La proprietà si fa giustizia

Grazie a Rossana, scopro questa piccola storia di ciò che succede quando qualcuno dimentica di pagare l’affitto a un italiano di nome Alessio Alberici, appassionato di fumetti americani e al suo amico Luca Del Vasto.

Del Vasto merita, assieme ai Marò e a Charlie Hebdo, un posto d’onore nelle Cronache d’Occidente, per aver – a suo dire – subito minacce non si sa se vere, dal governo dello Sri Lanka, per aver intitolato il proprio locale, dedicato ad acrobazie erotiche, al Buddha (si invita a osservare attentamente tutta la sequenza fotografica).

Dopo aver difeso il secondo Valore Fondante dell’Occidente (il diritto mio di fare i soldi alle spalle di ciò che è caro a te e di farci pure la vittima), i due signori sono passati alla difesa dell’essenza stessa della nostra Civiltà: la Proprietà Privata, che – come ci ricordano sempre i funzionari del nostro benamato Comune – E’ SACRA. E quando ci vogliono le maiuscole in neretto, ci vogliono.

Chiedo a chi è più teledotato di me, se sia vero che questa esemplare storia sia rimasta confinata, nei media, alla cronaca locale.

Uno squadrone della morte nella provincia italiana: l’assassinio di Mohamed Habassi a Parma

   Annamaria Rivera

Nella notte fra il 9 e il 10 maggio scorsi, una sorta di squadrone della morte, capeggiato da due individui di mezz’età, fa irruzione nel modesto appartamento di un uomo sui trent’anni. I sei, a volto scoperto, indossano guanti di lattice e sono armati di una mazza da baseball, una spranga di ferro, un martello, un tirapugni, una pinza a pappagallo, perfino un guanto in maglia d’acciaio. Non v’è dubbio alcuno, dunque, che intendano dare una lezione assai dura alla loro vittima.

Colto di sorpresa e abbandonato dall’amico (o forse cugino) ch’era in casa – fuggito in preda al panico alla vista dello squadrone – lo sventurato dapprima tenta di difendersi, poi soccombe alla violenza dei suoi carnefici. Così che questi, in specie i due capibanda, potranno svolgere con tutta calma l’opera di sevizie, torture, mutilazioni. Nonostante siano imbottiti, si dice, di una miscela di cocaina e alcool, eseguiranno il lavoro con meticolosità quasi scientifica: gli recidono un orecchio, gli strappano parte del naso, gli fracassano il cranio col martello e con la pinza gli tranciano di netto un mignolo e un alluce, che poi gettano nel lavandino.

Nella notte silenziosa del borgo risuonano le urla strazianti della vittima. Eppure per circa un’ora nessuno interviene a fermare il massacro. Infine, qualcuno dà l’allarme. Ma quando le forze dell’ordine si risolveranno a fare irruzione nell’appartamento sarà troppo tardi: il poveruomo è ormai morto. Martoriato, mutilato, dissanguato da emorragie interne ed esterne, ha patito una lunga agonia.

Non siamo nel Cile di Pinochet o nell’Argentina di Videla, neppure nell’Egitto del generale alSīsī. Bensì, più modestamente, a Basilicagoiano, frazione di Montechiarugolo, a pochi chilometri dalla civilissima Parma, ove risiedono i due principali carnefici. Gli altri quattro della banda, operai romeni, sarebbero stati arruolati in funzione ausiliaria, per così dire. Anch’essi sono in carcere con l’imputazione di concorso in omicidio e le aggravanti della premeditazione e della crudeltà.

I due aguzzini –persone “assolutamente insospettabili”, secondo le cronache locali – sono rei confessi ed è perciò che ci permettiamo di nominarli. L’uno, il 42enne Alessio Alberici, fermato la notte stessa del delitto, è un grafico e illustratore “ben noto a Parma”. In quanto fumettista di un “noir d’atmosfera”, lo ritroviamo, tramite la rete, tra gli ospiti illustri di una serata “dedicata al giallo e al mistero”: cosa che oggi suona come un terribile paradosso. L’altro, Luca Del Vasto, di 46 anni, l’ideatore della spedizione punitiva e il carnefice più spietato, è titolare di un’impresa di pulizie, ma anche gestore di un locale ben noto, il Buddha Bar di Sala Baganza: un dettaglio, anche questo, atrocemente beffardo, data l’inclinazione alla crudeltà e al sadismo di cui darà prova il barista “buddista”, che proprio all’interno di quel bar organizza il raid fatale, in cui si distinguerà per le mutilazioni inflitte alla vittima.

Nonostante questo caso non sia certo tra i più consueti e banali, è stato confinato nella cronaca locale. I maggiori quotidiani nazionali, che di solito non disdegnano la nera più truculenta, gli hanno dedicato solo alcuni pezzi nelle edizioni locali (parliamo delle versioni online). Eppure, non foss’altro che per l’efferatezza dell’assassinio, preceduto da sevizie e torture, esso presenta qualche analogia con l’omicidio di Luca Varani. E questo è stato oggetto non solo di lunghe serie di articoli di cronaca in giornali mainstream, ma anche di commenti e analisi.

Una delle ragioni di una tale sottovalutazione è facilmente intuibile. Gli ideatori e principali esecutori dell’atroce martirio avevano sì “piccoli precedenti per spaccio”, ma, italiani e per di più parmigiani doc, erano considerati cittadini rispettabili. La vittima, invece, non era che un “extracomunitario”: Mohamed Habassi, di trentatre anni e cittadinanza tunisina, oltre tutto disoccupato. Il rovesciamento dello schema privilegiato da buona parte dei media, che vuole le persone immigrate nel ruolo dei criminali, probabilmente non li ha incoraggiati a occuparsi di un tale delitto “anomalo”.

Quanto al movente, almeno quello confessato dai due aguzzini, non potrebbe essere più meschino: Mohamed non pagava la pigione dell’appartamento di proprietà della “convivente” di Del Vasto, a suo tempo preso in fitto dalla sua compagna, Giovanna Tranchida, morta lo scorso agosto in un terribile incidente d’auto. Ma si sospetta che vi siano anche altri moventi.

http://tlaxcala-int.org/upload/gal_13409.jpg

Mohamed con Samir e Giovanna

Nel 2014 il quotidiano britannico The Telegraph ha classificato Parma al quarto posto tra i luoghi migliori al mondo per qualità della vita, sorvolando sugli scandali e la corruzione.  Comunque sia, la città del parmigiano e del Parmigianino, con la sua provincia, non ha certo portato fortuna a Mohamed, né alla sua compagna, postina di professione, lei stessa immigrata, sia pur da Marsala. E ha sorriso poco anche al loro bambino, che oggi ha sei anni: sopravvissuto all’incidente che è costato la vita alla madre, quindi gravemente scioccato, ormai orfano anche del padre, che amava molto e dal quale era altrettanto riamato.

Dopo la prima disgrazia, per decisione del tribunale, il piccolo Samir era stato dato in custodia al padre. E Mohamed, a sua volta, lo aveva affidato alle cure della nonna paterna, anche per sottrarlo a conflitti familiari e probabilmente in attesa di tornare lui stesso in patria. Il bimbo, dunque, non abita più a pochi chilometri da Parma, bensì a El-Omrane Supérieur, nel governatorato di Tunisi. Se un giorno, divenuto adulto, fosse costretto a emigrare, chissà se aspirerebbe a tornare nella quarta città al mondo per qualità della vita.

Nonostante la vicenda di questa famiglia sia così coerentemente tragica da apparire letteraria, così struggente da non poter sollecitare altro se non commozione e pietas, e il delitto così mostruoso da lasciare attoniti, vi è chi non ha resistito alla tentazione di diffamare la vittima. L’autrice del primo articolo che Parma.repubblica.it ha dedicato al caso, invece d’interrogarsi sull’identità dei carnefici, scrive che “alcune risposte” sui “punti oscuri di questa vicenda […] possono essere cercate nell’identità della vittima”. Mohamed Habassi, infatti, “non era per nulla amato nel vicinato”, cui “arrecava disturbo”, tra l’altro ascoltando “musica ad alto volume”. http://parma.repubblica.it/cronaca/2016/05/10/news/omicidio_a_basilicagoiano_ucciso_un_nordafricano-139476184/

C’è da trasecolare. Se per Del Vasto è normale che non pagare la pigione possa essere punito con un tale martirio, le allusioni della giornalista rivelano nient’altro che pregiudizio verso la vittima e indulgenza verso i carnefici: Habassi se l’è cercata, in definitiva. Gli “extracomunitari” stiano attenti quando ascoltano musica: la loro vita vale così poco che rischiano d’essere suppliziati dai vicini.

In Italia, nessuna protesta pubblica è intervenuta finora a bucare un così spesso muro di orrore, ma anche di pregiudizio e cinismo, neppure da parte del movimento antirazzista e della sinistra più “radicale” di Parma: forse imbarazza la partecipazione dei romeni alla spedizione punitiva? Nondimeno, qualche piccolo barlume di solidarietà riesce a trapelare. Per esempio, alcune educatrici e altre persone che hanno conosciuto Samir in tempi migliori e lo hanno curato, protetto, amato, hanno pubblicato un appello su un giornale locale online per sapere in che modo possano aiutare il bambino: “Caro piccolo, non ti dimentichiamo, ci stringiamo a te e combatteremo per un mondo in cui il denaro non valga più della vita, dell’amore, della cura verso i più deboli e i più piccoli”. http://www.parmatoday.it/cronaca/omicidio-basilicagoiano-appello-figlio-mohamed-habassi.html

Versione leggermente modificata dell’articolo pubblicato dal manifesto il 25 maggio 2016.

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169 risposte a La proprietà si fa giustizia

  1. Grog! scrive:

    Porco Budda!
    Questi sono proprio figli di BUDDANA DI PRIMA CATEGORIA meno male che il bambino è in PAESE ISLAMICO CIVILE e non in una MERDOCRAZIA OCCIDENTALE.
    Sennò i bastardi torturavano anche lui.
    Grog! Grog! Grog!

  2. PinoMamet scrive:

    “In Italia, nessuna protesta pubblica è intervenuta finora a bucare un così spesso muro di orrore, ma anche di pregiudizio e cinismo, neppure da parte del movimento antirazzista e della sinistra più “radicale” di Parma: forse imbarazza la partecipazione dei romeni alla spedizione punitiva?”

    Beh, anche più semplicemente il fatto che fino a pochissimo tempo fa si ignoravano completamente gli autori e il movente dell’omicidio e delle torture.

    Io per esempio, che non seguo molto la stampa locale, lo scopro ora e qua.

    • Miguel Martinez scrive:

      “Beh, anche più semplicemente il fatto che fino a pochissimo tempo fa si ignoravano completamente gli autori e il movente dell’omicidio e delle torture.”

