogo
ahah
Miguel: “…Affascinante l’astio che ha attirato questo post.
Da centro, destra, sinistra, da cattolici e laici, socialisti e liberisti, per non parlare dei misteriosi daoudisti.
E’ stupendo pensare che in questi tempi in cui siamo sopraffatti da messaggi, ci siano ancora parole in grado di disturbare….”
M’arrischio a tre razionali ipotesi per il fattaccio:
I° > :
“…A cogliere il senso profondo dell’orrore che viviamo, e l’unica via – forse – di uscita, ci potevano essere solo dei francesi. Proprio perché la Francia è molto più avanti di noi nelle tenebre…”
sono francesi!😒
(non me ne voglia Tortuga😀😁😁)
“Mauvais sang
J’ai de mes ancêtres gaulois l’oeil bleu blanc, la cervelle étroite,
et la maladresse dans la lutte.
Je trouve mon habillement aussi barbare que le leur.
Mais je ne beurre pas ma chevelure.
Les Gaulois étaient les écorcheurs de bêtes,
les brûleurs d’herbes les plus ineptes de leur temps.
D’eux, j’ai: l’idolâtrie et l’amour du sacrilège; – oh! tous les vices, colère, luxure, – magnifique, la luxure; – surtout mensonge et paresse.”
Une saison en enfer
Pure Rimbaud t’ammetteva le evidenti tare della sua schiatta.
E’ plausibile che qui tutti rammentiamo ancora le ragioni dell’Alfieri nel “Misogallo”
Io, poi, da siciliano mi sento ancora risuonare la reminiscenza delle campane dei “Vespri” e mi si scalda marzialmente il sangue;
la mano corre svelta a cercare la lama.
quel loro cantilenante modo di parlare che ingrifava il marito Gomez di Morticia Addams … quei baffetti da sparviero … la baguette d’Henri Cartier Bresson …
la Disfida di Barletta nella versione “Il soldato di ventura”
di Pasquale Festa Campanile, con Bud Spencer- Ettore Fieramosca e Philippe Leroy-Guy La Motte a fare il francese stronzo …
ne abbiamo di ragioni razionali.
II° > :
Daouda – che a volte dice d’essere un po’ ignorato – ha dato il La e tutti l’abbiamo seguito, contentoni, di poter tirare fuori torce e forconi
“le buone cose di pessimo gusto” della Tradizione, della nonna😎.
Tornando “folla”, nell’uniformità psicologica del gruppo
(Quand on est plus de trois on est une bande de cons!
Georges Brassens)
Quel divenire-folla inteso alla Gustave le Bon.
Un sano linciaggio in piazza-rete (folla e follia parenti stretti sono) ogni tanto capita che capiti.
Mica che ci vogliono chissà che di concrete motivazioni?
uno ti parte, e tutti lo si segue sbracciandoci sadicamente, gustosamente, vivaddìo ogni tanto!
a sassate legittimamente sentite poiché tutti si pare di comune accordo.
Che magari – li nel testo incriminato – trattasi solo di ragazzo
(seppur francese, e non va dimenticato😒) idealista un po naìf
in balia dell’Archetipo dell’Eroe
nel suo percorso di crescita e di Individuazione.
D’incarnare San Giorgio che combatte il drag’orco onde salvare l’Anima principessina dulcinella
(ma magari sono un branco di tardoni mai scesosi dal pero)
III° > : Il tono.
Troppo enfatico, esagerato, esagitatamente lagnoso;
di periodi assai più bui ne abbiamo storicamente avuto a caterve,
ringraziasse il cielo di stare in questo.
che anzi a sentire Steven Pinker: “quella che stiamo vivendo
è probabilmente l’era più pacifica della storia della nostra specie”.
https://www.ibs.it/declino-della-violenza-perche-quella-libro-steven-pinker/e/9788804637493
Nel testo l’ironia e misura non sono previste e pervenute.
Se serio e sinceramente sentito, talvolta pare quasi sfiorare la paranoia patologica:
di chi crede e dice che i Grisi e i Nibbi gli mettono la corrente sotto il letto per conto del Veglio della Montagna d’Alamūt.
o del Numero Uno-barbabianca -Sua Eccellenza del gruppo TNT …
del Grande Vecchio di Barbacetto,
o di quello di Giancarlo De Cataldo in “Romanzo criminale” :
“…Lei si ostina a cercare un disegno dove non esiste nessun disegno,
una trama dove non c’è nessuna trama.
La smetta con questa pretesa assurda.
Il violino e il calendario riposano l’uno accanto all’altro sul tavolo dell’anatomopatologo,
e non c’è niente che li colleghi, se non il caso.
Questo non è più il secolo di Hegel.
Questo è il secolo di Magritte!…”
“…Il Vecchio è il Vecchio.
Il Vecchio ordina e Dio dispone.
Il Vecchio comandava un’unità informativa dal nome neutro
il cui potere era noto solo a pochissimi eletti.
Circondato dai suoi giocattoli meccanici,
pezzi autentici del Settecento austriaco, prototipi dei moderni automi,
il Vecchio combatteva l’insonnia giocando a disordinare il mondo…”
(ne abbiamo esempi artisticamente altissimi in: Strindberg “Inferno”, Artaud “Lettere dal delirio” dal manicomio di Rodez)
e talvolta altra ti fa troppo ragazzino esaltato saltellante sul tavolo dell’assemblea studentesca occupata.
Miguel, mi permetto con umiltà e anticipato permesso di dire che se da traduttore lo stemperavi, lo mitigavi, gli davi un pizzico di sagacia, di ironia.
Di sana paraculaggine.
Pure in salsa piccolo borghese ma giustamente contrariato da cittadino preoccupato;
con buon senso pratico e pragmatico, criterio contadino che ha scarpe grosse e cervello fino …
… insomma se glielo riscrivevi completamente gli facevi un misericordioso servizio; gli funzionava forse meglio, in questa sede😀
Niente astio o sentirsi disturbati dal concetto però, credo;
mi sa che è ,in buona parte, è stato un effetto valanga conformista: partito il primo…
facci divertire pure così ogni tanto!😄
ricordando sempre che Omnia munda mundis vale tanto quanto
Omnia immunda immundis
ps
… e poi sta storia che i francesi – cazzuti loro! – t’hanno fatto la Rivoluzione
(per l’ascesa ai piani alti dei ceti borghesi, mercantili e libere professioni;
i Danton, Robespierre, Marat… popolani erano, proprio!)
e invece noi italioti sempre da maschere da Commedia dell’Arte a comportarci, a gigionare poco seri:
Arlecchini, Zanni e Pulcinella, “O Franza o Spagna, purché se magna” di Guicciardini … sempre servi goldoniani …
Ste storie un poco hanno pur rotto!
Come se il “Terrore”, le guerre di Vandea, Sanson il boia-bourreau stressato con le mani nei capelli dal lavoro a Place de la Révolution-de la Concorde col sangue dei colli a secchi da pulire.
Come fossero state tutte cose sante e buone, da vantarsene, da emulare, da auspicare.
E quel povero Cristo di un buon’uomo mite di Luigi in sedicesimo
decollato a simbolo epocale;
con la austriaca mugliera (stracalunniata pure pare dagli haters d’ogni tempo) che ti giocava – dolce, cara – nel giardino di Versailles alla pastorella d’Arcadia, bambinella nelle miti dolcezze dell’Ancien Régime cicisbei e libertini di Jean-Honoré Fragonard, di de Laclos
“Ceux qui n’ont pas connu l’Ancien Régime ne pourront jamais savoir ce qu’était la douceur de vivre”,
diceva quel marpione di un “diavolo zoppo”
(Trickster e sacro come Hefèsto Dio storpio del fuoco e dei metalli quali fucina dell’anima) di Talleyrand.
