Musulmano che ride, musulmano in galera!

Leggo questa notizia, che ricorda i tempi gloriosi di Pollari e di Magdi Allam.

Il tempo stringe, comunque ho accumulato una discreta esperienza in materia di come funzionano queste storie, sempre uguali.

La prima è che le migliori cartucce, gli investigatori le sparano al momento della Conferenza Stampa con cui annunciano le loro retate. Insomma, possiamo essere ragionevolmente sicuri che non ci sia nulla di più grave di ciò che compare nell’articolo. Un articolo in cui non leggiamo una riga sull’uso di armi o sulla preparazione di alcun ordigno.

Sappiamo che gli arrestati, anzi “i personaggi di spicco del terrorismo internazionale”, non avevano alcun obiettivo preciso per gli ordigni che non stavano preparando.

Sappiamo che facevano escursioni sull’Etna.

Sappiamo che secondo gli investigatori, uno degli arrestati gestiva un call center – che mi sa tanto è un phone center, cioè un posto in cui stranieri di ogni provenienza telefonano a casa e guardano Internet – dove qualcuno avrebbe passato del tempo a guardare video (non oscurati evidentemente in Italia) dove si parlava dell’Iraq.

Sappiamo che gli arrestati provavano “avversione” per l’Italia e per gli Stati Uniti.

Sappiamo che secondo gli investigatori, qualcuno avrebbe visto uno degli indagati mentre rideva. Proprio così. Vi ricordate la storia dei Musulmani che Non Sanno Ridere per le vignette sul Profeta? E adesso che ridono… carcere fino a quindici anni (associazione con finalità di terrorismo internazionale) più quattro (istigazione all’odio razziale) per due reati che di bello hanno il fatto di poter sussistere senza alcuna base più concreta di una finalità, di una istigazione o di un sentimento di odio.

Ora, godetevi le ferree certezze e la mancanza di verbi al condizionale dell’articolo.

Andria, arrestati terroristi islamici: ridevano del crollo di chiese a L’Aquila

ANDRIA – Il gruppo terroristico islamico arrestato la mattina del 30 aprile in Puglia incitava alla jihad e al suicidio. Rideva del crollo delle chiese causato dal terremoto de L’Aquila del 2009. Avevano base ad Andria, in Puglia, e campi di addestramento nelle zone impervie del vulcano Etna, in Sicilia.

Secondo gli investigatori, il gruppo non aveva in mente obiettivi precisi ma stava genericamente programmando di compiere un attentato contro una chiesa in Puglia. Secondo gli investigatori il capo della cellula sarebbe Hisni Hachemi Ben Hassen, Imam tunisino arrestato in Belgio. L’Imam gestì fino al 2010 un call center ad Andria. 

ARRESTI TRA PUGLIA E BELGIO -terroristi di una cellula islamica sono stati bloccati in Puglia dai carabinieri del Ros la mattina del 30 aprile. La Procura di Bari ha emesso 6 ordinanze di custodia cautelare per personaggi di spicco del terrorismo internazionale. Le accuse sono per associazione di terrorismo internazionale e istigazione all’odio razziale

Gli arresti riguardano persone che vivono in Italia è diretta dal sostituto procuratore di Bari, Renato Nitti, ed è stata avviata nel 2007, tramite il monitoraggio di alcune attività dei migranti e tendendo d’occhio i loro call center e internet point.

JIHAD E SUICIDI - La cellula islamica incitava infatti alla jihad e agli attentati suicidi in occidente e nelle zone di guerra. Gli arresti sono stati eseguiti sia in Italia sia all’estero. Secondo le indagini gli appartenenti alla cellula avevano dei rapporti molto stretti con personaggi importanti del terrorismo internazionale e in diverse occasioni avevano mostrato un acceso antisemitismo e una avversione per i paesi ‘infedeli’ tra cui gli Stati Uniti e l’Italia. Le indagini hanno permesso di accertare una diffusa attività di proselitismo e indottrinamento verso in nuovi affiliati che veniva svolta anche con documenti audio e video che esortavano a compiere azioni suicide.

