Il socialismo dei poveri fessi

August Bebel, falegname, poi tornitore e tra i fondatori del partito socialdemocratico tedesco, è noto per aver reso popolare, la frase, “l’antisemitismo è il socialismo degli imbecilli” .

In realtà, diceva dumme Kerl, che è meno offensivo di “imbecilli”: diciamo, il socialismo dei poveri fessi.

Per vari motivi, all’epoca, molti banchieri erano ebrei, anche se pochi ebrei erano banchieri.

Il dumme Kerl se la prende con loro perché sono ebrei, invece di capire che il problema è che sono banchieri.

Ora, andiamo avanti di un secolo.

C’è Jamie Dimon, che non è ebreo (il vero cognome della sua famiglia è Papademetriou, ma siccome facevano i banchieri nel mondo ottomano, volevano spacciarsi per francesi), però è banchiere.

Jamie Dimon è il CEO di JPMorgan Chase, la più grande banca degli Stati Uniti, e ogni anno guadagna circa due milioni di dollari al mese.

Se li merita: il 28 ottobre del 2008, grazie a lui, il governo americano ha regalato 26 miliardi (26,000,000,000) di dollari alla Morgan Chase, che oltretutto non ne aveva nemmeno bisogno.

Da un po’ di tempo, negli Stati Uniti, si è diffusa la moda di “prendere il ginocchio”, take the knee, inventata da Colin Kaepernick, un giocatore di football che nel 2016, guadagnava 14,3 milioni di dollari l’anno, per far fare molti più milioni di dollari alla macchina spettacolare che gli stava dietro.

Take the knee indica che io sono buono perché combatto il razzismo sistemico e sono solidale con chiunque abbia la pelle scura, persino se guadagna meno di 14,3 milioni di dollari l’anno.

Qualche giorno fa, il signor Dimon ha visitato una filiale della propria banca.

Si è fatto fotografare in questa posa, proprio davanti al caveau.

Lui è al centro e in maglietta e pantaloncini, visto che il Capo Può.

L’antisemitismo è stato sicuramente il socialismo dei poveri fessi.

L’antirazzismo è spesso il socialismo dei ricchi furbi.

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204 Responses to Il socialismo dei poveri fessi

  1. Moi says:

    … a quale “surgery” (vedi foto e scritta sovrimpressa) si è sottoposto, prima di riapparire in pubblico ?

  2. Z. says:

    Però, tutto sommato, trovo che essere antirazzista sia meglio che essere antisemita 🙂

  3. Moi says:

    Giochino Complottista :

    https://hubpages.com/politics/Illuminati-Symbols-Hidden-in-Corporate-Logos

    come scomporre il Logo JP Morgan e ricomporlo per ottenere la Swastika

    🙂

    • daouda says:

      i simboli ora sono gombloddih?

      Essi sono la base del depistaggio, o per dirla in teremini spionistici, disinformazione sennò cacano il cazzo i negazionisti

      • Moi says:

        Siamo in Italia, la Questione di Principio NON esiste : dipende sempre da Chi, faccia qualunque cosa ! 😉

        • Moi says:

          … e un simbolo è “inquietante” o meno, NON in base a com’è fatto, BENSI’ in base a chi appartiene ! 😉

  4. daouda says:

    Non si capisce cosa tu voglia dire visto che mischi le carte come cazzo ti pare.
    Ad ogni modo SIAMO DI FRONTE AD EDOMITI.
    Prima lo capirai, meglio sarà.

  5. Francesco says:

    l’antirazzismo a me pare il socialismo dei ricchi furbi, invece

  6. Z. says:

    Adesso possiamo essere d’accordo. È certamente vero che l’antirazzismo – come quasi ogni altra cosa, e forse il quasi è di troppo – può essere anche un’opportunità per ricchi furbi.

    Il razzismo, però, resta una tara per poveri imbecilli e per imbecilli poveri. Nonché, oggi come ieri, un’opportunità per ricchi furbi. E a differenza dell’antirazzismo, non è nient’altro.

    • roberto says:

      Sottoscrivo

    • Per Zeta

      “Il razzismo, però, resta una tara per poveri imbecilli e per imbecilli poveri. Nonché, oggi come ieri, un’opportunità per ricchi furbi. E a differenza dell’antirazzismo, non è nient’altro.”

      Io mi occupo di rado di “razzismo”, perché è un termine onnicomprensivo e che serve alla fine solo per fare confusione.

      Esiste il fatto che i neri americani (a differenza ad esempio degli immigrati neri dall’Africa) vivono in una situazione relativamemnte statica, in una società che ha fatto del dinamismo sociale l’intera sua ideologia.

      Esiste una minuscola minoranza transrazziale, fatta da europei – di origine cristiana o ebraica, con innesti di indiani e cinesi – che ha una ricchezza favolosa, e a cui può accedere solo precariamente qualche calciatore o musicista nero.

      Ci sono comunità che schizzano in alto – cinesi e indiani – altre che erano salite dalle fogne alla gloria e oggi arrancano – ebrei -altre che iniziano a salire la scala – ispanici – e i bianchi sempliciotti che invece precipitano nel baratro, cadendo “a livello dei neri”, ma senza paracadute.

      Perché siamo nella decrescita, che ci piaccia o no, e qualcuno deve pur decrescere.

      Mi sembra un meccanismo non riconducibile a “cattivi che fanno i razzisti e povere vittime che subiscono il razzismo”.

      • Z. says:

        Miguel,

        — Io mi occupo di rado di “razzismo”, perché è un termine onnicomprensivo e che serve alla fine solo per fare confusione. —

        Se l’etichetta non ti piace non è un problema. Chiamiamolo “zarrismo”, “smazziro” o anche “banana”. Le etichette non mi interessano 🙂

        — Mi sembra un meccanismo non riconducibile a “cattivi che fanno i razzisti e povere vittime che subiscono il razzismo”. —

        Così come non lo sono problemi altrettanto seri quali: il covid, il riscaldamento globale e la Juve che non vince una Coppa dei Campioni da oltre vent’anni. I problemi, infatti, sono sempre Ben Altri (che in origine, a mio avviso, doveva essere un patronimico di origine araba).

        Detto questo esiste anche il razzismo. O se preferisci, lo zarrismo, lo zirrasmo o la banana 🙂

      • roberto says:

        Miguel

        “ serve alla fine solo per fare confusione.”

        No è un termine tutto sommato impreciso ma chiaro.
        Provo antipatia per gente di un colore diverso dal mio per il semplice fatto che sono di un colore diverso dal mio

        Poi certo, l’intellettuale che è in te farà a pezzi la definizione che ti propongo e qualsiasi altra definizione di razzismo, ma è un concetto abbastanza semplice

        Qualche anno fa ho chiesto a mia figlia di farmi un esempio di razzismo (aveva 7-8 anni). Risposta “uno che non vuole giocare con lilly solo perché è marrone”

        Amen

        (Lilly è una amichetta di origini haitiane)

        • Z. says:

          Perché tu sei un rozzo burocrate: un vero intellettuale snob sarebbe partito facendo una dissertazione sulla decostruzione della mitopoiesi sussunta nel blah 😀

        • Per roberto

          “Qualche anno fa ho chiesto a mia figlia di farmi un esempio di razzismo (aveva 7-8 anni). Risposta “uno che non vuole giocare con lilly solo perché è marrone”

          Esatto.

          Proprio oggi ho intravisto qualcosa di un Progetto Buonista dove ci sono tanti Bambini Normali e c’è un mostriciattolo verde, con otto braccia e un occhio solo, ma tanto intelligente e bravo, che si chiama Krenk, e tutti i bambini lo odiano. E quindi arriva la Maestra Buonista che rieduca i bambini e li fa diventare Buoni e Tolleranti.

          Ecco, da babbo di bambini (o ex-bambini) non ho mai sentito un bambino prendersela con “lilly solo perché è marrone”.

          E’ una cosa che semplicemente non esiste, e se non esiste il bambino che ragiona così, il “razzismo” non esiste.

          Al limite Lilly è antipatica, perché – essendo poverissima – ruba le merende agli altri bambini.

          Oppure Lilly è testimone di geova, e quindi nessuno in classe può festeggiare i compleanni per non offenderla.

          Ma in entrambi i casi non è razzismo: ci sono problemi economici, sociali, culturali dietro.

          • Per roberto

            ““uno che non vuole giocare con lilly solo perché è marrone””

            Quello che ho visto invece tante volte, almeno tra persone adulte, è la paura.

            Mi ricordo ad esempio di una casa in cui convivevano diverse ragazze, poi si è scoperto che una di loro era sieropositiva AIDS, e c’è stata la fuga generale: “oddio abbiamo usato lo stesso bagno! Orrore! Mi avrà contaminata!”

            Ecco questo è un fenomeno che ho visto molte volte, e che vedo ancora di più oggi: leggevo della signora coronapositiva in quarantena denunciata dai suoi vicini di casa solo perché era scesa a buttare i rifiuti.

            In questi casi, succedono cose mostruose, ma hanno una logica, che non è quella della “è marrone”.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Ecco, da babbo di bambini (o ex-bambini) non ho mai sentito un bambino prendersela con “lilly solo perché è marrone”.
            E’ una cosa che semplicemente non esiste, e se non esiste il bambino che ragiona così, il “razzismo” non esiste.”

            Io non ho mai visto uno stupro, invece. Gli stupri, dunque, non esistono.
            Oppure sono semplicemente stato fortunato.

            Invece ho visto il razzismo, mi è stato raccontato il razzismo e lo devo ancora ogni tanto sentire il razzismo.

            • Moi says:

              @ MAURICIUS

              Hai visto il razzismo bambino Vs bambino ?

            • Per MT

              “nvece ho visto il razzismo, mi è stato raccontato il razzismo e lo devo ancora ogni tanto sentire il razzismo.”

              Allora:

              grazie al fatto di essere due volte genitore e alla vita del Giardino, profondamente multietnico, non ho mai visto “razzismo” da parte dei bambini. Cioè non ho mai visto l’istinto primordiale cattivo (e pare solo “bianco”) che Roberto dice che dobbiamo reprimere.

              Ho sentito (molti anni fa) un soldato americano, che quando gli ho detto che ero messicano, dire che l’unica cosa di sbagliato che aveva fatto Hitler era sterminare gli ebrei, mentre avrebbe dovuto sterminare i messicani

              ho sentito un fiorentino adulto parlare male dei macedoni, anzi dire “dalla Macedonia non è mai venuto fuori nulla di buono”. Il contesto era un macedone che in effetti era una specie di Artista Alternativo e si era messo a fumare una canna nel Giardino davanti ai bambini. E mi sono arrabbiato parecchio, perché una delle persone a cui voglio più bene al mondo è una cantante lirica macedone. Però ho anche una grande stima per il fiorentino che se l’era presa con i macedoni.

              Ho sentito un meridionale adulto con parecchi problemi con i fiorentini dire che “ci vorrebbe il lanciafiamme” quando ha visto un gruppo di mamme giapponesi (che a differenza del macedone, non avevano fatto nulla di male).

              Ho sentito spesso gente dire che i cinesi mangiano i topi e i serpenti, e che non c’è da fidarsi dei ristoranti cinesi.

              Ho sentito dire che i messicani passano il tempo a dormire sotto i cactus con grossi cappelli

              Ho sentito una mamma sanfredianina, che ha perso il lavoro, gridare, “negro di merda!” contro un ragazzino che aveva onestamente battuto a calcio il figliolo di lei (me l’hanno riferito, sdegnate, varie mamme ancora più sanfredianine e grezze)

              Ho sentito dire da mezzo mondo che gli americani sono bestioni ignoranti, volgari, incapaci di capire qualunque cosa.

              Ho sentito dei turchi dire cose atroci sul conto dei greci

              Ho sentito un babbo marocchino che si sfogava con me, dicendo “gli italiani vivono come i maiali!”

              Bene, vogliamo dire che questo è il problema centrale dell’universo?

              • Moi says:

                Ho sentito (molti anni fa) un soldato americano, che quando gli ho detto che ero messicano, dire che l’unica cosa di sbagliato che aveva fatto Hitler era sterminare gli ebrei, mentre avrebbe dovuto sterminare i messicani

                —————-

                … Vi siete affrontati al duello di revoler o alla scazzottata da saloon ? 😉

              • Per Moi

                “… Vi siete affrontati al duello di revoler o alla scazzottata da saloon ? ”

                Gli ho sorriso vagamente, e la cosa è finita lì.

                Non mi ha cambiato la vita.

