Esclusivo! Come sarà la Firenze futura. Cronaca di un incidente diplomatico

Riprendiamo questo splendido scritto di Giacomo Trombi.

Esclusivo: come sarà la Firenze futura. Cronaca di un incidente diplomatico.

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Vivere in un mondo quasi perfetto

Spesso mi trovo spaesato nelle discussioni con diversi commentatori di questo casuale forum.

Si tratta di persone intelligenti, argute, colte e umanamente gradevoli. Non è nemmeno che abbiamo necessariamente valori diversissimi: sono sicuro che a conoscerle da vicino, potremmo anche fare tante cose insieme.

Eppure quando discutiamo, sembra che viviamo su due pianeti diversi. E forse oggi ho capito perché.

Loro vivono in un mondo statico. Con molta difficoltà, cerco di raffigurarmelo, con i loro occhi, come sarebbe questo posto, impermeabile alla storia, alla natura, all’economia, ai flussi energetici, alla vita e alla morte.

Da sempre (diciamo sicuramente dal 1945 in qua) e per sempre, ci sono da una parte degli individui isolati, fluttuanti nello spazio – i Cittadini – e dall’altra le Istituzioni.

I primi forniscono eternamente le loro Tasse e i loro Voti, le seconde forniscono con altrettanta immutabile regolarità i Servizi.

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In questa macchina escheriana, c’è un’unica variabile: la qualità umana dei Politici, cioè le persone a cui gli Individui fluttuanti delegano ogni potere di azione o di decisione.

Quando l’Uomo Giusto viene eletto, tutto va bene; quando si elegge l’Uomo Sbagliato, le cose vanno male. Quindi, per saperli distinguere, bisogna frugare nelle loro biografie: hanno mai raccontato una bugia al proprio partner? Sono troppo seriosi, oppure si lasciano andare come niente a dire sciocchezze? Hanno i capelli tinti? Tartagliano e non sanno cosa rispondere quando si chiede loro quale squadra tifano? Sotto sotto, cosa direbbero se scoprissero di avere un figlio omosessuale? E cosa pensano in segreto di Mussolini o di Stalin?

Ecco, io faccio fatica anche a parlare del tempo con chi vede il mondo così. Infatti, se piove, è perché Tizio è egoista, un po’ nevrotico e ha fatto una battuta cretina su Facebook; se esce il sole, è perché Caio è competente e intelligente.

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Sussidiarietà con i guanti. Da lavoro

Sussidiarietà è un parolone che significa: non delegare mai a nessuno, quello che la comunità può fare da sé.

Tocca fare un reparto ospedaliero specializzato per malati gravi? Lo faccia lo Stato, magari risparmiando su qualche Grande Opera Inutile o qualche Grande Mostra del Caravaggio a Confronto con Kandinsky o Kavolatsky, oppure sull’invasione annuale della Libia.

C’è da stasare i tombini in Via d’Ardiglione?

Lo facciamo da noi, senza manco degnare il Comune di una telefonata.

Tanto, nella remota ipotesi che rispondano, ci manderebbero dopo sei mesi una cooperativa di sfigati che ci metterebbero cinque giorni a fare ciò che un oltrarnino sa fare in un quarto d’ora.

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The world our fathers built for us, and the No Incinerator Moms

Originally in Italian

Yesterday I got onto bus 35 to the Piagge district of Florence, where there was a meeting of the Mamme No Inceneritore (“No Incinerator Moms”).

Along the way, one can understand the inevitable rise of a movement like that of the Moms of the Piana or flat lands west of the town centre, where not one of the sixteen million tourists who visit Florence each year has ever set foot.

A typical suburban detached house: a ceramic next to the door shows the Madonna tenderly embracing the Child. Then a few flowers, a signboard with the face of a snarling dog and the words, “you are entering at your risk”, plus stickers of various private security companies. Since nobody ever comes by on foot, one wonders whom exactly they are trying to scare away.

Then there are the mid-rise blocks of flats, built in the 1960s and 1970s in the universal industrial style of the times.

There is no lack of trees, gardens, flowerbeds… town planners in Florence are not those of Calcutta, of course. However, everything revolves around cars – streets which turn into highways, underpasses and overpasses, roundabouts which split up blocks and houses into small islands separated by tons of metal in constant, stinking and hazardous motion.

Isolation, fear, cars and television: the four pillars of consensus.

