Il Nidiaci, il sindaco Dario Nardella e Marcello Dell’Utri

Stamattina mi segnalano che il nostro giardino è diventato un caso nazionale, grazie a un’inchiesta di Davide Vecchi del Fatto Quotidiano.

Che ha scoperto, da una parte, che la sorella del sindaco di Firenze, Sveva Nardella, ha comprato casa da Salvatore Leggiero. Salvatore Leggiero è proprio il signore cui il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha appena ceduto quella che per 90 anni fu l’area dei bambini di San Frediano.

Allo stesso tempo, l’implacabile giornalista ha scoperto i rapporti tra Salvatore Leggiero e Marcello Dell’Utri, con tutto ciò che questo significa.

E mi viene da sorridere pensando a tutte le nostre piccole persone, i bambini, i nonni, i babbi e le mamme, che si trovano improvvisamente al centro di tante cose, a due settimane dalle elezioni.

Nidiaci-nardella-marcello-dellutri-leggiero-13 maggio 15

 

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La morte di Osama bin Laden

Scopro solo adesso che Seymour Hersh sarebbe riuscito, con un immenso lavoro investigativo, a ricostruire almeno una parte della verità sulla morte di Osama bin Laden.

Non ho avuto tempo per vedere se sia uscito qualcosa in italiano; quello che leggo in inglese è davvero notevole.

Forse ciò che più mi ha colpito è l’ennesima dimostrazione di un principio che ritengo fondamentale per capire la realtà: i governanti mentono, i complotti esistono, i complotti raramente sono però quelli che ci immaginiamo noi e quasi sempre sono più di uno alla volta.

La versione ufficiale sulla morte di Osama bin Laden era talmente assurda da essere palesemente falsa, e in effetti lo era.

L’errore di coloro che vengono sbrigativamente definiti “complottisti” non fu certo nel capirlo, ma nella discutibile determinazione con cui mettevano in campo le proprio controverità.

E’ perciò interessante vedere l’insieme di interessi, spesso in conflitto tra di loro, che hanno reso necessario inventare tante menzogne tutte insieme.

Perché qui abbiamo una falsificazione cumulativa, che nasce dalla necessità di un gran numero di attori diversi di mentire. Tanto per citare un esempio che forse sfugge in mezzo a tanti altri più importanti – alcuni funzionari hanno visto nella notizia l’occasione per giustificare la pratica della tortura, e quindi hanno diffuso la voce assolutamente falsa che fosse grazie alla enhanced interrogation (sic!) che si era arrivati a colpire il cattivo numero uno della mediasfera.

E la versione ufficiale era così assurda, proprio perché doveva essere cucita in tempi da telegiornale, nel tentativo di mettere insieme tutte le diverse mistificazioni in corso.

Poi la vera verità sarà ancora più complessa e contorta, perché ovviamente le stesse fonti che Hersh ha usato possono a loro volta aver nascosto qualcosa. E infatti, parliamo sempre e solo di qualcosa della verità.

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Docenti e potenti

L’altro giorno, a Bologna, un gruppo di insegnanti si è recato a discutere con il signor Matteo Renzi di Rignano, nel corso di un evento denominato Festa dell’Unità.

Il giovane rignanese, non eletto da nessuno ma molto apprezzato nei sondaggi per le sue battute, sta attualmente decidendo della vita futura proprio degli insegnanti.

Il dialogo ha assunto dopo pochi minuti questa forma, in cui vediamo una pubblica dipendente (sotto) che incontra un altro pubblico dipendente (sopra).

polizia-renzianaIl figlio del più noto distributore di pubblicità porta a porta di Rignano ha commentato l’evento dicendo, «Non mi spaventano tre fischi, cambierò l’Italia». E in effetti, probabilmente l’insegnante stesa per terra, più di tre fischi non li ha potuti fare.

In apparenza, si tratta un incontro insolito: normalmente, quelli che stanno in alto ricevono quelli che stanno in basso una volta ogni sei mesi, con ampi sorrisi.

Promettono loro qualunque cosa chiedano.

Si offendono terribilmente però se uno registra le promesse che fanno e le mette in rete.

Poi fanno quello che vogliono, che è l’esatto contrario di quello che hanno promesso.

Infine, pretendono pure di averti fatto un favore.

Ma la sostanza non cambia, e nel caso di questa foto, emerge in modo piuttosto chiaro.

Oggi c’è stato lo sciopero generale degli insegnanti, e questa volta erano praticamente tutti d’accordo a rinunciare a un giorno di stipendio.

