O meglio, sono un po’ come quelle persone a cui piace la liturgia, ma manca la fede.
Ecco, non ci credo alla potenza magica insita nel fatto di marciare per alcuni chilometri emettendo i giusti suoni.
Però alla manifestazione contro la guerra che si svolgerà sabato prossimo, non voglio mancare.
Con la scusa delle elezioni, stanno chiudendo tutti gli orizzonti possibili: c’è una gara forsennata a mettere all’asta l’anima, di questi tempi.
La manifestazione contro la guerra era stata indetta dopo lunghe trattative, con un appello molto moderato. Poi, l’altro giorno, arriva un’e-mail da qualcuno che si chiama il "Comitato Organizzatore" che aggiunge una frase che non era stata concordata con nessuno:
Tolta la fuffa buonista, vuol dire che chi si è arrogato il monopolio dell’organizzazione è entrato in panico pre-elettorale, temendo che qualcuno possa non solo dire che la guerra è una gran brutta cosa, ma anche che esiste il sacrosanto diritto a difendersi.
E quindi, per dire che esiste il sacrosanto diritto a difendersi, sabato ci sarò anch’io, alle 14, dietro l’inconfondibile striscione CON LA RESISTENZA IRACHENA, PER L’INTIFADA IN PALESTINA. Per saperne di più su pullman e simili, potete scrivermi in privato.
ROMA, 18 MARZO
MANIFESTARE TUTTI, MANIFESTARE TUTTO
DIAMO VOCE ALLA RESISTENZA!
al termine del corteo parlerà Jabbar al Kubaysi
Il 18 marzo, terzo anniversario dell’inizio dell’aggressione all’Iraq, dovremo essere tutti in piazza.
Primo, perché l’occupazione imperialista deve finire. Secondo, perché il ritiro delle truppe italiane deve essere immediato, senza condizioni e senza trucchi del regime bipartisan chiunque vinca le elezioni il 9 aprile. Terzo, perché il movimento contro la guerra deve far sentire la sua voce a fianco della Resistenza irachena.
L’appuntamento per tutti è alle ore 14 in piazza della Repubblica dietro allo striscione: CON LA RESISTENZA IRACHENA, PER L’INTIFADA IN PALESTINA.
AL TERMINE DEL CORTEO PARLERA’ JABBAR AL KUBAYSI
Ricordiamo a tutti che Jabbar al Kubaysi, presidente dell’Alleanza Patriottica Irachena, è da sempre impegnato nella costruzione di un ampio fronte di liberazione nazionale che unisca le forze dell’opposizione e della Resistenza in un progetto di liberazione ed autodeterminazione del popolo iracheno.
Per questa sua attività, al Kubaysi, dopo essere stato sequestrato dalle forze speciali americane il 3 settembre 2004, è stato detenuto per un anno e tre mesi in un carcere USA a Bagdad fino alla sua scarcerazione avvenuta nel dicembre scorso.
Per la prima volta dunque, dopo l’incredibile negazione del visto ad Haj Ali, simbolo dei torturati di Abu Ghraib, un prigioniero iracheno potrà finalmente parlare in Italia.
TUTTI A ROMA IL 18 MARZO!
Movimento contro la guerra e Resistenza irachena: due voci un’unica battaglia
Comitati IRAQ LIBERO 14 marzo 2006

MM
Curiosità: tu sei di Roma?
JZ
No, ci ho vissuto però a lungo. Sto a Firenze.
Miguel Martinez
Ma visto che la resistenza irachena spara ai soldati italiani, non rischiate di finire in galera, a prescindere dal fatto potreste avere ragione voi e torto chi ha mandato i soldati?
Una cosa del tipo Dura lex sed lex?
Francesco
Non preoccuparti Francesco, poi c’è la Forleo che li tira fuori in un battibaleno:-) :-). Basta che stavolta non brucino auto e/o McDonalds e si limitino al bieco stars-and-stripes.
Ciao
Ritvan