Il Portatore di Fuoco (2)

Ieri abbiamo parlato del culto di Prometeo, oggi prendo questo dal blog dello svizzero Lukas Fierz, che deve essere un po’ il mio tipo di “ambientalista”, visto che continuiamo a citarlo qui.

E scopro anche la Kopatchinskaja, che mi sembra un bel personaggio.

Traduzione sommaria con aiuto di DeepL.

Patricia Kopatchinskaja

L’illusione prometeica


Caro Ludwig,

17 febbraio 2020

Recentemente Deutschlandfunk ha chiesto alla violinista Patricia Kopatchinskaja (1,2) di scrivere una lettera a Beethoven.

Con il suo permesso ristampiamo qui la sua lettera:

Tu titano e creatore tra gli uomini. Noi, cittadini delle repubbliche libere, ti abbiamo irrevocabilmente inserito in cima a tutti i monumenti nelle nostre sale da concerto e in innumerevoli registrazioni. Inginocchiandoci davanti alla tua musica, la ripetiamo come un mantra. Oh tu faro che accechi tutti!

Ti hanno temuto, ma nel frattempo ti hanno suonato fino alla morte, avvolto nell’alloro, e messo al sicuro nel cimitero del nostro glorioso passato.

Prometeo era la speranza del tuo tempo, simbolo di invenzione e di emancipazione dalla tirannia della chiesa e dei re, simbolo del regno della ragione e dei diritti umani. È stato Prometeo a rubare il fuoco agli dei e a portarlo sulla terra. Era il tuo eroe.

Noi, le creature plasmate nella creta da Prometeo, all’inizio eravamo così stupidi e insensibili, ma tu ci hai portati a Parnaso, dove dalle Muse e da Apollo abbiamo imparato la musica e la danza, la ragione e l’intuizione. E Melpomene, la musa della tragedia, ci ha insegnato come la morte mette fine ai giorni della gente.

Vuoi sapere cosa è successo a noi, alle tue creature di Prometeo?

Siamo stati laboriosi e fecondi e abbiamo procreato in numeri senza fine.

Abbiamo usato la ragione che ci è stata insegnata per usare il tuo fuoco per il calore, la forza, il conforto e la ricchezza dei tempi moderni. Niente ci basta. La natura è strangolata. Né la nostra ragione è sufficiente per cogliere l’intuizione, che il fuoco continua a dare vita al fuoco, dalla California, dall’Australia, dalla Siberia, fino all’Artico, fino a quando il fuoco metterà fine alle speranze e ai giorni dell’umanità.

E dobbiamo finalmente renderci conto che Prometeo e noi, le sue creature che pensavano di non dover rispettare Zeus, non eravamo dei. E il portatore di fuoco era davvero il titano Prometeo o non era piuttosto una creatura dell’inferno – Lucifero?

Saluti nell’aldilà!

Patricia Kopatchinskaja

Ascoltate Patricia leggere la lettera in tedesco (fare clic sull’immagine per l’audio):


E ora, se si permette un po’ di contesto:

Johann Wolfgang von Goethe, allora ventenne, scrisse la poesia “Prometeo” tra il 1772 e il 1774. Questa poesia riassume la speranza di un’epoca: Prometeo, il titano rivoluzionario, disprezza gli dei prendendo il suo destino nelle proprie mani e creando l’umanità secondo la sua immagine indipendente, lasciando Zeus e gli dei come note a piè di pagina apparentemente irrilevanti per la storia.

Ecco la recita immortale di Alexander Moissi (in tedesco, 1912):

E qui la poesia in italiano [NdR, Traduzione di Giuliano Baioni, in J. W. v. Goethe, Inni, Einaudi, Torino 1967]:

Copri il tuo cielo, Giove,
col vapor delle nubi!
E la tua forza esercita,
come il fanciullo che svetta i cardi,
sulle querce e sui monti!
Ché nulla puoi tu
contro la mia terra,
contro questa capanna,
che non costruisti,
contro il mio focolare,
per la cui fiamma tu
mi porti invidia.

Io non conosco al mondo
nulla di più meschino di voi, o dèi.
Miseramente nutrite
d’oboli e preci
la vostra maestà
ed a stento vivreste,
se bimbi e mendichi
non fossero pieni
di stolta speranza.

Quando ero fanciullo
e mi sentivo perduto,
volgevo al sole gli occhi smarriti,
quasi vi fosse lassù
un orecchio che udisse il mio pianto,
un cuore come il mio
che avesse pietà dell’oppresso

Chi mi aiutò
contro la tracotanza dei Titani?
Chi mi salvò da morte,
da schiavitù?
Non hai tutto compiuto tu,
sacro ardente cuore?
E giovane e buono, ingannato,
il tuo fervore di gratitudine
rivolgevi a colui
che dormiva lassù?

Io renderti onore? E perché?
Hai mai lenito i dolori di me ch’ero afflitto?
Hai mai calmato le lacrime
di me ch’ero in angoscia?

Non mi fecero uomo
il tempo onnipotente
e l’eterno destino,
i miei e i tuoi padroni?

Credevi tu forse
che avrei odiato la vita,
che sarei fuggito nei deserti
perché non tutti i sogni
fiorirono della mia infanzia?

Io sto qui e creo uomini
a mia immagine e somiglianza,
una stirpe simile a me,
fatta per soffrire e per piangere,
per godere e gioire
e non curarsi di te,
come me.

Poco dopo è arrivata la Rivoluzione Francese. Il suo primo console – Napoleone Buonaparte – fu allora considerato da molti come il Nuovo Prometeo che, creando leggi moderne, portò l’umanità fuori dalla schiavitù della servitù sotto i re e la chiesa in un futuro emancipato.

Fu allora che Beethoven scrisse le musiche per il balletto “Le creature di Prometeo” (1801) che mise in scena tali idee nella forma delineata dalla lettera di Patricia. Il materiale di questa musica riapparirà in tutte le sue sinfonie, soprattutto nell’Eroica (1802-03) originariamente dedicata a Buonaparte.

Tuttavia, quando Napoleone si incoronò immodestamente imperatore (1804), Beethoven cancellò la sua dedica manoscritta dal manoscritto. Ma si può ancora comprendere l’Eroica come una sorta di sinfonia prometeica. E tutta l’opera di Beethoven fino alla sua nona sinfonia riassume la sua (e la nostra) speranza di un mondo illuminato e umanistico.

E ora, un quarto di millennio dopo il compleanno di Beethoven, regna un’unanime ed inesauribile esuberanza di lodi, affermando e confermando la grandezza di Beethoven per l’umanità e per l’umanità, e l’intero essere in qualche modo anche autocompiaciuto per il nostro progresso umano fatto sotto gli ideali di Beethoven.

Ma se molto di questo elogio può essere giustificato, rimane un certo scetticismo e persino un certo dolore, per esempio ci sono alcuni dubbi sulla natura di Prometeo, come discusso da Wreblowski (3). Con il senno di poi Patricia si è sentita in dovere di esprimere queste preoccupazioni nella sua lettera.