      Non sono io autore delle considerazioni della Rivera 🙂

      • PinoMamet scrive:

        Sì sì, lo so…

        comunque mi accorgo adesso che il tempo passa in fretta! l’articolo è datato di 10 giorni fa, e nel frattempo non ho assolutamente controllato la stampa locale per sapere cosa e come sia stato organizzato…
        mi parrebbe molto strano comunque che la cosa fosse passata sotto silenzio (tradotto, non credo proprio, anche perché il caso ha avuto ampia notorietà al momento del ritrovamento del povero Habassi)

        • izzaldin scrive:

          Pino è proprio questo il discorso
          tu non segui la stampa locale ma quella nazionale sì. e se fosse stato ucciso un italiano torturato in maniera brutale, che lascia un figlio di sei anni già orfano di madre, pensi che la stampa nazionale non ne avrebbe parlato?
          non si sarebbe parlato d’altro.
          sarà un cliché, ma è verissimo che la stampa italiana è razzista, checché ne dica Moi e i suoi amici italiani arrabbiati col mondo che non capiscono

          • Francesco scrive:

            concordo

            penso alle morti di operai e lavoratori: l’unico caso in cui parte una canea di lamenti è quando il Padrone è straniero

            è un razzismo a 360°, per me motivato dalla vigliaccheria

          • izzaldin scrive:

            assolutamente.
            Le morti sul lavoro poi sono considerate ‘normalità’ e non fanno più notizia

          • Z. scrive:

            In effetti trent’anni fa si usava il termine “omicidio bianco” – nel senso di “senza il nome dell’omicida – che oggi non si usa più.

            Anche la sinistra più radicale parla di “morti bianche”, locuzione che appare annacquata e deprivata del significato originario.

          • roberto scrive:

            concordo

          • PinoMamet scrive:

            “tu non segui la stampa locale ma quella nazionale sì. e se fosse stato ucciso un italiano torturato in maniera brutale, che lascia un figlio di sei anni già orfano di madre, pensi che la stampa nazionale non ne avrebbe parlato?
            non si sarebbe parlato d’altro.”

            Beh, io sono vergognoso e non seguo troppo neanche la stampa nazionale 😉 però hai ragione.

            Però c’è un però:

            nei primi tempi, da quello che ho leggiucchiato, si ventilava l’ipotesi di una vendetta tra connazionali, addirittura qualcuno ipoteticamente azzardava ipotesi (presentandole correttamente come tali) su possibili piste “islamiche”…

            forse la stampa nazionale non se n’è impadronita perché “pare una roba tra marocchini” e sostanzialmente non apparivano legami con gli italiani.
            Può persino essere (ahò, a volte le ipotesi più strampalate sono vere) che la stampa nazionale per una volta abbia voluto non aumentare il razzismo ed evitare di parlare di una cosa di cui non si sapeva niente.

            Poi si sa, tutto passa in dimenticatoio.

          • izzaldin scrive:

            Può persino essere (ahò, a volte le ipotesi più strampalate sono vere) che la stampa nazionale per una volta abbia voluto non aumentare il razzismo ed evitare di parlare di una cosa di cui non si sapeva niente.

            è successo è succederà, non voglio dipingere il solito cliché del ‘troncare e sopire’ e della gestione poliziesca dei media, però chi conosce un minimo il giornalismo sa come funziona il rapporto con le fonti..

  3. roberto scrive:

    questo passo di chi è?

    “Dopo aver difeso il secondo Valore Fondante dell’Occidente (il diritto mio di fare i soldi alle spalle di ciò che è caro a te e di farci pure la vittima), i due signori sono passati alla difesa dell’essenza stessa della nostra Civiltà: la Proprietà Privata, che – come ci ricordano sempre i funzionari del nostro benamato Comune – E’ SACRA. E quando ci vogliono le maiuscole in neretto, ci vogliono.”

    chiunque sia l’autore, direi che non è una buona idea di costruire idee generali ed astratte su un fatto di cronaca (per dire, pure per me ma proprietà privata, almeno delle mie cose, è “sacra”, ma non per questo vado in giro con mazze da baseball o mi metto a massacrare il primo che capita)

    • MOI scrive:

      Guerriero Chestertoniano tuo malgrado, Roberto … Guerriero Chestertoniano tuo malgrado.

    • Miguel Martinez scrive:

      “chiunque sia l’autore”

      La parte iniziale in corsivo (comprese riflessioni sui Valori dell’Occidente è mia, il resto è di Annamaria Rivera.

      Se non hai sviluppato un senso profondo dei valori occidentali e della necessità di difenderli, il problema è dovuto probabilmente a un difetto nella tua educazione.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “il problema è dovuto probabilmente a un difetto nella tua educazione”

        E’ questa crisi interna alla nostra civiltà e ai suoi valori a provocare l’Invasione Kalergica per il Meticciamento Genderistico di Eurabia.

        • MOI scrive:

          Sì, ma … il Metano ? … il Metano ?! … Perché questo tuo “Silenzio Assordante” [cit.] sul Metano come Salvezza Energetica (oppure no … e perché) ?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Eh? Che c’entra il metano?

          • MOI scrive:

            te l’ ho chiesto più volte quan’era in topic, che ne pensi … ma non mi hai mai risposto.

            cmq ce lo faccio entrare adesso, se vuoi : col metano , niente più petrolio, niente più accordi con gli Sceicchi, possibilità di disislamizzare l’ Europa con reimpatri “a squasso”, con possibilità di cartellini gialli, rossi nonché “daspo” dalle cittadinanze Europee.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Moi, chi credi che produca il metano?

      • Miguel Martinez scrive:

        Comunque avete visto le foto di “Pole Dance al Buddha Bar”?

        Guardate attentamente le espressioni delle facce (e i due ragazzini da quinta elementare/prima media con i capelli tinti che si buttano anche loro nell’attività per occidentali impegnati).

        Poi uno si sorprende che da lì nascano storie come questa.

        • PinoMamet scrive:

          Io di Sala Baganza so questo:

          -è un toponimo di origine longobarda;
          -ha una rivalità con il confinante comune di Collecchio, balzato agli onori della cronaca per il caso Parmalat
          -c’è un parco naturale in cui migliaia di ragazzini hanno portato migliaia di ragazzine di notte con scuse varie (spesso simil horror) e qualche volta hanno preso le zecche; ci sono dentro dei cervidi;
          -è popolare il baseball e il softball, come nel vicinante Collecchio

          il Buddha Bar credevo fosse a Parigi, la pole dance nei polizieschi americani nei localacci dove va il poliziotto a parlare con l’informatore.

          Invece mi dicono che è “una disciplina sportiva come le altre e non ha nulla a che fare con le robe zozze”.

          PS
          Una tizia delle foto sono convintissimo di conoscerla di vista.

        • MOI scrive:

          Sì, ma … manca un tassello che NON si spiega : perché se a parlare di Gioventù “Frangistana” come sazia e disperata [cit.] anziché un barbazzone da caprone con lo zuccotto e il camicione l’ è al Vèc’ Cardinalâz’, invece parte la Sagra degli Strali e delle Geremiadi ?!

          • Z. scrive:

            Perché, secondo te la giornalista del Manifesto porta lo zuccotto e la barba?

            Miguel credo non porti nessuno dei due 😀

          • Miguel Martinez scrive:

            “a parlare di Gioventù “Frangistana” come sazia e disperata”

            Uno, “la gioventù” non esiste, per fortuna oltre ai giovani normali ci sono i ragazzi dell’Occupazione di Via del Leone 🙂 che con la loro esistenza, confortano tutte le nostre mamme.

            Detto questo, l’aggettivo “disperato” mi pare troppo poetico.

            Gioventù sazia e cogliona, eventualmente.

            Sazia

        • Pietro scrive:

          Esattamente quello che ho pensato appena viste le foto… Prima di aprire pensavo a foto legate alla prostituzione, poi appena iniziato a vederle ho capito subito. Il punto e’ che per alcune persone quelle foto sono assolutamente normali.

      • roberto scrive:

        “Se non hai sviluppato un senso profondo dei valori occidentali”

        è proprio il contrario, ho sviluppato un senso profondissimo dei valori occidentali e apunto non uccido per futili motivi

        (no, miguel, non mi convincerai mai a guardare a concetti come “valori”, “occidente” attraverso la goccia del cervello bacato di un delinquente)

  4. MOI scrive:

    un commentatore con un nome da Libro Cuore, su ImolaOggi :

    http://www.imolaoggi.it/2016/05/11/seviziato-tunisino-sfrattato-che-non-voleva-lasciare-casa/

    “La colpa principale è delle leggi italiane in materia di sfratti; nella maggior parte dei casi ci vogliono mesi e spesso anni per i proprietari a rientrare nel possesso del loro immobile, anche con lo sfratto esecutivo; la lentezza della procedura fa in modo che a volte si arrivi alla più totale esasperazione e si commettano azioni criminose come questa.”

    [sic; relata refero]

    • izzaldin scrive:

      non è vero, o meglio è vero per gli immobili pubblici occupati, ma per gli immobili privati gli sfratti sono efficientissimi anche con pochi mesi di insolvenza.
      ma i maschiacci italici preferiscono fare le vittime e frignare piuttosto che guardare la realtà

      • Francesco scrive:

        non mi risulta questa cosa, anzi la vox populi dice il contrario

        purtroppo non sono un riccone che affitta ad altri appartamenti per cui non ho testimonianze di prima mano da portare

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        ” ma per gli immobili privati gli sfratti sono efficientissimi anche con pochi mesi di insolvenza”

        Urge qualche precisazione. Lo sfratto è un procedimento di cognizione in cui il locatore dimostra che sussistono i presupposti perché il conduttore debba riconsegnargli l’immobile, di solito per morosità. Si conclude con un provvedimento che è sì titolo esecutivo, ma che di per sé è idoneo solo per intimare l’inquilino a rilasciare il bene.
        Per ottenere veramente qualche risultato pratico devi esperire il procedimento di rilascio, che è esecutivo: devi pagare l’ufficiale giudiziario, fare un numero infinito di accessi a spese tue e dopo sei mesi forse sarà disponibile la forza pubblica.
        I procedimenti di sfratto sono molto semplici, ma richiedono comunque i lunghissimi tempi della giustizia italiana. I procedimenti di rilascio sono una vera odissea che premia i disonesti.

        • Francesco scrive:

          capirai che per il popolo quello che conta è “quando riesco a rientrare in possesso del mio immobile” e basta

          ciao

        • izzaldin scrive:

          ha ragione Mauritius naturalmente.
          pur esprimendomi malissimo, intendevo dire che un moroso/occupante di un’abitazione privata, pur coi tempi lunghi della giustizia italiana, lo puoi buttare fuori e tornare in possesso dell’immobile.
          ma nelle guerre fra poveri nei quartieri in cui l’edilizia popolare assegnata a famiglie indigenti viene occupata da altri indigenti, lì è praticamente impossibile sfrattare e quindi impossibile per i legittimi assegnatari rientrare in possesso della casa popolare lungamente attesa.
          per i privati credo che si presuma che il proprietario degli immobili abbia gli strumenti economici per avviare la procedura di sfratto e di rilascio.
          so bene che non è sempre così e che giustizia e burocrazia italiana sono terrificanti.. e so anche che c’è chi se ne approfitta.
          però, da qui a giustificare “l’esasperazione” che porta a torturare e uccidere un padre di famiglia, come fa il lettore di Imolaoggi, ce ne passa

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Sì, anche perché i lettori di Imolaoggi sono gli stessi che invece stanno con i “poveri italiani a cui Equitalia pignora tutto”…

          • Z. scrive:

            Allora,

            dire che gli sfratti siano efficientissimi è come dire che io sono sbarbato e magro come un chiodo.

