“Sui rami secchi, appendono lampioni colorati”

La questione più importante

Al divorare la terra i loro occhi non si saziano
vogliono guadagnare molto denaro;
dobbiamo uccidere e morire
per far guadagnare molto denaro a loro.

Sui rami secchi appendono lampioni colorati
le loro menzogne e infamie sulle strade,
le code tutte ricoperte di fronzoli e addobbi

Sulla piazza del mercato, battono i tamburi
sotto i tendoni l’uomo tigre, la donna sirena, l’uomo decapitato,
l’acrobata con i mutandoni rosa sul filo
tutti con i visi pesantemente dipinti.

Venire raggirati o non venire raggirati
questa è tutta la questione.
Se non veniamo raggirati: esistiamo!
Se veniamo raggirati: no!

En Mühim Mesele

Toprak doyurası gözleri doymuyor
Çok para kazanmak istiyorlar;
öldürmemiz, ölmemiz lazım geliyor
çok para kazanmaları için.

Elbet de aşikare yapmıyorlar bunu :
renk renk fener asmışlar kuru dallara,
yalanları salmışlar yollara,
hepsinin de kuyruğu telli pullu.

Davullar dövülüyor pazar yerinde
çadırlarda kaplan adam, deniz kızı, kesik bas,
pembe donlu cambazlar tellerin üzerinde
hepsinindi yüzü gözü boyalı.

Aldanıp aldanmamak,
İste butun mesele.
Aldanmazsak : varız!
Aldanırsak : yok!

Nâzım Hikmet-Ran

Print Friendly
Posted in mundus imaginalis | Tagged , | 169 Comments

Le nostre donne

Spesso nella grafica contemporanea, compare una figura femminile insieme combattiva e seducente, con l’occhio assassino e le curve perfettamente proporzionate, o esagerate.

Perché provo un’istintiva distanza da una simile immagine, per quanto ben costruita? Credo che sia per la sua evidente assenza di vita. Per quanto la jeune fille sembri padrona di se stessa, non è altro che il prodotto della fantasia maschile che essa vampirizza. E per questo, la sua esistenza è parassitaria, anche quando esce dall’immagine ed entra nella vita reale.

Fantasy Woman WarriorPenso al contrario alle donne reali che conosco e che combattono assieme a noi.

Per questo, torno a Terry Pratchett, che ha incontrato l’altro ieri la morte with his cat sleeping on his bed surrounded by his family, e alla sua creazione, Tiffany Aching. Che pochi altri autori maschi hanno saputo raccontare così bene un mondo di donne.

Tiffany, con la sua padella da combattimento, i suoi vecchi stivaloni fuori misura, il suo dizionario consunto per non dire mai cose approssimative, la sua bravura a far formaggio, con i piedi saldamente piantati sulla sua terra, tra la primavera e l’inverno.

Che quando la terra è davvero nostra, e la amiamo e la conosciamo così tanto, diventa di tutti, perché non ha padroni.

Senza parlare dei piccoli calcianti dai capelli rossi che le sbucano tra i piedi…

Tiffany fa il percorso esattamente inverso della jeune fille, perché è la realizzazione, nella letteratura, della vita reale. E’ viva persino quando si trova solo sulla carta.

“Tutte le streghe sono egoiste, aveva detto la Regina. Ma i Terzi Pensieri di Tiffany dissero: allora, trasforma il tuo egoismo in un’arma! Fa sì che tutte le cose siano tue! Trasforma le vite e i sogni e le speranza degli altri nei tuoi! Proteggili! Salvali! Portali dentro il recinto delle pecore! Sfida il temporale per loro! Tieni lontano il lupo! I miei sogni! Mio fratello! La mia famiglia! La mia terra! Il mio mondo! Come osate provare a portare via queste cose, perché sono mie!”