Ulteriori informazioni:

(1) Sito web di Patrizia: https://www.patriciakopatchinskaja.com/
(2) Patricias Facebook: https://www.facebook.com/patriciakopatchinskaja/
(3) Z.Wreblowski:Lucifero e Prometeo, Routledge e Kegan Paul Ltd,1952,IBSN 0415-20948-X

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102 risposte a Il Portatore di Fuoco (2)

  1. Francesco scrive:

    >>> la sua (e la nostra) speranza di un mondo illuminato e umanistico

    desidero sia ben chiaro che mi dissocio totalmente da questa empietà! la mia speranza è un mondo oscurantista e religioso, niente porcherie illuministiche

    peraltro, il Santo Padre Emerito rivendica al Cristianesimo lo status di “vero illuminismo”, giustamente tacciando di falsità la roba partorita nel XVIII secolo

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “desidero sia ben chiaro che mi dissocio totalmente da questa empietà! la mia speranza è un mondo oscurantista e religioso, niente porcherie illuministiche”

      Dai, anche tu rinneghi Satana, che qui dentro sei il suo massimo esaltatore!

      Spedisco subito a San Pietro un’antologia dei tuoi commenti.

  2. Francesco scrive:

    bellissima, alla fine della poesia, la chiusa su possibile scambio di persona Prometeo-Lucifero

    e poi mi vieni a dire che nella Bibbia non c’è già tutto!

    😀

    • PinoMamet scrive:

      Francè, permettimi.

      I cattolici hanno tanti pregi. Ma il difetto veramente insopportabile di tanti cattolici è proprio questo, di credere che nel Bibbia (nella “loro” particolare Bibbia, poi…) ci sia già tutto.

      In un certo senso può essere vero: qual è l’opera, per piccola che sia, in cui non ci sia già tutto?
      Puoi trovare “tutto” in Moby Dick, nell’epopea di Gilgamesh, certo; ma persino in un haiku ben riuscito, con un po’ di sforzo.

      Ma da qui alla chiusura totale- impaurita direi- che tanti cattolici mostrano verso le altre culture, mescolato al loro assurdo senso di superiorità, ce ne passa…

      la leggessero, poi, la Bibbia…

      • roberto scrive:

        vabbé ma non è un difetto dei cattolici è un difetto di chi crede nei libri sacri!

      • PinoMamet scrive:

        Dici?
        Non ho trattato l’argomento con induisti, sikh e musulmani. I buddhisti che ho conosciuto, piuttosto bene, hanno tutt’altra mentalità.

        Gli ebrei si dividono in due macrogruppi- quelli che vivono normalmente, e che leggono qualunque cosa, e gli ultrareligiosi che non dicono che nella Torah c’è tutto, ma che c’è tutto quello che interessa a loro.
        In ogni caso, si tratta appunto di ultrareligiosi.

        Invece quello che mi colpisce dei cattolici è proprio che il pensiero è diffuso anche nel semplice credente, purchè sia cattolico “politicamente”.

        Ricordo una compagna di liceo, e poi fiumi di compagni di università ciellini, tutti a ripetere a pappagallo lo stesso mantra:
        “Ma che ci vai a fare yoga?”
        (o meditazione zen, o concerto di musica indonesiana, o manifestazione folkloristica turca, o corso di cucina giapponese… dinne una!)
        Noi abbiamo già tutto!”

        prima di tutto, “noi” lo dici a qualcun altro.

        E poi, non è vero affatto.

        I cattolici non hanno la meditazione zen; forse qualche lontano mistico medievale poteva avere qualcosa di simile, ma si sono premuniti di farlo sparire in qualche biblioteca, travisarlo, addomesticarlo, trasformarlo in stranezza e renderlo innocuo.

        i cattolici non hanno la saggezza paradossale del pensiero asiatico;
        non hanno l’universo allucinato delle genesi primitive, non hanno l'”età del sogno”, non hanno la Gotterdammerung, non hanno il nirvana, non hanno il dybbuk, hanno ridotto i Padri del Deserto al favoletta museale di cui sopra, non hanno la trance, non hanno il qawwali, non hanno…

        possono dirmi “ne facciamo benissimo a meno”, e ci sta, lo accetto, come gli Amish fanno a meno del telefono.

        Ma che mi vengano a dire che hanno tutto, beh, no…

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “possono dirmi “ne facciamo benissimo a meno”, e ci sta, lo accetto, come gli Amish fanno a meno del telefono.

          Ma che mi vengano a dire che hanno tutto, beh, no…”

          D’accordissimo!

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          sono in parte d’accordo su quest’ultimo intervento.

          Ma distinguerei la letteratura (dottrinale), che esprime concetti, dal resto.

          Il cattolicesimo è la versione aristotelica della religione: il sacro ridotto a sistema logico. A me piace, perché è una bella costruzione intellettuale, ma la conseguenza sono tutti i limiti che hai elencato.

          Ma il cattolicesimo si riscatta con l’arte (pittura, scultura, architettura, musica, letteratura…). E tanto basta, perché né India, né Cina, né nessun altro hanno prodotto, per quantità e qualità, nulla di paragonabile all’arte italiana.

      • PinoMamet scrive:

        Poi c’è la tristezza, non solo dei cattolici ma della cultura europea, di aver ridotto appunto quasi tutto a una cosa da museo o a una cosa da laboratorio scientifico.

        Tu dici “mi piace ascoltare Nusrat Fateh Ali Khan”, e loro ti rispondono “ah, ma il gregoriano?”

        Il gregoriano, adesso, è una cosa da museo, cantato da compostissimi e ingessatissimi signori attenti alle note, in cui io faccio moltissima fatica a trovare più afflato mistico che in una singola battuta della più profana opera dell’irriverente Mozart.

        Qualcun altro magari ce lo troverà, e buon per lui; ma certo è una cosa molto diversa da quella che può piacere a me e che cerco io, e perché deve dire “noi abbiamo già tutto”, quando palesemente non è vero?

        • Peucezio scrive:

          Qui però faccio fatica a seguirti.

          In che senso per un monaco, anche oggi, il gregoriano non rappresenterebbe un’esperienza intensissima di misticismo forte? Cosa avrebbe di freddo e intellettualistico?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        ” di tanti cattolici è proprio questo, di credere che nel Bibbia (nella “loro” particolare Bibbia, poi…) ci sia già tutto”

        Direi “di alcuni cattolici”: la maggior parte non l’ha mai aperta la Bibbia e va di lusso se ha leggiucchiato qualche mezzo capitolo del Vangelo.
        Quanti l’abbiano letta tutta… nessuno che io conosca. E per l’antico testamento siamo al non averlo letto affatto (io dopo i primissimi capitoli della Genesi mi sono rotto le scatole e ho mollato).

        • PinoMamet scrive:

          Lo trovo un approccio molto sano!

        • mirko scrive:

          Più che i cattolici, sono i protestanti a vedere la Bibbia come una specie di Corano in cui c’è tutto ciò che serve all’uomo.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Mirko

            “Più che i cattolici, sono i protestanti a vedere la Bibbia come una specie di Corano in cui c’è tutto ciò che serve all’uomo.”

