Ancora gli Show of Hands:
Volevo soltanto una casa
e un tetto sopra le nostre teste
Un posto che potessimo dire nostro
sentirci più sicuri nei nostri letti
C’era una tempesta di denaro che pioveva
toccò terra soltanto
con un prestito che non posso ripagare
e il vaso d’oro che avete trovato
A ogni trogolo dove vi siete fermati a mangiare
con la vostra Arroganza, la vostra Ignoranza e la vostra Avidità.
Non sono mai stato un uomo giudizioso
spendo più di quel che vengo pagato
ma quelli che avevano messo da parte qualcosa
sono quelli che avete tradito
con i vostri extra dividendi e i rimborsi spesa
di cui vi siete ingozzati
adesso avete morso la mano che vi dava da mangiare
Per Dio, spero che vi strozziate
Voi siete sui vostri yacht, e noi sulle ginocchia
grazie alla vostra Arroganza, la vostra Ignoranza e la vostra Avidità.
Le sorgenti tossiche a cui avete attinto e che avete rivenduto
avvelenando ogni pozzo
la vostra onestà l’avete scambiata per l’oro
Il lavoratore fa la coda
il mercato stabilisce il suo prezzo
niente piumone, niente uovo d’oro
nessuno lo paga due volte
E allora dov’è la vostra parsimonia e la vostra cautela,
il vostro saggio consiglio?
Sapete come servirvi le carte vincenti
e avete truccato tutti i dadi
Io prego perché presto possiamo liberarci
dalla vostra assoluta indifferenza
dalla vostra avarizia, incompetenza,
la vostra Arroganza, la vostra Ignoranza e la vostra Avidità.
All I wanted was a home
And a roof over our heads
Somewhere we could call our own
Feel safer in our beds
There was a storm of money raining down
It only touched the ground
With a loan I took
I can’t repay
And the crock of gold you found
At every trough you stop to feed
With your arrogance, your ignorance and greed
I never was a cautious man
I spend more than I’m paid
But those with something put aside
Are the ones that you betrayed
With your bonuses and expenses
You shovelled down your throats
Now you’ve bit the hand that fed you
Dear God, I hope you choke
At every trough you stop to feed
With your arrogance, your ignorance and greed
You’re on your yacht, we’re on our knees
For your arrogance, your ignorance and greed
Toxic springs you tapped and sold
Poisoned every watering hole
Your probity, you exchanged for gold
Working man stands in line
The market sets his price
No feather bed, no golden egg
No one pays him twice
So where’s your thrift, and your caution
Your honest sound advice?
You know you dealt yourself a winning hand
And loaded every dice
At every trough you stopped to feed
With your arrogance, your ignorance and greed
I pray one day we’ll soon be free
From your absolute indifference
Your avarice, incompetence Your arrogance, your ignorance Your greed.

Ehm, il prossimo presidente degli USA, la signora Clinton, pare sceglierà come “zar dell’economia” il tizio che ha definitivamente liberato le bestie.
Oh, gli altri candidati pare siano anche peggio …
😀
@ Francesco
Mi hai tolto il post dalla tastiera, stavo per scriverlo io! 🙂
Comunque mi permetto di fare osservare che lo spostamento progressivo degli investimenti capitalistici dalla produzione alla finanza era stato osservato già all’inizio del secolo scorso da Lenin.
Ciao!
Andrea Di Vita
Capisci che una simile osservazione ha il lieve difetto di non avere previsto i fatti per un secolo circa, o mi sbaglio?
Un pò come la previsione di Marx della caduta tendenziale del saggio di profitto, che qualsiasi marxista è in grado di dimostrare di essere perfettamente esatta … ma il capitalismo è sempre lì!
😉
OT
Miguel, se volessi capire cosa succede in Venezuela, hai qualche punto di partenza da suggerire?
Grazie
@ Francesco
Posso riportare quanto raccontato da un mio amico che è stato in Venezuela l’anno scorso: più della metà delle persone che ha incontrato erano fortemente e rumorosamente anti governative.
Il che da un lato sembra confermare la cattiva fama di Maduro così come riportata da molta nostra stampa, dall’altro sembra escludere la presenza di un controllo poliziesco molto capillare (in un regime tipo quello Nordcoreano nessuno si azzarderebbe a parlar male del governo con uno straniero).
Ciao!
Andrea Di Vita
Ci vuole TEMPO e ASIA per fare un regime come quello di Cicciobello, credo.
E’ che un tempo Miguel riportava notizie da là.
Ciao
osservazioni condivisibili le tue, Andrea…
nei siti dell’estrema sx si vede Maduro come vittima dell’imperialismo yankee…e oggi battono su Dilma, secondo loro deposta (quasi, non ancora) da un golpe (!) dei malefici yankees 😀
la realtà, in Venezuela è credo, più prosaica
n° 1, c’è un governo corrotto (non più di altri in passato a Caracas, però), inefficiente e demagogico (almeno Chavez riscattava ciò, con una politica estera talora interessante e coraggiosa, e con il proprio carisma)
n° 2, lo stesso governo però non è liberticida, come dicono i destri 8lo hai ben spiegato tu)…per restare nell’area, c’è un abisso fra Venezuela e Cuba, questa sì marxistizzata (specialmente nei ’60 e ’70, quando c’era il terrore..e i CDR-che esistono tuttora-cioè Comitati di Difesa della Rivoluzione erano, e in parte, ancorché molto meno, ancora sono, temibilissimi e crudeli)
dunque hanno torto entrambi..o ragione entrambi, se volete..e non pare esserci dubbio che il popolo venezuelano voglia un cambio..se poi abbia a pentirsene amaramente, non è ora dato sapere
idem, in condizioni diversissime, il Brasile….un professore universitario di Maringa (nel Sud), che conosco, da anni mi dice dello scontento crescente, specialmente fra le persone istruite..la corruzione del regime Lula-Dilma è nota anche ai sassi..e pure la (relativa) inefficienza..non dimentichiamoci poi noi italiani quello che Lula ha fatto, proteggendo-ok, dopo i “cari” transalpini, sempre pessimi- un pericoloso e criminale terrorista rosso..pure strafottente…nessun mistero, quindi…i brasiliani (meno fessi di noi, a quanto sembra) vogliono liberarsi di ‘sta gente…il prossimo sarà anche peggio ? mah, chi può dirlo ?..c’é l’effetto “tiranno di Siracusa” 😀 ma non è una buona ragione per fare nulla e tollerare tutto
circoli USA (e non USA) ci sguazzano, con obiettivi irriferibili ma comunque loschi ? probabile…ma l’idea che gli attuali siano degli “agnellini” lo può credere solo che appartiene alla sx italica 😀
“Posso riportare quanto raccontato da un mio amico che è stato in Venezuela l’anno scorso: ”
Io non me ne interesso da molti anni, semplicemente perché devo concentrarmi sulle pochissime cose su cui riesco in qualche modo a influenzare.
Da quello che mi ricordo di chi ci andava piuttosto spesso –
– abisso di classe tra masse analfabete alla fame e pochissimi ricchi;
– una sostanziale monocultura del petrolio, che Chavez cercava di usare per fare scuole e ospedali e case popolari, ma senza cambiare la dipendenza totale dalle multinazionali (d’altronde quali sono le alternative? Industria distruttiva alla cinese? Agrobusiness devastante in stile argentino?);
– un governo per nulla repressivo (tanto che tutti i media erano solidamente antichavisti) ma che calava le riforme dall’alto, come un simpatico regalo del capo al popolo, senza nessuna struttura intermedia (i funzionari statali non erano chavisti, anzi);
Immagino che quando cambia il Simpatico Capo e il prezzo del petrolio continua a scendere, il risultato sia prima o poi il collasso.
curioso
sulla repressione e sul controllo presidenziale dei media ho informazioni “leggermente” diverse
sul fatto che non esistano alternative all’estrazione di petrolio mi trovi leggermente in disaccordo (lavorano nelle Filippine e in Vietnam!)
il sistema bolivariano mi pare tendesse al collasso da tempo e il petrolio avrebbe solo aggravato una crisi tendenziale
ma è il primo punto che mi stava più a cuore
grazie
@ Martinez
Sul Fatto Quotidiano qualche tempo fa si confrontavano i risultati fallimentari del governo Venezuelano con quelli meno drammatici del governo Boliviano, dove pure il cambio del presidente della Repubblica (avvenuto, sembra, con regolari elezioni) non ha prodotto particolari sconquassi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Immagino comunque che abbiano precisato che Maduro è comunque molto meglio di Renzi 😀
quasi non ce n’era bisogno
ma anche Trump è molto meglio di Renzi?
😀
Miguel, che ne pensi?
In Italia il ‘Verbo’ maoista ispirò quattro gatti, elitari e moralisti
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L’intero Sessantotto visse molto di più sui giornali borghesi che nella realtà. Almeno fino a quando, col rapimento del giudice Sossi e il conseguente assassinio, due anni dopo del Procuratore generale di Genova Francesco Coco, le Brigate Rosse non passarono all’azione. Ma le Brigate Rosse non si ispiravano alla Rivoluzione cinese, bensì al mito della Resistenza italiana che con la Rivoluzione cinese, con tutta evidenza, non aveva nulla a che vedere. Fra gli innumerevoli gruppuscoli che nacquero nel Sessantotto, Movimento Studentesco, Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Manifesto, Potere Operaio, Lotta comunista, Quarta internazionale, situazionisti, commontisti, Gruppo Gramsci, Partito comunista italiano (m.l.), che detto per esteso significa Partito Comunista italiano marxista leninista, solo quest’ultimo, che all’inizio si chiamava Unione, si ispirava direttamente alla Rivoluzione cinese del 1966. Gli altri gruppi tendevano piuttosto a guardare a quella sovietica e sotto le mura della Statale di Milano, occupata dagli studenti, si poteva sentir risuonare il rabbrividente slogan “viva Stalin, viva Beria, viva la Ghepeu” ed era la prima volta che un movimento che si diceva rivoluzionario inneggiava alla polizia e, più precisamente, alla polizia politica di cui il sanguinario Lavrentiy Beria era stato il capo.
Il Partito Comunista italiano (m.l) nacque a Milano nel ’68 dalla fusione dei gruppi Falce e martello e Bandiera Rossa. L’Unione dei marxisti e leninisti ebbe brevi momenti di splendore, seguiti da un rapidissimo declino. Fu l’unico dei gruppi a ricevere quattrini dalla Cina e il suo capo fu ospitato dal Presidente Mao (cosa che rendeva verdi di rabbia i leader degli altri gruppuscoli). Gli emmeelle vivevano nel culto di Mao. Il maoismo vi era inteso come dogma e ripetizione talmudica. La stessa struttura dell’Unione non era che la riproduzione esatta e pedante del partito comunista cinese. All’interno dell’Unione c’era, come in Cina, una lega delle donne, una lega dei giovani pionieri, una lega degli anziani. Il lavoro dei marxisti-leninisti era esclusivamente di propaganda. Il concetto era infatti che il Partito era la Verità e la Verità non ha bisogno d’altro che di essere diffusa. Cosa che a ben guardare non si discosta molto dalla cosmologia cui si ispirano Al Baghdadi e i suoi uomini, con la differenza che costoro si battono mentre i marxisti-leninisti erano violentissimi a parole ma pressoché innocui quando si trattava di passare all’azione. Vivevano su un altro pianeta. Il pianeta di Mao. Per diffondere il loro Verbo utilizzavano un giornale quotidiano murale e il settimanale Servire il popolo che aveva una discreta diffusione. Il Partito si finanziava attraverso una autotassazione dura ed esigente. Una compagna che aveva ricevuto una eredità di 50 milioni fu espulsa per averne devoluti solo 15 al Partito. A Milano i militanti erano circa 2.500 e il capo nazionale si chiamava Luca Meldolesi, un operaio che aveva scritto un libro su Forza lavoro e mercato. Dominata da un moralismo forsennato e infantile l’Unione era nota più che altro per aver toccato, ed abbondantemente superato, i limiti del grottesco con i suoi matrimoni marxisti-leninisti. Io assistetti a Firenze a una di queste cerimonie: era una triste parodia, senza un lampo di fantasia o di originalità o di intelligenza, dei matrimoni dei comuni e odiatissimi borghesi.
L’unico intellettuale di grido che si fece attrarre da questo maoismo di risulta fu il sempre molto generoso ma anche molto ingenuo Dario Fo. Mi ricordo che una volta alla Palazzina Liberty esaltò il fatto che i cinesi su un fiume (non ne rammento ora il nome) avevano organizzato, per deviarlo, una diga umana. Il buon Dario non si rendeva conto che stava facendo l’esaltazione della schiavitù.
In realtà il maoismo penetrò in Italia non direttamente dalla Cina ma attraverso la guerra del Vietnam dove i vietcong stavano dando filo da torcere agli americani e nel 1975 li cacciarono. Mi ricordo un editoriale del Corriere della Sera firmato da Giuliano Zincone, che seguiva estasiato le manifestazioni pro-vietcong, che prendeva il titolo da una frase del testo che diceva: “Il Vietnam vince perché spara”.
Conclusa la guerra del Vietnam e passati alcuni furori il nome di Mao Tse-tung divenne, più correttamente, Mao Zedong. E fu la fine dell’influenza del comunismo cinese in Italia. La Cina non era più vicina. O forse era diventata troppo vicina e simile a noi.
Massimo Fini
Il Fatto Quotidiano, 16 maggio 2016
“Vivevano su un altro pianeta. Il pianeta di Mao.”
Conosco uno dei due fondatori del maoismo italiano, che mi è venuto anche a trovare a Firenze.
E’ un vero “comunista”, con tutto ciò che questo significa (e che la destra non capisce).
Figlio di operai, cresciuto nell’apparato paramilitare del PCI, poi passato su posizioni filocinesi, incontrò personalmente Mao e lavorò a lungo a contatto con l’ambasciata cinese.
Una persona di vasta cultura, di quella cultura che i comunisti di origine operaia si sono costruiti studiando maniacalmente, conserva oggi uno degli aspetti fondamentali del modo di essere comunista: guardare tutto con una certa freddezza, non permettere mai alle antipatie o alle simpatie di prendere il sopravvento.
Non a caso, i veri comunisti come lui possono opporsi alla Lega, ad esempio, ma senza alcun moralismo o alcun astio personale. E non hanno problemi a parlare con chiunque, perché guardano alla Storia e non ai singoli presunti “buoni” o “cattivi”.
Sono i prussiani dell’anima.
“Sono i prussiani dell’anima.”
Il vero comunista, impersonale, assolutamente onesto, disposto a dare la vita se serve, vive anche una profonda alienazione: è sempre altrove. Tutte le relazioni che vive sono false, perché sono in funzione della fantasia della rivoluzione, che non è mai qui.
Eppure, da quest’altro pianeta, guarda il mondo con assoluto distacco e quindi può affrontare qualunque argomento o qualunque persona senza alcun pregiudizio. Solo con la domanda, “questa persona può servire alla causa?”
Ecco perché – lo dico per habsburgicus – i comunisti sono i meno “antifascisti” di tutti.
ti direi pure che non hai torto…se il comunismo fosse (solo) bordighismo, maoismo duro o almeno stalinismo puro/classico [e già lì ci sono “incrostazioni” perché in fin dei conti sull’A-F ci campano, e come dargli torto :D]…
in realtà quelli sono 3 gatti..
il comunista medio (ok, se vuoi, mettiamoci le virgolette…il fatto è che loro però si definiscono tali !) è un tipo SEL/Rifondazione/ultra-trockisti, che ha sempre in bocca laparola “Antifascismo”, “Resistenza”, “No Pasaran”
poi ci sono gli ex-PCI (oggi PD) che NON si definiscono più comunisti (dunque per loro le virgolette sarebbero d’obbligo) e che, pur dicendo cose diversissime su altre questioni, ripetono i medesimi mantra (talora con più foga)
dunque, se distinguiamo comunisti da sinistra 8come fossero cose diverse..e alcuni lo fanno, ma senza prove storiche), hai ragione tu..ma in tal caso comunisti restano il tuo amico e forse un’altra mezza dozzina di persone in tutta Europa 😀
altrimenti, ho ragione io 😀
habs,
lo sai che i bordighisti sono deviazionisti pericolosi. E sai anche che non dovresti associarti a loro per nessuna ragione. Perché quando la Rivoluzione ci sarà, potrò proteggerti ma solo fino ad un certo punto. Lo sai.
😀
@ Martinez & mirkhond
“Sono i prussiani dell’anima.”
Da sempre il mio modello! 🙂
“quattro gatti, elitari e moralisti”
Il capoccia era Alfio Bandirali. C’era pure lo slogan “Lunga vita al compagno Bandirali”. Se non mi sbaglio, finì assessore al turismo in una giunta provinciale di Forza Italia.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Il capoccia era Alfio Bandirali”
confondi Servire il Popolo con il PCd’I (ML). Di Servire il Popolo e Brandirali, so molto poco, al di là dell’aneddotica mediatica.
Ha ragione Johnson: la UE è il Reich. A sua insaputa.
Maurizio Blondet 17 maggio 2016
Come ormai sapete, l’ex sindaco di Londra Boris Johnson, che è a favore del Brexit, ha paragonato l’Unione Europea a qualcosa che “Napoleone e Hitler hanno provato, ed è finita tragicamente: l’Ue è un tentativo di fare lo stesso con metodi diversi”. Ora, il fatto che l’Europa a trazione germanica sia un mostro oppressivo, dovrebbe essere ormai constatazione comune. Invece si è assistito agli strilli indignati, allo scandalo mediatico, in cui s’è distinta (come sempre) la “sinistra” nelle sue varie forme: un caso tragicomico di conformismo che ormai è diventata psico-polizia: le “sinistre” cercano di vietare il dibattito, appena superi la contingenza. Appena qualcuno prova a discutere i fondamenti filosofico-politici della Europa come s’è venuta formando, ecco che si chiama la polizia. E’ il ben noto riflesso totalitario di ogni sinistra.
Non è quindi singolare che a Londra sia il Guardian – il giornalino della sinistra chic – ad attaccare Johnson con più artificiosa meraviglia e fervore europeista – ossia conformista. Tutto come consueto. Ma quando ha chiamato l’ex sindaco, per le sue posizioni, un “ignorante”, bisogna reagire. E’ la sinistra che dimostra la sua ignoranza: ignoranza del dibattito e delle fonti della critica di Johnson, effetto collaterale del fatto che sopprime il dibattito pubblico si temi fondamentali. La “fonte” ignorata è proprio inglese: John Laugland, uno dei maggiori pensatori politici del nostro tempo, autore di una critica profondissima della cosiddetta Europa: The Tainted Source (la fonte inquinata) che ha come sottotitolo “le origini a-democratiche dell’idea di Europa”.
Vediamo di capirci.
L’Unione Europea, ci dicono gli europeisti, è nata per garantire “la pace”. Così l’hanno voluta gli americani vincitori che affidarono a Monnet i fondi del Piano Marshall: sottrarre sovranità agli stati, altrimenti si faranno la guerra. In pratica, eliminare la politica dallo spazio europeo, creando una sede dove i conflitti non vengono composti, ma aboliti dalla tecnoburocrazia.
Non sapevano (gli ignoranti) che questa visione era esattamente quella della Prussia di Federico il Grande. La Prussia aveva bisogno di “pace”, scrisse Federico in un testo del 1705 inteso per i suoi successori, perché è circondata da troppi vicini potenti [Francia, Russia, Impero absburgico]. E’ l’incubo prussiano di essere battuto da una guerra su due fronti, da due avversari sui due confini: incubo giustificato ( e tuttavia errore strategico in cui la Germania non ha cessato di cadere, fenomeno singolare).
La “pace” al modo prussiano
La soluzione prussiana fu “la pace” coi vicini. La “pace” prussiana comprendeva e richiedeva l’allontanare i suoi vicini dai propri confini, creandosi attorno un “grande spazio” di “pace”.
E’ impressionante constatare come questa stessa idea animasse – due secoli dopo – Helmuth Kohl, il cancelliere che ha firmato il Trattato di Maastricht e ci ha voluti tutti “dentro l’Euro”: “Noi tedeschi abbiamo una ragione speciale per cui necessitiamo di una Europa unita. La Germania ha più vicini di che ogni altro paese in Europa..” (febbraio 1996). E’ l’incubo prussiano dell’accerchiamento; lo stesso che tradì il massimo negoziatore tedesco di Maastricht, Horst Koehler: “Non c’è alternativa alla integrazione europea. Ogni altra scelta potrebbe far sì che le altre nazioni del continente, un giorno, si uniscano contro di noi” (intervista a Le Monde, 6 febbraio ’96).
Il punto paradossale è che la Prussia volle creare attorno a sé la “pace”, evitando di farlo con la politica, evitando di apparire egemone. E soprattutto, evitando le responsabilità che vengono con l’egemonia politica. La Prussia unificò piccoli regni e principati tedeschi, sì, ma con lo Zollverein. Una unione doganale , dunque economica, non politica; fondandosi sulla unità linguistica, – ancora una volta una unità “culturale” e non politica.
Lo Zollverein fu una intuizione essenzialmente pacifica alla prussiana: allontanava i nemici dai confini; il guaio è che è stata il modello della unificazione d’Europa, che doveva avvenire (come voleva Monnet) in modo “inavvertito”. Quando lo Zollverein rese grande ed economicamente superpotente la Germania, sorse il problema che la Germania non ha mai saputo risolvere, la sua “impoliticità” di fondo: non riconobbe la sua vera natura. Era un impero? O no? E’ la falla che ha riconosciuto Henry Kissinger: “Il Reich di Bismarck non era uno stato nazionale, era un artificio, essendo essenzialmente una ‘grande Prussia’, [caratterizzata dall’] assenza di radici intellettuali”. Il militarismo tedesco, paradossalmente nasce da questo vuoto intellettuale e dalla idea di “pace” prussiana; si sentiva insicura, la superpotenza che era diventata…
Perché era successo questo: la Prussia non aveva unificato la legislazione dei paesi che via via inglobava nello Zollverein; aveva lasciato ad ogni piccolo principato le sue. In apparenza. Ma aveva imposto gli standard prussiani attraverso “normative” e “regolamenti” giustificati dall’integrazione economica: standard industriali, norme commerciali, armonizzazioni doganali…insomma esattamente come la cosiddetta “Comunità” divenuta “Unione Europea”.
Anche allora la Prussia fece la Germania agendo “al disotto” della politica, imponendo armonizzazioni e regolamenti (non leggi) che però uscivano dai ministeri prussiani, da teste prussiane – ed ebbero come effetto finale che fu il sistema giuridico prussiano quello che, inavvertitamente, si impose.
E che sistema giuridico era quello prussiano? Purtroppo, quella della grande caserma di Federico: regolamenti, non leggi. Le leggi vengono discusse e votate, accettate e respinte; i regolamenti militari, no. Il sistema giuridico viene concepito (dal diritto romano in poi) come un corpus che dà ai cittadini la libertà, ossia l’azione libera nell’ordine (per esempio, legarsi volontariamente con contratti, senza che l’autorità ci metta bocca); la Prussia era governata da una struttura “di comando e obbedienza”. E oggi non vediamo lo stesso? Bruxelles ordinare all’Ungheria di prendersi migliaia di rifugiati altrimenti infliggerà punizioni e multe? E’ che Bruxelles è il ventriloquio di Berlino, che concepisce il diritto come un insieme di regolamenti e di obbedienze, non di libertà e pluralismo. Alla prussiana.
Commenta Laughland: “L’impero germanico si supponeva dovesse servire a contenere la Prussia, ebbe l’effetto opposto”. E’ l’equivoco in cui caddero gli europeisti alla Mitterrand: facciamo la UE e l’unione monetaria per contenere la Germania, che dopo la sua unificazione era tornata la superpotenza temibile. Hanno ottenuto l’effetto opposto.
In perfetta buonafede, la Germania si è lasciata “contenere”. O meglio: in imperfetta malafede: sentendosi sollevato da ogni responsabilità. Quindi legittimata ad agire da bottegaia egoista, essendo l’egemone di fatto, ma non di diritto.
Anche questa furbizia è una costante. Negli anni precedenti alla Grande Guerra, un cancelliere tedesco di nome Theobald von Bethmann-Hollweg, concepì una unione doganale che comprendesse tutti i vicini, dalla Francia all’Austria-Ungheria, dalla Polonia all’Olanda e Belgio, dalla Svezia all’Italia; la chiamò Mitteleuropa. Ovviamente la concepì “come una zona di sicurezza che la Germania avrebbe dominato economicamente, ma non avrebbe annesso formalmente”: l’annessione avrebbe significato assumersi la responsabilità dei dominati. Un grave peso, il fardello dell’impero – che la Germania non ha voluto. Meglio: di cui ha voluto i vantaggi, ma non i doveri. Chiaramente fissati.
Tutti i responsabili tedeschi, “democratici” (come Walter Rathenau, non a caso un industriale, presidente della AEG) o no (Adolf), hanno voluto e teorizzato una unione europea fondamentalmente basata “sui comuni interessi” a protezione della Germania e della sua “pace”. L’ex Kaiser Guglielmo, detronizzato dopo la disfatta tedesca del 1918, ormai in esilio da un trentennio, nel 1940 si entusiasmò per le conquiste di Hitler: “Stiamo diventando gli U.S. d’Europa sotto guida tedesca! Un continente europeo unito, che mai avrei sperato di vedere!”.
Reichskanzler Adolf Hitler und der Deutsche Kronprinz Wilhelm von Preußen im Gespräch während der Feier vor der Garnisonkirche in Potsdam.
Reichskanzler Adolf Hitler und der Deutsche Kronprinz Wilhelm von Preußen (1933)
Chi più europeista di lui? La stessa speranza di Mario Monti, di Padoa Schioppa, della Boldrini. Di Draghi e di Juncker. E di Monnet, Delors e Mitterrand, e Hollande.
Sì perché dopo aver illustrato il difetto “politico” della Germania che ne ha fatto l’egemone taccagno ed egoista che ci opprime, che dire della incredibile stupidità giuridica, politica (e morale) degli “europeisti” che non l’hanno fermata quando potevano?
Il punto di svolta è stato nel 1993. Quando un gruppo di tedeschi (giustamente) esasperati del dirigismo autoritario della Commissione europea, trascinarono il governo tedesco davanti alla Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe accusandolo di violare la costituzione: il trattato di Maastricht è incostituzionale perché viola la sovranità tedesca, il Cancelliere non può ratificarlo.
La Corte di Karlsruhe decretò che no, Maastricht non intaccava la sovranità della Germania e i diritti fondamentali dei tedeschi. Ma con la stessa pronuncia si proclamò la giudicatrice d’ultima istanza dei trattati europei e della loro conformità alla Costituzione tedesca. Una sentenza impeccabile. Ma anche il rovesciamento speculare di quarant’anni di (pseudo)giurisprudenza europea, che aveva sempre dato il primato alle normative comunitarie sopra le leggi nazionali.
