Difficilmente ve ne accorgerete, però. E forse non sapete nemmeno che cosa sia Debrà Libanòs, né quello che vi abbiamo fatto.
Si tratta del più grande città-monastero d’Etiopia, fondato nel tredicesimo secolo dal santo Takla Haimano’t, e abitata – una volta – da migliaia di monaci, suore e studenti di una delle più antiche chiese cristiane del mondo.
Nel febbraio del 1937, il vicerè Rodolfo Graziani fu ferito in un attentato, compiuto da due giovani eritrei.
Per tre giorni consecutivi, gli italiani, militari e civili, fecero strage di tutti i nativi su cui riuscirono a mettere le mani: alcune migliaia di persone furono bruciate vive nelle loro capanne, finite a colpi di sbarre di ferro o uccisi con bombe a mano.
Un mese dopo, Graziani emanò un ordine straordinario, come spiegò in un telegramma al ministro Lessona:
"Convinto della necessità di stroncare radicalmente questa mala pianta, ho ordinato che tutti i cantastorie, indovini e stregoni della città e dintorni fossero arrestati e passati per le armi. A tutt’oggi ne sono stati rastrellati ed eliminati settanta."
A maggio, decise di colpire il clero cristiano. Il generale Pietro Maletti si vantò di aver distrutto, in due settimane, 115.422 tucul, tre chiese, il convento di Gulteniè Ghedem Micael (dopo averne fucilato i monaci) e sterminato 2.523 presunti partigiani.
Il 19 maggio, fece circondare il convento di Debrà Libanòs.
I religiosi furono caricati sui camion e portati a una piana disabitata, dove gli ufficiali italiani li uccisero ad uno ad uno, con un colpo di grazia vicino all’orecchio. Dapprima furono risparmiati i diaconi, ma tre giorni dopo, Graziani scrisse a Maletti:
"Ordino pertanto di passare immediatamente per le armi tutti i diaconi di Debrà Libanòs. Assicuri con le parole: ‘Liquidazione completata’":
In tutto, i religiosi cristiani – monaci, diaconi, studenti di teologia e sacerdoti – uccisi furono tra 1.423 e 2.033.
Rodolfo Graziani, in un suo memoriale, si sarebbe vantato così della strage:
"Ma è semmai titolo di giusto orgoglio per me aver avuto la forza d’animo di applicare un provvedimento che fece tremare le viscere di tutto il clero, dall’Abuna all’ultimo prete o monaco, che da quel momento capirono la necessità di desistere dal loro atteggiamento di ostilità a nostro riguardo, se non volevano essere radicalmente distrutti".
A Debrà Libanòs non vedremo Berlusconi o Ciampi farci prediche sul "dovere della memoria".
A Debrà Libanòs, Marcello Pera non andrà mai a parlare dell’inscindibile nesso tra cristianità e occidente.
Debrà Libanòs è però la nostra memoria.
Nota: per scrivere questo articolo, mi sono basato sugli scritti di Angelo Del Boca, in particolare Italiani, brava gente?. Neri Pozza Editore, 2005. Da anni, Del Boca, in quasi totale solitudine e nell’indifferenza quasi assoluta dei media, scava negli archivi italiani alla ricerca della verità sul lungo periodo coloniale, che non fu solo fascista.
San Takla Haimano’t

Ci sono altre fonti sulle nostre nefandezze in Africa Orientale?
Che spesso i solitari diventano dei fanatici anche se non lo sono fin dall’inizio.
Comunque non credo tu abbia un buon argomento: dopo la conquista di Gerusalemme i Franchi massacrarono tutti, compresi un sacco di cristiani. Non credo questo modifichi il rapporto tra Occidente e Cristianesimo più di quanto i massacri tra sciti e sunniti intacchino quello che “Medio Oriente ” e Islam.
Buona commemorazione
Francesco
tu scrivi: “Da anni, Del Boca, in quasi totale solitudine e nell’indifferenza quasi assoluta dei media,”,
ma in che mondo vivi?
Del Boca ha insegnato Storia contemporanea alla facoltà di Scienze Politiche dell’università di Torino. Adesso è presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Piacenza e direttore della rivista storica “Studi piacentini”ed è spesso recensito dai maggiori quotidiani italiani.
I suoi libri vendono migliaia di copie!
Totale solitudine! hahahahahahaahah
Per commento n. 2,
hahahahahahaahah
è il tuo nome?
Secondo, quando parlo di quasi totale solitudine, sai benissimo cosa intendo.
Invece di fare del sarcasmo, dovresti chiederti perché così poche persone conoscono il nome di Debrà Libanòs?
Miguel Martinez
Perchè il mito fondante della Repubblica è “italiani brava gente”, con i fascisti calati da Marte.
Perchè dopo la decolonizzazione l’Etiopia, l’Eritrea e la Somalia stanno peggio e quindi rimestare le colpe del colonialismo pare poco sensato.
Invece gli antisemiti stanno abbastanza bene da rendere non così peregrina l’idea di uno stato in cui “sporco ebreo” è l’ebreo che non si lava.
Ciao Miguel
Non è che sia chiarissimo il commento n. 4…
Il fatto che l’Etiopia sia messa male oggi non vedo che rapporto abbia con il fatto che esiste un delitto italiano, e di quella portata, di cui quasi nessuno in Italia sa qualcosa.
Non ho parlato di ebrei, quindi non capisco il riferimento dell’ultimo paragrafo.
Comunque firmate i vostri commenti, anche con un nick qualsiasi.
Miguel Martinez
mah proprio sconosciuta questa storia non la definirei.
del Boca insegna all’università, i suoi libri hanno ampia distribuzione e se per curiosità si digita Debra libanos su google si trovano un bel po’ di siti per approfondire l’argomento.
ne cito casualmente uno a beneficio di chi legge:
http://www.criminidiguerra.it/html/repressioneimpero.htm
A.
Francesco chiede se ci sono altre fonti.