E’ nato però anche un piccolo movimento di orgoglio crumiro, che ha sfruttato twitter con lo hashtag #iononsciopero.

Se qualcuno ha un po’ di tempo, consiglio di guardare il fantastico linguaggio, che mette insieme per la prima volta dal 1920 tutti i più feroci luoghi comuni italici, dove destra, sinistra e futurismo progressista si fondono in un’unica fedeltà al dominio.

Che poi se si guarda bene, troviamo che una percentuale altissima di tweet antisciopero, li fa un unico signore, tale Maurizio Nastasi, che fa il crumiro evidentemente per pura passione, visto che non si presenta al mondo esattamente con l’aria da insegnante.

Il cervello non sarà quello del Vate e la capacità letteraria poi è palesemente tutt’altra; ma lo spirito sembra proprio quello.

Basta vedere come si presenta:

maurizio-anastasiNon sappiamo ovviamente se questa sia la vera faccia del signor Nastasi, o se si tratta dell’immagine di un fotomodello sgraffignata da qualche parte in rete.

Fatto sta che il signor Nastasi ha prodotto centinaia di tweet per crumirare i docenti in sciopero, e queste sue produzioni si riassumono nella seguente profonda riflessione filosofica:

no-scioperoTiè, piglia e porta a casa!

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La rovina del genere umano

Guardiamo attentamente questa immagine, perché è profondamente istruttiva.

Volti innocenti, popolari e sfigati, con un entusiasmo a modo suo bellissimo, che si esaltano per le storie che qualcun altro ha raccontato loro… c’è tutta la tragedia della nostra specie e la radice di tutto l’orrore senza fine che chiamiamo storia.

Chiamatela come volete, sacrifici umani, Auschwitz, Hiroshima, il gulag, l’Isonzo… La spiegazione sta tutta in questa foto.

its-a-princessLa tragedia, poi, è anche quella di una bambina, che a due ore di vita, ha già il destino segnato.

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Il cyber-Duomo e Appinocchio

Ieri c’è stata l’inaugurazione di Expo 2015, a poche ore dall’imposizione di un sistema elettorale rivoluzionario nel paese.

A settant’anni di distanza, Expo realizza il sogno mancato del 1942, per cui Benito Mussolini fece costruire l’EUR. Dove, sul Palazzo della Civiltà del Lavoro (oggi in mano al Gruppo Fendi), si legge la grande scritta:

«Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori»

I ricorsi storici sono interessanti anche nella loro differenza.

Expo 2015 non apre con una rigida scritta.

E il capo del governo taglia il nastro e ci presenta subito, non l’Italia, ma la Toscana, che è riuscita a farsi assegnare il Padiglione Italia per le prime quattro decisive settimane della fiera. Nel padiglione,

“i visitatori saranno accolti con la proposta di un viaggio multisensoriale che faccia loro sperimentare, in breve, tutte le bellezze e le eccellenze della regione, utilizzando le migliori tecnologie disponibili (video, multi touch, suoni, odori, app). Una apposita app “Appinocchio“, guiderà infatti il visitatore.”

Expo, a sua volta, si manifesta a Firenze tramite un cyber-Duomo che poi farà il giro del mondo e concluderà la sua esistenza virtuale a Dubai tra cinque anni, a dimostrazione che lo scontro di civiltà è roba da poveri.

Il cyber-Duomo è stato inaugurato dal sindaco Dario Nardella, rigorosamente in jeans, che ai nostri tempi manda lo stesso messaggio di certi abbigliamenti futuristici di un secolo fa.

Ma è davvero interessante vedere come viene riproposta la fatidica frase su poeti, artisti ed eroi, nel fluido videolinguaggio dei nostri tempi. Il video si intitola Magnificent. Sarebbe un errore pensare che il titolo sia in inglese “per farsi capire”: in realtà l’inglese, nella sua forma globalizzata, è il latino imperiale dei nostri tempi.

Tempo fa, avevamo buttato giù qualche ipotesi sull’Italia fiorentinizzata.

In sintesi, la fiorentinità consiste nel sapiente utilizzo delle ossa degli antenati per farne appendiabiti per negozi di moda.

Aggiungiamo al volo qualche riflessione in più.

1) La differenza tra renzismo e berlusconismo sta nel diverso modo di essere italiani. Berlusconi era lo Zio Pierino, quello che ai matrimoni guida i cori ammiccanti. Renzi è l’Uomo del Destino.