Anche la Germania aveva accettato per quarant’anni quella supremazia, accettando pecorilmente di ratificare tutte le “normative”; era la Germania divisa, la Germania che si doveva far perdonare le sue colpe…E la Corte non era mai stata investita della questione. Da quel momento, l’intero assetto dell’Europa è cambiato. Laughland: “Mentre tutti gli altri stati membri dell’Unione Europea sono ugualmente soggetti alla legge dell’Unione, solo la Germania ha dichiarato che è il suo diritto nazionale a prevalere, in caso di conflitto” tra i Trattati europei e la sua Costituzione.
Insomma la Germania è l’unico paese sovrano in una Unione dove tutti gli altri hanno ceduto pezzi giganteschi della propria sovranità, e sono incessantemente premuti a cederla tutta. Da allora, la Germania rispetto ai paesi d’Europa ha assunto la medesima posizione della Prussia rispetto ai piccoli regni tedeschi del Reich Germanico nel 1871. Peggio: ogni ulteriore progresso verso “più Europa”, ogni più decisiva spinta verso il federalismo e la cessione di sovranità definitiva a cui ci spingono gli “europeisti”, non fa’ che rafforzare la presa della nuova Prussia sugli altri e sulle leve di comando tecnico-amministrative. Si determina un potere improprio ma imperioso, come dimostra il fatto che è Berlino a darci i governi, a noi italiani; a multare l’Ungheria perché non accetta gli immigrati islamici; a ridurre la Grecia alla fame recuperando (da tutti noi stati-membri) i 220 miliardi che le sue banche le avevano follemente prestato; ad aver portato l’Europa alla deflazione perché vuole l’euro come “sua” moneta, non la moneta comune.
Ma questo, mica è colpa della Germania.
E’ colpa nostra. Di tutti gli altri paesi e governi che non hanno capito (o fatto finta di non capire) che la sentenza di Karlsruhe cambiava la natura della “costruzione europea” come l’avevano voluta i “congiurati” dei tempi di Monnet. Più precisamente, che essa interrompeva la cosiddetta integrazione (più o meno) alla pari.
Non è colpa della Corte di Karlsruhe, che ha riaffermato la sovranità nazionale. E’ dei nostri governi che non hanno fatto altrettanto – ciò che avrebbe configurato una “Europa delle patrie” come la auspicava De Gaulle, innominabile dalla polizia del pensiero.
oalmeno, bisognava che l’arbitro fischiasse il rigore “Alt! La sentenza cambia le carte in tavola! Mettiamoci attorno al tavolo e rinegoziamo tutte le regole del gioco!”.
Ma dov’è, dov’era un smile arbitro? Forse a Bruxelles? Ovviamente no: la tecnocrazia che domina dietro le quinte, senza legittimità democratica, non ha questo fischietto arbitrale – se non quando glielo presta Berlino. E ciò perché essa non solo, secondo le istruzioni ricevute nel 1945,spoglia gli stati della sovranità; ne ha spogliato anche se stessa. Nella convinzione (falsissima) che sia la sovranità a creare i conflitti. La sovranità, ossia la politica: è quella che è stata esclusa per principio, nella convinzione che eliminando la politica si elimina il conflitto. Visione essa stessa “prussiana”, dice Laughland, perché l’essenza del Politico sta nel riconoscere i conflitti, e nella capacità di istituzionalizzarli – per esempio riconoscendo l’opposizione politica invece di silenziarla – che è poi il riconoscere che la Politica è irriducibile alla “tecnica amministrativa”, che non è “scientifica”, che è sempre “discutibile”…
Questa è la fossa in cui gli “europeisti” ci hanno cacciato; il nodo scorsoio in cui hanno ficcato le nostre teste; e invece di pensare a come trarcene fuori, minacciano catastrofi economiche e guerre se il Regno Unito ne esce, e danno a Johnson pure dell’ignorante. Ma in lui agisce l’istintiva diffidenza britannica, la sagacia politica stessa per cui Londra nella UE c’è con un piede solo; una visione politica, piaccia o no, che a noi manca.
Pensate solo a questo: se avviene il Brexit, può cominciare un processo di liberazione anche per noi; se il referendum inglese fallisce, la cosiddetta UE si rafforzerà, le sue catene diverranno inestricabili e più pesanti. Per quanto spiaccia dirlo, confido negli inglesi: per antica esperienza, sanno riconoscere una Prussia, quando ne vedono risorgere una.
un errore teorico grave sta nel ritenere che la Germania sia sovrana (magari !) e ancor peggio nel considerare ciò un elemento negativo (laddove sarebbe, semmai, abbastanza positivo)..troppe parole sulla sentenza di Karlsruhe del 1993-nur Worten, in effetti obbediscono loro quanto e più di tutti gli altri (tranne l’Italia ma quella non conta)
comunque, anche se l’anti-germanesimo albionico non è simpatico ed è francamente irritante (nulla di nuovo, però), la loro battaglia-anche se per scopi diversi dagli europei consci-è giusta..la Brexit sarebbe positiva…ma non per i motivi che dicono Johnson e Laughland….vabbè, importa poco, adesso…l’importante è che ci sia (darebbe inizio a processi ben diversi e riaprirebbe residue speranze per il nostro Continente)..così come l’elezione di Trump (in sé uomo per nulla simpatico, ma da appoggiare !)..il guaio è che né l’uno né l’altro avvenimento, ovverossia Brexit e Trump Presidente, avrà luogo..donde il declino ineluttabile già previsto
e sia., se così è scritto !
sull’ultimo capoverso [tranne l’ultimissima frase], pieno accordo 😀
Se Trump diventerà presidente, è da vedere se manterrà ciò che ha promesso, soprattutto in politica estera.
E proprio per motivi che si conoscono bene…….
è chiaro che si rimangerà dal 50 % (ottimismo) all’80 % (pessimismo)..ma la sua elezione avrebbe nondimeno un impatto dirompente, incalcolabile (sarebbero svelati gli arcana imperii. come nel gennaio 69 d.C, da parte delle legioni del Danubio; allora si trattò del fatto che un imperatore poteva essere fatto anche fuori di Roma, ora sarebbe la prova che i potenti liberals dei media NON SONO imbattibili; allora si aprì un processo che dopo vari secoli portò alla fine del mondo pagano classico, ora potrebbe-CONTRO IL SUO VOLERE-aprirsi una falla per cui un giorno crollerà pure il liberal-settarismo, che oggi pervade tutto e tutti :D)—sarebbe lo scacco matto al politically correct–e financo in questa oscura colonia, forse potrà partire una, per quanto tenue, riscossa 😀
loro lo capiscono meglio dei loro timidi e divisi avversari..ecco perché lo temono molto (al di là dell’uomo, che, ritengo, non sia granché)..e faranno di tutto per impedirgli di accedere allo scranno presidenziale
e ci riusciranno, ahinoi
Reno, non Danubio
e poi Siria-Egitto (1/7/69 d.C, Vespasiano) cui si accodarono quelle del Danubio (questa volta sì :D)
Un errore teorico grave (cit) sta nel voler parlare di cose di cui non sia la minima idea.
Eppure di manuali, libri, libretti sull’UE ce ne sono a bizzeffe
scusate ma mi pare che Blondet faccia una tempesta in un bicchier d’acqua, con la storia della sentenza di Karlsruhe, che mi pare banale nel suo nucleo
ho ragione o sono accecato dal mio favore per gli USE?
ciao
Strati Uniti d’Europa ?! … Francesco, roba da Pannella & Bonino !
lo Spirito soffia dove vuole e quell’idea è eccellente
“Stati” … e.c. , se non è stato un lapsus ! 😉
Francesco, ma tu credi veramente agli Stati Uniti d’Europa ?
è un’utopia, ipso facto *impossibile
rileggiti quanto scrissi alcuni giorni fa sugli USA del 1776 (forse non l’hai visto..da qualche parte c’è) e vedrai le differenze ENORMI
*da premettere “quasi”, qualora accettassimo di denazionalizzarci del tutto (da cretini perfetti !)..anche così, per riuscire, dovrebbero farlo tutti (tranne uno o al massimo due popoli)..e dubito ci siano così tanti cretini felici di essere tali 😀 perché gli unici S.U.E fattibili sarebbero una pseudo-Unione in cui comandino X (tedeschi ? inglesi ? discendenti dei giacobini ? magari con un dualismo ma già si complicherebbe tutto ancor più) e tutti gli altri accettino senza fiatare l’essenza di ciò che loro sovranamente decidano ..bella prospettiva !
siamo europei, pur essendo di popoli diversi
ma anche prussiani e bavaresi, catalani e andalusi e castigliani, scozzesi e inglesi, per non parlare di baresi e tarantini!
quindi credo che sia possibile, se fatto con intelligenza e consapevolezza
oltre a essere necessario
ciao
QUESTO POPOLO DEI TEMPI ULTIMI
Maurizio Blondet 17 maggio 2016
(M.B.) Ricevo questa lettera di un fedele lettore. Un affresco della realtà della “gente normale” in Italia, francamento spaventoso. Un groviglio di disperata, infelice ricerca del piacere più dozzinale, a rimpiazzare la mancanza di senso di una vita che non ha più motivo. Quando la gente “normale” diventa così anormale, è chiaro che i tempi di un Grande Castigo sono vicini. Il lettore ha provato un orrore cosmico, di fronte alla realtà di questo popolo.
Ovviamente qualche troll deriderà. Non resta che citare Sedlmayr: “Il peccato significa, in ogni tempo, un estraniarsi dalla vita divina. Questa concezione è andata del tutto perduta nell’uomo del secolo ventesimo oggi, nella migliore delle ipotesi, l’uomo riesce ancora a capire il peccato in maniera grettamente morale, ma non riesce a considerarlo come un turbamento del cosmo umano, dell’intera vita e delle fonti di essa”.
Gentile direttore
Le scrivo perché riscontro nel tempo che stiamo vivendo i “tempi ultimi” dei quali lei ha parlato in diverse conferenze. Non parlo di segnali “biblici” ma di segnali di un sistema che sta collassando, come lei stesso definisce il “capitalismo terminale” e di come il degrado dell’essere umano sia arrivato al punto di non ritorno.
Vivo in un paese di provincia con meno di settemila anime che lo popolano (quasi duemila delle quali non autoctone) e vedo nella piccola scala del mondo che compone il mio habitat una proiezione del pianeta a dir poco inquietante. Frequento quotidianamente un bar ove ho diversi amici, diciamo che in una giornata tipo (nell’oretta che sono al bar) vedo dalle dieci alle trenta persone; ebbene, di queste trenta persone nelle giornate di punta ne conosco pochissime che non facciano uso di sostanze stupefacenti (io spesso abuso di alcol, ma sto parlando appunto di altro). Quello che a mio parere è l’uso di droga dovrebbe essere una fuga dalla realtà (che data la sua insopportabilità, spesso è comprensibile, anche se non giustificabile), ne consegue che la funzione della droga in utilizzo dovrebbe essere di stordimento et similia, invece vedo usare un sacco di cocaina, droga che fa essere “più performanti” (non certo a livello sessuale visto che la cocaina induce a impotenza quando la si utilizza); una sera, poco dopo che mi morì un carissimo parente andai a una festa in una casa di campagna e lì vidi un sacco di persone che vedevo al bar anche più che cinquantenni fare uso appunto di cocaina, ben dopo le undici di sera.
Che cosa era la “performance” che dovevano esibire? Cosa dovevano dimostrare? Perché hanno scialaquato i loro 50 euro per una sostanza a mio avviso inutile che serve per performare il nulla? Ma purtroppo ho visto di molto peggio.
Bene, sempre con alcuni di questi soggetti, visto che sono piuttosto bravo a cucinare, abbiamo organizzato cene in case di campagna e lì ho visto cose molto peggio della cocaina, del sesso promiscuo e dello “studio 54 way of life”, se lei vedesse i film e videogiochi che vidi quella sera ne avrebbe orrore almeno quanto me, non c’era niente di esplicitamente pornografico (quindi ascrivibile a sessualità spinta), ma una rassegnazione totale e complice al male; li ho visti ridere sguaiatamente con un volgarissimo film mainstream (comic movie) del quale io non ho sopportato nemmeno un minuto in quanto privo di comicità, ma soltanto zeppo di gratuita sguaiatezza e volgarità verbale e visiva (in una scena c’è un tizio con i testicoli sotto al mento come se la testa fosse il suo pene); il videogioco invece consisteva nell’usare una specie di fionda per lanciarsi contro bersagli al solo scopo di procurarsi più dolore possibile (naturalmente virtuale, visto che lo spirito di autoconservazione non è ancora removibile dal nostro DNA).
Detto così sembra il nulla, invece io reputo ancor più gravi dei comportamenti attivi quelli passivi, anche perché il coinvolgimento diventa coatto e non un atto di partecipazione, ne consegue che la giustificazione si può riassumere in “è solo un film”, o “è solo un videogioco”.
Innanzitutto come fanno persone di meno di quaranta anni a trovarsi a cena e dopo aver mangiato non avere niente di meglio che guardare film o videogiochi al videoproiettore?
Io fortunatamente sono più vecchio di loro, ho 47 anni e ho visto il mondo prima dei videogiochi, prima dei cellulari e prima di internet e con i miei amici di prima facevamo chiacchiere sino al mattino quando ce ne era l’occasione!
Non si riesce più a parlare con le “persone comuni” anche perché dalle descrizioni antropologiche che le ho fatto ho omesso uno dei fattori più destabilizzanti del genere umano; lo smartphone.
Si perché mentre si mangiava alla cena sopra descritta c’era sempre qualcuno che voleva fare vedere un video, un messaggio, una foto, un digitalume da condividere con i commensali, con la realtà che ormai è sempre più aliena a chi anche partecipa a un evento.
Un decimo del tempo per mangiare, un quarto del tempo di gente che fa vedere la roba del telefonino e il resto a guardare film inutili e videogiochi peggio.
Continuo: avendo la fortuna di avere ancora vivi gli anziani genitori, vado spesso a fare spesa al supermercato e purtroppo anche lì il paesaggio è triste. Vedo persone comprare 13 euro di spesa e usare la carta di credito rallentando le code, vedo altri che usano lo smartphone mentre guardano la merce, magari per rispondere a un messaggio su facebook, mentre in sottofondo c’è la musica atroce di questi tempi ultimi, purtroppo la musica è uno specchio dei tempi e da ex musicista e compositore posso dire che nel campo musicale la fine dei tempi è arrivata da un pezzo. La musica di adesso è ripetitiva, rimane solo il ritmo e sotto c’è l’ossessività, la melodia è sparita, c’è solo il tormentone che deve rimanere nella testa dopo solo una volta che si è sentito.
Capisco che le varie narrazioni che le ho fatto possano sembrare sconnesse, invece hanno un comune denominatore, se si vive senza cercare di capire ciò che ci circonda non ci sono più concesse scelte e nemmeno opzioni ed è tutto comodissimo se si vive come la maggioranza delle persone, cioè con la passività che mai appartenne ad alcuna specie e che ora regna sovrana sul genere umano.
Ciò si esplicita ancor meglio con gli acquisti compulsivi compiuti quotidianamente su internet, nei quali la maggior parte degli acquirenti si sente furba perché risparmia, ignorando in modo complice che sta contribuendo a far chiudere negozi e botteghe nel proprio territorio e ingrassando oligarchie mercantili che stanno monopolizzando l’offerta di beni arrivando al loro obiettivo che è il “captive demand”, cioè la costrizione del cliente a pagare il prezzo richiesto per beni non necessariamente di prima necessità, ma dei quali la necessità è un fattore indotto di priorità coatta.
Prima degli smartphones un telefono cellulare costava al massimo 150 euro, poi all’improvviso è arrivato a 700 euro l’IPHONE, “stay hungry, stay foolish“, quante volte si è sentita questa odiosa citazione? Ora per fortuna, o grazie a Dio, quello schifo di Steve Jobs è morto e spero l’inferno ne faccia supplizi quotidiani, ma ci rendiamo conto di quanto ha rovinato il mondo questo schifoso personaggio “visionario”?
Probabilmente l’Anticristo è morto (solo fisicamente) a 56 anni, ma ha già fatto tutto quello che voleva e ha capito che la vendetta è un piatto che va consumato freddo, sta solo aspettando l’inverno per gustarselo ghiacciato e anche se è quasi estate nel momento in cui scrivo, l’inverno è comunque nel calendario e lui può aspettare.
Colgo l’occasione per salutarla e sappia che faccio tesoro di ogni articolo che lei scrive.
Con immensa stima
Paolo Lugli
“Gentile direttore”
E’ interessante, perché descrive una certa quotidianità effettivamente molto diffusa, una specie di sottofondo italico generale che esiste.
Curioso che poi Blondet si lamenti degli “stranieri”: anche se purtroppo si stanno integrando, sono in genere un po’ meglio 🙂
Però dipende anche da noi cosa vogliamo guardare.
Mentre Blondet guarda gli omuncoli di Paolo Lugli (che certamente esistono), io guardo le Mamme No Inceneritore. E vedo tanta gente (italiana) bella, allegra, onesta, felice e che vuol fare qualcosa di positivo.
Ancora… non credo che il mondo di Lugli sia necessariamente qualcosa di “adesso”.
Pensate ai protagonisti del film Brutti, sporchi e cattivi, diventati più ricchi e più vigliacchi, ma né peggiori né migliori.
Nonostante ciò che pensa Blondet, a me la Prussia e i Prussiani sono sempre stati simpatici.
Sarà per il mio amore per le divise tedesche del II reich (1871-1918) col pickelhaube! 🙂
“Però dipende anche da noi cosa vogliamo guardare.”
Purtroppo non è sempre facile distogliere gli occhi dal BRUTTO che ci circonda.
Penso solo all’orrenda moda dei tatuaggi che ha deturpato corpi maschili e femminili in maniera irreversibile.
In questo non mi sento di dare torto a Blondet su i “selvaggi con telefonino”, perché se è vero che brutture e comportamenti cozzali ci sono sempre stati, oggi mi sembra che le tamarreidi alla jersey shore dominino l’immaginario, rendendolo così brutto a guardarsi….
Sob!
“Brexit”, ma … c’è mai stato un “Brentry” ?!
sistema metrico in piedi, pollici, galloni, pinte, libbre, once e tutti quei cazzi lì … guida con il volante a dx, Trattato di Schengen optional …
cribbio
si chiama UE, mica è una caserma!
tranne che contro i cattolici, a dire il vero
la Svezia guidava a dx, sino al 1968—poi cambiò
l’Ungheria guidava a dx sino al 1941 (l’ho letto su un giornale dell’epoca) e qui è storia…la leggenda (che mi pare farlocca) vuole che il Duce in persona abbia preteso che l’Ungheria, da lui sempre beneficata (almeno dal 1927), abbandonasse questo segno esteriore di comunanza con gli odiati britannici 😀
P.S
e la sapete quella di Antonescu, che il 22/6/1941, pronunciò un discorso in cui esaltava la “guerra santa (razboiul sfant) contro il bolscevismo” a lato Marele Fuhrerului Germaniei si Ducele Italiei e qui è storia, si vedano i giornali dell’epoca (Curentul, Porunca Vremii, quelli tedeschi in traduzione, quelli spagnoli, “La Stampa” stessa in traduzione)
orbene, si disse, che Mussolini, si adirò moltissimo che Antonescu chiamasse Hitler “grande” (mare) e lui no !
e, sarà un caso, dopo il 24 giugno (quando ci fu ancora su “La Stampa” un’ottima corrispondenza intitolata “Fronte romeno”), le corrispondenze dalla Romania scompaiano per mesi !
io sono scettico, però, sul rapporto causa-effetto 😀
non ho messo i diacritici, scusatemi
Mi sa che la UE è molto più URSS che Reich, invece …
Vladimir Bukovsky est un célèbre dissident soviétique qui a passé 12 ans de sa vie emprisonné. Il dénonce l’utilisation de l’emprisonnement psychiatrique contre les prisonniers politiques en URSS.
En 2005, il publie un pamphlet comparant l’Union européenne et l’Union soviétique. Il réalise alors cette courte vidéo.
https://www.youtube.com/watch?v=0O_fr94vzW8
“J’ai vécu dans votre futur, et ça n’a pas marché.” Vladimir Bukovsky
UERSS
[sic]
——————————
Bukovsky ha ragione…
però sai come la sx lo infamerà, all’occorrenza ?
ricordando che fu scambiato nel 1976 con il leader del PC cileno Corvalan, imprigionato da Pinochet…
ma come si può, mi sembra di sentirli, dar retta a uno che era colluso con il kattivissimo Pinochet ? 😀
e vaglielo a spiegare che lui era nei gulag della buona URSS e che non c’entra nulla con lo scambio, non certo deciso da lui 😀 (che nondimeno fu cosa buona…per una volta l’Occidente liberò una testa pensante e non fece l’abitudinaria figura del fesso !)
loro risponderebbero..si, ma visto che c’entrava il bieko Pinochet, lui doveva rifiutare di farsi liberare 😀
Q.E.L.S.I (no, non il sito, solo l’acronimo :D)
Anche nell’URSS avevano il regolamento comitologia?
@ MOI
“J’ai vécu dans votre futur, et ça n’a pas marché“
E’ lo sfottò di un giornalista USA che andò su invito nell’URSS di Stalin, dove gli fecero fare il solito giro alla Villaggio Potemkin.
Tornò e disse: “Ho vissuto nel futuro, e ho visto che funziona”.
Ciao!
Andrea Di Vita
Anche Pino tempo fa, fece un paragone analogo……
SEL oggi si batte per i matrimoni e le adozioni da parte delle culandre…….
Questi di comunista non hanno più niente……
no dai, si battono anche per i posti sicuri dei mandarini delle municipalizzate
questo sì che è comunismo!
Il migliore economista è NIKI VENDOLA
1 – con le stecche dell’ILVA si accatta un bambino negli USA
2 – lo alleva per un poco con OLIVE PUGLIESI MALATE A BASSO COSTO
3 – lo vende ai pedofili belgi e ci fa un bel guadagno!
SUBITO AL POSTO DI PADOAN
Grog! Grog! Grog! Grog!
OT
Buon compleanno a Thomas Midgley (1889-1944), inventore del Freon e della benzina con piombo. Definito anche l’essere vivente che ha avuto il maggiore impatto sull’atmosfera nella storia della Terra.
un grande inventore che sarà sicuramente stato lodato per lo spirito imprenditoriale etc etc.
in realtà, al dilà della rabbia per ciò che ha causato, il poveretto non ha colpe: è il capitalismo che si butta su ogni innovazione redditizia, salvo poi vietarla quando se ne scoprono gli effetti nefasti.
leggere Ivan Illich a proposito.
p.s.
per Miguel e per tutti i tradizionalisti: uno studio scientifico ha scoperto che i contribuenti più facoltosi del ‘500 fiorentino hanno gli stessi cognomi dei contribuenti più facoltosi della firenze di oggi.
http://voxeu.org/article/what-s-your-surname-intergenerational-mobility-over-six-centuries
molto interessante, soprattutto in topic per quanto riguarda Arroganza e Avidità..
Izz,
quello che tu chiami “capitalismo” è sempre esistito, e si chiama “essere umano” 🙂
certamente, ma la diffusione industriale di componenti nocive per l’uomo si è sviluppata soprattutto negli ultimi due secoli.
si chiama iatrogenesi: tu inventi le strade per andare più veloci, e dopo qualche anno il traffico diventa causa del rallentamento; usi il freon per conservare i cibi e in realtà ti stai avvelenando, etc etc ci sono tantissimi esempi
Beh, questo è vero: la diffusione delle industrie si è sviluppata soprattutto negli ultimi secoli.
Non solo nei Paesi capitalisti, però.
Mi pare che dica molto di Firenze (ma io non ci vivo e mi sta un po’ sulle balle- Oltrarno escluso eh? 😉 – , può essere che sia prevenuto) ma non saprei se si applica alle altre realtà italiane.
A naso e sentimento, cioè come faccio sempre quando ho ragione, cioè sempre 😀 , direi che si tratta di una specificità toscana-fiorentina.
“uno studio scientifico ha scoperto che i contribuenti più facoltosi del ‘500 fiorentino hanno gli stessi cognomi dei contribuenti più facoltosi della firenze di oggi.”
Non è solo un’impressione allora!
Poi devo dire che gli aristocratici fiorentini che ho conosciuto sono decisamente meglio degli imprenditori neo-arricchiti 🙂
Sì, ma al mondo mica esistono solo i Fuorisede … c’è gente che di far la broda per il ferro ne ha bisogno. E poi il motore veloce è un vero e proprio culto-spettacolo circense da tempi secolarizzati.
“Buon compleanno a Thomas Midgley ”
Caspita. E pensare che non conoscevo nemmeno il nome. Grazie!
Qual è il problema più grave, più urgente di Roma?
https://www.youtube.com/watch?v=ssohRl-rxtU
Scusate, ho sbagliato link!
http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/05/18/news/roma-virginia-raggi-se-beppe-grillo-me-lo-chiedesse-mi-dimetterei-1.266023?ref=HRBZ-1
I love Virgy 😀
@ Z.
Sottomessa da subito, da buona grillina.
Ciao!
Andrea Di Vita
Dal momento che contrariamente a quello che pensano i nostri Gentilini e Manildo, i sindaci non sono competenti in materia di ordine pubblico, direi di sì, che ha capito dove sta il più grosso problema di sua competenza a Roma.
Quindi, riassumendo:
– il problema più grave e urgente di Roma è effettivamente il traffico, e
– Marino doveva occuparsi solo di automobili e di autobus, mica porsi tanti problemi di infiltrazioni mafiose o cose del genere, che non sono di sua competenza.
Se è così allora sono d’accordo col montatore della trasmissione di Myrta Merlino: Virgy è la persona giusta per Roma. Anch’io del resto voto Virgy: a Bologna, ma sempre Virgy è 😀
Uno dei più grossi ostacoli che Marino si è trovato davanti sono state le agitazioni dei dipendenti dell’Atac: gli hanno fatto contro uno “sciopero pignolo” (sabotaggio dell’attività mediante l’applicazione di contratti e regolamenti aziendali alla lettera) e poi uno sciopero bianco. Se poi ti vai a fare un giretto su you tube troverai video di camion dei pompieri bloccati da auto in tripla fila nel bel mezzo di emergenze e di infermieri che si fanno centinaia di metri di corsa con barelle perché le autoambulanze sono bloccate sempre dalla sosta selvaggia.
Poi se secondo te la permanenza in vita dei propri concittadini non è un tema che riguarda il sindaco, che invece deve concentrarsi su cose più importanti, tipo fornire acqua e luce gratis a chi occupa immobili altrui o organizzare Leopolde, è un altro discorso: le priorità politiche sono soggettive.
In una città da tre milioni di abitanti i trasporti sono tradizionalmente considerati un problema molto ostico da ben prima che Grillo entrasse in politica. Non a caso ne parla continuamente anche quel grillino di Giachetti.
Capisco la difesa d’ufficio del M5S, ma Virgy non ha parlato di minacciose agitazioni dell’ATAC, di gente morta sulle barelle o di emergenze sanitarie.