“RIDEVANO DELLE CHIESE CROLLATE A L’AQUILA” – Da alcune intercettazioni telefoniche, infatti, emerge che gli indagati esultarono per la distruzione di numerose chiese nel terremoto avvenuto nel 2009 in Abruzzo. In quella circostanza, inoltre, gli indagati criticavano aspramente perché inopportuno il proposito della comunità musulmana residente in Italia di contribuire agli aiuti per i terremotati, con i fondi raccolti per il sostegno della comune causa islamica.

CAMPI DI ADDESTRAMENTO SULL’ETNA –  La cellula terroristica islamica che aveva base ad Andria organizzava anche campi di addestramento sull’Etna, per preparare gli adepti ad azioni di terrorismo internazionale in zone di crisi.

Nel call center si cercavano sul web video dimostrativi pubblicati nei forum jiadisti attraverso i quali gli aspiranti ‘martiri’ della guerra santa imparavano a confezionare ordigni esplosivi e a usare armi da fuoco e venivano reclutati nuovi volontari da avviare dai campi di battaglia in Afghanistan, Yemen, Iraq e Cecenia. Il gruppo sosteneva le proprie attività attraverso una raccolta fondi fatta in rete e secondo canali tradizionali.

Print Friendly
Posted in islamofobia, Terrorismo realtà e mistificazione | Tagged , , , , , , , , | 124 Comments

La modernità che cresce, o l’urbanistica futuribile

Guardate queste immagini, riprese due giorni fa al Cairo.

Si vedono due gruppi che si affrontano vicino alla Corte Suprema: da vicino, un gruppo di cosiddetti “islamisti”, che lancia sassi e spara; dall’altro, un gruppo che nemmeno il quotidiano al-Ahram, che ha pubblicato il video, sa chi siano.

Alcuni commentatori dicono che si tratta di amici della polizia e del vecchio regime, che avrebbero aggredito per primi gli islamisti; altri sostengono che gli islamisti sarebbero protetti dalla polizia. Ed entrambi lo dicono con la solita furiosa certezza che caratterizza la malafede incosciente. Un commentatore più mite dice semplicemente, “questo è un normale venerdì egiziano dall’aprile del 2011″.

Astraiamo un momento dall’irrilevante fatto di cronaca, e guardiamo tutto lo scenario.

Le auto in perenne movimento persino sotto i colpi di arma da fuoco, la folla incontenibile di giovani maschi senza futuro vestiti nell’universale jeans-e-maglietta, lo scenario urbano in cui le impalcature erette da qualche speculatore con i soldi del Fondo Monetario si mescolano con le costruzioni che contemporaneamente si sbriciolano, le camionette della polizia, uguali anch’esse dalla Tailandia a Roma.

Non si poteva rappresentare meglio il presente del Terzo Mondo, né il futuro prossimo del Primo.

P.S. Grazie all’arabista Enrico Galoppini, che ci ha segnalato il video.

Print Friendly
Posted in islam, Medio Oriente, urbanistica | Tagged , , , , , , | 291 Comments

Saluti da San Frediano

Stamattina, vado a riempire le bottiglie d’acqua al fontanello – dove si può avere acqua frizzante gratis – e trovo una grande novità in Via del Leone, la stradina che inizia con uno splendido affresco del Giottino (che dicono fosse il figlio illegittimo del più noto Giotto) e prosegue giù giù fino a sfociare in Borgo San Frediano.

Via del Leone è in Oltrarno, mica in Firenze, almeno a dar retta al Comune.

Infatti, sulla sponda opposta dell’Arno, all’inizio di Via Tornabuoni, una freccia che punta in direzione opposta all’Oltrarno ci spiega che Firenze inizia lì:

Che pure la Monna Lisa e San Filippo Neri sono nati in Oltrarno.

