Ecco, me lo ripeto un paio di volte, che non bisogna cadere nella dicotomia noi o loro.
Per cui bisogna raccontare tutti i punti di vista.
Loro sono questi qui…
Noi invece siamo questi altri.
E noi e loro saremo tutti uguali, per carità.
Però di chi vi fidereste di più?







Non ci sono dubbi su chi mi ispira più fiducia 🙂
e comunque non vorrei rimediarmi una spadata da quei guerrieri lì delle foto 🙂
ma, che cosa è rappresentato in quello scudo sulla quella specie di gonfalone? cosa è lo stemma del quartiere? è un drago, una viverna? ma soprattutto, che differenza c’è tra drago e viverna??
Anzitutto la viverna è bipede. E poi, secondo le fonti ufficiali (tipo Dungeons & Dragons), non soffia fuoco!
Allora a vederla da qua ha da esse viverna, perché sembra bipede e fiamme non ce ne sono…
ser Pino, Colui che Mai Giuocò ai Giuochi di Ruolo
😀
Non preoccuparti, tutti abbiamo i nostri difetti 😀
Siamo in due … 😉
Non è mai troppo tardi per iniziare con dungeons & dragons
🙂
Beh, veramente sì. Una volta raggiunta la maggiore età, bisognerebbe passare a regolamenti più moderni e meglio costruiti, ancorché non comprendano l’uso di tanti poliedri diversi come dadi.
Però è sempre meglio D&D che niente 😀
http://www.frammentiarte.it/dal%20Gotico/Paolo%20Uccello%20opere/12-1%20Paolo%20Uccello%20-%20San%20Giorgio%20e%20il%20drago.jpg
Di zampe ne ha due ed è sicuramente un drago.
King Ghidorah, ech bistia él ?
https://www.youtube.com/watch?v=TUmsnlnPXDM
😉
Comunque è un po’ più grosso 😉 di quello di San Giorgio dipinto da Paolo Uccello :
https://weylander5.files.wordpress.com/2013/11/28ls3k2.jpg
Ma non è che sparisce anche ‘sto post, poi ?
Se volete capire meglio chi sono “Loro” … cercate lo “Psych-K” ® e il suo Fondatore Robert Williams.
Continua l’avvincente saga “La Nostra Superiorità Morale” :
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/12/primarie-liguria-vince-paita-cofferati-irregolarita-procura/1332600/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/12/primarie-liguria-pd-ligure/1333050/
http://espresso.repubblica.it/palazzo/2015/01/12/news/pd-liguria-e-non-solo-la-crisi-delle-primarie-1.194808
http://www.quotidiano.net/mafia-capitale-incendio-pd-coratti-1.545925
Roma: attentato incendiario all’ufficio Pd di Mirko Coratti, indagato per Mafia Capitale
Moi,
ecco il perché delle tue disfunzioni e delle tue idiosincrasie: non hai mai preso parte a sessioni di giochi di ruolo!
Comunque siamo concittadini. Si può sempre rimediare 😀
Talisman (con espansioni, alcune realizzate a mano con n ore di duro lavoro) vale?
😀
Uhm, no, direi di no, mi spiace…
Oltretutto, per chi abita a Bologna (dove i giochi di ruolo paiono curiosamente poco diffusi, se si esclude ovviamente il cosplay politico) è un peccato veniale; per chi abita a Milano, sorbolacci, è un peccato mortale 😀
Per Moi
“superiorità morale”
http://www.pagina99.it/news/politica/7791/matteo-renzi-open-politics-finanziamento-politica.html
Investire su Matteo Renzi rende più dei titoli di Stato
03 gennaio @ 09.03
Nicolò Cavalli
Investire su Matteo Renzi rende più dei titoli di Stato
Imprenditori, quarantenni toscani. I sostenitori della Fondazione Open formano un gruppo socio-economico compatto. Sono stati (quasi) tutti ricompensati. E le imprese quotate registrano ritorni molto superiori alla media. Dal numero di pagina99we in edicola
Dal 13 febbraio 2014 a oggi, da quando cioè il governo Letta ha presentato le sue dimissioni su richiesta del segretario Pd Matteo Renzi, le imprese quotate sulla borsa di Milano che hanno finanziato le campagne elettorali del premier fiorentino hanno avuto ritorni di mercato 6 volte superiori a quelli delle 50 aziende a maggiore capitalizzazione appartenenti al Ftse-Mib, e quasi 7 volte quelli degli altri titoli quotati a Piazza Affari.
