Un breve post per condividere la mia lettura del momento: The Dawn of Everything: A New History of Humanity, scritto dall’antropologo David Graeber e dall’archeologo David Wengrow.
Non so quanto sia opera dell’uno, o quanto dell’altro, ma mi ricorda ovviamente un altro capolavoro di David Graeber, Debt. The First 5000 Years.
Con un’enorme mole di documentazione e il contributo di antropologia e archeologia a quello che era il dominio degli storici, uno stile scorrevole e una forte dose di buon senso… i due libri demoliscono i miti fondamentali su cui è costruita la visione moderna della storia.
Il primo mito è quello di Adam Smith, riassunto nei trattati di economia con la storiella dell’omino che fa le scarpe, e le scambia con le patate del suo vicino. Poi scopre che il denaro costituisce un modo molto più comodo del baratto per far circolare le merci.
Il secondo mito è quello degli opposti estremisti – Rousseau e Hobbes – che raccontano però la stessa storia: una volta gli umani vivevano liberi (e felici o infelici, secondo l’autore), poi hanno scoperto la civiltà e la complessità, e hanno introdotto (fortuna o tragedia) lo Stato.
Ora, è difficile sopravvalutare l’importanza di questi due miti, che legittimano il sistema-mondo in cui viviamo, fondato sull’intreccio tra mercificabilità di tutto l’esistente e la violenza dello Stato.
Graeber da solo in Debt, ha esplorato il primo mito; e assieme a Wengrow, in The Dawn of Everything, il secondo.
Ne emerge molto in breve (perché i due libri ci offrono mille prospettive a cui non avremmo mai pensato), che sono dei racconti di fantasia di uomini che scrivevano in un’epoca in cui si pensava che il mondo esistesse da poche migliaia di anni.
Racconti che non trovano il minimo sostegno proprio nelle due scienze che ci possono aiutare a capire qualcosa delle nostre origini culturali: l’antropologia e l’archeologia.
Le quali ci rivelano invece innumerevoli altre possibilità e spiegazioni – tante che non presumo di riassumerle qui, invito a leggere direttamente le due opere.
Solo Debt, mi sembra, è stato tradotto in italiano (Debito. I primi cinquemila anni), ma immagino che lo sarà presto anche The Dawn of Everything.

Grazie per la dritta bibliografica!
Ciao!
Andrea Di Vita
Ottimo, appena saranno disponibili gli Abstract ci darò un’occhiata.
Comunque Smith dimostra che la mercificazione è meglio del resto, non che è l’unica cosa possibile. Prova a smontare quello!
😀
Miguel: “Solo Debt, mi sembra, è stato tradotto in italiano (Debito. I primi cinquemila anni), ma immagino che lo sarà presto anche The Dawn of Everything….”
Di David Graeber sono stati al momento tradotti in italiano:
“Bullshit Jobs” Garzanti
“Burocrazia” Il Saggiatore
“Critica della democrazia occidentale” Eléuthera
“Frammenti di antropologia anarchica” Eléuthera
“Il potere dei re” Raffaello Cortina
“L’utopia pirata di Libertalia” Eléuthera
“Progetto democrazia” Il Saggiatore
“Rivoluzione, istruzioni per l’uso” Bur
“Debito, i primi 5000 anni” Il Saggiatore
e qualcos’altro da Eléuthera mi pare
“L’ alba di tutto” (The Dawn of Everything) è appena stato tradotto da Rizzoli
https://www.ibs.it/alba-di-tutto-nuova-storia-libro-david-graeber-david-wengrow/e/9788817158824
Anche “Bullshit Jobs” sembra sfizioso:
“Le professioni senza senso… i lavori del cavolo”
https://www.ibs.it/bullshit-jobs-libro-david-graeber/e/9788811672661?inventoryId=105529195
Ho in libreria “Debito”, “Il potere dei re” e “Bullshit Jobs”, nessuno di loro ancora letto.
