Il mondo in una lattina

“L’ambiente”, ci dicono, è questo o quel problema.

Basta differenziare meglio, compensare il CO2, mettere fuorilegge le vecchie auto rugginose, cambiare lampadine, innalzare pale eoliche…

Invece, non è un problema, è tutto un sistema che ci sta portando alla catastrofe.

Se lo fai notare, ci sarà sempre qualcuno con il ditino imparatore che dirà, “ah, lamentarsi del sistema è solo una scusa per non fare qualcosa”.

No, dobbiamo ognuno di noi fare il massimo possibile per non essere complici. Sapendo che non sarà mai abbastanza e che sul piano pratico sarà del tutto inutile.

Perché…

Prendiamo un oggettino dall’aspetto innocuo, una lattina di Coca Cola.

I dati risalgono al 1999 e si riferiscono all’Inghilterra, saranno cambiate tantissime cose, ma l’importante è capirne il senso e la portata, e poi moltiplicare per tutti gli altri oggetti neutrali che ci circondano.

Seguiamo i passi e proviamo a immaginare i costi di ognuno.

Anche facendo finta che a ogni tappa si facciano tanti gesti ecofriendly e smart e sostenibili. Tipo il turno di notte della miniera di bauxite che usa torce che consumano di meno (ma è ecologia, o è il padrone che è tirchio?).

Poi pensiamo al prezzo irrisorio della lattina.

Ecco la differenza tra quei costi fatti sostenere a cielo, terra, acqua e biosfera, e il prezzo irrisorio pagato dal bevitore finale di acqua zuccherata contiene in sé tutta la questione ambientale.

Trovata su quel sito straordinario che è Energyskeptic [1], ecco la carriera di una lattina di Coca Cola, usa e getta, bevuta e abbandonata in Inghilterra.

Il punto di partenza è una miniera di bauxite. Ne trovo una in Tasmania, che si vanta di aver creato trenta posti di lavoro, che son meno di quelli che ha creato la Trattoria Quattro Leoni in Piazzetta della Passera.[2]

Miniera di bauxite in Australia
  1. La bauxite viene estratta in Australia,
  2. trasportata in un mulino a riduzione chimica,
  3. ogni tonnellata di bauxite viene lavorata e purificata in mezza tonnellata di ossido di alluminio.
  4. Viene poi stoccata,
  5. caricata su un gigantesco trasportatore di minerali e
  6. inviata in Svezia o Norvegia, dove le dighe idroelettriche forniscono elettricità a basso costo.
  7. Dopo un viaggio di un mese attraverso due oceani, di solito rimane alla fonderia anche per due mesi.
  8. La fonderia impiega due ore per trasformare ogni mezza tonnellata di ossido di alluminio in un quarto di tonnellata di alluminio metallico, in lingotti lunghi dieci metri.
  9. Questi vengono curati per due settimane prima di essere spediti ai laminatoi in Svezia o in Germania.
  10. Lì ogni lingotto viene riscaldato a circa 900 gradi Fahrenheit
  11. e laminato fino a uno spessore di un ottavo di pollice.
  12. I fogli risultanti sono avvolti in bobine da dieci tonnellate
  13. e trasportate in un magazzino,
  14. e poi a un laminatoio a freddo nello stesso o in un altro paese,
  15. dove vengono laminate dieci volte più sottili, pronte per la fabbricazione.
  16. L’alluminio viene poi inviato in Inghilterra,
  17. dove i fogli vengono punzonati e formati in lattine,
  18. che vengono poi lavate,
  19. asciugate,
  20. verniciate con uno strato di base,
  21. e poi dipinte di nuovo con informazioni specifiche sul prodotto.
  22. Le lattine vengono poi laccate,
  23. flangiate (sono ancora senza coperchio),
  24. spruzzate all’interno con un rivestimento protettivo per evitare che la cola corroda la lattina,
  25. e ispezionate.
  26. Le lattine vengono pallettizzate,
  27. sollevate con un carrello elevatore,
  28. e immagazzinate fino al momento del bisogno.
  29. Vengono poi spedite all’imbottigliatore,
  30. dove vengono lavati
  31. e pulite ancora una volta,
  32. poi riempiti con acqua mescolata a sciroppo aromatizzato, fosforo, caffeina e anidride carbonica.
  33. Lo zucchero viene raccolto dai campi di barbabietole in Francia e subisce
  34. l’autotrasporto,
  35. la macinazione,
  36. raffinazione
  37. e spedizione.
  38. Il fosforo viene dall’Idaho, dove viene estratto da profonde miniere a cielo aperto – un processo che porta alla luce anche cadmio e torio radioattivo. 24 ore su 24, l’azienda mineraria usa la stessa quantità di elettricità di una città di 100.000 persone per ridurre il fosfato alla qualità alimentare.
  39. La caffeina viene spedita da un produttore chimico al produttore di sciroppo in Inghilterra.
  40. I barattoli riempiti vengono sigillati con un coperchio di alluminio ‘pop-top’ al ritmo di millecinquecento barattoli al minuto,
  41. poi inserite in cartoni stampati con colori coordinati e schemi promozionali.
  42. I cartoni sono fatti di pasta di legno che può aver avuto origine ovunque, dalla Svezia o dalla Siberia alle foreste vergini della British Columbia che sono la casa di grizzly, ghiottoni, lontre e aquile.
  43. Pallettizzate di nuovo, le lattine vengono spedite a un magazzino di distribuzione regionale,
  44. e poco dopo a un supermercato dove una tipica lattina viene acquistata entro tre giorni.

Commenta Alice Friedemann di Energyskeptic:

Il consumatore compra dodici once di acqua zuccherata fosfatata, impregnata di caffeina e dal sapore di caramello. Bere la coca richiede qualche minuto; buttare via la lattina richiede un secondo. In Inghilterra, i consumatori scartano l’84% di tutte le lattine, il che significa che il tasso complessivo di rifiuti di alluminio, dopo aver contato le perdite di produzione, è dell’88%. Gli Stati Uniti ricavano ancora i tre quinti del loro alluminio dal minerale vergine, con un’intensità energetica 20 volte superiore a quella dell’alluminio riciclato, e buttano via abbastanza alluminio da sostituire l’intera flotta di aerei commerciali ogni tre mesi.

Ogni prodotto che consumiamo ha una storia nascosta simile, un inventario non scritto dei suoi materiali, risorse e impatti. Ha anche dei rifiuti generati dal suo uso e smaltimento… La quantità di rifiuti generati per fare un chip di semiconduttore è oltre 100.000 volte il suo peso; quella di un computer portatile, quasi 4.000 volte il suo peso. Per produrre un quarto di succo d’arancia della Florida sono necessari due litri di benzina e mille litri d’acqua. Una tonnellata di carta richiede l’uso di 98 tonnellate di risorse varie.

Se ci fosse un ministro alla transizione ecologica interessato all’ambiente invece che un piccolo Frankenstein come Roberto Cingolani che produce robot, saprebbe che stroncare i processi globali di questo tipo farebbe infinitamente di più per l’ambiente di tutte le retoriche sullo sviluppo sostenibile, che nel migliore dei casi sono semplicemente la solita ricerca di processi più efficienti per guadagnare di più.

Anche Zio Paperone era un grande nemico degli sprechi. Il che non ne fa un ecologista.

Nota:

[1] Energyskeptic cita un libro di Paul Hawken, Amory Lovins e L. Hunter Lovins (1999, Natural Capitalism, Earthscan Publications Capitolo 3: “Waste Not”, pagine 49-50), che a sua volta cita Lean Thinking di James Womack e Daniel Jones.

[2] A essere pignoli, si tratta di un’altra miniera, che illustra l’annuncio di quella dei trenta posti di lavoro.

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374 Responses to Il mondo in una lattina

  1. Francesco says:

    Sospetto che il 99% dei dati sia sbagliato ma è comunque irrilevante. L’unico dato critico è il COSTO di ognuno dei processi che hai descritto. Se questo costo è corretto, allora è esatto dire che non c’è assolutamente nessun problema. Se non lo è, può cambiare tutto.

    Ah, per stroncare questo flusso che ti fa orrore, devi stroncare l’umanità. Noi siamo flusso, i sistemi umani chiusi sono anomalie temporanee. Ora, da che parte stai? gli uomini o la Madre Terra (che non esiste, è pura costruzione ideologica)?

    • Per Francesco

      “L’unico dato critico è il COSTO di ognuno dei processi che hai descritto”

      Il problema è stabilirli, i costi.

      Ti ricordi l’esempio del gas di Groningen, ben più utile delle lattine di Coca Cola, e distribuito comunque in zone ragionevolmente vicine?

      Bene, i costi… manodopera, macchinari, trasporti, facile in teoria da calcolare.

      Poi dopo quarant’anni, il gas si esaurisce e lascia un immenso buco, che porta un’onda interminabile di microterremoti che pian piano distrugge gli abitati sovrastanti.

      Un’esternalità che nessuno aveva previsto, come nessuno aveva calcolato lo scioglimento dei ghiacci nel prezzo della benzina negli anni Sessanta.

      • Francesco says:

        Beh, si rifanno i conti.

        Siamo d’accordo che se provassimo a seguire il principio di precauzione saremmo ancora senza il fuoco e forse non sarebbe una grande idea?

        Ah, siccome non sono del tutto idiota, so benissimo che rifare i conti è politicamente difficilissimo. Dico solo che è la cosa giusta da fare.

        Ciao, mr. Baggins

        • Per Francesco

          “Siamo d’accordo che se provassimo a seguire il principio di precauzione saremmo ancora senza il fuoco e forse non sarebbe una grande idea?”

          Tutte le volte che si criticano le posizioni ambientaliste, si finisce nell’iperbole.

          La scelta è molto più semplice:

          1) guadagnare un sacco di soldi in breve tempo, mandando bottiglie di vino in aereo o via nave in Cina, e in compenso distruggendo per sempre (la biosfera è molto delicata da questo punto di vista) il suolo del Chianti…

          2) guadagnare molto di meno, piantando un po’ di viti, un po’ di cavoli, un po’ di patate, alternando tra le colture, e mettendoci pure degli alberi che con le loro radici trattengono meglio il suolo.

          Dipende un po’ dall’avere o no dei figli.

          • Francesco says:

            no caro, non fare come Tolkien

            non c’è nessun confine che tenga del tipo “un pò meno di”

            o scegli con coerenza di rinunciare a tutto, dal fuoco in poi

            oppure gestisci meglio che si può tutto, dalle centrali nucleari ai trasporti intercontinentali

            in mezzo ci sta solo la Terra di Mezzo, per l’appunto

            ciao

            • per Francesco

              “o scegli con coerenza di rinunciare a tutto, dal fuoco in poi

              oppure gestisci meglio che si può tutto, dalle centrali nucleari ai trasporti intercontinentali”

              La storia, sappiamo, si gestirà da sola, e temo nel peggiore dei modi.

              Possiamo gestire microspazi, in cui cerchiamo davvero di fare qualcosa.

              • Francesco says:

                si chiama Contea, ci vivono gli Hobbit e solo la protezione di Gandalf e dei Raminghi spiega come possa esistere

                mi dispiace quasi quanto a Tolkien

                ciao!

    • Mauricius Tarvisii says:

      gli uomini o la Madre Terra

      La domanda è sbagliata. La domanda giusta è: stai dalla parte delle lattine usa e getta, oppure degli uomini di domani che non hanno interesse a vivere nel mondo di Mad Max?

      • Francesco says:

        le lattine usa e getta sono riciclate al quasi tutto per cento per motivi economici, che in questo caso coincidono con quelli ecologici

        • Mauricius Tarvisii says:

          RiciclaBILI.

          • Francesco says:

            no, intendo dire che l’alluminio è talmente ben riciclabile che viene riciclato davvero!

            è questione di costi: spendi molto meno a rifare l’alluminio nuovo da quello vecchio che a farlo da zero con le materie prime

            (a quanto ne so, non è il mio campo, posso dirlo con certezza dell’acciaio)

            • Mauricius Tarvisii says:

              Questo sì, dove viene raccolto, conviene rifonderlo. Non scommetto suo fatto che venga raccolto ovunque allo stesso modo.

              • Francesco says:

                io, per quanto valgano le scommesse, scommetterei che alla fine, in mille modi, viene raccolto ovunque

                ciao

              • Mauricius Tarvisii says:

                Su Wiki leggo che negli USA solo il 36% dell’alluminio prodotto proviene dal riciclaggio.

            • werner says:

              L’uomo più ricco del paese in cui son cresciuto ricava la maggior pare del fatturato proprio dall’alluminio. Ciclo completo dalla raccolta dei rifiuti alla produzione di oggetti finiti.

  2. Altro esempio…

    Prezzo di allevamento intensivo: manodopera, vacche, medicine, trasporti.

    Costo inatteso: le ormai mitiche scoregge che sciolgono i ghiacci, gli antibiotici dati in maniera massiccia che creano un focolaio di batteri resistenti che potranno fare molto più danni del Covid:

    https://www.theguardian.com/commentisfree/2021/feb/15/creating-conditions-next-pandemic-antibiotics

    Per dire, nei “costi” ci possiamo mettere la chiusura del ristorante di Piazzetta della Passera tra dieci anni causa epidemia di batteri antibiotico-resistenti.

    • Francesco says:

      pienamente d’accordo!

      basta che non mi metti il costo della chiusura del ristorante perchè i clienti preferiscono andare dal KFC

      quello è un costo privato

      • per Francesco

        “basta che non mi metti il costo della chiusura del ristorante perchè i clienti preferiscono andare dal KFC

        quello è un costo privato”

        Certo, se è questione di gusti.

        Se preferiscono KFC perché a Firenze costa di meno il manzo brasiliano di quello chiantigiano, sospetto che ci siano anche costi non privati.

        • Francesco says:

          eh no, in questo caso si chiama “essere più bravi”

          gli eventuali costi non privati devi dimostrarli, non basta sospettarli

          in questo sei italianissimo: se il concorrente ha prezzi più bassi dei miei, di sicuro ha fatto qualcosa di male. forse risale ai tempi delle corporazioni, quando il cosa, il come, il quanto e il prezzo erano stabiliti dall’Arte.

          giusto?

        • roberto says:

          Ma al KFC non fanno pollo?

          • Moi says:

            Chicken v. Wildlife: The Environmental Costs of Eating Poultry

            As the amount of chicken in the American diet increases, the environmental costs are multiplying just as fast. Chicken production
            has devastating consequences on water quality, contributes to global climate change and harms natural habitat. Eating less
            chicken is a powerful way that you can protect wildlife and the planet.

            https://www.biologicaldiversity.org/takeextinctionoffyourplate/pdfs/ChickenFactsheet.pdf

            • Moi says:

              E poi c’è il (suppongo noto) discorso etico sui “nimaléin pipiéin” 😉 ♂ (maschi) triturati vivi (!) in percentuale enorme poichénotoriamente non fanno uova per il consumo umano …

  3. Altro caso ancora… i vigneti del Chianti, fantastica risorsa del Made in Italy sulle migliori tavole di Pechino.

    Prezzo: manodopera, pesticidi, diserbanti, trasporti… Guadagni favolosi.

    Costo – erosione del suolo e inizio di desertificazione di alcune delle aree più fertili dell’Italia centrale.

  4. roberto says:

    “No, dobbiamo ognuno di noi fare il massimo possibile per non essere complici. Sapendo che non sarà mai abbastanza e che sul piano pratico sarà del tutto inutile”

    io temo che finché non capirò questa frasenon capirò mai fino in fondo il tuo pensiero

    perché non essere complici se è tutto inutile?
    e cosa è il “possibile”?

    su “possibile”, l’ho probabilmente già raccontata: una carissima amica di mia moglie ha vissuto per anni in una casetta di legno che si è costruita da sola, con riscaldamento a legno e senza elettricità (l’unica persona che conosco che scrive lettere….) se non quelal prodotta da un piccolo generatore in mezzo alla foresta canadese (cercate inuvik sulla mappa)

    sennonché il generatore funziona a benzina, alleva cani da slitta eogni tanto prende l’aereo, quindi anche quello, che per me è una follia da asceta, non è il “massimo possibile”

    sul primo punto “inutile” per cosa? qual è lo scopo?
    se lo scopo è, come penso, vivere noi ora al meglio (a chi piace vivere seduto su una spazzatura) ogni sforzo è utile

    certo se lo scopo è ripristinare la natura prima dell’addomesticazione de fuoco, ogni cosa è effettivamente inutile (e senza averne certezza, penso che ci penserà madre natura senza di noi tra qualche annetto….)

    ps.
    per chi è curioso l’amica è questa, molto più bella dal vivo che in foto, ed una persona veramente incredibile
    http://auroreboreale.ca/laventure-boreale-de-catherine-pinard/

    • roberto says:

      PPS
      sempre per i curiosi, catherine si è scocciata di stare nella casetta di legno, troppo lusso, ha girato mezzo mondo e adesso ha in progetto di andare in bicicletta dall’alaska alla terra del fuoco.
      progetto in stand by per le note vicende covid e perché si è fatta male ad un ginocchio….e conoscendo la tipa non deve essere una piccola bua, come minimo un grizzly le deve aver divorato una gamba, ma aveva comunque già fatto dall’alaska a los angeles in sei mesi….

      https://cathmandu.com/catproject/

    • Per roberto

      Affascinante la tua amica…

      Sulla questione etica, ecc.

      Io sono favorevole alla raccolta differenziata dei rifiuti e quindi al riciclaggio. Le persone che la fanno, fanno benissimo. Ma meglio riusare: io quando vado in giro uso da almeno due anni la stessa bottiglia (di plastica) che è nata come una banale bottiglia di acqua minerale da supermercato. E già questo non va tanto bene con l’economia. Ma la cosa che davvero funziona è una sola: ridurre. E questo stroncherebbe proprio l’economia.

      Ecco che tra riciclo, riuso e riduzione, si parla solo del primo. Che è utilissimo con gli altri due, del tutto inutile senza.

      Ora, a livello individuale noi possiamo fare tutti e tre – riciclare, riusare e ridurre gli acquisti; come giustamente sottolinei, non deve diventare una gara a “chi sta peggio”, anche perché ciascuno di noi spende e risparmia in cose diverse.

      • Francesco says:

        giusto per la cronaca: se si stronca l’economia, non è che muoiono di fame gli economisti, questo lo sapete vero?

        • Per Francesco

          “giusto per la cronaca: se si stronca l’economia, non è che muoiono di fame gli economisti, questo lo sapete vero?”

          E quindi non bisogna né ridurre, né riusare, solo riciclare, giusto?

          Se compro un paio di scarpe che mi durano cinque anni invece di uno, faccio morire di fame i bambini del Bangla Desh…

          • Francesco says:

            non ho detto questo, ho solo fatto memoria del fatto che l’economia sia tutti noi

            se riduciamo, e credo che dovremo ridurre molto, ci saranno conseguenze e non tutte saranno piacevoli

            tra cui quelle che citi tu

            • Per Francesco

              “se riduciamo, e credo che dovremo ridurre molto, ci saranno conseguenze e non tutte saranno piacevoli”

              Certo, su questo sono d’accordo.

              Poi se le famiglie del Bangladesh devono campare su scarpe farlocche indossate da italiani, è un po’ come il bravo spacciatore tunisino che manda a casa le rimesse che permettono ai genitori di sopravvivere – c’è qualcosa che non va, anche se è difficile dare delle colpe.

              • Francesco says:

                qui mi scatta il piccolo reverendo Malthus: certe cose succedono perchè siamo in troppi

                riducendo mi aspetto che le possibilità di sopravvivenza per un numero sterminato di poveri scendano a zero

                il che mi lascia assai triste e spero ci sia gente più in gamba di me che si occupa di queste cose

              • Per Francesco

                “qui mi scatta il piccolo reverendo Malthus: certe cose succedono perchè siamo in troppi”

                Mi dispiace per i cattolici, ma prima o poi diventa vero.

                Ad esempio, 172 miliardi di persone che girano nude e mangiano una patata al giorno e vivono in media 20 anni, giusto il tempo di riprodursi, potrebbero davvero essere troppe.

              • Francesco says:

                Miguel

                colpa mia che mi sono espresso malissimo

                siamo in troppi per tornare a modi di produzione a bassissima efficienza, che saranno anche ecosostenibili ma solo se fossimo veramente in pochi

                l’unica via – a parte l’estinzione – è fare le cose necessario per gli otto miliardi che siamo meglio di come le stiamo facendo, molto meglio

                ma non conosco casi di civiltà tornate indietro per loro scelta

                ciao

      • Peucezio says:

        Miguel,
        “Ora, a livello individuale noi possiamo fare tutti e tre – riciclare, riusare e ridurre gli acquisti; come giustamente sottolinei, non deve diventare una gara a “chi sta peggio”, anche perché ciascuno di noi spende e risparmia in cose diverse.”

