Il controllo totale

Circa un anno fa – mentre Israele e gli Emirati Arabi firmavano gli accordi di pace – l’impresa israeliana Ehrlich & Fenster ha depositato presso gli uffici degli Emirati un brevetto molto interessante: l’insolita scelta del paese in cui depositare il brevetto sembra sia stata dettata dall’amore che tanti regimi arabi hanno per il Controllo.

Lo scorso agosto, il brevetto è stato depositato anche negli Stati Uniti.

Il brevetto, con un linguaggio politicorrettissimo, copre

“metodi e sistemi per prioritizzare i trattamenti, le vaccinazioni e i test e/o attività, salvaguardando la privacy degli individui”.

In breve, un insieme di tecniche per il controllo virtuale di eventuali diffusori di virus, tale da permettere di valutarne il livello di pericolosità. Potete anche cancellare quel finale, “salvaguardando la privacy”, che è diventato l’ossimorico gemello di “crescita sostenibile”.

I complottisti fanno l’errore di credere che chi approfitta dell’attuale pandemia l’abbia inventata, che sarebbe un po’ come accusare i magnaccia di aver inventato il desiderio sessuale. E su questo hanno palesemente ragione gli anticomplottisti.

Ma anche gli anticomplottisti fanno l’errore di non preoccuparsi del clima di panico ed emergenza che permette che passino forme di controllo che la vecchia KGB poteva solo sognare.

Quindi, approfittando dell’emergenza Covid, i nostri imprenditori cercano di vendere agli stati un sistema di controllo totale, applicabile in qualunque circostanza, una volta che finisce questa emergenza. La Legge Reale fu varata quasi mezzo secolo fa per colpire alcuni adolescenti esagitati che effettivamente lanciavano molotov e ogni tanto sparavano con la P38; e oggi che nessuno ha la più remota idea cosa sia una molotov, è ancora in vigore.

Non sappiamo ovviamente se i servizi segreti egiziani o altri adotteranno proprio questo sistema, ma certamente tutto converge in questa direzione.

Anzi, convergere è proprio il concetto fondamentale: Ehrlich e Fenster mettono in vendita infatti l’uovo di Colombo – unificare i diversi dispositivi che già ci controllano, per ottenere il controllo totale.

Scrive Reclaim The Net:

” Il brevetto propone di raccogliere una vasta gamma di informazioni personali da fonti come dispositivi mobili, app, registri di navigazione web dei social media, registri di pagamento, registri medici, registri di lavoro, il governo e telecamere di sorveglianza. “

dove per “il governo” si intendono presumibilmente l’insieme di tutti i nostri dati anagrafici ed eventuali dati o sospetti della polizia e dei servizi.

Un piccolo particolare mi ha colpito:

” il controllo se le persone indossano una maschera “analizzando le immagini prese durante le chiamate o altre guardando lo schermo del cellulare”.

Certe cose agli smartofonati sembreranno ovvie, ma io ero rimasto sconvolto dal potenziale che ho trovato in uno smartofono già di qualche anno fa: la funzione che permette di non spegnere lo schermo, se l’attrezzo vede che lo sto guardando.

Che, a pensarci, fa tanto comodo.

E siccome fa tanto comodo, permette allo smartòfono di riferire al suo padrone (che non sono io) che le mie pupille si allargano quando vedo foto di gatti, e quindi mi possono mandare pubblicità di cibo per gatti, “in fondo che male c’è?

Ma la china scivolosa scende…

Io conosco poche persone che farebbero deliberatamente clic su un’iconcina che dicesse,

“sei disposto a unire i dati della tua banca a quelle delle telecamere per strada, alle riprese che facciamo ogni trenta secondi del tuo volto mentre guardi il telefono, all’audio che controlla dal rumore dell’acqua se ti stai lavando le mani, all’analisi del tuo grado di religiosità o amore per il ballo [che nel brevetto sono segni di pericolo perché portano a frequentare luoghi affollati]?”

Infatti, i due imprenditori parlano di

“app obbligatoria dedicata” dove “il governo può ordinare ai cittadini di installare un’applicazione dedicata sui loro smartphone (o altri dispositivi intelligenti come tablet, smartwatch, occhiali intelligenti, ecc) per aiutare il governo con la logistica delle procedure di vaccinazione”.

Ma conosco tante persone che farebbero tutto questo, anzi lo fanno già, se permettesse di arrivare due minuti prima a destinazione, se ci fosse lo sconto del 2% sulla pizza, se fossero condizioni necessarie per acquistare un nuovo dispositivo o se ci fosse da fare clic su due iconcine parallele.

La prima, con una faccettina che sorride dice,

“Vuoi accedere subito con All-in-One, la funzione amica che batte il Covid?”

L’altra, tutta grigia, dice,

“Vuoi agevolare la diffusione del Covid rallentando la tua esperienza nella maniera prevista dal GDPR art. 63.212.bis che puoi leggere nella sua interezza qui, accettando in maniera irrevocabile che non potrai accedere alle funzioni più simpatiche e non avrai più diritto all’App Happy Day?”

Un nuovo brevetto propone la sorveglianza digitale per vaccinare le persone in base ai punteggi di credito sociale

Un’altra distopica proposta tecnologica dell’era pandemica.

Da Tom Parker
Pubblicato 7:45 pm

Gal Ehrlich e Maier Fenster di Ehrlich & Fenster hanno recentemente fatto approvare un brevetto statunitense per una tecnologia che mira a sorvegliare le persone attraverso la loro attività digitale, dare loro un punteggio che definisce “il potenziale livello di attività super-diffusa di ogni individuo”, e poi vaccinare le persone in base a questo punteggio.

Il brevetto propone di raccogliere una vasta gamma di informazioni personali da fonti come dispositivi mobili, app, registri di navigazione web dei social media, registri di pagamento, registri medici, registri di lavoro, il governo e telecamere di sorveglianza.

Suggerisce anche di raccogliere informazioni personali altamente specifiche attraverso queste fonti come:

Dati precisi sulla posizione
La durata del tempo che le persone trascorrono nei luoghi che visitano
Il tasso di ventilazione dei luoghi che le persone visitano
Immagini di persone che guardano lo schermo del loro telefono cellulare
Suoni dai microfoni dei dispositivi personali
Dati di riconoscimento facciale

Il brevetto propone numerose potenziali applicazioni di sorveglianza per questi dati che includono il rilevamento di quando le persone utilizzano i trasporti pubblici utilizzando “la geolocalizzazione e/o il movimento regolare start-stop che corrisponde a un profilo di trasporto pubblico”, il monitoraggio di quando le persone si lavano le mani “analizzando i suoni dell’acqua che scorre o il movimento da uno smartwatch”, e il controllo se le persone indossano una maschera “analizzando le immagini prese durante le chiamate o altre guardando lo schermo del cellulare”.

Una volta che i dati sono stati raccolti, la tecnologia delineata nel brevetto analizza i dati e assegna un “punteggio” al loro dispositivo elettronico. Suggerisce di usare questo punteggio per prevedere “il livello potenziale di attività di super-diffusione di ogni individuo” e raccomanda di “vaccinare secondo il punteggio”.

Non solo il brevetto suggerisce la sorveglianza elettronica di massa delle persone per creare un punteggio in stile credito sociale che determina quando dovrebbero essere vaccinati, ma propone anche che la tecnologia potrebbe essere distribuita come parte di una “app obbligatoria dedicata” dove “il governo può ordinare ai cittadini di installare un’applicazione dedicata sui loro smartphone (o altri dispositivi intelligenti come tablet, smartwatch, occhiali intelligenti, ecc) per aiutare il governo con la logistica delle procedure di vaccinazione”.

Il brevetto aggiunge che “in alcune incarnazioni” di questo sistema obbligatorio, “l’app e/o il dispositivo intelligente è configurato per informare sulla posizione dell’utente in ogni momento e per comunicare con i dispositivi intelligenti adiacenti (via Bluetooth per esempio( per valutare le interazioni tra gli utenti, per esempio, la vicinanza tra gli utenti, il movimento degli utenti, ecc).”

Quando si tratta di fattori che determinano il punteggio di un individuo, il brevetto suggerisce che la professione di una persona, i dati medici, la natura e il tipo di luoghi che visitano, i loro luoghi frequentemente visitati, e la lunghezza del tempo che trascorrono in luoghi dovrebbero essere utilizzati come parte del calcolo.

“In alcune incarnazioni, i soggetti che sono inclini a frequentare eventi religiosi o secolari, come in una sinagoga, una chiesa o una moschea o un luogo di ballo, dove le persone sono in stretta vicinanza tra loro, e parlano, pregano, cantano e/o respirano profondamente e/o si mescolano di più, riceveranno un punteggio più alto (ad esempio, per un tale evento di contatto) rispetto a quelli che non frequentano eventi religiosi”, aggiunge il brevetto.

Il brevetto è stato approvato il 31 agosto e segue i governi di tutto il mondo che attuano misure di sorveglianza sempre più ampie in mezzo al coronavirus, come i passaporti vaccinali che mirano a escludere le persone dalle attività economiche e sociali e le app che utilizzano la geolocalizzazione e il riconoscimento dei volti per la quarantena della polizia.

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598 risposte a Il controllo totale

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Mirkhond

      “In linea col senso dell’articolo:”

      Interessantissimo, grazie!

      • Francesco scrive:

        dai, una minchiata già vista mille volte, poi una bazza per chi si preoccupa di ambiente: miliardi di minchioni chiusi in casa, con bassissimo impatto ambientale, occupati a far finta di vivere nel mondo virtuale di loro scelta – miliardi di Napoleoni immaginari che non si danno fastidio uno con l’altro e NON passano mai sotto casa tua

        e in più moriranno presto, facendo una vita così malsana

        non è che è una tua idea?

        😀

    • Moi scrive:

      … e con queste premesse dovremmo (ancora) sbeffeggiare chi parla di microchip sottocutanei alla gente come già a cani e gatti ?!

  1. rossana scrive:

    Il video al link qui sotto parla del Social Credit System già attivo in alcune città cinesi: funziona così bene che – complottisti a parte – nessun “abbraccia un cinese” ne parla.
    Eppure, il sistema precede il virus, e parla esplicitamente del QR Code e dei suoi mille feroci impieghi già in uso in Cina.
    I complottisti hanno quasi sempre un solo difetto: vedono video che nessuno guarda e leggono cose che nessuno legge, così sospettano cose indicibili che puntualmente si verificano.
    Per dire che nel mare magnum del web ognuno scova cose seguendo i propri fili, e qualcuno ci arriva prima e altri dopo, ma le cose che si scoprono sono solo frutto della curiosità e dell’apertura a ipotesi sulle quali il complottista pro apre poi lo scavo per la verifica.
    Il video è lunghetto (più di 1h ) ma vale il tempo che gli si dedica e, rivisto oggi, pare perfino vecchio
    https://www.youtube.com/watch?v=FnUFk3G-lGA

    • Moi scrive:

      “abbraccia un cinese”

      ———-

      … una delle frasi più velocemente invecchiate, peraltro malissimo, nella Storia ! 😉

    • Francesco scrive:

      Confermo con una fonte quasi diretta che il sistema cinese, visto da un occidentale fa veramente impressione.

      Certo, pare che postando ogni giorni lodi al Partito e andando ai cineforum giusti e facendo il volontariato giusto si possano accumulare punti ma il meccanismo che chi va con lo zoppo sta imparando a zoppicare e la pesantezza delle sanzioni fanno paura.

  2. Daouda scrive:

    La risposta è che ogni politico da sempre e dovunque fa quel che può. Dove può internet giungevano gli sgherri, dove giungevano gli sgherri arrivava internet. Quindi il territorio è già controllato, se aumentano è già qualcosa di implicito all’avervi partecipato in quanto dato informatico o carta registrata? Dov’era la differenza.
    Dunque se si potè vivere colá, anche oggi. Criticare è deviare dal’adattarvisi e negargli legittimità.

  3. Ros scrive:

    Butto lì una cosa terra terra e quotidiana:
    Messaggi di verifica da confermare tramite smartphone per l’accesso ai tuoi account, per i conti in banca, per volture, luce, acqua, gas e monnezza…per il Green pass…

    Ma niente niente e zitto zitto l’avere uno smartphone è diventato così “naturalmente” obbligatorio?

    Se è cosi lo stato dovrebbe gratuitamente fornirlo insieme ai giga a questo
    punto, essendo diventato coattamente fondamentale per la cittadinanza e partecipazione.

    Almeno il Soma de: “Il mondo nuovo” di Huxley era distribuito gratuitamente dal sistema; era un reddito universale di sballanza😃

    Io che un matusa ancora non sono, mi ricordo di pur recenti tempi in cui le cose erano tutte più semplici, persino più veloci a volte.

    E’ non la metterei del tutto sul nostalgico rimpianto della
    primavera andata, parliamo di un paio di decenni e poco più.

    A me la tecnologia, il progresso, non disturba affatto, ma non vorrei che le cose, e la vita, piuttosto che semplificarsi, facilitarsi, divenga sempre più complicata, arzigogolata da lungaggini da fine dell’impero ottomano digitale.

    Di camurrìe infinite a cui dover continuamente essere costretto a stare dietro, ad
    aggiornare. Senza silenzio, un po’ di vuoto e pace.

    Inoltre, questo tecno-progresso psicologicamente e socialmente da dipendenza?
    Tremenda dipendenza si direbbe a guardarsi attorno!

    Tanto che a volte può sembrare che facciamo da servetti ai nostri aggeggi, vivendo in loro simbiosi per farli funzionare, andare, girare; vivere al posto nostro…

    Che si nutrano di noi da transilvanici nobili saprofiti.

    Una volta “agganciato” pare non puoi più farne a meno (al solo pensiero crisi di panico e visioni da “Terra desolata”) fa paura l’essere consapevoli di dipendere da qualcosa di esterno.

    Una dipendenza è sempre una mancanza di autonomia e libertà, che solo vent’anni fa non c’era e non ci mancava;
    oggi, se si spengono Tv, telefono, pc, e connessione ci sarebbe una terrificante epidemia di depressioni catatoniche e suicidi.

    Ci metteremmo tutti in fila per Zurigo a farci fare la finale, desiata punturina e sbaraccare.

    E’ una dipendenza diventata vitale e sociale necessità, anche, e soprattutto, psicologica; la cosa mi pare un tantino preoccupante.

    Ora, se la querelle è la liberta sociale (sempre presunta e forse sopravvalutata nel suo essere davvero desiderata e desiderabile in generale) si può sempre mantenerla, basta pagarne il prezzo, perché costa.

    Costa, anche se in pratica è facile l’individuale l’opzione!

    Basta perdere, lavoro, reddito e abitazione e sei subito in mezzo a una strada (nel deserto dell’ascesi e santità a venire, se ci credi o ci vuoi credere😃)

    libero e invisibile, niente burocrazia, tasse, documenti, impegni, obblighi;
    non hai niente, non hai paura di perdere niente.

    Salvezza e affrancamento: una figata! Una Mokṣa-ta😎

    “….Per le strade, per le notti d’inverno, senz’alloggio, senza vestiti, senza pane, una
    voce stringeva il mio cuore gelato : « Debolezza o forza : eccoti, è la forza. Tu non
    sai dove vai né perché vai, entra ovunque, rispondi a tutto. Non ti uccideranno più
    di quanto lo farebbero se tu fossi cadavere.” Al mattino, avevo lo sguardo così
    perso, l’andatura così morta, che quelli che incontravo probabilmente non mi
    hanno visto”.
    da “Una stagione all’inferno” di Rimbaud.

    Farsi romanticamente libero e bello, coi capelli al vento e – consideratosi – già cadavere😃.

    Ci si lamenta della tecnologia totalizzante e invasiva, del controllo distopico ecc. quando basta un ridursi o cadere in un niente economico sociale per esserne immediatamente, facilissimamente esclusi ed esentati;
    e tranquilli che non ci cercherà, non ci cagherà nessuno.
    Ecco il prezzo.

    Chi si vuol sempre darsi un illusorio tono e un abito culturalmente condivisibile può a piacere optare per quelle varianti più snob, fighe e spirituale dei Padri del deserto, Folli di Dio… (dicono che insetti e locuste siano il cibo del futuro no!): anacoreti, santoni, asceti ed ereMitici stiliti;
    o i classicamente cinici alla Antistene, Diogene…i cani insomma!

    Un eremo dove non vi è manco la fatica di cercarsi il deserto, senza soldi, e identità sociale te lo ritrovi subito sotto i piedi.

    Accettare di abbandonare e umiliare tanto l’Ego quanto il corpo con la maschera da perdente e sciroccato, non piacere, rinunciare a relazioni sentimentali.
    Passare una tristi giornate col cinque contro uno, col gioco di mano (che è gioco di villano) sperando nella pace dei sensi che spesso porta il digiuno.

    E’, certamente, una soluzione individuale permessa solo se a metterla in pratica sia un insignificante, irrilevante numero di “eccentrici”, ma, volendo, per adesso, c’è!

    Questo per la liberta esterna e sociale, poi c’è una più difficile o fortunata libertà che è interiore e fondamentale, quella consapevolezza che non dipende dalle esterne costrizioni, e che è possibile mantenere integra anche in una cella.
    Quella “verità che ci rende liberi”, a trovarla.

    Cioè, voglio dire, non riesco ad avere troppa paura di sistemi distopici fin quando la mia mente resta (presumendo che lo sia davvero) libera, si recita esteriormente la parte prevista dal copione e amen!

    Tanto, socialmente, un insieme di regole, una parte, una maschera, da recitare e portare c’è pur sempre.

    Ho fatto il militare in una brutta caserma punitiva, dove si diceva che “si muore pazzi!”, negli anni ’90 uno degli ultimissimi della naja (fucilieri assaltatori nei Parà a Livorno) e ci sono stato benissimo, comodo e tranquillo – un soldato modello osannato e promosso pure caporale – per un anno, pur ritenendo ogni momento della leva e tutta la faccenda una marea di stronzate per ritardati e mentecatti vestiti da carnevale.

    (paragonando alle paranoie d’oggi, il dare in mano a ragazzini spesso fumati, immaturi e litigiosi fucili d’assalto Fal, missili controcarro Milan, bombe a mano srcm, mitragliatrici MG 42-59 di 7,62 di calibro che una raffica ti fa un macello – ero mitragliere – , per mesi di campi in montagna e in tenda, in mano notte e giorno, spesso carichi senza che in genere succedesse mai nulla per decenni di leva obligatoria, la cosa o ha del miracoloso o i ragazzi d’oggi sono tristemente sottovalutati e svalutati)

    Volevano che impersonassi quel carattere e l’ho fatto, pur pensando e, anche facendo in realtà, quel che mi pareva.
    E’ stato finanche istruttivo, un proficuo training per imparare a stare socialmente al mondo nei suoi riti e ruoli del caso.

    Credo che quella libertà che conta davvero (sempre presumendo che credere d’averla in tasca non sia autoinganno ed illusione ulteriore) non dipenda dagli altri e dalle condizioni esterne.

    Se si ha la consapevolezza che in fondo la fuori (e magari anche dentro, sia meglio non affezionarsi, coltivare e credere a nessuna particolare idea di sé😃) non si abbia in realtà mai nulla da perdere per davvero le pentole del diavolo restano sempre senza il fatale coperchio.

    Senza coperchio tanto per la scelta del drastico sociale abbandono, quanto per quella di una recitazione superficiale e divertita del demenziale ruolo richiesto dai tempi.

    • Francesco scrive:

      Ma niente niente e zitto zitto l’avere uno smartphone è diventato così “naturalmente” obbligatorio?

      verissimo ma è successo per tutte le tecnologie o sbaglio? oggi se non sai leggere o scrivere o usare un PC o non hai un telefono puoi manco fare il puttano o il magnaccia

      ciao

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “verissimo ma è successo per tutte le tecnologie o sbaglio? oggi se non sai leggere o scrivere o usare un PC o non hai un telefono puoi manco fare il puttano o il magnaccia”

        Il problema non è la tecnologia, è il controllo.

        Se lo Stato italiano avesse imposto sin dall’inizio a tutti suoi uffici l’utilizzo di tecnologie open source, non in mano a multinazionali straniere ecc., le cose sarebbero molto diverse oggi.

        • Francesco scrive:

          l’Open Source è un parassita delle grandi aziende e delle università, cioè alla fine delle stesse grandi aziende

          non so (NON SO) se avrebbe mai potuto essere una possibilità reale, se sia mai successo e, soprattutto, se sia un modello “universalizzabile”: se nessuno usasse Office, la Microsoft non pagherebbe gli informatici che nel tempo libero creano il software OS. Giusto?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            ” se nessuno usasse Office, la Microsoft non pagherebbe gli informatici che nel tempo libero creano il software OS. Giusto?”

            Se lo Stato non costringesse a usare Office, la Microsoft pagherebbe lo stesso gli informatici, e il loro sofware OS verrebbe usato molto di più.

            • roberto scrive:

              in che senso lo stato costringe ad usare office?
              pensi a teams nelle scuole?

            • Francesco scrive:

              no scusa, la Microsoft paga i suoi informatici perchè vende Office a tuttti

              se non godesse di quel monopolio, ne pagherebbe molti meno e li spremerebbe di più

              avrebbero poco o nessun tempo da dedicare agli OS (e Microsoft avrebbe incentivi molto forti a impedirlo)

              credo che l’unica vera alternativa sarebbe un Office di Stato (se siamo fortunati, della UE)

              no comment

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Ros

      “Messaggi di verifica da confermare tramite smartphone per l’accesso ai tuoi account, per i conti in banca, per volture, luce, acqua, gas e monnezza…per il Green pass…

      Ma niente niente e zitto zitto l’avere uno smartphone è diventato così “naturalmente” obbligatorio? ”

      Fino a qualche mese fa, me la cavavo ancora con un SMS sul vecchio cellulare, adesso inizia a diventare obbligatoria la famosa “app” un po’ qua e un po’ là.

      Ora, a parte i soldi dell’acquisto, le “app” girano su oggetti che mandano incessantemente informazioni su cittadini italiani ad aziende che sottostanno alle leggi e ai servizi segreti di Stati Uniti e di Cina.

      Cioè lo Stato italiano obbliga i propri cittadini a farsi spiare da potenze estere.

      Ah, bella la riflessione sulla vita da militare…

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “segreti”

        Mi si comunica da fonte autorevole (mia figlia informatica) che oggigiorno una stima approssimata dell’ordine di grandezza del numero di byte riguardanti le nostre vite che circola per smartphone e affini è di 1 seguito da trentuno zeri.

        Non esiste – né sembra esisterà in un prevedibile futuro – alcun sistema di intelligenza artificiale in grado di analizzare anche solo lontanamente una simile massa di dati.

        È vero che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è prodigioso; è anche vero che non meno prodigioso è l’aumento del numero dei dati, per cui la nostra privacy continuerà anche in un prevedibile futuro a trovare una qualche difesa nella pura massa di dati.

        Ovviamente più anonimi restiamo meglio è: Assange e Navalny sono molto più sotto i riflettori di Andrea Di Vita.

        Contrariamente a quanto si possa pensare, tenersi software volutamente poco aggiornato e hardware volutamente antiquato e poco interconnesso serve a poco, perché vanificato da una diffusione degli strumenti informatici molto più capillare di quanto comunemente si immagini.

        Ad esempio, in molti modelli di automobile posteriori al 2011 l’elettronica degli airbag tiene costantemente sotto controllo la posizione della testa dell’autista. Lo scopo è di evitare di soffocarlo quando l’airbag esplode. Ma è già successo che un’assicurazione si sia rifiutata di pagare perché il movimento della testa dell’autista ha dimostrato che l’autista si girava all’indietro prima dell’incidente distraendosi dalla guida o che scuoteva la testa perché brillo.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • 'Alam al-Mithal scrive:

          Miguel, negli ultimi due mesi ho scoperto che in molti posti non si può vedere il menù senza smartphone.

          Andrea, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, se di intelligenza parliamo, è assai meno prodigioso di come appare. La potenza di calcolo e l’applicazione dei sistemi basati su algoritmi, invece, è relativamente notevole. Ma, come giustamente dici, insufficiente, ora e forse anche poi.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ‘Alam al-Mithal

            “Miguel, negli ultimi due mesi ho scoperto che in molti posti non si può vedere il menù senza smartphone.”

            Vorrei fare un post specifico su questo…

            E’ successo anche a me, e stanno succedendo sempre più spesso cose simili.

            Poi il ristorante ha il diritto di fare icche vole, ma il caso del cashback è clamoroso: se tu non dai i tuoi dati ai servizi segreti cinesi e americani (lo so, parlo del caso peggiore,, che però esiste), lo Stato italiano non ti restituisce 1 euro sul conto in banca…

            Io sto cercando uno smartofono muletto, che posso usare per queste robe, e che non regali i miei dati ai suddetti.

            Per ora, ho trovato tre alternative, tutte molto di nicchia, ed è questo il problema.

            Purism – perfetto ma costa tantissimo – , Pinephonem che è interessante, ed /e/ https://community.e.foundation/

            /e/ è veramente ottimo: si tratta di prendere uno smartofono di quelli che la gente normalmente butterebbe, castrarlo e metterci dentro un sistema operativo – un fork di android – efficientissimo e a prova (per quanto ciò sia possibile) di spie varie.

            Un vecchio smartofono ormai datato lo trovi a pochissimo; il problema è che fare le procedure necessarie – “rooting” ecc. – non è semplice, e ogni singola variante di smartofono richiede procedure diverse.

            Prima o poi ce la farò, anche perché la cosa mi incuriosisce e diverte… ma è chiaro che non è una cosa possibile nemmeno a livello di microminimassa, tipo i quattro gatti che seguono questo blog.

            Per questo, vorrei trovare un computeraro interessato a farne un lavoro. Che funziona più o meno così…

            1) lui raccoglie smartofoni da buttare, più o meno a gratis.

            2) li castra e li trasforma con /e/ (se sei un computeraro, è effettivamente abbastanza semplice, è difficile solo per noi profani)

            3) li rivende a 50, 100 euro l’uno a un piccolo giro di insubordinati come noi.

            • Moi scrive:

              … io ho sempre chiesto il menù “normale”, quelle poche volte, sempre concesso !

              Dichiaratevi Progionieri Politici in qualità di Boomer del Buongiornissimo Caffé … il Gestore Boomer più di voi, non ci capirà una mazza, ma il Cameriere Millennial con milioni di Amici in Community a Londra capirà al volo !

              😉

              • Moi scrive:

                Oppure leggere il menù esterno (rarissimo che manchi …), prima d’entrare, da restar fuori … memorizzare ciò che si vuole.

                Alla peggio, fotografare e/o ” automessaggiarsi ” la scelta d’ ordinazione !

              • PinoMamet scrive:

                Non ho problemi a dare i miei misteri ai servizi segreti americani e cinesi, che immagino se li stiano contendendo col coltello tra i denti, ma avevo un cellulare che per qualche motivo non mi leggeva il codice QR (ora sì, boh) e mi sono sempre fatto leggere il menù dal cameriere, oppure sul cellulare del vicino, oppure chiedevo quello di carta (sempre ottenuto, come Moi).

  4. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Tendo a dare ragione a Ros che indica nella consapevolezza individuale una via d’uscita, anche se Orwell ammonisce che il controllo totale finisce col precludere anche la strada dell’interiorità (Winston in “1984” dice “non ti possono entrare dentro”, poi alla fine riconosciuto e che possono eccome).

    Chi dovrebbe fare da cane da guardia, infatti, cioè la ” libera” informazione, si è prostituito da un.pezzo.

    In questo impressionante filmato

    https://youtu.be/x6U2Un5kEdI

    si vede una velina di Amazon sulle proprie procedure di sicurezza ripetuta pari pari da varie televisioni, e – a quanto mi si dice – senza neanche bisogno di un intervento diretto di Amazon sulle redazioni.

    Autocensura volontaria, insomma.

    Quis custodiet ipsos custodes?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • 'Alam al-Mithal scrive:

      Sono d’accordo, Andrea. però penso non sia possibile bloccare del tutto la strada per l’interiorità. Certo, posssono, e lo fanno, rendere dannatamente difficile accedervi.

  5. Marcosclarandis scrive:

    Mai scordarsi dell’inveterato adagio: “Chi troppo vuole nulla stringe”.
    Ma, quanti sono disposti,quest’anno per Natale a non comprare nulla tramite Amazon?
    Così, tanto per provare, mica per illudersi di scatenare l’Apocalisse economica.
    Tanto, ora che abbiamo stuzzicato il clima a cambiare, ora sarà il clima a cambiare noi.
    E a disilluderci dalla possibilità di controllarlo, neanche fosse una bicicletta.
    https://www.youtube.com/watch?v=MFzDaBzBlL0

    • Francesco scrive:

      a Natale? già oggi io devo comprarmi, temo, una sella “da ciclista” e già so che Amazon ce l’ha, a prezzo migliore, senza che io debba impazzire per trovare dove e quando comprarla, e l’alternativa è la multinazionale francese Decathlon

      • Daouda scrive:

        Se togli il 22 per cento di iva il prezzo migliore e nel negozio. Amazon non la paga

        • roberto scrive:

          La paghi tu l’IVA non Amazon, esattamente come nel negozio

          Invece devi fare attenzione a da dove arriva la merce, per UK ci sono delle botte di tasse doganali non indifferenti

          • Daouda scrive:

            Robbè il prezzo al negozio è iva inclusa. In Amazon è l’Iva non esiste per quel che ho capito.
            Ergo è più conveniente comprare togliendo appunto l’iva ad un negozio sottocasa che in amazon

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Ho tirato fuori il mio ultimo acquisto (non di libro) su Amazon e trovo:

              Totale IVA esclusa: EUR 6,55
              IVA: EUR 1,44
              Totale: EUR 7,99

              Quando ho cliccato “acquista” io vedevo 7,99, Iva inclusa, e il valore dell’Iva l’ho vista solo nel dettaglio ad acquisto avvenuto. Esattamente come se avessi comprato in un negozio.

              Forse hai visto la ricevuta per l’acquisto di un libro, ma lì c’è proprio un regime fiscale diverso che vale per Amazon come per le librerie.

