Un appello per il 25 aprile

Segnalo questo appello per domani, uscito su Il Rovescio.

Lo segnalo per discuterne, non per sostenerlo: non ho idea cosa sia “giusto fare” in questo momento, e sappiamo tutti che “la piazza” incide sulla storia solo in momenti particolarissimi (come Tehran, 1979).

E’ comunque interessante che persino in Italia, si inizino a vedere le prime crepe nell’accettazione passiva di misure senza precedenti nella storia.

Ed è difficile dare loro torto sull’industria delle armi, o sulla maggiore pericolosità dei luoghi chiusi.

Appello per il 25 aprile

Mentre governo e Regioni stanno riaprendo i luoghi della produzione e del commercio, il divieto di uscire all’aria aperta perdurerà almeno fino a maggio. Questa palese discrepanza non risponde ad alcuna “evidenza scientifica” (a meno di non confermare quello che un filosofo scriveva più di trent’anni fa, e cioè che lo Stato ha «abbattuto il gigantesco albero della scienza all’unico scopo di farne un manganello»).

Da un lato si deve produrre e consumare; dall’altro, prima che la gente possa uscire si vuole aver già programmato come sorvegliarla. Ecco. Dobbiamo anticiparli, se non vogliamo subire, oltre alla “crisi sanitaria”, anche la ristrutturazione economica che l’accompagnerà. E quale data più evocativa per resistere del 25 aprile?

Lanciamo un appello a violare le misure. Seguendo il principio di cautela per l’altrui e la nostra salute. E ognuno secondo le sua disponibilità.

Alle ore 16,00. Da soli, in pochi, a gruppi distanziati, anche nei pressi di casa, con un cartello, della musica (canti partigiani, lettura di testi…) o qualsiasi altro segnale di disobbedienza.

Per non aspettare di avere il permesso di tornare nel mondo reale, ma “tracciati”, medicalizzati a forza, con la paura dell’altro, in base a criteri insensati secondo ogni logica sanitaria (i luoghi chiusi sono più a rischio di quelli all’aria aperta, come la gestione di questa emergenza ha fin troppo dimostrato), ma molto sensati secondo la logica del controllo sociale. Contro la produzione bellica (che non si è mai interrotta), in solidarietà con i detenuti in lotta e con chi è stato arrestato di recente per aver reagito alla violenza poliziesca.

Non si tratta solo di affermare la responsabilità contro l’obbedienza, ma di dire chiaro e tondo che non accettiamo la divisone tra sacrificabili e salvabili; che le nostre vite non sono “dati da estrarre e da analizzare”; che non c’è salute senza relazioni di mutuo appoggio con gli altri e con la natura da cui dipendiamo.

Non vogliamo “convivere con le pandemie”, ma farla finita con l’organizzazione sociale che le crea.

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862 risposte a Un appello per il 25 aprile

  1. Mauricius Tarvisii scrive:

    Io a certe persone auguro tutto il male possibile.
    E gli autori di questa porcata sono tra quelle.

    • Francesco scrive:

      secondo me dovremmo applicare una buona dose di carità di fronte a certi deliri

      anche solo per prudenza, metti mai che alla fine abbiano ragione loro!

      😉

    • Peucezio scrive:

      Mauricius,
      per forza: tu sei un fascista, l’abbiamo già appurato 😀 😀 😀

  2. supervice scrive:

    Direi che la dicotomia multinazionali/povera gente ha stramazzato i coglioni: tutti i negozianti che ora hanno problemi non possono chiedere tagli agli affitti dei locali, perché a loro volta stanno taglieggiando altri con gli affitti degli appartamenti, in un bollone cosmico.
    Ho sempre più il dubbio che la plausibilità di alcune posizioni delle frange extraparlamentari (di cui ho fatto parte in passato) si debbano al caso, vista la quantità di castronerie che vengono ripetute da decenni.
    E anche la faccenda delle armi ha strarotto il prepuzio: prova a non produrre armi, a non avere un esercito e poi vedi in quanti nanosecondi vieni invaso.
    Sono invece d’accordo sulla gestione poliziesca della crisi, ma è una cosa che tutti stanno desiderando a parte pochissimi, non c’è l’invasione degli ultracorpi dallo spazio.

  3. PinoMamet scrive:

    Io sono stato chiaro fin dall’inizio, e non penso che la chiusura (mi rifiuto di usare un termine inglese quando ne esiste uno in italiano, non per nazionalismo o autarchismo ma per semplice buon gusto…) non possa essere prolungata a tempo indeterminato, né per l’economia né per la salute psicologica delle persone.

    ma da qui a evocare adunate di piazza, evitabilissime, ce ne passa…

    • PinoMamet scrive:

      Direi anzi che l’aspetto positivo del posticipo della riapertura al 4 Maggio consista proprio nell’evitare le adunate del 25 Aprile e del 1 Maggio.

      Dopodiché, spero che la natura faccia il resto e il contagio scenda a livelli minimi o inesistenti;
      speranza ancora più grande: per sparire del tutto prima dell’autunno. E che comunque in autunno il vaccino ci sia già, con uno sforzo da parte della ricerca e dell’industria farmaceutica.

      Ma, pur essendo io ottimista, e appoggiando una politica moderatamente ottimistica, ecco, i raduni di piazza ce li risparmierei…

      la democrazia non sarà in pericolo se per una volta tanto non ascoltiamo Capossela o i Modena City Ramblers (esistono ancora?)

  4. Moi scrive:

    Va be’ che idealmente l’ Anarchismo si rifa all’ Ottocento , ma … ve’ che Binaristi di Gender !

    https://tribolo.noblogs.org/files/2020/04/Torino-definitivo.pdf

    OLTRE LA PANDEMIA, LO STATO DI POLIZIA

  5. Moi scrive:

    continuano le proposte di fare dei Drive In per rilanciare le sale cinematografiche … continua a sebrarmi inapplicabile :

    ci sono macchine alte più di 1,80 e macchine alte meno di 1,45 , ognuno dovrebbe parcheggiare esattamente al millimetro dove vien detto (e poi terranno conto delle diverse altezzedeisedili, dei diversi parabrezza e relatva visuale ?!) , nessuno dovrebbe uscire, neppure aprire il fnestrino per fumare “all’ aperto” … e per andare al cesso, o a prendere bibite, cinemenù e popocorn e altra “Monnezza da Ciccioni Scureggioni” [cit.], come e icché si fa ?!?!

    … il tutto,poi, in Italia !!!

    • Moi scrive:

      fra l’ altro una volta i popocorn venivano dati in piccole buste sigillate … adesso li danno in “tinazzi” a cazzuolate !

  6. Francesco scrive:

    per la cronaca, ad andare a spasso sono i Ricchi sfaccendati e i Picari, gli altri vanno in luoghi chiusi a guadagnarsi da vivere

    questo appello è un clamoroso autogol, adesso quelli come me e Moi hanno un argomento in più

    😀

    • PinoMamet scrive:

      I picari (che credo corrispondano, mutatis molte robe mutandis- agli hustler americani di Miguel) sono il mio gruppo sociale preferito, purtroppo ne sono rimasti pochi…

      segnalazione per Miguel. su Youtube scopro tal Larry Lawton, ex ladro di gioielli e attualmente “motivational speaker” e personaggio televisivo, che racconta la sua esperienza carceraria
      (12 anni in carcere di massima sicurezza… lui dice che gli abbiano assegnato quello perché si è rifiutato di scoprire i suoi complici), spiega vari trucchetti necessari alla vita dei carcerati USA ecc. ecc.
      Tra le altre cose, spiega come si “hustle” mentre si è carcerati…

      comunque, di tutta la sua esperienza, mi colpisce l’enormità, la grandezza, l’estensione del sistema di prigioni, carceri e penitenziari statunitensi…
      di contea, di stato, federali, pubblici o privati, ce n’è un’enormità…

      e sono immensi, alcuni hanno l’aeroporto interno e fungono da “hub” per altri carceri…

      c’è un’intera popolazione carcerata!!
      Tra l’altro in condizioni, direi, spesso parecchio dure e difficili.

      • daouda scrive:

        conosci Edward Bunker?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Pino Mamet

        “segnalazione per Miguel.”

        interessante!

      • Mirkhond scrive:

        Il volto oscuro del liberalismo: dietro l’apparenza liberataria, l’ombra del campo di concentramento per chi è considerato disadattato e non integrabile, cioé i poveri e i malati, spesso resi tali proprio dal bel sistema che proclama sì la libertà, ma solo dei ricchi e dei forti.

        • daouda scrive:

          socialismo prego

        • Peucezio scrive:

          D’accordo con Mirkhond.

          Poi devo dire che c’è un liberalismo francese, che esprime davvero il volto più violento e odioso del giacobinismo, e un liberalismo anglosassone che è più pluralista e meno in discontinuità con l’Ancien Régime, quindi è un po’ meno peggio.

          • Mirkhond scrive:

            Infatti nella liberale Francia non si è ancora visto un film o uno sceneggiato che racconti cos’è stato davvero quel capolavoro di rivoluzione del 1789-1799.
            Per non parlare di Napoleone, che però è un poco meglio, almeno riguardo ai rapporti (sia pure difficilissimi) con la Chiesa.

            • Francesco scrive:

              davvero non hanno mai fatto neppure uno sceneggiato sulla Vandea?

              • Mirkhond scrive:

                Lo fecero nel 1996, ma parlandone male, dipingendo i Vandeani come fanatici, delinquenti e pederasti.

              • PinoMamet scrive:

                Pensateci voi. Vi passo i contatti della Lux Vide di Bernabei 😉

                Io mi tiro fuori: i vandeani non saranno stati pederasti- fanatici sicuramente- e avranno avuto anche una parte di ragione, ma sto con la Rivoluzione lo stesso.

              • Z. scrive:

                Pure io, e non ho esattamente il temperamento da rivoluzionario…

              • Francesco scrive:

                il problema della rivoluzione è che c’erano un sacco di francesi decenti e consci della necessità di grandi riforme. e li hanno ghigliottinati

                e comunque meglio i Vandeani dei Giacobini – senza contare che alla fine Napoleone ha significato 20 anni di guerre su scala mai vista prima, come intervallo tra ere più ragionevoli e pacifiche (nevvero Hasb?)

              • Z. scrive:

                Spesso la rivoluzione divora i propri promotori, finché non restano sempre meno e sempre più fanatici.

                Il fanatismo consiste nel raddoppiare gli sforzi quando ti sei dimenticato della meta, diceva Santayana.

                Per questo guardo con sospetto le rivoluzioni.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                i contatti della Lux Vide di Bernabei

                😆

            • Roberto scrive:

              Mirkhond hai mai visto la rébellion cachée, uscito 2-3 anni fa?

        • Francesco scrive:

          scusa Duca ma nella storia di campi di concentramento ne abbiamo visti e ne vediamo

          e al 99% sono fatti da sistema politici non liberali, giusto?

          🙂

      • Francesco scrive:

        >>> I picari (…l) sono il mio gruppo sociale preferito,

        un pò me lo aspettavo, però a me paiono come gli zingari nelle commedie, una figura letteraria con ben pochi rapporti con la realtà

        🙂

        • Moi scrive:

          Io ricordo un vecchio filmone storico di Mario Monicelli con Enrico Montesano , Giancarlo Giannini , Giuliana De Sio, Vittorio Gassman, Bernand Blier, Nino Manfredi, Paolo Hendel, Sabrina Ferilli,Claudio Bisio, ecc … direi che il mio immaginario sui “Picari” è tutto lì.

        • PinoMamet scrive:

          Per una roba mia ho fatto un a ricerca sui “bravi” manzoniani, che nella realtà erano una delle declinazioni dei picari, e sicuramente esistevano 😉 erano pure numerosi, e spessissimo venivano dall’Emilia o dal Friuli, perlomeno nel.milanese. non saprei perché.
          Pare che anche molte zingare, interrogate, sostenessero di essere spostate con un “bravo” impiegato a Milano, ma forse chissà era una scusa.

  7. Z. scrive:

    No, che poi contagiano anche gli altri…

    Capisco il tuo disprezzo e lo condivido. Ma come per i no-vax, per chi si crede superiore perché vota cose bizzarre, per chi decide di vivere a sbafo, dobbiamo accettare di proteggere anche questa gente e lavorare per loro.

    Il coronavirus: un complotto di Repubblica per impedire ai cosplayer di giocare ai cieghevàri.

  8. Peucezio scrive:

    Comunque è interessante ‘sta cosa: in Italia le manifestazioni-assembramento contro la chiusura le vogliono fare i comunisti, in America quelli che le fanno dicono che chi impone la chiusura è comunista.

    • Miguel Martinez scrive:

      Ma c’è anche una protesta che sembra di destra prevista per domani #ilnuovo25aprile Il linguaggio sicuramente non è di sinistra, sa un po’ dei vecchi “forconi”,

      http://cataniacreattiva.it/index.php/2020/04/20/ilnuovo25aprile-riprendiamoci-la-nostra-liberta-lanciato-un-flashmob-per-il-giorno-della-festa-di-liberazione/

      comunque Forza Nuova ha dichiarato che vuole aderire, per cui ovviamente finisce in caciara (tipo, “se i fascisti scendono in piazza io per dispetto mi chiudo in cantina!”).

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “le manifestazioni-assembramento contro la chiusura le vogliono fare i comunisti,”

      comunque mi sembrano più anarchici che comunisti.

      • Z. scrive:

        Per Ezio è comunista chiunque non sia a destra di Salvini. Incluso Salvini, a volte 🙂

        • Peucezio scrive:

          Z.,
          “Incluso Salvini, a volte 🙂 ”

          No a volte… Salvini È comunista.
          Per quello non lo voto più.

          Diciamo semmai che per me sono comunisti tutti quelli a sinistra di Forza Nuova 😛

          • Francesco scrive:

            ma Forza Nuova è palesemente un movimento con forti connotazioni comuniste, come lo erano i primi Nsdap (insomma, la sigla la ho messa a memoria ma ci siamo capiti)

            in ogni caso, gentaglia statalista

            • Peucezio scrive:

              Io un po’ scherzavo (neanche tanto però 🙂 ).

              Ma Forza Nuova sono proprio reazionari, non è come Casapound, dove si può vedere qualcosa del fascismo “movimento”.
              Cattolici tradizionalisti, fascismo regime, nazionalismo, insomma, destra pura.
              Certo, statalisti (mica si può essere liberali: sarebbe di sinistra), ma in senso un po’ fascista un po’ forse platonico.
              D’altronde, se anche nel comunismo ci sono istanze d’ordine, non è che l’ordine è di sinistra, è il comunismo storico ad avere qualche tratto di destra.
              Ma non sono certo statalisti nel senso delle tasse al piccolo imprenditore, della scuola pubblica indottrinatrice contro la famiglia, ecc.
              Sono statalisti nel senso dello stato nazionalista che si erge contro le multinazionali, la finanza apolide ed espropriatrice, la cultura degenerata che si infiltra dall’esterno, l’ebraismo internazionale che cerca di scardinare i valori tradizionali dei popoli, ecc.

              Lo so che tu sei per il privato.
              Perché credi che ci sia lo stato da una parte e il privato dall’altra.
              Invece ci sono le comunità e i popoli da una parte e gli agenti distruttori dall’altra, che omologano dall’alto. E questi si servono dello stato (Italia piddina, Russia bolscevica) oppure del privato (multilazionali americane, finanza) per rompere la coesione delle comunità e dei popoli e creare individui atomizzati, sradicati e apolidi.
              In questo senso il politico del Pd (o montiano) che non vede l’ora di riempirci di riempirci di tasse per mandare sul lastrico gli italiani e far fallire tutte le piccole imprese è esattamente uguale a MacDonald che cerca di far fallire tutti i piccoli ristoranti a gestione famigliare.
              Una volta i comunisti facevano finta di essere contrari al capitalismo e alle multinazionali (anche se perseguivano gli stessi scopi con mezzi diversi); ora nemmeno più: difendono apertamente l’uno e le altre e considerano fascista chiunque critichi il MacDonald e la finanziarizzazione dell’economia.

              • Francesco scrive:

                >>> Perché credi che ci sia lo stato da una parte e il privato dall’altra.

                No, non lo credo. Lo so. E so che tutta la narrativa “comunità contro apolidi” è fuffa per farmi inculare da un qualche tipo di Stato (rosso o nero NON fa differenza).

                Solo, da cattolico, nel “privato” metto anche quello che si chiama oggi “terzo settore” e riconosco la libertà di scegliere le proprie motivazioni, non “impongo” che sia il profitto

                Poi, a essere pignoli, ritengo che ogni persona abbia diritto alla protezione dello stato in cui vive. Quindi se metti la tua sede alle Cayman, ti proteggono loro, mica i Marines pagati dai contribuenti USA

            • Z. scrive:

              Ezio, ogni tanto secondo me nelle tue riflessioni politiche dovresti metterci anche qualcosa che abbia a che fare con la realtà.

      • Peucezio scrive:

        Se festeggiano il 25 aprile sono comunisti.

        • PinoMamet scrive:

          Allora l’Italia è comunista… 😉

          Peucè, a volte mi sa che tu riporti qui, paro paro, i motti, le parole d’ordine e gli assiomi di certe tue conoscenze di estrema destra.
          Qualche volta perché ci credi, qualche volta- tante- per vedere l’effetto che fa, e secondo me anche qualche volta perché pensi di essere il grande retorico e che riuscirai a convincere tutti che il bianco è nero a forza di chiacchierare.

          Ma le chiacchiere, Peucè, restano chiacchiere.

          • Z. scrive:

            Analisi direi ineccepibile…

          • Francesco scrive:

            strano, io ho la fortissima impressione che il 25 aprile sia, da quando ho memoria, la Festa della fazione comunista in Italia, con una lettura storica estremamente parziale (sì partigiani ma sottintentendo che erano rossi, no Alleati, no esercito italiano, no internati, Stalin chi era costui?) e allo stesso tempo ambigua (Liberazione dai nazifascisti o libertà? con quale idea di Italia per il dopo? mica erano solo 19enni ingenui)

            a me è bastato leggere Guareschi per capire quanto fosse asfittica e disonesta la faccenda

            coi decenni i comunisti italiani sono cambiati e così il 25 Aprile

            PS poi ci sono i reggicoda in stile Avvenire ma mi fanno proprio pensare ai partitini alleati dei comunisti nella Polonia pre-89. “I preti eroici morti combattendo nella Resistenza” raccontati come i cappellani delle brigate partigiane comuniste

          • PinoMamet scrive:

            Francesco, l’anno scorso il 25 Aprile, da noi, è stata in pratica la grande festa dei reenactors in costume americano, con tanto di jeep d’epoca e e più o meno belle infermierine al seguito.

            Poi è stata- come sempre – anche la solita festa dei partigiani, di tutti gli orientamenti, con grande spolvero di labari con medaglie, cappelli da alpino, fanfara dei bersaglieri ecc.

            Nella cittadini, i ceghevari sono infatti non troppi, e si spostano dove hanno più visibilità, per esempio nel non-capoluogo.

            e lì è vero che di solito monopolizzano la piazza, ma solo per il concerto della sera.

            per mettere le cose nella giusta prospettiva.

            • Francesco scrive:

              beati voi! da noi è (o almeno pare così nei tiggì) monopolio di PCI e derivati, CGIL, ANPI e “regime”

              si ricorda benissimo i fischi al padre della Moratti (partigiano vero) e alla Brigata Ebraica (che credo abbia combattuto) da parte di plebaglia rossa

              non è l’allegra sagra pluralista che descrivi tu

              Milano 0 – Provincia 1

              • PinoMamet scrive:

                Io non sono in provincia.

                io vivo in Emilia Romagna.

                Semmai è Milano che è la provincia di Parigi e di Berlino…

              • PinoMamet scrive:

                Quest’anno come comunità ebraica si era ventilato di partecipare alla sfilata con la bandiera della Brigata Ebraica.

                Che in effetti combattè in Italia, al fianco almeno in una occasione (ma credo di più) proprio delle truppe cobelligeranti italiane…
                quelle sì che non le ricorda mai nessuno!

                è anche vero che la comunità ebraica è una cosa, e la Brigata Ebraica un’altra.

                Comunque ovviamente non se n’è fatto nulla.

              • Peucezio scrive:

                Ma no, sono Parigi e Berlino ad essere provincia di Milano! 🙂

              • PinoMamet scrive:

                Da italiano, direi che sarebbe bello se fosse così…

                Ma mentre per esempio Roma, che è ancora più in ritardo di Milano su mode e novità, saggiamente se ne frega e prende tutto con distanza e leggerezza, Milano ci si butta a capofitto.

                Tutto perché si è scordata che l’Italia non è destinata a seguire le novità, ma a crearle.

              • Francesco scrive:

                Milano orbita parzialmente intorno a Parigi e Francoforte, trascinandosi dietro tutto quello che in Italia è vivo

                forse fa eccezione un pò di Veneto che dipende direttamente dalla Germania

                e quella parte di Sud che orbita intorno a Medellin

            • Roberto scrive:

              Sono d’accordo con Pino.

              Il 25 aprile è stata la festa degli antifascisti di ogni tipo, finché i fascisti hanno fatto passare l’idea che si trattasse di una festa comunista

              • PinoMamet scrive:

                Verissimo

              • Moi scrive:

                Però i Comunisti (o meglio chi si dichiarava tale) ci han preso un po’ troppo su la mano :

                … fischiare i Partigiani “Liberali” o la “Brigata Ebraica” schiaffandola nello stesso sacco dei Sionisti Massacratori di Palestinesi … lo ricordo benissimo anch’io !

              • Francesco scrive:

                ma non è vero, la stessa categoria dell’antifascismo è un escamotage comunista per nascondere cosa volessero loro!

              • Roberto scrive:

                Infatti vedi quanto scritto sotto

                Fischi i partigiani liberali, cattolici, ebrei? Sei un traditore della patria (e nell’ultimo caso sei pure razzista, chiamiamo le cose col nome giusto) pure se hai la maglietta di che Guevara e leggi Lenin

            • Roberto scrive:

              “si ricorda benissimo i fischi al padre della Moratti (partigiano vero) e alla Brigata Ebraica (che credo abbia combattuto) da parte di plebaglia rossa”

              Su questo punto invece hai ragione

              Lo metto in conto
              1. Dei fascisti che hanno diffuso l’idea che sia una festa di comunisti
              2. Dei cosplayer guevaristi verso i quali ho già espresso il mio disprezzo

              1-2 sono traditori della patria quasi sullo stesso piano per quel che mi riguarda

              • Francesco scrive:

                troppo comodo mettere tutta la propaganda dei “progressisti” fanaticamente anti-berlusconiani in conto ai centri sociali

                ho parenti borghesi e di sinistra che avrebbero fischiato o almeno mostrato comprensione per i fischi

              • Roberto scrive:

                Non ho parlato di centri sociali!
                Ho conoscenti e amici guevaristi che non metterebbero piede in un centro sociale (chesso alla Nanni Moretti)

                Sono due generi antropologici che coincidono solo in parte

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Dei fascisti che hanno diffuso l’idea che sia una festa di comunisti”

                Il meccanismo in questi casi è molto più complesso.

                Jan Assmann è stato per me il massimo studioso di “memorie storiche”.

                In sostanza:

                1) esistono ricordi autentici, privi di senso politico, e che muoiono con i loro portatori

                2) esiste la “memoria storica”, cioè riferimenti al passato che legittimano posizioni riguardanti il presente: l’impero romano legittima il risorgimento, il risorgimento legittima il fascismo, ecc.

                3) quindi è inevitabile che il “25 aprile” (come il 25 dicembre) non faccia parte della “storia”, ma solo del presente.

                4) Ora, “di chi” è l’Italia?

                E’ di chi prende regolarmente la maggioranza dei voti (cioè il centro più destra, diciamo la vecchia DC), oppure è della sinistra?

                La Sinistra può rivendicare il 25 aprile più di quanto lo possa rivendicare il CentroPiùDestra. E quindi il 25 aprile è cruciale per il potere della Sinistra, nonostante sia più debole dal punto di vista elettorale.

                Normali dinamiche antropologiche, insomma.

              • PinoMamet scrive:

                Mi sembrano punti interessanti, e tuttavia messi così di fila uno dopo l’altro mi danno l’idea di un sillogismo sbagliato.

                Facciamo che a volte un sigaro è davvero solo un sigaro 😉

              • Z. scrive:

                Ammetto di non averci capito un tubo. Del resto, se fossi stato intelligente avrei fatto ingegneria, mica legge 🙂

              • Roberto scrive:

                Miguel
                Pure io non sono sicuro di aver capito, ma in ogni caso temo che parliamo di cose diverse

                1. Esiste una festa dal 1946. Si festeggia il 25 aprile ed è la festa della liberazione da nazisti e fascisti
                2. Ad un certo punto, quando in Italia è stata ridata la parola ai fascisti (quando? Non saprei esattamente, diciamo per avere un’idea temporale quando è stato pubblicato “il sangue dei vinti”) sono iniziati i discorsi sulla “festa divisiva” e su “a chi appartiene la festa”

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma in ogni caso temo che parliamo di cose diverse”

                Non lo so: mi sembra ovvio che si tratti di una festa “divisiva”, è proprio il senso della festa, tutti quelli che conosco che la festeggiano la vivono così.

                “Dividere”, che so, i Lavoratori dai Padroni, gli Antifascisti dai Fascisti, eccetera.

                E’ la festa che celebra la lotta armata degli operai contro gli sfruttatori e un sacco di altre cose, e ricorda che “ribellarsi è possibile”.

                E che NON appartiene e non deve appartenere a una grossa fetta della popolazione italiana.

                Vorrei vedere cosa succederebbe se Giorgia Meloni o Salvini chiedessero di parlare al palco durante una manifestazione per il 25 aprile…

              • Roberto scrive:

                Continui a girar frittate per non usare la parola fascismo, giusto?

                È la festa degli antifascisti che vincono la guerra contro i fascisti, tutto qui

                Non sarei ideologicamente contrario se Giorgia meloni saltasse sul carro degli antifascisti, noto solo che non lo fa, ci sarà una ragione che appunto la da stare dalla parte di quelli che si lamentano della divisività

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “È la festa degli antifascisti che vincono la guerra contro i fascisti, tutto qui”

                E io che ho detto?

                E’ una festa che celebra la vittoria di alcuni italiani contro altri, non ci trovo niente di male.

                Non mi sembra nemmeno una cosa controversa.

                Il Messico celebra ogni anno l’inizio della propria guerra civile nel 1810, e tanti paesi fanno la stessa cosa.

              • Roberto scrive:

                Eccolo questi sono quelli che considerano il 25 aprile divisivo

                https://www.ilprimatonazionale.it/parla-il-direttore/farsa-25-aprile-disperato-tentativo-ravvivare-antifascismo-154342/

                Immagino che sarà un discorso ineccepibile, logicamente perfetto, straordinario….ma sicuramente è sbagliato

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Roberto

                “ma sicuramente è sbagliato”

                Infatti. L’autore ironizza, dice alcune cose intelligenti, ma non capisce assolutamente il meccanismo della “memoria culturale”, che ovunque legittima il presente con storie del passato.

                Lui prende il 25 aprile alla lettera, come un racconto – discutibile come tutti i racconti – sul passato.

              • PinoMamet scrive:

                Copio e incollo da Facebook:

                “Il 25 Aprile è divisivo solo se sei fascista”

                A volte la sintesi rende l’idea.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                ““Il 25 Aprile è divisivo solo se sei fascista”

                A volte la sintesi rende l’idea.”

                Mi sembra ineccepibile.

                Ci sono italiani fascisti e italiani antifascisti (e una grande maggioranza che pensa a tutt’altro).

                La festa del 25 aprile li divide.

                La cosa interessante sarebbe capire, che cosa sono i fascisti, a ottant’anni dalla guerra, e definirli in maniera chiara.

                Se si vuole eliminare qualcuno, si deve prima definirlo in positivo.

                Qui abbiamo provato più volte a dare delle definizioni.

              • Z. scrive:

                Miguel,

                — Se si vuole eliminare qualcuno, si deve prima definirlo in positivo. —

                Infatti è noto come le strade italiane siano piene di squadracce che girano giorno e notte per eliminare i fascisti 🙂

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “E io che ho detto?”

                🙂

                Hai scritto festa di operai contro sfruttatori, mentre insisto sul fatto che è altro: antifascisti vs fascisti

                Sai benissimo che essere operaio non è sinonimo di antifascista e gli sfruttatori non sono tutti fascisti

                Sul serio, trovo che sia tutto molto più semplice di quanto tu pensi.

                Anche la definizione di fascismo è abbastanza semplice. C’è stato un regime che si è autodefinito fascista? Ok tutti quelli che si ispirano a quel regime o che lo vedono in positivo sono fascisti. E ovvio che il fascista del 2020 non sua identico a quello del 1937, la storia e le circostanze cambiano. Ma la sostanza è quella: ti ispiri ai valori di quel regime? Lo trovi simpatico? Trovi che sia un modo di organizzare la società che ti piace? Sei fascista

              • PinoMamet scrive:

                ” Se si vuole eliminare qualcuno, si deve prima definirlo in positivo.”

                ma non è detto.

                Del resto, con i fascisti italiani si risparmia la fatica, perché hanno scelto di definirsi da soli:

                quelli che non vogliono partecipare a una festa anti-fascista perché si sentono esclusi.

              • daouda scrive:

                il 25 è divisivo e divide le merde antifasciste da una parte ed i “fascisti” dall’altra.

