Avvoltoi due

Mentre i giornalisti sentenziano sulla gente dell’Oltrarno, la gente dell’Oltrarno dice la sua sui giornalisti.

“Ieri, hanno rincorso la C. per tutta via d’Ardiglione con le telecamere, perché aveva adottato i’ccane della povera figliola.”

“E io ai giornalisti, gli ho tirato du’ mele e gli ho detto che sono degli infami!”, dice il T., che ha il bancone al mercato.

“Quando sono arrivati i carabinieri, i giornalisti ci hanno detto, ‘lo facciamo perché la gente lo vuole.'”

“Sì, e c’è la gente che vole l’eroina!”

“Però è vero, ieri sera c’era Bruno Vespa…”

“E che, ha già fatto il plastico? Ieri ho sentito la S., sai la figlia del fruttivendolo, che gridava…”

“quella che portava i figlioli in Piazza Tasso a preparare per terra gli striscioni dei Bianchi?”

“Sì, la S., quella che ai cortei per i’ Nidiaci aveva la trombetta. L’ho sentita che urlava ai giornalisti, con quel vocione, avete rotto i c… lasciatela in pace la pora figliola!”

“Io a questi avvoltoi ci passo davanti col furgone tutti i giorni, gli diho tutto quello che penso di loro, in faccia.”

“E per una volta che ce li abbiamo qui, mica potevamo farci niente quando parlavano di Cogne, ma adesso ce li abbiamo qui, a dargli due schiaffi n’i’ ‘vvolto!”

“Un fischio e quindici ragazzi li trovo!”

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Avvoltoi

L’altro giorno, come avrete senz’altro saputo tutti, una giovane signora è stata assassinata nel nostro rione.

Da allora, una folla di giornalisti con telecamere impedisce il passaggio lungo lo stretto marciapiede oltrarnino.

“Ma ancora non li hanno buttati in Arno, agli avvoltoi?” chiede la gente di San Frediano.

Oggi sono andato a fare le foto agli avvoltoi, come le fanno loro. Flash, dritto in faccia, una dopo l’altra.

avvoltoi

avvoltoi2

E’ vero che sangue e sesso abbagliano tutti, ma il ruolo teorico dei media nell’equilibrio delle cose consiste nel dare informazioni utili perché i cittadini facciano le loro scelte.

Ma qui, qualunque cosa sia successo, è stato un fatto privato, psicotico e senza alcun senso per il resto del mondo. L’unico risultato possibile di tutto questo è trascinare nel fango la memoria già tremenda che una famiglia può avere della propria figlia.

Tra qualche giorno, in un’altra stradina di questo quartiere, ci sarà lo sfratto di un signore di 85 anni.

Certo, non ci sarà sesso e forse nemmeno sangue.

Ma non sarà un fatto privato, psicotico e senza alcun senso per il resto del mondo.

C’è un padrone di casa che chiama il proprio avvocato. C’è un ufficiale giudiziario. C’è gente che ha deciso leggi che ci riguardano tutti.

Mancheranno solo i giornalisti.

 

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Vita notturna

Dovete sapere che nella vibrante città di Firenze, culla che coniuga eroticamente Tradizione e Innovazione, la sera girano tanti gaudenti con o senza SUV.

E quando hanno goduto e arricchito i localari, vanno a liberarsi nei vicoletti che la Storia che ha reso gloriosa la città di Micheldante e Angiolo Alighieri ha messo a loro disposizione.

Ieri ce n’era uno, che aveva deciso di liberarsi contro un bandone.

Passa la grande F., che combatte da una vita. Tutta elegante con i capelli curati.

E dice con quella voce splendida e forte, al gaudente:

“E tu che fai? Te lo taglio con le forbici che così da ora in poi pisci come me!”

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Los moros no pasarán!

Oggi, la signora Lucia Annunziata proclama al mondo:

Sul corpo delle donne no pasaran

che dovrebbe essere una versione disaccentata di una vecchia canzone spagnola:

“Los moros que trajo Franco
en Madrid quieren entrar.
Mientras queden milicianos
los moros no pasarán.