Una mano saggia e santa per la Francia in fondo.
Alexis de Tocqueville un poco di ragione la tiene ne “L’Ancien régime et la révolution” dove afferma che: “la Révolution française a baptisé ce qu’elle a aboli”
Affascinante sto cazzo, sò delle merde co-sistemiche. Dai francesi che puoi aspettarti? E mica perché colgono l’orrore. PERCHE’ SEMMAI LORO SONO L’OVVOVE.
Ad ogni modo non denigrerei così i galli. Anche Rimbambito voleva autoelogiarsi facendo finta di avere umilté…
In ogni caso io non sono ignorato come personalismo digitale. Io sono ignorato per la verità ovvio assiomatica che apporto, perché siete dei tarati di merda che manco l’inzurti ve fanno bbene e state a pezzi ed infatti sto solo.
Che c’entra la folla, l’erore? Il vecchio o lo sbarbato? Sò sistema, allenamento, upgrade. Sò truffatori e merde.
Sul tono non ragiono, ti dò ragione senza legge.
Dunque, un tredicenne a Firenze va a casa di un amico, dove un altro amico gli dice un’imprecisata battuta, che il ragazzino rintuzza.
Il ragazzino ne parla alla mamma, la mamma ne parla alla Nazione.
Stranamente, il ragazzino aveva già detto di essere bulleggiato “a causa del suo aspetto fisico”.
Interviene il padrino di tutti i traffici della città, Marco Carrai, console (cattolico) d’Israele, che non solo invoca le forze dell’ordine (a differenza della famiglia interessata) ma dice che Israele è pronto a intervenire.
Ah, e chiede che nelle scuole si insegni l’antisemitismo!
🙂
Presumo che sia un lapsus ma è carino…
https://firenze.repubblica.it/cronaca/2022/02/02/news/firenze_antisemitismo_offese_scuola-336124692/
Firenze
Offese antisemite tra ragazzini anche a Firenze: un tredicenne preso di mira. “Intollerabile” dice il console Carrai
02 Febbraio 2022 2 minuti di lettura
E’ finito nel mirino dei bulli perché ebreo: è successo a Firenze nel Giorno della memoria, lo scorso 27 gennaio. E l’episodio segue a pochi giorni di distanza l’aggressione antisemita avvenuta nel Livornese, sempre tra minorenni. Stavolta il ragazzino preso di mira è un tredicenne che, secondo il racconto della mamma, a casa di un conoscente nel quartiere dove abita è stato oggetto di offese antisemite per le origini del padre. Ad insultarlo sarebbe stato un coetaneo alla presenza di altri ex compagni di scuola. Ma il ragazzino ha risposto al bullo senza lasciarsi intimidire. A raccontare l’accaduto, a La Nazione, è la madre del 13enne spiegando che alle offese il figlio ha risposto: “Vergognati di quello che hai detto, se ci fossi stato te nelle camere a gas dei nazisti non ti verrebbero mai in mente queste parole. Non ne voglio più sapere nulla”.
“Mio figlio umiliato perché siamo ebrei, non è la prima volta, ora basta tacere”
dal nostro inviato Ernesto Ferrara 25 Gennaio 2022
La donna si dice “orgogliosa del mio ragazzo che ha difeso la religione di suo padre”. Il ragazzo in passato era già stato vittima dei bulli in ambito scolastico per il suo aspetto fisico, tanto che i suoi genitori lo scorso anno lo avevano spostato in una scuola privata dove “ora – dice ancora la madre – finalmente è felice e sta bene”. Nulla però, secondo la preside della scuola che frequentava, è stato riferito a proposti di questo. “Siamo molto amareggiati rispetto a quello che è stato riferito dalla mamma – dice la preside della media inferiore – la scuola è molto attenta a queste tematiche e se ci fossero stati segnalati elementi di bullismo saremmo sicuramente intervenuti”
Ora il nuovo episodio, stavolta a sfondo razzista, lontano dalla scuola: ma di nuovo lui nel mirino delle offese.
Non risulta al momento che siano state presentate denunce da parte dei genitori del ragazzino.
“Apprendo dell’ennesimo episodio di antisemitismo accorso in Toscana. Questa volta a Firenze, città della libertà e del dialogo. Questa volta è troppo. Non è possibile non è più possibile tollerare episodi di questo tipo. Mentre chiediamo alle forze dell’ordine il massimo dell’impegno per fare luce sull’ennesimo accadimento e le ringrazio di cuore per questo, chiediamo anche al provveditore agli studi di approfondire ciò che da tempo si è perpetrato nel silenzio di tutti”. Così Marco Carrai, console onorario di Israele per la Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, condanna l’episodio.
“Auspico che la città di Firenze, il cui sindaco è prezioso baluardo del dialogo – aggiunge in una nota -, non rimanga silente e si faccia parte attiva di un percorso che porti all’insegnamento nelle scuole dell’antisemitismo. Solo la cultura può battere l’orrore”. Per Carrai “solo l’educazione può sconfiggere la cultura del branco che oggi come mai trova nei social network un sistema per annichilire la coscienza dei ragazzi. Come Consolato di Israele in Toscana siamo a disposizione per tutte le iniziative che insieme vorremo concordare, e rimaniamo in attesa di una convocazione da parte degli organi preposti che sommessamente sollecitiamo. Nel frattempo un grande abbraccio a Marco e alla sua famiglia. Israele non lo lascia solo. Non lascia solo nessuno”.
Ricordiamo a tutti che la Palestina non esiste ed Israele è uno stato immondamente illegittimo. Quella zona và chiamata Giordania Marittima Haskalakica. Per chi non ce la fa: stato eretico sionista.
Pari un Neturei karta
I miei punti di riferimento ebraici sono appunto i Misnagdim lituani ed i Baladi yemeniti.
Rimangono comunque giudei ossia sò ritardati eredi dei farisei. Loro ci odiano, noi li biasimiamo.
I lituani e gli yemeniti maimonidei che citi trovo siano i più vicini al mio punto di vista, che poi è in pratica quello solito italiano.
perché pur se perfidus judeum sei na brava persona oltre che capace ed intelligente!
“La religione di suo padre”…ma non si passa per linea materna?
Se questo sia o no il tempo “peggiore” è questione di giudizio soggettivo.
Oggettivamente è vero quanto c’è scritto nel primo paragrafo:
“Siamo sotto il regno assoluto del capitalismo e di tutte le sue devastazioni, ovviamente, sotto il regno assoluto della democrazia e del suo totalitarismo, ovviamente , sotto il regno assoluto degli strumenti e delle tecniche di propaganda, ovviamente , sotto il regno assoluto di sempre più dispositivi di controllo, ovviamente.”
“Siamo sotto il regno assoluto del capitalismo e di tutte le sue devastazioni”
Mai prima il capitalismo era penetrato così profondamente nella vita – arrivando persino a mercificare i nostri “dati” – e non aveva mai devastato così tanto l’ambiente.
E qui la parola chiave è “ovviamente”, cioè il fatto che sta sotto gli occhi di tutti eppure non ce ne accorgiamo.
Miguel
“Mai prima il capitalismo era penetrato così profondamente nella vita – arrivando persino a mercificare i nostri “dati
ti vorrei far notare che poco più di 150 anni fa in una parte del mondo che ora è bene o male il faro del mondo occidentale era normale avere schiavi…cioè potevi mercificare non i dati personali di roberto, ma roberto in persona.
