Vivere a Firenze

Pubblico molto volentieri questo sfogo di Lorenzo Bargellini (un cognome carico di storia, come tanti cognomi della nostra città), che con enorme impegno smuove il Movimento di Lotta per la Casa a Firenze.

La città-faro d’Italia, dove tutto ciò che luccica è falso, e di veri ci son solo i sassi, e qualche cuore.

…racconti nei tempi della crisi…

E’difficile per noi, abituati a comunicati che parlano il linguaggio della “guerra infinita”, raccontare storie di “vita quotidiana”, di persone dimenticate, nella babele di mille rincorse metropolitane, di tempi difficili e di aperta disumanità.

Eppure la crisi colpisce tante persone, donne e uomini, molte persone sole, sempre di più.

Salvatore Lo Presti aveva fatto uno dei tanti “mutui” per acquistare un alloggio in Via Reginaldo Giuliani, poi la crisi, la moglie in crisi depressiva che si toglie la vita, i figli che se ne vanno, sino allo sfratto… senza preavviso. Salvatore ha quasi ottanta anni e nessuno lo aiuta. Dopo mille peripezie viene sistemato per un mese all’Albergo Popolare, ma i primi di aprile viene allontanato anche dall’Albergo Popolare. Oggi dorme alla stazione.

Jolanda abita in Via del Pino, Campo di Marte, l’otto di giugno subirà l’esecuzione di sfratto, tre bambini sulle spalle, lasciata dal compagno e una attività di Parrucchiera fallita. Gli assistenti sociali che, come sempre, non l’aiutano di certo. Ora si trova ad affrontare la realtà da sola, con il solo movimento che la sostiene.

Cruciano Muscarella, per la terza volta ha fatto i conti con vigili e polizia in una casa popolare dove ha risieduto per oltre trenta anni. E’ accusato di tutto, per non avere fatto niente, e l’assessore alla casa di Campi lo ha scelto come NEMICO NUMERO UNO, ma non ha fatto i conti con la solidarietà di tante persone che non riescono a capire il perché Cruciano deve lasciare la casa di Via Palagetta dove ha vissuto per tanto e ha sempre pagato. Ieri mattina si è barricato in casa, sono arrivati alcuni solidali e la polizia se ne è andata… sino a quando?

Cinzia Carotti, un’altro sfratto per morosità incolpevole, si trova da sola dopo un incidente, la perdita del lavoro, la depressione a fare i conti con i tempi dell’oggi. Stamani lo sfratto, Bloccato da militanti e solidali del movimento di lotta per la casa, un rinvio sino a settembre, ma per le persone sole, sopratutto dopo i quarant’anni non c’è futuro.

Questi insieme a tanti altri, sono i migranti di casa nostra, esclusi dalla ferrea logica della Meritocrazia economica impartita dal governo Renzi.

Questi, insieme a tanti altri sono coloro che hanno vissuto in solitudine la profonde ferite della crisi..

Ma per queste e altre persone il tempo della pazienza è finito…

Lorenzo a nome e per conto del movimento di lotta per la casa

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Crocifissioni mediatiche

L’altro giorno, un bambino appena appena arrivato in Italia ha litigato con alcuni bambini indigeni che a suo dire, lo prendevano in giro. Durante lo scambio di infantilate, pare che abbia strappato anche una collana a una bambina. Collana su cui era appeso un crocifisso.

Il Ministro degli Interni della Repubblica Italiana, prontamente interpellato, con altrettanta prontezza ha risposto:

alfano-senegaleseOggi, al giardino, c’era Giovanni, un bambino grande e grosso, italiano, che voleva salire sull’altalena.

Arriva Amir, che viene dall’Egitto ed è la metà di Giovanni. Con uno spintone violento allontana Giovanni, che si mette prontamente a piangere sotto un albero.

Arriva subito la mamma di Amir, una donna molto bella e alta e che indossa sempre il hijab e non parla una parola d’italiano.

Prende Amir, lo redarguisce in arabo e lo allontana dall’altalena.

Poi va da Giovanni, gli dà una carezza sulla spalla e lo invita a salire sull’altalena.

Attendiamo i commenti del Ministro degli Interni.

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Gente d’Oltrarno

Stamattina, questo signore esercitava il nobile mestiere di barbiere in Piazza Tasso, come si può vedere da questa immagine.

georgeAlcune ore dopo, ci incontriamo dalla vinaia messicana.

Il nostro barbiere fa educatamente la fila (questa volta con un paio di scarpe da ginnastica).

In attesa di ordinare il vino più economico, tira fuori un flauto e pronuncia un’unica parola, “Mozart”.

Ascoltiamo in rapito silenzio, mentre suona.

E adesso un brano molto ostico di Shostakovich”.

Ascoltiamo di nuovo.

Finito il brano e basandomi sull’accento, gli chiedo…

Are you British?”

Con una forte nota di disprezzo, mi risponde,

I am English!”

E se ne va a bere a Santo Spirito.

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Il Nidiaci, il sindaco Dario Nardella e Marcello Dell’Utri

Stamattina mi segnalano che il nostro giardino è diventato un caso nazionale, grazie a un’inchiesta di Davide Vecchi del Fatto Quotidiano.