            • Daouda scrive:

              Sta storia dell’iva e delle tasse in Amazon è alquanto fumosa…

            • roberto scrive:

              confermo quanto detto da Mauricius, l’IVA su amazon è uguale che altrove.

              io l’unica sorpresa che ho avuto è stata appunto un ordine da UK che mi è arrivato con una cifra spropositata di tasse/oneri doganali (fai conto tipo 100 euri di libri e 25 euri di tasse) e non era indicato da nessuna parte al momento dell’acquisto

              da allora faccio più attenzione a vedere da dove vengono i prodotti

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se tu ti metti a comprare la roba che ti rifilano gli extracomunitari… 😀

              • roberto scrive:

                😀

              • daouda scrive:

                avevo sentito di testionianze di utendi/clenti che no avevano alcun riscontro di IVA versata.

                Io non lò mai fatto. Vabbè ad ogni modo se l’irpef non lo pagano ( o come si chiama quello per le aziende , ires che ovviamente mica è una discriminazione fiscale, noooooooooooooooooooooo ) ergo sarebbe scandaloso che su amazon il prezzo non sia almeno del 15% più conveniente.

              • roberto scrive:

                daouda

                “Io non lò mai fatto. Vabbè ad ogni modo se l’irpef non lo pagano” eccetera

                si su questo sono d’accordo.

                personalemente non uso amazon per pagare di meno ma giusto per trovare delle cose.
                se voglio leggere un libro in italiano o inglese non so letteralmente dove andare (si c’è una libreria italiana qui, simpatica, ma veramente piccola e non trovo mai nulla)
                Idem per gli oggetti. mi cerco un aggeggio anche banale per il telescopio, e non c’è nessuno che lo vende qui
                vorrei delle scarpe da basket 48, non le trovo
                cerco una macchina del caffé pavoni che la mia è morta, nessuno ne vende

                ad libitum

                se vivessi in una città grande probabilmente non userei mai amazon

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “personalemente non uso amazon per pagare di meno ma giusto per trovare delle cose.”

                Sicuramente Amazon ha trovato un modo geniale di vendere, che è estremamente comodo, perché ha creato un’alleanza dei clienti e del distributore (unico) contro i produttori e contro i lavoratori.

                Anch’io lo uso a volte, ovviamente, in genere per motivi simili ai tuoi: e non vivo nei boschi del Lussemburgo 🙂

              • Francesco scrive:

                Miguel,

                sei sicuro che Amazon, nel momento in cui “uccide” i negozi e i commercianti, non sia in realtà un alleato dei produttori? non è in grado di offrire loro un mercato molto più vasto e prezzi almeno uguali a quelli che gli facevano i grossisti?

              • Miguel Martinez scrive:

                per francesco

                “sei sicuro che Amazon, nel momento in cui “uccide” i negozi e i commercianti, non sia in realtà un alleato dei produttori? non è in grado di offrire loro un mercato molto più vasto e prezzi almeno uguali a quelli che gli facevano i grossisti?”

                Il gioco è sottile, ovviamente.

                Diciamo che i produttori diventano sostanzialmente dei lavoratori precari di Amazon anche loro. Da una parte con un mercato che appare molto più grande, dall’altra costretti a ridurre i prezzi all’osso, a spremere i propri lavoratori all’estremo, assumendosi tutti i rischi, e con Amazon che li può sostituire in qualunque momento.

              • Francesco scrive:

                beh, la sostituibilità dipende dalla forza del marchio: se la gente vuole le mutande “F&M” con su le nostre facce, Amazon mica può scancellarci così!

                e i prezzi già prima dovevamo tenerli bassi, sennò il grossista ci sostituiva coi cinesi di Prato

                n0n so, mi pare la tua un’analisi pessimista

              • roberto scrive:

                “contro i produttori e contro i lavoratori.”

                contro i lavoratori forse, ma contro i produttori? ci sono produttori che grazie a Amazon mi raggiungono anche nei boschi lussemburghesi, cosa che difficilmente potrebbe succedere altrimenti

                tra l’altro, e qui non me ne voglia bezos, uso spesso amazon come motore di ricerca. cioè cerco “cazzabubbolo” e poi vedo su amazon chi lo produce e vado sul sito del produttore (questo quando ho bisogno di consigli o di un servizio post vendita, che amazon non può garantire)

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                roberto, io non uso Amazon, al massimo un’eccezione tramite account di amica quando veramente non posso farne a meno ma non capita quasi mai, ma non lo dico per “vantarmi” (di che, poi), ma solo per dirti come faccio per il libri: uso questo

                https://www.abebooks.it/

                Solo che i costi di spedizione sono alti.

              • roberto scrive:

                Alam,

                grazie, non lo conoscevo, proverò

      • roberto scrive:

        non posso che sottoscrivere il commento di francesco, per di più abitando in un paesino sperduto nella foresta e lussemburgo essendo un paesone sperduto nella foresta (se faccio l’elenco di cose che non trovo qui finiamo tra un mese…)

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Marcosclarandis

      “E a disilluderci dalla possibilità di controllarlo, neanche fosse una bicicletta.
      https://www.youtube.com/watch?v=MFzDaBzBlL0

      Video affascinante.

      Mi ha fatto venire in mente una cosa che ho imparato io, non è facile da descrivere, vediamo se ci riesco.

      Se io mi metto le mani davanti e le faccio ruotare, ruotano entrambe nello stesso verso.

      Anche quando si prova a far girare una mano in un verso e l’altra nell’altro verso, non ci si riesce.

      Finché, come è successo a me una volta, clic, è fatta: le mani posso girarle adesso in due versi differenti, facendo impazzire chi tenta di imitarmi 🙂

  6. Marcosclarandis scrive:

    Appunto.
    Io, al contrario riesco ancora a comprare ciò che mi serve senza Amazon, nè Decathlon, senza impazzire, ma forse spendendo un po’ più di tempo e denaro.
    Ma non me fotte più nulla.Amazon o non Amazon, controllo o dimenticanza.
    La valanga s’è staccata e nessuno potrà fermarla.Tutto ripartirà fra grumi di ghiaccio e tronchi, fango,vittime e superstiti..
    Anzi, al giovane che mi chiede se mi preoccupo per il suo futuro, ormai dico soltanto:
    Nel tuo futuro ci sono le conseguenze dei miei errori, enormi, e quelle delle mie buone gesta, poche. Nel mio, l’impossibilità di porvi rimedio in un caso e di aumentarle, nell’altro.E già ho avuto molta fortuna. Te ne auguro almeno altrettanta.

    • roberto scrive:

      io pensa un po’ ormai faccio fatica a trovare scarpe… nei negozi è praticamente impossibile trovare oltre il 47, io ho il 48 e ormai compro quasi solo su internet, provo, se non mando indietro rispedisco.
      un enorme sbattimento di scatole ma non ho soluzioni alternative

  7. Mauricius Tarvisii scrive:

    Il punteggio sociale ce l’hann0 già da anni in Cina e determina a quante funzionalità di internet puoi accedere: tutte? Solo alcune? Nessuna? Dipende dal punteggio sociale.

  8. Miguel Martinez scrive:

    Affascinanti le infinite forme di sotto-controllo possibili, come lo smartòfono diventa un intero ecosistema di parassiti.

    Eccovene una, dove abbiamo il parassita hardware che manda incessanti informazioni al proprio padrone, e che ospita il simbionte google che lavora per il suo di padrone, e apps innestati su Google, il parassita videogioco, e poi i parassiti dello stesso videogioco.

    Come andare in giro con una capsula di Petri, insomma.

    Source : https://ilsalvagente.it/2021/10/25/squid-game-attenzione-alle-app-sono/

    Squid Game, attenzione alle app “mangiasoldi”
    SQUID GAME

    Nell’ultimo mese, sulla scia del successo della serie tv targata Netflix, sono apparse oltre 200 applicazioni a tema Squid Game nello store di Google: promettono di scaricare sfondi ed emoticon a tema mentre sono soltanto un veicolo per attivare, tra l’altro, abbonamenti a servizi a pagamento sugli smartphone dei malcapitati. Non tutte sono chiaramente vere e proprie portatrici di virus ma molte sono di scarsa qualità e molte altre non fanno che nascondere malware pronti a prendere possesso dei dati presenti all’interno dello smartphone Android. Una tra tutte sicuramente Squid Game Wallpaper che includeva l’ormai famoso malware Joker. L’app è stata trovata da un ricercatore per la sicurezza di ESET, Lukas Stefanko, e segnalata per la rimozione a Google.

    Joker è un malware capace di inserirsi all’interno della memoria dello smartphone e divenire un vero e proprio ”spyware” seguendo tutte le attività dell’utente e soprattutto raccogliere dati personali dell’utente ignaro. Se questo non bastasse ecco che Joker in alcuni casi si trasforma anche in ”adware” ossia fa comparire a dismisura delle pubblicità sullo schermo del device che possono risultare fortemente dannose per gli utenti. Ci sono storie di utenti che hanno riferito di aver ricevuto la notifica di attivazione di alcuni servizi a pagamento mai richiesti.

  9. Miguel Martinez scrive:

    Non sono solo io a preoccuparmi…

    La Federal Communications Commission (FCC) che controlla le comunicazioni negli Stati Uniti si è accorta che i droni da cazzeggio più venduti negli Stati Uniti, quelli della DJI, sono in realtà strumenti di spionaggio del governo cinese:

    https://petapixel.com/2021/10/20/top-fcc-official-calls-for-ban-of-dji-drones-citing-national-security-risk/

    • Miguel Martinez scrive:

      “Fanno tanto comodo”…

      https://www.techradar.com/best/best-dji-drone

      Searching for the best DJI drone you can buy in 2021? You’ve landed in the right place. From pocket-friendly folding drones to professional flying machines, the world’s top drone maker has something to suit every type of pilot. The real question is how to pick the right one for your needs, budget and skill level.

      Luckily, we’ve tested all of the latest and greatest DJI drones, to help you find your ideal option. We’ve comprehensively reviewed every model in DJI’s line-up and ranked them in the list below. So whether you’re a first-time flyer ready to earn your rotors, or a seasoned pilot searching for an aerial upgrade, this buying guide will help you select the right drone from DJI’s fleet.

      Despite stiff competition from the likes of Parrot, Skydio and Poweregg, DJI is still the world’s biggest drone maker – and it continues to deliver some of the most advanced yet accessible flying machines on the market. The DJI Mini 2, for example, is a palm-sized 4K drone that’s perfect for beginners, while the DJI FPV offers a uniquely immersive first-person flying experience.

  10. Fuzzy scrive:

    https://www.greenme.it/meteo/emergenza-uragano-mediterraneo-calabria-sicilia/
    E che controllano?
    Credono di controllare, intanto gli crolla la montagna addosso.
    Dico, così, riecheggiando Sclarandis.
    Se complichi anche solo di un poco il manubrio della bicicletta, non riesci più a guidarla.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Fuzzy

      “Credono di controllare, intanto gli crolla la montagna addosso.
      Dico, così, riecheggiando Sclarandis.”

      Hai colto un punto fondamentale.

      1) Il mondo effettivamente sta crollando

      2) gli umani si illudono di controllare il collasso, tramite il Controllo Totale

      3) ma il Controllo Totale ha delle dinamiche postumane proprie.

      Noi non siamo certo in grado di capire chi vincerà nella guerra dei robot contro la biosfera, dove l’uomo è relegato al ruolo di nutrimento per i robot. Anche perché i robot, a differenza degli esseri viventi, non hanno alcun bisogno della biosfera.

      • Fuzzy scrive:

        Spediamoli su Marte!
        Inutile dire che il tuo commento mi ricorda il libro di Damiano Anselmi “Dalla fisica alla vita”
        https://renormalization.com/author/damianoanselmi/
        Ha pure un canale you tube.
        A vederlo assomiglia un po’ a un marziano, ma sotto sotto immagino che possa essere anche un tipo burlone.
        C’è anche questa Chiara Marletto che ha scritto un libro non ancora tradotto in italiano “The Science of Can and Can’t: A Physicist’s Journey Through the Land of Counterfactuals”, che non posso dire di aver capito bene, ma se lo legge un robot comincia a stampare in 3D e fa il disastro.
        Eh, eh, scherzo, ma sono questioni interessanti parecchio.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Fuzzy

          “Damiano Anselmi”

          Ahem, leggo:

          “We introduce a new way of modeling the physics beyond the Standard Model by considering fake, strictly off-shell degrees of freedom: the fakeons. To demonstrate the approach and exemplify its reach, we re-analyze the phenomenology of the Inert Doublet Model under the assumption that the second doublet is a fakeon. Remarkably, the fake doublet avoids the most stringent Z-pole constraints regardless of the chosen mass scale, thereby allowing for the presence of new effects well below the electroweak scale.”

          E’ quello che ho sempre pensato!

          • Fuzzy scrive:

            Dici che sia un marziano?

            • Moi scrive:

              Più fuori mano, più fuori mano … 😉 C’ hai presente la Scala di Kardashev, no ? 😉

              Su Marte solo fossili e reperti archeologici 😉 … stando a certe immagini.

            • Fuzzy scrive:

              Nel suo libro si è divertito a scrivere una sceneggiatura per un ipotetico film in cui i robot prenderebbero possesso della terra e rinchiuderebbero gli uomini in una riserva in Australia riservandosi ogni tanto il piacere di andarli a visitare, così come noi facciamo con gli animali dello zoo.
              Per il contenuto del libro dovrei andare a rileggere, ma la particella Fakeon resta difficile da capire, nonostante Anselmi si sforzi di spiegarla in modo semplice.

  11. Miguel Martinez scrive:

    Esempio di piccola cosa che mi fa orrore:

    Source : https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/mi-piace-spiderman-e-allora-il-cortometraggio/

    cortometraggio Mi Piace Spiderman… e allora?

    “Mi piace Spiderman … e allora?” Il cortometraggio contro gli stereotipi di genere che tutte le scuole dovrebbero far vedere
    Erika Menvrillo
    25 Ottobre 2021
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    Ispirato all’omonimo libro di Giorgia Vezzoli, questo cortometraggio nasce con la speranza di aiutare a liberarci dagli stereotipi di genere e costruire una società più equa ed equilibrata, così bambine e bambini potranno scegliere in libertà.

    Ai bambini piacciono i supereroi, alle bambine le principesse. Gli stereotipi di genere ci accompagnano fin dalla tenera età attraverso messaggi come questi, stabiliti da genitori, famigliari, insegnanti, compagni di classe, nelle corsie dei negozi e non solo. Legare l’essere umano a questo tipo di restrizioni già dall’infanzia opprime lo sviluppo della creatività, la possibilità di esprimere sé stessi e la libertà di scegliere.

    A rompere gli stereotipi di genere ci pensa “Mi piace Spiderman … e allora?” un cortometraggio ispirato all’omonimo libro di Giorgia Vezzoli, realizzato da Federico Micali e prodotto dalla Dnart. Con un linguaggio fresco e semplice, il breve film affronta questa tematica attraverso gli occhi di una bambina, svelandoci (o confermandoci) quanto ancora nel corso delle nostre vite ci accompagnino abitudini, idee e pregiudizi che ci allontanano dalla parità di genere.

    Indice
    Spiderman è di tutti e di tutte

    ©Federico Micali

    Cloe è una bambina di sei anni con una grande passione: Spiderman! Per iniziare il primo giorno di scuola non poteva che scegliere lo zaino del suo personaggio preferito, ma presto la sua scelta libera verrà bombardata da messaggi stereotipati in cui persino il negoziante le chiede «non è da maschi»? Parte così il viaggio di Cloe.

    • Miguel Martinez scrive:

      E uno che gli stanno antipatiche le produzione televisive, i supereroi, le principesse disneyane, la macchina del calcio, le figurine e tutto il resto, che deve fare?

      • roberto scrive:

        Comprarsi uno zaino senza fronzoli, ce ne sono a mazzi

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “Comprarsi uno zaino senza fronzoli, ce ne sono a mazzi”

          una delle cose che mi fanno infatti perdere la pazienza è l’accusa alla macchina del consumo di non essere abbastanza “inclusiva”.

          Io NON VOGLIO essere incluso.

          • roberto scrive:

            A me dipende…mi piacerebbe trovare scarpe nei negozi. Sono contro la grandifobia e mi sento escluso

            • Peucezio scrive:

              Roberto,
              mettersi le scarpe non è un capriccio, voler avere partner sessuali del sesso che si desidera nemmeno, perché attiene a pulsioni reali, voler essere riconosciuto come di un sesso diverso da quello biologico invece lo è, perché non ha nessuna conseguenza pratica.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “voler essere riconosciuto come di un sesso diverso da quello biologico ”

                Andiamo OT 🙂 ma è un OT che trovo interessante.

                Noi sappiamo che esistono realmente persone che sono certamente del sesso “A” e che “si sentono” invece del sesso “B”.

                Questo crea un enorme problema, che raramente viene affrontato.

                Se “siamo tutti uguali” e il sesso è solo un fatto fisiologico riguardante l’apparato riproduttivo, hanno inequivocabilmente torto.

                Al massimo si può tollerare come un divertente tipo gioco di ruolo.

                Se invece esistono un “maschile” e un “femminile” archetipici, più importanti dei sessi in cui si incarnano, bene, ha ragione (tanto per citarne uno) Julius Evola.

              • daouda scrive:

                perché devi storpiare Evola e perché devi storpiare la realtà:

                la malattia spiega tutto, come l’alienazione.

          • Francesco scrive:

            beh, nessuna ha ancora accusato la macchina del consumo di non voler includere i messicani trapiantati a Firenze, quindi per ora ti va bene!

            PS pensa che bello, un posto strapagato nel Consiglio degli Stakeholder della Megaditta come Rappresentante dei Messicani all’estero, tra quello per i Trans F to M race non conforming e quello per i Queer Short People. Vi incontrate una volta al mese su Teams ™ e per il resto sono soldi gratis

  12. Moi scrive:

    Cmq anche il qui già citato Squid Game è abbastanza inquietante :

    Squid Game (오징어게임?, Ojing-eo ge-imLR, Ochingŏ keimMR, lett. “Il gioco del calamaro”) è una serie televisiva sudcoreana, scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk.

    La serie, costituita da nove episodi, narra la storia di un gruppo di persone che rischiano la vita in un mortale gioco di sopravvivenza, che ha in palio 45,6 miliardi di won, pari a circa 33 milioni di euro: una specie di Giochi Senza Frontiere al Kimchi 😉 … centinaia di individui a corto di denaro accettano uno strano invito a competere in giochi per bambini. Li attende un premio invitante, ma la posta in gioco è mortale.

    … che ha già scatenato il Mo.I.Ge & dintorni.

  13. Moi scrive:

    https://www.larena.it/territori/est/squid-game-allarme-a-scuola-i-genitori-uccidere-per-vincere-e-inaccettabile-1.8973189

    Squid Game, allarme a scuola. I genitori: «”Chi perde muore” è un concetto inaccettabile»

    ——————————

    PS

    … ma “Get Rich Or Die Trying !” , non era la base della fantabulous [cit.] Società Liberale ?! 😉

  14. Moi scrive:

    Torino: il rogo dei green pass, proteste e rifiuto di esibire il certificato verde.

    https://www.youtube.com/watch?v=XG2aH0YnSlo

  15. Moi scrive:

    … purtroppo c’è l’ interprete che ci parla sopra, anziché il discorso in V.O. Inglese sottotitolato in Italiano

    https://youtu.be/joiwnxln6ZE

    Massimo Giletti intervista Robert F. Kennedy: “Il green pass è contro la libertà”

  16. Moi scrive:

    @ HABSBURGICUS / TUTTI

    Giorgia Meloni, per dimostrare l’ Ipocrisia della Sx, riesuma la Rivoluzione Ungherese del 1956 :

    https://www.ilgiornale.it/news/politica/rivoluzione-ungherese-1956-meloni-ancora-sinistra-tace-1984459.html

    … cmq gli Umarell Storici tipo Napolitano erano illo tempre FiloSovietici, e ora genuflessi all’ Alta Finanza Apolide !

  17. Ros scrive:

    Personalmente, più che l’aver paura, o per meglio dire fastidio, di un totale controllo distopico in se (son fasi, passano, a dargli placidamente tutta la corda che vogliono finiscono sempre per inpiccarcisi), sento che sia più urgente e necessario riuscire a non farsi dettare l’immaginario dall’oramai pervasivo uso dei Media e del loro megafono costante.

    Questo m’infastidisce non poco!

    Questa violazione interiore tramite notizie, allarmi, contrapposizioni, meme ed eggregore.

    Mi infastidisce che possano a creare a piacimento una “realtà”, una mitopoièṡi coatta, e – volenti o nolenti – inporla;
    interiormente costretti ad abitarla, sognarla, discuterla, amarla o odiarla (per loro credo faccia lo stesso) e renderla così – grazie al nostro supporto emotivo – VERA.

    Creare realtà e materia tramite la forza di una collettiva “immaginazione”

    Con uno schiocco di dita mediatico ci fanno ballare la musica che loro scelgono.
    Come patetici orsi del circo alla catena.

    Questo ci rende impersonali marionette che si agitano solo al muovere dei loro fili,
    balliamo la loro musica e realtà da apocalittici o da integrati, da entusiasti o da dissidenti…Ma resta pur sempre la loro musica.

    Cosa amare e cosa odiare; ci dettano il copione e forniscono pure a le parti e schieramenti da scegliersi a piacere.

    Ma combattere e resistere con l’ignorare il loro menù?
    Il loro piatto del giorno da mangiarsi con gusto o con disgusto in ogni caso, no?!

    Con la guerriglia di un annoiato, sincero e consapevole disinteresse?

    O perlomeno non prenderlo sul serio, non investirci in amigdala e sistema limbico con un autocontrollo costante ad una stoica e scettica atarassia, all’epochè pirroniana.

    Se proprio non riusciamo, possiamo, sappiamo sceglierci e crearci (o meglio individuare) la nostra personale, su misura e necessaria, musica e mitopoièṡi.

  18. Ros scrive:

    Più che una distopia del controllo, nell’interesse del Potere, o delle multinazionali, d’ordoliberisti, di neocomunisti tecnofasci o altre perfide sinarchie d’infallibili e invincibili cattivoni, sento il peso d’una dittatura totalizzante dell’informazione – forse e addirittura fine a se stessa, senza un mandante e scopo, cresciuta e metastatizzatasi come un cancro che ingloba e inghiotte tutto – che viola e annulla le nostre “Anime” (consentitemi il termine, la caduta nel religioso e metafisico come eufemismo almeno), tutte le particolarità, alternative, colori e possibilità e necessari cammini personali che collettivamente vengono fagocitate a tal Moloch come fosse quel NULLA della storia infinita di Michael Ende

    • daouda scrive:

      chi vive normalmente tale oppressione non poteva che sentirla ieri come 1000 anni fa

      • Ros scrive:

        Che intendi esattamente Daou’?

        Mille anni fa la popolazione urbanizzata (poca in percentuale) – o il contadino tipo – non aveva “informazione”, ovvero qualcosa di perennemente cangiante e superficiale cui stare continuamente e dietro senza mai raggiungerla per integrarla in qualche modo a se, nella sua aleatorietà sfuggente, avevano magari una “Formazione”, che ne è l’antitesi per molti versi.

        Tradizioni mutate dalla religione, dai corsi e ricorsi degli almanacchi legati al ciclo lunare dell’agricoltura, delle feste e celebrazioni religiose, e dalle sotterranee reminiscenze di un paganesimo mai realmente obliato (vedi l’opera di Carlo Ginzburg o Piero Camporesi eccetera…).

        Tutto ciò che si definisce Cultura (usi e costumi in senso lato) e folklore.

        E questo anche fino a pochi decenni a dietro, anche in città, nella mia regione in questo periodo ci si sarebbe apprestati alla festa dei morti, con relativi doni portati da un aldilà aperto e liberato per l’occasione, dolci di zucchero in forme grottescamente umane…. Così simile ad esempio a quelle analoghe messicane di Miguel.

        Non Voglio dilungarmi in troppe disgressioni ma la cultura popolare aveva una sua forza vivificante (caratteristicamente grassa, sarcastica, dissacratoria; falstaffiana) che troviamo in Rabelais, in “Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno” e innumerevoli altri, che è descritta e analizzata in Michail Bachtin, illustrata in Pieter Bruegel il Vecchio.

        Avevano forme stabili e perenni di cultura identitaria popolare (che nasceva quindi dal popolo e per il popolo) profonde, vive e vivificanti piuttosto che quelle che oggi definiamo di massa, nate dall’alto di un industria culturale.

        ” Il ramo d’oro” di James G. Frazer ci mostra come la cultura – miti, archetipi, tradizioni – di un contadino cambogiano fosse in fondo straordinariamente simile a quella di uno inglese, italiano, sud americano.

        L’informazione insieme, alla cultura di massa, in tal senso ne è la negazione, l’acido che l’ha corrosa e nullificata spazzando via quel solido “perenne” terreno fertile, animato e immaginativo sotto ai piedi.

  19. Ros scrive:

    Difensiva guerriglia strategica del disinteresse, disimpegno, atarassia, epochè…O anche il fruire l’informazione – tutta e in senso lato – come fosse un film, una serie tv, un romanzo, un feuilleton.
    T’appassioni con quel noto meccanismo della sospensione dell’incredulità, t’immedesimi e ti schieri: vorresti che il villain pagasse per le sue colpe…

    ma ad un tratto chissà come il meccanismo sopra s’inceppa e cede, e dietro ai cattivi e buoni vedi l’attore e la sua buona o cattiva interpretazione.

    Metalinguaggio, metascena…Sogno lucido😃

    C’è un film, che ahimé non passa più, di Pasolini: “Che cosa sono le nuvole” del 1968 (che un poco o tanto deve a Calderòn de la Barca de “La vita é sogno”), con la magico-realista coppia di Totò e Ninetto Davoli di “Uccellacci ed uccellini” e “La terra vista dalla luna”….
    Marionette entrambi in un teatro, Ninetto-Otello si rivolge contrito al marionettista che lo muove: “A sor mae’ perché devo crede alle cose che me dice Jago, Perché so’ così stupido”

    e Totò-Jago a sua volta chiede; “perché son cosi cattivo e infame?”

    Cercano, per un attimo di fugace e “lucido” risveglio, quella verità e libertà dalle loro coatte parti, e che troveranno infine – nella loro fine dell’interpretazione, e conseguente vita scenica, come dire: “videmus nunc per speculum in enigmate…” – solo nella straziante bellezza delle “nuvole” che per la prima volta conosceranno e riusciranno a vedere.

    https://www.youtube.com/watch?v=pjlTcL8gNnM&t=14s

  20. Miguel Martinez scrive:

    Ma guardate che succede con l’equivalente scozzese del nostro Green Pass! (ovviamente questo non significa nulla riguardo all’utilità o meno in sé del Grimpasse):

    (traduzione DeepL):

    https://reclaimthenet.org/scotlands-vaccine-passport-shares-data-with-big-tech-operatives-and-more/

    Il passaporto per i vaccini della Scozia condivide i dati con operatori di Big Tech e altro

    Il disastroso schema scozzese del passaporto dei vaccini Covid continua a creare più problemi di quanti ne risolva; l’ultima rivelazione sulla scarsa qualità dell’applicazione è che sta condividendo i dati personali dei cittadini con una serie di aziende.

    La lista si legge come un avvertimento su chi non dovrebbe mai condividere i dati personali, in particolare non il tipo medico sensibile disponibile per questo tipo di app.

    Amazon, Microsoft, NetCompany, Service Now, Jumio, Albasoft, CFH Docmail, e iProov, una società di riconoscimento facciale, così come Gov.uk Notify Service e Royal Mail hanno tutti accesso ai dati condivisi dal servizio sanitario nazionale, NHS, app, ha detto il Sunday Mail.

    Il giornale ha riferito che questa informazione era contenuta nella sezione sulla privacy dell’app, dove si afferma anche che i dati sono condivisi con dette aziende private ed enti governativi, anche se in qualche modo, “non tutti possono accedervi”, sostengono i creatori dell’app.

    La notizia è stata accolta con costernazione dai sostenitori dei diritti civili, così come dall’opposizione, che sono contro lo schema in generale e accusano il governo di dividere la società in due livelli di persone vaccinate e non vaccinate.

    Inoltre, ha detto il capo della politica del gruppo Liberty, Sam Grant, il piano è coercitivo poiché condiziona l’accesso a certi luoghi ed eventi allo stato di vaccinazione, e ora sta lasciando le persone incapaci di controllare i propri dati raccolti allo scopo di creare i passaporti Covid, così come all’oscuro del fatto che vengano condivisi con terze parti.

    Grant ha detto che era “estremamente preoccupante” che gli utenti dell’app NHS non solo non hanno l’opzione di opt-out, ma non sono consapevoli che questo stava accadendo.

    Secondo lui, la rivelazione mina ulteriormente la credibilità dei passaporti dei vaccini, mentre la sua organizzazione sostiene “misure ragionevoli e proporzionate per combattere Covid” – ma che “i passaporti dei vaccini non sono una soluzione”.
    Il leader dell’opposizione Scottish Lib Dems Alex Cole-Hamilton ha detto che i loro avvertimenti sulla protezione dei dati estremamente scarsa nell’app sono caduti su orecchie sorde del governo, citando tutti i problemi che lo schema ha incontrato finora, tra cui un lancio caotico e caratteristiche di sicurezza mancanti.

    “Tutti hanno diritto alla privacy medica, nessuno dovrebbe mai fornire parte della propria storia medica a un buttafuori o a una serie di aziende private. Questo è semplicemente assurdo”, ha detto Cole-Hamilton.

    I conservatori scozzesi hanno anche criticato la condivisione dei dati come “estremamente preoccupante”.

    “Questo servirà solo a erodere ulteriormente la fiducia del pubblico nello schema del passaporto dei vaccini dello SNP”, ha detto Murdo Fraser del partito.

  21. roberto scrive:

    ma come, dopo tanto allarme per la legge che avrebbe creato la polizia del pensiero, permesso di tagliare il pisello a bambini ignari, aperto le carceri femminili a dei maschioni arrapati….

    nessuno stappa lo champagne!?!

    https://www.repubblica.it/politica/2021/10/27/news/zan_senato_omotransfobia-323930715/?ref=RHTP-BH-I323249752-P1-S1-T1

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “nessuno stappa lo champagne!?!”

      Io no.

