Redline: il postmodernismo

Redline è un sito neozelandese di “analisi marxista contemporanea”: il sottotitolo non scoraggi, non stiamo parlando di settari fanatici, ma di un faro di riflessioni chiare in tempi torbidi.

Non dice molto sui “miei” temi, ambiente, localismo o decrescita, e la mia personale critica al postmodernismo è più sfumata e parte da presupposti in parte diversi; ma tutto ciò che Redline pubblica è estremamente interessante.

Vi presento una serie di articoli usciti su Redline, a cura di Daphna Whitmore, sui seguenti temi (i link sotto sono alla versione italiana su questo sito, i link agli articoli originali li troverete nel titolo di ciascun articolo):

  1. Postmodernismo, lo scherzo è sulla società
  2. Postmodernismo, un mio commento
  3. Le origini della teoria queer
  4. Butler, Sedgwick e la teoria queer
  5. La Critical Race Theory e l’intersezionalità

I vari articoli devono molto agli studi di Helen Pluckrose e James Lindsay.

Ah, e se il tema vi interessa, dovete assolutamente leggere il surreale romanzo, La settima funzione del linguaggio, di Laurent Binet.

Traduzione DeepL, per i soliti motivi di tempo, con una successiva ripulita mia.

Postmodernismo – lo scherzo è sulla società

di Daphna Whitmore

Il postmodernismo è stato a lungo considerato come un’ideologia indecifrabile e una fonte di divertimento. Nel 1996 Alan Sokal, professore di fisica alla New York University, fece pubblicare un articolo burla su Social Text, una rivista accademica di studi culturali postmoderni. In ‘Transgressing the Boundaries: Towards a Transformative Hermeneutics of Quantum Gravity‘ Sokal ha proposto che la gravità quantistica è un costrutto sociale e linguistico. Una volta pubblicato, Sokal ha esposto accuratamente la ridicolaggine dell’ideologia. Due decenni dopo, lo scherzo è stato fatto alla società perché il postmodernismo si è diffuso nelle università e ora gli indottrinati sono in posizioni di potere.

Nelle prossime settimane pubblicheremo alcune sinossi di una critica del postmodernismo dal libro Cynical Theories: How Universities Made Everything about Race, Gender, and Identity – and Why This Harms Everybody di Helen Pluckrose e James Lindsay, Swift Press 2020. La sinossi e il commento qui sotto sono scritti da Daphna Whitmore.

Sono stati gli anni ’60 a rivoluzionare la filosofia sociale e a dare inizio alla visione radicale del mondo ora nota come postmodernismo. Teorici francesi come Michel Foucault, Jacques Derrida e Jean-Fraçois Lyotard furono figure chiave nel porre le basi. Le due guerre mondiali e l’ascesa del fascismo avevano scosso la fiducia dell’Europa nella nozione di progresso. C’era anche la disillusione verso il marxismo e gli stati socialisti, e un declino delle visioni del mondo religiose. Il postmodernismo entrò in scena come rifiuto del modernismo e della modernità.

I pensatori postmodernisti respingono molti assi del pensiero moderno, come il desiderio di autenticità, le narrazioni unificanti, l’universalismo e il progresso, che sono raggiunti principalmente attraverso la conoscenza scientifica e la tecnologia. Dove i modernisti avevano una visione misuratamente scettica della tradizione, della religione e della certezza dell’epoca dei lumi, i postmoderni innalzano lo scetticismo al cinismo estremo.

Il postmodernismo non è solo difficile da definire, è notoriamente difficile da riassumere. Non è un movimento unitario, e ha generato nuove forme nel corso del tempo con un’influenza crescente sulla cultura, l’attivismo e l’erudizione, diffondendosi dall’Occidente ad altre regioni.

Negli anni sessanta il marxismo, che era stata la principale causa di giustizia sociale della sinistra di lunga data, stava iniziando il suo declino, mentre una vibrante cultura giovanile stava iniziando a formarsi, producendo una potente cultura popolare. La tecnologia stava avanzando rapidamente permettendo la produzione di massa di beni di consumo.

Si temeva che la società stesse degenerando in un mondo consumistico edonistico di fantasia e gioco. Questa reazione prendeva spesso la forma di pessimismo che alimentava le paure riguardo all’arroganza umana e la perdita di significato e autenticità. Il postmodernismo è particolarmente scettico nei confronti della scienza e di altri modi culturalmente dominanti di legittimare le affermazioni come “verità” e di spiegazioni grandiose e radicali, che chiamano metanarrazioni.

Nell’Illuminismo lo scetticismo culturale era cruciale per sviluppare il pensiero scientifico. Il cristianesimo fu rivalutato durante la Riforma, e alla fine del XVI secolo cominciarono ad apparire trattati contro l’ateismo che indicavano che la miscredenza in Dio aveva cominciato a circolare. Lo sviluppo del metodo scientifico nel diciannovesimo secolo fu incentrato sullo scetticismo e sulla necessità di prove e falsificazioni sempre più rigorose.

Una caratteristica distintiva dei postmodernisti è che sono eccessivamente interessati al linguaggio, e ai modi in cui il linguaggio modella la realtà sociale attraverso la sua capacità di vincolare e modellare la conoscenza – ciò che rappresenta ciò che è vero. Non solo dubitano che la conoscenza oggettiva o la verità sia ottenibile, ma hanno un impegno verso il costruttivismo culturale, affermando che la conoscenza e la realtà sono un prodotto del loro contesto culturale.

Il principio politico postmoderno è la convinzione che la società è formata da sistemi di potere e gerarchie, che decidono cosa può essere conosciuto e come.

I quattro temi principali del postmodernismo sono

1. L'offuscamento dei confini
2. Il potere del linguaggio
3. Il relativismo culturale
4. La perdita dell'individuo e dell'universale

Questi temi potrebbero essere descritti come la “metanarrativa postmoderna”. C’è nel postmodernismo il dubbio che qualsiasi verità umana fornisca una rappresentazione oggettiva della realtà. C’è un’attenzione al linguaggio e al modo in cui le società lo usano per creare le loro realtà locali e negare l’universale.

Questo è un grande cambiamento rispetto alla dicotomia modernista tra l’universale oggettivo e l’individuale soggettivo. Il confine tra ciò che è oggettivamente vero e ciò che è sperimentato soggettivamente non è accettato. Conoscenza, verità, significato e moralità sono, secondo il pensiero postmodernista, prodotti culturalmente costruiti e relativi delle singole culture, nessuna delle quali possiede gli strumenti o i termini necessari per valutare le altre.

L’offuscamento dei confini

Lo scetticismo radicale sulla realtà oggettiva e sulla sua conoscibilità si traduce nel sospetto di tutti i confini e le categorie che i pensatori precedenti accettavano ampiamente come vere. Non solo i confini tra oggettivo e soggettivo e tra verità e credenza, ma anche tra scienza e arti sono sfumati o rifiutati.

Il potere del linguaggio

Sotto il postmodernismo molte idee che erano viste come oggettivamente vere sono state viste come mere costruzioni del linguaggio. Foucault si riferisce ad esse come “discorsi” che costruiscono la conoscenza. L’ossessione più estrema per il linguaggio si vede con Derrida, che rifiuta l’idea comune che le parole si riferiscano direttamente alle cose del mondo reale. Per Derrida il linguaggio è inaffidabile e non può rappresentare la realtà o comunicarla agli altri. Egli afferma che il significato del parlante non ha più autorità dell’interpretazione dell’ascoltatore e quindi l’intenzione non può prevalere sull’impatto. Di conseguenza, poiché si ritiene che i discorsi creino e mantengano l’oppressione, essi devono essere attentamente monitorati e decostruiti. Derrida propone di leggere “decostruttivamente” cercando le incongruenze interne in cui un testo si contraddice o mina se stesso. In pratica, gli approcci decostruttivi al linguaggio finiscono con l’assomigliare a una maniera per attaccarsi pignolescamente alle parole allo scopo di mancare deliberatamente il punto. Questo non è un oscuro problema accademico, è la prospettiva che sta dietro le richieste di leggi per mettere fuori legge il discorso che può causare offesa. Se prevalgono le teste sagge, potremmo essere risparmiati dall’incubo in cui la percezione soggettiva prevale sull’intenzione di chi parla.

Relativismo culturale

Poiché il postmodernismo sostiene che la verità e la conoscenza sono costruite dai discorsi dominanti, sostiene che non possiamo uscire dal nostro sistema e dalle nostre categorie per esaminarle da un altro punto di vista. Perciò una critica significativa di altre culture è impossibile secondo i postmodernisti. Anche criticare la propria cultura o società dipende dalla propria posizione nel sistema, e quindi può essere accettata o respinta a seconda di una valutazione politica dello status della posizione del critico. La visione postmodernista della giustizia sociale ha una gerarchia di oppressioni che sarà discussa nei prossimi post.

La perdita dell’individuo e dell’universale

Il postmodernismo considera l’individuo autonomo in gran parte un mito. L’individuo è visto come un prodotto di discorsi potenti e di conoscenze costruite culturalmente. Anche il concetto di universale è rifiutato e visto come un tentativo di imporre a tutti i discorsi dominanti. Il postmodernismo rifiuta la più piccola unità della società – l’individuo – e la più grande – l’umanità – e si concentra invece su piccoli gruppi locali come produttori di conoscenza, valori e discorsi.

Il postmodernismo non è morto?

Molti pensavano che il postmodernismo fosse morto. Gli autori di Cynical Theories sostengono che è semplicemente maturato, mutato ed evoluto. Sostengono che i quattro temi discussi sopra rimangono pervasivi e culturalmente influenti. È vero che la proliferazione di testi postmoderni dagli anni sessanta agli anni ottanta non è continuata negli anni novanta. Le prime forme di postmodernismo, con la loro mancanza di significato finale, la mancanza di direzione e la preoccupazione solo di decostruire e distruggere, non potevano durare a lungo. Ciò che seguì, e con cui viviamo oggi, è la successiva ondata di ricercatori attivisti e di postmodernismo applicato, che sarà discussa nei prossimi post.

Gli autori di Cynical Theories toccano il modo in cui il marxismo ha influenzato il postmodernismo e notano anche alcune differenze, ma non approfondiscono molto come la filosofia marxiana sviluppa una comprensione della realtà oggettiva e come si oppone all’ortodossia postmoderna. Questo non è sorprendente, dato che non è l’oggetto del libro, e Pluckrose e Lindsay non sono marxisti, essendo più inclini all’etica della sinistra liberale.

In contrasto con il postmodernismo, il marxismo sostiene che esiste una realtà oggettiva ed è conoscibile. Questo non vuol dire che tutte le cose sono conosciute, dato che ci sono costantemente cose nuove che si sviluppano e le vecchie stanno morendo; piuttosto che si può ottenere una conoscenza valida e affidabile. I marxisti considerano che la conoscenza nasce prima attraverso la lotta per la produzione – che distingue l’uomo dal mondo animale – in quanto è l’attività più fondamentale e pratica. Attraverso la percezione sensoriale, si sviluppa un livello di conoscenza percettiva delle cose e dei processi e man mano che questa conoscenza percettiva aumenta si formano i concetti e si sviluppano idee generalizzate che ci permettono di comprendere intere classi di oggetti. Con i concetti generali è possibile trarre conclusioni e poi testare la loro validità. Questo ritorno dalla conoscenza razionale all’attività pratica è il modo in cui la conoscenza viene approfondita e raffinata. L’esperimento scientifico è un aspetto della pratica sociale umana in cui si acquisisce la conoscenza.

Il postmodernismo, in contrasto con il marxismo e i pensatori illuministi, smantella le categorie e rende impossibile un pensiero e una discussione coerenti.

Nelle sinossi future esamineremo la Teoria Queer e la Teoria Critica della Razza.

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176 risposte a Redline: il postmodernismo

  1. Mauricius Tarvisii scrive:

    Il postmodernismo ha avuto un immenso merito storico: ha smantellato il tardo-hegelismo, il fondamento di tutte le teorie sociali otto-novecentesche rivelando che si fondavano sul nulla. Marcuse (ma Evola e compagnia sono pure peggio), letto oggi con disincanto, non è metodologicamente molto più condivisibile di Talete.
    Del resto anche la pars destruens del citato Marcuse era molto stimolante e faceva a pezzi un sacco di ciarpame dato per scontato.

    Forse il postmodernismo è solo demolitori, contrariamente agli hegelismi, per cui è formidabile per demolire, ma per costruire ha l’utilità di un candelotto di dinamite.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Mauricius Tarvisii

      Francamente non ho capito bene (ma ammetto che non è il mio campo) quale sia la pars construens del postmodernismo.

      Mi sembra che la vignetta del tizio col collo schiacciato dal piede rappresenti bene la situazione. Il relativismo gnoseologico tende a negare l’oggettiva (=indipendente dall’osservatore) realtà della disuguaglianza. Un po’ come l’irrazionalismo denunciato nella “Distruzione della ragione” da Lukács. Più o meno è il messaggio leniniano della critica all’empiriocriticismo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        In teoria non dovrebbe esserci: decostruire significa alla fine trasformare tutto in una verità operativa. Implicitamente questo fa sì che, declinando il principio sul piano politico, lo scontro è per la costruzione della verità operativa da imporre a tutti. Ed è uno scontro che, spogliandosi di qualsiasi ipocrisia, può essere più spietato che mai.

    • Peucezio scrive:

      Mauricius,
      “Il postmodernismo ha avuto un immenso merito storico: ha smantellato il tardo-hegelismo, il fondamento di tutte le teorie sociali otto-novecentesche rivelando che si fondavano sul nulla.”

