Per le minacce accettabili, trattiamo.

Per quelle inaccettabili, ci arrendiamo subito.

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657 Responses to Per le minacce accettabili, trattiamo.

  1. Mario says:

    Il rap, insieme al reggae, è un genere inascoltabile. Direi inaccettabile. Giuste quindi le minacce, che hanno ottenuto il fine sacrosanto di far cancellare il concerto a questo stronzo.

  2. Francesco says:

    Concordo pienamente a metà col Mario.

    Il rap sì ma il reggae no!

    Saluti e basta fare pubblicità a BF

  3. mirkhond says:

    E siamo al quarto concerto di Bello Figo, cancellato.

    • Per Mirkhond

      “E siamo al quarto concerto di Bello Figo, cancellato.”

      Il bello è che una volta che gli odiatissimi estremisti di destra impediscono realmente il concerto di qualcuno “di colore”, nessun antirazzista fiata perché, con la sua ironia, Bello Figo Gu smonta anche i luoghi comuni della Santa Vittima Nera.

      Vi immaginate se su Facebook ci fosse stato anche un solo post contro il concerto di qualche cantante “normale” solo perché nero?

    • Francesco says:

      quanti biglietti ha mai venduto questo tizio? e senza queste polemiche fasulle?

      • Per Francesco

        “e senza queste polemiche fasulle?”

        Come Ai Wei Wei, Bello Figo (parlando da palloso critico d’arte) gioca sui conflitti e sulle contraddizioni delle trasformazioni del mondo, operando con sottile ironia sui luoghi comuni e le attese mediatiche.

        A differenza di Ai Wei Wei (150.000 biglietti) Bello Figo non capirebbe un tubo di quello che ho detto, ma sa fare cose che fanno schiantare dalle risate (“fanno provare autentiche emozioni allo spettatore”).

        Ai Wei Wei si prende come venditore il sindaco di Firenze (e molti altri personaggi molto più noti), mentre Bello Figo Gu si deve accontentare di Alessandra Mussolini.

        A differenza di Ai Wei Wei, Bello Figo Gu non deve fare però a mezzi dell’incasso con la Mussolini.

        A differenza di Ai Wei Wei, Bello Figo Gu ha una faccia da timido simpatico, Ai Wei Wei sembra pure cattivo.

        A differenza di Ai Wei Wei, pare che che in Italia (che non è la Cina) abbiano proibito tutti i concerti di Bello Figo o meglio, i gestori di vari locali hanno avuto paura di quattro idiozie dette su Facebook.

  4. Grog says:

    Eh no!
    Bello Figo è un GENIO ASSOLUTO ed è bravissimo nell’arte di PRENDERE PER IL CULO, per cui è profondamente italiano.
    Se dovessi scegliere fra lasciare annegare Lui o La Mussolini non avrei un attimo di esitazione, lascerei annegare la Mussolini.
    BELLO FIGO PER PRESIDENTE SE SI ACCONTENTA DI 45 E AL GIORNO
    Grog! Grog! Grog!

    • Francesco says:

      vabbè

      chi lasceresti affogare scegliendo invece di salvare la Mussolini?

      io sono un verme, credo che lascerei affogare un sacco di gente di quel tipo lì

      e non so se riuscirei a sentirmi in colpa

  5. mirkhond says:

    🙂

  6. Mario says:

    Intendiamoci: con l’asserizione “Il rap, insieme al reggae, è un genere inascoltabile”, volevo significare “inascoltabile, fisiologicamente, da pie orecchie indoeuropee”; con l’attributo “inaccettabile”, declinavo la medesima teoresi sul piano, assolutamente inconciliabile col figuro oggetto di questo post, dell’etica aria di lotta e vittoria.

    • Per Mario

      “declinavo la medesima teoresi sul piano, assolutamente inconciliabile col figuro oggetto di questo post, dell’etica aria di lotta e vittoria.”

      Sono certo che il povero Bello Figo Gu sia inconciliabile, non solo con l’etica aria di lotta e vittoria, ma anche con l’etica di Yaa Asantewaa, regina madre degli Ashanti del Ghana, paese natio del nostro…

      rubo-copincollo da Wikipedia un frammento del suo famoso discorso:

      https://en.wikipedia.org/wiki/Yaa_Asantewaa

      “”Now, I see that some of you fear to go forward to fight for our king. If it was in the brave days of Osei Tutu, Okomfo Anokye, and Opoku Ware I, chiefs would not sit down to see their king to be taken away without firing a shot. No European could have dared speak to chiefs of Asante in the way the governor spoke to you this morning. Is it true that the bravery of Asante is no more? I cannot believe it. It cannot be! I must say this: if you, the men of Asante, will not go forward, then we will. We, the women, will. I shall call upon my fellow women. We will fight! We will fight till the last of us falls in the battlefields.”

      Detto questo, Bello Figo, che doveva fare da lustrasandali a Yaa, resta infinitamente superiore ad Ai Wei Wei.

  7. Mario says:

    Osei Tutu, Okomfo Anokye, and Opoku Ware

    Notate come siano quasi impronunciabili, fangosi, fors’anche malmostosi –soprattutto se comparati all’algida linearità e simmetria indoeuropea dei Carlo d’Asburgo, dei San Luigi, delle Sissi, autentica razza di caritatevoli dominatori– questi rocamboleschi nomignoli di sovrani privi di ognunque autentica regalità: cui, è probabile, si rende ancor culto in qualche periferico tempio dell’errore.

    • Francesco says:

      eddai, questa è una provocazione di bassissima lega!

      non solo traduci i nomi in volgare, roba da giornalista, ma ti riferisci a Sua Maestà Imperiale con un soprannome da tabloid!

      che l’eterna vergogna del sole verdognolo brilli su di te e sulle tue trasposizioni astrali!

      • Francesco says:

        x Has

        SM Imperiale o Imperial-Regia?

        grazie

        • habsburgicus says:

          dipende
          sino al 1867, andava bene S.M.I, ma anche S.M.I.R
          dopo il 1867 era di prammatica S.M.I e R. (k. u. k.)
          nell’Esercito comune sino al 1889 si usava k.k. (I.R), ma in quell’anno gli ungheresi minacciando sfracelli* imposero l’adozione di k.u.k (I. e R.)
          dunque da allora in poi
          Esercito asburgico comune era k.u.k (I. e R.)
          Landwehr cisleitana o austriaca che dir si voglia era k.k. (I.R.) perché l’Imperatore era anche Re di Boemia
          Honvéd ungherese era k. (R.) anche in ungherese é király (da Carlo Magno), dunque stessa abbreviazione
          chiaro ? 😀
          se sbagliavi e mettevi I.R. al posto di I. e R. provocavi un incidenbte diplomatico !
          quelli erano tempi ! mica oggi che si discute di spread 😀

          *gli ungheresi dal 1867 al 1918 l’ebbero sempre vinta

    • PinoMamet says:

      Opoku è molto più pronunciabile di Habsburg, ed è anche il nome di un mio studente 🙂

    • PinoMamet says:

      Ho chiesto al mio studente, e mi conferma di essere parente (“alla lontana”) del re degli Ashanti.

  8. Moi says:

    Giornalistessa Figa Bianca 😉 lo intervista …

    https://www.youtube.com/watch?v=VAc-iRXfSXY

    Bello figo Non sono un profugo mi mantengono gli italiani

    PS

    si noti (anche) il Mediatore Culturale non meno “nero” ma più “negro domestico” 😉 di lui, che gli dà addosso in TV …

  9. Moi says:

    … e invece il Rèpper 😉 Italiano “di maniera” lo si immaginava così :

    https://www.youtube.com/watch?v=pQKZ7cYC9CM

    • Per Moi

      “… e invece il Rèpper 😉 Italiano “di maniera” lo si immaginava così :”

      Oddio!

      Mi vuoi far diventare razzista melaninoaspirante?

      C’é qualcosa di straordinariamente piatto, falso, da recita parrocchiale, in questo brano, che sarebbe interessante definire, perché sta alla base dell’ideologia di Sanremo, dei telefilm italiani. Una cosa molto italiana, poi, che distacca nettamente dall’immaginario americano.

  10. Moi says:

    sui media main stream si pronuncia scandito e con cadenza romanescofona universale da politici :

    ” ì-nà-scétt-tàb-b-bì-lì ” 😉

  11. mirkhond says:

    il rapper Zeta

    E’ parente di Zanardo? 🙂

  12. Mario says:

    Gli unici generi musicali oggi da reputarsi validi per l’autentico indoeuropeo sono l’AOR, il neofolk e lo shoegaze (NON il dream pop, che ne è il conato iperdescrittivo); forse certi esiti vodoobilly e proto new wave. Il resto è spazzatura, ovvero (si pensi al caso plateale del jazz, che sostituisce, con abile cerebralismo tecnicistico, le linee melodiche di sicura tradizione occidentale con le estasi sincopate e rapsodiche tipiche dell’invasato) incompatibile con l’etica, l’estetica, la teoresi dell’ario sussistente, quantomeno in voto, da Benares a Rejkyavik.

    • Z. says:

      Mario, ti comunico con piacere che i tuoi gusti musicali – ancorché piuttosto irrituali – sono abbastanza in linea col cattivo gusto musicale del chelebecchiano medio!

      E comunque il bravo cittadino rispettoso dell’altrui cultura suole chiamare quella città Varanasi 😛

  13. Mario says:

    Attenzione: sia questo che il superiore post hanno raggiunto i 33 commenti. Bergoglio è stato eletto (ponendo pero’ un obex insormontabile tra l’elezione, scodellata dalla mafia di San Gallo, e l’accettazione: il suo pertinace volere il male della Chiesa) il 13/03/2013. Fate un po’ voi i vostri conti.
    PS Qui ora siamo a 34, quindi per il rispetto delle leggi numerico-simboliche uno andrebbe cassato, e entrambi i post bloccati ex cathedra dalla superna autorità che sovrintende ai blogs.

  14. PinoMamet says:

    A non proposito di nomi impronunciabili:
    https://www.youtube.com/watch?v=OYLvKoQE7zQ

    una vera hit tra gli studenti, dopo le canzoni di Bello Figo ovviamente!

  15. Mario says:

    Effettivamente, compulsando il contenuto del “link” postato dal caro Mamet (che fa rima con Blondet: una affinità elettiva celata nei ritmi e nelle osmosi delle parole?), si confermano i miei timori, fondatissimi teoreticamente e giustificati finanche moralmente. Mai si videro razze di autentici dominatori, quali quella degli arii di Occidente e di Oriente, dotarsi di nomi tanto impronunciabili, a riflettere un retroterra ctonio, incerto, femmineo, fors’anche ferinamente irrelato. Lo sguardo fisso in una apparente vacuità della direzione cui tende l’occhio malmostoso del malcapitato negroide non segna –non sia mai!– il trascendimento di un ethos solo supposto tra gli etiopi, ma l’incapacità cronica di superarsi, di cui ci si bea, sostenuti dalle ONG di ex gruppettari, ora giustamente legnate dall’eresiarca Donald Trump. Ebben, tutto codesto ragionamento dovrebbe condurre a una sintesi di dottrina della razza: non per postulare temerariamente una superiorità dell’una razza sull’altra (la condanna di Pio XI è a questo proposito definitiva e sottile come una lama nella impermanente danza delle spade), ma per asseverare la qualità formale dell’idea di razza, platonicamente indotta e storicamente connotatasi nelle diverse etnie. Un rigoroso differenzialismo dovrebbe ordunque esser tutelato dalla legge positiva di una autorità legittima, promanante dall’alto, ad evitare commistioni che offendono Iddio e i suoi luminosi cortei; tutti a casa propria, dunque, con la luce iperborea a illuminare i pallidi destini dell’orbe terracqueo. Ma noi, oh!, rammentiamolo sempre, siamo di cultura indoaria: sentimento del tragico, in una parola forma e fato.

    • Z. says:

      Non fa rima… si pronuncia Blòndet 😀

      • habsburgicus says:

        lo pronunci tu così..e magari pure lui 😀
        ma é chiaramente francese di origine, da pronunciare quindi Blondè
        un po’ come il Potente Ministro che prende nome da una città veneta sede di Università di Harveyana e Galileiana memoria, che insiste per far pronunciare il suo cognome all’anglosassone..e invece dovrebbe essere pronunciato alla veneta 😀
        non sempre per i cognomi la pronuncia preferita, é quella corretta !

        • Z. says:

          Sì, l’ho sentito pronunciare così in una sua intervista…

          sino ad allora credevo si pronunciasse Blondé 🙂

          Comunque hai ragione, non sempre la pronuncia comune è quella corretta.

          Ad esempio, lessi che il cognome di Cossiga sarebbe stato da pronunciarsi Còssiga (da Corsica); Cùperlo mi assicurano essere in realtà Cupèrlo. E credo proprio che lo stesso valga per il critico d’arte Flavio Caroli: lo chiamano “Càroli” in TV, ma sono pronto a scommettere che si chiami Caròli (il cognome Càroli, a Ravenna, non si è mai sentito).

          Del resto, molti anni fa, Pera disse che il suo cognome (Pèra, con la e aperta) viene spesso pronunciato al nord Péra, con la e chiusa. “In entrambi i casi”, aggiunse, “vuol dire che siamo alla frutta” 😀

          • Peucezio says:

            Blondet ha detto che il suo nome si pronuncia Blòndet?
            Strano… Non ricordo se glie l’ho mai sentito pronunciare, ma lo chiamava “Blondè” anche il suo amico De Fina (pace all’anima sua).

            • Z. says:

              Era il giornalista, non lui stesso, a pronunciarlo così.

              E in effetti può darsi che sbagliasse: ho provato a cercare un po’ di interviste a Blondet sul tubo e vedo che in effetti lo chiamano anche Blondé.

              …non che cambi molto, dal punto di vista del paragone azzardato sopra da Mario: dubito che Mamet si pronunci “Mamé”!

            • PinoMamet says:

              Io ho ripreso lo pseudonimo dal drammaturgo e sceneggiatore americano David Mamet, di origine ebraico-polacca
              (“eschimese” lo chiamerebbe il caro Mario), e dubito che gli… eschimesi pronuncino Mamè 😉

            • Z. says:

              Però, nell’Italia anni Sessanta che piace a noi – prima di tutte queste bizzarrie moderne tipo la calcolatrice tascabile, il rocchenrollo e la macchina per fotocopie – lo avrebbero chiamato proprio “Mamé”!

              🙂

  16. mirkhond says:

    Intanto, da Blondet, i primi ripensamenti su Trump:

    http://www.maurizioblondet.it/iran-siria-peggio-trump/

    • habsburgicus says:

      (qui vorrei che dicesse la sua anche Peucezio)

      premesso che sull’Iran é peggio di quanto pensassi e sulla Siria mi aspettavo un po’ meglio, bisogna capire che il ruolo storico di Trump (se non fallirà) é altro
      é chiaro che in M.O Trump sarà peggio di Obama (Obama fu ottimo in quelle questioni tranne il suo odio per Assad propababimente impostogli dai clintoniani)
      neppure gli USA sono sovrani, c’é chi é superiore
      dunque Trump deve cedere in qualcosa (e probabilmente manco se ne rende conto)
      lui quindi farà una politica medio-orientale da rizzare i capelli..
      io però dico
      chissenefrega 😀
      mi spiace, umanamente, per quei popoli
      ma Trump é una rottura in altro
      1.fine o indebolimento del politicamente corretto (che aprirebbe strade oggi impensabili)
      2.clima propizio per la fine dell’UE [e ci pensate ?] lo stesso hard brexit era imposibile senza Trump, gli inglesi nicchiarono perché con la Clinton avrebbero invecefatto un brexit softissimo..o si sarebbero rimangiati tutto
      3.argine al genderismo e forse all’abortismo
      4.oggettivo aiuto alle dx in Francia (e SOLO ALLORA, cioé solo con Marine Presidente, anche in ‘sta povera Italia), con fine all’immigrazione e ritorn ad una visione più nazionale
      e scusate se é poco !
      ripeto, ciò dovrà essere “pagato” con una politica schifosa in Medio Oriente
      meglio pensare al peggio del peggio…così se fara qualcosa di non vergognoso, si potrà essere soddisfatti e financo godere 😀
      bisogna aver chiaro ciò..altrimenti non si va da nessuna parte

      • Per Habs

        “premesso che sull’Iran é peggio di quanto pensassi e sulla Siria mi aspettavo un po’ meglio, bisogna capire che il ruolo storico di Trump (se non fallirà) é altro”

        Anche se da un punto di vista diverso, condivido l’analisi di Habs.

        Mi sembra che Trump abbia deciso di fare qualunque cosa gli chieda lo Stato d’Israele, in cambio di una mano libera su altri temi.

        La questione “genderismo” ecc. la vedo largamente simbolica: Trump non è certo un moralista di destra, non si sa nemmeno di che religione sia (qualcuno dice presbiteriano come la madre, qualcun altro cattolico come il padre), ha sempre campato di spettacolo, giochi d’azzardo e affini.

        L”antigenderismo” (scusate l’espressione sintetica) è soprattutto un segnale di richiamo per un elettorato bisognoso di simboli.

        Il vero punto di Trump è la reindustrializzazione degli Stati Uniti: protezionismo, creazione di un mercato interno, uso illimitato del petrolio. Che riflette le esigenze della “suburbia” di cui ho parlato prima – un sistema che ha bisogno di quantità incredibili di petrolio e di acciaio per mantenere l’illusione di “vivere in campagna”.

        Tutto questo sarà possibile soltanto con un sistema keynesiano fondato sul debito e sul petrolio (saudita), ecco perché dico che Trump è il nuovo Franklin Delano Roosevelt. Solo che è arrivato troppo tardi nel ciclo energetico e quindi quasi sicuramente fallirà.

        Il crollo dell’Europa unita – che mi sembra già molto in crisi – potrebbe benissimo venire stimolato da questo processo.

      • Dif says:

        Scusa Habsburgicus, ma secondo te una politica disastrosa in Medio Oriente, con tutto l’annesso di eventuali guerre, profughi, morti tra i popoli locali e ritorsioni da parte di gruppi terroristici in Europa (cioè dove viviamo noi), sarebbe un giusto prezzo da pagare per stronzate (passatemi il termine) tipo l’antiabortismo, l’antigenderismo (?) l’antivattelapesca?

        Poi i folli idealisti sono gli altri 🙂

        • Roberto says:

          Eh sì, l’importante è la fine del politically correct e poter finalmente tornare a chiamare negri i negri e froci i froci….

          • Moi says:

            http://everydayfeminism.com/2013/09/cultural-exchange-and-cultural-appropriation/

            … per me la campagna elettorale più efficace a Trump gliel’ han fatta questi. 🙂

            • Moi says:

              esempio iconico concreto di Trumpismo

              http://www.barenakedislam.com/wp-content/uploads/2016/09/rape-muslims-texas.jpg

              … cmq il Trumpismo s’inserisce nella tradizione Americana di “Pragmatismo”, pochissimo spazio alla speculazione ideologica “da Europei” o “da Liberals”

            • Moi says:

              Purtroppo le Forze dell’ Ordine NON possono ragionare “da Assistenti Sociali” … i “luoghi comuni”,specie se “malevoli,” sono la sintesi di esperienze precedenti di colleghi che “si sono salvati il culo” agendo d’istinto … NON possono permettersi, quindi, il Decostruzionismo libresco da conferenza al Grand Hotel alla presetazione del nuovo libro del Professorone Universitario di turno con le tartine prelibate.

            • Moi says:

              … NON potete pretendere che un poliziotto fermi uno stupro parandosi dinanzi allo stupratore con un libro di sociologia aperto e, leggendo la paginetta, lo stupratore si ferma !

            • PinoMamet says:

              Devo dire Moi che a volte faccio fatica a seguirti.

              Prima metti un link dove si parla del tema dell’ “appropriazione culturale”, cioè sostanzialmente di bianchi americani che mettono i copricapi di penne o il sari e fanno incazzare, a torto o a ragione, i nativi americani o gli indiani (d’India).
              Un tema interessante volendo, ma…

              che c’entra con Trump??

              poi metti un link a una fotografia/vignetta con protagonista l’immarcescibile Chuck Norris in veste di macho, ironizzando sul fatto che in Texas non avvengano stupri di massa perchè, beh, c’è Walker Texas Ranger.

              C’è un riferimento ai musulmani profughi in Germania, ma a parte questo, che c’entra Trump?

              Infine parli di forze dell’ordine che non potrebbero fermare uno stupro leggendo un libro di sociologia
              (ma neanche di ingegneria o di ricette, se è per questo), come non hanno del resto mai fatto e come nessuno mai gli ha chiesto di fare.

              Insomma, c’è un filo logico che non vedo, oppure sono sole cose così, tanto per rompere il cazzo?
              😉

      • Peucezio says:

        Mah, peggiore in Medio Oreinte proprio non penso.
        Peggio del duo Bush-Obama è impossibile.
        Ammenoché non dovesse alzarsi molto il livello dello scontro con L’Iran, ma trovo improbabilissimo che ci possa essere una guerra con l’Iran.
        In ogni caso Trump non insisterà nella politica di destabilizzazione in Siria (altrimenti dovrebbe rivedere tutta la sua impostazione in politica estera, compresa la riappacificazione con la Russia), e questo mi pare già un passo avanti enorme.
        Inoltre Obama ha rovesciato Gheddafi in Libia con la forza, Mubarak in Egitto senza intervento diretto, ha tentato appunto con Assad (lì glie l’ha impedito solo la Russia): Trump non è certo uno che fomenta primavere e cose simili.

        Semmai, una domanda che viene, se proprio gli Stati Uniti hanno bisogno del petrolio saudita per la nuova industrializzazione interna, invece di andarci a braccetto, perché non conquistano l’Arabia Saudita con la forza? Trovare pretesti è la cosa più facile di questo mondo, visti i suoi legami col terrorismo internazionale. Credo che dopo sarebbe anche una società più gestibile e meno complessa di quella irachena: ci metti un tuo fantoccio, sunnita ma non wahabita, e ti prendi tutto il petrolio che vuoi.

      • Z. says:

        C’è però un grosso rischio per gli antigenderisti: il ritorno del PC moltiplicato per 100 una volta che Trump dovesse finire la sua corsa.

        Nel frattempo vedo che, tra provvedimenti pro-banche e una nomina a favore dei cosiddetti poteri forti, el Trumpo continua a farsi gioco dei trumpettini. Come Grillo dei grillini, uguale uguale.

        Lo Zio Zeta guarda e ridacchia 😀

      • Francesco says:

        x KuK Hasburgicus

        >> oggettivo aiuto alle dx in Francia (e SOLO ALLORA, cioé solo con Marine Presidente, anche in ‘sta povera Italia), con fine all’immigrazione e ritorn ad una visione più nazionale

        qui mi par di capire che ritieni che una presidenza di M.ll Le Pen in Francia porterebbe alla “fine dell’immigrazione” … sono sicuro che si tratta di un lapsus calami e non che tu attribuisca alla brutta biondina francese poteri divini, giusto?

  17. Moi says:

    Io conoscevo uno Friulano che si chiamava “Boschèt” (pronunciando tutto) … SE “Blondet” è un cognome Friulano, dovrebbe fare uguale.

  18. Mario says:

    L’Occidente, luogo dell’occaso, deflagra, e qui si discute di pronunce di cognomi: alla veneta, alla friulana, in salsa di rabarbaro, alla frutta.
    Trump, cui c’eravamo affidati nonostante la sua professione di eresia sia tra le più crasse, si pone contro il glorioso popolo iraniano, ma non contro quello saudita, sia chiaro: la linea di Obama è confermata, in questo caso. L’asse Putin-Trump rimane un onirismo da kali-yuga avanzato, un aborto di Loki che avvince Fenrir l’incontenibile. Questa asse del bene avrebbe contribuito a spazzare via la baraccopoli di Santa Marta, la mafia di San Gallo, elettrice insieme all’NSA di Bergoglio, il cineasta Sorrentino e la sua congrega di eletti estenuati, e la produzione scatologica del marrano argentino, maledetto tra i maledetti, mascherata da esortazione postsinodale, magistero ordinario ovvero poststraordinario da teoresi metacognitiva.
    Da giorni ormai ho una visione, forse un ricordo di un lontano passato, o un sogno lucidamente architettato in un salotto iperboreo: una razza di eletti, un manipolo di giovani con occhi azzurri, biondi, alti, le cui fronti armoniche si volgono verso Thule, si erge tra le rovine fumanti di un’Europa devastata, ad attendere, sconfitti dalla storia ma trionfanti sul piano della mitopoiesi metapolitica, la fine, a cercar la bella morte.

    • Z. says:

      Mario, miseriaccia, almeno i fondamentali!

      È Loki l’incontenibile, ed è Fenrir ad avvincerlo. Mica versavice!

      Non lasciare che le fosche brume mediterranee offuschino il maschio sole vichingo di mezzanotte!

      • Mario says:

        Avevo volutamente rovesciato i semantemi del mitologhema, per atteggiarmi a trickster dell’avanzata età del lupo.

        • Z. says:

          Tu sei un genio. Chi lo mette in dubbio è un tanghero e va perdonato poich’egli non sa quello che dice.

  19. Mario says:

    E comunque, no: Tyr incatena Fenrir, che gli strappa una mano col suo mordo ferale. La mutilazione qualificante del Dio invitto, che ricorda antichi miti storificatisi in Roma, oltre che la sostanza della storia della salvezza.

  20. Moi says:

    Trump cambierebbe qualcosa nella società Americana SE tornassimo a vedere da Hollywood (!) scene nei film NON politically correct … qualcosa (ipotetico) almeno-almeno da prima metà Anni Novanta (in giù).

    Ma NON credo …

  21. Moi says:

    Prima metti un link dove si parla del tema dell’ “appropriazione culturale”, cioè sostanzialmente di bianchi americani che mettono i copricapi di penne o il sari e fanno incazzare, a torto o a ragione, i nativi americani o gli indiani (d’India).
    Un tema interessante volendo, ma…

    che c’entra con Trump??

    ———–

    Forse che ‘sti bianchi eterosessuali cis-gender “cristiani” (virgolettato per capirsi …) che se respirano già offendono qualcuno … si son rotti lo scroto e han votato Trump apposta ? … Qualcuno, ci sarà stato.

    • PinoMamet says:

      Così è più chiaro, e va bè.

      Anche se continuo a credere che:

      -siano dei poveri illusi. Raramente i fiumi invertono la corrente, e sicuramente non lo fanno a forza di urla. Più intelligente deviare il corso della corrente, trovandogli un alveo ancora più comodo.

      -Trump è un rozzone, ancora più di Berlusconi; ma degli altri rozzoni gli importa ancor meno di quanto importasse a Berlusconi. Il quale aveva una forma di vicinanza umana al suo elettorato, e persino al suo non-elettorato, che mi pare mancare totalmente a Trump.

      • Per PinoMamet

        “Il quale aveva una forma di vicinanza umana al suo elettorato, e persino al suo non-elettorato, che mi pare mancare totalmente a Trump.”

        su questo non sono affatto d’accordo. Trump ha un bel senso dell’umorismo molto americano. Qui c’è un esempio terrificante, un suo discorso prima delle elezioni, a una cena di beneficenza, organizzata dalla diocesi di New York e aperta a soli miliardari, nonché ai due candidati (Trump e Clinton).

        Chi vuole capire perché Trump ha vinto le elezioni, deve solo ascoltare il suo discorso…

        • PinoMamet says:

          Mi fido di te, però qua in Italia mi pare che passi l’immagine di un uomo abbastanza aggressivo;
          anche i suoi exploits sui social media (un vizio dei politici di oggi; secondo me sarebbero più popolari senza ), perlomeno quelli che ho letto, mi sembrano improntati a una forza di trionfalismo-da-reazione abbastanza antipatico
          (“ce l’avevate con me e invece ce l’ho fatta!”)

          ma sicuramente l’immagine che passa è parziale e distorta.

          • Z. says:

            Vicinanza umana ne vedo poca in entrambi: parlo dell’ elettorato, dato che nel privato non sappiamo come siano.

            Però il gusto con cui Trump sfotte i suoi stessi fan lo rende – ancora una volta – più simile a Grillo che a Berlusconi…

            Il quale, in effetti, non bazzica i social videogames.

            Z.

            PS: forse non hai torto sulle twittate. Ma più che a renderti popolare, i SS.VV. servono a mio avviso a far sì che si parli di te. E direi che funzionano alla grande, purtroppo.

      • Per PinoMamet

        “Raramente i fiumi invertono la corrente, e sicuramente non lo fanno a forza di urla. ”

        Come sempre con i politici, i casi sono due: o Trump c’è o ci fa, e questo lo capiremo solo a fine corsa.

        Il punto è che la “middle class” americana, cioè la maggioranza del paese, è alla frutta; è veramente stata distrutta dalle politiche precedenti (che a parte Carter, hanno dimostrato una notevole continuità da Nixon in poi).

        Che si voglia applicare il rimedio di Trump (“benzina e fabbriche per tutti!”) oppure qualcosa di più sano, non esistono più margini per farlo in maniea gentile. I tempi non aspettano.

        Quindi non ho problemi con lo stile di Trump; ho problemi proprio con il programma di fondo, che consiste nel salvare l’insalvabile.

  22. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=Zq59AjNWQE4

    il Nosferatu 😉 Rigor Montis [cit.] Kalergico Shockato …

  23. mirkhond says:

    “Devo dire Moi che a volte faccio fatica a seguirti.”

    Non sei il solo. 🙂
    Il problema di Moi, è che, avendo idee di destra ;), ricorre ad un elaborato ed arzigogolatissimo 🙂 linguaggio criptico, forse per evitare polemiche con chi non la pensa come lui.
    Anche perché Moi NON nasce di destra, ma lo è diventato per una serie di delusioni scaturite dalla liquefazione del vecchio PCI dal 1989 in poi.

  24. mirkhond says:

    “siano dei poveri illusi.”

    Riguardo ai suoi sostenitori italici, Blondet si è già disilluso, Habsburgicus comunque ci vuol vedere del buono, pur consapevole della sostanziale continuità della PESSIMA politica americana su Medioriente degli ultimi 26 anni.
    Peucezio invece, è ancora in fase di innamoramento acuto 😉 e, come per tutti gli innamorati, gli ci vorrà più tempo per accorgersi della SOLA in cui ha creduto! 🙂

    • PinoMamet says:

      Quello che mi stupisce dei sostenitori italiani di Trump, perlomeno di quelli che leggo su questo blog (che sono anche gli unici; quasi tutte le mie altre conoscenze sono decisamente contro), è il loro mettere il carro davanti ai buoi, o se preferisci, avere le idee confuse in merito alle priorità.

      Cioè, negli USA moltissimi nativi americani (e moltissimi non-nativi americani) stanno protestanto contro la costruzione di una Pipeline che attraversa il territorio dei Lakota, con relative espropriazioni ecc.;

      si tratta dell’ennesima TAV o GOII come direbbe Miguel, e come tale al pubblico italiano può benissimo non fregargliene niente perché è roba americana.
      E vabè.
      Non è neanche iniziata con Trump.

      Ma allora, perché al pubblico italiano, come al nostro Moi, dovrebbe interessare invece particolarmente il tema dell’ “appropriazione culturale” che farebbe un americano bianco mettendosi un finto copricapo sioux?
      con quanti sioux arrabbiati con questo uso ha parlato?
      anzi, con quanti sioux tout court??

      Mi sembra che il tema del “revanscismo bianco” (eterosessuale, cristiano, conservatore, maschile ecc.) sia per molti più importante di qualunque altra considerazione.

      Non gli importa nulla, in fondo, del fatto che Trump sia più o meno ingerente, e come in politica estera; crei salari o li distrugga; aumenti o diminuisca il welfare; ecc.

      no, importa solo di poter vedere un film dove si dice “negro” e “frocio”.
      Boh!

      • mirkhond says:

        Condivido l’analisi di Pino.
        Ma, in fondo è lo stesso problema dei critici di Bergoglio:
        dietro la difesa dei “valori” cristiani, in realtà si auspica un ritorno a ritualismi sacramentali e ad una Chiesa IN COMBUTTA con dittature di destra, per non voler accettare un Cristianesimo che si sporchi le mani CONTRO il potere, un Cristianesimo che sia DAVVERO TALE andando incontro ai rifiuti umani della società benestante e forte, esattamente come faceva Gesù.
        Molto più facile seguire una Chiesa tutta liturgie e sacramenti in Latinorum, tra incensi e orpelli dorati, ma INSENSIBILE o comunque scarsamente interessata alle ingiustizie sociali e alle sofferenze degli scartati dalla società.

        • Peucezio says:

          Mirkhond,
          non puoi negare però che per due millenni la Chiesa Cattolica era tutta liturgie e sacramenti eppure faceva eccome la carità e temperava, a volte con vigore, le prepotenze dei più forti.
          Tu in questo modo crei una sorta di polarità: destra a favore dei ricchi e dei bianchi – sinistra a favore dei deboli, e siccome metti Bergoglio dalla parte della seconda, devi mettere i reazionari dalla parte della prima. Sarà pure vero per molta parte dei reazionari.
          Ma non ha nulla a che fare col mondo che i reazionari rimpiangono e che anche tu in qualche modo rimpiangi (per inciso, nel Regno delle Due Sicilie si diceva il rito tridentino e non credo che i Borboni avrebbero apprezzato né lo stato laico piemontese che li ha distrutti, né la chiesa postconciliare, altrettanto laicista e aperta alla modernità=.

          • mirkhond says:

            Le mie simpatie borboniche paradossalmente mi portano all’avversione verso certi formalismi.
            Non dimentichiamo che Pio IX nel 1864-1865 MOLLO’ la resistenza antipiemontese delle ex Due Sicilie, accettado DE FACTO il nuovo ordine ma$$oniko piemontardo.
            E lo stesso povero Francesco II in esilio, fu costretto a sua volta nel 1866 a sconfessare la nostra resistenza, perché non aveva più appoggi (l’Austria nel 1866 era sulla difensiva, e l’esito della guerra contro piemontitalia era già scontato; Custoza e Lissa furono tragedie dovute alla megalomania del governo piemontardo).

