Il mondo in un cucchiaino: perché servono le premesse per capirci

Spesso discutiamo qui di una notizia qualunque, e non ci capiamo.

Il nostro interlocutore ci sembra un po’ tonto, perché pensiamo che dovrebbe arrivare logicamente alle nostre stesse conclusioni, e invece va da tutt’altra parte.

In realtà, l’interlocutore non è tonto: parte da premesse diverse, e non può che arrivare da un’altra parte.

Questa difficoltà, la noto soprattutto quando si parla di ambiente.

Ieri è arrivato il libro, Bright Green Lies, di cui vi avevo già parlato.

Mi colpisce la chiarezza proprio sulle premesse.

Oggi l’ambientalismo dominante, che va dalle grandi organizzazioni americane ai progetti di decarbonizzazione europei, è una cosa molto pragmatica che non dichiara di avere alcuna visione del mondo: perché condivide la visione implicita del mondo che ha il capitalismo.[1]

L’ambientalismo dominante infatti si pone la sfida, come domare tecnologicamente la rivolta dell’ambiente contro l’aggressione umana.

Come calcolare e dominare la natura, per continuare a sfruttarla nell’esclusivo interesse umano: che è esattamente il progetto prometeico che ci ha portati nella situazione in cui siamo oggi.

Ma la natura è qualcosa di calcolabile e dominabile e fuori dall’umano?

Da questa domanda dipende tutto, compresi noi stessi.

Noi siamo drammaticamente incompetenti, e quindi tendiamo a levarci il cappello di fronte agli esperti, come ad esempio Roberto Cingolani, un signore che ha studiato, certamente molto più di me, e ci guida in quella che chiamano la Transizione Ecologica.

Ma prima di levarci il cappello, chiediamoci se condividiamo le premesse di Roberto Cingolani. Perché dalle premesse, capiremo se condivideremo anche il punto di arrivo.

Ora, un piccolo superpotere concesso ai cattedratici in materie scientifiche consiste in questo: possono dire che loro non hanno premesse, sono solo Portatori di Verità.

Infatti, in teoria, la “scienza” è neutrale.

Ma non nascondiamoci dietro un dito: se la geologia in sé è “neutrale”, le ditte petrolifere sono in guerra con il mondo; e investono miliardi proprio nella ricerca geologica. E qualsiasi Stato cura la ricerca scientifica con la stessa attenzione, e più o meno per gli stessi motivi, con cui cura i propri missili terra-aria.

Le premesse di Cingolani emergono implicitamente in un attimo, se ricordiamo che lui non ha deciso di occuparsi della vita affettiva delle farfalle della Garfagnana; ha scelto di diventare un costruttore di robot e di lavorare per il complesso militare-industriale Leonardo/Finmeccanica e le automobili Ferrari.

Non vuol dire solo che Roberto Cingolani prende soldi da quella gente. Vuol dire che lui condivide intimamente il sogno di mondo sottostante ai robot, agli elicotteri militari e al magico rombo della Ferrari.

Gli esperti non sono neutrali: hanno i loro interessi, ma anche le loro premesse filosofiche. Come ce le abbiamo anche noi ignoranti.

Dalle premesse parte tutto; e Bright Green Lies (p. 7 ss.) racconta molto meglio di come potrei io, quali sono le mie:

“Il biologo David Ehrenfeld ha scritto che la natura non solo è molto più complessa di quanto pensiamo, è anche molto più complessa di quanto possiamo pensare.

Ecco un esempio: un cucchiaino da tè di suolo può contenere un miliardo di creature viventi. Possiamo raffigurarci un numero con nove zeri, ma non possiamo mai tenere a mente altrettanti singoli elementi contemporaneamente. Il numero di cose che possiamo considerare contemporaneamente nei nostri cervelli – che ci hanno messo due milioni di anni a svilupparsi [2] – ammonta all’umile cifra di quattro.

I nove zeri che si susseguono in quel miliardo indicano una complessità incredibile. Ma quella complessità si espande ancora di più. Ciascuno di quel miliardo di creature interagisce con le altre. Il numero di rapporti tra un miliardo di organismi è cinque volte1017. Ci perderemmo a guardare tanti zero scritti uno dopo l’altro – figuriamoci a vedere altrettanti esseri – per cui condensiamo quel numero nell’esponente 17. Oppure, per dirla semplicemente, 500 quadrilioni.

Non possiamo fare altro, nemmeno con i 160.000 chilometri di vasi sanguigni e 100 miliardi di neuroni dei nostri cervelli: un quadrilione è tante volte più grande di quattro.

Ciascuna di queste creature che non vediamo ha una propria maestosità. I batteri sono minuscoli – forse un decimo delle dimensioni di una tipica cellula nucleata – ma la loro biomassa supera quella di tutte le piante e di tutti gli animali messi insieme. Gli umili hanno già ereditato la terra.[3]

Un unico batterio può diventarne 16 milioni in un solo giorno. Alcuni batteri vivono da soli; altri si uniscono per formare catene, filamenti e spirali di una grazia fatata.

Si aggregano anche in densi tappeti, detti biofilm, costruendosi una fortezza corazzata, che li rende drammaticamente più difficili da uccidere.

Ad esempio lo Staphylococcus aureus (MRSA), resistente alla meticillina, si costruisce dei biofilm. Fanno così anche i batteri della nostra bocca – compresa la dura placca dentaria che solo strumenti specializzati e un discreto grado di forza riescono a strappare via dai nostri denti. Non proprio così umili.

Alcuni batteri riescono a trasformarsi in endospore, riducendosi a puro DNA e una tunica, con capacità fantastiche – sopravvivere a livelli estremi di calore, freddo, pressione, agenti chimici, radiazioni, essiccamento e tempo. Ci sono endospore vitali vecchie di 40 milioni di anni.

E questi sono solo i batteri in quel cucchiaino di suolo. Ci sono anche altre creature lì. Ci sono i funghi, con corpi filamentosi lunghi un chilometro e mezzo, e ci sono migliaia di protozoi, che fanno caccia e raccolta di batteri e di materiale organico. Consumando i batteri, i protozoi producono l’azoto, rendendo verde il mondo: l’80% dell’azoto nelle piante proviene da protozoi che mangiano batteri. Nessuno di noi è da solo in questo.

Questo singolo cucchiaino di suolo è anche la dimora di circa 1000 minuscoli artropodi. Tra questi, crostacei così piccoli che i loro esoscheletri corazzati sono trasparenti. E il suolo contiene anche decine di nematodi – vermi cilindrici – che si nutrono di funghi, alghe, minuscoli animali, creature morte e tessuti viventi.

Questi esseri rendono possibile la vita. “E’ ai batteri del suolo – scrive lo scienziato dei suoli James Nardi – che si deve accreditare la maggior parte del costante rinnovamento della nostra terra”.

E in che modo abbiamo ripagato queste straordinarie, infinitesimali creature che assicurano la vita sulla terra? Scuoiando vivo il pianeta.

L’humus nelle praterie nordamericane era profondo tre metri e mezzo nei primi anni dell’Ottocento, quando arrivarono i primi soldati-contadini. In meno di un secolo, oggi si può misurare solo in centimetri. E la “Grande Aratura” avvenne prima dell’invenzione del motore a scoppio, solo con la potenza di buoi e cavalli. I carburanti fossili sono un acceleratore, ma l’impulso a sottomettere il pianeta – e dominarlo fino alla sua stessa morte – era già presente.

[…]

Tutto sulla terra fa parte di un processo chiamato vita. Come scrive Sahtouris, ‘la vita planetaria non è semplicemente qualcosa che succede qui e lì sul pianeta – succede a tutto il pianeta nel suo insieme’. La vita non è una specie di materia, ma un processo.

Le particelle si attirano per formare atomi; gli atomi formano la materia; la materia si condensa in stelle e rocce e pioggia, che diventano eleganti spirali di proteine che si replicano attraverso gli oceani e poi sulla terra e poi sotto forma di sequoie alte centro metri; il verde saturo e sorprendente delle rane degli alberi; e il silenzio notturno delle ali del gufo.”

Atteone trasformato in cervo (un racconto di cui abbiamo già narrato il senso qui)

Nota:

[1] Ogni tanto qualcuno – come questi evangelici – dice che sotto sotto gli ambientalisti sarebbero una setta che vuole riportare il Culto della Dea Madre:

“L’attuale culto di Gaia è un’astuta mescolanza di scienza, paganesimo, misticismo orientale, stregoneria wicca e femminismo.

I Gaiani hanno a tutti gli effetti infiltrato ogni livello di potere all’interno delle Nazioni Unite, e hanno conquistato posizioni di preminenza in molti governi. Si potrebbero a ragione considerare come la più deviata e pericolosa setta sulla faccia del pianeta.”

Magari!

[2] Ovviamente ci sarebbe da discutere a lungo su quando sia nato il “nostro cervello”, e siamo sicuri che qualcuno farà le pulci a questa o ad altre semplificazioni che si trovano in questo testo, certamente peggiorate poi dalla mia traduzioe.

Ad esempio leggo altrove che nel nostro cervello ci sarebbero addirittura 600.000 chilometri di vasi sanguigni, contro i 160.000 (100.000 miglia) di Bright Green Lies.

Ma questo non intacca il senso del ragionamento.

[3] Citando la classica versione inglese della Bibbia, BGL usa il termine “the meek”. Ma in italiano emerge subito il rapporto tra “umiltà” e humus.

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749 risposte a Il mondo in un cucchiaino: perché servono le premesse per capirci

  1. Fuzzy scrive:

    Bellissimo e inusuale articolo.

  2. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Mi permetto di aggiungere due considerazioni.

    Primo, complessità non vuol dire incomprensibilità. Sappiamo ad esempio gia’ dagli studi di Barábasy che che reti complesse sono per ciò stesso robuste, cioè capaci di sopravvivere e di continuare a operare anche dopo danni molto estesi (oggi va di moda dire “resilienti”).

    (Tanto meno ciò vale per i grandi numeri, che sono il pane quotidiano di chi studia ad esempio i gas).

    Secondo, tutti noi siamo inevitabilmente portatori più o meno consapevoli di questa o quella visione del mondo. Il vantaggio del metodo scientifico è appunto quello di fornire risposte provvisorie, certo, ma indipendenti (almeno potenzialmente) dalla visione del mondo di chi le formula.

    Così, le equazioni dell’elettromagnetismo hanno una validità che non dipende dal fatto che chi le formulò per primo era un gran borghese dell’Inghilterra vittoriana, né possono dedursi dalle condizioni della classe operaia nel XIX secolo.

    Pensare altrimenti vuol dire tornare alla ” scienza ariana ” della Germania nazista che negava la relatività dell’ebreo Einstein o alla ” biologia borghese ” del monaco Mendel rifiutata dal lysenkoismo dell’URSS di Stalin.

    Non serve aver lavorato in Finmeccanica per sapere che le rinnovabili senza il metano non funzionano se si vogliono produrre centinaia di Terawattora elettrici in un anno. E questo non e’ meno verosimile perche’ lo sostiene un ministro che ha lavorato per Finmeccanica.

    Serve avere una formazione scientifica, questo sì.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Così, le equazioni dell’elettromagnetismo hanno una validità che non dipende dal fatto che chi le formulò per primo era un gran borghese dell’Inghilterra vittoriana, né possono dedursi dalle condizioni della classe operaia nel XIX secolo.”

      Ma infatti, nessuno dice questo.

      Qualcuno dice invece che il cattedratico esperto di elettromagnetismo viene pagato:

      1) dallo Stato, in base allo stesso principio per cui lo Stato compra elicotteri da guerra

      2) dall’Enel (ad esempio), che vuol fare i soldi.

      Ora, l’insieme di interesse militar/nazionale e di guadagno sono l’esatto contrario della neutralità.

      E infatti, il cattedratico viene pagato perché grazie ai suoi studi (sicuramente eccellenti, se no non lo pagavano) l’Enel ci guadagna, lo Stato diventa più potente (e l’ambiente si devasta di più).

      In questo senso, la scienza (intesa come realtà sociale, non come astrazione metafisica) non è, di solito, affatto neutrale.

      • firmato winston scrive:

        Vedi che anche tu ci caschi continuamente? Stai facendo proprio la stessa cosa che denunci, interpretare tutto in termini economicistici. Il problema e’ che il marxismo ha preso tutti i difetti del capitalismo, aggiungendone altri. E l’ecologismo politico e’ il modo in cui si e’ riciclata la sinistra marxista / sessantottina dopo il tracollo dell’URSS, avvenuto nel corso degli anni ’80: e’ il modo in cui la sua burocrazia e’ riuscita a sopravvivere, riciclandosi. Come la antica burocrazia zarista dopo l’avvento dei soviet 😉

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          La Sua burocrazia di chi? Dell’Urss? Del PCI?

          • firmato winston scrive:

            Quella specifica, per distinguerla dalla, maiuscola, “Burocrazia cui primo ufficio e’ perpetuare se stessa”.
            L’algoritmo, la vita stessa, il “gene egoista” 😉

        • Miguel Martinez scrive:

          Per firmato winston

          “Vedi che anche tu ci caschi continuamente? ”

          1) In questo esempio, si parlava di una cosa specifica: una persona, solo perché “ha studiato” e magari è un autentico esperto nel suo campo, è uno scienziato senz’altro, ma non per questo è neutrale. Questo è facile da dimenticare.

          2) Credo che “l’ambientalismo” sia ormai talmente diffuso e falsato allo stesso tempo, che ci si trova di tutto.

          Nel mondo dei pannelli solari e affini – che è quello che conta – non credo che ci siano molti ex-marxisti; né ce ne sono molti tra i veri esperti “naturalisti” di varia specie.

          C’è sicuramente un rumoroso mondo di organizzatori di cortei e di politicanti verdi, che è come dici tu. Non so quanta incidenza reale abbia.

          • Miguel Martinez scrive:

            “C’è sicuramente un rumoroso mondo di organizzatori di cortei e di politicanti verdi”

            Comunque, almeno nella mia esperienza, anche il piccolo mondo dei “verdi politici” è piuttosto misto. E anche chi magari a sedici anni era in Lotta Continua, non è detto che sia rimasto di quella cultura.

          • firmato winston scrive:

            Vaben pero’ quello che hai scritto e’ la copia identica dela critica marxista alla “scienza asservita al potere del capitale” degli anni che furono, e per chi conosce l’argomento e’ difficile non intepretarlo secondo quel contesto. La differenza e’ fra l’esserne consapevoli, che ci si muove in quell’ambito di interpretazione di critica marxista, oppure no perche non lo si considera appunto un ambito di interpretazione ma l’unico ambito di intepretazione, che era il tic tipico di quei tempi e dei sopravvissuti ad essi.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “nessuno dice questo”

        E invece si’, perché continui a spostare il discorso sull’organizzazione della scienza (cioè, ti chiedi chi paga lo stipendio allo scienziato). Non che non sua importante (per lo scienziato e la sua famiglia), ma ha poco. a che fare col prodotto del lavoro dello scienziato.

        Fritz Haber invento’ il modo di produrre l’ammoniaca in grandi quantità. Il fatto che fosse un militarista convinto e appassionato (“in pace per l’umanita’, in guerra per la Germania”) non cancella il fatto che la sua idea ha consentito la produzione di massa dei concimi, che a sua volta ha salvato dalla fame miliardi di persone. Non lo cancella neanche il fatto che Haber ha inventato pure l’iprite e che era un maschilista convinto che la moglie (la prima donna che conseguì il dottorato in chimica in Europa, quella Klara Immerwahr che si suicidò contro l’invenzione dell’iprite da parte del marito) dovesse stare a casa a fare la calza. E non lo riscatta il fatto che, ebreo, dovesse fuggire dai nazisti per andare a morire ramingo in Svizzera in attesa di un visto per la Palestina, né che Max Planck (Nobel, e ariano) intercedesse inutilmente a suo favore presso il Fuehrer, che pare rispondesse “se la scienza ha bisogno degli ebrei, noi faremo a meno della scienza”.

        Io non so se Haber oggi a sia svanito o continui a vivere, magari reincarnato, in paradiso, in purgatorio o all’inferno. So che i suoi risultati valgono indipendentemente da lui e dalle sue fonti di guadagno personale e di finanziamento delle sue ricerche.

        Gli scienziati, che sono esseri umani, non possono mai essere neutrali.

        I risultati del loro lavoro, che per brevità si chiamano col nome collettivo di “scienza”, sì.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Fuzzy scrive:

          “La mano che vi dà da mangiare è la stessa che vi tira il collo”.
          Da: la regola del tacchino.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “Fritz Haber invento’ il modo di produrre l’ammoniaca in grandi quantità. Il fatto che fosse un militarista convinto e appassionato (“in pace per l’umanita’, in guerra per la Germania”) non cancella il fatto che la sua idea ha consentito la produzione di massa dei concimi, che a sua volta ha salvato dalla fame miliardi di persone. ”

          Né l’iprite, né i concimi sono “neutrali”, sono armi in diversi tipi di guerra, armi pagate da qualcuno interessato a quelle guerre, in cui Haber ha prestato servizio.

          Non è questione con chi ti schieri.

          Haber avrebbe potuto anche fare tutto gratis: non mi interessa condannare qualcuno perché si fa pagare (lo faccio anch’io); semplicemente, voglio sottolineare, perché lo hanno pagato. E perché (parlo in generale, non di Haber) gli hanno finanziato laboratori e ricerche e garantito diritti d’autore, per assicurarne la produttività.

          In un altro campo: mi sono laureato in lingue orientali, e all’epoca erano studi trascuratissimi da noi. Persone come la splendida e precarissima traduttrice delle opere di Nezami dal persiano medievale e simili.

          Nello stesso periodo, grande fioritura degli stessi studi negli Stati Uniti, pagati in modo per nulla nascosto dall’apparato militare.

          La scienza dell’orientalistica in sé è astrattamente neutrale. Ma finché consiste nello scoprire la bellezza delle poesie medievali, rimane un angolino morto in cui i soldi statali ci piovono per sbaglio, e quelli privati nemmeno si avvicinano.

          Se poi serve a condurre guerre, a controllare il petrolio, a mandar droni ad ammazzare gente in paesi lontani, a corrompere gruppi sociali e scoprirne le debolezze, arrivano soldi sia pubblici che privati.

          E questo vuol dire che la mole di scienza che si fa a Lingue Orientali di Venezia è oggettivamente mille volte meno della mole in qualunque università americana che riceve finanziamenti militari.

          Solo che negli USA tradurranno le registrazioni di intercettazioni di jihadisti, mentre a Venezia traducono poesie mistiche.

          E questo vuol dire che non è neutrale nemmeno il prodotto delle scienze.

          • firmato winston scrive:

            Resta il fatto che le piu’ grandi scoperte sono state fatte gratis, per il piacere di farle, e spesso contro il potere della propria epoca. Vedi Einstein: la bomba atomica, anche se non e’ stato lui a svilupparne i particolari, e’ sua. Dello scienziato piu’ pacifista!
            Ma anche Galileo, Faraday (lo scopritore dell’induzione magnetica, mitico quando rispose alla regina che gli chiese “a cosa serve?” “Non lo so ma stia sicura che ci potra’ mettere sopra una tassa!”), Darwin…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “orientali”

            La qualità della traduzione non dipende fa chi la paga.

            L”aggiornamento del dizionario farsi-inglese neanche, che serva a tradurre Firduzi o a intercettare Ahmadinejad.

            Stando al Conquest de “Il grande terrore”, era lo stalinista Krylenko che voleva creare i reparti di scacchisti d’assalto per mettere fine una volta per tutte all’idea che gli scacchi fossero neutrali rispetto alla politica.

            Ma gli scacchi sono neutrali rispetto alla politica. La sconfitta di Karpov contro Fischer non è una conseguenza della stasi sovietica sotto Brezhnev.

            È vero che il progresso scientifico può essere strozzato dalla mancanza di finanziamenti. Personalmente temo molto il fatto che oggi l’autore di ogni articolo di divulgazione si senta in dovere di concludere sottolineando le possibili ricadute commerciali future di ogni ricerca, come se la ricerca non fosse premio a se stessa. Così, anche quando non c’entra nulla ogni articolo che parla di CERN tira in ballo Internet e ogni articolo di matematica le password dei computer, ecc. Ma è a nostro rischio e pericolo. I cinesi hanno speso miliardi per formare esperti di ottica e fisica teorica, e oggi hanno l’internet quantistico (e gli statunitensi no).

            Sono errori che paghiamo tutti, quelli di coloro che trascurano di sviluppare la ricerca sempre e comunque.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Bisogna parlare di Internet parlando del Cern anche solo per ridimensionare un po’ gli usàni.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “La qualità della traduzione non dipende fa chi la paga.

              L”aggiornamento del dizionario farsi-inglese neanche, che serva a tradurre Firduzi o a intercettare Ahmadinejad. ”

              Il dizionario che ti aiuta a tradurre la frase:

              “Ah, cipresso dei miei sospiri, le tue ciglia sono come i tulipani” (e a capire cosa voglia dire)

              sarà ben diverso dal dizionario che ti aiuta a tradurre:

              “ma la tangente sull’importazione dell’uranio come faccio a farla passare dal commercialista?”

              In questo senso, il prodotto della scienza cambia secondo il committente.

              A differenza di quelli che credono che esista una “fisica nera/ariana”, credo che entrambe le traduzioni siano oggettivamente vere.

              Ciò che è soggettivo, è dove si paga per puntare il faro.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                Non è diverso, tant’è vero che se non sai fare l’uno non fai neanche l’altro.

                Le due tradizioni sono entrambe vere perché rispondono a regole neutre, ossia indipendenti da chi paga la traduzione.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • firmato winston scrive:

            Infatti dove e’ stata applicata l’ideologia “cui prodest” di cui riferisci sopra, il progresso della scienza si e’ bloccato, e non si e’ fatto altro che spiare e copiare idee altrui potenziandole tecnologicamente (che e’ quello che sta succedendo in cina, ed e’ successo prima sia in giappone che nella russia sovietica).
            Che poi e’ il motivo per cui per tradizione nelle nostre universita’ il pensiero deve essere libero, e il professore una volta nominato inamovibile (cultura del cancelletto permettendo – ma infatti i suoi portatori isterici sono gli analoghi delle guardie rosse e dei balilla).
            C’e’ un bellissimo discorso di Milton al parlamento inglese di ritorno da una sua visita nell’italia della controriforma, l’Areopagitica, che spiega il concetto meglio di quanto possa fare io. 🙂

            • Miguel Martinez scrive:

              Per firmato winston

              “Che poi e’ il motivo per cui per tradizione nelle nostre universita’ il pensiero deve essere libero, e il professore una volta nominato inamovibile”

              Ma l’hanno capito quasi tutti, ormai, che il poeta di corte serve quando si fanno poesie o titoli di giornali.

              Quando si tratta di fare bombe, serve il tizio che sa fare quelle che ammazzano davvero.

              E per farle, deve essere lasciato in libertà dagli ignoranti che gli mettono troppe pressioni per le cavolate.

              A questo punto, le meravigliose democrazie che rispettano i Diritti Umani, coincidono con chi ha le bombe migliori.

              • Francesco scrive:

                mi verrebbe da dire “per fortuna”, che se i fabbricanti migliori di bombe avessero lavorato per Hitler o Stalin o Mussolini … sarebbe andata anche peggio di come è andata

                non credi?

              • firmato winston scrive:

                Ha ragione Francesco: la bomba agli americani gliel’hanno fatta gli europei scappati da hitler e mussolini. La scienza era tutta tedesca, italiana e francese, ma gli stessi scienziati che l’hanno sviluppata sono scappati in Usa e bada bene non per soldi ma per salvare la pellaccia. Fermi, che ha fatto la prima pila atomica sotto lo stadio di chicago nel ’42, e’ scappato perche’ era sposato con un’ebrea, approfittando della cerimonia di consegna del nobel. Einstein, nonostante il suo notissimo pacifismo e apolidismo, firmo’ la lettera di sollecito a Roosevelt perche’ si temeva che Hitler sarebbe arrivato primo nella costruzione dell’ordigno, solo dopo si scopri’ che i tedeschi non stavano facendo quasi nulla perche’ ritenevano impossibile arrivare al prototipo in pochi anni.

                C’e’ poco da discutere, Hitler e indirettamente il suo maestro Mussolini hanno distrutto quella che allora era la maggiore potenza culturale, civile, economica e militare del mondo, l’europa.

                Se l’europa si e’ trasferita in america, non e’ colpa degli americani.

      • La scienza è neutrale perché si limita a descrivere l’esistente. Ma descrizione non è decisione. Tutto quello che è decisione è politica, non scienza. E la politica non può essere neutrale, perché il semplice fatto di operare una scelta lo impedisce. Neutrale è la natura che lascia agire il caso.

    • firmato winston scrive:

      “Il vantaggio del metodo scientifico è appunto quello di fornire risposte provvisorie”

      In questi tempi di postmodernismo, di inurbamento, di oggetti sociali e di realta’ virtuale, cio’ che contraddistingue il metodo scientifico sta ancora piu’ in basso, e’ ancora piu’ terra-terra: e’ il contatto con il mondo che esiste in modo indipendente dall’uomo.

      Per la maggior parte della gente di oggi, platonica, un mondo indipendente dall’immagine arbitraria che essa se ne fa leggendone sulle riviste, sui libri e guardandolo alla tv, al cinema, e sullo smartphone, non esiste proprio. Ma non nel senso che e’ negato, nel senso che non e’ mai stato contattato ne’ percepito.

      L’essere umano e’ un campione di narcisismo, di delirio di onnipotenza, vede solo se stesso e la sua tribu’ non solo come centro dell’universo, ma come l’universo stesso: e abbiamo millenni di filosofia che si dannano per convincerci che e’ cosi’, nel caso sorga qualche dubbio.

    • firmato winston scrive:

      “Non serve aver lavorato in Finmeccanica per sapere che le rinnovabili senza il metano non funzionano se si vogliono produrre centinaia ecc.”

      Dai documenti del GSE,
      https://www.gse.it/servizi-per-te/fonti-rinnovabili/fuel-mix/documenti

      Composizione del mix iniziale nazionale utilizzato per la
      produzione dell’energia elettrica immessa nel sistema
      elettrico italiano nel 2019 (**)
      Fonti primarie utilizzate
      Anno 2019
      – Fonti rinnovabili
      41,51%
      – Carbone
      8,52%
      – Gas Naturale
      42,86%
      – Prodotti petroliferi
      0,51%
      – Nucleare
      3,50%
      – Altre fonti
      3,10%

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ firmato winston

        Giusto. Vieni nel mio carrugio. Senza quel 40% e passa di metano il 40% delle rinnovabili è inutile. Non puoi compensare i buchi di potenza delle rinnovabili col carbone, che si spegne e si accende troppo più lentamente di loro.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • firmato winston scrive:

          Ovvio, ma come vedi e come ti avevo gia’ fatto notare, il problema in italia non esiste proprio, e’ gia’ stato risolto e da tempo.
          Comunque credo che siano pochi a sapere che ben il 40 per cento dell’energia elettrica prodotta e’ gia’ rinnovabile, tutti credono, martellati dalla propaganda catastrofista e di interesse politico, lobbystico e industriale, che l’italia sia il pozzo di nequizie mondiale in termini di uso dell’energia (invece dei paesi ricchi siamo intanto quello che consuma meno pro capite, poi quello piu’ efficiente per unita’ di pil prodotto, e inoltre pure all’avanguardia nella percentuale di rinnovabile – come mai si sia in crisi perenne lo stesso, e piu’ degli altri, mah!). E se non erro la potenza totale installata fotovoltaica e’ gia’ sufficiente a produrre tutto o quasi il fabbisogno elettrico medio, quando c’e’ il sole. Adesso in effetti resterebbe da investire un po’ nei sistemi di accumulo in modo da rendere meno discontinuo il rinnovabile. Una batteria di un’automobile elettrica per dire e’ sufficiente a coprire almeno un giorno di consumo elettrico totale pro capite, che e’ di 25 KWh (la batteria al piombo per la messa in moto ha solo mezzo KWh), e di automobili in italia ce ne sarebbero circa 35 milioni… Ma quanto costa un batteria? Quanti anni dura? Qual e’ il costo energetico/monetario per Wh emesso? Conviene o il bilancio finale e’ negativo in termini energetici? Il punto e’ che andrebbe detto chiaro e forte, anzi premesso, che e’ assurdo fare la transizione forzata anticipando il fine vita delle apparecchiature esistenti, va fatta sostituendo i materiali quando hanno raggiunto il fine vita, anche per evitare l’esplodere dei prezzi a causa dell’eccesso di domanda concentrata nel tempo, cosi’ come e’ stato per i “conti energia” da deficienti del governo Prodi, che ci hanno indebitato di 10 miliardi di euro annui per vent’anni (il triplo dell’imu prima casa quando c’era, 180 euri pro capite all’anno, per vent’anni, per produrre una quantita’ irrisoria dell’energia totale). 500 euro aggiuntivi a famiglia all’anno in bolletta elettrica… (spalmati anche nelle bollette delle attivita’ produttive, costi che pero’ alla fine si ribaltano comunque sul consumatore finale).

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            credo che siano pochi a sapere che ben il 40 per cento dell’energia elettrica prodotta e’ gia’ rinnovabile,

            Io lo so. Ed è il motivo per cui mi lascia scettico la retorica del “dobbiamo distruggere tutte le nostre valli con le pale per produrre lo 0 virgola foschio” e del “col solare rimarremo al buio”.
            E so anche che il gas è già una fetta enorme del nostro mix energetico, per cui più gas ormai è sinonimo di meno rinnovabili.

            • firmato winston scrive:

              In italia praticamente non ci sono posti dove spiri abbastanza vento e abbastanza costante perche’ l’eolico sia profittevole rispetto al fotovoltaico.
              Il motivo per cui spingono e’ che ci vuole un sacco di cemento e acciaio per le torri, e li’ si’ che ci sono tipici interessi di grande industria, quella con le “porte girevoli” fra privato e pubblico, quando non e’ pubblica del tutto tipo fincantieri-finmeccanica.

              Per quanto riguarda il gas, l’argomentazione di ADV tralascia completamente di considerare l’accumulo che ne e’ il sostituto: probabilmente l’industria per cui lavora non produce accumulatori, mentre ha interessi nel gas 😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato winston

                “accumulo che ne è il sostituto”

                No, qui adesso ti spieghi.

                Non esiste alcun accumulo, non sulla scala dei 330 TWh (e dei 22000 Wh su scala globale)

                Semplicemente, non c’è abbastanza litio sulla Terra.

                Il più grande sistema di accumulo a batterie di energia fotovoltaica, attualmente di Elon Musk in California, arriva a gestire 300 MW elettrici. Verra’ superato nei prossimi anni da un impianto tedesco (di una società che produce centrali a carbone 🙂 ) che dovrebbe arrivare a sfiorare i 400 MW elettrici.

                In un anno di produzione continuativa di elettricità fotovoltaica 🙂 🙂 🙂 fanno un poco meno di 4 TWh elettrici.

                Quanti mega impianti del genere (e ricordo che sono record da Guinness) servono per immagazzinare l’energia necessaria a coprire l’intermittenza non dico su scala tedesca, ma italiana?

                E se pensi all’idrogeno, ti ricordo che a) l’idrogeno è esplosivo (citofonare Hindenburg) b) 4 TWh sono 3 megatoni.

                Per confronto, il botto del porto di Beirut era di un millesimo di megatone.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Winston

            “Comunque credo che siano pochi a sapere che ben il 40 per cento dell’energia elettrica prodotta e’ gia’ rinnovabile,”

            Altra domanda, da ignorante.

            Che percentuale del consumo energetico complessivo è elettrico?

            In Germania so che è circa il 20% (quindi il 40% del consumo energetico elettrico è pari a circa l’8% del consumo energetico complessivo).

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              In Italia i valori sono simili. A quell’8% devi aggiungere un 7% di rinnovabile non elettrico (tipo solare termico e simili).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                ” A quell’8% devi aggiungere un 7% di rinnovabile non elettrico (tipo solare termico e simili).”

                interessante… hai una fonte con la suddivisione più precisa?

                Biomasse comprese?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              La morale è: viaggiate in treno.

              • firmato winston scrive:

                Meglio ancora non viaggiate, e per quel po’ che viaggiate fatelo in bicicletta come fa il sottoscritto. Ci sono piu’ cose nella pozzanghera fangosa dietro casa, a volerle osservare, di quel che si puo’ vedere da un aereo a 10000 metri di quota.

                Un altro argomento tabu’ e’ che l’accorciamento delle distanze attraverso la tecnologia dei trasporti ha solo aumentato la necessita’ di fare chilometri senza che la qualita’ della vita cambiasse minimamente per questo. Anzi, ha omologato tutto il mondo per cui dovunque vai e’ come se fossi a casa, trovi le stesse cose, per cui il viaggio e’ del tutto inutile. Io non capisco perche’ la gente si sottoponga volontariamente a tali torture anche quando non e’, sempre piu’ spesso, gia’ costretta per lavoro.

                Una possibile risposta ce l’ho: le leggi urbanistiche del 1970, quelle lastricate di buone intenzioni, hanno fatto si’ che le abitazioni divenissero oggetto di speculazione e tassazione sempre crescenti, per cui l’unita’ abitativa per i poveraci e’ diventata sempre piu’ piccola e sempre piu’ impilata in condominio, da cui la gente non vede l’ora di letteralmente EVADERE, perche’ si sente letteralmente prigioniera. Ma vuoi mettere il “risparmio di territorio”… Da cui l’esplosione del turismo, strade, ferrovie, aeroporti, alberghi, seconde case. Bella ragazzi!

              • Francesco scrive:

                occasione di totale disaccordo con firmato!

            • firmato winston scrive:

              Tieni conto che il consumo elettrico poco piu’ di un secolo fa era zero, perche’ la forza elettromotrice non era ancora stata scoperta.
              Eppure vivevano lo stesso…
              Le prime applicazioni pratiche cominciano a meta’ ottocento, e gia’ ai primi del ‘900 credo nelle fabriche i motori elettrici erano ubiqui, e il motore elettrico sostituiva i cavalli nel trainare i tram.

              In italia l’energia elettrica fino a qualche decennio fa era considerata la piu’ pregiata e quindi da risparmiare, tant’e’ che vige ancora la tariffazione proporzionale, come le tasse: il prezzo unitario e’ basso per chi consuma poco, e aumenta in modo piu’ che proporzionale e quindi punitivo per chi consuma tanto.

              Da quando e’ cominciata l’incentivazione alle rinnovabili, che per non farla risultare come tassa e cosi’ perdere le elezioni si e’ scelto di farla pagare truffaldinamente in bolletta elettrica (ma di fatto e’ una tassa, esattamente cosi’ come il cosiddetto “canone rai”), ma non potendo per lo stesso motivo d’immagine ritoccare la tariffazione (ma lo stanno facendo) hanno enormemente aumentato la componente del “fisso”, e aggiunto gli “oneri” incomprensibili. Quasi peggio di una busta paga o di un modello di pagamento delle imposte: fatti apposta per essere indecifrabili.

              Per cui anche chi non consuma nulla paga un congruo “fisso” che va a finanziare chi consuma di piu’ ma paga lo stesso fisso. Ho litigato piu’ volte con ingegneri elettrici, ti dicono che devi pagare per il semplice il fatto di essere allacciato alla rete: ma perche’ non dovrei pagare in modo proporzionale a quanto consumo, visto che e’ in tal guisa che impegno la rete, ma da quest’orecchio non vogliono sentire. Muro di gomma assoluto.

              Di questo purtroppo solo pochissimi ambientalisti si sono accorti e hanno sollevato qualche protesta, ma e’ caduta nel vuoto. Chi tocca l’elettrico muore, anche in quell’ambiente.

              Adesso comunque stanno togliendo ogni forma di sconto ai bassi consumi elettrici proprio al fine di promuovere quelli elevati, visto che si vuole forzare la transizione al “tutto elettrico”: riscaldamento con pompa di calore e non con la stufa a legna, quasi dappertutto vietata perche’ inquina, raffreddamento non con gli alberi in giardino ma col condizionatore, fornelli a induzione non con la bombola del gas che e’ pericolosa, auto elettrica Tesla da 500 cavalli e dieci anni di mutuo e basta Panda puzzolente da poveraci pagata in contanti.

              Bisogna sostenere i consumi! Viviamo in un’epoca piu’ che distopica, schizofrenica: devi consumare di piu’ ma consumando di meno: e’ la vittoria assoluta del “doppio legame” di psichiatrica memoria, quello che si supponeva inducesse alla pazzia schizofrenica.

              Cosi’ va il mondo, e cosa ci vuoi fare.

            • Il “consumo energetico complessivo” deve tener conto anche dei prodotti finiti che acquistiamo. Se paghiamo i cinesi per fabbricare una maglietta che poi viaggia fino all’Italia e la indossiamo e buttiamo noi, quel consumo energetico, anche se avviene in Cina, è consumo nostro, non loro. Credo che nessuno abbia voglia di mettersi a fare questo tipo di calcoli.

              • Francesco scrive:

                loro ci sono diventati la seconda potenza economica mondiale, però, con quel sistema

                🙂

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ firmato Winston

            Concordo su tutto, ma noto che:

            A) prima della crisi dei subprime l’Italia è arrivata a produrre 330 TWh elettrici in un anno (per chi non lo sa, 1 TWh = un miliardo di chilowattora). Dopo l”inizio della crisi ma prima della pandemia questa cifra, a seguito della riduzione dei con nsumi, è scesa a 318 TWh.

            B) le batterie di una Tesla immagazzinano circa 100 chilowattora.

            Dunque per immagazzinare sotto forma di batterie la produzione italiana di un anno ci vorrebbero più di tre miliardi di Tesla.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • firmato winston scrive:

              “Dunque per immagazzinare sotto forma di batterie la produzione italiana di un anno ci vorrebbero più di tre miliardi di Tesla”

              Devo averti gia’ chiesto per quale assurdo motivo dovremmo accumulare un intero anno di produzione elettrica: e’ forse in assoluto l’argomentazione piu’ ingannevole che mi sia mai capitato di sentire, che se sei un fisico e’ impossibile che sia in buona fede.
              Ed e’ la seconda volta che la poni, quindi non e’ una svista.
              Spero di essere io che non ho capito nulla o che ho sbagliato i calcoli.
              Correggimi dove sbaglio.

              🙁

              In realta’ con la batteria di una tesla, ripeto, te l’avevo gia’ scritto, accumuli ben 4 giorni di consumo elettrico pro capite TOTALE e non solo domestico, per un giorno di quello domestico basterebbero un paio di batterie al piombo che oltre a costare poco, avere una tecnologia riproducibile anche da piccole aziende che a te non piacciono perche’ evadono, sono completamente riciclabili al contrario di quelle a litio che non lo sono affatto e che richiedono mega fabbriche iper capitalistiche, litio da cui si cerca di recuperare solo il cobalto perche’ e’ molto costoso e non si trova dappertutto.

              I pannelli fotovoltaici non costano ormai quasi nulla, un 350 W costa poco piu’ di cento-duecento euri con le tasse (la produzione mondiale e’ al 95 per cento cinese, mentre noi produciamo chiacchere e incentivi), un inverter ibrido sempre cinese da 4 KWh che lo puoi collegare con tutto, compresi rete o gruppo elettrogeno tampone, 400 euri CON le salate tasse.

              Un impiantino domestico comprensivo di accumulo se coi soldi dello smantellamenteo del poco nucleare lo si portava a fine vita e si fosse invece investito in produzioni efficienti e cultura fai da te e detassando e deburocratizzando, costerebbe 1000 euri senza bisogno di alcun complicato incentivo che muove solo commercialisti e tributaristi anche quando non istiga alla malversazione propriamente detta, ma invece abbiamo prodotto solo tante chiacchere da blog “armiamoci e partite”.

              • Francesco scrive:

                quindi la tua idea è di avere da qualche parte in casa un tot di batterie al piombo (e relativo acido) per accumulare elettricità di quando c’è il sole per quando non ce n’è?

                non sono nè fisico nè ingegnere, cerco di capire

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato winston

                Come tutti i conti fatti sul retro di una busta, il mio era spannometrico. È ovvio che nessuno dovrà mai immagazzinare tutti i 330 TWh elettrici prodotti in un anno.

                Ma è anche vero che a furia di inverter e di batterie si fa poca strada, rispetto all’immensa quantità di energia che servirebbe accumulare se davvero volessimo avere il 100% di rinnovabili anche quando piove o fa buio o non tira vento, come pare di capire a leggere certe sparate di Greenpeace e simili.

                Quando si dice che il 40% circa di energia prodotta è rinnovabile e il 40% va a metano si intende appunto che bruciando metano sopperisci ai buchi lasciati ogni giorno qua e là dalle rinnovabili.

                E infatti ormai un turbogas per la produzione di elettricità a parità di costo e di emissioni lo vendi solo se si accende e si spegne abbastanza in fretta anche più volte al giorno.

                Per tutto il resto concordo (anche se continuo a pensare che se avessimo fatto il nucleare come in Francia oggi non staremmo qui a guardarci l’ombelico parlando di rinnovabili… 🙁 ).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston scrive:

                @ francesco
                la batteria al piombo e’ la cosa piu’ semplice che ci sia, e l’acido che c’e’ dentro e’ banale acido solforico ce l’hai da sempre dentro all’automobile.

                @ADV
                “rispetto all’immensa quantità di energia che servirebbe accumulare”

                e’ proprio qua il punto: voi tecnologi, prima ci mettete nelle condizioni di aver bisogno di immense quantita’ di energia in gran parte per diciamoci la verita’ il cazzo, e poi ci dite che non abbiamo scelta ad usare il gas o il nucleare che la vostra immensa sapienza e saggezza sa imbrigliare per il nostro bene.

                Non sono un outsider, conosco benissimo i miei polli.

              • firmato winston scrive:

                francesco:
                “(e relativo acido)”

                hai lo stomaco pieno di molto peggio: acido cloridrico!

              • firmato winston scrive:

                “se avessimo fatto il nucleare come in Francia”

                Oggi, nelle condizioni attuali, non ha senso economico.
                Inoltre, all’epoca, la francia lo fece sia perche’ aveva e ha il controllo coloniale delle miniere di uranio africane, sia perche’ doveva dotarsi della “force de frappe”, dell’arsenale nucleare in quanto potenza vincitrice della seconda guerra mondiale. (bah!)

                leggi freeman dyson turbare l’universo

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato winston

                “voi tecnologi”

                ???

                Ehhh???

                Guarda che non siamo noi tecnologi a voler produrre tutta quell’energia.

                Siete voi esseri umani a non accontentarsi mai.

                E crescete, crescete…

                E lasciateci almeno il tempo di farla, questa fusione nucleare controllata, che cavolo!

                🙂 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato Winston

                “economico”

                Infatti ho parlato al passato.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                intanto non mi avete spiegato perchè le centrali nucleari sono diventate economicamente svantaggiose

                oggi che il costo dell’inquinamento è in crescita – perchè ne abbiamo troppo – mi pare dovrebbero essere sempre di più l’opzione più economica

                al netto dei sussidi, che sono solo una partita di giro interna alla società ma non entrano nei calcoli sui veri costi

                grazie

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “svantaggiose”

                Per il lunghissimo tempo (decenni) che passa dalla concessione di tutte le autorizzazioni alla messa in rete della potenza prodotta. Fai prima a mettere quattro specchi (poi quando piove bruci carbone, come in Germania. Ma tant’è).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                scusa Andrea, stai dicendo che una questione decisiva per il futuro dell’uomo dipende dalla burocrazia?

                allora hanno ragione i Verdi, meritiamo di estinguerci

            • firmato winston scrive:

              “un inverter ibrido sempre cinese da 4 KWh”

              KW ovviamente e non KWh, che questo si’ e’ un errore da matita blu

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Winston

        “Anno 2019
        – Fonti rinnovabili
        41,51%”

        Cosa intendi per “fonti rinnovabili”?

        Un conto sono eoliche e solare, un altro le dighe con cui hanno sbucaltato le montagne, un altro ancora quella devastazione che si chiama “biomasse”.

        Hai la suddivisione?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          L’idroelettrico è ormai quello storico: lo sbarrabile è tutto ormai sbarrato. Il microidroelettrico, invece, non ha lo stesso impatto ambientale, anzi.

          • firmato winston scrive:

            Sapessi Mauricius… nel mondo ambientalista c’e’ una discreta opposizione anche al microidroelettrico. In effetti ci sono posti in montagna dove vengono seccate intere valli per prelevare in alto.
            Diverso il discorso sui fiumi in pianura: tutto sommato i vecchi mulini abbandonati, visto che ci sono gia’, potrebbero essere tutti riconvertiti a piccole centraline di produzione. Si fa… ma sono piccole, alla fine con 4 pannelli solari fai di piu’ (quando c’e’ il sole), e se li metti sopra a un tetto risparmi anche sulle tegole.
            Il fotovoltaico ha un solo grosso, enorme problema: l’accumulo (e non e’ dire poco). Le grandi dighe idroelettriche non per niente si chiamano in gergo tecnico “serbatoi”: perche’ accumulano energia potenziale di caduta sotto forma liquida.

            • Francesco scrive:

              a me un ingegnere ha detto che il vero problema del fotovoltaico è lo smaltimento dei pannelli, invece

              è corretto?

              • firmato winston scrive:

                @francesco
                “problema del fotovoltaico è lo smaltimento dei pannelli”

                Come per il nucleare l’unico rischio che si accetta oggi che tutti hanno la pancia piena fino a scoppiare, e’ il rischio zero.

        • firmato winston scrive:

          Non sono io quello che definisce cosa e’ rinnovabile e cosa no.
          Sicuramente l’idroelettrico e’ considerato rinnovabile, come pure le “biomasse”.
          Ricordati che a far mettere a coltura il mato grosso per fare biodiesel sono stati i “tuoi amici” (ma anche i miei) 😉 verdi europei quando hanno obbligato le compagnie petrolifere ad includere una percentuale di biofuel nei loro combustibili per poter vendere in europa.

          Cosa che peraltro ha fatto esplodere il prezzo internazionale del grano affamando le popolazioni a reddito marginale, come piccolo effetto collaterale. Gli agricoltori comunque godevano.

          Non sono neanche sicuro che dopo che gli e’ stato spiegato che hanno fatto una cazzata, abbiano fatto marcia indietro. Mai ammettere di aver sbagliato!

          Per il resto, l”italia era gia’ in partenza il paese europeo di quelli grandi con piu’ “rinnovabili”, dato che essendo il piu’ montagnoso e ricco d’acqua (nota bene “il piu’ ricco d’acqua”) con l’idroelettrico abbiamo campato in esclusiva fino agli anni ’50, non avevamo quasi altro.

          Rinnovabile vuol solo dire che le dighe si riempiono da sole, e gli alberi crescono da soli, in tempi non superiori all’arco di una vita umana. Il petrolio e il carbone non sono rinnovabili perche’ pur essendo derivati lo stesso dall’energia solare, ci vuole “un po’” di piu’.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per firmato winston

            “sono stati i “tuoi amici” (ma anche i miei) 😉 verdi europei ”

            Credo in effetti di averli votati alle ultime europee: non sono sicuro al 100%, ero nella cabina e ho preso la decisione all’ultimo istante, e solo dopo aver guardato le altre liste 🙂

            A parte una volta che ho votato M5S (una volta al Comune, e ho fatto bene, e una volta alle politiche, e ho fatto male), e una volta che ho votato per una lista civica al Comune, ho sempre votato per le opposizioni di sinistra, senza particolare convinzione.

            • firmato winston scrive:

              io di solito resto chiuso dentro al seggio elettorale nell’incertezza oltre la chiusura, mi buttano fuori a calci

          • Miguel Martinez scrive:

            Per firmato

            “Non sono io quello che definisce cosa e’ rinnovabile e cosa no.
            Sicuramente l’idroelettrico e’ considerato rinnovabile, come pure le “biomasse”.”

            In Germania nel 2019, l’energia elettrica (pari a circa il 20% del consumo energetico totale) era prodotta da:

            eolico 24,6%
            solare 9,1%
            biomassa 8,7%
            idro 3,7%

            il resto carbone, gas e nucleare.

            Non ho la suddivisione per il consumo energetico non elettrico.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per firmato winston

            ” con l’idroelettrico abbiamo campato in esclusiva fino agli anni ’50, non avevamo quasi altro.”

            Una storia dimenticata riguarda la resistenza sudtirolese, nei primi anni sessanta, alla devastazione del loro territorio per fornire energia idroelettrica all’industria del territorio padano.

            Infatti, la rivolta fu segnata dall’abbattimento, nella “notte dei fuochi”, di numerosi tralicci elettrici.

            • firmato winston scrive:

              Miguel le regioni montagnose in genere, prima dell’avvento dell’era dell’industria, del turismo automobilistico e delle autostrade erano “a statuto speciale” proprio in quanto poverissime. Li’ permane tuttora l’istituto medievale del “maso chiuso”, che peraltro sarebbe del tutto incostituzionale, perche’ permette di lasciare tutta l’eredita ad un solo erede: il significato storico e’ che un maso puo’ produrre di che vivere solo per un unico erede, quelli in sovrappiu’ dovevano andare a farsi largo nelle americhe fregando la terra agli autoctoni forti della propria migliore tecnologia militare.

              Non facciamoci incantare, non erano e non sono santi neanche loro.

    • habsburgicus scrive:

      alla ” biologia borghese ” del monaco Mendel rifiutata dal lysenkoismo dell’URSS di Stalin

      e mi permetterei di aggiungere, alla “linguistica borghese” rifiutata dai marristi* in URSS (fu poi Stalin stesso che -“contrordine compagni”. denunciò il marrismo come contro-rivoluzionario e trotzkista e tornò nel 1950 alla linguistica usuale 😀 ma su questo la parola ai valenti linguisti del blog, che ne sanno molto più di me !)

      *da N. Marr, linguista georgiano (sic !) di epoca tardo-russa e proto-sovietica

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Habs

        “e mi permetterei di aggiungere, alla “linguistica borghese” rifiutata dai marristi* in URSS ”

        Affascinante, non ne so nulla, ci illustri?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          Marr era un linguista georgiano che a inizio XX secolo sostenne che le lingue kartveliane , quelle semitiche e il basco venivano da un antenato comune. Aggiunse poi negli anni Venti la storia per cui tutte le lingue del mondo vengono da una quaterna di esclamazioni fondamentali. Fu smentito da molti colleghi, e fin qui poco male.

          Il guaio fu che con la Rivoluzione d’ottobre Marr, bolscevico convinto, fece carriera fino ai vertici accademici sovietici, anche perché ebbe l’accortezza di mostrare come la sua teoria si adattasse alla dottrina della lotta di classe. Se infatti la protolingua basca-semito-kartveliana (o “iafetica” da Iafet fratello di Sem nella Bibbia) è la lingua degli sconfitti preindoeuropeo soggiogati dall’invasione degli Arii, allora non solo la lingua è associata alla classe sociale, ma in ogni epoca avremo reminiscenze della lingua originaria (aspetto cui Marr dedicò molta attenzione). In particolare, persone di classi sociali elevate appartenenti a paesi anche molto distanti tenderanno col tempi a parlare in modo molto più simile fra di loro che persone delle classi oppresse, e per contro proletari di paesi diversi tenderanno con la Rivoluzione a evolvere di nuovo verso una lingua unica.