La stessa canzone ci dice anche che “nell’Ebro si sono affondate le bandiere italiane”.

Lo sproloquio della signora Annunziata riguarda gli avvenimenti successi la notte di Capodanno in molte città della Germania, ma anche in Austria, Svezia, Finlandia e Svizzera.

Siccome le notizie sono state prima soppresse ad arte e poi gonfiate ad arte, è difficile capire esattamente cosa sia successo.

Si parla di centinaia, forse anche migliaia, di giovani che si sarebbero aggirati completamente ubriachi spintonando,  scippando telefonini e di tanto in tanto mettendo anche le mani addosso alle signore, in stile discoteca riminese.

La signora Annunziata ha le idee chiare:

“Quel migliaio di giovani erano preparati, il loro assalto è stato organizzato ed eseguito come una operazione semi-militare […] Un’operazione di molestie così vasta, continuata e determinata non può essere vista solo come un gesto contro le donne; si configura come un atto di scontro, umiliazione e dominio esercitato nei confronti delle donne sì, ma mirato a inviare un segnale di disprezzo e di sfida all’intero paese che quegli uomini ha accolto. Cioè noi, l’Europa tutta e non solo la Germania.”

Notate quella meravigliosa idea del “mirare a inviare un segnale”, come se si stesse parlando dell’ufficio stampa del PD che cerca di inviare un segnale ammiccante a qualche transfuga berlusconiano.

Ma chi è che avrebbe subdolamente organizzato questo esercito di embriahoni?

L’Islam, ovviamente:

“La verità di cui dobbiamo discutere è proprio questa: il rapporto dell’Islam con le donne è un tema devastante, intriso di violenza e di politica.”

Le “donne” c’entrano un po’ meno di quanto sembrerebbe dai titoli, pare, visto che finora dei 31 indagati, nemmeno uno è accusato di molestie. Ma si sa, se vuoi far fare una cosa di Destra a uno di Sinistra, gli devi parlare delle donne…

La signora Annunziata ha in mano la soluzione: costruire un “doppio percorso” per l’immigrazione: ammettere ” famiglie, bambini, donne, anziani” e tener fuori i “giovani uomini”. La bell’abissina sì, los moros no, insomma.

A Lucia Annunziata, gli stranieri piacciono quando può fare loro la carità. Altrimenti, no pasaran (senza accento). Come tutti i liberal, diventa isterica quando scopre che quelli che patrocinava sono persone e non pelouche.

Detto dalla casalinga di Voghera, non ci sarebbero problemi; ma la signora Annunziata dovrebbe sapere che – grazie a Stati Uniti, Turchia, Israele, Qatar, Iran, Giordania, Arabia Saudita – c’è una guerra in corso in Siria, conseguenza inevitabile dell’idea precedente di distruggere l’Iraq (e lì l’Annunziata non ha colpe).

Attualmente, in quella guerra, l’esercito governativo si trova in una situazione paradossale.

Grazie alla disastrosa incompetenza di tutti i suoi avversari, tranne l’Isis che con tutti i suoi difetti amministra seriamente e non ruba, e all’aiuto russo, l’esercito governativo starebbe vincendo.

Ma non ha più soldati.

E non ha più soldati, perché i giovani uomini siriani, a prescindere da qualunque idea politica che possano avere, non hanno alcuna intenzione di farsi mandare a morte: la mitica Resistenza da noi è nata così, solo che questi hanno la fortuna di poter andare all’estero invece che in montagna.

bando-grazianiTutti rischiano in Siria, ma nessuno quanto i giovani maschi.

Ora, cosa succede quando un vasto gruppo di giovani maschi si trova lontano dalla famiglia, non inquadrato in alcun tipo di disciplina, in un paese profondamente ostile, senza alcuna prospettiva, con nulla da perdere?

Fanno più o meno come qualcuno (per nulla ostile) mi racconta fecero i giovani mercenari italiani nella ritirata dal Congo: non a caso nel momento della sconfitta.