All’altezza del numero 60 di Via del Leone, sullo stretto marciapiede, vedo un gruppo di giovani assai attivi nel rione, che mi dicono che hanno appena occupato uno stabile abbandonato da dieci anni, appartenente al Comune. Sono giovani un po’ fohòsi ma in gamba, senza quella compiaciuta chiusura in sé che spesso caratterizza gli ambienti “antagonisti”, e hanno sempre mostrato una grande attenzione a lavorare con la gente di San Frediano.

C’è anche il presidente del Quartiere 1 che osserva la scena. E’ un signore che ha una bella aria da filosofo sorridente, ed è bene che sia così, visto che il suo ruolo, come spiega, consiste nell’emanare lunghi testi scritti in burocratese che poi galleggeranno sul fiume per sparire all’orizzonte.

M racconta che il Comune ha appena emesso un’ordinanza, secondo cui i quartieri non devono spendere più nulla, salvo che la mancata spesa comporti un maggior danno al Comune stesso. Insomma, mi fa capire, visto che ormai le istituzioni sono ridotte all’impotenza, forse questi ragazzi almeno riusciranno a fare qualcosa.

I ragazzi, che stanno lavorando alacremente a fare le pulizie, mi invitano a entrare ed esploriamo insieme il posto – tre piani, molte stanze e anche un bel giardino dietro; mi assicurano che nella cantina ci sono misteriosi labirinti che portano chissà dove.

La nonna che abita al portone accanto guarda fuori assieme al nipotino schiamazzante, che mi conosce. Lei mi chiede preoccupata cosa sta succedendo, visto che l’hanno svegliata alle 6 di mattina con i colpi con cui hanno aperto il portone, e cerco di rassicurarla prima che rilasci interviste: già prevedo il titolo sulla Nazione - “Emergenza degrado in Oltrarno: black bloc terrorizzano vecchietta”.

Un gruppo di giovani invece va a informarsi sulla pacciamatura del giardino da Sofia, che cura l’orto sinergico allo Stanzino dei Bambini all’angolo.

In realtà si tratta di un vasto spiazzo aperto all’angolo di Via del Leone, gestito da tempo immemorabile da un gruppo di anziani guidati da Angiolino (che scompare sempre alle 11 di mattina per portare a spasso il cane) – il nonno di Angiolino fece la colomba di ferro che un tempo sovrastava l’affresco del Giottino.

Oggi ad assistere Angiolino c’è anche un altro signore, con un vistoso apparecchio per sordi, che chiede al presidente dove può mettere le rificolone che costruisce con i bambini.

Ma tanto sono due anni che lo Stanzino dei Bambini è (ufficialmente) chiuso e che nessun bambino ci mette piede, cioè da quando Angiolino scivolò e si ruppe quattro costole, e il Comune non ha certo i soldi per mettere il tutto in sicurezza: infatti in questi giorni il Comune si appresta a spendere dieci milioni di Euro per i Mondiali di Ciclismo che si svolgeranno quest’autunno.

Scopro poi che i ragazzi hanno fatto anche un video (ben 32 visualizzazioni finora) in cui si vedono molto bene i nostri drappi NoScav, il Giardino-Ludoteca Nidiaci, e si ha un’idea di quello che è l’Oltrarno.

Eccovelo.

 

Print Friendly
Posted in Il clan dei fiorentini | Tagged , , , , , , , | 59 Comments

Roberto Giammanco

Il pomeriggio del 16 aprile, mi ha telefonato Alessandra per dirmi che Roberto Giammanco era morto.

La coraggiosa Maria Paola, che lo seguiva in questi ultimi giorni (vi avevo già raccontato qualcosa a proposito della gavetta di suo padre) aveva messo un DVD con una sinfonia di quel Beethoven che Roberto suonava da giovane. Poi si era allontanata un momento, e quando è tornata, Roberto aveva smesso di respirare.

Era una notizia che ci aspettavamo da un paio di mesi, eppure mi ha colto lo stesso di sorpresa: Roberto era un uomo talmente intenso, carico di tanto entusiasmo, affetto e curiosità che era difficile rendersi conto di come il suo corpo faticasse ormai a stargli dietro.