          La teoria fu incoraggiata dagli sforzi di Mosca di uniformare l’alfabeto. Ma soprattutto costò purghe e gulag alla stragrande maggioranza di linguisti sovietici, che la considerava spazzatura. Un esempio fu il professor Polivanov, amico di Majakovskij, arrestato nel 1937 come fautore della vecchia linguistica “borghese” e fucilato l’anno dopo. Altri linguisti vennero accusati di sabotaggio nei confronti dei dizionari, e se la scamparono solo grazie all’intercessione dello scrittore francese Romani Rolland.

          Nel 1950 Stalin – che come è noto passava per esperto di problemi di nazionalita’ nel partito già ben prima di prendere il potere – scrisse un articolo in cui bollava come antimarxiste le idee di Marr, morto nel 1934, censurando i suoi seguaci per avere ingiustamente perseguitato gli anti-Marr.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • daouda scrive:

            “Se infatti la protolingua basca-semito-kartveliana (o “iafetica” da Iafet fratello di Sem nella Bibbia) ”

            serv scriverti ch ti sei confuso o vuoi che ti si dica che sei un coglione, oltre al fatto di non aver capito la strumentalità di ogni attggiamento pseudo scintifico attuato per ottenere qualsivoglia frastagliamento, diatriba e dissoluzione dalla politica dei sovversivi?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Marr era un linguista georgiano che a inizio XX secolo sostenne che le lingue kartveliane”

            grazie!

            interessantissimo

          • Andrea Di Vita scrive:

            Romani=Romain

        • habsburgicus scrive:

          @Miguel
          AdV ti ha già scritto tutto quel che c’era da dire 😀
          sottolinerei ancora di più che, per i marristi, pure la lingua era un prodotto delle relazioni di classe, dunque una società proletaria si sarebbe distinta da una borghese anche per la lingua…
          Stalin, gli va riconosciuto, in questo -come in diverse altre cose- tornò al senso comune 😀

      • daouda scrive:

        domanda: credi che tali rifiuti od incoraggiamenti abbiano avuto determinazioni proprie nella fede, idologia od estetica comunista e/o nazista o piuttosto costituiscano semplicemente un uso sia stratgico ( anche nell’affossarsi ) che competitivo ( nel programmarsi )?

        per dire

  3. Francesco scrive:

    >>> Come calcolare e dominare la natura, per continuare a sfruttarla nell’esclusivo interesse umano: che è esattamente

    L’unica definizione sensata di “essere umano”, per quanto riguarda la vita terrena. Noi siamo quella roba lì, non è una cosa che il capitalismo o i capitalisti.

    Non so se questi significa che la Natura ci ha costruiti per distruggere la vita sulla terra o cosa, so che al di fuori di quello non ci siamo. Peraltro l’interdipendenza oggettiva di ogni essere vivente rende quel “esclusivamente” del tutto irrilevante. Prendersi cura della Madre Terra è un imperativo tecnico, non egoistico nè spirituale.

  4. daouda scrive:

    Sapendo che il liberismo ed il socialismo sono impossibili, urge dichiarare il capitalismo in qualsivoglia forma NON sinonimo di quest’ultimo consapevoli che il sistema attuale è un ibrido il quale appellato in questo modo devia ogni capacità di comprensione dello stesso.

    Il problema poi relativamente a Gaia è del tutto secondario e pubblicizzato per suscitare determinate reazioni controllate esattamente in coloro che per riflesso condizionato lo dnunciano.
    Dunque il “magari” , studiato il caso, è ingenuo,stupido e malriposto tanto quanto i desiderata di chi crede ad uno pseudo restarurazioniso di un sistema ante-sovversivo ( come se il passato non fosse stato tale nelle sue deturpazioni ed oppressioni ).

    Il caso è seplicemente montato ad arte , non ci si deve stupire che chiunque lotti contro la povrtà ad esempio non faccia altro che incrementarla. Il piano è proprio questo

    Risultato: il tuo post vuole solo scusare irenisticamente

    • daouda scrive:

      NON sinonimo dl primo ( il liberismo )

      • Francesco scrive:

        potresti indicare meglio cosa è il capitalismo?

        oltre a dire che non c’azzecca col liberismo, naturalmente

        grazie!

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “potresti indicare meglio cosa è il capitalismo?”

          E’ un termine che ha due significati diversi:

          1) parola brutta usata da cretini di Sinistra per insultare cretini di Destra

          2) sistema, affermatosi nel 1700 (cioè centinaia di migliaia di anni dopo la nascita della specie umana) che si basa su:

          a) esistenza dei numeri indiani introdotti da Fibonacci appena sette secoli fa

          b) diffusione universale del denaro, una volta usato solo per pagare i “SOLDati”

          c) l’idea che io posso dare un valore in zwanzighe a qualunque cosa: condivisione planetaria del concetto che un’immagine della Madonna vale 1.200 euro, i servizi di una prostituta nigeriana valgono 12 euro, se vendo l’immagine della Madonna, mi trombo cento nigeriane

          d) l’idea che apro un bordello dove ci sono cento nigeriane, al solo scopo di guadagnare abbastanza da farmi un bordello dove ce ne sono centodieci; e alla fine con la cresta che ci ho fatto, mi sento uguale a Dio.

          • Francesco scrive:

            non credo questa tua definizione sia nel Canone, però!

            🙂

            PS tranne la prima parte dell’ultima voce, direi

          • daouda scrive:

            in realtà come il soldo è sempre stato usato il cambiamento della tendenza etica è un fattore importante ( tralasciando il paragone di proporzione fra qul ch si può fare con una medesima cosa essendo instabilibile ) ed è l’unica cosa che c’entri ed andrebbe approfondita nel processo umano.

            Però qui ancora stupidamente si crede che cambiando il mezzo di considerazione di ricchezza siano cambiati gli attori e gestori della stessa e difatti ancora ci martoriate le orecchie e lo stomaco con la stronzata della rivoluzione borghese.
            A dimostrazione di ciò considerate Musk, Gates e Bezos come liberi imprenditori dimenticando due cose
            a) sono solo formalmente quel che sono
            b) la carta ed i byte non sono le materie prime ed i gioelli e le opere d’arte , per capisse, cascando nella ridicola idolatria della moneta fiat.

            Inoltre il capitalismo in sé stesso è la pura e semplice economia, che usi o non usi mezzi illeggittimi o distorsori della stessa, non è mai esistita altra economia.
            Il baratto è pr definizione capitalista, per esmpio, giusto pr stabilire l’idntità che fissi definitivamente nella vostra mente che non esiste nient’altro che…la realtà…e quindi ci si ingegni a capire e scovare i veri gestori della stessa

            • daouda scrive:

              ho seguito fino al fatto che essendo genovese il capitalismo è tirchio.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ firmato winston

              Finalmente uno che ricorda l’origine del termine “capitale”, nel XII secolo a Genova… 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • firmato winston scrive:

                il concetto di capitale e’ di mooolto antecedente

                cosi’ come di denaro, che e’ solo un credito non riscosso e cedibile a terzi, quindi soggetto a “mercanteggiamento”

                come dice douda, e’ probabile che questi concetti siano connaturati all’uomo, con l’idea di valore che poi e’ il modo di misurare il giusto e lo sbagliato, il buono e il cattivo.

                C’e’ un interessante e sorprendente ciclo di conferenze su “uomini e profeti” di radio 3, di luigino bruni.

                https://www.raiplayradio.it/audio/2019/02/quotOikonomia–Meditazioni-sul-capitalismo-e-il-sacroquot194160-con194160Luigino-Bruni194160-1053e5d7-62d3-4484-8e65-531d95f44eb2.html

              • Francesco scrive:

                tu riesci a reggere Bruni?

                io non ce la faccio

              • Francesco scrive:

                mi correggo: dopo aver ascoltato la prima puntata è molto meglio di quanto ricordassi

                non trovo le altre! e mi interessano moltissimo

                help!

              • firmato winston scrive:

                Le trovi piu’ o meno qua, marzo 2019.
                Io queste cose le ascolto mentre sono in bici con le cuffiette (aperte, sento benissimo anche i rumori esterni, purtroppo), e a parte che non ci si annoia, e’ ottimo dal punto di vista mnemonico perche’ si associa il pensiero al luogo, che in bici non si vede dal finestrino come se si fosse davanti alla televisione, ma ci si e’ dentro.

                Le piu’ interessanti sono le prime tre, se non ricordo male, sono superinteressanti, non me lo sarei mai aspettato da un focolarino 😉

                https://www.raiplayradio.it/programmi/uominieprofeti/archivio/puntate/2019-Domenica—Narrazioni-fb5a6ffc-014c-4a09-8310-25056c4a63cb/3

              • daouda scrive:

                detto fra noi, la rivoluzione francese è stata solo la cooptazione di alcuni rendatari fra i “borghesi”.

                Lo scrivo soprattutto ai deficienti che credono sia esistita una analoga rivoluzione Kshatriya.

                Lo capite che è sempre il solito trucco diamine?

              • Francesco scrive:

                ascoltato religiosamente la seconda lezione e capito perchè non reggo nè Bruni nè “l’economia di Francesco”, inteso il Pontefice regnante

                e perchè temo non potrò mai aderirvi

                però molto utile per chiarirmi le idee

                grazie!

              • firmato winston scrive:

                Peccato che non spieghi pur a grandi linee perche’, io a suo tempo l’ho trovato estremamente interessante, e illuminante, per l’equiparazione del concetto di valore nel campo economico a quello nel campo religioso.
                Capisco che possa risultare fastidioso, in effetti mi stupii in quanto l’effetto sul sottoscritto fu, credo al contrario dell’intenzione dell’autore, di svilimento mercanteggiante dell’esperienza religiosa.

                Pero’ ti diro’ che tutti i cattolici osservanti che conosco, saro’ sfigato io, ma ragionano esattamente in quei termini, che io da agnostico per reazione che osserva dal di fuori ma non per questo e’ indifferente ai valori spirituali, trovo onestamente e francamente pagani: il loro rapporto con la divinita’ e’ esattamente di “do ut des”.

                Se hai avuto la stessa impressione, anche se dalla prospettiva opposta, ti do’ ragione.

              • Francesco scrive:

                ammetto che quella parte mi è passata come acqua sulla roccia: è la polemica finale contro la meritocrazia che ho trovato inaccettabile (per modi e argomenti)

                e, botta definitiva, l’aver tirato fuori dal coniglio “la fortuna e il caso” come verità al posto della menzogna del merito

                sinceramente, quando la scusa di pigri e lavativi e superficiali salta fuori, a me vengono i cinque minuti alla Clint Eastwood (o alla antico romano)

                non so quanto possa interessare ma la mia personale esperienza religiosa è un “grazie perchè mi dai”, altro che do ut des!

      • daouda scrive:

        invalso l’uso di dire che i capitalisti sono stronzi abbiamo in sostanza un sistema oligopolistico di stampo lobbysta che può sfruttare politiche di debito socialistiche e relativa esacrbazione tassarola supportate dalla resa usuraia ( interessi ) mista a dregolamentazioni ad hoc.

        Io ho sempre dichiarato ai seguaci della fola del neo-liberismo che il mondo è semmai neo-socialista, ma sappiamo tutti che il sistema non potrebbe che esser ibrido e misto anche se si comportasse legittimamente, cosa che è evidente non sia.

        • Francesco scrive:

          ah, ho capito!

          dove ho sbagliato, bis?

          • daouda scrive:

            capirai anche che pr definizione si può essere con sentire di destra o di sinistra ed allo stesso tempo essere o socialisti o liberisti

            • firmato winston scrive:

              vero anche questo

            • daouda scrive:

              di conseguenza perché continuate a dire stronzate sul fatto che il PD non è di sinistra solo perché ha politiche simil-liberiste?

              O si tratta di ritardati mentali , riguardo coloro ch continuano a piangere su sta cosa , o di agenti di confusione.

              E’ sempre stato palese che l’atteggiamento del polo liberista o socialistico sia del tutto relativo alla declinazione del potere statale come un punto centrale che può avere una forza centrifuga o cntripeta.
              Destra, sinistra, modernismo avanzoso, primitivismo retrogradista, idealismo paradigmatista in alto ed ilicismo pragmatista in basso NON c’entrano un cazzo con la politica ed il potere e queste due forze del tutto centrali.

              • daouda scrive:

                risulta evidente che poi parlare solo di neo-socialismo ( dal punto di vista libertariano ) o neo-liberismo ( praticamente tutti gli imbecilli alternativi ) riguardo il sistema attuale è rientrare nello schema precostituito dell’implementazione del sistema stesso che ha bisogno di autocriticarsi ma tangenialmente, lateralmente e parzialmente, per rinnovarsi incanalando creativamente il dissenso.
                Se poi ci aggiungi che i liberisti sarebbero SOLO di destra ed i socialisti SOLO di sinistra, vedrai che hai contribuito maggiormente alla confusione ed alla sterilità di un’opposizione fattiva divnendo prgiunta complice.

                Infatti ciò impedisce di notare la strategia del potere che all’occorrenza usa o si poggia su qualsivoglia direzione ( su,giù,destra,sinistra,avanti,dietro ) o forza centrifuga (liberista ) o centripeta ( socialista ) e di analizzare la realtà del potere stesso NASCONDENDO CHE ESSO è gestito da prsone appartenenti a cerchie ben precise.

              • Francesco scrive:

                cerchie che sarebbero?

                perchè è verissimo che il potere è molto elastico, allo scopo di restare al potere, con poche eccezioni di gente che ci crede davvero

                ma tu hai finito proprio dove diventava interessante

              • daouda scrive:

                facciamo che i rothschild sono solo dei faccendieri, è però mai così importante stabilirlo? E’ evidente comunque che parliamo di famiglie come l’epifenomeno mafioso illustra molto bene, pur essendo questo cosa recente e secondaria.

                Ma di solito qui sbagliano un po’ tutti per un motivo banale: un cristiano sà che le varie mafie che si scontrano ( senza cupola, che desiderano ma ancora non c’è ) sono sobillate da un medesimo agente chiamato Diavolo con tutti i suoi scagnozzi eterei.
                MA il fine , stanti la nostra eziologia ed escatologia NON E’ un “nuovo ordine mondiale” ma la dannazione eterna di cui tal pseudo armonia sarà la custodia acconsentendovi complicemnte.

                Ergo credere ch davvero essi giochino ai soldi od al dominio è del tutto erroneo, ed anzi facilita loro il lavoro incanalando energie a loro favore.
                Proprio gli elemnti di tali famiglie più vicine alla cerchia interna – che è quella demoniaca composta da posseduti sacerdoti di satana – sono le più gabbate di tutte, vittime di una pseudo gnosi palingentica che non è mai esistita.

              • daouda scrive:

                E’ evidente dunque che dire che la rivoluzione francesce abbia sostituito la classe dirigente è idiotismo allo stato puro avendo contribuito solo AL NECESSARIO cambiamento del mezzo per misurare ricchezza e relativo potere.
                Ciò implica gettera un occhio agli scontri medievali considrandoli come PARTE dlla formazione di psudo elite di per sè anticristiane pur facendosi passare per tali.

                Risulterà consequenziale che le retoriche sul medioevismo e la civiltà cristiana portate avanti dal tridntinismo sono del tutto strumentali e conformi allo schema precostituito tant’è che i grandi informatori dell’alteernativismo gomblottista , ch prima scrivevano libri ed ora si fanno i vedeo o le televisioni, combattono un mostro che non sanno nemmeno qual è additando chi gli è stato subdolament e subliminalmente ordinato di mirare.

                Viganò è solo un’altra PSYOP

  5. Moi scrive:

    La Sci-Enza 😉 è la Matematizzazione dei Fenomeni Reali …

    PERO’ ci sono SEMPRE variabili aleatorie quando si vuol tradurre in POLITICA la Sci-Enza !

  6. Moi scrive:

    Pare che Salvini stia convoncendo Draghi a “traslare” Speranza ad altro Ministero … SE torneremo a “divertirci” un po’ di più , sarà una Strage di MicroOrganismi ! 😉

  7. Moi scrive:

    @ MIGUEL , l’ Aeroplanofobo 😉 :

    La Francia VS gli Aerei

    I

    Stop alla pubblicità mediante gli aerei, finisce un’epoca in Francia

    https://www.montecarlonews.it/2021/04/12/notizie/argomenti/business/articolo/stop-alla-pubblicita-mediante-gli-aerei-finisce-unepoca-in-francia.html

    II

    Francia, aboliti i voli interni se le città sono raggiungibili in due ore e mezza di treno: ecco le tratte cancellate

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/04/12/francia-aboliti-i-voli-interni-se-le-citta-sono-raggiungibili-in-due-ore-e-mezza-di-treno-ecco-le-tratte-cancellate/6162758/

  8. Moi scrive:

    FRANCE

    https://www.lindependant.fr/2021/04/11/interdiction-des-trajets-courts-en-avion-quels-vols-sont-concernes-9481664.php

    § Economie

    § Transports

    Interdiction des trajets courts en avion : quels vols sont concernés ?

    • roberto scrive:

      sono un po’ perplesso

      innanzitutto mi sa che voli nazionali così corti non li prende nessuno (d’altronde parigi – marsiglia saranno si e non tre ore e mezzo da centro città a centro città, anche se risparmi un ora con l’aereo devi comunque arrivare un’ora prima all’aeroporto, arrivare all’aeroporto tout court e poi una volta a marsiglia arrivare in città)

      quindi chi “beneficerà” di questa misura? probabilmente spostamenti provincia-provincia (se vado da perpignan a nantes, adesso ci dovrò andare per forza in treno prendendomi un giorno di viaggio, prima parpignan – orly – orly nantes et voilà)

      probabilmente ancora le provincie negli spostamenti internazionali (prima un perpignan-new york lo facevi volando su orly e poi da charles de gaule a new york, ora la prima parte te la farai in treno)

      ne beneficerà sicuramente la SNCF, i treni più cari della galassia

      ma a parte rompere un po’ le palle a qualcuno, mi domando veramente quanti voli sarano soppressi realmente, considerando appunto che è un paese dove veramente in treno ti sposti bene e velocemente già ora…

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        C’è gente che prende voli Venezia-Roma, per cui i voli corti sono usati. Perché? Principalmente per motivi di costo: con le low cost viaggi a pochi euro, mentre le ferrovie non ti permettono di viaggiare a così buon mercato. Le ferrovie francesi, poi, sono anche abbastanza care.

        • Francesco scrive:

          e come fanno le low cost a regalare il loro servizio? sovvenzioni?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “sovvenzioni”

            No: accordi con le società che gestiscono la pubblicità negli aeroporti.

            Io compagnia aerea ti faccio arrivare dieci milioni di passeggeri davanti ai cartelloni pubblicitari che tu agenzia pubblicitaria hai messo in un aeroporto, e tu mi paghi parte del loro biglietto.

            Puo’ convenire pur di fornire il solo trasporto da un punto all’altro, senza alcun servizio aggiuntivo (come ad esempio il trasbordo dei bagagli per le coincidenze),e a patto di servire aeroporti periferici in orari impossibili, che altrimenti sarebbero deserti.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • roberto scrive:

              “No: accordi con le società che gestiscono la pubblicità negli aeroporti.”

              non solo.

              anche, e anzi più spesso, sovvenzioni pubbliche: io regione x ti sovvenziono se mi porti un miliardo di turisti all’anno (che certo sono terribili ma fanno funzionare bar, alberghi e ristoranti)
              oppue se mi usi l’aereoprto che sta in quella regione sfigata (tipo charleroi e hahn)

              • firmato winston scrive:

                “sovvenzioni pubbliche”

                Dicono cosi’ tutti, ma bisogna vedere cosa si intende davvero: tieni ben da conto che per il bispensiero fiscale uno sconto dello 0,1 per cento sulle tasse e’ una sovvenzione… devi essergli riconoscente a vita, perche’ ti hanno fatto un regalo.
                Quantomeno meglio essere sospettosi al riguardo: a mio avviso la sovvenzione c’e’ davvero solo quando la somma delle tasse che paghi e’ inferiore alla sovvenzione elargita: senno’ ti ridanno solo indietro soldi tuoi dopo aver trattenuto una lauta percentuale. Il resto e’ presa in giro.

              • Francesco scrive:

                no scusa

                sarò comunista ma uno sconto sulle tasse è una sovvenzione eccome

                e le tasse sono legittime, entro un limite ragionevole (Silvio dixit)

                ciao

              • roberto scrive:

                firmato winston,

                non sono sicuro di aver capito.

                comunque sicuramente ci sono state delle sovvenzioni regionali.

                a memoria(se vuoi approfondisco), in una delle prime decisoni della commissione (aiuti della regiona wallonie a ryanair tipo inizio anni 2000), gli aiuti regionali consistevano in sconti sulle tasse aeroportuali ed in una garanzia per eventuali perdite
                poi c’erano stati degli aiuti della società che gestisce l’aereoporto si charleroi, considerati auti pubblici perché la società era sotto controllo della regione. e lì vado sempre a memoria, avevano pagato a ryanair la campagna pubblicitaria, degli sconti sulle tariffe aereoportuale e proprio soldi cash (tipo un milione di euri per l’addestramento di piloti)

                e quella è solo la prima decisione che mi viene in mente ma ce ne sono state altre (soprattutto per gli aiuti regionali francesi)

              • roberto scrive:

                uno sconto sulle tasse è chiaramente una sovvenzione aka “aiuto di stato”

                (che è un po’ la ragione per la quale il lussemburgo* è nel mirino della commissione da qualche anno)

                *lo dico per farvi piacere, ma olanda ed irlanda stanno messe peggio

            • Francesco scrive:

              miracoli della pubblicità?

              vorrei vedere i conti, mi pare strano

              grazie

          • firmato winston scrive:

            “e come fanno le low cost a regalare il loro servizio? sovvenzioni?”

            immagino incida che non hanno costi fissi di struttura, mentre la ferrovia ha un’enorme infrastrutturazione

            inoltre il loro carburante non e’ tassato e anzi viene completamente “scaricato” come costo, mentre quello degli altri mezzi di trasporto a carburante lo e’ e in modo MOLTO pesante attraverso l’accisa che non si scarica

            infatti l’aereo e’ competitivo anche col mezzo privato, che deve pagare carburante ipertassato piu’ la non meno costosa rete infrastrutturale autostradale

            gli aerei attuali fanno 40 km/litro per passeggero, sono “green” 😉

            infatti il problema non e’ il consumo per chilometro, e’ che ci metti un attimo a fare migliaia di chilometri! Accorciano le distanze ma anche nel senso che per muoverti tanto quanto prima degli aerei, per ottenere lo stesso effetto, devi fare cento volte i chilometri.

            solo alitalia e’ riuscita ad avere enormi costi fissi senza mai fallire, ma li’ entra in campo il clientelismo romano, la capitale (il 5 per cento della popolazione italiana) dopo il venir meno delle decime vive di queste cose, e cosi’ richiama sempre piu’ clientes dalla periferia (qua c’e’ da magna’ par tutti!)

            • Francesco scrive:

              Alitalia è fallita 4 o 5 volte ma ci hanno rifilato il pacco ogni volta, a noi contribuenti

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “gli aerei attuali fanno 40 km/litro per passeggero, sono “green””

              Guarda, dietro ai biglietti ferroviari c’è il disegnino di quanto è green l’aereo…

              • firmato winston scrive:

                ovviamente era una battuta

                Comunque non chiederei all’oste se il suo vino e’ buono, un treno pesa 1000 tonnellate da vuoto.

                E neanche lanciare 1000 tonnellate a trecento all’ora per portare un po’ di culi dal punto A al punto B per nulla, e’ “green”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il treno non decolla e viaggia su rotaia. E su rotaia c’è meno attrito (motivo per cui negli incroci il tram ha sempre la precedenza).

              • firmato winston scrive:

                mauricius, discendo per meta’ da una genealogia di ferrovieri, mio padre e meta’ dei miei zii, tutti morti da tempo tranne due, sono nati in una stazione, conosco benissimo anche questo tipo di polli, per questo mi permetto di parlarne

                ma tu prova a spingere 1000 tonnellate in leggera salita… per trasportarne poche decine, al massimo, di passeggeri

                come al solito ci siamo fatti prendere la mano, da mezzo e’ diventato fine

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Tu prova a sollevare un aereo in verticale per qualche chilometro, invece 😉

                Comunque sei il primo che leggo sostenere che un treno sia più inquinante di un aereo. A parte i tuoi familiari ferrovieri, c’è qualcun altro che condivide il tuo pensiero?

                A pensarla diversamente da te c’è l’Agenzia Europea per l’Ambiente, per esempio.

                https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/daviz/specific-co2-emissions-per-passenger-3#tab-chart_1

              • firmato winston scrive:

                “Comunque sei il primo che leggo sostenere che un treno sia più inquinante di un aereo.”

                A parte che non ho mai sostenuto niente del genere, hai tutte le capacita’ matematiche e le informazioni per chiederti se cio’ “che tutti dicono” sia poi cosi’ scontato.

                Se un aereo fa 40 km/litro per passeggero, significa che occorrono 25 litri di carburante per passeggero per fargli fare 1000 chilometri. Il carburante costa circa 50 centesimi al litro, quindi 1000 chilometri costano 12,5 euri. Il carburante e’ il costo maggiore nel trasporto aereo, perche’ l’infrastruttura non costa nulla, le piste equivalgono a due miseri chilometri di autostrada, e se aggiungiamo costo del personale e dell’aeromobile ammettiamo pure di raddoppiare il costo chilometrico: fanno 25 euri per 1000 km.

                Ti sfido a fare 1000 km con 25 euri col treno o con qualunque altro mezzo coprendo tutti i costi compresa l’infrastrutturazione, treno che pure in europa e’ di gran lunga il mezzo piu’ sovvenzionato dallo Stato (tranne forse che in inghilterra dove infatti costa un botto).

                Quindi, dare per scontato che qualsiasi altro mezzo di trasporto costi meno dell’aereo in termini economici ed energetici non e’ scontato, anche senza tirare in ballo sovvenzioni aeroportuali e la solita batteria di esternalita’ ad hoc come si usa in questi casi per arrivare alla conclusione che era stata predeterminata fin dall’inizio.

                Per strade e ferrovie servono infrastrutturazioni da milioni di tonnellate di ferro e cemento, che hanno a loro volta enormi costi ambientali ed energetici di produzione e manutenzione, i ponti come si e’ visto dopo qualche decennio crollano e si devono rifare: va tenuto nel conto.

                Per farsi venire qualche dubbio basta saper fare addizioni e sottrazioni, non serve chissa’ che competenza, e in rete si trova il resto, su wikipedia in inglese c’e’ il consumo per passeggero di tutti i modelli di aereo piu’ diffusi.

                Poi a cosa serva spostare tutta questa gente da un posto all’altro, con un mezzo o con l’altro, e’ li’ che forse dovremmo concentrare l’attenzione: non serve a nulla, e non migliora di niente la qualita’ dellla vita anzi la rende sempre piu’ frenetica e stressante.

        • roberto scrive:

          in francia i treni costano un botto, ma puoi fare abbonamenti che alla fine sono quasi competitivi con l’aereo, e credo che ci siano altre considerazioni

          tempi per esempio
          parigi strasbourgo 490 km 1h56 minuti. puoi letteralmente vivere a strasburgo e lavorare a parigi (e anzi ho un collega che l’ha fatto per qualche anno, prendeva un treno alle 7.00 e era in ufficio alle 9.30)

          affidabilità dei treni (in francia sono molto puntuali, tranne ovviamente per la quantità straordinaria di giorni di scioperi)

          non credo che prenderei l’aereo per piccoli spostamenti parigi-provincia

          mi sembra una misura più simbolica che altro, ma vedremo alla fine quanti voli abbandoneranno (ho come il sospetto che sia una scusa dipinta di verde per permettere ad airfrance di lasciare delle tratte che non permettono di guadagnare ma che venivano mantenute solo per l’idea di “sevizio pubblico”)

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “in francia i treni costano un botto, ma puoi fare abbonamenti che alla fine sono quasi competitivi con l’aereo”

            Se fai il pendolare va bene, ma tutte le altre categorie di viaggiatori (commerciali, agenti, turisti, ecc.) non possono fare abbonamenti.

            “affidabilità dei treni”

            Mi convinco che certe cose capitano solo a me 😀
            Però mi hanno fatto un buono di rimborso integrale per il ritardo di un intercités.

            • roberto scrive:

              “Mi convinco che certe cose capitano solo a me”

              io mi sono sempre trovato bene con i treni francesi.
              poi è ovvio che ogni tanto la sfiga capita (mi ricordo un parigi – strasburgo con una carrozza che ha preso fuoco e siamo scesi in mezzo alla campagna, e un lussemburgo parigi con una “caténaire”….come si chiamano, le cose dove passa l’elettricità, crollata ed un paio d’ore di ritardo), ma ho regolarmente preso coincidenze nei dieci minuti, cosa che in italia non mi azzarderei mai e poi mai a fare

              poi gli scioperi sono drammatici, improvvisi, senza nessuna deroga, lì non c’è niente da fare se ci capiti in mezzo non viaggi punto e basta

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                A me nell’ultimo anno “normale” è capitato in quattro giorni:
                – ritardo nel treno internazionale (ma lì è colpa del controllo documenti al confine)
                – ritardo nell’intercittà
                – metà dei viaggi fatta con autobus sostitutivi (ma lì erano lavori sulla rete)
                Sì, non ho una vera esperienza di ferrovie francesi in momenti normali.

              • Peucezio scrive:

                A me hanno spiegato che se ti sposti da Parigi ad altri posti o viceversa, tutto bene. Ma se devi andare in due posti vicinissimi dall’altra parte della Francia, poco ci manca che tu non debba passare da Parigi, come dire che per andare da Milano a Torino devo cambiare a Roma.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @Peucezio

                Le linee ad alta velocità sono a raggiera, per cui effettivamente se devi spostarti “di traverso” trovi collegamenti a bassa velocità. Un po’ come in Spagna.

  9. Fuzzy scrive:

    Un frigorifero utilizza molta più energia di un forno a microonde, perché è acceso 24 ore al giorno, ma il suo consumo energetico può essere abbastanza ridotto da poter essere utilizzato su una rete CC.
    (in estate)

    Il secondo modo per risolvere il problema dei dispositivi ad alta potenza è semplicemente non usarli. Questo è l’approccio seguito in barche a vela, camper e roulotte, dove un sistema di distribuzione AC di supporto non è semplicemente un’opzione. Questa è la soluzione più sostenibile ai limiti della potenza DC, perché in questo caso la scelta del DC si traduce anche in una riduzione della richiesta energetica . Il risparmio energetico totale potrebbe così diventare molto maggiore del 17-27% calcolato sopra, e allora finalmente abbiamo una soluzione radicalmente migliore che potrebbe fare la differenza

    Ovviamente, questa strategia implica un cambiamento nel nostro modo di vivere. Significherebbe che l’elettricità viene utilizzata solo per l’illuminazione, l’elettronica e la refrigerazione, mentre per tutti gli altri apparecchi vengono scelte alternative non elettriche. Non a caso, questo è abbastanza simile a come venivano gestite le reti CC alla fine del diciannovesimo secolo, quando l’unico carico elettrico era per l’illuminazione

    https://www.lowtechmagazine.com/2016/04/slow-electricity-the-return-of-low-voltage-dc-power.html
    In più:
    “Le vie del risparmio energetico sarebbero infinite. Ma non interessano”.

    • Francesco scrive:

      però la storia d’Italia dal Dopoguerra dice il contrario

      se l’energia costa, il risparmio energetico viene da solo e in modi impensati dai saggi

      inoltre ci sono gli allacci abusivi alla rete ma questa è un’altra storia (o no?)

      • Fuzzy scrive:

        Infatti verrà da solo, ma come le cose fatte all’ultimo momento con una certa dose di improvvisazione. Costruire un sistema energetico off grid richiederebbe invece un minimo di organizzazione, tenuto conto che poi sarebbe veramente sostenibile per un lungo periodo.
        Non credo che si voglia ritornare alla preistoria.
        Si tratta di cadere col paracadute.
        Questo secondo me vale anche per “il cucchiaino”. Ripristinare la fertilità dei terreni non è cosa che si possa fare se non
        con largo anticipo e mettendo da parte la logica del profitto.
        Si sa che certe cose si possono fare, ma non si fanno, adducendo scuse varie. Principalmente false questioni tecniche.

        • Francesco scrive:

          “mettendo da parte la logica del profitto” mi suona malissimo, quasi osceno

          potresti spiegare? grazie

        • Francesco scrive:

          costruire un sistema energetico off grid PARE un inno maoista all’inefficienza tecnica MA non sono un tecnologo

          milioni di microcentrali isolate invece di decine di megacentrali in rete tra loro … perchè suona così male?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “male”

            Perché?

            Te lo dico io.

            Perché è la versione ecologista del Grande Salto in Avanti del maoismo.

            Lì era acciaio, qui chilowattora, ma il succo è quello : “piccolo è bello”.

            Tante unità produttive decentrate farebbero meglio, stando ai fautori, di poche grandi unità centralizzate.

            Così, invece di ridurre gli sprechi e i costi di manutenzione con un’economia di scala, lu si moltiplica.

            Non devo spiegarti certo io le conseguenze.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Fuzzy scrive:

            Beh, la rete mica te la danno a gratis, e poi lungo i fili si sa che c’è dispersione.
            E non ha forse bisogno di manutenzione?
            Tra parentesi non sono maoista. Casomai il mio modello diciamo politico è Thoreau.
            Rimaniamo sempre su quello che scriveva Winston. Con poche centinaia di euro ti fai il tuo impiantino e non ci pensi più. Del genere: tagli fuori tutta la burocrazia e le ruberie nonché le impennate dei costi che caratterizzano la produzione di energia su larga scala. E fai in fretta. Altrimenti ti tocca aspettare come i francesi con la loro centrale nucleare che non è mai finita.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ fuzzy

              “più”

              È proprio quel “e non ci pensi più” che sballa tutto il discorso.

              Thoreau era un privilegiato che poteva permettersi di giocare al Ritorno alla Natura – e comunque dopo un po’ si è stufato e ha scritto un bel libro usando inchiostri e tipografie e non cortecce di betulla.

              Una società di milioni di individui che fosse costretta a un livello tecnologico tipo Thoreau si estinguerebbe assai dolorosamente.

              Anche solo per farti l’impiantino “così poi non ci pensi più” hai bisogno di tutta un’immensa sottostruttura tecnologica e tecnocratica per fornirti l’inverter, le batterie, le celle fotovoltaiche ecc. che non puoi costruirti mica da solo con i prodotti dell’orto.

              E quella sottostruttura richiede Terawatt, e tanti di più quanta più gente deve sostenere, inclusi i novelli aspiranti Thoreau.

              Persino i survivalisti estremi tipo USA hanno bisogno di coltelli e di bussole, e né l’uno né l’altro li produci sfregando fra loro i rametti e mettendo trappole tipo l’ultimo dei Mohicani.

              Piccolo è brutto.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Mi sa che ci stiamo ripetendo.
                È tutta una questione di scala. Serve una struttura proporzionata alla scala energetica che impieghi. Se impieghi un decimo dell’energia la struttura “dietro” ai pannelli sarà di conseguenza un decimo, circa. Nessuno si illude che ci siano pasti gratis.
                Altrimenti fai finta che non ci siano problemi con le risorse, il riscaldamento globale, e tutto il resto dell’ambiente che è allo stremo e poi ti prendi in casa qualche miliardata di profughi ambientali. E a quel punto non ce la farà più nemmeno Erdogan a contenerli per procura.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “scala”

                No.

                È questione di convincere la gente a usare l’energia che gli fornisco.

                Se ti chiedono: “mi FSO un MW domani fra le due e le tre del pomeriggio?”

                io gli rispondo “sì” e loro lo prendono.

                Tu e firmato_winston rispondete “aspetta che vedo se domani piove”…

                … loro secondo te cosa ti rispondono? 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                FSO=dai

              • firmato winston scrive:

                “Tu e firmato_winston rispondete “aspetta che vedo se domani piove”…”

                certo funziona proprio cosi’ i miei clienti se piove sanno che devono aspettare che smetta

                e’ bellissimo!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato winston

                “bellissimo”

                Sarà pure bellissimo, ma non è così che funziona l’energia elettrica.

                Ogni notte c’è un’asta fra computer.

                Il computer del gestore della rete (in Italia, TERNA) dice ai computer dei produttori di elettricità: “stando alle statistiche dei consumi di ieri domani fra le 14 e le 16 ho bisogno di mezzo gigawatt”.

                E i computer di ENI di Edison ecc. rispondono: ” te lo do’ io , a mezzo centesimo di euro per chilowatt!” “no, te lo do io a un terzo di centesimo!” e così via.

                Pochi millisecondi, ed ecco assegnato il contratto.

                Perché di contratto vero e proprio si tratta: il vincitore (mettiamo Edison) si impegna in anticipo a fornire la potenza promessa per il tempo richiesto al momento pattuito.

                Se giunto il momento non ce la fa? Gli altri fornitori sopperiscono nell’emergenza al bisogno della rete. Ma Edison paga fior di penale.

                In queste condizioni, chi vuoi che si impegni a equipaggiarsi con le rinnovabili, senza un sostanzioso supporto di metano?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • werner scrive:

                @Andrea

                “Ogni notte c’è un’asta…”

                Interessante!

                L’asta come si coniuga con il fatto che io ho il contratto con Eni, tu con Enel, e un’altra persona con Sorgenia, e ognuno paga la bolletta al suo fornitore?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “L’asta come si coniuga con il fatto che io ho il contratto con Eni…”

                L’asta riguarda la borsa elettrica, che è come la borsa merci: quello è il modo in cui viene quotato il riso (per dire) nel mercato “all’ingrosso”, ma non è che tu compri la confezione di riso al supermercato sulla base delle quotazioni alla borsa merci. Il tuo contratto con l’Eni riguarda la distribuzione della corrente, cioè il mercato “al dettaglio”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ werner

                “interessante”

                L’asta e’ trasparente a noi utenti finali. Io faccio un contratto ad es. con PincoPallo.

                PincoPallo (ignoro se direttamente o tramite Terna, credo però la seconda che ho detto) induce l’asta fra i fornitori.

                Ma io, cliente finale, ignoro chi siano i fornitori.

                Alcuni si impegnano verso di me a servirsi solo di fornitori che producono energia con le rinnovabili.

                Ma io non ho modo di controllare. I dubbi vengono quando so che se accendo la luce di notte di certo il fotovoltaico non aiuta, che l’accumulo è risibile (quasi tutte le dighe sono a tappo con l’accumulare elettricita’ in eccesso dal nucleare francese, almeno nel Nordovest d’Italia), che l’idroelettrico è a tappo e che non so dove e se soffi abbastanza vento.

                Insomma, è come coi pistacchi: se tutti i pistacchi che si comprano fossero di Bronte come spesso proclama la loro etichetta Bronte dovrebbe essere grande come la California, invece di essere quel bel paesino piccolino che è…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • firmato winston scrive:

              @fuzzy

              Infatti, e’ una questione di liberta’.
              E per la liberta’ bisogna anche essere disposti a pagare, che non significa tirare fuori soldi, significa rinunciare a certe comodita’, per i costi indiretti che comportano in termini, appunto, di perdita di liberta’. Vedi appunto Thoreau, che e’ l’estremo opposto del maoismo e di qualsivoglia forma di collettivismo forzato, e’ anarchismo individualista.

              Non c’e liberta’ senza possibilita’ pratica di secessione volontaria, ed e’ su questo che giocano i nostri “benefattori”, e’ cosi’ che ci incastrano promettendoci, che le vogliamo o no, efficienza e comodita’ per poi, per somma irrisione, dirci che e’ stata colpa nostra, che siamo stati noi a volerle. E’ per questo che detesto l’ecologismo politico italiano, quello si’ fascio/maoista/staliniano, tutto “chiacchere e incentivi”.

          • firmato winston scrive:

            “milioni di microcentrali isolate invece di decine di megacentrali in rete tra loro … perchè suona così male”

            Guarda che e’ quello che succede gia’ da un bel po’ di anni: ogni volta che vedi dei pannelli solari sopra un tetto, quella e’ una microcentrale a inverter che scambia corrente con la rete.
            Per legge, TUTTA l’energia prodotta da quelle microcentrali ha la priorita’ e deve essere tutta venduta per prima (ed e’ quella che costa di piu’ perche’ nel caso peggiore, grazie a Prodi, comprende 43 centesimi di incentivo a KWh), e anche per questo la bolletta cresce sempre.
            Probabilmente ce ne sono gia’ milioni, basta guardare ai dati sul gse che sono abbastanza pubblici.
            Pensa che a un certo punto hanno sospeso gli incentivi perche’ c’era gente che accumulava l’energia durante le ore in cui costava meno, per poi reimmetterla in rete quando costava di piu’… e non necessariamente la propria ma anche quella prelevata dalla rete, speculando sulla differenza di prezzo…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ firmato winston

              …ed è stata la cosa peggiore, perché non essendo stato tolto prima di mezzo il carbone finisce che quando splende il Sole e queste centraline fotovoltaiche pompano potenza si devono spegnere le centrali s metano (che inquinano poco ma che si possono spegnere in fretta) e si devono lasciare accese quelle a carbone (che inquinano immensamente di più ma che si possono spegnere solo dopo giorni). Salvo poi tornare al fossile quando piove, s’intende.

              Molto ma molto meglio sarebbe stato se i soldi buttati in incentivi al fotovoltaico si fossero spesi, come voleva Prodi, in crediti d’imposta per lavori di coibentazione di edifici e di risparmio energetico (un po’ come con l’attuale bonus al 110%, ma su scala assai maggiore). Ma naturalmente questo vuol dire avere dichiarazioni dei redditi in ordine e lavori regolarmente fatturati…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • firmato winston scrive:

                ADV!!! >:-\
                Ma ti ho scritto in un messaggio precedente a cui peraltro hai risposto e quindi suppongo hai letto, che il carbone e’ ormai marginale, e’ al 12 per cento.
                Dati ufficiali GSE fra l’altro gia’ di due, tre anni fa.
                Del resto, il 40 per cento e’ gas, il 40 per cento rinnovabile, di cui il grosso e’ idroelettrico che e’ ancora meglio dosabile del turbogas basta aprire e chiudere il rubinetto (e non per scherzo), e solo il rimanente e’ per meta’ fotovoltaico e per l’altra meta’ eolico, che tendenzialmente si compensano a vicenda in quanto a produzione nell’arco della giornata.

              • firmato winston scrive:

                “Ma naturalmente questo vuol dire avere dichiarazioni dei redditi in ordine e lavori regolarmente fatturati…”

                e non fare il pesce in barile lo sai benissimo che queste robe qua servono solo a far lavorare la burocrazia dilagante per fare PIL farlocco da mostrare a mo’ di belletto dei conti pubblici, che vorrei anche vedere che lavorassero in nero, sono tutti soldi che tornano in tasca a loro

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato winston

                Ciò non contraddice quanto vado ripetendo: non puoi aumentare il rinnovabile senza un corrispondente aumento del metano (visto che l’idroelettrico è a tappo). In un altro post di questo thread ho raccontato delle aste notturne di elettricità; qui basti ricordare che ormai i turbogas a metano per la produzione di energia si vendono in base alla loro rapidità di accensione e spegnimento, più che in base alla loro taglia, il che conferma quanto detto sopra.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato winston

                “barile”

                E il che pensavo che combattere l’evasione fiscale servisse ad abbassare le tasse a tutti pur mantenendo i servizi pubblici. Tant’è che fuor d’Italia e Grecia lo fanno più o meno tutti. Ma guarda tu che scemo che sono! 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “non puoi aumentare il rinnovabile senza un corrispondente aumento del metano”

                Semplicemente non è vero. Oggi l’elettricità italiana è sostanzialmente un duopolio metano-rinnovabili, con qualche percentuale di altro (carbone e importazioni, soprattutto, ma le importazioni non consideriamole per un attimo, perché complicano solo le cose: sono prevalentemente notturne e sono usate perché con il valore dell’elettricità di notte certe produzioni che di giorno sono immesse nella rete sono semplicemente fuori mercato). Andando avanti con il tasso di sostizione attuale, presto quella quota di “altro” sarà rimpiazzata e avremo un mix energetico diviso tra metano e rinnovabili. Dire che in questo scenario, assolutamente futuribile, aumentare la quota di metano non riduce la quota di rinnovabili fa a pugni con la matematica.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mauricius tarvisii

                “tasso do sostituzione attuale”

                Tasso che è minimo, credimi.

                Centrali nuove non se ne fanno.

                Si aspetta la fine vita di quelle vecchie per sostituirle.

                E allora, sovvenzioni a parte, non ha senso mettere qualcosa che oggi funziona domani aspetta che guardò le previsioni meteo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • firmato winston scrive:

            Visto che l’argomento ti interessa, gli inverter relativi al solare sulle abitazioni e ormai quasi tutti i supermercati e le fabbriche, sono progettati per bloccarsi se manca la corrente di rete, non funzionano off-grid: in altre parole se c’e’ un blackout resti senza corrente anche se hai l’impianto autonomo sopra il tetto, si blocca tutto in automatico.
            Perche’? Perche’ se non ci fosse questa garanzia sarebbe impossibile fare manutenzione alla linea, in quanto ci sarebbe sempre qualcosa che la tiene sotto tensione e che ammazza gli operai che ci lavorano.
            Tant’e’ che adesso qualche volta preferiscono, per ulteriore sicurezza, fare i lavori di notte quando manca il sole…

            Se invece hai un inverter cosiddetto ibrido che funziona anche senza rete, o non lo colleghi proprio alla rete, oppure lo colleghi attraverso un’apparecchiatura omologata che fa il distacco automatico in caso di assenza di tensione in rete, oppure che in ogni caso non immette mai corrente in rete, ma al massimo la preleva quando hai finito la tua perche’ e’ notte e/o si sono scaricati gli eventuali accumulatori.

            I normali inverter, quelli con l’incentivo, sono invece milioni di microcentrali di produzione che immettono in rete. Uno dei vantaggi rispetto alla grossa centrale e’ che la produzione distribuita richiede linee di distribuzione a distanza meno potenti, per cui hai meno perdite di distribuzione. E’ la stessa differenza che c’e fra “internet” e “primo e secondo canale RAI e basta”.

            Certo che e’ un casino rispetto a un solo duce in testa coi pieni poteri, ma c’e’ anche chi preferisce la sua biciclettina da 20 all’ora al posto dell’elettrotreno collettivo che fa i 500 all’ora e magari fra un po’ porta pure i coloni su marte.

            • Francesco scrive:

              scusa ma .. milioni di lineette di distribuzione dell’elettricità studiate da geometri invece che poche lineone da centrali studiate da squadre di ingegneri

              tutto quello che so di progettazione, efficienza e sicurezza mi dice cosa funziona meglio dei due sistemi. sbaglio?

              PS da ciclista, se devo portare la famiglia da qualche parte, non uso la bici. e non solo non va su Marte, manco in Liguria arriva. capisci che QUALCHE VOLTA devi andare in Liguria. o su Marte.

        • Moi scrive:

          Dissento solamente sul “false” … semmai “capziose” !

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ fuzzy

      Parliamo sempre di consumi domestici, ovviamente.

      (Vicino al mio ufficio c’è un tornio lungo quindici metri, il più grande d’Europa…)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        marca? diametro tornibile sulle guide? cosa lavora?

        😀

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          I forgiati delle turbine a gas per produzione di elettricità, e in particolare gli alberi ruotanti su cui vanno fissate le palette in ceramica della turbina. Siccome le turbine girano cinquanta volte al secondo ventiquattr’ore al giorno per vent’anni, non sono tollerate eccentricità superiori a frazioni di millesimo, e siccome sono lunghe parecchi metri, la lavorazione va fatto su un pezzo unico, il che a sua volta richiede un tornio di lunghezza adeguata. Non ne conosco la marca.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            faccina con i cuoricini!

            è una cosa che adoro, in senso quasi religioso, la capacità degli ingegneri di fare macchine di quel genere

            sarà perchè da giovane ho fatto il Classico

            • firmato winston scrive:

              E’ una macchina che ne fa un’altra, di cui l’ingegnere e’ lo strumento.

              • Francesco scrive:

                alla faccia dello strumento!

                capisce il problema
                escogita la soluzione
                inventa il sistema per farla calare dal mondo delle idee a quello della materia
                la fa ripartire quando si blocca

                peccato a volte voglia anche fare politica ma è sempre un essere umano

      • Fuzzy scrive:

        E che te ne fai di un tornio di 15 metri? Dico per curiosità…
        Certo che se diminuisci in modo ragionevole i consumi domestici e non, di conseguenza si ridurranno anche le esigenze produttive.
        Tu mi dirai che così crolla il sistema.
        E chi ti dice che non stia crollando di già per conto suo?
        Tradotto: e se Turiel avesse ragione?

  10. Miguel Martinez scrive:

    Un elemento fondamentale per i costi bassi dei voli è il “co-marketing”, per fortuna sotto attacco in tempi recenti:

    Source : https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2019/01/23/comarketing-no-sovvenzioni-fuorilegge-indagine-ryanairPalermo06.html

    Comarketing? No, sovvenzioni fuorilegge Indagine sui fondi per Ryanair

    Nel mirino dei pm i finanziamenti erogati da Airgest dal 2012 al 2015: circa trenta milioni di euro

    Un fiume di denaro pubblico, almeno trenta milioni di euro solo nel periodo compreso dal 2012 al 2015, che attraverso la società di gestione dell’Aeroporto di Trapani, l’Airgest, è finito nelle casse della compagnia aerea low cost Ryanair per assicurare le rotte fra lo scalo trapanese e il resto d’Europa. Su questo controverso meccanismo definito di ” comarketing” la Procura di Trapani ha deciso di vederci chiaro aprendo un’inchiesta coordinata dal procuratore Alfredo Morvillo e affidata al sostituto Rossana Penna. Mesi di accertamenti, analisi degli accordi firmati con Ryanair e dei bilanci, due perizie affidate a due esperti in società pubbliche e a un docente di Diritto civile dell’università di Milano che hanno portato a 15 indagati, fra i componenti di tre diversi consigli di amministrazione Airgest e dei relativi collegi sindacali con accuse che vanno dal peculato al falso in bilancio.

    La finta promozione

    L’inchiesta sarebbe partita da un esposto presentato in procura da alcuni esponenti locali del Movimento 5 Stelle e ha messo sotto esame il meccanismo secondo il quale già a partire dal 2010 e fino al 2015 sono stati erogati i contributi a Ryanair per farla volare su Birgi. Un meccanismo, il comarketing, che già negli anni scorsi era stato al centro di diverse inchieste e indagini della guardia di finanza prima negli scali pugliesi e poi a Pescara. Per aggirare la normativa europea sugli aiuti di Stato il contratto è ufficialmente un accordo per la promozione turistica stipulato fra Comuni o Province e la società Ams che gestisce il sito web di Ryanair. Ma se sulla carta i soldi vengono spesi per pubblicizzare sul sito della compagnia le bellezze delle località che pagano, in realtà servono per pagare i voli senza nessun bando pubblico o gara europea fra compagnie. Un meccanismo utilizzato da molti aeroporti italiani ma che spesso ha attirato l’attenzione di Antitrust, Unione Europea, Corte dei Conti e procure.

