Vivere in un mondo quasi perfetto

Spesso mi trovo spaesato nelle discussioni con diversi commentatori di questo casuale forum.

Si tratta di persone intelligenti, argute, colte e umanamente gradevoli. Non è nemmeno che abbiamo necessariamente valori diversissimi: sono sicuro che a conoscerle da vicino, potremmo anche fare tante cose insieme.

Eppure quando discutiamo, sembra che viviamo su due pianeti diversi. E forse oggi ho capito perché.

Loro vivono in un mondo statico. Con molta difficoltà, cerco di raffigurarmelo, con i loro occhi, come sarebbe questo posto, impermeabile alla storia, alla natura, all’economia, ai flussi energetici, alla vita e alla morte.

Da sempre (diciamo sicuramente dal 1945 in qua) e per sempre, ci sono da una parte degli individui isolati, fluttuanti nello spazio – i Cittadini – e dall’altra le Istituzioni.

I primi forniscono eternamente le loro Tasse e i loro Voti, le seconde forniscono con altrettanta immutabile regolarità i Servizi.

ascending-and-descending-escher

In questa macchina escheriana, c’è un’unica variabile: la qualità umana dei Politici, cioè le persone a cui gli Individui fluttuanti delegano ogni potere di azione o di decisione.

Quando l’Uomo Giusto viene eletto, tutto va bene; quando si elegge l’Uomo Sbagliato, le cose vanno male. Quindi, per saperli distinguere, bisogna frugare nelle loro biografie: hanno mai raccontato una bugia al proprio partner? Sono troppo seriosi, oppure si lasciano andare come niente a dire sciocchezze? Hanno i capelli tinti? Tartagliano e non sanno cosa rispondere quando si chiede loro quale squadra tifano? Sotto sotto, cosa direbbero se scoprissero di avere un figlio omosessuale? E cosa pensano in segreto di Mussolini o di Stalin?

Ecco, io faccio fatica anche a parlare del tempo con chi vede il mondo così. Infatti, se piove, è perché Tizio è egoista, un po’ nevrotico e ha fatto una battuta cretina su Facebook; se esce il sole, è perché Caio è competente e intelligente.

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303 risposte a Vivere in un mondo quasi perfetto

  1. roberto scrive:

    più che altro noto che una grande differenza è che tu sembri considerare la microcomunità definita “quartiere” come l’unico posto in cui si possano prendere decisioni “buone” (perdonami l’uso di questa parola), mentre diversi commentatori, fra i quali io, considerano che il quartiere non possa vivere in totale autarchia (non possa non nel senso che “non abbia la possibilità”, ma “sparirebbe nel giro di poco tempo se vivesse in regime di autarchia”).
    io che sono estremista penso che neppure l’italia potrebbe sfangarla vivendo isolata dal resto del mondo, figuriamoci il mio quartierino del paesello nella foresta….

    poi, personalmente, cerco di votare più per dei programmi (rectius, idee, filosofie di vita, visioni del mondo) che per delle persone (nei limiti della fallibilità di ogni elettore e di quello che si ha a disposizione), quindi il paragrafo sull’uomo giusto proprio non mi riguarda

    • Miguel Martinez scrive:

      “più che altro noto che una grande differenza è che tu sembri considerare la microcomunità definita “quartiere” come l’unico posto in cui si possano prendere decisioni “buone””

      No, il discorso di fondo è un altro.

      La disintegrazione delle “istituzioni”, per una serie di motivi di cui si è parlato un milione di volte qui, è un processo potente e irriversibile, che ci piaccia o no.

      Come possiamo affrontare questo processo?

      Alcuni sostengono che la soluzione consista nella privatizzazione a oltranza di tutto.

      Personalmente, preferirei cercare altre vie per sopravvivere alla disintegrazione.

      Pratico una via che riguarda il mio quartiere, ma se ci pensate, sono sicuro che sareste in grado di trovare altre vie, che non c’entrano con “i quartieri”.

      E invece l’unica risposta è, “si stava meglio quando c’era lo Stato”. Forse è vero, ma non è il tema di cui sto parlando.

      • Francesco scrive:

        sarà che siamo in periodo di tasse ma io questa disintegrazione dello Stato proprio non la noto

        si sono dissolte alcune stolte illusioni su quello che lo Stato può fare, questo sì

  2. Andrea Di Vita scrive:

    Cito a memoria Trotsky:

    ” Gli Inglesi dicono: ‘A ragione o a torto, il mio Paese’. Noi diciamo: ‘A ragione o a torto, il nostro Partito’. Perchè la Storia non ci ha dato altro modo di avere ragione “.

    Il problema oggi è capire: quale Partito?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  3. roberto scrive:

    un paio d’anni fa hanno costruito il centro più grande della protezione civile lussemburghese nella mia strada (a 10 case di distanze). caserma enorme con tanto di pista di atterraggio degli elicotteri.
    il quartiere è ovviamente insorto: ci sarà rumore! saremo svegliati nella notte dalle sirene! le ambulanze sfrecciano sulle strade dove giocano i bambini! uno spazio verde viene cancellato!

    per carità tutti argomenti validissimi e se avessero chiesto a noi non l’avrebbero mai costruta. tuttavia, è su un terreno che è a due passi da un’uscita dell’autostrada messa in posizione strategica, a metà strada fra nord e sud, in una zona non tanto vicina ad altri ospedali quindi “a rischio” e quindi l’hanno fatta lo stesso.
    era una decisione da lasciare agli abitanti del quartiere?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ roberto

      Non sapevo che il Granducato fosse amministrato in modo così Renziano.

      C’è magari pure uno Sblocca-Lussemburgo?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • roberto scrive:

        non essendo mai stato veramente bloccato direi di no
        🙂

        ciao

      • Francesco scrive:

        il Mondo è amministrato in modo così renziano. O molto peggio.

        🙂

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “il Mondo è amministrato in modo così renziano. O molto peggio.”

          L’ho sempre detto, che il PD è un modello per il mondo. 🙂

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            non ho mai sentito che, neppure nei paesi democratici, una infrastruttura sia bloccata da un quartiere

            e quando succedesse, quella nazione sarebbe in una grave crisi (peggio ancora se avesse ragione il quartiere!)

            Abbasso il PD, comunque

            🙂

          • Z. scrive:

            Pensa che scrivo da una regione orgogliosamente PIMBY, che pare ospiti la maggioranza assoluta delle piattaforme offshore.

            Ai tuoi concittadini che hanno votato SI dì pure che se vogliono un Adriatico più pulito chiedano alle istituzioni locali un depuratore a valle, anziché a noi di chiudere le piattaforme di metano 🙂

  4. lordfranklin scrive:

    Miguel, se sono qui è perché apprezzo abbastanza il tuo blog da averlo fisso nei feed. E da quel che leggo, è palese che sei una persona di splendide qualità umane. Sul serio, non c’è un’oncia di sarcasmo in questo. Non una goccia.

    È che quando non leggi quel che la gente scrive, imbastisci gli straw men e inizi a prendere per il culo – perché di questo si tratta – ecco… quantomeno tieni conto che la gente tende ad accorgersene.

    Non lo dico per me, io in generale me lo sarò sorbito una volta e ne serbo un ricordo vaghissimo (tanto che nemmeno saprei dire il merito della questione); e nello specifico, non vado nemmeno a votare. Ma sono anni che lo fai, su una cosa o sull’altra.

    • Miguel Martinez scrive:

      “imbastisci gli straw men e inizi a prendere per il culo – perché di questo si tratta – ecco… ”

      Ripeto.

      Io dico “qui vedo lo Stato che si disintegra, non so se sia un bene o un male, ma è un dato importante”.

      Risposta: “mi piace tanto lo Stato, come fai a dire che è cattivo?”.

      Dopo la centesima volta di questo dialogo tra sordi, inizio forse a prendere per il culo, ma è per la disperazione.

  5. Francesco scrive:

    Miguel,

    è che il 90% delle volte funziona così, pure lì da voi. L’acqua corrente chi ve la passa? la corrente elettrica? il gas? l’internet? la pattumiera la raccolgono col camioncione grosso e puzzolente?

    Se vi fate male andate all’ospedale, giusto? oppure chiamate il dottore

    E così via per un’infinità di cose.

    Nell’Oltrarno.

    A Palermo mi sa che per acqua corrente e ospedali avrebbero qualcosa da ridire (ma anche sulla pattumiera e sulle tasse).

    A Bologna è tutto perfetto. Come a Bolzano e Trento.

    Insomma, l’uomo è un animale sociale, se ne era accorto pure quel Greco là, e si associa in comunità.

    Ciao

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco e Martinez

      Concordo con Francesco e mi permetto di aggiungere alle parole del Greco (che furono la mia versione alla maturità 🙂 ) le seguenti meravigliose parole di un suo successore:

      “Lo Stato è la sintesi assoluta della razionalità dei singoli, che riconoscono in esso il luogo della piena realizzazione della libertà individuale. La libertà, infatti, è vera soltanto quando riesce ad essere oggettiva: e lo Stato garantisce l’oggettività della libertà.”

      G. W. F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto, parr. 257-258; Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, parr. 535-536 -453)
      http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaH/HEGEL_%20LO%20STATO.htm

      In altre parole, lungi dall’essere escluso dalle attività di volontariato di Martinez e dei suoi vicini, lo Stato ne rinasce, come la Fenice. Da un punto di vista giuridico, quando Martinez e i suoi si sostituiscono al Comune nel pulire le fogne essi SONO lo Stato: ossia l’esatta l’antitesi a quella “estraniazione da sé” che confina l’individuo nella sua stanzetta (come gli adolescenti Giapponesi attaccati giorno e notte alla playstation) e che per Hegel è il fondamento della disperazione e per la Arendt lo è del totalitarismo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Piccola Postilla: non ho scritto Stato e apposta. A differenza di ADV, ritengo che la statolatria sia una delle maggiori disgrazie del mondo moderno.

      • roberto scrive:

        Andrea,

        a mio gusto temo che tu esageri nel senso opposto rispetto a quello di miguel

        ciao

        • Pietro scrive:

          Non avendo mai amato Hegel non posso che concordare, anzi lo odio proprio. Marx ha fatto qualcosa di buono ribaltandone la filosofia, ma resta un orizzonte borghese che personalmente ritengo da combattere. La grossa questione nel post di Miguel e’ che stiamo vivendo in un diverso universo spazio-temporale rispetto a qualche decennio fa. Lo spazio si e’ rimpicciolito e il tempo si e’ dilatato in un eterno presente, i cervelli ed il potere di acquisto non possono che risentirne visto che spazio e tempo sono leggi universali…

      • Peucezio scrive:

        Di Vita:
        “In altre parole, lungi dall’essere escluso dalle attività di volontariato di Martinez e dei suoi vicini, lo Stato ne rinasce, come la Fenice. Da un punto di vista giuridico, quando Martinez e i suoi si sostituiscono al Comune nel pulire le fogne essi SONO lo Stato”

        E’ quello che ho pensato anch’io leggendo la meravigliosa citazione del Filosofo (non ci posso fare niente: per me Hegel non è un filosofo, ma il Filosofo)e prima di arrivare alla tua frase: lo stato è l’Oltrarno di Miguel e gli altri.
        Probabilmente Lui non pensava a uno stato di questo tipo, ma d’altronde non è vissuto in questi tempi.

        • Francesco scrive:

          scusa ma la lotta per il Filosofo è ristretta a Platone e Aristotile, il resto è nota a piè pagina

        • Andrea scrive:

          @ Peucezio

          “E’ quello che ho pensato anch’io leggendo la meravigliosa citazione del Filosofo (non ci posso fare niente: per me Hegel non è un filosofo, ma il Filosofo) […] Probabilmente Lui non pensava a uno stato di questo tipo, ma d’altronde non è vissuto in questi tempi.”

          Eppure, trovo insolito che un cristiano (perché tu sei cristiano, me lo confermi?) si trovi in sintonia con il pensiero hegeliano: un pensiero da cui scaturisce una concezione della Realtà che si risolve in un monismo immanente (in estremo sunto, lo Spirito assoluto come sintesi dialettica di Idea e Natura) difficilmente conciliabile – a meno di innegabili forzature – con la teologia cristiana (non sono certo un esperto del settore, però… 🙂 ).
          D’altra parte, il pensiero kantiano lascia al Cristianesimo tutto lo spazio che si può volere, dato che con il Cristianesimo non si incontra, né si scontra 🙂 : viaggia proprio su tutt’altro binario…

          • Andrea scrive:

            “… dato che con il Cristianesimo non si incontra, né si scontra …”.

            O meglio, diciamo che non si incontra, né si scontra, con la teologia cristiana. Poi, è vero che il pensiero di Kant è certamente pervaso di cultura cristiana…

  6. mirkhond scrive:

    “Loro vivono in un mondo statico. Con molta difficoltà, cerco di raffigurarmelo, con i loro occhi, come sarebbe questo posto, impermeabile alla storia, alla natura, all’economia, ai flussi energetici, alla vita e alla morte.”

    Proprio perché il mondo gira, si ha bisogno di PUNTI FISSI a cui orientarsi per evitare di sbandarsi e/o di affondare………
    Poi possiamo anche discutere sull’efficacia e/o validità dei vari punti fissi.
    Ma non riusciamo a farne a meno, proprio per le ragioni sovracitate………

    • Francesco scrive:

      ma, caro Duca, il mio punto di riferimento, il mio centro di gravità, non è certo lo Stato!

      Dio me ne scampi e liberi

      ciao

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “non è certo”

        Come no?

        Tant’e’ che quando si parla di disgraziati Paesi in guerra civile continua, dove la gente ha l’alternativa solo fra scappare e morire, si parla di “failed State”.

        Mica di “failed society” o “failed ethical values”.

        Lo Stato è la barriera fra l’umanità e la barbarie. E sospetto sia anche l’unica, di barriera.

        Stati in debito di credibilità verso i “corpi intermedi” come i partiti politici, i sindacati, le varie gilde, lobbies e corporazioni ne finiscono ostaggio.

        Anche se magari sono più ricchi a livello di reddito medio individuale, Paesi dove lo Stato è poco credibile, come l’Italia e la Russia, sono per ciò stesso meno civili di Paesi dove lo Stato è credibile, come la Svizzera o la Polonia.

        Quando diventano loro il centro della politica al posto dello Statoi, sono sempre i vigilantes, le piccole patrie, le tanto carine comunità locali a generare i linciaggi, i Ku Kux Klan, le assicurazioni private sulla salute e la negazione del diritto di voto alle donne. In Italia i Parchi Nazionali si sono salvati dalla speculazione edilizia appunto perchè sottratti agli appetiti locali delle Regioni; in USA l’evasione fiscale degli Al Capone la si è combattuta quando la lotta la si è sottratta alle polizie locali e la si è affidata a un’FBI staccata dalle beghe locali.

        La sintesi fra le esigenze delle comunità locali alla Oltrarno, per forza di cosa contrastanti l’un l’altra, la si raggiunge appunto nello Stato. E’ il vecchio ma sempre attuale concetto , mazziniano ancor prima che leniniano, di “tutto il potere ai Consigli”… 🙂

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          caro ADV

          mi spiace molto ma tutto il tuo castello di carte statalista crolla appena citi la Svizzera, Stato ultra-federalista e in cui in almeno un cantone le donne non votano!

          😀

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            L’ho fatto apposta 🙂 . Nella misura in cui conta l’autorità Cantonale su quella Statale, la Piccola Patria sui Diritti Universali nel senso massone-illuminista, le donne sono discriminate. nella misura in cui lo Stato è credibile, la Svizzera è civile.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  7. Ridere in faccia sia a Tizio che a Caio esortandoli a recarsi nel più celebre e frequentato dei luoghi non fa tornare il sole, ma fa stare sicuramente un po’ meglio.

  8. Lanzo scrive:

    Quoto: I primi forniscono eternamente le loro Tasse e i loro Voti, le seconde forniscono con altrettanta immutabile regolarità i Servizi.
    Il problema e’ proprio che la cosa e’ all’incontrari0: – lo so, e’ il solito discorso da “signora mia, e’ tutto un magna magna” ma la realta’ e’ che le tasse aumentano ed i “Servizi” diminuiscono. Aspetta la prossima milionata di sbarchi estivi da Libia e Romania (stanno cercando di far fuori la Macedonia con rivoluzioni colorate, che sarebbe di ostacolo all’orda che si riverserebbe in Italia – of course.

    • Francesco scrive:

      le Tasse aumentano e i Servizi diminuiscono

      vedasi alla voce “debito pubblico”, “spesa pubblica concordata tra partiti e parti sociali”, “CGIL CISL UIL”, “Confindustria”, “lettura avanzata e progressista della Costituzionepiùbelladelmondonatadallaresistenza” e altri pezzi della nostra infelice storia patria

      🙁

      • Miguel Martinez scrive:

        “vedasi alla voce “debito pubblico””

        Francesco, tu prima dicevi che i vigili mancano solo perché quei particolari politici sono stronzi.

        Adesso improvvisamente cominci a cogliere questioni come il “debito pubblico”. Certo, le altre cose che citi sono parrocchialate italiane, e non ci aiutano a capire i problemi (del tutto simili ai nostri) degli Stati Uniti, della Spagna, della Grecia, della Francia o della Gran Bretagna.

        Ma almeno inizi a pensare in termini un po’ più ampi.

        • Francesco scrive:

          ehm, non sono convinto che cogliamo il problema: i politici “all’italiana” scelgono quali tagli fare, in ogni paese del mondo, usando alcune deplorevoli parti del corpo

          i tagli sono, in generale, frutto di spese criminali fatte prima e di debiti accumulati, talmente grandi che neppure un periodo di tassi di interesse nullo sono di sufficiente sollievo

          se vuoi, lo Stato è stato caricato di debiti in misura elevatissima in molti dei paesi che citi

          dove questo non è stato fatto, la tua idea suona del tutto strana

          da noi, solo esagerata

          ciao

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “debiti”

            Lo Stato si è caricato di debiti perchè metà dei suoi debitori non gli hanno pagato i loro debiti: centinaia di miliardi di evasione fiscale ogni anno hanno appesantito le tasche dei concittadini contribuenti derubati dagli evasori.