Con la sua partecipazione al mov. Occupy Wall Street e l’anarchismo da docente universitario – che ad occhio mi pareva un po’ à la page – l’ho forse pregiudicato come sospetto di tendenze hipster-radical chic-fighetto-rivoluzionarie gentryfricanti biosalottiere… ma vedo che è morto nel 2020 a 59 anni, e i morti son tutti buonanima; i morti son tutti giusti e “dei nostri”😎)
Mi hai dato la necessaria curiosità e fiducia per mettere questo autore finalmente sul comodino😀
Poi però recensisci, perchè mi pare un tipico cazzone anarco-dandy. Ottimo per una stimolante chiacchierata dopo una buona cena e con un buon giro di amari, peccato che io non fumi sigari.
Ma totalmente inutile per tutto il resto, comprese le partite di Monopoly.
Francesco: “…Poi però recensisci…”
Sono troppo soggettivo, e forse altrettanto anarco-dandy cazzone, per recensioni attendibili.
Metti un autore che se sei digiuno dell’argomento ti apre un mondo ma se non lo sei lo bolli e molli come solito blablablà trito e ritrito…
non mi riesce mai di mettermi nei panni di lettori diversi da me, troppa fatica.
Sarei un insegnante pessimo, c’ho pure provato…
“…mi pare un tipico cazzone anarco-dandy…”
ahimè era ciò il mio pregiudizio😒
Tipo gentry col loft a Soho… al Village… non so dov’è trendy… benestanti che ti cenano con la contessa, la Marchesa alternativa parlando delle esotiche e affascinanti pezze al culo dei poveracci sottoproletari così autentici…
Pregiudizio irrazionale, puerile e meschinello poiché:
primo› Mario Schifano era così ma era ugualmente di sincero talento e un grande!
secondo› non l’ho ancora letto;
terzo› é solo un’emotiva impressione priva di fondamenti (un’adesione non saprei quanto concreta e reale al mov. dei bimbiminchia di buona famiglia di Occupy Wall Strett – andando ancora coi pregiudizi un tanto al chilo😁)
quarto è decisivo› la cosa non inficia l’eventuale interesse, relativa verità possibilistica, e goduria delle sue tesi.
Ma capita che c’ho tantissimi libri da voler leggere e ci metto giorni o settimane di tribolazioni e ripensamenti nel deciderne d’arrischiare tempo con uno e scartandoli poi a mazzi dopo poche pagine;
dopo una pescata e casuale frase che mi pare da cretino cipolliano DOP … tagliando quindi teste come la Regina di Alice.
Spessissimo sprezzo ed esilio agli angoli bassi (quelli della vergogna) della mia libreria – tra i Baricco e De Carlo – un autore solo dalla sua faccia.
O pure solo se di Karma e carriera troppo fortunella capita che te lo etichetto figlio venduto di Mammona, Rex Mundi e Principati e Potestà paoline.
Presenzialisti televisivi dai santi mezzani politici che fanno e sfanno fortune editoriali…
l’avrete letto il quadretto circostanziato che ne ha fatto spesso Walter Siti nei suoi libri?
O i maneggi cialtroneschi – persino adelphiani persino! –
di “Cose da fare a Francoforte quando sei morto” di Matteo Codignola?
I fortunati? sotto il Kali Yuga?
Con il mondo all’incontrario?
… ma figurarsi se valgono la pena!
Come se si potesse essere sincero e attendibile – come anarcoide anti sistema almeno –
soltanto in odore di miserabile trascurata santità:
da “pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo” del Nuovo Testamento
solo se sei pieno di pulci e pidocchi e ti sta pure bene e comoda la cosa;
la vocazione.
O i Giobbe, i Giona, o niente!
Gli outsider descritti Colin Wilson almeno almeno…
Se ti appelli anarchico controcorrente antidiquà o di antidilà:
o mi vivi nel bosco (passi al bosco) jüngerianamente “Oltre la linea” come il buon Theodore Kaczynski,
scendendo di tanto in tanto a valle per giocherellare;
o (in specie se accademici di buone mondane frequentazioni)
mi puzzano di (e ripeto che è cosa puerile meschinella) farloccheria e blablablà.
Faccio, in certi casi, mie le argomentazioni di Pierre Hadot: stile di vita in un’unità di teoria e prassi, se sostieni come buona un’eresia, un filosofia, una religione… vivila o azzittiti!
Come se valessero l’ereticheggiante attendibilità solo pagando lo scotto di un romantico “maledettismo” sfigato (e chi non lo è sotto questo cielo?)