“e non aveva mai devastato così tanto l’ambiente.”
anche qui 130 anni fa era del tutto normale cacciare fino a farli estinguere i bisonti o distruggere foreste di sequoie giganti millenarie
quindi no, quella che è cambiata è fondamentalmente la nostra sensibilità rispetto al capitalismo (e all’ambiente e ai dati personali)
Per roberto
“anche qui 130 anni fa era del tutto normale cacciare fino a farli estinguere i bisonti o distruggere foreste di sequoie giganti millenarie”
come spesso succede (e lo hai notato anche tu), non è che pensiamo in modo diverso sulle stesse cose. Stiamo proprio pensando a due cose diverse.
Tu parli di “sensibilità” degli umani; e di “ambiente” come se fosse costituito da cose belle come i bisonti o le sequoie.
La sensibilità è importante, ma è un’altra categoria, non era ciò di cui si parlava.
Io penso … nel 1880, che percentuale dell’ambiente mondiale era cementificato, e che percentuale lo è oggi?
Che percentuale del mondo era coperto da foreste vergini (che non mi interessano qui perché belle, ma perché estremamente varie, che è un elemento cruciale appunto di biodiversità) allora e che percentuale lo è oggi?
Di quanto è diminuito lo strato di humus (non mi ricordo quanti secoli ci vogliono per fare qualche centimetro) da allora, e quanto quello stesso humus è oggi avvelenato e impoverito?
Per non tirare fuori il CO2 o le microplastiche nel mare…
Il fatto che oggi pochi si divertano a sparare a caso sui bisonti può essere una cosa bella, ma non è ciò di cui si parlava.
Per roberto
“Il fatto che oggi pochi si divertano a sparare a caso sui bisonti può essere una cosa bella, ma non è ciò di cui si parlava.”
Ho la sensazione che tutti (a partire da me) tendiamo a moralizzare le grandi questioni.
Le questioni morali hanno il loro posto, ma in genere è un posto molto secondario nell’economia generale delle cose.
Sarebbe riprovevole se Miguel dicesse a Roberto, “toh, guarda l’uccellino!” e poi gli sfilasse dieci euro dalla tasca.
Se la Ditta Martinez, in perfetta buona fede e legalità, riversa nelle acque una sostanza oggi ritenuta innocua… e si scopre solo anni dopo che era un potente cancerogeno, e questo accorcia di dieci anni la vita a Roberto, l’impatto reale è ben diverso.
@ Martinez
“diverse”
Non posso paragonare mele con patate.
130 anni fa la popolazione mondiale era il 20% di quella attuale.
Ovviamente da allora a oggi lo strato di humus è crollato.
Ma allora il problema è la sovrappopolazione, mica la privacy.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“130 anni fa la popolazione mondiale era il 20% di quella attuale. ”
Sparo un po’ di numeri a caso:
popolazione dell’anno 1890, 100. Facendo la media dei ricchi inglesi con i loro treni e dei cacciatori di teste delle Filippine con i loro archi, diciamo che ognuno ha l’impatto tecnico che avrebbero 5 persone nude.
Quindi, impatto 500 sull’ambiente.
Anno 2022. 500 persone. Ognuno ha l’impatto di 50 “uomini nudi” sull’ambiente.
Impatto 500 x 50 = 25.000
Per ADV
“mica la privacy”
Io non uso mai il termine “privacy”, che è un argomento che uso pochissimo, e comunque è un argomento soggettivo.
Il termine che mi interessa è “sorveglianza”, che attraverso la prevedibilità sempre maggiore permette il controllo totale.
@ Martinez
“sorveglianza”
Hai più sorveglianza su una spiaggia deserta o su una affollata con quaranta file di ombrelloni?
Sulla seconda. E meno male che c’e’, o verresti derubato subito.
Il problema e’ l’affollamento, che esige la sorveglianza.
Ciao!
Andrea Di Vita
” sotto il regno assoluto della democrazia e del suo totalitarismo, ovviamente ”
Qui il termine “democrazia” viene usato in un’accezione particolare che risale al Comitato Invisibile, come sistema in cui il dominio si regge sulla complicità della maggioranza, e che diventa ineluttabile, perché rimane sempre a galla qualunque sia la maggioranza.
a parte che detta accezione non ha senso, il bello è che in questi anni le democrazie sono in crisi e in arretramento!
quindi a dir così si fa la figura di quello che parla male della mamma oppressiva che non lo andare a letto tardi mentre alla mamma hanno trovato un tumore.
” sotto il regno assoluto degli strumenti e delle tecniche di propaganda, ovviamente , sotto il regno assoluto di sempre più dispositivi di controllo, ovviamente”
E anche qui è difficile negare l’ovvio: cioè che mai prima sono esistiti dispositivi di controllo così pervasivi e onnipresenti (e questo non lo hanno “già detto in passato i profeti di sventura”).
Chi si sente disturbato da questa constatazione di una banale verità ha evidentemente una forte dissonanza cognitiva tra ciò che sa istintivamente, e ciò che vuole ammettere a se stesso riguardo al mondo in cui viviamo.
“E anche qui è difficile negare l’ovvio: cioè che mai prima sono esistiti dispositivi di controllo così pervasivi e onnipresenti”
Ma non vedi che sono i comunisti quelli che li vogliono e li usano di piu’, ai fini della giustizia sociale perfetta? Sei accecato dall’ideologia.
@ firmato winston
“comunisti”
L’ossessione dei comunisti è talmente …ossessionante, da non essere nemmeno più ridicola.
Settant’anni di Repubblica preceduti dai vari Uomini della Provvidenza, Bava Beccaris e tassa sul macinato.
Poi, con la Repubblica, decenni di “conventio ad excludendum”, sotto l’occhio vigile di Santa Maria Goretti, Padre Pio, Giuffrè il banchiere di Dio, Don Camillo e censure all’ombelico delle Kessler.
Solo da quando sono al mondo io (vado a memoria alla rinfusa, dimentico sicuramente qualcosa):
scandalo dei petroli
atrazina
Irpinia
lenzuola d’oro
Lockheed
Seveso
Antelope Cobbler
porti delle nebbie
Ludwig
Pitigliano
Circeo
armadio della vergogna
Piazza Fontana
insabbiamenti
Italicus
Marcinkus
votare turandosi il naso
stazione di Bologna
Calvi
Tribunale dei ministri
P2
Piazza della Loggia
prescrizioni à go go
Ustica
Milano da bere
Mario Chiesa
Tangentopoli
Moby Prince
leggi ad personam
olgettine
nipotine di Mubarak
ruspe
quote latte
stazione di Viareggio
Morisi
mojito
Traini
abolitori di povertà
Magistrati che saltano per aria
evasione fiscale alle stelle
mafia
condoni edilizi a ripetizione
camorra
sanatorie fiscali come se piovesse
‘ndrangheta
speculazione edilizia selvaggia.
In tutti questi decenni il PCI non è MAI andato al governo nazionale.
Dopo la caduta del Muro di Berlino, i suoi sedicenti eredi hanno governato sì e no un decennio scarso in tutto: comunque a intermittenza e sempre in coalizione con altri.
Eppure la colpa di tutto è immancabilmente dei “comunisti”.
Meraviglioso.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“L’ossessione dei comunisti è talmente …ossessionante, da non essere nemmeno più ridicola.”
sono d’accordo.
Probabilmente i fattori sono:
1) identitarismo ereditario, quella cosa per cui il mondo cambia continuamente forma davanti ai nostri occhi, ma interpretiamo tutto con le stesse antiche lenti, ormai in bianco e nero – ci sono i Gesuiti, i Massoni, i Fascisti e i Comunisti che dalle loro tombe tessono trame e spiegano un presente che non ha nulla più a che fare con i loro mondi.