      • Z. says:

        A Peucezio piace provocare e reagire. Lui stesso ha raccontato di come amava vestirsi da ragazzo, e del perché.

        Ha persino votato SI al referendum: perché nauseato dalla canea degli strilloni con pose da sedicenti intellettuali, secondo me.

        Percepisce le balle di Trump come liberatorie. Secondo me il teatrino su Islam e dazi e immigrazione serve essenzialmente a distrarre l’opinione pubblica, ma a lui piace perché la parte del sistema che lo osteggia finge indignazione.

        • PinoMamet says:

          Mi sono perso quel commento, mi sa: come amava vestirsi?

        • Peucezio says:

          Z.,
          sul referendum: sì, Renzi rappresenta un tipo di italiano istrionico vecchia maniera, che non piace alle élite fighette, ma non è solo quello.
          Al di là delle questioni di merito (ci sarebbe da fare una seria analisi su un paese in cui gli elettori impediscono le riforma della costituzione, la corte costituzionale cassa le leggi elettorali e, essendo in un sistema tripolare senza una forma di correzione in sens fortemente maggioritario, rischiamo l’ingovernabilità per i prossimi vent’anni), c’è anche un’avversione verso un sentimento popolare violento, volgare, che cerca il capro espiatorio: non è che tutto ciò che è popolare è sempre bello e quando si agitano i sentimenti più abbietti provo un certo schifo.

      • Per Pino Mamet

        “no, importa solo di poter vedere un film dove si dice “negro” e “frocio””

        Infatti.

        Ovviamente a sinistra non è molto diverso: Trump è cattivo perché dice “negro” e “frocio”, non perché prospetta TAV e GOII (al contrario delle destre storiche statunitensi).

  25. mirkhond says:

    Anche a me non piace il sistema detestato da Peucezio.
    Però non è sempre vero che il nemico del mio nemico sia un mio amico!
    Il fatto è che Peucezio, nonostante tutto, crede ancora nello Stellone dell’ Occidente, che esso possa ancora essere un faro di civiltà e cultura.
    Mentre invece è solo un sistema decrepito che prima verrà spazzato via, meglio sarà.
    Chi si arrocca su un conservatorismo sterile, rischia di venire travolto.
    La vera “reazione” dovrebbe avvenire piuttosto nel nostro modo di vivere.

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      “Il fatto è che Peucezio, nonostante tutto, crede ancora nello Stellone dell’ Occidente, che esso possa ancora essere un faro di civiltà e cultura.”

      Scusami, questo però non te lo posso concedere.
      Non l’hai detto volendo essere offensivo, ma è una tale distorsione della realtà e di tutto ciò che scrivo qui da anni a questa parte, che davvero non posso lasciarlo passare.
      Faro di civiltà e cultura… ma se ha devastato il mondo (e vorrebbe rompere i coglioni anche fuori)? L’Occidente è il cancro del genere umano.
      Tutto ciò che scrivo qui (e altrove) è sempre e da sempre antioccidentale: l’occidente per me non è un nemico, ma il nemico e se per un incredibile accidente storico, su cui, a differenza del buon Habsburgicus, cui ho dovuto dare a posteriori ragione, in questo momento qualcosa di buono viene proprio dal cuore dell’Occidente più estremo, è perché evidentemente, per qualche arcano meccanismo, è proprio il cuore dell’Occidente che sta deoccidentalizzandosi.
      L’Occidente è per definizione dinamico, progressivo, proiettato all’esterno di sé, con le armi e col commercio. Trump in fondo non è occidentale.

      • mirkhond says:

        Ho l’impressione che il tuo “antioccidentalismo” sia come quello di Habsburgicus, più che altro un problema di classe dirigente.
        Cioé che l’occidente di OGGI sia dominato dai Giudei.
        Se costoro, per opera dello Spirito Santo, dovessero mollare il timone, cadrebbe anche il vostro “antioccidentalismo”
        A mio modesto parere invece, pur non potendo negare il dominio CULTURALE e politico della Khazary&Company sull’occidente di oggi, quest’ultimo è ormai talmente corrotto e marcio, che solo una CATASTROFE forse, potrebbe salvarci…….

        • mirkhond says:

          Cioé non credo che basti un cambio di classe dirigente (ammesso che fosse possibile) per far risorgere la civiltà occidentale.
          Certi argomenti mi paiono simili al pensiero degli ultimi intellettuali pagani del V secolo dopo Cristo, secondo i quali l’Impero Romano (o meglio la sua Pars Occidentis) si stava sgretolando per colpa del Cristianesimo, senza vedere come nella Pars ORIENTIS, Roma fosse ancora ben salda (e durando, sia pure in dimensioni sempre più ridotte, per un’altro millennio).

        • Peucezio says:

          Insomma, perché pretendi tu di farti interprete del pensiero mio, quasi lo sapessi meglio di me?
          Non ho bisogno del portavoce o dell’esegeta, tantomeno se interpreta male.
          Io non mi riconsco nell’Occidente almeno dall’epoca carolingia (e lì gli ebrei non c’entravano nulla), e ritengo sia quella la nascita dell’Occidente storicamente inteso (anche se le radici sono molto più antiche).
          Non mi riconosco nell’Occidente della riforma protestante, delle esplorazioni geografiche (anche della Spagna e del Portogallo cattolici e non certo filoebraici), del colonialismo, dell’espansione.
          Non mi riconosco nell’Occidente della Rivoluzione Industriale, della produzione in serie, del capitalismo, delle rivoluzioni liberali. E sono tutte cose in cui gli ebrei non c’entrano o c’entrano indirettamente: ci si inseriscono a posteriori, nell”800, quando già le strutture fondamentali dell’Europa borghese e capitalista si erano create si stavano sviluppando.

          Semmai la questione è simbolica e archetipica e in questo senso gli ebrei c’entrano, ma come origine prima, come essenza dello spirito occidentale.
          L’Occidente è per definizione il luogo del tramonto e della decadenza, ma è anche il luogo del futuro, della storia intesa in senso progressivo, della priezione in avanti.
          Quindi l’Occidente è il male.

          Se con Occidente intendi i latini e i greci, non sono antioccidentale, ma il fatto è che considerare occidentale la calssicità è una proiezione moderna a posteriori: i latini e i greci non si consideravano “occidentali”.
          L’Occidente non può essere scisso dalla cristianizzazione, quindi dalla visione lineare e finalistica della storia (mentre quella antica è ciclica, quindi non occidentale) e dalla visione dualistica del mondo, per cui c’è un principio di bene che relega nel male tutto ciò che lo precede o che vi si distingue, interpretando la vita dell’uomo come un continuo autosuperamento e autorepressione (cosa che sarebbe inconcepibile sia per un orientale – un buddista o un induista – sia per un uomo dell’antichità, per il quiale bene o male si confondevano e si mischiavano e il sacro non aveva una valenza morale).
          Tutte queste cose a te non piacciono, lo so bene: tu ti riconosci in pieno nella visione fortemente morale della civiltà cristiana. Il che è perfettamente legittimo.
          Ma dimostra che l’occidentale sei tu, non io 😛

          • roberto says:

            “Io non mi riconsco nell’Occidente almeno dall’epoca carolingia”

            ti facevo più giovane 🙂

            • Francesco says:

              “dall’epoca carolingia”

              secondo me si potrebbe arrivare anche a Carlo V

              è che noi italiani siamo troppo legati all’esaltazione di quegli scriteriati ribelli che ci passano per “epoca dei Comuni” e non studiamo bene l’Impero

              ecco, se Carlo V avesse vinto, estirpato le eresie, riunito l’Europa, magari avesse potuto affrontare i Turchi, credo che sarei più felicemente occidentale

              😀

      • Z. says:

        Peucezio,

        — L’Occidente è per definizione dinamico, progressivo, proiettato all’esterno di sé, con le armi e col commercio. Trump in fondo non è occidentale. —

        Anzi, direi che Trump è una specie di monaco asceta del lontano Oriente. Un monaco asceta, introverso e meditabondo, che rifiuta armi, commercio e progresso tecnologico…

        Ammettilo: tu ci stai menando pel naso, e noi ci caschiamo a guisa di polli 😛

        • mirkhond says:

          🙂

        • Peucezio says:

          “Anzi, direi che Trump è una specie di monaco asceta del lontano Oriente. Un monaco asceta, introverso e meditabondo, che rifiuta armi, commercio e progresso tecnologico…”

          Diciamo che ci si avvicina molto.

          • mirkhond says:

            Eh?

            • Francesco says:

              Trump rifiuta, almeno a parole

              1. l’uso delle armi per motivi che non siano di basso e immediato interesse americano. niente esportazione della democrazia o interesse per le sorti degli altri popoli

              2. commercio è brutto, autarchia è bella, che si traduce in Messico è brutto, USA sono belli.

              3. sul progresso credo che il limite sia che non ci capisce un cazzo, di certo non ha santini di Steve Jobs in tasca.

              ho detto giusto?

              • Per Francesco

                “Trump rifiuta, almeno a parole”

                Non credo proprio che rifiuti il commercio. Rifiuta l’outsourcing e in genere quelle forme di commercio che fanno perdere lavoro agli statunitensi. non credo che si sia pronunciato sulle forme di commercio che fanno perdere lavoro ai messicani.

                Non mi sembra che abbia parlato poi di autarchia, che è concetto diverso (legato al concetto di autosufficienza, non alla semplice conservazione dei posti di lavoro). Comunque, se hai qualche sua affermazione in questo senso, fammelo sapere, mi incuriosisce.

            • Francesco says:

              Miguel,

              non capisco che differenza ci sarebbe tra “rifiutare le forme di commercio che fanno perdere il lavoro agli statunitensi” e l’autarchia – o forme di commercio regolate dallo Stato in base a sue logiche.

              sempre di idee erronee e disastrose si tratta, che fanno funzionare male il mercato e portano più miseria di quella che sognano di eliminare.

              forse Donald pensa di vendere liberamente in Messico e in Cina senza importare da loro? da uomo d’affari sarebbe un’idea troppo stupida!

              PS sai da cosa nasce l’outsourcing? dalla lotta alla concorrenza dei paesi a bassi salari. se lo blocchi, invece di importare Ford dal Messico importi AutodeMexico – o Volkswagen de Mexico

              • Per Francesco

                “non capisco che differenza ci sarebbe tra “rifiutare le forme di commercio che fanno perdere il lavoro agli statunitensi” e l’autarchia – o forme di commercio regolate dallo Stato in base a sue logiche.”

                Autarchia: paese povero di risorse, che teme attacchi militari da tutti e cerca di trovare risorse in casa + colonie fertili (poi rivelatesi fregature). Il paese in questione non si pone il problema della disoccupazione o del posto di lavoro. Una popolazione che almeno possiede per la maggior parte casa (magari un tugurio) e dei campi.

                Trumpismo: il paese più ricco di risorse di tutto il pianeta, colpito da una catastrofica perdita di lavori sicuri, che sono alla base del sistema interno di debiti (per acquisto case, auto, università, ecc.). Il paese, che campa di petrolio importato dall’Arabia Saudita e dal Kuwait e non ha alcuna intenzione di farne a meno, cerca di fare qualcosa per difendere quei posti di lavoro.

            • Francesco says:

              Miguel

              da alcuni anni gli USA sono autosufficienti quanto a petrolio, se non sbaglio, grazie allo shale gas

              o, meglio ancora, grazie a quello hanno calmierato il prezzo mondiale del petrolio

              sulla disoccupazione, vedi sotto

              ciao

  26. mirkhond says:

    “Lui stesso ha raccontato di come amava vestirsi da ragazzo, e del perché.”

    ??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????

  27. mirkhond says:

    “Tu in questo modo crei una sorta di polarità”

    Non sono io a creare alcunché. Mi limito ad osservare ciò che accade e le dichiarazioni in merito.
    Oggi non si può negare che tanta destra conservatrice sia razzista, se ne freghi dei poveri (se non per quelli speculari ai loro interessi, vedasi alessandra mussolini con i senza casa di Rosarno, contro Bello Figo Gu), e il tutto anche in nome di Gesù e dei “valori” cristiani.

    • Peucezio says:

      E a me che me ne fotte?
      Io mi rifaccio alla Chiesa medievale e a quella controriformista?
      Hai qualcosa da eccepire contro la Chiesa medievale e controriformista?
      In tal caso ti ascolto, ma non c’entra nulla Bush, lo scontro di civiltà, ecc.

      • mirkhond says:

        Peucezio

        Non si può negare come settori del “tradizionalismo” flirtino con esponenti politici e ambienti culturali di certa destra razzista orientofoba, e che sguazza sul conflitto tra poveri nostrani e poveri immigrati.

        • Peucezio says:

          E, ti ripeto, a me che me ne fotte?
          Io non sono per l’immigrazione, ma non sono orientofobo, sono per i palesitnesi (come i miei amici sedevacantisti) e contro Israele.
          Ma soprattutto tutto ciò non è pertinente.
          Pio V non era né per Israele né per i Palestinesi, né contro né per l’immigrazione, né per o contro Salvini, visto che nessuna di queste cose esisteva.
          E comunque ieri e oggi sarebbe per Cristo e contro i suoi nemici, siano protestanti, ebrei, islamici, comunisti, liberali, ricchi poveri, biondi, bruni, belli o brutti.

  28. mirkhond says:

    “Trump in fondo non è occidentale.”

    Sei ancora in fase di innamoramento acuto! 🙂

  29. mirkhond says:

    “per inciso, nel Regno delle Due Sicilie si diceva il rito tridentino”

    Lo si diceva in tutto l’orbe cattolico latino.
    Se le Due Sicilie fossero sopravvissute, si sarebbero adeguate ai cambiamenti, dinastia in primis.
    Come, ad esempio, nella Spagna.

  30. mirkhond says:

    Riguardo a Trump, Miguel ci ha spiegato come il suo obiettivo sia quello di un’ulteriore DEVASTANTE industrializzazione del già fin troppo martoriato territorio statunitense, mentre in politica estera dare il TOTALE APPOGGIO ad Israele nella sua “bonifica” etnica in Palestina e assecondandone le ossessioni antiiraniane.
    Insomma, una diversa declinazione delle politiche statunitensi degli ultimi 26 anni.
    Dunque non proprio un “reazionario” antiturbocapitalista.

    • Francesco says:

      1) più che ulteriore industrializzazione, sarebbe il ritorno delle industrie e dei salari, dove adesso c’è deserto e miseria

      2) un salutare rinnovamento di infrastrutture obsolete, che dovrebbe anche ridurne l’impatto ambientale

      3) ha già parlato male delle colonie di Israele, oltre a chiarire che non gliene frega nulla.

      4) sull’Iran, in effetti, è più ostile di Obama. forse però è realismo e non ossessione

      ciao

  31. mirkhond says:

    “Io mi rifaccio alla Chiesa medievale e a quella controriformista?”

    E’ una domanda?

  32. mirkhond says:

    “Insomma, perché pretendi tu di farti interprete del pensiero mio, quasi lo sapessi meglio di me?
    Non ho bisogno del portavoce o dell’esegeta, tantomeno se interpreta male.”

    Certamente sbaglio nel dettaglio, ma da uno che teme le migrazioni di massa che possano alterare (cosa poi?) la nostra identità, che va dietro ai movimenti “populisti” di destra, francamente non mi sembra di vedere una persona che non ama l’occidente.
    Al massimo prende le distanze relativamente alle sue attuali classi dirigenti.
    Certo, rispetto ad Habsburgicus hai il pregio di comprendere le ragioni del mondo ortodosso, ma andando dietro a tradizioni ormai sepolte, ragioni esattamente come quegli intellettuali pagani della tarda antichità romana, che detestavano il Cristianesimo, perché lo ritenevano responsabile del crollo di Roma.
    Crollo che a loro dispiacque (esattamente come ai loro avversari cristiani) perché come alternativa non vedevano altro che il buio (i Cristiani almeno, potevano sperare nella Città di Dio di agostiniana memoria).
    Esattamente come te, che ti attacchi a visioni culturali ormai sepolte, perché non riesci a scorgere alternative (e non del tutto a torto).

    • Peucezio says:

      Scusami, senza offesa, ma veramente non capisci nulla di quello che scrivo.
      La mia ostilità verso il meticciato non vedo cosa c’entri contro l’Occidente.
      Io sono legato a un mondo primitivo, tradizionale, statico, in cui ci si muove e ci si mescola poco, con ritmi infinitamente più lenti e graduali di oggi. Può non piacerti, ma è un altro discorso.
      Semmai è la civiltà occidentale che ha ridotto le distanze, creato un mondo dinamico e velocissimo, in cui tutte le specificità si perdono, tutto si mescola, si omologa in nome del mercato, che ha sviluppato invenzioni e mezzi impensabili fino a un secolo fa che consentono a milioni di uomini di muoversi da una parte all’altra del mondo in poche ore, di ricevere migliaia di informazioni sul mondo in tempo reale.
      Cosa c’entra questo col villaggio neolitico o medievale in cui non succede niente o quasi per generazioni?

      • PinoMamet says:

        “Io sono legato a un mondo primitivo, tradizionale, statico, in cui ci si muove e ci si mescola poco”

        che non è mai esistito 😉

        scusa Peucè ovviamente scherzo, ma neanche tanto…

        a me pare che fin dalla, e nella, preistoria, ci si muovesse parecchio e ci si mescolasse in continuazione;
        ahò, la gente veniva apposta dall’Africa per mescolarsi con i Neanderthal 😉 e sicuramente veniva in varie ondate dal vicino oriente a portare l’agricoltura ecc.

        A dire il vero, credo che l’idea dell’uomo legato alla sua “zolla” non sia molto più antica del tardo impero romano, quando venne imposta con la forza per motivi contingenti (garantire una continuità alle coltivazioni, e una base affidabile di reclutamento);
        ma prima mi pare che la regola fosse sostanzialmente l’opposto, cioè “lascia la casa dei tuoi genitori e vai per te”, come si dice nella Bibbia
        (e come raccontano le storie del ver sacrum…)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Sì, inoltre la stanzialità agricola assoluta richiede uno sviluppo delle tecniche agricole che è relativamente recente, salvo qualche eccezione (Vicino Oriente, ecc…). I pascoli troppo sfruttati vanno abbandonati, la fertilità dei campi decresce, le risorse boschive si esauriscono…

        • mirkhond says:

          Peucezio vive di favole. 🙂
          Solo che se sono io a dirlo, s’incazza! 😉

        • Per PinoMamet

          “a me pare che fin dalla, e nella, preistoria, ci si muovesse parecchio e ci si mescolasse in continuazione”

          Io non ho alcuna simpatia per queste contrapposizioni, che mi sembrano sul tipo, due tizi che si fanno la guerra dicendo, “viva il pane!” “no, viva l’acqua!”

          Movimento e stabilità fanno parte delle cose fondamentali dell’esistenza.

          Quello che è importante è il rapporto, per quanto mobile, che si viene a formare, tra esseri umani che si incontrano;

          tra quegli esseri umani e l’ambiente attorno;

          e la continuità (mobile quanto si vuole) tra il passato e il futuro.

          Non è che tutto debba restare uguale (centomila anni fa a Firenze c’erano le scimmie e non c’erano esseri umani, ed è poco in tempi geologici); è che ci deve essere una storia, un racconto.

          E siamo responsabili di ciò che succederà ai nostri figli e ai loro figli.

          • Z. says:

            Miguel,

            ma non è questione di cosa è meglio e cosa è peggio, che è un’ossessione di voialtri della sinistra moralista no-global 😛

            E’ semplicemente un dato di fatto: sin dalla preistoria l’uomo è abituato a migrare…

            E’ bello? è brutto? boh, è così.

            • Per Z

              “E’ semplicemente un dato di fatto: sin dalla preistoria l’uomo è abituato a migrare…”

              Ed è anche abituato a sentirsi legato a certi posti. “Viva il pane! No viva l’acqua!”

            • Z. says:

              Miguel,

              ma certo, e poi sono anche convinto che oggi ci si mescoli di più di ieri. Ma il nomadismo non è nato oggi, ecco 🙂

            • PinoMamet says:

              Sì Miguel ma io non nego che le persone possano sentirsi legate a un luogo: perché no? mi pare faccia anzi parte della natura umana, così come l’istinto contrario, quello di trovarlo brutto e partire proprio perché è il luogo natale.

              Io dico solo che, in effetti, l’umanità si è spostata fin dalla preistoria, l’idea peuceziana 😉 di tanti micropopoli quasi incomunicanti, ognuno arroccato sul suo atavico fazzoletto di terra, per quanto suggestiva, non ha troppe basi storiche.

        • Peucezio says:

          Pino,
          “Neanderthal 😉 e sicuramente veniva in varie ondate dal vicino oriente a portare l’agricoltura ecc.”

          Hai idea di quanto ci mettesse?
          Guarda che è stato calcolato.
          Si parla di cose tipo un chilometro all’anno.
          Significa che per farne mille, cioè per andare da Milano a Bari, ci vuole un millennio.

          • PinoMamet says:

            Mah! mi pre un’esagerazione presa per i singoli casi: la gente non si sposta di un solo chilometro all’anno!
            si sposta finchè non trova quello che cerca.

            Intesa come misura media dei movimenti delle popolazioni preistoriche nel lungo periodo, per quanto possa valere una simile misura, è invece probabile.

            Basta non confondere le due cose!

            • Per PinoMamet

              “Mah! mi pre un’esagerazione presa per i singoli casi: la gente non si sposta di un solo chilometro all’anno!
              si sposta finchè non trova quello che cerca.”

              Comunque non confondiamo la misura di Trump con la questione generale dell’immigrazione.

              E’ una scenografica misura “antiterrorismo”, non “anti-immigrazione” (poi giustamente uno si chiede, che senso abbia fermare l’ISIS, lasciando entrare sauditi e vietando l’ingresso a iraniani).

              I musulmani che arrivano negli Stati Uniti non ci arrivano con il gommone: sono una ristretta élite di persone di famiglie benestanti, in genere sono professionisti di vario tipo.

              Come al solito, proiettiamo le nostre problematiche (tipo “spacciatori marocchini e venditori senegalesi fastidiosi”) sulla realtà degli Stati Uniti.

              Casomai, ci sarà da capire come agirà Trump nei confronti della vera immigrazione, che è quella latinoamericana.

            • PinoMamet says:

              Non ho mica capito il nesso, io stavo parlando di migrazioni preistoriche con Peucezio, Trump mi manca…

              penso che la diversa “incastellatura” dei commenti
              (cioè, tu li leggi in un ordine diverso dagli altri lettori) abbia colpito ancora 😉

              oppure c’è qualcosa che mi sfugge!

              • Per Pino Mamet

                “penso che la diversa “incastellatura” dei commenti
                (cioè, tu li leggi in un ordine diverso dagli altri lettori) abbia colpito ancora”

                Il vostro grillo parlante vi invita pazientemente a citare sempre un pezzo del commento a cui state rispondendo, come faccio io.

    • Peucezio says:

      Un’altra cosa non capisco: tu mi accusi sempre di rifarfmi a valori morti.
      Questo significa che trovandosi in un mondo di merda, uno dovrebbe dire che è bello, anziché continuare a difendere ciò in cui si riconosce, indipendentemente da quanto sia vitale in questo momento?
      Siccome te ne vieni ossessivamente con questa cosa, ti chiedo: quanto il mondo mediorientale delle chiese cristiane primitive è vitale?
      A me sembra che ne stiano scomparendo le ultime vestigia. Dovresti per questo amoarlo di meno? Andare dietro al mercato e al consumismo? In pratica, mutatis mutandis, tu mi inviti esattamente a fare questo.

      • mirkhond says:

        Non ti accuso di niente. Constato un tuo atteggiamento culturale.

        “Andare dietro al mercato e al consumismo? In pratica, mutatis mutandis, tu mi inviti esattamente a fare questo.”

        No. Sperare che crollino.

        • Peucezio says:

          Perché dopo rimanga il nulla?
          Perché se nel frattempo, come minoranza, come individuo, come quello che vuoi tu, non hai coltivato qualcosa, crollato quello, resta il nulla.

  33. Moi says:

    … Donald Trump come Silvio Berlusconi ?

    … Donald Trump come Franklin Delano Roosevelt ?

    C’è chi alza uteriormente “il tiro” :

    Ognuno ha il suo fantasma, e Trump li rappresenta tutti. Vedi Mao
    I sinologi americani tracciano parallelismi con il Grande Timoniere. Ma così accade in altri paesi, con altri leader. Sarà un’ossessione?

    http://www.ilfoglio.it/esteri/2017/02/05/news/trump-mao-dittatore-rappresentazione-leader-ossessione-118586/

    PS

    Naturalmente c’è anche chi dice come Adolf Hitler … ma in fondo una bella Reductio ad Hitlerum non si nega ad alcun Potente, no ?

    • Per Moi

      “… Donald Trump come Silvio Berlusconi ?

      … Donald Trump come Franklin Delano Roosevelt ?”

      Non vedo il parallelo né con Berlusconi né con Mao, se non forse a livello di carattere, che mi interessa poco in questo contesto.

      Il parallelo con FDR mi sembra ovvio: affrontare la crisi con feroci denunce contro le elite e le banche, lanciando grandi opere pubbliche, dalla TVA alla Seconda guerra mondiale (solo quest’ultima ha funzionato in realtà), fregandosene del debito. Riunendo attorno all’idea che “c’è pappa per tutti” sia i sindacati che le grandissime imprese.

      Poi ci sono ovviamente molto differenze, a partire dalla politica latinoamericana alla base elettorale, che coincide in buona parte con quella di Trump (operai e campagna), ma è diversissima per il resto (per Roosevelt, cattolici ed ebrei).

  34. Moi says:

    http://www.newyorker.com/news/daily-comment/the-maoism-of-donald-trump

    The Maoism of Donald Trump
    By Jiayang Fan
    13th May 2016

    (quindi un Cinese , o almeno un Asiodiscendente o come si dice ma soprattutto … scritto prima (!) delle Presidenziali USA 2016, quando Donald Trump era lo “underdog” e Hillary Clinton la “overbitch” … o come si dice, visto che detta così fa un po’ ambiguo 😀 … )

  35. mirkhond says:

    “ma veramente non capisci nulla di quello che scrivo.”

    Se sognare un mondo che non esiste più è non capire nulla……..

  36. mirkhond says:

    “La mia ostilità verso il meticciato non vedo cosa c’entri contro l’Occidente.”

    C’entra eccome, visto che appartiene a quel milieu di destra che circola in Occidente, e a cui ti senti legato, che teme il meticciato (che c’è sempre stato dalla notte dei tempi) proprio perché teme di perdere la propria identità…occidentale.
    Che poi il tuo amico Salvini, per occidente, intende difendere il consumismo, non ti impedisce di andargli dietro……

    • Mario says:

      Il meticciato è sul piano razziale ciò che il mercato è sul piano economico, che è sul piano morale il gender, che è sul piano dell’antropologica conciliare la “dignità della persona” (Dignitatis Humanae). Si deve quindi insistere sulla difesa della differenza come polarità: razziale, economica, antropologico-sessuale. Forma e fato: sentimento del tragico contro epimeteismo da conciergerie revivalista.

    • Peucezio says:

      “C’entra eccome, visto che appartiene a quel milieu di destra che circola in Occidente, e a cui ti senti legato, che teme il meticciato (che c’è sempre stato dalla notte dei tempi) proprio perché teme di perdere la propria identità…occidentale.
      Che poi il tuo amico Salvini, per occidente, intende difendere il consumismo, non ti impedisce di andargli dietro……”

      Ma tu deliri.
      Quale milieu di destra che circola in Occidente e a cui mi sentirei legato… C’è molto più nazionalismo fuori dall’Occidente, guarda la Russia, guarda la Cina.
      Guarda la Corea del Nord!
      L’Occidente esporta solo élite frocie e cosmpolite.

      Senti, tu la devi smettere
      1) di pretendere di interpretare le idee degli altri al posto loro, oltretutto senza averci capito nulla, parlando a sproposito,
      2) di mancare di rispetto all’interlocutore,
      3) di cercare continuamente la polemica per la polemica.
      Approfittare dell’infinita tolleranza di Miguel verso qualsiasi intemperanza di chiunque e dell’estrema libertà che ci lascia, per fare di tutto per irritare il prossimo senza motivo, è un comportamento incivile.
      Darmi del filo-occidentale sgnifica, oltre che dire una cazzata sesquipedale, offendermi profondamente, quindi fammi il santo piacere di smetterla una volta per tutte.

      • mirkhond says:

        Ogni volta che ti si fa una critica, ti senti offeso.
        E poi sono io quello strano…sì, ma in buona compagnia! 🙂
        Sul Salvini poi non hai risposto perché on fondo sai CHE E’ VERO ciò che ho detto.
        Ecco perché ti offendi e dai del maleducato (?!) solo a me, mentre ad altri che ti prendono per il culo, non dici niente.
        Miguel è tollerante con tutti, anche con le TUE di STRONZATE.
        Se maleducazione vuol dire criticare ciò che dici, allora si sono maleducato.
        E cordialmente, vaffanculo!

  37. mirkhond says:

    “Semmai è la civiltà occidentale che ha ridotto le distanze, creato un mondo dinamico e velocissimo, in cui tutte le specificità si perdono, tutto si mescola, si omologa in nome del mercato, che ha sviluppato invenzioni e mezzi impensabili fino a un secolo fa che consentono a milioni di uomini di muoversi da una parte all’altra del mondo in poche ore, di ricevere migliaia di informazioni sul mondo in tempo reale.
    Cosa c’entra questo col villaggio neolitico o medievale in cui non succede niente o quasi per generazioni?”

    Dovresti chiederlo al tuo amico Salvini, visto che vi unisce la lotta contro il meticciato.
    Solo che a lui di sedevacantismo e compagnia bella, non gliene fotte niente.
    Lui, vuole solo salvare una civiltà consumistica, peraltro in crescente declino.
    Dunque quello che dovrebbe chiarire meglio i propri orientamenti e simpatie politiche, sei tu.

  38. Moi says:

    Va be’ che qui purtroppo i commenti sono estremamente dispersivi … ma scrissi anche che i Protezionismi Trumpisti, in Europa, sarebbero roba da SocialDemocratici, che varrebbero accuse di Socialismo, se non addirittura di Comunismo.

    Quanto all’ ossessione cultural-identiraria di Essere di Sx … poche pugnette : son quasi 30 anni che in Europa “Sx” viene inteso all’ Americana :

    Tutto-Uguale-A-Tutto senza gerarchie (se non l’ inversione del tradizionale) ; mentalità del You-Are-What-You-Feel; una smània di NeoLingua molto (!) più strutturata e pervasiva e ingerente dell’ un tempo tanto odiata URSS; del Diritto a poter essere tutto e il suo contrario realizzando con tecnologie informatiche e biologiche / ormonali/ chirurgiche tutto ciò che la Gnosi poteva solo speculare senza applicare … ma NON è ammissibile essere poveri, come nel peggior Calvinismo Secolarizzato.

    Il Marxismo ridotto a stranezza da Freak Youtuber / Ospite TV come Diego Fusaro …

    Questo (!) è ciò che significa “Sx” nel Nuovo Millennio … nonostante la profonda malafede di troppi politicanti e la disarmante ottusità di troppi votanti da Fideismo Politico !

  39. Mario says:

    Secondo me Peucezio ha perfettamente ragione. Il suo sedeprivazionismo, poi, lo rende totalmente immune dalle influenze del manuale del perfetto omologato, diffuso da Bergoglio via media, su mandato di Soros, alle masse in genere colpevolmente ignoranti.

  40. mirkhond says:

    Se è privo, come fa ad essere immune? 🙂

  41. Mario says:

    E’ immune dall’omologazione proprio perchè ritiene la sede priva, formaliter, di un occupante legittimo. Attenzione, perché nel calderone degli omologati non ci galleggiano solo progressisti e simile marmaglia, ma anche buona parte di quelli che si definiscono, “faute de mieux”, tradizionalisti.

    Cattolicesimo e razzismo non fanno rima, caro Mario.

    L’ho scritto chiaramente: Pio XI ha condannato formalmente il razzismo nazista, volgarmente biologico e di probabile ascendenza darwiniano-teosofica. Ma un conto è questa forma oscena di ideologia, un altro è il differenzialismo, ovvero la teoria dei temperamenti. Altrimenti, i corpi e i tratti somatici non significherebbero nulla.
    La cosa che mi dispiace di più, nella mia misera esistenza, è di avere rarissimamente le mie ragioni, e nel resto dei casi ragione.

  42. mirkhond says:

    “Altrimenti, i corpi e i tratti somatici non significherebbero nulla.”

    Però l’uomo può meticciarsi con uomini di “razze” diverse, e i figli che ne nascono a loro volta possono riprodursi, a differenza dei muli e dei bardotti.
    Le “razze” umane sono fatte anche per mescolarsi, come avviene dalla notte dei tempi, con buona pace dei razzismi di ogni risma.

  43. Mario says:

    Però l’uomo può meticciarsi con uomini di “razze” diverse, e i figli che ne nascono a loro volta possono riprodursi, a differenza dei muli e dei bardotti.
    Le “razze” umane sono fatte anche per mescolarsi, come avviene dalla notte dei tempi, con buona pace dei razzismi di ogni risma.

    Assolutamente no. L’incrocio indebolisce, il rigido regime di separazione coatta tempra i corpi e le anime. Ghiaccio e fuoco.

    • Z. says:

      Ma se ghiaccio e fuoco non si fossero mischiati tra loro non ne sarebbe mai nato Ymir!