        Ma se non serve a niente, a che pro farlo?
        Effettivamente è una bella domanda quella di Roberto.

        Io ti ho dato la mia personale interpretazione.

        • Per Peucezio

          “Ma se non serve a niente, a che pro farlo?”

          Beh è un po’ come non spintonare la gente per strada, o saltare la fila.

          Ma ribadiamo il concetto fondamentale:

          – RIciclare è difficilissimo e costoso ed efficace solo con una piccola parte dei prodotti, e quasi tutti gli sforzi “ambientali” si concentrano qui

          – RIusare è una cosa molto rara (pensiamo a quanto siano pochi i luoghi dove puoi trovare prodotti sfusi): se tutti ri-usassero anche una sola volta i bicchieri di plastica, si dimezzerebbe l’inquinamento da bicchieri di plastica, ma anche le fabbriche di bicchieri usa e getta.

          – RIdurre è l’unica cosa realmente efficace, e si tratta di ridurre la produzione: ad esempio facendo degli smartphone che durino in media sei anni invece degli attuali due. Il che significa diminuire dei due terzi la produzione, i trasporti, le fabbriche… e anche i posti di lavoro ovviamente.

          L’errore di ADV sta nel pensare che sia una questione di “competenza”: che basti essere un “buon tecnico” per migliorare la situazione.

          Il problema reale è, dove focalizzi le tue competenze.

          La mia scommessa è che il ministro Frankenstein si concentrerà sulla riduzione degli sprechi: ecco che si spaccia per “ecologia” il fatto che lo Stato paga i cittadini per comprarsi l’auto nuova e più “ecologica” nel senso che ha un motore meno inquinante – che è esattamente il contrario di RIdurre.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martinez

            “errore”

            Se pensi che la competenza non funzioni, prova con l’incompetenza e te ne accorgi.

            Non tutto si può riusare, lo vieta il secondo principio. Alla lunga, si deve ricorrere a fonti energetiche più efficienti (voto per il nucleare) e alla riduzione della popolazione.

            Nel frattempo, più intelligenza (artificiale e non) meno sprechi.

            Il modello non è un’impossibile Arcadia, è il sistema autosufficiente (in parte) della stazione spaziale. Una stazione spaziale con qualche miliardo di astronauti.

            Pensi davvero che meno competenza sia tollerabile?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita says:

              @Martinez

              Dimenticavo: con sette miliardi di persone, semplicemente il margine per ridurre non c’e’.

              Anche vivessimo tutti solo con una lampadina e con un frigorifero e facessimo il bucato in lavatrici condominiali, sforeremmo l’attuale disponibilità di energia. L’unica cosa davvero da ridurre sarà la popolazione.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  5. Peucezio says:

    Miguel,
    “No, dobbiamo ognuno di noi fare il massimo possibile per non essere complici. Sapendo che non sarà mai abbastanza e che sul piano pratico sarà del tutto inutile.”

    Comincia ad essermi sempre più chiaro il senso vero del tuo ecologismo.
    Tu sei un esteta quanto me, solo che io sono un esteta dell’automobile (maschile) di Marinetti e tu della natura, i rondoni, ecc., con una vena apocalittica.
    Poi siamo entrambi esteti dei borghi, dei piccoli mondi comunitari, delle cose antiche (ma vissute), ecc.
    Ma nessuno di noi due confida di avere la benché minima influenza e in fondo senza soverchie preoccupazioni pratiche (non ti stai attrezzando per sopravvivere alla catastrofe, peché forse ci credi anche, ma non è questo quello che t’interessa).
    Nessuno di noi due ha ricette.

    • Per Peucezio

      “Nessuno di noi due ha ricette.”

      La ricetta per cosa?

      Per convincere chi può decidere (Bill Gates, governo cinese, Black Rock, Putin, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze 🙂 ) di cambiare totalmente rotta e rendersi impopolari e sparire dalla storia?

      Per fare un po’ di magia deambulatoria con cortei accolti con sbadigli perché non sono abbastanza pericolosi da meritarsi le manganellate?

      Però io intendo dare il massimo di me stesso per ciò in cui credo, e su questo la ricetta per questo minuscolo essere mortale che sono io, ce l’ho.

      • Peucezio says:

        Sì, infatti, sono d’accordo con te.

        Ma non sono pessimista. I cinesi, diversamente dagli altri che hai citato, non hanno il problema di essere popolari: loro agiscono e basta e se il popolo non è d’accordo, sono legnate nei denti.
        Secondo me i decisori non hanno convenienza a che si cada nel baratro, perché ci finirebbero anche loro, sono che nella cultura occidentale non c’è programmazione, senso di rapporto fra cause e conseguenze che vada oltre l’immediato e questo è un ostacolo insormontabile. Ma ci sarà imposto con la forza dagli altri.

        Ma il punto è un altro: tu non fai il tuo minuscolo per mettere una minuscola briciola dalla parte della salvezza (sai bene che non basterebbe, anzi, è una goccia nell’oceano), ma perché ti piace farlo, ti gratifica, come io sono gratificato dall’inquinare con l’automobile, sperando nello zio Xi.

        • Francesco says:

          Ezio

          cosa devo fare per disilluderti sui cinesi? la tua adorazione per il PCC e lo zio Xi sta assumendo ormai toni da sventolatore del libretto rosso degli anni ’70.

          Eppure è così evidente che non è affatto così, in realtà.

          Ciao

      • Peucezio says:

        Solo che c’è una differenza fondamentale fra te e la quasi totalità degli ecologisti.

        In te il tuo amore per la natura non è una perdità di vitalità personale, una sorta di meccanismo di interiorizzazione di una repressione morale e spirituale.

        Nel caso degli altri ecologisti, in genere, sì. Godono semplicemente nel darsi le martellate sulle palle, nello scegliere cose più scomode, lente, tristi, mosce…
        E sono igienisti, puristi, vivono l’inquinamento non come un problema per le sue conseguenze, ma come una contaminazione intrinseca.
        Tu non mi sembri uno che teme di contaminarsi: ti affratelli coi personaggi più vonci, come si direbbe a Milano e più sono “brutti, sporchi e cattivi”, per citare Scola, più ti ci immischi senza nessuna remora (ti fa molto più schifo gente molto più pulita e igienica). Non parlo solo di ceto, aspetto, istruzione, ma anche di morale: non sei un moralista e non ti frega niente della rispettabilità.
        Ma l’ecologismo non è questo. L’ecologismo è rispettabile, è una cosa da persone per bene.

        • Per Peucezio

          “Nel caso degli altri ecologisti”

          Tutto ciò che finisce per “ista” fa effettivamente un po’ schifo.

          Ma mi chiedo quanto tu, prima di giudicare, ne sappia, degli amici che si alzano al freddo per mungere le capre, che cercano di far crescere un orto senza avvelenarlo in partenza, che fanno il pane al forno e lo vanno a vendere al mercato quasi illegale, che si trovano il maledetto problema delle lumache che attaccano le piante, e si chiedono come affrontare il problema senza usare veleni, che la notte si riscaldano con la legna tagliata nel bosco, che studiano grandi manuali per capire come si fa a evitare che il terreno se ne vada nei fiumi e poi nel mare, che scoprono le piccole strane convivenze tra piante…

          Per me, è tra la gente più bella del mondo, e io ne sono solo l’ammanuense.

          • Peucezio says:

            La gente di cui parli è un milionesimo degli ecologisti che ci sono in giro e secondo me non è neanche ecologista.
            O se lo è lo è come te: i pochissimi ecologisti rispettabili.

            • Per Peucezio

              “La gente di cui parli è un milionesimo degli ecologisti che ci sono in giro e secondo me non è neanche ecologista.”

              Veramente io conosco due tipi di ecologisti.

              Quelli che ho descritto qui, e quelli che si sono laureati in scienze ambientali o in agraria, e fanno ricerche in questo campo.

              Non so quali siano gli altri ecologisti a cui tu ti riferisci.

              A meno che tu non intenda il grafico pubblicitario di qualche azienda inquinante che fa un video su quanto la loro ditta sia SOSTENIBILE, con immagini di farfalle svolazzanti tra i fiori.

              • Peucezio says:

                Con ecologisti intendo tutta la gente laureata che ritiene sia doveroso preoccuparsi per l’ambiente; tutte ‘ste ragazzine rincoglionite mezze vegetariane che vanno alle manifestazioni di Greta, dicono che si deve andare in bicicletta e credono in questo modo di aiutare l’ambiente.

                Miguel, tu parli di una parte infinitesimale della popolazione (innocua e, anzi, probabilmente benefica), io di un fenomeno sociale e di costume pervasivo, che peraltro io trovo degenere.

  6. firmato winston says:

    Demonizzare l’alluminio serve solo a fare gli interessi dei produttori di altri materiali che magari nel bilancio complessivo sono peggio.
    Il vetro ad esempio.
    L’alluminio e’ forse il materiale piu’ facilmente e completamente riciclabile in assoluto, basterebbe recuperarlo separato come metallo, in modo da renderlo facilmente frazionabile dal ferro con una banale calamita, mentre separarlo dalla plastica, con cui di solito viene mescolato nei cassonetti del recupero, e che non serve a nulla tentare di recuperare, non e’ cosi’ facile.
    Il vetro probabilmente invece e’ il peggiore dal punto di vista ecologico, perche’ ne serve almeno 10 volte tanto in peso a parita’ di funzione, fonderne 10 volte tanto costa un sacco di energia, aumenta di un terzo e piu’ i costi di trasporto (bisogna far girare un terzo di camion in piu’), visto che dopo l’uso viene fatto a pezzi e non viene quasi mai riutilizzato per gli scopi originari perche’ contenente impurita’ che ne impediscono il riutilizzo (basta qualche scheggia di ceramica di una tazzina che non fonde alla temperatura del vetro, oppure la presenza nel rottame di vetro al piombo tipo i cristalli), cosa che del resto vale in qualche misura per tutti i tentativi di riciclo/recupero, anche degli altri materiali.
    Leggevo su un articolo di Riccardo Ruggeri che in italia non esiste NESSUN impianto per il recupero della carta, bisogna mandarla quando va bene come minimo in Francia. Immaginatevi i costi di far girare per il mondo per migliaia o decine di migliaia di chilometri l’immondizia dopo averla “rielaborata” in tutti i modi (a volte ho il dubbio che la plastica negli oceani ci arrivi anche perche’ le navi che la portano a spasso ogni tanto prendono la scorciatoia, per quel che vale, scaricandola direttamente in mare).
    Queste cose i propagandisti dell’ecologismo retorico, quello che fa piu’ male che bene e viene sfruttato dal mega-business del green-washing, non le dicono MAI, anche perche’ non le vogliono sapere, piuttosto che veder smentiti i loro miti preferiscono restare ignoranti.

    Poi, se vogliamo criticare la societa’ industriale col suo meccanicismo tecnocratico green o non green, si puo’ fare lo stesso ma appunto si puo’ e si deve fare per semplici ragioni estetiche.
    Farlo per mezzo del calcolo economico e’ contraddizione in se’, fa il gioco opposto, porta consequenzialmente alla tecnologizzazione e finanziarizzazione dell’ecologismo, cosi’ come e’ successo con l’applicazione dei metodi dei Master in Business Administration alle varie municipalizzate che hanno fatto del riciclo e dell’inquinamento una narrativa diciamo la verita’ a scopo di lucro e di potere: l’unico risultato che si e’ ottenuto e’ l’incubo burocratico, la iper-tassazione vessatoria, lo sterminio delle piccole attivita’, in cambio di nulla, o di progetti demenziali e velleitari che sembrano essere stati concepiti e sviluppati in qualche scuola elementare.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Esatto.

    • per firmato winston

      “Farlo per mezzo del calcolo economico e’ contraddizione in se’, fa il gioco opposto, porta consequenzialmente alla tecnologizzazione e finanziarizzazione dell’ecologismo”

      Grazie delle riflessioni che condivido in pieno.

      Però nell’immaginario comune (non parlo di imprese multinazionali, ma di persone normali), esiste l’illusione che comunque la globalizzazione e tutto il resto portino “benefici economici”.

      Per questo trovo importante insistere sulla differenza tra “prezzi” (che in effetti sono stracciatissimi, quando vado al supermercato mi chiedo come facciano a vendere un pollo allevato per mesi a poco più di un euro e guadagnarci pure) e “costi”, che sono paurosi e nascosti.

      D’accordo sull’incubo burocratico, cui si aggira facilmente, ma soltanto con un GROSSO studio tecnico-legale.

  7. KARL says:

    “21- e poi dipinte di nuovo con informazioni specifiche sul prodotto.”

    Per non parlare degli inchiostri speciali concepiti per aderire alla superficie dell’alluminio delle lattine. In Italia abbiamo uno dei produttori principali , hanno una fabbrica all’avanguardia che sembra la NASA, la conosco perchè era un mio cliente. Hanno poco più di una decina di operai in produzione e quasi cinquanta tecnici alla ricerca e sviluppo. Sono veramente un’eccellenza internazionale nel loro settore. E’ incredibile pensare non soltanto al dispendio di energia e materie prime ma anche di cervelli, talenti e professionalità , il tutto per qualcosa che diventa spazzatura in pochi minuti.

    • per karl

      “E’ incredibile pensare non soltanto al dispendio di energia e materie prime ma anche di cervelli, talenti e professionalità , il tutto per qualcosa che diventa spazzatura in pochi minuti.”

      riflessione interessante… pensiamo sempre ai “piccoli” inutili, ai rider, ai distributori di volantini; ma ci sono anche i “grandi” inutili.

      • KARL says:

        basti pensare a tutti i laureati in fisica e matematica assunti alla City o a Wall Street per elaborare sistemi speculativi sempre più complessi. Ma qui si passa dell’inutile al dannoso..

  8. Il giornale di ecoDe Benedetti passato agli ecoAgnelli piange in questo tenero modo il passaggio del loro ecoesperto di robot e di ecoconquiste spaziali al ministero della Transizione “Ecologica”:

    https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/02/16/news/roberto_cingolani_saluta_i_lettori_di_green_blue_ecco_le_6_priorita_per_l_ambiente-287807096/

    Roberto Cingolani sospende la sua rubrica su Green&Blue, essendo stato nominato ministro per la Transizione ecologica nel nuovo governo guidato da Mario Draghi. E’ una decisione che rispettiamo, consapevoli della separazione che deve esistere tra i membri del governo in carica e una testata giornalistica, che delle azioni dello stesso governo deve essere arbitro imparziale, nell’interesse dei suoi lettori. Ringraziamo Roberto Cingolani per il suo prezioso contributo, che ha arricchito enormemente il nostro prodotto. E lo ringraziamo ancora di più per permetterci di pubblicare oggi quegli articoli che aveva scritto e che erano in attesa di pubblicazione, e che ha voluto comunque consegnarci. Li leggete ora tutti assieme. Costituiscono le sei priorità per il futuro ecologico dell’Italia. A Cingolani un sentito in bocca al lupo per il suo nuovo incarico al servizio del nostro paese.

    • Per Mirko

      “Genocidio in corso.”

      Ho sempre un freno nel polemizzare con Maurizio Blondet. Perché lo odiano in tanti, lo accusano di essere un mostro vivente, e invece so che è un essere umano onesto, non corrotto, senza secondi fini, che crede sinceramente in determinate cose.

      Per cui chiedo scusa nel polemizzare con lui qui, e prendo le distanze da tutti quelli che vorrebbero che non potesse aprire bocca.

      Detto questo, Maurizio secondo me sbaglia.

      La biosfera (sottilissima striscia sulla superficie di un piccolo pianeta) può effettivamente sostenere soltanto un certo livello di interferenza.

      Questo livello è dato dal rapporto tra numero di esseri umani e il loro impatto ambientale.

      Un essere umano con SUV, smartphone, aria condizionata ha un impatto diverso dal tizio ignudo che mangia una patata al giorno.

      Un tizio che esporta vino Chianti in Cina è insostenibile, dieci tizi che nello stesso spazio coltivano viti, cavoli e grano, è sostenibile.

      Però inevitabilmente, prima o poi, arriva il limite.

      Poi il post in questione tocca molti altri argomenti, e credo che Maurizio sbagli a metterli tutti insieme.

      • Peucezio says:

        Sì, qui sono totalmente d’accordo con te.

        Il punto è che Dio il pianeta l’ha fatto così.
        Questo non ci esime da voler inventare tecnologie che un domani ci consanteno pure magari di essere un miliardo di volte gli otto miliardi che siamo ora vivendo bene su ‘sto pianeta, ma finché non ci sono dobbiamo darci una regolata: nessuna religione può seriamente chiedere ai suoi fedeli di infrangere i limiti della materia e delle cose.

    • Francesco says:

      come si fa a pensare che l’ideologia del Vero Potere mondiale sia raccontata ai quattro venti da … Marco Pannella e Beppe Grillo?

      mi sembra di una ingenuità veramente fantastica

  9. mirko says:

    Miguel

    Una curiosità: ma tu e Blondet vi conoscete di persona?

  10. Per Mirko

    “Miguel

    Una curiosità: ma tu e Blondet vi conoscete di persona?”

    tra internettari, non mi sembra strano 🙂

  11. Ecco questo è quello che possiamo fare concretamente di questi tempi…

    Fabiana, che è una bella mente fiorentina, si occupa del progetto Le Torri, case per esseri umani realmente esistenti, e chiede la tremenda cifra di EURI CINQUE….

    Io ci ho messo euri ben dieci!

    un 2021 a tutti voi, è iniziato un nuovo anno, purtroppo ancora in emergenza sanitaria.
    Ci auguriamo che presto, tutti noi, si possa riprendere appieno le attività sociali.

    Si parla tanto in questi mesi dell’importanza dell’aspetto sociale dell’architettura e di come questa, se ben pensata, possa migliorare le nostre vite. Di questo abbiamo avuto prova concreta, sulla nostra pelle, durante i mesi di confinamento, durante i quali pochi di noi hanno avuto la fortuna di avere uno spazio adeguato per svolgere tutte le attività che normalmente svolgiamo fuori casa.

    Tutti ora parlano dell’importanza di avere spazi collettivi all’interno dei condomini, dell’importanza delle relazioni che tutelino soprattutto le persone più indifese.

    Abbiamo inoltre avuto la prova che far vivere una città prevalentemente di turismo non è economicamente e socialmente sostenibile.

    In questa situazione il recupero degli immobili dismessi, per lo più di proprietà pubblica, diventa ancora più importante.

    Recupero del nostro patrimonio pubblico per dare case ai cittadini. In questo modo non solo gli immobili, ma anche le città torneranno ad essere abitate.

    La strada è quella di vivere le relazioni sociali della nostra città e di intensificarle.

    La nostra Associazione, con il Cantiere di Via delle Torri sta realizzando, nonostante tutte le difficoltà e le problematiche di cui siete al corrente, il recupero di un immobile di proprietà del Comune da decenni inutilizzato, per relaizzare una casa condivisa, con spazi collettivi aperti anche ai cittadini.

    Siamo ad un passo dalla fine ed è il momento più faticoso perché la stanchezza è tanta dopo quattro anni di autorecupero. In più c’è la difficoltà economica perché, nonostante l’aver fatto tutto davvero in autorecupero (apparte gli impianti), i soldi non sono sufficienti.

    Stiamo portando avanti gli appartamenti a spese nostre e ci mancano i soldi per l’Ottavo Appartamento, il nostro spazio collettivo.

    A questo punto abbiamo bisogno di tutti voi per arrivare in fondo.

    Abbiamo bisogno del vostro sostegno, morale e materiale.

    Vi chiediamo di partecipare attivamente a questa impresa nel modo che ritenete più adeguato, per noi qualsiasi gesto sarà un dono.

    Rinnovo quota associativa 2021:
    quota minima di 5 EURO effettuato tramite bonifico bancario a
    Associazione Autorecupero Le Torri – Chianti Banca Filiale di Firenze
    IBAN:IT32Z0867302800026000264319
    La ricevuta del bonifico, in formato elettronico, insieme ai vostri dati, va inviata per avere la ricevuta, all’indirizzo e-mail ass.letorri12@gmail.com

    Grazie, per i passi che abbiamo fatto insieme fino ad ora e
    per tutti quelli che faremo insieme da questo momento in poi.

    Un abbraccio a tutti voi

    per l’Associazione
    il Presidente
    Genziana Fabiani

  12. Moi says:

    Orbene :

    finché un’ eccentrica signora radical-chic adotta un certo qual modus vivendi come deliberata scelta personale … NO problem !

    MA se deve scattare cotal Ascetismo Virtuoso obbligatorio per le masse mediante qualche DPC o similia … YES problem !