(l’immagine si vede meglio, facendoci clic sopra)

Tiffany-Aching

Print Friendly
Posted in mundus imaginalis | Tagged , , | 470 Comments

I Shall Wear Midnight

“I dedicate this book to Mr Evans, a wonderful man who helped many of us to learn about the depths of history over which we float. It is important that we know where we come from, because if you do not know where you come from, then you don’t know where you are, and if you don’t know where you are, then you don’t know where you’re going. And if you don’t know where you’re going, you’re probably going wrong.”

Terry Pratchett
Wiltshire
27 May 2010

Le ultime parole di I Shall Wear Midnight.

terry-pratchett

Print Friendly
Posted in mundus imaginalis | Tagged , | 18 Comments

L’Atlante dei conflitti ambientali

Un’iniziativa stupenda… era da tempo che speravo che qualcuno finalmente mettesse in piedi una cosa del genere. L’enfasi è comprensibilmente su “ambiente” in termini di risorse, salute, “natura”; ma anche i nostri conflitti che riguardano i territori urbani c’entrano a pieno titolo.

COMUNICATO STAMPA

Una mappa nazionale della (in)giustizia ambientale

 Il Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, aperto a Roma nel 2007, è lieto di invitarvi all’evento pubblico di presentazione della prima piattaforma web italiana geo referenziata, di consultazione gratuita, costruita assieme a dipartimenti universitari, ricercatori, giornalisti, attivisti e comitati territoriali, che raccoglie le schede descrittive delle più emblematiche vertenze ambientali italiane. Dal Vajont a Casal Monferrato, da Taranto a Brescia, dalla Terra dei Fuochi alla Val di Susa, dalle zone di sfruttamento petrolifero alle centrali a carbone, dai poli industriali all’agroindustria, dalle megainfrastrutture alle discariche, un atlante delle emergenze ambientali italiane e delle esperienze di cittadinanza attiva in difesa del territorio e del diritto alla salute.

 L’archivio, che al momento del lancio conterrà oltre 100 schede di conflitto, in continua espansione ma di rapida consultazione attraverso un sistema di filtri progressivi ed è pensato per essere utilizzato da ricercatori, giornalisti, docenti, studenti, cittadini, enti locali ed istituzioni pubbliche aventi come mission la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

Mappatura partecipata

Una volta on-line, il portale diventerà strumento di mappatura partecipata: registrandosi come utenti, comitati territoriali, ricercatori, e società civile in qualunque forma organizzata potranno caricare direttamente sul portale, seguendo le semplici istruzioni e compilando il formulario predisposto, schede monografiche inerenti specifici conflitti ambientali che, previa validazione da parte dell’equipe di ricerca del CDCA, entreranno a far parte della mappatura visibile sulla home page dell’Altante.

 

In tal senso il portale mira ad essere non solo un archivio in continua crescita, ma strumento di produzione diffusa di documentazione, di partecipazione cittadina e di messa in rete di realtà territoriali oltre che strumento di visibilità e denuncia dei fattori di rischio ambientale presenti da nord a sud del paese.

 Contributors

Le schede contenute nell’Atlante sono state realizzate da ricercatori universitari, giornalisti esperti di tematiche ambientali ed attivisti, a stretto contatto con le realtà territoriali attive sui singoli casi. Contengono inoltre una nutrita bibliografia utile ad approfondire ogni aspetto tematico o specifico del singolo conflitto.

 L’Atlante Globale dei conflitti: EjAtlas

 L’Atlante italiano è stato realizzato nell’ambito del progetto europeo di ricerca Ejolt, finanziato dalla Commissione europea (7° Programma Quadro, DG Ricerca) che ha coinvolto per 5 anni di lavoro su conflitti e giustizia ambientale oltre 20 partner internazionali tra università e centri studi indipendenti. Il progetto (www.ejolt.org) ha elaborato report e raccomandazioni per la commissione europea sulle normativa ambientali e la gestione delle risorse e costruito l’Atlante Globale della Giustizia Ambientale, contenente circa 1.400 casi di conflitto in tutto il mondo, alla cui elaborazione il CDCA ha partecipato attivamente. L’atlante globale è consultabile alla pagina www.ejatlas.org.