            Vero, ma almeno per me (non so se per Pino) il punto era un po’ diverso.

            I protestanti e i musulmani approfondiscono la Bibbia/Corano in maniera intensiva, ricavandone anche quello che non c’è, e quindi non hanno bisogno di altro.

            Il cattolico invece non approfondisce più di tanto, ma dice, “e che mai vorresti cercare fuori dal recinto?”, un recinto fatto di organizzazione burocratica, un po’ di spiegazioni abbastanza banali e un’abbondanza di buoni sentimenti. Una volta ci mettevano anche le minacce per chi usciva dal recinto, ma ci hanno rinunciato.

            Generalizzo, ovviamente non vale per tutto il cattolicesimo, ma lo stile generale è quello. E infatti il cattolicesimo in Italia ha una lunghissima vita come burocrazia che amministra sacramenti in cambio del 5×1000, ma la sua parte più “viva” è molto fragile, rispetto ad altre religioni.

            Lo so che la parte viva c’è, e ho parlato qui anche di La Pira e del suo mondo.

            • Miguel Martinez scrive:

              Aggiungo che alla fine le organizzazioni come la Chiesa Cattolica o lo Stato Italiano esistono solo in quanto un certo numero di individui finge di credere che esistono.

              In realtà quegli individui hanno anche relazioni reali molto varie, esperienze diverse, e cercano cose diverse, e comunque lo splendido sistema simbolico del cristianesimo ha un effetto sulle persone, anche a prescindere da quelle che credono siano le loro intenzioni.

              • mirko scrive:

                Per chi ha fede, è lo Spirito Santo a vegliare sulla Chiesa e ad impedirgli di crollare sotto il peso di un’eccessiva burocratizzazione e razionalizzazione del Sacro.
                Diversamente non sarebbe giunta fino a noi.

            • PinoMamet scrive:

              La vedo proprio come Miguel.

              Nei vangeli mi pare che Gesù che se la prenda con i Farisei, tanto pe’ cambià, dicendo “loro non sono entrati, e a quelli che volevano entrare glielo hanno impedito”.

              Ecco, molti cattolici non usciti dal loro recinto, e a quelli che vogliono uscire glielo impediscono.

              Ma il misticismo è appunto uscire dal recinto!

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              però bisognerebbe capire che momento stai fotografando, perché la Chiesa è, ahimè, un processo, non uno stato.
              Oggi è mero buonismo d’accatto, negli anni ’60-’70 un po’ era quello che dici tu un po’ era preti-operai-hippy et similia, negli anni ’50 forse era esattamente ciò che dici, ma c’era ancora un’Italia contadina in cui era una sorta di mondo di numinosità vive e operanti, di cui il prete era un mediatore (ma anche spesso un rompicoglioni moralizzatore), nell”800 era un po’ queste due cose in proporzioni diverse, un po’ un baluardo contro la modernità borghese e giacobina, nel ‘700 era un’altra cosa ancora, nel ‘600 era la teatralità barocca, nel ‘500 la controriforma ordinatrice, repressiva e modernizzante e poi nel Medioevo è stata un milione di cose diverse.
              Con elementi di continuità ovviamente.
              Fra cui il razionalismo aristotelico e l’organizzazione capillare (anche se poi bisogna vedere; tu hai parlato di burocrazia, ma io un vescovo o, a maggior ragione, un abate medievale, più che un funzionario li vedo come delle specie di feudatari locali, magari un po’ più istruiti degli altri; quindi un mondo magmatico di poteri locali in conflitto, che si sovrapongono, si alleano, vanno in attrito, si espandono, si comprimono…).

              • Peucezio scrive:

                E nel ‘500, insieme e prima che la repressione controriformista, ai vertici er un’accolita di goderecci puttanieri grandi mecenati d’arte (cioè, per come la vedo io, il tipo di umanità migliore in assoluto che possa esistere sulla faccia della terra, cioè chi coniuga il bello e la cultura con la figa).

          • Peucezio scrive:

            Mirko,
            “Più che i cattolici, sono i protestanti a vedere la Bibbia come una specie di Corano in cui c’è tutto ciò che serve all’uomo.”

            Oh, finalmente qualcuno che lo dice!
            Non volevo dirlo io, se no sarei passato per il solito disco rotto che dice sempre le stesse cose.

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        io non avevo mai sentito prima a un cattolico dire una cosa del genere.

        I cattolici, quando erano cattolici, nemmeno sapevano dove stesse di casa la Bibbia.

        • PinoMamet scrive:

          Io non parlo però dei cattolici di una volta: parlo di quello che adesso ti si presentano come “cattolici” come se fosse una bandiera, e che davvero mi hanno fatto questo discorso che “loro” avrebbero tutto…

          Poi ripeto: magari la leggessero, la Bibbia!
          O conoscessero perlomeno bene la loro tradizione, tanto da poter giustificare questo “tutto” dove lo vedono.
          Invece no: non vogliono proprio guardare.

        • Francesco scrive:

          Ezio

          capisco quello che dici ma … Manzoni la Bibbia credo la conoscesse bene, mia nonna pure, eppure erano certamente “cattolici” nel senso che intendi tu

          non è che il 100% delle classi alte (o alfabetizzate) sia diventata anti-cattolica nel Settecento, anzi la presenza dei reazionari e dei bigotti è lamentata continuamente

          mi sa che hai preso un abbaglio da storiografia illuminista 😉

      • Francesco scrive:

        i cattolici o i cristiani? e poi come dice Roberto è una diretta conseguenza di credere che i Testi sacri siano … sacri

        se contengono quello che Dio ha deciso di comunicarci, come può mancare qualcosa di veramente importante?

        io forse mi sono espresso male ma nel nome di Lucifero c’è tutta l’ambiguità di Prometeo di cui ci parla Miguel nel post, mi pare una lettura tutt’altro che forzata

        sulla chiusura alle altre culture, io personalmente ho come unico limite la mia pigrizia. non ho intenzione di aver paura per conto di Dio, sarebbe presuntuoso, stupido, scomodo

        ciao

        • PinoMamet scrive:

          Francè, permettimi:

          quand’è l’ultima volta che sei andato in trance durante la Messa?
          😉

          Poi per carità, andando a cercare bene esiste di tutto, dai fenomeni che cita Moi più sotto (stile tarantate, per intenderci) al prete cattolico indiano che faceva lezioni di meditazione cristiana nella mia cittadina, regolarmente ospitato dalla Diocesi…

          ma sono cose marginali, che la Chiesa cattolica eredita, tollera o in certi casi, con grande circospezione e sospetto, va a recuperare altrove, e sempre soggette a improvvise chiusure dall’alto
          (vedasi la controversia sui “riti cinesi”…)

  3. Miguel Martinez scrive:

    Una notizia locale, che mi ha molto colpito:

    Source : https://www.firenzetoday.it/cronaca/nardella-querela-montanari-risarcimento-report-firenze.html

    Nardella porta in tribunale Montanari: “Chiede risarcimenti per 165 mila euro”
    14 dicembre 2020 16:23

    Una richiesta danni da 165mila euro formulata dal sindaco di Firenze in persona insieme a dieci assessori della sua giunta di Palazzo Vecchio. Il destinatario è lo storico dell’arte Tomaso Montanari, secondo quanto ha reso noto egli stesso in un articolo pubblicato oggi da Il Fatto Quotidiano.

