Amadeo Bordiga e il fascismo

Per gli appassionati di storia moderna, segnalo che Roberto Massari ha pubblicato un libro sulle vicende di Amadeo Bordiga, che sembra molto interessante.

BORDIGA E IL FASCISMO NEL LIBRO DI AMICO

di Diego Gabutti 

Fondatore e primo segretario del Pc italiano, espulso con ignominia dal partito, qualche anno di confino dietro le spalle, Amadeo Bordiga non fu mai un oppositore del regime. Voleva abbattere il capitalismo, e del fascismo non poteva importargli di meno. Pertanto, una volta scontata la pena, si ritirò a vita privata senza neppure sognarsi di combattere la dittatura del suo ex amico Benito Mussolini. 

A differenza degli altri comunisti – che scesero sul sentiero di guerra contro l’ex direttore dell’Avanti autoproclamatosi Duce, un po’ come Stalin s’era autoproclamato Padre dei popoli e Togliatti «il Migliore» – Bordiga era «bordighista» abbastanza da lasciare che il fascismo passasse, come un’emicrania della storia. Aspirina e santa pazienza. Non serviva altro. Con «bordighismo», del resto, s’intendeva proprio questo: se all’ordine del giorno c’era la palingenesi sociale, bene, perché no, ma se c’era soltanto da distribuire volantini e da rendere testimonianza d’antifascismo, allora no, grazie, i bordighisti in generale e Amadeo Bordiga in particolare non erano disponibili. Agli occhi di Bordiga il regime dei salti nel cerchio di fuoco, del manganello e dei pugni sui fianchi non era che un’increspatura sull’onda della storia.

Sull’orizzonte, ancora invisibile, si stava già alzando lo tsunami della rivoluzione socialista, uno sconquasso dell’ordine universale che si sarebbe abbattuto, secondo profezia, sul «bagnasciuga» del vecchio mondo, devastandolo e trasfigurandolo. Era tutto scritto. Inutile scalmanarsi, pensava Bordiga. Tempo al tempo, e il capitalismo avrebbe avuto il fatto suo. Così era scritto nei testi sacri con l’evidenziatore rosso fuoco.

Di questa singolare e bizzarra epopea tra Marx e Balzac rende conto l’ultimo libro di Giorgio Amico: Bordiga, il fascismo e la guerra. Storico delle eresie comuniste, autore di testi importanti sulla storia dell’ascesa e caduta dei movimenti goscisti nel Novecento, Giorgio Amico racconta il «ventennio» di Amadeo Bordiga nel dettaglio e senza condividerne le scelte, a suo giudizio poco coraggiose. Ma qui non è questione di coraggio. Come Marx, che passò la vita a parlare del capitale senza che gli ballasse una sterlina in tasca, Bordiga non fece che disquisire per tutta la vita della Storia maiuscola – dove presto o tardi ma infallibilmente avrebbero finito per scontrarsi gl’immani eserciti di classe chiamati a contendersi il mondo dal Manifesto del partito comunista– mentre a lui personalmente non toccarono che storie minuscole. E dire che nel 1921 aveva fondato la sezione italiana dell’Internazionale comunista e che col suo estremismo e le sue intemerate antiparlamentari aveva ispirato a Lenin L’estremismo, malattia infantile del comunismo, uno dei suoi pamphlet più chiacchierati. Qualche anno dopo, nel 1926, aveva ridotto Stalin a balbettare: «Non avrei mai creduto che un comunista potesse parlarmi così. Dio vi perdoni, compagno Bordiga». Sempre nel 1926, tornato a Roma da Mosca, venne arrestato e gli fu sequestrata una borsa piena di dollari del Comintern destinati al partito italiano. A Ustica, dove venne confinato, organizzò insieme a Gramsci, suo amico e rivale, una scuola di partito. Ma una volta lasciato il confino, cacciato dal Pc d’Italia, riparò nell’ombra. Ingegnere, badò a tenersi lontano dai guai, e dai piani alti della Storia, dove per un po’ era stato di casa. 

 Trotsky, cacciato anche lui dal partito, gli mandò un messaggio dall’esilio turco, dov’era stato confinato dal Corifeo delle Scienze: «Lascia l’Italia, e raggiungimi qui a Prinkipo. Organizziamo insieme la grande rentreé della rivoluzione proletaria». Bordiga lasciò cadere l’offerta. Grazie, ma grazie no.

Lasciò cadere, in effetti, ogni offerta militante, quale ne fosse la provenienza. Non era aria, da come la vedeva lui, per la guerra di classe, né lui si sarebbe impegnato per meno. Napoletano e fatalista, attendeva che passasse «’a nuttata» della «fase controrivoluzionaria». Venne a patti col fascismo? Be’, non lo affrontò a petto nudo, con un coltello tra i denti, invocando la democrazia o il ritorno del parlamento, irriducibilmente antidemocratico e antiparlamentarista com’era (ben più di Mussolini o di qualsiasi fascista). Si rivolse ai tribunali borghesi, trattò con la polizia, ebbe parole d’elogio (forse sincere, ma forse no) per le imprese coloniali del DUX, dichiarò di preferire il Führer (e qui fu sincero) alle democrazie occidentali. Detestò la Resistenza, della quale si fece beffe fino all’ultimo (e qualche ragione, dal suo punto di vista d’«ostinato e immobile marxista», certamente l’aveva, o almeno la fantasticava). Non s’ammorbidì nemmeno nel dopoguerra, quando gli si raccolse intorno una claquedi seguaci: il Partito comunista internazionalista, progenitore d’ogni gruppuscolo goscista a seguire. Ancora non era passata la nottata. Venne a patti con la democrazia come nel Ventennio era venuto a patti col fascismo: ignorandola e beffeggiandola, da quello snob che era.

Viveva nell’Italia e nel mondo reale da marziano. Non partecipava, era fuori dal gioco, e comunque non ne conosceva le regole, né intendeva impararle. Più naif che discreto, gli piaceva guidare il suo gruppuscolo d’illuminati senza mostrarsi in pubblico. Ciò «ricorda molto da vicino» – postilla Amico – la storia di Robert Barcia, importante industriale farmaceutico parigino, morto nel 2009, che i suoi colleghi della Confindustria francese conoscevano come uomo di grande simpatia, fin quando in seguito a un’inchiesta giornalistica dei primi anni 2000 si scoprì che, col nome di battaglia di “Hardy”, era in realtà il capo incontrastato di Lutte ouvrière, la principale organizzazione trotskista francese». Anche Amadeo Bordiga, come Barcia e i supereroi, che sotto la mascherina nera sono degl’incorreggibili esibizionisti, ebbe dunque un’identità segreta.

Non era perfetto, naturalmente. Tutt’altro. Una volta scrisse che «contenuto originale del programma comunista è l’annullamento della persona singola come soggetto economico, titolare di diritti e attore della storia umana». Sono solo parole, d’accordo, e lui non le mise mai in pratica (lungi da lui mettere qualunque cosa «in pratica»). Ma quest’attenuante, che non fu uomo d’azione ma d’opuscoli e di «riunioni generali», varrebbe anche per Pol Pot, se il macellaio maoista si fosse fermato a Parigi a filosofare davanti a un pernod con i suoi amici esistenzialisti del Café Voltaire, e non fosse tornato in Cambogia a far danni. Bordiga, ideologicamente parlando, fu un cattivo soggetto, un «malamente» dell’immaginario politico. 

Proclamò la nobiltà dell’«anonimato»: la funzione della personalità nella storia era meno di zero. Ma il suo fan club ne fece un’icona, e lui non fece niente, salvo schernirsi un po’, come le primedonne nelle conferenze stampa, contro questa deriva da rock star (altro che anonimato). Fu anche profeta, come i Padrini di Scientology o dei Testimoni di Geova. Scrisse che nel 1975, cinquant’anni dopo l’età del Comintern e dell’Armata rossa, sarebbe immancabilmente tornata la «fase rivoluzionaria, anonima e tremenda». Sono passati altri cinquant’anni, e ancora niente. 


Giorgio Amico, Bordiga, il fascismo e la guerra (1926-1944), Massari Editore 2021, pp. 240, 15,00 euro
Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

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326 risposte a Amadeo Bordiga e il fascismo

  1. Francesco scrive:

    >>> nel 1926, aveva ridotto Stalin a balbettare: «Non avrei mai creduto che un comunista potesse parlarmi così. Dio vi perdoni, compagno Bordiga».

    Questa suona molto strana: ci sono maggiori dettagli? grazie

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “Questa suona molto strana: ci sono maggiori dettagli?”

      L’ho notato anch’io; ma da parte di un ex-seminarista, molto pragmatico, più preoccupato a sterminare comunisti devianti che a litigare con la Chiesa, non mi sembra implausibile.

      Comunque adesso glielo chiedo a Roberto Massari, vediamo cosa risponde.

  2. Miguel Martinez scrive:

    Per Francesco

    risposta celere direttamente dall’autore, contattato da Roberto Massari.

    Ecco la fonte, citata per intero:

    1926. Bordiga e Stalin (da un verbale dell’Internazionale Comunista)
    “La Repubblica” nel 1977 a corredo di un paginone dedicato a Bordiga pubblicò alcuni brani tratti dal verbale della riunione della delegazione italiana al Comitato esecutivo allargato dell’Internazionale comunista con Stalin, svoltasi il 22 febbraio 1926 (Annali Feltrinelli 1966). Si può dissentire fieramente dal comunismo di Bordiga, dalle sue idee di partito, di classe, di rivoluzione, di politica; main questo scontro con Stalin la sua è una argomentazione rigorosa, coerente con i principi dell’Internazionalismo proletario. Nella sua risposta Stalin fa pesare la Rivoluzione vittoriosa, la costruzione in atto di un grande stato socialista, ma non leggo arroganza o disprezzo; anzi egli mostra di preferire la franchezza di Bordiga all’atteggiamento di chi tace per non contraddire i russi.
    (S.L.L.)

    “la Repubblica”, 29 maggio 1977

    BORDIGA: Allo scopo di precisare la questione delle prospettive chiede
    se il compagno Stalin pensa che lo sviluppo della situazione russa e dei
    problemi interni del Partito russo è legato allo sviluppo del movimento
    proletario internazionale.
    STALIN: Questa domanda non mi è mai stata rivolta. Non avrei mai
    creduto che un comunista potesse rivolgermela. Dio vi perdoni di averlo
    fatto.
    BORDIGA: Chiede allora che il compagno Stalin dica che cosa accadrà
    in Russia se non si verifica entro un certo periodo di tempo la rivoluzione
    proletaria in Europa.
    STALIN: Se sapremo bene organizzare l’economia russa, essa è
    destinata a svilupparsi, e con essa è la rivoluzione che si sviluppa. Il
    programma del nostro Partito dice — d’altra parte – che noi abbiamo il
    dovere di diffondere la rivoluzione nel mondo con ogni mezzo e lo
    faremo.
    BORDIGA: Ritiene il compagno Stalin che nel determinare la politica del
    Partito Russo sia necessaria la collaborazione degli altri partiti comunisti i
    quali rappresentano l’avanguardia del proletariato rivoluzionario?
    STALIN: Senza dubbio è necessaria e noi la desideriamo. A questo
    scopo il nostro Congresso ha approvata la risoluzione secondo la quale i
    grandi Partiti della I.C. devono collaborare in modo effettivo alla dirigenza
    dell’Internazionale.
    BORDIGA: Questa collaborazione dovrebbe già avere luogo per la
    recente discussione. Le questioni trattate dal Congresso russo
    dovrebbero quindi essere trattate all’attuale Esecutivo dell’I.C.
    STALIN: Occorre osservare che queste questioni sono essenzialmente
    russe. Inoltre i Partiti occidentali non sono ancora preparati a discutere di
    esse. Per questo la Centrale del PCR ha inviato ai Partiti dell’I.C. una
    lettera in cui si chiede che non venga trasportata la discussione recente
    russa negli altri Partiti. Questa risoluzione è stata approvata anche dalla
    opposizione ed è stata fatta sua dal Presidium dell’I.C. Noi abbiamo fatto
    ciò anche per evitare che si ripetesse ciò che è avvenuto per le recenti
    discussioni con Trotskij, le quali vennero trasportate in alcuni partiti in
    modo artificiale e meccanico.
    BORDIGA: Non credo che questi argomenti abbiano un valore decisivo.
    Anzitutto se si voleva non discutere di questioni russe in questo
    Allargato, doveva essere l’Allargato stesso a decidere in questo senso. In
    secondo luogo i problemi che sono stati toccati nella discussione russa
    non possono essere considerati come solamente russi. Essi interessano i
    proletariati di tutti i paesi. Infine il fatto che l’opposizione abbia
    acconsentito non ha nessun valore.
    STALIN: Da un punto di vista formale e di procedura certamente è vero
    che non è del tutto regolare che l’Allargato non decida esso stesso di non
    affrontare la questione russa. Ma bisogna badare alla sostanza delle
    cose. La posizione che ha il Partito comunista russo nell’Internazionale è
    tale che non si può pensare sia possibile risolvere con la procedura i
    problemi che toccano i rapporti fra il Partito russo stesso e la
    Internazionale e gli altri Partiti. Certamente la posizione del Partito Russo
    nell’Internazionale è una posizione privilegiata. Noi ci accorgiamo
    dell’esistenza di questo privilegio e sentiamo anche la responsabilità che
    deriva da esso. Sappiamo che quando i compagni russi parlano nel
    Presidium è difficile che i compagni di altri partiti li contraddicano e
    questo non ci fa piacere. Noi abbiamo anche altri privilegi, quello ad
    esempio che l’Internazionale risiede a Mosca, quello di aver vinto la
    rivoluzione. Noi siamo pronti a trasportare la sede dell’Internazionale non
    appena la Rivoluzione sarà stata altrove vittoriosa.

    • Miguel Martinez scrive:

      Aggiungo che Roberto mi informa che forse stasera riuscirà a portare a termine il 360esimo libro della sua casa editrice…

      Penso che per gli appassionati di storia, anche non rigorosamente eretici-di-sinistra-antistalinista, ci sia parecchio materiale interessante:

      http://www.massarieditore.it/

    • Francesco scrive:

      per curiosità: dove e in che lingua si svolse questa riunione?

      1926 … Lenin, ho appena scoperto, era già morto (i suoi danni li aveva compiuti), credo fosse ancora viva la contrapposizione tra S. e T.

      che mondo brutto e triste, già allora

      PS AH stava al gabbio, nel ’26? o ancora in birreria?

      • Carlo scrive:

        AH se non sbaglio, uscì dal carcere appena un anno dopo il putsch della birreria (che era stato nel 1923), quindi nel 1924.

  3. mirkhond scrive:

    Era già uscito nel dicembre 1924.

  4. Moi scrive:

    Pol Pot, se il macellaio maoista si fosse fermato a Parigi a filosofare davanti a un pernod con i suoi amici esistenzialisti del Café Voltaire, e non fosse tornato in Cambogia a far danni.

    ———

    Secondo Vittorio Messori, Pol Pot si limitò ad applicare il Verbo dei Gran Maestri Giacobini, che NON c’è il “Buonismo Cristiano” in Cambogia … e , prima che qualcuno lo faccia notare, il Lamaismo Tibethano è diventato “Buonista” solo dopo (!) che il Compagno Grande Timoniere Mao Tse Tung 😉 ha “liberato” il Tibeth dalla Teocrazia Buddhista … molto più efficacemente di quanto gli USA (… Liberals à-la-Biden compresi !) possano “liberare” l’ Iraq e/o l’ Afghanistan dalla Teocrazia Islamica 😉 !

    • firmato winston scrive:

      “il Compagno Grande Timoniere Mao Tse Tung ha “liberato” il Tibeth dalla Teocrazia Buddhista”

      una teocrazia scaccia l’altra

      un po’ come la “trattativa stato-mafia”

      • Moi scrive:

        Il Risveglio Teocratico Islamico , però, apartire da Khomeini sembra indistruttibile … d’altronde PERO’, 50 anni fa, sarebbe stato “Folle” chiunque avesse detto che il Comunismo aveva pochi decenni contati davanti a sé.

        • firmato winston scrive:

          @moi
          Il Risveglio Teocratico Islamico , però, a partire da Khomeini sembra indistruttibile”

          Secondo me sottovalutiamo la portata dirompente, ma ancora imprevedibile, delle nuove tecnologie di comunicazione globale istantanea, i traduttori automatici, eccetera. E’ come se di colpo, sulla terra, le distanze si siano azzerate. Anche a livello di gossip, tutti sanno tutto di tutti, e tutti si espongono, a gara, col culo all’aria.
          Sicuramente, di fronte a tale portata rivoluzionaria, ci saranno dei tentativi reazionari e nostalgici di restaurazione, tipo facebook che censura il capezzolo e il presidente degli stati uniti, ma dubito che avranno le gambe lunghe.
          Alla invenzione della stampa e’ seguita la “riforma” (e la micidiale guerra dei trent’anni – fra l’altro pare che anche allora la maggior parte dei contenuti stampati fosse pornografico…).

          “50 anni fa, sarebbe stato “Folle” chiunque avesse detto che il Comunismo aveva pochi decenni”

          E’ ben noto che NESSUN servizio di intelligence aveva previsto la caduta dell’urss un anno prima che accadesse, non 50.

          La convinzione che la storia segua leggi “scientifiche” peraltro di tipo riduzionistico e’ una enorme cazzata figlia di un paleo-positivismo scientista ottocentesco ormai stucchevole.
          La realta’, semmai, e’ che non succede praticamente MAI quello che era stato accuratamente previsto e/o programmato.

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            “La convinzione che la storia segua leggi “scientifiche” peraltro di tipo riduzionistico e’ una enorme cazzata figlia di un paleo-positivismo scientista ottocentesco ormai stucchevole.
            La realta’, semmai, e’ che non succede praticamente MAI quello che era stato accuratamente previsto e/o programmato.”

            Grazie, ti invio un bacio simbolico.
            Ora, lo studio della storia non è inutile e alcune linee probabilistiche possono essere tratte dallo studio dei processi storici socio-economici. Ma il determinismo e meccanicismo sono sogni bagnati del positivismo e manco tanto paleo, anzi ben presente. Incubi bagnati, termine etimologicamente adatto peraltro, in realtà.

  5. Moi scrive:

    Nessuno, vedo, sembra aver sviluppato la teoria del Feudalesimo Finanziario … e dir che NON è particolarmente Complottismo.

    • firmato winston scrive:

      Il mondo della finanza ormai si muove in un universo virtuale e parallelo per conto suo, che ha sempre meno contatti col nostro, col “reale”.
      Dell’arrivo del covid e delle sue conseguenze economiche si e’ accorta prima la casalinga di voghera con la sua corsa alla carta igienica, che la mitica borsa di wall street (e non di poco, ma di mesi).

      • Francesco scrive:

        proprio perchè la finanza vive in un altro mondo, in cui il Covid più che danni provoca opportunità!

        quello che preoccupa molto me è la vecchia legge economica per cui, se di una cosa ce n’è troppa, il prezzo cala. ora, non mi risultano smentite a questa legge e di “moneta” e “debito” nel mondo ce n’è una quantità ormai poco calcolabile

        secondo detta legge, questo porterà a una bella stagione di iperinflazione, che è un pò la Peste Nera della finanza, il modo in cui il sistema fa tabula rasa degli squilibri

        avete mica un manuale sulla coltivazione di patate e cavoli?

        • 'Alam al-Mithal scrive:

          Li coltivo, va bene lo stesso?

        • firmato winston scrive:

          @fra
          “e di “moneta” e “debito” nel mondo ce n’è una quantità ormai poco calcolabile”

          La mia teoria attuale, dopo essermi rotto la testa per decenni a leggere di complicatissima economia dappertutto, che non si e’ parlato di altro che di debiti e zero virgole negli ultimi 40 anni, e’ questa, ed e’ molto semplice:

          Il debito universale (soprattutto quello non sottoscritto volontariamente, cioe’ quello pubblico sotto forma di tasse sempre piu’ alte da pagare) serve solo a una cosa, a far correre la gente nella ruota del criceto a produrre qualsiasi cosa in quantita’ sempre maggiore per tentare di non incorrere nell’onta del fallimento, o magari nella galera come oggi vorrebbero i giustizialisti piu’ deficienti.

          Ergo, c’e’ la gara a mettere quanti piu’ prodotti in offerta per procurasi il denaro per pagare il debito universale, molti piu’ prodotti di quanta e’ la domanda corrispondente, il che esasperando la concorrenza mantiene bassi i prezzi nonostante la quantita’ enorme di moneta-debito in circolazione e/o stock.

          Il problema e’ riuscire a vendere tutto.
          Ma il capolavoro e’ che si riesce a farlo aumentando sempre di piu’ il debito complessivo! Si riesce a far indebitare la gente facendogli comprare cose ad essa inutili o dannose! (nel caso della spesa pubblica, forzosamente)

          Questo meccanismo e’ l’equivalente delle corvee medioevali, ma MOLTO piu’ efficiente, invasivo, e difficile da percepire come tale, cosa che lo fa crescere continuamente nel tripudio generale.

          Che oggi si consumi per produrre, piu’ che si produca per consumare, direi che e’ indubitabile soprattutto in ambito pubblico, dove si scavano le buche per riempirle, letteralmente.
          Ma anche nel privato i consumi inutili, fatti solo per emulazione cretina e desiderio mimetico, e sempre piu’ spesso per obbligo di legge che e’ l’equivalente di una tassazione nascosta, sono preponderanti.
          Non e’ impossibile che l’ultima schiacciata di acceleratore, l’ultimo “+1”, il green-deal europeo, fara’ collassare tutto, cosi’ come e’ successo col fallimentare new-deal precedente, quello inventato dal Duce e copiato dagli americani di Roosevelt, che peggioro’ sempre di piu’ la situazione di crisi e da cui si usci’ solo con la guerra mondiale e il cambio di paradigma e l’innovazione tecnologica che produsse (fra cui la totale monetarizzazione dell’economia, fine dell’autoproduzione e autoconsumo).

          La retorica del “lavoro” come valore in se’ (fra l’altro notare bene che il concetto e’ alla base della teoria economica marxista, e’ parte fondamentale dell’invenzione narrativa del profeta marx) e’ ormai insostenibile, e’ una truffa palese. Un sacco di cosiddetto “lavoro” di quello di oggi non e’ solo inutile, e’ controproduttivo, peggiora la vita di tutti. E’ scavare buche per riempire buche, e’ solo un pretesto per fornire titoli di credito (che e’ debito per altri, circolarmente) per cibo e altri beni da consumare a gente che altrimenti sarebbe chiaro che non serve socialmente a nulla, che non produce nulla di utile ne’ desiderato da altri.
          E’ la classe inutile, l’evoluzione della vecchia “classe agiata” di Veblen, che e’ ormai ampiamente maggioritaria. E se glielo fai notare pure si incazzano, gli inutili.

          • Francesco scrive:

            1) il lavoro inutile è utile, credo necessario, per la salute mentale di chi lo svolge. il problema emerge a livello collettivo

            2) il “consumerism” è storia classico ormai, no? per criticarlo occorre della vera filosofia, che affronti il tema dei beni inutili

            3) più che alla ruota del criceto penserei a quella della bicicletta: se il giocattolo si ferma, crolla tutto. per questo non si osa mettere mano

            4) una bella fetta di umanità è ancora alla fame

            5) che fare? boh, non ne ho idea

            ciao

            PS dire che il New Deal abbia peggiorato la crisi economica mi pare una forzatura, se non una fesseria

            • firmato winston scrive:

              “che fare? boh, non ne ho idea”

              gia’

              “PS dire che il New Deal abbia peggiorato la crisi economica mi pare una forzatura, se non una fesseria”

              no no, ha cronicizzato la crisi, e’ assodato da decenni. Dalla crisi si e’ usciti solo col totale cambio di paradigma suggellato dal “grandissimo reset” della seconda guerra mondiale. E’ li’ il dosso che _conclude_ il lento passaggio dal mondo medievale dell’autoproduzione e autoconsumo, che ancora sopravviveva nelle campagne in cui viveva ancora molta gente, alla contemporaneita’ totalmente monetarizzata e finanziarizzata, in cui NESSUNO produce piu’ nulla di cio’ che consuma, e non si puo’ piu’ tornare indietro!

              • firmato winston scrive:

                Guarda che fino a prima dell’ultima guerra, si aravano ancora i campi con i buoi, che servivano anche perche’ l’unico fertilizzante disponibile era il letame e le deiezioni umane, di cui non si buttava via niente! L’economia era davvero circolare, e lo era per forza! I trattori cominciano a diffondersi capillarmente dopo, con l’era del petrolio e dei motori a combustione interna.

                Quando vedi passare per strada un megatrattore grande come una montagna di quelli di oggi, pensaci.

                Nell’arco di una sola generazione (che e’ quella prima della mia) c’e’ stato un cambiamento immane, incomprensibile dagli stessi che l’avevano vissuto.