                Non c’è stata nessuna liberazione ma un’occupazione e chiunque lo dica è l’unico che può essere antifascista ergo non c’è nulla da festeggiare per di più fu un tradimento quindi oltre all’inculata il disonore

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Daouda

                “Non c’è stata nessuna liberazione ma un’occupazione”

                la tua tesi, storicamente parlando, potrebbe essere parzialmente vera.

                Ma che importanza ha, di fronte a un evento mitico, a un rito, a qualcosa che cerca di suscitare immagini nelle persone?

                Esiste un racconto che dice che un giorno, i poveri presero le armi e cacciarono i padroni che li opprimevano, e questo dovrebbe dare il coraggio ai poveri di oggi per prendere le armi anche adesso.

                Il racconto come “storia” fa acqua da molte parti, ma anche i racconti di Mosè e di Gesù e di Muhammad e dell’indipendenza degli Stati Uniti e del Messico e della rivoluzione francese e della rivoluzione algerina e dell’indipendenza dell’India si possono corrodere tutti con l’acido della critica storica.

              • Francesco scrive:

                Roberto, tutto molto bello e condivisibile, se fosse vero,

                Ma non lo è affatto.

                Consiglio di leggere sul Manifesto l’analisi di QUANTE fossero le guerre che si sono accavallate nella Resistenza, per capire veramente come mai festeggiare inseme “in positivo” quella vittoria sia impossibile.

                Ricordo che per una parte dei vincitori del 25 aprile il 1948 è stato un tradimento e per un’altra, più piccola, il terrorismo rosso è stata la prosecuzione della Resistenza.

                Del resto la storia d’Europa è lì a ricordare che gli esiti della resistenza sono dipesi in primo luogo dagli accordi di Yalta.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Consiglio di leggere sul Manifesto l’analisi di QUANTE fossero le guerre che si sono accavallate nella Resistenza, per capire veramente come mai festeggiare inseme “in positivo” quella vittoria sia impossibile.”

                Credo che tu faccia l’errore di confondere la discussione sulla storia, che è infinitamente flessibile, con la commemorazione storica, che è un racconto. E come tale, indiscutibile. Questo non è male, perché gli umani hanno sempre bisogno di miti fondanti.

                Poi noi ci possiamo permettere il lusso di fare anche gli “storici”, che corrodono ogni mito.

              • daouda scrive:

                Allora chiariamoci. IO sono fascista alla Guido de Giorgio in qualche senso, secondo quel che evocativamente significa terza via.
                Sono fascista perché il nome è bello e perché è fuori legge e perché ho elaborato una teoria politica a-religiosa che può funzionare solo col cristianesimo che è sublime e che voglio chiamare tale perché il nome è bello, inoltre giudico il fascismo un esperimento sia negativo che poisitivo , sabotato dall’interno oltretutto , ergo per me i fascisti praticamente tutti sono dei traditori ancora più infami , e chi inneggia a Salò recupera il tradimento bolscevico quindi mi fa più schifo di un antifascista liberale o reazionario visto che il fascismo è l’equilibrio fra ogni cosa , Salò è onore e basta alla paraola del patto, ma è uno schifo , dovevamo essere sconfitti senza voltafaccia.

                Chiarito questo vengo a rispondere:

                a) l’occupazione c’è ed è innegabile

                b) lo stato è illegittimo come era illegittimo quello savoiardo e quello mussoliniano ( mussolini è un venduto , io sono il fascismo, lui è mussoliniano )

                c) importa perché l’illegittimità dello stato porta con se molte conseguenze come ad esempio non diventare un comitato di quartiere collegato alla burocrazia comunale in oltrarno. Ergo sei una spia

                d) a me non me ne frega un cazzo degli altri traditori inconsapevoli, se si possono svegliare bene, senno sono tali e quali a chi lo fa apposta, e qui parlo sia di nazisti che comunisti e librral

                e) chi prende le armi e si coalizza crea una massa e dunque un organismo venduto. Bisogna combattere da soli, e non ha senso migliorare la propria condizione di vita o sperare nel meglio, bisogna fare solo ciò che è giusto una volta appurato su cosa si possa basare il giusto, e non c’è una ricetta univoca.

                f) la storia interessante di questa questa onta del disonore è che il bobbolo è massa oltre che adeguarsi pedissequamente al sistema ed io questo posso dirlo dal punto di vista bordighista, neofascista, foss’anche per come Francesco si esprime giacché il compromesso DC PC rese e rende questa festa il trionfo della FARSA prima che del disonore ed a me famme pijà per culo ( e non c’entra niente l’occupazione USA ) è peggio che l’oiccupazione statunitense ( lunga vita agli usa, speriamo la nato resista sempre di più )

                la mia religione è storia, non mito. La mia politica sono io stesso, non i costrutti astratti fondati per incularmi.
                VAFFANCULOI!

              • Miguel Martinez scrive:

                per Daouda

                Come al solito, butti un sacco di castagne interessanti sul fuoco e te le bruci tutte esprimendoti a pene di segugio. E tocca a me dire, “ma guardate che non sta sparando parole a caso!”

                Per quello che ho capito, cerco di risponderti su alcuni punti:

                a) l’occupazione c’è ed è innegabile. “Occupazione” che però non è di una nazione straniera, è del sistema capitalistico globale. D’accordo.

                b) lo stato è illegittimo come era illegittimo quello savoiardo e quello mussoliniano.

                D’accordo.

                c) importa perché l’illegittimità dello stato porta con se molte conseguenze come ad esempio non diventare un comitato di quartiere collegato alla burocrazia comunale in oltrarno. Ergo sei una spia

                Veramente, noi si vorrebbe esistere anche senza lo Stato. Poi siccome siamo più seri di te, invece di fare commenti sul blog di Kelebek, cerchiamo di fare qualcosa di concreto, e questo vuol dire discutere anche con la burocrazia comunale.

                d) a me non me ne frega un cazzo degli altri traditori inconsapevoli, se si possono svegliare bene, senno sono tali e quali a chi lo fa apposta, e qui parlo sia di nazisti che comunisti e librral

                Non ho capito.

                e) chi prende le armi e si coalizza crea una massa e dunque un organismo venduto. Bisogna combattere da soli, e non ha senso migliorare la propria condizione di vita o sperare nel meglio, bisogna fare solo ciò che è giusto una volta appurato su cosa si possa basare il giusto, e non c’è una ricetta univoca.

                Per te andrà bene così, vediamo cosa riesci a combinare.

                f) la storia interessante di questa questa onta del disonore è che il bobbolo è massa oltre che adeguarsi pedissequamente al sistema ed io questo posso dirlo dal punto di vista bordighista,

                Non sono proprio sicuro sicuro di aver capito.

              • daouda scrive:

                non ciò tempo pé famme capì né interesse a esselo

                ad ogne mmodo:

                a) occupazione anche straniera si si oltre che del sistema che, per quanto mi riguarda, è sempre esistito ma poarliamo esclusivamente di quello fabiano occidentalista

                b) ok ma l’illegittimità mia coinvolge la tua ed aggiunge stanti a PAolo che il governo viene dall’alto ma anche la consapevolezza che il principe di questo mondo domina ossia la stirope savoia era venduta a satana come quelle di oggi e naturalmente per il principio del politico che per lo spirituale è insana ergo illegittima

                c) fatto presente che ad esempio l’INPS è una truffa e Mussolini un boia proprio per essersi accodato all’infamia su questo ed altri punti , aver a che fare è contaminazione.
                SEI FUORI, non c’è molto da aggiungere…io ad esempio posso pulire i parchi da solo, ma non mi preoccupo se trovo una discarica abusiva nel parco, un po’ la pulisco, un po’ ci piscio dentro, ma non chiedo niente a nessuno perché sia che ci sia sia che non ci sia mi va bene così e scritto fra noi io sono più serio di voi tutti messi insieme perché ce l’ho enorme, duro come il marmo e insfinibile, contento?

                d) chi si sveglia si sveglia chi dorme dorme io passo sia fra l’uno che fra l’altro. Non ho nulla da festeggiare ma solo da notare come molti ebeti siano sedotti dalla bestia e per me chi rinnega o rimpiange e chi festeggia ed accusa è sulla stessa riga

                e) non serve riuscire , basta morire in pace

                f) la massa non è popolo. Io posso criticare il venticinque aprile da comunista, da nazista ( esulo dal termine fascista appostiamente ) , da liberale e da mille punti di vista. Sono omnicomprensivo.

                L’importante è capire che non c’è nulla da festeggiare

                p.s. il 25 dicembre è storia le altre religioni mitologia, ricordalo.

                non nego siano normali questioni antropologiche, aggiungo solo che ci si marcia sopra sia nei pro che nei contro giacché il nazista tipo che parla del disonore e del sistema oppressivo che vorrebbe combattere era egli stesso la pedina che ci ha portato qui, come Mussolini era una merda che meritava di morire meglio certamente e non come hanno voluto i vili.
                Senza contare che la festa in sè stessa, tutte le narrative che hai scritto, sono fuorvianti ed illusorie ( badroni, lavoratori, schiavi e stronzate varie ).

                se il tuo rcconto si basa sulla legittimizaione dell’illegittimo ed è una cazzata, tu sei una merda in combutta.
                Esci da questa manfrina, non te lo smetterò mai di scrivere

          • Z. scrive:

            Stalin era l’eroe della liberazione per non pochi dei partigiani, in effetti. Non era il traditore della Rivoluzione, un sadico paranoico, uno spietato tiranno assassino.

            Era il gigante che aveva spazzato via i nazisti dalla Russia e dal mondo, e sapeva infondere coraggio non solo a quelli comunisti.

            Detto questo, la DC – che certamente fascista non era, e che con De Gasperi difese coraggiosamente la democrazia nel nostro Paese – riciclò buona parte dei fascisti. Ad esempio, conservò la dirigenza questurile del Ventennio.

            Comunque, a parlare di “comunisti” in Italia ormai sono rimasti solo Peucezio e Francesco. Ha smesso persino Berlusconi 🙂

            • Francesco scrive:

              sai com’è, non si festeggia il 25 aprile 2020 ma il 25 aprile 1945

              e, porca troia, Stalin era l’eroe della RIVOLUZIONE, l’uomo che avrebbe portato il comunismo ai quattro angoli della terra, e intanto si poteva iniziare ad ammazzare un pò di signori e di preti

              almeno a livello di immaginario, mi pare difficile contestare questi fatti

              PS lo so che oggi di comunisti sono rimasti solo quelli del Manifesto, Gino Strada e qualche giornalista cattolico. ma io sono convinto che “chi controlla il passato controlla il futuro” e la battaglia per il 1945 è decisiva

              • Moi scrive:

                @ FRANCESCO

                … poi c’è la categoria che Camillo Langone definisce “Preti Vestiti da Sindacalisti CGIL Anni Settanta con il collarino bianco al posto del fazzoletto rosso” [cit.]

            • Z. scrive:

              Stalin era certamente l’eroe della Rivoluzione che aveva fatto trionfare il Socialismo, e represso i controrivoluzionari come ci si aspetta da un padre inflessibile ma giusto.

              Ma era anche – e per molti partigiani, non solo comunisti, soprattutto – l’eroe che aveva dimostrato che Hitler non era invincibile, che aveva trionfato nella battaglia più importante della guerra. Che non era scappato come i francesi e come gli inglesi.

              Questo era l’immaginario dell’epoca. E pazienza se i mezzi su cui erano montati i suoi lanciarazzi erano americani, e che lui stesso abbia avuto a dichiarare che senza l’industria americana non avrebbero vinto la guerra.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Z

                “Questo era l’immaginario dell’epoca.”

                Concordo, e non ci vedo nulla di male: ogni epoca è sostanzialmente il proprio immaginario, che rimuove necessariamente tanti fatti.

                Pensiamo all’immaginario della crescita economica italiana (tipo, “il maggiolino e lo stipendio fisso”), che ha rimosso il danno irrimediabile inflitto a terra, acqua, cielo e pronipoti.

                Il rimosso del culto di Stalin non è affatto peggiore.

              • Z. scrive:

                Miguel,

                — Concordo, e non ci vedo nulla di male —

                Non credo ci sia nulla né di bene né di male, in effetti.

                — ogni epoca è sostanzialmente il proprio immaginario —

                Oddio, così mi sembra un pochino eccessivo. Resto pur sempre di formazione politica marxista. Accontentati, sdrucciolamente, che grazie a te io abbia imparato a non considerare l’immaginario mera sovrastruttura 😀

              • PinoMamet scrive:

                “Pensiamo all’immaginario della crescita economica italiana (tipo, “il maggiolino e lo stipendio fisso”), che ha rimosso il danno irrimediabile inflitto a terra, acqua, cielo e pronipoti.”

                credo fosse una Seicento, e non un Maggiolino
                (che in Italia per qualche motivo era negli anni Settanta l’auto preferita dagli anti-comunisti di destra, non saprei perché).

                Ma a parte questo, non so per terra, acqua e cielo, ma credo che il 99% dei pronipoti italiani stia nettamente meglio dei bisnonni.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “credo che il 99% dei pronipoti italiani stia nettamente meglio dei bisnonni.”

                Sul Maggiolino, ovviamente hai ragione.

                Per il resto, temo che tu confonda i pronipoti con i nipoti.

                Bisnonno, nato nel 1900

                Nonno, nato nel 1930

                Figlio, nato nel 1960

                Nipote, nato nel 1990

                Pronipote nato nel 2020.

                Pronipote pagherà per tutti.

              • PinoMamet scrive:

                Ma no.
                Lasciami essere me stesso, cioè stronzo, cinico e ottimista.

                Mo’ con un mese di chiusura tornano le meduse a Venezia, i lupi fuori città e i delfini a Trieste.
                Meno inquinamento in mezzo mondo.
                Si è sistemato pure El Niño, dicono.
                In un paio di mesi neanche!!
                Come faceva notare Roberto, forse la natura è meno fragile di quanto ce la siamo immaginata.

                facciamo che tra tante cazzate costruiscono anche delle navi da crociera meno inquinanti, e magari per farti contento ci buttano su anche un po’ di tasse.

                Poi il virus ha dato una bella sfoltita ai vecchi, e i pronipoti si troveranno sul groppone meno pensionati.

                facciamo che dopo Trump gli americani si scantano (parmigianismo: “togliersi d’incanto”, “evolversi”, “accorgersi”)
                ed eleggono uno un po’ migliore, idem i cinesi.

                Insomma, non lo vedo così catastrofico.

              • Z. scrive:

                In effetti, con riferimento all’epidemia, io sono preoccupato per l’Italia. Credo che il mondo se la caverà discretamente.

            • daouda scrive:

              il riciclo dei fascisti avvenne anche con Togliatti dje cazzo essù.

              VIVA SAN MARCO
              ABBASSO L’INFAMIA INIQUA NATZIONALE

            • Peucezio scrive:

              Il 25 aprile e la festa di San Marco e, per noi baresi, l’anniversario della fondazione del borgo Murattiano.

              In Italia poi c’è qualcuno che festeggia la sconfitta del proprio paese, e vabbè…

              • PinoMamet scrive:

                A dire il vero io festeggio la sconfitta della RSI, che non è il.mio paese, e la vittoria del legittimo governo italiano di allora.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “e la vittoria del legittimo governo italiano di allora”

                Evviva lu re!

              • Z. scrive:

                Peucezio,

                — In Italia poi c’è qualcuno che festeggia la sconfitta del proprio paese —

                Quelli sono i leghisti che votano contro i titoli di debito comunitari, preferendo indebitare il Paese con investitori privati e interessi di dieci volte superiori.

                Non c’entra il 25 aprile…

              • PinoMamet scrive:

                “Evviva lu re!”

                ma per fortuna a volte la Storia va per il verso giusto e abbiamo avuto una repubblica. 😀

                Doppio motivo per festeggiare.

                Comunque la storia dell’ “Italia che festeggia la sconfitta” ha un po’ stancato…

                la sconfitta è stata quella della Repubblica Sociale Italiana, e chi si riconosce in quella di solito non va in piazza il 25 Aprile.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “In Italia poi c’è qualcuno che festeggia la sconfitta del proprio paese, e vabbè…”

                Domanda complessa: il “proprio paese” coincide necessariamente con il proprio governo?

                Riflessione da fare a 360 gradi, ovviamente.

                E poi il 25 aprile è giornata di lutto nazionale: la morte di Torquato Tasso!

              • daouda scrive:

                proprio perché il proprio paese ( semore se esista ) non coincide col governo , se proprio i fasci sò stati stronzi, festeggiare tradimento e merde varie oltre che la democrazia (!) asservita allo straniero è schyfoso

              • PinoMamet scrive:

                “Domanda complessa: il “proprio paese” coincide necessariamente con il proprio governo?”

                mi pare che tu e forse Peucezio diate per scontato che esista una cosa chiamata “paese”, mentre non ne esista una chiamata “governo”.

                Solo che è esattamente il contrario.
                Il governo so dove sta di casa, da chi è composto, quale governo lo ha preceduto ecc.

                Il “paese” è un concetto nebuloso in cui posso mettere dentro tutto quello che mi piace, e fuori tutto quello che non mi piace.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “l “paese” è un concetto nebuloso in cui posso mettere dentro tutto quello che mi piace, e fuori tutto quello che non mi piace.”

                Guarda che sono d’accordo con te!

          • Peucezio scrive:

            Pino,
            “Allora l’Italia è comunista… 😉 ”

            Beh, direi da settantacinque anni a questa parte.

  9. Peucezio scrive:

    In realtà credo che in Italia le posizioni libertarie siano sostanzialmente, se non estranee, marginali nel panorama politico e ideologico:
    c’è una sinistra statalista e giustizialista e una destra securitaria e conservatrice.

    Anche sul costume e la morale:
    – la destra dice: i ricchioni non si possono sposare e non possono adottare bambini;
    – la sinistra dice: non si può dire “ricchioni”.
    Insomma, a tutti interessa ciò che non si può fare.

    Non è una critica la mia: è una constatazione.
    Non mi considero necessessariamente un libertario, né un antilibertario: si tratta di distinguere.

    Però forse una società che concepisce solo il divieto come proposta di convivenza civile dovrebbe porsi il problema della sua vitalità storica: in una situazione di emergenza funziona anche, ma nella normalità forse rischia di essere un tantino paralizzante.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Però forse una società che concepisce solo il divieto come proposta di convivenza civile dovrebbe porsi il problema della sua vitalità storica: ”

      Verissimo!!

      • Francesco scrive:

        già, hai ragione

        temo valesse anche per la Chiesa pre-CV2, in larga misura

        una morale che imponeva un sacco di NO e si perdeva la vita

  10. Miguel Martinez scrive:

    Buone notizie per gli antibergogliani… il Papa è riuscito a farsi tanti nemici ecologisti con questa twittata sfigata:

  11. Miguel Martinez scrive:

    Intanto:

    Torino – Corteo anarchico

    TORINO. Tensione in corso Vercelli all’angolo con via Belmonte dove una cinquantina di anarchici hanno organizzato un corteo contro le disposizioni del Governo, accusando le forze dell’ordine di aver «diffuso il virus».

    Gli antagonisti stanno bloccando la strada, urlando “Libertà” e stanno invitando i residenti del quartiere a scendere in strada e a ribellarsi Ad un certo punto gli anarchici hanno accerchiato un dirigente della Questura: un antagonista è stato fermato.

    https://www.lastampa.it/torino/2020/04/23/news/anarchici-di-nuovo-in-piazza-a-torino-tensione-in-corso-vercelli-1.38752835

  12. Roberto scrive:

    In questo periodo difficile, sento la mia soglia della tolleranza verso le cose o persone irritanti andarsene drammaticamente a donne di facili costumi

    Ora la dico:

    La retorica del controllo mi ha veramente disintegrato gli zebedei
    La retorica del consumo ancora peggio (santissima miseria ho bisogno di carta da culo, me la volete produrre!?!)
    La retorica del piccolo guevarista nostalgico del 68 che non ha mai vissuto e delle rivoluzioni che non ha mai fatto mi fa venir voglia di schiacciare la folla con i carri armati
    Sulla retorica della disobbedienza dico solo che ho una figlia adolescente in casa e che mi manca terribilmente una frusta

    La retorica in generale mi fa vomitare

    Sta gente semplicemente la detesto

    La sola cosa che posso condividere è la questione carcerati, che mi pare drammatica e sottovalutata

    • Z. scrive:

      Robè, credimi, anche la mia soglia di tolleranza è messa a dura prova. Condivido le tue emozioni, salvo che la vita non mi ha concesso la fortuna di avere figli.

      Ho sempre mal digerito i cieghevàri, del resto, e il loro estetismo manierato spacciato volgarmente per politica.

      Credo che oggi sia più facile scorgere come la loro non sia che una forma di alienazione, di disagio, tra tante altre.

  13. Mirkhond scrive:

    I guerriglieri del PKK camminavano per il deserto dopo essere discesi dai costoni delle montagne.
    Portavano i mitra a tracolla e un missile terra-aria.
    Meno male che si era al tramonto, in quanto era scoppiata l’afa e il caldo del deserto diventava insopportabile già in primavera.
    L’oscurità avanzava e la luna cominciava a splendere della sua luce opaca.
    – Tra un po’ ci fermiamo – pensò il comandante.
    Il silenzio dominava l’orizzonte oltre il quale c’erano le montagne.
    Ad un tratto sentirono dei rumori
    I guerriglieri imbracciarono i mitra quando si videro di fronte una figura a cavallo e alle sue spalle cinque, dieci, una miriade di altri uomini a cavallo
    Alla fioca luce della luna i guerriglieri notarono che i cavalieri avevano il turbante rosso e casacche e pantaloni larghi bianchi che risplendevano nel buio.
    Un guerrigliero, un giovane scoppiò a ridere
    -non ho mai visto un branco di coglioni simili! Con quelle vesti ci invitano al tiro al colombo ah! Ah! Ah!
    -Fossi in te non sarei così sicuro!- gli rispose un suo compagno
    -Quelle sono Teste Rosse! E che Dio Misericordioso ci protegga dalla loro ira….e che faremmo meglio ad andarcene e in fretta…disse sempre l’altro.
    -Che hai paura nonno?- disse il giovane con aria spavalda
    -Che me ne frega che sono Teste Rosse. Embè ? Chi sono? Teste di Cazzo vorrai dire, buffoni eretici…
    -Porta rispetto all’età, stupido! Chi ti ha insegnato a parlare così? In quella scuola di merda che hai fatto ad Erzurum?
    -Maledetti franchizzati, voi e quella scatola magica con tutte quelle stronzate di cui vi riempie la testa…disse l’uomo che aveva la barba bianca e gli mancavano un paio di denti.
    -Ssss. State zitti coglioni! – gridò il comandante
    -Che la Pace sia con voi! Dovresti ascoltare chi ne sa di più di te, figliolo! – disse il cavaliere a capo delle Teste Rosse al giovane guerrigliero di prima
    I guerriglieri strinsero i mitra sudando freddo
    – Che la Pace sia con voi! Che ci fate qui figlioli? – disse sempre il capo delle Teste Rosse
    I guerriglieri strinsero ancora di più i mitra sudando sempre più freddo.
    – Facci passare non ce l’abbiamo con voi- disse il comandante.
    – figliolo non hai ancora risposto alla domanda che vi ho fatto
    – senti amico, non abbiamo tempo da perdere, quindi ci fai passare o ti sloggiamo a colpi di mitra- rispose il comandante
    – figliolo, visto che non vuoi rispondermi, ti ORDINO di andartene insieme a questi disperati.
    – che ordini tu?- disse sprezzante il comandante
    – fuoco!- ordinò ai suoi uomini
    Ma i guerriglieri restavano impietriti.
    -Avete sentitooo? Fuoco! Fuocoooo ho dettooo! Fuocoooooooo!
    I guerriglieri aprirono il fuoco colpendo in direzione delle vesti bianche dei loro avversari, ma i proiettili rimbalzarono senza fare alcun danno ad alcuna testa rossa.
    -Fuocooo! Fuocooo a volooontaaaà!- gridò il comandante come un dannato, ma i proiettili continuavano a rimbalzare.
    -Il missile terra-aria, il missile terra-ariaaa! Sparateloooo!
    Ad un certo punto il capo delle Teste Rosse sfoderò la sciabola e la levò in alto
    Come l’abbassò le Teste Rosse partirono all’attacco e schiacciarono i guerriglieri sotto gli zoccoli dei cavalli mentre i rimanenti si dettero alla fuga. Sul campo rimasero solo i morti.
    Le Teste Rosse si fermarono e scomparvero nel buio da dove erano venuti.

    • Francesco scrive:

      ?

      pare una storia nello stile di quel pazzo criminale che in Africa obbligava i bambini a combattere e massacrare per lui nel Lord’s Liberation Army mi pare

      e poi solo nei film si sparano i missili terra-aria ad avversari a cavallo

      😉

  14. Mirkhond scrive:

    Sayyid si svegliò spaventato
    Era notte fonda e assonnato e stanco, si guardò intorno
    Erano nella grotta che aveva scelto come ricovero vicino ai pascoli dove portavano il bestiame.
    I bambini dormivano accanto a Zara e alle pecore
    Si affacciò all’imboccatura della grotta, da cui lo sguardo spaziava sulla valle di un wadi e sui costoni di fronte
    Il cielo era stellato e l’aria tersa e pulita
    Sayyid respirò quell’aria fresca della notte
    Si mise la mano sulla fronte, era madida di sudore per lo spavento.
    Rientrò nella grotta e si sedette davanti ai resti del fuoco.
    Era all’imbocco della grotta.
    Dai resti del fuoco emanava una leggera scia di fumo.
    -E’ solo un brutto sogno, il solito brutto sogno- pensò Sayyid
    -E’ da una vita che faccio brutti sogni!
    L’aria tersa della notte gli riportò la calma e il silenzio della mente quando sei solo con te stesso e non pensi a niente
    Si voltò a dare uno sguardo ai bambini.
    Ridà e Yusuf dormivano come due angioletti.
    Sayyid si intenerì a guardare i loro volti.
    Suo padre, quando viveva nella terra dei franchi, gli diceva che il bisnonno si inteneriva con i figli solo quando dormivano.
    Figli che gli davano la voglia e la forza di vivere, ma anche tanti pensieri perché la vita è un’incognita.
    Pensava a quando era un ragazzo, quanti ricordi, ma anche la tristezza per tante voci e volti ormai scomparsi che sopravvivevano solo nei suoi ricordi.
    -Perché Dio ci condanna ad un’esistenza così triste?- si chiedeva da tanto tempo ma non riusciva a trovare una risposta.
    Sentì un brivido sulle spalle, era l’aria della notte del deserto.
    Lo assalì il senso del baratro, quella paura che si portava dietro da una vita.
    Sentì un fruscio alle spalle.
    Era Zara che gli si mise a fianco.
    Sayyd l’accarezzò.
    -Và accanto a Ridà e Yusuf, che hanno bisogno della tua protezione!
    Zara guaì di affetto al padrone e tornò ad accucciarsi accanto ai bambini.
    Sayyid si fece il segno della croce e tornò a coricarsi anche lui.