Ce ne sono, basta fare qualche ricerca su google.
Del resto, Del Boca è uno studioso serio.Sui comportamenti italiani in Etiopia ha scritto un altro libro ( già da me citato ), ” I gas di Mussolini “, che è basato principalmente su materiale e documenti italiani, telegrammi, disposizioni, istruzioni del Comando alle truppe, ordini di Graziani..etc…C’è tutto, le direttive sulle vendette da attuare, l’uso dei gas anche contro i civili.
Non ricordo se si parla anche di questo episodio, fra i tanti, l’ho letto tanto tempo fa.
MJ
Miguel, Ot, ma forse ti potrà interessare.
Sul Blog di
http://malvino.ilcannocchiale.it/
viene riportato un fatto.
In breve.
Sul portale cattolico fattisentire si informano gli iscritti che una certa acqua minerale, la Sant’Anna , offre premi per un concorso legato al film Il Codice Da vinci. I cattolici del portale protestano con una lettera con l’azienda, dicono che si sentono ” offesi “dal libro , promettono il boicottaggio dell’acqua e riescono ad ottenere le scuse dal direttore vendite e anche la sospensione del concorso.
La lettera del direttore vendita è quasi mortificante, nella sua vigliaccheria:
”
Gentile Signor R.( il reclamante ) prendiamo atto del giusto risentimento nei confronti del nostro concorso. Lo scopo del medesimo era unicamente quello di proporre ai nostri consumatori la possibilità di vincere dei premi (soggiorni, condizionatori, ecc..). Tra i premi ci sono anche le opere di Dan Brown, ma non è mai stata e non è nostra intenzione sostenere le teorie romanzate e inventate dall’autore. Il libro, in vendita da più di tre anni, è sempre stato tra i più vendita senza mai creare movimenti di di opinione così estesi come sta accadendo con il film. Ci rendiamo conto di avere involontariamente urtato la Sua sensibilià umana e cristiana. In considerazione di quanto sopra, abbiamo già provveduto (tempi tecnici e logistici permettendo) alla sospensione dell’iniziativa. Confidiamo nella Sua comprensione, e La ringraziamo per l’attenzione. Cordiali saluti
Scommettiamo che chi protesta per la ” sensibilità ferita ” è tra quelli che si sono stracciati le vesti per difendere la LIBERTA’ nel caso delle vignette?
in conclusione Martinez, letti tutti i commenti, possiamo concludere che quando hai parlato di un Del Boca misconosciuto e studioso in solitudine hai detto una fesseria. Basta riconoscerlo. Se tu ignoravi Del Boca e i suoi studi non per questo devi estendere questa ignoranza all’universo mondo. Suvvia! Venire a parlarci di Del Boca come se fosse una tua scoperta è un’ingenuità facilmente perdonabile, non farne un dramma.
non fare il furbo, caro anonimo vigliacco. Il fatto che Del Boca insegni all’università e i suoi libri siano molto venduti non inficia in nessun modo l’assunto iniziale, e cioè che quello che dice Del Boca è vulgata storica comune. Se Del Boca è così famoso, perchè oltre a lui, ai suoi studenti, ai suoi lettori e ovviamente ai pochi superstiti delle campagne d’Etiopia nessuno sa cosa significhi Debre Libanos?
Non confondere la pubblicazione di libri con la fama e il non isolamento. Pasolini era famoso quando morì, ma mi puoi trovare un intellettuale italiano + isolato di lui nel dopoguerra?
E poi scrivere libri non significa cambiare la percezione comune della storia. Esiste un solo manuale scolastico di storia (dalle elementari alle superiori) in cui si parli dell’uso dei gas e dei massacri italiani in Etiopia (ma anche in tutte le altre colonie, x non parlare del milione e mezzo di slavi accoppati da noi durante la guerra) in maniera ampia da distruggere definitivamente nel giovane lettore il mito dell”italiano brava gente”?
Quante volte hai visto Del Boca in televisione a un bel “porta a Porta” sull’ennesimo italiano accoppato in Iraq a puntualizzare che anche Mussolini diceva come qualcun altro oggi che noi agli Etiopi portavamo la nostra civiltà superiore mentre invece ordinava l’uso massiccio di gas x debellare la resistenza etiope?
Se la somma delle risposte alle ultime 2 domande è maggiore di 0 rispondi, altrimenti sei pregato di tenere x te certe considerazioni.
John Doe
Ho letto nei giorni scorsi che a Roma è stata intitolata una strada a Renzo De Felice. Commentava l’articolista l’eccezionalità del fatto che fosse un’amministrazione di sinistra a rendere omaggio alla memoria di uno storico del fascismo. Questo perchè, se ben riassumo, egli fu molto avversato da vivo, ma a distanza di tempo si riconoscerebbe ,a livello anche internazionale, la validità, l’importanza e l’onestà della sua opera.
Mi fa molto piacere che qualcuno, anche da morto, venga apprezzato per la sua capacità di andare ostinatamente controcorrente pur di dire la verità.
E’ certamente molto più semplice e comodo dire la verità quando questa fa piacere a qualcuno e nessuno ti minaccia di morte, perchè tanto anche gli avversari ti ritengono,sostanzialmente, innocuo e, al massimo, ti ignorano.
Aurora.
Commento cancellato perché chi lo fa continua a non firmarsi, dopo ripetute richieste.
Miguel Martinez
Per il commento n. 6,
Io sono anni che racconto in giro la storia di Debrà Libanòs, anche in ambienti piuttosto politicizzati, e quasi nessuno sembra averne sentito parlare prima.
Se digiti “Debra Libanos” su google, trovi 405 voci, di cui la metà circa riguardano il monastero dal punto di vista architettonico e religioso.
Per fare un confronto, “Fosse Ardeatine” ci offre 122.000 voci, di cui credo poche dedicate all’urbanistica o alla geologia.
Il brano a cui offri un link, anche se non cita le fonti, mi sembra tratto interamente dagli studi di Del Boca.