              • firmato winston scrive:

                si aravano ancora i campi con i buoi

                esattamente come mille anni prima, intendo

              • firmato winston scrive:

                “e le deiezioni umane, di cui non si buttava via niente”

                quando premi il comodo pulsante del wc, pensaci! quando giri un rubinetto invece di andare al pozzo, pensaci! quando accendi la luce, pensaci (la corrente elettrica nelle campagne comincia ad arrivare dappertutto solo negli anni 1950)

              • Francesco scrive:

                caro FW

                ho qualche dubbio che le campagne USA fossero così uguali alle campagne del più arretrato dei paesi occidentali, però

                lo so che la crisi del ’29 finisce solo con la guerra, però il ND mi pare ci avesse messo una bella pezza, tieni conto che pareva stesse collassando tutto!

                e che il successo dei fascismi dipese anche da quello, molta gente con la testa sulle spalle vide che i sistemi liberali e capitalistici erano morti

                ciao

              • firmato winston scrive:

                @fra
                “tieni conto che pareva stesse collassando tutto”

                Non “pareva”, era gia’ collassato tutto, per sottoconsumo.

                L’italia ne soffri’ meno solo perche’, grazie alla crisi in cui eravamo gia’ immersi grazie alla quota 90 del duce, piu’ di tanto non potevamo collassare…

                Informati meglio sul new deal, passati gli anni si e’ molto corretto il tiro.

                Fra l’altro pare anche confermato che l’idea originaria era fascista, e che Roosevelt mando’ letteralmente a studiare il sistema in italia per copiarlo.

                Del reeto, propaganda post-bellica a parte, si sa che nei paesi anglosassoni il fascismo e il suo duce suscitarono non meno ammirazione del comunismo sovietico, finche’ sembravano avere successo e non gli pestarono troppo i piedi.

              • Francesco scrive:

                che il Fascismo fosse molto popolare lo so, mi sorprendi se dici anche il Comunismo

                racconta!

              • Lucia scrive:

                Winston, scrivi cose molto interessanti ma un po’ di rimandi bibliografici donerebbero alle tue affermazioni maggiore autorevolezza nonché finezza compositiva. Credi a me!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “comunismo”

                Alla fine degli egli anni Venti uno scrittore USA andò in URSS e, intervistato al ritorno, dichiarò: “Sono stato nel futuro, e ho visto che funziona”.

                “fascismo”

                Nella dimora avita di Winston Churchill, a Blenheim, a metà strada fra Stratford-on-Avon e Oxford, c’è una mostra permanente sulla vita di Churchill. Nella parte sugli anni prima della WWII vi ho visto Mussolini citato in bella evidenza, Hitler mai.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea,

                “uno scrittore” è un aneddoto, cercavo una visione un pelino più ampia!

                Su Mussolini, da quel che ho capito nei primi anni era visto, all’estero, come l’uomo che aveva salvato l’Italia dai rossi e rimesso in piedi il paese. Poi col tempo devono essersi disillusi – credo.

                Ciao

  6. Peucezio scrive:

    Bello e interessante.
    Ma “Ma il suo fan club ne fece un’icona, e lui non fece niente, salvo scherNirsi un po’, come le primedonne nelle conferenze stampa, contro questa deriva da rock star (altro che anonimato). ”

    Si prendeva in giro da solo insomma…

  7. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Il Baluardo dell’Occidente all’opera…

    https://www.yenisafak.com/en/news/security-measures-stepped-up-at-turkey-iran-border-3579800

    La Turchia aumenta la sicurezza a causa di una possibile ondata migratoria sulla scia della presa di potere dei talebani in Afghanistan
    Servizio informazioni
    17:12 06 settembre 2021
    AA
    Foto in archivio
    Foto in archivio

    Le misure di sicurezza sono mantenute al massimo livello al confine turco-iraniano a causa di una possibile ondata migratoria sulla scia della presa di potere dei talebani in Afghanistan del mese scorso, secondo un funzionario turco.

    Parlando all’agenzia Anadolu, Mehmet Emin Bilmez, il governatore della provincia di confine di Van, ha detto che le misure al confine sono state intensificate negli ultimi tre anni.

    “Abbiamo massimizzato le misure al confine. Stiamo facendo del nostro meglio per rendere il confine impenetrabile”, ha spiegato Bilmez.

    Le forze di sicurezza turche lavorano al confine 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in coordinamento, utilizzando tutti i mezzi tecnologici a disposizione, ha aggiunto.

    “Non c’è nessun ammassamento di immigrati al confine”, ha detto.

    “A volte ci sono persone che in qualche modo attraversano il confine”, ha aggiunto Bilmez, dicendo che queste persone spesso si nascondono in edifici abbandonati.

    “Recentemente c’è stato un aumento delle denunce pubbliche su questo problema. Noi trattiamo gli immigrati che abbiamo trattenuto in un centro di rimpatrio. Abbiamo demolito più di 100 strutture abbandonate dove si nascondevano gli immigrati”, ha detto.

    Il mese scorso, la presa di controllo della maggior parte dell’Afghanistan da parte dei talebani ha innescato un esodo di afghani che temevano il futuro sotto il dominio dei talebani.

    – Un numero record di contrabbandieri di migranti arrestati quest’anno

    Ci sono lavori in corso per costruire un muro modulare e una torre intelligente in un’area che va dalla zona di confine iraniana a Van a Dogubayazit nella provincia orientale di Agri e Yuksekova a Hakkari.

    Le forze di sicurezza turche a Van – che ha il confine più lungo con l’Iran – prendono ogni precauzione per prevenire l’immigrazione e il contrabbando e neutralizzare i terroristi, trattenere i migranti irregolari che cercano di attraversare la Turchia e consegnarli alle istituzioni competenti.

    Indicando un muro di sicurezza modulare che è stato costruito su 295 chilometri (183 miglia) di confine da tre aziende, Bilmez ha detto: “Abbiamo scavato 130 chilometri di trincee. Abbiamo costruito un muro di 7 km. Entro la fine dell’anno, spero che finiremo il lavoro del muro di 64 km. Il nostro presidente (Recep Tayyip Erdogan) ha dato istruzioni per altri 100 km (62 mi.) da appaltare”.

    Bilmez ha anche detto che 750 persone delle operazioni speciali della polizia, 35 squadre e 50 veicoli blindati stanno lavorando al confine.

    Mentre le misure di sicurezza sulla terraferma sono state rafforzate, Bilmez ha detto che i contrabbandieri hanno iniziato a usare l’enorme lago di Van con le barche. Il ministero dell’Interno ha ordinato la formazione di un comando di barche della guardia costiera per contrastare questa minaccia. “Le squadre hanno anche iniziato a lavorare nel lago Van. Il comando della guardia costiera è responsabile dell’intero lago”, ha detto.

    Bilmez ha anche detto che un numero record di trafficanti di esseri umani è stato arrestato finora quest’anno.

    “Nel 2021, 1.036 contrabbandieri sono stati catturati e consegnati alle autorità giudiziarie. La metà di loro sono stati arrestati”, ha detto. “Altri processi sono ancora in corso. Le pene non sono un deterrente sufficiente. L’anno scorso abbiamo catturato 599 contrabbandieri”.

    Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

    • Francesco scrive:

      scusate ma come si fa ad attraversa l’Iran? credevo fosse una specie di “stato di polizia”, molto controllato. e le distanze sono considerevoli

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “scusate ma come si fa ad attraversa l’Iran? credevo fosse una specie di “stato di polizia”, molto controllato. e le distanze sono considerevoli”

        1) Non lo so

        2) Pensando al Messico, immagino che ci sia molta gente che ci campi a far passare migranti

        3) e che se un migrante afghano (poniamo) si trova già vicino alla frontiera turca, è più facile farlo uscire dall’Iran lasciandolo andare dove vuole, piuttosto che rimandarlo a forza in Afghanistan

        Comunque l’Iran oggi ospita già tre milioni di “profughi” (virgolette perché la categoria è di non facile definizione), la Turchia quattro milioni.

        E i turchi si stanno stufando del proprio Governo Buonista 🙂

        • Francesco scrive:

          l’Iran “ospita” milioni di profughi afgani fin dai tempi dell’intervento sovietico

          metto le virgolette perchè su quelle montagne lontante da tutto sospetto che si arrangino con oneri molto limitati per lo stato ospitante

          più interessante la cosa che si sarebbero 4 milioni di afgani in Turchia … cazzo ci fanno? fanno finta di essere curdi per emigrare in Germania?

          veramente, qualcuno sa DOVE cercano di andare questi milioni di afgani poveri?

          grazie

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “più interessante la cosa che si sarebbero 4 milioni di afgani in Turchia ”

            No, intendevo 4 milioni di profughi in generale, la maggior parte sono siriani.

            • Francesco scrive:

              ah ecco, questo mi pare più “ragionevole”

              colgo l’occasione per chiedere se ci sono tesi che spieghino gli interventi USA in Libia e Siria, diverse da quella di Peucezio (creare il caos era lo scopo) e da quella di Pino (Hillary Clinton è Satana)

              :0

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                Servito.

                http://www.militant-blog.org/?p=12623

                http://www.militant-blog.org/?p=12655

                http://www.militant-blog.org/?p=12684

                http://www.militant-blog.org/?p=12696

                http://www.militant-blog.org/?p=12733

                http://www.militant-blog.org/?p=12746

                Bada, sono certo che non sarai d’accordo, ma la tua richiesta era “se ci sono tesi che spieghino gli interventi USA in Libia e Siria, diverse da quella di Peucezio (creare il caos era lo scopo) e da quella di Pino (Hillary Clinton è Satana)” e io ho ottemperato.

              • Francesco scrive:

                ma invece di incollare 6 link non potevi scrivere tu???

                siete tutti Millenial che non hanno imparato a fare i riassunti?

                🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “ma invece di incollare 6 link non potevi scrivere tu???

                siete tutti Millenial che non hanno imparato a fare i riassunti?

                🙂”

                Sono il primo a peccare a tale riguardo, ma hai ragione!

              • Francesco scrive:

                OK

                diciamo che ho fatto, per rispetto, l’improba fatica di leggere TUTTO il primo pezzullo

                al confronto la tesi di Pino (che è una mia caricatura di una sua battuta) è roba fina

                allo scopo di non litigare, non puoi tentare un sunto ragionato? sfrondando dal 90% di fuffa messa lì solo per far vedere quanto è colto chi scrive?

                anche perchè io sono un vecchio arnese marxiano e a certi adattamenti alla buona sono allergico!

                grazie

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                “anche perchè io sono un vecchio arnese marxiano”

                PS Ma non eri cattolico liberista?

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                E’ saltato un commento pare. Il succo è: non leggo quegli articoli da più di un anno, li ricordo poco e ho anche cambiato alcune idee nel frattempo;, quindi dovrei rivedere su cosa sono d’accordo e su cosa no (qualunqueforma di riduzionismo no, ad esempio). Faccio fioretto di rileggere gli articoli dei link prima di postarli, ok?

              • Francesco scrive:

                x AaM

                1) sei troppo gentile con me, attento che non sono abituato!

                2) giuro che sono serio: preferisco mille volte il TUO riassunto, che mi dice cosa ci hai trovato di interessante, così so cosa cercare se vado a leggere

                3) il mio “marxismo”, anzi di solito “stalinismo”, è un sinonimo di realismo. Quando incontro profeti, sentimentali, innamorati di Gea, gente così, metto mano alla 45. E’ uno dei motivi per cui sono cattolico e liberista, è un modo per stare attaccato alla realtà. Essere leale con i fatti.

                Ciao

      • roberto scrive:

        francesco

        “scusate ma come si fa ad attraversa l’Iran?”

        pensa che quando c’è stata la crisi dei migranti qualche anno fa, nella scuola dei miei figli avevano messo un certo numero di ragazzi tra i quali un ragazzino sui 14 anni che era venuto da solo dall’afghanistan alla grecia, avendo perso i genitori per strada (perso nel senso morti)….era proprio solo qui

        • Francesco scrive:

          :0

        • Lucia scrive:

          E sai se poi i ragazzini son rimasti?

          • roberto scrive:

            l’afgano credo proprio di si e la storia fino a dove l’ho seguita era quasi a lieto fine disneyano:

            quando la scuola dei miei figli ha deciso di accogliere 8 ragazzi, c’è stata una assemblea con i genitori drammatica (speculare delle politiche nazionali: quelli dei paesi dell’est e inglesi ferocemente ostili, i francesi che ripetevano “non possiamo accoglierli tutti”, gli altri molto favorevoli)

            ad un certo punto ha preso la parola un tizio che
            1. era bosniaco d’origine, arrivato come minore non accompagnato con l’onda di rifugiati degli anni novanta e poi perfettamente integrato, a dimostrare che non era impossibile
            2. si scopre che la moglie è iraniana e in grado di capire il ragazzino afgano, fino ad allora rimasto abbastanza isolato perché parlava solo….solo….non mi ricordo quale lingua ma mi ricordo che il tizio della croce rossa che era venuto a parlarci diceva che avevano delle grandissime difficoltà di comunicazione

            il bosniaco e l’iraniana hanno accolto a casa loro il ragazzino afgano e credo sia ancora qui

            gli altri (erano siriani essenzialmente) *credo* ma non è ho alcuna certezza, sono stati riuniti con qualche membro della loro famiglia

            so che alcuni si erano adattati molto bene, soprattutto quelli bravi a giocare a pallone….

            • Lucia scrive:

              Certo che continuare a ripetere “non possiamo accoglierli tutti” mi pare un metodo subdolo e “signoramiesco”/bigotto avendo lo stesso scopo e opinione di chi è apertamente ostile

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “come”

        C’è un film d’avventura di coproduzione USA-Iran degli anni Sessanta all’epoca dello Scià su questo argomento, col titolo italiano “Il papavero e’ anche un fiore”. Un poliziotto iraniano (Yul Brinner) e uno USA (Martin Balsam) collaborano a stroncare un traffico d’oppio che provenendo dall’Afghanistan raggiunge la Turchia attraverso l’Iran. Era già un problema sessant’anni fa.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          ma dai! e tutta la narrativa per cui è tutta colpa della CIA negli anni ’80?

          😀

          mi distruggi un mito!

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “mito”

            Che c’entra. Il fatto che la CIA speculasse con l’eroina fatta con l’oppio del triangolo d’oro per smontare dall’interno Woodstock e dintorni non toglie che l’eroina fatta con l’oppio afghano passasse via Anatolia ad alimentare i fattoni europei (d’Occidente, peraltro; a est del Muro prima dei reduci dall’Afghanistan in pratica manco sapevano cosa fosse).

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              questa della contestazione sabotata dai Servizi Segreti con la droga è una delle leggende urbane più divertenti che giri!

              la trovo leggermente poco credibile, visto quello che i guru del movimento scrivevano sulle droghe

              ma mi riferivo proprio all’oppio afgano

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “divertenti”

                Beh, è tanto divertente che Hollywood ci ha fatto persino dei film sopra, in cui i cattivoni sono proprio quelli della CIA che spacciano (es. “Air America”).

                Ma era oppio indocinese, non afghano. Lì gli yankee non arrivavano ancora.

                ” guru”

                Leary parlava di LSD, mezcaliba e psylocibina perché in quanto allucinogeni ti collegherebbero con l'”Io interiore” (qualunque cosa significhi). Eroina e oppiacei sono fondamentalmente degli anestetici il cui uso è esploso fra i reduci (inclusi quelli del Vietnam). Poi ovviamente chi andava in Afghanistan quello che trovava trovava. Ma sono “culture” del tutto diverse.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                mezcaliba=mezcalina

  8. Miguel Martinez scrive:

    Povero ulivo!

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/09/06/news/si_schianta_contro_un_ulivo_con_la_ferrari_testarossa_mentre_fa_un_video-316758972/

    Si schianta contro un ulivo con la Ferrari Testarossa mentre fa un video
    06 Settembre 2021

    Un settantenne con la passione per le auto e i social si è schiantato con la sua Ferrari Testa Rossa del 1991, la F110 ab/e, contro un ulivo a Montemurlo.

    L’incidente è avvenuto nella mattina del 6 settembre, intorno alle 11. L’uomo ha trasformato, ma senza permessi, la centrale piazza della Costituzione in un autodromo. Il settantenne di Agliana proprietario della Ferrari, ha organizzato le riprese da pubblicare online insieme a una troupe di Pontedera. Con lui c’erano un cameramen e un tecnico del suono per registrare le sgommate dell’auto dal cavallino rampante del valore di 135 mila euro.

    Salito a bordo del bolide, il settantenne ha iniziato a percorrere la piazza a tutta velocità, sgommando in curva, seguito da vicino dai due operatori, specializzati in questo tipo di servizi. Al terzo giro l’uomo ha perso il controllo del mezzo, l’auto ha perso aderenza nella parte posteriore ed è rovinata in un’aiuola abbattendo un olivo.

    La storica Ferrari è stata ridotta un rottame inutilizzabile. Nessuno è rimasto coinvolto. L’operatore video, che seguiva da vicino il mezzo è riuscito a scansare l’auto, riportando solo qualche escoriazione. Il conducente della Ferrari ha sbattuto la testa contro il parabrezza ed è stato trasportato in codice verde in ospedale per accertamenti.

    L’incidente è avvenuto a pochi metri dal comando della polizia municipale cittadina. Gli agenti si sono precipitati in piazza e hanno avviato accertamenti. La ‘corsà su strada non era assolutamente autorizzata, fanno sapere dall’amministrazione comunale. Incredulo e preoccupato il sindaco Simone Calamai: “Piazza della Costituzione è sempre molto frequentata dalle persone e dai bambini che la percorrono per recarsi al vicino giardino ‘Piccolo Principe. Una fortuna che nessuno, oltre al conducente, sia rimasto ferito o coinvolto nell’incidente. Fatti come questo sono inaccettabili, perché mettono a repentaglio la sicurezza pubblica. La strada non è una pista da prove libere. La polizia municipale ha già avviato le indagini per ricostruire l’accaduto e stabilire le responsabilità”.

  9. Miguel Martinez scrive:

    A proposito di Difensori dell’Occidente…

    le truppe del presidente messicano di estrema sinistra, Andres Manuel Lopez Obrador (AMLO), si occupano qui, in un video assai movimentato, di una colonna di aspiranti migranti (haitiani e sudamericani) in marcia verso gli Stati Uniti:

    https://www.reuters.com/world/americas/mexican-officials-cut-off-new-migrant-caravan-breaking-up-main-group-2021-09-05/

    Se non ci fossero AMLO, Erdogan e la famosa marina militare libica, vedremmo assai diversamente la Questione Migrazione…

    • Miguel Martinez scrive:

      per Fuzzy

      “Eh! Purtroppo la storia soffre spesso di emicrania.”

      Diciamo che ho un vicino di casa molto colto, onestissimo, sempre disponibile ad aiutare i giovani studiosi d’arte, ma dotato di un Ditino Imparatore lungo almeno venti centimetri:-)

    • firmato winston scrive:

      Piu’ che altro, ci sono due tipi di fascisti: i fascisti e gli antifascisti.
      E’ solo per questo che Montanari farebbe meglio a ritrarre il ditino imparatore, la merda che gli arriva addosso lo fa solo perche’ segue un percorso a boomerang.

      Credo che uno degli storici piu’ preparati sull’argomento foibe e in generale confini nordestini con il minimo di pregiudizi politici sia Raoul Pupo: trovate diverse sue conferenze su youtube, ottime da ascoltare in mp3 mentre si fa qualcos’altro che non richieda concentrazione.
      Ad esempio:
      https://www.youtube.com/watch?v=UllGKRVZi4Q

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        E poi ci sono gli anti-antifascisti, altra categoria con il ditino imparatore sempre puntato.

        • firmato winston scrive:

          Il discrimine e’ nell’imporre con la forza agli altri la propria visione, non negherai che gli antifascisti comunisti in questo sono uguali ai fascisti

          • Francesco scrive:

            mica solo i comunisti

            in Italia l’antifascismo prepotente è assai diffuso

            PS sul Guardian danno delle fasciste alle TERF che osano dubitare delle tesi genderqueer! sembra roba italiana tanto è squallida

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Firmato Winston

        “Piu’ che altro, ci sono due tipi di fascisti: i fascisti e gli antifascisti.”

        Ma non mi riferisco tanto a quest’ultimo caso (di cui so solo ciò che dice la stampa), quanto a decine di altri, che riguardano soprattutto il mondo dell’arte e la città di Firenze.

        Sceglie cause sempre “reazionarie”, in genere nel senso migliore, ma con una visione piuttosto statica della realtà, come se tutto si fosse fermato con il Barocco, come se le città non fossero entità vive.

        Molto spesso ha ragione, ovviamente, ma esagera a mio avviso l’importanza, la “agency” come dicono gli americani, del PD, che lui denuncia mattina e sera.

        E poi ci resta male quando qualcuno gli risponde.

        Poi come conferenziere e storico è proprio bravo.

        E’ un personaggio molto fiorentino, cattolico, aristocratico, incorruttibile, passatista, legato a un giro di persone dai cognomi altisonanti, che sono il cuore della sinistra della nostra città, che sostengono con rigore e coraggio cause perse.

        • firmato winston scrive:

          Miguel, per quel che si puo’ vedere dall’esposizione mediatica, e’ l’opposto di te, che cerchi di comprendere e giustificare persino l’impossibile: compreso questo caso 😉

        • 'Alam al-Mithal scrive:

          Un cattolico di sinistra? Fuori da un museo? Curioso, molto curioso. Non si finisce mai di imparare.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Alam al-Mithal

            “Un cattolico di sinistra?”

            Siamo a Firenze!

            Lui ci tiene molto alla sua identità di cattolico.

            Il cattolicesimo di sinistra fiorentino nasce all’interno delle correnti tollerate e coltivate da Pavolini (che non era un cretino, anzi…).

            Sono i medievalisti antimoderni, quasi gli unici all’epoca a criticare il liberalismo dominante, con molti elementi romantici e medievaleggianti, che poi riprendono le antiche critiche all’usura e all’arroganza dei ricchi.

            Sono gli appassionati della liturgia (Badia Fiorentina…), dell’esempio personale, anche delle visioni mistiche.

            Nel loro antimodernismo, vedono probabilmente negli USA un nemico più pericoloso dell’URSS.

            Con i comunisti hanno un rapporto diretto, sono i Don Camillo che incontrano, si scontrano, fanno amicizia con i Peppone.

            Poi pian piano si perdono queste radici, ma non è una cosa così strana.

            • Miguel Martinez scrive:

              Ah, sull’argomento cattocomunisti fiorentini, non sono obiettivo 🙂

              E’ una visione del mondo assai lontana dalla mia, ma ho conosciuto troppe persone le cui vite sono state segnate da loro.

              Compresa la mia, indirettamente, visto che lo spazio nel quartiere di cui mi sono occupato esiste grazie a loro.

              L’ultima cattocomunista, Ghita Vogel, ebrea ricchissima convertita e vissuta per tutta la vita in austera povertà e preghiera, è morta recentemente.

              TM non appartiene direttamente al loro mondo, ma chiaramente ne è stato influenzato.

          • Francesco scrive:

            >>> Un cattolico di sinistra? Fuori da un museo?

            scusate ma l’Avvenire è il terzo o quarto quotidiano più letto in Italia!

            e il Papa regnante, non vi dice nulla?

            F o’ stupito

      • firmato winston scrive:

        ascoltate il link sopra che e’ spettacolare

    • Francesco scrive:

      Beh, di uno che scrive sul FQ non posso pensare che male, a prescindere dal fatto di non sapere nulla di nulla al riguardo.

  10. Miguel Martinez scrive:

    Domenica ovviamente sarò qui!

    In alto i picconi!

    • firmato winston scrive:

      Facci sapere quanti altri appartenenti alla classe operaia ci sono oltre a te.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per FW

        “Facci sapere quanti altri appartenenti alla classe operaia ci sono oltre a te.”

        Ti sorprenderà, ma penso che ci sia una discreta minorana. E se agli operai aggiungiamo gli impiegati pubblici di livello modesto, credo che siano la grande maggioranza.

        Il mondo ML (compresi i Carc, che in origine erano fuorusciti dal PMLI, poi hanno preso altre strade e ben altre forze) è antropologicamente l’opposto del mondo degli aristocratici di sinistra di cui parlavamo prima.

        Sociologicamente probabilmente non sono diversissimi dai Testimoni di Geova.

    • Francesco scrive:

      Si parla anche del Librone Bianco di Xi che va ad aggiungersi a quello rosso (e piccolo) di Mao? poveri scolari cinesi, proprio ora che i loro rivali USA buttavano il tempo a studiare pronomi da neurodeliri e fantastoria autolesionista!

  11. Fuzzy scrive:

    https://www.open.online/2021/09/04/mappa-aggressioni-fasciste-italia/
    Questi sono i fascisti.
    (Adesso mi piacerebbe vedere anche la mappa delle aggressioni antifasciste).
    Tra l’altro non si capisce di cosa questa gente si lamenti, visto che in italia abbiamo sostanzialmente due schieramenti, uno di destra (la sinistra) e uno di ultradestra (la destra).