Lungo tutto l’anno precedente, quando Renzi era ancora un semplice contender nell’Italia scalabile, l’andamento delle imprese legate all’ex sindaco di Firenze non mostrava invece alcun sostanziale scostamento da quello del resto del mercato.
È questo il risultato dell’analisi che pagina99 ha condotto sulla base dell’elenco dei sostenitori della Fondazione Open. Le liste sono parziali (in ottemperanza alla normativa sulla privacy vengono pubblicati solo i nomi dei finanziatori che ne danno esplicita autorizzazione, e che contano per il 70%, cioè 1,3 degli 1,9 milioni di euro raccolti) ma permettono di osservare la rete che ha sostenuto negli ultimi quattro anni l’ascesa di Renzi a Palazzo Chigi. Tra i 103 nomi che figurano nella lista della Fondazione sono 57 le imprese (o gli imprenditori), e 8 quelle quotate tra Londra, Milano o New York.
La cui performance mostra il valore delle connessioni nell’epoca dei finanziamenti privati alla politica. Il risultato non è necessariamente frutto di rapporti incestuosi tra politica e impresa: un mercato finanziario efficiente, infatti, tenderà a incorporare tutte le informazioni disponibili su un’impresa per determinare il suo valore, e la prossimità a chi gestisce la più grande azienda in termini di fatturato (lo Stato) è sicuramente un elemento significativo. Sono d’altro canto numerose le ricerche che, di recente, hanno mostrato l’esistenza del nesso tra politica, ritorni economici e valore di un’impresa, in varie latitudini (dall’Angola agli Stati Uniti), in democrazia e in dittatura, nel passato come nel presente.
Il gruppo etnico
Le liste della Fondazione Open permettono anche di analizzare la composizione socio-economica dei finanziatori di Matteo Renzi. Che appaiono plasmati a immagine e somiglianza del leader. Uomini (88% del totale) quarantenni e toscani – regione da cui arriva quasi un terzo dei finanziamenti totale. Un vero e proprio “gruppo etnico”, una cordata dalle caratteristiche demografiche estremamente omogenee, che Renzi ha portato quasi in toto a Roma. Un gruppo di fedelissimi che gestisce i gruppi parlamentari a sostegno dell’attività di governo, e siede nelle imprese pubbliche strategiche.
Il 66,12% dei finanziatori individuali ha ricevuto incarichi pubblici di prima nomina, la maggior parte in Parlamento con le elezioni del 2013. Altri, invece, in società partecipate dello Stato. È il caso di Alberto Bianchi (presidente della stessa Fondazione Open, che ha donato oltre 30 mila euro ed è finito nel Cda di Enel), Fabrizio Landi (10 mila euro, ora a Finmeccanica) e Antonio Campo dall’Orto (solo 250 euro di finanziamento alla Fondazione, ma una nomina nel Cda di Poste Italiane). Con incarichi di governo sono invece finiti, tra i finanziatori della prima ora, Maria Elena Boschi, Ivan Scalfarotto, Davide Faraone, nonché Erasmo D’Angelis (capo struttura di missione contro il dissesto idrogeologico) e Gabriele De Giorgi (segretario particolare al ministero degli Interni). Prima di questi incarichi, nessuno o quasi aveva avuto ruoli politici a livello nazionale, ma il 45% dei finanziatori ha invece avuto esperienze amministrative locali.
L’età dei finanziatori si concentra tra i 40 e i 50 anni, mentre il terzo gruppo più numeroso è quello tra i 55 e i 59 anni. La generazione nata tra gli anni ’60 e ’70, con alcune appendici negli anni ’80: è il governo della cosiddetta “generazione X”. Secondo la classificazione sociologica delle generazioni degli statunitensi William Stauss e Neil Howe, rispetto alla generazione precedente (definita dai valori dei diritti civili, dell’eguaglianza di genere e dello spiritualismo tipici della “rivoluzione delle coscienze”), i nati tra il 1964 e il 1984 sono caratterizzati dalla “guerra delle culture”, gli eventi definitori sono il Muro di Berlino e l’Aids, i valori incardinati attorno a individualismo, pragmatismo e survivalismo.