Ha detto che il problema più grave è il traffico, come disse l’avvocato di Johnny Stecchino.
Anzitutto le auto in doppia fila, poi la carenza di corsie preferenziali e poi ancora la necessità di GPS nei semafori per creare un’onda verde.
Nella sua intervista le parole “mafia”, “capitale”, “delinquenza”, “corruzione” compaiono esattamente zero volte.
Quindi i casi sono due: o Marino ha risolto il problema, o il problema nemmeno esisteva. Meglio così!
Quindi secondo te tutti i candidati devono ripetere l’espressione “Mafia Capitale” ad ogni intervista che rilasciano? Neppure Giachetti lo fa e non mi sono mai sognato di criticarlo per questo.
Io difendo d’ufficio quando vedo che le obiezioni che si rivolgono sono puramente pretestuose.
Cioè è pretestuoso far notare che forse il problema più grave e urgente di Roma non è l’auto in doppia fila o l’onda verde per i GPS?
Bene allora. Significa che Roma è messa meglio di come me la ricordavo. A posto così.
Puoi dismettere l’elmetto 😀
Se avesse parlato di quello ora staresti a ripetere che i grillini non hanno progetti politici, che non si interessano dell’amministrazione delle città e tutti gli altri ritornelli. Insomma, il difetto vero della Raggi è uno solo: non essere la candidata del Pd 😀
E se invece fosse più semplice?
Se io davvero pensassi (magari sbagliando) che è una stupidaggine niente male sostenere che il problema più grave e più urgente di Roma – o di Palermo, come nel film – è il traffico?
La vogliamo considerare questa ipotesi, così, per puro amor di discussione? 🙂
E se io non volessi dare tutto questo peso alle singole dichiarazioni dei politici in campagna elettorale? I candidati hanno cominciato parlando di Mafia Capitale, ma poi hanno smesso perché alla cittadinanza il tema interessa solo molto relativamente e comunque meno del proprio pendolarismo.
E quindi da venti giorni a questa parte c’è un rilancio continuo tra i candidati pro-auto (Marchini e la Meloni) e i candidati pro-mezzi (Giachetti e la Raggi). Non a caso ieri sera Giachetti ha parlato di metropolitane e non del mercatino di Natale, che pure per il suo partito è un problema un po’ più scottante. Però giustamente non ho letto tuoi interventi sull’argomento perché suppongo che tu sia in grado di capire che l’elettore è prima di tutto interessato a capire come il candidato abbia intenzione di rendergli la vita più semplice.
MT,
— E se io non volessi dare tutto questo peso alle singole dichiarazioni dei politici in campagna elettorale? —
Non darglielo, chi ti obbliga? Io continuo a trovare molto divertente che il vero problema di Roma sia il ciàffico, come diceva quel collega palermitano di Virgy, ma ognuno ha i suoi gusti in materia di umorismo 🙂
@ tutti
Non sono un giurista. Dal link di Z trascrivo le righe che metto in calce. La mia domanda – a chi capisce di legge- è: gli atti di un’Amministrazione presi in queste condizioni sono legali? Non è che possono essere tutti impugnati, uno a uno, davanti a un giudice?
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. Ecco il testo da me trascritto:
Suppongo che lei abbia firmato il codice di comportamento per i candidati di Roma pubblicato sul blog di Beppe Grillo, giusto?
«Sì».
Al punto 2 il codice dice: “Le proposte di atti di alta amministrazione verranno preventivamente sottoposte a parere tecnico-legale a cura dello staff coordinato dai garanti del Movimento 5 Stelle”. Questo vuol dire che prima di prendere una decisione su atti di alta amministrazione lei dovrà parlare con qualcuno a Milano. A quale titolo questo staff interviene nelle decisioni che lei dovrà prendere su Roma?
«È uno staff tecnico legale coordinato dai garanti. Avvocati che ci aiutano, per esempio, a fare ricerche legali sulle persone da nominare. È una garanzia ulteriore avere più occhi che controllano determinati atti come le nomine. Noi riteniamo che sia utile avere la possibilità di confrontarsi con qualcuno che si avvicina e propone la propria candidatura, anche come assessore».
Al punto 7 il codice dice che “le proposte di nomina dei collaboratori delle strutture di diretta collaborazione o dei collaboratori dovranno essere preventivamente approvate a cura dello staff coordinato dai garanti del Movimento 5 Stelle”. Ma perché un sindaco di Roma deve farsi approvare i collaboratori da altri? Lei così non sarà autonoma o sbaglio?
«Io ritengo di essere autonoma».
Mi scusi avvocato, ma questo articolo dice il contrario.
«Io ritengo di poter validamente interpretare l’articolo nel senso che quelle che sono le persone che collaboreranno con me passeranno attraverso un parere di questo staff, ma poi sarò io a nominarle».
Ma il codice non parla di parere, parla di approvazione.
«Se il bene di tutti è quello di consentire al Movimento 5 Stelle di essere coadiuvato da persone valide e dallo staff arriva un parere che è ben motivato, ben venga un parere di questo genere, scherziamo?».
Ma lei poi deciderà in proprio?
«Io deciderò con l’aiuto di tutte le persone che sono chiamate a darmi un supporto».
Che cos’è questo “staff coordinato dai garanti del Movimento 5 Stelle”?
«Lo staff è un ufficio legale che si occupa di aiutarci. Ad esempio nelle nomine, come le dicevo».
Non pensa che avendo un ruolo non così secondario i cittadini debbano sapere da chi è composto, con nomi e cognomi?
«Sì, eventualmente ve li comunicheremo».
Come “ve li comunicheremo”?
«Le sto dicendo che glieli dirò».
Ma perché adesso non me li può dire?
«Perché non li ricordo a memoria».
Quindi mi manda una mail appena finita l’intervista?
«Perché no?»
È un impegno?
«Certo».
(L’intervista è stata fatta martedì 17 maggio all’ora di pranzo. Al momento non è ancora pervenuta alcuna mail; se dovesse pervenire, queste righe saranno aggiornate. Ndr)
Al punto 9 il codice dice che il candidato «assume l’impegno di dimettersi laddove venga iscritto nel registro degli indagati e la maggioranza degli iscritti al M5S mediante consultazione in rete ovvero i garanti del Movimento decidano per tale soluzione». In altri termini, se lei si ritrova indagata i garanti del Movimento possono decidere di farla dimettere. Non ritiene che questo dia un potere eccessivo a qualcuno che i romani non hanno votato?
«Secondo me no. E ormai dei due garanti purtroppo è rimasto uno solo, visto che Casaleggio è morto, quindi c’è solo Beppe. Vede, il garante è una figura che ci aiuta a rispettare i nostri principi. Quindi io ritengo che nel momento in cui una persona si discosta da questi principi, se è onesta deve fare un passo indietro; se invece nonostante le violazioni continua a fare le cose in nome del Movimento, è giusto che ci sia qualcuno che a un certo punto dica basta».
Quindi se lei fosse eventualmente indagata e Beppe Grillo le chiedesse di dimettersi, lei lo farebbe?
«Questo c’è scritto, sì».
Pensa che questa situazione di attribuzione di poteri alla Casaleggio e al suo staff sia transitoria, e che gradualmente il M5s debba andare verso altre forme decisionali interne più democratiche, o questa situazione va bene, è quella giusta?
«Questo no lo so. So invece che il 72 per cento degli italiani intervistati in merito a questo codice etico ha detto di condividerlo pienamente, auspicando che anche gli altri partiti ne avessero uno come questo, perché sono stanchi di essere presi in giro da politici che fanno una campagna elettorale promettendo certe cose poi una volta eletti cambiano casacca. In realtà quello che c’è scritto nel codice è quello che vorrebbero non dico tutti gli italiani, ma la grande maggioranza».
“gli atti di un’Amministrazione presi in queste condizioni sono legali? Non è che possono essere tutti impugnati, uno a uno, davanti a un giudice?”
Impugnabili per cosa? Un atto è impugnabile se è viziato, non se è stato scritto sulla base di direttive di partito.
Non è che ci voglia un amministrativista per capirlo, eh!
Il problema semmai può investire non gli atti dell’Amministrazione ma quelli dell’associazione nei confronti dell’iscritto che non si conforma a date direttive interne, nel caso queste siano contrarie a norme dell’ordinamento.
Un contratto che vincola un amministratore locale a sottoporre le proprie scelte al placet del partito è ovviamente nullo: un pubblico potere non è un diritto disponibile.
E fin qui ci siamo. Ma che succede se a quel patto (nullo) non viene data esecuzione, e in seguito il sindaco viene espulso? Il sindaco sarà reintegrato, risarcito o pézz par lo?
Questa è una questione interessante, che non credo sia stata affrontata spesso per movimenti e partiti politici (ma posso sbagliarmi, eh).
Ogni persona che aderisce ad un partito sottoscrive implicitamente un documento che è lo statuto del partito. Cosa succede se un politico qualsiasi viene espulso per essere venuto meno agli obblighi statutari o alle direttive del partito? Niente, che va in un altro partito e rilascia qualche intervista al vetriolo.
Fino ad oggi è stato essenzialmente così, ma non è detto che le cose cambino. Ad esempio, ci sono cause in corso contro le espulsioni dal M5S e forse ce ne saranno altre.
Anche perché credo non esista neppure nel M5S uno statuto che ti obblighi ad eseguire incondizionatamente gli ordini ricevuti da mittenti anonimi…
Bisognerebbe leggere lo statuto. In teoria se nulla è previsto l’espulsione dovrebbe essere deliberata dall’assemblea dei soci.
Lasciamo da parte l’aspetto procedimentale, per ora. Mettiamo che ci sia un organo preposto e che abbia deliberato coi poteri che lo statuto gli conferisce.
(NB: non che la questione che sollevi non sia importante, anzi se ho capito bene è oggetto di uno dei procedimenti giudiziari in corso)
Secondo me un documento in cui si mette nero su bianco che la violazione delle direttive interne comporta l’esclusione dall’associazione potrebbe togliere all’escluso l’appiglio che aveva prima, ovvero l’eventuale mancanza dei gravi motivi per deliberare l’esclusione.
E ora che ho controllato sul Libro Che Contiene Tutte le Risposte, a quanto pare per la Cassazione è così: la previsione convenzionale di cause di esclusione può far diventare grave un motivo che altrimenti non lo sarebbe.
Sì, ma se quella direttiva non eseguita appariva potenzialmente contraria all’ordine pubblico? Tipo, rendere pubblico un atto giudiziario in cui comparivano i nomi di una pluralità di soggetti terzi indagati dalla Procura?
In caso di nullità della clausola non credo che si avrebbe il grave motivo per la sua violazione.
Ma il divieto di pubblicazione dell’informazione di garanzia quando sono interessati anche soggetti terzi è assoluto?
A me sembra un atto piuttosto lesivo dell’onore e della riservatezza altrui, specie qualora l’interesse di cronaca riguardo gli altri non sia da ritenersi altrettanto significativo.
Se non ricordo male, mi pare sia stato condannato un amministratore di condominio per aver affisso nell’atrio – non sulla pubblica via – l’elenco dei condomini morosi.
Sicché, direi che è difficile sostenere che nel caso di cui al primo paragrafo il pericolo di incorrere in guai giudiziari sia da escludere a priori.
(naturalmente ora per il Pizza e gli altri indagati il problema non si pone più, visto che la vicenda che li riguarda è diventata pubblica per altre vie)
@ ZETA & MAURICIUS
Tutto però deve essere in NON-Contraddizione con la Co-Sti-Tu-Zio-Ne Più Bella del Mondo … la quale, probabilmente per motivi storici oramai a dir poco obsloeti, è sorprendentemente permissiva in materia di inciuci/trasmigrazioni parlamentari/voltagabbanismi e affini.
Non ho capito il nesso. Comunque le altre costituzioni cosa stabiliscono al riguardo?
non credo che nessuna costituzione democratica preveda il vincolo di mandato
è roba da grillini
Per la precisione da neo-grillini: fino a qualche annetto fa erano contrarissimi…
A proposito di Fuorisede
POLITICA/SPORT/ALTRE SEZIONI
http://www.ilgiorno.it/milano/fedez-j-ax-esami-comprati-1.2169880
La canzone di J-Ax e Fedez contestata dagli studenti: ma quali “esami comprati”
https://www.youtube.com/watch?v=yKT_euhimTk
Vorrei ma non posto – J-AX & Fedez
Vedere J-Ax ormai cinquantenne che ci tiene a mostrarsi di sinistra fa sorridere, ma è anche illuminante.
@ Z
(vedilo qui allora 🙂 :
https://www.youtube.com/watch?v=t_Cei1czfdY
Bimbiminkia4life – J-Ax e Fedez – Riccione, Deejay on Stage 06 Agosto 2015
J AX-bimbiminkia 4 life (feat. Fedez)
Eooh Eooh
Eooh Eooh
Meglio non crescere mai
Eooh Eooh
Noi bimbinkia4life
Eooh Eooh
Il giovane d’oggi non vale una cicca
Dicevano di Garibaldi i vecchi di Nizza
Dici che tua figlia ascolta l’immondizia
Ma dopo ti emozioni con “People From Ibiza”
Nessuno cresce veramente
Fanno tutti finta
Non ve la do vinta
Come lo chiami un bimbominkia
invecchiato e rinco rincominkia?
Sempre tamarro per la scena fighetta
Sempre la zecca per quelli di destra
Al centro sociale m’hanno fatto la festa
Quando alla femminista bagnai la maglietta
Ero ribelle senza neanche saperlo
Giovane ignorante fiero di me stesso
“i Nirvana fanno schifo meglio i One Direction.”
Poi la gente si scorna offendendola online
Io taglio la corda come in Farcry
E sfondo la porta Banzai
Mi fotto la torta American Pie.
La vita è troppo corta per stare al gioco
Quando a una generazione si spegne il fuoco
Prenderebbe a calci quella dopo, Zio
Niente di nuovo.
E poi ti incontri coi tuoi compagni di scuola
Convinti fosse un’era gloriosa
Eooh Eooh
Meglio non crescere mai
Eooh Eooh
Noi bimbinkia4life
Eooh Eooh
Noi bimbiminkia4life
Eooh Eooh
Anche l’ossigeno sta diventando commerciale
Ti bocceranno per insufficienza polmonare
Lo so che ogni persona ha una storia da raccontare
Per questo io generalmente me ne sto a casa
Ci ritroveremo a fare piazza in una suite all’ultimo piano dell’Hotel Plaza
A impanare due clichè immersi dentro l’aria fritta
La mamma degli scemi guarda Sediciannieincinta
E cosa non si fa per stare al passo con i tempi
Il presidente Renzi fa più selfie che leggi
Due generazioni ma mai così vicine
Viscardi parla l’italiano come Justin Bieber
Tuo figlio con il rapper tu con il calciatore
Lui da calci nelle palle tu li davi ad un pallone
Vuoi fare un paragone
Tra le tue e le loro icone c’è un filo conduttore
Non dire non esiste non lo vedi?
Come? Come?
Rocco Siffredi da piccolo era un bimbominkione
La storia si ripete si moltiplica
Il padre che pontifica
Il figlio che notifica
Ma voglio non crescere mai
Citando Brunetta
No in questa ero stronzo aspetta
Voglio non crescere mai
Qualcuno commenta
da vecchi andremo a Whatsappare la terra.
Eooh Eooh
Meglio non crescere mai
Eooh Eooh
Noi bimbinkia4life
Eooh Eooh
Meglio non crescere mai
Eooh Eooh
Noi bimbinkia4life
Perché da grandi vi dimenticate
Meglio non crescere mai
Com’è importante fare cazzate
Noi bimbiminkia4life
I ragazzini voi li schifate ma ma
So che sotto sotto poi li invidiate
Se se!
Perché è come se siano lì a ricordarvi che
Non sai i nomi delle nuove band
Non capisci la moda e lo slang
Io non mollo il colpo
e non cedo il posto
da bimbominkia4life.
Però poi tu ti incontri coi tuoi compagni di scuola
Convinti fosse un’era gloriosa
Eooh Eooh
Meglio non crescere mai
Eooh Eooh
Noi bimbinkia4life
Noi bimbinkia4life
Eooh Eooh
Noi bimbinkia4life
Eooh Eooh
Noi bimbinkia4life
Eooh Eooh
Noi bimbinkia4life
Eooh Eooh
si vede lontano un miglio che queste rime le ha scritte qualche giornalista/autore tv. se non sbaglio saltò fuori che dietro l’immagine pubblica di Fedez c’era una giornalista di Vice.
che tristezza i rapper che non si scrivono i testi da soli
Mmm Fedez non l’ho conosciuto ma J-Ax sì e mi pare proprio si scriva i testi da solo
Be’, sì … J-Ax è un “Fratello d’ Arte” dei Gemelli DiVersi !
Diciamo un cugino, via 🙂
Ma davvero J-Ax crede che il suo frastuono fattanzofono 😉 condito di noiosi berci cantilenanti sia paragonabile a Pìpol fròmm Ibizza di Sèndi Màrton ?!
http://www.youtube.com/watch?v=uZzpfOlVbNM
@Pino
J -ax sicuramente si è scritto i testi soprattutto a inizio carriera.
adesso gestisce proprio assieme a Fedez una casa di produzione chiamata Newtopia che gestisce l’immagine dei due più altri ‘artisti’.
Questo nuovo corso imprenditoriale ha fatto sì che Fedez ormai è un marchio, e come tale deve avere un allure che lo differenzi dagli altri rapper. in questo senso, i suoi testi sono scritti dalla twitstar Matteo Grandi
http://www.lanazione.it/umbria/matteo-grandi-fedez-1.459692
il discorso, ribadito anche in alcune interviste, è questo: io NON sono come i trentenni/quarantenni nostalgisti e ancora legati a Happy Days, Sandy Marton o ai calciatori anni ’90. Io sono “di oggi” e ve lo dimostro con i miei testi. sapendo queste cose questo testo assume un significato diverso.
il problema non è tanto il messaggio (ci sta di criticarlo il nostalgismo fine a sè stesso, eh) quanto semmai il fatto che si vede che è un messaggio posticcio, il messaggio che fa passare un ghost writer quarantenne che vuole piacere ai quindicenni.
Fedez è davvero immondizia secondo me. poi forse esagero, ma non lo sopporto. Anche il fatto di litigare con Salvini su twitter, fa parte del personaggio, che sostiene il M5S e fa la parte del ‘gggiovane’. il ‘personaggio Fedez’ venne creato dalla trasmissione di Santoro AnnoUno condotta dalla simpaticissima 🙂 Giulia Innocenzi, in cui venne per la prima volta presentato come maitre a penser. Da allora non si contano le interviste sul Fatto Quotidiano.
J-Ax si può dire che ha avuto il fiuto di puntare sul cavallo giusto e di circondarsi di pr molto agguerriti 🙂
Come prodotto del grillismo mediatico, Fedez è comunque meno peggio di Ciancimino.
Comunque, se la sinistra sono Scanzi, Fedez e J-Ax ne resto volentieri al di fuori 😀
Secondo Paolo Lugli … L’ AntiCristo era Steve Jobs ?!
Il discorso era sulla compatibilità fra la Costituzione e il Regolamento M5S (in teoria nulla può essere usato per far politica se non è dapprima compatibile con la Più Bella del Mondo) … ma la Costituzione, come tutti i Testi Sacri 😉 , spesso viene usata “a cherry picking” per vantaggi personali di chi detiene il potere o lo richiede mediante voto.
scusassero … “statuto” .
… ah, ri-no 🙂 : non-statuto …
https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/materiali-bg/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf
Il MoVimento 5 Stelle, diversamente dai vecchi partiti, è basato su un Non-statuto; un regolamento molto semplice e senza gerarchie, basato sulla rete, la partecipazione e sulla trasparenza.
@ MOI
“Art. 4 Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole
essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e
confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi
direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo
ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.”
E Di Maio e Di battista, allora, chi li ha nominati? Quando? E il Direttorio? E lo Staff di Beppe Grillo?
Ciao!
Andrea Di Vita
VATICINIO
Il mostro di Rignano
si caga nell’ano (licenza poetica)
i 5 stelle gli dan colpi di spillo
perché figli son di Grillo
verrà su un gran casino
che in itaglia non è il primo
Grog! Grog! Grog!
@ Grog
EPICEDIO
Se poi il grillo è assai parlante
fesserie ne dirà tante
ma del guru qui i seguaci
strilleranno: “Zitto e taci!
chè di Renzi sei patito
e ne segui ormai il partito
di ladroni e di rapaci!
Noi tifiam per le procaci
forme belle della Raggi!
Del governo tanti assaggi
ai grillini è già piaciuto
-con il loro Non Statuto-
darci in sedici città
(diciassette, in verità).
Or Pomezia, ora Ragusa
or Livorno vede chiusa
questa o quella chance. Si sa
quanto è bello l’onestà
millantare sopra un blog…
fino a che non viene Grog!
🙂 🙂
Ciao!
Andrea Di Vita
“Noi tifiam per le procaci
forme belle della Raggi!”
???????????????????????????????’
Ma se è una mazza di scopa anoressica!
@ mirkhond & grog
“anoressica”
Sono infatti sol grillini
della Raggi i bei tapini
che le ammirano le forme.
Non son maschie quelle torme
concupenti la Virginia;
come ramo di robinia
pure meglio la Pivetti
alla Camera soletti
ammiravano i leghisti…
Sono dei poveri cristi:
se ne stanno senza Boschi
-quella sì davvero foschi
proibitissimi pensieri
ci sobilla oggi e ieri!
Non importa se Matteo
(quello giusto, non il reo
di sì grave vituperio
verso Napoli, ma il serio
premier di riforme ardite)
se la tromba, l’Afrodite:
dal governo ci trastulla
anche se parla di nulla;
chi la guarda, mo’ d’Etruria
con pensieri di lussuria
della banca se ne frega
e non ci fa più una piega
se il lavoro, col Jobs’ Act
sembra proprio un tessaract.
Bella donna, deh, dimostra
che sei la fortuna nostra!
No, non solo con le poppe
ben tornite come coppe;
ma vincendo i cinque stelle
fa’ veder che Italia eccelle…!
Ciao!
Andrea Di Vita
“Non importa se Matteo
(quello giusto, non il reo
di sì grave vituperio
verso Napoli, ma il serio
premier di riforme ardite)
se la tromba, l’Afrodite”
Bellissimo! Mai ho letto più mirabile esempio della perfetta transizione dal PCI a Canale 5!
altro che Fedez 🙂 vogliamo Andrea Di Vita a X Factor 🙂
Andrea Di Vita sei bravissimo a poetare
ma di topa(*) davvero non ci sai fare
La Raggi poveretta è assai carina
ma non ha la tetta a colubrina
E scopare con una cinque stelle
è un esercizio che un poco repelle
Tu arrapato ti avvicini all’amato bene
quella grida “onestà” e misura precisa il pene
Tu preso d’amore la tetta tocchi con ardore
con raccapriccio scopri che tutto è posticcio
Non vuoi mollare e ti dai ancor da fare
e ti vedi svelto e duro contestare
che per fare prima dovevi Grillo avvisare
Grog! Grog! Grog!
E’ morto il culattone capo
ed ai cattolici vien l’arrapo
La diabolica Bonino
or lo segue da vicino
con la pompa di bicicletta
per abortire in tutta fretta
Scopriranno quanto prima
se un Dio esiste oppure no
nel caso vi sia un’ad di là
si beccheranno un alto là!
Nell’inferno di padre Dante
li vedrà anima errante!
Grog! Grog! Grog!
Sensa la morte de Giacinto Panèla che tuti el ciamava Marco, la notissia del zorno sarìa _ per l’ Italia ! _ l’enesima monada Salvini VS Fedez (dal video di cui sopra) :
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/18/salvini-vs-fedez-mi-fai-il-dito-medio-nel-videoclip-allora-io-mangero-solo-gelati-italiani-e-il-rapper-dichiarazioni-forti-avvisate-il-new-york-times/2742225/
Salvini vs Fedez: “Mi fai il dito medio nel videoclip? Allora io mangerò solo gelati italiani”. E il rapper: “Dichiarazioni forti, avvisate il New York Times”
Motivo del contendere è la nuova canzone del rapper, “Vorrei ma non posto”, diventata il jingle dell’estate del marchio Unilever
Ma in origine, almeno … non era un’ Azienda Italiana anche la Algida ?!
suFedez vs Salvini ho accennato in un commento sopra.
Diciamo che uno scontro fra i due è una situazione win-win per tutti: Salvini insulta “uno dei centri sociali” tatuato; Fedez insulta uno della “kasta”; i media hanno una ennesima stronzata con cui riempire i loro inutili siti
E’ morto Marco Pannella!! Lo apprendo adesso grazie a voi… Mi dispiace!,,,
a Palermo fece un congresso, si attirò malelingue sul fatto che la mafia “votasse radicale” e soprattutto portò in Parlamento (dopo che si era già candidato col PCI) uno dei più grandi intellettuali di questo paese, Leonardo Sciascia.
qui alcune delle sue avventure a Palermo
http://www.palermotoday.it/politica/palermo-morto-marco-pannella.html
diciamo che MIrkhond non ha torto quando dice che “fa parte della società dello spettacolo”
recentemente, uno storico di cui non ricordo il nome ad un convegno ha detto che “la politica italiana ha cominciata a diventare fortemente mediatica tra anni ’80 e ’90 grazie a quattro personaggi: Marco Pannella, Mario Segni, Umberto Bossi e Leoluca Orlando”
come dargli torto
@ Izzaldin
“… soprattutto portò in Parlamento (dopo che si era già candidato col PCI) uno dei più grandi intellettuali di questo paese, Leonardo Sciascia.”
Sciascia aveva individuato nel Partito Radicale una strada per portare avanti le proprie battaglie: tanto basta a convincermi del fatto che la vicenda dei Radicali, con luci ed ombre, non va liquidata…
“la politica italiana ha cominciata a diventare fortemente mediatica…” “fa parte della società dello spettacolo”
Mah… Secondo me “politica mediatica” e “società dello spettacolo” non necessariamente coincidono: voglio dire, la politica ha bisogno di veicolare informazioni ed opinioni, soprattutto quando si fa portavoce di ideali e vedute di vastissima portata, ben al di là delle appartenenze comunitarie (e di questa politica, checché se ne dica, penso ci sarà sempre bisogno…)… “Società dello spettacolo”, invece, credo possa significare tutto e quindi niente 🙂 🙂 …
Una società che si spertica di elogi per la morte di un istrione astuto e scafato in tutti i sensi, è proprio una società da “basso impero”, una società alla frutta…..
Che oggi elogia uno dei suoi simboli più rapprsentativi…….
“Una società che si spertica di elogi per la morte di un istrione astuto e scafato in tutti i sensi, è proprio una società da “basso impero”, una società alla frutta….”
Be’… Non mi ricordo chi diceva che spesso gli imperi proprio nella fasi di declino esprimono gli elementi di maggiore originalità… 🙂
sì ovviamente mi sono espresso male.