            Devo dire però che mi sembra che la cosa c’entri poco col fatto descritto dall’articolo. Quando delle persone esaltate e violente si devastano di cocaina capita che si divertano a torturare a morte le persone, anche senza nessuno sfratto di mezzo. Se ricordo bene è successo a Roma poche settimane fa.

  5. MOI scrive:

    In Italia, nessuna protesta pubblica è intervenuta finora a bucare un così spesso muro di orrore, ma anche di pregiudizio e cinismo, neppure da parte del movimento antirazzista e della sinistra più “radicale” di Parma: forse imbarazza la partecipazione dei romeni alla spedizione punitiva?

    [cit.]

    ———————————-

    Altamente probabile, e anzi ulteriormente “innalzato” dal fatto che _ nel Politically Correct ItaloGlobish da Buona Stampa Radical Chic _ “Romeni” quasi mai è grafia più etimologica di “Rumeni” … bensì, quasi sempre, un vezzo etnologicamente errato ma reiterato a oltranza per esprimere “Rom”: nel senso di “Zingari” !

  6. Z. scrive:

    In effetti, tirar fuori un delitto così efferato per sostenere che, alla fin fine, è tutta colpa del fatto che esiste la proprietà privata, mi sembra un filino di cattivo gusto.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Il problema è l’esistenza dell’aggettivo possessivo “mio”: ti scanno per avere quello che voglio che sia mio sia che ne sia proprietario sia che non lo sia.

  7. MOI scrive:

    più che altro pare che la “musulmanità” della vittima fosse l’ultimo dei problemi per i carnefici, se non addirittura ininfluente … NON capisco pertanto perché Miguel debba enfatizzarlaex nihilo … men che meno perché relazionarla al Charlie Hebdo che è tutt’altra (triste : non solo morti da ambo le parti, ma anche impossibilità di reciproca empatia !) storia !

    • Miguel Martinez scrive:

      “NON capisco pertanto perché Miguel debba enfatizzarlaex nihilo … men che meno perché relazionarla al Charlie Hebdo che è tutt’altra”

      Moi, tu sei intelligente e pure parecchio.

      Quindi rileggi la mia presentazione del post (da distinguere dalle riflessioni di Anna Maria Rivera) dove:

      1) non dico nulla sulla vittima

      2) dico che la relazione con Charlie Hebdo si trova nella presunta “minaccia singalese” vantata dal Proprietario, e del suo rifiuto di cedere a tale minaccia (che presumo si sia inventato da solo).

      • Grog! scrive:

        I due figli di BUDDANA hanno ammazzato malamente il poveraccio PERCHE’ ERA ARABO E MUSSULMANO e quindi pensavano godesse di minori tutele di un BIANCO CRISTIANO, per questa ragione sono doppiamente vigliacchi bastardi e meriterebbero di comparire di fronte ad un BOIA SAUDITA ed essere decapitati dopo ESSERE STATI SCUOIATI VIVI A FRUSTATE.
        Grog! Grog! Grog!
        PS
        Nella Venexia de San Marco sareber stati anegati con una pietra al collo in laguna chiusi in un saco de juta insieme a un serpente ed aun can(*)
        (*) poareto il can

  8. MOI scrive:

    @ PINO

    La Pole Dance è stata in certi “circuiti” de-erotizzata e assimilata a ginnastica ritmica / artistica e spettacolo para-circense …

    https://www.youtube.com/watch?v=ndqW9l78iXA

    … perfino maschile :

    https://www.youtube.com/watch?v=FSdXcaSUEc0

    PS

    Cmq la versione femminile ha sempre involontariamente (?) 😉 del sensuale, mentre quella maschile fa involontariamente (?) 😉 tipo “eroe da action movie” …

  9. mirkhond scrive:

    “Gioventù sazia e cogliona, eventualmente.”

    🙂

  10. Peucezio scrive:

    Io però non ho capito: di incidente stradale è morta la donna del carnefice o della vittima?

  11. mirkhond scrive:

    Della vittima.
    La madre del piccolo Samir.

    • Peucezio scrive:

      Ma era italiana? Dice che si chiamava Giovanna…

      • Francesco scrive:

        sì, italiana di Marsala secondo l’articolo

        • izzaldin scrive:

          tra Marsala e Mazara i matrimoni misti sono la norma, credo Mazara sia la città italiana con la percentuale maggiore di stranieri dopo Reggio Emilia.

          • Grog! scrive:

            Gli arabi di Mazara sono DEI SIGNORI PESCATORI di antica emigrazione ed hanno un ottimo rapporto con il mare(*), le sicule che li sposano sono mica sceme scelgono maschi che non si abbrutiscono con l’alcool e che sono tenerissimi con i figli.
            Grog! Grog! Grog!
            (*)
            Sti simpatici fioi dun Kan(**) marinareti maometan le xè dei bravi tosi.
            (**)
            Un Kan saria uno dei loro comandanti e ancha i siculi fano speso i Kan e non se capise chi è figlio di chi e xè tuta na roba complicata ma tra di lor vano dacordo.

          • izzaldin scrive:

            coi marinareti maometani 🙂 voialtri serenissimi avete rapporti di lunga data! 🙂
            mi fai sbellicare grog 🙂

          • mirkhond scrive:

            Niente di nuovo, in Sicilia. 🙂

          • PinoMamet scrive:

            “credo Mazara sia la città italiana con la percentuale maggiore di stranieri dopo Reggio Emilia.”

            Mai stato a Mazara, ma confermo che a Reggio Emilia gli stranieri sono davvero tanti, visibilmente di più che nella vicina Parma, e, a quanto vedo, “integratissimi”

            (metto le virgolette perché “integrati” è un termine che non mi piace).

            Vedo che anche che il famoso sistema scolastico di Reggio Emilia punta moltissimo sull’integrazione, e quanto pare funziona.

            Tra gli altri, c’è anche un istituto, mi dicono privato e piuttosto costoso, una specie di Liceo Areonautico da cui suppongo che gli studenti escano con la qualifica di pilota o indirizzati comunque a carriere connesse col volo.
            Gli studenti indossano una uniforme, e quelli che vedo sembrano perlopiù di origine indiana o nordafricana, non saprei perché.

      • mirkhond scrive:

        Siciliana.

  12. va fangul scrive:

    Fa rabbrividire il razzismo nemmeno tanto sottile del pezzo di Repubblica, coloro che a parole sono per i diritti degli immigrati se ne escono con sto popò di articoli.

    • Francesco scrive:

      Ho letto uno degli articoli di Repubblica, quello con la ricostruzione.

      Dove vedi il razzismo? la vittima viene descritta come uno stronzo “in proprio” senza alcun riferimento alla sua nazionalità o religione. e senza legittimare il massacro che ha subito.

  13. Francesco scrive:

    Si mettono in sei.

    A volto scoperto.

    Ma oltre che alla malvagità umana, non c’è limite neppure alla coglioneria umana?

    A parte questo, ritengo che le estensioni “culturali” fatte da Miguel siano indebite. Uno che chiama il suo bar “Buddha Bar” è un ignorante totale e basta.

    Devo leggere Repubblica o posso esimermi?

    • Z. scrive:

      Di locali chiamati “Buddha Bar” credo ce ne siano un po’ ovunque. Ad esempio c’è un “Ganesh Buddha Bar” a Bologna.

      Dalle foto pubblicate, quello nel parmense sembra un comune locale per tamarri. Quel genere di persona che piace a Miguel, più che a me.

      • izzaldin scrive:

        il posto peggiore dovo sono stato a Bologna era il bar Miami alla fine di via Massarenti. corrispondeva esattamente alla descrizione del “bar dei tamarri”, e fu l’unico posto in cui sentii discutere in dialetto stretto bolognese

        • Z. scrive:

          Ma cosa ci faceva uno studente di Lettere alla fine di via Massarenti?

          tornavi da una manifestazione davanti al CIE?

          🙂

          • izzaldin scrive:

            amici prolet emigrati prima, poi per un periodo lavoro in zona 😉

          • MOI scrive:

            Oppure una boccata di Mondo Reale … che mica si può stare sempre al Cosplayground 😉 OKKupato 24/7 …

          • izzaldin scrive:

            io però il cosplayground lo vivevo relativamente, non vivendo in centro e frequentando posti occupati solo per concerti e non per attività politiche. se e quando riusciremo a incontrarci per mangiare una pizza da Spaccanapoli in via San Vitale o dal greco di largo Respighi vi racconto i dettagli 🙂 (e questo vale per tutti naturalmente non solo i bolognesi eh)

      • Pietro scrive:

        Per un certo periodo Buddha Bar e’ stato un nome molto in per via di una catena da ricconi, esistono anche le compilatione delle colonne sonore che mettevano in questi posti. Un po’ come chiamare il bar ibiza o santo domingo.

  14. Mauricius Tarvisii scrive:

    Il metano, così Moi è contento.
    Il metano è sicuramente un combustibile migliore degli altri, ma la sua combustione produce comunque gas serra. E’ certamente meglio il metano del gasolio, quindi viva il metano, ma credere che il metano sia la soluzione a tutti i problemi credo sia una pia menzogna.

  15. PinoMamet scrive:

    Una parola sulla gioventù sazia e cogliona.

    Quindici, ma diciamo pure venti anni fa, la gioventù locale era più sazia; e tendeva leggermente al disperato, se per disperato si intende vestirsi di nero, ascoltare gruppi post-rock, sfondarsi di canne. Occasionalmente tingersi i capelli.

    Ora mi sembrano leggermente meno sazi (in ripresa) ma sicuramente più coglioni. Non hanno più l’estetica del disperato-non-si-sa-per-cosa, hanno direi in maggioranza l’estetica del soddisfatto-non-si-sa-di-cosa

    • izzaldin scrive:

      Non hanno più l’estetica del disperato-non-si-sa-per-cosa, hanno direi in maggioranza l’estetica del soddisfatto-non-si-sa-di-cosa

      bella questa
      credo che la differenza era che se chiedevi agli adolescenti di venti anni fa cosa sognavano dicevano che volevano suonare in un gruppo, se lo chiedi a quelli di oggi dicono che vogliono fare gli ‘youtuber’ (sentito coi miei occhi) o il rapper che in questi anni è il genere giovanile per antonomasia, subcultura non sempre di ribellione al sistema, come un tempo, ma che spesso anzi esprime la volontà di arrivare in cima al sistema

  16. MOI scrive:

    OT

    Mi sento quivi lurkato con Google Translate dal Governo degli USA :

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/idea-choc-bloccare-trump-abolire-suffragio-universale-1264541.html

    Idea choc per bloccare Trump: abolire il suffragio universale

    ——————————————————————-

    We must weed out ignorant Americans from the electorate

    https://www.washingtonpost.com/opinions/we-must-weed-out-ignorant-americans-from-the-electorate/2016/05/20/f66b3e18-1c7a-11e6-8c7b-6931e66333e7_story.html

    • Z. scrive:

      La cosa curiosa è che tu vorresti abrogare il suffragio universale.

