L’impero globale dei tecnoverdi

Paul Kingsnorth su Unherd ha scritto un saggio che ha un titolo e un sottotitolo fuorvianti: Eco-fascism is our future. The Green movement will become an all-consuming empire.

All’inizio temevo di dovermi sorbire il solito rancoroso polpettone che dice che i mangiacarote stanno per impedirci di usare i Suv.

Invece, Kingsnorth fa un ragionamento molto più profondo sul disastro ambientale che abbiamo davanti, sulla manipolazione della retorica ambientalista in senso totalizzante e transumanista, e infine sulla vanità anche di queste presunte soluzioni.

Per cui mi sono permesso di dare all’articolo un altro titolo.

Ecco una traduzione del suo articolo fatta con DeepL e una minima revisione.

I terms & conditions di Unherd non dicono nulla in merito a traduzioni, comunque se ci fosse qualche problema, toglieremo l’articolo.

L’impero globale dei Tecnoverdi

I numeri c’erano, e tutti potevano vedere cosa stava arrivando: almeno dieci miliardi di anime umane entro la fine del secolo. Tutti a chiedere a gran voce cibo, acqua, spazio e i trionfanti benefici dell’onnipresente “economia globale”, in cui le potenze occidentali avevano gabbato, minacciato o attirato il resto del mondo fin dagli albori dell’età degli imperi.

Ora questa economia comprendeva tutto, ovunque e tutti sulla Terra.

Non c’era scampo, anche sulle cime più alte o nelle foreste più profonde, dai suoi prodotti, dalla sua visione del mondo o dalla sua connettività 15G. L’intero pianeta, dagli alberi di mogano agli impiegati, era ora una “risorsa”, da guardare e totalizzare per la necessaria e benefica crescita della macchina globale.

Quella crescita, naturalmente, è arrivata con alcuni effetti collaterali: un clima che cambia, lastre di ghiaccio che crollano, distruzione di massa degli ecosistemi, la distruzione delle foreste e il più alto tasso di estinzione in sessanta milioni di anni; per non parlare della crescente polarizzazione sociale e della massiccia disuguaglianza economica.

Tutti sapevano di tutto questo fin dalla fine del ventesimo secolo, ma tutti presumevano, o speravano, che qualcun altro l’avrebbe risolto. Il World Economic Forum ci si stava impegnando, dopo tutto, e Bono e quella ragazza svedese, e quegli strambi che si vestivano da dinosauri o altro e si incatenavano ai ponti. Questo genere di cose faceva parte dell’arredamento da così tanto tempo che la gente non ci faceva quasi più caso.

Ma non funzionava: tutto stava andando nella direzione sbagliata da quando il rapporto I limiti alla crescita aveva correttamente previsto, nel 1972, ciò che stava arrivando.

Negli anni 2020 era scomodamente ovvio che le previsioni del rapporto – derise o ignorate all’epoca dai grandi e dai buoni – si erano rivelate sorprendentemente accurate.

La crescita vertiginosa del consumo globale aveva portato a un aumento della domanda di risorse, che si stavano esaurendo man mano che le basi terrestri e gli ecosistemi venivano degradati dall’uso umano, portando a un aumento dei prezzi, a conflitti sociali e politici, al collasso degli ecosistemi e a un incombente collasso della civiltà. I Limiti alla crescita aveva identificato il periodo tra il 2008 e il 2030 come il punto in cui il collasso avrebbe iniziato a mordere, con una crescita in stallo, instabilità climatica, aumento dei tassi di mortalità e disordini sociali come prova del superamento. Così si era dimostrato.

Anche gli apostoli più impegnati del Progresso e dello Sviluppo potevano vedere la scritta sul muro. Bisognava fare qualcosa di radicale. I verdi della vecchia scuola che, in risposta a I Limiti alla crescita, avevano predicato cose da sogno come la “decrescita”, la vita semplice, l’agricoltura biologica o la raccolta di cime d’ortica, non avevano un messaggio vendibile in un mondo di domanda, con consumatori occidentalizzati che insistevano sul loro diritto alla connettività WiFi a basso costo.

Tutti erano stufi di essere assillati da gente del genere, comunque. Gli ambientalisti più adulti – quelli in giacca e cravatta che scrivevano documenti politici sulla deplorevole ma realistica necessità dell’energia nucleare e della geoingegneria – lo sapevano molto bene. Le soluzioni dovevano essere grandi, coraggiose e globali.

Alla fine, mentre gli incendi, le siccità, lo scioglimento dei ghiacci e i crolli delle catene di approvvigionamento aumentavano, si presentava una scelta dura: un piano ambizioso per salvare la Terra, o un crollo nella barbarie.

Questo è stato il modo in cui i media lo hanno venduto, comunque, e poiché era stato a lungo anticipato, a nessuno importava molto. Eravamo tutti bloccati nella macchina ormai, dopo tutto: tutti dipendenti dalla sua generosità per mangiare, dormire e lavorare. Più le cose peggioravano – e stavano peggiorando velocemente – più c’era voglia di un’azione coraggiosa, assertiva, su scala planetaria. E dopo la pandemia del Covid-19, tutti si erano abituati a obbedire alle autorità e a sottoporsi al controllo dei comportamenti, per evitare un disastro di massa.

E così, l’impero globale è arrivato, in gran parte in orario.

Le multinazionali, le ONG benestanti, gli stati e i blocchi regionali, con al seguito uno stuolo di media e intellettuali, hanno consolidato il loro Nuovo Reset Verde, o come lo chiamano oggi, con una facilità impeccabile. Il nuovo mondo sarebbe stato progressista, inclusivo, aperto, sostenibile, gender-neutral e, soprattutto, intensamente redditizio.

L’assimilazione continua di qualsiasi ecosistema, cultura, prospettiva e stile di vita in conflitto con il progresso sarebbe stata attuata in modo da garantire la neutralità del carbonio. La macchina globale sostenibile – intelligente, interconnessa, perpetuamente monitorata, sempre attiva – comprenderebbe tutto e tutti, producendo benefici a cascata per tutti. Il sogno occidentale a lungo sostenuto sarebbe stato finalmente realizzato: il mondo sarebbe diventato uno. Un mercato, un insieme di valori, un modo di vivere, un modo di vedere.

Quando alcuni ambientalisti si sono resi conto a chi avevano venduto l’anima, era troppo tardi. Ma quale sarebbe stata, in ogni caso, l’alternativa? La folla del piccolo è bello, con i loro maglioni profumati di patchouli e i loro discorsi anni Settanta su limiti e sovranità, era stata cancellata come eco-fascista molto tempo fa, esiliata in lontane piccole fattorie e cooperative edilizie con le loro copie ben ditate di La convivialità e altri tomi ingialliti di uomini bianchi morti. Ora che un vero e proprio eco-fascismo era all’orizzonte – una fusione globale del potere statale e aziendale alla ricerca di un progresso che avrebbe fatto piangere Mussolini come un nonno orgoglioso – non c’era nulla che potesse ostacolarlo.

A differenza degli imperi precedenti, questo sapeva come presentarsi: con parchi eolici piuttosto che navi da guerra, immagini di bambini sorridenti piuttosto che plotoni di soldati. Usava un linguaggio ecologico e inclusivo mentre racchiudeva la terra, incanalava la ricchezza verso l’alto e rivestiva i paesaggi selvaggi con tecnologie rinnovabili fatte di metalli delle terre rare (una necessità spiacevole, ma temporanea: l’estrazione sostenibile degli asteroidi era ben avviata). Ma era curioso come la ricchezza e il potere sembrassero rimanere principalmente nelle stesse mani; strano anche che l’eco-crisi non sembrasse mai andare via, per quanto molti miliardari e ONG tentassero nuove brillanti soluzioni tecnologiche. Infatti, più l’impero stringeva, più tutto sembrava scivolare via dalla sua presa. Era quasi come se le tecno-soluzioni stesse fossero il problema.

Col tempo, accadde l’inevitabile: la vecchia trappola del progresso si chiuse come una venere acchiappamosche che digerisce pazientemente le sue vittime.

Le modifiche genetiche e le “soluzioni” nanotecnologiche sono andate male, poiché i sistemi imperscrutabili della Terra si sono rifiutati di comportarsi come i modelli informatici avevano previsto. Lo scarico in massa di limatura di ferro nell’oceano non ha sequestrato tanto carbonio quanto sperato, ma ha portato a un crollo inaspettato del numero di balene. Le tecnologie di oscuramento del sole finanziate da Bill Gates erano riuscite ad abbassare la temperatura del pianeta, ma i cicli di feedback che si sono attivati l’hanno abbassata molto più del previsto, portando al collasso dei raccolti di massa e alla carestia, che a sua volta ha causato rivolte in tutto il mondo. I primi anni 2040 videro mezza Africa sopravvivere per diversi mesi mangiando solo sciami di locuste, mentre i migliori della Silicon Valley mangiavano hamburger di insetti sostenibili nelle loro ridotte della Nuova Zelanda.

Fattorie a torre, super maiali, eco-droni, semina di nuvole, riflettori spaziali: tutto è stato provato, ma la traiettoria non è cambiata. I limiti della Terra si rifiutavano di spostarsi. Per l’Occidente faustiano, “salvare il mondo” era stato solo un altro mezzo per cercare di controllarlo, ma Gaia, come Dio, non si sarebbe fatta prendere in giro. La vita continuava, ma la civiltà, sempre più spesso, no. Le città cadevano, le acque si alzavano, i deserti si estendevano. Jeff, Mark, Richard ed Elon andarono in orbita terrestre bassa su razzi separati, tutti sostenendo di esserci arrivati per primi, ma il loro impianto di congelamento delle teste nel deserto di Sonora subì un tragico episodio di scongelamento quando la fattoria solare precedentemente conosciuta come Kansas fu messa fuori uso da un’eruzione solare anomala.

Alla fine del XXI secolo i pozzi di petrolio stavano lentamente esaurendosi, i metalli delle terre rare erano esauriti, e lo sconfinato futuro rinnovabile delle auto elettriche e dell’energia verde senza limiti era stato archiviato e dimenticato come un’imbarazzante cotta adolescenziale. Le miniere di asteroidi non sono mai uscite dal tavolo da disegno. La popolazione ha raggiunto il picco e ha iniziato a scendere, insieme alla conta degli spermatozoi. I sobborghi e gli oceani si sono lentamente svuotati, e il balbettio di Internet è diventato così velenoso che persino Mumsnet è arrivato con un avviso di pericolo. Tutti si dicevano che il progresso sarebbe avvenuto correttamente se solo quella gente non fosse stata al comando.

Più di tutto, una grande delusione sembrava diffondersi come una macchia d’inchiostro attraverso i resti dell’Occidente, man mano che ci si rendeva conto che non ci sarebbe stato un epilogo spettacolare. Non c’era nessuna rivoluzione e nessuna restaurazione; niente Star Trek, ma neanche Matrix. Non c’erano soldati robot da combattere e nessuno stava costruendo una Morte Nera.

Il meglio che si poteva fare a questo punto della curva discendente del capitalismo industriale era una piccola e misera astronave costruita da un esaltato venditore di libri, che poteva stare su nello spazio per tre minuti. La fine del mondo, si scoprì, era meno simile a Terminator e più simile a un prequel di Star Wars: aspetti per anni in attesa, e poi è solo una delusione.

In altre parole, fu la storia come al solito, mentre l’ultimo grandioso progetto umano ha affrontato un lungo e macinante declino. L’apocalisse, alla fine, si era rivelata essere… noiosa. Ma forse questo non avrebbe dovuto sorprendere. La parola Apokalypsis, nell’originale greco, significava semplicemente svelare, o rivelare. In un’apocalisse, viene esposto qualcosa che tutti noi dobbiamo vedere, ma che ci rifiutiamo di guardare. Quello che abbiamo visto, mentre le nostre illusioni crollavano, era che non avevamo mai avuto davvero il controllo. Avevamo frainteso il mondo e il nostro posto in esso. Ci eravamo arrivati come conquistatori, cafoni, abusatori, piuttosto che come amanti o amici – così ossessionati dall’orbitare intorno alla Terra che avevamo dimenticato di guardare cosa stavamo orbitando.

L’umanità moderna aveva voltato le spalle al creatore e alla creazione, ma la nostra ribellione, come previsto da tempo, era fallita. Ora l’orizzonte post-apocalittico apparteneva a coloro che l’avevano sempre saputo: ai monaci, agli eremiti, alle ancelle e alle tribù della foresta; ai lavoratori ai margini, che miglioravano costantemente le vite umane e non umane senza alcun desiderio di gridarlo forte. Alle piccole nazioni e agli abitanti dei margini, ai tranquilli e ai non ambiziosi. Ai lombrichi e ai timidi porcospini, alle piante che succhiavano e agli uccelli sempre in movimento, che foraggiavano le rovine dell’ultimo impero caduto. A coloro che si erano separati, e che avevano generato piuttosto che prosciugare la piscina finita della vita.