2) “Comunista” (o Gesuita ecc.) significa attribuire un idealismo malvagio all’avversario di turno, che difficilmente quello si merita
3) “Comunista” però è anche una metafora (sbagliata quanto le altre) di qualcosa a cui, magari a ragione, ci opponiamo. Una cosa confusa, tipo arbitrario potere burocratico che ti schiaccia dall’alto, che decide pure come devi pensare e ti fissa i valori a cui loro decidono tu debba credere senza ascoltarti; e che stabilisce regole che vanno benissimo per i grandi e i potenti, ma soffocano i piccoli.
““Comunista” (o Gesuita ecc.) significa attribuire un idealismo malvagio all’avversario di turno, che difficilmente quello si merita”
Miguel, perche’ non aggiungi anche capitalista alla lista? Ho usato provocatoriamente la parola comunista apposta, ma niente.
Mettiamola cosi’:
““E anche qui è difficile negare l’ovvio: cioè che mai prima sono esistiti dispositivi di controllo così pervasivi e onnipresenti” –
Ma non vedi che sono gli “xxx” quelli che li vogliono e li usano di piu’, ai fini della giustizia sociale perfetta? Sei accecato dalla tua ideologia.”
Per FW
“Miguel, perche’ non aggiungi anche capitalista alla lista? Ho usato provocatoriamente la parola comunista apposta, ma niente.”
Personalmente non vedo un nemico esterno, una categoria di malvagi che ce l’hanno con i buoni.
Tutti sono catturati dalla tecnologia, compresi quelli che provvisoriamente la cavalcano. E’ lì il problema, e non in qualche categoria umana.
Ma sono discorsi che faccio da anni, trovandomi a parlare con il muro di quelli che dicono, è “colpa dei capitalisti/comunisti/fascisti/musulmani/massoni” ecc. ecc.
E che si ribellano solo quando la loro particolare categoria viene demonizzata, ma non sanno vedere la trave nel proprio occhio…
il categoriale comunista riassume tutte le sotto etichette possibbili. Inoltre è un categoriale mai ideologico, mai estetico, mai giuridico, mai medico, mai economico, mai politico ma solo e soltanto strategico.
E’ na parola passpartout, la sola che nella sua straibilità può comprendere tutti. Ogni altra parola che si volesse usare concettual-pragmaticamente non arriverebbe al livello di omnipervadenza che il comunista ha.
“Tutti sono catturati dalla tecnologia, compresi quelli che provvisoriamente la cavalcano. E’ lì il problema, e non in qualche categoria umana.”
Ma la tecnologia e’ intrinseca all’essere umani, cosi’ come lo stucchevole “dipende da come la si usa” che ben sappiamo…
Comunque e’ un discorso complicato e in divenire che magari avremo modo di sviluppare e approfondire insieme, quel che si dice adesso ancora non va, non funziona.
“il categoriale comunista riassume tutte le sotto etichette possibbili”
Ga’, e chi se ne discosta e’ fascista/capitalista. Semplicissimo. E’ cosi’ che si diventa l’oppio dei popoli.
fascista e capitalista sono sottocategoriali comunisti cazzo…
@ daouda
“comunista”
Eccellente!
🙂 🙂 🙂 🙂
Finalmente uno che capisce.
“Comunista” è uno che ritiene possibile un progetto razionale (nel senso massonico di liberazione dalla superstizione e finalizzato all’interesse collettivo) di manipolazione della società, che non è necessariamente soggetta alle turbolenze della concorrenza degli interessi privati. Se fosse reale, il potere della Trilateral sarebbe comunista. Solo che invece di essere privilegio di una casta di Illuminati, un progetto comunista è tale perché coinvolge tutti gli esseri umani. In questo senso, è difficile non trovare un elemento di comunismo quasi dappertutto.
Il nemico mortale del comunismo non è la tecnologia (che anzi ne è il presupposto) ma l’atteggiamento da Marchese del Grillo (“io so’ io e voi nun siete un caXXXo”), quello da “il padrone sono me”, l’evasore, il furbetto, il personaggio interpretato da Sordi (o magari da Trump, o dai Kaczory in Polonia). E’ il classico personaggio che fa comunella col prete (il quale a sua volta campa convincendo gli altri che sono poveri peccatori e che si salvano solo facendosi pecorelle).
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
ma il comunismo è un sistema asiatico. Non nei presupposti ma nell’applicazione.
Si è imposto in società accentrate, collettiviste, di tipo distopico.
È significativo come nell’est Europa sia così diffuso lo scetticismo verso i vaccini: sono tutti complottisti perché là lo stato in segreto faceva le cose più tremende e non c’era nessun controllo democratico (non lo dico con atteggiamento valutativo: è una constatazione).
Solo il capitalismo poteva generare e ha generato di fatto il mondo che tu ami, quello dei diritti individuali intangibili, della prevalenza della regola sull’arbitrio.
Scosa, “dispotico, non “distopico”.
Vedi andrea di vita, quando ti leggo mi rendo conto che la massima gioia è crepare, magari dopo aver visto crepare te e gli altri della tua risma, se possibile.
Perché l’elemento di comunismo che giustamente si ritrova ovunque, e che il nome comunismo rappresenta in modo epifenomenico della tendenza intrinseca al vizio umano, è segno di cattiveria, stupidità, malattia per usare i 3 ambiti dell’antropologia umana.
Quel che, appunto, ringraziando DIO, è destinato al fuoco palingenetico dell’ecpirosi.
Vedi, dici anche cose corrette, ma la tua prospettiva è bacata.
d’altronde anche Peucezio continua ad ignorare che il comunismo è solo strategia per l’aggiogamento totale.
E’ ovvio che un comunista sia capitalista, Marx stesso lo diceva giustamente ma perché è ovvio che un comunista possa essere ogni cosa quando serve od al suo contrario e soprattutto che un cominista uccida tutti i propri collaboratori o coloro che più vi hanno contribuito.
Nell’ottica del potere è la base.
Mi rendo conto che voi non avete capito un cazzo del comunismo
@ peucezio
“asiatico”
Il “comunismo reale” dell’Est è il “comunismo di guerra” dell’URSS fra il 1919 e il 1920 che esautora i soviet. deformato poi dalla paranoia staliniana (quest’ultima frase la devo alle osservazioni di mia moglie 🙂 ). Come ricorda Barbero, “comunismo” è una categoria che ingloba molte altre cose, che hanno tutte in comune l’idea della progettabilità razionale della società (niente “legge morale innata”, “Provvidenza” e cose simili). In questo senso, i diritti umani e il ripetto dlle regole che li rende esercitabili sono pienamente comunisti, anche se nel senso della Fraternité della Rivoluzione Francese.
Ciao!
Andrea Di Vita
@ daouda
“bacata”
Oh, ma lo dicono in tanti 🙂
Poi di solito finisce che si danno dei “bacati” l’un con l’altro.
Le forze dell’antiragione sono potenti, ma cozzano una contro l’altra. E nel caos risultante, la flebile ma costante voce della ragione può farsi sentire.
Ciao!
Andrea Di Vita
non se fa sentì manco cor cazzo e tranquillo a culo aperto che non è la tua, ar massimo puoi fa rombà quarche peto visto l stronzate che sostieni
Andrea,
ma io facevo un discorso storico, non teorico.
In generale non credo alla teoria destoricizzata.
Le parole hanno un senso convenzionale.
@ Martinez
“Gesuiti”
Tutto vero, ma il punto è a ricordare ossessivamente il Comunismo sono solo quelli che si proclamano continuamente anticomunisti. Ce l’hanno continuamente in bocca.