Solo se gli si tirano le pietre (e quelle sappiamo te le tirano sempre e comunque) e ti passa qualche stazione della Via Crucis condita di esistenziali nerbate (e anche queste la vita, presto o tardi, non le nega a nessuno).
Graeber, col culo e la passione di morire relativamente giovine e caro agli dei, mi si ti salva per la collottola nei “buoni” perché aureolati da una certa sfiga,
è – complice Miguel che sembra apprezzarlo – avrà il fortunello onore d’essere letto dopo che avrò finito i thriller di Paola Barbato che al momento m’impegnano le sere prima dell’abbiocco😎
Ho ieri sera letto le prime pagine di “Debito” è (cosa rara) mi ha subito acchiappato che volevo continuare.
E mi è inconsueto, poiché i saggi d’economia e robe finanzialmateriali basse e terragne difficilmente m’intrippano reputando l’argomento come volgarità da bottegai e ragionieri;
vil pecunia (noblesse oblige).
Quelli che sempre che si lamentano, capricci e geremiadi furbastre o bambinesche,
quando basta virilmente imparare a digiunare senza tante lagne per campare cent’anni con un fisico da fotomodelle e gli addominali colla tartaruga.
Paleo dieta: i cacciatori-raccoglitori del paleolitico mangiavano una volta al giorno se gli andava di culo e t’ammazzavano i mammut a testate e morsi nelle orecchie,
e qui ci si lamenta e chiagne di miseria obesi e diabetici ad abboffarsi di schifezze del discount…
Quindi, visto il raro subitaneo acchiappo con “Debito”,
finito con la trilogia della Barbato passo a Graeber pure avanti a Geminello Albi che da tempo aspetta (mai quanto Ceronetti, comunque, che gli è cresciuto sopra la cicoria e un’intero ecosistema)
“L’ alba di tutto. Una nuova storia dell’umanità” mi attira ancora di più, che non c’è d’economia politicante nel titolo almeno.
ps
David Graeber non sembrerebbe avere avuto un granché di fortuna letteraria o accademica in fondo (quindi dovrebbe meritare).
Elèuthera (che ad essere cattivelli mi pare una sorellastra rimpannucciata di Stampa Alternativa, Arcana, e Nautilus e controculturali vari) solitamente ti pubblica certe robe, certi sciroccati zuzzurelloni simpaticissimi sincerissimi e onestissimi… che sarebbero lettissimi bestseller milionari se ci fossero più centri sociali punkabbestia, e spendessero per i libri… 😎
Uno per tutti: Piero Cipriano (c’entra con Graeber, e non solo come scuderia editoriale di preferenza in Italia), psichiatra anomalo (come la maggior parte d’essi a quel che pare, che li scambi sempre facile coi loro pazienti e clienti) autore de ” La società dei devianti”,
e de “Il libro bolaniano dei morti” (godibilissimo, uno dei pochi libri che rileggo più e più volte).
https://www.ibs.it/libro-bolaniano-dei-morti-esercizi-libro-piero-cipriano/e/9788831977692?inventoryId=230397849
ps del ps
John Zerzan mi pare (e tra tanti altri) sostenesse tesi similiari a Graeber (ma da cuginetto povero e sfigato che non si lava e non sa stare bene a tavola; che non sta classisticamente bene frequentare)
in “Dizionario primitivista. Critica primitivista della civilizzazione” Nautilus
“Apocalittici o liberati? Che cos’è il primitivismo” Stampa alternativa, e gli altri
https://www.carmillaonline.com/2010/08/26/per-una-bibliografia-in-italia/
Anche Alain de Benoist – e Massimo Fini un po’ a seguito – volendo, nella critica verso la globalizzazione e il liberalismo.
Nelle comuni posizioni sintetizzabili nell'”antimoderno”.
Ovviamente mica basta dire: “l’economia, lo Stato e la civilizzazione sono caccapupù! Torniamo alle chefferie prestatuali, anzi all’orda!”
conta la documentazione, l’autorevolezza, la verve, il saper scrivere e interessare, argomentare, incuriosire, raccontare;
Ci vuole stoffa.
