Bufale sul “Califfato”

Ripetiamo un concetto che abbiamo espresso l’altro giorno:

1) Se qualcuno dice che Jack lo Squartatore fu colpevole di alcuni omicidi avvenuti nella Belle Epoque londinese, se ne può discutere.

2) Se qualcuno dice che Jack lo Squartatore lanciò la bomba atomica su Hiroshima, ho il diritto di esprimere i miei dubbi, senza per questo diventare necessariamente un difensore del personaggio.

Il sedicente “Califfato”, con le sue pretese universalistiche, è quanto di più lontano ci possa essere da noi.

E si tratta anche di un’organizzazione che ha rivendicato senza esitazione azioni che riteniamo atroci.

Questo non giustifica però il fatto che i media si stiano impegnando in questi giorni a spargere balle su scala astronomica. Come diffusione di storie inventate, siamo ai livelli attribuiti (a ragione o a torto non saprei) alla propaganda della Corea del Nord o della Libia di Gheddafi. Oppure agli ebrei che avvelenano i pozzi o i comunisti che mangiano i bambini.

Qualcuno ha messo insieme un primo elenco di “verità e falsi miti” sull’organizzazione: come vedete, una serie di azioni a nostro avviso tremende – come la messa in croce di “ribelli” (già morti) in Siria – o bizzarre – come la distruzione delle sigarette – sono vere. Ma quasi tutte le cose che hanno più colpito la fantasia del teledipendente medio sono false.

Guardate attentamente i link dopo la prima sommaria lista, alcuni falsi sono davvero impressionanti, anche per la loro ingenuità.

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VERITÀ E FALSI MITI SUL CALIFFATO ISLAMICO

VERITÀ E FALSI MITI SUL CALIFFATO ISLAMICO

Informazioni sulle notizie che circolano sullo Stato Islamico tra Iraq e Siria.

- La notizia di massacri di yazidi (minoranza religiosa del Nord Iraq) é falsa
- La notizia di 500 yazidi massacrati é falsa
- La notitiza di donne e bambini yazidi sepolti vivi é falsa
- La notizia di bambini yazidi decapitati é falsa
- La notizia di donne yazidi prese schiave e vendute al mercato é falsa
- La notizia di yazidi che scappano é vera, ma il numero é attorno alle poche migliaia
- La notizia che i cristiani sono perseguitati e cacciati dalle loro case poi saccheggiate é falsa.
- La notizia che i cristiani e yazidi devono pagare la Jizya é vera (80$ l’anno per gli uomini adulti non poveri), se non vogliono pagare possono andarsene o verranno considerati combattenti nemici e uccisi. I cristiani di Raqqa sono rimasti e pagano la Jizya, i cristiani di Mosul sono scappati seguendo il consiglio del vescovo.
- La notizia che ISIS ha invitato i cristiani ad abbandonare Mosul dagli altoparlanti dei minareti é falsa
- La notizia che ISIS ha invitato i cristiani in fuga da Mosul a ritornare in città dagli altoparlanti dei minareti é vera
- La notizia che le donne cristiane vengono rapite e rese schiave o vendute al mercato é falsa.
- La notizia di bambini cristiani ammazzati o decapitati é falsa
- La notizia di soldati iracheni giustiziati é vera.
- La notizia di soldati siriani giustiziati e decapitati é vera.
- Le notizie di battaglie ferocissime tra ISIS e i pasdaran iraniani insieme all’esercito iracheno sono vere
- La storia di cristiani decapitati e giocato a calcio con le loro teste é falsa.
- La notizia di cristiani crocifissi o impiccati é falsa.
- La notizia di ribelli siriani considerati traditori, giustiziati e appesi alla croce in mezzo alle piazze é vera.
- La notizia dell’obbligo di infibulazione delle donne é falsa
- La notizia di jihadiste del sesso (matrimoni temporanei) in Siria é falsa
- La notizia che ISIS distrugge tutte le stecche di sigarette che trova é vera
- La notizia di spose bambine con jihadisti in Siria é falsa
- La notizia di chiese bruciate in Iraq dall’ISIS é falsa
- La notizia di mausolei sciiti distrutti é vera
- La notizia della distruzione del mausoleo e meta di pellegrinaggio alla tomba di Giona é vera, ma non c’é nessuna tomba del Profeta Giona (Yunus) in quel luogo
- La notizia di donne lapidate per utilizzo di social networks é falsa
- La notizia di adulteri lapidati é vera
- La notizia di cristiani a cui hanno amputato la mano per aver toccato il Corano é falsa.
- La notizia del ladro a cui hanno amputato la mano é vera.
- La notizia che a Erbil c’é il centro di comando esterno dei servizi segreti israeliani é vera
- La notizia che ISIS vuole prendere controllo di Erbil e spazzare via il centro di Comando israeliano é vera
- La notizia che ISIS sia comandata da Al-Qaeda é falsa
- La notizia che ISIS sia comandata da Israele é falsa
- La notizia che ISIS sia comandata dall’Iran é falsa
- La notizia che ISIS sia comandata dai servizi siriani é falsa
- La notizia che ISIS ha sotto controllo 20 elicotteri (2 apache americani) e centinaia di carri armati come bottino di guerra preso agli iracheni e ai siriani é vera.
- La notizia che Abu Bakr Al-Baghdadi sia ebreo é falsa
- La notizia che Jabhat Al-Nusra era una costola di ISIS é vera
[Con l'entrata dell'ISIS in guerra in Siria, il 90% di Jabhat al-Nusra é rientrato nelle file dell'ISIS, il resto ha dato alleanza ad Al-Zawahiri (al-Qaeda)]
- La notizia che ISIS ha cominciato per primo ad attaccare gli altri ribelli siriani é falsa
- La notizia che ISIS esiste da poco tempo é falsa.
- La notizia che il progetto di ISIS é stata iniziata da Al-Zarkawi é vera. L’idea c’era ancora prima che arrivassero gli americani nel 2003
- La notizia che ISIS vuole distruggere la diga di Mosul é falsa
- La notizia che ISIS ha intimato alla Turchia di lasciar passare più acqua dalle sue dighe é vera
- La notizia che migliaia e migliaia di musulmani di tutto il mondo (anche Europa) stanno entrando nello Stato Islamico é vera