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Fuzzy

        “Ecco, aggressioni antifasciste.
        Mah.”

        Credo che sia una conta che non abbia molto senso.

        A destra esiste da sempre una fauna di giovani (che poi invecchiano) con la rissa facile e il gusto molto personale della scazzottata, in stile tifoso-di-calcio.

        A sinistra esiste da sempre (diciamo dagli anni Settanta, non tanto il vecchio PCI o i socialisti) la tendenza a impedire agli altri di esprimersi perché “non si deve concedere agibilità a idee cattive”.

        Nessuno di destra cercherà di impedire domenica la commemorazione di Mao, responsabile della morte di, boh, dicono circa 50 milioni di persone.

        Se qualche consigliere comunale di destra farà un’interrogazione in merito alla concessione gratuita di una sala pubblica per l’evento, sarà solo per segnare un piccolo punto-dispetto contro il sindaco, mica perché veramente vorrebbe impedire il comizio.

        • firmato winston scrive:

          @miguel
          “non tanto il vecchio PCI”

          Stai scherzando spero: quelli si’ che erano come i testimoni di geova: se uscivi dal partito perdevi tutto l’intorno sociale (per vecchio PCI intendo prima di berlinguer e del tentato _compromesso storico con la DC di Moro_ – “ursula!” non e’ certo una novita’…)

          Vero che nell’estrema destra c’e’ il culto della potenza, come da origini, con buona pace di Vattimo, Cacciari e altri, almeno parzialmente nietzschiane.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per FW

            “Stai scherzando spero: quelli si’ che erano come i testimoni di geova”

            Vero. Ma non avevano quella smania di impedire agli altri di parlare o di esistere, per motivi da Ditino Imparatore.

            Se parli con un Comunista (vecchio PCI, ma anche roba tipo Carc) vedi sempre che non sono moralisti, sono tattici. Come Togliatti, che pensava che per far vincere la Rivoluzione Proletaria, avrebbero fatto comodo anche i giovani che avevano partecipato in buona fede alla RSI, e ha fatto l’amnistia, alla faccia dei “moralisti”.

            Il tatticismo può essere discutibile quanto si vuole, ma lo preferisco al Ditino Imparatore, che non è roba da comunisti.

            • 'Alam al-Mithal scrive:

              “Se parli con un Comunista (vecchio PCI, ma anche roba tipo Carc) vedi sempre che non sono moralisti, sono tattici. ”

              Mah, ho come esempio mio padre (vecchio PCI). Per lungo tempo ho ritenuto che fosse l’equivalente di un confuciano, poi ho capito che in realtà è l’equivalente di un legista.

              Il ditino imparatore, però, è merce corrente nei partitini di ultrasinistra.

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                “Mah, ho come esempio mio padre (vecchio PCI). Per lungo tempo ho ritenuto che fosse l’equivalente di un confuciano, poi ho capito che in realtà è l’equivalente di un legista.”

                Cioè, no, legista sulle cose statali, confuciano sulla morale personale.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Alam al-Mithal

                “Mah, ho come esempio mio padre (vecchio PCI). Per lungo tempo ho ritenuto che fosse l’equivalente di un confuciano, poi ho capito che in realtà è l’equivalente di un legista.”

                Credo che sia fondamentale, quando ci rapportiamo con i nostri vecchi, ricordarci sempre di quanto ha delicatamente insegnato Socrate nel Menone: tutti cercano il bene (tolti magari gli psicopatici, ma di quelli non ne parla).

                E se tutti cercano il bene, abbiamo qualcosa da imparare da tutti, senza necessariamente sposare le loro singole scelte.

                Ma certamente chi pensa che gli altri cerchino il male, sbaglia profondamente.

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                Certo, lo so. Mi pesa confrontarmi con la sua forma mentis, ma so che ha cercato quello che ha cercato in piena onestà. Sapendo questo, però, e facendo tesoro di tutto ciò, io cerco altro.

    • Francesco scrive:

      😀 😀 😀

      abbiamo demolito, gli altri avventori e io, quei poveretti del Sole 24 Ore, che hanno avuto il coraggio di riproporre pari pari l’articolo su quella mappa dopo 6 mesi, senza aggiornare una virgola e facendo una figura miserrima

      è stato un bel linciaggio spontaneo, nato dal fatto di aver letto l’articolo

    • firmato winston scrive:

      @fra
      ” uno di destra (la sinistra) e uno di ultradestra (la destra)”

      Mmhh, guarda che puoi dire anche il contrario, e c’e’ un po’ di gente che lo dice, ad esempio tutti gli anarcolibertari, che sono degli “estremisti individualisti” alla Thoreau, il famosissimo ecologista ante-litteram (nemici tanto della destra fascista che della sinistra comunista in quanto ritenute entrambe, ed e’ vero, eccessivamente collettiviste). Un paio d’anni fa ho ascoltato un comizio di casapound alla radio, ed era quasi identico ad uno di ultrasinistra.
      Strano? No, per nulla, tieni conto che la destra fascista originale, l’invenzione di mussolini, era socialismo+nazionalismo.
      Se guardi il sito di Bagnai (io l’ho letto tutto a suo tempo) vedi che c’e’ lo stesso identico miscuglio (infatti bagnai e’ passato senza problemi dall’ultrasinistra alla lega di salvini che a sua volta fa a gara di nazionalismo con la meloni – e da par suo minaccia di querelare chi osa dirlo). Idem per Fusaro, anche quello, che si autodefinisce marxista, smaccatamente “rossobruno”.

      Purtroppo, come gia’ detto, oggi del fascismo conosciamo solo la versione caricaturale che ci e’ stata tramandata dalle forze antifasciste, che spesso erano non meno fasciste dei fascisti stessi: il risultato e’ che la gente, quando reincontra il fascismo vero, non lo riconosce, anzi a volte gli sembra persino moderato.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per FW

        “Purtroppo, come gia’ detto, oggi del fascismo conosciamo solo la versione caricaturale che ci e’ stata tramandata dalle forze antifasciste, che spesso erano non meno fasciste dei fascisti stessi: il risultato e’ che la gente, quando reincontra il fascismo vero, non lo riconosce, anzi a volte gli sembra persino moderato.”

        Il trucco consiste nel non definire MAI il termine “fascismo”, ma solo cercare singoli elementi in qualunque cosa faccia antipatia, che somiglino a singoli elementi della storia italiana tra il 1922 e il 1945.

        Ti stanno antipatici i preti? “I fascisti hanno fatto il Concordato, ergo i clericali sono fascisti”:

        Ti stanno antipatici i laicisti? “Mussolini era un miscredente dichiarato, mangiapreti, i fascisti erano bestemmiatori che picchiavano quelli delle cooperative bianche e di Azione Cattolica….”

        • Miguel Martinez scrive:

          Io in questo mi espongo, definisco il “fascismo” e dico che le cose che ci somigliano sono fascismo, il resto no.

          Il Fascismo è il movimento che, in un momento di scontro sociale molto violento, stronca le sommosse dei lavoratori in nome del “superiore interesse” della produttività. E lo fa con il consenso dei proprietari e dei ricchi. Senza Confindustria, non c’è “fascismo”, ci sono comportamenti folcloristici irrilevanti.

          Il grado di violenza fisica dipende dalla contingenza: l’Italia uscita dalla prima guerra mondiale non è certo l’Italia di oggi – la cosa più simile al fascismo violento che ho visto in questi anni sono stati gli attacchi delle guardie di sicurezza ai lavoratori della logistica che protestavano, mettendo a rischio i profitti di Amazon ecc.

          Il cretino che picchia un nero per strada non è fascista; l’addetto alla sicurezza, magari di pelle nera, che dietro ordini del padrone del deposito picchia lo scioperante, lo è.

          Ma la violenza fisica oggi è una cosa irrilevante.

          In generale, ci avviciniamo al fascismo ogni volta che qualcuno dice che “bisogna tagliare la testa al toro”, farla finita con “comitati e comitatini”, farla finita con “lacci e lacciuoli”, mettere su la TAV o la centrale nucleare, o facilitare i licenziamenti.

          Non esaurisce certo tutta la storia di tutto ciò che sono stati i fascisti: il fascismo ha fatto anche cose buone 🙂 Ma è questo il motivo sensato per essere antifascisti.

          • Francesco scrive:

            così però Bismark diventa fascista …

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “così però Bismark diventa fascista …”

              Può darsi, ma almeno abbiamo un criterio per definire il fascismo.

              Tutti i criteri sono arbitrari: il comunismo sovietico parlava in russo, aveva le bandiere rossa, beveva vodka. Quindi è comunista parlare in russo, trovare piacevole il rosso, bere il vodka?

              E con il comunismo è relativamente facile arrivare a definizioni, perché gli esegeti di Marx hanno scritto fin troppo.

              • Francesco scrive:

                beh beh beh

                adesso non fare Borges: tutti i criteri hanno un margine di arbitrarietà ma esistono perchè se fatti bene sono utili, anzi necessari

                ciao

              • firmato winston scrive:

                @miguel
                “un criterio per definire il fascismo.
                Tutti i criteri sono arbitrari”

                Col cazzo che sono arbitrari, questo non si puo’ proprio sentire.

                I fascisti spiegano chiaramente cos’e’ il fascismo in poche righe sulla treccani (senno’ che fascisti sarebbero).

                E’ che e’ troppo comodo farne uno straw man, un fantoccio di comodo, per nascondere la dose in proprio possesso, di fascismo, e non capisco la volonta’ di far parte di tale genia di mentitori pensando cosi’ di vaccinarsi contro il fascismo. E’ il contrario, semmai.

          • firmato winston scrive:

            “Senza Confindustria, non c’è “fascismo”, ci sono comportamenti folcloristici irrilevanti.”

            No Miguel, e’ senza comunismo non ci sarebbe stato il fascismo: il fascismo ando’ al potere in alternativa ai soviet, garantendo una specie di terza via berlingueriana fra capitalismo puro e comunismo puro. E visto che c’era, assicurando al re che sarebbe rimasto al suo posto, e la chiesa pure. Una cosa molto dermocristiana, cioe’ italiana.

            • firmato winston scrive:

              “Una cosa molto dermocristiana, cioe’ italiana.”

              naturalmente, in rapporto ai bollenti spiriti dell’epoca: era appena finita una sanguinossima guerra mondiale, c’era stata una pandemia dieci volte piu’ mortale di quella di adesso, soviet dappertutto con possibile rivoluzione ribollente, la vittoria mutilata, il biennio rosso. Non riduciamo la storia a slogan.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per FW

              “e’ senza comunismo non ci sarebbe stato il fascismo”

              Non sto dicendo una cosa tanto diversa.

              C’è uno scontro sociale paurosa, cosa oggi inimmaginabile.

              Milioni di ferrovieri, metalmeccanici, braccianti, per mille motivi diversi (mica perché erano diventati tutti lettori di Marx) erano in sobillazione (anche perché magari tutti avevano perso un parente caro nella Grande Strage), e questa grande sommossa, da parte di persone che effettivamente avevano le mani sui “mezzi di produzione”, aveva terrorizzato i proprietari.

              Il fascismo fu la risposta immediata a favore dei proprietari (manganello e olio di ricino), assieme all’idea di una soluzione a lungo termine – “facciamo una società dove staranno meglio tutti, un mezzo socialismo”.

              Ma giustamente questo non “definisce” il fascismo, al massimo definisce “fascismo più DC più socialdemocrazia”.

              • firmato winston scrive:

                No Miguel, e’ tutta un’altra storia, molto piu’ ingarbugliata e meno comoda.
                Comincia con Mussolini che era all’estrema sinistra del partito socialista (un comunista, si sarebbe detto poi), e che contribuisce a trascinare l’italia nella prima guerra mondiale contro il parere del resto del partito, che e’ riformista e pacifista, nella convinzione che la guerra portera’ alla agognata rivoluzione proletaria. L’idea funziona, ma in russia, non in italia, perche’ l’italia, contrariamente che nel 1945, ha la sfiga di vincere la guerra. Dico sfiga perche’, pur vincendo la guerra, siamo l’unico dei paesi vincitori che e’ percorso da gravi disordini e fremiti rivoluzionari, sulla scia del bolscevismo sovietico. Ad essere contrari al bolscevismo pero’ non sono solo i grandi capitalisti, sono anche tutti i borghesi e i mezzadri, i contadini, e probabilmente anche molti operai che fin a ieri l’altro erano socialisti riformisti, non massimalisti come il giovane mussolini.

                Inoltre, ricordiamoci che la prima guerra mondiale NON e’ una guerra internazionalista, e’ tutto l’opposto, e’ una guerra che viene combattuta, a tutti i lvelli anche molto bassi, da sfegatati nazionalisti, per l’italia e’ la quarta guerra d’indipendenza, quella che porta all’annessione dei territori ancora rivendicati (e peraltro non tutti, da cui il mito della vittoria mutilata anch’esso sfruttato dai fascisti), eccetera eccetera eccetera non si puo’ fare un riassunto qui

              • Miguel Martinez scrive:

                Per FW

                “No Miguel, e’ tutta un’altra storia, molto piu’ ingarbugliata e meno comoda.”

                Lo so che la storia è ingarbugliata, e non voglio adesso ripercorrere il percorso di Mussolini.

                Voglio rispondere a un’altra domanda.

                SE il Fascismo è il male assoluto, l’unico pensiero vietato per legge, come lo definiamo?

                Cosa estraiamo dalle complicatissime vicende degli anni Venti, per dire “questo deve essere vietato”?

                O permettiamo a ciascuno di scegliere ciò che gli sta personalmente antipatico e trovare un qualche parallelo a caso nella storia italiana tra il 1922 e il 1945, o scegliamo una definizione univoca.

                Che non è tanto del “fascismo come fatto storico”; quanto del “fascismo fenomeno da vietare”.

              • Moi scrive:

                Faccioun esempio pratico :

                quasi nessuno , negli Anni 30’s / 40’s vedeva di buon grado la commistione dei “Ruoli di Genere in Società” … però “ne fa le spese” solo il Fascismo e il Nazismo che hanno perso ” La Guerra “.

                E poco importa che avessero in realtà “iniziato a emancipare” le ragazze del “popolo” militarizzando un po’ anche loro, tipo con attività sportive ginniche e/o danzanti coreografiche tipo “cheerleaders” 😀 dei Soldati Maschi d’ Acciaio 😉 .

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Moi

                “quasi nessuno , negli Anni 30’s / 40’s vedeva di buon grado la commistione dei “Ruoli di Genere in Società” … però “ne fa le spese” solo il Fascismo e il Nazismo che hanno perso ” La Guerra “. ”

                Esatto, per questo bisogna cogliere ciò che distingue il fascismo, altrimenti potremmo parlare, che so, di atteggiamenti tipici da Republican americano anni Trenta.

              • Moi scrive:

                Nonostante Hollywood e Netflix 😉 … le Suffragette Bianche Borghesi di cento e più anni or sono , difficilmente consideravano “Sorelle” o “Donne come Noi” le “Femmine dei (detto contestualmente) Negri”.

              • firmato winston scrive:

                @moi
                “quasi nessuno , negli Anni 30’s / 40’s vedeva di buon grado la commistione dei “Ruoli di Genere in Società””

                Per non parlare del razzismo e della scala di valore fra le razze, che era considerata una teoria piu’ che scientifica, scontata, quantomeno in tutto l’occidente. Darwin forse era uno di quelli meno razzisti (e sul serio, riteneva che ognuno avesse le sue peculiarita’, evitava di mescolare giudizi di valore alle valutazioni scientifiche)

              • Moi scrive:

                … aparte gli scherzi, nulla (!) contro le ragazze che si divertono … MA mi pare che nelle coreografie Cheerleaders ci sia effettivamente qualcosa di “Fascistoide” !

              • firmato winston scrive:

                @miguel
                “SE il Fascismo è il male assoluto, l’unico pensiero vietato per legge, come lo definiamo?”

                Cioe’ partiamo dal presupposto che sia il male assoluto e POI lo riempiamo del contenuto desiderato?
                Ma scherziamo?
                Erano i processi staliniani che funzionavano cosi’.

                Peraltro conoscendo il retropensiero, ma solo perche’ si conosce il retropensiero e lo si interpreta come mosso da buone intenzioni, non ha senso logico, sarebbe fascismo che vieta se stesso.

      • Fuzzy scrive:

        Secondo me basta guardare a chi ha i soldi e il potere.
        Li trovi a sinistra come a destra.
        E chi rappresenterebbero questi?
        Io non voto più da anni, ovvero, voto per scherzo. Persino a Ingroia ho dato il voto. Partito animalista. Devo informarmi se esiste il partito Valdese, perché potrebbe essere uno dei prossimi candidati a ricevere il mio voto.
        Basta. Per oggi ho già scritto anche troppe cazzate.

        • Fuzzy scrive:

          Totalitarismo
          Sistema politico autoritario, in cui tutti i poteri sono concentrati in un partito unico, nel suo capo o in un ristretto gruppo dirigente, che tende a dominare l’intera società grazie al controllo centralizzato dell’economia, della politica, della cultura, e alla repressione poliziesca (Treccani).
          Ecco, coincide? Mah. Segue.

          • Fuzzy scrive:

            Ok, vado giù di brutto.
            Coincide abbastanza.
            Alternative già esistenti e forse non utopiche?
            https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jsc.2393
            Le cooperative.
            Magari non è tutto oro, ma pare abbiano questa importante qualità della resilienza.
            (Sotto sotto c c’e sempre Kropotkin. Lo so, sono insistente e monotono).

            • firmato winston scrive:

              Bisogna stare attenti anche col cooperativismo, che non e’ molto dissimile dal corporativismo, quest’ultimo caro alla tradizione anarchica, ma guarda un po’ rispolverabile in che modo:
              https://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Spirito

              Occhio che la tradizione anarchica europea non e’ quella di Thoreau, e’ collettivistica. Probabilmente c’entra il fatto che e’ diverso vivere in uno spazio ristretto e gia’ completamente sfruttato da secoli, l’europa, oppure nella “infinita” america, dalla frontiera sempre al lontano orizzonte.

              Se noti ancora oggi c’e’ questa differenza di percezione fra i naturalisti americani alla thoreau, e quelli europei che sono una varieta’ di collettivisti, quasi sempre di sinistra com’e’ piu’ di moda oggi ma non raramente anche di estrema destra “blut und boden”, piu’ o meno consci di esserlo: gli americani sotto sotto sono ancora convinti che si possa secedere dalla collettivita’ e andarsene altrove, nonche’ abbassare fin che si vuole la produttivita’ della terra usando i metodi piu’ biologici, tanto spazio ce n’e’ fin che si vuole.

              • firmato winston scrive:

                Grazie tante, le cooperative in italia hanno un sacco di incentivi fiscali: vuol dire che qualcun altro paga per te. Lo stesso vale per le coltivazioni professionali bio.
                Poi, si assiste allo strano fenomeno di aziende bio da 1000 ettari, e cooperative con appena centomila dipendenti, pardon “soci”, “cooperanti”…
                Prova ad andarlo a dire alla baracetti: ti cava gli occhi, e giustamente 😉
                Sono forme di evasione fiscale e normativa istituzionalizzate clientelarmente, come il caporalato delle agenzie interinali. Tutta roba fatta dalla sinistra istituzionale dal potere tentacolare, altro che piccolo e’ bello, il piccolo se potessero lo cancellerebbero dalla faccia della terra, non e’ abbastanza controllabile dall’alto, e’ quello che tenta di evadere dal carcere, appunto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per FW

                ” e cooperative con appena centomila dipendenti, pardon “soci”, “cooperanti”…”

                Non mi risulta.

                Conosco cooperative con un numero variabile di soci/cooperanti (da nove, se mi ricordo la cifra minima di legge, a centomila) che hanno da 1 a 100.000 dipendenti.

                Soci e dipendenti non devono coincidere.

              • Fuzzy scrive:

                Eh, eh, lo sapevo che andava a finire cosi!
                Bisogna che siano piccole.

              • Francesco scrive:

                In effetti sarebbe da capire, quanto gli incentivi fiscali possano creare distorsioni e problemi.

                Io sarei un tifoso della parità di trattamento, per cui allo Stato non interessa se persegui il profitto o il bene dell’umanità, devi solo rispettare la legge e pagare le tasse, per il resto sei libero.

                E’ un modello possibile?

              • firmato winston scrive:

                @fra
                “e’ un modello possibile?”

                Tutti i modelli sono possibili in campo sociale, tutto a suo modo funziona o non funziona a seconda dei punti di vista.
                Il difficile e’ trovare qualcuno che lo ammetta, che perlopiu’ siamo degli hardware alla disperata ricerca di un software che ci animi, c’e’ stato un periodo durato qualche millennio in cui lo cercavamo nei libri, poi siamo passati alle schede perforate.

                Da cui lo scientismo positivista ottocentesco che pervade le scienze sociali (attualmente piu’ di tutte l’economia comportamentistico-pavloviana degli zero virgola e degli incentivi/disincentivi normativo/fiscali), quando e’ da ormai giusto un secolo che neppure la scienza dura ci crede piu’…

                Ma ammettere semplicemente che si vorrebbe cosi’ non perche’ le formule matematiche lo dimostrano, ma perche’ lo preferiremmo, no?

                Come diceva Feyerabend,
                “anything goes”.

              • Fuzzy scrive:

                https://www.resilience.org/stories/2014-05-05/the-benefits-and-impacts-of-cooperatives/
                Qui c’e scritto che pagano le tasse e che gli stati ci guadagnano.
                Ma allora chi è che non paga le tasse?

              • firmato winston scrive:

                @miguel
                wiki:
                Le 105 cooperative di consumatori che al 2013 costituivano Coop Italia contano un totale di 8169033 soci che sono i proprietari di Coop Italia

              • firmato winston scrive:

                @fuzzy
                “Ma allora chi è che non paga le tasse?”

                Se fosse facile da capire, finirebbe il giochino dei tre bussolotti.
                Qui c’e’ una favoletta che spiega molto bene a cosa serve la scienza economica:
                https://www.lafabbricadelleillusioni.it/pdf/Ailati.pdf

                “Qui c’e scritto che pagano le tasse e che gli stati ci guadagnano.”

                Gli stati guadagnano dal formalismo economico, perche’ su ogni movimento incassano la percentuale (da cui la burocrazia in continua crescita: i burocrati privati costano cari e fanno a meta’ del bottino con lo stato). Piu’ aumenta il casino contabile, piu’ incassano (anche di multe, ricorsi, controricorsi, in italia c’e’ la cifra record mondiale di megasanzioni a cazzo non incassate dall’ADE**, 700 miliardi di euri quasi tutti inesigibili)

                **agenzia entrate

              • firmato winston scrive:

                balasso dalla commercialista, mitico:

                https://www.youtube.com/watch?v=UaUL89gHfqM

              • Fuzzy scrive:

                Winston
                Quindi nessuno deve pagare le tasse?
                Francesco
                Nessuno deve pagare le tasse!

                (Vacci a capire qualcosa te, nei blog).

              • firmato winston scrive:

                @miguel
                “Non mi risulta.
                Conosco cooperative con un numero variabile di soci/cooperanti (da nove, se mi ricordo la cifra minima di legge, a centomila) che hanno da 1 a 100.000 dipendenti.
                Soci e dipendenti non devono coincidere.”

                In una cooperativa quelli che ci lavorano dentro non possono essere anche soci-proprietari? Ma allora che cooperativa e’? Cosa cooperano?
                Ma comunque il punto, nel contesto del discorso, e’ che una cooperativa con centomila soci e’ una megasocieta’ alla fantozzi, e non puo’ in nessun modo essere una realta’ di autogoverno paritetico. Una megasocieta’ alla fantozzi che gode di un sacco di privilegi normativo/fiscali, pensati in origine e al contrario per compensare le piccole realta’ dagli svantaggi concorrenziali nei confronti delle piu’ grandi.
                E’ una cattedrale, non e’ un bazaar (per usare la terminologia di Eric Raymond).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per FW

                “In una cooperativa quelli che ci lavorano dentro non possono essere anche soci-proprietari? ”

                Certo, possono decidere di impiegare se stessi, oppure altri.

                Non so molto delle megacooperative (tipo Coop), argomento su cui tendo a pensare che tu abbia qualche ragione.

                Trovo assai discutibili le classiche cooperative che fanno gestiscono in genere i “servizi” (pulizie, mense, centri giovani, ecc.) che assumono lavoranti precari.

                Comunque l’idea di fondo è che la coop paga meno tasse, perché non ridistribuisce gli utili, ma li reinveste, quindi deve restare produttiva.