Nel XXIII secolo, alcuni di coloro che ancora ricordavano bene ciò che era successo (era difficile mettere insieme i fatti, dato che tutto ciò che aveva valore era stato immagazzinato nell’ormai obsoleto “Internet”) notarono con una certa ironia che la società che era cresciuta dalle macerie dell’era delle macchine assomigliava curiosamente a quella proposta da quei primi eco-fanatici: basata sulla terra, a bassa tecnologia, centrata sulla comunità, incentrata su una storia religiosa e altamente sospettosa di qualsiasi pretesa grandiosa.

Gran parte dell’Inghilterra ora assomigliava al quattordicesimo secolo, solo con radio CB e migliori lavori dentistici. In America, gli Amish avevano comprato la maggior parte di quello che una volta era stato lo stato di New York, e i resti della cultura hippie autocostruita del nord-ovest del Pacifico avevano iniziato a restaurare i deserti creati dalle megalopoli del 2070. Le pale delle turbine eoliche giganti erano state piegate in vomeri. I miti avevano – dopo una lunghissima deviazione – finalmente ereditato la Terra.

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229 risposte a L’impero globale dei tecnoverdi

  1. Fuzzy scrive:

    La creazione della vita artificiale, un obiettivo alla portata di noi umani…..
    Una volta che avremo raggiunto l’obiettivo, passeremo il testimone agli esseri viventi artificialmente…..
    Damiano Anselmi
    Dalla fisica alla vita: viaggio nell’infinitamente piccolo e ritorno.
    Ecco, il compito degli uomini potrebbe essere questo.
    Passare il testimone e poi cercare di sopravvivere in qualche modo. Meglio se pacifico.
    Se devo immaginare un futuro possibile questo mi sembra il più razionale.
    Anselmi ha pure un gran bel sito dove accanto a formule incomprensibili ci sono molti video divulgativi
    http://renormalization.com/author/damianoanselmi/

    • Francesco scrive:

      insomma, una volta il Diavolo era più discreto.

      il nostro scopo è giocare a fare Dio? esattamente come descritto nella Genesi? e ci abbiamo messi migliaia di anni per tornale lì? che palle, raga, che palle

      fortuna che c’è il basket

      • Fuzzy scrive:

        In fondo pure le scimmie hanno avuto la spudoratezza di dare origine all’uomo.
        Il diavolo per quello che ne so io, non esiste.
        C’è questa evoluzione culturale….e poi
        “La conoscenza è la cosa più resiliente che possa sopravvivere nel nostro universo”.
        Chiara Merletto
        The science of can and can’t.

        • Francesco scrive:

          il diavolo non esiste? cacchio, potrei anche capire, per amore di discussione accademica, dubitare di Dio

          ma del diavolo è veramente irrealistico!

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            “Il diavolo per quello che ne so io, non esiste.”

            Appunto, “per quel che ne sai”.

            “In fondo pure le scimmie hanno avuto la spudoratezza di dare origine all’uomo.”

            E’ un modo quantomeno bizzarro di metterla. Direi che, così come la dici, proprio no (“Orsù facciamo l’uomo” “perchè” “Mah, così”). E inoltre “C’è questa evoluzione culturale”, vedo che il fantaevoluzionismo speculativo va sempre forte.

            “La conoscenza è la cosa più resiliente che possa sopravvivere nel nostro universo” già. Il Logos, diremmo noi; ma siamo dei barbari oscurantisti, che ne capiamo :-).

  2. Francesco scrive:

    Peperonata, per molti ma non per tutti. Per gli altri genera incubi e, peggio ancora, bisogno di metterli su carta.

    Certa gente è così insopportabile che ha torto a prescindere dal fatto che abbia ragione.

    Ma un giorno mi comprerò quel cazzo di “I limiti dello sviluppo”, con le sue belle previsioni tutte sbagliate, solo per il gusto di smentirli su un dettaglio irrilevante.

    Peraltro il ritorno al Medio Evo religioso è un’ottima cosa, credo che qui nel blog saremmo in molti a valutarlo positivamente.

    • PinoMamet scrive:

      “Certa gente è così insopportabile che ha torto a prescindere dal fatto che abbia ragione.”

      La trovo un’espressione meravigliosa! e te la ruberò!

      “Peraltro il ritorno al Medio Evo religioso è un’ottima cosa, credo che qui nel blog saremmo in molti a valutarlo positivamente.”

      Io no, lo sai.
      La mia immagine di progresso è rimasta alla Coppa Schneider.
      Possiamo mica tornare agli anni Venti?

      • Francesco scrive:

        sai che, da uomo bianco, credo sia la cosa più vicina all’inferno mai accaduta?

        Lenin in Russia e tutto il male che fecero i bolscevichi. Mussolini in Italia e il sorgere di una risposta “brutta” al pericolo rosso. Piena sfiducia nel futuro, in chi pensava, e progresso tecnico insensato. Pervertiti molto di moda, tanto la nave stava affondando. E procedendo nel decennio AH che inizia a farsi conoscere.

      • PinoMamet scrive:

        Sí ma… hai visto il Macchi M.39?

        A parte tutto, e a parte il mio non-troppo-sospettabile lato di simpatia umana verso gli scapestrati ex arditi montati su veloci camionette verso le risse e i bordelli, non penso agli anni Venti storici, come non penso agli anni Sessanta (un’altra mia ossessione) veramente esistiti, ma al loro archetipo stilistico eterno.

        E del resto, quando leggo le nostalgie medievali altrui, mi pare che abbiano poco a che fare col vero Medioevo- che poi è stato tantissime cose diverse e contraddittorie- ma con una aspirazione a una società più semplice, e a un gusto più antico.

        Allora il gusto che piace a me, possiamo discutere del decennio, ma è novecentesco, è nella semplice che piace a me c’è posto per le automobili e gli aeroporti.

        Non tutti i gusti sono al limone 😉

        • Francesco scrive:

          capisco la passione per le trasvolate oceaniche di Balbo

          ma si accompagnano a folle in camicia rossa, nera, bruna che sovrastano quella bellezza.

          ciao

          • PinoMamet scrive:

            Eh ma se la buttiamo su questo, il Medioevo si accompagnava a peste, carestia, roghi di eretici e presunte streghe, supplizi atroci e chi più ne ha più ne metta…
            più la diffusa credenza che il feudalesimo fosse un sistema sociale non solo accettabile (che non è) ma addirittura giusto!
            😉

            davvero, meglio non giocare a questo sport 😉

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              ” il Medioevo si accompagnava a peste, carestia, roghi di eretici e presunte streghe, supplizi atroci ”

              Non si sa perché peste, carestie e supplizi sono propri del Medioevo e non -che ne so- dell’antica Roma.

              Le streghe proprio no, vi supplico.

            • PinoMamet scrive:

              Beh, lo so che le streghe fanno parte del luogo comune, e guarda, ho tutti gli appunti di un monografico sulla caccia alle streghe, non c’è bisogno di rifarmi tutta la storia.

              Però in effetti, tra le varie cose, sì, le “streghe” (come altre categorie marginali) erano anche processate e messe a morte. Tutti i distinguo del caso, ripeto, li so già.

              Su carestie, guerre ecc., perché proprio il Medioevo?

              è semplice: perché si stava parlando del Medioevo, e non dell’Impero Romano.

              Io dicevo a Francesco che a me piace lo stile degli anni Venti, e lui mi dice “eh ma c’era Mussolini”;

              a lui piace quello medievale, e io gli rispondo “c’era povertà e ingiustizia”.

              Che c’è di strano?

          • PinoMamet scrive:

            Se proprio non volete il Novecento, che ne dite del Seicento e dell’epoca barocca?
            la preferisco assai al Medioevo…

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Fa più freddo 😀

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Per la serie che la metà di un secolo spesso è uno spartiacque molto più importante della sua fine, intendi per Seicento il periodo 1550-1650 (prima guerra civile europea… pardon, guerre di religione) o il periodo 1650-1750 (assolutismo)?

              • habsburgicus scrive:

                @MT e tutti
                mi fa piacere che tu abbia introdotto, benché di straforo :D, il tema importantissimo delle periodizzazioni
                per me, il Seicento è il “secolo breve” che va dall’abdicazione di Carlo V (1555/1556) o dalla pace di Cateau-Cambrésis (1559, conta poco ma quell’anno fu anche quello della rottura definitiva di Londra con la nostra Fede, un vero ed epocale punto di svolta) alla pace di Vestfalia (1648) o se proprio volete alla pace dei Pirenei (1659), ma prediligerei Vesfalia
                insomma, Carlo V non è ancora seicentesco, Luigi XIV non è più seicentesco (ancorché abbia regnato soprattutto in XVII secolo :D) laddove sono seicenteschi Elisabetta I e Filippo II per quanto la prima abbia appena lambito il XVII secolo (morì, come tutti sanno, il 24 marzo 1602 v.s inglese=9 aprile 1603 n.s) e il secondo non l’abbia proprio visto ! (morì nel 1598)
                il Seicento, quindi, per me, è il secolo delle feroci contrapposizioni religiose e della golilla spagnoleggiante 😀 la parrucca (già sotto Luigi XIV) è ipso facto l’anti-Seicento, mi spiace 😀 e basterebbe da sola a deseicentizzare il Re Sole -che mi sta pure antipatico 😀 😀

              • PinoMamet scrive:

                Viva la golilla!
                Abbasso le parrucche!

              • habsburgicus scrive:

                Viva la golilla!
                Abbasso le parrucche!

                d’accordissimo !

              • Moi scrive:

                Parrucche e pomate mi danno un’ idea di “lezzo” 😉 … peggio di armature e palandrane “a saccona” ! 😉

              • PinoMamet scrive:

                Non so cosa intendi per palandrane a saccona ma il Medioevo è durato mille anni, e la moda medievale era varia, complessa e spesso non priva di frivolezze.

                Mentre le armature complete a piastra sono più che altro rinascimentali…
                😉

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Quindi entrambi i secoli, in sostanza (1550-1750). L’epoca del grande baratto della libertà in cambio dell’ordine.

              • PinoMamet scrive:

                Maurì, dai, sei una persona intelligente…

                nopn credo ci sia bisogno di spiegare, ma nel caso, spiego il mio punto di vista:

                non tornerà il Medioevo, il Seicento, e neanche gli anni Ottanta se è per questo.

                Io rispondevo a Francesco, che diceva che sul blog in tanti avrebbero valutato positivamente un ritorno al Medioevo, facendo presente che ci sono epoche che mi piacciono di più;

                e quando lui mi faceva presente che negli anni Venti c’era il Fascismo, rispondevo (mi cito)


                non penso agli anni Venti storici, come non penso agli anni Sessanta (un’altra mia ossessione) veramente esistiti, ma al loro archetipo stilistico eterno.

                E del resto, quando leggo le nostalgie medievali altrui, mi pare che abbiano poco a che fare col vero Medioevo- che poi è stato tantissime cose diverse e contraddittorie- ma con una aspirazione a una società più semplice, e a un gusto più antico.”

                Perciò trovo un po’ ridicolo discutere su cosa davvero succedeva in un’epoca o un’altra…

                sono successe tante cose, ma chissenefrega.

                Se devo sognare, sogno i ruggenti idrovolanti degli anni Venti e Trenta (non il Fascismo), sogno la musica barocca e la scherma secentesca (non la Guerra dei Trent’anni), posso, se proprio vi fa piacere, sognare anche un menestrello con il liuto che canta in provenzale, ma

                (ed è questo che rispondevo a Francesco)

                tutto ciò non ha nulla a che fare con quello che è successo davvero.

                Se invece giochiamo sull’immaginario, beh, ogni epoca ha il suo, più o meno legato alla realtà (vedi esempio dei roghi di streghe, ampiamente esagerati dalle varie leggende nere e comunque, in realtà, fenomeno più comune dopo il Medioevo e in area protestante…)

  3. Francesco scrive:

    Sono arrivato a capire cosa mi ha fatto girare i coglioni: questo immagina che lo sterminio degli umani “non belli&buoni&verdidavvero” avvenga in modo rapido, pulito, indolore per il pianeta.

    Di fatto una immaginazione infantile che fa sembrare il più sprovveduto cultore della crescita economica come un pensatore complesso: spariti i cattivoni, spariti anche i problemi. Beh, ditegli che gli lasceremo in eredità un bel pò di grattacapi

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “Sono arrivato a capire cosa mi ha fatto girare i coglioni: questo immagina che lo sterminio degli umani “non belli&buoni&verdidavvero” avvenga in modo rapido, pulito, indolore per il pianeta. ”

      Capisco, anch’io lo trovo eccessivamente ottimista.