Segni, Bossi, Pannella e Orlando però, indubitabilmente, hanno modificato l’approccio ai media da parte dei politici.
sono stati i primissimi a usare i media, a cercare il titolone, a imporsi come personaggi televisivi. ricorderai sicuramente le battaglie (piuttosto noiose a dire il vero) dei radicali per avere più spazio in tv.. in questo senso direi che Pannella era più ‘spettacolare’ di altri.
“sì ovviamente mi sono espresso male.
Segni, Bossi, Pannella e Orlando però, indubitabilmente, hanno modificato l’approccio ai media da parte dei politici.”
No, non ti sei affatto espresso male: avevo capito che intendevi questo.
[Virginia Raggi ndr] nel curriculum ha tenuto a specificare di aver svolto «lavoretti vari durante gli anni dell’università».
[sic]
http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/02/24/news/chi-e-virginia-raggi-la-candidata-a-sindaco-di-roma-del-m5s-che-piace-alla-casaleggio-1.251554
PS
Grog, va ben che ti xè un Omo del Popolo … ma mìa ceder al Sessismo, ostrega ! 🙂
No cedo al sesismo e te cito la mia filosofia ostia can!
VIVA LA FIGA E IL CIELO SERENO IL BUCO DEL CULO E L’ARCOBALENO.
Grog! Grog! Grog!
però la Raggi ha omesso nel curriculum di lavorare per lo studio che difese Previti e di aver fatto parte di una società pubblica facente capo ad Alemanno.
io non voglio entrare nella querelle PD-M5S (non voterò mai nessuno dei due) però effettivamente, fossi in Berlusconi, a sapere che si candida una ex legale dello studio Sammarco io mi fregherei le mani 🙂
Non lavorava direttamente per lo studio legale Previti?
forse il praticantato. lavora di certo nello studio Sammarco, i difensori di Previti
Mi sembra che Berlusconi apprezzi la Raggi.
Anche fisicamente (bleah!) 🙂
#ArroganzaIgnoranzaAvidità: hashtagghiamolo, acronimizziamolo in AIA … e facciamone un Nuovo Soggetto Politico Kontro il VeKKiume PartitoKratiKo per Rimettere in Piedi il Paese e Uscire dalla Kr1s1 “a Passo di K@r1ca sulla N0str@ Nuv0l@ M@g1K@” [cit.] 🙂 !
i media hanno una ennesima stronzata con cui riempire i loro inutili siti
🙂
🙂
eh sì caro Mirkhond.
ogni giorno bisogna trovare qualcosa di inutile per riempire i siti.
poi, a sera, si vedono quali notizie hanno fatto più visualizzazioni.
nei giorni successivi si cercano notizie simile alle più viste.
naturalmente si tratta quasi sempre di fotogallery di donne nude, diciamo i gusti degli italiani online non sono troppo difficili da imaginare.
ma anche cagnolini, gattini e polemiche su twitter sono molto cliccate.
purtroppo l’informazione funziona così e nel lungo periodo si vedono i risultati
Per esempio, stasera più della metà del tg2 ha parlato con toni enocomiastici della culandra radicale, recentemente passata a miglior vita.
Il cordoglio persino dal Vaticano!
Roba da non crederci se non l’avessi sentito!
bravo che guardi il tg2, è l’unico tg minimamente decente in Italia.
però ammetterai che le baruffe su twitter NON sono una notizia, la morte di Pannella è una notizia, qualsiasi sia il giudizio sulla persona.
Pannella è all’origine della spazzatura che ammorba la televisione e la società…..
Un cordoglio più riservato, sarebbe stato più apprezzabile……
encomiastici
per una persona che ha cercato le telecamere per tutta la vita, il minimo è che le telecamere lo cerchino una volta che è morto.
pace all’anima sua
Sì, ma non apprezzando affatto come ha rovinato la società italiana, pur con alcune intuizioni giuste, francamente avrei preferito una maggior serietà.
Il fatto è che non sopporto proprio la società dello spettacolo, di cui Pannella fu uno degli antesignani.
Poi, certo, riposi in pace.
Scusa Mirkhond, io sono favorevole alla più ampia libertà di opinione e penso che se qualcuno è contrario ai matrimoni gay o pensa che i rapporti tra persone dello stesso sesso siano peccato, debba poterlo dire senza timore di essere accusato di “omofobia”, detto questo, trovo però che l’uso del termine “culandra” sia un tantinello offensivo e un conto è esprimere delle opinioni un altro è insultare. Per il resto sono d’accordo con te: il culto tributato a Pannnella in morte è una cosa imbarazzante
“Fedez è davvero immondizia secondo me”
Basta vedere come, insieme all’amico J-ax sono ricoperti di tatuaggi…
Ma ce li hanno pure sul pisello? 🙂
possibilissimo. quando cominci a farti tatuare e
a)sei pieno di soldi
b)sei un tatuatore
c)hai amici tatuatori
poi non smetti più. so di gente coi genitali tatuati, conosco persone con tatuaggi sul cranio. a me i tatuaggi non mi fanno impazzire ma c’è gente che invece ci spende stipendi interi.
ormai anche la signora cinquantenne si fa tatuare tutto il braccio. per me c’è modo e modo di portarli, una cosa è un gangster giapponese o un punkabbestia, un’altra cosa è la maestra elementare trentenne (vista coi miei occhi) con un tatuaggio che copriva tutta la gamba dalla caviglia fino alla coscia (e forse anche più su ma non ho potuto controllare 🙂 )
quando andavo a scuola io la mia maestra di matematica alle elementari aveva i baffi gialli di nicotina 🙂
(ed era pugliese ora che ricordo! la maestra Suma)
“ma anche cagnolini, gattini”
Il tg2 ogni giorno ci ammorba con cani e gatti, ormai più importanti delle persone…..
Un tempo il cane serviva per guardare le proprietà, il bestiame e per la caccia.
Il gatto per mangiarsi i sorici :).
Oggi servono solo per riempire un palinsesto di fatuità e di stronzate comandate da chi detiene il potere……
gli affetti morbosi per gli animali sono lo sfogatoio emotivo dell’ umanità frustrata dall’ impossibilità d’interagire umanamente (appunto) con i propri simili.
tutta gente che magari va alla messa postconciliare nonché,soprattutto, partecipa al suffragio universale … ed è di questo che si deve aver paura !
Le altre persone, a volte, ci danno torto. Talvolta pretendono addirittura che stiamo a sentire il loro punto di vista, pensa!
Con gli animali questo rischio non c’è…
appunto che la gente poi “s’ intrippa di prepo” con gli affetti per le bestie …
E con Zanardo che rischi ci sono?
Quelli indicati sopra: spesso non condivido il punto di vista altrui e penso di avere ragione io 😀
io, ad esempio, quando sento o leggo la eco-femminista [sic] di turno che prova più empatia per una gatta in quanto femmina come lei che NON per un uomo in quanto umano come lei … ho i brividi all’ idea di saperla partecipe del suffragio universale !
fanno votare anche i cattolici di sinistra …
😀
“un’altra cosa è la maestra elementare trentenne (vista coi miei occhi) con un tatuaggio che copriva tutta la gamba dalla caviglia fino alla coscia (e forse anche più su ma non ho potuto controllare 🙂 )”
In una donna è uno spettacolo ORRENDO, guardando corpi e forme irrimediabilmente sfregiate!
Il mistero del fascino che oggi sembra esercitare il BRUTTO…….
“guardando corpi e forme irrimediabilmente sfregiate!”
..dipende molto dal corpo! 🙂
Ma poi i tatuaggi non sono sempre esistiti? Se sono sempre esistiti non si possono catalogare i tatuaggi come un segno del declino, o no?
Erano però sinonimo di barbarie e di ambienti malfamati.
Oggi invece sono uno “status symbol” o come cappero si dice…..
Una moda che rincorre l’esteticamente brutto, è simbolo di una società alla frutta……
Erano anche simboli dei pellegrinaggi marchi e tatuaggi vari
Non credo ai livelli di certi “capolavori artistici” di oggi…….
Ovviamente no, per comprensibili problemi tecnici ed economici. Però una certa fantasia di tatuaggi sia sacri che profani esisteva.
http://www.destinazionemarche.it/tatuaggi-sacri-e-tatuaggi-profani-la-storia-dei-marcatori-di-loreto-2/
Non credo però al livello di oggi.
Ma guai a criticare questa bella società.
Ecco che è pronto lo psicopoliziotto di turno, nel dirci che tutto va ben, madama la Marchesa….. 🙂
Ah, ecco, da catastrifista sono passato a ottimista inguaribile 😀
molto interessante questa cosa dei pellegrini tatuati, non la sapevo.
sapevo invece che fra nobili e navigatori era diffuso un tatuaggio e l’orecchino, o per motivi di blasone della casata o perché si compivano imprese tipo doppiare il Capo di Buona Speranza
“ma c’è gente che invece ci spende stipendi interi.”
Soldi spesi male.
è un tipo di arte che non amo, però ci sono artisti davvero straordinari, e poi per me ognuno può decorarsi come gli pare
questo disegno è molto bello ad esempio
https://www.instagram.com/p/BAQVj_nkkq6/
Il brutto piace…..
“trovo però che l’uso del termine “culandra” sia un tantinello offensivo”
Mi sembra che il fu interessato abbia sempre fatto un vanto dei suoi gusti sessuali.
Ora, chi mette in piazza i propri panni, deve anche considerare che si espone a critiche.
Inoltre, non essendo ancora stata approvata la legge che IMPONE di NON poterla pensare differentemente, in tema di relazioni gay, non vedo cosa ci sarebbe di offensivo nel dire quel che tanti (ancora per poco) possono permettersi di pensare…….
Io posso criticare una persona senza dire che è “un pezzo di merda”, però.
Anche se pensi che sia un pezzo di merda?
A quando la prigione e la morte civile per chi non riesce a chiamare oro un liquame di società?
Da molti secoli ormai: non mi viene in mente nessuna società che abbia incoraggiato l’ingiuria libera.
Insomma oggi si deve andare in galera se non si riesce a chiamare oro lo sterco, giusto?
Oggi viviamo in una società di valori capovolti.
Ma il vizietto di tappare la bocca a chi non è d’accordo, non si riesce proprio a levarselo.
E tutto in nome del vietato vietare……
Macché in galera. Anzi, se parliamo di ingiuria, è stata depenalizzata di recente: puoi coprirmi di insulti senza rischiare neppure il processo!
Ma se vogliono istituire il reato di omofobia, non limitato ad aggressioni fisiche (cosa che sarebbe giustificabile), ma addirittura a termini certo non carini, ma che indicano certe categorie di comportamento?
@ Z.
“se parliamo di ingiuria, è stata depenalizzata di recente…”.
Ecco, questo mi fa piacere.
Mirkhond
Ma nella vita reale, senza il monitor, ti esprimi così come scrivi qui?
E se si, non hai paura di essere preso a mazzate?
Sull’odio in rete – e sull’hate speech in generale – vi consiglio questo libro di Ziccardi:
http://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/giovanni-ziccardi/lodio-online-9788860308061-2277.html
Un’opera attuale e interessante, che analizza – tra l’altro – le differenze tra le tradizioni legislative europea e nordamericana.
La diffusione di Internet ha reso possibile un dialogo ininterrotto, che si alimenta sui blog, sui forum, nelle chat, sui display degli smartphone. All’interno di questo dialogo globale, sono approdate le espressioni di odio razziale e politico, le offese, i comportamenti ossessivi nei confronti di altre persone, le molestie, il bullismo e altre forme di violenza che sollevano la curiosità del giurista. Come è nato il concetto di hate speech? Anche odiare è un diritto e quali sono i limiti che pongono gli ordinamenti giuridici? È mutato il livello di tolleranza e sono cambiati irreversibilmente i toni della discussione? A queste domande risponde l’autore, affrontando da un punto di vista giuridico, filosofico e politico il tema della violenza verbale e della sua diffusione nell’era tecnologica.
Nella vita reale, i miei rapporti sociali sono ridotti al minimo.
Com’è tipico di chi vive in un mondo in cui si sente estraneo……
Ok, ma in questo minimo insulti la gente per esprimere la tua libertà di pensiero?
Chessò, il postino che ti porta la bolletta del l’elettricità è gay e tu lo accogli con un “maledizione, la culandra porta sempre brutte notizie?”
Ma ci sei o ci fai?
Vorrei capire se per te la libertà di pensiero/parola comprende anche la libertà di insulto (è questa l’impressione che dai)
“Vorrei capire se per te la libertà di pensiero/parola comprende anche la libertà di insulto”
E’ che per me si tratta di questioni assurde.
Roberto si sposa cattolicamente con Francesco. Cavoli di Roberto e Francesco.
Io dico, a Roberto, “brutto pervertito che ti sposi con un cattolico!”, e Roberto si offende. Cavoli miei, di Roberto e Francesco, per il resto chi se ne frega.
Il Comune di Firenze apre 80 nuovi posti macchina a rotazione a San Frediano, peggiorando ancora la situazione dell’aria che già crea non si sa quanti morti prematuri e peggiorando il rischio per mio figlio mentre cammina lungo i marciapiedi larghi venti centimetri (immaginate la paura che fa vedere un bambino che corre, mentre con la spalla lo sfiora un pullman turistico lanciato a piena velocità). Cavoli drammatici di tutti noi.
Sposarsi con chi si vuole, o insultare chi si vuole, non fa male a nessuno. Cambiare la viabilità, rifiutandosi di dialogare con i residenti del quartiere, vuol dire decidere della vita e della morte di alcune migliaia di persone.
“Roberto si sposa cattolicamente con Francesco. Cavoli di Roberto e Francesco.
Io dico, a Roberto, “brutto pervertito che ti sposi con un cattolico!”, e Roberto si offende. Cavoli miei, di Roberto e Francesco, per il resto chi se ne frega.”
Sì, ma se tu sei.. tu, Roberto, o Francesco, allora la cosa ti riguarda.
Io di mio non sono proprio una gran persona impegnata nei problemi pubblici; è un mio limite, e non voglio mica dire che “faccio bene”.
Però esistono anche i problemi privati : tra cui insultare o essere insultati o prendersela o non prendersela.
Non sono questioni irrilevanti: ci sono delle leggi apposta; e aldilà dell’aspetto legale, trovo naturale e umano che si discuta anche di queste cose.
“trovo naturale e umano che si discuta anche di queste cose.”
Certo, ma quello che colpisce è la gerarchia.
In Egitto, milioni di persone bevono acqua avvelenata dagli scarichi industriali, ma si indignano perché un cristiano è sospettato di essersela fatta con una donna musulmana.
In Italia lo Stato può decidere di far morire le persone per inquinamento e traffico (e ho volutamente dato il micro-esempio del mio quartiere, mica ho parlato di cose come la terza corsia dell’autostrada), ma quello che fa notizia è che qualcuno ha dato del culattone a qualcun altro.
Miguel,
se tu ti sposi con Roberto o con Roberta sono fatti vostri, purché non copuliate in istrada. Io e te non siamo sposati.
Se tu insulti me, invece, sono anche fatti miei.
Poi, quando esisterà la libertà di pestaggio, potremo pure discutere della libertà di insulto. Ci rimetteremmo tutti, però: io e Robéluxe un po’ meno di voi, ma alla lunga ci rimetteremmo tutti.
“Se tu insulti me, invece, sono anche fatti miei.”
Infatti, non escludo che un insulto possa avere un effetto su di te, anche una nuvola che passa in cielo mi può rendere più triste per un attimo.
E non sto dicendo nemmeno chi è che i magistrati devono sbattere in galera, per fortuna – come diceva De Andrè – al loro posto non ci so stare.
Ne so qualcosa io, visto che decine di persone mi hanno riempito di pittoreschi insulti e incredibili minacce in tempi passati (adesso pare passato di moda) e l’effetto cumulativo è pari a zero per la mia personale felicità e benessere.
Mentre il mio benessere è messo infinitamente più in pericolo dal fatto che dal 28 maggio al 28 settembre ogni notte fino a mezzanotte, il bar all’aperto dei raccomandati dell’Amministrazione sparerà musica a pieno volume, e noi residenti – dopo aver raccolto firme, protestato, fatto uscire articoli sui giornali – non contiamo assolutamente nulla.
E questo cambierà la vita di tante persone, che stanno vendendo casa a causa di questo, e cambierà la vita dei loro figli.
Questo vuol dire guardare la priorità delle cose. Uno che una volta mi dice, “ti odio” mi fa infinitamente meno danno di uno che per 120 notti successive mi urla “ti amoooooo” con gli amplificatori.
Non sto ovviamente dicendo, “invece di mandare in galera quelli che bofonchiano sui matrimoni gay, perché non pensate allo svuotamento dei centri storici?”, che sarebbe un trucco per assolvere i bofonchiatori.
Io penso invece proprio allo svuotamento dei centri storici (e a mille altre cose correlate) e mi chiedo come mai di cose fondamentali come queste, non si trovi mai traccia “in prima pagina”, mentre dei bofonchiamenti e dei controbofonchiamenti sì.
Sul mio quotidiano locale ideale, vedrei le seguenti proporzioni (in termini di “peso”, titoli, immagini, ecc.):
peso 10 – “allarme, il Comune renderà invivibile il Centro Storico della città per i prossimi quattro mesi. Preparatevi alla fuga!”
peso 1 – “Pisano dice cornuto a livornese”
Il che non significa una mia presa di posizione sul conflitto tra pisani e livornesi, non vuol dire che ritengo che i pisani insultatori non debbano finire in carcere.
Ah, senza automobili la gente emigrerebbe. Anche dall’ Oltrarno. Il paragone non funziona 🙂
“Ah, senza automobili la gente emigrerebbe. ”
Intanto, moltissimi residenti dell’Oltrarno vorrebbero che il quartiere fosse pedonalizzato e sono anche disposti a sacrifici.
Secondo, sto dicendo un’altra cosa: vogliono introdurre ottanta nuovi posti macchina per non residenti, attirando ancora più traffico nel quartiere.
Miguel, non ci capiamo 🙂
Quasi sempre i residenti del centro storico vogliono limitare l’accesso alle auto e chiedono al sindaco di pedonalizzare (i commercianti all’inizio si lamentano, poi generalmente decidono che conviene anche a loro). Lo trovo comprensibile, e in ogni caso succede spesso.
Però senza le auto che circolano (in larga misura) al di fuori dell’Oltrarno, la vostra comunità non esisterebbe. Non foss’altro che perché, se il legislatore vietasse la circolazione di mezzi privati, l’Italia semplicemente si svuoterebbe. E con essa l’Oltrarno, per ragioni piuttosto intuitive e pacifiche.
Il legislatore, per ragioni diverse ma non meno intuitive, non può neppure fare molto contro le nuvolette di forme che ti sono antipatiche.
Il legislatore, invece, può decidere con più ampia autonomia come gestire l’ingiura e l’hate speech. Infatti ogni legislatore si regola in modo diverso, con particolari differenze tra gli ordinamenti nordamericani ed europei.
Z.
PS: detto questo, secondo me meno girano le automobili in centro e meglio è (tra l’altro, questo riduce anche il problema-parcheggio).
“Miguel, non ci capiamo”
Infatti, non ci capiamo. Non sto disquisendo in generale sulle auto nel centro storico.
Sto dicendo che le decisioni delle amministrazioni sul traffico (o sulla musica sparata fino a mezzanotte in piazza) hanno conseguenze enormi sulla vita e sulla morte delle persone.
Ma ricevono pochissima attenzione, mentre il pisano che dice cornuto al livornese ne riceve molto di più.
Appena cominciamo a litigare sul pisano/livornese, attribuiamo una centralità emotiva a tale questione che ci impedisce di vedere tutto il resto.
Pensa a Mirkhond, che quasi senza accorgersene, si trova prigioniero in un allucinante casermone, prodotto di tutta una maniera di impostare la città. Mentre si arrabbia per i “matrimoni gay”, e trova chi gli risponde e si arrabbia di riflesso.
Io dico, pensiamo prima ai casermoni, alle megadighe con cui stanno distruggendo i fiumi di mezzo mondo, agli inceneritori, allo svuotamento e all’avvelenamento delle città.
Poi se troviamo cinque minuti per rilassarci, parliamo pure di pisani contro livornesi.
Miguel, ma i problemi sono sempre BenAltri. Per definizione.
Perché parliamo dei casermoni, quando ci sono gli internati nel CIE che stanno peggio? e perché parliamo degli internati nel CIE, quando c’è gente senza lavoro? e perché parliamo di chi è senza lavoro quando c’è gente senza casa? e perché non parliamo delle persone stuprate in famiglia? Eccetera eccetera.
Nel frattempo il mio amico Davide si è trasferito in un altro Paese perché laggiù poteva sposarsi e in Italia no. E già da prima aveva dovuto lasciare il suo ridente borgo natio perché laggiù doveva fingere di essere eterosessuale per poter sopravvivere senza essere “simpaticamente” deriso e umiliato: in nome, naturalmente, della sacrosanta libertà di parola.
I problemi sono sempre BenAltri, quando non mi toccano.
“Miguel, ma i problemi sono sempre BenAltri. Per definizione.”
E’ esattamente quello che ho detto.
Il contrario del trucco retorico della persona che se ne frega della disoccupazione, ma dice, “perché parliamo male dei politici corrotti, mentre c’è la disoccupazione?”
Chi usa un simile trucco, è interessato solo a difendere i politici corrotti.
Io dico esattamente il contrario. Che ci sono questioni storiche che stanno cambiando la faccia del pianeta, e ci sono fatti individuali. Che avranno anche una loro dignità, ma a patto che riconosciamo che ciò che cambia la faccia del pianeta è per definizione più importante.
Ma, come giustamente dici, non ci capiamo.
Caro Miguel,
Come ho già raccontato, a me da ragazzino è capitato di essere parte di un gruppo di sfigati presi quotidianamente di mira da un gruppone di prepotenti (terrone in Veneto, per capirci).
Certo, in quel periodo in Africa morivano di fame come mosche, il mondo era sull’orlo di una guerra nucleare e si beveva vino al metanolo, quindi il mio problema era evidentemente insignificante.
Eppure mi sarebbe piaciuto che in qualche testa vuoto fosse chiare la differenza fra libertà di insulto e libertà di parola, oh quanto mi sarebbe piaciuto…..
Faccio notare che hai dimenticato quanto meno:
Chernobyl, la guerra tra Iran e Iraq (incluso lo scandalo Irangate), il bombardamento della Libia, la repressione nell’Est Europa e la segregazione razziale in Sudafrica. Ah, e in Cile governava ancora Pinochet…
Miguel, la storia di Roberto non è un “fatto individuale”. E non lo è quella di Davide. È la storia di milioni di nostri connazionali e non vedo perché discutere delle epidemie in Egitto dovrebbe avere una qualche priorità.
(così come trovo comprensibile che in Egitto ci si interessi, presumo, relativamente poco alle questioni italiane)
Si puo’ fare una legge che obbliga chi e’ omosessuale a fare outing?
E perché?
Il conformismo della perversione.
Sintomo di una società alla frutta……
certe cose possono essere comprese solo se esperite; non tutti, non sempre, riescono a resistere fino a riuscirle a raccontare dopo.
La dittatura della perversione.
dai, non fare come i miei amici della NBQ, che finiscono per esagerare e offrire il fianco alla lobby lgbt e al Renzi!
ciao
La diffusione di Internet ha reso possibile un dialogo ininterrotto, che si alimenta sui blog, sui forum, nelle chat, sui display degli smartphone. All’interno di questo dialogo globale, sono approdate le espressioni di odio razziale e politico, le offese, i comportamenti ossessivi nei confronti di altre persone, le molestie, il bullismo e altre forme di violenza
———————
le pentole piene d’acqua con sfiammarata sotto, dopo un po’ fan le bollicine … 😉
a Zola Predosa (BO) c’è un supermega ospedale veterinario ultraspecializzato in tutto … ove le bestie della gente con della pilla sono molto più tutelate dei comuni mortali nella sanità pubblica.
Peccato che Ritvan non bazzichi più ‘sti lidi … chissà che aneddotica di realtà che supera la fantasia (sì: la mia compresa ! 😉 ) potrebbe testimoniare.
Invece a Casalecchio, comune alle porte di Bologna, hanno sospeso per sei giorni degli studenti che avevano scarabocchiato i loro test INVALSI.
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/05/19/news/scuola_bologna_13_studenti_sospesi_per_aver_boicottato_il_test_invalsi-140138097/?ref=HREC1-11
Dichiara la dirigente scolastica: “Se fosse stato fatto in un compito di matematica avrebbero preso un 2. Le prove Invalsi non si valutano con i voti, però abbiamo deciso di dare un segnale educativo con la sospensione”.
Tuttavia il provvedimento potrà essere impugnato davanti ad un organo interno. E a maggior tutela degli studenti, è previsto una ulteriore fase di impugnatura.
C’è niente da fare: noialtri siamo sempre un passo avanti.
SE qualcuno vuole leggere una narrazione “controcorrente” su Pannella … si cerchi Danilo Quinto e il suo libro:
Da servo di Pannella a figlio libero di Dio (Storica) [Brochure]
di Quinto Danilo
Descrizione
C’è chi dice che Pannella non conta nulla e che Radio Radicale esiste per farlo divertire… Altri vorrebbero Presidente della Repubblica Emma Bonino, la quale sostiene che il cristianesimo ha esaurito la sua carica vitale, storica. Il progetto pro-Bonino è di un vasto schieramento, che corrisponde ad una cultura che affonda le sue radici nel ’68. Mentre i radicali demoliscono i principii del diritto naturale, Governi di destra e sinistra e il fior fiore dei parlamentari cattolici, consentono che la loro radio riceva decine di milioni di euro l’anno, più gli importi della legge sull’editoria, più le quote di finanziamento pubblico per la loro lista, più il danaro proveniente dall’accordo elettorale con il PD, più le pensioni dei loro ex deputati. Incassano denaro pubblico e sono i più candidi di tutti. Gli altri? Tutti ladri, che si spartiscono il bottino. Pannella, la Bonino e il potere. Una vicenda equivoca e ambigua. Raccontata da chi ha lavorato con loro per vent’anni, che all’improvviso riconosce l’esistenza della Verità e comprende che la sua vita non ha più senso in quella realtà. Dio, nella sua misericordia, si china su di lui e gli porge una mano. A questa, lui si aggrappa: è la Salvezza.
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http://www.libreriadelsanto.it/libri/9788864091044/da-servo-di-pannella-a-figlio-libero-di-dio.html
Guarda, io non condivido il 99,9% delle idee di Pannella, tuttavia il convertito Danilo Quinto mi pare un po’ troppo sopra le righe e mi sa un po’ di finto, per esempio una volta ha detto che i magistrati comunisti perseguitavano Berlusconi perché nel 1994 aveva impedito alla sinistra di andare al potere, dimenticando che della coalizione di centrodestra che sosteneva Silvio nel 1994 facevano parte anche i radicali, che per lui dovrebbero essere peggiori dei comunisti.