    Zara ad un tratto abbaiò verso il deserto sconfinato.
    Sayyid si avvicinò e mise mano al fucile.
    Lo assalì un senso di ansia e un groppo alla gola.
    Non si udiva nulla.
    L’ansia e il groppo in gola continuavano a salirgli, ma Sayyid non vedeva altri che Zara e Ridà e Yusuf con il gregge che brucava tra le sterpaglie del deserto sotto il caldo sole di primavera.
    Imbracciò il fucile con l’ansia alle stelle, ma Zara abbaiava muovendo la coda.
    Si calmò un poco.
    Si vide comparire una figura dal deserto sconfinato.
    Era un uomo che si avvicinava sempre di più a Sayyid e ai bambini.
    – Che la Pace di Dio Onnipotente scenda su di voi!- esclamò l’uomo
    – Che la Pace di Dio Onnipotente scenda su di te!- gli rispose Sayyid abbozzando un sorriso e allargando le mani.
    Era Abdullah, il marito di Fatima, la sorella più piccola di Maryam
    – Zio Abdullah! Zio Abdullah!- gli si avvicinarono Ridà e Yusuf
    Abdullah dette una pacca ai ragazzi, lui che era poco più che ventenne con quella sua folta barba nera che lo faceva sembrare più grande della sua età.
    Ansimava, doveva aver fatto quel tratto di cammino velocemente.
    Si sedette su un macigno sporgente tra le rocce e le pietraie del deserto.
    – Tutto bene Abdullah?- gli domandò Sayyid che nel frattempo gli aveva porto una ciotola d’acqua.
    – Si grazie Sayyid!
    – i briganti sono comparsi nel deserto intorno a Ninive! Alcune tribù, terrorizzate sono fuggite nella Jazīrah e hanno diffuso la notizia!- disse Abdullah dopo aver bevuto l’acqua.
    – Calmati Abdullah! Non si sono visti qui! Almeno non ancora qui….
    Abdullah scosse la testa
    – Sayyid tu non eri ancora arrivato….sono passati tanti anni…io ero un bambino di quattro, cinque anni, ma me lo ricordo come fosse ieri…
    – Arrivarono di notte…nel cuore della notte…come è tipico degli assassini…..
    – Ad un certo punto fummo svegliati da un botto tremendo…
    – Mia madre ci prese e seguì mio padre e mio fratello più grande che erano già usciti fuori….
    – Fuori…nello spiazzo del villaggio…c’era un bagliore, un grande bagliore….era la chiesetta che emanava una fiamma…una fiammata d’incendio…..
    – La gente era uscita fuori…si sentivano le grida….le grida di quelli….
    – Urlavano e sghignazzavano come matti…
    – Uno di loro…quello che doveva essere l’aghà…prese in mano un bandierone rosso da uno dei suoi uomini…
    – Alcuni briganti portarono il prete, un vecchio di 90 anni che a stento si reggeva in piedi…
    – Nasrani! Compagni nasrani!- disse- la rivoluzione ha bisogno del contributo di tutti…
    – Abbiamo bisogno di denaro e provviste! Tanto denaro e tante provviste….
    – Il prete tentò di dire qualcosa…
    – Aghà! Aghà!- disse…- come potete vedere qui non abbiamo nulla…siamo contadini e pastori….
    – Quello a queste parole, s’infuriò…
    – Prese il povero prete per la veste…
    – Senti nonnetto, cominciate a darci i tesori della chiesa!
    – Eccoli qua Aghà!- gridarono trionfanti alcuni briganti che avevano preso i pochi oggetti sacri della chiesetta, prima di darla alle fiamme…
    – Non basta! Non basta!- urlò quel dannato
    – Senti nonnetto o ci date il vostro contributo spontaneamente o passeremo a prendercelo casa per casa!
    – Tutto quello che avevamo ve lo siete già presi…per l’amor di Dio…lasciateci in pace…
    – Allora quello frustò il prete e lo riempì di calci dopo averlo buttato a terra…
    – Beh! Dov’è l’oro? Dov’eee’ l’orooo? –gli gridò dopo averlo riafferrato e rialzato da terra…
    – Ma il prete non rispose
    – Alloooraaaa! L’orooo?
    – Ma il prete continuava a non rispondere
    – E’ morto Aghà!- disse uno dei briganti.
    – L’Aghà buttò a terra il prete morto e si rivolse a noi
    – Nasrani! Vedete la fine che fanno gli stupidi e i testardi…quindi dateci quanto vi chiediamo!
    – In breve tempo lo spiazzo si riempì di povere masserizie, quel po’ di preziosi che le donne indossano nelle feste e alcuni capi di bestiame…
    – Ad un certo punto comparvero alcuni briganti che portavano una ragazza
    – Ehi guardate questa pollastrella! – e la misero per terra tenendola per le gambe e le braccia…
    – La poveretta si dibatteva e gridava come un’ossessa…era…mia cugina Latifa…- disse Abdullah con espressione sconvolta come se fosse successo il giorno prima.
    – Latifa? Zia Latifa, la moglie di zio Abu’l Baraqat? La figlia di zio Hassan e zia Fatima?- domandò sconvolto Ridà.
    – Si proprio lei!- rispose Abdullah
    – Mia cugina gridava e si dimenava come una forsennata….quelli le alzarono la camicia da notte…
    – Lasciate stare la mia Latifa cani infedeli! –si udì un grido nel buio.
    – I briganti si voltarono e videro una donna…era zia Fatima con in mano un fucile puntato…il fucile di zio Hassan
    – Che paura mi fai ciccibongia!- disse scoppiando a ridere uno dei briganti che teneva la povera Latifa.
    – Ma il porco non aveva finito di ridere che si ritrovò una palla in fronte. Cadde a terra con la bocca spalancata in un’espressione da scemo!- sorrise ghignando di soddisfazione Abdullah.
    – Già allora Fatima era grossa?- domandò Sayyid
    – Una balena! Ma non ho mai visto una balena così coraggiosa in vita mia!- rispose sorridendo Abdullah
    – E poi che accadde?- domandò Yusuf
    – Calò un gelo spettrale sul villaggio….zia Fatima teneva ancora il fucile puntato che fumava dalla canna…
    – I briganti ebbero un attimo di spavento…Latifa riuscì a scappare e a rifugiarsi tra le braccia della madre…
    – Era la fine per noi…i briganti imbracciarono i mitra…quando….sentimmo un’esplosione….
    – Ci fu un gran fumo….e dal fumo comparve una figura a cavallo….era alto, altissimo, almeno a me così sembrava…
    – Aveva il volto coperto e un turbante rosso….aveva casacca e pantaloni bianchi larghi con stivali scuri…il bianco delle vesti era luminoso nella notte…
    – I briganti restarono turbati da quell’apparizione improvvisa e così pure noi già abbastanza terrorizzati….
    – Chi…chi sei?…domandò l’aghà dei briganti, passato il primo spavento…
    – Perché tormentate questa povera gente?- domandò la figura a cavallo con voce potente…
    – Questa è la vostra rivoluzione? Prendervela coi deboli, con chi non vi ha fatto niente?
    – Chi sei buffone mascherato?- gli urlò l’Aghà…
    – Ma quello non rispondeva
    – Chi sei buffoneee?- e gli puntò il mitra contro…
    – Lasciate in pace questa gente!- rispose calmo quello a cavallo…
    – Piantala di scorreggiare con la bocca e dicci chi sei bastardo o ti riempio di piombo!- Urlò ancora l’Aghà…
    – Andate via! – rispose sempre calmo quello a cavallo
    – Fuocooo! – ordinò l’Aghà.
    – I briganti aprirono il fuoco, ma…i proiettili rimbalzavano, lasciando illeso l’uomo a cavallo…
    – Ad un tratto dietro l’uomo a cavallo comparvero altri, sempre a cavallo e vestiti come il primo…erano una miriade…..
    – I briganti gelarono per lo spavento
    – Continuarono ad aprire il fuoco che rimbalzava anche su quegli altri senza che si facessero niente….
    – Finché quello che era apparso per primo e che doveva essere il loro capo, sfoderò una scimitarra e la sollevò in alto….
    – Come la riabbassò i cavalieri partirono alla carica….
    – I briganti fuggirono via terrorizzati…solo in pochi si salvarono….
    – Lasciateli andare perché Dio è perdonatore misericordioso!- disse sempre con voce potente il capo dei cavalieri
    – I cavalieri col turbante rosso e le vesti bianche si fermarono…
    – Dei briganti non rimasero che i morti….un groviglio di corpi calpestati e un mare di sangue sparso qua e là…
    – Un uomo si avvicinò al comandante delle teste rosse…era zio Hassan
    – Dobbiamo pagarti il tributo nostro Angelo Salvatore?- domandò commosso…
    – No! Alzati vegliardo!- fece con voce gentile a zio Hassan che si era prostrato ai piedi dei nostri misteriosi liberatori…
    – Non temete voi figli di Aram! – disse poi rivolto alla gente –Dopodiché scomparvero nel nulla da cui erano venuti…
    – Ci lasciarono con un grande senso di pace….
    – Come scomparvero nel nulla?- chiese Ridà
    – Dal buio erano venuti nel buio tornarono…-rispose zio Abdullah
    – Incredibile!- esclamò Ridà.
    – Chi sono? –chiese ancora Ridà
    – Le chiamano Teste Rosse per il colore dei loro turbanti….però nessuno sa chi siano….vengono da qualche parte oltre le montagne….
    – I sunniti li considerano sbrigativamente shiiti perché pare venerano l’Imam Alì tra i loro santi…alcuni pensano che siano demoni…..ma come ho detto nessuno ne sa niente…-rispose sempre Abdullah.
    – E sono più tornati?- domandò Yusuf
    – Al villaggio no, ma sono stati visti in altri luoghi anche non lontani da qui!- continuò Abdullah
    – Beh ora devo andare! –disse alzandosi dalla roccia.
    – Mio padre mi aspetta col gregge. Mi ha inviato qui per avvertirvi di ciò che ho detto.
    – Che Dio protegga te e i tuoi!- gli disse Sayyid abbracciandolo
    – Che Dio protegga voi!- rispose Abdullah, accomiatandosi dopo aver salutato i ragazzi e dato una carezza a Zara che gli abbaiò scodinzolando.

    • Moi scrive:

      … ma non era una besiaccia immonda, il cane ?

      Va be’ … almeno il Kangal fra i Pastori Turchi [!] NO !

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “a be’ … almeno il Kangal fra i Pastori Turchi [!] NO !”

        I turchi storicamente hanno avuto un atteggiamento opposto a quello degli arabi verso gli animali, cani compresi.

      • Mirkhond scrive:

        I protagonisti della storia sono cristiani.

        • Moi scrive:

          … Copti ?

          • Mirkhond scrive:

            Giacobiti.

            • Moi scrive:

              Una concezione che mi pare abbastanza condivisa nel Monoteismo è che l’ animale avrebbe un’ anima NON-immortale poiché incapace di concepire Id-Dio !

              • Mirkhond scrive:

                Però Gesù utilizza gli animali nelle Sue parabole.
                E la Chiesa, San Francesco in prims ma non solo, e non solo nell’Occidente Cattolico, ha insegnato che gli animali sono cari a Dio.
                Sant’Alberto Magno diceva che gli animali vanno in Paradiso perché senza peccato.

              • Moi scrive:

                NON occorre arrivare al SuperUAARyan 😉 per capire che Sant’Alberto Magno NON conosceva molto l’ etologia ! 😉

      • PinoMamet scrive:

        Si dice, o perlomeno si scriveva nelle pubblicazioni di appassionati cinofili, che il levriero a differenza di altri cani fosse considerato dagli arabi pulito e degno di convivere con gli umani.
        Non saprei.

        L’anno scorso vedo una signora con al guinzaglio tre levrieri- non è raro, perché da queste parti c’è pieno di levrieri, dopo che un’associazione ha fatto in modo che ne venissero adottati moltissimi, che si dice vengano maltrattati in Spagna specialmente.

        Comunque, uno dei tre, lo riconobbi subito, era un’azawakh, un cane africano simile ma abbastanza distinto dagli altri levrieri, che a volte sono imbarazzantemente simili
        (a prima vista non saprei distinguere un galgo da un greyhound…
        come del resto faticherei a distinguere un pastore maremmano da un kuvasz).

        beh, la signora mi disse che era un cane abbastanza selvaggio, più difficile da tenere degli altri, molto indipendente.
        Non che c’entri qualcosa con gli altri argomenti trattati…

        • PinoMamet scrive:

          Suppongo che molte razze di cani siano semplicemente identiche, e distinte solo per questioni di campanilismi nazionali nel corso dell’Ottocento-Novecento…

          • Mirkhond scrive:

            Io ancora oggi non ho capito se il bob tail e il pastore bergamasco siano la stessa razza o meno….

          • PinoMamet scrive:

            Ma infatti secondo me è andata così: hanno cominciato, tanto per cambiare, gli inglesi a stabilire degli “standard” per regolamentare e definire delle “razze” che dovevano avere caratteristiche per particolari e distinte…

            in linea, del resto, col pensiero razziale dell’epoca.

            naturalmente esistevano varie tipologie di cani da pastore, da caccia, da guardia ecc., e sicuramente c’erano già dall’antichità- come per i cavalli del resto- appassionati che volevano i cuccioli dei genitori migliori ecc.

            ma l’idea di una “razza” ben definita con caratteristiche fisse descritte al centimetro (anzi, alla frazione di pollice 😉 ) non poteva venire se non agli inglesi.

            e ovviamente li hanno copiati tutti, e nell’era degli stati-nazione si sa, se il tuo confinante ha gli zuavi, tu devi avere i bersaglieri, se lui ha i cacciatori di montagna, tu devi avere gli alpini… tutto esattamente identico, tranne il minimo particolare distintivo.

            E quindi una decina o ventina di tipologie di cani “da lavoro” europei sono state trasformate in cento o duecento “razze”…

          • PinoMamet scrive:

            Lessi tempo fa “Radici”, di Alex Haley, probabilmente basato in parte su vere memorie di famiglia e ricerca storica, in parte (la parte sceneggiata, insomma) sul lavoro di un altro…
            vabbè.
            Da cui è stato tratto il noto sceneggiato, che andava in onda quando eravamo bambini e che trovai traumatizzante.

            Comunque mi incuriosirono i “cani wuolo”, che a quanto si capisce sono semi-ferali, e di cui non trovo su internet nessuna traccia se non riferita al libro stesso.

  15. Moi scrive:

    Sgarbi scatenato :

    https://www.youtube.com/watch?v=ok9Qu5rQRBc

    “state mentendo sul numero dei morti per imporre una dittatura del consenso !”

    • Moi scrive:

      … una certa OnorevolA 😉 Sara Cunial (Gruppo Misto) cerca di NON sfigurare Vs Sgarbi, con più compostezza (ma ci vuol poco)…

      RELATA REFERO

      https://www.youtube.com/watch?v=Lm7FRpmZ1no

      La Deputata ex M5S Sara Cunial, alla Camera, onora il suo mestiere di rappresentante del popolo italiano e le canta tutte, ma proprio tutte, sia a destra che a sinistra che al centro, davanti a un’aula inferocita che se potesse la lapiderebbe sul posto. La politica si straccia le vesti come farisei del Tempio, ma gli italiani, qui fuori, applaudono fino a scorticarsi le mani.

      Solo su #Byoblu24
      ____

      • Z. scrive:

        La no-vax che ha detto alle FF.OO. che per lei la legge sugli spostamenti non vale perché è una parlamentare? In puro stile “lei non sa chi sono io”?

        Degna di Messora e dei suoi lettori 🙂

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “Sara Cunial”

        Fa un discorso effettivamente straordinario.

        Poniamo che abbia ragione: sarebbe un discorso storico, come quello famoso che guadagnò a Matteotti il premio del martirio.

        Io ho dubbi su diversi punti, ma lei ha sicuramente colto il fatto che stiamo vivendo un momento decisivo nella storia italiana, e forse del pianeta, in cui tutte le regole vengono stravolte. E’ un momento rivoluzionario paragonabile al 1917 in Russia o al 1933 in Germania.

        E tra cent’anni, magari si ricorderanno le sue tra le pochissime voci fuori dal coro. Come Matteotti.

      • PinoMamet scrive:

        Mi pare che sia partita con un discorso ragionevole per quanto discutibile ,e abbia poi sbarellato nel complottismo anti-vaccinista.

        Insomma, un ottimo modo per mandare a puttane quella che poteva diventare una critica interessante.

        Sintesi:
        ha detto un sacco di cazzate. O la cacciano, o la prossima presidente del consiglio è lei.

        • Moi scrive:

          …finalmente una Donnaaaaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!!!! 😉 😀

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “Mi pare che sia partita con un discorso ragionevole per quanto discutibile ,e abbia poi sbarellato nel complottismo anti-vaccinista.”

          Io non sono “antivaccinista”, i figlioli sono stati vaccinati.

          Ma non ho la Onniscienza per poter dire che lei abbia torto.

          Immagino che anche Matteotti credesse a una marea di cazzate (tipo, “progresso, industria, Italia, pace, diritti umani” e chissà quante altre scemenze).

          Però aveva colto diverse questioni fondamentali, in quel momento.

          • Z. scrive:

            Mamma mia che cerchiobottismo retorico da web. Per giustificare le scie chimiche poi 🙂

          • Roberto scrive:

            “Ma non ho la Onniscienza per poter dire che lei abbia torto”

            Ma nemmeno che ha ragione, e come disse una volta un professore di diritto civile, l’indimenticabile Galgano, “quando non avete risposte ad una domanda, meglio mantenere un dignitoso silenzio che fare affermazioni ridicole”

            • Z. scrive:

              E’ la prima cosa che ho imparato frequentando giurisprudenza.

              Me lo disse un professore durante un esame, esplicitamente: quando lei non ha una risposta, ci pensi, qui nessuno le metterà mai fretta, ma nessuno apprezzerà se tira a indovinare.

              E aveva ragione.

  16. Z. scrive:

    Un appello per il 25 aprile anche da parte mia:

    invito i trumpettini a farsi lampade abbronzanti a ciclo continuo e a iniettarsi della candeggina per proteggersi dal covid…

    no, scherzo, non fatelo! vi voglio bene e non vi voglio avere sulla coscienza!

    • Francesco scrive:

      secondo te è un ictus o cosa? finora tutte le innumerevoli cazzate e bugie che ha detto avevano un preciso scopo e un utile (per lui)

      questa è solo una immensa boiata senza senso

      o il suo elettorato ha bisogno di sentirsi dire che presto ci sarà un rimedio miracoloso e si potrà uscire come prima?

      • Z. scrive:

        Secondo me è semplicemente Trump. E chi ci aveva visto qualcosa di diverso si arrampicherà selvaggiamente sugli specchi spiegando che ho capito male io e che lui aveva capito tutto.

        CVD.

        🙂

      • Roberto scrive:

        Nonostante abbia letto si questi schermi che trattasi di un astuto volpone (non si può arrivare a quelle posizioni se non sei intelligente), ho sempre pensato che sia in imbecille totale, e per di più pericoloso: imbecillità e potere fanno un mix terrible

        • Francesco scrive:

          secondo me è una bestia ma finora con un istinto abbastanza sano … certo il cervello è un’altra cosa

          e poi che gnocca che trova, quella sì che è una virtù!

          • Roberto scrive:

            Certo certo la gnocca e l’istinto….sarei più rassicurato se la valigetta atomica l’avesse mio figlio di 11 anni comunque

            • Francesco scrive:

              sarei portato a concordare su questo punto

              ma per parecchie valigette nucleari

            • daouda scrive:

              Roberto ci caschi anche tu e critichi qualcosa che è posta in essere solo per dare le risposte che dai tu?
              Cazzo svegliati, tuo figlio sarebbe ben peggio , è un’ovvietà che non merita obiezione

    • Peucezio scrive:

      Trump è un genio assoluto!
      Ma come cacchio gli saltano in mente?

      La cosa bella è che smonta e smitizza tutto il sussiego e l’atteggiamento di seriosità che si è data la politica fino ad ora, con sberleffi clamorosi, discorsi paradossali, senza il benché minimo ritegno.
      Sta davvero rivoluzionando non solo la comunicazione politica, ma l’essenza stessa del potere politico.

      • PinoMamet scrive:

        Ah dire di iniettarsi la candeggina è segno di genio?
        Peucè, Peucè…

        • Peucezio scrive:

          Ma dai, hai capito benissimo cosa intendevo.
          Il genio è nel capovolgimento di tutte le categorie della comunicazione politica.

        • PinoMamet scrive:

          Secondo Peucezio sei tu che non hai capito benissimo cosa volesse dire Trump.

          Voleva dire che secondo lui iniettarsi la candeggina in vena era una valida strategia contro il virus.
          Seriamente.

          Non c’era nessun paradosso e nessuno sberleffo: ha semplicemente detto una clamorosa cazzata, visto che è un vecchio deficiente che si crede un genio.

          • Peucezio scrive:

            Ma è proprio questo il bello!
            Che a lui viene naturale, non lo fa apposta.

            Altrimenti sarebbe un atto da politico consumato.
            Invece in questa genuinità nel dire enormità c’è qualcosa di dirompente.

            Certo, poi ha detto che scherzava, ma è chiaro che quando l’ha detto a lui sembrava un discorso sensato.
            Ma un altro si sarebbe documentato, avrebbe consultato esperti, ecc.
            A lui salta in mente una cosa e la spara!
            Io lo trovo impagabile, ci trovo addirittura qualcosa di artistico in ciò.
            E comunque è un cambio radicale di paradigma.

            • Roberto scrive:

              “A lui salta in mente una cosa e la spara!”

              A me questa pare la classica prova di idiozia. D’altronde non si dice “accendi il cervello prima di parlare”? Lui parla senza pensare, non è un genio è un vero imbecille

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “A lui salta in mente una cosa e la spara!
              Io lo trovo impagabile, ci trovo addirittura qualcosa di artistico in ciò.”

              Beh, anch’io devo dire di avere un debole per questo tipo di interventi.

            • Roberto scrive:

              Io li trovo divertenti e molto se esco al pub con gli amici dopo la prima pinta

              In altri contesti li trovo tra l’irritante e lo spaventoso.
              Nel caso di uno che esercita un potere grande come quello del presidente degli Stati Uniti, decisamente spaventoso

              • Francesco scrive:

                >>> Io li trovo divertenti e molto se esco al pub con gli amici dopo la prima pinta

                idem, se ho la ventura di vivere a migliaia di kilometri dal tizio e di non essere influenzato dalle sue azioni

                ecco, se Trump fosse il primo ministro canadese lo adorerei

            • PinoMamet scrive:

              Devo dire che nella figura del vecchio rimbambito egocentrico convinto di essere più furbo di tutti non trovo molto di divertente e ancora meno di nuovo…

              non dico che dobbiamo ridurci come in Italia, dove si leggono (oggi) sui quotidiani frasi agghiaccianti come “niet degli scienziati ai centri estivi”…
              sembra l’Unione sovietica, con “gli scienziati” ancora più divinizzati e alla guida del Partito anziché a rimorchio…

              ma neppure tornare ai tempi di Assurbanipal o del re sole, con i cortigiani che applaudono all’ultima cagata del monarca, mi sembra una grande idea…

            • Z. scrive:

              Centri estivi? C’è davvero chi sta pensando a investire nelle Covid Holidays?

              Secondo me avranno una brutta sorpresa…

              • daouda scrive:

                ridicolizzare il politico è sempre un pregio, fare sarcasmo idiota da politici è un must ma tale must, tale pregio è stumentalizzato da Trump per favorire il discollamento e l’affidamento al politico stesso ergo è un tramatore occulto pur facendo qualcosa di positivo lo strumentalizza per il male

      • Z. scrive:

        Z.,

        — E chi ci aveva visto qualcosa di diverso si arrampicherà selvaggiamente sugli specchi spiegando che ho capito male io e che lui aveva capito tutto. —

        CVD, appunto.

        Sono meglio dell’astrologo di Mezzano 🙂

  17. Moi scrive:

    … Allora gli Sbarbi della Generazione Palindroma 😉 , si sgavagnano la Matura ?! 😉

    • PinoMamet scrive:

      La maturità si farà lo stesso, e a quanto pare almeno in parte “in presenza”, ma ahimè senza commissari esterni ( quindi quest’anno non avrò uno dei miei momenti preferiti della vita scolastica).

  18. Moi scrive:

    @ MIRKHOND

    Infatti nella liberale Francia non si è ancora visto un film o uno sceneggiato che racconti cos’è stato davvero quel capolavoro di rivoluzione del 1789-1799.

    [cit.]

    ————————————-

    Io ricordo una vecchia produzione TV in cui invece mostravano il Lato Oscuro 😉
    della Révolution : rivalità senza esclusione di colpi, complotti, fanatismo smanioso di ghigliottinare, esportazione ” sulle baionette ” dei Grandi Ideali , il legame con la Rivoluzione Americana (presentata come “moderatissima” … ) … però era una produzione Inglese 😉 e fu contestata duramente, mi pare rifiutata in Francia !

    … Ma è passato troppo tempo, non ricordo né regia né cast, non sono in grado a risalire ad alcuna fonte diretta !

    • Moi scrive:

      … insomma, veniva presentato il tutto come una specie di Socialismo Reale FineSettecentesco .. e magari NON è così insensato !

      • Mirkhond scrive:

        Beh lo fu nella fase giacobina del Terrore nel 1793-1794.
        Già col successivo Direttorio (1794-1799) si era tornati ad una visione più borghese, pur mantenendo il sistema repressivo verso i dissidenti, giacobini o cattolici che fossero.

  19. Mirkhond scrive:

    Ma infatti le critiche televisive e cinematografiche alla rivoluzione francese sono inglesi o statunitensi, mai francesi.

    • Francesco scrive:

      io ho adorato i romanzi della Primula rossa in quanto iconoclasti della Revolution e segno della differenza britannica rispetto a quello che allora mi pareva uno standard dominante

      col tempo ho scoperto Oliver Cromwell …

      ma mi è rimasta la simpatia per la Primula

      • PinoMamet scrive:

        Purtroppo credo si debba parlare invece di “standard britannico” e “differenza altrui”.

        Ma è vero che l’Italia, che ha sempre seguito volutamente, e anche no, il modello francese, ha sempre avuto molta più simpatia per Napoleone (più che per la rivoluzione) rispetto agli inglesi.
        Anche perché era italiano…

        • Moi scrive:

          … Còrso ! 😉

          • Mirkhond scrive:

            In Corsica anche dopo che Genova la vendette alla Francia nel 1768, si continuò ad utilizzare l’Italiano come lingua ufficiale fino al 1859.
            Quando Napoleone III impose il Francese per reazione all’espansione sabauda che portò all’unificazione dell’Italia.
            Espansione possibile grazie proprio ai calcoli errati dello stesso Napoleone III.

          • PinoMamet scrive:

            Ma di origine ligure! (e toscana, credo)

            • Mirkhond scrive:

              Non era di origine toscana?

              • Moi scrive:

                Be’, il Còrso è un ” idioma ” molto più simile al “Toscano” del Sardo … qualcosa implicherà anche a livello antroponomastico !

              • PinoMamet scrive:

                Ma io e Mirkhond non stiamo parlando di linguistica, ma proprio di origini famigliari di Napoleone.

                Su Wikipedia leggo che il padre aveva origini genovesi, si era laureato a Pisa e aveva parenti toscani;
                la madre aveva origini toscane e lombarde.

        • Francesco scrive:

          in Europa continentale lo standard fu quello francese però!

          restarono fuori i pochi paesi non invasi dal Grande Corso e, appunto, tutto l’Impero britannico, comprese le ex-colonie del nord America

    • Moi scrive:

      ci fu anche un Professorone 😉 sempre Inglese (NON ricordo il nome) che più o meno per il Bicentenario (… cioè il fatidico 1989 !) commentò dicendo che una “Rivoluzione” che decapitò Lavoisier (considerato “Padre della Chimica Moderna” !) può essere solo considerata una Disgrazia per l’ Umanità !

      https://fr.wikipedia.org/wiki/Antoine_Lavoisier

      https://it.wikipedia.org/wiki/Antoine-Laurent_de_Lavoisier

      ……. ovviamente Pietra dello Scandalo (!!!) in Francia !!!

  20. Mirkhond scrive:

    Io vidi lo sceneggiato nel 2002 credo, e mi piacque perché una puntata fu dedicata proprio al dramma della Vandea, mostrando il volto più brutale della rivoluzione.
    Lo sceneggiato era britannico però.

  21. Moi scrive:

    Piaccia o no, un esempio di “Parto Ideologico” 😉 della Révolution fu _ ricordato da Vittorio Messori _ il Paradosso di Ernest Renan … secondo il quale la rottura della sveglia meccanica di un Uomo Civilizzato è un fatto più grave della morte di un Selvaggio :

    NON per Razzismo 😉 :D, ma perché nel primo caso si può compromettere l’ attività di qualcuno capace di contribuire al Progresso Umano … nel secondo caso, invece, per l’ Umanità non cambia assolutamente nulla !

  22. Mirkhond scrive:

    Peucezio

    Mia sorella mi ha segnalato che il Patriarca di Mosca ha donato 500.000 mascherine e altro materiale sanitario alla nostra regione per via degli storici legami dovuti a San Nicola.

    • Moi scrive:

      Difatti la “vostra” Chiesa [edificio !] Ortodossa di Bari dev’essere la più grande in Europa NON-Ortodossa …

      • Mirkhond scrive:

        Anni fa, un sacerdote ortodosso russo disse che Bari è l’unica città cattolica per la quale si prega nelle chiese ortodosse.

        • Mirkhond scrive:

          Durante l’aggressione nato alla Serbia nel 1999, il consolato serbo di Bari rimase aperto, sia pure protetto dalla polizia, e l’allora console serbo, che era un serbo, fu intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, parlando proprio degli storici legami tra Serbia e Puglia, dovuti sempre a San Nicola (nella Cripta della nostra Basilica a lui dedicata c’è un’icona donata dal re di Serbia Stefano Uroš II Milutin 1282-1321).

        • Peucezio scrive:

          Mirkhond,
          “Anni fa, un sacerdote ortodosso russo disse che Bari è l’unica città cattolica per la quale si prega nelle chiese ortodosse.”

          Questo non lo sapevo. Bello!

      • Mirkhond scrive:

        La nostra Chiesa Russa, dedicata appunto a San Nicola, fu voluta dallo zar Nicola II nel 1911, per dare asilo ai tanti pellegrini russi che ogni anno giungevano a Bari (circa 13.000 come mi disse anni fa uno studioso russo), e proteggerli dall’avidità e dalle ruberie dei nostri albergatori.

  23. Mirkhond scrive:

    Peucezio

    “per me invece è stata molto più traumatica la guerra contro la Serbia, perché lì ci ho visto davvero l’aggressione brutale della sinistra politicamente corretta internazionale contro una nazione non omologata”

    E come ogni guerra ha avuto le sue devastazioni e strascichi pesanti, le contaminazioni dovute alle bombe americane.
    Ricordo ancora la prima volta che accompagnai mio padre a fare la chemioterapia al policlinico qui a Bari, che vidi un reparto in cui andavano a farsi visitare i nostri reduci dal Kosovo.

  24. Mirkhond scrive:

    Detto questo però, non si possono negare le gravissime responsabilità serbe nella pesante oppreessione della popolazione albanese kosovara.