I meet what seems to me a very wide range of people of every age and profession, and 90% of them dislike those who are currently in government; yet those who govern us are there because half the population votes for them. The paradox is easy to understand: most of those who vote for politicians, never meet anybody except TV personalities in their living rooms.

In a way, the Piana is a human waste bin: they have cleaned the centre out of its inhabitants, and here is where they have gone to live.

Among the mid-rises is the Catholic Community of Le Piagge, with its great lawn and community garden. And a lot of people. I recognise only a few faces: the Mamme No Inceneritore in fact are something which grows very spontaneously in this desert. It is no coincidence that they are parents, that is people used to meeting each other in the last place where people can gather without paying dues to the innkeeper: the pavement in front of the kindergartens and elementary schools. Sometimes – as we in Oltrarno have discovered – it just takes a little crack in the cement for humanity to bloom.

Suddenly, I hear a terrifying roar and see a shadow race across the ground. A second’s panic, then I look up and see an airplane fly overhead, so close I almost feels tempted to throw a stone at it.

Florence uses the Piana as its airport. The planes rise up, nose first, all day, just a few metres away from Italy’s main motorway, then they fly a few metres above the houses of the Piagge.

aeroporto-firenze_thumbNow the project is to turn this already devastating thing into a much larger, more crowded and totally unnecessary international airport, a job which has casually fallen to Marco Carrai, the man who invented Premier Matteo Renzi (and also secretly lent him his spacious home in the centre of Florence, at the time Renzi was mayor).

At the same time, the Town government is going to build one of the largest waste incinerators in Europe at Case Passerini, a few hundred metres away from the Piagge. Citizens of course have been informed that the chimneys that will burn every kind of waste day and night will be totally harmless for people’s health.

71-case-passeriniWhat the new incinerator is supposed to look like

Not to mention the motorway – Italy’s jugular vein linking Naples and Rome to Milan and the rest of Europe – which blocks off the Piana from the west, unloading its poisons onto the whole area.

A few days ago, I read somewhere that there supposed to be 75.000 premature deaths every year in Europe, due to air pollution. The figure seemed ridiculous: about one thousand times those killed in the recent Paris bombing, and nobody mentions it?

Since exaggerations tend to discredit good causes, I decided to check.

And the statement did turn out not be true.

The World Health Organisation- which has every means to carry out studies and certainly no interest in getting in trouble with sponsoring governments by making things up – carried out a vast study some years ago, which showed that premature deaths in Europe per year, due to air pollution, were not 75.000 at all. They were 600.000. 600.000 premature deaths a year in Europe. Six hundred thousand.

Once people used to ask, a bit rhetorically, what kind of world “we” would be handing down to our children. Well, today we are those children, and this is the world that has been handed down to us.

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Il mondo che i nostri padri ci hanno trasmesso, e le Mamme No Inceneritore

Ieri ho preso l’autobus 35, che va lungo la Via Pistoiese, per andare alle Piagge al raduno delle Mamme No Inceneritore.

Durante il tragitto, capisci la nascita inevitabile di un movimento come quello delle mamme della Piana che si stende a ovest di Firenze.

Ci sono sostanzialmente due tipi di edifici.

Una tipica villetta: una tenera ceramica accanto alla porta con la Madonna e il Bambino, qualche fiore e un cartello con la faccia di un cane feroce che avverte, “entrate qui a vostro pericolo”, con a fianco gli adesivi di due o tre diverse agenzie di sicurezza. Visto che da quelle parti non passa mai nessuno a piedi, non si sa bene chi vogliano mettere in guardia.

Poi ci sono i palazzoni alti, prodotti dai più spietati cementifici degli anni Sessanta o Settanta.

In mezzo, non mancano alberi, aiuole e tante altre cose con cui gli urbanisti possono far finta di di gestire una città attenta al verde. Ma tutto è in realtà costruito attorno all’automobile – strade che diventano quasi superstrade, sottopassi e sovrapassi, rotonde dividono per sempre i palazzoni e le villette in piccole isole separate da tonnellate di metallo in incessante, fetente e pericoloso moto.

Isolamento, paura, automobile e televisione: i pilastri del consenso. Il 90% della gente che conosco non sopporta quelli che attualmente stanno al potere; ma quelli stanno al potere anche perhé metà della gente li vota. Il paradosso si spiega facilmente: gran parte di quelli che votano per loro, non conoscono nessuno, a parte Maria De Filippi e Bruno Vespa.

In fondo, la Piana è una discarica umana: hanno ripulito il centro della città dei suoi abitanti, ed ecco dove sono andati a finire.