Per la conferma di molte notizie, seguite la nostra pagina MUSULMANI D’ ITALIA

Alcune semplici bufale:

- LA BUFALA SUI MILIZIANI ISIS CHE STUPRANO LE DONNE CRISTIANE https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=839878799363726&id=114099168608363

- LA BUFALA DEI BAMBINI CRISTIANI DECAPITATI IN SIRIA E MOSTRATI COME TROFEI http://bufaledelmattino.wordpress.com/2014/01/24/la-bufala-dei-bambini-decapitati/

- LA BUFALA DEI CRISTIANI CROCIFISSI IN SIRIA http://bufaledelmattino.wordpress.com/2014/05/06/la-bufala-dei-cristiani-crocifissi-in-siria/

- LA BUFALA DEL CALIFFATO ISLAMICO CHE ORDINA L’INFIBULAZIONE DI TUTTE LE DONNE
http://bufaledelmattino.wordpress.com/2014/07/24/la-bufala-del-califfato-islamico-che-ordina-linfibulazione-di-tutte-le-donne/

- LA BUFALA DEI 500 YAZIDI UCCISI NEL SEGUENTE MODO: UOMINI GIUSTIZIATI IN LUNGHE COLONNE, BAMBINI SEPOLTI VIVI E LE DONNE VENDUTE COME SCHIAVE. https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=839398336078439&id=114099168608363

- LA BUFALA DELLE DONNE YAZIDI VENDUTE COME SCHIAVE AL MERCATO DA ISIS https://www.facebook.com/114099168608363/photos/a.114109671940646.14613.114099168608363/845102135508059/?type=1&theater

- LA BUFALA DELLE DONNE YAZIDI VENDUTE COME SCHIAVE E DEI UOMINI CRISTIANI OBBLIGATI ALLA CIRCONCISIONE NEL CALIFFATO
https://www.facebook.com/114099168608363/photos/a.114109671940646.14613.114099168608363/853130861371853/?type=1&theater

- LA BUFALA DELLE “JIHADISTE DEL SESSO” IN SIRIA http://bufaledelmattino.wordpress.com/2014/02/24/la-bufala-delle-jihadiste-del-sesso-in-siria/

- LA BUFALA DELLE CHIESE BRUCIATE A MOSUL http://justpaste.it/mosul_debunked

- LA BUFALA DELLE DONNE E BAMBINI YAZIDI SEPELLITI VIVI http://justpaste.it/buried_debunked

- LA BUFALA DEL JIHADISTA CHE SPOSA UNA BAMBINA http://www.bufale.net/home/bufala-isis-estremista-prende-in-sposa-bambina-9-anni-bufale-net/

- LA BUFALA DI CRISTIANI IMPICCATI http://bufaleedintorni.wordpress.com/2013/12/03/bufala-cristiani-impiccati-in-siria/

- LA BUFALA DI 9 CRISTIANI CROCIFISSI http://www.bufale.net/home/bufale-net-isis-crocifissi-8-cristiani-bufale-net/

- LA BUFALA DELLA DONNA CRISTIANA STUPRATA E UCCISA CON IL CROCIFISSO http://www.bufale.net/home/bufala-ribelli-islamici-stuprano-uccidono-giovane-cristiana-in-siria-bufale-net/

- LA BUFALA DEL BAMBINO CRISTIANO IMPICCATO http://bufaleedintorni.wordpress.com/2014/05/17/bufala-bambino-cristiano-impiccato-in-siria/

- LA BUFALA CHE I MIILIZIANI DELL’ISIS VOLEVANO FAR SALTARE IN ARIA LA DIGA DI MOSUL E DISTRUGGERE BAGHDAD
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=843104439041162&id=114099168608363

- La bufala che Abu Bakr Al Baghdadi sarebbe un ebreo: agente della CIA o del Mossad: http://liberalconspiracy.org/2014/08/14/the-isis-leader-was-not-trained-by-the-cia-or-mossad-and-snowden-didnt-say-it/