    • Francesco scrive:

      in effetti perchè si arrivasse all’attacco NATO ci vollero anni e anni di guerre interne alla ex-Jugoslavia, con un numero di vittime altissimo, direi di vari ordini di grandezza superiore a quello dell’aggressione occidentale

      che ha portato il massimo possibile di pace e libertà nell’area, mi permetto di ricordare

      • daouda scrive:

        veramente prima la hanno alimentata per poi poter fare quel che dicevi tu compreso il kosovo indipendente che non ha senso ( o lo si lasciava ai srbi o lo si annetteva all’albania ) ma il senso a ben scavare c’è ed un pro è l’oppio ed un contra è la Turchia

      • Peucezio scrive:

        Francesco,
        se per te pace e libertà significa l’istituzione di uno stato mafioso, anarcoide, gestito da una banda di spacciatori, trafficanti d’armi e sfruttatori della prostituzione, della schiavitù sessuale e del traffico d’organi…

        • Z. scrive:

          No, ti prego, il traffico di organi no. C’è un limite pure alle bufale!

          • Peucezio scrive:

            Ah, perché secondo te quelli si formalizzano a fare il trafico d’organi?
            Pare lo faccia pure la camorra in Italia con gli immigrati clandestini.

            Tu veramente vivi in un mondo fatato e fiabesco, beato te, che sei così candido!
            Il mondo reale invece è pieno di brutture di ogni tipo, al di là di quanto io stesso e tu possiamo immaginare.

          • Peucezio scrive:

            Z.,
            sii coerente: vacci a vivere in Cossovo.
            Poi ne riparliamo 🙂

          • Z. scrive:

            No, secondo me – e non solo secondo me, tra l’altro Lisa o Miguel ne parlarono proprio su questo blog – il “traffico di organi” è proprio una bufala, come gli zingari che commerciano bambini o le scie chimiche.

            Non dipende da dov’è fissata la mia residenza, a Bologna o a Pristina che sia 🙂

            • paniscus scrive:

              A qunto mi risulta, la compravendita di organi a pagamento esiste, a livello di espianti non mortali e volontari (cioè, quasi esclusivamente di reni o di midollo osseo), e soprattutto in paesi asiativi, in cui in alcuni casi è anche consentita legalmente, tracciata.

              E’ una cosa tristissima comunque, ma è molto diversa dalla leggenda sugli squadroni dell’ambulanza nera che vanno a rapire bambini ignari, e dopo averli spezzettati sarebbero perfino così idioti da abbandonare per strada i resti dei cadaveri svuotati, invece di farli sparire in maniera più efficiente.

              • Moi scrive:

                … la più gettonata _ sperando che sempre che sia falsa, eh ! _ è del tipo:

                Mio Cugino in discoteca ha conosciuto una Brasiliana / Colombiana (di solito le nazionalità più evocate) UltraFiga, lei l’ha portato a casa sua … poi lui si è risvegliato in un fosso accorgendosi che gli mancava un rene !

              • paniscus scrive:

                Moi: se non scrivi cuGGino con due G, non vale…

              • Moi scrive:

                … già, nessuno ti prende sul serio ! 😉

              • Z. scrive:

                La compravendita, volontaria, esiste certamente. La Rai ad esempio trasmise un servizio al riguardo, su di una clinica in Romania.

                Le bande di mercenari che rapiscono la gente per espiantarne e trafficarne gli organi mi risultano una leggenda metropolitana tra tante, tipo quella del rene.

                Quella del tizio che si toglie il casco e gli esplode il cervello invece ha un fondo di verità (tolta l’esplosione).

              • daouda scrive:

                beh se c’è così facilità di avere quella legale tanto più quella illegale sarà fruibile

              • Z. scrive:

                No, no, ho detto compravendita volontaria, mica legale…

              • daouda scrive:

                anche la cocaina e l’eroina fanno parte del circuito della vendita volontaria

              • paniscus scrive:

                “beh se c’è così facilità di avere quella legale tanto più quella illegale sarà fruibile”
                —–

                e secondo te è realistica, dal punto di vista pratico, la possibilità di fare prelievi di organi in uno scantinato clandestino e abbinarli immediatamente con il “cliente” giusto, biologicamente compatibile?

                Ma si ha un’idea di quali risorse tecniche ci vogliano?…

                …per:

                – espiantare un organo in sicurezza, senza che si deteriori,

                – trovare la compatibilità giusta, che è rarissima, e che quindi richiede un archivio immenso con decine di migliaia di profili dettagliati, di certo non basta il gruppo sanguigno,

                – eseguire un’operazione di trapianto, con tutto quello che ne consegue in materia di settimane o mesi di isolamento immunitario strettissimo?

                Se esistesse davvero qualche organizzazione che lo fa, dovrebbe essere un’organizzazione di altissimo livello “professionale”, sia dal punto di vista biomedico, sia da quello informatico, sia da quello amministrativo.

                Di sicuro non una banda di sciamannati che rapisce per strada ragazzini scelti a caso

                (e per di più, in quartieri dove quasi tutti sono portatori di patologie infettive, o di tare fisiche dovute a inquinamento, a tossicodipendenza o a malnutrizione)!

        • Francesco scrive:

          Peucezio

          se penso a quello che è successo negli anni precedenti, temo di dovermi accontentare

          si sarebbe potuto fare molto di meglio, agendo molto prima, ma ci vuole una schiena diritta e una certa idea di sè per portare il fardello dell’uomo bianco

  25. Mirkhond scrive:

    Concordo con Daouda.
    Io avrei spartito il Kosovo tra Serbia e Albania.

    • Z. scrive:

      Magari sarebbe interessante sapere che ne pensano i diretti interessati

      • Peucezio scrive:

        I diretti interessati sono i Serbi.
        Almeno finché esistono gli stati come organizzazione della vita associata.

      • PinoMamet scrive:

        Mm secondo me i diretti interessati sono gli abitanti del Kosovo.

        • Mirkhond scrive:

          Che in stragrande maggioranza sono Albanesi, almeno dal XVIII secolo.

        • Z. scrive:

          Secondo me ha ragione Pino…

          • daouda scrive:

            3/4 all’Albania e 1/4 alla Serbia e va da sè..

            • Mirkhond scrive:

              Concordo.

            • Mirkhond scrive:

              Diciamo che una striscia di territorio con la sede patriarcale di Peć dovrebbe tornare alla Serbia. Il resto all’Albania.

            • PinoMamet scrive:

              Senza polemica, ci mancherebbe:
              ma minchia, come siete informati sulla composizione etnica del Kossovo!

              Io a malapena so dove sta. Tra i mi studenti albanesi, ce n’è una che ha parte delle origini da quelle parti, ma li ritiene dei montanari buzzurri e arretrati.
              Anche, dice che certe parole si usano in Kosvo ma sono fuori moda o poco capite nel resto del territorio di lingua albanese.
              Qui finiscono le mie conoscenze dell’argomento…

              • Mirkhond scrive:

                I dialetti albanesi del Kosovo appartengono al gruppo ghego, diffuso anche nel nord dell’Albania.
                I Toschi del sud dell’Albania forse non li comprendono, ma purtroppo ci manca Ritvan per confermarlo o meno.

              • PinoMamet scrive:

                Beh ma la mia allieva credo sia settentrionale d’origine, tanto che ha anche dei paarenti kosovari.

                Se non ricordo male (ma è successo tempo fa) feci vedere un filmatino sulla lingua albanese o su quella arbereshe, e lei mi disse “questa cosa la dicono nel Kosovo, so cosa vuol dire, in teoria è corretta anche in albanese ma in Albania diciamo in un altro modo”.

              • Peucezio scrive:

                Mirkhond,
                “I Toschi del sud dell’Albania forse non li comprendono, ma purtroppo ci manca Ritvan per confermarlo o meno.”

                La mia amica albanese non mi ha mai parlato di difficoltà a intendersi all’interno dell’Albania: pare siano piccole differenze di pronuncia e poco altro.
                Tra l’altro nel nord ghego c’è una forte componente cattolica, ma effettivamente, come dice Pino riferendo i discorsi della sua allieva, i gheghi sono visti proprio come bifolchi arretratissimi.

          • Peucezio scrive:

            Z.,

            vediamo se ho capito.
            Tu dai spessissimo ragione alla legge, anche contro l’apparente buon senso, perché le cose sono complesse, quindi vanno normate, altrimenti si apre la strada all’arbitrio.
            Ora scopriamo che i principi giuridici non valgono quando ci sono situazioni di fatto sancite dai rapporti di forza sul piano militare o quando, per qualche imperscrutabile motivo, vanno contro il tuo personalissimo senso di giustizia o le tue simpatie personali.
            Aiutami a fare un po’ di chiarezza…

            • Z. scrive:

              Non ho capito niente, scusami, se non che chiami “buon senso” le tue opinioni personali (e fin qui niente di nuovo)…

              Dire che i diretti interessati sull’indipendenza del Kosovo sono gli abitanti del Kosovo, cosa che a me pare banale, cos’ha a che vedere con quello che hai scritto? 🙂

              • Peucezio scrive:

                Circa i confini di uno stato, il diretto interessato è quello stato con i suoi cittadini.

                E il principio per cui gli abitanti di un territorio abbiano titolo per decidere della loro indipendenza, così, sic et simpliciter, ovviamente è una follia giuridica.

                Se invece tu ti riferivi soltanto all’idea di raccogliere l’opinione dei Cossovari così, per curiosità, a scopo di indagine sociologica e demoscopica, sì, effettivamente sarebbe interessante.

                Ma, ripensandoci… credo si sappia già, quindi forse no, non è così interessante e non ci direbbe nulla di nuovo o clamoroso.

              • Z. scrive:

                Esprimevo un parere in realtà molto banale. Riguardo a come organizzare una regione – e non necessariamente in vista dell’indipendenza: pensa al Duca che vuol mettere Modena in Lombardia – sarebbe importante sapere cosa ne pensa chi la abita.

                Quanto all’indipendenza di un nuovo Stato sovrano, per come la vedo io riconoscerla è questione di politica più che di diritto.

            • Z. scrive:

              (o meglio, non sull’indipendenza, ma sullo spartire il Kosovo tra Serbia e Albania.

              Del resto, se qualcuno volesse spartire l’Italia tra Austria, Francia e Spagna troverei che sarebbe carino interpellare noialtri italiani 🙂 )

              • Francesco scrive:

                no, no, basta che chiedano a me e mi facciano riattaccare la Lombardia all’Austria

                ci manca solo che qualche milione di meridionali voti per l’Italia!

                😀

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Mm secondo me i diretti interessati sono gli abitanti del Kosovo.”

          In linea di principio l’autodeterminazione sarebbe giusta.
          Il problema è che è sempre arbitrario stabilirne la scala (in teoria anche un condominio circoscrive un’entità territoriale).
          Se la maggioranza dei lombardi volessero fare una secessione dall’Italia, ne avrebbero diritto?
          Si potrebbe rispondere di no perché non c’è un’etnia lombarda.
          Ma chi lo stabilisce?
          C’è più differenza fra il lombardo e il veneto (non parliamo del siciliano) che fra l’olandese e i dialetti bassotedeschi o fra il ceco e lo slovacco.
          E comunque un’etnia cossovara non esiste, esiste un’etnia albanese.
          Ma allora ogni irredentismo è legittimo.
          Ma quindi i confini statuali e quelli etnico-linguistici dovrebbero coincidere?
          Ma raramente succede. Ci passano vicino ma poi ci sono spessissimo minoranze alloglotte a ridosso dei confini.

          No, non mi convince.
          Preferisco il caro, vecchio principio della sovranità degli stati nei loro confini ufficialmente riconosciuti.
          Altrimenti si apre la strada ad ogni arbitrio. E arbitrio significa legge del più forte: se non ci fossero stati gli americani, col cavolo che oggi parleremmo dello stato cossovaro (che non esiste comunque, è riconosciuto solo da una parte degli stati del mondo, non dall’ONU, ma esiste de facto).

          • PinoMamet scrive:

            Ci sono diversi punti su cui non sono d’accordo con te, ma sintetizzo:
            non credo che la Serbia ha diritto di definire il destino dei serbi del Kosovo più di quanto l’Italia abbia il diritto di decidere il destino degli svizzeri di lingua italiana.

            • Moi scrive:

              … e poi non c’è solo la linguistica : se il Kosovo preferisce l’ indipendenza anche dall’Albania … un motivo ci sarà !

              Anche Romania e Moldavia sono “divise dalla stessa lingua”, dopotutto !

              • Mirkhond scrive:

                La badante rumeno di mia conoscenza diceva che la Moldavia non si riunisce alla Romania per decisione delle elites moldave, non per volontà della popolazione.

              • daouda scrive:

                il kosovo non preferisce nulla : DEVE ESSERE INDIPENDEntE che è diverso

            • Mirkhond scrive:

              I Serbi del Kosovo erano 300.000 nel 1999, oggi sono rimasti in 60.000, protetti dalle truppe nato ivi stanziate.
              O almeno era così ancora una decina di anni fa.

            • Francesco scrive:

              ma il Kosovo non era in Serbia? quindi noi lombardi possiamo decidere il nostro destino senza interpellare gli italiani?

              🙂

              • Mirkhond scrive:

                Lo fu nel Medioevo, e in epoche più recenti (1912/13-1915, 1918-1941, 1944-1999, con la regione autonoma kosovara istituita nel 1968 e di fatto soppressa da Milošević nel 1989).
                Comunque senza il pesante supporto statunitense il Kosovo non si sarebbe mai potuto staccare dalla più forte Serbia, come del resto già successo con l’occupazione austro-bulgara nel 1915-1918 e italo-tedesca nel 1941-1944 (dopo l’8 settembre 1943 e fino al novembre 1944 solo tedesca) che portò all’unione del Kosovo all’Albania sotto controllo italiano (e poi tedesco sempre dopo l’8 settembre 1943).

          • Z. scrive:

            Se la maggioranza dei lombardi volesse la secessione dall’Italia – nonché l’obbligo di passaporto e file in dogana per commerciare da stato terzo con l’Unione Europea – potrebbe attivarsi in questa direzione.

            Il governo italiano, a quel punto, dovrebbe decidere se inviare l’esercito, trattare con il Serenissimo Doge Fontana o riconoscervi l’indipendenza.

            In quest’ultimo caso, gli altri governi decideranno se riconoscere o meno la vostra Serenissima Repubblica neonata.

            Direi che più o meno andrebbe così.

            No?

            • Mirkhond scrive:

              “Serenissimo Doge Fontana”

              Casomai Duca. Il Doge stava a Venezia e a Genova.

            • Peucezio scrive:

              Z.,
              la cosa è più semplice:
              si prende qualche coglione sproloquiante che proclma l’indipendenza della Lombardia, si è organizzato con altri coglioni sproloquianti col preciso scopo di attuarla e ha pure le armi in casa, lo si incrimina e, se ci sono gli estremi, lo si condanna.
              Basta la polizia. O i carabinieri (che effettivamente sono esercito).
              E poi giudici, avvocati, pubblici ministeri, secondini, ecc. Poca roba comunque.

              • Z. scrive:

                Se gli indipendentisti fossero quattro gatti immagino proprio di sì. Anzi, forse non servirebbero nemmeno i CC.

                Ma se fossero nove lombardi su dieci verrebbe molto più faticoso. Di certo non si potrebbe risolvere a mezzo di forze dell’ordine e processi.

          • daouda scrive:

            C’è più differenza genetica ad esempio fra germania del nord e germania del sud che fra italiani, tu guardi come al solito solo la lingua e non l’insieme

  26. Moi scrive:

    Spesso la rivoluzione divora i propri promotori, finché non restano sempre meno e sempre più fanatici.

    Il fanatismo consiste nel raddoppiare gli sforzi quando ti sei dimenticato della meta, diceva Santayana.

    Per questo guardo con sospetto le rivoluzioni.

    ………………………..

    …Dici che si applica anche alla Rivoluzione dei “Genders” ? 😉

    NON è una domanda retorica !

  27. Moi scrive:

    Spesso la rivoluzione divora i propri promotori,

    ————-

    … quando si vuole rivoluzionare NON un regime politico MA un’ antropologia di massa, si può rimanere travolti da Finestre di Overton troppo veloci !

    Tipo gli “Aborti Post Natali” [sic] , Woody Allen che da “Liberatore” si ritrova accusato di essere “Maniaco” Sessuale, il Femminismo Misandrico che si ritrova accusato di “TERFismo” , l’ Animalismo che pur di evitare la sperimentazione sugli animali se ne frega _ … anzi : ci gode ! _ se muoiono anche milioni di esseri umani, e tantissime altre casistiche , …

    • Z. scrive:

      Il mondo di oggi è molto più veloce di quello del primo Novecento. Che già era velocissimo rispetto a quello di un secolo prima.

  28. Mirkhond scrive:

    Così veloce che faccio fatica a seguire i commenti di Moi e Miguel sul genderismo.
    Che tra l’altro mi suscita ribrezzo…..

  29. Mirkhond scrive:

    Sul Kosovo

    Diciamo che i Serbi fin dalla sua riconquista nel 1912-1913, si sono sempre comportati come oppressori nei confronti della locale popolazione albanese, non accettando che in epoca ottomana il quadro etnico del Kosovo era cambiato con i Serbi ridotti ad una minoranza.
    Da qui vessazioni di ogni tipo per riserbizzare il paese, ricorrendo a massacri, stupri, espulsioni verso l’Albania e l’Impero Ottomano poi Turchia, e cercando anche di usare la carta della conversione forzata alla Chiesa Ortodossa Serba.
    Tentativi nel complesso falliti.

  30. Moi scrive:

    MA … cacciando Pangolini (primi indiziati) e Pipistrelli (indiziati numero uno) fino a stinguerli , davvero sparirebbero dal Pianeta i Virus Letali (come anche gli Ebola) ?! 😉

    • PinoMamet scrive:

      La MERS non veniva dai cammelli? Non credo servirebbe a granché estinguere una specie anziché l’altra.
      Possibile che sia pure dannoso, anzi, direi certo.

    • Roberto scrive:

      Ammesso e non concesso che serva a qualcosa, ti pare semplice sterminare i pipistrelli?

  31. Moi scrive:

    … e quel cazzo di Campionato di Serie A ?!

    … davvero l’ Italica Plebaglia Bovide NON può farne a meno, se lo chiudono senza assegnare lo Scudetto ?!?!

    • Francesco scrive:

      confermo in pieno

      ridatemi il calcio

      va bene anche finto, che non credo distinguerei gli ultimi videogame di calcio dalle partite vere

      basta che non me lo diciate

  32. Moi scrive:

    … la cosa più demenziale di tutte, proposta da Briatore : riarire le discoteche (… luoghi notoriamente tranquilli, sobrii e spaziosi ! 😉 ) per evitare gli assembramenti dei giovani a casa di amici !

  33. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    A Winston Churchill viene attribuito di aver detto che … in Italia consideriamo le Guerre come Partite di Calcio, e le Partite di Calcio come Guerre !

  34. Moi scrive:

    Tutti a dire che il Coronavirus NON ha sfondato al Centro e giù fino al Sud … nessuno che ricordi COSA c’è fra il Nord e il Centro, in Italia ! … Intelligenti pauca !

    • PinoMamet scrive:

      OMDAMoi

      che poi, l’Emilia Romagna è la seconda (o lo era ieri) regione in Italia per numero di contagi, ma… ha un terzo dei contagiati della Lombardia.

      E la maggior parte di questi, dove sta? Nella provincia di Piacenza, che confina direttamente con Lodi.

      E nella provincia di Piacenza, dove? nella parte di pianura e massimo collinare, vicina alla Lombardai- in montagna i contagi sono stati pochissimi e in certi paesi zero…

      davvero, per capirci qualcosa dovrebbero cominciare a mettere le mappe per Comune, manco per Provincia…

      • Z. scrive:

        Questa è una di quelle cose che capitano quando si decide che non è importante la geografia come materia di studio…

        Un’altra è che arrivano le matricole a Bologna e poi si lamentano che a Bologna è freddo e non c’è il mare.

        PS: hai notato che la destra ha smesso di dire che la nostra sanità è scadente e che dovremmo imparare dalla Lombardia? Eppure alcune iniziative prese dalla Lombardia durante la crisi si sono dimostrate originali e brillanti. Ad esempio, spedire gli anziani contagiati nelle RSA può comportare risparmi non indifferenti per il bilancio regionale, specie ai nostri tempi.

        • Moi scrive:

          arrivano le matricole a Bologna e poi si lamentano che a Bologna è freddo e non c’è il mare.

          —————-

          Rectius : che in Inverno si muore di freddo e in Estate si muore di Caldo … be’, alle Elementari (… e NON “Primarie” !) chiamavasi “clima continentale” ! 😉

          … Ma questo accadeva anche prima, quando ‘ste robe ancora venivano “fatte a scuola” !

          Poi c’è una curiosa “frustrazione” per la nebbia : nel senso che Bologna è “pedecollinare”, NON al centro di un immensa pianuratipo Mantova o Ferrara , e cmq più a ridosso dell’ Appennino degli altri Capoluoghi (Provinciali) !

          … e quindi in realtà i “Mruchéin dla Marucònia” 😉 di nebbia a Bologna ne vorrebbero di più per lamentarsi meglio 😉 … anche se NON lo dicono, ce l’ han scritto in fronte ! 😀

          • Z. scrive:

            Dovrebbero passare un paio di settimane a Ferrara, così imparerebbero davvero:

            1) cosa significa “freddo in inverno”;
            2) cosa significa “caldo in estate”;
            3) cosa significa “nebbia”.

            🙂

  35. habsburgicus scrive:

    @Moi @Miguel [che di norma non ha interesse a ‘ste cose, ma essendo fiorentino può dirci se quanto affermato è vero o no..se è una bufala, cade già tutto :D] @Peucezio @chiunque sia interessato

    applicazione di una “discriminazione” in senso contrario, pro-trans e contro-otr donne 😀 copincollo una parte di un intervento rinvenuto nel mare magnum del web 😀
    [initium]
    … Per i trans il discorso è un po’ diverso.
    Già prima del coronavirus non avevano nessun problema a stare in strada. Le forze dell’ordine che almeno a Firenze sono riuscite a sradicare l’80% delle ragazze OTR, non hanno mai fatto storie ai trans, nemmeno si azzardavano ad avvicinarsi, in pratica chiudevano gli occhi, facevano come se non esistessero.
    Il motivo è semplice. In una società così sensibile ai temi delle diversità, dei diritti e delle tutele dei più fragili (almeno in teoria) lo stato non potrebbe reprimerli e perseguitarli. Si rivolterebbero tutte le associazioni gay e i giornali andrebbero a nozze. Si penserebbe che, non solo sono soggetti esclusi dalla società e dal mondo del lavoro, ma vengono anche repressi nel momento in cui cercano di guadagnarsi da vivere senza commettere alcun reato!
    Per la prostituzione femminile invece il discorso è diverso. C’è il consenso popolare e cattolico a reprimerla, ma questo fin dai tempi del medioevo. La prostituta è vista come peccato, pericolo per le famiglie e causa di divorzi.
    Quindi paradossalmente se il buon padre di famiglia va a trans viene perdonato mentre se va dalla puttana è un farabutto e peccatore
    [finis]

    • Moi scrive:

      … interessante, indubbiamente offre una prospettiva del tutto nuova.

    • supervice scrive:

      Nella mia zona – anche se le attività si sono spostate più verso Novoli -, i trans sono sempre stati assenti, me ne ricordo di storici alle Cascine, ma sono pochissimi in confronto alle donne, e spesso stanno in uno stesso territorio per anni/decenni.
      Diventano quasi pietre miliari, e non creano alle donne i problemi concorrenziali (soprattutto fisici) delle altre.
      Ma se una moglie dovesse scegliere, non saprei quale preferirebbe.
      P.S. Mi associo anch’io al bando delle sigle: OTR (On Top of the Rest) è un gruppo Musicale Rap Albanese?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “Quindi paradossalmente se il buon padre di famiglia va a trans viene perdonato mentre se va dalla puttana è un farabutto e peccatore”

      Molto interessante, non ci avevo pensato!

    • PinoMamet scrive:

      “Quindi paradossalmente se il buon padre di famiglia va a trans viene perdonato mentre se va dalla puttana è un farabutto e peccatore”

      A me non pare che sia proprio così…
      e non consiglierei agli amici sposati di farne la prova 😉

    • Simone B. scrive:

      E’ verissimo che la prostituzione stradale femminile è molto calata a Firenze ed in alcune zone è praticamente sparita.

      Credo dipenda da altri fattori: il trans è un lavoratore autonomo mentre le ragazze fanno sempre parte di vere filiere di sfruttamento e quindi non è giusto (per me) stroncare tali “aziende”.

      Diversa la situazione Prato dove in piazza della Stazione il loro numero è sempre notevole e sopratutto in via Sant’Antonio dove il lavoro viene svolto in appartamenti che danno sulla strada con le ragazze in mostra tipo Amsterdam.
      Tutto questo sia diurno che notturno.

      • Moi scrive:

        il trans è un lavoratore autonomo mentre le ragazze fanno sempre parte di vere filiere di sfruttamento

        I

        MtoF ? … “la” ! 😉

        II

        … NON sarei così categorico assolutista !

    • Roberto scrive:

      “Le forze dell’ordine che almeno a Firenze sono riuscite a sradicare l’80% delle ragazze OTR, non hanno mai fatto storie ai trans, nemmeno si azzardavano ad avvicinarsi, in pratica chiudevano gli occhi, facevano come se non esistessero.”

      Abbiamo visto che a Firenze sono strani forte, tutto è possibile.
      Nel resto d’Italia ti assicuro che ai trans fanno storie eccome, quindi dimentichiamo sta bufala

  36. Mirkhond scrive:

    (quando? Non saprei esattamente, diciamo per avere un’idea temporale quando è stato pubblicato “il sangue dei vinti”)

    Dal 1996-1997 quando il PDS sdoganò i combattenti di Salò, ritenendoli comunque combattenti per l’Italia, sia pure per una causa sbagliata….

  37. Moi scrive:

    MELUZZI ►

    https://www.youtube.com/watch?v=N8Mh1eZsHOI

    “FOLLIA! INSEGUONO CON ELICOTTERI CHI ESCE… E NON LO FANNO PER CRIMINALI O CLANDESTINI”

  38. Moi scrive:

    MELUZZI

    https://www.youtube.com/watch?v=LCcgpzbNwO4

    ► “Piuttosto che avere un microchip infilato nel culo, preferisco morire di coronavirus”

  39. Moi scrive:

    MELUZZI ►

    https://www.youtube.com/watch?v=fyvqfjwCrq8

    “Per anni abbiamo tagliato la sanità, ma abbiamo speso 10 miliardi per accogliere barconi”

  40. habsburgicus scrive:

    IMPORTANTE
    in Corea del Nord, secondo alcune voci, sarebbe successo qualcosa…
    vero ? oppure falso ?

  41. Moi scrive:

    La vera Giornalista Nord Coreana 리춘히 / Ri Chun Hee …imitata in “Parasite” dalla prima “Colf”:
    [sott. Ingl.]

    (… voglio sperare NON sia più spoiler, eh !)

    Trump-Kim summit: North Korean TV presenter Ri Chun Hee hails historic meeting

    https://www.youtube.com/watch?v=eyX5VWzeKPM

    North Korean State TV announces the death of leader Kim Jong-il
    (… Imperdibile, per la “recitazione teatrale” che prescinde la comprensione dell’ idioma !!!)

    https://www.youtube.com/watch?v=Gewq-TxP8QE

  42. Moi scrive:

    …. Spoiler Alert ?

    https://zenkimchi.com/featured/cultural-details-you-missed-in-parasite/

    CULTURAL DETAILS YOU MISSED IN “PARASITE”
    Posted by ZenKimchi

    ——————————-

    Alcune cose, come la popolarità di Gianni Morandi, il Mito Italiano della”Dolce Vita”, emulato più o meno goffamente dai Ricchissimi nel resto (!) Mondo, e delle pietre “Suseok” 수석 (*) non le cita, forse le dà per scontate

    https://en.wikipedia.org/wiki/Suseok

    (*)
    _ più note in Occidente con il nome Giapponese “Suiseki” (水石) o anche Cinese “Gōngshí” (供石) in cui però il primo logogramma indica lo studioso anziché l’ acqua !_

  43. Moi scrive:

    Mito Italiano della”Dolce Vita”, emulato più o meno goffamente dai Ricchissimi nel resto (!) Mondo

    ————————————————————-

    Tipo Turisti AngloSassoni o TeutoNorreni 😉 , richissimi, che però fanno “le lime sorde” 😉 in Italia soprattutto a mangiare, cercando Menù Turistici o peggio ancora dei FastFood !

    … Ne avrete visti sez’altro anche voi !

    • Moi scrive:

      … in qualsiasi casa di Italiani di ceto mediobasso si mangia molto megli che al menù turistico ,che ci casca a piè pari il Tedesco o l’Inglese ma NON un altro Italiano residente a 800 km ! 😉

  44. Miguel Martinez scrive:

    Credo che siamo d’accordo – Roberto, io e Pino Mamet – che il 25 aprile è una festa che divide gli italiani in “fascisti” e “antifascisti”.

    Il problema diventa quindi, cosa intendiamo per “fascisti”.

    Qui credo che regni una gran confusione: per molti di quelli che conosco io, la divisione è innanzitutto di classe. “Fascista” vuol dire chi impone con la violenza gli interessi delle classi dominanti.

    E’ il ruolo che rende fascisti, non i sentimenti soggettivi.

    Ma vedo altre definizioni, molto diverse, che riguardano invece i programmi politici: ad esempio, il “sovranismo monetario” sarebbe “fascista”.

    Poi ci sono definizioni che riguardano i pareri soggettivi sulla storia. E’ fascista chi ritiene che “Mussolini abbia fatto qualcosa di buono”.

    Questo pone problemi di un ordine molto diverso.