Come mi dice Maria Paola, Roberto Giammanco non voleva avere Gesucristi o preti o madonne, e non ci saranno cerimonie pubbliche di alcun tipo. Eppure Roberto aveva una profonda conoscenza del cattolicesimo – i suoi primi studi storici riguardavano l’ordine dei Gesuiti; e riusciva a comunicare perfettamente con i preti più intransigenti.

Ecco, Roberto era tutto qui. Faceva scelte forti, rinunciando al conforto sociale offerto da qualunque chiesa o partito; ma aveva una sorridente comprensione di chi viveva in modo opposto al suo, e questo lo distingueva radicalmente da tanti tetri antagonisti.

Per questo, avevamo in comune la passione delle storie. Me lo vedo con capelli e folte sopracciglia bianchi, la grande fronte e la mascella forte, mentre cucina con attenzione a tutti i dettagli – in queste cose era un autentico e fiero discendente della borghesia toscana – in sottofondo le Quattro Stagioni di Vivaldi, e racconta ridendo.

Di quando lui, ragazzo, guardava in cielo i bombardieri alleati che mitragliavano i contadini, della tristezza di Theodor Adorno, della ragazza sordomuta tra i ruderi della Germania distrutta, degli zingari del Trentino, dei contadini del Guatemala schiavi sulle piantagioni della United Fruit, dei miliziani del Middle West con i loro fucili, degli incontri con Malcolm X che presentiva la propria imminente morte, degli australiani ubriachi, dei campi palestinesi, dei telepredicatori miliardari e dei poverissimi snake handlers della West Virginia, delle sinfonie di musica classica, dei mercanti dell’Iran ai tempi della rivoluzione, della vita nell’Unione Sovietica, del prete che lo ospitava in uno stanzino con un crocifisso di grandezza più che naturale…

Prima che morisse, sono riuscito a vederlo un’ultima volta.

Non riusciva a parlare, ma mi fece un grande sorriso, quando gli raccontai del colore particolarissimo e luminoso della gatta grigia che condivide la casa in cui vivo.

Print Friendly
Posted in esperienze di Miguel Martinez | Tagged | 89 Comments

Un post tutto per voi…

Mi segnalano che i commenti sono fermi per qualche motivo sull’ultimo post, forse perché sono arrivati alla bellezza di 370… quindi faccio questo post solo per permettervi di continuare a parlare di tutti gli incredibili temi cui si dedicano i commentatori di questo blog :-)

Print Friendly
Posted in Questo blog | 529 Comments

Tutti i muri del mondo

Doriana Goracci ci segnala questa splendida opera di un giovane muralista russo, Pavel Pukhov. Non siamo esperti di cose russe, ma questa immagine dice molto su questi tempi di privazione, o più eufemisticamente, privatizzazione.

Print Friendly
Posted in mundus imaginalis, riflessioni sul dominio | Tagged , , , , | 370 Comments

Renzi, trattenuto a Firenze da un impegno “personale, prioritario, irrinunciabile”, non può fare il Sindaco d’Italia

Matteo Renzi si è appena esibito nello show Amici di Maria De Filippi.

Durante lo spettacolo, Matteo Renzi ha detto, tra l’altro,

“Se c’è una cosa bella che ci aspettiamo da voi è di non fare come è stato fatto fino ad oggi dove troppo spesso si trovava lavoro non per il talento, ma perchè si conosceva qualcuno, per le raccomandazioni“.

Che è come parlare di corda in casa dell’impiccato [1], ma siamo certi che Renzi non abbia voluto offendere nessuno.

Per l’occasione, Matteo Renzi era in “giubbino di pelle nera, maglietta nera e pantaloni blu scuro“. Dovete sapere, infatti, che Renzi ha una collezione fenomenale di costumi da scena, che servono tutti per recitare un unico ruolo: quello dell’Italiano Medio che vorrebbe godere di tutti i benefici del conformismo, senza doverne subire sempre le restrizioni. [2] E’ in questo senso errato il confronto con Berlusconi, perché nella familiarità dell’Amico Matteo, manca la giocosa trasgressività del gaudente di Arcore.