    • Mauricius Tarvisii says:

      E’ vero! Infatti basta fare su Google una ricerca per immagini per “endogamia” e si vedono i corpi temprati…

    • mirkhond says:

      Persino gli Islandesi sono un mix di norvegesi, e i loro antichi schiavi gaelici scozzesi e irlandesi.

      • Moi says:

        I Recessivi Norrenomorfi (forse un tempo così aggressivi proprio per essersi notati come tali … sono svantaggiati 😉 … NON è un gioco alla pari ! 😉

    • Francesco says:

      l’incrocio indebolisce? e questo donde discende?

  44. Moi says:

    Veniamo al dunque ;D caro ad Habs 😀 “che fa il timido” 😉 : la Figa Bianca NorrenoBaltoSlava (il non plus ultra della Bellezza Umana geneticamente ottenibile) è frutto di rari e prelibati geni recessivi … insomma : il discorso NON è più razzista di quelli del Presidio Slow Food che già a Borgo Stocazzo di Sotto l’asparago verde cromo non è più la stessa cosa di quello coltivato invece a Borgo Stocazzo di Sopra 😉 … 😀

    • Moi says:

      … siamo tornati in tema di Bello Figo Gu, che fa l’ esterofilo con la figa degli altri 🙂 😀 😉

      Scusate, ma, come già sapete per ampia previa dimostrazione, il politically correct è un potente sedativo (!) del Logos 🙂 … nevvero, Habs ? 😉

  45. Moi says:

    Comunque anche le Giamaicane “mica scherzano”, eh …Habs ! Insomma: NON è che c’è uno ed un solo Presidio Slow Fàiga 🙂 Food, anche se il tuo preferito è tanto recessivo ! 😀

    • Moi says:

      tendenzialmente, anche quelle sono “stangone” con forme “distribuite bene, se generose” … tratti somatici “negroidi” del viso (come direbbe Sizzi) molto “attenuati” in contrasto con le tonalità molto scure del derma , e così via …

  46. Moi says:

    Dài là che siamo in Italia : il diBBattito 🙂 Razzismo Vs AntiRazzismo conosce solo la dialettica di postare immagini di “Figa Pura” Vs “Figa Meticcia” 😉 !

    … Dove lo trovate un altro Paiese 😉 [cit.] così, al mondo ? … Come si puote odiarlo ?! 😉

  47. Moi says:

    … e NON fate gli Ipocriti da Leoplda : Maschietti Cis-Tutto che non siete altro ! 😉

  48. Mario says:

    Persino gli Islandesi sono un mix di norvegesi, e i loro antichi schiavi gaelici scozzesi e irlandesi.

    Ma questo è ammesso, non essendo meticciato: si tratta di popolazioni arie di Occidente, della medesima razza.

    • Moi says:

      traduzione : tutte (o quasi) stangone bionde occhi azzurri 😉 …

    • mirkhond says:

      Siamo tutti figli di incroci “razziali”, che diversamente saremmo già estinti per un’endogamia sempre più stretta.

      • Z. says:

        In particolare, noialtri bianchi – “melaninodeficienti”, direbbe Miguel – siamo essenzialmente neri difettosi 🙂

        • Moi says:

          ocio Zeto che di dài la zappa sui piedi da solo : c’è chi ti “scavalca a sx” pensando che un essere umano è un bonobo difettoso ! 😉

          PS

          Prima, véditi il documentario di Erik Gandini … poi, parla di Svezia.

          • Z. says:

            Beh, scavalcarmi a sinistra è relativamente facile. Però anche scavalcarmi a destra lo è 🙂

            E non ho mai “parlato di Svezia”. Ho citato uno studio che trovo interessante, e una serie di statistiche con noiosissimi numeri.

            PS: e ora konfessa: se uno ti dicesse che non hai diritto a parlare di Berlusconi finché non hai visto Videocracy, tu non gli risponderesti con un bel pernacchione? 😀

            • Mauricius Tarvisii says:

              Hai parlato dei “bianchi”, no? E gli svedesi non sono bianchi? Dunque hai parlato di Svezia e dunque prima di poter parlare dell’argomento devi aver visto… non ho capito cosa, ma quello 😀

            • Z. says:

              Capisco. Mi limiterò a parlare di svedesi di colore, in questo caso 😀

  49. mirkhond says:

    Sarà.
    Però i Norvegesi schiavizzando Scozzesi e Irlandesi, non è che li sentissero come pari, eh!
    La fusione, forse è avvenuta dopo la conversione al Cattolicesimo dei Norreni islandesi, intorno al 1000 d.C.

  50. Moi says:

    Sì: al massimo, salveranno un po’ di geni recessivi con l’ingegneria genetica … sempre che non appaia “razzista” ! 😉

    • Moi says:

      mutanti da sesso negli harem degli Sceicchi, ad esempio … ma se dovesse prima finire il petrolio, tornerebbero a sodomizzare capre e cammelle 😉 !

  51. Mario says:

    Però i Norvegesi schiavizzando Scozzesi e Irlandesi, non è che li sentissero come pari, eh!

    Concedo in ragione dell’evidenza dell’asserto e della realtà cui esso rimanda. Anche all’interno di un medesimo ceppo, si possono legittimamente dare gerarchie che orientino una medesima forma razziale.

    Siamo tutti figli di incroci “razziali”, che diversamente saremmo già estinti per un’endogamia sempre più stretta.

    Nego: storicamente, quanto asseverato costituisce una generalizzazione temeraria; le conseguenze ipotetiche tratte, la premessa essendo manifestamente erronea (fondata su un deteriore umanitarismo che mira alla poltiglia razziale, analoga alla poltiglia dottrinale elaborata dal vescovo di Roma, non a caso favorevole a “gender” e “melting pot”), oltre che apocalittiche sono materia censurabile.

  52. mirkhond says:

    Fatto sta che la storia umana è piena di mescolamenti, dai quali discendiamo tutti.

  53. mirkhond says:

    “storicamente, quanto asseverato costituisce una generalizzazione temeraria; le conseguenze ipotetiche tratte, la premessa essendo manifestamente erronea”

    E’ l’esatto contrario, proprio se osserviamo ciò che è avvenuto nella la storia.
    Il razzismo è la negazione di una realtà.
    Non c’entrano niente le ideologie attuali, che possono appoggiare il meticciato, o disprezzarlo, come oggi è tornato di moda, perché spaventati da fenomeni migratori di massa, provocati proprio dalla voracità dell’occidente e dei suoi pessimi emuli terzomondiali.

  54. mirkhond says:

    Il meticciato non l’ha inventato Bergoglio.
    Esiste da quando c’è l’uomo.

  55. Peucezio says:

    Storicamente ogni comunità tende a preservare la sua integrità e a praticare una relativa endogamia, o un’esogamia regolata, comunque sempre all’interno di un gruppo etnico.
    Poi c’è il progresso, le società complesse e le cose cambiano, ma è un fenomeno più recente.
    Poi oggi la normalità è l’esogamia globale, ma è un inedito storico, anche perché non sono mai esistiti mezzi di trasporto così potenti, a disposizione di chiunque.
    E’ vero che la biologia è la base stessa del meticciamento: dal punto di vista biologico non esistono le razze.
    Infatti l’natirazzimo è una forma di biologismo, perché trascura la cultura per ridurre tutto alla compatibilità genetica. La razza è una categoria culturale, non biologica.
    Il razzismo biologico è un modo per trovare un fondamento naturale a un dato culturale coessenziale all’uomo. Il che ovviamente è un’idiozia, perché ridurre la cultura alla natura significa degradarla.
    Ma meglio preservare la cultura scambiandola per natura, che cancellarla.

    • PinoMamet says:

      “Infatti l’natirazzimo è una forma di biologismo, perché trascura la cultura per ridurre tutto alla compatibilità genetica. La razza è una categoria culturale, non biologica.
      Il razzismo biologico è un modo per trovare un fondamento naturale a un dato culturale coessenziale all’uomo. Il che ovviamente è un’idiozia, perché ridurre la cultura alla natura significa degradarla.
      Ma meglio preservare la cultura scambiandola per natura, che cancellarla.”

      cioè, tradotto:

      l’antirazzismo è brutto perchè ragiona come il razzismo, mentre il razzismo è bello perchè comunque è meglio dell’antirazzismo… 😉

      • Peucezio says:

        Beh, una cosa che nasce per definizione contro un’altra, non è che commuova per la sua bellezza 🙂

  56. Peucezio says:

    Per inciso, in ogni società tradizionale il matrimonio e la procreazione non sono fondati sull’amore, né su una scelta libera, ma su precise logiche, concepite per preservare e perpetuare certe strutture sociali.
    L’idea che la compatibilità biologica sia la base della coppia e della procreazione e che quindi chiunque possa accoppiarsi e riprodursi con chiunque è un’altra mostruosità moderna.
    E il risultato è il consumismo dell’amore: questa libertà di scelta porta a coppie effimere. E le conseguenze le paga la prole.

    • Per Peucezio

      “ma su precise logiche, concepite per preservare e perpetuare certe strutture sociali.”

      Il tuo argomento ovviamente è ribaltabile – infatti, venute meno certe strutture sociali, si liberalizza il matrimonio.

      Quando i genitori non trasmettono il mestiere ai figli; quando il petrolio permette a tutti di viaggiare lontano; quando i media e le scuole portano un’unica lingua nazionale nelle case di tutti, il matrimonio (nel senso in cui correttamente lo descrivi) non ha più senso. E’ sostituito dalla “cittadinanza” dello Stato Nazione.

      Infatti, il “matrimonio civile” è una cosa abbastanza insensata, non vedo perché non abolirlo e sostituirlo eventualmente con dei patti tra individui (a prescindere dai loro rapporti interpersonali o dal loro sesso) riguardanti cose come l’eredità, ecc.

      • Francesco says:

        perchè l’uomo non è pura cultura, modellabile all’infinito

        per cui a un certo punto la contrapposizione tra natura e cultura porta all’alienazione e all’infelicità

      • Mauricius Tarvisii says:

        La mia risposta è il contrario di quella di Francesco: perché l’uomo è anche cultura e non solo ciò che serve per sopravvivere. Dunque l’uomo fa cose insensate, tipo sposarsi o scrivere ciò che pensa su internet 😀

      • Peucezio says:

        Miguel,
        “Infatti, il “matrimonio civile” è una cosa abbastanza insensata, non vedo perché non abolirlo e sostituirlo eventualmente con dei patti tra individui (a prescindere dai loro rapporti interpersonali o dal loro sesso) riguardanti cose come l’eredità, ecc.”.

        Su queste cose siamo d’accordo.
        E’ che lì si parlava del meticciato nella storia, quasi le società fossero sempre state mobili quanto lo sono ora.

        • PinoMamet says:

          Infatti lo erano molto di più!

          e non sto mica scherzando; solo che lo erano in modi diversi.

          Tipo, si scatena una guerra al giorno d’oggi: cadono tre bombe, uccidono 500 civili, fine.

          Si scatena una guerra nel Cinquecento: arrivano diecimila fanti,restano due anni, stuprano cinquecento ragazze, nascono duecento bastardi, e un centinaio di mercenari si ferma anche nel posto.

          Si scatena una guerra nel V secolo dopo Cristo: arrivano ventimila Sarmati da Inculoailupi, e si fermano nell’Impero romano, mettono su casa, podere e famiglia.

          • Peucezio says:

            Mah, io ho l’impressione che questo è un ambito in cui si vede come le cose viste con l’ottica delle cronache sono molto ingigantite rispetto poi ai riscontri reali, verificabili attraverso altri mezzi.

            E comunque è significativo che il meticciato fosse collegato prevalentemente a eventi traumatici e violenti di questo tipo, che quindi esulano dalle dinamiche interne di una comunità, nella sua ordinarietà.

          • PinoMamet says:

            Mah, una migrazione è un fatto ordinario se visto da parte di chi migra, un fatto traumatico o una guerra addirittura se visto dalla parte di chi viene “invaso”
            (è il motivo per cui si parla di “invasioni barbariche” nelle lingue latine, di “migrazioni di popoli” presso i germanofoni 😉 )

            comunque bastaconsultare qualunque elenco online di aplotipi di DNA per vedere come l’Italia abbia il più vasto spettro di tipi a disposizione in Europa, segno abbastanza indubbio di “meticciato” piuttosto antico e soprattutto diffuso, non singoli casi sporadici.

            Ma in generale, non credo esista un solo popolo al mondo, manco gli eschimesi (quelli veri, non quelli di Mario 😉 ) che non sia meticciato in qualche misura;
            altrimenti saremmo tutti estinti, mi sa.

            Poi vabbè, a te piace pensare a questa cosa del piccolo popolo che non si sposta, non capisce il popolo vicino, mantiene gli stessi usi inalterati ecc., ma questo sì che mi sembra un dogma!

            • Peucezio says:

              Pino,
              è una questione di misura, non ho mai detto che le comunità preindustriali fossero impermeabili (sarebbe una follia), ho detto solo che avevano molta più stabilità, mediamente, di quella di oggi e su questo forse possiamo essere in parziale disaccordo.
              E dico che, mentre il meticciato del passato, non è stato tale da compromettere la biodiversità fenotipica umana (il che significa che la stabilità riusciva a compensarlo, perché c’erano i tempi per un riadattamento al clima, all’ambiente o comunque per una deriva genetica tale da creare un tipo locale distinto dagli altri), quello contemporaneo è destinato a creare un mondo tutto uguale, di uomini grigi.

              Circa la complessità genetica dell’Italia, non è che ispo facto dimostri più invasioni rispetto ad altri luoghi. Questo discorso ricorda un po’ quelli dei profani che credono che la diversità linguistica dell’Italia sia dovuta alle invasioni (proprio l’altroieri un signore mi esprimeva il suo stupore per come in Puglia da un paese all’altro cambi il dialetto e pensava che dipendesse dal fatto che lì erano andati i saraceni, lì i Francesi, ecc.) e ti accorgi come, senza certi strumenti minimi, la gente non può capire che l’evoluzione delle strutture grammaticali e lessicali del latino possono spontaneamente evolvere in maniera divergente anche a piccole distanze, che la palatalizzazione della ‘a’ in ‘e’ in tante zone dell’Emilia, Umbria, Puglia, ecc. non c’entra nulla coi Francesi, e via discorrendo.

      • Z. says:

        Miguel,

        sostituire il matrimonio civile con un patto tra individui?

        ma il matrimonio civile è precisamente un patto tra individui!

        🙂

        • Peucezio says:

          Il matrimonio civile è un insieme di patti o, se preferisci, un patto che disciplina una serie di materie tutte insieme, perfettamente scindibili e riaggregabili a piacere.
          E’ uno strumento rigido e inutile.

          • Z. says:

            Il che vale anche per il contratto di lavoro, e per certi versi anche per il contratto di compravendita!

            Z.

            PS: il fatto che esista in quasi tutto il mondo – e che tanti vi ricorrano – testimonia a favore della sua utilità, direi. Magari non è utile alla tua visione del mondo, o alla tua idea di un mondo migliore del nostro.

            • Peucezio says:

              Z.,
              esiste in tutto il mondo per tradizione, per continuità, per una sorta di inerzia storica.

              Ti faccio sommessamente notare che ci sono vari tipi di contratti di lavoro, non un solo tipo.

            • Peucezio says:

              Il fatto, caro Z., è che sei un bieco reazionario che non ha il coraggio di staccarsi da un istitutzione vieta e anacronistica! 😛

    • mirkhond says:

      Tu ti sposeresti con una donna che non ti piace, e che hanno scelto altri per te?

      • mirkhond says:

        Riferito a Peucezio.

        • Peucezio says:

          Mirkhond,
          se il sistema funziona, me ne scelgono una che mi piace oppure ho una struttura mentale in cui per essere contento del matrimonio, io stesso non guardo al fatto che mi piaccia, ma per esempio a quanti capi di bestiame ha la sua famiglia.

          • Z. says:

            Ah beh, allora possiamo dire che se il sistema funziona ti piacerebbe lavorare in miniera e morire a ventidue anni per me, perché sarebbe la tua forma mentis 😀

            • Peucezio says:

              Forse quello è un po’ troppo: per quanto simpatico tu mi stia, non morirei in miniera per te 🙂

        • PinoMamet says:

          Consiglio (per l’ennesima volta) a tutti la lettura de Il ragazzo giusto, di Vikram Seth.

          Molto istruttivo.

      • Francesco says:

        quali sono le alternative?

        non fare domande di questo tipo, caro Duca

        • mirkhond says:

          Chiedilo a Peucezio. 🙂

        • Z. says:

          Ce ne sono diverse: tipo, sposare una donna che ti piace, con cui vi siete scelti a vicenda.

          Poi in casa mia non saprei dove tenerlo, il bestiame 😀

          • Peucezio says:

            Ma non devi tenerlo tu.
            Devi spenderti a puttane la dote di tua moglie, che hai ricevuto, bella consistente, in virtù del fatto che i suoi sono ricchi avendo il bestiame! 🙂

    • paniscus says:

      “L’idea che la compatibilità biologica sia la base della coppia e della procreazione e che quindi chiunque possa accoppiarsi e riprodursi con chiunque è un’altra mostruosità moderna.”
      —————————–

      Peucezio, mi permetto di farti presente che la cosiddetta “società tradizionale” di cui parli è stata dominante solo per un periodo storico piuttosto limitato rispetto ai tempi biologici, e nemmeno in tutti i luoghi e in tutte le popolazioni del pianeta.

      Per la stragrande maggioranza della durata della storia umana, ci si è accoppiati e riprodotti con chiunque fosse biologicamente compatibile, senza stare troppo a pensare al significato sociale o simbolico della cosa… l’invenzione del matrimonio formale e degli obblighi sociali solenni è arrivata molto dopo, e non è stata certo la modalità dominante caratteristica di tutta l’umanità.

      Se vuoi trovare evidenze di una specie che abbia come istinto NATURALE quello di formare coppie fisse monogame che (quasi sempre) durano per tutta la vita, e che si comporta così, in maniera spontanea, da milioni di anni, mi sa tanto che devi rivolgerti ai gibboni, non agli umani.

  57. Mario says:

    Rilancio: la razza è un dato biologico (corpo), psichico-temperamentale (anima) e spirituale (spirito). La razza pura è quella in cui i tre elementi sono armoniosamente correlati e rispondenti.
    Il razzismo biologico nazista, oltre a essere volgare e a procedere dal darwinismo, è falso nel momento in cui postula la superiorità di una razza sull’altra. Tra l’altro, molti dei gerarchi nazisti erano inguardabili (tra i più significativi, solo Von Ribbentrop rappresentava degnamente il tipo dell’ario di Occidente, anche se fece l’accordo con Molotov e di lui Mussolini disse che bastava guardarlo in faccia per capire che non aveva cervello): Hitler era ridicolo, Goebbels era alto un metro e mezzo, Goering aveva la faccia di un ubriacone sordido, Himmler pareva cinese.

    • Francesco says:

      mi pare più facile dire che la razza non esiste, invece che affaticarsi a spiegare perchè il razzismo giusto non funziona mai a confronto con la realtà

  58. Mario says:

    mi pare più facile dire che la razza non esiste,

    è infinitamente più facile, ma è falso. Il corpo, il dato naturale è significativo. Ad es., l’impenetrabilità dello sguardo del cinese rimanda alla sua introversione temperamentale, ed aun tendenziale monismo in metafisica. I movimenti a volte parodici del tipo negroide confermano la sua enorme corrispondenza con l’elemento del ritmo (tamburi, da questi suonati pure in liturgie fascinose ma inintelligibili dall’ario). La statuaria dorica concerne semanticamente il rigore, l’inflessibilità e la fedeltà proprie all’indomediterraneo; i caratteri somatici dell’indogermanico, l’onore e un carattere “solare”.

    dal punto di vista biologico non esistono le razze.

    Falso, totalmente falso. Le razze esistono. D’altra parte, affermare che esiste il razzismo, ma non le razze, è un assurdo logico.

    • Francesco says:

      a parte che gli assurdi logici non ci sono in questo caso, perchè si tratta semplicemente di riconoscere un diffuso errore

      sarei più dell’idea che esistano due razze di tipo fisico: i negroni da pallacanestro, che sono fisicamente un altro mondo, e tutti gli altri

      tolto questo dato di fatto, tutto il resto del razzismo, che sia fisico o animal-spiritistico, sono delle gran cazzate

      saluti

      😀

  59. mirkhond says:

    “Io dico solo che, in effetti, l’umanità si è spostata fin dalla preistoria, l’idea peuceziana 😉 di tanti micropopoli quasi incomunicanti, ognuno arroccato sul suo atavico fazzoletto di terra, per quanto suggestiva, non ha troppe basi storiche.”

    Infatti.

  60. mirkhond says:

    “1) di pretendere di interpretare le idee degli altri al posto loro, oltretutto senza averci capito nulla, parlando a sproposito,”

    Non sei tu a difendere il razzismo e ad aborrire il meticciato, come il tuo amico Salvini e tutto il fronte pseudoantieuropeista? E di farlo pure in nome di Gesù, al Quale peraltro NON credi?

    “2) di mancare di rispetto all’interlocutore”

    Se farti una critica significa mancarti di rispetto, allora ti manco di rispetto.

    “3) di cercare continuamente la polemica per la polemica.”

    No, cercare, invano, di farti vedere a quali stronzate e teorie da manifesto della razza, peraltro AMPIAMENTE SCREDITATE e PRIVE di ogni base scientifica, vai dietro.
    Però chi te lo dice, e cioé io ( con gli altri che pure ti contestano non fai la donnetta fascio-isterica), passo per polemico, maleducato e mancante di rispetto.
    Un consiglio però sento di dartelo, nonostante tutto: fatti vedere da un bravo psichiatra e/o psicoterapeuta.
    Che forse, con sensibilità più appropriata, ti aiuterebbe ad elaborare e a farti comprendere meglio a quali IDIOZIE vai dietro!

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      non ho ben capito a quali teorie esattamente ti riferisci.
      Ad ogni modo tu sei molto più dogmatico di me.
      Io esprimo delle sensibilità e a volte trovo delle conferme, che riferisco in modo circostanziato e con tutte le cautele del caso.
      Tu hai il mito del meticciato eterno e universale, fa’ pure. Ma per te non è un dato verificabile, è un articolo di fede.

      Ma quello che mi ha offeso è essere definito occidentalista.
      Avrò pure il diritto di stabilire io che cosa sono?

      Tu spesso hai il gusto di reiterare ossessivamente comportamenti irritanti verso gli altri.
      Come quando chiamavi “Geppo” il ml malcapitato Pino Mamet, malgrado ti avesse già detto un migliaio di volte che la cosa lo indispone.
      Perch?
      Perché questo dev’essere un luogo di litigio?
      Ti pare che io abbia le stesse idee di Roberto e di Z.? Non c’è quasi nulla su cui non la pensiamo all’opposto.
      E per questo ci mettiamo a insultarci a vicenda o a scendere nella polemica scomposta e irosa? Al massimo ci sfotticchiamo con ironia, che fa anche parte del gusto dell’interazione in questo blog.
      Tu invece ci metti del malanimo, della rancorosità, del livore. Che oltretutto sicuramente fa stare te molto peggio che me o Pino o gli altri. Chi te lo fa fare?

      • mirkhond says:

        “non ho ben capito a quali teorie esattamente ti riferisci.”

        Le teorie che giustificavano il razzismo.

        • Peucezio says:

          Cioè?
          Scusa, ma detto così è molto vago.

          Se devo essere sincero, attirandomi tutti i fulmini e gli strali di Lisa, la teoria che mi viene in mente che storicamente più ha giustificato le teorie razziste è l’evoluzionismo darwiniano.
          E io non sono evoluzionista 😛

          • Moi says:

            Per l’ Edgar Rice Burroughs scrittore di Tarzan il “Negro” era “intermedio” fra “Bianco” (meglio se Inglese …) e “Gorilla” , e con pretese scientifiche da baffi a manubrio !

            Insomma: Sizzi e Calderoli han sbagliato secolo ! 😉

            … e, forse, non solo loro e anche per ben altri temi !

            • Moi says:

              Il solito discorso, già fatto tantissime altre volte, della “razza” stabilita tutta su osservazioni estetiche esterior e ipercaricata semanticamente come si parlasse di diverse specie e sottospecie di scimmie …

            • Peucezio says:

              Però è curioso.
              L’evoluzionismo non è ostracizzato.
              Cioè nessuno fa notare che senza Darwin non ci sarebbe stato Hitler.

              Per fortuna, ci mancherebbe!
              Guai se le teorie scientifiche, indipendentemente dal merito, fossero gravate da simili ipoteche ideologiche.
              Cosa che comunque in qualche misura accade. Io, quando sento dire che le razze umane hanno tutte eguali capacità mentali e caratteristiche psicologiche medie (non corporee, perché quello è evidente: hai voglia a far vincere i 400 mt a un Lappone o a un Ainu alto un metro e mezzo), non so mai se è davvero una cosa scientifica al 100% o se si deve per forza pensare così perché c’è stato il nazismo e quindi se magari una piccola differenza c’è, il ricercatore tende a occultarla, anche inconsciamente, tale è l’orrore morale che gli farebbe l’idea.

              • Per Peucezio

                “nessuno fa notare che senza Darwin non ci sarebbe stato Hitler.”

                Negli Stati Uniti, è pane quotidiano 🙂

                Senza voler infierire sul razzismo, però, una differenza enorme c’è.

                La teoria dell’evoluzione è suffragata dall’esperienza di una vita di chiunque abbia fatto il biologo di qualunque tipo.

                Il razzismo è profondamente soggettivo: non a caso Moi cita Edgar Rice Borroughs e non, che so, uno psichiatra che ha condotto uno studio su diecimila pazienti, nelle orme di un genetista che abbia prima distinto tali pazienti per gruppi realmente omogenei definibili come razze.

                Ogni tanto, è vero, viene fuori qualche studio che esalta i “razzisti”, ma si tratta sempre di qualcosa di marginale e di quasi aneddotico, tipo – invento – uno studioso che ha visto che gli afroamericani tendono a svegliarsi la mattina con più difficoltà dei bianchi.

                Per me, questo non vuol dire che non possano esistere differenze tra gruppi di persone; semplicemente, non mi fido di Edgar Rice Borroughs per decidere quali siano quei gruppi e quali siano le differenze tra di loro.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              “Negli Stati Uniti, è pane quotidiano 🙂 ”

              Questo non lo sapevo!

              “Senza voler infierire sul razzismo, però, una differenza enorme c’è.

              La teoria dell’evoluzione è suffragata dall’esperienza di una vita di chiunque abbia fatto il biologo di qualunque tipo.”

              Siamo sempre lì: al di là che ogni volta che qualcuno parla di un dato, senza che nemmeno se ne renda conto c’è un 80% di interpretazione e un 20% di dato: ogni forma di presentazione di dati è già un’interpretazione, perché gli stessi dati li puoi presentare e descrivere in mille modi; ma poi uno può avere esperienza della microevoluzione, non certo dell’evoluzione vera, quella che crea specie complessissime, con nuovi organi, apparati e funzioni.

          • paniscus says:

            “Se devo essere sincero, attirandomi tutti i fulmini e gli strali di Lisa, la teoria che mi viene in mente che storicamente più ha giustificato le teorie razziste è l’evoluzionismo darwiniano.”
            —————————-

            Questa affermazione può attirare qualche strale (e non solo mio, ma di chiunque ci capisca qualcosa di darwinismo), non perché sia offensiva simbolicamente, ma semplicemente perché non è vera.

            • Z. says:

              In effetti il nesso tra Darwin e il razzismo mi è sempre sfuggito.

              Tra l’altro le teorie razzistiche sono state di norma propugnate da soggetti melaninodeficienti che sarebbero caduti vittima della cosidetta “evoluzione darwiniana” sol che fossero vissuti dove l’uomo è nato, in Africa.

            • Z. says:

              Che poi, mi chiedo…

              come mai ci sono gli “antievoluzionisti” e non, chessò:

              – gli “antitermodinamicisti” (anche detti “anticarnotisti”);
              – gli “antidinamicisti”;
              – gli “antimaxplanckisti”?

              Voglio dire, certo non abbiamo una quotidiana esperienza empirica della termodinamica, della quantistica o anche solo del fatto che F=ma.

              • Per Z

                “come mai ci sono gli “antievoluzionisti” e non, chessò:”

                Non sono antievoluzionista, ma mi sembra abbastanza normale che ci si possa spaventare al pensiero che, a spiegare l’intera storia della vita, sia sufficiente sapere che qualcuno ha saputo ammazzare e trombare più degli altri.

            • Z. says:

              Miguel,

              sì, in effetti potrebbero esserci anche elementi di rifiuto per così dire “ideologico”, ancor prima che religioso. Non l’avevo mai vista da questo punto di vista.

              • Per Z

                “sì, in effetti potrebbero esserci anche elementi di rifiuto per così dire “ideologico”,”

                Sì, forse più che ideologia, è la paura che Shakespeare avesse ragione, quando diceva:

                “To-morrow, and to-morrow, and to-morrow,
                Creeps in this petty pace from day to day,
                To the last syllable of recorded time;
                And all our yesterdays have lighted fools
                The way to dusty death. Out, out, brief candle!
                Life’s but a walking shadow, a poor player,
                That struts and frets his hour upon the stage,
                And then is heard no more. It is a tale
                Told by an idiot, full of sound and fury,
                Signifying nothing.”

                Che alla fine annienta qualunque ideologia, senza eccezione alcuna.

            • paniscus says:

              Ok, ma appunto, se il problema è quello (ossia, che “se fosse proprio vero sarebbe troppo brutto, e quindi preferisco pensare che non sia vero“)…

              … perché mai tanta gente ce l’ha con Darwin ma quasi nessuno ce l’ha con Carnot, con Clausius o con Boltzmann, che quanto a conclusioni “emotivamente sgradevoli” non scherzano nemmeno loro?

            • Peucezio says:

              Lisa,
              non sto dicendo che in Darwin ci fossero le basi di una teoria razzista (anche se ho il sospetto di sì), ma che il razzismo biologico ottocentesco, di cui quello nazionalsocialista è una continuazione diretta, si basa sull’evoluzionismo.
              Hitler parla ossessivamente di competizione, di natura che deve selezionare il più forte, ecc.
              Forse Darwin non era hitleriano in potenza; senz’altro il Führer era molto darwiniano.

            • Peucezio says:

              Più in generale il razzismo si inserisce in pieno in un clima positivista.
              Il razzismo spirituale di Evola era visto anche in Italia, dai più, come una stramberia un po’ eccentrica e fumosa: il razzismo era biologico.

              • Per Peucezio

                “Più in generale il razzismo si inserisce in pieno in un clima positivista.”

                Metti il carro davanti ai buoi.

                Il razzismo parte da una constatazione elementare: dieci soldati inglesi con il fucile mettono in fuga mille indigeni ululanti con le lance.

                E da una necessità impellente: dimostrare che gli indigeni ululanti non avevano il possesso giuridico del terreno su cui vivevano.

                Quindi gli indigeni erano inferiori, certamente.

                Poi qualsiasi spiegazione andava bene – non erano cristiani; erano troppo religiosi; non avevano un re; non avevano la democrazia; non avevano leggi; avevano leggi sbagliate; avevano i crani troppo piccoli; erano parenti delle scimmie; erano piccoli e brutti; lo diceva la Bibbia, oppure lo diceva Darwin, oppure lo diceva la filologia indoeuropea o l’archeologia.

                O magari tutto insieme.

              • D’altra parte, per la borghesia europea dell’Ottocento – primo Novecento, la differenza tra l’isola tutta bianca e sostanzialmente nordeuropea di fabbriche, igiene, leggi scritte, scuole, elezioni, telegrafo, armi, inventori, chimica e il resto del pianeta, dalla pelle scura o almeno gli occhi a mandorla… ecco, era talmente ovvia che solo qualche matto ogni tanto sosteneva il contrario.

                L’inferiorità dei non bianchi non aveva bisogno di altra dimostrazione, e faceva poi economicamente comodo.

                Con il senno di poi, carichiamo di colpe tanto le chiese cristiane che santificavano la colonizzazione quanto Darwin, secondo le nostre simpatie o antipatie; ma c’entrano ben poco (e poi Darwin era contro la schiavitù, come d’altronde tanti cristiani del suo tempo).

            • paniscus says:

              Sul fatto che “il razzismo scientifico si basasse sull’evoluzionismo”:

              guarda che qualunque teoria scientifica e qualunque considerazione epistemologica nel campo delle scienze naturali, dalla metà dell’ottocento in poi, si sono TUTTE necessariamente basate sull’evoluzionismo.

              Anche quelle sbagliate.

              Il punto è che poi, in seguito, quelle sbagliate sono state dimostrate sbagliate proprio grazie a ulteriori considerazioni che arrivavano dalle stesse evidenze biologiche fondate sull’evoluzionismo (e sulla genetica, sviluppatasi poco dopo e integrata immediatamente nel pensiero evoluzionistico).

              Che le affermazioni del “razzismo scientifico” fossero sbagliate, chi lo ha dimostrato?

              Gli antievoluzionisti?

              E quali? I creazionisti biblici? I teosofi? I raeliani?

              Non mi risulta.

              Lo hanno dimostrato degli scienziati che condividevano in pieno la visione evoluzionistica e che proprio scavando nelle evidenze scientifiche relative a questa, hanno trovato argomenti convincenti per dire che non ci sono differenze rilevanti tra una popolazione umana e l’altra.

              Ma appunto, l’hanno fatto osservando evidenze che vengono dalla biologia evoluzionistica e dalla genetica, NON certo da tesi che le negano!

            • Z. says:

              Lisa,

              forse il concetto di morte entropica suona più astratto o coinvolge meno emotivamente (già è meno intuitivo).