- LA BUFALA DEL BAMBINO SIRIANO RAPITO DAI TERRORISTI http://www.bufale.net/home/disinformazione-bambino-siriano-rapito-dai-terroristi-bufale-net/

- La BUFALA DEI BAMBINI DECAPITATI DALL’ISIS http://www.butac.it/giornalisti-vi-prego-ribellatevi/

- LA BUFALA Del CALIFFO ABU BAKR AL-BAGHDADI IN UN MEETING CON IL SENATORE AMERICANO JOHN MCCAIN
https://www.facebook.com/114099168608363/photos/a.114109671940646.14613.114099168608363/853153401369599/?type=1&theater

- La bufala che ISIS sta decapitando bambini cristiani http://www.bufale.net/home/disinformazione-lisis-sta-decapitando-tutti-i-bambini-cristiani-bufale-net/

- Haji Othman, il responsabile sulla questione delle minoranze religiose dell’ISIS afferma che gli yazidi non sono stati massacrati e le donne non sono state prese come schiave. http://www.corriere.it/esteri/14_agosto_11/iraq-intervista-comandante-isis-minoranze-89650c82-2112-11e4-b6e4-ef62a8b70320.shtml

- LA BUFALA SU “COME DECAPITARE UN CRISTIANO DIVERTENDOSI” https://www.facebook.com/bufale.mattino.lega.ticino/photos/a.1391430827777747.1073741828.1391418124445684/1464833163770846/?type=1&theater

- LA BUFALA DEL BAMBINO CRISTIANO OPPURE YAZIDI CATTURATO DALL’ISIS E POI DECAPITATO http://thegospelcoalition.org/article/factchecker-is-isis-beheading-children-in-iraq

- LA BUFALA DEI 500 YAZIDI MASSACRATI COMINCIA A CROLLARE GRAZIE ALLE PRIME TESTIMONIANZE DIRETTE https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=840272402657699&id=114099168608363&fref=nf

- LA BUFALA CHE L’ISIS SEPPELLISCE I BAMBINI YAZIDI VIVI https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=839130149438591&id=114099168608363&fref=nf

- LA BUFALA DELLE DONNE CRISTIANE IRACHENE INCATENATE E VENDUTE AL MERCATO COME SCHIAVE DAGLI ESTREMISTI ISLAMICI https://www.facebook.com/114099168608363/photos/a.114109671940646.14613.114099168608363/837681232916816/?type=1&theater

- LA FALSA NOTIZIA CHE ISIS TAGLIA LE TESTE DEI BAMBINI CRISTIANI IRACHENI https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=729484687114869&id=110429582353719

- Schiavitù, infibulazioni, matrimoni forzati etc: bufale e falsi attorno a ISIS http://observers.france24.com/content/20140812-slavery-genital-mutilation-collective-marriage-fake-isis-images

- Alcune bufale che girano di estremisti che ammazzano cristiani, anche se in fondo all’articolo sbagliano nel dire che i Yazidi sono massacrati
http://caratteriliberi.eu/2014/08/13/contributi-dei-lettori/tragedia-in-siria-disinformazione-occidentale/

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Le schiave del sesso e la tragedia dei Gharibi

E’ mattina a Balad al-Himar, tra i fragili palazzoni di cemento.

Pierino Vantaguerra, al decimo piano dell’Hilton, guarda giù e vede un asino e un carro armato arrugginito.

Legge la mail dalla redazione: “Pierino qui in Italia tutti tremano per la sorte dei Gharibi vogliamo sapere tutto sulle atrocità contro i Gharibi subito contiamo su di te!”

Manda veloce una mail alla redazione - “Arrivato al fronte spari in lontananza notizie a breve”.

Rilegge su Wikipedia, meno male che c’è e ti risparmi la figuraccia di chiedere a qualcuno chi saranno mai questi Gharibi.

Gnostici, terzo secolo, il mercoledì è giorno sacro, scritture che secondo un autore tedesco sarebbero affini a quelle mandee e invece un altro dice chissenefrega… ecco, quanti sono, tra diecimila e mezzo milione, … vabbe’, c’è niente di utile.

Gharibi, c’ha l’acca, boh, ma si sa che gli stranieri le acche ce le ficcano dappertutto, non ho mai capito perché.

Esce dall’albergo e incrocia un gigante in mimetica a passeggio con un kalashnikov.

“Hallo! I journalist! You Gharibi?”

“No, I’m Mahmud, I don’t know anybody called Garibi, sorry!” dice il gigante, che ha lavorato per sei mesi in una pizzeria a Manchester.

“I want Gharibi news! Atrocity! Dead Woman! Sex Cut Throat Jihadi Bad Man?”

“Excuse me, my friend, where are you from anyway?”

Eataly!

“Oh mamma mia, e che ci fai qui?”, dice Mahmud che si è laureato in ingegneria informatica a Milano.

