Ultimo giorno della fiera, abbiamo finito di caricare il camion.
A mangiare al ristorante siamo io, il padrone vagamente berlusconiano – involontario ma tollerante finanziatore delle mie attività terroristiche – e due suoi operai, ovviamente un po’ a destra del padrone come idee.
Tutte persone di un’encomiabile lealtà verso i molti extracomunitari con cui capita loro di entrare realmente in contatto.
L’operaio Virgilio fa:
"Io dico solo che questi stranieri dovrebbero rispettarci come noi li rispettiamo quando andiamo nei paesi loro. Non che chiedano di togliere i crocifissi. In fondo è la nostra religione".
"Ma non è vero – dico – L’unico musulmano che abbia mai chiesto di togliere un crocifisso in Italia è un convertito italiano.
E poi i musulmani vengono da paesi dove è normale avere una religione, e quindi si aspettano di trovarsi in un paese cristiano. Per questo non hanno nessun problema con il crocifisso, dà loro la sensazione di trovarsi con persone religiose e quindi, secondo loro, più oneste".
"Meglio mi sento! La religione è la causa di tutte le guerre!"
Interviene il padrone:
"Le religioni sono tutte balle inventate per tenere la gente nell’ignoranza. Un’altra birra per tutti!"
Come dire, quello che non mi piace di Milano è che c’è casino tutta la notte e che tutti vanno a letto troppo presto.
Zum Wohl!

Infatti Marx dice che la religione è l’oppio del popolo. Il tuo padrone è più marxista di te?
Oziosi,
Pensare che la religione sia “oppio dei popoli” ha una sua logica, come ce l’ha pensare che la religione sia invece un importante e irrinunciabile fattore di autodeterminazione e liberazione, individuale e collettiva.
E’ pensare le due cose insieme che dà qualche problema. E’ un po come quando il leghista medio se la prende con i maruchèin perché sono fanatici religiosi e anche perché si ubriacano e spacciano droga.
Se ci fai caso, c’è un istante di agghiacciante e vertiginoso black out nella struttura di questi “pensieri”.
Ale
Il tuo padrone è più marxista di te?oziosi
Dare del “marxista” a MM è un po’ come dare del “fascista” a Bertinotti:-)
Ciao
Ritvan
P.S. E già che ci siamo, “l’ozio è il padre dei vizi”:-)
Per Oziosi,
Non è il mio padrone (quello mi manda ordini telepatici dal Waziristan), ma il padrone della fabbrica per cui ho fatto un lavoro di interpretariato e assistenza generica adesso.
Il buon padrone, come dicevo, è anche la prova vivente che a finanziare l’Internazionale dell’Odio sia, se non Berlusconi, comunque un suo ammiratore.
Ovviamente, come precisi tu, un ammiratore marxista.
Miguel Martinez
Per Ritvan,
No, “marxista” non mi offende, anche se non lo sono in senso stretto.
Casomai non mi piace essere chiamato “no global”, “pacifista” o “di sinistra” 🙂
Miguel Martinez
Miguel, era ovvio, né il mio utilizzo del possessivo voleva suggerire niente di diverso. Un po’ come se ti chiedessi come va nella tua fabbrica. Non voglio mica dire che la fabbrica sia tua, voglio semplicemente riferirmi alla fabbrica dove lavori tu.
Bentornato, addestratore di paramiliziani islamonazicomunisti del Paraguay 😀
Visto che siamo in argomento – mentre tu stavi trafficando katiuscia chemio-nucleari per conto di Ahmadinejad e FN, Tony Capuozzo su Terra ha trasmesso un interessante servizio sul velo islamico.
Scopro che una scuola elementare del parmense una bambina venisse regolarmente derisa e picchiata da un suo compagno. Così una mattina, al termine delle lezioni, il padre della bambina è entrato in classe e davanti a tutti ha detto al compagno di classe di sua figlia di non farlo più.