 L’Atlante italiano si configura come corposo focus paese della mappatura globale, coordinato dall’equipe di ricerca del CDCA e realizzato in lingua italiana per permetterne la fruizione all’interno del territorio nazionale.

 Per informazioni e contatti stampa:

maricadipierri@asud.net

+39.348.6861204

www.cdca.it

www.ejatlas.org

www.ejolt.org

Print Friendly
Posted in resistere sul territorio | Tagged , , | 26 Comments

“Di questa feccia adunque Matatia purgò il mondo”

La predica di oggi è tratta da

Lezioni storicomorali sopra la Sacra Scrittura

dell’abate Antonio Cesari
veronese
Volume V

Il Daniele e le Tre Sante Donne
ESTER SUSANNA GIUDITTA

Milano, dalla Società Tipografica de’ Classici Italiani MDCCCXXII

pagine 115-117

La prima cosa adunque che Matatia, col nerbo dell’esercito che aveva ordinato, si mise a fare, fu di dare addosso agli apostati rinnegati del suo popolo, che co’ nemici di lui e di Dio s’erano collegati. Questi erano i nemici da sterminare prima degli altri, perchè peggiori, più accaniti e peggio animati di tutti: non potendo essere uomo peggiore di colui che dal vero Dio e dalla religione si smembra e ribellasi da sè medesimo, e collegato cogli empi, alla religione medesima fa la guerra, ma, senza questo, aperto era il comandamento di Dio che questa razza d’uomini fosse levata dal mondo.

Di questa feccia adunque Matatia purgò il mondo, uccidendone gran parte, e il rimanente ricacciando e costringendoli di cercar lo scampo fin tra’ gentili medesimi, a’ quali s’erano venduti.

Matatia intanto co’ suoi prodi uscendo attorno, col furor di leoni affamati, contra gli oppressori del popolo, da tutte parti gli sbaragliò. Corse il paese contaminato dall’idolatria, e quanti altari trovò, gittò a terra, e levò ogni vestigio d’idolatria: i fanciulli tutti circoncise che non s’erano potuti o voluti circoncidere fino ad ora; ristabilì l’osservanza della legge di Dio e la religione, abbassando e reprimendo in continue vittorie l’orgoglio e la potenza degli avversari, non lasciando loro levar più le corna, di che il popolo cominciò a scuotere il giogo della tirannica servitù de’ Greci; e ‘l culto del vero Dio tornò in istato ed in qualche splendore, con tanto fortunati principj prosperò Iddio questa sacra guerra tolta a fare per lui, quasi per dar a que’ campioni un’arra della protezione sua per innanzi, e di quelle vittorie colle quali egli medesimo avrebbe fornito di metter il suo popolo in libertà, e restituire la religione.

Voi dovete aver conosciuto se contra gli apostati della fede, che turbano la pace e mettono a risico la fede de’ buoni, sia da procedere benignamente: il che essi vorrebbono, menando ingiuste querele della Chiesa, che non vuol, come non dee tollerarli.

Udiste come la costor pena, da Dio medesimo ordinata, era la morte: e nessuno, credo io, oserebbe accusar Dio d’ingiustizia e di crudeltà.

Print Friendly
Posted in cattolici, islam | Tagged , , , , , | 1,772 Comments

Divorare il mondo, facendo presto…

Prendetevi quindici minuti o quasi, tanto dura questo filmato.

Non importa se non conoscete le Alpi Apuane, perché in queste immagini, c’è l’intera storia del mondo moderno.

Print Friendly
Posted in imprenditori, mundus imaginalis, resistere sul territorio | Tagged , , , , , , | 235 Comments

Scoprire il territorio

Noi siamo soprattutto i luoghi, le persone, le pietre, gli animali con cui interagiamo.