              • fuzzy scrive:

                Winston, Francesco

                Quello che è avvenuto a cavallo del 2008, è un quasi collasso del sistema finanziario privato, non certo di quello pubblico: lo scoppio della bolla dei subprime e la conseguente recessione, mentre gli stati devono indebitarsi per salvare le stesse banche responsabili della crisi, si svolge secondo il principio economico per cui finché le cose vanno bene i profitti sono privati, ma quando il giocattolo si rompe vengono “socializzate” le perdite.
                Con buona pace dei trent’anni di dottrina neo-liberista e di teoria dei mercati efficienti.
                In altre parole il mostruoso debito creato dalla finanza speculativa per moltiplicare i profitti eludendo regole e controlli viene trasferito agli Stati, senza alcuna condizione. (….)
                Questa montagna di debiti mette in difficoltà diversi governi, causando la crisi dei debiti sovrani
                esplosa in Europa nel 2011. Ecco allora i piani di austerità, le misure “lacrime e sangue”, i tagli al welfare.
                Non con i miei soldi ed Altreconomia
                Ecco, ho consultato la mia Bibbia.
                La finanza speculativa ha moltiplicato i profitti. Quei soldi secondo il mio modesto parere, potevano andare alle Cooperative.

              • firmato winston scrive:

                @fuzzy
                “Quello che è avvenuto a cavallo del 2008, è un quasi collasso del sistema finanziario privato, non certo di quello pubblico”

                Fuzzy la storia completa non e’ complicata, ed e’ che il collasso e’ partito dai mutui immobiliari scoperti di Fannie Mae (Government-sponsored enterprise) e Freddie Mac (public government-sponsored enterprise), che erano societa’ di mutui a cui il governo americano aveva ordinato di dare crediti a tutti senza garanzia per promuovere la proprieta’ dell’alloggio.
                Quando dai credito a tutti per acquistare qualcosa (_o dai incentivi a pioggia … da segnare e ricordare questa_) il prezzo di quel bene va in bolla, e la bolla prima o poi scoppia… in questo caso immobiliare.

                Scoppiata la bolla, il collasso si e’ propagato a catena alle altre finanziarie americane con rating AAA (cosa c’e’ di piu’ sicuro dell’ipoteca immobiliare? nulla!), su cui avevano investito le banche colme di quattrini del nostro nord europa.

                Se ti ricordi, nel primo periodo della crisi, sul nord europa si scateno’ il finimondo finanziario, in inghilterra germania e francia rischiarono di fallire le banche sistemiche, furono riempite di soldi pubblici per restare in piedi, mentre noi coi nostri tremonti e berlusca stavamo piu’ che tranquilli, piu’ che altro perche’ le nostre banche non avevano soldi da investire in Usa, magari! semmai compravano titoli di stato italiani. Quindi dagli usa non avevano perso praticamente nulla.

                Detto questo, smutandate le banche nordeuropee dall’inculata presa dalle societa’ _parapubbliche_ americane contro la quale non potevano fare nulla, le banche nordeuropee semplicemente hanno cominciato a esigere il rientro dei crediti dal sud europa per non fallire del tutto, e li’ sono cominciati i dolori per noi.

                In altri termini, non potendo fare nulla contro gli americani, le banche nordeuropee si sono rifatte su di noi, che del resto eravamo indebitati con esse.

                Ma a far partire tutto sono state le societa’ parapubbliche americane di crediti immobiliari, funny mae e freddy mac, su mandato del governo americano.

                La tua bibbia sull’argomento non e’ granche’, e’ la favola che ha messo in giro anche bagnai, che e’ un pifferaio con grandi capacita’ retoriche. Che il debito era formalmente privato e’ vero, ma era un debito privato partito da insolvenza su implicita garanzia pubblica. Fra l’altro, ci fu l’errore di Bush che scelse di lasciar crollare il primo anello della catena confidando che il mercato avrebbe sistemato tutto, come si chiamava, la tripla A Lehman Brothers. Ma quale mercato, non c’era nulla di mercato nei traballanti fondamentali sottostanti.

                Per non parlare poi della politica nazista dei franco-tedeschi in grecia (le banche francesi erano MOLTO piu’ esposte di quelle tedesche verso la grecia), che per non intervenire con quattro soldi subito fecero a loro volta partire la reazione a catena sui crediti greci, da cui non si e’ piu’ venuti fuori.

                Peraltro, un’altra cosa eclatante che non viene MAI ricordata, e’ che quei treccartari maledetti dei greci truccarono i dati del loro PIL verso l’alto del 5 e piu’ per cento annuo per vari anni, in modo da ottenere crediti dalle banche tedesche e francesi su basi che erano completamente fasulle e scoperte. Il 5 o 10 per cento annuo per anni, vuol dire meta’ o un intero PIL!

                Hai presente no come in questi anni era una tragedia uno sforamento di qualche zero virgola sul deficit dello stato: ebbene i greci dichiaravano ufficialmente zero virgola, ma invece era 5 o addirittura 10 per cento!!! e cosi’ continuavano ad avere credito dalle banche estere, credito in realta’ scoperto. Questa cosa e’ notissima ma truffaldinamente nascosta dai sostenitori del “tutta colpa del privato”, tu l’hai mai sentita? Il motivo per cui francesi e tedeschi si erano incazzati e volevano fargliela pagare cara era questo e piu’ che legittimo alla fine, solo che e’ andato in crisi tutto il sistema. A parte il fatto che come dicevo sopra i tedeschi non si rendono conto che i greci non sono coesi come loro, e che a pagarla piu’ cara i greci di potere l’avrebbero fatta pagare ai greci poveracci. In effetti si sarebbe dovuto spazzare via il governo greco alla piazzale loreto e intervenire direttamente alla piano marshall, ma per ovvie ragioni di opportunita’ non si e’ potuto, e cosi’ su tutta la storia sono state montate un sacco di favole su cui ognuno ha ricamato per sostenere la sua narrazione politica.

                La storia non dico completa, ma con ulteriori particolari, come vedi e’ un po’ diversa, e risulta un po’ meno banale e sloganistico attribuire ragioni e torti.

              • fuzzy scrive:

                Winston (Crisi subprime)

                https://www.gsb.stanford.edu/insights/role-repo-financial-crisis

                “Circolano molte storie, ma ci sono pochi dati per dire se queste storie hanno senso o meno. Il nostro obiettivo era cambiare questo stato di cose apportando nuovi dati che possano far luce su alcune di queste importanti questioni “.

                Uso fraudolento dei Repo o repurchase agreement
                Si tratta di operazioni poco note ma che vengono svolte continuamente nel sistema bancario e finanziario, in particolare per garantire la liquidità a breve termine.
                Mettiamo che una banca abbia una serie di titoli “tossici” o che comunque pesano sul bilancio, e non vuole che si sappia in giro. Il giorno prima di dovere pubblicare il proprio bilancio in cui figurano tali titoli, li vende a un’altra banca in cambio di liquidità e impegnandosi con la controparte a ricomprarli dopo tre giorni. In questo modo spariscono i titoli tossici ed entrano soldi freschi che permettono di mostrare i conti in regola.

              • fuzzy scrive:

                winston
                Non vorrei che si pensasse che io mi illudo di averci capito qualcosa in tutto questo casino. Infatti è stato fatto solo del casino per niente, forse come dice Tim Jackson per stimolare la crescita. Ma l’effetto è stato deleterio.
                Era meglio se davano soldi alle piccole imprese sul territorio. Il sospetto è che alla fine quei soldi siano finiti nelle tasche di chi ne aveva già in abbondanza e che lì siano rimasti a ristagnare.

              • Fuzzy scrive:

                O che siano stati investiti nel peggiore dei modi
                Compreso questo
                https://www.resilience.org/stories/2021-09-08/sustaining-the-unsustainable-why-renewable-energy-companies-are-not-climate-warriors/
                (La tragicomica storia delle energie rinnovabili).

              • Francesco scrive:

                x FW

                anche a me risulta che la storia del 2008 sia andata pressapoco così

                quello che non ho mai capito è come ci fossero in giro così tanti titoli con valutazione AAA (e comunque con valutazione “è roba seria”) che in verità erano “spazzatura”

                e come le società di valutazione abbiano potuto cavarsela senza neppure un graffio, pur avendo dimostrato di non fare per nulla il loro lavoro

                in generale, tutta l’economia capitalista si basa sulla fiducia e sui debiti/investimenti ed è a rischio

                l’alternativa è un’economia immensamente più povera, però

              • firmato winston scrive:

                @fra
                “come ci fossero in giro così tanti titoli con valutazione AAA (e comunque con valutazione “è roba seria”) che in verità erano “spazzatura””

                perche’ erano miscugli di roba immobiliare (ti ricordi, “subprime mortgage crisis”, cartolarizzazioni): fino a quel momento la roba immobiliare era considerata la piu’ sicura, essendo gravata da ipoteca sul bene che per eccellenza “non poteva che aumentare sempre di valore”, l’immobile. Ti ricordi di quando le nostre banche stesse prestavano oltre il 100 per cento dell’importo per i mutui immobiliari, ti pagavano anche i mobilie e il pranzo di nozze, col solo immobile a garanzia ipotecaria? Peraltro e’ stata proprio questa politica di credito facile a far montare la bolla, in Usa come in italia. In italia i prezzi, fra inflazione da cambio di moneta e tassi bassi, erano letteralmente quadruplicati in dieci anni (dalle mie parti, per un appartamento squallido in periferia, da 80 milioni a 160.000 euri!).

                Dopo quella batosta, le banche chiedono garanzie doppie o triple!

                “e come le società di valutazione abbiano potuto cavarsela senza neppure un graffio, pur avendo dimostrato di non fare per nulla il loro lavoro”

                Una delle tre piu’ grosse, non ricordo piu’ quale, in sordina ma e’ fallita.

              • firmato winston scrive:

                @fuzzy
                “In questo modo spariscono i titoli tossici”

                ma questo era DOPO che il bubbone si era gonfiato

                “Era meglio se davano soldi alle piccole imprese sul territorio. Il sospetto è che alla fine quei soldi siano finiti nelle tasche di chi ne aveva già in abbondanza”

                In realta’, a far montare quella crisi, e’ stato proprio il contrario: che i soldi erano stati prestati a gente che non aveva nessuna possibilita’ di restituirli, per decisione politica. Uno dei motivi era che la destra americana pensava che incoraggiando la piccola proprieta’ immobiliare avrebbe trasformato molti poveracci in elettori repubblicani: piu’ o meno la stessa politica dell’anti-urbanesimo fassista, che cerco’ di ostacolare, vanamente, l’esplodere del proletariato urbano tenendolo nelle campagne come piccolo proprietario (vedi ” https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_di_fondazione_nel_periodo_fascista “, c’e’ un bellissimo libretto di a. pennacchi in proposito, e un po’ tutti i suoi libri sono autobiografie della bonifica dell’afro pontino, “canale mussolini” e’ l’epopea di una delle famiglie di “coloni” sul loro “podere” – una casetta agricola “a riscatto” con annessa stalla e qualche ettaro di terreno a seconda della sua fertilita’ per essere indipendenti e creare un piccolo surplus, per la tecnologia agricola dell’epoca)

                Comunque di questa tutta faccenda, secondo me, la cosa piu’ importante e difficile da capire, in quanto inaccettabile per la smania di controllo attuale, da parte di persone e istituzioni, e’ che il valore delle cose e dei soldi e’ una cosa impossibile da controllare anche per il piu’ autoritario regime perche’ dipende dalla altrove descritta pazzia/paranoia degli uomini: se la gente ad un certo punto “decide” che un bulbo di tulipano vale quanto un palazzo di 5 piani, non c’e’ nulla che possa distoglierla, e tutto il resto dell’economia va dietro a catafascio, ineluttabilmente.

                Adesso si sta nascostamente cercando di ovviare a questo inconveniente con la valuta elettronica controllabile centralmente sul singolo individuo (il primo passo e’ la carta precaricaricata mensilmente per i poveri, come si chiama), ma suppongo che questo, semmai, dara’ il colpo finale al sistema distopico dell’economia totalmente monetaria. La cosa che e’ successa durante gli anni 1930, e’ che l’economia e’ passata dall’essere in una percentuale non trascurabile basata sull’autoconsumo e autoproduzione (la maggior parte della gente viveva ancora sulla terra e faceva la contadina), all’economia totalmente monetaria, in cui nessuno produce piu’ niente di quello che consuma e quindi TUTTI i beni si possono ottenere SOLO con lo scambio di moneta. La crisi del ’29, che era di sottoconsumo, c’e’ stata perche’ la gente poteva ancora scegliere di tirare i remi in barca e di arrangiarsi da se’, ora e’ impossibile, se chiudono i supermercati muori di fame in una settimana. E’ stato un cambiamento epocale quanto non considerato, perche’ tutti hanno gli occhi puntati, col paraocchi, sulla teoria marxista della lotta di classe, in un senso o nell’altro. Se noti e’ cio’ che informa, implicitamente, anche tutti i link che poni alla nostra attenzione, ed e’ l’argomento dello stesso articolo sopra, al quale almeno in questo caso il commento e’ un minimo “in topic”.

              • firmato winston scrive:

                @fuzzy, francesco
                “La crisi del ’29, che era di sottoconsumo, c’e’ stata perche’ la gente poteva ancora scegliere di tirare i remi in barca e di arrangiarsi da se’”

                ed e’ proprio per questo che keynes, che oggi che il passaggio di paradigma e’ stato completato, e’ incomprensibile, penso’ che doveva essere lo stato a spendere per loro, anche solo scavando e riempendo buche, riempendogli in cambio le tasche di moneta-debito e cosi’ indebitandoli circolarmente per costringerli a cambiare menage esitenziale, il cui esito e’ il debito universale di oggi.

              • Francesco scrive:

                Non sono molto convinto che in Europa avesse senso allora pensare all’autoproduzione e all’autoconsumo.

              • Francesco scrive:

                x FW

                se anche le società di valutazione del credito credono a fregnacce come “il valore delle case può solo crescere” siamo messi bene!

              • firmato winston scrive:

                @fra
                “se anche le società di valutazione del credito credono a fregnacce come “il valore delle case può solo crescere” siamo messi bene!”

                chi fa quel lavoro vive di fregnacce, il denaro e’ il bene immaginario ed emozionale per eccellenza, e la prima regola per essere credibili nelle balle che si racconta e’ crederci noi stessi

  12. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Senza Confindustria, non c’è “fascismo”

    [cit.]

    ———

    Bene, quindi per convergenza d’ intenti … può esserci Fascismo solo da parte dell’ Associazionismo Arcobaleno :

    la Famiglia, dopo Dio e la Patria, è l’ ultimo ostacolo da rimuovere per ottenere il Consumatore Perfetto ovvero lo Sradicato Universale ai fini del Libero Mercato
    Assoluto.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma da quando Confindustria è arcobaleno? Guarda che se il padrone discrimina le checche loro lo difendono…

      • Moi scrive:

        NON esistono i Padroni, esistono i Re Mida Disinteressati Buoni chiamati “Imprenditori” … dài, c’ hai presente la potentissima Macchina da Propaganda chiamata TED Talks ?!

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Questo è comune pensarlo a destra e a sinistra, per cui non identifica la cultura “arcobaleno”.

        • Francesco scrive:

          scusa Moi. staresti dicendo che Imprenditori è il termine “propagandistico” e “padroni” è quello più corretto?

          😀

          • Moi scrive:

            Mah … “Capitalisti” in fondo è abbastanza neutro .

            😉

            • Francesco scrive:

              Dopo Marx mi permetto di dubitarne, anche peggio dopo la volgarizzazione di Marx.

              Allora è meglio Padroni, che almeno ha la dignità di un termine utilizzato per lunghissimo tempo.

      • Francesco scrive:

        è per questo che i dipendenti sono obbligati a partecipare ai Gay pride sotto le insegne aziendali?

  13. 'Alam al-Mithal scrive:

    Bene, non devo certo ricordarti

    http://www.kelebekler.com/occ/bordiga01.htm

    Comunque, su sinistrainrete pare che dentro certi gruppi il pensiero di Bordiga stia vivendo una nuova primavera. Mah, forse la disperazione ispira la fede nelle teorie crollistiche e nel meccanicismo.

  14. Moi scrive:

    Nessuno (!) di Estrema Sx dirà mai di aver “aggredito” un Fascista : dirà di aver perpetrato l’ Opera della Resistenza !

    Nessuno (!) di Estrema Sx dirà mai di aver “aggredito” un “Rosso” / una “Risorsa Boldrinana” : dirà di aver supplito alle Forze dell’ Ordine che hanno “le mani legate” dai Governi della Grande Dissoluzione.

    • Moi scrive:

      … una delle cose “Fascio-Cosplay” 😉 più aberranti, mi pare che sia il cosiddetto “Bangla Tour”, cioè andare ad aggredire gente che sta lavorando (!) dentro al loro stesso negozio … NON ho in simpatia quel Fanatismo che mi pare purtroppo “connaturato” all’Islam , MA ho troppa Etica Emiliana del Lavoro per tollerare una cosa del genere !

      SE i Bangla reagissero con un Trattamento Piazzale Loreto 😉 , li capirei !

  15. Moi scrive:

    Nessuno (!) di Estrema Dx dirà mai di aver “aggredito” un “Rosso” / una “Risorsa Boldrinana” :

    ——- errata corrige ………

  16. Moi scrive:

    @ SED VASTE

    Contro la dispersività (suo unico difetto) di questo blog , te lo chiedo qui :

    sei un caso rarissimo di “AntiSemita” che NON usa l’AntiSionismo da paravento, giusto ?

    Ebbene, NON puoi esimerti dal Domandone Fondamentale :

    Secondo te, quando gli Ebrei parlano di “Elohim” / אֱלֹהִים‎ / , cosa intendono ?!

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ti prego…

    • Moi scrive:

      Qualunque cosa ritieni che sia … è pura invenzione ? … Non potevano, nel caso, inventare un Dio “più comodo” ? 😉 … Perché gli Ebrei non potevano (come dici te) “Dominare il Mondo” anche senza ?!

  17. Moi scrive:

    @ FIRMATO WINSTON

    Miguel parla d’ Immaginario Collettivo …

    Ad esempio,il Razzismo ISTITUZIONALIZZATO fa pensare subito all’ Europa Nazista e Fascista !

    MA chiunque abbia un livello storico-culturale anche appena decente sa che negli USA c’è stato di ben peggio e ben prima ! … Eppure, anche chi ” ne sa di Storia” per condizionamento culturale (in cui la Scuola è il livello minimo !) pensa prima (!) all’ Europa Nazista e Fascista !

    • Moi scrive:

      Coevamente al Fascismo, in Svezia i Sami (meglio noti con il nome improprio di “Làpponi”) furono dichiarati legalmente una “razza inferiore” … in Svizzera, dove tutti i ricchi hanno i soldi, chi conosce il trattamento riservato (pare addirittura) fino agli Anni Ottanta agli Jenisch (gli sconosciuti simil-Zingari dell’ Alpi Svizzere) ?

      Su quanto Churchill fosse “Buono”, mica come Hitler e Mussolini … chi ha conservato memoria storica degli Aborigeni Australiani e dei Maori NeoZelandesi, qualcosina 🙂 da ridire ce l’ avrebbe eccome !

    • firmato winston scrive:

      moi
      “sa che negli USA c’è stato di ben peggio e ben prima”

      Negli usa c’e’ stato e c’e’ di tutto, e’ il paradiso dello “cherry picker”.

      Ma fascismo, invece, significa al contrario che si marcia tutti compatti! Pur sotto forma di monadi leibniziane – leggere la voce fascismo sulla treccani, eccola qua, di gentile e mussolini, due autorita’ in proposito, direi:

      https://totalitarquintaf.wordpress.com/2016/06/11/la-voce-fascismo-nellenciclopedia-treccani-1934/

      Fascismo – Dottrina da Enciclopedia Italiana

      Anti individualistica, la concezione fascista è per lo stato; ed è per l’individuo in quanto esso coincide con lo stato, coscienza e volontà universale dell’uomo nella sua esistenza storica. È contro il liberalismo classico, che sorse dal bisogno di reagire all’assolutismo e ha esaurito la sua funzione storica da quando lo stato si è trasformato nella stessa coscienza e volontà popolare. Il liberalismo negava lo stato nell’interesse dell’individuo particolare; il fascismo riafferma lo stato come la realtà vera dell’individuo. E se la libertà dev’essere l’attributo dell’uomo reale, e non di quell’astratto fantoccio a cui pensava il liberalismo individualistico, il fascismo è per la libertà. E per la sola libertà che possa essere una cosa seria, la libertà dello stato e dell’individuo nello stato. Giacché per il fascista, tutto è nello stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello stato. In tal senso il fascismo è totalitario, e lo stato fascista, sintesi e unità di ogni valore, interpreta, sviluppa e potenzia tutta la vita del popolo.
      Né individui fuori dello stato, né gruppi (partiti politici, associazioni, sindacati, classi). Perciò il fascismo è contro il socialismo che irrigidisce il movimento storico nella lotta di classe e ignora l’unità statale che le classi fonde in una sola realtà economica e morale; e analogamente, è contro il sindacalismo classista. Ma nell’orbita dello stato ordinatore, le reali esigenze da cui trassero origine il movimento socialista e il sindacalista, il fascismo le vuole riconosciute e le fa valere nel sistema corporativo degl’interessi conciliati nell’unità dello stato. […]

  18. Moi scrive:

    A proposito di Comunisti …

    l’ incredibile storia (vera) dietro al film Nord Coreano “Pulgasari” / 불가사리 / (un “tarocco” dei vari Godzilla / Gamera / ecc … , imprecisatamente ambientato durante il Feudalesimo …) del 1985

    ———————

    How Kim Jong Il Kidnapped a Director, Made a Godzilla Knockoff, and Created a Cult Hit

    The North Korean dictator wanted a blockbuster; in a weird way, he got it.
    BY NICK ROMANO

    https://www.vanityfair.com/hollywood/2015/04/pulgasari-north-korea-cult-hit

    trailer (volendo c’è anche il film per intero, in Coreano sottotitolato in Inglese, o in Giapponese o Altro … storia NON banale)

    https://youtu.be/soW6hO010z0

  19. Miguel Martinez scrive:

    Su Repubblica, leggo stamattina il titolo:


    Afghanistan, il macabro racconto del soldato Ullah: “Lapidiamo le donne per il bene dell’Islam”
    dal nostro inviato Pietro Del Re”

    Il giornalista dice di essere riuscito a farsi dire delle cose un po’ pese da un certo Soldato Ullah.

    Ullah mi sa vagamente di nome da meretrice danese, ma non sono abbastanza esperto.

    Il giornalista di Repubblica, invece, presumo che il nome se lo sia inventato: gli “arabi” si chiamano tutti roba tipo Abdu-llah (“servo di Dio”), e allora gli ha appiccato il nome di Dio rubando la “u” dalla parola prima?

    Benissimo, gli informatori si proteggono, ma un quarto d’ora di studio dei nomi da musulmani prima di fare il biglietto per l’Aghanistan…

    • PinoMamet scrive:

      I giornalisti italiani non hanno perso il brutto vizio di inventarsi le cose!

    • Moi scrive:

      ** Giornalista di Repubblica **

      Allora : “abdullah” … quale sarà il nome ? … Quale il cognome ? … “Abd” oppure “Ullah” ? … Va be’, dài : facciamo “Ullah”, ch’è più simpatico come suona : “uh-là-là !”

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Ullah”

      Un brillante fisico sperimentale pakistano si chiama Zakatullah, che se non sbaglio sta per ‘elemosina di Dio’.

      Bel nome per un bambino.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  20. roberto scrive:

    OT non mi ricordo più dove parvate dello sri lanka
    ho letto qui una spiegazione un po’ più completa (cioè la decisione di passare a 100% biologico è solo uno degli elementi del presunto disastro)

    https://www.firstpost.com/world/sri-lanka-denies-reports-of-food-shortage-but-declining-forex-gdp-drives-inflation-in-pandemic-hit-nation-9931621.html

  21. Miguel Martinez scrive:

    Rimetto qui un commento che ho fatto sul post precedente, che forse è sfuggito, nel caso interessi…

    Una curiosità, sento parlare sempre di più di “obbligo vaccinale”.

    Mi chiedo se il termine sia corretto.

    Faccio un esempio.

    Io parcheggio l’auto in un’area soggetta a divieto di sosta.

    Caso 1: Passa un vigile e multa l’auto. Abbiamo quindi la punizione di un divieto, ma l’auto resta lì, e potrebbe restare teoricamente all’infinito, basta che io paghi le multe, o me ne freghi.

    Caso 2: Passa il carro attrezzi e porta via l’auto, risolvendo il problema. Poi, certo, mi fa anche la multa, ma è quasi secondario.

    Ora, quando si parla di “obbligo vaccinale”, presumo che siamo al caso 1 – la mancata vaccinazione sarà punita (sospensioni, multe, carcere, ecc.), ma nessuno sarà in realtà “obbligato” a vaccinarsi.

