per costruire insieme le prossime tappe
della campagna
GAZAVIVE
DOMENICA 11 NOVEMBRE
ore 10 – Sala del Dopolavoro Ferroviario
Via Alamanni 4 –
presso la stazione di S. Maria Novella
FIRENZE
Assemblea nazionale
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GAZAVIVE
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Premetto che non c’entra nulla con il tono di questo articolo, ma mi sembrava interessante per i lettori affezionati di questo blog: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2109040
Piè
Per Piè n. 2
Grazie della segnalazione, riporto tutto:
Punto Informatico
XII n. 2873 di giovedì 8 novembre
2007 – PI / NewsWashington:
I terroristi mangiano kebab
La passione per la cucina mediorientale è una variabile utile ad individuare terroristi? L’FBI è partita dalle abitudini alimentari per profilare alcuni sospetti
San Francisco – I Feds seguivano l’aroma speziato della cucina araba, si appostavano accanto ai fast food nei quali gira instancabile lo spiedo su cui rosola il kebab, setacciavano i dati raccolti dalle gastronomie mediorientali di San Francisco. Raggranellare dettagli sulla vita di coloro che nutrono questa passione culinaria era per l’FBI una questione prioritaria: la cucina araba è cibo per terroristi iraniani.
Questa, spiega Congressional Quarterly Politics, era la convinzione che, a cavallo tra 2005 e 2006, ha mosso le indagini promosse dai vertici dell’FBI nell’area di San Francisco e San Jose.
Non è chiaro come si svolgessero le indagini: i gestori dei ristoranti fornivano spontaneamente i dati all’FBI? I federali inoltravano loro delle richieste affinché fornissero informazioni sulla clientela? Possibile: lo prevede la sezione 215 del Patriot Act, che consente all’FBI di ottenere da aziende e privati informazioni su soggetti sulla base di ragionevoli sospetti.
Nessun dettaglio nemmeno riguardo alla destinazione dei dati raccolti: mangiatore di felafel e kebab è una delle variabili contemplate dal famigerato Automated Targeting System per tracciare profili di immigrati e viaggiatori e assegnare loro un terror score? Non è dato saperlo: l’esperto di sicurezza Bruce Schneier aveva già stigmatizzato la segretezza che avvolge il monitoraggio, capace di costruire una reputazione del cittadino nota esclusivamente allo stato.
Pare però che gli estimatori della cucina mediorientale possano ora dare sfogo al loro appetito. Al monitoraggio e alla raccolta dei dati riguardo ai frequentatori di chioschi e gastronomie arabe non è seguito alcun arresto. La tecnica investigativa ha avuto vita breve: CQ Politics riporta che Michael A. Mason, dirigente FBI, ha bloccato i lavori lo scorso anno. La pratica di inserire chi si nutre di cucina araba in una lista di terroristi sarebbe, a suo parere, ridicola e potenzialmente illegale.
Gaia Bottà
Di solito i tuoi post sono seguiti da numerosi commenti, in questo caso no, come già per il post di “presentazione” del banner per la campagna “Gaza vivrà”.
C’entra niente per caso l’attacco di Magdi Allam contro i firmatari dell’appello, con relativa richiesta di sanzioni (vedi http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_04/allam_partito_paragona_israele_nazisti.shtml)?
Un caro saluto,
Vichi
“La pratica di inserire chi si nutre di cucina araba in una lista di terroristi sarebbe, a suo parere, ridicola e potenzialmente illegale.”
Ma soprattutto ridicola. Incredibile come questa sofisticatissima società del controllo rammenti da vicino la banalità del male.
Abitando a Milano, avrò qualche difficoltà ad essere a Firenze domenica in mattinata. Se Dio vuole, comunque, proverò ad organizzarmici. Ho già detto come dissenta dai termini dell’appello, ma è una mobilitazione con cui resto sostanzialmente solidale, e che vorrei riuscire a seguire in qualche modo, costruttivamente.
Pace su di voi.
Per Vichi n. 3
Credo che la scarsità di commenti si possa attribuire al fatto che si tratta di una sorta di comunicazione di servizio.