E quindi torniamo sempre lì.
Miguel Martinez
Francamente a me sarebbe piaciuto leggere la replica dell’anonimo definito chissà perchè vigliacco, non capisco il perchè dell’insistenza di un nome, se si fosse firmato mario o che so Pinco Pallino il problema sarebbe stato risolto?
In ogni modo se la regola è questa va bene ma credo che l’epiteto di vigliacco sia più dovuto alle idee espresse che al nome omesso:-))
maria
Coi politici (e con la politica) che ci ritroviamo la cosa non mi stupisce affatto.
Prova a digitare su Google “Debra Libanos 1936”, sarai più fortunato!
regards
A.
>Io sono anni che racconto in giro la storia di Debrà Libanòs, anche in ambienti piuttosto politicizzati, e quasi nessuno sembra averne sentito parlare prima. MM<
Racconti in giro? Che fai, ti apposti all’uscita del metrò, scalzo e vestito di saio, con un cartello in mano e apostrofi i passanti:”Svegliatevi, gente! Penitenziagite!:-). Purificatevi dal peccato di Debrà Libanòs!”:-) :-).
Vabbé, cherzavo, non te la prendere. Ecco, per farmi perdonare:-) ti confesso (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa) di non aver mai sentito ‘sta storia. E sì che – modestia a parte:-) – di cose del mondo ne so parecchie. Ma non si finisce mai di imparare; del resto, perché mi sarei infilato in questo pericoloso covo di comunisti/sovversivi/islamofili/terzomondisti/addestratori di paramilitari sudamericani:-)? Ma per imparare cose che non si vedono da Bruno Vespa, of course, oppure cose che da Vespa finiranno – se tutto va bene – solo fra una ventina d’anni.
Ciao
Ritvan
P.S. Sottoscrivo il commento n.9 di John Doe. Tranne il “vigliacco” dato all’anonimo contestatore di Miguel, su cui sono più o meno d’accordo con Maria (Josè?). Ma porca miseria, se uno ti dice di sceglierti un pittoresco pseudonimo che ti garantisce lo stesso l’anonimato, se non lo fai non sei vigliacco, sei semplicemente decerebrato!:-).
L’attaccamento all’identita` nel mondo digitale e` una cosa che non ho mai capito ed e` argomento dove anche i piu` arguti pensatori vanno a sbattere con una ottusita` degna di un leghista con la terza media.
Comunque questo e` OT e finisco qui (scusate la rima).
Riguardo all’argomento, ovviamente non stupisce, bisogna averne guardata di retequattro per pensare che i soldati in guerra non ammazzino o gli oppressori non opprimano solo perche` “italiani brava gente”! Io credo che questo, in fondo, molti lo sappiano. E` la reazione istintiva che e` guidata dalla pubblicita`, dall’esposizione mediatica. E` nel discorso da bar che anche le persone colte sono pronte a difendere a spada tratta un’assurdita` del genere.
E questo e` da combattere, indubbiamente.
Aspettando che notizie del genere spuntino sui nostri testi scolastici (il luogo dove dovrebbero stare, per formare le persone) potremmo comunque diffonderle in altro modo.
Perche` non c’e` una entry di wikipedia sull’argomento?
(alla domanda scema, perche` non la fai tu? non ho – ancora – letto il libro in questione e quindi non sono certo la persona piu` indicata)
Rodolfo Graziani
Riflessione sulla storiografia (oggi non c’ho proprio un c..zo da fa’:-) ).
La Storia (e i suoi archivi) sono un’immensa miniera. E gli storici – non tutti, quelli che si son accaparrati una cattedra grazie al leccaculismo, allo zio cardinale o segretario provinciale del PCI generalmente si accontentano della sinecura, si godono le bellezze della vita a non fa’ n’c..zo e non rompono – non sono altro che dei moderni “cercatori d’oro”. Generalmente vanno a cercare il “metallo prezioso” con cui hanno una innata affinità: p.es. De Felice, bieco reazionario:-), cerca (e trova) le cose buone (o almeno non schifose) fatte dal fascismo e non menzionate da altri. Del Boca, ovviamente, da buon comunista, fa il contrario. E per la serie “è l’eccezione che conferma la regola” il buon sinistrorso Giampaolo Pansa va a rimestare nell’armadio degli scheletri dei kompagni del Triangolo Rosso della Morte.
Ma una volta estratto il “prezioso metallo” storico, in un’economia di mercato bisogna venderlo. Altrimenti niente gloria e niente sghei. E francamente, non credo ci sia grosso mercato oggi per chi voglia “vendere” in Italia – a prescindere se sia vero o meno, anzi, peggio se è vero! – militari italiani intenti a sterminare pacifici monaci CRISTIANI. E’ il mercato, bellezza, e anche la verità deve sottostare alle sue ferree leggi.
Ciao
Ritvan
OT (ma non troppo:-)).
A proposito di diffusione dell’informazione. Mi risulta che – su richiesta di un’organizzazione amerikana che si occupa di monitoraggio dei diritti civilie dell’informazione o qualcosa del genere – il Pentagono abbia pubblicato il filmato/i filmati dello schianto dell’aereo dirottato sul medesimo.
Le domande per Rita (ma anche per altri) è: a qualcuno risulta che il suddetto filmato sia stato pubblicato? E se si, qualcuno s’è preso la briga di dimostrare – in omaggio alla Verità, certo:-) – che siano dei falsi e che in realtà i biechi agenti della non meglio identificata Spektre bushiano-mossadista spararono sempre e comunque un missile sul Pentagono?
Ciao
Ritvan il Bieco Complottista
Certo, tutto può e deve essere inquadrato nel conteso storico.
E sicuramente gli etiopi ne avranno compiute di atrocità anche loro.
Ma questo cosa toglie all’orrore del racconto di Miguel?
E cosa si può contestare alle parole inequivocabili di Graziani?
Ritvan, io ho visto il filmato.