    A scatenare l’ira di Dario Nardella, insieme a quella degli assessori o ex Giachi, Bettini, Del Re, Funaro, Gianassi, Giorgetti, Guccione, Martini, Sacchi e Vannucci, secondo quanto riporta nell’articolo Montanari sarebbe una dichiarazione rilasciata dallo stesso nella trasmissione Report.

    “Firenze è una città in svendita. E’ una città all’incanto, è una città che si piglia chi offre di più, e gli amministratori di Firenze sono al servizio di questi capitali stranieri”: è lo stesso Montanari che riporta le parole che avrebbero scatenato la reazione della richiesta di risarcimento.

    Durante la trasmissione si parlava dell’ipotesi di realizzare una teleferica che partisse dal giardino di Boboli. “L’espressione ‘essere al servizio’ la usa Marrucci (il giornalista di Report ndr). – scrive Montanari – Io la riprendo volentieri, perché l’ho usata mille volte, anche per i governanti della mia città”.

    “Io credo che Nardella e i suoi abbiano capito, come tutti gli altri, – aggiunge lo storico dell’arte – che la mia, ed è, una dura critica politica, non certo l’allusione a scambi illeciti. Potrei amaramente dire: magari ci fossero quegli scambi, almeno capirei che c’è una ragione per massacrare una città! Invece non ci sono, per quel che so e, dunque, è un massacro gratuito”.

    “Questa richiesta di danni allora – prosegue – come altro può interpretarsi se non come un’intimidazione contro un’oppositore, assai pesante sotto il profilo economico”. E lancia un appello: “Per amore della mia città, non tacerò”, sottolinea. E annuncia iniziative pubbliche e “chiederò ai fiorentini che si riconoscono in questa battaglia per un’altra Firenze di contribuire”. “Anche economicamente”, spiega. “Questa battaglia – conclude – non riguarda solo me, è in gioco la libertà del pensiero critico e la tenuta democratica del nostro stare insieme”.

    Un appello che attende solo di essere raccolto. Ad esprimere solidarietà a Montanari, per adesso, è l’associazione Italia Nostra.

    • Miguel Martinez scrive:

      Certo, è incredibile che il sindaco denunci uno degli intellettuali più noti della città, per aver espresso una critica certamente dura, ma motivata.

      Francamente non me l’aspettavo, Nardella è sempre stato abile e cauto, anche quando sembrava lasciarsi prendere dall’entusiasmo.

  4. Miguel Martinez scrive:

    Per PinoMamet, MT

    Credo che ciò PinoMamet giustamente descrive della mentalità cattolica è legata alla storica struttura della Chiesa.

    Mauricius mi confermerà, ma credo che la Chiesa nasca innanzitutto con diocesi ricalcate sulla struttura burocratica amministrativa romana; e dopo il Cinquecento diventa un’organizzazione unica, con decine di migliaia di funzionari incaricati di non far succedere nulla.

    E quindi di non stimolare interessi strani, non risvegliare misticismi, concedendo al massimo belle architetture e bei rituali.

    Sarebbe interessante capire perché la Chiesa orientale – che pure aveva vescovi e aveva ancora più compromessi con i poteri politici – non sia diventata così.

    Ma certamente, nella Chiesa Orientale – che per certi versi è ancora più chiusa di quella cattolica – c’è sempre stato un approfondimento simbolico/immaginale che è quasi assente nel mondo cattolico.

    Il burocratismo della Chiesa cattolica spiega anche il successo della Riforma Vaticano II: non si è cattolici perché la Messa ecc., si è cattolici perché si fa parte di un sistema amministrativo che dispensa sacramenti. E quel sistema obbedisce ovviamente ai propri superiori.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      L’ortodossia è teologicamente un cadavere dal basso medioevo e, quando si è teologicamente morti, tra i fedeli si riduce fortemente il pericolo di diffusione di eresie (vedi l’Europa carolingia). Limitato pericolo di eresie vuol dire che non devi fare assolutamente nulla per contrastarle, per cui qualsiasi esaltato va bene.
      In Occidente dal XII secolo in poi abbiamo persino avuto eresie vittoriose, per cui il rapporto con il pericolo di deriva interna è molto maggiore. E quindi ha prevalso un generale sospetto contro tutto ciò che non era sotto controllo.
      Aggiungi il fatto che, da Anselmo d’Aosta in poi, la Chiesa latina vive di filosofia scolastica, per cui le derive irrazionaliste sono viste abbastanza male, soprattutto se si superano certi limiti.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “quando si è teologicamente morti, ”

        Cosa vuol dire essere teologicamente morti?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Vuol dire non produrre nessuna idea nuova, non avere teologi innovativi e limitarsi a ripetere il già detto.
          Gli ortodossi dicono che è giusto così, che è al di qua dell’Adriatico che si sbaglia, che la scolastica è fumo negli occhi e via dicendo, ma non la pensavano allo stesso modo sulla riflessione teologica nel primo millennio, a quanto mi risulta.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            “Vuol dire non produrre nessuna idea nuova, non avere teologi innovativi e limitarsi a ripetere il già detto.”

            Chiaro grazie… un po’ come l’ijtihad nell’Islam che si chiude nel nono secolo, anche se riguarda ambiti molto diversi.

            • habsburgicus scrive:

              l’ijtihad nell’Islam che si chiude nel nono secolo

              Islam sunnita…..come ben sai fra gli sciiti i mujtahid possono fare tuttora ijtihad, come del resto si evince dalla radice comune JTHD

          • Peucezio scrive:

            Credo che l’ortodossia sia molto viva sul piano del sentimento popolare, proprio grazie a questa fissità statica a livello teologico e di vertici.
            Il clero ortodosso è fatto di continuatori privi sostanzialmente di iniziativa.
            D’altronde la teologia è bella, importante, ma non indispensabile. Anzi, la religione, come ho detto tante volte, dovrebbe essere superamento della contingenza e della temporalità (tanto è vero che ciò che è profano è secolare, non è eterno), quindi la staticità non è un difetto, ma un pregio.

      • PinoMamet scrive:

        “Aggiungi il fatto che, da Anselmo d’Aosta in poi, la Chiesa latina vive di filosofia scolastica, per cui le derive irrazionaliste sono viste abbastanza male, soprattutto se si superano certi limiti.”

        Certo, però se ci pensi tutte le religioni nascono come deriva irrazionalistica…

        qualcuno deve pur ascoltarlo, questo roveto ardente;
        qualcuno deve pure averle avute, queste visioni;
        qualcuno deve crederci, al quel mezzo matto che dice di essere un profeta;
        qualcuno deve pur essere un profeta!