            Davanti a una massa di furti così massiccia non c’e’ Stato che tenga. La debolezza verso gli evasori è il vero punto debole di Renzi, ma non sorprende che nessuno dei suoi presunti avversari, da grillo a salvini, eviti accuratamente di toccare il tema.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Gli evasori non sono esattamente debitori e, soprattutto, uno Stato bene amministrato non spende soldi che non ha.

            E non promette di farlo, trovandosi poi costretto a indebitarsi all’infinito per mantenere, anche solo in parte, le promesse.

            Ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      “la realta’ e’ che le tasse aumentano ed i “Servizi” diminuiscono.”

      Esatto. E questo meccanismo riguarda tutti gli Stati noti alla storia: pensiamo a Reagan che inveiva contro lo “Stato parassita” e ha fatto salire il debito pubblico a livelli mai visti prima.

      E’ proprio questo che sto dicendo: cerchiamo di capire i processi storici, non di attaccarci a “Stato” o “privato”.

      • Francesco scrive:

        Reagan ha vinto la Guerra Fredda, però, attività molto costosa.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Le tasse aumentano e i servizi calano perché il PIL non aumenta tanto quanto il costo dei servizi. Ma che sia l’associazione di quartiere o lo Stato a comprare il servizio poco cambia per quanto riguarda i costi.
        Certo, lo Stato spreca, ma può permettersi anche certe economie di scala che io mi sogno.

  9. Lanzo scrive:

    Errata corrige, NON Romania, ma Albania e Kossovo – gente cosi’ per bene…

  10. Lanzo scrive:

    @ Francesco:
    Se vi fate male andate all’ospedale, giusto? oppure chiamate il dottore – come no !
    Evidentemente
    godi di ottima salute.
    SI, se sei un riccone o un personaggio eccellente puoi “chiamare” il dottore.
    Se sei un riccone te ne vai in clinica privata con infermiere bbone e competenti e non in ospedale dove rischi la punturina per mandarti all’altro mondo tra atroci dolori. L’Heparin e’ micidiale e NON indolore. E non e’ il primo caso, in una clinica privata hanno interesse a mantenerti vivo, piu’ campi, piu’ paghi. Nell’ospedale, prima crepi e ti levi dalle palle e meglio e’.
    I dottori non fanno piu’ visite domiciliari dagli anni 50/60. A proposito, chissa’ che fine hanno fatto i medici condotti ? Esistono ancora ?

    • roberto scrive:

      Lanzo,
      un po’ esageri….io la sanità italiana sgarrupata finché vuoi ma con gente che sa il fatto suo un po’ la rimpiango

      qui tutto è bellissimo, lucidissimo e modernissimo, ma hai dottori che ti dicono “mah, non saprei, vuole che le faccio il gesso o facciamo una fasciatura rigida?”

    • Francesco scrive:

      io non ho esattamente una salute di ferro ma la sanitò mista lombarda, pagata con le mie tasse, mi ha finora tenuto in vita.

      me, mia moglie, i vecchi genitori. e chi in famiglia è morto lo ha fatto nonostante le cure, non per mancanza di cure.

      la differenza, all’interno di un sistema funzionante, l’hanno fatta le persone

      ciao

      • Lanzo scrive:

        Non hai risposto sulle visite domiciliari, che poi ammetto sono cose d’altri tempi, altri medici – quelli che gia’ capivano solo dopo due toccatine e cazzate varie, qual’era il problema e di solito non si sbagliavano.
        Ora e’ tutto uno scarica barile, fatti le analisi e poi ti mando alla clinica di mio cognato, poi se vuoi rischiare la pelle, vai in un ospedale pubblico dove magari manco hanno le lenzuola e ti parcheggiano in corridoio. Parlo di Roma, a Napoli.
        probabilmente se sei un boss della camorra ti trattano bene.
        Ai pronto soccorso a Roma aspetti ore e non due o tre, con medici incompetenti, sono i neolaureati – lo dico con cognizione di causa in quanto mio fratello era stato adibito a guardia notturna in un pronto soccorso a Roma.

    • Z. scrive:

      Quando ho chiesto al mio medico di famiglia se poteva visitarmi a domicilio ha reagito come se l’avessi accusato di essere uno stupratore seriale.

      Che poi è competente, eh, competente e preciso. Il suo lavoro lo sa fare bene.

      Ma certe assurde richieste lo fanno imbufalire dalla rabbia.

      Per fortuna mi ammalo di rado…

    • roberto scrive:

      ok, vedo che siete ingiusti con l’italia
      proviamo così

      scena: ridente paesino del baden wurttemberg, inizio XXI secolo
      protagonisti: robelux, arzt ed una vespa

      robelux
      “salve dottore, ieri sono stato punto da una vespa ad una caviglia, ora è grossa come un melone, calda, non riesco a camminare e ho la febbre”
      arzt
      “ci metta sopra del ghiaccio e venga a farsela vedere”
      robelux
      “vabbuò, zoppicherò fino al suo studio”
      arzt
      “bravo, sono 35 euro per il consulto telefonico”
      robelux
      “esticazzi!”

      (exeunt)

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Lanzo

      “Evidentemente
      godi di ottima salute.”

      Non so se il quadro che descrivi sia già proprio così, ma cogli perfettamente un processo, e su questo gli “statalisti” qui non hanno mai risposto.

      Ecco perché è importante la prospettiva del quartiere.

      Sicurezza – pian piano hanno smantellato il corpo dei vigili. Tra qualche mese, chiude il commissariato Oltrarno. E ormai i mezzi della polizia sono ridotti all’osso. Non danno più auto nuove, e quelle vecchie non le riparano. Non dico che sia un bene o un male, non voglio vedere un quartiere pieno di poliziotti. Ma constato.

      Salute – hanno smantellato, uno dopo l’altro, tutti i presidi sanitari normalmente accessibili da persone che non hanno i soldi per prendere il taxi.

      Scuola – stanno convincendo in maniera molto pesante i genitori a scegliere il tempo ridotto anziché il tempo pieno. E ieri hanno dato altre 29 sezioni delle scuole materne a cooperative private.

      Igiene – vi ho raccontato di come ormai hanno smesso di pulire i giardini, e ci dobbiamo pensare noi, come dobbiamo pensarci noi a stasare i tombini.

      Nulla di scenografico o tragico, tutto procede in questa maniera lenta e invisibile. Ma anche inesorabile e irreversibile.

      Questo è un fatto. E quando incontro gente che abita a Londra, o a Istanbul, o a New York, mi raccontano la stessa cosa. E quindi non è colpa di Renzi o del Buonismo dei Comunisti o di Berlusconi che c’ha i capelli tinti.

      Ma se lo dico, si alza il coro, “e che vorresti fare come alternativa?”

      Bene, io lo chiedo a voi.

      • Miguel Martinez scrive:

        Non so chi di voi si ricorda di questo post che scrissi tempo fa:

        “La settimana scorsa, capito per la prima volta al tribunale di Firenze.

        La prima cosa che noto è che il palazzo è grande più o meno un terzo di tutto San Frediano, e certo molto più alto delle chiese più alte del nostro quartiere.

        Qui, molto più che in Palazzo Vecchio, si decide la vita della città, in un’immensa rete di dispositivi impersonali.

        Affisso a una parete, leggo un volantino del sindacato di polizia.

        Che spiega che le volanti della polizia, a Firenze, sono state tagliate da 40 a 20.

        Ma delle 20 volanti rimaste, solo tre funzionano, e non ci sono i soldi per riparare le altre.

        Queste sono le fragili basi concrete su cui si regge tutto il dispositivo-tribunale, perché senza i poliziotti, i magistrati si troverebbero nella situazione del parroco che mette in bacheca le encicliche del Papa per l’istruzione di quattro pensionate.”

        Io capisco quello che dice, “bene, così quei porci di poliziotti non romperanno più!”

        Capisco quello che dice, “allora, ti vendo la Sicurezza Privata con consulenti israeliani superfighi”.

        Non capisco quello che mi risponde, “ma come ti permetti di parlare male della polizia, lo sai che ci vuole?”

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Una soluzione sarebbe buttare fuori dalle case occupate la gente al primo colpo invece di concedere infinite proroghe. La crisi dello Stato inizia quando i singoli ne sabotano le decisioni giurisdizionali.

          • Z. scrive:

            Anni fa una mia amica conosceva un tizio che non pagava l’affitto all’anziana padrona di casa da non so quanti mesi – ammesso che l’avesse mai pagato.

            E quando la signora si lamentò lui rispose: sfrattami pure, tanto ci metterai almeno sei mesi e alla fine troverò qualcun altro da cui andare a stare gratis.

            Fu educato, dopotutto: non aggiunse “e prima di uscire ti distruggerò tutto quello che posso distruggere qua dentro”. Era un vero signore. Ma non escludo che poi l’abbia fatto 😀

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Come sei classista: è ovvio che era la vecchia a pretendere troppo. Dovrebbe essere l’inquilino a decidere unilateralmente il canone con diritto di modifica anche unilaterale ad nutum.

      • Lanzo scrive:

        Caro Miguel,
        La risposta e’ agghiacciante, se hai la grana hai accesso a cure decenti, se non c’e’ l’hai crepi e crepi male.
        Ho vissuto anni in Australia, dove hanno ospedali di primordine, MA, vai dal medico di base che raccomanda un certo intervento, lo porti al Medicare che lo manda ad una struttura ospedaliera, poi non sai piu’ niente, nel caso di mia moglie gli arrivo’ una lettera (almeno ti scrivono ) lei ha prenotato questa procedura 2 anni fa, e’ ancora interessata ? Probabilmente speravano che nel frattempo fosse morta cosi’ la cancellavano dalla lista dei rompicoglioni. Se ci sono cliniche di lusso in Australia e UK, dove la medicina e’ sociale, qualche ragione ci sara’.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      I medici di base fanno le visite a domicilio, sì. E i consulti telefonici sono gratis come tutto il resto, ovviamente.

      • Francesco scrive:

        la prima affermazione mi coglie impreparato: se le fanno, perchè da decenni non se ne vedono?

        non che questo cambi molto, la sanità pubblica italiana ha finora funzionato per me, con alcune vistose eccezioni dovute alle persone che mi hanno visto (e quasi accoppato)

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Perché il mio medico quando viene a casa mia non pubblica il video su internet, forse 😀

          • Francesco scrive:

            è che da noi di medici che fanno ancora le visite a domicilio si parla più o meno come delle mandragore e dei giocatori forti del Milan …

            🙁

          • MOI scrive:

            @ MAURICIUS

            Il medico ti viene a casa ?! … Mettilo sul tubo e farai il botto, altro che le sirene morte sulla spiaggia dell’ OnorevolA 🙂 Basilio ! 😉

            ————–

            Però così rischieresti anche di fare un ottimo Spottone del Sociale a Kansas Treviso grazie allo Sceriffo Genty !

            🙂

    • Zhong scrive:

      “Se sei un riccone te ne vai in clinica privata con infermiere bbone e competenti e non in ospedale dove rischi la punturina per mandarti all’altro mondo tra atroci dolori.”

      Sinceramente, a meno che non siano casi ultra particolari, sconsiglierei vivamente le cliniche private.

      In Italia c’e’ l’ “intramoenia”, e non so se l’ho notato solo io, ma i prezzi di queste prestazioni secondo me stanno calando tanto.

  11. Pietro scrive:

    Miguel, il primo pensiero dopo la lettura del post (influenzata anche dall’immagine) e’ che sono stati descritti i complottisti, non il tipo di persona che intendevi descrivere. E che ho colto molto bene. Ultimamente ti stai avvicinando ad una visione della vita che io ho attraversato, odiato e amato. Quindi ti capisco bene.

  12. Z. scrive:

    Miguel, secondo me ideologizzare tutto è un meccanismo un pochino sterile. Non ti aiuta a comprendere gli altri, soprattutto, e le infinite cose che dalla tua prospettiva non vedi…

    • Peucezio scrive:

      Guarda che è lui che sta dicendo che voi ideologizzate.
      E francamente non me la sento di dargli torto.
      Dire “lo stato sta scomparendo” è una constatazione. Magari sbagliata, ma è una constatazione.
      Dire: “lo stato ci vuole” è una preferenza, quindi una certa sfumatura o quantomeno un’implicazione ideologica ce l’ha.

      • Z. scrive:

        Forse non mi sono spiegato. Sto dicendo che Miguel parte da un concetto semplice – il volontariato di quartiere – e ci costruisce sopra immense torri metafisiche. Che oltretutto gli impediscono di comprendere chiunque abbia una prospettiva diversa.

        Senza Stato si può vivere? E senza ospedali? E senza fabbriche? Boh, è un problema teorico che mi appassiona il giusto 🙂

        • Peucezio scrive:

          Mah…
          Non credo sia così.
          Miguel è da pochi anni che si occupa d’Oltrarno. Prima anche lui ragionava in termini di grandi sistemi.

          Inoltre sta dicendo che lo stato sta sparendo, non che è inutile. Davvero non riesco a capire cosa ci sia di ideologico in questo.

          • Z. scrive:

            Se è per questo continua ancora a ragionare in termini di grandi sistemi.

            Ma qui non sto discutendo delle idee di Miguel sullo stato. Sto discutendo – per una volta! – dell”articolo che stiamo commentando, dove Miguel decide a priori che non può esserci vero dialogo con chi non ne condivide le torri metafisiche.

            La teoria va benissimo ma dovrebbe essere, per come la vedo io, uno strumento per favorire il confronto e non per renderlo più difficile.

            • Miguel Martinez scrive:

              “dove Miguel decide a priori che non può esserci vero dialogo con chi non ne condivide le torri metafisiche.”

              Ecco perché è impossibile discutere.

              Io dico: “mi guardo attorno e vedo lo stato che si disgrega”

              L’altro dice: “Viva lo Stato e viva sempre!”

              Io dico: “Ma non ci capiamo. Non sto parlando di pincipi, sto solo parlando di esperienza concreta”

              L’altro dice: “Ecco, pensi solo nelle torri metafisiche”

              Boh.

          • Z. scrive:

            Miguel,

            lo vedi che mi dai ragione? 😛

            Noi stiamo cercando di dirti che quello che tu chiami Stato non si è disgregato come credi; che sia bene o male, aggiungiamo, è un punto di vista, ma di certo se così fosse avresti ben altre preoccupazioni che un tombino da sturare.

            Tu rispondi parlando di Mondi Statici, di Individui Fluttuanti, di Uomo Sbagliato.

            Concetti che trovo corretto chiamare “torri metafisiche”, perché partono da terra per svettarne così lontano da non vedere i tuoi interlocutori che ne sono rimasti giù 🙂

            Tornando al merito: quel che tu – con linguaggio ottocentesco e statolatrico 😛 – chiami Stato è, in realtà, quasi sempre il Comune. Infatti qua il sindaco ha recentemente bandito un concorso per vigili e gli investimenti nella scuola dell’infanzia sono decisamente superiori alla media nazionale. I promotori del referendum, quelli che si schifano a vedere i loro figli all’asilo con gli immigrati, non vogliono farsene una ragione. Ma non si può piacere a tutti.

            A proposito: qua i tombini li stura il Comune 🙂

            • Miguel Martinez scrive:

              “quel che tu chiami Stato è, in realtà, quasi sempre il Comune”

              Allora, vediamo:

              1) passaggio delle scuole comunali a cooperative private. Vero, Comune.

              2) capitozzatura degli alberi per risparmiare, affidata a cooperative private. Comune.

              3) evaporazione dei vigili urbani. Comune.

              4) chiusura dei presidi sanitari. Regione.

              5) chiusura del commissariato di quartiere. Ministero degli Interni, forse?

              6) riduzione delle volanti da 40 a 3. Ministero degli Interni?

              7) deregolamentazione del commercio. Parlamento nazionale, forse Europa?

              8) obbligo di redditività per le partecipate. Parlamento nazionale, credo.

            • Miguel Martinez scrive:

              “Tu rispondi parlando di Mondi Statici, di Individui Fluttuanti, di Uomo Sbagliato.”

              Veramente è stato il tentativo di mettermi dalla parte di Francesco, quando ha detto che le cose vanno male a Milano (guarda caso in modo molto simile a Firenze), e per un unico motivo: perché “sono stronzi”.

              Cosa che presuppone che tutti gli altri fattori siano invariabili (da qui i Mondi Statici); che gli Individui, che di per sé non possono e non devono fare null’altro, scelgono gli Uomini Sbagliati (eufemismo per “stronzi”).

              Ne consegue che, se invece scegliessero gli Uomini Giusti, tutto andrebbe bene.

              E’ da lì che parte il mio post, e non mi sembra una caricatura.

          • roberto scrive:

            sull’8 europa, ma sul 7 direi che siamo innocenti (noi siamo quelli della iperegolamentazione e delle direttive sulla lunghezza delle zucchine!)

          • Z. scrive:

            Miguel,

            mi riferivo alla tua risposta a Lanzo. Comunque ci siamo intesi sul senso, che è: ci sono diversi livelli di governo e diverse responsabilità.

            Votare le persone giuste, come diceva la pubblicità di una società produttrice di dolciumi, non basta ma aiuta. Per parlare di due sindaci che non ho votato, dopo cinque anni di mandato Guazzaloca Bologna è peggiorata, mentre dopo cinque anni di mandato Merola Bologna è migliorata. Mica che nel 2004 fosse l’Inferno e oggi sia il Paradiso, eh: ma da qui a dire che la politica del Comune sia irrilevante ce ne passa.

            Questa è naturalmente la mia opinione. Stando ai fatti, che si condivida o meno l’operato dell’amministrazione Merola, è difficile sostenere che l’attuale amministrazione si stia ritirando. Al contrario, è molto più attiva delle precedenti – a partire almeno dal 1999, ma forse pure da prima – su quasi tutti i fronti, nel bene o nel male. Persino troppo, ché la necessità di togliere l’asfalto dalle strade e metterci i lastroni finto-antichi francamente non la vedo.

            Ma nel secondo mandato che probabilmente inizierà a breve gli assetti politici cambieranno, e non è detto che il prossimo quinquennio sarà una replica di quanto già visto.

