“There is no limit to the greatness of America!”

Per l’11 settembre, e soprattutto le ore e i mesi e i vent’anni dopo, con i due trilioni e passa di dollari spesi in bombe e mance per rendere il pianeta più americano.

Si vedono molti video, in questi giorni delle strade di Kabul.

Che con tutto rispetto è la capitale di uno dei paesi più poveri e sovraffollati e inguerrati di tutto il pianeta, e che ha appena perso l’accesso al Distributore di Mance.

Trovo molto più interessanti i video che un certo Kimgary mette in rete, di ordinarie strade della più grande potenza economica, mediatica e militare del pianeta.

Questa volta, Kimgary guida lentamente per una strada di Philadelphia, l’utopica Città dell’Amore Fraterno fondata da un ottimistico gruppo di quaccheri tre secoli fa.

Il video dura ben 23 minuti, ma sono sicuro che vi fermerete molto prima. E non certo perché sia noioso.

Non serve accendere l’audio.

“There is no limit to the greatness of America!” fu una frase pronunciata da Bush II quando celebrò la propria rielezione per merito delle guerre in Afghanistan e Iraq.

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226 risposte a “There is no limit to the greatness of America!”

  1. Francesco scrive:

    Ma anche a Philadelphia è la Raggi che organizza la raccolta dei rifiuti? il resto è montaggio + centro città USA ma la sporcizia per strada mi lascia basito.

    OK, anche il numero di automobili posteggiate lungo le strade dell’inferno, che non mi torna molto.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      ” ma la sporcizia per strada mi lascia basito.”

      A me no, sono stato a New York. Il centro di New York ha all’incirca lo stesso livello igienico dei quartieri Rom di alcuni villaggi della Transilvania (per il resto assolutamente linde).

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “anche il numero di automobili posteggiate lungo le strade dell’inferno”

      Notato anch’io.

      Credo che sia legato al tipo di sostanza: noi vecchietti siamo cresciuti con l’eroina, che praticamente obbligava a delinquere.

      Gli oppiacei che vanno di moda negli Stati Uniti, spesso legali, credo che costino molto di meno.

      • Miguel Martinez scrive:

        Altro elemento che colpisce è la grande prevalenza di bianchi, in un rapporto comunque pacifico con i neri.

        • mirkhond scrive:

          Anche a me ha colpito il numero praticamente pari di derelitti bianchi e neri.

          • paniscus scrive:

            E comunque non mi sembra che ci sia nemmeno alcuna suddivisione sociale specifica, con neri che fanno gruppo tra loro e bianchi che fanno altri gruppi tra loro… sono quasi tutti soli, o al massimo a due o tre, ma appunto abbinati a caso, o tutti bianchi, o tutti neri o qualcosa di misto inddifferente.

            • Moi scrive:

              Solo che i Derelitti Bianchi NON hanno a “poverinarli” degli Intellettuali Fighetti con Attico e SuperAttico con montascale interno a Nuova York …

              • daouda scrive:

                i bianchi poveri sono “pochi”, ma di solito più poveri del resto dei poveri delle altre razze degli USA

              • roberto scrive:

                Non so se sono più poveri, certamente infinitamente più soli

              • Moi scrive:

                Be’, sai : i Derelitti Bianchi … si sentono chiamare “Privileged” ! 😉

              • paniscus scrive:

                “Solo che i Derelitti Bianchi NON hanno a “poverinarli” degli Intellettuali Fighetti con Attico e SuperAttico”

                ——————————–

                Moi, con tutto l’affetto e la simpatia possibili, posso dirti francamente… CHE PALLE!!!!! ?

                E cambia musica, qualche volta, per l’amor del cielo!

    • roberto scrive:

      francé temo che saresti un po’ deluso dagli USA….

      probabilmente in questo video avranno preso la strada più di merda del quartiere più di merda, ma strade di merda e quartieri di merda ne hai in ogni città, in genere ad un tiro di sputo da posti puliti come un villaggio svizzero (proprio letteralmente: sei in una strada luccicante, giri l’angolo e sei nel quartiere malfamato di caracas)…ma direi che la media è appunto roma

      mi colpisce invece che al di fuori delle grandi città i paesini sono lindi e ordinati (al di fuori delle riserve indiane che sono degli enormi campi rom)

      • Francesco scrive:

        Me lo aspettavo, anche se un minimo di decenza da città piccole a guida democratica mi illudevo di poterla scovare. Non sono un fan del modello Brasile e anzi sono, quasi, un fan delle tasse.

        La via a quanto pare è famosa da decenni come ritrovo di tossici e barboni.

        Certo, queste cose in Corea del Nord non le trovi.

  2. Francesco scrive:

    https://www.ilpost.it/2013/11/06/i-tossici-di-kensington-avenue/

    Scopro che la via in questione è in questo stato almeno dal 2009 … bel posto Filadelfia.

  3. PinoMamet scrive:

    A me New York sembrò sporca e triste, ma quelli a cui lo dissi (forse anche il nostro Francesco, qui) vollero vederci il fatto che sarei prevenuto contro gli USA.
    Non muoio di simpatia per molte cose americane, è vero (altre mi piacciono), ma non è questo: è proprio che era sporca, e triste, e non mi dava per niente l’impressione di un posto abitabile.

    Philadelphia, mai stato, ma certo non mi sta venendo una gran voglia di andarci 😉

    Per usare un modo di dire che va di moda, in quest’epoca in cui le frasi fatte, rinominate “memes”, sono diventate di tendenza:
    cos’è andato storto?

    • Francesco scrive:

      sulla sporcizia? non saprei, venendo dal Lazio settentrionale e girando per Milano l’unica cosa che mi viene è la sconfitta del Barbarossa. Tutta la Germania che ho visto è pulita da farti piangere dalla commozione.

      Poi ricordi Christiane F.

    • roberto scrive:

      I gusti sono gusti ma “triste” è per me la cosa più lontana possibile da New York
      È uno di quei posti dove mi trasferirei all’istante

      Sporca è sporca ma i miei vivono a Roma, ho visto tutto….

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Questa Nuova York esisteva nel XIV secolo? No? Allora non fa per me.

        • roberto scrive:

          Le cose più antiche ancora in piedi sono del 1600 (delle fattorie, una è buffa perché è a Manhattan in mezzo ai grattacieli e c’è questa fattoria-museo). Comunque uno degli edifici più antichi di Manhattan (tipo 1750) è una taverna irlandese, in funzione dall’inizio dello scorso secolo…cibo ottimo e propri classicissimo (irish stew, potato bread) e birre particolari (oyster stout, birra conservata nei barili dove si conservano le ostriche*)

          *una mezza schifezza

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Poi ci sono i cloisters rubati a destra e a sinistra, che sono ancora più vecchi. Ma non è la città di New York.

            https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_the_oldest_buildings_in_the_United_States

            Tra l’altro, scorrendo, vedo che gli edifici più antichi non si trovano neppure a Manhattan.

            • roberto scrive:

              Molto bello cloisters, ma mi sembra che il museo sia stato costruito nel 900, finto antico quindi….era nella lista delle cose che voleva vedere mia moglie visto che ci sono i capitelli di saint Michel de cuxa, che sta ai piedi del canigou, la montagna del cuore dei catalani, recuperati appunto da un americano dopo che erano stati distrutti durante la rivoluzione, recuperati e rivenduti dai ladr…ehm…antiquari locali

              Comunque si, gli edifici più antichi sono a Brooklyn et staten island

            • roberto scrive:

              Delle località di quella lista, plymouth, peabody, Salem, Newport, concord, sono tutte molto belline ma appunto manca clamorosamente la struttura europea della piazza come centro…è spaesante e fastidioso

            • PinoMamet scrive:

              C’è Boston Common che all’incirca fa da piazza, anche se è un parco…
              ma non è proprio la stessa cosa!

              • roberto scrive:

                In effetti proprio non è la stessa cosa

                A Cambridge c’è Harvard square che sembra una piazza, ma è una specie di rotatoria per le macchine

        • PinoMamet scrive:

          In effetti è vero, sulla costa est le cose più antiche (tipo due per città…) sono ancora in piedi, ma… è il resto della città che non lo è più!

          Non so bene come metterla, ma insomma: non mi dispiacerebbe affatto visitare Nuova Amsterdam , se riesco a spiegare il concetto.

          invece nelle città americane credo mi mancherebbe molto l’idea europea di “centro città”.
          C’è downtown, che è un’altra roba.

          Boston in questo forse è un po’ europea, e infatti l’ho trovata quasi normale, vivibile.
          Servizi pubblici peggiori che a Roma, giusto per ricordarci che Boston resta sul lato sbagliato dell’Atlantico, ma per il resto quasi ok.

          • roberto scrive:

            Boston la adoro (vabbè ci ho famiglia ed i Celtics), vivrei volentieri anche a San Francisco o Honolulu…ma sul fatto del centro città hai perfettamente ragione, e nei paesini manca totalmente l’idea della piazza che è una cosa che mi sorprende: un gruppo di europei arriva in un posto sperduto, e invece di costruire sullo schema piazza, chiesa, bar….fanno un accampamento romano tutto squadrato!?! Ma perché?

          • PinoMamet scrive:

            A parte tutto: mi piacerebbe davvero vedere un paesino del vecchio New England, o precedente ancora… magari le cittadine olandesi di certi racconti di Poe o di Irving..

            ci sono gli Hamish, è vero, ma sono una realtà rurale.

          • daouda scrive:

            chissà che ne pensavano gli antichi, per rimanere nel limes romano, di Antiochia, Alessandra o Roma rispetto alle loro cittadine o paesotti rurali.

            Il discorso non è poi così nuovo…

    • PinoMamet scrive:

      Non so che dirti, a me ha proprio depresso.
      Sicuramente ci sono un milione di cose da fare, ma non mi viene voglia di andarcele a fare.

      • roberto scrive:

        Capisco…a me invece tra le mille cose da fare, e trovarmi in mezzo ai millemila panorami visti nei film l’ho trovata esaltante

        Come ho trovato fantastico il miscuglio di gente, passi da una strada in cui sei in Cina ad una in cui sei in Grecia prima di arrivare ad in altra in cui sei in Polonia

        • daouda scrive:

          non saprei rispondere alla domanda dove vivere…prima magari mi paicerebbe avere la possibilitàdi poter credere di pormi fattualmente tale domanda…

        • PinoMamet scrive:

          “Come ho trovato fantastico il miscuglio di gente”

          beh, è un po’ come la tua risposta sullo sporco e Roma…

          lavoro nella scuola in Emilia Romagna, il miscuglio lo vedo tutti i giorni! 😉

          • roberto scrive:

            I see…non lo dico per convincerti ma solo per spiegarmi, quello che mi ha colpito di New York è vedere chessò dei giapponesi veri, degli italiani veri, degli indiani veri e non immigrati americanizzati.
            Credo di averci mangiato le migliori orecchiette con le cime di rapa della mia vita….

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Anche noi abbiamo siriani veri, bengalesi veri, nigeriani veri e cinesi veri…

              • roberto scrive:

                Davvero? A me sembra che in Europa si europeizzano tutti subito

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Credo che molto dipenda dalla definizione di “veri” e da quella di americanizzarsi/italianizzarsi.

              • roberto scrive:

                Ok non voglio dare una risposta valida per tutti e oggettivamente corretta

                Racconto giusto la mia impressione: entri in un bar italiano, trovi il caffè kimbo, una sfogliatella perfetta, ti danno il bicchiere d’acqua senza che tu debba chiederlo, la televisione accesa è la Rai, dei vecchietti giocano a scopone…o sei a Napoli o a New York (e questa impressione moltiplicala per 1000 nazionalità diverse)
                Credo di aver girato abbastanza in vita mia e non ho mai avuto un’impressione simile

              • PinoMamet scrive:

                Oggi sul quotidiano locale, il cui nome mi compiaccio di non fare, c’è una raccolta di interviste a persone originarie della provincia che erano a New York l’undici settembre 2001.

                Non turisti di passaggio, proprio newyorkesi originari di qua. Numero non indifferente (c’è un’associazione solo per gli originari di una vallata dell’Appennino…) e tutti completamente, beh, nuovaiorchesi, anche se magari parlano ancora l’italiano.
                Compreso un pompiere eroe finito in copertina.

                Quindi ok, tutto giusto quello che dice Roberto, però…

                anche qua ci sono i ristoranti cinesi in cui vanno i cinesi con i prodotti cinesi (ci sono finito per sbaglio…) e immagino sia la stessa cosa.

                Voglio dire, non è il cosmopolitismo quello che mi colpisce di New York.
                Era già cosmopolita Parigi quando ci abitava nonno (e poi mia zia per decenni), non so, non è l’elemento che mi colpisce di più.

                Poi oh, non tutti i gusti sono al limone.

          • PinoMamet scrive:

            Un’amica- residente a Parigi, non a Borgo Trecase- è tornata entusiasta da New York.

            “L’energia che si sente, l’impressione di poter fare tutto, la vitalità ecc. ecc.”

            Boh, proprio non mi arriva.

            A me è sembrata una cittadona enorme, sporca e piena di gente triste con gli occhi cattivi.

  4. Moi scrive:

    Come cambiano anche gli Americani , eh …

    https://youtu.be/TIUcO6n9pIY

    Voices of America – Hands Across America (1986)

    https://en.wikipedia.org/wiki/Hands_Across_America

    PS

    Forse NON a caso ha ispirato un recente Horror Distopico parecchio “disturbing” 😉

  5. Moi scrive:

    The Failed Event That Inspired Jordan Peele’s “Us”

    https://www.youtube.com/watch?v=d40TVjq_a3E

    On May 25th, 1986 an event took place known as Hands Across America. The intention of the event was to solve the hunger crisis happening in the United States at the time. But ultimately, the event failed and was largely just a publicity stunt.