“Ah, parli italiano, meno male! Mi chiamo Pierino Vantaguerra, sono un giornalista, sto cercando notizie su atrocità contro i Gharibi!”

“I Gharibi? – risponde Mahmud. – E com’è che di noi curdi non parla mai nessuno? Una volta è venuto un giornalista bergamasco, curdi e bergamaschi sono come fratelli gli dico, e mi ha promesso che avrebbe parlato di noi! Per una settimana mi tocca leggere L’Eco di Bergamo tutti i giorni, e vedo che fa un articolo… su una banda di arabi!

Te lo do io uno scoop! Lo sai che siamo discendenti dei legionari romani che hanno difeso il confine più remoto dell’impero? E chi pensi che abbia costruito la Grande Piramide, avanti, dimmelo? Io ho un cugino che ha tre negozi a Madrid, lo sai che in Spagna dicono che Platone ha studiato dai curdi? Io tutti i giorni vado sul sito del Corriere della Sera, non vedo mai una parola sui curdi, solo arabi, arabi, arabi!”

“Grazie, molto interessante, magari scrivo qualcosa… e sai niente di quello che stanno facendo alle donne gharibe?”

“Caro Pierino, ghe pensi mi!”, dice Mahmud. “Torna all’Hilton, ci vediamo tra due ore!”

Mahmud aspetta che Pierino si allontani, poi tira fuori il cellulare.

“Omar, vecchio cane di un arabo, come stai?”

“Caprone puzzolente di un curdo, tu invece?”

“Tutto bene, alhamdu Lillah!”

“Wa liLlahi al-hamd!”

“E la famiglia? Non sento bene, deve essere la solita connessione Vodafone.”

“Tutto bene anche la famiglia, lurido verme! Dimmi cosa vuoi…”

“E’ arrivato un italiano qui!”

“Ah ha haa, chiedigli se ha la maglietta del Milan per mio nipote Ahmad, che in casa lo chiamiamo tutti Silvio!”

“Non glielo chiedo no, lo sai che io tifo per l’Inter! Senti un po’… è un giornalista che sta cercando uno scoop sui gharibi e dovrebbe avere un pacco di soldi, ti viene in mente niente?”

“Io di gharibi ne conosco uno su Facebook, poi c’è quello che vende le moto con le marmitte truccate… Ma lo scribacchino, quanto è idiota?”

“Ti ho detto, è italiano, e dall’accento mi sembra pure milanese…”

“Giornalista. Italiano. Milanese. Ho capito tutto”, dice Omar, che ha fatto il facchino alla Coop di Sesto San Giovanni.

Dopo un attimo di silenzio, Omar aggiunge, “Io un’idea ce l’avrei… gli facciamo parlare al telefono in diretta con una Schiava del Sesso Torturata dai Fanatici”.

“Ma dai, Ahmad, tu sarai pure un arabo, ma anche tu capisci che è una storia assurda… secondo te le prigioniere schiave del sesso vengono lasciate libere di chiacchierare al telefonino?”

“Ma non mi avevi detto tu che era milanese e scrive per italiani?”

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“Che deve fare l’Occidente?”

I media in questo periodo parlano spesso di indecisione dell’Occidente rispetto alla situazione mediorientale.

Un commentatore a questo blog, parlandone, riassume tanti luoghi comuni insieme, che vale la pena citarlo.

“Cosa dovrebbe fare l’Occidente”, ci si chiede.

A cui avevo risposto con una breve battuta:

1) L’Occidente non esiste, o se esiste si chiama Ezio Mauro.

2) L’Occidente ha già fatto. Bombardando con le armi chimiche la Mesopotamia nel 1920, attaccando l’Iraq nel 1941, prendendone il petrolio, fomentando e finanziando dieci anni di guerra con l’Iran, bombardando nel 1991, imponendo le sanzioni che hanno distrutto la società, attaccando nel 2003, fomentando gli sciiti contro i sunniti… credo che abbia fatto tutto quel che doveva fare.

3) L’Occidente lo inviterei a tornarsene gentilmente nella sua non esistenza.

Il commentatore non è d’accordo. Per lui, dire che “l’Occidente se ne dovrebbe stare a guardare” perché in passato ne ha combinate tante, sarebbe “un po’ come dire che la polizia non deve intervenire in caso di violenza sessuale, perché negli anni Novanta c’è stata – appunto – la banda della Uno bianca…”

Credo che questa risposta riveli uno di quei fantastici equivoci, di quei luoghi comuni scontati e falsi, su cui si regge un intero sistema.

Che se non ve ne accorgete, direte che ha pure ragione.

L’errore nascosto è la confusione tra “l’Occidente” e la polizia.

Cioè il commentatore – e quanti con lui? – vede gli imprenditori e gli apparati militari dei paesi più ricchi come “la polizia” e vede se stesso come un’intima “parte” di loro.

Camorra è una parola forte, ma lo è anche polizia. E se possiamo usare l’una, possiamo provare a usare l’altra e vedere l’effetto che fa.

Ecco, riformuliamo la domanda: “c’è una rissa in corso, la camorra che deve fare?”

Vedrete come cambiano le risposte.