              Del resto il nome Darwin dice qualcosa a molti, mentre Carnot e Clausius ne dubito.

              O forse è proprio l’idea che chi soccombe se lo merita – così spesso viene letto Darwin – a risultare non solo sgradevole, ma anche immorale.

              Z.

              PS: le teorie sugli indigeni omuncoli e servi per natura furono sostenute a Burgos diversi secoli prima che nascesse la parola “positivismo”. Tra le prove addotte, lessi, c’era il fatto che eleggevano i loro capi 🙂

  61. Mario says:

    Per Peucezio e Mirkhond:

    Cerchiamo di stare calmi, qui siamo tutti indomediterranei, mi pare: quindi, condividiamo il medesimo fondo razziale, che forma e tempra temperamenti, dati di natura, anime. Mi sembra un buon punto di appoggio per sollevare i mondi.

    • Per Mario

      “siamo tutti indomediterranei,”

      bellissima definizione, mi piace.

      • Francesco says:

        col cazzo, io sono alto, chiariccio di capelli (quelli superstiti) e verde cangiante di occhi, sono per un bel pezzo nordico, anzi norreno!

        giù le mani voi terroni (che è il vero significato di indomediterranei)

        😀

  62. mirkhond says:

    “Tra l’altro, la scrittrice britannica Ouida scrisse un feroce pamphlet sulla distruzione del patrimonio artistico dopo l’unità d’Italia, che dovrebbe essere letto ancora oggi.”

    Interessante!
    C’è la versione in Italiano?

    • per Mirkhond (se ti trovi nei guai, prova google traduttore, non ho tempo adesso per tradurre)

      cito:

      “Nothing can ever give back to mankind what every day the Italian municipalities and people are destroying, as indifferently as though they were pulling down dead leaves or kicking aside ant hills in the sand. There is not even the pretext for these acts that they are done to better the state of the people; to execute them the cheapest foreign labor is called in, ousting the men of the soil off it; house-rent is trebled and quadrupled, house-room narrowed, and in many instances denied, to the native population; and contracts are given away right and left to any foreign companies or syndicates who choose to bid for them. The frightful blocks of new houses, the hideous new streets, the filthy tramways, the naked new squares, are all made by foreign speculators who purchase the right of spoliation from the municipalities as the private owners of the soil. A few men are made temporarily richer: the country is permanently beggared.”

  63. Ancora Ouida (con un piccolo tocco snob, senza dubbio, ma lei era fatta così, che gli dei la perdonino):

    Nothing can be more criminal than what is actually now being proposed in the Florence town council ; i.e., to raise a loan of eight millions at four per cent., to
    destroy the entire old center of the city.
    I repeat, nothing more criminal, more wasteful, or more senseless could be done. Florence is very poor ; a few years ago she was on the brink of bankruptcy ; taxation is enormous through out Tuscany ; the poorest are taxed for the very bed they lie on ; the amount which she has to pay to the government from the dazio consume (that is, the octroi duty at the gates, on all food and produce of every kind entering the town) is extravagant and intolerable. So cruelly are the simplest productions of the soil mulcted by taxation that every class suffers, whether producer or consumer. The annual interest payable on the new loan will add immensely to the burdens which the city bears ; and for what purpose is such a loan to be contracted ? For the purpose of pulling down the oldest and most historic parts of Florence, to create a naked wilderness, which will be changed into one of those squares, dusty and hideous, with metal lamp-posts round it and stunted shrubs in the center of it, which represent to the municipal Italian the ne plus ultra of loveliness and civilization. The excuse given of hygienic reasons is a lie. All the uncleanly classes which dwelt in the Ghetto have been bundled off wholesale to the S. Frediano quarters, where they will continue to dwell with
    unchanged habits, a few score of yards removed from where they were before. The dirt of Italian cities is not due to the age or shape of the streets, it is due to the filthy personal habits of the people, which are the same in a wide and roomy farm-house in the pine woods as in a garret of a town.
    They love dirt ; water never touches their bodies all the year round, and never touches even their faces or hands in winter ; they like their vegetables raw, their wine sour ; their pipes are eternally in their mouths, and their clothes reek with every stench under heaven. It is the habits of the people, not the formation of the streets, which constitute the standing peril of pestilence in Italy. They would make a new house as filthy as an old one in a week. For what, then, is this enormous, useless, and unpardonable addition to the civil debt of Florence incurred ?
    Only to put money in the pockets of a few speculators, and a few owners of the soil, at the cost of destroying all that is most interesting, valuable, and historical in the city.

    • Guenonista says:

      Da quale libro di Ouida è tratto questo passaggio?

      • Per Guenonista

        “!Da quale libro di Ouida è tratto questo passaggio?”

        L’ho scaricato da Internet tempo fa, non mi ricordo… c’è scritto solo che viene da Jstor, credo che sia un articolo in una rivista-libro (Ouida spesso scriveva articoli del genere).

        Se la mail che vedo io (ma solo io, come curatore di questo sito!) è la tua vera mail, te lo posso mandare, fammi sapere.

  64. Mario says:

    Tu ti sposeresti con una donna che non ti piace, e che hanno scelto altri per te?

    Io sì, se la scelta promana da un’autorità legittima. Fato e forma.

    • PinoMamet says:

      Oso sperare che invece ti sposerai con qualcuna che ami.
      E lo spero anche per Mirkhond!

    • roberto says:

      pure se brutta come la multipla, antipatica come un gatto attaccato ai maroni, e con l’alito di fogna?

      (destino cinico & baro, altro che fato)

      • Mauricius Tarvisii says:

        Devi capire che quando Mario parla di autorità legittima parla in realtà di se stesso. Lui non riconosce nessuna autorità pubblica contemporanea e disconosce l’autorità papale, dunque erge se stesso ad autorità delle autorità.
        Qui citerò Z, perché ordine e disciplina sono sempre per gli altri 😀

  65. Mario says:

    Oso sperare che invece ti sposerai con qualcuna che ami.

    Grazie del pensiero, animato da una intenzione buona ma errata in radice. Il mondo moderno, in questo caso fondato su una prospettiva sentimentale di derivazione tardoromantica, ulteriormente infettata dalle eresiarchiche proposizioni sulla dignità/autonomia della persona, tende ad assolutizzare una emozione, l’amore, che oggi c’è e domani evapora come la neve di Thule al sole pallido dei vinti. Emozione è ciò che, etimologicamente, “muove da”: legge della impermanenza (se si muove, è destinata a sparire; se si muove da, promana da sotto, e ciò che è meno non può determinare ciò che è più). Il matrimonio, non a caso, non si basa, giuridicamente e storicamente, su alcun amore: ma sulla fedeltà, “finchè morte non vi separi” e, se possibile, anche oltre. Se l’amore cessa, il matrimonio ha da continuare: l'”amore” finisce, la fedeltà, scolpita nei cuori di ghiaccio di una etica del sacrificio, no. Gli unici matrimoni che funzionavano erano quelli combinati.
    “Il nostro onore si chiama fedeltà”, declamavano i vinti della storia, vittoriosi oltre la storia.

    • roberto says:

      ” Gli unici matrimoni che funzionavano erano quelli combinati.”

      cosa intedi con “funzionavano” ? dalle frasi precedenti si potrebbe immaginare che tu voglia dire “funzionavano = c’era fedeltà”, ma è una cosa talmente ridicola che immagino di aver capito male io

      • Mario says:

        C’era fedeltà, perchè non c’era il sentimento profano e luciferino dell’individualità come norma.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Il matrimonio funzionava perché il marito (sessualmente) poteva fare quello che voleva, mentre la moglie era un ammortizzatore che doveva adattarsi. Inoltre c’era una rigida divisione delle sfere, per cui lei comandava dentro casa (dove lui era una sorta di comparsa).
          Poi è arrivata questa maledetta parità, le sfere si sono sovrapposte e ci si aspetta lo stesso standard sessuale da parte di entrambi. E i matrimoni hanno cominciato a fallire.

          • roberto says:

            più che altro, se il parametro del funzionamento è “fedeltà”, faccio un po’ fatica a considerare che funzioni una cosa dove uno dei due coniugi vola come un’ape di fiore in fiore.

            a meno che la forma non sia l’unica cosa che interessi….e allora si, una specie di commedia teatrale può in effetti dirsi funzionante

          • Z. says:

            Fedeltà va bene, ma fedeltà di chi?

            Perché qui non ha torto MT: una volta per fedeltà si intendeva la fedeltà della moglie, mica di entrambi i coniugi.

            • Francesco says:

              non ne sono affatto sicuro, mi puzza di luogo comune da gggiovane 68ino

              credo che Mario abbia molta più ragione di quanto pure lui, che gioca a fare il bastian contrario, sappia

            • Mauricius Tarvisii says:

              Secondo te quindi l’adulterio maschile e femminile un centinaio di anni fa avevano la stessa gravità? Il codice penale non la pensava così 😀

            • Peucezio says:

              E comunque sicuramente non la pensava così il costume.

            • Z. says:

              Se “cornuto” non ha il femminile ci sarà un motivo, eh 😀

            • Moi says:

              be’ … NON è poi così inaudito : la gente nasceva partorita da donna, senza contraccettivi né aborti legali … e neppure si poteva ordinare provette di sborra con pompetta “figale” 😉 da farsi recapitare a domicilio !

  66. Mario says:

    Al trevigiano

    Devi capire che quando Mario parla di autorità legittima parla in realtà di se stesso. Lui non riconosce nessuna autorità pubblica contemporanea e disconosce l’autorità papale, dunque erge se stesso ad autorità delle autorità.
    Qui citerò Z, perché ordine e disciplina sono sempre per gli altri 😀

    Grave errore ermeneutico, il suo, che si aggiunge agli innumerevoli altri propalati per il blog, tutti di fonte inquinata, tendenzialmente neomodernista. Per autorità legittima qui intendevo genitori che non disconoscano i principi tradizionali. Sul mio disconoscimento di tutte le autorità pubbliche contemporanee, consento. Nego invece che io “disconosc[a] l’autorità papale”: proprio perché Bergoglio non può essere (non è) papa, io in realtà difendo, nel mio piccolo, l’augusto ufficio petrino. Distinguere la persona dalla funzione, la materia dalla forma è operazione teoretica necessaria a che ci si possa districare compiutamente nel “mare magnum” dei vaneggiamenti coevi alle nostre esistenze. Figuriamoci poi se “erg[o] [me] stesso ad autorità delle autorità”: sarebbe l’errore più grave, perché di conio luciferino.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “proprio perché Bergoglio non può essere (non è) papa”

      QED

      😀

      • Mario says:

        Quod erat demonstrandum, ma lei continua a confondere la persona occupante con la funzione. In questo caso, la prima è usurpatrice della funzione divinamente istituita, oggettivamente.

        • mirkhond says:

          Se è usurpatrice, vuol dire che il papa non è assistito dallo Spirito Santo, ne infallibile ex cathedra.

          • Francesco says:

            più che altro mi stupirebbe che Lui abbia permesso un’usurpazione del posto di Vicario di Cristo (mi pesa scriverlo ma vorrei ricordare che il Papa non è una specie di Pippo Baudo vestito di bianco)

            sarebbe veramente troppo modernista, un pò come il film di Scorsese col missionario che rinnega la Fede per salvare i fedeli dai tormenti, dimostrando una leggere confusione mentale

  67. mirkhond says:

    Persino Khomeini riconobbe che il matrimonio si deve basare sullo scegliersi e amarsi reciproco degli sposi, non combinato dalle famiglie.

  68. mirkhond says:

    Bergoglio è stato eletto da un conclave, dunque è il legittimo papa.

  69. Mario says:

    Persino Khomeini riconobbe che il matrimonio si deve basare sullo scegliersi e amarsi reciproco degli sposi, non combinato dalle famiglie.

    Infatti: se è vero ciò che lei riporta, senza citare la fonte (e che cozza contro l’abbassamento vertiginoso dell’età minima per contrarre validamente matrimonio, voluta dall’imam Ruhollah), questa è una ulteriore conferma del fatto che Khomeini, che per alcuni versi potrebbe anche essere stimabile, fu modernista (donne nell’esercito, sproporzionato ruolo della politica, carattere rivoluzionario del rovesciamento dello Shah, che pure era un furfante sionista).
    E, poi, ripeto: la fedeltà è l’essenza del matrimonio, non l’amore, che ne è accidente. L’amore è qualcosa che va e viene, e inoltre chi potrebbe accertarne la realtà?
    Coerentemente, nel nuovo “diritto matrimoniale” (civile) applicato in certi comuni di questa nazione di beoti, i degenerati non hanno alcun obbligo di fedeltà, essendone del tutto incapaci. Preghiamo per loro, affinché siano sanati da cotanta sovversione della legge naturale e divino-positiva.

    Bergoglio è stato eletto da un conclave, dunque è il legittimo papa.

    Non è sufficiente l’elezione (materia tra l’altro dubbia, vista la partecipazione dell’NSA e della mafia di San Gallo al “conclave”, come lo chiama lei con ossequio forse eccessivo), ma vi deve essere anche l’accettazione da parte dell’eletto (di fare il bene della Chiesa: ciò che oggettivamente Bergoglio non fa, operando per Soros, Clinton e altri loschissimi figuri), affinché egli divenga papa realmente.

  70. mirkhond says:

    “Khomeini, che per alcuni versi potrebbe anche essere stimabile, fu modernista”

    Rispetto ai Talebani 😉 sicuramente!

    ps. poco fa al tg1 hanno detto che in Marocco si può abiurare l’Islam per convertirsi ad altro credo, senza incorrere nella pena di morte per apostasia e nemmeno il carcere!

  71. mirkhond says:

    “E, poi, ripeto: la fedeltà è l’essenza del matrimonio, non l’amore, che ne è accidente.”

    Una cosa dovrebbe essere indissolubile dall’altra.
    Diversamente hanno ragione Maurizio e Zanardo, su una fedeltà a senso unico e solo da parte della moglie, che alcuni rimpiangono.

    • PinoMamet says:

      Trovo lodevole l’equilibrio di Mirkhond, nelle sue posizioni.

      Un cattolicesimo che aspira al rigore sereno della sua storia, senza cadere nel culto dell’apparato che lo contornava;
      conservatore, ma non antimodernista;
      non lascia che la Tradizione venga innalzata sugli altari al posto di Gesù Cristo;
      non se ne serve come di un randello per lotte politiche.

      Insomma, chapeau.

      • Peucezio says:

        Ma lui adora Bergoglio, che è molto lontano da un equilibrio di questo genere, infatti è amato da un mondo secolarizzato.
        Idealmente la posizione di Mirkhond è quella che dici, in realtà però Mirkhond, da viscerale qual è, applica il principio dualistico, per cui, se ci si deve contrapporre ai neo-con, diventa lecito stare coi catto-comunisti o coi catto-frocisti.

        • mirkhond says:

          L’adorazione è dovuta solo a Dio.
          Bergoglio mi piace, perché, per la prima volta nella mia vita, vedo un papa così vicino a chi soffre.
          A differenza di Ratzinger.

          • Peucezio says:

            Mirkhond,
            tu sei buono ma un po’ ingenuo.
            Anche i comunisti dicevano di pensare a chi soffre, ai poveri, agli sfruttati.
            E hanno fatto un bagno di sangue.
            Quando uno mi vuol far credere che vuole fare qualcosa per quelli che soffrono, sento subito puzza.
            E non è solo una puzza di ipocrisia. E’ una puzza di sangue e di violenza.

            Tra l’altro, visto che hai citato Ratzinger, che è un po’ la tua ossessione, quasi ci fossero stati solo due papi nella storia (e quelli futuri fossero l’alternanza dei due), è molto interessante il confronto: da una parte un uomo mite ai limiti dell’irresoluto, un teologo più avvezzo ai libri che alle mene e alle manovre di potere, dall’altra un uomo rozzo, aggressivo e autoritario.

          • Francesco says:

            scusa ma secondo te Giovanni Paolo II era meno vicino ai sofferenti di Francesco?

            o era un filino meno socialista, che non è esattamente la stessa cosa?

            perchè un segno sicuro di inimicizia alla Chiesa e all’Altissimo è leggere con occhiali politici la Chiesa stessa

            ciao

            • mirkhond says:

              Giovanni Paolo II dopo il 1991, ha rivisto le sue posizioni sul socialismo, arrivando prima a dire che era la risposta sbagliata ad un’esigenza giusta, e poi, alla fine della sua vita, quasi a rimpiangere la Polonia comunista, dove a suo dire, vi era molto più Cristianesimo rispetto al troiaio filou$ano dei suoi amici di solidarnosc.

            • Francesco says:

              lo so, per pena ho rifiutato di leggere simili tristi considerazioni

              tristi per chi le scrive, che sarebbe arrivato a rimpiangere la schiavità della sua patria e del suo popolo …

              in ogni caso, citando la somma autorità Ritvan che. unico tra noi, nel socialismo ci visse, è un sistema che diffonde povertà per tutti e (miseri) privilegi ai peggiori

              perchè dovrebbe scaldarmi il cuore? per le promesse che non mai mantiene?

            • Peucezio says:

              Mirkhond,
              “vi era molto più Cristianesimo rispetto al troiaio filou$ano dei suoi amici di solidarnosc.”

              Vedi, siamo sempre lì.
              Come dire che siccome bere il piscio è meglio che mangiare la merda, anziché mangiarmi un piatto di pasta, mi bevo un litro di piscio.
              In realtà poi i comunismi da che parte hanno combattuto? Da quella dei liberalcapitalisti, con gli Stati Uniti e l’Inghilterra.
              E’ il motivo per cui non credo né all’anticomunismo dei liberal-capitalisti, né all’anticapitalismo dei comunisti e della sinistra.

            • Francesco says:

              Peucezio

              io trovo la cosa più grave, perchè sembra sostenere la tesi di Nietszche che il cristianesimo sia una religione di schiavi

              so benissimo che comunismo e capitalismo sono regimi materialistici ma i punti in comune finiscono lì (e lo è anche il fascismo, solo che conta le baionette invece dei talleri)

              ma ogni regno di questa terra è imperfetto, alcuni meno altri molto di più, i cristiani lo sanno e NON partono per fondare Nuova Gerusalemme chissà dove

    • Mario says:

      Se è usurpatrice, vuol dire che il papa non è assistito dallo Spirito Santo, ne infallibile ex cathedra.

      Lei non comprende la distinzione reale tra persona e funzione. Forse non ha fatto il militare.

      Ratzinger, invece per quali altri loschi figuri operava, visto che andò a genuflettersi davanti a Bush figlio?

      Non mi pare che Ratzinger si sia mai genuflesso di fronte a quel delinquente. E comunque, anche Ratzinger usurpava, ma con serietà maggiore rispetto a Bergoglio (non che ci voglia molto).

      Sulla questione del matrimonio: un contratto, fondamentalmente, deve fondarsi su elementi concretamente rilevabili. La fedeltà lo è, l’amore no. Tra l’altro, si può essere fedeli a una persona per tutta una vita, ma non amarla (di quell’amore passional-sentimentale descritto da romantici e Harmony). Fedeltà è più forte del fuoco.

  72. Mario says:

    conservatore, ma non antimodernista. Come Introvigne, quindi (anzi, ora non più).

    non lascia che la Tradizione venga innalzata sugli altari al posto di Gesù Cristo.

    Guardi, caro Mamé, che la Tradizione (che Lei giustamente scrive con la maiuscola, ed alla quale lei giustamente si sottomette, devo dedurre) è ciò che Cristo ha consegnato agli apostoli, oralmente. Non ci può essere contraddizione.

  73. mirkhond says:

    Ciò che ha consegnato Cristo, oppure dei precetti di uomini, frutto di un determinato cammino storico-culturale di epoche passate?

  74. Mario says:

    Ciò che ha consegnato Cristo, oppure dei precetti di uomini, frutto di un determinato cammino storico-culturale di epoche passate?

    Immagino lei abbia compiuto studi decennali per distinguere tra precetti umani e consegne divine, ergendosi quindi al di sopra dell’autorità divinamente costituita, ed ora infallibilmente ponga una domanda intenzionalmente retorica, forse influenzata da Augias e simili omuncoli (spesso eschimesi: guarda il caso!).

  75. mirkhond says:

    “Lei non comprende la distinzione reale tra persona e funzione. Forse non ha fatto il militare.”

    E lei, mi sembra non comprendere che quanto asserisce su Bergoglio, così odiato da lei e dalla galassia cattodestroide, collide con il Dogma dell’Infallibilità Pontifica ex cathedra (che se vogliamo, questo dogma è esso stesso un’eresia, visto che ci sono stati dei papi condannati come ERETICI, non negli anni 2000, ma da un CONCILIO ECUMENICO come il Trullano I di Costantinopoli del 680-681 d.C., nei confronti di papa Onorio I, dunque da un concilio riconosciuta da TUTTA l’Ortodossia Cristiana, latina e bizantina).

  76. mirkhond says:

    “Immagino lei abbia compiuto studi decennali per distinguere tra precetti umani e consegne divine, ergendosi quindi al di sopra dell’autorità divinamente costituita”

    Veramente chi qua dentro, si crede al di sopra di ogni autorità, specie se di mandato divino, mi sembra che sia proprio lei.
    Che straparla da non si sa bene quale cattedra trogliona, senza rendersi conto della contraddizione, così tipica del settarismo sedevacantista, tra la fedeltà dichiarata alla Chiesa, e il rinnegamento di quella stessa Chiesa, quando vi dice cose a voi sgradevoli.
    Il fatto è che non mandate giù un papato vicino ai poveri, attaccati come siete ai formalismi liturgici dietro i quali si nasconde il NULLA, o meglio l’insensibilità verso le sofferenze umane.

    • “Che straparla da non si sa bene quale cattedra trogliona”

      “autentico demonio incarnato, partorito dal fondo dell’Hel. Se non si redime, egli giungerà colpevolmente ignaro al Nastrond, ove sarà perpetuamente sbranato dal serpe Níðhöggr”

      Vai, tutti ad assistere al nuovo titanico scontro.

      Chi perderà la calma per primo?

  77. mirkhond says:

    “Non mi pare che Ratzinger si sia mai genuflesso di fronte a quel delinquente.”

    Evidentemente lei dimentica la visita di dabboliu 🙂 al Benedetto XVI nel 2008, quando l’oggi emerito, andò ad aprire il portello dell’automobile di sat…ehmmm del suddetto bush II, inchiandosi pure con CRANDE CIOIA (come lui stesso proferì).
    Per non dimenticare l’udienza concessa a Oriana Fallaci buonanima e la vicinanza con un figuro MASSONE come Pera.
    Però a voi tutto questo stava bene!

    • Francesco says:

      ripeto, hai un link perchè io possa verificare?

      ho grande affetto per Benedetto XVI, il Papa con cui sento la maggiore sintonia umana e intellettuale, per cui quanto dici mi addolora

      grazie

  78. Mario says:

    così odiato

    Io non odio nessuno. Lei deve essere dotato di cardiognosia, riuscendo a scrutare il foro interno di altri; vedo anche che si abbevera costantemente alla fonte inquinata della sloganistica ditta Bergoglio-Renzi. Se Bergoglio si presentasse a casa mia e chiedesse aiuto, io, nei limiti delle mie possibilità, lo aiuterei: “ama il tuo nemico”, però redarguendolo sulla dottrina, come è doveroso per ogni cristiano. Questo sarebbe un atto di misericordia (verso chi erra) e di giustizia (verso Dio).
    L’infallibilità pontificia, per definizione, riguarda il pontefice ed è limitata a 4 condizioni dal Vaticano I. Nessun “papa” postconciliare l’ha usata, in modo esplicito, a parte forse Paolo VI (liturgia) e il polacco amico di Marcinkus (ordinazione di sacerdotesse: qui confermando la Tradizione). Tuttavia, le ripeto, se uno non è papa, non si può dire che sia infallibile neppure alle 4 condizioni, evidentemente.
    E’ poi chiaro, in clausola, che lei non sa di cosa scrive. Onorio non fu formalmente eretico, perché nella sua professione di monotelismo non ebbe la voluntas definiendi (l’errore fu professato in una lettera privata).
    Cari saluti.

    • mirkhond says:

      Vabbé, si aggrappi pure ai suoi contorcimenti pindarici.
      Onorio I (625-638 d.C.) fu condannato come ERETICO da un CONCILIO ECUMENICO, mentre ciò che lei dice, è davvero una contraddizione.
      Quella di un certo apologismo cattolico da bassa lega, che nel 1870 si arrampicò sugli specchi per difendere l’INDIFENDIBILE: ovvero l’infallibilità pontificia ex cathedra.
      Detto questo, qui chi si contraddice è lei, visto che da un lato difende un ‘ERESIA, l’infallibilità pontificia ex cathedra, e dall’altro nega la validità dell’elezione di Bergoglio, perché dice cose A VOI CONTRARIE, non a Gesù Cristo, che per voi è solo un INCIDENTE DI PERCORSO soffocato nel magma liturgico-formalistico, senza andare allo SPIRITO della Fede Cristiana.
      Il vostro atteggiamento sedevacantista ricorda molto quello degli scribi e dei farisei del Vangelo.

  79. Mario says:

    Però a voi tutto questo stava bene!

    Lei, vedo, non mi segue (non che io ne sia degno: ma qui si tratta di non parlare a vanvera). Io penso che Ratzinger, nei suoi commerci con la laida Fallaci (nomen omen) e l’immondo Pera (altro nomen omen), sia stato ancor peggiore che Bergoglio quando straparla in nome e per conto dei demoni: questo lo fa con chiarezza, per chi ha orecchie per intendere, l’altro era più subdolo. Questo l’ho scritto variamente e ripetutamente, ma lei, che non conosce altri figuri comparabili ai due citati, formalmente “tradizionalisti” (e anch’essi collusi con i neocon de’ noantri, e non solo), legge solo quel che le aggrada.

    Ora la invito, mio caro, a esercitare con maggior zelo la somma virtù del silenzio.
    Un cordiale saluto.

  80. Mario says:

    Il fatto è che non mandate giù un papato vicino ai poveri, attaccati come siete ai formalismi liturgici dietro i quali si nasconde il NULLA, o meglio l’insensibilità verso le sofferenze umane.

    Lei, pertinacemente, prosegue con gli slogan mutuati da qualche cattedra televisiva o santamartesca (il che è la medesima cosa, per dignità intellettuale).

    “papato vicino ai poveri”. Strano: io sapevo che era vicino alla mafia di San Gallo, all’NSA statunitense, alla Clinton, ad Obama, all’ONU ed alle sue centrali della dissoluzione. Non precisamente poveri. Tra il dire e il fare… Lo conosce il proverbio?

    “Il nulla”.

    Sembra quasi di udire l’eco di qualche ciarla emessa alla Leopolda: “gufi”, “il nulla”, “rottamazione”. Una neolingua che definisce, squalificandolo, chi la usa. Se la messa tridentina è il nulla, non so più cosa dirle, caro amico, davvero. Posso però certamente pregare per lei, sperando che lei ne sia felice, e ricambi.

    “Insensibilità verso le sofferenze umane”.

    Lei, in mancanza di argomenti e con cognizioni storico-dottrinali apprese dai rotocalchi ad uso dei clienti di barbieri, continua a giudicare senza conoscere. Non parlerò di me, miserabile più o meno come tutti gli uomini che calcano questa valle di lacrime. La stessa Chiesa, però, che definiva e scomunicava, ardendo eretici impenitenti e maliziosi, e condannando gli errori, era quella che costruì orfanotrofi ed ospedali, aiutando realmente, senza chiacchiere ma coi fatti, i poveri ed i deboli. La condizione di sofferenza, poi, non è certo propria solo di questi ultimi. Ricordi, se le conosce, le parole che Cristo in Persona rivolse a Giuda sui denari da destinare ai poveri.

    • mirkhond says:

      Certamente non di solo pane vive l’uomo, se è questo quello che vuol dirxci.
      Però il pane è necessario per la sopravvivenza.
      Ora Cristo viene pe salvarci tutti, ma ha aggiunto che gli squilibri sociali, non passeranno inosservati al SUO Cospetto.
      Mentre una cetta galassia tutta apparato e formalismo, sembra essersene dimenticata, in nome di PRECETTI DI UOMINI.

      • Francesco says:

        “gli squilibri sociali” o “le ingiustizie”?

        perchè c’è tutta la comprensione dell’economia in questa impercettibile sfumatura

        e io non posso che rispettare quelli che pagano salari e stipendi, almeno quanto quelli che straparlano da alti scranni sacri

        il giorno in cui un profeta darà da mangiare a un uomo, abiurerò le mie credenze mercatiste e mi convertirò

        ciao

  81. Mario says:

    Io la finisco qui solo per rispetto nei confronti di Miguel Martinez.
    Pace e bene a tutti.

  82. Mario says:

    Altra persona degna di onore e rispetto è Peucezio, che infatti tace, come tutti quelli che sanno.
    Un caro saluto anche a lui.

  83. mirkhond says:

    Ma non aveva detto che avrebbe taciuto? 😉

  84. mirkhond says:

    Lei, in mancanza di argomenti e con cognizioni storico-dottrinali

    Sa, caro, non tutti viviamo di seghe mentali, perché dobbiamo sopravvicere, vestirci, nutrirci, coprirci.
    E quella che lei chiama “dottrina” è solo un formalismo, tra l’altro pieno di contraddizioni, per non accettare una realtà per voi spiacevole: una Chiesa attenta agli ultimi.
    E di cui voi non frega niente, tutti presi dalle posizioni di altari, paramenti liturgici, sacramenti visti come un rito magico.
    Ma Gesù non è una cultura, una nazione, un continente, una religione: Gesù E’ UNA PERSONA, LA PERSONA PER ECELLENZA.
    Che non ha certo bisogno di musei per governare il Creato e pensare di salvarci.

  85. mirkhond says:

    “Strano: io sapevo che era vicino alla mafia di San Gallo, all’NSA statunitense, alla Clinton, ad Obama, all’ONU ed alle sue centrali della dissoluzione. Non precisamente poveri. Tra il dire e il fare… Lo conosce il proverbio?”

    E il papato del vostro emerito B16 a quale mafia era vicino, o Eccelso?

  86. mirkhond says:

    “Io penso che Ratzinger, nei suoi commerci con la laida Fallaci (nomen omen) e l’immondo Pera (altro nomen omen), sia stato ancor peggiore che Bergoglio quando straparla in nome e per conto dei demoni”

    Finalmente una riflessione condivisibile! 🙂

  87. mirkhond says:

    “Lei, in mancanza di argomenti e con cognizioni storico-dottrinali apprese dai rotocalchi ad uso dei clienti di barbieri, continua a giudicare senza conoscere.”

    Beh, o Eccelso, non tutti viviamo sull’alta torre d’avorio della saccenza-snob che guarda con infastidito disprezzo, chi ha la “sfortuna” di non far parte di certi club di privilegiati.
    Per cui, sì, anche dal barbiere si possono imparare tante cose, tipo avere a che fare con la concretezza che ignora e/o comunque non sa che farsene delle seghe di filosofi e teologi.

    “Non parlerò di me, miserabile più o meno come tutti gli uomini che calcano questa valle di lacrime.”

    Veramente, o Eccellentissimo, è da quando commenta in questo blog, che non fa altro che deliziarci della sua somma sapienza teologica.
    Ma sa, noi siamo troppo ignoranti per capire certe profondità di pensiero, e discernere se chi ci sta davanti è un profeta, oppure una persona con disturbi psichici e che ha bisogno di cure, anche se non ne è consapevole.
    Ci perdoni Eccelso per non comprendere simili altezze.

    “La stessa Chiesa, però, che definiva e scomunicava, ardendo eretici impenitenti e maliziosi, e condannando gli errori, era quella che costruì orfanotrofi ed ospedali, aiutando realmente, senza chiacchiere ma coi fatti, i poveri ed i deboli. La condizione di sofferenza, poi, non è certo propria solo di questi ultimi. Ricordi, se le conosce, le parole che Cristo in Persona rivolse a Giuda sui denari da destinare ai poveri.”

    Certamente.
    Però quanti di quegli assistiti lo erano in cambio della conversione o dell’appartenenza al Cattolicesimo?
    Era davvero un aiuto disinteressato?
    Sul Giuda cattivo perché ladro, è un’interpretazione.
    E comunque non crederò MAI a Un Dio che predestina un uomo alla dannazione, per compiere gesta che erano già scritte dall’eternità.

    • Francesco says:

      Però quanti di quegli assistiti lo erano in cambio della conversione o dell’appartenenza al Cattolicesimo?

      beh, figa, Duca, vale più nutrire un uomo per un giorno o la salvezza della sua anima?

      qui sei più materialista di Odifreddi!

      🙂

  88. mirkhond says:

    “E’ poi chiaro, in clausola, che lei non sa di cosa scrive”!

    E lei invece, sa tutto, lo sappiamo o Eccelso! 🙂

  89. mirkhond says:

    “Se la messa tridentina è il nulla, non so più cosa dirle, caro amico, davvero.”

    Ecco, non dica più nulla, o Eccelso! 🙂
    E non siamo amici, visto che non ci conosciamo nemmeno, e scriviamo con dei nick.

    “Posso però certamente pregare per lei, sperando che lei ne sia felice, e ricambi.”

    Non ne sono contrariato.

  90. mirkhond says:

    SEmpre riguardo a questa benedetta Messa Tridentina

    Ciò che non riuscirò mai a capire del sedevacantismo, è odiare la Chiesa di oggi, attaccandosi ad un rito INVENTATO DA UOMINI IN UN DETERMINATO MOMENTO STORICO, come ad un feticcio.
    E non guardare tutto il resto.
    Ora Gesù è Venuto sulla Terra più di 2000 anni fa, il rito latino non è più antico del III-V secolo dopo Cristo.
    La messa tridentina del XVI secolo dopo Cristo.
    Ora, perché attaccarsi in maniera ossessiva-compulsiva ad una liturgia che è durata solo 400 anni, rispetto ai 2000 del Vangelo?