    Over 20 years later and it inspired parts of Jordan Peele’s movies “Us.”

  6. Moi scrive:

    @ PANISCUS

    Neurodiversity

    https://en.wikipedia.org/wiki/Neurodiversity

    ————————

    A che punto siamo, nella sempre “arretrata” Italia ?

  7. Ujjj scrive:

    Si in questi giorni stanno girando parecchio sui vari social questi video. Uno dei commenti che mi ha colpito diceva che gli USA sono un paese del terzo mondo con una cintura di gucci. A vedere le immagini mi pare una definizione decisamente azzeccata.

      • daouda scrive:

        che differenza c’è fra un video che ti fa vedere invece la bellissima costa della Cina, quando nelle campagne mangiano gli scarafaggi anch’essi?

        Avete visto i talebani ormai…ancora credete si possa parlare di primo o secondo o terzo mondo?
        Si certo ha senso ma in ogni zona del globo è così. Anche i quartieri a Roma per dire da me sono da 1 2 3 modno…

        • daouda scrive:

          come in occidente torna il terzo mondo, il primo mondo va al terzo mondo.
          Per chi deve.

        • roberto scrive:

          Giustissima osservazione

        • daouda scrive:

          infondo la gente idiota, ossia la maggioranza, ha creduto che la globalizzazione fosse un rallentamento dell’occidente ed una velocizzazione del terzo mondo.

          Ma come è impossibile implementare tutto il terzo mondo, così sarebbe stato devastante bloccare tutto l’occidente.

          La frase che ho detto sopra è talmente banale che evidentemente non poteva piacere agli stronzi da bar ed ai puzzoni d’accademia, e dunque non riconoscere l’ovvio ci porta direttamente alla totale misincomprensione delle loro ciancerie sul mondialismo o globalismo che dir si voglia tanto da risultare infondo del tutto inservibili se non complici, ovviamente dovendone pure scusare la buona fede perché non si può dire che sono degli infami collaborazionisti.

    • Francesco scrive:

      Cioè tu vedi un video della strada dei tossici di Filadelfia e ne deduci la natura degli Stati Uniti?

      Perchè mi verrebbe da chiedere cosa ci sia al mondo di diverso, tranne forse i paesi del terzo mondo senza la cintura di Gucci.

      Mia idea: trattasi di pregiudizi che aspettavano solo di venir fuori alla prima scusa, per quanto balorda. E sì che cercando si potrebbero trovare segnali molto più indicativi.

  8. mirkhond scrive:

    E’ un paese con profonde contraddizioni al suo interno.

    • Moi scrive:

      Càpita … quando prima un Paese è la Discarica degli Indesiderabili , poi diventa la Terra Ove i Sogni Si Avverano !

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Mirkhond

      “E’ un paese con profonde contraddizioni al suo interno.”

      Il buon senso ci dice che questo video, in cui alla fine si vedono forse un migliaio di persone, non “sono” gli Stati Uniti.

      Lo stesso buon senso ci dovrebbe dire che un video in cui si vedono forse un migliaio di persone all’aeroporto di Kabul, non “sono” l’Afghanistan.

      • roberto scrive:

        Abbiamo dei buon sensi diversi….

        Il mio mi dice che anche quelli sono USA, come anche i fuggitivi all’aeroporto sono Afghanistan

  9. mirkhond scrive:

    I sogni di alcuni.

    • Moi scrive:

      … di Pochi sulla pelle di Molti, se vogliamo.

      Una cosa che miha sempre colpito è che per loro il sommo insulto (molto peggio che dar della meretrice alla mamma di qualcuno …) è “Loser” !

      • giovanni scrive:

        infatti. Io sostengo che il fondamento del capitalismo USA non è tanto l’idea di farcela, ma quella di essere abbastanza ricco da dare dei falliti agli altri. Più che l’autoaffermazione, l’odio sociale.
        E infatti a scoppiare e fare le stragi sono quelli che si rompono i c… di farsi dare dei perdenti. Ma non c’è mai la minima idea di rivolta contro una società fatta per creare perdenti, solo vendetta personale, nutrita di quello stesso odio che ha portato il “fortunato” ad emergere. Il “fallito” giapponese se la prende con se stesso e si suicida, quello yankee fa una strag.

        • PinoMamet scrive:

          Secondo me hai abbastanza ragione;

          e quello che mi colpisce negativamente è la continua colpevolizzazione del perdente.
          Un tale è solo, emarginato, senza rapporti umani decenti; dà di matto e fa una strage.
          E subito i media hanno la spiegazione, gli danno addosso: “ha fatto la strage, vuol dire che era un perdente!”
          Come se fosse un marchio genetico.

          Non ce l’ha fatta nel sistema? vuol dire che non era adatto al sistema.
          Mai nessuno che lo metta minimamente in discussione, quel sistema.

          magari non ce l’ha fatta nel sistema (come milioni di persone, che riescono a non fare stragi) perchè il sistema non funziona .

          Ma dire questo sarebbe troppo impegnativo…

  10. Ros scrive:

    La storia è vecchia quanto le prime colonie nel nuovo mondo.

    Già Moravia tra il ’35, e il ’69 scriveva de “L’America degli estremi”

    Questo saggio sotto è fatto assai bene

    https://www.ibs.it/white-trash-storia-segreta-delle-libro-nancy-isenberg/e/9788833892320

    “….La storia degli Stati Uniti, fin dalle origini, è segnata non solo dal tema della razza, ma anche dalle divisioni di classe. Accanto ai puritani del New England e al loro sogno di una «città sulla collina», o ai grandi proprietari schiavisti del Sud, la colonizzazione del Nord’america è stata scandita sin dal Seicento dall’arrivo di masse di poveri e derelitti, servi a contratto chiamati a riconquistare la propria libertà attraverso il lavoro, ma destinati a rimanere senza terra o case di proprietà per tutta la vita, trasmettendo ai propri discendenti un retaggio di miseria e risentimento….”

    Schiavi a contratto, pionieri nomadi oggi come ieri;
    come nei romanzi di Steinbeck, di Cormac McCarthy…

    https://www.ibs.it/nomadland-racconto-d-inchiesta-libro-jessica-bruder/e/9788867996780

    Nomadland; che con le Tiny House ci dicono che fan tanto trendy😎
    la cuccetta trasportabile, come il guscio della lumaca, e soprattutto sostenibile (attizza anche a me!) nella sdoganata ottica del “downshifting” scalare marcia, semplicità volontaria tra Rousseau e Diocene il cane.

    Gli USA nascono quale mecca dei vincenti – o il gran circo dell’Oklahoma a piacere – e non ci possono essere gli (pochi) eletti- vincenti (per Grazia divina , ben s’intenda!) senza la massa dei dannati (e,o mal nati) perdenti-peccatori-predestinati di contorno ad evidenziarne il meritato privilegio

    (Sulla religiosità USA è sempre interessante leggere:
    Harold Bloom “La religione americana. L’avvento della nazione post-cristiana”)

    ©giovanni “….Il “fallito” giapponese se la prende con se stesso e si suicida, quello yankee fa una strag….”

    L’abuso d’alcol e di droghe, il lasciarsi andare ad un lento suicidio, sono connessi a questa auto-colpevolizzazione, quest’odio di se per non avercela fatta; per non avere la Grazia necessaria.

    Uno fa la strage (magari al liceo se adolescente) per gli altri milioni il Fentanyl cade a fagiolo e si lasciano morire in silenzio ad occhi bassi nelle viuzze strette di depressione e vergogna.

    Sei povero, hai un – onesto – lavoro al minimo sindacale, sei un perdente, sei un rifiuto!
    Non puoi accontentarti di poco, non devi accontentarti mai o non sarai tra gli eletti, non hai meritato il Paradiso in terra.

    Nella serie tv Shameless, una famiglia tipo della classe “immondizia bianca” è descritta in modo esilarante
    https://it.wikipedia.org/wiki/Shameless_(serie_televisiva_2011)

    La letteratura americana, se non altro, ha da sempre dato spazio e simpatica benevolenza alla “white trash”.

    Comunque sia, la mitopoiesi del “loser” è forse tale solo nelle realtà urbane, nelle Babilonia delle grandi metropoli;

    l’interno rurale sembra tradizionalmente portato ad edificare una morigeratezza sobria ed autarchica alla Thoreau, un puritanesimo da padri pellegrini, quindi di prima maniera, senza mal interpretate (alla zio Paperone) calvinistiche Grazie del successo ostentato a certificare che Dio ti ama.

    Ad occhio e croce direi che centrano le comunità.
    Comunità dove si può trovare una propria ed accettata – anche modesta – dimensione nei borghi rurali e provinciali,
    individualismo alienato nella metropoli.

    L’esistenza e l’appartenenza ad una comunità si direbbe un ottimo antidoto alla schiavitù allucinatoria del successo ad ogni costo (comunità, o setta, o fratellanza…quel che capita o passa il convento😉)

    Pare esserci da sempre questa dicotomia schizofrenica tipicamente americana: da una parte H. D. Thoreau; il Trascendentalismo di Emerson, Walt Whitman soprattutto… i pionieri, coloni, trapper, poveri, liberi e giusti a cui basta e avanza sopravvivere con poco in equilibrio ed armonia (Jeremiah Johnson “Corvo rosso non avrai il mio scalpo”);

    e dall’altra il Mito del successo, il miracolo americano, il fantastiliardario, William Randolph Hearst;
    “I ricchi” dell’epopea americana di Joyce Carol Oates…

    La dicotomia in fondo si risolve negli emblematici ricchi che diventano tali per definitivamente liberarsi dagli altri (W. R. Hearst è in ciò esemplare) – dal sartriano inferno che sono gli altri…si può ben essere trascendentalista emersoniano anche così😎

  11. mirkhond scrive:

    Quello che non riesco a capire della realtà statunitense, è come mai il socialismo NON faccia presa sui MILIONI di poveri di quel paese.
    A parte scatti isolati di violenza, pare regnarvi la rassegnazione ad accettare una situazione di miseria estrema.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Se tu entri al casinò e dici ai clienti che si stanno facendo spennare che è assurdo che giochino, loro non ti ascoltano. Il capitalismo ha la forza del gioco d’azzardo dalla propria.

    • Ros scrive:

      @mirkhond
      “…Quello che non riesco a capire della realtà statunitense, è come mai il socialismo NON faccia presa sui MILIONI di poveri di quel paese…”

      Il mito dell’individualismo eroico ed autarchico?

      Alla “Jeremiah Johnson”.

      De “L’unico e la sua proprietà”.
      Max Stirner potrebbe essere americano ad honorem😄

      Comprensibile in una terra nata come sogno di riscatto ed eterna “frontiera”, per eterni pionieri e pellegrini.

      Michel Pastoureau ne “La stoffa del diavolo. Una storia delle righe e dei tessuti rigati” fa risalire le strisce della bandiera USA (strisce da sempre segno e simbolo dei “mal-viventi”, o “mercurialeggianti” se vogliamo: carcerati, circo, giullari, gangster, pigiami- dimensione notturna- eccetera) a questa sua vocazione di terra libera per “eccentrici”

      • daouda scrive:

        Gli statunitensi hanno già avuto i loro eroi uno fra tutti il grande Lysander Spooner, persona che l’Europa difficilmente avrebb potuto partorire.

        Ad ogni modo come scrisse H.L. Mencken :

        “Kant era probabilmente il peggior scrittore mai visto sulla terra prima di Carlo Marx. Alcune delle sue idee erano davvero molto semplici, ma egli fece sempre in modo di farle sembrare incomprensibili. Spero che sia all’inferno.”

        “La democrazia si basa su un complesso di bugie così infantili che debbono essere protette da un rigido sistema di tabù, se no anche i cretini riuscirebbero a farle a pezzi. La sua prima preoccupazione deve quindi essere penalizzare la libera circolazione delle idee.”

        “La democrazia è la forma di governo che dà ad ogni uomo il diritto di essere il proprio oppressore.”

        “Ogni persona decente si vergogna del governo sotto il quale vive.”

        “Il popolo americano, preso nel suo complesso, costituisce la più timorosa, piagnucolante, poltrona, folla di servi e ignominiosi nazionalisti mai riuniti sotto un’unica bandiera della cristianità a partire dalla fine del Medioevo.”

        e la più bella:

        “Il prete è come un bagarino all’ingresso del paradiso.”

  12. Ros scrive:

    Non ricordo dove ho sentito che nelle grandi metropoli USA non esistono camerieri, fattorini, addetti alle pulizie ecc, poiché son tutti cantanti, attori, scrittori, geniali creatori di future APP milionarie…

    Tutta gente che aspetta – e lì lì – di sfondare, e ci crede – come Oprah – e la legione di sacerdoti del pensare positivo per cambiare la realtà – predica e gl’insegna)

    Se parli loro di Socialismo e Comunismo t’aggrediscono che gli vuoi rubare i loro – futuri – miliardi, la loro possibilità di “diventare felici”

    e roba per handicappati il welfare…

    Gli USA sono pur sempre anche il paese del Sogno, Sogno americano mica pizza e fichi, dove un Arnold, austriaco giovanottone alquanto naif e senza un soldo conquista prima Hollywood e poi la politica americana a forza di bicipiti, e ti sposa pure la Kennedy😎.