        Altrimenti, non ci sarebbe ragione di avere le religioni, e in fondo le religioni sarebbero ciò che piace all’ “istituzionale” Peucezio, che ama il Fascismo solo quando è un noioso cerimoniale, e la Chiesa idem 😉
        (dai Peucè si scherza…)

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “qualcuno deve pur ascoltarlo, questo roveto ardente;
          qualcuno deve pure averle avute, queste visioni;
          qualcuno deve crederci, al quel mezzo matto che dice di essere un profeta;
          qualcuno deve pur essere un profeta!”

          Bellissimo!

          • Miguel Martinez scrive:

            ““qualcuno deve pur ascoltarlo, questo roveto ardente;”

            Motivo per cui passo metà del mio tempo a litigare con quelli di “sinistra” che dicono che i roveti ardenti non esistono perché sono un inganno della retorica fascista, esiste soltanto il Progresso Economico;

            e l’altra metà del tempo a litigare con quelli di “destra” che dicono che i roveti ardenti sono un inganno gnosticosatanista.

            Mentre io passerei un sacco di tempo a chiacchierare con quelli che mi raccontano dei loro roveti ardenti, e a immaginarmeli.

            • Z. scrive:

              Insomma, il succo è che passi tutto il tuo tempo a litigare 😀

            • Francesco scrive:

              ma scusate cosa c’è di più razionale di ammettere che si sta vedendo un roveto ardente che non si consuma e capire che c’è qualcosa di strano?

              cosa c’è di più irrazionale di aver già deciso che non esistono roveti ardenti che non si consumano e che se ne incontro uno non sta succedendo?

              su questo ha ragione proprio Luigi Giussani, la prima onestà è stare di fronte a quello che ti succede senza censure

              il che a volte scandalizza certi cattolici, che la realtà non è un bigino delle pie intenzioni – ma tutto il fascino di CL sta nelle pretesa che la fede cristiana sia quella posizione intellettuale che ti permette di non dover chiudere gli occhi di fronte a nulla

              ciao

              • PinoMamet scrive:

                “ma scusate cosa c’è di più razionale di ammettere che si sta vedendo un roveto ardente che non si consuma…”

                Francè, le persone razionali non vedono roveti ardenti che non si consumano.
                Non li vedono e basta.

                e se per caso li vedessero, non ci si fermerebbero a parlare, non ascolterebbero quello che gli dicono, e correrebbero dallo psichiatra a farsi imbottire di farmaci.

              • Z. scrive:

                E farebbero molto bene 🙂

          • Peucezio scrive:

            Miguel,
            “Bellissimo!”

            Io invece dissento.
            Dio ci salvi dai credenti.
            Il sacro è certezza, non è fuoco della fede: il sacro è un pezzo del paesaggio a cui siamo (eravamo) abituati.
            Non ho bisongo di un atto di fede per constatare che c’è la montagna, l’edificio, il cielo, la strada.

            • Z. scrive:

              Vedi perché io e te ci intendiamo? perché siamo entrambi atei.

              Tu non vuoi ammetterlo perché l’ateismo ti sa di qualcosa di sovversivo e al contempo di conformista.

              Ma non bisogna ostinarsi a ignorare il battito profondo delle proprie pulsazioni.

              🙂

              • Peucezio scrive:

                Semmai sono tutti i credenti di oggi a non esserlo e io sì.

              • Z. scrive:

                Non possiamo escluderlo, Ezio, ma la sai quella del ferrarese sulla A13, no?

              • Peucezio scrive:

                Sì, la so.
                Ma qui non si tratta di direzioni opposte, ma di misura.

                Ti sembra che il nostro sia un mondo permeato di sacro?
                Ti sembra che viviamo immersi nel misticismo che pervade tutto?

                La differenza fra me e i religiosi di oggi è che loro credono di poter conciliare il sacro con un modo secolarizzato o forse nemmeno contemplano il sacro, ma hanno una sorta di religione razionale, filosofica, etica, senza sacro e senza sovrannaturale.
                Io no: io credo che il sacro non si manifesti fuori da un contesto permeato di sacro e quindi voglio restaurarlo.
                Se tu chiami questo non credere nel sacro, allora io non ci credo, ma relativamente al mondo d’oggi, non alla sua esistenza in sé.
                E comunque credo che pratiche e riti, fatti anche oggi, per quanto depotenziati, abbiano una loro virtù intrinseca. D’altronde l’ho constatato.

              • Z. scrive:

                Racconta!

            • PinoMamet scrive:

              Ma scusa, perché non può esistere il “tuo” senso del sacro, insieme a quelli altrui completamente diversi?

              Per moltissimi italiani, per generazioni, il sacro era “o presepe”, per intenderci.

              E va benissimo.
              Mi va tanto più benissimo, quanto mi sento libero di guardarlo con occhi diversi, che non sono quelli del dogma (chi mai crede veramente ai dogmi?) ma come l’alieno protagonista dei temi che faccio fare a scuola (“sei un alieno appena atterrato a… Descrivi cosa vedi”).

              Ma per altri popoli possono essere cose diversissime.
              E mi incuriosiscono.

              Vedo nella storia ebraica, per esempio, solo per restare in quella documentabile, una mezza dozzina di “religioni” diverse… Eppure i comandamenti sono sempre quelli!!

              • Z. scrive:

                Pino,

                — ma come l’alieno protagonista dei temi che faccio fare a scuola —

                Ti meriti che ti scrivano: vedo della gente a cui racconto di essere un paleoastronauta nonché una divinità 😀

              • PinoMamet scrive:

                Ho conosciuto uno che mi ha chiesto di Biglino! Non in prima (quando riciclo come tema questo dell’alieno, che sarebbe un esercizio di scrittura…) ma in una seconda scientifico.
                Avrei potuto invitare Moi come esperto!!

              • Peucezio scrive:

                Pino,non esiste il “mio” senso del sacro.

                Il mio è un orizzonte premoderno.
                È quello dell’umanità di sempre, prima che smarrisse il senso dell’oggettività del sacro e desacralizzasse il mondo.

                Sai bene che sono un relativista radicale.
                Ma ciò che cambia sono le forme: l’essenza del sacro è più o meno la stessa per tutti i popoli.
                Invece le religioni rivelate moderne certo che sono diverse. Ma perché in fondo non sono religioni, sono declinazioni diverse di una desacralizzazione rivestita di pseudo-sacro, ma in cui il sacro è ridotto a questione esistenziale individuale o dottrina razionale o filosofica.
                E quindi nascono il “mio” sacro, il “tuo”, ecc.
                Ma il sacro è sacro ed è oggettivo: la soggettività del sacro è moderna.

        • Z. scrive:

          In realtà io farei tranquillamente a meno di roveti, visioni e profeti.

          Ma io sono un leguleio arido e senza fantasia.

          🙂

          • PinoMamet scrive:

            Ma infatti, scusa, dove sta scritto che a tutti devono interessare le stesse cose?

            Per me non si tratta neanche di fantasia o non fantasia. Le persone sono tutte diverse tra loro, per fortuna.

            Quello che non mi piace è semmai quando si tenta di farle aderire a un modello unico, di metterle dentro un unico stampino.