              • Moi says:

                Ho sentito un meridionale adulto con parecchi problemi con i fiorentini dire che “ci vorrebbe il lanciafiamme” quando ha visto un gruppo di mamme giapponesi

                ————-

                Ma in quanto Turiste o in quanto Giapponesi (che ne immigrano pochissimi, quasi tutti imprenditori benestanti) ?

              • Per Moi

                “Ma in quanto Turiste o in quanto Giapponesi (che ne immigrano pochissimi, quasi tutti imprenditori benestanti) ?”

                No, sono proprio immigrati a vita.

                E’ un’umanità favolosa.

                Gente che si mette ai piedi dell’ultimo, umile artigiano fiorentino, per fare da apprendista. Ascolta, lavora, tace. E impara. Dal sarto, dal rilegatore, dal ceramista, persino dal calzolaio.

                Una gioia per gli artigiani, che finalmente trovano qualcuno su cui riversare tutta la loro energia.

                Poi diventano artigiani anche loro.

                Alcune donne arrivano qui, e a forza di amare l’arte, si innamorano anche degli artigiani.

                Ce n’è una splendida, che ha sposato un artigiano assai discusso, ci ha fatto un figliolo; lui è morto, e lei è diventata una sanfredianina a tutti gli effetti, a Roma diremmo una coatta, con il figliolo un po’ teppista con gli occhi a mandorla.

              • Moi says:

                Ho sentito un babbo marocchino che si sfogava con me, dicendo “gli italiani vivono come i maiali!”

                —————-

                … Parlava di sessualità o di igiene ?

                😉

              • Moi says:

                Sui ristoranti Cinesi l’ ho sentita in versione “testimonianza della sorella del marito dell’ amica della moglie di mio cuG(GG)ino !” …

              • PinoMamet says:

                Il più lungo e francamente ottuso sfogo razzista a cui assistito è stato quello di una sign.. di una vecchiazza thailandese che se la prendeva con gli italiani colpevoli di:
                1- averle fregato tipo 20 o 50 centesimi di resto
                2-rifiutarsi di intuire che avevano l’obbligo morale di portarle le valige dall’aereo all’autobus navetta, non parlando lei una singola parola di italiano e non avendolo chiesto ad anima viva.

                per questo mi sono sorbito cinque minuti in inglese di “gli italiani sono un popolo di ladri e poi sono razzisti

              • Per Pino Mamet

                “per questo mi sono sorbito cinque minuti in inglese di “gli italiani sono un popolo di ladri e poi sono razzisti “”

                fantastico!

                Io mi sono beccato l’artista azerbaigiana che diceva che lei aveva imparato l’inglese, e sfogava tutto il suo disprezzo per gli italiani “pigri” che non fanno lo sforzo di imparare lingue straniere anche loro.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                azera!

                Tu quoque! 😀

              • Z. says:

                Stavo per chiedere “si può dire anche azerbaigiano o è una battuta?”, ma mi ha preceduto Ezio.

              • Peucezio says:

                Io non lo direi mai, ma scopro ora che la Treccani lo ammette:
                https://www.treccani.it/vocabolario/azerbaigiano/

              • Z. says:

                La Treccani però è un’enciclopedia fascista e nemica della classe operaia. Anche se ci scriveva Togliatti!

                😀

                Seriamente, ci sono diversi dizionari su cui figura ecuadoregno. No, dico: ECUADOREGNO.

                Lo trovo davvero incredibile: è come se la traduzione suggerita per il termine italiano “cattolico” fosse “Papist”. Meglio ancora: è come se in un dizionario inglese, per indicare gli abitanti del Meridione italiano, il vocabolo suggerito fosse “tèrrons”.

              • PinoMamet says:

                Mmm

                però l’Azerbaigian o come si scrive non è come quei paesi che finiscono in -stan, che vuole dire sostanzialmente “paese dei”.

                Per cui non ha senso chiamare “turkmenistani” i turkmeni o “uzbekistani” gli uzbeki.

                Azerbaigian, come nome, sarebbe la resa turchica/moderna dell’antico nome Atropatene, regione o satrapia dell’impero persiano.

                È un nome unico, tutto attaccato, non un derivato dal nome del popolo azero: semmai il contrario.

                Per cui credo che azerbaigiani ci potrebbe stare…

              • Z. says:

                Beh, però i pachistani – a differenza degli afghani e dei turkmeni – li chiamiamo pachistani…

                In inglese, comunque, l’aggettivo è “Azerbaijani”. Quindi almeno in teoria si potrebbe ben dire “azerbaigiani” pure in italiano.

            • Z. says:

              Miguel, credici, non sei l’unico che ha conosciuto persone, ha avuto esperienze e ha visto delle nutrie 🙂

              E non esiste “il problema centrale dell’universo”, locuzione che altro non è se non un mesto trucchetto retorico non degno di te.

              Esiste però il razzismo, ed è brutto per chi lo subisce.

              • PinoMamet says:

                Confermo.

                L’avrei presa a schiaffi, la vecchia thailandese.
                E anche tutti i commentatori neri che dicono che “tutti gli italiani sono razzisti”.

              • Peucezio says:

                Z.,
                posso dire che io, te e la maggior parte di noi qui dentro dovrebbe avere la possibilità di incarnarsi almeno quattro o cinque volte per fare esperienze paragonabili a quante ne ha fatte Miguel?

              • Z. says:

                Ezio, non mi piace parlare delle mie esperienze biografiche, e in questo non sono l’unico.

                Credo che ognuno di noi abbia esperienze diverse. Specie chi ha sbagliato strada più volte: non è un merito, certo, ma alla fin della fiera per certi versi finisce per essere un’opportunità 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                lascia perdere: non c’è proprio gioco!
                Non perché sei tu (alla fin fine non è che so tanto di te), ma perché io e te siamo persone “normali”, nate e cresciute in Italia, che hanno fatto cose normali, tu un romagnolo naturalizzato bolognese, io un pugliese che si trova di passaggio (da circa nove lustri) a Milano…
                Insomma, al posto nostro potrei mettere tanti altri italiani normali.

                Con un messicano mezzo americano che ha capeggiato una setta esoterica in Egitto, che ha ospitato dieci zingari in casa, che ha conosciuto gente di tutti i tipi e ora se la fa coi calcianti fiorentini e mille altre storie… no, rassegnati, non c’è partita.

                Poi si può dire che c’è quello nato, cresciuto e morto recluso in quattro mura, che in quelle quattro mura ha capito i segreti insondabili dell’universo e l’essenza della vita e delle cose umane. Ma quelli sono casi fra il geniale e lo psicotico.

              • Per peucezio

                “no, rassegnati, non c’è partita.”

                Dai, non è quello che volevo dire: ha ragione Zeta a dire che ognuno ha fatto le proprie esoerienze.

                Intendevo dire che mi dava parecchio fastidio vedere spiegati tutti i conflitti che ho incontrato fuori da me (infatti NON parlavo di me, ma solo di cose che ho visto) con l’affermazione che esiste una parte di quelli che hanno la pelle bianca che per pura cattiveria odiano altri esseri umani, esclusivamente in base al coloro della loro pelle.

                Si ò liberi di spiegarsi la realtà come se si vuole, ma sentire ridurre gli argomenti che avanzo a “cose sciocchine” non convince.

              • Peucezio says:

                Ah… e dimentichi l’aver addestrato bande di guerriglieri nazi-comunisti in America Latina! 🙂

              • PinoMamet says:

                Beh, Peucè, io non sottovalutaterei tanto le esperienze dei non-Miguel..

              • Peucezio says:

                Pino,
                non le sottovaluto. È una questione di misura, di entità.
                Al massimo sopravvaluto quelle di Miguel 🙂 (ma credo di no)

                E, credo, sia anche una questione di atteggiamento: le esperienze non ti cascano in testa, per lo più te le cerchi.
                Non ho mai conosciuto una persona che somma nella misura in cui lo fa Miguel
                1) la curiosità verso il mondo e
                2) la risolutezza nel muoversi per soddisfarla.

              • Z. says:

                Ezio,

                — E, credo, sia anche una questione di atteggiamento: le esperienze non ti cascano in testa, per lo più te le cerchi. —

                Mmm… dipende. Secondo me me la cosa è un po’ più complessa.

                In parte è vero quello che dici. In parte ti cascano in testa. E in parte dipendono, in misura direttamente proporzionale, da quante strade sbagliate hai preso e ripreso durante la tua vita 🙂

              • Per Zeta

                “In parte è vero quello che dici. In parte ti cascano in testa. E in parte dipendono, in misura direttamente proporzionale, da quante strade sbagliate hai preso e ripreso durante la tua vita ”

                Sicuramente.

                Comunque togliamo di mezzo le mie esperienze personali, prendiamo il Messico come se fosse un esempio del tutto impersonale, che non riguarda nessuno di noi.

                Provo a ripetere il concetto.

                Il Messico è un paese molto sfumato proprio in termini “razziali”, cioè esiste uno spettro con tratti immediatamente visibili, indio-mestizo-“bianco”.

                Dove i “bianchi” sono divisi invece in due categorie che non sono visibili dal colore della pelle, ma soprattutto dai cognomi: gli spagnoli e i non spagnoli (americani, tedeschi, ebrei, libanesi, ecc.).

                Questa stratificazione ha molti aspetti sgradevoli, almeno per una sensibilità europea.

                Ora, possiamo fare due ipotesi per spiegarla:

                1) esiste perché i messicani nascono stronzi senza altra spiegazione

                2) esiste perché la storia del Messico ha portato a questa stratificazione

                Questo è il punto attorno a cui ruota tutta la nostra discussione, a prescindere da altre questioni.

              • PinoMamet says:

                La vedo abbastanza come Z.

                Ti dirò di più: non sempre è necessario imbarcarsi su un cargo battente bandiera liberiana per fare incontri strani, inconsueti, interessanti.

                E a dire il vero, quasi tutte le persone “interessanti” che ho conosciuto erano poi persone molto banali, mentre non voglio dire tutte, ma una buona quantità di persone che vivono dietro l’angolo hanno molte cose interessanti e sorprendenti da dirti.

                Del resto, l’Oltrarno è bellissimo, ma il molto è pieno di Oltrarni…

              • Peucezio says:

                Pino,
                “una buona quantità di persone che vivono dietro l’angolo hanno molte cose interessanti e sorprendenti da dirti.”

                Sì, questo è verissimo.

                Ma a volte si dà anche il contrario: conosco luoghi e contesti in cui le persone sono davvero tutte uguali.

                È anche vero che più contesti conosci, statisticamente più ampli la visione. Non il turista che va nel luogo più esotico del mondo senza capirci niente ovviamente.

                Io continuo ad avere la percezione che noi (io per primo e più di voi) siamo gente, per così dire, di provincia (che non è affatto una cosa negativa in sé, d’altronde anche l’Oltrarno lo è), mentre Miguel no (anche se la frequenta e la ama).

                Ma vabbè, non sono cose misurabili, prendetela come una mia impressione, che vale quello che vale. Tenete conto però che io sono l’unico che lo ha frequentato con una relativa assiduità, mentre voi non muovete il culo da lì 😛

                Ci mancherebbe: battute a parte ognuno ha la sua vita e i suoi impegni. Ma così è.

              • Per Peucezio

                “io continuo ad avere la percezione che noi (io per primo e più di voi) siamo gente, per così dire, di provincia (che non è affatto una cosa negativa in sé, d’altronde anche l’Oltrarno lo è), mentre Miguel no”

                Io ieri ho tirato in ballo in maniera eccessiva le mie esperienze personali, che sono abbastanza incasinate 🙂 Non volevo certo sminuire nessuno facendolo, e credo che Zeta abbia detto una cosa molto saggia sul fatto che le esperienze sono spesso proporzionali agli errori.

                Comunque il tema di discussione fondamentale è se le stratificazioni sociali in base alla pelle e i conflitti tra gruppi visibilmente diversi abbiano origine nella “stronzaggine” di una parte dell’umanità (e quindi presumo nella genetica, ma qui si attendono conferme o smentite), o siano legati a fattori economici, storici, culturali ecc.

                E’ naturale che ciascuno di noi sostenga la propria posizione portando esempi che conosce, ma ho sicuramente ecceduto nel farlo io.

              • PinoMamet says:

                Mah… in Italia siamo tutti di provincia, secondo me, ma di persone tutte uguali non ne conosco.
                Ne conosco di molto, molto simili..
                (potrei descrivere il tipico trentenne delle.mue zone o il tipico studente di liceo scientifico, e non credo sarebbe molto diverso dal descrivere i Maya o i Kazaki..
                )

              • Peucezio says:

                Sì, “tutti uguali” è un’iperbole.