Che ha scoperto, da una parte, che la sorella del sindaco di Firenze, Sveva Nardella, ha comprato casa da Salvatore Leggiero. Salvatore Leggiero è proprio il signore cui il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha appena ceduto quella che per 90 anni fu l’area dei bambini di San Frediano.

Allo stesso tempo, l’implacabile giornalista ha scoperto i rapporti tra Salvatore Leggiero e Marcello Dell’Utri, con tutto ciò che questo significa.

E mi viene da sorridere pensando a tutte le nostre piccole persone, i bambini, i nonni, i babbi e le mamme, che si trovano improvvisamente al centro di tante cose, a due settimane dalle elezioni.

Nidiaci-nardella-marcello-dellutri-leggiero-13 maggio 15

 

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La morte di Osama bin Laden

Scopro solo adesso che Seymour Hersh sarebbe riuscito, con un immenso lavoro investigativo, a ricostruire almeno una parte della verità sulla morte di Osama bin Laden.

Non ho avuto tempo per vedere se sia uscito qualcosa in italiano; quello che leggo in inglese è davvero notevole.

Forse ciò che più mi ha colpito è l’ennesima dimostrazione di un principio che ritengo fondamentale per capire la realtà: i governanti mentono, i complotti esistono, i complotti raramente sono però quelli che ci immaginiamo noi e quasi sempre sono più di uno alla volta.

La versione ufficiale sulla morte di Osama bin Laden era talmente assurda da essere palesemente falsa, e in effetti lo era.

L’errore di coloro che vengono sbrigativamente definiti “complottisti” non fu certo nel capirlo, ma nella discutibile determinazione con cui mettevano in campo le proprio controverità.

E’ perciò interessante vedere l’insieme di interessi, spesso in conflitto tra di loro, che hanno reso necessario inventare tante menzogne tutte insieme.

Perché qui abbiamo una falsificazione cumulativa, che nasce dalla necessità di un gran numero di attori diversi di mentire. Tanto per citare un esempio che forse sfugge in mezzo a tanti altri più importanti – alcuni funzionari hanno visto nella notizia l’occasione per giustificare la pratica della tortura, e quindi hanno diffuso la voce assolutamente falsa che fosse grazie alla enhanced interrogation (sic!) che si era arrivati a colpire il cattivo numero uno della mediasfera.

E la versione ufficiale era così assurda, proprio perché doveva essere cucita in tempi da telegiornale, nel tentativo di mettere insieme tutte le diverse mistificazioni in corso.

Poi la vera verità sarà ancora più complessa e contorta, perché ovviamente le stesse fonti che Hersh ha usato possono a loro volta aver nascosto qualcosa. E infatti, parliamo sempre e solo di qualcosa della verità.

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Docenti e potenti

L’altro giorno, a Bologna, un gruppo di insegnanti si è recato a discutere con il signor Matteo Renzi di Rignano, nel corso di un evento denominato Festa dell’Unità.

Il giovane rignanese, non eletto da nessuno ma molto apprezzato nei sondaggi per le sue battute, sta attualmente decidendo della vita futura proprio degli insegnanti.

Il dialogo ha assunto dopo pochi minuti questa forma, in cui vediamo una pubblica dipendente (sotto) che incontra un altro pubblico dipendente (sopra).

polizia-renzianaIl figlio del più noto distributore di pubblicità porta a porta di Rignano ha commentato l’evento dicendo, «Non mi spaventano tre fischi, cambierò l’Italia». E in effetti, probabilmente l’insegnante stesa per terra, più di tre fischi non li ha potuti fare.

In apparenza, si tratta un incontro insolito: normalmente, quelli che stanno in alto ricevono quelli che stanno in basso una volta ogni sei mesi, con ampi sorrisi.

Promettono loro qualunque cosa chiedano.

Si offendono terribilmente però se uno registra le promesse che fanno e le mette in rete.

Poi fanno quello che vogliono, che è l’esatto contrario di quello che hanno promesso.

Infine, pretendono pure di averti fatto un favore.

Ma la sostanza non cambia, e nel caso di questa foto, emerge in modo piuttosto chiaro.

Oggi c’è stato lo sciopero generale degli insegnanti, e questa volta erano praticamente tutti d’accordo a rinunciare a un giorno di stipendio.

E’ nato però anche un piccolo movimento di orgoglio crumiro, che ha sfruttato twitter con lo hashtag #iononsciopero.

Se qualcuno ha un po’ di tempo, consiglio di guardare il fantastico linguaggio, che mette insieme per la prima volta dal 1920 tutti i più feroci luoghi comuni italici, dove destra, sinistra e futurismo progressista si fondono in un’unica fedeltà al dominio.

Che poi se si guarda bene, troviamo che una percentuale altissima di tweet antisciopero, li fa un unico signore, tale Maurizio Nastasi, che fa il crumiro evidentemente per pura passione, visto che non si presenta al mondo esattamente con l’aria da insegnante.

Il cervello non sarà quello del Vate e la capacità letteraria poi è palesemente tutt’altra; ma lo spirito sembra proprio quello.