  4. Mauricius Tarvisii scrive:

    Ora l’orizzonte post-apocalittico apparteneva a coloro che l’avevano sempre saputo: ai monaci, agli eremiti, alle ancelle e alle tribù della foresta; ai lavoratori ai margini

    Ma quando mai io mondo è appartenuto a loro? E per quale motivo in futuro dovrebbe appartenere a loro? Il mondo appartiene a chi riesce a drenare più risorse e:
    – i monaci vivono dove c’è una società organizzata che li protegge
    – gli eremiti vivono un po’di stenti e un po’ di elemosina (perché una società ha del superfluo da dargli)
    – le ancelle provvedono ai bisogni voluttuari di chi può permetterselo, ovvero ha tanto superfluo
    – le tribù delle foreste esistono dove la loro esistenza è trascurabile. Ovvero in un mondo che ha abbastanza superfluo da poter rinunciare a sfruttare delle risorse per tenere in vita dei gruppi abbastanza insignificanti da non essere veri competitori. Sono un po’come gli zingari: non li ammazziamo tutti perché farebbe brutto…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Gli zingari sono un monumento alla nostra opulenza: una società che si può permettere di tenere tra sé e foraggiare migliaia di bocche non solo inutili, ma addirittura dannose, è veramente ai limiti dell’utopia.
      La tribù della foresta è lucro cessante, gli zingari addirittura danno emergente.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “Gli zingari sono un monumento alla nostra opulenza: ”

        E’ interessante come leggiamo in modo diverso lo stesso testo.

        Io vedo una lettura insolita della questione più grande dei nostri tempi:

        1) la catastrofe ambientale, indotta dal “crescismo” umano, è alle porte

        2) per evitare questa catastrofe, le potenze finanziarie e politiche stanno lanciando una trasformazione globale fondata sul controllo totale elettronico e su presunte energie “verdi” che dovrebbero garantire ancora più crescita

        3) questo progetto è destinato a finire molto male

        4) Kingsnorth, che è molto più ottimista di me, spera che ne escano bene almeno le piccole realtà che sopravvivono ai margini.

        Il suo ottimismo della volontà si scontro con il mio pessimismo della ragione su questo punto 4), ma non mi sembra il punto centrale del discorso.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “le ancelle provvedono ai bisogni voluttuari di chi può permetterselo, ovvero ha tanto superfluo”

      in realtà è un errore di DeepL – “anchoress” significa donna eremita.

    • Francesco scrive:

      ORRQAMT

      RR rarisssima
      QA quasi accordo

      però per una volta il suo cinismo è sano realismo, quasi tutto

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ MT

      Per una volta, concordo con te parola per parola.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Mauricius,
      e gli Amish?

      Io faccio sommessamente notare che l’umanità ha funzionato senza industria per milioni di anni eppure non si è estinta e non ha distrutto l’ecosistema (al massimo lo ha modificato un po’).
      Certo, non si era in otto miliardi.
      Ma non lo ha prescritto il medico che dobbiamo essere otto miliardi per sempre.
      Anzi, magari a un certo punto ci estingueremo, perché la gente non vuole fare più figli.

      • Francesco scrive:

        o ci ridurremo a numeri più modesti, forse proprio di Amish e di pastori afgani

        che sono proprio i ricchi e gli integrati a non fare figli!

        un sistema di sicurezza molto discreto ed efficace?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Io faccio sommessamente notare che l’umanità ha funzionato senza industria per milioni di anni eppure non si è estinta ”

        Sì, ma il problema è un altro. Se io ho le fabbriche e tu no, io armo un esercito, vengo a casa tua e mi prendo le tue risorse, impiantando una bella fabbrica anche a casa tua. Tu puoi vivere senza fabbriche a condizione che nessuno abbia le fabbriche: è una questione di competizione.
        Poi nelle Americhe si viveva benissimo senza armi di ferro. Quando nel ‘500 sono arrivati quelli con le armi di ferro, ecco che quelli che ne erano sprovvisti hanno lasciato il passo.

        “Ma non lo ha prescritto il medico che dobbiamo essere otto miliardi per sempre.”

        Ma sì, non è un problema il tracollo di tutto: moriranno in miliardi, ma qualche spravvissuto ci sarà.

        • Peucezio scrive:

          D’accordo sul resto.

          “Ma sì, non è un problema il tracollo di tutto: moriranno in miliardi, ma qualche spravvissuto ci sarà.”

          Su questo non ci piove. Degli otto miliardi che siamo sulla Terra fra circa un secolo non ci sarà praticamente più nessuno.
          Ma se evitiamo che costoro sfornino figli a carrettate, possiamo anche, per allora, trovarci ad essere un numero più vivibile e stare più belli larghi.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Ma se evitiamo che costoro sfornino figli a carrettate, possiamo anche, per allora, trovarci ad essere un numero più vivibile e stare più belli larghi.”

            Più che la popolazione, il problema è l’impatto individuale, misurabile in “schiavi energetici”.

            Un conto sono 300 milioni di persone, un altro 8 miliardi, è vero.

            Ma un individuo di qualche secolo fa, tra attrezzi, mulini a vento, buoi, ecc. poteva avere al massimo l’equivalente di 3 schiavi (sparo cifre a caso ovviamente, l’importante è capire il principio). Quindi 300 milioni di persone avevano l’impatto che avrebbero avuto 1 miliardo di persone “senza schiavi”.

            Oggi, tra auto, aerei e aria condizionata (più ecc. ecc.), ogni essere umano ha l’equivalente di 100 schiavi.

            8 miliardi x 100 = 800 miliardi.

            Quindi l’impatto sulla biosfera di 8 miliardi di persone è 800 volte quello che era una volta.

            Se non si riducono il numero di “schiavi energetici”, serve a poco ridurre la popolazione.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Ma chi è che vuole rinunciare a tenore di vita?

              • paniscus scrive:

                Nessuno vuole rinunciare al tenore di vita attuale. Ma questo non implica automaticamente il diritto a riuscirci davvero, né tantomeno il dare per scontato che ci si riuscirà.

              • Moi scrive:

                Sì, ma la “rumba” è sempre quella :

                un’ Elite sempre più ristretta ha il diritto divino di sguazzare come prima , più di prima … una smisurata massa di pezzenti , invece, deve crepare senza tante pugnette per il Bene della Grande Dea Madre Gaia ! 😉

                … E si pretende di essere pure”di Sinistra” nel proporlo !

                La Vita sul Pianeta iniziò senza di Noi, SE è destino ineluttabile dell’ Umanità uscire di scena tra poche generazioni … COSI’ SIA !

                … MA senza tante menate moraliste senza morale, grazie !

              • Fuzzy scrive:

                https://www.numeripari.org/2020/10/03/allarme-oxfam-i-piu-ricchi-inquinano-i-piu-poveri-travolti-dai-cambiamenti-climatici/
                Non che la cosa mi convinca molto, ad ogni modo pare che ci sia questo 10 % di ricchi che consuma uno sproposito mentre gli altri tirano la cinghia.
                Prima di tutto bisognerebbe ridurre le diseguaglianze. Ma questa è una faccenda di sinistra.
                Poi però non si possono ignorare
                le problematiche ambientali.
                In teoria sarebbe possibile, ma in pratica diventa tutto molto improbabile.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ma questo non implica automaticamente il diritto a riuscirci davvero”

                Non è tanto questione di diritto, ma di meri rapporti di forza. Se miliardi di persone premono per vivere sempre meglio e consumare sempre di più, i consumi pro capite inevitabilmente aumentano e qualsiasi “tappo” tenderà a saltare. Ecco perché non funziona il “finché aumentano e restano poveri il problema è limitato”.

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              “Se non si riducono il numero di “schiavi energetici”, serve a poco ridurre la popolazione.”

              Come serve a poco?
              Mica un milione di macchine inquina e consuma quanto un miliardo!

              • Moi scrive:

                Ma non diceva Gian Roberto Casaleggio che possiamo avere Energia Infinita Gratuita Efficientissima & Sicurissima … con gli Antennoni di Tesla a Raggi Cosmici ? 😉

            • paniscus scrive:

              …e comunque, per impedire a qualcuno (e non singole famiglie ma a popolazioni intere) di “sfornare figli a carrettate”,

              l’unico modo conosciuto, sempre che si escludano programmi dittatoriali di sterilizzazioni forzate di massa o aborti obbligatori, è quello di mettere tali persone in condizioni di vita in cui fare molti figli è svantaggioso per la sopravvivenza e il tenore di vita di tutta la famiglia, e non il contrario.

              Ad esempio, in cui un figlio deve essere mantenuto integralmente almeno fino a 20 anni (e non solo nella pura sussistenza ma nel massimo benessere accessibile alle possibilità della famiglia),

              e quando poi cresce e comincia a lavorare non si sogna di condividere i suoi guadagni con la famiglia, ma tuttti trovano naturale che abbia il diritto di spenderseli individualmente come gli pare, o di metterli da parte per progetti futuri suoi, e non certo riguardanti la famiglia d’origine.

              Non appena le società arrivano a un livello di benessere e di sicurezza sociale tali che allevare molti figli (invece che essere un investimento per la prosperità futura) sia un impegno gravosissimo, sia dal punto di vista economico che di coinvolgimento psicologico ed educativo,

              stiamo sicuri che il tasso di nascite crolla, nel giro di una sola generazione o al massimo due,

              e questo, del tutto indipendentemente dalle tradizioni religiose o dal livello di “emancipazione” civile (si veda qualunque posto che spazi da Iran, Turchia, Portogallo, Polonia, paesi del sud-est asiatico e anche l’Italia).

              Solo che, appunto, avere meno figli in condizioni di benessere implica automaticamente aumentare il numero equivalente di “schiavi energetici” che ogni individuo si porta dietro, e quindi le due cose si compensano e non si risolve gran che.

              Spero che non sia pensabile, eticamente, il dire che i poveri devono semplicemente decidersi a cambiare le loro abitudini riproduttive, però stando ben attenti a restare poveri.

              • daouda scrive:

                il welfare è stata un’abile concessione per favorire tale individualismo che a quanto pare quando è assistenzialista è bene poiché inerisce inesplicabili “diritti” sociali

              • Fuzzy scrive:

                In molti paesi è aumentata l’aspettativa di vita perciò, anche se ci sono meno nascite, la popolazione si mantiene alta.
                Poi c’è il caso dell’africa, dove a dirla un po’ cinicamente è diminuita l’aspettativa di morte.
                Per quel che si prevede, la popolazione mondiale non calerà, anzi aumenterà ancora per diversi decenni e poi forse inizierà a calare. Salvo avvenimenti apocalittici, naturalmente.

  5. maria d scrive:

    Commovente

  6. Francesco scrive:

    IT e pure comunista

    https://ilmanifesto.it/come-calcolare-il-giusto-prezzo-del-buon-cibo/

    peccato la qualità modesta del tutto

  7. Francesco scrive:

    Su dai, è quasi agosto e possiamo scherzare!

    Chi è favorevole al Medioevo con i denti sani?

    1) il Duca, senza alcun dubbio
    2) Peucezio credo di sì anche se dovrebbe tacere di teologia, a meno di farsi monaco
    3) Hasburgicus lo troverebbe un poco primitivo ma accettabile
    4) Miguel sarebbe entusiasta, finchè non scopre di dover andare a Messa
    5) Pino manco morto, lo vedo a menarsi col Duca di Bellagio in nome della uguaglianza tra gli uomini e fare, ahimè, una brutta fine. O forse si darebbe alla pirateria sfruttando i venti e la conoscenza della scherma
    6) Roberto lo compro facile se trovo come realizzare palloni da basket
    7) ADV non c’è speranza, a meno di asssumerlo nell’Inquisizione. Dopo due settimane sarebbe entusiasta e solo l’eccesso di zelo frenerebbe la sua carriera
    8) io sarei disperato per l’eccesso di lavoro da fare temo, in ogni caso come celiaco crepo in poco tempo. e poi sarei inutilissimo.
    9) MT non lo so, avrebbe un sacco di vantaggi da conoscenze specialistiche
    10) la Prof non ce la vedo molto, tutti i medioevi sbattono le donne a casa – o in convento. Badessa?

    ciao a tutti!

    • roberto scrive:

      Oddio scherzi?
      Io ho bisogno di elettricità per il freezer e per la mia spillatrice, di gadget elettronici, Wi-Fi, benzina….mi deprimerei dopo due settimane

    • habsburgicus scrive:

      Badessa?

      emula di Hroswitha di Gandersheim (floruit nel X secolo d.C) ! 😀
      a dirla tutta, il Medio Evo occidentale (ma altri ne sanno di più) ha conosciuto innumerevoli donne potenti ed è nel Medio Evo occidentale che la Donna ha avuto la sua sublimazione con l’Amor Cortese

      • paniscus scrive:

        “emula di Hroswitha di Gandersheim (floruit nel X secolo d.C) ! ”
        —–

        Beh, le mie figure mitiche di riferimento tra le religiose medievali (anche se non dello stesso secolo) sarebbero Hildegarde di Bingen e Caterina da Siena…

    • PinoMamet scrive:

      Vedo che mi conosci bene!

    • 'Alam al-Mithal scrive:

      Denti sani, ok. Ma il bidè?