(Senza andar lontano, abbiamo certe TV che ripropongono ogni anno i pur bellissimi film di Don Camillo mentre hanno completamente cancellato tutta la grande commedia italiana di quegli stessi anni dalla programmazione. Mia figlia e quelli della sua età o anche un poco più vecchi sanno chi è Fernandel ma non hanno mai visto Monica Vitti. Tognazzi lo vede su YouTube perché glielo faccio vedere io. Ma anche riconosciuti capolavori hollywoodiani come “La parola ai giurati” o “Furia” o “Quelle due” o “Il buio oltre la siepe” sono ormai tabù da anni).
E guarda caso, tutte le volte che si parla di:
patrimoniale,
lotta all’evasione fiscale,
controlli nei cantieri,
potenziamento della scuola pubblica,
rivedere la natura supina della nostra posizione nella NATO,
riconoscimento di chi vive e lavora e studia da decenni in Italia pur essendo nato all’estero,
integrazione dei migranti,
ridurre le sovvenzioni di denaro pubblico a istituti confessionali e sanità privata,
difesa dell’indipendenza della Magistratura da chi la vorrebbe subordinata al controllo dei politici che ne dovrebbero essere indagati,
ricordare questa o quella strage nazifascista…
…immancabilmente, puntuali come la morte e le tasse, rispuntano fuori
i gulag,
le foibe,
perché non si sono consegnati dopo via Rasella, basta mettere le mani nelle tasche degli Italiani (questa poi è un classico 🙁 ),
giù le mani dai patrioti,
basta con questi che non hanno voglia di lavorare
il Duce aveva fatto anche cose buone,
quando c’era Lui i treni arrivavano in orario,
è tutta colpa dell’euro (sottinteso: voluto dai comunisti)
è tutta colpa dell’Europa (sottinteso: comunista)
è tutta colpa dei migranti (sottinteso: lasciati entrare dai comunisti)
…
Uno dopo anni di questa solfa si stufa anche.
Una volta si diceva che la lotta di classe si intensificava col prevalere di una classe sull’altra: era vero, ora che è caduto il Muro mai visto tanto anticomunismo quando il comunismo dovrebbe essere morto e sepolto.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrè te vojo bene ma ti rendi conto che ti stai abbassando al livello di quelli che critichi.
essere a favore dell’Europa così, gettato a cazzo, non vuol dire niente, come anche esserne contro o cosa.
Se te rode er culo che la parte politica tua non gode del potere che spereresti ( che già ciò di declina essere una merda ) sappi che i conservatori italiani stanno peggio di te.
Inzomma, parli pe slogan puro te
@ daouda
“essere a favore dell’Europa così, gettato a cazzo, non vuol dire niente, come anche esserne contro o cosa.”
Non dirlo a me, ci ho lavorato e ho visto cose che voi umani… Il punto è che chi critica la UE lo fa per i motivi sbagliati e per le cose sbagliate, non per le tante cose su cui sarebbe giusto criticarla!
Ciao!
Andrea Di Vita
ma che cazzo ne sai te? Pure se novantanove su 100 srproloquiano non puoi esimerti da ascoltà quell’1 che te smonta tutto, cojone.
Lo fai apposta pe paratte er culo, poi dici che nun zei na merda
aggiungi il covis, frogio!
e io che avevo pensato al Partito Comunista Cinese e al suo totalitarismo digitale, un regime come non se ne sono mai tentati – poi scopri che non sanno fare i conti demografici e che non puoi obbligare la gente a riprodursi a comando!
PS bello quel pout pourri misto e insensato, quasi quanto la bugia sul poco che gli ex-PCI avrebbero governato. solo tu riesci a farmi rimpiangere la DC (OK tu e i neofascisti oggi in maggioranza nel Parlamento)
@ Francesco
“misto e insensato”
Misto certamente, ma insensato direi proprio di no. E’ la memoria storica di tutta una generazione. Non crederai mica che tutti quelli che votavano PCI avessero letto Gramsci e commentassero l’AntiDuehring? 🙂
I responsabili di ciascuno di quei misfatti che ho elencato hanno tutti una cosa in comune: il dichiararsi ostentatamente, ostinatamente, convintamente anticomunisti. E siccome sarebbe da complottisti pensare che mentissero tutti, ne segue che è l’anticomunismo il problema.
Il che certo non vuol dire che il comunismo sia stato perfetto. Né che tutti gli anticomunisti fossero in malafede.
Però quando in seguito vedi lo zio della nipotina di Mubarak prendersela coi comunisti,
il papa anticomunista per antonomasia andare a braccetto con Pinochet e la destra USA considerare ‘comunista’ i sistemi di sanità pubblica europei ti rendi conto che magari avevamo i dissidenti e i gulag, ma che… avevamo ragione noi 🙂 .
E chi ha avuto ragione in passato verosimilmente se la vedrà riconoscere in futuro.
O socialismo o barbarie.
Ciao!
Andrea Di Vita
la tua cecità è pari tanto quanto all’assenza dei tuoi bulbi oculari.
D’altronde se ti scrivo di non toccarmi Pinochet, tu che sei una capra malinformata e faziosa non ci capirai un cazzo.
Woytila è figlio di Solidarnos, Walesa ugualmente fanno aprte della “programmata destrutturazione” del comunismo che doveva rivenrniciarsi democraticamente e conservatoristicamente.
MA che ne sai te? Berlusocni anti comunista? Ma dai ma non vedi che ti rendi ridicolo? Il primo dei comunisti è lui mortacci tua!
Avessimo potuto sterminarli tutti a suo tempo, non avremmo avuto Richard Cobden, Cecil Rhodes e tutte le merde di cui Hitler era un mero pupazzo assieme al camerata Stalin.
Ado goni modo non ci capiremo mai perché tu pensi che il comunismo abbia senso politicamente, scientificamente, gestionalmente, artisticamente, psicologicamente, giuridicamente, medicalmente, finanziariamente quando de ste stronzate non ha mai parlato né mai ha attuato se non quando servissero e soprattutto NELLA VERA NATURA DELLA SUA ESISTENZA, per mera sperimentabilità speculativa da cui trarre esempio. Quindi vaffanculo, il comunismo è semplicemente strategica presa e consolidamento del potere. Il comunismo può essere ormai ogni cosa appunto, ed ora sei tu, e meriteresti di crepare, sappilo.
Ringraziando DIO non conti un cazzo e fai schifo.
Francesco,
“non puoi obbligare la gente a riprodursi a comando!”
Tempo al tempo.
Vedrai che faranno anche quello.
Miguel
“cioè che mai prima sono esistiti dispositivi di controllo così pervasivi e onnipresenti”
dal basso del mio disturbo cognitivo, certo tecnicamente è possibile fare cose che qualche anno fa erano impossibili. Però mi piacerebbe che tu potessi parlare con persone che hanno vissuto in paesi nei quali con semplice telefono, carta e penna ed un apparato che facciamo fatica ad immaginare potevano essere inifinitamente più controllati di quanto siamo noi (uso il passato perché non ho mai parlato di questo con cinesi o nord coreani, per fare un esempio del presente)
Quel senso di “ovvietà” dell’abisso…
Ci sono cose di cui si accorgono solo i profeti di sventura e gli addetti ai lavori, nella totale indifferenza di politici, media e altri mestatori.
Convegno sulla “neuroprivacy”:
https://www.corriere.it/buone-notizie/22_gennaio_30/pensiero-rischio-sviluppo-neurotecnologie-privacy-scienza-36b517f0-7be3-11ec-830f-a689bbf9b7cc.shtml
Cioè sull’imminente ingresso (come sempre dalla comoda porticina della “salute”) della tecnologia, e dei signori della tecnologia, direttamente dentro i nostri cervelli, la miniera ultima dei dati.