In mezzo ai palazzoni, c’è la Comunità delle Piagge, con il suo bel prato e l’orto. E tanta gente. Le facce note sono poche: le Mamme No Inceneritore sono infatti qualcosa che nasce molto spontaneamente in quel deserto. Non a caso sono genitori, cioè persone che si ritrovano davanti all’unico luogo sociale e gratuito rimasto: il marciapiede davanti alle scuole dell’infanzia ed elementari. A volte (e lo abbiamo sperimentato anche noi) basta una piccola crepa nell’asfalto, per far rinascere l’umanità.

Mentre ci troviamo lì, sento un rombo terrificante e vedo un’ombra che corre veloce per terra. Un attimo di panico, poi alzo lo sguardo e vedo un aereo volarci sopra, così vicino che verrebbe quasi voglia di tirargli un sasso.

Dovete sapere, infatti, che Firenze ha scaricato sulla Piana il proprio aeroporto. Gli aerei si lanciano in aria a muso in su, tutto il giorno, a qualche metro dall’autostrada (raccomando a tutti di provare il brivido in macchina), per poi sorvolare le case delle Piagge a pochi metri di distanza.

aeroporto-firenze_thumbE ora, c’è il progetto di trasformare questa cosa già micidiale in un aeroporto internazionale, affidato casualmente a Marco Carrai, l’uomo che inventò Matteo Renzi.

Contemporaneamente, l’Amministrazione Comunale sta per costruire un immenso inceneritore di rifiuti a Case Passerini, proprio alle spalle del quartiere: i cittadini ovviamente vengono assicurati che le ciminiere che bruceranno giorno e notte qualunque cosa venga buttata via emetteranno un fumo totalmente innocuo per la salute.

Senza contare l’Autostrada del Sole che a ovest strozza la Piana, scaricando sul mondo circostante tutta la propria carica di veleni.

L’altro giorno, lessi che ogni anno, ci sarebbero 75.000 morti premature in Europa a causa dell’inquinamento dell’aria. La cifra mi sembrava talmente enorme da sfiorare il ridicolo: circa mille volte le morti nella strage di Parigi, e non ne parla nessuno?

Siccome non mi piacciono le affermazioni fuffaldine, anche quando magari sarei d’accordo con il messaggio che trasmettono, vado a controllare.

L’affermazione infatti non dice il vero.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità – che ha tutti i mezzi per fare ricerche e deve stare attentissima a non inguaiarsi dicendo sciocchezze – ha condotto un vasto studio, da cui risultano non 75.000, ma 600.000 morti premature l’anno in Europa. Seicentomila.

Una volta, ci si preoccupava un po’ retoricamente di che mondo avremmo trasmesso ai nostri figli. Bene, oggi noi siamo ormai quei figli, e questo è il mondo che ci hanno trasmesso.

Sentiamo come la vede la nostra amica Anna Lord:

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Le campane e l’argento

Lo incontro in fondo a Borgo Tegolaio, proprio sotto la lapide alla nutrice di San Filippo Neri (no, Filippo Neri non era del Popolo di San Frediano, ma di quello di San Pier Gattolino detto il Serumido, dopo la cartolaia Costanza e la vinaia messicana e il Gattarossa, però era sempre uno di noi).

Ha il viso tutto rosso, le mani rosse. Di un rosso brutto e velenoso.

Lui non ha di solito parole, ha solo mani; ci vuole la moglie per spiegarmi, è una cosa che gli succede quando lucida l’argento.

Da un modesto sacchetto di plastica, lui tira fuori due oggetti meravigliosi, gioielli d’argento e pietre che lui crea con la stessa facilità con cui pianta pomodori. Delfini, donne dal volto arcaico e triste.

In quell’istante, cominciano a suonare le campane di Santo Spirito, dove il cupo Brunelleschi covò in segreto l’idea di far, ancora una volta, qualcosa che non si fosse mai visto prima.

Le campane suonano a lungo per Borgo Tegolaio, e all’artigiano/contadino risparmiano l’enorme fatica di trovare le parole.

Nel suo viso arrossato e avvelenato, compare uno straordinario e silenzioso sorriso da uomo antico.

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L’orgoglio di amare il proprio orticello

Una di quelle paroline manipolatrici, care ai politici, è “Nimby“: chi ama e custodisce il luogo in cui vive, anziché accettare che venga usato come discarica da qualcuno più ricco di lui, sarebbe un egoista nemico del Progresso.

Noi la pensiamo in modo diverso.