      Almeno lo dici chiaro da che parte stai. Abbasso i lavoratori, viva i ricchioni.
      Non è che non si fosse capito…

      Quello che tutt’al più non torna è il disagio che a volte ostenti verso la sinistra istituzionale, in nome di una sorta di egualitarismo sociale e solidale che davvero non capisco cosa c’entri col tuo retroterra.

      • Francesco scrive:

        scusate l’ignoranza ma il marxismo non è un tipico caso di teoria sociale di fonte tardo hegelista?

        perchè mi stupirei che il suo avversario teorico sia un insulso giochetto verbale come il post-modernismo

        credevo ce ne fossero di migliori

        anche perchè mentre il marxismo è diventato la teoria di riferimento di una cosa seria (diciamo pure le rivendicazioni delle classi inferiori in tutto il mondo), il PM è solo la base “ideale” di quattro stronzi che non vogliono lavorare ma non sanno come giustificarlo, tipo la Critical Race Theory

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Il marxismo ha partecipato al collasso degli hegelismi: semplicemente nessuno crede più che ci sarà inevitabilmente la rivoluzione proletaria che sostituire una classe egemone con un’altra (tesi e antitesi) e poi farà arrivare alla sintesi della società senza classi.
          È morto da sé, non è stato rimpiazzato.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Abbasso i lavoratori, viva i ricchioni.”
        😀

        Ma sei serio?

        Seriamente, secondo te qualcuno beneficia davvero della convinzione che la Storia andrà inevitabilmente in una direzione in quanto alla tesi segue inevitabilmente prima l’antitesi e poi la sintesi? Mi sembra più fede religiosa che analisi razionale.

        • Francesco scrive:

          e quanto è stata utile per le lotte dei lavoratori? nelle condizioni materiali e culturali dell’Ottocento, ti ricordo

          stai facendo di me un marxista, sei diabolico

        • Peucezio scrive:

          Mauricius,
          il fatto è che il marxismo è un hegelismo capovolto, in cui alla fin fine la sintesi non c’è e l’antitesi viene spacciata per sintesi.
          È l’errore di tutti i pensieri progressivi.
          Compresi i rimambiti PoMo.

  2. Moi scrive:

    Io vorrei capire perché gente che non fa una piega se sente dire che essere uomo o donna non c’entra nulla con i cromosomi … sbràita e si dimena quando sente ipotizzare che le Religioni originino tutte dalle stesse truculente guerre fra Alieni Padri-Padroni (“Umani, acsé cum a v’ho fat, a ‘v dsfàgh ! 😉 !”) ai primordi dell’ Umanità !

  3. Moi scrive:

    SE siamo finalmente “Liberati dalla Camicia di Forza della Logica Tomistico-Aristotelica” [cit.] … allora, “Lasciatemi Divertire” [cit.] ! 😉

  4. Moi scrive:

    la vignetta finale è bellina … andrebbe però contestualizzata un po’ meglio.

    La chiusa finale “You never went to College, did you ?” riassume almeno mezzo secolo di “Weltanschauung” dominante ! La particolarità Italiana (forse frutto di una sedimentata mentalità Cattolica, ormai vestigiale …) è però il Fideismo nella Scuola Pubblica, che SE fa quello che l’ Elite vuole … può “Salvare Tutte le Anime, specialmente le Più Bisognose” [cit.] 😀 !

  5. Moi scrive:

    In ogni caso, mi pare che tra le Gerarchie Vittimistiche PostModerne NON vi sia un “Fissismo” , ma un “Evoluzionosmo” per cui i Rapportidi Forza (… nel senso di manifesta Debolezza 😉 …) possono mutare, perdere o acquisire posizioni sul podio !

  6. Peucezio scrive:

    Uhm…

    Io però continuo a vedere una cesura radicale fra i postmodernismo “storico” e quello contemporaneo.
    Quello non mi sembra un’idea militante, anzi, mi sembra un’idea cinica, disimpegnata, disincantata, decostruente appunto. Invece questi sono attivisti radicali, vogliono rifare il mondo a modo loro.
    Quello era appunto un relativismo; qui il relativismo invece è una pura petizione di principio: questi creano un modello di pensiero totalitario.
    E tra l’altro universale e che trascende le culture: i diritti dei froci e di chi si sente donna lesbica negra pur essendo un maschio bianco eterosessuale devono valere da New York fino alla Corea del Nord e all’ultima tribù dell’Amazzonia.
    C’è l’ossessione sul linguaggio (che però i postmoderni storici non declinavano in senso orwelliano e autoritario) e la diffidenza verso un absolutum ontologico, per cui effettivamente tutto viene misurato secondo la logica di gruppi minoritari: effettivamente non ci sono gli individui e l’umanità, ma quelli che vogliono il poliamore con i cavalli, i sadomasochisti, quelli che si sentono un gatto omosessuale e via categorizzando all’infinito.
    Ma in realtà anche qui siamo alla petizione di principio: si tratta di pretesti per imporre un conformismo culturale generalizzato, per cui, di volta in volta, ci si deve piegare ossequiosi all’ultima fisima. In un certo senso è l’arbitrio capriccioso del potere, del re-tiranno viziato che si alza la mattina con una follia diversa e i sudditi devono inchinarsi adoranti.
    È una sorta di totalitarismo che pone in sé stesso la sua ratio, non in un contenuto, per cui il principio è l’obbedienza acritica, non l’adesione di merito a qualcosa.

    Si tratta di capire allora la dinamica che porta a tutto ciò.
    E non è poi così complicato.

    La contemporaneità, postomoderna o no, NON è anti-illuminista o postilluminista, ma è neo-illuminista. Così come è neoscientista, neo-positivista (non nel senso dell’omonima corrente epistemologica), in sostanza neomoderna.
    Ma non siamo in un momento monolitico e agiscono varie istanze, combinandosi.

    Da una parte c’è la regressione culturale al neoilluminismo più rozzo: la modernità si era autocorretta cercando di compensare gli squilibri legati ai suoi eccessi storici, per cui si recuperava, in una scoeità laica e pluralista, il rispetto della religione, di tanti aspetti della tradizione, ecc. Oggi siamo a un laicismo fornsennato, violento, intransigente e culturalmente molto rozzo. E così per tutto. Siamo al punto che se uno vuole curarsi con le erbe è un pericoloso sovversivo complottista e fra un po’ ci diranno che più ci si imbottisce di farmaci e antibiotici per qualunque cazzata e meglio è.

    Ma al tempo stesso c’è l’onda lunga del narcisismo consumista, che recalcitra rispetto a un’idea di oggettività così monolotica e quindi chiede la sua parte, ma con la stessa rozzezza e lo stesso spirito omologatore e intollerante.

    E poi c’è la regressione di destra, gli identitarismi etnici e religiosi sempre più violenti, regressivi e settari anch’essi. Come immaginate li considero il male minore (perché i popoli e le religioni sono tanti e preesistono alla modernità, quindi è un’istanza meno omologante), ma ci sono.

    In ogni caso tutto ciò s’inquadra, come ho detto tante volte, in una generale regressione culturale dell’Occidente (le classi dirigenti e i ceti intellettuali sono proprio più ignoranti, refrattari a capire la complessità, sanno meno cose e ragionano peggio, hanno smarrito la capacità critica), in cui c’è molto di rabbiosa reazione identitaria di fronte all’avanzata delle realtà non occidentali.
    In questo senso anche questo neo-postmodernismo è una bandiera identitaria, malgrado i suoi proclami relativisti ed esoticisti: in pratica si sta dicendo ai cinesi, ai russi e agli altri (che di loro mai si sognerebbero di vivere in funzione di froci, lesbiche, transessuali o di studiare la storia del mondo dal punto di vista di qualunque popolo tranne il loro): comandiamo ancora noi e dovete accettare le nostre idee.

    • paniscus scrive:

      “Siamo al punto che se uno vuole curarsi con le erbe è un pericoloso sovversivo complottista e fra un po’ ci diranno che più ci si imbottisce di farmaci e antibiotici per qualunque cazzata e meglio è.”
      ——

      Però non è vero che questo specifico punto ce lo ammanniscano i postmodernisti, che invece sono sempre stati sostenitori della libertà di scelta sulle più bislacche terapie alternative, e semmai rivendicano proprio il diritto all’equivalenza di tutti gli approcci terapeutici

      (con relative pretese che ricadono sempre nel solito tono consumistico e vittimistico… ad esempio il piagnisteo che “il sistema sanitario nazionale non è inclusivo” perché non finanzia la cristalloterapia ayurvedica, o l’indignazione inalberata quando qualcuno osa dire chiaramente che nei rimedi omeopatici non c’è dentro nulla, o che i meridiani dell’agopuntura non esistono perché dovrebbbe essere vietato dire cose che offendono la sensibilità di chi le usa)

      • Peucezio scrive:

        Sì, d’accordo, mi riferivo alla contemporaneità.

        Esiste un pensiero “legittimo”, che l’establishment impone e che crea un moralismo conformistico diffuso (ma a cui il buon senso della gente comune un po’ resiste, via via con meno forza).

        Questo pensiero legittimo, quello ammannito dal giornalistume mainstream, dagli intellettuali (d’accatto, cioè quasi tutti), professori universitari, ecc. prevede che il politicamente corretto sia un dogma sacro, che la legge Zan vada approvata senza se e senza ma, che i transessuali hanno ragione in ogni caso, che lo yoga, le cure erboristiche, l’agopuntura siano pericolose pratiche sovversive da complottisti terrapiattisti odiatori fascio-leghisti reazionari antiscientisti e che in nome del contenimento del Covid sono legittimi i rastrellamenti, i processi sommari e le esecuzioni di massa con tanto di fosse comuni.
        E ovviamente i diritti sociali sono roba da bieche dittature asiatiche: l’Occidente civilizzato è diseguale ed è giusto che ci sia chi è sfruttato e schiatti di fame e chi controlli da solo grandi porzioni dei flussi finanziari mondiali, perché se no sei un pericoloso seguace di Chavez, Putin, Xi Jin Ping, ecc. e comunque sei un reazionario nazi-leghista che vuoi opprimere i froci con la scusa di difendere le donne del terzo mondo dall’utero in affitto. Combattere la povertà, con buona pace di Bergoglio, è politicamente scorretto: i poveri sono tutti bianchi, maschi, eterosessuali, razzisti, omofobi e quindi vanno o sterminati o fatti morire di fame. E se c’è un negro povero, è complice dei bianchi razzisti, odiatore di sé stesso, quindi va sterminato anche lui.

        • paniscus scrive:

          “prevede che il politicamente corretto sia un dogma sacro, che la legge Zan vada approvata senza se e senza ma, che i transessuali hanno ragione in ogni caso, che lo yoga, le cure erboristiche, l’agopuntura siano pericolose pratiche sovversive da complottisti terrapiattisti ”
          —–

          Scusa se mi ripeto, ma su questo punto specifico NON E’ così: nella maggioranza dei casi, quelli che stravedono per il politicamente corretto, per l’inclusività a tutti i costi e per il narcisismo/vittimismo individuale, non sono affatto contrari a quelle pratiche, anzi al contrario:

          in buona parte sono proprio gli stessi che sguazzano nell’omeopatia, nell’ayurveda, nell’antroposofia, nell’antivaccinismo, nelle diete strampalate… e che già molto prima del covid consideravano la medicina scientifica una sorta di intollerabile “dittatura della scienza ufficiale” (salvo poi usufruirne in maniera acritica anche loro, ovviamente, però sempre mettendo le mani avanti sul “solo quando è assolutamente necessario, eh!” – come se invece, le altre forme di terapia, fosse normale usarle quando NON è necessario)

          • Peucezio scrive:

            Uhm…

            Il politicamente corretto è un’ossessione americana.
            Non ho idea di come si pongano i politicamente corretti americani su queste cose.

            In Italia il politicamente corretto non è sostenuto tanto da minoranze eccentriche, quanto dall’establishment e dall’apparato mediatico (giornalisti, opinionisti, politici progressisti, intellettuali da talk show), peraltro moderatamente.
            E sono gli stessi che da un po’ di anni stigmatizzano l’omeopatia e tutto il resto.

            A me pare così chiaro che c’è un’ideologia della classe dominante, con le sue sfaccettature, ma ben delineabile.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “totalitario”

      Attenzione: il germe del totalitarismo ce l’hanno tutti, dagli eremiti nel deserto agli hippy. Chi pone una tavola dei valori pone per ciò stesso un canone di discriminazione fra la Verità e le Tenebre “che non l’hanno accolta”. Chi nega che vi sia una tavola dei valori al di fuori e al di sopra dell’avvicendarsi della storia postula che ci possa essere al più una pacifica convivenza fra persone con valori diversi: ma, come ha giustamente notato Del Noce senior, anche questo è totalitarismo. Nichilista o credente di qualunque fede, non ci è chi non aspiri a una visione totale, onnicomprensiva del mondo e della storia. Il Padre Brown di Chesterton che dice che sul cuore di diamante del più lontano pianeta sta scritto ” Tu non ucciderai” è tanto totalitario quanto lo Zarathustra di Nietzsche che ricorda che una buona guerra giustifica la causa per cui si combatte. L’assoluta tolleranza è altrettanto intollerante,_se così si può dure, dell’assoluta intolleranza.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        caro Andrea

        non ho capito dove vada a parare il tuo discorso (con cui sono d’accordo al 100%)

        ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          Sara’ l’eta’, ma sono sempre più propenso a credere che “il più pulito c’ha la rogna”, come forse direbbe Daouda. È solo questione di quale totalitarismo desiderare di meno. Fermo restando che si tratta di una scelta personale senza nessuna pretesa di attingere a una qualche Verità, personalmente preferisco Russell ed Eco a Wojtyla e Pillon; ma non pretendo di essere “più nel giusto” di loro.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ogni ideologia cerca di imporsi del tutto. La questione vera è: la società (anche intesa come semplice ordinamento) glielo permette o no?