    E’ il paese votato alla ricerca della felicità (qualsiasi cosa poi significhi) come diritto nella Costituzione.

    Oliver Burkeman ne “La legge del contrario” fa un ottima disamina dell’ossessione del pensiero positivo, dello sforzo costante di essere felici, e dei manuali di self-help che negli states la fanno da padrone, spesso con i risultati che poi vediamo nel video di Kimgary su Philadelphia…

    https://www.ibs.it/legge-del-contario-stare-bene-libro-oliver-burkeman/e/9788804656401

    • roberto scrive:

      Immagino che da noi fattorini e camerieri siamo rassegnati a non poter uscire dalla loro casta…

    • PinoMamet scrive:

      In effetti anche quando stavo a Roma era difficile trovare un cameriere (giovane) che non fosse aspirante attore, doppiatore o regista, almeno nella mia zona…

  13. Ros scrive:

    @roberto “Immagino che da noi fattorini e camerieri siamo rassegnati a non poter uscire dalla loro casta…”

    Cosa c’è di male a fare i camerieri e fattorini se quel che guadagni ti basta?

    Se un lavoro è per te solo quello che fai, non quello che sei;

    non la tua casta quindi😃

    Se fatto quel lavoro per campare hai i tuoi interessi, le passioni che davvero ti definiscono, le tue personalissime ricerche anche “esistenziali” senza l’ossessione che debbano diventare un lavoro, una fonte di reddito; senza volerle necessariamente monetizzare.

    • roberto scrive:

      Ovviamente non c’è nulla di male, ma non vedo nemmeno cosa ci sia di male a sognare altro e mi sembra che si tratta di lavori che difficilmente uno sogna di fare

      • Ros scrive:

        @roberto “Ovviamente non c’è nulla di male, ma non vedo nemmeno cosa ci sia di male a sognare altro e mi sembra che si tratta di lavori che difficilmente uno sogna di fare”

        Nulla di male se non ti fa stare male.
        Se non sogni solo quel che ti hanno detto di dover sognare.

        Le rogne nascono quando quei sogni non sono i tuoi, ma sono coattivamente inculcati da un Super ego nevrotizzante che usa il sistema bastone-carota (successo sugli altri come ideale ed unica possibilità d’essere felice) per perpetuarsi.

        Se il tutto poggia su un istituzionalizzato e sacralizzato complesso d’inferiorità;

        Sognare il successo è un po’ come attaccarsi dentro e addosso un cartello con su scritto “sono infantile e complessato”, definisco me stesso dalla vostra ammirazione, la mia identità e felicità dipende dagli altri, dal riconoscimento altrui.

        Non funziona mai, la cosa, per essere, non dico felici per carità! ma perlomeno epicureamente sereni😃

        Nulla sembra spiegare meglio quel motore propulsivo che è l’ambizione in una società liberista e capitalista della psicologia di Alfred Adler: il riscatto del nevrotico complessato coltivato per essere tale. Per una costante insoddisfazione di se.

        Il far leva su un generalizzato e fondante complesso d’inferiorità.

        In tali società dove si è solito identificarsi col dire “io SONO un avvocato, ingegnere, architetto”, e mai correttamente “io FACCIO l’avvocato, l’ingegnere, l’architetto” (nessuno poi che allo stesso modo dice io SONO cameriere, facchino, fattorino, chissà poi come mai😃; eppure non si E’ fattorini al medesimo modo del non si E’ avvocati)

        Basare una propria identità sulla posticcia, temporanea, maschera sociale (persona-maschera) non è mai psicologicamente salutare, quando andrai in pensione o perdi il lavoro cosa diventi, chi sarai, saprai più chi sei?

        Senza il sempre ingannevole, inappagante e mai realmente raggiungibile o soddisfacente (saziante) riconoscimento altrui a definirti, chi sei davvero?

        Da ciò a famosa frase di Sartre: “l’inferno sono gli altri”, e la sua opera principale “L’essere e il nulla”, la condizione dell’esistenza alienata, oggettivata, condannata alla giudicante misura dello sguardo dell’ “altro” (di un astratto e inafferrabile altro) che diviene la cifra della stessa propria – infernale – esistenza: l’io sono solo come gli altri mi vedono (Uno, nessuno e centomila, quindi😃)

        Quanta sofferenza, poi, in questa perdita di trucco e parrucco che necessariamente finisce per arrivare, per tutti.

        Se non fosse stato inflazionato e disinnescato da miriadi di citazioni a sproposito e pochissime reali proficue, digerite e assimilate, letture bisognerebbe tornare come alla Bibbia a quel classico fondamentale che è “Avere o essere?” di Erich Fromm

        https://www.ibs.it/avere-o-essere-libro-erich-fromm/e/9788804689898

        Un lavoro semplice, senza stress e responsabilità, che non ti porti a casa e ti lascia libero di coltivare i tuoi interessi e piaceri (“faut cultiver notre jardin” il nostro spazio interiore), che ti lasci la possibilità di esprimere un tuo reale percorso psicologico, dovrebbe essere naturalmente più ambito – in quanto più sano – della nevrotica e complessata ricerca-rivalsa d’infantilizzante e burattinesca affermazione sociale.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Ros

          “interessi”

          Concordo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • roberto scrive:

          Capisco e sono più o meno d’accordo (cioè su alcune di e altre no)

          Il meno consiste nel pensare che
          – il lavoro è almeno 8 ore della nostra vita, 48 settimane all’anno, è comunque una parte importante della nostra esistenza
          – non siamo tutti filosofi e tutto sommato il prendere in conto lo sguardo altrui è naturale. Con questo non voglio dire che sia l’unica cosa che deve guardare, ma, citazione per citazione no man is an island….
          – coltivare il proprio giardino interiore è molto più semplice con la pancia piena e tu avevi iniziato il tuo discorso parlando di tre categorie di lavoratori che negli usa difficilmente hanno la pancia piena
          – dovrei riflettere sulla storia di essere e fare: credo di aver sempre detto “sono avvocato” (no non sono avvocato, è per capirci) senza pensare che è tutto quello che sono

          Alla fine credo di condividere soprattutto il secondo ed il terzo paragrafo

          • roberto scrive:

            Comunque credo che molte cose che mi riguardano siano spiegate dal famoso dialogo di about à boy

            Christine : Oh, no… it’s just I thought you had hidden depths.
            Will : No, no, you’ve always had that wrong about me. I really am this shallow

            🙂

        • PinoMamet scrive:

          Non entro in questioni filosofiche o psicologiche;

          però noto che da più di un decennio le serie TV USA sembrano stiano insistendo sui quei lavori del terziario che di solito non ricevono attenzione:

          commessi, impiegati, addetti alle pulizie…

          tutte quelle persone che prima per il cinema e la TV americani semplicemente non esistevano adesso vengono riscoperti, dotati di uno spessore umano e qualche volta diventano protagonisti.

          C’è una evoluzione della scrittura, certamente, ma credo che al processo non sia stata estranea la crisi economica del primo decennio 2000 e il ripensamento dei valori sociali.

  14. mirkhond scrive:

    “Se parli loro di Socialismo e Comunismo t’aggrediscono che gli vuoi rubare i loro – futuri – miliardi, la loro possibilità di “diventare felici”

    e roba per handicappati il welfare…”

    Con questa filosofia là il welfare non ce l’hanno nemmeno gli handicappati.

  15. daouda scrive:

    https://pbs.twimg.com/media/E_ADrgFVcAAsHsG?format=jpg&name=large

    sempre saputo che il dharma yoktanita è il miglior appoggio per denunciare le merdate ismaelite, o meglio, le merdate dei padroni degli ismaeliti che sono delle marionette.

    • daouda scrive:

      genericamente degli estremisti e vari padroni politici ismaeliti e varie fratellanze, non ce lò coll’antri, e neanche con i talebani per quanto però non sia più il tempo del Mullah Omar, questi me puzzano de sostituti…

  16. daouda scrive:

    Moi, lavoro per te! Salvini ha detto davvero che le varianti le creano i vaccini?

    Cazzo, il solito buffone. La strategia comunista dei soliti comunisti.
    Mandare tutti in vacca con il buffone predisposto.

  17. Miguel Martinez scrive:

    Vi ricordate la rapida rappresaglia statunitense per l’attentato all’aeroporto di Kabul?

    Pare che sia andata così (traduzione DeepL, come al solito, ma penso che possa interessare anche se è lunghetto…)

    Fonte: https://www.theguardian.com/us-news/2021/sep/11/us-drone-strike-mistakenly-targeted-afghan-aid-worker-investigation-finds

    L’attacco dei droni statunitensi ha erroneamente preso di mira un operatore umanitario afgano, secondo un’indagine

    Zemari Ahmadi, morto insieme ad altri nove, non aveva alcun legame con il terrorismo, come suggerisce un’indagine del New York Times
    Veicoli danneggiati sono visti il 2 settembre sul sito di un attacco aereo mortale degli Stati Uniti a Kabul, capitale dell’Afghanistan. Fotografia: Xinhua/Rex/Shutterstock
    sab 11 set 2021 16.18 BST

    Ultima modifica il sab 11 set 2021 16.20 BST

    Gli Stati Uniti hanno erroneamente preso di mira e ucciso un innocente operatore umanitario per una società americana in un attacco di droni in Afghanistan, ha suggerito il New York Times in un’indagine sull’ultima azione militare del paese della guerra ventennale recentemente conclusa.

    La vittima, ha detto il giornale, era Zemari Ahmadi, 43 anni, che è morto con nove membri della sua famiglia, tra cui sette bambini, quando un missile di un drone Reaper dell’aviazione americana ha colpito la sua auto mentre tornava a casa dal lavoro in un quartiere residenziale di Kabul.

    I funzionari militari statunitensi hanno insistito che gli obiettivi dell’operazione del 29 agosto erano attentatori suicidi dello Stato Islamico che pianificavano un attacco all’aeroporto di Kabul simile a quello che ha ucciso 13 truppe americane che aiutavano nelle evacuazioni, e più di 170 altri tre giorni prima.

    L’azione, ha insistito il generale Mark Milley, presidente dei capi di stato maggiore degli Stati Uniti, è stato un “colpo giusto” contro i membri dell’Isis-K che erano stati osservati in alcuni momenti della giornata mentre caricavano nel veicolo ciò che una squadra di sorveglianza pensava fosse esplosivo e visitavano una nota casa sicura del gruppo terroristico.

    Ma il rapporto del Times, compilato da un’ampia analisi video, interviste con i colleghi e la famiglia di Ahmadi, e visite sulla scena, getta un dubbio considerevole e potenzialmente devastante su quella versione ufficiale degli eventi degli Stati Uniti.

    Quello che gli osservatori militari statunitensi pensavano fosse Ahmadi che si comportava in modo sospetto, secondo il giornale, era lui che stava svolgendo la sua normale attività come lavoratore per il gruppo di aiuto con sede in California Nutrition and Education International.

    I suoi doveri quel giorno includevano l’accompagnamento dei colleghi in vari luoghi di Kabul, secondo il direttore di NEI in Afghanistan intervistato da un reporter del Times, e gli “esplosivi” nel veicolo erano cartoni d’acqua che Ahmadi ha riempito da un tubo nel suo ufficio e stava portando a casa alla sua famiglia.

    “Non abbiamo niente a che fare con il terrorismo o con l’Isis. Noi amiamo l’America. Vogliamo andarci”, ha detto il direttore, che è stato citato in modo anonimo a causa del pericolo di essere associato a una società statunitense che fa affari in Afghanistan.

    Il Washington Post ha anche pubblicato la propria indagine sul mortale attacco degli Stati Uniti, che ha raggiunto conclusioni simili, tra cui che non vi era alcuna indicazione di una seconda, più grande esplosione presso il complesso residenziale che Milley ha suggerito come prova di esplosivi nella parte posteriore dell’auto di Ahmadi.

    Il Post ha citato diversi esperti che hanno concluso che i danni catturati nelle immagini delle conseguenze dell’attacco erano coerenti solo con l’esplosione di un singolo missile Hellfire dal drone e la successiva rottura del serbatoio del carburante dell’auto.

    Ahmadi, che lavorava per NEI dal 2006, viveva nel complesso con due dei suoi fratelli e le loro famiglie. Le 10 vittime, ha detto il Times, erano tutte imparentate con lui, compresi tre dei suoi stessi figli, di età compresa tra i 10 e i 20 anni, e altri cinque parenti tra i due e i sette anni.

    “Tutti loro erano innocenti”, ha detto al Times Emal, fratello di Ahmadi. “Voi dite che era dell’Isis, ma lui lavorava per gli americani”.

    Il parente ha detto che Ahmadi e un cugino avevano entrambi domande di reinsediamento aperte per gli Stati Uniti per se stessi e le loro famiglie.

    Il Times ha anche parlato con i vicini e con un funzionario sanitario afgano che ha confermato che i corpi dei bambini sono stati rimossi dal sito. Un giornalista che ha visitato il giorno seguente ha visto sangue schizzato sulle pareti interne e sui soffitti, e fotografie fornite dai parenti di Ahmadi dei corpi bruciati dei bambini.

    Nelle osservazioni successive all’attacco, Milley ha ammesso che gli Stati Uniti erano a conoscenza di almeno tre morti. “Ci sono stati altri uccisi? Sì, ci sono altri uccisi. Chi sono, non lo sappiamo”.

    Il Dipartimento della Difesa sta conducendo la propria indagine sull’attacco, che il Post ha riferito non essere ancora conclusiva. Un alto funzionario militare anonimo che ha parlato al giornale ha detto che l’area in cui l’auto di Ahmadi è stata colpita, circa quattro miglia a ovest dell’aeroporto di Kabul, non era precedentemente nota agli analisti militari o di intelligence.