    Il fascismo, a mio avviso, fu in grandissima parte storia locale.

    Quindi tre esempi del “fascismo in azione”.

    A Firenze, il fascismo ha imposto con violenza una grossa e invasiva stazione ferroviaria nel cuore della città, per portare i turisi direttamente a consumare il Duomo e dintorni. Male, io condanno, quindi sarei dalla parte “antifascista”.

    A Firenze, il fascismo ha progettato la distruzione del quartiere di San Frediano e la creazione di una “Città della musica” al suo posto, con fantasie architettoniche moderniste. Male… però il progetto risale a prima del fascismo (si trova nei piani regolatori già nel 1911, mi sembra), e a un certo punto fu proprio l’amministrazione fascista a porvi fine.

    Qui ho dei dubbi. Perché condanno la Città della Musica, che sa molto di “fascismo”; ma nasce prima del fascismo e se vogliamo, viene soppresso dal fascismo.

    Terzo esempio: San Frediano è stato sempre il quartiere della tubercolosi, causa umidità, stradine strette, nessun riscaldamento d’inverno, buio… Per questo, il partito fascista organizzò un dispensario e un “solarium”. Si può definire un “male”? Probabilmente per alcuni versi sì, ma non peggiore di altre cose fatte all’epoca, in altre parti del mondo. E qualcuno potrebbe anche credere, in buona fede, che sia stata una cosa buona.

    Insomma, quello del “Mussolini ha fatto qualcosa di buono” è un criterio incerto per me.

    • Z. scrive:

      Il problema è risolvibile con un click:

      http://www.treccani.it/vocabolario/fascista/

      Certo è un’attività più arida di un’affabulazione di trecento pagine, ma a volte la vita è così: arida, semplice e banale 🙂

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Z

        Treccani.

        Leggo due definizioni:

        1) Seguace, sostenitore del fascismo, come movimento politico italiano del periodo tra le due guerre mondiali:
        anche, semplicem., chi era iscritto al partito.

        Definizione perfetta. Non so quale fosse l’età minima per iscriversi al PNF, ma immagino che oggi non ci siano molte persone in giro che rispondano a questa definizione.

        “In senso più ampio, chi, anche dopo la caduta del fascismo, si fa (in Italia o in altri paesi) banditore, fautore o seguace di concezioni e metodi proprî del fascismo.”

        Allora, qui non dice, “gente che pensa Mussolini abbia fatto qualcosa di buono”, che sarebbe una definizione semplice.

        Invece qui mi risulta incomprensibile: quali sarebbero le “concezioni” e i “metodi” propri del fascismo?

        Sulle “concezioni”, credo che Mussolini abbia cambiato idea più volte e in corso d’opera su un sacco di cose. Se bisogna trovare delle costanti, forse l’idea di sopprimere la lotta di classe nel “superiore interesse nazionale” potrebbe essere la concezione di fondo?

        E sui metodi… il Partito Unico con sfilate il sabato? La diarchia duce/re? L’istituto del podestà? L’organizzazione dell’economia per mestieri? il divieto di sciopero? l’idea che la sovrappopolazione si risolve fondando colonie in Africa?

        • Miguel Martinez scrive:

          Quello che invece vedo è che oggi si definiscono come “fasciste” concezioni che erano assenti o marginali nel fascismo.

          Ad esempio il fascismo non concedeva quasi a nessuno straniero la cittadinanza.

          Quindi, potremmo dire che “opporsi all’immigrazione è fascista”.

          In realtà:

          1) il fascismo ha semplicemente continuato ad applicare la politica dell’Italia post-unitaria (se ricordo bene, nel periodo 1860-1900, la cittadinanza italiana fu concessa ad appena una decina di persone)

          2) gli “immigrati” maltrattati erano tipicamente la pittrice inglese del Chianti cui veniva negata la cittadinanza

          3) l’Italia fascista aveva il grosso problema dei propri emigranti, da organizzare, difendere e da mandare in giro per le colonie.

          A quel punto, è un po’ tirato per i capelli dire che sarebbe fascista opporsi all’immigrazione dal Terzo Mondo.

          • Moi scrive:

            3)

            Anche perché bisognava sostituire un Mito di Speranza già collaudatissimo come “Le Americhe” …

          • Z. scrive:

            Miguel,

            — A quel punto, è un po’ tirato per i capelli dire che sarebbe fascista opporsi all’immigrazione dal Terzo Mondo. —

            Non sarebbe tirato per i capelli, invece, dire che stai usando l’argomento dell’uomo di paglia. Chi dice che opporsi all’immigrazione è, per ciò stesso, fascista?

            La definizione della Treccani mi sembra chiara, lineare, poco contestabile.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Z

              “Chi dice che opporsi all’immigrazione è, per ciò stesso, fascista?”

              Mi sembra che sia oggi il discrimine fondamentale. Per questo dicevo (e mi sembra che tu sia d’accordo) che invece era una questione irrilevante in epoca fascista.

              “La definizione della Treccani mi sembra chiara, lineare, poco contestabile.”

              La prima parte sì.

              La seconda chiede che si definisca un minimo le “concezioni” e i “metodi” del fascismo.

              Ho anche provato a elencare alcune di quelle che potrebbero essere state “concezioni” e “metodi” del fascismo (tipo, no alla lotta di classe; la colonizzazione come soluzione all’esplosione demografica; l’istituto del podestà, il divieto di sciopero).

              Mi chiedo se oggi possiamo dividere nettamente tra “fascisti” e “antifascisti” in base a punti come questo.

            • Z. scrive:

              Miguel,

              — Mi sembra che sia oggi il discrimine fondamentale. —

              Non direi proprio. Quasi nessuno, in tutta Europa, vede di buon occhio l’immigrazione dal Terzo Mondo. E non ho mai letto alcuna tesi che sostenga che quasi tutta Europa è fascista.

              La definizione della Treccani mi sembra ottima, e non presenta affatto maggiori margini di incertezza di qualsiasi altra nozione che definisce un gruppo di persone in base alle loro convinzioni (ad es. liberali, ecologisti, cattolici).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Z

                “— Mi sembra che sia oggi il discrimine fondamentale. —

                Non direi proprio.”

                Il 90% delle volte che sento accusare qualcuno di avere “posizioni fasciste”, l’oggetto del contendere è l’immigrazione.

                Molto dopo, al secondo posto, direi che “posizioni fasciste” viene usato per definire politiche securitarie “forti”, leggi restrittive, eccetera.

                E immagino che sia anche l’esperienza tua.

                Ora, io dico che la politica anti-immigratoria non faceva parte delle “concezioni” o dei “metodi” del fascismo (invece la politica “securitaria” sì).

              • Z. scrive:

                Miguel, questo dell’immigrazione è un argomento fantoccio, creato da te per criticarlo.

                Quasi nessuno vede di buon occhio l’immigrazione dal Terzo mondo, e quasi nessuno sostiene che questo renda tutti fascisti.

                Stacci 🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Z

                “Miguel, questo dell’immigrazione è un argomento fantoccio, creato da te per criticarlo.”

                Capisco che non hai voglia di guardarti attorno.

                Ma se lo fai, vedrai che il principale criterio per definire “fascista” un movimento è la sua posizione sull’immigrazione.

                E’ così, e fuori dall’Italia ancora più che in Italia.

                Stacci 🙂

              • daouda scrive:

                uno può anche avere varie posizioni sull’immigrazione ma ridurre il no ad essa al fascismo è una truffa ed una merdata MM, come al solito, lavora al rinforzo degli stereotipi

              • Z. scrive:

                Miguel, quasi nessuno oggi guarda con favore l’immigrazione. Quasi nessuno.

                Fa eccezione qualche gruppo di cosplayer e qualche imprenditore che necessita di manodopera.

                Nessun partito, di nessun Paese europeo, propone di incentivare l’immigrazione, o anche solo di assistere chi ne è oggetto. Le differenze tra i partiti sono minime al riguardo.

                E nessuno, per questo fatto, afferma che tutta Europa è fascista. Forse qualche estremista abbiente da centro sociale, ma non credo neppure.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Zeta

                “Immigrazione”

                Non ti do torto sulle cose che dici.

                E lo sai qual è la mia posizione: Pena di morte per gli imprenditori che “immigrano” negli aeroporti, chiudo gli occhi su quelli che “immigrano” nei barconi perché fanno infinitamente meno danno.

                ma da immigrato 🙂 mi permetto di ripetere che:

                1) la questione che divide tutti in Europa oggi è “l’immigrazione”

                2) l’accusa fondamentale contro gli “anti-immigrazionisti” è che sarebbero “fascisti”.

              • Z. scrive:

                Miguel, sono QUASI TUTTI contro l’immigrazione, santissima miseria!

                Partiti, elettori, governi.

                Queste accuse generalizzate a TUTTI di essere fascisti non le sento da parte di nessuno.

                Caso mai si accusa la UE di non aiutare a sufficienza i Paesi che subiscono i flussi migratori.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Z

                “Miguel, sono QUASI TUTTI contro l’immigrazione, santissima miseria!

                Partiti, elettori, governi.”

                Non riusciamo a capirci.

                Anch’io dico che tutti sono “contro l’immigrazione” (semplificando) nel senso che da qualche parte tirano il limite (tipo, “rifugiati politici sì, immigrati economici no”; “rifugiati politici, immigrati economici con un lavoro certo sì, altri no”) e alla fine escludono comunque la maggior parte.

                Questo non toglie che il 90% delle accuse di fascismo riguardano dove l’altro tira il limite; e viceversa, la principale causa sostenuta da gruppi che si sentono fascisti (tipo Forza Nuova o Casa Pound) consiste oggi nel fermare l’immigrazione.

                Quando si va in piazza a contestare Salvini, è sempre (a) perché lui è “contro gli immigrati” e (b) in nome dell’antifascismo.

                E’ il nesso viene stabilito facendo coincidere “fascismo” e “razzismo”.

                Ma mi sembra una cosa talmente ovvia da essere banale.

              • Peucezio scrive:

                Z.,
                un conto è ciò che ci si ripropone al chiuso di stanze e stanzette del potere o del non potere, un conto ciò che si proclama volendo dare indirizzi valoriali.
                Per ogni governo l’immigrazione è una rogna.
                Ma un governo di destra lo dirà, un governo di sinistra dirà che dirlo è razzista.
                La differenza fra “fascismo” e “antifascismo” oggi è verbale, non è fattiva (anche perché non ho presente fascismi al governo in giro per il mondo).

              • Z. scrive:

                Mah, a me sembra che tutta Europa sia apertamente ostile all’immigrazione del Terzo mondo.

                Scopro quindi che tutta l’Europa è fascista.

                E vabbè, se ne impara sempre una nuova 😀

              • daouda scrive:

                bah sono tutti contro l’immigraione a parole però Z.

                ha ragione Peucezio

                inoltre il razzismo e fascismo non c’entrano un cazzo giusto per contraddire il sofisma a) e b) di Miguel

          • Roberto scrive:

            Miguel

            “Ad esempio il fascismo non concedeva quasi a nessuno straniero la cittadinanza.

            Quindi, potremmo dire che “opporsi all’immigrazione è fascista”“

            Senti, in amicizia….non è un modo di ragionare che mi aspetterei da una persona colta ed intelligente come te.

            Non puoi prendere pezzettini di storie, riflessioni, idee e svilupparle così con un semplice gioco dialettico

            Moi tu accuserà du raccogliere ciliegie e usare uomini di paglia, e avrà ragione

            Già il salto logico tra “non concedere la cittadinanza” e “opporsi all’immigrazione” è roba che non vorrei leggere su queste rispettabili pagine

            • Z. scrive:

              E’ il problema del web: ci si innamora del suono delle proprie parole a scapito del loro significato e del dialogo in corso.

              Anzi, del non-suono delle proprie parole, ché la parola scritta appunto non ha suono.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Non puoi prendere pezzettini di storie, riflessioni, idee e svilupparle così con un semplice gioco dialettico”

              No, il giochino dialettico lo fanno tutti quelli che non presentano una definizione propria delle “concezioni” e dei “metodi” del fascismo.

              Questa è la cosa a cui si sfugge regolarmente, come anguille, tutte le volte che se ne parla.

              E a cui io cerco di NON sfuggire, offrendo alcune mie sommarie idee. Io mi espongo, e infatti sono stato immediatamente criticato da Zeta e da te.

              Benissimo, ma non ci si può nascondere sempre.

              • Miguel Martinez scrive:

                E’ una cosa abbastanza esasperante.

                Immaginati un dialogo come questo:

                “qui è vietata la malafede!”

                “In che senso?”

                “Nel senso che è vietata la malafede!”

                “Scusa, ma a cosa ti riferisci?”

                “Eh, se non vuoi capire, qui è vietata la malafede, mi sembra semplice no?”

                “Intendi che è vietato dire cose che non sono vere?”

                “Beh, se sei così ignorante che scambi bugia con malafede, io che ci posso fare!”

              • Z. scrive:

                Cioè non esprimersi sarebbe un gioco dialettico? Bah…

              • Francesco scrive:

                Miguel

                eppure non mi sembra così difficile individuare metodi e concezioni propri del fascismo e, in larghissima misura e con qualche sfumatura, di molte altre dittature dell’epoca ma anche dei decenni successivi

                volendo potremmo dibattere di quando un nazionalismo esasperato finisce per approdare al fascismo, argomento in Italia assai delicato, visto che per decenni qualsiasi accenno di patriottismo costituiva materia per accuse di fascismo

                ma è un dettaglio direi

            • PinoMamet scrive:

              “Ad esempio il fascismo non concedeva quasi a nessuno straniero la cittadinanza.”

              Non credo sia proprio vero. Prima di tutto, pochissimi stranieri chiedevano la cittadinanza italiana (Ezra Pound leggo che non la chiese) ma alcuni sì e la ricevettero mi risulta abbastanza facilmente
              (sapevo di un disegnatore-illustratore, tra l’altro ebreo, che poi credo se ne andò in America- non ricordo il nome).

              Poi sicuramente c’era chi, come Balbo, voleva concedere la cittadinanza italiana addirittura a tutti i libici!
              Si ottenne un compromesso creando una “cittadinanza coloniale” distinta da quella metropolitana, la quale ultima però veniva concessa ad alcuni gruppi o persone ritenuti più “italianizzati” o più meritevoli.

              Leggo che questo fu causa di una serie di ricorsi al tribunale e perciò di una nutrita giurisprudenza nel dopoguerra
              (so per certo che gli ebrei libici, essendo stati privati della cittadinanza libica, hanno diritto a quella italiana, anche se trasferiti in Israele).

              Comunque non mi sembra che emerga che il Fascismo avesse molto contro la concessione della cittadinanza, né che questo fosse un suo tratto distintivo…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Comunque non mi sembra che emerga che il Fascismo avesse molto contro la concessione della cittadinanza, né che questo fosse un suo tratto distintivo…”

                Interessante… io mi basavo sopratutto sul Banti, ma lui effettivamente parla più del periodo prefascista.

  45. Miguel Martinez scrive:

    Aggiungo un esempio importante di “fascismo in azione” a Firenze: l’invenzione del Calcio Storico da parte di Pavolini.

    Di tipicamente fascista ci fu proprio il fatto che un singolo gerarca avesse la libertà di azione per inventarsi qualcosa di simile: in democrazia ci vorrebbe un lunghissimo lavoro di mediazione per arrivarci.

    Ora, il giudizio sul Calcio Storico è oggi aperto: so che Io Non Sto con Oriana lo vede malissimo; io invece lo vivo da dentro, con la Parte Bianca, e – fatto il bilancio di cose molto belle e cose molto brutte – lo vedo come una cosa positiva. Insomma una cosa dove si può dire “il fascismo ha fatto anche cose buone”.

  46. Moi scrive:

    http://www.calciostoricofiorentino.it/

    … però Essi insistono con i 500 (!) Anni di Storia, ritengo poco prudente 🙂 andare a contestarli di persona ! 😉

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      ” però Essi insistono con i 500 (!) Anni di Storia”

      Un capolavoro di glissaggio:

      “Nei giorni nostri, dopo la ripresa del Gioco del Calcio nel 1930, si scontrano nel mese di giugno di ogni anno le squadre dei Quartieri cittadini, Bianchi di Santo Spirito, Rossi di Santa Maria Novella, Verdi di San Giovanni e Azzurri di Santa Croce in un torneo che prevede due partite di semifinale e una finale tra le vincenti il 24 giugno giorno del Patrono cittadino, San Giovanni.”

  47. Moi scrive:

    sull’uso di “ovvero” :

    ———–

    Secondo quanto definito dal regolamento ufficiale del Calcio Storico Fiorentino (art. 11 comma 1 bis) le possibilità di partecipazione sono così circoscritte: “Nel rispetto delle caratteristiche del calcio fiorentino e per salvaguardare la fiorentinità tipica del gioco tutti i calcianti dovranno essere nati a Firenze ovvero residenti nel Comune di Firenze o altro Comune della Città Metropolitana Fiorentina da almeno 10 anni ininterrottamente”.

    —————

  48. Moi scrive:

    Una reiterata banalizzazione ritualizzata retorica della Resistenza da parte di gente che vive di politica non sapendo far nulla … purtroppo è innegabile.

  49. Miguel Martinez scrive:

    Siccome voglio ancora espormi cercando di dire qualcosa di concreto sulle “concezioni” e sui “metodi” del fascismo: un altro elemento distintivo direi che è la centralizzazione, il rafforzamento del sistema dei prefetti, i podestà eccetera.

    Che ha avuto il paradossale esito di dare molto spazio autonomo a singole figure locali (come Pavolini a Firenze) – motivo per cui la storia fascista ha appunto un forte elemento “locale”.

    Però il concetto sottostante è chiaro: stato centrale, interventista, che si prende cura di grandi opere (e fa fare grandi affari agli appaltatori). Questo potrebbe essere un elemento veramente costante in tutto il fascismo.

    • Roberto scrive:

      Io mi espongo anche volentieri ma continuerà ad essere un discorso tra sordi, perché il fascismo è una cosa complessa e ovviamente il neo fascismo non è identico (nessuno propone, credo, spero, di avere un impero)
      Tu credo che non accetti proprio per principio che esistano i fascisti bel 2021

      Ora tratti e modi
      – nazionalismo fanatico, isolazionismo, autarchia
      – statolatria (cito dal sito casapound “La nazione italiana deve tornare ad essere un organismo avente fini, vita e mezzi d’azione superiori, per potenza e durata, a quelli degli individui, divisi o raggruppati, che lo compongono. Deve tornare ad essere una unità spirituale, politica ed economica, che si realizza integralmente nello Stato.”)
      – disprezzo per politica, sindacati, giornalismo (ovviamente legato al punto precedente)
      – tendenza a risolvere le discussioni con l’uso della forza, minaccia fisica (ricordi il ragazzino di “non mi sta bene che no” e li squadrista che gli dava dei buffetti in faccia? Ecco)
      – disprezzo per ogni forma di divergenza rispetto al “normale”, disprezzo che si traduce volentieri in uso o minaccia d’uso della forza
      – utilizzo della retorica, dell’immaginario, dell’estetica fascista

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        Grazie!

        Sì, ecco. Un’affermazione finalmente “positiva”.

        Vediamo di affinare (non controbattere).

        1) nazionalismo fanatico, isolazionismo, autarchia. Sul “nazionalismo”, d’accordo. L’isolazionismo fu un fenomeno americano, fortemente antistatalista, direi che non c’entra, anzi il fascismo ha “interferito” spesso e volentieri con . Su autarchia, non sono d’accordo: il fascismo era casomai imperialista, cioè pensava a Libia, Etiopia, e tutto il Mediterraneo. E comunque fu liberista in questioni commerciali finché non si è trovato a cambiare completamente politico dopo l’embargo: l’autarchia fu una svolta inattesa. Quindi direi: nazionalismo sì, e anche imperialismo e colonialismo. Isolazionismo per niente, autarchia per sbaglio.

        2) statolatria. Esatto – stato prefettizio, centralista, “grandi opere”, niente autonomie locali (infatti l’MSI giustamente fece una dura lotta contro l’introduzione delle regioni nel 1970, proprio mentre faceva una lotta contro la riforma agraria).

        3) disprezzo per politica, sindacati, giornalismo. Boh, mi sembra una cosa contingente: si disprezzano i politici, sindacati e giornalisti degli altri 🙂

        4) tendenza a risolvere le discussioni con l’uso della forza, minaccia fisica.

        Boh, anche questo lo vedo molto contingente: nel 1919, c’erano centinaia di migliaia di ventenni in giro per l’Europa abituati a sparare, oggi no. Sicuramente vari gruppi neofascisti tendono a essere maneschi, ma non meno alla fine di tanti gruppi di estrema sinistra (ho visto violenze tra gente di sinistra notevoli).

        5) disprezzo per ogni forma di divergenza rispetto al “normale”.

        Non lo so, è da mettere meglio a fuoco. L’animo “poliziesco” che descrivi fu certamente del fascismo-regime. Però mi sembra che ci fosse tra gli squadristi un’alta percentuale di gente che si credeva “diversa”, non parte del “gregge”, eccetera. Il poetastro anarchico con la bomba a mano tra i denti era certamente meno “normale” del mezzadro cui faceva bere l’olio di ricino. Ed è interessante seguire le biografie degli “anormali” che hanno fatto, ad esempio, il fascismo a Firenze.

        6) utilizzo della retorica, dell’immaginario, dell’estetica fascista. Certo, se uno mette la bandiera della RSI fuori dalla finestra di casa e canta a squarciagola, “Faccetta nera!”, presumibilmente non avrà problemi se gli “danno del fascista”.

        Però stiamo parlando di un fenomeno decisamente marginale: Salvini non prende il 30, 40% dei voti indossando una camicia nera (ne ho addosso una io adesso!).

        E poi i simboli fascisti hanno avuto altre origini (il fascio littorio simbolo massonico-rivoluzionario, ecc.), insomma non sono “fascisti” di per sé.

        Comunque sono spunti interessanti: direi che quelli importanti sono quelli che comprendono una proposta politica (nazionalismo-colonialismo-imperialismo; statolatria-grandi opere), meno quelli pittoreschi (rissosità, saluti romani).

        L’antifascismo si presenta come contrasto a un imminente pericolo politico, non a malcostume da cronaca.

        Un elemento chiave che aggiungerei è l’idea che la lotta di classe vada superata nell’armonia della nazione (detto bonariamente; in modo più spiccio, “evitiamo gli scioperi e facciamo produrre di più”). Forse è questo il punto centrale del fascismo, che si definisce contro le lotte operaie e contadine.

        • Mirkhond scrive:

          (infatti l’MSI giustamente fece una dura lotta contro l’introduzione delle regioni nel 1970, proprio mentre faceva una lotta contro la riforma agraria).

          La riforma agraria però ci fu nel 1949-1952, dunque molto prima dell’introduzione delle regioni.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Mirkhond

            “a riforma agraria però ci fu nel 1949-1952, dunque molto prima dell’introduzione delle regioni.”

            Certo. Sono ricordi di infanzia, Roma tappezzata di manifesti dell’MSI contro una riforma (della mezzadria?) che veniva definita “il Cavallo di Troia del comunismo”, con un grande e coloratissimo cavallo di legno. Da capire di che riforma si trattava, comunque toccava certamente l’agricoltura, e l’anno è attorno al 1970.

        • Mirkhond scrive:

          “Un elemento chiave che aggiungerei è l’idea che la lotta di classe vada superata nell’armonia della nazione (detto bonariamente; in modo più spiccio, “evitiamo gli scioperi e facciamo produrre di più”). Forse è questo il punto centrale del fascismo, che si definisce contro le lotte operaie e contadine.”

          Infatti. Mussolini faceva sua l’idea di Mazzini del corporativismo per cementare l’unità della nazione tra le varie classi, contro la lotta di classe marxista, vista invece come una minaccia a tale unità.

          • daouda scrive:

            Mussolini forse, agli altri sincreamente se credete freghi questo stata veramente nell’ambito della lobotomia mentale

        • daouda scrive:

          non era statolatria ma era il partito UNICO che doveva divenire stato semmai, quindi che cazzo dite?

          • Mirkhond scrive:

            Il partito unico che diventa stato ci fu in Russia non in Italia, dove l’apparato statale-militare rimase quello monarchico sabaudo (con l’aggiunta della milizia fascista) e la Chiesa.
            Che in un certo qual modo costituirono degli argini al potere di Mussolini e del fascismo.

            • daouda scrive:

              appunto chi parla di stato latria è stupido perché ancora non avevano in mano lo stato

            • Miguel Martinez scrive:

              per Mirkhond

              “Il partito unico che diventa stato ci fu in Russia non in Italia, dove l’apparato statale-militare rimase quello monarchico sabaudo (con l’aggiunta della milizia fascista) e la Chiesa.
              Che in un certo qual modo costituirono degli argini al potere di Mussolini e del fascismo.”

              Mi sembra storicamente ineccepibile. Calcola però che il PNF aveva comunque un proprio, ambiguo ruolo nella società italiana. Nulla di paragonabile al PC sovietico, ma comunque diverso dai sistemi attuali.

              • Mirkhond scrive:

                Certamente, e cercava comunque di modellare la società italiana secondo i suoi principi, o comunque a ciò che voleva Mussolini.
                Però con limiti in quegli argini sovracitati.
                Dunque non una democrazia, ma nemmeno una dittatura compiuta come quella sovietica o nazista

              • Francesco scrive:

                no, chiedo scusa ma l’eliminazione degli altri partiti politici, il controllo dei giornali, dei sindacati, delle università, più avanti di tutte le associazioni qualificano in pieno il fascismo come dittatura

                non come totalitarismo, che è un di più e che in effetti non ci fu

                anche se volendo essere pignoli in URSS ci stava una Chiesa Ortodossa e in Germania varie chiese cristiane

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “l’eliminazione degli altri partiti politici, il controllo dei giornali, dei sindacati, delle università, più avanti di tutte le associazioni qualificano in pieno il fascismo come dittatura”

                Stiamo attenti però a distinguere tra due cose:

                1) il monopolio del mestiere di “politico” e di “chiacchierone” (che in effetti ci fu durante il fascismo)

                2) l’imporre un comportamento unico a tutta la società (che è quello che avviene oggi)

              • Mirkhond scrive:

                “non come totalitarismo, che è un di più e che in effetti non ci fu”

                Mi sembra che stiamo dicendo la stessa cosa.
                In Germania e in Russia il regime dittatoriale fu molto più pesante, pesantissimo nell’URSS.
                La Chiesa Ortodossa fu ridotta ad un lumicino nel 1917-1941, salvo essere recuperata in nome del patriottismo russo con l’aggressione nazista.
                In Germania le chiese protestanti erano filonaziste, tranne una minoranza di luterani raccolti attorno al teologo svizzero Karl Barth, e col pastore Dietrich Bonhoffer giustiziato.
                La Chiesa Cattolica ebbe molta meno influenza che in Italia e sempre sotto la spada di Damocle che ne minacciava l’annientamento.
                Messori molti anni fa sostenne che se Hitler avesse vinto, la Chiesa Cattolica sarebbe stata annientata….

          • Roberto scrive:

            Daou’
            Ragiona, Stiamo dicendo la stessa cosa! Partito unico in funzione della patria al punto che si confondono

            • daouda scrive:

              non stiamo scrivendo la stessa cosa. LA statolatria fascista prevedeva semmai l’insinuarsi nei gangi di tutti i lati dell’amministrazione e del potere per creare un uomo nuovo ( chi cazzo era poi non si sa ) e favorire lo stato etico corporativo che a conti fatti era una cazzata perché non je ne fregava un cazzo a nessuno.

              Una solita storia italiana. MUSSOLINI INFILTRATO NEL FASCISMO SACRO, venduto infame, ha distrutto tutto da buon cripto comunista di merda che appena compiuto l’opera è stato fatto fuori come i soliti regolamenti di conti fra merde.

            • daouda scrive:

              Ragiona, Stiamo dicendo la stessa cosa! Partito unico in funzione dello stato nazionale al punto che si confondono , semmai.

              e comunque no loro lo volevano conquistare lo stato ma che cazzo studiate a scuola porca troia ma siete scemi…lasciando che era la solita opera all’italiana fatta alla cazzo

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Roberto

        “Tu credo che non accetti proprio per principio che esistano i fascisti del 2021”

        Aggiungo.

        Io sono sicuro che ci sia qualche decina di individui in Italia che pensa che Benito Mussolini fosse molto in gamba. Semplicemente mi sembra un argomento molto meno importante, statisticamente e come impatto sulla vita delle persone, dell’omeopatia.

        Se io fossi un “antifascista”, mi preoccuperei del pericolo di un successo politico del fascismo.

        Cioè qualcosa che insieme somiglia al fascismo storico, e potrebbe avere successo oggi.

        Per combattere quel pericolo, dovrei cercare di definirlo.

        Hai tirato fuori due punti importanti: “nazionalismo” e “statolatria” (con qualche distinguo per me importante sul primo punto).

        Io ho aggiunto l’elemento a mio avviso ancora più importante, “superamento della lotta di classe nell’armonia nazionale”.

        Possiamo ritrovarci (spero anche con Z) su questa definizione?

        • daouda scrive:

          Miguel ma ti rendi conto che stai cercando dei discrimini privi di senso e non fai che alimentare la recita?

          Sei ridicolo come tutti quanti o no?