          • Francesco scrive:

            Triste esito, ridursi ai “gusti” per prendere scelte di questa entità, non credi?

            Sono convinto che non ci siano solo ideologie e che si possa credere nella Verità quanto si crede nel dovere di non prevaricare su altre persone, anche se non credono. Non facile, credo ci voglia una continua ricerca di buone soluzioni e una loro continua revisione.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “ridursi ai “gusti” per prendere scelte di questa entità, non credi?”

              E su cosa vuoi basarti per stabilire cosa è giusto e sbagliato se non sui criteri a cui tu fai affidamento?

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “Verità”

              Il gyaii di credere nella Verità è che inevitabilmente si crede anche di riconoscere l’Errore. E allora hai voglia a dire di condannare l’errore, non l’errante. Cine dice il Don Camillo di Guareschi, il medico può’ aver compassione del malato, non del germe patogeno, che va estirpato. E a volte – lo decide sempre il medico – la cura implica l’isolamento del malato in un lazzaretto… Vedi anche tu dove si va a parare, no?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              P.S. il totalitarismo non sta nel credere di distinguere tra la luce e le tenebre. Sta nel dire che “[la luce venne nelle tenebre, e ] le tenebre non l’hanno accolta”. Come diceva il comico Pazzaglia: ” se sei d’accordo bene, se no te lo rispiego, perché non hai capito”.

              • Francesco scrive:

                In effetti non capisco la differenza, a meno che tu non voglia implicare che aver visto la Luce implichi necessariamente che si farà violenza alle Tenebre e agli ottenebrati in nome della Luce.

                Cosa che mi permetto di negare con decisione. Soprattutto per chi è religioso, ma lo stesso può valere per chi non lo è, non c’è nessun bisogno di fare il lavoro di Dio (o della Verità dei fatti).

                Anzi, farlo rivela o di essere dei rompicoglioni di carattere o di avere dei dubbi in proposito.

                😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “necessariamente”

                Non necessariamente, nel senso che non si può predire quando succederà. Ma prima o poi – come ci insegna la Storia – succederà. Mentre non ho mai visto credenti mandati al rogo se non da altri credenti (magari nell’ateismo, che è anch’esso una fede) ho visto tanti agnostici mandati al rogo da credenti “per la salvezza della loro anima”. Non è solo un fatto di roghi: anche il fatto di imporre discriminazioni basate sul sesso o sul gender fanno parte del menù di chi crede – oh, quanto in buonafede – di avere ricevuto una Luce. Che il fariseismo sia il costante pericolo del più umile dei credenti l’ha detto un noto personaggio, uso a inveire contro i sepolcri imbiancati. Gli agnostici, tolleranti per definizione, lasciano questo problema ai credenti. Se l’ albero si giudica dai frutti, l’agnosticismo la vince alla grande.

                Ciao!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Mentre non ho mai visto credenti mandati al rogo se non da altri credenti (magari nell’ateismo, che è anch’esso una fede) ho visto tanti agnostici mandati al rogo da credenti “per la salvezza della loro anima”.”

                Davvero, dove hai visto qualcuno che bruciava un altro dicendo “se ti brucio ti salvo l’anima”? 😀

                Sul serio, a ghigliottinare c’erano, accanto agli atei, molti agnostici e molti deisti.

      • Peucezio scrive:

        Andrea,
        il totalitarismo è uno specifico della modernità, perché è legato ai mezzi di controllo e al principio messianico.

        L’Ancien Régime non è totalitario per definizione, perché si costruisce sullo stato di fatto, su una selva di diritti che si intersecano, confliggono, si armonizzano, si contraddicono.
        La base del totalitarismo è una visione morale del mondo.

        Se tutto fosse totalitario, non sarebbe totalitario nulla: le parole servono a distinguere, a specificare.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “Ancien Regime”

          Tu credi che siccome il potere è frammentato non sia totalitario. Ti smentisce Foucault con la sua “microfusica del potere”. I casi di controllo davvero totale, ad esempio del corpo delle donne, si sprecano nei monasteri di clausura. Quanto agli ospedali, a leggere la descrizione che della Madonna degli Incurabili di Palermo dà la documentata “Lunga vita di Marianna Ucria” della Maraini c’è da star male. Per non parlare degli autodafé e di altre piacevolezze figlie di quel mondo “Tradizionale” che sembri rimpiangere. (La stessa patria ideale dei Pillon che oggi dicono che le donne non sono fatte per le materie scientifiche – Samantha Cristoforetti permettendo – che predicano la libertà di disprezzare degli omofobi facendo melina contro il sacrosanto DDL Zan e degli emuli di Salazar che boicottano l’esercizio della legge 194, insomma ci siamo capiti).

          Una volta si diceva, e con ragione, che “l’aria di città rende liberi”. È l’esatto contrario della zuccherosa e ammuffita retorica passatista del ” Ragazzo della via Gluck”. Solo liberalizzando gli scambi e la circolazione si spezzano i legami, solo spezzando i legami si liberano gli individui, solo liberando gli individui si rompono le incrostazioni di privilegi e corporazioni. Si perpetuano le ineguaglianze? Ci sono sempre state. Ma almeno si limitano le discriminazioni. Non è progresso da poco. Il totalitarismo della Coca Cola, dell’Erasmus e della cultura incentrata sui desideri è mille volte preferibile a quello del Trono, dell’altare e delle Piccole Patrie.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            No.

            🙂

          • Peucezio scrive:

            Andrea,
            però tu mi citi istituzioni della modernità (l’ospedale, l’autodafé, che è un prodotto della cultura controriformista) o un elemento marginale nella società e che anticipa, già dal medioevo, elementi della modernità, come il monastero di clausura e qualsiasi luogo collettivo, che rompe le aggregazioni spontanee, storico-naturali, concentrando in un luogo persone dello stesso tipo. È una forma incipiente di illuminismo.
            Il parlo delle comunità, delle famiglie, delle corporazioni, dei diritti feudali, ecc.
            Sono ben altra cosa.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “L’Ancien Régime non è totalitario per definizione”

          L’assolutismo era antitradizionale e antipluralistico per definizione. Che poi abbia in gran parte fallito per mancanza di mezzi è un altro discorso: nemmeno i totalitarismi novecenteschi sono riusciti a raggiungere i propri obiettivi.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ mauricius tarvisii

            Ho parlato di totalitarismo, bin do assolutismo. Il comandamento degli antichi era “tu non devi” : i tabù, e simili. Poi il comandamento dei profeti fu “tu devi” : adorerai il Signore Dio tuo. Il comandamento dei totalitarismi è : “tu sei”. WASP, yuppie, gay, carrierista affetto da programmazione neurolinguistica, team leader, portatore di una vision, di una mission, dei Valori, fascista, comunista… non ha importanza. I moderni totalitarismi, resi possibili dalla tecnica, raggiungono un livello di dominio sconosciuto ai più tirannici Faraoni. Era relativamente semplice evitare di finire nel toro di Falaride; uscire dall’occhio e dall’orecchio del telefonino o dell’Alexa di turno è impossibile. Prima si minacciava il dolore, oggi l’esclusione e la precarietà, temute anche di più.

            Allora chiedo: vogliamo che ci sia un Grande Fratello unico col volto di un Pillon o di un Kaczynski o vogliamo che ce ne siano tanti piccoli, in concorrenza fra loro per la nostra attenzione, in modo da ricavarci fra di essi la nostra nicchia di libertà? La solidarietà fra oppressi ce la siamo giocata all’Eredità e allo stadio; cerchiamo almeno di arginare la montante marea di stupidità.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Mauricius,
            hai ragione, ma dobbiamo intenderci sui termini.
            Con Ancien Régime non pensavo all’assolutismo, che ne è il canto del cigno.
            Se preferisci, anziché Ancien Régime, diciamo il mondo medievale e le sue sopravvivenze fino alla Rivoluzione Francese.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Io però continuo a vedere una cesura radicale fra i postmodernismo “storico” e quello contemporaneo.
      Quello non mi sembra un’idea militante, anzi, mi sembra un’idea cinica, disimpegnata, disincantata, decostruente appunto. Invece questi sono attivisti radicali, vogliono rifare il mondo a modo loro.”

      Sono abbastanza d’accordo, ho scritto adesso a quelli di Redline – si tratta dell’americanizzazione di qualcosa di molto europeo.

  7. Miguel Martinez scrive:

    Per Moi

    catari postmoderni crescono (per i link, andare sull’articolo originale)…

    (carina la precisazione che devono essere “non fumatori”)

    Source : https://feministpost.it/magazine/primo-piano/nullification-chirurgia-per-annullare-il-sesso/

    Nullification, chirurgia per annullare il sesso

    L’Alignal Surgical Association di San Francisco è specializzata in nullification surgery, chirurgia di annullamento del sesso riservata in particolare ai non-binary. L’intervento rimuove completamente i genitali e conferisce un pube simile a quello di una bambola

    Post published:22 Maggio 2021

    L’Alignal Surgical Association di San Francisco (qui) è specializzata in nullification surgery, ovvero chirurgia di annullamento del sesso, riservata in particolare alle persone non-binary. Le immagini che vedete qui sono relative un uomo che ha subito una completa castrazione senza successiva ricostruzione di una pseudo-vagina, e il cui pube ha assunto l’aspetto di quello di una bambola. L’inconsistenza del sesso, che le gender theory sostituiscono con l’identità di genere, diventa una vera e propria demolizione fisica. Le persone che si sottopongono a questo tipo di interventi si definiscono nullo. A seguire potete leggere la presentazione del sito.

    ************************************************************
    Mentre molti pazienti potrebbero essere interessati a passare a un’identità maschile o femminile, ci sono tante persone che ritengono che la loro identità di genere non sia del tutto conforme in una direzione o nell’altra. La chirurgia di annullamento del sesso può consentire ai pazienti non conformi di godere di un’area genitale relativamente liscia.

    L’annullamento crea un passaggio relativamente continuo e per lo più ininterrotto dall’addome all’area genitale, consentendo ai pazienti non conformi al genere di godere di un corpo esterno più vicino a come si percepiscono interiormente.

    SONO UN BUON CANDIDATO?

    La World Professional Association for Transgender Health (WPATH) dispone standard di cura che richiedono due lettere da parte dei servizi di salute mentale in cui si afferma la loro disponibilità a un intervento chirurgico. I clienti devono assumere ormoni ed essere non fumatori.

    La vaginoplastica che preserva il fallo ha dimostrato di avere un beneficio positivo e duraturo per i transmen e le persone non binarie che desiderano un intervento chirurgico non standard di affermazione di genere.

    Se sei interessato a questa procedura o a uno degli altri interventi chirurgici non standard per il genere, ti consigliamo di contattarci e per ottenere una consulenza. Ci sono molti modi in cui possiamo permetterti di godere l’identità di genere che preferisci.

    Raggiungici e richiedi una consulenza, valuteremo la tua identità di genere e ti aiuteremo sviluppando un piano chirurgico che renda conforme il tuo aspetto esteriore alla tua identità di genere personale.

    • Miguel Martinez scrive:

      “Nullification, chirurgia per annullare il sesso”

      Vado sul sito dei Nullificatori,https://www.alignsurgical.com/non-binary/nullification/

      è interessante come abbiano i loghi dell’American Medical Association e di varie associazioni di chirurgia plastica: infatti queste cose non sono distinte da tutto un sistema molto più ampio, che deve trovare sempre nuovi mercati.

      • Miguel Martinez scrive:

        Facile dimenticare che la “elective surgery” è la principale fonte di reddito dei medici americani:

        https://www.nytimes.com/interactive/2021/03/22/magazine/diane-e-meier-interview.html

        (traduzione DeepL)

        Che l’esperienza del pubblico con la professione medica è stata sussunta dal mercato, dove c’è un’enorme pressione su tutti coloro che lavorano nel sistema per vedere più pazienti in un periodo di tempo molto breve e garantire che i servizi che offriamo siano ben rimborsati. Ecco perché la pandemia è stata un tale colpo per l’economia di molti sistemi sanitari: Le maggiori fonti di reddito, che avevano a che fare con le procedure chirurgiche elettive e di altro tipo, sono state chiuse a causa della necessità di riadattare i sistemi sanitari a masse di persone con Covid. La pandemia è l’esemplare del perché questo è un fondamento così fragile per il sistema sanitario di un grande paese del primo mondo. La spinta è a fare ciò che è necessario per essere pagati al contrario di ciò che pensavamo fosse la nostra professione, che era servire gli esseri umani che soffrono. Non è che i miei colleghi siano indifferenti o non si rendano conto che il loro rapporto con i pazienti è un potente strumento di guarigione; il mio punto non è che i miei colleghi non vogliono essere disturbati. Non possono permetterselo.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Non so se le assicurazioni paghino, però finché uno tira fuori i soldi perché la catena di ospedali americana dovrebbe negare un servizio al cliente?

  8. Miguel Martinez scrive:

    Allora erano vere le voci!

    Source : https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/21_maggio_27/firenze-bufera-alia-interdetti-dirigenti-funzionari-inchiesta-rifiuti-8dfafb0c-bed7-11eb-9d88-22781edb78d7.shtml

    Firenze, bufera su Alia: interdetti dirigenti e funzionari per inchiesta sui rifiuti smaltiti inquinando

    Interdetti dai pubblici uffici nove tra dirigenti e funzionari pubblici della società di igiene ambientale della Toscana, Alia spa e di società ad essa collegate. I provvedimenti, da 3 a 12 mesi, sono stati disposti dal gip su richiesta della procura di Firenze, nell’ambito di un’inchiesta su presunti reati ambientali, relativa in particolare alla gestione di rifiuti speciali non pericolosi. Sottoposte a sequestro preventivo alcune aree dell’impianto polo tecnologico di San Donnino (Firenze), gestito da Alia.