    Il Comando Centrale degli Stati Uniti, l’ala del dipartimento della difesa che esamina l’incidente, non ha fornito commenti a nessuno dei due giornali.

    L’esercito americano ha già un record mortale di errori nelle operazioni di attacco dei droni in Afghanistan. Nel 2008, 47 civili, tra cui 39 donne e bambini, sono stati uccisi mentre andavano a un matrimonio.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      L’importante è che non siano state perse vite americane.

      • PinoMamet scrive:

        Già, è vero: questa è una delle cose della retorica americana che sopporto meno.
        Le “vite americane”, che in quanto americane contano più delle altre.

        “La bomba atomica è stata terribile, ma ha risparmiato migliaia di vite americane
        (sì, ho letto davvero ragionamenti di questo tipo, nei forum americani.
        Poi- negli stessi forum- si stupiscono: “ma perché ci odiano?”
        per fortuna hanno pronta la spiegazione: “è tutta invidia!” 😉 )

        un paio di anni fa ricordo di aver letto la notizia di un italiano (forse addirittura un bambino) che aspettava la donazione di un organo, o di midollo- mi sfuggono i particolari, e, per l’ennesima volta, non sono un archivio vivente.
        Quello che ricordo bene è che un donatore saltò fuori, ma all’ultimo si ritirò quando scoprì che avrebbe aiutato una vita, ahilei, non americana.

        C’è molto, molto da fare nella civiltà statunitense…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Alla fine ha anche senso: “pensiamo prima a noi stessi”. Poi se tra di noi è pieno di coglioni che pensano che ci vogliano bene e che il bene dell’America sia il bene del mondo intero, è un problema nostro. E loro ci sguazzano in questo nostro problema.

        • roberto scrive:

          Vabbè però questo è una cosa comune a tutti, pensa a qualsiasi aereo che cade e la classica frase “45643 morti, non c’erano italiani a bordo”

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ma nessuno va dicendo in giro che il bene degli italiani sia il bene del mondo intero o propone l’Italia come guida del mondo.

          • PinoMamet scrive:

            Concordo con Maurizio.
            Non mi è mai capitato di trovare qualcuno, neppure il più esaltato dei nazionalisti, sostenere che le “vite italiane” valgano di più delle altre, perché “sono italiane”.
            Al massimo fanno cinicamente il conto dei morti a mo’ di segnapunti, come del resto la sinistra e un po’ tutti (“voi avete fatto morire più persone di noi..”)

            Mai sentito nessuno dire che, per esempio, bisognava evitare l’otto settembre per “salvare vite italiane”; al contrario, tutta la retorica di destra è basata sul concetto opposto, quello della morte onorevole e preferibile al tradimento.

            Ma soprattutto, proprio non ho mai sentito parlare di “vite italiane”: non fa parte della retorica nostrana.
            In America mi pare invece comune.

            • Francesco scrive:

              questa è una fregnaccia: tutti i paesi del mondo antepongono le vite dei propri concittadini a quelle degli altri

              l’unica cosa che fanno gli yankees è dirlo in un modo che rende più facile (volendolo fare) prendersela con loro

              ma è proprio malafede, sostenere che il resto del mondo non si comporti esattamente nello stesso modo – dai russi che contano solo i loro morti nella Grande guerra patriottica in giù

            • PinoMamet scrive:

              Non discuto il comportamento, infatti: lì, sono d’accordo con te.

              Discuto la retorica, e quella statunitense non è il massimo della simpatia.

              • Francesco scrive:

                concordo, è una delle cose di più basso livello, almeno oggi

                in cambio nel 1776 era di altissimo livello!

                🙂

            • PinoMamet scrive:

              Che poi parlo sempre male degli americani, ma ci sono moltissime persone meravigliose (vabbè, questo ovunque) e moltissime cose che mi piacciono della loro cultura, specie popolare e folklorica.

              La retorica è quello che è…

              • roberto scrive:

                la retorica degli americani è veramente ma veramente insopportabile e non solo a livello di retorica “governativa” (quella è insopportabile ovunque) ma proprio di quello che ti ripete la gente

                poi quando si triggerano per le cose che piacciono a moi (maschi vs femmine, bianchi vs neri) sono incredibili….su questa cosa vi do pienamente ragione

              • roberto scrive:

                “vi” non perché ti do del voi, ma perché ho pensato anche a moi e peucezio
                🙂

              • Francesco scrive:

                domanda scema: non è che la retorica francese o tedesca fa cagare uguale ma nessuno ce la propina?

                io da un pò mi faccio rifilare quella cinese (in inglese ma di fonte PCC) ed è una roba staraciana in misura incredibile!

                ciao

              • roberto scrive:

                per i francesi secondo e facendo queste garndi generalizzazioni da sociologia post prandiale, c’è un’enorme diffrenza di classi sociali: gli stronzi che hanno fatto le grandes écoles, degli studi universitari qualsiasi, hanno effettivamente una retorica orripillante co’ sta cacchio di grandeur e exception culturelle française….il resto della popolazione mi sembra molto meno interessata a questa cosa

                per i tedeschi, non sono tanto sicuro ma mi sembrano uno dei popoli meno intriso di retorica della galassia (forse perché per i ben noti motivi storici gli hanno strappato il ditino imparatore e inculcato fin dalla tenera età l’idea che sono colpevoli)

    • Francesco scrive:

      c’è qualche indicazione statistica? del tipo “il 50% dei morti ammazzati dagli attacchi coi droni/armi intelligenti” non c’entravano un cazzo?

      di recente ho letto, su Famiglia Cristiana, che il 79% delle vittime degli attacchi con ordigni artigianali in Afghanistan sono civili. loro ne traevano come conclusione che la guerra (degli USA) è una cosa brutta, io che il terrorismo dei Talebani ha funzionato alla grande e non certo per la cura nella scelta delle vittime (o forse sì)

  18. Miguel Martinez scrive:

    E’ morto il fondatore di Sendero Luminoso (circa 70.000 morti tra gente ammazzata da SL e gente ammazzata perché sospettata di essere di SL)

    Comunicato CC 25/2021 – 11 settembre 2021

    Gloria e onore al Presidente Gonzalo

    Ci è giunta oggi notizia della morte del Presidente Gonzalo, Abimael Guzman Reynoso, fondatore e dirigente di Sendero Luminoso, il movimento promosso dal Partito comunista del Perù che negli anni ’80 del secolo scorso, valorizzando creativamente gli insegnamenti di José Carlos Mariátegui, sviluppò la guerra popolare rivoluzionaria (GPR) in tutto il Perù e, forte dei successi ottenuti, promosse a livello mondiale l’adozione del maoismo come terza superiore tappa del pensiero comunista.

    Fatto prigioniero il 12 settembre 1992 dalle forze armate peruviane istruite e dirette dal complesso militare-industriale USA, il governo dittatoriale di Fujimori e quelli che gli sono succeduti, vassalli dell’imperialismo USA, hanno tenuto per 27 anni Abimael Guzman Reynoso in condizioni di prigionia e isolamento peggiori di quelle imposte dal regime fascista (1926-1937) ad Antonio Gramsci. Ben diverse erano le condizioni del movimento comunista nel mondo: nel pieno dello sviluppo della prima ondata mondiale della rivoluzione proletaria (1917-1976) la prigionia di Gramsci, nell’epoca di nera reazione seguita all’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica la prigionia del Presidente Gonzalo.

    Spetta ai comunisti peruviani comprendere i motivi e tirare e verificare le lezioni del rapido sviluppo della GPR in Perù e del suo rapido esaurimento durante la prigionia del Presidente Gonzalo. I comunisti traducono gli insegnamenti universali del marxismo nella linea particolare del proprio paese e la applicano concretamente. È elaborando l’esperienza che arrivano a una superiore comprensione delle condizioni e della forma della lotta di classe che devono dirigere e sviluppare. Noi comunisti italiani non entriamo quindi nel merito della questione.

    I comunisti italiani devono rendere omaggio al Presidente Gonzalo perché egli ha avuto un ruolo importante anche nello sviluppo della Carovana del (nuovo)Partito comunista italiano: fu grazie al suo insegnamento che i promotori della Carovana approdarono alla comprensione del maoismo.

    Riproduciamo qui di seguito la dichiarazione pubblicata in Rapporti Sociali 12/13 – novembre 1992

    Il pensiero Gonzalo resta libero

    Il 12 settembre le forze armate del governo dittatoriale di Fujimori hanno fatto prigioniero il prof. Abimael Guzman Reynoso (il presidente Gonzalo), dirigente e ideologo della rivoluzione peruviana e con lui altre sette persone. Nonostante il duro colpo che le forze della reazione hanno inferto al Partito comunista del Perù e alle masse oppresse peruviane, “la guerra popolare è un fenomeno politico e militare profondamente radicato nel tessuto sociale del Perù che non può essere fermata con la cattura del suo massimo dirigente”.

    Il Partito comunista del Perù diretto dal presidente Gonzalo ha acquisito il grande merito, di fronte alle masse popolari, al proletariato, alla classe operaia e ai comunisti di tutto il mondo, di aver levato alta la fiamma della rivoluzione proletaria e della guerra popolare negli anni Ottanta, quando nel mondo le forze rivoluzionarie non avevano ancora superato le difficoltà che per un lungo periodo hanno intralciato il loro cammino, il revisionismo moderno non era ancora crollato e la crisi dell’imperialismo non era ancora palese come lo è oggi. Il Partito comunista del Perù diretto dal presidente Gonzalo ha acquisito anche per il merito incancellabile di aver fatto risuonare in tutto il mondo la verità che il maoismo è la terza superiore tappa del pensiero comunista e di aver mostrato alle forze rivoluzionarie di tutto il mondo, con la sua azione vittoriosa, l’irresistibile potenza del maoismo.

    Al Partito comunista del Perù e al suo grande dirigente, il presidente Gonzalo, vanno l’affetto, la riconoscenza e la solidarietà dei comunisti di tutto il mondo.

    La lotta delle masse oppresse del Perù è diventata una parte inseparabile della lotta delle masse popolari, del proletariato, della classe operaia e dei comunisti di tutto il mondo!

    I sei apporti principali del maoismo al pensiero comunista che abbiamo enunciato e applichiamo nella nostra opera sono un risultato anche dell’influenza di Sendero Luminoso e del Presidente Gonzalo.

    Giustamente la morte del Presidente Gonzalo, come spinge i migliori comunisti peruviani e di altri paesi latinoamericani a fare il bilancio, spinge oggi anche alcuni di noi comunisti italiani a fare il bilancio dell’opera che abbiamo compiuto e dei motivi per cui nonostante l’adozione del maoismo non siamo ancora arrivati ad instaurare il socialismo nel nostro paese e a contribuire così con forza ben maggiore alla rinascita del movimento comunista nel mondo intero.

    Quando per raggiungere un altopiano ci si trova a dover salire una montagna scoscesa mai ancora scalata, le difficoltà della salita offrono mille motivi particolari di demoralizzazione, di disperazione e di diserzione ad alcuni di noi che la borghesia imperialista con ogni sua risorsa ha cercato di educare, come cerca di educare tutti gli oppressi alla rassegnazione e al fatalismo riuscendo a distoglierne effettivamente una parte dalla lotta di classe. I comunisti e i più avanzati degli oppressi traggono invece dalle difficoltà stimolo a un maggiore impegno intellettuale e morale.

    Il marxismo, scienza delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia, ha indicato l’obiettivo che l’umanità creata dal modo di produzione capitalista ha bisogno di raggiungere: instaurare il socialismo prima fase del comunismo. Le condizioni catastrofiche a cui l’umanità è arrivata oggi confermano pienamente gli insegnamenti del marxismo. Il marxismo-leninismo-maoismo ci ha via via mostrato con crescente chiarezza la via che dobbiamo seguire.

    Compito di noi comunisti italiani è 1. avanzare nel definire la via da seguire per instaurare il socialismo nei paesi imperialisti, il compito che i comunisti non sono riusciti a realizzare nel corso della prima ondata della rivoluzione proletaria e 2. tradurla nel particolare, applicarla e verificarla nel concreto anzitutto nel nostro paese perché ognuno sale al comune altopiano partendo dalla posizione in cui è.

    Dobbiamo quindi imparare dai comunisti di tutto il mondo che fossero più avanti di noi nell’adempiere questo compito, e, consapevoli che nel movimento comunista si scontrano due linee, due classi e due vie, non farci distogliere dai fuorvianti successi della destra del movimento comunista. Proprio per questo ci opponiamo con chiarezza all’ammirazione che alcuni comunisti italiani in questo periodo professano per la “nuova via della seta” proclamata e perseguita dalla destra del Partito Comunista Cinese: essa aiuta forse le masse popolari di alcuni paesi oppressi che cercano di emanciparsi dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti, ma non aiuta i comunisti e gli elementi avanzati dei paesi imperialisti a definire la via che essi devono seguire per liberarsi dalla borghesia imperialista. Valutiamo e verifichiamo la nostra comprensione del corso delle cose e la nostra linea alla luce degli ostacoli che ci troviamo di fronte e consideriamo attentamente, senza settarismo e senza dogmatismo, le proposte per rimuoverli elaborate da altri. Le difficoltà non ci abbattono, ci spingono a raddoppiare gli sforzi intellettuali per comprenderle e morali per superarle.

    Principalmente questo è l’omaggio che rendiamo oggi all’amato Presidente Gonzalo!