      Ne abbiamo discusso a lungo qui sulle implicazioni di leggi che puniscono con il carcere le “discriminazioni”, che possono andare dalla scuola cattolica che licenzia un’insegnante di matematica di mezza età perché scopre che la signora con cui condivide da anni un alloggio è la sua amante; al direttore del carcere che si rifiuta di mettere il condannato per stupro nel reparto delle donne.

      Tutti scenari possibili, difficilissimi da prevedere, anche se l’esperienza insegna che in genere le persone miti chinano la testa e gli stronzi chiamano gli avvocati e si fanno pure pubblicità.

      Comunque anche Letta aveva aperto alla possibilità di rendere meno confusa la legge.

      • Moi scrive:

        Letta: “Hanno voluto fermare il futuro”

        [cit. ibidem]

      • Miguel Martinez scrive:

        Aggiungo che il problema di fondo penso che sia la confusione voluta tra un dato biologico (il sesso, comune in qualche forma a più o meno tutte le specie più “evolute” dell’ameba) e i ruoli culturali (“genere”) che le società umane tendono ad attribuire a persone di diverso sesso.

        Le società islamiche in questo sono molto chiare; e quindi l’Iran ha fatto benissimo a legittimare il “cambio di sesso”, che permette a una persona del sesso “A” di fare qualcosa che somiglia alla “vita di genere” del sesso B.

        Il problema si pone nelle società occidentali: se una femmina biologica ama giocare a calcio, portare la cravatta o fare la gara dei rutti, che importanza ha definirla giuridicamente come appartenente alla categoria di quelli che hanno diritto a esami gratuiti per il cancro alla prostata?

        E anzi, punire chi non ci sta alla finzione?

        • Moi scrive:

          @ MIGUEL

          … però Khomeini credeva in Ruoli Binarii, ilproblema è la “Queerness” (barba e tette in silicone, i giorni pari tiro di boxe e quelli dispari faccio la balia assumendo terapie ormonali Tavistock “da fantascienza”…), quella mi sa ch’è robaIslamicamente da Djinn ! 😉

          PS

          Però un Dio che permette a un’ Anima di crescere in un Corpo “Sbagliato”, come può essere “perfetto” ?! … Sarebbe un po’ come se il Meccanico mettese gli iniettori al motore a benzina e le candele al Diesel ! 😉

        • Moi scrive:

          Cmq sì … anche la “Donna Trans” di fatto viene trattatA 😉 come se avesse più esigenze di Pap Smear che NON di Esami alla Prostata !

          Cioè, t’he vòjja 😉 a dire che la Biologia è un “Costrutto Sociale” ! 😉

      • roberto scrive:

        Miguel

        “ Tutti scenari possibili, difficilissimi da prevedere,”

        Non capisco….niente legge zan, niente “carcere per le discriminazioni”, niente scenari difficilissimi da prevedere….perché non sei contento?

        Mi sa che anche la legge più precisa avrebbe previsto sanzioni per le discriminazioni e ci sarebbero stati scenari imprevedibili

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “….perché non sei contento?”

          Perché prevedo mesi e mesi di cortei, manifestazioni, vittimismi, sceneggiate.

          Ogni venerdì il corteo dei Sì Zan, ogni sabato quello dei No Pass.

          • roberto scrive:

            cortei dei si zan, ma figurati…..

            e poi permettimi di sorridere:
            per mesi hai avuto paura delle peggio cose che sarebbero nate dalla legge zan e ora che la legge è stata affossata hai paura di un corteo….

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “paura”

              Io non ho paura.

              I giovani di casa non sono a rischio di castrazione chimica, non sono una detenuta, quindi non mi riguarda. Sarei forse a rischio, caso estremo, di denuncia perché esprimo opinioni critiche su questi temi, ma lì sta a un giudice decidere.

              E non penso che certe cose nascano “dalla” legge Zan, nascono da una cultura americana/virtuale/tecnomedica che è molto più forte di qualunque legge.

              E questa cultura è un problema: nulla certo rispetto alla questione ambientale, ma carico di risvolti simbolici che eccitano gli animi.

    • Francesco Mordeglia scrive:

      vale anche il limoncello?

      però per espiare sono andato a farmi linciare sulla pagina FB del Guardian

      e, sì, sono contento anche più che per il Milan

        • Francesco scrive:

          Lo sai vero che il 99,7% delle denunce mediatiche per aggressioni omofobe si rivelano bugie entro 48 ore?

          E’ stato uno dei motivi che mi ha irrigidito nella opposizione totale al DDL Zan.

          Ciao!

        • Peucezio scrive:

          Tra l’altro distinguerei l’aggressione al tizio omosessuale perché è omosessuale e l’aggressione all’attivista LGBT.

          C’è la stessa differenza che passa fra picchiare un operaio e un comunista (diciamo negli anni ’60).

          La prima è violenza contro una minoranza, un gruppo umano, la seconda violenza politica. Ovviamente va impedita l’una e l’altra, ma chi si espone politicamente sa di rischiare qualcosa, mentre la violenza per il mero orientamento sessuale è più odiosa e vile.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Tra l’altro distinguerei l’aggressione al tizio omosessuale perché è omosessuale e l’aggressione all’attivista LGBT.”

            Questa storia che se non ci sarà il DDL Zan, ognuno sarà libero di farsi arrosto gli omosessuali è un balla.

            In Italia, picchiare o insultare la gente, specie se per futili motivi, è già reato.

            Il nocciolo del problema sta in questo concetto:

            https://www.lafionda.org/2021/09/24/il-ddl-zan-e-la-dialettica-del-riconoscimento

            Essenzialmente il Disegno di legge intende modificare gli articoli 604 bis e ter del Codice penale e la successiva legislazione in materia di istigazione a delinquere, equiparando la discriminazione per motivi di cui sopra a quella su base razziale, etnica o religiosa. Si prevedono quindi sanzioni penali per chiunque, con azioni o espressioni, inciti a pratiche violente o discriminatorie fondate anche sull’identità di genere, laddove per identità di genere si intende “l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”.

            Io trovo enormemente interessante che si introduca nell’ordinamento il concetto che una persona possa essere messa in galera per aver “discriminato” qualcuno in base alla “identificazione percepita e manifestata di sè”.

            Molti anni fa, ho conosciuto un certo Busnelli credo si chiamasse, che affermava di essere il re d’Italia.

            Aveva una identificazione percepita e manifestata di sé precisa e chiara, anche se non riguardava “il genere” (neologismo rubato alla grammatica e che si riferisce a un concetto antropologico).

            Le guardie al Quirinale credo che lo avrebbero Discriminato subito.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “Discriminato”

              C’era un nell’intervento di Saviano proprio su questo fatto.

              La legge punisce le aggressioni già oggi.

              Tuttavia, l’eventuale motivazione antisemita di un’aggressione oggi è una aggravante in sede di determinazione della pena.

              Così, se picchio un ebreo perché mi sta antipatico è un conto. Se lo picchio perché è un ebreo – e purché ovviamente cio’ risulti da parole o azioni – è un reato più grave.

              Lo stesso – in assenza del DDL Zan – non vale per un omosessuale, una lesbica ecc.

              Logico che ciò sia gradito agli omofobi. Incomprensibile che lo sia a chi omofobo non è.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Così, se picchio un ebreo perché mi sta antipatico è un conto. Se lo picchio perché è un ebreo – e purché ovviamente cio’ risulti da parole o azioni – è un reato più grave. ”

                Sì lo so.

                Come so anche che se lo picchio perché è lucchese, o perché è terrapiattista, o perché è pro Vax o no Vax, o perché si chiama Andrea, o perché ha la erre moscia, o perché è carnivoro o perché è juventino, o perché ha in casa il busto di Mussolini, o perché ha i capelli grigi, non c’ho l’aggravante.

                Parlando di cose serie:

                “Si prevedono quindi sanzioni penali per chiunque, con azioni o espressioni, inciti a pratiche violente o discriminatorie fondate anche sull’identità di genere, laddove per identità di genere si intende “l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”.

              • Miguel Martinez scrive:

                A proposito di lucchesi, nel resto della Toscana sono visti più o meno come gli ebrei in Germania nel 1930 🙂

                Stesse identiche barzellette, accompagnate dalla constatazione, “sì lo so, scherzavo, ma DAVVERO tutti i lucchesi che ho conosciuto io sono così!”

                E giù liste interminabili di infidi, avidi, furbi lucchesi…

        • Peucezio scrive:

          Tra l’altro il fatto che gli omosessuali abbiano scelto l’ex lazzaretto come zona elettiva di movida suona sinistro, sembra una forma di autoemarginazione simbolica, manco si sentissero degli appestati.

  22. Moi scrive:

    Letta disse, mesi fa digià, che per il 2023 il PD trionferà proponendo espressanente … Ius Soli & DDL Zan “Hard” 😉 … alla Britannica [v.di “TERF Island” 😉 … ], presumo quindi !

  23. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://www.pinknews.co.uk/2021/10/01/transphobia-uk-terf-island-tiktok/

    Aspiring scholar explains in the simplest of terms why ‘the UK became TERF island’
    MAGGIE BASKA OCTOBER 1, 2021

  24. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “Noi sappiamo che esistono realmente persone che sono certamente del sesso “A” e che “si sentono” invece del sesso “B”.
    Questo crea un enorme problema, che raramente viene affrontato.
    Se “siamo tutti uguali” e il sesso è solo un fatto fisiologico riguardante l’apparato riproduttivo, hanno inequivocabilmente torto.
    Al massimo si può tollerare come un divertente tipo gioco di ruolo.
    Se invece esistono un “maschile” e un “femminile” archetipici, più importanti dei sessi in cui si incarnano, bene, ha ragione (tanto per citarne uno) Julius Evola.”

    Non sono d’accordo e l’ho già scritto.
    A una persona normale non frega un cazzo di ciò che è. Frega degli altri, oggetti o persone.
    Tutto ciò che ci gratifica è fuori di noi.
    Se sono uno che ama la carne, mi gratificherò mangiandola, se invece amo il pesce, sarò felice di farmene una scorpacciata. Ciò che mi definisce, mi definisce il relazione all’alterità.
    Ma una definizione puramente identitaria, scollegata da un dato relazionale (non stiamo parlando della pulsione verso un sesso o un altro, ma della definizione di sé presa di per sé stessa) semplicemente non ha senso se non come narcisismo patologico.
    Che è il vero male della contemporaneità.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “se non come narcisismo patologico”

      L’Occidente opulento ha ormai scalato la piramide di Maslow abbastanza perché questi siano i problemi della sua classe medio-alta. Non è che stare male non renda anche questi dei problemi (le cagate sportive hanno sempre scaldato gli animi, anche in società meno opulente, e quelle sono identitarismo capriccioso puro), ma le nostre società hanno molto più tempo per pensarci e per trasformarlo in un argomento “alto” e fondamentale.

      • Peucezio scrive:

        Sì, è plausibile.

        Resta però da capire come mai questa ossessione coincide con una regressione culturale e con una contrazione del livello di benessere e come mai prenda forme non solo aggressive (il che è abbastanza fisiologico di tutte le avanguardie ideologiche), ma di un’aggressività non spregiudicata ed esuberante, come di solito accade per le novità, ma regressiva, difensiva, repressiva, securitaria.

        Insomma, quelli che si stracciano le vesti per l’affossamento del DDL Zan sono gli stessi che si stracciano le vesti per i no-green pass, cioè quelli che amano una società del controllo e della sicurezza, che dogmatizzano la scienza, che in ogni loro manifestazione cercano di essere istituzionali, “legittimi”.

        Questo è molto meno fisiologico, perché il benestante ama baloccarsi e giocare al rivoluzionario.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “un’aggressività non spregiudicata ed esuberante, come di solito accade per le novità, ma regressiva, difensiva, repressiva, securitaria”

          Parliamo dell’Europa, perché se vai negli USA le cose sono già diverse (BLM, abbattimenti di statue, ecc. sono il tipo di aggressività esuberante che dici).
          Siamo poco violenti, per cui non spacchiamo tutto a prescindere, ma deleghiamo la forza pubblica all’esercizio (moderato) della violenza al posto nostro. Poi siamo individualisti (sia noi Y che voi X) in maniera talmente schifosamente spudorata da essere incapaci di azioni collettive, che sono condizione necessaria per la violenza “dal basso”.
          Siamo abituati ad esigere che sia lo Stato a farsi carico della soddisfazione dei nostri desiderata: voi X perché con i baby boomers che vi hanno preceduti e che vi facevano da modello ogni desiderio è sempre stato un ordine (il 6 politico è roba di quegli anni e riguarda gli anni in cui la persona si forma, non a caso), noi Y perché sono stati i nostri genitori baby boomers a dirci che ogni desiderio era ordine (non più 6 politico, ma meritocrazia, cioè “il 6 lo devono dare a te perché lo meriti” e non più “il 6 va dato a tutti”).
          Quale violenza esuberante vuoi tirare fuori da qui?
          Oh, poi a me va benissimo, perché prima fai violenza esuberante e poi, quando hai preso il potere con la violenza esuberante, le sommi anche quella degli apparati repressivi. E, visto che sei anestetizzato alla violenza, tendi ad elargirne con più generosità, perché tanto nessuno ci fa caso.

          • Peucezio scrive:

            Mauricius,

            di primo acchito
            (sono cose da approfondire con calma),

            qui secondo me giocano due fattori distinti.

            I tratti che descrivi sono tipici della società italiana, acuitisi presso le ultime generazioni e sono tipici di una società benestante e invecchiata, quindi sostanzialmente passiva e gelosa dei propri privilegi individuali (ma con poca energia per difenderli).

            La tendenza repressiva e regressiva invece è mondiale.
            La “cancel culture” può avere anche tratti di esuberanza.
            Ma va comunque nel senso del bigottismo: è un mondo che è repressivo e censorio sul linguaggio, che crea un’atmosfera di intimidazione e di conformismo.
            Forse può ricordare i vari movimenti protestanti, nati in sostanza in reazione allo splendore del Rinascimento, alla vivacità culturale e artistica che esso esprimeva.

            Sarebbe interessante esaminare da questo punto di vista gli altri movimenti rivoluzionari della modernità occidentale.
            La rivoluzione francese non sembra poi così diversa: un ceto borghese austero e produttivo che reagisce agli spendori delle corti e dell’aristocrazia.
            E anche il bolscevismo è un modo di tirare i remi in barca: contro una società pluralistica e colta, che aveva espresso per esempio vertici letterari con un fenomeno di indagine sociale e psicologica profondo come il romanzo borghese, arriva un mondo in stile caserma e fabbrica.

            A questo punto il problema diventa capire qual è il rapporto fra soggettivismo narcisistico e spinte repressive.
            Le rivoluzioni sono figlie di schemi ideologici e in quanto tali hanno sempre una base narcisistica (impongo il mio utopismo alla realtà), ma quelle rivoluzioni erano anche mobilitazioni collettive con una fortissima proiezione sociale e sovraindividuale e creavano modelli di società molto collettivizzati.
            Soprattutto quella bolscevica (c’è anche da dire che lì siamo in oriente); mentre una più forte compoente individualistica c’è nel protestantesimo (il libero esame) e nel liberalismo borghese (individualista), ma sono comunque visioni sociali, non omfaloscopie solipsistiche come i deliri un po’ ridicoli (e per fortuna meno violenti sul piano fisico, anche se generano fenomeni di conformismo intellettuale soffocante) di oggi.

          • Peucezio scrive:

            Aggiungo:

            non a caso in Italia certi isterismi di marca statunitense arrivano più tardi, mentre sul piano del securitarismo salutista siamo i più spinti:

            quelle sono società più individualiste e sono anche l’avanguardia estrema delle mode e delle isterie di costume, ma noi siamo il paese dell’iperapprensività, dell’ipocondria, dell’apprensione verso la salute, dello stato-mamma, di uno statalismo oppressivo, pervasivo e burocratico di tipo parasovietico, ma in versione familista-accudente.

          • Peucezio scrive:

            Insomma, campiamo quasi cent’anni e non ci basta mai, vorremmo campare all’infinito, se arriva un raffreddore andiamo nel panico, se il bambino si fa un graffietto è una tragedia, se ci s’incarnisce un’unghia corriamo dal primario per farci ricoverare, se ci viene un mal di pancia facciamo un milione di analisi…

          • Peucezio scrive:

            E non uscire di casa ancora ti raffreddi, e metti il cappotto ancora ti prendi una polmonite e non giocare con gli altri bambini ancora ti fai male e non ti sporcare ancora ti prendi un’infezione e non mangiare questo che ti fa male e non bere quell’altro, ancora ti viene mal di pancia…

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “stessi”

          Sono quelli che rifiutano ogni discriminazione arbitraria.

          La speranza del genere umano, insomma.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Andrea,
            fammi capire, tenere in casa la gente è una forma di egualitarismo?
            A me pare il contrario: rovina i piccoli esercenti e arricchisce Amazon.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “egualitarismo”

              Sì, se lo fai con tutti.

              Il virus è democratico, non guarda in faccia nessuno.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Non è vero.
                Guarda in faccia eccome.
                Ti pare che abbia in media gli stessi effetti su un ventenne e su un ottantenne?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “faccia”

                Intendevo dire cgecammazza ricchi e poveri.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Oddio…

                Non credo sia la stessa cosa ammalarsi di covid da benestante o da povero cristo.
                Pensa ai primi mesi, quando dovevano togliere i respiratori ai malati anziani per metteli ai giovani, quando c’era chi faceva ore di attesa al pronto soccorso, ecc.

          • Francesco scrive:

            adoro come ADV usa “arbitrario”

            trovo sia un vero spettacolo di autosuggestione

            😀

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “suggestione”

              Ci si può sempre suggestionare con ceri, adunate e processioni. Di solito non finisce bene.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                io vado a Messa tutte le domeniche, finora non ho avuto esperienze mistiche

                tipo le tue col paradosso di Popper, intendo

                😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “mistiche”

                Quelle sono facili da individuare.

                Sono le storie che sembrano veritiere a forza di sentirsele ripetere ad essere le più pericolose.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Insomma, quelli che si stracciano le vesti per l’affossamento del DDL Zan sono gli stessi che si stracciano le vesti per i no-green pass, cioè quelli che amano una società del controllo e della sicurezza, che dogmatizzano la scienza, che in ogni loro manifestazione cercano di essere istituzionali, “legittimi”.”

          Beh, c’è sempre la logica della delega, della sicurezza, del Sistema che ci Pensa per Te, dell’Esperto che ti Risolve il Problema con poliziotti, lacrimogeni, vaccini, algoritmi…

      • Peucezio scrive:

        Tra l’altro non è neanche vero che ormai l’esaudimento dei desideri reali, non simbolici, è piano e facile.
        Rispetto agli anni ’70 oggi c’è meno libertà sessuale. Molta di più che negli anni ’50, quantomeno per le donne, ma meno che nei ’70 (parlo degli anni ’70 fra i ceti medio-alti delle grandi città del centro-nord, non dico in generale): c’è più bigottismo, riprovazione sociale, più regole, più divieti…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Secondo me condividi la tendenza di molti commentatori qui dentro ad esagerare un po’ troppo il ruolo del sesso.

          Comunque oggi si scopa quanto si vuole e con chi si vuole. Se si può, si intende, ma questo è sempre stato un problema in ogni epoca 😀

          • Peucezio scrive:

            Sono un irriducibile freudiano (quando gli ebrei hanno ragione, hanno ragione 🙂 ).

            Sì e no.
            Non puoi scopare con i minori di tot anni.
            Non puoi scopare se ci sono i cosiddetti “conflitti d’interessi”… Non puoi scopare se hai certi ruoli.
            Puoi sempre meno scopare pagando.
            Berlusconi non ha avuto problemi solo per Ruby (che pure aveva 17 anni, quindi piena età legale, come sai): Tarantino non c’entrava nulla con le minorenni, eppure gli hanno rotto il cazzo lo stesso.

            Ma è il “se si può” che è decisivo: il costume e i vincoli e tabù sociali contano quanto e più delle leggi.
            E negli anni ’70 le ragazze erano più disinibite di oggi.
            Tranne forse certe ultimissime leve che fanno ben sperare e che sembrano una controtendenza (forse iniziata già da una generazione circa) rispetto all’ondata moralistico-dipietrista anni ’90.

          • Peucezio scrive:

            Al di là di questo quello che è interessante è il segno di queste tendenze ideologiche.

            Negli anni ’70 cominciava già ad esserci una certa spinta moralizzatrice contro le pubblicità col culo di fuori, ecc.
            Ma, insomma, nel complesso si andava nel senso di una rottura di tabù e di inibizioni: le ragazze volevano scopare, sentirsi libere, ecc.
            Oggi l’ideologia dominante va in senso colpevolizzante e i vari #metoo, l’ostilità contro il nudo e la pornografia, contro la prostituzione, l’isterismo contro la pedofilia (prima degli anni ’90 ignoto, al massimo c’era un generico moralismo dei padri che avevano paura che qualcuno gli “corrompesse” la figlia), lo stigma verso ogni atteggiamento seduttivo da parte degli uomini (il corteggiamento ha vincoli sempre più stringenti, i complimenti sono offensivi, lo sguardo è offensivo, la proposta pure…).

        • roberto scrive:

          peucezio

          “Rispetto agli anni ’70 oggi c’è meno libertà sessuale.”

          vabbé negli anni 70 non ero interessato al sesso e quindi magari sbaglio, ma trovo questa cosa veramente tanto ma tanto una bella storiella da o tempora o mores.

          ed in effetti tu stesso scrivi “fra i ceti medio-alti delle grandi città del centro-nord” che limita molto drasticamente la tua prima affermazione

          l’unica differenza veramente notevole è che oggi si tende a dare valore al consenso, donde le limitazioni tipo non puoi fare sesso con i minorenni o con delle schiave sessuali. è una differenza che personalmente trovo molto positiva

          • Peucezio scrive:

            Beh, le identità non sono temporali, ma generazionali.
            E io vedo che le donne che sono state giovani negli anni ’70-’80 sono proprio meno inibite delle ragazze di oggi o anche delle attuali quarantenni.

            Circa il consenso, sono costrutti fittizi: il confine fra consenso o meno, soprattutto in quest’ambito, è molto labile, contraddittorio…
            È chiaro che un limite ci vuole e la palese costrizione va impedita, ma qui siamo oltre questo. Inoltre è tutto da stabilire
            1) se il consenso debba essere vincolato a una consapevolezza adulta e
            2) se l’assenza di capacità di esprimerlo sia da interpretare come mancato consenso presunto.
            Trovi per esempio sia da punire la zooerastia, in quanto l’animale non è in grado di esprimere un consenso? Ma se è per quello il maiale quando lo uccidiamo esprime a suo modo un veemente dissenso. E che facciamo, rinunciamo a prosciutto, salsicce…?

            • roberto scrive:

              scusa peucezio, ma sul punto due….chissenefrega, sono animali non persone!
              mi sembra un argomento totalmente fuori tema

              • Peucezio scrive:

                Lo dici tu.

                C’è gente che fonda sul principio del consenso il rifiuto radicale della zooerastia.
                Sembrano cose strampalate, ma sono idee più diffusi di quanto tu, che hai le tue idee ma sei una persona di buon senso, immagineresti.

              • roberto scrive:

                ma lo so che c’è gente con idee stupide, non vedo perché dargli retta

                se un’idea è stupida è buona cosa triturarla e buttarla nella monnezza

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                lo dici a me?

                Ma il fatto è che le idee assurde e ridicole non solo ogni giorno diventano più di moda, ma sta diventando sempre più pericoloso negarle.

            • roberto scrive:

              sul punto uno, si in effetti penso che il consenso debba essere, come dire….consapevole e che effettivamente la consapevolezza è legata all’età

              poi possiamo discutere all’infinito se tizio a 14-16-18 anni è abbastanza maturo per esprimere un consenso, e ovviamente non ci sarà mai un limite legale che possa prendere in considerazione ogni singolo individuo.
              ma il principio mi pare veramente civile e fissare un’età arbitraria finché vuoi meglio che nulla

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma il principio mi pare veramente civile e fissare un’età arbitraria finché vuoi meglio che nulla”

                comunque noto nell’aria un cambiamento che proviene sempre dal mondo americano.

                In particolare, la prostituzione viene sempre più affermata come una forma di “potere” di chi si prostituisce, “sex worker” che è vista come in gamba perché spilla soldi in qualche modo ai clienti e si sa mettere sul mercato.

                Qui a Firenze hanno anche distrutto i cartelli di alcuni femministe contrarie alla prostituzione, ma sta succedendo un po’ ovunque.

                Sulla pedofilia, le resistenze sono ancora forti, ma mi sembra che si stia affermando una sorta di “pedofilia dalla parte del bambino”, cioè il soggetto dotato di smartphone e quindi con accesso illimitato al mondo virtuale adulto, avrebbe il diritto di parteciparvi anche attivamente, e anche contro il parere dei genitori.

              • Miguel Martinez scrive:

                Insomma,si rovescia la vecchia posizione (il “diritto” del maschio adulto di farsi donne a pagamento o minorenni), nel diritto di donne a spillare soldi e dei minorenni di vivere una vita adulta.

                D’altra parte è il corollario naturale della fine della divisione per generazioni, del crollo delle famiglie, della mercificazione dei rapporti, insomma della “creazione distruttiva” del capitalismo.

              • Miguel Martinez scrive:

                E qui c’entra anche l’utero in affitto: se un adulto vuole un bambino, ha il diritto di comprarselo, e se una donna vuole i soldi, ha il diritto di vendere la propria pancia.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Che c’entra la cessione a titolo oneroso della genitorialità con la prestazione di sesso a pagamento.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Che c’entra la cessione a titolo oneroso della genitorialità con la prestazione di sesso a pagamento.”

                Mi sembra la stessa cosa, alla fine.

                Anche chi cerca sesso a pagamento sta seguendo un istinto biologico riproduttivo.

                Per accontentare questo istinto, una donna può affittare il proprio apparato riproduttivo per pochi minuti o per nove mesi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                C’era un punto di domanda

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                quelle erano le leggi di un tempo ed erano di buon senso.

                L’isteria antipedofila di oggi invece ha partorito mostri inediti: se detieni un filmato degli anni ’70, fatti prima che tu nascessi, con ragazzini nudi o che fanno sesso, sei perseguibile.
                Se adolescenti si filmano fra loro sono perseguibili. Se un adolescente si fa un selfie nudo o in cui si masturba e lo detiene nel suo pc, in teoria è perseguibile.

                Qui l’idea non è colpire un comportamento per porteggere qualcuno, è proprio colpevolizzare una pulsione e creare un tabù in sé circa la sessualità adolescenziale, indipendentemente dall’esistenza di vittime.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                tu come al solito interpreti la cosa in senso consumistico-libertario:
                tutto diventa un bene infinitamente disponibile per tutti.

                Ma allora perché quest’ossessione colpevolizzante?
                Perché si calca la mano non su ciò che si può fare ma su ciò che NON si può fare?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma allora perché quest’ossessione colpevolizzante?
                Perché si calca la mano non su ciò che si può fare ma su ciò che NON si può fare?”

                Qualcuno ieri tra i commenti (MT?) parlava dell’esercizio del potere, che si ottiene sempre stroncando in qualche modo qualcun altro.

                Aggiungiamo poi che tutti si appellano in qualche modo allo Stato (in senso ampio) che può fare solo due cose – distribuire carote (fondi pubblici) o bastonate (leggi repressive).

                Quindi è normale che tutti chiedano carote per sé e bastonate per gli altri.

              • Miguel Martinez scrive:

                Aggiungiamo un altro aspetto dell’americanizzazione culturale, che è la litigiosità giuridica.

                Io scrivo in italiano su questo blog, letto da quattro gatti, che l’attrice americana Gibby Gabby (nome inventato) ha una bruttissima pettinatura.

                Lei ovviamente non legge il mio blog, ma il suo studio legale lo trova tramite Google, traduce il mio commento, e incarica un megastudio legale italiano a farmi causa per 500.000 dollari perché Gibby Gabby, da quando io l’ho insultata, è rimasta talmente male che ha dovuto pagarsi un nuovo parrucchiere che viene in volo da Parigi due volte la settimana e c’è anche il referto di uno psicologo che dice che lei ha subito un danno irreversibile.

                Moltiplica questo per migliaia e migliaia di casi, e ottieni il Vittimismo Aggressivo che denunci.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @MM
                La prostituzione esiste da sempre, in pratica: perché oggi sarebbe un indice di mercificazione? Al massimo oggi si è più attenti all’aspetto della volontarietà dell’attività, ma questo proprio in generale (nessuno ti ha costretto a fare il traduttore, per dire).
                La cessione della genitorialità, invece, mi sembra proprio qualcosa di diverso, cioè la disponibilità di un rapporto giuridico che in tempi moderni era considerato indisponibile (ma che, per esempio, nell’Antica Roma era disponibile…).
                Da un lato abbiamo un’attività lavorativa, cioè uno scambio (lavoro per compenso) che di base è sempre lecito e che è stato una costante storica, dall’altro un tipo di accordo che è proprio del tutto inedito.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                mi pare una distinzione pertinente in effetti.

              • paniscus scrive:

                il problema sulla “cessione della genitorialità” è che di fatto si riconduce alla cessione di un bambino, cioè a una compravendita di esseri umani (che equivale a schiavitù) o comunque a una falsificazione di dati anagrafici, anche nel caso che la cessione sia fatta gratuitamente per affetto o amicizia e non per soldi.

  25. Peucezio scrive:

    In effetti se ci pensi tutte queste fisime di moda oggi vanno in questo senso.

    Una volta ci si sarebbe preoccupati che i negri vivessero meglio, che avessero delle cose: mezzi economici, beni, ecc.
    Oggi è sconveniente occuparsi del loro benessere effettivo, ci si deve occupare di come chiamarli.

    Il nome non serve al soggetto, serve agli altri per identificarlo.
    Una lucertola vive benissimo anche se la chiami in un altro modo. Ma se io la chiamo “sparviero” parlanto con te, tu non capisci quello che sto dicendo.

    Oggi invece l’ossessione è quella dei nomi e delle etichette identitarie.
    Cioè non conta che vita faccio, con chi interagisco, ecc., ma l’ossessione permamente è “CHI SONO”. E la funzione della società è quella di ratificare le mie ossessioni identitarie.

