Benedetto Croce risponde ai fautori dello Scontro delle Stirpi

Tempo fa, avevamo parlato qui di un’intervista a Benedetto Croce sul tema dello “scontro delle razze”: all’epoca, la Guerra Cosmica era quella dei Civili Latini contro i Barbari Germanici, ma cambia poco.

Avevamo in mano solo una citazione riguardante le domande che l’intervistatore aveva posto, e quindi non eravamo in grado di rispondere ai tanti che hanno giustamente chiesto, sì, ma Croce cos’ha risposto?

Ed ecco che un lettore va in biblioteca, trova il testo originale e ce ne manda una copia.

Notate come un discorso semplice come quello che fa Croce, che oggi farebbe sbadigliare per la sua banalità, richieda una lucidità e un coraggio enorme, fatto in quel momento:

“Quei ragionamenti sono finti ragionamenti.

A guerra finita si noterà, io credo, che il suolo di Europa non solamente  ha tremato per più mesi o per qualche anno sotto il peso delle armi, ma anche sotto il peso degli… spropositi”.

Un ringraziamento al lettore (non so se vorrà essere citato per nome). Questo è un blog orgogliosamente parassita, che campa dei commenti, delle critiche e delle informazioni che i lettori portano.

Fatemi sapere se l’articolo è leggibile – purtroppo più è leggibile e più pesa l’immagine.

croce

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16 risposte a Benedetto Croce risponde ai fautori dello Scontro delle Stirpi

  1. mirkhond scrive:

    Non si legge per niente bene e non si riesce ad ingrandirlo.

    • Ritvan scrive:

      Un modo per ingrandirlo (sperimentato di persona, adesso):
      1. Clicchi sopra col tasto DESTRO del mouse.
      2. Scegli “Salva oggetto con nome” e salvi sul desktop del tuo PC.
      3. Il file salvato (un JPEG) lo apri e poi con la funzione “zoom+” puoi ingrandire l’immagine tanto da leggere agevolmente.
      Ciao
      Ritvan

  2. Andrea Di Vita scrive:

    Per Martinez

    ”si vergogneranno”

    Belìn che ottimista.

    Nel 1970 Eugenio Montale rilascio’ una delle sue ultime interviste, in cui tra le altre cose ebbe a dichiarare: ‘entriamo in tempi di grande impudenza’.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  3. mirkhond scrive:

    Un giudizio molto equilibrato quello di Croce, e si era nell’ottobre 1914, quando cominciava ad infuriare la polemica tra neutralisti e interventisti e il re e il governo Salandra in attesa di capire quale fosse la scelta più vantaggiosa.
    Mi chiedo se Croce abbia conservato la stessa lucidità anche in seguito, a conflitto avvenuto.

  4. Roberto Mari scrive:

    Sì, giudizio equilibrato, che però non vuol dire “terzista”: Croce è qui chiaramente anti-interventista, non solo per quanto ci dice il giornalista sul suo apprezzamento riguardo alla condotta in quel momento neutrale dell’Italia, ma per il non casuale giudizio sulla “barbarie germanica” come del più “grandioso” degli “spropositi” di cui ci si dovrà in seguito vergognare… in quei mesi in cui montava la marea antigermanica dei guerrafondai questo equivaleva a una chiarissima presa di posizione…

    tomar

  5. falecius scrive:

    Gli “spropositi” non hanno fatto altro che crescere.
    Ho riletto oggi la cosa pubblicata sulla prima del Corriere circa un anno fa sulla “integrabilità dell’islamico” a firma di Sartori. Grida ancora vendetta. Un monumento di crassa ignoranza quale pochi ne vidi di pari.

  6. Francesco scrive:

    Porto il mio umile giudizio.

    Se confermo l’ammirazione per Croce, che riusciva a vedere quale infimo livello avessero le polemiche tra “latini” e “germanici”, posso chiosare che la presenza di Sartori sulle pagine del Corriere rimane un mistero? i contributi sono sempre di bassissimo livello, quale che sia l’argomento.