    Egli rimarrà per sempre nella memoria degli uomini del futuro!

    Il pensiero di Gonzalo è illustrato nella raccolta in lingua spagnola Guerra Popular en el Perú reperibile in https://www.bannedthought.net/Peru/Gonzalo/GuerraPopularEnElPeru-Spanish-sm.pdf . A nostra conoscenza non esiste ancora un’analoga raccolta in lingua italiana.

  19. KARL scrive:

    Comunque, per quanto nel video si vedano neri, bianchi e probabilmente ispanici insieme, mi pare che in USA i bianchi poveri e in disgrazia subiscano un sovrappiù di infamia. Basti pensare che il termine “white trash ” è di uso comune. Ovvero condiderare un’intera fascia di tuoi concittadini come spazzatura. Nessuno si sognerebbe di usare il termine “black trash ” . Verrebbe immediatamente annientato.

    • daouda scrive:

      meglio tardi che mai…

      • Moi scrive:

        Dev’essere particolarmente frustrante , nella nentalità locale interiorizzata, perché implica che NONOSTANTE il (presunto) “White Privilege” (che li esenta da ogni solidarietà / tutela di categoria”razziale” …) sono cmq un branco di “Losers” …

        • Moi scrive:

          Mentalità … uff !

          Cmq c’è un razzismo implicito, nonostante tutto : la cosa viene presentata come un ossimoro: tipo se fosse stato usato il termine “Spazzatura Ariana”, Novanta anni fa !

  20. Moi scrive:

    Cosa c’è di male in Lino Banfi che urla “Porca Puttèna !” ?

    https://www.ildispariquotidiano.it/it/porcaputtena-e-basta-4wd/

    … Come sarebbe a dire “Niente ?!”

  21. daouda scrive:

    Ho scoperto che il Gaon di Vilna, come il monaco Paisios dopo, concordano sul fatto che i russi conquisteranno Costantinopoli, pur decifrando l’evento in modi differenti, come il segno che l’Empio sta per manifestarsi.

    Interessante…

  22. daouda scrive:

    https://www.fondazionehume.it/societa/covid-e-tabu-linformazione-ai-tempi-della-guerra-contro-il-covid/

    su questo articolo che il nostro firmato wiston ci ha fatto regalo, c’è scirtto nella parte finale:

    “L’obiettivo è chiaramente irraggiungibile, a meno di imporre l’obbligo vaccinale e abbassare ancora un po’ l’età minima dei vaccinabili.
    Ma supponiamo di farlo e che, con le buone o con le cattive, si riesca a vaccinare il 95% della popolazione. Basterebbe a spegnere l’epidemia?
    La risposta è no, perché la formula dell’immunità di gregge vale per i vaccini sterilizzanti, che immunizzano completamente chi si vaccina. Il che vuol dire: chi si vaccina non può infettarsi, né trasmettere il virus ad altri. Se il vaccino è leaky, cioè non sterilizzante, vale una formula modificata:

    Vc = (1-1/R0)/E

    dove il termine E rappresenta quel che alcuni studiosi chiamano “efficienza vaccinale”, ossia la capacità media di impedire reinfezioni e trasmissione ad altri.
    L’efficienza di un vaccino sterilizzante è per definizione 1, ossia è pari al 100%, e genera la prima formula, in cui E non compare. Quella di un vaccino leaky è difficile da calcolare, se non altro perché dipende dal mix di varianti presente in un dato momento in un certo luogo, ma certamente è ampiamente inferiore a 1.
    Supponendo, ottimisticamente, che sia 0.80, il valore di Vc passa da 0.875 (per E=1) a 1.094, il che significa: non basta vaccinare l’87.5% della popolazione, ma occorrerebbe vaccinare il 109.4%.

    Un risultato chiaramente assurdo, che però ha una interpretazione concreta molto chiara e tranchant: con un vaccino leaky, a meno che la sua efficienza sia pari o superiore all’87.5%, non basta neppure vaccinare l’intera popolazione.”

    OLLE LLE OLLA LLA

    • Francesco scrive:

      quindi cosa succede? che a vaccinarsi “tutti” si perde solo tempo o che si ottiene quale risultato?

      grazie

      • roberto scrive:

        per il momento si ottiene che c’è meno gente che va in ospedale, il che mi sembra già un ottimo risultato

        • Francesco scrive:

          concordo, per ora pare sia meglio così che niente

          poi magari domani salta fuori, per colpa del vaccino, la variante “Umbrella Corporation” che stermina l’umanità

          ma del doman non v’è certezza, mai

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            La variante Resident Evil è più facile che salti fuori con il virus che si replica liberamente, però.

            • daouda scrive:

              veramente la variante “resident evil” è da aversi tramite vaccinati per due motivi: a) per via della vaccino resistenza b) ADE poiché l’uso di terapie preventive a vettore o cos’altro su virus mRna è una stronzata.

              Il virus da se sarebbe morto quest’estate, come sempre si è avuto, indicativamente, 18 mesi.

              • Fuzzy scrive:

                https://www.google.com/amp/s/salute.gazzetta.it/salute/08-09-2021/variante-delta-del-covid-e-solo-piu-contagiosa-non-piu-letale-56426/amp
                Secondo l’ultimo toto-covid la variante delta sarebbe più contagiosa ma non più letale.
                Se fosse veramente così bisognerebbe ri-ragionarci sopra.
                In effetti fin dall’inizio dell’epidemia dicevano che i virus non hanno interesse a uccidere le persone, ma soltanto a contagiare il più possibile.
                Pare sia quello che sta facendo questa variante. E così almeno se ne capisce la logica.
                Adesso magari domani dicono che è più letale.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @daouda
                Secondo me fai l’errore di intendere teleologicamente le mutazioni.

              • daouda scrive:

                il problema è il toto-covid giust’appunto.

                E non credo sia stupido valutare il fatto che visto che questo non è un vaccino ( che per definizione dovrebbe, perché in realtà il verbo è DEVE ) sterilizznte ed immunizzante tale rischio ci sia, anzi.
                In realtà è già provata per l’influenza ( quella semplice ) la cosa in sè stessa…

              • daouda scrive:

                che poi la cosa praticamente compreomette ancora di più l’esigenza dei vaccini…fate come ve pare eh, non so come la pensate…

            • Francesco scrive:

              sei sicuro? io non ci capisco nulla di virus ma a occhio questi vaccini tendono a selezionare le varianti più bastarde invece che a spegnere l’incendio

              intendo, il virus rimane in giro lo stesso, no?

              grazie per qualsiasi chiarimento

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Hai presente i copisti medievali? È più o meno la stessa cosa.
                Il codice genetico è come un testo che viene trascritto ripetute volte. Ad ogni trascrizione (in realtà non solo: mutazioni avvengono anche altrimenti, ma semplifichiamo) il testo muta di un poco. E queste mutazioni sono continue, ma alcune sono neutre, moltissime sono negative, ma alcune danno vantaggi al virione (il singolo virus) che le porta, dandogli maggiori capacità di contagio, migliori capacità di replicarsi, ecc.
                Ovviamente se il tasso di mutazione è sempre simile, più sono le copie del testo che vengono prodotte e più è il numero assoluto di versioni del testo che circolavano. Versioni che continueranno ad essere copiate e modificate poco alla volta. Dunque una maggiore circolazione del virus (un maggior numero di copie prodotte) fa aumentare il pericolo che salto fuori una mutazione a noi sgradita.

                Le mutazioni sono come l’errore del copista: casuali, non desiderate, non finalizzate e prevalentemente svantaggiose. Solo che ogni tanto…

              • Fuzzy scrive:

                Beh, l’articolo nel link lo spiega benissimo. E vero che i vaccini selezionano i virus, ma solo nelle varianti più contagiose, non in quelle le più letali. Perché se i virus fanno morire gli infettati poi non trovano più l’ambiente in cui sopravvivere loro stessi.
                Adesso faranno il terzo vaccino alle categorie a rischio perché si è visto che queste persone sono poco protette dalla vaccinazione rispetto a quelle sane, e i dati raccolti a israele dicono che pfizer ha una scarsa efficacia nel tempo.
                Quindi morale della favola, bisogna cercare di restare in forma con un buon sistema immunitario. Non bere, non fumare, niente sali o zuccheri.
                Per il resto, quella cosa la (!)
                è concessa e raccomandabile.
                Oggi mi sento un virologo. (Che cazzone)!

              • daouda scrive:

                io mi concentrerei sul fatto che fin’ra hanno solo mentito, perché se io che sono un cazzone come te già sapevo la situazione , ci potevano arrivare anche loro, ma è troppo conveniente per la situazione dal punto di vista economico e politico, mondialmente

                Inoltre il fatto che la delta potrebbe ( maalcuni dicono che è peggio, a chi si danno i resti ) essere minore non è da non collegare al fatto che, se non si fossero ammazzate le persone con terapie sbagliate, lo sarebbe stato anche prima, e sopratutto dunque ormai si sà come affrontare la cosa ergo è un po’ , come dire…grazie al cazzo!

              • daouda scrive:

                The mortality rate in the cohort was similar to that in unvaccinated hospitalized COVID-19 patients.
                A small minority of fully vaccinated BNT162b2 recipients might still develop severe SARS-CoV-2 infection despite the vaccine’s high effectiveness, with need for in-patient care. This representative cohort of hospitalized patients is characterized by older age, high rate of co-morbidities predisposing for progression to severe COVID-19 and a high rate of immunosuppression. The outcome of these patients was similar to that of non-vaccinated hospitalized COVID-19 patients.
                This study has some limitations. This cohort of 152 patients from 17 of 26 public general hospitals in Israel represents about half of fully vaccinated patients with COVID-19 requiring hospitalization in the country. As patients admitted to long-term geriatric hospitals were not included, the data are representative of patients admitted to general hospitals. A third of the patients did not have severe COVID-19, and therefore might not truly represent the failure of the vaccine to prevent significant morbidity and mortality, although many had another significant medical indication for admission that might be related to SARS-CoV-2 infection, such as thromboembolism, neurological problems and exacerbation of their underlying co-morbidities.

                ——

                il sugo del discorso per dire che il vaccino funziona è questo in definitiva:
                – noi abbiamo creato il vaccino per i deboli ( quelli con comorbità ) e gli anziani, per poi accorgerci che anche col vaccino comunque crepano e vanno in ospedale più o meno ugualmente che se il vaccino non lo avessero fatto.
                PERO’ il vaccino funziona perché gli altri non hanno avuto problemi, che guardacaso erano gli altri che avendo poche o nessuna comorbità ed essendo più giovani, non crepavano uguale.

                Alla grande!

                p.s. trovateve lo studio da soli. Ah. Ioannides ha dimostrato o meglio, con onestà, è al vaglio di approvazione, il suo studio sul fatto che sotto i 50 anni il covid è MENO LETALE dell’influenza normale ossia, spera di prenderti il covid invece che una banale influenza se hai meno di 50 anni, tradotto per voi in soldoni.

              • daouda scrive:

                Comunque nessuno è oro colato, ma il dibattito si può dire che è artato?

              • paniscus scrive:

                “Il codice genetico è come un testo che viene trascritto ripetute volte. ”
                ————–

                Quello è il patrimonio genetico, oppure il genoma.

                Il cosiddetto “codice genetico” è una tabella con 64 caselle, ognuna delle quali associa una tripletta di basi del DNA (le fanose A, G, C, T) a un corrispondente aminoacido che questa tripletta produce (o meglio, tecnicamente “codifica”.

                E gli aminoacidi in questione sono molti di meno di 64, perché diverse combinazioni di basi hanno lo stesso risultato.

                E tranne qualche minoranza di categorie di microrganismi arcaici, l’abbinamento tra tripletta e aminoacido è lo stesso per quasi tutte le specie viventi, animali, vegetali e robe strane…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @paniscus

                sì, ho confuso i termini: il codice è… il codice, appunto, in cui è scritto il testo!

        • daouda scrive:

          In inghilterra e Giordania Costiera la percentuale di risparmio degli ospdeli è credo in robba del 2-3 %…

          • daouda scrive:

            in Italia il dato non è affidabile ve lo scrivo subito è inutile che fate i cosi

          • Francesco scrive:

            cosa sarebbe il risparmio degli ospedali? non tutti sono furbissimi e capiscono tutto al volo

            io per esempio …

          • daouda scrive:

            il “vaccino”in Inglaterra e Giordania Costiera rivela dei dati che posso farti capire così:

            famo che 60% sò vaccinati e 40 % no. Vedrai più o meno questo ossia che terapie intensive e crepature sono il 60% ed il 40% rispettive.

            Il che ti fa chiedere: a che cazzo serve il “vaccino”?
            In realtà come scrivevo l’utilità è leggermente affermata.

            Il problema è che non solo hanno mentito sul fatto che evitava le chiusure, anche da noi torneranno, ma tutta sta salvezza da terapie intensive e crepature , in realtà, non c’è.

            Anzi…tanto valeva nel nostro caso spendere quei soldi per implementare cure e riordinare/riammodernare la sanità.

            • Francesco scrive:

              ah compagno sindacalista, la smetti di chiedere soldi?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              In Giordania Costiera una bella percentuale della popolazione ormai si è vaccinata sette-otto mesi fa, ormai.

            • daouda scrive:

              la vostra capacità di volere vedere il male nelle perle di saggezza che scrivo è grande tanto quanto la vostra malignità.

              Mmo sarei io che chiedo i soldi ed io che nego che la percentuale della Giordania Costiera è intorno all’80% e che quindi è ovvio trovare in valore assoluto più vaccinati li dentro.