            Detto questo, nel centro di Bologna esiste una comunità analoga alla vostra. Aver cura del proprio quartiere e di chi ci abita è sempre una cosa buona 🙂

        • Miguel Martinez scrive:

          “Sto dicendo che Miguel parte da un concetto semplice – il volontariato di quartiere”.

          Io non parto da nessun concetto. Io dico che nel mio quartiere (dove posso parlare con conoscenza di causa) le pattuglie dei vigili si sono ridotte ormai a tre, che devono occuparsi 24 ore al giorno di un’area abitata da 15.000 persone circa; e per questo i localari occupano le strade abusivamente con i loro tavolini, le auto parcheggiano nelle piazze pedonali e le macchine fanno la fila per entrare contromano nella zona a traffico limitato.

          Se tu mi rispondessi, “sarà così a Firenze, però a Bologna invece hanno triplicato il numero dei vigili”, sarebbe una risposta sensata, potremmo ragionare sui motivi che distinguono Bologna da Firenze.

          Dire invece, “tu sei un ideologista metafisico che vorrebbe vivere senza ospedali” non la considero una risposta, e non saprei come dialogare con una non risposta del genere. Non per mancanza di buona volontà, ma perché stai parlando di altro.

          • Z. scrive:

            Non ho detto che vorresti vivere senza ospedali. Casomai, che tu ritenga possibile vivere abolendo tutte le automobili tranne quelle che hanno a che fare con gli ospedali l’hai detto tu stesso: io ti ho spiegato perché la cosa mi lascia perplesso!

            In realtà ciò che cercavo di dire è che secondo me non hai compreso bene il pensiero dei tuoi interlocutori, e così finisci per interpretarlo con curiose caricature sistematiche che probabilmente (nel mio caso, certamente) differiscono parecchio dalla realtà.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ martinez

            Proprio sul comune di Firenze leggevo qualche tempo fa che hanno messo a bilancio dell’anno prossimo la somma che intendono ricavare dalle multe per divieto di sosta e affini.

            Vale anche per Genova, presumo. Qui da noi a Genova non hanno i soldi per riparare gli autobus che si rompono, e infatti ogni tanto qualche autobus prende fuoco, alla lettera. Inoltre spendono 0 (zero) euro all’anno per potare i rami secchi degli alberi (il che con la tramontana Genovese diventa un pericolo reale per i passanti) e 4000 (quattromila) euro all’anno per le attività dei bambini (incluse le visite didattiche ai musei, ai nei 36 parchi pubblici Comunali ecc.).

            Il punto è che se l’unica fonte di reddito dei Comuni sono le addizionali IRPEF, le concessioni edilizie e le multe, una volta che le concessioni edilizie hanno saturato il territorio Comunale e le addizionali IRPEF sono al massimo di legge come per i Comuni in bancarotta puoi fare solo più multe.

            Il che in una città come Genova che ha 300000 parcheggi legali e 390000 veicoli significa un totale potenziale di 390000-300000=90000 multe al giorno, che a 75 euro di multa (il minimo per divieto di sosta) fa un massimo di 2.4 miliardi di euro all’anno.

            Alternative? Mo’ te la trovo io… 🙂

            Vuoto per pieno, in Italia vivono 60 milioni di abitanti con 200 abitanti/Kmq e 738000 attività commerciali (http://www.sosconsumatori.it/esercizi_commerciali.htm). A Genova ci sono seicentomila abitanti (1 ogni 100 Italiani) con 2500 abitanti/Kmq (12.5 volte la media Nazionale), dunque circa 90000 attività commerciali (=(12.5/100)*738000).

            In Italia i bottegai dichiarano al fisco meno dei loro commessi (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/02/dichiarazioni-dei-redditi-meta-dei-contribuenti-non-supera-i-16mila-euro/1561568/). Se invece di versare i 160000 euro annui che pagano adesso i bottegai pagassero 2.4 miliardi di euro l’anno tutti insieme, ciascuno pagherebbe meno di 27000 euro…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Andrea

            quanto spende ogni anno il Comune di Genova? siamo sicuri che le spese che fa siano prioritarie rispetto a non far cadere gli alberti in testa ai cittadini?

            il biglietto dell’autobus lo pagate? e quanto?

            io sono molto diffidente dei discorsi che trattano solo il lato delle entrate pubbliche, sempre troppo basse per permettere ai bravi amministratori di dare i servizi ai cittadini!

            ciao

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            Nonostante le folli spese dovute ai lavori di prevenzione delle alluvioni (facilitate dalle speculazioni edilizie delle giunte DC anni ’60 e arrestate solo dalla politica “costruire sul costruito” delle successive giunte appoggiate dal PCI-PDS-DS-PD) ce la caviamo ancora con 1 euro per 90′ di percorso, con biglietto integrato treno+bus+metro+ascensori.

            I controllori passano continuamente -io ne becco almeno due a settimana.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Lanzo scrive:

            Ma c’iavete mai fatto caso – come diceva il grande Aldo Fabrizi – che i cognomi di moltissimi meridionali sono ingannevoli ? Lombardo, Milanese, Emiliano – ma si potrebbe continuare.
            Mi ci ha fatto pensare Merola a Bologna ! Probabilmente si sapra’ muovere meglio, chi capisce, capisce.

          • Z. scrive:

            Uhm, in effetti non capisco: che c’entrano i cognomi che richiamano toponimi del Nord con la capacità di “sapersi muovere”? e che ha detto il mio sindaco al riguardo?

  13. Z. scrive:

    In un mondo quasi perfetto sarei quasi sempre d’accordo con tutti, anche coi grillini.

    Questo mondo è raramente perfetto, quindi succede di rado.

    Però qualche volta succede, come in questo caso:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/21/napoli-lo-stato-toglie-figli-ai-camorristi-e-loro-sparano-contro-carabinieri/2658656/

    Non so se e quanto l’ottimismo dell’autore sia giustificato, ma sono d’accordo con lui sul da farsi.

    • Peucezio scrive:

      “Quei genitori non meritano i loro figli e non li devono vedere mai più.”

      Pazzesco.
      Ormai l’idea per cui i figli sono un bene di consumo anziché delle persone è proclamata esplicitamente. I figli si meritano, come un premio produttività per un impiegato modello.

      Sono convinto che la camorra sia la causa principale di tanto degrado di molte zone del sud, ma articoli come questi riescono a rendermela simpatica. Rispetto a un pennivendolo di questo tipo, anche un pluriomicida è una persona moralmente proba.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        È il genitore al servizio del figlio, non il contrario. Ribalta la tua prospettiva e tutto ti apparirà più chiaro.

      • Z. scrive:

        Peucè, ma che c’entra il “bene di consumo”?

        Se io voglio disgregare una società, è logico iniziare a farlo dalla cellula di base che la costituisce.

        • Peucezio scrive:

          Esistono delle priorità.
          La tutela fisica e psicologica dei bambini è più importante della lotta alla criminalità organizzata.
          Anzi, è l’unico criterio che deve guidare la decisione circa il minore.
          Poi la lotta alla criminalità si fa con altri strumenti.

          Sarebbe come dire che un medico, di fronte a un paziente camorrista, deve usare il veleno al posto dei farmaci indicati per la sua patologia, perché questo farebbe sì che avremmo un camorrista in meno in circolazione e sarebbe un contributo nella lotta alla camorra. Scopo della medicina è curare gli ammalati, non combattere la camorra.

          • Francesco scrive:

            >> Scopo della medicina è curare gli ammalati, non combattere la camorra.

            parole sante, se vogliamo che la lotta alla camorra non ci renda uguali o peggiori ai camorristi

          • Z. scrive:

            La camorra non è criminalità. È società e sistema. E smembrare una società del genere dalla base, quando è possibile, è ottima cosa: a meno che “guerra alla mafia” sia solo una locuzione da usare al posto di “cioè”, ovviamente.

            Tra l’altro se l’educazione che dai a tuo figlio è rapinare, taglieggiare e uccidere, quale sarebbe l’interesse protetto del minore? Imparare a rapinare, taglieggiare e uccidere?

            Una pronuncia legale è anche meno cruenta di un proiettile, poi, e molti camorristi hanno vita breve.

          • Peucezio scrive:

            Z.
            “La camorra non è criminalità. È società e sistema.”

            E’ proprio questo il punto.
            Tu e il giornalista ne fate un fatto antropologico.
            Lo stato deve perseguire i reati, per proteggere i cittadini. Punto.
            Non deve stabilire un’antropologia “giusta” e perseguitare i reprobi, colpevoli di non corrispondere al modello antropologico prescritto.
            E non deve imporre valori morali.

            Questo in una concezione liberale moderna.
            Se poi vuoi fare appello alle mie concezioni organiciste e comunitarie, allora la camorra è più vicina a queste di quanto non lo sia lo stato.

          • Z. scrive:

            Peucezio,

            — Tu e il giornalista ne fate un fatto antropologico. —

            E’ anche questo, naturalmente, come ogni società e sistema.

            — Lo stato deve perseguire i reati, per proteggere i cittadini. Punto. —

            No, quello non è “lo stato”. Quello è il pubblico ministero nei processi penali. Lo stato ha anche molte altre funzioni, se Dio vuole!

            — Non deve stabilire un’antropologia “giusta” e perseguitare i reprobi, colpevoli di non corrispondere al modello antropologico prescritto.
            E non deve imporre valori morali. —

            Qualsiasi stato propone e impone “valori morali”, comunque denominati, in un modo o nell’altro. Nessuno escluso. In questo caso, poi, si tratta di estirpare un cancro dal tessuto sociale del Paese: certo, chi apprezza la camorra (specie quella vista in TV) la può pensare diversamente.

            — Se poi vuoi fare appello alle mie concezioni organiciste e comunitarie, allora la camorra è più vicina a queste di quanto non lo sia lo stato. —

            Ecco, appunto. Me la vedo la scena: tu che spieghi loro che sei organisticamente vicino etc. e loro che ti ridono in faccia e ti lasciano a terra in mutande 😀

            • Miguel Martinez scrive:

              “Non deve stabilire un’antropologia “giusta” e perseguitare i reprobi”

              Ma infatti, lo Stato non lo fa, se non per relative piccolezze.

              A parte il lavoro talvolta meritevole di alcuni magistrati (ma che appunto persegue reati e basta), contro la mafia lo Stato può finanziare di tanto in tanto delle mostre strappalacrime o delle conferenze noiose a proposito di una curiosa eccentricità che avverrebbe nella remota Sicilia.

              La vera cultura antimafia si farebbe scoprendo come l’edilizia e la ristorazione nel proprio quartiere ricicla i soldi della camorra.

          • Peucezio scrive:

            Z.
            “Qualsiasi stato propone e impone “valori morali”,

            Sei un fascista! 😛

          • Z. scrive:

            Mica sono uno Stato, io!

            Anche se, in effetti, ultimamente sono abbastanza panzone da poter essere definito “ente territoriale” 😀

        • Peucezio scrive:

          Comunque in quel capellone di giornalista affiliato al M5S (poi Travaglio ha l’impudenza di dire che il suo giornale non è l’organo de facto di quel movimento), si nota proprio il disprezzo antropologico del borghese verso chi borghese non è.

          • Z. scrive:

            Di Travaglio, moralista a giorni alterni e pregiudicato che fa la predica agli indagati, penso il peggio possibile. Ma per favore, non ti ci mettere anche tu con sta cosa del borghese 😀

      • Lanzo scrive:

        D’accordo con te. Ma negli USA e UK lo fanno quindi zitti e mosca.
        Solo che negli USA se i genitori camorristi o zingari che mandano i figli ad elemosinare o delinquere, finirebbero in un brutto carcere PRIVATO, dove li terrebbero per parecchio tempo.
        Non tutti sanno che ormai molte prigione USA sono privatizzate, credo che Fini, quello dell’appartamento a Montecarlo ci avesse provato a fare la stessa cosa, con il figlio di – vabbe’ quello che curava i drogati in zona tosco/romagnola e sovvenzionato dalla Moratti.

    • Andrea Di Vita scrive:

      Per Z.

      “Sono convinto che la camorra va perseguita spezzando il familismo amorale.”

      Da lungo tempo non mi spellavo le mani ad applaudire un giornalista del Fatto Quotidiano!

      Come a dire, finalmente, che l’utopia di una società basata sulla Famiglia e non sullo Stato è incompatibile con l’idea stessa di convivenza civile.

      Una boccata d’aria pura! 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  14. PinoMamet scrive:

    Io però non credo che lo Stato si stia disintegrando.

    • mirkhond scrive:

      Come mai?

      • PinoMamet scrive:

        Perché credo che i beni non siano in esaurimento;
        sono semmai in spreco , spreco che occorre fermare al più presto possibile ,e al più presto possibile trovare una redistribuzione più equa (a livello mondiale, non ha senso guardarsi solo in casa).

        Io sarei un po’ una specie di contrario del decrescitista;

        non perché sia un “crescitista”, ma perché non credo ai sistemi basati su un Ideale, che mi sembrano quasi tutti falliti o degenerati.
        Gli ideali non si impongono, semmai si propongono.

        E vedo che per me, uomo della strada con un vaga sensibilità ambientale, ma molto vaga, funziona molto bene il discorso
        “risparmiando energia risparmi anche soldi”
        più che quello “fai bene al pianeta”.

        Invece in genere mi pare che i sostenitori della decrescita (semplifico molto, esemplifico per capirci, nessuno se n’abbia a male) vorrebbero che tornassimo tutti quanti a zappare il nostro orticello a chilometri zero;
        è un lavoro degnissimo, ma non tutti c’hanno la vocazione.

        Voglio dire, utilizziamo al meglio le nostre risorse, ma convinciamoci a farlo nell’ottica di vivere bene , tutti .

        Lo spazio per farlo c’è…

      • PinoMamet scrive:

        Che c’entra con lo Stato?

        Che le istituzioni si mangiano un sacco di risorse per il loro funzionamento
        (le famose ambulanze che vanno a benzina, a fronte degli ammiragli che spendono milioni di euro per rifare la tappezzeria del quadrato ufficiali).

        Ecco, meno ammiragli spendaccioni, e autiamo la ricerca sulle auto elettriche, a idrogeno ecc.
        (che esistono, e non saranno sempre costose e poco pratiche…) e aiutiamo le imprese pulite…

        e ci sono soldi per tutti, anche per far funzionare gli ospedali e gli asili nido.

        • Z. scrive:

          Secondo me bisognerebbe anche accettare che certe spese non sono per tutte le tasche e se ne può pure fare a meno e vivere felici uguale.

          Certo, detto da me che ho gusti semplici ed economici non è difficile. Ma appunto sarebbe bene avere gusti all’altezza di ciò che ci possiamo permettere.

          • Francesco scrive:

            vedi che è tutta colpa del ’68?

            PRIMA c’era, anche dietro la pubblicità, un saggio classismo per cui si sapeva che “sarebbe bene avere gusti all’altezza di ciò che ci possiamo permettere”

            POI questo è diventato patrimonio di pochi

          • Z. scrive:

            Più che altro è “colpa” di quel periodo iniziato col secondo dopoguerra – e culminato tra la fine dei Cinquanta e la metà dei Settanta – in cui c’è stata una mobilità sociale senza precedenti.

            Molti di coloro che sono nati e cresciuti allora si sono convinti che quella fosse la norma. Non lo è.

          • Francesco scrive:

            per mobilità sociale intendi l’epifenomeno sociologico della grande crescita economica post-1945?

  15. mirkhond scrive:

    “Ma se lo dico, si alza il coro, “e che vorresti fare come alternativa?”

    Bene, io lo chiedo a voi.”

    Mi sembra che la risposta sia che NON ABBIAMO UN’ALTERNATIVA, oppure se ci fosse SAREBBE DURISSIMA E NON INDOLORE DA ACCETTARE….

  16. mirkhond scrive:

    Ricordiamoci il racconto biblico della Fuga dall’Egitto, e vediamolo come una metafora al dilemma posto da Miguel……

  17. mirkhond scrive:

    “Senza Stato si può vivere? E senza ospedali? E senza fabbriche?”

    Oggi NO, a meno della scomparsa del 90% dell’umanità con tenore di vita occidentale…….

    • Francesco scrive:

      anche nel resto del mondo credo non sarebbero così felici

    • Pietro scrive:

      Scomparsa NON dell’umanita’ MA del tenore di vita occidentale, questo oggi e’ il centro di tutto. Solo che fino a quando si ragionera’ in ottica di distribuzione saremo ancora con gli stessi problemi in quanto non cambia il modello.

      • Francesco scrive:

        piano con l’ottimismo: se sparisce il modello ne spariscono i prodotti fisici e si crepa a miliardi

        non tutti credo ma parecchi

        • Pietro scrive:

          Visto? Non scompare l’umanita’. Penso che a volte diciamo vorrei non finisse il mondo solo per dire vorrei non finissi io. Comprensibile ma non semplice da accettare.

  18. Mauricius Tarvisii scrive:

    Poiché mi sento chiamato in causa faccio un’osservazione.
    Facciamo anche finta che lo Stato sia inesorabilmente destinato a collassare (cosa su cui non scommetto nulla, ma diamola per buona per ipotesi). È così assurdo sostenere che lo si deve puntellare perché collassi il più tardi possibile? Davvero qualcuno non curerebbe proprio nonno perché tanto ha comunque gli anni contati?

    • Francesco scrive:

      se è destinato a crollare, bisogna capire con che cosa sostituirlo per non perdere tutti i servizi che fa (o faceva). e intanto puntellarlo.

      non vedo perchè dovrebbe crollare, forse è in fase di riduzione la sua ipertrofia post-1945

      mi pare più un sano riequilibrio, nel corso del quale i ladri si dimostrano temporaneamente i più bravi a non farsi togliere i fondi

    • Peucezio scrive:

      Mah, lo stato non è il proprio nonno.
      Se io so che da vecchio non avrò la pensione, non puntello una cosa che tanto crollerà lo stesso, ma mi faccio un’assicurazione privata.
      E’ esattamente quello che fa Miguel in Oltrarno.

  19. Mauricius Tarvisii scrive:

    nel corso del quale i ladri si dimostrano temporaneamente i più bravi a non farsi togliere i fondi

    Triste verità, ma ha senso in qualsiasi sistema di potere. Anche nel condominio o nell’associazione di quartiere.