                Ho frequentato Bari negli anni ’90 ed era impressionante come fossero fatti tutti con lo stampino (cosa che, per assurdo, accadeva di meno nella provincia barese). Oggi è cambiato in meglio: c’è gente un po’ più varia, anche se resta un forte provincialismo di fondo (che continuo a non percepire fuori dal capoluogo).

                A Milano ovviamente c’è di tutto.
                Sempre tenendo conto che, come hai detto benissimo, l’Italia è tutta un po’ provincia e, quando non si esagera nel conformismo, è anche la sua bellezza.

              • Peucezio says:

                Pino,
                “non credo sarebbe molto diverso dal descrivere i Maya o i Kazaki..”

                Questo invece è il tuo solito universalismo antropologico, che proprio non mi convince.

              • PinoMamet says:

                Al contrario.

                Non sto dicendo che il maya sia identico all’abitante di Fidenza.

                Sto dicendo che se tu analizzassi l’abitante di Fidenza “con occhi nuovi”, per così dire, lo troveresti altrettanto interessante di una popolazione esotica.

                Del resto, il grande esperto di tipi umani della Puglia sei tu, e non dirmi che li trovi banali e non interessanti…

              • Z. says:

                Ezio, forse a te apparivano fatti con lo stampino perché venivi da Milano. E non notavi quello che li distingueva, cosa che notavi di più in provincia.

                È una possibile interpretazione, non un’affermazione certa.

            • paniscus says:

              Scusa, ma qua non è stato detto che “il razzismo non esiste”, in assoluto.

              Si è detto semplicemente che attribuire a motivazioni razziste qualsiasi scontro o qualsiasi incomprensione in cui il razzismo non c’entrava niente, può avere la conseguenza automatica di far nascere, per la prima volta, dinamiche di razzismo, anche laddove non c’erano ancora mai state. E in ambienti di bambini, è ancora peggio.

              Cioè, facciamo un esempio: se in una scuola materna o in una prima elementare, Martina, di pelle bianca, con gli occhi verdi, con i capelli biondi e con il cognome italiano, litiga pesantemente con Alice, di pelle bianca, con gli occhi marroni e, con i capelli castani e con il cognome italiano, il massimo che succede è che le maestre le rimproverino a titolo personale e finisce lì.

              Invece, se nella stessa classe Giulia, di pelle bianca, con gli occhi azzurri, con i capelli rossi e con il cognome italiano, litiga pesantemente con Ayawa, di pelle scura, con gli occhi neri, con i capelli neri crespi, e con il cognome nigeriano, per gli stessi identici motivi personali per cui Martina aveva litigato con Alice…

              …allora qualche zelante maestra si mette in testa che abbiano litigato per motivi di razzismo (quando invece a Giulia non era manco venuto in mente di striscio di discriminare Ayawa perché è nera, ma ci aveva litigato per normali screzi personali), e INVECE di capire per quale motivo Giulia ha litigato con Ayawa, organizza immediatamente un edificante corso di educazione all’inclusività e all’antirazzismo, in una classe in cui il razzismo NON C’ERA MAI STATO.

              Come minimo, capiterà di sicuro che qualche altro ragazzino “scopra” la possibilità di fare delle sparate razziste quando prima non ci aveva mai pensato,

              e soprattutto che scopra le potenzialità retoiche e manipolatorie dell’argomento stesso, quando ancora non ne aveva mai immaginato l’esistenza.

          • roberto says:

            Miguel

            “ Ecco, da babbo di bambini (o ex-bambini) non ho mai sentito un bambino prendersela con “lilly solo perché è marrone”.

            Credo di aver già raccontato alcuni episodi sgradevoli che ho vissuto in prima persona da napoletano in Veneto (dove ho vissuto tra i 4 e i 13 anni, quindi si, si trattava di bambini)

            Poi da adulto di gente che “non vuole giocare con lilly solo perché è marrone” ne ho conosciuta a pacchi. Certo raramente lo ammettevano esplicitamente, c’erano sempre delle ottime spiegazioni e la premessa “some of my best friends”.

          • roberto says:

            Miguel

            “ e se non esiste il bambino che ragiona così, il “razzismo” non esiste.”

            Sei adorabile quando fai finta di non capire
            🙂

            È ovvio che un bambino parla di bambini, ma se un adulto ragiona così, come la metti?
            Ah certo, sicuramente sarà perché ha paura…

      • Marianna says:

        “Altre che erano salite dalle fogne alla gloria e oggi arrancano”
        Miguel mi hai fatto venire in mente “Il commesso” di Malamud.

    • Sempre per Zeta

      ” E a differenza dell’antirazzismo, non è nient’altro.”

      Io non ho ovviamente la panacea per gli Stati Uniti.

      Ma l’antirazzismo è anche molto spesso un pretesto per fare scelte che colpiscono i piccoli contadini del Midwest a favore dei grandi speculatori, o per prendere molte misure a cui io non sono necessariamente contrario, ma siccome fanno male “solo ai bianchi poveri”, chi se ne frega, anzi se lo meritano: outsourcing di fabbriche, privilegi fiscali ai centri urbani, e così via.

      • Z. says:

        Miguel, qualsiasi cosa può essere utilizzato come pretesto per altro. O banalmente, come opportunità.

        La preoccupazione per l’ambiente, tu ci insegni, può essere utilizzata come pretesto per fare affari. Il che non significa che la questione ambientale non esista: anzi, significa che esiste eccome.

        Il covid è una grande opportunità di lucro per alcuni, ma ciò non significa che il covid non esiste o che sia scomparso in primavera.

        E siccome il razzismo esiste, e le persone decenti tendono spesso a detestarlo, l’antirazzismo può essere un’ottima opportunità per alcuni. Come del resto il razzismo.

        PS: come sempre, sostituisci pure “razzismo” con la parola che preferisci: arpa, dinosauro, cornamusa…

        • Per Zeta

          “E siccome il razzismo esiste, e le persone decenti tendono spesso a detestarlo, l’antirazzismo può essere un’ottima opportunità per alcuni. Come del resto il razzismo.”

          Capisco il tuo ragionamento.

          Il problema è definire cosa si intende per “razzismo”.

          Io vengo dal Messico, dove ci sono persone di ogni sfumatura genetica, da indios puri a biondi svedesi.

          E sicuramente è più probabile che uno alto e biondo sia miliardario, e uno indio al 100% zappi la terra.

          Ma non è per via del colore dei capelli o degli occhi, è per la storia di gruppi che si sono definiti in questo modo.

          Gli spagnoli (diciamo “capelli neri, pelle chiara”) non hanno “odiato” gli indios per via della pelle. Anzi, non li odiavano proprio: erano degli sfigati nel paese loro, che hanno avuto l’occasione di usare il lavoro degli indios per avere un livello di benessere che noi disprezzeremmo.

          E se i “biondi” hanno vinto anche sugli spagnoli, è perché in Messico sono arrivati altri immigrati, che conoscevano il capitalismo europeo, e hanno rubato il controllo della ricchezza agli “ispanici”.

          Ma i mestizos hanno saputo aggirare l’economia, impossessandosi dell’esercito, della polizia, della politica, delle bande armate di ogni specie.

          Però non lo fanno perché “odiano i bianchi” o perché “odiano gli indios”.

          Lo fanno perché i figli di spagnoli e di donne indie hanno dovuto arrangiarsi, sono diventati – come si dice a Roma – figli de na mignotta.

          Sostituire queste dinamiche storiche con la fantasia che ci sono persono “cattive” che odiano gli altri solo per il “colore della pelle” non fa bene.

          • Pensando sempre al Messico…

            I mestizos sono fisicamente riconoscibili, ma sono un prodotto della storia, non sono una “razza”.

            Gente mestiza, o spesso anche bianchi che fingevano di esserlo, hanno creato l’immaginario messicano, hanno definito l’identità di un paese enorme dall’alto.

            Da una parte visibilmente non indios, ma dall’altra “eredi della gloria di Moctezuma”, “combattenti contro l’invasione spagnola”, “eroi che combattono contro gli invasori”. E pronti con questo pretesto antirazzista, a schiacciare gli indios e a distruggere le comunità storiche.

          • PinoMamet says:

            Ho appena visto uno sketch di un comico nero americano sugli italiani (americani).

            Ho avuto la pessima idea di leggere i commenti, dove c’è il solito turista americano nero che è convintissimo che gli italiani odino i neri, e il solito nero nato in Italia che dice che è verissimo infatti lui è andato in Inghilterra (dove amano i neri alla follia…) e il solito fidanzato con una nera che dice che la sua fidanzata era trattata malissimo.

            E nessuno capisce che in Italia nessuno (nel senso statistico: magari 100 persone in tutt’Italia le trovi…) odia i neri perché sono neri, ma tantissimi odiano gli immigrati perché sono immigrati, e lo spacciatore nigeriano perché spaccia.

            Ma questi vengono dall’America- dove non sono imnmigrati, sono nati lì- e non lo capiscono; e gli altri li imitano, credendo che quello che succede lì debba essere identico in tutto il mondo…

            • Moi says:

              Ho appena visto uno sketch di un comico nero americano sugli italiani (americani).

              ———–

              Eddy Murphy, in un’ altra era geologica ;), descriveva gli ItaloAmericani come “Maschi Tossici AnteLitteram” 😉 … peggio ancora degli AfroAmericani.

              Ripeto: altra epoca …

            • habsburgicus says:

              d’accordissimo con Pino

              @Miguel
              leggevo una volta un libro di autore nordamericano del primo Novecento (quando tutto era diverso rispetto a oggi)..
              e il tipo negava la “bianchità” a quasi tutti i messicani, e in genere a tutti i latino-americani (tranne Cile e Argentina)…
              insomma, sosteneva che i “blancos” messicani e latino-americani avessero quasi sempre (ovvove ! :D) sangue indio cioé tecnicamente fossero “mestizos di apparenza bianca” o financo, almeno a Vera Cruz (e in Colombia a Cartagena, e nelle coste venezuelane) “sangue nero” (ovvove al cubo !!! 😀 😀 :D)
              il tipo continuava dicendo che quindi bisognava restringere con più durezza l’immigrazione di quelli che ora chiameremmo “latinos”..in un’America del nord ove 1/32 di sangue nero ti faceva nero con tute le conseguenze sociali e, talora, legali (anche se un po’ di sangue indiano era cool, almeno in alcune aree), la presenza potenziale di “false whites” sul suolo nordamericano li faceva adirare 😀
              ovviamente la “colpa” della non-presenza di “veri bianchi” in Messico (e America latina in genere) era data alla Popish Church, la Babilonia tremenda che ogni “true American” detestava e temeva e che, dicevano, avrebbe intrigato giorno e notte tramite i gesuiti per sovvertire il “paese eletto” cioé gli USA 😀 😀 😀
              in effetti in Centro e Sud America, come ben spiega Miguel, l’apparenza etnica è collegata senza dubbio allo status sociale (insomma, se sei bianco e biondo in genere non farai la fame, anzi..se invece sei uno zambo cioè indio/nero rischi di vivere in miseria), ma nessuno ha mai avuto tali ubbie, tutte nordamericane….
              si mantiene ricordo della discendenza dai conquistadores (l’iper-aristocrazia ancora nel vecchio e arcaico Perù di Don Manuel Prado y Ugarteche negli anni della II GM) ma nessuno va a controllare se per caso la tua bisnonna avesse un po’ di sangue indio 😀 è proprio la mentalità differente
              quell’americano di cui ho accennato ovviamente non viveva nell’America di Kamala Harris 😀

              • habsburgicus says:

                Gente mestiza, o spesso anche bianchi che fingevano di esserlo, hanno creato l’immaginario messicano

                verissimo
                e lì sta la differenza fra USA e Messico
                in USA la “bianchità” è un “tesoro” che mai un bianco, anche e soprattutto se povero in canna, avrebbe lasciato andare
                in Messico molti dei capi anticlericali e anti-spagnoli [nel senso di un’opposizione ideologica alla hispanidad] erano “bianchi” [nel senso del mio podst di prima] che amavano enfatizzare le presunte caratteristiche mestizos, che magari non avevano 😀
                Don Porfirio era un vero mestizo (e non fu così anticlericale :D), Don Benito forse fu addirittura indio, ma fu una rara avis, e fu colui che più di tutti colpì gli indios
                da Gomez Farias a Elias Calles i più “indigenisti” erano tutti “bianchi” 😀 😀

          • Z. says:

            Miguel,

            possiamo anche discutere su cosa si intende per discutere, e definire cosa si intende per definire.

            Ma sappiamo tutti che sono banali espedienti retorici.

            Ripeto, non chiamiamolo razzismo. Chiamiamolo banana. Alla fine una parola vale l’altra.