Guarda, seguo ogni tanto sul blog Antifufala di Attivissimo le discussioni sui ” misteri ” degli attentati dell’undici Settembre.
E finora, vi si legge un certo scetticismo, anche perchè svelano alcuni errori dei sostenitori del ” complotto “.
Però, io sfido chiunque a dirmi che il nuovo filmato mostrato dal Pentagono chiarisca granchè O che si veda chiaramente un aereo. Anzi
Si vede solo una cosina bianca e piccola che colpisce l’edificio.
MJ
( No, Maria non sono io, io posso firmarmi Mj , o Maria J, ma solo Maria no )
Ovviamente mi riferivo al filmato rilasciato dal Pentagono .
MJ
no maria sono io, mi chiamo davvero così:-)
maria
Complimenti, finalmente cerchiamo di sfatare il mito dell’imperialismo italiano di serie B, del fascismo barzelletta, di Mussolini succube di Hitler, di cui tutti si riempiono (soprattutto a destra) la bocca.
In quanto a ferocia il nostro tardo colonialismo non ebbe nulla da invidiare ai colonialismi di più antica data.
E anche nei Balcani ne combinò delle belle…
Coincidenza?! Oggi, sull’autobus la solita vecchietta logorroica e probabilmente un po giù di timpani raccontava all’amica seduta nal sedile di fianco, (urlando come al mercato del pesce, così non potevo fare a meno di ascoltare):”Sai, cara, a casa mia eravamo in tre marie: io, mia nonna e mia cognata. Abbiamo finito per chiamarci per cognome per non far confusione”:-) :-).
Ciao a tutte le marie (e anche agli altri, non facciamo favoritismi:-) ).
Ritvan
Ecco Miguel, volevi col tuo post svegliare il kompagno “duro e puro” che dorme con un occhio solo e farlo avventare sui cadaveri dei monaci? Servito!
>Complimenti, finalmente cerchiamo di sfatare il mito dell’imperialismo italiano di serie B,<
Era un imperialismo di serie B. Diffatti le ha prese dagli indigeni più di ogni altro. Probabilmente perché gli altri avevano preso le zone più ricche dell’Africa e dalla popolazione più “remissiva” (o meno “resistente”, se preferisci) e all’Italia lasciarono briciole sabbiose e anche dure da “digerire”. Da qui la reazione violenta dell’esercito italico.
>del fascismo barzelletta,<
Vorresti forse negare che il fascismo ha dato spunto (anche quando era vivo) a volumi di barzellette?
>di Mussolini succube di Hitler,<
Mussolini FU succube di Hitler, almeno alla fine. All’inizio, proprio come un personaggio di commedia all’italiana, credette di poterlo manipolare e di poter conquistare – col suo esercito da barzelletta – una bella fetta di Mondo grazie alla potentissima Vermacht. E se lo prese giustamente in quel posto, diversamente dal meno succube e avido Franco.
>di cui tutti si riempiono (soprattutto a destra) la bocca.<
Beh, se si riempiono la bocca a destra e a sinistra, qualcosa di vero ci sarà, no?
>In quanto a ferocia il nostro tardo colonialismo non ebbe nulla da invidiare ai colonialismi di più antica data.<
Se ti fa piacere possiamo contare singolarmente morto per morto:-). Nessuna persona di buonsenso OGGI potrebbe fare l’elogio del colonialismo, di serie A, B o Z che fosse stato. La Francia intera bocciò recentemente l’elogio del colonialismo francese che monsù Chirac (la demenza senile non risparmia nessuno:-) ) tentò di introdurre forzosamente nei testi scolastici. E se non lo accettano i francesi, campioni occidentali di chauvinismo, non credo che lo accetti nessuno.
>E anche nei Balcani ne combinò delle belle…sermau<
Come ho già detto, in Albania e in Grecia non combinò un bel nulla; almeno nulla da eccitare le narici dei cacciatori di biechi colonialisti:-). Tranne che nelle zone della Jugoslavia confinanti con l’Italia e per ragioni comprensibili, anche se non giustificabili. E che poi, quando la ruota girò, Tito e kompagni, fottendosene bellamente dell’ “internazionalismo proletario” ripagarono con gli interessi tramite delle cose chiamate “foibe”.
Ciao
Ritvan
” Era un imperialismo di serie B. Diffatti le ha prese dagli indigeni più di ogni altro. Probabilmente perché gli altri avevano preso le zone più ricche dell’Africa e dalla popolazione più “remissiva” (o meno “resistente”, se preferisci) e all’Italia lasciarono briciole sabbiose e anche dure da “digerire”. Da qui la reazione violenta dell’esercito italico. ”
Beh, forse hanno avuto un ruolo anche gli scarsi mezzi degli italiani.
HO come l’impressione che i tedeschi siano andati un pochino più attrezzati di noi, e questo ha facilitato le loro conquiste.
O no ?
Il mio paragrafo da te citato, caro/a anonimo/a, era riferito alle guerre coloniali; ci voleva poco a essere meglio armati di gente che combatteva ancora con scimitarre, archi e qualche archibugio stile Luigi XVI:-)
Invece, se ti riferisci alla II GM, hai perfettamente ragione. Quando definivo l’esercito italiano “da barzelletta” non mi riferivo certo al coraggio dei soldati, bensì alla scarsità di mezzi e approvigionamenti, nonché all’ottusità delle alte gerarchie militari in genere e all’ingerenza del Duce nelle decisioni belliche, visto che al suddetto mancava totalmente – secondo gli storici più benevoli con lui – sia un innato senso strategico che il benché minimo straccio di cultura militare.
Ciao
Ritvan
Per Maria,
la replica dell’anonimo a Jonh Doe era più o meno:
“- Come fai ad essere sicuro che nessuno conosca Debrè Libanos..?
-O ci devo credere solo perchè lo dici tu ?
– Documenta quello che dici.