  20. Roberto scrive:

    Miguel,

    La discussione è complicata anche dal fatto che non vuoi accettare che si possa mettere in discussione la tua premessa
    Quando dici “qui vedo lo Stato che si disintegra, non so se sia un bene o un male, ma è un dato importante”
    La mia risposta non è “mi piace tanto lo Stato, come fai a dire che è cattivo?”.
    Ma “non credo che lo stato si stia disintegrando anche se ci sono irresponsabili lavorano per questa disintegrazione” e poi, come dice Mauricius, “per stare sul sicuro è meglio puntellarlo”

  21. MOI scrive:

    In Italia per qualcuno (oligarchia allargata…) lo Stato è un Club Esclusivo, a discapito parassitario di tutti gli altri (la “categoria lavorativa” è tutto, e nulla degno di considerazione esiste al difuori di essa !) … specie per i Pensionati “Bèbbi”:) o “Aurei” 🙂

  22. Pietro scrive:

    per Z. e Peucezio: Io borghese? Direi di no, vengo da una famiglia borghese piccola piccola piccola, di quelle che lottano per sopravvivere ma senza rischiare davvero. Poi pero’ le cose sono precipitate e sono uscito anche da quella borghesia piccola piccola piccola. Casomai posso avere una cultura borghese, nel senso che non ho una cultura proletaria o sottoproletaria. Diciamo che sono a cavallo di mondi diversi. Anche per questo capisco Miguel e a volte la piattezza buonista e in buona fede di Francesco mi fa incazzare. Sono i buoni sentimenti che rovinano il mondo. I salvianiani non hanno niente da perdere e possono anche arrivare a ribellarsi al sistema, quelli come Francesco no.

    • Z. scrive:

      Secondo me sono i cattivi sentimenti che rovinano il mondo, ma a parte questo secondo me qua dentro siamo tutti borghesi. Nessuno di noi è – appunto – qualcuno che non ha nulla da perdere, la cui unica ricchezza è costituita dalla prole. Altrimenti non avremmo né tempo né modo di avere certi interessi e certi mezzi per comunicare.

      • roberto scrive:

        “Secondo me sono i cattivi sentimenti che rovinano il mondo”

        sono assolutamente d’accordo, e l’inverso, l’ottimo pietro spero non me ne vorrà, mi pare più che altro retorica mainstream

        ps. i salviniani ovviamente non li conosciamo uno ad uno, ma mi danno l’impressione di essere borghesi come noi. forse, ma sottolineo con pennarello rosso “forse”, il discorso di pietro vale in linea di massima per i pentastellati

    • Francesco scrive:

      >> la piattezza buonista e in buona fede di Francesco mi fa incazzare.

      minkia, e io che pensavo di essere un cinico abbastanza bastardo! mi demolisci l’autostima.

    • Francesco scrive:

      >> I salvianiani non hanno niente da perdere

      mi pare un’affermazione molto dubbia

      • Pietro scrive:

        Invece io sono convinto che Salvini peschi tra gli incazzati, gli indebitati, i mariti che tradiscono, i piccoli delinquenti di reati fiscali, tutta gente che da perdere non ha molto se non famiglie disintegrate, vite fallite e morali corrotte. I grillini invece al contrario non hanno nulla ma a quel nulla sono molto attaccati. Per quello sono molto piu’ un elemento di instabilita’ i salviniani.
        Non confondiamo le cose partendo dalla premesse che chi e’ simile a noi sia di base come noi.

        I grillini sono portatori di una cultura diversa, non sono per forza il male. Sono degli immigrati nati in casa nostra, ossia dei diversi da noi ma che appunto perche’ nati in casa nostra non raccolgono i pianti della sinistra.

        Siamo tutti borghesi? Si certo ma in maniera diversa. Io mi sto illudendo di non affondare e sono qui, come e’ qui il padre di famiglia la cui vita fila liscia e senza grandi scosse. Io stanotte sono tornato alle 4, dopo aver visto cose che un altro commentatore del forum non vedra’ mai in vita sua. Oggi borghese e’ il mondo, gli immigrati vogliono diventarlo e i grillini non sanno di esserlo (anche se loro sono la prima generazione che stara’ peggio dei propri genitori, il che li pone anche piu’ in basso di molti immigrati).

        Buoni sentimenti: rovinano il mondo perche’ permettono di essere a posto con la coscienza senza fare nulla, i cattivi sentimenti portano ad agire, il che perlomeno porta ad un cambiamento. I buoni sentimenti sono propri generalmente di chi ha qualcosa da perdere, ergo non vuole cambiamento ma vuole puntellare, rimandare il crollo, ecc ecc. Ossia anche in un sistema assolutamente sbagliato i buoni sentimenti permettono di trovare un proprio spazio, per quanto piccolo e’ scomodo. Spesso chi ha buoni sentimenti si oppone addirittura a chi vuole un cambiamento chiamandolo teppista, rivoluzionario, violento, estremista, sognatore, illuso, ecc ecc.
        Altro che discorso mainstream… Per alcuni di voi ci vuole una cura a base di gattini su Facebook! 😀

        • Francesco scrive:

          >> Spesso chi ha buoni sentimenti si oppone addirittura a chi vuole un cambiamento chiamandolo teppista, rivoluzionario, violento, estremista, sognatore, illuso, ecc ecc.

          beh, io ho sempre pensato di essere un pò stronzo ma quelle cose lì le faccio tutte e con convinzione!
          in generale, non ho una spiccata preferenza per i cambiamenti, tolto il Milan attuale

        • Z. scrive:

          Pietro,

          1) I grillini sono un quarto del corpo elettorale, mica quattro persone disperate ed emarginate. Hanno tanto da perdere quanto l’italiano medio, e non sono molto diversi né da me né da te.

          2) Conosco diversi elettori e iscritti della Lega, e per diversi di loro si può dire grosso modo la stessa cosa.

          3) Ognuno di noi vede cose che gli altri commentatori non vedono: anzi, se vedessimo tutti le stesse cose forse questo spazio nemmeno esisterebbe!

          4) Chi dice che i buoni sentimenti portino all’inazione, e che i cattivi sentimenti portino ad agire? Non confondere la bontà d’animo con la pigrizia!

          5) Non sono iscritto a FB né a nessun altro degli ambienti virtuali in cui vi autoschedate 😛

  23. Francesco scrive:

    @Miguel, grazie per averci detto dove vedi il crollo!

    >>1) passaggio delle scuole comunali a cooperative private. Vero, Comune.

    pensare che le scuole le debba FARE il Comune, con motivazioni a metà tra il sindacalese e il brezneviano è ideologia.

    >> 2) capitozzatura degli alberi per risparmiare, affidata a cooperative private. Comune.

    idem: il mondo è pieno di giardinieri privati BRAVI. scegliere quelli incapaci è da stronzi.

    >> 3) evaporazione dei vigili urbani. Comune.

    adesso crediamo ai sindacati? che credo abbiano una bella quota di responsabilità nell’aver demolito l’istituzione. se poi il Sindaco non manda i Vigili a fare controlli di legge non è la fine del mondo, è un sindaco stronzo.

    >> 4) chiusura dei presidi sanitari. Regione.

    la spesa sanitaria italiana è alta, parecchio. quella della Toscana dovrebbe essere una delle migliori sanità d’Italia (secondo i rossi). peccato che detta SS sia allergica ai controlli e usata dalla malavita come un Bancomat … ma qui si ritorna al problema dl crimine

    >> 5) chiusura del commissariato di quartiere. Ministero degli Interni, forse?

    I soldi per non unificare le tre polizie italiane ci sono, quindi non mi pare un problema di mancanza di risorse ma di SCELTE

    >> 6) riduzione delle volanti da 40 a 3. Ministero degli Interni?

    idem con patate

    >> 7) deregolamentazione del commercio. Parlamento nazionale, forse Europa?

    scusa ma le risorse per pagare i servizi pubblici di cui lamenti la sparizione da dove vengono? se affondi l’economia, impoverisci tutti

    >> 8) obbligo di redditività per le partecipate. Parlamento nazionale, credo.

    beh, qui è facile facile facile. hanno provato a fare partecipate “non aziende” e hanno ottenuto assunzioni a pioggia, consulenze come se piovesse, feudi politico-sindacali-locali, servizi scadenti, montagne di debiti,

    allora hanno provato a cambiare sistema e trovo difficile darli torto

    ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      ” grazie per averci detto dove vedi il crollo! ”

      Ti ho segnalato alcune delle cose che cumulativamente hanno un effetto pessimo sulla vita dei residenti, e che invece evidentemente ti piacciono. E fin lì mi va bene, l’infelicità dei Romani fa la gioia degli Unni.

      Quello che mi colpisce è che tu non veda in tutti questi piccoli sintomi (e centomila altri che manco sto a elencare) un segno di quello che dico io, cioè della disintegrazione dello Stato; che è interessante, perché avviene contemporaneamente su tanti piani diversi.

      • Pietro scrive:

        Sai cosa Miguel? Tu nella vita hai avuto delle esperienze. Pensa a persone che hanno rispettato le tappe. Giochi-Studio-Lavoro-Famiglia. Tutto al momento giusto, facendo sempre quello che ci si aspettava da loro. Come fanno queste persone a capire che esistono ALTRE prospettive? Quando ci sara’ il crollo diranno “adesso e’ finita l’ora delle cazzate”. Daranno un bacio a moglie e figli e pieni di paura si arruoleranno per tenere in piedi qualcosa che e’ gia’ crollato.

        • Francesco scrive:

          In effetti “Daranno un bacio a moglie e figli e pieni di paura si arruoleranno per tenere in piedi qualcosa che e’ gia’ crollato.” è la cosa che io chiamo vita.

          Però lo ho imparato dai miei genitori e dai miei nonni, che ho scoperto lo hanno appreso dai loro maggiori.

          • Pietro scrive:

            Questa e’ una cosa che ti invidio molto.

          • Francesco scrive:

            i miei vecchi hanno attraversato due guerre mondiali e la crisi del 1929 e il fascismo e disgrazie familiari lievi come le Alpi

            quindi qualcosa di come si vive sotto un crollo è stato possibile impararlo

            poi basta aprire un libro di storia ed è tutto lì, da Bava Beccaris in giù, mi tocca citare Clint “se vuoi garanzie, compra un tostapane”

        • Miguel Martinez scrive:

          “Sai cosa Miguel? Tu nella vita hai avuto delle esperienze. Pensa a persone che hanno rispettato le tappe. Giochi-Studio-Lavoro-Famiglia. Tutto al momento giusto, facendo sempre quello che ci si aspettava da loro. Come fanno queste persone a capire che esistono ALTRE prospettive? Quando ci sara’ il crollo diranno “adesso e’ finita l’ora delle cazzate”. Daranno un bacio a moglie e figli e pieni di paura si arruoleranno per tenere in piedi qualcosa che e’ gia’ crollato.”

          Scusami se ricopio per intero il tuo brano. Non volevo limitarmi però a dire, che hai colto l’essenziale.

      • Francesco scrive:

        tu parli di disintegrazione

        a me pare invece che ci siano dei cambiamenti “nello Stato” e un (salutare) ridimensionamento dello Stato

        ma le notizie della sua dipartita mi paiono grandemente esagerate

        ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      “pensare che le scuole le debba FARE il Comune, con motivazioni a metà tra il sindacalese e il brezneviano è ideologia.”

      Interessante. Siccome conosco le persone direttamente coinvolte, ti invito a riflettere (non lo farai mai, ma ti invito lo stesso) su queste due figure:

      1) maestra di professione, che ogni mese intasca i suoi 1200 euro sapendo che continuerà a svolgere questo lavoro. Sa di non dover chinare la testa di fronte a nessun politico, perché il posto è più o meno sicuro, sa di avere il diritto ad esempio di avere un figlio. E sa che può programmare le attività con i bambini, pensando che seguirà il bambino appena arrivato per tre anni.

      2) ragazza che si barcamena tra lavoretti come babysitter di giorno e barista di sera, che per la cifra di 700 (settecento) euro accetta di arrotondare per qualche mese accudendo ai bambini gestiti da una cooperativa che ha la fortuna di essere pappa e ciccia con il Partito Unico. E che spera di poter scappare per diventare cassiera di un supermercato.

      Dimmi chi delle due è più vincolata all’obbedienza, se non a una “ideologia”, al politico di turno.

      • Miguel Martinez scrive:

        notare che con quello che scrivo a proposito delle scuole comunali, sto dicendo:

        1) si stava meglio quando c’era più Stato (giusto per chiarire il mio pensiero in merito)

        2) lo Stato si sta disgregando

        3) cosa possiamo fare noi adesso per attutire il colpo?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ martinez

          “cosa possiamo fare noi adesso per attutire il colpo?”

          Eliminare l’evasione fiscale.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      “idem: il mondo è pieno di giardinieri privati BRAVI. scegliere quelli incapaci è da stronzi.”

      Visto che abbiamo in gestione un giardino con tanti alberi e un orto, forse conosciamo il Verde Pubblico un po’ meglio di te 🙂

      Quelli del Verde Pubblico non sono stronzi.

      Non hanno più mezzi, nemmeno dei veicoli.

      Hanno un solo giardiniere rimasto in tutta Firenze, che ho conosciuto personalmente.

      Per il resto, il lavoro lo fanno le cooperative. Che vincono l’appalto perché dicono di esssere in grado di sistemare più alberi chiedendo meno soldi.

      Cioè motoseghe e l’ultimo immigrato arrivato, che sappia o no abbastanza italiano da capire “motosega pericolosa”.

      • Miguel Martinez scrive:

        Questa storia della capitozzatura mi porta a reazioni mirkhondiane 🙂

        Dire che ci sia della “ideologia brezneviana” o che sia colpa di “individui stronzi” mi dà realmente fastidio, detto da chi – presumo – non interagisce con il Verde Pubblico fiorentino.

        Un paio di anni fa, nel più grande parco storico di Firenze, il ramo di un albero cadde in testa a una mamma e a una bambina, uccidendole.

        “Colpa del Verde Pubblico!” gridavano i soliti, come se un albero su decine di migliaia non potesse mai avere un ramo debole.

        Per cui il Verde Pubblico ha dovuto bloccare tutti i giardini di Firenze, e fare ammuina: poter dire, cioè, “abbiamo messo in sicurezza” numeri stratoferici di alberi.

        E quindi, le cooperative di disperati sono partiti all’assalto di qualunque cosa crescesse, con le loro motoseghe e le loro cippatrici, che sono delle grandi macchine che riducono qualunque cosa in una nuvola di poltiglia.

        Tra i loro bersagli, i platani, alberi eccezionali in ambiente urbano perché – cambiando corteccia – riescono a resistere all’inquinamento.

        Ora, Firenze è un focolaio di “cancro del platano”, una malattia devastante, e ci sono norme rigorosissime per contenerlo. Tra cui regol per impedire qualunque contaminazione di alberi sani.

        Invece le cooperative hanno “messo in sicurezza” gli alberi, diffondendo il cancro dei platani in tutta la città con le loro cippatrici che diffondono ovunque schegge di legno e segatura.

        Chiaramente, quelli del Verde Pubblico, tra una denuncia per omicido colposo per non aver fatto niente, e fare di peggio ma senza denuncia, hanno scelto la prima via.

        Ma sui giornali, i cittadini rassicurati hanno letto di tanti alberi “messi in sicurezza”.

        • Francesco scrive:

          ops

          a quanto pare il problema sono i giornali, allora, e non “lo Stato”. che se nascondi i fatti ai cittadini, questi come fanno a sapere e giudicare?

          perchè non ho la tua granitica certezza che l’Ufficio Comunale Verde Pubblico funzionasse tanto meglio delle cooperative

          qui a Milano non so come funzioni ma gli unici pezzi di verde manutenuto erano quelli in cui pagava uno sponsor privato. e abbiamo le tasse comunali più alte d’Italia, pare

          • Miguel Martinez scrive:

            “ops”

            apprezzo il tuo “ops”.

            Ma veramente mi sembra il colmo, parlare di “ideologia brezneviana”, con me. La mia visione delle cose parte dalle cose che vedo, come quelle che ho descritto.

          • Francesco scrive:

            Miguel

            sai che non credo più di tanto a questa idea delle “cose come le vedo”?

            le idee sono gli occhi con cui vediamo le cose, per quanto deformanti e limitanti sono indispensabili

            possiamo solo essere onesti con noi stessi e capire quando quello che vediamo fa violenza alle nostre idee e ci obbliga a modificarle

            ma senza idee credo ci siano solo le telecamere del traffico

            😀

            ciao

          • Z. scrive:

            Torna a dirmi che Kant è una nota a piè di pagina adesso! 😀

        • Peucezio scrive:

          Probabilmente se si mettessero fuori legge le cooperative, già si migliorerebbero molte cose.

      • Francesco scrive:

        guarda che capisco il concetto di “pagare così poco da essere sicuro che il lavoro non verrà fatto bene”

        sono sicuro che lo capisce anche il Sindaco di Firenze e che sceglie di farselo andare bene

        ergo è uno stronzo

        ciao

        PS e ammetto anche che possono esserci casi in cui lo Stato fa qualcosa meglio dei privati, li si trova nei testi di teoria liberale fin dall’800. purtroppo per la tua descrizione, ho anche esperienza di scuole private, però

        ciao-bis

        • Miguel Martinez scrive:

          “ergo è uno stronzo”

          Non mi permetterei mai.

          Mi limito a constatare che la moglie del nostro sindaco è casualmente a capo di tutta la rete di cooperative cielline che mira al secondo posto negli appalti, dopo le cooperative ex-picciste.

          Il bello della liberalizzazione è che ci libera dai condizionamenti partitici.

          • Francesco scrive:

            io invece mi permetto eccome, non amo dare la colpa al Destino Cinico e Baro (o alla Fiscalità Spagnola) se questo mi porta ad assolvere chi ci mette la faccia per fregarmi

            lui e consorte ammollano gli appalti a cooperative amiche a spese di voi abitanti? reagite, ogni giorno e anche in cabina elettorale

            se proprio dovete, occupate un partitino komunista e votatevi

            😉

            • Miguel Martinez scrive:

              “ui e consorte ammollano gli appalti a cooperative amiche a spese di voi abitanti? reagite, ogni giorno e anche in cabina elettorale”

              E chi dovrebbe opporsi?