              Fate come cazzo ve pare, ma soprattutto te Francé che cazzo dici, a mme ste cose le dici?

            • daouda scrive:

              ad ogni modo al pezzi di cacca Francesco ricordo che per quanto mi riguarda la sanità pubblica come la giutizia pubblica io non le ho mai negate, alché tanto che quei soldi non sono da chiedere in aggiunta, quei soldi che dicevo, ma da dirottaread altro ben più utile, la tua critica è del tutto infondata.

              Sul fatto degli otto/sette mesi, non ero io che spacciavo il “vaccino” come tranquillo, mentre già da subito hanno dovuto constatare prima negando ma poi dovendolo fare, che gli anticorpi naturali sono ben migliori di quelli da “vaccino” che non solo già risulta fallacto in tal senso, ma dura al massimo 6 mesi se te dice bene, ma il lasciapassare sanitario, sti cazzi, famo dodici!

              Ve lo avevo scritto che siete oltremodo delle merde?

              • Francesco scrive:

                Mi pare di sì, tutte le volte!

                🙂

                Il fatto che io sia un sostenitore della sanità pubblica non significa che sia disposto nè a dare del potere in essa ai sindacati o ai politica nè che debba diventare una spesa incontrollata.

  23. Moi scrive:

    @ PINO/ TUTI

    Avrete senz’altropresente il vecchio film”Brutti, Sporchi e Cattivi” di Nino Manfredi ed Ettore Scola … ecco : credo chesi salvi per motivi impensabili all’ epoca :

    sono tutti personaggi bianchi con un regista bianco !

    Oggi , dei personaggi simili non-bianchi / non-occientali (che esistono eccome, per esistere …) può mostrarli solo chi è “uno di loro” per nascita , ma NON ovviamente per censo , che in aggiunta (!) può mostrarli anche (!) bianchi / occidentali , volendolo.

    Mentre i bianchi, possono solo (!) rappresentare personaggi così “dei propri” … altrimenti c’è il Razzismo Automatico !

  24. Francesco scrive:

    >>> Trovo molto più interessanti i video che un certo Kimgary mette in rete, di ordinarie strade

    Mig, mi era sfuggita questa tua chicca!

    come faccio a sottolineare “ordinarie” per far rilevare che è una palla bella e buona?

  25. Moi scrive:

    @ MAURICIUS

    A non so quale Geniaccio dell’ Informatica (… Bill Gates ? … Steve Jobs ? … va be’) si attribuisce di aver detto , già a Fine Novecento, che se avessero avuto i computer nel Medioevo … il Monachesimo, anziché qualche secolo, sarebbe durato qualche minuto.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      A prescindere da chi l’abbia detta, è una stronzata. Tu riesci a vedere un nesso tra le due cose?

    • Francesco scrive:

      come stronzata credo che meriti un posto nella Hall of Fame delle stronzate

      se i monaci avessero avuto dei computer, il monachesimo avrebbe fatto cose ancora più meravigliose!

      ma … avendo noi i computer, come si giustifica l’ignoranza senza limiti che domina?

  26. Miguel Martinez scrive:

    Buone notizie per chi si lamentava della Dittatura Ecologista che vorrebbe impedirci di andare in giro con i pantaloncini corti a gennaio.

    Dobbiamo consumare di più per produrre di più!

    Source : https://www.repubblica.it/economia/2021/09/13/news/molta_ripresa_e_poca_energia_nel_risiko_delle_materie_prime_l_europa_si_scopre_fragile-317706791/?ref=RHTP-BH-I317191762-P3-S1-T1

    Economia

    Molta ripresa e poca energia, nel risiko delle materie prime l’Europa si scopre fragile
    14 Settembre 2021 3 minuti di lettura

    Una “tempesta perfetta” spinge i prezzi dell’energia al rialzo nel mondo intero. È causata da elementi climatici imprevisti: una lunga bonaccia sul Mare del Nord; gli uragani tropicali che perturbano l’industria petrolifera nel Golfo del Messico. È rafforzata da un evento positivo: malgrado la variante Delta, grazie alle vaccinazioni la ripresa economica globale procede, e dunque crescono i consumi energetici.

    L’utopia di una transizione rapida verso un pianeta a “emissioni zero” si scontra con i limiti delle energie rinnovabili e un ritardo nel progresso tecnologico. Le aree che consumano più di quanto producano energia – come Europa e Cina – sono il lato debole nel nuovo “risiko energetico” che mescola economia, finanza, e grandi strategie geopolitiche.

    America e Russia sono sul fronte dei vincitori, con compagni di strada sorprendenti. L’uscita dal tunnel della pandemia riserva anche questa novità. La Federal Reserve, la Banca centrale europea e quella cinese: tutte concordano sul fatto che l’inflazione è rinata in buona parte perché sospinta da questo mini-shock energetico.

    Tra gli elementi scatenanti di questa crisi, uno è quasi banale. Il vento ha soffiato molto meno del solito al largo delle coste del Regno Unito. È lì che si concentra la massima capacità eolica europea. Questo ci ricorda un limite delle fonti rinnovabili, la cui disponibilità non è costante: il vento può fare i capricci, il sole non alimenta le centrali quando è notte o il cielo si copre di nuvole.

    La capacità di stoccaggio di queste energie è ancora troppo limitata. Quando sono inferiori ai nostri bisogni accade quel che è successo negli ultimi mesi: vengono riattivate centrali a gas e perfino a carbone. L’aumento della domanda, le penurie di produzione, fanno schizzare al cielo i prezzi e prima o poi l’effetto si trasmette nelle bollette degli utenti. I vari mercati energetici sono vasi comunicanti: se s’inaridisce l’offerta in uno dei comparti tutti gli altri diventano più cari.

    In questa congiuntura gli Stati Uniti sono tra i favoriti: hanno raggiunto da anni una semi-autosufficienza energetica grazie alle grandi risorse del loro sottosuolo. Di recente hanno ripreso a esportare gas liquefatto anche verso l’Europa, e una delle imprese esportatrici, la Cheniere Energy, ha visto aumentare del 47% il suo valore azionario dall’inizio dell’anno.

    Il consumo mondiale di petrolio, secondo le proiezioni del cartello Opec che riunisce molti produttori, nel 2022 sorpasserà i livelli raggiunti nell’anno 2019, cioè pre-covid. Questo pone una seria ipoteca sugli impegni solenni proclamati da molti governi, di un azzeramento delle emissioni carboniche a medio termine. Si capisce meglio perché Xi Jinping non abbia mai voluto legarsi le mani con impegni di quel tipo.

    Si interpreta in modo diverso anche l’ultimo regalo che Joe Biden fece ad Angela Merkel prima dell’addio della cancelliera, e cioè la levata di alcune sanzioni americane contro il gasdotto Nord Stream 2. La Germania, con o senza i Verdi al governo, avrà ancora bisogno di gas russo, e perfino di carbone polacco, per qualche tempo: Biden ha adottato una “realpolitik energetica”, prendendo atto della fragilità di Berlino.

    Vladimir Putin da parte sua ha curato con abilità i buoni rapporti fra Mosca e l’Opec. Rinasce anche un dibattito sul nucleare, accantonato in maniera improvvida per la pressione delle opinioni pubbliche in Occidente e in Giappone, mentre la Cina lo considera come una delle fonti rinnovabili su cui scommettere. Se l’Europa rivela le sue fragilità strutturali, anche la Cina è a metà del guado: da una parte spinge sull’acceleratore dell’innovazione tecnologica e punta al predominio globale nell’auto elettrica; dall’altra deve continuare a ingoiare petrolio e carbone più di ogni altra nazione al mondo.

    Nel risiko geopolitico dell’energia tornano in primo piano attori che controllano snodi nevralgici per la distribuzione delle vecchie e odiate energie fossili. Alcune Vie della Seta su cui avanzano gli investimenti cinesi sono corridoi terrestri che attraverso l’Asia centrale cercano di soddisfare la fame carbonica di Pechino, allentando la dipendenza dalle rotte marittime ancora presidiate da flotte militari Usa (Golfo Persico, Oceano Indiano, Stretto di Malacca). Ci sono subpotenze regionali molto attive nel disegnare e difendere con la forza militare i grandi snodi distributivi: insieme alle potenze del Golfo appaiono in questo club anche la Turchia e Israele.

    La rivoluzione verde dell’Europa è un progetto che poggia ancora su basi fragili. Una notizia eccellente come la ripresa economica è un brutale richiamo alla realtà dell’oggi: per riaprire le fabbriche ci vuole più energia subito, non domani. A Bruxelles come a Berlino, Londra Parigi e Roma, c’è ancora un deficit d’innovazione tecnologica, l’unico ingrediente che può far cambiare le regole del vecchio risiko. I prezzi che impazziscono sono la fotografia istantanea di queste strozzature.

    • Miguel Martinez scrive:

      Ecco perché qui si insiste sul fatto che è importante riflettere sulla natura sostanzialmente ineluttabile della catastrofe che ci attende, e non solo cercare piccoli rimedi eolici o di riciclaggio (che di per sé non guastano, ovviamente).

      Questo articolo spiega perfettamente qual è il problema, ovviamente senza rendersi conto che si tratta, appunto, di un problema.

      • roberto scrive:

        Vabbuò ma io ho sempre la mia domanda: visto che è ineluttabile, perché non dovrei prendere un aereo per andare a cena a Treviso e sbronzarmi di prosecco?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Perché lo faresti a prescindere e quindi sei (anche) tu che lo rendi ineluttabile.

          • roberto scrive:

            No che non lo farei lo stesso…

          • roberto scrive:

            La visto che non ti piacciono gli esempi, la domanda è:

            Se è ineluttabile, vale la pena fare anche il minimo sacrificio?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Quando si parla di fenomeni sociali (e questo lo è) tutto è ineluttabili ad abitudini della collettività invariate. Se tu per primo non vuoi cambiare le abitudini, allora è ineluttabile.

              • roberto scrive:

                Credo che ci sia un equivoco sul significato della parola ineluttabile
                che significa « Contro cui non si può lottare, a cui non si può contrastare, quindi inevitabile » (cit. treccani)

                 Se uno mi dice « cambia le abitudini e a qualcosa serve » non è ineluttabile e cambia completamente le carte in tavola

              • Francesco scrive:

                direi che “abitudini” è un termine fuorviante e riduttivo, in questo caso

                8 miliardi di persone, un pasto al giorno, acqua potabile. a tecnologie esistenti e riducendo l’impatto ambientale in modo tale da salvare l’ambiente

                come si fa?

                diciamo che si moltiplica per 4/5 la popolazione contadina, visto che dobbiamo tornare a metodi di coltivazione a basso impatto? azzerando l’allevamento industriale e i bio-carburanti e schifezze simili, ma anche i concimi chimici? e magari pure le sementi OGM?

        • Francesco scrive:

          perchè il prosecco non vale la pena!

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “Vabbuò ma io ho sempre la mia domanda: visto che è ineluttabile, perché non dovrei prendere un aereo per andare a cena a Treviso e sbronzarmi di prosecco?”

          Ma infatti, il tizio che prende un aereo per una cena a Treviso è infinitamente meno pericoloso di Whatsapp che fa un aggiornamento (credo due anni fa) che rende di colpo obsoleto centinaia di milioni di cellulari.

          Semplicemente, credo che in questo momento sia utile, pensare di meno a rattoppare l’aereo e di più a costruire un paracadute di qualità.

          • Francesco scrive:

            paracadute? secondo me quando c’è un cataclisma come quello a cui pensi tu è inutile anche pensare a quello

            perchè non sappiamo se e soprattutto cosa ci sarà a cui aggrapparsi

            ti fai un culo così per essere un survivalista preparato a tutto e poi il tuo podere finisce due metri sott’acqua …

            ciao

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Ci sono dei superricchi che stanno cercando terreni abbastanza in alto, ma al riparo dal dissesto idrogeologico, coltivabili, con abbondanti riserve di acqua e che si prevedono al riparo da fenomeni estremi.
              E’ roba da feudo del miliardario, però, che al massimo concederà a qualche plebeo fortunato l’appezzamento da servo della gleba, mica da persona normale.

              • Francesco scrive:

                l’unico problema è che al momento del crollo del sistema le guardie armate del superricco troveranno normalissimo accoppare lui e violentare la figlia e prendere il potere

                credo si sia già visto in moltissimi film e cartoni animati

                oppure possono provare a farsi difendere da un esercito di robot

                auguri

              • Fuzzy scrive:

                https://www.internazionale.it/notizie/2020/07/23/amp/petrolio-calo-prezzi-paesi-arabi
                Il caso dei paesi arabi.
                Fossi uno Sceicco inizierei a fare le valigie in fretta.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Fuzzy

                “Paesi arabi”

                Mi sento un profeta!

                http://kelebeklerblog.com/2019/04/08/nel-mondo-reale/

                Aspettiamoci altri cento milioni di migranti.

                Non di “invasori”, e nemmeno di “poveri profughi da guerre e cattiverie”.

                Di persone normali, nel bene e nel male, che non hanno futuro nel luogo dove stanno, e giustamente non vogliono farci crescere i figli.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                ” le guardie armate del superricco”

                E’ un’incognita, infatti: al capo delle guardie conviene tenere in vita il brandello di ordine sociale rappresentato dal riccone, oppure prendersi tutto, ma correndo il rischio di essere il prossimo della lista?

              • daouda scrive:

                Miguel Miguel è proprio uel giustamente che ti fa merda.