      E ce l’hai a morte coi gauchiste caviar – le persone che detesti più di Hitler e Stalin e Pol Pot messi assieme – perché non lo propongono loro!

  17. MOI scrive:

    @ IZZ

    T’avevo già risposto, prima della tua stessa obiezione, pensando “quadrimensionalmente” [cit.] 🙂 :

    26/05/2016 at 8:40 pm

  18. MOI scrive:

    Adesso, con internet, è più facile che la Gggioventù venga irretita da chi se ne serve per sfruttarla … in fondo la retorica From Zero to Hero è usatissima dall’ ISIS, quasi che fare la Shahada fosse l’ equivalente ipso facto di un morso di ragno radioattivo ! 😉

  19. Mauricius Tarvisii scrive:

    C’è chi sostiene che il binomio umanità-civiltà industriale in questi tempi moderni sia indissolubile, ma secondo me si sbaglia: una delle due è destinata a passare, mentre l’altra le sopravviverà, se per poco o molto ancora non possiamo saperlo.
    Però qualcuno che resiste e vuole cambiare il nostro paradigma c’è e ogni tanto ci arrivano buone notizie in questo senso. Se più coraggiosi ci aiuteranno ad emanciparci da questo binomio, presto supereremo una volta per tutte la componente umana.

    Per ora, meno 60.000

    http://leganerd.com/2016/05/27/foxconn-sostituisce-gli-esseri-umani-con-i-robot/?utm_content=buffereae22&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

  20. MOI scrive:

    Scoopponazzo 😉 :

    L’Unità chiede: “È Raggi nel video ‘Meno male che Silvio c’è’?”. La candidata M5S smentisce e risponde con ironia…

    http://www.huffingtonpost.it/2016/04/16/raggi-unita-berlusconi-_n_9707976.html

    “È Virginia Raggi o non è Virginia Raggi la ragazza che appare nel famoso video del 2008 ‘Meno male che Silvio c’è’?”. Il quotidiano Pd invita i lettori ad andare al minuto 1,01 dello spot e a trovare “ognuno la sua risposta”.

  21. MOI scrive:

    Sto guardando adesso che Tlaxcala è un discreto “Cosplayground”, vàira Zeto ? 😉

    • MOI scrive:

      La suddivusione del mondo e relativa descrizione dei luoghi (Giapponesi e Aborigeni Australiani nello stesso calderone, Europa [come Continente] Vampira, il Mondo Umma ridotto a 4 liberal in croc’ …ahem , va be’…)

      Insomma : Tlaxcala sembra uscito direttamente dal Programmerai nel video il mondo che vuoi tu ….

      Iutùbber 😉 è un termine in uso da anni, il Re degli Youtuber è sempre il solito Karim Musa alias Yotobi … in pratica, youtube (ma anche facebook e twitter) serve a gridare che si esiste al main stream, sperando di venirne traghettati per diventare VIP.

      Molto diffusa la tipologia del Laureato (per lo più son maschi) Dams che recensisce “cinecomics” [sic], horror e fantascienza urlando a pieni, giovini polmoni “Questo è Abuso della Sospensione dell’ Incredulitàààààààà !!!!!!!!” 🙂

      O la Laureata (per lo più son femmine) in Scienze Sociali che ripete come una Lilli Gruber qualunque che l’Italia è il Fanalino di Coda per i Diritti di Donne, Immigrati (intesi sempre a calderone), LGBTQU, Animali e Zingari …

      convinitissima di essere contro (!) il Sistema Main Stream; identificato negli Eterni Anni Cinquanta Immaginari da Cosplayground (anche se spesso le tizie in questione sono composte, “cattedratiche” e lédilàich 🙂 come Alessandra Moretti) , in cui ci sarebbe ancora lo strapotere di una borghesia maschilista e ipocritamente bigotta !

  22. izzaldin scrive:

    ai cattolici e ai dotti qui intorno.. cosa ne pensate di questo articolo?
    http://www.ilfoglio.it/chiesa/2016/05/25/corano-vangelo-paragone-papa-francesco-smontato-r-mi-brague___1-v-142447-rubriche_c768.htm

    a parte la malafede antibergogliana che è tipica del giornale un tempo diretto (ma secondo me ancora in maniera ufficiosa) dall’ateo devoto G. Ferrara..devo dire che secondo me (ma qui ne sapete più di me) può avere qualche ragione quando critica l’interpretazione di Matteo fatta da Bergoglio, ma quando dice “per esempio prendiamo un hadith”… beh, non sarebbe difficile rispondergli con un altro hadith di senso opposto.. e poi quando dice:
    “Il punto è cambiare prospettiva, sostiene il filosofo, osservando che non si tratta tanto di stabilire se è possibile la convivenza tra persone di credo diverso, bensì di comparare sistemi religiosi basandosi sui rispettivi documenti normativi. E’ qui che, a giudizio dell’intellettuale francese, il parallelo proposto da Francesco mostra tutti i suoi limiti.”

    beh, allora anche l’interpretazione di Brague “mostra tutti i suoi limiti” quando vuole imporre ad un Papa una interpretazione precisa dei ‘documenti normativi’ del Cattolicesimo.. chi se non il Papa ha tutto il diritto e le capacità per interpretarli?
    insomma io non sono né bergogliano nè antibergogliano ma l’obiezione del Foglio non mi pare un’obiezione forte.. voi che ne sapete più di me che ne pensate?

  23. MOI scrive:

    In confronto a Blondy (sempre su Bergoglio) … è ben poca cosa.

    http://www.maurizioblondet.it/fatelo-smettere-insultare-gesu/

    Fatelo smettere di insultare Gesù !

  24. mirkhond scrive:

    Un articolo pessimo, carico di livore farisaico, incapace di capire un papa che cerca di salvare il Cristianesimo in un’epoca problematica come questa.
    Disgustoso il suo riferimento alla lavanda dei piedi, degno davvero di un fariseo.
    La sofferenza ha reso Blondet ancora più fascista-razzista-fariseo di quello che era……

    • izzaldin scrive:

      la lavanda coi piedi ai profughi di guerra fatta da Bergoglio è l’immagine simbolo usata dalla destra per deridere il Papa.
      vent’anni fa il Papa veniva attaccato perché difendeva i forti, oggi viene attaccato perché difende i deboli…

      • mirkhond scrive:

        Quando andavo in chiesa, vedevo lavare i piedi anche a bambini.
        Dunque Bergoglio non fa che applicare il Vangelo.
        Quel Vangelo che Blondet disprezza così tanto, perché contrario ai suoi principi fascio-razzisti…….
        La sofferenza lo ha reso peggiore di quello che è……..

        • Francesco scrive:

          l’articolo è molto meglio della media, forse la lontananza dalla “psico-geo-politica” e la mancanza di Giudei gli danno un poco di lucidità

          la prima parte mi pare ineccepibile: la pace al costo della menzogna è un pessimo affare. capisco non sventolare un drappo rosso davanti al toro ma neppure esagerare nell’altro senso.

          sulla assurdità dell’accusa di “colonialismo” ha anche più ragione

          l’ultima parte invece è proprio sbagliata: è Gesù stesso che invita alle opere di carità verso i poveri perchè “lo avete fatto a me” e c’è ben poco da dire. o ce la si prende con Lui o si obbedisce.

          ciao

  25. MOI scrive:

    Elezioni in Austria : i conti NON tornano …

    http://www.maurizioblondet.it/brogli-austria-ce-lo-chiede-leuropa/

    …. tema passato in sordina, se non censurato di netto, altrove.

  26. MOI scrive:

    SE è vero come dice Rino Cammilleri che i Baby Boomers hanno sostituito Gesù Cristo con Ernesto Che Guevera, altrettanto vero (sempre SE …) è come dice Andrea Scanzi che la generazione successiva ha sostituito Ernesto Che Guevara con Naoto Date, perciò_ data anche la lontananza non-virtuale_ è difficile “avercela” con lo Shinto ….

    Però questo articolo è interessante :

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-i-big-della-terraproni-al-cultopagano-shintoista-16305.htm

    I big della terra proni al culto pagano shintoista
    [cit.]

    … non tanto per il rito in sé, ma per l’ impercettibilità religiosa (in senso che va oltre il semplice “mi fa star bene” da Fricchettoni …) dello stesso: in pratica la forma mentis “Occidentale” è tornata a essere “naturaliter pagana”, a iniziare dai suoi “Potenti”.

    • MOI scrive:

      […]

      Secondo lo Shinto, una religione per molti aspetti simile all’antico paganesimo del nostro mondo antico, in ogni realtà visibile, sia essa una roccia o un albero o qualsiasi altra cosa, vive uno spirito, un dio minore. In tale quadro piantare un albero nel perimetro di un tempio, come ieri hanno docilmente fatto i leader del G7 e dell’Unione Europea, ha un senso molto più forte e specifico di quello che avrebbe nel mondo di tradizione cristiana. Si tratta infatti di un atto di culto, e non di un semplice gesto augurale.
      […]

      [cit.]

  27. MOI scrive:

    @ MIRKHOND

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-religiosita-anti-cattolica-di-marco-pannella-16297.htm

    La religiosità anti-cattolica di Marco Pannella
    di Francesco Agnoli

    “Pannella era, davvero, un uomo “religioso”. Parlava spesso di religione, conosceva il catechismo cattolico, per averlo imparato da bambino, per averlo avversato tutta la vita. Tutta la vita Pannella si è trovato sulla strada i cattolici e la Chiesa: chi si è opposto alle sue battaglie su aborto, divorzio, droga ed eutansia, se non la Chiesa? Pannella da una parte attaccava la Chiesa, dall’altra, come facevano persino Hitler e Stalin, la stimava, come l’unico avversario degno, portatore di un pensiero, di una visione del mondo, di una missione.”

    [cit.]

    • habsburgicus scrive:

      come l’unico avversario degno,

      vabbè 😀 degno, se fosse rimasto quello dei ’50
      così ha vinto facile 😀
      avesse invece avuto contro Pio XII, allora sì-qualora avesse egualmente vinto-avrebbe avuto ragione di gloriarsene
      il vecchio Combes, massonissimo, che distrusse [con altri metodi] il cattolicesimo francese in 1902-1905 almeno ebbe di fronte UNA CHIESA..dunque Combes può vantarsi.. a livello umano, almeno 😀 lui, se coerente, no..
      ma forse lui lo sapeva e sono i suoi laudatores che non lo sanno o fanno finta di non saperlo 😀

      • MOI scrive:

        @ HABSBURGICUS

        Be’ … sarà stata una situazione “congiunturale”, quella in Italia : una Chiesa mai così sguarnita e, al tempo stesso, una Massoneria mai così virulenta; anzi : “viuuulenta” [cit.] !

  28. MOI scrive:

    Accogliamo l’ appello di Zeta: solo link per Blondet …

    Blondy Free Week … che suona più catchy 😉 di Blondetfreiwoche, e anche e soprattutto perché l’ eredità storica del Nazismo continua a gravare come un macigno sulla lingua Tedesca, dialoghi tra personaggini leziosi per la prima infanzia compresi 🙂 !