    L’operazione scaturisce da un’indagine dei carabinieri avviata nel 2016 che ha consentito di rilevare una serie di illeciti ambientali da parte della società di gestione «con grave nocumento per salute pubblica e ambiente». Secondo le indagini, Alia, società ambientale fiorentina a prevalente capitale pubblico, avrebbe gestito illegalmente ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da «ammendante comportato misto, prodotto presso l’impianto Tmb, disperdendolo nell’ambiente con modalità non conformi a quelle previste dall’autorizzazione»; «smaltito illecitamente varie tipologie di rifiuti speciali non pericolosi presso la discarica di Case Passerini; scaricato sistematicamente sul suolo rilevanti quantità di percolato, prodotto presso l’ex discarica di Bosco ai Ronchi, all’interno di alcuni laghetti non impermeabilizzati; conferito presso vari impianti di ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi prodotti presso l’impianto di Faltona, utilizzando codici di classificazione (Cer) non corretti solo per conseguire un ingiusto profitto indiretto rappresentato dal risparmio sui costi di gestione che altrimenti dovevano essere affrontati».

    27 maggio 2021 | 12:56

  9. Miguel Martinez scrive:

    La politica che piace a me, senza fuffa…

    Il presidente della Regione Giani aveva fatto firmato un emendamento che permise di togliere i controlli ambientali alle discariche clandestine di prodotti tossici gestite dalla Camorra.

    Quando sono cominciato gli arresti, ha detto in sostanza che non sapeva cosa stesse firmando, e nessuno ha rivendicato l’emendamento.

    Adesso l’emendamento è stato cancellato, ma è stata un’occasione d’oro per l’ex-presidente della Regione (sempre del Partito Unico) per vendicarsi, dichiarando:

    «Il punto è che questo presidente cerca di gettare fango su tutti in modo strumentale mentre è evidente la sua responsabilità nell’ammettere l’emendamento senza parere tecnico. Lui dice di essere un notaio ma un notaio è sottoposto alla legge. Io la legge l’ho rispettata. Lui no perché o è complice o è un irresponsabile. Non può fare il furbo oltre ogni limite. Vogliamo rivedere il video del Consiglio?», conclude Rossi riferendosi alle immagini in cui Giani, allora presidente del Consiglio regionale, mette velocemente ai voti l’emendamento sotto accusa.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      …e nessuno che grida alla politicizzazione della Magistratura?

      Che inveisce contro il giustizialismo di procure forcaiole?

      Che invoca l’intervento di ispettori del Ministero?

      Che depreca i lacci e lacciuoli che rallentano l’azione dei governanti?

      Par di sognare… 🙂 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      non ho capito nulla di questa storia

      giani ha firmato un emendamento? l’ha proposto? l’ha semplicemente messo ai voti?

      boh?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “giani ha firmato un emendamento? l’ha proposto? l’ha semplicemente messo ai voti?”

        Non sei l’unico a non capirci 🙂

        La consigliera leghista che qui fa la volpe con l’uva, ha preso per la campagna elettorale la stessa quantità di soldi dai conciaioli che ha preso il PD; e nella remota impossibilità che la Lega avesse vinto, l’emendamento sicuramente l’avrebbe presentato lei…

        Source : https://www.lanazione.it/cronaca/ndrangheta-toscana-1.6277474
        Pubblicato il 22 aprile 2021
        Il video in cui Giani chiedeva il voto per modificare la legge regionale sui rifiuti

        L’inchiesta dell’antimafia in Toscana: all’epoca l’attuale governatore era presidente del consiglio regionale. Oggi quell’emendamento è al centro dell’indagine

        Firenze, 22 aprile 2021 – E’ un video nel quale l’allora presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, che non è indagato, mette ai voti l’emendamento che ora è al centro dell’inchiesta su presunte infiltrazioni della ‘Ndrangheta in Toscana. L’organizzazione mafiosa avrebbe partecipato a uno smaltimento illegale dei rifiuti delle concerie della zona del Cuoio. Un’inchiesta che scuote il mondo imprenditoriale e politico.

        L’emendamento che poi passò in consiglio regionale il 26 maggio del 2020 riguarda proprio il tema dello smaltimento dei rifiuti industriali. Secondo le accuse ci sarebbero stati degli interessi particolari a far passare quell’emendamento “per sottrarre il consorzio Aquarno dall’obbligo di sottoporsi alla procedura di autorizzazione di integrazione ambientale (Aia)”. Ci sarebbero state quindi “interferenze e pressioni sulle istituzioni locali”.

        “E’ presentato regolarmente – si sente dire Giani nel video a proposito dell’emendamento – E’ tra gli incartamenti che io ho nella mia cartellina”, afferma l’allora presidente del consiglio regionale mostrandola. L’emendamento fu presentato dal consigliere regionale del Pd, Andrea Pieroni, ora indagato nell’inchiesta per corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio in concorso. Ci furono realmente delle pressioni per far passare quell’emendamento? E’ ciò che l’inchiesta cerca di appurare.

        “Giani può garantire che durante la seduta n.232 del 26 maggio 2020 l’emendamento, come peraltro richiamato all’epoca dalle opposizioni durante i lavori d’aula, sia stato presentato nei modi e nei tempi previsti dal regolamento interno del Consiglio regionale?”: se lo chiedono i consiglieri regionali del gruppo della Lega, che appunto hanno fornito il filmato e che sull’inchiesta hanno svolto una conferenza stampa con precise domande a Giani, nel frattempo diventato, nel settembre del 2020, presidente della Regione.

        “Stante l’elevato numero di esponenti indagati, anche direttamente riconducibili all’istituzione regionale, riteniamo opportuno e quanto mai doveroso per il presidente Giani, riferire in Aula in merito ai fatti di cui è a conoscenza e che, direttamente o indirettamente, lo coinvolgono – ha spiegato il capogruppo della Lega Elisa Montemagni – Il fulcro della comunicazione risiede nella nostra richiesta al presidente Giani di mettere la propria onorabilità e la continuità del proprio mandato a garanzia della veridicità delle comunicazioni che renderà durante la comunicazione al Consiglio regionale”.

  10. Mauricius Tarvisii scrive:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/27/assolti-da-stupro-di-gruppo-nel-2015-la-corte-europea-dei-diritti-umani-condanna-litalia-nella-sentenza-pregiudizio-verso-le-donne/6211803/

    Se ne va un altro pezzettino delle garanzie processuali.

    Copio:

    “quelli della sentenza sono osservazioni, linguaggi e argomenti che, sottolineano i giudici, “trasmettono pregiudizi sul ruolo della donna che esistono nella società italiana” rischiando quindi di “ostacolare una protezione efficace dei diritti delle vittime di violenza” nonostante un quadro legislativo “soddisfacente”. Secondo la Corte, infatti, l’azione penale e le sanzioni, in particolare, “svolgono un ruolo cruciale” sia nella “risposta istituzionale alla violenza” sia nella “lotta alla disuguaglianza” di genere”.”

    No, non è questo lo scopo di un processo penale: non si può sbattere in galera un cittadino perché se no si consolidano i pregiudizi o perché se no non si lotta contro la disuguaglianza di genere.

    • roberto scrive:

      però la CEDU non critica l’assoluzione, non dice che bisognava “sbattere in galera” i tizi (ovviamente non potrebbe fare una cosa del genere), ma critica il tenore della sentenza nel senso che sputtana inutilmente la ragazza

      non vedo cosa c’entrano le garanzie processuali

      136. Or, la Cour a relevé plusieurs passages de l’arrêt de la cour d’appel de Florence qui évoquent la vie personnelle et intime de la requérante et qui portent atteinte aux droits ce celle-ci découlant de l’article 8. Elle estime notamment injustifiées les références faites par la cour d’appel à la lingerie rouge « montrée » par la requérante au cours de la soirée, ainsi que les commentaires concernant la bisexualité de l’intéressée, les relations sentimentales et les rapports sexuels occasionnels de celle-ci avant les faits (paragraphes 41 et 42 ci-dessus). De même, la Cour juge inappropriées les considérations relatives à l’« attitude ambivalente vis-à-vis du sexe » de la requérante, que la cour d’appel déduit entre autres des décisions de l’intéressée en matière artistique. Ainsi, la cour d’appel mentionne parmi ces décisions douteuses le choix d’accepter de prendre part au court métrage de L.L. malgré son caractère violent et explicitement sexuel (paragraphe 46 ci-dessus), sans pour autant – et à juste titre – que le fait d’avoir écrit et dirigé ledit court métrage ne soit aucunement commenté ou considéré comme révélateur de l’attitude de L.L. vis-à-vis du sexe. En outre, la Cour estime que le jugement porté sur la décision de la requérante de dénoncer les faits, qui selon la cour d’appel serait résulté d’une volonté de « stigmatiser » et de refouler un « moment critiquable de fragilité et de faiblesse », tout comme la référence à la « vie non linéaire » de l’intéressée (ibidem), sont également regrettables et hors de propos.

      137. La Cour considère, contrairement au Gouvernement, que lesdits arguments et considérations de la cour d’appel n’étaient ni utiles pour évaluer la crédibilité de la requérante, question qui aurait pu être examinée à la lumière des nombreux résultats objectifs de la procédure, ni déterminants pour la résolution de l’affaire (voir, mutatis mutandis, Sanchez Cardenas, précité, § 37).

      https://hudoc.echr.coe.int/fre#{%22tabview%22:[%22document%22],%22itemid%22:[%22001-210300%22]}

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        La Corte non ha il potere di ribaltare una sentenza penale. Ha il potere ben superiore di influenzare le decisioni future.

        la Cour considère que le langage et les arguments utilisés par la cour d’appel véhiculent les préjugés sur le rôle de la femme qui existent dans la société italienne et qui sont susceptibles de faire obstacle à une protection effective des droits des victimes de violences de genre en dépit d’un cadre législatif satisfaisant

        Cioè un giudice deve stare attento a non usare argomenti che possono consolidare pregiudizi? E quindi, magari, condannare perché non può motivare l’assoluzione?

        • roberto scrive:

          i punti 140 e 141 sono sostanzialmente inutili e personalmente non li avrei messi,
          ma ti invito a leggere quella frase nel suo contesto, che è quello dell’accertamento di una violazione dell’articolo 8 di una tizia che si lamente della vittimizzazione secondaria.

          mi sembra evidente che non c’entrano niente le granzie processuali, ed in generale si, un giudice deve fare attenzione a quello che scrive (e ripeto, e lo dico anche ai parrucconi di strasburgo, limitarsi a quanto necessario).

          L’ultima frase “condannare perché non può motivare l’assoluzione?” mi è incomprensibile

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            I punti 140 e 141 sono stati inseriti nella sentenza e fanno parte integrante delle motivazioni. Certo, nessuno dovrà pagare 13 mila euro ad una probabile calunniatrice, m è questa la parte grave: l’inserimento di queste dichiarazioni pericolosissime all’interno di un testo che dovrebbe spiegare ai giudici come devono scrivere le sentenze perché siano inclusive e rispettose.

            Ti è incomprensibile il fatto che se il giudice decide di non ritenere credibile la testimonianza della sedicente vittima deve motivare questa scelta?

            • roberto scrive:

              sicuramente per un limite mio non riesco a seguire il filo delle tue domande retoriche

              1. che il giudice debba motivare la scelta di non ritenere credibile una sedicente vittima mi sembra evidente (e lo dice la CEDU stessa qualche paragrafo prima)

              2 cosa centri questo con “condannare perché non può motivare l’assoluzione” e soprattutto da dove salta fuori questa cosa, non riesco proprio a capirlo

              pazienza

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se il giudice si convince che la testimone mente e le motivazioni sono idonee a corroborare stereotipi di genere e a creare sfiducia nelle vittime di violenza cosa deve fare?
                a) Dire che la “vittima” mente, ma non argomentare (la sentenza quindi è impugnabile per difetto di motivazione)
                b) Dire che la “vittima” mente inventandosi delle motivazioni politicamente corrette (buona fortuna)
                c) Condannare a prescindere

              • Miguel Martinez scrive:

                per MT

                “Se il giudice si convince che la testimone mente e le motivazioni sono idonee a corroborare stereotipi di genere e a creare sfiducia nelle vittime di violenza cosa deve fare?”

                Sapere come sono andate le cose è sempre difficile.

                Direi di coniugare modernità e tradizione.

                Tradizione: se non sono sposati, i rapporti sessuali sono un delitto.

                Modernità: si attribuisce sempre la colpa al maschio.

                Semplice, no?

              • PinoMamet scrive:

                Bello, ma attenzione che si può fare anche al contrario, e salta fuori:

                modernità: libertà sessuale, scopare senza ritegno;

                tradizione: comunque vada, è la donna che se l’è cercata.

                Non credo che convenga 😉

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Bello, ma attenzione che si può fare anche al contrario, e salta fuori:”

                Un Sessantotto, insomma!

              • PinoMamet scrive:

                è vero!

            • roberto scrive:

              sul primo punto io potrei anche essere d’accordo, è giusto che non lo vedo legato a “sbattere in galera un cittadino” e a “garanzie procedurali”, perché appunto la corte parla d’altro

      • PinoMamet scrive:

        Ho provato a leggere tutta la parte riportata da Roberto, e, in estrema sintesi:

        secondo me la CEDU ha torto, perché vuole censurare delle espressioni che fanno parte del normale ragionamento umano: si tratta di un supposto reato a sfondo sessuale, e il discorso sulla vita sessuale delle persone coinvolte è dettato semplicemente dalla logica.