      • paniscus scrive:

        “Ma il bidè?”—-

        io mi preoccuperei soprattutto per la carta igienica ^_^

        • paniscus scrive:

          “io mi preoccuperei soprattutto per la carta igienica”—-

          Ovviamente non ho parlato di assorbenti per donne o pannolini per neonati, visto che qua sono quasi tutti maschi e poco sensibili a questi concetti.

          • roberto scrive:

            I pannolini per neonati di stoffa non sono drammatici (a condizione di avere una lavatrice).
            Noi ci eravamo trovati abbastanza bene, specialmente i primi sei mesi

            • paniscus scrive:

              “Noi ci eravamo trovati abbastanza bene, specialmente i primi sei mesi”—-

              Ma non dovrebbe essere esattamente il contrario?

              Cioè, i pannolini di stoffa vanno bene DOPO i primi mesi, cioè quando si comincia a cambiarne solo tre o quattro al giorno… ma nelle primissime fasi di vita del neonato, cioè quando se ne cambiano MOLTI di più, è un incubo!

              • roberto scrive:

                No il problema è che quando il bebè inizia a muoversi non restano al loro posto e ci sono un sacco di perdite.
                Prima veramente ci siamo trovati bene, nessuno dei due ha mai avuto nemmeno un brufoletto sul sedere, produci una marea di spazzatura in meno e risparmi e onestamente non è un gran lavoro fare una lavatrice in più al giorno

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      “ADV”

      🙂 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Francesco,
      chi è il Duca di Bellagio e perché mai dovrei tacere di teologia, a meno di farmi monaco?

      • Francesco scrive:

        1) il primo nobilotto che rompe le palle a Pino l’egalitario

        2) perchè finiresti al rogo! prima di tutto per invasione di campo, mentre come monaco hai legittimità a parlare e un ordine che ti protegge (almeno all’inizio)

        😀

        • Peucezio scrive:

          Mai sentito parlare dell’eresia dell'”invasione di campo”.

          Comunque io non parlo mai di teologia, non essendone competente.

    • Peucezio scrive:

      Aggiungo che nel Medioevo gli uomini andavano poco a messa e la gente si comunicava a malapena a Pasqua.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Non abbiamo statistiche in materia. Le fonti ecclesiastiche si lamentano perché la gente non va abbastanza in chiesa, ma pure andarci a settimane alterne non sarebbe abbastanza.
        Certo, in aree marginali dove le chiese materialmente non c’erano si può immaginare una frequentazione molto sporadica, ma lì viveva una minima parte della popolazione (essenzialmente quella che viveva di un’economia silvo-pastorale, che sostenta molte meno bocche dell’agricoltura).
        D’altro canto i manuali dei confessori sono pieni di ipotesi di peccati commessi in chiesa (tipo, un incesto commesso in chiesa è più grave di un incesto commesso altrove) e questo è solitamente spiegato col fatto che si passasse un sacco di tempo in chiesa.

        • PinoMamet scrive:

          Beh, se i manuali dei confessori sono come i commentari del Talmud o i manuali di halachà (normativa ebraica) ci devono essere anche dentro un sacco di ipotesi puramente teoriche ma che nella realtà non si verificano praticamente mai…

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Erano dei testi molto operativi: a tutti gli effetti delle tabelle che recavano peccato e relative penitenza.

  8. Moi scrive:

    A proposito di Religioni e la loro Storia 😉 …

    ————–

    https://www.youtube.com/watch?v=-za2qBpg3JA

    We’re about to lose our American deities!

    —–

    spunto di riflessione. 😉

  9. Fuzzy scrive:

    https://it.sputniknews.com/20210728/oltre-il-limite-il-tesoro-usa-annuncia-il-rischio-default-12301603.html
    “La parola Apokalypsis, nell’originale greco, significava semplicemente svelare, o rivelare. In un’apocalisse, viene esposto qualcosa che tutti noi dobbiamo vedere, ma che ci rifiutiamo di guardare”.
    Evidentemente si spera che l’articolo pubblicato sul glorioso sito Sputnik sia completamente sballato, anche se, ahimé, suona molto plausibile.

  10. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Che brutto racconto di fantascienza!

    Quello che mi sembra più irrealistico è che il collasso avvenga ovunque simultaneamente ma lasciando isole di saggia sopravvivenza qua e là. Qualcosa di mezzo fra Thoreau e la fine dei Númenoreans fra la Prima e la Seconda Era, nel Silmarillion di Tolkien. È facile invece che il sistema sopravviva a pezzi e bocconi, come appunto nell’alto Medioevo dopo la fine dell’Impero Romano d’Occidente. Poi che senso ha scrivere prima “lo sfruttamento degli asteroidi era ben avviato” e poi “lo sfruttamento degli asteroidi è rimasto sul tavolo da disegno”? Mah…

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Moi scrive:

      Che brutto racconto di fantascienza!

      ———

      Hold My … Shekhar ! 😉

      https://en.wikipedia.org/wiki/The_Spaceships_of_Ezekiel

    • Francesco scrive:

      >>> Poi che senso ha scrivere prima “lo sfruttamento degli asteroidi era ben avviato” e poi “lo sfruttamento degli asteroidi è rimasto sul tavolo da disegno”?

      questa è facile: MARKETING!

      tieni conto che il nostro sistema ha bisogno di un sacco di roba, anche per sopravvivere a pezzi qua e là

      no, credo che il problema sarebbero le conseguenze sul clima e i mille luoghi inquinati troppo, chi è che bonificherebbe? mentre direi che Chernobil ha mostrato quanto la natura si riprenderebbe i suoi spazi molto in fretta

  11. Ros scrive:

    piccolo ot, mi scuserete😃

    Ieri è morto Roberto Calasso.

    Poca cosa certo mica era la Carrà!

    Ma sento un friccicore d’amarezza, un senso di perdita del tempo andato.
    Tutti i suoi libri letti negli anni coi ricordi di persone, di periodi annessi…
    di primavera della vita che non ritornerà mai più

    Non per l’uomo, chi lo conosceva? E poi si sa si muore.

    Pezzettini dopo pezzettini, che spariscono “Come lacrime nella pioggia”:

    «…All those moments will be lost in time,
    like tears in rain.
    Time to die.»

    volendo ci può stare😃

    https://www.linkiesta.it/2021/07/morte-roberto-calasso-adelphi/
    divertente😃

  12. Miguel Martinez scrive:

    Per tornare a un vecchio tema di questo blog…

    in California, 261 maschi biologici si dichiarano donne e chiedono e ottengono il trasferimento nelle carceri femminili.

    https://www.latimes.com/california/story/2021-04-05/california-prisons-consider-gender-identity-housing-requests

    La responsabile dice,

    “said that “a person’s gender identity is self-reported and CDCR will evaluate any request submitted by an incarcerated person for gender-based housing.” She said that the prison system has requested several million dollars from the state to help implement the law.

    Da altre fonti, pare che una parte di questi esorbitanti costi servano per corsi per insegnare ai maschi biologici a non avere paura delle donne, e per fornire le donne (biologiche) di preservativi gratuiti e informazioni su come ottenere un aborto in carcere, che mi sembra una saggia precauzione (i rapporti sessuali in carcere, anche se consensuali, sono teoricamente vietati).

    • Francesco scrive:

      una volta la California era qualcosa di grande …

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “una volta la California era qualcosa di grande …”

        Prima che gli statunitense la rubassero al Messico!

        • PinoMamet scrive:

          Sto leggendo il libro su Zorro (!) scritto da Isabel Allende.

          Pensavo peggio.

          La cosa ha senso: hanno fatto un libro su Long John Silver, hanno fatto Orgoglio e pregiudizio e zombie, ci sono forse un paio di altri esempi che ora mi sfuggono, e insomma la cultura pop e quella “ufficiale” (non oso dire “alta” riferendomi alla Allende) si mescolano da sempre senza troppi problemi.

          Poi il personaggio che ha ispirato il primo romanzo su Zorro era di origine cilena, anche se viveva in California, e un qualche nesso ci deve essere.

          Poi comunque la America ispanofona avrà avuto differenze anche enormi al suo interno, ma era sempre America ispanofona, e la Allende parla dei Chumash con la stessa disinvoltura (=troppa) con la quale parla dei Mapuche.

          Breve: non riesco a dire che mi stia piacendo, anche se l’idea non era male.
          Ma troppi troppi troppi clichés, poi è come Per qualche dollaro in più: è per il gusto dei coatti
          (gli indiani sono inevitabilmente saggi, gli hidalgos spagnoli inevitabilmente alteri, non basta dire che il piccolo Garcia futuro sergente è fifone, bisogna farlo vedere che si fa la pipì addosso e puzza come un maiale…)
          E non è detto che un romanzo su Zorro debba essere così…

          un po’ la stessa impressione che ho avuto leggendo I beati Paoli, di Natoli: Dumas bisogna lasciarlo fare a Dumas.
          O perlomeno a un francese 😉 che avranno tanti difetti (uno su tutti: sono stronzi) ma sanno essere leggeri ed eleganti.

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            “O perlomeno a un francese 😉 che avranno tanti difetti (uno su tutti: sono stronzi)”

            Musica per le mie orecchie.

            “troppi troppi troppi clichés”

            Vedessi un testo teatrale femminista che ho dovuto impaginare in questi giorni; stereotipi e personaggi di cartone scomodando persino l’epica (maschio bruto e stupido, donne vittime e solidali, poi ribelli. Ma al di là dei clichés è la modalità ad essere la fiera delle banalità). Ma non rende scriverlo così e purtroppo devo evitare altri dettagli. Pensare che in un testo degno anche i personaggi “negativi” sono sfaccettati (vorrei dire Iago e, in un certo senso di “negativo”, Shylock; o Mefistofele [Goethe, non Marlowe, che non mi piace]; e molti altri. Ma lo ammetto, con questi è voler vincere facile; ma ci sarà pure, e ci è stata e ci potrebbe essere, un’onorevole via di mezzo).

        • Francesco scrive:

          zitti che nessuno nella storia era mai riuscito a farsi fregare una roba del genere!

          vergogna

          🙂

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ha anche senso: nelle carceri femminili solitamente si sta molto meglio che in quelle maschili e si ha un maggiore accesso ai vari benefici. Purtroppo dubito che dichiararsi donne sia anche sufficienti ad intercettare il maggiore tasso di verdetti favorevoli che le giurie americane concedono alle imputate di sesso femminile, né alle pene generalmente più miti che i giudici tendono ad infliggere alle condannate di sesso femminile. Però già le condizioni carcerarie sono qualcosa!

  13. Fuzzy scrive:

    “notarono con una certa ironia che la società che era cresciuta dalle macerie dell’era delle macchine assomigliava curiosamente a quella proposta da quei primi eco-fanatici: basata sulla terra, a bassa tecnologia”
    Piano, dire basata sulla terra e a bassa tecnologia non vuol dire necessariamente medioevale.
    I mulini a vento che possono servire per generare energia meccanica per diversi processi produttivi legati al cibo, produzione tessile e mineraria, si sono evoluti soprattutto nel 700′ fino a diventare completamente automatizzati, inoltre utilizzano turbine più pratiche e potenti di quelle tradizionali.
    L’energia termica in epoca preindustriale veniva fornita da legname e carbone, causando deforestazione e grave inquinamento. Attualmente, grazie ai miglioramenti nella produzione di vetri e specchi avvenuta nel 19esimo secolo, si può applicare il calore solare direttamente tramite concentratore solari, flat plateau collettore, evacuate tube collettore ecc.
    Gran parte dell’energia consumata nel mondo è prodotta da calore.
    Il calore domina il consumo domestico e anche il consumo di energia industriale.
    Poi si può obiettare sull’efficienza di tutto questo, e altre cose come la capacità di supportare una grande mole produttiva come quella attuale, ma il punto è che non si tornerà al medioevo.
    E questo neppure nell’agricoltura.
    Mannaggia, mi tocca scrivere. Mi fermo.

  14. Miguel Martinez scrive:

    Leggo su Repubblica:

    “”Si sono svolte in questo fine settimana manifestazioni non autorizzate”. Così, da Caserta, la ministra dell’interno Luciana Lamorgese parlando delle proteste anti green pass avvenute in tutta Italia. “A Firenze hanno usato la stella di David – ha detto nel corso di una conferenza stampa in prefettura – ripercorrendo anni trascorsi che nulla hanno a che vedere con i provvedimenti del governo adottati solo per la salute pubblica. Ci sono riscontri oggettivi che ci dicono che più andiamo avanti con le vaccinazioni più potremo tornare a una vita normale. Chi ritiene di non vaccinarsi fa un danno alla restante collettività“”

    Ora:

    1) trovo insopportabile la gente che pensa di vincere giocando la Hitler Card (per me, il primo che grida “Hitler! Fascisti! Ritorno ai tempi bui! Il Mostro è Sempre Incinto!” ha già perso, ma il gioco non lo decido io), quindi nessuna simpatia per i covid-scettici in questo caso

    2) non voglio entrare in polemiche sul vaccino e dintorni

    3) Ma è affascinante constatare che il Ministro degli Interni italiano ha detto quasi parola per parola ciò che avrebbe detto un ministro nazista negli anni Trenta per giustificare il “salutare” isolamento degli ebrei per salvaguardare la salute (biologica, morale ma anche sanitaria) del sano popolo tedesco.