  29. MOI scrive:

    Detto il più cosmopolitisticamente 😉 possibile, il metano (grazie Mauricius per aver risposto : sono Metanista, senza farne una Branca dello Shinto 🙂 , però …) c’è anche all’ Estero 😉 , fra l’altro si direbbe disabitato 🙂 perciò niente “revival” di Colonialismo per coniugare Tradizione e Modernità sugli Alieni 🙂 :

    https://it.wikipedia.org/wiki/Metano#Sugli_altri_pianeti

  30. Pietro scrive:

    La sequenza delle foto e’ agghiacciante, la banalita’ della deriva…

  31. Z. scrive:

    Nel frattempo, la sinistra bolognese continua a fare propaganda elettorale per Matteo Salvini…

    http://video.repubblica.it/edizione/bologna/salvini-ricordati-che-hai-due-figli-le-allusioni-del-candidato-dei-centri-sociali/241142/241116

    …che, riconoscente, tornerà qui il 2 giugno a gratificare i suoi sostenitori.

    • Pietro scrive:

      Ho mollato i centri sociali non per caso…

      • izzaldin scrive:

        i centri sociali sono un universo complesso e variegato, pieno di gente splendida e di emeriti imbecilli.
        quello che dice questo Gianmarco può essere interpretato come un avvertimento mafioso (ma onestamente non mi pare il caso) o come un ammonimento da umarell che dice di non fare il buffone ad un uomo fatto e cresciuto.
        ci tengo anche a dire che il Tpo è l’occupazione bolognese più ‘radical chic’ con concerti a 15 euro, festival di birre artigianali etc. niente a che vedere con gli squatters pulciosi di altre realtà molto più genuine

        • Pietro scrive:

          Hai ragione Izzaldini, ho semplificato moltissimo per non entrare in complesse questioni identitarie 😀

        • Z. scrive:

          izz,

          — quello che dice questo Gianmarco può essere interpretato come un avvertimento mafioso (ma onestamente non mi pare il caso) o come un ammonimento da umarell che dice di non fare il buffone ad un uomo fatto e cresciuto. —

          Ah, quindi non è una minaccia ripetere più volte a qualcuno “ricordati che hai dei figli”. E’ invece un saggio ammonimento a comportarsi da buon padre di famiglia. Un invito ad essere d’esempio per la prole.

          Izz, io ti voglio bene, ma c’è anche un limite all’apologetica. O quanto meno dovrebbe esserci 🙂

        • Z. scrive:

          Comunque effettivamente è vero che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Nel senso che GDP e il TPO sono ben lungi dall’essere il peggio, nell’ambiente.

          • izzaldin scrive:

            no ma io non volevo affatto difendere questo tipo, ha detto sicuramente una minchiata ma diciamo che il tono non mi sembrava minaccioso. almeno per gli standard siculi mi sembrava abbastanza lieve come boutade..
            poi è vero che i capetti e i capoccia dei centri sociali si sentono immortali e investiti dal potere del popolo e quindi l’ha sparata grossa
            mi sembra però implausibile che il TPO possa arrecare danno alla prole di Salvini.
            e poi Z. se non erro fosti tu a coniare l’espressione ‘cosplayer’ riferito ai centri sociali bolognesi, una espressione che ho diffuso tra la mia cerchia di conoscenze con risultati entusiastici! ci sono persone che usano questa parola in tutta italia senza sapere che è tutta farina del tuo sacco 🙂
            (ho un lieve dubbio sul fatto che la paternità spetti a Moi ma non credo)

          • Z. scrive:

            Izz,

            non ho mai vissuto in Sicilia, sicché posso solo dirti che i miei amici siciliani non parlano così (e comunque GDP non mi risulta essere siciliano).

            Ma soprattutto ti assicuro che, nonostante la buzza e la barba sempre più bianca, è la prima volta che sento dire un’oscenità del genere nella mia città. Spero l’ultima, anche se non ci conto troppo.

            Z.

            PS: diffondi, diffondi il Verbo! 😛

          • MOI scrive:

            No, “cosplayer” lo ha detto per primo Zeta … come anche che Facebook e Twitter sono “videogiochi” !

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            GDP siciliano? Ad oggi mi risulta che questa sia la lista completa:

            Acireale
            Adrano
            Agira
            Agrigento
            Alcamo
            Avola
            Barcellona Pozzo di Gotto
            Belpasso
            Biancavilla
            Bivona
            Bronte
            Caltagirone
            Caltanissetta
            Castelvetrano
            Catania
            Centuripe
            Corleone
            Enna
            Francavilla di Sicilia
            Gangi
            Gela
            Leonforte
            Lercara Friddi
            Licata
            Lipari
            Marsala
            Menfi
            Messina
            Mistretta
            Modica
            Nicosia
            Noto
            Palermo
            Pantelleria
            Partanna
            Partinico
            Paternò
            Patti
            Piazza Armerina
            Ragusa
            Ramacca
            Randazzo
            Regalbuto
            Ribera
            Sciacca
            Siracusa
            Termini Imerese
            Trapani
            Troina
            Vittoria

          • Z. scrive:

            Mauricius,

            possa il tuo discutibile umorismo essere punito con una difesa d’ufficio a Pantelleria 😀

  32. MOI scrive:

    Poiché ho classificato come ambigua la frase interrogativa “ma che origine hanno i piloti della Germanwings ?” di Daniela Santanché, non posso non riconoscere l’ ambiguità della frase (persuasiva o minacciosa ?) del Capo Balotta del TPO … però, dopo averlo ripetuto più volte, costui avrebbe potuto _ a fortiori dovuto _ specificarlo meglio a Salvini.

    Al Campo Nomadi di Villa Erbosa NON volevano solo contestarlo … ma è un altro fatto.

    Un Umarell _ antropologicamente alquanto diverso, tipica frase mitica “il bello della pensione è fare i lavori che pare a me e non i lavori che pare a un padrone !” … inconcepibile in certi ambienti _ almeno un “sméttla mò bàn ed fèr l’èsan” (“orsù 🙂 , smetti di far l’ asino !”) ce l’avrebbe messo.

    • Z. scrive:

      Moi, un errore non ne richiede necessariamente un altro. Non in questo caso.

      Per me nessuna delle due frasi è ambigua. Semmai quella di GDP ha il pregio di essere meno ipocrita.

      Ipocrita, invece, è stata la difesa di GDP ad opera della sua lista.

  33. Z. scrive:

    Per me e Francesco, figli del Novecento:

    https://www.youtube.com/watch?v=qvBf6WBatk0

    e anche per Mauricius, grillino suo malgrado 🙂

  34. mirkhond scrive:

    Luigi Copertino 28 maggio 2016
    Brevi riflessioni d’attualità sull’Occidente terminale

    Molti osservatori hanno evidenziato che, nella questione dei flussi migratori, dietro il buonismo occidentale si celano in realtà le pressioni delle varie Confindustrie e delle banche che nella marea di migranti diretti in Europa vedono un “provvidenziale esercito industriale di riserva” per mezzo del quale tenere ulteriormente bassi i salari europei e ricattare tanto gli autoctoni quanto i già integrati con la minaccia della sostituzione occupazionale con i nuovi arrivati. Dietro le ragioni umanitarie mostrate dall’Occidente vi sono, dunque, ben altre e utilitaristiche questioni.

    L’Occidente è responsabile delle peggiori forme di colonialismo storico ma è anche il luogo di nascita ed esaltazione, spesso retorica, dell’umanitarismo. Il concetto di “altro da sé” nasce, insieme all’antropologia culturale, proprio in Occidente ma al tempo stesso questa apertura verso l’altro, e le sue ragioni, è sempre stata accompagnata da uno spirito faustiano, una übris prometeica, una volontà di potenza inusuali.

    Questa contraddizione di fondo la ritroviamo anche oggi. Alla Misericordia Divina – che non è affatto una invenzione o una novità introdotta da Papa Bergoglio come i media spingono le masse a ritenere – l’Occidente post-anti-cristiano risponde con un ipocrita umanitarismo che maschera ben più concreti obiettivi di mercato. L’Unione Europea, ad esempio, dimostratasi feroce con i greci che pure sono europei a pieno titolo storico, appare invece “buona” con i migranti. In particolare con quelli siriani. E perché mai proprio i siriani e non anche i nigeriani? La Siria è ancora parzialmente agricola ma la sua agricoltura non è più quella arcaica bensì quella che usa le moderne tecnologie perché il regime “nazional-socialista” di Assad ha garantito la scolarizzazione e quindi la formazione di un ceto di tecnici molto preparati. L’accoglienza selettiva sostenuta dall’Unione Europea, o meglio dalla Germania, si spiega soprattutto tenendo conto di questi fatti.

    Coloro che praticano con solerzia il disincanto verso il “complottismo antioccidentale” sono proprio coloro che, poi, si mostrano maggiormente disposti a bere, senza critiche, la bufala del buonismo occidentale. Per comprendere la selettività “antropologica” con la quale le nazioni nordeuropee guardano all’ondata migratoria – i muri servono anche a questo, a selezionare, sulla base della loro utilità per il capitale, chi può passare e chi no – basta chiedersi cosa succede in un mercato quando sopraggiunge un ingegnere straniero con ottime competenze tecniche ma disposto a lavorare per la metà di un suo collega indigeno.

    Non si tratta affatto di rispolverare una categoria veteromarxista – quella, appunto, dell’”esercito industriale di riserva” – ma molto più semplicemente di aderire alla realtà delle cose dal momento che proprio la globalizzazione sta riportando alla luce tutta la protervia del capitale che le condizioni storiche nell’Occidente del XX secolo erano riuscite a calmierare imponendo ad esso regole e limiti territoriali. E’ irrealistico non riconoscere che a partire dalla caduta del muro di Berlino molte cose sono accadute e che si è registrato un forte arretramento delle conquiste sociali. Almeno per il momento, la vittoria sembra aver arriso al peggior capitalismo. «C’è stata una guerra di classe negli ultimi vent’anni e la mia classe ha vinto»: sono parole, che risalgono al novembre 2011, del finanziere e miliardario americano Warren Buffett.

    La globalizzazione non è stata affatto una dinamica spontanea, come molti credono e tra costoro coloro che pensano così, ossia ricorrendo alla presunta spontaneità del dinamismo storico, come se la Provvidenza e la volontà dell’uomo nulla contassero, di disincantare il presunto “complottismo” dei critici del globalismo. Per realizzare la globalizzazione sono stati firmati precisi trattati, quindi in base ad una chiara volontà decisionale. Nulla, dunque, di effettivamente spontaneo, perché nella storia neanche il mercato, nella sua forma pura e “spontaneistica” alla quale credono i liberisti, è mai esistito. Affinché divenisse quel che è oggi, ossia il mercato moderno, è stato necessaria la compresenza di un altro soggetto, che non a caso nasce nel suo stesso contesto storico, ossia lo Stato il quale, con i suoi ordinamenti legislativi, ha sciolto gli antichi vincolismi comunitari. Chi ha voluto la globalizzazione ha usato lo stesso tipo di solvente culturale rivolgendolo, però, contro i nuovi vincolismi ossia quelli statuali e nazionali.