Di per sé nulla di eccezionale, purtroppo. Ma si scopre che la bambina veniva picchiata perché portava il velo. Ora, velo o non velo, si tratta di una bambina che veniva picchiata tutti i giorni. Cosicché non dovrebbe stupire il fatto che il padre sia intervenuto. Perché tanto interesse per la vicenda, a parte il discorso dei musulmani brutti e cattivi?
Perché un giornalista di un quotidiano locale, vicino alla Lega Nord, ha pensato bene di intrufolarsi in un’assemblea di classe sperando che i genitori facessero casino sulla questione. Con suo gran disappunto invece i genitori gli hanno chiesto di chi fosse il padre, e appurato che invece era un giornalista si sono mostrati molto seccati e l’hanno invitato ad andarsene. Ovviamente nella narrazione del giornalista questo fastidio piuttosto comprensibile è diventata una terribile aggressione a mano armata contro la libertà di stampa perpetrata da un agguerrito plotone di mamme che agitavano minacciose pugni e borsette in assetto da guerra.
Al solito, insomma.
Poi i giornalisti di Capuozzo provano ad intervistare la preside. Che è molto seccata e li liquida sbrigativamente: “E basta con questa storia!”. E i giornalisti cosa rispondono? “Perché non vuole parlarne”? Oppure “ma cos’è successo veramente in classe?”.
Macché. Rispondono con tono aggressivo e arrogante: “Guardi che noi facciamo il nostro lavoro, sa? Lei piuttosto impari a fare il suo!”. Rimango senza parole. Anche la preside, a dirla tutta.
Intanto un consigliere locale della Lega ha fatto un interrogazione in merito alla faccenda.
Il servizio dopo mostrava una giornalista femminista che sosteneva con convinzione la necessità di proibire alle donne di indossare l’hijab per promuovere la liberazione della donna islamica. Del resto, dice, le mie amiche musulmane non lo portano. E poi il velo è antigienico, fa sudare e il sudore fa male, e pure un po’ schifo.
Forse dovrei smettere di guardare certe trasmissioni (cioè tutte)…
Zeta
Veniva, non venisse. Devo ricordarmi di ricontrollare il commento quando lo cambio…
x zeta
ho visto anch’ io i servizi di “terra!”
la questione “velo islamico” secondo me è l’ ultima speranza dei sostenitori dello “scontro di civiltà”. ho come l’ impressione che la gente stia cominciando a rendersi conto, facendo conoscenza, che in fondo tutto ‘sto “allarme islam” è senza fondamento, e allora si cerca di tenere in piedi il discorso con puttanate come la discussione sul velo islamico. Ridicola poi la proposta di proibirlo. Come se io proibissi a mia nonna di portare le gonne perchè le “donne moderne” non le portano. Interessante invece il terzo servizio, quello sulle donne calabresi che il velo lo portano da tutta la vita e che per andare in chiesa se ne mettono sopra pure un’ altro. Certo, tutte al di sopra dei 60, ma credo che l’ usanza rimanga ancora in qualche parte della sardegna e della sicilia anche per donne non “over 50”.
ma nessuno pensa che le donne islamiche possano essere intelligenti come chiunque altro e che queste piccole battaglie possono affrontarle da sole?
dico piccole perchè il velo mi pare la cosa più stupida….se i problemi sono tutti lì allora siamo a cavallo!
saluti
Rubimasco
vedo molta saggezza nel padrone…
roberto
C’è un altro punto che mi sembra sia sfuggito ai commentatori.
I tre amici o colleghi o compagni di lavoro sono di destra.
Qualcuno vota Forza Italia, qualcuno Lega.
Ma non è solo un fatto elettorale.
Tutti ci tengono al dialetto, alla loro identità romagnola, pensano male dei comunisti e probabilmente credono che le donne siano più credibili come mamme che come politici.
Bene, sono persone di cui mi fido – sul piano umano – molto di più di quanto mi fidi di tanti democratici di sinistra.