    Oppure si tratta del caso 2? Cioè si vaccineranno a forza i renitenti? In fondo non dovrebbe essere molto più difficile che mettere le manette a qualcuno.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Sarà il caso uno, ma potrebbe arricchirsi di conseguenze ulteriori, tipo sospensione dal lavoro e simili. Certo, se non sei un lavoratore dipendente o un titolare di un pubblico esercizio, non te ne importa granché.

    • roberto scrive:

      scherzi miguel?
      vaccinare a forza i renitenti????

      se guardi come funziona ora con i vaccini obbligatori, c’è l’esclusione dei bambini non vaccinati dalla scuola materna, ma poi nessuno può essere escluso dalla scuola dell’obbligo e ovviamente i bambini non vengono né vaccinati a forza né strappati all’abbraccio (mortale) delle loro mammine novax, ma c’è giusto una multa in fondo al tunnel

      • firmato winston scrive:

        “ma c’è giusto una multa in fondo al tunnel”

        una? alla volta!
        prima legge della robotica burocratica: fare cassa

        approfitto per riportare l’incipit di un libro che mi e’ caro:

        Correva l’anno 1919 e in Cecoslovacchia stava per nascere la Repubblica comunista di Bela Kun. Vedendo sfilare per le vie di Praga un corteo di operai che urlavano ritmicamente “Rivoluzione! Statalizzazione delle imprese!”, Franz Kafka sussurrò malinconicamente all’amico Max Brod, poi suo biografo: “Vedi, Max, quei poveretti non hanno ancora capito che oggigiorno le catene dei popoli son fatte con la carta dei ministeri”. E questa battuta, nella quale c’è già la premonizione della tragedia burocratica comunista e dei capolavori kafkiani Il castello e Il processo (due urli antiburocratici), ci spiega assai meglio delle dotte analisi di tanti intellettuali marxisti perché Kafka sia stato così inflessibilmente scomunicato e vietato nel mondo stalinista.

    • Francesco scrive:

      credo anche io che sarà sufficiente una specie di “messa al bando” dei non vaccinati come pena per chi rifiuta di vaccinarsi

      a un certo punto, o si vive in perfetta solitudine o toccherà cedere e vaccinarsi

    • firmato winston scrive:

      Piu’ che altro andrebbe detto forte e chiaro che siamo alla conclamata paranoia di massa: e’ continuo il ripetere la sciocchezza, anzi il netto rovesciamento della realta’, che sono i non vaccinati che uccidono i vaccinati. Anche ad altissimo livello, l’ha detto pure Draghi.

      E’ come dire:

      – uno, che il vaccino non funziona o funziona poco (senno’ cosa dovrebbero temere i vaccinati dai non vaccinati?)

      – due, negare che sono i non vaccinati che rischiano una molto aumentata probabilita’ relativa, seppure bassissima in senso assoluto, di ammalarsi seriamente o crepare di covid

      – tre, i vaccinati sono ugualmente portatori, spesso asintomatici, del virus, e circolano liberamente col green pass (greeen dappertutto, ebbasta!!!) quindi sono semmai loro che uccidono i non vaccinati (non si capisce che cazzo di vaccino sia quello che stimola il sistema immunitario ma non protegge dalla replicazione del virus nel proprio organismo, non e’ normale, non e’ che fa proprio il contrario che stimolare il sistema immunitario? – se sembra assurdo non lo e’, alcune malattie uccidono per eccesso di risposta immunitaria, era cosi’ anche per la spagnola)

      Il vaccino, evidentemente, e’ efficace nel danneggiare il cervello quantomeno di qualcuno di quelli che se lo fanno. (e’ una battuta, meglio specificare, che di questi tempi, coi santi, non si scherza!)

      Comunque, questo serva di lezione per quelli che credono che la follia di massa, la paranoia di massa, sia un evento raro nella storia e che tocchi sempre agli altri. Invece e’ la normalita’, si passa continuamente da una all’altra, gli uomini sono pazzi. A cambiare e’ solo l’effetto e la dannosita’ delle varie paranoie che si succedono.

      Qui c’e’ un OTTIMO e preoccupato articolo sul sito humepage di ricolfi, raccomandato, tempo ben speso a leggerlo, ci sono molte informazioni molto importanti che non vengono assolutamente pubblicizzate, e che lo studioso ha raccattato con grande fatica:

      https://www.fondazionehume.it/societa/covid-e-tabu-linformazione-ai-tempi-della-guerra-contro-il-covid/

  22. Miguel Martinez scrive:

    Allegria 1:

    Fonte: https://futurism.com/neoscope/deadly-virus-spreading-india
    Virus estremamente mortale che si diffonde in India

    Il governo dello stato di Kerala in India sta attualmente lottando per combattere un focolaio del virus estremamente mortale Nipah dopo che ha ucciso un ragazzo di 12 anni domenica.

    Il virus Nipah è considerato uno dei più letali che abbiano mai infettato gli esseri umani, riferisce CBS News. L’ultima volta che c’è stata un’epidemia di Nipah in India, ha ucciso 17 dei 18 pazienti infettati. La malattia è molto meno contagiosa del COVID-19 – che sta ancora infettando circa 41.000 persone in India ogni giorno – ma con un periodo di incubazione di 45 giorni, nessuna cura o vaccino, una probabilità di circa il 20 per cento di sintomi neurologici a lungo termine tra i sopravvissuti e un tasso di mortalità di circa il 75 per cento, anche piccoli focolai rappresentano una seria minaccia per la salute pubblica.

    I funzionari della zona stanno prendendo il nuovo focolaio estremamente seriamente. A partire da lunedì, hanno identificato, messo in quarantena e testato almeno 188 persone che sono entrate in contatto con il ragazzo, secondo la CBS. Hanno anche sigillato l’intera area entro circa due miglia dalla casa del ragazzo nel tentativo di contenere fisicamente l’epidemia nel caso in cui le misure di tracciamento dei contatti falliscano.

    Finora, due operatori sanitari che hanno curato il ragazzo stanno mostrando sintomi di infezione da Nipah, secondo la CBS, che riferisce anche che altre infezioni sono state confermate. Entrambi gli operatori sanitari sono stati ricoverati in ospedale e sono attualmente in attesa dei risultati delle loro analisi del sangue.
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    Lo scorso settembre, il consigliere medico capo della Casa Bianca Anthony Fauci ha avvertito che l’umanità è entrata in un’era “pandemica” in cui le epidemie di virus tra cui Nipah diventeranno sempre più comuni.

    In particolare, il Nipah continua a tornare nel sud-est asiatico perché la distruzione ambientale in corso ha distrutto gli habitat della fauna selvatica e messo gli animali – comprese le specie di pipistrelli che si ritiene lo ospitino – più vicino alle comunità umane che mai. Come tale, i funzionari in Kerala stanno ora avvertendo i residenti di stare alla larga da qualsiasi pipistrello e di cestinare qualsiasi frutto che mostra segni di pipistrelli che prendono un boccone.

    Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

    • firmato winston scrive:

      Se l’aids fosse anche solo mediamente contagioso, saremmo gia’ morti tutti da un pezzo: ha un periodo di incubazione asintomatica lunghissimo accoppiato ad una letalita’ di quasi il 100 per cento. In sostanza ci si sarebbe accorti che esiste, e che e’ letale, solo dopo averlo preso tutti e dopo aver cominciato a crepare.

      Una specie i cui individui sono ammassati in un unico grande allevamento intensivo come e’ diventata quella umana sulla terra, corre uno dei massimi rischi di estinzione fra quelli possibili.

      Non solo perche’ quasiasi virus si propaga a tutta la specie in brevissimo tempo, ma anche perche’ la specie stessa, con la sua abbondanza e contiguita’, diventa un formidabile terreno di sperimentazione e sviluppo per nuovi virus.

      E’ anche questo un effetto del “villaggio globale”: i virus sono anch’essi “informazione”.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Se l’aids fosse anche solo mediamente contagioso”

        E’ noto che tutti si accoppiano con tutti e senza usare il preservativo: la nostra natalità da quarto mondo lo dimostra.

  23. Miguel Martinez scrive:

    Allegria 2

    Fonte: https://futurism.com/neoscope/scientist-warns-alien-viruses-planets
    Lo scienziato mette in guardia dai virus alieni di altri pianeti

    Se dovessimo mai incontrare un mondo alieno pieno di vita extraterrestre, probabilmente vedremmo molto più che alieni di dimensioni umane. Qualsiasi ambiente in grado di sostenere la vita lo farebbe sulle spalle di innumerevoli microbi extraterrestri e, come avverte l’astrobiologo e cosmologo Paul Davies dell’Arizona State University, anche di virus extraterrestri.

    “I virus in realtà fanno parte della rete della vita”, ha detto Davies a The Guardian. “Mi aspetterei che se hai la vita microbica su un altro pianeta, sei destinato ad avere – se sta per essere sostenibile e sostenuto – la piena complessità e la robustezza che andrà con l’essere in grado di scambiare informazioni genetiche”.

    Davies sostiene che i virus – che molti biologi sostengono non soddisfare i requisiti minimi per essere considerati vivi – sono ancora una parte preziosa di un ecosistema a causa della loro capacità di trasferire materiale genetico da un organismo all’altro, potenzialmente guidando l’evoluzione.

    Virus dallo spazio suona come un grande concetto per un film dell’orrore, ma Davies ha ricordato a The Guardian che un virus alieno dannoso sarebbe probabilmente più pericoloso per gli abitanti del suo pianeta natale che per qualsiasi visitatore umano – soprattutto perché non si sarebbe evoluto per infettare e diffondere tra gli esseri umani.
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    “I virus pericolosi sono quelli che sono molto strettamente adattati ai loro ospiti”, ha detto Davies al Guardian. “Se c’è un virus veramente alieno, allora è probabile che non sarebbe lontanamente pericoloso”.

    Questo è puramente ipotetico, naturalmente. I migliori scienziati (umani) là fuori non sono ancora riusciti a trovare alcuna indicazione che ci sia un altro mondo là fuori con un ecosistema complesso come quello della Terra, per non parlare di qualsiasi forma di vita.

    Ma anche a parte i possibili rischi di agenti patogeni alieni, l’avvertimento di Davies è un affascinante promemoria che qualsiasi extraterrestre che potrebbe essere là fuori non esisterebbe in un vuoto – ci sarebbe probabilmente tutti i tipi di vita intorno allora, proprio come i ricchi ecosistemi che abbiamo qui.

    Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Lo scienziato mette in guardia dai virus alieni di altri pianeti”

      Il solito clickbait, visto che nell’articolo si dice esattamente l’opposto: un “virus” alieno, ipotizzando che sul pianeta di turno ci sia vita con DNA ed RNA, avrebbe un codice genetico scritto in una “lingua” diversa da quella in cui è scritto il nostro e recherebbe informazioni utili esclusivamente in quella “lingua”.

    • Moi scrive:

      “Lo scienziato mette in guardia dai virus alieni di altri pianeti”

      ———

      Sappiamo già sin da Fine Ottocento (!) con H. G. Wells che … ciò vale anche per gli Alieni , SE vengono “in qua” 🙂 loro ! 😉

  24. izzaldin scrive:

    @Moi
    quasi nessuno , negli Anni 30’s / 40’s vedeva di buon grado la commistione dei “Ruoli di Genere in Società” … però “ne fa le spese” solo il Fascismo e il Nazismo che hanno perso ” La Guerra “.

    ti invito a riflettere su alcune cose: la Repubblica di Weimar è sempre considerata simbolo di decadenza, vizio, debolezza, Wilhelm Reich, i cabaret di Berlino, la satira, la libertà di espressione etc. Erano temi all’ordine del giorno e il nazismo si presentò proprio come risposta che dava pulizia a certe tendenze “entartete” cioè degenerate.
    Non so se lo sai, ma il primo rogo di libri fatto dai nazisti, il primo in assoluto, fu contro una associazione di ricerca sessuale, Institut fur Sexualwissenschaft che era diretta da colui che inventò il termine e il concetto di ‘transvestite’, Magnus Hirschfeld. Ebraismo, Marxismo e plutocrazia erano il nemico ed erano asssociati alla sovversione dell’ordine (politico, culturale, religioso, etnico e anche di genere) che invece il Nazismo si proponeva di garantire.
    quindi AVOJA se negli anni ’30 e ’40 i temi del genere erano all’ordine del giorno. Ricordo vignette di quel periodo in cui le ragazze sfidavano i genitori e si facevano i capelli ‘alla maschietta’, espressione coeva che ti dice quanto invece ci fossero eccome certe tendenze. i coloni veneti nell’afro pontino scandalizzavano i locali perché le loro donne uscivano di casa a lavorare, mostrando che il mondo stava cambiando e anche i rapporti di genere.
    la destra e i reazionari/conservatori tendono sempre a creare una pappa di passato mitico cui fa riferimento per il loro agire politico, un passato che è l’opposto del presente, quando la realtà storica è sempre inevitabilmente più complessa

    • roberto scrive:

      interessante Izz!

      • izzaldin scrive:

        grazie Rob
        due piccole correzioni, Hirschfeld coniò il termine transsexual (non transvestite come avevo scritto)
        poi afro pontino al posto di agro pontino è un errore di battitura ma fa ridere, sembrà uno sfottò locale tipo calabria saudita 🙂

        • roberto scrive:

          “afro pontino al posto di agro pontino è un errore di battitura ma fa ridere”

          immaginavo ed in effetti ho riso 🙂

          • Moi scrive:

            ” Afro Pontino ” è divertentissima ! E cmq SE si offendono, i Pontini, sono loro (!) Razzisti … a trovar offensivo il paragone ! 😉

    • Moi scrive:

      Sì, interessante inbuona parte conoscevo queste cose : tipo anche che nell’ America dei “Roaring Twenties” , cent’anni fa … i Moralisti iniziarono a prendersela con i Giovani “Biàssa-Nòt” (come si dice in Emilia Romagna) 😀 e Senza Valori.

      Però erano fenomeni piuttosto élitari … quando iniziati.

  25. Moi scrive:

    la destra e i reazionari/conservatori tendono sempre a creare una pappa di passato mitico cui fa riferimento per il loro agire politico, un passato che è l’opposto del presente, quando la realtà storica è sempre inevitabilmente più complessa

    [cit.]
    ——–

    Sì, in buona misura è vero … aggiungo però che se al posto di “passato” ci mettiamo “futuro” otteniamo la (sedicente) Sinistra di Woke, SJW, Liberals , Snowflakes eccetera.

    Sentro saprai che , paradossalmente, la massima libertà di espressione artistica nel Cinema è stata prima (!) del Codice Hays ! … Una libertà di espressione artistica probabilmente irripetibile, visto che il Politically Correct avrà pure un’ Etica oposta al Codice Hays MA (!) altrettanto repressiva della _ ripeto anch’ora 😉 _ libertà di espressione artistica ! … Addirittura forzando anacronismi e/o esentando dal giustificarli.

    • Moi scrive:

      Quando si pensa al Bolscevismo, si pensa a Stalin … in realtà egli, anche per motivi contingenti Storici, fece una notevole “retromarcia” sulla “Libertinaggine” 😉 di chi lo precedette, specie il Lev Davidovič Bronštejn dalle mille trascrizioni 😉 del nomignolo “Троцкий” … che era molto più in continuità addirittura con il Cosmismo Russo.

    • Moi scrive:

      Cmqmi convince abbastanza l’ idea che per sapere come saranno le Masse in un futuro lontanissimo, che i neonati di oggi vedranno da decrepiti “e-poi-e-poi” , si deve guardare alle Elites di oggi.

    • izzaldin scrive:

      Sì, in buona misura è vero … aggiungo però che se al posto di “passato” ci mettiamo “futuro” otteniamo la (sedicente) Sinistra di Woke, SJW, Liberals , Snowflakes eccetera.

      d’accordissimo, e credo valga anche per i baffuti bolscevichi di cento anni fa.

  26. Moi scrive:

    Sentro = Se non altro [e.c.]

  27. Moi scrive:

    @ MIGUEL / IZZALDIN / (ALTRI/e/*/ə/U 🙂 …)

    Nel fantasioso universo narrativo (in vari “media” ed “epoche” … anche se è da un po’ che nessuno lo rilancia …) di Sinbad (ogni presentazione penso sia superflua) è molto ricorrente il Nome Islamico d’ Id-Dio 🙂 … PERO’ è un’ immaginario che pesca a piene mani da un Mondo “Pagano Mitologico” !

    … Come gli è ?! 🙂

    • izzaldin scrive:

      la figura di Sindbad il pirata musulmano è molto antica https://it.wikipedia.org/wiki/Sindbad_il_marinaio
      però poi chissà a quali manifestazioni americanizzate/occidentalizzate ti riferisci in particolare.
      l’Oceano Indiano in epoca moderna era davvero un melting pot, cristiani buddhisti musulmani hindu e tanti altri culti pagani, scambi continui commerci, un periodo che ho studiato recentemente ed è davvero esaltante.

      • Moi scrive:

        Pensavo più che altro a Ray Harryhausen : portò la stop motion ai massimi livelli e la combinò con i giochi di prospettiva e schermate sovrapposte al punto che fu coniato il neologismo “Dynamotion” , che fra Anni Cinquanta e primi Ottanta era un po’ come dire “CGI” adesso. 😉

        Si cimentò, oltre che con Sinbad, anche con Perseo , Andromeda, i Titani, Giasone, gli Argonauti, i romanzi di Jules Verne , ecc …

        https://youtu.be/UtwyLDgunWg

    • PinoMamet scrive:

      Beh Moi che c’è di strano? Se Dante usa Minosse e Caronte, perché i musulmani dovrebbero fare altrimenti? I miti vengono riutilizzati da sempre e ovunque.

      • Moi scrive:

        E … possiamo dire lo stesso delle rielaborazioni Ebraiche dei Miti “Pagani” Sumeri, Accadici, Femici,Babilonesi, Assiri, eccetera specialmente nei Midrashim ? … Senza che gli Ebrei si offendano, intendo. 🙂

        • Moi scrive:

          Nel senso che da un lato l’ Ebraismo si serve, “si appropria” 😉 di questi miti … dall’ altro, i Goyim sarebbero incapaci di distinguere un Dio Vero da una Statuta / Idolo di fantasia.

        • PinoMamet scrive:

          Penso che lo si dica da un bel po’ di tempo, e non vedo nessun ebreo particolarmente offeso…

  28. Moi scrive:

    “In una cooperativa quelli che ci lavorano dentro non possono essere anche soci-proprietari? ”

    ————-

    Finch’ è piccola e gira poca grana … poi :

    “Compagno, quel ch’è tuo è nostro … quel ch’è mio è mio !”

    “Privatizzare Profitti, Collettivizzare Perdite !”

    “I én tòtt busòn con al cul ed chi-èter !”
    [dubito che serva tradurre 😀 …]

  29. Moi scrive:

    Vaccino Obbligatorio … io mi meraviglio che NON lo abbiano fatto : la scarsità di dosi a disposizione ormai NON regge oltre.

    L’ unica spiegazione, sempre più, è la Paura della Meloni Maggioranza Assoluta da sola nel 2023 ! Tuttavia la “Gran Mossa Finale” pare essere Green Pass al Seggio (ma davvero i No Vax sono tutti solo per la Meloni ?!) nel 2023 !

  30. Moi scrive:

    @ IZZALDIN

    Da qualche parte (non ricorderei esattamente dove) qualcuno (non ricorderei esattamente chi … gente recente emergente) ha definito a posteriori Maria Gimbutas come CapaScuola 😉 del TERFismo ! Una NaziFemministoide con il Cromosoma Y al posto della Razza Ebraica e la Doppia X al posto della Razza Ariana !

    … Ben le sta : mi è sempre parsa un po’ misandrica ! 😉

  31. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “Ullah”

    Un brillante fisico sperimentale pakistano si chiama Zakatullah, che se non sbaglio sta per ‘elemosina di Dio’.

    Bel nome per un bambino.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Moi scrive:

      “Elemosina” però non mi sembra tanto lusinghiero 😉 … si può tradurre come “dono” o “grazia” ?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Moi

        “lusinghiero”

        L’elemosina ai poveri, ‘zakat’, è uno dei doveri del buon musulmano. E siccome Allah è il Generoso, dà l’esempio all’essere umano, che rispetto a Lei/Lui è meno di un mendicante, elemosinandogli appunto una vita.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Moi scrive:

          Gli Sceicconi Sauditi però lasciano il resto della Umma a “puzzarsi dalla fame” 😉 …

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Moi

            “fame”

            Il zakat deve riguardare il 10% del patrimonio. Costruire moschee e finanziare madrasse fa parte degli scopi ammessi. Così, se il miliardario fa costruire scuole coraniche, è a posto.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • daouda scrive:

              non è il dici bene, è intorno al 2,5 %.

              Ad ogni modo ogni cristiano è tenuto in realtà al 10% ai gerarchi, 10% ai poveri, 10% allo statuale.

            • daouda scrive:

              è al 10% per l’ismaelismo per i prodotti agricoli ma al 5% può divenirlo se si trasporta od usa acqua per cui si spende nell’approvigionamento.

              Visto che è il minimo , ma nessuno stabilisce il massimo, tutto dipende, come al solito, in base all’opportunismo.

              • Moi scrive:

                Diciamo che su di un Instrumentum Regni così efficiente come il Corano, agli Sceicconi conviene investirci 😉 !

                … Nevvero, Habs ? 😉

  32. Moi scrive:

    Ma varianti tipo “Abdallah / Abdellah / Abdullah / ecc … ” o “Khalid” / “Khaled” da icché dipendono ?!

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “dipendono”

      Dalla località. L’arabo classico preferisce la “a”, la ” i” e la “u”. Nelle zone influenzate dal turco e dal farsi sono presenti in abbondanza (Martinez correggimi se sbaglio!) la ” e” e la “o” comuni in quelle lingue. La mobilità vocalica è facilitata dal fatto che le vocali sono molto meno importanti delle consonanti.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “La mobilità vocalica è facilitata dal fatto che le vocali sono molto meno importanti delle consonanti.”

        Si sovrappongono due fenomeni, uno fonetico e uno grammaticale.

        Esistono in tutte le forme di arabo, vocali lunghe e vocali brevi, che sono diverse sia quantitativamente (tempo emesso per pronunciarle) sia qualitativamente, proprio come in tedesco.

        Lunghe, “i” e “u” sono come in italiano, e non ci sono problemi di trascrizione.

        Brevi, sono come in inglese o in tedesco: all’incirca la serie “seat, sit, set” che manda fuori di testa gli allievi italiani.

        Gli europei tendono a trascrivere i suoni brevi rispettivamente come “e” e “o”, “Yemen” e “Oman”.

        Il punto fondamentale sta nella differenza tra l’arabo classico e quel

        • Miguel Martinez scrive:

          Fenomeno invece grammaticale.

          L’arabo classico aveva delle desinenze di caso – semplificando, “u” per il nominativo, “a” per l’accusativo, “i” per il genitivo e caso obliquo.

          Quindi “Abdu” (nom.) di “Allaahi” (gen.).

          La prima vocale di “Allaahi” però non è una vera e propria “a”, è una vocale aggiunta per fare l’articolo (al-Laah”il Dio”), un po’ come la vocale aggiunta dell’arcaico “in Ispagna”. Quindi la vocale prima “u”) la sostituisce: “Abdu ‘llaahi”.

          Questo si perde in tutte le forme di arabo parlato moderno. Quindi diventa “Abd”, e riemerge la “a” iniziale: “Abd Allaah”.

          Ma in arabo l’accento non cade in genere sull’ultima sillaba, e se non c’è la “i” finale si ritira.

          Classico: “Abdu ‘llààhi”. Moderno: “Abd àlla”.

          • Moi scrive:

            Interessante !

            Invece “Mahmud” o Anglizzato “Mahmood” … è la versione Persiana (!) del Nome d’ Ip-Profeta per Antonomasia (ma NON unico …) nell’ Islam ? 😉

            … Giusto ?

            • Moi scrive:

              … Le cose di fatti si complicano con i Musulmani NON Arabofoni, tipo inumerosi nomi Ebraici “Toscanizzati” in Italiano, sempre con il discorso Semitico di omettere “di default” 😉 le vocali scritte !

              In certe zone “Ex Hindustane” 😉 fanno “MD” per Mohamed / Muhammad !

              • Moi scrive:

                Mohamed Vs Muhammad …

                orbene : mi pare che la prima versione sia più frequente fra “Uomini Comuni” , la seconda molto meno.

                … o no ?

                … Oppure “Mohamed” è una forma più “Magrebina” di “Muhammad” , ch’è più Sauditofona ?!

              • PinoMamet scrive:

                “In certe zone “Ex Hindustane” 😉 fanno “MD” per Mohamed / Muhammad !”

                mmmm

                sei sicuro di non essere stato tratto in inganno da “MD” abbreviazione di Doctor of Medicine?

                Considerando il numero considerevole di medici di origine indiana, pakistana, iraniana ecc. che opera nel mondo anglosassone.