    • Moi scrive:

      Alla lucertola non gliene può fregar di meno, se la chiami “sparviero” … vuole soltanto che la lasci in pace al sole sulla pietra. 😉

  26. Peucezio scrive:

    Miguel,
    te la banalizzo di proposito.

    Se in questo istante ti trasformassi in donna, ti darebbe fastidio?
    A me no, basta che posso continuare ad andare a letto con le donne e non con gli uomini.

    C’era una scena di una puntata dei Griffin in cui, grazie a una diavoleria inventata dal genio-infante Stewie, Peter si trasformava nella moglie e viceversa.
    Immediatamente cominciava a giocare divertito con le sue tette appena acquisite!

    Più seriamente,
    gli uomini e le donne vengono trattati diversamente e probabilmente molti di noi, se si trasformassero in donne, sapendosi più fragili fisicamente, temerebbero di essere violentate o anche solo trattate con atteggiamento diverso; temerebbero di essere giudicate se fossero sessualmente troppo disinibite (in Italia in qualche misura accade ancora), ecc.
    Allora è questo il problema.
    Negli anni ’70 si cercava di rendere uguali i sessi. Anche nella moda. In un certo senso si voleva abolire il sesso (come diversità, non come attività).
    Oggi invece c’è l’ossessione di ipercaratterizzarlo ai limiti del caricaturale. E fondarci sopra diritti, pretese, pronomi.
    Se invece tornassimo a pretendere un egualitarsimo totale e a considerare il sesso di appartenenza un fatto puramente privato e non sociale, pubblico, sarebbe molto meglio per tutti: ci sarebbero, nel lavoro, nella società, persone, con stessi diritti e opportunità, ugualmenet rispettate, e poi nella vita familiare, sessuale, uomini e donne (e omosessuali e quant’altro) che si scelgono i loro partner liberamente in base alle proprie inclinazioni.

    • Moi scrive:

      C’è una vecchia teoria : nella Società Liberale, ogni desiderio è diritto … ogni diritto è mercato ! 😉

      • Peucezio scrive:

        Ma un desiderio ha un OGGETTO.
        L’identità non è un oggetto, è il soggetto, è il desiderante. Ma un desiderante che non desidera qualcosa che cazzo di desiderante è?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          L’oggetto è imporre a te un determinato comportamento: da oggi mi chiami Mauretta e usi il femminile quando parli di me. Si chiama potere ed è una cosa che alle persone è sempre piaciuta tantissimo.

          • Francesco scrive:

            direi che hai perfettamente ragione, il punto è quello

            poi credo che il modello che Peucezio ha in mente sia troppo sano di mente per il mondo contemporaneo: in Occidente siamo ridotti a volere qualcosa anche solo per dircelo e non essere contraddetti da altri

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Ma un desiderio ha un OGGETTO.
          L’identità non è un oggetto, è il soggetto, è il desiderante. Ma un desiderante che non desidera qualcosa che cazzo di desiderante è?”

          Domanda interessantissima.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Hanno tutti ragione | Zan e dintorni: beato il mondo che non ha bisogno di maschi bianchi cishet ”

      Mi sembra un buon articolo, al di là del tono giocoso: finalmente, coglie la complessità della questione, che non è per nulla uno scontro “destra-contro-sinistra”.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Renzi, in effetti, si sta riposizionando sulla materia, per cui Repubblica inizia a interrogarsi criticamente sul tema.

  27. Moi scrive:

    @ ROS

    NON voglio offenderti, ma … in effetti, a tratti sembri un po’ un Fricchettone di Dx (… esistono, esistono : quelli che prediligono la lettura di Giulio Ebola 😉 al cercare rissa in locale pubblico contro i Negri che osano provarci con la Figa Bianca 😉 !) … SE i Fricchettoni di Dx fossero di Sx !

    • Ros scrive:

      @Moi
      Nessuna offesa😃

      Sembro tante cose a tratti anche a me stesso. Sono invero assai liquido in tal senso (una banderuola😜)

      Cioè vado ad aleatorie sensazioni circostanziali che spesso mentre mi appresto a scrivere e commentare poco o nulla condivido…. come un antenna radio…mi passan li e le acchiappo senza che necessariamente debbano appartenermi o in qualche modo crederci.

      Idee, trastullo d’ideuzze impersonali e basta.

      Non mi pare necessario che ci creda io o le realmente appoggi (manco che le capisca delle volte😁), è piuttosto un buttare nell’arena e calderone (Atanor, o meglio betoniera) del mio pensare condiviso delle idee e parole da se affiorate e farle così termodinamicamente “reagire”, in una loro nuova e possibile giocosa trasformazione

      • Ros scrive:

        Bella però la definizione: “Fricchettone di Dx SE i Fricchettoni di Dx fossero di Sx !” 😃
        ci si potrebbe ricamare intorno tantissimo su una tale bestia politicamente stramba, chimerica figura di coacèrvo: un’ideologico metamorfico e sfuggente ornitorinco😜

  28. Moi scrive:

    Il DDL Zan NON èal momento passato perché prevedeva il Voto Segreto … con il Voto Palese, troppe TERF “Dormienti” 😉 avrebbero dovuto uscire allo scoperto, scatenando così la Gender Fitna 😉 nel PD !

  29. Moi scrive:

    Salvini: «Ddl Zan affossato da arroganza di Letta»

    https://www.youtube.com/watch?v=h8SG56mjFps

    «Noi vorremmo votare da tempo una legge sulle discriminazione, ma questo disegno di legge è stato affossato definitivamente dall’arroganza di Letta. Hanno votato contro anche alcuni del Pd. Noi chiedevamo di togliere le parti più controverse»

  30. Moi scrive:

    La cosa strana è che Drago Draghi 😉 , sul DDL Zan, NON abbia posto la Fiducia … Renzi, sulle Unioni Civili, lo fece : ottenendole nettamente !

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “strana”

      Con la lega nel governo? Non poteva. A lui (comprensibilmente) interessa il PNRR.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      infatti Renzi lo mollai definitivamente su quello

      Letta ha fatto prima

      torno nei territori liberi e selvaggi del non voto

  31. Moi scrive:

    Letta voleva fare una Legge a misura di Millennial Hipsters :

    https://youtu.be/Vv9_uOQ8hl4

  32. Moi scrive:

    SuperFanPage 😉

    Il Ddl Zan è morto, e ora vi dico chi l’ha ucciso

    https://www.youtube.com/watch?v=RUkvpwY92DU

    Il DDL Zan l’hai ucciso tu, che pensavi “ora però questi froci stanno un po’ esagerando”.
    Il DDL Zan l’hai ucciso tu, ti ho incontrato anche in piazza, tu che insultare qualcuno la chiami “libertà di opinione”. Ma insultare non è mai un’opinione, neanche ora che il DDL Zan è morto.
    Il DDL Zan l’hai ucciso tu che dicevi “però prima dei diritti civili dovrebbero pensare a… eccetera, eccetera”. Che qualunque cosa tu abbia messo in quell’eccetera, tu che hai detto così hai ucciso il DDL Zan, e ovviamente non hai fatto fare un millimetro avanti a nessuna delle altre cause che dicevi di sostenere.
    Il DDL Zan l’ha ucciso l’ignoranza di chi diceva “ehi, ma se poi faccio una battuta sui gay mi arrestano?” e ridevi. E il vicino accanto a te, non te ne sei neanche accorto, chiudeva le spalle e un po’ moriva.
    Il DDL Zan l’hanno ucciso quelli che dicevano “ma state sempre a occuparvi dei gay”.
    Quelli che nella melma di questo Paese che non va avanti e ogni tanto torna indietro, hanno trovato il loro trogolo.
    L’hai ucciso tu che non ti sei accorto che ogni diritto è legato all’altro, tu che non ti sei accorto che non è necessario essere gay per pretendere un’aggravante all’omotransfobia. E’ sufficiente essere umani.
    Il DDL Zan lo ha ucciso chi non lo ha difeso abbastanza perché “non porta voti”, o addirittura “porta via voti”, oppure “sono troppo cattolico”, o anche “ho preso le preferenze dalla parrocchia sotto casa e di certi argomenti non posso parlare”.
    Il DDL Zan lo ha ucciso chi voleva togliere l’identità di genere dalla legge, come se l’identità di genere non fosse una questione reale, stringente, per cui le persone vivono felici o si ammazzano, e ancora senza neanche una legge a difenderli.
    Il DDL Zan l’hai ucciso tu, ti ho incontrato nelle manifestazioni di piazza, mentre rivendicavi la possibilità di vivere da bruto in un recinto, con il fucile in mano libero solo di sparare.
    Il DDL Zan lo hanno ucciso naturalmente quelli che oggi hanno votato contro, ma anche quelli che in aula non si sono presentati, e pure quelli che hanno approfittato del voto segreto per uno sgambetto alla civiltà.

    A te, che oggi hai ucciso il DDL Zan, una cosa voglio dirla: le persone che hanno a cuore gli altri come se stessi, continueranno a battersi per una legge di civiltà.

    Oggi l’autobus a Montgomery non si è fermato, ma lo farà domani, perché la Storia non la fermi con un voto segreto al Senato. Domani a Montgomery salirà una Rosa Parks e per voi persecutori sarà tutta un’altra Storia davvero.

    SAVERIO TOMMASI

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Il ddl Zan l’hanno ucciso anche i vari imbecilli che sono stati mesi a raschiarci le palle con le retoriche più assurde, ovvero discorsi come quello di Tommasi, proclami per cui “la militanza è obbligatoria” (si confonderanno con gli anni ’20 del secolo scorso, forse), invasione ossessiva dei social (c’è stato il MESE DEL PRIDE, porca puttana: UN CAZZO DI MESE INTERO di colonizzazione mediatica pesante da parte di una sparuta minoranza che ha rotto abbondantemente i coglioni a tutti) che ha portato molti a dirsi “be’, ma se sono così visibili, allora non è vero che sono discriminati”, l’anticlericalismo d’accatto che hanno scatenato ogni volta che gli pareva di avere il vento in poppa e che ha reso quantomeno tiepidi i cattolici, le stronzate su asterischi, schwa, genere neutro e vaccate varie. E, per ultimo, tutta la gente come Saverio Tommasi.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Aggiungo che nel MESE DEL PRIDE dell’ANNO DEL PRIDE del DECENNIO DEL PRIDE gente che conosco, che a gennaio era vagamente simpatetica su certi temi, oggi non lo è più. Questa si chiama dilapidazione di capitale politico e i vari imbecilli che fanno l’analisi della sconfitta cercando qualcuno all’esterno su cui scaricare la colpa dovrebbero riflettere su quanto le loro campagne di arroganza e spavalderia abbiano aiutato la loro causa.

      • PinoMamet scrive:

        OMDAMT-one

      • Peucezio scrive:

        Sarebbe da capire se si è trattato solo di un salto in avanti, poco strategico, all’interno di una tendenza inarrestabile (è abbastanza fisiologico che le tendenze storiche vadano avanti anche con salti in avanti e riflussi) o se invece simili eccessi sono segno di debolezza, di un riflusso vero, dell’inizio di una controtendenza (ma sono un po’ pessimista in merito).

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Più semplicemente è la declinazione locale di un confronto ideologico che esiste nel centro dell’Impero e che si riverbera nelle periferie. La sovraesposizione mediatica di una sola parte, poi, ha convinto quella parte di essere più forte di quanto non sia veramente e la fa comportare in modo arrogante e dispotico.
          Per la cronaca, la loro reazione alla sconfitta rientra nell’operazione simpatia che descrivevo sopra. Leggo sul webbe, per esempio:

          “Oggi è stato affossato il #ddlZan al Senato. Questo è un messaggio a chi ha votato contro e chi era opposto: QUESTO ERA NIENTE in confronto a quello che vogliamo chiedere. Il ddlZan era un atto MINIMO di umanità e riconoscimento della violenza che noi come persone LGBTQ+ subiamo ma se QUESTO vi sconvolgeva, allora non avete proprio capito cosa si sta muovendo nel sottobosco della vostra pallida visione apparentemente ordinata, binaria, etero-normativa e patriarcale del mondo! Dal pieno matrimonio per coppie omosessuali, all’adozione di figli, a leggi migliori per il riconoscimento di persone trans e facilitazione e assistenza migliore per la transizione a riconoscimenti per persone non binarie a riconoscimenti legali per relazioni non monogame ad una montagna di altre cose.
          Le battaglie che portiamo avanti non sono sparite e non faranno che crescere perché quello che non avete capito ancora è che la legge non serviva tanto per cambiare cultura quanto per riflettere una cultura già cambiata e voi, ancorati alla vostra visione del mondo, impauritə che possa cambiare e sparire, state difendendo il NIENTE, usando noi come scudi umani. Perché pur di non ammettere che il mondo è diverso, preferite non far passare nemmeno una legge che riconosce l’omo-bi-transfobia come aggravante per la violenza per poterla meglio combattere, perché altrimenti dovreste AMMETTERE che il problema ESISTE ed è SISTEMATICO ed è CULTURALE e che la vostra tradizionale visione del mondo è problematica e che forse alcune cose che voi avete sempre pensato sono sbagliate e non lo ammettereste mai.
          Fate finta che il problema non esiste per tornare stasera a dormire tranquillə pensando che il mondo è ancora tradizionale, binario ed etero-normativo, e che noi siamo in qualche modo solo “quellə stranə che una volta all’anno fanno il pride”.
          Beh, sappiate che siamo qui per MOLTO di più perché quello per cui ci battiamo non è una giornata di libertà ma LA NOSTRA VITA!
          Questo non è un inizio o nemmeno un nuovo inizio perché queste battaglie durante da decenni e sono tutte legate insieme, dal trans-femminismo intersezionale alle battaglie contro il razzismo e per decolonizzare la nostra cultura a quelle contro l’abilismo a quelle per le rappresentanza delle minoranze e la partecipazione civile di sempre più categorie trascurate.
          Questo non è un inizio perché non siamo solə e non combattiamo una sola battaglia per una sola cosa ma per continuare a cambiare la cultura intorno e creare un mondo migliore.
          Un mondo migliore CON o SENZA di voi, ma vi prego, con tutto il cuore, meglio CON voi!
          Quella che ha vinto oggi è stata la vostra paura del mondo, paura del cambiamento.
          Siate corraggiosə! Vi abbraccio forte, ripensateci, perché il treno non sta partendo ma è già partito da tanto e non avrete molte altre mani tese per saltare su.”

          Poiché, tranne poche eccezioni, siete tutti anti-Zan (non la persona, ma il ddl), credo che vi appaia ancora più evidente perché sparate di questo tipo sono ciò che davvero uccidono il disegno di legge.

          • Peucezio scrive:

            “Dal pieno matrimonio per coppie omosessuali, all’adozione di figli, a leggi migliori per il riconoscimento di persone trans e facilitazione e assistenza migliore per la transizione a riconoscimenti per persone non binarie a riconoscimenti legali per relazioni non monogame ad una montagna di altre cose.”

            Ma queste sono rivendicazioni, alcune delle quali discutibilissime, che però oggettivamente aprono spazi di libertà o quantomeno non ne comprimono.
            La legge Zan non si occupa degli omosessuali, ma dei loro nemici: è una legge di PURA repressione.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Poiché eri contrario alla Cirinnà, mi sembra curiosa la tua affermazione: si pretende sempre la limitazione dei diritti di chi ci sta antipatico per principio.
              Dunque, ciò premesso, visto che l’omofobia è percepita come un problema dalle persone normali, mentre il mancato riconoscimento legale delle policule (cercatelo…) e i passaporti che non prevedono la X no, non lo sono, e non trovano un simile sostegno, dire che la Zan e quelle altre robe siano in qualche modo collegate fa perdere sostegno alla Zan.
              Poi è ovvio che a te questo stia bene e assumi tatticamente la posizione del “preferisco quelle altre robe”, dato che non sono nemmeno sul tavolo.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            “riconoscimenti legali per relazioni non monogame”

            Sono divertenti le cose che si portano dietro conseguenze inimmaginabili.

            Sicuramente in Italia c’è qualche decina di persone che vorrebbe legittimare qualche relazione plurale – come una mia amica che era la co-compagna di un dentista. In fondo, che male fa?

            Bene, crei la legge per loro. E domani bussa alla porta un senegalese che annuncia che avrebbe quattro mogli con cui ricongiungersi… E siccome non si può priilegiarlo solo perché è musulmano, ecco che bisogna ascoltare anche una signora nigeriana che annuncia di aver undici mariti sposati secondo un rito neo-evangelico. E siccome non bisogna discriminare per sesso, ecco che ognuno di questi undici mariti annuncia di avere quattro altre mogli…

            Sono ovviamente fantasie, la legge per ora è un sogno, ma è interessante come il suo unico effetto non avrebbe nulla a che vedere con le intenzioni originarie.

            • roberto scrive:

              Ma una volta che hai ammesso una qualche forma di riconoscimento per un ménage à trois….che differenza c’è qualitativamente rispetto ai tuoi casi?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “che differenza c’è qualitativamente rispetto ai tuoi casi?”

                Nono sono sicuro di aver capito la tua domanda.

              • roberto scrive:

                dici:

                se ci fosse una legge che riconosce in qualche modo le relazioni poligame, ci sarebbero effetti non previsti tipo quello di riconoscere la relazione del senegalese con le quattro mogli

                ora, anche se l’ipotetico legislatore non avesse previsto il caso del senegalese, mbhe? che differenza c’è tra la tua amica che vuole un menage à trois e il senegalese che lo vuole a cinq?

                aggiungo sommessamente che per una specie di *finzione* che si usa tra noi chierici, il legislatore ha previsto tutto, e quando “non dice” vuol dire che “non voleva dire”: se volesse limitare gli effetti della legge a “tre” direbbe “tre”. se non lo dice vuol dire che ha previsto anche il caso del senegalese

    • Moi scrive:

      Notare l’ Americanizzazione totale : il Gemellaggio degli LGBTSPQR d’ Italia 2020’s con gli AfroAmericani 1960’s , Montgomery Bus Boycott di Rosa Parks, Martin Luther King ;

      https://www.youtube.com/watch?v=wmyo8bR-kgY

      Va bene la retorica altamente suggestiva, MA … NON c’era qualcosa di “più vicino a noi” nello spazio-tempo, da evocare ?!

      • Moi scrive:

        Pardon, il Bus Americano Museizzato è questo :

        https://youtu.be/FE6Yvy–5aw

        For 382 days, almost the entire African-American population of Montgomery, Alabama, including leaders Martin Luther King Jr. and Rosa Parks, refused to ride on segregated buses, a turning point in the American civil rights movement.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Il DDL Zan l’hai ucciso tu, ti ho incontrato anche in piazza, tu che insultare qualcuno la chiami “libertà di opinione”. Ma insultare non è mai un’opinione”

      Ahem, dire “l’hai ucciso tu!” non è un insulto?

      • roberto scrive:

        miguel

        “Ahem, dire “l’hai ucciso tu!” non è un insulto?”

        certo che no, e una costatazione…e anche se fosse un insulto, che male c’è? libertà di espressione! basta con la dittatura del politically correct!

    • Peucezio scrive:

      Posso intestarmi l’uccisione?

      Sono stato io! 😀

      • PinoMamet scrive:

        😀 😀

        In effetti particamente tutte le categorie che Tommasi incolpa di aver affossato il DDL sarebbero più che felici di vantarsene!

        Per cui mi sfugge un senso dell’articolo diverso dal solito “io sono bravo e voi no”

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “In effetti particamente tutte le categorie che Tommasi incolpa di aver affossato il DDL sarebbero più che felici di vantarsene!”

          Ho avuto l’impressione contraria: cioè lui attacca la gente di sinistra che avrebbe “tradito”.

          • PinoMamet scrive:

            Secondo me questa era la sua intenzione, ma non gli riesce mica tanto.

            Non conosco persone di sinistra che rivendicano di vivere “da bruti”, come dice lui, a difendersi con il fucile, o che dicano “questi froci stanno esagerando”.

            Forse sono le persone-di-sinistra-traditrici che gli piacerebbe esistessero per potersela prendere con qualcuno;

            ma le persone di sinistra non sono così.

            Invece tanti di destra rivendicano di potersi difendere da soli col proprio fucile senza giudici di sinistra tra le scatole, e pensano “questi froci hanno rotto le palle”, e non si vergognano affatto di dirlo.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Pino Mamet

              destra-sinistra…

              rimando al mio commento precedente, dove ho detto:

              ” io sono cresciuto in Italia in cui il 30% era di sinistra, il 5% di destra (cioè i “missini”, molti dei quali ci tenevano a dire che NON erano di destra), e il 65% di centro, che è una categoria che è scomparsa con il cambiamento del sistema elettorale.”

              Stiamo sempre parlando come se esistesse un fenomeno simile alla divisione in sessi, che divide l’umanità in quelli di Specie Destra e quelli di Specie Sinistra, quasi esattamente al 50%, che si devono odiare in eterno, senza avere nemmeno il diritto legale di sterminarsi a vicenda, per cui è un odio che alla fine non può portare a una risoluzione.

              E se fosse semplicemente l’effetto performante (citando la mitica Butler) di una legge elettorale?

            • PinoMamet scrive:

              Su questo sono assolutamente d’accordo.

              A dire il vero, ho la sensazione che la sinistra in qualche modo esista, sia caratterizzata da qualcosa;

              mentre tutto il resto del mondo, ossia la non-sinistra, sia caratterizzato per contrasto dal fatto di non essere di sinistra.

              La sinistra è quella che abbraccia le battaglie d’avanguardia, non sempre per altra convinzione che non sia l’essere appunto all’avanguardia;

              la non-sinistra è quella che si mostra scettica, perciò la sinistra dice “voi siete dei fasci retrogradi che volete farci tornare al Medioevo”, e quindi per reazione deve proclamare di non essere assolutamente fascista e non averci mai avuto niente a che fare; oppure rivendicare di essere del tutto fascista, o del tutto medievale 😉

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “mentre tutto il resto del mondo, ossia la non-sinistra, sia caratterizzato per contrasto dal fatto di non essere di sinistra.”

                Esatto! E’ una tesi che sostengo da anni

              • Francesco Mordeglia scrive:

                sì ma è sbagliata, lo ho imparato con grande gioia negli anni ’80

                Maggie e Ronnie, in altro modo GP2, erano portatori di una loro visione del mondo, avversaria della sinistra ma che stava in piedi da sola senza nessun bisogno di opporsi alla sinistra per sapere cosa pensava

                solo in Italia erano tutti di sinistra, dalle BR ai repubblichini del MSI

                😀

              • PinoMamet scrive:

                La Thatcher e Reagan erano sicuramente capitalisti (che non è una bella cosa) ma erano “di destra”?
                Ne dubito…

                comunque in effetti la mia analisi è molto italocentrica.

              • Peucezio scrive:

                Sì, ma lo stesso Trump…
                Certo, ha i suoi nemici.
                E sono la sinistra, i messicani che vogliono entrare negli Stati Uniti, la Cina, i negri che nel suo immaginario delinquono e si fanno mantenere dai servizi sociali (che è anche vero, ma è solo una metà del problema), lo stato profondo che vuole fare guerra al mondo spendendo i soldi dei contribuenti, le tasse, le multinazionali di internet che gli rompono i coglioni e lo censurano…

                Ma anche la sinistra ha la sindrome e l’ossesione del nemico.

                Anzi, di volta in volta diventa antidemocristiana e, da Craxi in poi, nemica di un individuo, dopo Craxi Berlusconi, poi un po’ Renzi, poi Salvini, ora la Meloni.
                Che sono tutte persone a loro modo carismatiche, con un’identità forte, se non sul piano ideologico, sul piano personale e politico.
                In fondo la sinistra si coagula contro questi individui forti e non è in grado di esprimere individui altrettanto carismatici.
                È sempre contro qualcosa, abbraccia sempre l’idea più nuova e strampalata, grida sempre allo scandalo, al razzista, all’antisemita, all’omofobo, ma che ideologia ha al di là del nichilismo?
                La giustizia sociale l’ha abbandonata da tempo. In cosa crede esattamente, al di là dell’inseguire le mode?

                La destra si rifà alla famiglia, alla nazione, alla religione. In teoria. In pratica è solo un po’ più lenta ad adeguarsi alle stesse mode. Ma per complesso d’inferiorità, non per convinzione.
                La destra ha un pensiero forte, ma non è pragmatica.

              • PinoMamet scrive:

                La sinistra i personaggi carismatici li ha, solo declinati al passato.

                Al tempo “perfetto”, degli eroi intangibili che non torneranno più.

                Si sta trasformando in religione, e in fondo il suo vero modello è sempre stata una certa visione di Gesù-fricchettone.

    • Francesco scrive:

      certo che questo tizio è veramente stronzo, a paragonarsi a Rosa Parks!

      è possibile denunciarlo per sciacallaggio e vilipendio?

  33. Moi scrive:

    Stop al ddl Zan, la senatrice Fedeli in lacrime: «Scusate, sono molto triste»

    https://www.youtube.com/watch?v=wmyo8bR-kgY

  34. habsburgicus scrive:

    OT (altrimenti si perde la sana e buona abitudine :D)
    vi ricordate il bergamasco P.S ? 😀 ci fu un tempo -ormai lontano- che era citato quotidianamente sul blog; forse interesserà a qualcuno sapere del suo percorso ideologico (a Mirkhond, di certo); nulla di segreto, ha fatto lui stesso amarcord su twitter dando molte notizie anche interessanti sulla sua vita politica
    bene, il Nostro ha abbandonato l’italianismo fascisteggiante ed è tornato al lombardismo più estremo 😀 inoltre ha rinnegato il paganesimo e, pare, sia tornato al Cattolicesimo -ma non quello di Bergoglio bensì quello tradizionale (non è chiaro se lefebvrista, sedevacantista, abrahamowiczista, nitoglista ecc)…
    lui fu cattolico devoto e ci dice che l’acme del suo cattolicesimo fu nel 2004-2005 (giornate della gioventù, pellegrinaggi..i bei tempi del tardissimo wojytylismo :D); abbandonò il Cattolicesimo nel 2009 e io stesso mi rammento un’epoca (c.a 2013 ?) in cui era fanaticamente anti-cristiano e bestemmiava nello scritto, lasciando un’impressione sgradevole..dal 2015/2016 restò anticristiano ma gradualmente divenne un a-cristiano..oggi (ma su questo non è stato chiaro) parrebbe tornato al Cattolicesimo ma resta ostilissimo a Bergoglio
    si vanta oggi di aver fondato il lombardismo nel 2006 (dunque ancora cattolico) e pone il suo passaggio all’italianismo nel 2014 (ci racconta di micro-scissioni di oscuri movimenti in quegli anni)
    ci parla poi delle sue note traversie e ci informa che il suo I twitter fu chiuso in gen 2018 dopo quasi 6 anni, il II twitter durò un anno (2018-2019) e ora siamo al terzo
    racconta anche delle scuole e della laurea che poi ha preso

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “vi ricordate il bergamasco P.S ?”

      Vero! Dimenticavo!

    • Peucezio scrive:

      Habsb,
      ma di chi cazzo stai parlando??

      A quando una moratoria permanente e definitiva delle sigle e abbreviazioni??

      Pubblica Sicurezza??
      Partito Socialista?

    • Peucezio scrive:

      Ma è il Sizzi????
      Ma vaff….!
      Non potevate dire semplicemente “il Sizzi”?

      È diventato cattolico???
      A ‘sto punto tutto è possibile al mondo…

    • Francesco scrive:

      niente sulla sua educazione sentimentale e sui piatti preferiti?

    • mirkhond scrive:

      Apprendo con piacere il suo ritorno al Cattolicesimo e al lombardismo. Non avevo mai apprezzato la sua fase italianissima e pagana.

      • PinoMamet scrive:

        Non è che lo abbia mai seguito, ma mi sfugge il nesso tra lombardesimo e cattolicesimo, e italianesimo e paganesimo.

        Istintivamente li vedrei più che altro al contrario…

        ma ogni testa un piccolo mondo, dicevano i barbieri della mia cittadina.

        Di Sizzi posso dire di apprezzare la sincerità, se non altro: dice quello che pensa con grande schiettezza.

        • Peucezio scrive:

          Infatti.
          Se uno si definisce austroungarico o borbonico o papalino è un conto.
          Ma parlare di etnie, lombardi e robe simili mi suona di razzismo paganeggiante.

        • mirkhond scrive:

          Io ne ho apprezzato il lombardismo, il fatto che ci ha ricordato che la Lombardia è assai più grande dei confini dell’attuale regione amministrativa.
          Anche se, a differenza sua, non ho mai pensato che la Valle d’Aosta vi dovesse essere compresa, ne tantomeno il Piemonte propriamente detto, cioé le province di Torino e Cuneo (anche se queste ultime furono Lombardia fino al XIII secolo).
          Dunque la Lombardia dovrebbe andare da Vercelli al lago di Garda e da Asti al Panaro, confinando direttamente con la Romagna, la Toscana e la Liguria.

          • Peucezio scrive:

            Ma lui, da quanto ho capito, non ne faceva un fatto storico, come lo faresti tu, ma un fatto etnico-razziale genetico-biologico. Tutt’al più linguistico.

            • mirkhond scrive:

              Il razzismo è incompatibile col Cattolicesimo, anche quello più reazionario sedevacantista, e su questo non l’ho mai apprezzato, in accordo con te e Pino.

              • Francesco Mordeglia scrive:

                ma lui sostiene l’esistenza delle razze o anche la superiorità o inferiorità tra razze?

              • Peucezio scrive:

                Buona domanda.
                L’ho letto pochissimo, ma sembra più un razzista differenzialista, un po’ come me, anche se io do poca importanza al biologico se non come spia delle migrazioni e della distribuzione passata dei popoli e quindi di un dato culturale, che è poi quello che m’interessa.