    • Moi says:

      DPCM

      e.c.

    • Francesco says:

      OK ma se questo ascetismo virtuoso dovesse, facciamo un’ipotesi, essere imposto dai prezzi che si formassero su un vero libero mercato? se il prezzo della bistecca, una volta portato a coprire tutti i costi, fosse esorbitante, tu saresti disponibile a mangiare bistecca solo a Natale o voteresti il primo Trump che grida al complotto comunista?

      Perchè l’unica cosa che mi farebbe ordinare alla polizia di sparare su una folla trumpista (o di gilet gialli) è la richiesta di avere “cheap oil”. Come se fosse un diritto. Come se esistessero dei diritti. E’ un’idea talmente sbagliata e dalle conseguenze talmente devastanti che veramente giustifico qualsiasi repressione.

      PS è uno dei motivi per cui non penso neppure a fare politica

  13. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    A parte il fatto che a Genova sono trentacinque anni che Italsider produce banda stagnata per lattine con lo 0% di alluminio…

    …che di tutti i materiali è uno dei pochissimi ad essere riciclabile al 100%…

    …ma che ti ha fatto Cingolani?

    È un fisico esperto di nanotecnologia e robotica che ha lavorato per Leonardo. Pensi davvero che all’ambiente meglio di lui possano pensare quelli che credono alle scie chimiche e ai chip sottopelle?

    No, perché questo ultimi sono gli stessi che hanno minacciato di morte gente che progettava impianti solari in Sardegna (e che ho conosciuto di persona). Gente che ha chiuso baracca e burattini e ha venduto l’attività ai cinesi.

    Cingolani non potrà fare certamente peggio di loro.

    L’alternativa alla ciarlataneria è la competenza scientifica e tecnica, non il rinchiudersi in un’oasi di rapporti personali.

    Piccolo non è bello. Tanto più se devi attutire l’urto sull’ambiente di sette miliardi di esseri umani. Anche se vivessero tutti come san Francesco rischierebbero di esaurire le risorse utilizzabili della biosfera. Figurarsi se ci illudiamo di fare qualcosa col “pensare globalmente, agire localmente”.

    (La Germania, dopo aver ridotto il nucleare, sta riattivando il carbone per compensare i block out delle rinnovabili col meteo di questo inverno)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii says:

      “gli stessi che hanno minacciato di morte gente che progettava impianti solari in Sardegna (e che ho conosciuto di persona)”

      Stai parlando di Costa? Davvero ha minacciato di morte delle persone che conosci?

      • Moi says:

        … il cieco Fanatismo può impossessarsi di ogni dottrina !

      • Andrea Di Vita says:

        @ MT

        No. Non faccio nomi ché ci sono indagini in corso, ma posso confermare che la persona minacciata è un dirigente d’azienda di un certo peso.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Moi says:

      @ ANDREA DE VITA

      C’è un Bug di Sistema, però : il Suffragio Universale ! 😉

      NON è vero che NON possiamo eliminarlo … NON vogliamo ! 😉

      • Moi says:

        SE è vero che “Uno NON Vale Uno” a livello operativo … come può essere che “Uno Vale Uno” a livello selettivo del Parlamento ?!

        … NON ha senso !

      • Moi says:

        Ahimè, non posso che “cringiare” la mia stessa città …

        https://www.youtube.com/watch?v=tZB1xZLCeeE

        L’accoglienza dei tifosi rossoblù al pullman del Bologna, in arrivo allo stadio Renato Dall’Ara prima della gara Bologna-Benevento, 22° giornata del Campionato di Serie A 2020/2021 [12/02/2021].

        Dopo circa un anno di assenza dallo stadio, i tifosi del Bologna abbracciano la squadra all’arrivo allo stadio prima della partita.

      • Per Moi

        “NON è vero che NON possiamo eliminarlo … NON vogliamo !”

        definisci per cortesia il soggetto del “noi”.

        “La specie umana”

        “Moi e quelli che la pensano come lui”

        “I commentatori del blog”

        • Moi says:

          Noi Chiunque dimostri coerenza (!) fra la necessità di un Governo dei Migliori (Draghi ha fondato la prima “Aristocrazia Parlamentare” ipso facto della Storia …) e di un Suffragio dei Migliori.

          Oppure si abbia la coerenza opposta di autorizzare in Parlamento come normalità il turpiloquio, l’insulto, l’ invettiva roboante e la provocazione istrionica … poiché tanta gente, che deve (!) essere colà rappresentata, sa “esprimersi” soltanto così.

          • Moi says:

            … gli “Aristoi” / ἄριστοι sono noti, molti già c’ erano con Conte; all’ epoca , però, dovevano ancora migliorare !

    • Per Andrea Di Vita

      “È un fisico esperto di nanotecnologia e robotica che ha lavorato per Leonardo. Pensi davvero che all’ambiente meglio di lui possano pensare quelli che credono alle scie chimiche e ai chip sottopelle?”

      Mi sembra che lui sogni i chip sottopelle (le scie chimiche invece, per quello che ne so, sono una scemenza, che nasce da una comprensibile diffidenza verso chi vorrebbe dominare tutto).

      Che ti devo dire… è un mistero la simpatia, il co-sentire.

      Quando tu parli della Polonia, ma anche di tante altre cose, sento quasi un brivido di sim-patia.

      Poi so benissimo che un’altra parte di te vorrebbe metterci tutti i chip sottopelle, e rinchiuderci in prigioni virtuali, e trasformare l’Oltrarno in una periferia di Wuhan.

      E a parte l’orrore che mi fa la prospettiva, faccio fatica anche a capire lo spirito di chi sostiene cose del genere.

      Però credo che sia importante cercare sempre di cogliere le poche cose belle che condividiamo.

      • E ancora:

        “Pensi davvero che all’ambiente meglio di lui possano pensare quelli che credono alle scie chimiche e ai chip sottopelle?”

        Ecco, è in un momento così che capisco come siamo ridotti.

        Io pongo il contrasto tra uno psicopatico che vuole conquistare e rendere abitabile la Luna, e la gente di cui parlavo con Peucezio:

        “gli amici che si alzano al freddo per mungere le capre, che cercano di far crescere un orto senza avvelenarlo in partenza, che fanno il pane al forno e lo vanno a vendere al mercato quasi illegale, che si trovano il maledetto problema delle lumache che attaccano le piante, e si chiedono come affrontare il problema senza usare veleni, che la notte si riscaldano con la legna tagliata nel bosco, che studiano grandi manuali per capire come si fa a evitare che il terreno se ne vada nei fiumi e poi nel mare, che scoprono le piccole strane convivenze tra piante…”

        • Andrea Di Vita says:

          @ Martinez

          È grazie a quello psicopatico e a quelli come lui che almeno alcuni fra i miliardi di persone che abitano questa Terra hanno e avranno ancora la possibilità di vivere scoprendo “le strane piccole convivenze tra piante”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          Miguel

          ma questi contadini “naturali” quanta gente riescono a sfamare oltre a se stessi, se ci riescono?

          • Per Francesco

            “ma questi contadini “naturali” quanta gente riescono a sfamare oltre a se stessi, se ci riescono?”

            Un certo numero, non grandissimo.

            Sono pochi, hanno in uso una frazione minima del territorio, non godono di aiuti a differenza dell’agricoltura industriale, raramente hanno dei dipendenti.

            Ma sfamano certamente di più dei noccioleti industriali con cui la Ferrero produce la Nutella, o dei vigneti del Chianti, o delle oscene fabbriche di biomasse…

            • Mauricius Tarvisii says:

              Perché non godono di aiuti? L’UE eroga denaro a pioggia e, che io sappia, la normativa nazionale è abbastanza favorevole alle piccole imprese agricole.

            • Francesco says:

              eh no, caro Miguel, il “bello” del grande flusso è che con la Nutella ti ci paghi tonnellate e tonnellate di cibo prodotto dentro il sistema

              oggi un 5% di umanità sfama tutto il resto – e se contassimo la filiera a monte e a valle non credo arriveremmo al 10%

              prima della “bolla energetica”, se ricordo, la proporzione era invertita

              ciao!

              • Per Francesco

                “eh no, caro Miguel, il “bello” del grande flusso è che con la Nutella ti ci paghi tonnellate e tonnellate di cibo prodotto dentro il sistema”

                Devo ripeterti ancora la storia della perdita di biodiversità, sterilizzazione dei suoli, distruzione di insetti impollinatori, svuotamento delle falde acquifere, ecc ecc ecc.

                Con l’agroecologia, ricavi in 20 anni 3 unità ogni anno, dall’inizio alla fine. Totale 60 unità.

                Con l’agricoltura industriale, ricavi nel primo anno 15 e dici, “ha ha funziona 5 volte meglio!”. L’anno dopo ricavi 10, che sembra ancora tanto; quello dopo 8, quello dopo 7. Ma dal quinto anno in poi, non puoi nemmeno ricavarne sabbia, perché non è buona per fare il cemento. Totale 40 unità.

                Ovviamente è solo una semplificazione estrema, ma mi sorprende come si dimentichi così facilmente il concetto, ribadito qui qualche migliaio di volte ormai credo.

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinez

        “Chip sottopelle”

        …per i malati che possono così vedere segnalare il proprio quadro clinico in tempo reale ai terapeuti.

        Poi naturalmente ogni tecnologia e intrinsecamente dual use. Anche un coltello per tagliare il pane può essere usato per uccidere.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Moi says:

          … come la “dynamite”, che fu inventata per alleviare le fatiche dei minatori.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Moi

            Esatto.

            Un mondo senza dinamite sarebbe più civile? Consentirebbe di vivere a sette miliardi di persone?

            Abbiamo mangiato il frutto dell’albero della conoscenza, e abbiamo perso l’Eden.

            Ma nell’Eden non si può tornare.

            Dopotutto ci stavano solo in due.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              >>> nell’Eden non si può tornare

              ecco, temo di dover sottoscrivere questa frase e invito a porla all’inizio di qualsiasi “idea” su come cavarcela

              va costruito un nuovo Eden, naturalmente!

              😀

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinez

        Ma l’Oltrarno lo è già, periferia di Wuhan.

        Tu vedi i rapporti fra le persone singole. Ma Oltrarno continua ad esistere perché da qualche parte viene prodotto il reddito che consente loro di vivere, e a meno che non siano tutti trogloditi della Papuasia di cento anni fa loro indossano t-shirt fatte in Vietnam, comprano lampadine all’Ikea fatte in Cina e si soffiano il naso con fazzoletti di carta prodotti in India.

        Il tuo mondo esiste perché esistono mille Wuhan.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • L’Oltrarno oggi è periferia di Wuhan, verissimo.

          Lo è per il motivo già spiegato: nel Chianti, i grandi proprietari terrieri preferiscono fare la devastante monocoltura del vino, piuttosto che mettere insieme viti e patate e zucchine (semplifico).

          Se nel Chianti le vigne le combinassero con patate e zucchine, l’Oltrarno diventerebbe molto meno periferia di Wuhan e il suolo e l’aria e l’acqua ne trarrebbero giovamento.

          Questa sarebbe una transizione ecologica.

          Che il ministro dei robot non farà.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martinez

            Anche se nel Chianti trovassero il petrolio non cambierebbe nulla: il fatto che siamo tutti in una gigantesca periferia (tranne forse il CERN, il Vaticano, la Banca centrale di Francofirte e il quartier generale dell’Internet quantistico cinese) non dipende dalle scelte di questo o di quelli, ma dal Flusso che tu stesso riconosci essere ovunque.

            Se le persone meno abbienti che conosci hanno le scarpe ai piedi oggi lo devono a qualcuno che le ha prodotte per pichi centesimi dalle parti di Wuhan.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

    • PinoMamet says:

      “Cingolani non potrà fare certamente peggio di loro.”

      Va bene, ma “non potrà fare peggio”- anche ammettendo che sia vero, e non è scontato- non è proprio la stessa cosa “è meglio di loro”, per non parlare di “è la scelta migliore che si potesse fare”.

      Non credo che l’alternativa sia tra fricchettoni abbracciapiante e professoroni progetta-robot. (Nel qual caso, voto per il Dottor Slump).

      Credo che mettere all’ambiente uno che si occupa di ambiente, anziché di robotica, sarebbe un buon inizio…

      • Andrea Di Vita says:

        @ PM

        Tutto si può migliorare. Ma il rischio vero non è che Cingolani possa non essere capace di studiarsi l’ecologia. (Uno dei nostri migliori ministri della Sanità ammise candidamente di doversi imparare la legislazione sugli ospedali da zero, eppure è ancora rimpianto). Il rischio è che il ministero vada in nano a gente che ti dice che “RT=0.5” vuol dire che “per contagiare una persona ce ne vogliono due”. Tipo l’ex assessore legaiolo alla sanità nella regione Lombardia, per intenderci.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          quello fu un semplice errore di comprensione delle statistiche e non fa testo

          non è sufficiente a dimostrare che Gallera era un cretino

          anche se la cosa si è rivelata vera

    • Per Andrea Di Vita

      “che ha lavorato per Leonardo.”

      Potrebbe essere più preciso scrivere,

      “che ha lavorato per l’ottava azienda nel mondo specializzata nella commissione di omicidi a pagamento”.

      Molto, molto più avanti della ndrangheta o degli Zeta messicani.

      Capisco che sei ligure, ma mica se uno è siciliano deve tifare per Totò Riina.

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinez

        Questo mi sembra precisamente il tipico pseudo ragionamento da grillino. Centinaia di ricercatori e di dottorandi lavorano per Leonardo. Non mi risulta che la stragrande maggioranza di loro abbia mai lavorato per armamenti o affini. Leonardo possiede Oto Melara che fa cannoni navali, ma anche la Galileo che fa diagnostiche per satelliti meteo. Se dobbiamo dismettere tutta la ricerca perché può avere applicazioni militari, allora torniamo direttamente al Neolitico e finiamola lì. Vogliamo parlare degli specchi ustori di Archimede?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Moi says:

        … ma lo Zeta “nostro”, dov’è finito ?

        … e Habs ?

        … Son spariti praticamente col Governo Conte.

    • Francesco says:

      >>> La Germania, dopo aver ridotto il nucleare, sta riattivando il carbone per compensare i block out delle rinnovabili col meteo di questo inverno

      A parte i block che sono black, confermo in pieno. Le puttanate dipinte di verde rimangono puttanate e fanno danni.

      • Andrea Di Vita says:

        @ Francesco

        Acc…! 🙂

        Da buon genovese, pensavo ai “black block”… 🙁

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Moi says:

      Da un punto di vista linguistico, è particolare come il sistema di scrittura sia stato inventato dai Coloni Crstianizzatori per avvicinare gli Indigeni Canadesi alla Bibbia … la peculiarità si basa sul fatto che i grafemi consonantici formano le sillabe [a differenza dei sistemi di scrittura Ebraici e Arabi …] mediante rotazioni e posizionamenti geometrici delle lettere stesse :

      https://en.wikipedia.org/wiki/Canadian_Aboriginal_syllabics

      https://www.youtube.com/watch?v=_tjz9vD5xNU

      Basic ideas of the Inuktitut writing

      The missionary James Evans (1801 – 1846) is remembered for the invention of the writing system for Ojibwe and Cree. This was later adapted to other languages such as Inuktitut.

      • PinoMamet says:

        Interessante! Grazie!

      • habsburgicus says:

        i sistemi di scrittura sono stati in gran parte inventati da missionari, tanto religiosi (cristiani soprattutto) quanto atei (i sovietici nei ’20 e ’30) 😀 😀
        pure la Cina negli anni più obliati e censurati, i Cinquanta di pedissequa adesione al modello sovietico, fece abbastanza: nei ’50 furono creati diversi alfabeti in Yunnan (fu Deng a essere inviato lì all’uopo, anche se lui si limitava a “purgare”, probabilmente il lavoro lo facevano i colleghi del nostro Peucezio :D) e Sichuan, vedasi il libro di Zhou Minglang..dal 1958 un Mao sempre più folle e senza freni pose fine alle sperimentazioni in favore di una sinizzazione esasperata e non furono riprese dal 1979, se non in piccola scala (e da ultimo, fere nihil !)…la Cina, oggi, resta ben diversa -in questo- dall’URSS dei ’20 !

        • habsburgicus says:

          i missionari cattolici o calvinisti traducevano le Scritture, i missionari marxisti traducevano le “loro” scritture ovvero le opere di Lenin e Stalin 😀
          se in quegli anni Togliatti avesse avuto il potere in Italia -anziché essere in esilio- magari in ossequio ai dettami di Mosca avrebbe fatto tradurre le opere di Lenin-Stalin in dialetto reggiano e nelle parlate delle Murgie 😀

          • Moi says:

            A Taiwan hanno inventato un sistema didattico di trascrizione fonetica chiamato Zhuyin o Bopomofo per decodificare gli Hanzi [tipo gli Hiragana in funzione di Furigana per fonetizzare i Kanji sillabicamente]

            il metodo del Bopomofo è lo stesso dei katakana : porzioni di logogrammi incisi, ottenendo tratti spigolosi … [mentre gli hiragana lo sono di logogrammi pennellati, ottenendo tratti curvi.]

            https://en.wikipedia.org/wiki/Bopomofo

            https://en.wikipedia.org/wiki/Bopomofo

            • Moi says:

              Tornando agli Inuit, in Groenlandia usano invece un adattamento dell’ alfabeto Latino mutuato dal Danese … chissà , però, se in caso di totale Indipendenza (ma poi la farebbero davvero o confluirebbero in Canada ?) adotterebbero il Sillabico “traslato-rotatorio” di Evans.

              • habsburgicus says:

                la Groenlandia, come i meno giovani si ricorderanno, fece una sua “brexit” passata inosservata
                infatti, come è noto, allorché il 1/1/1973 il Regno di Danimarca entrò nell’allora CEE, insieme a Regno Unito e Irlanda [era prevista pure la Norvegia ma in un drammatico referendum del 1972 i norvegesi dissero NO, sconfessando la dirigenza del partito laburista, potentissimo ai tempi], vi entrò giocoforza anche la Greoenlandia, colonia danese, ciò che non andò già agli Inuit che europei proprio non si sentono (e come dar loro torto ?)
                dunque, visto che al Nord la democrazia è una cosa seria, all’inizio degli 1980′ si fece un referendum in cui la Groenlandia scelse di uscire dalla CEE pur restando associata alla Corona danese (la Chiesa di Stato luteransa, che io sappia, restò ancora per un po’ la Folkekirket danese ma sembra vi sia oggi una “Chiesa di Groenlandia”,di status ufficiale non chiarissimo)….
                da allora Groenlandia non è CEE nè a fortiori UE

              • habsburgicus says:

                una bella soluzione, “pulita”, sarebbe elevare al trono col titolo di “Re di Groenlandia” un figlio cadetto della coppia reale danese, eventualmente con la clausola di una restaurazione dell’Unione in caso di estinzione del ramo…in tal modo la Groenlandia avrebbe l’indipendenza salvando la legittimità…e lingua ufficiale, per fare le cose bene, andrebbe proclamato iul “groenlandese” (nome da adottare), ma con ortografia danese, non quella di Evans
                religiosamente, in omaggio alla tradizione nordica (che la Svezia “rossa” ha sfidato togliendo riconoscimento ufficiale alla Chiesa luterana, fatto epocale, passato oggi nell’assoluta indifferenza degli savedesi 😀 ;D mi è ignoto se LEGALMENTE il Re di Svezia è ancora tenuto a [far finta di] credere in Lutero o se -ovvove !!!!!- potrebbe addirittura divenire “papista” senza perdere ipso facto il trono..Elisabetta lo perderebbe, non licet catholicos regnare in Anglia) ci si aspetterebbe che la Groenlandia indipendente dichiarasse la fede di Lutero quello ufficiale, con ricche prebende per il clero, ma garantisse tolleranza alle altre religioni

              • mirko says:

                Ancora meglio se diventasse cattolica, come in epoca medievale (XI-XV secolo).

              • habsburgicus says:

                chiaro

              • Mauricius Tarvisii says:

                La Groenlandia dell’età moderna non ha niente a che fare con quella medievale: sono cambiati gli insediamenti abitati (le tre colonie scandinave non coincidono con i moderni agglomerati), è cambiata la composizione etnica (da scandinava ad inuit) ed è cambiata la percezione identitaria di conseguenza (da europea ad extraeuropea). E’ uno dei non frequenti casi di tabula rasa e sostituzione totale.
                Solo che è vietato dire che gli inuit diedero una mano massacrando i precedenti abitanti: ho letto storici fare i salti mortali pur di ignorare le fonti islandesi dell’epoca che parlano espressamente di attacchi e massacri compiuti dai “pagani” 😀

              • mirko says:

                Il dramma fu proprio la mancata evangelizzazione degli skraeling da parte del clero norvegese in Groenlandia.

