Mel Sembler, o dell’immortalità del palazzinaro

di Miguel Martínez, 20 marzo 2005

Se Mozart fu l’archetipo del musicista, Mel Sembler è l’archetipo dell’imprenditore squalo, o per essere più precisi, del palazzinaro. Il che ci interessebbe poco, se Bush non lo avesse nominato ambasciatore – o meglio proconsole – in Italia per meriti apertamente economici. In parole povere, è lui che ha il compito ufficiale di lusingare e minacciare il nostro presidente del Consiglio.

Solo stamattina, ho appreso però che un grande palazzo di Roma, l’ex-Villa Massimo Colonna, è diventato il Palazzo Mel Sembler con un atto del Congresso americano.

Mel Sembler, ex-venditore di biancheria intima, è uno dei principali costruttori di centri commerciali degli Stati Uniti, un uomo che ha capito che senza politica, non si fanno gli affari.

Sul mio sito, ho già parlato della pittoresca carriera di Mel Sembler.

Ma quello che è importante ricordare è che i diplomatici di carriera vengono mandati a fare gli ambasciatori in paesi come lo Sri Lanka, se gli va bene.Il posto di ambasciatore nei paesi importanti (tra cui l’Italia) viene invece dato sempre e solo in base ai contributi economici dati al partito che lo nomina. Già nei primi trent’anni del Novecento, su 86 ambasciatori americani nel mondo, appena un quarto erano diplomatici di carriera: gli altri erano tutti uomini d’affari. Le cose non sono affatto cambiate da allora.

Adesso gli Stati Uniti hanno acquistato, “per motivi di sicurezza”, un nuovo grande palazzo a Roma, accanto alla loro ambasciata. In che modo, a quale prezzo e con quali sconti non ci è dato sapere, comunque l’ex-palazzo Massimo Colonna, diventato Palazzo INA negli anni Venti, è oggi parte dell’extraterritorialità statunitense. Come almeno altri 113 luoghi in Italia, ma quello è un altro discorso.

L’8 dicembre del 2004, il Congresso degli Stati Uniti ha dichiarato ufficialmente che da ora in poi il nuovo acquisto si chiamerà “The Mel Sembler Building“. Conoscendo la mentalità del palazzinaro medio statunitense, possiamo immaginare cosa provi Mel Sembler a venire immortalato nella stessa città del Colosseo e del Vaticano.

La cosa che colpisce è che Sembler venga immortalato a Sembler vivente. Poi si lamentano che qualcuno abbia chiamato un quartiere della propria capitale Saddam City.

Schematicamente, possiamo disegnare così l’evoluzione di Mel Sembler:

biancheria intima –> palazzi –> palazzoni –> traffici politici —> direzione delle finanze del Comitato Nazionale del Partito Repubblicano –> controllo sull’Italia –> immortalità monumentale

Ancora su Mel Sembler, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e responsabile quindi di sorvegliare il nostro coinvolgimento nella Guerra infinita.

Prima di tutto una buona notizia: il 18 gennaio, la popolare trasmissione TV Montel Willam Show ha trasmesso un pezzo critico sulle discusse comunità terapeutiche create da Mel Sembler; poche ore dopo, Mel ha annunciato la sua intenzione di dimettersi da ambasciatore e tornare negli Stati Uniti. Le dimissioni, per ora, non sono state messe in atto.

Secondo, è stato accertato il costo che i contribuenti USA hanno dovuto pagare per il Palazzo Mel Sembler: 83 milioni per l’acquisto, e 30 milioni per il restauro. Le cifre sono state stanziate in base a una mozione presentate al Congresso da C.W. “Bill” Young, rappresentante guarda caso del distretto elettorale in cui vive Mel Sembler.

Mel Sembler ha ringraziato Young in modo caratteristico: all’inaugurazione del palazzo dedicato a lui, Sembler ha controdedicato a Young il salone in cui si svolgeva la cerimonia, che adesso si chiama ufficialmente il “C.W. Bill Young Conference Center“.

Mel Sembler

Young e Sembler si fanno dedica e controdedica

Non è la prima volta che Sembler ci prova. Già Jeb Bush, fratello dell’attuale presidente degli USA e governatore della Florida – noto soprattutto per i brogli del 2000 – aveva fatto celebrare ufficialmente in tutto lo stato una giornata dedicata alla moglie di Mel, Betty Sembler. Ma pare che quattordici anni fa, Mel abbia provato a far erigere un monumento a se stesso anche nella città di Saint Petersburg, Florida, sotto forma di un Ambassadorial Pavilion dedicato a lui (allora ambasciatore in Australia) e a un suo amico miliardario, ambasciatore in Spagna. Il progetto fallì per l’opposizione del principale quotidiano della città.

Ma il fatto più notevole è che si tratta della prima volta nella storia che a un palazzo si mette il nome di un ambasciatore americano vivente: per questo ci è voluto un atto speciale del congresso degli Stati Uniti.

Davvero notevole quindi la faccia tosta dell’onorevole Young, nel suo discorso durante l’inaugurazione del monumento/mausoleo:

“Ho parlato con il presidente Bush appena qualche giorno fa e gli ho detto che sarei venuto qui per stare con te, e gli ho raccontato quello che avremmo fatto oggi.

Bush lo ha trovato insolito. E mi ha detto, ‘Noi non facciamo queste cose, vero? Non intitoliamo gli edifici agli ambasciatori nei luoghi in cui hanno svolto il loro servizio’.

E io gli ho risposto, ‘signor Presidente, io ho presentato la legge e lei l’ha firmata’”.

Le immagini del palazzone e della cerimonia di dedica si possono vedere sul sito dell’Ambasciata USA in Italia.

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3 Responses to Mel Sembler, o dell’immortalità del palazzinaro

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