Intanto, io non sono la camorra, per cui la risposta mi preoccupa fino a un certo punto.

Secondo, la rissa è cominciata per via di droga che la camorra vende.

Terzo non so cosa sia di più nell’interesse della camorra, lo lascio giudicare ai padrini.

Si tratta di persone intelligenti, che sanno meglio di noi come arricchirsi.

E da questo punto di vista, l’”Occidente” (se vogliamo usare questo termine insensato) mi sembra che si stia comportando nel migliore dei modi.

Il petrolio arriva sempre, le armi si vendono sempre – con un immenso indotto che fa prosperare ad esempio anche tante aziende del nostro paese – e soprattutto potenziali oppositori o concorrenti si massacrano tra di loro. E il massacro reciproco genera anche un circolo virtuoso di rappresaglie, rancori e vendette.

Ogni tanto si può bombardare una parte o l’altra, ma senza esagerare perché bisogna soprattutto badare che la situazione non precipiti verso la vittoria di una parte o dell’altra.

Si mantiene una salutare tensione generale che fa da motore al rapporto tra apparati statali, militari e imprenditoriali.

Si riesce a tenere in piedi un dispositivo militare-spionistico planetario perfettamente inutile, eppure ritenuto necessario, anzi il minimo indispensabile, da tutti coloro che si lamentano perché non si fa qualcosa.

L’importante è mantenere stabile l’instabilità.

Non lo dico io, lo dicono loro, come vedremo nel prossimo post.

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L’Occidente psichiatrico di Ezio Mauro

Leggo ieri, sul sito di Repubblica, un editoriale di Ezio Mauro che riesce a riassumere due secoli di paranoia in quattro luoghi comuni.

Mauro ci spiega che esiste l’Occidente e che l’Occidente ha un “nemico ereditario“, l’Oriente.

Egli adopera in modo intercambiabile il termine “Occidente” e il pronome “noi“, e già questo è clinicamente interessante.

Il signor Ezio Occidente precisa comunque di non essere paranoico: è il mondo, spiega, che ce l’ha con lui/noi.

Ci rivela che “l’anima imperiale e imperialista della Russia è eterna e insopprimibile” e vuole bloccare “la libertà di destino dei popoli“.

Poi ci sono i musulmani. Ezio Occidente, parlando del cosiddetto califfato islamico a cavallo tra Siria e Iraq, si chiede se l’Occidente (anzi “la comunità del destino”) abbia

“almeno la consapevolezza che quel pugnale islamista è puntato alla sua gola“.

E si pone l’eterna domanda di tutti coloro che temono la Decadenza dell’Occidente:

“Ma nel momento in cui due parti del mondo lo designano contemporaneamente come il nemico finale e l’avversario eterno, l’Occidente ha una nozione e una coscienza di sé all’altezza della sfida?”

la risposta, per lui è chiara:

” Per questo l’Occidente oggi va difeso, con ogni mezzo, da chi lo condanna a morte.”

Ragionare con i matti, in particolare con quelli paranoici, non è sempre facile, perché richiede che si applichi una regola di di buon senso, che si può riassumere così:

1) Se qualcuno dice che Jack lo Squartatore fu colpevole di alcuni omicidi avvenuti nella Belle Epoque londinese, se ne può discutere.

2) Se qualcuno dice che Jack lo Squartatore lanciò la bomba atomica su Hiroshima, ho il diritto di esprimere i miei dubbi, senza per questo diventare necessariamente un difensore del personaggio.

Quindi, premetto che la parte antirussa degli ucraini ha tanti validi motivi per non voler restare nella sfera di Mosca, e non ho particolari simpatie per l’attuale governo russo (e nemmeno per altri governi, se è per questo).

Però constato che nessuno sta cercando di conquistare né l’Ucraina, né l’Occidente: c’è la parte di ucraini – diciamo un terzo della popolazione – che si sente russa che non ha intenzione di farsi sottomettere o cacciare dalla parte antirussa, e in questo godono del sostegno del governo russo.

Il signor Ezio Occidente sappia quindi che i russi non vogliono far abbeverare i loro cavalli nella fontana di San Pietro, al massimo faranno abbeverare le loro Ferrari dai benzinai della Versilia.

Per quanto riguarda l’ISIS [1], non si tratta di una “parte del mondo” – come scrive Ezio Occidente – che ha come “nemico definitivo” l’Occidente. Si tratta piuttosto dell’ennesima tegola in testa agli iracheni, da quando hanno scoperto il petrolio da quelle parti.

Mettere i fatti in ordine cronologico è istruttivo.

A giugno l’ISIS si è vantato di aver fucilato in un solo giorno tra 600 e 3.000 prigionieri iracheni (accusati di appartenere al “criminale esercito safavide“, un termine che mette insieme i concetti di sciita e di iraniano) catturati nell’ex-base statunitense di Camp Speicher.

Tutto in video,  ovviamente; e devo dire che è il video più terrificante che mi sia mai capitato di guardare. Lo so che ogni battaglia della Rivoluzione Messicana finiva con la fucilazione finale dei soldatini/contadini prigionieri; e più o meno lo stesso capitava durante tutti i grandi eventi del Novecento, però questa volta i media non hanno la scusa che non ci sono le immagini.