            Schernire qualcuno perché è immigrato, deriderlo perché è minoranza debole, ritenere accettabile emarginarlo per questo e magari sfogarsi su di lui o di lei, è un gesto di banana molto molto brutto.

            Ed essere antibanana, per me, è cosa buona.

            Il resto mi sembrano, permettimi, chiacchiere spocchiose da intellettuali snob.

            • Per Zeta

              “Ma sappiamo tutti che sono banali espedienti retorici.”

              Mi segno questa frase.

              La userò ogni volta che qualcuno propone una visione delle cose leggermente diversa dalla mia.

              Grazie!

              • Per Zeta

                ““Ma sappiamo tutti che sono banali espedienti retorici.”

                Comunque invidio te e Roberto (che siete diversi, ma in questo siete molto simili).

                Come sarebbe bello avere idee sempre chiare, avere la Chiave del Tutto sempre in tasca, e non dovermi porre mai domande.

                Ho la sfortuna di essere nato in Messico, che è già un casino, tra la tata che non si sa in che anno fosse nata e che non sapeva né leggere né scrivere, ma aveva un assurdo cognome inglese, e Michael and Henry, la coppia di gentili omosessuali calati dagli Stati Uniti…

                discendo da protestanti e cattolici, e questo complica ulteriormente la cosa, perché significa che qualunque cosa, potrebbe essere anche il contrario…

                e di avere un altro piede negli Stati Uniti, tra preti cattolici rivoluzionari ma anche contrari alla guerra, immigrati irlandesi affamati, fabbriche con le ciminiere che emanano fuoco in Pennsylvania viste quando ero piccolo, prozie lesbiche teosofe che mi invitano vedere gli elfi negli alberi, la voce critica catto-scientista che le stronca, predicatori evangelici…

                Di essere vissuto tra due continenti, e di non capire se quando penso, penso in inglese o in italiano, davvero non lo so, però la bellezza e la visione, sono quasi tutte in inglese, e spesso mi sento in colpa per non riuscire a fare lo stesso con i miei frammenti di italiano

                Di aver avuto parenti da entrambe le parti nella guerra mitica che ha spaccato l’umanità, ed essere abbastanza vecchio da aver sentito storie di orrori da entrambi…

                Di essermi letto/ascoltato il Corano in arabo, e questo mi complica ulteriormente la vita, perché ti apre fronti e immaginari che non c’entrano niente con quelli a cui si appassionano gli italiani

                E di vivere in un rione, pieno di indigeni, di artigiani, di giapponesi, di inglesi, di senegalesi, di albanesi, e di storia antica, e questo mi rende ancora più confuso e contorto.

                Ma sicuramente avrete ragione voi, che non avete la testa incasinata, e a differenza di me, non dovete mai ricorrere a espedienti retorici banali per mascherare la vostra confusione.

                Vorrei rannicchiarmi tutto, a volte, e ricominciare la vita, e farmi dire dalla maestra chi sono i buoni e chi i cattivi, e crederci.

              • Moi says:

                Interessante ! Ai tempi di Michael and Henry immagino che negli USA ci fosse un pesantissimo stigma (!) del “Gender Non Conforming” … contrariamente a oggi. 😉

                Un po’come per “Razzismo” e “White Guilt” …

              • Per Moi

                “Ai tempi di Michael and Henry immagino che negli USA ci fosse un pesantissimo stigma (!) del “Gender Non Conforming” … contrariamente a oggi”

                Ero molto piccolo all’epoca.

                Ho l’impressione che tra gli “americani-in-Messico” fosse assolutamente normale: probabilmente il fattore classe prevaleva sul fattore “orientamento sessuale”, come si dice oggi.

                Penso che avrebbero avuto problemi negli Stati Uniti, ma avevo anche un prozio omosessuale, che conviveva felicemente con una prozia lesbica, evidentemente il matrimonio era sufficiente per evitare grossi problemi sociali.

                Del prozio non mi ricordo, ma la prozia viveva contemporaneamente con la sua compagna, che noi chiamavamo “Aunt Bessy”.

                Mi dispiace non aver ascoltato con maggiore attenzione tutti i racconti, ironici e affettuosi, di mia madre.

              • roberto says:

                Mah io di dubbi ne ho tantissimi invece

                Diciamo che:
                – non ho una visione del mondo alla quale piegare la realtà che vedo
                – uso le parole nel loro senso più comune
                – non ho nessunissima capacità di astrazione
                – non cerco di entrare nella testa degli altri, vedo comportamenti, non i pensieri

              • Per roberto

                “Mah io di dubbi ne ho tantissimi invece”

                Ho capito, in Lussemburgo c’à gente che odia gli altri solo per il colore della pelle, o dei capelli o degli occhi.

                Anche mia madre mi diceva che la prendevano in giro perché aveva i capelli rossi.

                Fuori dal Lussemburgo, conosco gente che dice che:

                1) tu sei napoletano

                2) tu probabilmente hai i capelli neri

                3) essendo napoletano, sei sicuramente un camorrista, spacciatore di droga, assassino, nasconditore di rifiuti tossici e amico di Berlusconi

                4) quindi diffido di quelli con i capelli neri e preferirei che mia figlia sposasse un Coglione Biondo e non un camorrista Eurolussemburgoterronese

              • roberto says:

                Hai capito,
                Ma siccome non corrisponde con la tua visione del mondo secondo la quale il razzismo non esiste, ti diverti a dire cose sciocchine per mettere in ridicolo quello che dico

                Vabbè pazienza, è una cosa sulla quale non saremo mai d’accordo

              • Z. says:

                Miguel,

                — Come sarebbe bello avere idee sempre chiare, avere la Chiave del Tutto sempre in tasca, e non dovermi porre mai domande. —

                Anche questo è un espediente retorico piuttosto diffuso: quando si rinuncia ad argomentare nel merito, si dice “tu credi di avere la verità in tasca” 🙂

                Nel caso di specie, poi, mi sembra che sia piuttosto tu alla perenne ricerca di una Chiave del Tutto, che spieghi ogni singolo aspetto della realtà.

                Più che porti domande, mi dai l’idea di partire dalle risposte, e di piegare tutto quanto alla risposta che ti dai di volta in volta.

                Voglio essere chiaro su un punto: nelle risposte da cui parti, io ci vedo spesso intuizioni brillanti e originali. Ci vedo uno sguardo molto diverso dal mio, che intuisce ciò che io faticherei a immaginare.

                Smetto di seguirti quando vuoi farle diventare a tutti i costi le basi di un sistema che permetta di vedere il mondo in una goccia d’acqua.

              • Per Zeta

                “Anche questo è un espediente retorico piuttosto diffuso: quando si rinuncia ad argomentare nel merito, si dice “tu credi di avere la verità in tasca” ”

                Evidentemente ho rinunciato ad argomentare in merito, non avendo portato alcun esempio o cercato di argomentare in alcun modo.

              • Z. says:

                Miguel,

                sostanzialmente sì. Hai rinunciato a replicare a tono e hai preferito citare esperienze personali.

                E non dico che sia sbagliato, o meno interessante. Anzi, è per molti versi più interessante leggere di storie che di opinioni. Infatti la gente legge molto più volentieri libri di narrativa che non libri di Sgubbi sul diritto penale totale (ammettilo, l’hai lasciato a metà!).

                Ma da qui ad affermare che io e Roberto siamo in possesso della chiave del tutto c’è un salto logico. A me sembra che il desiderio di possedere quella chiave, al contrario, caratterizzi più te di noi, così come ha caratterizzato molti pensatori del passato.

              • Per Zeta

                “sostanzialmente sì. Hai rinunciato a replicare a tono e hai preferito citare esperienze personali.”

                Qui si è affermato che “il razzismo” consiste nell’ “odiare qualcuno per il colore della sua pelle”, e che ogni spiegazione alternativa è una sciocchezza da intellettuali.

                E’ un’affermazione astratta cui credo sia possibile controbattere solo con esempi.

                Ho iniziato dicendo la mia sulla società statunitense, è stato ribadito che sono sciocchezze da intellettuali.

                Allora ho detto che ho visto parecchi conflitti di vario tipo, e mi sembra che dietro questi conflitti ci sia molto più che un’inspiegabile odio cromatico.

                Al che è stato detto che avrei rinunciato ad argomentare la mia tesi.

                A questo punto mi sembra che l’unica cosa sia ritirarla del tutto.

                I conflitti esistono solo perché alcuni bianchi odiano altri colori di pelle.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Qui si è affermato che “il razzismo” consiste nell’ “odiare qualcuno per il colore della sua pelle” —

                Si è affermato? Un mio amico messicano mi ha insegnato a diffidare degli impersonali, e a cercare di capire chi sia questo signor Si 🙂

                A parte questo, no, Roberto ha fatto un esempio particolare di razzismo. Che non significa che non possano esisterne mille altri.

                Soprattutto, nessuno qui ha mai scritto che il razzismo debba essere un esclusiva dei “bianchi”.

            • PinoMamet says:

              “Schernire qualcuno perché è immigrato, deriderlo perché è minoranza debole, ritenere accettabile emarginarlo per questo e magari sfogarsi su di lui o di lei, è un gesto di banana molto molto brutto.”

              Sì, bruttissimo.

              Siamo tutti d’accordo su questo.

              E già questo è indicativo…

              Ora, stabilito che è bruttissimo e che nessuna persona di buon senso può essere razzista, è permesso anche indagare un po’ cause, effetti, differenze, similitudini eccetera, o dobbiamo solo ripetere allo sfinimento che il razzismo è sbagliato?

              • Z. says:

                A me sembra che qua si ripeta allo sfinimento che il razzismo non esiste e che semmai è l’antirazzismo ad essere sbagliato…

                Ed effettivamente, se il razzismo non esiste, l’antirazzismo non ha ragion d’essere!

                Però oh, ognuno parla di ciò che crede. E soprattutto, già è assai che è qualche giorno che non si parla di trans 🙂

              • Per Zeta

                “A me sembra che qua si ripeta allo sfinimento che il razzismo non esiste e che semmai è l’antirazzismo ad essere sbagliato…”

                Rinuncio.

                I bianchi sono razzisti per razza, con qualche pregevole eccezione a Bologna, e la prima cosa che guardano – a differenza degli altri che non hanno questa malattia genetica – è il colore della pelle delle persone, esclusivo criterio di giudizio.

              • Z. says:

                Ah, tra l’altro, siamo davvero tutti d’accordo?

                Ci sono in molti che pensano che gli atteggiamenti descritti non siano così male: tant’è che li praticano, si divertono quando altri li praticano, li giustificano, li scusano, ne sminuiscono la portata. Oppure ne danno la colpa a qualcun altro.

                Di solito iniziano frasi dicendo “non sono razzista, ma”. E sono tantissimi a non essere razzisti ma.

                Quindi secondo me non siamo poi tutti d’accordo.

              • Peucezio says:

                Io invece sono razzista, ma…

              • Per Peucezio

                “io invece sono razzista, ma…”

                Ma infatti, sostieni tesi generali sui comportamenti di grandi gruppi umani, geneticamente determinati, che non sono necessariamente giudizi.

                Si può essere razzisti senza per questo avercela con qualcuno o trattarlo male.

              • Z. says:

                😀

                è vero, tu sei razzista ma!

                Che poi, secondo me, più che esserlo tu vorresti esserlo, razzista…

                Ma sarebbe un discorso lungo da fare a quest’ora 🙂

              • PinoMamet says:

                Non ho la stessa impressione.

                Sarebbe bello se fosse così: avremmo davanti a noi I Razzisti, che sono cattivi perché sì e si divertono pure a farlo, un po’ tipo Cattivissimo Me o Dottor Male.

                Invece la maggior parte dei razzisti di cui si sente parlare sono persone frustrate, tristi, e che pensano di aver ricevuto un torto e di essere vittime.

                Naturalmente possiamo passare il tempo a dire che sono dei poveri cretini, e questo indubbiamente è utile alla nostra autostima.

                Dubito che serva a qualcos’altro…

              • Z. says:

                Pino,

                — Invece la maggior parte dei razzisti di cui si sente parlare sono persone frustrate, tristi, e che pensano di aver ricevuto un torto e di essere vittime. —

                Beh, quasi tutti pensiamo di subito torti e di esserne stati vittima. Mi ci metto dentro io per primo. Vale anche per quelli che non sono razzisti ma.

              • PinoMamet says:

                Certo, e quindi le cose sono un po’ più complesse, e merita analizzarle.