– Sei cugino di Martinez ? ”
L’anonimo è così tanto spirito di contraddizione, che pur di non dar soddisfazione, rifiuta di firmarsi con un nick qualsiasi.
Aurora.
Hocommesso tre errori di ortografia, li ho visti, siete pregati di non perdere tempo a correggermi.
Aurora.
“italiani brava gente” non è un mito imposto dal fascismo, magari sfruttato, ma non imposto. Ecco una poesia di piero jahier, interventista democratico (come mussolini) nella prima guerra mondiale, e poi partigiano nella seconda. “Gli italiano brava gente” qui mostra pienamente la sua genesi. Contro la civilizzazione moderna tedesca, il popolo italiano era ancora, per la sua arretratezza, un popolo “naturale”. Naturalmente del boca ha ragione, gli italiani non sono migliori di altri, ma è interessante vedere come certe idee, che hanno le loro ragioni d’essere, cambino campo e possano essere usate ora da una parte, ora dall’altra. La poesia è lunga. Dovrò tagliarla in due parti. Dimenticavo, è bellissima. Una delle migliori di questo autore.p
Wir mùssen1
di Piero Jahier*
1 A chi li supplica – sul luogo della strage – i soldati rispondono:
WIR MUSSEN (siamo obbligati)
guardando i capi; – e i capi rispondono, guardando i soldati: SIE MÙSSEN
(essi sono obbligati)
(Inchiesta belga)
predicate: – siamo obbligati ad ammazzare –
sapete bene, le cifre:
riguardate pure, cifre giustificative: natalità (tedesca),
consumo (tedesco), produzione (tedesca).
Statistiche, Bibbia-Cassa della Hoch-Civiltà tedesca
organizzata bene.
Tutto è spiegato nei nostri Bollettini (6 Promenadeplaz;
Pressbùro).
spiacentissimi
WIR MÙSSEN AMMAZZARE
Eppure, – dice l’ultimo nostro manuale -:
ci dev’essere errore
nel Libro-Cassa dell’Hoch-Civiltà (tedesca) organizzata
bene: tutto lavorare, tutto guadagnare
se nondimeno
WIR MÙSSEN AMMAZZARE
Se poi volessero esistere altri popoli ancora
– seguitate a spiegare –
SIE MÙSSEN
a noi, essi sono obbligati obbedire, noi
Meister aller Welt
In allen ernsten Dingen
nell’interesse mondiale della Hoch-civilizzazione
produzione (tedesca) circolazione (tedesca)
altrimenti saranno castigati.
Tutti i popoli imprudenti
che non ubbidiscono al proprio interesse tedesco
SIE MÙSSEN:
essi sono obbligati di essere castigati.
Ma, dice l’ultimo nostro manuale: è
VIVERE
il nostro solo interesse;
VIVERE nostro interesse generale:
pel quale desiniamo da secoli: una manciata di pubblica
frittura.
in salsa di sole
pel quale una manciata di pubblica frittura ceniamo
noi per VIVERE lavoriamo
VIVERE
non molto consumare per molto produrre
e molto riconsumare
per poi MÙSSEN ammazzare
per molto riprodurre e molto riconsumare
e di nuovo MUSSEN ammazzare
Anzi
per questo strano nostro interesse generale
VIVERE
per la patria e per la vita
così in generale
WlR MÙSSEN ora e sempre venirvi contro
noi NATURVÓLKER senza diritti, popoli di natura
che a vivere non ci annoiarne
contro voi
Vollkulturvólker, superpopoli di tutti i diritti, cultura
che a vivere vi annoiate
Anzi
per questo strano nostro interesse generale
VIVERE
vogliam morire la nostra parte noi, popoli di natura
WIR MÙSSEN
per la patria e per la vita
così in generale
Pienate nuovi bidoni di essenze valorose
impacchettate intrepide miscele esplosive
Comprimete
«IMPERIALI BOMBOLE DA ASFISSIA MILITARE»,
passatevi alla cinta eroiche fiaccole incendiarie
puntateci addosso il cannone che più cresce coraggio e più
s’allontana
420,840,1680,3360
e vi verrem contro lo stesso col nostro esercito
di 9 mesi
mai pronto per opprimere e straziare
contro il vostro esercito di 50 anni infamia premeditata
gemùtiich colle nostre ariette napoletane
allegretto con passione
Avanti, Italia, sempre tempo di libertà mai tempo di chiesa
senza spade sguainate a scherno di Dio lontano
Noi, Naturvólker, contadini e marinari
in scaglioni profondi o in ordine seminato,
ma ogni soldato un uomo
con un suo cuore personale
grande cuore d’Italia senza Kultur-alfabeto.
WIR MÙSSEN
coi nostri vestiti ruvidi alle cuciture
e scarpe giuntate in fretta
per la guerra inaspettata;
coi nostri kepi ancora rivoluzionari
e i nostri diecini di Casse di risparmio
fusi in cannoni
Venirvi contro ORA E SEMPRE
WIR MÙSSEN, WIR MÙSSEN, WIR MÙSSEN
per la patria e per la patria così in generale
fine della poesia.p
Martinez, che fai? Mi cancelli i commenti perché non mi firmo? Potevi trovare un altro pretesto, no?
Ma non era più dignitoso ammettere che eri andato parecchio sopra (o sotto) le righe scrivendo di Del Boca sconosciuto? Per farti contento mi firmo va’. Però la prossima volta cerca di essere un po’ più problematico, almeno nel taglio dei tuoi articoli. A presto.
Nemo
Nemo, ecco. Dal Nautilus, a ventimila leghe sotto i mari, è un poco difficile rendersi conto di quello che la gente sa o non sa.
Del resto i pesci te lo insegnano , guardandoti dall’oblò : tutti acqua in Del Boca. ( Fanno finta di non sapere, di essere ignoranti, ma, in realtà, TUTTI conoscono, da SEMPRE, il famosissimo storico, il suo libro, la vicenda che ha narrato)
Aurora.