Che cosa ne avrà pensato Ezio Occidente?

Vado su Google: Nessun risultato trovato per “camp speicher” “ezio mauro”.[2]

Evidentemente i soldatini sciiti non fanno Occidente Minacciato.

Per sostenere il governo che avevano installato in Iraq, e perché una nuova guerra ogni tanto ci vuole, gli Stati Uniti hanno in seguito bombardato alcune basi dell’ISIS. Basi, ricordiamo, messe in piedi grazie alla lunga accondiscendenza del governo turco.

Infatti, l’ISIS è il nemico più agguerrito e capace del governo siriano, un governo da anni ormai sotto sanzioni e minacce di ogni sorta proprio da parte dell’Occidente: lo scorso giugno, Obama ha proposto di dare 500 milioni di dollari per addestrare e armare chi sta combattendo contro il governo siriano.

Anche il governo siriano avrà le sue pecche, ma non ha certo mai minacciato l’Occidente.

Solo dopo i bombardamenti statunitensi, è avvenuto il video-omicidio del giornalista Sotloff: il decapitatore ha spiegato chiaramente il messaggio: “un’occasione per avvertire i governi che entrano in questa malvagia alleanza con l’America contro lo Stato Islamico: si tirino indietro e lascino il nostro popolo in pace; e rivolto a Obama, “Fintanto che i tuoi missili continueranno a colpire il nostro popolo, i nostri coltelli continueranno a colpire il collo del tuo popolo”.

Non esiste, insomma, nessun pugnale puntato alla gola dell’Occidente.

Non escludo che se l’aeronautica americana bombardasse di nuovo una città controllata dall’ISIS, a qualche giovane esaltato potrebbe venire in mente di farsi saltare in aria in un supermercato di Parigi, e sarebbe una cosa sicuramente orribile.

Ma il punto è che l’Occidente non salta per un supermercato che chiude (ne hanno chiuso uno dietro casa mia l’altra giorno, e ti assicuro che l’Occidente respira uguale).

L’Occidente salterebbe, casomai, se non arrivasse più petrolio. Ma anche lì, non c’è da preoccuparsi.

L’ISIS, infatti, pare che viva del petrolio che riesce a vendere. Come tutto ciò che riguarda il Medio Oriente, sarà una cifra un po’ a caso, ma qualcuno calcola che l’ISIS guadagni tre milioni di dollari al giorno grazie proprio al petrolio  (e vendono pure l’energia elettrica prodotta dalla diga di Raqqa, che si sono ben guardati dal danneggiare).

Passiamo a guardare la filosofia sottostante alla costruzione di Ezio Occidente.

Lui che scrive e il lettore formano un “noi”, unito dal nemico che ci odia perché il nemico è intrinsecamente perverso: odia la libertà, la pace e probabilmente anche i bambini.

Questa condivisione paranoica permette di spazzare sotto il tappeto tutto ciò che in realtà “ci” divide, a partire dal fatto che lui ha alle spalle Benetton, e io no, ad esempio.

Il nemico viene ingigantito oltre ogni misura: stendiamo un velo pietoso sui disastrati villaggi polverosi da cui il Califfato emana i suoi video, sgozza i suoi sciiti e vende il suo petrolio. Ma anche il PIL di tutta la vasta Russia rimane inferiore a quello della nostra piccola Italia.

La comunità paranoica non è mai dichiaratamente aggressiva: il suo motto è dobbiamo difenderci – dagli slavi, dagli sciiti, dagli ebrei, dagli arabi, dai cristiani, dai serbi, dai musulmani, dai neri che violentano le nostre donne, dagli Invasori di Lampedusa, dagli alieni di Zeta Reticuli… Il “bersaglio“, scrive il direttore di Repubblica, “è questo nostro insieme di valori e questo nostro sistema di vita”.

Una difesa da condurre, come scrive in tono sinistro il nostro (ricordiamo che sta parlando di un vertice della NATO, cioè della massima organizzazione armata del pianeta), “con ogni mezzo”. Ma dietro le parole difensive, Ezio Occidente si lascia sfuggire un concetto interessante. Eggli accusa infatti Putin di voler che si  “fermi l’America, delimiti l’Europa“. Nessuno osi delimitarci.[3]

Anzi, “la democrazia” (ricordiamo che per il nostro autore, i termini “Occidente”, “Ezio Mauro”, “democrazia” e “noi” sono tutti sinonimi perfettamente intercambiabili) ha un “carattere universale che può parlare a ogni latitudine“. Che è all’incirca ciò che sostengono alcuni a proposito dell’Islam.

I difensori paranoici non sono mai contenti. Lo scarto tra le loro fantasie di trionfo totale e la realtà la attribuiscono in genere a una caduta di morale. Il difensore paranoico vive sempre all’undicesima ora, in cui solo uno scossone potrà risvegliare la Fibra Morale; e quindi cerca avidamente i segni del declino e del pericolo, da agitare confusamente davanti a coloro che vorrebbe appunto risvegliare. E l’articolo di cui parliamo è pieno di preoccupazioni per i dubbi che pervadono un Occidente che invece  dovrebbe pensare solo a combattere.