                D’altronde meglio crepare lì o crepare qui? Salvarsi l’anima qui o sputtanarsi qui?
                Cos’è la vita?

                Visto che quindi a me non me ne frega un cazzo, ognuno fa come cazzo gli pare come te ti piace scureggiare dalla bocca, quel che stai dicendo visto he comunque è un flusso di controllo politico, ti fa traditore infame.

                L’immigrato che dici te, se viene qua senza usufruire e pagare i “servizi” di nessuno ben venga.
                PEr come critichi il mondo appunto, l’unico metodo è a piedi.

                Auguri.

              • Francesco scrive:

                x MT

                la tentazione è decisamente troppo grande. chiunque, tra le guardie, ha un fortissimo incentivo al golpe e “schierarsi per il sistema” mi pare una strategia perdente

                anche perchè il giorno dopo l’Apocalisse il riccone a cosa serve? su cosa basa la sua posizione?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “paracadute? secondo me quando c’è un cataclisma come quello a cui pensi tu è inutile anche pensare a quello”

              Immagina a livello comunale.

              Oltre a fare le piste ciclabili, il tram che riduce il traffico (e mi va bene), obbligare la gente a rottamare i motori “vecchi e puzzolenti” (e qui ho parecchi dubbi), oltre a piantare degli alberi (abbattendone altri)…

              Se il Comune pensasse a come sganciare, separare le cose; a come aumentare l’autosufficienza energetica, sanitaria, di risorse in ogni rione; a rendere i sistemi più in grado di sopravvivere in caso di mancanza di acqua, elettricità, ecc…; avere più spazi pubblici per le emergenze, per i senza casa, per gli alunni che non possono più affollare le scuole nelle epidemie.

              Ecco, sarebbe paracadutismo “dolce”, che presuppone una visione di non centralizzazione, il contrario dell’economia di scala, e non imposta dall’alto.

              • daouda scrive:

                puoi riscrivere quel che hai scritto rimodulandolo individualisticamente sul cittadino.

                Fallo. vedrai da te, chiaramente escludendo la tua ultima frase, perché tu stai parlando propriodi centralizzazione invece

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ daouda

                “centralizzazione”

                Esatto. Bravo Daouda, hai espresso on poche righe il motivo per cui non ho mai creduto a un “modello Oltrarno” per la società.

                Quello che vuole Miguel richiede una fortissima disciplina, ai limiti dell’Oregon e fazione, dei comportamenti individuali, tanto più capillare perché esercitata dal vicino di casa, dal dirimpettaio del pianerottolo, dal bottegaio sotto casa.

                “Ha messo i pannolini nella differenziata, signora?” “Quando viene per il suo turno alla ricarica a pedali delle batterie di condominio?” “Ci vediamo domattina per il volontariato della pulizia dei tombini?” “Quando,’è che porta il martello per riparare il segnale stradale all’angolo?”

                Vivere “alla Miguel” sarebbe vivere quotidianamente dentro un’ininterrotta assemblea di condominio, un panopticon tanto più capillare perché su scala locale. Un po’ come quelle comunità statunitensi che cominciano col Community Center e finiscono col linciaggio.

                Non a caso si è sempre detto che l’aria della città rende liberi. Della città, non del villaggio. È nell’anonimato dea città che uno può andare a prendersi in gelato o passare un pomeriggio al cinema con chi vuole senza mezzo quartiere che gli taglia i panni addosso.

                Piccolo è brutto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Piccolo è brutto.”

                Ma non stavo parlando della situazione sociale che ci piace di più.

                Stavo parlando di una questione di resilienza, di cosa agevola la sopravvivenza in caso di catastrofe.

                Capisco che a te piace di più stare comodamente seduto su un aereo, e che Paracadute è Brutto.

                Per cui preferisci che sull’aereo, non ci siano paracadute.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                un “aereo carico di paracadute” non riesce neppure a decollare

                temo che la tua idea sia come pensare di fare tutte le case antisismiche e a prova di tsunami e resisitenti all’impatto di un aereo

                saresti al sicuro ma il costo è fuori portata per il 99% della popolazione. e il costo complessivo è fuori portata per il 100% degli stati

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “un “aereo carico di paracadute” non riesce neppure a decollare”

                Hai ragione, pessimo esempio (si partiva dalla parola “paracadute”).

                Diciamo una nave in cui non si mettono le scialuppe di salvataggio, perché non sono abbastanza “smart” e “centralizzate”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martínez

                “resilienza”

                Una specie di Corea del Nord di quartiere. Mi sa tanto di Guerrieri della Notte

                https://it.wikipedia.org/wiki/I_guerrieri_della_notte

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • Fuzzy scrive:

        Since both conventional and unconventional oil peaked in 2018, we clearly won’t be burning fossils at exponentially increasing rates until 2400 as the IPCC expected. Quite the opposite, currently the decline rate of oil is 8% a year, which can be reduced to 4% by enhanced oil recovery techniques. The other 4% could be remedied by finding more oil, but discoveries have been at their lowest point for decades the past 7 years, and with oil prices so low, exploration and new projects are on hold
        https://energyskeptic.com/2021/not-enough-fossil-fuels-left-to-trigger-another-mass-extinction/
        Nulla garantisce che questi dati siano veri, ma molto probabilmente sono verosimili.
        E quindi? Meno 4% per 5 anni sono già il 20%.
        Prima o poi dovrò smettere di fare questi commenti. Mi sembra di portar sfiga.
        Io in verità, avendo letto Turiel De Decker e
        Bihouix qualche motivo per non disperare ce l’avrei, ma sono cose che non interessano alla maggior parte delle persone che amano crogiolarsi nell’illusione di una normalità eterna.

        • Francesco scrive:

          se c’è così poco petrolio e gas, come fanno i prezzi a essere così bassi? dove sono gli speculatori?

          • Fuzzy scrive:

            https://ourfiniteworld.com/oil-supply-limits-and-the-continuing-financial-crisis/
            I prezzi tendono ad essere bassi per i produttori e alti per i consumatori.
            Se alzi i prezzi ne consegue una recessione.
            (Secondo questa interpretazione dell’economia basata sui sistemi complessi).

            • Francesco scrive:

              pochi anni fa il petrolio arrivò a 100 dollari al barile, ti ricordo

              gli anni d’oro di Lula e di Chavez

              • Fuzzy scrive:

                https://it.m.wikipedia.org/wiki/Grande_recessione
                Nel luglio 2008 il prezzo del petrolio ha raggiunto i 147 dollari al barile.
                “Nel 2008 si è avuto un generale aumento delle materie prime che ha innescato il collasso del sistema finanziario”
                Tim Jackson “prosperità senza crescita”.

                Sarebbe la seconda botta, e questa volta potrebbe essere molto peggio della prima.
                Ah! non pensare che io ne sappia granché. Vado a naso.
                Dato che è un semplice commento non ho verificato date, situazioni ecc.
                Comunque la Tverberg sostiene che se si alzano i prezzi del petrolio e di conseguenza si alzano anche altri prezzi , diciamo quasi tutti, molti piuttosto che pagare, dato che non sono in grado, rinunciano a certi consumi o programmi di spesa.

              • Francesco scrive:

                “Nel 2008 si è avuto un generale aumento delle materie prime che ha innescato il collasso del sistema finanziario”

                Interpretazione assai originale dei fatti! Non conosco nessuno che la condivida, anche perchè come reazione al prezzo del petrolio così alto si iniziò a cavare lo Shale Oil e questo fece aumentare così tanto l’offerta che il prezzo scese tantissimo. E lo Shale Oil tornò a essere non economico.

              • Fuzzy scrive:

                E perché avrei messo il link a wikipedia?
                “Tra i principali fattori della crisi figurano gli alti prezzi delle materie prime (petrolio in primis”
                Comunque lo shale oil mi sembra spiegato bene qui
                https://www.google.com/amp/s/www.linkiesta.it/2021/02/shale-oil-gas-petrolio-america-covid/amp/
                Dove dice che se anche il prezzo fosse di 100 dollari….ecc ecc
                È stata tutta una bolla pure quello. La bolla numero uno.

              • Fuzzy scrive:

                https://www.money.it/Petrolio-la-bolla-dello-shale-oil
                Qui siamo nel 2014 e già si sapeva che era una bolla.

              • Francesco scrive:

                Mah, più che bolla mi pare un caso ottimo di buon funzionamento del libero mercato.

                Bolla è quando il mercato del petrolio “futures” vale 100 volte più del mercato del petrolio reale, secondo me.

              • maffeia scrive:

                @Fuzzy
                Leggo dall’articolo su Ispi che hai linkato
                “Western Texas Intermediate (Wti) che alla fine di aprile ha addirittura toccato punte negative (-34 dollari al barile)”
                Io non capisco niente di economia, ma come è possibile che qualcuno paghi per dar via il petrolio che produce?

              • Fuzzy scrive:

                come è possibile che qualcuno paghi per dar via il petrolio che produce?

                Beh, perché se non va venduto, quel particolare tipo di petrolio (Wti) deve essere immagazzinato in edifici (capannoni, penso) presi in affitto. Dopo un certo periodo in cui si sono accumulate sempre più scorte è convenuto vendere in negativo per non pagare affitti molto alti.

              • Francesco scrive:

                ragazzi

                non perdetevi a guardare il dito se dietro c’è la luna!

                o le epidemie diventano una costante o si tratta di una situazione eccezionale e ben poco significativa

                nessuna tendenza di lungo periodo dietro quei dati assurdi

                ciao

              • Fuzzy scrive:

                https://it.warbletoncouncil.org/tecnosfera-1262
                Tecnosfera: notare i rifiuti.
                (Questi siti sono pieni di pubblicità insopportabile. Io uso un browser per leggere e uno per scrivere. In quello per leggere ho disabilitato le applet Java).
                Come si trova scritto nell’articolo dell’ispri, il petrolio non è più l’unica fonte energetica, e la tendenza è quella di elettrificare tutto ciò che può essere elettrificato.
                E quindi
                https://www.resilience.org/stories/2021-09-14/the-only-long-range-solution-to-climate-change/
                Heinberg ha un po’ il pallino del cambio di paradigma culturale.
                Ma è anche uno che di energia se ne intende.
                In sintesi
                Per produrre le rinnovabili che servono a ridurre la co2 occorre usare i combustibili fossili che in questo processo ne produrranno moltissima, poi viene risparmiata per 20-30 anni e dopo si dovrebbe ricominciare da capo (questo lo dico io).
                Ecco, la luna sarebbe questa.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Fuzzy

                Il diagramma è perfetto, e spiega esattamente perché NON PUO’ esistere uno “sviluppo sostenibile” (per i non-ispanofoni, “recursos” sono le “risorse”), e la questione CO2 è solo un sintomo e non “il problema”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “rinnovabili […] CO2”

                Ed ecco che torna a galla quello che scrivevo tempo fa sulla efficienze ridicola delle rinnovabili.

                Se ho un’efficienza del 63%, come col turbogas combinato a metano, produco 100 KWh di calore, ne ottengo 63 di elettricità, e i restanti 37 vanno in spazzatura nell’ambiente.

                Se l’efficienza è del 10%, ne ottengo 10 di elettricità (quando c’è il sole o c’è vento) e nell’ambiente ne vanno 90.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Non ho mai compreso l’ottimismo da fine del petrolio. Pensate che non si riprenderebbe a bruciare carbone?

          • Fuzzy scrive:

            Per quanto mi riguarda sarei dell’orientamento di Miguel, cioè l’esempio del paracadute. Poi invece mi sembra di vedere che si stia andando verso le rinnovabili supportate dal gas. In attesa di questi fantomatici reattori di quarta generazione o addirittura della fusione nucleare. Mah.
            Il carbone dicono che non conviene più. Ma poi vai a sapere. Trump lo voleva rilanciare.
            Ottimismo da fine petrolio direi no.
            Si spera che comunque non sia proprio un andare a sbattere contro il muro.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Se tu ipotizzi uno scenario in cui non si riesce a inquinare per assenza di petrolio, io osservo che in uno scenario del genere si sostituirebbe un idrocarburo con un altro.
              Solo la fine/drastica limitazione del bisogno di idrocarburi fa cessare/limita fortemente l’inquinamento da essi originato.

              • Fuzzy scrive:

                Veramente io tornerei ai mulini a vento o ad acqua e ad altre amenità come il solare termico ecc. Ciò che viene solitamente definito low tech. Poi vorrei un tipo di agricoltura modello small farm. Però sapendo che questo non accadrà mai, cerco di capire cosa si cela nelle dichiarazioni del nostro ministro della transizione. E mi sembra che ci si stia orientando su quello che ho scritto precedentemente. Tutto qui.
                Se qualcuno dispone di informazioni migliori, ben venga.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Dici che finito il petrolio, senza che intervenga nessun mutamento strutturale del sistema produttivo, si passerà così, d’incanto, al low tech? Mi pare improbabile.

                Il mio commento era al tuo commento, dove riportavi qualcuno che dice che non possiamo realizzare le proiezioni dell’IPCC per carenza di petrolio.

              • Fuzzy scrive:

                Dici che finito il petrolio, senza che intervenga nessun mutamento strutturale del sistema produttivo, si passerà così, d’incanto, al low tech? Mi pare improbabile

                A dire il vero ho detto testualmente “so che non accadrà mai”. Ma questo ha un’importanza relativa. Costruire un’infrastruttura low tech costa poco. La metti in opera in pochi mesi. Quindi, per come la vedo io si potrebbe partire con questa follia delle rinnovabili (è inevitabile, perché vogliono mantenere la centralizzazione del tutto) e poi man mano che si vede che è un gran casino nulla vieta di aggiungere low tech.
                Quindi rettifico quello che ho scritto. Non è che penso che non accadrà mai, potrebbe accadere in seconda battuta.
                In ogni caso andando avanti bisognerà adattarsi al meno peggio. Non voglio fare previsioni, che sarebbe troppo presuntuoso, semplicemente ipotizzo.