MISSION ACCOMPLISHED
Maurizio Blondet 19 maggio 2016
Il coro ufficiale di compianti, all’unisono, senza nemmeno una voce discordante, ci dice che Marco Giacinto Pannella aveva ormai completato la sua missione. Qui non glli restava da fare più niente. Divorzio, aborto, droga libera, nozze omosessuali, sono ormai solida parte del costume di tutti: tutti i partiti, di ‘destra’ e ‘sinistra’, tutti i media, Confindustria, Unione Europea, persino il Vaticano ormai le considera “battaglie liberali e di civiltà”. Padre Lombardi, il capo della sala stampa vaticana, si è inchinato davanti alla “eredità umana e spirituale” che Pannella lascia e al suo “impegno totale e disinteressato pe nobili cause”. In fondo, ormai, anche il Papa ha sposato il radicalismo: anche più di Pannella detesta i cattolici perché “fanno figli come conigli”, dichiara che “non esiste un Dio cattolico”, e nell’ultimo documento Amoris Laetitia ha lanciato un inno al libero amore: alla sezione “Amore Appassionato” ha scritto infatti: “Bisogna avere la libertà per accettare che il piacere trovi altre forme di espressione nei diversi momenti della vita, secondo le necessità del reciproco amore (…) non rimanere prigionieri di un’esperienza molto limitata che ci chiuderebbe le prospettive”.
Cosa manca ormai? L’affitto degli uteri, l’eutanasia, l’eliminazione dei disabili? piccolezze. La società ormai matura, aperta dalle precedenti “battaglie civili e libertarie”, ormai del tutto “occidentale”, ossia emancipata senza scrupoli, senza più residui superstiziosi, si affretterà ad adottare anche quelle conquiste. Ormai è la società liquida, dei nomadi del godimento immediato, della liberta totale dei costumi che è anche libertà dei consumi – “società senza classi, senza Stato, nazione, spiritualità religiosa tradizionale, senza frontiere e senza limiti” che ci hanno chiesto di essere la UE, la NATO, il WTO e l’FMI e la libertà di commercio – anche carnale. Porn Culture, moda e pubblicità, ecco l’orizzonte ultimo del progresso. Non c’era più bisogno di Pannella, ormai a continuare la battaglia sono più giovani leve: Pussy Riots, Niki Vendola, Carfagna, Cirinnà ma anche Meloni, Berlusconi, Enzo Bianchi e monsignor Charamsa. Mission Accomplished, Pannella.
Bene. Giusto per provocazione gratuita, per disturbare il coro ufficiale troppo monocorde con una nota stonata, mi limito a riportare qui una sentenza nemmeno mia, ma di Costanzo Preve, l’ultimo filosofo marxista:
“Quanto ai radicali, Pannella und Bonino, non li considero personalmente una forza politica, ma un elemento culturale di profonda corruzione civile e umana, avanguardia di un individualismo estremo e anomico. In parole semplici, ripugnanti”
E dire che nel 1995 Blondet scrisse un libro in cui esaltava acriticamente Berlusconi dipingendolo come novello Catilina cui era stato impedito di rovesciare la repubblica corrotta da parte dell’ottusità dei nuovi Ciceroni (Scalfaro, D’Alema, Bossi, Di Pietro etc.) e tra i motivi di elogio al Berlusca portava anche lo sdoganamento di Pannella, oltre che di Fini e Giuliano Ferrara, tutti personaggi che oggi Blondet detesta
Va detto che Berlusconi accese gli stessi entusiasmi che oggi accende Renzi: Blondet ora deve rinnegare il proprio passato berlusconiano proprio così come qualche renziano tra alcuni anni rinnegherà le poesie dedicate al Matteo premier. Alla fine anche il primo Poeta, Bondi, ha cambiato casacca.
Sì, ma una delle lodi di Blondet a Silvio riguardava proprio lo sdoganamento di Pannella, che il buon Maurizio penso conoscesse già
Il buon Maurizio nel senso di Blondet non del commentatore di Treviso
A parte l’eutanasia su cui sono in disaccordo con la Chiesa, per motivi su cui ho già parlato e che non è il caso di ripetere, mi trovo in accordo con l’analisi impietosa di Blondet e Preve su uno dei personaggi più istrionici e ripugnanti della recente storia d’italia…….
I culattoni hanno anche CONQUISTATO L’ESERCITO AMERICANO , il loro comandante civile ovvero il rappresentante della casa bianca (*) al di sopra dei generali E’ UNA DIABOLICA CULA!
Mi giunge notizia dal Cremlino che il ministro della difesa della Federazione, il previdente e simpatico SOIGHU, abbia prescritto agli SPETNAZ di inserire nel corredo MUTANDE BLINDATE, mentre l’impeccabile porta voce del ministero degli esteri MARIA ZAKAROVA ha detto “compiango le terga degli alleati” senza addentrarsi in particolare scabrosi.
Il grido di battaglia dei MARINES AMERICULI d’ora in avanti sarà (per disincentivare velleità sessuali degli avversari)
HOLLEMORROIDIIIIIIIIIHHHHHHHH !
Grog! Grog! Grog!
(*)
Casa bianca una beata fava! Come fa a rimanere bianca con un negraccio (a dire il vero un poco scolorito causa bucato) dentro?!
“Ma nella vita reale, senza il monitor, ti esprimi così come scrivi qui?”
Mirkhond è un diverso ed umanamente non prova empatia per chi è diverso in modo diverso dal suo. Al contrario, desidera che l’altro diverso diventi un bersaglio della società, nella speranza che se la società se la prende con l’altro allora non se la prenderà con lui. E’ una valutazione sbagliata (la società è bravissima a prendersela con tutti indistintamente), ma si tratta di un errore diffuso.
Ecco perché la sua concordanza con Grog è solo apparente e non reale. Se Mirkhond vivesse in Veneto probabilmente si unirebbe con ancora più gioia a Grog nelle sue invettive omofobe perché sarebbe consapevole che dopo all’omosessuale spetterebbe a lui essere oggetto di linciaggio. Anche questo è un errore evidente, ma diffuso.
Che psicologia da due soldi.
La mia è solo una reazione all’eccesso di esaltazione di certi comportamenti.
Però, si deve alzare sempre la dittatura del pensiero unico contro il reprobo di turno che NON condivide i diktat della società in cui vive.
Il diktat sociale non esiste, naturalmente: sei in ottima compagnia nell’offesa gratuita contro gli omosessuali. Poi ci sono più empatiche che tendono a calarsi nei panni del proprio simile a cui viene fatto del male e ti assicuro che insultando una persona le stai davvero facendo del male.
Nessuno esalta l’omosessualità e nessuno ha mai detto che essere omosessuali sia meglio che essere etero (in realtà conosco uno che una volta l’ha detto: era un omosessuale che entra ed esce da fasi depressive – sì depressione diagnosticata, quindi dovresti riuscire a capirlo). per esempio, non ho mai visto un film in cui un personaggio fosse migliore di altri solo per la sua omosessualità, mentre ne vediamo a pacchi in cui viene esaltato il genere femminile ed altri ancora in cui si tramanda lo stereotipo machista.
No, la tua non è una reazione ad un inesistente diktat, ma solo prendertela con altri sfigati. Con tutto il rispetto, eh, visto che nella categoria ci ricado anch’io.
@ MT & mirkhond
Personalmente ho sempre sospettato che “chi disprezza compra”. L’eterosessuale, di per sé, non sente il bisogno di ostracizzare l’omosessuale. L’omosessuale represso, invece, sì.
Ciao!
Andrea Di Vita
Già, alla fine è colpa degli omosessuali la discriminazione contro gli omosessuali. Ed è colpa dei neri incipriati la discriminazione contro i neri, no?
@ MT
L’omofobia è una colpa, ed e’ una colpa di alcuni repressi.
Non è colpevole l’omosessuale, ma chiunque reprima.
Ciao!
Andrea Di Vita
E chi reprime è un omosessuale represso.
Ricorda tanto il “noi mai…” di cui parla Girard.
Di Vita
Ma non si può nemmeno esprimere il proprio disgusto per l’esaltazione esagerata di un istrione da poco scomparso, che subito arriva la psicopolizia per reprimere lo psicoreato?
E attribuendo a chi non conoscete, le vostre personali ossessioni?
“Già, alla fine è colpa degli omosessuali la discriminazione contro gli omosessuali. Ed è colpa dei neri incipriati la discriminazione contro i neri, no?”
Per certi aspetti si’. Vedi Field Negro vs House Negro. Come dicevo prima ci vorrebbe una legge che obbliga le persone omosessuali a fare outing!
Seriamente, un educazione sessuale fatta bene a scuola (forse e’ utopico) secondo me aiuterebbe molto.
Saputello arrogante da due soldi, che ti erigi a giudice su persone che nemmeno conosci?
La tua “sfigaggine” è assai vicina allo PSICOPENSIERO DOMINANTE.
Dunque non la dai a bere!
Almeno non coniugo sadismo e masochismo. Il sadismo di linciare il diverso per sentirsi parte di un gregge ed il masochismo di una difesa del diritto di linciaggio del gregge di cui tu non farai mai parte.
I miei tentativi di inquadrare gli altri possono fare pena, ma mai quanto questo tipo di meschinità.
Ma stai affà tanta filosofia……
>> Nessuno esalta l’omosessualità e nessuno ha mai detto che essere omosessuali sia meglio che essere etero
Veronesi, il medico famosissimo?
>> non ho mai visto un film in cui un personaggio fosse migliore di altri solo per la sua omosessualità,
o stai mentendo o hai smesso di andare al cinema da alcuni decenni!
sei sempre più vicino all’assunzione a Repubblica
😀
“Veronesi, il medico famosissimo?”
E quando lo avrebbe detto?
“o stai mentendo o hai smesso di andare al cinema da alcuni decenni!”
Fammi un esempio.
@ francesco
Nella mia città i gay finiscono spesso sui giornali.
Nella cronaca nera, come vittime di pestaggi omofobi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
1) vivi a Tucson nel 1881
2) abbocchi alle usuali bufale diffuse dall’Arcigay per le usuali geremiadi vittimiste
non vedo altre possibilità
ciao
x MT: UN ESEMPIO? scusa ma non sono dell’umore per essere preso in giro al momento
“UN ESEMPIO? scusa ma non sono dell’umore per essere preso in giro al momento”
Non riesci a prenderti in giro da solo proponendo un esempio poco calzante?
In verità è il contrario, non trovo UN esempio di film o telefilm che possa essere letto come anti-gay.
Aspetta, forse “Lo chiamavano Jeeg Robot”
😉
Beh, “Lo chiamavano Jeeg Robot” (che mi è piaciuto molto) è tutto tranne che antigay…
il cattivo è palesemente cripto-gay ed è fighissimo, e c’è anche un personaggio di travestito che ha una scena davvero fantastica…
Francesco, non rigirare la frittata: non parlavamo di film anti-gay, ma di film pro-gay, ovvero “film in cui un personaggio fosse migliore di altri solo per la sua omosessualità”. Se non ti rendi conto che il non appartenere alla prima categoria non signific appartenere alla seconda allora è un problema serio.
Per Zhong, un mio amico omosessuale mi ha spiegato che outing è quando si rivela che qualcun altro è gay, quando lo si ammette di se stessi si dovrebbe dire “coming out” e penso che non sarebbe giusto renderlo obbligatorio, anche perché dove è il limite tra etero e gay? Pannella era tendenzialmente più eterosessuale che omosessuale, dato che ha vissuto buona parte della sua vita con un’amante donna, ma ha avuto anche rapporti con uomini, dove lo collochiamo? E lo stesso discorso si potrebbe fare per David Bowie, Freddy Mercury (che però era prevalentemente gay) e altri
Bisessuale
Esatto: la mia domanda è “i bisessuali dovrebbero fare anche loro il coming out obbligatorio?”
Si’ si’ certo sarebbe assurdo! La mia era solo un iperbole per enfatizzare il problema.
Grog non è omofobo!
Grog sa vivere ed apprezza anche i culetti maschili!
D’altra parte un culetto maschile è simile a un culetto femminile, cosa cambia è solo l’accessoristica anteriore e quella maschile è anche confortevole perché montando il culetto la si può afferrare come un manico.
La situazione è un poco diversa per la sodomia passiva dove si viene penetrati, il consiglio principe è di non agitarsi troppo per non fare il gioco di chi sodomizza, poi dipende dal fatto che si ami o meno un rapporto lungo o breve.
Grog! Grog! Grog!
@ Grog
“Grog non è omofobo!”
Sono d’accordo. Altrimenti secoli di sfottò dei gay avrebbero portato al loro sterminio da piccoli tipo Rupe Tarpea. I nazisti, che i gay li sterminavano davvero, non perdevano tempo a sfotterli. Paesi come l’Inghilterra e la Russia, che li mandavano a marcire in galera, praticamente non hanno barzellette sui gay.
Ciao!
Andrea Di Vita
E Calderoli non è razzista, altrimenti non perderebbe a sfottere a insultare la Kyenge.
perderebbe tempo*
@ MT
Quindi per te Grog è omofobo?
Io dico di no.
Ciao!
Andrea Di Vita
Dipende da cosa intendiamo per omofobo. O, in generale, cosa intendiamo per intolleranti: ci sono gli intolleranti che si prodigano attivamente e scientemente a rendere difficile la vita alle proprie vittime e poi ci sono gli intolleranti pecoroni che da brave pecore si uniscono in modo poco serio e ridanciano al linciaggio. La differenza è quella che c’è tra il bullo e la classe che ride e sfotte: inutile dire che il primo non esiste senza la seconda e che entrambi prendono parte al linciaggio.
E poiché ho passato la vita a subire i pecoroni veneti del cazzo, parlo con cognizione di causa.
Quanto al Veneto, non vivendoci non posso dirne più di tanto.
Inoltre, caro il piccolo saccente da due soldi, non conoscendo di persona chi dipingi con una psicologia da due soldi, non puoi sapere cosa penserebbe se vivesse in Veneto.
Ne ho visti troppi.
A me non mi hai visto, quindi la tua psicologia del cazzo riservatela per qualcun altro.
La Kyenge con alcune iniziative al parlamento europeo ha dimostrato di essere una persone per bene ed intelligente, si è spesa per il popolo Saharui che vive un esodo biblico a causa di quella merda del re marocchino che mette le mani sui fosfati dell’ex Sahara spagnolo mentre tutti latitano perché il Marocco è un alleato privilegiato di francesi e americani, onore a Lei, alla sua pelle nera ed alle sue ovaie di acciaio.
Questi sono i negri che mi piacciono come Lumumba, ma li voglio VIVI ED ARMATI SINO AI DENTI con ottime armi russe! … poi bambini negretti sono così carini che AMMAZZEREI SEDUTA STANTE il porco pedofilo che solo ci facesse un pensierino.
Grog! Grog! Grog!
“No, la tua non è una reazione ad un inesistente diktat”
Lo psicoinquisitore che NEGA l’esistenza della psicoinquisizione, sempre pronta, oggi solo a parole a cazzo di cane, domani con la galera, verso chi non riesce a piegarsi allo psicoconformismo che qua dentro difendi con così tanta passione.
Ma facendoti passare per l’alternativo che NON sei……
“Il diktat sociale non esiste, naturalmente”
Qua dentro esiste, visto che siete più di uno pronti a dare in testa a chi non condivide il conformismo dominante, di qui qui siete dei rappresentanti, anche se volete farvi credere degli alternativi che non siete
A volte mi sembrate i cloni dei giornalisti dei telegiornali……
Duca, nota che qui dentro siamo in molti a non condividere l’opinione dominante mainstream.
– Francesco non la condivide per quanto riguarda i diritti delle coppie omosessuali e per quanto riguarda la condizione dei cattolici nella ue;
– io non la condivido sulle “quote rosa”, sui diritti dell’imputato – specie di certi reati – e dell’immigrato che l’opinione pubblica vorrebbe obliterati;
– le idee di habs, Peucezio e Miguel, per quanto diverse da loro, sono abbastanza diverse dall’opinione dominante sotto numerosi punti di vista;
– per certi versi, può dirsi anche di quelle di Moi;
– MT è un grillino che non crede ai gombloddhi, quindi per ora non è maistream 😛
Insomma, dove lo vedi tutto questo conformismo qua dentro?
In effetti mi pare che ci siano due modi di pensare: quello del Duca e il conformismo.
Il conformismo può assumere mille forme, apparire contraddittorio e litigare aspramente ma in fondo è sempre rivolto a far soffrire il Duca …
😀
C’è disagio e disagio.
Il disagio del culattone oggi trova mille megafoni che lo sostengono.
Il MIO di disagio invece, nel migliore dei casi trova solo SOLITUDINE.
Dunque, giusto il CONTRARIO di quello che crede qualcuno…..
>> Il disagio del culattone oggi trova mille megafoni che lo sostengono.
su questo non posso che confermare, basta un giornale femminile o la cronaca di un festival di cinema o accendere la TV
invece io che sono milanista solo prese in giro e dichiarazioni di Berlusconi!
😉
PS scusa lo scherzo finale
Nel dare in testa a chi non condivide il fare una bandiera da battaglia, una condizione affettiva, esistenziale, che dovrebbe essere PRIVATA e PERSONALE, e come tale considerata.
di cui qui
Comunque è interessante notare come cambiano i tempi, le mode, le idee sulla vita sociale, sessuale ecc., ma l’uomo CONTINUI a mantenere una mentalità CONFORMISTA verso coloro che non riescono proprio a vedere il bene dove lo intendono loro.
L’uomo HA BISOGNO del conformismo, anche in società che si dichiarano “libere” dai pregiudizi…….
L’uomo non lo so.
Io è da quando c’è stato il referendum sull’aborto che so di essere parte di una minoranza! e giuro che ero piccolo
😀
Di quella minoranza faccio parte anche io
Io non voglio vedere nessun bene. In compenso vedo benissimo il male.
Il male può assumere tante forme, tra cui quella del conformismo liberale.
Del resto, è mai esistita una società in cui TUTTI sono felici e contenti?
Sì, ma il fatto che esista l’infelicità non legittima un mio intervento attivo per aumentarla.
“I miei tentativi di inquadrare gli altri possono fare pena, ma mai quanto questo tipo di meschinità.”
Anche tu sei meschino verso chi non conosci, anche se ti gonfi a saputello che tutta sa e tutto capisce.
Mentre non sai niente e non capisci niente di persone che NON conosci.
Noi preferiamo i valori tradizionali: famiglia, sacramenti ed eterosessualità
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/05/20/altamura-festa-della-comunione-a-colpi-di-samba-e-perizoma-delle-ballerine-e-il-bimbo-piange/524085/
come corrompere la virtù dei pargoli. 🙁
in fondo però se ci sforziamo di vederlo come rito iniziatico di ingresso nell’età adulta di una società primitiva, potrebbe non essere una procedura avventata
Ma sono solo io che proprio non trovo le ballerine di samba così sensuali?
..con le piume, le paillettes, i cappelli di frutta, a me ispirano piu’ una caciara generalizzata che del sesso.
si va bene le paillettes e il kitsch però un fisico da ballerina di samba rimane un fisico da ballerina di samba 🙂
piacerebbe avere un giudizio da Grog
Io la penso come Zhong: ci saranno sicuramente delle belle ragazze sotto tutte quelle piume, ma nel complesso mi ispirano tutto tranne che sensualità.
La danza del ventre invece… (ok, non si chiama così, magari è pure un’invenzione dell’orientalismo kitsch, ma funziona lo stesso…)
A me ispirano la caciara che prelude al sesso
🙂
Il mondo come piace a te.
Io sono quello cattivo che fa piangere i ragazzini, si sa.
No, solo uno stronzetto che crede di avere capito tutto dalla vita, mentre ne deve fare ancora di strada per capire come è fatto il mondo……
@Grog
“Grog non è omofobo!
Grog sa vivere ed apprezza anche i culetti maschili!
D’altra parte un culetto maschile è simile a un culetto femminile”
una volta un saggio mi ha regalato una perla che fa al caso tuo:
“il culo non ha volto”
🙂
Cortese richiesta: sarebbe possibile, in via sperimentale, una Blondetfreiwoche?
Cioè, non del tutto frei: tipo, si cita il titolo dell’articolo e sotto ci si mette il link. Così chi vuole leggerlo può leggerlo, e gli altri non sono tenuti a subire tutto il noioso e vaneggiante papiro.
Solo una settimana. Vediamo se la cosa funziona o meno e decidiamo per l’avvenire.
Che ne dite? è fattibile?
Le “bòdi modifichéscions” come i “tattù” o i “pìrsingh” , nell’ Antropologia Culturale si chiamano Atavismo Culturale … penso che vi sia del vero, ma è una lettura a mio avviso ormai molto datata ! Nel senso che in fondo il suddetto Atavismo Culturale mi sembra un epifenomeno molto epi 🙂 di un fenomeno oggidì molto più determinante le Masse : il Neotenismo Psichico / Sociale del Giovanilismo Forèver Iàngh !
PS
Peggio dei Rapper Ex Giovani come J-Ax ? … I DeeJay Pre-Umarell come Albertino, direi. 😉
un fumetto qualche anno fa diceva una grossa verità: nel mondo moderno i ventenni hanno a disposizione conoscenze tecniche che un tempo erano appannaggio dei quarantenni; al contempo, i quarantenni hanno smanie giovanislistiche che li fanno comportare da ventenni. praticamente c’è un pastone generazionale di gusti, tendenze e comportamenti. d’altronde Moi è un esegeta dell’uomo tigre, e io (come molti) conservo tante passioni da teenager.
quel fumetto era di circa un decennio fa, ora la forbice si può allargare a sessantenni e quindicenni…
È in effetti un’ottima osservazione
Scilicet : nell’ Antropologia Culturale dai Baffi a Manubrio 😉 … che tutto sommato, a mio avviso, resta sempre la migliore 😀 !
Moi lombrosiano 😛
@ IZZALDIN
Che fumetto era ?
@ ZETA
Allora se pensi che l’insulto sia necessariamente prodromo del pestaggio, anche come diritto … alle Finestre di Overton ci credi ! 😉
Guarda, io non ho ancora capito cosa siano le finestre di Overton. Quindi può darsi che ci creda e può darsi di no: non ti saprei dire 😀
Detto questo, non dico che in astratto non possa esistere il diritto di insulto senza quello di pestaggio. Dico che lo troverei ingiusto e piuttosto singolare: se lo Stato non difende Tizio dai miei insulti, perché a Tizio non dovrebbe essere dato il diritto di difendersi da sé (tanto più che probabilmente mi bastonerebbe comunque)?
Meglio sanzionare chi insulta, così chi è insultato ha strade meno lesive per difendersi 🙂
La finestra di overton ti dice che se oggi smetti di pestare i froci, domani ci saranno matrimoni tra uomini e cani
Ah, è tipo il concetto della china scivolosa, per capirci.
Grazie per l’esegesi! 🙂
Se la cantano e se la suonano tra di loro, nei loro palazzi dell’europrivilegio!
“I problemi sono sempre BenAltri, quando non mi toccano.”
Tipo fregarsene del crescente impoverimento di massa, fortemente voluto anche dal piddì, in nome dei diritti delle culandre di IMPORRE la loro dittatura a tutti gli altri.
Pena, la morte civile per chi non si adegua.
Come tu e gli altri liberali merdosi di questo blog, puntualmente fate……
I problemi sono BenAltri a seconda dei TEMPI.
Oggi va di moda commuoversi per le culandre.
Domani per i matrimoni tra uomini e bestie……
Ma esattamente che dittatura ti è stata imposta? ti viene impedito di (o vieni costretto a) fare cosa?
“Ma esattamente che dittatura ti è stata imposta?”
Ciò che mi sorprende sempre è scoprire che ci sono persone che non vedono la dittatura che ci è imposta, anche se il termine “dittatura” dà in realtà un’idea un po’ arcaica, di una singola volontà.
Noi siamo totalmente irretiti in un dispositivo che decide la quasi totalità della nostra vita, che è quello della sacralità della proprietà privata astratta: non “la mia casa”, ma “il mio conto in banca” per capirci.
Questo determina i pochissimi luoghi in cui ci è permesso andare, determina i luoghi in cui dobbiamo vivere; non obbliga necessariamente me in quanto individuo a una determinata cultura, ma decide la cultura di tutti quelli che mi circondano; struttura i tempi e gli spazi in cui viviamo in funzione del trasporto delle merci che servono al guadagno della “proprietà privata” e ristruttura persino i corpi delle persone, appendici dei computer che a volte possono fare artificialmente un po’ di sport mentre respirano l’aria universalmente avvelenata sotto le telecamere altrettanto universalmente presenti (e dove non ci sono le telecamere, c’è Facebook).
Veramente la costrizione è quasi totale e senza precedenti nella storia umana.
Questa era appunto l’impressione che ebbi visitando il mio amico negli USA: il “fascismo soft”, come le definii all’epoca in mancanza di migliori definizioni
(specialmente la parte “non obbliga me a una determinata cultura, ma decide la cultura di chi mi sta intorno”).
In effetti, anche se non sono così apocalittico, trovo giuste (nel senso di ben descritte) anche le altre parti del puzzle, che mi mancavano:
il fatto che la proprietà privata sia sacra, per esempio, ma che per proprietà privata si intenda il conto in banca, non la casa.
Mi stupisce che la nostra cultura, che per il resto ha creato fior di relativisti (di fatto, ha inventato il termine “relativismo”) sia poi contornata da persone quasi totalmente acritiche quando si tratta di mettere in discussione le basi del nostro sistema sociale, culturale, legale ecc.
Io in un altro commento, molto tempo fa, lanciavo l’ipotesi che fosse il tipo di formazione ricevuta specialmente nelle Facoltà di Giurisprudenza:
un “giurisprudente” sarà bravissimo, non vedrà l’ora, di mettere in discussione i particolari del sistema in cui vive: è il suo pane.
Ma non metterà mai in discussione le basi: è il suo pane, appunto.
Ma aldilà dei giurisprudenti, mi pare che tutta la società (e probabilmente, tutte le società) sia strutturata in modo da essere cieca a sé stessa.
Forse sono stato troppo sintetico. Però pure voi, amici filosofi, leggete un po’ troppo in due righe 🙂
Il senso della domanda era: cosa ti impedisce di fare questa società? In concreto, cos’è che vorresti fare e ti viene proibito, o comunque reso impossibile?
Per il mio amico Davide era vivere la sua sessualità, anche se nessuna norma la puniva.
Per miguel è semplice, dormire la notte con le finestre aperte lì dove vive.
Solo che lui pensa che questo dipenda dalla “dittatura del partito unico” (semplifico) io penso che dipenda dalla “organizzazione a pene di segugio” della città in cui vive e più in generale della società che abita la sfortunata penisola.
“Solo che lui pensa che questo dipenda dalla “dittatura del partito unico” (semplifico) io penso che dipenda dalla “organizzazione a pene di segugio” della città in cui vive”
🙂
Infatti, sta arrivando il periodo delle finestre sigillate, dopo che il sole ha battuto tutto il giorno sul tetto…
Però non penso assolutamente che ciò dipenda dalla dittatura del partito unico. Penso che il Partito Unico esprima il meccanismo generale della società, certamente non solo italiana.