            Pensa a quelle interviste ad artisti negli anni Sessanta o Settanta, quando chi non parlava di politica doveva giustificarsi, o era considerato fascista, o doveva inventarsi improbabili temi sociali nelle sue opere che in realtà non c’entravano niente…

            • Z. scrive:

              Il guaio del web è che le persone sembrano un po’ tutte uguali tra loro. Tutte tese a scrivere frasi ad effetto, un po’ per mettersi in mostra, un po’ per vincere la noia.

              Più che sembrano, forse, sembriamo.

          • Kandur scrive:

            Un mondo senza legulei sarebbe migliore…

          • Kandur scrive:

            Un mondo senza legulei sarebbe migliore. Si potrebbe tranquillamente farne a meno.

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Altrimenti, non ci sarebbe ragione di avere le religioni, e in fondo le religioni sarebbero ciò che piace all’ “istituzionale” Peucezio, che ama il Fascismo solo quando è un noioso cerimoniale, e la Chiesa idem 😉
          (dai Peucè si scherza…)”

          No, no, è proprio così, non è uno scherzo!
          A me della parabola del comunismo reale piace Brežnev, di quello italiano potrei dire magari un Togliatti, se non fosse troppo legato a una temperie storica il cui il comunismo aveva ancora una carica sovversiva (se non nei fatti, nell’immaginario)…

          Ma perché essere istituzionale sarebbe un difetto?

      • Francesco scrive:

        >>> le derive irrazionaliste sono viste abbastanza male

        beh, mi sembra una sano principio di sanità mentale in generale e ho sempre visto bene che la Chiesa lo applicasse

        mi basta un Dio Uno e Trino, l’Incarnazione, la Risurrezione e quella stranissima cosa delle Beatitudini come “deriva irrazionalista”, senza bisogno di santone varie e mistici deliranti

        ciao

        • PinoMamet scrive:

          Infatti, confermi quello che dico;
          vedi sopra (mi autocito)

          ” (i cattolici)possono dirmi “ne facciamo benissimo a meno”, e ci sta, lo accetto, come gli Amish fanno a meno del telefono.

          Ma che mi vengano a dire che hanno tutto, beh, no…”

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      “Il burocratismo della Chiesa cattolica spiega anche il successo della Riforma Vaticano II: non si è cattolici perché la Messa ecc., si è cattolici perché si fa parte di un sistema amministrativo che dispensa sacramenti. E quel sistema obbedisce ovviamente ai propri superiori.”

      Tutto vero, a parte qualche dettaglio su cui si potrebbe discutere.

      Il problema è il razionalismo occidentale. Tutto lì.

  5. mirko scrive:

    E’ anche vero però che alle Chiese orientali, tranne nei primi secoli, è quasi mancata quell’assistenza ai bisogni materiali dei poveri, che invece contraddistingue il Cattolicesimo.
    Ciò si deve anche al fatto che le chiese orientali furono dominate da regimi non cristiani, e spesso anticristiani e la lotta per la propria sopravvivenza divenne la ragione principale del proprio impegno.
    Da qui il ripegamento nel misticismo come valvola di sfogo spirituale in un clima di opprimente persecuzione, o al massimo di una vita da marginali.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Mirko

      “E’ anche vero però che alle Chiese orientali, tranne nei primi secoli, è quasi mancata quell’assistenza ai bisogni materiali dei poveri, che invece contraddistingue il Cattolicesimo.”

      Vero che contraddistingue il cattolicesimo, e sicuramente richiedeva molta burocrazia.

  6. mirko scrive:

    ripiegamento

  7. mirko scrive:

    Anni fa, durante i lavori di un convegno sugli Armeni, un sacerdote cattolico rimproverò alla Chiesa Armena la mancanza degli equivalenti di Don Bosco.
    Alché il sacerdote e storico armeno che presiedeva i lavori del convegno, rispose che, dato il carattere di cristianità vivente spesso in regime dhimmitudine, erano piuttosto i fedeli più ricchi ad aiutare la propria Chiesa, sostenendo la fondazione di chiese, monasteri, centri di studio.
    Insomma una Chiesa che aveva bisogno del sostegno materiale dei suoi fedeli per sopravvivere in un ambiente potenzialmente ostile, non poteva certo permettersi l’opera di intensa assistenza sociale promossa dalla Chiesa Cattolica.

    • Francesco scrive:

      strano, perchè pare che i primi cristiani, ancora perseguitati dall’Impero, fossero noti e stimati perchè si occupavano dei loro poveri

      insomma, come scusante mi pare debole

      • mirko scrive:

        Ma infatti non si parlava della Chiesa dei primi secoli, ma di quelle orientali finite in regime di dhimmitudine sotto regimi islamici.

  8. Miguel Martinez scrive:

    E’ proprio lei, quella che le notti si ferma sotto casa e fa lunghi discorsi…

    La prima volta che la vedo da vicina, diciamo meno di 40 anni portati male, ma gli occhi sono oscuramente luminosi.

    “Medici italiani, medici di m…!” proclama al mondo, orgogliosamente senza maschera.

    “Che ne pensi dei medici italiani?” le chiedo.

    E mi fa un lungo elenco di nomi che ignoro.

    “Ma tu li conosci?”

    “No, io son d’un altro mondo!”

    “E qual è i’tu mondo?”

    “Via Bronzino 36!”

  9. Moi scrive:

    MA … da quando, le religioni sono diventate “Scatoloni” in cui stipare le robe ?!

    … Non erano “Lenti” attraverso le quali osservare il Mondo andando Oltre (!) le cose “materiali” ?!

  10. Moi scrive:

    Immaginavo che la violinista fosse Moldava (!) dall’ aspetto ….non saprei da cosa, esattamente. Tuttavia, il cognome ne rivela origini più o meno “lontane” Polacco-Ucraine.

  11. Moi scrive:

    Nella Bibbia, le presentissime cronache di guerra fra clan familiari culturalmente affini e non di rado imparentati fra loro … NON le vede solo chi NON vuole vederle !

    • PinoMamet scrive:

      E chi è che non le vuole vedere??

      Tal dei tali stermina il tal clan che gli ha stuprato la sorella (è una sotria che c’è davvero nella Bibbia);

      lettura ebraica: “vabbè, ha un po’ esagerato, so’ ragazzi, però ha fatto bene”

      lettura cristiana. “vabbè, erano un po’ barbari, ma sono cose di decine e decine di anni fa, adesso siamo buoni e porgiamo l’altra guancia”.

      • Moi scrive:

        Mi pare che citarle sia considerato, dai Cristiani, una specie di “lavoro sporco” da lasciare ai propri Detrattori … per quanto discutibile possa essere “strtegicamente” una tale scelta !

  12. Moi scrive:

    i cattolici non hanno la saggezza paradossale del pensiero asiatico;
    non hanno l’universo allucinato delle genesi primitive, non hanno l’”età del sogno”, non hanno la Gotterdammerung, non hanno il nirvana, non hanno il dybbuk, hanno ridotto i Padri del Deserto al favoletta museale di cui sopra, non hanno la trance, non hanno il qawwali, non hanno…

    [cit.]