Basta vedere come si presenta:

maurizio-anastasiNon sappiamo ovviamente se questa sia la vera faccia del signor Nastasi, o se si tratta dell’immagine di un fotomodello sgraffignata da qualche parte in rete.

Fatto sta che il signor Nastasi ha prodotto centinaia di tweet per crumirare i docenti in sciopero, e queste sue produzioni si riassumono nella seguente profonda riflessione filosofica:

no-scioperoTiè, piglia e porta a casa!

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La rovina del genere umano

Guardiamo attentamente questa immagine, perché è profondamente istruttiva.

Volti innocenti, popolari e sfigati, con un entusiasmo a modo suo bellissimo, che si esaltano per le storie che qualcun altro ha raccontato loro… c’è tutta la tragedia della nostra specie e la radice di tutto l’orrore senza fine che chiamiamo storia.

Chiamatela come volete, sacrifici umani, Auschwitz, Hiroshima, il gulag, l’Isonzo… La spiegazione sta tutta in questa foto.

its-a-princessLa tragedia, poi, è anche quella di una bambina, che a due ore di vita, ha già il destino segnato.

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Il cyber-Duomo e Appinocchio

Ieri c’è stata l’inaugurazione di Expo 2015, a poche ore dall’imposizione di un sistema elettorale rivoluzionario nel paese.

A settant’anni di distanza, Expo realizza il sogno mancato del 1942, per cui Benito Mussolini fece costruire l’EUR. Dove, sul Palazzo della Civiltà del Lavoro (oggi in mano al Gruppo Fendi), si legge la grande scritta:

«Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori»

I ricorsi storici sono interessanti anche nella loro differenza.

Expo 2015 non apre con una rigida scritta.

E il capo del governo taglia il nastro e ci presenta subito, non l’Italia, ma la Toscana, che è riuscita a farsi assegnare il Padiglione Italia per le prime quattro decisive settimane della fiera. Nel padiglione,

“i visitatori saranno accolti con la proposta di un viaggio multisensoriale che faccia loro sperimentare, in breve, tutte le bellezze e le eccellenze della regione, utilizzando le migliori tecnologie disponibili (video, multi touch, suoni, odori, app). Una apposita app “Appinocchio“, guiderà infatti il visitatore.”

Expo, a sua volta, si manifesta a Firenze tramite un cyber-Duomo che poi farà il giro del mondo e concluderà la sua esistenza virtuale a Dubai tra cinque anni, a dimostrazione che lo scontro di civiltà è roba da poveri.

Il cyber-Duomo è stato inaugurato dal sindaco Dario Nardella, rigorosamente in jeans, che ai nostri tempi manda lo stesso messaggio di certi abbigliamenti futuristici di un secolo fa.

Ma è davvero interessante vedere come viene riproposta la fatidica frase su poeti, artisti ed eroi, nel fluido videolinguaggio dei nostri tempi. Il video si intitola Magnificent. Sarebbe un errore pensare che il titolo sia in inglese “per farsi capire”: in realtà l’inglese, nella sua forma globalizzata, è il latino imperiale dei nostri tempi.

Tempo fa, avevamo buttato giù qualche ipotesi sull’Italia fiorentinizzata.

In sintesi, la fiorentinità consiste nel sapiente utilizzo delle ossa degli antenati per farne appendiabiti per negozi di moda.

Aggiungiamo al volo qualche riflessione in più.

1) La differenza tra renzismo e berlusconismo sta nel diverso modo di essere italiani. Berlusconi era lo Zio Pierino, quello che ai matrimoni guida i cori ammiccanti. Renzi è l’Uomo del Destino.

2) La fiorentinità parte dal presupposto che il mondo appartenga di diritto, non ai semplici ricchi, ma agli straricchi. Ora, se uno è straricco, non si accontenta delle solite signore in minigonna che si trovano lungo i viali, ma vuole avere un’esperienza unica. Quindi il destino dell’Italia deve essere quello della escort d’alto bordo, che dia almeno l’impressione di offrire qualcosa di molto particolare.

3) L’escort di alto bordo non vende soltanto una certa parte del proprio corpo, vende un’immagine complessiva, fatta di monumenti, gioielli, vestiti e anche – geniale scoperta del renzismo farinettiano – cibo.

4) In realtà, “l’esperienza unica” consiste semplicemente in una serie limitata di cartoline. I monumenti riconoscibili, i cibi noti, gli stilisti famosi. Tutto il resto può andare benissimo in malora: la scuola distrutta, i monumenti abbandonati all’incuria o alla camorra, si conciliano perfettamente quindi con l’Aura Italia.

5) I pochissimi venditori autorizzati di cartoline, per aprire le loro bancarelle, devono essere o fiorentini o molto generosi nei confronti di certi fiorentini.

“Pinocchio sarà ambasciatore della Regione Toscana all’Expo di Milano – ha confermato il sindaco di Pescia, Oreste Giurlani – e potremo presentare questa nostra icona mondiale con una pregevole scultura realizzata dalle mani abili degli artisti del Carnevale di Viareggio”.

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