Dipende comunque *anche* da scelte di vita. Vuoi mettere che partendo dal Messico e passando da Stati Uniti, Egitto, Roma e chissà quanti altri posti sfiziosi, non c’era un posto silenzioso dove fermarsi?
😉
Ok, ma la mia domanda era rivolta a Mirkhond, non era un tu generico e astratto. Sono un leguleio privo di fantasia 😛
“Questa era appunto l’impressione che ebbi visitando il mio amico negli USA”
D’accordo dall’inizio alla fine con il tuo commento, solo che tu lo sai dire meglio 🙂
A me invece questa cosa della dittatura sembra un semplice gioco di parole, perché faccio fatica ad immaginare un periodo della storia umana in cui sono state date più possibilità di scelta di “tipologie di vita”.
Non mi credi?
Pazienza, ho appena passato una settimana nel solito paesino sui Pirenei, una 80ina di persone che vivono come piacerebbe a qualcuno dei tuoi lettori.
pecore, galline, campi, poche macchine (trattori si), niente Facebook (non prendono nemmeno i cellulari, da impazzire!), case riscaldate solo a legna (tagliata dai villici nella foresta)…un avvocato ed un énarque che stufi della vita parigina hanno deciso di allevare pecore e stabilirsi lassù sulle montagne….i figli degli indigeni che scelgono se fare la vita dei padri o altro (letteralmente: il tizio che ha le pecore accanto alla casa di mia moglie ha tre figli: due lavorano con lui, la terza è medico a Parigi). Nessuno che sappia cosa sia pitti bimbo, pochi televisori, molte radio, nessun bar (anzi uno in estate che chiude alle 1800), nessun ristorante, nessun negozio, turisti che non fanno che attraversare il villaggio a piedi per iniziare le passeggiate (ci sono due bed and breakfast, credo che possano ospitare in tutto una quindicina di persone e niente auto). Una volta a settimana passa un macellaio.
Una famiglia di hippy tedeschi che si è stabilita in una cascina a un’ora di camminata dal già isolatissimo villaggio e che vive di pecore, api e in estate colazioni per i passeggiatori (ottime colazioni tra l’altro)
Non voglio dire che *tutti* possono fare *tutto* quello che vogliono, solo che nel 2016 esistono infinite più possibilità di scelta rispetto al 1980 o al 1950 o al 1830…se uno vuol fare l’eremita può. Probabilmente non puoi farlo in pieno centro a Bologna.
Per completezza, in un “quartiere” in fondo al paesino hanno recentemente costruito una decina scarsa di case nuove: sono i turisti che arrivano in estate o seconde case comprate da barcellonesi in cerca di frescura
” non “la mia casa”, ma “il mio conto in banca” per capirci”
In che senso? Se sono di tua proprietà, entrambi ti sono tassati (anche se con aliquote differenti, ma la Banca sul secondo ci fa abbastanza la cresta), entrambi sono pignorabili, entrambi sono protetti anche con sanzioni penali ed entrambi sono molto concreti.
Dove sta la differenza tra i due? Perché il conto sarebbe più astratto della casa? E perché consideri la casa meno protetta del conto?
“Perché il conto sarebbe più astratto della casa?”
Eh? Me lo chiedi sul serio?
Sì, te lo chiedo sul serio. Se la concretissima civiltà medievale non si pose mai questo problema, credo che qualche spiegazione tu me la debba 😀
“In che senso?”
Io la vedo così: se hai un conto in banca sostanzioso, nessuno mette in discussione il tuo diritto ad avere una casa… due, tre, cinquantasette.
Se non hai un conto in banca sostanzioso, il diritto a una casa semplicemente non ce l’hai, e sei libero di dormire in macchina o stare in strada per fare conoscenze.
Pino, credo che così mescoliamo non solo due cose diverse, ma anche due branche del diritto diverse.
Il mio diritto di proprietà sulla mia casa è reale esattamente quanto il mio diritto di credito nei confronti della banca. Sì, perché io non sono proprietario del conto corrente (che quindi non è una mia proprietà privata), ma sono titolare di un diritto nei confronti della mia banca.
Se io non sono proprietario di una casa, invece, io non sono titolare di nessun diritto di proprietà e quindi è illogico pretendere la protezione di un diritto che non ho.
Poi esiste il c.d. “diritto alla casa”, che però è più che altro un mio interesse pretensivo ritenuto sì meritevole di tutela, ma che (non) è esercitabile nei confronti dello Stato, non nei confronti dei privati. Il diritto alla casa è come il diritto al lavoro: io non posso venire da te e pretendere che tu mi assuma pagandomi mille euro al mese anche se non hai bisogno della mia prestazione lavorativa, così come non posso venire da te e pretendere che tu esca da casa tua per fare posto a me. Sarà invece lo Stato che – con i mezzi che riterrà più opportuni – dovrà soddisfare queste mie due esigenze.
“Pino, credo che così mescoliamo non solo due cose diverse, ma anche due branche del diritto diverse.”
Ma nessuno parlava di “diritto”.
Per me le torri sono oggetti immobili di solito fatti di pietra.
I cavalli sono animali mobilissimi che corrono qua e là.
E c’è una bella differenza.
Poi arriva il fissato con gli scacchi che mi dice che si tratta di due pezzi della scacchiera. Ma nessuno parlava di scacchi…
“Il mio diritto di proprietà sulla mia casa è reale”
Per reale intendo realmente esistente, non che è un “diritto reale” tanto quanto…
Preciso perché in effetti era ambiguo.
Miguel, Pino parlava proprio di diritti.
In effetti chi ha un conto corrente è assicurato ex lege, mentre chi ha una casa fatica spesso a liberarla. Il sistema effettivo non è neutrale.
“Ma nessuno parlava di “diritto”.”
Io ho parlato di diritto rispondendo a Pino. Invece a te avevo fatto una domanda perché non avevo proprio capito cosa intendessi.
Sul diritto…
Io dico che il conto un banca è una cosa diversa dalla casa.
Tu dici che è la stessa cosa.
Io dico, “eh?!”
Tu rispondi parlando di diritto.
La casa è un’elementare necessità fisica, è il luogo delle relazioni, custodisce il sonno e i bambini, si carica di affetti e di valori simbolici e ricordi.
Il conto corrente è un’astrazione che esiste unicamente nel mondo virtuale. Credevo che chiunque sapesse distinguere tra queste due cose.
Io rispondevo a Pino, mentre a te ho rinnovato la domanda. E te la rinnovo ancora: perché il mio patrimonio se è un conto in banca è astratto, mentre se è una casa è concreto?
Immagino che risponderai che la casa esiste, mentre il conto no. Io ti replico che il fatto che la casa sia tua esiste tanto quanto il mio conto: sono gli aggettivi possessivi ad essere un’astrazione.
La colpa del malinteso è mia che ho usato la parola “diritto”.
Io l’ho usata un po’ così, da ignorante, con l’anacoluto (cit. 😉 )
io infatti, da ignorante… di diritto, uso la parola per indicare la possibilità concreta di usufruire di un bene.
E, come coglie bene Z., di fatto il “bene” che il nostro sistema giuridico si occupa principalmente di proteggere, quello che considera veramente “sacro”, è quello pecuniario: la forma, poco importa; che siano azioni, obbligazioni, contante, o anche immobiliare cioè case.
Mentre di fatto non sta scritto da nessuna parte che lo Stato si preoccupi di dare una casa a tutti quelli che non ce l’hanno, né in proprietà né in affitto né in affitto con riscatto o altro: può essere che esista scritto da qualche parte addirittura un generico “diritto” ad averla, ma la sua applicazione si limita a quella descritta da Mauricius: hai diritto di comprarti una casa o di prenderla in affitto. Se puoi permettertela.
Non hai il diritto di averne una concretamente: cioè, se non ce l’hai, non è che lo Stato te ne assegni una d’ufficio.
Pino,
se è per questo non è che se non hai un conto corrente lo Stato te ne dona uno d’ufficio, eh!
Però scarica il problema della carenza di alloggi sul piccolo proprietario immobiliare. Non su chi quei soldini li ha investiti in azioni, e men che meno su chi li risparmia (che spesso viene tutelato con norme ad hoc).
“se è per questo non è che se non hai un conto corrente lo Stato te ne dona uno d’ufficio, eh!”
Appunto. Il punto è proprio questo.
Ora, io non so se la nostra “più bella del mondo”, da qualche parte, parli del diritto alla casa.
O se ci sia scritto in qualche legge.
Fatto sta che se c’è scritto, c’è scritto nei termini che dice Mauricius: hai diritto ad avere una casa, se hai i soldi per comprarla o affittarla.
Solo che non vuol dire niente! è un gioco di parole.
Invece di “casa” poteva mettere “bambole Big Jim” e il principio sancito sarebbe lo stesso:
che non è infatti quello che il signor X, che dorme in macchina, debba ricevere un’abitazione;
ma che il signor X, che dispone di tot euro, possa comprarsi un bene che costa tot euro.
Il fatto che si parli di “case” o “alloggi” è puramente incidentale, e in un certo senso uno specchietto per le allodole.
Se parliamo da esseri umani comuni, “diritto” vuol dire una cosa concreta, cioè la possibilità pratica garantita di fare qualcosa.
Invece così diventa “il principio che tu possa farla in astratto se ne hai la possibilità per i fatti tuoi”, che in una democrazia non dovrebbe neppure essere messo in discussione.
Per questo ha ragione Miguel quando dice “io dico torri e cavalli, e penso a delle cose fisse in sassi e mattoni, e ad animali con la criniera che corrono; poi salta fuori uno e dice ehi no, parliamo di scacchi, torri e cavalli sono due pezzi, guarda, uno si muove così e l’altro in quest’altro modo…”
“Però scarica il problema della carenza di alloggi sul piccolo proprietario immobiliare. Non su chi quei soldini li ha investiti in azioni, e men che meno su chi li risparmia (che spesso viene tutelato con norme ad hoc).”
Verissimo, ed è qui che voi esperti.. scacchisti verreste utili!!
Espresse previsioni sul “diritto alla casa”, in effetti, non mi vengono in mente – il che non significa che non esistano, eh!
Esistono, ad esempio, legislazioni di favore per i privati che affittano casa canone concordato rinunciando all’aggiornamento Istat (la c.d. “cedolare secca) ed esiste una normativa recente sulla registrazione d’ufficio del contratto.
Resta il fatto che un inquilino non pagante può comportare perdite complessive per decine di migliaia di euro. Spese che le società immobiliari possono traslare – grazie alle dimensioni e alle economie di scala – sugli inquilini che l’affitto lo pagano, a danno di questi ultimi e dei piccoli proprietari.
Qui c’è poco che i singoli possano fare, salvo rassegnarsi: gli inquilini paganti, all’idea di pagare l’affitto anche per quelli non paganti; i piccoli proprietari, all’idea di rimetterci una barca di soldini e al rischio diciamo pure concreto di trovarsi casa devastata – inclusi i sanitari, alle volte – all’atto della liberazione.
Z.
PS: comunque, una precisazione: non è che se hai la materiale possibilità di comprare qualcosa uno Stato democratico debba per forza riconoscertela. Anzi, spesso ti proibisce di farlo. Ad esempio, l’ordinamento italiano non ti riconosce il diritto di comprare il mio voto alle elezioni (Miguel comunque non rischia: il suo voto lo “regala” 😀 ). E nemmeno di comprare determinati tipi di sostanze stupefacenti o armi senza i permessi o autorizzazioni del caso…
La TUA dittatura, pezzo di merda!
La dittatura LIBERALE che privilegia l’INDIVIDUALISMO PIU’ TURPE E ABIETTO, ma SE NE STRAFREGA di chi si sta impoverendo sempre di più.
E se qualcuno lo ricorda, ecco che lorsignori subito pronti a DIFENDERE l’ordine LIBERALE presente, che non può essere messo in discussione, pena l’ostracismo e la morte civile per il reprobo che proprio NON CI RIESCE a dire che la VOSTRA MERDA è oro.
Il mio più cordiale e sentito VAFFANCULOOOOO!!!!!!!
Duca
il problema è sempre lo stesso: dove è il bastone di questa dittatura?
Nel fatto che le idee maggioritarie sono diverse dalle tue (o di Miguel)? direi che è tutto ma non una dittatura.
Nel fatto che le idee di minoranza sono criticate? Beh, scusa ma non conosco attività più legittima di questa. Pannella difende la morale borghese e il Duca quella desertico-semitica.
Nel fatto che le idee della maggioranza hanno un megafono nella società? Prova a essere un mancino e vedrai … seriamente, siamo alla definizione di minoranza e maggioranza.
Per quanto ci si provi, si vede la distanza tra le idee ma non la dittatura, neppure nel caso citato da Pino.
Ciao
Miguel cerca di parlare di un disagio sociale, e trova nel solidarismo comunitario che lui ha la fortuna di poter vivere.
Solidarismo che, se compreso, sarebbe forse la soluzione per tanti problemi anche personali che ognuno di noi si porta dietro.
Ma oggi prevale la morale pannelliana, tesa a privilegiare SEMPRE E SOLO L’INDIVIDUO, anche nei suoi gusti e tendenze più turpi.
Grazie anche alla defunta culandra, su cui da due giorni i tiggì si sperticano in acuti peana, tanta gente NON può formarsi una famiglia, perché OGGI TUTTO E’ PRECARIO a partire dagli affetti.
Eh già, la trama è inconsistente, l’amore NON è mai per sempre…..
Se parliamo di “gusti e tendenze più turpi” (ma “turpi” mi pare francamente eccessivo: diciamo “antipatiche) effettivamente nsultare a manetta il prossimo solo perché ha idee diverse dalle tue fa parte di quelle cose che oggi sono ampiamente possibili, mentre ieri non lo erano altrettanto.
Fino a pochi decenni fa ti avrebbero gonfiato come una zampogna, o peggio: ora invece puoi farlo in tranquillità, ben rintanato dietro monitor e tastiera. La società moderna, come vedi, qualche vantaggio ce l’ha.
Detto questo, è vero che non corri seri rischi, ma se questo è il tuo atteggiamento verso gli altri hai ben poco da dare la colpa al governo, all’opposizione o a me se sei una persona sola. Poi posso capire che trovare capri espiatori possa fare comodo.
La solita morale pelosa del riuscito omologato……
Il Cristianesimo è stato distrutto dalla morale pannelliana.
Il Comunismo è stato distrutto dalla morale pannelliana.
Uno che non ha mai avuto più del 2% dei voti, ma che ha avuto un’influenza negativa e SPOPOSITATA per l’esiguità del suo schieramento.
E grazie al quale, i FORTI e RICCHI PRIVILEGIATI, godono senza alcun rimorso di coscienza, mentre per gli sconfitti, resta solo il rancore e la SOLITUDINE per una vita che avrebbe potuto essere diversa…..
Ma che importa ai FELICI E CONTENTI DI VIVERE NEL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI?
Sto bene io, e di te NON ME NE FREGA UN CAZZO!
Beh io però non credo che Pannella abbia avuto tutta questa influenza, e sia riuscito a distruggere addirittura due giganti come il Cristianesimo e il Comunismo.
Penso più banalmente che Pannella abbia “surfato” sull’onda delle idee che arrivavano, che circolavano, che non erano cattoliche, non erano comuniste, ma erano le idee partorite dalla “società dei consumi” e liberale.
SPROPOSITATA
“in qualche testa vuoto”
Un altro privilegiato che parla la lingua dei padroni.
La testa vuota è anche quella che si ferma al conformismo, senza vedere oltre…..
Ci sono tanti e vari disagi, ma per lorsignori esistono solo i diritti delle culandre.
Tra poco anche quelli delle unioni tra uomini e bestie.
Poverini, che non possono sposarsi con la loro cagna o con la loro pecora o con la loro cavalla……
Come al solito non hai capito una sega
Stavo parlando delle teste vuote che quotidianamente, metodicamente, senza stancarsi mai, insultavano, deridevano, escludevano, umiliavano un ragazzino solo perché era nato 600 km al sud…..
Effettivamente non mi stavo facendo una sega.
Troppo rumore disturba il vicinato……
Una società che va sempre peggio, sprofonda nella miseria provocata dalla crescente erosione sociale, ma per lorsignori euroliberali bisogna commuoversi solo per i diritti dei FINOCCHI di fare le loro famiglie CONTRONATURA, e con l’utero in affitto.
Com’è TIPICO DI UNA MORALE DI RICCHI VIZIOSI, che vogliono l’autorizzazione legale per VIZI DI OGNI TIPO, senza sentirsi quei fastidiosi sensi di colpa, che tanto ammorbano l’esistenza……
I diritti dei finocchi sono battaglie di RICCHI!
Ma il fatto è che nell’ immaginario “Liberal” dei Radical Chic (autoreferenziale come pochi, a volte peggio ancora di quello Islamico dei Salafiti !) si parte sempre ininterrottamente fin dagli Anni Sessanta dalla Società com’ era dagli Anni Cinquanta in giù … se a uno non va bene un estremismo di oggi, viene accusato NON di voler fare il Nostalgico degli Anni Zero, o Novanta … ma direttamente degli Anni Cinquanta, che seguirono quella Grande Accelerazione frenata dalla Guerra Fredda e da mezzi di comunicazione oggi “primitivi” quindi molto più controllabili dai governi.
Fino alla fine degli anni ’80, in USA era impensabile l’ autocritica modello “Fantozzizzazione” 😉 dell’ Americano Medio, ininterrotta dal 1991 a oggi !
È anche una questione di immagini. Gli anni Novanta, nel nostro immaginario, sono connotati in modo tenue, poco vivido. Gli anni Zero appaiono molto simili ai nostri giorni. È un po’ l’osservazione di Peucezio
Se invece dico anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, Ottanta, l’immagine appare subito vivida, netta.
Il Renziano Giampiero Mughini
“Qualcuno paragona Grillo a Pannella. Una cosa indecente. Il primo è un cabarettista, non di primo piano, mentre Pannella è stato un eroe della vita civile italiana”.
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/05/21/pannella-mughini-indecente-paragonarlo-a-grillo-un-signor-nessuno-un-pagliaccio/524415/
a quei due o tre lettori che potranno forse trovarvi un qualche interesse
vorrei parlarvi delle teorie di Willem Christiaan van Manen (1842-1905), l’esponente principale della scuola ultra-radicale olandese, che negò l’autenticità di tutte le lettere di San Paolo; la stessa posizione sostenuta dai suoi “compagni di scuola” Allard Pierson, Samuel Naber e soprattutto Abraham Loman, cieco dal 1874, che secondo van Manen avrebbe fondato l’effettivo criticismo scientifico; in precedenza era giunto alle stesse conclusione (impressionisticamente) l’ultra-radicale tedesco Bruno Bauer (uno dei primissimi miticisti), ma l’argomentazione si deve a Loman (vari articoli in olandese) e poi soprattutto a van Manen (libro in olandese, articoli anche in inglese) che è di sicuro la “stella” della scuola e la riassume
van Manen ritenne che Paolo visse, semplicemente attribuisce le lettere a lui attribuite al paolinismo, un movimento che nacque, secondo lui, a fine I secolo d.C o inizio II secolo d.C, ad Antiochia o forse in Asia Minore e raggiunse il suo floruit entro il 150 d.C; la lettera ai Galati sarebbe stata scritta in parte da Marcione; van Manen, per quanto se ne sa, non fu mai miticista, solo “ultra-critico”; Pierson e Naber in 1886 adottarono posizioni miticiste (ma non troppo a fondo), Loman in 1881 fece dichiarazioni miticiste in una conferenza, ma non le espanse e nei suoi articoli dotti si mantenne su posizioni radicali sì, ma “critiche” (invece Bruno Bauer aveva negato l’esistenza storica di Gesù in 1877 e forse prima, o quantomeno era molto scettico)
la negazione della paolinicità delle Epistole, secondo van Manen, sarebbe dovuta alla presenza di influssi gnostici, di una cristologia avanzata e a ragioni stilistiche
una breve storia, per quel pochissimo, che so, della questione paolina
sino a tutto il Settecento, nessuno, cattolico o protestante che fosse, mise in dubbio che le lettere di San Paolo fossero state scritte da lui
l’unica differenza, fra cattolici e protestanti, era che i cattolici ascrivevano a San Paolo anche la lettera agli Ebrei (che non ha attribuzione) nonostante una tradizione scettica o contraria durata sino a fine IV secolo d.C e fiorita proprio a Roma più che altrove, laddove i protestanti non la ritenevano né ritengono paolina (la Bibbia di Zurigo del 1955 segue lo stesso ordine cattolico, a differenza di quello della Bibbia di Lutero, cioè ha Filemone-Ebrei-Giacomo però mentre per i cattolici Filemone-Ebrei chiudono le Lettere di San Paolo e Giacomo apre le Lettere cattoliche, per i riformati svizzeri Filemone chiude San Paolo ed Ebrei apre le Altre Lettere, la parola “cattolica” essendo bandita da tutti i protestanti; Lutero invece sbatte Giacomo in fondo, subito prima dell’Apocalisse ed Ebrei prima di Giacomo; è noto che lutero non amava la Lettera di Giacomo che diceva il contrario di quel che disse lui e pensò pure di espungerlo ma non osò tanto)
per le 13 lettere (I-II Corinzi, I-II Tessalonicesi, Galati, Romani, Filippesi, Colossesi, Filemone, Efesini, I-II Timoteo, Tito) che la tradizione attribuisce a San Paolo, non c’era però dubbio alcuno
il protestante tedesco Schleiermacher fu il primo che nel 1807 negò la paolinicità di I Timoteo, salvando però quella delle altre due lettere pastorali (II Timoteo, Tito)
La diga era aperta
pochi anni dopo, tutte e 3 le lettere pastorali (I-II Timoteo, Tito) furono tolte dalla critica in primis tedesca a San Paolo (oggi praticamente nessuno ne sostiene più la paolinicità)
il protestante Ferdinand Christian Baur (1792-1860), della scuola di Tübingen, attaccò altre 6 lettere di San Paolo e ridusse nell’opera postuma, le lettere di San Paolo a 4 (Galati; I e II Corinzi; Romani) che ritenne autentiche tranne piccole interpolazioni, mentre ne rifiutò 6 (I-II Tessalonicesi; Colossesi; Filemone; Filippesi; Efesini); le 3 Pastorali ormai erano già fuori
Ci fu una reazione di destra a Baur, le cui opinioni non furono accettate in toto, sembrano troppo radicali; la reazione in parte vinse e ri-paolinizzò 3 lettere (I Tessalonicesi, Filippesi, Filemone) mentre abbandonò del tutto la paolinicità di 3 (Colossesi, II Tessalonicesi, Efesini); addirittura l’iconoclasta Rudolf Bultmann non osò seguire Baur in toto e ne accettò 7, quelle citate
oggi il numero di 7 lettere paoline autentiche (Galati, I-II Corinzi, Romani, I Tessalonicesi, Filippesi, Filemone) è prassi tra i protestanti e accettatissimo anche fra i cattolici, inclusi manuali biblici dotti
se però Baur fu attaccato da destra (da chi ritenne si fosse spinto troppo oltre), lo fu anche da sinistra, da chi riteneva si fosse fermato prima del termine
e lì c’è appunto van Manen che negò pure le 4 lettere che Baur aveva mantenuto (Gal, I-II Cor, Rom)
oggi il miticista USA Robert Price ha ripreso van Manen nella negazione dell’autenticità di ogni lettera e andando oltre van Manen ha ipotizzato che pure Paolo sia un mito
dunque Cristo un mito, Paolo un mito
eppure ‘sto Cristianesimo qualcuno deve pure averlo fondato, no ?
Che le lettere di Paolo siano ampiamente interpolate credo sia unanimemente riconosciuto. E questo da solo spiega tutti gli eventuali anacronismi che vi si possono trovare.
E questa è la spiegazione occamisticamente semplice, poi se vogliamo complicarci la vita possiamo postdatare quello che vogliamo. Ma postdatarlo a quando? Perché entro il 90-100 dobbiamo già avere il nucleo dottrinario fatto e finito, sempre che non vogliamo irrealisticamente postdatare pure i testi giovannei. Ma allora io mi sento legittimato a dire che Napoleone visse negli anni ’60.
Perché entro il 90-100 dobbiamo già avere il nucleo dottrinario fatto e finito, sempre che non vogliamo irrealisticamente postdatare pure i testi giovannei.
gli ultra-radicali fanno appunto (anche) quello…né c’è accordo di tutti sulla giovannicità dei testi giovannei
la teoria delle interpolazioni mi è ben nota e in effetti-senza esagerare-pare anche a me l’optimum….ma loro non sono d’accordo (né poi son d’accordo fra loro)
l’iper-ultra radicale dei nostri giorni (e miticista estremo) Robert Price assegna addirittura gli Atti (quelli canonici, detti degli Apostoli, non gli altri di Paolo ecc ecc) a San Policarpo di Smirne, che ne sarebbe l’autore..si, hai letto bene..lui ! martirizzato, secondo molti forse addirittura in 166 o 167 d.C (pure Loisy, non certo a-critico, puntava ai 160′) o come minimo nel 155 d.C (data più tradizionale)
Non ci sarà mai accordo tra i biblisti e gli esegeti.
Del resto c’è stato chi ipotizzò che Gesù fosse un fungo allucinogeno della Mesopotamia……
John Allegro, mitico 😀
oggi c’è una forte ripresa miticista negli USA (anche se, diaciamocelo, se le cantano e se le suonano fra di loro)
nel 2012-2013 c’è stato un vespaio quando Bart Ehrman (tradotto pure in italiano) che si definisce “agnostico duro tendente all’ateo”, dunque laicissimo, ha scritto un libro tendente a provare esplicitamente, in polemica con i miticisti, la storicità di Gesù (molte cose le disse già Messori, nihil novi)….i miticisti lo hanno attaccato con violenza, alcuni hanno insinuato che non può essere tato lui a scrivere il libro, altri-senza dirlo apertamente-insinuano che sia stato “comprato”..ecc ecc (in passato Ehrman fu molto dissacrante–ma, appunto, probabilmente lo è ancora anche se si dichiara solo anti-fondamentalista e non anti-cristiano..semplicemente gli pare una follia negare l’esistenza storica di Gesù, come a moltissimi primi di lui fra cui l’apostata Loisy e il razionalista Guignebert…il suo Gesù però non è quello di Messori, eh…nega tutto il sovrannaturale…era e resta laicissimo..il suo é un Gesù profeta..ma un profeta REALE)
i miticisti sono esplosi in un torrente di ingiurie contro Ehrman..e alcuni di loro prendono le distanze dai miticisti folli del passato e propongono se stessi come miticisti seri 😀 ad esempio Richard Carrier, autore di pondersi volumi, che ritiene seri oltre a sé (sottinteso), in ordine decrescente solo Earl Doherty, Robert Price e l’ormai invecchiato Wells (non miticista puro…agnostico nel campo..cioé dice che non possiamo sapere se Gesù è esistito o no, come lo specialismo veterotestamentario Thomas L. Thompson che negò Mosé, Davide e Salomone, unico grande nome-ma non nel suo campo-ad aver raggiunto i-quasi-miticisti)
P.S
Carrier, e anche Price, ascrivono gloriandosene al campo miticista il biblista domenicano (sic !) Thomas Brodie, IRL il quale nel 2012 ha scritto un libro per dire apertis verbis che ritiene Gesù un mito ! (dice che l’aveva fatto capire nei suoi lavori biblici precedenti ma nessuno se n’era accorto , men che mai a Roma, dunque ormai settantenne voleva gridarlo a tutti..e immodestamente, pur negandolo subito dopo, si paragona a Copernico)
ci crederesti ? certo lo hanno sospeso dall’insegnamento, lo hanno censurato blandamente, ma null’altro !..né espulsione né scomunica né ritrattazione (a quanto si sa)..è tuttora domenicano..un domenicano miticista 😀
se pensiamo al “povero” Loisy che come ci dice lui stesso in 3 volumi, era sempre denunciato al Santo Uffizio (fin dagli 1890′), mai in pace-per MOLTO MENO-fino alla solenne scomunica come vitandus nel marzo 1908 (o a Buonaiuti, finito idem, per meno ancora di Loisy) capiamo come è cambiata la Chiesa !