A parlarne sono quelli che creano queste tecnologie, quelli che le vendono e la clerisy, le persone dotate del potere morale di dire, “sì, ma facciamolo piano”.
Ora, è chiaro che questi non sono stati i due anni “peggiori” della storia perché io ho potuto andare meno al ristorante.
Sono i due anni “peggiori” (poi per altri, potranno essere anche i “migliori”) perché hanno dato un’accelerazione a un processo che in altre condizioni avrebbe richiesto decenni, di isolamento individuale, di controllo e penetrazione dei dispositivi nei corpi e poi nelle menti delle persone, di sorveglianza.
E questo processo, come sempre, avviene con il pretesto della salute.
E’ questo che è oggettivamente apocalittico.
Cito sempre dall’articolo sul Corriere:
“il nostro cervello è plastico e continuamente modificabile in conseguenza delle sue interazioni con l’ambiente. Questo rende imprevedibili i cambiamenti e le reazioni determinate dalla neurotecnologia, un modo di interazione artificiale mai sperimentato. ”
Ma la neurotecnologia, il controllo diretto dall’interno del nostro cervello, è solo un aspetto di un unico processo di trasformazione antropologica.
Ma capisco che uno se possa anche fregare, perché no.
Nell’articolo, si cita un senatore cileno che riassume bene la posta in gioco:
«la battaglia geopolitica del 21° secolo è per il controllo dei cervelli e dei dati, anche a fini commerciali».
Mettiamo invece un’altra frase:
“la battaglia politica di questi mesi sarà tra Salvini e la Meloni, per il controllo dei voti di centrodestra”.
Ecco, pensate un attimo quale delle due frasi è più probabile trovare oggi, in Italia, “al centro del dibattito”.
E capirete perché siamo profeti di sventura.
@ Martinez
“sventura”
Una leucemia non curata di solito uccide, un mal di denti non curato di solito no.
Ma se ho sia il mal di denti sia la leucemia innanzitutto mi preoccupo di andare dal dentista.
Ciao!
Andrea Di Vita
Io qui ci vedo la solita omfaloscopia italica.
“…E capirete perché siamo profeti di sventura…”
Al di la dell’argomento e della sua concretezza o semi paranoia
Mettiamola così (per come posso vederla😄):
a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Quindi: se vuoi mandare un messaggio “controverso”
(dire la tua, o una cassandrata, o quello che è e ti pare)
e vuoi mandarlo ai molti nel generale
senza provocare quell’ovvia reazione-rimozione
e conseguente attacco, il messaggio va dissimulato.
Va spostato su altro, magari su altri tempi ed argomenti
Arte, letteratura, fiction…
Va dato goccia a goccia, omeopaticamente assai diluito.
Di traverso, “aumm aumm”, con subdola vigliaccheria😎
Alle spalle.
Va nascosto in mezzo a un mare di innocenti
e condivisibili minchiatelle di buon senso e di buon cuore.
Inoffensive.
Tra i pensierini accettabili per tutte le stagioni.
Il fruitore va cullato e tranquillizzato sul tuo stato d’essere e posizione accettabile, deve calare scudi e allarmi.
Mai e poi mai va dato via cosi alla vaccabboia e dichiarata parte!
Con l’innocenza del frescone “adolescente” dostoevskijano;
a culo e viso aperto come un fesso.
Ma sempre ben truccato e parruccato.
Manco tu che lo mandi lo devi sapere bene dove vai a parare
(e spesso è cosa fondamentale questa!)
devi infinocchiare pure te stesso.
Funziona meglio.
Pure con te stesso devi simulare: “non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”
Lieve lieve come balsamo;
vasellina ad ungere che manco se (te) ne deve-i accorgere d’essere (d’esserti) incul(c)ato.
Gli (ti) arriverà lo stesso, come subliminale;
Gli (ti) crescerà dentro a poco a poco, come il mostriciattolo di “Alien”.
E ti risparmi quella reazione e blocco emotivo o cognitivo che denunci:
“…Chi si sente disturbato da questa constatazione di una banale verità ha evidentemente una forte dissonanza cognitiva tra ciò che sa istintivamente, e ciò che vuole ammettere a se stesso riguardo al mondo in cui viviamo”
e le spiacevolezze e scortesie del caso…”
Ci vuole diplomazia infingarda, alla Talleyrand;
per ricordarlo ancora.
Un po’ d’essere e fare “Merda in una calza di seta!”
Al discorso “nemico” designato – per conformismo, Zeitgeist, Kali Yuga e Mala tempora – scomodo anche solo da ascoltarsi
gli si deve – sempre – sparare alle spalle,
mentre dorme,
e dopo che l’hai narcotizzato.
Tre quattro volte almeno, per pignoleria.
E poi controlli se respira ancora; pure, che non si può mai sapere.
Tutto ciò a meno di parlare con chi è già d’accordo
(che è cosa masturbatoria e inutile)
o di volere provocare proprio una reazione.
Quel testo va bene per chi è già un convinto adepto,
ma non è pratico a procedere Behind Enemy Lines.
Perdinci, non è modo!
mortacci tua sei peggio de loro!
Comunque Rupert Sciamenna pensa questo dell’autore di tale testo:
https://www.youtube.com/watch?v=ApOuSd7Ofuo
daouda : “…mortacci tua sei peggio de loro!”
Ma no!😊
Semplici tecniche di retorica guerriglia clandestina del più debole contro il più forte.
Dei pochi contro i molti.
Macché, magari ce lo fossi – io – peggio!
Ma ahimè sono un garrulo e cristallino libro aperto in multiforma confusione☹
Sempre più confuso che persuaso☹
su dove possa stare – io – più tranquillo e accomodato.
Trattasi soltanto tecnichette spicciole, con umiltà sussurrate, al testo dei co-spiratori
che sanno sì co-spirare
ma non sanno cospirare
ne convincere ad istigare almeno il dubbio, a farsi per lo meno ascoltare
da chi non ne vuole sentire e basta, per tantissimi e tutti buoni motivi
di ste robe disadattate e disadattanti.
Tecnichette che, se proprio si vuole avvertire, testimoniare
se proprio ci si tiene … se scappa e prude
se proprio si creda serva,
come una vocazionale missione da sentinella dedita a disvelare i pericoli,
gli idoli e feticci del momento …
… da Cassandra e cittadino preoccupato …
informato dei fatti … da dirsi consapevole di un danno …
… se vuolsi esprimere qualche, pur anche onesta e da qualche punto di vista
(che si trova sempre, volendo), realistica minaccia di un pericolo comune all’orizzonte degli eventi,
ma facile ad urtare gli animi e le ragioni delle umane genti.
Si dovrebbe saper procedere d’intuito e istinto;
melliflui e molli da ambasciatore a corte, consci di camminare sulle uova.
Fiutando fino l’uditorio come un bracco e modulando le parole, ambiguamente, passo passo.
Senza manifestare posizioni nette a priori (ingenuo errore)
Astuti come serpenti (bronzeo bastone di Mosè e degli Ofiti) e puri come colombe,
abbondando col serpente e lesinando la colomba😉
Niente robe drastiche e suicide come:
«Semplicemente, dite “sì” quando è “sì” e “no” quando è “no”: tutto il resto viene dal diavolo»;
serve solo a farsi mettere malamente in croce mentre quelli ti scelgono il Barabba;
è storicamente accertato che non funziona.
Che se potesse rinascere, il tipo, e ritornare nuovamente si sceglierebbe un Forlani come portavoce questa volta,
e Re ti ci diventerebbe per davvero; pure cavaliere e Commendatore.
Un passettino – assai distrattamente dato – qua e la avanti
(che sia – mi raccomando – ambiguo ambiguo, scherzoso e mai serioso;
double face)
indiretto e trasversale buttato pure li con ironia,
e mai interpretabile in un senso solo;
buono è anche un ragionevole e piccin borghese sdrammatizzare.