Ci vuole orecchio diceva Jannacci😀
“anarco-dandy cazzone”
bella questa definizione
🙂
bullshit job ce l’ho sul comodino
🙂
insieme a Rosso Malpelo mi auguro, così da mettere le cose in prospettiva!
😀
Per chi preferisce evitare di inoltrarsi nella lettura di interi tomi, ci sono degli ottimi riassunti su internazionale, che sembrano abbastanza completi e tali da far passare la voglia di approfondire troppo (tutto sommato si tratta di relative banalita’, che possono sembrare teorie rivoluzionarie solo per chi non ne sa veramente nulla – il solito problema del “timeo hominem unius libri”).
https://www.internazionale.it/notizie/david-graeber/2020/09/06/cambiare-storia-umanita
https://www.internazionale.it/tag/autori/david-graeber
Mi pare di capire che l’intento degli autori e’ uno solo, attorno al quale fanno ruotare tutto il loro sistema, stiracchiando la storia ne’ piu’ ne’ meno di coloro coi quali sono in polemica: dimostrare che non c’e’ alcun momento storico, ad esempio la rivoluzione agricola del neolitico, che impone il passaggio irreversibile ad una societa’ stratificata gerarchico autoritaria.
firmato winston: “…Per chi preferisce evitare di inoltrarsi nella lettura di interi tomi, ci sono degli ottimi riassunti su internazionale…”
Grazie f,w. interessanti per farsi un idea😀
Però, al di la delle idee in sunto, Graeber, mi è parso ad una prima occhiata, che si faccia leggere come un Romanzo; un gran piacere di lettura.
Personalmente è perlopiù per il piacere che mi leggo la qualsiasi😀
raramente (forse da ragazzino) per le idee.
Un peccato ridurlo all’ideuzza idealistica spicciola e basta li.
le ideuzze idealistiche utopisticheggianti vanno e vengono a quintalate ai saggi come ai strampalati;
e solitamente non cambiano mai nulla se chi tiene il granaio e il banco e le milizie non voglia o gli convenga;
o venga malamente ammazzato da un gruppo di lupastri più cattivi e infami di lui.
Leggo nella prefazione di Franco La Cecla in “L’utopia pirata di Libertalia” Elèuthera
che Graeber era debitore e allievo di Marshall Sahlins de “L’economia dell’età della pietra”
https://www.ibs.it/economia-dell-eta-della-pietra-ebook-marshall-sahlins/e/9788833021171
e insieme scrivono “Il potere dei re. Tra cosmologia e politica”, che ho da cominciare prima o poi.
https://www.ibs.it/potere-dei-re-tra-cosmologia-libro-david-graeber-marshall-sahlins/e/9788832851199
Sahlins… poi tocca ritornare indietro a Karl Polanyi (“La grande trasformazione”) Bronisław Malinowski, Franz Boas e Marcel Mauss (“Saggio sul dono”), Potlatch, economia dello scambio e baratto…
porcaccia! 😒
Antropologi e sociologi che t’inaugurano nuovi studi sull’Antropologia economica negando il libero mercato – la mano invisibile e immanente della Provvidenza egoistica e “favola delle api” – come unica alternativa storicamente concessa alle le società complesse.
Rifiutando pure il marxismo che, a loro avviso, con il liberismo condivide la “fallacia economicista” del ridurre la complessità sociale esclusivamente all’aspetto produttivo, materialista;
all’Homo oeconomicus, e basta.
Mark Fisher di “Realismo capitalista” è notevole in tal senso.
https://www.ibs.it/realismo-capitalista-libro-mark-fisher/e/9788880560050?inventoryId=94825005
E tutto dire che ho pure apprezzato il Materialismo culturale di Marvin Harris:
“Cannibali e Re, le origini delle culture” e “Buono da mangiare”;
non si butta via niente delle ideuzze se piacevolmente espresse;
sono come il maiale😀
“fallacia economicista”
Su questa con me sfondi una porta aperta, col pangiuspositivismo detesto il paneconomicismo della contabilita’ dello zero virgola infilata dappertutto. Ma fare un po’ a occhio no?
A me basterebbe una leggera inversione di tendenza, qualche legge in meno, qualche tassa in meno, in fin dei conti il mondo funzionava anche prima, non e’ che pretendo chissa’ che rivoluzioni, chissa’ che cambiamenti. Eppure mi rendo conto di essere solo.
https://www.ibs.it/seduzioni-economiche-di-faust-ebook-geminello-alvi/e/9788845975301
“Le seduzioni economiche di Faust”
di Geminello Alvi
da parecchio in aspettativa.