Il che vorrebbe dire un secolo in cui la dottrina si sarebbe diffusa senza nessun testo scritto in aree geograficamente lontanissime. Mah…
Purtroppo ci ho dato un solo esame e il monografico verteva su altro, non posso certo fingermi uno specialista della materia, ma a occhio direi che sono d’accordo con la tua conclusione:
mito questo, mito quello, e i cristiani da dove saltano fuori? si sono inventati da soli, un bel giorno, per sport? con tanto di “miti” già bell’e pronti?
Io poi a naso tendo a fidarmi delle fonti antiche; non ciecamente certo, ma diciamo che se i quasi-contemporanei non mettevano in dubbio l’esistenza di Paolo, non vedo perché dovrei farlo io. Non vedo motivi particolari per pensarlo una figura “inventata”, mentre potrebbero esserlo benissimo (perché no?) dei particolari della sua biografia.
Diverso il discorso sull’attribuzione di questa o quella lettera, che infatti è abbastanza aperto sin dall’antichità.
P.S
ha ipotizzato che pure Paolo sia un mito
(solo per maggior precisione, senza entrare nel merito delle sue-come minimo molto controverse-vedute)
in realtà il miticista Price non ritiene Paolo un vero e proprio mito, detto come sopra è fuorviante e quindi riporta ora le sue opinioni più chiaramente
seguendo Hermann Detering, Price vede Paolo come avente qualche connessione con la figura storica di Simon Mago [Detering sostenne che Paolo fu una mistificazione dello storico (historical) Simon Mago e che Marcione lungi da esserne semplicemente il collettore fu addirittura l’autore di almeno di parte delle lettere paoline; legami Paolo-Simon Mago già notati da Baur che però faceva di Simon Mago un “doppio mostruoso” di Paolo] lui punterebbe pure ai marcioniti, non solo a Marcione
Egli quindi d’accordo con Hermann Detering secondo cui Paolo fu attualmente lo stesso uomo ricordato come Simon Mago, e aggiunge che può essere perché entrambi gli uomini sono stati detti essere i padri di ogni eresia
sostiene che ci furono altri Paoli storici, ovvero gli autori delle epistole; dice che Marcione fu uno di questi, essendo stato l’autore di almeno parte dei Galati e degli Efesini e forse di più; egli deve avere usato esistenti scritti simoniani o almeno insegnamenti, modificandoli in un senso socialmente conservatore
finisce con un attacco al protestantesimo (è ex-fondamentalista divenuto ateo), dicendo questo
il protestantesimo è basato su Martin Lutero, la teologia di Lutero è basata su Paolo, ma Paolo è basato su nulla del tutto
Paolo non ha una voce unitaria, non è un singolo autore, non è neppure una singola persona storica
infine ribadisce di ritenere una pura finzione il racconto della conversione sulla via di Damasco, basata secondo lui su 2 Maccabei e Baccanti di Euripide
e dice
Nessun autore, nessuna autorità, solo testi-e finalmente neppure testi ma frammenti
“riporto”, non riporta..oppure “riassumo”
Perché quello reale sarebbe Simone il Mago e non Paolo?
perchè crede nei soldi: quale maggiore prova che sia un vero essere umano?
😀
PS riaprire le case di cura per alienati gravi sarebbe brutto?
🙂
Perché quello reale sarebbe Simone il Mago e non Paolo?
e infatti F.C Baur (1792-1860), nell’Ottocento ancora razionale, pensò così
oggi nel post-moderno, si sa che di solito “vince” chi la spara più grossa 😀
“si sa che di solito “vince” chi la spara più grossa”
😀
Temo che sia come dice Habs!
Poi mi sembra che ci sia anche la tendenza iper-razionalizzante a considerare automaticamente “mito” tutto ciò che non ha precisissimi riscontri storici.
Di questo passo, Giulio Cesare e Carlo Magno saranno considerati dei “miti”, e anche Napoleone già lo vedo e non lo vedo… 😉
Tu che ne pensi?
Scristianizzazione : le cause interessano 4 gatti in croce 🙂 … le conseguenze riguardano tutti, che quasi in blocco se ne fregano.
Se ne fregano finché la vita gli va bene.
Diversamente ridiventano credenti……
“mito questo, mito quello, e i cristiani da dove saltano fuori? si sono inventati da soli, un bel giorno, per sport? con tanto di “miti” già bell’e pronti?”
Tipo 11 uomini, che, a dispetto della loro umanissima infirgardaggine, ad un certo punto tornano allo scoperto, dopo essersi nascosti terrorizzati, all’arresto e alla morte infamante del Maestro, e così, improvvisamente sfidano quei poteri religiosi giudaici che avevano pressato Pilato per mandare a morte il Maestro, affermando che Gesù ERA RISORTO NELLA CARNE.
E per tale INAUDITO coraggio, morirono a loro volta martiri ad opera dei loro connazionali e correligionari che non accettarono Gesù come DIO, e infine dello stesso potere romano, inizialmente non particolarmente ostile alla nuova setta giudaica…..
Dunque QUALCOSA deve pur essere successa, quella PRIMA domenica della Storia, e tale da dare un coraggio fino alla morte, a quegli 11 che non avevano certo dato prova di fermezza al momento dell’arresto e condanna a morte del Maestro…..
Minima Cardiniana 123/1
Pubblicato il 22 maggio 2016
Domenica 22 maggio. Solennità della SS. Trinità
UNA CHIESA SCHIZOFRENICA?
Sono in molti a chiedersi che cosa stia succedendo in Santa Romana Chiesa: una Chiesa “a due velocità”? O addirittura una “Chiesa schizofrenica”? Che cosa significa che da una parte questo papa ci travolga con la sua iperattività addirittura promettendo – o minacciando? – un diaconato femminile, magari (magari?) presupposto di un sacerdozio femminile, redarguendo preti e vescovi per la loro mondanità e gli agi che alcuni di loro si permettono, visitando solo capitali extraeuropee, mentre dall’altra la Conferenza Episcopale Italiana sembra talvolta rispolverare i toni da Sant’Uffizio dell’era di Pio XII, interviene pesantemente nelle faccende politiche italiane, stigmatizza il parlamento per le scelte fatte in materia di unioni civili ma al tempo stesso – tramite il suo quotidiano – prende le distanze da ipotesi revanscistiche di referendum con ciò implicitamente ammettendo di temerne un risultato opposto alle sue speranze e alla sua linea e di essere quindi consapevole della sua debolezza?
Forse le cose parrebbero più chiare se non ci fermassimo all’attivismo pontificio e alle intemperanze dei vescovi, che sono solo dei sintomi, e cercassimo invece di cogliere la sostanza del problema. Che è quella del paradossale contrasto tra la straordinaria presenza mediatica e carismatica di un papa che aspira a una profonda riforma spirituale e anche strutturale della Chiesa da una parte e la realtà invece profonda di una comunità dei fedeli paurosamente indebolita e impoverita, la quale non si sente più in grado di sostenere il ruolo di coprotagonista della storia: ruolo al quale era da secoli abituata, nonostante il progressivo indebolimento dovuto all’avanzare del “processo di secolarizzazione” della nostra cultura.
“Quante divisioni ha il papa?”, chiedeva il generalissimo Stalin. E, da buon ex studente del collegio sacerdotale della sua Tbilisi, sapeva bene che le divisioni del papa non erano certo “corazzate” come le sue; eppure, non ne ignorava il formidabile potere.
Bene, quel potere oggi è infinitamente indebolito. La società dei consumi e dei profitti, il “mondo dell’Avere” (anziché dell’Essere) come lo definiva Eric Fromm, ha avuto la meglio nella civiltà occidentale: che è – non dimentichiamolo – quella alla quale appartengono tutti i ceti dirigenti e prominenti del mondo, anche nei paesi non “occidentali”. Oggi la massima parte degli stessi cattolici è costituita da “cattolici sociologici”, cioè da gente che magari – e sempre meno spesso – è anche battezzata o magari si sposa in Chiesa, ma nella quale la vita religiosa non ha più alcun peso pratico. Quando ero ragazzo, nel rossissimo quartiere di San Frediano della rossa Firenze degli Anni Quaranta-Cinquanta, la benedizione quaresimale delle case e della famiglie da parte dei parroci era un evento fondamentale dell’anno, al quale ci si preparava con cura e devozione; oggi questo mondo è ormai irrimediabilmente finito, la Chiesa parla e i cattolici non l’ascoltano. Lo aveva già detto con chiarezza mezzo secolo fa Paolo VI, accortosi che i cattolici (ormai sempre più spesso “cattolici sociologici”) non lo ascoltavano né sulla contraccezione, né sul divorzio (figurarsi sul precetto pasquale o sulla messa domenicale): non siamo più padroni della società, bisogna accettare di divenirne minoranza qualificata che ne sia coscienza, sale della terra… D’altronde, quella della CEI non è propriamente “ingerenza della Chiesa nelle questioni italiane”: le diocesi italiane sono costituite, dal vescovo all’ultimo credente, da cittadini appunto italiani, che hanno pur il diritto di dire la loro come ce l’hanno i componenti delle comunità cristiane riformate, gli ebrei, i musulmani, i buddhisti, i membri delle logge massoniche e gli atei. I vescovi italiani hanno ben il diritto di dire la loro in quanto italiani e organizzatori di altri italiani in comunità giuridicamente legittime: chiamare tutto ciò “ingerenza” è roba da anticlericali dell’Ottocento, roba da Circoli Giordano Bruno.
Ma che la crescente durezza degli appelli della CEI sia un sintomo di coscienza di debolezza, è un fatto. Tanto più che il capo della Chiesa cattolica sembra non curarsene. Quando Francesco dice che la Chiesa cattolica non desidera entrare nelle questioni politiche italiane non afferma che i cattolici italiani farebbero bene a non occuparsi di politica: vuole soltanto avvertire che la vera battaglia si svolge altrove, e che al confronto di essa non è poi così importante se la società civile italiana accetterà o no le coppie omosessuali (un tema sul quale il magistero cattolico è comunque inequivocabile). Il nucleo della questione di oggi è un altro: ed è la ragione per la quale papa Francesco visita le capitali extraeuropee e si astiene, per ora, dal misurarsi con quelle “occidentali”.
Questo papa parla in termini apocalittici e planetari. Per lui, il grande e principale problema dell’umanità è l’ingiustizia sociale che regna sovrana nel mondo e la nostra “cultura dell’indifferenza” che è incapace di scorgerla. Per questo egli va ripetendo che è necessario partire dalle periferie. Noi, abitanti dei “centri” occidentali in crisi quanto volete ma ancora relativamente ricchi e in qualche caso opulenti, siamo vittime di una pluridecennale illusione prospettica: in fondo, pensiamo che più o meno sia così dappertutto. Fino a qualche anno fa ci andavamo perfino ripetendo che tutto il mondo procedeva verso la pace: c’erano guerre dappertutto, dal Vietnam al Vicino Oriente all’America latina, ma nella nostra isola felice, l’eco delle esplosioni non arrivava. Oggi sappiamo che non è così: eppure, non abbiamo ancora capito come vive la stragrande maggioranza della popolazione del pianeta e in fondo non ce ne importa, e secondo il papa la vera crisi della Chiesa cattolica sta in ciò, non nel fatto che la gente non vada più a messa o non ubbidisca alla CEI. Il Cristo sta ancora in croce ma nessuno gli fa più caso: e questo, il vecchio prete che viene dalle Villas Miseria non lo accetta, come non digerisce gli attici dei cardinali. Per questo continua a visitare le periferie: quando sarà il momento, e solo allora, aggredirà le capitali della “cultura dell’indifferenza”. Una battaglia perduta in partenza? Forse. Ma è la sua. Se non si capisce questo, è inutile chiedersi dove stia andando la Chiesa.
MA QUANTO E’ LUNGA LA STRADA PER LA LIBERTA’?
Nelson Mandela ha detto una volta di aver camminato tutta la vita sulla lunga strada per la libertà. Vorremmo, dovremmo, potremmo farlo anche noi. Ma dov’è questa strada, dove comincia, che paesi attraversa, verso quale libertà conduce?
Quando a sbarrarci la libertà sono i mitra, i muri, il filo spinato, tutto è duro e difficile: ma è anche chiaro. E’ irta di questi ostacoli, la nostra strada verso la nostra libertà? E quante, quali “libertà” esistono?
Il presidente Franklin D. Roosevelt sosteneva che esistono quattro fondamentali tipi di libertà: due libertà di (di parola, di credo), due libertà da (dal bisogno, dalla paura). Forse, esse dovrebbero riassumersi nella grande Libertà, la Liberté cherie, quella lo spirito della quale è in grado di animare le infinite libertates enumerate dagli statuti cittadini del nostro medioevo e che in fondo si riassumevano nel detto di sant’Agostino: “Ama, e fa’ quel che vuoi”.
Ecco il punto. Nella storia, la libertà è stata perduta infinite volte: e infinite riacquistata, ma sempre a carissimo prezzo. Perché il perderla può essere molto facile, il riconquistarla è arduo. Nel mondo odierno popoli interi, addirittura miliardi di persone, non possono nemmeno immaginare di godere delle libertà di perché mancano di quelle libertà da che sono invece basilari: quando si ha fame e ci si sente minacciati non ci si può permettere il lusso di esprimere le proprie idee o di elaborare le proprie opinioni. Il mondo di oggi è, per la stragrande maggioranza del genere umano, un mondo privo di libertà.
E noi? Noi ricchi, noi cittadini di libere democrazie, noi liberi di tutto, siamo liberi davvero? Siamo liberi dai condizionamenti invisibili, liberi da un’informazione che ci disinforma, liberi da una società dei consumi che ci obbliga a consumare al di là dei nostri bisogni e c’inganna inducendoci a bisogni artificiali? Siamo liberi da un Grande Fratello molto diverso da come lo ha immaginato Orwell in 1984, invisibile eppur onnipresente, in apparenza indolore eppure capace di un’oppressione indicibile e tanto più insidiosa in quanto veste i panni della libertà individuale apparente? Quanto è lunga la strada per la nostra libertà?
Franco Cardini
@ mirkhond
“Il Cristo sta ancora in croce ma nessuno gli fa più caso”
Se chi diceva di farci caso ce l’ha lasciato, perché dovremmo farci caso noi?
Se i cristiani hanno perduto il sapore, loro che dicevano essere il sale del terra, non sarà che c’era qualcosa di sbagliato in quello che credevano?
Era Helder Camara che diceva, se non vado errato: ‘quando do l’elemosina a un povero mi chiamano santo, quando combatto le cause della povertà mi chiamano Comunista’.
Perché non hanno beatificato quelli che le cause della povertà cercavano di combatterle, e non solo a furia di elemosine?
Dio l’hanno soffocato con l’incenso e i rosari.
Ciao!
Andrea Di Vita
perchè la Vanità non è una via per il Paradiso e presumere di conoscere la causa della povertà è già causa sufficiente di bocciatura all’esame di Santità
questo per il caso specifico
non posso che essere d’accordo con te sulla prima questione, il sale insipido è da buttare
ma è insipido per mancanza di incenso e rosari (di amore a Dio), non certo per mancanza di progressismo!
ciao
@ francesco
“presumere di conoscere la causa della povertà è già causa sufficiente ”
Studiare le cause della povertà è proibito?
Cos’è, “state contente umane genti al quia”?
Attento che sparlare dell’indagine razionale è cattiva teologia 🙂
Ciao!
Andrea Di Vita
caro ADV
da ingegnere dovresti conoscere la differenza tra studiare e presumere di conoscere, giusto?
concordo con Padre Brown nella simpatia per l’indagine razionale, di cui Marx è uno dei peggiori esempi possibili
🙂
ciao
@ Francesco
innanzitutto “ingegnere” lo dici a qualcun altro, visto che io sono un Fisico 🙂
Secondo, se non si sperimenta in pratica non si può imparare alcunché.
Ciao!
Andrea Di Vita
1) chiedi venia e mi cospargo il capo di cenere
2) mi bastano Cuba e il Venezuela per concludere che certe linee di ricerca teorica sulla povertà possiamo abbandonarle senza troppi rimpianti
ciao
“mi bastano Cuba e il Venezuela per concludere che certe linee di ricerca teorica sulla povertà possiamo abbandonarle senza troppi rimpianti”
Infatti, Francesco preferisce la linea di ricerca haitiana, che non si è mai fatta tentare dal marxismo 🙂
Ma che c’entra? Ad Haiti sono tutti negri, quindi non contano. Insieme all’Africa e a tutti gli altri selvaggi che non sono riusciti a fare palate di soldi con il libero mercato.
Non diceva “quando chiedo perché un povero non ha cibo”? a me l’insegnarono così…
“Credevo che chiunque sapesse distinguere tra queste due cose.”
La tecnologia rende la nostra società sempre più astratta.
Come ci ricordò Peucezio qualche giorno fa, oggi le relazioni sociali avvengono più attraverso internet che di persona…….
Sono concorde con Cardini, riguardo all’articolo che ha scritto e che ho postato qui.
Solo una piccola impressione personalissima, che non inficia il giudizio positivo che ho su papa Francesco.
Se proprio non poteva fare l’uccello del malaugurio e il guastafeste riguardo alla morte di pannella, perché non ha almeno taciuto e fatto tacere padre Lombardi, risparmiandoci uno sproloquio davvero blasfemo, perché detto da tali autorevoli voci?
Forse il Papa sta dicendo che il cuore dell’uomo è uno e che tutte le fumisterie intellettuali, quelle che sembrano aver costituito la vita di un Pannella, sono solo vanità e illusione ma non contano poi un tubo.
E allora può incontrare un Pannella e ignorarne le idee.
Magari ha ragione ed è l’unico uomo in Europa libero dall’Illuminismo.
Ciao
Sarà.
Però il messaggio che dà è quello di elogio alle porcate fatte dai radicali (assieme, a quel poco di buono che pure hanno fatto…).
Lo dici a me, che campo di idee astratte e di teorie?
🙁
ci crederesti ?
Mi viene da pensare che davvero, il fumo di satana, sia penetrato tra i vertici della Chiesa…..
A quanto pare non è solo la Raggi a farsi scrivere i programmi da terzi
“Il punto vero è che io sono andato a guidare il governo su richiesta di Giorgio Napolitano e su voto parlamentare: da un punto di vista costituzionale è tutto perfetto. Era una situazione di emergenza. Napolitano mi ha detto: devi fare la riforma del lavoro, della legge elettorale, la riforma costituzionale e quella della pubblica amministrazione. Noi lo stiamo facendo”
http://www.repubblica.it/politica/2016/05/23/news/renzi_radio_partigiani_gaffe_boschi-140408143/
In che senso? chi è che scrive il programma a Virginia Raggi?
Non ho scritto “il programma”, ma “i programmi”. Il primo è un documento che si presenta prima delle elezioni, mentre io intendevo la dettatura dell’agenda politica.
Vabbè, chi glieli scriverebbe?
E’ la tua tesi, mica la mia.
Ma no, quando l’avrei scritto?
se Renzi avesse l’umiltà di ascoltare Napolitano, potrei anche votarlo
Abbiamo già capito che lo voteresti, se si potesse fare 😀
No, è troppo di sinistra sui temi etici, che per me sono decisivi. Cosa che irrita Miguel ma quelli li ritengo “oggetto di decisione”, mentre i mega-flussi della storia vanno abbastanza per conto loro.
In economia non capisce un cazzo ma qui è in ottima compagnia.
🙁
Ma sui “temi etici” siete bravissimi a soprassedere: in fin dei conti l’etica per voi si riduce a ciò che avviene tra il concepimento e la nascita e poi sotto le coperte (o del talamo o del letto d’ospedale) perché in tutti gli altri temi siete completamente amorali. Aggiungete anche questo tema e siete liberali renziani perfetti 😀
Sentito quel che dice Mauricius, Francè?
Su, dai, vota Renzi. Da bravo.
😀
MT
in realtà sei tu che aderisci al peggior moralismo bigotto moderno, per cui si rompono i coglioni a chi non ricicla abbastanza o si mangia un hambuger ma l’aborto parliamone senza pregiudizi
e non credo che ci troveremo mai
Francesco
Ti rispondo qua, per comodità di lettura.
E’ verissimo ciò che dici, e il mio sfogo rabbioso è derivato da una situazione personale, che mi ha fatto stare male per alcuni giorni.
Detto questo, proprio stamattina sono andato a vedere un corto cinematografico, realizzato da varie comunità di disagiati psichiatrici, tra cui quella di mia sorella.
La dottoressa di mia sorella, che ha presentato il corto, ha parlato dello stigma sociale che prova sulla sua pelle chi non è “normale”, chi proprio non può adeguarsi alla società dell’oggi.
E mentre sentivo queste parole, mi sentivo molto male, perché ho pensato che esistono VARIE forme di disagio sociale, non solo quelle nate da problemi mentali o sessuali.
Solo che questo tipo di disagio, spesso non viene riconosciuto, perché legato a visioni idealistiche, morali e culturali, in contrasto con la bella società liberale, libertaria e libertina di oggi.
Non so se ho reso ben chiaro ciò che intendo dire.
Ciao!
faccio fatica a seguirti, caro Duca
anche io mi trovo spesso a disagio, il 99% di ciò che è propagandato come “desiderabile” non mi attrae neppure o non lo ritengo moralmente accettabile
e questo non mi mette nei guai solo con la “società”, ente astratto di cui alla fine poco me ne frega, ma anche in famiglia, e lì sono veri dolori
però non mi sento così diverso (se non per la mia scarsissima virtù) da un Francesco d’Assisi o da uno dei mille santi che hanno vissuto “nel mondo senza essere del mondo”
insomma, quasi quasi ci sto bene, nel mio essere poco in sintonia
ciao
Tu non sei del mondo. Sei di Berlusconi 😀
se sto facendo ogni possibile macumba perchè venda a delle impersonali società di capitale cinesi, in realtà enti parastatali!
Appunto. Come tutti i bravi berlusconiani, ora che è in difficoltà affondi il pugnale 😀
http://pauperclass.myblog.it/2016/05/17/ce-sola-invasione-islamica-alceste/
può aver ragionissima [mi riferisco alle prime righe..l’ho trovato così penetrante e contro-corrente da farvelo subito sapere, prima di continuare la lettura..se poi dice, assurdità (lo leggerò adesso) il ragionissima non vale :D]
“può aver ragionissima [mi riferisco alle prime righe..l’ho trovato così penetrante e contro-corrente da farvelo subito sapere”
Concordo totalmente, finché si tratta di sfatare il mito paranoico dei “liberali” sulla loro preziosa civiltà minacciata dall’Islam. Il ragionamento dell’articolo è semplice buon senso.
Però se il liberalismo (in senso ampio) si stesse suicidando, sopratutto ecologicamente, è difficilissimo immaginarsi quali modelli possano diventare interessanti e per chi.
Certo, metterei il modello islamico tra i meno interessanti per la grande maggioranza degli “occidentali”.
minchia che fesseria!
quella battaglia pareva già vinta, Moi ce l’ha mostrato mille volte.
invece le nipoti delle musulmane in minigonna vanno in giro con il niqab, volenti o nolenti
e i nipoti dei fan dei Beatles portano la barba lunga e cercano poveracci da convincere a farsi saltare in aria nei mercati pieni di musulmani eretici
trovo l’articolo vecchio di 37 anni e faccio fatica a crederlo in buona fede
Oppure, laddove vediamo Musulmani Integrati, ci sono in realtà Dormienti della Sharia in modalità Taqiya, in attesa del Grande Segnale di Attivazione …
https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/236x/e0/a9/43/e0a943177ff83e749bbfabfae3e9e64f.jpg
… chi può dirlo con certezza ? 😉
Se non altro, la Boldrini la spediranno in cucina a rimescolare il soffritto di cammello con il cucchiaione di legno 😀
@ Andrea e Mauricius scrivete in Youtube Gender e Gianfranco Amato e aprite una qualsiasi conferenza in qualunque data : esce l’Universo … certo: potete darlo per positivo, ma NON per falso poiché tutto è documentato minuziosamente.
Nel 470 e rotti, quasi 500, cade l’Impero Romano d’Occidente, comincia il Medioevo.
Ma mica ce lo sapevano che cominciava il Medioevo; e aldilà del fatto che i medievali pensavano di essere moderni, dal 500 all’idea che abbiamo noi di Medioevo passano altri 500 anni.
Beh, in quei 500 anni mi pare di sentire, nella letteratura, nell’arte, una nota comune, un odore conosciuto, che è quello dello smarrimento: dove stiamo andando?
è lo stesso odore che mi sembra di sentire in questo periodo storico.
è lo stesso odore che mi sembra di sentire in questo periodo storico.
poco per volta, con parole diverse (e magari anche più appropriate) state riconoscendo che il concetto di “post-storia” [che naturalmente non chiamerete così] che ho introdotto è forse non del tutto peregrino..si può discutere sul nome, ma son felice che anche altri incomincino ad ipotizzare che stiamo entrando in un’altra epoca storica, diversissima da quella dei nostri padri..quale ? non lo..né posso saperlo…come non potevano saperlo quelli del 500 d.C
“anche altri incomincino ad ipotizzare che stiamo entrando in un’altra epoca storica, diversissima da quella dei nostri padri..”
Vero. E meno male che c’è almeno il senso di smarrimento, di cui parla Pino Mamet.
Casomai, da temere è un certo passatismo cinico: una sorta di liberalismo di massa che dà per scontati i punti di riferimento ottocenteschi (proprietà privata, Stato, sviluppo economico, lavoro, l’esistenza dell’individuo) senza però più alcun entusiasmo.