Il solito micro-esempio sanfredianino.

Da anni, i residenti di Via de’ Serragli – una stradina medievale sconnessa e quasi senza marciapiedi – si oppongono al fatto di venire usati come l’autostrada che porta fuori dal centro.

L’Amministrazione Comunale ha quindi cambiato alcuni percorsi di autobus, spostandoli su Borgo San Frediano, altra stradina medievale sconnessa e quasi senza marciapiedi. E visto che c’era, ha deciso anche di aprire tre piazze verso Borgo San Frediano alla sosta a pagamento di non residenti, perché altrimenti la gente rischierebbe di lasciare l’auto a casa quando viene in Oltrarno.

Ora, la gente di Via de’ Serragli, che di queste cose ha ormai pratica, sta aiutando la gente di Borgo San Frediano a ribellarsi contro un simile modo di spostare il problema.

E hanno scoperto, tra l’altro, che l’assessore alla mobilità, un anno e mezzo fa (allora era stato da poco eletto), aveva promesso pubblicamente e per iscritto una serie di cose diametralmente contrarie a quelle che sta imponendo oggi.

Da qui possiamo trarre diverse piccole lezioni che valgono, sospetto, almeno dal Cile a Vladivostok.

Uno. Quando un politico è stato eletto, farà  il contrario di ciò per cui lo hanno votato. Quindi importa poco il diritto di votare ogni cinque anni, mentre importa tanto il diritto di controllare i politici tra un’elezione e l’altra.

Due. Se si pensa in termini piccoli e locali, si riesce a incidere, perché si è in grado di formulare proposte sensate e di vegliare dalle finestre di casa, giorno dopo giorno.

Tre. La prima cosa da fare, quando vedi che il tuo problema lo stanno scaricando addosso a qualcun altro, è aiutare anche quell’altro a difendersi.

Se tutti impariamo che abbiamo un orticello; che gli possiamo voler bene; che ha bisogno della nostra protezione; che non deleghiamo nulla a nessun partito di nessun colore… allora non potranno spostare il traffico da Via de’ Serragli a Borgo San Frediano.

Dovranno imparare a pensare a una città con meno traffico.

Ed ecco a voi il nostro orticello, direttamente attaccato alla Chiesa del Carmine.

Ieri una delle mamme che si vede nelle foto, ci diceva, “io vengo da Roma, e lì queste cose manco ce le sognamo… volevo dirvi grazie per tutto quello che ci avete fatto scoprire e vivere”.

La convivialità può essere contagiosa.

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Molti mondi nella solita goccia d’acqua

Uno.

Jacopo è becero e pratica quella che qui chiamano la sana ignoranza.

Insomma, è un sanfredianino indigeno.

L’altro giorno, lo sento che parla forte con un amico. Non capisco esattamente il riferimento, ma il senso è chiaro.

“O Nanni, tu hai visto il video di quel povero tipo che l’han preso per un terrorista?  E solo perché aveva la faccia da arabo?”

Interviene Mohammed, che viene dal Marocco e ha sposato una sanfredianina.

“Te la presto io, la faccia da arabo, se ti serve, ce l’ho buona che si vede subito!”

E ridono.

Conclude filosoficamente Jacopo:

“Certo che quando la gente si fa prendere dal panico, non capisce più niente!”

Due.

Si ragiona di extraterrestri, tirando fuori le prove rispettivamente a favore e contro la loro esistenza.

La prova a favore della loro esistenza è che la nonna della F. ne incontrò diversi, in tempi non sospetti quando nessuno parlava ancora di queste cose, in un bosco della Sardegna. Che poi magari erano semplicemente dei normali folletti.

Arthur, che viene dal Brasile e fa il pasticciere (ci porta sempre le brioche per tutti), non è d’accordo. E ci spiega pazientemente il motivo:

“Vedi, esiste il principio della non contraddizione. Infatti, se tu leggi bene  i Vangeli, vedi che Gesù Cristo dice che gli extraterrestri non esistono, quindi noi sappiamo che gli extraterrestri non esistono, questa è una certezza scientifica”.

Tre.

La S. ha tre o quattro figlioli e la faccia da araba che potrebbe essere la sorella di Mohammed, solo che è israeliana e ha pure la erre moscia.

“Io so fare le bolle di sapone giganti”, ci annuncia, e siamo tutti d’accordo che vogliamo vedere le sue bolle di sapone giganti.

Poi vi racconteremo cosa ci abbiamo visto dentro.

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