    PS esistono giudizi di Croce sulle “razze” non bianche? che ridere delle guerre di stirpi era umanamente possibile, ma uscire da quella gabbia concettuale una vera impresa da titano.

  7. falecius scrive:

    Francesco,
    Immagino che Sartori sia un Maestro Abilitato a Parlare per qualche merito, suppongo accademico, di cui però, e concordo con te, non percepisco traccia in nessuno dei suoi editoriali a me noti.

    • Andrea Di Vita scrive:

      Per falecius

      Sartori è un luminare di diritto costituzionale. Alcuni suoi testi sono tradotti in mezzo mondo, ed oggi è forse il giurista italiano più conosciuto all’estero (un po’ come il fiscalista Uckmar). Questo non toglie che di immigrazione e biologia capisca poco o niente.

      Ma tant’e’: anche Rubbia, Nobel per la fisica delle particelle, voleva progettare un motore per andare su Marte. Le risate degli ingegmeri aerospaziali si sentono riecheggiare ancora oggi.

      Credo che il proverbio dica: ofelè fa el tò mestè.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  8. mirkhond scrive:

    Mi associo anch’io all’interrogativo di Francesco, se Croce si elevasse al di sopra dei suoi tempi, sulla questione delle “razze” al di fuori dell’Europa.
    Per quel che mi risulta, nel 1935 Croce donò la sua fede nuziale alla patria, per sostenere la conquista dell’Abissinia. Fu una mossa opportunistica per non avere seccature col regime, per “scarso patriottismo”, oppure appunto, seguiva lo spirito dei suoi tempi?

  9. Moi scrive:

    Segnalo un imminente film sul “Mussulmanesimo” [sic] :

    http://www.youtube.com/watch?v=AZ3dKcXw2co

  10. mirkhond scrive:

    E Solenghi interpreta il cardinal Vesponi?
    ciao

  11. Athanasius scrive:

    Per quanto riguarda le “razze”, si verifica spesso che spiegazioni razziali servono ad oscurare le vere cause di alcuni fenomeni della società e della vita umana, piuttosto a chiarirle. Per esempio, ho letto parecchie volte che alcuni cercano di spiegare il degrado delle università americane (e del sistema dell’educazione) con l’ammissione troppo “generosa” di studenti di razze non-bianche (questo non si riferisce ai cinesi che vengono considerati come intelligenti dalla letteratura sulle presunte differenze razziali nell’intelligenza, anzi qualcosa come ariani onorevoli). Tentative di realizzare “uguaglianza” tra varie nel campo dell’educazione sarebbero all’origine della decadenza delle università, in paragone con la situazione di cinquanta anni fa. A volte si può leggere anche la crisi economica nell’America sia stata causata dalle minoranze razziali, che avrebbero massicciamente ricevuto aiuti finanziari e sussidi ai mutui per comprare casa o per far qualche negozio (business). Le razze non bianche, cioè ne(g)ri e latinoamericani, essendo naturalmente meno intelligenti dei “bianchi”, non sarebbero stato in grado di raggiungere nè il livello dell’educazione dei melaninodeficienti, nè di gestire aziende con lo stesso successo come loro.

    Dunque, perchè pensare alle cause complesse dei problemi nell’educazione, o nell’economia, od altrove, quando c’è la “razza” per spiegare tutto? E così semplice, non richiede nessuno sforzo intellettuale.

    Segnalo un libro assai interessante sulla superstizione della razza biologica, il libro di Jacques Barzun, “Race: a study in modern superstition”. Pubblicata per la prima volta nel 1937 e ristampata negli anni sessanta.

    • Moi scrive:

      Mettiamo “DNA” al posto di “razza” e “il gene” al posto di un ellenismo anatomico impressionante ma inconsistente e … è cambiato poi molto, con date premesse, fra quelli che cercano la spiegazione più comoda ai problemi d’ integrazione e interazione fra gruppi umani ?

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