    Sia chiaro: qui non si sta asserendo che la globalizzazione sarebbe stata dettagliatamente elaborata e pianificata, punto per punto, secondo un programma irresistibile, nelle segrete logge massoniche o nelle riservate adunanze della Trilaterale o del Bilderberg. La storia è imprevedibile per gli stessi grembiulini e per gli stessi tecnocrati e spesso i loro programmi hanno trovato impreviste difficoltà di realizzazione. Cosa che dimostra l’esistenza della Provvidenza e del libero arbitrio umano. Quel che nelle logge e nei circoli riservati viene distillato sono piuttosto i paradigmi culturali, gli etat d’ésprit, che poi i media si incaricano, per conformismo, di diffondere ampiamente nell’opinione pubblica – si sa che non c’è cosa di più prefabbricato che la mitica “opinione pubblica” – sostenuti da ingenti risorse finanziarie messe all’opera per lo scopo.

    Non i complotti universali, dunque, ma la forza delle strategie culturali è determinante. Al crocevia tra il decennio ’70 ed il decennio ’80 del secolo scorso, ad esempio, c’è stata la cosiddetta svolta “montpelerina” che ha cambiato il mondo in senso neoliberista. La Mont Pélerin Society è un potente think tank neoliberale fondato da Friedrich August von Hayek nell’immediato dopoguerra, nel 1947, per unire le forze di tutti coloro che nella cultura, nella politica, nell’economia si opponevano al paradigma keynesiano, allora dominante, e per propagandare le virtù dell’”Open Society” (tra i 76 consiglieri di Ronald Reagan 22 erano membri di detta associazione, della quale sono o sono stati membri anche Ludwig von Mises, Milton Friedman, Luigi Einaudi, Sergio Ricossa, Antonio Martino ed altri noti nomi della cultura liberale).

    Strategie culturali quindi, che certo possono anche diventare, sotto certi profili, “complotti” ma non nel senso becero – del tipo “rettiliano” – che ormai ha dilagato mediante la nuova comunicazione interattiva: esso stesso segno, questo tipo di “complottismo”, dell’ambiguità del globalismo e della sua capacità di creare deliranti stati d’animo anche ricorrendo alla medesima materia culturale o pseudo-culturale di cui si nutre tanto antiglobalismo da strapazzo. Se quel che contano sono dunque le strategie culturali, ad esse si risponde con strategie culturali di altro segno, non con i deliri del complottismo plebeo ed a buon mercato cui abboccano, credendo di essere originali, i più tra i lettori ed i frequentatori di tanti siti e circoli dalle strane ed ambigue origini e finalità.

    La globalizzazione, che è soprattutto finanziaria, è d’altro canto una occidentalizzazione del mondo. Questo, però, non significa affatto il trionfo di quanto di buono l’Occidente ha dato al mondo ma lo spargimento globale dei liquami ideologici e decadenziali che esso ha partorito nel suo passaggio storico, che è stato innanzitutto trasformazione, anzi inversione e rovesciamento totale, dalla Cristianità medioevale al Mercato-Mondo. Parafrasando una ben più alta, immacolata ed autorevole Fonte, potremmo ben dire che, avendo gli uomini voltato le spalle a Dio, l’Occidente ha sparso i suoi errori per il mondo intero.

    Da ultimo, per restare alla nostra cronaca quotidiana, questo spargimento di errori è avvenuto con le cosiddette “primavere arabe” veri e propri “inverni vicino-orientali”. I regimi nazionali arabi come quello di Assad o di Gheddafi usavano la loro forza ideologica per vincolare psicologicamente coloro che comunque ad essi dovevano un miglioramento delle proprie condizioni di vita rispetto alle generazioni precedenti e non lasciavano certo i propri cittadini liberi di andare dove volessero. Quei regime, come del resto il fascismo italiano, il peronismo argentino, il nasserismo egiziano, ma lo stesso putinismo russo, avevano mille difetti ed a nessuno, tanto meno all’autore di queste riflessioni, piace vivere nella mancanza, per dirne una, della libertà di espressione. Ma non per questo si può disconoscere la socialità di quei regimi, il loro sforzo di miglioramento delle condizioni delle proprie popolazioni. Disconoscere tale socialità, tale sforzo, sarebbe solo una faziosa falsità storica congiunta ad ipocrisia.

    D’altro canto non è possibile constatare che l’Occidente usa dei suoi “valori” – la persona, la libertà, la democrazia – in modo strumentale tradendoli ogni giorno. Quando esso dimostrerà di essere conseguente con quei valori allora diventerà davvero difendibile. Ma fino a quando “umanitariamente” continuerà a praticare il più becero machiavellismo, la volontà di potenza per le sue strategie geopolitiche, bisogna usare verso di esso ogni possibile mezzo di disincanto, sottoporre la sua ideologia ufficiale alla più ferma e serrata critica, per mettere a nudo il re che è nudo. La retorica umanitaria dell’Occidente globalizzato, sotto questo profilo, è più insopportabile dell’autoritarismo di Assad. Quest’ultimo almeno non si fa scudo dei valori umani per poi bombardare popolazioni inermi. Se bombarda lo fa e basta, senza retoriche missionarie. L’Occidente è il sistema orwelliano della menzogna organizzata. Il più compiuto tra quelli che hanno finora calcato la scena storica. Esso pretende di “moralizzare” il conflitto in nome dei suoi valori umanitari trasformandolo, però, in una guerra totale contro il “Nemico Assoluto”, senza possibilità alcuna di tregua o di accordo diplomatico. Nemico Assoluto di volta in volta identificato con chiunque si opponga ai suoi interessi. Lo osservava, con l’acume che gli era proprio, Carl Schmitt ne “Il Nomos della terra”.

    Essere liberali è cosa difficile che rasenta l’utopia. Anche l’autore di queste riflessioni si sente, intimamente, molto più “liberale” di tanti presunti liberali, nel senso etimologico della parola che significa “generosità”, “gratuità”, appunto “liberalità” e non in quello ideologico, mascherato di presunta tolleranza, che la parola ha assunto nell’Occidente post ed anti-cristiano. Ma, proprio in nome di questo suo etimologico “liberalismo”, egli sfida i liberali, i quali vogliono porre i principi di tolleranza e libertà alla base della civiltà, ad essere coerenti sul concreto terreno della storia – l’unico terreno che, come insegnava Benedetto Croce, essi, i liberali, nella dichiarata disconoscenza di qualsiasi dipendenza oltremondana (il “liberalismo religioso” è solo un flatus vocis del tutto inconsistente), hanno a loro disposizione – ed a realizzare, se ne sono capaci, una società tollerante e libera nell’esclusivo orizzonte storico-mondano. Se il liberalismo fallisce, ed ha già ampiamente fallito, in questa pretesa, siamo autorizzati a desumere che esso è soltanto una sceneggiata per giustificare la volontà di egemonia dell’Occidente post-anti-cristiano. Ed è per questo, oltre che per le giuste ragioni le quali consigliano sempre l’equilibrio nel giudizio storico, che diventa inevitabile, se si è onesti intellettualmente, ammettere che i “nemici” dell’Occidente, i quali non sono affatto stinchi di santo, almeno ci risparmiano l’ipocrisia umanitaria.

    L’esodo biblico della migrazione in atto verso l’Europa è l’effetto, appunto, dell’intervento “umanitario” dell’Occidente che, per riorganizzare il Vicino Oriente e la sponda mediterranea dell’Africa secondo il disegno imperiale dei neocons americani – e non stiamo facendo complottismo perché quel disegno a suo tempo fu pubblicamente annunciato dai suoi estensori –, congiunto alle mire di grandezza di Sarkozy (ora Hollade) e di Cameron, ha provocato lo sfacelo al quale assistiamo aprendo la strada ai criminali dell’Isis. L’Occidente si sta dimostrando incapace persino di mantenere l’ordine nei territori conquistati o “liberati”. L’esportazione universale della democrazia era solo propaganda dal momento che la democrazia non è cosa che si adatta a tutte le culture ed in poco tempo.

    Sul piano del diritto internazionale, Assad fino a prova contraria presiede il legittimo governo della Siria. Sicché ogni equiparazione tra il suo governo e le bande islamiste, foraggiate dall’Occidente per abbattere un regime sgradito ad Israele ed alleato della Russia putiniana, non ha alcun fondamento gius-internazionalistico. Si può fare questa equiparazione solo se si ritiene sussistente un diritto umanitario, in nome del quale intervenire all’interno della spazio di sovranità altrui. Questo diritto umanitario globale è esattamente quello mediante il quale l’Occidente si è globalizzato. Dietro le giustificazioni umanitarie, però, si nascondo sempre ferrei e disinibiti rapporti di forza che del romanticismo pacifista si fanno beffe.

    Ecco perché la sconfitta di Assad non sarebbe la vittoria dell’Umanità ammesso e non concesso che questa deità laicista sia meritevole di devozione. Putin lo ha perfettamente capito. Per questo è intervenuto in Siria. A tutela senza dubbio anche degli interessi geopolitici russi ma soprattutto perché egli ha compreso che, per quanto la cosa possa sembrare paradossale a chi, inseguimento i suoi sogni costruttivistici di segno liberale, non tiene conto della realtà, le ragioni della civiltà, nella situazione siriana e vicino-orientale, sono dalla parte del socialismo nazionale di Assad e non da quelle del fondamentalismo fanatico, ed anti-islamico, di Al Baghdadi e del suo preteso califfato. A differenza di Putin, l’Occidente americanomorfo, in preda alle sue ossessioni e convulsioni da “strategia del caos” per timore del mondo non più unipolare ma multipolare che avanza, un mondo nel quale la Russia nazionale e cristiana attuale avrebbe il suo giusto riconoscimento di soggetto responsabile nella cooperazione globale tra i popoli, non riesce ha vedere chiaro quali sono il ruolo e la posizione dei contendenti nello scenario vicino-orientale.

    La popolazione siriana, prima dell’intervento di Putin, è fuggita dalla terra natia. Per il media-sistem occidentale naturalmente si è trattato di fuga dal regime terroristico di Assad. L’avanzare dei tagliagole salafiti e l’arretrare dell’esercito nazionale, non più in grado di difenderli, per i nostri media non avrebbero alcun peso nella fuga dei siriani. Va comunque segnalato che tra coloro che hanno deciso di rimanere a combattere con l’esercito nazionale ci sono molti siriani cristiani, grati per la laicità del regime di Assad che li ha protetti dal fondamentalismo islamico. Sembra che li addestri, orrore orrore!, Hamas. L’Occidente ha sconvolto lo scenario internazionale ma per i media sembra esistere un solo criminale ossia Assad mentre i crimini occidentali passano in secondo piano. Il mondo unipolare che si tenta di costruire non può ammettere incertezze nella distribuzione delle colpe e delle responsabilità: tutti i buoni sono da una parte, quella occidentale, e tutti reprobi dall’altra parte.

    Il sistema occidentale della menzogna organizzata si serve di una potente arma mediatica, l’antirazzismo. In particolare nella versione della lotta all’antisemitismo. Ogni volta che si intende inchiodare mediaticamente questo o quell’oppositore dell’Occidente entra in scena l’accusa di razzismo spesso con l’aggravante dell’antisemitismo. Ma anche questa è una pura costruzione ideologica. Infatti si può essere razzisti odiando, ad esempio, i negri ma non aver nulla contro gli ebrei. Il primo ministro ungherese Orban, ad esempio, una delle “bestie nere” dell’Unione Europea che a malapena lo sopporta, ha preso misure contro rom e sinti, non contro gli ebrei. Non a caso Jobbik, il partito neonazista ungherese, lo accusa di essere troppo “liberale”. Orban è soltanto un conservatore, un nazional-conservatore. In altre situazioni storiche, forse, avrebbe potuto essere un fiancheggiatore della marea nazista ma non un nazista.