Anzi, i ragazzi di Colonia, di Stoccarda e di tutte le altre città di cui parla l’Annunziata hanno fatto molto di meno dei ragazzi di Lucera.

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Una minaccia e due risate

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Una foto per la Prima Parthica

Una foto per spiegare agli amici della Prima Parthica, attualmente schierati in qualche disastrata località dell’Iraq settentrionale, da che parte devono stare.

MartinBader-Sutoro-MFS-looting-IphoneIl signore che vedete mentre si prepara a regalare alla moglie la sua nuova lavatrice non è appena uscito da Mediaworld.

Si tratta di un miliziano cristiano assiro del Consiglio Militare Siriaco, un gruppo che combatte a fianco dell’YPG, i curdi di Kobane per capirci, gli unici – assieme a Hezbollah che Israele sta bombardando ininterrottamente in questi giorni – che riescono però a combattere i famigerati supercattivi dell’Isis, da cui la Prima Parthica deve salvare il mondo.

Siriaco vuol dire un membro di una delle antichissime chiese cristiane, decimate dai massacri subiti all’inizio del Novecento soprattutto dai curdi.

I legionari informati si ricorderanno in sintesi che i curdi che la Prima Parthica sta addestrando sono i primi nemici dell’YPG.

E che quelli dell’YPG sono anche attualmente più o meno in guerra con la Turchia che appartiene alla NATO di cui la Prima Parthica in qualche modo fa parte.

I legionari ancora più informati si ricorderanno che quelli dell’YPG sono anarco/eco/comunisti ex-stalinisti seguaci di un signore che l’Italia ha venduto alla Turchia e che in carcere si è convertito alle idee di un ecologista statunitense brillante ma particolarmente litigioso, tale Murray Bookchin.

Ma torniamo alla nostra foto.

Il cristiano con la lavatrice sta saccheggiando un villaggio.

Cristiano pure quello, e anche della sua stessa denominazione.

Il villaggio in questione era stato occupato da poco dall’Isis/Daesh (i cattivi che lucrano sul petrolio assieme ai buoni della NATO turca e grazie ai curdi che la Prima Parthica sta addestrando, riforniscono di petrolio Israele, che è il Baluardo dell’Occidente da quelle parti).

Siccome i cristiani orientali hanno una notevole bravura nel chinare la testa finché non passa la piena, non hanno avuto particolari problemi con l’Isis/Daesh, a parte tre esecuzioni che da quelle parti ormai sono una sciocchezza.

Poi grazie alle bombe statunitensi, gli anarcocurdocristiani antiturchi hanno conquistato il villaggio.

Teste non ne hanno tagliate, pare, ma si sono portati via tutto quello che potevano. Così i loro fratelli cristiani imparano a fare la pace.

Tutto chiaro, adesso?

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Buon anno dalla Turchia

Ogni tanto, una buona notizia.

Leggiamo che ieri il Consiglio di Stato turco avrebbe annullato un progetto chiamato Yeşil Yol – “Strada Verde” – che avrebbe dovuto trasformare le province lungo il Mar Nero in un grande resort per turisti sauditi.

Ecco le foto di alcune proteste contro questo megaprogetto.

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Amare e odiare Firenze

Una delle fortune che ha questo blog, è quella di avere come commentatore qualcuno che si firma Grog e che ci riempie regolarmente di insulti decisamente geniali, di cui gli siamo immensamente grati.

Un suo recente commento è dedicato ai fiorentini.

E su questo tema, vorrei rispondergli a modo mio.

Pensa a Firenze come a una città medievale abitata da quattro gatti che si conoscono tutti tra di loro, casualmente calpestata da sedici milioni di buffi turisti ogni anno (una roba tipo New York o di più),  con le rotelline dei loro valigioni che si sentono giorno e notte inciampare contro i sassi.

Immàginati innanzitutto dei nobili che possiedono immensi, meravigliosi palazzi con le scale trionfali, le figlie tenniste e bionde che hanno studiato co’ l’amerihani, proprietari di immensi volumi rilegati in pelle d’unicorno in cui sono elencate le loro innumerevoli terre, i vigneti che salgono e scendono sulle colline tettuose del Chianti.