    Aiuti di Stato

    A Trapani l’inchiesta avrebbe fatto emergere una serie di reati oltre a dimostrare, secondo i magistrati, che quei milioni versati a Ryanair sono da considerare aiuti di Stato, dunque violano le normative europee e la legge sugli appalti pubblici. Ma le accuse sono anche di falso in bilancio perché i soldi versati alla compagnia irlandese non sarebbero stati considerati come un costo, in pratica le perdite sarebbero state occultate con l’aggravante che questi esborsi, secondo le analisi dei periti, hanno eroso più volte l’intero capitale sociale della società a totale partecipazione pubblica richiedendo più volte l’intervento della Regione per ripianare i conti, da qui anche l’accusa di malversazione di fondi pubblici. E l’ultima ricapitalizzazione da 12 milioni risale a circa un anno fa. E poco più di anno fa a criticare con parole di fuoco il meccanismo di comarketing fu anche l’ex procuratore capo del tribunale di Palermo, Francesco Messineo che da commissario del Comune di Trapani sfilò la sua amministrazione da ogni contratto parlando chiaramente di atti illegali e di aiuti di Stato. Per tutti questi reati i magistrati procedono per il periodo fra il 2012 e il 2015, visto che per i due anni precedenti è già scattata la prescrizione.

    La tassa mai versata

    Ma i manager Franco Giudice, Salvatore Castiglione e Paolo Angius, i tre presidenti dei cda di questi anni con altri 12 componenti di consiglio e collegio sindacale devono rispondere anche di peculato. Le indagini dei finanzieri hanno evidenziato che dal 2009 al 2015 Airgest non ha versato nell’apposito fondo Inps i proventi a passeggero pagati da Ryanair per la tassa di imbarco. Circa 18 milioni di euro, secondo l’inchiesta, che la società ha utilizzato per sopperire alla mancanza di liquidità dovuta alla gestione in perdita.

    L’inchiesta al momento non riguarda il bando per l’assegnazione delle rotte per i prossimi tre anni. Ma anche in quel bando, uguale a quello dello scalo di Comiso, si parla di ” promozione turistica” e non di contributi per i voli e si utilizzano fondi pubblici. Il fascicolo aperto in procura a Trapani potrebbe far scricchiolare l’intero meccanismo con il quale gli aeroporti italiani incentivano le compagnie. E che fino ad oggi è costato in Italia 150 milioni l’anno, 35 dei quali sborsati in modi diversi dai quattro aeroporti siciliani.

    • roberto scrive:

      per chi ha voglia di divertirsi, qui trovate tutte le decisioni/inchieste in materia di aiuti di stato nel settore “trasporto aereo” della commisisone
      (dovete mettere in economic sector H51 e poi potete limitare per stato, compagnia beneficiaria ed altri mille parametri)

      https://ec.europa.eu/competition/elojade/isef/index.cfm?clear=1&policy_area_id=3

    • firmato winston scrive:

      E cosa c’e’ di scandaloso se una societa’ a controllo pubblico come Airgest sovvenziona una compagnia aerea, sebbene attraverso escamotage, affinche’ gli porti come meta privilegiata dei turisti da cui poi indirettamente guadagna ancora di piu’?
      Alla fine paga sempre e comunque il turista, e se non erro le mete turistiche italiane sono fra le piu’ costose al mondo, i turisti quando arrivano qui poi vengono spennati ben bene, a termini di legge.
      Ho capito che il fine giustifica i mezzi, ma non abbiamo altre cose a cui attaccarci? Mi sembra un modo un po’ mafioso di affrontare il problema, stile “ti mando la guardia di finanza che qualcosa trova sempre e ti rovina”, ed e’ vero che spessissimo funziona cosi’, magari con sottofondo di lotte di interesse tribale, specie quando c’e’ “la repubblica” di mezzo.
      Meglio non “incentivare” ulteriormente l’andazzo. Tieni conto poi che queste cose magari venti anni dopo finiscono quasi sempre in assoluzioni “perche’ il fatto non sussiste”, e si scopre da dove sono partiti i rumors allo scopo di danneggiare l’avversario che magari era pure quello meno disonesto, e piu’ fesso, della banda. Venti anni dopo.
      Meglio andarci con le molle, l’esperienza pluridecennale insegna.

      • roberto scrive:

        “E cosa c’e’ di scandaloso se una societa’ a controllo pubblico come Airgest sovvenziona una compagnia aerea”

        con i soldi tuoi lo stato paga fa un regalo alla società X e le società Y, W e Z si attaccano al tram

        • firmato winston scrive:

          Mi pare che in questo caso lo scopo e’ quello di portare i turisti a casa propria. Se e’ il posto dove ci abito anch’io e coi turisti ci campo, e’ anche nel mio interesse. In ipotesi, ovviamente, nella realta’ non e’ il mio caso.
          Sta’ roba mi suona come il processo all’ENI per le tangenti in nigeria, e cose del genere: martellate sui propri coglioni per far dispetto alla moglie, detta altrimenti.

          Poi possiamo essere, e siamo, contro il trasporto aereo sfizioso: ma va contro i miei principi religiosi impedirlo con la forza e anche col disincentivo. 🙂

          A parte che nelle condizioni economiche in cui e’ l’italia niente che porti a casa soldi e’ sfizioso. Non si torna piu’ indietro, ci siamo incastrati da soli, anche grazie a quelli che sul “piccolo e’ brutto” ci campano e ci speculano. Dovevamo mandarli a quel paese subito, ci hanno fregati.

          • daouda scrive:

            come spacciare la concorrenza per liberismo!

            ahahahaha

          • roberto scrive:

            si ma perché il turista deve venire con la compagnia X e non con la compagnia Y?

            e perché la compagnia Y deve fallire grazie alla concorrenza sleale della compagnia Y?

            un aiuto generale potrebbe essere anche ammesso (e l’aiuto allo sviluppo regionale è appunto una delle cose “buone”), ma la sovvenzione diretta ad una sola impresa…..mmmmmh molto più complesso

            • firmato winston scrive:

              hai ragione roberto, ma non e’ certo questo che preoccupa miguel

              d’altra parte saprai meglio di me del casino mostruoso che si e’ creato a suo tempo pure con le gare al massimo ribasso, al cui errore poi si e’ cercato di tamponare incasinando oltremodo il sistema, per cui alla fine che tu sia disonesto o no non ti resta che ricorrere alla scorciatoia e al sotterfugio.

              e a qual punto il primo che passa, che tu sia onesto o no, ti rovina. diventi ricattabile

              Solo per questo invitavo a soppesare bene la questione…

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Poi possiamo essere, e siamo, contro il trasporto aereo sfizioso: ma va contro i miei principi religiosi impedirlo con la forza e anche col disincentivo”

            In concreto, tu sei contro l’essere contro il trasporto aereo sfizioso.

            • firmato winston scrive:

              “In concreto, tu sei contro l’essere contro”

              e continua pure dopo il secondo “contro”: da un certo punto in poi della mia essistenza ho cominciato a nutrire il sospetto che il mondo fosse ricorsivo, piu’ che dialettico 😉

              a lot of insipid stupid parenthesis

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                No, no: due contro sono esattamente quello che servono per esprimere il concetto per cui “secondo te è sbagliata qualsiasi politica che non incentivi il trasporto aereo”.

              • firmato winston scrive:

                «Ogni cosa era mondo, e nulla in quel mondo gli apparteneva sul serio.»

                Torsten Bergman, piastrellista a Uppsala, si è ritirato ai margini dell’esistenza: è in pensione, la moglie e il figlio sono morti, anche il cane se n’è andato, e la sua casa non è ormai che il museo dei resti di ciò che è stato. Ogni tanto gli capita ancora di accettare qualche incarico occasionale, purché in nero, perché il suo rapporto con la società è lo stesso che ha instaurato con la vita: di dichiarata non appartenenza. Chiamato un giorno da un amico a finire un lavoro lasciato a metà da altri, capita in una misteriosa casa in via di ristrutturazione ma dall’aria abbandonata. Senza sapere quale sia il suo compito, né come o per chi lo deve svolgere, si mette accuratamente all’opera. Ecco allora che strani personaggi compaiono nella casa, veri o sognati, con le loro vicende reali o possibili, mescolandosi a meditazioni e ricordi che riaffiorano a poco a poco dal passato, tappe di quella «storia di un fallimento» che, come dice Sartre nell’epigrafe del libro, è pur sempre la storia di una vita. Ma con un sottile avvio da saga, Gustafsson ci ha messi sull’avviso: si tratta di un romanzo epico. E muovendosi fra i temi esistenziali con l’insolente agio dei nordici racconta l’avventura di un «uomo della possibilità» costretto a vivere in un mondo di congiuntivi, in cui ogni affermazione è preceduta da un forse e seguita da un punto interrogativo. Un uomo che compie un viaggio a ritroso alla ricerca di come è giunto a se stesso, nel tentativo di trovare dove quel che dava senso e realtà alla vita è andato smarrito.

              • firmato winston scrive:

                E’ una citazione misteriosa di una recensione che trovate sul web, non l’ho scritta io.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ firmato winston

            “piccolo è brutto”

            Chissà perché da quando Commoner scrisse “Piccolo e’ bello” mezzo secolo fa nessun Paese abbia mai seguito il suo esempio.

            Mi viene un dubbio.

            Sarà perché è una sesquipedale fesseria?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • firmato winston scrive:

              “Sarà perché è una sesquipedale fesseria”

              non c’e’ alcun modo di misurarlo “oggettivamente”

              hai letto turbare l’universo di freeman dyson?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato winston

                “oggettivamente”

                Infatti il mio è solo un dubbio, che contrappongo all’immarcescibile certezza di chi dice (non tu 🙂 !) come la Ludia Menapace buonanima che “esiste un modo maschile e uno femminile di risolvere le equazioni”.

                “Dyson”

                Purtroppo no. (È una delle cose che devo fare prima di morire, oltre a finite di leggere l’opera omnia di Orwell e di Borges).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • paniscus scrive:

                se n’è già parlato qualche giorno fa,

                ma se qualcuno dice che “esiste un modo maschile e uno femminile di risolvere le equazioni”,

                ho il ragionevole sospetto che, con ogni probabilità, si tratti di qualcuno che personalmente non sa risolvere le equazioni e non ha la minima idea di come si faccia,

                indipendentemente che sia uomo o donna…

            • firmato winston scrive:

              ““Dyson” “turbare l’universo”
              Purtroppo no. (È una delle cose che devo fare prima di morire, […]”

              Non e’ piu’ edito, ma c’e’ n’e’ un’ottima versione in pdf dal cartaceo della prima edizione italiana del 1981, sul mulo… in soli 3.6 MB (gia’ 40 anni sono passati…)
              Si legge d’un fiato.

              Di Orwell e’ ottimo il meridiani mondadoriano di millemila pagine con tutte le opere, da centellinare: devo dire che “1984” forse e’ uno dei suoi scritti peggiori, mentre bellissimi “Una boccata d’aria fresca”, una specie di “pomeriggio di un piastrellista” ante litteram, e “Senza un soldo a Parigi e a Londra”.

              Di Borges ho letto “solo” qualche volume della “biblioteca di babele” di Franco Maria Ricci (all’epoca finivano al macero e le trovavi nei remainder a due soldi, pensa te).

              • firmato winston scrive:

                “devo dire che “1984” forse e’ uno dei suoi scritti peggiori”

                Piu’ che peggiori, piu’ fraintesi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato winston

                “peggiori”

                Aargh.

                Perdonami, ma come sa chi frequenta questo blog da un po’ “1984” è il libro che mi ha cambiato la vita, che ho letto una volta al mese dai quattordici ai trent’anni e al quale mi sono ispirato per due pubblicazioni.

                Mi ha spinto a leggere il resto di Orwell (e si’, “Coming up with air” è ai vertici, ma consiglio anche i saggi brevi “Reflexions on Gandhi” e “You and the atomica bomb”). Quando vivevo a Oxford sono persino andato in pellegrinaggio sulla tomba, a Sutton Courtenay.

                Non sara’ un capolavoro della lingua, “1984”; ma mettere insieme una filosofia della storia e una intera lingua inventata antevedendo l’ipotesi linguistica di Sapir-Whorf e la descrizione del totalitarismo della Arendt non è cosa di tutti i giorni…

                Scusa lo sfogo 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston scrive:

                ““1984” è il libro che mi ha cambiato la vita”

                questo l’abbiamo capito, e speriamo anche che sia stato in meglio

  11. Miguel Martinez scrive:

    Qui c’è un articolo precedente all’inchiesta, che descrive bene i meccanismi del “co-marketing”:

    https://www.natalesalvo.it/si-scrive-ams-e-lescamotage-del-co-marketing-ryanair/

    • Francesco scrive:

      Miguel

      e se i soldi ce li mettesse un’associazione privata di albergatori, ristoratori, tassisti, puttane, gestori di spiagge etc etc?

      il problema legale sarebbe risolto alla grande, non credi?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “e se i soldi ce li mettesse un’associazione privata di albergatori, ristoratori, tassisti, puttane, gestori di spiagge etc etc?”

        🙂

        L’idea mi sembra perfetta, ho paura che la colletta fatta tra ristoratori, puttane e gestori di spiagge di Trapani non raccoglierebbe abbastanza fondi da interessare Ryan Air.

        • Francesco scrive:

          pessimista! si vede che non hai mai visto un’economia crescere

          io sono molto fiducioso nella Camera di Commercio di Trapani

  12. Mi sembra molto in tema con le mie ultime riflessioni. Sto sviluppando un’analisi intitolata “Economia, domesticazione e dipendenze” che, per l’ennesima volta, ripercorre la storia dell’umanità, cercando un approccio leggermente diverso. Sono partito dal definire l’emergere di costrutti culturali (quelli che solitamente etichettiamo come “ideologie”, “etica del lavoro” “fedi nel sovrannaturale”, “capitalismo”, “mentalità militare”) nelle società antiche, per poi descriverne la competizione per il controllo delle risorse prodotte dalla collettività. Ad averla vinta, per il momento, è il “costrutto culturale mercantile/imprenditoriale”, che risulta molto efficiente nello sfruttare l’esistente, ma assolutamente privo della necessaria lungimiranza per preservare qualsiasi cosa. La conclusione, che non ho ancora scritto, somiglierà alla favola di Esopo sulla rana e lo scorpione (https://www.libriantichionline.com/divagazioni/esopo_rana_scorpione), con l’umanità nel ruolo della rana ed il capitalismo in quello dello scorpione.

    • daouda scrive:

      CVD…chi ha mai stabilito che si debba conservare qualcosa? ed ugualmente cosa significa che tal “approccio” abbia vinto come se gli altri non fossero tasselli dell’eveninza locale?

    • Mah, è una cosa che ho in testa da un po’ che dice “non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, non ricordo bene chi l’abbia detta. In buona sostanza se quelli venuti prima avessero distrutto la vita sul pianeta, adesso sarei abbastanza scontento di essere condannato a farne a meno, quindi mi semnbra giusto fare in modo che quello che ho avuto io sia disponibile agli altri dopo che me ne sarò andato.
      Il “costrutto culturale mercantile/imprenditoriale” ha attualmente vinto perché governa sugli altri, tutti gli altri: politica, esercito, clero, settori produttivi.

      • daouda scrive:

        Non avendo tu capito chi, perché, come e prciò riguardo chi comanda tiri fuori ste stronzate mentre la distruzione è deliberata.
        Sappi che l’ambientalismo di facciata che MM per esempio gli rimprovera ( ma ad esempio i vari rothbardiani polli che inneggiano sui bitcoin fanno lo stesso contro la moneta fiat che quelli usano ma NON amano affatto ) verrà superato da free-energy ipertecnologiche che hanno in mano, giusto per far capire che ragionare così è da abbocconi, ma lo scrivevo proprio perché il parametro ultimo che credi sia dominante è l’unico lasciato libero affinché appunto si implementino tutte le risorse per giungere ad un fine che rimane politico-religioso ( ergo toppi ) la cui realizzazione non è un “ordo ab chaos” ma la morte certo reale ma soprattuto ultraterrena di tutti quelli che crederanno alla realizzazione benevola restaurativa di lor signori.
        La lungimiranza non c’entra un kaiser

        • Per capire che l’idea stessa di “free energy” sia un’idiozia basta masticare un minimo di fisica. Purtroppo (e non te ne faccio una colpa) non è umanamente possibile approfondire ogni singola branca dello scibile. Io mi sono concentrato più sulle scienze naturali che sulla filosofia, e questo posso affermarlo con ragionevole certezza. Allo stesso modo non esiste una “free matter”, le risorse estraibili non sono illimitate, perché più si procede, più i costi energetici aumentano. Allo stesso modo non esiste un “free process”, perché tutte le trasformazioni non biologiche generano sottoprodotti variamente tossici ed inquinanti, il che rende anche l’eventuale possibile esistenza di “free energy” (e “free matter”) comunque insostenibile sul lungo periodo. Questo è lucidamente illustrato un uno studio di cinquant’anni fa intitolato “Rapporto sui limiti della crescita” (che in italiano è diventata “sviluppo” https://it.m.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo ) che è stato letteralmente ignorato, per non dire insabbiato, dalla cultura crescitista corrente. Si dà il caso che quelle argomentazioni siano ancora oggi estremamente solide, e molte delle predizioni di quello studio si vadano avverano con una regolarità preoccupante.

          • Francesco scrive:

            No piano, io sono uno di quelli che sghignazza sul rapporto del Club di Roma, con le sue idee pigre e risibili sull’esaurimento delle risorse e nessuna previsione che ci abbia minimamente azzeccato. mi sbaglio?

            Che non esista nulla di “free” è verissimo

            Che cosa questo comporti non è banale, invece

            C’è un sacco di spazio in cui andare a rompere i coglioni, se sapremo sviluppare una tecnologia decente per viaggiare nello spazio. Nel frattempo si tratta “solo” di non distruggere il sistema di cui siamo parte, direi

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “previsioni di Limits to Growth”

              L’amico Ugo Bardi ha scritto un libro intero sul tema, qui c’è un riassunto:

              https://cassandralegacy.blogspot.com/2011/06/limits-to-growth-revisited.html

            • daouda scrive:

              No non sbagli ma loro non avevano detto quel che volevano far intnder ch loro non avevano detto : Bardi è un coglione del genere ( poi però se gli citi le frasi è costretto a dire “eh no il senso era altro tu sei uno stupido mendace” come usa fare da merda che è ).
              Ma anto si salvano sempre “ei avevamo detto entro il 2100” e chi ce sta nel 2100?

              Ma l’hai letto sto libro risibile? ‘ evidentemente stato scritto pr altri fini che nint hanno a che fare con la questione

              • daouda scrive:

                implementerò la risposta pr sbugiardare Bardi prima parlando del server elaboratore DINAMO, poi delle classiche critiche di metodo ( di per sè irrilevanti ) ed iper tecnologiche ( più interessanti, ma guardacaso transumaniste! ahahaha ).
                Poi si riporterò le frasi che ALLUDONO a date oltre i vari scenari positivi/negativi .

                MA RIMANE IL FATTO CHE BARDI invertendo la causalitò tra riscaldamento e CO2 e pergiunta ritenendo questa dannosa, è pura e semplice merda vivente.
                La riabilitazione nel suo libro di quel libro è e rimane futile, come di per sè l’esistenza di quel libro stesso giacché prodotto con tali modi e retoriche è una fiaba ( appunto! ).
                LA riabilitazione non parte difatti da lui, ma è un’andazzo che ha riscontro dall’inizio del 2000 creatosi lo stato dello spirito corretto ed un nuovo equilibrio monopolare in cui guardaso il CLub di Roma si defila ed anzi recrimina.
                Tempistica perftta non le banalità di Limit to growth ma l’agenda.
                dialetticamente attendiamo la fusione ambientalismo e transumanismo.
                Bravi.
                Come pecore scavate i solchi pr la nuova sintesi hegeliana…

                p.s. senza far riferimento ad ONU e nazional-socialismi vari, ci mancherebbe

              • daouda scrive:

                per capirci il livllo di scientificità del libro che sto rilggendo in inglish è questo:

                “se tagliamo tutti gli alberi della terra finirà l’ossigeno e moriremo”

              • daouda scrive:

                ah si badi.

                PArlar di qusto libro implica ammettere l’OVVIETA’ della’impossibilità della crescita infinita , ma si accettano implicitamente facendolo 3 presupposti
                a) che la natura sia danneggiata, ossia c’è un discorso prettamente giuridico in atto risptto ad essa
                b) che crescita significhi di per sè sfruttamento politico ( e non tanto economico ) diversificato e non dirigibile da alcuni —psicologia inversa
                c) che la vita sia il progresso tecnologico

                siamo di fronte ad un lavoro il cui unico fine era essere un propagandamentp sociologico indotto

        • daouda scrive:

          A coso, concordo con ciò che hai scritto ( quando non fai voli pindarici sei corente e congruo ) ma lasciati scrivere che intndevo free energy per smplice energia alternativa + “verde” ed a basso costo.

          Poi perdonami ma sappiamo tutti che l’apparato militare è avanti di 20 anni rispetto al mondo civile.

          Era solo per far capire non tanto che la tecnologia già c’è, ma che per chi conosce la genesi dell’ambientalismo come farluccata inculatrice, beh, ste mentate sono vecchie di 15 anni.

          Poi cultura crescista non sò che voglia dire visto che non comrpendo come possa tale cultura spacciarsi per tale se arresta lo sviluppo sano e l’implementazione sana e plurale fossilizzandosi solo in detrminate branche e d’altronde come un bisturi esige il suo ingrippamento in crisi preordinate.

          • La tecnologia c’è ma è segreta, quindi inconoscibile. Come livello di argomentazione siamo dalle parti dei ‘culti misterici’: ti devi fidare perché io lo so e non te lo posso dire… :/

            • daouda scrive:

              è doumentato ch intrnet esistesse 20 anni prima di divenire commercializzabile come è documentato che molt dell bllezze dl mercato sistano grazie all’implmntazione dell’apparato bellico.
              Ad ogni modo hai ragione, ma è un dubbio suffragato dalla logica stessa dlle cose.

    • Francesco scrive:

      eppure banche e assicurazioni dovrebbero essere le istituzioni con la maggior cura del futuro terreno mai nate!

      faccio fatica a metterle nel mucchio dei “tutto e subito”

      ciao

  13. roberto scrive:

    ot per miguel

    ti ricorderai forse che avevo menzionato una sentenza del TAR lazio che diceva in soldoni che non è vero che facciabuco è gratis, perché lo paghi cedendo i tuoi dati

    la sentenza è stata confermata dal consiglio di stato (sentenza del 29/3/2021, n 2631)

    https://www.altalex.com/documents/news/2021/04/14/facebook-non-e-gratis-utente-paga-servizio-con-i-propri-dati-personali

    • daouda scrive:

      ue ue mi hanno fregato

      ch è lo stesso rispetto al fatto di affezzionarsi ad un’estetica,ideologia,etica. Praticamente in Oltrarno venendo riconosciute le associazioni dal comune o cos’altro sia adibito a registrare paghi la tua sottomissione…ue ue mi espropriano!

      • roberto scrive:

        per me è una ovvietà,
        ma una cosa è che ce lo raccontiamo io e te una sera di aprile davanti ad una bella pajata et un fiasco de vino e una cosa è che lo scriva il consiglio di stato in una sentenza

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “ti ricorderai forse che avevo menzionato una sentenza del TAR lazio che diceva in soldoni che non è vero che facciabuco è gratis, perché lo paghi cedendo i tuoi dati

      la sentenza è stata confermata dal consiglio di stato (sentenza del 29/3/2021, n 2631)”

      Sì, mi ricordo… o meglio, quante cose dovrei ricordare, per poter fare qualcosa di concreto.

      E invece mi arriva la notizia, sono contento, e me la dimentico 🙁

      Dovrei organizzarmi per utilizzare concretamente, in qualche modo, queste notizie.

      Grazie!

  14. Miguel Martinez scrive:

    Pochi commentatori sono genitori, a quelli che lo sono segnalo questo:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/04/13/genitori-vs-influencer-forse-e-arrivata-lora-di-svecchiare-la-narrativa-del-teenager-superficiale/6164437/

    Mi colpiscono due cose…

    la meno importante, che la “commedia all’italiana” è sempre quella, qualunque cosa succeda…

    la seconda è che racconta un mondo che (per fortuna) mi è alieno quanto la vita di una famiglia di carbonai serbi del Settecento.

    E questo mi ispira, confesso, una profonda soddisfazione.

    Poi, certo, so che questi mondi esistono, ma solo perché ne sento parlare da adulti.

    • PinoMamet scrive:

      “la meno importante, che la “commedia all’italiana” è sempre quella,”

      magari fosse sempre quella! quella della vera commedia all’italiana, dei I soliti ignoti, I mostri, I nuovi mostri, Il sorpasso, C’eravamo tanto amati, Bello onesto emigrato Australia, Dramma della gelosia tutti i particolari in cronaca, La ragazza con la pistola…

      magari!

      Invece ci becchiamo queste robe che non sanno di niente e non raccontano niente.

    • Moi scrive:

      Ve la faccio breve : la Critica Giovane lo ha bollato come “OK Boomer Movie” !

    • Peucezio scrive:

      Quale sarebbe poi la “campana” dei zoomer?
      Quella che dicono gli attempati redattori del FQ?
      Che, da buoni attempati col senso conformistico e di maniera dell'”impegno” lo vogliono mettere in bocca ai ragazzini, che non sanno che farsene?
      Il giovanilismo un po’ patetico e anacronistico della gente matura è come lo scout che vuole far attraversare la vecchietta per forza.

      Non mi sembra che gli attuali adolescenti e postadolescenti cerchino visibilità e interlocuzione.
      Sono personaggi miti, insicuri, mediamente conformisti, ma in modo poco aggressivo, insomma, gente sostanzialmente inoffensiva e poco assertiva. Meglio così.

  15. firmato winston scrive:

    Miguel, ho trovato il consumo energetico totale per paese e per fonte, qua, nel sito che ci aveva suggerito qualche tempo fa un frequentatore di cui non ricordo il nickname, basta ulteriormente scegliere “italy”:

    https://ourworldindata.org/grapher/primary-energy-consumption-by-source

    Tieni conto che il consumo elettrico annuale sappiamo gia’ che e’ di 300 TWh, mentre e’ di 700 TWh ciascuno quello di gas e petrolio. Se consideri che il rendimento di una centrale a gas e’ semplificando del 50 per cento, meta’ del gas consumato va a produrre energia elettrica. Per adesso, che l’auto elettrica e’ poco diffusa, poiche’ quella consumerebbe un botto aggiuntivo (che verrebbe d’altra parte risparmiato in petrolio, pero’, con la maggiore efficienza di produzione e utilizzo finale che va a compensare, energeticamente, le perdite dei vari passaggi aggiuntivi).

    Il rendimento di un pannello fotovoltaico e’ diciamo del 10 per cento rispetto all’energia che riceve dal sole, che comunque e’ gratis (le piante convertono molto meno, l’uno o il due mi sembra, da cui l’infimo rendimento per ettaro dei biocarburanti, ma la natura non e’ mica tirchia come noi, puo’ permettersi di sprecare e spreca).

    Il rendimento dei normali motori a combustione quando e’ del 20 per cento e’ tanto, rispetto all’energia del combustibile, che viene quasi tutta dispersa sotto forma di calore (nelle auto elettriche che sono superefficienti infatti d’inverno si sceglie fra morire di freddo e andare a spinta a piedi :). Il resto dell’energia, quella non dispersa in calore, viene convertita in energia cinetica della tonnellata di ferraglia messa in movimento.

    Mi chiedo quanto di questo incasinatissimo gioco valga la candela, alla fine si ha la sensazione che quasi tutto cio’ che si consuma serva proprio e solo a consumare se stesso, in un circolo vizioso.

    Insomma, quale sara’ il vero rendimento netto di tutto questo complicatissimo ambaradan? A cosa serve?

    Mah! Meglio non pensarci…

    • Miguel Martinez scrive:

      Per winston

      “Mi chiedo quanto di questo incasinatissimo gioco valga la candela, alla fine si ha la sensazione che quasi tutto cio’ che si consuma serva proprio e solo a consumare se stesso, in un circolo vizioso.”

      Perfetto!

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ firmato winston

      “10%”

      …quando va bene. Quando va male è del 6%. Ed è vero che il Sole è gratis, ma è anche vero che produrre un pannello fotovoltaico no ed è pure inquinante. Aggiungi che entro vent’anni lo butti via, quando una normale caldaia a carbone già negli anni Venti vent’anni fa la costruivano che di anni ne durava sessanta.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Fuzzy scrive:

        https://www.qualenergia.it/articoli/20161213-eroei-fotovoltaico-quasi-il-doppio-di-quanto-stimato-finora/
        EROEI fotovoltaico.
        In una logica di decrescita e di produzione energetica locale, meglio off grid, ci sta. Ma non puoi far tutto con l’elettricità.
        Come scriveva l’articolo del low tech institute, il fotovoltaico si presta per apparecchi a basso consumo. Illuminazione, elettronica, frigorifero (in estate). E quando manca il sole scarichi le batterie e poi fai senza. Ti vai a fare una passeggiata con l’ombrello. Non serve l’inverter.
        Troppo semplice? Infatti. Si preferisce far fuori il pianeta.

        • Francesco scrive:

          semplice? direi semplicistico, la premessa idiota è che tutto quello che facciamo sia inutile e possiamo facilmente rinunciarci

          ora, la storia recente dei gulag e dei lager ha mostrato a cosa possiamo rinunciare e sopravvivere lo stesso. non ha mostrato a cosa sia bene rinunciare

          “e poi fai senza” è accettabile se hai fatto fuori il pianeta e sei obbligato. sceglierlo mi pare un pò da imbecilli.

          ma potrei sbagliare, sospetto di non essere infallibile

          • Fuzzy scrive:

            Non l’abbiamo ancora fatto fuori, il pianeta.
            Manca poco.
            Per il resto si può approfittare dell’occasione
            per leggere Thoreau.
            Risparmiami le incazzature, per favore. Non sopporto di ricevere insulti. Sono qui per rilassarmi.

            • Francesco scrive:

              temo che tu abbia scelto il posto sbagliato allora, qui siamo tutti incazzosi

              io poi sono un pericoloso estremista

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ fuzzy

              Senza incazzature, mi permetto di ricordare che Thoreau, come Robinson Crusoe, era uno.

              Sette miliardi di Thoreau, non credo ci siano nella Galassia abbastanza pianeti abitabili per sostenerli (anche se è il soggetto di un bel racconto di Barrington Bayley).

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Per mantenere una sana economia capitalista pare che sia necessaria una crescita annuale del 3 %.
                Contemporaneamente si prevede di ridurre le emissioni a zero, entro, mi pare, il 2050. (Sto sul generico per via del telefonino che mi impone di essere breve).
                Vedi tu.
                Col metano le riduci?
                Con il nucleare?
                Questo è ciò che sta delineando dalle voci che circolano.
                E nello stesso tempo si dovrebbe praticamente raddoppiare il volume dell’economia.
                Sono cose incredibili a credersi, ma vere.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “vedi tu”

                Metano a sostenere rinnovabili, fissione, fusione. In ordine di tempo.

                Fra due secoli, se non si saranno estinti prima per sovrappopolazione, i nostri nipoti rideranno della nostra superstiziosa pretesa “verde” di aggirare il Secondo Principio cercando di utilizzare sorgenti di energia distribuite per utenze concentrate.

                Come voler bere il vino a tavola rovesciando la bottiglia sul tavoli per poi strizzare a tovaglia facendocela gocciolare in gola.

                (Poi, se avremo fusione a neutronica, potremo anche cominciare a colonizzare il Sistema Solare e a uscire dalla culla che ci ha visto nascere. Ma questa è un’altra storia).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “utilizzare sorgenti di energia distribuite per utenze concentrate”

                In realtà è quello che si fa già. La rete serve a creare potenziali, mica a mettere in piedi un sistema del tipo “tutta l’energia per il mulino X la preleviamo dalla centrale Y, perché non può e non deve provenire da fonti diverse altrimenti facciamo troppi giri col camion”.

              • Francesco scrive:

                questa cosa della crescita dell’economia capitalista mi risulta essere una bufala messa in giro dai politici però!

                non attribuite al capitalismo o al libero mercato le colpe della democrazia

                grazie

  16. Fuzzy scrive:

    https://www.scientificamerican.com/article/clearing-the-radioactive-rubble-heap-that-was-fukushima-daiichi-7-years-on/

    Fukushima marzo 2011. Sono passati 10 anni.
    “Bonificare e smontare completamente l’impianto potrebbe richiedere una generazione o più.
    I costi potrebbero salire da circa 470 miliardi di dollari a 660 miliardi”.
    Ma viene da chiedersi: la prossima generazione avrà ancora le risorse per portare a termine l’impresa?
    In più: quante centrali nucleari sono state costruite in Cina in economia e quindi prive delle misure di sicurezza considerate necessarie in occidente?
    Le scorie
    afferma Andrew Blowers, autore di The Legacy of Nuclear Power ed ex membro del Committee on Radioactive Waste Management (CORWM) istituito per consigliare il governo del Regno Unito su come e dove collocare e conservare i rifiuti nucleari.

    “Attualmente nessuna opzione è stata in grado di dimostrare che i rifiuti rimarranno isolati dall’ambiente per decine o centinaia di migliaia di anni. Non esiste un metodo affidabile per avvertire le generazioni future dell’esistenza di discariche di rifiuti nucleari “,
    http://energyskeptic.com/2020/nuclear-waste-disposal-in-boreholes-drilled-into-earths-crust/

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Fuzzy

      “non”

      Non esiste neanche il mezzo di misurarne l’impatto sull’ambiente, visto che il 90% decade in un anno e che il decadimento è esponenziale. Siamo così sensibili perché usiamo la tecnologia radiometrica sviluppata negli anni Sessanta per rivelare esplosioni nucleari nell’atmosfera a grande distanza, non per un effettivo pericolo. Sappiamo invece molto bene il costo di non aver sviluppato di più il nucleare: l’equivalente di quattrocentomila bombe di Hiroshima al giorno per il riscaldamento atmosferico indotto dalla CO2 che ci potevamo risparmiare.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Quattrocentomila bombe al giorno… cioè muoiono una 30 di miliardi di persone al giorno?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ mauricius tarvisii

          “persone”

          No. Intendevo che viene accumulata ogni giorno nell’atmosfera una quantità di calore (tecnicamente: di energia interna) in eccesso (a seguito della Dini unità emissione di radiazione infrarossa dalla superficie della crosta terrestre in direzione dello spazio esterno dovuta all’aumento della CO2) uguale a quella prodotta dall’esplosione di quattrocentomila bombe di Hiroshima.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            Dini unità = diminuita (scusate, sto scrivendo da un telefonino e il correttore ortografico impazza)

            • Fuzzy scrive:

              Ma infatti.
              E chi dice che i combustibili fossili siano meglio del nucleare?
              Soltanto che sarebbe stato assurdo pensare di sostituire petrolio e carbone
              con il nucleare. In effetti non si è fatto.
              E resta assurdo pensare che se non si è fatto in passato lo si possa fare ora.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                Solo che il tanto vituperato nucleare funziona ventiquattr’ore su ventiquattro, come i fossili, le rinnovabili no.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il geotermico funziona solo quando c’è vento?

              • Francesco scrive:

                il geotermico pesa quanto il partito radicale alle elezioni o sbaglio?

                no, perchè le polemiche a vuoto le amo quando si tratta di sport

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ MT

                “geotermici”

                Tubi di due km a 1000 atmosfere e 120 ° C.

                Come no.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Dimenticavo: la risposta è la centrale nucleare in due settimane che non si farà mai.
                Andrea & Francesco Snc, non risposte semplici a problemi complessi

              • Francesco scrive:

                come dicevo, per la polemica alla cazzo di cane c’è il bar sport.

                ho chiesto i conti della produzione di energia elettrica e ho sbagliato – in misura importante ma non decisiva – i tempi di costruzione di una nuova centrale atomica

                ah, ADV ha ragione a dire che in anno la radiottività delle scorie nucleari si riduce moltissimo?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mauricus tarvisii

                Adoro la fantascienza.

                Quella buona, però.

                Il geotermico, fuor da geyser e affini, non ne fa parte.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  17. Miguel Martinez scrive:

    Nuove frontiere

    Source : https://summit.news/2021/04/14/man-radicalized-by-asian-hate-crime-media-propaganda-attacks-asian-woman-he-mistakenly-thought-was-white/
    Man Radicalized by ‘Asian Hate Crime’ Media Propaganda Attacks Asian Woman He Mistakenly Thought Was White

    Giovanotto di origine coreana cerca di violentare una ragazza sconosciuta, e fin qui…

    Solo che lui la voleva violentare perché pensava che fosse bianca, per punire i bianchi dei loro “hate crimes” contro gli asiatici, invece era “asiatica” pure lei.

    Esiste il Movente Razziale Sbagliato?

    Una cosa tipo il ragazzo che vende la farina pensando in buona fede che si tratti di eroina?

  18. Miguel Martinez scrive:

    Svolte…

    https://www.dirt.com/gallery/more-dirt/politicians/black-lives-matter-co-founder-patrisse-khan-cullors-lands-topanga-canyon-compound-1203374803/patrissecullors_tc7/

    La co-fondatrice di Black Lives Matter, grazie alle donazioni delle grandi corporation, si compra una villa da 1,4 milioni di dollari in un quartiere tutto bianco; e pare che abbia speso in tutto 3,2 milioni di dollari in acquisti di altre proprietà.

    L’avrei fatto anch’io, se mi fossi trovato improvvisamente sommerso da miliardi di dollari di tutte le grandi corporation.

    • PinoMamet scrive:

      “It gets better”:

      leggo che il compagno/a/o/*/schwa della signora Patrisse Khan e co-fondatore di Black Lives Matter è tale Janaya Khan, “social activist” e “amateur boxing” di cui Wikipedia inglese si rifiuta di dirci il sesso, sappiamo solo che “they” è “gender non conforming” e “queer”.

      Ho visto la foto: è una lesbica.

    • roberto scrive:

      io ho letto che un paio di giorni fa la polizia ha fermato un nero ventenne perché aveva tipo un arbre magique appeso al retrovisore ed è finita che una poliziotta lo ha ammazzato perché, oups!, si è confusa un attimino fra taser e pistola….e non so perché questa lettura mi ha colpito di più rispetto agli acquisti immobiliari di questa tizia

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “e non so perché questa lettura mi ha colpito di più rispetto agli acquisti immobiliari di questa tizia”

        Sono notizie di tipo diverso.

        A me ha colpito molto la notizia di una mia amica che fu ammazzata a coltellate dal compagno.

        Mi ha colpito molto di meno la notizia che la Lega (o qualcuno nella Lega) si è intascata 49 milioni di euro di fondi pubblici.

        La differenza sta però nella portata politica.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          A me quella della tipa di BLM non sembra nemmeno una notizia.

        • roberto scrive:

          “La differenza sta però nella portata politica.”

          questo è molto interessante.

          ma la portata politica non la diamo noi stessi alle notizie?
          voglio dire, la mia ha causato rivolte in mezzo paese con un centinaio di arresti (oltre al fatto che un povero cristo ci ha rimesso le penne per nulla)
          la tua? ok sappiamo che tizia è ricca, so what? qual è la portata politica, che visto che la tizia è ricca i poliziotti posso tranquillamente continuare a ammazzare impuniti i neri e chissenefrega?

          • Francesco scrive:

            beh, lo sputtanamento di BLM sarebbe un fatto politico almeno altrettanto importante delle rivolte

            credo anche di più

            PS come va il processo per la morte di Floyd?

            • roberto scrive:

              “PS come va il processo per la morte di Floyd?”

              ci sono state un po’ di testimonianze contro lo psicopatico, abbastanza raccapriccianti, ma tutto sommato niente di più del video.

              adesso stanno alle schermaglie fra medici legali. quello dello psicopatico sostiene che le cause della morte di floyd siano “intederminate”, quello di floyd sostiene che schiacciare per nove minuti il ginocchio sul collo di una persona può effettivamente causarne la morte

              • Francesco scrive:

                irrilevante mi pare

                cosa dice la procedura allora approvata dalla polizia per arrestare tipi grandi e grossi che fanno resistenza?

                io sospetto, ma non ne sono certo, che dicesse di soffocarli finchè svengono …

              • roberto scrive:

                vabbé francé,

                come vuoi, sarà la procedura a dire che devi ammazzare la gente quando non la sai arrestare….

                a me pare allucinante, come mi pare allucinante che una storia di una forse banconota falsa o di un arbre magique appeso male finiscano con un morto ammazzato

                fatti un favore, guardali i filmetti degli psicopatici strangolatori, capirai di cisa si parla

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ” guardali i filmetti degli psicopatici strangolatori,”

                E’ la seconda volta che usi il termine psicopatico.

                Avendone conosciuto uno, come ho già detto, è un termine che mi fa una certa impressione usare.

                Impressione per le conseguenze.

                Noi siamo abituati a distinguere tra due tipi di persone che fanno cose unanimamente considerate cattive: il tizio lucido che sceglie di farle, ragionando che per questo o quel motivo gli conviene, e il povero tonto che le fa senza avere scelto.

                Il primo lo puniamo, il secondo ha quantomeno le “attenuanti”.

                Lo psicopatico invece è il tizio lucido, che però non può che fare cose orribili.

                Lo psicopatico che conoscevo io usava una straordinaria intelligenza e abilità manipolatoria, per fare una sola cosa: torturare a morte delle donne.

                Che è un’attività che prima o poi, per forza di cose, finisce male, e non è nemmeno utile per ottenere soldi o potere: cioè sembra un’attività stupida, da cretini.

                Ora, se tu hai ragione, e il poliziotto in questione è uno psicopatico, esattamente cosa si sta processando?

                Una persona che “deve” fare così, perché non può controllare i propri istinti?

                In che senso allora si tratta di un processo “politico”?

              • roberto scrive:

                “per arrestare tipi grandi e grossi che fanno resistenza?”

                era a terra, ammanettato….e ammetto che se mi capitasse di essere a terra ammanettato e qualcuno iniziasse a strangolarmi forse un pochino mi agiterei pure io

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La procedura è semplice: se sembra pericoloso, cioè negro, prima ammazza e poi fai domande.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “La procedura è semplice: se sembra pericoloso, cioè negro, prima ammazza e poi fai domande.”

                La domanda a monte è, perché deve esistere qualcuno che giudichi la pericolosità dell’altro?

                Se accetti questa premessa, poi non ti puoi lamentare se tra i giudici, ci sia una gran massa di psicopatici, o che tra i giudici, ci siano quelli che si accaniscono contro giovani maschi robusti e disoccupati e poveri, piuttosto che contro signore settantenni benestanti.

              • roberto scrive:

                “Lo psicopatico invece è il tizio lucido, che però non può che fare cose orribili.”

                esatto: uno che strangola con le sue mani (vabbé piedi) un tizio a terra ammanettato, che piange, vomita, si è pisciato sotto, impiegandoci dieci lunghi minuti, senza però mai perdere il sorriso e chiacchierando amabilmente con i passanti che gli dicono “guarda che lo stai ammazzando”

                dai guardatevi almeno questo, uno dei video meno impressionanti che ho visto

                https://youtu.be/TLtsgh3uR1E

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ““Lo psicopatico invece è il tizio lucido, che però non può che fare cose orribili.””

                Bene.

                Può essere benissimo che sia uno psicopatico.

                La mia domanda è, che senso ha processare uno psicopatico?

                Guarda che non è una provocazione, tipo, “ma no, poverino, è matto, che lo processi a fare?”

                E’ una domanda più profonda, di cui io non conosco la risposta: infatti, ho anche detto che si potrebbero mettere a morte gli psicopatici prima che commettano qualche delitto.

                Ma credo che sia una domanda molto importante.

              • Miguel Martinez scrive:

                Ripeto, la mia non è in alcun modo una difesa dello psicopatico.

                Al contrario, penso che se lo psicopatico che ho conosciuto io lo avessero preso e ammazzato quando aveva, che so, cinque anni, il mondo sarebbe un posto un pochino migliore.

                Quindi, non è l’eliminazione dello psicopatico che mi preoccupa; mi chiedo il senso del processo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “che senso ha”

                L’unico senso che ha sta nello riaffermare – anche se quando ormai e troppo tardi – l’autorità dell’unico mostro creato per non doverne temere altri, il più freddo di tutti i mostri: lo Stato.

                Mostro senza il quale finiremmo peraltro scannati l’un l’altro.

                Da Antigone a Caifa la domanda retorica rimane la stessa: può forse il popolo perire per salvare uno solo? Anche se incapace di trattenere i propri istinti?

                La risposta la conosciamo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                roberto

                infatti per me la questione si riduce a capire se il poliziotto ha usato la procedura legale – e allora la morte di Floyd è responsabilità di chi ha votato quella procedura – o se ne ha abusato

                nel secondo caso, di domande se ne aprono molte, visto che il tizio indossava una divisa

                c’è un video dei 10 minuti prima della scena terribile?

              • roberto scrive:

                francesco,

                ma ti pare che la procedura possa essere “soffocate la persona ammanettata fino a farla morire”!?!

                quantomeno, un piccolissimo errore di valutazione l’avrà fatto, no?

                si ci sono video a bizzeffe, metti su youtube “george floyd arrest” e ne trovi. il tizio dava un pochino in escandescenza (ma neanche tanto), ma era ammanettato e i poliziotti erano tre…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma ti pare che la procedura possa essere “soffocate la persona ammanettata fino a farla morire”!?!”

                Mi chiedevo se avessi voglia di commentare su due punti diversi che avevo sollevato, quello dei “drive-by shootings” e quello che riguarda l’approccio agli psicopatici.

              • Francesco scrive:

                roberto

                che io sappia, la procedura era quella di soffocare fino a far perdere conoscenza al tizio, non certo fino ad ammazzarlo

                se un roberto di 2 metri per 110 kg non vuole entrare in macchina, anche se ammanettato, forse hanno pensato fosse meno “cruento” farlo prima svenire

                sarei curioso di sapere come questa cosa sia venuta in essere

                x MM

                il drive by shooting è limitato ai quartieri ghetto di negri e latinos e altri poveri? sarebbe per questo che non fa notizia?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “il drive by shooting è limitato ai quartieri ghetto di negri e latinos e altri poveri? sarebbe per questo che non fa notizia?”

                Aspettiamo a sentire cosa ne pensa Roberto, comunque sì.

                Non è interessante, perché i poveri non sono interessanti.

                Non è interessante, perché non ci sono vittime bianche (e quindi non ci si può lamentare del “degrado”)

                Non è interessante, perché siccome vittime e carnefici sono della stessa “razza”, non è utile per ottenere punti vittima.

                Eppure è una strage. Io avevo messo solo i bambini ammazzati il quattro luglio del 2020, ma ogni giorno è più o meno così.

      • PinoMamet scrive:

        Ti dirò, Roberto, a me.
        Che la polizia americana abbia un serio problema di razzismo lo sapevo.

        Quello che invece mi colpisce è che la società americana continui a risolvere il problema nel modo sbagliato, quindi ad aggravarlo.
        E gli acquisti immobiliari della signora, così come la sua vita affettiva, ci dice non voglio dire tanto, ma sicuramente qualcosa di quello che non va, dell’immaginario americano e delle sue strumentalizzazioni.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Le aziende americane cercano di ripulirsi la reputazione finanziando qualsiasi cosa popolare, dalle squadre sportive ai ricoveri per gatti. Lo fanno persino le aziende italiane: siete mai entrati in un paese con l’aiuola della rotonda gentilmente offerta dalla Meccanica Pincopallo Srl?
          Se la tipa di BLM non avesse ricevuto un dollaro da nessuno, in che modo questo avrebbe cambiato il nostro giudizio sulla cura settarista dei problemi di segregazione nella società USA?

          • PinoMamet scrive:

            A me non importa che BLM abbia ricevuto dollari o meno;
            do abbastanza per scontato che i vari movimenti abbiano bisogno di finanziarsi, perché non dovrebbero?

            Capisco anche benissimo che ci sia più di una persona che non vede l’ora di sputtanare la signora BLM dicendo “guarda come spende i soldi invece di aiutare gli altri neri”.

            Fino a lì ci arrivo.

            Dove non arrivo, e vorrei capire, è cosa spinga la signora BLM a mettere in piedi il movimento BLM.

            Immagino tante cose, e le trovo tutte interessanti.

            1- il desiderio di aiutare persone che ritiene parte della sua comunità
            (e qui è interessante sapere perchè delle persone con i toni di pelle da giallino chiaro chiaro a marrone scuro scuro negli USA costituiscano una comunità, e perché mai debbano continuare ad esserlo)

            2-il desiderio di portare avanti un’ “agenda” liberal (e qui trovo molto interessante il fatto che sia sposata con un/una tale che si fa chiamare “they” e il fatto che Wikipedia si rifiuti di dirci se si tratta di un uomo o di una donna)

            3-il desiderio di guadagnare e di lucrarci sopra (e questo lo troverei molto più interessante se fossi un “black” americano…)

            probabilmente tante altre cose, molte delle quali più interessanti che ripeterci all’infinito che la polizia USA è razzista…

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          PROBLEMA

          L’economia del cotone ha messo in moto quella mondiale nell’Ottocento.

          Una catastrofe economica, ecologica e morale.

          Quando gli inglesi trasferiscono la produzione in Oriente, milioni di ex-schiavi neri si trovano allo sbando.

          Tanti emigrano nelle metropoli del nord; dove poi l’urbanistica dell’automobile definisce i ghetti etnici (prima dell’automobile, ricordiamo, proprietari, quadri e lavoratori dovevano vivere tutti vicini alla fabbrica).

          Dai ghetti etnici nasce lo sfascio delle già precarie famiglie degli schiavi, le generazioni allevate da ragazze madri sbandate.

          Vengono fuori ragazzi falliti in partenza in un sistema ferocemente concorrenziale, che trovano quindi una propria nicchia nelle gang e nello spaccio, con l’aiuto delle armi da fuoco presenti ovunque.

          Il risultato è che il numero di delinquenti (nel senso di persone che commettono reati violenti, non certo nel senso di imprenditori che inquinano) tra i neri è assolutamente sproporzionato al numero degli stessi neri; e di conseguenza lo è la popolazione carceraria.

          A quel punto il colore della pelle diventa spesso un oggettivo marcatore.

          La composizione etnica della polizia americana è molto simile a quella della popolazione generale; ma se i civili uccisi dalla polizia sono in maggioranza assoluta bianchi (il 53% se ben ricordo), i neri sono rappresentati molto di più – tra le vittime – che nella popolazione generale. Però è anche vero che l’83% (poi controllo le cifre) delle vittime della polizia americane erano armate al momento in cui furono uccise, e non solo di Arbre Magique.

          SOLUZIONE

          Le corporation riversano milioni e milioni di dollari, con grande pubblicità, in donazioni che scalano dalle tasse, a un piccolo gruppo di abili manipolatori di hashtag che si proclamano l’autonominata “fondazione Black Lives Matter” e che prevedibilmente intascano i soldi per farsi le ville, vendendo timbri di “politicamente corretto”.

          La notizia non sta né nell’uccisione di un nero, né nelle villette: sta nello scarto tra le due cose che ho intitolato qui PROBLEMA e SOLUZIONE.

          • Miguel Martinez scrive:

            al PROBLEMA e alla SOLUZIONE, aggiungiamo anche la CAUSA UFFICIALE: i Veri Malvagi sono i bianchi poveri, disastrati, costretti a vivere nei trailer, fatti di oppioidi, perché sono Cattivi Dentro e dovrebbero tutti marcire in galera, a differenza dei bianchi Alleati che hanno studiato e fatto le buone università e letto la Butler e sanno cos’è l’Intersezionalità.

            • Miguel Martinez scrive:

              Una questione interessante: negli Stati Uniti, il numero di vittime nere di omicidi è, in proporzione, tredici volte più di quello delle vittime bianche.

              Quasi sempre, si tratta di omicidi commessi da altri neri, e questo ci fa capire che i bianchi non sono particolarmente a rischio di subire violenza per mano di neri, ma i neri sì.