              • habsburgicus says:

                da giovane vidi a Copenaghen la statua di Hans Egede colui che riportò il cristianesimo- seppur eretico “secundum Lutherum”- in Groenlandia….credo siamo già ad inizio Settecento ma la foggia mi pareva secentesca con una sorta di golilla (che conservano a tuttoggi i pastori della Chiesa luterana danese, e anche altrove)

              • Mauricius Tarvisii says:

                Gli inuit sono migrati tardi: finché la Groenlandia scandinava è stata popolosa e sede diocesana, molto probabilmente gli europei ne erano gli unici abitanti. Quando gli inuit sono migrati hanno avuto la demografia dalla propria parte e le possibilità di convertire perfetti sconosciuti da parte di qualche parroco groenlandese privo di mezzi economici e culturali dovevano essere praticamente nulle.

              • mirko says:

                Si, avrebbero dovuto ricevere rinforzi dalla Norvegia, e formare un clero missionario per convertire i nuovi arrivati.

              • mirko says:

                Comunque, se non sbaglio, in Groenlandia si è ricostituita una comunità cattolica, sia pure minoritaria.

              • habsburgicus says:

                sempre in gioventù, ma un po’ dopo, in una splendida occasione ricevetti in dono un libro su Niels Steensen (Stenone), uno scienziato danese che “tornò a Roma” ed entrò nella nostra Chiesa, divenendo un sacerdote e missionario, poi beatificato da Giovanni Paolo II (Stenone viveva nel secondo Seicento….anni di “Lutherus triumphans” nella sua amata patria, per citare l’opera di un sovrintendente luterano danese di inizio Seicento cioè “vescovo” parola reputata illo tempore troppo “papista” e restaurata solo con la Grundlov “legge base” del 1683)
                il grande egittologo Zoega, veneto di origine ma danese di cittadinanza e dunque eretico, tornò anch’egli alla nostra Chiesa a Roma ove visse per decenni contando sulla benevolenza di Pio VI e poi Pio VII
                forse pure Thorvaldsen, suddito della Corona danese, si fece cattolico o seriamente ci pensò
                per passare ai cugini nemici e a me più antipatici 😀 cioè agli svedesi,
                abbiamo il grande Lars Thjulén che si fece cattolico a Cadice in Spagna verso il 1767 condannandosi all’esilio perpetuo, entrò nella Compagnia di Gesù proprio in tempo per essere espulso verso l’Italia dal massonissimo governo di Aranda, si stabilì a Bologna divenendo quindi concittadino di Moi e scrisse poi opere in italiano contro i giacobini..
                Gustaf III (1771-1792), Sovrano aperto e veramente illuminato che incontrò privatamente Pio VI a Roma, gli promise di dargli un salvacondotto per tornare in Svezia -vietatissimo a chi si faceva “papista”- ma il Re venne assassinato nel 1792..e e Thjulén mai più rivedrà la sua patria..scrisse una storia critica di Gustavo Vasa, controcorrente….
                ci raccontò nelle sue Memorie che il primo contatto con le terre cattoliche, in Spagna, lo lasciò allibito e rischiò di indurirlo nei pregiudizi dell'”empia setta luterana” che “si è impadronita della mia un tempo felice Nazione a causa del tiranno Gustavo Vasa”…
                infatti, giovanissimo, a Cadice, uno gli si avvicinò e gli offrì di fornirgli una donna per pochi pesos 😀 Thjulén, che viveva in un Nord diverso da quello di oggi e molto puritano, ne fu scandalizzato e dice che in Svezia, pur corrotta dall’eresia, tali cose non succedevano !
                povero Thjulén, vivesse oggi nella sua patria tanto amata e che mai più a causa dell’intolleranza protestante poté rivedere ! ne vedrebbe di cotte e di crude

  14. Moi says:

    Sul Giuoco delle 3 Carte Sinistra / Liberalismo / Marxismo, per cui qua ci si fraintende sempre , o ci si diverte a fingere di fraintendersi :

    ———————————-

    “Basta arcobaleno!”. Se il compagno Rizzo ha le idee più chiare dei cattodem

    https://www.osservatoriogender.it/basta-arcobaleno-se-il-compagno-rizzo-ha-le-idee-piu-chiare-dei-cattodem/

    Per battere i fascisti serve la bandiera rossa, non quella arcobaleno.

    _ Marco Rizzo _
    [cit.]

  15. Adesso vi mollo…

    Ma vorrei far capire, che ogni cosa che scrivo qui, è legata a un vissuto, che conta molto di più dello scritto.

    Oggi c’era Virginia, che nel nostro angolo catastrofico di giardino, sotto quarantena e maschere, cercava gratuitamente di insegnare gli articoli italiani…

    a due giovani dell’Honduras,

    a una signora giordana il cui marito e i cui figli avevano ottenuto la cittadinanza perché parlavano bene l’italiano e lei no,

    e alla bizzarra amica dell’Azerbaijan, che è tutto insieme insegnante di matematica e fisica, ex-candidata al parlamento, designer, insegnante di russo e di turco, architetta di giardini, pittrice e candidata all’espulsione come potenziale clandestina.

    E tutto questo è possibile perché siamo radicalmente legati alle radici, in questo caso le radici di un tasso, “porsuk” in turco, che è ciò attorno a cui ci raduniamo.

  16. Andrea Di Vita says:

    @ tutti

    Sembra che non c’entri nulla, ma contro i Lysenko legaioli de’ noantri alla fine qualcuno che ricorda la ragione lo si trova con l’ambiente come coi virus

    https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/crisanti-contro-speranza-e-stato-esitante-l-agenda-la-detta-il-virus-non-il-commerciante/376437/377048

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      il solito dilettante allo sbaraglio che vede solo la sua porzione del mondo!

      poi dicono male dei politici

    • Peucezio says:

      Crisanti è uno che ha totalmente ragione, ma non ha il senso della realtà.
      Lui in sostanza dice: facciamo lockdown duri e brevi, stile cinese, così dopo si fa il tracciamento e il virus rimane sotto controllo, come in Cina e in Corea.
      Ma dovrebbe ormai aver capito che tanto in Italia il tracciamento non si farà mai.
      Se si facesse il lockdown duro anche per un anno (ma intendo proprio roba che ti arrestano appena metti il naso fuori di casa; spesa consegnata dall’esercito), finito quell’anno, con zero contagiati, noi riapriremmo le frontiere al mondo intero, non faremmo nessun tracciamento e tempo due mesi (se siamo in inverno, poco più se siamo in estate) saremmo esattamente al punto di prima, con le terapie intensive sature.

      In Corea il lockdown non l’hanno mai fatto, hanno fatto il tracciamento da subito.
      In Cina l’hanno dovuto fare, perché gli è scoppiato in casa, ma l’hanno fatto in una provincia sola, per un paio di mesi ed è un anno che manco sanno più cos’è il covid (ma se spunta un contagiato in una provincia, in quella provincia fanno milioni di tamponi in poche ore e non si contagia nessun altro).

      Quindi Crisanti è come se dicesse a uno che ha il raffreddore: “fai una convalescenza lunga; anche se hai impegni di lavoro di alta responsabilità fa niente, così guarisci al 100%”, senza considerare che il tizio in questione, finita la convalescenza lunga, se ne va in giro in maniche di camicia d’inverno sotto la pioggia.

  17. Cingolani era pure nel Consiglio d’Amministrazione della Ferrari, nota amica dell’ambiente.
    Il giorno in cui è diventato ministro Cingolani si è dimesso, così possiamo stare tranquilli che sarà perfettamente neutrale e non farà mai un favore alla Ferrari.
    Nemmeno se il giorno in cui termina la sua carriera di ministro, viene riammesso nel CdA della Ferrari, come si fa negli USA…

    • Francesco says:

      beh, Miguel, qui mi scadi nel fattoquotidianismo … oppure auspichi una selezione alla Pol Pot o alla Beppe Grillo? solo i puri possono salvarci? e pazienza se sono necessariamente degli imbecilli, altrimenti avrebbero trovato un lavoro importante?

      che poi io non capisco cosa c’entri Cingolani con la transizione ecologica, almeno però non è di un certo partito

      • Per adv

        “6 proposte cingolani”

        Avevo già letto… riassumo:

        1) “abbiamo bisogno si una valutazione del rischio ragionato del progresso” che tenga conto dei problemi di lungo periodo generati dallo sviluppo “e sappia valutare attentamente il rapporto tra costi e opportunità di ogni tecnologia”.

        E vabbè..

        2) più auto elettriche, ma “Il litio e il cobalto, materiali necessari per la produzione delle batterie, sono difficili da trovare e da smaltire – dice – Se anche volessimo sostituire l’intero parco veicoli globale immediatamente, le riserve di questi due metalli oggi non basterebbero a soddisfare la domanda, così come non basterebbe l’intera produzione elettrica oggi disponibile per garantire le ricariche”.

        E vabbè..

        3) più soldi pubblici per le “energie rinnovabili”

        4) “decarbonizzazione”. Nessuna spiegazione se intende ridurre il consumo di carburanti, o semplicemente fare giochi contabili tipo in Messico dove si abbattono foreste naturali per fare foreste finte che vengono vendute alla Germania per “compensare” le emissioni che la Germania non ha alcuna intenzione di ridurre.

        5) Le città inquinano, ci vuole più misurazione e controllo elettronico.

        6) anche l’agricoltura intensiva crea problemi. Lo so anch’io che non faccio il ministro, vediamo se lui fa vietare l’importazione di carne dal Brasile. Non so perché, ma ho il sospetto che non lo farà.

        • Mauricius Tarvisii says:

          ” fare giochi contabili”

          C’è un tizio che ha fondato una società che fa finta di vendere auto, ma in realtà fa margine grazie alla vendita di certificati verdi.

          https://edition.cnn.com/2021/01/31/investing/tesla-profitability/index.html

          E’ lo stesso tizio che vuole infilarci uno spinotto nel cervello. Ma immagino che nemmeno in questo caso il core business sarà davvero la vendita degli spinotti.

          https://it.wikipedia.org/wiki/Neuralink

          • Francesco says:

            però ha rivoluzionato l’industria dei lanci di satelliti, togliendo il monopolio agli enti pubblici, con esiti direi molto positivi

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ah, sì: dimenticavo il satellite selvaggio che sta creando problemi alla radiotelescopia! Davvero rivoluzionario…
              Poi ditemi appena le duemillemila costellazioni di satelliti inizieranno a bersagliarsi a vicenda di detriti. Lì sì che sarà rivoluzionario il ritorno all’era pre-spaziale.

              • Francesco says:

                colpa degli Stati che non hanno normato il traffico intorno alla Terra! lui si è limitato a offrire la spedizione di carichi in orbita a prezzi ragionevoli

          • roberto says:

            mi sembra anche un filo da titolista di repubblica scrivere “fa finta di vendere macchine”

            in fin dei conti l’anno scorso, si legge nell’articolo, ha venduto mezzo milione di macchine elettriche (che mi sembra un mercato molto più ridotto dei 70 milioni di macchine vendute ogni anno, leggo sempre nell’articolo)

            • Mauricius Tarvisii says:

              Di suo Repubblica non parlerebbe mai male di un Imprenditore Visionario. Però se la proprietà decidesse di fare guerra all’auto elettrica…

  18. roberto says:

    Mi ero perso questo scambio francesco-Miguel che invece è molto interessante

    dice francesco
    “Siamo d’accordo che se provassimo a seguire il principio di precauzione saremmo ancora senza il fuoco e forse non sarebbe una grande idea?”

    risponde Miguel
    “Tutte le volte che si criticano le posizioni ambientaliste, si finisce nell’iperbole.”

    secondo me hanno ragione tutti e due, e il problema sta nel definire “posizioni ambientaliste”

    parto dalla goccia, cioè me stesso.
    credo di avere delle posizioni *vagamente* ambientaliste. riciclo tutto, compro un numero di boiate molto limitato, evito plastica usa e getta e cose di questo tipo…(ne o anche di più serie: ho speso un botto per isolare la casa e ora quasi non uso più il riscaldamento nonostante le temperature…)

    ciò nonostante, un ambientalista qualsiasi mi prenderà in giro dicendo che tutto è inutile e che comunque per sostenere il mio stile di vita ci vogliono 5 pianeti.

    l’ambientalista qualsiasi HA RAGIONE! ma a questo punto anche io ho ragione a dirgli “certo se vivessimo nelle caverne il pianeta basterebbe per tutti” (…e per umana pietà non gli parlo dei cavalli nel nord america)

    insomma si va da iperbole ad iperbole, perché, come dicevo qualche giorno fa, non è chiaro un punto
    se tutto è inutile, a che serve fare qualcosa?
    se tutto è inutile, qual è lo scopo?

    • Per roberto

      “ciò nonostante, un ambientalista qualsiasi mi prenderà in giro dicendo che tutto è inutile e che comunque per sostenere il mio stile di vita ci vogliono 5 pianeti.”

      Ma io non ti prendo in giro, credo che tu abbia fatto benissimo, è proprio quello il senso di non essere complici.

      Ma è anche chiaro che il tuo ottimo gesto ha un impatto +1 per l’ambiente; l’apertura di un nuovo centro commerciale vicino a casa tua ha un impatto -1000 per lo stesso ambiente.

      Ora tu non puoi decidere ovviamente sul centro commerciale, puoi decidere su casa tua, e quindi hai fatto esattamente la cosa giusta.

      Solo la politica può fermare il centro commerciale. E sappiamo che non lo farà, anzi probabilmente farà di tutto per favorirlo.

      Al massimo imporrà al centro commerciale di fare alcune cose tipo usare furgoni di fattura più recente e quindi leggermente meno inquinanti: diciamo un +2 per l’ambiente in emissioni, un -5 in produzione di nuovi veicoli.

      • Francesco says:

        beh, se iniziasse a imporre regole sull’aria condizionata potrebbe avere un impatto non da poco … probabilmente non sufficiente ma importante

        anche qui si tratta di far crescere i costi di energia elettrica e condizionatori fino a tenere conto delle esternalità ecologiche. e capire cosa fare di chi per questo finisce alla fame

        è per questo che sono “estremista”

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinez

        Un centro commerciale costruito con criteri moderni (nel senso di ecocompatibili) che sostituisce cento botteghe, ciascuna con la sua stufetta (brr) col suo condizionatore d’aria (brrrr) con le sue luminarie sempre accese (brrrrrrr) con la sua porticina che si apre e si chiude (brrrrrrrrr) e col suo piccolo furgoncino Euro1 (brrrrrrrrrrrr) che porta merci che costeranno il doppio ai clienti che dovranno produrre il doppio di merci (brrrrrrrrrrrrr) per potersela comprare è una benedizione per l’ambiente.

        Controllare le perdite e gli sprechi di una sola grande utenza da 2 Megawatt è molto ma molto più facile che controllare perdite e sprechi di mille utenze da due KW l’una.

        (Per non contare le linee di trasmissione, le sottostazioni in media tensione, gli inverter
        che si evita di dover installare con una sola utenza grande al posto di mille utenze piccole).

        Piccolo è brutto.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • roberto says:

        “Ma io non ti prendo in giro,”

        certo, sennò avre scritto “miguel” non “un ecologista qualsasi”

        🙂

  19. Francesco says:

    Miguel

    hai mai parlato con i tuoi amici professori della tua idea di piccole comunità locali che si coltivano il necessario con sistemi ecologici?

    io temo che nessuna misura dello spreco del mondo reale possa neppure avvicinare la perdita di cibo disponibile, facendo le somme per benino

    ciao

  20. Peucezio says:

    Andrea,
    c’è un punto debole però in tutto il tuo discorso.
    Se la sfanghiamo avrai ragione, ma solo in parte perché potrebbe essere per il rotto della cuffia, perché ci va di sedere, come uno che fa una giocata arrischiata.
    Ma mettiamo che non la sfanghiamo.
    Un’economia di tipo feudale e agricolo-artigianale (con i sistemi politici ad essa collegati) non avrebbe mai prodotto la bomba demografica, lo sfruttamento delle risorse energetiche col conseguente disastro ambientale: ci è voluta la tua beneamata civiltà industriale, illuminista e borghese per produrre tutte queste cose.
    E ora ci spieghi che solo queste stesse dottrine illuministe e razionaliste ci salveranno. Può essere pure (secondo me invece sarà il neo-confucianesimo cinese, e cioè avverrà non il collaborazione ma malgrado l’Occidente liberal-democratico, avviato a una decadenza che però semina danni in giro), ma sai che forza riparare un danno di cui si è stati la causa. A che mi serve un medico che mi cura perché mi ha fatto ammalare lui…

    • Andrea Di Vita says:

      @ peucezio

      Se la società “feudale” (semplifico per brevità) avesse soddisfatto i bisogni umani meglio di quella “industriale” (altra abbreviazione) quest’ultima non sarebbe mai nemmeno nata, e anche se fosse nata sarebbe presto abortita.

      L’aria della città rende liberi.

      Non l’ha mica detto Gramsci, o Cecil Rhodes, o Rockefeller. L’ha detto un chierico bolognese del tredicesimo secolo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        Andrea,
        secondo me l’errore è pensare che esistano i bisogni umani e non dei gruppi umani.
        La storia è anche conflitto.
        Certi cicli storici sono la vittoria di popoli e gruppi umani contro altri popoli e gruppi umani.
        Ma questo è un mio personale parere.

        L’obezione principale però a questo tuo argomento è che in pratica stai dicendo: è bene che sia successo perché è successo.
        Ma allora vale per tutto.

        Circa l’osservazione finale, in effetti parlando di feudalesimo schematizzavo (di proposito, facendo mio polemicamente lo schema marxista). Anche l’urbanesimo italiano bassomedievale e rinascimentale per me rientra a pieno titolo nell’Ancien Régime: l'”aria della città” di cui parli era quella dei corpi intermedi, delle corporazioni, tutto un mondo pluralistico di mediazioni (in contrapposizione alla nobiltà rurale di origine vassallatica o varia, alle monarchie, all’Impero) e, in fondo, è la libertà partecipativa e comunitaria greco-romana, cui i Comuni anche simbolicamente si rifacevano (nei nomi delle cariche, per esempio: i consoli, ecc.): nulla a che fare con l’astratto egualitarismo accentratore giacobino a te caro, che semmai è erede dell’assolutismo monarchico francese e l’ha imposto al mondo sostituendo al monarca il capitale finanziario (e tutt’al più i funzionari di stato).

        • Andrea Di Vita says:

          @ peucezio

          Io non ho alcun criterio, in questioni storiche, di identificare cosa sia giusto e cosa no. Mi attengono al caro vecchio insegnamento di Tucidide, che la mia prof di greco buonanima riassumeva in “cosa fatta capo ha”: se un sistema ha prevalso vuol dire che “funzionava meglio”, così come lo schiavismo sudista non ha capitolato perché “più cattivo” ma perché meno efficiente dell’industrialismo nordista nel produrre merci scambiabili e quindi nel procacciarsi armi. Illudersi di risolvere i problemi di un sistema industriale ritornando al feudalesimo sarebbe come proporsi di risolvere i problemi sindacali in fabbrica tornando alla schiavitù nei latifondi.

          Quanto al chierico bolognese, non devo ricordati io che in quegli anni erano piantati i germi di quell’umanesimo e di quella riscoperta dell’eredità culturale precristiana che avrebbero poi aperto le ali a Leonardo, Luca Pacioli, Giordano Bruno e Galileo. Non a caso spiriti conservatori ma avveduti come Dante avvertirono il pericolo annidato nella nuova, fiorente economia comunale: da Sordello a Cacciaguida è tutto un rimpianto del buon tempo antico, quando la “virtù” era più importante della partita doppia. Fu Ezra Pound a cantare come l’usura avrebbe sterilizzato Duccio da Boninsegna e Cavalcanti. Non a caso l’usura ha vinto.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • mirko says:

            “Non a caso l’usura ha vinto.”

            E questo sarebbe il comunista.

            • Andrea Di Vita says:

              @ mirko

              Ignorare i fatti sarebbe comunista?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • mirko says:

                Non ignorare, ma esaltare chi si arricchisce sulla pelle dei poveri, non mi sembra un ragionamento comunista.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Mirko

                Se ho dato l’impressione di esaltare qualcosa, mi scuso.

                Stavo semplicemente riscontrando un fatto noto: la civiltà del capitale ha sostituito quella medievale.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                >> Ignorare i fatti sarebbe comunista?

                😀

                devo anche rispondere?

          • Per ADV

            “Illudersi di risolvere i problemi di un sistema industriale ritornando al feudalesimo sarebbe come proporsi di risolvere i problemi sindacali in fabbrica tornando alla schiavitù nei latifondi.”