E  che sognano di vendere a uno sceicco, se non Palazzo Pitti, almeno Palazzo de’ Foschimercanti, che il loro quadrisavolo truffatore e ruffiano rubò grazie a un notaio complice.

Questi Signori sono insieme arroganti e umani, perché dopo otto secoli, non hanno più bisogno di fingere. Talvolta li incroci in bicicletta e in jeans, e i cancelli dei loro incredibili feudi si aprono per un istante, e ti salutano con un affettuoso ciao, le mani sporche di terra perché, avendone troppi, non sanno nemmeno cosa siano i soldi.

Attorno a loro, immàginati un ricco contorno di preti, di fedeli, di prime comunioni e di comunioni politiche. Di amici degli amici del Vescovo, di gente che fa parte di confraternite misteriose inscindibili dalle logge massoniche. Ogni volta che pensi che uno di loro sia un santo, scopri che è un simoniaco. E ogni volta che pensi che sia un simoniaco, scopri che in realtà è un santo, e magari anche un esorcista gentile e comunista, che sorridente scaccia satanassi e speculatori.

Attorno ai nobili, in posizione subordinata, una schiera di tagliagole, sgherri e guappi che servono a mantenere una giusta dose di terrore, quelli che violano ogni legge nota a uomo o a Dio, sapendo che nessuno li denuncerà.

Nell’insieme, in qualche alchìmia misteriosa, nobili, preti e sgherri formano il Partito Unico, onnipresente, omnidecidente, omnivoro.

Sotto, c’è una plebe di ciompi, di meccanici che trasformano pelle e metallo e carta e stoffa in meraviglie, giullari, taglialegna di pinocchi, osti che quando muoiono per scherzo si danno du’ bare, donne tristi con la sigaretta in bocca e dal pugno facile, bari che hanno perso tutti i soldi guadagnati a far scommesse clandestine, muratori che non sanno se domani saranno ancora vivi mentre lavorano in nero, poligami devoti ai santi, migranti arrivati da mezzo mondo e oltre, le mogli islandesi e giapponesi e keniote dei corniciai costretti a chiudere da Equitalia…

Un po’ cercano di campare come possono, faticando di giorno e di notte seducendo le turiste bionde (diventano pessimi mariti ma ottimi padri), a volte parcheggiano in seconda fila la loro auto con il contrassegno da finto invalido e ti riempiono di minacce se gli dici qualcosa, perché è gente sconnessa quanto i sassi delle stradine strette.

E poi scopri che uno di loro ha ospitato la famiglia di zingari nel suo vecchio fondo, un altro ha preso in casa il cinquantenne sfrattato un po’ tonto che ha perso il lavoro, un altro ha dato tutto quello che poteva a una famiglia di disgraziati, un’altra ha adottato un figliolo che non ci sta con la testa… e tutto questo senza dire niente a nessuno, perché quando questa plebe parla, lo fa per scherzare, per giocare, ma assai di rado per vantarsi.

Che finché la polizia non gliel’ha vietata, si andava incappucciati, a Firenze, a salvare i moribondi e i malati e i poveri, chiedendo in cambio un bicchiere d’acqua, perché non ci si sentisse indebitati.

E c’è quella che dall’alto del suo balcone, denuncia ogni giorno il male che fanno gli speculatori; e quello che si scusa perché non può fare il corteo con noi solo perché ha novant’anni e non riesce a camminare bene.

E le du’ donne, una con il viso tutto pieno di porri che sembra un tronco di legno e i capelli tinti di blu, e la sua compagna non tanto sveglia con i capelli tinti di viola, e il loro meraviglioso sorriso e le risate che ci scambiamo…

E i rissaioli e i nipoti dei renaioli, e quelli che hanno la fedina nera e il cuore Bianco, e che il giorno di San Giovanni danno e prendono cazzotti e poi passano la serata a Santo Spirito, a dire parolacce e prepararsi a pregare.

Per tutti costoro, io amo Firenze, esattamente nella misura in cui la odio.

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