              La maggior parte di questi omicidi consistono in “drive-by shootings”, in cui un delinquente nero spara su altri neri, per vari motivi, e all’interno del proprio quartiere.

              Non essende bianche le vittime, fanno poca notizia; ma essendo neri gli assassini, non servono nemmeno per mobilitare i neri.

              Al massimo, la destra ogni tanto può tirare fuori l’argomento, per giustificare le azioni della polizia, ma è un utilizzo strumentale: sarebbe interessante capire meglio le radici storiche del fenomeno, che non sono ovviamente semplicemente “il razzismo”.

              https://www.city-journal.org/media-silence-on-black-on-black-violence

              “At least eight children were killed in drive-bys nationally over the Fourth of July weekend. Eight-year-old Secoriea Turner was in a car with her mother in Atlanta trying to inch past a barricade illegally erected by Black Lives Matter protesters. Two people opened fire on the car. Michael Goodlow III, age four, was fatally hit in the head on July 4 in St. Louis. In Hoover, Alabama, a gun battle broke out between three males in a mall. Royta De’Marco Giles Jr., eight years old, was caught in crossfire and killed; the other innocent bystanders were wounded. In Galivants Ferry, South Carolina, a four-year-old boy was killed on July 4. Davon McNeal, 11, ran toward his aunt’s house in Southeast Washington, D.C., to get a cell phone charger and was killed in gunfire between a group of five males. In Chicago, Natalia Wallace, seven, was playing in a yard when three males exited a car and opened fire at a group standing on the street. Wallace was fatally hit in the head. A 14-year-old boy was also killed playing basketball on the Fourth of July. In San Francisco’s Bayview district, a six-year-old boy was shot and killed.”

              • Miguel Martinez scrive:

                Qui c’è un articolo che offre alcuni dati interessanti.

                https://en.wikipedia.org/wiki/Race_and_crime_in_the_United_States

                Ad esempio, non sapevo che i latinos (vittime o colpevoli) vengono quasi sempre registrati come “white”, cosa che complica le statistiche.

                Comunque si conferma che “Most homicide victims in the United States are of the same race as the perpetrator. ”

                Interessanti anche le riflessioni su “Childhood exposure to violence”.

              • Miguel Martinez scrive:

                Un’interessante demolizione di un meme razzista, che accusa i neri americani di accanirsi contro i bianchi: di nuovo, la conferma che la violenza è nella grande maggioranza dei casi INTRArazziale e non INTERrazziale:

                https://www.reuters.com/article/uk-factcheck-data-racial-murder-idUSKCN24I2A9

                “According to the FBI’s Expanded Homicide data from 2018, the most recent report of this kind Reuters was able to find ( here ), 80.7% of the murders of white people were committed by white offenders (2,677 of a total of 3,315) while 15.5% of the murders of white people were committed by Black offenders (514).

                The social media post also alleges white offenders committed 2% of the murders of Black victims. According to the FBI’s data, 8% of the reported murders of Black people were committed by white offenders (234 of a total of 2,925) and 88.9% by Black offenders (2,600).”

                Un ennesimo caso di meccanismo paranoico: i bianchi pensano che i neri li vogliano uccidere, i musulmani pensano che gli ebrei li vogliano uccidere, i turchi pensano che i tedeschi li vogliano uccidere, i neri pensano che i bianchi li vogliano uccidere, ecc ecc.

                Basta poi un caso per confermare, con un fatto inconfutabile, tutto il sospetto.

              • roberto scrive:

                credo però che BLM si sia concentrato piuttosto sulla polizia sparatutto….

              • Francesco scrive:

                4 luglio 2020?

                🙁

              • Francesco scrive:

                Miguel

                le statistiche razziali USA escludono la distizione tra latinos e altri bianchi, per ipocrisia del sistema

                hai mica i dati degli omicidi per “etnie”?

                scusa è

              • daouda scrive:

                è un po’ come fare tatistica sui morti ammazzati con le armi da fuoco senza dare spunto a rapine, assassini e stupri evitati grazie alle armi da fuoco stesse

              • Francesco scrive:

                beh, devi essere molto bravo per sapere quante rapine sono state evitate perchè la potenziale vittima era armata o poteva esserlo e questo ha fatto da deterrente

                qualche idea?

              • daouda scrive:

                quindi secondo te se uno riesce a spare in giro pr difendersi NON verrà registrato?

                E’ poi ben più facile che tali svntature siano molto più alte di quelle registrate visto chee i morti ammazzati è ben pi difficile nasconderli.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “Oriente”

            Sono ignorante, dunque chiedo.

            Gli inglesi cominciarono a basarsi sul cotone indiano ed egiziano a metà Ottocento, tanto che misero gli indiani a coltivare oppio da spacciare in Cina – e sconfiggendo la reazione cinese si presero Hong Kong nel 1842

            Allora in quali anni si sono formati i ghetti urbani dei neri al Nord?

            So ad esempio che dove c’era Hyde Park a NY all’inizio del XX secolo c’era un quartiere nero. Era già un ghetto?

            Lo chiedo perché Jack London, di simpatie socialisteggianti e autore tra l’altro del “Tallone di ferro”, non nomina mai il problema dei neri.

            Capanna dello zio Tom a parte, l’unica tripletta di lavoratori neri della letteratura popolare ottocentesca che mi vengono in mente sono il Negro del Nostromo di Conrad, il marinaio nero rischiavizzato a tradimento nel Capitano di Quindici anni di Verne e il negro canadese di lingua scozzese (!) dei Capitani Coraggiosi di Kipling. Dei tre, almeno Conrad era di sicuro abbastanza antischiavista da scrivere Cuore di tenebra, e Verne fa della parte finale del suo romanzo un pamphlet antischiavista. (Ci sarebbe anche un presunto cannibale supertatuato in Moby Dick, ma diciamo che non conta). Verne dice espressamente nei Cinquecento Milioni della Begum che l’utopia oregoniana di Franceville la costruiscono i coolies cinesi che ne vengono subito espulsi alla fine dei lavori, ma neri niente.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Ti correggo su Melville, c’è un cannibale ipertatuato polinesiano (Queequeg) e c’è un nero africano scurissimo ed erculeo (Daggoo).

              Per completare la tua panoramica, non dimenticare Benito Cereno, dello stesso Melville, ispirato alla storia dell’Amistad, con i neri però nel ruolo dei cattivi!
              😉

              • Francesco scrive:

                cattivi? dai racconta come ha fatto a farli risultare i cattivi della storia!

                :0

              • PinoMamet scrive:

                Ti posso spoilerare?

                Il capitan Delano, onesto e ingenuo yankee, nota al largo del Cile un legno spagnolo in evidente difficoltà.

                Sale a bordo per offrire il suo aiuto, e le correnti e le maree presto lo isolano dalla sua nave, momentaneamente.

                La nave spagnola è adibita al trasporto degli schiavi, ma i neri circolano liberamente; il capitano spagnolo, don Benito, afferma che è perché si fida ciecamente di loro. Don Benito pare però molto pallido, spaventato, e il suo comportamento ha delle evidenti incogruenze, così come il racconto degli sfortunati episodi di navigazione che hanno ridotto in cattivissimo stato la sua nave e diminuito paurosamente il numero dei marinai (bianchi).

                Inoltre è costantemente seguito e aiutato in ogni gesto da un servo nero che si mostra cortesissimo nei suoi confronti e non lo lascia solo un attimo.

                Quando finalmente la lancia di capitan Delano può tornare a riprenderlo, don Benito in un ultimo sforzo di coraggio ci si butta dentro: capitan Delano inizialmente pensa di aver capito che si tratta di un atto di pirateria (come quasi era arrivato a sospettare) e solo grazie all’aiuto della traduzione di un marinaio capisce infine che invece i neri della nave, in rivolta, hanno massacrato i marinai spagnoli e che la “cortesia” del servo mulatto era pura finzione per controllare don Benito.

                Ritorna in forze con i suoi marinai per riconquistare il legno spagnolo e riportare i neri rivoltosi a Lima, dove verrano processati e viene raccolta la deposizione di don Benito, che è all’incirca questa:

                avendo lasciato i neri liberi sul ponte in alto mare, com’era uso, questi si erano ribellati, avevano progressivamente ucciso gli spagnoli, quasi tutti, e ne avevano scarnificato uno (il suo scheletro viene sostituito alla polena) come ammonimento per gli altri, ordinando al capitano di portarli in Africa, cosa impossibile visto lo stato della nave, la sua posizione e lo stato delle risorse; a ogni rifiuto un nuovo spagnolo viene ucciso, finchè il capitano non li convince della necessità di rifornirsi di acqua dolce per la traversata; e anche se è costretto a farlo in un luogo disabitato, la Provvidenza gli fa incontrare il bravo ma ingenuo statunitense, a cui non sa però come raccontare il tutto senza venire ucciso dai neri, che, con l’apparenza di fare lavoretti per la nave, sono in realtà armati e stanno sorvegliando tutti.

                I neri- e il mulatto più degli altri- vengono descritti come esseri astutamente diabolici, che si approfittano della generosità e dell’ingenuità dei bianchi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                Come si chiama più il regista de Il Mercante di Pietre?

                Questo Benito Cereno pare una sceneggiatura apposta per lui!

                (Scritta prima della guerra per Cuba, suppongo)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                Grazie!

                🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            dove si colloca Martin Luther King in questa storia? basta vedere le foto per avere dei neri “civili” e politicamente attivi. in piena era dell’automobile.

            quando sono stati eliminati dalla storia?

          • firmato winston scrive:

            @miguel
            “le generazioni allevate da ragazze madri nere sbandate”

            Se non ricordo male ne parla proprio qui Zoja, molto interessante (Zoja mi pare una buona persona). Anzi piu’ esattamente dice che gli schiavi non potevano proprio contrarre matrimonio, non avendo personalita’ giuridica, senza tirare in ballo gli inglesi.

            Non ricordo se e’ in questo video che spiega anche che la espulsione della figura paterna dalla famiglia produce la regressione di tali maschi espulsi verso le gang tribali: e spiega che dipende dal fatto che la maternita’ e’ naturale, mentre la paternita’ non lo e’, e’ culturale: in altre parole senza la partecipazione del maschio, responsabilizzato, all’allevamento della prole esso tende a tornare al suo stato di natura cioe’ al raggruppamento in gang delinquenziali maschili.

            Mi sembra ragionevole e verificabile. (Non ricordo mai se fu Metternich o Bismark a dire che, riguardo all’ordine sociale, “da un uomo sposato si puo’ ottenere cio’ che si vuole” (sottintendendo che e’ molto piu’ ricattabile))

            Psicologia dei nuovi Padri – Luigi Zoja – Interviste#33, dura 20 minuti:
            https://www.youtube.com/watch?v=peqfNQQkl4g

            Guardatelo che e’ interessante, basta sottrarre un po’ di tempo alle stronzate.

        • roberto scrive:

          pino

          “Che la polizia americana abbia un serio problema di razzismo lo sapevo.”

          lo sapevi tu, lo sapevo io, ma diciamo che questa cosa non è molto chiara oltreoceano

          farei il paragone con greta…certo l’hanno vista bere da una bottiglia di plastica e probabilmente è un personaggio costruito dai genitori, e lo sapevamo già che stiamo nella mota senza che ce lo dicesse una adolescente isterica….ma se 2-3 adolescenti nel mondo hanno preso coscienza del fatto che si può vivere senza bere con le cannucce un po’ di merito lo darei anche a lei

          • PinoMamet scrive:

            Il che non mi impedisce di non volerla trasformare in un santino e di avere tutte le curiosità possibili e immaginabili su di lei, i suoi genitori, i suoi vicini di casa e le bottiglie di plastica…

            perché sì, perché è nostro non diritto, ma dovere evitare di trasformare le persone in santini, e perché sono sempre italiano, caspita!

            • roberto scrive:

              ma su questo sono perfettamente d’accordo!

              tornando in topic manco sapevo chi fosse la tizia, è giusto che mi pare evidente che certe notizie siano semplicemente date in pasto al pubblico con l’idea di dire “hehehehe avete visto che la tizia è diventata ricca? quindi tutto BLM fa schifo”

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “mi pare evidente che certe notizie siano semplicemente date in pasto al pubblico con l’idea di dire ”

                è vero di tutte le notizie.

                Floyd, che è vissuto a migliaia di chilometri dall’Italia, è diventato famoso anche in Italia, mentre i ragazzini messicani a cui succede lo stesso no, perché è servito per dare addosso a qualcuno.

                Lo spacciatore gambiano arrestato non se lo filerebbe nessuno, se non servisse per dare addosso alla Boldrini.

                Ma a questo punto, o smettiamo di leggere qualunque notizia, oppure cerchiamo di capire il senso sia dei fatti, sia del motivo per cui diventano notizia.

                Perché gli otto bambini neri morti ammazzati nei “drive-by” solo lo scorso quattro luglio non hanno lasciato alcun segno in Italia?.

                Giustamente, sono “meno notizia” perché una figura istituzionale (il poliziotto) ha responsabilità diversa da privati.

                Ma qui a Firenze, quando un matto del tutto “privato” ha sparato a un povero ambulante senegalese, è diventato ugualmente notizia. E’ stato usato con il ragionamento ridicolo, ma sostenuto sono sicuro nella perfetta malabuonafede degli ossessi, che sarebbe “colpa delle misure di Salvini”.

                Certamente, lo sputtanamento della dirigente di BLM è stato ugualmente strumentale; ma è anche vero che in quest’ultimo caso, non abbiamo una tipa che dà di matto, ma una tipa che si costruisce con intelligenza il futuro personale, attraverso la politica.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “salvini”

                Ovviamente non è colpa delle misure del capitan citofono.

                E’ colpa della mentalità navata su cui capitan citofono lucra varando tra l”altro quelle misure.

                Ecco perché il tizio che dici ha avuto giustamente la risonanza ignota ad altri.

                È quella che in una miniera di carbone hanno i canarini quando cadono stecchiti per il grisou.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                navata=navata

                ( ho un correttore surrealista)

              • Andrea Di Vita scrive:

                navata=bacata

              • paniscus scrive:

                aggiornando:

                “Perché gli otto bambini neri morti ammazzati nei “drive-by” solo lo scorso quattro luglio non hanno lasciato alcun segno in Italia?”

                altro episodio: bambina di sette anni uccisa e padre ferito gravissimo in una sparatoria all’uscita di un Mc Donald’s a Chicago.

                Per quasi una giornata intera le notizie NON riportano che le vittime fossero nere. Io personalmente il dubbio me lo ero posto subito, e mi sono chiesta: “chissà perché non ce lo dicono? Solo perché l’assassino non è un poliziotto? O perché l’assassino (poliziotto o no) è nero pure lui?”

                Soltanto dopo parecchie ore (e dopo qualche necrologio privato, sui social, in cui zie e cugini pubblicano la foto della bambina, per cui la caratterizzazione diventa inevitabile), i dettagli vengono aggiunti via via agli articoli e si riporta appunto che la piccola vittima fosse “afroamericana”. Nessuna ipotesi sul colore o sulla comunità di provenienza dei sospettati colpevoli.

                Perché in casi del genere l’informazione sull’etnia delle persone coinvolte è un tabù imbarazzatissimo, mentre in altri contesti è la PRIMA cosa che si deve sbandierare furiosamente?

                Ammetterete che il problema della contraddizione esista?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “farei il paragone con greta”

            Qualche analogia c’è: un personaggio mediatico crea o simboleggia un vasto interesse emotivo attorno a un tema.

            Greta però non si compra ville vendendo indulgenze per inquinatori.

            Certo la WWF è una fabbrica di indulgenze, ma almeno è un’organizzazione abbastanza strutturata, non credo che siano quattro furbetti che si fanno le ville.

            Altra differenza: Greta non ha accusato nessuno, nemmeno quelli che usano le cannucce. BLM ha ripreso invece la spaccatura razziale, indicando come nemico assoluto il bianco povero: i bianchi non poveri si salvano nella misura in cui se la prendono anche loro con il bianco povero (e contribuiscono economicamente).

            E diffido sempre delle guerre razziali, perché sono molto facili da eccitare, solo che alla fine nessuno le può vincere, se non sterminando gli avversari, cosa piuttosto difficile nelle attuali circostanze.

            • roberto scrive:

              infatti non ho detto che greta e la tizia sono la stessa cosa!

              poi mi pare che BLM non se la prenda in generale con ‘”i bianchi poveri” ma più specificamente con “la polizia che ammazza i neri”

    • Peucezio scrive:

      Io non capisco perché gli Americani non prendono atto una volta per tutte che la loro è una società frammentata e razzista e non creano delle comunità anche giuridiche.
      Basterebbe che i negri potessero essere fermati, controllati, arrestati e giudicati solo da altri negri e finissero in prigioni gestite da negri e così per bianchi, ispanici, ecc. e nessuno pesterebbe i calli a nessuno. Poi, se succedono ingiustizie dentro una delle comunità, se la affrontano a modo loro.

      • Francesco scrive:

        perchè quelle “comunità” sono deliri da psicopatici

        hai mica un qualche precedente di società divisa in comunità “giuridiche” che funzionava? e non solo come strumento con cui quella dominante teneva sotto le altre?

        ciao

        • Peucezio scrive:

          Francesco,
          “perchè quelle “comunità” sono deliri da psicopatici”

          Appunto. Per un popolo psicopatico ci vuole un sistema psicopatico.
          Gli americani sono razzisti, non c’è un cavolo da fare. Per noi che uno sia bianco, negro, giallo o verde è irrilevante, basta che sia ricco e pulito. Per loro conta in sé e anche molto! Quindi è inutile e irrealistico voler insistere in un’integrazione che non è nelle loro corde, verso la quale hanno un’avversione strutturale, radicata, profondissima.

          “hai mica un qualche precedente di società divisa in comunità “giuridiche” che funzionava? e non solo come strumento con cui quella dominante teneva sotto le altre?”

          I Longobardi e i Romani (nel senso dei parlanti romanzo, degli autoctoni) avevano i loro diritti diversi e, anche se i Longobardi effettivamente dominavano politicamente, i due gruppi si destivano bene al loro interno e non si pestavano troppo i calli. Le società medievali funzionavano benissimo senza l’idea illuminista e giacobina per cui dentro un territorio vale lo stesso diritto per qualunque individuo.
          E gli Americani sono un po’ medievali 🙂

          • PinoMamet scrive:

            Beh, i Longobardi e i Romani si sono poi mescolati… Come successo a tutti gli altri! 😉

            Davvero questa idea statunitense che “bianchi” e “neri” siano categorie eterne (e universali! Non concepiscono che un europeo le veda in modo diverso) è quasi unica, perlomeno in Occidente.

            Hanno superato la distinzione in due sessi, ma quella in due razze non c’è verso… 😉

            • Moi scrive:

              Hanno superato la distinzione in due sessi, ma quella in due razze non c’è verso…

              ——-

              😀

              Il bello è che i Natvi Americani, dagli Inuit [*] agli Andini attraverso i “Pellerossa” come si chiamavo nei Flm Western [Spaghetti e Doppiati], sono sostanzialmente “Asians”, nel senso USA da Birmania a Giappone via Filippine 😉 !

              Poi non ho mai capito come classifichino “Levantini” (Nord Africa e Medio Oriente) e gli “Hindustani” più scuri.

              • Moi scrive:

                Non è l’unico esempio al Mondo di “Nazione Spartita” :

                quelli più “Polveriera” 😉 sono senz’ altro i Curdi …

                poi ci sono i Baschi con una minoranza sparutissma (e molto più “tranquilla”) in Francia .

                Al momento non mi vengono n mente altri casi di “Nazioni Negate & Spartite”

                … poi va be’ , ovunque c’è qualche km^2 ritenuto “irredento” da qualcuno, tipo la “Licia” in Turchia , ma NON lo conteggio.

                PS

                SE anche ottenessero l’ Indipendenza, prima o poi questi Paesi Virtuali dovrebbero far fronte all’Immigrazione, che a differenza della Guerra NON c’è interesse a fermarla da parte del Sistema Capitalistico.

                Anzi : quando ormaoi saremo tutti mischiatissimi fra Umani, il Sistema Capitalistico avrà un impellente bisogno di Alieni da far immigrare con i Barconi Spaziali 😀 per i lavori che nessun Umano vorrà più fare … Robots permettendo ! 😉

              • Moi scrive:

                “Nazioni Negate & Spartite”

                ——————-

                Nel senso che NON ce le vedo Francia e Spagna autosmembrarsi per dar vita “generosamente” a uno StatoNazione Basco … né tanto meno Danimarca, Canada, USA e Russia per far altrettanto con uno Inuit.

            • PinoMamet scrive:

              Non lo hanno capito neanche loro, ma per l’uomo della strada penso siano tutti “Black”. Nei vecchi forum di antropologia ogni tanto qualcuno discutendo di queste cose lo diceva esplicitamente. Anche un arabo biondo!

              • Moi scrive:

                Esiste “Brown(ie)” ma è un termine NON ufficiale … e soprattutto, come abbiamo già visto, i “Brownies” fanno i Paraculi di essere stati storicamente (ovviamente con accuratissima selezione degli eventi “rigirati” …) tutt’al più “Complici” della “Supremazia RazzistaBianca”.

              • PinoMamet scrive:

                Guarda questi israeliani (sono americanizzatissimi) e vedi quanti “terronomorfi” (e anche gente semplicemente… normale) si ritengono “black”, o perlomeno “definitely not white”.

                La ragazza bassina che si definisce orgogliosamente “very black” è quasi la sosia di una mia amica parmigiana al 100%!

                https://www.youtube.com/watch?v=mtKAKRNK3YY

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              “Hanno superato la distinzione in due sessi, ma quella in due razze non c’è verso… ”

              Così parrebbe…
              Ci sarebbe un’altra soluzione, ma è poco attuabile.
              Obbligare tutti i negri a copulare con donne bianche e viceversa in modo da avere, tempo un paio di generazioni, una popolazione totalmente mulatta e cancellare la distinzione netta fra bianchi e neri (quando anche io sia pià chiaro di te, magari ho la madre o la sorella nera e tu il fratello o la nonna biondi e quindi non litighiamo per la razza).

            • Francesco scrive:

              il bello, per me, è sostenere la divisione in “due razze” quando ce ne hanno a bizzeffe, di razze.

              i pellerossa, i latinos, i cinesi, gli arabi, gli altri asiatici … come cribbio puoi mantenere l’impalcatura ideologica del bianchi e neri con tutta questa gente tra i piedi?

              sospetto che i confini tra le razze mutino più che quelli tra le nazioni

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “I Longobardi e i Romani (nel senso dei parlanti romanzo, degli autoctoni) avevano i loro diritti diversi e, anche se i Longobardi effettivamente dominavano politicamente, i due gruppi si destivano bene al loro interno e non si pestavano troppo i calli.”

            Ma anche no. Non c’era una società composta da romani e longobardi: c’era una società composta da romani in cui si è successivamente inserito un elemento longobardo. Inizialmente differiva per lingua, diritto e religione, quindi differenze gigantesche.
            Veramente: i regno romano-barbarici sono proprio la cosa meno vicina alla questione dei neri americani che esista.

  19. PinoMamet scrive:

    Leggo in questi giorni che il comune di Castelfranco Emilia avrebbe ufficialmente adottato lo schwa (per meglio dire, il simbolo che lo contraddistingue in linguistica) come desinenza nelle comunicazioni istituzionali al posto del maschile plurale universale.

    Poi dicevano che certe cose da noi non sarebbero arrivate…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Parli facile tu, che sei del sesso privilegiato e vuoi cancellare la presenza delle donne dal linguaggio istituzionale. Pretendi che l’amministrazione parli solo dei cittadini (maschi bianchi etero cis: mbec), dei criminali (mbec), degli evasori fiscali (mbec), dei ladri (mbec). E poi questa cultura macista porta a chiudere la Casa delle Donne occupata abusivamente e a legalizzare lo stupro delle donne da parte dei trans nei gabinetti.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        A proposito di trans, oggi ho letto una lamentela trans su un episodio di Star Trek dove due tipo meduse spaziali si accoppiano tra loro e sono una di colore quasi rosato e l’altra bluastra. I commentatori auspicavano che la televisione la smetta di promuovere questa visione sessuale binaria.

        E basta, credo che sia sufficiente questo.

        • Francesco scrive:

          😀

          in effetti mi pareva poco la coppia omosessuale sdolcinatissima e con vicende da telenovela dell’ultima serie

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Terzuultima, in realtà. Che nell’ultima stagione ha inserito anche i non binari, il pronome they, ecc.

            • Francesco scrive:

              OK

              stavo facendomi TUTTO Star Trek ma mi hai avvisato in tempo

              mi fermerò verso gli anni 2000

              o anche prima se il peggioramento continua al tasso attuale

  20. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Gaudio!

    Finalmente!

    Che l’inse! 🙂 🙂 🙂 🙂

    La conversione di un povero sindaco.
    Il sindaco di una piccola città polacca, Krasnik, si è dichiarato pentito delle recenti prese di posizione omofobe della sua municipalità. Ha forse cambiato idea sui pregiudizi propri, e della maggioranza dei suoi elettori? No. Ma è preoccupato perché Krasnik, in conseguenza della proclamata ostilità alla comunità Lgbt (nel nome della sacralità della “famiglia polacca”, beninteso), ha perso consistenti finanziamenti europei stanziati per le zone più povere della Ue. E il sindaco, di conseguenza, è dispiaciuto.

    Difficile trovare una notizia più simbolica, più rappresentativa della nostra epoca. Una comunità ricca – l’Europa – che taglia i fondi alla sua periferia più arretrata, più reazionaria, nel nome del rispetto di diritti che a Krasnik, specie nella popolazione anziana, non sono concepibili e neppure comprensibili. Ecco Parigi che prende la Vandea per fame, la rivoluzione borghese che fa pesare, sul tavolo della storia, il rispetto dei diritti (libertà, uguaglianza, fraternità) come pre-condizione del benessere. Volete mangiare? Beh, allora piantatela di discriminare chi non vive e pensa come nel vostro villaggio.

    L’Europa fa benissimo – è la mia opinione – a prendere per la collottola quei suoi membri che non hanno la minima intenzione di rispettarne lo statuto. Anzi, non lo fa abbastanza. Ma penso con una certa pena a quel povero sindaco della periferia polacca, convertito per denaro, non per altro, a un culto che non gli appartiene. Napoleone impose la modernità con le armi, l’Europa ci prova con i quattrini, chissà se arriverà mai l’epoca in cui le cose giuste vinceranno perché sono giuste.

    Michele S. 14/4/21

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      a me una notizia del genere ricorda le leggi razziali

      con l’Europa nei panni d Benito e i polacchi dotati di un pensiero autonomo in quella dei Giudei. per ora si tratta di soldi, tolti a gente non ricca, invece di stelle gialle e licenziamenti in massa. ma il tenore è quello – e le motivazioni altrettanto miserabili.

      e non sto scherzando, la avevo già letta altrove

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        Se tu avessi seguito l’involuzione omofoba, xenofoba e razzista della Polonia degli ultimi anni credimi, condivideresti la mia gioia.

        L’eredità di Wojtyła si sente tutta 🙁

        Il 15 agosto le ho sentite con le mie orecchie le prediche dei parroci che paragonavano la vittoria del 1920 sulla Vistola alla battaglia di Poitiers e al trionfo di Sobieski a Vienna.

        Il secondo viaggio di Wojtyła a Cracovia io ero finito in mezzo alla folla. La sensazione e palpabile di essere in un’adunata oceanica non me la dimentico finché campo.

        Quella non è l’Europa dell’Erasmus. E’ la nuova barbarie, sovranista e bigotta.

        Fallito il tentativo subdolo di Wojtyła con le “radici cristiane”, ora ci si è rifugiati in una xenofobia asfissiante. Mia figlia (perfettamente bilingue) presa a male parole perché straniera. Novecento locali assaltati in un anno perché danno lavoro a camerieri e sguatteri stranieri.

        Se l’Europa sopporta questa gente, peraltro pesantemente finanziata con fo di UE pagati dalle nostre tasse, lo credo che poi Erdogan ci orina in bocca.

        Ma non è ancora detta l’ultima parola.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • daouda scrive:

          oltre le retoriche da buonista bnpensant ( tranne quella sui soldi UE ) ti faccio presente che quella terra llà è un asset sovietico che compie la propria recita dai tempi della finta opposizione di Solidarietà, creata dai comunisti nel loro gioco di pseudo collasso, e lo stesso Wojtyla era probabilmente un seguace del sabbateismo frankista dunque in soldoni un edomita rabbinista.

          Se allora ti fa tanto schifo questo becerume, non piangere: è necessario alla strategia per poter un giorno affermare libertà, eguaglianza, giustizia e filantropia.
          Ad ora devono apparire così e così plasmare i popoli che assoggettano ma , ottenuto il risultato, Lenin riappirà.
          Tranquillo.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ daouda

            “frankista”

            Ho letto infatti questa affermazione in siti tipo Blondet. Non so dirti.

            So che il corso attuale in Polonia nausea parecchia gente anche lì. Ma non ancora la maggioranza, purtroppo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • daouda scrive:

              qul che ti nausea non me ne frega un cazzo visto che a me fa schifo l’sacrbazione e dò sempre credito al sntire sinistroso se giusto, al destroso se giusto, al progttisa, al pragmatista, al futurista, al retrogradista , a me non me ne freega un cazzo, ED ANZI, ti accuso perché non comprendi le ragioni dei destri e ciài la puzza sotto al naso.

              Ma oltre questo la cosa che mi fa rabbrividire è che credi che il sovranismo sia un disgno di destra per far vincere e prosperare il sntire di destra.
              Andrè, il sovranismo è fatto PER INCULARE qulli di destra semmai.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @daouda

                Ma infatti mentre la destra la avverso e basta il sovranismo mi disgusta proprio. Guareschi non sarebbe mai stato sovranista.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Guareschi era parecchio patriottico, addirittura monarchico.

                Non so proprio oggi cosa direbbe.

                Tranne che sui temi cari a MOI e a me!

                🙂

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “L’eredità di Wojtyła si sente tutta ”

          La chiesa cattolica scissionista del regime comunista che fine ha fatto?

        • Francesco scrive:

          parli del Santo Papa Giovanni Paolo II?

          mai stato in Polonia, ho una grande invidia per una nazione che ha dato i natali a un uomo simile in pieno XX secolo

          non capisco bene cosa tu abbia contro il “miracolo sulla Vistola”, evento poco considerato ma salvifico nella storia d’Europa

          mi spiace per le notizie che porti di xenofobia, una brutta conseguenza dell’eccesso di amor patrio e nazionalismo, sarei curioso di capire da dove esce in un paese che mi pare in progresso economico da molto tempo

          PS a te le Adunate Oceaniche piacciono tantissimo, purchè l’oratore sia di tuo gusto.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            Ho imparato ad amare la Polonia, ecco perché oggi mi dispiace.

            Wojtyla è quello che ha emarginato Oscar Romero e che si faceva fotografare con Pinochet. Tanto basti.

            La Polonia ebbe un boom, guidato da privatizzazioni che facevano sembrare comunista la Thatcher. L’inevitabile contraccolpo di precarietà galoppante ha provocato la reazione attuale.

            Il miracolo della Vistola seguì l’aggressione polacca all’Ucraina, un po’ come da noi il Piave è seguito all’attacco italiano all’Austria. Ora lo gabellano come la seconda Poitiers.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • firmato winston scrive:

              “un po’ come da noi il Piave è seguito all’attacco italiano all’Austria”

              In effetti e’ tuttora rarissimo trovare qualcuno, anche molto istruito, che si renda conto, pur avendo tutti gli elementi per saperlo formalmente, che la prima guerra mondiale fu una guerra in cui l’italia era senza possibilita’ di equivoco l’aggressore (mentre tutti lo sanno della seconda). Potere della definizione di verita’ da parte del vincitore… Una cosa abbastanza ironica e’ che di tutte le numerose battaglie dell’Isonzo, che erano di attacco da parte italiana, l’unica invece in cui attaccarono i germanici si risolse in… una caporetto.

              Salvo errori e dimenticanze.

              Comunque fra Russia e Polonia gli attriti sono millenari, piu’ che secolari, quindi con adeguato “cherry picking” e’ facilissimo dare tutta la colpa all’uno o all’altro, a seconda delle simpatie personali e del momento. Probabilmente l’assenza di importanti barriere naturali incide. E sicuramente nessuno dei due e’ mai stato particolarmente amante della pace reciproca. Dubito che i polacchi sarebbero cattolici e nazionalisti se non confinassero con tedeschi luterani e russi ortodossi altrettanto nazionalisti.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per winston

                “Dubito che i polacchi sarebbero cattolici e nazionalisti se non confinassero con tedeschi luterani e russi ortodossi altrettanto nazionalisti.”

                Mi risulta che i primi nazionalisti polacchi fossero “laici”, cultori di Napoleone e gemellati con il Risorgimento italiano.

                Poi la Prussia si è scontrata con la chiesa cattolica, lo Zar ha cominciato a favorire gli ortodossi (anche se il clero cattolico faceva di tutto per ingraziarsi lo zar e predicare la sottomissione), e solo allora il nazionalismo polacco è diventato cattolico.

              • firmato winston scrive:

                Ci vorrebbe un esperto di storia di quel periodo… ma a grandi linee, nazione e confessione religiosa mi pare inizino ad acquistare importanza, rinforzandosi a vicenda, con la terribile carneficina della guerra dei trent’anni, quella seguita alla riforma luterana. Con una prevalenza della religione nella prima fase, e del culto della nazione in seguito, fino a giungere agli estremi nazifascisti in cui il culto dello Stato soverchiava, e che tutto sommato in prospettiva storica io vedo come naturale sbocco del risorgimento ottocentesco in mescolanza ricombinante con le nuove dottrine socialiste (entrambi i regimi, il nazista e fascista, avevano forti tratti di socialismo, privato dell’internazionalismo e del classismo). Solo che pur dopo la loro sconfitta, dato che ancora oggi il culto della sacralita’ dello Stato e’ indiscutibile, non si puo’ dire (vedi le difficolta’ in sede di unione europea, che peraltro non si riesce a concepire se non in forma di superstato con le stesse caratteristiche di universalita’ e sacralita’, probabilmente ormai del tutto obsolete nel nostro mondo tecnologicamente _oggettivamente_ globalizzato – distanze e confini eliminati, ma vedremo cosa succedera’ con la probabile balcanizzazione del web (vedi cina) e il suo spaventoso e mai visto prima potere di comando e controllo sulla societa’).

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “risulta”

                In realtà ci furono parecchi intellettuali polacchi che seguirono Lutero. La contrapposizione fra Polonia cattolica, Russia ortodossa e Prussia luterana è successiva: diciamo che risale agli strascichi dell’Unione di Brest con cui si proclamo’ la riunificazione degli ortodossi alla chiesa di Roma. Alcuni ortodossi (pochi) aderirono conservando i propri rituali, e furono soprattutto in Galizia. Gli ultimi di loro vennero deportati sull’Oder o eliminati durante l’Operazione Vistola del 1945 dalle autorità comuniste, e sono rimaste solo le loro splendide chiese in legno sui monti Beschidi, in posti sconosciuti agli stessi Polacchi. La maggior parte degli ortodossi rifiuto’. In quello che era allora uno Stato che andava dal Baltico al mar Nero, sotto l’energica guida di Stefan Bathory (ungherese, peraltro, di nascita, dunque ferocemente antiottomano) Varsavia accentro’ il potere di quella che era ancora nominalmente una Repubblica aristocratica polacco-lituana e arruolo’ Gesuiti per l’istruzione dei figli della szlachta (la piccola aristocrazia terriera, compost da quelli che un messicano direbbe ‘rancheros’) ed Ebrei per l’esazione delle imposte. Cio’ provoco’ da un lato l’identificazione di Varsavia con la Chiesa di Roma e dall’altro l’inizio del feroce antisemitismo contadino, ucraino e cosacco ma non solo, nei confronti degli Ebrei (che Varsavia aveva ospitato generosamente dopo l’espulsione dalla Spagna). Il tutto in funzione antiturca. Il Sultano armo’ il ribelle meticcio polacco-ucraino Chmielnicki contro Varsavia e sostenne indirettamente i pope che sobillavano i contadini contro gli ulani polacchi. Varsavia ricambio’ il favore armando i Valacchi e sobillando i Dracula di turno contro Costantinopoli in guerre che durarono decenni. Quando poi la Svezia luterana, approfittando delle contese intestine fra voivoda polacchi, invase ai tempi della Guerra dei Trent’Anni la Polonia con un ‘diluvio'(così viene ricordato in Polonia, ed e’ anche il titolo di un romanzo storico di Sienkeiwicz, autore del Quo Vadis) l’unica fortezza polacca a resistere fu Czestochowa, per cui l’identificazione della Madonna Nera locale con la patrona del paese fu compiuta.

                Ma le cose sono più complicate di così. Innanzitutto, a Wilno (=Vilnius) esiste una gemella della Madonna Nera, icona polacca in un santuario barocco gesuita nella attuale capitale lituana. Inoltre al nord del paese vivono dai tempi e delle lotte contro Tartari e Mongoli cinquantamila Polacchi musulmani, fedeli cittadini della Repubblica da sempre, che pregano nelle moschee più settentrionali d’Europa. Infine, a Tykocin esiste una piazza con una sinagoga gemella della cattedrale e ricostruita nel Seicento dopo un incendio a spese del re di Polonia. Oggni non ci sono più Ebrei, ma la sinagoga è un museo delle dozzine di etnie che visssero li, e il mueso porta l’iscrizione all’ingresso: “L’Unione Europea? L’abbiamo fatto noi mille anni fa!”

                Ecco perchè l’attuale sovranismo polacco è davvero ridicolo: pochi paesi sono più variegati della Polonia. Fu la Sanacja, il governo clericofascista fra le due guerre mondiali, a identificare la Madonna Nera di Czestochowa come quella che aveva guidato dall’alto i biplani polacchi contro i sovietici durante il Miracolo della Vistola; ma nemmeno quelli della Sanacja avrebbero mai messo sotto i piedi la separazione dei poteri e la distinzione fra Stato e Chiesa che a Cracovia fu sancita per la prima volta nella Costituzione promulgata nell’ultimo scampolo di terra polacca libera prima della seconda e ultima spartizione del paese, il 3 maggio 1793. Persino adesso il 3 maggio è festa nazionale. Ma il governo sovranista di oggi riesce a sporcare pure quella memoria.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “In realtà ci furono parecchi intellettuali polacchi che seguirono Lutero.”

                Interessantissimo!

              • firmato winston scrive:

                Citare le fonti!

            • Francesco scrive:

              ADV

              scusa ma almeno su GP2 posso insistere: vale la pena che superi, almeno aggirali, i tuoi immensi pregiudizi.

              era un uomo di grandissimo valore e lo dico non avendo certo trovato facile seguirlo dopo il 1989, quando mi pareva eccessivamente fiscale col capitalismo democratico

              di visite a potenti della terra Giovanni Paolo II ne fece molte e i tentativi di strumentalizzarle fecero una brutta fine; non ricordo copertine di Vogue.

              idem sulla Teologia della Liberazione, anche se il Vescovo Romero era di altra stoffa. ma Roma è lontana da Managua

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                Sull’immenso valore di GP2 concordo in pieno.

                L’ho sentito dal vivo, al Sukiennice di Cracovia . Non capivo una parola, all’epoca. Ma era davvero una personalità magnetica. Tuonava (mi dissero) contro il rifiuto del nuovo governo postcomunista di abolire immediatamente l’aborto. Era talmente infervorato che gli caddero i fogli del discorso dal leggio, e lui senza darsene cura continuo’ a rampognare la folla come un profeta biblico stile Cecil de Mille. Spettacolare.

                Peccato non condividerne il messaggio. Non avremmo i sovranisti di oggi se non avessimo avuto lui all’epoca. Ma del resto la storia non si fa coi se.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                seriamente, dovresti fare un piccolo sforzo

                quel tizio è lo stesso che ha tuonato contro la guerra di Bush sr. in Iraq, capendo prima di tutti quali disastri ne sarebbero seguiti

                e che ha affrontato il capitalismo ruggente e i suoi reggicoda infami (mica come me, che ero capitalista antemarcia e antecaduta del Muro)!

                del resto, potresti spiegarmi anche cosa ci trovi di positivo nell’aborto – o nel laicismo come fondamento ideale dell’Europa

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                In estrema sintesi (anche perchè ne abbiamo già parlato e se ricominciamo non la finiamo più 🙂 )

                “Iraq”

                Wojtyla ha fatto lo stesso errore di Bin Laden. Avendo sconfitto un impero, quello sovietico, ha creduto possibile sconfiggerne un altro, senza riuscirvi. Nulla di male, è la tradizione agostiniana della Città di Dio contro la Città degli uomini. Solo che con gli Stati Uniti dell’aggressione all’Iraq Wojtyla ha di fatto condannato (o avallato in buona fede e inconsapevolmente la condanna, il che è lo stesso) di tutto ciò di buono che dietro la civiltà che esprime anche gli Stati Uniti di Bush contiene, come la liberazione sessuale, il relativismo etico ecc. Per un gigante come Wojtyla dobbiamo cuccarci masnade di Pillon, di Duda e di Giovanardi.

                “laicismo”

                L’Europa ha radici cristiane; ma non ha solo quelle. Ne ha anche di pagane, di marxiste e volterriane. Se lo neghiamo torniamo a prima ancora del “cuius regio eius religio”: all’Estado Novo di Salazar. Epicuro è tanto padre dell’Europa quanto Paolo di Tarso. Negare questo principio ha portato secoli di guerra di religione. Ora basta. Erasmo l’ha detto una volta per tutti: “silete theologi!”. Il laicismo, ossia il negare un necessario fondamento religioso alla convivenza civile, è l’unico modo per sterilizzare il contagio di chi si dice illuminato da qualche Verità Assoluta.

                “aborto”

                Se accetto che un essere sia umano dal momento della formazione di un corredo genetico unico e irripetibile di quell’essere, allora certamente devo considerare un omicidio l’aborto.

                Ma allora devo considerare un omicidio anche il prelievo del cuore da un donatore d’organi per un trapianto, perché il donatore d’organi è un essere con un corredo genetico unico e irripetibile proprio come l’embrione (e infatti tanto il donatore d’organi quanto l’embrione possono in linea di principio essere clonati e dare origine a individui fertili con progenie umana); togliergli il cuore equivale dunque a uccidere un essere umano, ed è quindi proibito. Chi nega la liceità dell’aborto deve negare anche quella dei prelievi per trapianto. (Storicamente, fu proprio questo il motivo per cui la legge USA, più restrittiva, impedi’ allo statunitense Leakey di battere sul tempo il sudafricano Barnard nel primo trapianto di cuore, ché la legge di Pretoria era più permissiva di quella USA). Viceversa, se si ammette la liceità dei prelievi d’organo allora si deve ammettere anche la liceità dell’aborto.

                Una definizione che consente i trapianti è quella che dice che un essere umano è quello con una corteccia cerebrale funzionante. Ciò esclude sia il donatore d’organi, che per essere ammesso alla donazione deve essere in stato di morte cerebrale, sia l’embrione nelle prime settimane dopo il concepimento, di cui la legge (italiana) consente l’aborto.

                Come dimostra il caso di Leakey, e come molte definizioni di rilevanza morale, la definizione di “essere umano” é frutto di una scelta sociale e culturale, dunque in ultima analisi politica.

                Sottolineo che la definizione ha carattere essenzialmente utilitaristico: la si adotta non perché “giusta” o “sbagliata” in base a questo o quel precetto di qualche libro sacro, ma perché utile alla comunità (che include i cardiopatici bisognosi di un cuore nuovo).

                Si conferma la sentenza epicurea delle Massime Vaticane, in base alla quale non si dà giustizia al di fuori del reciproco utile. E si contraddice la massima delle Scritture “non spetta all’uomo dirigere i suoi passi”.

                I trapiantati (e le donne rimaste incinte dopo essere state stuprate) in coro ringraziano.

                Per tornare a Wojtyla: oggi in Polonia il governo cerca di realizzare il suo programma. Ciò ne inquadra la figura oltre ogni ragionevole dubbio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston scrive:

                “Non avremmo i sovranisti di oggi se non avessimo avuto lui all’epoca”

                I sovranisti di ogi ce li ha regalati la politica autistica del Monti del 2011.
                Senza Monti e il suo disumanesimo, Salvini Meloni e compagnia bella non li avremmo mai sentiti nominare.

    • Peucezio scrive:

      Andrea,
      depravazione obbligatoria: lo vuole l’Europa.

      Io non ho mai capito perché i polacchi hanno voluto legarsi a questa immonda sanguisuga dell’Ue. Ora per un po’ succhiano, ma arriverà il conto, come è arrivato a noi, e saranno ridotti alla fame come la Grecia, diritti dei ricchioni o no.

      • Francesco scrive:

        la Grecia si è messa in quel buco da sola, ti ricordo

        manco in Africa falsificano i dati dei bilanci statali in quel modo

        forse in Calabria e in Sicilia

      • roberto scrive:

        “Io non ho mai capito perché i polacchi hanno voluto legarsi a questa immonda sanguisuga dell’Ue.”

        forse perché sono loro delle immonde sanguisughe?
        forse per me ciaociao anche domani e che si divertano tranquilli con i loro pogrom, ma non con i soldi miei

        • Francesco scrive:

          scusa Robè ma … quali pogrom?

          non vorrei che qualcuno avesse l’idea dell’Europa come “le elites di Parigi*” e intorno plebaglia tenuta a uniformarsi

          * per intendersi sul tipo di ricco fighetto liberal-progressista.

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          “forse perché sono loro delle immonde sanguisughe?”

          Certo. Ma non hanno capito che presto s’invertiranno i ruoli: fare le sanguisughe non è gratis, anzi, si paga con tanto d’interessi.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ peucezio

        Alcuni volevano mungere le tette della UE, come i salvini qui da noi oggi.

        Wojtyla sperava di trasformare la UE in un campo trincerato della Tradizione (le famose “radici cristiane”).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio scrive:

          Andrea,
          “Wojtyla sperava di trasformare la UE in un campo trincerato della Tradizione (le famose “radici cristiane”).”

          Il baciacorani che riceveva i rappresentanti del B’nai B’rith e riconobbe lo stato d’Israele? Che disse che il comunismo è un male relativo, mentre il fascismo è il male assoluto? Quello che chiese scusa in nome della Chiesa (secondo lui) per l’Inquisizione, le Crociate…?

          L’ha trincerato bene il campo! Ora sono più tranquillo…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            S’, in effetti ho conosciuto gente di curia a Cracovia che diceva che finchè stava in Polonia Wojtyla era un argine progressista contro i conservatori…

            E non sto affatto scherzando.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

      • firmato winston scrive:

        “Io non ho mai capito perché i polacchi hanno voluto legarsi a questa immonda sanguisuga dell’Ue.”

        Cinquant’anni sotto il tacco sovietico?

        Molti sovranisti nostrani chiamano l’UE EURSS, ma solo perche’ l’URSS non l’hanno provata di persona, di essa fanno finta di vedere solo i villaggi potiomkin della propaganda in cui sono stati immersi per tutta l’esistenza all’ombra del loro partito-chiesa. Non c’e dubbio che la reazione a destra dei paesi dell’europa orientale sia, appunto, una reazione ad una dominazione comunista che noi abbiamo avuto la fortuna di risparmiarci, pur avendo miseramente perso la guerra anche contro i russi da noi aggrediti.

        • firmato winston scrive:

          Chiarisco quanto sopra: mi riferisco al sovranismo dell’estrema sinistra marxista del gruppo di Bagnai, che oggi come ai tempi del duce tende a confluire, confondendovisi, con l’estrema destra. Salvini e’ da li’ che ha preso l’antieuropeismo, letteralmente ribaltando le tradizionali posizioni di bossi e miglio, che invece erano, soprattutto il secondo mentre il primo non e’ che ci capisse granche’, completamente europeisti. Mai si sarebbero sognati di contrastare l’euro, anzi lo vedevano come una liberazione dal latrocinio “romano”. Pensa te come’ ingarbugliata la storia…

          • Miguel Martinez scrive:

            per fw

            “Pensa te come’ ingarbugliata la storia…”

            riflessione affascinante. Infatti, ho un vago ricordo di una Lega europeista, che pensava l’Italia settentrionale dovesse avere legami stretti con l’Europa Centrale.

            • Francesco scrive:

              beh, l’Europa delle Regioni era anche un modo per liberarsi degli stati giacobini

              ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “giacobini”

                Ti interessserà allora questo libro:

                The Size of Nations
                Alberto Alesina e Enrico Spolaore
                MIT, 2003

                Un libro sulle dinamiche economiche dietro gli spostamenti dei confini politici nel corso
                del tempo.

                Si è avuto modo di ascoltare l’argomento di questo libro già nel 1998 durante un seminario accademico alla
                Georgetown University, dove stavo concludendo il mio Ph.D. Il paper presentato allora mi colpì perché era la
                prima volta che si sentiva un argomento economico, anziché etnico o storico, sulla dimensione di uno stato. Quel
                giorno a Georgetown Alberto Alesina presentò un draft del lavoro che venne poi pubblicato due anni dopo
                come “Economic Integration and Political Disintegration” nella rivista accademica American Economic Review.
                Assieme ai suoi coautori, Enrico Spolaore e Romain Wacziarg, la ricerca venne approfondita risultando nella
                pubblicazione del libro “The Size of Nations” (MIT Press, 2003) che sorprendentemente non è ancora stato
                tradotto in italiano.

                La tesi della ricerca è in apparenza azzardata, perché sostiene che la globalizzazione facilita la creazione di
                nuovi stati. Come mai un economista di fama internazionale si occupa di confini geografici anziché di deficit,
                disoccupazione o tassi d’interesse? Questo perché anche i confini politici, al contrario di mari e monti, sono il
                frutto di decisioni umane. Essendo scienza sociale, l’economia studia l’interazione tra persone e l’equilibrio a
                cui si converge tramite le diverse preferenze e scelte. Alcuni di questi equilibri, come ad esempio le quotazioni
                del Nasdaq, cambiano con velocità istantanea. Altri, come invece gli equilibri geopolitici, hanno la dinamica dei
                ghiacciai: sembrano immobili, ma tutto d’un tratto si possono osservare enormi spostamenti inaspettati, dovuti
                a graduali pressioni interne.

                La tesi di Alesina e coautori incomincia ponendosi delle domande molto semplici. Perché nel periodo
                protezionistico ottocentesco e nella bellicosa prima metà del Novecento osserviamo imperi che fagocitano
                piccole realtà politiche preesistenti? E perché invece nel dopoguerra c’erano solo una settantina di stati nel
                mondo, e gradualmente con l’avanzare del commercio internazionale e della globalizzazione economica oggi ne
                abbiamo quasi duecento?

                Questa intuizione su una correlazione tra apertura commerciale e moltiplicazione (e rimpicciolimento) degli
                stati trova conferma nelle analisi econometriche di Alesina e colleghi. Non solo esiste una causalità statistica tra
                apertura commerciale e la nascita di nuovi stati tipo la Repubblica Ceca e la Slovacchia, o i baltici Estonia,
                Lettonia e Lituania. Ma negli anni di apertura globale abbiamo in genere anche una miglior prestazione
                economica in paesi di dimensioni ridotte piuttosto che nei grandi stati come la Germania, la Francia e l’Italia.