Scovi di quelle poesie p..
Saluti in salsa di luna e in disordine distratto,
Aurora.
Cara Aurora, a giudicare dalle vendite di Del Boca, e dalle livello delle recensioni di ogni suo libro (sul corriere, su repubblica, sull’indice) direi proprio che anche dal sottomarino si riesce a capire che non è proprio un autore semiclandestino. Mi pare anzi che sia arrivato anche all’edizione del club degli editori!
Nemo
se digitiamo invece di debra libanos, angelo del boca, troviamo migliaia e migliaia di segnalazioni, mi pare, se non ho letto male, 874.000, quasi come Renzo de Felice che ne ha più di un milione.
Questo ovviamente dice poco però su come poi vengano percepite le cose a livello di massa.
Le fosse ardeatine per esempio
le conoscono tutti per via del cinema, dei romanzi, della pubblicistica grande o piccola che rimandano all’evento Resistenza.
In questo ha ragione Miguel sono le narrazioni che fissano per sempre gli eventi nella memoria collettiva.
Roma Città aperta e il Sentiero dei nidi di ragno contano più di cento saggi a proposito della Resistenza italiana, e così per tanti altri fatti storici, una volta passati nella narrazione letteraria o artistica, pensiamo a Guernica, i grandi avvenimenti sono incancellabili o meglio sottratti a ogni tipo di revisione storiografica.
Prima di quel passaggio sono a rischio.
maria
Nemo, noto con piacere che ti vengono rime naturali- sottomarino e semiclandestino vanno perfettamente in sintonia-, ma non è che il tuo è uno ” Yellow Submarine” ? Il giallo è il colore della gelosia, dell’invidia. Scusami, sono una viperetta e sei tanto ostile a Kel, sembra che ti dia fastidio che i suoi post, riflettori di nicchia o di grande massa che importa , siano tanto seguiti. ( io per esempio Del Boca non lo conoscevo e non lo conosco e non mi interessa conoscerlo).
Aurora.
Per Maria,
sono d’accordo con te che Del Boca sia piuttosto noto nel mondo di chi si occupa di storia del fascismo.
C’è inoltre una certa ricaduta secondaria, cioè Del Boca viene utilizzato come nome nelle polemiche contro il fascismo, esattamente come De Felice viene spesso usato in difesa del fascismo, anche da parte di chi non li ha mai letti.
Il punto che sottolineavo io era un altro: la solitudine e l’indifferenza.
Nelle librerie che dedicano un settore serio alla saggistica, si trovano le opere di Del Boca, e anche pubblicate da una nota casa editrice. Immagino che in questi anni, abbiano venduto anche diverse migliaia di copie.
Ma non si trova quasi nient’altro sul periodo coloniale.
Del Boca inoltre scrive di tanto in tanto come opinionista: tra l’altro mi sembra che sia sostanzialmente un moderato di centrosinista, fortemente antiberlusconiano, e questo lo aiuta certamente a entrare su certi giornali.
Ma – a parte qualche trasmissione molti anni fa curata da Sergio de Santis, poi cacciato dalla RAI – non mi ricordo di alcuna ricaduta delle ricerche di Del Boca, nel mondo televisivo o politico o nella società italiana nel suo complesso.
Questo vuol dire che un intero, fondamentale aspetto della storia italiana è stato semplicemente rimosso.
Non esiste nemmeno una controparte “revisionista” a Del Boca, come esistono in Inghilterra o in Francia, perché non ce n’è bisogno.
Questo è il concetto di “solitudine” e di “indifferenza”.
Aggiungerei che le Fosse Ardeatine godono di ben altra fama, anche perché mentre Debrà Libanòs fu un delitto commesso da un’Italia sostanzialmente unita, le Fosse Ardeatine sono percepite come un delitto commesso da stranieri contro gli italiani.
Miguel Martinez
Sempre per Maria,
ti sei dimenticata di mettere le virgolette su Google – in realtà i risultati sono 18.400 se si cerca Del Boca, 50.000 per De Felice.
Miguel Martinez
grazie miguel hai fatto bene a dirmelo così ho imparato anche come si fa a cercare:-))
maria
Kel non ricorda ricadute delle ricerche di Del Boca …nella società contemporanea.
“E’ la domanda bruciante di chi vive drammaticamente, e non come qualcosa di pacifico, il fatto che la parola scritta non influisce sul corso del mondo. Nel novecento, scrive Steiner ( George) nella parte dedicata a ” Il marxismo e la letteratura” e a LuKàcs, a prendere sul serio la letteratura sono stati il marxismo-leninismo e i regimi politicizzati realizzati nel suo nome [..]. Lo stesso, aggiungo io, si può dire per l’epoca post-moderna, quando gli unici a credere nella forza della letteratura sono stati paradossalmente gli ayatollah. L’idea di letteratura diffusa in Occidente dall’odierna dittatura del mercato non è molto diversa da quella di Stalin, quando pretendeva di farla diventare ” un piccolo dente o una piccola vite”dentro a un meccanismo più vasto, e poi, se necessario, costringere al silenzio l’artista eretico”
( Tratto dall’articolo ” Tentazioni disumane” di Carla Benedetti su L’ Espresso).
Non so se è attinente.
Aurora.
Per Aurora,
altroché se è attinente, grazie! Dice tutto, direi…
Miguel Martinez
Il colpevole del post 4 sono io (Francesco).
cosa c’entrano gli ebrei?
La Storia ci interessa in quanto connessa al presente (oppure per gusto personale, allora però è un hobby come la collezione di tappi di bottiglie di birra).
Il colonialismo italiano ha ormai nessuna connessione col presente, che io riesca a vedere.
La Shoah, quasi contemporanea, ne ha almeno uno (quello che cito) e rimane pertinente anche nel capire e giudicare il MO di oggi.
Questa era la mia tesi
Francesco
Scusate, se ammettiamo che gli italiani possono essere cattivi, come facciamo a raccontare la Favola Fondante della Repubblica?