            A parte che secondo alcuni stiamo arrivando a un neofeudalesimo oggi…

            chi mai sogna di tornare al feudalesimo?

            Casomai, il contrario: una comunità che si gestisce da sé non prevede lo ius primae noctis.

            • mirko says:

              “lo ius primae noctis.”

              Che tra l’altro non è mai esistito.

            • Andrea Di Vita says:

              @ Martinez

              Il feudalesimo non aveva lo jus prima e noctis.

              Aveva una popolazione ridotta. Quando la popolazione ha cominciato a salire, è esploso.

              Solo nella fantascienza apocalittica si descrive una sorta di neofeudalesimo. Appunto, in una situazione con un’umanità ridotta a una frazione dell’attuale.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Per ADV

                “Solo nella fantascienza apocalittica si descrive una sorta di neofeudalesimo.”

                L’elemento inedito è il fatto che si ha sempre meno bisogno del lavoro umano in tutti i settori – non sostituisci venti milioni di contadini messicani cacciata dalla NAFTA in tecnici informatici, perché il Messico non ha bisogno di venti milioni di informatici, anche ammettendo che la riconversione sia possibile.

                Li trasformi in milioni di emigrati verso gli USA e in milioni di operai sottopagati, che insieme danno la botta finale alla classe operaia statunitense.

                Quindi è un neofeudalesimo – come descritto da Joel Kotkin – che non ha bisogno di grandi numeri di servi della gleba, ed è neofeudalesimo in costante trasformazione tecnologico per aver bisogno di sempre meno servi, e di sistemi più sicuri per controllare gli “inutili”.

                Non so a lungo andare quale sarà l’effetto sulla popolazione, ma sulla divisione tra poveri e ricchi, e la quasi impossibilità per i poveri di trovare lavori non precari e servili, l’effetto si vede eccome.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                La. creazione di masse di disoccupati e sottoccupati (l'”esercito industriale di riserva” marxiano) è tipica di ogni rivolgimento economico. Gli oppositori spesso fano la fine dei luddisti. Avve ne anche in Inghilterra. E dov’è ora l’Inghilterra? Mica è neofeudale. Non ci sono nuovi Robin Hood, lady Marian e sceriffi di Nottingham.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Per feudalesimo io intendo una società dove i rapporti tra individui sono regolati interamente da sinallagmi di diritto privato in cui concessioni di terra e protezione hanno un ruolo determinante.
                Voi cosa intendete?

              • Per MT

                “Per feudalesimo io intendo una società dove i rapporti tra individui sono regolati interamente da sinallagmi di diritto privato in cui concessioni di terra e protezione hanno un ruolo determinante.”

                Infatti, è la corretta definizione.

                Kotkin dà però un senso più ampio e forse improprio.

                Kotkin dice, il mercato e il liberalismo hanno spezzato il mondo feudale, creato un mondo fatto di imprenditori che hanno liberato il mondo dall’oscurantismo, ecc. (e vabbe’, lo pensa lui).

                Ma adesso si sta arrivando a una situazione in cui esistono pochissimi privati ultraricchi e potenti e sicuri, in grado di condizionare tutta la società, un ceto che rischia di diventare statico. Questo ceto è sostenuto da un “clerisy” (clero laico) di intellettuali e tecnici politicamente corretti; e sotto c’è un’immensa distesa di crescente miseria, senza speranza di riscatto.

                Per lui (che come ADV ama il “movimento”) neofeudalesimo vuol dire tripartizione e fossilizzazione dei ruoli sociali e grandi divari di classe – lui fa un sacco di paralleli, non tutti condivisibili, con il medioevo.

                Io la trovo una chiave comunque interessante, anche se non mi convince del tutto.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                Alla tua definizione di “feudalesimo” aggiungerei che la parte debole (i contadini)/ non avevano libertà di spostarsi (servitù della gleba). Quella limitazione alla libertà di movimento che ci fu sotto Stalin e che ci sembra intollerabile allora era la norma, ed è l’esatto opposto della grande mobilità di oggi. Noi anzi ci lamentiamo di non averne abbastanza (i vari movimenti “no borders”).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Per ADV

                “è l’esatto opposto della grande mobilità di oggi”

                Vero in parte.

                A livello di movimento fisico, senz’altro; e anche in termini di cambiamenti di moda e simili.

                Però è anche vero che non è mai esistita una società vincolata e sorvegliata come la nostra, anche se non a un luogo fisico preciso.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                “vincolata”

                Beh, insomma. In francese si dice “Parbleu!” se ti cade un martello sul piede perché se ti scappava un “Par Dieu” in pubblico rischiavi che ti forassero la lingua cin un chiodo rovente.

                Oggi la fanciulla spagnola che ha citato in un post può vomitare antisemitismo – dopo la Shoah – e rischia al più di sporcarsi l’equivalente spagnolo della fedina penale.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Per ADV

                “Beh, insomma. In francese si dice “Parbleu!” se ti cade un martello sul piede perché se ti scappava un “Par Dieu” in pubblico rischiavi che ti forassero la lingua cin un chiodo rovente”

                In Toscana, i maschi potevano iniziare a bestemmiare con la pubertà, anzi era un dovere, specie nelle campagne (a Firenze no, si sente bestemmiare poco).

          • Peucezio says:

            Andrea,
            nun ce provà! 😀
            Non c’è nulla di moderno nella riscoperta della classicità: la modernità nasce da quei protestanti che aborrivano la cultura precristiana.

            Per il resto, se il discorso è: il sistema che vince è intrinsecamente valido, per me ci può anche stare: è una forma di storicismo.
            Ma allora quando erano vincenti i fascismi avevano ragione: Franco si è dimostrato più efficiente e adatto ai tempi dei repubblicani.
            Oggi predomina l’Occidente capitalista, ma sarà ricordato come uno dei tanti cicli storici e sarà superato, secondo me, almeno nel medio periodo, dal collettivismo orientale.
            Ma tu non mi sembri affatto uno che constata: tu detesti i sovranisti. Oggi sono in declino, ma è stato un fenomeno fortissimo, ancora vitale.
            La Brexit ha vinto, non hanno vinto i “remain” (mi pare si chiamino così). Quindi per gli inglesi l’Ue era disfunzionale e il sovranismo nazionalista funzionale (e con i numeri della loro campagna vaccinale in effetti lo stanno dimostrando ampiamente).

            Tornando ai fascismi, te ne sparo una forte.
            Secondo la tua concezione (che, ripeto, non respongo sul piano teorico, basta essere conseguenti) l’eliminazione di sei milioni di ebrei era funzionale. In quel momento l’Europa era quasi nella sua totalità dominata da un regime efficiente, che aveva dimostrato grande capacità di proiezione geopolitica e militare (anche se non così forte da poter sconfiggere le grandi potenze d’Occidente e d’Oriente, Stati Uniti e Russia) e che riteneva gli ebrei un ostacolo al suo sviluppo e al suo progetto per l’Europa e il mondo.

            • Andrea Di Vita says:

              @ peucezio

              “aborrivano”

              No, tu questa adesso me la spieghi. I testi di Locke, di Hobbes, di Hume, di Stuart Mill (per tacere di Montaigne e Cartesio) sono letteralmente inzeppati di citazioni di autori pagani. Tutto il neoplatonismo italiano che fa da cornice al “ciò che è in alto è come ciò che è in basso”, presupposto sia dell’alchimia sia del pensiero di un Galileo che osa applicare alle sfere celesti gli strumenti in uso nel mondo sublunare (tanto da essere il primo in assoluto a puntare il cannocchiale sulla Luna e su Giove, dove scopre così i crateri e i satelliti medicei che seppelliscono la cosmologia medievale) è in odore di eresia ma è direttamente ispirato ai testi precristiani. Non c’è modernità senza scienza, non c’è scienza senza Democrito di Abdera e senza il culto pitagorico del numero. Altro che protestanti. Se la scienza si sviluppa dai protestanti è perché da noi Galileo finisce male, non perché i protestanti aborrissero la cultura precristiana.

              Quanto al nazismo, è appena il caso di ricordare che a furia di esiliare gli oppositori intelligenti e non in base al suo culto (quello sì) della Tradizione il nazismo la guerra l’ha persa.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • habsburgicus says:

                Se la scienza si sviluppa dai protestanti è perché da noi Galileo finisce male, non perché i protestanti aborrissero la cultura precristiana.

                è a suo modo ironico che sino a Galileo fu il mondo cattolico più aperto verso la scienza nuova (vedi anche Keplero, protestante a servizio degli Asburgo cattolici, e in precedenza il danese Tycho Brahe) !
                non tutti sanno che come ci dice lo scandinavo Oskar Garstein, fonte insospettabile, in Svezia ai tempi di Johan III Vasa (1568-1592), una sorta di semi-cattolico che accolse i gesuiti fra cui il mitico Possevino (che fu anche diplomatico per il Re di Polonia Stefan Batory, a sua volta ex-voivoda di Transilvania ! e per conto di Batory incontrò Ivan il Terribile e riuscì a non farsi scannare 😀 anzi concluse la tregua di Jam Zapol’skij del gennaio 1582, molto buona per la Rzeczpospolita in quanto a Mosca restava solo Smolensk) , i protestanti attaccarono i gesuiti perché a loro dire sostenevano le “folli ed eretiche tesi anti-bibliche” di Copernico ! e ai tempi dell’Arcivescovo di Uppsala Abraham Angermannus (poi esiliato dal Re) di certo i cattolici erano più illuminati dei protestanti !
                en passant, Galileo forse in Spagna l’avrebbe sfangata..l’Inquisizione spagnola-più dura in altre cose- era più tollerante di quella romana verso l’eliocentrismo

              • Peucezio says:

                Andrea,
                la modernità è frutto di un modello economico, più che della scienza.
                Anche i Greci erano scienziati, eppure non hanno prodotto il capitalismo e tantomeno la civiltà industriale.
                E il modello economico è legato alla cultura borghese di tipo protestante: non è un caso se le banche fiorentine non si siano accompagnate alla rivoluzione industriale mentre quelle olandesi e inglesi sì.
                Se ci fosse voluto lo spirito classico per fare l’industria, l’avrebbero creata i Greci, non gli Inglesi.

              • Peucezio says:

                Sul nazismo ti do in parte ragione.

              • Per ADV

                “Non c’è modernità senza scienza, non c’è scienza senza Democrito di Abdera e senza il culto pitagorico del numero. Altro che protestanti. Se la scienza si sviluppa dai protestanti è perché da noi Galileo finisce male, non perché i protestanti aborrissero la cultura precristiana.”

                Hai in parte ragione, ma credo che il punto di svolta, lo abbia dato Fibonacci, che era un semplice mercante, permettendo la riduzione a numero di ogni cosa.

                Nel crearsi una gloriosa autobiografia, il capitalismo ha santificato a posteriori molti scienziati; ma Galileo non ha né suddiviso l’America in particelle catastali, né inventato la macchina a vapore o il treno – questo l’hanno fatto dei geometri e degli artigiani ingegnosi, mossi dalla forza dei capitali accantonati dalla Compagnia delle Indie; e anche lì, non so quanto abbiano contato gli scienziati/classicisti/filosofi.

              • Anche il protestantesimo c’entra relativamente, secondo me: forse il momento cruciale è stato quando lo scisma di Enrico VIII ha permesso all’aristocrazia terriera inglese di impossessarsi a poco prezzo dei beni della Chiesa, creando il capitale che avrebbe permesso poi gli investimenti in Oriente e nelle Americhe e l’accantonamento dei capitali che fecero la rivoluzione.

              • Comunque d’accordo con ADV sul classicismo (e poco o nulla protestantesimo) dei filosofi e scienziati che lui cita, ho qualche dubbio soltanto sul loro impatto sulla nascita del capitalismo.

              • Peucezio says:

                Infatti.
                Il capitalismo non lo hanno fatto i filosofi né gli scienziati. Tutt’al più i secondi gli sono stati utili, questo sì.

            • Peucezio says:

              Comunque resta il fatto che sulla funzionalità attendiamo sempre la riprova.
              Se per esempio per poter sopravvivere l’umanità avesse necessità di ridursi a un quarto dell’attuale e gli altri morissero di fame, malattie, ecc., non saprei quanto tutto ‘sto scherzetto sarebbe stato funzionale per circa sei miliardi di persone, molte di più di quelle per cui sarebbe valso la pena.

              Peraltro è difficile misurare la funzionalità di un sistema quando c’è la variante demografica.
              Fare più figli è funzionale per i figli che nascono, ma se non fossero mai nati non ci sarebbero le persone per le quali possiamo dire che è funzionale.
              In Russia le vecchie generazioni (non parlo di intellettuali, ecc., ma del popolo, delle babuške) hanno un buon ricordo di Stalin.
              Ma, mi viene da dire, grazie al cavolo: quelli che non ha ammazzato hanno un buon ricordo, perché tutto sommato avevi l’essenziale e non c’era il casino dei tempi di El’cin. Ma quelli che ha ucciso non sono lì per dire cosa ne pensano di Stalin.
              È funzionale o no quindi?

              • Andrea Di Vita says:

                @ peicezio

                I greci avevano la geometria, non avevano il metodo scientifico perché non avevano il metodo sperimentale. Il “difalcare l’esperienza” galileiano, il cercare cioè quanto del fenomeno particolare rispecchia la legge universale, era impossibile presso chi raccontava il mito della caverna. A parte geni singoli come Archimede, non abbiamo traccia di una retroazione del mondo produttivo, basato sugli schiavi, sul mondo speculativo dei matematici che studiavano Euclide e Pitagora. Rumford intuisce che il calore è energia osservando la tempra del bronzo dei cannoni; l’eopila di Erone rimane un effetto speciale per stupore i fedeli nei templi. L’idea che ol mondo reale di tutti i giorni sua matematico, non soggetto alla volontà imperscrutabile di una divinità è moderna ed è un progresso (appunto)/rispetto al mondo greco delle idee, che presuppone. Non ci sono arrivati né Cristiani, né Cinesi. È un passo in avanti dell’evoluzione culturale della specie, paragonabile alla rivoluzione del Neolitico. Quanto poi sia funzionale a rimandarne l’estinzione, è ovviamente ancora tutto da vedere.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Andrea,
                appunto.
                Quindi non vedo proprio la continuità fra modernità e classicità.
                Mentre bene o male, con cesure molto importanti, una qualche continuità col cristianesimo c’è: è lo stesso ciclo storico.

                Circa l’estinzione, non si tratta di evitarla, ma di non provocarla: con un sistema preindustriale non si sarebbe nemmeno posto il problema: il rapporto fra uomo e risorse sarebbe rimasto equilibrato indefinitamente.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                “cesure”

                Più che cesure, direi strappi belli e buoni, come il Bellarmino e Galileo capivano benissimo.

                “estinzione”

                L’estinzione la rischiamo per la sovrappopolazione. Se non ci estinguiamo, allora delle due l’una: o mettiamo i piedi al calduccio a tutti senza sbucaltare la biosfera definitivamente (e ci riusciamo solo grazie a scienza e a tecnologia, non grazie a qualche Tradizione o rifugiandoci in qualche Oltrarno tipo i protagonisti del Decamerone durante la peste) oppure lasciamo che malthusianamente guerre e carestie riducano l’umanità a quel miliardo scarso di individui che l’attuale produzione di energia consente senza troppi danni.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita says:

              @ Martinez

              “Fibonacci”

              Fibonacci è rimasto famoso per la successione numerica che porta il suo nome. È legata alla sezione aurea, onnipresente in natura e nella pittura italiana del Rinascimento. Inoltre, Fibonacci era uomo d’affari.

              Siamo già sideralmente oltre il mondo cristiano medievale. Fibonacci è una sorta di Elon Musk: inventa un modo nuovo di fare i conti, mischia competenze diverse in modo interdisciplinare. Nel medioevo il denaro è lo sterco del diavolo. Con Fibonacci questo sterco diventa oggetto di matematica, che nel medioevo serviva di complemento all’astronomia che a sua volta serviva a tessere le lidi della divinità. Come se Mattarella usasse la Costituzione per incartare il pesce.

              Fibonacci può solo agire perché l’idea che il mondo sua comprensibile tanto quanto gli astri perché “ciò che è in alto e’ come ciò che è in basso” ha compenetrato le classi colte del suo tempo.

              Idea pagana, non cristiana. Siamo anni luce dal mondo sublunare dell’ “aiuola che cu fa tanto feroci” dantesca. Dante lo avrebbe messo ad arrostire con Ulisse nella bolgia dei fraudolenti, perché “state contente, umane genti, al quia”.

              Siamo liberi dal buio.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                A parte tutte le sciocchezze su un pisano del Duecento e il più grande venditore di certificati verdi dei nostri tempi…
                Che c’entra Fibonacci con l’aruspicina, la convinzione che i fulmini li scaglia Giove dal cielo, il Rex Nemorensis, l’Oracolo di Delfi, le baccanti e il sacerdote inca che al solstizio tira una corda legata a una pietra per far risorgere il sole? Davvero mi sfugge.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                I Greci inventano l’idea del mondo come di un kósmos, l’insieme ordinato di leggi. È qualcosa che nessun altro ha avuto, che è passata ai Romani (anche se nella versione “politicizzata” della virtus stoica) e da lì al Medioevo, dove però è rimasta confinata dal volontarismo di un Pier Damiani (secondo cui Dio può persino modificate il passato) tanto che Dante deve arrampicarsi sugli specchi per conciliare nel Paradiso il moto immutabile delle stelle e il libero arbitrio umano. Il mondo greco è anche un Cosmo, non solo un Cielo, mentre quello cristiano medievale è solo un Cielo.

                Che poi tutta l’armonia della matematica che regge le sfere celesti si applichi allo sterco del diavolo, beh, ci voleva un rinascimentale per pensarci
                E difatti il rinascimentale sapeva benissimo di rifarsi alla classicità, saltando i tempi bui e “gotici” dell'”era di mezzo”…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                Andrea

                noto una certa qual confusione funzionale al pregiudizio anti-religioso

                con esiti divertenti persino per un incolto come me, non oso pensare per gli storici seri!

                perchè non ci offri un estratto della lista infinita di scoperte e invenzioni medievali? che date le condizioni materiali dell’epoca non mi sembrano affatto male

                peraltro se leggi Twain potresti scoprire che nell’Ottocento la superstizione stava benissimo, come anche oggi

                dovresti dubitare dell’illusione del progresso!

                ciao

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                Il medioevo ha scoperto e inventato un sacco di cose.

                Anche le antiche civiltà di Cina e India, peraltro.

                Non avevano il metodo scientifico, che nasce dopo e in Europa.

                La novità assoluta sta nell’aver unito le conoscenze empiriche con quelle geometriche, in modo da usare le prime per formulare leggi potenzialmente generali quanto i teoremi delle seconde.
                Nessun Arabo, nessun Cinese, nessun chierico, nessun Talete, nessun. Maimonide dall’alto della loro cultura hanno mai detto “la catapulta funziona così, quindi la Luna gira così, quindi le mele cadono dall’albero”.

                Se spulci la letteratura naturalistica antica hai sempre solo o elenchi di teoremi (gli Elementi di Euclide) o collezioni di soluzioni di problemi algebrici (Arabi, Indiani) o elenchi di fatti più o meno straordinari (Plinio, i Cinesi). Non trovi non dico un Darwin, ma nemmeno un Linneo.
                “Difalcar l’esperienza” per “legger quel gran libro, la Natura dico, che è scritto con numeri e figure”: questo è quello che vi manca.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                non mi convinci

                hanno inventato la catapulta, il trabucco, gli occhiali, pure i cannoni

                e da qualche parte i razionalisti occidentali hanno preso l’idea che tanto ti piace

                🙂

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “inventato”

                Se è per questo gli Inca hanno inventato i pizzini fatto di tanti nodi su uno spago. Talmente complicati da decifrare che si comincia solo adesso.

                E i Maya avevano un calendario eccezionale.

                Ma mica scrivo questo post al telefonino usando i glifi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Pier Damiani è assolutamente minoritario nel pensiero medievale che è fondamentalmente razionalista.
                Il mondo medievale non è solo Cielo. Nemmeno per Damiani.
                Ma mi sembrano tutti concetti talmente confusi e generici che puoi dire quello che vuoi senza paura di essere smentito.

                La vera discontinuità sta dell’avvento del terminismo/nominalismo, che è puramente medievale e si va a cercare (a volte, ma mica sempre!) l’atomismo solo in opposizione ad Aristotele.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                “Cielo”

                Ma lo include necessariamente, il Cielo.

                Oggi per noi il Cielo è Spazio.