              • izzaldin scrive:

                MD
                confermo ma non è un uso bensì un delirio burocratico italiano!
                Mohammad è un middle name molto usato in pakistan e bangladesh, quando arrivano in Italia a Lampedusa i funzionari italiani si confondono con ‘sti nomi strani e devono tradurre i loro nomi e applicano MD alla loro documentazione come nome o cognome, quando in realtà magari è un secondo nome. a volte addirittura sta gente si ritrova a chiamarsi MDX perchè il codice fiscale richiede sempre tre lettere (per i cognomi tipo Fo si aggiunge la X).
                a Palermo si candidò un tizio di nome MD https://www.palermotoday.it/politica/elezioni/comunali-2017/vozza-md-alamin-razzismo-sinistra-comune-denuncia.html

          • Moi scrive:

            … una delle Toscanizzazioni più evidenti dei nomi Ebraici èfar diventare , dal Latino, le “i” semiconsonantiche delle “gi” e aggiungere una “e” ai nomi che finiscono in consonante …

            tipo “DavidE” e “DanielE” o “GIovanni” e “GIosuè” …

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            Grazie!

            🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  33. Moi scrive:

    In Italia, per come si è affrontato il Covid (sia Politici Inetti che Cittadini-Fenomeni …) temo che l’ Ebola farebbe tipo una decina di milioni di morti il primo mese !

    Fra i Politici Inettimetto ANCHE quelli di Sx che il Covid NON viene alle Manifestazioni del Venticinque Aprile e alle Feste dell’ Unità …

  34. Moi scrive:

    Premesso che Nelson Mandela NON è sempre stato il Vecchio Saggio Buonista perfetto per essere interpretato da Morgan Freeman (… che gli somiglia proprio fisicamente tantissimo !) … che fine ha fatto l’ UBBuntu di MadiBBa 😉 ?!

    … A parte diventare il sever (!) Ubuntu ?!

    ———

    NON solo questo

    https://www.youtube.com/watch?v=3ChAfHROz_8

    TYM (THANK YOU MADIBA) BY ITB

  35. Miguel Martinez scrive:

    Boh:

    Source : https://elpais.com/sociedad/2021-09-08/el-joven-que-denuncio-una-agresion-homofoba-en-madrid-confiesa-que-no-le-atacaron-encapuchados-fue-consentido.html

    El joven que denunció una agresión homófoba en Madrid confiesa que no le atacaron encapuchados: “Fue consentido”

    Las piezas del puzle no encajaban. Las cámaras de la zona, revisadas por la policía, no habían registrado “nada” que tuviese que ver con los hechos denunciados por la supuesta víctima: que fue agredido por ocho individuos con capuchas blancas en su portal, el pasado domingo por la mañana en el céntrico barrio madrileño de Malasaña, y que allí mismo, en el zaguán, le grabaron a punta de cuchillo la palabra “maricón” en la nalga después de insultarle, y se marcharon. Tampoco los vecinos interrogados por los agentes “oyeron ni vieron nada”, pese a que todo ocurrió presuntamente a plena luz del día. Ni la propietaria del comercio donde la víctima declaró haber estado recordaba haberle visto. Ni un solo testigo de la brutal agresión. Los investigadores de la comisaría de centro, donde el joven de 20 años puso la denuncia, y los de la Brigada Provincial de Información de Madrid trataban de verificar el testimonio ofrecido inicialmente por la víctima sin éxito. Este miércoles, en una segunda declaración “más pausada”, el joven ha cambiado su versión: “Fue consentido, en casa de otra persona con la que mantuve una relación sexual”, ha reconocido ante la policía. Asegura que mintió para mantener a su actual pareja.

    El caso desató una oleada de reacciones. El presidente del Gobierno, Pedro Sánchez, condenaba en su cuenta de Twitter el “ataque homófobo” y convocaba de urgencia este viernes a la Comisión contra los delitos de odio (reunión que según ha afirmado el ministro del Interior sigue en pie). Fernando Grande-Marlaska clamaba contra la homofobia y llamaba la atención sobre la sucesión de casos registrados en los últimos meses y la peligrosidad de los discursos homófobos. Las asociaciones LGTBI convocaban manifestaciones de protesta, una para esta misma noche. Sin embargo, la segunda declaración del denunciante deja a los investigadores sin caso y podría ser acusado de falso testimonio.

    Desde el Ministerio del Interior se enviaba este miércoles tarde un mensaje aclaratorio: “En la tarde de hoy, y gracias al trabajo de la Policía Nacional, el joven que el domingo denunció una agresión en el barrio de Malasaña de Madrid ha decidido rectificar su declaración inicial y ha declarado que las lesiones inicialmente denuncias fueron consentidas. Esta declaración se produce sin perjuicio del desarrollo de las investigaciones y del procedimiento judicial”.

    Desde el inicio de la investigación los agentes estaban un poco escamados porque, de entrada, el joven no quería denunciar y fue “arrastrado” por su actual pareja hasta comisaría. Esta aseguró a los agentes que le había contado lo mismo que a ellos tras llegar herido a casa esa mañana, al igual que a su compañero de piso, que también lo confirmó. Pero hasta las 17.00 de la tarde de ese mismo domingo no salieron hacia la comisaría de centro. Por el camino se toparon con un coche patrulla de la policía, lo detuvieron y la presunta víctima contó a los agentes lo que supuestamente le había ocurrido, por lo que le invitaron a poner una denuncia inmediatamente.

    Los agentes comenzaron una investigación entonces que no terminaba de ratificar la versión de la víctima. La Fiscalía de delitos de odio y agentes de la correspondiente unidad de la Brigada Provincial de Información de Madrid se sumaron a las pesquisas, sin tampoco dar con indicios que permitieran confirmar los hechos denunciados. Ni sospechosos, ni testigos, ni posibles detenidos, ni indicios, ni tan siquiera las ropas que llevaba en el momento de la supuesta agresión pudieron ser examinadas, ya que dijo que “había lavado tanto los pantalones como la camiseta”. A la vista de contar única y exclusivamente con su testimonio, los investigadores decidieron tomarle una segunda declaración, en la que acabó confesando que mintió.

    El ministro de Interior ha dicho este miércoles en LaSexta, después de que el joven reconociese que había mentido, que esta denuncia es “anecdótica” y que no debe servir para banalizar la homofobia. “Si frivolizamos con lo ocurrido mucha gente se va sentir todavía más coaccionada. Esa gente que denuncia quizá [pase a] no denunciar, a quizá pensar que no se la crea. Lo único que pido es que no haya voces irresponsables”, ha añadido.

  36. Miguel Martinez scrive:

    Interessantissimo, perché rivela un meccanismo fondamentale.

    Il ministro Costa aveva introdotto l’obbligo di trasparenza sugli incontri del Ministero dell’Ambiente con privati, proprio perché eventuali attività di lobbying fossero sempre di pubblico dominio.

    E adesso….

    Source : https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/20/privacy-la-follia-del-garante-troppa-trasparenza-sul-sito-del-ministero-cosi-il-registro-incontri-di-cingolani-viene-rimosso-per-evitare-sanzioni-lui-surreale-quasi-la-lascio-e-pago/6204252/
    Economia & Lobby
    Privacy, la follia del Garante: troppa trasparenza sul sito del ministero. Così il registro incontri di Cingolani viene rimosso per evitare sanzioni. Lui: “Surreale, quasi lo lascio e pago la multa”. Che arriva a 10 milioni
    Privacy, la follia del Garante: troppa trasparenza sul sito del ministero. Così il registro incontri di Cingolani viene rimosso per evitare sanzioni. Lui: “Surreale, quasi lo lascio e pago la multa”. Che arriva a 10 milioni

    L’associazione The Good Lobby aveva fatto notare la sparizione dell’agenda dal sito del ministero della Transizione Ecologica. Il ministro, in diretta al telefono con ilfattoquotidiano.it che gliene chiede conto, scopre che è stata “oscurata” perché l”Authority ha aperto un’istruttoria sul registro voluto da Costa nel 2018. Per il Garante eccede quanto previsto dalle norme e dalle linee guida Anac perché riporta troppi dettagli e dati sugli incontri, non solo quelli degli organi non politici e dirigenziali. Il ministro: “Sono disarmato, non so che fare: se la tolgo mi massacrano, se la lascio mi sanzionano”. Ecco il documento, in esclusiva

    La trasparenza in Italia non è mai troppa, ma a volte sì. Lo ha appena scoperto, suo malgrado, il ministro Roberto Cingolani. “Guarda ho in linea un giornalista, dice che sul sito non trova l’agenda dei miei incontri. Allora, ‘trasparenza’, poi dove vado? ‘Altri contenuti’. Poi? Dati ulteriori? Sì, e poi?”. Il ministro della Transizione Ecologica è al telefono con ilfattoquotidiano.it, in linea anche la divisione che si occupa del sito istituzionale. Alla fine ritrova la sua agenda degli incontri, quella specie di ‘bussola della trasparenza’ nei rapporti con imprese e lobby che è stata una recente conquista nei ministeri, dal Mise a quello dell’Ambiente. Dell’assenza si era accorta l’associazione The Good Lobby, sempre vigile in materia.

    Sempre in diretta con il ministro viene fuori l’incredibile: quelle pagine, gli rispondono dalla divisione, sono state volutamente “nascoste” dopo che il Garante della Privacy ha aperto un’istruttoria nella quale contesta che le agende degli incontri, così come sono proposte sul sito, non vanno bene. Perché mai? Perché sono troppe e compongono di fatto un database e questo non si può fare per la legge sulla privacy. Cingolani cade letteralmente dalle nuvole. “Mi stanno dicendo che per questo tutto il comparto con gli appuntamenti che prima era in bella vista è stato in qualche modo reso meno accessibile, nelle more di un’interlocuzione con il Garante che è in corso e al quale intendiamo rispondere”.

    Ed ecco la nota delGarante, data 21 aprile 2021 (scarica). Oggetto: “Pubblicazione di dati personali online. Richiesta d’informazioni ai sensi dell’art. 157 del d. lgs. n. 196 del 30/6/2003 – “Codice in materia di protezione dei dati personali”. In cinque pagine il capo del “Dipartimento realtà pubbliche” dell’authority notifica l’istruttoria a carico del ministero al quale contesta l’eccesso di trasparenza. La segnalazione è partita da un’autorità di bacino della Sicilia all’Anac, alla quale evidentemente non piaceva fossero resi pubblici i dati richiesti dal ministero, secondo i rigidi dettami del decreto con cui nel 2018 il ministro Sergio Costa implementò il registro degli incontri. L’Anac per altro diede ragione al ministero, rilevando che non si trattava di dati sensibili ma di pubblico interesse, che erano esposti in formato .pdf e non open source, che consente la costruzione di un database, e ricordando come i soggetti incontrati firmano appositamente un’autorizzazione al trattamento dei dati. Ma per il Garante questo non è sufficiente.

    “La predetta Agenda – si legge invece nel documento – divisa per le varie strutture, dipartimenti, divisioni, direzioni, comitati, ecc., comprende specifiche informazioni relative ai singoli incontri e riunioni di lavoro effettuati (a cadenza, settimanale, bi-settimanale o mensile) – anche relative alla precedente organizzazione ministeriale – da tutti i predetti soggetti, quali «Data, ora e durata», «Luogo», «Soggetto richiedente», «Modalità di richiesta», «oggetto», nominativo dei «partecipanti», «Documentazione ricevuta».

    E ancora: “Dall’istruttoria effettuata – si legge – è emerso che codesto Ministero ha creato, pubblicato e reso accessibile un intero database, contenente dati personali riferito a tale attività, non solo di titolari di incarico di indirizzo politico, ma anche di dirigenti e altri dipendenti e soggetti a vario titolo impiegati presso il Ministero, nonché di centinaia di soggetti “portatori di interesse” partecipanti ai numerosissimi incontri e riunioni di lavoro, registrando e prevedendo un obbligo di pubblicazione degli incontri e del materiale trasmesso”. E ancora: “Di conseguenza, ad esempio, anche una semplice riunione di lavoro o una videoconferenza fra diverse amministrazioni diviene oggetto di un obbligo di pubblicazione online, con i nominativi di tutti i partecipanti, data, ora, sede, oggetto, ecc”. Che è poi esattamente la trasparenza totale che le associazioni contro il lobbismo selvaggio invocano da anni.

    Il garante chiede al ministero di indicare le contromisure che intende adottare, ad esempio per minimizzare la diffusione di dati perché “siano in ogni caso limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati. Ciò anche considerando che gli stessi risultano riferiti indifferentemente a tutte le strutture politiche e amministrative del Ministero e a tutti i soggetti che effettuano incontri o riunioni lavorative, senza peraltro prevedere proporzionati tempi di cancellazione dei dati”.

    La nota dava 30 giorni di tempo al Ministero per rispondere e adeguarsi ma il tempo è praticamente scaduto e l’unica opzione rimasta agli uffici è stata quella di rendere l’agenda che scotta praticamente introvabile. Cingolani, una volta ricostruita la vicenda, si dice disarmato: “Io francamente non so che fare. Se la tolgo mi massacrano, perché dicono che non sono trasparente, se la lascio espongo il ministero a sanzioni. Sto anche pensando di rimettere l’agenda dov’era e pagare di tasca mia l’eventuale sanzione, ma gli uffici mi dicono che anche questo non si può fare”. Quello che ancora non sa è quanto salato possa essere il conto: le sanzioni in materia arrivano a 10 milioni di euro.

    • roberto scrive:

      alcune osservazioni

      1. la privacy e la trasparenza pur partendo da un principio giusto sono diventati due totem assoluti, due mostri in perpetua guerra tra loro che divorano qualsiasi cosa si trovi sul loro cammino.
      non so quale dei due mostri odio di più

      2. le regole sulla privacy sono spesso dementi, ma quelli che le fanno applicare sono peggio

      3. leggo “La nota dava 30 giorni di tempo al Ministero per rispondere e adeguarsi ma il tempo è praticamente scaduto e l’unica opzione rimasta agli uffici è stata quella di rendere l’agenda che scotta praticamente introvabile” e mi chiedo: cazzo ma al ministero non sono in grado di rispondere in 30 giorni al garante della privacy!?! *l’unica opzione* era leggere quella nota di 5 pagine e rispondere al garante (tempo stimato per l’operazione: un giorno di lavoro andando proprio lentissimissimi). l’altra opzione era evitare il casino: bastava in fin dei conti seguire il regolamento e chiedere il parere preventivo del garante, incubo con il quale chiunque lavora in una amministrazione convive ormai da vari anni (tranne evidentemente a roma dove tra una siesta e un aperitivo non se ne sono accorti)

      • daouda scrive:

        è falso che siano totem giacché non hai MAI la possibilità di non firmare l’autorizzazione e compiere l’atto che devi.

        E’ solo una presa per culo, non citate la praivasi invano

    • roberto scrive:

      ps aneddoti divertenti sulla privacy
      – un collega mi scrive chiedendomi una informazione. gli rispondo, caro collega non posso rispondere io a questa domanda ma puoi rivolgerti al collega tizio che ci legge in copia….il nostro fanatico per la praivacy mi ha detto che ho trattato dati personali trasferendo la mail e dando un indirizzo mail (nota, tutti colleghi nella stessa istituzione)
      – un tizio mi scrive chiedendomi come fare per fare uno stage nella mia istituzione: gli rispondo “gentile dottore, non me ne occupo io ma l’ufficio x al quale ho trasmesso la sua mail e che le darà tutte le informazioni”…di nuovo, trattamento dati

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Secondo me non ci sono problemi nell’inoltrare la mail di lavoro da parte di un collega: all’atto dell’assunzione tu autorizzi il tuo datore di lavoro (ed i suoi incaricati) a trattare i tuoi dati personali nei limiti delle necessità di servizio. Certo, se io ti scrivo affari miei personali estranei al lavoro (al netto dell’uso improprio della mail di servizio), allora sarebbe diverso.
        Almeno in Italia, non c’è nemmeno un problema di segretezza della corrispondenza, visto che tu sei il destinatario della comunicazione.

        La privacy è una di quelle cose che ci sta sfuggendo di mano, secondo me.

        • roberto scrive:

          ma certo che non ci sono problemi! l’unico problema è farlo capire al nazicontrollore dei dati personali

          per me è un classico esempio di
          1. amministrazione che crea lavoro per giustificare la sua propria esistenza
          2. gente che ha un minimo potere e si diverte ad utilizzarlo

          ed è un peccato perché ovviamente l’idea che uno possa legalmente avere diritto alla protezione dei propri dati personali è ottima

          • Miguel Martinez scrive:

            per roberto

            “ed è un peccato perché ovviamente l’idea che uno possa legalmente avere diritto alla protezione dei propri dati personali è ottima”

            Tornando allo spunto iniziale…

            1) il governo impone la trasparenza sugli incontri tra funzionari, politici e “cittadini”.

            2) I “cittadini” non sono mai quelli normali, ma sono per definizione lobby. Ad esempio, quella degli speculatori immobiliari che vogliono buttare giù un quartiere, o quella dei residenti che non vogliono che si butti giù il loro quartiere. Quindi sono SEMPRE persone che cercano di fare in modo che funzionari e politici favoriscano i loro interessi.

            3) Queste persone in genere non hanno piacere che si sappia che hanno fatto una chiacchierata con un politico o un funzionario, e quindi si appellano al Garante, che altrimenti non sarebbe mai intervenuto.

            4) Il Garante guarda le leggi, e vede che i lobbisti hanno ragione.

            • roberto scrive:

              Però non hai letto con attenzione quelli che ho scritto, ahia 🙂

              Il garante
              1. Nota che c’è stato un trattamento di dati
              2. Nota che non è stato avvertito
              3. Chiede spiegazioni fissando un termine di trenta giorni

              Il ministero in 30 giorni (720 ore!) non è capace di rispondere

              Cosa sarebbe successo se avessero risposto in tempo?
              Mah difficile dirlo, un divieto assoluto di creare una lista del genere mi sembra difficile, ma con i fondamentalisti non dai mai come va a finire

              Noto ora curiosamente che la lista è ancora lì, solo non aggiornata

              Quasi quasi scrivo al garante…

              https://www.mite.gov.it/pagina/agenda-trasparente-ministro-cingolani

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Il ministero in 30 giorni (720 ore!) non è capace di rispondere ”

                In effetti 🙂

                Come le sovrintendenze quando Renzi voleva imporre il silenzio-assenso.

              • roberto scrive:

                Che è poi la ragione per la quale il silenzio assenso è un’ottima cosa!
                Almeno non resti nel limbo all’infinito e l’amministrazione deve spicciarsi a decidere sul tuo caso, e se non si spiccia buon per te

            • roberto scrive:

              PS una cosa che mi colpisce è l’uso di lobby in senso negativo. Nota che quelli che hanno denunciato la situazione sono appunto una lobby (the good lobby)

            • roberto scrive:

              Che poi io non voglio fare quello che se la prende sempre con quello straccio di giornale, ma leggo sul FQ “ e l’unica opzione rimasta agli uffici è stata quella di rendere l’agenda che scotta praticamente introvabile.”

              Io ho fatto una ricerca Google con cingolani+agenda ed il primo risultato è l’agenda….

              Non cambia nulla, odio il garante della privacy ma il sospetto della shitstorm giornalistica è abbastanza alto…

    • firmato winston scrive:

      Se e’ per questo e’ rappresentativa la parabola dei cultori della trasparenza degli altri, i 5 stelle: quando si sono seduti loro sulle sedie del potere, di colpo hanno cominciato ad apprezzare la segretezza… hanno cambiato idea in mezzo secondo, col cambio di sedia dalla platea al palcoscenico

  37. Fuzzy scrive:

    Winston Francesco
    Le cooperative
    Proseguo qui altrimenti non si trova più il bandolo della matassa.
    Vorrei solo puntualizzare che all’inizio di tutta la sfilza di commenti io mettevo l’accento sulla resilienza delle cooperative, come da studio. E in generale delle piccole attività economiche incentrate sul territorio.
    Mentre trovo che l’attuale sistema economico diciamo verticistico, sia fragilissimo, infatti si è già rotto una volta con la crisi dei subprime e ne subiamo ancora le conseguenze. A prescindere dal fatto che chi si è arricchito con la finanza non ha restituito un centesimo di quello che ha guadagnato in attività sconsiderate.
    Non mi interessano più di tanto la destra o la sinistra, perché le trovo molto simili, o la maggiore o minore ricchezza prodotta dal modello. Quale ricchezza? Quella del 10 per cento della popolazione nei paesi ricchi?

    • firmato winston scrive:

      @fuzzy
      “Quale ricchezza? Quella del 10 per cento della popolazione nei paesi ricchi?”

      e’ una ricchezza solo formale, di pezzi di carta, anzi neppure piu’ di pezzi di carta, di bit. Se provano a spenderla, scoprono che e’ come le scarpette di cenerentola, si dissolve nel nulla.
      La ricchezza vera sono i beni materiali che vengono effettivamente usati e scambiati, e li’ se noti c’e’ MOLTISSIMA meno differenza fra il ricco e il povero: alla fine i rispettivi stomaci contengono lo stesso. Hai la bicicletta, la panda o la ferrari? Hanno lo stesso valore d’uso, la ferrari vale di piu’ solo perche’ la gente, i poveri per primi, ci crede.

      Come dice balasso, i magnaschei e’ la tua invidia che li nutre.

    • Fuzzy scrive:

      Su questo argomento c’è il bel libro di jason hickel “the divide”
      https://www.jasonhickel.org/the-divide

      È non solo un libro di Economia, ma anche di Storia.
      Sinceramente a rileggere tutta la cronistoria del Capitalismo si resta piuttosto sconcertati per tutta la mole di ingiustizie che ha saputo generare in ogni dove. È che noi siamo nati dalla parte dei temporaneamente privilegiati.
      Poi però negli ultimi capitoli arrivano le solite “rinnovabili della salvezza”, e qui io non lo seguo più.

      • Francesco scrive:

        1) il Capitalismo ha generato più ingiustizie dei modi di produzione precedenti? io, e Karl, avremmo qualche dubbio in proposito

        2) il tema della distribuzione dell’aumento di Prodotto Nazionale (non mi piace confonderlo con la ricchezza) DENTRO i paesi è interessante. Però è certo che IN MEDIA i paesi poveri sono diventati molto meno poveri dagli anni Ottanta in poi.

        3) finchè coi pezzi di bit i ricchi possono comprarsi palazzi di millemila stanze e barche lunghe 600 metri … sarà ricchezza vera ai miei occhi

        4) Piccolo sarà anche coriaceo e duro a morire ma è pure povero e soffocante. E se continuate chiamo ADV!

        🙂

        • Fuzzy scrive:

          http://www.fao.org/news/story/it/item/1297851/icode/
          Ah, puoi chiamare chi ti pare. Il problema è che inizio ad avere la sensazione di essere invadente. Adesso mi prendo un periodo di pausa. Eventualmente leggo e prendo nota.

          • Francesco scrive:

            come vedi nel testo, la quota di affamati sulla popolazione è costante

            ha smesso di calare dal 2014 ma oso dire con una certa sicurezza che è scesa moltissimo dal 1960 al 2010

            e in ogni caso io ho parlato di aumento del PIL dei paesi poveri, in cui è emersa una quota di benestanti e un certo miglioramento diffuso, in quei decenni

            da sinistra, di potrebbe dire che è emersa una “borghesia” che sta bene in quasi tutti i paesi, mentre è peggiorata la posizione dei “proletari” nei paesi ricchi (in realtà creda alla peggio sia rimasta stabile) ed è rimasta cattiva la posizione nei paesi poveri

            ciao

            • firmato winston scrive:

              @fra
              “come vedi nel testo, la quota di affamati sulla popolazione è costante”

              queste statistiche sono stucchevoli: la popolazione e’ decuplicata dappertutto nei paesi poveri, per cui se la percentuale degli affamati e’anche solo rimasta costante, e’ gia’ uno straordinario successo!
              Piuttosto, la popolazione e’ decuplicata proprio a causa dell’abbondanza di cibo, rendendo vano ogni sforzo di migliorare le sue condizioni (e quelle del mondo fisico in cui vive).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Fw

                “queste statistiche sono stucchevoli: la popolazione e’ decuplicata dappertutto nei paesi poveri, per cui se la percentuale degli affamati e’anche solo rimasta costante, e’ gia’ uno straordinario successo!”

                Oppure significa che in cento anni, si sono estratte dalla terra risorse che ci vogliono diecimila anni per ricostruire.

                Così son bravi tutti a fare “straordinari successi”…

              • Fuzzy scrive:

                Si ma se il modello anziché creare ricchezza crea un maggior numero di poveri, vuol dire che qualcosa non ha funzionato a dovere.
                E se si guarda alla fine del rapporto Fao c’è scritto “per combattere la povertà occorre
                incentivare i piccoli produttori affinché producano e vendano più cibi”.
                Ci sarebbe da discutere a lungo.
                Torno nel mio ritiro.