Quella del Popolo Buono che, liberatosi dall’invasione nazi-fascista, si diede una Meravigliosa Costituzione, che unì i Meravigliosi Principi delle varie ma concordi tribù?
Volete che ammettiamo che in quel PB c’erano i macellai delle colonie, della guerra dei Balcani, i fascisti e i comunisti delle stragi interne e della guerra civile?
MM, mi trascuri i fondamentali.
Ciao
Francesco
Ciao
Francesco
“La Storia ci interessa in quanto connessa al presente (oppure per gusto personale, allora però è un hobby come la collezione di tappi di bottiglie di birra).
Il colonialismo italiano ha ormai nessuna connessione col presente, che io riesca a vedere.
La Shoah, quasi contemporanea, ne ha almeno uno (quello che cito) e rimane pertinente anche nel capire e giudicare il MO di oggi.
Questa era la mia tesi
Francesco”
Mmmm…
c’è qualcosa che non mi torna, nella tua tesi.
Cioè, visto che il colonialismo italiano non avrebbe legami col presente (idea a mio avviso discutibile) ce ne freghiamo allegramente?
E così continuiamo a portare avanti la favoletta del Popolo Buono?
E l’unica cosa di cui dovremmo interessarci sarebbe guarda caso l’Olocausto?
Mah.
Non sono troppo convinto, ecco.
Paolo
Così ignorata la strage di cui ci parla Martinez, che oggi su repubblica le dedicano tre pagine, e così isolato Del Boca che ci sono interi dipartimenti di storia contemporanea che si occupa delle sue tematiche. Ripeto, non è quello che Martinez porta all’attenzione il problema. E’ che lo fa come se fossero tutte sue scoperte; ora, che lui abbia scoperto in questi giorni il brutale colonialismo italiano mi fa solo piacere (meglio tardi che mai), che pretenda che anche gli altri lo ignorassero mi pare eccessivo.
Nemo
>Il colpevole del post 4 sono io (Francesco). <
L’avevo capito dall’ “ebreo che non si lava”. E’ la seconda volta che lo usi:-). E io ho una memoria da elefante.
Ciao
Ritvan
e tu hai usato due volte quelle del processo con il sacco e la farina …
x Paolo: io faccio fatica a vedere una ragionevolezza nel considerare il colonialismo un problema del presente, piuttosto che del passato. Diverso il discorso per l’America Centrale, che sembra ferma in un eterno XIX secolo.
Gli Arabi hanno i mezzi per darsi una mossa, e da tempo; attardarsi sul passato è una scusa per non guardare ai problemi do oggi (idem per i meridionali itaiani o gli orientali tedeschi).
Posso sbagliarmi, e il mio discorso è relativo (il passato conta sempre) ma ho questa forte impressione.
Francesco
Nemo, veramente su Repubblica oggi si parla di una strage perpretata in una grotta nella zona di Debre Birhan ai danni di guerriglieri e supposti fiancheggiatori dei guerriglieri . Non si parla di monaci, l’episodio raccontato da Miguel mi sembra un altro.
E lo stesso articolista di Repubblica scrive di ” episodi sconosciuti ” di ” rimozione “…
MJ
Francesco:
che c’entrano mo’ gli arabi?
Comunque, mi pare che ci sia gente che studia la Storia Romana e quella Greca (io per lo meno i due esami li ho dovuti dare…) e se hanno effetto loro sul presente (e ce l’hanno, il presente mica nasce dal nulla) figuriamoci quello che è avvenuto l’altroieri, tipo il colonialismo.
In ogni caso, ho sempre diffidato da chi dice che si deve studiare “per qualcosa”, per un fine, di chi lega la cultura e la conoscenza ai suoi effetti pratici.
Si studia perchè si studia, e si cerca di conoscere perchè è giusto conoscere.
Detto questo, il tuo discorso sugli arabi potrebbe essere rivolto, e lo è, molto spesso, agli Israeliani:
“basta tirare fuori l’argomento dell’Olocausto come asso piglia tutto che mette fine alle discussioni, è il momento di essere giudicati per quello che si fa e non per quello che si è subito”.
Frase da prendere con le pinze, esattamente come la tua sugli Arabi.
Ciao!!
Paolo
Beh Paolo,
quanta gente conosci che studia storia gallica, etrusca o cartaginese? Il motivo è che non hanno lasciato un’impronta paragonabile a Greci e Romani.
Così come pochi studiano filosofia romana o diritto greco.
Ciao
Francesco
Francesco
la storia, e la lingua, gallica, etrusca, cartaginese, sono studiate eccome.
Anche i vinti hanno lasciato, fortunatamente per noi, tracce e impronte, in alcuni casi fortissime, in altri labili, in altri quasi inesistenti;
e persone meritevoli le studiano, per arricchire la nostra conoscenza.
Il diritto delle varie città (e regni ecc.) di linua greca è studiato e comparato a quello romano ecc.;
così come gli sviluppi della filosofia nel mondo romano (“romano” in sesno etnico non significa granchè) sono studiate ed analizzate (anche in rapporto alla letteratura, per quello che ne so io).
Ciao!
Paolo
Per Francesco, commento n. 43…
guarda che sono in parte d’accordo con te.
Non parlerei di una “favola” fondante, perché – soprattutto in Emilia e in Toscana – è veramente esistita una forte resistenza popolare (non universale, ovviamente).
E quella resistenza aveva veramente a che fare con antiche aspirazioni contadine di solidarietà, forse più che con nuove ideologie.
Ma è un “mito” fondante, che semplifica le contraddizioni, che esalta il ruolo di ideologie che non erano certo diffuse più di tanto all’epoca, un mito tutto eurocentrico.
Dove è importante, come dici tu, la fantasia del “popolo buono vittima dei tedeschi”, piuttosto che l’autocritica collettiva.
E dove si dimentica che il fascismo ha una lunga preistoria.