    —————-

    Mah … espressamente no, però di fatto fra Mistici, Veggenti, Esorcisti & Posseduti nonché religiosità popolare “profonda” (tipo i “V’attent’e o le Processioni con i Santi Patroni agghindati da sembrar dei Deva 😉 Hindustani … ) qualcosa del genere direi che , seppur confusamente, riemerge.

  13. Peucezio scrive:

    O.T.:

    una riflessione che non c’entra; ci pensavo oggi e voglio condividerla con voi.

    Abbiamo discusso spesso qui dei tranessuali e via discorrendo.
    E anche se tutti più o meno siete critici contro certi eccessi, c’è anche l’idea che, insomma, se uno si sente un maschio dentro un corpo femminile o viceversa e la vive come una tragedia, perché, visto che c’è la possibilità medica di farlo, non dovrebbe riallineare il suo corpo al suo sentire.

    Ognuno ha il suo vissuto e le sue istanze, per carità.
    Ma io mi chiedo che cazzo è l’identità sessuale e a che serve.
    Io NON mi sento maschio. Mi piacciono le femmine. Che è una cosa molto diversa.
    Se per magia fossi trasformato in una ragazza, mi divertirei un mondo a guardarmi allo specchio nuda (come Peter Griffin in quella puntata della serie) e sarei una donna lesbica.
    Non sto scherzando: per me l’identità sessuale è relazionale, non è identitaria.
    E non riesco a capire in che senso e perché mai io dovrei essere affezionato al mio essere maschio e non femmina. Semmai sono affezionato alla figa.

    A me ‘sta storia della transessualità mi sembra l’ennesimo esercizio narcisistico: uno, invece di trarre piacere dalla relazione con gli altri, trae piacere da sé stesso, dal compiacersi di un’identità, dall’amare cioè che è o vorrebbe essere.
    No, non mi piace, secondo me è insano e deprimente.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Non sto scherzando: per me l’identità sessuale è relazionale, non è identitaria”

      No, altrimenti gli omosessuali non si sentirebbero del genere di appartenenza, invece un gay si sente maschio quanto me e te. Quindi deve esserci dell’altro.

      • Peucezio scrive:

        Sì, la tua constatazione è giusta.

        Ma quest’altro non mi piace, lo trovo autoreferenziale.

      • PinoMamet scrive:

        Però trovo che ci sia qualcosa di giusto nell’osservazione di Peucezio.

        Che vuol dire “sentirsi maschio”? mettersi camicie a quadrettoni e spaccare la legna? ruttare? giocare a rugby? avere scarsa igiene personale? Non so.
        Conosco donne che sono bravissime in tutte queste cose…

        e comunque, non sono le cose che faccio io. Ma non c’è una cosa particolare che mi fa “sentire maschio”.

        Non è neanche il fatto che mi piacciano le donne- piacciono anche alla mia migliore amica, e non è affatto un maschio (fidatevi) né si sente tale.

        Il fatto è che secondo me non esiste “sentirsi maschio”.
        O hai il pisello, o hai la passerina, e c’è qualche raro caso clinico che li ha entrambi. “Sentirsi” non vuol dire niente…

        • PinoMamet scrive:

          Perlomeno è così per me. Non pretendo di stabilire una legge universale…

        • roberto scrive:

          “Che vuol dire “sentirsi maschio”? mettersi camicie a quadrettoni e spaccare la legna? ruttare? giocare a rugby? avere scarsa igiene personale? Non so.”

          a parte la legna, in effetti le altre si
          🙂

          no, scherzi a parte sono anche io d’accordo con voi due

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Che vuol dire “sentirsi maschio”? mettersi camicie a quadrettoni e spaccare la legna? ruttare? giocare a rugby? avere scarsa igiene personale? Non so.”

          L’ommo ha dda puzzà! 😀

        • Z. scrive:

          Io devo dire che ho qualche problema col concetto di “sentirmi”.

          Non solo mi sento uomo. Ma anche mi sento bolognese, mi sento di sinistra, mi sento qui e mi sento là.

          E’ un discorso che mi convince ben poco, e credo che dai e dai a forza di andare per radici si finisca per diventare delle talpe 🙂

    • roberto scrive:

      “ Semmai sono affezionato alla figa.”

      Fantastico!
      sono le 7.40 e questa frase mi fa abbastanza buonumore da affrontare la giornata
      🙂

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “A me ‘sta storia della transessualità mi sembra l’ennesimo esercizio narcisistico: uno, invece di trarre piacere dalla relazione con gli altri, trae piacere da sé stesso, dal compiacersi di un’identità, dall’amare cioè che è o vorrebbe essere.”

      Infatti, è ciò che dicono in sostanza le femministe.

      1) esiste un sesso biologico, che non si può cambiare.

      2) esistono poi due questioni relazionali: da chi siamo attratti (persone dell’altro sesso, dello stesso sesso, ecc.); e il “genere”, cioè i comportamenti che la società si aspetta dal nostro sesso.

      Non c’è un “sentirsi” donna, c’é un esserlo biologicamente.

      Credo che la facciano troppo semplice, credo che esista un rapporto, molto sottile e complesso, tra biologia, DNA, ormoni e “stile di vita”, ma in effetti non è facile definirlo.

      Sul narcisismo, concordo in pieno. E si collega alla teoria dell’autoginefilia: una parte di quelli che attualmente si definiscono “transgender” sono quelli che una volta erano i “travestiti”, cioè maschi così innamorati di se stessi da desiderarsi fisicamente come donne.

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        “2) esistono poi due questioni relazionali: da chi siamo attratti (persone dell’altro sesso, dello stesso sesso, ecc.); e il “genere”, cioè i comportamenti che la società si aspetta dal nostro sesso.”

        Ecco, questo è un aspetto interessante.
        C’è un elemento reazionario nel transessualismo, in un senso in cui non trovo niente di bello.
        In pratica si confermano tutti gli stereotipi legati ai sessi, solo con la possibilità di cambiare la coccarda da rosa in azzurra e viceversa a piacimento.
        Se essere uomo o donna fosse solo un fatto biologico e ci fossero solo individui, con gli stessi identici diritti e opportunità e ognuno con la sua preferenza sessuale per l’uno o l’altro sesso o anche entrambi, il problema non si porrebbe più di tanto.
        Ma il fatto è che non si riesce a uscire (anzi, rispetto agli anni ’70 ci siamo ripiombati) nell’idea della donna con la gonna e i tacchi alti e dell’uomo coi pantaloni, la camicia a quadri e magari ruttante e puzzolente, come dice Pino.
        Manco fossimo negli anni ’50.
        Che poi è un immaginario a cui non sono per nulla affascinato e peraltro trovo l’abbigliamento femminile quanto di meno erotizzante possa esistere, rispetto a un paio di jeans e una maglietta aderenti, sportivi, che valorizzano le forme e danno un senso di freschezza, gioventù e informalità. Ma questi sono gusti, per carità…

        Con ciò non critico il travestitismo: il travestitismo è folclore e può anche andare incontro a delle pulsioni: ognuno ha le sue.
        Ma trasformarlo in un fatto politico, sociale, rivendicativo e soprattutto nel monstrum dell’androgino artificiale reso tale a furia di taglia e cuci di pezzi stile macelleria, no, lì non ce la faccio, mi repelle!