              L’opposizione di destra non esiste. Quella di sinistra è appunto “opposizione”, non fa parte del Partito Unico e quindi non esiste.

              • Miguel Martinez scrive:

                Una domanda.

                Mi chiedo se dove vivete voi (cioè in tanti posti diversi) esiste qualcosa di simile al Partito Unico fiorentino.

                Non è – come in Emilia Romagna – la mutazione del vecchio PCI. Non siamo in terra di bandiere rosse e tortelli, se non in qualche luogo di campagna. Certo, il Partito Unico incassa i voti di tutti quelli che ringraziano il fu PCI per aver loro ottenuto la maternità o il diritto all’assistenza medica o cose simili.

                Ma il Partito Unico ha assorbito tutto il resto: le associazioni degli imprenditori, dei commercianti, le logge massoniche, Comunione e Liberazione, le cooperative, chiunque abbia qualcosa da chiedere – un appalto, una concessione, un privilegio.

                Adesso, lasciamo stare le grandi tresche, la cena in cui si assegna un aeroporto a Tizio o un inceneritore a Caio.

                Pensiamo a un’associazione sportiva, che deve mantenere la concessione di un campetto comunale di calcio. Potrà mai negare la passerella ai candidati del Partito Unico (e solo a loro) prima delle elezioni? E potrà mai impedire all’assessore in persona di mettere qualche medaglietta di latta al collo del bambino?

                Oppure pensiamo a quelle maestre d’asilo che si sono trovate 100 euro a testa in più nella busta paga, solo perché avevano passato un pomeriggio a un’attività assolutamente inutile del Partito Unico.

          • Andrea Di Vita scrive:

            “cielline”

            Ah, ecco.

            Volevo ben dire…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Roberto scrive:

            Miguel

            “Mi chiedo se dove vivete voi (cioè in tanti posti diversi) esiste qualcosa di simile al Partito Unico fiorentino.”

            Togli la connotazione politica (ma esiste veramente o è pura facciata?), è qualcosa di simile esiste qui, nel senso che gli indigeni (metà della popolazione) si conoscono tutti, sono più o meno imparentati e cane non morde cane.

            La grande differenza è che comunque qui diritti e doveri sono abbastanza chiari il che rende gli abusi meno facili

            • Miguel Martinez scrive:

              “Togli la connotazione politica (ma esiste veramente o è pura facciata?), è qualcosa di simile esiste qui, nel senso che gli indigeni (metà della popolazione) si conoscono tutti, sono più o meno imparentati e cane non morde cane.”

              Interessante, infatti il meccanismo di base è più o meno quello, altro che “politica”. Però è anche una risposta a Francesco che invita a ribellarsi votando qualcun altro: una rivolta del genere sarebbe veramente “politica”, ma la politica è meno importante, per la maggior parte della gente, dei fattori che citi tu.

            • Miguel Martinez scrive:

              Ogni tanto, l’amministrazione comunale compie dei controlli massicci su una zona specifica della città.

              Siamo critici dell’intera visione di città che ha l’amministrazione, ma quando fa una buona azione, nulla da ridire.

              L’altro ieri hanno setacciato 15 locali esattamente sotto casa mia. E in appena 15 locali, cos’hanno scoperto?

              “L’altra sera, hanno fatto un controllo massiccio in Borgo San Frediano.

              Massiccio nel senso che hanno adoperato ben 70 persone per fare i controlli; meno massiccio, se pensiamo che hanno controllato appena 15 locali.

              E in 15 locali (ripeto, appena 15) hanno trovato le seguenti violazioni:

              “Per quanto riguarda le violazioni, la Polizia Municipale ha rilevato soprattutto infrazioni in materia di insegne/pubblicità abusive (6 sanzioni per complessivi 2.535 euro ciascuna), di requisiti di accessibilità ai servizi igienici (4 sanzioni per un totale di 20.000 euro), di occupazione di suolo pubblico abusiva (2 sanzioni pari a 33 euro). Sono stati invece tre le violazioni rilevate ad altrettanti locali che effettuano intrattenimento musicale per mancanza della prevista valutazione previsionale di impatto acustico (totale sanzioni 1548 euro). E ancora sono stati elevati due verbali per bacheche esterne non autorizzate (totale 320 euro) e altrettanti per mancanza del cartello di divieto di fumo all’interno del locale (sanzioni per complessivi 880 euro). Un esercizio è stato multato per sommistrazione di alimenti senza autorizzazione (5.000 euro) mentre un altro è stato segnalato all’Ufficio Dogane per la mancanza di licenza UTF per la vendita di alcolici.
              Nel corso dei controlli sono stati trovati in alcuni ristoranti anche quattro lavoratori a nero e sospese due attività in attesa di regolarizzazione. Tra i lavoratori irregolari anche un cittadino extracomunitario non in regola con le normative sull’immigrazione: in questo caso è scattata la comunicazione alla Procura anche a carico del datore di lavoro.”

          • Zhong scrive:

            Secondo me un po’ di confusione nasce dal fatto che Miguel dice una cosa molto generale:

            “I primi forniscono eternamente le loro Tasse e i loro Voti, le seconde forniscono con altrettanta immutabile regolarità i Servizi.”

            …ma non che la colpa e’ del disfacimento del capitalismo, euroburocrati, renzi e sua moglie, etc..

            Io almeno, non vedo alternative allo schema Tasse Servizi. E’ davvero la base, credo. No?

            Anche se, in effetti, penso che ci potrebbero essere alternative allo schema “i servizi sono pagati dalle tasse” .. pero’ non ho studio economia quindi non so… e’ questa l’idea?

            Un altro esempio di sfascio totale dello stato e’ la cura delle persone anziane non autosufficienti. Ci sono delle situazioni pazzesche in giro…

          • Roberto scrive:

            Zhong
            Ma quando mai lo stato si è occupato della cura dei vecchietti?

  24. roberto scrive:

    Miguel

    “Quello che mi colpisce è che tu non veda in tutti questi piccoli sintomi (e centomila altri che manco sto a elencare) un segno di quello che dico io, cioè della disintegrazione dello Stato;”

    io nelle cose che indichi non vedo affatto dei sintomi della disintegrazione dello stato.
    vedo chiaramente dei sintomi di:
    1. un cambiamento importante. lo stato non può più essere la mostruosià che assume in calabria 10.000 forestali. è una brutta notizia per gli aspiranti forestali? certo! è una brutta notizia per tutti? mah, magari con gli stessi soldi invece di pagare un tizio che fa un lavoro inutile paghi una maestra dell’asilo…
    2. politici & amministratori che fanno scelte sbagliate (come sempre è stato e sempre sarà, temo)
    3. delega ai cittadini di certe funzioni. lo dico in modo elegante, ma vuol dire certe palle non le fa più l’impiegato pubblico, ma vengono appioppate al cittadino. un esempio francese di questi gironi: la dichiarazione delle tasse la devi fare obbligatoriamente on line, perché snellisce la gestione da parte dell’ammistrazione. non hai il computer o non sai usarlo? ahimé fatti tuoi….

    però io vedo ancora eserciti, tribunali, ospedali, opere pubbliche (vabbé tu le odi, ma esistono), politica estera, scambi commerciali, polizia, politiche economiche (vabbé non in italia)…
    insomma io vedo una diversa organizzazione dello stato, tutto in fieri, in movimento e non mi azzardo a darne una valutazione, cioè se ci si muove in meglio od in peggio (che è la mia senzazione), ma non “la disintegrazione dello stato”

    • Peucezio scrive:

      Roberto,
      ma quindi a Firenze cosa sta succedendo?
      Chiudono i presidi sanitari in modo che il cittadino si curi da sé andando su internet, come per la dichiarazione dei redditi?

      • roberto scrive:

        non sapendo cosa sia successo né cosa è rimasto, come posso rispondere?
        magari hanno chiuso dei presidi sanitari dove andava troppa poca gente e siamo nella situazione 1
        magari li hanno chiusi a capocchia e siamo nella situazione 2

        la situazione 3 non mi sembra tanto probabile per la sanità in italia, ma ovviamente non vuol dire “vai su intenet” ma “pagati una clinica privata”

        • Peucezio scrive:

          Comunque che lo stato sociale anni ’70-’80 oggi sia semplicemente impensabile, che le pensioni degli attuali lavoratori giovani saranno molto più basse di quelle dei pensionati attuali, che i soldi all’università e alla ricerca diminuiscano progressivamente mi paiono cose difficilmente contestabili.

          Mia madre fa del volontariato e s'”interfaccia”, per usare un brutto verbo, con assistenti sociali, psicologi ecc. Mi dice che ci sono sempre meno soldi e che rispetto a qualche anno fa i servizi sono sempre più ridotti all’osso.
          Stessa cosa ho sentito dire a dei medici del policlinico a proposito del personale medico: non si assume, non c’è ricambio e quindi i medici che ci sono devono farsi il mazzo triplo.
          Per dirtene una, alcune settimane fa, di sera tardi, ho telefonato ai vigili per della musica fastidiosa che veniva da un condominio vicino, il cui cortile interno confina col mio, quindi mi dava fastidio: un paio d’anni fa per la stessa cosa sono venuti, questa volta no, perché è cambiato tutti il sistema, risponde un centralino, mettono la richiesta in una sorta di indice e se riescono la evadono, se no, no.
          E sono già Firenze e Milano.
          Dici che sono le uniche città dove avviene questo?

          • MOI scrive:

            Il Luogo Comune (in senso di sintesi statistica iconografica) è che i Vigili Panzoni / Rachitici Comunali [per non parlare delle Vigilesse NaziFemministe che metterebbero nei Lager i Clienti di Prostitute !] san solo scrivere multe ma al primo Tamarrotto Manesco si cagan sotto … per questo c’è il mercato degli SpaKKaKuli Vigilantes-Buttafuori-Rambi 🙂 Privati che si sono anche paracadutati in Israele in una simulazione con rissa e sparatoria soft-air e poi gran balotta “Thank You Imi (Lichtefeld)” 😉 !

          • PinoMamet scrive:

            Scusa ma il mio non-capoluogo stava sputtanando non so quanti milioni di euro, ma veramente tanti, per fare una metropolitana sotterranea
            (il mio non-capoluogo si gira in bici in un’oretta al massimo)

            credo che gli esempi di sprechi in Italia… si sprechino. ‘sti soldi non sono mica finiti, sono solo spesi bene.

            Noi coltiviamo il convincimento inconscio che dopo Tangentopoli “certe cose” non si facciano più, e quindi se ci sono meno soldi in giro vuol dire che sono finiti.
            Poi ci si è messa anche “la crisi”: aiuto, aiuto, finiremo tutti.

            Invece mi sa che “certe cose” le fanno peggio di prima, e quanto alle crisi, vabbè, sono cicliche, vanno e vengono.

            Mi ricorda quel vecchio sketch con Bombolo che guarda per terra:
            “scusi, cosa sta facendo?”
            “sto a cercà cinquemila lire”
            “ma dove le ha perse?”
            “n’è che l’ho pperse.. sto a vedè si ‘e trovo, tz tz..”

          • PinoMamet scrive:

            Errata: spesi male.

          • MOI scrive:

            LichteNfeld

            https://www.youtube.com/watch?v=Ucs-44dEAxc

            Canzone “Thank You Imi” … dovrebbe diventare il nuovo Inno di Israele 🙂 !

          • Miguel Martinez scrive:

            “E sono già Firenze e Milano.
            Dici che sono le uniche città dove avviene questo?”

            Infatti, credo che la cosa più significativa siano queste cose apparentemente piccole. Mentre il licenziamento in massa di tanti vigili farebbe notizia, il passaggio al centralino no. Si inizia con una “razionalizzazione” su tutta la linea, che permette di ridurre allo scheletro tutto, prima di abbandonare la linea stessa.

          • Roberto scrive:

            Peucezio

            “Comunque che lo stato sociale anni ’70-’80 oggi sia semplicemente impensabile”

            Questo è il mio punto 1!
            Quello che contesto è confondere lo stato sociale anni 70-80 con ” lo stato”

          • Roberto scrive:

            Aggiungo, per peucezio e pure miguel che mi sembra essere d’accordo con peucezio,
            Che quello stato sociale è esistito in un arco temporale e geografico irrilevante!
            Pensate agli USA, ma vicino a noi a UK, non hanno mai avuto qualcosa di simile eppure chi dubita del fatto che si tratta di “stati”

            Notate bene che, riprendendo il post di miguel, non ne faccio affatto una questione di gusti, non vi sto dicendo che “così mi piace”. Mi limito a dire “il fatto che i fracassoni non vengono fatti tacere” ha poco o nulla a che vedere con la presunta fine dello stato….mi sembra invece profondamente legato alla trasformazione (anche qui senza giudizio qualitativi, semplice constatazione) della società

            • Miguel Martinez scrive:

              “Mi limito a dire “il fatto che i fracassoni non vengono fatti tacere” ha poco o nulla a che vedere con la presunta fine dello stato….mi sembra invece profondamente legato alla trasformazione (anche qui senza giudizio qualitativi, semplice constatazione) della società”

              Cerchiamo di capire… ovviamente parto dal mio osservatorio poco lussemburghese.

              Non credo che l’uno escluda l’altro, tutto cambia, mica solo lo Stato.

              Però mentre l’ideologia condivisa comincia a dare un’importanza a volte incredibile a ogni singola sofferenza individuale (“mi ha detto gay, e invece io sono lgbt, lo denuncio!”), il sistema-stato non è fisicamente più in grado di garantire cose finora ritenute normali, come il diritto di dormire.

              Personalmente, non so se esista il diritto di dormire, però se esiste, mi sembra un diritto in qualche modo fondamentale.

          • Roberto scrive:

            E ora vi lancio una provocazione estrema per farvi capire la mia idea (si tratta di soldi spesi male e non di soldi finiti)

            Parliamo di spese di polizia.
            Se non ho contato male, fra Francia e Lussemburgo ci sono 26 stradine (non conto due paesi tagliati a metà dalla frontiera e boschi e campi).
            Ora, chiudere la frontiera per dare la caccia si terroristi implica, mettendo tre gendarmi ad ogni strada, 78 gendarmi, per tre turni 234 gendarmi al giorno (fate il calcolo di quanti ce ne vogliono per domeniche e feste). Per una frontiera di 50 km….
            Avere una polizia comune, dei servizi segreti comuni, insomma un FBI comune che faccia si che non ci sia nessuna differenza fra attraversare la “frontiera” fra Alsazia e Lorena rispetto a quella fra Francia e Lussemburgo, farebbe risparmiare questi soldi.
            Ma cosa sceglieranno gli illuminati politici d’oltralpe? Chiudiamo la frontiera! Costruiamo un muro!…e pazienza se il peucezio di thionville non potrà dormire la notte perché non abbiamo mezzi da mandare a far smettere dei fracassoni….

            • Miguel Martinez scrive:

              “e pazienza se il peucezio di thionville non potrà dormire la notte”

              Ma credo che se il primo lungo la frontiera [Italia, Grecia, Spagna] costruisse un Muro di Gog e Magog invalicabile contro tutti, tutti quelli dietro sarebbero felici di NON costruire muri.

              E sarebbero doppiamente felici, potendo dire che loro sono buoni e innocenti, è quello in prima linea che ha la malvagia fissa delle trincee.

          • Roberto scrive:

            Oddio, di sciocchini in giro ce ne sono tanti, ma gente che crede che si possa costruire un muro invalicabile in mezzo al mare non ne ho incontrata molta (infatti tutti vogliono il loro muro nazionale, visto che non si fidano di quelli degli altri)

          • Roberto scrive:

            “Però mentre l’ideologia condivisa comincia a dare un’importanza a volte incredibile a ogni singola sofferenza individuale”

            Miguel ma l’ideologia condivisa la crea lo stato o lo stato non fa che cavalcarla?
            L’ideologia condivisa nella sfortunata penisola è che il cazino sia in e il sonno out.
            Quando vivevo a Bologna tra feste di fracassoni, suonatori di bonghi per strada, pub con musica dal vivo, gente che urla da un palazzo all’altro (scendiamo il caaaaaaaneeeeee? Dieci minuuuuuuutiiiiii), c’era da spararsi.
            Ma è lo stato o la società?

            Qui se faccio una festa in giardino, avverto i vicini e alle 11 di sera al massimo siamo tutti in casa e si spegne la musica. Non è uno stato che me lo impone, è che tutti fanno così….

          • Roberto scrive:

            Sulle frontiere ho un bellissimo aneddoto di un amico che è sindaco lepenista di un paese microscopico in Francia (un centinaio di elettori ed il paese non fa 150 abitanti) e lavora qui nel granducato

            Lunedì la Francia chiude la frontiera
            Amico “ah ci volevano i morti perché anche i socialisti lo capissero! No del front national lo diciamo da sempre!”
            Martedì
            “Porca paletta, un’ora di fila alla frontiera!”
            Mercoledì
            “Non posso andare avanti così tra andata e ritorno perdo due ore al giorno!”
            Giovedì
            “Ho trovato una strada che taglia per i campi e non c’è nessuno!”
            Roberto “scusa avverti la gendarmeria sennò non serve a nulla lasciare 3 disgraziati a far la guardia sull’autostrada”
            Amico “ecco, voi di sinistra, la chiusura delle frontiere è necessaria, volete capirlo?”
            Roberto “….”

            • Miguel Martinez scrive:

              “ho un bellissimo aneddoto di un amico che è sindaco lepenista”

              stupendo.

              Mi ricorda i controlli all’aeroporto (in uscita) da New York, un anno o due dopo l’11 settembre. In valigia avevo le opere di Bin Laden (regolarmente acquistate in una libreria di New York ovviamente) per cui avevo una certa preoccupazione.

              I controlli venivano effettuati da due ragazze nere brasiliane che ridevano come matte per qualche battuta e non parlavano una parola d’inglese; e io e OBL abbiamo passato i controlli in un secondo.

              Le cooperative sfigate non sono solo un modo per risparmiare, sono anche un modo per dire, “vedete, abbiamo fatto i controlli!” senza in realtà bloccare il traffico.