              • Z. says:

                Mi sfugge il nesso: se tutti riteniamo di avere subito torti, non è una condizione che caratterizza in particolare nessuno di noi…

                Comunque analizzare le cose va sempre bene, ci mancherebbe. Sono le discussioni sulla terminologia a non appassionarmi. Se tu vai allo sportello del registro e dici che vuoi registrare un contratto di affitto, molto probabilmente è un contratto di locazione, ma te lo registrano comunque 🙂

              • Peucezio says:

                C’è anche chi si vanta i torti di farli!

                Non tutti si lamentano, c’è anche chi fa il figo.

              • PinoMamet says:

                Beh, devo riconoscerti, Z., un grandissimo talento nel dibattito.
                La tua strategia, a quello che noto in questo giorni, è all’incirca questa: fingi di accettare la tesi di chi ti controbatte qualcosa, per poi annacquarla, generalizzarla e renderla ininfluente.
                Chapeau.
                C’è sempre da imparare.

                Naturalmente ora dirai che non è vero e non sai di cosa sto parlando…
                Vabbè.

                Tornando alle cose serie:
                La stragrande maggioranza dei razzisti sono completamente diversi da come li hai descritti (“si divertono”
                …)
                e assomigliano invece a come li ho descritti io…

              • Z. says:

                Ezio,
                sì, è vero. Ma non è la norma.

                Pino,
                il razzista descritto da me e da te può essere la stessa persona. È più facile approfittare, o giustificare, il pestaggio di un magrebino se sei convinto che i magrebini siano tutti spacciatori, o se temi per la tua incolumità.
                Immagino, almeno. Perché da nessuna statistica risulta però un progressivo aumento del crimine (semmai l’opposto). A dirla tutta, non risulta neppure che ad essere più ostile agli stranieri sia chi effettivamente è più spesso a contatto con loro.

                Sono poi d’accordo che per “razzismo” si intendono sentimenti e atteggiamenti diversi tra loro. Bisognerebbe però chiedersi quante di queste differenze siano di qualità o solo di grado. Quando sono tornato nel quartiere dov’ero cresciuto, molti anni fa, mi sono stupito a vedere così tante facce estranee (non necessariamente straniere). Ho provato un momento di disagio e mi sono chiesto se stavo provando una versione lieve di quello che chiamiamo razzismo.

              • PinoMamet says:

                A me pare che in effetti si possano individuare grandi tendenze tra i vari gruppi umani.

                Solo, non penso che questo abbia a che fare con la razza.
                A dire il vero, credo che il concetto di razza sia più che evanescente se si tenta di definirlo, e comunque sgretolato dalla scienza.

                Ma in Italia pochissimi, o nessun “razzista” è davvero razzista.
                Ci sono invece moltissimi xenofobi; Z. ci dirà che è in fondo la stessa cosa ed è solo questione di definizione, ma io sono nannimorettiano 😉 e secondo me “le parole sono importanti”.

                Per cui no, non possiamo chiamarli banana.

              • roberto says:

                Pino,
                D’accordo, ma per dire uno che c’è l’ha con i napoletani solo perché napoletani (credetemi esistono, molti meno che 20 anni fa, ma esistono), come lo definiamo?
                Xenofobo? Boh xénos deve proprio essere quello che abita fuori dalla polis….
                Razzista mi sembra un termine meno colto, meno preciso, ma molto più facile da cogliere

                Poi preferirei stronzo, ma si mischia con altre caratteristiche e farebbe confusione

              • Per roberto

                “D’accordo, ma per dire uno che c’è l’ha con i napoletani solo perché napoletani (credetemi esistono, molti meno che 20 anni fa, ma esistono), come lo definiamo?”

                Personalmente, non so nemmeno riconoscere un napoletano dal colore della pelle, figuriamoci se mi fa un effetto cromatico negativo.

              • PinoMamet says:

                Per questo ripeto fino alla noia (anche mia) l’esempio dei commenti dei turisti americani trovati in rete.

                Perché in effetti questi pensano di essere trattati male (quando lo sono; non sempre è vero…) perché “sono neri”.

                Mentre in molti casi sono trattati male perché sono scambiati per lo spacciatore nigeriano.

                E in moltissimi casi, perché sono in effetti arroganti e maleducati, benché incidentalmente neri.

                E questo non c’entrerebbe, se non alimentasse il malinteso “ce l’hanno con me perché sono scuro”.
                Ma chissenefrega di che sfumatura di colore c’hai!

                Faccio un esempio.
                Un’amica ha degli amici….
                che hanno un terribile ristorante/bar in Liguria, dove la gente è francamente stronza.

                Loro si divertono (e ho detto tutto) a postare le recensioni online negative dei clienti per riderci sopra. Sarà un modo di sdrammatizzare, mah… comunque, al mare si va in Romagna!

                Vabbè, poi postano la recensione di un cliente indiano, che li definisce razzisti perché:
                -si sono rifiutati di raddrizzare la Liguria e gli hanno dato un tavolino pendente
                (il ristorante è in una di quelle terribili salite e discese che rendono “romantico”, ma scomodo, il paesaggio ligure);
                -quando si è macchiato (da solo) con il vino gli hanno detto tipo “sono cose che succedono” (sicuramente in tono sgarbato, voglio ammettere, visto il tipo);
                -lui ha capito subito, entrando, che erano razzisti.

                Ora, sicuramente lo avranno trattato di merda, visto che trattato così tutti, ma:
                non è che lui era un po’ prevenuto in partenza?
                e soprattutto, non è che lui è abituato a trattare i clienti come schiavi, perché al suo paese usa così?

                (Pasolini e Moravia raccontano dei grandi alberghi indiani, in cui la pulizia era affidata a una donnina curva con uno straccio sul pavimento. Naturalmente non ci voleva niente a darle una scopa per passare lo straccio, e mi sembra che uno dei due ne avesse anche chiesto il motivo: ma niente, agli indiani piaceva così, perché è il karma).

              • PinoMamet says:

                Non i clienti, correggo, i camerieri.

              • roberto says:

                Non so da dove sia saltata fuori questa idea che solo i bianchi siano razzisti. Miguel me la attribuisce, mi sembra, ma nel caso è solo un tentativo di lettura del pensiero andato a male come sempre (io insisto: commentiamo quello che gli altri scrivono, non quello che gli altri pensano)

                Comunque, si sono certo che razzisti c’è ne siano di ogni colore. Io sono specialista nei franco maghrebini, con i loro osceni pregiudizi sui francesi e per esteso su tutti quelli che non sono franco maghrebini.

              • Per roberto

                “Non so da dove sia saltata fuori questa idea che solo i bianchi siano razzisti. ”

                Salta fuori dal fatto che tu e Zeta dite che esiste un enorme fenomeno, chiamato razzismo, e che consiste esclusivamente nell’odio per gente con la pelle dal colore diverso dal proprio.

                Ogni tentativo che faccio di ipotizzare altri motivi per gli scontri tra comunità etniche (tipo storia, cultura, politica, religione, economia, classe, ecc.) viene stroncata senza replica con l’accusa di essere una arrampicata sugli specchi da intellettuali.

                Non viene nemmeno ipotizzata una spiegazione di questa cromatofobia, non viene detto quali gruppi etnici ne sarebbero affetti, e io sono costretto a ipotizzare entrambe.

                Tu dici che il razzismo consiste nell’odiare la pelle diversa, l’unico esempio che dai è quello di odio verso tonalità più scure, da cui deduco – probabilmente sbagliando – che sia una questione esclusiva delle persone dalla pelle rosa (i “bianchi”).

                Per quanto riguarda il motivo, poiché mi viene detto che non è storico, economico, politico, culturale o altro, posso presumere che sia genetico, ma nemmeno su questo viene detto qualcosa di specifico.

              • Z. says:

                Pino,

                il tuo punto di vista ha dei punti di forza, indubbiamente, ma messa così allora ha ragione Miguel e neppure quello americano è davvero razzismo.

                Perché effettivamente è vero che laggiù molta gente ha paura degli afroamericani e li ritiene più inclini alla violenza e al crimine. E in effetti lessi che popolano le carceri molto più dei bianchi, commettono più crimini da strada, interrompono prima gli studi. I casi di brutalità della polizia contro cittadini asiatico-americani, per dire, non mi sembrano diffusi quanto i casi che riguardano cittadini afro-americani.

                Probabilmente anche i poliziotti americani – che peraltro lavorano in un Paese dove il possesso e il porto di armi non è cosa inusitata – temono i neri più dei bianchi, e davanti a un nero alzano prima le mani e sparano prima.

                Anche per questo sono convinto che in fondo una parola valga l’altra, purché ci si capisca.

                Quindi sì, per me esiste eccome il razzismo verso gli italiani; poi possiamo sostenere che il termine sia sbagliato, o preferire usare altri termini, ma per esistere esiste.

              • Z. says:

                Roberto,

                — Comunque, si sono certo che razzisti c’è ne siano di ogni colore. —

                Ma ci mancherebbe che il razzismo riguardasse solo i bianchi o solo gli italiani.

                Parlando solo di Bologna, e di gente conosciuta di persona, ne ho conosciuti parecchi: rumeni che ce l’hanno coi marocchini, marocchini che ce l’hanno con gli albanesi, tunisini che ce l’hanno coi marocchini. Per non parlare di quanti ce l’hanno con gli zingari!

              • Per Zeta

                “Ma ci mancherebbe che il razzismo riguardasse solo i bianchi o solo gli italiani.”

                Dunque, il razzismo è stato definito qui come odio per qualcuno esclusivamente perché ha un colore della pelle diverso.

                I marocchini odiano gli albanesi per questo?

                O magari li odiano perché (pensano che) non sono bravi musulmani, o perché rubano il lavoro ai marocchini, o perché sono amici della polizia, o per mille altri motivi?

              • paniscus says:

                “Invece la maggior parte dei razzisti di cui si sente parlare sono persone frustrate, tristi, e che pensano di aver ricevuto un torto e di essere vittime.

                Naturalmente possiamo passare il tempo a dire che sono dei poveri cretini, e questo indubbiamente è utile alla nostra autostima.”
                —————

                Credo che se ne sia già parlato più volte, ma anch’io vedo questo punto come significativo, e ribadisco che, in particolare, nel contesto sociale italiano, il cosiddetto razzismo (contro gli immigrati) non ha niente a che fare con i tratti somatici, ma che, nella maggioranza dei casi, è solo di origine economica:

                la paura di dover mantenere tutta questa gente con le “nostre” risorse, o che i giovani immigrati “rubino il lavoro agli italiani”, o che le famiglie straniere troppo prolifiche “rubino il posto all’asilo nido” ai nostri figli.

                20 o 30 anni fa, quando l’immigrazione c’era già, cominciava già a essere significativa (anche se molto meno di adesso), ma c’era molta più abbondanza e benessere diffuso, alla maggior parte degli italiani andava benissimo che marocchini, indiani, somali, filippini e brasiliani venissero a svolgere attività umili e faticose (a volte in regola, a volte no) che “gli italiani non volevano più fare”, e non mi sembra che questi venissero ridicolizzati o avversati in massa per il colore della pelle.

                In qualche caso, per stili di vita, abbigliamento o abitudini culturali troppo diverse dalle nostre, questo sì, ma non certo per la “razza”.

              • Peucezio says:

                Sarebbe interessante fare statistiche su quante aggressioni subiscono i maghrebini e quante i cinesi (eppure i primi sono di razza bianca, i secondi no).
                E in questo colludono sia i vecchi razzisti bianchi conservatori che il progressismo fanatico, che rovescia i ruoli, senza disconoscere le razze e crea quote, spazi protetti e altre assuridtà.

                Se mischiamo l’Italia con gli Stati Uniti non si capisce più
                niente.
                Lì c’è proprio l’idea che la razza sia importante, indipendentemente da tutto e che il conflitto fra razze sia un po’ nella natura delle cose.

                Da noi si è semplicemente trasferito il classismo verso i “cozzali” italiani verso i poveri di oggi, che sono gli stranieri.

                Poi c’è qualche teorico della razza bianca, alla Sizzi, magari meno colto di lui, che anziché scrivere dotti post su un blog va per strada e mena la gente di altre razze.
                Ma quanti saranno sulla media della popolazione italiana?

              • Peucezio says:

                Circa il razzismo statunitense, ho una mia ipotesi sulla sua origine (sperando di non far incazzare Pino, che peraltro sta dicendo cose che trovo molto condivisibili sul tema).

                Ho qualche dubbio che sia di origine germanica: i Germani disprezzavano i Romani e i popoli del sud perché erano più deboli fisiciamente, poi però li hanno ammirati per la loro organizzazione e hannoc ercato di imitarli e di definirsi romani essi stessi.

                Io credo che l’origine sia invece veterotestamentaria, una sorta di appropriazione morale dell’idea ebraica di superiorità razziale e spirituale sugli altri popoli.