Economista con autorevolezza seria e titolata pare
(io d’Economia ne mastico poco e nulla per giudicare), ma non solo.
Grandissima cultura e autore godibilissimo;
ho molto apprezzato: “La necessità degli apocalittici”, e “Eccentrici”,
e magari leggerò finalmente presto o tardi questo di Faust che
con “Il secolo americano”,
e “Il capitalismo. Verso l’ideale cinese” costituiscono una trilogia
dove esamina storicamente perché il dono,
le politiche comunitarie di reciprocità, scambio e condivisione (e torniamo in tema all’Antropologia economica di Marcel Mauss, Polanyi, Marshall Sahlins…) possano e debbano essere elementi centrali della vita economica delle società dette civili.
Idee simili a quelle di Graeber, di Mark Fisher ecc.
(“Le seduzioni economiche di Faust”, scritto
nel 1989, quando il Fukuyama decretava “La fine della storia”
con la caduta dell’ URSS e la vittoria finale del Capitalismo liberista Reagan- Thatcher) di alternative valide, possibili e necessarie al cannibalistico pensiero dominante liberista T.I.N.A. “There Is No Alternative”, considerandolo «un’imitazione fallita delle scienze naturali».
un po’ di Alvi qua e la
http://www.bietti.it/riviste/america-america-sguardi-sullimpero-antimoderno/geminello-alvi-il-secolo-di-mr-hyde-a-cura-di-riccardo-paradisi/
Introvabile purtroppo, c’è pure il discusso “L’Anima e L’Economia” Mondadori
https://www.mondadoristore.it/L-anima-e-l-economia-Geminello-Alvi/eai978880453943/
Approfondendo or ora qua e la sul web vedo però – al di fuori dei suoi bellissimi libri – che dell’Alvi politico o politicizzato conosco niente;
Trovo e leggo sul “Foglio” del 2019 che Giancarlo Giorgetti, il vicesegretario della Lega aveva addirittura pensato a lui come ministro dell’Economia.
https://www.ilfoglio.it/politica/2019/06/12/news/il-tesoro-futuro-di-salvini-259859/
I suoi libri li continuerò a leggere con piacere, ma come visione politica ed economica mi sa che potrebbe forse piacere più a Francesco;
e che c’ho capito poco😀
Del resto i suoi libri sull’Economia non li ho letti, ho forse ha cambiato radicalmente le sue idee, boh!
Ma va bene pure cosi😊
Resta interessante comunque.
Sinceramente le smodate ambizioni del compianto Graeber (sfatare la conoscenza economica consolidata, “scoprire” che esistono bullshit jobs (come se nelle aziende fossero tutti fessi e perdessero soldi in lavori del tutto fittizi e improduttivi), demolire Adam Smith, ecc.) mi sono sempre parse al di sopra dell’effettiva (non eccelsa) qualità intellettuale di Graeber.
Mi sembra uno che non si rende conto dei suoi limiti. Uno che non ha mai avuto un lavoro “vero”, ERGO “i lavori veri sono bullshit jobs”!
La riscrivo: mi sembra uno che non capisce delle cose (per limiti suoi) e QUINDI evince che quelle cose che lui non capisce siano cose senza senso, assurdità che aspettavano solo di essere smascherate come tali da un genio (?) come lui.
Insomma: fuffa della peggior specie.
“come se nelle aziende fossero tutti fessi e perdessero soldi in lavori del tutto fittizi e improduttivi”
Guarda che nelle aziende private italiane circa meta’ del personale si occupa di burocrazia inutile e farraginosa, e non lo fanno perche’ sono fessi, ma perche’ c’e’ l’imposizione di legge. La burocrazia comanda, ed espande sempre di piu’ se stessa, come un tumore. Loro sono la legge, e se ti opponi sei tu il criminale. Fra l’altro molti obblighi non arrivano nemmeno dallo Stato, ma da organizzazioni private di stampo camorristico-mafioso in intelligenza e spartizione di interessi con esso, tipo le norske veritas di iso9000, che sono una specie di catena di sant’antonio della normazione.