Il risultato è profondo e complesso, quanto sono profondi e complessi i rapporti che riusciamo a stabilire: infatti, molti vivono nei luoghi come se non ci fossero, o come se fossero intercambiabili tra di loro.

Il primo gesto di libertà e di comunità consiste nel conoscere i propri luoghi.

Eccoci al lavoro!

Print Friendly
Posted in esperienze di Miguel Martinez, Il clan dei fiorentini | Tagged , , , , | 140 Comments

Tesi sull’Isis e l’Occidente

L’Isis è antioccidentale?

1) E’ un’affermazione autoreferenziale, vittimista, consolatoria ed esaltante solo per chi ha la sventura di sentirsi “occidentale”.

2) Cosa sia l’Islam, nessuno lo sa.

Cosa sia “l’islamismo” moderno, la cui forma più estrema è il califfato di Raqqah, è già più facile dirlo.

3) L’islamismo militante è universale. Affermare divisioni geografiche o razziali negherebbe alla radice il senso del loro impegno. Oriente e Occidente sono la stessa cosa, perché affermare la dualità sarebbe negare Dio stesso, sarebbe la bestemmia suprema. 

4) Il giudaismo parla degli dèi cananei, ma non del cristianesimo.

Il cristianesimo parla del giudaismo, ma non dell’Islam.

L’Islam parla di giudaismo e cristianesimo, ma non di quello che noi chiamiamo “Occidente moderno”.

Non esiste una casella per Voltaire nell’islamismo militante, non a caso parlano solo di “crociati” e di “ebrei”.

Esattamente come gli occidentali, che quando parlano di Isis, dicono “nazismo” o addirittura “medioevo”, perché non sono in grado di immaginare alcuna nuova categoria.

5) La preoccupazione dell’Isis è curare la malattia che indebolisce.

Il mondo islamico si indebolisce per mancanza di retto comportamento.

La forma suprema di comportamento deviante è il politeismo.

E quindi il male assoluto è il culto dei Dodici Imam da parte degli Sciiti, cosa infinitamente più pericolosa di qualunque cosa potrà mai uscire dal mondo insignificante dei non musulmani. La tomba di un santo del quindicesimo secolo è infinitamente più pericoloso di un grattacielo o di un MacDonalds.

6) L’aspetto giornalisticamente inafferrabile dell’islamismo: la sacralità del corpo umano.

Esiste Dio nella sua invisibilità unicamente dicibile.

Esiste il corpo umano, vivibile e tangibile.

Inserire in questo dialogo l’anima o lo spirito, gli eterni amici immaginari dei melodrammi occidentali sin dai tempi dei greci, sarebbe blasfemo. Quindi il corpo umano diventa il centro tangibile dell’universo. Non ci sono errori di pensiero, ma errori di postura.

Sorriso lieve, alimentazione corretta, contatti innocenti tra mani dello stesso genere, contatti pericolosi tra mani di genere diverso, stoffa che copre, segno di paglia sulla fronte, taglio giusto dei capelli, cura dei baffi, cosa beve la donna mestruata a Ramadan, equilibrio tra godimenti sessuali e godimenti alimentari, toni di voce, retta pronuncia… l’islamismo è insieme moderato e straordinariamente difficile.

7) I militanti islamisti sono giovani e se proprio volete essere fieri di avere generato una numerosa prole, sono profondamente occidentali. Sono i figli della postmodernità povera, quella che non legge libri difficili ma sa scorrere i profili su Facebook, produrre video, farsi i selfie, giocare a prodursi nuove identità, usare la tecnica come qualcosa di profondamente proprio.

Un clic li separa da ogni altra forma di modernità. Anzi, il tuo clic. Però a differenza di tanti altri luoghi dove puoi capitare, loro esistono davvero. Anche.

8) Moriranno ammazzati quasi tutti, perché le armi alla fine appartengono a chi sa fare meglio di conto. Moriranno giovani, e qualcuno ancora sorridente.

Print Friendly
Posted in islam, mundus imaginalis, Uncategorized | Tagged , , | 243 Comments