    Si può essere favorevoli, e l’autore di queste riflessioni lo è, alla sua politica di difesa della sovranità monetaria – ha tentato di abolire l’indipendenza della Banca Centrale ungherese – ritenendola una cosa buona e legittima di fronte alle pretese della tecnostruttura europoide. Ma non per questo si deve poi per forza aderire anche alla sua politica verso le minoranze etniche, benché, per ragioni di realismo politico, non sempre si può biasimarlo, in assoluto, se tenta di evitare il caos alle frontiere. Senza negare le forti ombre della sua politica, è solo sfacciata ipocrisia quella dei nostri media che ne fanno un nemico del genere umano, un cripto hitleriano. In verità, Orban da fastidio all’eurocrazia da quando ha modificato la costituzione ungherese abrogando le norme che dichiaravano l’indipendenza della Banca Centrale e la legalizzazione dell’aborto.

    I professionisti del pensiero unico vogliono far credere che i “poteri finanziar-capitalisti” sarebbero le povere vittime di una ingrata ed ingenerosa diffamazione che non esiterebbe a fare di loro i “nuovi savi di Sion” e siccome i savi sionisti non esistono anche i poteri finanziari apolidi sarebbero incolpevoli. Se i savi anziani non esistono, la finanza apolide, però, esiste eccome e tutti noi ne sperimentiamo ogni giorno sulla nostra pelle il cinismo.

    I nostri media si indignano per il muro confinario di Orban e di altri governanti europei ma poi tacciono completamente sul muro israeliano. Ma come non provare la stessa indignazione per l’uno e per l’altro muro e come non far sconti neanche ad Israele solo perché così impone la vulgata corrente? Dicono che Israele si difende e che ne ha il diritto. Ma perché mai tale diritto dovrebbe essere negato all’Ungheria o all’Austria? I profughi non si fanno saltare in aria ed i terroristi sono di seconda generazione, verissimo. Ma può essere rivendicato o no il diritto a difendere il lavoro nazionale da possibili effetti distorsivi della concorrenza al ribasso sui salari? O esiste solo il pericolo del terrorismo?

    Un bambino palestinese ucciso equivale o meno al povero Aylan? Non ci sono, non ci possono essere, distinzioni. Ma i nostri media ci hanno mostrato quella povera creatura annegata nel viaggio nell’Egeo, oltretutto manipolando la scena del ritrovamento del suo corpicino per fare più colpo e sensazione (quando si afferma che l’Occidente è la menzogna organizzata si vuol intendere anche cose come questa), mentre ci hanno nascosto una scena simile, poi circolata sul web, che mostra un povero bimbo palestinese riverso, esattamente come Aylan, fulminato dal fuoco “amico” (amico dell’Occidente) di Israele che, però!, si stava difendendo. Ecco: questa è l’ipocrisia occidentale che indigna.

    Lo Stato di Israele mira all’occupazione, con la forza militare e quella dei coloni fanatici, della spianata del Tempio, luogo sacro dell’Islam. Certo, lì sorgeva il Tempio di Salomone, sono pronti a dire i giustificazionisti. Ed infatti è per quello che i coloni forzano la situazione. Se Benjamin Netanyahu fosse libero di permetterlo, senza ripercussioni globali, quei coloni distruggerebbero Al Aqsa per ricostruire il Tempio di Salomone. Dietro questa assurda aspirazione c’è una ben precisa e folle teologia politica messianica che se realizzata, con la distruzione della Cupola della Roccia, porterebbe ad una deflagrazione globale. Perché mai i nostri media non accusano di razzismo anche Netanyahu che è un nazional-conservatore come Orban e pratica, contro i palestinesi, politiche discriminatorie molto simili a quelle che il capo di governo ungherese pratica verso i rom? C’è poco da minimizzare su chi invoca per sé ogni considerazione per le persecuzioni storicamente subite e poi a sua volta non conosce misericordia verso il prossimo. Anche qui siamo di fronte all’ipocrisia.

    La condizione dei giovani oggi non è affatto facile e molte colpe ricadono sui padri. Una soprattutto ossia quella di aver creduto, secondo i canoni di un facile ottimismo anni sessanta, che il miglioramento della vita intervenuta nel secolo scorso fosse irreversibile e che i loro figli non avrebbero avuto problemi. Con questa illusione c’entra anche l’umanitarismo occidentale con la sua prospettiva di una realizzazione mondana delle promesse escatologiche. A questa colpa si deve aggiungere che, mentre cantavano le lodi delle “magnifiche sorti e progressive”, essi, i padri dei giovani di oggi, non si sono accorti del nuovo paradigma culturale, quello “montpelerino”, che intanto avanzava.

    Se anche si dimostrasse che non sono stati i poteri finanziari a pianificare l’esodo migratorio in corso essi ne sarebbero egualmente corresponsabili avendo destabilizzato, mediante la globalizzazione, il mondo. Destabilizzazione di cui le guerre democratiche dell’Occidente sono state un elemento integrante. E’ innegabile che i poteri finanziari, anche se si dimostrasse che non hanno programmato alcun esodo biblico, approfittano, se possono, della manodopera che riesce ad arrivare in Occidente, quella che comunque si ritrovano in casa indipendentemente da qualsiasi loro pianificazione dell’immigrazione. Forse, dopo la delocalizzazione delle imprese occidentali in Asia, è arrivata la risposta della delocalizzazione della manodopera asiatica ed africana in Occidente.

    I poteri finanziari non hanno un progetto organico, non esiste il Grande Cospiratore (se non quello di natura angelica ma questo è un altro discorso). Essi puntano senza dubbio al Mercato Globale e lavorano in tal senso ma da questo ad immaginare, perché questa è l’accusa che toglie il diritto di cittadinanza nella pubblica discussione, la cospirazione dei Savi ce ne passa. Questa è la strategia di chi un discorso, pubblico o meno, neanche vuole affrontarlo: più facile inchiodare chiunque sia critico della menzogna occidentale al solito refrain del complottismo.

    Sugli immigrati la Merkel ha cambiato idea solo perché si è resa conto che nel caos nessuna integrazione sarebbe possibile e perché ha capito che il suo elettorato conservatore e perbenista non gradisce alcuna apertura. Ma questo non significa che, invece, il capitale non guardi positivamente alla migrazione magari organizzata al fine di mettere in concorrenza lavoratori auctotoni e gli stranieri. In Puglia, dicono i sindacalisti locali, i nostri concittadini, se vogliono lavorare, devono accontentarsi di un salario da fame perché quello è il salario accettato dai nigeriani e mediorientali, a loro volta povere vittime dello stesso caporalato. Qui siamo alla guerra tra poveri, la più odiosa.

    L’umanitarismo altro non è che un cristianesimo senza Cristo, una pretesa tautologica di fondare la fratellanza tra gli uomini senza un Padre comune, senza l’Amore trascendente che si piega kenoticamente sulle nostre miserie. Il fallimento dell’umanitarismo, che possiamo constatare anche nella questione dei migranti, sta tutto nella sua pretesa che ciascuno dovrebbe amare il prossimo solo perché uomo come lui. Sartre, da ateo, diceva che il prossimo è l’inferno ed Hobbes, da deista, affermava “homo homini lupus”. Sia Sartre che Hobbes, in un certo senso, non hanno neanche tutti i torti e avrebbero ragione se nella storia umana non si fosse rivelata una Luce, quella dell’Amore Infinito, senza della quale l’umanità non potrebbe coltivare alcuna speranza in ordine alla propria salvezza, anche temporale. L’umanità non è capace di salvarsi da sola ed in questo, oltre che nella sua natura parodistica, che sta il fallimento dell’umanitarismo dietro il quale – l’Occidente ne è la prova storica più eclatante – si nascondono solo orgoglio e volontà di potenza. Che, poi, sono la radice spiritale dell’ipocrisia di chi bombarda in nome dell’umanità e si permette di giudicare, nelle tante Norimberga, anche quelle mediatiche, chi, come Assad padre, nel 1982 ha fatto bombardare i suoi cittadini. Ma, come detto, il dittatore siriano, se non altro, non invocava affatto ragioni umanitarie o democratiche e quindi era cinicamente sincero.

    Ora se si spegnesse quella Luce, come molti vorrebbero soprattutto in Occidente, l’umanità resterebbe al buio, alle prese con le sue deficienze ontologiche, e l’intera storia umana altro non sarebbe che quel che in fondo è, se non ci fosse alcuna speranza oltremondana, ossia una serie concatenata di guerre, violenze, misfatti, sopraffazioni, dominazioni, sottomissioni, umiliazioni, vendette e via dicendo. Invece quella Luce, quell’Amore Infinito, al quale i cristiani, come l’autore di queste riflessioni, pur nelle loro indegnità e debolezza, credono e si affidano, è entrata nella storia, fino a farsi crocifiggere per salvarci ed evitarci – presuntuosi illusi di poter realizzare da soli la Pace – il fallimento completo. Quella Luce, quell’Amore Infinito – attenzione! – ha un veicolo di trasmissione, che Essa stessa ha voluto e fondato, ossia la Chiesa, nonostante già conoscesse tutti i potenziali errori, misfatti e peccati dei quali molti cristiani, compresi molti uomini di Chiesa, si sarebbero macchiati. Anzi quella Luce rifulge ancor di più in una Chiesa santa ma composta di peccatori. Rifulge in quelle figure, nient’affatto rare come si tende a pensare, che accogliendola sul serio hanno ad Essa permesso di manifestarsi, lungo i secoli, tra gli uomini.

    Nessun riduzionismo storico – sul tipo di quella storiografia per la quale il ricco giovane di Assisi sarebbe stato l’espressione della lotta di classe dei suoi tempi o perlomeno del desiderio di autonomia del laicato, spesso ereticale, dall’egemonia dispotica del clero teocratico, che reagendo avrebbe poi “normalizzato” il movimento francescano – può efficacemente convincere che, senza il cuore ripieno di quell’Amore Infinito, sia possibile abbandonare ogni agio e ricchezza e vincere il naturale ribrezzo per abbracciare le carni macilente di un lebbroso. Ne si tratta di cose del tempo medioevale che fu. Madre Teresa di Calcutta è l’esempio contemporaneo che quel possibile impossibile Amore c’è, opera, si fa presente nella vicenda umana. Tanto presente ed operante da aver persino toccato nell’intimo un vecchio rivoluzionario fascio-comunista come Fidel Castro, il quale colse l’occasione della visita papale a Cuba per domandare a Benedetto XVI come ha fatto una donnetta albanese, del tutto insignificante agli occhi del mondo, a dare concretezza alla dignità umana che lui, come rivoluzionario, ha politicamente inseguito una vita intera senza essere riuscito a realizzarla. Così come non ci riesce l’Occidente liberale, democratico, umanitario.