                Nell’ultimo numero di questo agosto, Newsweek presentava in copertina la lista dei migliori paesi al mondo,
                secondo diversi metri di misura che spaziavano dalla qualità della vita, all’educazione, alla sanità, fino al
                dinamismo economico. Con una formula ponderata basata sulle diverse categorie, e sulla consulenza di esperti
                tra cui il Nobel Joseph Stiglitz, Newsweek concludeva che i migliori paesi al mondo tendono ad essere piccoli.
                Della classifica di Newsweek, nove dei primi dieci sono considerati demograficamente piccoli: Finlandia,
                Svizzera, Svezia, Australia, Lussemburgo, Norvegia, Canada, Olanda, Giappone e Danimarca. Questa è stata
                forse una rivelazione per i lettori di Newsweek, ma non certamente per il mondo accademico a conoscenza
                della ricerca di Alesina e colleghi. Loro difatti, più di una decina di anni prima della divulgazione di Newsweek,
                già avevano sviluppato anche un modello teorico per spiegare il perché del successo economico dei piccoli
                stati.

                Per cominciare, la dimensione ideale di uno stato non viene misurata in chilometri quadrati e nemmeno in
                popolazione. Esiste un grado di omogeneità culturale (a prescindere dalla composizione etnica) che rende i 30
                milioni di abitanti della vastità canadese meno eterogenei dei 10 milioni di fiamminghi e valloni inguaiati nella
                ristretta pianura belga. Il modello di Alesina e colleghi assegna un costo politico a questa eterogeneità. Più
                distante è la media democratica rispetto la realtà del singolo cittadino, meno efficace sarà il servizio pubblico
                che questo riceverà. Fin qui l’approccio aggiunge poco di originale rispetto alla preesistente letteratura
                accademica: più grande ed eterogeneo uno stato, più distante sarà percepita la politica della capitale.

                Esistono però anche dei vantaggi alle dimensioni di uno stato. In caso di guerra, più grande lo stato, più grande
                l’esercito e minore il rischio di venire invasi. Inoltre, in caso di protezionismo, i confini politici rappresentano
                anche dei confini commerciali e perciò un produttore preferirà far parte di un impero piuttosto che di una città-
                stato. Durante l’Ottocento e buona parte del Novecento, il mondo era dominato da una politica protezionistica
                e da minacce militari. Non a caso molte realtà politiche minori sparirono in questo periodo (pensiamo
                all’unificazione italiana, ma anche a quella tedesca) appunto perché al tempo era economicamente
                insostenibile essere piccoli e isolati. I pochi piccoli stati superstiti all’Ottocento erano situati sull’Atlantico e
                potevano contare sullo sfruttamento coloniale.

                Questa non era ad esempio la situazione rinascimentale. Dato il periodo di inferiore tecnologia bellica e a
                relativamente minori ostacoli commerciali, città-stato come Venezia, Genova e Amsterdam avevano
                accumulato ricchezze equivalenti a quelle del Regno di Francia, ma garantendo un tenore di vita medio più
                elevato di quello del francese medio.

                Il libro di Alesina e Spolaore fa notare che oggi ci stiamo allontanando sempre di più dal protezionismo
                ottocentesco. Nell’era dell’Unione Europea non ha assolutamente senso per la Slovenia e la Slovacchia
                preoccuparsi di invasioni militari. Entrambi questi stati nati meno di vent’anni fa godono di una politica locale
                indipendente, e non succube di decisioni prese in capitali distanti per accontentare realtà più eterogenee. Ma
                allo stesso tempo la loro economia, le loro ditte, i loro imprenditori non sono svantaggiati rispetto ai
                corrispettivi italiani e tedeschi. Hanno tutti lo stesso accesso al mercato europeo. I loro ristretti confini politici
                non rappresentano dei confini commerciali, perché il loro mercato è il mondo intero, per un imprenditore
                estone come per un imprenditore francese. Come per darwinismo economico, il successo di uno snello stato
                confinante aumenta le pressioni identitarie all’interno di grandi contenitori politici formatisi nell’Ottocento.

                Prendendo spunto da questo libro, queste sono le mie considerazioni. L’ascesa della Lega degli ultimi vent’anni
                non a caso combacia con un declino economico del reddito medio italiano rispetto alla media europea, in un
                continente popolato da una maggioranza di stati più piccoli ed efficienti dell’Italia. E non si tratta solo di
                vantaggi aritmetici di regioni ricche a scapito di regioni povere. Il recente rafforzamento di un “partito del Sud”,
                sintomo di una polarizzazione geografica della politica, rispecchia un equivalente disagio da più latitudini verso
                la politica dei compromessi della capitale. L’esempio della più povera Slovacchia che dopo l’indipendenza
                cresce di più dei ricchi cugini cechi, e della periferica Cipro che grazie ad una indovinata politica indipendente
                cresce a ritmi impensabili nel Mezzogiorno, ci indica che il ghiacciaio può scricchiolare da più frangenti.

                Guardando solo la teoria esposta da Alesina e i suoi coautori ormai già una dozzina di anni fa, non è immediato
                immaginare un nesso con la situazione politica ed economica di fiamminghi e valloni, di catalani o di siciliani.
                Da piccoli guardavamo alla mappa politica come se fosse statica tanto quanto quella geografica. Ora, grazie al
                lavoro di Alesina, Spolaore e Wacziarg abbiamo un tentativo di spiegare in termini economici le dinamiche di
                come anche i confini, pur se lentamente, si possono spostare nel tempo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                non malissimo ma noi economisti pecchiamo un poco di presunzione quando usciamo dai nostri confini

                dillo all’Ucraina che i rischi di invasione sono una cosa del passato!

                però la tesi è molto interessante lo stesso, grazie della segnalazione

              • PinoMamet scrive:

                In effetti l’Ucraina è stata invasa dagli USA:

              • firmato winston scrive:

                Senti ADV, ma com’e’ che l’altra volta in risposta a:

                “Lo Stato. (E’ l’unico ad esercitare legittimamente una coercizione)
                Possibilmente mondiale. (E’ l’unico con la dimensione necessaria)”, con riferimento a robertson

                ti ho risposto:

                “Sull’argomento, per un’analisi un po’ piu’ attuale:
                A. Alesina, E. Spolaore, The Size of Nations, Mit Press 2003
                Qui una breve recensione che credo sia interessante:
                https://www.noisefromamerika.org/biblioteka/recensione-dimensione-nazioni/

                E adesso salta fuori addirittura che eri nel luogo della conferenza, ci manca solo seduto in prima fila??

                Sembra tutto un po’ strano.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato winston

                “strano”

                🙂

                No: è che ho copincollato un articolo saltando nella fretta il nome dell’autore, Lodovico Pizzati. E’ lui ad avere assistito alla conferenza.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston scrive:

                Non citi quasi mai le fonti, il che e’ non solo disdicevole, ma molto strano per chi e’ sinceramente interessato alla discussione culturale.
                Le fonti, come il contesto, sono importanti.
                Senza, si intorbidano le acque, e si da’ l’impressione di un’intento appropriatorio/manipolatorio.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ firmato winston

                “fonti”

                No, di solito lo faccio (come tutti quelli che frequentano il blog possono testimoniare). A volte mi capita di andare a memoria.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ peucezio

        Soldi.

        Tanti soldi.

        Persino il cippo centrale della rotatoria davanti allo studio della mia dentista a Bialystok porta lo stemmino delle Dodici Stelle.

        Persino le tendine nello studio della dentista sono sttae cofinanziate dalla UE, e portano le stesse Dodici Stelle.

        In Polonia sono ovunque.

        Ecco perché i sovranisti fanno pena.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • firmato winston scrive:

          “In Polonia sono ovunque.
          Ecco perché i sovranisti fanno pena.”

          Senti, tagliamo corto: non e’ che hai una ex-moglie sovranista polacca che ti ha mandato affanculo?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ firmato winston

            No: ho una moglie polacca in piena attività di servizio che tutte le volte che sente Duda sputa per terra. 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  21. Moi scrive:

    @ PINO / TUTT〈ə〉;)

    Sé …. a Castèlfrànch, i fan dabòn : tutti i principali quotidiani anche Nazionali lo riportano ! Certo che il mini-corso di fonetica per Dipendenti Comunali per imparare a pronunciare “schwa” supera la perfino più malevola Satira di Dx Italiana di anche solo 5 anni fa !

  22. Moi scrive:

    Essendo tuttə Biankə 😉 , secondo la Woke NON abbiamo Diritto di Parola in materia, ma … la faccenda BLM ricorda tanto l’ Ipocrisia di Casa Nostra, fra Lampedusa e Capalbio 😉 !

  23. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Curiosa davvero la faccenda del Giovanotto CoreAmericano 😉 :

    IN GENERALE

    anzitutto, “Asians” mi pare che venga usato solo per indicare gente “giallognola e con plica oculareMongolica” …

    un Conflitto EtnoRazziale Whites VS Asians … boh ! Mi fa così “vintage” : fra Pearl Harbor , Sbarco di Incheon, Vietnam … mah ! … Si è riacceso con il Covid , per caso ?

  24. Moi scrive:

    IN PARTICOLARE

    1

    mi ricorda il caso di quei Sikh che dopo l’ 11 Settembre 2001 rischiarono il linciaggio da parte di una folla inferocita che li scambiò per Musulmani …

    2

    Ma la ragazza è “mezza White” ? … Difficile “confndersi” ! Starebbe molto più in piedi che da Coreano attaccasse una Cinese scambiandola per Giapponese (per vendicare la famigerata Schiavtù Sessuale reintrodotta negli Anni Trenta).

    3

    Esiste il Diritto di Attaccare i Bianchi come “Emancipazione Storica” dei NON-Bianchi ?! … NON vale più la Responsabilità Penale Individuale ?!

  25. Moi scrive:

    … Chi si rivede !

    Sabina Guzzanti accende un “Fléim” 😉 VS i Commercianti in Pandemia :

    s://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/guzzanti-attacca-commercianti-molti-hanno-macchinoni-case-189650/

  26. Moi scrive:

    Scene Fantozziane dal Vivo in Sardegna :

    https://www.castedduonline.it/il-banchetto-della-vergogna-a-sardara-tra-fughe-dalla-finestra-e-indagini-della-procura-i-sardi-ora-hanno-diritto-a-verita-e-giustizia/

    Il banchetto della vergogna a Sardara, tra fughe dalla finestra e indagini della Procura: i sardi ora hanno diritto a verità e giustizia

    Di sara-panarelli 13 Aprile 2021 AREA-VASTA

    La vera ricostruzione del banchetto di Sardara con politici e funzionari regionali: ecco tutti i retroscena sul pranzo in zona arancione sul quale indaga la Procura, così molti noti si sono vergognosamente dileguati nella fitta vegetazione.

    https://www.castedduonline.it/il-banchetto-della-vergogna-a-sardara-tra-fughe-dalla-finestra-e-indagini-della-procura-i-sardi-ora-hanno-diritto-a-verita-e-giustizia/

  27. Moi scrive:

    https://www.iltempo.it/politica/2021/04/14/news/pranzo-sardara-sardegna-politici-dirigenti-regionali-inchiesta-confessione-cristiano-erriu-ristorante-inchiesta-26893249/

    E secondo nuove indiscrezioni, qualcuno dei partecipanti al banchetto proibito sarebbe stato trovato dai finanzieri nella piscina delle terme, completamente vestito e con indosso anche le scarpe.

    ——————

    … Manco nei Cinepanettoni ! 😉

  28. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=r8JBFpgk8rk

    REGIONE, SARDARA: TOTONOMI SU PRANZO SCANDALO

  29. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=D8BpBoAau8s

    Pranzo a Sardara. Oggi Solinas non si presenta in Aula, Corrias (Pd): “Si faccia chiarezza”

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      ” insulti e minacce a Gerry Scotti e Michelle Hunziker”

      Fantastico, da sbellicarsi dalle risate!

      “Dirò di più: io, e mia figlia Aurora ancora di più, abbiamo questo tratto degli occhi a mandorla. Mia mamma ci dice che è di famiglia, proprio nel nostro dna perché avevamo un bisnonno asiatico. Mia figlia è stata oggetto di bullismo da quando era piccolissima per questo, figuriamoci se avrei mai pensato che fare quel gesto potesse essere un’offesa razzista.”

      • Moi scrive:

        Quindi , oggi, negli USA … Michelle Hunziker, potrebbe dichiararsi “Non-White” ?!?!

        .In effetti, un po’ , è vero: ha gli occhi un po’ strettini, ma non avrei mai detto che avesse avi “Asians” !(cioè, fra Birmania e Giappone passando per le Filippine !)

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        A me non è che piacciano questo gran ché, ma non capisco cosa ci sia da ridere.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Moi scrive:

        ho visto le foto di Aurora Ramazzotti … in effetti ha gli occhi un po’ “squinty” , mami sembra “Bianca” !

        Fra l’ altro, almeno nei Paesi “Asians” più capitalisti (Giappone e Corea del Sud) , soprattutto le ragazze (almeno le più abbienti) si fanno ampliare la plica Mongolica oculare troppo stretta , ritenuta un “inestetismo”.

  30. Miguel Martinez scrive:

    Il Partito Unico e i Conciatori 🙂

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/04/15/news/la_strada_costruita_con_i_rifiuti_cosa_c_e_dietro_l_inchiesta_sulla_ndrangheta_in_toscana-296557808/

    Firenze
    Maxi inchiesta ‘ndrangheta in Toscana: tra gli indagati anche il capo di gabinetto di Giani e un consigliere regionale Pd
    15 Aprile 2021

    I fanghi e le ceneri della combustione dei rifiuti prodotti dal distretto del cuoio di Santa Croce sull’Arno (Pisa) usati come materiale per costruire il quinto lotto della Strada regionale 429, tra Empoli e Castelfiorentino. Oltre 8 mila tonnellate di scarti altamente inquinanti, ricchi di cromo e altri metalli pesanti, sottratti alle procedure di smaltimento previste dalla legge con un risparmio di oltre 20 milioni di euro. È uno dei filoni principali dell’operazione che questa mattina ha portato a 23 arresti, nell’ambito dell’esecuzione di tre distinte ordinanze di custodia cautelare, disposte dalla Dda di Firenze, in relazione ad altrettante indagini collegate tra loro in materia di inquinamento ambientale, narcotraffico internazionale, estorsione ed illecita concorrenza, tutti aggravati sia dall’agevolazione che dal metodo mafioso “in favore di potenti cosche di ‘ndrangheta”. Le infiltrazioni riguardano il traffico di droga (cocaina in particolare), lo smaltimento dei rifiuti nelle concerie e la movimentazione terra.

    Tra le persone indagate nel filone dell’inchiesta che riguarda il settore conciario in cui si ipotizza l’esistenza di una corruzione per atti contrari ai doveri di ufficioassociazione a delinquere che avrebbe agevolato l’attività delle cosche, figura coinvolto in quanto indagato per corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio anche Ledo Gori, capo di gabinetto dell’ex presidente della Regione Enrico Rossi e dell’attuale, Eugenio Giani. Per la procura, Gori si sarebbe reso disponibile a soddisfare le richieste del gruppo criminale, composto tra l’altro dai vertici dell’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno, in cambio dell’impegno da parte degli imprenditori di chiedere esplicitamente al candidato a presidente della Regione Eugenio Giani – estraneo alle indagini -, e poi allo stesso Giani come presidente eletto, di confermarlo nel suo incarico come capo di gabinetto. Nell’inchiesta Gori non è accusato del reato di associazione per delinquere.

    Indagata anche la sindaca di Santa Croce sull’Arno, Giulia Deidda, il consigliere regionale Andrea Pieroni del Pd e alcuni imprenditori al vertice dell’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno.

    Ci sono dunque esponenti politici e dirigenti di enti pubblici in Toscana fra i 19 soggetti coinvolti come indagati nell’indagine Keu condotta dalla Dda di Firenze coi Carabinieri Forestali e altre specialità dell’Arma, inchiesta dedicata all’infiltrazione della ‘ndrangheta calabrese nella gestione dei reflui e dei fanghi industriali del distretto conciario di Santa Croce sull’Arno.

    L’inchiesta si chiama Keu, nome dell’inerte derivante dal trattamento dei fanghi degli scarti della concia delle pelli, e ha portato a 6 arresti nel settore conciario, 7 interdizioni dall’attività di impresa, due sequestri preventivi di impianti di gestione di rifiuti ed oltre 60 perquisizioni. Eseguito anche un sequestro per equivalente di oltre 20 milioni di euro e numerose perquisizioni ed ispezioni personali e domiciliari presso oltre 50 obiettivi nelle province di Firenze, Pisa, Arezzo, Crotone, Terni e Perugia.

    Per gli inquirenti gli esponenti indagati al vertice dell’Associazione Conciatori sono riferimento di un sistema che agisce con le modalità “di un sodalizio organizzato per la commissione di reati, utilizzando a tale scopo vari consorzi” in un comparto industriale – la concia delle pelli – a particolare rischio ambientale per i rifiuti, “la cui gestione illecita provoca conseguenze in termini di contaminazione” delle falde, dei corsi d’acqua, dei terreni, dell’ambiente, del suolo laddove tli scarichi industriali vengano smaltiti illecitamente o a seguito di procedure insufficienti”. E’ stato inoltre verificato, spiegano Dda e Arma dei carabinieri, che “il peso economico del comparto, consente ai suoi referenti di avere contatti diretti che vanno anche oltre i normali rapporti istituzionali con i vertici politici e amministrativi di più Enti Pubblici territoriali, che a vario titolo avrebbero agevolato in modo sostanziale il sistema, alcuni dei quali figurano fra gli indagati”.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      Vedremo se ora che sono al governo quelli del PD si faranno la leggina per depenalizzare lo smaltimento irregolare dei rifiuti. Nel caso, si difenderebbero fai processi e non nei processi, come sono soliti fare i loro avversari.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Il settore della concia non ha bisogno di nessuna depenalizzazione: ha sempre fatto tutto quello che ha voluto.

  31. Andrea Di Vita scrive:

    @ daouda

    Comunque che Wałęsa fosse un infiltrato comunista è tesi ufficiosamente ripetuta fa mti esponenti dell’attuale maggioranza di governo.

    Aggiungo una nota a margine: è proprio l’aver visto la trasformazione della Polonia che mi fa osteggiare così tenacemente i sovranisti qui da noi.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “che Wałęsa fosse un infiltrato comunista”

      Cioè si sarebbe fatto cadere il governo da solo?

    • daouda scrive:

      Andrea i sovranisti in tutta Europa sono comunisti finanziati da comunisti per sostituire altri comunisti.
      Polonia dcomunistizzata? Nessun paese dell’est è decomunistizzato. Orban ad esempio solo un cojone può credere che abbia a cuore cristianità, popolo ungherese o cos’altro, e questo cojone è il tipico individuo che non capisce la strategia.

      • Francesco scrive:

        presente!

      • habsburgicus scrive:

        Andrea i sovranisti in tutta Europa sono comunisti finanziati da comunisti per sostituire altri comunisti.
        Polonia dcomunistizzata? Nessun paese dell’est è decomunistizzato.

        @Daouda
        spiegaci una buona volta, in dettaglio, cosa pensi dell’attuale situazione all’Est (diciamo dal Crollo del Muro in poi), e motiva le tue posizioni….qualcosa hai già detto, un po’ credo di sapere quali siano le tue posizioni in materia, ma credo sia giunta l’ora di spiegare a tutto il blog in modo non troppo oscuro la tua Weltanschauung..non credi ? 😀 e confido che Miguel lasci passare il tuo mega-commento 😀 eh sì, perché non potrà -per definizione- essere corto

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ habsburgicus

          In Romania certamente.

          In Polonia, magari, anche… ma se traduco la tua frase prima vengono a cercare me che l’ho tradotta poi te che ne sei l’autore!

          🙂 🙂

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • daouda86@libero.it scrive:

          – la guerra fredda è stata vinta dall’URSS che è stata volutamente fatta “collassare”. D’altronde non c’è stata nessuna decomunisticizzazione

          – i paesi dell’est sono tutti comunisti in sonno che entrano nell’unione europea come cavalli di troia

          – tutti i partiti di destra al mondo sono ormai finanziati dai russi che si sono dati questa nuova vernice idologica secondo i dettami leninisti, quasi tutti infiltrati dunque

          – la chiesa ortodossa di quei paesi è una facciata , permeata dai servizi segreti, probabilmente non ha neanche più i sacramenti.

          – AH ra un bolscevico di prima maniera, non amava stalin che fu il primo torizzatore ( quest’ultimo ) del socialismo in un solo paese. AH era alleato dei troskisti e viceversa, troskysmo che un modus dei paesi angli.

          – La Nato va rimodulata dopo che gli USA vrranno fortemente ridimensionati , cosicché si potrà realizzare il progetto di Gorbachov della casa comune europea, progetto che necessitava del collasso di facciata dell’URSS.

          Poi c’è tanto tanto tanto altro com pr esmpio il fatto che la moneta FIAT non esiste, o che Bitcoin ha fottuto la mente agli anacocapitalisti idioti e mille cose

          Ma non è una Weltanschauung è mera informazione, collegazione di cose, constatazione.

          Io sono cristiano e posso solo dirti che l’impero romano cristiano fu l’unico metodo sinfonico possibile NON IN QUANTO POLITICO poiché ogni potere è sotto il diavolo, ma in quanto ROMA, che ha una sua funzione spirituale.
          Il feudalismo è già sovversione.

          Lo ripeto. Sapere e vedere agli atti di un processo ( o tramite un’inchiesta ) ch un Licio Gelli qualsiasi sia stato un agente dl Kgb fa intepretar tutta la storia del suo presunto fascismo in tutt’altro modo.

          La Siria stessa parla da se. Chiunqu si informi sa che nl Rojava il palleggio fra Isis e “curdi” socialisti era precipuo allo sterminio di yezidi e cristiani.

          Chiunque si informi sa che se davvero la Turchia appoggerrà i VOLUTAMENTE “nazistizzati” ucraini si decide pr una guerra fra Turchia e Russia.

          E via discorrendo.

          Il tutto fa risultare che ci siano mafie differenti che stanno creando una cupola finale,che dunque tali sono e tali rimangono, che si accordano ,collaborano, si fanno dispetti, commerciano e si ostracizzano e poi si combattono, ma tali sono.

          Non ho una visione del mondo, è il mondo che va così semplicemente

          p.s. è evidente ch se si ritiene il comunismo di sinistra , come se lo si ritiene un’ideologia , non si è capito né qullo né si capirà il mondo odierno.

          p.p.s. s il mondo è in mano al diavolo è oltremodo evidente che il fine ultimo non è il governo mondiale ( cosa che seduce i potenti , che sono i più gabbati di tutti ) ma mandare tutti a sfregio all’infrno.

          SE HAI DOMANDE SPECIFICHE SCRIVERE EMAIL

          • daouda scrive:

            un’altro filone interessante riguarda l’anticomunismo internazionale , che a guardarlo bene, risponde a logiche del tutto uguali proprio prché si addita per comunismo quel ch comunismo NON è, visto ch il comunismo non è in definitiva ninte di definibile.

          • daouda scrive:

            il problema di Edom e della sua dottrina , scagiona e coinvolge gli ebrei.

            Hasburgicus fa una domanda priva di senso pr chi comprende che la teoria è un aspetto della prassi: dove sono le direttive? qual è l’ideologia? l’estetica di riferimento? Su che prospetto morale?

            Questo è ciò che pensi di ricavare da una mia risposta?

            Guénon stesso con Tradizione e controtradizione non è hegeliano? E dunque diremo che è stalin contro trotsky , inghilterra contro russia, negri veddoidi contro gialli ( India e Cina )? E bala bla bla?

            Studiare l’anticomunismo internazionale fa comprendere qullo che ADV potrebbe dire il nazismo recondito…proprio prché socializzazion o liberisticizzazione sono strategie politiche di un impero.Se parliamo di destra e sinistra non vale il liberismo o lo statualismo, ma i valori.
            In questo caso lo scontro reale è mero confronto fattuale delle forze dissuasive od incentivatorie.
            MA sempre sintsi ( sincretismo ) ci sarà per andare oltre.
            Quindi la cupola non c’è. Edom è l’avanguardia.
            Il mondo nuovo è strutturato pr gabbare , far soffrire e dannare più persone possibili pr prenderle tutte visto che il mondo è sotto satana, da sempre, e solo ROMA FU ROMA innanzi a -YhwH-

            Tu sei uno storico, almeno da quel punto di vista dovresti aver constatato che il 1918 è stato la fine, visto che ti repelleva retrodatare al 1453.

    • Peucezio scrive:

      Andrea,
      “Aggiungo una nota a margine: è proprio l’aver visto la trasformazione della Polonia che mi fa osteggiare così tenacemente i sovranisti qui da noi.”

      Lasciami dire che evidentemente eri già ideologicamente predisposto. Se fossi stato un reazionario come me ti ci saresti esaltato.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ peucezio

        “esaltato”

        Spero (per te) di no.

        Non solo ora le uniche battute non censurate nell’equivalente polacco di Striscia la Notizia sono quelle contro gli omosessuali.

        Non solo un paio di anni fa si sono avuti quasi mille locali pubblici bruciati perchè davano lavoro a camerieri e sguatteri immigrati, con la polizia e i vigili del fuoco che arrivano SEMPRE a cose fatte davanti alle ceneri del rogo.

        Non solo si è arrivati a imbavagliare la Magistratura un po’ come in Ungheria.

        Non solo prendono a male parole mia figlia, che sembra uscita da un manifesto delle SS per quanto sembra ariana e che è perfettamente bilingue, perchè straniera

        Non solo si dà della “lesbica pagata dalla UE” a una delle due milioni di donne scese in piazza a difendere l’aborto (donna che per puro caso è anche nostra amica di famiglia, e che tra l’altro è una anticomunista al calor bianco… degno contrappasso)

        Non solo si continua a mungere l’UE (nonostante i continui insulti cui è fatta segno) al punto che persino le tendine dello studio della dentista da cui andiamo a farci controllare quando siamo in visita dai suoceri portano bene in vista il marchio delle Dodici Stelle, così come anche il cippo al centro della rotatoria antistante lo studio dentistico

        Ma si arriva a situazioni ridicole come quelle dello zoo dove un asino maschio comincia a montare la femmina durante una visita di scolari e viene chiesta a gran voce il licenziamento della direzione dello zoo per non aver protetto l’innocenza dei giovinetti.

        Con quasi metà del paese che sghignazza per l’imbecillità della cosa e l’altra metà (e purtroppo un po’ più della metà) che invece approva la sdegnata protesta e insiste nel chiedere le dimissioni.

        Sono ideologicamente prevenuto contro una mezza nazione di Pillon e Giovanardi?

        Sì, e ne vado fiero.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Moi scrive:

          … e di Carismatici AntiGender come Gianfranco Amato, ne hanno ? 😉

        • Peucezio scrive:

          Andrea,
          ma il “si” a chi corrisponderebbe?

          Alle classi dirigenti? Alla maggioranza della popolazione?

          Comunque sono quasi tutte cose che non mi dispiacciono affatto.
          Alcune in sé, altre come reazione al conformismo progressista occidentale.

        • Francesco scrive:

          scusa ma questa cosa degli asini importunati sembra veramente finta all’ennesima potenza

          fonte?

    • Peucezio scrive:

      Va detto, d’altra parte, che non è che io straveda per le società chiuse e opprimenti e per i popoli ultra-nazionalisti e un po’ fanatici.
      Ma non dimenticare che il progressismo e in generale l’ideologia dominante delle classi dirigenti occidentali contemporanee, quelle internazionaliste e anti-sovraniste per intenderci, è pieno di bigottismi, fanatismi, rigidità ideologiche, dogmatismi opprimenti. Molto più di quanto accadesse per esempio trent’anni fa; ne abbiamo già parlato. D’altronde credo che siamo entrambi vecchi abbastanza per ricordarci la temperie di una generazione fa (forse anche di più).

  32. roberto scrive:

    Eh si ci deve proprio essere una procedura che dice “quando uno ha smesso dj resistere ammazzalo per la fatica che ti ha fatto fare”

    https://www.ilpost.it/2021/04/16/adolescente-13-anni-ucciso-polizia-chicago-adam-toledo/

    • Francesco scrive:

      Quello che mi lascia perplesso (oltre che intristito per l’ennesimo morto): ma lo sai che indossi una telecamera? è come se invece che poliziotti addestrati fossero dilettanti allo sbaraglio in preda al panico.

      Potrei capire se ci fossero moltissimi poliziotti sparati nell’adempimento del loro dovere e in modo assurdo. Cioè se ogni controllo per qualsiasi motivo fosse veramente pericoloso e quindi i nervi sempre a fior di pelle.

      E’ così?

      • roberto scrive:

        magari c’è anche il fatto che è gente che bagna nella cultura “sparagli tanto a sparare non ti succede nulla”

        a questo punto direi che il tredicenne se invece di fermarsi ed arrendersi avesse iniziato a sparare anche lui, forse se la sarebbe cavata

        • Francesco scrive:

          quale cultura?

          neppure io ho mai sentito una roba del genere “se un poliziotto spara ha sempre fatto bene”

          però alcune sentenze paiono andare in quella direzione ma tocca fare la tara alla notizia, che arriva sempre dalla parte opposta

          le normative le fanno i Parlamenti, mica gli sceneggiatori o gli sciamani. vero?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Un avvocato americano (reale, sono andato a cercare sull’albo) che su internet fa video in cui analizza giuridicamente quello che succede nei film dice che ci sono stati che hanno normative sulle cause di giustificazione molto favorevoli ai poliziotti.
        Le cause di giustificazione – o scriminanti – sono quelle fattispecie che fanno sì che un atto che normalmente sarebbe illecito diventi lecito. Esempi sono la legittima difesa, l’adempimento di un dovere o l’uso legittimo delle armi.

        • PinoMamet scrive:

          Credo di aver visto qualche suo video anch’io!
          Ne ricordo uno dove parlava di Mio cugino Vincenzo (che io ricordo soprattutto per Marisa Tomei, molto bella!)

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Avrà preso soldi dalle multinazionali.

  33. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Joanna Harper’s personal journey and love of running have shaped her research interests.

    https://www.sciencemag.org/news/2018/07/scientist-racing-discover-how-gender-transitions-alter-athletic-performance-including

    This scientist is racing to discover how gender transitions alter athletic performance—including her own.

  34. Moi scrive:

    IN DIFESA DELLO SCHWAISMO 😉

    Eliana Cocca

    Bioeticista

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/04/15/lo-schwa-nei-post-del-comune-di-castelfranco-emilia-una-scelta-politica-e-umana/6166153/

    […]

    Non è più un fenomeno così di nicchia, dunque. Certo, la complessità di una lingua flessiva come l’italiano porrà dubbi di ogni sorta: articoli, eccezioni, aggettivi e plurali irregolari; e altri ancora stanno nascendo con l’esigenza di adeguare lo schwa agli screen reader, ovvero i software di lettura dello schermo. Ma se questo escamotage fonetico dovesse prendere piede si troverà una soluzione a ciascun ostacolo. È segno di buona salute e di vivacità il fatto che una lingua accolga le istanze sociali. Credetemi, se l’italiano non è morto con “triggerare” o “blastare”, di certo non sarà lo schwa a dargli il colpo di grazia.

    • Moi scrive:

      bioetica
      /bi·o·è·ti·ca/

      sostantivo femminile

      Indagine speculativa su problemi morali ed etici sollevati in campo medico e biologico da interventi o esperimenti che coinvolgono più o meno direttamente la vita umana o anche animale.

      [Def.]

      • Moi scrive:

        … ivi compreso asSOLDare Gender Consultants 😉 di qualche Associazione LGBTSPQR che spieghino al Personale Impiegatizio Comunale (da Castelfranco Emilia arriverà in tutta Emilia Romagna, indi in tutta Italia non appena il PD ne avrà l’occasione …) di ” fare la vocale finale tipo Scugnizzi da Fiction di Roberto Saviano anche quando parlate in Italiano ” !

    • PinoMamet scrive:

      “Prima che infiammino le polemiche, lo metto per iscritto: lo schwa non nasce da un complotto della teoria gender, come qualcunə si diverte a propagandare, spero ironicamente. Esiste da sempre ed è un simbolo riconosciuto dell’Alfabeto Fonetico Internazionale, poiché è una vocale presente in svariate lingue, soprattutto utile alla trascrizione fonetica delle parole e della loro pronuncia,”

      Allora, se proprio voglio dire le cose come stanno, diciamole tutte:

      lo schwa (la mia vecchia grammatica ebraica lo scrive “scevà”) è la vocale brevissima ebraica, e si fa con due puntini verticali sotto la consonante.
      Nella pronuncia ebraica italiana è pronunciato o meno secondo i casi, nella pronuncia israeliana è quasi regolarmente omesso.

      Il termine è poi stato ripreso dalla linguistica (e vista la trascrizione, sospetto prima di tutto dai linguisti tedeschi ) per indicare lo stesso suono presente in diverse lingue, e ho conosciuto molte persone, di cultura universitaria, che forse per questo sono convinte che si tratti di un termine sanscrito!

      Naturalmente lo scopo del Comune di Castelfranco NON è di usarlo in senso fonetico, ma come pure simbolo grafico, quindi l’autrice sbaglia quando scrive che è utilizzato “al posto dell’asterisco che però è muto”.

      Nessuno si aspetta che i castelfranchesi (?) dicano tuttə ə cittadinə”

      (per inciso- già lo scrissi in tempi non sospetti: ma per gli articoli come si fa?)

  35. roberto scrive:

    Miguel

    “ Mi chiedevo se avessi voglia di commentare su due punti diversi che avevo sollevato, quello dei “drive-by shootings” e quello che riguarda l’approccio agli psicopatici.”

    Un po’ alla volta.

    Drive by shootings vs assassini polizieschi

    Vuoi sentirti dire che BLM è un movimento politico che c’è l’ha con i bianchi?
    D’accordo

    BLM è un movimento politico che c’è l’ha con i bianchi

    Ciò detto, io non sono nero, non vivo negli states e nelle tantissime volte che ci sono andato ho avuto dei rapporti molto simpatici con (l’onnipresente) polizia, pure con i terribili agenti del TSA all’immigrazione

    Eppure, trovo profondamente disturbante che regolarmente controlli stradali finiscano con un morto ammazzato, e regolarmente che l’uccisore sua un poliziotto bianco e la vittima un cristo non bianco.
    Lo trovo disturbante perché
    1. Non è un incidente che ogni tanto capita, ma un pattern abbastanza visibile
    2. Un crimine commesso da chi i crimini dovrebbe evitarli mi pare evidentemente più grave di un crimine commesso da un criminale (è talmente evidente si miei occhi che non so nemmeno come dirlo)
    3. È incredibile che cose del genere vengano commesse da persone che sanno che al 100% sono filmate e che saranno individuate senza nessunissima difficoltà
    4. È qualcosa che potrebbe essere evitato con un minimo di buona volontà politica (eradicare la violenza in una società violenta come quella americana è palesemente impossibile. Fare in modo che la gente, cioè una parte ben specifica della gente, non debba rischiare la morte per un arbre magique mal sistemato in macchina mi sembra molto più semplice)
    5. È qualcosa che contribuisce in maniera netta ed evidente ad incagnire una società già di per se incagnita e violenta

    Sarebbe bello se BLM non avesse nessun senso di esistere

    Ps conosci questo libro?
    https://www.goodreads.com/book/show/25489625-between-the-world-and-me

    • roberto scrive:

      Rileggo la mia frase sui miei rapporti con la polizia in USA e mi viene da pensare che è l’unico posto in cui ho parlato con dei poliziotti oltre ad un semplice buongiorno, ecco qui, arrivederci e grazie (Lussemburgo a parte e limitatamente al fatto che ho un amico poliziotto)

      • Moi scrive:

        @ ROBERTO

        Lo dicesti tu stesso, e lo condivido in pieno :

        “La Responsabilità Penale è Individuale ! ”
        [cit.]

        ———————
        @ MIGUEL / ROBERTO

        Cmq diciamola tutta : le “minoranze oppresse e segregate”, nelle loro zone disastrate … impongono spesso “tra di loro” una spietata Legge del Più Forte, o meglio, della Criminalità Meglio Oranizzata in loco. NON è certo genetico … ma uno sfrenato Individualismo, spesso violento / intimidatorio, è palese internamente a “Comunità” di Masse Sradicate e Alienate.

        Neppure le Culture / Religioni dei Paesi d’Origine fanno più di tanto da collante … anzi, possono venire usate in modo strumentale da questo o quel “Bossino” 😉 che fa girare droga / prostituzione / contrabbando … e per “Eliminare la Concorrrenza” ritiene che un’ arma da fuoco sia molto più efficace del Libero Mercato dei Fighetti Borghesi Bianchi Buoni Liberal .

        • Moi scrive:

          In USA e Francia (v.d “beurs”e”renois” … verlan di “[A]r[a]be(s)” e “Noire(s)”), tutto ciò riguarda molto le persone “Esotiche” … in Italia, specie al Sud, anche (!) quelle “Veraci” !

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “BLM è un movimento politico che c’è l’ha con i bianchi”

      Ovviamente le tue critiche alla violenza poliziesca sono condivisibili.

      Non ho detto però che BLM sia un movimento politico, o che ce l’abbia con i bianchi.

      BLM è essenzialmente un hashtag lanciato da tre donne (di cui due di palese formazione butleriana, non esattamente il nero americano medio) che è riuscito a intascare finanziamenti enormi dalle principali aziende americane, con notevole scorno e invidia da parte delle storiche organizzazioni nere.

      Finché questi fondi vanno negli investimenti immobiliari, pazienza.

      Comunque da butleriane, le tre signore in questione spiegano tutto ciò che succede, non con la storia, l’economia o la politica, ma con il concetto di “whiteness” e di intersezionalità (se hai letto il manifesto di BLM, tutta la parte centrale è dedicata alla “leadership trans”, che non è esattamente una priorità per il nero medio).

      BLM parla di tutto – dalla Palestina alla Liberazione Nera in tutto il mondo appunto alla “leadership trans”, mica parla solo di violenza poliziesca.

      E’ ovvio che chi i crimini dovrebbe impedirli, non dovrebbe commettere crimini.

      Rimane il fatto che un numero incredibilmente alto di delitti violenti negli Stati Uniti viene commesso da giovani maschi neri (ovviamente penso che un drive-by shooting sia meno grave che commettere un omicidio mandando un drone sull’Afghanistan, quindi non demonizzo, ma prendo atto).

      E mi chiedo quali siano le tue ipotesi su questo fatto.

      • roberto scrive:

        “ E mi chiedo quali siano le tue ipotesi su questo fatto.”

        La mia ipotesi su quale fatto, che i neri commettono più delitti che i bianchi?

        Boh?
        Società di per se violenta, tipo mafioso….ma non sono un sociologo non ho ipotesi sulle cause, e non vedo perché ti interessi la mia ipotesi

        Mi limito invece a fare delle constatazioni su dei fatti

        Un fatto è che i neri si ammazzano tra di loro
        Un fatto è che i poliziotti bianchi tendono ad ammazzare i neri in maniera inquietante e per di più a farla quasi sempre franca

        • Miguel Martinez scrive:

          per roberto

          “Un fatto è che i poliziotti bianchi tendono ad ammazzare i neri in maniera inquietante e per di più a farla quasi sempre franca”

          Proviamo a ricostruire i dati:

          “The police fatally shot nine unarmed blacks and 19 unarmed whites in 2019, according to a Washington Post database, down from 38 and 32, respectively, in 2015.”

          Ora, in proporzione alla popolazione, la polizia uccide più neri disarmati che bianchi.

          In proporzione alla percentuale di delinquenti, la polizia uccide meno neri disarmati che bianchi.

          Non riesco a trovare i dati su quanti di quelli che hanno ucciso i nove neri fossero bianchi, e quanti invece fossero neri, ispanici o asiatici.

          Se riusciamo a definire questi fatti, possiamo impostare un discorso.

      • roberto scrive:

        Non capisco invece perché un drive by shooting dia meno grave per te di un omicidio via drive in Afghanistan…

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “Non capisco invece perché un drive by shooting dia meno grave per te di un omicidio via drive in Afghanistan…”

          Boh, visto che a te non interessano i drive-by shooting, pensavo di trovare un punto d’accordo con te.

          Volevo far capire che il mio commento non ha nulla a che fare con quelli della destra americana che difendono i poliziotti e condannano le gang: io non condanno le gang, e non sostengo la polizia. Anzi ho anche detto che l’idea di “defund the police”, e di sostituirla con milizie civiche, è interessante.

          • Francesco scrive:

            temo che il problema negli USA sia anche quanto la polizia sia una milizia civica e non un corpo separato con regole dettate un pò più in alto

            non credi?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “temo che il problema negli USA sia anche quanto la polizia sia una milizia civica e non un corpo separato con regole dettate un pò più in alto”

              sì, abbastanza vero

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Anzi ho anche detto che l’idea di “defund the police”, e di sostituirla con milizie civiche, è interessante”

            La polizia americana in molti casi è poco più che una milizia: sceriffi eletti che si scelgono i loro aiutanti.

      • roberto scrive:

        BLM….na proprio a te devo spiegare che BLM non è altro che un simbolo che ha attirato l’attenzione su un fenomeno?

        Le tizie sono diventate ricche? E vabbè
        Le associazioni storiche dei neri sono arrabbiate? E vabbè, vista poi la loro utilità…

        Sta di fatto che *ora*, grazie a quell’hashtag il fenomeno della violenza poliziesca sui neri è letteralmente davanti agli occhi di tutti….

        Ma noi stiamo a discutere delle fondatrici dell’hashtag….

        Pensavo che l’analogia con Greta fosse chiara, ma ti sei fermato a commentare le differenze fra i due fenomeni. Ripeto, sono riflettori che illuminano una cosa. Punto.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Eppure, trovo profondamente disturbante che regolarmente controlli stradali finiscano con un morto ammazzato, e regolarmente che l’uccisore sua un poliziotto bianco e la vittima un cristo non bianco.”

      I giovani maschi neri vengono uccisi dalla polizia in maniera sproporzionata, rispetto ad altre etnie: è un dato di fatto.

      E la proposta di “defund the police” e sostituirla con gruppi civici locali la trovo interessante: ricordati che non stai per niente polemizzando con un difensore dello status quo americano.

      Non so quanti dei poliziotti che sparano siano bianchi: mi ricordo solo che ho trovato tempo fa una statistica sulle proporzioni etniche dei poliziotti, sono molto simili a quelle della società americana in generale (per dire, cifre inventate, il 4.2% degli americani sono asiatici, asiatici sono il 4.5% dei poliziotti).

      Per quanto riguarda le vittime, le statistiche sono più complesse:

      https://www.wsj.com/articles/the-myth-of-systemic-police-racism-11591119883

      “In 2019 police officers fatally shot 1,004 people, most of whom were armed or otherwise dangerous. African-Americans were about a quarter of those killed by cops last year (235), a ratio that has remained stable since 2015. That share of black victims is less than what the black crime rate would predict, since police shootings are a function of how often officers encounter armed and violent suspects. In 2018, the latest year for which such data have been published, African-Americans made up 53% of known homicide offenders in the U.S. and commit about 60% of robberies, though they are 13% of the population.

      The police fatally shot nine unarmed blacks and 19 unarmed whites in 2019, according to a Washington Post database, down from 38 and 32, respectively, in 2015. The Post defines “unarmed” broadly to include such cases as a suspect in Newark, N.J., who had a loaded handgun in his car during a police chase. In 2018 there were 7,407 black homicide victims. Assuming a comparable number of victims last year, those nine unarmed black victims of police shootings represent 0.1% of all African-Americans killed in 2019. By contrast, a police officer is 18½ times more likely to be killed by a black male than an unarmed black male is to be killed by a police officer.

      On Memorial Day weekend in Chicago alone, 10 African-Americans were killed in drive-by shootings. Such routine violence has continued—a 72-year-old Chicago man shot in the face on May 29 by a gunman who fired about a dozen shots into a residence; two 19-year-old women on the South Side shot to death as they sat in a parked car a few hours earlier; a 16-year-old boy fatally stabbed with his own knife that same day. This past weekend, 80 Chicagoans were shot in drive-by shootings, 21 fatally, the victims overwhelmingly black. Police shootings are not the reason that blacks die of homicide at eight times the rate of whites and Hispanics combined; criminal violence is.

      The latest in a series of studies undercutting the claim of systemic police bias was published in August 2019 in the Proceedings of the National Academy of Sciences. The researchers found that the more frequently officers encounter violent suspects from any given racial group, the greater the chance that a member of that group will be fatally shot by a police officer. There is “no significant evidence of antiblack disparity in the likelihood of being fatally shot by police,” they concluded. “

      • Miguel Martinez scrive:

        Ho l’impressione che Roberto a volte fraintenda il senso delle cose che scrivo.

        Forse scrive dal telefonino, dove non puoi vedere tutto un ragionamento insieme, ma magari cogli solo un paragrafo alla volta.

        Mi sembra che lui tenda a scattare in una polemica “sinistra-contro-destra”, che non è però applicabile a tutte le circostanze.

        Mi sembra che molte polemiche girino in tondo in questa maniera (ne invento una, che non abbiamo mai in realtà fatto):

        (Premessa – Nardella e Salvini vogliono entrambi distruggere la Piana per espanderci l’aeroporto).

        MIGUEL: Il PD a Firenze vorrebbe distruggere l’ultimo polmone verde vicino alla città.

        ROBERTO: Voi ve la prendete sempre con il PD! Ma come fate a difendere i razzisti e gli amici degli evasori fiscali!

        Ora, io non mi considero minimamente di “destra” (e nemmeno molto “di sinistra”, ma è un altro discorso).

        Però mettere in dubbio qualche volta le certezze di “sinistra” non porta necessariamente ad aprire le porte a Trump o Salvini, anche perché qui non siam a Tribuna Politica ma tra persone colte e pensanti.

        • roberto scrive:

          “ Mi sembra che lui tenda a scattare in una polemica “sinistra-contro-destra”, che non è però applicabile a tutte le circostanze”

          Sinceramente?
          Spessissimo tu dici “oggi c’è il sole” e pensi “ho voglia di mangiare un gelato” e non ti rendi conto che commento “oggi c’è il sole”
          Altrettanto spesso leggi quello che scrivo avendo un’idea (sbagliata) di quello che penso, cioè non leggi le mie parole ma tiro ad indovinare i miei pensieri (che pure sono semplici…li scrivo!)

          Per esempio, non so dove in questa storia di BLM ho parlato di destra vs sinistra….

          • Miguel Martinez scrive:

            per roberto

            “Per esempio, non so dove in questa storia di BLM ho parlato di destra vs sinistra….”

            E’ vero, non hai parlato di dx vs sx.

            Il problema è che c’è qualcosa che ti fa reagire immediatamente di fronte ai nove neri americani disarmati uccisi da poliziotti di razza incerta nel 2019 (d’accordo, 38 l’anno prima); e mettere sullo stesso piano questi nove omicidi e la distruzione del pianeta (citando Greta).

            Ora, io avrei molti motivi per simpatizzare con il variegato mondo dei neri americani, con la sua storia difficilissima, i mille modi interessanti in cui un’umanità sradicata si è autorganizzata (chiese evangeliche, Islam, gang, musica, visioni, sostanze stupefacenti, retoriche, organizzazioni armate…).

            Ma non so quanto ti interessino questi mondi: mi sembra che tu voglia semplicemente prendertela con gli americani bianchi ignoranti e rozzi, che per me invece sono anche loro sostanzialmente delle vittime.

            E se entrambi sono vittime, sarebbe interessante capire quale sia il sistema veramente colpevole.

            • Miguel Martinez scrive:

              ” capire quale sia il sistema veramente colpevole.”

              Chiedo scusa, il termine “colpevole” è errato.

              Non cerco capri espiatori umani da demonizzare.

              Diciamo, “qual è la logica che ha portato a questa catastrofe”.

            • roberto scrive:

              Scusa Miguel ma vedi che leggi esattamente quello che pare a te??????

              Quando cavolo ho messo sullo stesso piano “9 omicidi di neri” e “distruzione del pianeta”?? ???

              Oltretutto io ho reagito non ai “9 morti” ma ad una notizia che trovo insignificante e un pochino in malafede che riguarda le proprietà immobiliari della tizia che ha creato il marchio BLM.
              Tu leggi “vuoi prendertela con i bianchi ignoranti e rozzi”….ma dove l’ho scritto????

              Francamente discutere così è una vera perdita di tempo per me, perché non parli con me ma con una tua idea

              Se vuoi discutere con me leggi quel che scrivo e commenta quel che scrivo, sennò pazienza

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Se vuoi discutere con me leggi quel che scrivo e commenta quel che scrivo, sennò pazienza”

                Mi dispiace che a volte non ci capiamo, credo che sia legato soprattutto al mezzo.

                Dimmi allora tu perché la faccenda del poliziotto americano che ha ammazzato un tizio ti appassiona in questa maniera così forte, rispetto a migliaia e migliaia di altre faccende analoghe che avvengono quotidianamente in tutto il mondo?

                Io non riesco a pensare, “il signor Chauvin, di cui non so altro, in un video si rivela cattivissimo”, senza pormi mille altre domande – tipo, quanti casi simili ci sono, perché si parla di questo e non di altri, che forze si muovono quando avvengono queste cose…

                Faccio fatica a prenderti alla lettera, cioè pensare che davvero ti importi moltissimo dei signori Chauvin e Floyd, senza contesto storico, politico, sociale, economico, senza mille rimandi ad altre cose-

                Poi sarà davvero cosi, non lo metto in dubbio, siamo diversi.

              • roberto scrive:

                “ Dimmi allora tu perché la faccenda del poliziotto americano che ha ammazzato un tizio ti appassiona in questa maniera così forte,”

                Una ragione personale:
                Come sai viaggio spesso negli USA, ho famiglia laggiù ed in un certo senso è un po’ “casa”. Ci sono affezionato
                Mi interessa ed in qualche modo mi affascina la loro società complessa e le questioni razziali mi colpiscono soprattutto perché da questa parte dell’oceano sono completamente misconosciute (fino a qualche decennio fa era il Sudafrica….), e questa specie di guerra che fa la polizia ai neri mi interessa.
                Sfiga ha voluto che ho visto un video di quell’omicidio (non lo faccio proprio mai) e mi ha sconvolto vedere una persona strangolare un’altra pubblicamente, in mezzo alla strada, davanti alle telecamere, in mezzo alla folla, con la stessa espressione che ho io se schiaccio una zanzara. Almeno gli egiziani per torturare ed ammazzare quel poveraccio di regeni, l’hanno rapido e cercano di nascondere tutto…..

                Una ragione più generale
                Come tu stesso dici, gli usa sono dei grandi trend setter, e le loro mode rischiano di arrivare prima o poi da noi….una polizia che ammazza la gente sorridendo davanti alle telecamere non sono sicuro che sia una cosa che voglio vedere qui
                Una guerra civile permanente, non è un buon esempio

                Controllare la violenza della polizia non risolverà tutto, ma è un aspetto tutto sommato facilmente risolvibile

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Una ragione personale:”

                Grazie!

              • roberto scrive:

                Invece non ho mai capito in tanti anni perché per te è così difficile accettare, anzi semplicemente costatare, che il razzismo esiste, cioè che ci sono dei tizi che soffocano pubblicamente un nero e non avrebbero fatto la stessa cosa con un bianco

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Invece non ho mai capito in tanti anni perché per te è così difficile accettare, anzi semplicemente costatare, che il razzismo esiste”

                Non so se non lo avrebbero fatto a un bianco: in Italia i casi veri (e qualcuno montato) di violenza omicida della polizia credo che riguardino quasi solo “bianchi cristiani italiani” (non ci metto la mano sul fuoco, può essere perché i bianchi hanno protestato, i marocchini no).