          • Peucezio scrive:

            Roberto,
            forse dobbiamo intenderci sui termini.
            Le città stato sumere erano “stato”.
            L’impero accadico pure. E così quello dei Faraoni, l’Atene di Perlicle, la res publica romana, alcune entità medievali sono più difficilmente definibili, ma sicuramente erano “stati” il regno dei Franchi, poi il Sacro Romano Impero, poi il regno di Francia e così via.

            Io credo – lui potrà confermare o smentire – che Miguel si riferisca allo stato moderno capace di avere un controllo capillare sul territorio e di garantire una serie di servizi ai cittadini.
            E’ un’entità molto recente, otto-novecentesca, probabilmente con dei precedenti.
            Può essere che il futuro degli stati sia garantire con la forza gli affari di alcuni gruppi di potere economico intenrazionale, oppure che gli stati si dissolvano davvero sostituiti da spazi di potere affaristico-criminali o forse semplicemente saremo conquistati da cinesi, che un vero stato forte ce l’hanno ancora.
            Ma effettivamente quella cosa lì cui credo di aver capito si riferisce Miguel sta erodendo molto sensibilmente la sua presenza e la sua forza.

          • Roberto scrive:

            Peucezio,

            Ripropongo l’esempio degli usa.
            Ci stiamo dirigendo verso una americanizzazione dello stato?
            Cioè sempre meno servizi, meno cura statale della res publica?
            Forse, ma puoi dire che gli usa non sono “stato”?
            Secondo me no

  25. Pietro scrive:

    @Francesco: Il tuo commento che parla dei tuoi avi. L’hai diviso in tre parti:
    1) parte totalmente onesta e di apertura
    2) parte di ritorno al reale e difeda delle proprie certezze
    3) parte di attacco all’interlocutore ormai visto come nemico
    In un solo commento hai esemplificato l’atteggiamento della societa’ odierna, un atteggiamento che sta facendo moltissimi danni.

    Ciao!

    • Francesco scrive:

      1) parte onesta, in effetti sono tutte cose che ho sentito direttamente o racconti di fatti sentiti di persona

      2) parte di comprensione dei fatti citati prima, senza di cui saremmo alle telecamere del traffico di cui parlo altrove

      3) la comprensione permette di mettere i fatti in prospettiva storica e di contraddire (non è un attacco all’ottimo Miguel, che sa quale strano affetto mi leghi a lui) la tesi di Miguel

      la società odierna non è usa guardarsi indietro, tanto meno partendo da singoli fatti (il diario della pro-pro-zia la cui famiglia dovette ospitare in casa un ufficiale ai tempi delle sommosse represse alla fine da Bava Beccaris)

      ciao

  26. mirkhond scrive:

    Non so se c’entra qualcosa col dibattito in questione:

    Due o tre cose sulla Trilateral a Roma
    Maurizio Blondet 22 aprile 2016

    di luciano garofoli

    “Una volta era più facile controllare un milione di persone che ucciderle. Oggi è infinitamente più facile uccidere un milione di persone che controllarle”

    Zbigniew Brzezinski in un discorso al Council on Foreign Relations

    Lo sappiamo ormai tutti e poi lo dice, seppure molto raramente, anche la televisione: la Trilateral Commission è un’associazione privata formata da una serie di amiconi che svolgono attività di primissimo piano.[1]

    Sono titolari di imprese, manager, professori universitari di primissimo piano, uomini politici influenti, banchieri, giornalisti che ogni tanto sentono il bisogno di ritrovarsi per fare quattro chiacchiere sui vari temi dell’attualità mondiale e per scambiarsi esperienze e suggerimenti.

    Una rimpatriata bonaria che periodicamente è giusto fare per rivedere dei vecchi amici e siccome nessuno di loro ha problemi economici, si vedono dove capita, ma sempre in posti ameni ed accoglienti per unire l’utile al dilettevole, ma poi si trovano sempre dei gentili amici degli amici che pagano il conto delle spese.

    Già che ci sono, sempre per un senso di innata cortesia, invitano a queste bisbocciate anche membri del governo dei paesi ospitanti tanto per non essere scortesi nei loro confronti, in fondo si parla anche di politica e quindi degli esperti del settore fa sempre bene sentirli.

    L’idea di creare questa specie di esclusivo “club service ad altissimo livello” venne nel 1973 a David Rockefeller il quale come tutti sappiamo appartiene ad una famiglia di nullatenenti americani in quanto nemmeno un cent è intestato a lui, o a qualcuno della sua famiglia, ma è di proprietà di una Fondazione che porta il suo cognome.

    Qualche tempo fa Randy Whitestone di Bloomberg News (una delle testate di informazione economica più quotate al mondo) così scriveva a proposito di questa Foundation (che per legge negli USA non paga tasse in quanto classificata come ente benefico):

    “Zeppi di quadri di Monet e Gauguin gli uffici della Rockefeller sono immutati rispetto a cinquanta anni fa. Chi entra nella suite numero 5600, nel grattacielo di settanta piani costruito da John Junior durante la “grande depressione”, è come se entrasse in un posto dove il tempo si è fermato. La fortuna di questa famiglia deriva da una serie du trust costituiti nel 1934 e che sono gestiti ancora in maniera indipendente dalle stanze di questa splendida suite da manager specializzati che niente hanno a che fare con la famiglia stessa. Indipendente è anche il fondo dei fratelli Rockefeller dotato di svariati milioni di dollari creato nel 1940 e destinato alla beneficienza. Di suo David possedeva solo il 5% delle quote del Rockefeller Center monumentale costruzione a centro di New York, ma che è stato ceduto per (la modica cifra, quasi un tozzo di pane) 1,85 miliardi di dollari già qualche anno fa.

    La famiglia non mantiene alcun impegno diretto con le aziende di quella che fu la fonte delle sue fortune cioè la Standard Oil, né tanto meno con la Rockefeller Foundation che possiede le azioni di tutte le società del loro impero finanziario. Gli eredi rimangono in contatto tra loro: si ritrovano tutti in una riunione annuale a Pontico Hills a nord di New York.”

    Che vi dicevo? David è un benefattore dell’umanità: pensate che tra le altre cose ha finanziato e finanzia con milioni di dollari annui, il Planning Family per il controllo delle nascite a cui si deve anche lo sviluppo degli studi e la realizzazione della pillola anticoncezionale, la propaganda per la legalizzazione dell’aborto e dell’eutanasia.

    Nel 1973 il caro David pensa, dunque, di riunire “amici” di tre continenti: Asia, America ed Europa e di fondare una Commissione che favorisse lo sviluppo delle relazioni tra questi tre continenti in previsione futura della creazione di un Governo Mondiale.

    Scherzi a parte, la Commissione Trilaterale è uno dei “poteri forti” che governa e dirige il mondo. Forse è la sintesi dei vari “poteri forti”. Tutto quello che fa è rigorosamente coperto da segreto, da un velo di discrezione e da una forte privacy: le notizie fornite dalla informazione pubblica e dai media mondiali sono sempre state molto scarse e discontinue. Qualche anno fa David Rockefeller ebbe modo di ringraziare i numerosi e selezionatissimi giornalisti, sempre presenti alle riunione di questa organizzazione, per aver saputo tenere con costanza e perseveranza il segreto e rendendo possibile il raggiungimento degli obiettivi che si erano prefissati i grandi del mondo. La Trilateral, quindi, concerta un’azione comune delle élites delle tre grandi aree del mondo industrializzato in vista della definitiva nascita di un “nuovo ordine mondiale“.

    Ed anche questa volta non è di certo mancata la discrezione intorno alla riunione di Roma.

    Qualcuno ha letto qualcosa sui giornali italiani? Qualche TG ha almeno accennato a questo raduno? Ma via hanno o no diritto ad un minimo di privacy queste persone soprattutto con tutti i malintenzionati che oggi girano per il mondo!

    L’Hotel Cavalieri Waldorf Astoria di Roma Monte Mario ha avuto l’onore di accogliere questa riunione di grandi del mondo che dopo ben 33 anni torna a riunirsi in Italia.

    Tutto ciò ha un significato preciso? Sottende qualche tipo di valenza particolare? Non lo sappiamo e forse non lo spremo mai, con buona pace dell’onorevole Borghesio che ha chiesto di entrare in quanto cittadino e parlamentare europeo, prontamente bloccato da una efficientissima security e che ha protestato dicendo: “Questa è una setta segreta che decide a spese dei popoli!!”, ma che più di tanto non può fare.

    Come si dice protesta di cittadino non arriva in cielo!

    Il plenary meeting 2016 prende l’avvio in un salone seminterrato dalle luci soffuse.

    Questo il programma:

    Shaping the Future of Italy in Europe

    Un progetto per il futuro dell’Italia in Europa
    Where is the European Project Heading?

    Dove si sta dirigendo il progetto europeo?
    Allocuzione al Quirinale con il Presidente della Repubblica Mattarella
    The Middle East in Turmoil

    Il Medio Oriente in subbuglio
    Where is Russia Heading?

    Dove va la Russia?
    The North Korean Nuclear & Missile Threats

    Missili e minacce nucleari Nord Coreane
    Where is China Heading?

    Dove va la Cina?

    The United States Presidential Elections

    Le elezioni presidenziali americane

    International Migration & Refugee Flows

    Migrazioni internazionali e flussi dei profughi
    Coping with Digital Disruption

    Affrontare le turbative digitali
    Conclusioni del presidente della Trilaterale.

    In platea ci sono politici, accademici e uomini d’affari che arrivano dai i tre continenti che compongono la Trilateral.

    Siedono attorno a piccoli tavoli circolari, cinque alla volta, i cognomi stampati in grandi caratteri neri su sfondo bianco. La sala è piena, ci sono almeno 200 persone. Tra questi Jean Claude Trichet, ex presidente della Bce e presidente del gruppo europeo della Trilateral, il suo predecessore Mario Monti, Herman Van Rompuy (toh chi si rivede sembrava sparito ed invece …), l’ex ministro turco Ali Babacan, l’ex ministro degli Esteri della Corea del Sud Han Sung-Joo, il russo Alexei Kudrin, i numeri uno di Intesa e Unicredit Carlo Messina e Giuseppe Vita. Per l’Italia, anche la deputata renzianissima Lia Quartapelle e Lapo Pistelli, ora all’Eni. Sabato sono attesi il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che discuterà di Medio Oriente, ed Enrico Letta, nei panni di preside di Science Politiche a Parigi.

    La cosa particolare è che questo meeting vede il debutto in “società” della star del governo Renzi l’immarcescibile ed inossidabile Ministra Maria Elena Boschi, accompagnata da due pesi massimi del renzismo come Andrea Guerra (ex ad di Luxottica e per un anno consigliere a palazzo Chigi) e Yoram Gutgeld[2], deputato Pd e commissario di governo per la spending rewiew (a sua volta membro della Trilateral). Sembra tanto, questo padrinaggio, la cerimonia di ingresso in loggia, ma queste sono solo illazioni e fantasie malate di chi scrive!

    A condurre e moderare l’incontro è stata chiamata niente meno che la presidente della Rai, Monica Maggioni, molto a suo agio nel ruolo.

    Durante i tre giorni di intensi lavori, i delegati sono stati ricevuti anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

    ttps://www.youtube.com/watch?v=osAOCzCZFM0

    e, poteva mancare, Papa Francesco. Forse che papa Badoglio ripeterà alla ristretta e selezionatissima delegazione: “Chi sono io per giudicare tutti i “doni”, che farete e state preparando all’umanità? Spero proprio che ci manderete ancora tanti milioni di migranti veri doni e non oneri!”

    Ma l’onore di iniziare la trattazione degli argomenti spetta al tema “Il futuro dell’Italia in Europa”in omaggio alla nazione ospitante.

    Ed è proprio la Ministra Boschi che inizia a trattare l’argomento e chi meglio lo può fare? Si rivolge ai presenti in un inglese abbastanza semplice ma senza intoppi e fluente, tutta presa dal suo ruolo, serena. Molto elegante in pantaloni neri e giacca bianca presenta a lor signori quello che in due anni è stato fatto dal governo Renzi: Jobs Act, riforma della scuola, della Costituzione nuova legge elettorale, “Italy is back”, l’Italia è tornata, è il senso del suo intervento: le incertezze del passato sono alle spalle, si volta pagina, questo governo non intende ripetere gli errori dei predecessori.

    Gutgeld poi presenta una serie di slide che confrontano i dati su Pil, debito e occupazione con quelli dei principali partner europei, correndo anche il rischio di urtare qualche suscettibilità tra i francesi, i tedeschi e gli spagnoli in sala, e annuncia l’obiettivo di un ulteriore taglio delle tasse a favore del ceto medio. Ad Andrea Guerra spetta invece l’arduo compito di raccontare l’Italia “come una grande start up”, accogliente verso gli investitori, pronta a farsi valere con “una nuova generazione di imprenditori” e la capacità di aprire nuovi settori.

    Roberto Cingolani, direttore scientifico della Fondazione Istituto italiano di Tecnologia, mostra un video curato dal ministero dello Sviluppo, e già mostrato a Davos, “Italy the extraordinary commonplace”, per raccontare che il nostro Paese è tra i leader mondiali nei settori delle costruzioni, del biomedico, del food, della nautica e della cultura.

    Applausi convinti per lui, superiori a quelli destinati alla ministra Boschi.

    Poi tocca alle domande della platea, e Boschi non si sottrae. Parla del referendum sulle trivelle del 17 aprile: ”Credo che non avrà un esito positivo, in ogni caso l’impatto sulle nostre politiche energetiche sarà minimo, perché tocca solo un piccolo aspetto”. E parla dell’assai più rilevante referendum costituzionale di ottobre: “Questo passaggio avrà un impatto molto più rilevante, anche sui temi energetici, visto che la nostra riforma prevede che si ricentralizzino in capo al governo di Roma le politiche energetiche e dunque non dovremo più condividere le decisioni con venti regioni”.

    Insomma signori cari ancora c’è tanto da saccheggiare in Italia: il supermarket è aperto i prezzi di assoluto realizzo, quindi non abbiate timore comperate tranquilli e la nostra economia, grazie al vostro “illuminato” apporto rifiorirà e vi farà guadagnare un sacco di miliardi! Gli italiani sono ormai ultrabolliti ed accettano tutto come fosse oro colato.

    Pur tuttavia sembra che il governo Renzi sia sotto esame e che questo esame non sia del tutto superato e che la platea aspetta qualcosa di molto più appetibile e di maggior impatto. I video e le slide non bastano: ad esempio che si fa in Italia per l’instaurazione di un nuovo ordine gerarchico selettivo veramente forte e senza alcuna concessione al populismo ed alla retorica democratica?

    Ironia della sorte tocca al politico indiano Nand Kishore Singh porre domande precise sugli eventuali rischi che la riforma costituzionale produca uno squilibrio dei pesi e contrappesi nella struttura istituzionale. Boschi rassicura, citando esempi di altri paesi europei dove la seconda camera non è elettiva, dall’Austria alla Germania: “Il sistema resterà in equilibrio, i contrappesi derivano dall’indipendenza della magistratura (sic!), dal ruolo della Corte Costituzionale e del Presidente della Repubblica che può non firmare una legge se ritiene che non rispetti la nostra Costituzione”. Siamo in una botte di ferro!

    Ma senti tu da chi dobbiamo prendere lezioni, proprio da un indiano il cui governo tiene in ostaggio due militari italiani senza nemmeno formulare un atto di accusa preciso contro di essi e che non intende assolutamente venire a capo della questione in nessun modo!

    Maria Elena Boschi insiste sulla flessibilità che la Commissione Europea dovrebbe applicare sui conti, si permette di bacchettare l’Austria per le barriere anti migranti erette al Brennero e ribadisce che l’Europa deve dotarsi di un apolitica comune sull’immigrazione e che è necessario che la medesima abbia frontiere comuni (esilarante!). Il ministro assicura che il governo è impegnato nella ricerca di energie alternative, stiamo impiegando molte risorse, ma spiega pure che senza le energie fossili queste non potranno rendere l’Italia autonoma. Una bella rassicurazione per il vecchio David che in fondo di petrolio continua a prosperare!

    Alle spalle della Ministra spiccano i nomi degli sponsor della riunione Enel, FCA, Unicredit, Intesa, Ubi Banca, Gruppo Sella.

    Chissà forse Paolo Sella di Monteluce si rivolterà nella tomba a vedere il suo nome (di combattente già negli anni sessanta del secolo scorso, contro questi Giganti della Malavita a fianco del professor Giacinto Auriti a cui fece da Mentore) tra i graziosi finanziatori di questa riunione di padroni, predoni planetari!

    Alla fine della sessione qualcuno si avvicina per salutare la Boschi, ma Mario Monti resta al suo tavolo a rivedere il suo intervento sulla prossima sessione intitolata “Dove sta andando il progetto europeo”.

    Giunti a questo punto viene da chiedersi con preoccupazione quali saranno i “consigli”, o dovremmo meglio dire gli ordini di servizio, che questa assise di potentati mondiali imporranno all’Italia.

    Innanzi tutto come mai sia stata negata al Presidente del Consiglio l’opportunità di fare uno dei suoi soliti show down e che sia toccato alla Boschi ed ai suoi due “padrini” di parlare della politica italiana? E cosa vuol dire l’atteggiamento pensoso e distaccato di Mario Monti?

    Oppure Renzi ha evitato di partecipare in maniera diretta per non esporsi massicciamente al fuoco di fila delle domande taglienti dei partecipanti?

    E Maria Elena Boschi sarà riuscita ad essere sufficientemente convincente, ma soprattutto pragmatica e pratica nel definire gli step che la Commissione si aspetta dal nostro governo?

    Sicuramente la Trilateral “raccomanderà”, vedi imporrà, al Governo l’adozione di tutta una serie di provvedimenti urgentissimi che permettano la cessione dei beni pubblici ancora in suo possesso (ENI, Finmeccanica, ENEL Cassa Depositi e Prestiti) e che permettano un possibile intervento da parte di questi potentati direttamente o attraverso banche di fiducia permettendo dei buoni “investimenti esteri in Italia”!

    Davvero generosi e comprensivi!