        Impedire di usare queste espressioni equivale di fatto a impedire di imbastire un ragionamento logico (su una parte sola; quella femminile) e non può che risultare nella condanna della parte maschile per principio.

        Poi per fortuna i giudici italiani se ne fregheranno.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Poi per fortuna i giudici italiani se ne fregheranno”

          E quindi le assoluzioni inizieranno ad essere cassate.

          • Moi scrive:

            “Poi per fortuna i giudici italiani se ne fregheranno”

            ———–

            I “Matusa”, magari sì , ma i SJWs Cresciuti sono davvero “Americani nella Testa” !

            • PinoMamet scrive:

              Sai che non so?

              Certamente io non conosco troppo bene questa generazione.

              Però vedo la generazione dopo , cioè i miei attuali studenti, e quelle prima, cioè la mia e la tua, e quella di Mauricius che credo sia un po’ più giovane.

              In realtà mi pare ci siano più SJW tra noi che tra i ragazzini, che devono ancora farsi le idee chiare su praticamente tutto, e spesso partono da posizioni molto conservatrici: comprese le ragazze

              (ne escludo due: la femminista- spesso la più brava della classe- e l’amica del gay- spesso tra le peggiori)
              (sì, in ogni classe ci sono tipologie che si ripetono, e la vocazione della frociarola è piuttosto precoce).

              L’iNstruzione italiana, con tutti i suoi difetti, spinge però verso la creazione di un tipo particolare di ceto intellettuale: cavilloso, un po’ pedante e sostanzialmente tradizionalista, creato da anni e anni di inculcamento del culto delle Scartoffie Antiche.

              Non esattamente il modello del SJW, che è una delle tante declinazioni dell’americanismo, e l’americanismo colpisce soprattutto i meno iNstruViti.

              • Francesco scrive:

                stai a insultare? vuoi la rissa? solo perchè sono vecchio, cecato, lento e mezzo rotto?

                😀

                PS non è una bella sfida, tra il SJW e Don Ferrante

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                “Antiche”

                Sempre detto che le Scartoffie Antiche servono. Sono un ottimo rifugio contro l’imbecillita’ montante.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                I SJW sono sovrarappresentati tra la gente della mia generazione attiva su internet che parla di politica.

              • Moi scrive:

                Le “categorie di pensiero” sono Americane : soprattutto “Privillegio” in un senso avulso dal Diritto , che in Italiano _ semmai_ si dovrebbe dire “Vantaggio”.

                Semmai , il “Privilegio” lo vanno a creare le Politiche “Compensatorie” tipo “Azioni Affermative / Discriminazioni Positive” …

              • Moi scrive:

                “privilegio”

                [dal lat. privilegium, comp. di privus, nel sign. originario di «singolo, particolare», e lex «legge»; quindi propr. «disposizione che riguarda una persona singola»]

                “vantaggio”

                [dal fr. ant. avantage, der. del lat. tardo abante «avanti»; cfr. la forma ital. ant. av(v)antaggio]

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Non esattamente il modello del SJW, che è una delle tante declinazioni dell’americanismo, e l’americanismo colpisce soprattutto i meno iNstruViti2”

                Molto interessante la tua analisi. E spero giusta.

                Per fortuna credo che i meno istruiti siano influenzati dall’America immaginaria un po’ far west, un po’ poliziesco anni ’70-’80 stile Clint Eastwood e comunque da un’America onirica sentita come vitalista e libertaria.

                Saverio Vertone che l’Italia è degli Stati Uniti l’iperbole immaginaria e l’antitesi reale.
                Se fosse per i Veltroni, i Letta, ecc. sarebbe la brutta copia, ma effettivamente per fortuna i fighetti del Pd non hanno tutta questa influenza popolare.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “istruiti”

                Stai concordando con Orwell.

                “Ignoranza è forza”.

                🙂 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Mauricius,
            “E quindi le assoluzioni inizieranno ad essere cassate.”

            Ma la CEDU ha il potere di cassare le assoluzioni?

            In generale pienamente d’accordo con te (e con Pino) comunque.

  11. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Mi mancavano, ho visto che si fan chiamare “Nullos”, parlano di “Ken Crotch” (nel senso del bambolotto asessuato “fidanzato” di Barbie) … grazie della segnalazione. Ero rimasto ai “Moderati” 😉 Agender che ciò che han fra le gambe si limitano a farselo atrofizzare !

  12. Moi scrive:

    Remove My Genitals To Make Me A Genderless ‘Alien’: HOOKED ON THE LOOK

    https://www.youtube.com/watch?v=2lkybOCvLTA

    A MAKE-UP artist wants to remove his genitals to achieve his dream of looking like an alien. Vinny Ohh, 23, based in Los Angeles, has already spent $60,000 transforming himself into a ‘genderless alien’. But he has been told by plastic surgeons that he may never be able to have the operation – which would be a world-first. Medical professionals have warmed him such an operation could be highly risky and leave him unable to urinate, but he is adamant that he will go ahead with the procedure, saying that he needs it in order to become his true self.

  13. Moi scrive:

    https://www.dailymail.co.uk/femail/article-4274396/Man-spends-50-000-transform-genderless-ALIEN.html

    Man spends $50,000 on over 100 procedures to transform into a ‘genderless’ ALIEN (and he plans to have his genitals, nipples and bellybutton removed next)
    Vinny Ohh, 22, from Los Angeles in California, has had over 110 procedures
    He wants to transform into a ‘genderless’ extra-terrestrial
    The make-up artists believes he’s neither male nor female

  14. Moi scrive:

    Anche Michela Murgia vorrebbe la Legge “Svedese” che per gli uomini accusati di stupro da parte di donne debba cadere la presunzione d’ innocenza ….

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Mao Sugiyama”

      Sarà eccentrico, ma al dunque ragiona come qualunque funzionario del Comune di Firenze:

      ” Still, the guests had to sign a waiver stating he wasn’t responsible if they got sick off of his “meal.”

  15. Moi scrive:

    Ecologia ed Energie Alternative …

    https://www.cnet.com/roadshow/news/fart-powered-vw-beetle-tested-in-uk/

    Fart-powered VW Beetle tested in UK
    We’ve seen cars powered by some crazy things in the past. Electricity, chip fat, water, air, hydrogen — as of today, you can add farts to that list

  16. Miguel Martinez scrive:

    Una microscopica notizia, che solo se conoscete un certo mondo, fa capire cosa sia il Partito Unico, quello che qualche commentatore venera perché ci Salva dal Fascismo.

    Un tizio che conosco molto bene ha deciso di dedicarsi alla politiha anziché a fare il facchino o il traduttore.

    Mentre faceva Politiha, aveva un concetto molto chiaro: stroncare sempre qualunque cosa provenisse dall’Opposizione (che a Firenze è un misto di sinistra e cinque stelle) e fare qualunque cosa decidesse il Partito Unico.

    Per cui i consiglieri del Partito Unico stanno in Consiglio Comunale al telefonino fino al momento del voto, poi spingono sul pulsantino per fare come comanda il PU.

    Il tizio in questione ci ha fatto la guerra finché era l’Opposizione a chiedere qualcosa per noi, poi quando gli ho detto personalmente, “ma Leonardo, TU cosa ne pensi?” è passato dalla parte nostra e ha risolto in breve tempo un problema fondamentale.

    Il PU premia i fedelissimi: per la sua fedeltà, lo hanno premiato mettendo alla testa della Firenze Parcheggi (non tutti possono sperare di venire assunti nella fondazione bancaria del Marchese Padrone, ma pazienza…). E poi è andato oltre…

    Cito dalla stampa, togliendo il cognome perché non mi interessa che ci arrivino i motori di ricerca:

    Firenze Parcheggi, si dimette il presidente B dopo la chiamata a direttore amministrativo del Tribunale
    «Una scelta dovuta che pone fine anzitempo al mio lavoro nella Società, stante il mancato rilascio dell’autorizzazione dal Ministero competente»

    «È con dispiacere che sono costretto a rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente di Firenze Parcheggi, per importanti novità professionali per la vincita di un concorso pubblico». Così Leonardo B, Presidente uscente di Firenze Parcheggi, che questo pomeriggio ha rassegnato le proprie dimissioni da ogni carica sociale nel Consiglio di Amministrazione dopo aver vinto un concorso ed essere stato chiamato in servizio come direttore amministrativo presso il Tribunale di Firenze.

    • Miguel Martinez scrive:

      So che questo commento sul tizio del Partito Unico non sarà commentato, perché

      1) è un fatterello fiorentino, che la grandissima maggioranza dei commentatori del blog non conosce

      2) rivela come “destra”, “sinistra” e tutto il resto siano balle, e siano balle la maggior parte delle cose che “animano il dibattito politico”.

      • Moi scrive:

        Ci sono cose “secondarie” (tipo DDL Zan e Decreti Sicurezza) che infiammano gli animi molto di più 😉 … constàto ! 😉

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      In pratica ha vinto un concorso pubblico e molla la presidenza della municipalizzata? E sperava che gli rilasciassero il nulla osta per ricoprire entrambi gli incarichi? Non ha capito che in tribunale è richiesto che si presenti fisicamente in ufficio ogni mattina e non che vada a intascare qualche gettone alle riunioni ogni tanto?

  17. Moi scrive:

    il Partito Unico, quello che qualche commentatore venera perché ci Salva dal Fascismo.

    ————-

    …. è l’ idea identitaria del Novecento che”tiene botta” più d’ogni altra ! … Ri-constàto !:)

  18. Miguel Martinez scrive:

    Vita nelle colonie culturali…

    Avete presente il concetto di ragazzina italiana romantica che non la vuole dare finché non trova il Principe Azzurro?

    Avete presente il cortocircuito quando la suddetta signorina scopre che sui Social americani si linciano professori che osano dire che il sesso esiste, ci si “afferma” panstransbiecc e ci si taglia il pisello in pubblico?

    Ecco cosa succede (da Twitter) (notare tutti gli pseudonimi in para-inglese):

    ¡tanc’s wife
    volevo parlarvi di una sessualità che è molto poco conosciuta rispetto alle altre e che potrebbe aiutare molte persone a trovare un orientamento in cui identificarsi come è successo a me.
    la demisessualità.

    la demisessualità è un tipo di sessualità in cui la persona prova attrazione sessuale solo per persone con cui ha un forte legame emotivo.
    questa sessualità prende il nome di “demi” che in francese significa “metà” perché si trova appunto a metà tra l’asessualità+
    -e l’allosessualità (la normale attrazione sessuale).
    la demisessualità non parla del genere verso cui si è attratti ma dalle condizioni, dal grado in cui si manifesta l’attrazione infatti può essere associata ad un’altro orientamento (ad esempio una persona può dire di essere etero e demisessuale come bisessuale e demisessuale ecc.).
    la differenza con l’asessualità è minima in quanto l’attrazione sessuale verso un individuo varia in base al soggetto, infatti in mancanza di un legame emotivo molto forte una persona demisessuale non prova attrazione.
    ·
    Apr 13
    posso chiedervi di evitare i commenti come “pensavo fosse perchè ti piacesse molto demi lovato” ? perché ne ho visti molti (su altri social) e personalmente mi dà abbastanza fastidio
    Simone Wilted flower
    @jemenfous_s

    ·
    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    Senza voler creare polemica o altro ma questo non credo sia proprio un orientamento sessuale ma più un modo proprio di vivere la propria sessualità, è inutile aggiungere tutte queste “etichette” che portano solo ad invalidare quelle già esistenti.
    Show replies
    Giangio87®
    @giangio87
    ·
    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    Il voler etichettare qualsiasi cosa, rende l’essere umano sempre più stupido.
    𝐦𝐚𝐦𝐦𝐨𝐧’𝐬 𝐛𝐢𝐭𝐜𝐡 (///▽///)~𝕣𝕦𝕜𝕒
    @d2jjiro
    ·
    Apr 14
    non è un etichetta, la demisessualità è una definizione di un grado di attrazione che si prova.
    utilizzare questo termine e spiegarlo è utile in quanto persone che non lo conoscono e che ci si ritrovano possano sentirsi meno sole, in una società che si basa sui soldi e sul sesso
    Show replies
    Giorgia
    @Giorgia64283781
    ·
    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    Non ho capito una persona può essere etero ma allo stesso tempo demisessuale?
    This Tweet was deleted by the Tweet author. Learn more
    PeachPurple heart
    @Hikariychan
    ·
    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    ehi scusami in anticipo, non ho intenzione di invalidarti o offenderti ma in teoria la sessualità indica il genere/sesso da cui una persona è attratta quindi indipendentemente dal legame affettivo perché ognuno vive la propria vita sessuale come vuole
    Show replies
    Vitello Tonnato
    @balon031206

    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    ma la demisessualità non è un orientamento sessuale o sbaglio…??
    pao ⛓
    @eethereaall
    ·
    Apr 14
    Replying to

    ·
    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    Quindi posso provare un attrazione, fisica o non, per una persone con la quale ho un forte legame emotivo?
    Quali sorella, fratello, migliore amica/o, madre….?

    Apr 14
    Assolutamente no Nauseated face
    Ma NON provi attrazione sessuale con persone con cui NON hai un legame emotivo forte.