                Io non ho problemi ad ammettere che esista qualcosa che possiamo chiamare, se vogliamo, “razzismo”.

                Vedo molto chiaramente che spesso un marcatore etnico (nome, gruppo religioso di nascita, colore di capelli, accento, luogo di nascita, mica solo la “pelle”) diventa il simbolo di un altro conflitto.

                Tipo:

                – ebreo presta soldi al contadino russo; il contadino non riesce a ripagarlo, e si incazza con l’ebreo e lo accusa di aver crocifisso Gesù e di avere il naso lungo e brutto

                – c’è da identificare facilmente gli schiavi, il marcatore perfetto è il colore indelebile della pelle, ergo i “negri sono nati per essere schiavi”

                – i neo-immigrati dalla Calabria formano un ghetto alla periferia di Milano, dove si danno una mano tra di loro non sempre in maniera legale, ecco che “i terroni sono tutti mafiosi” e non si affitta loro la casa

                – i cinesi in Indonesia hanno il monopolio dei negozi, e quando agli autoctoni gli girano, si accorgono che i cinesi sono degli schifosi che mangiano carne di maiale, buon motivo per saccheggiare i loro negozi

                La mia conclusione: non nego che in certe circostanze i cristiani odino gli ebrei, i padroni gli schiavi neri, i padani i terroni, gli indonesiani i cinesi.

                Ma penso che la cosa interessante sia, capire quali siano quelle “certe circostanze“, che possono cambiare anche velocemente – oggi non ci sono contadini che maledicono gli usurai ebrei, i calabresi votano Lega…

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Una ragione più generale
                Come tu stesso dici, gli usa sono dei grandi trend setter, e le loro mode rischiano di arrivare prima o poi da noi….una polizia che ammazza la gente sorridendo davanti alle telecamere non sono sicuro che sia una cosa che voglio vedere qui
                Una guerra civile permanente, non è un buon esempio”

                D’accordo sul resto e sulla sensibilità che in generale lo ispira e che condivido.

                Ma circa l’importazione, possiamo stare tranquilli: si importano solo le cose che loro stessi ritengono qualificanti e che sono innovative, non gli aspetti profondi della società, quelli che esistono malgrado tutti se ne vergognino.
                Da noi non vedremo mai scene così, grazie a Dio.

              • Peucezio scrive:

                Mentre mi pare molto più realistica (accade già) l’importazione della tendenza a medicalizzare e patologizzare tutto, a infilare psicologia e psichiatria dappertutto, a leggere tutto secondo il DSM, ecc., rispetto alla quale non mi è chiaro il motivo del tuo scetticismo.

              • roberto scrive:

                “ La mia conclusione: non nego che in certe circostanze i cristiani odino gli ebrei, i padroni gli schiavi neri, i padani i terroni, gli indonesiani i cinesi.”

                Quello che neghi, mi par di capire, è che ci siano delle persone che a prescindere dalle circostanze odino ebrei , neri, gialli, bianchi solo in quanti ebrei , neri, gialli, bianchi.
                Cioè che ci siano degli odi che si spiegano solo per se stessi

                Eppure non mi pare una cosa così infrequente….

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Quello che neghi, mi par di capire, è […] che ci siano degli odi che si spiegano solo per se stessi.”

                Beh sì, è altamente improbabile che esista una roba del genere.

                Qualcuno qui (non mi ricordo chi) ha detto che io ce l’avrei con i turisti.

                Poniamo che sia vero: ho detto altre volte che non lo è, per vari motivi; e in realtà i fenomeni che descrivo sono molto più complessi del solo turismo.

                Ma immagino che possa esistere un fiorentino che appena vede un gruppo di cinesi, pensa,

                “ancora tra i piedi questi tizi con gli occhi a mandorla!”

                Che è un modo antipatico, ma profondamente umano, di riflettere sul fatto che il turismo di massa:

                1) ha fatto alzare i prezzi delle case nel centro storico fino a cacciarne i residenti

                2) porta all’espansione dell’aeroporto con distruzione del Parco della Piana

                3) rende inaccessibili ai residenti i musei e le chiese e i monumenti

                4) ha distrutto gli artigiani, i cui fondi sono stati trasformati in localini

                5) fa si che una città di 350.000 abitanti debba pagare lo smaltimento dei rifiuti di 14 milioni di persone.

                Ora, io ho studiato un po’ di storia cinese, ho provato pure a imparare qualche ideogramma, sono contentissimo quando riesco a fare amicizia con un cinese, ma quello strano sono io.

                La gente normale (purtroppo) tende subito a tradurre i conflitti complessi in antipatie personali, facendo generalizzzazioni per gruppi.

                Però non credo che i cinque problemi che ho elencato si risolverebbero al volo con una campagna sul tipo, “fiorentini, vergognatevi! Dovete amare i cinesi che sono i vostri fratelli!”

              • roberto scrive:

                “ Beh sì, è altamente improbabile che esista una roba del genere.”

                Questa cosa non cesserà mai di stupirmi, soprattutto detta da una persona che non è che sta chiusa in biblioteca a fare analisi sociologiche, ma vive in mezzo alla gente

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “soprattutto detta da una persona che non è che sta chiusa in biblioteca a fare analisi sociologiche, ma vive in mezzo alla gente”

                Proprio per quello.

                Tipo, zingari che inveiscono contro i froci, con un disprezzo che farebbe venire le guance rosse a un leghista.

                Poi c’è il bulash dalle braccia possenti, che sa aiutare le donne con mille faccende.

                E che può entrare nella parte della tenda riservata alle donne, dove qualunque altro maschio finirebbe ammazzato a coltellate.

                E guai a chi lo tocca.

                Hai visto “La crise”, con il personaggio del lepennista poco colto, che inveisce contro gli immigranti, e poi porta l’intellettualone di sinistra a casa sua, dove si trova (scena vista tante volte in Egitto) con il letto piazzato di traverso, della donna in hijab, che però “è un’araba dei nostri”?

                I Razzisti di cui parli tu mi sembra che combinino due cose inconciliabili: la rozzezza popolare e l’intellettualismo astratto di persone molto colte che odiano certe categorie per teoria intellettuale.

                Le persone ignoranti riescono a vivere mille contraddizioni, tipo, “sti stronzi con gli occhi a mandorla che mi hanno fatto cacciare di casa!” e “ho sposato una senegalese e chi tocca mio figlio, lo fulmino!”

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “non è applicabile”

          Oh, sì che lo è.

          Scusate l’intromissione, ma vi ho letto e riletto a lungo.

          Se “destra” è “negare la limitazione del controllo privato dei pezzi di produzione” allora le violenze della polizia contro emarginati poveri che mettono potenzialmente a rischio in quanto tali la proprietà privata saranno istintivamente approvate “salvo intese” da chi è di destra.

          Si tratti di neri in Alabama o Cucchi e Aldrovandi in Italia, la reazione istintiva sarà’ “se la sono andata a cercare”.

          La viscerale opposizione legaiola all’introduzione del reato di tortura spiega bene questo fatto. A maggior ragione se si parla degli USA , che a differenza dell’Egitto sono portati ad ogni piè sospinto dalla destra ad esempio universale.

          E che si tratti di difesa della roba e solo di difesa della roba lo si vede dal fatto che gli USA sono ammirati in tutto tranne che nella lotta all’evasione e alla corruzione: Madoff muore in galera, Formigoni ha il vitalizio ed è a piede libero.

          La stessa diffidenza verso tutto ciò che appare minacciare l’ordine costituito in cui la mia roba è al sicuro la si vede nella xenofobia, nell’omofobia e nella diffidenza (eufemismo) verso i diritti delle donne e più in generale verso lo Stato di diritto dove la separazione dei poteri e la conseguente indipendenza della Magistratura garantisce anche i Cucchi e i Lloyd di turno.

          Per questa gente tutto e’ complotto ai loro danni.

          Gli stessi che applaudono in Italia alle leggi razziali di capitan citofono chiamano in Polonia “lesbiche pagate dalla UE” i due milioni di donne polacche riversatesi nelle strade contro lo sconcio tentativo governativo di azzerare l’aborto.

          Gli stessi che azzerano l’indipendenza dei giudici a Varsavia hanno visto il loro guru tuonare contro l’aborto e abbracciare Pinochet. E il capoccia della loro controparte italiana chiede i “pieni poteri”.

          Gli stessi che votano chi spara ai migranti per strada a Macerata tifano Trump, cioe’ uno che si vantava che tanto più faceva il “macho” tanto più lo votavano (e aveva sicuramente ragione).

          Le armate della notte sono in marcia.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • firmato winston scrive:

            “mille atti di gentilezza”

            Rilassati: alla maggior parte della gente di queste cose non frega nulla, e tutti si comportano bene salvo eccezioni, che proprio in quanto tali, in quanto eventi rari, vengono ingigantiti fino a riempire tutto lo spazio mediatico. Chi partecipa a questo giochino a meno che non sia stupido e in quanto tale non imputabile di nulla, e’ corresponsabile della degradazione del clima sociale e di quello mentale dei piu’ deboli di mente che vengono travolti dall’ansia e finiscono per vedere tutto nero e tutto marcio intorno a loro. Non e’ vero, parentesi covid a parte, anch’essa ingigantita dagli spacciatori di paura, viviamo oggettivamente uno dei periodi piu’ floridi e pacifici della storia d’italia, il problema normale e’ il sottoconsumo, sia in ambito pubblico che privato, anzi si spreca nel pubblico proprio perche’ non si riesce a far bere il cavallo privato fino a farlo scoppiare quanto si vorrebbe, i reati veramente gravi sono rarissimi e in calo pluridecennale, l’eta’ media e’ altissima, le malattie sono quasi tutte malattie da eccesso di benessere e longevita’, l’aria non e’ mai stata piu’ pura, il cibo mai stato piu’ sano e abbondante. E poi, se qua non si trova nulla, si va in cerca col lanternino delle cose che non vanno al di la’ del mondo…

            In uno dei libretti di Stephen Jay Gould, il paleontologo, c’e’ un divertissement contrappuntistico dei suoi che si intitola “mille atti di gentilezza”: dei mille atti di gentilezza che avvengono attorno a noi non ci accorgiamo minimamente, li diamo per scontati e dovuti, mentre il piu’ piccolo sgarbo provoca l’ndignazione universale. Ma basta…

            Non e’ rivolta a te in particolare, e’ una perorazione universale.

            In questi anni di noia bulimica e di trabattare inutile abbiamo sviluppato un senso acutissimo di disturbo per il pelo nell’uovo (cioe’ per quello che non c’e’), solo per sentirci un po’ vivi, ci tormentiamo a vicenda come i rinchiusi nelle caserme di leva, che sono come le galere, in tempo di pace.

          • roberto scrive:

            Andrea,
            Tutto questo è vero secondo me, ma è vero soprattutto in Italia e non c’entra molto con il punto di partenza, che era la notizia dell’acquisto immobiliare della tizia

            • PinoMamet scrive:

              …che però resta una notizia interessante e che è giusto dare.

              secondo me.

              Ora, io non sono un afroamericano, ma se lo fossi mi interesserebbe parecchio sapere cosa con i soldi (compresi quelli che magari gli ho dato io) il movimento BLM.
              Ma pure da bianco eh?

          • daouda scrive:

            –Gli stessi che azzerano l’indipendenza dei giudici a Varsavia hanno visto il loro guru tuonare contro l’aborto e abbracciare Pinochet. E il capoccia della loro controparte italiana chiede i “pieni poteri”–

            Perché le armate della notte sinistroide non esistono o non sono mai esistite….
            Non tirare in ballo Pinochet che è stato strumentalizzato da statunitnsi ( che poi lo hanno boicottato ) e col papa è stato un giochetto reciproco ( in ottica anti-sovietica per pubblicistica ) .
            Francesco a Cuba non ti fa schifo vero? Ad ogni modo tema della vistia della visita di Wojtyla ( cioè mi stai facendo difendere un frankista edomita ) fu proprio il referendum del 1988.

            Dai ciai il dente avvelnato, nun fa lo stupido

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Daouda

              “Dai ciai il dente avvelnato, nun fa lo stupido”

              In effetti faccio fatica a capire ADV su una cosa.

              E’ estremamente lucido, e propone riflessioni veramente interessanti.

              Dietro questo compare però spesso proprio il “dente avvelenato”, come dici tu.

              ADV prova odio verso i Cattivi: non ho nulla contro l’odio, che è una delle pulsioni-base della vita umana, ma mi fa sorgere delle domande.

              E’ verissimo ad esempio che la coppia dei “Greci” vive in circostanze tali da aver paura sia dell’Agenzia delle Entrate (per decifrare le sue richieste, deve pagare appositamente un professionista), sia dello zingaro di passaggio.

              Quindi sono “di Destra” a prescindere dalle loro idee personali (possono essere teoricamente innamorati dello Stato e favorevoli all’immigrazione).

              Ma le circostanze sono una colpa?

              Avrebbero dovuto cercare di fare un concorso statale, o farsi assumere come commessi al Conad?

              Ma una società si può reggere solo su dipendenti statali e commessi del Conad?

              Se chi vive in queste circostanze è “l’armata della notte”, rinascono le eterne domande sulla malvagità umana.

              E’ Cattivo chi…

              – nasce psicopatico (discussione che avevo provato ad aprire con Roberto)

              – ha la partita IVA

              – nasce in una famiglia ebraica/bianca/tedesca/musulmana/copta?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                Le ‘armate della notte’ sono una citazione dal Carl Sagan de “Il mondo popolato dai demoni”.

                Uno può cercare di descrivere il mondo – e lo farà sempre in modo parziale, incompleto, insoddisfacente.

                Oppure può accettare la narrazione di un altro che ha l’interesse a lucrare sulla sua paura inventando i Nemici che minacciano gli Eterni Valori.

                Il primo è confuso, spaventato, ma è abbastanza onesto da mantenersi integro, intendo moralmente, proprio perché accetta di poter sbagliare.

                Il secondo no.

                Per me i sovranisti – che partono da una menzogna, che esistano cioè soluzioni locali a problemi globali, e che arrivano quindi a promettere che tutto andrà bene semplicemente escludendo il resto del mondo fuori dalla porta – sono in malafede.

                O perché raccontano queste cose sapendo che sono false, perché contano di guadagnarci consensi e potere, o perché scelgono di crederci sapendo che sono false, perché li rinsalda nella loro ‘comfort zone’. L’avidità ì di potere, di visibilità, di gloria, chiamiamola come vogliamo – degli uni si rispecchia nella pigrizia – morale prima ancora che intellettuale – degli altri.

                Mia madre buonanima da piccola era una Giovine Italiana. Indottrinata fino al midollo, ha sempre considerato i Partigiani dei traditori, e ha sempre conservato il ricordo di un suo amatissimo cugino caduto volontario per le Brigate Nere. Alle soglie dei novant’anni ha letto un libro che parlava delle deportazioni degli Ebrei rastrellati dai repubblichini. Mi guarda e mi chiede: “ma è vero?” Non l’ho mai più sentita parlar male dei Partigiani e bene dei repubblichini. Ha saputo cambiare idea a quasi novant’anni.

                Penso a gente come Pillon, Giovanardi o Duda (in Polonia) da una parte, poi ricordo mia madre dall’altra, e sì, do’ pienamente ragione a Daouda:

                c’ho il dente avvelenato.

                Non credo che sia possibile essere davvero obiettivi, perché non credo a una Verità Assoluta.

                Credo sia possibile avere ragione solo contro qualcuno, e che non sia possibile andare d’accordo con tutti.

                Sono prontissimo a riconoscere la buona fede (la malafede è faticosa), ma dubito che l’imparzialità (fuori dal laboratorio, almeno) sia poco più che un artificio dialettico.

                Allora se devo essere parziale, tanto vale che lo sia contro quelli che per me, magari loro malgrado, propalano menzogna.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • daouda scrive:

                Te invce ciai la capacità de avecce la faccia da culo.
                Amme me dici che dico cose interessanti ( non dico cose solo interessanti in realtà, io dico quasi solo cose ficcantissime ergo pure se ciò torto fosseria encomio da sè ) e sò istrionico frizzante ad ADV dici esattamnte le cose come stanno ( alludendo ad oltre che poi se aggiunge ) ma poi alla fine je dici che è stupido, perché chi cià r dente avvelenato pr forza de cose cia na tara e la dimostrazione è il tuo ultimo complimento, su cui concordo ancora – dato che lui è sincero e sinceri si è nel verificarlo – ch per nessità fa cilecca visto che IL cattivo è lui, com chiunque altro.
                Cioè.
                E’ un ritardato perché è vaccinato, na mandria de vaccinati al male l’umanità, soprattutto i nostri amici, mica noi.

                Risposte:
                -se sono psicopatico no
                -se sono una partita iva no
                -se sono quello no.

                D’altronde cioè scusa eh. MMo pare che lo stronzo so io.
                Nessuno di voi ha una storia di dscrizione situazionale del biologico vigente che abbia una minima eleganza e novità e poi vai a scavà sull’interprtatività interazionale impressiva che manifesta , ed è n’altro che ha fatto finta che j lo devi levà dalla bocca l’ammissione ad esse onesti.
                Ma molto mejo io che v mando affanculo dall’inizio che v guardo come marionette coi cangli mentali, e me pijo pr culo da solo!

                ADV stai dentro quel che hai dscritto.
                Ste cazzo de categorie noi vs loro annateveen affanculo te il pietismo de tu nonna e stockahusen.
                E’ tutto uguale e la dimostrazione è la tua mente fottuta che ti fa scrivere: “non esiste la verità assoluta”…E NON TI FA VEDERE IL POTERE, che come la vita te schiaccia la faccia.

                Fattene una ragione. QUando capirai che Pinochet è un grande rispetto a USa, comunisti , chiesa e stato, vuol ddi che avrai riordinato le tue categorie mentali pr cogliere il reale.

                Sui gusti non si discute ma le opinioni non sono ammesse

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            Se “destra” è “negare la limitazione del controllo privato dei pezzi di produzione” allora le violenze della polizia contro emarginati poveri che mettono potenzialmente a rischio in quanto tali la proprietà privata saranno istintivamente approvate “salvo intese” da chi è di destra.”

            Su questo sono d’accordo.

            Penso alla coppia (lui italiano, lei greca) che ha messo su un piccolo locale in Via de’ Serragli, dove fanno la pita (molto buona).

            Arriva il Covid e li riduce al lumicino.

            Un giorno lui si trova un uomo dall’aspetto di zingaro che sta frugando nella cassa, cerca di fermarlo, ma il tizio è molto più robusto di lui, e scappa via con trecento euro prese dalla cassa.

            La coppia sicuramente non è “identitariamente” di destra, anzi è decisamente di sinistra.

            Ma certamente ha tutti gli stimoli che portano a destra – l’incertezza del domani, il calcolo quotidiano delle entrate e delle uscite che non sono mai scontate, il contare solo sulle proprie forze, e la doppia paura dell’Alto (le banche, le aziende che controllano le forniture dei prodotti…) e del Basso (lo zingaro che gli mette le mani nella cassa).

            • Miguel Martinez scrive:

              Un esempio interessante di umanità che ha “paura dell’Alto e del Basso” è quella che ha portato al potere l’attuale presidente del Messico, Andrés Manuel Lopez Obrador, ritenuto il più “a sinistra” della storia messicana:

              le centinaia di migliaia di piccoli venditori ambulanti di Città del Messico, la gente che cucina qualcosa in casa e la mette in vendita su un trespolo di legno abusivo all’uscita della metropolitana, con la paura dei poliziotti come dei ladri, gente che (per parafrasare Marx) non ha altro che le proprie forze di produzione.

              E infatti, AMLO non c’entra molto con la sinistra intellettuale messicana.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              ON Modalità zecca buonista intellettualoide da zona ZTL

              Se uno di sinistra scopre che lo zingaro gli ruba trecento euro fa la denuncia alla Questura, non va in giro con le spranghe a minacciare/bastonare zingari e certamente non vota chi promette le ruspe ai campi Rom.

              E non per bontà d’animo, ma semplicemente perché, ragionando con la corteccia cerebrale e non col sistema limbico/coi genitali maschili, si rende conto che le ruspe non risolvono nulla: mettono sul lastrico innocenti e delinquenti, ma non impediscono ai delinquenti di tornare a rubare altri trecento euro.

              “Fatti non foste a viver come bruti” vale anche per chi fa e vende dell’ottima pita, no?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              OFF Modalità zecca buonista intellettualoide da zona ZTL

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Se uno di sinistra scopre che lo zingaro gli ruba trecento euro fa la denuncia alla Questura, non va in giro con le spranghe a minacciare/bastonare zingari e certamente non vota chi promette le ruspe ai campi Rom.”

                I sinistri che frequento io dicono, chi non piscia in compagnia è una spia della polizia 🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Se uno di sinistra scopre che lo zingaro gli ruba trecento euro fa la denuncia alla Questura, non va in giro con le spranghe a minacciare/bastonare zingari e certamente non vota chi promette le ruspe ai campi Rom. ”

                Uno che gestisce una piccola bottega e deve farci campare la famiglia non è “di sinistra”, anche se si proclama antifascista e quant’altro.

                Il 99% di quelli che conosco io che sono socialmente “di destra” (cioè gestiscono a proprio rischio piccole attività temendo l’Alto e il Basso) non sprangano zingari perché:

                1) hanno troppo da fare

                2) già stentano a imparare a fare la contabilità, figuriamoci se riescono a imparare pure in tarda età come si fa a fare a botte con zingari abituati sin da bambini a fare risse

                3) già hanno problemi con l’Agenzia delle Entrate e con una decina di altri enti pubblici, figuriamoci se vogliono pure avere problemi con i Carabinieri

                4) si sentono abbastanza da soli, visto che l’insieme di quelli che se la devono cavare da soli difficilmente può fare branco, anche quando ce ne sono tanti

                5) alzano le spalle, visto che se vanno dalla Questura, non esiste ovviamente la minima possibilità di recuperare i 300 euro persi.

              • Moi scrive:

                Se uno di sinistra scopre che lo zingaro gli ruba trecento euro fa la denuncia alla Questura

                ————-

                Ohibò … credevo che glieli lasciasse, riconoscendo che il Fratello Rom ne ha più bisogno di lui !

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                ” credevo che glieli lasciasse”

                No, glieli lascia perché alla Questura gli dicono “eh, ma non possiamo farci niente” (storia vera).

              • PinoMamet scrive:

                Ci sono anche quelli di destra che sparano ai ladri.
                E fanno bene.
                (A scanso di equivoci: noi in famiglia si ha simpatia… e famigliarità coi ladri).

                Fanno bene, perché al gioco si gioca in due, in uno solo è sleale, e come diceva Groucho Marx “la caccia sarebbe un bellissimo sport, se anche i cervi avessero i fucili”.

                Mo’ tu puoi essere un ladro: mi sta bene, è un lavoro come un altro. Ma se fai il contadino, ti può andare male il raccolto, se fai il marinaio, corri il rischio di annegare! se fai il ladro, qualcuno ti può sparare. Sono i rischi del.mestiere.

  36. Moi scrive:

    … e se, ripeto, scrivessimo direttamente senza vocali sessiste per far ricorso a un simil-niqqud (נִקּוּד) / ḥarakāt ( حَرَكَات ) solo all’ occorrenza ? 😉

  37. Moi scrive:

    @ TTT 😀 [… che bello, senza vocali sessiste : diventa un palindromo !]

    Se qualcuno dice che “esiste un modo maschile e uno femminile di risolvere le equazioni”,

    ho il ragionevole sospetto che, con ogni probabilità, si tratti di qualcuno che personalmente non sa risolvere le equazioni e non ha la minima idea di come si faccia,

    indipendentemente che sia uomo o donna…

    [cit.]

    —————

    Concordo pienamente, ovviamente … tuttavia ho un sospetto :

    FORSE era una metafora originariamente acuta, ma … finché NSSN 😉 lo parafrasa … è e rimane “na gran caghèda” (come dicono, o dicevano, appunto a Castèlfrànch Eméglia) 🙂 !

    • Moi scrive:

      … di cagate anti-scientifiche purtroppo sdoganate e quasi intoccabili nella Cultura Alta, direi che “Volo del Calabrone ” (senza verificare mai né traduzione dall’Inglese, né entomologia, né anatomia&fisica aggiornate !) e “Cigno Nero” (guardandosi bene dal chiedere a un ornitologo, che magari farebbe notare pure le penne remiganti bianche !) … bastano e avanzano.

      …. nevvero, Lisa ? 😉

  38. Moi scrive:

    So bene che un grave problema affligge TTT 😉 noi :

    … come cacchio si fa la “schwa”, che sulla tastiera manca ?!

    … direi di copiancollarlo dalla Pagina Wiki sulla IPA dell’ Inglese, MA NON è l’unica
    Soluzione al Problema Sessista :

    https://nejrottif.com/tutorial-schwa-windows-mac-scorciatoia-tastiera/

    https://www.aliceorru.me/come-usare-lo-schwa/

    [si noti, se lo conoscete, che viene tirato in ballo, da Alice Orru, il povero Brian / Briller … un giovane (che personalmente trovo simpatico … poi è cmq un Americano Giovane d’ Oggi ! 🙂 .. ) Americano che dà lezioni di Inglese su Youtube, ama l’ Italia e spostato con una ragazza di Roma, ove they 🙂 risiedono .]

  39. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

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    Minima Cardiniana 322/4
    Pubblicato il 11 Aprile 2021 da David Nieri
    Domenica 11 aprile 2021, Domenica in Albis

    PAPA FRANCESCO E LA “GRANDE FINANZA”
    ALESSANDRO BANFI
    IL SENTIERO STRETTO DI FRANCESCO: UNA TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE SENZA MARXISMO
    Massimo Borghesi, ordinario di Filosofia morale a Perugia, ha scritto un altro saggio fondamentale per comprendere il pensiero e il pontificato di papa Francesco. Dopo la sua prima fatica di quattro anni fa pubblicata con Jaca Book (Jorge Mario Bergoglio. Una biografia intellettuale) torna ad offrire spunti di riflessione molto interessanti sempre per i tipi della stessa casa editrice con questo nuovo Francesco. La Chiesa tra ideologia teocon e “ospedale da campo”. Un volume ricco di spunti che, pur addentrandosi nelle dispute della dottrina filosofica e teologica, è molto legato a questo particolare momento della storia. La mancata rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca, anche per l’incapacità di gestire un’inaspettata pandemia, ha aperto uno scenario del tutto inedito anche per la Chiesa cattolica. In questo nuovo libro di Borghesi, infatti, il Papato di Roma, prima con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e poi soprattutto con Francesco, è letto dalla prospettiva del dibattito intellettuale e teologico nord americano di oltre oceano, dalla caduta del Muro di Berlino in poi.

    Dai presunti “vincitori” della guerra fredda, che avevano proclamato “la fine della storia”. La storia in realtà non finì con quel trionfo del dollaro. Borghesi ricostruisce i tentativi, soprattutto attraverso il movimento teocon dei vari Novak, Weigel e Neuhaus, di egemonizzare e condizionare il cattolicesimo romano e persino il Papato. Leggendo Borghesi si capiscono le radici di quel tentativo di “scisma americano”. Uno scisma che in qualche modo ha trovato una sua clamorosa affermazione negli ultimi anni. Mai nessun Papa di Roma ha avuto infatti tante critiche e tante resistenze in un intero episcopato, come Francesco ha dovuto subire dai Vescovi nord-americani. Perché si è prodotta questa contrapposizione? Quali sono i suoi motivi di fondo? Borghesi nel saggio scopre e analizza una rete di interpretazioni fuorvianti dei pontificati, a cominciare dal palese travisamento dell’Enciclica Centesimus Annus che fa davvero riflettere. Interpretazioni che sono anche costruite su rapporti personali, intrecci di biografie. Ci sono, in certe fasi, intellettuali neanche cattolici, come l’italiano Marcello Pera, che finiscono per apparire gli esegeti del Santo Padre.
    Vita ha intervistato il professor Borghesi su questa sua ultima fatica.

    Partiamo subito da Papa Francesco. Perché la sua linea di una Chiesa in uscita, dell’ospedale da campo, è così combattuta dalla gerarchia cattolica degli Usa?
    La Chiesa americana sembra, in larga misura, non avere le antenne per percepire la prospettiva di Francesco. E questo nonostante il viaggio di Francesco negli Usa del 2015 sia andato molto bene. Occorre allora chiedersi: perché? Perché parte dell’establishment cattolico statunitense non possiede le coordinate per intendere il Papa? Dipende da Bergoglio o dagli americani? Nel mio volume analizzo i motivi di questa distanza e li riconduco al formarsi di un’ideologia cattolica conservatrice, portata avanti da intellettuali come Novak, Neuhaus, Weigel, Sirico, che, nell’arco di 40 anni, dalla presidenza Reagan in avanti, si è imposta nel cattolicesimo statunitense. Si tratta di un “americanismo cattolico” che, nella sua critica al progressismo degli anni ’70, sposa il modello capitalistico con le battaglie etiche contro la secolarizzazione, l’apologia del mercato senza restrizioni e la lotta contro l’aborto, l’eutanasia, il matrimonio gay. Nasce una nuova figura di cattolico, il “cristianista” lucidamente diagnosticato da Lucio Brunelli in un articolo su Vita magazine del 2001. Per esso si produce una metamorfosi del cattolicesimo che da missionario e aperto al dialogo diventa identitario e conflittuale, da sociale diventa efficientista ed imprenditoriale, da comunitario diventa individualista e burocratico, da pacifico si fa bellicoso, da cattolico e universalista diventa occidentalista. Si tratta di una posizione singolare che unisce lo spirito militante e manicheo al conformismo borghese. Per questa posizione la linea del Papa, espressa nel suo manifesto Evangelii gaudium, appare ostica ed incomprensibile. Francesco rimette in discussione i due postulati della posizione teocon: l’agenda etica e l’adesione al capitalismo. Da un lato chiede ai cattolici di uscire dal ghetto, dalla fortezza in cui si sono blindati dopo la caduta del comunismo. Chiede loro di sporcarsi le mani, di prendersi a cuore le sorti del mondo, di portare la mite umanità del redentore a tutti e questo non sotto l’insegna di vessilli guerrieri ma attraverso gesti di tenerezza. Dall’altra parte contesta duramente un modello economico, quello dell’era della globalizzazione, che con la sua religione del mercato ha abolito legami e tutele sociali, ha declassato la classe media, ha creato milioni di nuovi poveri. Questo dal punto di vista degli intellettuali teocon è inammissibile. Dalla loro reazione nasce la leggenda del Papa “rosso”, peronista, populista.

    Se i “nord americani” (monsignor Viganò, ex Nunzio, ha chiesto le dimissioni del Papa) sono in prima linea nell’attacco al Papa, ci sono anche frange progressiste, che lo criticano, secondo le quali il pontificato sarebbe già in declino…
    La critica dei progressisti è cosa più recente. In questi anni lo hanno sostenuto pensando che avrebbe “rivoluzionato” la Chiesa. Sono rimasti delusi quando hanno compreso che su certi temi questo Papa rimane fermo nella custodia della tradizione. È il caso della ordinazione delle donne o degli uomini sposati. I progressisti hanno commesso lo stesso errore dei tradizionalisti: hanno immaginato un Papa che non esiste. Francesco non è certamente un conservatore, è un Papa missionario e sociale: questa è la sua fisionomia. I reazionari scambiano per progressismo ciò che è dettato da spirito missionario. Una prospettiva missionaria non può accettare una Chiesa immobile, chiusa sulla difensiva. Auspica una Chiesa in uscita che mira all’essenziale, a ciò che nel messaggio cristiano attrae maggiormente, fuori da molti divieti che sono solo il frutto di scelte storiche dettate da circostanze particolari. Il gesuita missionario si fa tutto a tutti per conquistare tutti all’amore di Cristo.

    La cronaca di queste settimane con il viaggio di Papa Francesco a Baghdad, dedicato come lui stesso ha detto a San Giovanni Paolo II, ha ricordato a tutti noi la potenza profetica di Woytjla che non volle in alcun modo “battezzare” la guerra in Irak. Né Nel 1990-1991, né nel 2002, dopo l’undici settembre. Giovanni Paolo II “salvò” allora la Chiesa dall’identificazione con l’Occidente e si sottrasse al tentativo di strumentalizzazione da parte dei pensatori che lei analizza nel suo volume: Michael Novak, in primis, e poi anche Weigel e Neuhaus…
    Sì l’americanismo cattolico si era proposto, negli anni ’90, come l’interprete ufficiale, negli USA, del messaggio sociale di Giovanni Paolo II. Poi nel 2003, di fronte alla guerra senza giustificazioni contro l’Iraq, i pensatori teocon optarono con forza per il presidente Bush contro il Papa. I papisti erano americanisti e la guerra mostrava con assoluta evidenza dove batteva il cuore. Novak, Weigel, Neuhaus tentarono in ogni modo di persuadere il Vaticano e Roma della bontà di una guerra che avrà come risultato migliaia di morti, la distruzione di un Paese, l’esodo biblico della storica comunità cristiana irakena dalle terre di Ninive e di Babilonia. Un errore gravissimo, mai riconosciuto, che meglio di ogni altro argomento consente di porre in luce l’ideologia teocon.

    In quei discorsi teo-con veniva sempre citata la Centesimus Annus, ma in realtà quella enciclica rispettava la tradizione della dottrina sociale della Chiesa, che continuava ad avvertire tutti i rischi del capitalismo…
    Nel mio volume descrivo l’operazione Centesimus Annus. Quando Giovanni Paolo II la pubblica, nel 1992, subito dopo la caduta del comunismo, il Papa intende proporre un modello sociale fondato sulla dignità del lavoro. L’enciclica non è affatto tenera verso il modello capitalistico che critica e corregge in modo sostanziale, e ciò in perfetta continuità con la Dottrina sociale dei suoi predecessori. Con un’operazione abilissima Novak, Neuhaus e Weigel non esitano ad “impadronirsi” del testo offrendone un’ermeneutica palesemente deformante. La loro lettura è che il Papa polacco avrebbe offerto, per la prima volta nella storia della dottrina sociale, la piena riconciliazione tra cattolicesimo e capitalismo, conciliazione già offerta da Novak nel suo volume Lo spirito del capitalismo democratico del 1982. Il Papa avrebbe rotto, in modo profondo, con la tradizionale Dottrina sociale. L’ermeneutica neocon riesce, incredibilmente, ad affermarsi e da qui nasce la leggenda della Centesimus Annus come enciclica del capitalismo. Grazie a questa operazione il filone dei Neoconservative diviene egemone nella Chiesa USA e, poi, in quella europea.

    È molto interessante nel suo saggio il riferimento al lavoro di David Schindler, professore di Teologia fondamentale all’Istituto Giovanni Paolo II di Washington e co-direttore della rivista Communio, che fu cruciale nella critica serrata agli ideologi teocon, in difesa della linea Balthasar-De Lubac-Ratzinger. Un lavoro poco conosciuto in Italia anche perché poco tradotto…
    Dalla metà degli anni ’80 alla metà dei ’90 si svolge, negli Stati Uniti, un dibattito intellettuale tra i più interessanti in seno al mondo cattolico. Da un lato abbiamo il trio teocon, con Novak-Neuhaus-Weigel, e dall’altro David Schindler. Le riviste Communio e 30 Days sono il terreno della disputa. Il tutto prende avvio da una intervista che il cardinal Ratzinger rilascia a Lucio Brunelli nel 1986 per 30 Giorni. In essa il Cardinale stigmatizzava il volto borghese dell’America reaganiana. Un’accusa che dal punto di vista della nascente corrente teocon non poteva essere tollerata. Nella sua replica Weigel teorizza il volto “cristiano” dei valori americani e critica la prospettiva di Ratzinger accusandola di cedere alla posizione progressista. Nelle sue risposte Schindler obietterà che il dualismo teologico di Weigel, tra naturale e soprannaturale, era diretto responsabile della consacrazione del volto borghese dell’America. Il cattocapitalismo era il risultato di un processo di secolarizzazione teologicamente giustificato. Il tomista “agostiniano” Schindler obiettava al tomista “cartesiano” Weigel di promuovere un dualismo sistematico tra fede e storia, tale per cui la fede non era più il lievito nella pasta ma solo il corollario di un mondo che camminava con le proprie gambe e non aveva bisogno di alcun “surplus”. La teologizzazione del capitalismo e dei suoi valori individualistici, non solidaristici, operata dai neocon era l’esito necessario di una posizione teologica inadeguata dimentica della novità cristiana nella storia.

    Lei sostiene una tesi, che ricordo espressa dal grande Augusto Del Noce proprio prima della sua morte: per Giovanni Paolo II e la Chiesa, dopo la caduta del muro di Berlino, la sfida diventava quella di un’autentica teologia della liberazione senza marxismo: la strada che indicò Alberto Methol Ferré e che diventò il sogno dello stesso Bergoglio, quand’era a Buenos Aires…
    L’avversario storico della Chiesa, dal 1945 in avanti, è stato il comunismo. La presenza dell’avversario stimolava la dottrina sociale e l’impegno dei cattolici sul terreno della giustizia e della lotta alla povertà. Con la caduta del comunismo questo impegno si riduce e la Chiesa si chiude, si avvita in un clericalismo amante dell’ordine e del potere. Si tratta dell’“introversione ecclesiale” di cui parla spesso Francesco. La Chiesa da un lato si blinda di fronte al mondo della secolarizzazione avvertito come estraneo e nemico e, dall’altro, si concentra sulle proprie dinamiche interne dimenticando missione ed impegno sociale. Per questo Alberto Methol Ferré, il grande intellettuale uruguayano amico del cardinal Bergoglio, affermerà nel 2006, nel suo libro-intervista con Alver Metalli Il Papa e il filosofo, che: “In un certo modo l’“evaporazione” della teologia della liberazione ha diminuito la spinta dell’insieme della Chiesa latinoamericana ad assumere la condizione dei poveri con coraggio. Credo che la Chiesa stia pagando lo scotto di essersi liberata troppo facilmente della teologia della liberazione. La teologia della liberazione avrebbe dovuto portare il suo massimo apporto dopo la caduta del comunismo, non spegnersi con il marxismo. Oggi è urgente supplire alla sua assenza”. Per Methol Ferrè occorreva, come lei diceva, una teologia della liberazione senza marxismo. I teocon, al contrario, devono il loro successo in larga misura proprio al fatto che, in America Latina e nell’Europa dell’Est, sono divenuti i cantori di una teologia del capitalismo. Così nell’opposizione tra teologia del capitalismo e teologia del comunismo la Chiesa ha dimenticato la Dottrina sociale, la stessa che il Papa oggi ripropone e che tanta reazione provoca in un mondo cattolico abituato, da anni, a magnificare una teologia del benessere dimentica dei poveri del mondo.
    (Vita, 22 marzo 2021)

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    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      “Novak, Weigel, Neuhaus tentarono in ogni modo di persuadere il Vaticano e Roma della bontà di una guerra che avrà come risultato migliaia di morti, la distruzione di un Paese, l’esodo biblico della storica comunità cristiana irakena dalle terre di Ninive e di Babilonia. Un errore gravissimo, mai riconosciuto, che meglio di ogni altro argomento consente di porre in luce l’ideologia teocon.”

      Già una confusione così grossolana fra errore e dolo fa capire che l’articolista non capisce niente, comunque andiamo avanti con la lettura…

    • Peucezio scrive:

      Allora,
      c’è un aspetto che coglie nel segno.
      E cioè la critica alle concessioni liberali, filo-capitaliste e occidentaliste di molto conservatorismo cattolico americano e di certi aspetti del papato dello stesso Ratzinger è fondata.
      Ma c’è dietro un equivoco (anzi, direi, una mistificazione, sia pure forse in buona fede) grossolano.
      In pratica ci sta dicendo che il capitalismo sarebbe identitario, clericale, reazionario, ostile ai diritti dei gay mentre la cultura progressista contemporanea sarebbe anticapitalista e antiborghese.
      Cioè Zuckeberg, Bezos, ecc.. sarebbero un reazionari omofobi nazionalisti.
      Ma per fortuna ci sono Obama, Biden, Bergoglio che combattono contro il capitalismo mondiale.
      Boh… Ognuno ha le sue visioni strampalate, ma questa è davvero originale!

      • daouda scrive:

        calcolando che la società odierna non è capitalista ( ossia non è liberista ) la pantomima del testo fallisce.

        Calcolando che il cruccio rimane politico, la critica fallisce.

        Calcolando che NOvak ( l’unico dei citati che conosca ) non è annovrabile in tal pacchetto, il discorso è falsato ( non prché il capitalismo democratico esista od abbia senso ).

        E’ un articolo dformato, deformante, strumentale as usual.

        • Miguel Martinez scrive:

          Daouda, comincia a mettere il rallentatore alla macchinetta che produce commenti…

          altrimenti inizio a cestinare a caso.

          Grazie

          Il Padrone di Casa

        • daouda scrive:

          Tu lo sai che io non mi lamento né mai l’ho fatto ma ho una curiosità giusto per capire i parametri:
          – cancelli il mio msg che nomina il nome reale di una persona mentre Moi fa lo stesso e va bene
          – innumrevoli volte Moi infila una caterba di msg disparati fra loro con link vari sparati a buffo e va bene

          MMo de Moi non m n frega un cazzo, tanto lo so che sei te ahahahaha.
          E’ che però era meglio che dicevi: faccio come cazzo me pare e basta mentre te vuoi sempre dà la patina de giustiziere e di liberale che agisce per l’utilità marginale del blog.
          Praticamente non sbajo ad inzurtarti, lo faccio pure troppo poco.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per daouda

            “– cancelli il mio msg che nomina il nome reale di una persona mentre Moi fa lo stesso e va bene”

            Hai ragione.

            Ho cancellato il nome direttamente sul commento di Moi, senza cancellare il commento.

            Disparità di trattamento con te, è vero, ma cercherò da ora in poi di fare così.

            • daouda scrive:

              se vuoi posso scriverti che mi censuri perché scrivo la realtà incontrovertibile, quella pesante. Dai così ridi e dimostri d’avé un cuore umano invece di essere un perverso comunista!

      • Francesco scrive:

        no guarda che l’articolo rivendica il cedimento ai liberal sul fronte dei “valori”

        mentre ignora bellamente il cedimento della sinistra alle ragioni del mercato

        e mi fa addirittura ridere nel lamentarsi che con la caduta del marxismo la teologia della liberazione sia andata in crisi, chissà mai perchè!

        sinceramente mi pare un articolo di gran lunga troppo a sinistra, fedele a una lunga storia di ostilità della Chiesa al capitalismo e di voluta noncuranza dei suoi risultati

        non capisco “la leggenda di Papa Bergoglio peronista”, a me pare di una evidenza lampante

  40. Moi scrive:

    @ PINO / TTT 😉

    Il tuo ConFratello 😉 Alessandro Gassmann … Speranziano 😉 dal Pugno di Ferro :

    https://www.lastampa.it/spettacoli/showbiz/2021/04/16/news/alessandro-gassmann-denuncia-i-vicini-che-fanno-festa-sui-social-scoppia-la-polemica-delatore-1.40159427

    COVID ASSEMBRAMENTI

    Alessandro Gassmann denuncia i vicini che fanno festa, sui social scoppia la polemica: “Delatore”

  41. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Anche la stampa “internazionale” ha riportato in Inglese la “Asinata” di Scotti e la Hunziker … la cosa che mi ha colpito non è tanto il tono scamdalizzato, ma come abbiano ricordato che Gerry Scotti sia un Ex Depuato (ebbene … sì, come Ilona Staller che ne prende la pensione , da stare in Ungherìa natìa !) del Parlamento Italiano , cosa che in Italia viene ricordata pochissimo [segnatamete, il PSI di Craxi … c’era anche una vecchia copertina di TV Sorrisi & Canzoni intitolata “Showcialismo”, testualmente …] !

    • werner scrive:

      Credo sia dovuto all’impostazione delle pagine di Wikipedia. Quando apri la pagina di qualcuno che ha avuto incarichi pubblici è riportato subito sotto a nome e foto.

    • roberto scrive:

      Ma perché c’è l’hai tanto con la povera ilona staller?

      Il popolo sovrano ha parlato, l’ha eletta deputato, quel che doveva fare l’ha fatto e si prende la pensione esattamente come Gerry Scotti, iva zanicchi, paniz (ricordi? Quello che mentiva al parlamento dicendo che berlusconi era convinto che Ruby fosse la nipote di mubarak)….e tanti altri tristi figuri.
      Perché te la prendi proprio con lei?

      • firmato winston scrive:

        Fra l’altro era una delle stakanoviste della camera, ha preso serissimamente il suo impegno, e possiamo anche quasi scommettere che era li’ per rappresentare il popolo italiano senza vincolo di mandato, e non per premere il pulsante a comando delle gerarchie di partito come un robot radiocomandato. Che poi e’ da ben prima del berlusca che il parlamento era un “puttanaio”** e non certo per merito dell’Ilona, sebbene fosse arrivata li’ anche per rappresentare, in un certo qual modo ironico e simpatico, il concetto.

        **Come da barzelletta “suzuki a scuola” di duilio pizzocchi

        • roberto scrive:

          Stakanovista non so, ma sicuramente aveva fatto delle cose serie e sarebbe piaciuta anche a Miguel per i suoi aspetti ecologisti e animalisti (mi ricordo una proposta di legge sul divieto dell’uso di animali nei circhi e divieto di vendita delle pellicce)

          • paniscus scrive:

            “(mi ricordo una proposta di legge sul divieto dell’uso di animali nei circhi ”
            ——-

            E i suoi mitici serpentoni cosa ne pensavano? ^_^

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Stakanovista non so, ma sicuramente aveva fatto delle cose serie e sarebbe piaciuta anche a Miguel per i suoi aspetti ecologisti e animalisti ”

            Non mi ricordo molto di cosa ha fatto, ma non ho avuto l’impressione che facesse la cretina alla Camera, come fanno invece molte deputate oggi.

            • roberto scrive:

              Esatto

              Però per qualche motivo viene sempre tirata in ballo quando si parla di pensione

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Però per qualche motivo viene sempre tirata in ballo quando si parla di pensione”

                Ma non mi preoccuperei troppo degli argomenti che la gente tira in ballo quando vuole polemizzare.

                I casi sono tre:

                1) si impedisce a chiunque di scrivere qualunque cosa

                2) si impedisce a chiunque di scrivere qualunque cosa che non piace a me

                3) si alzano le spalle e si riconosce che la gente, per la maggior parte, scrive cazzate, e accettare questo è la condizione che mi permette di scrivere perle di saggezza 🙂

              • roberto scrive:

                Un po’ come a te interessa capire perché alcuni odiano certe persone, a me incuriosisce sapere perché nascono certe cazzate

                Per ilona, semplice ignoranza? Semplice pregiudizio? Un misto?…boh ero curioso di sapere perché moi la tira in ballo

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Per ilona, semplice ignoranza? Semplice pregiudizio? Un misto?”

                Ma direi che è la stessa cosa che dico io.

                Qualcuno crede che sia ingiusto che i parlamentari si prendano il vitalizio?

                Scavano, e trovano che “anche le troie se lo prendono”.

                Qualcuno ce l’ha con i radicali?

                Scava e trova che una radicale era una troia.

                Qualcuno si arrabbia perché ci sono leggi che vietano di scaricare i rifiuti dove si vuole?

                Scava, e trova che una deputata verde era una troia, e quindi le norme antinquinamento sono una puttanata.

                Non direi né ignoranza né pregiudizio.

              • PinoMamet scrive:

                Beh perché è un bersaglio facile.

                Sei un personaggio famoso;

                fai la pornostar, che non è una carriera come un’altra;

                poi fai la parlamentare, con tutti i pregiudizi del caso;

                logicamente i commenti saranno “questa ha passato una vita a prendere i cazzi, poi è stata un po’ seduta una poltrona, e adesso ci tocca pagarle una pensione da nababbi”.

                Non è tanto strano. Naturalmente i commenti sono ingiusti nei confronti della Staller, ma sono prevedibili.

                Pensa un altro bersaglio facile:

                la Boldrini, una supponente borghese burina sempre col ditino alzato;

                logico che al primo scivolone te la facciano pagare.

                Oppure la Kyenge, che poverina non ha fatto proprio nulla di male, ma era semplicemente nera.

                Naturalmente la scusa della destra è “la hanno messa lì solo perché è nera ma non sa fare niente!”

                che è un po’ rigirare la frittata, e un po’ anche dire la verità:

                in effetti, quali altre doti aveva la Kyenge?

                È anche vero che Speranza non è neppure nero, eppure è ancora lì…

  42. Andrea Di Vita scrive:

    @ Francesco

    “spazio”

    Sì, ma andarci costa risorse.

    (Esempio pratico: già siamo in condizioni tali che è diventato problematico trovare tempo e soldi e volontà per il nucleare da fissione, e siamo costretti a baloccarci con specchietti e mini a vento. Figurati fare la fusione nucleare in modo compatibile con la propulsione col giusto impulso specifico per muoverci nel Sistema Solare. Io quando leggo certe previsioni sull’elio3 lunare mi sbellico dalle risate).

    E finché non ci saremo stabiliti anche nello spazio, queste risorse dovremo cavarle dalla Terra.

    La cui biosfera è già messa male ora, per quanto riguarda l’Homo sapiens (poi i batteri vicino alle pozze vulcaniche sul fondale oceanico stanno benissimo e ci seppelliranno tutti, ma tant’è).

    Per arrivare a poterci andare, nello spazio, sarà il caso sfogliare di nuovo “I limiti dello sviluppo”. La matematica di quel libro è paurosamente inadeguata, credimi sulla parola, per cui le date sono tutte sbagliate: ma l’idea di fondo, che lo sviluppo umano abbia dei limiti e che il “crescete e moltiplicatevi” sia ormai una boiata, è inevitabilmente giusta.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • firmato winston scrive:

      “il “crescete e moltiplicatevi” sia ormai una boiata”

      sotto un certo punto di vista e’ sempre stato una boiata, o perlomeno ne’ piu’ ne’ meno di quanto lo sia adesso: l’intera storia tecnologica dell’uomo dall’olocene dell’agricoltura in poi e’ un susseguirsi di cicli
      sovrapproduzione – sottoconsumo – aumento della popolazione – crisi di risorse, guerra malattie carestia – innovazione tecnologica – sovrapproduzione, eccetera

      attualmente, il mondo e’ in un evidente, smaccato periodo di innovazionetecnologica/sovrapproduzione/aumentopopolazione

      quanto durino i cicli con certezza lo si scopre solo dopo, e neanche tanto con certezza, visto che esaminare il passato nella sua complessita’ non e’ meno arduo che prevedere il futuro

      (C. M. Cipolla – Economic history of world population)

      • daouda scrive:

        gli Han non sono d’accordo con te

        • firmato winston scrive:

          “gli Han non sono d’accordo con te”

          Direi invece di si’, hanno avuto diversi recenti decenni di politica del figlio unico forzato. Quello del “crescete e moltiplicatevi” stile “8 milioni di baionette” e’ stato Mao: la cina del ’49 anno della rivoluzione aveva un quarto degli abitanti di adesso, e Mao in effetti incito’ la popolazione a fare tanti figli – tanto onore.
          L’attuale boom economico dipende anche da quel boom delle nascite maoista, che poi coincide piu’ o meno col nostro, in virtu’ del quale adesso hanno una popolazione con relativamente pochi anziani e pochi giovanissimi da sostenere come costo sociale, e tantissimi baby boomers in eta’ produttiva da lavoro, che significa un sacco di popolazione attiva e tassazione reale molto bassa, quindi grande sviluppo come del resto si osserva.
          Qui da noi invece di sicuro fra qualche anno scoppiera’ un enorme casino: quando cominceranno a pensionarsi i numerosissimi baby boomers che adesso peraltro intasano il mercato del lavoro per cui i piu’ giovani pur essendo pochi restano disoccupati, come si diceva un tempo “esploderanno le contraddizioni” 😉 – se gia’ adesso la tassazione e’ economicamente castrante e insostenibile, figuriamoci fra un po’.
          E i giovani oggi disoccupati che domani dovranno fare tre lavori contemporaneamente per mantenere tutti, rimpiangeranno i bei tempi in cui erano disoccupati.