Più che attaccare l’appello, mi sembra che Magdi Allam volesse attaccare la libertà che esiste ancora nel mondo accademico.
Infatti, nelle facoltà umanistiche italiane esiste ancora una certa libertà, perché non dipendono da sponsorizzazioni, chi ha una cattedra non può venire cacciato su due piedi; ci sono certamente cricche di potere, ma non dipendono dalla casta dei politici; e poi chi ci lavora sa di cosa parla.
Per dire, Cardini ha una conoscenza del Vicino Oriente qualitativamente superiore a quella che ne ha la Maga Lisistrata.
Magdi Allam, a modo suo, fa benissimo ad attaccare questa isola di libertà.
Miguel Martinez
Libertà mi va bene ma che siano anche liberi dalle critiche, questo branco di parrucconi autoreferenziali e bugiardi mi sembra una richeista eccessiva.
Se sono liberi di dire quello che vogliono e usamo questa libertà per dire immonde porcate, deve esserci un meccanismo di reazione.
Non sono mica le Banche Centrali, la cui indipendenza è un bene pubblico.
Francesco
Per Abdannur n. 4
Se mi scrivi in privato, ti do il recapito di qualcuno di Milano che credo venga alla riunione.
Miguel Martinez
Per Francesco (n.6).
Il problema non sono le critiche, da parte di Allam o di chiunque altro. Il problema è che Allam si inalbera perché “a tutt’oggi nessun magistrato si è mosso nei confronti del nuovo aberrante manifesto ecc.”. Chiedere l’intervento della magistratura contro chi la pensa diversamente da te è in contrasto con l’art.21 della Costituzione, oltre che con un paio di secoli di storia del pensiero democratico. Come nota Chomsky in un’intervista su Le Monde Diplomatique di settembre, “c’è qualcosa di deprimente e anche di scandaloso nel dover discutere queste questioni due secoli dopo Voltaire”.
Saluti
Marino Badiale
PS mai portate parrucche in vita mia
Sono Francesco
Intanto la magistratura agisce come crede e non come chiede Allam, quindi il problema reale è piccolo piccolo.
D’altra parte è ben noto, almeno a partire da Voltaire ma credo anche prima, che le parole possono essere ben altro che innocue e anche essere reati (giustamente, mi verrebbe da dire).
Non è male che si chieda alla magistratura di intervenire secondo le leggi, invece di pensare a “farsi giustizia da sè”, non credete?
Francesco
PS però la tentazione di mollare un paio di calcioni nel fondoschiena di Cardini mi è venuta, lo confesso, a volte.
>Come nota Chomsky in un’intervista su Le Monde Diplomatique di settembre, “c’è qualcosa di deprimente e anche di scandaloso nel dover discutere queste questioni due secoli dopo Voltaire”. Marino Badiale< Citare Voltaire cade proprio a fagiuolo: difatti era un feroce antisemita:-)
Citare Voltaire cade proprio a fagiuolo: difatti era un feroce antisemita:-)
Ma dai, Ritvan, proprio lui che scrisse il “Trattato sulla tolleranza”!
Sardina
PS La traduzione che ho io è pessima ma mi è piaciuto molto il cap. IX sui martiri e cap. seguente.
Per Ritvan n. 10
Voltaire non era un grande amante della Bibbia e dintorni.
Cosa un po’ diversa dallo stato israeliano, che ci dicono un giorno sì e l’altro pure è una “democrazia laica”.
Miguel Martinez
Voltaire era di una estrema tolleranza, con quelli che la pensavano come lui.
I dissidenti, che si prendessero delle sane cannonate.
Per lui la tolleranza era il suo diritto di dire quello che voleva, in attesa di poterlo imorre, cosa che successe (lo ammetto, post mortem).
Francesco
>Ma dai, Ritvan, proprio lui (Voltaire-ndr) che scrisse il “Trattato sulla tolleranza”! Sardina< Già. Ma la tolleranza lui la intendeva solo fra bianchi di razza ariana. Infatti scriveva che (cito a memoria)” i bianchi sono superiori a negri, come questi sono superiori alle scimmie e queste ultime alle ostriche”.