    Non mi sto giocando la Hitler Card io, non ho nulla contro la Lamorgese, non critico nemmeno il suo ragionamento; ma è interessantissimo notare come oggettivamente ricorrano gli stessi meccanismi.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Si sono svolte in questo fine settimana manifestazioni non autorizzate”

      Hanno spiegato ai Competenti (TM) del Governo dei Migliori (TM) che nell’Italia repubblicana non esiste più l’autorizzazione amministrativa per le manifestazioni, ma esiste solo un obbligo di preavviso?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “ma esiste solo un obbligo di preavviso?”

        certo… sospetto che gli attivisti si siano presentati nella piazza, senza pensarci troppo.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Sì, ma non è che se non dò il preavviso la manifestazione diventa “non autorizzata”: al massimo chi l’ha organizzata sarà sanzionato per non aver adempiuto all’obbligo.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “parola per parola”

      Questo dimostra appunto quanto i nazisti sapessero scimmiottare le parole e le pratiche di un paese civile.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • 'Alam al-Mithal scrive:

        Oppure che aveva ragione il pur sopravvalutato Bauman nel suo libro migliore, “Modernità e olocausto” nel dire che l’eccidio nazista è la realitzzazione di una delle potenzialità del mondo moderno e non un atavismo nell’altrimenti illuminato progresso. Ma temo già che non prenderai neppure in considerazione l’opzione.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ AAM

          “Olocausto”

          Una cosa del genere la dice già Heidegger nei “quaderni neri”: ” gli ebrei sono vittime della tecnologia prodotto di quella modernità che hanno contribuito a creare”. Del resto che deportazioni e lager siano favoriti della modernità lo avevano gii trovato gli Inglesi contro i Boeri, mi insegna Arendt.

          È appena il caso di ricordare che i nazisti volevano salvaguardare i Veri Valori della Tradizione (la loro, ovviamente) e quindi sono un rigurgito di atavismo in una modernità che di suo è relativista (almeno a partire dal “silete theologi” di Erasmo in poi).

          Il pensiero di un agnostico relativista non costituisce fondamento di massacri, non riconosce infedeli e non indice crociate. “Il saggio non contende, perciò nulla gli viene conteso”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • daouda scrive:

            non può esistere un pensiero a-gnostico. Compreso questo , specificata cosa sia la gnosi, si può discutere su i tipi, ma tu da pezzo di merda vuoi espungerti non sapendo che ti rendi più perfido perquanto frogio che dunque far poco male solo perché tale.

            Ce credete davvero al ritardo mentale che vi imponete? Questo è grave eh

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Il pensiero di un agnostico relativista non costituisce fondamento di massacri, non riconosce infedeli e non indice crociate”

            Mi pare che col tuo pensiero, dato in pasto ad un governo sufficientemente violento, si possano fare massacri e crociate a bizzeffe, però. Tutto in nome del lume della Ragione e della Competenza che deve illuminare la feccia superstiziosa, si intende, proteggendola dal Mostro Sempre Incinto e altri spauracchi.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ MT

              “Ragione”

              Gli incompetenti hanno la simpatica caratteristica di farsi fuori da soli, prima o poi.

              Cito a memoria il “Perché non sono cristiano” di Russell:

              “Le forze dell’antiragione sono grandi e rumorose e fanno in grande baccano,a cozzano una contro l’altra. Così la flebile voce della ragione ha modo quantomeno di farsi sentire.”

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Gli atei hanno massacrato benissimo e non vedo perché non dovrebbero riuscirci gli agnostici.

            Quelli dotati dell’invidiabile fanatismo del nostro Andrea mi sembrano già piuttosto predisposti.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PM

              “fanatismo”

              Mai visto roghi eretti per difendere il pensiero di Epicuro o di Montaigne.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                “È appena il caso di ricordare che i nazisti volevano salvaguardare i Veri Valori della Tradizione.”

                E’ appena il caso di ricordare che si tratta di una visione estremamente semplicistica e che se nel nazismo c’era anche un’ideologia “tradizioni”, c’era anche un bel po’ di bagaglio ideologico tecnocratico e di feticismo tecnologico .
                Certo, manipolando le narrazioni può ben sembrare che i vari medici, psichiatri, ecc. nazisti fossero irrazionali; in realtà si servivano di categorie scientifiche largamente condivise (oggi si parla di teorie del fatto che i nazisti le “deformassero”; balle, ne sviluppavano, coerentemente con l’ideologia, le premesse). E se mi fai la banalità di citare i roghi, io ti restituisco la cortesia con Hiroshima e Nagasaki e questo in sovrappiù (ricerca di Eileen Welsome su certi “simpatici esperimenti”: https://muse.jhu.edu/article/4940) (e, per favore, argomentazioni del tipo “politici cattivi e scienziati buoni/neutrali” sono escapismo non argomentazioni), ma se non ti bastano ce ne sono molti altri.

                Peraltro l’attività scientifica è amorale; e, con buona pace (che non si daranno) di neuroscienziati vari, il fondamento dell’etica deve essere necessariamente filosofico, non scientifico.

                Russell può ben spiegare perchè lui non è cristiano. Non ha nulla da dire sul perchè non essere cristiano (o musulmano, ecc.) sia di per sè positivo. Che “il pensiero di un agnostico relativista non costituisce fondamento di massacri, non riconosce infedeli e non indice crociate.” è una pia illusione; se questo pensiero si dogmatizza (sì, è possibile dogmatizzare il relativismo), se incontra interessi economici e politici, se diviene la base di una modalità tecnocratica, non vedo alcuna differenza tra questo e l’inquisizione, capace di usare le parole di Cristo per bruciare i nemici (peraltro, l’inquisizione era in non poca parte legata alla questione dell’ordine sociale ed economico; non c’è un pensiero umano incarnato nella storia immune a queste commistioni neanche quello “agnostico”, che anzi sembra prestarsi proprio bene ad una tecnocrazia sotto vernice benevola).

                Il razionalismo è anti-ragione non meno dell’irrazionalismo estremo, ed è un’ipostasi estremamente pericolosa di un tipo estremamente asfittico di ragione; ed è estremamente intollerante. C’è un libro molto interessante e sorprendentemente equanime, in entrambi i sensi, sull’argomento, “La luna e il dito” di Angelo Tartaglia, cristiano e “professore emerito di Fisica presso il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino”.

                “Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere.”

                Ah, ma se sono i razionalisti e i materialisti a decidere, non si può parlare di molte cose, perchè a detta loro non esistono (certo, alcuni di loro ne parlano molto, in realtà, perchè le devono “spiegare”, cioè far svanire in una spiegazione). Anche la coscienza secondo alcuni di loro (evito di rimettere i link. Ricordo che costoro sono accettati nelle accademie non meno di coloro che delirano sul fatto che saremmo in una simulazione aliena al computer https://www.lescienze.it/news/2016/04/16/news/universo_simulazione_computer-3054787/ Mooolto razionale).

                Ma infine, Andrea, concordo interamente con Mauricius; questo pensiero è capace di creare gli incubi più allucinanti e non vederli neanche (si sentono gli effetti però).

            • PinoMamet scrive:

              La ghigliottina sì, però.

          • daouda scrive:

            esiste lo scetticismo che è una sottocategoria gnostica, non esistono gli agnostici manco uno schizofrenico è agnostico porca troia.
            Continuate ad adeguarvi , cani!

          • Peucezio scrive:

            Andrea,
            però mi sfugge in cosa tu saresti un relativista.
            Vuoi eliminare tutte le culture per imporne una mondiale omologata, tutte le epoche non vanno bene tranne la nostra; è l’esatto opposto del relativismo, è il suprematismo di un unico modello.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “sfugge”

              Al contrario. Auspico un mondo dive si possa convivere. Quando nella stessa famiglia potranno sedersi alla stessa tavola la figlia in blue-jeans, quella col burkha, il figlio gay e quello seminarista senza che qualche zio tagli la gola a qualcuno allora andrà bene. Sembra ovvio, ma quasi nessuno vuole davvero una cosa del genere.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                ” Quando nella stessa famiglia potranno sedersi alla stessa tavola la figlia in blue-jeans, quella col burkha, il figlio gay e quello seminarista senza che qualche zio tagli la gola a qualcuno allora andrà bene. ”

                Mescoli cose che c’entrano poco l’una con l’altra:

                1) ragazzo nasce omosessuale per fattori ancora poco chiari, ma comunque non culturali

                2) ragazza in jeans è semplicemente la norma attuale

                3,4) seminarista e portatrice di burqa’… si diventa tali solo per due motivi possibili:

                a) cazzeggio e protesta, quindi lo zio fa bene ad arrabbiarsi (certo, non a tagliare la gola), e tra l’altro indica che NON SI VUOLE sedersi alla stessa tavola

                b) tramandamento culturale, che richiede relazioni: il seminarista aspira a diventare prete che battezza bimbi, sposa coppie, seppellisce anziani. Il burqa’ presuppone anch’esso una comunità…

                Quindi non riesco proprio a capire la tua utopia.

                Credo che la cosa più simile sia il tradizionale mondo mediorientale, in cui “si sa” che gli ebrei il sabato non vengono a lavorare, che i cristiani non possono divorziare, che le donne musulmane devono portare il foulard… E nessuno pensa a sedersi alla stessa tavola, perché il musulmano non mangia maiale, il cristiano non mangia il pesce durante la quaresima, l’ebreo non mangia il pane lievitato.

                Boh…

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                ” seminarista e portatrice di burqa’… si diventa tali solo per due motivi possibili:”

                Sul resto ci devo pensare ma su questo, credo che si possa prenderne in considerazione almeno un terzo: per Fede o comunque ricerca spirituale.

    • paniscus scrive:

      Adesso è ripartita la contro-narrazione complottista

      secondo cui *l* signor* Hubbard avrebbe fatto apposta a fallire la prova e ad arrivare ultim*, in modo da “dimostrare” che non è vero che le persone trans MtF avrebbero degli indebiti vantaggi fisici sulle donne biologiche,

      e quindi a determinare un precedente che possa in seguito spianare la strada ad altri esemplari più forti…

      • Moi scrive:

        SE NON è “Gender Woke” :

        “la Vera Vittoria è poter partecipare da Donna pur nascendo Maschio”

        … cosa lo è ?

        😉

  15. Miguel Martinez scrive:

    Ultima ora, terrorismo filo-USA a Firenze!

    Source : https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/aggressioni-strada-1.6645829
    Pubblicato il 30 luglio 2021
    Firenze, aggredisce persone in strada: odio verso gli Usa per il ritiro dall’Iraq

    Sei persone aggredite con coltelli, taglierini e a mani nude. Ferito un turista olandese sulla tramvia, un 31enne italiano in prognosi riservata. Il sindaco: “Non è terrorismo”

    Firenze, 30 luglio 2021 – Nessun motivo religioso ma risentimento verso i cittadini Usa dopo che il loro Paese ha deciso di ritirarsi dall’Iraq. Questo, secondo la questura di Firenze, il motivo che ha spinto nelle ultime 24 ore un curdo ad aggredire in strada sei persone in diverse zone di Firenze, anche ferendole con coltelli o taglierini oltreché a mani nude.
    Le macchie di sangue nel vagone della tramvia
    Turista colpito alla testa sulla tramvia

    L’uomo, 31enne, era stato arrestato dopo aver ferito ieri alla testa con un coltello un turista olandese sulla tramvia. Dalle ricostruzioni emerge che a volte ha aggredito senza dire una parola; in altre occasioni ha chiesto in inglese di quale paese fossero originarie le vittime (‘Where are you from?’). Il turista, senza un motivo apparente, era stato raggiunto da un colpo di lama alla testa dopo che il 31enne gli avrebbe detto qualche parola che, sembra, l’altro non avrebbe compreso. L’aggressore aveva tentato di fuggire alla fermata delle Cascine ma era stato bloccato nelle vicinanze dalla polizia. Il ferimento invece è valso per il turista una prognosi al pronto soccorso di 10 giorni per la guarigione.

    “Alla luce della ricostruzione effettuata – spiega la Questura di Firenze -, alla base di tali comportamenti non vi sono motivazioni religiose di tipo integralista, ma piuttosto il fatto che l’uomo, di etnia curda, era alla ricerca di cittadini statunitensi poiché nutre risentimento verso gli Stati Uniti d’America a causa dell’asserito abbandono del suo popolo successivamente alla ritirata dall’Iraq della coalizione anti Daesh”. Gli accertamenti della polizia proseguono sugli episodi già individuati.