  50. Moi scrive:

    @MIGUEL

    Un altro àmbito che fa presto a evocare la “Fascio Card” 😉 , oltre all’ Immigrazione, è quello del Movimentismo LGBTSPQR 🙂 … il problema è che mettono sullo stesso piano un energumeno tatuato di svastiche che li pesta e una massaia anziana perplessa sulle adozioni di bambini/e/* da parte di persone della suddetta Comunità LGBTSPQR, con o senza “Gestazione per Altri” / “Utero in Affitto” !

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “oltre all’ Immigrazione, è quello del Movimentismo LGBTSPQR”

      Sì, è vero.

      Non sono un esperto (bisognerebbe chiedere a Giovanni Dall’Orto), ma credo che il fascismo avesse una politica abbastanza “normale” per l’epoca verso i comportamenti non ammessi dalla Chiesa Cattolica (perché alla fine è la Chiesa, mica Mussolini che ha definito i valori sessuali “reazionari”).

      L’omosessualità non era fuorilegge (a differenza dell’Inghilterra), ma poteva facilmente venire sfruttata per rendere ridicolo o ricattare qualcuno.

      • Mirkhond scrive:

        Ma gli omosessuali non andavano al confino sotto il Fascismo?

        • Mirkhond scrive:

          Almeno così appare nel film Una giornata particolare di Ettore Scola con Marcello Mastroianni e Sofia Loren.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Mirkhond

          http://www.giovannidallorto.com/saggistoria/fascismo/razzismo/razzismo.html

          Nel 1936, il fascismo – essendosi messo nell’angolo con l’Etiopia – iniziò a copiare la Germania:

          “Non stupisce insomma che le leggi razziali italiane non abbiano portato con sé nessuna legge antiomosessuale: l’estensione della “politica di difesa della razza” agli omosessuali avvenne semmai per via di misure amministrative, e non per mezzo di leggi ad hoc come nella Germania nazista. In pratica ciò che avvenne fu classificare come “confinati politici” anziché come “confinati comuni” un’ottantina di omosessuali, o poco più [2]. Tutto qui.

          Il confino stesso, “politico” o comune, era comminato agli omosessuali non sulla base di una legge apposita, bensì sulla base del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza (promulgato con Regio decreto n. 773 il 18-6-1931) , che dava alla polizia il potere discrezionale di eliminare dalla convivenza sociale un individuo che avesse un atteggiamento “scandaloso”. Per questo non era necessario un processo regolare (ne bastava uno sommario), non erano necessarie prove, in quanto le prove le doveva fornire la polizia, che proponeva il confino e la cui “parola d’onore” costituiva prova essa stessa. Bastava che la polizia affermasse che una certa persona “dava scandalo”: tutto qui. “

          • Mirkhond scrive:

            Nella sostanza però fu comunque una repressione, sebbene molto più blanda rispetto a quella nazista.
            Se non sbaglio anche nell’URSS era previsto il gulag per gli omosessuali, giusto?

  51. Moi scrive:

    Torniamo in Corea … del Nord, accennata da Habsburgicus.

    Sta prendendo sempre più forma l’ eventualità che Kim Jong Un sia davvero morto … o forse in coma vegetativo , NON so le cause !

    Ora l’ ipotesi più verosimile “sulla carta” è che gli succeda (… Elezioni ?! … Stan freschi !) la sorella (!) Kim Yo Jong (김여정) , classe 1987 o forse ’88 [NON èla prima volta che si hanno ‘sti dubbi, in Nord Corea !) , quindi anche la Corea del Nord diventerebbe “Politically Correct” con una Donna Leader (ad vitam, va da sé) e gli USA ancora no !

    https://en.wikipedia.org/wiki/Kim_Yo-jong

    … però mi fido solo della digià summenzionata Giornalista di Regime Ri Chun Hee , grottescamente imitata in “Parasite” di Bong Joon Ho dalla “prima Colf” !

    • Moi scrive:

      … comunque cambierebbe poco : mortoo vivo, NON sarebbe più in grado :

      o “va su” la sorella (!) o … Elezioni ?!?!

      … Riunificazione delle Due Coree , come a suo tempo delle Due Germanie ?!?!

      • Moi scrive:

        … Penso che andrà su la sorella Kim Yo Jong, sarebbe la soluzione che meno (!) metterebbe a rischio la sopravvivenza del Paese al Leader !

        … Cmq, ripeto: la signora Ri Chun Hee è l’ unica fonte attendibile !

  52. daouda scrive:

    E’ morto il gatekeeper Giulietto Chiesa, una spia .

    Riposi in pace, amen

  53. Moi scrive:

    Chiamala se vuoi … Applicabilità 😉 !

    https://www.ivg.it/2020/04/coronavirus-bagno-in-mare-il-governo-precisa-individualmente-e-a-200-metri-da-casa/

    Coronavirus, bagno in mare? Il Governo precisa: “Individualmente e a 200 metri da casa”

    ———————–

    Bagnetto in spiaggia con il numerino e il cronometro ?! … Mé a preferéss avanz’èr a cà mî ! 😉 😀

    • Moi scrive:

      … per i residenti, se ho ben capito, ma ormai siamo al Kafkiano, tipo cani sì anche senza masherina ma bambini no neanche in scafandro postapocalisse atomica !

    • PinoMamet scrive:

      Comunque sono state buttate fuori tante di quelle ordinanze, in così poco tempo, dal governo e dalle varie regioni, e tanta confusione hanno fatto i mezzi di informazione dandone anticipazioni o interpretazioni svariate e contraddittorie, che l’unica ormai è ignorarle tutte .

      davvero, altrimenti ci si diventa matti.

      200 metri, no adesso anche di più, eh ma al mare sono ancora 200 metri, ma nessuno ha casa a 200 metri dal mare, ma la mascherina ci vuole, no non ci vuole, ci vuole in farmacia, ma il mio supermercato la chiede, ma in Veneto ci vuole, ma adesso Conte dice che no nci vuole più, n ci vuole in fabbrica, ma puoi uscire col cane, no adesso puoi uscire anche a correre, devi fare la spesa da solo, no anche con un famigliare, no sempre da solo però correndo…

      minchia basta!!

      Mollateci, lasciateci liberi come prima e stop.

      • PinoMamet scrive:

        Mi è scappato il grassetto generalizzato… diciamo che riflette il mio stato d’animo.

      • Moi scrive:

        Ora si parla di “Riapertura a Tappe” , continuando ad annunciare prima e a decidere poi … con tutti i “fraintndimenti” e i “chiarimenti” che ne seguiranno.

        Si potrà uscire ma, se ho ben capito, fra distanze da tenere, plexiglas, mascherine e guanti del personale, file col numerino … a molti (anzi, tutti) esercizi di ristorazione e intrattenimento converrà continuare a tener chiuso anziché dover lavorare in perdita sicura ! … E a ragione ! … Il bello di una”serata fuori” è prenderla alla leggera e rilassarsi , NON stare in paranoia da Apocalisse PostAtomica !

        … Scenarii da fila interminabile a piedi nudi sulla sabbia col numerino e il cronometro _ ripeto per l’ ennesima volta_ per fare il bagno in spiaggia sembrano sempre più verosimili !

        Poi c’è la cosa che temo più di tutte : la discrezionalità / interpretazione del Decreto : ai due civici della stessa strada, una pizzeria “da Gennaro” aperta assembratissima con tanto di dehors fin da Maggio e quella di fronte “da Pasquale” sigillata fino a Ottobre e “da Ciro” a uno sputo di distanza che fa solo asporto !

        • PinoMamet scrive:

          Sta parlando Conte ora:

          sintesi: per il cittadino comune non cambia un cazzo.

          Ovviamente qualunque cosa dice ha il plauso e l’approvazione dell’Intoccabile Indiscutibile Comitato Tecnico-Scientifico.

          Io sono veramente al limite della sopportazione.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Moi

          “Poi c’è la cosa che temo più di tutte : la discrezionalità / interpretazione del Decreto ”

          Hai ragione!

        • Z. scrive:

          Ho fatto una botta di conti. Quel che ho in sospeso potrei riuscire a farlo tra la riapertura e la recidiva.

          Non è detto che ci riesca, ma se mi organizzo bene ce la posso fare, con un pochino di fortuna.

          • Peucezio scrive:

            Ma figurati!
            Questi hanno una paura fottuta.
            Non ci sarà nessuna riapertura e nessuna recidiva, mettiti l’animo in pace.
            Riusciranno a uccidere il virus per sfinimento.

            • PinoMamet scrive:

              OMDAP

            • Z. scrive:

              Non ci riusciranno. Il virus non è un avversario politico, non si può blandire o condonare e non muore per sfinimento…

              • Moi scrive:

                Il virus non è un avversario politico,

                …………..

                C’è chi ancora NON l’ ha compreso 🙁 …

              • PinoMamet scrive:

                Il virus non è un avversario politico ma l’incompetenza sì…

              • Moi scrive:

                …i Competenti, SE ci sono, NON emergono però !

              • Peucezio scrive:

                Z.,
                “Non ci riusciranno. Il virus non è un avversario politico, non si può blandire o condonare e non muore per sfinimento…”

                Vero.
                Ma devi considerare che anche i tempi della biologia sono più rapidi di quelli, non già della politica (che è volubilissima), ma dello stato italiano con i suoi apparati.

              • Peucezio scrive:

                Poi c’è il tempo della ricerca, quella che prima o poi troverà cure, vaccini…
                Secondo me ci metteranno di meno di quanto ci metterà lo stato italiano a organizzare decentemente il tracciamento dei contagiati.

        • Peucezio scrive:

          ‘Sti idioti hanno annunciato con tanto di grancassa e rulli di tamburi l’imminente fase 2, ma non hanno predisposto nulla per poterla fare (tamponi, esami sierologici, la famosa app Immuni) e quindi ora devono rimangiarsi la parola.
          Meglio così che esporci a una nuova ondata devastante solo per far vedere di essere di parola, per carità.
          A questo punto è chiaro che l’onere è solo della cittadinanza: la ricetta è “non sappiamo chi si contagia né dove, curiamo i malati gravi perché se no schiattano, quindi tutti potenziali positivi e tutti a casa” (l’economia… pazienza? Moriremo tutti di fame fra qualche anno).
          Poi forse tra qualche mese saremo in grado di avere un minimo di tracciamento dei folocai e di quantificare e circoscrivere territorialmente i contagi, ma probabilmente avranno giò trovato, se non il vaccino, la cura.
          E stavolta purtroppo non scherzo affatto.

          C’è qualcosa, se non nel nostro dna biologico, in quello culturale (ma forse proprio in quello biologico) che non consente che l’italiano (come organizzazione, non come singolo) si attrezzi in tempi ragionevoli in vista di uno scopo pratico, senza attorcigliarsi in complicazioni inutili e paralizzanti, tali da metterci in media trenta volte il tempo di qualsiasi altro popolo a fare qualunque cosa.

          L’italiano ragiona così: mi stai sparando? Fra cinque minuti mi sposto, così evito il proiettile.

          E infatti ce lo siamo beccato in piena pancia (con 26.000 morti e altri ne verranno, tanto per ricordare che in queste metafore non c’è nulla da ridere purtroppo).

          • Z. scrive:

            Secondo me gli italiani – organizzati assieme – sanno perfettamente attrezzarsi in tempi ragionevoli in vista di scopi pratici, eccome.

            Purtroppo, le qualità che servono per avere successo in Italia non sono necessariamente quelle che servono per limitare la diffusione del covid.

            • Peucezio scrive:

              Z.,
              ma qui il problema non è stato causato da persone “di successo”.
              Se non si è cominciato seriamente a estendere i tamponi (se non marginalmente), a fare i test sierologici, a mettere in pista l’app di tracciamento non è per colpa di scelte di vertice (e in questo modo non dico che scagiono il governo, ma quantomeno lo faccio diventare solo un pezzo di tutto in sistema lento e disfunzionale, quindi non faccio un discorso politico), ma di lentesse sistemiche e strutturali, che partono dal basso (magari non dall’infermiere, non dall’operaio che fa le mascherine, ma quantomeno da tutti i livelli decisionali intermedi).

              Non vedo in che senso e su quali basi tu attribuisca agli italiani tali capacità, almeno a livello sistemico.
              Che poi un singolo gruppo di italiani (un’impresa, un gruppo di lavoro a qualsiasi titolo…) possa riuscirci anche bene è un altro conto.

            • Z. scrive:

              Non farmi dire altro, te lo chiedo da amico 🙂

          • PinoMamet scrive:

            Sintesi: il ministero della Salute o Sanità ha avvertito del virus con un mese in ritardo, ma è un esperto e dobbiamo ascoltarlo.
            Colao è stato chiamato apposta per creare un’applicazione per cellulari che ci lasciasse liberi di spostarci, e non siamo liberi di spostarci, ma è un esperto e dobbiamo ascoltarlo.
            Se un esperto ci racconta che il virus è come tutti i virus è sta per levarsi dalle palle da solo, non è un esperto e non va ascoltato;
            Se dice che durerà in eterno, non si sa perché, e che bisogna mandare sul lastrico anche i gestori di spiagge, insieme a tutti gli altri cittadini, allora è un esperto e bisogna ascoltarlo.
            Conte in tre mesi ha continuato a dire solo e unicamente tenete duro, un altro po’ e ce la facciamo, un altro po’ un altro po’, e non ha fatto un cazzo oltre a tenerci rinchiusi- niente strategie alternative, niente osservazione dei paesi che fanno meglio, anzi, pretesa ridicola che siano gli altri a copiarci, niente studio e incentivi alle cure che paiono funzionare, niente incentivi alla ricerca sui vaccini, niente, solo rinchiuderci: ed è un eroe nazionale…

            Sarebbe ora che ammetterso di avere sbagliato.

            • Z. scrive:

              Possono pure negarlo. Beccaria diceva che la confessione è inutile quando ci sono le prove 🙂

              Dico la mia, da non esperto.

              Il contenimento non ha funzionato, la riapertura generale è ormai inevitabile, il rischio di recidiva anticipata mi sembra difficile da scongiurare.

              I più deboli sono stati costretti in casa senza assistenza, lasciati completamente a se stessi, e per di più scherniti con l’irritante retorica degli eroi (ultimamente, per fortuna, in remissione). I danni si sapranno solo più avanti, e non saranno mai del tutto accertati.

              Al padronato è stato concesso di affollare aziende e mezzi pubblici – ben più pericolosi delle corsette come veicoli di contagio – sulla base di fantasiose autocertificazione che nessuno ha i mezzi per controllare.

              Sulla app stanno ancora litigando. Sono d’accordo con Caporale, e trovo ridicolo stracciarsi le vesti da parte di chi ha già donato i propri dati a tutte le multinazionali del settore (quasi tutti). Ma non ho capito proprio cosa si aspetti il governo da questa app: né come pensino di farla adoperare a tutti, né che utilità possa avere. Sospetto che neppure loro abbiano le idee troppo chiare.

              https://www.repubblica.it/dossier/stazione-futuro-riccardo-luna/2020/04/26/news/la_battaglia_segreta_sulla_app_immuni_che_ritarda_la_fase_2-254976385/

              Poteva andare diversamente? Non ne sono sicuro. Forse no. Sospetto di no. Penso che la destra avrebbe fatto di peggio? Sì.

              Ma mi pare sia andata davvero male, e su questo mi pare ci siano pochi dubbi.

              • daouda scrive:

                concordo con voi tutti ma faccio presente che la ricaduta del virus è necessaria, ci sarà nell’inverno come deve

              • Z. scrive:

                Daù, se fosse come dici sarebbe il minore dei mali…

              • daouda scrive:

                mista alla crisi però , ma io lo sostenevo già a marzo poi ad aprile hanno inziiato a parlare di ricadute ma è ovvio che cis arà, l’esperimento sociale e relativa ingegnerizzazione deve proseguire

  54. Moi scrive:

    Coronavirus, il chiarimento del governo: ‘Può fare il bagno chi abita entro i 200 metri dal mare’…

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/25/coronavirus-il-chiarimento-del-governo-puo-fare-il-bagno-chi-abita-entro-i-200-metri-dal-mare/5782321/

    ———————

    … chissà perché devon sempre “chiarire”, dopo !

      • Moi scrive:

        … la realtà è anche peggio 😉 !

        • Moi scrive:

          … la “centralina” per “cervello” l’ho sentita spesso dire anche da Umarell nostrani !

          “livèr” da noi significa “alzare / sollevare”, che può rendere anche l’ ideadi alzarsi la mascherina … ma “togliere” è reso “di norma” con “cavèr vì” !

          • Moi scrive:

            @ MIRKHOND & PEUCEZIO

            “Trémon”, rivolto a “Goemon” Ishikawa (Sassofiume 😉 …) NON l’ ho còlta !

            • Moi scrive:

              @ MIRKHOND & PEUCEZIO

              Ho notato , anche per altri dialetti del Sud (che sono i più “mediatizzati” , spesso _ ma NON sempre _ identificando la comicità con l’ idioma stesso …) i personaggi femminili hanno sempre tutt’al più un accento (!) locale o qualche parola “frase fatta” dialettale … MA il “dialetto stretto” è riservato a personaggi maschili !

              … C’è _ o c’è stato _ una specie di “stigma sociale” come “donnaccia” per le donne che parlino / parlassero dialetto in pubblico ?! … Tipo il fumare (!) in pubblico ?

              … “Qua” NON mi risulta nulla del genere per il dialetto,magari per il fumo sì … ma con il Sessantotto la “paglia” (… o altro 🙂 ! ) perennemente accesa in bocca” è diventato un tratto distintivo da Intellettuale Impegnato/a … quindi era già un Atto Emancipatorio Femminile Vs il Patriarcato fumare !

              … Ancora oggi, il tabagismo è diffusissimo fra le giovani donne , anche se il Femminismo Cultico (!) Anni Settanta è stato Secolarizzato 😉 ! … Tutt’al più una Naja Ad Vitam ! 😉

              • Moi scrive:

                …. più che altro, però, vorrei capire perché la dialettofonia femminile (!) , a differenza di quella maschile (!) del Sud è sempre così poco sottolineata nei media !

                … a parte forse il Romanesco, che cmq è troppo simile all’ Italiano per un confronto sensato con la Dialettofonia Meridionale !!!

              • Moi scrive:

                … “Trimone” ?!?!

                … Mai sentito prima !

                https://patrimonilinguistici.it/trimone-significato-etimologia/

              • PinoMamet scrive:

                Io l’avevo imparato dalla Capagira, e mi sono sempre domandato quale fosse l’etimologia in effetti…

              • Peucezio scrive:

                Moi,
                sì, nel sud è molto stigmatizzata la dialettofonia femminile, quasi fosse poco fine e non convenisse quindi al sesso femminile (mi chiedo se sotto sotto l’idea non sia proprio che la donna non debba essere loquens: se le è precluso il mezzo naturale, comunitario di comunicazione, ma la favella è una pura esibizione di stile, non uno strumento, l’idea è che la comunicazione non debba avere un contenuto).

              • Peucezio scrive:

                Circa “trimone”,
                non dare nessun credito alle trascrizioni fonetiche (hanno pure il coraggio di usare l’IPA) di quel sito.
                Circa l’etimo, avevo avuto qualche scambio in merito, ma non mi ricordo. Nel caso vi saprò dire.
                Ad ogni modo credo che il significato di “sciocco” sia secondario, rispetto a quello di “masturbazione”.
                Poi c’è il “trimone a vento”, che sarebbe da definire meglio, sia quanto alla semantica che all’origine (non vorrei sovrapporre piani ecolettali a quelli più propri).

  55. Mirkhond scrive:

    Peucezio

    “La mia amica albanese non mi ha mai parlato di difficoltà a intendersi all’interno dell’Albania: pare siano piccole differenze di pronuncia e poco altro.”

    Molti anni fa conoscevo una ragazza arbereshe originaria di un paesino del Pollino dal lato calabrese.
    Mi disse che capiva perfettamente i Toschi dell’Albania, ma non i Gheghi (i suoi avi erano giunti nel tardo XV secolo in Calabria dalla Toskeria).

    • Peucezio scrive:

      Invece la mia amica dice che non capisce nessun arbëreshë italiano (ed estende la cosa agli altri suoi connazionali).

    • PinoMamet scrive:

      I miei milioni di studenti albanesi mi pare che mi dicano che li capiscano ma non bene.
      Un mio amico arbereshe dice che si fa capire dagli albanesi, ma non troppo facilmente.

      Conosco una signora, una restauratrice, che è stata tra i primi ad andare a lavorare nell’Albania post-Hoxha.

      Non aveva a disposizione neppure una grammatica di albanese moderno, ma visto che ci teneva a figurare bene studiava su una piccola grammatica di arbereshe.

      Alla fine della sua esperienza in Albania (paese di cui è rimasta entusiasta) fece un breve discorso in arbereshe, che fu capito ma fece ridere tutti per un doppio senso non voluto a sfondo sessuale.

      Le dissero “guarda, quello che hai detto non è che sia sbagliato, ma oggi perlopiù si usa per dire un’altra cosa…”

  56. Mirkhond scrive:

    “Ma allora ogni irredentismo è legittimo.”

    Può diventarlo se la minoranza vivente all’interno di uno stato abitato da una maggioranza diversa, diventa oppressivo con la minoranza suddetta.
    Non mi risulta che i Ticinesi siano mai stati oppressi dalla Svizzera, ed in effetti hanno sempre fatto orecchio da mercante alle lusinghe annessionistiche italiane (Il locale movimento irredentista è sempre stato politicamente irrilevante).

    • Peucezio scrive:

      Beh, no, mi sembra sproporzionato.
      Non puoi modificare confini millenari per degli errori contingenti.
      Piuttosto allora fai pesanti sanzioni, quello che vuoi…
      Peraltro ci sarebbe da capire perché a un certo punti i Serbi decidono di diventare oppressivi verso quella minoranza: non credo che i torti stiano tutti da una parte e le ragioni dall’altra.
      Anzi, credo che da quelle parti (Balcani in genere) sia una macelleria di tutti contro tutti e tutti si odiano (cattolici contro ortodossi, ortodossi contro mussulmani, mussulmani contro cattolici e ortodossi, ecc. ecc.) e non vedono l’ora di ammazzarsi: non direi che c’è il lupo feroce e il mite agnellino; al massimo ci sono rapporti di forza diversi. Capovolti dall’intervento esterno.

      • Mirkhond scrive:

        “Non puoi modificare confini millenari per degli errori contingenti.”

        Il Kosovo è stato parte della Serbia dal tardo XII secolo alla conquista ottomana nel 1455, e poi dal 1912/1913-1915, 1918-1941, e 1944-1999 (con la parentesi autonomista ma sempre all’interno della Serbia nel 1968-1989).
        Un pò poco come definizione di “confine millenario”.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Mirkhond

          “Il Kosovo è stato parte della Serbia”

          Non credo si possa paragonare la Serbia medievale o l’Ottomania, regimi personali, con gli Stati moderni: inizierei forse con l’Ottomania del 1878, o con la Serbia del 1912.

          Non esistono “confini millennari”, perché nessuno stato moderno è “millennario”.

          • Mirkhond scrive:

            Certamente.
            La Serbia medievale era un regno multietnico con una forte presenza di Albanesi appartenenti alla Chiesa Ortodossa Serba.
            Niente di paragonabile alle mostruisità risorgimentaliste otto-novecentesche che sono state la rovina dei Balcani.
            Quello che mi premeva sottolineare è appunto l’artificiosità del concetto di “millenario” riferito a statualità moderne, sia pure ispirate a mitizzati modelli medievali, come appunto il caso serbo.

          • Peucezio scrive:

            Miguel e Mirkhond,
            d’accordo sugli stati moderni, ma è anche vero che a volte ricalcano popoli che nel Medio Evo erano ben identificati come tali da tutti.
            Io non parlavo di confini statuali in senso moderno, ma di confini etnici con valori storici e simbolici.
            Direi che i monasteri ortodossi del Cossovo rappresentano un segno, un elemento che connota il territorio in un senso sacro e intangibile come serbo, indipendentemente da contingenze e migrazioni recenti.

            Poi c’è un più generale problema di legittimità dell’Islam in territorio europeo.

  57. Mirkhond scrive:

    errata corrige: se la minoranza vivente in uno stato abitato da una popolazione diversa, viene oppressa da tale maggioranza.

    Tipo quello che è successo agli Albanesi sudditi della Serbia.

  58. Mirkhond scrive:

    “Preferisco il caro, vecchio principio della sovranità degli stati nei loro confini ufficialmente riconosciuti.
    Altrimenti si apre la strada ad ogni arbitrio. E arbitrio significa legge del più forte: se non ci fossero stati gli americani, col cavolo che oggi parleremmo dello stato cossovaro (che non esiste comunque, è riconosciuto solo da una parte degli stati del mondo, non dall’ONU, ma esiste de facto).”

    Le tue obiezioni sono sensate, ma la penseresti allo stesso modo, se putacaso, la Corsica volesse secedere dalla Francia e volesse riunirsi all’Italia, oppure in una federazione indipendente assieme alla Sardegna?

    • daouda scrive:

      zitto che je rovini la festa

    • Peucezio scrive:

      Mirkhond,
      beh, io vorrei che accadesse (almeno la prima), ma, se venisse fatto con un atto di forza, non mi aspetterei che la comunità internazionale approvasse.

      Poi si può entrare nel merito dei singoli casi e dire che il Cossovo è storicamente Serbia, ancorché abitato da albanesi, e la Corsica è storicamente Italia (abitata da italiani, cioè da italofoni o comunque loro discendenti).

      In ogni caso non si può chiedere a chi mette la macchina in divieto di sosta di sperare che gli facciano la multa.

  59. Mirkhond scrive:

    Peucezio

    Da ciò che resta del Kosovo serbo un pensierino per te:

    https://youtu.be/N6KMkRDMSKY

  60. PinoMamet scrive:

    Ammetto che della definizione di “Fascismo” non mi importa moltissimo…

    credo che quello delle definizioni sia un grande trucco di retorica, che mi segnerò se mai farò il politico.
    “Bisogna ridurre le tasse!”- “Definisca cosa vuol dire tasse…”
    Con un po’ di buona volontà, ogni termine può essere forzato, con un procedimento apparentemente logico, fino a significare il suo contrario.
    (“Scuole private senza oneri per lo Stato” = “lo Stato deve finanziare le scuole private”…)

    Invece credo che- se fossi nato negli anni Dieci, mantenendo il mio carattere e la mia posizione sociale di oggi- sarei stato molto probabilmente un fascista, perché non ho voglia di lavorare (come il prozio fascista della mia amica, quello che “an gh’èva mia voja ed lavorèr, alora al ‘è andè int’i fassista”), gusto goliardico e una certa propensione al ritenere che due bastonate stiano ben date in groppa a chi mi sta antipatico, tendo anche a sperare in soluzioni veloci, dirette e possibilmente manesche dei problemi e a mal sopportare il mondo intellettuale.
    Poi ho anche il gusto esotico che all’epoca avrebbe avuto sicuramente un’espressione “coloniale”, e credo avrei appoggiato una politica estera aggressiva e avventurosa.

    Parlo del “me” dell’epoca, ovviamente.

    Ma ecco, a differenza di tanti (secondo me potenzialmente più fascisti di me) che sono convinti che sono e sarebbero sempre stati dalla parte della ragione, ecco, io ammetto che penso che sarei stato da quella del torto.

    • Francesco scrive:

      OMDAP

      anche se io sarei stato molto più fascismo regime che questa tua versione manesca e disordinata!

      🙂

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino Mamet

      “Invece credo che- se fossi nato negli anni Dieci, mantenendo il mio carattere e la mia posizione sociale di oggi- sarei stato molto probabilmente un fascista”

      Bellissima riflessione.

      Dato il mio carattere, penso che sarei stato dall’altra parte allora: credo (spero) che mi avrebbero fatto orrore la retorica del risorgimento, il futurismo, lo statalismo, l’odio per Cecco Beppe, il mondo dei caffè letterari…

    • Z. scrive:

      Mmm… secondo me il problema è che i fascisti esistono e hanno caratteristiche comuni, del tutto indipendenti dalla definizione che noi diamo di fascismo.

      Trovo più interessante individuare cosa abbiano in comune che non stabilire a tavolino quali debbano essere le loro idee (in base a cosa, poi?).

      Il loro gusto per la violenza, per l’umiliazione del prossimo, per la prevaricazione e per l’abuso mi fanno pensare che io sarei stato dall’altra parte, coi socialisti – sperando invano che il governo avrebbe arginato la violenza fascista, illudendomi inutilmente che il rispetto delle leggi albertine avrebbe tutelato la mia causa.

      Colgo l’occasione per consigliare a tutti M l’uomo del secolo di Scurati.

      PS: cosa significasse “senza oneri per lo Stato” lo illustrò l’estensore – un cattolico – mi pare durante i lavori della Costituente.

      • PinoMamet scrive:

        A parte, magari non sotto qua per evitare confusioni, mi piacerebbe che qualcuno me lo spiegasse.
        Perché ho appena letto la definizione della famosa Treccani di “onere”…

      • daouda scrive:

        la sinistra allora è fascista… o semplicemente lo è l’umano.

        CHE CAZZO SCRIVETE mannaggia ao…

      • PinoMamet scrive:

        “Il loro gusto per la violenza, per l’umiliazione del prossimo, per la prevaricazione e per l’abuso”

        io non ho un grosso campionario di fascisti, ma qualcuno ne ho conosciuto (proprio dichiarato) e qualcuno non dichiarato, di quelli che “Mussolini ha fatto anche cose buone”, e devo dire che non ritrovo in loro nessuna di queste caratteristiche, tranne forse un certo gusto per la violenza, declinata in chiave “palestra e lezioni di boxe” o “scazzottate con avversari politici”.
        Tutte persone di estrazione popolare.