Passettino che subitaneamente va negato e confutato e rinnegato pure
(tre volte rinnegato prima che il gallo canti)
da altri tre passettini indietro a rassicurare sulla specchiata Lume di Ragione illuminista-panglossiana e condivisa tanto dal Re, dal Vescovo e dal Cardinale quanto dai suoi sudditi fedeli; dai credenti.
Dall’essere con ottimismo del mondo dei giusti del momento e per i giusti del mondo che va per la maggiore.
poiché :
“– Il fatto è che noi villan…
Noi villan…
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam,
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!”
Bisogna che si sappia come starci nel mondo imparando da quell’infida setta catacombiale dei cristiani antichi: i pesciolini – Ichthys – dei graffiti della Domitilla:
Uomini del sottosuolo abili a sussurrare ai cavalli:
“Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo;
poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia.” (Giovanni 15:19
“…Se uno è un figlio di Dio implica che è nel mondo ma non del mondo,
perché non è conformato a questo mondo (Romani 12:2), il quale giace sotto il potere del maligno…” (Giovanni 5:19)
“….I giusti vivono in un mondo di tenebre, ma non ne fanno parte.
E mentre sono ancora nel mondo, sono chiamati a essere separati…”(Matteo 5:13-16).
“…La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze (Potestà),
contro i dominatori di questo mondo tenebroso,
contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti…” (Ef 6,12).
ingannevolmente placidi, accomodanti e molli quanto i vecchi andati democristi
descritti da Citati in “L’armonia del mondo” nel capitolo: Epicedio della Democrazia Cristiana *
Esprimersi per forlanismi di contorno e intorno a quello che t’importa davvero di dire infilato come un virus, nascosto in mezzo a tradimento come di sfuggita senza troppa importanza senza dargli luce da protagonista.
L’importante è che all’auditorio restìo e nimico da tarare gli arrivi la “Fattura”, la “Maledizione”, il “Segno” che attecchirà poi in Possessione,
senza che si possano proteggere e scudare con la resistenza e con la cieca fede;
senza la comprensione d’essere attaccati.
Altrimenti s’incontra: o la resistenza ostile (se si è toccato il tasto e dente che pure gli duole), o di essere ignorati.
Possibilmente, quando l’irragionevole “eresia” ha le sue buone fonti ed argomenti,
si può finire nel dibattito di “sogni d’oro” di Moretti
https://invidio.xamh.de/watch?v=giG5t18PUoE
E non è in tali modi che strategicamente porti a casa il risultato.
(e perché poi volerlo portare? per allargarti l’ Io tiranno e scassacazzi?)
E’ solo sgradevole dibattere; farsi bersagliare da San Sebastiano incolonnato a mo’ di carne da cannone.
Da martirio del beota contento lui.
Finisce a piazzata da vaiasse e pescialore;
A cafonate, nel fosso e nella lotta nel fango tirandovi vicendevolmente i capelli.
E se va peggio – e i tempi sono concretamente bui mica per dire e per celiare –
finisce con la circense – grottesca, teratologica e teriomorfa – folla “Freaks” di Tod Browning – che ti lincia e concia per ridurti e conformarti alla comune misura di:
“uno di noi! uno di noi!” , ad essere “normale” come loro,
quanto “I cosiddetti Sani. La patologia della normalità” di Fromm.
O col potere vero Leviatano della violenza del più forte che ti viene a pigliare nelle ore antelucane mentre dormi e sogni.
Meglio farsi li cazzi propria;
anzi! meglio ancora non ci avere e tenere a nessunissima idea o posizione
(vadano retro! si fottano le posizioni e idee!)
Viversi la vita da Zelig alleniano e da camaleonte galleggiare,
adattarsi come l’acqua
conservando (se si ha quel disturbo della personalità di vocazione a rompere e a rompersi) ben nascosta – anche a se stessi traditori – in un’intima “Fortress of Solitude” di Kal-El
tra i ghiacci disabitati e irraggiungibili del polo inconscio.
Dell’altra faccia della luna.
e come pur citava tempo a dietro Miguel:
“lassare u munnu com’è” e come capita che vuole;
guardarsi lo spettacolo da testimone-spettatore impersonale, imparziale e disinteressato.
Che tanto gira! la ruota sempre gira,
e gli ultimi saranno i primi per poi tornarti in coda e così via
… per corsi e ricorsi, e corse e rincorse a cazzeggiare nell’immanenza caleidoscopica di Māyā e del Samsāra d’arcontici demiurghi,
e Yog-Sothoth, e “Grandi Antichi” del ciclo dei miti di Cthulhu.
o, a piacere, della Santa mano della Provvidenza pure
… e starsi bene … starsi e volersi bene
perché no?😃
Miguel,
“…Si chiamava Libertà. Un giorno scese per strada e prese a interrogare la gente che incontrava.
Le risposte che ebbe furono di questo genere: « Fatevi i fatti vostri. – Non te ne incaricare. -Impicciati per te. — Lascia perdere. – Chi te lo fa fare? – Te l’ha ordinato il medico? – Ti pagano per questo? – Sei stanca di campare? — Ti puzza di vivere? – Attacca l’asino dove vuole il padrone. – Non fare la stupida. – Non ti mettere nei guai. – Gli stracci vanno per aria. – Passata la festa gabbato il santo. – L’oro non si macchia. — Sta’ coi frati e zappa l’orto ».
Libertà disse: « Questa gente è molto saggia, non ha bisogno di me ».
Infatti cominciò a uscire meno e un giorno annunciò che se ne andava.
Ai giornalisti che l’assediavano per conoscere i motivi della sua decisione rispose in modo alquanto enigmatico.
Disse sorridendo: « La libertà va tenuta in continua riparazione »
«Corriere della Sera», 18 gennaio 1970
da “La solitudine del satiro” di Ennio Flaiano.
Il sempiterno attuale Flaiano che, come fosse un classico, pare sempre or ora che scrive😀
*
Pietro Citati “L’armonia del mondo”
Epicedio della Democrazia Cristiana
“Chi era ragazzo negli anni tra il 1945 e il 1948, vide improvvisamente apparire alla luce una razza che non aveva mai conosciuto: i democristiani. Fino allora, avevano condotto una vita nascosta attorno agli arcivescovadi, le sacrestie, le scuole e le associazioni cattoliche; e sembravano stupefatti di comparire ai raggi del sole. Della loro lunga esistenza segreta conservavano una specie di profumo: quel profumo di tisane, sonno, sudore, borotalco e marmellata di prugne, che intride gli ambienti ecclesiastici. Anche ora, che dopo tanti anni cerco di fissarne il ricordo, non riesco a riportare alla memoria nessun lineamento preciso. Li confondo tra loro. Avevano dei visi molli e un poco informi, dove non si distinguevano bene i lineamenti: il naso si scioglieva tra le guance, le mascelle non erano mai nette, il colore dei capelli indugiava tra il bruno e il biondiccio, gli occhi erano sbiaditi, sulle labbra errava un sorriso indeciso. Non guardavano negli occhi. Stringevano fiaccamente la mano. E, se cominciavano a parlarti, guardavano da un’altra parte. Non esibivano mai verità perentorie: le loro parole si perdevano in un bisbiglio materno e rassicurante, che ti induceva al sonno e alla fantasticheria.