    Lo Stato etico, come è noto, è uno dei frutti dell’umanitarismo, come sopra descritto, ossia quale pretesa dell’uomo di costruire da solo la storia e le regole della convivenza. Quanta realpolitiker, quanta eticità immanente, c’è nella strategia geopolitica dell’Occidente, il quale nascondendosi dietro l’esportazione della Libertà e della Democrazia, pretende di imporre il pensiero unico e l’unilateralismo al mondo intero mentre si diletta in policy bombing un po’ dappertutto al di fuori di casa (ed anzi in Ucraina forse avrebbe il coraggio di farlo anche sull’uscio di casa)? Solo l’Occidente è legittimato ai processi di Norimberga ed a giudicare i crimini altrui? A Norimberga, ad ergersi a giudici dei criminali nazisti, sono stati gli americani, ancora con le mani lorde del sangue radioattivo delle centinaia di migliaia di cittadini di Hiroshima e Nagasaki (nel caso di questa ultima città si trattava oltretutto, in maggioranza, di giapponesi cattolici), ed i sovietici, i cui gulag funzionavano in quel momento a pieno regime. Chi è senza peccato scagli la prima pietra!

    Ogni ordine umano, politico o economico, è sempre in qualche modo la ratifica di concreti rapporti di forza, interni o internazionali, e questo vale anche per l’Occidente con l’aggravante della sua mediatica ipocrisia umanitaria più volte ricordata. Per i cristiani apostolici la sfera del Politico è naturalmente legittima né essa è, come affermato dai protestanti, satanica per sua essenza. Non è però possibile negare che tale sfera, in quanto costituisce di uno degli spazi o ambiti dell’esistenza umana, è ontologicamente ferita dal peccato che solo quell’Amore Infinito può redimere. Ed ecco perché, come cristiani, non possiamo affatto essere tentati dalle escatologie politiche, rivoluzionarie o conservatrici che siano, pur non rinunciando, nei limiti realistici del possibile, ad operare anche politicamente per migliorare il mondo. Senza mai dimenticare, con Agostino, che rimossa la Giustizia gli Stati diventano briganti. Come troppo spesso la storia e la cronaca, anche quella degli Stati occidentali, testimoniano.

    La misura della fase ormai terminale dell’Occidente post-cristiano è data dalla malthusiana denatalità che lo ha colpito. Se non facciamo figli la colpa è nostra e di questa colpa non possiamo colpevolizzare gli altri, neanche gli immigrati. Il nesso tra secolarizzazione, modernizzazione e denatalità è evidente. Un presunto diritto come l’aborto e la persecuzione occidentale contro il matrimonio e la famiglia sono innegabilmente alla radice della nostra denatalità, con evidenti riflessi persino sullo sbilanciamento dei conti della pubblica previdenza sociale a causa della mancanza di ricambio generazionale nel flusso dei contributi necessari a pagare le pensioni. Con la conseguenza che ora il sistema pensionistico è in via di privatizzazione. Sono queste le contraddizioni della sinistra occidentale che, senza rendersi conto dell’individualismo sotteso alla rivendicazione dei “diritti civili” comprese le nozze gay ed il divorzio facile, vorrebbe difendere il Welfare su basi contrattualistiche e non comunitarie.

    Ai migranti del resto non sfugge che in diversi Paesi dell’Occidente, compresa l’Italia, è in atto un processo di pauperizzazione e non a caso essi vogliono tutti raggiungere la Germania o comunque il nord Europa. Solo che – ed ecco di nuovo evidenziarsi il fallimento dei buoni sentimenti umanitari – le risorse anche lì rischierebbero di ridursi e non essere sufficienti per tutti, migranti compresi. La Merkel e Schaüble, purtroppo per loro, non sono capaci di ripetere il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Da qui, forse, l’accoglienza selettiva che la Germania cerca di imporre: ci teniamo quelli utili alla nostra economia e rimandiamo indietro, nei Paesi euro-meridionali, gli altri.

    I liberisti hanno criticato il keynesismo accusandolo di voler fare politiche assistenzialiste. In realtà Keynes auspica che, in tempi di crisi, si stimoli l’economia mediante la spesa pubblica produttiva, di investimento, come ad esempio un buon programma di lavori pubblici qualificati per assorbire manodopera, aumentare il reddito e rimettere in moto il mercato deflazionato. Egli non ha mai chiesto assistenza senza lavoro. La famosa espressione, attribuitagli, per la quale bisogna mettere i disoccupati a scavare buche per poi riempirle non è mai stata da lui affermata nei termini nei quali la si racconta ossia nei termini di una proposta politica. Fu usata, provocatoriamente, in un dibattito per dire che piuttosto che non fare nulla, di fronte alla disoccupazione di massa conseguita al 1929, allora sarebbe stato preferibile anche quello. Null’altro dunque che una provocazione alla pari dell’“helicopter money” del suo più accanito avversario, Milton Friedman.

    Ora, se per far fronte all’immigrazione si volesse fare una politica per davvero keynesiana si dovrebbero occupare i migranti in lavori di pubblica utilità, salariandoli adeguatamente, quei lavori troppo spesso rifiutati dai nostri disoccupati, invece di lasciarli oziosi tutto il giorno e per di più pagati per non fare nulla. In tal modo, forse si potrebbe anche innescare un circolo virtuoso che potrebbe anche coinvolgere anche i nostri disoccupati e far tornare lo Stato ad una delle sue funzioni principali, quella di “datore di lavoro di ultima istanza” nei tempi di crisi allo scopo di rimettere in moto il mercato. Non solo, potrebbe essere l’occasione per dimostrare concretamente che l’austerità liberista non è un dogma e che si può efficacemente superarla. Forse si potrebbe persino iniziare a far breccia nell’universo chiuso dei nostri media e dei nostri ceti politici facendo concretamente intendere che esistono soluzioni alla crisi alternative all’austerità. Potrebbe essere l’inizio del cambiamento del paradigma, dell’etat d’sprit, attualmente dominante.

    Luigi Copertino

    • Francesco scrive:

      >> Molti osservatori hanno evidenziato che, nella questione dei flussi migratori, dietro il buonismo occidentale si celano in realtà le pressioni delle varie Confindustrie e delle banche che nella marea di migranti diretti in Europa vedono un “provvidenziale esercito industriale di riserva”

      laonde la quale che questa è una cazzata, visti i tassi di disoccupazione europei, posso smettere di leggere?

      fino a quando la gente scriverà a minchia libera, ignorando i fatti, per esibire le proprie idiosincrasie e manie? nel genere, se vi piace, consiglio l’articolessa di tale Z. Baumann (:D) sul Corsera. pare che il Fondatore di Repubblica sia verde di invidia

      • roberto scrive:

        “laonde la quale che questa è una cazzata, visti i tassi di disoccupazione europei, posso smettere di leggere?”

        vabbuò ma così ci togli il gusto della “soluzione con colpevole misterioso ed invincibile”!
        sei cinico e privo di poesia

        ciao

        • Francesco scrive:

          ho preso il cinismo e la mancanza di timore reverenziale dalla mia nascita nel ’68

          solo che lo uso contro i Padroni del Vapore che mi trovo di fronte, che sono proprio loro

          🙂

          • Francesco scrive:

            invito tutti voi a leggere Baumann, nel peggiore dei casi avrete espiato un sacco di peccati!

            scritto malissimo, argomentato peggio, una pioggia di citazioni per far sapere quanto è figo, numeri sparati a casaccio, la conclusione in tre righe messe giù a casaccio

            😉

    • Francesco scrive:

      >> Luigi Copertino 28 maggio 2016
      Brevi riflessioni d’attualità sull’Occidente terminale

      OK, lo ammetto, mi aveva fregato. Aveva nascosto in piena vista il suo raffinato umorismo (e un pò di sadismo) nel titolo, con quel bellissimo “brevi”

      mi inchino

  35. MOI scrive:

    Anche Salvini, dopo Blondet, sui “torni che non contano” 😉 in Austria :

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/salvini_elezioni_austriache_truccate-1763674.html

    Elezioni Austria, Matteo Salvini a Sky Tg24: “Sono state truccate, basta cercare su Google”

    ——————-

    Sempre “basta cercare su Google” … prima Renzi si fregia del successo diplomatico per Girone, poi NON lo vuole alla Parata del Due Giugno …

  36. MOI scrive:

    Obama a Hiroshima doveva scusarsi ? Sennò che cazzo glielo han dato a fare il Nobel per la Pace ? Solo in quanto “First Black the White House” ?! … non è un po’ poco ?

  37. MOI scrive:

    Se il problema di Roma è il Traffico … allora quello di TeleKabul [cit.] è senz’altro il Dress Code :

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/rai_tv_bufera_dress_code_raitre_fi_sc_regole_da_soviet-1761499.html

  38. khalas scrive:

    Miguel questo è eccellente devi leggerlo assolutamente:
    http://www.vice.com/it/read/audi-gialla-psicosi-veneto-reportage

  39. Lanzo scrive:

    Rimango “basito” – ma non e’ mai venuto in mente a tutti i soloni che scrivono, che si sia trattato semplicemente di un regolamento di conti tra spacciatori ? Altro che affitto non pagato, per piacere.

  40. PinoMamet scrive:

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/01/parma-tunisino-torturato-e-ucciso-da-2-italiani-gli-amici-ci-ammazzano-come-bestie-e-non-ne-parla-nessuno/2784417/

    “In mezzo a un corteo contro la violenza e il razzismo organizzato sabato 28 maggio per le vie di Parma, c’era anche uno striscione che chiedeva giustizia e verità per Mohamed Habassi, un 34enne tunisino che due settimane fa è stato torturato e massacrato fino alla morte da un gruppo di aguzzini capeggiato da due italiani perché da mesi non pagava l’affitto di casa. A sventolarlo tra la folla, alcuni connazionali amici della vittima, che vogliono ridare dignità e rispetto alla morte di un uomo che è passata quasi sotto silenzio. Perché a differenza di altri casi di efferata violenza, l’omicidio di Habassi non ha avuto il clamore dei fatti di cronaca nera che occupano titoli nazionali e approfondimenti tv. “Le nostre vite valgono più dei vostri soldi” era scritto in arabo e italiano a caratteri cubitali, uno dei pochissimi gridi che si è innalzato su una tragedia che nel giro di pochi giorni è finita quasi nel dimenticatoio. “Se i ruoli fossero stati invertiti, se la vittima fosse stata un italiano ucciso da due tunisini, le reazioni della comunità sarebbero state molto diverse. Qui però nessuno poteva speculare, e così il fatto che sia stato massacrato un essere umano è sembrato quasi una cosa normale. Ma la verità è che un uomo è stato ucciso per soldi” denuncia Katia Torri della Rete diritti in casa, che nel parmense offre un aiuto alle persone che devono affrontare l’emergenza casa, tra sfratti e affitti che si fanno sempre più fatica a pagare.”

    Quindi non è vero che non c’è stata nessuna reazione da parte della sinistra ecc.

    • Miguel Martinez scrive:

      “Quindi non è vero che non c’è stata nessuna reazione da parte della sinistra ecc.”

      Ma infatti non so bene cosa sia mancato o perché sia andata così.

      Credo che sia giusto ricordare che è andata così.

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