                A molti (compreso il Lewus di “Lontano dal pianeta silenzioso”, romanzo antiscientifico e fideista se ce n’e’ uno) wuesto non va giu’, e favoleggiano idolatrando un passato in cui il Cielo era il firmamento del presepe.

                Una trasformazione iniziata quando Galileo punto’ il suo cannocchiale verso il cielo, come avrebbe fatto Talete prima di lui se ce l’avesse avuto.

                “Eppur si muove”, anche se forse non è mai stata davvero pronunciata, è la frase chiave di volta. Riecheggia il “datemi un punto d’appoggio e vi sollevero’ il mondo” di Archimede, non il “state contente, umane genti, al quia” dantesco.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Per ADV

                ““Eppur si muove”, anche se forse non è mai stata davvero pronunciata, è la frase chiave di volta. Riecheggia il “datemi un punto d’appoggio e vi sollevero’ il mondo” di Archimede, non il “state contente, umane genti, al quia” dantesco.”

                In assoluta confidenza, nella certezza che gli altri commentatori non ci guardano, se vuoi ti passo in segreto il telefono del capo dei larouchiani d’Italia.

                La pensa esattamente come te, ed è anche una persona intelligente, dotata di senso dell’umorismo. E che ha apprezzato le cose che ho scritto io su (e contro) il larouchismo.

              • Andrea Di Vita says:

                Ovviamente Lewus = Lewis, quello di “Narnia”.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Stai mescolando tutto e il contrario di tutto pur di sostenere una tesi storiografica superata da tipo mezzo secolo, ovvero che esisterebbe una parentesi medievale che separa due periodi più simili tra loro rispetto a quanto non siano simili con quanto li frappone.
                Si tratta di un’idea fondamentalmente medievale (la Renovatio dell’antico) che in una delle sue mille incarnazioni (quella quattrocentesca) si è imposta come lettura condivisa, è stata fatta propria dalla filosofia illuminista e poi è andata a nozze con quel castello di fuffa che è il sistema triadico hegeliano. Piccolo particolare: è fondata sul nulla e si regge grazie alla ostinata e acritica ripetizione degli stereotipi su cui si fonda.

                “Oggi per noi il Cielo è Spazio”

                I medievali avevano i cieli, che erano delle sfere concentriche che ci ruotavano intorno. Esattamente come ce li avevano gli antichi, tra l’altro!

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                prima o poi mi spiegherai cos’hai contro la dialettica.
                A parte questo hai ragione ovviamente, ma farei un’eccezione per il Rinascimento. Lì secondo me un certo rivivere lo spirito della classicità, sia pure in forme molto diverse e nuove (e in cui l’eredità medievale non poteva certo sparire; e peraltro anche quella non aveva mai perso o rinnegato del tutto il retaggio antico) c’è stato.

                Il punto è che c’è un punto di svolta radicale e lì secondo me nasce la modernità, cara ad Andrea e a tanti altri:
                a un certo punto il Rinascimento, col suo spirito gaio, spensierato e a tratti estetizzante, cede il passo al protestantesimo e alla Controriforma (che ne è la versione edulcorata nostrana), si serrano i ranghi, diventiamo tutti seri, tristi, austeri, repressione, controllo, moralismo ed ecco la modernità e, a lungo andare, il capitalismo e la civiltà industriale. Che col Rinascimento c’entrano poco o nulla: il Rinascimento era un’élite di gaudenti, mecenati ed esteti.

              • Peucezio says:

                Andrea,

                il punto, proseguendo l’intervento in risposta a Mauricius,
                è che c’è un discrimine che è la gratuità.
                Il mondo classico sapeva valorizzarla, al punto che aveva gli schiavi pur di potersela permettere (disumano forse, forse no, ma è così).
                Il Medioevo cristiano anche, in chiave, appunto, cristiana.

                La modernità liberal-capitalista, illuminista, non conosce la gratuità e non la tollera: tutto è monetizzabile, tutto ha un valore di scambio. Il regno della quantità di cui parla Migulel. Quindi non c’è spazio per il bello e la contemplazione, se non come prodotti secondari, peraltro snaturati e corrotti e comunque monetizzabili anche loro.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                Concordo. La modernità parte dalla monetizzazione del tempo. “Il tempo è denaro” è una frase che sarebbe apparsa incomprensibile sia al mondo classico sia a quello medievale. Siccome il denaro lo si conta e per contare servono i numeri, ciò implica che i numeri, dapprima simbolo stesso dell’armonia del mondo, si estendono alla più terrena delle cose, il denaro. E torniamo al mio punto di partenza: nella modernità tutto l’universo è una gigantesca partita doppia (“nulla si crea nulla si distrugge”).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                Specialità tipica del pensiero medievale era l’interpretazione e analogica del mondo. Il pellicano simbolo di Cristo, la scimmia del diavolo, il leone del coraggio, la iena della vigliaccheria: i bestiari sono testi morali, la Natura è pregna di valori etici. Nel Paradiso dantesco questo modo di pensare, che risale a Isidoro di Siviglia, è portato all’estremo: nel cielo di Giove stanno i difensori della giustizia, ecc.

                Nulla di più lontano non solo dal pensiero moderno, ovviamente, ma anche da quello greco (per cui la natura è hyle, o al più una collezione di ombre nella caverna) e romano (la Historia naturalis pliniana è una collezione di “monstra”, una gigantesca Wunderkammer).

                Ancora in Epicuro fisica ed etica sono rigidamente distinte, così come lo sono oggi da noi. Devo ricordare in che girone dantesco stanno gli epicurei?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                Faccio un po’ fatica a seguire tutta la discussione, ma sintetizzando:

                mi pare indubbio che l’Umanesimo e il Rinascimento si rifacessero ai classici; erano espliciti al proposito;

                molto più dubbio che il Medioevo abbia rappresentato una “parentesi”- credo sia stato il naturale proseguimento della mentalità classica, in molte cose.

                Se permettete un esempio linguistico:

                il Medioevo prosegue la classicità… come l’italiano prosegue il latino, in modo naturale, “organico”, magari poco elegante ma “vero”;

                mentre il Rinascimento mi ricorda il “metodo Latino Vivo”, cioè la ripresa di una lingua sostanzialmente artificiale, che si vorrebbe filologica ma alla prova dei fatti (essendo un cadavere vivente) non può che essere un po’ fasulla.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Pino Mamet

                Come spesso succede nelle dispute fra persone intelligenti 🙂 🙂 vediamo lo stesso bicchiere, uno mezzo pieno uno mezzo vuoto. Nulla da dire sulla rilevanza della classicità nel medioevo.

                Personalmente il genio dell’epoca lo vedo nell’essere riuscito a ricondurre l’eredità classica nel contesto del messaggio evangelico (“perché Cristo è Romano”, come dice Dante) arrivando a una descrizione autoconsistente di tutto il mondo in un unico ordine naturale voluto da Dio.

                E’ un gigantesco sforzo di unificazione al confronto del quale la moderna ricerca dell’unificazione delle forze fondamentali perseguita al CERN è una pallida imitazione. Se Rubbia o Higgs oggi se ne uscissero con affermazioni di etica o di teologia basate sul Modello Standard verrebbero rinchiusi in manicomio; se l’avessero fatto nel Trecento gli davano una cattedra alla Sorbona.

                Questa ansia di ottenere una confortante unificazione non solo è rigettata nella modernità (“oggi sappiamo che l’universo gira sulle nostre teste indifferente ai nostri crimini”, scrive Monod) fin dai tempi di Kant (“venticinque talleri pensati non saranno mai venticinque talleri pesati”) e di Pascal (“quanti reami ci ignorano!”) ma a ben vedere era stata rigettata pure dalla classicità, che le Idee le aveva relegate nell’iperuranio o nelle sostanze (irriducibili, si badi, l’una all’altra) e che si concluse nel quietismo stoico e nella gnosi.

                Lucrezio e Mimnermo avrebbero potuto sottoscrivere la frase di Monod, Abelardo mai.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Il pensiero medievale non era solo analogico: non costruisci sillogismi e distinzioni con le analogie.

                “Il pellicano simbolo di Cristo, la scimmia del diavolo, il leone del coraggio, la iena della vigliaccheria”

                Spesso erano analogie di origine antica e, in molti casi, proprio greca!
                Secondo me, ripeto, stai selezionando quello che ti fa comodo di due epoche per creare dicotomie che non esistono.

                “Devo ricordare in che girone dantesco stanno gli epicurei?”

                Per Dante gli epicurei sono quelli che non credono nell’immortalità dell’anima, non i seguaci di Epicuro.

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                Non girarci intorno.

                L’interpretazione di tutti i fenomeni naturali in modo analogico, alla luce delle Scritture, è medievale e solo medievale, perché è solo il medioevo che deve affrontare il problema di conciliare una cultura precristiana di ovvio spessore con una rivelazione divina che viene da un ambito completamente diverso come quello ebraico. Solo nel medioevo si compilano bestiari con lo scopo dichiarato di catechizzare il lettore: né al pagano Teofrasto (prima) né al cristiano Linneo (dopo) sarebbe saltato in mente di elencare una specie dopo l’altra attaccando a ciascuna la sua “spiegazione” religiosa, come proponeva di fare Isidoro e come hanno fatto in tanti nel medioevo e solo nel medioevo. Aristotele non ha mai detto che il fatto che il fuoco vada “naturalmente” verso l’alto sta a simboleggiare l’anelito dell’anima di salire al Cielo, mentre la dottrina dell’ottica in Tommaso d’Aquino sottolinea (e come potrebbe fare diversamente?) le analogie della luce visibile con quella divina (v. la tesi di laurea di Umberto Eco).

                Per il medioevo la Natura ha un significato. Per i Greci e noi, no.

                Ad esempio, il medioevo non conosce il Caos: l'”abisso” della Genesi sta lì giusto perché Dio ne tragga le acque del diluvio nel libro di Giobbe. Se in principio era il Verbo, non c’era il Chaos, e Esiodo ha torto. Ora, non solo Chaos è parola greca, ma viene ripresa da Huyghens, che ne trae il termine “gas” per descrivere i mezzi aeriformi. Se Dante vedesse la legge dei gas perfetti dei nostri libri di testo, loderebbe Dio per aver disposto un angioletto a muovere ogni molecola.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                “L’interpretazione di tutti i fenomeni naturali in modo analogico, alla luce delle Scritture”

                Non so come interpretare questa affermazione.
                Vuoi dire:
                – tutti i fenomeni erano interpretati ANCHE come simboli di qualcosa? Sì, ma questo non toglieva che venissero interpretati anche in modo letterale.
                – tutti i fenomeni erano interpretati SOPRATTUTTO/SOLO come simboli di qualcosa? Questo non è medievale, ma arcaico (cioè preellenistico, per intenderci)

                “elencare una specie dopo l’altra attaccando a ciascuna la sua “spiegazione” religiosa”
                I bestiari medievali sono figli e nipoti di questo libro qui, non esattamente un parto del Medioevo latino:
                https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Fisiologo

                “Ad esempio, il medioevo non conosce il Caos”
                Non è che non lo conosce: non ci crede. E’ come dire che tu non conosci la resurrezione.

                “Ora, non solo Chaos è parola greca, ma viene ripresa da Huyghens, che ne trae il termine “gas” per descrivere i mezzi aeriformi.”
                Un sacco di parole vengono riprese non nel significato originario. Abbiamo parlato degli epicurei, ma possiamo parlare di “sostanza”: la parola si usa nella chimica moderna, ma non ha certo il significato antico. E, con buona pace di più o meno tutti, nemmeno il nostro “atomo” ha niente a che fare con l’atomistica antica.

  21. Mario Draghi, nel discorso inaugurale, ha detto solennemente che

    “in questo momento duemilioniduemilaesattantaquattro sono i ricoverati in terapia intensiva”.

    https://twitter.com/Epistemide/status/1362010685597753344

    Capita a tutti di fare una gaffe, la cosa interessante è che, non essendoci opposizione a Draghi capo del Sinistracentrodestra, nessuno se ne è accorto.

    • Moi says:

      Per me Salvini sta cercando di fare una cazzata di segno opposto a quella dell’ Agosto 2019 !

      Purtroppo , però, due cazzate di segno opposto NON si elidono, bensì si sommano in valore assoluto ; risultato : la Meloni lo prosciugherà dei voti come una spugna ! 😉

      • Moi says:

        Forse a breve , per la Sx, la Salvinifobia digià sostitutiva della Berlusconifobia …. passerà , per cedere il passo alla Melonifobia !

        (… ovviamente, quivi intèndasi ” φοβία ” in senso Greco, NON il grottesco stravolgimento semantico da Politically Correct !)

      • Peucezio says:

        Mi,
        “Purtroppo , però, due cazzate di segno opposto NON si elidono, bensì si sommano in valore assoluto”

        Questa, che ci proponesti già anni fa, è un’idea davvero da incorniciare per la sua lucidità: grandissima parte dei guai che affliggono il mondo d’oggi nascono dal non aver capito questo semplice principio.

      • Francesco says:

        Moi,

        secondo me la Meloni è un fenomeno locale, senza possibilità di crescita

        l’onda sovranista è già in ritirata, le mirabolanti promesse non sono state mantenute, la Melons di suo non ha nulla da metterci

        terrà duro nelle terre di raccolta voti del neofascismo, magistratura permettendo

        • Per Francesco

          “secondo me la Meloni è un fenomeno locale, senza possibilità di crescita”

          Probabilmente, ma vediamo quanto tempo gran parte della popolazione riuscirà ancora a sopportare il collasso economico accompagnato da divieti pesanti.

          E’ un dubbio che ho, in effetti il regime di Franco è durato decenni (ma c’era anche una crescita economica e libertà di movimento).

          Immagino che il momento decisivo, psicologicamente, sarà verso aprile/maggio, vediamo se la Meloni saprà cavalcarlo.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martinez

            Tranquillo.

            Hanno appena siglato il nuovo contratto dei metalmeccanici.

            Non saranno bottegai e albergatori a salire sulle barricate. Troppo scomodo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              questo è un errore di classe dimensionale 15, roba da anni ’20 del secolo scorso

              o da “Hillary è avanti nei sondaggi”

              😀

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                Devo ri-postare i dati sulla sistematica evasione fiscale dei bottegai?

                🙂

                Quale bottegaio salirebbe sulle barricate contro uno Stato che da sempre copre i suoi intrallazzi?

                A Genova si dice “chi no chianze no tetta”, chi non si lamenta non prende il latte.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                l’evasione fiscale è la tua seconda ossessione, dopo il materialismo

                per me sono il gioco a zona a calcio e i ruoli tradizionali nel basket

                però io ogni tanto mi distraggo!

                🙂

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                Lascia stare che sia o no una mia ossessione.

                Il guaio è che c’è.

                E la sua sola presenza distorce tutto il resto.

                Come dice Ionesco, difficile ignorare un rinoceronte quando ce l’hai in salotto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                A proposito

                https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/02/19/evasione-fiscale-perche-bisogna-parlarne-di-piu/6103514/

                “mi distraggo”

                🙂

                “Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza”, diceva un noto concittadino di Martinez.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          “permettendo”

          Ho sempre pensato che la Magistratura sia la nostra salvezza.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            infatti a differenza di te io continuo ad avere pochissimi momenti di accordo reciproco!

            in più sarebbe solo per fortuna nostra che il partito della Meloni intrallazzi malamente, mentre andrebbe distrutto con metodi politici

            • Andrea Di Vita says:

              @_ Francesco

              Come diceva quelli che urinava in mare:

              “Tutto fa”.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                nient’affatto, solo il giusto fa, il resto finge di fare e invece disfa

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “giusto”

                Cosa c’è di giusto nel risparmiare una così?

                🙂 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • PinoMamet says:

      Ma perché per dire che Speranza è un coglione (lo ripeto da mesi) deve buttarci dentro gli ebrei??

      detto ciò, Speranza è un coglione, e neppure io capisco cosa ci sia da lodarlo, e perché sia insostituibile!

      • Peucezio says:

        Vabbè, Blondet è Blondet, è come quei cuochi che devono metterci sempre lo stesso ingrediente dappertutto, anche dove non c’entra un cazzo, che vuoi farci 😀

        • PinoMamet says:

          Ma sì, infatti mica mi scandalizzo 🙂

          • Moi says:

            Blondet ha (anche !) considerazioni acute, sa (anche !) cogliere riferimenti culturali che i più non colgono o semplicemente ignorano …MA la sua monomanìa ossessiva sugli Ebrei ne penalizza molto gli articoli.

            … Peccato, davvero.

            • Moi says:

              Poi non so in quanti (i suoi lettori abituali sì, però …) conoscano l’altro 🙂 significato di “Sayan” 🙂 , la prima volta ci rimasi stupito anch’io …

      • mirko says:

        Piuttosto cos’è sta storia degli israeliani che si sono ammalati dopo essersi vaccinati?

    • roberto says:

      Sinceramente non capisco proprio come facciate a leggere blondet

      Sarà pure la persona migliore del mondo, ma è divorato da una ossessione paranoica

      • Moi says:

        Questo ha già più senso … va be’ che basta davvero poco ! 😉

        https://www.ilpost.it/2021/02/14/ebrei-ultraortodossi-coronavirus/

        Perché gli ebrei ultraortodossi israeliani non seguono le norme sul coronavirus
        Usano poco la mascherina e molti sono scettici sull’efficacia dei vaccini, tra le altre cose: c’entra soprattutto il loro stile di vita

        ————–

        Delle due, quindi , Roberto Speranza sarebbe … AntiSemita, altrocché !

        Cazzata di segno opposto che …

        😉

        • roberto says:

          « Delle due, quindi , Roberto Speranza sarebbe … AntiSemita, altrocché ! »

          Mi sfugge un pezzo.
          Questa cazzata chi la dice?

          Non l’ho letta nell’articolo che posti

  22. in Catalonia, un cantante viene incarcerato per aver offeso la monarchia, durante le proteste, una ragazza perde un occhio negli attacchi della polizia:

    https://www.elperiodico.com/es/sucesos-y-tribunales/20210217/mujer-herida-barcelona-ojo-pierde-hasel-11527692

    Nel suo discorso, Mario Draghi ha parlato di “”Preoccupazione per i diritti dei cittadini violati in Russia”, sulla Spagna/Catalonia tace (come anche sullo Yemen) 🙂

    • Peucezio says:

      CataloGNa.
      Non importiamo dagli anglosassoni pure i nomi geografici! 🙂

    • Peucezio says:

      Comunque la Spagna non ha mai smesso di essere una brutale dittatura poliziesca, indipendentemente dal colore politico.

    • PinoMamet says:

      Ecco, oltre alle palesi supercazzole sui dati vari, nel discorso di Draghi mi ha colpito anche questa esplicita- e inedita per l’Italia- scelta di campo chiaramente antirussa, che rinuncia al tradizionale equilibrio o equilibrismo italiano.

      Di certo glielo ha chiesto Biden, ma non sono sicuro (eufemisticamente) che sia utile all’Italia.

      Il gas comunque non lo produce mica Draghi con le scoregge…

      C’è da sperare davvero che duri pochissimo.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Gli Stati Uniti stanno pretendendo dai satelliti prove di fedeltà. Draghi è loro, per cui è la prima cosa che fa.

        • Francesco says:

          posso dire che ha riequilibrato le sperticate riverenze di Di Maio e Salvini ai rispettivi padroni esteri?

          e ha pure fatto bene, imho

          PS io sono un indipendentista ma direi che sulla Catalogna state esagerando

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            Francesco, tu mi turbi.

            Non era mai successo di darti ragione così tante volte di seguito!

            🙂 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet says:

            “posso dire che ha riequilibrato le sperticate riverenze di Di Maio e Salvini ai rispettivi padroni esteri?”

            Non ho davvero idea (non retoricamente: non ho proprio idea) di quali siano le simpatie estere di Di Maio.

            Salvini si è pronunciato apertamente a favore di Putin, di Netanyahu e di Trump…

            credo invece che non avesse simpatie per la Cina, tanto da disertare le cerimonie per la consegna dei porti in mano cinese, o “Terza via della Seta” come ottimisticamente presentato dalla tv italiana.

          • Peucezio says:

            Francesco,
            certo, se governassero Di Maio e Salvini usciremmo subito dalla Nato e dall’Ue per entrare nella SCO.
            Infatti quando hanno governato insieme è successo esattamente questo.

            • Francesco says:

              i due coglioncini ci hanno anche provato, tra intrallazzi di Salvini a Mosca e genuflessioni di Di Maio a Pechino

              poi nessuno li ha cagati, per fortuna

              sai, ho una certa età e inizio a discriminare tra cose che non si fanno per stupida bigotteria e cose che non si fanno perchè sono veramente stupide.

              ciao

    • roberto says:

      Personaggio?
      Notevole?