    • Francesco says:

      per antipatia verso quello che è venuto dopo, immagino

      ciao

      • paniscus says:

        Cioè, lo stesso ragionamento secondo cui il matrimonio tradizionale monogamico, fisso e indissolubile, e base solenne di tutte le società umane, “c’è sempre stato” per tutta l’umanità da centinaia di migliaia di anni, ed è stato messo in dubbio per la prima volta solo nelle ultime due generazioni e solo nell’Occidente ricco e dissoluto?

        • Moi says:

          … matrimonio monogamico ?! …Veramente in Occidente recente si parla di lo sperma / l’ ovulo / l’ utero è mio è ci faccio il business industrial-farmaceutico io ! 😉

          … sia da imprenditore/trice che da incubatrice umana dipendente !

          Perché , lo si sappia, nulla come il Genderismo fa girare l’ economia … e solo ciò che fa girare l’ economia ha diritto di esistere !

          • Z. says:

            Temo che niente e nessuno abbia davvero, né abbia mai davvero avuto, un “diritto ad esistere”.

            • Moi says:

              Secondo il Monoteismo “Peso” 😉 … è il Diritto stesso a non esistere, esistendo solo il Dovere dinanzi a Dio.

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      la liturgia varia moltissimo nel spazio (oriente-occidente, riti locali…) e nel tempo.
      Ma ci sono certe costanti, caratteristiche comuni, di tutte le liturgie latine fino al concilio e di tutte le chiese orientali.
      Nessuna liturgia occidentale o orientale è mai arrivata al livello di sciatteria e alle squallide carnevalate di quella latina postconciliare, che è un unicum in tutta la cristianità, ovviamente se escludi i protestanti (lì ci sono pure i telepredicatori, non c’è limite al ridicolo…).

      • mirkhond says:

        D’accordo, ma non si può ridurre il Cristianesimo alla sola liturgia, anche se bella.
        Perché è un accessorio, non il fulcro della Fede.

        • Peucezio says:

          Beh, no, è molto più di un accessorio.
          Non è l’unica cosa, ma è basilare.
          E poi il problema non è solo liturgico.

        • Francesco says:

          un accessorio … credo sia un pochino di più, per i cattolici e gli ortodossi

          è un accessorio per i protestanti, che la hanno svuotata dalla presenza reale di Nostro Signore

          ciao

  91. mirkhond says:

    “Tu hai il mito del meticciato eterno e universale, fa’ pure. Ma per te non è un dato verificabile, è un articolo di fede.”

    No, è il risultato di anni di studi.
    L’articolo di fede è il tuo, solo perché non ti piace l’idea di discendere da genti disparate.
    Come ti ha detto anche Pino.

    • Peucezio says:

      Vabbè, ne abbiamo discusso a lungo. Le fonti sembrano andare in una direzione, gli studi genetici in un’altra (parlo di tendenze, poi è ovvio che le une e gli altri ci testimoniano l’una e l’altra cosa).

      Ma tu ti senti tirato in ballo come se ti si toccasse qualche cosa di sacro.
      Anch’io do molta importanza a ciò in cui credo, ma a livello mio personale: qui dentro cerco di ragionare, senza perdere la calma. Poi probabilmente traspare che ci tengo, ma non parto in quarta come se chi sostiene la cosa opposta fosse un nemico, quasi mi avesse offeso una persona cara o avesse bestemmiato la mia religione. Insomma, non mi faccio offuscare dall’ira.
      Anche perché non mi pagano, che io abbia ragione o torto 🙂 Quindi chi cazzo me lo fa fare…

  92. mirkhond says:

    Anche per me, se la cosa può interessarti, inizialmente fu un trauma, scoprire che le popolazioni della Penisola Italica, potessero avere un’altissima percentuale di sangue servile e straniero, immessovi dai Romani nel II secolo a.C.- I secolo d.C.
    Poi, gradualmente, con gli studi, ho compreso che nessuno di noi può sapere esattamente da chi discende, proprio per i discorsi sopracitati, anche da Pino.
    Un solo esempio: l’ imperatore Costantino I (306-337 d.C.), nel 334 d.C., vinse alcune popolazioni sarmatiche, deportandone 300.000 in Italia e nei Balcani.
    Anche nell’Apulia e nella Lucania, dove funsero da corpo di polizia militare per reprimervi il locale brigantaggio.
    Ancora agli inizi del V secolo dopo Cristo, solo nell’Italia del nord, vi erano comunità sarmate in 15 città, come riportato dalla Notitia Dignitatum.
    In sostanza i Sarmati all’epoca erano una sorta di cosacchi di Roma.
    Ebbene, dove crediamo che siano finiti se non mescolati e assorbiti nelle popolazioni dove si insediarono.
    Idem per altre popolazioni.

    • Peucezio says:

      No, certo, eventi come questi ce ne sono stati tanti, non dico di no.

      Resta il fatto che, se proprio si dovesse arrivare a una contraddizione insanabile fra dati genetici (o paleoantropologici o comunque rilevabili direttamente) e fonti, per forza di cose vincono i primi, perché un signore che racconta un evento può mentire, un reperto materiale, di qualunque genere, no (sempre che le metodologie di rilevamento, di calcolo, ecc., siano rigorose, altrimenti è più affidabile la fonte.

      Molto probabilmente la verità sta un po’ a metà.
      Resta comunque l’estrema varietà fenotipica dell’umanità: al di là di tutto il meticciato che ci puòl essere stato, noi vediamo che non è che in ogni luogo del mondo c’è la stessa percentuale di tipi fenotipici e in Africa di biondi e rossi non se ne trovano, così come in Scandinavia non ci sono negri che sono lì dal Neolitico e nemmeno dal Medioevo.
      Quindi, per giustificare la grande eterogeneità geografica del fenotipo umano si deve supporre che una relativa stabilità ci sia stata.

    • Per Mirkhond

      ” l’ imperatore Costantino I (306-337 d.C.), nel 334 d.C., vinse alcune popolazioni sarmatiche, deportandone 300.000 in Italia e nei Balcani.”

      Quando leggo cifre del genere, mi chiedo come facessero la contabilità, con numeri inutilizzabili come quelli romani.

      Cioè 300.000 persone da trattare abbastanza bene da farle arrivare vive sul mercato degli schiavi o comunque a rendersi utili, richiedono una precisa quantità di cibo, di guardie ecc., le guardie a loro volta hanno bisogno di una precisa quantità di armi, le armi per essere trasportate di una precisa quantità di carri, ecc.

      • Francesco says:

        beh, erano l’impero romano, i progenitori della burocrazia e della scienza dell’organizzazione!

        😀

        • Per Francesco

          “beh, erano l’impero romano, i progenitori della burocrazia e della scienza dell’organizzazione!”

          D’accordo. E come facevano i conti? Non parlo dei calcoli geometrici, in cui erano maestri; parlo dei conti matematici, tipo: “per il ponte servono 20.000 cubi di pietra, da far scavare a 300 schiavi per 100 giorni (con appalto dei pranzi alla ditta di mio cugino), poi 500 buoi per il trasporto per 19 giorni (con appalto del fieno alla stessa ditta)”. XXM x CCC x C x VC x XIX = QWERTYISAAFAFAD.

          • Peucezio says:

            Tra l’altro qui non si tratta solo di un organizzazione molto efficiente, che mettiamo pure sia riuscita a trasportare questi 300.000 uomini, schiavi o soldati che fossero.
            Parliamo di qualcuno che era uno storico, scriveva cronache o comunque raccontava le cose (non sappiamo chi sia: Mirkhon non ha citato la fonte), che si è preso la briga di contarli, non sappiamo bene come, ma a cui dovremmo prestare credito a scatola chiusa.
            Si fa fatica oggi a fare statistiche e calcoli demografici esatti, malgrado gli strumenti informatici…

            • Per Peucezio

              “che si è preso la briga di contarli, non sappiamo bene come, ma a cui dovremmo prestare credito a scatola chiusa.”

              Vivo a Firenze da non pochi anni. Se non avessi accesso ai dati ufficiali, non avrei proprio alcun modo di stimare la popolazione di questa città: so vagamente che è “più grande” di un villaggio in montagna e intuisco che sia più piccolo di Roma.

              Comunque io intervengo solo in merito alla questione del calcolo, non in merito alla questione delle origini delle popolazioni dell’attuale Italia: la mia non è una polemica con Mirkhond.

            • mirkhond says:

              L’ho letta sul Lessico Treccani.

            • mirkhond says:

              In riferimento alla fonte sui 300.000 Sarmati, di cui chiedeva Peucezio.

            • Peucezio says:

              Va bene, ma il lessico Treccani non dice donde l’ha attinta?
              Io intendevo la fonte antica, più che l’indicazione bibliografica.

          • Francesco says:

            non chiederlo a me

            però se guardi a cosa hanno costruito, tra monumenti a Roma, ponti sui più grandi fiumi d’Europa, un sistema di strade e di posta paragonabile a quello odierno

            ci riuscivano di sicuro!

            ciao

      • mirkhond says:

        Non mi sono spiegato bene Miguel.
        I 300.000 Sarmati deportati nell’Impero Romano, NON erano schiavi, ma una riserva di soldati e probabilmente anche di coloni.

      • Peucezio says:

        “Quando leggo cifre del genere, mi chiedo come facessero la contabilità, con numeri inutilizzabili come quelli romani.

        Cioè 300.000 persone da trattare abbastanza bene da farle arrivare vive sul mercato degli schiavi o comunque a rendersi utili, richiedono una precisa quantità di cibo, di guardie ecc., le guardie a loro volta hanno bisogno di una precisa quantità di armi, le armi per essere trasportate di una precisa quantità di carri, ecc.”

        Sono questi i motivi per cui dico che le fonti vanno prese con estrema cautela.

        • PinoMamet says:

          Naturalmente
          (anche se è da accogliere il distinguo di Mirkhond)

          però insomma, se dicono che arrivano 300.000 Sarmati una volta, 20.000 Sassoni un’altra. 100.000 Bulgari una terza (sparo cifre a caso) trovo molto molto, ma molto difficile dire “in pratica non è mai arrivato nessuno”.

          • Peucezio says:

            Ma infatti dire che non è arrivato mai nessuno sarebbe una tesi insostenibile.
            Io, al contrario di Mirkhond (e al contrario di quello che un po’ stai cercando di attribuirmi 😉 ), non assolutizzo.

            Semmai io credo che esistano meccanismi interni di riequilibrio che fanno sì che tali apporti vengano alla lunga metabolizzati o che comunque creino, in combinazione con elementi locali, un tipo peculiare, che mantiene le sue specificità perché ha comunque un rapporto continuativo col territorio (e gli apporti non solo non sradicano, ma fanno sì che altra gente instauri con quel territorio un rapporto di radicamento).
            Quello che voglio dire è che, come sai bene, se in Italia tutto cambia moltissimo da un’area all’altra e c’è una vitalità e un’estrema ricchezza delle culture locali e persino una differenziazione biologica, come tu stesso hai notato, questo dimostra proprio che non c’era una centrifuga omologante che portava a una massa indistinta, come avviene ora.
            In questo senso dire che c’è sempre stato il meticciato, anche se letteralmente è corretto, è in realtà una sciocchezza, se vi è sottesa l’idea che quindi in passato era come adesso (e quest’idea è implicita, visto che il discorso nasce in relazione all’immigrazione, ai discorsi di Bergoglio sui muri, ecc.), perché in passato c’era complessità e differenziazione, oggi c’è omologazione e incremento dell’indistinto, quindi oggi e in passato, schematizzando al massimo accadevano due cose opposte.
            Quindi la differenziazione territoriale delle società passate, soprattutto in Italia, testimonia un elemento di radicamento territoriale, una vitalità biologica e culturale delle comunità locali, che consentiva loro anche assimilando apporti esterni, di recepirli e rielaborarli secondo un’impronta locale e peculiare.
            In questo senso, nel discorso di Mirkhond, in buona fede, al netto dei suoi toni livorosi; nei discorsi degli ideologi del meticciato e dell’immigrazionismo, in modo molto meno innocente, c’è un’enorme mistificazione, che merita di essere smascherata nella sua miseria intellettuale.

          • Peucezio says:

            La miseria intellettuale ovviamente la attribuisco ai secondi, non al primo.
            Mirkhond è ingenuo e, come ho detto, ha questa tendenza al dualismo, tipica di tutti i temperamenti un po’ viscerali – quella per cui se mi stai antipatico, devo abbracciare tutto ciò che dice e che fa il tuo nemico – ma gli riconosco un’onestà intellettuale di fondo.

            • mirkhond says:

              Guarda, sarò grossolano come dici, ma i dati riportati non sono frutto di mie invenzioni.
              Anch’io, come ho già scritto ieri, credevo più o meno alle stesse cose che dici: e cioé che fossimo discendenti in massima parte dalle popolazione dell’Italia preromana.
              Ora sicuramente siamo ANCHE discendenti di quegli antichi popolo, ma ALTRETTANTO di persone o gruppi di popoli che SUCCESSIVAMENTE si sono insediati in Italia, o perché deportatevi, o perché immigrate come coloni.
              Il rifiuto di un ceto milieu di destra nell’accettare questa realtà, mi sembra simile al rifiuto isterico dei Romei, se qualcuno, con citazioni alla mano, gli fa notare che essi NON sono tutti discendenti dei Greci, ma anche di altre popolazioni stanziate su suolo rumelico.
              A me pare, infine, che gli ingenui siano altri.

            • Francesco says:

              secondo me, Peucezio, tu vedi solo la faccia “omologante” della moneta

              invece io credo che, appena sotto la superficie, i MacDonalds di Napoli siano diversi da quelli di Milano, figurati da quelli di Milwakee

              e la TV generalista è diversa in ogni nazione, in Italia gli show che piacciono al Sud al Nord non li guardano e viceversa

              non vedo questa terribile piallatura ma un nuovo mondo, le cui differenze non sappiamo ancora riconoscere

              ciao

            • PinoMamet says:

              I Romei sono a volte abbastanza comici (o insopportabili) in questa loro idea, anche se è un’idea ad usum turistarum perlopiù…

              però, nel mondo moderno, temo siano le idee ad usum turistarum quelle a essere più ascoltate, anche dagli autoctoni…

              io, forse a differenza di te, ritengo che abbiano diritto a farsi chiamare elleni, se gli piace, e rivendicare un’eredità dal mondo greco antico;
              una eredità, però; una parte, non tutto l’insieme.

              Invece capita di leggere personaggi che di cognome si chiamano Albanese (Arvanitis) che dicono di discendere dagli antichi Spartani e che perciò (non sto inventando!) conoscono il Pancrazio, disciplina agonistica antica, e sono in diritto di insegnarlo…
              e dai cozzaloni in su, mi pare che idee di questo tipo sia abbastanza diffuse;

              più o meno come specularmente in Turchia milioni di anatolici, discendenti immagino soprattutto da lici, carii, lidi frgi e compagnia, sono fissati con i loro Lupi grigi dei monti Altai…

              ora, magari il signor Arvanitis ha davvero qualche antenato spartano; molto probabilmente ne ha più di uno che può essere definito greco antico di qualche tipo o stirpe (dorico, ionico, corinzio 😀 o chissà, uno schiavo cario liberato…)

              ma a me la cultura greca moderna piace proprio per ciò che ha di non classico , per la “litania del mangas”, per la canzoni dove si parla di narghilè e di bellezze arabe e di viaggi a Prusa (Bursa) in cerca di hashish, per il rozzo epos bizantino e per gli dèi tramutati in santi o in figure folkloristiche, per i prestiti turchi e veneziani nella lingua…

              difficile fargli capire che questo è non meno, ma forse, più affascinante del tempio greco e del dialogo di Platone?
              e che una cosa, soprattutto, non esclude l’altra?

            • Peucezio says:

              Mirkhond,
              veramente non ti ho mai dato del grossolano e non ritengo che tu lo sia.

              Francesco,
              sì, ma ciò che dici accade perché certi retaggi non si cancellano in un giorno, non perché davvero il modello di oggi non sia virtualmente omologante al 100%. Poi probabilmente il 100% non si raggiunge mai completamente, ma se si spazza via uil 97% della diversità, non lo trovo un danno da poco. E se non si inverte la tendenza, non ci vorrà moltissimo.

              Mirkhond, Pino e gli altri interessati alla questione “romea”:
              ciò che non mi convince dell’insistenza di Mirkhond nel rivendicare l’importanza della grecità bizantina e ottomana con tutti i suoi apporti, il che è giustissimo, è che questo diventa una negazione della componente ellenica originaria, quasi non fosse esistita.
              Ma (ho insistito su questo parlando della cristianità occidentale medievale e del suo sentimento di continuità con gli antichi) non è che il mondo bizantino fosse alieno dal culto della grecità classica, anzi, direi l’esatto opposto.
              Voler contrapporre Bisanzio all’Ellade classica o ellenistica non è come voler obbligare la vecchietta ad attraversare la strada contro la sua volontà?
              Ci pensavo ultimamente pensando al fenomeno dell’atticismo, che è cominciato dopo la conquista romana, ma a me risulta – e qui chiedo lumi al nostro paleo- e neogrecista Pino – che sia continuato per tutta l’epoca bizantina e ottomana e che molti scrittori, ancora fino all”800 e all’invenzione della katharevousa, continuassero a usare il duale (a volte a sproposito) e una serie di altre forme, che erano già scomparse nella koiné. Pino, ti risulta?

            • PinoMamet says:

              Sì, mi risulta.

              In realtà tutto il neogreco è una lingua dai confini abbastanza incerti;
              voglio dire, mentre è abbastanza chiaro che l’italiano non è il latino, nonostante la parentela, risulta invece difficile tracciare una linea netta tra “greco antico” e “greco moderno”, prima di tutto perché la differenza è di tipo diverso (potremmo definirla come tra “greco letterario” e “greco parlato”, con il caveat che il greco parlato era diverso da quello letterario, e già vicino a quello “moderno”, già in epoca ellenistica…) e poi perché il modello letterario, fino all’epoca recente, è sempre stata la koinè…

              un po’ come se nell’italiano non avessimo mai avuto Dante e Petrarca, e avessimo continuato a rifarci a Cicerone e Quintiliano…

            • Peucezio says:

              “e poi perché il modello letterario, fino all’epoca recente, è sempre stata la koinè…”

              Ecco, questo è un punto molto interessante.
              secondo te alla koiné o all’attico?
              Mi rendo conto che forse non c’è una risposta univoca, perché da un lato c’è la prassi degli scrittori, che possono più o meno tentare di imitare il greco attico o invece restare nel solco della koiné ellenistica, dall’altra le autodefinizioni, per cui in una certa epoca gli autori, se e quando lo dicono, possono dire “io scrivo in attico”, “in koiné” oppure semplicemente “in greco” o “in romaico”.

            • PinoMamet says:

              Mi sa che ti dai la risposta da solo…

              da quello che ho letto personalmente, non ho mai trovato un passo in cui un autore di lingua greca post-classico e pre-attuale

              (vale a dire, rispettivamente dopo e prima di qualunque dibattito sulla lingua: quello di Aristotele su tragedia e commedia, e quello moderno su katharevousa vs dimotikì) dica “sto usando questo greco anziché quest’altro”.

              Naturalmente posso benissimo sbagliare;
              in ogni caso, non credo che la cosa sia mai andata al di là (ammesso che ci sia andata) dal dire “sto usando una lingua più popolare anziché una colta”, ma la differenza, d’altra parte sottilissima, tra attico classico e koinè non penso sia mai stata presa in considerazione.

              Voglio dire, sarebbe come se un autore italiano, mutatis mutandis, avrebbe detto “attenzione, sto usando il fiorentino di Boccaccio, non quello di Petrarca”…
              nessuno arriva a tali livelli di purismo!

              al massimo si può notare che alcuni autori sono più petrarcheschi, altri più danteschi, ma la cosa rimane abbastanza indefinita e legata a questioni meramente di gusto, non linguistiche;

              inoltre, non si potrebbe dire che il fiorentino di Dante e quello di Petrarca sono due “lingue” diverse, più di quanto si possa dire che il mio italiano e il tuo italiano sono lingue diverse…

              idem per l’attico e la koiné.

              Alcune paranoie sono esclusivamente di noi moderni 😉

              mi rifaccio, come esempio, ai cultori di scherma storica, che considerano “striscia”, “spada da lato”, “spada da terreno” come armi diversissime, e ogni trattato quasi come un'”arte marziale” a parte, quando invece poi, a conti fatti, leggendoli, si parla solo e unicamente di “spada”, la tecnica è precisamente la stessa in tutti i trattati, fatti salvi gli inevitabili gusti personali, e le forme delle armi ampiamente variabili all’interno della stessa epoca storica…

            • PinoMamet says:

              Errata:
              avesse detto…

              scusate, giornataccia.

            • Peucezio says:

              Pino,
              ma sei sicuro di questo?
              Che non ci fosse una consapevolezza metalinguistica come quella contemporanea, non ho dubbi, ma se non sbaglio i filologi ellenistici e tardoantichi tematizzavano esplicitamente il fatto di stare utilizzando la koiné (se non sbaglio c’è anche un passo di Erodiano, ma devo controllarlo).
              Sarebbe interessante capire se dopo è cambiato qualcosa.
              Cioè probabilmente le caratteristiche grammaticali che noi possiamo rilevare seguono un percorso, le autodefinizioni un altro, non necessariamente coincidenti, ma non è che non si dessero autodefinizioni, a quanto ne so.

    • paniscus says:

      Scusa la banalità, ma l’imperatore Costantino stesso non era un meticcio pure lui? Sua madre era nata in qualche posto della Turchia attuale (a parte le storielle fantasy che sostengono che fosse britanna) e il padre era cittadino romano ma di chissà quale etnia balcanica…

  93. mirkhond says:

    “gli studi genetici”

    Per quel che mi riguarda, cosa avrebbero da dire gli studi genetici, visto che ho ascendenze dal Lombardo Veneto alla Sicilia, e con parenti dai tratti somatici altaici e armenoidi?

    • Peucezio says:

      Non ho la più pallida idea di che metodologie applichino.
      Quello che sarebbe interessante capire è se, quando tu, per dire, vai a farti fare la mappa del genoma, ti chiedono la provenienza dei tuoi genitori, nonni, ecc., e calcolano di conseguenza, o se interessa loro solo il fatto che risiedi a Bari o, tutt’al più, che ci sei nato.
      Se così fosse però qualcosa non quadrerebbe, perché nella maggior parte del nord Italia si sa che il sangue autoctono ormai è minoritario, quindi non potrebbero non tenerne conto, invece ti parlano di agricoltori neolitici, età del Bronzo, villanoviano, ecc. come niente.
      Quindi forse vanno a rilevare solo il genoma di vecchi che si sa che sono discendenti di gente del posto da generazioni.
      Non lo so, sarebbe interessante indagare.

      • Moi says:

        Diversi anni fa (per farmi capire dai “nostri” Snowflake Millennials 🙂 : internet agli “albori”, con i modem 56k …) passò “dalle nostre bande” un genetista che strolgava un gene che avrebbe dovuto essere presente nello “stiatén” 😉 (trad. “sputacchio” … questa non è facile) degli umarell e delle zdàure in Emilia Romagna, tipo Pellerossa in USA 😉 !

        • Moi says:

          @ PEUCEZIO

          il sostantivo “stiatén” e il verbo “stiatinèr” … potrebbe derivare da “stilla” ?

          • Moi says:

            esistono anche “scarâc’ ” e “scaracèr” … ma implicano quantità di saliva maggiore.

          • Peucezio says:

            A orecchio sì.
            Dovrei conoscere meglio le leggi fonetiche emiliane.
            -LL- può dileguare o diventare -j-?

  94. Moi says:

    Ma in realtà NON è un problema di “Genoma” (anche se trovo comprensibile che a qualcuno dispiaccia per la sparizione “all’ atto pratico” dei geni recessivi “da Norreni” in cui il massimo del “Bianco” sarà l’ attuale “Levantino Soft” 😉 …) … è un problema di “Nomos” che NON ci sarà più … senza più giusto mezzo tra il Patriarcato più tribale e le provette di sborra con pompetta vaginale e videogame romantico “all-genders option” oridinati su internet !

  95. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Più che altro è questione di percentuali statistiche …

    https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_tallest_people

    di “Xanthodermi” altissimi ne esistono … ad esempio, come ci sarà qualche Samoano magro 😉 o qualche Etiope grasso 😉 o _ direbbe Pino _ qualche Reggiano in grado di fare una “O” con un bicchiere [cit. Guareschi … a livello letterario] 😉 😀 … però, appunto, è questione di percentuali piùo meno rare.

  96. Mario says:

    Interrompo il mio silenzio –che però era riferito solo alla schermaglia col caro Mirkhond, cui non mi rivolgerò più non per ostilità, ma per voto di silenzio– per precisare che, quando utilizzo figure ieratiche della superba mitologia norrena, lo faccio per illuminare, non senza una quota di ironia postmoderna, significative analogie tra mito e storia. In questo modo, conferisco a Bergoglio ed al suo crasso agire e sproloquiare una sfumatura tragica che egli assolutamente non ritiene. Eppure:

    1) non odio nessuno;
    2) non ho acrimonia nei confronti di Mirkhond, né di alcun rappresentante della pletora di modernisti che anima il blog di Martinez; alcuni, in particolare, mi sono anche simpatici, ad es. il brillante Mamé, di cui apprezzo in specie l’argomentare sagace ed il rapsodico apparire: per poi furtivamente occultarsi quasi eroe dell’età del lupo, presente e assente in alternanza sincopata;
    3) rimango saldo nella sostanza delle proposizioni da me enunciate, sfrondate degli orpelli retorici e funzionali al dibattito liquido cui ci costringe il mezzo, che è in radice il messaggio;
    4) queste proposizioni non sono “mie”, nel senso che esse discendono dall”utilizzo decantato della retta ragione e della dottrina perenne. “Prendete ciò che è più originale nelle mie asserzioni, e state certi che é lì che erro maggiormente”.

    Ho veduto, con sgomento ma senza particolare sorpresa, che il malefico vicario di Soros ha anche aperto alle donne sacerdotesse. “Enter darkness triumphant”. La sua vicinanza ai poveri, comunque, commuove anche me, duro di cervice: Pannella (“auguri per il suo lavoro”), Scalfari (il dialogo con Bergoglio fu forse la dimostrazione che alcuni uomini, pochi ma nei posti sbagliati ma al momento giusto, effettivamente discendono dalle scimmie), Napolitano, Bonino (“grandi figure”), Obama, Clinton (suoi elettori per il tramite dell”NSA), Mons. Ricca (degenerato frequentatore di bordelli sudamericani, in uno dei quali fu malmenato a dovere), Card. Daneels (forse amico del benefattore Dutroux). Da fato e forma la nazione indoeuropea è passata, suo malgrado, ad una farsa caotica, debitrice in certo modo della tarda iconografia surrealista.

    Un caro saluto a tutti.

    • Francesco says:

      l’idea che si usa la NSA per finanziare qualcuno mi pare ridicola, dovrebbero essere raccoglitori e gestori di informazioni, che se ben usate valgono più dell’oro fino e delle spezie di Saba!

      non è che lei fa riferimento a fonti non verificate? ossia a cazzari?

      già il Cardinale Martini era favorevole al sacerdozio femminile, idea che trovo sommamente accettabile per motivi familiari (parenti zitella da sistemare)

      😀

  97. Mario says:

    un uomo rozzo, aggressivo e autoritario.

    Il misurato Peucezio conferma la sua delicatezza di uomo di mondo (“absit iniura verbis”), stilando codesto trittico di attributi minori, e calando un compassionevole velo di silenzio indoario su altri, ben peggiori tratti del temperamento del satanasso, tutti compendiati nelle attività miserabilmente, sciattamente anticristiche dell’artificio fatto materialiter pontefice. Egli, che non vuole muri (pur tacendo, come è conveniente, su quello costruito dagli invasori eschimesi contro gli invasi: d’altra parte, è comprensibile, visto che i primi dominano misericordi il mondo infestato dai goyim, e lui è notoriamente amico dei poveri: nel caso degli inuit, purtruttavia, concede magnanimo una eccezione), costruisce ponti: che, nella piena iniquità di una banalità che forse non si può neppure definire male, conducono le masse verso plaghe colpite da piogge di fuoco perenne.

    • Peucezio says:

      Per carità, il peggio di Bergoglio sono le sue scelte di merito, non il suo carattere o la sua grossolanità culturale.
      Però è sintomatico come l’aggressività di solito sia dal lato dei progressisti e la moderazione dal lato dei conservatori.
      Persino nella stessa persona: ricordo sempre come Ferrara fosse arrogantissimo e aggressivo quando era ultralibertario e progressista e come sia diventato una specie di agnello nella sua fase conservatrice e antiabortista.

      • PinoMamet says:

        Ferrara quando mai è stato un agnello?
        questa fase me la sono proprio persa.

        Che poi, gente, diGGGiamo la verità: quando sono gli altri è “aggressività”, quando sono i nostri “era ora, ha fatto bene, due sberle doveva dargli”.
        😉

        Che poi, due:
        anche Gesù Cristo era aggressivo…

        • Peucezio says:

          Sì, te la sei persa 😛
          Insomma, se pensiamo al Novecento, posso darti ragione circa gli squadristi fascisti, soprattutto all’inizio, con Farinacci, ecc. (ma non è che nel biennio rosso quegli altri scherzassero manco loro, eh…), ma per il resto…
          Dal dopoguerra c’è stata, piucchealtro a partire dagli anni ’70 e via via scemando, una violenza di sinistra (e non parlo solo e tanto della violenza fisica, ma del clima d’intimidazione generale, nel mondo intellettuale e non solo).
          Ed è comunque così ancor oggi, anche se non certo con l’intensità di quegli anni, in cui si sparava: Trump stiamo vedendo che reazioni isteriche suscita un po’ a tutti i livelli; non mi sembra che l’elezione di Obama, che era un’icona del progressismo (ma anche di Kennedy, per dire) ci siano state reazioni simili.
          Insomma, l’aggressività è nel DNA del progressismo.

          Poi nella storia passata bisognerebbe vedere. Il problema è che prima del ‘700 è molto difficile ragionare in termi di progressismo/conservatorismo nei termini e nei significati che ci sono famigliari.

          Comunque è un po’ nella logica delle cose: ciò che è dinamico è più aggressivo di ciò che è statico. Il che però non è un alibi morale: francamente non trovo sia sufficiente a giustificare un brigatista rosso che uccideva un carabiniere padre di famiglia o un rivoluzionario bolscevico che uccideva una famiglia di nemici del popolo, compresi bambini e tutto.

        • Peucezio says:

          Su Gesù:
          non era solo aggressivo, all’occorrenza sì.
          E comunque, infatti, a suo modo era un po’ un rivoluzionario 😛

        • Roberto says:

          Ma parlate di questo Ferrara?

          https://youtu.be/4tJt2PwusGU

          Per me è il simbolo di arroganza e aggressività

          • Francesco says:

            però è adorabile, una versione per adulti dei Teletubbies

            e un inguaribile minoritario, incapace di accodarsi al mainstream, soprattutto in patria

        • mirkhond says:

          Concordo con Pino.

  98. Peucezio says:

    Mirkhond,
    non avevo visto l’obiezione su Salvini.
    Mi sembra parli prevalentemente di Italia, di imprenditori, di gente comune, di identità locali, più che di grandi astrazioni come l’Occidente, comunque l’Occidente è il frutto di un equivoco culturale, così come lo è quello di razza ariana. Io del nazionalsocialismo difendo la prassi e l’intuizione di fondo sul pericolo ebraico, ma so benissimo che la razza ariana è tutta fuffa.
    Lo stesso vale per Salvini: in politica conta la sostanza, non i termini.
    Tu invece i termini li continui a usare scientemente dopo che io ho chiarito la mia posizione: questo sì, scusami se insisto a fartelo notare, che è un esercizio irritante e gratuito.

    • Per Peucezio

      “difendo la prassi e l’intuizione di fondo sul pericolo ebraico”

      sparare su Hitler nel 2017 è assai più facile che sparare sulla Croce Rossa, motivo per cui di solito evito di farlo.

      Ma credo che Israel Shahak avesse capito molto bene l’effetto devastante del nazismo, che colpì una vasta comunità ebraica, appena appena uscita da una cultura in cui la storia e la politica erano tabù, esattamente mentre si stava dissolvendo nell'”Occidente”, e la spinse verso il sionismo.

      • Peucezio says:

        Dici che sia stato un danno? Sicuramente lo è stato per i Palestinesi, il che non è poco, visto che parliamo di un intero popolo. Ma per tutti gli altri…?

        E, soprattutto, il nazionalsocialismoe e l’Olocausto davvero sarebbero stati decisivi, per reazione?
        Non è più semplice pensare che l’uno e l’altro sono espressione di un raffrorzamento novecentesco (diciamo della prima metà) del sentimento identitario?
        Senza Olocausto non avremmo avuto lo stato d’Israele? Forse. E’ vero che l’Olocausto è stato un’arma morale fortissima perché la comunità internazionale si sentisse in obbligo di dare uno stato agli ebrei. Ma è anche vero che, se sono vere le stime, sei milioni di ebrei in più sarebbero state una forza di pressione non trascurabile (volendo ragionare cinicamente; non sto dicendo che il diritto del Palestinesi ad avere una patria debba valere automaticamente sei milioni di vite di un altro popolo).