          • daouda scrive:

            l’attuale boom economico dipende ed è stato voluto dagli USA.

            Il boom di nascite serviva ANCHE a compnsare la ventina di milioni dismessi dal grande balzo in avanti ma a monte fa capo alla medesima storia della Cina dove è singolare il fatto che gli Han hanno soverchiato ogni altra etnia, paese che è sempre stato il più popoloso del mondo.

            Tu dunque vuoi dirmi che alla luce dei milleni la politica del figlio unico ha qualche decennio conferma la tua ipotesi?
            Ma che cazzo…

            • firmato winston scrive:

              Il boom delle nascite e’ dovuto esclusivamente alla medicina moderna e all migliore alimentazione, le donne prima hanno SEMPRE e dappertutto fatto almeno 5 figli, solo che ne sono sempre morti almeno 3 prima di raggiungere l’eta’ riproduttiva, il che evitava la crescita esponenziale.
              Questo ciclo di nascite e morti premature e’ stato rotto solo recentissimamente grazie alle migliorate condizioni esistenziali, ma ci vuole sempre qualche anno o decennio prima che ci si renda conto che, se tutti i nati sopravvivono, bisogna fare meno figli, due o poco piu’ in media, altrimenti in qualche decennio salta tutto: in tale breve intervallo di acquisita consapevolezza e di cambiamento di costumi ancestrali fissati anche dalla religione, la popolazione aumenta di un 30 percento come in italia, o del 300 per cento come in cina. E’ semplice aritmetica. Fino ai ’70 inoltrati in italia era vietata la propaganda anticoncezionale! A stupire comunque semmai dovrebbe essere quanto in fretta le popolazioni si accorgano di quel che succede e cambino comportamenti fissati da milioni di anni nella memoria della nostra specie come di tutte le altre, cioe’ fare sempre e comunque piu’ figli che e’ possibile.

              • daouda scrive:

                praticamente mi vui dire che gli Han sono come etnia 1.2 miliardi in quanto non seguono il principio di moltiplicarsi…alla luce degli ultimi 40 anni quando sono stati da sempre l’etnia più numerosa del mondo.

                Hai tutte le ragioni, interessanti e corrette, ma toppi davanti ai numeri.

        • firmato winston scrive:

          “L’attuale boom economico dipende anche da quel boom delle nascite maoista”

          Un’altro effetto imprevisto del maoismo che ha poi tanto aiutato, senza volerlo, il successivo sviluppo capitalistico del paese (e perlomeno adesso hanno tutti da mangiare), e’ che Mao ha fatto fuori, _fisicamente_ che ‘ l’unico modo che sembra funzionare, con la rivoluzione culturale, il mandarinato, una delle tre peggiori burocrazie del mondo accanto a quella italiana e a quella sovietica. Ma noi e i sovietici non abbiamo mai avuto tale “fortuna”.

          • Francesco scrive:

            sicuro?

            la storia della Cina dopo Mao sembra esattamente la storia di come i mandarini comunisti sopravvissuti alle epurazioni hanno salvato la Cina

            e oggi la triade Confucio-Mao-Xi si occupa di mettere limiti allo strapotere del denaro, con esiti che mi rendono fiducioso sull’esito dello scontro tra PCC e Impero Yankee

            • firmato winston scrive:

              “con esiti che mi rendono fiducioso”

              Infatti, puo’ darsi che stiano ripercorrendo esattamente la stessa traiettoria del nostro “miracolo economico”, che e’ durato quei vent’anni dal ’48 al ’68 proprio per lo stesso motivo: la drammatica sconfitta in guerra del ’45 ha scompaginato le nostre classi dirigenti tradizionali e notoramante inette liberando le forze dell’innovazione, ma e’ durato poco, un ventennio, ed e’ da allora che ci arrabbattiamo fra una crisi e l’altra vivendo ancora della rendita di quel formidabile periodo. Ci sono vissuto dentro in una parte del periodo di quei “ruggenti”, l’ho visto mentre accadeva e purtroppo ho visto bene, e vissuto, anche il dopo.

    • Francesco scrive:

      Andrea

      anche io credo che il problema sia la matematica, più che l’idea, del resto nessuno ha mai pensato a uno sviluppo infinito, è solo una boiata da anti-capitalisti

      quasi una fissazione come la tua col “crescete e moltiplicatevi”, che come ben sai nel mondo reale è regolato e in modo più sottile che non quanto pensasse Malthus

      ma ai fanatici antireligiosi tutto fa brodo … domani potrebbe saltare fuori le Crociate o lo Ius Primae Noctis o magari le streghe

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        ” del resto nessuno ha mai pensato a uno sviluppo infinito, è solo una boiata da anti-capitalisti”

        Ah ecco, meno male.

        Per che data è prevista la fine dello sviluppo?

        E dopo che si fa?

        • Francesco scrive:

          quando? non so neppure quando il Milan vincera la Champions League, figurati quando finirà lo sviluppo

          quando l’ultimo uomo dirà “grazie, ho già mangiato abbastanza” immagino

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “quando l’ultimo uomo dirà “grazie, ho già mangiato abbastanza” immagino”

            Allora, tu dici che lo “sviluppo infinito” è una balla inventata dagli anticapitalisti.

            Quindi, il capitalismo prevede, in qualche modo, una fine allo sviluppo: non sai quando, ma sai che ci sarà, e non per catastrofe ecologica.

            E’ la prima volta che sento questa teoria, e mi interessa.

            Ora, quando l’ultimo uomo dirà, “grazie, ho già mangiato abbastanza”, immagino che aggiungerà “e quindi voglio andare a casa con le scarpe nuove”.

            E quando avrà le scarpe nuove, dirà, “grazie, ma a piedi è lunga, voglia un’auto”.

            E quando l’ultimo uomo dirà, “grazie, ho guidato abbastanza oggi. Adesso voglio viaggiare in aereo…”?

            ecc ecc ecc. E qui stiamo parlando solo del cliente, non dell’imprenditore che quando ha venduto dieci miliardi di biglietti, inizierà a pensare, “e se invece cercassi di vendere dieci miliardi di aerei privati…?”

            Insomma, non capisco su cosa si basi la tua teoria sullo sviluppo finito.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              A un certo punto il Mercato, Unico Vero Dio, farà dire a tutti “ho mangiato abbastanza”. E’ così semplice.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “A un certo punto il Mercato, Unico Vero Dio, farà dire a tutti “ho mangiato abbastanza”. E’ così semplice.”

                E poi si dirà, “Oddio, e ora che gli vendo?”

            • Francesco scrive:

              la teoria dell’utilità marginale decrescente dei beni, si studia al primo anno di università

              detto anche “il troppo stroppia”

              io ve lo dico da anni, di studiare economia

              • Miguel Martinez scrive:

                per Francesco

                “la teoria dell’utilità marginale decrescente dei beni, si studia al primo anno di università”

                Non ti voglio incalzare, ma tu hai fatto un’affermazione molto forte.

                L’idea della Crescita Infinita non sarebbe attribuibile agli economisti, ma sarebbe una bufala degli anticapitalisti.

                Non l’idea della crescita infinita di un singolo settore di mercato (che so, i mangiadischi anni Settanta non sono cresciuti all’infinito).

                No, tu dici (se ho capito bene) che è falso dire che il capitalismo si regge sulla prospettiva di una crescita infinita complessiva (in consumi, produzione, rendita, ecc.).

                Vuol dire che secondo te, ci sarà un momento in cui ci sarà una crescita zero, o una decrescita.

                Visto che hai studiato economia, ci spieghi questo concetto?

              • firmato winston scrive:

                detto anche “il troppo stroppia”

                Ah ah, e’ la frase che porto ad esempio da anni pure io, ma non serve a nulla, in qualche modo istintivo si accorgono che implica che la teoria del valore marxista sia spazzatura, e la rigettano.

          • Fuzzy scrive:

            Mah, se le mie fonti (chris smaje) non sbagliano, lo sviluppo dovrebbe essere qualitativo, diversamente dalla crescita che è quantitativa.
            Il problema dello sviluppo è che viene incanalato su un unico binario, quando, in teoria, le strade percorribili sarebbero diverse.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ fuzzy

              “qualitativo”

              E’ la chiusa de “Il buio degli anni luce” di Piero Angela, in cui, quasi mezzo secolo fa, già si discutevano le prime crepe nelle idee di progresso indefinito che avevano fatto ala alla fine della seconda guerra mondiale con la creazione dell’ONU, della FAO, degli “Atoms for peace” ecc. e si cominciava a parlare non solo di ecologia ma di crisi culturale, direi quasi spirituale, della civiltà tecnologica.

              Ne “I limiti dello sviluppo”, si ricorderà, lo sviluppo umano era qualitativamente descritto nel caso migliore come una curva sigmoidale, ossia una rapida crescita che saturava attestandosi a un plateau dove ottimisticamente un’umanità capace di autocontenersi si sarebbe potuta attestare.

              Piero Angela immaginava di proseguire la signoide con un’altra sigmoide, poi con un’altra, e un’altra, e un’altra ancora, dove ogni nuova rampa è uno sviluppo non materiale, ma spirituale, dove ogni plateau è un progresso di tipo diverso (che so: tutti imparano a suonare uno strumento musicale, pallino questo personale di Piero Angela, tutti accedono a cure mediche gratuite ecc.)

              E’ un’idea presa dal Bertrand Russell di “Perchè non sono cristiano”: se mangio tante patate lascio qualcuno a fare la fame, se imparo tanta matematica no.

              Secondo me è un’utopia bella e buona.

              E’ un’utopia perché uno sviluppo non materiale non è monetizzabile. Se la cultura non ha prezzo, perché pagarla? E se non la si paga, chi ha interesse a vendermela? Ogni progresso che c’è stato è sempre stato un progresso materiale perché ha portato a qualcuno dei vantaggi materiali. Se un ottentotto impara a suonare il violoncello a me interessa solo nella misura in cui ciò amplia il mercato per i fabbricanti italiani di archetti per violoncelli. O come dice giustamente Paolo Guzzanti: “oh aborigeno, bello ‘sto Internet che ci fa parlare faccia a faccia: ma dimme un po’, ma che c’avemo da dirse?”

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Il report se non sbaglio si intitolava Limits to growth.
                Non so come abbia fatto crescita a diventare sviluppo.
                Ad ogni modo io non mi riferivo a Piero Angela, ma a Chris Smaje, che ha scritto il libro A small farm future.
                Mi sono ricordato di questa distinzione.
                Anche una crescita senza limiti rientra in pieno nella definizione di Utopia.
                Le Utopie a mio parere comportano grossi rischi.
                È meglio fare tanti piccoli sbagli piuttosto che uno soltanto ma grave. Stiamo facendo quello grave.
                Spero di non essere stato troppo sintetico. Scrivo sempre dal cellulare e sono sempre a corto di giga.

              • Francesco scrive:

                Se la cultura non ha prezzo, perché pagarla?

                perchè ha valore, persino per i signorotti Goti del 700 AD

                sei un marxista, schifi i fatti se non entrano nei tuoi postulati di partenza

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “schifi”

                Veramente di ‘difalcar l’esperienza’ parla già Galuileo.

                Del resto non era Aristotele a distinguere sostanza e accidenti, e dopo di lui l’Aquinate?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “nessuno”

        Mah, veramente la promessa fatta ad Abramo era quella di avere una discendenza numerosa come le stelle del cielo.

        Presa alla lettera, è una promessa pericolosa.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          dubito che gli antichi semiti le avessero contate, anche solo le stelle visibili!

          su, siamo ragionevoli, mica siete arbitri al VAR

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            Non ci vuole un’ “etica protestante e lo spirito del capitalismo” per spiegare quanto un’interpretazione delle Scritture abbia giustificato lo sviluppo del capitalismo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              magari! spiegalo al Pontefice, se è così facile

              😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “facile”

                Facile? Per nulla. Arbitrario, invece… 🙂

                Beh, dopotutto stiamo parlando di “sostanza di cose sperate / ed argomento delle non parventi”, no?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                no scusa, tu stavi millantando una tesi sociologica sull’effetto della Bibbia nella attività copulatoria umana

                nulla di teologico

                😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “teologico”

                Lo credo bene.

                La Bibbia è un prodotto collettivo delle classi del Vicino Oriente protostorico.

                🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • daouda scrive:

            spiegati perché è evidente che tale “intpretazione” ra alatoria, parziale, strumentale, falsata e fiaccata in ogni rigo del sacro testo.

          • firmato winston scrive:

            “dubito che gli antichi semiti le avessero contate, anche solo le stelle visibili”

            Le contavano eccome…
            Occhio che l’esperienza del cielo, all’epoca, era completamente diversa dalla nostra. Di notte, durante il novilunio, c’era il buio totale, e il cielo letteralmente si accendeva di stelle del tutto invisibili all’occidentale inurbato moderno, per cui verso il cielo c’era un’attenzione oggi inimmaginabile se non per gli astronomi di professione che devono recarsi in luoghi remotissimi dalla civilta’ o addirittura nello spazio per vedere ancora qualcosa.
            Non so hai mai visto un cielo veramente scuro: a parte che non si vede la punta del proprio naso e si rischia di sbattere dappertutto, e’ come essere completamente ciechi, si arriva al paradosso di non riconoscere piu’ le costellazioni da quante stelle si vedono, una vertigine che si scioglie in un pulviscolo. Mentre oggi quasi nessuno ha mai visto neppure la via lattea.
            L’assurdita’ retorica di alcune posizioni ecologiste, secondo me, deriva dal fatto che parlano di qualcosa, l’ambiente naturale, di cui non hanno mai avuto alcuna cognizione, ne parlano solo perche’ gli piace il suono delle parole e per fare un po’ di casino e d manca a scuola. Come dargli torto…

            • Moi scrive:

              … da dove, in quali condizioni, è possibile vedere la Via Lattea “a occhio” ?

            • firmato winston scrive:

              “… da dove, in quali condizioni, è possibile vedere la Via Lattea “a occhio” ?”

              Domanda indicativa, e rivelatoria…

              Temo da nessuna parte, adesso.

              Vediamo se trovo nel mio archivio un messaggio su usenet it.scienza.astronomia che all’epoca mi commosse.

              Eccolo:

              La fortuna mi ha ripagato per la sfortuna avuta per l’eclisse di sole, persa in Germania per il classico nuvolone di Fantozzi, che ha scelto proprio quei 2 fatidici minuti per scaricare un bell’acquazzone sui nostri telescopi ben piazzati.

              Ma…. qualche mese dopo qualcosa di straordinario e’ successo…

              16 luglio 2000 – Ayers Rock, Australia
              ———————————

              Siamo in compagnia a bere birra e cantare attorno al fuoco morente, seduti sui nostri sacchi a pelo, in pieno deserto, sulla sabbia rossa, la luna e’ piena, io sono un po’ deluso dal cielo chiarissimo, mi aspettavo piu’ stelle… anche se se ne vedevano MOLTE di piu’ che in una notte senza luna dalle nostre latitudini.

              Verso le 20.00 e’ iniziato lo spettacolo (non ero al corrente dell’eclisse), per avere il culmine dell’oscuramento verso le 23.00 circa. L’emozione fortissima, commovente, una luna piena, rossa come il sangue e debolmente luminosa, e sopra le nostre teste…

              LO SPETTACOLO PIÙ BELLO CHE HO MAI VISTO!!!

              Ovunque un’esplosione di stelle, di tutti i colori, la via lattea stampata chiaramente a 180°, dove si riconoscevano chiaramente le zone scure, i filamenti, ammassi di stelle.

              Non avevo con me nessuna mappa del cielo, e non riconoscevo nessuna costellazione, ma non mi
              interessava, lo spettacolo era talmente grandioso, unico, che non mi era possibile staccare gli occhi dal cielo.
              Una cosa assolutamente incredibile, mi sono messo sdraiato nel sacco a pelo (faceva freddo) con il mio fedele binocolo a guardare l’infinito.

              Quello che sembrava una cometa era un ammasso di stelle colorate, quello che sembrava grigiore nella via lattea erano innumerevoli stelline, spruzzate con un aerografo su un nero velluto. Tanti, tanti ammassi globulari, galassie.

              Nessuno dei miei amici aveva un binocolo, e ho fatto scoprire loro l’emozione di guardare il cielo in un binocolo, ho spiegato a un australiano cosa e’ l’inquinamento luminoso. Eravamo tutti emozionati: “Stars are amazing”!! Continuavano a dire.
              E nel silenzio del deserto, con la luna rossa che ci fissava, ho fatto le ore piccole vagando nell’infinito, tra un ammasso e l’altro, stelle colorate e le nuvole della via lattea, per
              addormentarmi, con il freddo sulla faccia ma una sensazione bellissima, perche’ sapevo che bastava aprire gli occhi e sopra di me ci sarebbe stato il cielo, nudo e reale come non l’ho mai visto.

              Ora, tornato a casa nell’affollata e luminosa Europa, la notte ho paura a guardare in su, perche’ so che piangero’.

              Ti amo, deserta Australia.
              Christian

              PS: simpatica, Erikottero…

  43. Moi scrive:

    @ MIGUEL & ROBERTO

    Le cose si complicano … chissà per via di che ! 😉

    https://www.bbc.co.uk/bbcthree/article/33ab8fbd-792f-44ee-85de-5dd3894f60bf

    Black Trans Lives Matter: ‘We’re tired of having to pick sides’
    Three black trans people talk about their relationship with the Black Lives Matter movement

  44. Miguel Martinez scrive:

    Sempre per Roberto

    Vedi io sono sempre rimasto colpito da una cosa.

    Alla piazza di al Rabi’ah al Cairo, il regime militare ha fatto fuori in un giorno un migliaio di persone.

    Cosa che non ha avuto il minimo eco in Italia.

    Non mi ricordo di NESSUNA esplosione di sdegno in Italia, da parte di destra o di sinistra.

    Poi hanno torturato a morto Giulio Regeni, come si è fatto in Egitto sempre. Quando ero in Egitto, si diceva che la gente “andava dietro il muro”, e spariva per sempre.

    E’ sano razzismo notare Regeni, non dico che gli italiani si debbono preoccupare degli egiziani.

    ma perché allora preoccuparsi cosi tanto per fatti di cronaca negli Stati Uniti, che oltre tutto non sono certo scelte del governo americano (a differenza di cio che accade in Egitto)?

    E l’Egitto è molto piu vicina all’Italia degli Stati Uniti…

    • Moi scrive:

      … NON lo so, ma dipende da narrazioni giornalistiche per cui si creano 3 categorie

      “si sa e ci dispiace”
      “si sa ma non ci riguarda”
      “non si sa e non ci riguarda”

      il “bello” è che improvvisamente non sappiamo più nulla di una narrazione e ne arriva una nuova, con “data di scadenza”.

      NON è neanche questione di quante persine coinvolte … talvolta, da una massa di morti sconosciuti “mai esistiti” emerge una (!) persona a caso con nome, cognome, età , “back story” e diventa “icona” di tutto lo sdegnoedei “Mai Più” ! … Addirittura può venire approvata una legge apposta, tesa a fare in modo che “mai più” !

      • Moi scrive:

        … poi ci sono dinamiche “tokenistiche” del tipo :

        * Attivista AntiRazzista :

        “gli Sbirri , perfino Neri,sono più propensi alla “brutalità poliziesca” con un giovane maschio nero !”

        * Intellettuali :

        “… esatto, è una vergogna ! … percià : Mega marcia di protesta, e il prossimo Batman sarà interpretato da un attore AfroAmericano … che nel 2021 è giunta l’ ora !”

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “l’Egitto è molto piu vicina all’Italia degli Stati Uniti…”

      Geograficamente sì, ma noi siamo nell’Impero Americano, non in quello egiziano, per cui è normale che importiamo i dibattiti dell’Impero e non quelli del barbaricum.

      • Francesco scrive:

        e i curdi? e i palestinesi? e gli yemeniti?

        alcune narrazioni arrivano anche dal mondo viciniìo

        sul dibattito USA, mi pare evidente che si sommino l’odio antiamericano delle culture “alte” italiane (cattolici, comunisti, fascisti, letterati) e l’idea che domani saremo come loro, con Salvini-Trump (idea che Salvini spinge a mille, tra l’altro)

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Dei curdi se ne è parlato un po’ di più nel periodo dell’Isis, ma generalmente non gliene frega niente a nessuno.
          La questione palestinese è un po’ più rilevante di una delle tante dittature militari in giro per il mondo e, inoltre, si svolge in un luogo abbastanza centrale nel nostro immaginario.
          Gli yemeniti… chi sono?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “e i curdi? e i palestinesi? e gli yemeniti?”

          Boh, dei curdi ho sentito parlare solo nei centri sociali; a Firenze almeno, dei palestinesi si occupa da vent’anni un unico mite signore, che non diventa più giovane. Lo Yemen è talmente sconosciuto che il misterioso consolato dello Yemen, dietro casa mia, non ha mai avuto l’onore di un solo poliziotto di presidio.

          • Francesco scrive:

            mi stai dicendo che sono a metà tra una zecca da centro sociale e un cattocomunista da Padre Zanotelli?

            come invecchio male!

      • PinoMamet scrive:

        Beh, però non è che veda la gente accapigliarsi sullo Yemen, eh?

        e a dire il vero neppure sui curdi, e ormai pochissimo-barra-niente anche per i palestinesi, che pure sono stati popolarissimi in Italia perché facevano appello sia alle idee cattoliche che a quelle comuniste.

    • Francesco scrive:

      forse mi è venuta un’idea

      parlare molto del razzismo negli USA serve a sentirci migliori degli americani

      il che non capita spessissimo

      ora, scusa la volgarità, ma chi cazzo ha bisogno di parlare per sentirsi migliore degli egiziani?

      mode italiano medio OFF

  45. Miguel Martinez scrive:

    Ecologia all’italiana:

    Source : https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/04/17/il-governo-e-ancora-in-tempo-non-inserisca-lindustria-bellica-nel-recovery-plan/6167394/
    Greenpeace
    Economia & Lobby – 17 Aprile 2021
    Il governo è ancora in tempo: non inserisca l’industria bellica nel Recovery Plan!

    di Sofia Basso (Unità investigativa di Greenpeace Italia)

    La lobby delle armi ci riprova. Marginalizzata dalle linee guida europee del Recovery Plan e dalla bozza del governo Conte, l’industria militare tenta di entrare da protagonista nel Piano che sarà inviato a Bruxelles a fine aprile. Un assalto ai fondi destinati a superare la crisi economica e sociale della pandemia che incassa il sostegno del Parlamento e l’impegno del governo.

    Eppure, uno studio commissionato dal Parlamento europeo boccia la spesa italiana per i sistemi d’arma: terzultima per efficienza tra i Paesi dell’Unione, con uno spreco del 90 per cento. Il blitz è avvenuto tra il 31 marzo e il 1° aprile, quando le Aule di Camera e Senato hanno approvato a grande maggioranza le relazioni sul Recovery che riprendevano i pareri delle commissioni parlamentari.

    La più agguerrita in tema di sostegno all’industria bellica è la versione di Palazzo Madama, che riporta le raccomandazioni della commissione presieduta dalla ex ministra della Difesa Roberta Pinotti (Pd). L’esigenza, si dichiara subito, è “valorizzare anche il comparto della Difesa nell’impegno complessivo per la ripresa e il rilancio del Paese”. Come? “Dando piena attuazione ai programmi di specifico interesse volti a sostenere l’ammodernamento e il rinnovamento dello strumento militare”, sostenendo “le iniziative volte ad incrementare le capacità della Difesa nel settore aerospaziale” e promuovendo “una visione organica del settore Difesa, in grado di dialogare con la filiera industriale coinvolta”. Tanti giri di parole per chiedere una cosa sola: che l’industria bellica possa attingere al tesoretto del Recovery, anche se quel fondo è nato per rimettere in piedi il Paese dopo la pandemia.
    Recovery Plan, dalle commissioni Difesa ok all’uso dei fondi europei nel settore armi. Sottosegretario Mulè: ‘Stessa idea del governo’

    Molto simili le richieste di Montecitorio, che per il settore militare riprendono la formulazione della commissione Difesa a guida Cinquestelle. Unica differenza di rilievo: la dizione “anche in favore degli obiettivi che favoriscano la transizione ecologica” a margine della richiesta di “incrementare la capacità militare”. Raccomandazioni inequivocabili che arrivano dopo che le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno audito numerosi esponenti dell’industria militare, tra cui ben quattro volte l’ex sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, presidente della Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza (Aiad) e di Orizzonte sistemi navali (Fincantieri), nonché senior advisor di Leonardo.

    Per evitare che il lavoro parlamentare rimanga sulla carta, Camera e Senato hanno approvato una risoluzione sottoscritta da tutti i gruppi della maggioranza che impegna il governo a “redigere il Piano nazionale di ripresa e resilienza, nella sua versione definitiva, tenendo conto degli orientamenti contenuti nella predetta Relazione”. L’esecutivo non si è fatto pregare. In entrambe le discussioni in Aula sono intervenuti i rappresentanti di Palazzo Chigi per esprimere “parere favorevole” alla risoluzione che blinda le richieste delle Relazioni. Ancor prima che i deputati votassero i testi in discussione, inoltre, il ministro dell’Economia Daniele Franco annunciava “l’impegno del governo di avvalersi delle indicazioni contenute nelle relative relazioni nella redazione della nuova versione del Piano”.

    E non si tratta dell’unica assicurazione del tecnico di fiducia del premier: “È importante rammentare che i progetti che non fossero inclusi nel Piano non saranno necessariamente accantonati”, ha dichiarato in sede di dibattito. “Non solo esistono gli altri strumenti nazionali ed europei, ma stiamo pensando anche a costituire una linea di finanziamento ad hoc, complementare al Piano, che includa i progetti di investimento che, pur meritevoli di essere inclusi nel Piano per spirito e finalità, ne siano esclusi perché non soddisfano alcuni criteri più stringenti”.
    Le armi esportate dall’Italia e usate per la guerra: il caso Turchia nell’inchiesta di PresaDiretta. L’anticipazione della puntata

    Com’è noto, il settore della Difesa non rientra nelle linee prioritarie di Bruxelles. Se dovesse fallire la forzatura del Parlamento, quindi, c’è già un piano B, malgrado la spesa italiana per i sistemi d’arma sia già in forte crescita dall’anno scorso. Da qui l’appello di Greenpeace Italia: la vera sicurezza deriva da investimenti in sanità, educazione, ambiente. Le armi non ci difenderanno da questa e da altre pandemie e nemmeno dalle crisi ambientali e climatiche che stravolgono gli ecosistemi con impatti micidiali sulle popolazioni. Il governo è ancora in tempo: non inserisca l’industria bellica nel Recovery Plan.

    L’attenzione per il settore della Difesa, comunque, era già evidente nell’ultima versione di Recovery in circolazione, che definisce lo spazio e l’aerospazio “due settori strategici per l’interesse del Paese”. Tutto questo senza mai escludere l’uso militare. Anzi, in alcuni casi – come la digitalizzazione, i satelliti, l’intelligenza artificiale e il super computer – l’impiego bellico viene citato espressamente. Non solo: come annunciato dal ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti nel corso di un’audizione, il governo ha proposto all’Europa di “aumentare le risorse destinate al piano relativo alla space economy”.

    Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, dal canto suo, è sempre stato attento agli interessi dell’industria. Il 27 maggio 2020, quando l’Italia usciva in ginocchio dalla prima ondata pandemica, dichiarava senza giri di parole: “Il nostro obiettivo è quello di individuare le azioni più efficaci a sostenere il comparto industriale, confrontandoci con l’Aiad e operando anche attraverso la rivisitazione delle priorità delle esigenze capacitive, nell’ottica di favorire, in questa delicata fase di rilancio, quelle più efficienti ai fini del sostegno all’industria della difesa”.

    Insomma, più che la sicurezza dei cittadini, la priorità della Difesa sembra essere il sostegno dell’industria bellica. Sempre sulla base del ritornello del “ruolo importante di leva economica e precursore della ripresa” del settore.
    Bombe all’Arabia Saudita, dal Gip ‘no’ ad archiviazione per Rwm Italia e Uama: indagini su uccisione famiglia in Yemen vanno avanti

    Peccato che uno studio commissionato dal Parlamento europeo sulla qualità della spesa pubblica dei Paesi membri dell’Unione abbia fatto i conti in tasca ai bilanci nazionali, scoprendo che l’Italia è terzultima per efficienza nella spesa per i sistemi d’arma, con uno spreco di quasi il 90% (contro la media Ue del 52%). Su una spesa media annua (tra il 2005 e il 2018) di 2,8 miliardi di euro, lo spreco – calcolato confrontando le performance dei diversi Stati membri con il Paese più efficiente (in questo caso la Francia) – ammonta a 2,5 miliardi.

    Sul banco degli imputati dello studio pubblicato a fine ottobre finisce l’industria bellica europea, “caratterizzata dalla duplicazione di costosi programmi di ricerca e sviluppo e da una produzione su piccola scala per mercati nazionali che non permettono ai produttori di sviluppare significative economie di scala”. Nel Vecchio Continente, ad esempio, si contano 180 tipi diversi di fucili, carri armati, caccia e navi contro i 30 degli Stati Uniti.

    Per il caso italiano, Raul Caruso, professore di Politica economica all’università Cattolica di Milano e uno degli autori dello studio, punta il dito contro Leonardo: “Quando c’è un’azienda monopolista che serve un Paese acquirente unico, il mercato è inefficiente su entrambi i lati. L’Italia, inoltre, sconta un ritardo tecnologico generale e la convinzione che un’importante industria militare dia credibilità”. Armi costose ma cruciali per la nostra sicurezza? Assolutamente no.

    Fabrizio Coticchia, professore di Scienze politiche all’università di Genova ed esperto di strategia militare, fa notare che “la scelta di utilizzare le risorse pubbliche per alimentare l’industria della Difesa – malgrado gli sprechi e le duplicazioni dovuti soprattutto alla mancata integrazione tra Marina, Aeronautica ed Esercito – è politica, non tecnica, e deriva dalla volontà bipartisan di utilizzare le Forze armate come uno degli strumenti principali di politica estera”.

    Se l’Italia spende quasi 6 miliardi di euro l’anno per acquisire gli ultimi modelli di armi, insomma, non è per proteggerci da minacce contro il nostro Paese, ma per “dare un contributo al contesto di alleanze nel quale siamo inseriti e poter giocare un ruolo a livello regionale e internazionale”. Chissà cosa ne pensano gli italiani gettati sul lastrico dalle chiusure per Covid.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      ““anche in favore degli obiettivi che favoriscano la transizione ecologica” a margine della richiesta di “incrementare la capacità militare””

      Cioè armi biologiche che diffondono epidemie che non colpiscono le altre specie?

      • Francesco scrive:

        pallottole che si decompongono insieme alle loro vittime?

        carri armati a batteria?

        missili con testate che scoppiano senza emettere CO2?

        a me mi pare una colossale stronzata, quasi quanto il pezzo di Greenpeace

  46. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    (Scotti & Hunziker “Cinesini” … all’epoca lui era Deputato PSI, lei Modella Lato-B 😉 degli slip femminili “Roberta”… poi sposerà Eros Ramazzotti , futuro “padre” (… osiamo scriverlo !) della Suddetta Aurora ,dopo averlo intortato a un concerto …)

    Ebbene :

    Sigla di Prpgramma TV per Bimbi Italici del 1987 … NON del 1887 ! 😉 😀

    … tuttavia tratta il tema, incredibilmente maturo nel contesto, del Capro Espiatorio !

    … Per (gl)i (ne)mici , “Teddy” !

    https://www.youtube.com/watch?v=YAHiX5_DAXY

  47. Moi scrive:

    Ancora 10 anni dopo , il comico “locale”

    (… per un po’ approdato a fama Nazionale su Italia1, quando Internet aveva ancora Windows95 e i modem “veloci” come macine arrugginite 😉 !)

    in arte Duilio Pizzocchi (vero nome, poco noto persino a Bologna , di “Maurizio Pagliari” …)

    faceva battute del tipo :

    “I Cinesi … loro-lì non son mica come noialtri, per dare il nome a un cinno : non stan mica lì a guardare al nome del nonno, o a cercare su un libro (… allusione datante inequivocabilmente la battuta ! ndr) stampato apposta il significato recòndito originario dei nomi di persona …

    Eh … mocché, mocché , mocché ! … Mo va’ là !

    Loro-lì prendono un po’ di pentole, tegami, pignatte e dopo averli cacciati giù per la tromba delle scale sentono che rumori fanno :

    … Tingh ! Tengh ! Tongh ! Tangh ! Pingh ! Pengh ! Pongh ! Pangh ! ! … E via andare !

    • firmato winston scrive:

      🙂 il mitico pizocchi: “suzuki a scuola” e’ una delle gag piu’ simpatiche e divertenti sull’interminabile e di per se’ ridicolo ruby-gate (siamo al “ter” se non ho perso il conto)

  48. Moi scrive:

    @ PINO

    Una Teoria su Roberto Speranza :

    http://www.atlanticoquotidiano.it/quotidiano/mistero-speranza-ministro-del-lockdown-non-per-caso-dietro-di-lui-un-mondo-progressista-che-sogna-la-transizione/

    Mistero Speranza, ministro del Lockdown non per caso: dietro di lui un mondo progressista che sogna la “transizione”

    • Moi scrive:

      In effeti, un uomo totalmente privo di carisma e di personalità sottolinea perfettamente come non sarebbe nullaltro che l’ Oggettività della Sci-Enza a Governare !

    • Moi scrive:

      Poi c’è _ ripeto _ il Libro Segreto 😉 Perché Guariremo, che saluta con favore il Compagno Covid XIX per la Renovatio Rerum dell’ Egemonia Culturale della Sx !

  49. Moi scrive:

    “Perché Guariremo” … affidatevi pure alle fonti più autorevoli che conosciate / rteniate, ma osiate cercarlo in Google !

    • PinoMamet scrive:

      Lette due recensioni:
      la più buona dice che nel libro ci sono mezze verità, e balle intere, condite dall’ossessione contro il Neoliberismo.

      La più cattiva dice che nel libro Speranza trasforma Arucri (!) in un eroe e parla del suo parrucchiere (praticamente una sinecura 😉 )

      Temo che abbiano ragione entrambi, ma non sono masochista al punto da comprare il libro.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “ma non sono masochista al punto da comprare il libro”

        Ma davvero qualcuno lo leggerà senza essere pagato per farlo?

  50. Moi scrive:

    Oppure Quattordici Mesi di Emergenza Sine Die sono la cosa più normale del Mondo … e il resto è paranoia !

  51. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    In Inglese Arcaico 😉 , “Lockdown” non era l’ isolamento carcerario dei detenuti indisciplinati ribelli ?

  52. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Il Regista di “Striscia La Notizia” Antonio Ricci , a differenza di Hunziker & Scotti, NON si scusa :

    https://www.msn.com/it-it/intrattenimento/notizie/striscia-la-notizia-antonio-ricci-non-chiede-scusa-%C3%A8-satira/ar-BB1fIhHO

  53. Miguel Martinez scrive:

    Esistono purtroppo anche i livornesi coglioni.

    Come il signor Andrea Raiano.

    Sentite con quanta sanctimony, come si dice in inglese, si dedica a rendere Livorno più Global Friendly e Accoglient (dove coglient può avere varie etimologie).

    Vuole Restituire Dignità, che è quella particolare condizione per cui quando alle persone normali vien da ridere, a quelli come Andrea gli viene lo Sdegno Politicamente Corretto.

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/04/17/news/andrea_a_livorno_pisa_merda_ripulisce_la_citta_dagli_adesivi_insulti-296825248/
    Firenze

    La storia di Andrea che a Livorno leva dai cartelli stradali gli adesivi anti-pisani
    17 Aprile 2021 2 minuti di lettura

    “Pisa merda”. L’adesivo, l’ennesimo, imbratta un cartello stradale a Livorno. Per rimuoverlo basta poco. “Venti secondi per restituire dignità a una città”. È il messaggio lanciato da Andrea Raiano, 57 anni, ex campione italiano di scacchi e maestro in questa disciplina sportiva. Nato a Piombino, livornese di adozione, con un gesto “liberatorio educato” come lui stesso ama definirlo, ha semplicemente rimosso uno degli innumerevoli sticker che si trovano ovunque a Livorno.

    Durante una passeggiata con un collega Andrea ha notato l’insulto incollato a un cartello di parcheggio, si è fermato e lo ha staccato. “Ero in piazza Modigliani, dove al centro sorge la fontana del Nettuno. L’adesivo era lì e io l’ho tolto. Quella piazza porta il nome del fratello del più grande artista italiano del ‘900. Non puoi accostarlo con ‘Pisa Merda’. Vuol dire che non hai conoscenza delle potenzialità artistiche della città in cui vivi”.

    Il gesto è stato ripreso dal suo collega. Un breve video di pochi secondi che Andrea ha condiviso sul suo profilo e poi anche su una pagina Facebook frequentata da livornesi, invitando i suoi concittadini a fare altrettanto. Qualcuno ha scherzato su quel gesto di dissenso educato, ma in molti ne condividono il contenuto.

    Pisa è una città vituperata, ma il suo “marmo storto” è tra i monumenti più famosi del mondo. È anche una importante città universitaria che ospita studenti da tutta Italia, ma sembra non bastare. “Tutto il paese ci accosta al letame/ Tu fuggi quanto vuoi ma l’odore ti rimane” canta la band pisana The Zen Circus nel brano che, guarda caso, si intitola proprio “Pisa merda”.

    Le guerre di campanile e gli odi tra confinanti, in Toscana, non sono nulla di nuovo, anzi quella tra Pisa e Liovorno risale a ritroso nei secoli di storia, dalla battaglia della Meloria, dove la Repubblica marinara di Pisa fu sconfitta dalla Repubblica di Genova in poi.

    L’espressione contemporanea sarebbe da addebitare invece all’astio che corre tra le tifoserie delle rispettive squadre di calcio. Per questo di “Pisa merda” che vandalizza muri e monumenti si trova in ogni angolo. Livorno ne è piena zeppa, tanto che uno sguardo abituato quasi non ci si fa più caso: “La goliardia è un gesto spontaneo e va bene, ma quando diventa organizzata in ogni angolo della città diventa indecoroso”.

    Andrea è l’ideatore di un progetto locale per le scuole, “Gioco scaccia gioco”, e si spende molto per la sua città. Da ex sportivo e campione nazionale crede nel valore di saper diffondere un messaggio positivo. “Lo sport deve essere veicolo di unione, amicizia, solidarietà. Nel periodo che viviamo bisogna usare la resilienza, che è fatta da tanti piccoli comportamenti positivi”.

    La sua idea è quella di spendere 20 secondi per ripulire la città, quando ci si imbatte negli adesivi, e renderla più accogliente e per prepararla a un futuro in cui il turismo sarà una leva fondamentale. “Oggi Livorno purtroppo non è conosciuta per la cultura, ma è stata la capitale dell’editoria italiana, tra le altre cose. Sminuirla così, con il senso del ridicolo, non aiuta. Non è una cosa che fa ridere. È l’espressione di una mentalità superata. È uno stereotipo culturale che porta le persone a identificare la città di Livorno uguale a Pisa merda”. Crede che sia possibile per i tifosi e per i livornesi rinunciare a questo linguaggio? “Sì. L’arguzia e la salacità tipicamente livornesi si possono esprimere in modi più elevati. Livorno nasce come una città nuova, questa rivalità invece è vecchi

    • Miguel Martinez scrive:

      “Sentite con quanta sanctimony, come si dice in inglese,”

      in Toscana, si dice essere pisseri.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Questi sono i dibattiti che mi piace leggere sulla stampa locale!

      Poi sì, condivido che è diventata totalitaria e fascista questa deriva politicamente corretta che pretende di colpire con la sua cancel culture tradizioni come gli insulti ai veneziani… poi continuate a riempire voi, usando come parole-chiave: buonismo, sinistra, Boldrini, mosche cocchiere, libtard, mondialismo e Kalergi.

    • PinoMamet scrive:

      Entro Reggio, e-sco-reggio!

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      Un mio collega livornese che ha girato il mondo colleziona traduzione di “Pisa merda!” nelle varie lingue. È arrivato a sessantasei. A me ha chiesto consulenza per il polacco.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  54. Mauricius Tarvisii scrive:

    Quello che ho capito io della questione dei neri americani.

    Esiste una percentuale piuttosto ridotta della popolazione americana che perlopiù vive in condizioni di marginalità sociale e che quindi registra al suo interno un minore tasso di istruzione, un minore reddito pro capite, un maggiore tasso di criminalità e in generale tutto quello che indica l’appartenenza a fasce marginali della popolazione.
    Si tratta perlopiù di tratti negativi, che normalmente si cerca di evitare quando si frequenta qualcuno o – peggio – lo si assume, gli si assegnano ruoli di responsabilità e gli si fa il colloquio per la borsa di studio.
    Questo fa sì che gli appartenenti a questo gruppo sociale, per un processo piuttosto intuitivo di generalizzazione, sono tutti visti come portatori dei tratti negativi (ignoranti, delinquenti, ecc.) e, per una ragione meramente statistica, davanti ad un bianco e ad un nero c’è la tendenza a fidarsi meno del secondo a prescindere. Questa tendenza è rafforzata dal fatto che è impossibile dissimulare l’appartenenza a questo gruppo sociale: te la si legge letteralmente in faccia.
    Tutto ciò innesca un circolo vizioso che viene percepito da molti negli USA come un problema da risolvere, ma che nessuno sa risolvere, così che la questione emerge solo davanti a fatti di sangue (il poliziotto che spara ad un nero perché lo percepisce come intrinsecamente più pericoloso). Seguono non risposte al problema, poi tutto si quieta e si torna a parlarne alla sparatoria successiva.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Aggiungo. Tra le varie non risposte c’è quella di trattare il problema dei neri come se fosse un problema di immigrazione, quando si tratta di un gruppo sociale che sta lì da molto più tempo della maggior parte delle altre componenti della società statunitense. Tu puoi smettere di essere immigrato, ma non puoi smettere di essere nero.
      Questo, tra l’altro, è il motivo per cui non ha nessun senso importare la questione nera americana in Europa così com’è. Certo, potresti applicarla agli zingari, che, però, sono molti di meno e molto meno integrati nella società nei neri dei ghetti USA.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Aggiungo ancora. Gli zingari non hanno il problema dell’impossibilità di uscire dal gruppo sociale marginale per dissimulazione (è brutto da dire, ma è una delle strategie più semplici da mettere in campo), per cui la loro condizione è per questo verso meno problematica.

        • paniscus scrive:

          “per cui la loro condizione è per questo verso meno problematica.”—–

          Però, simmetricamente, risulta invece più problematica dal punto di vista dei legami familiari e sociali all’interno della loro comunità.

          Lo zingaro che vuole emanciparsi dalla sua condizione di marginalità sociale (studiando, cercando un lavoro stabile, andando a vivere per conto suo o mettendo su un nucleo familiare ristretto invece che rimanere a contatto con il clan esteso),

          se ha un minimo di successo, subisce tante di quelle pressioni per aiutare a mantenere decine di parenti, che fare questo famoso “salto” sociale, in definitiva, non gli conviene, o comunque rimane una strategia inefficace.

          E la stessa cosa, magari, penserebbe un potenziale datore di lavoro, che è dispostissimo a fidarsi della persona, se la conosce bene, ma che teme che qualcuno dei suoi sette fratelli, venticinque nipoti e cinquanta cugini (che continuano a vivere nella marginalità) possa combinargli dei grossi guai…

          Cosa che tra i neri americani è meno diffusa, vista la scarsa incidenza di famiglie stabili e di legami solidi a lungo termine.

      • daouda scrive:

        si ma in valore assoluto la maggioranza di questi stronzi marginali è caucasica, gente che però essendo blanca, viene pure presa per culo.

      • Francesco scrive:

        scusa ma a Londra o Parigi puoi smettere di essere un negro o un arabo, se sei di terza o quarta generazione?

        perchè anche se più recente come problema mi pare straordinariamente simile a quello statunitense

        • roberto scrive:

          londra non so, mi pare giusto una società molto classista

          pargi, boh per me sono chiaramente meno razzisti degli americani, nel senso che se fai il francese sei francese. poi se dici che non mangi la salsiccia sono cavoli acidi, ma se la mangi senza fare storie sei dei nostri

          • Francesco scrive:

            roberto

            buon compleanno!

            ma il tuo mi pare un ottimistico ragionare di panza

            ho come il sospetto che se ti chiami Ahmed o anche solo hai il naso da arabo siano cazzi, e viceversa, nei “loro” quartieri

            Londra non lo so, forse lì davvero le classi basse vivono separate e si rompono meno i coglioni tra loro

            • PinoMamet scrive:

              No Francè, da quello che vedo da amici residenti in Francia e/o francesi è proprio come dice Roberto.

              In Francia stai Francia parli francese e sei francese, punto.

              Questo si aspetta la Francia da te.

              Poi ci sono le banlieues, dove il sistema non funziona- perché la scarsità di servizi ti fa capire che sei un francese di serie B, anche se i tuoi nonni hanno fatto di tutto
              (fin dai tempi in cui a Parigi stava mio nonno) per essere francesi punto e basta.

              Ma se stai un quartiere normale e fai la vita normale, sei francese, anche se ti chiami Ahmed.

              • Francesco scrive:

                questo anche in America credo

                se ti chiami Will Smith o Earvin Johnson puoi abitare nel quartiere che ti pare

                mi sbaglio?

              • PinoMamet scrive:

                Non saprei. Vpi avete più contatti americani di me, ma la mia impressione è che negli USA ci sia sì una classe media nera, ma i neri hanno mantenuto una forte identità “loro”.

                Diverso modo di parlare, di atteggiarsi, di cucinare, diversi gusti musicali o di abbigliamento, diverso tutto.

                Mentre in Francia esiste il modo di vivere francese e basta.

              • Francesco scrive:

                cioè secondo te i ricchi americani neri sono diversi dai ricchi americani bianchi? e più che non i ricchi francesi bianchi da quelli arabi o africani?

                boh, io sto a Milano, che ne posso sapere?

              • PinoMamet scrive:

                Boh?
                Comunque è abbastanza noto che esiste una cultura afro-americana, distinta da quella americana punto e basta.

                Mentre non esiste una cultura afro-francese.
                Eppure i neri stanno in Francia dai tempi in cui ci stava mio nonno…

                l’unica cultura afro-francese che esiste sono i neri (ma anche i bianchi) francesi che imitano i neri americani, ed è quindi un fenomeno d’importazione quanto, boh, la monta western o l’aikido.

              • Moi scrive:

                concordo con Pino …

              • Moi scrive:

                … dagli AfroEmiliani 😉 agli AfroFrancesi.

        • PinoMamet scrive:

          I francesi sono stronzi ma non sono razzisti, perché sono antifomunitari.

          Mentre gli italiani non sono razzisti, applicano il campanilismo a tutto il mondo, quindi offendono tutti senza preferenze.

          • Francesco scrive:

            1) gli italiani che conosco io sono abbastanza razzisti, che un bresciano è un bresciano ma un negro è un negro!
            poi mia sorella, che ha adottato un bambino burkinè, dice che i peggiori razzisti sono gli immigrati slavi (aka zingari, tra gli italiani)

            2) i francesi saranno stronzi ma le banlieus bruciano lo stesso

            ciao

          • PinoMamet scrive:

            1) si vede che la Lombardia è diversa dall’Emilia..

            in EmiliaRomagna direi che della razza non gliene frega niente a nessuno. è proprio un concetto che non ci tocca.
            Un parmigiano negro va benissimo ed è parmigiano (spesso, orgogliosamente parmigiano) ma guai a confonderlo con un reggiano!

            2) bruciano perché sono stronzi…

            • PinoMamet scrive:

              PS
              Oltre al fatto che ho avuto studenti di più trenta nazionalità diverse, la mia famiglia è stata quasi “famiglia adottiva” di un ragazzino marocchino per un periodo, e posso testimoniare che l’accoglienza da parte di tutto il quartiere, emiliani, meridionali e misti, è stata ovunque ottima.

              La cosa funzionava (e funziona ancora, verso il sottoscritto…) un po’ “alla francese” nel senso di Roberto, nel senso: non ce ne frega un cappero di che razza o origine o religione sei, ma guai se non mangi il maiale!

              Io come sai non mangio il maiale, e questo mi causa tuttora occasionali ma accese discussioni, per esempio al supermercato…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “scusa ma a Londra o Parigi puoi smettere di essere un negro o un arabo, se sei di terza o quarta generazione?”

          A Londra o Parigi essere nero non significa quello che significa ad Atlanta.
          Non so in Inghilterra, però in Francia qualche rischio che nel lungo periodo si ripeta il fenomeno americano mi pare che ci sia e mi pare che se ne stiano accorgendo anche gli stessi francesi.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “Quello che ho capito io della questione dei neri americani.”

      Mi sembra un’analisi ineccepibile, concordo in pieno.

  55. Peucezio scrive:

    Io credo però che sostanzialmente abbia ragione Roberto.
    Cioè che nella mentalità statunitense ci sia proprio il senso della razza in sé, indipendentemente da ragioni sociali ed economiche.

    L’unica soluzione che a me viene in mente è quella delle comunità separate.
    Non puoi costringere la gente che non vuole a stare insieme per forza.

    • Francesco scrive:

      scusa ma … irlandesi e italiani erano razze a sè fino a qualche tempo fa, poi però sono diventati bianchi come gli altri

      e secondo me uno spagnolo non è un latinos, pur essendo difficile da distinguere da lontano

      no?

    • roberto scrive:

      “comunità separate”

      comunità separate che vivono nello stesso territorio?
      mi sembra praticamente impossibile

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “L’unica soluzione che a me viene in mente è quella delle comunità separate.”

      Ci hanno provato (si chiamava “separate but equal doctrine”) ed è andata veramente di merda, come possiamo vedere.

      • Francesco scrive:

        perchè era una presa per il culo o per motivi intrinseci?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Immagina di prendere una fascia di popolazione povera e disagiata e di rinchiuderla in un ghetto, ma trattandola esattamente come il resto della popolazione americana: sanità ed istruzione a pagamento e welfare praticamente inesistente. Dici che ne esce qualcosa di positivo?

          • Francesco scrive:

            credevo fosse la tesi dei razzisti degli anni 50 e 60 nel Sud

            istruzione a pagamento mi pare una boutade, almeno fino agli anni 80

            prima era un gran giro di scuole pubbliche e autobus gialli no?

    • firmato winston scrive:

      “L’unica soluzione che a me viene in mente è quella delle comunità separate.”

      In Usa e’ quello che succede normalmente.
      L’ultimo luogo di testimonianza diretta in cui devo aver letto qualcosa in proposito e’ nel fisico Federico Nati – L’esperienza del cielo.

  56. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=DCe73mNYQBY

    Cin-Ciu-E – Zecchino d’Oro 1969

    😀

    • Moi scrive:

      … la cosa più curiosa è l’ allusione ai tortellini al ragù (a Bologna non tanto, visto che il Coro dell’ Antoniano è appena fuori viali.) , proprio sovversivo nel 1969 😉 !