      Questa però dovresti spiegarla, non puoi buttarla così!
      Cosa ci trovi di notevole?

      • Per roberto

        “Cosa ci trovi di notevole?”

        Tu la trovi la diciottenne media?

        • roberto says:

          una diciottenne che dice “sono fascista e socialista e tutto il mondo è in mano alla finanza sionista” ripetendo un po’ a pappagallo frasi che trovi dappertutto ?

          si, la trovo persino banale, mi sembra la liceale standard
          se non fosse per il tocco di fascismo che comunque non la rende particolarmente diversa dalla media

          • Per roberto

            “si, la trovo persino banale, mi sembra la liceale standard”

            boh, nel Lussemburgo saranno strani!

            A Firenze no davvero.

          • Francesco says:

            in effetti il livello di coglioneria della frase è molto standard, mentre saper dire “finanza sionista” è appena meglio (ma mi gioco lo scudetto del Milan che non sa nè cosa sia la finanza nè cosa sia il sionismo)

            secondo me a Miguel farebbe bene un pò di televisione

            • Per Francesco

              “secondo me a Miguel farebbe bene un pò di televisione”

              Dici che ai telegiornali attaccano spesso la “finanza sionista”?

              • roberto says:

                sai che mi stupisci davvero Miguel?

                tu sei quello che vive in mezzo alla gente, che ha esperienze di tutti i tipi e parla con tutti, e trovi originale (anzi notevole!) una ragazzina che se ne esce con delle banalità veramente sconcertanti….

                boh mi ricorda delle serate tra liceali, tra una schitarrata e una canna che il tizio più morto di figa per far colpo sulle ragazze dell’ITIS se ne usciva con delle cose da politologo finto colto tipo quella della finanza sionista….

                mi stupisce solo che la tipa possa avere un briciolo di notorietà (anzi non mi stupisce, in tempi stupidi e banali come questi)

              • Peucezio says:

                Sì, infatti il mondo pullula di ragazze naziste che dicono che gli ebrei dominano il mondo…

              • Francesco says:

                beh, beh, oggi molto più di ieri

                di solito sono meno gnocche, però

                ma siamo seri: è sempre stato pieno di nazisti, solo che si nascondevano. persino uno schiscio come me riusciva a trovarne, nei pochi giri fuori casa

              • PinoMamet says:

                “beh, beh, oggi molto più di ieri”

                A me pare il contrario. Perlomeno nel mondo studentesco e giovanile.

                Non sento nessuno prendersela con “il capitalismo”, se non in chiave ecologica e senza alcun intento rivoluzionario;
                e nessuno che ce l’abbia con gli ebrei.

                Tra gli studenti non liceali, di qualche anno fa, quelli degli istituti tecnici, si sentivano a volte discorsi contro gli immigrati “esclusi i miei compagni di classe”, fotocopia di quelli dei genitori e frutto di qualunquismo puro, senza nessuna elaborazione politica.

              • Per PinoMamet

                “e nessuno che ce l’abbia con gli ebrei.”

                Nemmeno se hanno il proffe ebreo?

                🙂

              • PinoMamet says:

                Perlomeno non glielo dicono! 😀

              • Peucezio says:

                Sanno che sei di religione ebraica?

              • PinoMamet says:

                Gli studenti sanno sempre tutto.

          • PinoMamet says:

            Ammetto che anche da me sarebbe piuttosto strana.

            Liceali impegnati politicamente ne vedo sempre meno. Erano già pochi quando ero liceale io…

            certamente la ragazza ha tutta l’esaltazione tipica dei giovanissimi indottrinati, che ci sembra banale perché la ricordiamo magari nei fratelli o cugini della generazione prima (prima di noi, intendo) o l’abbiamo vista in mille film, documentari e servizi TV sul Sessantotto.

            Ma non sono certo i discorsi che si sentono in giro comunemente oggi…

            • roberto says:

              “Liceali impegnati politicamente ne vedo sempre meno.”

              su questo penso che tu abbia ragione e probabilmente isabel è “notevole”

              ma sui discorsi alla cazzo, boh?
              io ne sento di ogni, come direbbe un giovincello moderno o moi
              🙂

              ps. mi è venuto in mente un episodio di 20 anni fa (che non c’entra molto ma ve lo racconto lo stesso).
              Io appena arrivato in lussemburgo ospite a cena a casa di una collega con altri due colleghi. Parliamo del più e del meno come si fa tra adulti che non si conoscono e ad un certo punto la figlia adolescente (avrà avuto 14 anni) si alza da tavola, ci guarda e ci dice “morti, voi siete tutti morti dentro e non voglio diventare mai come voi” e se ne va fra l’imbarazzo generale

              un paio d’anni fa ho scoperto che fa l’avvocato….

              • PinoMamet says:

                😁

              • Francesco says:

                😀 😀

                speravo la suora!

              • Peucezio says:

                Roberto,
                ““morti, voi siete tutti morti dentro e non voglio diventare mai come voi””

                Ma questo è conformismo puro, rivendicazione generazionale idiota; quello della ragazza spagnola mi sembra l’esatto opposto. Sarà stato conformista nella Germania degli anni ’30 (ma credo nemmeno: era scontato, più che conformista, era un po’ il pensiero di tutti, non aveva una connotazione giovanilistica e d’avanguardia).

              • Per Peucezio

                “Ma questo è conformismo puro, rivendicazione generazionale idiota”

                Qui vicino casa c’è una scuola, la più impegnativa di Firenze.

                Dove va anche la figliola.

                E’ un mondo che capisco perfettamente, sembra la mia adolescenza: professori molto in gamba ed esigenti, una discreta minoranza di giovani Militanti di Sinistra di cui capisco benissimo i tic, a sedici anni sono identici spiccicati ai sedicenni Militanti di Sinistra del 1976.

                Quando secoli fa andava di moda Greta T., questi si sono scoperti “ecologisti”, nel senso che è Tutta Colpa della Generazione dei Genitori se siamo nei guai climatici.

                Per fortuna la figliola non apprezza la gente con la bava alla bocca e il ditino imparatore a caccia del capro espiatorio. E magari ne sa più di ecologia di tutti loro.

                Oggi credo che abbiano dimenticato totalmente clima, ambiente e dintorni.

                Ma credo che sia quasi l’unica scuola qui ad avere questa particolare atmosfera.

              • Peucezio says:

                Ma un bello scappellotto dal genitore non se l’è preso la futura avvocatessa?
                Male, male.
                Mazze e panelle…

              • roberto says:

                “Ma un bello scappellotto dal genitore non se l’è preso la futura avvocatessa”

                no la mamma a momenti sveniva.
                io però (allora ncora non avevo figli), mi sono preso un appunto “un calcio in culo è meglio che una cosa così” e quell’appunto mi è stato utilissimo

              • ieri il Calciante che ha la rivendita di panini in Santo Spirito, e si fa anche un triplice mazzo per tante altre cose, mi ha raccontato…

                un gruppo di ragazzi in cerchio quest’estate sulla scalinata di Santo Spirito, a farsi di canne.

                in mezzo al cerchio, una ragazza, avrà avuto diciassette anni, svenuta, con la bava che le usciva dalla bocca.

                E siccome il Calciante non sa farsi i fatti suoi, si avvicina, e dice, “oh, e questa?”

                Tirando filosoficamente sulle loro canne, “boh, le succede sempre, ma poi si ripiglia”.

                Il Calciante ha chiamato l’ambulanza. E siccome era un calciante, gli accannati non hanno osato dirgli niente.

                “Ma vi rendete honto, hella poteva esse’ la mi’ figliola!”

                E lo dice lui, che di figlioli ne ha solo maschi.

              • Francesco says:

                e se era la su’ higliola si limitava a chiamare l’ambulanza?

                una bella scarica di nerbate a tutti, e più al fornitore del gruppetto?

                che a volta l’ambulanza arriva tardi

            • Peucezio says:

              Pino,
              d’accordo in generale, però nel Sessantotto una così l’avrebbero uccisa a sprangate.

              Ciò che stupisce (e qui mi rivolgo a Roberto e gli altri, più che a Pino) non è la militanza politica con slogan semplici, ma il segno di questa militanza, cioè l’orientamento più screditato in assoluto e che non ha nemmeno il fascino delle cose proibite e diaboliche, perché è sentito come reazionario e oppressivo (malgrado l’oppressione e la censura vengano tutte dalla parte opposta).

              Peraltro non vedo quale diciottenne militante non abbia posizioni schematiche, le sue mi sembrano meno schematiche della media, anche se molto radicali.
              Peraltro lì non è che si approfondisce, non abbiamo la più pallida idea di cosa abbia letto. Tutto lo stile giornalistico e mediatico è fatto di semplificazioni e la maggior parte degli attivisti e delle persone schierate ha idee semplici e schematiche, spesso anche a cinquant’anni (poi ci sono quelli che articolano, ecc.).
              Greta ha scritto un libro (si sarà fatta aiutare, ma sicuramente avrà approfondito la faccenda di suo molto più della media delle sue coetanee), ma i suoi seguaci medi, anche più grandi, cosa penseranno? Che bisogna andare in bicicletta, che l’inquinamento, le industrie… poche banalità, in parte giuste, in parte sciocchezze.

              Solo che questa è fascista e non ama gli ebrei, quindi non piace a voi e dovete svalutarla (con l’eccezione di Pino, che in teoria dovrebbe essere il più implicato, invece fa un discorso equilibrato, come spesso gli accade).

              • roberto says:

                rileggi con calma quello che hai scritto
                “nel Sessantotto…” verissimo

                poi guarda il calendario, siamo nel 2021 e la tizia invece di essere sprangata viene definita “personaggio interessante”

                siamo d’accordo vero che il mondo ha preso una bruttissima piega negli ultimi 50anni?
                🙂

                io non è che la svaluto perché è fascista (cioè anche ma so differenziare i miei pensieri), ma perché è veramente banale

                greta dice delle cose un filo più originali per una adolescente, e almeno ha trovato una scusa non banale per segare la scuola
                🙂

              • Per roberto

                “siamo d’accordo vero che il mondo ha preso una bruttissima piega negli ultimi 50anni?”

                E’ la mia tesi di fondo.

                Cioè che la crisi del capitalismo/progressismo/modernità inizia verso il 1973, e regge sempre più follemente e catastroficamente, con risorse saccheggiate ovunque, adesso hanno deciso pure di saccheggiare tutti i segreti degli esseri umani, il “modo di produzione informatico” descritto da Daniela Danna…

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                “Sessantotto’

                …e c’è pure chi ne sparla..

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                “siamo d’accordo vero che il mondo ha preso una bruttissima piega negli ultimi 50anni?”

                mmm

                a dire il vero, nei decenni passati c’erano tanto estremisti di sinistra, quanto estremisti di destra.

                Ne ho avuto uno (molto colto, e molto, molto, estremista) come professore di greco…

                negli ultimi 50 anni si è passati dalle sprangate fisiche a (perlopiù) sprangate virtuali;

                e il numero delle posizioni estreme mi pare sia in calo, perlomeno nel mondo studentesco.

                Non mi sembra un peggioramento…

              • Peucezio says:

                Roberto,
                fammi capire: ha preso una bruttissima piega perché non si usa più sprangare la gente con idee diverse dalle proprie?

              • Peucezio says:

                Io peraltro, anche se ero bambino, il clima di violenza degli anni ’70 (non del ’68) essendo cresciuto a Milano me lo ricordo bene: si percepiva, era nell’aria anche se non ti capitava di trovarti in mezzo a episodi violenti. E non era bello: non ne ho un ricordo grato.

              • Francesco says:

                faccio notare che le sprangate non erano affatto riservate ai nazisti!

                o vi siete scordati anche di questo?

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “riservate”

                Appunto.

                L’autodifesa è necessaria.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                ehm

                NON riservate

                e parlare di autodifesa per spiegare la violenza rossa degli anni ’70 è leggermente come spiegare la violenza del regime nazista contro rossi ed ebrei come autodifesa

                loro lo fanno

    • Peucezio says:

      È anche figa!

    • habsburgicus says:

      ai tempi, la SFFE era guidata da Pilar Primo de Rivera che -ci raccontano le cronache- nel 1943 fece un viaggio in Germania, coperto estensivamente dai giornali ufficiali e ufficiosi…
      c’è da dire che PPR era molto meno avvenente di costei 😀

      • Francesco says:

        cosa fa una siffatta gnocca nella Falange?

        questo è il busillis

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          In effetti…

          …escludendo per ovvi motivi di “political correctness” il mestiere più antico del mondo…

          …non riesco a rispondere.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            nei miei pregiudizi, dovrebbero buttarsi nelle posizioni politiche estreme quelle racchie

            o forse anche quelle gnocche stufe di gente che sbircia le tette? questo non spiegherebbe la foto scelta …

            forse è solo la morosa di qualche dalemino del XXI secolo

            mistero!

  23. Per Moi

    Maschio australiano, bianco, di mezza età, si identifica come lesbica nera trans

    https://www.womenarehuman.com/aussie-male-who-identifies-as-a-black-lesbian-says-kill-all-terfs-is-equivalent-to-kill-all-nazis/

    (poi secondo me l’articolo esagera nel dargli importanza, io lo cito solo come una Moiata Pazzesca).

    • Francesco says:

      😀

      questa roba dell’intersezionalità è più divertente di quanto mi aspettassi!

      peccato non ci sia più Benny Hill

      • Per Francesco

        “intersezionalità”

        Pare che il maschio bianco eterosessuale si autodefinisca “black” nel senso di aborigeno australiano (che fa diversi punti più di banale nero americano).

        Motivo per cui lo sta massacrando questa signora qui, che effettivamente deve essere aborigena:

        https://twitter.com/aileenwalsh16

        E allora lui (la signora lesbica trans nera) sta minacciando azioni legali contro lei (l’aborigena vera che si occupa di “assiologie e ontologie”):

        https://twitter.com/clairegcoleman

        Vediamo come va a finire!

        • Moi says:

          Taika Waititi di Jo-Jo Rabbit (l’ Hitler “Figment of the Immagination” del protagonista, nonché Regista) è mezzo Ebreo e mezzo Mahori … ma emerge unicamente per talento.

      • PinoMamet says:

        Non è che non sia ammesso il cambiamento di razza:

        non è ammesso fregare i punti-minoranza a un’altra minoranza.

        Non si rubano i punti, insomma, come a tresette 😉

        Se un nero dice di sentirsi lesbica bianca, credo non gli direbbero nulla: lesbica bianca fa meno punti di lesbica nera.

        Anche una lesbica nera potrebbe dire benissimo di essere eterosessuale bianco senza conseguenze.

        ma eterosessuale bianco fa zero punti, quindi non accadrà mai 😉

        • Moi says:

          Ooohh, ottima spiegazione di Pino !

          Io stesso mi sento “chiarito” su certi punti, sul serio : grazie! 😉

          • PinoMamet says:

            Come ti instruVisco Ninì 😉

            😀

            a parte tutto, se potessi far rinascere quella rubrica, ti chiamerei a scriverla!!

        • Peucezio says:

          Pino,
          ma quindi un negro può dire di sentirsi bianco? Non sarebbe un odiatore di sé stesso?
          E le donne che si sentono uomini?

          Che casino, mi ci raccapezzo poco.
          Non potrebbero redigere una lista dei passaggi leciti?

          • PinoMamet says:

            Ho appena visto, per caso, il video di una comica nera americana che ha il marito bianco.

            Lei ne fa l’argomento per quei pezzi di stand up comedy” tanto idolatrati da noi come gavetta dei grandi attori (“magari facessimo come gli americani…”) ma che poi non vanno tanto oltre il normale livello di comicità e di recitazione delle due chiacchiere al caffè di milioni di italiani qualunque.

            Comunque: a quanto pare, le coppie miste suscitano ancora scandalo: tra i neri, che costantemente chiedono alla signora come mai una “queen” come lei (il termine la indispone, non saprei perché) si sia messa con un bianco, “forse i neri non sono alla sua altezza”?

            Mah. Robe americane!

            • KARL says:

              Per Pino Mamet : (“magari facessimo come gli americani…”)
              il bello è che quando lo facciamo, oggi è tutto un proliferare di stand up show in tv, fanno solo tristezza, come di una scimmiottatura degli yankees. Come nei polizieschi italiani, quando gli attori fanno i duri alla Bruce Willis. La prima reazione che mi viene è quella di Manuel Fantoni a Verdone : ” Tu !? Co sto faccione !? Ma li mortacci !!!! “

          • Per Peucezio

            “ma quindi un negro può dire di sentirsi bianco?”

            Come Lawrence Dennis, che iniziò la propria carriera come predicatore bambino nero, poi passò a fare il diplomatico in America Centrale scoprendosi pacifista, divenne l’ideologo del movimento fascista americano. Tutti sapevano che era nero, ma lo trattavano con rispetto perché era molte spanne al di sopra del suo ambiente come cultura.

            Lo storico nero americano Gerald Horne ne ha scritto un’eccellente biografia.

  24. Andrea Di Vita says:

    @ tutti

    Mi sembra singolarmente adatto al tema del thread, questo link 🙂

    https://www.italiaoggi.it/news/l-auto-nucleare-della-ford-8-mila-chilometri-con-un-pieno-2508016

    Persino Paperino ci dedicò due puntate, negli anni Sessanta.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  25. Moi says:

    … WTF ?! La Tipica-A Adolescente Liceale Standard ?!?!

    Nel mio Universo Parallelo è la classica ideologia del suo Coetaneo Maschio Borgataro con la Terza Media che “tira avanti” a lavoretti in nero nella periferia abbandonata , tribalizzata, disastrata … sapendo che i Soldi Veri può farli unicamente entrando nelle graziw di qualche Banda Organizzata : si guadagna molto bene, MAil rischio NON è venire licenziati, bensì morire ammazzati da giovani !

    … D’altronde, mica si può aver tutto, no ?!

  26. Moi says:

    Ha ragione Ezio :

    se proprio vogliamo fare gli Esotici, chiamiamola “Catalunya”, NON “Catalonia” !

    A proposito :

    Más de 130 escritores y periodistas piden la libertad para Pablo Hasél

    https://www.infoperiodistas.info/noticia/24937/Mas-de-130-escritores-y-periodistas-piden-la-libertad-para-Pablo-Hasel

    conoscete il personaggio, nevvero ? 🙂

    https://es.wikipedia.org/wiki/Pablo_Has%C3%A9l

    Strimpellatore per strimpellatore , senz’ altro molto più interessante del “nostro” DJ Fofò !

  27. Mauricius Tarvisii says:

    Roberto mi chiedeva come lo avrei fatto meglio il contratto.

    https://www.open.online/2021/02/18/covid-19-contratto-vaccini-ue-astrazeneca-report-omissis-luglio-prezzi-aumentano/

    Ecco, io avrei inserito delle penali a fronte dei pagamenti anticipati. Ma le trovi pure nelle bozze di Buffetti, per dire.

    • roberto says:

      Bravo!

      In un contratto (che è una specie di R&D prima ancora della fornitura), fatto ad agosto, in cui ancora non si sapeva se astrazeneca avrebbe mai avuto un vaccino, tu gli metti delle penali….e loro firmano

      Fesso io che non ci ho pensato….

      Dai Maurì, pure io sto incazzato nero, ma siamo seri e manteniamo un briciolo di lucidità

      • Mauricius Tarvisii says:

        Sì, diciamo che avrebbero firmato, visto che vivono vendendo farmaci. O, almeno, vivevano vendendo farmaci: ora li paghiamo pure se non ce li vendono.

        • roberto says:

          Forse non ti è chiaro un punto:

          Quando è stato firmato il contratto, il vaccino non esisteva!
          Come fai a mettere una penale per il ritardo della consegna di una cosa che non sai se esisterà?
          Nota che sfida a voluto che nemmeno un paio di settimane dopo la firma del contratto, astrazeneca aveva sospeso i test per un qualche effetto secondario….

          C’è ovviamente una clausola sulla sospensione del pagamento (la parte di pagamento che non è stata già fatta…)in caso di mancata consegna, e magari si potrebbe discutere se abbiamo pagato troppo subito (e personalmente non ne ho la minima idea), se la clausola della sospensione è abbastanza precisa nel contesto in cui si inserisce….ma tu mi tiri fuori report e buffetti….

          • Mauricius Tarvisii says:

            Quindi mi stai dicendo che una consegna nel 2030 sarebbe tempestiva, visto che non si potevano determinare date all’epoca? Allora non è da licenziamento, ma da galera chi è responsabile di tutto questo.