  27. daouda scrive:

    lo scrivo qua almeno tanto se me date un parere rispetto sto signore che scrive sto articolo llà su quel sito:

    https://www.byoblu.com/2021/09/13/papa-e-antipapa-linchiesta-parte-5/

    ed io ho risposto questo lo posto qua perché sennò me lo perdo ma non me lo accettano.

    “Io probabilmente dottor Cionci faccio le solite obiezioni ( mica tanto ) perché non solo quel che sostiene lo motiva impropriamente, ma soprattutto perché non fornisce prove se non elucubrazioni e congetture piene di non sequitur.
    Per quanto mi riguarda riconosco bene l’esigenza di ridicolizzare l’interlocutore in cui sta cascando, d’altronde se avesse motivazioni serie e dati incontrovertibili e logica intonsa, questa sarebbe solo l’ennesima occasione per rendersi intelligibili e prodigarsi in un’opera di divulgazione ancora più proficua verso me e tutti, eppure guarda caso al lettore attento risalterà all’occhio che lei ripete solo e soltanto quel che ama scrivere non azzardando alcun argomento collaterale, come un disco rotto. Ugualmente che fa? Accusa me di ciò, nella proiezione tipica di chi o è troppo infojato da quel che ritiene od ha qualcosa da nascondere.
    Probabilmente io essendo un ritardato come 20 anni fa, quando io ed altri eravamo anche i paranoici ed i matti dell’occasione ( noi che abbiamo visto nascere tutte queste piattaforme ), non sono rimasto ai banali, vuoti e superficiali “svelamenti” di Viganò, giunti oltre tempo massimo, perché solo un idiota può non comprendere che quella retorica è vecchia di 50 anni almeno. Fate il paio con gli studiosi di geopolitica, altra moda uscita fuori sempre una ventina di anni fa che fa atteggiare ancora molta gente. Se di questo vi beate, continuate pure…

    1) La sede impedita non ha bisogno di dichiarazioni, è appunto impedita come dato logico-fattuale. Sai che novità! Su questo si basa per sostenere la sua tesi? Eppure ho scritto che il già Benedetto XVI poteva comunque esprimersi alle udienze, all’angelus, per telefono, durante i viaggi e le visite, o no? Su cosa giustifica tale coartamento? Sulle disobbedienze di Bertone, che d’altronde inerisce cose del tutto politiche ossia vertenti la gestione del Vaticano e non della Chiesa? Scrive che il conclave è illegale eppure non avrebbe avuto alcun motivo di avallarlo e sperarne uno, a maggior ragione se l’uno ed unico papa è lui! Ma cosa dice?
    Tutto quel che ha scritto in risposta a questo punto non ha alcuna prova e sostenere che il suo papa ancora oggi non possa protestare è inammissibile. Lei mi risponde per finta dottor Cionci. Che fa poi, si rimangia la parola? Ora dice che non serve dichiararla ma prima voleva desumere dai motivi espressi sulle sue forze antropologiche ( mentali, morali, fisiche ) nella dichiarazione che quelli ne fossero a giustificazione perché poteva addurre la clausola dell’inabilità? Fatto presente che tali motivi soggettivi non hanno riscontro nell’oggettività del canone riferito cosa fa…nega…tondo tondo. Lei prende credo un abbaglio non distinguendo la giurisdizione divina dagli affari legali e giuridici del Vaticano. Se il Vaticano sparisse nel vuoto quantico, come già le ho fatto presente, cosa diamine ce ne importerebbe a noi fedeli?

    2 e 3) dovrebbe rendersi conto da sè che io non ho mai parlato di sinonimia fra i due termini che sono certo distinti e che a rigore ho proprio preso per buona il “secondo significato attribuibile alla parola munus” ( ad ogni modo essente la ratio comunque esplicitata previamente nel decorso della dichiarazione stessa come le dipendenze proposizionali sottendono, stanti all’esplicitazione ed appellazione del termine nella stessa rispetto al “momento” in cui si afferma la rinuncia ) proprio appunto nel suo significato giuridico. Eppure il problema del nominare il ministerium inerentemente al dichiarare la propria rinuncia a vescovo di Roma permette tale utilizzo alla luce della logica impossibilità a rinunciare al munus episcopale. Cosa compie invece lei, se non scindere il papato dalla petrinità romana e ritenerlo sganciabile dal vescovato romano? Forse non si rende conto che l’eretico è lei…Inoltre continua a ritenere impossibile che i due termini, implicantesi l’un l’altro per via della loro inscindibile unità, possano essere interscambiabili come oltretutto continua ad ignorare bellamente che sia la detenzione dell’incarico/ufficio a cui si assente a determinare il potere papale mentre secondo voi non sarebbe stato possibile né l’esercitarlo e né il detenerlo per tutti i papi laici avutisi giacché il pieno titolo è ottenibile solo a consacrazione avvenuta! Lei compie dunque un’inversione. Inoltre lo stesso Arrieta che ha citato alle volte, conviene che il canone 332 § 2 non implica che si debba rinunciare al munus, cosa che anche alla semplice lettura sintattica della frase appare chiara.

    “Come si è visto, papa Ratzinger, tutto quello che poteva fare, per rendere invalida una rinuncia, lo ha fatto, per giunta corredandolo di due gravi errori di latino nonostante sia un eccellente latinista, probabilmente per tenere desta l’attenzione sul documento”

    Mi spieghi questa frase alla luce del fatto che un documento mal posto può essere comunque sanato secondo il diritto canonico ed in ogni caso comunque considerarsi valido fintanto che non è impugnato e rescisso, tutte possibilità alternative alla nullità intrinseca semmai da setacciare. Inoltre non le viene in mente che appunto possa aver firmato dopo tale annuncio, o alla data prestabilita? Lei sà se ha firmato o non ha firmato o se un notaio ha registrato tali dichiarazioni o le successive?
    Il sottile e velato annuncio di sede impedita non esiste perché il velato annuncio che prova a rintracciare si basa solo su errori di latino o su dicerie successive o precedenti inerenti il già Benedetto XVI e chi lo ostacolava, che possono ammettere qualsivoglia previa descrizione e giustificazione in una favolistica senza fine.Suvvia.
    Nonostante tutte le sue deformazioni in materia, il suo fare muro rimbrottando le stesse cose senza neanche provare a scriverle diversamente con i suoi copia-incolla, io sono possibilista.
    Seguirò con piacere gli altri articoli, dove spero che dimostri qualcosa invece di continuare a supporre mettendosi fra le schiere della fazione opposta ai modernisti.
    Possibile che non comprende? Anche Ratzinger fosse ancora Papa Benedetto XVI, come fa a reputare tale mossa una strategia? E non le viene in mente il peggio, ossia che siamo innanzi alla riproposizione della contrapposizione hegeliana nella famosa morsa a tenaglia contro la Chiesa? E non potrebbe essere che in realtà l’uno e l’altro siano in combutta a peggiorar il quadro? Questa che lancio è un’ipotesi purtroppo non così peregrina che si basa su sentori, ed io ogni caso la scrivo ma non ne faccio un feticcio e non devio per essa dall’ oggetto dei veri problemi inerenti il papato ( come ho esplicato o provato a fare alla signora Francesca Calderoni più sotto ) credendo che un uomo solo salvi la situazione, foss’anche un terzo incomodo. Questa sarebbe pazzia e bestemmia, essendo quel solo uomo DIO, Gesù il Teantropo, Signore e Re del kosmo.
    ——–
    Cara Francesca Calderoni vigilando per sè stessa DIO la troverà pronta e di questo non posso che rallegrarmi dando quindi credito alle sue attestazioni rassicurative.
    Ora io non ho prove da fornire perché l’onere della prova non spetta a me riguardo questo dibattito, ma a chi alimenta questa diatriba, che ripeto a lei per tutti, mi trova del tutto indifferente. La Chiesa non è il Papa. Inoltre la Chiesa stessa ha superato periodi di antipapato ben peggiori o di assenza di papi oltretutto, e la Chiesa ha anche avuto almeno un papa eretico, come anche vari papi immondi dal punto di vista morale, come anche vari papi conigli ed indegni come quando vi fu Liberio.
    Crede che io risponda senza leggere gli articoli altrui?
    DIO ci ha donato il regno di Francesco per riflettere sia sul primato sia sulle modalità di elezione del pontefice inerentemente i cardinali( che ricordo forse già in sè, ma fu scusabile l’esigenza, ma sicuramente dopo non han più collimato con quel che i padri, la sacra scrittura e la sacra tradizione attestano riguardo l’elezione episcopale ) sia su come è impegnata l’infallibilità del magistero. Tutto ciò indipendentemente dal fatto che Francesco sia o non sia papa, e Ratzinger sia o non sia Benedetto XVI.
    Io da cristiano cattolico osservante il Vangelo le dico quello che ho capito: gli usurpatori ed i demolitori non solo li abbiamo avuti sempre accanto, ma la gerarchia l’hanno invasa da ben prima del 1900 ed il primo distruttore liturgico fu Pio X, supposto papa tradizionalista, ed in genere i tradizionalisti non la contano giusta.
    Che Francesco non possa essere più papa in quanto eretico è tema interessante ed urgente, ma non significa che non ci siano mai stati papi eretici, Onorio non potrà mai essere negato per quanto vigliaccamente certuni provino. Così allora io non ho sostenuto che lo Spirito Santo assista di per sè Francesco ( magari quando riafferma cose rette sì ) ma che semmai il problema dell’assistenza dello Spirito Santo Paraclito non ammette alcun privilegio ed ugualmente l’assistenza della Terza Persona Divina non bypassa mai il libero arbitrio!
    Io chiedo ed esorto di vigilare sulla deviante teologia tradizionalista, e non solo su quella modernista dunque, e di esimersi dal rinforzare e rintuzzare quello scontro fra fazioni che è pilotato da “lorsignori”. Su questo invito a vigilare, perché non ho dubbi che lei sia appunto in grado di giudicare propriamente il pessimo papato di Francesco, cosa su cui concordiamo.

    —-
    Caro Mauri può avere l’opinione che vuole su di me ma la sua prima riga è incongrua. Il dottor Cionci argomenta spacciando tesi giuridico-canoniche e lei mi rimprovera di rispondergli sullo stesso piano? Ha mai visto argomenti giuridici o tecnici emotivi oppure suadenti oltretutto? Perché fa così?
    Per quel che mi riguarda io anche lo sto chiedendo direttamente a DIO, Unico Uno Tripersonale. Per il resto non sono un papolatra ed il caso Francesco è stato abilmente deviato dall’opportunità che avrebbe potuto aprire viste le sue proprie deviazioni. La correggo dunque, non sono patito del partito di Bergoglio, anzi, e comunque proprio di nessuno.
    *
    Saluti a tutti”

    • daouda scrive:

      ahahaha pare che sò scrive in italiano quasi

      • daouda scrive:

        ao ve piace? Sò sgrive n’itajano?

        • roberto scrive:

          No, troppo formale, troppo pulito, mancano insulti e vaffanculi, una cosa così avrei potuto scriverla pure io…

        • Francesco scrive:

          in verità senza la cortina fumogena di vaffanculi non ho più molto da leggere

          sei sempre troppo ellittico per me ma capisci, io leggevo Tommaso d’Aquino e la Gazzetta, roba per gente semplice

          • daouda scrive:

            sta cosa de esse ellitticopuro si è n difetto me piace.

            Comunque si Robbè ciài raggione, anche perché poi uno se rende conto che a fa er preciso viene pure preso per culo e rintuzzato dagli ebeti alché è meglio sempre il vaffanculo preventivo. Inoltre è risaputo che con chi è in malafede l’unica argomentazione è saperlo demolire nell’intimo…scusatemi se vi ho chiesto di valutare il mio snaturarmi.

            Francé dovresi sapere che Tommaso , se lo leggi assiduamente, ha molte petitio principii e comunque semplice…mica tanto!
            La gazzetta la leggevo pur’io ma solo perché il rosa me incuriosiva

            • Francesco scrive:

              Tommaso, sarà stato selezionato dalla mia ottima prof, lo si leggeva senza glosse ed era un piacere!

              La Rosea è sempre stata un giornale da cesso ma io sono tifoso acceso del Milan.

              Sulle ellissi: alla fine le accetto nei film ma nei testi non ce la faccio.

              Ciao

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Leggo che anche a settembre byoblu ha raccolto 60 mila euro, ma ne chiede 150 mila. Può farcela, con un po’ di impegno di tutti.

  28. Peucezio scrive:

    Ma perché tantissimi stanno chinati verso il basso? Alcuni con il collo o le spalle, altri addirittura con tutto il busto?
    Sperano di trovare qualcosa per terra in mezzo al merdaio di monnezza o è la droga che non consente loro di riuscire a mantenersi eretti?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ daouda

      A questo qui Assimil gli fa un baffo.

      Avrei voluto vederlo alle prese col bergamasco, o anche solo col genovese…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Daouda

      “https://www.totalitarismo.blog/e-morto-moses-mccormick-il-piu-grande-poliglotta-dei-nostri-tempi/”

      Una storia straordinariamente americana, invito tutti a darci un’occhiata.

      Grazie, Daouda!

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