Ed era tanto coerente con queste sue convenzioni che investiva i proventi delle vendite dei suoi Illuminati Papiri in azioni di una società di navigazione che si occupava prevalentemente del trasporto di negri dall’Africa alle Americhe.
Ciao
Ritvan
Voltaire era di una estrema tolleranza, con quelli che la pensavano come lui.
Mi ricorda qualcuno… ? … Mi ricorda qualcuno… Ma chi?…
Sardina
“Voltaire era di una estrema tolleranza, con quelli che la pensavano come lui.”
>Mi ricorda qualcuno… ? … Mi ricorda qualcuno… Ma chi?… Sardina< Un certo François-Marie Arouet, per caso? Ciao
kelebek
non per spirito polemico e neppure (o soprattutto) per via della storia di Sandalo…
ma hai notato che fra i firmatari dell’appello per gaza compare il nome di un ex NAR pluriassassino?
Così, tanto per.
Martin Mystere
Un certo François-Marie Arouet, per caso?
Ritvan ma il tuo vero nome è uguale a quello di Voltaire o questo è il vero nome di Francesco? 🙂
Ciao Sardina perplessina…
Un certo François-Marie Arouet, per caso?
No, allora sono ben due!!!!
E c’era chi si stupiva per sandalo-
Martin Mystere
ah no, sardina si riferiva ad un altro discorso
mm
Per Martin Mystere n. 17
No, non me ne sono accorto, anche perché non leggo tutti i nomi.
Non credo che parli di Fioravanti, che mi risulta un sionista molto convinto (e nessuno lo censura per il fatto di dirsi sionista).
Le firme che contano sono quelle dei promotori (una cinquantina) e si trovano in una lista a parte.
Per il resto, le firme sono su Gaza, non sulla biografia delle persone.
Miguel Martinez
Sempre per Martin Mystere n. 17
Comunque io non nego affatto a Sandalo il diritto di fare politica, anche nella maniera in cui la fa oggi.
Sottolineo l’ironia del fatto che lui si trovi a fianco di persone che inveiscono incessantemente contro i “terroristi”; e che Sandalo stesso chieda la soppressione di una moschea perché, a suo dire, potrebbe esserci qualcuno che a sua volta potrebbe essere amico del cugino di un “terrorista”.
Se un ex dei NAR firmasse un appello, che so, per tenere in carcere un brigatista che si è già fatto anni di galera, reagirei allo stesso modo.
Se un ex di Prima Linea, invece, formasse un comitato di quartiere per protestare perché non ci sono le rastrelliere per le biciclette, non avrei nulla da ridire.
Miguel Martinez
Mi riferivo a Roberto Nistri
http://isole.ecn.org/gabrio/Libro_bianco.html
lo ricordavo solo perchè non è molto distante la polemica su Sandalo.
Insomma i sandali vanno a coppia, uno per piede, uno ciascuno. Ho trovato quello mancante
Martin Mystere
Quanto al tuo pot 22 si attaglia perfettamente a quanto affermavo :-))) e lo conferma!
Martin Mystere
>Ritvan ma il tuo vero nome è uguale a quello di Voltaire o questo è il vero nome di Francesco? 🙂 Ciao Sardina perplessina…< Nessuno dei due. Ma, visto che sei uscita allo scoperto esco anch’io e ti dico seza ombra di perplessità che puoi sempre riempire il tuo precedente vuoto di memoria guardandoti allo specchio:-)
Ciao
Ritvan
ti dico seza ombra di perplessità che puoi sempre riempire il tuo precedente vuoto di memoria guardandoti allo specchio:-) Ciao Ritvan
Fatto! Ma il mio sguardo è perplesso:
ha veduto per un istante te riflesso!
Ciao Sardina.
>Fatto! Ma il mio sguardo è perplesso:
ha veduto per un istante te riflesso!
Ciao Sardina.< Oddio, anche le allucinazioni no!:-)
Ciao