    Ma tutto ciò non basterà, sarà necessario adottare una serie di misure per ridimensionare molte prestazioni “sociali”: pensioni, sanità, tagli occupazionali consistenti a cominciare dalla pubblica amministrazione, ridimensionamenti di salari tutto per adeguarci agli standard internazionali. Ma sia chiaro che il Governo, da chiunque sia presieduto, dovrà firmare senza indugi il trattato TTIP che sarà il cavallo d Troia delle multinazionali amerikane senza tutti quei vincoli che gli amerikani considerano superflui e ingombranti.

    Renzi pur avendo evitato di affrontare a viso aperto quei manovratori occulti che ben conosce, sa benissimo che i desiderata della Commissione Trilaterale non sono eludibili e che sono vincolanti e senza appello, ben più di quanto non siano quelli della già oppressiva Commissione Europea. Siccome gli stessi ambienti sono capaci di esaltare, ma anche di abbattere in qualsiasi momento chiunque ricopra una carica pubblica e che eluda i loro disegni ed i loro desiderata dovrà per forza adeguarsi a questi diktat. Se il memorandum non verrà eseguito alla lettera da parte del Governo italiano forse sarà sufficiente una telefonata per far saltare tutto. Non è forse già successo non molto tempo fa?

    Per fare certi “lavoretti sporchi” basta attivare, a comando chi sta al vertice dell’Herrenvolk (popolo di signori o razza dominante) la Cancelliera che aspira a poltrone più elevate e prestigiose.

    Quanto alla “fatina” Maria Elena potrà dormire sonni tranquilli sempre che non venga utile mandarla allo sbaraglio e farla diventare la prima Primo Ministro donna d’Italia. Chissà!

    Un’ultima riflessione: amara e disincantata.

    Ma quale ruolo gioca in tutto questo tragico scenario Papa Badoglio? Da che parte sta? E’ facile parlare di migranti che sono un dono, è altrettanto facile fare ironie sui muri o molto plateale gettare corone di fiori in mare e tornarsene a casa con alcune famiglie di migranti mussulmani: ma forse anche a lui saranno arrivati gli ordini indiscutibili di quei quattro buontemponi che si ritrovano periodicamente per trascorrere dei piacevoli giorni in compagnia, magari a spese di quattro utili idioti che pagano le loro vacanze!!

    Libera nos Domine!!

    Santità qui può cercare di imbrogliare tutte le carte che vuole, ma ricordi, come diceva Manzoni: a Dio non la si fa!! E con lui non potrà sfuggire alle sue responsabilità che le piaccia o no!!

    luciano garofoli

    [1] Persino Cicchitto, personaggio che nella “catena di comando” non ricopre di certo un posto di primissimo piano, ha dichiarato entrando alla riunione a Roma che si sarebbe “parlato di cose interessanti”.

    [2] Di famiglia polacca di origine ebraica, trasferitasi nel Mandato britannico della Palestina alla vigilia della Seconda guerra mondiale Gutgeld è nato e cresciuto a Tel Aviv.Nel 1984 si laurea in matematica e filosofia (Bachelor of Science e Master of Arts) all’Università Ebraica di Gerusalemme. Svolge il servizio militare nell’Israel Defense Forces: dapprima selezionato nella Unit 8200, sceglie poi di entrare in un reparto normale. Nel 1989 ottiene un Master in business administration presso l’Università della California a Los Angeles e nello stesso anno arriva in Italia per uno stage estivo nella sede milanese di McKinsey & Company, insieme, fra gli altri, a Vittorio Colao. In quel contesto conosce la futura moglie e decide perciò di stabilirsi in Italia. Diventa quindi cittadino italiano e fa carriera in McKinsey diventandone senior partner e direttore, nonché responsabile della grande distribuzione a livello europeo e aprendo e dirigendo gli uffici di McKinsey in Israele. .Nel luglio 2012, tramite Roger Abravanel, conosce Matteo Renzi del quale diventa in breve tempo il principale consigliere economico. Nel 2013, in occasione delle elezioni politiche, viene eletto deputato in Abruzzo per il Partito Democratico. Nel febbraio 2014 Renzi diventa capo del governo e in settembre Gutgeld diventa consigliere del presidente e, da marzo 2015, commissario alla revisione della spesa.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Sono sempre strepitose le stronzate di Blondet. Attribuisce al Trilaterale le ondate migratorie e se la prende col Papa per non essere solo il pontefice dell’Occidente, ma anche quello di chi emigra.
      Deve essersi dimenticato che cattolico vuol dire universale, ma non è certo obbligatorio accendere il cervello prima di scrivere.

      • Francesco scrive:

        non è Blondet, è tale garofoli

        😉

      • MOI scrive:

        l’ Universalismo (ex.: una figura geometrica puoi chiamarla come vuoi, esprimerla con i simboli che vuoi ma ciò che _ più o meno “comodamente” in un dato contesto … _ funziona per trovarne l’ area è sempre vero in ogni tempo e luogo … davvero è così diverso il “meccanismo” per la dignità e la vita dell’ Individuo ?! ) però dev’essere riconosciuto e accettato … NON può scattare a intermittenza solo quando conviene.

  27. mirkhond scrive:

    “Mm non l’ho mica capita, me la spiegheresti?”

    La storia della Fuga dall’Egitto da parte del popolo d’Israele, vera o inventata che sia, ha anche questo insegnamento:

    E cioè che non è facile ne indolore abbandonare un tenore di vita che, per quanto duro, dava però delle certezze di sopravvivenza, verso le incertezze di un ritorno alla vita beduina dei propri avi nel deserto.
    Vita che coloro che da generazioni erano nati e vissuti in Egitto non conoscevano.
    E dunque la liberazione degli Israeliti dal giogo egiziano, nei fatti si trasformò in un INFERNO, nel deserto del Sinai a condurre una vita a cui NON SI ERA PIU’ ABITUATI.
    Da qui i lamenti e le rivolte contro Mosè, il quale deve SACRIFICARE tutta la generazione cresciuta in Egitto, a cominciare da lui stesso, per veder nascere e crescerne quella nuova, nata e vissuta nel deserto, e dunque pronta a tornare nell’avita patria cananea e alla vita beduina degli avi.
    Ecco in questa storia biblica, vedo riflesso molto bene il discorso tra Miguel e diversi di noi, su ciò che ci aspetta in un futuro già in atto……

    • Francesco scrive:

      Duca

      guarda che agli Ebrei non è stata promessa una vita beduina ma “un paese in cui scorrono latte e miele”

      oso supporre che se gli avessero prospettato libertà e vita nel deserto sarebbero ancora in Egitto a impastare mattoni!

      😀

      • Andrea Di Vita scrive:

        Mosè = Renzi?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • mirkhond scrive:

          Eh?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ mirkhond

            Se è vero che ‘agli Ebrei non è stata promessa una vita beduina ma “un paese in cui scorrono latte e miele”’ allora Quello che ha fatto la promessa, rappresentato da Mosè, si è comportato come Renzi col Jobs’ Act, no?

            (Ossia, è Renzi che ci si è ispirato…)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • mirkhond scrive:

            Mosè poteva promettere ciò che non conosceva?
            Conosceva il Sinai e là ha condotto il suo popolo……

          • Z. scrive:

            Eeeeh Duca, sai quanti leader promettono cose che non conoscono. Noi italiani lo sappiamo bene 🙂

          • MOI scrive:

            Ma il Sinai non (!) mi pare che fosse una gran bazza di posto …

            😉

          • Z. scrive:

            Neanche il Jobs Act, infatti 🙂

          • MOI scrive:

            E cmq a Israele il Sinai manca, come se lo Jutland fosse in Germania !

          • Z. scrive:

            Appunto: neppure Renzi ha mantenuto tutte le sue promesse, per così dire 😀

          • PinoMamet scrive:

            Scusate se mi intrometto, ma in effetti la “promessa” riguarda la terra di Canaan, cioè all’incirca Israele moderno, più qualche territorio di là dal Giordano.

            Il Sinài (davvero, in ebraico si dice così) non ne fa parte;
            che poi, sarebbe propriamente il monte (chissà bene quale) dal quale Mosè riporto le tavole, mentre il territorio del vagabondaggio quarantennale (verosimilmente l’attuale penisola del Sinai appunto) è definito, mi pare, solo dal termine “deserto” (midbàr; BaMidbàr, Nel-deserto, è il nome ebraico del Libro dei Numeri).

            Poi vabbè c’è chi dice che la Grande Israele sarebbe…

            ma che c’entra, c’è anche chi vuole Istria e Dalmazia…

          • MOI scrive:

            Secondo i Sionisti dichiaratamente e orgogliosamente tali, lo dici … In Odium Tui 😉

  28. mirkhond scrive:

    Però la Terra dove scorrono latte e miele, era un pò come la Gorenlandia dei Norvegesi. 🙂
    Sta di fatto che la preparazione al ritorno alla Terra Promessa, avviene nel deserto.
    Di qui tutte le lamentazioni e la decisione di Mosè di sacrificare tutta la generazione, lui compreso, fuggita dall’Egitto, per prapararne una nuova, adatta a TORNARE alla vita semibeduina degli avi……

    • PinoMamet scrive:

      Avete ragione a metà tutti e due;

      verissimo che il popolo ebraico si lamenta (“ci hai portato qua in mezzo al deserto, mentre in Egitto eravamo vicini alla pentola del cibo”);

      però è vero che la prospettiva è quella della “terra dove scorre latte e miele”, dalla quale gli esploratori riportano frutti di straordinaria grandezza.

      Purtroppo riportano anche la notizia di nemici terribili, ai quali occhi gli Ebrei appaiono “come cavallette”, e il popolo si spaventa;

      per questo errore (essersi spaventati) gli Ebrei vengono puniti con la permanenza nel Sinai per 40 anni, e non per il vitello d’oro come si tende a pensare.

      Questo nell’interpretazione tradizionale.

      Se invece facciamo una ricostruzione storica, allora vabbè, ci sono le meno poetiche migrazioni di un popolo seminomade;

      ma questa è la constatazione di un fatto storico, non la prescrizione del testo biblico…

  29. mirkhond scrive:

    Groenlandia

  30. mirkhond scrive:

    Il racconto biblico della Fuga dall’Egitto, vero o falso che sia, dimostra che non è affatto facile, ne indolore, tornare a forme di vita più arcaiche, dopo che si è conosciuto un regime di sicurezza economica, sia pure a caro prezzo…….

  31. MOI scrive:

    Premesso che non lo guardo sempre … Blondy è mai stato a La Gabbia , su La7*, dallo Psicopompo 🙂 Internet-MainStream Gianluigi Paragone ?

    Massimo Fini c’è stato, come Diego Fusaro, Paolo Barnard, ecc …

    —————–

    * Zeta, non ci provare a dire “LaBeppe”, sai benissimo che Frau Dietlinde, Corrado Formigli, Maurizuio Crozza, Giulia Innocenzi e Daria Bignardi (se le ripescano) e Giovanni Floris nonché Maurizio Crozza è tutta gente che bazzica il Badabimbenberg 😉 Votata Anima e Corpo allo Speed Up del Kalergic Blending Out mediante Tsunami Umano di Profughi del Migrantistan e/o Migranti del Profughistan (reali o presunti) ! … Parò i én tott un branch ed Nimby circa ove sistemarli !

  32. MOI scrive:

    Branco di Gufi Populisti Demagoghi Oclocratici che non siete altro !

    … Sempre contro il Governo delle Scelte Coraggiose per Rimettere in Piedi il Paese e Rilanciare il Maid in Eataly 🙂 state ?!

    Altro che Retrocedere, lo Stato è Presente più che mai :

    http://www.secoloditalia.it/2016/04/melassa-presidente-boldrini-montecitorio-sala-delle-donne/

    https://www.youtube.com/watch?v=G7A9GSfW3yE

    Sala delle Donne per Celebrare il Settantesimo del Voto alle Donne … con tutte le _letteralmente_ “Prime Donne” !

    La Prima Donna Straniera Deputata _ piaccia o no !!!_ NON è stata Cécile Kyenge MA Ilona Staller … e a vojj pròpri vàdder si ai la metten anca lì int al Boldry Museum : facta non … va be’ 🙂 !

    https://www.youtube.com/watch?v=bFduFVNe6ow

    Muscolo Rosso (che detto da un’ Ungherese di quella generazione è un Allusione al Comunismo al Goulasch … per dirla con Andrej Gromyko. O forse no ? 🙂 ?

    … sarà un Museo aperto al Pubblico, no ?

    • MOI scrive:

      Il primo museo, o quel che sarà, ove delle persone saranno ricordate NON per ciò che hanno fatto … ma unicamente (!) per il fatto di esser state di sesso/genere femminile.

      In teoria, all’uscita si potrebbe liquidare tutto con un “… E quindi ?”

      —————–

      Sì, lo so: pochissima gente, soprattutto donne, ritiene che ci sia qualcosa di “strano” in tutto ciò … mah.

  33. MOI scrive:

    A suo modo, Profetessa _ ètar ech la Pizia ! _ del U’èlfér e dei Sistemi Pensionistici del Terzo Millennio nel Belpaese !

  34. MOI scrive:

    Pino, sul Vitello d’Oro (come per Sansone e Dalila) penso che Hollywood abbia inciso molto più del Catechismo :

    https://www.youtube.com/watch?v=rVIaW-gpuQA

    però dietro a Hollywood non c’è la LoBBBy Sionista ?! 😉

    • PinoMamet scrive:

      Mo’ non sono stato a vederlo tutto, però al netto della forma filmica “vintage” non mi sembra lontano dal testo biblico.

  35. MOI scrive:

    @ FRANCESCO

    http://www.valleditrianews.it/2016/04/23/convegno-anti-gender-pdci-amministrazione-complice-un-televenditore/

    Provocazione Somma : Convegno No Gender il 25 Aprile …

    e dire che “una volta” il Gender Friendly sarebbe stato inequivocabile Decadenza Borghese … nevvero, @ Habsburgicus ?

    • Miguel Martinez scrive:

      ” Convegno No Gender ”

      No gender? Tutti vestiti rigorosamente in tailleur grigio, gonna, calze rosa e baffi finti affittabili all’ingresso del convegno?

      • MOI scrive:

        that’s gotta be “pan-gender” [sic] … 🙂

      • MOI scrive:

        In qualità di MadreLingua AngloAmericano se NON impari ‘sto gergo diventi un Glotto-Fossile … ‘nuff said ! 😉

        • MOI scrive:

          La fonte è un po’ schierata, ma nell’ insieme l’episodio è assolutamente verosimile :

          in un Corso di Gender Respect Play Time o come si chiama, hanno fatto giocare le “femminucce” con le macchine e i “maschietti” con le “Bàrbi” 🙂 ; però …

          … ci hanno giocato le Prime a “famiglia normale (orrore !) che parte per le vacanze stando al Codice della Strada” con i camioni guidati da dei papà che tornano a casa ; i Secondi ci han fatto, invece, una “Cat Fight Battle Royale” degna delle migliori (o peggiori, a seconda) fantasie di Russ Meyer 😀 !

          Insomma, il Djinnder (come dicono i Muslmani 🙂 ) si è scontrato con appunto Larealtah 😉 …

  36. PinoMamet scrive:

    Io comunque la vedo così (scusatemi, semplifico, non prendiamocela)

    Miguel: sono finiti i soldi e dobbiamo darci da fare da noi;

    Mirkhond: sono finiti i soldi e dobbiamo fare i beduini 😉

    Francesco: sono finiti un po’ di soldi, e occorre tagliare il pubblico

    Z et al. : sono finiti un po’ di soldi, ma ci saltiamo fuori lo stesso

    io (e credo Roberto): i soldi non sono finiti, sono solo spesi molto male in Italia

    (postilla mia: mica dappertutto. Da me i medici vengono a domicilio, i Comuni assumono giardinieri competenti- caspita, il mio Comune è rinomato per questo- e sturatombini, la Polizia Municipale c’ha le macchine e fa le pattuglie anche notturne…
    non è che siamo più ricchi di Firenze, ripeto, non credo proprio: può essere mica che sia sotto una banale causa di cattiva/buona amministrazione?)

    • Roberto scrive:

      La mia postilla: i soldi non sono finiti ma non sono infiniti

      • Francesco scrive:

        m’acconcio a Roberto

        aggiungo: causa spese fatte a debito, siamo pieni di debito

        postillo: tagliamo gli sprechi, molti dei quali sono spacciati malamente per spesa sociale

        aggiungo: ciò che nutre il ladro non è spesa sociale

        ciao

  37. MOI scrive:

    ‘Sta cosa delle Visite a Domicilio viene ricordata nei nostalgici e malinconici “Noi Che” assieme alla seconda macchina; al mese al mare; alla “suonatona” a tutti i campaneli e fuga; alle Barzellette Politically Scorrect con Negri, Froci, Ciechi, Sordi e Mignotte; i Giochi di Parole con “i più grandi” Stranieri; i Robottoni; i Supereroi in calzamaglia; i videigiochi a gettone; le cabine telefoniche; i giornalini vecchi rivenduti senza licenza 😉 sottocasa; l’ autoerotismo del Postalmarket e delle Televendite dei zavagli 😉 sportivi [Patrizia Bruschi 10 – Jill Cooper 0 ; ndr] ; i genitori che colcazzo che ti difendevano se l’insegnante ti sgridava; et cetera multa cetera 🙂 …

  38. mirkhond scrive:

    “i genitori che colcazzo che ti difendevano se l’insegnante ti sgridava;”

    Concordo! 😉

  39. MOI scrive:

    quel vecchio sketch con Bombolo che guarda per terra:
    “scusi, cosa sta facendo?”
    “sto a cercà cinquemila lire”
    “ma dove le ha perse?”
    “n’è che l’ho pperse.. sto a vedè si ‘e trovo, tz tz..”

    [cit.]

    —————–

    Ecco come fa Renzi a “Trovare le Coperture” 😉 …

  40. Mauricius Tarvisii scrive:

    Ma questa fuga di notizie che vuole Carrai molto vicino al Mossad? Tra l’altro la fonte deve essere americana visto che la vicenda si colloca in uno scontro tra spie USA-Israele.