Qui non ci piace giocare con la parola fascismo. Però nella sequenza filosofica che abbiamo esposto, credo che troverete la chiave per capire tante caratteristiche di movimenti che i media chiamano neofascisti.

La differenza però è sempre quella del vecchio detto su chi rapina una banca e chi la fonda.

Ezio Occidente non è Roberto Fiore perché Roberto Fiore non fa il direttore del principale quotidiano italiano.

Note:

[1] Invitiamo i lettori a ricordare che ISIS in questo caso si riferisce al cosiddetto Islamic State of Iraq and Syria, e non all’Institute for the Secularization of Islamic Society, delle cui bizzarre attività abbiamo già avuto occasione di parlare.

[2] Se poi cerco Speicher sul motore di ricerca interno di Repubblica, trovo un  giocatore di basket di Cremona e un articolo curioso su Michael Speicher, il pilota cui fu dedicata la base.

[3] Possiamo suggerire al signor Ezio Occidente la lettura di qualche breve e semplice testo, alla portata anche di un direttore di quotidiano, come ad esempio questo intitolato Accettare i propri limiti per trovare l’autostima.

P.S. Leggo questo interessante commento sul “pugnale puntato alla gola dell’Occidente”. Chi lo scrive sicuramente conosce meglio la realtà mediorientale di Ezio Occidente, l’autore è infatti Amos Yadlin, ex-direttore dell’intelligence militare israeliana:

“stiamo parlando di qualche migliaio di terroristi senza nessuno che li freni a bordo di pick-up, con Kalashnikov e mitragliatrici. Assieme ad altre milizie che si sono aggregate (e che potrebbero abbandonarli quando la loro offensiva si impantanerà) lo Stato islamico ha circa diecimila combattenti, la metà della forza militare di Hamas. E a differenza di Hamas, che invece confina con noi, lo Stato islamico non ha tunnel, non ha artiglieria, non ha la capacità di colpire strategicamente lo stato di Israele e non ha alleati che lo riforniscano di armi avanzate [...].

E’ troppo estrema persino per al Qaida, non dovrebbe essere vista con favore a Gaza o nella West Bank.”

Ma anche  qui, gatta ci cova: pare che i filoisraeliani siano preoccupati che a forza di attaccare l’ISIS, si allenti l’assedio all’Iran. Fosse semplice, il Medio Oriente…

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Arricrìa li cavaleri!

Ritrovo, commosso, Rosa Balistreri.

Con il suo volto duro, meravigliosamente espressivo, siciliano, berbero, arcaico, prematuramente segnato… Un volto che non troverete mai nella pubblicità.

Davvero, non siamo tutti uguali, e Rosa è stata più grande, più profonda, più intensa di tutti noi.

Con una vita che è stato tutto un pugno allo stomaco. Leggetela.

Come se la bellezza vera potesse nascere solo da abissi inconcepibili di dolore.

Certi suoi frammenti di luce tagliente me li porto dentro da trent’anni.

Forse tra tutte le cose che Rosa Balistreri ha cantato (con la sua “u” aperta e la “erre” arrotata, alla palermitana), le parole che mi sono più rimaste sono queste:

“Signuruzzu chiuviti chiuviti
ca l’arburelli su morti di siti
e si acqua ’un nni mannati
semu persi e cunsumati

L’acqua di ncelu sazìa la terra
funti china di pietàti,
li nostri lacrimi posanu nterra
e Diu nni fa la carità.

Nesci nesci suli suli
pi lu santu Sarvaturi
’etta un pugnu di nuciddi
arricrìa li picciriddi
etta un pugnu di dinari
arricrìa li cristiani
’etta un pugnu di fumeri
arricrìa li cavaleri.”

E’ una canzone alla zingara, nel senso che ogni parola è carica di sensi che se ne stanno dentro la parola stessa, non ci si pensa nemmeno a spiegarle. E racconta l’universo intero per immagini dirette, che non hanno nulla a che fare con il simbolismo degli intellettuali.

Dal Signuruzzu dove il Gesù feroce, generoso e lacerato è a portata di un abbraccio, all’arricriari, quell’espandersi del petto della creatura momentaneamente graziata; alla giustizia finale nella sua semplicità: le noci ai bambini, i denari ai cristiani e il letame ai cavalieri.

Qui trovate le parole, anche con una traduzione – per quel che può valere – nella lingua appunto dei cavaleri. Proprio per questo passaggio, dalla lingua orale a quella scritta, nessuna parola, anche quando suona quasi identica a quella italiana, significa la stessa cosa.

E qui potete ascoltare la voce, unica, di Rosa Balistreri, pensando per un attimo a tutto quello che ci doveva essere dietro, e che non possiamo nemmeno immaginare.

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Il fascino slovacco dell’Italia

Arrivati in Slovacchia, ricompaiono finalmente i cartelli pubblicitari, dopo la lunga astinenza germanica.