Mi fido di loro in un senso molto semplice, ma basilare: praticano nelle piccole cose – tipo chi deve scaricare le casse o chi deve avere le ferie – il principio del, “da ognuno secondo le sue possibilità, a ognuno secondo i suoi bisogni”.
Magari se fai il pigro sul lavoro ti disprezzano, ma se vedono che stai facendo più di loro, ti danno una mano.
Sanno che il mio mondo è popolato di gente strana, ma non si sognano di fare la predica né a me né ad altri: ognuno è fatto a modo suo.
Questo non vuol dire ovviamente che quelli di destra siano migliori di quelli di sinistra: vuol dire soltanto che vizi e virtù, sul piano umano, sono equamente distribuiti.
Ed è per questo che non riesco ad accettare il criterio “etico” di distinzione tra destra e sinistra, di cui si era discusso recentemente anche su questo blog.
Sono inoltre persone assolutamente rispettose delle “diversità” reali che incontrano: magari notano con un certo divertimento alcune stranezze dei loro colleghi marocchini o senegalesi, ma non li tratterebbero mai in modo diverso da come tratterebbero un italiano.
Il problema è che la visione del mondo che hanno cambia radicalmente quando si tratta di passare dall’esperienze diretta a un tentativo di capire ciò di cui non hanno esperienza.
Lì il loro mondo è fatto interamente di cascami mediatici, come la bufala dei “musulmani che ci vogliono togliere il crocifisso”, inventata da Bruno Vespa.
Di cui nessuno si ricorda più l’origine, ma che è diventato un luogo comune nazionale.
E poiché per loro il luogo comune è verità quando è fuori dalla loro esperienza, potrebbero votare tranquillamente per un partito che chiedesse, che so, la chiusura di tutte le moschee in Italia.
Per poi proteggere, magari, con le unghie e i denti una moschea clandestina nella propria fabbrica, perché quelli non sono “mussulmani” ma persone in carne e ossa.
Forse, al di là delle tante sciocchezze sul “fronte rosso-bruno” di cui blaterano i complottisti, ci vorrebbe davvero una fusione tra l’umanità di certa destra e la capacità critica di certa sinistra.
Miguel Martinez
Bel commento, Miguel. Merita un post a sé.
Il velo è diventato lo stigma con cui segnalare a dito i musulmani, e con tutta la trafila di “simbolismi” che per i sociologi da talk show si porterebbe dietro, e quindi musulmane e musulmani se ne sono riappropriati, usandolo a modo loro. Su questo hanno perfettamente ragione gli opinionisti nostrani, ormai è un simbolo più politico che religioso. Ed è appunto l’uso “politico” a spaventarli. Su questo atteggiamento dei nostri verrebbe da parafrasare il barbuto di Treviri: non devono rappresentarsi da soli; devono essere rappresentati. Da noi, coi nostri parametri, sennò vuole dire che non vogliono integrarsi.
michi
Talib, bieca musulkattiva:-), hai letto “Metro” di oggi, pagina delle lettere?
Ciao
Ritvan
>vedo molta saggezza nel padrone… – roberto>
Ed io ne vedo moltissima nel commento 11 di Miguel.
Bentornato. E non sparire di nuovo altrimenti finisce che Ritvan ed io facciamo amicizia. 🙂
Cocco
A conferma di quanto scrivi oggi Kel, quel tuo articolo sul sito, non ricordo il titolo, in cui hai scritto che l’ unico che ti ha dato all’epoca qualche dritta giusta per capire come far ottenere alla tua conoscente rom un permesso di soggiorno ( o altro documento, non ricordo quale ) è stato un politico leghista.
Aurora.
Le singole persone non rappresentano mai gli schieramenti di riferimento fino in fondo, perchè esiste la vita con le sue infinite varianti, carattere, cultura, generosità o bontà d’animo, convenienza….; quindi non mi stupirei per nulla che anche un matteo salvini si adoperasse in privato per far ottenere il permesso di soggiorno a una badante che magari gli guarda la suocera malata, o a un lavoratore straniero da mandare in conceria, ma di fatto quando appare in televisione con le sue parole e le sue idee dimostra ,verso cittadini stranieri e di altre regioni italiane o diverse religioni , ben altri sentimenti e propositi, contribuendo così a determinare atteggiamenti venati di xenofobia e rifiuto attivo di altre culture. Ciò non toglierebbe tuttavia valore al suo gesto singolo.