              • Z. says:

                Ezio,

                — Sarebbe interessante fare statistiche su quante aggressioni subiscono i maghrebini e quante i cinesi (eppure i primi sono di razza bianca, i secondi no). —

                Del cinese ci si approfitta in altri modi (e purtroppo capita anche qui). Ma a dire il vero anche un magrebino non è così facile che sia aggredito. Anche perché non tendono a incassare in silenzio 🙂

              • PinoMamet says:

                Credo che questa sia una rara Occasione di Accordo con Peucezio 😉

                in effetti non c’è nessuna prova che il razzismo statunitense sia derivato da qualche antecedente germanico.
                Gli stessi tedeschi, e gli stessi svedesi (!) sono stati anzi vittime di razzismo (o per meglio dire di xenofobia, ma tinta con la caratteristica ossessione razziale americana) negli USA…
                per dinamiche credo non dissimili da quelle italiane, nel loro caso.

                Ma in generale credo che sia come dici tu, e ci sia dietro l’idea cristiana di essere il Novus Israel.

                Per i cattolici è una roba, in pratica, metaforica, e soprattutto universale, quindi vabbè.

                Ma per i protestanti è una roba letterale:
                “Noi”, proprio noi della tal setta anabattista o battista o vattelapesca, siamo il Vero Israele, la Bibbia parla di noi, siamo noi che dobbiamo prendere nomi come Geremia, Iesse, Ezechiele, e non dobbiamo mescolarci con i maledetti figli di Cam, che guarda caso erano africani, anzi, la Bibbia proibisce espressamente di mescolarsi con i Moabiti e altri popoli strani, e noi siamo Israele i Moabiti chi possono essere se non gli africani?

                tant’è vero che poi gli africani-americani, privati di cultura propria, hanno adottato in blocco quella dei conquistatori, e l’hanno dovuta ribaltare:
                per cui loro sono i veri Hebrews discendenti diretti di Mosè, che infatti viveva in Egitto cioè in Africa, e quindi ovviamente i bianchi sono i loro oppressori e non può esserci dialogo…

          • Peucezio says:

            Miguel,
            “Io vengo dal Messico, dove ci sono persone di ogni sfumatura genetica, da indios puri a biondi svedesi.”

            Totalmente d’accordo ovviamente.

            Regaliamo, se fosse possibile, un milione di euro a ogni appartenente a una categoria vittima di razzismo e vedremo che in un istante la gente non sarà più razzista verso quella categoria, ma, anzi, ne subirà il razzismo.

            Quindi diciamo piuttosto che esiste “l’economicismo”: l’uomo tende d ammirare i ricchi, da cui può ottenere delle cose e che sono belli, puliti, profumati, non spacciano droga e non chiedono soldi per strada, rispetto ai poveri, brutti, sporchi e puzzolenti che, per necessità, fanno ognuna di queste cose.

            Poi ci sono quelli che essendo miliardari si comportano da miserabili e questi stanno sul cazzo a tutti.

            • Peucezio says:

              Ovviamente esistono meccanismi di economia del pensiero (quindi sempre all’economia si torna 🙂 ) tali per cui ogni esperienza potenziale viene valutata in base a quelle precedenti, non analizzata ogni volta ex novo. E questo genera ciò che chiamiamo pregiudizio.
              Per cui, vediamo un negro e, finché non scopriamo che ha il portafoglio a organetto, pensiamo che sia un povero cristo e magari uno spacciatore e quindi, se non siamo abbastanza ricchi o istruiti da fregarcene dei poveri che ci danno fastidio, lo disprezziamo.

            • Z. says:

              Mmm… c’è anche del vero in quel che scrivi, ma è un ragionamento molto marxiano 🙂

      • roberto says:

        Certo, e il razzismo può essere un pretesto per colpire i piccoli contadini del midwest, ma in più è pure antipatico

  7. Moi says:

    Il problema del “razzismo” è l’ uso iperestensivo di origine Americana … tipo _ … come si si è visto ! _i Professori White che NON possono segnare gli errori di grammatica agli Studenti Black : è chiaro che così “sputtani” un problema “socialmente serio” a vantaggio di un razzismo “sul serio”.

  8. roberto says:

    proseguendo il ragionamento di Z, preferisco un ricco che fa il furbo con l’antirazzismo che un ricco che fa l’imbecille con il razzismo, ma immagino che sia questione di gusti

  9. Moi says:

    A proposito di Robe di Dx fatte da Gente di Sx, ch’è l’ unica che può farle : la Lamorgese , anche se molto dopo la riesplosione di Covid e Terrorismo Jihadista … scopiazza la Meloni !

    https://www.ilgiornale.it/news/politica/lamorgese-ora-copia-meloni-navi-mare-contro-i-migranti-1901573.html

    • Z. says:

      Ma perché la Meloni non l’ha fatto a suo tempo, anziché dirlo e basta, se era un’idea così geniale? 🙂

      • Moi says:

        E cmq un Governo di Sx potrebbe IN TEORIA persino ordinare alla Marina Militare tirare i siluri alle Navi di Soros o ai barconi, barchini e barchetti … le Toghe Rosse NON si metterebbero di traverso !

        • Z. says:

          Tira il fiato e ripeti con me:

          – la Russia non esiste;
          – se esiste, non fa politica;
          – se fa politica, non fa politica estera;
          – e se fa politica estera, non ha mai usato un computer.

          Ripetilo venti volte finché non ci credi 🙂

  10. Moi says:

    WTF ?! … da stare all’opposizione ?!

    • Z. says:

      Meloni è stata al governo pressoché ininterrottamente tra il 2001 e il 2011. E pure Salvini, quando faceva interrogazioni parlamentari perché lo bloccavano su Facebook.

      Non sei nato nel 1999, eh, dovresti ricordarlo 🙂

  11. Moi says:

    Michele Sant’Oro 🙂 ha sempre parlato chiaro :

    Fino al 2011 esisteva solo Silvio & le sue Troie / Olgettine / ORgettine (SE per Donne di Dx, si può dire ancora oggi …) il “Paiese” 😉 NON aveva altri problemi degni di nota !

    … Nevvero, Habs ? 😉

  12. Moi says:

    Grande, Miguel … me l’ ero perso !

    https://www.rainews.it/tgr/toscana/video/2020/10/tos-krenk-Tommaso-santi-cortometraggio-libro-bambini-7c1597f5-4c9d-45e9-a04e-e2e3d8de7d2f.html

    Krenk , di Tommaso Santi … girato a Prà’o ! 😉

    … Tranquo, Zeta : Krenk, da grande, voterà PD ! 😉

    • Per Moi

      “Krenk , di Tommaso Santi … girato a Prà’o !

      No, girato a Prato.

      L’autore magari sarà nato a Prato, ma sicuramente la “t” la pronuncia da Italiano che ha fatto tutti i dovuti Campi di Rieducazione.

      La “t” la pronuncia con la stessa determinazione con cui dice “io sono bravo, democratico e moderno”.

      Poi resta un buhaiolo lo stesso.

      • per moi

        “Krenk”

        Che poi se c’é una comunità che se ne sbatte di queste cose, sono i cinesi di Prato

        Organizzazione comunitaria di ferro.

        Buoni rapporti con il Comune.

        Indigeni che bofonchiano, ma in fondo nessun cinese ha mai scippato o stuprato.

        I cinesi organizzano ronde armate contro marocchini e zingari. Non per razzismo, semplicemente perché i cinesi usano contanti, per evitare di pagare le tasse, e nessun ladro deve permttersi di fregarglieli.

        Unico problema, drammatico, per i cinesi di Prato: che in Cina fanno ciò che fanno loro, ma a un costo più basso.

  13. Moi says:

    Kamala Harris Has No Problem Being Black, But Why Doesn’t She Say Publicly She’s Part Asian?

    https://diverseeducation.com/article/148713/

  14. Moi says:

    … Notevoli i commenti.

    PS

    Dico la mia :

    per quanto ne so, “Asian” nell’ Immaginario Americano, quindi Planetario, è “appaltato” a Indocina ed Estremo Oriente : le “descents” della Harris NON nere-nere 😉 sono in parte Industane 😉 !

    • Moi says:

      E poi diciamolo … gli “Asians”, Marroncini o Giallini, son gente che solitamente NON si gioca un “Victim Token” (o come accidenti si dice …) di tipo “Razziale” !

  15. Moi says:

    Biden è gia a 290 su 270 … Trump è ancora lì che arranca sul 214 !

  16. Moi says:

    Carolina del Nord (15 punti) , sembrerebbe andare ormai a Trump … di sghetto.

    Georgia … testa a testa sul filo di lana.

  17. Moi says:

    GA : 16 Grandi Elettori / Electors … punti !

  18. Moi says:

    Intanto , il PD si sta autoreferenziando Biden !

  19. habsburgicus says:

    @Miguel, Moi (e tutti)
    come in America la si butta tutto in “race” (no, non nel sdnso di sfida :D)
    https://www.paulcraigroberts.org/2020/11/06/the-media-whores-cant-keep-their-lies-straight/ la seconda parte, soprattutto, attacco durissimo alla Harris, ritenuta il vero presidente e dipinta come un figura apocalittica 😀
    Paul Craig Roberts, della Georgia, fu sottosegretario al Tesoro di Reagan….a Miguel sarebbe piaciuto in passato perché durissimo critico del sistema imperiale USA (forse più della “sua” Tulsi Gabbard, la samoana :D) che invero critica con durezza tuttora

    • habsburgicus says:

      la parte “importante” inizia qui

      [PCR]
      So what, media whores, is your coverup story for Wisconsin? (And for Pennsylvania, North Carolina, and Georgia— Georgia officials have announced a recount after acknowledging many irregularities.) Are the miscounts in Michigan and Wisconsin two data entry errors or two typos picked up by social media or one of each?

      Think what it means that the entirety of the US media, allegedly the “watchdogs of democracy,” are openly involved in participating in the theft of a presidential election.

      Think what it means that a large number of Democrat public and election officials are openly involved in the theft of a presidential election.

      It means that the United States is split irredeemably. The hatred for white people that has been cultivated for many years, portraying white Americans as “systemic racists,” together with the Democrats’ lust for power and money, has destroyed national unity. The consequence will be the replacement of rules with force.

      Why do Democrats have any more right to force than Trump?
      The Democrat theft of the 2020 Presidential election has split the country far worse than the Morrill Tariff did in March 1861, leading to the secession of the southern states and the invasion of the southern states by the North.
      The Red States, that is, the homes of the original ethnic American population, have been demonized by the intellectuals, professors, press prostitutes, and Democrats for four years and longer. The Real Americans are demonized as “white supremacist racist Trump deplorables.”

      The war against Real Americans will intensify under the Kamala Regime. Biden’s obvious episodes of mental confusion will cause him to be moved aside. The United States will have as President a leftwing “female of color” who has expressed her hatred of white Americans. Unfortunately for the Real Americans, they are unorganized and Trump is the only leader that they have.

      It is not difficult to imagine that one of the first things the Kamala Regime will do is to get rid of the Second Amendment and then begin arresting Red State gun owners to ensure that Red State Americans have no self-protection. It is easy to imagine, knowing the hate Democrats, intellectuals, professors, and the media whores have for Red State Americans, that next a virus will be released, a pandemic declared, and Red State America moved into internment camps. Why would a demonic moment that is determined to destroy white statues and monuments, white museums, white history and culture, and “white privilege” not also want to destroy white people?

      As US armed forces are made up of Red State Americans, Washington’s ability to prance around the world as a hegemon will disappear. Russia, China, even Iran would be able to easily defeat the “superpower” in war.

      It would be poetic justice if the consequence of the openly stolen election is the end of Washington’s hegemony.

      Regardless, America’s influence has been cancelled by the stolen election. As one European observer has noted, “The United States has to spread democracy by violence, since it sure as hell can’t do so by example.”