        Uno invece, un fascio ricco, romano, era un po’ insopportabile e stronzetto ma come può esserlo qualunque viziatello italiano, non di più, e certamente non identificava la sua parte politica con la prevaricazione, semmai con la giustizia, anche sociale, intesa chiaramente in modo paternalistico e corporativo.

        • Z. scrive:

          Io le ritrovo in tutti i racconti dei miei familiari e pure in Scurati…

        • daouda scrive:

          il tipico finto fascio ( IO SONO FASCIO ) dice che l’inps è una grande invenzione di mussolini il traditore

          sono talmente idioti che rientrano negli OGM. organismi geneticamente minorati , comuniti di merda

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Z
        “secondo me il problema è che i fascisti esistono e hanno caratteristiche comuni, del tutto indipendenti dalla definizione che noi diamo di fascismo.”

        Non lo so.

        Credo che se tu fossi a Firenze, avresti in mente i giovani della Fiorentina o del Calcio Storico.

        Che facilmente risolvono le faccende a cazzotti, disprezzano giornalisti e politici, sono quasi esclusivamente maschi e amano la solidarietà di gruppo; e qualche volta finiscono nei guai.

        Solo che costituiscono la punta dell’antifascismo fiorentino (con qualche eccezione che invece è di destra).

        Se invece io prendo l’unico fascista autocertificato qui, che è Peucezio, trovo che ha delle caratteristiche politiche precise. Quando (come Roberto) si parla di nazionalismo (ma non di autarchia); di statolatria decisionista; e presumo anche di superamento di lotta di classe nella superiore armonia nazionale, beh credo che lui da “neo” fascista sostenga posizioni simili, che sono in continuità storica col fascismo.

        E questo mi sembra un metro molto più interessante del comportamento antropologico di una minoranza.

        • daouda scrive:

          io sono fascista, Peucezio è reazionario ( 😉 )

        • Z. scrive:

          Miguel, Peucezio è un intellettuale a cui piace sentirsi anticonformista, nonché un ragazzo cui voglio bene.

          Le autocertificazioni lasciamole agli uffici pubblici 🙂

          • Roberto scrive:

            Per una volta non sono d’accordo con te

            L’autocertificazione è il primo parametro da prendere in conto
            Certo poi magari Peucezio non è un fascista perfetto, immagino soprattutto che gli manca l’aspetto violenza e prepotenza gratuita, ma chi a questo mondo è perfetto e chi siamo noi per dare o togliere patenti su questioni di questo tipo?

            • Z. scrive:

              Quindi se io dico che sono un grillino, quale unico grillino qua dentro posso essere preso a paradigma?

              No, non siamo d’accordo 🙂

            • Roberto scrive:

              Beh ma non lo dici!

              Ok comunque cogli un punto importante, eliminiamo cazzari e giullari dalla mia teoria

              È un po’ come quando uno si fa esplodere in nome di Allah e subito accorrono quelli che dicono “non era un vero musulmano”…beh si, forse, ma chi siamo noi per dirlo!

              • daouda scrive:

                no aspé. I giuristi islamici sanno che ci sono determinate regole d’ingaggio nella guerra.
                Si può dire che la religione islamica è inumana , ma non fino a questo punto da permettere tale aberrazione.
                Si possono fare eccome entrambe le cose

            • daouda scrive:

              Peucezius non è fascista è reazionario

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “L’autocertificazione è il primo parametro da prendere in conto”

              Non solo: direi che Peucezio riesce ad articolare posizioni “fasciste” in modo chiaro, e quindi mi sembra abbia più diritto di altri con idee più confuse.

              Che so, Gramsci rappresentava meglio “l’idea comunista” del tizio che votava PCI perché aveva litigato con il parroco.

              • Z. scrive:

                Dissento. La politica non è filosofia: a mio avviso è anzitutto prassi, non speculazione.

                Comunista – in date circostanze di tempo e luogo – è anzitutto chi porta avanti la prassi, le istanze, la linea politica del movimento o del partito comunista.

                Gramsci è morto diversi anni prima che il PCI nascesse, oltre tutto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Z

                “Dissento. La politica non è filosofia: a mio avviso è anzitutto prassi, non speculazione.”

                Hai ragione, correggo il tiro.

                Dciamo che non fu né Gentile, né lo squadrista squinternato a definire il fascismo; ma fu Mussolini, con la sua prassi politica.

                E lì torniamo alla possibile definizione POLITICA di fascismo, che potrebbe essere valida anche oggi e darci un’idea di cosa dovrebbe essere vietato dalla legge, e contro cui la mobilitazione in stile 25 aprile ci dovrebbe proteggere:

                1) nazionalismo colonialista e imperialista

                2) culto dello Stato accentratore e che fa “grandi opere”

                3) “superamento della lotta di classe nella superiore armonia nazionale”

                Possiamo trovarci in questo?

              • Peucezio scrive:

                Vabbè, ma questa mi pare una definizione circolare: la prassi politica non si deve ispirare a una dottrina politica, ma a sé stessa, cioè si agisce e se ne prende atto.

              • Peucezio scrive:

                In questo modo, se un partito mantiene lo stesso nome e a un certo punto capovolge, negli atti politici concreti, tutta la linea precedente, che valore ha la definizione che si dà?
                Si prende atto che fino alla data tot ha fatto nero, da lì in poi bianco.
                Ma allora non hanno senso le etichette, basterebbe prendere il nome, chessò, del fondatore o dell’attuale capo politico, che, come ogni uomo, può cambiare idea.
                Però non ci sono solo i nomi dei partiti, ma anche proprio le parole che definiscono ideologie: comunismo, socialismo, fascismo, liberalismo… E queste come dovremmo usarle quindi?

              • Z. scrive:

                Infatti “comunista” negli anni Venti significava una cosa, negli anni Cinquanta una cosa diversa, negli anni Ottanta un’altra ancora.

              • Peucezio scrive:

                Lascia perdere i miei epiteti scherzosi; il Capitale è sempre quello.

              • Z. scrive:

                Non sto parlando dell’uso che ne fai tu, Ezio. Sto parlando dell’uso che veniva fatto comunemente del termine in Italia. Indicava tre cose diverse.

                Negli anni Venti il comunista era un socialista massimalista radicale, in un piccolo partito di quadri che ripudiava la socialdemocrazia tedesca per la rivoluzione boscevica e faticava a distinguere tra fascismo e liberalismo.

                Negli anni Cinquanta era il militante di un partito di massa che aveva promosso l’amnistia postbellica, aveva accettato il proprio ruolo di oppositore permanente e si trovava di fronte alla difficile sfida della destalinizzazione.

                Negli anni Ottanta era membro di un partito in declino, che da tempo aveva ripudiato ufficialmente Mosca, che era reduce da un compromesso pensato per scongiurare il rischio di una soluzione cilena e che doveva trovare il modo per liberarsi – tardivamente – dell’ingombrante eredità di un nome fuori luogo.

                Comunista vuol dire tre cose diverse in tre decenni diversi, e stiamo parlando della sola Italia!

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Autocertificazione o autodichiarazione?
            Mi sto perdendo.

            • Moi scrive:

              Chiamimolo con il suo nome esatto :

              “Foglio del Cazzo da Firmare” 😉

              • PinoMamet scrive:

                Concordo!

                che poi bastava UN modello solo, o al limite anche la semplice dichiarazione verbale “sto andando al lavoro, questo è il numero della mia ditta”…

              • Z. scrive:

                Ho promesso a me stesso che non ne parlerò. Mi prudono le dita. Ma manterrò, a fatica, la promessa 😀

          • Peucezio scrive:

            Z.,
            “Miguel, Peucezio è un intellettuale a cui piace sentirsi anticonformista, nonché un ragazzo cui voglio bene.”

            Perché il conformismo è lo spirito rivoluzionario delle minoranze e io sono una persona tranquilla che ama la stabilità, mentre la politica e il costume cambiano troppo rapidamente perché io abbia la voglia, l’età e le energie per adeguarmici.

  61. Mirkhond scrive:

    Diciamo che saresti stato un fascista di sinistra. 😉

  62. Mirkhond scrive:

    Riferito a Pino.

  63. Mirkhond scrive:

    “io ammetto che penso che sarei stato da quella del torto.”

    Allora lo furono quasi tutti. Il fascismo almeno fino al 1940-1943, ebbe consenso di massa.

    • Francesco scrive:

      la questione è quanti hanno riflettuto se avevano fatto bene o male e quanti hanno cambiato casacca con assoluta naturalezza, come una donna cambia il colore della sciarpa

  64. Moi scrive:

    @ FRANCESCO

    Viso che sei in crisi d’astinenza da Pallone almeno quanto Bello Figo Gu da Figa Bianca 😀 … stanno dando (in parte anche su Youtube o altri siti) la versione 2018 di Holly e Benji (che riprende fedelmente, adattandola un minimo ai giorni nostri tipo siti internet anziché riviste cartacee, l’ originale d’inizio Anni Ottanta) … finalmente con i nomi originali Giapponesi dei personaggi dal titolo “Captain Tsubasa” ! … Purtroppo, un po’ di stronzate sceniche visionarie “alla Inazuma Elven” (nulla a che vedere con quelle olim care a Ikki Kajiwara / 梶原一騎 !) , ma tant’è !

  65. Moi scrive:

    Nuova sigla di Cristina D’Avena (… è tornata !) in stile Waka-Waka di Shakira 10 (!!!) anni or sono … solo che la Pupilla della Signorina Mariele Ventre del Coro dei Frati dell’ Antoniano di Bologna ha una voce NON da meno, specie ora che ha qualche anno in più ! Comunque ha indubbiamente una voce fononeotenica !

    https://www.youtube.com/watch?v=wLd3bJmL3lw

    Cristina D’Avena : Tutta D’un Fiato (Fino Al Fischio Finale)

    • Moi scrive:

      Maria Rachele / Mariele Ventre rimase sempre “Signorina” in senso Tradizionale di NON-Sposata …

      NON come adesso , che se dici “signorina”a una sgallettata di 18 anni e un giorno … Lilli Gruber ti sbatte come Mostro in Prima Pagina !

  66. Moi scrive:

    Senz’altro meglio di quel Giorgio Vanni , che … per me non è neanche cattiva l’ idea in sé della “Rapsodia Linguistica” per cui la parola in Inglese fa rima con quella in Italiano e a sua volta con quella in Giapponese (di fatto presa dall’ adatattamento del nome di un Re Hawaiiano) , MA NON riesce ad affrancarsi da quella truzzissima musicazza da discoteca Anni ’90 !)

    https://www.youtube.com/watch?v=8pPLe-eQQrQ

    • PinoMamet scrive:

      Naturalmente quando è uscito in Italia Dragon Ball ero già troppo grande (ero già credo all’università quando comparve la prima serie sulle televisioni locali), ma ho sempre pensato che, tolte le prime due serie, fosse uno dei cartoni più pesanti e ripetitivi della storia…. al limite dell’inguardabile!
      Le prime puntate avevano invece una certa leggerezza scanzonata “all’Arale”.

      Kamehameha lo conobbi prima come re hawaiiano che come citazione cartoonistica, basta dire questo per datarmi…

    • Moi scrive:

      La prima “Dragon Ball … e Basta !” 😉 pesca molto da Viaggio Verso Occidente , pur rielaborando tutto, poi _ con l’ espediente dei personagg che invecchano e hanno famiglie_ è sempre lo stesso schema narrativo che si ripete :

      Relativa Pace
      Nemico Più Forte in Arrivo
      Allenarsi per lo Scontro
      Buscarle
      Fortificarsi
      Vincere
      Relativa Pace

      … in “loop” : cambiano solo i nomi e i personaggi nuovi: il nemico di oggi può talvolta divenire l’ amico (o addirittura consorte e genitore !) di domani … qualche “comic relief”, tanto “fan service”, qualche “iniezione di buoni sentimenti”, a volte azzeccati a volte meno !

    • PinoMamet scrive:

      Viaggio verso Occidente alias Lo Scimmiotto (che in italiano si legge, come molta letteratura cinese antica, un po’ ridotto di episodi e di inserti poetici) è in realtà piuttosto divertente, e immagino che per chi sappia gustarsi la lingua originale e i riferimenti “lost in translation” lo sarà dieci volte di più…

  67. Moi scrive:

    @ HABSBURGICUS
    (che hai lanciato il sasso e nascosto la mano 😉 …)

    ——————————-

    https://it.blastingnews.com/politica/2020/04/kim-yo-jong-la-iron-lady-cambierebbe-la-storia-ma-non-la-politica-nordcoreana-003125107.html

    Kim Yo-jong: la ‘Iron Lady’ cambierebbe la storia, ma non la politica nordcoreana

    “Se Kim Yo-jong fosse un uomo non ci sarebbe alcun problema a indicarlo come erede naturale dell’attuale leader, ma la Corea del Nord è un Paese con una certa struttura patriarcale.”

    [cit.]

    • PinoMamet scrive:

      Dai tuoi utili link sul film Parasite scopro che in Corea del Sud ci sono registri famigliari, che vanno indietro di secoli!
      la fidanzata dell’autore (o il fidanzato dell’autrice, non ricordo) conosce i suoi antenati fino al settecento dopo Cristo, una cosa così… proprio il 700, no 1700!

      Una cosa impensabile in Italia o in Europa. Non perché questi registri sarebbero proibiti (come è proibito consultarli in Giappone, per evitare discriminazioni verso i discendenti di fuori casta e stranieri) ma proprio perché una cosa del genere non è mai venuta per la testa a nessuno, quindi non c’è niente da proibire.
      Solo alcune (e credo poche) famiglie nobili hanno alberi genealogici che vanno così indietro nel tempo…
      In Cina, per dire, si sa ancora chi sono i discendenti di Confucio…

      Ora, ipotizzo che in Corea del Nord simili registri famigliari siano proibiti o forse proprio fisicamente distrutti.

      Comunque, questo ricorda la differenza di mentalità tra Oriente e Occidente (là i rapporti sociali sono una cosa seria…) e di prospettiva storica, anche.

      • PinoMamet scrive:

        Intento dire che “da noi” solo poche famiglie nobili hanno antenati così antichi, mentre là è la normalità per quasi tutti…

        il registro famigliare credo sia legato alla zona o paese d’origine del cognome, che poi forse più che cognome è una specie di “gens” latina…

        • Peucezio scrive:

          Tieni conto che prima del Concilio di Trento davvero la gente nasceva, si battezzava, moriva, ma non restava nulla di scritto (a parte ovviamente nobili e maggiorenti vari), non che venisse salvaguardato e custodito nel tempo.

          • PinoMamet scrive:

            Vabbè ma vorrei vedere uno che conosce dove stava la sua famiglia al tempo del Concilio di Trento!

            Voglio dire, che lo sappia davvero , non quelle robe tipo “si sa che siamo sempre stati qua”.

            Comunque ogni giorno che passa ringrazio il Cielo di essere un bastardo e un discendente di ignoti… 😉
            ma questo è un altro argomento.

            Fatto sta che là lo sanno davvero, non devono perdersi in mille ricerche di archivi parrocchiali, magari andati trasferiti o distrutti…

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Secondo me da noi gli ultimi che hanno effettivamente avuto una certa ossessione per l’antenato comune sono stati i romani arcaici con il sistema gentilizio. Dopo di allora è sempre stato importante di chi fossi figlio e molto meno importante di chi fossi nipote.
              Poi in età moderna ci hanno provato per un paio di secoli abbondanti a ossessionarsi di nuovo con genealogie e discendenze, ma la cosa non è durata.

              Sarebbe interessante vedere se da quelle parti lì siano esistiti tradizionalmente istituti come l’usucapione e la prescrizione (civilistica, intendo).
              Insomma, i romani a un certo punto si sono chiamati tutti Flavio e i medievali potevano anche essere imperatori, ma se per 30 anni non esercitavano un diritto di qualsiasi tipo lo perdevano definitivamente. Ma in Corea come funzionava?

              • Moi scrive:

                @ MAURCIUS

                Mi hai ispirato una “sana provcazione” 😉 :

                E SE … il vero (!) ProtoFascismo fosse stato il Confucianesimo ?
                Di fatto influentissimo nella Penisola Coreana , pensa agli Yangban / 양반 (Hanja: 兩班) … dal tipico copricapo a lampadario anni ’70 ! 😉

                https://en.wikipedia.org/wiki/Yangban

                https://it.wikipedia.org/wiki/Yangban

              • PinoMamet scrive:

                In Corea (e in Cina, da cui mi sa che hanno copiato il sistema..) credo appunto che questi registri siano registri “gentilizi” nel senso delle gentes romane:

                ti dicono il villaggio di origine del tuo antenato, e probabilmente tutta la trafila degli antenati di quel ramo fino a te, ma dubito che abbiano un qualche effetto legale pratico.

              • Moi scrive:

                E anche il copricapo con il punteruolo infilato è tipicamente Confuciano, mi risulta … ma l’ Esperto di Abbigliamento Storico è Pino !

              • Moi scrive:

                … però “Buona Referenza” (tipo per l’impiego) sì !

      • Mirkhond scrive:

        (come è proibito consultarli in Giappone, per evitare discriminazioni verso i discendenti di fuori casta e stranieri)

        Non c’entra anche la paura di scoprire che i propri antenati giunsero dalla Corea?
        A quel che mi risulta i Coreani sono visti come un popolo inferiore e sono disprezzati dai Giapponesi?

        • Mirkhond scrive:

          Senza il punto interrogativo.

        • PinoMamet scrive:

          I giapponesi di origine coreana sanno di esserlo (se i loro nonni o bisnonni coreani glielo hanno detto… e non è scontato) ma è proibito che altri vengano a saperlo.
          Non so se c’è un pregiudizio anche nei confronti delle famiglie di origine cinese e coreana arrivate in tempi remoti, ma può essere.
          Comunque non credo sia un problema che riguardi la stragrande maggioranza della popolazione giapponese, che a quanto mi risulta se ne frega alla grande di storie e tradizioni, e probabilmente è altrettanto ignorante e superficiale di quella italiana, se non più.

    • Moi scrive:

      Kim Yo Jong … sarei cmq curioso di vederla all’opera, davvero :

      potrebbe “disfare tutto” in pochi mesi, con una runificazione in stile Tedesco di 30 (!) anni fa … o creare una “mini-Cina” che con il Capitalismo di Stato metterebbe in ginocchio la Capitalista (ove però pare che ci sia un Capitalismo “Dinastico” …) Corea del Sud .

      … Mah !

  68. Moi scrive:

    Ce n’è stato un altro, vecchissimo, di anime sullo Scimmiotto … relativamente molto più fedele :

    https://www.youtube.com/watch?v=hvVSNeFTze0

    The Monkey / Monkey Lee (probabilmente preso da “Bruce Lee”)

    • PinoMamet scrive:

      Me sa… anche perchè il cognome dello scimmiotto, si sa, era Sun (e nel libro si dice che è proprio iscritto nei registri famigliari- vedi sopra- della famiglia Sun)

  69. Z. scrive:

    Pino,

    l’idea era che l’istruzione era affidata anzitutto allo Stato, e non all’iniziativa privata.

    Sicché il privato – a differenza di quanto spesso avveniva in epoca albertina – non acquistava il diritto a pretendere un obolo pubblico per il fatto che apriva una scuola, anche se riconosciuta dallo Stato.

    Mauricius ne sa molto più di me al riguardo.

    • PinoMamet scrive:

      È com’è che invece l’obolo pubblico invece lo prende?
      Fino al fatto che ho torto, tutti sono stati buoni a dirmelo; dove abbia torto, nessuno che me lo abbia spiegato.

      • Z. scrive:

        L’obolo pubblico non è vietato. La costituzione italiana non vieta le erogazioni neppure alle imprese commerciali, men che meno alle scuole.

        La disposizione stabilisce che il privato ha diritto di aprire una scuola (lo stato non può impedirglielo) senza che questo gli dia diritto a ricevere fondi dallo stato.

        In epoca albertina l’istruzione pubblica non era garantita direttamente dallo stato, ma spesso proprio da privati – come buona parte dei servizi pubblici e l’esattoria – che vivevano di erogazioni pubbliche. Chi apriva una scuola privata svolgeva quindi un servizio necessario e batteva subito cassa.

        Con la nuova costituzione lo stato dice: ora l’istruzione la gestisco e la garantisco io. Sicché tu apri le scuole che vuoi, restando inteso che ciò non mi obbliga a finanziarti.

        • PinoMamet scrive:

          Sì, tutto bello, ma leggo (copio e incollo da Wiki):

          “Sussidi diretti[modifica | modifica wikitesto]
          Il DM 261/98 ed il DM 279/99 (Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer, Democratici di Sinistra), ed il testo unico “concessione di contributi alle scuole secondarie legalmente riconosciute e pareggiate” che li converte in legge, costituiscono il presupposto per la successiva sistematica e regolare concessione di finanziamenti alle scuole private.

          Il governo D’Alema bis con la legge 62/2000 sancisce l’entrata a pieno titolo nel sistema di istruzione nazionale delle scuole private, che pertanto devono essere trattate “alla pari” anche sul piano economico. La legge prevede anche:

          l’applicazione anche alle scuole paritarie del trattamento fiscale riservato agli enti senza fini di lucro;
          l’istituzione di fatto dei buoni scuola statali (stanziamento di 300 miliardi di lire a decorrere dal 2001);
          l’aumento di 60 miliardi di lire dello stanziamento per i contributi per il mantenimento di scuole elementari parificate;
          l’aumento di 280 miliardi di lire dello stanziamento per le spese di partecipazione alla realizzazione del sistema prescolastico integrato;
          lo stanziamento di un fondo di 7 miliardi di lire per favorire l’inserimento dei disabili nelle scuole private e la costruzione delle strutture necessarie.
          Il governo Berlusconi, ministro Letizia Moratti, con il DM 27/2005 apporta alla Legge 62/2000 le seguenti modifiche:

          non si parla più di “concessione di contributi” ma di “partecipazione alle spese delle scuole secondarie paritarie”;
          è abbassata la soglia di alunni per classe (da 10 a 8) per l’accesso ai contributi;
          vengono innalzati i livelli massimi dei contributi (12.000 euro per una scuola media inferiore, 18.000 per una scuola media superiore);
          sono più che raddoppiati i finanziamenti per i progetti formativi (da circa 6 milioni di euro ad oltre 13 milioni).
          Nel 2005 l’ammontare dei contributi alle scuole non statali è di circa 500 milioni di euro (si veda la circolare ministeriale 38/2005).”

        • PinoMamet scrive:

          Quindi l’ “onere” o l’ “obolo” (alla faccia dell’obolo, 500 milioni di euro..) cacciato dalla porta è rientrato… dalla porta.
          Vale a dire, mi sa, incostituzionalmente.

  70. Moi scrive:

    Credo che il Confucianesimo come “Strutturazione Sociale” sia ciò che più profondamente accomuna (a parte ovviamente la ligua e il sistema di scrittura “fonomimetico”, ciò fonetico che stilizza la fonazione stessa …) le attuali Due Coree, che appaiono (!) così diverse .

  71. Moi scrive:

    Alessandro Meluzzi ricorda Giulietto Chiesa :

    https://www.youtube.com/watch?v=F74VwqmMexc

  72. Moi scrive:

    Diego Fusaro ricorda Giulietto Chiesa :

    https://www.youtube.com/watch?v=I3yJvhjWSXE

  73. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “Credo che siamo d’accordo – Roberto, io e Pino Mamet – che il 25 aprile è una festa che divide gli italiani in “fascisti” e “antifascisti”.”

    Di fatto è così e ho visto che ne avete tratto un’interminabile discussione, molto interessante.

    Ma io direi, ancora più semplicemente, che è una festa che divide quelli che celebrano le proprie sconfitte militari come cose belle e quelli che non lo fanno.
    Insomma, c’entra più Tafazzi che l’attualismo gentiliano, i fasci di combattimento e le lotte fra agrari e latifondisti.

    • Z. scrive:

      Uhm… perché la sconfitta di un finto stato, nonché governo fantoccio della Germania nazista, dovrebbe essere la “mia” sconfitta?

      Non mi risulta che i francesi siano soliti, in larga maggioranza, dolersi della sconfitta del regime di Pétain. Eppure quel regime rappresentava la Francia mille volte di più di quanto la cosiddetta RSI rappresentasse l’Italia.

      • Moi scrive:

        … Be’, poi nella Retorica Nazionale Pétain è diventato il Cattivo e de Gaulle il Buono.

        … Almeno fino al Sessantotto che ha rispolverato la Lotta Giacobina al “Passéisme” !

        • Moi scrive:

          Adesso la nuova Grande Lotta al Passatismo viene dagli USA Liberal, con il “Gender” … in una “Society” in cui bisogna combattere gli “Analfabeti Funzionali Cattivi” (AltRight) … per diventare tutti “Analfabeti Funzionali Buoni” (SJWs) ! … E il Sistema Finanziario … NON si tocca !

          Sistema Finanziario del quale quello Produttivo non è che un “epifenomeno” che può assumere gli ‘”Avatara” 😉 in Politica del Grigio Tecnocrate Urbano Borghese “Nosferatesco” 😉 Composto come del Simpaticone Gaglioffo Parvenu Gaudente di Provincia !

          🙂

          • Moi scrive:

            … i Diversivi si trovano sempre :

            il Migrante Ex Negro 🙂 AfroItaliano che è diventato Bianco Dentro tipo Calimero di Carosello 😉 ,

            la Top Model Magrebina Stangona che sfila con gli Hijab Firmati e / o il Niqab Mascherinato FashionSanitario 😉 e la gonna lunga la metà delle mutandine 😀 ,

            la Lesbica Vegana Animalista ProAccoiènza 😉 delle TransFtoM nella Sorellanza, o al contrario TERF Cattiva ,

            l’ Ex Giocatore di Serie A nato in una “Favela Napoletana” 🙂 che, dopo aver fatto milionate di euri tirando pedate a un pallone , … da Pensionato Platinum 🙂 30enne spiega ai ragazzini quant’è imporante laurearsi , tant’è che lui sta studiando al CEPU …

            … e così via, sempre pronti a creare scontri senza tregue sui Social Videogames ove sfogare ogni frustrazione con toni truculenti e roboanti !

      • daouda scrive:

        ma se festeggi la rivoluzione francese sei già un traditore della Francia cosa ti aspetti. Come infodo sei un traditore della Francia da Carlo MAgno in poi , da quando non ti sei ribellato fin che potvi.

        • daouda scrive:

          ciò come in Italia più o meno ci siano più traditori che patrioti , così è molto peggio in Francia .

          meglio gli immigrati ( che non devono venì ) piuttosto che il proprio sangue bastardo

      • Peucezio scrive:

        Z.,
        quindi l’Italia ha vinto la II Guerra Mondiale contro il governo fantoccio collaborazionista della R.S.I.

        Io sono d’accordo, anzi, ti invito di scrivere all’ONU, ai vertici dello stato francese e di quelli sloveno e croato, in modo che ci siano restituiti Tenda, Mentone e tutta l’Istria, visto che in genere, quando uno vince una guerra, ha dei vantaggi territoriali, non delle perdite.

        • PinoMamet scrive:

          In effetti la Francia (che pure sostiene di aver vinto la seconda guerra, anzi vintissimo, nonostante fosse occupata per metà dai tedeschi e per metà quasi…) è stata riconosciuta “più vincitrice” sostanzialmente per via de Gaulle e del suo esercito in gran parte coloniale…

        • Z. scrive:

          Sì, l’Italia è stata riconosciuta cobelligerante, e ha addirittura serbato l’Alto Adige. Ingiustamente, a mio avviso…

          • Peucezio scrive:

            Z.,
            dovevano darlo a quelli che avevano perso anche fino all’ultimo e si erano arresi senza condizioni?

          • Z. scrive:

            Non dico che la decisione sia stata incomprensibile, anche se il Sudtirolo apparteneva in origine alla rinata Austria. La ritengo ingiusta.

            • Peucezio scrive:

              Beh, ma l’Austria si era annessa volontariamente al Reich e ne aveva seguito le sorti fin dall’inizio della guerra.
              Difficilmente poteva essere considerata nazione “vincitrice”.
              Soprattutto, direi, per la provenienza del capo della coalizione perdente, che è stata forse decisiva da questo punto di vista 🙂

            • Peucezio scrive:

              Comunque abbiamo preso atto che sei un irredentista (albanese, tedesco…).
              Ti facevo più legato a un’idea di stato come entità storica e istituzionale data, senza troppi scrupoli etnicisti o linguistici.

            • Z. scrive:

              Perché sarei un irredentista?

              • daouda scrive:

                perché sei contro la redenzione di Cristo ed andrai all’inferno…

                🙂

              • Peucezio scrive:

                Z.,
                Alto Adige ai crucchi, Cossovo all’Albania o comunque indipendente in quanto albanese e non serbo…

              • Z. scrive:

                Non sono affatto un irredentista.

                Penso che partecipare alla Grande guerra sia stata una decisione scellerata. Ha condannato il nostro Paese a decenni di sofferenza, e l’unica cosa che ci ha portato è l’Alto Adige.

                Altroché irredentista…

              • PinoMamet scrive:

                OMDAZ

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “quindi l’Italia ha vinto la II Guerra Mondiale contro il governo fantoccio collaborazionista della R.S.I.”

          Mi colpiscono sempre queste discussioni.