    Non funziona in senso contrario.
    Show replies
    El_Pres
    @IlPresidente_
    ·
    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    da asessuale, ti ringrazio perché degli orientamenti della sfera grey non si parla mai abbastanza
    à rebours.
    @xlouisunshine
    ·
    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    demisessuale e demigender sono due cose diverse, giusto?
    LaReginaDegliSbatti
    @La_Montez_
    ·

    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    si avevo sentito della demisessualità da unx ragazzx su tik tok ma non avevo ben capito il concetto, grazie mille per averlo spiegato<3
    SirenMermaidTrident emblem
    @xanaxingocce
    ·
    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    Grazie per la spiegazione precisa. Quando mi chiedono di spiegarla Io ci provo in mille modi, ma la gente fa battutine e non capisce. Qui invece è tutto preciso. E grazie che ai dato visibilità a questo orientamento Purple heart
    Lili Sunflower
    @fragilsarcasm
    ·
    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    Grazie per la spiegazione! E grazie anche per la nuova crisi d'identità Face with tears of joy
    Però seriamente, molto utile come thread soprattutto per me che da un po' di tempo mi sto mettendo nuovamente in discussione
    Silvia Syl Lady beetle
    @inomniapparatus
    ·
    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    Non mi ero mai informata, mi ci sono rivista soprattutto negli anni dell'adolescenza
    r²; 𝒂𝒇𝒓𝒐𝒅𝒊𝒕𝒆
    @barcachevola
    ·
    Apr 14

    Apr 14
    Replying to
    @gioisdied
    https://medium.com/@laversionemigliore/basta-con-la-disinformazione-sulla-demisessualit%C3%A0-44f20a46a963
    per chi volesse leggerlo

    • paniscus scrive:

      Ah, perché è davvero così strano che, prima di provare il desiderio di andare a letto con qualcuno, questo qualcuno ti deve pur ispirare affinità e simpatia anche in altro modo… in altre parole, che ti deve piacere?

      Credevo che fosse la norma, o comunque una situazione MOLTO comune!

      • PinoMamet scrive:

        “la demisessualità è un tipo di sessualità in cui la persona prova attrazione sessuale solo per persone con cui ha un forte legame emotivo.”

        In effetti, credo di essere demisessuale…
        o completamente normale 😉

      • roberto scrive:

        Forse in contrasto a quello che si accoppiano giusto perché provano attrazione fisica, o semplicemente giusto per voglia di trombare, e se ne fregano dell’affinità e simpatia?
        Esistono, giusto non vedo la necessità di scrivere un Pippone su questa cosa

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “Esistono, giusto non vedo la necessità di scrivere un Pippone su questa cosa”

          è esattamente quello che è affascinante…

          come si fanno a raccontare le antiche figure della Signorina Ritrosa e del Signor Trombatutto, nella nuova lingua di origine americana che si aspettano da noi, e che sta modellando tutta la nostra società?

          Guarda che è una roba analoga alla cristianizzazione dell’Europa, come si faceva a dare un nome cristiano alle usanze della Sassonia nel nono secolo?

          E’ un caso antropologico affascinante, che possiamo finalmente osservare dal vivo.

          E non basta dire che è una cazzata, come ovviamente lo è, ma come ovviamente sono tutte le affermazioni ideologiche.

        • paniscus scrive:

          “Forse in contrasto a quello che si accoppiano giusto perché provano attrazione fisica, o semplicemente giusto per voglia di trombare, e se ne fregano dell’affinità e simpatia? Esistono…”

          Ma anche quelli, preso atto che esistono… siamo sicuri che stiano a pensare solo a quello 24 ore su 24, e che provino immediatamente un’automatica voglia di trombare ogni volta che si imbattono in una persona qualsiasi, purché sia del genere o del sottogenere prediletto?

          Perché a me pare che tra il “mi concedo solo se c’è il grandissimo amore” e il “non vedo l’ora di andare a letto con chiunque basta che respiri“, ci siano anche delle significative vie di mezzo, che dovrebbero costituire (almeno numericamente) la normalità…

        • PinoMamet scrive:

          “Guarda che è una roba analoga alla cristianizzazione dell’Europa, come si faceva a dare un nome cristiano alle usanze della Sassonia nel nono secolo?”

          Hai presente Storia notturna, di Ginzburg?

          Riporta il caso dei “Benandanti” friulani, o del “lupo mannaro” credo lituano, e molti altri di persone che seguono usi e costumi… “strani”, ma- secondo loro- assolutamente “cristiani”;

          alle quali l’Inquisizione vuole assolutamente far dire che partecipano a dei sabba e adorano il diavolo, mentre nel loro immaginario hanno in testa tutt’altro.

          Per fortuna a noi non ci tortura nessuno 😉 ma l’idea è un po’ quella: devono farti entrare a forza in una categoria, in una scatola, in una camicia che non è la tua.

  19. Miguel Martinez scrive:

    Notate il meraviglioso termine “allosessualità”, tradizionalmente nota come “basta che respira”.

    L’esatto opposto della Signorina che Non la Dà al Primo che Passa.

    Ma siccome è fondamentale farsi vedere Diversi, ecco la geniale trovata della Signorina: il “basta che respira” diventa “la normale attrazione sessuale”, e la Signorina Perbene guadagna un utile Punto Perversione.

    • PinoMamet scrive:

      “..pur che porti la gonnella, voi sapete quel che fa”: e il povero don Giovanni si trova trasformato in una delle tante etichette senza senso, “allosessuale”.

  20. roberto scrive:

    Cosa c’è di più basso, viscido e tetro di un giornalista del fatto quotidiano?
    Questo è il titolo di un articolo che dovrebbe dar conto di una assoluzione

    “ Simone Uggetti, ecco di cos’era accusato l’ex sindaco assolto in Appello: “Il bando scritto su misura e i pc formattati per cancellare le mail”

    Bello anche il commento del PM che invece di sprofondare nella vergogna approfitta della tribuna stampa per dichiarare “ “il risultato della normale dinamica processuale e non la conferma di un ipotetico errore:”

    Che personaggi squallidi…

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/28/simone-uggetti-ecco-di-cosera-accusato-lex-sindaco-assolto-in-appello-il-bando-scritto-su-misura-e-i-pc-formattati-per-cancellare-le-mail/6212902/

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Cosa c’è di più basso, viscido e tetro di un giornalista del fatto quotidiano?
      Questo è il titolo di un articolo che dovrebbe dar conto di una assoluzione”

      Prima di andare a leggere, dal tuo tono scommetto che il politico assolto sia del PD 🙂

      Poi mi dirai se ci ho preso.

      • roberto scrive:

        Dal mio tono?

        Pensavo che per capirlo bastasse leggere il titolo di un articolo che parla di una assoluzione in questo modo “ Simone Uggetti, ecco di cos’era accusato l’ex sindaco assolto in Appello: “Il bando scritto su misura e i pc formattati per cancellare le mail”

        Avrebbero mai titolato così per l’assoluzione di uno dei loro fedeli?

        Ma anche se so che quando vedi PD è come per un toro vedere la muleta, prova a leggere l’articolo riflettere sulla barbarie di questa mentalità.

        Tizio è condannato in primo grado, sepolto dal fango mediatico, è assolto in appello, continua il fango mediatico, come se fosse impossibile dire “o cavolo ci siamo sbagliati, scusa tanto”

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          Allora era del PD!

          Immagina un titolo tipo “Salvini, ecco di cos’era accusato l’ex ministro degli interni, assolto in Appello: ‘sequestro di persona nei confronti di migranti che fuggivano da guerra e fame’

          Dubito che ti avrebbe fatto indignare 🙂

          Detto questo, avresti ovviamente ragione in entrambi i casi, i media raramente hanno la retromarcia e un’assoluzione non fa notizia di per sé, nessuno si eccita a pensare che un delitto non c’è stato (a meno che non si tratti di una “scandalosa assoluzione”).

          • roberto scrive:

            Caro Miguel,

            sei libero di non crederci ma sono vari anni che non me ne frega nulla del PD (più o meno dall’elezione del presidente della repubblica bella quale i renziani hanno pugnalato alle spalle prodi, pensa un po’ quanti anni…e per quanti anni sono stato senza un motivo apparente nesso nell’area PD del blog 🙂 )

            Intendiamoci, potrebbe capitarmi ancora di votarlo (ma già in vari turni non li ho votati) ma fondamentalmente perché mi pare che siano i meno peggio in giro e sai il male che penso degli astensionisti. Sennò possono scomparire anche oggi e non ne avrò nessun rimpianto.

            Per il resto, mi pare evidente che i forcaioli siano più in certe formazioni politiche (pentastellati) che altri, come mi sembra evidente che le più grosse macchine sputafango siano il fatto quotidiano e libero (fino a poco fa anche il giornale), e che visti i riferenti politici degli sputafango, il fango sua indirizzato più da una parte che dall’altra.

            Volevo comunque semplicemente attirare la vostra attenzione su forcaioli sputafango, mi dispiace che la tua ossessione per il PD…ah no scusa per il partito unico non ti faccia cogliere il punto

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “sei libero di non crederci ma sono vari anni che non me ne frega nulla del PD ”

              Allora come ho fatto a indovinare che l’assolto non poteva essere di alcun altro partito, semplicemente in base alla tua reazione?

              Personalmente, non sono per nulla ossessionato con il PD: sarebbe come un pesce ossessionato con l’acqua.

              Quando tutto è nel PD, ci sta sia il bene che il male. Essendo il Partito Unico, tutte le persone con cui collaboro, alla fine, ci ruotano attorno: i progetti li faccio con loro, gli appuntamenti li ho con loro.

              Li trovo umanissimi, e inevitabilmente anche molto diversi tra di loro.

              Vedo che hanno appena rilasciato i proprietari della funivia, ma Il Fatto, invece di chiedere scusa, getta fango: “LE INDAGINI –Il sospetto dei pm: passeggeri in nero per aggirare il fisco”.

              Però ho il sospetto che questo non susciti la stessa indignazione…

              Comunque in astratto, sono abbastanza d’accordo con te.

              L’esito di una sentenza non è assolutamente la “giustizia” per me: una sentenza può stabilire che gli scavi di marmo nelle Alpi Apuane sono perfettamente in regola, ma ciò non cambia di una virgola il mio auspicio di vedere i padroni delle cave sepolti sotto una valanga di lastre.

              Però è giusto che se è stata fatta un’accusa puramente amministrativa, senza connotazioni etiche, contro un funzionario o un politico (di qualunque schieramento), e le indagini dimostrano che invece lui ha seguito in tutto le regole, non serve continuare ad accusarlo di irregolarità amministrative.

            • roberto scrive:

              “ Allora come ho fatto a indovinare che l’assolto non poteva essere di alcun altro partito, semplicemente in base alla tua reazione?”

              Perché sei convinto che io abbia chissà quale simpatia per il PD e nulla scalfirà questa tua convinzione

              In realtà la mia reazione la puoi spiegare semplicemente per il fatto che ho una notevole antipatia per il fatto quotidiano, per Travaglio, per i barbari forcaioli, per i PM che spiegano ai giornali che hanno ragione, per i portavoce dei PM, per chi non riesce ad ammettere gli errori nemmeno sotto tortura, per chi non capisce i principi basilari sui quali si fonda la nostra civiltà attuale…tutte cose riassunte ottimamente dall’articolo segnalato

              Non leggo il fatto quotidiano, ma quando scriverà una schifezza simile in cui il prosciolto è un pentastellato dimmelo perché ribadirò le stesse cose

            • roberto scrive:

              Miguel

              “Il Fatto, invece di chiedere scusa, getta fango: “LE INDAGINI –Il sospetto dei pm: passeggeri in nero per aggirare il fisco”.

              Il fatto è sempre il fatto, ma almeno in questo caso, almeno nell’articolo che leggo, spiegano bene l’ordinanza del GIP e parlano poco del PM, mentre se vedi l’articolo che ho postato stamattina, beh sembrerebbe che il tizio è stato condannato pure in appello

              https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/30/mottarone-il-gip-su-nerini-e-perocchio-nessun-indizio-solo-suggestioni-il-dipendente-avrebbe-potuto-rifiutarsi-di-inserire-i-ceppi/6214705/

      • roberto scrive:

        Nota che in questa vicenda addirittura Di Maio ha ammesso che avevano un tantino esagerato con il fango…

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “PD”

        E come ti sbagli?

        (Sono quelli che si difendono nei processi, non dai processi)

        🙂

        Ciao;

        Andrea Di Vita

        • Moi scrive:

          quelli che si difendono nei processi, non dai processi

          ++++++++++++++++++++++

          La Presunzione d’ Innocenza, i Gradi di Giudizio, i Ricorsi la Prescrizione e altre amenità , Giornalismo d’ Inchiesta / Indagine sostitutivo [!] della Procura , però .. in Italia NON sono cose oggettive :

          quando “tocca agli altri” (Berlusconi in primis) c’è troppo Garantismo in “Questopaese” ! Quando “tocca
          ai nostri” , in “Questopaese” c’è troppa subcultura manettara giustizialista !

          Questo ancor di più nel mondo delle Cooperative dei “Buoni Benestanti Senza Averne Colpa” 😉 , specie nelle Gare d’ Appalto e ancor di più nell’ “Accoiènza 🙂 delle Risorse Migranti” .

          • Moi scrive:

            Quando “tocca
            ai nostri” , in “Questopaese” c’è troppa subcultura manettara giustizialista !

            Nel senso che di Garantismo se ne vorrebbe molto di più … anche se c’è la convinzione di essere talmente nel giusto da poter passar direttamente sopra a Leggi inadeguate o ancora immature da cambiare !

            La “Sana Lobby” … dicono.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Devi fare il reclutamento autarchico.

      • habsburgicus scrive:

        @Moi
        https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/wellcum-nome-rsquo-manifesto-programmatico-buona-eiaculazione-271691.htm

        mi sa che per alcuni è quasi come la caduta del Muro per i tedeschi dell’est 😀 😀 😀

        • habsburgicus scrive:

          l’amministratore, a quanto pare, è un tuo conterraneo Mauricius 😀

        • Miguel Martinez scrive:

          Per habs

          “mi sa che per alcuni è quasi come la caduta del Muro per i tedeschi dell’est ”

          impressionante l’organizzazione capitalista che appare qui!