      • PinoMamet says:

        “Sure as hell” non mi suona molto un’espressione europea… 😉

        comunque questo tizio ha una po’ di “issues” 😉

      • habsburgicus says:

        P.S
        sapete che amo l’acribia 😀 e pur non negando in alcun modo che la politica tariffaria propugnata da Lincoln c’entri molto con la secessione,
        NEGO che la tariffa Morrill del marzo 1861 l’abbia triggherata 😀
        infatti, come ho rammentato ieri, 7 Stati secedettero sotto Buchanan (DEM), prima che il 4 marzo 1861 Lincoln giurasse davanti a un predicatore di una delle infinite sette protestanti e assumesse ogni potere; i 7 sono
        1.South Carolina, 20/12/1860
        2.Mississippi
        3.Florida
        4.Alabama
        5.Georgia
        6.Louisiana
        (questi cinque in gennaio 1861)
        7.Texas, in febbraio 1861, dopo un plebiscito (ufficialmente entro inizio marzo 1861)
        i primi 6 Stati si riunirono a Montgomery in AlABAMA (IL Texas vi si unì poco dopo) ed elessero l’ex-senatore DEM del Mississippi a Washington (da cui si era congedato in gennaio con un celebre disacorso di addio) ed Segr-Guerra di Pierce (DEM, 1853-1857) Jefferson Davis come loro Presidente
        ciò PRIMA che Lincoln assumesse formalmente il potere e PRIMA di ogni tariffa nuova (ok, se ne parlava, ma PCR parla mi pare di adozione :D)
        solo dopo che Lincoln con astuzia indusse il South Carolina a bombardare Fort Sumter (c.a 10/4/1861; Fort Sumter era un forte federale USA in S.C il cui comandante magg. Anderson rifiutò di consegnarlo ai confederati, laddove i suoi colleghi negli altri stati secessionisti in casi analoghi lo fecero senza problemi :D) e scatenò la psicosi anti-Sud (arresti in massa, legge marziale, censura, arruolamento volontari per schiacciare “the Rebellion”), altri 4 Stati (Virginia, North Carolina, Arkansas e Tennessee) secedettero a loro volta (apr-mag 1861) scegliendo di combattere per il Sud e non contro il Sud
        i primi 7, per riconoscenza trasferirono la capitale da Montgomery a Richmond..cose notissime
        strano che PCR faccia finta di non conoscerle bene 😀

  20. Francesco says:

    In effetti mi pare stupido non chiedersi perchè esiste una ostilità contro ALCUNI diversi e buttarsi a pesce nella retorica antirazzista.

    Si confonde una cosa (quelli sono diversi) con un’altra (quelli sono discendenti degli schiavi e forse sono un poco incazzati, nel caso degli USA).

    La difficoltà con i diversi è universale ma non si può affrontare il secondo tipo di problemi come si fosse il primo. Oppure si sta facendo finta, non si ha nessun interesse per le vittime del razzismo ma si cerca di trarre vantaggio dalla situazione e diventare presidenti degli Stati Uniti.

    In Italia il razzismo contro i negri c’è ma è più recente e meno profondo di quello tra italiani. Se esistesse un misuratore di ostilità, credo che i terroni battano i negri di tantissimo – e viceversa i polentoni. Sarei curioso di analizzare i toscani: peggio i livornesi, i napoletani o i milanesi? alla fine credi che i livornesi sarebbero i meno odiati.

    • Z. says:

      Credo che l’ostilità verso i meridionali – parlo per la mia città – sia un retaggio sempre più evanescente. Del resto, a Bologna parte non piccola dei residenti è nata nel Meridione, o è di origina meriodinale.

      • Francesco says:

        non lo so

        la Lega di Bossi è esplosa “a ciel sereno” con un odio contro i terroni fortissimo

        e secondo me condiviso dai terroni emigrati al Nord, che alla base c’era la “questione settentrionale”, non fesserie sulle razze o le lingue

        oggi è cambiato qualcosa? come sempre, non lo so, molte regioni del Nord avanzano rivendicazioni a Roma che una volta erano esclusive delle regioni del Sud

  21. Peucezio says:

    https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/se-trump-che-non-riconsce-sconfitta-pretendesse-restare-252126.htm

    Mi pare ai limiti del fantascientifico pensare che i grandi elettori degli stati governati dal partito repubblicano si rifiutino di votare per Biden contro il responso delle urne (comunque ci si sia arrivati), ma la situazione qui descritta è sintomatica di quella trasformazione di cui parlavo, che non mi pare effimera, al di là della sconfitta elettorale di Trump: quello statunitense, coerentemente con la mentalità anglosassone, è un sistema istituzionale delicato, formalistico, molto basato sul fair play delle parti in causa, su un riconoscimento reciproco di legittimità.
    Che tutto ciò salti in una società anglosassone non è una trasformazione da poco.
    Sarà un episodio? È possibile. Ma è anche vero che nessuna istituzione e nessun modello sociale o culturale è eterno e pronto a ricostituirsi all’infinito dopo ogni strappo.

    • Z. says:

      Mah… come probabilmente ricorderai, dai tuo primo anno di studi in legge, quando viene eletto il presidente della Repubblica il governo rassegna le dimissioni e il presidente le respinge.

      Che succederebbe se il governo non rassegnasse le dimissioni? Niente, sarebbe una scortesia istituzionale e la cosa finirebbe lì.

      E se il presidente accettasse le dimissioni? A meno che il presidente non abbia la forza per gestire un colpo di stato, beh, secondo me si troverebbe un modo per far restare comunque in carica il governo. Probabilmente, ricostituendone uno identico.

      • Peucezio says:

        Sì, però tu hai citato una prassi: nessuna legge obbliga il capo del governo a dare le dimissioni. E da noi conta la legge; le prassi contano pochissimo.

        Ammetterai che il mondo anglosassone è profondamente diverso.
        Il nostro è relativamente meccanico, è d’impronta francese, più statalista e, come sai bene, basato sul civil law.
        Lì è tutto diverso, è una selva di leggi, regole, consuetudini che si danno per scontate.

        Bada, non sto dicendo che ciò impedirà a Biden di entrare alla Casa Bianca: mi piacerebbe ma so benissimo che è impossibile.

        Sto dicendo che secondo me quel tipo di sistema dà segni di stare entrando in crisi. Con conseguenze non solo formali, ma sostanziali, perché un sistema giuridico è l’espressione di una società e se ne viene travolto, vuol dire che sta cambiando la società che lo esprime.

      • Peucezio says:

        Ecco, immagina che la politica italiana arrivasse all’impazzimento, magari con un presidente della repubblica privo di qualsiasi scrupolo istituzionale.
        Il quale accettasse le dimissioni, poi gli viene proposto lo stesso presidente del consiglio o uno che esprime la stessa maggioranza e lui si rifiutasse di dargli l’incarico (è nelle sue prerogative).
        E magari prende e scioglie pure le camere.
        Un nuovo parlamento magari esprime la stessa maggioranza, ma lui continua a non dare l’incarico, anzi, lo dà a uno dell’opposizione.
        Certo, alla lunga una soluzione si troverebbe che salvi la maggioranza eletta, ma immaginati con quali conseguenze e in quali tempi, con un’impasse di mesi, magari anni (impeachment per il presidente, ecc.) e con una delegittimazione della figura del presidente della repubblica e un po’ di tutto il sistema politico, scossoni con riflessi impensati nell’opinione pubblica, un casino enorme.

        Qui è diverso, perché parliamo di un presidente uscente, non di una figura super partes, quindi non ha un potere così grande di fare casino. Ma, insomma, non è una passeggiata; lo è forse sul breve periodo (in un modo o nell’altro Biden s’insedierà, presumo, e nei normali tempi, anche se avrà un senato ostile, insomma, non una presidenza delle più facili), ma in prospettiva, come rottura di un tabù e inaugurazione di una tendenza…

        • Z. says:

          Tutto può essere. Nell’ultimo anno ho visto cose che non avrei mai immaginato di vedere.

          Non credo, però, che Trump possa fare più molti danni ormai.

          • Peucezio says:

            Li ha già fatti.
            (Per me non sono danni, ma lo sono oggettivamente a un certo assetto).

            • Z. says:

              Infatti scrivevo “ormai”…

              Comunque i danni spesso si possono aggiustare. Molte professioni umane si occupano di questo 🙂

  22. roberto says:

    Miguel

    “ Intendevo dire che mi dava parecchio fastidio vedere spiegati tutti i conflitti che ho incontrato fuori da me (infatti NON parlavo di me, ma solo di cose che ho visto) con l’affermazione che esiste una parte di quelli che hanno la pelle bianca che per pura cattiveria odiano altri esseri umani, esclusivamente in base al coloro della loro pelle.”

    Vedi che ho ragione a dire che bisogna leggere con attenzione e commentare le cose che si leggono e non quelle che crediamo che l’interlocutore pensi? Non sei telepatico e ci prendi singolarmente poco, almeno quando cerchi di leggere i miei pensieri

    Allora
    1. Nessuno ha mai cercato di spiegare TUTTO con il razzismo
    2. Nessuno ha limitato il razzismo ai soli bianchi

    Quello che cerco di dire, da anni, è che il razzismo esiste. Poi puoi dirmi che non l’hai mai visto, che *spesso* ha altre spiegazioni, ma non vedere che si, esiste una fetta di umanità composta da stronzi, razzisti giusto perché è così, mi pare assurdo

    Temo che la cattiveria e la stupidità sono cose con le quali si deve fare i conti e che non possono sempre essere spiegate

    (No, non raccontarmi gli unici casi di psicopatici che hai incontrato, appunto esiste un mondo al di fuori di quello che vediamo personalmente)

    • Per roberto

      ” esiste una fetta di umanità composta da stronzi, razzisti giusto perché è così”

      ok, è già una spiegazione.

      Esiste una percentuale imprecisata dell’umanità che è stronza “perché è così”.

      Presumo che tu intenda che una parte della specie umana nasca così, visto che non ci sono altre spiegazioni.

      Si tratterebbe quindi, se ho ben capito di una proprietà genetica, non so se trasmessa ereditariamente o che sorge per mutazioni in singoli individui.

      Comunque, siccome la genetica ci mette i secoli a cambiare, possiamo presumere che la percentuale di “stronzi perché è così” sia più o meno costante nella storia, e sarebbe interessante calcolare la percentuale in gruppi etnici specifici (visto che tu dici che non è esclusivo dei bianchi), se si possono studiare modalità scientifiche per identificare e neutralizzare simili persone da piccoli, eccetera.

      • roberto says:

        Sant’iddio leggi senza presumere!

        Ho scritto “esiste” non “nasce”. Ci saranno quelli che nascono così, quelli che diventano così perché sono in famiglie così, quelli che diventano così perché frequentano persone così….boh!?!

        Non ho scritto una parola su genetica e tutto il resto, del quale in realtà mi importa nulla.

        Ho scritto “cattiveria e stupidità non sempre possono essere spiegate” e tu mi rispondi con una spiegazione….

        Dai Miguel, sul serio, facciamo la prova di leggerci senza presumere nulla, sennò tanto vale che scrivi direttamente tu quello che pensi senza attribuirmi cose che tu pensi che io penso

        • Per roberto

          “Ho scritto “cattiveria e stupidità non sempre possono essere spiegate” e tu mi rispondi con una spiegazione….”

          Lo so, è esattamente quello il problema.

          Poniamo che tu dica, “l’acqua del rubinetto è avvelenata, e non esiste alcuna spiegazione”.

          Bene, io non mi accontento.

          Ti chiedo, “vuoi dire che c’è il cianuro?”

          E tu mi dici, “non ho mai parlato di cianuro, non mi mettere le parole in bocca”.

          Se neghi ogni spiegazione storica, economica, culturale, religiosa, ecc., riesco a vedere solo due ipotesi:

          1) la genetica

          2) il sovrannaturale

          “Non esiste una spiegazione” non è una spiegazione 🙂

          • Moi says:

            Il Gene del Razzismo ha un’ attivazione EpiGenetica (!) più frequente nelle Periferie Disastrate che NON nei Quartieri Bene … banale constatazione statistica , eh !

            • Moi says:

              MA la più scomoda verità che il “Pre-Giudizio” è la base dell’ Istinto di Sopravvivenza : presso tutte le Specie esistenti in Natura … solo l’ Essere Umano può superarlo, mediante la “Cultura” che però purtroppo NON sempre è fattibile !

              • Moi says:

                Il Simile rassicura, il Diverso spaventa …

                SE, invece, la Cultura riesce a consentire una tranquillità e un benessere generalizzati per la Specie, cosa che la Natura giammai (!) consentirà … allora sì che il “Diverso” puàdiventare “intrigante”, almeno per le menti più speculative e meno attive.

              • PinoMamet says:

                In effetti trovo che ci sia del vero.

                Il normale istinto di autoprotezione porta a fidarsi di più di chi sentiamo più simile, e quindi anche più prevedibile nei suoi comportamenti.

                Diciamo che il razzismo è la forma “malata” di questo.

                Ma esiste anche la malattia di senso opposto: l’esaltazione del diverso in quanto diverso.

                Una società sana (e una persona sana) secondo me è sempre quella che, di partenza, fa il tifo per sè stessa.
                Poi, a questa condizione, può benissimo aiutare gli altri…

          • Francesco says:

            OAMMM!

            una spiegazione ci vuole, mica siamo empiristi inglesi noi!