          “Qual era il legittimo governo d’Italia nel 1943?”

          Ma qui abbiamo, da entrambe le parti, gente che non afferma di credere a un amico invisibile; ma credono che esista qualcosa chiamato “stato italiano” e soprattutto che possa esistere qualcosa che lo “legittima”.

          Gli esperti si mettono a studiare i segni e decifrare i testi sacri per capire cosa pensa davvero il Legittimatore Invisibile; e secondo l’interpretazione che ciascuno se ne fa (e che guarda caso conferma sempre i pregiudizi di partenza), si prendono decisioni che – in condizioni di guerra – potevabno significare anche la condanna a morte; e che dopo comunque implicano associare alla parte avversa il terribile stigma del Maledetto dal Legittimatore Invisibile.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “ma credono che esista qualcosa chiamato “stato italiano””

            Che convinzione bizzarra! 😀

          • PinoMamet scrive:

            Ripeto:

            ho seri problemi con i concetti di Uomo, Natura, Paese, Il mio quartiere ecc. 😉
            che vanno forte su questo blog, ma non ho mai capito dove cominciano e dove finiscono.

            Lo stato italiano, o per dire, canadese, sono molto più semplici da capire:
            hanno delle leggi, per esempio, e hanno una storia che sta scritta da qualche parte.

            Non li trovo tanto difficili e metafisici da richiedere un Legittimatore invisibile, quello che c’hanno è visibilissimo.

            • Peucezio scrive:

              Do però atto a Miguel che in certe situazioni di guerra e addirittura di guerra civile diventino entità un po’ sfuggenti.

          • daouda scrive:

            il manicheismo è un’eresia MM

    • PinoMamet scrive:

      “sconfitte militari ”

      a me risulta che l’esercito italiano vinse

      https://it.wikipedia.org/wiki/Esercito_Cobelligerante_Italiano

      so che la retorica ufficiale non è questa:
      quella di destra dice che stare dalla parte dei nazisti fosse prova di grande correttezza morale…

      quella di sinistra dice che l’Italia fu liberata dalla “sollevazione popolare” dei partigiani, che casualmente si trovavano a combattere mentre gli americani bombardavano l’Italia scambiandola per il Vietnam.

      • daouda scrive:

        infatti fanno schifo tutti e due perché lo sappiamo tutti che la farsa di Salò era l’applicazione semicomunista infame quindi completamente da rigettare però è vero che fare la figura del voltagabbana è veramente triste tant’è che tu scrivi…il regio esercito vinse…

        ognuno quindi può credere quello che je pare a sto punto

      • PinoMamet scrive:

        Poi c’è naturalmente nonno (o anzi, bisnonno a questo punto se non trisavolo…) che è stato prigioniero in Germania o catturato in Africa, quindi lui sa benissimo di avere perso;

        ma quella è la sua esperienza personale, non la situazione ufficiale.

        E poi c’è più di mezzo secolo di triste politica democristiana che dice che gli italiani perdono sempre e devono solo occuparsi di cose “buone” che puzzano di incenso, mentre gli americani che so’ forti devono fare il ruolo del poliziotto mondiale cattivo;

        e naturalmente il ComunBuonismo, che dice che i partigiani vinsero, sì, ma perché avevano la stella rossa, e la loro arma era la canzone Bella Ciao, infatti erano tutti pacifisti…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “c’è più di mezzo secolo di triste politica democristiana che dice che gli italiani perdono sempre e devono solo occuparsi di cose “buone””

          Se hai tempo da perdere, cerca le conferenze di quelli di Limes sull’economicismo.

          • PinoMamet scrive:

            Cercherò, m queste conferenze di Limes sono sempre lunghissime!! 😉
            Cioè, lunghe normali, ma da seguire in video non sono certo il massimo…

        • Francesco scrive:

          NO PINO

          sono pronto a scommettere mezza collezione di Playmobil (a me carissimi) che fino alla sconfitta dei degasperiani la retorica ufficiale era tutta diversa!

          infatti abbiamo i preti pacifisti, comunisti, disobbedienti, rivoluzionari “solitari profeti incompresi” dalla Chiesa e dalla DC

          e la lotta dei radicali per l’obiezione di coscienza

          che mi dimostrano che il Bene ci fu anche in Italia, sia pure per una breve stagione

          ciao

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        tu sei molto onesto intellettualmente e ciò che hai scritto è tecnicamente ineccepibile.

        Ammetterai però che, nel complesso, se io comincio una guerra da una parte e con quella la porto avanti, poi, quando è palese che sto perdendo, mi metto coi vincitori per salvare il salvabile, non sono uno dei vincitori, ma, per l’appunto, uno sconfitto che ha cambiato fronte all’ultimo per essere un po’ meno sconfitto ed essere trattato meglio alla fine.

        E’ difficile considerare vittoria una cosa così, almeno sul piano sostanziale (nessuno storico credo annoveri l’Italia fra i vincitori della guerra insieme a Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Russia, con altre potenze minori, né tantomeno penso che ci abbiano mai considerato vincitori i vincitori veri).

        Semmai ci sarebbe da fare un discorso sulla Francia: come al solito sono dei gran figli di buona donna, perché hanno perso due volte (prima contro Hitler sono stati “asfaltati”, come va di moda dire oggi, poi, come repubblica di Vichy, che peraltro aveva un largo consenso popolare) e sono riusciti a farsi passare per vincitori, per il fatto che i loro alleati iniziali hanno vinto davvero e in questo modo loro sono potuti salire su quel carro.
        Si possono considerare sì vincitori (hanno avuto persino il seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU), ma non per loro merito.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Il Regno d’Italia ha perso la guerra contro gli Alleati e ha vinto quella contro i crucchi e fantocci dei crucchi.
          Ma mi pare semplice come concetto.

          • daouda scrive:

            il fatto è che la Germania ha perso sia contro gli alleati che contro gli italiani ( ahahahahahahah ) e sta meglio di noi pur essendo stata divisa.

            Alla grande

            • Z. scrive:

              Sta meglio di noi anche perché è stata divisa, secondo me…

              • Francesco scrive:

                puoi spiegare?

                grazie

              • Z. scrive:

                Beh, è difficile negare che la Germania Ovest abbia avuto enorme sostegno da parte degli Stati Uniti grazie alla sua posizione e importanza strategica.

              • Francesco scrive:

                intendi dopo il Piano Marshall?

                a me pare abbiano saputo aiutarsi molto bene anche da soli, iniziando dalla organizzazione della Germania in modo federale ma efficiente, qualcosa mai visto nella loro storia

          • Peucezio scrive:

            Mauricius,
            “ha vinto quella contro i crucchi e fantocci dei crucchi.”

            Sai che vittoria, erano già praticamente sconfitti…

        • PinoMamet scrive:

          Concordo su tutto, se parliamo del piano sostanziale.

          E concordo specialmente sui francesi…

        • Z. scrive:

          La Francia ha vinto la guerra per decreto di Truman. E forse in parte perché a Stalin faceva comodo così.

          Che il successore della Francia interbellica fosse lo Stato francese (Vichy) mi pare incontestabile, come incontestabile è che la Francia abbia perso la guerra due volte.

          • daouda scrive:

            come è incotestabile che l’italia non ha vinto un cazzo di niente e si è prostituita ma invece questo non coinvolgendoci diventa niet

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ma è unanimemente riconosciuta la natura statuale (superiorem non recognoscens) della Francia di Vichy?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Quantomento dopo l’operazione Anton.

            • Z. scrive:

              Quasi tutto il mondo riconobbe il regime di Pétain, salvo poche eccezioni. La transizione non fu più irrituale di certe procedure viste in Italia negli ultimi mesi.

              La decisione di riconoscere la Francia tutta in alcune colonie insubordinate fu un puro stratagemma politico.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Fino al ’42 va bene, ma dopo? Secondo me potrebbe esserci stata la debellatio della Francia.

              • habsburgicus scrive:

                non direi…
                la Francia (Vichy “Stato francese”) continuò ad avere regolari relazioni diplomatiche con i paesi neutrali, Svizzera, Svezia e Santa Sede incluse (e anche con diversi “alleati”, fino alla rottura…ultima, che io sappia, la Cina di Chongqing che le ruppe in estate 1943; l’Argentina interruppe i rapporti di Vichy il 4/2/1944 insieme a quelli degli alleati minori dell’Asse, pochi giorni dopo la decisione del 26/1/1944 di rompere con Germania e Giappone il che provocò un mese dopo il golpe del gen. Edelmiro Farrell)
                anche a livello interno rimase una differenza, e le fonti coeve continuano a distinguere fra “zona Nord” (occupata dai tedeschi”) e “Zona Sud” (ove ci fu semplice presenza di truppe tedesche dopo l’11/11/1942..e anche italiane sino all’8/9/1943..distinzione sottile :D), ancorché le differenze tendessero a scomparire..specie dopo alcuni miglioramenti ottenuti da Laval che riuscì a riottenere de facto la libertà di circolazione fra le due zone (e una riaffermazione della francesità del Nord-Est che-lo si oblia spesso.-era stato posto sotto von Falkenhausen a Bruxelles e per brevissimo tempo in luglio 1944 sotto amministrazione NS come tutto il Belgio)..esisteva però differenza in stampa e propaganda, poù “hard” a Parigi (anche dopo il nov 1942) più “soft” a Vichy
                dunque il governo di Vichy continuò ad esistere plenissimo iure
                la decisione di “eliminarlo” fu tutta e solo politica, non giuridica
                e la “riabilitazione” della Francia fu completa solo in età tarda, post-rooseveltiana..è dubbio che Roosevelt (uomo con tanti difetti ma financo alcune qualità :D) avrebbe avallato l’enormità di un posto al CdS permanente per la Francia ! quello de Gaulle se lo guadagnò con il trattato con Mosca del 10/12/1944, con l’appoggio di Churchill e con l’acquiescenza di Truman (post 12/4/1945) a San Francisco (25/4/1945-26/6/1945)..en passant, li “tradirà” tutti e tre [l’amicizia con l’URSS fu tosto mandata nello sciacquone, l’Inghilterra vedrà l’ “amicizia” francese nei Sessanta con effetti che si riverberano tuttora (un’Inghilterra in CEE fin dai Sessanta forse avrebbe avuto tutta un’altra evoluzione e ora non ci sarebbe stata la brexit), gli USA testimonieranno infinite prese di posizioni antiamericane :D]

              • daouda scrive:

                si può sostenere che peggio della pervasione in CIA ed MI6 i servizi francesi fossero praticamente sovietici

              • Francesco scrive:

                Hasburgicus

                sbaglio o hai tratteggiato anche la grandezza della Francia in poche righe e la sua capacità di non dipendere dalle potenze veramente grandi?

                e questo pur perdendo spazio ogni giorno, con guerre coloniali disastrose e sempre perse

      • Francesco scrive:

        ORAP!!!

        e di risate

        però non capisco come mai a Milano si festeggia solo il 25 aprile della sinistra (e di converso della destra) mentre a voi spetta quello degli italiani! mica è giusto!!!

  74. PinoMamet scrive:

    Daouda, senza che ti incazzi e spiegandolo in modo che capisca anche io, mi spieghi cosa vuol dire per te essere fascio?
    Perché a ‘sto punto proprio non lo capisco. Se per te non era fascista neanche Mussolini!
    Boh, insomma, spiegamelo.

    • Moi scrive:

      Aó … e ssi Ddaùddda 😉 ce stesse ‘nvescieh a ppijà pe’r culo ?! 😉

    • daouda scrive:

      no no io non pijo per culo nessuno.

      il fascista è colui che è democratico ed aristocratico insieme, ma sà che ci vuole il capo che media ed è leader.
      il fascista è ruralista e idustrialista.
      il fascista è passatista e progressista. E’ collettivista, clientelarista ( nel senso giusto riguardo alle lobbies e trade union sindacali ) e capitalista , è cameratesco per l’onore di destra, è solidale e civilista e di sinistra, non impone la religione perché laico ma non lascia apertura a tradizioni allogene, coltiva l’identità etnica ma non vieta nuovi apporti in nome della cittadinanza come Roma, è imperiale ma non imperialista ma localista , ha il culto della guerra contro la merda ma non può combattere senza regole.
      E’ per la lotta di classe contro i parassiti, è per l’armonia ed ordine sociale in base alla differenziazione delle nature è elitista ma egualitarista innanzi al diritto.

      et cetera et cetera

      fascismo è sintesi e Mussolini un traditore , questo è quanto ergo per quel che ho potuto vedere io sono l’unico fascista che c’è , il nome è troppo bello ed ha il pregio di essere “illegale” quindi me lo tengo stretto.
      Mussolini probabilmente era un infiltrato.

      il fascismo italiano, frutto del genio/genia italica come al solito, è però stato una grande occasione persa, ultima reazione alla decadenza.

      quindi io che provo da sempre a fare sintesi sono fascista, il resto sono comunisti, reazionari, liberali o peggio infiltrati.

      Salò è il punto massimo dell’ipocrisia e del comunismo di ritorno, il regime vittima di elborazioni filosofiche ( come Gentile o la pseudo mistica volontica di Giani ) che fanno solo ridere per non piangere

      • daouda scrive:

        femminista e maschilista idme e via discorrendo, chiaramente contro il gender ci vuole solo persecuzione e cura psichiatrica e via discorrendo, i comunisti ed i reazionari vanno perseguitati ed i liberali possono parlare e propugnare l’ideologia liberale come contrappesso alle derive autoritarie ma non prendere mai piede essendo il liberalismo ideologico la rovina del mondo, è un habitus che solo pochi possono avere

      • daouda scrive:

        ciò scritto allora 25 aprile LUTTO natzionale

      • daouda scrive:

        ovunque c’è una rivendicazione giusta da parte di un reazionario ed un comunista ed un liberale lì c’è il fascismo, la difesa dellla sanità pubblica è fascismo , distruggere l’istruzione pubblica è fascismo, combattere l’usura è fascismo, collettivizzare determinate aziende è fascismo, l’etica è fascismo, distruggere i cartelli è fascismo, riformare i sindacati è fascismo e via discorrendo.

        il fascismo è una tensione naturale ovunque negata e sempre presente che non può porsi in ottica di sempre contro o sempre a favore e non sorvola su nulla. E’ immanente.

        Come la sola visione politica naturale legittima è il fascismo, così ugualmente sarà il regno di DIO, il cui solo culto sarà il nazareismo giudaico-romano.

        Non ho dunque bisogno di patteggiare con nessuno, né di rivoltarmi sempre, né di evadere sempre, ma devo alle volte rivoltarmi ed alle volte evadere, alle volte picchiare ed alle volte salvare, alle volte sorvolare alle volte intransigere, alle volte isolarmi alle volte accomunarmi, alle volte sporcare alle volte pulire ( ambientalismo dico ) e via discorrendo.

        il fascismo non può esistere perché l’uomo è corrotto, ma esiste laddove si segue l’onore e l’amore verso il creato e l’umanità e si tiene conto di DIO e lo si adora.

        Mussolini, se non fu infiltrato , fu almeno sincretista ergo un cretino cojone perlomeno.

  75. Moi scrive:

    @ ZETA

    Per i Pensionati NON-Baby 😉 il Lòcchdàun ha solo significato molta più gente in fila a far la spesa !

    Anzi, ” prima ! a certi orari c’eran praticamente solo loro … gli Universtari Fattoni preferendo lo spaccetto 😉 IndoPakiBangla …

  76. Moi scrive:

    Insomma, NON vorrei una “RetroMarcia” in Giugno o Luglio (Massimo Settembre) che poi è Lòcchdàun fino a Fine Legislatura !!!

    … Ech po’ a vojj vàddar chi la vénz’ a Nuove Elezioni Politiche ! 😉

    … In teoria, in caso di ESASPERAZIONE POPOLARE, dovrebbero “andar su” dei Partiti che NON han MAI Governato o del tutto fuori dal Parlamento da almeno (!) dieci anni, meglio quindici : tipo NeoTrotzkisti, NeoLeninisti (credibili solo se bruciano in piazza bandiere ignifughe 😉 di UE e PD !!!) oppure CasaPound/ForzaNuova, Fratelli d’ Italia come “Dx Moderatissima”…

    … Boh !

    • Moi scrive:

      Anzi, come disse Orbán in facia a tutti all’ IsolaTibberina 😉 : “FdI è un Partito di Centro !” 😉 … nel senso che in Ungheria lo sarebbe per davvero ! 🙂

  77. Moi scrive:

    France d’outre-mer

    https://fr.wikipedia.org/wiki/France_d%27outre-mer

    Ancora … Colonie ?! 😉

  78. Moi scrive:

    Metto qui per non perdersi …

    cercando informazioni circa lo spillone nei cappelli “Confuciani” (ma ripeto : lo Yangban Coreano aveva un copricapo caratteristico soprattutto uno leggerissimo fatto “a lampadario Anni ’70 😉 !), ho visto che fra Ottocento e Anni ’50erano molto diffusi anche in Europa per normali copricapi femminili. Però penso che l’ uso dello spillone nel cappello fosse una moda d’ispirazione IndoCinese &Estremo Orientale …

  79. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    Interessantssimo lo stigma della dialettofonia femminile al Sud … che implica che le inezie (se proprio !) si dicono in Italiano, le cose serie in dialetto !

    Qua è il contrario: chi si dà un tono con il dialetto fa ridere, anche senza comprensione dell’ idioma !

    • Moi scrive:

      … poi immagino che il dialetto esprima “esperienza di vita” (che facilmente può esser sconveniente per una donna, o tale sembare …) , l’ Italiano “addomesticato” 😉 invece nozioni da scuola (in senso deleterio di cose inutili e avulse) o televsione …

      • Peucezio scrive:

        Sì e no.
        C’è del vero, ma in generale, almeno in Puglia, l’ossessione della presentabilità sociale è pervasiva.
        Poi, in contesti più intimi, ci si concede anche il lusso di parlare di cose “serie”…

  80. Moi scrive:

    … Poi NON facciamo Vittimismo SE il Resto del Mondo ci percula :

    https://www.repubblica.it/politica/2020/04/27/news/coronavirus_il_rebus_del_nuovo_decreto_chi_sono_i_congiunti_che_e_possibile_vedere_il_giallo_delle_seconde_case_dal_test-254997521/

    Coronavirus, il rebus del nuovo decreto: chi sono i congiunti che è possibile vedere? Il giallo delle seconde case: dal testo sparisce il divieto

  81. Moi scrive:

    … in compenso, i cani del vicinato con gli altri animali 😉 all’altro capo del guinzaglio li hai incontrati sempre !

  82. Moi scrive:

    A me più che altro pare che il Coronavirus sia sempre stato trattato da “Azienda Aliena” 😀 Concorrente Sleale di quelle Terrestri. 😉

    Insomma, è sempre e solo un problema di Aziende !

    … Almeno finché non èstato più possibile ignorarlo: prima era trattato come un Terrorista Islamico 😉 … che si combatte facendo balotta nella “Diversity” cantando assieme Sacri Inni di John Lennon ! 😉

  83. Moi scrive:

    … e ancora reiterati obblighi di mascherine, pur sapendo che tanta gente dovrà ripiegare con scottex e assorbenti in faccia ! … oppure ne ha una sola, che all’inizio era bianca e ora è grigia ma dovrà tenerla finché non sarà nera I Dan 😉 😀 !

  84. Moi scrive:

    … IMPERDIBILE !!!

    Un oramai vecchio e svocito Francesco Guccini canta “Bella Ciao 2020” :

    https://www.youtube.com/watch?v=mNeFXTeMtD8

  85. Moi scrive:

    Da Cantante a Cantante, gli risponde Giuseppe Povia :

    https://www.youtube.com/watch?v=gtfGlBJrm4Y

    • Moi scrive:

      … e risponde agli Haters per la (reale o presunta) Blasfemia Vs il Testo di Bella Ciao :

      https://www.youtube.com/watch?v=RbY3z7Yvhjo

    • PinoMamet scrive:

      Come la giri la giri, è sempre una canzone un po’ mal riuscita, con quel cazzo di ritornello sempre in mezzo ai marroni.
      Povia mi sta antipatico e sta dalla parte sbagliata, comunque riesce ad essere più originale di Guccini, diciamo che si avvicina al livello di banalità media dei vari J-Ax e altri finti libertari in realtà integratissimi.

      • Moi scrive:

        Guccini cmq sta bollito forte … mi dispiace vederlo ridotto così.

      • PinoMamet scrive:

        A semi-proposito:
        non è che conosca tante canzone resistenziali, ma di quelle che conosco mi piace, nell’ordine

        “..e io ero Sandokan”, che in realtà è stata composta per un film, se non sbaglio, dal noto compositore Armando Trovajoli (una marea di colonne sonore)

        “Il bersagliere ha cento penne” (in origine mi sa un canto alpino)

        “O Saltadoros”, prima di tutto perché è greca, poi perché non ha un ritmo triste e penitenziale, poi e soprattutto perché l’atteggiamento smargiasso del protagonista, e infine perché è greca;

        -quella francese con i tedeschi che gli dicono di consegnare le armi ma lui non può e cambia cento volte di nome eccetera, che la cantava in inglese anche quel pesantone di Leonard Cohen;

        -per ultima ma ultima Bella Ciao che ha veramente stancato poi La casa di carta le ha dato il colpo di grazia…

        • Francesco scrive:

          ma mi pare che ci siano anche veri canti partigiani, no?

        • Z. scrive:

          Il bersagliere ha cento penne è bella!

          Ma la mia preferita è Fischia il vento, che poi è Katiuscia. Un po’ come la cover di California Dreaming, cantata in italiano dai Dik Dik 🙂

          • PinoMamet scrive:

            Bella, ma io preferisco la versione infantile “Oy Natasha, hai fatto tu la piscia? sì Dimitri, ne ho fatti cinque litri” 😉

            del resto la mia canzone brasiliana preferita è Brasiiiil, ha fat al strons int’al cortil, l’è long c’me ‘l manag d’un badil, brazil, brazil….
            😉

            • Z. scrive:

              Mah, non mi ha mai fatto ridere e dire che io rido facile facile 🙂

            • Moi scrive:

              … roba da cinni, però ! 😉

              • Moi scrive:

                Kalinka che storpiatura ha ? … NON ricordo !

              • Z. scrive:

                Kalinka non so.

                Korobeiniki, quella me la ricordo. Il testo ad uso dei tifosi della Virtus alludeva alla moglie di un celebre cestista biancoblù..

              • Moi scrive:

                … ma secondo me erano storpiature “mediate” da qualche canzonetta da Zecchino d’Oro …

              • Z. scrive:

                Mmm… secondo me venivano per lo più da Tetris e da giochi coevi 🙂

            • paniscus scrive:

              Nemmeno a me aveva mai fatto ridere, comunque non era “Natascia”, ma “Katiuscia” 🙂

              • PinoMamet scrive:

                Beh non è che mi facesse sbellicare, dai, era una cosa scema da bambini.
                Io ricordo Natascia ma immagino ci fossero varie versioni…

                invece mi interessava l’estensione geografica di quella “brasiliana”, che per motivi di rima non credo scenda a sud di quello che Mirkhond chiama “il Vallo Senigalli-Sarzana” o qualcosa del genere 😉

              • Z. scrive:

                Anche dalle mie parti era Natascia!

              • Moi scrive:

                In ogni caso è “assonanza” e non “rima” … ma c’è anche la versione “Natascia” che cmq ha lo stesso effetto di “Katiuscia”.

          • Francesco scrive:

            hai ragione Z quella è bella assai

            da alpino ho annusato il vaghissimo ricordo dei canti alpini ma è roba che per uno di città è aliena

  86. Francesco scrive:

    secondo voi rischio di più la pelle se torno in ufficio

    1) nei mezzi pubblici cogli appestati attorno?

    2) in bicicletta per 10 km di traffico milanese impazzito a livelli cairoti?

    3) in macchina in mezzo a detto traffico?

    grazie dei vostri consigli

    • Z. scrive:

      1) 3) 2) in ordine decrescente, secondo me.

      Evita i mezzi pubblici, se puoi.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “secondo voi rischio di più la pelle se torno in ufficio”

      Mi verrebbe da risponderti 2), ma non so che percorsi devi fare.

      Purtroppo la risposta vera temo che sia la 3); ma proprio perché i mezzi pubblici saranno svuotati, ci sarà effettivamente un impazzimento del traffico, temo.

    • Roberto scrive:

      Lascia perdere Miguel che si preoccupa per la natura….mezzi pubblici proprio no

      Ps per l’aneddoto del giorno, qui dal 13 marzo sui mezzi pubblici non puoi salire dalla parte dell’autista, nelle prove due file non ti può sedere (per stare lontano dagli autisti) e gli autisti hanno l’obbligo della mascherina (dal 20 anche i passeggeri)

      Risultato: nella società che gestisce gli autobus che passano dal mio villaggio, su 50 autisti dieci si sono presi la peste

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Risultato: nella società che gestisce gli autobus che passano dal mio villaggio, su 50 autisti dieci si sono presi la peste”

        Infatti, non oserei suggerire di prendere i mezzi pubblici.

        E infatti ho paura che il traffico privato aumenterà paurosamente 🙁

        Per fortuna, tutto ciò che ci serve è a distanza “camminabile”, ma ovviamente non è così per tutti.

        • Z. scrive:

          Da noi il Comune vorrebbe incoraggiarci a prendere la bicicletta. Ma è bene essere giovani e coraggiosi, per andare in biga a Bologna. Io non sono mai stato né l’una né l’altra cosa.

    • Roberto scrive:

      Per quanto mi riguarda l’ufficio non mi vedrà prima del 15 luglio, poi avrò un paio di settimane di vacanze e quindi se ne riparla il 2-3 agosto…ovviamente macchina senza esitare (se farà bello un giorno a settimana a piedi, ma sono 10 km ad andare e 10 a tornare)

    • Peucezio scrive:

      Z.,
      in macchina sarebbe più pericoloso che in bici?
      Al di là che i finestrini alzati impediscono qualunque contagio, ma è proprio una questione di stazza del mezzo, credo 🙂
      Se mi astraggo dalle conseguenze legali (ma forse tu pensavi a quelle), in un incidente che coinvolge un’auto e una bici, fra i due preferirei essere l’automobilista.

      • Francesco scrive:

        pensavo alle conseguenze sul mio fegato di 4 ore al giorno di traffico in stile Roma

      • Z. scrive:

        Ezio, ma hai problemi a seguire una serie di tre numeri? e magari pensi che aver fatto il classico ti giustifichi?

        Rileggi bene la mia risposta, tanghero 😀

        • paniscus scrive:

          E comunque, chi sostiene che l’aumento del traffico di automobili individuali sarà la soluzione migliore per tutti… dov’è che pensa di trovare parcheggio, assumendo che appunto tutti, o quasi tutti, ragionino allo stesso modo?

          • Z. scrive:

            Ah, facciano loro. Io giravo in scooter prima e così farò anche domani 🙂

          • Roberto scrive:

            È una buona domanda ovviamente alla quale non ho risposta

            L’unica cosa che so è che prima di prendere un autobus o un tram ce ne passerà di tempo per me. già in tempi normali mi faceva un po’ schifo stare in inverno nel bus con tutti che tossiscono intorno….

          • Peucezio scrive:

            Lisa,
            quindi dobbiamo morire per la scarsità di parcheggi?
            Speravo in una fine migliore e più nobile… 🙁

        • Peucezio scrive:

          Z.,
          mi vuoi fare il giochino tipo il lupo, la capra e il cavolo? 🙂

          Se 3) è la macchina e la metti in mezzo nella classifica, vuol dire che la ritieni mediamente pericolosa, quindi meno sicura della bicicletta.

          • Z. scrive:

            Ezio, abbi pazienza, sono invecchiato e rincitrullito. Certo che la soluzione meno rischiosa è l’auto, per il contagio.

            Poi io proseguirò con lo scooter…

  87. Mirkhond scrive:

    Peucezio

    “Peraltro ci sarebbe da capire perché a un certo punti i Serbi decidono di diventare oppressivi verso quella minoranza: non credo che i torti stiano tutti da una parte e le ragioni dall’altra.”

    Lo diventano fin dalla conquista del Kosovo nel 1912-1913 e per un solo motivo: l’incapacità di accettare che il Kosovo, regione diventata il simbolo identitario del nazionalismo serbo otto-novecentesco, non fosse più da qualche secolo, un paese a maggioranza serba, ma albanese e per giunta (in stragrande maggioranza) musulmana.

    • Peucezio scrive:

      Beh, ma dei problemi ‘sti albanesi li avranno pur creati…
      Tu dici che era per il sol fatto che erano lì?

      • Francesco scrive:

        che fai, perculi?

        e comunque essendo musulmani erano “oggettivamente” complici dei turchi

        e magari pure soggettivamente, mentre diventavano maggioranza nella regione

        🙁

  88. Miguel Martinez scrive:

    Una delle cose più buffe che sento dire a proposito della Liberazione è una tipica frecciata che si rivolge contro la destra.

    Il governatore Rossi della Toscana polemizza con la Meloni:

    “”Meloni dovrebbe sapere che se lei è libera di dire ciò che vuole e di essere parlamentare – prosegue il presidente della Toscana -, lo deve anche e soprattutto ai partigiani comunisti, socialisti, democristiani, liberali e persino monarchici che lottarono e vinsero contro i fascisti e i nazisti e che scrissero la Costituzione”.”

    Cioè se avessero vinto, i fascisti avrebbero impedito alla Meloni di parlare bene di Mussolini?