Già abbiamo incontrato il Sindaco Pinocchio, ma c’è anche il Sindaco Operaio:

il Sindaco Manager

il Sindaco Indiana Jones (quando, appoggiato da Giacobbo di Voyager, volle bucherellare gli affreschi del Vasari alla ricerca di un’inesistente opera del superstar Leonardo Da Vinci)

il Sindaco Sportivo (nel 2012, l’anno successivo a questa foto, Renzi si fece assegnare il pettorale numero 1 e arrivò 3.101 esimo)

e persino il Sindaco Babbo Natale.

Tutte anticipazioni del futuro Sindaco d’Italia.

Infatti,  sul suo sito personale – dove aspettiamo ancora di vedere la lista dettagliata dei nomi dei suoi finanziatori – cita le proprie previsioni sul futuro:

«Sarà una legislatura breve. Ma spero possa almeno fare una riforma elettorale perché i cittadini scelgano il prossimo Sindaco d’Italia. E se ci saranno le condizioni, mi candiderò».

Matteo Renzi si candida insomma a risolvere la crisi italiana. Prima però di andare a governare tutti voi, deve mantenere il suo impegno “prioritario” e “assoluto” a risolvere un piccolo problema qui da noi.

Vi abbiamo già raccontato della Ludoteca-giardino Nidiaci: tre stanze e un giardino che non sono certo Versailles, ma furono per novant’anni il luogo in cui crebbero i bambini dell’Oltrarno.

Cinque anni fa, nel totale disinteresse delle istituzioni, il palazzo e buona parte del giardino furono acquistati dalla Amore e Psiche Holding di Salvatore Leggiero, che come potete immaginare già dal nome non doveva certo avere a cuore gli interessi dei bambini.

Nel 2011, 1.430 residenti di un quartiere con poche migliaia di abitanti firmarono una petizione in cui chiedevano che il Comune salvasse il Nidiaci.

La nostra ottima Francesca (o Franca o Françoise) si mise in agguato, conoscendo il giorno e il luogo in cui Matteo Renzi è solito recarsi dal parrucchiere. Riuscì così a ottenere un foglio con la vigorosa scritta MI IMPEGNO PERSONALMENTE e la firma del sindaco.

Le firme furono poi consegnate al Sindaco, che rispose con un solenne documento che tuttora campeggia sul suo altro sito:

“Ti confermo quanto ho già più volte detto in pubblico e in privato. Il mantenimento del giardino Nidiaci è per questa Amministrazione una priorità assoluta e irrinunciabile. Conosciamo la carenza di verde pubblico in quella zona e siamo convinti del diritto dei bambini di avere spazi di libertà come quello dei Nidiaci.

Dobbiamo smettere di pensare che i bambini siano cittadini di serie B e per questo ho chiesto agli uffici competenti di concludere al più presto la pratica amministrativa pendente lasciata da parte della precedente amministrazione.

Siamo stati chiari fin dall’inizio: o si raggiunge un soddisfacente accordo con la proprietà o si procede all’esproprio dell’area, stante l’evidente interesse pubblico.”

Priorità è una parola che deriva dalla stessa radice di prima. Come in “prima sistemo la faccenda del Nidiaci, e solo dopo sistemo l’Italia”. In modo assoluto e irrinunciabile e pure al più presto…

Nei quasi due anni che sono passati da allora, il Comune ha permesso alla proprietà di iniziare una serie di lavori (con transito continuo di camion contromano); la Ludoteca è stata chiusa, grazie a un tetto opportunamente sfondato dagli operai della proprietà; il giardino è stato interdetto ai bambini; la proprietà ha costruito un muro che lo taglia in due; e infine sono misteriosamente scomparsi, senza alcuna autorizzazione, diversi alberi.

E il Sindaco Risolutore?