Ma credo che oggi questo mito della resistenza sopravvive solo in una parte sempre meno importante della sinistra: al posto suo subentra l’universalizzazione dell’olocausto ebraico, che ha tutt’altre funzioni sociali.
Miguel Martinez
San: TEKLEHAIMANOT (con la a e tutto attaccato).Poi Del boca è innamorato degli eritrei,i quali in quel periodo erano ascari degli Italiani, l’attentato l’anno fatto gli etiopi.
x Miguel
credo che la Shoah abbia seguito popolare persino inferiore alla Resistenza, almeno in Italia.
eppoi, in quanto Popolo Buono, noi gli Ebrei li salvavamo dai Cattivi Tedeschi, sic fabula narratur (spero).
Israele nessuno sa dove sia,
chiedi alla pessima Lia.
paolo, io sono ignorante ma mi risulta che la filosofia greca e il diritto romano siano tra le fonti della nostra vita odierna, mentre il diritto greco e la filosofia romana sono materia per appassionati. come la storia delle “piccole civiltà” antiche.
Francesco
caro Francesco,
telegraficamente:
diritto greco e “piccole civiltà”,non per appassionati, ma per specialisti;
“filosofia romana” non significare niente, filosofia tout-court in epoca romana più corretto;
davvero nessuno conoscere locazione Israele? mandare conferma!
🙂
commento n.53:
so che gli ascari eritrei, molto più di altre truppe coloniali, riscuotono successo tra gli appassionati di storia e cose militari di destra.
Mi sono sempre chiesto il perchè di questa preferenza.
Paolo
miguel,
può essere che splinder tagli le cose troppo lunghe o le faccia addirittura scomparire come un prestigiatore che si rimette il coniglio nel cilindro?
maria
maria
Vedo che ritvan si rivolge a me per avere notizie sull’ “argomento preferito” 🙂
analisi del video qui: http://www.youtube.com/watch?v=b383LOZHWkc
Da notare la cosa curiosa: da una settimana, l’ondata delle controinchieste sta finalmente arrivando, per ora timidamente, sui media mainstream.
Che cosa questo significhi, si potrà capire solo in futuro, ma, intanto, c’è già qualche nome grosso della Rai che ha pensato bene di saltare giù dal carro sempre più sbandato della cosiddetta “versione ufficiale”.
Guardate, per es., le firme in coda all’appello del gruppo di lavoro sull’11 settembre (“rompere il muro del silenzio”) del sito Megachip:
Oliviero Beha, Claudio Fracassi, Roberto Morrione (direttore di Rainews 24), ecc.
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=1927
Evidentemente, vista la mole di contro-ricerche accumulata negli ultimi due-tre anni sia in America che in Europa, anche i grossi nomi cominciano a pensare che conviene aprire una breccia oltre le incredibili affermazioni prive di riscontro della versione ufficiale. Non si sa mai che, un giorno non troppo lontano, scoppi il bubbone; e allora, chi potrà dire “io l’avevo detto” sarà indubbiamente in una posizione migliore rispetto a chi, per anni e anni, ha ostinatamente difeso e propagandato una menzogna.
Rita.
PS: nel primo link, trovi a destra anche il link ai due filmati rilasciati dal Pentagono.
Per Maria (commento n. 56),
sicuramente Splinder taglia i pezzi lunghi. Ma non li fa sparire: evidentemente hai avuto qualche problema nel momento in cui hai schiacciato “pubblica commento”.
Consiglio a tutti di selezionare e copiare il pezzo, appena finito di scrivere ma prima di pubblicare.
Così evitate di perderlo, nel caso in cui sia troppo lungo o ci siano problemi di pubblicazione.
Miguel Martinez
Qualcuno sa se Angelo del Boca è fratello di Bernardino del Boca?
Tutti e due della stessa città, tutti e due nati più o meno nello stesso anno, tutti e due di buona famiglia…
Miguel Martinez
x paolo
chiedi a Lia, che, poverina, vorrebbe trasformare le sue lezioni in propaganda antigiudaica ma ai suoi allieva mancano le basi minime (come fai a parlar male degli ebrei a chi ignora chi siano?).
Francesco
PS mettete sionisti al posto dei termini che ho usato sennò le anime candide si arrabbiano, grazie
Rispondo da solo al mio commento n. 59…
Bernardino del Boca era il fratello di Angelo!
http://www.oliari.com/storia/del_boca.html
Miguel Martinez
x Nemo:
ecco come il celeberrimo Del Boca spiega come la censura operi ancora oggi a 2 livelli:
Adesso siamo pronti a riscrivere la storia?
«E´ un lento cammino. Fino agli Ottanta nei libri di scuola si parlava ancora di “battaglia di civilizzazione”. Adesso la storiografia è più moderata ma certo non si fanno studiare ai ragazzi stermini come questo».
Continuerà a indagare su questi crimini della colonizzazione?
«Per anni l´archivio del ministero degli Esteri è stato inaccessibile. Soltanto quando al centro di documentazione è arrivato Enrico Serra, un partigiano come me, sono riuscito a fare le mie ricerche. Lo Stato rende difficile il lavoro d´indagine sul colonialismo, ci sono ancora migliaia di faldoni intonsi proibiti agli studiosi. E chissà quante cose potremmo scoprire se solo ci fosse la volontà di fare luce sul nostro passato».
john doe
“San: TEKLEHAIMANOT (con la a e tutto attaccato)”
Mi sono permesso di “googlare” (e vabbuò, sono buoni tutti) e il risultato è che il nome del santo (etiope ma venerato da tutte le chiese copte, così mi pare) sia staccato e trascritto in un numerose varianti (Tekle o Tekla o Takla, haymanot, haimnout ecc. ecc.)
mentre Teklehaimanot è diffuso come cognome
(qualcosa come i cognomi italiani tipo “Santonastaso” o “Santamaria”, con la differnza che qui si userebbe solo nome- e “cognome”?- del santo, senza appellativo).
Paolo