    • Miguel Martinez scrive:

      “Ma questa fuga di notizie che vuole Carrai molto vicino al Mossad? ”

      quale fuga di notizie?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Questa: rapporti stretti tra Carrai e una presunta spia israeliana secondo un dossier americano

        http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/23/marco-carrai-il-suo-amico-e-una-spia-del-mossad-linchiesta-della-cia-che-imbarazza-litalia/2665774/

        • MOI scrive:

          Uuuh, qua Blondy va in apnea 😉 nel brodo di giuggiole !

          • Pietro scrive:

            Uno scherzetto al piccolo Renzi che non obbedisce a zio Obama? E’ una mia impressione che ultimamente gli americani sono tornati a pressare per bene gli alleati europei?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Non gli ubbidisce? Davvero? Se parli della Libia, abbiano già detto che partiamo appena si forma il governo, come tutti gli altri. E il governo sta per esserci…

        • PinoMamet scrive:

          Non ho letto l’articolo perché queste vicende, ecco, non mi interessano abbastanza, e poi appena sento quei nomi, tipo “Carrai”, “pidue”, “massoni”, “servizideviati”, mi viene sonno e mi sembrano cose antiche: i catilinari.

          Naturalmente sbaglio io, ma sono fatto così, è una questione di gusti.

          Però:

          quando sento quei discorsi tipo “è un segnale che lo Stato X manda al paese Y”, “no è chiaramente una strategia di Tizio per svelare il gioco di Sempronio”

          penso:

          va bene, chissà, tutto può essere.

          Ma magari non tutto è sempre così chiaro e razionale.
          A volte le persone fanno semplicemente delle cazzate , ecco.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Quindi il fatto che un responsabile dell’intelligence italiana fosse in precedenza legato a personaggi di un’intelligence straniera non ti sembra interessante?

          • PinoMamet scrive:

            Non credo che esistano cose interessanti in assoluto.
            C’è gente che va matta per le classificazioni di muffe e ci sono i fanatici del cricket.

            A me interessa la linguistica, per quel poco che riesco a capirne, le tematiche religiose e antropologiche, le curiosità varie ed eventuali da Settimana Enigmistica.

            Che un funzionario dei servizi segreti possa essere contattato dai servizi di un altro paese, avere una doppia o tripla fedeltà può essere sicuramente interessante anche per me:

            fallo interpretare da Daniel Craig e mettici qualche inseguimento, sparatoria e belle donne e sono disposto a pagare 8 euro per farmelo raccontare.

            Altrimenti, mah…

  41. MOI scrive:

    Secondo me “si parte” se vince la Hilly, ch’è politically correct … perché invece Donnie è becero.

    🙂

  42. Pietro scrive:

    @Mauricius Tarvisii: Perdonami ma la tua e’ una non risposta. Io parlo al passato tu al futuro, quindi rispondi un altra cosa. Il governo sta per esserci ma adesso non c’e’, sono sottili sfumature ma denotano un approcio diverso. Se si salta al futuro senza passare dal presente si perdono i particolari. Non sono mai stato tanto d’accordo con Miguel come in questo post, mi sembra folle che persone intelligenti non riescano a capire dei concetti veramente basilari espressi da Miguel. Probabilmente la maggior parte dei commentatori di questo blog e’ satolla di civilta’ e progresso.

    • Pietro scrive:

      ovviamente un’altra e meno ovviamente thread e non post.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Obama ha detto: attaccate. L’Italia ha risposto: appena c’è il governo. Questo è il passato, il futuro nessuno lo conosce 😀

      • MOI scrive:

        Alla vita è mejo darje der tù [cit] … 😉

        • Pietro scrive:

          Perche’ adesso Renzi e’ uno a cui dare fiducia quando promette… Il punto e’ che l’alleanza americana e’ per l’Italia controproducente ma Renzi andrebbe contro a tutti i suoi principi schierandosi apertamente contro gli USA. Il punto su cui crollera’ (a breve) il governo Renzi e’ l’impossibilita’ a tenere insieme reale e immaginario. Renzi e’ cresciuto sognando gli USA, una volta al potere ha scoperto l’Italia. Per risolvere questa contraddizione fa promesse a tutto e tutti, promesse che lo faranno presto cadere da cavallo. La crisi di Renzi inizia proprio dall’essersi basato sul suo immaginario e non sulla realta’. Come la maggior parte del popolo italiano che oggi si illude di mantenere il potere d’acquisto. La guerra si fa per un’idea non per qualcosa di concreto, l’idea di mantenere ricchezza. Se la ricchezza non fosse in pericolo non ci sarebbe bisogno della guerra. La crisi e’ culturale ancora prima che economica e Renzi rappresenta bene NON i grandi poteri forti MA i piccoli poteri che si credono forti. Sta riuscendo a farsi buttare sia dall’Europa che dagli USA, due attori con interessi profondamente divergenti, a partire dal rapporto con la Russia. Altro che non vedere il presente, qui non si vuole vedere nulla se non il proprio scontrino della spesa… Almeno secondo me!

          • Z. scrive:

            Pietro,

            quanti mesi di vita dai al governo Renzi?

          • MOI scrive:

            Un vecchio libro mi pare del Prof. Rufolo (Barone di Giurispridenza piuttosto “chiacchierato” come Sessuomane) s’intitolava Il Capitalismo ha i Secoli Contati e … m’è tornato in mente a parlar di Governo Renzi che avrebbe i famosi mesi contati. 🙂

          • Roberto scrive:

            Come barone di giurisprudenza mi ricordo un Ugo ruffolo, non Giorgio (e sinceramente ai miei tempi non era chiacchierato come sessuomane, ma solo come enorme pezzo di m….)

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Fiducia a Renzi? Se sei Marchionne o un petroliere, o Carrai o un ex piduista o un altro pezzo di merda a caso, direi di sì, che puoi concedere credito illimitato.

  43. PinoMamet scrive:

    Io continuo a non vedere questa situazione di apocalittica mancanza di denaro;
    che sia speso male si sa da decenni.

    Mi citate Milano, dove ha regnato Formigoni, e Firenze che ha creato Renzi, e non direi proprio che siano due buoni esempi di buon governo…

    ora, la posizione più limpida e conseguente è quella di Francesco:

    lui vuole i tagli allo stato sociale.

    Li vorrebbe anche se nuotassimo nell’oro. Troverebbe (è ancora più semplice) ottime ragioni per farlo: una cosa la sia vuole e basta, le ragioni si trovano sempre.

    Invece onestamente credo che una posizione “alla Miguel” (“sono finiti i soldi, rimbocchiamoci le maniche”) sia controproducente, e ci porterebbe presto a una nuova specie di feudalesimo.

    C’è a chi piace (ma non si illuda, non ci saranno cavalieri in armatura, e difficilmente sarà lui); c’è anche a chi piace perché sogna una vita dura, per motivi personali e come tali indiscutibili, ma anche da evitare di imporre ad altri.

    Intanto i soldi, che non sono finiti affatto (perché mai dovrebbero finire ? i soldi non crescono mica sugli alberi, è una creazione umana ) continuano ad andare sempre di più nelle tasche di pochi, mentre noi li aiutiamo dicendo “accontentiamoci” invece di incazzarci.

    • Roberto scrive:

      Bravo pino!

    • MOI scrive:

      Sì, infatti: SE concordare con Pino significa essere Oclocratici … io sono profondamente Oclocratico, convintamente Oclocratico, orgogliosamente Oclocratico ! 🙂

    • MOI scrive:

      TINA [quot.] … is a Bitch ! 😉

    • Z. scrive:

      In effetti non hai tutti i torti: il denaro pubblico era speso male anche prima (fine Cinquanta – metà Settanta).

      Con una differenza abbastanza significativa: allora era possibile spenderlo male e fare comunque contente tante persone, perché di soldini ne giravano tanti. Quando hanno smesso di girarne tanti, si è continuato a spendere come prima, ma a debito: e naturalmente i debiti, prima o poi, bisogna pagarli.

      Insomma, secondo me oggi spendere bene i soldini pubblici è effettivamente molto più importante di quanto non fosse trenta, quaranta o cinquant’anni fa. Ma non è detto che gli amministratori di oggi siano molto più preparati di quelli di ieri. Il mondo è diventato più difficile, più complesso, anche nelle piccole cose: ieri l’amministrazione di condominio era un passatempo per dopolavoristi, mentre oggi richiede tecnici specializzati che vi si dedicano a tempo pieno. Figurarsi amministrare una città o un Paese.

      Al contempo i media diventano più pervasivi, e le qualità richieste per essere eletti divergono sempre di più da quelle richieste per saper amministrare e governare. L’ho già detto: se oggi un Berlinguer o un De Gasperi (ma anche un Malagodi o un Almirante, eh) andassero in TV ci sarebbero esperti social a dirci che sono noiosi, a spiegarci perché non bucano lo schermo, e la gente continuerebbe a preferir loro Salvini.

      Insomma, se anche ci fosse qualcuno di veramente bravo non sarebbe facile né riconoscerlo né dargli potere.

      A me sembra che alla triade attuale – un partito che vuole governare e due partiti che vogliono fare opposizione a oltranza, tutti e tre gestiti con toni populistici e modalità plebiscitarie – per ora non ci sia effettivamente alternativa. Ma se qualcuno è in grado di scorgerne qualcuna sono felice di starlo a sentire.

      • Miguel Martinez scrive:

        “se oggi un Berlinguer o un De Gasperi (ma anche un Malagodi o un Almirante, eh) andassero in TV ci sarebbero esperti social a dirci che sono noiosi, a spiegarci perché non bucano lo schermo, e la gente continuerebbe a preferir loro Salvini.”

        OMDAZ. Hai letto Lo Stato seduttore di Régis Debray? Ne ho parlato tante volte, ma è un libro che mi ha aperto tanti orizzonti.

        • Z. scrive:

          Mai letto. Ti ringrazio del consiglio 🙂

        • Francesco scrive:

          credo di no

          almeno sono sicuro che c’è una quota di elettori che trova vomitevole e noioso Salvini e che li accoglierebbe a braccia aperte

          beh, non Berliguer, con le monate che diceva, però!

  44. MOI scrive:

    Bisogna tornare a distinguere la Teoria e la Pratica :

    https://www.youtube.com/watch?v=2Ub3aBK5_ZM

    … 01 m :47 s ; ripasso effettuato, nessuno avrà più dubbi.

    😀

  45. Moi scrive:

    @ PIETRO

    Scenario Realistico :

    Renzi durerà fino al 2018 … poi tornerà a vincere agitando lo Spauracchio dell’ Altro Matteo, visto che per i M5S è arrivato il Game Over con la dipartita di Casaleggio.

    PS

    I soldi non ci sono mai sotto un certo livello di benessere (redditi o rendite è secondario) … sopra al quale invece continuano come prima, più di prima. Fra Mario Capanna e Donald Trump NON c’è differenza sostanziale … non più, almeno !

  46. mirkhond scrive:

    “ma anche da evitare di imporre ad altri.”

    L’imposizione, se ci sarà, non sarà per scelte personali, ma obbligata da situazioni oggettive.
    Se vuoi dire che NESSUNO rinuncia spontaneamente in nome di un ideale o di scelte esistenziali, hai ragione.
    In tanti siamo infelici e depressi, ma nessuno di noi ha la forza di fare rinuncie, anche se in fondo lo desidera.
    Quindi, se si arriverà alle rinunce, ciò accadrà solo perché saremo COSTRETTI da cause di forza maggiore rispetto ai nostri desideri e intenzioni.
    E dunque non sarà una rinuncia o una decrescita indolore……..

  47. mirkhond scrive:

    “Intanto i soldi, che non sono finiti affatto (perché mai dovrebbero finire ? i soldi non crescono mica sugli alberi, è una creazione umana )”

    Sono una creazione umana e come tali vengono accettati nella misura in cui corrispondano a qualcosa che ha valore per gli scambi.
    Però una crisi energetica, industriale ecc., può rendere uguale alla carta igienica il valore che diamo al denaro.
    Proprio perché tale valore è vincolato a delle risorse economiche.
    Che non sono infinite.

    • PinoMamet scrive:

      Non sono infinite, certo, ma sono ben lontane dall’essere esaurite.
      (a parte che alcune sono inesauribili: l’energia del sole, del vento… altre, come i raccolti, sarebbero già ora ampiamente sufficienti per tutti… e così via).

      Il problema attuale non è legato alla scarsità di risorse, ma all’ineguaglianza nella loro distribuzione.

  48. mirkhond scrive:

    “Il punto e’ che l’alleanza americana e’ per l’Italia controproducente”

    Il punto è che l’alleanza americana in realtà è il VASSALLAGGIO dell’Italia nei confronti degli Usa.
    Vassallaggio che dura dal 1943-1945, e da cui non c’è possibilità di uscirne.
    Purtroppo!

    • Z. scrive:

      Beh, dall’epoca della guerra fredda la situazione mi sembra cambiata. Non siamo più così importanti strategicamente per gli Stati Uniti, o almeno non quanto – chessò – alcuni paesi dell’Est europeo.

      • mirkhond scrive:

        E allora perché i nostri governanti non sono capaci di una politica davvero indipendente dagli Usa?

        • MOI scrive:

          … icché ci guadagnarebbero ? temo di aver già Marzullianamente 😉 risposto !

          • MOI scrive:

            Checché ne dica Zeta, questo è un Governo di Affaristi e di Faccendieri senza alcun pudore nel distinguere il Pubblico dal Privato !

          • Z. scrive:

            Renzi è per definizione il Male Assoluto, ci mancherebbe. Però ha i suoi lati positivi: da quando è al governo tu hai iniziato a mostrare interesse per il benessere del Paese e per l’integrità delle istituzioni. Di cui prima te ne strabattevi 😀

            Ma credo che il Duca si riferisca a tutti i governi succedutisi. A me onestamente non pare, devo dire neppure con riferimento a SB: al massimo i governi italiani sono più vicini a Israele della media europea, e questo agli Stati Uniti non dispiace. Per il resto boh, non direi.

        • Francesco scrive:

          e cosa ci guadagnerebbe? non è che tolti gli USA siano tutti San Franceschi e Sante Chiare, lì fuori

          😉

      • Peucezio scrive:

        Z.
        “Beh, dall’epoca della guerra fredda la situazione mi sembra cambiata. Non siamo più così importanti strategicamente per gli Stati Uniti, o almeno non quanto – chessò – alcuni paesi dell’Est europeo.”

        Sì, ma l’Italia aveva spazi di manovra che oggi ci sogniamo.

        • Francesco scrive:

          oggi potrebbe tentare

          ma manca l’Italia e soprattutto diffidiamo dei nostri fratelli europei più che degli americani

          giustamente

  49. MOI scrive:

    -Il problema delle risorse NON è la finitezza delle stesse, ma la loro inaccessibilità ai più … il discorso della finitezza delle risorse è giusto, ma quel che trovo NON più sopportabile è farne un pretesto per chi ha la buzza 🙂 piena di decantare ai denutriti quanto siano fortunati al riparo dai danni da indigestione.

    … Chiaro ? E anche Pino credo che intendesse questo.

    https://www.youtube.com/watch?v=DmjYAmGzQ0U

  50. MOI scrive:

    … Eccolo !

    https://www.youtube.com/watch?v=8L1KmE9mpnk

    Il capitalismo ha i secoli contati

    Walter Veltroni interviene alla presentazione del libro di Giorgio Ruffolo

  51. mirkhond scrive:

    “ma quel che trovo NON più sopportabile è farne un pretesto per chi ha la buzza 🙂 piena di decantare ai denutriti quanto siano fortunati al riparo dai danni da indigestione.”

    E allora perché TREMI al pensiero di un’Europa SOMMERSA dagli immigrati?

    • PinoMamet scrive:

      Ma dai, Moi non trema affatto; e in realtà credo che non tremi proprio nessuno, neanche quelli che, a differenza del nostro Moi che non mi sembra si sia mai espresso in questi termini, non fanno che parlare di “paura”.

      Io, come credo sia ormai noto, non condivido le posizioni catastrofiste. Arrivano molti immigrati, è una fase così; si troverà prima o poi una soluzione alla distribuzione delle risorse, rendendola più equa.

      Altrimenti un qualche tipo di cambiamento ci sarà lo stesso: per cui, la scelta ai nostri governanti.

  52. MOI scrive:

    *** Pensiero Rivoluzionario del III Millennio ***

    Le risorse sono limitate e in massima misura non rinnovabili.
    Ridistribuire meglio quelle presenti e poi riparlarne ?
    Ma no: fare di indigenza virtù, tanto prima o poi finiranno.
    Chi adesso ha di più e sempre di più avrà … be’: tanto peggio per loro, che quando tutto finirà ci restereanno così tanto male ! Gli indigenti invece sì che son furbi, a compiacersi della propria indigenza e, anzi, accelerandosela da soli si mettono all’ avanguardia !

    • MOI scrive:

      *** Pensiero Rivoluzionario del III Millennio (parte 2)***

      Ah, giusto e i Poveri Fratelli Migranti-Profughi dell’ Arcobaleno di Culture Altre della Diversità in un “Mondo che è una Giostra di Colori” [cit.] ?! … Quelli già arrivati prendiamoceli tutti, gli Altri invece li bombardiamo di preservativi così quel branco di negrazzi e di beduinazzi la smettono _ in quanto Esseri Umani per definitionem Parassiti di Madre Gaia, eh …mica in quanto Culture Altre, oh ! _ la piantano di riprodursi a dismisura come ratti di fogna ! In modo tale che felicemente e MalthuSSianamente 😉 si rientra nel sospirato rango di NON + di 5oo milioni di Esseri Umani.

  53. mirkhond scrive:

    “non direi.”

    E dove non farebbero politiche sgradite agli Usa?
    In parte sotto la prima repubblica, ciò accadeva.
    Ma dal 1994 in poi…..

  54. Z. scrive:

    Sequestrata la moto di Beppe Maniglia. Ci è riuscito, a farsela portare via..

  55. Pietro scrive:

    @Z.: Il nero snellisce! 😀

  56. Moi scrive:

    In ogni caso, l’ Essere Umano NON è solo un Essere Economico (per questo, ripeto, il Marxismo è sì interessante … ma pure palloso ! 😉 ) ma anche Culturale, in un senso che non sempre può piacere.

  57. Mauricius Tarvisii scrive:

    Il nuovo governo libico chiede aiuto per proteggere i pozzi ed il disubbidiente Renzi si dice disponibile.

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