        Fosse almeno una cosa pulita. Cioè un sistema genetico per cui tu piano piano ti trasformi e alla fine diventi anatomicamente e fisiologicamente davvero come una persona dell’altro sesso.
        Ma questo Frankenstein fatto malamente a furia di amputazioni e assemblaggi… Come il seno rifatto: credo che mi farebbe meno schifo copulare con una pecora, come facevano i pastori un tempo, che con una con i pezzi di plastica di ricambio.

  14. Moi scrive:

    John Cleese nei guai con la Woke, di nuovo … stavolta come “Transphobic”, ha detto che non gliene frega nulla delle persone Trans ergo istiga all’odio :

    ohn Cleese accused of transphobia after defending J.K. Rowling on Twitter
    “I’m afraid I’m not that interested in trans folks,” the “Monty Python” actor wrote in one of his tweets defending the “Harry Potter” author.

    https://www.nbcnews.com/feature/nbc-out/john-cleese-accused-transphobia-after-defending-j-k-rowling-twitter-n1248621

    • PinoMamet scrive:

      Potevo avere dei dubbi con la Rowling, che in fondo è colpevole di Hatty Potter, ma su John Cleese non ho dubbi: era nei Monty Python, quindi ha ragione!

  15. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Grossa Novità :

    Anche “Republican” può essere un Gender Assigned at Birth … l’ onore di “First One” per la tua TERF preferita, anzi ora si deve dire FART come già abbiamo ampiamente (!) visto:

    —————————–

    Tulsi Gabbard introduces bill that ties Title IX protections for female athletes to ‘biological sex’

    “Tulsi Gabbard: assigned Republican at birth,”

    https://eu.usatoday.com/story/news/politics/2020/12/11/tulsi-gabbard-bill-title-ix-biological-sex/3893067001/

    LBGTQ rights advocate Charlotte Clymer :

    “Tulsi Gabbard is now introducing a blatantly transphobic piece of legislation aimed at trans and non-binary young people. Of course, that’s hardly surprising for a Republican,”

    • Francesco scrive:

      acc, hai svelato perchè mi sono innamorato di Tulsi nonostante la differenza di religione!

      la ragazza ha del fegato, nel momento in cui un vecchio Woke rincoglionito e una feroce Liberal salgono al potere lei osa difendere le donne

      PS forza Georgia, ultimo baluardo

      😀

  16. Miguel Martinez scrive:

    Per Moi

    Nuova app riservato “solo alle ragazze”, che poi rivende i dati a terzi (compresa vita sessuale, precedenti penali e altro).

    Per accedere, bisogna mandare un selfie, l’intelligenza artificiale riesce a riconoscere i volti femminili.

    Cosa c’è che non va?

    Che i poveri tran MtoF non riescono ad accedere,e si lamentano perché sono condannate all’inferno dell’eslcusione da Giggle.

    Source : https://www.theverge.com/2020/2/7/21128236/gender-app-giggle-women-ai-screen-trans-social

    Filed under:
    This girls-only app uses AI to screen a user’s gender — what could go wrong?

    It doesn’t work if you’re trans
    By Zoe Schiffer@ZoeSchiffer Feb 7, 2020, 3:23pm EST
    A photo of women supposedly using giggle, as seen on the company website

    A new social app called Giggle is pitching itself as a girls-only networking platform. To sign up, users have to take a selfie. And while that might not sound too invasive, the app then uses “bio-metric gender verification software” to determine whether that person is a woman. If that wasn’t already bad enough, the technology doesn’t work if you’re trans.

    “[G]iggle is for all girls,” the company points out on its website, before adding, “Due to the gender-verification software that giggle uses, trans-girls will experience trouble with being verified.” It’s the stuff of a dystopian novel.

    Giggle, founded by Australian screenwriter Sall Grover, supposedly looks at the bone structure of a person’s face to determine their gender. That’s problematic on a number of fronts, not least of which is that bone structure is clearly a poor indicator of gender identity. Nevertheless, Giggle says the science is sound. “It’s Bio-Science, not pseudo-science like phrenology,” the website declares.

    Except it sounds a lot like pseudo-science. On Twitter, people called out the app’s inherent transphobia. “We shall await our judgement like sheep,” one user wrote. “All it takes is one selfie—if giggle lets us in, we are welcomed into the society of women, to pass forevermore. If not, we shall be abandoned in a heap of offals and excrement.”

    Finally, the ultimate test has been prepared for trans-girls. We shall await our judgment like sheep. All it takes is one selfie—if giggle lets us in, we are welcomed into the society of women, to pass forevermore. If not, we shall be abandoned in a heap of offals and excrement pic.twitter.com/lZnw8AzZF0
    — venmodiazepines (@transbitch) February 7, 2020

    Grover responded to the criticism, tweeting that she’d consulted trans women while building the app and determined it was best to openly admit the software’s limits. “We worked with trans girls who decided it was best to be upfront with a flaw so there wasn’t any hurtful misgendering,” she explained. Later, she said she was “grateful for the feedback” and agreed that some of the wording on the website was “hideous.”

    The app’s privacy policy is also a cause for concern, however. As one Twitter user pointed out, Giggle can collect a ton of personal information, including peoples’ images, location, preferences, and browsing data. Giggle is able to then share that information with third-party websites and services, including facial recognition providers, chat room providers, and marketers. It also collects sensitive information including peoples’ “sexual practices or sex life,” their criminal records, and their private health information.

    More red flags. Here’s their privacy policy where it says straight up they are collecting and reserve the right to distribute girls’ images. pic.twitter.com/PWGhpen8eq
    — Nell (@drawnoutofshape) February 6, 2020

    It’s unclear why Giggle would need access to such granular data, given that its goal is primarily to connect women with potential roommates or travel buddies. But in an era of ever-expanding surveillance, with companies like Clearview AI identifying people’s faces without their knowledge or consent, an app built on dubious biometric screening and extensive data collection should be cause for concern. While Giggle’s website says the app is “designed to give girls choice, control and connection,” its technology seems to do just the opposite.

    Giggle did not immediately respond to a request for comment.

    • Moi scrive:

      Mmmh … va bene l’ evoluzione rapida, MA fino a pochissimi anni fa le AI (come già abbiam visto) confondevano i “Negri” coi “Gorilla”, dimostrandosi intelligenti come Calderoli 😉 … ora invece distinguerebbero dal viso una ragazza “bio” da un giovane MtoF con trucco, parrucco, e imbottit* di ormoni femminili fon dalla pre-pubertà ?!

  17. Z. scrive:

    Allora, gli ulivi che sono stati espiantati sono stati sostituiti, e questo si sapeva.

    https://www.greenandblue.it/2020/12/17/news/tap_il_gasdotto_della_discordia_che_ha_recuperato_ulivi_e_fondale_marino-277313785/?ref=RHVS-VS-I271182744-P1-S1-T1

    Il punto è che che alcuni sono stati abbattuti perché affetti dalla Xylella, che come sappiamo tutti è una bufala inventata da PD, Renzi e Calenda, a cui poi si sono accodati anche i grillini…

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