            • Francesco says:

              e come li obblighi a riuscire a sviluppare un vaccino?

              le uniche penali che mi paiono possibili sono per mancata consegna DOPO che lo abbiano sviluppato

            • roberto says:

              no sto dicendo un’altra cosa ma non ho voglia di rispiegare

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sei partito da una premessa sbagliata: che il vaccino non esistesse nell’agosto del 2020. In realtà a quel punto il vaccino esisteva ed era nel bel mezzo della sperimentazione sull’efficacia
                https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)32661-1/fulltext
                Poiché il vaccino esisteva, si sapeva già quanto ci sarebbe voluto a produrlo una volta dimostratane l’efficacia.
                Quello che non si sapeva era se fosse realmente efficace e quando sarebbe stato approvato. Dunque un bel termine a quo per le tempistiche sarebbe stata la data di approvazione. Così, per dire.
                E invece si è scelto di firmare un contratto che – dal punto di vista del contribuente – sembra scritto da un cane. Con danni che si calcolano in punti di PIL.
                E, come ho detto altrove, il contratto secretato con la Pfeizer non abbiamo ragione di pensare che non sia stato scritto anch’esso presso lo stesso canile.

        • roberto says:

          invece una cosa più seria e che non capisco è la clausola 5.4 che (ricordo per i pigri) dice
          “If AstraZeneca is unable to deliver on its intention to manufacture the Initial Europe Doses and/or Optional Doses under this Agreement in the EU, the Commission or the Participating Member States may present to AstraZeneca, CMOs within the EU capable of
          manufacturing the Vaccine Doses, and AstraZeneca shall use its Best Reasonable Efforts to contract with such proposed CMOs to increase the available manufacturing capacity within the EU.”

          cioè, se AZ non riesce a produrre le dosi promesse, la Commissione o gli Stati membri possono proporre a AZ di produrre in altri stabilimenti (su licenza immagino)…ma perché cavolo non è stato fatto finora?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Comunque, se il modello contrattuale è questo, è verosimile che sia stato applicato anche nei rapporti con la Pfeizer. Ma questi sono i Competenti, cioè cialtroni e inetti come pochi, ma col bollino europeista.

  28. Moi says:

    Da qualche parte ci dev’ essere una specie di test on-line : metti i tuoi dati anagrafici e di salute generale e poi , più o meno 😉 , ti dicono quando ti vaccinerai ! … Al netto di cincischiamenti floreali di Arcuri ! 😉

  29. Moi says:

    … Volete guadagnare 5000 euri subito ? Brexit permettendo, andate a fare le Cavie Umane da Covid in UK !

    https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/il-coronavirus-iniettato-in-cavie-umane-via-allesperimento-nel-regno-unito/ar-BB1dN3v0

  30. Moi says:

    Ah, lo Yemen me lo son perso anch’ io … che succede, da quando ? … Chi VS chi ?

  31. Moi says:

    @ MIGUEL / ANDREA DE VITA

    sul discorso Scienza / Ambiente / Complotti & Notizie

    ne ho un vaghissimo ricordo: va be’ che internet era agli albori, non minimamente paragonabile a oggi !

    Beffa del monossido di diidrogeno

    https://it.wikipedia.org/wiki/Beffa_del_monossido_di_diidrogeno

    Dihydrogen monoxide parody

    https://en.wikipedia.org/wiki/Dihydrogen_monoxide_parody

    • paniscus says:

      “Beffa del monossido di diidrogeno”—-

      Ma buongiorno!
      Io la conoscevo da più di 20 anni!

      • Peucezio says:

        Lisa,
        ma devi considerare che Moi attinge (e a sua volta ne è espressione, perché è un’entità digitale disincarnata) a una dimensione telematica al di sopra del tempo e dello spazio, in cui tutto è compresente (come presso Dio) in un universo digitale carico di fenomeni di costume, curiosità di ogni sorta, frammenti dell’immaginario collettivo italiano e mondiale in cui ogni epoca e luogo si mischiano e s’intersecano.

        • Moi says:

          è Internet a essere

          un’entità digitale disincarnata) a una dimensione telematica al di sopra del tempo e dello spazio, in cui tutto è compresente (come presso Dio) in un universo digitale carico di fenomeni di costume, curiosità di ogni sorta, frammenti dell’immaginario collettivo italiano e mondiale in cui ogni epoca e luogo si mischiano e s’intersecano.

          [cit.]

          in effetti vi provo una sensazione che dovrebbe esser simile a quella della siepe e muretto del Leopardi :

          https://www.youtube.com/watch?v=C4Je7YiOEo0

  32. Moi says:

    Corollario ne è la Chemofobia [sic]

    https://it.wikipedia.org/wiki/Chemofobia

    https://en.wikipedia.org/wiki/Chemophobia

    —————-

    Come quando Dario Bressanini polemizzò con la COOP Alleanza che NON esiste la Molecola di Zucchina ! … Lo avevano chiamato a fare informazione contro le Bufale AntiScientifiche ! … Solo che loro stessi facevano pubblicità di tipo “100% Zucchina , 0% Chimica” ! 😉

  33. Moi says:

    @ LISA

    La prof-sindaco di Porto Empedocle si fa pettinare in classe, il video diventa virale

    La prof-sindaco di Porto Empedocle si fa spazzolare i capelli dalla sua alunna durante una lezione. Il video, fatto da un altro studente per motivi goliardici di nascosto dall’insegnante, è diventato virale e ha diviso la cittadina marinara. Molti hanno criticato l’episodio per la scarsa attenzione alle norme di distanziamento sociale.

    https://www.fanpage.it/attualita/la-prof-sindaco-di-porto-empedocle-si-fa-pettinare-in-classe-il-video-diventa-virale/

  34. Andrea Di Vita says:

    @ Moi

    Grazie!

    Lo ricordo bene. Persino Piero Angela ci fece un servizio di Superquark.

    A giocare sull’ignoranza delle persone non ci si perde quasi mai.

    Una volta feci uno scherzo. A una segretaria di ritorno da un viaggio a Casablanca che indossava una vistosa maglietta con la scritta in svolazzanti caratteri arabi (che poi si è saputo voler dire appunto “CASABLANCA”) mi rivolsi con fare allibito spiegandole, dall’alto della mia millantata conoscenza della lingua, che la scritta voleva dire “MAOMETTO E’ UN MAIALE”. Corse a casa terrorizzata, a cambiarsi la maglietta.

    Più seriamente, e tristemente, un deputato grillino al tempo del “governo del cambiamento” chiese in una interrogazione parlamentare quali provvedimenti intendesse prendere il Governo a protezione della produzione nazionale contro l’importazione dai paesi arabi di grano SARACENO.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Per mirko

      mi avevi scritto in privato, avevo almeno iniziato a risponderti, pensavo di averti inviato il messaggio, ma non lo trovo e a questo punto non sono più sicuro… ti è arrivata? Se no ti riscrivo

    • Moi says:

      😉 … si somigliano non solo a lineamenti : uno sguardo torvo e un malcelatamente sprezzante sorriso a malapena abbozzato estremamente simili, uno sguardo vitreo che accende il dubbio che possano interamente appartenere alla specie umana. 😉

      • mirko says:

        Quando ho visto la foto, pensavo che si trattasse di due ritratti di Draghi, di epoche diverse.
        Poi ho letto il nome di Kalergi nella prima foto, e sono stato tentato di dare ragione a Icke, visti i profili di tali….varani. 😉

        • Moi says:

          Ma credo che David Icke abbia solo letto traduzioni in Inglese di quei testi antichissimi … per i “Rettiliani” che l’ han reso famoso mi pare ce si rifaccia a Nachas / נָחָשׁ

          https://biblehub.com/hebrew/5175.htm

          ………….

          che diventerebbe il Rettiliano Prometeico che istigò gli Adamiti a ribellarsi agli odiati (almeno da lui) Elohim …

  35. mirko says:

    Si, mi è arrivato e grazie per le delucidazioni!

  36. Visto che si parla di agricoltura…

    Source : https://www.assorurale.it/2021/02/15/comunicato-stampa-noi-siamo-pronti-e-lei-ministro/
    Comunicato Stampa: noi siamo pronti, e lei Ministro?

    15 Febbraio 2021

    Venerdì 12 febbraio il Presidente incaricato Draghi ha nominato i ministri della sua compagine governativa. Per chi lavora la terra, Agricoltura e Transizione Ecologica vissuti tra preoccupazioni e speranze.

    La lunga crisi che dal lontano 2007/2008 percorre questa parte del mondo, aggravata dalla crisi sanitaria attuale, ha messo a dura prova l’agricoltura, soprattutto quella contadina, ma ha anche dimostrato che la resilienza – fatta da pratiche agroecologiche rispettose dell’ambiente e da pratiche economiche e sociali vicine ai veri bisogni della popolazione – deve e può essere la base per ripensare e riformare radicalmente il nostro sistema economico, la gestione del territorio e delle risorse naturali e una finalmente più equa ripartizione della ricchezza del nostro Paese.

    Anche in questa fase così drammatica abbiamo dovuto però lottare fin dal primo momento contro una visione produttiva e della distribuzione del cibo legata a modelli che hanno generato, essi stessi, questa sindemia. Modelli agricoli minoritari ma che sembrano essere gli unici finora riconosciuti dalla classe dirigente di questo Paese. Noi ribadiamo, ancora una volta, che è proprio l’agricoltura contadina l’unica in grado di tenere insieme sovranità alimentare, rispetto dell’ambiente e garanzia di accesso ad un cibo di qualità anche per chi sta sprofondando nella povertà.

    Ci auguriamo sinceramente che il ministro Stefano Patuanelli abbia la volontà e la determinazione per dare una giusta centralità all’agricoltura, che deve cessare di essere usata come mera merce di scambio politico e commerciale al solo vantaggio di un ristrettissimo gruppo di pressione, gruppo già lautamente compensato dalle risorse comunitarie: nel 2019 i primi 5 tra i finanziati si sono aggiudicati 97 milioni di euro.

    Al Ministro vogliamo offrire la nostra disponibilità e competenza, nel poter continuare a fornire a tutte e tutti cibo di qualità a prezzi sostenibili, rispettando i territori, l’ambiente, le risorse naturali e dando una vita dignitosa alle milioni di persone legate al mondo rurale: contadine, braccianti e operai che di questa filiera fondamentale sono l’anima e l’irrinunciabile struttura portante.

    D’altra parte, ci sembra preoccupante e molto riduttiva l’equiparazione tra ecologia e tecnologia proposta da altre componenti del suo governo, fautori dell’agricoltura detta “di precisione”, delle intelligenze artificiali e dell’automazione, ma soprattutto delle biotecnologie e dei nuovi OGM come valore per il “made in Italy”. Ribadiamo che la transizione ecologica non può passare per una scorciatoia tecnologica, e deve accompagnare un radicale cambiamento del modello agricolo. Il rischio di una transizione verso un modello che, per il Paese, significherebbe sprofondare ancora di più in una iniqua insostenibilità economica e ambientale ci sembra dunque concreto.

    Merita tutta l’attenzione possibile la situazione di migliaia di lavoratori agricoli, migranti e non, che vivono in condizioni sempre più precarie, stritolati dalla mancanza di legalità nel rispetto delle norme sul lavoro soprattutto in materia di salari e condizioni abitative e sanitarie, e da leggi che li ricattano fra permesso di soggiorno e rivendicazione dei propri diritti laborali.

    Le sfide che il Ministro Patuanelli dovrà affrontare sono fondamentali e non facili sul piano di confronto interno al Governo. Il Piano Nazionale Strategico della Politica Agricola Comune (PAC), che il precedente Ministro ha evitato di porre al dibattito – come raccomandato dalla UE – dovrà mettere le basi per un radicale cambiamento delle modalità con le quali utilizzare i contributi pubblici in agricoltura, sulla base di reali principi di condizionalità sociale ed ambientale. Non vogliamo essere ricoperti di slogan sulla sostenibilità che coprano, a loro volta, un ulteriore supporto all’agricoltura industriale nel nostro Paese. La riforma della legge sementiera dovrà tenere conto dei diritti dei contadini sulle sementi.

    Per il contrasto alla perdita di superficie agricola e al nuovo latifondismo, è per noi fondamentale approvare la Legge per l’Agricoltura Contadina. Da ormai troppi anni tale legge sosta nelle Commissioni parlamentari senza vedere la luce, a causa di un ostracismo più o meno palese di forze che restano caparbiamente avverse all’agricoltura contadina, modo di produzione che copre oltre 800.000 aziende agricole, fornitrici della maggior parte del prodotto fresco e della materia prima di qualità necessaria anche ad una parte dell’industria agroalimentare.

    Ricordiamo sommessamente al sig. Ministro che nel dicembre 2018 le Nazioni Unite hanno approvato la Dichiarazione Universale dei Diritti dei Contadini e dei Lavoratori Agricoli (UNDROP) e chiediamo che anche l’Italia rispetti i dettami di questa importante documento giuridico internazionale.

    Noi siamo pronti a fare la nostra parte, e chiederemo di incontrare il Ministro, nei tempi e nei modi che vorrà decidere, per un positivo e costruttivo confronto democratico. Ci presenteremo al Ministro per illustrare queste e altre sfide che riguardano le nostre vite e le vite future, determinanti per il settore agricolo di questo Paese.

    Noi siamo pronti, e lei Ministro?

    Per info: segreteria@assorurale.it

  37. Mauricius Tarvisii says:

    OT

    tempo fa su questi schermi si discuteva dell’etimologia di “baita”. Non so se fosse già stato condiviso:

    https://www.academia.edu/1528354/Monogenesi_o_poligenesi_Intorno_alla_baita

    • PinoMamet says:

      Molto interessante per quanto non conclusivo.

      peraltro, nell’ambito dell’ipotesi semitica, non capisco perché citi l’yddish “beys” e il giudeo-italiano “bed”, poi salta direttamente al camito-semita…

      come le espressioni ebraiche, sentite dal sottoscritto, “anì holèch ha-bàita” (vado a casa mia) o “hu agi’a ha-bàita” (“è arrivato a casa”), mi hanno ricordato tanto il “ghe rivarèm a bàita?” del Sergente della Neve di Rigoni Stern da farmi sorgere la curiosità 🙂

    • Andrea Di Vita says:

      @ MT

      Grazie! Scaricato e salvato.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Moi says:

        @ MIGUEL /tutti/e/*

        Oltre all’ebraico בית bayt, “casa” e all’omofono e sinonimo arabo بيت, bayt

        Esiste anche “to abide” … voce germanica o celtica, o icché ?

        https://www.wordreference.com/definition/abide

        … complichiamo un po’ : il cognome “Biden” deriva da “to abide” o è mera assonanza ?

        • Moi says:

          Cercando per immagine, ho visto che è diffusa la formula di catechesi “To Abide in Christ” …

        • Per Moi

          https://www.etymonline.com/word/bide

          bide (v.)

          Old English bidan “to stay, continue, live, remain,” also “to trust, rely,” from Proto-Germanic *bidan “to await” (source also of Old Norse biða, Old Saxon bidan, Old Frisian bidia, Middle Dutch biden, Old High German bitan, Gothic beidan “to wait”), which is of uncertain origin. Possibly from PIE root *bheidh- “to trust, confide, persuade” (via notion of “to await trustingly”). Preserved in Scotland and northern England, replaced elsewhere by abide in all senses except in expression bide (one’s) time (c. 1840). Related: Bided; biding.

          abide (v.)
          Old English abidan, gebidan “remain, wait, wait for, delay, remain behind,” from ge- completive prefix (denoting onward motion; see a- (1)) + bidan “bide, remain, wait, dwell” (see bide).

          Originally intransitive (with genitive of the object: we abidon his “we waited for him”); transitive sense “endure, sustain, stay firm under,” also “tolerate, bear, put up with” (now usually with a negative) is from c. 1200. Related: Abided; abiding. The historical conjugation was abide, abode, abidden, but in Modern English the formation generally is weak. Abide with “stay with (someone); live with; remain in the service of” is from c. 1300.

        • Per Moi

          “biden”

          https://en.wikipedia.org/wiki/Family_of_Joe_Biden#Paternal

          Sono come me!

          Linea paterna inglese, linea materna irlandese (da cui il cattolicesimo, mio e suo)

    • Peucezio says:

      Mauricius,
      https://www.academia.edu/1528354/Monogenesi_o_poligenesi_Intorno_alla_baita

      Uhm devo darci un’occhiata appena ho un attimo. Conosco anche di persona uno degli autori, linguista molto valido.

  38. Moi says:

    Intanto, nuovi insulti alla Segreper essere fra le Anziane VIP vaccinate … per alcuni, addirittura, la prova che il Covid sarebbe una Cospirazione Giudaica ! SE Blondet, suo malgrado, si trova assimilato a elementi simili … mi spiace , ma almeno in parte se la va a cercare !

    • Per Moi

      “! SE Blondet, suo malgrado, si trova assimilato a elementi simili … mi spiace , ma almeno in parte se la va a cercare !”

      Ma certo!

      Poi è fatto così.

  39. Moi says:

    @ FRANCESCO

    Vacci piano a dispregiare la Meloni, chese tu ne udissi il Redde Rationem alle Donne del PD sul QuotaRosesimo 😉 e i Maschilisti Buoni 🙂 di Sx che piazzano le proprie “Fedelissime” … potresti infatuartene fino all’ insano gesto di votarla !

    🙂

  40. Moi says:

    Patetiche, poi, quelle Donne di Sx palesemente miracolate dalle Quote Rosa che con il Ditino Imparatore dicono che “Non ci piace la scelta ma purtroppo è necessaria finché lla Società non sarà inclusiva” … va là che come diceva Isaac George : “Piatto ricco, mi ci ficco !” 😉 … mutuato dal Drive In

    https://www.youtube.com/watch?v=Yk5XZke9-T0

  41. Moi says:

    @ PINO

    Comica Nera, Marito Bianco … io mi ricordo vagamente la coppia di vicini amici dei Jefferson Helen (nera “per davvero” 😉 fra l’ altro … ) e Tom (WASP) ! Ingenuamente 😉 credevo che fosse una cosa normale, tipo i miei amici che avevano genitori misti fra Emilia e Meridione.

  42. Moi says:

    @ MIRKO

    https://www.youtube.com/watch?v=GKUejJ4czXg

    #Parlamento #Draghi

    Gianluigi Paragone SCATENATO CONTRO DRAGHI AL SENATO ▷ “LEI È UN INCAPPUCCIATO DELLA FINANZA!”

    Citando Federico Caffé

    https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Caff%C3%A8

    • Moi says:

      Penso che “Incappucciato” si debba intendere come Massoneria / Poteri Forti & Occulti … no ? 😉

    • Per Moi

      “Gianluigi Paragone SCATENATO CONTRO DRAGHI AL SENATO ▷ “LEI È UN INCAPPUCCIATO DELLA FINANZA!”

      Interessante… io ho diversi amici massoni, a partire dal meraviglioso tizio anziano in jeans con l’antica Vespa e il cane, che ha fatto il Museo Massonico dietro casa mia (chi vuole venire in Oltrarno, gli pago anche il biglietto d’ingresso, sette euro). Ci sono anche le iniziazioni dei puffi…

      Però prendo atto del significato che la parola “massoneria” ha a Firenze.

      Oggi ero al Mercato di cui vi avevo già parlato, e c’era quello che inveiva contro il sindaco piddino che svendeva il Comune agli speculatori, e si chiedeva “ma quando lo ammetterà, ‘io sono massone’!”

      E trenta secondi dopo, sento una persona che sta dicendo “massoneria”, certo non in un contesto positivo.

  43. Moi says:

    Quando Craxi disse che …

    https://www.youtube.com/watch?v=auveLGO4u48

    L’EUROPA SARA’ UN INFERNO

    • Andrea Di Vita says:

      @ moi

      Lo ammetto, per me il latitante era come il felpa oggi. Mi risparmiava la fatica di pensare. Come apriva bocca, sapevo di dover pensare il contrario.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  44. Ultime notizie dal fronte delle (parole) transgender (vediamo cosa succederà quando l° ricostruiranno l’organo):

    https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/02/19/m5s-probivira-andreola-sospendere-per-ora-espulsioni_0ac4ce7b-5722-4827-9746-dce5519a82bb.html

    M5S: probivira Andreola, sospendere per ora espulsioni
    Esponente M5S a LaCnews24, attendere che organo sia ricostituito

  45. KARL says:

    Parlando del diavolo : https://www.felixmoreno.com/es/index/195_0_coca_cola_y_el_colapso.html
    E’ in spagnolo ma facilmiente comprensibile con google translator.
    In pratica la Coca Cola sta verificando, in sordina, la possibilità di cambiare lo storico logo, scritta bianca su sfondo rosso con scritta nera su sfondo rosso e la motivazione reale sarebbe l’impennata dei costi del pigmento bianco. L’impero comincia a scricchiolare …

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