        • Francesco says:

          non conta il numero di Ebrei in Europa, conta il numero di sionisti e il numero di Ebrei consapevoli di quanto fosse pericoloso essere Ebrei in Europa

          senza nazismo, pochi sionisti e nessun non sionista che avesse motivi per andarsi a infilare in Palestina

          sul “pericolo ebraico”, ti scongiuro di riflettere e ravvederti, è palese che i milioni di cittadini tedeschi o di poveracci polacchi NON fossero nessun pericolo per nessuno

          • Peucezio says:

            Questo è l’aspetto triste delle dinamiche storiche. Che travolgono sempre anche tantissimi innocenti.

        • Per Peucezio

          “Dici che sia stato un danno? Sicuramente lo è stato per i Palestinesi, il che non è poco, visto che parliamo di un intero popolo. Ma per tutti gli altri…?”

          Per gli ebrei soprattutto, direi. Nel senso che Hitler ha costretto tanti di loro (poi ci sono sempre le eccezioni) a recitare una sorta di ruolo automaticamente reattivo.

          Un piccolo esempio che mi viene in mente – Charles Robert Ashbee, vissuto prima di Hitler (morto nel 1942, ma era già anziano e “formato”, comunque in Inghilterra) che è stato uno dei protagonisti della rivolta contro la modernità e che ha dedicato tutta la vita a cercare di salvare le tradizioni artigiane. Un modello per tutti noi, se non fosse stato dimenticato…

          Oggi, sarebbe stato comunque costretto in ogni momento a confrontarsi con il fatto che sua madre era ebrea, e quindi Hitler e Israele e altre psicosi.

          Poi magari sarebbe anche riuscito a fregarsene, ma ci vuole sempre uno sforzo di cui non tutti sono capaci.

          • Peucezio says:

            Interessante questo aspetto.
            Ma dici che Hitler, se non ci fosse stato, non se lo sarebbero inventato? In fondo è stato un episodio storico di più di settant’anni fa, anche se non proprio marginale, perché, per usare un eufemismo, lui ci è andato con mano un po’ pesante sugli gli ebrei.

        • PinoMamet says:

          Speciale per Moi:

          mentre discettate di ebrei e sionismo, vi informo che Cuck Norris è in Israele e ha proclamato il suo supporto allo Stato, rendendolo (parole di Netanyahu) “indistruttibile”.

          PS
          no, Chuck non è “eschimese” ma irlandese-cherokee.

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            “… Chuck Norris …”.

            ” In the Eyes of a RANGER
            the unsuspecting STRANGER
            had better know the thruth of wrong from right,
            ’cause the rule of LAW & ORDER
            starts at the TEXAS border,
            with the LONE STAR of the RANGER shining bright.

            For the Eyes of a Ranger are upon you;
            any wrong you do he’s go to see.
            When you’re in Texas, look behind you…”. 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

            Scusate tanto – anche per le maiuscole – , ma proprio non ho resistito… 🙂 🙂 🙂

  99. mirkhond says:

    Sul meticciato

    Quando andavo a scuola e poi all’università, diciamo negli anni 1986-2000, era un dato acquisito che la popolazione italiana fosse il frutto di tanti incroci, poi assorbiti nel catalizzatore latino.
    Dopo il 2001 e con la comparsa di internet invece, è emersa tutta una galassia di pensiero destroide che ha rimesso tutto ciò in discussione, arrivando a scomodare la genetica e altri dati scientifici, che, nel migliore dei casi danno risultati incerti e contraddittori.
    Vedasi il rapporto tra Etruschi e attuale popolazione toscana:
    i secondi discendono i massima parte dai primi?
    e i primi a loro volta discendono da popolazioni indigene preindoeuropee, o da immigrati anatolici non indoeuropei?

    Ora di fronte a questi dati incerti, e tenendo conto di tutti i movimenti di popolazione che vi sono stati nella storia, il rifiuto di accettarne il risultato, e cioé il meticciamento, dimostra sempicemente un pregiudizio, che oggi è rafforzato dalla paura di immigrati che si ritiene non assimilabili alla nostra già decadente civiltà.
    Insomma l’accusa di mistificazione fatta nei confronti di chi crede che nella storia i meticciamenti non sono stati una novità, vanno rovesciati su coloro che negano il suddetto meticciato, essi sì condizionati da un qualcosa di cui hanno una profonda PAURA!

    • PinoMamet says:

      “Quando andavo a scuola e poi all’università, diciamo negli anni 1986-2000, era un dato acquisito che la popolazione italiana fosse il frutto di tanti incroci, poi assorbiti nel catalizzatore latino.
      Dopo il 2001 e con la comparsa di internet invece, è emersa tutta una galassia di pensiero destroide che ha rimesso tutto ciò in discussione, arrivando a scomodare la genetica e altri dati scientifici, che, nel migliore dei casi danno risultati incerti e contraddittori.”

      Concordo con l’osservazione!

      Direi anzi che è emersa una valanga di siti, a volte aggueritissimi e frequentatissimi, di tendenza “razzapurista”, da Dienekes Pontikos (quello fissato che i greci moderni sono identici identici ai greci antichi) agli appassionati di antropologia fisica che mi hanno classificato (giudicando dalle foto e basta) “mediterraneo orientale”.

      • mirkhond says:

        Chissà a me come mi giudicherebbero (senza tener conto dei tratti altaici e armenoidi presenti nel lato materno e paterno della mia famiglia) . 🙂

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      guarda che solo gli incoscienti e i pazzi non hanno paura. La paura è un meccansimo naturale per difendersi dai pericoli.
      Sempre che l’ostilità all’immigrato sia motivata da paura. Io direi che ci sono tante componenti.
      Nel mio caso gioca un fatto di sensibilità estetica e culturale, l’amore per un mondo di varietà e ricchezza che si va estinguendo (l’immigrazione non ne è la causa ma fa parte dello schema).
      Presso altri possono giocare una serie di fattori razionali ed emotivi più o meno variamente combinati.
      In ogni caso la galassia progressista non ha titoli per parlare di paura, vista l’isteria con cui reagisce a ogni fenomeno non conforme.

      • mirkhond says:

        Diciamo che le isterie sono due e simil-contrarie.

        • Peucezio says:

          Questo non è vero.
          Può esserci una certa enfasi, ma non ho mai visto vere e proprie isterie da destra.
          Anche perché la persona media ostile all’immigrazione, diffidente verso gli eccessi del progressismo ecc. di solito, a differenza nostra, è un tipo pratico, che lavora, è mediamente piuttosto povero, ha figli da sfamare e non ha tempo per le elucubrazioni intellettuali, quindi, essendo radicato nel pratico, può incazzarsi per il rincaro della luce, ma non vive in un corto circuito di pensieri sradicati dalla realtà, che quindi, essendo autoreferenti, possono generare fanatismo e isteria.
          E i suoi rappresentanti politici ne sono il riflesso antropologico: faccio fatica a vedere isteria in un Berlusconi o in un Trump, che sono uomini della strada prestati alla politica, ma an che in un Salvini, che pure è un politico puro e più ideologico: l’ho visto spesso polemico, a volte veemente, isterico mai.

        • Peucezio says:

          Poi c’è la galassia della rete, dove davvero trovi qualsiasi delirio.
          Ma, anche se fa molto rumore, numericamente è marginale.
          Di Sizzi c’è Sizzi e una manciata di altri pazzi come lui.

          • mirkhond says:

            MI riferivo appunto ad internet.
            E lì di psicotici di destra se ne trovano eccome.
            Così come di sinistra.
            Sta di fatto che le pseudopretese “scientifiche” a fondamento del razzismo, fino a 15-20 anni fa, non se ne sentivano.
            E’ internet ad aver sdoganato i vari Sizzi e compagnia bella.
            Sizzi però ha almeno il pregio di una sua coerenza pagana, senza tirare in ballo Gesù a difesa di sacri confini e “culture” minacciate (ovvoveeee!!!!) dal meticciamento.

            • Peucezio says:

              Sì, ma su internet di psicotici ce ne sono di tutti i generi possibili e immaginabili.
              Dai vegani radicali ai cultori della carne più esagitati, a quelli che credono nei rettiliani e così via, in uno spettro che abbraccia tutte le posizioni e le inclinazioni possibili.

              Ma è un mondo marginale e non rappresentativo della società.
              Se vai per strada non incontri gente come il Sizzi o come i marxisti-leninisti dogmatici.
              Il motivo per cui tu dai tanto peso alle stramberie del mondo telematico è che per strada ci vai pochissimo (per mille ragioni: ora non volevo aprire un capitolo su questo) e quindi poi pensi che il mondo sia popolato di Sizzi.

  100. mirkhond says:

    Sui 300.000 Sarmati

    da wikipedia:

    334
    [105] Two years later, the same Sarmatians who had requested the “friendly” intervention of the Romans, created new problems for the Emperor, when they were riven by internal conflict between the Limigantes and the Argaragantes.[70] It is said that the slaves (Limigantes) drove their masters (Argaragantes) from Banat, forcing Constantine to intervene militarily[105] in order to settle an enormous mass of “refugees” (allegedly 300,000 people) in Scythia Minor, Italia, Macedonia, Thrace,[84][91][106] Moesia Superior[70] and Pannonia Secunda.[70] Some maintain instead that Constantine launched a new military campaign into the plain south of the Tisza to restore order among the warring factions,[72] at the end of which Constantine received the victory title of Sarmaticus Maximus for the third time.[37][94][107] There are, after all, archaeological hints that Constantine had occupied part of the Banat mountains,[105] along the “old” Roman roads which led from Dierna and Lederata to Tibiscum seventeen years earlier.

    https://en.wikipedia.org/wiki/German_and_Sarmatian_campaigns_of_Constantine#Third_phase_.28324-337.29:_the_defence_of_the_limes_gothicus_and_the_.22reconquest.22_of_Dacia

  101. mirkhond says:

    Insomma i 300.000, non vennero distribuiti solo in Italia, ma anche nei Balcani.
    Dunque, diluendo il numero di questi immigrati in una vasta area dell’Impero Romano, la cifra appare meno incredibile di quanto pensino alcuni.

    • mirkhond says:

      In sostanza, è probabile che il grosso dei 300.000 Sarmati, venisse reinsediato appena a sud del Danubio, come coloni-soldati, quindi senza quel grande sforzo di mezzi e uomini descritto da Miguel.
      Mentre coloro che giunsero in Italia, vi giunsero già come soldati di Roma, se pensiamo al loro ruolo di forza di polizia in Apulia e in Lucania così come nell’Italia del Nord della Notitia Dignitatum (c.425-455 d.C.).

  102. mirkhond says:

    difficile fargli capire che questo è non meno, ma forse, più affascinante del tempio greco e del dialogo di Platone?
    e che una cosa, soprattutto, non esclude l’altra?

    Sono pienamente d’accordo, ma come mi fece notare un amico, molti anni fa, i Romei hanno una specie di senso di inferiorità nei confronti del Frangistan/Occidente.
    Cioé in fondo in fondo, si rendono conto di essere sostanzialmente affini ai loro odiati vicini, Bulgari, Albanesi, Turchi ecc.
    Però, per togliersi quello che considerano (a torto) uno stato di inferiorità, se la menano e se la tirano con l’Ellade pagana, perché sanno che solo quella “Grecia” può attirare i Franchi amati/invidiati, ed essere visti in maniera diversa e “superiore” dal contesto balcanatolico bizantino-ottomano a cui invece appartengono.
    Vedasi il filellenismo franco nel 1821-1830, origine di tale psicosi collettiva romaica, ancora oggi durissima a morire.

  103. mirkhond says:

    “è che questo diventa una negazione della componente ellenica originaria, quasi non fosse esistita.”

    E chi lo nega?
    Solo è da vedere quanto il “greco” attuale sia discendente diretto degli Elleni, e quanto invece non sia più simile ai suoi odiati vicini/nemici?
    Molto dello snobismo romaico attuale, si deve proprio a questo mito ellenico.
    Poi, hai ragione sull’eredità classica che in Romània non venne mai meno e fu sempre amata dai ceti colti.
    Che però insieme al popolo dello stato ROMANO e di lingua ROMAICA erano UN’ALTRA COSA rispetto all’antica Ellade.

    • Peucezio says:

      Ma l’affinità e la continuità etnico-linguistica con la penisola balcanica mica è una novità medievale.
      I Greci erano indoeuropei balcanici che sono arrivati più giù 🙂
      Non è che non ci fosse una parentela dei vari dialetti greci con le varie parlate macedoni, illiriche, traciche, mesie, daciche e anche frige (come sai i Frigi sono arrivati dai Balcani), così come probabilmente con le lingue anatoliche.
      E sul piano etnico anche, forse a maggior ragione. C’è una maggiore componente mediterranea nell’area egea rispetto al resto dei Balcani (escludendo l’attuale bulgaria però), ma è un passaggio molto graduale e tutta l’area occidentale della Grecia, quella che si affaccia sull’Egeo, fino a Creta compresa, è etnicamente più affine ad Albanesi, Serbi, ecc., che ai Greci egei e mediterranei in genere.

      • Peucezio says:

        Voglio dire che rischiamo di ragionare come se i greci classici fossero scesi giù dal cielo, portatori di non si sa bene quale purezza originaria, poi, nel Medioevo, sono arrivati tutti questi altri ed è nato un gran miscuglio, per cui oggi non sarebbe più legittimo richiamarsi a quella razza pure di origine celeste. Il punto è che non è mai esistita.
        Tra l’altro i Greci quasi certamente non sono nemmeno i primi indoeuropei arrivati lì, quindi, ancor prima (cioè dopo cronologicamente) del sostrato anario c’è un sostrato indoeuropeo non ellenico.

      • PinoMamet says:

        Un altro aspetto pochissimo indagato è la differenza “etnica” tra i vari popoli che in epoca classica si autoidentificano come “Elleni”;

        dubito fortemente che Ciprioti (con gli eteociprioti e gli apporti dal vicino Oriente) e Molossi, per dire, si assomigliassero particolarmente, né come tipo fisico medio, ammesso che esista qualcosa del genere, né come cultura popolare.

  104. mirkhond says:

    “Va bene, ma il lessico Treccani non dice donde l’ha attinta?
    Io intendevo la fonte antica, più che l’indicazione bibliografica.”

    Leggiti il brano sovrincollato da wikipedia.
    Là troverai anche le informazioni bibliografiche che cerchi.
    La fonte antica dovrebbero essere gli Annales Valesiani.

    • Peucezio says:

      http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Excerpta_Valesiana/home.html
      Qui si può anche leggere integralmente.
      Sembra abbastanza corta.
      Leggo su Wikipedia che è un testo anonimo in parte interpolato.
      Tra l’altro quando parliamo di antichità c’è un problema in più rispetto alle fonti, che nel Medioevo è più limitato (non parliamo con l’invenzione della stampa in età moderna) e cioè la trasmissione dei testi.
      Cioè noi nemmeno leggiamo esattamente gli autori antichi, ma ciò che ci è arrivato tramite tanti passaggi, fino a testimoni di età medievale, e che la scienza filologica cerca di ricostruire, sapendo che ci sono sempre dei margini di inesattezza e che la ricostruzione è parzialmente ipotetica.
      Poi ciò non ci impedisce di ricostruire i grandi eventi e, a grandi linee, la storia romana o greca, ma sui singoli eventi secondari, soprattutto quando ci è arrivata una testimonianza sola, vai a sapere…

    • Peucezio says:

      Chiedo scusa, mi sa che quella in rete è una selezione, non l’intera opera.
      D’altronde è spiegato tutto in barbaro.
      Mi sembrava strano.

  105. Mario says:

    essi sì condizionati da un qualcosa di cui hanno una profonda PAURA!

    E’ vero, io ho paura delle alluvioni di allogeni. La paura, spesso, aiuta a preservare la vita, individuale e comunitaria.

    Se le stime sono vere

    Già.

    Ferrara è forse l’essere più ributtante in circolazione, e fisiognomicamente e “animicamente” –negando egli per costituzione anche materiale il nomos indoario: onore, fedeltà, ritmo, forma, fato, e le tre leggi della dottrina aria di lotta e vittoria:
    1) combattere il nemico;
    2) sconfiggere il nemico;
    3) onorare il nemico.

    Un cordiale saluto.

    • Per Mario

      “E’ vero, io ho paura delle alluvioni di allogeni. La paura, spesso, aiuta a preservare la vita, individuale e comunitaria.”

      Ti sorprenderà sapere che sono assolutamente d’accordo.

      E’ una cosa che ho capito soltanto lentamente, con l’esperienza quotidiana nel nostro quartiere.

      Ciò che crea “identità” o “storia” sono una vita condivisa e un paesaggio.

      Non è “cultura” nel senso complicato, non è “genetica” in un senso materialista. Magari è un destino segreto che ci porta in quella comunità e in quel paesaggio.

      La nostra comunità si crea molto delicatamente, tra il montanaro aretino che inveisce contro gli stranieri ma sta su la notte cercando di capire come può aiutare la mamma eritrea senza casa; l’imprenditrice inglese con la figlia handicappata; il napoletano che dorme sui treni; l’artigiano ottantenne che è andò a bottega a tredici anni per imparare un antico mestiere; il calciante Bianco con precedenti penali; la musicista portoghese; la romagnola che fa i mercati senza permessi; le tre amiche, l’egiziana con il hijab, la sikh e la brasiliana cattolica con il marito evangelico…

      Ecco, tutta questa variegata umanità è comunque legata a questi luoghi.

      Mentre certamente non lo sarebbe una folla improvvisa di gente scagliata qui, come se fosse un posto qualunque del pianeta.

  106. Mario says:

    non è che lei fa riferimento a fonti non verificate? ossia a cazzari?

    La qualifica in questione dovrebbe accordarsi, almeno nel caso di specie, all’estensore delle due questioni. Non ho mai scritto quel che artatamente mi si attribuisce: ho scritto che l’NSA è stato il tramite per l’elezione di Bergoglio.

    All’ingenuo (etimologicamente: quindi, è un complimento) Peucezio

    Ferrara non ha mai avuto una fase “libertaria” ed una “conservatrice”. Egli è banderuola eschimese: lo dimostra il fatto che anche l’aborto, per il ciccione sionista, voleva costituire un (ben robusto, vista la stazza del pingue escremento in questione) trampolino di lancio per una eventuale carriera politica, ovvero, più verosimilmente, per rendere una situazione politica complessa ancor più farsesca: il caos che i neocon, coi loro sgherri, hanno come principio motore delle loro diavolerie politiche. Infatti, egli ha letteralmente “ringraziato Dio” (quale sia questo Dio, egli essendo un miscredente, è un mistero) per l’elezione della Clinton (votata anche da quel cesso di moglie, racchia e isterica come poche, che vada a fare in culo lei e tutta la California), così come l’altro benefattore dell’umanità G.W. Bush, tanto sfavorevole all’aborto da votare la medesima macellaia. Da notare una bella differenza, qui, tra l’ubriacone texano e il tycoon di NYC:

    1) Bush è contro l’aborto (in teoria), ma finanziava le ONG con programmi abortisti all’estero;
    2) Trump è contro l’aborto, e ha spazzato via questi finanziamenti con un colpo di penna.

    In uno stato legittimo, due figuri del genere (Bush e Ferrara) sarebbero esposti al pubblico ludibrio, con annesso tiro delle arance, e poi costretti ai lavori forzati vita natural durante (distruzione di kibbutz di coloni inuit, ad es.; oppure, potrebbero fare da appendiabiti al parlamento iraniano).

    Ancora una volta, amici, porgo i miei ossequi a lorsignori.

    • Peucezio says:

      Mah, Ferrara non lo faccio così machiavellico. Non è certo uno sprovveduto, ma sull’aborto credo fosse in buona fede.
      Ferrara è un tipico estroverso e, in quanto tale, si muove con molta abilità nel mondo, è molto integrato, ma è anche un viscerale (come testimonia la stessa stazza 🙂 ): quando s’incazza, per le cause più ripugnanti o anche per quelle nobili, s’incazza naturale, non è che lo fa calcolato.
      Sarebbe potuto essere una persona decente, se non fosse per due ragioni:
      1) l’influenza famigliare comunista, che gli ha dato l’imprinting,
      2) l’influenza ancor più nefasta della moglie giudea che hai citato e che secondo me è all’origine del suo semitismo, cioè del fatto che, aborto o antiaborto, Bush, Clinton, destra, sinistra o altro, per lui l’unico vero principio ispiratore è stare dalla stessa parte degli ebrei e dello stato d’Israele.

  107. Mario says:

    Per Miguel Martinez

    Il suo ultimo post, essenziale epperò commovente nella sua autenticità vissuta, sarebbe da leggere nelle scuole, per educare i giovani sfaccendati ed estenuati da apericene astratte e marxianamente alienate, all’amore del prossimo ed all’intransigenza verso se stessi, ed il meticciato.

    Magari è un destino segreto che ci porta in quella comunità e in quel paesaggio.

    Lei qui argomenta come un indoario che scorge, nel sole lontano di Thule, l’identità di se stesso con la sua propria comunità di destino.

    tra il montanaro aretino che inveisce contro gli stranieri ma sta su la notte cercando di capire come può aiutare la mamma eritrea senza casa; l’imprenditrice inglese con la figlia handicappata; il napoletano che dorme sui treni; l’artigiano ottantenne che è andò a bottega a tredici anni per imparare un antico mestiere; il calciante Bianco con precedenti penali; la musicista portoghese; la romagnola che fa i mercati senza permessi; le tre amiche, l’egiziana con il hijab, la sikh e la brasiliana cattolica con il marito evangelico…

    Eccellente, in particolare sul montanaro aretino, l’antico mestiere (e il mestiere di vivere), e il lassismo della brasiliana cattolica, imbellamente sposata ad un eresiarca (ma probabilmente lo è anche lei).

    Andrebbero pertanto distinti la questione individuale –“ama il prossimo tuo…”: ecco giustificato il levarsi notturno del montanaro aretino– e quella di ordine pubblico, diciamo così, di igiene razziale (razza come forma, non come mero elemento biologico, il cui precipitato è l’etnia-cultura, assolutamente conchiusa in sé) –di qui il giusto inveire dello stesso montanaro contro l’alluvione allogena. Bisognerebbe essere però, all’uopo:
    1) capaci di una teoresi coerente, dirimente, radicale e realistica;
    2) in buona fede;
    3) non proni al manuale del perfetto omologato, di cui la neolingua, insieme allo slogan emesso come latrato pavloviano (qui uno dei nostri amici ne è specialista: “paura”, “farisei!”, “il nulla”, mancano solo le mezze stagioni), è una delle più triviali espressioni.

    Non mi sorprende affatto, quindi, saperla in accordo con me medesimo: o, meglio, con la natura delle cose. “Adaequatio rei et intellectus”. Per di più, mentre ausculto il secondo movimento del concerto per piano del norvegese Grieg –ghiaccio e fuoco– mi scopro avvolto della stessa nostalgia che diuturnamente Frodo provò per la sua Heimat, durante il tragitto per Mordor, la terra oscura.

    • Per Mario

      “Il suo ultimo post, essenziale epperò commovente nella sua autenticità vissuta”

      Grazie.

      Ieri, se ne parlava con il montanaro aretino, con la sua barba bianca e gli occhi azzurri da Ruskin, uno degli ultimi a Firenze in grado di riparare organi di chiesa con le prorie mani, cresciuto tra i monti dove nel ’68 si era costruito con le proprie mani la scuola dove si studiava, musicista, vissuto per anni per strada, custode dei gatti del nostro giardino, contadino che pianta nell’orto un crocifisso fatto di spighe di grano che lo riconosciamo in pochi, membro della Compagnia dei Bianchi con il saio, amico di tutti gli uccelli che corrono tra gli alberi, dispensatore di cibo rimediato non importa come e dispensato a chiunque avesse fame, conoscitore di ogni fiore e pianta, maschilista ottuso che coglie la ricchezza delle nostre donne…

      Mi fa, “Tu e io ci capiamo, perché crediamo alla comunità e alla tradizione. Io, che ho sempre odiato la gente di sinistra, sono comunista per questo… semplicemente, vogliamo bene alle persone, mentre questi [non importa chi] pensano solo alle loro associazioni, ai loro interessi, non sanno parlare con chi vive la vita!”

    • Per Mario

      “Eccellente, in particolare sul montanaro aretino, l’antico mestiere (e il mestiere di vivere), e il lassismo della brasiliana cattolica, imbellamente sposata ad un eresiarca (ma probabilmente lo è anche lei).”

      tu giustamente scegli i tuoi criteri, io i miei.

      Quando mi metto a spazzare la montagna di foglie secche che sono cadute nel nostro giardino, misuro le persone.

      La nostra brasiliana (e l’egiziana con il hijab) sono tra quelle che arrivano, dicendo, “posso dare una mano”.

      E’ l’unico criterio, per giudicare chi potrà rifondare il mondo in queste tenebre.

  108. Mario says:

    Come si fa, caro correligionario, a dire che era in buona fede sull’aborto, se ha ringraziato Dio che quella stronza della moglie ha votato la Clinton?

    per lui l’unico vero principio ispiratore è stare dalla stessa parte degli ebrei e dello stato d’Israele.

    E io che credevo che i destini del mondo dipendessero dagli inuit!

  109. mirkhond says:

    “latrato pavloviano (qui uno dei nostri amici ne è specialista: “paura”, “farisei!”, “il nulla”, mancano solo le mezze stagioni)”

    O Eccellentissimo, ma non aveva detto ieri che avrebbe taciuto.
    Lei invece, quale latrato emette, dall’alto della sua suprema saccenza?

  110. mirkhond says:

    taciuto?
    Inoltre, non siamo amici, visto che nemmeno ci conosciamo.

  111. mirkhond says:

    “guarda che solo gli incoscienti e i pazzi non hanno paura. La paura è un meccansimo naturale per difendersi dai pericoli.”

    E lo dici a me, che ho paura di tutto?
    Solo che, non ho certo paura che una civiltà decadente che ha distrutto ciò in cui credo, scompaia a sua volta.
    Come disse una volta Cardini in risposta ad un giovane progressista:

    – Perferisho il Saladino a Elhvis Preslehy?- 🙂

    • Peucezio says:

      Ma io infatti mica mi dolgo dell’immigrazione perché travolge gli ipermercati, magari lo facesse! Meglio un quartiere di marocchini che i McDonalds.
      Io mi dolgo, perché contribuisce a snaturare gli ultimi residui del mondo del passato.
      A Bari il rione LIbertà mica si è gentrificato o modernizzato: è passato direttamente da essere un quartiere popolare barese (cosa che è in parte ancora) a diventare un quartiere di immigrati.

      In ogni caso non mi convince proprio il discorso del tanto meglio tanto peggio.
      Intanto perché è il pretesto dei nichilisti per andare avanti con la distruzione (e quindi col consumismo).
      E poi perché se io sto in un posto e sono andato troppo avanti, devo mettere marcia indietro. Posso anche andare avanti, pensando di fare il giro del mondo e tornare allo stesso punto. Ma ci metterò molto di più! 🙂
      E devo essere sicuro che la mia macchina sia anfibia…

      • Per Peucezio

        “A Bari il rione LIbertà mica si è gentrificato o modernizzato: è passato direttamente da essere un quartiere popolare barese (cosa che è in parte ancora) a diventare un quartiere di immigrati.”

        In genere in questi casi, c’è un processo intermedio: la scomparsa degli abitanti “tradizionali”, che raramente è dovuta all’immigrazione.

        Da noi la grande scomparsa è avvenuta parecchi decenni fa, quando il quartiere ha perso molto più della metà degli abitanti, per il bastone degli sfratti e la carota delle case popolari: sono rimasti sopratutto i pochi che non erano in affitto, ma erano proprietari.

        Poi sono arrivati americani, moldavi, senegalesi, tedeschi, egiziani…

        tutti sfrattabili a loro volta, perché l’ultimo orizzonte sono i Bed & Breakfast e gli affitti di poche settimane.

        Sono i padroni di casa, tutti autoctoni, che creano queste situazioni.

      • Mauricius Tarvisii says:

        “il rione LIbertà mica si è gentrificato o modernizzato: è passato direttamente da essere un quartiere popolare barese (cosa che è in parte ancora) a diventare un quartiere di immigrati”

        E’ successo in molti quartieri. Nati per ospitare ceto medio-basso in crescita demografica, i residenti godono dei frutti della crescita economica del secolo scorso e cominciano a cercare sistemazioni migliori. I loro posti vengono presi da immigrati e il valore del quartiere diminuisce, così i residenti che possono se ne vanno col subentro di nuovi immigrati. Questo circolo vizioso continua finché il quartiere, del tutto deprezzato, si trasforma in area degradata (nel senso che diventa peggio di come è nato).

        • mirkhond says:

          Sul quartiere Libertà Peucezio esagera.
          E’ un quartiere in stragrande maggioranza ancora popolare barese.

  112. mirkhond says:

    Elvis Presley senza punto interrogativo.
    Dannata fretta! 🙂

  113. mirkhond says:

    “Ferrara non ha mai avuto una fase “libertaria” ed una “conservatrice”. Egli è banderuola eschimese: lo dimostra il fatto che anche l’aborto, per il ciccione sionista, voleva costituire un (ben robusto, vista la stazza del pingue escremento in questione) trampolino di lancio per una eventuale carriera politica, ovvero, più verosimilmente, per rendere una situazione politica complessa ancor più farsesca: il caos che i neocon, coi loro sgherri, hanno come principio motore delle loro diavolerie politiche.”

    Finalmente qualcosa di sensato e condivisibile!

  114. mirkhond says:

    “E’ vero, io ho paura delle alluvioni di allogeni.”

    A quando la grandine? 🙂

    • Mario says:

      La grandine sussiste, in quanto il meticciato si è già formato come coacervo caotico di universi razziali per natura incomunicanti, horti conclusi dagli invalicabili bastioni della forma e del fato; di qui, temo, l’ira del Sommo Vendicatore, che vediamo rattristati dai demoni dell’aria, nelle catastrofi naturali, autentici canti del cigno della devastazione avanzata da fine del ciclo.

  115. Mario says:

    Caro Amico,

    (l’amicizia potendo essere qui considerata, per estensione, un rapporto fondato sulla condivisione della natura umana, di cui, se non erro, anche lei è titolare: ma mi potrebbe smentire sul tema, se lei è dotato di altra natura. Io, ad ogni modo, è vero, non conosco lei, ma conosco il tipo umano cui lei rimanda: una sorta di impasto nevrastenico di ignoranza spacciata per autenticità e sloganistica da trivio, appresa da qualche emissione di regime: “il papa vicino ai poveri”, ma le ho già spiegato che questa è una pagliacciata, perché Bergoglio non è stato eletto dai poveri, nè da essi è fiancheggiato, ma dalla mafia di San Gallo e da altri figuri poco commendevoli. Poi, ci deve ancora fornire il “link” del presunto inchino di Ratzinger, che io amo meno di lei, a Bush II)

    O Eccellentissimo, ma non aveva detto ieri che avrebbe taciuto.

    Sì, l’ho detto, ma ho rotto il voto solo allusivamente, e per stato di necessità, senza peraltro nominare il suo nome invano. Lei è fatalmente caduto nella trappola, un po’ per ingenuità (questa volta non in senso etimologico), un po’ per noia indotta dal tempo libero, che ha in abbondanza, vedo.

    Lei invece, quale latrato emette, dall’alto della sua suprema saccenza?

    Il latrato del lupo azzurro, il proscritto che ulula malinconicamente alla luna quando Mercurio e Saturno si congiungono, ogni 90 anni: che avversa i media (non pronunci il lemma “midia”, la prego, in spregio ai comuni avi) e le autorità illegittime, come giustamente ma parzialmente richiamava altro lettore altrove, i manuali cencelli della decerebrazione da brunch postapocalittico; senza dimenticare le formulazioni da perfetto omologato, quale lei è.

    Non lo credo, ma, se può, mi tolga una curiosità: lei, per caso, discende –per via antropoide, sia chiaro!– dagli inuit?

    Cordialità.

  116. mirkhond says:

    Se io fossi il “perfetto omologato” di cui straparla a sproposito, non starei a perdere tempo qui a confrontarmi con altri frustrati come me e come lei.
    Vivrei invece quella vita vera di cui parla Miguel, ma che per vari motivi non riesco a vivere.
    Vedo che non solo ha rotto il silenzio, come immaginavo, ma continua dall’alto della sua saccenza trogliona a guardare le travi altrui, ma non quelle che si ritrova nel deretano.
    Solo in blog come questo, i troglioni fascio-razzistoidi come lei, Eccelsitudine, trovano modo di esternare la loro falsità, i loro modi felpati, paludati, dietro i quali si nasconde solo tanta frustrazione, perché il mondo non si accorge di lei e non le da la suprema autorità di tuttologia, alla quale ambisce e che non ha.
    Quanto al molto tempo da perdere, caro Signor Troglioni, vedo che lei ne ha almeno quanto me, e dunque quello che lei dice le ritorna come davanti ad uno specchio.
    Guardi, se le capita di recarsi nella Bassa Lombarda, c’è un baretto dove non son felici se non sparan delle cagate.
    Forse lì, troverebbe gente molto più attenta alle sue fisse segaiole di pseudoantiomologato, ma in realtà un frustrato rancoroso che si serve di internet per cercare quella gloria che le è negata nel mondo reale.
    E infine, se sono lontano dalla Chiesa Cattolica, è grazie anche ai farisei alla cui galassia lei appartiene.
    Con nessuna cordialità e col mio più sentito vaffanculo, stronzo!

    • Z. says:

      Abbi rispetto di Mario.

      Egli può apparire bizzarro, ma in effetti è un Hinterweltler, un uomo che abita un mondo dietro al mondo.

      E nei Nove Mondi, lungo il maestoso Yggdrasil, c’è spazio per tutti.

  117. mirkhond says:

    Inoltre non saprei proprio se abbiamo avi in comune, spero proprio di no.
    Non sono giudeo, ma se lo fossi nei sarei orgoglioso, anche solo per fare dispetto ai troll fascistoidi-razzistoidi come lei.
    ps. Perché non scrive nel sito di Blondet? Lì troverebbe quell’omologazione pseudoantimodernista da cui si sente attratto, invece che in questo blog dove si dicono, OVVOVEEE, solo “trivialità” a lei sgradite.