2) La fiorentinità parte dal presupposto che il mondo appartenga di diritto, non ai semplici ricchi, ma agli straricchi. Ora, se uno è straricco, non si accontenta delle solite signore in minigonna che si trovano lungo i viali, ma vuole avere un’esperienza unica. Quindi il destino dell’Italia deve essere quello della escort d’alto bordo, che dia almeno l’impressione di offrire qualcosa di molto particolare.

3) L’escort di alto bordo non vende soltanto una certa parte del proprio corpo, vende un’immagine complessiva, fatta di monumenti, gioielli, vestiti e anche – geniale scoperta del renzismo farinettiano – cibo.

4) In realtà, “l’esperienza unica” consiste semplicemente in una serie limitata di cartoline. I monumenti riconoscibili, i cibi noti, gli stilisti famosi. Tutto il resto può andare benissimo in malora: la scuola distrutta, i monumenti abbandonati all’incuria o alla camorra, si conciliano perfettamente quindi con l’Aura Italia.

5) I pochissimi venditori autorizzati di cartoline, per aprire le loro bancarelle, devono essere o fiorentini o molto generosi nei confronti di certi fiorentini.

“Pinocchio sarà ambasciatore della Regione Toscana all’Expo di Milano – ha confermato il sindaco di Pescia, Oreste Giurlani – e potremo presentare questa nostra icona mondiale con una pregevole scultura realizzata dalle mani abili degli artisti del Carnevale di Viareggio”.

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Alison Gross

E’ primavera, e come spesso capita si vota. Presi di improvvisa libidine, i politici iniziano a far la corte e ad allungare, metaforicamente, le mani.

Viene in mente la vecchia ballata scozzese di Alison Gross. Cantata in maniera indimenticabile dagli Steeleye Span, che però omettono gli ultimi versi, in cui la regina con una carezza libera il prigioniero dall’incantesimo.

Ma mentre di streghe abbonda il teatro elettorale, le regine serie giustamente si tengono lontane dalle urne.

Va da sé che il video non è affatto originale, ma nella sua ingenuità rappresenta perfettamente il mondo delle nostre Alison Gross in carne e ossa.

Alison Gross che vive in quella torre
La strega più brutta delle terre del nord
Mi corteggiò un giorno portandomi nelle sue stanze
e facendomi tanti bei discorsi

Mi accarezzò la testa, mi pettinò i capelli
Mi posò dolcemente sulle sue ginocchia
Dicendo, se diventi il mio amante fedele
Tante cose buone ti darò

Via, via, brutta strega
Va’ lontano e lasciami stare
Non sarò mai il tuo fedele amante
Non cerco la tua compagnia

Mi mostrò un manto di rosso scarlatto
Con i fiori dorati e frange fini
Dicendo, se diventi il mio amante fedele
Questo bel dono tuo sarà

Mi mostrò una camicia di morbida seta
con perle disposte tutt’attorno al collo
Dicendo, se diventi il mio amante fedele
Di questo bel dono tu sarai padrone

Mi mostrò una una coppa di buon oro rosso
Adorna di gioielli belli da vedere
Dicendo, se diventi il mio amante fedele
Questo bel dono tuo sarà

Via, via, brutta strega
Va’ lontano e lasciami stare
Mai bacerò la tua brutta bocca
Per tutti i doni che potresti darmi

Di scattò si voltò
Tre volte fece suonare un corno verde come l’erba
Giurò per la luna e le stelle in alto
Che mi avrebbe fatto pentire di essere nato

Tirò fuori una bacchetta d’argento
tre volte girò su se stessa
Mormorò parole che mi fecero perdere forza
E mi trasformò in un brutto verme

Alison Gross that lives in yon tower
The ugliest witch in the North Country
Has trysted me one day up to her bower
And many a fair speech she made to me

She stroked my head and she combed my hair
She set me down softly on her knee
Saying if you will be my lover so true
So many good things I would give to you

Away, away, you ugly witch
Go far away and let me be
I never will be your lover so true
And wish I were out of your community

[Chorus]
Alison Gross she must be
The ugliest witch in the North Country
Alison Gross she must be
The ugliest witch in the North Country
She showed me a mantle of red scarlet
With golden flowers and fringes fine
Saying if you will be my lover so true
This goodly gift it shall be thine

She showed me a shirt of the softest silk
Well wrought with pearls abound the band
Saying if you will be my lover so true
This goodly gift you shall command

[Chorus]

She showed me a cup of the good red gold
Well set with jewels so fair to see
Saying if you will be my lover so true
This goodly gift I will give to thee

Away, away, you ugly witch
Go far away and let me be
I never would kiss your ugly mouth
For all of the gifts that you could give

[Chorus]

She turned her right and round about
And thrice she blew on a grass-green horn
She swore by the moon and the stars of above
That she’d make me rue the day I was born

The out she has taken a silver wand
She’s turned her three times round and round
She muttered such words till my strength it did fail
And she’s turned me into an ugly worm

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Le mosche di Custer

The Handsome Family è una coppia di cantautori statunitensi, dotati di una notevole capacità poetica, soprattutto quando si tratta di parlare della natura.