I gesti individuali e privati sono molto importanti ma lo sono i anche le parole che i politici leghisti pronunciano in pubblico.
maria
sono perfettamente d’accordo con il bellissimo post di maria
quanto al resto del commento di miguel, premesso che sono d’accordo sul fatto che il criterio etico è senza senso e sull’equità della spartizione di vizi e virtù (questa frase te la ricorderò alla prossima volta che si parla di israele,:-)),
mi piacerebbe capire se il plurale che usi riguarda le tre persone specifiche o sia più generalmente rivolto al genus
“romagnolo di destra”.
in questo caso posso rassicurati sul fatto che di “romagnolo di destra” irrispettoso delle “diversità” reali che incontra ne ho incontrati fino alla nausea
roberto
Io alla capacità critica di certa sinistra ci credo poco.
In cambio ho una quasi infinità fiducia nell’umanità di tutti, a prescindere da eventuali scelte elettorali, e anche politiche.
Ciao e guarda che quando te ne vai in Waziristan a resettare i connettori telepatici noi ci facciamo cose turche col tuo blog!
Francesco
roberto: in questo caso posso rassicurati sul fatto che di “romagnolo di destra” irrispettoso delle “diversità” reali che incontra ne ho incontrati fino alla nausea
Eh…hai voglia se ce ne sono 🙂
Z.
Per Maria, n. 17
E’ vero, ma c’è anche un altro aspetto.
Togliamo di mezzo i capi politici degli schieramenti, e anche gli elementi peggiori di entrambi gli schieramenti: quello che stavo cercando erano gli elementi positivi.
La mia sensazione è che tra gli elementi migliori (che sono una minoranza in entrambi gli schieramenti, ecco la mia risposta a Roberto commento n. 18), a destra siano miopi, a sinistra presbiti.
Diciamo che il 20% della gente di destra ha una forte, pragmatica sensibilità umana, mentre solo il 10% di quelli di sinistra ce l’hanno.
E diciamo che l’1% della gente di destra ha una seria capacità di analisi e di autocritica, mentre ce l’ha il 20% di quelli di sinistra.
Sono ovviamente cifre sparate assolutamente a caso, solo per far capire quello che volevo dire.
Miguel Martinez
Per Francesco, n. 19
La cosa straordinaria di Francesco è la sua capacità di accusare sempre l’altro, senza mai mettere in discussione se stesso.
Non dico che avrai una trave nell’occhio, ma una pagliuzza almeno?
Miguel Martinez
Non ti ho capito, signor padrone di casa.
Posso provare a chiarirmi: in molte persone di sinistra esiste una fortissima convinzione di avere una grande capacità di critica, una profonda cultura, di saper fare severa autocritica, e di avere un bel pò di intelligenza.
Io ho insinuato il sospetto che tra questa convinzione e la realtà non ci siano legami troppo stretti.
Dove vedi una mia auto-esaltazione? Io non parlavo di me, che sono forse di destra, di certo prima di tutto cattolico, rigidamente antifascista e anticomunsita, moderatamente filocapitalista, appassionatamente innamorato dell’America (quella a stelle e strisce) ma non ignoro i suoi limiti e le sue colpe.
Ciao
Francesco
Scusami, vado di fretta, ho un appuntamento dell’oculista per un fastidioso bruciore ad un occhio …
E vabbuò Francesco, ma tanto per cambiare di te hai detto cose belle o almeno incriticabili.
E dicci un difetto, dai!
(non vale “a volte dimentico l’ombrello”).
🙂
Paolo
Ahò, però deve essere un difetto della tua posizione politica-ideologica ecc., eh?