Confesso (e me ne vergogno) di aver provato da principio qualche resistenza verso di loro. Ma, poi, fu una vera passione: mi pareva che quei volti indecisi e quei bisbigli materni portassero con sé un’aura romanzesca, come conveniva a quegli anni di libertà appena ritrovata. Nei loro gesti e nelle loro parole non c’era nemmeno il più lontano ricordo del linguaggio fascista, che aveva ammorbato per vent’anni tutta la popolazione italiana: come se avessero vissuto miracolosamente intatti nelle loro catacombe odorose d’incenso. Non levavano il mento verso l’alto, non parlavano al popolo dai balconi, non guidavano trattori, non baciavano bambini, non attraversavano di un balzo cerchi di fuoco, non parlavano della patria. E se aprivano bocca, mai, mai si permettevano una di quelle allusioni falliche e viriloidi, che rendono così insopportabile il linguaggio degli esseri umani. D’altra parte, non avevano nulla in comune con i nuovi potenti, che erano appena arrivati dall’Unione Sovietica. Nessuna esibizione di cultura, nessuna apparente ideologia politica, nessuna promessa di benessere universale, nessuna virtù proclamata, né quella mescolanza tra delitto e pedanteria professorale, che rendeva così odiose le figure di Togliatti e dei suoi scolari.
Col 1948, all’improvviso, i democristiani occuparono quasi completamente il potere, come una lenta, ordinata e assorbente marea. Lo amarono e ne approfittarono. Ma, al tempo stesso, si vergognarono del potere, quasi fosse una colpa inespiabile che dovevano nascondere. Ne detestarono i simboli. Preferivano il potere occulto: la ragnatela che si tesse in silenzio, la macchinazione che non lascia tracce, la mano nell’ombra. Lo esercitarono in coro: schiacciando chi di loro cercasse di esercitarlo in prima persona, e possedesse un volto troppo deciso, o si rivolgesse direttamente al popolo. Nessuno doveva distinguere con troppa precisione tra i visi di Forlani e Bisaglia, di Rumor e Colombo – tutte note della stessa pittura. Non avevano nessuna simpatia per la storia, dove invece Mussolini e Togliatti si sedettero con arroganza, come se spettasse loro per diritto. Quelle trombe, quei colonnati di pietra o di gesso, quegli spettacoli, quelle promesse definitive di futuro li infastidivano. Con una specie di beatitudine infantile, pensavano al grembo materno delle catacombe provinciali, dalle quali erano usciti.
Non amavano la forza – la divinità grandiosa e terribile, alla quale gli uomini hanno sempre sacrificato e dalla quale si sono sempre lasciati sacrificare. Né tutto ciò che ricorda la forza: la costruzione, il programma, la decisione, il progetto – quanto la sinistra ha sempre divinizzato. Avevano un’idea passiva della politica. Pensavano inconsciamente che un paese dovesse muoversi per proprio conto: moltitudini si spostavano dal Sud al Nord, le campagne si svuotavano, nascevano industrie; e il loro compito era quello di intervenire il meno possibile, lasciando che tutto accadesse, e assecondando il movimento con una mano molle e paziente. E se qualcuno si levava contro di loro, un istinto profondo li spingeva a non offrire resistenza, ad arretrare o ad abbarbicarsi al terreno. Finché il nemico si estendeva troppo, si spossava, si sfiniva; e allora essi lo avvolgevano, lo penetravano, lo trasformavano a poco a poco in sé stessi, con quell’arte dell’assimilazione nella quale erano maestri. Era il metodo con il quale Kutuzov, in Guerra e pace, sconfigge Napoleone. Come gli imperatori e i mandarini cinesi, sapevano corrompere. Offrivano a un popolo i massimi favori – pensioni a ventenni, assegni di invalidità a sani, parrucchiere gratis alle deputatesse – pensando che la corruzione penetra molto più in profondo di qualsiasi ordine e imposizione.
Avevano due grandi debolezze. La prima era la lingua italiana. Nessuno, nemmeno i peggiori marxisti, parlava e scriveva male come loro. La prosa di Fanfani, di Zaccagnini e di Moro toccò dei vertici disgustosi. Spesso, avevano una cattiva cultura, a cui aggiungevano pessime abitudini di avvocati e di professori. Preferivano non esprimersi mai chiaramente. Volevano che la luce e l’oscurità, il positivo e il negativo, il sì e il no si intrecciassero sulla loro bocca e si confondessero a vicenda. Non volevano scegliere. Detestavano l’affermazione netta: coltivavano la cautela, la perplessità e l’incertezza, che ritenevano positive e feconde. Avevano una specie di allergia per la verità. Amavano mentire o, per meglio dire, trovare forme in cui verità e menzogna si accoppiassero, e la verità prendesse i colori della menzogna e la menzogna quelli della verità. Pensavano che una specie di nebbia servisse al loro potere. Nessuno di loro (tranne De Gasperi) parlò mai con chiarezza al popolo italiano, che qualche volta avrebbe desiderato sapere. E credo che, almeno per qualche anno, il popolo italiano abbia amato essere avvolto dalle lente e indescrivibili ragnatele, che dall’alto scendevano sopra di lui.
La seconda debolezza era il denaro. Non pensavano che è una cosa indifferente: luccica, splende, poi se ne va, e se lo usiamo con gioia può rendere piacevole e divertente la vita. Avevano letto troppe scomuniche ecclesiastiche contro l’usura e la banca. Uscendo dalle loro modeste ed oneste catacombe, si convinsero che il denaro era il male. E per questo esercitava su di essi un’immensa, peccaminosa attrazione. Se dovevano gestirlo, lo affidavano a personaggi che non avrebbero potuto essere più infidi. Proprio questo prediligevano: il losco che avvolge il denaro. Così furono protagonisti di alcune farse esilaranti, che appartengono ai massimi capolavori della storia italiana: come l’affare Calvi, dove un banchiere vuota come un topo industrioso la banca della quale è amministratore, si mescola ai personaggi più abbietti, si confonde con prostitute, fugge, va a chiudersi in un residence inglese colle moquette bruciacchiate dalle sigarette, e finisce impiccato a un ponte di Londra – senza perdere mai la sua venerazione per i valori cattolici.
I democristiani hanno governato questo paese per quasi cinquant’anni; e gli storici, che oggi hanno una banale passione per il periodo fascista, non si sono ancora occupati di loro. Forse è difficile raccontarli. Col passare del tempo, la loro matrice si è esaurita: quegli oratorii, quelle sacrestie, quelle scuole private hanno smesso di produrre una ordinata folla di democristiani; mentre l’Italia che essi amavano – il paese o la cittadina raccolti attorno alle parrocchie – scompariva. Hanno appreso troppo facilmente i vizi del popolo italiano. Hanno cambiato visi, sguardi, linguaggio. E, negli ultimi anni, il mio occhio desolato non riusciva più a distinguerli da tutti gli altri che occupavano la scena. Nel loro tramonto hanno avuto una specie di grandezza: si sono suicidati pubblicamente, accettando una legge elettorale che li condannava all’estinzione. Così sono piombati nel vuoto come un castello di carte.
Ora sono dappertutto: a destra, al centro, a sinistra, in compagnie che apprezzano poco. Non sappiamo quale sarà la loro sorte: forse si estingueranno, come il sale che a poco a poco si perde nell’acqua: le qualità che li distinguevano al primo sguardo si dissolveranno nell’atmosfera generale; e i pochi rimasti torneranno nelle catacombe. Oppure – ma mi sembra più difficile – contageranno tutti gli altri con la loro grigia grazia, con il loro ambiguo veleno. In questo paese, non sono mai stati veramente amati: eppure per cinquant’anni hanno espresso l’anima dell’Italia assai più dei fascisti e dei comunisti. Per questo il paese vuole dimenticarli: non desidera riflettersi nel loro specchio.”
1996
oggi tocca quasi rimpiangerli e imparare a muoversi da loro😀