    Tra le persone aggredite in strada c’è un trentenne italiano ricoverato in prognosi riservata a causa delle lesioni subite. È la più grave tra le vittime delle aggressioni, avvenute in varie zone di Firenze. Il trentenne è stato raggiunto da coltellate alla testa e all’addome la sera del 28 luglio nel centro storico. L’uomo si trova al momento ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Careggi. Le sue condizioni sono serie ma non sarebbe in pericolo di vita. Le aggressioni del 31enne finora censite dalla polizia sono sei e sarebbero avvenute nel giro di un paio di giorni. L’arresto è scattato per la resistenza ai poliziotti che lo hanno fermato mentre scappava dal convoglio. Invece, per le sei aggressioni, è stato denunciato per lesioni personali. Sabato udienza di convalida dell’arresto davanti al gip.

    “I fatti avvenuti sono gravi ma le aggressioni da parte di un cittadino curdo a sei persone negli ultimi giorni a Firenze non hanno a che fare né col terrorismo né con la religione e grazie al lavoro di squadra delle forze dell’ordine il caso è stato risolto in fretta”. Lo ha dichiarato il sindaco di Firenze Dario Nardella. Il sindaco nel pomeriggio si è sentito col questore Filippo Santarelli e con il nuovo responsabile antiterrorismo internazionale a Roma Lucio Pifferi. “Grazie al sistema di sicurezza delle forze dell’ordine, alle telecamere di sorveglianza, ai resoconti incrociati di polizia e carabinieri questa persona è stata individuata e fermata in poche ore – ha aggiunto il sindaco -. È inammissibile ogni tipo di speculazione politica e il creare allarmismo su presupposti falsi”.

  16. roberto scrive:

    Questa piacerà a Miguel

    Piccoli granducati vs grandi multinazionali
    https://www.ilpost.it/2021/07/31/amazon-multa-746-milioni-euro-gdpr/

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Roberto

      “granducati”

      Mi fa venire in mente “La visita della vecchia signora” di Dürrenmatt.

      https://it.m.wikipedia.org/wiki/La_visita_della_vecchia_signora#Trama

      Per me, Bezos o chi per lui si compra i granducali uno a uno, e quel giudice fa una brutta fine.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • roberto scrive:

        Mavalà
        🙂

        Per la cronaca non è un giudice ma una autorità indipendente, tipo l’antitrust.

        Immagino che Bezos impugnerà davanti ad un giudice

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Roberto

          Non è che ce l’ho con Bezos in particolare, per carita’, non mi ha fatto niente e per quel che ne so è persona degnissima: è solo un caso che stavolta il potente si identifichi con una persona in carne ed ossa.

          Ma insisto: fuori dalla virologia ho sempre creduto poco al lieto fine delle favole stile Davide vs. Golia.

          Sanno tanto di fiaba zuccherosa alla Frank Capra, tipo “Mister Smith va a Washington”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • roberto scrive:

            Io invece al di fuori della retorica e di quelli che la sanno lunga, vedo spesso questo banale fenomeno:
            Un’autorità fa una multa ad una multinazionale, che fa un po’ di casino poi paga e finisce lì.
            La multinazionale cambia qualche pratica commerciale e il mondo continua a girare come sempre

          • roberto scrive:

            D’altronde Amazon ha un fatturato di 350 miliardi di dollari, una multa da 1 miliardo di dollari è come se a uno che guadagna 1500 euri al mese facessero una multa di 50 euri.
            Fastidioso certo, e cerchi di evitarla, ma non una tragedia

        • PinoMamet scrive:

          Come in tante cose, sono all’opposto di te. ce l’ho proprio con Bezos, come con Elon Musk e tutti quelli come loro.
          Provo un odio completo, totale e personale verso ognuno di loro, e sogno il giorno in cui le loro capsulette spaziali esploderanno liberando l’universo dalla loro molesta presenza.

          E penso che qualche volta, seppur raramente e con fatica, Davide vinca su Golia.

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            “E penso che qualche volta, seppur raramente e con fatica, Davide vinca su Golia.”

            Raramente e con fatica sì. Il problema, poi, è riuscire a consolidare la vittoria.

            • roberto scrive:

              Come dico sotto a pino, il problema è definire vittoria

              Mettiamo che alla fine Amazon pagherà quei 750 milioni di euro di multa, cambierà qualcosa nella sua gestione dei dati personali dei clienti (non ho idea di dove sia il problema nello specifico) e finirà la. L’analogia che faccio con la multa da 50 euri mi sembra azzeccata (hehehe l’ho fatta io 😁)….un vigile ti da 50 euri di multa per divieto di sosta.
              È una vittoria per il vigile?
              Cambierà la tua vita?
              Boh…magari farai più attenzione la prossima volta e amen

          • roberto scrive:

            Per curiosità, perché questa antipatia?

            A me Bezos, musk, billgates, e ricconi vari, lasciano quasi indifferente nel senso che hanno fatto qualcosa nella vita e se la godono

            Se devo trovare una antipatia, direi piuttosto le nullità mediatiche

            • PinoMamet scrive:

              “Per curiosità, perché questa antipatia?”

              non mi sta simpatico Nimrod.

              Ma prima o poi la torre cade, per fortuna.

              • habsburgicus scrive:

                già lo saprete…forse Moi avrà già linkato qualcosa e mi scuso con lui se non l’ho visto
                ma il governo croato ha deciso di mettere l’immagine di Nikola Tesla sui futuri Euro croati (ora c’é il kuna come già nell’innominabile NDH; la mitteleuropea Slovenia, come è noto, abbandonò da oltre un decennio il tolar, plurale tolarjev, per l’Euro ad maiorem Eurocratiae gloriam :D)
                orbene, apriti cielo 😀
                i serbi hanno parlato di un’offesa irredimibile al glorioso popolo serbo, un ulteriore “furto” commesso ai loro danni dai “malvagi” papisti croati, chissà orchestrato in segreto dal tremendo “Papa di Roma” e dai gesuiti ancor più “infidi” ! 😀

                Tesla infatti era sì nato nel Regno di Croazia e Slavonia, compreso sotto la Corona di Santo Stefano (a sua volta parte della Duplice Monarchia), ma era etnicamente serbo (rectius, quel Regno aveva nome “di Croazia, Slavonia e Dalmazia”, il cosiddetto “Regno triuno”, ma la Dalmazia la vedevano solo dal binocolo perché in mano all’Austria e sino al 1866 dominata dalle nostre élites..fino al 1880 sindaco di Spalato fu ad esempio l’italianissimo liberale e forse massone Antonio Bajamonti e tuttora i croati celebrano la “conquista di Spalato” avvenuta nel 1882 allorché riuscirono a fare eleggere contro gli italiani il primo sindaco croato che per prima cosa ordinò che la città mutasse nome in Split e croatizzò la toponomastica :D)
                gli ultranazionalisti croati a loro volta ritengono inaudita la scelta di un appartenente al “nemico secolare” come vessillifero 😀
                sono i Balcani, bellezza 😀

              • PinoMamet scrive:

                Un po’ li capisco i croati: insomma, la parte più bella della loro nazione era italiana!

                (Sì, facciamo ancora una volta tutti i distinguo del caso, diamoli anzi per scontati e non venitemi a parlare di istro-romeno e di veglioto e di morlacchi…

                di fatto era roba italiana, il folklore e le robe da linguista o da pro Loco lasciano il tempo che trovano)
                (e lo dico da appassionato di lingue).

                Però, e lungi da me velleità revansciste (ognuno si tenga i confini che ha), però…
                hanno anche rotto un po’ il cazzo.

          • roberto scrive:

            Su Davide e Golia invece come ho detto sopra sono d’accordo ma con il caveat che “vittoria” è un termine da prendere con le molle e che comunque chi può cancellare l’avversario con un tratto di penna non è propriamente un Davide (anche se la retorica vuole le feroci multinazionali onnipotenti)

  17. Moi scrive:

    Saverio Tommasi :

    https://www.youtube.com/watch?v=CBo7ieZhvx0

    I “No green pass” a Firenze: “Con il 5G controlleranno i vaccinati come delle macchinette”

    • Moi scrive:

      … NON c’è la Gara di Appalto ?! 😉

    • habsburgicus scrive:

      finalmente la data giusta dell’annessione del Tibet 😀 1951, appunto !
      sul Tibet proto-marxista (dal 1951 al 1959) resta fondamentale -nella mia irrilevante opinione, eh..è chiaro che se l’opinione fosse di un redivivo Tucci avrebbe ben altro peso !- l’opera in più volumi di Melvyn C. Goldstein “A History of Modern Tibet”, in particolare i volumi 2 (1951-1954), 3 (1955-1957) e 4 (1957-1959) laddove il volume 1 tratta il Tibet autonomo (e, per i tibetani, indipendente*) dal 1913 al 1951

      *ma non per i cinesi
      la Cina repubblicana, nelle sue due ipostasi (I.Cina della bandiera dei 5 colori ovvero “Cina dei signori della guerra”, 1912-1928; II.Cina del Kuomintang con la bandiera tuttora in vigore a Taiwan, dal 1928 al 1949 e su Taiwan ancora oggi) mai riconobbe:
      l’indipendenza della Mongolia Esterna
      l’indipendenza del Tibet
      aree che entrambe sfuggirono ai cinesi con la fine della dinastia mancese Qing (1644-1912) ovvero dell’ultima dinastia imperiale cinese, quella dei mandarini, dei codini e delle teste tagliate come sistema di governo, diciamo la Cina che è passata nell’immaginario collettivo 😀 vero Moi ? 😀
      la Gran Bretagna provò ogni mezzo per far riconoscere de iure l’indipendenza del Tibet, tutte le Cine rifiutarono ! la famosa linea MacMahon del 1914, fonte di conflitti sempiterni fra Delhi e Pechino sin dal 1959, era per i cinesi una linea di demarcazione -non riconosciuta peraltro- con la Cina ! (e ad est lo era di certo)
      la Russia imperiale provò a far riconoscere l’indipendenza della Mongolia Esterna (Urga oggi Ulaan Baator “Eroe Rosso” nome marxista) e fallì..il trattato di Kjakhta (oggi mitica dogana fra le terre di Putin e la Mongolia) del 7 giugno 1915 n.s (25 maggio v.s), anno IV della Repubblica di Cina, riconosceva de iure la sovranità cinese anche se poi specificava che era ridotta a nulla 😀
      la Russia marxista col trattato di Pechino del 31 maggio 1924 riconosceva la sovranità cinese sulla Mongolia ma, al contempo, stabiliva che i mongoli -marxisti- potessero fare tutto quel che volevano 😀 (rectius, tutto ciò che il Politbjuro avesse voluto :D) Stalin, per dire, nel 1941-1942 (quando ne aveva bisogno !) arruolò pure dei mongoli nella sua Armata Rossa alla faccia dei cinesi e della loro sovranità 😀 😀 nel 1945 (il 14 agosto) Stalin impose per trattato a Chiang di riconoscere la Mongolia come Stato indipendente poi i mongoli tennero un plebiscito che diede il 99, 99 % di SI all’indipendenza (in diverse aree il 100 %)..Chiang promise e lo fece nel 1946 ma nel 1947 rinnegò il riconoscimento 😀 accusando Mosca di aiutare Mao e quindi di aver violato il trattato (Taiwan mantenne il non-riconoscimento e pure gli USA sino a Kennedy..vidi con i miei occhi una cartina USA del 1960 che inglobava la Mongolia nella Cina, essa stessa censita essere governata da Taipei 😀 anni lontani ! e invece vicini all’epoca, metà dei ’50, in cui la cattolica Ambasciatrice Clare Boothe Luce diceva al giovane Andreotti che MAI il Senato USA avrebbe riconosciuto la Cina rossa, provocando lo scetticismo di colui che sarebbe divenuto il “divo Giulio” 😀 )..insomma solo Mao, e di malavoglia, riconobbe la Mongolia (1950). e solo perché Stalin fece capire che era una condicio sine qua non !
      l’Inghilterra non fu mai così brutale con i cinesi e il Tibet indipendente manca di ogni riconoscimento cinese, ancorché posticcio..questo va detto..non è solo propaganda di Xi

      • Moi scrive:

        … Prima che andasse di moda il Dalai Lama 😉 , un Vero Compagno diceva che il Grande Timoniere Mao andava a Liberare il Popolo dal Misticismo e dalla Tirannia !

  18. Moi scrive:

    (Spero che non sia pensabile, eticamente, il dire che) i poveri devono semplicemente decidersi a cambiare le loro abitudini riproduttive, però stando ben attenti a restare poveri.

    Paniscus

    [cit.]

    ————–

    Ahem … tolta la parte fra parentesi, è la sintesi più efficiente che abbia mai letto di cos’è diventata nell’ ultimo trentennio la sedicente (!) Sx “Liberal” (falsamente) Cosmopolitista & (opportunisticamente) Genderista !