          • Moi scrive:

            D _ È una faccenda replicabile anche in Italia?

            R_ Penso sia un processo inarrestabile. Entro 10-15 anni le “case chiuse” dovranno riaprire.

            —————————–

            Questo io non credo [cit.] …

            😉

            Ha presupposti culturali ritenuti troppo “di Dx” … almeno in Italia. E’ più facile che legalizzino le “Droghe” su spinta da Sx.

            Abolire la Legge Merlin … implicherebbe non solo una Sx ridotta all’ Irrilevanza Parlamentare , ma anche una Cacciata di Massa d’ Intellettuali, Artisti, Professoroni 😉 … nonché una Restaurazione PreConciliare nella Chiesa con Purghe d’ Infiltrazioni Massoniche.

            In Europa “Comunitaria” manca, more solito, una politica comune :

            c’è il Modello Scandinavo (esclusa la Danimarca , ch’è più “alla Teedsca” … almeno in questo) che criminalizza il Cliente, e siccome sono Norreni, fanno sul serio !

            Il Modello Ex Asburgico / Germanico / Benelux che “pragmaticamente” legalizza e lo fa sul serio limitando danni che altrimenti sarebbero molto peggiori … sapendo che in un Sistema Capitalistico NON si può sempre piacere a tutte le persone !

            La Spagna e il Portogallo , a quanto ne so, sono riusciti a lasciare la prostiuzione fuori dalla retorica della Rivoluzione Sessuale (quella che però avrebbe creato gli Incels, ampliando l’ ideale “Looks, Money, Status” … ) fuori dal Furor AntiFascista degli Anni Settanta …

            Cosa che invece ha fatto sempre più la Francia, ch’ è passata in meno di 50 anni,alla morte di de Gaulle, dal Libertinismo all’ emulazione della Sharia Femminista Scandinava.

            • roberto scrive:

              “ In Europa “Comunitaria” manca, more solito, una politica comune :”

              Ma cosa è sbagliato, fare regole uguali per tutti e quindi schiacciare le tradizioni nazionali, o lasciare che ogni stato si regoli e quindi “mancare di regole comuni”?
              🙂

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              C’è poi il modello italiano, che tutela le piccole lavoratrici autonome dalla concorrenza delle imprese del mercato semplicemente impedendo a queste ultime di esistere.
              E’ strano che i difensori di autonomi, artigiani e piccoli imprenditori non lo abbiano capito. Anzi, no, non è strano per niente 😀

            • habsburgicus scrive:

              ottima disamina della situazione europea del meretricio, Moi….
              anch’io son d’accordo con te e credo che in Ausonia, per le ragioni da te accennate, non avverrà nulla 😀

          • Moi scrive:

            Paesi Comunitari “Nascenti” tipo Romania (senza euro che favorirebbe la Germania a loro discapito … cosa che Prodi e Ciampi ritennero impossibile !) invece si danno all’ Export 😉 . Diffusa , a quanto pare, la Moldava che prende cittadinanza Romena apposta per stare in Italia … anche fra “Badanti”.

  21. Moi scrive:

    ESTERO

    https://www.laregione.ch/estero/estero/1512492/prostitute-amsterdam-quartiere-luci-cabine

    Amsterdam, le prostitute tornano nel quartiere a luci rosse
    Dopo l’allentamento delle restrizioni, le cabine sono state dotate di linee guida Covid-19 ufficiali

  22. Moi scrive:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Client_(prostitution)

    di tutti ‘sti termini, l’ unico “sdoganato” in Italia è “Punter”(fra l’ altro Britannico, curiosamente …) un po’ come per “Gay”, per il fatto di essere in Inglese perde ogni connotazione spregiativa in Italiano.

  23. Moi scrive:

    Al Garda, invece … sempre “a Tema” 😀

    https://www.bresciaoggi.it/territori/garda/zona-gialla-a-luci-rosse-il-ritorno-delle-escort-1.8666937

    Ad oggi, ma solo su EscortAdvisor, si contano 35 ragazze disponibili: erano circa il doppio lo scorso autunno, ma poi è arrivata la zona rossa e quindi il dato definitivo lo si avrà solo in estate. Anche Google non mente, infallibile ricognitore di usi e costumi. In tal senso il servizio Trends, che confronta i dati sulle singole ricerche, riporta questa analisi:

    ogni 23 persone che stanno cercando un ristorante a Desenzano, ce ne sono 31 che invece cercano una escort (dati aggiornati a ieri mattina). Il rapporto è di (quasi) una volta e mezza, in termini percentuali fa 57 a 43: per la cronaca, i potenziali visitatori non arrivano solo dalla Lombardia […] Non è così nel resto del lago di Garda, dove invece ogni 7 persone che cercano una escort ce ne sono 22 che cercano un ristorante. E si danno da fare anche gli autoctoni: […]

    Una curiosità: sono sempre meno i servizi più soft come il bacio, poco richiesti e sempre meno offerti dalle escort.

    ——————

    L’ultima cosa, a quanto pare, è un ritorno”vintage”(quando mancavano coinvolgimenti “emotivi” nella prostituzione, o almeno venivano autorepressi …) per cause esterne …

    • habsburgicus scrive:

      l bacio,

      probabilmente il bacio e altre “romanticherie di complemento” sopravvivono solo ai livelli altissimi, con escort nel senso etimologico e originario [accompagnatrici], diciamo una sorta di “fidanzata”/”amica” ma per tempo limitato 😀 (ancorché sempre alto rispetto alla media, almeno cena+dopocena, oppure tutta la notte e financo “sexy weekend”)…
      cosa che se le può permettere solo un senatore della Repubblica 😀 o figure similari 😀
      per la “massa” c’é il Wellcum 😀 e in Italia, molte “escort” di appartamento..e lì ormai, forse, il bacio è ormai storia assira !

  24. Moi scrive:

    “Guarda che è una roba analoga alla cristianizzazione dell’Europa, come si faceva a dare un nome cristiano alle usanze della Sassonia nel nono secolo?”

    Cat Calling
    Mansplaining
    Glass Ceiling
    Passing
    Stealth
    Trigger
    Misgendering
    Dead Name

    … e tanti altri !

  25. Moi scrive:

    Forse i meno noti sono “Stealth”e “Passing” … è ora di “INstruVire Ninì “:)

    JOHN HOPKINS UNIVERSITY

    https://studentaffairs.jhu.edu/lgbtq/education/glossary/

    STEALTH :

    A description for people who, after beginning their transition and living as their preferred genders, do not readily tell others about their pasts, specifically their birth-assigned genders. Others may choose to be more or less open about their trans statuses.

    ——————————————————-

    PASSING

    UNIVERSITY OF FLORIDA

    https://lgbtq.multicultural.ufl.edu/programs/speakersbureau/lgbtq-terms-definitions/

    Being perceived by others as the gender you are aiming to present as. Usually used to describe if a trans person is able to live convincingly and publicly as the gender they identify as.

    • Moi scrive:

      Il “passing” , tanto per capirci, a fine “transition” è favorito da MtF bassi e gracili e da FtM alte e robuste.

      • Moi scrive:

        @ MIGUEL
        [

        … ma il “peggio” è quando un viso è troppo maschio-mascolino 😉 / femminile-effemminatto 😉 per “matchare / mecciare” 😉 il corpo di gender fenotipico ambìto !

        Un volto maschile effemminato solitamente “ringiovanisce” rende “efebico” , un volto femminile mascolino invece richiede moltissima chirurgia che può dare un effetto “uncanny” !

        SOPRATTUTTO [— Questo richiede uno Sforzo di Empatia enorme per i genitori di bimbi ancora piccoli, me ne rendo conto !!!]

        , sono queste persone adulte “MtF malriuscite” le prime ad aver avuto un “regret” di non aver potuto iniziare a ormonarsi prima della famigerata pubertà

        (… Vissuta come una specie di Licantropia Irreversibile che svilppa una muscolatura abnorme, imbruttisce di spigoli ilvolto e fa spuntare peli dappertutto !!!)

        … e NON vogliono che altre persone Trans delle generazioni successive abbiano soffrire quanto loro !

      • Moi scrive:

        MtF bassi e gracili e da FtM alte e robuste.

        ———

        Riferito alla “Materia Prima” 😉 … mica voglio Misgenderare, eh !

  26. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    NON so cosa significasse esattamente “uncanny” (è in effetti un termne particolare, difficile da tradurre …) in Inglese Novecentesco … ora è questo :

    https://www.reddit.com/r/TrueOffMyChest/comments/bi3077/i_find_trans_people_visually_unsettling_like_the/

    I find trans people visually unsettling, like the uncanny valley

  27. Moi scrive:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Uncanny_valley

    di “uncanny” si parla molto per la CGI malriuscita / vecchia e i manichini /sexdolls realdolls

  28. roberto scrive:

    Ancora una cosa che a me pare scandalosa ma sarà considerata “perfettamente logica” ed io di parte. Copio ed incollo il testo da una pagina FB

    *****
    Mario Vattani, fino a pochi anni fa, faceva parte di un gruppo musicale di estrema destra chiamato “Sottofasciasemplice”.

    Durante un evento di Casapound, tra un saluto fascista e l’altro, Vattani eseguì una canzone dedicata alla Repubblica italiana. Questa:

    “Una Repubblica fondata sui valori della violenza, sui valori del tradimento e dell’arroganza.

    Una Repubblica fondata sulla lotta armata fatta da banditi e disertori, dinamitardi e bombaroli, da fuoriusciti e da esiliati, da gente con conti in banca strani.

    Una Repubblica fondata sui valori degli epuratori, da chi senza tante storie e con l’aiuto degli stranieri ha fatto fuori quegli ultimi Italiani che fino alla fine hanno combattuto”.

    Questo signore, figlio dell’ex segretario generale del Ministero degli Esteri Umberto Vattani, è stato nominato ambasciatore della Repubblica italiana a Singapore. Vale davvero tutto.

    *****
    Per i curiosi qui il testo completo di repubblica

    http://www.aclorien.it/archivioalternativa/song.php?id=5291

    Ora, premesso che l’ambiente della diplomazia e da sempre di destra.
    Premesso che tutto ciò sarà perfettamente logico e normale, e che le parole di quella canzone sono inevitabili

    Ma non vi sembra che io abbia un po’ ragione quando dico che c’è stato un movimento di liberazione della parola “a destra”? Cioè 20 anni fa un fascista *dichiarato* sarebbe potuto essere nominato ambasciatore?

    Devo dire da funzionario italiano di una istituzione internazionale (vabbè passatemi l’espressione atecnica) mi aspetterei quanto meno un briciolo di patriottismo da quelli che bene o male rappresentano il nostro paese

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Una Repubblica fondata sui valori della violenza, sui valori del tradimento e dell’arroganza.

      Una Repubblica fondata sulla lotta armata fatta da banditi e disertori, dinamitardi e bombaroli, da fuoriusciti e da esiliati, da gente con conti in banca strani.

      Una Repubblica fondata sui valori degli epuratori, da chi senza tante storie e con l’aiuto degli stranieri ha fatto fuori quegli ultimi Italiani che fino alla fine hanno combattuto”.

      Ma è la RSI!

      • roberto scrive:

        Direi anche io, ma temo che sia riferito alla repubblica che paga lo stipendio al tizio

      • PinoMamet scrive:

        Mah, se c’è un mondo che mi è estraneo è quello dei neofascisti.

        Tra i tanti cosplayer politici sono in assoluto i più tetri e rancorosi.

        Come reenactors, sbagliano completamente l’atmosfera del fascismo, e sono clamorosamente scorretti dal punto di vista filologico.

        A parte questo, sarà un limite mio, ma non trovo divertenti neanche quelli che espongono il libro della Meloni rovesciati: ammazza che vis comica!
        Fa più ridere lei che fa la vittima…

        Comunque credo che i fascisti più o meno dichiarati (spesso più) fossero la regola in certi ambienti anche venti, e anche trenta anni fa.

        • PinoMamet scrive:

          trovo molto più fascismo in un autore morto dieci anni prima del fascismo: Emilio Salgari.

          Ma non nel senso che vi troverebbero altri. Da un vecchissimo libro che ho in casa, leggo di Yanez che dà istruzione militare a un gruppo di negritos del Borneo, e sono “santissime legnate in testa” se non lo ascoltano.

          Tanti ci vedrebbero l’esaltazione della violenza (che non c’è: era semplicemente il linguaggio dell’epoca, tanto varrebbe dire che è violento Gina Burrasca o Pinocchio…) e il razzismo
          (che c’è in dosi omeopatiche, anche queste comuni all’epoca:
          l’istruzione dei negritos viene affidata poi al mahrathi Kammamuri, che in breve li trasforma in bravissimi combattenti sui quali poi il nostro veronese spreca parole di lode e scene commoventi).

          Io ci vedo il vizio italiano di pensare che tutto si possa risolvere alla buona, con due legnate (Bud Spencer e Terence Hill…), e che in fondo tutto il mondo è paese
          (esemplari i protagonisti salgariani, che dopo una breve presentazione di rito, dove sono mostrati con tutto il repertorio antropologico di difetti dei “selvaggi” preso dalle enciclopedie dell’epoca, in un paio di pagine parlano e agiscono con tutti gli idiomi, i vizi, le virtù e le abitudini dell’italiano medio).

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            ” che tutto si possa risolvere alla buona, con due legnate”

            Togli legnate e metti sparatorie e diventa il senso di film di Tarantino come Bastardi Senza Gloria, Django e C’era una volta a Hollywood.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            “o ci vedo il vizio italiano di pensare che tutto si possa risolvere alla buona, con due legnate (Bud Spencer e Terence Hill…), e che in fondo tutto il mondo è paese”

            Verissimo!