Il resto sono affari del tuo confessore 🙂
Quanto a me, quello che penso della sinistra, che ho votato, lo ho già detto.
Aggiungo che secondo me dovrebbe essere probito alle persone antipatiche e supponenti di votare a sinistra.
Così perderemmo tutte le elezioni, certo.
Paolo
incriticabili? antifascista e anticomunista sono criticabilissime.p
Caro Paolo,
se conoscessi dei difetti della mia posizione politica, la cambierei per eliminarli, non credi? E’ il bello di non essere iscritto ad un partito e di non fare parte di un movimento, in fondo.
Contraddizioni, se proprio mi obblighi ad una risposta. Ma la tua domanda è impropria, io non parlavo di posizioni politiche della sinistra ma di autoattribuite qualità intellettuali.
Ciao
Francesco
p. cosa hai contro l’anticomunismo e l’antifascismo?
Ma no, è naturale che tu sia l’uno e l’altro. Io rispondevo solo a paolo che per essere incriticabili, le tue posizioni devono essere condivise. Lui sembra darlo per scontato, ma non è così per tutti. C’è chi non le condivide entrambe.p
“incriticabili? antifascista e anticomunista sono criticabilissime.p ”
ma sciuramente, tutto lo è.
Ma mica come se avesse detto, che ne so “odio i negri e mangio i bambini”.
Paolo
“Caro Paolo,
se conoscessi dei difetti della mia posizione politica, la cambierei per eliminarli, non credi? E’ il bello di non essere iscritto ad un partito e di non fare parte di un movimento, in fondo.
Contraddizioni, se proprio mi obblighi ad una risposta. Ma la tua domanda è impropria, io non parlavo di posizioni politiche della sinistra ma di autoattribuite qualità intellettuali.
Ciao
Francesco ”
No, Francesco.
Manco io sono iscirtto a una partito.
E che c’entra?
Possibile che tra le persone che la pesano come te (ce ne sarà qualcuno no?) non hai mai notato nessun difetto ricorrente?
Gli unici esenti da critiche?
Del resto manco io parlavo di posizioni politiche, ma di difetti umani delle persone che a tali posizioni aderiscono.
Ciao!!
Paolo
I gesti individuali e privati sono molto importanti ma lo sono i anche le parole che i politici leghisti pronunciano in pubblico. maria
Nel caso dei leghisti che si adoperano per il permesso di soggiorno della propria badante va capovolto il famoso detto, che suonerà così:”virtù private e pubblici vizzi”:-).
Ciao
Ritvan
Per Paolo, n. 29
In effetti non è facile criticare l’affermazione “odio i negri e mangio i bambini”.
Non riesco a trovare un appiglio, una contraddizione logica, qualcosa a cui aggrapparmi per scardinarla.
A modo suo, è un’affermazione che sta in piedi.
Al massimo, ho il dubbio che chi si esprime così non sia sincero, perché non mangia solo bambini negri, ma tutti i bambini.
In questo caso, si potrebbe dire che la prima parte della frase è un po’ ipocrita, e ci nasconde un elemento importante della seconda parte.
Miguel Martinez
Nel Nome di Dio L’ho letto io il Metro Ritvan :P, ben fatto!hai scritto bene. Sono compiaciuto. Rumi
Grazie. Allora lo incollo qui per la nostra Talibana:-) che a quanto pare stavolta l’ha bucata.
Ciao
Ritvan
“Ho apprezzato molto il brillante intervento dellaa giornalista Paola Rizzi (“Metro” del 27/10) che stigmatizzava chi incita alle guerre mediatiche di religione. Per rispondere alla sua domanda se l’epiteto “infedele” appioppatto da un imam a una persona sia equivalente a condanna a morte, due considerazioni: L’imam sunnita è solo un musulmano più o meno istruito in materia di fede che guida la preghiera e non ha alcun potere di definire “ufficialmente” chi sia più o meno “infedele”. E se i musulmani dovessero accoppare ogni individuo ritenuto da uno di loro “infedele” ci sarebbe stata da tempo un ecatombe di “infedeli” di proporzioni bibliche.