In Italia, si tratta della generazione nata alla fine del boom e all’inizio della terziarizzazione del sistema produttivo. Quella che ha studiato Scienze politiche e della comunicazione, facoltà da cui la generazione successiva è presto fuggita (sono uno su cinque tra i finanziatori renziani con incarichi politici). Per il resto si tratta di professionisti, impiegati nel mondo della finanza e del real estate . Spiccano inoltre i tantissimi avvocati (1/3 del totale) e numerosi dipendenti pubblici, spesso con incarichi dirigenziali. Colletti bianchi che incarnano la mutazione antropologica della sinistra italiana.
@NicoloCavalli
Rende, rende… sta bene, ma quanto rende?
Quanto ci hanno buttato dentro, quanto ci hanno tirato fuori e dopo quanto?
Dall’autorevole inserto Kelebek Finanza & Mercati mi aspetto dati precisi e obiettivi, non chiacchiere.
O per dirla con Moi: mi aspetto uomini politici del primo Novecento, non piccole battaglie!
😀
se bastano 250 euro per finire nel CDA delle Poste inizio a risparmiare sui affè, che cavolo!
PS solita analisi giornalistica, che prende una minoranza e la fa diventare titolo! vergogna! disonore! discredito e anatema su di loro!
Sul drago o viverna…
E’ il Gonfalone del Drago Verde:
http://www.de-medici.com/museo-diffuso-urbano-degli-antichi-gonfaloni-di-quartiere/il-gonfalone-del-drago-di-santo-spirito
Grazie!
“svegliarsi la mattina e non far niente tutto il giorno”…. bah non li invidio poveracci… fanno un grosso sforzo per sembrare felici…
Qualcuno potrà trovare divertente la storia del gonfalone…
la stampa locale a volte ha dei giornalisti assolutamente straordinari, che vivono precariamente sotto la minaccia di capi ben più incapaci ma anche più astuti di loro.
Questo articolo è un gioiello, costruito in poche ore dalla curiosità, della sensibilità e dalla correttezza di una giovane giornalista ancora non totalmente anestetizzata:
http://www.nidiaci.com/wp-content/uploads/2015/01/14-01-18CorrFiorent_2_7.pdf
Arigrazie, e forza Drago Verde!
🙂
Per PinoMamet
“Arigrazie, e forza Drago Verde!
Il grande Lamberto, 68 anni di bottega, che i genitori ce lo mandarono che di anni ne aveva quattordici, ha tenuto un diario sin dal primo giorno di lavoro, che racconta un’intera epoca.
E con la sua coinvolgente risata e le sue battute, tira fuori da un armadio la sua prima opera, che lo qualificava come discepolo, un cavallo di bronzo, e mi diceva che la prima regola che gli aveva insegnato il suo maestro, e che lui voleva trasmettere a suo figlio, era “non prostituirti mai”.
E magari Lamberto è un po’ anziano per certe cose, ma sabato a sfilare con noi c’era suo figlio e pure il nipote, che più che sfilare, suonava campanelli e sparava petardi.
Sempre per PinoMamet…
ho scritto
“Il grande Lamberto, 68 anni di bottega,”
ovviamente la stessa bottega, dove Borgo Stella sfocia nel Canto alla Cuculia.
Che poi a scoprire che ci fosse il Drago Verde su di una pietra, piccolo piccolo murato sulla facciata di un palazzo in Via Sant’Agostino, fu la diabolica http://kelebeklerblog.com/2014/03/20/matteo-renzi-spiegato-in-cinque-minuti/ Francesca, già cassiera del Penny Market, cresciuta tra la Torino operaia e un paesino sardo di mille abitanti, nonché promotrice dei miracoli di San Tobiolo (ma è un’altra storia), e che si vede in una delle foto qui pubblicate.