              • firmato winston scrive:

                @miguel
                “Oppure significa che in cento anni, si sono estratte dalla terra risorse che ci vogliono diecimila anni per ricostruire.”

                Non e’ un “oppure”, e’ un “anche perche'”, l’abbondanza di cibo senza dubbio e’ stata ottenuta con l’apporto di strategie anche “una tantum”, e domani si vedra’, ci si inventera’ qualcos’altro.

                L’uomo e’ da 10.000 anni che si espande, esaurisce risorse, va in crisi, poi trova qualche altra risorsa da sfruttare, si espande ancora, la esaurisce, eccetera.

                Non e’ una scoperta da nobel.

                Pero’ questa volta e’ diverso: come ho cercato di dire nell’apocalottimismo di Jacopo, stavolta la risorsa che abbiamo esaurito e’ la convinzione che la terra sia un posto di estensione e ospitalita’ generosa virtualmente infinita per l’uomo.

                Il primo giro della terra ci abbiamo messo 100.000 anni a farlo.

                Adesso bastano 50 minuti.

                E’ la prima volta che accade nella storia dell’uomo sulla terra, ed e’ una percezione recente, caratteristica del minuscolo villaggio claustrofobico globale, nel quale chiunque puo’ accedere virtualmente e istantaneamente a qualsiasi angolo della sfera blu, come fosse il vicolo dietro casa.

                Questo cambia tutto, sta gia’ cambiando tutto, forse non ce ne avvediamo perche’ ci siamo in mezzo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per FW

                “E’ la prima volta che accade nella storia dell’uomo sulla terra, ed e’ una percezione recente, caratteristica del minuscolo villaggio claustrofobico globale, nel quale chiunque puo’ accedere virtualmente e istantaneamente a qualsiasi angolo della sfera blu, come fosse il vicolo dietro casa.”

                Verissimo

              • firmato winston scrive:

                @fuzzy
                “Si ma se il modello anziché creare ricchezza crea un maggior numero di poveri”

                Guarda che questo, a quel che ne so, semplicemente non e’ vero, ed e’ uno dei piu’ diffusi pregiudizi di superiorita’ ancora persistenti negli occidentali istruiti e colti.
                Lo spiega il medico-statistico hans rosling con dovizia di dati, dai un’occhiata alla sua fondazione gapminder.org, ci sono un sacco di dati e di video piacevoli da guardare.
                https://www.gapminder.org/videos/

              • Francesco scrive:

                >>> la popolazione e’ decuplicata dappertutto nei paesi poveri

                I beg your pardon but … mi pare una considerevole esagerazione!

  38. Moi scrive:

    Oh, a proposito di Amadeo Bordiga : al Parco Nord di Bologna, c’è “un stènd” 😉 , tale Btaceria Toscana, della Festa (per Antonomasia) dedicato a lui … con ilsuo ritrattone in bianco e nero e una Bandiera Rossa (… sì, con due maiuscole !) di cent’anni oramai sono !

    SE vi par che vi sia Continuità Storica con il PD …

  39. Moi scrive:

    “Braceria” …uff !!!

  40. Moi scrive:

    @ FUZZY

    … i “Titoli Tossici” sono quelli sempre sessisti e talvolta pure razzisti e/o omotransfobi dei vecchi filmacci scollacciati, beceri, pecorecci (oggi inconcepibili !) degli Anni Settanta / Ottanta dell’Antica Era detta “Novecento”, nevvero ?! 😉 🙂

    • fuzzy scrive:

      https://valori.it/stati-uniti-boom-prestiti-cartolarizzati/
      No, sono questi.
      Gli anni70’….un altro mondo. Non era solo il titolo, ma tutti i film ad essere morbosi. Poi addirittura qualcuno ha pensato di rivalutarli. Boh.
      Gli 80’….Postmoderno:
      Di stile, cultura, artista degli anni Ottanta del Novecento.
      E che dire? Siamo gli ultimi sfiancati postmoderni, oppure il postmodernismo è diventato endemico?
      Mi ricordo di Piero Ottone, un validissimo giornalista direi anche simpatico, che diceva pressapoco così: “Io ho la chiave, la nostra civiltà è vecchia oramai di duemila anni. La nostra è un’epoca di decadenza. Tutte le civiltà prima o poi sono destinate a decadere”.
      Torno nel mio ritiro.

      • Moi scrive:

        … e il “Toxic” della “Toxic Masculinity” , deriva da quell’ espressione (“phrase” …) lì ?!

        • Fuzzy scrive:

          Non ho capito bene. Mi chiedi forse se l’intolleranza più aggressioni violente sono la degenerazione della morbosità che già si riscontrava in certa filmografia degli anni 70? A me sembra tutto un calderone dove si ricicla di tutto, dagli atteggiamenti omofobi, ai titoli tossici. Ma siamo al disfacimento finale. Persino le linee rette non sono più quelle di una volta. I ponti crollano, i grattacieli bruciano.
          Attento Fuzzy, rischi di portare sfiga!
          Mi ritiro.

      • firmato winston scrive:

        @fuzzy
        “Mi ricordo di Piero Ottone, un validissimo giornalista direi anche simpatico, che diceva pressapoco così: “Io ho la chiave, la nostra civiltà è vecchia oramai di duemila anni. La nostra è un’epoca di decadenza.”

        Fuzzy, era una stronzata megagalattica, l’industrialismo tecnoscientifico della partita doppia ha 400 anni, e ha pervaso, travolgendole, tutte le altre civilta’.

        • Fuzzy scrive:

          Si, però ora, salvo miracoli rischia di travolgere se stesso.
          Ma c’è una serie di articoli di Simonetta su Apocalottimismo, tra l’altro il fenomeno ha un nome preciso che in questo momento non ricordo, dovrei andare a scartabellare, ma sono qui comodamente disteso sul letto nel mio tranquillo ritiro post pranzo, e temo la fatica.
          E poi questa è materia per gli storici.
          Qui ce ne sono. Lascio dire a loro, o a te.

        • Francesco scrive:

          ma la cultura, che è la roba dentro cui vive il nostro immaginario, ha un’altra cronologia ed è più vicina ad avere almeno ottocento anni, se risaliamo fino al padre Dante

          PS la partita doppia è uno dei principali lasciti della civiltà europea all’umanità e non casualmente precede la tecnica e l’industria di secoli e secoli

          • Fuzzy scrive:

            https://www.apocalottimismo.it/agonia-del-capitalismo-1/
            10 articoli in tutto.
            La parola era: Catabolismo.

            • Francesco scrive:

              cominciamo molto male

              1) il capitalismo e la Francia sono un tema molto complesso. possiamo giusto escludere che sia un caso “tipico” di sviluppo capitalistico

              2) la MALESIA?????? cosa è, un rigurgito di Salgari?

              3) “le strette affinità fra i sistemi politici e economici nel “mondo occidentale” sono un pò come dire “che ce l’abbiamo tutte in verticale” (cit. Laura Pausini) e quindi che tutte le donne sono simili a letto. Anche no, grazie.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Tu davvero la chiami Malaysia?

              • Francesco scrive:

                il problema non è nominalistico ma spacciare la Malesia/Malaysia per una potenza economica!!!

                vuol dire che non si parte dai fatti ma dalle conclusioni ideologiche e si infilano dei fatti alla cazzo per fingere di avere le prove

            • Francesco scrive:

              >>> L’estrazione di valore si fa sempre meno dal lavoro umano e sempre di più dalle risorse (in primis dall’energia).

              credo ci vorrebbe almeno una nuova edizione del Capitale per giustificare questa affermazione!

              “da dove viene il valore?” sta all’economia come “Dio c’è?” sta alla teologia e “era fallo?” sta al basket

              saluti affettuosi

            • Francesco scrive:

              Ehm, se non sono del tutto rincoglionito, le prime due Leggi sono delle semplici definizioni e la terza è una ipotesi matematica, le cui implicazioni socio-economiche sono dirette ma che senza spiegazioni vale una dichiarazione degli avvocati di Berlusconi sulla sua salute!

  41. Moi scrive:

    @ PINO

    … a ‘sto giro, in Repubblica Popolare del Bangladesh [গণপ্রজাতন্ত্রী বাংলাদেশ /
    Gônoprojatontrī Bangladesh] , l’ è pròpri cum a déggh mé 🙂 :

    ————————-

    https://en.wikipedia.org/wiki/Bengali_name

    […]

    Muhammad (মোহাম্মদ), Mohammed, Mohamed, Mohammad, Mohammod, Muhammod or is a common prefix used before the name of many Muslim males, and it is often not considered as the name used to refer to the person. In many cases, the “Muhammad” prefix is shortened to মোঃ (“Md.”, or “MD.”)

    [cit.]

    […]

  42. Moi scrive:

    … alle Hawaii (almeno quelle da casto erotismo Anni Cinquanta 😉 …) sono diffusi i nomi femminili in “Lani”, tipo “Leilani” , “Kailani”, “Pilani” … ovviamente, che appena arrivi ti mettono la ghirlanda di fiori al collo civettando “Aloha” … 😉

  43. Moi scrive:

    @ FIRMATO WINSTON

    Il primo giro della terra ci abbiamo messo 100.000 anni a farlo.

    Adesso bastano 50 minuti.

    [CIT.]

    ……………………………………………………………..

    5O minuti … con che mezzo di locomozione ?

    • roberto scrive:

      50 è esagerato, ma la stazione spaziale internazionale ci impiega 90 minuti a fare il giro intorno alla terra

      • firmato winston scrive:

        esatto, mi pareva 90 ma poi ho detto no, non dev’essere un’ora e mezza, troppo, allora sara’ 50, dato che mi pareva essere “qualcosa” meno 10.
        Invece era 90. Grazie della correzione.

        Comunque scusate, io non mi esprimo molto bene: cio’ che volevo far risaltare nel guazzabuglio del ragionamento era che il villaggio globale, in quanto villaggio, e’ piccolo, disperatamente e claustrofobicamente piccolo, come abbiamo gia’ osservato con ADV e Peucezio a proposito di altre questioni riguardo i nazionalismi e le globalizzazioni.
        Questo volevo rimarcare. E che questo cambia la percezione dello spazio esistenziale in una dimensione che potrebbe risultare depressiva per quell’essere affamato di orizzonti infiniti che e’ l’umano.
        Nel dire questo, mi sono reso conto che stavo descrivendo l’ambientalismo contemporaneo!

        • roberto scrive:

          Si capiva benissimo ed era più per soddisfare la curiosità di moi che per “correggere”
          🙂

        • Francesco scrive:

          dici che è per questo che il positivista ADV è fissato (alla Kennedy) con “spazio ultima frontiera”?

          in effetti c’era molta più voglia di spazio negli anni ’60 che oggi, benchè allora la tecnologia fosse molto più primitiva

  44. Moi scrive:

    1872

    Per fare il Giro del Mondo, basta 80 Giorni :

    Umanità ottimista fiduciosa del Futuro …

    2021

    Per fare il Giro del Mondo, basta 90 Minuti :

    Umanità pessimista, spaventata del Futuro …

    _______________________________________________

    … Che cos’è andato storto ?! 😉

    • roberto scrive:

      è vero, è una domanda che mi faccio spesso (cioè quando non sono impegnato a bere, mangiare, giocare a basket e cose così…)

      secondo me sono cambiate le aspettative
      1872, se arrivavi a campare 70 anni senza soffrire troppo eri moooolto contento
      2021, la prospettiva di morire prima degli 80, di non avere la camicia lavata e stirata ogni giorno, e di vedere la tua squadra del cuore perdere la finale di champions league è devastante

  45. Moi scrive:

    Hedora [ヘドラ] il Daikaiju che traeva energia vitale dall’ Inquinamento Umano partendo come un esserino microscopico era avanterrimo 😉 , nel 1971

    https://www.youtube.com/watch?v=44pFm0fn2rQ

  46. Miguel Martinez scrive:

    Lungo, ma lo trovo molto interessante e quindi passo su DeepL…

    Fonte: https://unherd.com/2021/09/the-myth-of-monolithic-china/

    Il mito della Cina monolitica
    Lee Jones

    Lee Jones è professore di economia politica e relazioni internazionali alla Queen Mary University di Londra. Fractured China: How State Transformation is Shaping China’s Rise, di cui è coautore insieme a Shahar Hameiri, sarà pubblicato in ottobre dalla Cambridge University Press.
    DrLeeJones
    9 settembre 2021
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    La nuova guerra fredda dell’Occidente con la Cina sta fermentando da oltre un decennio. Dalla politica del “Pivot to Asia” di Obama, attraverso la guerra commerciale di Trump e ora la spinta di Biden per “Build Back Better World” – un rivale della Belt and Road Initiative (BRI) della Cina – gli Stati Uniti si sono costantemente riorientati per affrontare Pechino, e trascinando sempre più i suoi alleati della NATO con loro.

    A guidare questo approccio sempre più conflittuale è una visione della Cina come uno stato monolitico e autoritario, impegnato in una strategia a lungo termine per rovesciare l’egemonia degli Stati Uniti. Rispetto agli stati occidentali – lacerati da lotte tra fazioni, paralizzati dallo stallo democratico, agitati in Medio Oriente e apparentemente incapaci di pianificare oltre il prossimo martedì – la Cina sembra certamente uno sfidante temibile. I suoi piani coprono tutto, dallo sviluppo interno dell’intelligenza artificiale alle infrastrutture globali, mentre il regime del Partito Comunista Cinese (PCC), dall’alto verso il basso, garantisce una rigorosa attuazione e conformità. Alcuni analisti hanno anche suggerito l’esistenza di una strategia di 100 anni per spiazzare gli Stati Uniti, implicando un’incredibile capacità di pianificazione strategica a lungo termine.

    Il problema è che questo non è vero. Il partito-stato cinese non funziona così. Come spiego in un nuovo libro, Fractured China, il partito-stato è molto più frammentato di quanto molti occidentali credano. In effetti, la politica centrale è spesso vaga, con molti interessi contrastanti che plasmano ciò che effettivamente accade sul terreno.
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    Sotto Mao, il partito-stato cinese era altamente centralizzato, con sistemi di “comando e controllo” dall’alto verso il basso che permettevano alle agenzie centrali di microgestire l’economia e la società cinese. Tuttavia, nell’era di “riforma e apertura” di Deng Xiaoping dopo il 1978, queste istituzioni sono state smantellate per facilitare il passaggio al capitalismo.

    Il potere e il controllo sulle risorse furono ampiamente decentralizzati ai governi provinciali e locali, così come all’emergente settore privato. La privatizzazione e l’aziendalizzazione hanno trasformato gli ex ministeri governativi in imprese a ruota libera, in cerca di profitto, le cui attività all’estero sono spesso al di là della capacità di controllo delle autorità cinesi. E man mano che i quadri del partito si sono spostati negli affari e i magnati dell’economia si sono uniti al partito, sono emerse reti di quadri-capitalisti in competizione tra loro in tutto il partito-stato.

    Nell’ultimo decennio, l’elaborazione delle politiche è stata frammentata in una serie di agenzie nazionali e subnazionali, spesso con interessi e programmi contrastanti. Alcune agenzie precedentemente nazionali hanno acquisito un ruolo internazionale, e persino i governi provinciali hanno i loro uffici esteri e commerciali.

    I governi provinciali hanno, per esempio, firmato una serie di accordi commerciali e di investimento con i governi dell’Asia e dell’Africa. Il Ministero degli Affari Esteri cinese, quindi, non ha il controllo della politica estera cinese, e spesso non sa nemmeno cosa stanno facendo le altre agenzie – fino a quando non scoppia qualche crisi, come quella in Ghana quando il governo locale della contea di Shangli nella provincia di Guangxi ha deliberatamente “esportato” decine di migliaia di minatori d’oro artigianali per compensare la disoccupazione locale, scatenando una reazione populista anti-cinese e una repressione del governo.

    Naturalmente, i leader centrali mantengono ancora alcuni potenti meccanismi per coordinare la frattura del partito-stato. E tutti questi hanno un certo effetto su come funziona il sistema. Ma non si sommano al controllo strategico dall’alto di ogni aspetto del comportamento cinese. Gli alti dirigenti possono convocare “piccoli gruppi dirigenti”, comitati che riuniscono diverse agenzie in una data area politica, per cercare di coalizzarle intorno a scopi comuni. Ma questi scopi sono spesso lasciati vaghi per accomodare interessi e programmi contrastanti.

    Altrettanto vaghi sono i discorsi e gli slogan delle élite del PCC, che stabiliscono un “tono” generale e la direzione della politica. I subordinati devono orientarsi a questi slogan per ottenere supporto politico, finanziamenti e promozione. Ma sono così generali che di solito richiedono un’ampia interpretazione per capire cosa significano in pratica.

    Anche le politiche delle agenzie centrali sono spesso “opinioni” vaghe che i governi locali devono adattare alle condizioni locali. Tutto questo crea un’enorme possibilità per i subordinati di interpretare le “direttive” centrali in modi che in realtà promuovono i loro interessi settoriali, piuttosto che qualsiasi grande strategia geostrategica. In effetti, il sistema incoraggia attivamente la sperimentazione all’interno di linee guida lasche – quello che l’ex leader supremo Deng Xiaoping chiamava “attraversare il fiume sentendo le pietre”.

    I più importanti meccanismi di coerenza sono i poteri di nomina, valutazione e disciplina del PCC, che i leader possono usare per incoraggiare la lealtà e punire i quadri ribelli. Xi Jinping sta facendo un uso particolarmente forte di questi poteri – avendo, per esempio, perseguito oltre due milioni di quadri per corruzione. Il fatto che tali epurazioni sembrino necessarie riflette le trasformazioni epocali del partito-stato cinese, che, pur stimolando una rapida crescita economica, hanno anche indebolito il controllo centrale, minato l’autorità del regime e permesso una massiccia corruzione locale.

    Tali dinamiche hanno, per esempio, giocato nell’attuale conflitto sulla spinta di Xi per la “prosperità comune”. Tutti devono orientarsi a questa agenda, ma nessuno – probabilmente compreso lo stesso Xi – sa veramente cosa significhi, e ognuno cerca di avvolgerla intorno alle proprie preferenze personali. Gli estremisti di sinistra in Cina hanno interpretato la “prosperità comune” come un attacco, atteso da tempo, ai ricchi, terrorizzando molti magnati dell’economia, che hanno rapidamente donato miliardi alle buone cause legate allo stato. Ma altri insistono sul fatto che “la prosperità comune non è egualitarismo” e non comporterà “derubare i ricchi per aiutare i poveri”, e rimproverano alla sinistra di “scatenare confusione ideologica e panico”.

    O prendiamo l’appello di Xi per una “rivoluzione dei bagni” nel 2015, in un discorso che lamentava lo stato spesso terribile dei gabinetti pubblici cinesi. I governi locali hanno approfittato di questa vaga affermazione per giustificare la spesa di 3 miliardi di dollari per l’ammodernamento dei bagni nei 18 mesi successivi, senza dubbio arricchendo molte imprese di costruzione legate allo stato, prima che il Consiglio di Stato inorridito li mettesse in riga.

    In effetti, i governi locali cinesi sono particolarmente abili a sfruttare la loro autonomia per promuovere i propri interessi, portando a risultati altamente irrazionali, che sono spesso mal interpretati come una sorta di strategia astuta.

    Per esempio, il laburista Stephen Kinnock, il ministro ombra dell’Asia, ha recentemente accusato la Cina di “produrre deliberatamente acciaio in eccesso” per fare dumping sui mercati occidentali. In realtà, la sovraccapacità è stata endemica nella maggior parte delle industrie cinesi di base fin dagli anni ’90 – raggiungendo il 20-30% all’inizio del 2010 – poiché i governi locali hanno gareggiato l’uno contro l’altro per sviluppare le industrie e le infrastrutture locali attraverso investimenti eccessivi alimentati dal debito. Questo è il motivo per cui la Cina ora ha più aeroporti per chilometro quadrato degli Stati Uniti, ed è piena di “città fantasma” e strade e ferrovie in perdita, e perché molti governi locali e imprese statali (SOE) sono effettivamente in bancarotta.

    Ma è la BRI cinese che fornisce il miglior esempio di come queste dinamiche si svolgono a livello internazionale. I commenti occidentali tendono a dipingere la BRI come l’astuta grande strategia di Xi, progettata per minare la leadership degli Stati Uniti e intrappolare i paesi in via di sviluppo attraverso la “diplomazia della trappola del debito”. Mappe dettagliate danno l’impressione di un piano strategico che viene fedelmente elaborato da funzionari e aziende.

    La realtà è molto diversa. “Una cintura, una strada” è emerso come slogan nel 2013 dopo due discorsi di Xi, che in gran parte descrivevano solo ciò che la Cina stava già facendo: investire e costruire infrastrutture nei paesi in via di sviluppo. Ma rapidamente, tutti si sono accodati. Nei due anni successivi, i governi provinciali e le imprese statali hanno esercitato una feroce pressione per inserire i loro progetti preferiti nella BRI. Di conseguenza, le linee guida del progetto sono notevolmente vaghe e capienti, senza obiettivi chiari, senza un calendario, senza impegni di risorse dedicate, e senza una reale definizione delle priorità. Praticamente ogni attività del partito-stato è stata schiacciata dentro.

    Ancora oggi, non esiste una mappa ufficiale cinese della BRI, e quelle non ufficiali sono state vietate nel 2017. Non c’è nemmeno una definizione chiara di ciò che costituisce un paese o un progetto della BRI: agenzie diverse usano metriche diverse per adattarsi. I progetti della BRI non sono concepiti a Pechino, secondo uno schema strategico. Normalmente hanno origine con i governi stranieri, in cerca di fondi per accelerare lo sviluppo delle infrastrutture, che possono anche essere utili per assicurarsi il sostegno elettorale o alimentare le reti clientelari attraverso contratti di costruzione sospetti. E sono spesso incoraggiati dalle SOE cinesi – non perché vogliono promuovere gli interessi geostrategici della Cina, ma perché vogliono vincere lucrosi contratti di aiuto vincolati. Di conseguenza, i progetti hanno la stessa probabilità di verificarsi al di fuori dei sei ampi “corridoi” delineati nelle linee guida della BRI e all’interno di essi.

    In effetti, la supervisione del BRI è notevolmente debole. Le banche politiche e i regolatori cinesi hanno poca capacità di valutare la fattibilità dei progetti, e di conseguenza approvano molti “elefanti bianchi”, come il famigerato porto di Hambantota in Sri Lanka. La metà dei progetti cinesi all’estero sono in perdita. I regolatori non hanno anche una reale capacità di controllare l’implementazione dei progetti, contando invece sui paesi ospitanti per supervisionarli. Il Ministero degli Affari Esteri è a malapena coinvolto nel processo decisionale, e di solito viene coinvolto solo quando questi problemi scatenano grandi incidenti diplomatici. La Cina sta ancora attraversando il fiume mentre cerca i sassi, ma si sta pestando i piedi mentre va avanti.

    E quindi rispondere al comportamento di ogni entità cinese come se fosse intenzionalmente pianificato e sanzionato dall’alta leadership cinese è chiaramente fuorviante. Il partito-stato cinese non è monolitico – è fratturato, anche quando si tratta dell’iniziativa di politica estera firmata da Xi Jinping.

    Piuttosto che confrontarsi con un immaginario monolite strategico, quindi, gli analisti e i politici occidentali dovrebbero sviluppare una comprensione molto più sfumata della Cina e delle lotte interne che animano il partito-stato. In alcune aree politiche, gli interessi coinvolti rendono la cooperazione difficile o addirittura impossibile. Ma altrove, ci sono forze e agenzie che vogliono lavorare in modo costruttivo con i partner stranieri, creando spazio per la collaborazione e l’apprendimento reciproco.

    La decisione del Regno Unito di unirsi e dare forma alla Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) della Cina, per esempio – piuttosto che boicottarla, come richiesto da Washington – è un buon esempio. L’AIIB ha adottato standard simili a quelli delle banche di sviluppo multilaterali esistenti, mentre cerca anche di far crescere gli standard dei progetti cinesi all’estero.

    Una nuova guerra fredda non farà altro che isolare e immobilizzare questi gruppi, potenziando le fazioni nazionaliste e paranoiche che sono convinte che l’Occidente non possa tollerare l’ascesa della Cina. Se non procediamo con cautela e non sviluppiamo una comprensione più realistica della Cina, rischiamo di provocare un confronto che potremmo non essere in grado di vincere.

    • Francesco scrive:

      Interessante ma controbatto dicendo che anche la Germania nazista era divisa in fazioni in lotta tra loro, con programmi diversi. Questo non ha impedito che scatenasse la Seconda guerra mondiale, però.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Interessante ma controbatto dicendo che anche la Germania nazista era divisa in fazioni in lotta tra loro, con programmi diversi. Questo non ha impedito che scatenasse la Seconda guerra mondiale, però.”