    • Per Mirkhond

      “ps. Perché non scrive nel sito di Blondet? Lì troverebbe quell’omologazione pseudoantimodernista da cui si sente attratto, invece che in questo blog dove si dicono, OVVOVEEE, solo “trivialità” a lei sgradite.”

      Su questo blog non si dice solo questo o solo quello.

      Nelle legittime polemiche, si prega di non tirare in ballo il blog stesso.

      • mirkhond says:

        Era per rispondere a chi parla di “trivialità” come sinonimo di un pensiero a lui ostile, non perché il blog è davvero triviale in se.

        • Per Mirkhond

          “Era per rispondere a chi parla di “trivialità” come sinonimo di un pensiero a lui ostile, non perché il blog è davvero triviale in se”

          Ho capito benissimo, volevo solo far capire che Mario (che presumo non consideri ostile a sé i pensieri che lui stesso esprime) fa parte di questo blog quanto te.

          Qui sono tutti cittadini 🙂

          • Z. says:

            Love celebration
            No matter where you came from
            We’re all under the same sun
            Y bajo el mismo sol
            No shame, no hating
            Uniting every nation
            We’re all under the same sun
            Y bajo el mismo sol

  118. mirkhond says:

    “Bergoglio non è stato eletto dai poveri”

    Mi sembra che non lo sia stato nessuno dei 266 pontefici romani.
    Quanto all’inchino di Ratzinger, si cerchi i servizi televisivi del 2008 al riguardo.

    • Z. says:

      Se si rimproverano i premier italiani di non essere stati eletti dal popolo, non vedo perché non si possa rimproverare lo stesso a Bergoglio.

      Certo, è una bischerata, ma bischerata per bischerata… fa bischerata al quadrato.

  119. Peucezio says:

    Mirkhond,
    una domanda, che ti avrò già rivolto, ma non mi hai mai risposto in modo convincente.
    Se a Bergoglio preme tanto dei poveri, se non è un pretesto, che glie ne importa dei ricchioni e dei divorziati?
    I ricchioni in genere non piacciono ai poveri, piacciono ai borghesi.
    Insomma, la salvezza eterna, almeno per un papa, dovrebbe essere più importante di quella materiale.
    Ma questo signore non è che pensa al disagio sociale e trascura gli aspetti morali. No, lui fa molto di più, lui ci tiene proprio a rimarcare l’atteggiamento di indulgenza, comprensione se non proprio apologia di ciò che è sempre stato considerato immorale e malvagio. Sembra che sia ossessionato dall’idea di dare una legittimazione alla spregiudicatezza morale e sessuale della società contemporanea.
    Tutto questo che c’entra con i poveri?

    E qui sta la vera differenza fra i vari marxismi e socialismi e il cristianesimo.
    I primi hanno sempre ritenuto che la morale e la religione fossero strumenti delle classi egemoni per opprimere il proletariato (ovviamente è un’idea delirante, che cozza contro ogni evidenza sociale e antropologica, ma loro ci credevano davvero), per cui, al riscatto (giusto) delle classi povere si collegava la liberazione da ogni tabù morale.
    In Russia, all’indomani della rivoluzione bolscevica, la gente andava in massa a sposarsi per finta e a divorziare il giorno stesso, perché lo stato offirva un rinfresco gratuito ai novelli sposi.
    La Chiesa al contrario non ha mai pensato che i poveri, per riscattarsi, dovevano diventare tutti una massa di depravati e che bisognasse disarticolare le strutture familiari e sociali.
    E’ questo che mi fa pensare che i socialismi e i progressismi in genere adducessero la giustizia sociale come mero pretesto, visto che da quando c’è il mondo c’è stata gente che si è preoccupata del riscatto dei più deboli, mentre la legittimazione ideologica della disarticolazione delle strutture famigliari e dei tabù sessuali è un inedito.
    Bergoglio (ma lui radicalizza solo il cristianesimo porgressista) si inserisce pienamente in questo filone: non assomiglia a un papa medievale, preoccupato del povero, della vedova e dell’orfano, ma inflessibile in tema di morale (poi magari lui aveva pure la concubina, ma questo riguarda il suo privato). Assomiglia a un progressista medio del XIX secolo, con in più il tema religioso. In sostanza dice le cose che dice la Boldrini, solo che ci aggiunge un po’ di cristianesimo.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “No, lui fa molto di più, lui ci tiene proprio a rimarcare l’atteggiamento di indulgenza, comprensione”

      Vergognoso che un pontefice sia indulgente. Si sa che l’indulgenza si vende e basta 😀

      • Z. says:

        Peucezio è contrario al commercio. Ma non a quello di indulgenze!

        • Peucezio says:

          Sarebbe da indagare se i soldi delle indulgenze finissero a Roma o alla chiesa locale. Nel secondo caso il mio protezionismo trumpiano non avrebbe nulla da eccepire 🙂

          Scherzi a parte, è interessante come oggi “populismo” sia diventato sinonimo di reazionarismo.
          Il problema di ratzinger è che era un conservatore elitario e poco carismatico.
          Qiuesto si rende popolare facendo il simpatico, ma abbraccia i valori delle élite.
          Invece ci vorrebbe un papa populista!
          Cioè solidale con le masse impoverite dalla globalizzazione e conservatore in tema di costume e morale.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma dici populista “in senso europeo”?
            Perché Bergoglio lo precisa sempre.

            • Peucezio says:

              Nel senso in cui si usa nel dibattito pubblico italiano.
              Io quello seguo, non parlo le lingue come voialtri uomini dotti!
              Non ho capito, cosa precisa Bergoglio?

    • Per Peucezio

      “I ricchioni in genere non piacciono ai poveri, piacciono ai borghesi.”

      Non so esistono più oggi i “borghesi”, magari ci fossero…

      Fai confusione tra categorie. Esistono “ricchioni”, per usare la tua terminologia, poveri come ne esistono di ricchi.

      In genere, la differenza di atteggiamento non riguarda il reddito, ma il livello di studi.

      La persona molto scolarizzata tende a ragionare in maniera più astratta, vedendo meno il singolo essere umano; la persona meno scolarizzata tende a giudicare di più in base alle persone che realmente conosce e non per categorie, e ha meno problemi nel contraddirsi.

      Tra i “poveri” che conosco io, vedo al massimo un tocco di ironia o qualche battuta verso persone comunque concrete.

      Lungi da me, mettermi nei panni di un cristiano, ma mi sembra che il ragionamento di Bergoglio sia, se una persona nasce con tendenze sessuali diverse dalla maggioranza, o se ha avuto una vita incasinatissima che ha portato a divorzi, o altre cose, chi siamo noi per giudicare?

      Date le premesse soggettive tipiche del cristianesimo, difficile dargli torto. Un musulmano o un ebreo si chiede invece, “c’è stata penetrazione anale? Lapidato! Ha dato un bacio a un ragazzo? Che problema c’è?” che sono criteri oggettivi.

      • Peucezio says:

        Miguel,
        sulla borghesia hai ragione, a patto che c’intendiamo sui termini.
        Io lo uso in senso più esteso rispetto per esempio all’accezione che gli dava Preve.
        Per me borghese è chi ha fatto un liceo e magari si è laureato (ma non è detto).

        Su Bergoglio: va da sé che il discorso che gli attribuisci è di buon senso, ma teologicamente non sta in piedi (d’altronde Bergoglio sa di teologia quanto io di fisica nulceare).
        L’uomo non giudica comunque. Dio giudica comunque. Il confessore, quindi il clero, giudica il comportamento (non la persona) e assolve o nega l’assoluzione (e di conseguenza l’eucaristia).
        Ma io sono molto scettico sul fatto che Bergoglio senta una sorta di partecipazione umana alle sofferenze dei divorziati o degli omosessuali. E’ un figlio del suo tempo, che anziché predicare la dottrina cattolica predica il pensiero corrente, quello ritenuto presentabile secondo i canoni di oggi.
        Il conformismo non deriva da una forma di empatia verso gli altri, ma dal bisogno di sentirsi protetti sotto l’ala del potere, partecipando, sia pure da gregari, a una fetta del potere stesso. E’ una forma di partecipazione alla violenza del branco.
        Il conformismo è un sentimento abbietto, perché è il sentimento di chi sta sempre col vincente e lo aiuta a massacrare i perdenti.

    • Per Peucezio

      “E’ questo che mi fa pensare che i socialismi e i progressismi in genere adducessero la giustizia sociale come mero pretesto”

      Porti all’estremo una tesi che ha qualche interessante fondamento.

      “Il socialismo” o “il progressismo” non esistono (come dice il buon Z, “Dio non esiste”).

      Esistono milioni e milioni di persone a cui piace o non piace la frittata, che la notte fanno sogni strani, che differenziano maniacalmente la plastica e buttano la carta per strada, che tifano questa o quella strada, che tradiscono la moglie e restano fedelissimi alla mamma, e che in questa marea di roba contraddittoria, si dichiarano anche “socialisti” oppure dicono di credere al “progresso”.

      Solo Dio (se esiste) sa quanto ciascuno di questi individui ci creda davvero.

      • Peucezio says:

        No, beh, io parlavo dei capi, degli ideologi, di quelli che hanno avuto un ruolo significativo.
        L’operaio comunista degli anni ’60 non era così.

        • Per Peucezio

          “No, beh, io parlavo dei capi, degli ideologi, di quelli che hanno avuto un ruolo significativo.”

          Ma questo credo che valga per qualunque grande dispositivo: a un certo punto, le necessità organizzative prendono il sopravvento sui valori di partenza.

          Cattolici, comunisti, islamisti, americanisti, cinesi, nazionalisti, fascisti, ataturkisti, liberali alla fine (come spiegava perfettamente Aleksandr Zinov’ev) finiscono tutti per fare dell’apparato ideologico un pezzo dell’apparato di potere.

          Non è un caso che tutti gli stati, per quanto vantino idee apparentemente diverse, abbiano bandiere, divise, monete con aspetti praticamente indistinguibili: una volta ho visto le foto delle macchine della polizia dell’Isis a Raqqa, praticamente identiche a quelle italiane.

          Ecco perché bisogna sempre restare piccoli.

          • Peucezio says:

            Certo, ma io credo che il problema sia proprio all’origine, nell’ideologia.
            Gli uomini d’apparato possono essere perniciosissimi, ma mai quanto gli ideologi (parlo di quelli che hanno fondato grandi ideologie, non dell’intellettuale isolato e inascoltato, che magari ha anche qualche intuizione sensata).
            Io continuo a pensare che la distruttività stia all’origine e che si stemperi nel confronto con la realtà e le sue contraddizioni.

          • Z. says:

            Miguel, chi non fa non sbaglia.

            Però dovremmo vedere la frase come esortazione a non rifuggire il rischio, non come esortazione all’ignavia…

          • Z. says:

            Detto questo, è vero che il socialismo non esiste, così come non esiste Dio.

            Del resto il generale cinese che combatteva contro gli invasori giapponesi, l’operaio italiano negli anni Cinquanta, il quadro del PCF negli anni Settanta e il ragazzino che si iscriveva al PRC quindici anni fa probabilmente avevano ben poco di ideologico in comune.

    • Zhong says:

      “I primi hanno sempre ritenuto che la morale e la religione fossero strumenti delle classi egemoni per opprimere il proletariato (ovviamente è un’idea delirante, che cozza contro ogni evidenza sociale e antropologica, ma loro ci credevano davvero), ”

      Delirante? Miiii… e io che ho sempre pensato che questa fosse la *definizione* di religione in tutto il mondo, dal papa ai brahmini. 😀

      “I ricchioni in genere non piacciono ai poveri, piacciono ai borghesi.”

      I ricchioni sono in tutte le classi sociali. E’ una percentuale della popolazione. Di solito ci mettono secoli ad arrivarci, ma sarebbe anche interessante vedere se ad un certo punto la chiesa riuscisse a dire qualcosa di intelligente al proposito…

      • Peucezio says:

        Zhong,
        attenzione: io non ho detto in che classe sociale stanno i ricchioni, ma a che classe sociale piacciono.
        Poi oggi le cose sono molto mescolate, d’accordo.
        Però ancora oggi se prendi un operaio, si fa un po’ meno scrupoli a dire “frocio”, magari bonariamente, mentre un laureato lo ritiene disdicevole.

  120. mirkhond says:

    “Cioè solidale con le masse impoverite dalla globalizzazione e conservatore in tema di costume e morale.”

    Sarebbe l’ideale!

    • Peucezio says:

      Sarebbe l’ideale, ma uno così sarebbe contro l’immigrazione, perché gli immigrati non sono amati dalle classi basse, che ci stanno gomito a gomito, con cui sono in concorrenza.
      Insomma, non so quanto ti piacerebbe.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Gli immigrati non sono di classe bassa?

        • mirkhond says:

          Infatti.
          Poi, un papa dovrebbe cercare di evitare la guerra tra poveri.

        • Peucezio says:

          Mauricius,
          ne abbiamo già parlato.
          Il marginale, lo straniero, quello che sta più in basso del povero, è sempre stato uno strumento, un’arma dei ceti altri contro quest’ultimo.

          • mirkhond says:

            Purtroppo i poveri non riescono a comprendere che devono coalizzarsi contro i riccoidi.

          • Per Peucezio

            “Il marginale, lo straniero, quello che sta più in basso del povero, è sempre stato uno strumento, un’arma dei ceti altri contro quest’ultimo.”

            E’ vero, ma non è un’identità in sé.

            I fascisti in Toscana usavano i braccianti per picchiare i mezzadri, ma questo non immobilizza tutti i braccianti in un unico ruolo per sempre.

          • Mauricius Tarvisii says:

            E le classi popolari sono state usate come massa di manovra. Ma questo non c’entra, perché il Papa deve vedere le persone come soggetti e non come oggetti, come tu fai con i “diversi”.

            • Peucezio says:

              Ahahah, perché al papa glie ne frega qualcosa!?
              Lui sui soggetti ci caga in testa, per lui sono solo un mezzo di appagamento delle sue pulsioni distruttive.

              Ammenoché non intendevi “questo papa”, ma “IL papa”, come figura istituzionale.
              In tal caso avremmo una distanza siderale fra l’essere e il dover essere che hai giustamente enunciato.

            • PinoMamet says:

              ” per lui sono solo un mezzo di appagamento delle sue pulsioni distruttive.”

              scusami Peucè ma secondo me state davvero esagerando nella demonizzazione;
              mo’ c’ha pure le “pulsioni distruttive”!

              Ragazzi, non vi piace: è lecito.
              Ha un’idea di Chiesa lontana dalla vostra: idem.
              Va bene, ognuno è libero di criticare come gli pare.

              Ma insomma, un po’ di equilibrio…

              (poi, le “pulsioni distruttive” del Papa, detto da uno come te, che Hitler “ha calcato un po’ la mano”- lo dicevi in senso ironico, ok, ma il pensiero sotto era abbastanza trasparente…)

            • Peucezio says:

              Mah, sai, Hitler era un patriota (come lo definiva una mia amica mezza ebrea, tra l’altro bona forte) che però aveva alcune fissazioni (in parte fondate, in parte no); era anche un figlio del suo tempo.

              Anche Bergoglio è un figlio del suo tempo, il problema è che applicare la mentalità corrente alla Chiesa Cattolica significa distruggerla.

              Comunque la puslione distruttiva di Bergoglio l’ho spiegata in un altro commento, che credo sia più giù: non è puro nichilismo, questo no. E’ conformismo.
              Il conformismo però non è una forma di passività: il conformista è un tipo molto aggressivo, perché si sente spalleggiato dai vincenti.

            • Peucezio says:

              Circa l’equilibrio:
              con i lefebvriani posso essere in dissenso: sono in buona fede ma sostengono cose che non stanno in piedi.
              Con Ratzinger posso essere in dissenso nettissimo, perché comunque ha accettato il Concilio, la riforma liturgica (pur amando e promuovendo quella tradizionale), ma è un moderato con cui si può ragionare, che aveva impresso una svolta non in senso tradizioinalista, cioè cattolico integrale, ma quantomeno conservatore.
              Poi Mirkhond lo critica anche per certe sue contiguità con un certo occidentalismo liberale cristianista e ha ragione, anche se sbaglia riducendo Ratzinger solo a questo.

              Ma Bergoglio è un personaggio ripugnante, detestabile. Ogni suo atto è una bestemmia, ogni suo discorso è in odio alla Chiesa, alla sua morale, alla sua liturgia, alla sua teologia, insomma, alla religione cattolica
              Quindi è un devastatore, un vandalo criminale, non vedo che equilibrio si possa tenere con un individuo del genere: è lui lo squilibrio.

            • PinoMamet says:

              Peucè, non discuto del patriottismo di Hitler, ma definire le sue azioni di sterminio con “ha calcato un po’ troppo la mano”, seppure a mo’ di ironica litote, non se po’ sentì…
              😉

              si potrebbe cioè anche accettare l’ironica litote, con un bello sforzo di volontà (uccidere milioni di persone, sai com’è… difficile scherzarci su troppo) se poi non mi venissi a dire che Bergoglio, il cui gran crimine è stato di commissariare qualche convento e essere troppo conciliante con la morale che a te non piace, è un “devastatore”, un “personaggio ripugnante” e un “vandalo criminale”…
              😉

              un minimo di equilibrio tra le due posizioni non sarebbe male, su 😉

            • PinoMamet says:

              Peraltro a me personalmente
              (e questo è un altro argomento rispetto a quello del mio intervento di prima)

              pare che la colpa più grave di Bergoglio, se proprio vogliamo, sia di essere comunicativamente un po’ moscio, e parlare troppo semplice per timore (un po’ snob) che le masse non lo capiscano.

              Va da sè che a me la sua politica piace;
              ma anche se non mi piacesse, non ci vedo nulla di così grave.

              Prendi Ratzinger: la sua politica a me sicuramente non piaceva, nè il suo stile comunicativo, ma non mi sarebbe mai venuto in mente di definirlo un “pazzo criminale” e compagnia cantante…

              • Per PinoMamet

                “Va da sè che a me la sua politica piace;
                ma anche se non mi piacesse, non ci vedo nulla di così grave.”

                A me Bergoglio interessa poco e credo che conti poco.

                Però una cosa che non riesco proprio a capire è come venga accusato di essere “elitario”.

                La sua visione delle cose – per quel poco che ne so – mi sembra profondamente popolare: proprio il modo di ragionare di quasi tutte le persone semplici di una certa età che conosco. Mi sembra la Toscana contadina, tolte le bestemmie 🙂

                Bergoglio ragiona e parla come il fornaio, mica come Deleuze e Guattari.

            • Peucezio says:

              Mah, sai, nell’ordine materiale avresti ragione.
              Tu in sostanza dici: “come fai a considerare un criminale uno che non ha torto un capello a nessuno e a dire che Hitler, che ha pur sempre ordinato un genocidio, in fondo era un bonaccione che ha ‘calcato un po’ la mano'”.

              Sarebbe un discorso di buon senso, se non fosse per un fatto non proprio secondario.
              E cioè che Bergoglio, almeno materialmente, è il capo di una religione e io sono un credente di quella religione.
              Quindi, in un ordine spirituale, le cose che fa Bergoglio, che ineriscono alla salvezza di milioni di anime, possono essere persino più gravi di chi uccide fisicamente milioni di persone.
              Per chi ci crede ovviamente: per un ateo Bergoglio è un signore che governa la sua istituzione religiosa e non può fare grossi danni.
              Tu professi la religione ebraica, l’apostasia di fatto di Bergoglio non può danneggiarti, anzi, un atteggiamento fortemente ecumenista non può che piacerti.
              Il fatto è che Bergoglio non deve piacere a te, deve piacere a Dio. Se poi, piacendo a Dio, piace pure a te, tanto di guadagnato 🙂

            • Peucezio says:

              Infine, il paragone che fai con Ratzinger regge poco, perché Ratzinger era un conservatore moderato, Bergoglio è un progressista estremista.
              Dovresti citare semmai un Pio IX o un Pio X, che erano figure inflessibili e radicali nella loro ortodossia antimodernista.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              mah, non ce lo vedo proprio un contadino toscano a dire “chi sono io per giudicare” o a parlare ossessivamente di muri e di accoglienza.
              Poi magari non giudica davvero e ospita e dà da mangiare a un immigrato, ma non ne fa una bandiera. Tantomeno poi in questi termini fintamente buonisti.

              • Per Peucezio

                “non ce lo vedo proprio un contadino toscano a dire “chi sono io per giudicare” ”

                Guarda che qui si sentono quotidianamente, almeno dagli anziani cristiani,

                i discorsi per cui Cristo ci voleva tutti uguali,

                che Dio sta con gli ultimi,

                che quel figliolo è stato in carcere ma chi può scagliare la prima pietra,

                che ci sono tanti cristiani che son peggio degli zingari perché son sepolcri imbiancati,

                che l’ultima prostituta è meglio di tanti preti, perché è costretta dal bisogno e non predica niente a nessuno,

                che i veri santi sono tutti poveri,

                che siamo tutti peccatori ma nessuno si deve mettere a giudicare gli altri,

                che bianchi o neri, normali o strani, siamo tutti figli di Dio,

                che Dio non se la prende certo con il poveretto che pecca ma con il ricco superbo e tutto il resto.

                Forse a Milano non avete più un popolo in grado di dire queste cose 🙂

            • Peucezio says:

              Poi è vero che Roncalli era davvero un personaggio della Lombardia popolare dell’epoca.
              D’altronde parliamo della Lombardia che negli stessi anni ha prodotto una delle aree industriali più vivaci e moderne del mondo.
              Se dicessi che certe cose vengono solo dall’alto farei una grave semplificazione.
              Bergoglio è probabilmente un postborghese. Non so granché della sua storia famigliare, ma, malgrado la sua rozzezza culturale, non credo venga da una famiglia di semianalfabeti.
              Ma in generale è espressione probabilmente di un’umanità globalizzata che pensa le cose imposte dall’ideologia dominante (quella sì imposta dalle élite) senza particolari filtri critici.
              In questo senso forse non è associabile a un’élite, ma a una sensibilità diffusa legata al fatto che una volta la gente ragionava come le veniva insegnato dai genitori e dagli anziani, oggi secondo le cazzate che impara a scuola e che sente in televisione. Lui è un po’ più anziano, probabilmente non ci è proprio cresciuto, ma è in totale sintonia con quel mondo.

            • PinoMamet says:

              Io non credo affatto che Bergoglio abbia quella rozzezza culturale che vi vedete tu e Mario
              (suvvia, non si diventa cardinali per caso…)

              mi pare invece che stia facendo proprio il gesuita, voglio dire, come i gesuiti in Cina che parlavano cinese e in India tamil;
              lui parla “il linguaggio semplice della gente semplice”, per scelta, e, mi pare, quasi traducendolo da un dizionario interiore.

              Ratzinger, nello stesso modo, parlava, per scelta, il linguaggio colto della gente colta.

            • PinoMamet says:

              “Infine, il paragone che fai con Ratzinger regge poco, perché Ratzinger era un conservatore moderato, Bergoglio è un progressista estremista.”

              Questo Peucè non c’azzeca niente 😉

              voglio dire, la cosa importante del mio paragone era che Ratzinger non piaceva a me, Bergoglio non piace a te;
              poi Ratzinger poteva benissimo essere un lama tibetano 😀 sta di fatto che non è che per il fatto di non essere d’accordo con lui penso che sia un “pazzo criminale” 😉

            • PinoMamet says:

              Per Miguel:

              a Milano non hanno più un popolo , punto.

              Hanno una plebe, sicuramente, che è un’altra cosa, e che per diventare popolo ci metterà quei cinque- sei secoli.
              Se mai lo diventerà

              (perché sospetto che a Milano un popolo non sia esistito mai, perlomeno dai tempi in cui divenne capitale della parte occidentale dell’Impero romano o della diocesi d’Italia o quel che l’era, e sia esistita invece, rara avis in terra italica, una borghesia- che inglobava l’aristocrazia, altrove agraria- e e appunto una plebe raccogliticcia che parla una lingua straniera, il latino allora, il milanese nell’Ottocento, l’italiano ufficiale oggi).

            • Peucezio says:

              Miguel,
              allora c’è proprio una specificità toscana, Milano non c’entra.
              Neanche in Puglia, dai vecchi popolani, ho mai sentito discorsi simili.
              Nei vecchi c’è un atteggiamento verso il mondo fra l’accettazione dell’ovvio e la rassegnazione verso ciò che è palesemente ingiusto, senza vere valutazioni di tipo morale.
              C’è anche il fatto che non esistono vecchi cristiani, perché non esistono vecchi atei: la religione è data in qualche modo per scontata.

              • Per Peucezio

                “allora c’è proprio una specificità toscana, Milano non c’entra.
                Neanche in Puglia, dai vecchi popolani, ho mai sentito discorsi simili”

                Infatti, subito dopo aver scritto la battuta sulla Toscana, ho pensato, ma possibile che nemmeno in Puglia…

                Sì, credo che ci sia una specificità toscano-umbra in questo (credo che gli emiliani siano meno religiosi), che ispira buona parte della cultura profonda, da Savonarola quando predicava che i palazzi erano costruiti con il sangue dei poveri.

                Ovviamente è su questo che è nato anche il comunismo da queste parti, più nelle campagne che nelle città.

                E’ proprio questa base che permette di costruire una comunità, pur in un posto di italianissimi caciaroni e sbruffoni 🙂

              • Sempre per Peucezio

                ““allora c’è proprio una specificità toscana”

                Per questo, bisogna anche capire il senso particolare che assume la parola “antifascismo” in Toscana. Con buona pace dei nostri lettori “di destra”, che ovviamente hanno ragione a denunciare l’unilaterismo storico, qui riporta sempre ai nonni operai, contadini e artigiani, contrapposti ai borghesi che invece del fascismo qui furono protagonisti, tranne qualche eccezione intellettuale.

                L’ANPI qui è stata una realtà molto popolare.

            • Peucezio says:

              Pino,
              sul gesuitismo non hai torto. D’altronde i gesuiti non avrebbero mai immaginato di misurarsi con un mondo alla rovescia come il nostro, infinitamente più esotico della Cina, altrimenti avrebbero preso contromisure per prevenire il passaggio di un papa al satanico.

              Su Ratzinger e Bergoglio, ma il problema, ti ripeto, non è il dissenso, è la misura.
              Ci mancherebbe che chiunque fosse in dissenso da me fosse un criminale.
              Inoltre il papa è il papa. Non ha il diritto di avere opinioni personali, ma deve trasmettere la dottrina e al massimo può approfondire cose non chiarite, non fare il distruttore della morale.

            • Peucezio says:

              Pino,
              su Milano,
              non esageriamo. Ci sono dei fenomeni di continuità culturale fra la Milano bassomedievale e quella ancora novecentesca, espressi da scrittori e poeti, ma attingendo a uno spirito popolare (parlo di un certo compiacimento nel crudo realismo dissacrante e una visione materializzata della realtà, in cui si insiste con voluttà sugli aspetti più bassi) che fa pensare che ci fosse un popolo con una caratterizzazione locale forte.
              Oggi di tutto questo non esiste praticamente più nulla, ma fino a quarant’anni fa c’era una Milano popolare molto vitale, al punto che assorbiva già l’immigrazione dal sud e da altre aree d’Italia, ma l’assimilava, infatti i cabarettisti che hanno reso famoso il dialetto milanese dal dopoguerra erano quasi tutti di origini esterne, eppure hanno saputo farsi interpreti della milanesità più schietta.

              • Concordo con Peucezio, anche per esperienza personale:

                “ma fino a quarant’anni fa c’era una Milano popolare molto vitale”

                Siccome non sono stati sterminati, ritorniamo al ruolo decisivo dell’urbanistica.

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Miguel

              “… che l’ultima prostituta è meglio di tanti preti…”.

              Un detto diffuso e piuttosto truculento 🙂 delle mie parti è:

              ” Monachi e parrina,
              viriti a missa e stocacci i rina”.

              (Monache e preti,
              assisti alla messa, ma poi spezza loro le reni).

              … In effetti, penso che anche nella mia zona d’origine non manchi la consapevolezza della distinzione tra fedeli e “parrinari” (farisei, bigotti).

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              Errata corrige: “stoccacci”.

            • Peucezio says:

              Miguel,
              interessante ‘sta questione, c’è sempre qualcosa che un po’ mi sfugge dello spirito toscano.
              Da una parte questo modo così asciutto, irriverente, caustico, dall’altra queste idee piuttosto melense che hai descritto, che però poi sono funzionali a sviluppare un senso comunitario sano… Insomma, è strano.

  121. Moi says:

    a proposito di Bari Libertà …

    http://video.repubblica.it/edizione/bari/varichina-il-pioniere-dell-orgoglio-gay-nella-bari-degli-anni-settanta/241172/241146

    Varichina, il pioniere dell’orgoglio gay nella Bari degli anni Settanta

    • Peucezio says:

      AHAHAHAH.
      Io me lo ricordo bene.
      Stava sempre in quel giardinetto che c’è fra la Posta e l’Università. Era grassoccio, mi sembra avesse i capelli un po’ lunghi e biondicci, aveva una cinquantina d’anni o poco meno negli anni ’90 (poi è morto purtroppo).
      Era una figura bonaria e folcloristica della Bari di quegli anni.

      Mirkhond, tu te lo ricordi?

  122. mirkhond says:

    “A Bari il rione LIbertà mica si è gentrificato o modernizzato: è passato direttamente da essere un quartiere popolare barese (cosa che è in parte ancora) a diventare un quartiere di immigrati.”

    Non esageriamo.
    Ci sono alcune strade in cui abitano molti nigeriani.
    Poi pochi Tamil e Bengalesi.
    Ma la maggiorparte degli abitanti sono baresi.

    • Peucezio says:

      Mègghie acchessì…

      Non so perché tu spesso dici che io mi abbarbico a un mondo scomparso.
      La baresità popolare è ancora molto vitale. Probabilmente non per molto, certo…
      Ma a Bari Vecchia poi è ancora veramente radicatissima e viva. E non solo…

      La cosa che mi colpì favorevolmente, mentre avrebbe scandalizzato molti, è il racconto che mi fece una mia amica educatrice/assistente sociale, raccontandomi di una sua assistita del CEP, ragazza sui vent’anni madre di tre figli, che, quando lei insisteva perché prendesse il diploma di III media, rispose: “ce i a fà la sscènziàte iì??”
      Poi alla fine è riuscita a fargliela prendere comunque, per la verità (la mia amica è molto brava).

      • Z. says:

        Wow… è davvero meraviglioso che ci siano ragazze madri ventenni senza la terza media, hai proprio ragione…

        • PinoMamet says:

          A Peucezioland hanno criteri diversi… per gli altri 😉

          • Peucezio says:

            Sì, perché a Peucezioland si vuole un mondo differenziato.
            Nessuno di noi qui dentro fa lo spazzino né vorrebbe farlo, ma sono scettico sul fatto che qualcuno di voi auspicherebbe seriamente un mondo senza spazzini e pieno di sporcizia e spazzatura
            Poi si può anche giocare a fare gli egualitaristi, purché gli altri salgano e non discendiamo noi, tanto si sa che non potranno davvero salire tutti.

            • Per Peucezio

              “Nessuno di noi qui dentro fa lo spazzino né vorrebbe farlo”

              Personalmente, non avrei nulla in contrario, in particolare con un fisico più giovane 🙂

              E’ un lavoro sicuramente faticoso, ma non troppo; è molto più utile del lavoro del traduttore; scopri un’infinità di cose sulla vita umana; e quando stacchi, stacchi, non devi pensarci pure dopo. E se non fai proprio l’assenteista o ti rubi i camion, probabilmente non hai molte rotture dai capi. Anche la compagnia umana probabilmente è interessante, tutti gli spazzini che conosco hanno storie interessanti.

              Sì, ci posso stare.

            • Peucezio says:

              Nel tuo caso non ho problemi a crederci.
              Sono un po’ più scettico riguardo ai nosri avvocati (Z., Mauricius), professori (il nostro Pino), ecc.
              E neanch’io lo farei. Infatti non faccio l’egualitarista.
              Tu sei l’unico che avresti i titoli per farlo, ma, diversamente da loro, apprezzi la cultura orale di quelli che non hanno quintali di libri sulle spalle.

              • Per Peucezio

                Ti ricordo i due Testi Fondanti della Teologia Toscana, già pubblicati a cura del nostro blog:

                http://kelebeklerblog.com/2016/11/07/non-volavano-solo-gli-angeli/

                http://kelebeklerblog.com/2015/05/23/teologia-toscana/

                Il dialogo con Dio è diretto, aggira e deride i preti che pure rispetta e quasi commisera, e tocca temi fondamentali del bisogno dei piccoli mortali, buffi, fragili e spinti di qua e di là dalle tempeste del mondo.

                In un contesto simile, le parole di Bergoglio, qualunque cosa se ne possa pensare dal punto di vista dottrinale, fanno dire, “l’era ora, maremma maiala!”

                Posso anche immaginare che in tutto questo vi sia qualcosa di eretico (d’altra parte, a Firenze, erano ampiamente eretici già nel 1100), ma non che ci sia qualcosa di “elitario”.

                D’altronde, come insegna la vicenda di Savonarola, Firenze è proprio il popolo che richiama alla lettera del Vangelo che non ha mai letto, in un caotico e giocoso contesto di lussi e miseria, con poca fiducia nella legge e molta nella giustizia, tra popolo grasso e popolo minuto, con i nobili che fanno giocare i bambini straccioni nei loro segreti giardini e gli usurai che si aggirano e le Madonne ai tabernacoli che con le loro deboli candele vegliano sulla gente che muore di peste o viene accoltellata nella notte per una gelosia, o gli schiavi mori che si addormentano tra le grandi balle di seta…

                Però non ci sono sovrani, e tutti conoscono i segreti del mercante che trama dietro il Comune.