Oggi sulla prima pagina de “fatto” c’era un raro motto di spirito per quel giornale di automi-robot giustizialisti: “ecco le norme-sudoku di oggi”…
Letto l’estratto e qualche buona recensione (grazie anche agli articoli linkati da firmato winston) di “L’ alba di tutto. Una nuova storia dell’umanità”.
A mio gusto vale la pena di leggerlo per intero.
Un bel malloppone (752 pag,) di curiosità che mi farà passare piacevolmente un po’ sere;
non pretendendo altro😀
La ben documentata tesi di fondo è – in sintesi, ma spero che ci sia tanto altro dentro – che la disuguaglianza e la struttura gerarchica non nascono linearmente con l’agricoltura e l’aumento della popolazione e le conseguenti città stato
(prima l’Eden rousseauiano poi coi cereali la cacciata e il lavoro coatto di zappa sotto la frusta del padrone)
ma che dal Paleolitico al tardo Neolitico le comunità umane abbiano sperimentato allegramente e pacificamente (spesso da una stagione all’altra in virtù di raduni, feste, riti, caccia o chissà cos’altro) diversissimi sistemi di governo; alla bisogna.
Anche in comunità popolose e strutturalmente complesse.
Gerarchie autoritarie formate all’uopo per tornare dopo a libertarie comunità egualitarie, o quasi.
Quando l’autorità designata esauriva il suo compito logistico nelle riunioni periodiche si abrogava e smantellava tutto.
Il re eletto simbolicamente e a tempo insieme alla sua corte (come i reginetti del ballo delle scuole americane) mollava la corona e tornava alla vita comune (o veniva ammazzato, sacrificato ritualmente, come sosteneva Marvin Harris)
Le città e le comunità allargate non sarebbero nate dalla stanzialità ed agricoltura nel neolitico ma esistevano anche molti millenni prima tra cacciatori raccoglitori nomadi che in particolari periodi e occasioni si riunivano in ampi insediamenti e proto-città
(vedi Göbekli Tepe ecc.) formando una sorta governo e servizio d’ordine temporaneo.
Poi quest’elasticità di governance a tempo, luogo e circostanza si è come fissata, bloccata e persa, e il sistema di classi sociali – quella logistica, e servizio d’ordine occasionale – si è stabilmente perpetuato in caste e dinastie ereditarie.
Nel Leviatano come unica alternativa, falsamente, possibile.
e come fa a documentare tutti questi dettagli della preistoria?
macchina del tempo?
probabilmente attraverso l’analogia con i più antichi sistemi documentati storicamente (Sumeri, Egizi del predinastico) o attraverso i miti (Rex Nemorensis ecc)….metodo affascinante ma alquanto discutibile..se fra il 3000 a.C e il 2000 d.C, in 5000 anni è cambiato così tanto, chi ci autorizza a supporre che fra l’8000 a.C e il 3000 a.C (altri 5000 anni) sia rimasto tutto eguale ?
Francesco: “e come fa a documentare tutti questi dettagli della preistoria?
macchina del tempo?”
Boh! Bisognerà leggere il libro;
tra l’altro scritto a due mani con un archeologo
https://en.wikipedia.org/wiki/David_Wengrow
E male che vada ce lo si gode come un romanzo-saggio😃
@Moi (e chiunque ami rifarsi gli occhi :D)
quando la shari’a non è applicata 😀
https://www.melaniagfe.com/home22
costei pare sia una modella di Playboy slovena..figa è figa (forse c’é di meglio :D)….e nel Golfo ha trovato l’America 😀 i suoi rates [sotto “Investment] non son certo popolari 😀 en passant, per gli economisti del blog :D, il fatto che siano espressi in moneta locale (dirham) e dollari dimostra che l’euro -ad onta dei sogni degli eurocrati- non ha ancora sfondato 😀 donne di quel tipo sono il migliore indice nel campo, se l’euro avesse prestigio, lo citerebbero 😀
Per Habs
“@Moi (e chiunque ami rifarsi gli occhi :D)”
Ho dato un’occhiata, ma ho chiuso subito, scandalizzato.
Lo sai che io non guardo mai le donne senza mascherina FFP2.