  57. Moi scrive:

    In effetti, lo Zecchino d’ Oro e il Carosello sono state le due principali Fabbriche Italiane di Stereotipi della seconda metà del Novecento ! 😉

  58. Miguel Martinez scrive:

    Destra e Sinistra…

    1) L’elettorato di Destra è all’incirca il tizio che ha il localino dove fa le pite greche, quello di Sinistra è all’incirca quello che fa parte di qualche grossa istituzione (magari solo come psicologo precario che spera nel bando per rendere più mansueti i livornesi nei confronti dei pisani)

    2) Ma cosa fanno gli eletti di Destra e di Sinistra con i voti raccolti dai suddetti?

    Eccovi la risposta:

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/04/18/news/inchiesta_ndrangheta_fdi_attacca_eugenio_giani_sui_finanziamenti_dai_conciatori_ma_li_ha_avuti_anche_susanna_ceccardi-296904710/
    Firenze

    FdI attacca Giani sui finanziamenti dai conciatori, ma li ha avuti anche Ceccardi
    18 Aprile 2021

    Dopo le notizie sull’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Toscana, Fratelli d’Italia continua a chiedere spiegazioni sui finanziamenti ricevuti dal presidente Eugenio Giani dall’Associazione conciatori in campagna elettorale, ma contributi dai conciatori li ha ricevuti anche la principale antagonista di Giani alle ultime elezioni, Susanna Ceccardi, candidata di Lega, Forza Italia e degli stessi FdI. A precisa domanda via messaggio se i conciatori avessero finanziato anche la sua campagna elettorale, Ceccardi ha risposto, sempre via messaggio: “Sì, ho ricevuto finanziamenti elettorali dai conciatori”. Risposta che apre altri interrogativi, che Repubblica ha subito esposto, come l’importo ricevuto, se siano arrivati dall’Associazione Conciatori o da altri conciatori privati, a cui Ceccardi ha risposto che i finanziamenti sono arrivati dall’Associazione Conciatori con 8.000 euro. Esattamente come Giani. Quindi l’Associazione ha elargito soldi indifferentemente ai vari candidati, o comunque almeno a due.

    • roberto scrive:

      “1) L’elettorato di Destra è all’incirca il tizio che ha il localino dove fa le pite greche, quello di Sinistra è all’incirca quello che fa parte di qualche grossa istituzione (magari solo come psicologo precario che spera nel bando per rendere più mansueti i livornesi nei confronti dei pisani)”

      🙂

      il feroce avvocato o commercialista che lavora per una grossa istituzione te lo immagini di destra o di sinistra?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “il feroce avvocato o commercialista che lavora per una grossa istituzione te lo immagini di destra o di sinistra?”

        Bella domanda!

        La maggior parte degli avvocati che ho conosciuto io erano poco feroci, e i due commercialisti che conosco sono persone mitissime (uno gira in Cinquecento).

        In linea di massima direi tendenti a destra, visto che il loro compito è in genere quello di fare gli interessi di piccoli imprenditori di ogni sorta, spesso contro le istituzioni.

        Poi gli avvocati hanno modi di destra, parlano forbito, sono sempre gentili, danno volentieri del Lei e amano i soprammobili di lusso.

        Però chiaramente la variabile “che lavora per una grossa istituzione” dovrebbe cambiare parecchie cose.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “modi di destra”

          Cosa sono i modi di destra?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            ““modi di destra”

            Cosa sono i modi di destra?”

            “Oh, buongiorno signore! Mi auguro che Lei abbia fatto un buon viaggio. Per la parcella non si preoccupi, ne parli con il mio segretario. E’ stato troppo gentile ad apprezzare i quadri nel mio studio, in effetti sono un modesto collezionista, li ho comprati a un prezzo veramente di favore a un’asta molti anni fa, ma hanno un valore soprattutto affettivo perché il pittore era un lontano cugino del mio trisnonno!”

    • Francesco scrive:

      il modello statunitense, per cui è sempre meglio finanziare entrambi i candidati!

      sono avanti, i mafiosi toscani

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “il modello statunitense, per cui è sempre meglio finanziare entrambi i candidati!”

        🙂

        Con la stessa precisa cifra, così nessuno diventa geloso.

        • Francesco scrive:

          però non è sempre così, che io sappia molti (sia privati sia società) ormai preferiscono schierarsi

          oppure alla fine, tra contributi privati, di società, qualche fondazione e qualche altro garbuglio, la regole aure è ancora in vigore? solo con un pò di discrezione?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ma tu non devi pensare tanto al Presidente, quanto ai parlamentari: assicurati di avere sempre alcuni membri del Congresso amici e sono loro a sostenerti all’interno delle istituzioni, chiunque ci sia alla Casa Bianca.

            • Francesco scrive:

              quella è l’altra parte della questione ma credo che una piccola oliata anche alla Casa Bianca non faccia mai male!

              top è la Boeing, che ha uno stabilimento in ognuno dei 50 stati e quindi può chiedere sostegno a chiunque, il vantaggio sarà sempre reciproco

  59. Fuzzy scrive:

    Il biologo David Ehrenfeld ha scritto che la natura non solo è molto più complessa di quanto pensiamo, è anche molto più complessa di quanto possiamo pensare

    https://www.resilience.org/stories/2021-04-18/asking-the-right-questions-about-human-genetic-engineering/

    La domanda centrale della giornalista della BBC Zaria Gorvett è se le alterazioni genetiche dovute a trattamenti genetici possano farsi strada nelle generazioni future. (Fa anche molte altre domande.)

    La risposta che danno i ricercatori è che non lo sanno

    • Francesco scrive:

      se “la natura è molto più complessa di quanto possiamo pensare”, tanto valere agire alla cazzo di cane, scusa

      tanto non ci capiremmo mai abbastanza per fare bene, no?

      spero che DE si sbagli, quindi

      • Fuzzy scrive:

        Non si sbaglia.

      • roberto scrive:

        “se “la natura è molto più complessa di quanto possiamo pensare”, tanto valere agire alla cazzo di cane, scusa”

        più passa il tempo, più diventa la mia reazione a queste obiezioni

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “se “la natura è molto più complessa di quanto possiamo pensare”, tanto valere agire alla cazzo di cane, scusa

        tanto non ci capiremmo mai abbastanza per fare bene, no?”

        E chi dice che dobbiamo “fare bene”?

        La natura sa “fare bene” da sola.

        Da parte umana, basta fare meno.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “meno”

          Equivale al suicidio.

          Non è mai esistita nella storia della specie una situazione di stallo in cui bastava non agire e le cose andavano bene da sole. Il Taoismo del “non agire” va bene a livello singolo, non a livello di masse (che infatti il saggio lascia autogovernarsi di modo che Malthus faccia il suo corso, in altre parole fregandosene).

          Temo che si debba invece prendere il toro per le corna: quando il danzatore minoico si trovava il toro davanti non cercava di sfuggirgli nè di rimanere immobile, chè sarebbe stata la sua fine, ma gli correva incontro per saltargli sopra.

          Siamo come il Macbeth che è andato talmente avanti a sporcarsi di sangue che non puo’ più tornare indietro.

          Fuor di metafora, credo che solo maggior tecnologia possa attutire i guai di poca tecnologia usata male.

          Nel campo energetico, che è quello di cui capisco di più, vedo una salvezza per i miei posteri dapprima nell’uso combinato di metano e di rinnovabili, poi in un nucleare da fissione meno rozzo di quello di Chernobyl, poi nella fusione e alla fine nella colonizzazione dello spazio.

          Tanto non possiamo mica restare nella culla dove siamo nati all’infinito, no?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • daouda scrive:

            se non sbaglio su questo blog sono anni che si esula la vera domanda rispetto l’artificialità, ossia su come possa esser possibile considrarla legittima od illegittima ( visto che è ovvio che già costruire un utensile è artificiale ).

            Il bello è che tu speri che più tcnologia risolva il peggio della tecnologia passata non rispondendo alla domanda che permetterebbe di poterla usare bene, ergo lasciando libero il passo all’umano arbitrio condizionabile da false idee e fiacche immaginazioni.

            Se per esempio , poniamo il caso, si potrbbe dichiarare l’accentramento di risorse tramite esproprio ( socialista ) ed usura ( liberista ) una merdata, calcolando che la maggioranza del tecnologico fu possibile e si basa su di essi, datando tale inconveniente a 400 anni fa nei suoi propromi, NON CREDO CHE l’OGGI SIA DIMOSTRAZIONE DI UN RIMEDIO DEL TECNOLOGISMO.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ daouda

              Perchè per te la legittimità precede l’uso. Io ti dico che invece lo segue. Come dice lo Zarathustra di Nietzsche, non è il buon fine a giustificare i mezzi, ma la bontà dei mezzi a giustificare il fine. La tavola dei valori i popoli se la danno da soli, non arriva il profeta a portargliela dalla montagna. La tecnologia ha reso legittimo il proprio uso; se sarà in grado di renderlo anche innocui, è quello che non so, anche se lo credo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • daouda scrive:

              veramente sappiamo entrambi che la legittimità accompagna l’uso ed anche la cosa del fine ed i mezzi è sullo stesso piano.

              Ch poi io non ce l’ho con la tecnologia

              Che poi

          • Fuzzy scrive:

            Il Taoismo del “non agire” va bene a livello singolo, non a livello di masse

            Il tao. La via dell’acqua che scorre di alan Watts propone quella che secondo me è la migliore interpretazione del concetto del non agire.
            In pratica si tratta di fare minimizzare lo spreco di energia assecondando la natura delle cose.
            “Governare un gran regno
            è come friggere pesciolini minuti.
            Quando si sovrintende al mondo con il Tao
            i mani non mostrano la potenza loro.
            Non che i mani non abbiano potenza
            ma la potenza loro non nuoce agli uomini,
            non che la potenza loro non nuoccia agli uomini
            ma il santo non nuoce agli uomini.
            Questi due non si nuocciono fra loro,
            per questo le virtù loro insieme confluiscono”

            Questo l’ho aggiunto io perché mi sembra appropriato.

            • Fuzzy scrive:

              Minimizzando e assecondando

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ fuzzy

              “Tao”

              Se è per questo il saggio non contende, per cui nulla gli viene conteso. Ma non contendere equivale appunto a un laissez-faire totale, di fatto alla anomia più totale. Lo credo che nulla gli viene conteso, al saggio: rinuncia a priori a influenzare gli altri. Per il Tao il governare è fondamentalmente superfluo. Posso anche essere d’accordo, ma allora che stiamo qui a discutere a fare? 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Ti consiglio di leggere Alan Watts. La tua idea del taoismo mi sembra piuttosto caricaturale.

              • Fuzzy scrive:

                I taoisti contribuirono alla scienza cinese assai più dei confuciani, per il fatto che mentre questi ultimi avevano sempre il naso ficcato in mezzo ai libri e si interessavano all’obbedienza di certe regole, i primi erano osservatori della natura.
                La letteratura taoista abbonda di commentari sul comportamento degli animali, insetti, rettili, piante, vento, acqua e corpi celesti, mentre la letteratura confuciana quasi esclusivamente si occupa delle relazioni pubbliche e sociali.
                A Watts il tao la via dell’acqua che scorre.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “caricaturale”

                Non esaltare i più capaci
                fa sì che il popolo non contenda,
                non pregiare i beni che con difficoltà s’ottengono
                fa sì che il popolo non diventi ladro,
                non ostentare ciò che può desiderarsi
                fa sì che il cuore del popolo non si turbi.
                Per questo il governo del santo
                svuota il cuore al popolo
                e ne riempie il ventre,
                ne infiacchisce il volere
                e ne rafforza le ossa
                sempre fa sì che non abbia scienza né brama
                e che colui che sa non osi agire.
                Poiché egli pratica il non agire
                nulla v’è che non sia governato.

                Lao Tzu, Tao Te Ching,
                A cura di Luciano Parinetto
                Edizioni La vita Felice – Milano 1995.
                ISBN 88-86314-23-X.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Un concetto fondamentale del Tao Te Ching, e dell’intero taoismo, è il wu wei. Statuito come norma suprema del comportamento individuale e collettivo, il wu wei non invita alla passività, piuttosto esige un’attenzione costante al mondo circostante, così da non interferire con il fluire spontaneo degli eventi naturali. Si tratta, in ogni caso, di un concetto che si presta a diverse interpretazioni, anche sul piano linguistico, tanto che in italiano «wu wei» può essere tradotto letteralmente come «non agire», «non sforzarsi» o anche, in senso teatrale, come «agire spontaneamente» o «vivi il momento».[12]

                All’etica del non agire, infatti, si affianca quella della spontaneità, cristallizzata nel termine ziran, interpretabile anche come «armonia con il Dao». Laozi, infatti, è un fautore della semplicità, della spontaneità e dell’umiltà, valori praticabili quotidianamente ma anche sul piano politico, ripudiando la guerra, le tassazioni gravose e le leggi eccessivamente severe.
                Da wikipedia
                Ma poi sempre citando Watts
                La visione maoista della natura non era affatto sentimentale.
                Essa riconosceva che la violenza, in alcuni casi deve essere usata, ma sempre con dispiacere poiché
                Il miglior soldato non è militaresco
                Il miglior combattente non è feroce.
                Non so perché lao-tzu mi ricorda vagamente Bertoldo.
                Mi sembra sostanzialmente un contadino furbo.

              • Fuzzy scrive:

                Visione taoista. Mannaggia il correttore automatico.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Fuzzy

                “visione taoista”

                🙂

                La visione maoista (senza errore ortografico) della natura fu riassunta in questo poema, che farà vibrare qualche cuore anche qui:

                Let’s attack here!
                Drive away the mountain gods,
                Break down the stone walls
                To bring out those 200 million tons of coal.
                Let’s strike here!
                Let the Dragon King change his job,
                Let the river climb the hills,
                Let us ask it for 8000 mu of rice paddies.
                Let that valley open its bosom
                To yield 500 jin of oats every year.
                Cut down the knoll
                To make a plain over there…
                Let’s wage war against the great earth!
                Let the mountains and rivers surrender under our feet.
                March on Nature,
                Let’s take over the power of rain and wind.
                We shall not tolerate a single inch of unused land!
                Nor a single place harassed by disaster.
                Make wet rice, wheat, and yellow corn grow on top of
                the mountain,
                And beans, peanuts, and red gaoliang rise on sheer rocks…

                Zhang Zhimin, Personalities in the Commune

              • Fuzzy scrive:

                Nel 1793 gli inglesi avevano chiesto di poter inviare un ambasciatore presso la corte imperiale e di poter praticare il commercio in Cina.
                L’imperatore Ch’ien-lung rispose:
                “Non ho alcun impiego per le merci del vostro paese…
                Non sussiste dunque alcuna necessità di introdurre merci barbare in contraccambio dei nostri prodotti”

              • PinoMamet scrive:

                Il poema maoista sembra scritto da un emiliano degli anni cinquanta.
                O da un capitalista di oggi!!

                Ma che bello leggere di taoismo e di wuwei! Mi mancava.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “sentimentale”

                Vero.

                “Le Diecimila Cose non hanno pietà”

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Dragon King”

                Sublime esempio di (involontaria?) ironia.

                Alla scuola di Taleb che studia il Black Swan (la fluttuazione gigante non prevista da modelli inadeguati del disordine) si contrappone la scuola di Sornette che studia appunto il Red Dragon, il picco inaspettato che nasce non dal disordine, ma da una legge rigidamente deterministica sottostante i fenomeni e dell quale nessuno subdorava l’esistenza.

                Esempio di Dragon (Sornette è econofisico) è il Re di Francia, la cui spropositata ricchezza è del tutto fuori dalle previsioni della legge di Pareto ma è semplice conseguenza dell’esistenza di una monarchia assoluta, fatto che Pareto non include.

                Un Dragon King, appunto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Nel senso che è un pezzo che non mi capitava di leggerne.

          • firmato winston scrive:

            ADV:

            “Non è mai esistita nella storia della specie una situazione di stallo in cui bastava non agire e le cose andavano bene da sole”

            Dipende da cosa si intende per “agire”: nel senso esteso non vuol dire nulla, perche’ si puo’ dire di qualsiasi essere vivente.

            Ma nel senso che puo’ avere senso in questa discussione, non e’ vero, c’e’ tutto il periodo precedente all’olocene, il cosiddetto “paradiso” miticamente narrato nella bibbia che e’ il periodo fra l’altro in cui si e’ interamente formata la specie umana come la conosciamo attualmente, arte compresa. Le cose cominciano a cambiare con l’abbandono della “caccia e raccolta” e l’inizio dell’agricoltura e pastorizia, con la “autocacciata” dal paradiso, in un vortice di errori da ybris a cui si e’ cercato di rimediare con altri errori, che non si e’ piu’ fermato.

            E’ interessante fra l’altro imparare che dopo l’abbandono della “caccia e raccolta” la speranza di vita media del nuovo agricoltore e pastore e’ diminuita da 30 a 20 anni per i 10.000 anni successivi, fino a diciamo l’ultimo paio di secoli, dopo di che dapprima e’ faticosamente tornata al valore di diecimila anni prima, per poi aumentare fino agli oltre 70 attuali su media mondiale: in concomitanza pero’ con l’esplodere della popolazione mondiale, la quasi completa distruzione e sostituzione degli altri grandi animali e degli ecosistemi prima in equilibrio naturale, e il progredire di un probabile immane overshoot umano quale non si era mai visto in precedenza.

            Per chi ha voglia di andare oltre le chiacchere da bar e le ostentazioni narcisistiche, ci sono gli ottimi libretti divulgativi di Cavalli Sforza, consigliato “Chi siamo” (titolo del c., ma contenuto appassionante). Raccomandatissimo “uomini tecniche economie” di C. M.
            Cipolla, un libretto di 100 pagine che tratta proprio questo tema con la chiarezza dell’evidenza una volta che ci si sia fatto caso (probabilmente non si trova piu’ edito, ma c’e’ sul mulo).

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ firmato winston

              “vortice”

              Io tutte le volte che leggo che i cacciatori/raccoglitori vivevano più a lungo degli agricoltori mi chiedo: ma allora chi gliel’ha fatto fare di mollare la caccia/raccolta e mettersi a sgobbare, tipicamente manco per se’ ma alle dipendenze di qualche prete/abate/cacicco che sbafava alla faccia loro? Saranno stati primitivi, ma mica erano scemi.

              L’unica risposta che mi posso dare è: perché le società agricole consentivano una dieta maggiormente calorica in un ambiente più al riparo dalle minacce dei predatori, e dunque di fare più figli; figli che da grandi diventavano guerrieri che potevano assoggettare e schiavizzare le popolazioni di cacciatori.

              E’ la tesi tra l’altro di Jared Diamond in “Il mondo fino a ieri”.

              In altre parole, una società è instabile rispetto al progresso tecnologico.

              Il che ci rimanda alla questione di partenza:

              possiamo davvero pensare di “non agire” per risolvere i problemi?

              Magari immaginando di ricreare un mondo di piccole comunità autosufficienti, che era già instabile (tanto è vero che è scomparso) quando al mondo non eravamo più di sette miliardi ma meno di sette milioni?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                https://www.shelterwoodforestfarm.com/blog/the-lost-forest-gardens-of-europe
                Non credo sia da prendere per oro colato, ma tutto sommato mi sembra sia nel giusto. Il clima probabilmente ha giocato un ruolo fondamentale nell’evoluzione dei modi di vita delle civiltà primitive.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Io non ho idea di come facciano a dire che i cacciatori-raccoglitori vivessero più dei loro discendenti agricoltori.
                Possono farmi tutti i ragionamenti che vogliono, contro i quali ci possono essere formulati altrettanti ragionamenti uguali e contrari, ma non riesco a capire l’affermazione da dove salti fuori: non esistono fonti coeve, i ritrovamenti paleontologici sono scarsi e l’utilizzo di società attuali di cacciatori-raccoglitori (che noi trattiamo con premure che manco per i panda) è assolutamente arbitrario per trarre conclusioni sul passato.

            • firmato winston scrive:

              “Saranno stati primitivi, ma mica erano scemi.”

              Sbagli due volte: non erano primitivi, ed erano gia’ scemi.

              😉

          • firmato winston scrive:

            AMNH: Human Population Through Time:

            https://www.youtube.com/watch?v=PUwmA3Q0_OE

        • Francesco scrive:

          no Capo

          la Natura sa fare bene per sè, ma a noi Hoomans fottuncazzo del bene della Natura per sè, a noi stiamo a cuore noi (spero, sennò saremmo una specie animale pirla e a Milano i pirla non sono popolari)

          io stavo parlando di come fare bene per noi

          ciao

  60. Miguel Martinez scrive:

    Per roberto

    ““se “la natura è molto più complessa di quanto possiamo pensare”, tanto valere agire alla cazzo di cane, scusa”

    più passa il tempo, più diventa la mia reazione a queste obiezioni”

    Ora, ci sono due questioni completamente diverse: com’è fatta la natura, e cosa vogliamo fare noi.

    Semplifico: o la Natura (compresi i nostri corpi, le nostre cellule, il nostro cervello, il nostro sistema riproduttivo, ecc) è

    1) totalmente controllabile e dominabile da qualcosa di esterno che chiamiamo “Uomo”;

    2) o non lo è.

    Nel primo caso, andrà tutto bene per l’ “Uomo”, anzi più fa, meglio è.

    Nel secondo caso, stiamo andando con le nostre gambe incontro alla catastrofe.

    A questi dati di fatto, possiamo reagire in mille modi, la Natura se ne frega.

    Ad esempio, a me fa orrore l’idea di un mondo in cui l’Uomo si autotrasforma in un cyborg che distrugge ogni forma di vita sulla Terra, ma si crea organi che gli permettono di respirare pure su Plutone, e vive in uno stato di animazione sospesa vedendo video nel proprio cervello.

    Però la mia sensibilità è irrilevante, se la Natura è effettivamente infinitamente domabile, andrà a finire così. Anzi, sarà solo l’inizio.

    Lo stesso vale per la tua obiezione: se la Natura non è “calcolabile” e “domabile”, la tua reazione di agire a pene di segugio le sarà ampiamente indifferente.

  61. daouda scrive:

    interessante articolo sui teorici del complotto ed i teorici della coincidenza

    http://www.linterferenza.info/contributi/complottisti-e-anticomplottisti/

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ daouda

      “interessante”

      Grazie!

      Copiato, incollato e salvato. 🙂

      L’autore ha espresso il mio pensiero meglio di quanto potessi fare io stesso.

      Il complottista è un mezzo paranoico. L’anticomplottista si illude di vivere in un mondo compatibile coi suoi bisogni (la “teoria del mondo giusto”). Il complottista crede in unico Grande Complotto. L,’anticomplottista no, ma crede che coi numerosi complotti in competizione ci si possa venire a patti. Le credenze di entrambi sono quindi del pari irrazionali. Entrambi non vivono nella realtà, ma nel proprio modello della realtà.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  62. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Per i milanesi, una notizia che sembra preoccupante:
    (da OffTopic News)

    Il nuovo codice disciplinare liberticida del Comune di #Milano

    La Giunta Comunale ha deliberato una proposta di nuovo codice disciplinare con diverse novità rispetto al regolamento precedente, estendendo il controllo sul lavoratore ben oltre l’orario di lavoro e applicando princìpi da azienda commerciale a un ente pubblico.

    L’art. 7 prevede ad esempio l’obbligo di comunicare al Dirigente la propria adesione a partiti, associazioni, comitati e sindacati, anche quando le attività delle stesse non riguardino argomenti trattati dal proprio ufficio di appartenenza.

    L’art. 13 punisce l’invio di mail o messaggi che possano causare ‘turbamento e scompiglio nei colleghi’.

    L’art.16 impedisce l’utilizzo dei mezzi di informazione – quali mail, blog, siti e social network – anche fuori dell’orario di lavoro per fini di informazione sindacale.

    In particolare, quest’ultimo inoltre impone il divieto di rilasciare “dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell’immagine dell’Amministrazione” e vieta di rivolgersi alla stampa per “segnalare problematiche, carenze, disfunzioni e anomalie inerenti le attività e i servizi erogati dal Comune di Milano”.

    Nel frattempo lavoratrici e lavoratori hanno dato una prima risposta con la petizione di solidarietà e protesta (https://www.change.org/p/sindaco-giuseppe-sala-no-al-codice-disciplinare-bavaglio-del-comune-di-milano) contro la “riforma” voluta dalla Giunta #Sala.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “L’art.16 impedisce l’utilizzo dei mezzi di informazione – quali mail, blog, siti e social network – anche fuori dell’orario di lavoro per fini di informazione sindacale.”

      https://partecipazione.comune.milano.it/processes/nuovo-codice-comportamento/f/39/proposals/804

      “4. Fatto salvo il diritto di esprimere valutazioni e diffondere informazioni nell’esercizio e a tutela dei diritti sindacali e fermo restando il principio costituzionale di libertà di espressione del proprio pensiero fuori dall’esercizio delle funzioni, in considerazione della sua qualità di dipendente pubblico, il dipendente si impegna a mantenere un comportamento corretto, ineccepibile ed esemplare anche nella partecipazione a discussioni su chat, blog, social forum on line, ispirato all’equilibrio, alla ponderatezza, al rispetto delle altrui opinioni e ai doveri inerenti alla funzione, mantenendo un atteggiamento responsabile e consapevole di riserbo e cautela nell’esprimere, anche via web, opinioni, valutazioni, critiche su fatti ed argomenti che interessano l’opinione pubblica o che possano coinvolgere la propria attività svolta all’interno del Comune di Milano.
      La segnalazione di problematiche, carenze e di ogni altra disfunzione o anomalia inerente alle attività svolte o ai servizi di appartenenza va fatta dal dipendente seguendo le procedure previste all’interno dell’Amministrazione e nel rispetto delle competenze istituzionali assegnate”

    • roberto scrive:

      bello anche il 7, praticamente dice l’opposto

      “1. Il Comune di Milano, nel rispetto della disciplina vigente sul diritto di associazione, riconosce il diritto di ciascun dipendente a far parte di associazioni, organizzazioni o altri organismi, partiti politici e sindacati.

      2. Il dipendente comunica tempestivamente al responsabile dell’ufficio di appartenenza la propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, ***i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell’attività dell’Ufficio***.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        ” ***i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell’attività dell’Ufficio***.”

        In effetti, è meno restrittivo di quanto appare nella petizione dei dipendenti.

        Ma è un concetto assai vago.

        L’Associazione Videogiochi dal Posto di Lavoro in effetti potrebbe “interferire con lo svolgimento dell’attività dell’Ufficio.”

        Ma anche l’iscrizione a un sindacato.

        Non capisco il riferiemnto a “carattere riservato o meno”.

        • roberto scrive:

          Miguel

          “ Ma è un concetto assai vago.”

          Una domanda più generale (ed uso ora delle espressioni non molto precise)

          Tu preferisci norme che cercano di disciplinare minuziosamente ogni aspetto o norme più “vaghe”?

          Esempio:
          Meglio

          Leggi mancino e Zan che fanno una lunga lista di casi in cui scatta una aggravante

          Oppure

          Una regola generale che considera come aggravante generale, chessò, “futili motivi”, e di volta in volta i giudici riempiono il cassetto dei futili motivi?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Tu preferisci norme che cercano di disciplinare minuziosamente ogni aspetto o norme più “vaghe”?”

            So che tu ti inalberi se si ipotizza quali siano i tuoi pensieri.

            I miei si basano sull’esperienza diretta di dieci anni di assidua frequentazione dell’apparato amministrativo del Comune e sui rapporti di forza che vigono al suo interno.

            Ho l’impressione (magari mi sbaglio) che tu pensi invece ai principi di diritto: che saranno importanti, ma alla fine sono strumenti usati da una parte o dall’altra nei conflitti.

            • roberto scrive:

              “che tu pensi invece ai principi di diritto: ”

              come ho scritto, penso ad una questione più banale: devo scrivere un regolamento che stabilisce i doveri dei miei funzionari.

              meglio fare una lunghissima lista di cose (correndo il rischio di dimenticare qualcosa o aprendo la portaad infinite contestazioni sul significato di ogni parola) oppure meglio scrivere una frase del tipo “non puoi compiere atti contrari al dovere di lealtà” (con il rischio che in questa regola entri di tutto)?

              non è una domanda semplice, tu che ne pensi?

    • roberto scrive:

      vabbé, magari non è in malafede, forse sull’art 13 c’è qualcosa…

      ah no

      Articolo13 – Comportamento in servizio

      1. Fermo restando il rispetto di quanto stabilito all’articolo 11 del Codice di Comportamento nazionale, i dipendenti si comportano in modo tale da salvaguardare e promuovere la reputazione e l’immagine del Comune di Milano.

      2. Il dipendente cura il rispetto degli standard di qualità e di quantità fissati dall’Amministrazione, partecipando attivamente e con responsabilità alla vita dell’Ente, con buon senso, disponibile al confronto e aperto ai cambiamenti richiesti, curando, con atteggiamento di condivisione e collaborazione, la circolazione delle informazioni.
      3. Il dipendente assicura e garantisce un aspetto pulito, ordinato e curato, ed abbigliamento decoroso, adeguato al luogo di lavoro ed alle relazioni lavorative con colleghi e cittadinanza.

      4. Nei rapporti con i colleghi, il dipendente mantiene un comportamento educato, corretto e composto, assicurando costantemente la massima collaborazione, attenendosi alle disposizioni interne per comunicazioni e segnalazioni, astenendosi da condotte e atteggiamenti che possano turbare il necessario clima di serenità e cooperazione all’interno degli uffici.
      In ogni caso il dipendente si astiene da condotte, poste in essere con qualunque mezzo, che per le caratteristiche, la ripetizione ed insistenza, possano assumere carattere inopportuno, assillante, ossessivo, molesto, tale da creare scompiglio e turbamento nei confronti di colleghi e superiori, o causare intralcio al regolare svolgimento delle attività degli Uffici.

      5. Il dipendente non assume comportamenti o atteggiamenti discriminatori con riguardo al sesso, nazionalità, origine etnica, lingua, religione o credo, convinzioni personali o politiche, appartenenza a una minoranza nazionale, disabilità, condizioni sociali o di salute, età e orientamento sessuale o su altre condizioni personali.

      6. Il dipendente registra fedelmente e puntualmente ogni ingresso ed ogni uscita dalla sede di lavoro utilizzando l’apposito badge personale che deve essere diligentemente custodito e conservato.
      In nessun caso il dipendente cede il proprio badge ad altri, siano essi dipendenti del Comune di Milano o soggetti terzi, né si avvale di altri per provvedere alla registrazione delle entrate ed uscite dalla sede di lavoro.
      Il dipendente adempie con correttezza e diligenza ad ogni ulteriore modalità di registrazione della presenza in servizio disposta dall’Amministrazione in alternativa all’utilizzo del badge.

      7. Il dipendente usufruisce dei permessi di astensione dal lavoro nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, dai regolamenti e dai contratti collettivi, osservando modalità e tempistica previste per la richiesta e per l’autorizzazione dei permessi dalle disposizioni di servizio diffuse dall’Amministrazione anche mediante la loro pubblicazione sulla rete intranet.

      8. Durante l’orario di lavoro il dipendente non si allontana dalla sede di lavoro se non per la fruizione di permessi, preventivamente autorizzati, o per esigenze di servizio espressamente e tempestivamente comunicate ed approvate dal Dirigente o dal Responsabile al quale il dipendente è assegnato.

      9. Il dipendente utilizza il materiale, le attrezzature ed i servizi telematici e telefonici dell’ufficio unicamente per ragioni di servizio con diligenza e cura, nel rispetto delle Policy aziendali diramate dall’Amministrazione, evitando gli sprechi ed ottimizzando l’impiego delle risorse a disposizione.

      10. Il dipendente si impegna a mantenere la funzionalità ed il decoro dell’ufficio: si prende cura degli oggetti, strumenti, apparecchiature e macchinari che utilizza mettendo in essere le accortezze necessarie al mantenimento della loro efficienza ed integrità; in caso di inefficienza, guasto o deterioramento delle risorse materiali e strumentali affidate, ne dà immediata comunicazione al Responsabile.

      11. Il dipendente utilizza i mezzi di trasporto dell’Amministrazione esclusivamente per lo svolgimento dei compiti d’ufficio, astenendosi dal trasportare terzi, fatta salva l’ipotesi in cui ciò si renda necessario per ragioni d’ufficio, subordinatamente alla preventiva autorizzazione da parte del Dirigente responsabile della struttura o del Responsabile al quale il dipendente è assegnato.

      12. Ai fini del contenimento delle spese energetiche e della sostenibilità ambientale, il dipendente, al termine del proprio orario di lavoro ed in uscita per la pausa pranzo, provvede allo spegnimento delle luci del proprio ufficio e delle macchine ed attrezzature di cui dispone per motivi di servizio, fatte salve eventuali diverse esigenze tecnologiche. Assicura inoltre l’attuazione delle regole interne previste per la raccolta differenziata.

      13. Il dipendente conosce le Policy aziendali e vi dà puntuale applicazione nello svolgimento della prestazione lavorativa.
      Le disposizioni contenute nelle Policy aziendali costituiscono disposizioni di servizio. La loro inosservanza determina responsabilità disciplinare, oltre ad eventuali ulteriori forme di responsabilità (penale, civile, amministrativa).
      L’Amministrazione rende accessibili le Policy aziendali a mezzo di pubblicazione sulla rete intranet e i Dirigenti e Responsabili ne promuovono la conoscenza all’interno delle singole Unità Organizzative.

      14. In particolare, il dipendente non altera in alcun modo le configurazioni informatiche predisposte dall’Amministrazione per tutelare l’integrità delle proprie reti e banche dati e per impedire la visualizzazione e l’acquisizione di contenuti non appropriati e, comunque, non pertinenti all’attività lavorativa. Il dipendente non utilizza la posta elettronica per dibattiti su temi estranei all’attività istituzionale, fatte salve le attività di informazione/consultazione delle rappresentanze sindacali dei lavoratori.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        Il punto 13 in effetti è diverso da quanto segnalato dai dipendenti.

        Comunque:

        “Il dipendente non utilizza la posta elettronica per dibattiti su temi estranei all’attività istituzionale, fatte salve le attività di informazione/consultazione delle rappresentanze sindacali dei lavoratori.”

        Formulato male… spero che intendano “l’indirizzo elettronico istituzionale”.

    • roberto scrive:

      miguel
      miguel
      miguel
      è interessante questa cosa che hai postato, ripensando alla questione “dare o no le notizie”

      secondo te il tizio che ha lanciato la petizione, l’ha fatto perché?

      e i gironali che l’hanno ripresa, dovevano “dare la notizia”?

      https://www.ilgiornale.it/news/politica/sala-silenzia-i-dipendenti-vietate-critiche-su-tutti-i-1937773.html

      • roberto scrive:

        scusa il miguel ripetuto

      • Miguel Martinez scrive:

        per roberto

        “secondo te il tizio che ha lanciato la petizione, l’ha fatto perché?”

        Off Topic News rappresenta l’area dei movimenti di sinistra di Milano, che spesso sono critici verso il Comune.

        Non ho seguito i giornali, invece: il Giornale è al polo opposto di Off Topic News.

        • roberto scrive:

          Vabbuò ho capito essere critici, ma sparare palle sesquipedali che poi vengono riprese a destra mi sembra un modo di fare da veri imbecilli

          E nel mondo cosa rimarrà, la palla sparata da sti tizi o il mio commento equilibrato, posato e soprattutto corrispondente alla realtà?

          • Miguel Martinez scrive:

            Scusa, guardando l’articolo sul Giornale, non ho capito se questo paragrafo è una “palla sesquipedale”?

            C’è del virgolettato, quindi se non ci sono queste parole nel regolamento, è davvero un falso:

            ” Il dipendente «si astiene dal diffondere con qualunque mezzo, compreso il web o i social network, i blog o i forum, commenti o informazioni compresi foto, video, audio che possano ledere l’immagine del Comune e dei suoi rappresentanti o suscitare riprovazione, polemiche, strumentalizzazioni». Il lavoratore «si impegna a mantenere un comportamento ineccepibile anche nella partecipazione a discussioni su chat o forum on line, mantenendo cautela nell’esprimere opinioni, valutazioni, critiche su fatti o argomenti che interessano l’opinione pubblica o che possano coinvolgere la propria attività all’interno del Comune» e il codice andrà rispettato «anche al di fuori dell’orario di lavoro».”

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              Sulla questione Milano, direi che possiamo porci due domande:

              1) sono vere o false le parole che il Giornale virgoletta? Se le ha inventate il Giornale, sono totalmente d’accordo con te.

              2) Siamo d’accordo che il Comune non ordina di dichiarare tutte le proprie appartenze.
              Ma a cosa si riferisce il brano (che tu stesso dici è autentico, cito dal tuo commento):

              ” Il dipendente comunica tempestivamente al responsabile dell’ufficio di appartenenza la propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell’attività dell’Ufficio.”

              • Francesco scrive:

                beh, che sei addetto allo sbucaltamento e decidi di iscriverti ai verdi … forse c’è qualche problema in vista

              • roberto scrive:

                Come dice Francesco.

                Lavori all’ufficio che da i permessi per il mercato rionale? Se sei nel consiglio di amministrazione di una società che gestisce supermercati eè normale che il tuo datore di lavoro lo sappia

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Lavori all’ufficio che da i permessi per il mercato rionale? Se sei nel consiglio di amministrazione di una società che gestisce supermercati eè normale che il tuo datore di lavoro lo sappia”

                Certo. Ma qui si parla di ” associazioni od organizzazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, ***i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell’attività dell’Ufficio***.”

                “Organizzazioni” ci sta che significhino imprese economiche, che possono essere in contrasto, come dici tu.

                “Associazioni” significa il Comitato per la Pista Ciclabile di Viale Premuda, che ha proposte alternative rispetto a quelle del Comune?

                Il testo è volutamente ambiguo, ovviamente, perché serve a mettere il manico del coltello in mano al Comune…

                E cosa significa “carattere riservato o meno”?

                Non saro un eurocrate, ma ho una certa esperienza di documenti amministrativi, e quando compare una frase del genere, scattano tanti campanelli d’allarme.

              • roberto scrive:

                Due possibilità

                1. Sala è uno stalinista che ha deciso di mettere il bavaglio ai suoi dipendenti (esponendosi al rischio di azioni legali oltre che alla figuraccia politica) come raccontano i sindacati

                2. Il comune di Milano adotta una banale lista di doveri dei propri funzionari

                Tu che dici?

              • PinoMamet scrive:

                Non ho seguito tanto, ma siamo in Italia e conosco i comunisti italiani (nello stesso senso di “club sportivo” per cui chiamo la Meloni fascista) per cui:

                1, ovviamente, travestito da 2 per paraculismo.

          • roberto scrive:

            1. Le palle sesquipedali sono quelle di off topic news, direi che è chiaro e siamo d’accordo

            2. Il giornale è quello che salta sulle palle e racconta cose in modo subdolo e tendenzioso

            Concretamente il passo citato esiste, ma diciamo che da quando ero un giovane studente esiste un divieto del dipendente di ledere l’immagine del datore di lavoro

            (No la libertà di espressione non è assoluta)

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “(No la libertà di espressione non è assoluta)”

              Cioè, io impiegato del Comune di Milano, posso venire licenziato perché fuori dal mio orario di lavoro, senza usare alcuno strumento istituzionale, scrivo che la pista ciclabile di Viale Premuda è stato progettato male?

              • roberto scrive:

                No

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “no”

                Non ho capito.

                Il sindaco inaugura in pompa magna la pista ciclabile.

                Io, che lavoro in Comune, dico in maniera pacata che la pista ciclabile non rispetta nessuna delle regole di base di una pista ciclabile.

                Ho decisamente leso l’immagine del Comune, ho firmato un impegno a non farlo, perché non mi possono licenziare?

              • roberto scrive:

                Magari se scrivi

                “Quel coglione dell’ingegnere che ha progettato la pista lavora con i piedi, ma sta là perché la sorella va a letto con l’assessore”

                Allora si

              • roberto scrive:

                La costituzione garantisce il diritto di espressione anche al dipendente del comune di Milano

                Ti stai incartando su un problema abbastanza banale, non nel senso di facile, ma nel senso che c’è in ogni manuale di diritto del lavoro

                Il dipendete può criticare ma la critica deve rimanere entro certi limiti

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Il dipendete può criticare ma la critica deve rimanere entro certi limiti”

                Bene.

                Non ho mai pensato a Sala come Stalin, ho semplicemente pensato alle cose che si vedono tutti i giorni al Comune di Firenze, e mi sono immaginato questo scenario:

                Se lavoro alla Mobiità, ho firmato un documento che mi obbliga a informare il mio datore di lavoro che la sera partecipo alle riunioni del Comitato Ciclisti di Viale Premuda.

                Ho anche firmato un documento in cui accetto di essere sanzionato se faccio fare brutta figura, fuori dall’orario di lavoro, al Comune.

                Non informo il Comune, e scrivo un post dove faccio vedere gli errori tecnici commessi dal Comune nella costruzione della pista ciclabile.

                Un giorno, la Corte dei Conti mi chiama a testimoniare riguardo alle cene in ristoranti di lusso del mio assessore di riferimento.

                La sera prima, il segretario dell’assessore mi dice, “ah, abbiamo scoperto che hai violato il regolamento, non vorrei che ti si dovesse sanzionare…”

                Certo, se si va a finire in tribunale e c’è Roberto come giudice, forse finisce bene per il dipendente.

                Quando è successo a Firenze, il dipendente in questione ha consegnato una gigantesca collezione di scontrini ai magistrati (tipo 600.000 euro di cene) e non ha mollato, anche se l’hanno chiuso in una stanzina da solo per anni senza farlo lavorare, appigliandosi a cavilli come quelli di cui abbiamo parlato qui.

                Però non tutti hanno il carattere molto particolare di quel dipendente.

              • Miguel Martinez scrive:

                Ah, il dipendente in questione si è preso la prima sanzione quando ha informato la magistratura che c’era un giro di escort (che facevano base peraltro in un albergo di proprietà di un importante esponente di Forza Italia) che veniva a lavorare direttamente negli uffici comunali.

                Anche qui se l’è cavata, perché aveva ragione, ma ripeto, non tutti hanno il suo carattere.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martínez

                “Dipendente”

                Ma non c”è mica bisogno di una frasetta nel regolamento per mettere alla gogna un dipendente scomodo…. 🙁

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Ma non c”è mica bisogno di una frasetta nel regolamento per mettere alla gogna un dipendente scomodo…. ”

                Se c’è, però, vuol dire che il dipendente si firma la condanna da solo, firmando il regolamento.

              • roberto scrive:

                non tutto il mondo è firenze, e ripeto, già adesso in nessun posto al mondo puoi metterti ad insultare pubblicamente il tuo datore di lavoro

                se l’argomento ti interessa davero, ti invito a leggere queste 30 righe

                https://www.altalex.com/documents/news/2019/03/26/diritto-di-critica-del-lavoratore-nei-confronti-del-datore-limiti-e-conseguenze

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “se l’argomento ti interessa davero, ti invito a leggere queste 30 righe”

                letto, grazie!

                Qui però si pongono diversi problemi:

                1) Off Topic News dice che il regolamento del Comune di Milano è stato modificato per dire esplicitamente che – fuori dall’orario di lavoro – un dipendente del Comune non deve criticare il Comune. Hai detto prima che era una “balla sesquipedale”, poi ha detto, “no, è tutto vero ma è normale”.

                2) Nel caso citato nell’articolo, il dipendente di una ditta privata ha criticato (presentando dei fatti veri, non degli insulti) i comportamenti privati della ditta.

                Il dipendente del Comune che critica la pista ciclabile di Viale Premuda parla come cittadino di qualcosa che riguarda tutta la cittadinanza, mi sembra molto diverso.

                “Non tutto il mondo è Firenze”. Boh, dici che a Milano non ci sono mai interessi in conflitto, mai magagne da nascondere?

                E Firenze non mi sembra certo il Comune con più problemi d’Italia.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “solo”

                Un dipendente che omette di denunciare un illecito diventa complice, regolamento o no. Non può scusare l’omissione trincerandosi dietro il regolamento, almeno dai tempi del processo di Norimberga. E non c’è bisogno del regolamento per rendergli la vita impossibile.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                questo ti interesserà ancora di più, perché mette bene in evidenza come oggi (cioè ieri, l’articolo è del 2019) sia pericoloso utilizzare facebook o altri social per criticare il proprio datore di lavoro
                (devi cliccare su “pdf” sono 11 pagine, ti assicuro 20 minuti veramente ben spesi)

                https://www.rivistaitalianadiinformaticaediritto.it/index.php/RIID/article/view/19

              • roberto scrive:

                se poi hai ancora più pazienza, queste sono 16 pagine, più complete dell’articolo segnalato prima e pi specifiche per il lavoratori pubblici, con questioni interessanti tipo “può un magistrato postare su facebook degli insulti al sindaco (che non è nemmeno il suo datore di lavoro)?” oppure “può una guarda penitenziaria metter un like ad un post in cui si parla del suicidio di un ergastolano?”

                anche qui 25 minuti spesi bene (e IMHO più utilmente che leggendo i comunicati che hai postato)

                http://www.ittig.cnr.it/EditoriaServizi/AttivitaEditoriale/InformaticaEDiritto/Rivista_IeD_1-2-2017_Guarnaccia.pdf

              • roberto scrive:

                PS a scanso di equivoci, non ti sto esprimendo un giudizio “mi piace o non mi piace che le cose stiano così”, ma giusto fornendo gli strumenti per comprendere come stanno le cose

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “PS a scanso di equivoci, non ti sto esprimendo un giudizio “mi piace o non mi piace che le cose stiano così”, ma giusto fornendo gli strumenti per comprendere come stanno le cose”

                Adesso devo andare a fare una lezione, ti ringrazio, leggerò dopo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                In buona sostanza, sembrano valere due principi di ovvio buon senso:

                1)/non sputo nel piatto dove mangio

                2)non esprimo un giudizio personale nella mia qualifica di membro di un’organizzazione

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                ADV,

                in effetti più o meno, semplificando all’estremo…

                ciao

              • roberto scrive:

                miguel
                le balle sesquipedali lette su di off topic news sono queste

                “L’art. 7 prevede ad esempio l’obbligo di comunicare al Dirigente la propria adesione a partiti, associazioni, comitati e sindacati, anche quando le attività delle stesse non riguardino argomenti trattati dal proprio ufficio di appartenenza.

                L’art. 13 punisce l’invio di mail o messaggi che possano causare ‘turbamento e scompiglio nei colleghi’.

                L’art.16 impedisce l’utilizzo dei mezzi di informazione – quali mail, blog, siti e social network – anche fuori dell’orario di lavoro per fini di informazione sindacale.”

                poi il resto della discussione l’hai sviluppata sull’articolo del giornale che ti ho postato, e li appunto più che balle direi che si tratta di “non notizie” date in maniera politicamente orientata

                vabbé lasciamo perdere off topic news…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “le balle sesquipedali lette su di off topic news sono queste”

                Non ho letto il regolamento milanese (e sono tremendamente impegnato al momento).

                Prendo per buono che il regolamento non dica “anche quando le attività delle stesse non riguardino argomenti trattati dal proprio ufficio di appartenenza”, che non parli di ‘turbamento e scompiglio nei colleghi’, ecc.

                In quel caso, ti do ragione, Off Topic ha toppato, o topato o topicato.

  63. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    In aziende private l’art.16 non scandalizza nessuno.

    A Genova durante l’ultima alluvione si e allagato un capannone di un’azienda. Un dipendente ha avuto la felice idea di filmare il capannone allagato e metterlo su YouTube. L’indomani il principale concorrente, tedesco, ha mandato ai clienti esteri il link del filmato, a riprova dell’impossibilità dell’azienda ligure di onorare gli impegni. Da allora se filmi qualcosa in fabbrica senza autorizzazione passi guai.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  64. Moi scrive:

    Pare che nel Pallonesimo 😉 sia scattato l’ irreversibile Scisma fra Squadre di Riccastri 😉 e … Squadre di (relativamente …) “Plumoni” ;D !

    • Francesco scrive:

      pare

      purtroppo direi che o la palude sta vincendo o era un bluff per strappare qualcosa al sistema

      e mi toccherà ancora sentire Milan Crotone, interessante come un’intervista alla Menapace

  65. Miguel Martinez scrive:

    L’American Humanist Association (l’UAAR americana, per capirci) scomunica Dawkins per due frasi dette in sei anni sul solito Supertema:

    Source : https://www.theguardian.com/books/2021/apr/20/richard-dawkins-loses-humanist-of-the-year-trans-comments
    Richard Dawkins loses ‘humanist of the year’ title over trans comments

    American Humanist Association criticises academic for comments about identity using ‘the guise of scientific discourse’, and withdraws its 1996 honour
    Tue 20 Apr 2021 13.56 BST

    Last modified on Tue 20 Apr 2021 13.57 BST

    The American Humanist Association has withdrawn its humanist of the year award from Richard Dawkins, 25 years after he received the honour, criticising the academic and author for “demean[ing] marginalised groups” using “the guise of scientific discourse”.

    The AHA honoured Dawkins, whose books include The Selfish Gene and The God Delusion, in 1996 for his “significant contributions” in communicating scientific concepts to the public. On Monday, it announced that it was withdrawing the award, referring to a tweet sent by Dawkins earlier this month, in which he compared trans people to Rachel Dolezal, the civil rights activist who posed as a black woman for years.

    In 2015, Rachel Dolezal, a white chapter president of NAACP, was vilified for identifying as Black,” wrote Dawson on Twitter. “Some men choose to identify as women, and some women choose to identify as men. You will be vilified if you deny that they literally are what they identify as. Discuss.

    Dawkins later responded to criticism, writing: “I do not intend to disparage trans people. I see that my academic ‘Discuss’ question has been misconstrued as such and I deplore this. It was also not my intent to ally in any way with Republican bigots in US now exploiting this issue.”

    Among his critics was Alison Gill, vice president for legal and policy at American Atheists and a trans woman. She said Dawkins’ comments reinforce dangerous and harmful narratives. She said: “Given the repercussions for the millions of trans people in this country, in this one life we have to live, as an atheist and as a trans woman, I hope that Professor Dawkins treats this issue with greater understanding and respect in the future.”

    In 2015, Dawkins also wrote: “Is trans woman a woman? Purely semantic. If you define by chromosomes, no. If by self-identification, yes. I call her “she” out of courtesy.”

    In a statement from its board, the AHA said that Dawkins had “over the past several years accumulated a history of making statements that use the guise of scientific discourse to demean marginalised groups, an approach antithetical to humanist values”.

    The evolutionary biologist’s latest comment, the board said, “implies that the identities of transgender individuals are fraudulent, while also simultaneously attacking Black identity as one that can be assumed when convenient”, while his “subsequent attempts at clarification are inadequate and convey neither sensitivity nor sincerity”.

    “Consequently, the AHA Board has concluded that Richard Dawkins is no longer deserving of being honored by the AHA, and has voted to withdraw, effective immediately, the 1996 Humanist of the Year award,” said the organisation.

    The Guardian has reached out to Dawkins for comment.

    Last year, the author JK Rowling returned an award given to her by the Robert F Kennedy Human Rights organisation, after its president, Kennedy’s daughter Kerry Kennedy, criticised her views on transgender issues. “I am deeply saddened that RFKHR has felt compelled to adopt this stance, but no award or honour, no matter my admiration for the person for whom it was named, means so much to me that I would forfeit the right to follow the dictates of my own conscience,” said Rowling in a statement at the time.

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