            • Z. says:

              Peucezio,

              non dare troppe cose per scontate. A volte sono diverse da come sembrano 🙂

            • Peucezio says:

              Sì, le cose non sono univoche e ho ben presente uno spirito popolare di questo tipo, quindi, se non riconoscessi questi aspetti, sarei unilaterale.
              D’altronde, in un commento in un altro post, parlando del referendum e di Renzi, ho detto come non sempre non tutto ciò che è popolare è bello.
              Esiste il popolo moralista, esiste anche il popolo che fa i linciaggi o che trova il capro espiatorio (qui non c’entra Bergoglio e la Toscana, ma è per dire come le cose non vadano valutate secondo una sola prospettiva).
              Io sono populista perché in genere il popolo è statico e conservatore e le élite sono dinamiche e progressive, ma non sempre è così.
              Ultimamente leggevo D’Ormesson. E’ difficile immaginare una famiglia più elitaria della sua, famiglia dell’altissima nobiltà, che risale alle Crociate. Ma come non amare un’aristocrazia custode compiaciuta e malinconica di un mondo che sta sparendo?
              A Parigi i rivoluzionari erano anche artigiani, commercianti, popolo minuto e questo non si può negare. Poi c’è la Vandea che è un altro conto.

              Circa Bergoglio, non c’è dubbio che sappia rendersi popolare, è un gesuita e un abile comunicatore. E’ un po’ come i 5 stelle, che riscuotono il successo popolare per attuare un finto populismo (anche se loro, a differenza di Bergoglio, ci credono: sono ingenui, non in cattiva fede).
              D’altronde sugli scopi non solo di Bergoglio, ma di chi lo ha messo lì è difficile avere dubbi: un’operazione orchestrata dall’amministrazione Obama e dai centri di potere finanziario che ci sono dietro per costringere Ratzinger a dimettersi (inedito storico assoluto), sotto minaccia di strangolare finanziariamente il Vaticano da un giorno all’altro e di chissà cos’altro, e piazzare uno come lui. Altro che cesaropapismo…

              • Per Peucezio

                ” Ma come non amare un’aristocrazia custode compiaciuta e malinconica di un mondo che sta sparendo?”

                Beh, se vuoi incontrare aristocratici che non sono spariti, anzi… te ne presento qualcuno qui da noi.

                Comunque, come sai, io sono un mirkhondiano e non un peuceziano 🙂

                Nel senso che noi si rifiuta tutti il “mondo così com’è”, ma preferisco cercare l’alternativa tra persone vive, piuttosto che nelle macerie del passato. Con tutto il rispetto per le meraviglie del passato.

            • PinoMamet says:

              Il fatto è, Peucè, che io diffido un po’ dai “presepi mentali”.

              Da quelle belle costruzioni- a esperienza, direi tipiche dei conservatori- a mo’ di libro per l’infanzia di Richard Scarry, hai presente?
              dove tutti occupano un posto nella società e sono ben felici di farlo, quello che lavora sulle gru e quello che fa il pompiere e quello che fa il muratore, e c’è anche Gorilla Banana che fa il ladro.

              Nella mia famiglia abbiamo avuto anche spazzini e carcerati, oltre che personaggi nettamente più altolocati.

              E per quanto alzarsi prima dell’alba per fare un lavoro, magari duro, possa essere poetico e anche illuminante, potendo scegliere nessuno lo farebbe.

              Vuol dire che non do dignità a un lavoro del genere? al contrario, gliene do anche di più, perché riconosco quanto possa essere duro e difficile, e capisco chi deve farlo;

              mentre tento a notare che i “conservatori” che credono al “presepe interiore” spesso capiscono poco o pochissimo chi fa lavori di questo genere, e li confondono con la loro personale idea di come “dovrebbe essere” un contadino, un muratore, uno spazzino ecc.

              e non c’è verso di fargli cambiare idea!! uno gli può portare tutti i veri lavoratori del mondo, e niente, loro continuano a credere che un “vero” contadino muratore spazzino pescatore ecc. debba essere come l’hanno in testa loro.

              E questo lo trovo assolutamente irritante, perché non auguro a nessuno la sorte di essere trasformato nel pupazzo mentale di qualcun altro, in una figura bidimensionale che serve solo a mantenere l’ordine mentale che qualcun altro si è creato nella propria testa.

              • Per Pino Mamet

                “Da quelle belle costruzioni- a esperienza, direi tipiche dei conservatori- a mo’ di libro per l’infanzia di Richard Scarry, hai presente?”

                Totale accordo!

                Come sempre, il problema sono le contrapposizioni predefinite.

                Il “Cittadino Uguale in Progresso Infinito” è un mostro, che contraddice la storia e anche il nostro destino entropico. Non per questo, i modellini alla Scarry (grande!) ci dicono il vero.

                Cerchiamo sempre di uscire da contrapposizioni del genere, per capire davvero la vita.

            • Peucezio says:

              Pino, capisco quello che vuoi dire.
              Quello che posso dirti è che i contadini veri che ho visto io li apprezzo non so se per un’immagine mentale, senz’altro per il fatto per esempio che usano un linguaggio denotativo e non connotativo, che non si basa sull’evocazione vaga e sull’ampliamento semantico all’infinito del significato delle parole, ma sulla descrizione puntuale delle cose. Cosa che lo accomuna anche a un letterato della sua generazione, non certo a uno di oggi.
              Poi ammetto che probabilmente non vorrei fare la vita che ha fatto lui.
              Però cerco anch’io di usare un linguaggio denotativo e di evitare l’incontinenza polisemica. Quindi il contadino ci serve a capire come possiamo fare per esempio ad avere modelli cognitivi decenti. Chiamalo poco!

              Con Richard Scarry hai portato la mia memoria indietro di quasi un quarantennio! 🙂

              • Per Peucezio

                “Quello che posso dirti è che i contadini veri che ho visto io li apprezzo non so se per un’immagine mentale, senz’altro per il fatto per esempio che usano un linguaggio denotativo e non connotativo, ”

                Bello! Grandissima verità (insegnatami dagli zingari).

              • Per Peucezio

                “Però cerco anch’io di usare un linguaggio denotativo e di evitare l’incontinenza polisemica.”

                In questi giorni, mi sto inebriando leggendo John Ruskin. Che quasi due secoli fa si guardò attorno, vide l’orrore che stava arrivando, ne colse tutti i segreti e cercò di comunicare, esattamente in maniera “denotativa”, semplice semplice e con un grande senso di umorismo, quello che occorreva fare per resistere.

                Tanti, tanti decenni dopo (e con il mondo sbucaltato da capo a piede), cerchiamo di fare qualcosa di simile.

            • Z. says:

              Wow, bellini i discorsi su quanto sono fortunati gli spazzini, i contadini, gli operai!

              Discorsi fatti sempre con le mani rigorosamente dietro la schiena, beninteso. Noi si preferisce discettare dottamente di denotazione e connotazione, qualsiasi cosa significhi: il faticoso lavoro manuale, come l’ordine e la disciplina, lo ammiriamo smodatamente. Tanto che preferiamo ammirarlo anziché farlo: dopotutto è qualcosa che si addice perfettamente agli altri.

              E li nobilita, savasandìr. Parblé, mon Dié, ma quanto nobilita! Quante storie da raccontare, quanta vita in mezzo al Popolo! che gvan fovtuna che hanno questi opevai!

              Vi voglio bene, lo sapete, ma a volte mi viene da dirvene di tutti i colori, mi viene…

              Non preoccupatevi, è solo un attimo. Mi passa in fretta. E poi anche voi mi volete bene. Mi perdonerete anche stavolta 😛

              • Per Z

                “Discorsi fatti sempre con le mani rigorosamente dietro la schiena, beninteso”

                No, guarda, io sono anche disposto a farli.

                Per un pelo, una volta non sono diventato spazzino anch’io (non mi hanno preso per un documento che mi mancava), e credo sinceramente a quello che ho detto.

                Anzi, lo ritengo un lavoro assolutamente compatibile con i miei interessi.

                E comunque faccio lavori fisici più o meno analoghi tutti i giorni al giardino 🙂 Certo, si può dire che in questo caso è una libera scelta, ma come dicevo, credo che il lavoro dello spazzino, proprio perché statale/comunale, non sia terribile dal punto di vista di sfruttamento e sorveglianza.

              • Per Z

                ““Discorsi fatti sempre con le mani rigorosamente dietro la schiena, beninteso””

                Mentre non sarei ovviamente mai disposto a fare il minatore e potrei fare l’operaio solo in una grande fabbrica dove ci fosse abbastanza distanza tra me e il padrone.

                Del contadino, mi mancano le capacità fisiche, per cui non mi pronuncio.

                Fatemi fare lo spazzino, per favore.

            • Z. says:

              Miguel,

              — Per un pelo, una volta non sono diventato spazzino anch’io. —

              Ecco, poi vedevi come ti passava in fretta la letizia spensierata del duro lavoro manuale.

              — E comunque faccio lavori fisici più o meno analoghi tutti i giorni al giardino —

              Guarda, la stima che ho per te – a proposito: ma quali scaramucce, io litigo solo con Moi! – mi impedisce di pensare che secondo te fare il “giardiniere” per hobby sia paragonabile, seppur alla lontana, al fare lo spazzino per lavoro 🙂

              • Per Z

                “mi impedisce di pensare che secondo te fare il “giardiniere” per hobby sia paragonabile, seppur alla lontana, al fare lo spazzino per lavoro”

                Io conosco un sacco di spazzini, e ne conosco il lavoro. Te non lo so 🙂

            • PinoMamet says:

              Beh Z.

              io a dire il vero ho detto esdattamente il contrario di quello per cui ci accusi…

              se vuoi ti descrivo, comunque, la divisa degli spazzini di Fidenza di quando ero piccolo io, che conosco bene:

              giacca blu come quella dei vigili, pantaloni blu (2 paia l’anno), kepì blu, rigido, modello “polizia francese di una volta”, con stemma del comune (questo credo 1 all’anno).
              Quest’ultimo è stato riciclato (dovevano averne una discreta fornitura) e ora lo portano le “vigilesse della sosta” o come cavolo si chiamano.

              C’è da dire che rispetto alla tute con strisce catarifrangenti di oggi era tutto un altro vedere!

            • Z. says:

              Miguel,

              non ti chiedo se hai conosciuto degli spazzini (e chissene, scusa 🙂 ).

              Ti chiedo se secondo te fare lo spazzino per pagarsi l’affitto e il pane – con la consapevolezza che potresti farlo a vita, e la preoccupazione di non essere così fortunato – sia la stessa cosa che curare un giardino per i ragazzi della propria comunità, nel proprio tempo libero.

              Ecco, non posso credere che sia la stessa cosa, per te.

              • Per Z

                “Ti chiedo se secondo te fare lo spazzino per pagarsi l’affitto e il pane – con la consapevolezza che potresti farlo a vita, e la preoccupazione di non essere così fortunato – sia la stessa cosa che curare un giardino per i ragazzi della propria comunità, nel proprio tempo libero.”

                Certo che no.

                Per me sarebbe invece lo stesso che fare il traduttore di manuali tecnici, con alcuni svantaggi e altri vantaggi.

                Non mi sembra un concetto difficile…

            • PinoMamet says:

              Tanti fanno esperienze di lavoro pre- post- o para-universitario.

              Io ho fatto il portalettere. Ora che ci penso.
              Mi hanno dato un casco di ordinanza; mi portano in magazzino, e io ne vedo moltissimi, blu con striscia rossa, apparentemente nuovi.
              Beh, datemi uno di quelli.
              No, quelli sono il vecchio modello, prendi questo (bianco con striscia gialla) quando hai finito il lavoro te lo tieni
              (Lo ho ancora).
              Passano un paio d’anni, i caschi sono ancora bianchi con striscia gialla, noto, ma il modello è di nuovo cambiato…

              oh, non stiamo parlando di aerei da caccia, ma caspita…
              forse le pubbliche amministrazioni hanno qualcosa che non va nell’approvvigionamento/forniture, perché continuo a sentire di macchine della Polizia senza pezzi d iricambio e marinai (militari) che aspettano invano l’uniforme mentre quella vecchia e teoricamente fuori corso cade a pezzi…

              o forse, chissà, le Poste (e il Comune di Fidenza negli anni Settanta/Ottanta) avevano più denaro a disposizione…

            • Z. says:

              Pino, non temere: sono ancora in grado di leggere.

              Dunque non sei sul banco degli imputati, tu.

              🙂

            • Z. says:

              MM,

              — Per me sarebbe invece lo stesso che fare il traduttore di manuali tecnici, con alcuni svantaggi e altri vantaggi. —

              E per una pura e trascurabile coincidenza fai il traduttore anziché lo spazzino, insomma…

              Vabbè, va’ 🙂

            • Z. says:

              Pino,

              — Tanti fanno esperienze di lavoro pre- post- o para-universitario. —

              Vero.

              Poi c’è chi certi mestieri li fa a vita – o ci spera, di tenerseli a vita – e di solito non ha la stessa visione idilliaca del duro lavoro manuale di chi li guarda con le mani dietro la schiena.

            • Peucezio says:

              Io non ho nessuna visione idilliaca.
              Dico proprio che loro si sacrificano e noi ce ne avvantaggiamo, che ciò che fanno è bello e utile per noi, non per loro.

              Si potrebbe osservare che non è giusto.
              E probabilmente con ragione.

              Ma chi ha detto che l’alternativa siano certi strani lavori terziari dal nome in inglese che ci sono oggi e che non si capisce a che cazzo servono, che sono frustranti per chi li fa e non producono nulla di utile per gli altri.

              E soprattutto, finché non ci saranno i robot che davvero fanno tutti i lavori manuali, se mai ci saranno, temo che qualcuno dovrà sporcarsi le mani.

              Forse l’ideale sarebbe un mondo in cui ognuno ha il suo orticello, come il giardino di Miguel, in modo che nessuno sente la frustrazione di fare lo schiavo di altri (moderno o antico, il dipendente sempre schiavo è) e nello stesso tempo sono soddisfatti i bisogni materiali.
              Utopistico? Non lo so: l’autoproduzione storicamente è esistita, in società molto semplici. Una società senza lavoratori manuali credo proprio di no!

            • Z. says:

              Peucezio,

              — E soprattutto, finché non ci saranno i robot che davvero fanno tutti i lavori manuali, se mai ci saranno, temo che qualcuno dovrà sporcarsi le mani. —

              Ma certamente. E noi saremo qui, a laudarlo con sonanti parole, come nel sonetto dello Stecchetti 😀

            • Z. says:

              Dimenticavo: sii preciso, Peucè.

              Non dovrà sporcarsi le mani “qualcuno”.

              Dovrà sporcarsele qualcun altro.

              😉

            • Peucezio says:

              Che poi tutto il discorso è nato perché una ragazza che non ha mai avuto la benché minima voglia di studiare trovava folle l’idea di dover prendersi la terza media.
              A me piace studiare, infatti a tredici anni (cioè quando la terza media la facevo) leggevo i manuali di glottologia indoeuropea (anzi, indeuropea, come amava scrivere l’autore) del Pisani.
              A questa ragazza no, anzi lo detesta, è refrattaria, non è roba per lei.
              far studiare una persona così significa renderla infelice e avere poi una pessima diplomata o laureata, che ha acquisito poche nozioni per forza.
              Ma le pressioni di un sistema folle che pretende si debba essere laureati anche per fare gli spazzini l’ha costretta a farlo, a buttare nel cesso energie e anni della sua vita.
              Non far studiare me avrebbe significato sprecare la mia vocazione e farmi dedicare a qualcosa in cui avrei dato risultati mediocri, con un danno per la società che si fosse poi valsa della mia opera.
              A ciascuno il suo, con buona pace degli egualitarismi. Non siamo tutti uguali.

            • Peucezio says:

              Per inciso, Z., non vuoi che lo facciano “gli altri”? Comincia a farlo tu 😛

              Tu sei un avvocato, io ho fatto per anni, anche se non a tempo pieno un lavoro decisamente più manuale e meno qualificato del tuo (e se capita lo faccio ancora): come saprai facevo assistenza informatica a utenza domestica, che significa aggiustare i computer, non programmazione da ingegnere o cose simili: problemi di software, ma quache volta pure di hardware, con tanto di cacciavite.
              D’altronde ho un certo bernoccolo per la tecnologia, i computer mi piacciono, quindi era un buon sistema per tirare su qualche soldo.

            • Z. says:

              Peucè,

              certo, non siamo tutti uguali.

              Il lavoro non qualificato spetta agli altri, infatti: e oh mamma come sono fortunati a farlo, gli altri! Proprio non lo capiscono, gli altri, che grande fortuna hanno avuto a diventare spazzini, bidelli, manovali?

              Peucè, sai che ti voglio bene, ma non dovresti approfittarne 😛

              • Per Z

                “Il lavoro non qualificato spetta agli altri, infatti:”

                Dipende cosa si intende per qualificato.

                Una mia amica ringrazia ancora la fortuna di essere stata bocciata al secondo geometri e di essere andata apprendista da una parrucchiera molto in gamba; poi ha messo su una propria bottega e la mandano in giro per il mondo a educare le parrucchiere dei paesi del Golfo.

                Con notevoli guadagni, grande prestigio e la possibilità pure di fare qualcosa che le piace.

                Immaginatevi se fosse stata promossa a forza, obbligata per vergogna sociale magari pure a laurearsi con qualcosa tipo Scienza dell’Antibullismo, nella speranza di trovare un ruolo come Consulente per la Devianza Sociale in una cooperativa che ottiene qualche appalto di qua o di là abbassando i prezzi.

                La mia amica probabilmente guadagna dieci volte quello che guadagno io, ma se lo merita e non la invidio.

            • PinoMamet says:

              “Che poi tutto il discorso è nato perché una ragazza che non ha mai avuto la benché minima voglia di studiare trovava folle l’idea di dover prendersi la terza media.”

              Ehmmm

              non proprio, Peucè, tutto il discorso è nato perché tu trovavi carino che una ragazza di vent’anni madre di tre figli assistita dai servizi sociali trovasse folle prendere la licenza media.

              Della serie “come sono pittoreschi, questi morti di fame!”
              😉

            • Peucezio says:

              Certo.
              Trovo positivo che qualcuno preferisca tenersi una cultura pratica tramandata, anziché imparare quattro cazzate a scuola, che non sono vera cultura (perché alle scuole medie non puoi certo arrivarci: la cultura viene banalizzata e semplificata) e non hanno neanche attinenza con la vita pratica e le sue necessità.
              Trovo positivo che ci sia chi resiste al meccanismo per cui non è più la famiglia (o la strada) a formarti, ma un’istituzione accentrata, collettiva, che impone dall’alto un sistema di valori e di modelli cognitivi e culturali.

              Prima della scuola di massa, la cultura illustre s’imponeva in forza del suo prestigio: gli artigiani toscani e anche i contadini anaflabeti imparavano a memoria i canti di Dante perché, pur senza istruzione, ne capivano la bellezza. E contemporaneamente si tenevano la loro cultura popolare, di proverbi, canti, storie, competenze tecniche legate al loro lavoro, ecc.
              E la cultura illustre si muoveva su canali propri, secondo dinamiche spontanee, che non avevano bisogno di istituzioni ufficiali che imponessero modelli ex auctoritate: l’università era una corporazione di studenti che assumevano dei professori e la cultura degli umanisti tra l’altro si è formata lontano e in opposizione alle stesse università. C’erano i maestri, anche le scuole, ma tutte basate su rapporti privati.

              Non è un caso che nessun gigante della letteratura o dell’arte sia stato formato dalla scuola pubblica di massa.
              Del II millennio d.C. secondo voi fra mille anni si ricorderanno scrittori e poeti del secondo Ottocento e del Novecento o ricorderemo Dante, Petrarca, Ariosto, Leopardi, Manzoni?

              • Per Peucezio

                “Trovo positivo che ci sia chi resiste al meccanismo per cui non è più la famiglia (o la strada) a formarti, ma un’istituzione accentrata, collettiva, che impone dall’alto un sistema di valori e di modelli cognitivi e culturali.”

                condivido in parte, a patto che guardiamo la cosa nello sviluppo temporale.

                E’ vero che la società dell’Età dell’Acciaio è quella di Metropolis (il romanzo della Von Harbou, non il film del furbetto che le rubò la storia): sopra, i Padroni Studiati, sottoterra i Proletari. E lì proprio la mediazione della von Harbou fallisce, e Z ha ragione.

                Se pensiamo però ai tempi nostri, dove

                la scuola dell’obbligo si estende quasi all’università;

                il titolo di studio non serve a nulla (oppure è richiesto pure per fare l’infermiere);

                le possibilità stesse di lavorare si riducono ogni giorno;

                per pietà non si nega il diploma o la laurea a nessuno, nemmeno al mio amico che si è laureato in storia con una tesi in cui ha scritto per ben tre volte che Napoleone III comandava su Firenze nel 1805;

                gli unici lavori che offrono qualche sicurezza sono quelli che trattano la cura delle persone;

                ecco, in questo contesto, sono pienamente d’accordo con te: chi vuole studiare filologia germanica, lo faccia e bene, ma sapendo che da grande dovrà imparare la nobile arte di saltare i pasti.

            • Z. says:

              Confermo l’impressione di Pino:

              come sono pittoveschi, questi movti di fame, così deliziosamente vetvò!

              E aggiungo:

              mi piace tanto andavli a vedeve allo zoo!

              • Per Z

                “mi piace tanto andavli a vedeve allo zoo!”

                La mia amica parrucchiera la puoi andare a trovare quando vuoi alla sua grande bottega, tra le sue apprendiste (quello di parrucchiere è un mestiere che richiede anni di apprendimento e grandi capacità sia di artistiche che psicologiche), mentre raccoglie le confidenze di tutte le grandi imprenditrici, politiche e mogli dei grandi imprenditori e politici.

            • PinoMamet says:

              “Trovo positivo che ci sia chi resiste al meccanismo per cui non è più la famiglia (o la strada) a formarti, ma un’istituzione accentrata, collettiva..”

              https://www.youtube.com/watch?v=fL599TBN1_4

              “… il momento è grave… no dico nella misura in cui il prezzo delle ova ha toccato vertigi da capogiro, fagocitando l’inflazione secondo la logica alienante del consumismo..”
              😉

            • Z. says:

              Miguel,

              le confidenze e il passaparola in salone sono un grande classico che ancora resiste, ma fino a quando?

              Voglio dire, il mio amico parrucchiere è cinese. Non raccoglie confidenze: e secondo me non è una questione di lingua, ma di tempo.

              Cinque minuti – non esagero – e ti ha tagliato perfettamente i capelli.

              Non avrebbe modo di raccogliere confidenze nemmeno volendo!

  123. Moi says:

    @ MIRKHOND / PEUCEZIO

    Va be’ che eravate piccoli, ma … avete mai sentito parlare del suesposto “Personaggione” Lorenzo De Santis, in arte “Varichina” ?

  124. mirkhond says:

    Lorenzo Varichina?
    Si, ne ho sentito parlare.

  125. mirkhond says:

    Lungi da me, mettermi nei panni di un cristiano, ma mi sembra che il ragionamento di “Bergoglio sia, se una persona nasce con tendenze sessuali diverse dalla maggioranza, o se ha avuto una vita incasinatissima che ha portato a divorzi, o altre cose, chi siamo noi per giudicare?

    Date le premesse soggettive tipiche del cristianesimo, difficile dargli torto.”

    Miguel, riesce a dire molto meglio di me, ciò che penso quando parlo di Bergoglio.
    E il fatto che i suoi critici vengano quasi tutti dalla ringhiosa galassia cattodestroide, vorrà pur dire qualcosa.

  126. Comunque, quando parlate di immigrazione, perché non considerate sempre casi concreti e vi chiedete come la si vive?

    Partiamo dal fatto che nel quartiere che io conosco meglio, il 40% dei bambini nelle scuole sono stranieri.

    E che in questo quartiere, non sento quasi mai nessuno farsene un problema. Non perché siano “tolleranti” in stile svedese, ma perché non se ne accorgono proprio.

    Mentre ce ne accorgiamo benissimo degli spacciatori nordafricani (circa 10 di numero) venuti da fuori, come ci accorgiamo dei loro clienti che vengono pure loro da fuori (ma sono italiani).

    Semplicemente, a nessuno verrebbe in mente di associare gli spacciatori in questione alla nostra amica marocchina che è brava a suonare il violino, è un po’ impacciata ma ce la metta tutta quando studia a scuola.

    Con questo non voglio dire che non ci siano problemi magari anche drammatici in un quartiere con il 10% di stranieri: voglio piuttosto chiedere quale sia il segreto che permette al “problema” di non esistere nemmeno.

    E ripeto: il nostro è un quartiere in cui il Buonismo Borghese e affini non esistono, grazie a Dio.

    • Peucezio says:

      In fondo i tuoi non sono immigrati.
      Sono un esempio di ri-radicamento in una comunità vera.
      A Milano non penso esista niente di simile.

      • Per Peucezio

        “In fondo i tuoi non sono immigrati.
        Sono un esempio di ri-radicamento in una comunità vera.”

        Certo, ma segui bene il ragionamento.

        Esiste in tutta Europa il fenomeno della “immigrazione”, sotto tante vesti.

        Questo fenomeno comporta problemi di ogni sorta – diretti e di riflesso – che stanno portando addirittura allo sfaldamento dello stesso sistema politico europeo.

        Descrivo invece una situazione concreta, dove esiste il fenomeno ma non il problema.

        Ora, qualunque politico, urbanista o quello che è, dovrebbe chiedersi, cosa ha di particolare quella situazione?

        Che non nasce, sia chiaro, da alcun progetto straordinario o spesa straordinaria, alcuna campagna ideologica o altra interferenza dall’alto.

        • Zhong says:

          Credo che sia l’immigrazione irregolare/clandestina il problema, o comunque quella gestita male.

          • Per Zhong

            “Credo che sia l’immigrazione irregolare/clandestina il problema, o comunque quella gestita male.”

            Forse la cosa è più complessa.

            O lo Stato permette ogni forma di immigrazione, o la vieta totalmente.

            In mezzo a questi due estremi, c’è solo la possibilità di porre paletti, che resteranno sempre arbitrari e spesso demenziali; comunque senza rapporto reale con le situazioni personali.

            Il delinquente incallito che però riesce a sposarsi un’italiana magari tossicodipendente, è regolare; la musicista classica macedone che aiuta l’onestissima cognata a tenere i figli, mentre la cognata va regolarmente a lavorare, è clandestina.

            Anche se si cerca di rimediare a simili situazioni, creando regole ancora più complicate, si finisce per creare arbitrii ancora più folli: il problema spesso non è una “cattiva” gestione, ma la gestione stessa.

            Detto questo, è ovvio che a emigrare sono in prevalenza giovani maschi insoddisfatti; che storicamente sono la categoria più pericolosa del pianeta, a prescindere dall’etnia. E che tendono a occupare i livelli più bassi e quindi visibili dell’illegalità – lo spaccio per strada, la prostituzione e così via.

            Anche qui, non è che esistano rimedi di gestione.

            Brutal cropped-headed warrior bands
            Rage across all civilised lands
            Looking for a rumble, yelling out their scorn
            Careering down the ages, blood-brothers sworn

            He brawls and he drinks and he’s bored by peace
            War is his pastime, and war was his feast
            He feels no pity, he aches with no grief
            He comes and he goes, a barbaric savage thief

            Always and forever at impotence they sneer
            Restless and rude, they thrive on fear
            Art is for the soft, arms are for the strong
            Might is right, the rest is wrong
            Ignorance is power, virtue is a bane
            Violated the timid, the halt and the lame

            Bonded in hatred by deep racial scars
            The tribe is his home, his loyalty is sure
            Leather-clad warriors are looking for a war
            So keep to your houses and bolt fast the door

          • Sempre per Zhong

            “Credo che sia l’immigrazione irregolare/clandestina il problema, o comunque quella gestita male.”

            Il problema è l’urbanistica moderna, con i suoi poli: il “downtown” divertimentificio/ufficio/gentrificio; le periferie per ricchi e quelle per poveri; la zona discarica (inceneritori, autostrade, fabbriche, aeroporti, veleni, mega centri commerciali…). Il tutto collegato da innumerevoli chilometri di strade affollate da automobili.

            In tali circostanze, è inevitabile che si creino ghetti e paure, zone dove un “bianco” vede solo “bianchi” (a parte gli spazzini) e i “neri” solo “neri” a parte i poliziotti e gli avvocati. Non è un problema della gestione dell’immigrazione, è un problema della gestione dello spazio urbano.

            Il deserto plasma il beduino, lo spazio urbano plasma il cittadino.

            • Zhong says:

              “Il tutto collegato da innumerevoli chilometri di strade affollate da automobili.”

              Soluzione: internet, e droni per portare le cose! 😀

              Non e’ un commento ironico!

            • Z. says:

              Miguel,

              — O lo Stato permette ogni forma di immigrazione, o la vieta totalmente.

              In mezzo a questi due estremi, c’è solo la possibilità di porre paletti, che resteranno sempre arbitrari e spesso demenziali; comunque senza rapporto reale con le situazioni personali. —

              Beh, i paletti sono sempre “arbitrari”. Meglio, sono sempre e comunque discutibili, opinabili.

              Tuttavia, nessuno di noi direbbe cose tipo: o lo Stato vieta tutti i tipi di rapporto sessuale o li permette tutti quanti (ivi inclusi: pedofilia, stupri, etc.).

              Oppure, chessò: o il Comune chiude tutte le buche nell’asfalto entro due minuti o non ne chiude nessuna mai.

              Direi che l’unico modo per non prendere decisioni discutibili, spesso, è non prenderne nesusna 🙂

        • Peucezio says:

          Miguel,
          “Ora, qualunque politico, urbanista o quello che è, dovrebbe chiedersi, cosa ha di particolare quella situazione?

          Che non nasce, sia chiaro, da alcun progetto straordinario o spesa straordinaria, alcuna campagna ideologica o altra interferenza dall’alto.”

          Sì, sono in totale sintonia con te, sul fatto che le responsabilità di architetti e urbanisti sono decisive.
          E’ anche vero che una comunità appunto nasce, non si progetta.
          Per cui ciò che serve non è fare cose giuste (che non esistono), ma non fare.

  127. mirkhond says:

    Nel mio quartiere, il Libertà, gli immigrati sono relativamente pochi.
    Quelli più visibili sono i Nigeriani, che hanno preso l’esclusiva del mendacio :), davanti ai supermercati, a partire da quello vicino a dove abito io.
    Fino ad ora problemi non ne hanno mai dati, forse anche per la forte criminalità organizzata locale.

  128. mirkhond says:

    Poi, ci sono anche i Cinesi, che solo in via Crispi, hanno almeno un 5-6 negozi di abbigliamento o merci varie, in cui però si vedono pochi acquirenti.
    I Cinesi sono silenziosi e anche con loro non ci sono mai stati casini.

  129. mirkhond says:

    Pino

    Capisci l’Arabo?

    • PinoMamet says:

      No purtroppo, leggo l’alfabeto e capisco qualche parola (dipende dall’accento) ma non l’ho mai studiato seriamente…

      • Moi says:

        Io al massimo ho guardato qualche anime in v.o. con sottotitoli in Inglese o Italiano … le opere recenti, o ambientate in epoche recenti se non addirirttura nel futuro, ho notato che si caratterizzano per una quantità enorme di wasei-eigo e infondo è normale così !

  130. mirkhond says:

    Se ascoltassi qualche puntata di un anime giapponese in Arabo, riusciresti a capirlo?

    • PinoMamet says:

      Ne dubito fortemente, tranne forse i saluti e qualche formuletta qua e là.
      Però mi sa che Miguel lo capirebbe senz’altro!

      Ma perché guardi gli anime in arabo??

  131. mirkhond says:

    Pepero
    La cui intera serie si trova su youtube in Arabo (in Italiano solo 5 episodi su un totale di 26).
    Sob!

  132. Mario says:

    Con nessuna cordialità e col mio più sentito vaffanculo, stronzo!

    Finalmente un pensiero autentico, mordace, fieramente oppositivo del “mainstream” da spelonca protopelagiana: che oltrepassa meritoriamente il mero conato irrelato ed il rabbioso, pertinace “leit-motiv” da teologia elettrica! Una sana volgarità, infine, anche colla mutazione improvvisa di paradigma dalla terza alla seconda persona, trasfonde il doppio turpiloquio in gesto programmaticamente iconoclastico, pure rivolto al sottoscritto: che, distaccato e custode di sé, non la giudica. Inflessibili con sé, indulgenti con gli altri: ghiaccio e fuoco. Il suo capolavoro di pirotecnia, sagace e priva di levantini rispetti umani, compensa tutta una profluvie di banalità: ero certo che lei fosse capace di ben altro che l’accumulazione di collages raccattati in soffitte tardoluterane, o in elzeviri gemmati dalle periferie dell’esistenza. Lei, con la sua reazione solo apparentemente scomposta –in realtà affermatrice di un io sovrano, in cui si scorgono non pochi residui dell’uomo di razza: in questo senso, essa fa il paio col silenzio tutto colmo di pietà costitutivamente proprio dell’indoario, quando egli vince e sconfigge il nemico–, vince su tutta la linea, gotica e barocca, fors’anche rococò e “art nouveau”.
    Ma lei, soprattutto, ha vinto se stesso, se ne rallegri: io, nel mentre, me ne compiaccio, la grande guerra santa essendo finalmente terminata laddove Iddio l’ha docilmente slegato da ogni freno inibitorio, oltre i confini del mondo cui si portò Ilmatar: che poi iniziò a lamentarsi, a cagione delle doglie di un par