      • habsburgicus scrive:

        forse non proprio cattolico, solo filo-cattolico…qui le sue ipsissima verba (si noti la terza persona cesariana :D)

        Luglio 2019 – Dopo un decennio all’insegna dell’empietà e delle simpatie paganeggianti (per questioni di integralismo völkisch) Paolo Sizzi cessa la propaganda anticristiana esprimendo tolleranza per il cattolicesimo romano preconciliare. La Tradizione va difesa a tutto tondo.

        ci comunica inoltre che ha aperto un nuovo blog che, a detta sua, sarebbe “definitivo”
        3 h- Nasce “Lombarditas”, il nuovo, e definitivo, blog del sottoscritto. Antropologia, genetica, razziologia, storia, cultura, linguistica, folclore, metapolitica, in una squisita cornice lombardista ispirata al primigenio etnonazionalismo völkisch sizziano.

        a chi interessasse, trova tutto qui https://twitter.com/granlombard

        • habsburgicus scrive:

          il blog è questo, con un’ampia introduzione autobiografica
          https://lombarditas.com/

          • mirkhond scrive:

            Alcune osservazioni

            La Langobardia maior non comprese MAI tutta l’Italia settentrionale a nord del vallo linguistico Sarzana-Senigallia.
            Venezia non ne fu mai parte, l’Esarcato/Romagna solo per pochi anni, prima che il re dei Franchi, Pipino il Breve (751-768 d.C.) lo cedesse al papa.
            Inoltre a partire dal XIII secolo il paese tra le Alpi, Ivrea e Ceva, cominciò ad essere chiamato Piemonte, e dunque, ad acquisire un’identità diversa da quella lombarda, anche per la secolare dominazione sabauda che lo collegò al mondo transalpino borgognone.

            • habsburgicus scrive:

              diciamo che ha una visione un po’ ampliata della Lombardia 😀
              concordo con te…ALMENO tutte le terre ex-bizantine non possono in alcun modo definirsi Lombardia, è una contraddizione in termini ! (anche se poi Aistulf prese l’Esarcato nel 751 d.C)
              direi che alla buona “Lombardia storica”=Canton Ticino*+ex-Formigonia (vulgo “regione Lombardia” :D) +ex-Ducati di Parma/Piacenza e di Modena/Reggio+Piemonte orientale+Veneto occidentale+(forse) Trentino, bon

              *e qui concordo che quelli manco morti si staccherebbero oggi dalla Svizzera !

              • habsburgicus scrive:

                che grosso modo corrisponde alle aree in cui parlano dialetti gallo-italici*, tranne i lembi di Veneto (il veneto, come è noto, è un po’ diverso dai “puri” dialetti gallo-italici)

                *anche se quelli si esyendono oltre, in Romagna (di certo non Lombardia) alle Marche dell’estremo settentrione e alla Liguria (che tenderei ad escludere dalla Lombardia e non solo perché fu conquistata solo da Rotari nel 643 d.C dunque 75 anni dopo)

              • mirkhond scrive:

                Accanto alla “grande” Lombardia, ci dovrebbe stare la “grande” Romagna da Ferrara a Senigallia e dal Panaro all’Adriatico, ricostituendo l’antico esarcato romano-bizantino.

              • Andrea Di Vita scrive:

                habsburgicus

                “Liguria”

                Giù le mani! 🙂

                https://www.youtube.com/watch?v=pQT9-ATwamk

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non ho capito: bisogna ricostituire i confini longobardi a che data?

          • mirkhond scrive:

            La sua idea di “grande” Lombardia, (a parte il confine orientale al Monte Nevoso, ormai in mani slovene e croate, e che dubito possa mai passare ad un ipotetico stato gran-lombardo), mi sembra calcare paro paro la Padania di Bossi e di Gilberto Oneto (citato come uno dei maestri ispiratori dal nuovo blog di Sizzi) nei suoi confini meridionali.
            Dubito inoltre che il Canton Ticino voglia riunirsi alla Lombardia, con tutti i privilegi che ha nella Svizzera.

        • mirkhond scrive:

          “forse non proprio cattolico, solo filo-cattolico…”

          E’ già un passo……

  35. Fuzzy scrive:

    https://www.resilience.org/stories/2021-10-27/solar-is-now-cheapest-electricity-in-history-confirms-iea-2/

    Ecco, IEA!
    È stato pubblicato l’ultimo rapporto.
    Molto interessante l’articolo, soprattutto alla fine, dove parla dei comportamenti.
    Non si capisce se dovremo autocontrollarci, oppure ci controllerà qualcuno o qualcosa.
    Le intenzioni sembrerebbero buone.
    Comunque siamo sulla falsariga dei vaccini.
    Voleentee o noleentee!
    Spero non mi arrivino tre metri di insulti.

    • Francesco scrive:

      no, niente insulti, solo una o due domande:

      1) sono prezzi con dentro i sussidi?

      2) sono calcolati a mezzogiorno col solleone o in modo serio?

      grazie

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “no, niente insulti, solo una o due domande:”

        Condivido in pieno i tuoi dubbi.

        Notare poi che dopo aver esaltato le “rinnovabili”, dice che il consumo del petrolio non diminuisce, e quello del gas aumenta.

        Cioè, non si passa da fonti “inquinanti” a fonti “rinnovabili”; si aggiungono.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “aumenta”

          Come ho scritto altrove, nessuno è più felice dei costruttori di centrali a metano quando qualcuno impianta una centrale fotovoltaica.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        I costi di esercizio di un impianto solare, in effetti, sono estremamente bassi. I costi dell’impianto in sé (dai terreni allo smaltimento) sono già diversi.

      • Fuzzy scrive:

        https://it.m.wikipedia.org/wiki/Costo_dell%27elettricit%C3%A0_per_fonte
        Notare che l’utilizzo della parola “costo,” non corrisponde al prezzo di vendita, dal momento che questo può essere alterato da una certa varietà di fattori come sussidi su alcuni tipi di energia e fonti energetiche e all’opposto tasse su altri):

        Ma veramente a me interessava la parte dei comportamenti che vengono giudicati necessari, in relazione al controllo.
        Sono tutte chiacchiere, oppure faranno come con i vaccini?
        Ho già scritto che per me la quantità giusta di energia è il 20% circa di quella che si consuma adesso. Senza aver la pretesa di essere preciso sul come e sul quando.

        • Fuzzy scrive:

          E comunque qualcosa mi dice che agli attuali livelli di energia, senza i fossili, non ci arriveremo mai.
          Per cui non sarà il 100% e magari si arriverà circa al 30 e con quello proveremo a fare.
          Meno 70 % non vuol dire necessariamente meno 70 di benessere. Dipende da come si rimedia. Certo il rischio che vada tutto a rotoli non è da escludersi. Difficile, tuttavia, quantificarlo. Dico così per dire. Non lo so.

          • Francesco scrive:

            hai precedenti storici di civiltà che hanno ridotto al 30% il consumo di energia per motivi diversi dal collasso?

            è poco cattolico ma vedo più probabile una feroce guerra civile che una civile decrescita così radicale

            sigh

            • Fuzzy scrive:

              L’unico precedente che potrebbe assomigliare a questo, è stato a Cuba durante il periodo especial.
              https://es.m.wikipedia.org/wiki/Per%C3%ADodo_especial
              Ma non erano preparati.
              Noi abbiamo ancora tempo per organizzare le cose, forse.
              Dopo un periodo di caos non ben documentato, hanno risolto sempre in modo non chiarissimo.
              Poi è arrivato il petrolio dal Venezuela.
              Non vorrei sembrare uno che conosce la storia di quel periodo. Tra l’altro se ne leggono versioni differenti.

              • Francesco scrive:

                in sintesi, neppure una dittatura nazional-comunista dura come quella cubana è riuscita a farlo

                me lo aspettavo

              • Fuzzy scrive:

                Come no?
                Pare che in poco tempo, dopo un iniziale periodo di caos e violenza siano stati in grado di migliorare la produzione agricola garantendo un normale apporto di calorie alla popolazione.
                È stata fatta una semi-privatizzazione di quei terreni che venivano coltivati secondo il modello comunitario sovietico.
                Nelle campagne sono ritornati gli animali da tiro, le città si sono riempite di orti urbani e così via.
                Poi in seguito è arrivato l’aiuto ‘petrolifero’ da parte del Venezuela e le cose hanno preso un altro corso. Ma io sulla storia recente di Cuba non so assolutamente niente. Tranne che ha una sanità essenziale ma funzionante, e che
                si è aperta al turismo.
                Notare che in quel periodo diciamo di crisi, i dati sanitari erano migliorati, e si è registrato un netto calo di malattie del benessere, tipo diabete, obesità, cardiopatie ecc.

  36. Miguel Martinez scrive:

    Ambasciatore non porta pena, pubblico un comunicato del (nuovo) Partito Comunista Italiano:

    Visita il sito del (n)PCI Vai al Blog del (n)PCI Leggi e diffondi La Voce n. 68 del (n)PCI

    Comunicato CC 33/2021 – 27 ottobre 2021

    Agli agenti delle Forze dell’Ordine che intendono agire secondo coscienza e attenendosi fedelmente ai principi costituzionali!

    Impedire che il Governo Draghi faccia provocazioni e manovre poliziesche contro i cortei del 30 ottobre a Roma!

    Smascherare infiltrati e provocatori assoldati per questo infame compito!

    Il clima che si respira preoccupa molti ai quali sta a cuore la tenuta di quello che la borghesia non ha ancora eliminato delle istituzioni e degli indirizzi democratici inscritti nella Costituzione della Repubblica redatta dopo la vittoria dei Partigiani sui nazifascisti nel 1945. Il governo del banchiere Draghi alimenta la propaganda di guerra contro il movimento No Green Pass, utilizza a suo comodo i fascisti di Forza Nuova alla cui testa c’è Roberto Fiore, stragista conclamato e protetto per decenni dalla classe dominante, per alimentare la guerra tra poveri: l’assalto vigliacco di sabato 9 ottobre alla sede della CGIL, coperto e favorito da una parte della Questura di Roma e diretto dalla Ministra Lamorgese, è l’esempio di cosa è disposto a fare il governo Draghi pur di mantenersi a galla.

    Mentre autorizza l’espulsione dalle caserme dei militari e degli agenti delle Forze dell’Ordine che non sono disposti a vaccinarsi, con buona pace dei discorsi degli alleati o fiancheggiatori del governo Matteo Salvini e Giorgia Meloni, Mario Draghi utilizza le Forze dell’Ordine per reprimere con ancora più ferocia le mobilitazioni di protesta contro il suo operato, è disposto a far manganellare persino i lavoratori, come fatto a Trieste il 15 ottobre scorso in occasione delle proteste dei lavoratori portuali scesi in strada per difendere il diritto ad un lavoro senza discriminazioni, senza strumenti di controllo e punitivi come il Green Pass. È disposto a provocare scontri e cariche a danno di manifestanti e agenti in servizio con l’aiuto di infami e infiltrati, come avvenuto a Roma nel corso delle proteste di sabato 9 ottobre, perché considera le Forze dell’Ordine soltanto carne da macello che deve servire per mantenere in piedi il suo governo di affaristi, banchieri, professionisti della rapina di reddito e risorse ai danni della massa della popolazione.

    Il corteo contro il G20 che si terrà sabato 30 ottobre a Roma e la mobilitazione No Green Pass dello stesso giorno prevista in città, saranno un banco di prova per il governo Draghi per capire a che livello riesce a imporre ulteriori restrizioni alle manifestazioni di piazza e ad alzare il livello della repressione. Con ogni probabilità, per giustificare la propria azione repressiva utilizzerà provocazioni, infiltrati e altre porcate simili non nuove di certo al Ministero degli Interni. Per farlo utilizzerà i suoi servitori più vigliacchi e biechi. In questo contesto caratterizzato da un clima di terrore, divisione sociale e isteria generalizzata, il comportamento che sta assumendo il governo Draghi è irresponsabile e criminale: esaspera ancora di più le piazze che protestano!

    Dobbiamo impedire al governo Draghi di manovrare attraverso i suoi agenti più meschini affinché nel corso delle mobilitazioni a Roma di sabato 30 ottobre ci siano provocazioni di ogni sorta e infiltrati nei cortei per provocare scontri e azioni diversive!

    In questo gli Agenti di Polizia e i Carabinieri coinvolti nelle operazioni di pubblica sicurezza per la giornata di sabato 30 ottobre a Roma possono avere un ruolo positivo: quello di denunciare e smascherare quali operazioni sono in corso, gli infiltrati deputati a farle e tutti quegli agenti che per qualche soldo in più o per promesse di avanzamenti di carriera sono disposti a recitare il ruolo di provocatori, come l’agente “sconosciuto” che il 9 ottobre a Roma “controllava il movimento ondulatorio” del blindato su cui i suoi stessi colleghi di lavoro erano seduti!

    Il (nuovo) Partito Comunista Italiano è clandestino, ha una sua rete di distribuzione della stampa e può rendere pubblici i nomi e i volti degli infiltrati e dei provocatori senza che chi li denuncia venga perseguitato dalle autorità e rischi il proprio posto di lavoro. Facciamo appello agli agenti a cui stanno a cuore i principi della Costituzione della Repubblica e che vogliono agire secondo coscienza: che ci scrivano in maniera protetta, seguendo le indicazioni sottoindicate!

    Il (nuovo) PCI renderà pubblici volti e nomi degli agenti che ci verranno segnalati!

    Boicottiamo le attività criminali del governo Draghi!

    Arruolatevi nel (nuovo) Partito comunista italiano!

    Costruite Comitati di Partito clandestini tra le fila delle Forze dell’Ordine!

    Non sono i padroni a essere forti, sono i lavoratori e le masse popolari che devono organizzarsi e coordinarsi per far valere la loro forza!

    La riscossa delle masse popolari è possibile! Ciascuno può e deve dare il suo contributo!

    Il partito comunista è il fattore decisivo della vittoria!

    Costituire Comitati di Partito in ogni azienda, scuola, istituzione pubblica e in ogni territorio!

    Mettersi in contatto con il Centro del Partito!

    ——————-

    Riprodurre e affiggere ovunque, con le dovute cautele, la locandina di pag. 88 di La Voce 68 e gli adesivi dell’Avviso ai naviganti 103 è un’operazione di guerra: vedere che il (n)PCI clandestino è presente infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni!

    Inviare alla Delegazione delegazione.npci@riseup.net l’indirizzo email di ogni conoscente e di ogni organismo a cui può essere utile ricevere i Comunicati del (nuovo) Partito comunista italiano!

    Mettersi in contatto con il Centro del Partito usando il programma di criptazione PGP e il programma per la navigazione anonima TOR

    Saluti comunisti – Comitato Centrale del (n)PCI http://www.nuovopci.it

    • Francesco scrive:

      più borghesi di questi tizi non ne conosco!

      io, da bravo estremista, sto con Draghi!

      PS mica vero, non ho ancora capito nulla di lui

  37. Peucezio scrive:

    Miguel,

    sulle recentissime evoluzioni di atteggiamento su prostituzione e pedofilia ci sarebbe da riflettere, sono fenomeni molto interessanti.

    “Qualcuno ieri tra i commenti (MT?) parlava dell’esercizio del potere, che si ottiene sempre stroncando in qualche modo qualcun altro.
    Aggiungiamo poi che tutti si appellano in qualche modo allo Stato (in senso ampio) che può fare solo due cose – distribuire carote (fondi pubblici) o bastonate (leggi repressive).
    Quindi è normale che tutti chiedano carote per sé e bastonate per gli altri.”

    Qui proprio non sono d’accordo.
    Io non mi riferisco alle tendenze legislative, che sono un epifenomeno, ma alla trasformazione di sensibilità fra le élite e i ceti dirigenti. Guardando i talk show, leggendo gli articoli mainstream, interagendo col mondo accademico, coi giovani colti è evidentissimo.

    C’è stato proprio un progressivo cambio di atteggiamento, da un libertarismo a tratti spregiudicato e provocatorio a un moralismo onnipervasivo.

    Ricordo un articolo mi pare sull’Espresso o comunque su un gironale di sinsitra che in pieni anni ’80 stigmatizzava proposte governative (di matrice democristiana) che andavano nel senso della restrizione della sessualità adolescenziale o con adolescenti, liquidandole come reazionarie e autoritarie.
    Anche già vent’anni fa sarebbe stato ormai impensabile un articolo del genere, a maggior ragione sulla stampa di sinistra.
    Eppure lo stato e il suo potere coerceitivo esistevano anche negli anni ’80.

    Prima o poi riuscirò a capire la scaturigine della tua irriducibile refrattarietà a rilevare questo aspetto. 🙂

  38. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “Aggiungiamo un altro aspetto dell’americanizzazione culturale, che è la litigiosità giuridica.”

    Questo è probabile, ma i tribunali c’erano anche negli anni ’60.
    Non credo sia solo questo.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Questo è probabile, ma i tribunali c’erano anche negli anni ’60.
      Non credo sia solo questo.”

      Certo che no.

      Però in Italia, questa cultura non è mai esistita; come non è mai esistita la “class action” che porta al massimo la violenza identitaria interessata (e lo dico con un certo dispiacere, se in Italia ci fosse in materia ambientale…).

      Aggiungi che Facebook e affini diffondono in un istante e ovunque una cultura prima diffusa soltanto dai film e telefilm USA.

      E soprattutto rende queste cose istantanee.

      • Miguel Martinez scrive:

        Un altro elemento fondamentale: nessuna lobby attacca un’altra, se l’altra ha una minima forza.

        In piccolissimo, è il caso nostro: non siamo nulla, ma nessuna amministrazione vuole farsi nemiche le mamme di Sanfrediano. Nemmeno la megalobby degli speculatori immobiliari, infinitamente più ricca, perché si fa brutta figura, si perdono voti…

        E quando si tratta del campo della “sessualità” (scusate il termine molto generico), le organizzazioni professionali americane LGBTSPQR sono efficientissime, e nessuno ha voglia di farsele nemiche, tanto è un campo solo simbolico che non intacca gli interessi veri.

        • Francesco scrive:

          infatti attaccano le Chiese cristiane con estrema durezza e tutti i giorni!

          le lobby non si attaccano tra loro a volte, altre volte si azzannano alla gola

          forse quelle economiche sono più avvedute e hanno un orizzonte temporale più lungo

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          vero.

          Allora bisognerebbe interrogarsi su come mai solo gente di orientamento progressista si fa lobby. O come mai chi si fa lobby non professa mai orientamenti conservatori.
          La seconda si spiega facilmente (se voglio contare, mi adeguo alle idee correnti). La prima meno.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Allora bisognerebbe interrogarsi su come mai solo gente di orientamento progressista si fa lobby.”

            Bella domanda.

            Capiamoci su lobby: non indica un gruppo di persone che crede a qualcosa, ma un gruppo di persone che tutela i propri interessi.

            I trans che vogliono che lo Stato paghi gli interventi di cambio di aspetto sessuale esteriore hanno un “interesse”, che poi si ammanta di “diritti umani universali intoccabili” e altre idee “progressiste” che lo legittimano.

            In campo medico, mi hanno raccontato che in Italia quelli in dialisi hanno costituito una lobby molto efficace, che porta fondi pubblici a soddisfare i loro bisogni, ma toglie gli stessi fondi ad altri malati meno organizzati.

            Forse forse un interesse conservatore analogo potrebbe essere quelli dei padri divorziati che litigano con le ex-mogli in tribunale per i figli, e infatti sono abbastanza rumorosi.

            Esistono poi delle lobby per ottenere il finanziamento pubblico alle scuole cattoliche.

            E certamente sono lobby “di destra” diverse associazioni di categoria tipo quella degli amministratori di condomìni, o dei commercialisti.

            • Peucezio scrive:

              Sì, ma contano poco, sono molte meno…

              Perché mai i portatori di interessi sono in genere di sinistra?
              Non è banale in effetti come questione.
              Forse perché vogliono che si modifichi qualcosa (altrimenti non agirebbero) e quindi non sono per lo statu quo?

            • Peucezio scrive:

              Però non si creano lobby serie di esercenti, partite IVA, piccoli imprenditori, padri di famiglia non garantiti dallo stato… Che sarebbero elettivamente di destra.

              Hanno delle associazioni, ma contano molto meno di Confindustria, dei sindacati, ecc.

              • Francesco scrive:

                mah

                i commercianti mi pare abbiano le loro lobby, molto organizzate

                i negozianti, almeno i baristi, hanno in mano i vigili urbani, infatti mai che fucilino chi si mette in doppia fila per andare a prendere un caffè

                gli agricoltori sono lobbizzatissimi

                io, nel mio piccolo, mi sono iscritto alla lobby dei ciclisti, per avere la RC! ma lì dentro sono una pecora nera

                😀

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Hanno delle associazioni, ma contano molto meno di Confindustria, dei sindacati, ecc.”

                Intanto, io sono cresciuto in Italia in cui il 30% era di sinistra, il 5% di destra (cioè i “missini”, molti dei quali ci tenevano a dire che NON erano di destra), e il 65% di centro, che è una categoria che è scomparsa con il cambiamento del sistema elettorale.

                Comunque immagino che la bottegaia media, che ha paura delle tasse, delle nuove norme europee, dei ladri, ha già abbastanza da fare per tenere aperta la bottega, e non ha tempo da perdere a costituire associazioni.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                probabilmente è quello il problema.
                Fa l’attivista e il lobbista che non ha un cazzo da fare e ha la “capa fresca”, non chi lavora.
                Forse è questo che fotte la destra.

            • Peucezio scrive:

              Anche i sindacati dei poliziotti e forze dell’ordine in genere dubito sarebbero di sinistra. Ma quanto contano?

            • Peucezio scrive:

              Mi chiedo se, inquadrando la cosa in termini di meri giochi d’interesse, non perdiamo di vista una componente psicologica, che è fondamentale.
              E cioè la tendenza aggressiva e colpevolizzante dei progressisti e il collaterale e speculare complesso d’inferiorità degli altri (non solo dei “destri” ideologici, ma della gente comune poco ideologica, ma un po’ diffidente verso i salti in avanti).

              Poi c’è anche da considerare che a destra c’è la gente meno istruita, quindi forse non sempre meno ricca, ma sicuramente meno attrezzata, meno scaltra nell’utilizzare certi mezzi, nel muoversi, nel gestire la comunicazione.

      • Peucezio scrive:

        Sì, vero, è una delle forme di colonizzazione culturale anglosassone.

  39. mirkhond scrive:

    DDL Zan bocciato in Senato: ma la verità è che hanno vinto tutti

    https://visionetv.it/ddl-zan-bocciato-in-senato-ma-la-verita-e-che-hanno-vinto-tutti/

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Mirkhond

      “DDL Zan bocciato in Senato: ma la verità è che hanno vinto tutti”

      Mi sembra una lettura molto interessante, grazie!

      Cioè, Destra e Sinistra e Vaffa devono fare un governo unico, perché c’è da spartirsi i miliardi europei.

      Però ogni tanto devono Darsi un’Identità per non annoiare i propri elettori, e allora cosa c’è di meglio di uno psicodramma su un tema che in realtà non interessa a nessuno, dove una parte può recitare la Difesa dei Diritti e l’altra la Difesa dei Valori?

      • Francesco scrive:

        ecco, il problema è che quei soldi vanno investiti, non spartiti

        Draghi è lì per garantire questo all’Europa che paga

        posso sperare o sono un illuso?

  40. Moi scrive:

    La Fatw’a Laica 😉 dell’ Influènser più influènserante 😉 d’ Italia , Chiara Ferragni :

    … “Siamo governati da pagliacci senza palle” …

    [cit.]
    […]

    “Ci sono riusciti, hanno appena ucciso – continua l’influencer – il ddl Zan. E con esso la speranza di diventare un Paese normale, civile, che tutela le minoranze dai violenti e non, come da oggi continuerà a essere, i violenti dalle sanzioni”.

    [cit.]

    https://www.agi.it/politica/news/2021-10-27/sfogo-chiara-ferragni-dopo-morte-ddl-zan-pagliacci-senza-palle-14344282/

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      ““Siamo governati da pagliacci senza palle”

      Che stupenda frase da leghista maschio che non vuole i marocchini sotto casa, ma va in vacanza a Phuket per farsi accarezzare le palle da una meretrice locale.

      Per rassicurare la Fedezzina, la maggioranza dei ministri nell’attuale governo le palle le ha (nel conteggio delle palle, a occhio e croce, considerate che i maschi ne hanno presumibilmente due, quindi i maschi vanno contati due volte):

      I Ministri del Governo Draghi

      13 Febbraio 2021
      Ministri senza portafoglio

      Rapporti con il Parlamento
      Federico D’Incà
      Innovazione tecnologica e la transizione digitale
      Vittorio Colao
      Pubblica amministrazione
      Renato Brunetta
      Affari regionali e le autonomie
      Mariastella Gelmini
      Il sud e la coesione territoriale
      Maria Rosaria Carfagna
      Politiche giovanili
      Fabiana Dadone
      Pari opportunità e la famiglia
      Elena Bonetti
      Disabilità
      Erika Stefani
      Coordinamento di iniziative nel settore del turismo
      Massimo Garavaglia

      Ministri con portafoglio

      Affari Esteri e Cooperazione internazionale
      Luigi Di Maio
      Interno
      Luciana Lamorgese
      Giustizia
      Marta Cartabia
      Difesa
      Lorenzo Guerini
      Economia e Finanze
      Daniele Franco
      Sviluppo economico
      Giancarlo Giorgetti
      Politiche agricole alimentari e forestali
      Stefano Patuanelli
      Ambiente, tutela del territorio e del mare
      Roberto Cingolani
      Infrastrutture e trasporti
      Enrico Giovannini
      Lavoro e politiche sociali
      Andrea Orlando
      Istruzione
      Patrizio Bianchi
      Università e ricerca
      Maria Cristina Messa
      Beni e attività culturali e turismo
      Dario Franceschini
      Salute
      Roberto Speranza

      • Moi scrive:

        eghista maschio che non vuole i marocchini sotto casa, ma va in vacanza a Phuket per farsi accarezzare le palle da una meretrice locale.

        —–

        … magari unA “kathoey” [กะเทย] MtF , pure ! 😉

        https://en.wikipedia.org/wiki/Kathoey

        • Moi scrive:

          Leghista

          e.c.

          ——————-

          Ma in realtà Salvini sta spostandosi sempre più come (relativamente) “Centrista” … la guida più virile 😉 dell’ Italica Dx è senz’altro al momento … Giorgia Meloni !

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Moi

            “Ma in realtà Salvini sta spostandosi sempre più come (relativamente) “Centrista” … la guida più virile 😉 dell’ Italica Dx è senz’altro al momento … Giorgia Meloni !”

            Ma infatti, l’Italia dopo quel mostro di Segni funziona così.

            Vince solo chi conquista il Centro.

            Pero per arrivarci, ci vogliono due squadre, la Destra e la Sinistra, che per attirare voti, si devono attirare tanti voti IDENTITARI.

            Poi slittano furbescamente verso il Centro, che è quello che gli interessa.

            Però, per ogni Salvini che dopo aver sbraitato contro questo e quello, vuole in realtà partecipare alla pappa dei fondi europei, arriva una Meloni rompiballe, che smaschera il giochino.

            Per un po’, perché anche lei, ovviamente, è attratta dal Centro.

        • Miguel Martinez scrive:

          per Moi

          “… magari unA “kathoey” [กะเทย] MtF , pure ! 😉

          https://en.wikipedia.org/wiki/Kathoey

          interessante…

          soprattutto come queste strane, antiche varietà di vissuti, che io accetto e rispetto, non si possono ridurre a, “esistono solo due sessi, e io passo dal sesso A al sesso B e vai in galera se non lo accetti”.

    • PinoMamet scrive:

      Beh, considerato il contesto della discussione, la frase mi sembra un bellissimo autogol
      (“Chiara Ferragni sessista!”) troppo bello per non approfondire.

      Per prima cosa, mi stupisce che la Ferragni sia esperta di meccanismi del Senato (la “tagliola”). Vedo quindi che sta in realtà citando l’ “avvocathy”, notissima paladina dei diritti LGBTT bolognese.
      Purtroppo la grafica del sito non mi permette di capire se la frase incriminata è sua o dell’avvocathy.

      • Moi scrive:

        la grafica del sito non mi permette di capire se la frase incriminata è sua o dell’avvocathy.

        ————

        … di entrambe, direi ! In effetti “Avvocathy” ha senso solo come “Cathy La Torre”, anche i giochi di parole “forzati” è uno “stilema” tipico di quel milieu culturale d’ Avanguardismo Spinto 😉 !

        • Moi scrive:

          Mah … leggiamo @ Avvocathy , suppongo che la Ferragni sia la mittente in forma epistolare alla La Torre destinataria … ma suppongo anche la La Torre abbia fatto un corso di Diritto accelerato alla Ferragni ! 😉

  41. Moi scrive:

    E Fedez rincara mettendosi a “dissare” Renzi :

    […]

    “Un saluto al caro Renzi che ci ha trapanato i cogl***i per mesi e oggi pare fosse in Arabia Saudita (Paese in cui l’omosessualità è accettata con un piccolo prezzo da pagare… La pena di morte)”

    [cit.]

    […]

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/27/ddl-zan-lira-di-fedez-complimenti-un-saluto-a-matteo-renzi-oggi-in-arabia-saudita-chiara-ferragni-pagliacci-senza-pae/6370562/

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Un saluto al caro Renzi che ci ha trapanato i cogl***i”

      Presumo per fede che l’EteroBiancoRicco Fedez abbia degli ottimi Cogl… cis.

      Mi chiedo se, nella sua antipatia per Renzi, abbia mai preso posizione contro l’espansione dell’aeroporto di Firenze, che è contronatura ben più della sodomia.

      O contro le trivellazioni in mare, che Renzi ha sostenuto facendo la guerra ai “comitatini”

      O contro la TAV…

  42. Moi scrive:

    Cmq il DDL Zan (che tornerà, statene cert* 😉 …) è la fase finale della stessa Finestra di Overton del Femminismo “Classico” / “Tradizionale” TERF :

    è tutto “Costrutto Sociale”, ogni ruolo muliebre che si vorrebbe ricondurre alla mera,insignificante biologia … persino il concetto stesso di “Maternità” ! Poche, come la celeberrima Guruessa 😉 del Gender Judith Butler, han tenuto questa coerenza fino in fondo !

  43. Moi scrive:

    Oggi il Google Doodle ,mi fa piacere, è dedicato a Jigoro Kano, Fondatore del Judo … uno che la “Cultural Appropriation” 😉 la cercava e l’ intendeva in positivo ! 😉

  44. Miguel Martinez scrive:

    Intanto in Spagna (o in Ispagna), c’è chi non vuole essere discriminato per l’autoidentificazione di genere (poi se passa il DDL Zan, potrò essere processato per aver discriminato il signor Jonathan):

    https://feministpost.it/magazine/primo-piano/un-femminicida-di-nome-lorena/

    Jonathan de Jesús Robaina Santana ha chiesto attraverso il suo avvocato di essere chiamato con il nome di Lorena. Jonathan de Jesús Robaina Santana è reo confesso dell’omicidio di sua cugina Vanessa Santana che aveva 21 anni nel 2018 quando è stata brutalmente ammazzata con trenta martellate. Sua madre l’ha trocata in una pozza di sangue, con una cintura stretta al collo, arrotolata in una coperta e con segni di eiaculazione sul corpo senza vita.