Miguel tu hai sempre il potere di ricordare che la vita merita di essere vissuta
Questa citazione è tratta da Improvvisi per macchina da scrivere, un collage apparsi su vari giornali (pensa un po’ prima cosa si pubblicava sui quotidiani italiani!)
Ovviamente rispondevo al commento successivo di Pietro.
Esiste in Italia una inveterata consuetudine a pensare piuttosto sotto le vesti del «noi» che non dell’«io». V’è qualcosa di oscuro in questa vocazione alla scelta del travestimento non si sa se collettivo, maiestatico, metafisico o semplicemente vigliacco. «Noi» può essere il Santo Padre, il re, l’imperatore, l’aula invasa dallo Spirito Santo, il fervore quacchero, il coro dei Lombardi ad una qualsiasi crociata, l’assenso dei selvatici che si fan cittadini irretendo la propria libertà nel patto sociale; ma può anche essere il bramito del Lumpenproletariat, il gemito informe dei vinti, insomma la codarda saggezza dei critici.
Giorgio Manganelli
Se posso permettermi, di Manganelli consiglio un libro molto bello
https://farfalleetrincee.wordpress.com/2013/11/01/uno-sguardo-sullasia-dallo-stupore-al-disincanto/
Ho trovato le sue osservazioni acutissime
io invece risegnalo il blog di pietro che mi piace molto
se un giorno la CIA o il Mossad chiudono quello di Miguel, propongo di trasferirci tutti da pietro
🙂
Ma siete matti! Se vi piazzate in casa mia poi mi suicido per il complesso di inferiorita’. Comunque per tutti i fiorentini, tra cui colui che ci accoglie, il 31 Gennaio dovrei essere nella vostra citta’ per una conferenza. Non ho capito perche’ han chiamato me ma vogliono che parli del Sud-Est asiatico. Se qualcuno dei commentatori volesse venire e’ pregato di non fare domande, le fate troppo difficili e non so mai le risposte! P.S. Grazie per i complimenti al blog
Pietro,
scusa, e se poi qualcun altro fa domande ancor più gratuitamente moleste?
Piuttosto, facciamo così: alla conferenza ci sediamo tutti distanti l’uno dall’altro per non dare nell’occhio, poi ti facciamo le domande concordate in precedenza e tu ci dai le risposte concordate in precedenza.
Vedi come li stendiamo 😀
Si vede che hai una pratica di Partito, Z. 😀 😀
Ottimo! E poi pizza… 😀
titolo del convegno? potrei farmici mandare per lavoro se ci lavoro un pò
😀
Tornando in tema…
Chi frequenta il Libro de’ Ceffi mi riferisce che il signor Total Wealth esprime la propria opinione sulla manifestazione, in questi illuminati termini:
https://www.facebook.com/salvatore.leggiero.9?fref=ufi
Salvatore Leggiero Trovo vergognoso che gli adulti incitino i bambini a fare azioni “contro”, ad urlare slogan e oltraggiare il sindaco della nostra bella città . Lasciamo da parte i più piccoli, diamo loro esempi di amore e di pace, insegnamogli l’importanza del confronto e del dialogo. Specialmente in questi giorni possiamo sapere quanto la pace ed il confronto tra tutti noi siano un valore supremo.
Propongo un Dialogo e un Confronto con lui, a spese sue, nel Grand Canyon. Con un elicottero a testa per tutti i bambini dell’Oltrarno.
attento che l’argomento “non usate i bambini” è molto forte, possono fregarvi se non vi muovete bene
fortuna che difendete un parco e una ludoteca!
ma stai attento
ciao
sono d’accordo con francesco.
è un argomento totalmente à la con, ma pericoloso
Concordo anch’io con i due savi cittadini che mi hanno preceduto.
Per certe persone i bambini sono piccoli uomini, privi di libero arbitrio. Quindi fino a quando il bambino non trova un lavoro (sui 40 anni oggi come oggi) qualunque cosa faccia e’ condizionato. Ovviamente il tizio non dice che i bambini vanno condizionati come piace a lui, ma gli girano che sono condizionati come NON piace a lui.
Io sono più “democratico”:
econdo me tutti gli uomini, piccoli e grandi, sono privi di libero arbitrio!