        Anche il PD è diviso in fazioni in lotta tra di loro 🙂

        Comunque sulla Cina, la penso come sul Covid: non sono in grado di capirci granché per cui sospendo i giudizi, ma continuo a cercare di informarmi.

        • Francesco scrive:

          e dove sta il divertimento? se aspettassi di essere seriamente informato prima di esprimermi non conoscerei nessuno di voi!

          😉

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            Ma comunque non è mai esistito un potere monolitico, se per monolitico si intende privo di interessi conflittuali, gruppi di potere portatori di tale interessi conflittuali, ecc. Riconoscerlo è semplice senso storico. Credo che il punto sia se questa situazione si trova all’interno di un sistema il cui potere centrale è capace di mantenere queste spinte in equilibrio (sempre temporaneo, siano decenni o secoli) o meno.

            • Francesco scrive:

              sì, hai ragione

              il mio commento “serio” sarebbe che queste divisioni interne non giustificano una politica di maggior appeasement con la Cina ma rendono più probabile una svolta militare come classica “soluzione” ai problemi interni

              perchè il nostro Xi Jin Ping è su quella strada e nulla che possiamo fare lo farebbe cambiare ed è troppo potente ormai per trovargli delle alternative

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Cina”

      Alcuni appunti di colleghi do ritorno da trasferte di mesi da Shanghai:

      A) treno a levitazione a 420 Km/h dall’aeroporto al centro

      B) una delle stazioni centrali della metro con l’intero marciapiede davanti alla biglietteria ricoperto do tappetini con le carabattole dei venditori ambulanti

      C) uno risponde alla moglie rimasta in Italia su Whatsapp (cioè, l’equivalente cinese) in italiano: “non sto a parlare di politica coi colleghi cinesi, qui c’è una dittatura”. Il giorno dopo Whatsapp cinese gli smette di funzionare.

      D) tutto, compreso il taxi, so paga col telefonino. Non so dice l’indirizzo al tassista, si induca la destinazione sul l’equivalente di GoogleMaps e compare un codice QR che viene letto dal telefonino del tassista

      E) videocamere ogni venti metri per la strada

      F) cento km di linee di metro tappezzate di schermi LCD. La pubblicità che compare sullo schermo alla partenza del treno corre da uno schermo all’altro insieme col treni, così il passeggero ce l’ha sempre davanti.

      G) al centro commerciale, in un grande negozio un assistente virtuale su uno schermo che corre lungo tutte le pareti del negozio saluta il cliente e lo segue durante il sui giro di shopping

      H) giunto in fabbrica (35000 operai) in un giorno di pioggia, visto un cavo elettrico in tensione languidamente a massa in una pozzanghera,in una nube di scintille

      I) completato l’allacciamento al metano, si scopre che non c’è metano, perché il metanodotto lo devono ancora finire

      J) stizzito perché nessun operaio sembra avere mai visto una chiave inglese regolabile a vite, il mio collega si sente chiedere da un tale con lo stemmino del Partito sul bavero quale fosse il problema. Il giorno dopo tutti gli operai avevano ciascuno quella chiave.

      K) alla fine della riunione, agli ospiti italiani vengono offerte caramelle al latte. Il mio collega me ne porta una: riconosco una scadente imitazione (persino nell’etichetta sulla carta della caramella) di una caramella prodotta in Polonia fin da prima della caduta del Muro.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Moi scrive:

        Il Paradiso in Terra 😉 praticamente , eh …

        C) … Inizia a preoccuparti di averlo scritto qui ! 😉

      • Miguel Martinez scrive:

        Per adv

        “Alcuni appunti di colleghi do ritorno da trasferte di mesi da Shanghai:”

        Fantastico, e terrificante.

        • Francesco scrive:

          sì beh tutto molto bello ma che distanza c’è tra aeroporto e centro città?

          🙂

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “sì beh tutto molto bello ma che distanza c’è tra aeroporto e centro città? ”

            Questa la so, perché ci sono stato, anche se parecchi anni fa: una quindicina di chilometri.

            Adesso vado a vedere perché era importante la domanda.

            • roberto scrive:

              mah, leggo
              “A) treno a levitazione a 420 Km/h dall’aeroporto al centro”
              e mi dico che se sono 15 km è un leggerissimo overkilling….fossero stati 50 km avrei capito ed apprezzato di più

              • Francesco scrive:

                infatti era quello il mio dubbio: un treno da 420 km/h ha senso su qualche centinaio di kilometri, direi

                ma su 15 km?

              • PinoMamet scrive:

                In effetti credo non abbia neanche lo spazio per accelerare…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “In effetti credo non abbia neanche lo spazio per accelerare…”

                Incuriosito, ho visto che ho sbagliato: sono 46 chilometri, non 15!

  47. mirkhond scrive:

    Pino

    A proposito di Greci antichi:

    https://youtu.be/G3ntc78-FtM

  48. mirkhond scrive:

    Ho sbagliato forum.

  49. Miguel Martinez scrive:

    Per Moi

    https://theanarchistlibrary.org/library/lucien-van-der-walt-lis-lange-white-poor-and-angry-white-working-class-families-in-johannesburg?v=1631473380

    ucien van der Walt
    Lis Lange, White, Poor and Angry: white working class families in Johannesburg

    LANGE, LIS. van der Walt – Review of Lange ‘White, Poor and Angry’ [Race and representation.] Ashgate, Aldershot [etc.] 2003. viii, 186 pp. £45.00.

    Lis Lange provides that rarity in African studies: a monograph on the social history of white yet working-class South Africans. This nuanced study looks at the emergence, social conditions, and social and political responses of the white working class in its formative period: roughly from 1890, when the new Witwatersrand mining industry came under the control of the monopoly capitalists christened “Randlords,” to the 1922 general strike and armed uprising that famously demanded “Workers of the World Unite and Fight for a White South Africa”.

    While the 1922 Rand Revolt must be understood as part of an international wave of popular insurgency that swept up from Ireland and Mexico in 1916, and crashed down in Bulgaria and Germany in 1923, its particularities cannot be fully grasped without the details of daily life provided by writers such as Lange, who pays particular attention to the role of family, housing, and state policy in shaping white workers’ identities and communities, which she stresses were not always “clearly defined, homogenous and coherently expressed” (p. 166). Lange’s focus is Johannesburg, the heart of the Witwatersrand complex. Beginning as a diggers’ tent city in 1886, the city had over 82,000 white inhabitants by 1904, out of a population of 155,462, spread over 82 miles (pp. 12,39,84). Many were drawn from abroad by the lure of good wages and “cheap steamship travel” (p. 13); others were local Afrikaners proletarianized by changes in rural South Africa. Settled white working-class communities were soon evident – partly a function of growing confidence in the future of the mines – with 80.16 per cent of whites overall living in families by 1904 (p. 12), although, even eight years later, 49.31 per cent of white miners were unmarried (p. 79).

  50. Miguel Martinez scrive:

    Source : https://feministpost.it/magazine/primo-piano/salvateci-dai-talebani-ma-anche-da-judith-butler/

    Salvateci dai talebani. Ma anche da Judith Butler

    Splendida replica della pakistana Bina Shah alla filosofa californiana che in un discusso articolo sul Guardian ha affermato che “la categoria donna va ridefinita” per includervi chi “si percepisce” tale. Ma le afghane, dice Shah, sono oppresse proprio a causa del loro corpo femminile reale. Una dura invettiva contro il neo-colonialismo occidentale, quello del gendere e del transattivismo, che si profila all’orizzonte
    Salvateci dai talebani. Ma anche da Judith Butler
    Splendida replica della pakistana Bina Shah alla filosofa californiana che in un discusso articolo sul Guardian ha affermato che “la categoria donna va ridefinita” per includervi chi “si percepisce” tale. Ma le afghane, dice Shah, sono oppresse proprio a causa del loro corpo femminile reale. Una dura invettiva contro il neo-colonialismo occidentale, quello del gendere e del transattivismo, che si profila all’orizzonte

    Post published:13 Settembre 2021

    In un suo discussissimo articolo pubblicato dal Guardian, Judith Butler ha affermato che “la categoria donne va ripensata”, oltre a sostenere che il femminismo gender critical è alleato del fascismo. Ed ecco la replica della pakistana Bina Shah.

    ********************************************************************************************************

    Ieri ho scritto un tweet arrabbiato.

    Afghan woman: Save me from the Taliban

    Judith Butler: We’ll redefine womanhood, you’ll be fine

    È andata così:

    “Ho solo bisogno di sapere come si applica la definizione di donna di Judith Butler alle donne afghane che vengono picchiate per strada dai talebani. Hai mai considerato che la tua accademia non si adatta davvero alla vita delle donne nel Sud del mondo?“.

    Ho pubblicato il tweet di cui sopra dopo aver letto dell’ormai famigerata intervista al Guardian in cui Butler ha affermato che le TERF (femministe radicali trans escludenti) si alleano con l’ala destra e con i fascisti. Non mi identifico come TERF, o molto altro (cis? anche questo mi sembra un’imposizione) perché questo dibattito sui diritti trans e sull’identità di genere sembra così lontano dalla realtà che viviamo io e milioni di donne nella regione dell’Asia meridionale e dell’Asia centrale. Certamente non mi allineo con gli uomini di destra e con i fascisti nel mio pensiero, che è diverso e molto più indipendente dal pensiero a cui devono adattarsi persone che in ambito accademico per adattarsi alle nuove regole e leggi sul genere.

    Ma l’affermazione di Judith Butler che “dobbiamo ripensare alla categoria delle donne” mi ha dato una spinta. Il mio pensiero nasce da molte riflessioni che ho fatto sulla teoria dell’identità di genere adottata nei paesi occidentali. Questo capita nello stesso momento in cui ho visto donne afghane picchiate dai talebani mentre protestavano per i loro diritti, per la sicurezza e per l’inclusione nel governo, e per la libertà di lavorare e studiare.

    Mi è stato chiesto di chiarire la mia affermazione, perché sembrava vaga o forse non chiara alle persone per le quali la teoria dell’identità di genere è molto più familiare e gradevole. È bello essere sfidati perché ti costringe a pensare più intensamente a ciò in cui credi veramente.

    In Afghanistan (esempio estremo) ma anche in Pakistan, dove vivo, in India, in Nepal, Bangladesh, paesi del Medio Oriente, Nord Africa, le donne (o le persone con corpi femminili) vengono maltrattate, vessate, aggredite e uccise non solo perché hanno corpi femminili, ma perché si rifiutano di consegnare quei corpi agli uomini per farne ciò che loro vogliono.

    Poiché questo dominio dei corpi femminili è assolutamente legato alla biologia femminile e alla produzione di bambini e conforto sessuale per quegli uomini, separare il sesso dal genere nega completamente questa forma di oppressione che è enormemente offensiva per tutte noi che stiamo ancora lottando per porre fine alla discriminazione basata sul sesso nei nostri Paesi.

    Allo stesso tempo, una cosa particolarmente potente per le donne è il fatto che i loro corpi sono in grado di produrre vita. Questo è qualcosa di così innato nell’identità e nel senso di sé delle donne nei paesi musulmani/del Sud del mondo/non bianchi che insistere che è qualcosa che non appartiene a loro è in realtà una forma di violenza mentale ed emotiva, un doppio trauma prodotto su di loro da quelle femministe occidentali che desiderano imporre le loro idee sul genere e sesso a noi che abbiamo un’idea e un’esperienza molto diversa su questi temi.
    Nadia Ghulam Dastgir, donna afghana che ha passato 10 anni fingendosi suo fratello morto per sfuggire all’oppressione dei talebani

    Immagina una donna musulmana nel Regno Unito che deve sfuggire a un matrimonio violento e alla minaccia del delitto d’onore. Va in un rifugio dove si sente al sicuro perché è uno spazio per sole donne. Non solo perché è lontana dal regno della violenza maschile, ma perché come donna musulmana non si sentirebbe a suo agio nel condividere gli spazi intimi con una persona dal corpo maschile. Questo le permette di conciliare la sua terribile situazione e il suo bisogno di sentire che sta agendo in congruenza con la sua identità e i principi di modestia di donna musulmana.

    Ma se una donna trans con un pene si trova nello stesso spazio, allora la donna musulmana sarà in un terribile conflitto riguardo al fatto di lasciare la sua casa. All’improvviso non sarà in grado di togliersi l’hijab o di spogliarsi perché non può fare quelle cose di fronte a una persona con un corpo maschile che non è un membro della famiglia. Non è un’ipotesi, ci sono donne musulmane, sikh e indù che oggi sono escluse dagli spazi riservati al sesso femminile perché la definizione di donna è cambiata allo scopo di includere le donne con il pene. Chiamare TERF quella donna musulmana perché esprime disagio è l’ennesimo abuso su di lei.

    Tutto questo per dire che dobbiamo ancora negoziare sicurezza e libertà per le donne con corpi femminili e non possiamo ignorare o scavalcare le donne delle minoranze in Occidente o le donne della mia parte del mondo che sono fuori da questi negoziati. Le ragazze e le donne afghane hanno dovuto travestirsi da ragazzi e uomini per poter uscire di casa, guadagnarsi da vivere o svolgere lavori vitali sotto il dominio dei talebani. Questo sarebbe “fare il genere” come lo chiama Judith Butler, o una strategia di sopravvivenza che le donne afghane hanno adottato per poter vivere?

    Temo che gli attivisti per i diritti trans si stiano comportando come nuovi colonizzatori occidentali e imperialisti, imponendoci le loro idee di genere e sessualità nello stesso modo in cui il loro impero ci è stato imposto per buona parte del ventesimo secolo. Non voglio davvero il colonialismo del genere nel 21° secolo.

    Grazie per essere venute al mio TERF Talk.

    Bina Shah

    articolo originale qui, traduzione di Marina Terragni

    • Francesco scrive:

      solo una curiosità: chi cazzo ha dato alla Butler il titolo di filosofa?

      perchè a scrivere puttanate credo di essere capace anche io eppure nessuno mi da della filosofa nè mi pubblica sul Guardian!

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Sono sicuro che gay, trans e travestiti se la spassino, invece, sotto i Talebani 😀

      E’ sempre problematico traslare le cazzate del primo mondo nel terzo. Ma è anche abbastanza ridicolo usare il terzo mondo per analizzare il primo esclusivamente quando fa comodo.
      E’ un po’ il giochino retorico che fanno gli antiambientalisti, alla fin fine.

      • Francesco scrive:

        Sai che non ho capito? Considerando che il pianeta è uno solo, ho dei dubbi sulla correttezza della tua osservazione.

        Direi che a volte una frase che “qui” non sembra immediatamente una cazzata, se la si pone nel contesto di “lì” si rivela in effetti una mostruosa cazzata.

        E la tesi della Butler mi pare sia un esempio perfetto.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Immagino che, se vivi in condominio, sia vietato riprodurre musica ad alto volume in certe ore del giorno.
          Parlare nello stesso articolo del tuo regolamento condominiale e del divieto di musica in Afghanistan perché “il pianeta è uno solo” mi sembrerebbe una gran cazzata.

          • Francesco scrive:

            concordo

            solo che l’esempio che fai tu c’entra con quello di cui parla la Bina Shah un pò meno che Robelux con la Hall of Fame di Springfield (scusa roberto)

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Cioè stai dicendo che i dibbattiti su come dobbiamo regolare i nostri rapporti in Occidente devono essere influenzati da quello che succede in Afghanistan?

              • Francesco scrive:

                Sto dicendo che cazzate immani sulla definizione di essere umano di sesso femminile (e molto altro) possono essere evitate ampliando lo sguardo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E anche tutte le limitazioni in fatto di musica del regolamento condominiale devono essere lette alla luce della musicofobia talebana, altrimenti non hanno senso.

              • Francesco scrive:

                diciamo che possono essere messe in prospettiva, sì

                perchè c’è una dialettica tra quello a cui piace la musica e quello che vuole essere lasciato in pace, senza che il secondo abbia diritti assoluti

    • roberto scrive:

      ma come si fa scrivere delle cagate così e a leggerle senza cadere dalla sedia!?!
      pensavo che i comunicati delle brigate rosse fossero la cosa più ridicola mai uscita dalla penna di un essere umano, ma qui siamo a dei livelli inimmaginabili….

      ps una domanda seria: come si fa ad essere pagati per scrivere cagate? io sono un po’ stufo di scrivere cose serie e noiose

      • PinoMamet scrive:

        Magari le scrivessero solo i pagati!

        Tanta gente le scrive gratis e volentieri.

        I miei amici SJW sono attualmente “indignati” perché i tifosi dell’Inter avrebbero rivolto “offese sessiste” a una signora che rasava l’erba del campo
        (tradotto, avrebbero fatto battute tipo “te la raso io gratis”).

        Ovviamente vi si ravvisava il terribile reato di chiamare-il-gatto.

        Un “collettivo”, linkato dal mio amico, si premura di far sapere che:

        -la giustificazione “sono battute” non è valida, perché no;

        -la giustificazione “non lo fanno tutti i maschi” non è valida, perché no;

        -la giustificazione “la ragazza sorride e saluta” non è valida, perché no;

        -i tifosi dell’Inter sono vicini alla destra;

        -segue autodenuncia del membri del collettivo, colpevoli di essere in maggioranza maschi.

        • PinoMamet scrive:

          Per non parlare a caso, ho cercato il filmatino e l’ho visto.

          Non dura tanto. I tifosi cantano un coretto che non sembra estemporaneo, perchè tutti sanno le parole, quindi probabilmente deve essere un fatto piuttosto comune.

          Il coretto, come previsto, dice: “Te la rasiamo noi- te la rasiamo noi- lascialo stare, quel tagliaerba- te la rasiamo noi”.

          • roberto scrive:

            si l’ho visto ed un vero schifo che al giorno d’oggi degli uomini si permettano di trattare così una ragazza che lavora

            ….magari poi ce l’aveva già rasata
            🙂

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Autodenuncia”

          Una volta un’espatriata italiana a Berlino di tendenza liberal scrisse, comparandosi agli immigrati africani: “io sono una privilegiata di merda”.

          E dopo questo mea culpa ha finalmente potuto dare del razzista a tutti gli altri partecipanti alla discussione.
          La potenza della confessione pubblica e dell’assoluzione dal peccato di identità.

  51. Miguel Martinez scrive:

    Ancora sulla morte del Compagno Gonzalo, giro queste riflessioni della Carovana del Nuovo Partito Comunista Italiano:

    Ancora gloria e onore al Presidente Gonzalo e disprezzo per i maramaldi che infieriscono sulla memoria degli esponenti della prima ondata della rivoluzione proletaria!

    La vittoria in Russia della Rivoluzione d’Ottobre e la costruzione del socialismo in Unione Sovietica hanno sollevato da un capo all’altro del mondo la prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976). Essa ha cambiato la faccia del mondo e impresso una svolta alla storia dell’intera umanità. Chi tratta dell’ultimo secolo della storia dell’umanità deve illustrare meglio che ne è capace il ruolo che la prima ondata ha svolto. Chi non lo fa, non scrive di storia ma ripete, per dovere d’ufficio o per ignoranza, una delle mille storielle diffuse dal sistema di intossicazione e manipolazione delle menti e dei cuori delle masse popolari gestito con dovizia di risorse dalla borghesia imperialista e dal suo clero.

    La prima ondata è tuttavia terminata con una sconfitta generale e i paesi socialisti (pochi ma alcuni come la Repubblica Popolare Cinese (RPC), la Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC) e Cuba con un ruolo importante nel sistema delle relazioni internazionali) sopravvissuti al suo esaurimento sono terreno della lotta tra due linee. Sconfitta è stata anche l’impresa tentata dal PCC sotto la direzione di Mao Zedong di contrastare il successo del revisionismo moderno nel movimento comunista internazionale sviluppando nella RPC la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria.

    L’epoca di nera reazione seguita all’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria è la conferma meno controvertibile della verità della scienza, fondata da Marx ed Engels, delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia, la scienza arricchita dai protagonisti di quell’ondata, ai vertici dei quali si trovano Lenin, Stalin e Mao.

    Nel corso dei più che trenta anni intercorsi tra il sopravvento del revisionismo nel gruppo dirigente dell’URSS (XX Congresso del PCUS, febbraio 1956) e la dissoluzione dell’URSS (1991) che ne fu il risultato, si sono in vari modi sviluppate ed esaurite molte rivoluzioni democratiche antimperialiste di liberazione nazionale, espressioni particolari e concrete della prima ondata in decine e decine di paesi coloniali e semicoloniali: esaurite alcune nel sangue dei rivoluzionari (come ad esempio in Indonesia), altre nell’eliminazione di alcuni dirigenti e nel tradimento di altri (l’esempio più clamoroso è il Sudafrica).

    Ai comunisti, oltre ad assimilare il marxismo-leninismo-maoismo, compete oggi il dovere di fare il bilancio dell’esperienza, individuare e superare i limiti nella comprensione delle condizioni della lotta di classe che nel secolo scorso hanno impedito il successo della prima ondata e tracciare la linea della rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato (MCCO) nel mondo verificando ognuno le proprie scoperte anzitutto nel promuovere la rivoluzione socialista nel proprio paese.

    Un aspetto secondario ma indispensabile di questo nostro lavoro è denunciare e indicare al disprezzo di tutti quelli che vogliono cambiare il corso delle cose, gli individui che, camuffati da comunisti, nascondendosi negli organismi e nei gruppi del MCCO, denigrano le rivoluzioni sconfitte e i loro promotori, dirigenti e combattenti.

    Come esponente esemplare di questa gentaglia indichiamo il prof. Simone Bruscolotti, classe 1979, professore di storia e filosofia a Roma, membro del direttivo nazionale di USB Scuola, collaboratore di Contropiano ed esponente di Rete dei Comunisti, con il suo articolo Perù. Muore in carcere il “presidente Gonzalo” ospitato dal sito Contropiano – http://www.contropiano.org – il 14 settembre 2021. Ai responsabili di Contropiano fare pulizia nel loro sito, se non condividono l’opera denigratoria e manipolatrice di S. Bruscolotti.

    Bruscolotti presenta il suo articolo come “un bilancio critico dell’esperienza di Sendero Luminoso” e classifica tra la gente che fa “necrologi militanti dei rivoluzionari di paesi lontani di cui si conosce poco o nulla” quelli come noi che ricordano e onorano l’attività rivoluzionaria del Presidente Gonzalo perché oltre che promuovere la guerra popolare rivoluzionaria (GPR) in Perù, nel movimento comunista internazionale è stato promotore dell’adozione del maoismo come terza superiore tappa del pensiero comunista: cosa che i comunisti attivi all’epoca hanno potuto constatare senza doversi camuffare da conoscitori del Perù.

    Per qualificare la serietà della conoscenza che invece S. Bruscolotti ha della lotta di classe in Perù, basti dire che a proposito del fondatore del marxismo in Perù, José Carlos Mariátegui (1894-1930), afferma che “proprio seguendo le orme del pensatore sardo [Antonio Gramsci] incentrò la sua analisi sulla questione indigena” del Perù (dove all’epoca di Mariátegui l’80% della popolazione era indigena). Mariátegui ha effettivamente soggiornato in Italia tra il 1920 e il 1923, ma è da ricordare che l’opera originale e creativa per cui Gramsci è un nostro maestro inizia con il suo trasferimento a Mosca a fine maggio 1922 e in gran parte si sviluppa durante la lunga prigionia nelle mani dei fascisti (1926-1937) nei Quaderni del carcere noti solo dopo il 1945.

    Quanto alla serietà “scientifica” di Bruscolotti e alla sua adesione all’unità teoria-pratica, basti notare che chiama “catechismo”, “teoria abborracciata” e “strategia iperdistruttiva e autodistruttiva” la concezione della lotta di classe in Perù che Gonzalo elaborò e applicò, ma neanche si chiede perché “ebbe presa” come Bruscolotti stesso afferma e come conferma l’accanimento anti-Gonzalo delle autorità peruviane e dei loro padrini USA: rigoroso isolamento carcerario di Gonzalo e contemporanee ripetute diffusioni di appelli di Gonzalo alla resa.

    Bruscolotti ovviamente avalla come autentiche le esortazioni alla resa che le autorità peruviane, impegnate in Perù nella campagna per soffocare la guerra popolare rivoluzionaria e reprimere le masse popolari ed esponenti di spicco del “Gruppo di Lima” istituito dagli imperialisti USA per reprimere la rivoluzione in America Latina, dopo la cattura di Gonzalo nel 1992 hanno ripetutamente diffuso nel corso degli anni attribuendole a un prigioniero che tenevano rigorosamente isolato.

    Di discorsi alla Bruscolotti ne circolano e ne circoleranno vari, contro dirigenti di movimenti rivoluzionari. È quindi importante educare a valutarli i nostri compagni e chi aspira a comprendere il corso delle cose.

    Avanti, compagni! La realtà conferma che la borghesia per prolungare il suo dominio impone un catastrofico corso delle cose! Instaurare il socialismo è la via per farla finita con i mali che affliggono l’umanità e godere delle conoscenze che essa ha acquisito!

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