            😀

    • Francesco says:

      1. Nessuno ha mai cercato di spiegare TUTTO con il razzismo
      2. Nessuno ha limitato il razzismo ai soli bianchi

      ah, adesso la cultura liberal USA si chiama Nessuno? hanno fatto Cultural Appropriation ai danni di Odisse0?

      peraltro da marxista lo ritengo il loro limite più grave

      ciao

  23. Z. says:

    A Napoli qualcosa è andato storto.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/08/napoli-responsabile-118-file-di-ambulanze-e-auto-in-tutti-gli-ospedali-sono-in-crisi-totale-nel-ricevere-pazienti-covid/5996294/

    E il Sindaco, che si opponeva alla zona rossa in Campania, ora si lamenta perché la Campania non è zona rossa.

    Amici chelebecchiani partenopei, tenete duro.

    • PinoMamet says:

      Mi unisco all’incoraggiamento, ma ricordo che feci notare- preceduto da Moi- che il giallo attribuito alla Campania mi sembrava strano e che ci sospettavo una manovra politica.
      Mi diceste che la classificazione era basata su inoppugnabili metodi scientifici…

      • Z. says:

        No, ti citai la spiegazione che ne dava il principale quotidiano filogovernativo (lo stesso citato oggi).

        Per me il governo è partito morbido in molte regioni proprio per ragioni politiche, e poi stringerà le maglie. Si parla di strette a breve in Liguria e Veneto oltre che in Campania.

    • Peucezio says:

      Anche il presidente di regione si è lamentato, pur avendo il pieno potere di imporre regole più restrittive, potere che si guarda bene dall’usare per evitare l’impopolarità che ne deriva.

      • roberto says:

        Beh sai quanto detesto De Luca, ma è stato il primo a chiudere le scuole (in modo impopolare e pure abbastanza assurdo, la sera per la mattina)

        • PinoMamet says:

          Sì, poi secondo me lo ha fatto perché lui gode a fare lo sceriffo ed è convinto che lo rende popolare
          (e ha ragione: internet è piena di fessi che lo idolatrano e ridono alle sue sparate, e i fessi di internet votano…)

          • Z. says:

            Secondo me questo modo di fare ha aiutato a tenere sotto controllo la situazione durante la prima ondata.

            Sempre secondo me, però, gli ha preso troppo la mano e gli scappata la misura, e anche l’esagerazione vuole una misura.

            E ora non è detto che funzioni più, né che basti cambiare registro.

          • Peucezio says:

            Tra l’altro a De Luca è perdonata qualunque intemperanza verbale.
            Se Salvini in un anno dicesse la metà delle cose che dice De Luca in una settimana, lo crocifiggerebbero.

            • Moi says:

              @ EZIO

              Il Popolo Trinariciutio te lo liquida in 2e2=4 :

              Salvini fa “Istigazione all’ Odio da Settentrionale”, De Luca fa “Folkore da Napoletano” !

      • Z. says:

        Infatti è bene che sia il governo a decidere e i presidenti a fingere di protestare, ringraziando in privato. Se il presidente di una sola regione chiede il lockdown con le altre libere, rischia la guerra civile.

        Il tuo presidente voleva mettere in lockdown anche la Basilicata per rappresaglia, e lì sono meno d’accordo…

        • Mauricius Tarvisii says:

          “Infatti è bene che sia il governo a decidere e i presidenti a fingere di protestare”

          Temo che non sia un gioco che può andare avanti all’infinito. Ogni chiusura corrisponde ad un investimento di capitale politico da parte del governo e ogni resistenza manifesta aumenta questo costo. Cosa succederà quando il governo non avrà più il capitale politico che serve per decidere?
          La risposta potrebbe non essere semplicemente “stanzone”, visto che anche il non curare i malati di Covid e solo quelli è una scelta.

          • Peucezio says:

            Chissà che così non si diano una regolata a organizzare decentemente la somministrazione del vaccino e a richiederne nei mesi prossimi quantità maggiori possibile.

            Ma tanto non esiste pressione politica al mondo che efficientizzi l’apparato statale italiano: che siano il politico o il funzionario, si farebbero uccidere pur di non diventare agili ed efficienti.

        • Z. says:

          Certamente è un gioco che non può andare avanti all’infinito. Ma pensa cosa sarebbe successo se un solo presidente di regione avesse annunciato “noi chiudiamo”.

          Indubbiamente sarebbe meglio che il presidente della regione accettasse ciò che va fatto, senza specularci politicamente. Ma non puoi chiedere questo alla destra italiana, così come non puoi chiedere a un pesce di respirare aria anziché acqua, né aspettarti che i governatori di segno opposto siano gli unici a mostrarsi remissivi.

          Ed effettivamente, questo pare spostare il punto verso il terzo quadrante e non verso il quarto.

          E’ ora di introdurre il PCCC anticipato da tempo. Per semplicità, abbreviamo la sigla in PCC: non Partito Comunista Combattente, ma Piano Cartesiano Covid.

          • PinoMamet says:

            “Indubbiamente sarebbe meglio che il presidente della regione accettasse ciò che va fatto, senza specularci politicamente. Ma non puoi chiedere questo alla destra italiana”

            ma neanche alla sinistra…

            • Z. says:

              Alla sinistra è per certi versi più facile chiederlo, se non altro perché il governo centrale è dello stesso segno e le speculazioni politiche sarebbero meno proficue.

              Ma non si può comunque presumere l’assenza di resistenza da parte di nessuna Regione.

  24. Z. says:

    Una modesta proposta
    Capitolo I: Il Piano Cartesiano Covid (PCC)

    Perdonandomi le inevitabili imprecisioni lessicali – e al contempo invitando ciascuno di voi a dare il proprio contributo nel merito – immaginate un piano cartesiano.

    L’asse delle ascisse rappresenta la capacità del sistema sanitario di curare [1] i pazienti ordinari, i pazienti non affetti da COVID-19; detto altrimenti i pazienti che, non sono covid-positivi e che richiedono assistenza di altro genere. Detti pazienti sono qui definiti, attesa la scarsa fantasia che contraddisitngue l’estensore, pazienti residuali.

    L’asse delle ordinate rappresenta la capacità del sistema sanitario di curare i pazienti affetti (anche) da COVID-19. Detti pazienti sono qui definiti pazienti covid.

    Si presume che le risorse a disposizione del sistema sanitario siano in buona parte riconvertibili. L’asusnto può essere contestato, naturalmente, ma questa semplificazione è opportuna:

    1) per semplificare le cose;
    2) perché un certo grado di convertibilità effettivamente esiste;
    3) perché il pessimismo non aiuta a stare meglio; al contrari,o un celebre endorser di Unieuro ci ha insegnato che l’ottimismo è il sale della vita.

    Premesso che il sale è alimento importante, ma da assumersi in quantità non eccessiva, procediamo con la descrizione del PCC.

    Nel primo quadrante sono presenti le coordinate corrispondenti alle situazioni in cui il sistema sanitario riesce a soddisfare le richieste sia dei pazienti covid sia dei pazienti residuali.

    Nel secondo quadrante la situazione è critica: il sistema politico decide che la priorità è abbattere i casi di covid, e interviene di conseguenza sia sul piano legislativo sia sul piano sanitario. Il sistema sanitario destina le proprie risorse in via prevalente o esclusiva ai pazienti covid, non riuscendo più a far fronte alle altre patologie. I pazienti covid ricevono un trattamento adeguato allo stato dell’arte; i pazienti residuali ricevono – se pure lo ricevono – un trattamento ritardato, limitato e solo in casi di particolare necessità e urgenza.

    Nel terzo quadrante il sistema sanitario è collassato e non riesce a far fronte né al covid né alle patologie residuali. Il sistema politico, o ciò che ne resta, è sostanzialmente impotente di fronte alla crisi sanitaria.

    Nel quarto quadrante, come nel secondo, la situazione è critica. Ma la situazione è rovesciata rispetto al secondo quadrante: la politica ha preso una direzione diversa, fissando altre priorità sotto il profilo sanitario, e forse affrontando diversamente la situazione anche sotto il profilo legislativo non-sanitario. Anziché occuparsi dei pazienti covid e relegare i pazienti residuali in secondo piano, il sistema sanitario si occupa dei pazienti residuali, e offre ai pazienti covid limitata assistenza di tipo non ospedaliero. Quest’ultimo quadrante, per metonimia, è denominato Stanzone.

    Nel corso del 2020 abbiamo visto esempi di sistemi sanitari collocati nel primo, nel secondo e nel terzo quadrante. Esistono o sono esistiti sistemi sanitari collocati, o collocabili, nel quarto quadrante? E in caso di risposta negativa, lo Stanzone sarebbe praticabile? E se fosse praticabile, sarebbe desiderabile?

    Nel prossimo capitolo proveremo a fornire sommarie descrizioni del secondo quadrante, e a rilevare le ragioni della decrescente popolarità che la politica ivi rappresentata riscuote presso i cittadini di molti Paesi.

    Z.

    [1] Per “curare” si intende non necessariamente risolvere la patologia del paziente in modo soddisfacente e completo, ma banalmente somministrare la terapia che ordinariamente è somministrata per una data patologia.

    • Peucezio says:

      Se con stanzone intendi questo, non è peregrina come idea.
      Un cancro ti può venire indipendentemente da qualsiasi tua cautela.
      Per beccarti il covid qualche rischio lo devi correre.
      Ecco, io stabilirei per legge che nessuno può essere obbligato, anche se stipendiato, a una prestazione pericolosa di nessun tipo (tranne i medici, che se la sono scelta).
      E farei anche contributi per chi decide di non andare nemmeno al supermercato e si facesse recapitare i pasti a casa tutti i giorni (un mio amico in primavera l’ha fatto, non per paura del covid, ma per evitare le code davanti ai supermercati).
      In ogni caso darei la precedenza ai malati ordinari.

      • roberto says:

        Sul prendersi rischi non saprei

        oggi ho avuto notizia di tre amici che se lo sono preso (stanno tutti e tre abbastanza bene), due prendevano come unico rischio andare a lavorare ed il terzo, che lavora da casa, se lo è preso probabilmente da uno dei tre figli che va a scuola

        Persone che non vedo da mesi perché non escono mai se non quando è necessario….

  25. Peucezio says:

    Pino,
    “Del resto, il grande esperto di tipi umani della Puglia sei tu, e non dirmi che li trovi banali e non interessanti…”

    Sì, ma non per un fatto di varietà.
    La varietà si esprime nei dialetti, ma perché hanno quel vocalismo dinamico e instabile che tende a dare variabilità estrema anche nello stesso paese fra ceti, sessi e generazioni diverse, e nella storia dell’arte, nella ricchezza delle vestigia storiche.
    Ma il tipo umano stringi stringi è lo stesso: non è che un canosino sia fondamentalmente diverso da un cistranese (abitante di Cisternino) o da un materano (lucano solo amministrativamente).
    Apprezzo quel tipo umano come retaggio di una cultura popolare plurimillenaria, ma non perché esprima chissà quali sfaccettature locali. Questo è vero nell’Italia nel suo complesso, ma poi questa varietà si compone di sottoaree che, alla fine, hanno una relativa omogeneità.
    Come Milano, la Brianza, fino nel basso Canton Ticino: differenziatisi oggi per ragioni storiche. E ambientali (Apli vs collina vs pianura). Ma, insomma, di quello si tratta.

  26. Moi says:

    ** @ CATTOLICI … E NON ! 😉 **

    A quanto pare, Sleepy 🙂 Joe Biden sarà il secondo (!) Presidente Cattolico degli USA … dopo JFK !

  27. Moi says:

    @ MAURICIUS / FRANCESCO

    L’ Attivismo Gender sdogana la Bestemmia (prove addotte senza censure nel corso della conferenza) come Strumento di Miltanza Politica :

    https://www.youtube.com/watch?v=4lCfT9aQRo0

    ———–

    Morale della Favola : vorreste essere rispettati da cotale Sx (stesso scenario in tutta Europa) come se foste Musulmani ?

    … Semplicissimo : iniziate anche voi Cattolici a smitragliare / stirare con il TIR della gente blasfema sottocasa : per i “Fratellastri Minori” Islamici funziona, collaudato 😉 proprio ! … No ? 😉

    • Francesco says:

      l’idea è molto tentatrice ma sarebbe una resa agli islamisti! è palesemente una tentazione del Maligno

  28. Moi says:

    Gianfranco Amato :

    https://www.youtube.com/watch?v=iSqhFp5QuGc

    Nesso Lassismo-Razzismo … per colpa della Sx !

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