Nella foresta di cartelli, spicca questo:

“Celentano club di superlusso per uomini”.

Non so se il riferimento sia al noto intellettuale milanese, oppure se un proprietario casualmente omonimo sfrutti il suono italiano del proprio cognome.

Fatto sta che c’è un evidente omaggio all’Italia.

Vado a cercarne le ragioni filosofiche sul sito THE ITALIAN TOUCH.

Direte che il sito si poteva pure chiamare “il tocco italiano”, ma concordanze e congiuntivi non se li compra nessuno, quindi l’Italia si meretrizza esclusivamente in English.

Sull’Italian Touch, leggo questa precisazione, su cui i pán di Bratislava potranno riflettere prima di passare al sodo e poi alla cassa:

“Il Made in Italy è un “vettore di senso”, un “motore semiotico” in grado di dar vita ad un universo evocativo che ruota attorno a un sistema di valori base.”

Nello stesso sito, troviamo anche un volto femminile, che non sfigurebbe tra le precarie impiegate del Club Celentano, che ammiccante ci rivolge un invito:

“Presto anche tu potrai far parte del mondo The Italian Touch, torna a trovarci.”

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Das tote Heer

Un’aggiunta al post precedente

Das tote Heer è una canzone che ricorda un’altra guerra, quella franco-prussiana del 1870, con i suoi morti.

L’autore, Börries Albrecht Conon August Heinrich Freiherr von Münchhausen, era un nobile della Turingia, parente lontano del famoso barone.

Börries von Münchhausen lo conosciamo soprattutto grazie a un suo amico ebreo, che scrisse della simpatia dell’aristocratico nazionalista per l’aristocratico popolo ebraico e il sionismo.

Il Freiherr aderì al nazionalsocialismo e morì suicida, come tanti, nel 1945.

A differenza di un’altra canzone che abbiamo citato qui, l’intento dell’autore era chiaramente nazionalista: i morti, secondo il canone di tutti i romanticismi e risorgimenti, ci camminano a fianco.

Un concetto insieme banale e incomprensibile, nel senso che ce ne parla la maggior parte dei monumenti che ci circonda, eppure è un tipo di lettura che oggi viene spontaneo solo nel mondo dei tifosi di calcio.

Ma ora che tutta la polvere di quegli anni si è posata, preferisco sentire in questa canzone qualcos’altro: il fato che ha radunato i morti di Pöchlarn, generazione dopo generazione, in massacri perfettamente insensati, eppure vissuti come ovvi.

In questo ci può aiutare anche la bella selezione di immagini che accompagna il video. La canzone è cantata dal gruppo austriaco Die Sternenreiter.

I morti, i morti del reggimento,
chi crede dunque che restino nella tomba?
io credo, che il grande Ordine sia arrivato
giù anche nella loro profondità.

Altrimenti – quando fummo mobilitati,
nell’eccitazione e rumore della caserma,
da nessuno visto, ma da tutti sentito -
cosa fu che si aggirava sulle vecchie strade?

I morti, i morti del reggimento,
mio padre e il tuo e il suo,
al battere dei tamburi
marciava anche l’esercito morto.

Mio padre c’è rimasto nel (18)70 a Saint Quentin
come tamburino nello scontro davanti a Ham
e oggi marciamo in rango e formazione
noi sulla via verso Ham.

Su suolo francese è suonato di nuovo il nostro passo,
come se qualcuno marciasse assieme a noi,
e la pioggia mi colpisce sulla pelle del tamburo,
come se un morto battesse insieme a me…

Die Toten, die Toten des Regiments,
wer glaubt denn, die blieben im Grab?
Ich glaube, es ging der große Befehl
auch in ihre Tiefen hinab.

Was stand sonst, als wir mobil gemacht,
im Kasernen-Gerenn und Gesumm
von keinem gesehn und von jedem gefühlt
auf den alten Gängen herum?

Die Toten, die Toten des Regiments,
mein Vater und deiner und der,
beim Klopfen der Trommeln trat auch an
das tote, das tote Heer.

Mein Vater blieb Siebzig bei Sankt Quentin
als Tambur im Treffen vor Ham,
und heute marschieren in Reih und Glied
wir auf der Straße nach Ham.

Und in Frankreichs Grund widerklang unser Gang,
als hielte wer mit uns Schritt,
und der Regen schlug mir aufs Trommelfell,
als trommelt ein Toter mit…

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Gatti e guerre

Ad Augsburg, qualcuno ha costruito una scala solo per gatti:

Pöchlarn è un comune in Austria, che oggi ha quasi 4.000 abitanti. Nel 1939, ne aveva 3.116, nel 1914 meno di 3.000.

Al centro c’è una piazzetta, dove i morti della Prima guerra mondiale si raccolgono ai quattro lati della base di una colonna, ordinatamente divisi per la frazione del paese in cui erano nati nemmeno tanti anni prima:

E intorno a loro, a emiciclo, li guardano i loro cugini e figli, morti vent’anni dopo:

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