Ritvan Shehi (non musulmano)”
Ovviamente:-), “un’ecatombe” e non “un ecatombe”
Ritvan
antifascista e anticomunista sono criticabilissime.p
A cominciare dalla memorabile battuta di Flaiano:”In Italia ci sono due categorie di fascisti:i fascisti propriamente detti e gli antifascisti”:-).
Ciao
Ritvan Che Ha Studiato Flaiano sul Gommone
“incriticabili? antifascista e anticomunista sono criticabilissime.p ”
ma sciuramente, tutto lo è. Paolo
Nel senso che lo è dal punto di vista dei signori?:-)
Ciao
Ritvan
In effetti non è facile criticare l’affermazione “odio i negri e mangio i bambini”. MM
Intanto non è un’affermazione, bensì due. Di cui, una – la prima – reale, ovvero riscontrabile nella realtà (anche politica) e la seconda frutto di fantasia, visto che non mi risulta che qualcuno abbia mai incluso la cucina a base di bambino in un programma politico. Tranne Jonathan Swift, ma solo per burla.
Ciao
Ritvan
Mah.
Io intendevo, a mo’ di exemplum fictum, uno che dicesse una cosa, o l’altra.
Però tutte e due assieme sarebbe ancora più spettacolarfe, in effetti.
Poi, c’è chi odia realmente i ne(g)ri, ma credo che in effetti ci sia anche qualcuno che, realmente, si sia pappato un bambino.
Almeno, Berlusconi ci credeva.
Sta di fatto che se uno mi dice “ma sai, odio la tal categoria”, mi mostra con sincerità un suo difetto, un suo punto debole
(non è infatti che l’odio sia una cosa così bella) che lo rende criticabile come persona;
se uno mi dice invece “sono anticomunista”, “sono antidemocristiano” e anti-quello che ti pare, non mi mostra proprio niente.
Non credo che le uniche critiche che si possano fare alle persone siano sulla coerenza.
Non confondiamo.
La critica di incoerenza o infondatezza va benissimo per le posizioni ideologiche;
ma uno può essere ideologicamente coerentissimo, e umanamente ripugnante.
D’altra parte, chi riconosce di avere un difetto, lo riconosce come difetto, e quindi teoricamente potrebbe non averlo più.
Il che è un po’ Catch-22 e un po’ piscanalisi, forse.
Paolo
…credo che in effetti ci sia anche qualcuno che, realmente, si sia pappato un bambino.
Almeno, Berlusconi ci credeva. Paolo
Come ho già detto innumerevoli volte, non è vero che i comunisti mangiano i bambini, semmai a volte fanno mangiare i propri bambini morti ai “nemici del popolo”, poiché mediante le carestie “selettive” in cui i comunisti son maestri:-) tolgono ai sudetti “nemici del popolo” ogni possibilità di sfamarsi in altro modo.
Ciao
Ritvan
“d’altra parte, chi riconosce di avere un difetto, lo riconosce come difetto, e quindi teoricamente potrebbe non averlo più.”
se solo fosse così facile, carissimo …
Francesco
PS esclusi noi cristiani bigotti, chi è che dice che odiare sia una debolezza o uno sbaglio?
PPS quella sui difetti ricorrenti sarebbe una bella domanda, se non fosse che ne conosco così pochi che la pensano come me; quasi tutti hanno differenze molto importanti.
E i secondi sono peggiori dei primi. Questa non è di flaiano, ma è meglio.p
“Odio i bambini e mangio i negri” sarebbe stata un’affermazione molto migliore, e probabilmente più sana dal punto di vista alimentare.
tamas
Ne dubito.
Il bambino è meno “stopposo”.
Paolo
Italici Imprenditori … chi ha saputo raccontarceli meglio di lui ?
http://it.youtube.com/watch?v=Qt9A7NaDqU0