    Nel processo che iniziava questo lunedì 31 maggio 2021, Jonathan deve fare fronte a una richiesta di pena di 27 anni di detenzione per omicidio.

    Nel corso del processo il legale di Jonathan, Roberto Orive, si è rivolto al presidente della Corte, il magistrato José Luis Goizueta, chiedendo che durante tutte le sessioni del processo si rivolga all’imputato e lo menzioni usando il nome di Lorena, poiché era stato riconosciuto come tale anche dalle istituzioni penitenziarie.

    L’imputato ha negato di aver sottoposto il corpo esanime di sua cugina ad atti sessuali -aggravante che comporterebbe ulteriori 15 anni di pena, sostenendo: “Sono una donna e non voglio stare con una ragazza, ma con un uomo”.

    La sua presa di posizione (cambio di “genere”) è stata messa in discussione dalla pubblica accusa, dall’Istituto di uguaglianza delle Canarie e in particolare dalla famiglia della vittima, che per riferirsi a Jonathan ha usato “l’accusato” al maschile.

    L’avvocato dei genitori e il fratello della defunta hanno rifiutato la tesi della difesa, secondo la quale il cambiamento di genere di Jonathan è ormai ufficiale perché in carcere gli sarebbe già stato concesso un trattamento diverso dal momento in cui si è dichiarato una donna, permettendogli di indossare abiti femminili e di usare una doccia separata dagli detenuti. Il riconoscimento di ciò, sostengono, “non è competenza delle istituzioni penitenziarie, ma del Registro Civile”.

    La famiglia di Vanessa si è opposta al rifiuto della difesa di riconoscere il reato come un omicidio aggravato dalla crudeltà, sebbene sia stato qualificato come tale anche dal Pubblico Ministero che chiede 25 anni di carcere. Senza questa aggravante la pena sarebbe inferiore.

    La cugina di Vanessa, Nayara Alberto Padilla di 18 anni, è entrata in contatto con Paula Fraga, avvocata e attivista che fa parte del team di ContraBorrado, cartello unitario femminista, per ringraziarla dell’impegno e contro questo abuso e contro la rivittimizzazione di Vanessa.

    Nayara si rifiuta di considerare Jonathan una donna e in un’intervista dichiara che ora l’assassino si autoidentifica come donna per ridurre la sua pena.

    “L’assassino di mia cugina si chiama Jonathan, non Lorena, ed è un uomo che è sempre stato stalker di donne”.

    Ora, dopo tre anni di attesa, il processo per il femminicidio di Vanessa non solo riapre le ferite per la famiglia ma le cosparge di sale.

    Grazie a questa autoidentificazione non soltanto Jonathan sconterebbe la pena in un carcere femminile, ma il suo omicidio entrerebbe a far parte delle statistiche dei crimini commessi dalle donne. “Ha calpestato di nuovo il ricordo di Vanessa dicendo che il suo nome è Lorena. È lui che ha ucciso mia cugina. E non Lorena, come vuole chiamarsi adesso” afferma Nayara.

    • Moi scrive:

      … pesa, questa ! Restando in ISpagna, roba che neanche Pedro Almodóvar sotto acido lisergico ! 😉

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “… pesa, questa ! Restando in ISpagna, roba che neanche Pedro Almodóvar sotto acido lisergico !”

        In realtà la questione dell’autoidentificazione (dove oggi esiste) è diventata importante nelle carceri per diversi motivi.

        1) Ci sono oltre 20 volte carcerati maschi in Italia che femmine; quindi anche un piccolo numero di maschi che si autoidentica come donne avrebbe un impatto notevole sulla popolazione carceraria femminile

        2) i detenuti cercano naturalmente forme di contropotere: negli Stati Uniti, molti si convertono all’Islam in carcere, semplicemente perché è un modo per “rompere” imponendo al sistema di fornire loro una dieta diversa.

        3) La pena carceraria è anche una condanna alla castità o all’omosessualità forzate, che per i detenuti a lungo corso (e quindi i più pericolosi) è una parte significativa della pena, che si annulla passando alla sezione femminile

        4) Il carcere è già un luogo stressante, e ovviamente è un luogo che per sua natura attira persone aggressive. Se sei un maschio alfa, tutto bene forse, ma se sei un beta, e passi alla sezione femminile, diventi alfa…

        INsomma, il DDL Zan, se fosse passato, avrebbe forse permesso anche una discreta riforma carceraria, vietando la “discriminazione” nei confronti della “l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”.

        Una riforma a costo zero (senza “percorso di transizione” e relativi tagli, insomma).

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Il ddl Zan non interviene sull’ordinamento penitenziario.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            “Il ddl Zan non interviene sull’ordinamento penitenziario.”

            cioè chi lavora nel sistema carcerario ne è esonerato?

          • Francesco scrive:

            Scusa ma non sarebbe discriminazione tenere nel reparto maschile Maurizietta? magari lo è lo stesso, anche senza la legge Zan però avrebbe comunque spinto in quella direzione

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Se cambio sesso e all’anagrafe risulto femmina, in base alle norme attuali devo stare nella prigione per le femmine. Con la Zan cosa cambierebbe?

              • PinoMamet scrive:

                Io della legge Zan non ho mai capito un singolo punto, che finora nessuno mi ha spiegato bene, cioè questo;

                copio e incollo:

                “1. Ai fini della presente legge:
                a) per sesso si intende il sesso biolo- gico o anagrafico;
                b) per genere si intende qualunque ma- nifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso;
                c) per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi;
                d) per identità di genere si intende l’i- dentificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corri- spondente al sesso, indipendentemente dal- l’aver concluso un percorso di transizione”

                che differenza di c’è, stante la formulazione sopra riportata, tra genere e identità di genere??

                In entrambi punti (b e d) utilizza il verbo “manifestare”, all’interno di diverse frasi che, a un ignorante come me, paiono sufficientemente confuse, e che io interpreto entrambe così:

                “genere vuol dire che sei libero di metterti la gonna e farti chiamare Nancy e nessuno deve dirti niente”

                “identità di genere vuol dire che sei libero di metterti la gonna e farti chiamare Susy e nessuno può dirti niente”.

                Ora, può darsi che tutto ciò non abbia alcun effetto sulla vita delle carceri, anche se è controintuitivo visto che casini legati a sessi e generi stanno succedendo un po’ ovunque, a quanto leggo, quindi non vedo perché l’Italia dovrebbe esserne esente.

                Di sicuro stanno avendo effetto nelle scuole (e della legge Zan si è solo discusso! ) perché mi si dice che alcuni istituti della provincia confinante si stiano dotando di bagni “gender neutral”, cioè, nella pratica, per maschietti e femminucce insieme.
                Per non discriminare nessuno, ovviamente, è la soluzione più semplice.
                E anche la più stupida, in un edificio pieno di ragazzi in piena crisi ormonale…

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “E anche la più stupida, in un edificio pieno di ragazzi in piena crisi ormonale…”

                Ci andranno ragazzini nella vana speranza di trovarci ragazzine.

              • PinoMamet scrive:

                Da quello che ho capito hanno fatto un bagno unico , non uno in più…

              • Peucezio scrive:

                Davvero??
                Allora saranno contentissimi i maschietti e molto meno le fanciulle.

                È vero che tanto nel singolo cesso ti ci chiudi comunque.
                Ma mi pare una scelta un po’ bizzarra.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @ Pino: hai riportato una norma definitoria, priva di contenuto precettivo
                Il divieto di discriminazione per identità di genere significa che io non ti posso discriminare perché dici di essere una donna. Ma discriminare vuol dire trattare diversamente situazioni uguali: tu da maschio puoi andare nel bagno dei maschi e non potrei cacciarti solo perché porti la gonna. Ma non puoi pretendere di essere trattato da femmina se non sei femmina.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @ Pino, sui bagni promiscui
                Ogni ambito ha la sua particolarissima normativa sui bagni, per cui in certi ambiti devi avere i bagni separati e in altri no, ma, per esempio, non ci sono sanzioni amministrative per essere andati nel bagno sbagliato.
                Al massimo ci possono essere conseguenze disciplinari sul lavoro o a scuola, mentre nei pubblici esercizi possono chiederti di uscire…
                A scuola ci sono norme sul fatto che si debbano garantire bagni separati?

              • roberto scrive:

                Accordo totale con questo post di Mauricius

                Lo dico in particolare a Miguel 😉

                http://kelebeklerblog.com/2021/10/24/il-controllo-totale/#comment-766579

              • PinoMamet scrive:

                “hai riportato una norma definitoria, priva di contenuto precettivo”

                Sì, me ne sono accorto, grazie 😉

                in effetti stavo chiedendo:

                qualcuno mi spiega la differenza tra le definizioni ai punti b e d ??

                il resto del mio intervento, che inizia con “Ora”, è un’altra rfilessione.

                Ma mi spieghi la differenza tra B e D?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La differenza tra B e D, cioè genere e identità di genere è che il primo è un comportamento , la seconda un’opinione.
                Io mi vesto da uomo: genere.
                Io dico di essere un uomo: identità di genere.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Io mi vesto da uomo: genere.
                Io dico di essere un uomo: identità di genere”

                Questa non l’ha capita.

                La legge italiana come prevede che si debbano vestire gli uomini?

                Tu sei l’esperto, ma io pensavo che le differenze tra uomini e donne, secondo il diritto italiano, riguardassero cose come queste:

                – reparti e cure ospedaliere (tipo, sala parto, solo per donne, operazioni alla protesi solo per uomini)
                – bagni separati
                – permessi di maternità / paternità
                – età di pensionamento (mi sembra)
                – reparti carcerari
                – possibilità di fare attività sportive divise per sesso
                – la fila che si fa quando si va a votare
                – M o F sulla carta d’identità e i 20 giorni in piu al mese che regalano alle donne nel codice fiscale

                Non sapevo che una donna non potesse indossare i jeans o un uomo andare in giro senza la barba.

              • Miguel Martinez scrive:

                Dimenticavo: in parlamento gli uomini si devono mettere la cravatta, per cui esiste effettivamente almeno un caso in cui lo stato italiano legifera su “ciò che è da maschi” e quindi effettivamente su una questione di “genere” e non solo di “sesso”.

              • Miguel Martinez scrive:

                Ah, leggo un critico (che mi sembra un maschilista isterico ma non lo conosco https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2021/07/11/ddl-zan-il-testo-completo-da-leggere-e-un-piccolo-sfogo/) che aggiunge, per lamentarsene, altre “distinzioni” legali tra “genere” maschile e femminile in Italia:

                Tasse scontate per le femmine che si iscrivono a facoltà STEM.
                Incentivi all’assunzione di donne da parte di imprese.
                Incentivi e fondi speciali per l’imprenditoria femminile.
                Pensionamento anticipato grazie ad “Opzione Donna”.

              • PinoMamet scrive:

                …e c’era bisogno di fare due punti distinti?
                Mi sfugge proprio dove stia la differenza per qualunque effetto pratico.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sì, perché io potrei vestirmi da uomo e dire di essere una donna e potrei vestirmi da donna e dire di essere un uomo. Quale delle due nozioni avrebbe dovuto assorbire l’altra? E che problemi pone questo mancato assorbimento?

              • PinoMamet scrive:

                “perché io potrei vestirmi da uomo e dire di essere una donna e potrei vestirmi da donna e dire di essere un uomo. Quale delle due nozioni..”

                ehm…
                è una nozione sola 😉

                hai solo invertito, i sessi nell’esempio.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Le mie opinioni e i miei comportamenti sono la stessa cosa?

              • PinoMamet scrive:

                No, i tuoi due esempi erano la stessa cosa 😉

            • Miguel Martinez scrive:

              Cito a memoria, farei fatica a ritrovare i vecchi commenti…

              MT contestava il concetto di “discriminazione”, precisando credo che la “discriminazione” si ha quando si priva qualcuno di un diritto che invece si concede a persone della sua stessa condizione. Per dire negare la patente a un bambino e darla a un maggiorenne sano che ha fatto gli esami della patente non è una discriminazione contro il bambino; negarla invece a un maggiorenne sano solo perché è di origine lucchese sarebbe invece discriminazione.

              Bene, le donne hanno un diritto giustamente negato agli uomini, quello di avere reparti carcerari (e squadre sportive e bagni, ma lì il problema è meno grave) riservate a loro: non è un privilegio, è un diritto.

              Che vale per tutte le donne: mandare una donna nel reparto maschile solo perché è di origine lucchese costituisce discriminazione.

              Bene, se io capisco l’incomprensibile frase del DDL Zan:

              ” per identità di genere si intende l’i- dentificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corri- spondente al sesso, indipendentemente dal- l’aver concluso un percorso di transizione”

              dovrebbe essere di “genere” donna chinque si “percepisca” come tale, anche senza essere stato castrato.

              Negarle l’accesso al reparto femminile sarebbe quindi un atto di discriminazione.

              Ora, MT dice che una futura norma basata sul ddl Zan “non interverrebbe sull’ordinamento penitenziario”, e magari ha ragione; ma a quel punto non vedo perché dovrebbe intervenire su qualunque altra struttura statale.

              • Francesco scrive:

                in effetti MT finge che non ci sia problema perchè delega all’Anagrafe ogni responsabilità

                e schiva ogni richiamo alla corrispondenza tra i certificati e la realtà, come se non fosse la realtà il nocciolo del problema

                lui si limita a dirci che sono i certificati a creare la realtà

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Le donne non hanno diritto a reparti separati: maschi e femmine devono essere ospitati in luoghi separati per sesso.
                La norma definitoria, che, come vi ripeto da mesi, non ha portata precettiva, non modifica l’ordinamento penitenziario sul punto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Le donne non hanno diritto a reparti separati: maschi e femmine devono essere ospitati in luoghi separati per sesso.”

                Ma è esattamente quello che ho detto.

                Poi se tu mi dici che una parte del DDl Zan che non ho letto, dice che cose di questo tipo devono essere regolate per “sesso” (biologico e di nascita) e non per “genere”, ti do ragione.

              • roberto scrive:

                No

                Mario si crede donna e vuole portare la gonna ed il reggiseno, pisciare da seduto e parlare in falsetto

                Va in prigione

                Non puoi dare a mario una punizione perché sta in gonna e reggiseno, piscia da seduto e parla in falsetto.

                Allo stesso tempo mario è ancora anagraficamente uomo e quindi non va nel carcere femminile

                Veramente non mi sembra difficile da capire

              • roberto scrive:

                Francesco

                “ lui si limita a dirci che sono i certificati a creare la realtà”

                No il certificato certifica appunto la realtà, non la crea

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @ Francesco
                Esatto, è proprio questo il punto: agli occhi del diritto una cosa è A se è in possesso delle caratteristiche che il diritto prevede perché sia ritenuta A.
                Mai sentito parlare di adozioni?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “se tu mi dici che una parte del DDl Zan che non ho letto, dice che cose di questo tipo devono essere regolate per “sesso” ”

                Dove l’avrei scritta ‘sta roba? Mi sembrava di essere abbastanza categorico sul fatto che il ddl non riforma l’ordinamento penitenziario.

              • PinoMamet scrive:

                “Allo stesso tempo mario è ancora anagraficamente uomo e quindi non va nel carcere femminile”

                e fino a qui ci siamo.

                Poi Mario, che non è scemo, si sente poco al sicuro nel carcere maschile, e tramite il suo avvocato chiede di essere trasferito nel carcere femminile per la sua incolumità, e perchè il suo “genere” o “identità di genere manifestata” non corrisponde al suo sesso.

                È un esempio tanto impossibile?

                E il Giudice Rossi dice di no;

                il giudice Verdi dice di no;

                ma il giudice Bianchi, lette e rilette le carte, con motivata sentenza dice che in effetti l’identità di Mario non può essere discriminata, e Mario è trasferito al reparto femminile.

                Proprio così impossibile? Beh, se tutti i giudici la pensassero come voi, probabilmente sì, ma l’esperienza con i tribunali (basta seguire i casi di cronaca) mi fa pensare che non sia raro che qualcuno emetta delle sentenze bizzarre.
                O non tanto bizzarre.

                Poi arriva il carcerato Guido, che non è fesso, e a un certo punto decide di iniziare a portare la gonna…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma già oggi il giudice Russo può dire che in realtà secondo lui Mario dovrebbe non essere condannato, ma premiato per quello che ha fatto (applica la scriminante dell’adempimento del dovere, perché uccidere per lui è un’attività doverosa) e assolverlo con formula piena.
                E che facciamo? Aboliamo i processi? Aboliamo il diritto? Perché formulare ipotesi strampalate senza nessun appiglio normativo è molto facile…

              • PinoMamet scrive:

                Bene, allora, mentre la sentenza del giudice russo verrebbe rovesciata in un attimo, ho qualche dubbio che sarebbe altrettanto facile farlo con quella del giudice Bianchi, se il ddl Zan fosse in vigore.

                Certo, non parla di carceri, è vero.
                Parla di discriminazioni, però…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Perché non verrebbe rovesciata? Sempre di errori di diritto si tratta.

              • PinoMamet scrive:

                Mi fido di te…

              • roberto scrive:

                Pino

                “ Proprio così impossibile?”

                Sinceramente ho letto abbastanza assurdità da poter ragionevolmente dire che ci sarà ovunque un giudice a sostenere una qualsiasi cavolata, ma alla fine le cavolate hanno la tendenza ad essere eliminate nei gradi successivi del giudizio

                Quindi non parlerei di possibile/impossibile ma di lettura corretta o sbagliata della legge Zan.

                Quella del giudice bianchi è una lettura manifestamente sbagliata

        • roberto scrive:

          continuo a pensare che tu non abbia capito molto del ddl zan o di come funziona la discriminazione giuridcamente parlando (eppure mauricius l’aveva spiegato in modo chiarissimo)…comunque sul punto 3, il carcere è privazione della libertà. Tutto il resto è barbarie e non avrei veramente nessuna obbiezione se si permettessero delle visite familiari o di amichette o amichetti per evitare appunto la condanna alla castità che è inutilmente afflittiva (anche per i partner)

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            No, devi brutalizzare il detenuto maschio, altrimenti gode del privilegio patriarcale e bla bla bla

          • Francesco scrive:

            concordo con questa idea di Roberto, anche perchè pare che funzioni e molto bene

            l’idea che il carcere debba essere un anticipo dell’inferno mi pare … sbagliata

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Grazie di averci condiviso questo bellissimo esempio di come la carta da culo tipo Feministpost affronta le questioni.
      Prendi un processo il cui oggetto è un crimine, magari che faccia scalpore.
      Intorno al processo sorgono questioni estranee al merito del processo, che puoi facilmente collegare al delitto perché i protagonisti sono gli stessi.
      Mescola tutto a dovere saltando di palo in frasca tra questioni di merito, questioni di procedura e questioni di competenza.

      E viene fuori carta igienica di ottima qualità.

    • roberto scrive:

      Miguel

      scusami ma….perché hai postato sta cosa?

      non ti rendi conto che è un coacervo di boiate? non saprei nemmeno da che parte iniziare, ma trovo particolarmente ridicola e surreale la tesi del “diventa donna per avere uno sconto di pena”….ha funzionato talmente bene che si è preso 41 anni 🙂 🙂 🙂

      https://ondafuerteventura.es/sd41-anos-a-jonathan-robaina-por-la-muerte-de-vanessa/

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Più che altro, se fosse vero che se sei donna hai lo sconto di pena, allora il problema sarebbe quello, più che l’imputato che cambia sesso per non subire un trattamento deteriore.

      • Francesco scrive:

        scusa ma non ha cercato di evitare altri 15 anni perchè “in quanto donna” non ha senso parlare di oltraggio al cadavere?

        ho letto male?

        • roberto scrive:

          se è vero (e se lo scrive femminist ho qualche riserva) è una cazzata.
          è vero che un avvocato disperato le può provare tutte, ma manifestamente non ha nessunissimo senso logico

          seguimi
          1 gennaio mario uccide maria e compie atti necrofili
          2 gennaio mario diventa giovanna

          il giudice deve giudicare quello che ha fatto il 1 gennaio no? quindi se anche il 2 gennaio mario diventa donna (amemsso che si fa tagliare le palle ed il pisello), beh il 1 gennaio aveva tutto il necessario per compiere atti necrofili

          poi anche a seguirlo nel suo delirio, ci sono donne che amano le donne, non vedo nessuna ragione per la quale una donna munita di pisello non possa essere attirata da altre donne

          insomma non sta né in cielo né in terra e appunto ammettiamo per puro witz che sia vera la motivazione dell’avvocato, era un disperato

          (ripeto, si è preso alla fine 41 anni)

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “è vero che un avvocato disperato le può provare tutte, ma manifestamente non ha nessunissimo senso logico ”

            Infatti, sono d’accordo con te.

            Comunque credo che almeno possa restare per 41 anni nel carcere femminile, senza alcuna transizione (cit. DDL Zan).

              • Francesco scrive:

                veramente è il contrario: se il Nostro dichiara di identificarsi come donna, ha diritto a non essere discriminata e finire nella galera delle donne “Zan dixit” e altrove è già legge

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Costruiscimi il sillogismo completo che ti porta a fare questa affermazione. Voglio premessa maggiore e premessa minore riportate per intero e senza sottintesi e almeno una premessa maggiore deve essere per intero una citazione del ddl.
                Se no è una cazzata.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “No e qui mauricius te lo spiega di nuovo”

                Allora è esattamente come pensavo, ricordavo bene:

                “Il divieto di discriminazione per identità di genere significa che io non ti posso discriminare perché dici di essere una donna. Ma discriminare vuol dire trattare diversamente situazioni uguali: tu da maschio puoi andare nel bagno dei maschi e non potrei cacciarti solo perché porti la gonna. Ma non puoi pretendere di essere trattato da femmina se non sei femmina.”

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Francesco, anche se fosse, allora sarebbe un problema il fatto che per un determinato reato alle donne sia garantita l’impunità solo perché donne, non il fatto che un uomo cerchi di evitare un trattamento deteriore.

          • Peucezio scrive:

            Una donna assassina ci può stare, ma una donna violentatrice non mi ha mai convinto.

            Comunque, con buona pace degli egualitarismi astratti, non ho mai creduto all’idea della stessa pena per lo stesso reato, indipendentemente dal reo.

            Il carcere è una costrizione fisica e la donna è fisicamente più fragile.
            Ma non solo la donna.
            Io trovo mostruoso che si dia la stessa pena al delinquente di periferia nerboruto e rude e al colletto bianco, che in carcere ci resiste sì e no tre ore.

            • Francesco scrive:

              sì lo ripeti spesso

              io, pur essendo un colletto bianco, ho qualche dubbio sulla correttezza della tua idea

              certo, leggendo di poveracci che vogliono finire in carcere per avere un tetto e due pasti caldi viene da darti ragione

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Peucezio è un esempio perfetto di come l’ideologia ti ottenebri oltre l’immaginabile. Sostiene che:
              – una donna non sarebbe in grado di drogare un uomo e averci un rapporto sessuale senza che lui lo voglia
              – una pugile professionista sarebbe più fragile del sottoscritto
              – una donna soffrirebbe più di un uomo a stare chiusa in una stanza

              E non ci trova nulla di strano, gli sembra che siano tutte verità autoevidenti.

              • Francesco scrive:

                credo che il punto 2 sia all’incontrario

                il punto 1 denota una sana mancanza di idee in merito

                il punto 3, in effetti, è del tutto insostenibile

                🙂

  45. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “serie”

    E’ colpa mia, evidentemente non sono stato sufficientemente chiaro.

    Nessuno mette in dubbio che vi sia dell’antisemitismo anche violento. Dati i precedenti storici, va ovviamente represso non solo l’atto violento in sè, ma proprio l’antisemitismo che lo genera. Passi finchè uno è così malato da credere in cuor suo che gli ebrei vadano gasati, ma se uno lo scrive o lo promuove in qualsiasi modo va rimosso dal consorzio civile. Ne segue che la motivazione antisemita è giustamente considerata una aggravante dell’atto violento in qualunque paese conveniamo di chiamare civile.

    Se al posto delle parole ‘ebreo’ e ‘antisemitismo’ mettiamo rispettivamente la parola ‘gay’ e ‘omofobia’ il brano che ho scritto sopra rimane esattamente lo stesso.

    Anzi, no, una differenza c’è: nessuno ha mai sostenuto infatti che l’ebraismo è una malattia da cui si può guarire o una condizione di oggettivo disordine morale.

    In Italia oggi gente aggredita per la strada perchè porta una stella di David al collo grazie a Voltaire non ce n’è molta; lo schifo antisemita si sfoga di solito imbrattando lapidi e tombe. Di ‘perfidi giudei’ non si sente più parlare. A parte Blondet e qualche critica di troppo durante i bombardamenti su Gaza, l’antisemitismo in Italia non va molto di moda oggi.

    Quanto ai gay, invece…

    https://www.askanews.it/cronaca/2021/06/28/nuove-aggressioni-omofobe-a-milano-sfregiato-ragazzo-di-24-anni-pn_20210628_00038/

    https://www.lastampa.it/cronaca/2021/06/28/news/aggressioni-omofobe-nei-giorni-del-milano-pride-un-dodicenne-schiaffeggiato-e-tre-ragazzi-finiti-in-ospedale-1.40439287

    Il che non stupisce, visto che non si contano le arbitrarie dichiarazioni di questo tenore che di quelle aggressioni sono oggettivamente il naturale retroterra (perchè ribadiscono la posizione discriminata dei gay rispetto agli eterosessuali, e discriminando consentono l’ostilità mirata contro i discriminati):

    https://www.ilmessaggero.it/italia/eboli_scuola_frasi_omofobe_prof_gay_sono_malati_cosa_succede_ultime_notizie-5984372.html

    https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2021/05/27/news/i-gay-sono-malati-le-lesbiche-schifose-vanno-ammazzate-discriminazioni-e-violenze-omofobe-al-sud-1.40321636/

    https://www.provitaefamiglia.it/blog/ddl-zan-vaticano-da-papa-francesco-chiara-riprovazione-del-gender-politici-cattolici-votino-secondo-il-magistero

    https://www.ilmattino.it/societa/persone/gay_malati_educatore_denuncia_avvocatessa_ultime_notizie-5346160.html

    https://www.repubblica.it/politica/2012/01/10/news/bruno-27876449/

    Tu metti in grassetto la frase riferita all’identità. E’ ovvio che se io mi sento donna in un corpo di maschio sono libero di non dirlo. Ma in questo caso non si può imputare a chi mi aggredisce l’aggravante omofoba: infatti, l’aggressore non può certo conoscere la mia identità, visto che l’ho tenuta nascosta. Visto che al momento dell’aggressione avevo deciso di nasconderla, non posso chiedere venga riconosciuta l’aggravante omofoba: sentienti non fit iniuria.

    Ma il testo che hai evidenziato parla di “identificazione percepita E MANIFESTATA di sè”. Il caso contemplato è quindi quello in cui me ne vado apertamente in giro in borsetta e minigonna teneramente abbracciata a un bel maschione, arriva una gang e comincia a sprangarmi al grido di “ricchione”. E qui l’aggravante omofoba, perdonami, ci sta tutta.

    Questa situazione è quella che in odio al PD (e all’umanità, aggiungo io) le destre (a viso aperto) incluso renzi (che invece di votare se n’è andato in Arabia) hanno deciso di non considerare come più grave rispetto a quella della aggressione priva di carica omòfoba.

    Con questo non voglio dire che la gestione dell’identità sessuale dei detenuti non sia un problema. Dico che la repressione dell’omofobia è tanto importante quanto quella dell’antisemitismo, e che con la votazione sul DDL Zan gli omofobi possono festeggiare.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    P.S. Ho postato più volte questa risposta perchè mi si dice che sono sempre in attesa di moderazione (??)

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “P.S. Ho postato più volte questa risposta perchè mi si dice che sono sempre in attesa di moderazione (??)”

      Troppi link, comunque adesso ho approvato.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Dati i precedenti storici, va ovviamente represso non solo l’atto violento in sè, ma proprio l’antisemitismo che lo genera.”

      Ragionamento logico, ma prendi come spesso succede un esempio estremo (desiderare che gli ebrei vengano gassati) per parlare di qualcosa di molto più sfumato.

      Gli ebrei sono stati “odiati” per diversi motivi, che costituiscono la radice dell’antisemitismo:

      – ritenere che abbiano una comunità molto coesa che fa gli interessi suoi;

      – che Gesù sia stato messo a morte per volere del Gran Sacerdote degli ebrei;

      – che un frequentatore della sinagoga sceglierà gli interessi d’Israele sopra quelli italiani;

      – che i commercianti ebrei di Roma non fanno concorrenza tra di loro, anzi si aiutano facendo fallire i commercianti non ebrei (storia che ho sentito spesso);

      – che nella cultura ebraica c’è uno spirito messianico che è stato terreno fertile per il marxismo, la psicanalisi e altre idee considerate distruttive.

      Ora, se vuoi sradicare l’antisemitismo, devi punire tutte le riflessioni di questo tipo, almeno se espresse per iscritto o in pubblico.

      • Miguel Martinez scrive:

        Sempre per ADV

        Prendi un esempio talmente estremo da essere patologico (“voler gassare gli ebrei”) per dire per quale motivo andrebbero punite le idee sottostanti “violenze” e “discriminazioni”.

        Allo stesso modo, scegli esempi di “violenze e discriminazioni” ugualmente estreme: cioè pestaggi da parte di teppisti imbecilli.

        Personalmente, tutte le violenze di teppisti che ho visto io erano contro avversari politici o calcistici, ma mi auguro che non ci saranno leggi contro la “destrofobia”, la “sinistrofobia” o la “juvefobia”.

        • Miguel Martinez scrive:

          Sempre per ADV

          Comunque a me interessano pochissimo gli episodi di bestioni ignoranti che picchiano la gente “perché gli girano”. Saranno già puniti, mi auguro. Non capisco l’entusiasmo per farli soffrire ancora di più, ma non ho niente in contrario. E comunque è tutta gente che almeno sa che a menare le mani, si corrono dei rischi, anche se imprecisati.