Uhm… così a occhio:
– la proprietà privata era già disciplinata con notevole dettaglio nel diritto romano;
– nello Stato com’era inteso nell’Ottocento non penso creda più nessuno;
– che l’individuo esista… fammi dare un’occhio allo specchio… sì, c’è ancora! ingrassato al punto da sembrare un duodividuo, ma c’è ancora;
– lavoro ce n’è sempre meno invece!
Caro Z
non credo sia possibile far recedere Miguel dalla sua ostilità per il concetto di individuo in nessun modo.
Sarei curioso di sapere se all’estero (cultura araba o cinese) ci fosse già o sia comunque nato dopo l’incontro coi “bianchi”.
E’ una buona cartina di tornasole: se il futuro (o il passato se è per quello) non prevedi individui, è inconcepibile e inconoscibile.
ciao
Ehm…
cosa cavolo c’entra qui il concetto di individuo?
PS
In realtà a me sembra proprio il contrario, riguardo a Miguel.
In realtà, specialmente quando parla di Oltarno, non fa che parlare di individui :
il muratore cingalese che ha sposato la violoncellista ungherese, la bambina etiope che vive col calciante russo e così via.. 😉
(scherzo, ma l’umanità è all’incirca questa: ed è vero, è così anche l’umanità che conosco io, ed è il suo bello).
Lui parla di individui, che conosce: e noi ci buttiamo dentro i massimi sistemi, che chi li ha visti mai, per dire, prendere un caffè, o portare la figlia a scuola…
Ehm, veramente è Miguel che dice che gli individui non esistono.
Poi che esistano non c’è dubbio, e lui che ne conosce di svariati generi e tipi lo sa benissimo, ma si sa che sul web l’aforistica e il paradosso tirano 🙂
almeno quelli là erano fanatici religiosi e in quei 500 anni hanno sempre saputo di avere Dio al loro fianco
noi stiamo perdendo le categorie di giudizio senza avere nessuno
anzi voi, brutti ateacci che non siete altro!
🙂
Ateo sì, ma bello 😀
E Pino dove sta andando?
… a fare free-climbing sulla Roccia di Abramo ? 😉
freeché?
scalata/ascesa (gratis)
Free-climbing è l’arrampicata senza attrezzatura (cioè senza corde, ecc.). Quella di Corona, per intenderci: vai su solo con la forza delle braccia e delle gambe.
Io sto andando affanculo, Mi’ 😉
scherzi a parte, conto di andare in vacanza 😉
Comunque concordo con Pino sull’idea di smarrimento epocale, esistenziale, sociale di quest’epoca, che ricorda altri periodi di crisi, come appunto i primi secoli del Medioevo.
Oppure l’epoca delle grandi epidemie di peste del XIV secolo.
Però a differenza di altre epoche, in questa gli oscuri timori apocalittici sono tutt’altro che infondati, proprio per via dello sviluppo tecnologico raggiunto dall’umanità negli ultimi 70 anni della sua lunga storia…….
Difficile darti torto, caro Mirkhond, anche se come sai io resto ottimista…
Partigiani (che voterebbero Sì, anzi No … Nì) , Boschi, Renzi, Napolitano, Ingrao (il Fu Pietro e Celeste), Berliguer (il Fu Enrico e Bianca) … il Referendum di Ottobre sembra sovraccaricato di Storia dal II Dopo Guerra in poi !
Sempre più complicato starci dietro !
BerliNguer
Cmq dei Fanfaniani e delle Fanfaniane che tirano per la giacchetta su Internet la Storia del PCI è un altro esempio di Coniugare Tradizione e Modernità …
secondo me, puntano sul Dogma dell’ Infallibilità del Segretario (che a differenza del Papa non vale certo solo Ex Cathedra) e sul Fideismo Politico (fin dagli Anni Cinquanta più totalizzante della Fede Religiosa) dell’ ultimissima generazione di Trinariciuti 😉 che però il conpiùter 🙂 neanche sanno accenderlo e il telefonino lo usano a walkie-talkie 🙂 .
ho trovato finalmente anche un tale che nega l’esistenza storica di Maometto 😀
un certo Robert Spencer, “Did Muhammad exist ?” (con prefazione del “mitico” Ibn Warraq che Moi conoce bene) così c’è la par condicio assoluta 😀 (Mosé è negato da tempo [non proprio da tutti, eh] e David lo ha negato la scuola di Lemche; Gesù è negato dai miticisti, invero nessun grande nome, ma molti, rumorosi e vociferi, sin dal giacobino Dupuis 1795, forse sin dal proto-giacobino Volney 1791; ora tocca a Maometto; ritengo scontato che Buddha l’abbiano già negato; Zoroastro ? va a finire che, essendo così ignorato, se la sfanga ? eh, no, qualcun deve pur negarlo, dovrebbe pure essere semplice, in fin dei conti cronologicamente un tempo lo ponevano fra 100o a.C e VI secolo a.C, il che basta da solo a dimostrare che la tradizione è debole !)
ci sarà qualcuno che neghi l’esistenza del PD ? sarebbe almeno una consolazione per gli italici 😀
La nego io. In cambio voi lo votate. Può andare? 😀
Il PD e’ esso stesso il PD…
Inoppugnabilmente!
PS: il tuo avatar è bellissimo!
Mo ti scrivo un articolo per negare zoroastro, così completi la collezione
Be’, dài Habs … il Fungo di John Allegro resta una “condicio” impareggiabile 😉 !
😀
Mario Liverani, se non sbaglio, ha negato l’esistenza storica di Zarathushtra.
ok, allora il cerchio si chiude 😀
Penso che il “Nonèmaiesistitismo” 🙂 dopo un po’ possa anchevenire a noia … mentre il “Fraintendimentismo” (dall’ interpretazione “eterodossa” a quella “sconvolgente”) può essere più avvicente: gli Alieni ormai sono abusati, mentre il fungo allucinogeno non mi risulta avere equivalenti in altre religioni.
interpretazione “eterodossa”
e talora possono giungere ad ammissioni che non ci aspetterebbe..ad esempio nel 1912 il radicale olandese van den Bergh van Eysinga (vabbè “nonesistista” ma adesso ci interessa l'”eterodossia” delle interpretazioni) conclude che dopo molte vicende (per lui diversissime dalla visione canonica e dai manuali che si norma uno legge) si giunse nella seconda metà del II secolo d.C alla vittoria del cattolicesimo che da allora sussisterebbe, in parte, fino ad oggi [così dice]..
il buon tulipano non vide il Concilio 😀 altrimenti non avrebbe più potuto scriverlo !
però è interessante-e se ci fosse ancora un’apologetica degna di questo nome sarebbe una bazza-che un protestante ormai non-credente, che ritiene Gesù mai esistito, giunga alla conclusione de facto, che Calvino e Lutero sono stati dei grandi impostori o almeno innovatori estremi !
P.S
a chi interessa, lui sostiene questa cronologia estrema (tutto il N.T nel II secolo d.C), in breve
Matteo (1°..e anche lì torna alla tradizione ! o almeno ci torna i suo maestro van Manen, non è chiaro), Marco e Luca: primi decenni del II secolo d.C
Giovanni, c.a 140 d.C era prima del pap. Rylands, ma per alcuni pare non esista 😀
le 13 lettere di Paolo, c.a 120-140 d.C come van Manen ritiene le sue lettere pseudepigrafe; non distingue le 3 pastorali dalle altre anche lì tornando alla tradizione ! 8pur stravolgendola nel punto principale)
Epistole cattoliche (1-2 Pietro, 1-3 Giovanni, Giacomo, Giuda) ed Ebrei, più o meno quell’epoca [non mette una data, o io non l’ho vista]
+extra N.T
I Clemente, c.a 140 d.C contro c.a 95-96, canonico !
Ignazio, c.a 170 d.C contra 110, canonico ! (già il fanatico presbiteriano nordirlandese Killen 1886, citando anche Calvino !, le aveva dichiarate spurie contro il vescovo anglicano di Durham Lightfoot 1885 che le riteneva genuine, ma nel “refutarle” usò più teologia che non critica)
in poche parole fa saltare tutto 😀
eppure giunge alla conclusione che a fine II secolo d.C si era ormai in essenza al cattolicesimo ! mediate, gente, meditate…
*P.S
van Manen (esistista, lui ! per il resto estremo, ve ne ho già parlato) era pastore riformato, figlio di un pastore riformato e nipote di un pastore riformato…nepotismo calvinista 😀
ah,
Atti a colui che scrisse Luca e anche lì mantiene la tradizione (ma lo sposta in II secolo d.C)
il suo mentore van Manen li pose in 125/150 d.C
il neo-vanmaneniano (o così millanta :D) Price (non esistista), nostro contemporaneo, li ascrive a Policarpo come vi ho già accennato, dunque addirittura un po’ dopo, ma siamo lì, diciamo 150 d.C
Apocalisse
boh, mi pare dica verso metà II secolo d.C o un po’ prima [data canonica, c.a 95-96 d.C]
e ci sino tutti e 27 !
riah,
il tipo visse dal 1874 al 1957.. non vide altri Papi oltre Pio XII 😀
bi-riah
apprendo che van Manen avrebbe scritto un articolo sulla chiesa di Roma nell’Enciclopedia biblica in inglese del 1899-1903, in USA, opera critica, molto a sx (come interpretazione; c’era per l’A.T Wellhausen, oggi nulla di che, ma allora ritenuto estremo)
se lo trovo, vi erudirò 😀
Oggi qual’è il punto di vista predominante riguardo all’esegesi neotestamentaria?
Mi sembra che l’ipotesi mitica (negare l’esistenza di Gesù come personaggio realmente esistito) in generale, non sia più presa sul serio……
in generale, non sia più presa sul serio……
ti ringrazio per la domanda che mi permette di parlare di un argomento affascinate
diciamo di sì, anche se un “vociferous” attacco dagli USA (e qualcosa pure in Nord Europa) sta divenendo sempre più forte ed arrogante (ma finora non ha sfondato, cioè che io sappia non è stato ancra ammesso in accademia ed è di norma limitato alle case editrici delle associazioni atee e ai blog, con un’eccezione, che dirò)…
diciamo, per farla brevissima (e mi scuso se commetto alcune imprecisioni)
n° 0, il proto-miticismo compare durante il giacobinismo ma è privo di ogni valore storico/culturale, diciamo che sono pensieri in libertà, messi però per iscritto
n° 1, l’ Ottocento non conosce quasi miticismo [non parlo ovviamente dei pazzoidi, mi riferisco a percorse che hanno, magari usurpate 😀 qualifiche accademiche] tranne:
Bruno Bauer forse già 1850-1852 di certo 1877, isolatissimo ma da lui passerà a Marx, Engels e di lì ai sovietici
Loman, olandese, 13/12/1881 ma ritratta in seguito è tuttavia uno storicismo estremo forse, un simbolismo
Pierson e Naber, 1886, olandesi idem come sopra Pierson scettico già in 1878
Johnson 1887, inglese
Bolland, olandese
(ribadisco però che il più grande e rispettato accademicamente dei radicali olandesi, il più volte citato van Manen NON fu miticista, e questo vorrà pur dir qualcosa)
N° 2, un forte attacco miticista dal 1900 al 1914, in Germania, Gran Bretagna e USA (pure un polacco !);
John Mackinnon Robertson 1900 e 1910²; 1902; 1903 e 1911²; 1916; 1917 britannico
Whittaker 1904 e 1909² provò a fondere van Mamen (non-miticista) con Robertson britannico
William Benjamin Smith 1906; 1911 USA, non un signor nessuno, nel 1908 fu rapprsentante USA alla Conferenza panamericana di Santiago !
Kalthoff (1850-1906) tedesco pastore protestante miticista ! da 1900
Arthur Drews 1909; 1911; 1926 (storiografia) tedesco
Niemojewski 1909 polacco
Samuel Lublinski c.a 1910 “tedesco” ? o compatriota della Luxenburg ?
Questa volta l’accademia, specialmente in Germania, parlò e in genere li umiliò (Schmiedel però sarebbe stato impressionato da W.B Smith, o così dicono)
N° 3, c.a 1920-1990 miticismo veramente ai minimi termini; ridotto a vecchi capi marxisti in URSS, a qualche pazzoide all’ovest e a tipi strambi; uniche eccezioni
Couchoud, francese spesso ritenuto uno dei più importante, oggi ignorantissimo dai miticisti in USA !
Ory, anni 1960’ francese
Bultmann, non proprio una mammoletta né un moderato-Messori 1976 commette il grave errore di definirlo il “capo” dei miticisti ! ma è solo un radicale e molto meno degli olandesi di 50 anni prim-sostenne mi pare nel 1952 che nessuna persona sana di mente può essere miticista
Nel 1970 la Revue histoqique, organo della Francia storica che conta, sprezzantemente definiva la teoria miticista priva di ogni valore;
in quegli anni era proprio così come dici ! al 10000 per 1000
ancora Meier 1991 (catt) e financo-già un po’ in ritardo van Voorts 2000 dicevano le stesse cose o quasi
N° 5, da c.a 1990 e soprattutto dal 2000 violenta ripresa miticista (a partire da Wells che aveva iniziato, rarissima quasi singula avis, nei 1970’ e che scriveva ancora nel 2009, ma si è convertito in semi-miticista o “agnostico”) fra questi nuovi, TUTTI privi di qualifica accademica neotestamentaria (tranne Price, ex-predicatore protestante fondamentalista) e spesso privi di qualunque qualifica accademica tout court (tranne Carrier, storico, Doherty in filosofia ? e Zindler, in scienze)
Earl Doherty, 1999 e 2009
Frank Zindler anni 2000’ ex-credente, miticista da metà 1980’
Robert Price da c.a 2000 scrisse pure San Paolo, ve ne ho aprlato
Richard Carrier vari libri dal 2009
Essi, derisi all’inizio (e ancora adesso), stanno però ottenendo i primi semi-successi
1.Thomas L. Thompson, che in A.T è uno specialista famoso, nel 2005 ambiguamente mise insieme Gesù a David e nel 2012 è stato co-autore di un libro (con Verenna) in cui non si dichiara miticista ma definisce molto deboli tute le evidenze storiche non-cristiane su Gesù (anche il suo amico Lemche, capo della scuola radicale sull’A.T, in un commento fatto, parrebbe adottare posizione agnostica; pure, ma in un senso più vicino agli storicisti, Philip Davies, anche lui famoso nell’A.T) orbene questi 3 non sono specialisti del N.T , è vero, ma sono qualcuno nell’A.T e dunque sono di un livello non trascurabile, cioè non puoi dire semplicemente “chissenefrega”
Thomas L. Brodie, domenicano irlandese, nel 2012 si è schierato per la tesi mitica sostenendo l’assurdità (che può esserci solo dopo il Concilio :D) che se anche Gesà non esistesse, cambierebbe poco, basterebbe il simbolo ecce tutti i discorsi che ti risparmio, untuosi, da prelati moderni (si noti che Messori “previde” un caso del genere, per ridere immagino..e oggi è realtà !) Brodie ci dice che si convinse che Gesù non esistette nel 1975, ma non osò neppure scriverlo nel manoscritto della sua opera (usò un qualcosa conosciuto solo a lui); nel 2004 alluse qualcosa in un suo libro “The birthing of the New Testament” sperando che capissero, ma l’ex-Santo Uffizio dormiva, evidentemente 😀 nel 2007 disse qualcosa di più in una recensione..niente, a Roma dormivano sempre :D; nel 2008 chiamò una giornalista irlandese, voleva dirle che Gesù non esisteva (lo aveva detto en passant a una parrocchiana venti ani prima) ma ebbe paura della sua reazione e non se la senti; infine nel 2009, a 70 anni, decise che era ora di togliersi i sassolini dalle scarpe; si sente un Copernico, secondo lui infatti, come Copernico ha cambiato la percezione dell’universo così il riconoscimento che Gesù non esiste cambierebbe la Chiesa anche se dice ci vorrà dal tempo (ricorda che solo G.P II ha ufficialmente riabilitato Galileo-..e non è proprio così)..nel 2012 fece quindi outing e scrisse quindi il suo libro in cui, pur con il tono da prete, si capisce chiaramente ! orbene, Brodie oltre a essere cattolico (!), è un biblista…non uno che puoi dire di nuovo “chissenefrega” è srato soggetto a una debole punizioncella, dal Vaticano manco ne hanno parlato 😀 è noto infatti che è normalissimo che i padri domenicano biblisti ritengano Gesù un mito
3.Nel 2012 Detering un radicale tedesco ha scritto un libro in cui come minimo ritiene inaffidabili le fonti su Gesù (non so se è miticista, è un vanmanentista cioè mette le opere di San Paolo nel II secolo d.C, ma quello non implica miticismo; van den Bergh van Eysinga lo era, van Manen nmo) orbene anche lui non sarà il massimo ma è un accademico
4.Nel 2014 il primo di ‘sti miticisti “da blog” il nordamericano Carrier ha pubblicato un ponderoso libro, con tono sprezzante (dichiara che i credenti non li considera neppure e si rivolge solo ai laici non-miticisti) non dalla solita casa atea ma all’Università di Sheffield
Nel 2012 Bart Ehrman, agnostico duro quasi ateo (USA), ha attaccato i miticisti duramente e questo vuol dire qualcosa; Ehrman è un “barone” (che vede in Gesù un profeta apocalittico ebraico e null’altro e dice en passant che tutti son d’accordo con lui tranne i fondamentalisti e i conservatori evangelici—significativamente non aggiunge “e i cattolici”), in genere quelli non criticano chi non conta ! (loro hanno insultato Ehrman nel 2013, l’ho già accennato)
Dunque sono in ascesa..nessun grande nome è ancora con loro..ma se contiamo i semi-miticisti (Thompson ecc) son lì lì da averne..anche Drohe e Knoll due professori hanno aderito e i miticisti se ne vantano
Ci vorrebe un Messori giovane 😀
Intendiamoci, potrebbe fallire tutto (né è così importante; lo storicista puro Ehrman, pur salvando molto, ha in definitiva opinioni altrettanto se non più sovversive del Cristianesimo in fundamentalibus !) …ma potrebbero anche arrivare alla fama..ed in tal caso ce ne accorgeremmo qualora il TG 3 dedichi loro una prima serata :D)
Niente di nuovo sotto il sole, dunque!
Quanto a Brodie, non farebbe prima a lasciare l’abito di San Domenico, piuttosto che contunuare a sparare cagate dall’interno della Chiesa Catolica?
Cattolica
Per darvi una breve idea di come lavorino questi (neo) miticisti, un piccolo esempio
Carrier, uno dei più prolifici, supponenti e sprezzanti verso i credenti, tende a retrodatare la I lettera di Clemente ai primi ’60 del I secolo d.C…gli serve per alcune teorie (per lo stesso motivo mantiene 6 lettere di Paolo alla loro epoca, c.a anni ’50-inizio ’60 d.C) anche se “tollera” la data tradizionale (c.a 95 d.C)..concentriamoci brevemente su I Clemente
un conto è dire come fanno i radicali (miticisti o no) che è pseudepigrafa e dunque va postdatata..si può discutere sul caso, nella fattispecie praticamente nessuno li segue, ma è un procedimento legittimo di cui vi sono svariati esempi nella storia “sacra” e profana
un altro è retrodatarla, eliminando ogni riferimento alla tradizione che fa di Clemente un vescovo di Roma (il che esclude i primi ’60) e trascurando il riferimento che fa alla morte di Pietro e Paolo (idem) ! qui siamo nell’arbitrio più puro
vorrei che sia chiaro questo
è un esempio in sé di poco conto, ma rivelatore; sarebbe come se quei miticisti per cui ci sarebbe un cristianesimo anteriore a Gesù datassero le lettere di Paolo all’epoca di Augusto o di Pompeo ! non l’hanno ancora fatto, ma date tempo al tempo 😀 è immediatamente chiara la differenza dai radicali i quali, negandole a San Paolo, almeno le postdatano, procedimento in sé legittimo, lo ribadisco, anche se in tal caso toppano clamorosamente, secondo i più degli studiosi, almeno per 7 lettere o 6 senza Filemone o 4, attenendosi a Baur; i radicali sono nella Scienza (ancorché ai margini estremi9, questi—mai frase fu più azzeccata-sono nel Mito 😀 nella fantasia pura !
eppure lui, e non altri “colleghi di mito” ha avuto un libro pubblicato ad un’Università !
che mai pubblicherebbe un autore cattolico tradizionale 😀
Sulla “scientificità” di certi accademici ce ne sarebbero di cose da dire, e parlo per esperienza personale……
È che in seconda metà del XVIII secolo, in ambienti intellettuali (extra-Italia ed extra-Iberia, dove il processo è più tardo..o forse si temeva il Santi Uffizio) si incominciò a perdere la fede nel soprannaturale (ragioni non facilmente spiegabili..la rivoluzione scientifica di Galileo, Huygens, Newton c’era già stata, Darwin doveva ancora venire..non è facile, ad onta di tanti, dire perché accadde PROPRIO in quel tempo)
Per una sessantina d’anni in Germania (la parte più dotta del Continente) si cercarono sistemi razionalisti, che “spiegavano” i miracoli (ne esporrò uno, il più fantasioso); invece in Francia, meno sistematicamente, Voltaire si limitò a sentenziare che non si doveva credere, bon ! ipse dixit 😀 è impressionante la pochezza scientifica di quell’uomo, in questo veramente simile ai maîtres à penser odierni !..Voltaire dicveva una cosa e non la provava assolutamente spesso neppure tentava..ma Voltaire ebbe seguito, i tedeschi no ! (e forse proprio per la sua banale apoditticità !)
Poi David Friedrich Strauß 1835 distrusse il razionalismo e sostenne che i Vangeli non sono storici..il suo impatto fu devastante (già disse qualcosa di simile Reimarus, ma non aveva avuto seguito; Strauß lo conosceva, però) e in Germania, fra i protestanti, fece in breve piazza pulita (tranne i pochi credenti vecchio stile, pochi- fra i professori, eh)…da lui inizia la critica moderna, più o meno radicale (van den Bergh van Eysinga sostenne in 1912 che Strauß distrusse “definitivamente” la fede nei miracoli..neppure considerava i cattolici, che, allora almeno, ancora ci credevano !) da Strauß partono tutti, i “critici” duri e i “mitici” (Strauß però NON era miticista)
Ecco un sistema razionalista pre-straußiano..quello di Bahrdt (1741-1792), predicatore protestante, di costumi corrotti, espulso da vari luoghi, un illuminista vero, un Casanova dei poveri 😀
Bahrdt ci diede il Gesù “massone”..o meglio esseno (fu tra i primissimi a riesumare gli esseni) ma il parallelo con la massoneria contemporanea salta agli occhi (allora nella Germania protestante tuto era massonico.,.era massonica la corte di Weimar, quella di Braunschweig, Federico II di Prussia..era una massoneria non sovversiva, quasi alla luce del sole, nel suo apparente segreto, una moda diremmo)
Per Bahrdt Gesù era un iniziato alla setta degli Esseni..pure Luca, un super-medico era un “fratello” e anche Nicodemo, e tanti altri
I discepoli preparavano per i gonzi i miracoli 😀 (pani, pesci, nascosti all’uopo ecc)
Luca, un mito, che conosceva le arti segrete, sapeva quando c’erano le morti apparenti e allora Gesù interveniva e “resuscitava” (Lazzaro, la fanciulla del talità kum)
Alla fine decisero il gran colpo, far resuscitare Gesù !…si trattava di farlo crocifiggere ma di toglierlo al momento giusto (Luca sapeva ed aveva unguenti portentosi)..c’era un rischio (che rimanesse sulla croce troppo), ma il “fratello” Nicodemo assicurò che sarebbe intervenuto in Sinedrio e tutto sarebbe andato bene (uando poteri di tippo “massonico” :D)
Detto, fatto..é processato, crocifisso.lo tolgono proprio al momento giusto (5 minuti e falliva tutto !)..Luca con i suoi ungueti portentosi lo rimette in sesto
appare alle donne e ai discepoli (tutto calcolato)..poi si ritira e non appare più tranne una volta a San Paolo a Damasco e continua a governare in segreto la super-loggia fino alla morte 😀
capirete che pure l’ultra-radicale van den Berg van Eysinga non ebbe, oltre un secolo dopo, che disprezzo per tale fantasiosi pseudo-ricostruzioni ! e già così la pensò Strauß !
Strauß negò soprattutto che vi fosse storia in Giovanni…ma anche sul valore storico di Matteo (che ancora considerava primo), Marco e Luca fu sferzante
Il processo di de-cristianizzazione si esplicò in 3 fasi
Nei secoli di fede (sino a seconda metà XVIII secolo) TUTTI credevano al Vangelo, inclusi e soprattutto direi, i dotti (qualche rarissima eccezione, in aumento da c.a 1600/1650)
Le tre fasi sono queste, ritengo
N° 1, si perse la fede nella soprannaturalità e si cercarono sistemi per ovviarvi (non tutti fantasiosi come quello di Bahrdt; alcuni più moderati, talora ambigui sulla Risurrezione, ma tendenti non di meno a spiegare naturalmente il più dei miracoli..tempesta placata, guarigioni, pani e pasci) c.a 1770-1830 (Reimarus già prima ma appartiene al n° 2; morì 1768 ma non osò pubblicare, lo farà post-mortem Lessing, come anonimo, in 1778)
N° 2, si eliminarono eo ipso tutti i miracoli, si contestò il carattere storico dei Vangeli ma nondimeno si ammise un nucleo storico da estrarre con procedimenti sempre più raffinati dal 1835 (Strauß) è la scuola critica di cui esiste una “destra” (Harnack), un “centro”, una “sinistra” e forse un’estrema sinistra (se van Manen è da mettere qui..anche se si è occupato più di San Paolo)
N° 3, si dice che è tutto fantasia, tradotto “son tutte balle !” e dunque non si possono usare quei dati per la storia e meglio li si possono usare ma come i racconti su Zeus, su Apollo, su Vishnù, dunque con categorie diverse desunte dalla storia delle religioni sono i miticisti, da c.a 1880/1900 (Bauer era un non-istoricsta, ma simbolista, a metà XIX, diciamo un misto fra 2 e 3)
uso miticista come sinomimo di non credente all’esistenza storica, alcuni specialmente prima del 1900 (ma anche dopo) sono piuttosto simbolisti
Bisogna ammettere che i miticisti hanno qualche atout logico (infatti, per il n° 2, perché accettare qualcosa e respingere altro ?)…secondo me l’apologetica dovrebbe concentrarsi contro di loro (e non é poi così difficile)..una volta dimostrato in modo irrefutabile che si sbagliano, forse cadrebbe anche il n° 2 (e intanto si può far uso delle polemiche dei miticisti contro i critici :D)
Vi è poi un’altra ipotesi..che avessero ragione quelli che ci credevano (ammessa praticamente da tutti sino al XVIII secolo avanzato)..ma non sia mai ! oskurantisti 😀
Alla fin fine, non hanno però dimostrato INCONFUTABILMENTE la non esistenza di Gesù, e nemmeno che non fosse Dio……