    😉 😀

  19. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    l’ Atleta Pesista TERF … Vs Laurello(*) 😉 !

    https://www.tempi.it/laurel-hubbard-trans-olimpiadi-sollevamento-pesi-donne-discriminazione-lambrechs/

    «La federazione mi impose di stare zitta:

    “Non puoi criticare il trans”»

    L’incredibile rivelazione di Tracey Lambrechs, atleta olimpica del sollevamento pesi femminile, a cui il trans Laurel Hubbard rubò il posto: «Se protesti, ti cacciamo dalla nazionale»

    —————————————–

    Fonte in English linkata dal sito:

    https://www.nationalreview.com/news/an-olympic-athlete-speaks-out-on-the-participation-of-transgender-athletes-in-womens-sports/

    An Olympic Weightlifter Speaks Out on the Participation of Transgender Athletes in Women’s Sports

    ———————————————–

    • Moi scrive:

      (*)
      Un Sollevatore di Pesi fallito che “transiziona” 😉 apposta da 40enne per vincere da Donna, NON è la stessa cosa di un 13enne maschio che invoca gli Ormoni come Bacchetta Magica di Harry Potter alle prime avvisaglie di Pubertà !

      … Cmq Laurel Hubbard è stat* eliminat* subito, NON so se per le TERF è una buona o cattiva notizia 😉 ! Pare che abbia commesso grossolani errori di postura (chi non se ne intende, crede che basti “sollevare” … ), per l’ emozione … o forse ha fatto apposta per concludere la “Shit Storm” vs la Comunità LGBTSPQR ?!

      • Moi scrive:

        … o forse ha fatto apposta per concludere la “Shit Storm” vs la Comunità LGBTSPQR ?!

        ———

        … è un sospetto abbastanza diffuso, che abbia sbagliato di proposito per poter diventare Rainbow Star che la Vera Vittoria è poter partecipare da Donna pur nascendo Maschio.

  20. Moi scrive:

    .. l’ altro Caso è Marcell Jacobs, fortuna che in Italia NON abbiamo la “razza” sui documenti !

    Già perché lui è Afro-Americo-Italiano , in USA uno così NON sarebbe considerato “White” !

    … Eppur NON sembra particolarmente più Levantino dell’ Eroe Nazionale Partenopeo Gigio Donnarumma (simil-Pakistano) !

    Ripeto : fortuna che in Italia NON abbiamo la “razza” sui documenti ! … Altrimenti, saremmo ancor più divisi !

    • Moi scrive:

      … Cmq Jacobs ne ha battuti dei più “Neri” di lui 🙂 !

    • PinoMamet scrive:

      Io l’ho scoperto oggi, che sarebbe mulatto.
      Mah?
      a me pare normale.

      • daouda scrive:

        ma infatti a me non pare proprio mezzo negro…

      • daouda scrive:

        che poi a me l’unico motivo per cui rosico alle olimpiadi è che stiamo sempre sotto la Francia e la GranBretagna di merda.

        La germania è inarrivabile come Cina, USa e Russia su cui non ho problema.
        Sto nazionalismo d’accatto è penoso

      • paniscus scrive:

        “Io l’ho scoperto oggi, che sarebbe mulatto.
        Mah?
        a me pare normale.”
        —————-

        Scusa, ma non si capisce gran che.

        Un mulatto non è “normale”?

        Oppure, il non sapere che fosse mulatto è normale (il che è perfettamente ragionevole, per chi non seguiva l’atletica prima)? In questo caso ti do ragione.

        A mio avviso (anche se premetto di non aver mai visto foto del padre) il giovanotto è figlio di un COSIDDETTO “nero” statunitense, che in realtà già di suo sarebbe un meticcio molto chiaro, e che però passava per nero per ragioni di censimento etnico tipicamente americano

        …e che, riproducendosi con una donna italiana, ha avuto un figlio quasi del tutto bianco, con qualche vaghissimo tratto africano solo nei capelli ricci (che comunque tiene rapati quasi a zero e non si vedono) e che è diventato un po’ più scuro soltanto coprendosi di tatuaggi.

        Dove stia la ne(g)ritudine, proprio non lo vedo.

        • PinoMamet scrive:

          Scusatemi, è che non mi va di parlare sempre come un libro stampato, e poi ogni tanto mi piace dire delle sciocchezze, alla buona.
          Normale= italiano comune.

          Comunque noto che non sono il solo a non vedere granché di nero nel bravo atleta.

          Dirò di più: mi hanno irritato certi commenti di benintenzionati, che nel loro rimarcare la presunta nigrizia di Jacobs mi sono parsi più razzisti dei “malintenzionati”.

  21. Moi scrive:

    … Vi ricordate Checco Zalone a Lampedusa, per far ridere ?

    https://www.youtube.com/watch?v=bVnkhI77QGY

    Pare che il CONI l’ abbia preso sul serio : Ius Soli Sportivo [sic]

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Pare che il CONI l’ abbia preso sul serio : Ius Soli Sportivo [sic]”

      Ma far fare a tutti, ovunque siano nati, sei mesi di servizio civile a servizio del luogo in cui vivono (non “dell’Italia”, che è un’astrazione)… a conoscerne la storia, a impegnarsi a capirne le fragilità ambientali, a passare le notti con i clochard, a conoscerne gli abitanti (e non solo i clochard, perché la comunità è fatta da tutti), a restaurare edifici che crollano, a curarne l’ambiente, a dare una mano ai vecchietti, a vegliare affinché i ragazzini non si droghino, a imparare come si mettano su associazioni e cooperative…

      Poi via, la cittadinanza!

      Mica devono essere campioni olimpionici, basta che siano dei Nostri.

      E chi non lo vuole fare, per punizione (alla Merkel) si manda in Germania.

  22. Miguel Martinez scrive:

    Per Moi

    “dalai lama”

    Il Mostro è Sempre Incinto! Vigiliamo affinché non Ritornino i Tempi Bui!

    “Source : https://foreignpolicy.com/2015/03/13/buddhists_hate_dalai_lama_china/
    Feature
    Meet the Buddhists Who Hate the Dalai Lama More Than the Chinese Do
    Followers of Dorje Shugden say the Dalai Lama is a “Muslim” who “associates” with Nazis.
    March 13, 2015, 4:33 PM

    On Feb. 5, roughly 100 people affiliated with the fringe sect of Buddhism that worships the spirit Dorje Shugden chanted slogans and waved signs denouncing the Dalai Lama outside the Hilton in downtown Washington, D.C. Inside the hotel, U.S. President Barack Obama was headlining the annual National Prayer Breakfast, and the Dalai Lama, the spiritual leader of the Tibetan people, was in attendance. One of the movement’s members handed me a flier; among other disparaging accusations, it claimed that the Dalai Lama is “the worst dictator in this modern day.”

    I asked one of the movement’s spokespeople, 41-year-old William Fettig, a former Long Island middle school English teacher, whether he actually thought that the Dalai Lama is the worst dictator in the modern world. He did. Another man, a 37-year-old Shugden follower from Washington state who declined to give his name, told me that the Dalai Lama might actually be a Muslim because he has not expressly claimed to be a Buddhist. And unlike Obama, another famous person spuriously accused of being a Muslim, the Dalai Lama has never denied being a Muslim, this man told me.

    Isaac Stone Fish is a journalist and senior fellow at the Asia Society’s Center on U.S-China Relations. He was formerly the Asia editor at Foreign Policy Magazine. Twitter: @isaacstonefish

  23. daouda scrive:

    —–
    è bello notare che oltre gli estremisti di professione un nuovo ciarpame voglia cavalcare le proteste contro il lasciapassare sanitario, ovviamente alfieri dell’informazione alternativa od imprenditori in cerca di qualche pubblicità o “supporto”. Che dire…costoro sono chiaramente diversi…sono migliori…film già visto dal finale più squallido che scontato.Constatare poi come al solito la media delle persone neanche sà a chi dia credito ed è sempre prossima a farsi aizzare e smuovere da beneamate nullità rientra nella storia che, mutate le mutande, accopagna ogni manifestazione da 60 anni in qua senza evidentemente aver apportato un minimo elemento di consapevolezza alcuna.

    Niente di nuovo sotto al Sole.

    ——

    Ma dell’affarista R. Calasso che non si è sentito molto bene non parlate?

    • Moi scrive:

      … era uno Scrittore di Elite, è normale che NON venga compianto dalle masse come la Carrà , su eh ! 😉

      • paniscus scrive:

        Su Calasso, l’unica cosa che ho notato dalle evoluzioni carpiate degli articoli giornalistici (meglio della prova a corpo libero di Vanessa Ferrari) è che cosa siano riusciti ad arzigogolare per non ammettere esplicitamente che aveva avuto due compagne ufficiali in parallelo per parecchi decenni di vita.

        Anche senza andare a recuperare gli articoli originali, che non meritano la citazione, ho visto qualcuno dichiarare che “lascia la moglie Fleur Jaeggy”, anche lei storica autrice e collaboratrice per Adelphi, e che “da un precedente matrimonio con la scrittrice tedesca XXXYYYY” aveva avuto due figli.

        Si va a guardare qualche link in più, e si trova che la moglie ufficiale, anche lei autrice e collaboratrice per Adelphi, è sua coetanea e si erano sposati negli anni sessanta, mentre la presunta sposa del “PRECEDENTE matrimonio” è nata nel 1971,

        cioè non era ancora nata quando lui si era sposato con l’altra, e i figli hanno 21 e 13 anni, compatibili con una madre cinquantenne oggi, ma non certo con una che era già separata negli anni sessanta.

        In un altro fenomenale articolo, si conferma che Fleur Jaeggy sia la vedova ufficiale, e si aggiunge che “l’altra donna che aveva illuminato la sua vita” (giuro, l’espressione è questa!) fosse appunto la scrittrice tedesca che gli aveva dato due figli, ma non si precisa se prima o dopo.

        Ma santa pazienza, è così necessario fare tutti questi voli contorti, pur di non ammettere che il nostro si era separato di fatto, ma senza mai divorziare, dalla moglie storica, per mettersi con l’amante più giovane e farci dei figli… e che, dopo essersi nuovamente lasciato anche con questa, era tornato dalla prima, che evidentemente l’aveva accettato come se niente fosse?

        Potrei forse capire la volontà di nascondere la telenovela, se ci fosse stata dietro una questione moralistica, magari di stampo religioso, ma se questa non c’è, che senso hanno queste perifrasi imbarazzate? Altri casi clamorosi di ultradecennale bigamia tollerata, in ambienti cosiddetti vip, ci sono stati eccome, vedi Umberto Veronesi o Eugenio Scalfari, ma mai ho visto una tale ipocrisia nel raccontarli!

        Forse perché Calasso tendenzialmente piace ai conservatori, che devono tenere il piede in due scarpe diverse?

        • habsburgicus scrive:

          saprete tutti che Maurizio Blondet lo stroncò nel 1994 o giù di lì con il famoso in alcuni milieux “Gli adelphi della dissoluzione”…lo descrisse come il capofila di un ambizioso, inquietante e pericoloso, progetto anticristiano
          ora Blondet, in un brevissimo intervento, dichiara di rimpiangere quei tempi e che, in confronto al mondo attuale, il defunto era un gigante e tutto sommato innocuo -in quanto almeno persona colta e di spessore, ancorché sottilmente (?) anticristiano…e, in cauda venenum :D, dice che di ‘sti tempi con l’avallo di altissime personalità ecclesiastiche [lo nomina, lo nomina :D] si è andati ben al di là di quanto lo studioso testé defunto auspicasse, sperasse o anche solo sognasse 😀
          non ho detto nulla prima perché mi sembrava -e ancora mi sembra- che per la maggior parte di voi queste cose fossero scontate 😀

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Che Blondy abbia una lunga esperienza nella ricerca di nemici immaginari penso sia scontato, sì. Chi siano i singoli nemici che si inventa ogni volta e che, proprio in quanto inventati, possono essere variati alla bisogna, è una cosa che mi tange molto relativamente.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ MT

              OAAMT!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per MT

              “Che Blondy abbia una lunga esperienza nella ricerca di nemici immaginari penso sia scontato, sì. ”

              concordo in linea di massima…

              che forse non sapete è che è molto diverso, umanamente, da altri “complottisti” (anche “complottisti” con cui mi trovo più spesso d’accordo che con lui).

              Non si fa prendere dall’astio polemico, non scade in risse, ha dei dubbi.

              E ha una grande curiosità umana.

              Mi sembra giusto che si sappia, a prescindere totalmente dalle tesi che sostiene o dai nemici che si sceglie o si inventa.

              • roberto scrive:

                per le persone che non si conducono si può tenere in conto solo delle cose che fanno o dicono pubblicamente.
                Il blondet privato sarà pure una persona squisita, quello pubblico scrive cose piene di rancore e odio per il nemico di turno, intrise di un complottiamo assoluto e apocalittico.
                Non la mia lettura preferita…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “per le persone che non si conoscono si può tenere in conto solo delle cose che fanno o dicono pubblicamente.”