          Anche Peucezio potrebbe invocare una legge per vietare di leggere Marx citando solo i gulag e Pol Pot, e risulterebbe abbastanza convincente.

          A me interessa la questione della discriminazione, perché riguarda azioni non patologiche, compiute da persone capaci di leggere e di scrivere.

          E che non sanno sempre di rischiare.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Se sei contro il diritto antidiscriminatorio, perché sei fissato solo su questo ambito? Ci sono norme che vietano di discriminare per colore della pelle e religione, ma perfino già per sesso. Perché il divieto di discriminazione ti interessa solo in questo ambito ristrettissimo?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per MT

              ” Perché il divieto di discriminazione ti interessa solo in questo ambito ristrettissimo?”

              Perché è la notizia del momento, direi.

              Non ho mai sentito di una norma che vieta di discriminare “per colore della pelle”, quale sarebbe?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il ddl Zan novella le leggi che parlano di quello, per dire: tutto quello che sarà previsto per i froci è già previsto per i negri.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “è già previsto per i negri”

                Esiste una legge italiana che parli di negri?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Si parla di razza…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Si parla di razza…”

                infatti, e il riferimento era al concetto di “razza ebraica”, e solo per estensione anche a persone di origine africana e (spesso) di pelle nera.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                È la prima volta che leggo questa interpretazione dell’art. 3 della Costituzione, per esempio: dici che il costituente volesse intendere solo gli ebrei e che solo per analogia la disposizione si applichi ai neri? È strano, perché discriminazioni contro i neri nelle colonie ce ne erano.

              • PinoMamet scrive:

                Non sono nella testa dei padri costituenti, ma credo che intendessero semplicemente dire che nessuno deve essere discriminato per razza.

                Non penso pensassero a una razza specifica: alla “razza ebraica” del resto in Italia non credeva nessuno.
                Probabilmente pensavano semplicemente a una formulazione abbastanza ampia da comprendere tutti i casi possibili di discriminazione.

                In ogni caso, nelle colonie (che credo fossero ancora italiane al momento della scrittura della Costituzione- 1947- e la Somalia anche dopo) le discriminazioni c’erano state, ma di poca durata rispetto ad altri paesi e solo di un anno più vecchie di quelle contro gli ebrei, sempre senza controllare.

                Meglio degli USA, che hanno discriminato quasi da subito, e poi fino agli anni Sessanta 😉

                Ma suppongo che non fossero tanto i neri a dar da pensare
                (scopro da poco, per inciso, che gli etiopi non si consideravano affatto neri , perlomeno quelli “semitici”)
                quanto i libici ai quali era stata data una forma di cittadinanza da Ciano, se non erro.

                (Che poi fu la base giuridica, più tardi, perché tanti ebrei libici in fuga da Gheddafi scegliessero la cittadinanza italiana…)

            • Miguel Martinez scrive:

              Per MT

              “Se sei contro il diritto antidiscriminatorio, perché sei fissato solo su questo ambito?”

              Non sono per niente contrario al diritto antidiscriminatorio in sé.

              Infatti, mettevo in conto (se ricordi) il caso ipotetico della scuola cattolica che licenzia l’impeccabile maestra sessantenne zitella, quando scopre per caso che l’altra zitella con cui condivide un appartamento da trent’anni è la sua amante.

              In questo caso, mi sembra abbia un senso la tutela contro una discriminazione basata esclusivamente sull’insegnamento cattolico sull’omosessualità.

              • Miguel Martinez scrive:

                Comunque, per la centesima volta…

                molto di più della questione giuridica, mi interessa la questione della definizione di “genere” distinto da “sesso” e da “orientamento sessuale”.

                E siccome voglio essere libero di discutere di questa questione, non mi attira molto una legge che minaccia di mettere in galera chi si chiede cosa significhi.

                Ovviamente il rischio personale per me è basso, non siamo in Inghilterra o negli Stati Uniti, ma è il principio che non mi piace.

                Ecco perché chiedevo lumi sul significato di questa frase:

                “per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Le organizzazioni di tendenza seguono regole particolari.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se commenti un ddl attribuendogli conseguenze specifiche la discussione è esclusivamente giuridica: è vero quello che dici? Se non è vero, allora non c’è nessun aspetto relativo ai massimi sistemi da commentare.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Se commenti un ddl attribuendogli conseguenze specifiche la discussione è esclusivamente giuridica: è vero quello che dici? Se non è vero, allora non c’è nessun aspetto relativo ai massimi sistemi da commentare.”

                Tu hai studiato diritto, e quindi pensi che il mondo del diritto sia una nicchia a sé.

                Se si arriva alla questione Zan, invece è perché:

                – esistono deputati eletti sulla scia di passioni politiche, che riflettono realtà antropologiche, emotive, aspettative che non hanno nulla di giuridico

                – è perché esiste un sistema economico che privilegia clienti e consumatori, che nei loro conflitti non sono regolati da lotte sociali, ma da conflitti in tribunale

                – è perché le passioni in un periodo straordinario della storia umana non sono in grado di influenzare minimamente i grandi processi e quindi si riversano sulle piccole questioni

                – è perché il capitalismo porta con sé necessariamente l’idealismo magico, il concetto, “il mondo me lo creo io”, e quindi l’identità soggettiva diventa centrale…

                – è perché la tecnologia dei corpi oggi ha raggiunto livelli inimmaginabili in passato…

                Tutto questo e molto altro trova anche un simbolo giuridico, ma non è certo qualcosa che nasca o finisca in una nicchia giuridica.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                esatto!

                Sono molto più importanti queste implicazioni, rispetto al piano puramente giuridico, che è un piano tecnico.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Se si arriva alla questione Zan, invece è perché:”

                io veramente credo che dovresti riflettere su questo punto.

                è evidente che se stiamo parlando in generale della società le tue affermazioni sono perfettamente condivisibili

                però se inizi a dire che il DDL tizio ha questa o quella conseguenza, beh lì il discorso è chiaramente diverso e diventa veramente giuridico.

                leggere un testo di legge richiede innazitutto….leggerlo! e come dice l’articolo 12 delle preleggi
                “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”

                poi certo puoi fare un altro tipo di esame: perché si è arrivati a quel testo di legge.
                puoi provare ad immaginare le conseguenze sociali di una legge.
                in questi due casi ancora una volta le tue considerazioni sono valide.

                ma se vuoi capire gli effetti giurdici di una legge (andrò in prigione se leggo la lettera ai corinzi? il violentatore andrà nel carcere femminile?), li devi proprio arrenderti all’idea che la sociologia va lasciata in secondo piano

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma se vuoi capire gli effetti giurdici di una legge (andrò in prigione se leggo la lettera ai corinzi? il violentatore andrà nel carcere femminile?), li devi proprio arrenderti all’idea che la sociologia va lasciata in secondo piano”

                Ma infatti mi limito a pensare alle conseguenze sociali. Che sono però determinate da chi si muove per far applicare la legge: il mite trans che va in giro con la barba e la gonna tutta rossa che nessuna donna si metterebbe (visto qui sul ponte Vespucci) forse non chiamerà mai un avvocato.

                Se Angelo Izzo, il massacratore del Circeo che poi appena ebbe un attimo di libertà uccise la compagna di uno che in carcere lo aveva aiutato, potesse entrare in un reparto femminile di un carcere dichiarandosi donna, beh, lossiamo essere certi che lo farebbe.

              • roberto scrive:

                ma ti rendi conto che decidere se izzo può entrare in un carcere femminile è una questione puramente giuridica?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma ti rendi conto che decidere se izzo può entrare in un carcere femminile è una questione puramente giuridica?”

                Non capisco la frase.

              • roberto scrive:

                Decidere se tizio deve entrare nel carcere femminile o maschile non è una questione sociologica ma puramente giuridica: dipende da cosa dicono le leggi in materia

                Ok?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Decidere se tizio deve entrare nel carcere femminile o maschile non è una questione sociologica ma puramente giuridica: dipende da cosa dicono le leggi in materia”

                Bene, a occhio e croce, esiste in materia la legge 164/82 sul “cambiamento di sesso”.

                Da quel che ne so, oggi non è più obbligatoria la mutilazione chirurgica, ma ci vogliono perizie e sentenze: posso immaginarmi uno psicologo o magistrato che si impunta quando gli si para davanti Izzo e gli nega l’accesso al reparto femminile.

                Il DDL Zan, se fosse passato, avrebbe però stabilito che sono punite le discriminazioni

                “per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”

                Quindi, da non giurista, sembra a me (anche ai transattivisti che lo hanno detto più volte) la chiave è che supera il concetto di “percorso di transizione”.

                Come avrebbe interagito con la legge 164/82 non saprei; ma certamente la scelta di fare un salto ulteriore dipende dalla politica e non è solo questione giuridica.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Il DDL Zan, se fosse passato, avrebbe però stabilito che sono punite le discriminazioni”

                ora, la domand ache tu fai è “cosa è la discriminazione per identità di genere nel DDL Zan”

                a questa domanda si è già risposto 1000 volte e la risposta è questa:
                “Il divieto di discriminazione per identità di genere significa che io non ti posso discriminare perché dici di essere una donna. Ma discriminare vuol dire trattare diversamente situazioni uguali: tu da maschio puoi andare nel bagno dei maschi e non potrei cacciarti solo perché porti la gonna. Ma non puoi pretendere di essere trattato da femmina se non sei femmina”

                ora, io sono veramente curioso

                1. non hai capito la risposta

                oppure

                2. non sei d’accordo con la risposta

                (tertium non datur, direi)

                se non sei daccordo con la risposta, puoi spiegare per quale motivo? ricordo che stai parlando del divieto di discriminazione del DDL Zan , quindi una tua critica alla risposta di cui sopra dovrebbe trovare un appiglio nel DDL Zan (cioè la domanda non è “cosa è discriminazione per thefemminist”, ma “cosa è discriminazione per il DDL Zan”)

              • PinoMamet scrive:

                Esco dall’armadio (ma non ci ero mai entrato) e mi aggiungo al numero di chi, come Miguel, non ha capito la tua risposta.

                O non è d’accordo, o entrambe le cose.

                A me pare che discriminare uno che dice di essere donna (ma ha il pisello) significhi trattarlo diversamente da come vuole essere trattato lui.

                Siamo ancora più chiari:

                se io ritenessi di essere donna, non vorrei essere trattato da maschio, non vorrei vestirmi da maschio, non vorrei che si usasse il maschile rivolgendosi a me e certamente non vorrei andare nel bagno degli uomini .

                Se invece “non discriminare” vuol dire “ti tratto esattamente come prima”, mi sfugge tutto il senso della legge!!

              • PinoMamet scrive:

                Il mio problema non sarebbe “essere cacciato dal bagno degli uomini”, per intenderci, ma da quello delle donne!!

              • roberto scrive:

                Pino

                “A me pare che discriminare uno che dice di essere donna (ma ha il pisello) significhi trattarlo diversamente da come vuole essere trattato lui.”

                non è così

                discriminare qualcuno vuol dire trattarlo diversamente da come tratteresti le altre persone nella stessa situazione

                mario, giovanna e jacky sono tre adulti

                nel mio ristorante faccio entrare mario , ma non faccio entrare jacky chan perché giallo (discriminazione sulla razza) né giovanna perché è donna (discriminazione sulla base del sesso)

                ora secondo il DDL Zan, non potrei sceglie di non far entrare sebastiano perché vuole entrare con la gonna (ma è nella stessa situazione degli altri tre!), o hans e günther perché si amano (pure loro sono nella stessa situazione!)

                cioè tu hai una situazione di partenza oggettivamente identica e non puoi distinguere le persone in base ad ubbie e capricci senza discriminarle

                ricordi questo episodio?
                https://www.lasicilia.it/news/catania/120492/catania-non-gli-rinnovano-la-patente-perche-omosessuale.html

                con il DDL Zan, sarebbe stato palesemente discriminatorio anche rifiutare la patente ad un tizio che si presenta in minigonna e unghie dipinte

                se però la situazione di partenza non è identica, beh lì non c’è discriminazione (anzi, trattare allo stesso modo situazioni diverse è discriminatorio)

                se solo le donne possono entrare nel carcere femminile, non c’è santo che tenga, se sei uomo resterai nel carcere maschile.

                tu ora potrai obbiettarmi, ma allora non è che il DDL Zan fosse chissà quale rivoluzione…e avresti, secondo me, totalmente ragione. era una cosetta minima che probabilmente avrebbe avuto effetti minimi, è diventata una guerra di religione innanzitutto per i pillon vari, gli ottenebrati del gender, le turbo femministe che hanno fatto la guerra come se si trattasse di obbligare tutti a camminare sui tacchi….

              • PinoMamet scrive:

                Sì, beh, anche per quelli dei club opposti, eh?

                Non credo neppure a una guerra di religione tra fan, quanto tra “haters” 😉 , e tra Pillon e Fedez la scelta non è, diciamo, entusiasmante.

                Ora, i sostenitori del ddl hanno sempre sostenuto questo che dici tu, che è il più grande punto di forza e di debolezza insieme del loro discorso, cioè: avrebbe cambiato pochissimo.

                E interpretato alla lettera, è probabilmente vero
                (ma allora, perchè farlo?)

                talmente pochissimo che, ti dirò, secondo me non avrebbe risolto neanche i casi come quello dell’omosessuale senza patente, perché, se leggi l’articolo, gli è stata negata perché “informava il medico esaminatore della propria condizione personale di omosessualità che lo aveva in passato portato a essere escluso per inidoneità all’uso delle armi dal concorso nelle Forze dell’ordine”

                cioè lui ha informato il medico di una sua condizione di inidoneità precedente, che può c’entrare o meno con la patente di guida (secondo me no, ma bisogna vedere che c’è scritto) e che a sua volta sarebbe stata causata dalla sua condizione di omosessualità (ma gli omosessuali nelle forze dell’ordine ci sono, e sono abbastanza numerosi da essere organizzati in associazioni).

                Ma anche aldilà di questo:

                si tratta di un’interpretazione del concetto di discriminazione molto restrittiva e letteralistica, che mi pare lasciare poi, nel concreto, ampli spazi di manovra a chi volesse estenderla in modi creativi.

              • roberto scrive:

                Pino

                “ Sì, beh, anche per quelli dei club opposti, eh?”

                Certo, ma diciamo che proprio cronologicamente viene depositato il DDL e gli oppositori fanno le barricate (al grido ridicolo “ci sono altri problemi”….vabbè allora perché hai scavato una trincea e ti ci metti dentro?)

                Sull’interpretazione della discriminazione, potrò sbagliarmi ma è l’interpretazione che si da giuridicamente della discriminazione (e prima che Miguel mi obbietti sul “giuridico”….parliamo appunto di un DDL)

                Sul fatto che era una misura più simbolica che altro sono perfettamente d’accordo

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “Comunque a me interessano pochissimo gli episodi di bestioni ignoranti che picchiano la gente “perché gli girano” […] discriminazione […] rischiare”

            Intriso come sei di cultura anglosassone 🙂 🙂 🙂 mi sembri avvertire con oculatezza il rumore dell’albero che cresce, ma mi sembri anche perdere la visione della foresta.

            Il punto è che l’energumeno picchia perché gli piace, mica perché pensa. Solo che ha bisogno di una motivazione. Che sia antisemitismo o omofobia non conta.

            Certo, all’energumeno importa poco se io penso che gli Ebrei hanno ucciso Gesù. Ma se io di conseguenza a quanto penso affermo pubblicamente che siccome gli Ebrei hanno ucciso Gesù allora sono un pericolo e bisogna sbarazzarsene, ecco che dài e dài anche alle orecchie intasate di cerume dell’energumeno qualcosa arriva, e dopo un po’ gli arriva anche ai pochi neuroni superstiti che si ritrova. Poi quando si vede al pub coi suoi simili e a qualcuno girano per qualche motivo salta su uno e dice “tutta colpa di quei porci! Facciamogliela vedere!”. Sappiamo come va a finire.

            Le foto e i film coi cumuli di cadaveri ci hanno parzialmente immunizzato contro l’antisemitismo.

            Invece, contro l’omofobia (camuffata da “difesa della famiglia naturale” e “dei Valori”) e contro la xenofobia (che non ha manco più bisogno di camuffamenti, da anni è un titolo di merito alla luce del sole) non siamo vaccinati tutti abbastanza. Le conseguenze affollano la cronaca nera.

            Mi importa poco che chi discrimina sappia o meno di rischiare. La cosa importante è prevenire la discriminazione prima che ci scappi una bastonatura o un omicidio.

            Per lo stesso principio per cui persino negli USA non si è liberi di gridare per scherzo “al fuoco!” in un teatro affollato, la prevenzione dei danni all’incolumità fisica delle persone viene prima della difesa della libertà di parola.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      credo fosse un segno benevolo del destino

      non una delle cose che hai scritto corrisponde alla realtà, iniziando dai titoli di giornali (e altro) che riportano non fatti (= fatti mai accaduti o, quando accaduti, in forma del tutto diversa da quella riportata)

      il giorno che in Italia ci fosse una diffusa violenza contro gli omosessuali, le omosessuali e pure i travestiti/transessuali, la condannerei anche io

      ma come tu stesso riveli lo scopo delle false denunce di violenza è prendersela con preti (pochi) e cattolici (pochissimi) che osano ancora ribadire le loro credenze, a onta del fatto che nessuno ormai se ne fotte più, tranne loro stessi

      la ridicola tesi per cui, su mille cose dette dalla Chiesa, l’unica che verrebbe ancora recepita, e trasformata in azione violenta contro le stesse indicazioni della Chiesa, è la condanna dell’omosessualità e del “genderismo” è così pretestuosa che faccio fatica anche solo a ripeterla

      saluti

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “la ridicola tesi per cui, su mille cose dette dalla Chiesa, l’unica che verrebbe ancora recepita, e trasformata in azione violenta contro le stesse indicazioni della Chiesa, è la condanna dell’omosessualità e del “genderismo” è così pretestuosa che faccio fatica anche solo a ripeterla”

        Beh, immagino che ogni tanto qualche usuraio lo accoppino! 🙂

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “fatti mai accaduti o, quando accaduti, in forma del tutto diversa da quella riportata”

        Per citare la frase preferita del professor Barbero: e tu come lo sai?

        “la condannerei anch’io”

        Bravissimo. Ti suggerisco allora di darti una mossa:

        https://www.omofobia.org/events/events-list

        https://www.lastampa.it/cronaca/2021/05/16/news/omofobia-uno-su-quattro-ha-ricevuto-minacce-l-italia-peggiora-nella-classifica-per-le-politiche-a-tutela-dei-diritti-1.40278509

        “ma come tu stesso riveli”

        Quando e come?

        “la ridicola tesi per cui, su mille cose dette dalla Chiesa, l’unica che verrebbe ancora recepita”

        Mai detto una cosa simile. Magari fosse “l’unica cosa che viene recepita”! 🙂

        “la condanna dell’omosessualità e del “genderismo” ”

        Guarda, mi sembra davvero che basti e avanzi.

        D’altro canto, può riformarsi quanto le pare, ma la Chiesa non può mica smentire le Scritture. Queste hanno nell’Antico Testamento la grande onestà intellettuale di descrivere chiaramente cosa accade a Sodoma e Gomorra. Coerentemente vi si legge “non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio” (Levitico, 18:22) e “se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro.” (Levitico, 20:13). Oh, per carità: uno si aspetterebbe – assecondando la solita risposta dei cattolici quando si cita la Bibbia – che non sia corretto citare alla lettera l’Antico Testamento, che con Gesù sia cambiato tutto, che il Nuovo Testamento sia diverso. E’ interessante allora leggervi che:

        “Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.”
        (I Romani, 1:24-32)

        e giusto per essere chiari

        “né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.”
        (1 Corinzi, 6:10)

        Questa roba (non posso definirla altrimenti o mi denunciano per vilipendio alla religione) viene predicata ancora oggi. Sono le parole dell’Apostolo delle Genti, mica pizza e fichi.

        E dopo due millenni di questa roba ci stupiamo se qualcuno poi discrimina i gay?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “Questa roba (non posso definirla altrimenti o mi denunciano per vilipendio alla religione) viene predicata ancora oggi. Sono le parole dell’Apostolo delle Genti, mica pizza e fichi.”

          Fingendoti un critico laico, hai appena pubblicato una sfilza di istigazioni all’omofobia!

          Siccome il ddl Zan è un’aggiunta alla Legge Mancino, non ho voglia adesso di mettere a confronto le due leggi per vedere quanto carcere ti saresti fatto se fosse passato….

          🙂

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martínez

            “sfilza”

            Eh no caro mio. 🙂

            Ho messo tutto debitamente fra virgolette, citando la fonte.

            Non è che se cito il Mein Kampf specificando la fonte posso essere accusato di antisemitismo; se così non fosse, scrivere un libro di storia del XX secolo sarebbe difficile.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “Non è che se cito il Mein Kampf specificando la fonte posso essere accusato di antisemitismo”

              Ah, ecco…

              Se io distribuisco i volantini con i discorsi di Hitler, e ci metto davanti e dietro le virgolette, posso farlo senza incorrere in reato di apologia del fascismo?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Renzi è un grande”

                Guarda che coglione: ha scritto “Renzi è un grande”

                Sono la stessa cosa? Sono entrambe odi a Renzi?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “fascismo”

                Sì.

                L’art. 1 della legge Sceòlba dice infatti che «la riorganizzazione del disciolto partito fascista» si ha «quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.»

                https://it.wikipedia.org/wiki/Apologia_del_fascismo#:~:text=Ogni%20tipo%20di%20apologia%20%C3%A8,con%20il%20mezzo%20della%20stampa.

                Se distribuisco volantini con citazioni del Mein Kampf indicando la fonte faccio opera di divulgazione storica, o al massimo di (legittima e non violenta) critica politica ad esempio alla sede di Casapound od Italia Viva di fronte alla quale mi sono messo a distribuire i volantini. Di certo non integro il reato di apologia di fascismo.

                Case editrici hanno ristampato e venduto il Mein Kampf senza problemi nonostante la legge Scelba.

                Persino i manifesti elettorali di Forza Nuova, che vidi quando anni fa si presentò alle elezioni a Roma, mostravano un ritratto del duce con citazioni dei suoi discorsi: nessuno parlo’ di apologia di fascismo per quei manifesti.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • roberto scrive:

            miguel

            “Fingendoti un critico laico, hai appena pubblicato una sfilza di istigazioni all’omofobia!”

            vedi come è bella e ricca la lingua italiana…citare, istigare, pubblicare….tante parole per indicare cose diverse

            istigare non è sinonimo di citare o pubblicare, quindi rispondo con sicurezza: zero anni anche con Zan

            🙂

        • PinoMamet scrive:

          Andrea, scrivi:
          “Bravissimo. Ti suggerisco allora di darti una mossa:

          https://www.omofobia.org/events/events-list

          https://www.lastampa.it/cronaca/2021/05/16/news/omofobia-uno-su-quattro-ha-ricevuto-minacce-l-italia-peggiora-nella-classifica-per-le-politiche-a-tutela-dei-diritti-1.40278509

          allora, visto che spesso ti piace citarci, come ebreo ho partecipato anch’io a un sondaggio sulla nostra sicurezza percepita.

          Ho ricevuto minacce? come ebreo? mi sento sicuro se giro con la kippah in testa? ecc. ecc.

          Beh, io ho risposto sinceramente: nessuno mi ha mai minacciato come ebreo, solo come stronzo, e metto la kippah quando voglio e nessuno mi ha mai detto niente, con o senza.

          Ciò non toglie che dal sondaggio risulterebbe che gli atti di antisemitismo aumentano e ci sentiamo meno sicuri.
          Mah.

          Sarà colpa dell’epistola ai Corinzi o di quella ai Tessalonicesi?
          😉

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ PinoMamet

            “Tessalonicesi”

            E’ quello che dico io. Gli Ebrei oggi in Italia sono (relativamente) al sicuro; certo più dei gay, le aggressioni ai quali riempiono le cronache (solo Francesco non se ne accorge).

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  46. mirkhond scrive:

    Non mi risulta che nelle chiese di oggi si aizzino le discriminazioni contro gli omosessuali.
    Sei rimasto a tempi passati. La Chiesa di oggi è fin troppo a braccetto col mondo. Anche quello in cui ti ci ritrovi.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ mirkhond

      “aizzino”

      Non so se sono rimasto ai tempi passati.

      A me risulta che la lettera ai Romani e quella ai Corinzi vengano lette pubblicamente a messa.

      O forse oggi vengono censurate? Se così fosse, ci si potrebbe chiedere perché.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio scrive:

        Mica integralmente!

        E figurati se leggerebbero passi così.

        Non hai capito che siamo nell’epoca in cui è Dio che deve adattarsi alle mode e non gli uomini a Dio?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “mode”

          Adesso il rifiuto delle discriminazioni è una moda, non una conquista di civiltà?

          Andiamo bene…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Certo che è una moda.

            La civiltà per sua natura è stratificazione, accumulo, tradizione, continuità, sedimentazione.

            La civiltà italiana è eredità classica, cristianesimo.
            Sono i nostri borghi secolari, la nostra arte, la nostra letteratura, le nostre tradizioni giuridiche e politiche (il diritto romano, i comuni…).

            Quello di cui parli tu è la distruzione della civiltà, è il sovvertimento addirittura di universali culturali in nome di un’istintualità animale non incanalata e contenuta.

            Ci sono culture umane repressive verso l’omosessualità e altre che non lo sono.
            Io ti direi anche che preferisco le seconde, perché lo stigma dell’omosessualità viene da un’istanza biologistica, di riproduzione e continuità della specie.
            Ma nessuna cultura umana storicamente nota istituzionalizza o legittima l’omosessualità come alternativa paritaria alla polarità uomo-donna.

            Quindi si sta parlando di regressione al pre-culturale.
            Quindi qui non si sovverte la civiltà in senso storico di cui parlavo, ma addirittura la civiltà in senso antropologico.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “Civiltà”

              Mica è una pianta. La civiltà è un accumulo di esperienze, ma la conduzione umana migliora solo se della tradizione si sa prendere quello che ci fa adattare al mondo e scartare il resto. In Groenlandia i Vichingo si sono estinti, secondo Diamond, ché non sono passati da una dieta s base di pecora a una a base di balena, lasciando il campi ai meno tecnologicamente evoluti eschimesi. La discriminazione dei gay (e la repressione sessuale delle donne) aveva senso in un mondo in cui la mortalità infantile era altissima e la conservazione della linea ereditaria una priorità assoluta, per cui il sesso poteva solo essere riproduttivo e la paternità si garantiva solo tenendo le donne rinchiuse. Ora sono scorie. Una pianta si sostiene su un tronco morto, una civiltà ne rimane soffocata.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Eludi la mia obiezione però.

                Io non dico che non esistano ragioni funzionali o che la cultura sia immutabile.

                Dico che stiamo andando oltre il culturale.

                Non mi è neanche chiaro chi siano i gay.
                Esiste l’omosessualità, che è una pulsione. E ci possono essere forme agite di sessualità fra persone dello stesso sesso.

                Poi ogni forma di pensiero e di azione è una discriminazione, perché è un giudizio (in senso logico, prima ancora che etico) e una scelta (se faccio una cosa non ne faccio un’altra).

                È chiaro che non ci sarebbe motivo, fin qui ci siamo, di dare meno diritti a persone che hanno pulsioni verso lo stesso sesso rispetto alle altre.
                Ma questo accade da sempre, a livello giuridico: non so se mai sia esistita una legge in Italia che precludesse dei diritti in base al fatto che ti piacciono gli uomini o le donne.
                Ci può essere discriminazione sociale.
                Ma queste sono dinamiche spontanee. Le persone di ceto alto non amano frequentare quelle di ceto basso (non solo per il censo, ma spesso per il livello culturale, lo stile, i gusti, ecc.).
                Che facciamo, li obblighiamo con la forza?
                Se io volessi avere solo amici eterosessuali, lo stato che fa, mi viene a dire: “no, tu devi uscire a farti una pizza almeno una volta alla settimana con un omosessuale”? Sai come sarebbe felice quell’omosessuale di uscire con uno che lo fa per forza, col fucile puntato alla tempia.

                No, non capisco proprio la pertinenza della questione.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “pizza”

                Qui non parliamo di pizza.

                Parliamo di un odio omófobo che incita ad atti di violenza.

                Vogliamo reprimerlo questo odio, o lo lasciamo sfogare perché tanto la condanna sociale degli omosessuali c’è sempre stata?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                ” La discriminazione dei gay (e la repressione sessuale delle donne) aveva senso in un mondo in cui la mortalità infantile era altissima e la conservazione della linea ereditaria una priorità assoluta, per cui il sesso poteva solo essere riproduttivo e la paternità si garantiva solo tenendo le donne rinchiuse. Ora sono scorie. ”

                Volevo dire qualcosa di analogo anch’io, ma partendo da un approccio diverso.

                La sessualità è fondante nelle relazioni umane, sia perché unisce delle persone di provenienza diversa (altrimenti sarebbe incesto, con relativo tabù universale); sia perché porta alla procreazione, cioè permette la continuità nel tempo delle relazioni umane.

                A differenza di Peucezio, vedo questo come un dato insieme naturale e culturale: l’uomo è un “animale politico”.

                L’uomo ha però prodotto dei sistemi astratti (proprietà, stato, denaro) che hanno annullato le relazioni umane: il Sistema si rapporto solo con singoli, gli “individui” o “cittadini” o codici fiscali.

                Meno relazioni hanno tra di loro, meglio è.

                A quel punto diventano scorie (come giustamente dici) sia la sessualità degli individui, sia come scelgono di apparire davanti agli altri.

                E quindi salta non solo il “genere”, ma diventa innocuo e privo di significato tutto l’aspetto: il cassiere all’OVS aveva tutto il volto tatuato, ma faceva esattamente ciò che gli azionisti dell’OVS volevano da lui, e diceva anche “buongiorno grazie” ai clienti.

              • PinoMamet scrive:

                “La sessualità è fondante nelle relazioni umane, sia perché unisce delle persone di provenienza diversa (altrimenti sarebbe incesto, con relativo tabù universale); sia perché porta alla procreazione, cioè permette la continuità nel tempo delle relazioni umane.”