Manifestazioni dei residenti, interrogazioni da parte delle diverse opposizioni e di qualche elemento della maggioranza, hanno ottenuto come unico risultato la notizia che, a cinque anni da quando Leggiero acquistò la proprietà, ci sarebbero delle imprecisate “trattative segrete” in corso.

La settimana scorsa, abbiamo assistito in Palazzo Vecchio a una surreale riunione congiunta delle Commissioni Urbanistica, Ambiente e Istruzione del Comune, in cui tutti, maggioranza e opposizioni, concordavano sulla propria totale ignoranza riguardo a cosa avesse in mente di fare l’amministrazione comunale. L’8 aprile, chiederanno insieme alla giunta di rispondere.

Ma siamo certi che Matteo Renzi manterrà questo suo impegno prioritario e assoluto, prima di risolvere lo spread, la disoccupazione e altre faccende minori del genere.

Anche se, come giustamente spiega sempre lui, questa volta nel suo libro Stil novo. La rivoluzione della bellezza da Dante a Twitter:[3]

“C’è chi pensa che si possano rinviare i problemi all’infinito, tanto saremo sempre in tempo”.

Note:

[1] Ricordiamo che la signora Maria De Filippi, figlia di un informatore scientifico, ha conosciuto casualmente un signore di 23 anni più anziano di lei, Maurizio Costanzo, ex-membro della P2 ed ex-marito dell’ex-moglie di Alberto Michelini, quest’ultimo esponente della DC, poi di Forza Italia, e pure supernumerario dell’Opus Dei.

La brillante carriera televisiva della De Filippi ha condotto alle nozze tra lei e lo stesso Costanzo, celebrate da Francesco Rutelli. Francesco Rutelli aveva sposato l’onnipresente giornalista Barbara Palombelli, in un matrimonio celebrato personalmente dal cardinale Achille Silvestrini, membro della vorace banda dei brisighellesi in Vaticano.

[2] Il punto non è se questo attore polimorfo faccia bene o faccia male. E’ la fine della “televisione del governo” e l’inizio del “governo della televisione”, un concetto espresso da Régis Debray vent’anni fa nello Stato seduttore, una considerazione che ci può aiutare a uscire dal provincialismo che accusa Silvio Berlusconi di tutti i mali.

[3] Nello stesso capolavoro, possiamo leggere ad esempio «L’uomo può ciò che vuole, scriveva Leon Battista Alberti, in una frase citata anche da Steve Jobs mentre si accingeva a rivoluzionare il mondo presentando l’iPhone».

Print Friendly
Posted in Il clan dei fiorentini | Tagged , , , , , , , , , , , , , , , | 93 Comments

De la crudel morte de Cristo

Dal laudario di Cortona, la più antica collezione sopravvissuta di musica italiana in lingua volgare.

Cantato dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare.

De la crudel morte de Cristo
ogn’hom pianga amaramente.
Quando Juderi Cristo pigliaro,
d’ogni parte lo circumdaro,
le sue mani strecto legaro,
como ladro villanamente.
A la colonna fu spoliato,
per tutto ‘l corpo flagellato,
d’ogne parte fu ‘nsanguinato,
como falso amaramente.
De la crudel morte de Cristo
ogn’hom pianga amaramente.
Tutti gridaro alta voce,
moia il falso moia il veloce,
sbrigatamente sia posto in croce,
che non turbi tutta la gente.
Nel suo volto li sputaro,
e la sua barba sì la pelaro,
facendo beffe li imputaro
che Dio s’è facto falsamente.
De la crudel morte de Cristo
ogn’hom pianga amaramente.
San Jovanni lo vangelisto,
quando guardava suo maiestro,
vedielo ‘n croce molto era tristo,
et doloroso de la mente.
Mo l’era triste Santa Maria
quando suo figlio en croce vedea,
con gran dolore forte piangea,
dicendo : trista,lassa,dolente.
De la crudel morte de Cristo
ogn’hom pianga amaramente.

Print Friendly
Posted in cattolici, mundus imaginalis | Tagged , , , , , , , | 405 Comments