Il ventaglio di capelli dorati oliati di rosa e cannella
mentre il sangue fioriva rosso come un papavero attraverso il tuo cappotto di velluto
il tuo cappotto di velluto blu scuro
sì, lì tra l’erba delle praterie del Montana i Sioux spararono a Custer
la sciarpa rossa legata, gli stivali neri lucidi
come appariva bello alle mosche, il regno felice delle mosche

Caro Custer, oggi c’è un Wal-Mart dove una volta vagavano gli orsi
montagne di gel per capelli e camicie da cowboy e tutti hanno un fucile
tutti hanno ancora un fucile
ma in alto tra le travi al di sopra delle luci, i fringuelli rossi nascondono i loro nidi
e quando le nostre auto se ne vanno, cantano sinfonie attraverso la notte
nella loro foresta di tubi di riscaldamento

E fuori oltre il parcheggio lungo il marciapiede tra l’erbaccia incolta e i rifiuti
grandi eserciti delle formiche più piccole combattono per la gloria della loro regina
una regina così piccola e gloriosa
ma nemmeno l’imperatrice delle formiche per cui diecimila danno la vita
fa un rumore sotto i fili d’erba del nostro grande impero di prati rasati
com’è silenzioso l’impero dei prati rasati

Your fan of golden hair oiled with rose and cinnamon
As your blood bloomed poppy red across your velvet coat
Your deep blue velvet coat
Yes, there in Montana prairie grass the Sioux shot Custer down
His red scarf tied, his black boots shined
How beautiful he looked to the flies, the happy kingdom of flies

Dear Custer there’s a Wal-Mart now where once the grizzlies roamed
Mountains of hair spray and cowboy shirts and everyone has a gun
Everyone still has a gun
But high in the rafters above the lights, red finches, they hide their nests
And when our cars drive out of sight they sing symphonies across the night
In their forest of heating pipes

And out past the parking lot along the curb in the wilds of weed and trash
Great armies of the smallest ants fight battles for the glory of their queen
Such a tiny glorious queen
But even the empress of the ants for whom ten thousand fall
Makes not a sound beneath the blades of our great empire of lawns
How quiet is the empire of lawns

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Il must per i lover del made in Italy

Come sapete, di Beretta ce ne sono due in Italia.

Il Porcaro:

“La Mission del Gruppo Beretta è quella di portare quotidianamente nelle case degli italiani tutte le specialità della più autentica Salumeria e Cucina Italiana coniugando tradizione, modernità, servizio e fornendo al Cliente Eccellenza Qualitativa e Sicurezza tramite l’impegno diretto di una Family Brand al 100%.”

e il Pistolero:

 “Lavoro, inventiva, rispetto della tradizione, attenzione al Cliente e alle Maestranze, ma insieme a questo studi ed aggiornamenti continui, miglioramento tecnologico ed avanzati metodi di fabbricazione sono le basi sulle quali Beretta ha costruito la sua immagine e da cui derivano le armi sportive e militari che dal 1526 portano in tutti i continenti il marchio della più antica fabbrica d’armi.”

Sul sito del Pistolero segnalo un prodotto – alla pagina Mondo Lusso – che sarà indubbiamente di particolare interesse per i lettori di questo blog.

Pistola_diamanti_interna41.000 Diamanti per una Beretta 92FS

Gardone Val Trompia - Made in Italy

1193 pietre incastonate
90 Carati

Un pezzo unico disegnato e creato da Beretta in collaborazione, con Barozzi, gioielliere a Brescia. Si tratta di una 92FS, famosa in tutto il mondo essendo la pistola lato ufficiale di corpi di polizia e gli eserciti in molti paesi. Un omaggio al concetto di puro lusso arricchita da manopole realizzate di oro bianco completamente ricoperta da diamanti.

Il lavoro è assolutamente straordinario. Grips sono stati fatti con modanature specifiche e possono sostituire le prese genuini di una 92FS standard. La superficie liscia del diamante è arricchito da una smaltato nero Logo Beretta. Sul telaio scorrevole due ulteriori linee di diamante completare il capolavoro.

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