            • Moi scrive:

              pensare che tutto si possa risolvere alla buona, con due legnate (Bud Spencer e Terence Hill…)

              ———–

              Bud Spencer e Terence Hill sono comunque divenuti l’ Antonomasia del Fortissimo che difende l’ Amico Debole dal Prepotente Forte. Tutt’altro che privi di difetti: “scazzato” e un po’ fesso Bud, “scanzonato” po’ furbastro Terence … tendenzialmente egoistici, ma che finiscono per commuoversi difronte a palesi ingiustizie.

              • Moi scrive:

                All’inizio di Kobra Kai, il Johnny Lawrence Ex Bulletto ora maturato e disilluso che difende il ragazzotto Ispanico dai Teppistelli asserendo, però (per apparire come un Duro, la priorità …), che gli han rovinato la macchina buttandoglielo sopra … mi fa un po’ Terence Hill.

              • PinoMamet scrive:

                Beh, usare Bud Spencer e Terence Hill in qualunque discorso che riguardi il fascismo è molto ingeneroso e scorretto da parte mia;

                Bud e Terence sono beniamini della nostra infanzia (e non solo) e non si toccano.

                Hanno finito per rappresentare degli archetipi universali a Bud Spencer hanno fatto una statua a Budapest, come forse ci ricordavi tu) ma visti da grande mi stupisce quanto siano italiani.

                A maggior ragione perché si tratta di storie praticamente tutte ambientate all’estero…
                (ma Bud Spencer è stato anche Piedone, poliziotto napoletano).

        • PinoMamet scrive:

          Per tornare al Fascismo, che credo che quello autentico, anni Venti, fosse un fenomeno esclusivamente e tipicamente italiano, una specie di esaltazione dei difetti nazionali.
          Pensando che fossero virtù, con la fine che sappiamo.

          Altrove, è divento cose assai diverse, e sbagliano gli inglesi a chiamare tutto “Fascism”.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “Per tornare al Fascismo, che credo che quello autentico, anni Venti, fosse un fenomeno esclusivamente e tipicamente italiano, una specie di esaltazione dei difetti nazionali.
            Pensando che fossero virtù, con la fine che sappiamo.”

            D’accordissimo.

            Credo che il fascismo si capisca soprattutto seguendo le microstorie, come a Sanremo – ne abbiamo parlato qui sul blog – o ovviamente (per me) a Firenze.

            Un’infinità di microscopici mondi locali.

            • Moi scrive:

              E’ interessanteanche la “microstoria” del pugile”mulatto” Leone Jacovacci , che per quanto potesse passarsela male da “Negro” in Italia, negli USA coevi se la sarebbe passata peggio.

              In realtà veniva presentato come un Ibrido che combinava “potenza selvaggia” dell’ Africa Nera e “strategia geniale” Italica.

              Vinceva gli incontri di boxe da “Italiano Integrato” e li perdeva da “Negro Civilizzando” .

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Jacovacci non si è trovato, almeno nel periodo della carriera sportiva, al tempo delle leggi razziali italiane, però.

  29. Moi scrive:

    @ PINO / TUTTI

    Me l’ ero perso, Pino ne ha accennato :

    https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/meloni-a-testa-in-gi%C3%B9-i-professori-radical-chic-a-fianco-del-docente-hater/ar-AAKxmdK?ocid=uxbndlbing

    … “Citazione Storica” di Piazzale Loreto, ovviamente !

    ———— Anche questa è partita dalla Cultura Ufficiale “Professorale” Alta ————

    Meloni a testa in giù? I professori radical chic a fianco del docente hater

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Meloni a testa in giù? I professori radical chic a fianco del docente hater”

      Allora un politico scrive un libro, o lo fa scrivere a qualche professionista.

      Libri del genere vengono acquistati SOLO da chi deve farsi raccomandare e far vedere che (a differenza dell’autore) ha letto il libro.

      Siccome la Meloni è all’opposizione, la possibilità che il libro venga notato è quindi pari allo zero: lei normalmente dovrebbe regalare in giro qualche copia agli amici, che la lascerebbero a prendere la polvere.

      Ma grazie alla solita canea degli Sdegnati Antifascisti, ha trovato una quantità incredibile di citazioni nei media e nei social, roba che nessun altro autore trova.

      E facendo la Vittima, ha subito saputo incassare.

      Brava però la ragazza. Dico come venditrice, mica come politica.

      • Miguel Martinez scrive:

        Non ne faccio una colpa indiscriminata a tutti gli antifascisti, e non saprei nemmeno che strategia suggerire loro.

        Perché la Legge dei Grandi Numeri ci insegna che prima o poi:

        1) un leghista su centomila dirà una battutaccia sui negri, che permetterà di dare addosso a Salvini

        2) un antifascista su centomila farà una battutaccia sulla Meloni a testa in giù, che permetterà di dare addosso agli antifascisti (e di fare una grande pubblicità gratuita al Libro).

        Non se ne esce.

      • Miguel Martinez scrive:

        Tra l’altro, il prof. Sullam Levis credo che abbia perfettamente ragione:

        ” il mio post stato erroneamente interpretato e fatto oggetto di strumentalizzazione politica”

        Cioè il libro messo a testa in giù fa sorridere, non è un segnale esoterico per parlare di Piazzale Loreto.

        Ritiro quindi l’accusa a lui di avere fatto l’antifascista furbocretino, tipo il libraio romano che dice che “lui non venderà il libro della Meloni”.

        Ma il meccanismo del sospetto del Messaggio Segreto, quello che gli americani chiamano “dogwhistle”, è ormai diventato pervasivo, grazie proprio alla sinistra – tipo, qualcuno dice, “non ne posso più di avere gli spacciatori sotto casa tutte le notti” diventa dogwhistling per dire “odio i marocchini per pura cattiveria razzista”.

        La Meloni, o chi per lei, ha saputo sfruttare alla perfezione questo meccanismo: tutti possono essere Vittima, basta sapere usare i pulsanti giusti.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Ma grazie alla solita canea degli Sdegnati Antifascisti,”

        Qui la canea l’ha fatta Il Giornale, però.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per MT

          ““Ma grazie alla solita canea degli Sdegnati Antifascisti,”

          Qui la canea l’ha fatta Il Giornale, però.”

          Ma infatti mi sono corretto: il prof Sullam Levis ha fatto una battutina innocente, sfruttata al volo nel migliore stile da acchiapppa-punto-Vittima.

          Ma quello di chiedere con sdegno punizioni e censure per qualcosa che si presume avrebbe “traumatizzato” qualcuno è un meccanismo inventato a sinistra, e poi sfruttato abilmente anche dai meloniani.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            chiedere con sdegno punizioni e censure per qualcosa che si presume avrebbe “traumatizzato” qualcuno

            Io credo che non sia molto distante dalla censura cinematografica dei tempi che furono, dove si diceva proteggere la popolazione dalle oscenità. Oppure da De André denunciato per aver cantato “puttane”.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per MT

              “Io credo che non sia molto distante dalla censura cinematografica dei tempi che furono, dove si diceva proteggere la popolazione dalle oscenità. Oppure da De André denunciato per aver cantato “puttane”.”

              Credo che lo scopo sia molto diverso.

              All’epoca si voleva imporre un comportamento uniforme, facendo sparire cose che andavano “contro la morale”.

              Oggi invece Miguel Martinez, sconosciuto blogger e traduttore dal reddito magro, compulsando maniacalmente Facebook, scopre che c’è un tizio a Padova che ha messo un’immagine di un messicano che dorme sotto il cactus, con un sombrero in testa.

              Miguel Martinez si dimena e urla gridando che la vista di questo Orrore Razzista lo ha traumatizzato, e pretende le scuse personali del sindaco di Padova: Miguel Martinez ottiene così 50.000 visite in più al suo blog, e ci mette la pubblicità.

              In realtà, Miguel Martinez non vuole che spariscano le immagini così, anzi ci campa.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non è una morale anche quella di oggi? Una morale diversa, certamente, ma sempre una pretesa di regolare il comportamento altrui sulla base di principi di giusto/sbagliato.
                Capitalizzare l’esistenza dei cattivi è a sua volta una costante storica. Lo fanno soggetti diversi con modi diversi, ma la sostanza è la stessa.

  30. Miguel Martinez scrive:

    Mentre l’opposizione si lamenta per una foto di una copertina di un libro a testa in giù, ecco ciò a cui, per quanto ne so, non si oppone (vabbè, sono misure fascistissime, quindi…):

    Source : https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/29/semplificazioni-la-cabina-di-regia-di-draghi-puo-commissariare-pure-i-ministri-e-una-nuova-unita-per-lefficacia-della-regolazione-scrivera-i-disegni-di-legge/6213077/

    Osservatorio Recovery

    Semplificazioni, la cabina di regia di Draghi può commissariare pure i ministri. E una nuova “Unità per l’efficacia della regolazione” scriverà i disegni di legge
    Semplificazioni, la cabina di regia di Draghi può commissariare pure i ministri. E una nuova “Unità per l’efficacia della regolazione” scriverà i disegni di legge

    Il filo conduttore del decreto è la velocizzazione dei progetti inseriti nel Recovery plan, “whatever it takes”. Gli enti locali che tardano nell’adottare atti e provvedimenti avranno 30 giorni per rimediare, poi sarà nominato un commissario o il compito sarà dato a un’altra amministrazione. I poteri sostitutivi si applicheranno pure nei confronti dei ministri che non intervengano davanti al ritardo di altri soggetti attuatori. Intervento ancora più muscolare in caso di “dissenso” di un organo statale: il cdm sarà investito della questione entro cinque giorni “per le conseguenti determinazioni”

    • Miguel Martinez scrive:

      Mi viene in mente quanto scriveva PinoMamet sul fascismo… effettivamente Draghi incarna proprio il principio di quello che dà “quattro sane legnate” agli “addormentati perditempo dietro le loro scrivanie”, fa “muovere il paese” e insomma è davvero “l’uomo della Provvidenza”.

      Una cosa allucinante, come l’esautorazione delle autorità locali dall’avere voce in capitolo sugli appalti che devasteranno i loro territori, sarà vista con favore da tanti, proprio come tanti videro bene la determinazione e la squadrata mascella del Duce.

      Io non credo che “il fascismo sia eterno” alla Umberto Eco, ma certo una delle spinte psicologiche fondamentali che hanno prodotto il fascismo e la dittatura dello Stato autoritario è sempre viva.

      • Miguel Martinez scrive:

        Da qualche parte (trovo solo la citazione senza fonte) Mussolini avrebbe detto esattamente ciò che sta dicendo Draghi:

        “Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione. Vi immaginate voi una guerra proclamata per referendum? Il referendum va benissimo quando si tratta di scegliere il luogo più acconcio per collocare la fontana del villaggio, ma quando gli interessi supremi di un popolo sono in gioco, anche i Governi ultrademocratici si guardano bene dal rimetterli al giudizio del popolo stesso”

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        Mi ricordi quello che scrivevano i fautori del No, poi sciaguratamente vincitore, al referendum del 2016. L’idea di avere governi un poco più duraturi dei tredici mesi attuali di media e un iter legislativo più snello tramite il superamento del bicameralismo perfetto bollata come “attacco alla Costituzione”.

        Tanto per capirci: l’ultima asta per le rinnovabili è andata deserta. Nessuno si candida a installare pale eoliche se poi, vinta l’asta, devono passare anni per le autorizzazioni comunali a seguito degli inevitabili comitati NIMBY. È la storia del campanellino al collo del gatto. l’Italia cosi’ si è già giocata la primazia nel solare termodinamico, la cui associazione di settore si è sciolta per l’impossibilità di superare il muro di gomma dei Comuni. (Un dirigente, che ho conosciuto personalmente, è stato pure minacciato da questi attivisti del nulla).

        La vogliamo questa transizione ecologica si o no? Perché se aspettiamo che l’energia ce la procurino i comitati di base e le assemblee di quartiere, stiamo freschi.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “La vogliamo questa transizione ecologica si o no?”

          Questa ‘transizione ecologica’ non la voglio proprio.

          Aggiungere ai carburanti fossili una breve impennata di speculazione in pale eoliche e pannelli solari pagati dal contribuente per profitti privati, saccheggiare i boschi per farne “biomassa”, e aggiustare i conti con la truffa del REDD per arrivare a “emissioni NETTE zero”…

          E imporre tutto questo con la ruspa…

          No grazie, e viva i Comitati!

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “No, poi sciaguratamente vincitore, al referendum del 2016”

          Io non è che penso che tu non avessi capito un’acca di quella riforma: ne sono sicuro. Del resto, non l’avevano capita nemmeno quelli che l’avevano scritta.

      • roberto scrive:

        “Una cosa allucinante, come l’esautorazione delle autorità locali dall’avere voce in capitolo sugli appalti”

        in realtà non mi sembra che sia proprio così…lo devo leggere con più calma (sempre che draghi non mi strappi il PDF dalle mani perché sono troppo lento…) ma la norma dice

        “In caso di mancato rispetto da parte delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province o dei
        Comuni degli obblighi e impegni finalizzati all’attuazione del PNNR e *assunti in qualità di soggetti
        attuatori* [….]”

        cioè banalmente un comune si assume degli impegni (= prende dei soldi) e il decreto gli dice di rispettarli

        se vuoi trovare una cosa per strapparti i capelli mi sembra di capire che dal 1 novembre non c’è più limite per i subappalti (adesso l’aggiudicatario può subappaltare al massimo fino al 30% dell’appalto). saranno contente le piccole imprese che potranno vivere di questo, ma mi sembra pericoloso per la gestione degli appalti

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