                Verissimo, infatti non parlo di ciò che scrive.

                Ma volevo che si sapesse.

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                “Ma volevo che si sapesse.”

                Ed è interessante saperlo. Anche perchè “Gli adelphi della dissoluzione” l’ho trovato una cosa a metà tra cose attendibili (sarei diposto a crederle, con riserva, “vere”), cose verosimili e delirio. Mi interessa sapere che tipo di persona è quello che lo ha scritto e come pensa.

                “per le persone che non si conducono si può tenere in conto solo delle cose che fanno o dicono pubblicamente.”

                Questo è vero.

              • daouda scrive:

                state parlando di Blondet chiaramente tenendo conto che essendo complottista è parte del complotto spero.
                Cazzo, le basi cazzo.
                Sennò quel che avete appena scritto diviene di per sè inutile, ditevelo fra voi e voi quando cacate invece de scrivelo.
                Pure voi siete pubbrichi, merde!

                Poi absta co sta cosa della gente piena de dubbi. Pure io dar vivo sorvolo e nun dico n cazzo pé quieto vivere, poi però quanno me incazzo sò tutti del kgb, io per primo.
                MM se vole parà r culo vè?

              • Moi scrive:

                … Blondet mi deluse tantissimo la prima volta che lo udii parlare : da come scriveva, NON mi aspettavo certo quella erre moscia ! 😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ daouda

                “essendo complottista è parte del complotto”

                Finalmente qualcuno che lo dice. Pensavo di essere il solo ad averlo intuito!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                “mi deluse tantissimo la prima volta che lo udii parlare : da come scriveva, NON mi aspettavo certo quella erre moscia ”

                Moi, la erre moscia è un tratto linguistico, e non caratteriale 😉

              • roberto scrive:

                Daouda

                « Pure voi siete pubbrichi, merde! »

                Ma certo!
                E appunto io ci tengo a distinguere il
                “Scrivi cazzate!” (Che possiamo dirlo a tutti sulla base di quello che leggiamo qui)

                Dal

                “Sei un cazzone” (che non possiamo dire di nessuno perché semplicemente non sappiamo nulla al di là di quello che leggiamo qui)

                Non mi puoi nemmeno dire che uno che scrive sempre cazzate sia con grande probabilità un cazzaro, magari è solo un personaggio che si è inventato per atteggiarsi o divertirsi (…vabbè sarebbe comunque un cazzone se si diverte così….)

              • Peucezio scrive:

                Eppure è abbastanza evidente cosa c’è dietro le posizioni di volta in volta di Blondet.
                Il suo errore è pensare che le cose siano coordinate e non facciano parte di un degrado generale. E che il potere agisca, ma non sia agito.

                Circa la erre moscia, in realtà È un tratto caratteriale. Insieme a una pronuncia leggermente nasale denota un tipo umano di ceto borghese cresciuto nel nord Italia in genere fra gli anni ’40 e ’60, con determinate caratteristiche anche psicologiche.
                Non lo dice la sicenza linguistica, ma è una banale osservazione empirica.

              • Moi scrive:

                @ PEUCEZIO

                … NON mi risulta che la erre moscia sia esclusivamente Settentrionale, ma c’è una spiegazione o puoi solo constare ?

                … così come la zeppola, più “giovanilistica” ma che caratterizza un tipo umano non-dissimile, è tipica dell’ Italia “Medianofona”, no ?

                PS

                Una volta lessi una spiegazione(pseudo)scientifica, un po’ elaborata :

                la gente con difetti di pronunzia
                (tipo erre moscia, sibilante blesa / zeppola , “gli+vocale” a “j+vocale” …)

                diventa(va) adulta in un’ Italia di qualche lustro / decennio fa ancora “etnicamente quasi pura”
                (… al massimo c’erano i Terroni ! 😉 …)

                crescendo identifica(va) sempre più “gli Italiani” con i compagnozzi di scuola stronzi che ne perculavano la pronunzia :

                diventando così quindi “AntiItaliani” , queste persone diventa(va)no Esterofile, se non addirittura AntiItaliane (… in cui ogni riferimento al Tricolore è già Fascismo !)

                … ergo “Sinistra Culturalmente (!) Antagonista” …

              • Moi scrive:

                Fenomeno che sarebbe “incentivato” dal fatto che questi nostrani “errori” corrispondono (o approssimano molto bene) fonemi (aggiuntivi o sostitutivi rispetto all’ Italiano) peculiari di certe lingue stranieremolto diffuse : “r” Francese, “ce/ci” Spagnolo (Europeo), Inglese “th” , ecc …

              • Moi scrive:

                Cmq sia,ho notato che il Doppiaggio in Italiano è scaduto parecchio rispetto al Novecento … e anche certo ipercorrettismo affettato negli Anime !

                Del tipo, sentir dire “Sàske” per “Sasuke” mi fa l’ effetto di “C’ròmp” per “Trump” !

              • paniscus scrive:

                “Moi, la erre moscia è un tratto linguistico, e non caratteriale”
                ————–

                Non è detto, può essere anche un tratto individuale che non c’entra niente con la lingua o il dialetto di nascita.

                Un mio amico (che ce l’ha sempre avuta individualmente, non per una caratteristica di comunità) non è riuscito a schiodarsela nemmeno avendo avuto la madre logopedista.

              • daouda scrive:

                https://cargambesciametapolitics.altervista.org/la-scomparsa-di-roberto-calasso/

                Robbè come è possibile scrivere una cosa sensata se le premesse sono fallaci? E’ evidente che è ben più comune scrivere cazzate essendo cazzari che scrivere cazzate e basta.
                Non viviamo in un mondo di battutisti…

              • Peucezio scrive:

                Il fatto è che l’espressività prende forma in base un tutta una serie di meccanismi non pienamente consci: in tutto ciò che facciamo ci diamo uno stile, ma non significa che ciò accada in modo voluto e lucido.
                Se scelgo il colore di una camicia lo faccio consapevolmente, ma quando è nata l’articolazione labializzata dell’affricata postalveolare sonora (quella per cui alcune donne, anziché dicono “i progetti” dicono “i progiuetti”) non è che la prima persona che l’ha fatto ci ha pensato: sono affettazioni (spesso un po’ ridicole) che si fanno inconsapevolmente, ma che hanno un segno, una caratterizzazione stilistica ben precisa.
                La ‘r’ moscia non è un’affettazione così evidente, ma la collegherei comunque a ceti medioalti dell’Italia settentrionale nati nei decenni che ho detto: oggi è rara, come era rara presso i parlanti nati fino agli anni ’30.
                Nel centro-sud è molto più sporadica, quindi lì può essere davvero il frutto statistico della difficoltà di alcuni individui di articolare la vibrante alveolare.
                Tranne a Napoli, dove è notoriamente pronuncia affettata, soprattutto femminile.
                In Puglia è veramente rara (avrò presente sì e no un paio di persone).

              • PinoMamet scrive:

                “Non è detto, può essere anche un tratto individuale che non c’entra niente con la lingua o il dialetto di nascita.”

                Beh, anche se è un fatto individuale, nel caso del tuo amico direi che rientra pienamente nella linguistica:
                nel personale idioletto la Erre si pronuncia “moscia”, magari, chissà, per motivi fisiologici.

                Diverso il fatto di chi fa la Erre moscia per affettazione (credo sia una cosa ottocentesca però…)

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Io non ho parlato né di lui, né della Carrà, per cui pari e patta.

      • Moi scrive:

        Io mi meraviglio di più che nessuno abbia commentato la mia segnalazione sulla prematura e inquietante scomparsa del Dott. De Donno !

      • PinoMamet scrive:

        Onore al merito a Mauricius!

        Io confessa la mia ignoranza: ho scoperto che Classi dirigeva Adelphi solo dopo morto.
        Lo conoscevo come autore delle Nozze di Cadmo e Armonia, uno di quei libri che hanno la fortuna di essere consigliati a scuola, come la trilogia degli antenati di Calvino, Siddharta, Narciso e Boccadoro e gli altri titoli che tutti ci siamo ritrovati in qualche lista “per le vacanze” 😉 e diventano perciò dei long sellers.

        So che ci ha provato anche con la mitologia indù e con la Bibbia, ma si prestano meno al gioco, poi mi sapeva di minestra riscaldata e non li ho letti.

  24. Moi scrive:

    Dove stia la ne(g)ritudine, proprio non lo vedo.

    ———-

    Il famigerato “One Drop Principle” di cui ci ha parlato Miguel … cmq Marcello Giacobbi 😉 ne ha battuti di più “ne(g)ri” di lui , io noto questo ! 😉

    Ripeto : negli USA NON sarebbe legalmente “White”… la Legislazione Italiana vigente “aborre” (o “aborrisce” 😉 … va be’ !) la sola idea di reintrodurre la “razza”, spero che continui così !

    Temo che possa tornare da Sx per “Incentivare le Azioni Affermative, contro il Privilegio Bianco” (con il Paradosso Assistenzialista che più nessuno vorrebbe essere “Bianco” !) … ma spero che la Sx Italiana & Europea resista a queste tentazioni SJW !

  25. Moi scrive:

    Mah … Io il “Dubbio Andreottiano” (che nella vita quotidiana trovo ben più utile del “Dubbio Cartesiano” con cui figheggia Odifreddi 😉 …) su Laurel [Once Was Gavin] Hubbard, a am al téggn 😉 ! … NON per “Transphobia” , ma per Metodo Eristico 😉 !

    • Moi scrive:

      rif.

      SE ha sbagliato apposta (errori posturali grossolani sospetti … NON ho visto il filmato, SE lo vedessi NON avrei l’occhio clinico da Giudice di Gara, MA il sospetto in rete circola !)

  26. Moi scrive:

    @ MIGUEL (… altro che Produzioni Netflix !) 😉

    Canoe-Kayak

    Canadian judge, Olympics’ 1st openly trans official, fears stealing spotlight from canoeist daughter

    https://www.cbc.ca/sports/olympics/summer/canoe-kayak/canoe-slalom-transgender-judge-1.6118570

    ————————————–

    https://www.ilmessaggero.it/sport/olimpiadi/olimpiadi_giudice_canoa_trans_figlia_canada_storia_luglio_2021-6107617.html

    Olimpiadi, la canoista canadese che ritrova a Tokyo il papà-giudice ora diventato una donna

  27. habsburgicus scrive:

    OT
    senso di liberazione 😀
    una “premium companion” australiana, basata a quanto si evince a Brisbane, ci erudisce così su twitter
    “I have made the decision to reveal my real age on all my ads and website. So yes, I am really 42, turning 43 at the end of the month. I’m done with guessing games, this is who I am and I’m proud to be this age. I feel liberated”
    un plauso alla sincerità della lady 😀 😀

    • roberto scrive:

      wow, mi viene voglia di aprire un conto twitter giusto per scriverle
      “sticazzi”

      https://www.youtube.com/watch?v=VXE5qboYlRg

    • Moi scrive:

      Cmq,circa le polemiche sulla “Inghilterra Civilizzatrice di Selvaggi in Oceania” e relativi “abusi” sui Nativi Oceanici … anche qui c’è una discrepanza fra Teoria e Pratica :

      avete presente il crudo realismo sui Maori NeoZelandesi urbanizzati / marginalizzati in “slums”, sprizzanti (oggi si direbbe) “Toxic Masculinity” (per malinteso “spirito guerriero”) nel film (oggi si fa “Oceania” della Dsney, ch’è “meglio” …) “Once Were Warriors” del 1994 , di Lee Tamaori ?

      PS

      Interessante anche il purtroppo fallito (nel film) tentativo, ad opera di un gentiluomo Maori di mezza età ma in forma, di far esorcizzare la violenza ai giovani Maori nella pratica “artistico-marziale” della Taiaha con la ritualizzazione della danza propiziatoria Haka più nota per gli All Blacks e il Rugby …

  28. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    Quindi Marisa Laurito (per chi ne abbia un vago ricordo …) nel suo Habitat 🙂 Partenopeo suona come una Nobildonna ?!

    … Lo imparo adesso.

    • Peucezio scrive:

      No, però non escludo ci sia qualche affettazione.
      Ma non lo so, forse è più interclassista di quanto avrei pensato.

  29. Moi scrive:

    @ HABSBURGICUS / PANISCUS

    https://gizmodo.com/mathematician-uses-seti-formula-to-determine-he-has-a-0-5457675

    Mathematician Uses SETI Formula To Determine He Has A 0.00034% Chance Of Getting Laid

  30. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    … e la zeppola ? … solo a me sembra in vertigionoso aumento, specie giovanile ?!

    … Ma deriva dal Jovanotti Post-PensoPositivo e da Silvio Muccino ?

    [… Silvio Muccino , che cmq si “curò” 😉 con un certo successo da una Logopedista per poter doppiare “Astroboy” 2009 in versione 3d CGI di produzione Americana ]

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