                Infatti, e sempre lì torniamo.

                O abbiamo un essere umano astratto, titolare di diritti universali e del tutto intercambiabili, e la sua identità non è che una serie di “maschere” che può indossare di volta in volta;

                oppure abbiamo un essere umano definito (anche) dalla sua biologia, e per esempio un maschio, comunque si voglia identificare, non avrà voce in capitolo sulle gravidanze (nè potrà rimanere madre…)

                a me la prima prospettiva spaventa abbastanza.

                Ma è anche la più semplice sotto il profilo legislativo!
                Esattamente come il laicismo alla francese è più semplice della laicità italiana…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “che hanno annullato le relazioni umane”

                Questo capita in un campo di concentramento, o in una periferia degradata dormitorio di pendolari che si alzano alle cinque del mattino e rincasano alle dieci di sera dopo aver passato otto ore alla catena di montaggio in una fabbrica all’altro capo della città.

                Ma non è tutto così. Esiste sempre lo spazio dell’individualità. La legge interviene o dovrebbe intervenirvi solo per difendere il più debole, che nella Famiglia Tradizionale Voluta Da Dio è di solito l’Omosessuale o la Donna (visto che il Diavolo del terzetto dell’omonimo libro di Mario Praz l’abbiamo lasciato nella campagna dello spirito che tanto piace a Peucezio).

                E’ in questo ambito che i bulli omofobi hanno vinto con la sconfitta del DDL Zan.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Questo capita in un campo di concentramento”

                Come sai, io stimo molto la tua intelligenza.

                Ma so anche che la tua ideologia ti fa fare degli scivoloni incredibili.

                Io dico che il Sistema (proprietà privata/stato/carcere ecc) annienta le relazioni umane, sostituendole con la relazione tra il Sistema e gli Individui.

                Tu rispondi confermando esattamente ciò che ho detto.

                Cito:

                “Esiste sempre lo spazio dell’individualità.”

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “torniamo”

                Amartya Sen ha scritto un aureo libretto in cui si ricorda che l’identità non è mai al singolare: le identità sono sempre plurali.

                Io sono genovese, sono fisico, sono italiano, sono maschio, sono europeo. Non sono soltanto uno di queste cose.

                La negazione di questo fatto, che fu evidenziato chiaramente per primo addirittura da Aristotele e che sta quindi alla base della cultura occidentale, è la base del totalitarismo: la riduzione di tutte le identità di un individuo a una sola identità determinante e fondamentale, che sia di razza, di religione o che, identità dominante che si estende come una totalità a tutti i membri del corpo sociale in modo uniforme, va imposta con la coercizione e/o la catechizzazione.

                Il che spiega bene tra l’altro perché la difesa delle identità plurali sia il patrimonio della sinistra. Questa considera determinanti per i rapporti politici i soli rapporti di produzione, per cui ogni differenza fra identità individuali è liberamente determinata dagli esseri umani stessi senza una Provvidenza o una Patria che ti imponga come vestire, con chi trombare ecc.

                “laicismo”

                E difatti la Francia è il modello che ci sta davanti anni luce.

                Loro non hanno in casa la palla al piede del Vaticano e le ubbie gallicane e vandeane le hanno risolte coi sistemi che sappiamo due secoli fa.

                “donne”

                Il fatto che la femmina può partorire e il maschio no ha rilevanza politica perché determina in modo differente lo spazio di libertà insindacabile degli individui dei due sessi.

                Solo la donna può decidere se portare avanti la gravidanza o no, perché una data gravidanza avviene nel corpo della donna incinta e solo quella particolare donna ne può disporre.

                Ogni intervento forzato dall’esterno, sia che induca a portare avanti una gravidanza non voluta sia che induca a interrompere una gravidanza desiderata, equivale a uno stupro.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                “Io sono genovese, sono fisico, sono italiano, sono maschio, sono europeo. Non sono soltanto uno di queste cose.”

                Sì, beh, sono sicuro che sei anche tante altre cose.

                Ma non tutte queste sono generatrici di diritti, o devono esserlo.

                Io per esempio sono fiero di avere parenti malavitosi, penso di essere la reincarnazione di un gatto, sono appassionato di musica greca degli anni Trenta.

                Sono tutte mie identità, ma, caro mio…

                ciao!

          • PinoMamet scrive:

            Premesso che non c’entra nulla con la liturgia cattolica;

            premesso che non c’entra nulla con il DDL Zan;

            sono abbastanza d’accordo con Peucezio.

            Tutto l’impianto del matrimonio “bianco”, moderno, borghese, industriale;
            ma di più, tutto l’impianto dell’ “amore” bianco, moderno, borghese, industriale;
            è stato trasferito sugli omosessuali.

            l'”amore” borghese (uso questo termine anni Settanta in attesa di un sostituto migliore) lo esemplifico nella coppietta di neo-sposati che fanno i calcoli su cosa possono permettersi o no e se stare in comunione o divisione dei beni

            (c’è una scena simile nello spaventoso libro Peter Pan & Wendy, ma sarebbe un altro discorso)

            poi nella mia immagine, lei lo tradisce con il muratore e lui va a puttane o ha un amante omosessuale.

            Ora, l’amante gay richiede di poter avere anche lui il diritto di diventare parte di una coppia con bollette, mutui, parenti che litigano per l’eredità e, ah, i figli, dimenticavo.

            e perché no? Se l’attrazione erotica eterosessuale, istituzionalizzata in “famiglia”, è fonte di diritto, perché non quella omosessuale?
            Difficile dargli torto, ma…

            e il muratore? Se ci si ama in due, perché non in tre?
            Tocca dirlo, la finestra di Overton è bella aperta.

            O si torna alla famiglia il cui scopo ideale, anche se non sempre funzionante, è la procreazione…

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Sono due cose diverse. Se sei etero, hai il diritto di sposare LA persona che ami, mentre se sei gay no.
              La poligamia è un’altra cosa. Uno può anche dire di essere a favore, ma non si pone un problema di disparità di trattamento.

              • PinoMamet scrive:

                …beh, la poligamia pone diversi problemi di disparità di trattamento, volendo.

                Inoltre stai considerando solo la poligamia “poliginica”, ma se ammettiamo la possibiltà per Mamadou di sposare due mogli, non si può impedire che Simonetta sposi due mariti.

                E se invece si facesse un quartetto, 2 e 2?

                da qualche parte il confine va tracciato, da parte del legislatore.

                E si tratta sempre di una decisione arbitraria.

                La meno arbitraria, ed è questo il mio punto, se scaviamo un po’, sarebbe definire la famiglia in base alla biologia: un maschio e una femmina che si uniscono allo scopo o con la possibilità almeno teorica di procreare insieme, e la loro prole.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La poligamia (anche come poliandria) non è un negozio come il matrimonio attualmente esistente, che è bilaterale. Significa proprio una cosa oggettivanente diversa.
                Il matrimonio gay è solo soggettivamente diverso.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “La poligamia (anche come poliandria) non è un negozio come il matrimonio attualmente esistente, che è bilaterale. Significa proprio una cosa oggettivanente diversa.”

                Una riflessione interessante.

                Ma anche la costituzione di una società o di un’associazione è un negozio che può essere multilaterale, no?

                Un matrimonio poligamico non potrebbe essere in qualche modo analogo a un atto costitutivo firmato da cinque soci?

                Non so, tento di capire…

              • Peucezio scrive:

                Ma non sarebbe infinitamente più semplice relegare il matrimonio ad arcaico rito religioso un po’ folcloristico e puramente simbolico, come una festa popolare (quale in effetti è) o a un dato di costume un po’ rétro e per il resto istituire la possibilità di vincoli indipendenti sulle varie materie, senza il pacchetto unico obbligatorio, che è un’idea illiberale e autoritaria?

              • PinoMamet scrive:

                “La poligamia (anche come poliandria) non è un negozio come il matrimonio attualmente esistente…”

                vabbè, questa mi sembra un po’ una tautologia: non è un negozio semplicemente perché non è attualmente riconosciuta (in Italia), se lo fosse sarebbe un negozio esattamente come il matrimonio bilaterale.

                Peucezio:
                “Ma non sarebbe infinitamente più semplice relegare il matrimonio ad arcaico rito religioso un po’ folcloristico e puramente simbolico, come una festa popolare…”

                più o meno così?
                Tipo, che tu sia gay o etero, ti fai la tua bella cerimonia con l’abito bianco, con il prete o finto prete o monaco, boh, jainista a piacere che ti officia il rito?

                Ci sto. Perché no?

                In fondo, stai dicendo: lasciamo lo Stato fuori dal matrimonio.
                A ‘sto punto se la giocano le confessioni religiose, o i semplici cittadini per i fatti loro, se a due amici gli va di avermi come celebrante mi chiamano e celebrano, e il matrimonio ha valore solo per loro.

                Per il resto, rimangono da regolare le situazioni patrimoniali, che possono essere risolte di volte in volta da accordi ad hoc.

                E l’educazione e cura dei figli, che però mi sembra una materia abbastanza delicata da giustificare un intervento più generale del legislatore…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @ Pino
                Negli ordinamenti in cui esiste lo è…

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Tipo, che tu sia gay o etero, ti fai la tua bella cerimonia con l’abito bianco, con il prete o finto prete o monaco, boh, jainista a piacere che ti officia il rito?”

                Purché, anche se omosessuale, sposi una persona dell’altro sesso.
                Il matrimonio è un istituto tradizionale, quindi la polarità uomo-donna è la sua essenza simbolica.
                Io trovo criticabile qualunque forma di legittimazione pubblica della coppia omosessuale (non dell’omosessualità in sé, che non è un inedito), perché va contro un universale antropologico, ma sul piano pratico forme di accordo fra qualunque cittadino A e qualunque altro cittadino B (uno o più di uno) per disciplinare una serie di questioni condivise mi paiono non solo utili, ma, direi, imprescindibili.
                È proprio la coppia come istituto sociale e non come legame personale che è per definizione basata sulla polarità sessuale e allora o la si rinnega o se la si ammette, la si deve ammettere per quello che è.

              • paniscus scrive:

                “E l’educazione e cura dei figli, ”
                ——

                Questa, di fatto, dovrebbe una questione completamente estranea a quella della legislazione sul matrimonio,

                visto che è perfettamente possibile, e ormai diffusissimo, avere figli senza essersi mai sposati (e non parlo di ragazze madri abbandonate o di coppie sfasciate prima ancora di cominciare, ma di coppie conviventi stabilmente che hanno riconosciuto il figlio insieme e lo allevano insieme).

                Praticamente, l’unica differenza rimasta è che se la donna che partorisce è sposata, il riconoscimento paterno parte in automatico, mentre se non lo è si deve fare una dichiarazione apposita.

                Visto che non esiste più nessuna differenza legale tra la posizione dei figli nati dentro o fuori dal matrimonio, e che gli obblighi economici ed educativi verso i figli sono identici sia per genitori sposati, che conviventi, che separati o divorziati… a mio avviso questo aspetto sarebbe da scorporare completamente dalla legislazione specifica sul matrimonio.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “mode”

          Dimenticavo di chiedere: mi stai forse dicendo che la liturgia si adatta alle mode del secolo?

          Perché se hai ragione, conferma quello che ho sempre pensato: che è come la pelle dei testicoli, va dove la si tira.

          In altre epoche avranno fatto furore passi come “non permettersi che la strega viva” oppure “donne siate sottomesse ai mariti”.

          Ci trovi tutto e il contrario di tutto, nel supermarket della religione.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Vabbè, la liturgia non è che si adatta, semplicemente è stata abolita e sostituita con una sua caricatura blasfema di pessimo gusto, per compiacere i protestanti, che sono fondamentalmente aliturgici, ma, ancor prima (il protestantesimo è un mezzo, non il fine), per distruggere la fede cattolica.

            La liturgia fino all’ultimo concilio era uno sviluppo organico a partire dalle origini, non immobile, ma senza stravolgimenti e senza archeologismi (al massimo si potevano sfrondare eccessi recenti, come fu fatto in epoca tridentina).
            D’altronde direi che è proprio il concetto di moda che è appunto legato alla modernità, come dice la parola stessa. In altre epoche potevano esserci mode nel senso di capricci estetici di piccole élite di nobili, ma nelle cose importanti la società mutava molto lentamente e certi principi non erano in discussione. Non si pensava a rifare il mondo daccapo, ma, anzi, si venerava la tradizione in sé e si legittimavano le cose in nome della loro antichità.
            Non ho proprio presente la nozione di “progresso” in epoche premoderne e preborghesi.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “abolita”

              Vabbe’, è lo stesso: tempi nuovi, nuovi sostituti della vecchia liturgia. Pelle dei testicoli, appunto.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              “Non si pensava a rifare il mondo daccapo, ma, anzi, si venerava la tradizione in sé e si legittimavano le cose in nome della loro antichità.”

              Francamente credo che venerare la tradizione in quanto tradizione e legittimare le cose in nome del loro essere antiche sia altrettanto deleterio di voler fare il mondo daccapo.

              E meno divertente!

              • Peucezio scrive:

                Boh… io so che se una cosa funziona non c’è motivo di cambiarla, quindi ciò che cambia è intrinsecamente imperfetto.

              • PinoMamet scrive:

                Se una cosa funziona la si tiene perché funziona, non perché è antica.
                Bruce Lee insegna! 😉

                (Sono sicuro che Ros coglierà! E anche Moi).

              • PinoMamet scrive:

                Faccio eccezione per le piccole cose folkloristiche, che non fanno male a nessuno.

                Che i primi due anni di liceo classico si chiamino il ginnasio, che gli alpini portino la penna nera, che le tirolesi indossino il dirndl alle feste ecc.

                ma per quanto riguarda idee e concetti direi proprio di no: se non “funzionano” più li si cambia.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Se una cosa funziona la si tiene perché funziona, non perché è antica.
                Bruce Lee insegna! 😉”

                Non sono esperto di Bruce Lee 🙂
                Ma se una cosa non funziona ce ne si accorge subito.
                Se si continua a fare per generazioni, o sono tutti scemi oppure funziona.

              • PinoMamet scrive:

                Spesso sono tutti scemi…

              • Moi scrive:

                Ocio,Pino … che alla UAAR & Dintorni lo dicono delle Religioni Tradizioali con regole ferree antichissime ! 😉

              • PinoMamet scrive:

                Non hanno tutti i torti.

                L’ebraismo non ha, in effetti, regole antichissime: quelle antichissime riguardano il Tempio, che non c’è più e quindi non sono più applicate.

                Altre regole che ci sono riguardano, assai più della vita religiosa, gli aspetti del vivere quotidiano (lavarsi le mani, mangiare ecc.) e spesso sono del tutto ragionevoli (lavarsi le mani prima dei pasti…).

                Verissimo che c’è stata una certa deriva letteralista: fare le cose come ha detto il tal rabbino nel tal secolo, perchè lo ha detto lui.
                Ma le fonti della legislazione ebraica hanno di bello che non sono mai univoche (viene praticamente sempre riportato un dibattito con posizioni diverse) né senza spiegazioni (il tal maestro diceva di fare così per questo motivo , il tale nell’altro modo per quest’altro motivo…).

                Quando rispondevo a Peucezio avevo in mente la critica di Bruce Lee ai “kata” delle arti marziali tradizionali: fanno il movimento esatto al millimetro, ma non sanno più perché lo fanno e quindi il movimento è del tutto privo di senso e da buttare.
                (La critica è sbagliata per come sono praticati i kata oggi, ma era probabilmente giustissima negli anni Sessanta…)

                “Si usa il ponte per attraversare il fiume, una volta attraversato il fiume non ci si porta il ponte sulle spalle!”

              • PinoMamet scrive:

                Faccio altri due esempi a Peucezio, di tipo diverso tra loro.

                1- i Pawnee hanno continuato per secoli a praticare il rituale della “stella del mattino”, cioè il sacrificio umano di una ragazza al fine del mantenimento del ciclo delle stagioni: le stagioni si sarebbero mantenute benissimo senza…

                2- la schiavitù era senza dubbio molto giustificata e utile dal punto di vista economico (per gli schiavisti) ma non era mica un buon motivo per mantenerla!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                ” i Pawnee hanno continuato per secoli a praticare il rituale della “stella del mattino”, cioè il sacrificio umano di una ragazza al fine del mantenimento del ciclo delle stagioni: le stagioni si sarebbero mantenute benissimo senza…”

                Sicuro?

                L’ultimo sacrificio quando c’è stato?

                A quando risalgono i primi sintomi degli attuali cambiamenti climatici?

              • PinoMamet scrive:

                😀
                Non ditelo a Greta 😉

                No, l’ultimo sacrificio confermato è di fine Ottocento; una ragazza venne purtroppo uccisa comunque, una venne salvata da due guerrieri Pawnee “riformisti” (ma sempre pagani, a quanto mi risulta), mo’ non chiedetemi i nomi..

              • PinoMamet scrive:

                Comunque come credente in una religione ammetto benissimo di accettare idee irrazionali e non confermabili.
                Altrimenti sarei ateo, o buddhista… tradizionale, più tradizionale ancora dei tibetani.
                (Un po’ di buddhismo fa sempre bene, prendetene un po’, mescolato alle vostre religioni 😉 )

                Uno dei miei criteri è che siano robe che tocchino me, senza rompere troppo le scatole agli altri.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “1- i Pawnee hanno continuato per secoli a praticare il rituale della “stella del mattino”, cioè il sacrificio umano di una ragazza al fine del mantenimento del ciclo delle stagioni: le stagioni si sarebbero mantenute benissimo senza…”

                Stavo per dire la stessa cosa di Miguel (non nel senso dei cambiamenti climatici, ma quantomeno del fatto che manca la controprova).

              • Peucezio scrive:

                Il bello è che un tempo mancava il benessere materiale e le comodità cui siamo abituati oggi, ma almeno si era in un mondo organico con un suo oridne tradizionale, un suo sentimento del sacro, inseriti in un ordine soprabbaturale che rassicurava circa il senso della morte e di tutto il resto, ecc.

                Ora ci vogliono togliere comodità e benessere non solo senza risacralizzare il mondo (ammesso sia possibile), ma togliendo quel poco di sacro che è rimasto.

              • PinoMamet scrive:

                “Stavo per dire la stessa cosa di Miguel (non nel senso dei cambiamenti climatici, ma quantomeno del fatto che manca la controprova)”

                Cioè l’anno dopo il sole ha smesso di sorgere? Sospetto che invece abbia continuato, sai com’è 😉

                Comunque constato che anche tra i Pawnee del Diciannovesimo secolo saresti stato un insopportabile retrogrado 😉

                Fortuna (per le ragazze Sioux rapite specialmente) che non tutti la pensavano come te! 😀

  47. Miguel Martinez scrive:

    Altra cosa ancora, che non mi convince, è proprio il concetto di LGBTSPQR+&%.

    Allora, tutti i sistemi sociali hanno regolamentato in qualche modo la sessualità.

    Noi proveniamo da un sistema cristiano, che prevede la sessualità monogamica e riproduttiva e vieta altre forme “alternative”.

    Cioè vieta l’omosessualità maschile, l’omosessualità femminile, il divorzio, le scappatelle extraconiugali eterosessuali, la masturbazione, gli anticoncezionali, la pedofilia, il cannibalismo erotico, il transessualismo, l’autoginefilia, le coccole tra fidanzatini, la zoofilia, la convivenza fedele di un uomo e di una donna non sposati, lo stupro, la poligamia, la prostituzione, la poliginia e un sacco di altre cose.

    Tutte queste cose fanno parte della variegata natura umana, che per motivi misteriosi ci porta a fare cose assai varie.

    LGBTecc non è quindi un’entità precisa, è semplicemente una parte delle tante potenzialità sessuali, rigorosamente delimitata (fate l’elenco di quante delle cose citate sopra NON sono ammesse dal signor Zan) secondo i canoni morali del nostro momento.

    E non esiste un motivo particolare, secondo me, per cui le lesbiche – che sono attratte dalle donne – debbano essere “la stessa cosa” dei maschi omosessuali, che invece sono attratti dagli uomini.

    E NON fanno parte della banda LGBTSPQR tutti quelli che in questo momento sono legittimati (tipo fidanzatini o divorziati o chi usa anticoncezionali).

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “NON”

      Sospetto sia un po’ come per i Palestinesi di oggi o gli italiani di Trento all’inizio del Novecento. L’assunzione di un’identità nasce dal subire una discriminazione. Tutti quelli che subiscono una discriminazione per lo stesso motivo si sentono compartecipi della stessa sorte.

      Dubito che i neri appena rapiti e stipati nelle navi negriere definissero se stessi come “neri”, “di colore” o “africani”. Parlavano lingue diverse come l’italiano dal cinese. Sono diventati “neri” dopo aver raccolto il cotone ed essere stati frustati nelle stesse piantagioni tutti insieme. Ecco perché diciamo che il blues nasce come musica “nera”, o “afroamericana”, e non burkinabe’ o wolof.

      Primo Levi racconta che molti ebrei polacchi poco secolarizzata in lager all’ inizio lo prendevano come un agente provocatore ché capiva il tedesco ma non lo yiddisch.

      Così, una donna che abortisce e un omosessuale hanno poco in comune. È l’essere stigmatizzati come peccatori nemici della famiglia per secoli che ha finito per accomunarli.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “L’assunzione di un’identità nasce dal subire una discriminazione.”

        Verissimo, anzi è quello che volevo dire io.

        Semplicemente il fatto di avere lo stesso nemico non crea comunità vera.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “vera”

          Come insegna Engels, la quantità genera la qualità.

          Inizialmente Levi era un estraneo per gli altri Ebrei in Lager; dopo un anno di tormenti in comune era uno dei loro.

          Con le dovute variazioni del caso, lo stesso vale per i Palestinesi oggi.

          Ricordiamo le parole di Paul Lagarde: la Patria non è che una memoria comune. E cosa c’è di meglio memorizzato in comune delle comuni sofferenze?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • Moi scrive:

      @ MIGUEL

      Noi proveniamo da un sistema cristiano, che prevede la sessualità monogamica e riproduttiva e vieta altre forme “alternative”.

      [cit.]

      ———————————

      Però è vero altrettanto veritiero che nel cosiddetto “Occidente Cristiano” c’è sempre stata un’ Ipocrisia, un Dualismo Stato-Chiesa, una Teologia della Scappatoia 😉 a un livello sistematico difficilmente immaginabile altrove.

  48. Miguel Martinez scrive:

    Ribadisco (poi vado a dormire):

    Sesso: distinzione biologica incontestabile di quasi tutte le specie più “evolute” dell’ameba

    Genere: il modo in cui una data cultura umana, in un dato momento, legifera riguardo alla distinzione reale dei sessi.

    Transismo (transessualismo, transgenere…): il fatto, incontestabile, che ci sono alcuni individui indiscutibilmente di sesso A che si trovano affascinati dal ruolo che la società attribuisce al sesso B.

    In Iran, le donne devono portare il velo: esiste un chiaro genere legiferato, che va molto oltre il sesso. E coerentemente, chi vuole vivere secondo lo stile “femminile” o “maschile” previsto dalla legge islamica, può cambiare genere.

    In Italia questo non ha un senso.

    Non esistono leggi che impongono il velo alle donne, o le barbe agli uomini.

    Esistono una serie di norme (giuste o ingiuste) strettamente legate al sesso e non al genere (età del pensionamento, bagni per le donne, ecc.).

    E quindi eventuali discriminazioni riguardano proprio queste norme.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Che sul piano giuridico sia indifferente essere maschi o femmine in Italia è già molto discutibile. Che lo sia sul piano sociale è palesemente falso.

      Ma, ammettendo per un attimo che sia vero, allora la cosa mi crea un interrogativo: perché ti turba così tanto il salto da qurlla che tu credi che sia una categoria vuota a un’altra?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “Che sul piano giuridico sia indifferente essere maschi o femmine in Italia è già molto discutibile.”

        Infatti ho elencato a braccio alcuni elementi in cui mi sembra che ci sia una distinzione tra maschi e femmine sul piano giuridico (tipo, vanno in pensione prima): tu sicuramente ne conoscerai altri, infatti se ho capito bene tu ritieni che NON siano categorie giuridicamente vuote, e su questo siamo d’accordo.

        Sul “turbamento”… come ho già scritto una cinquantina di volte, mi colpisce che il legislatore italiano vorrebbe fissare in cosa consiste la “mascolinità” o la “femminilità” (intesi come genere e non come sesso), anche se lo si scrive in maniera del tutto incomprensibile.

        • Miguel Martinez scrive:

          Sul legislatore che decide sul genere… è interessante come tutti i “filo-zanisti” (scusate la semplificazione) ricorrano sempre agli stessi racconti-stereotipo per spiegare cosa sia il “genere”: “Mario entra in un bar con la gonna fuchsia e i tacchi alti e il rossetto”.

          Bene, il 90% delle donne biologiche che conosco io portano normalmente i pantaloni, si mettono i tacchi alti sono in occasioni rarissime e portano appena un filo di trucco, o niente.

          Invece in media sono più basse dei maschi, non diventano calve con altrettanto facilità, hanno le mestruazioni e qualche volta restano incinte.

          • roberto scrive:

            E con questo cosa vuoi dire?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “E con questo cosa vuoi dire?”

              Quello che ho detto, non capisco la domanda.

              Stiamo cercando una definizione sensata del termine “genere”, per decifrare il concetto di “identità di genere”.

            • Peucezio scrive:

              Che l’ideologia LGBT sta imponendo stereotipi di genereanacronistici e vagamente caricaturali.

              Non capirò mai perché un uomo che si senta donna debba voler assomigliare non a una donna con un paio di jeans e una maglietta ma a un puttanone settantennenne da bordello popolare di periferia degli anni ’50.

              Come dire che avere un aspetto da uomo significa andare in giro in canottiera ingiallita e stracciata, puzzolente come una fogna di Calcutta, con la barba incolta, unto e pieno di macchie sui vestiti, coi capelli sporchi come se li avesse immersi nel lubrificante, che rutta, scorreggi, scaracchia, si toglie le caccole con le dita, dice parolacce e bestemmie tutto il tempo, mangia con le mani e buttando la faccia nel piatto e quando beve si fa colare il vino lungo tutto il corpo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Che l’ideologia LGBT sta imponendo stereotipi di genereanacronistici e vagamente caricaturali.”

                Infatti, per questo mi sembra più semplice definire “uomo” e “donna”, almeno ai fini giuridici, in base a poche cose semplici… geni, potenziale riproduttivo con relativi meccanismi, ecc.

                Se no si finisce come fare il governo dell’Iran, che infatti come si diceva ha molto logicamente legittimato il passaggio di persone che si ritrovano male in un “genere” legiferato in maniera precisa all’altro.

          • roberto scrive:

            Vabbè ho capito ma

            “ “Mario entra in un bar con la gonna fuchsia e i tacchi alti e il rossetto”

            Non è un racconto stereotipo ma solo un esempio per capirci….dai dove sta scritto che solo Miguel e peucezio hanno il monopolio degli esempi esagerati!?!

            • Peucezio scrive:

              Ma la questione è di principio, non di misura.

              Collegare certe forme di abbigliamento o di cura od ornamento della persona a un sesso rispetto a un’altro è un dato culturale condizionato da mille fattori spiccioli (epoche, generazioni, ceti, nazioni, perfino città o regioni) e quindi fondamentalmente arbitrario.

              A posteriori constatiamo che le donne vestono tendenzialmente in un certo modo e gli uomini in un altro, ma non c’è nessun nesso intrinseco: è un dato fondamentalmente statistico.

              Ma, soprattutto, l’insistenza su queste forme di caratterizzazione stereotipata dovrebbe essere una posizione reazionaria, anti-“fluida”.
              Se il concetto è quello di sovvertire gli stereotipi e pensare che un uomo può sentirsi donna e viceversa, andare con gli uomini e così via, che senso ha insistere sugli stereotipi più vieti e rétro?

              Sarebbe come dire che per combattere l’antisemitismo bisogna rappresentare l’ebreo col nasone, la barbetta, l’aria infida, come nelle caricature di epoca nazista.
              A me pare l’esatto opposto.

              Il punto è che alcuni decenni fa si consideravano le identità collettive come prigioni oppressive e si riteneva che il cammino verso una vera libertà ed emancipazione di tutti gli uomini fosse quella di difendere un principio di libera individualità: non esistono donne, uomini, italiani, tedeschi, ebrei, ricchi, poveri, ma uomini, con eguali diritti e ognuno dei quali con caratteristiche, personalità e aspirazioni uniche e irripetibili e in sé legittime indipendentemente dal suo gruppo di appartenenza, dalla sua storia, dalla sua anagrafe.

              Oggi siamo a un identitarismo fanatico e pervasivo.
              Essere un essere umano è diventato irrilevante: hai diritto al rispetto solo se fai parte di un gruppo umano.
              Se non sei bianco, negro, eterosessuale, omosessuale, ebreo, italiano, africano, russo, ecc. ma sei semplicemente tu, Roberto, Miguel, Peucezio, non vali un cazzo e ai diritto solo ai calci in culo.

              A me non sembra bello.
              A quel punto meglio le identità di un tempo, che almeno avevano una loro storia e non erano ipostatizzazioni fanatiche in continuo scavalcamento fra loro.

        • PinoMamet scrive:

          Qua dentro sono forse l’unico che è entrato, effettivamente, in un bar con la gonna, il rossetto e i tacchi alti.
          Stavo girando un cortometraggio.
          Nessuno mi ha cacciato…

  49. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Molto interessanti, le tue precisazioni su certi aspetti concreti (!) della realtà carceraria … però, purtroppo, alle “Chiare Ferragne” 😉 e alle “Avvocathies” 😉 non credo che interessi; anzi : peso proprio che rifiutino di prenderne in considerazione la complessità sociale-antropologica !

    • Moi scrive:

      @ MIGUEL/TUTTI

      Magari NON c’entra con la Legge Zan, ma … uno degli aspetti più interessanti e , in apparenza , “paradossali” della realtà carceraria è il cosiddetto “Codice d’ Onore dei Detenuti”: ovviamente non scritto, ma condiviso a prescindere da origini culturali e/o religiose ! Quello tale per cui, ” paradossalmente ” , chi ha commesso reati particolarmente aberranti (tipo stupro, sevizie, abusi …) specie a danno di bambini … dovrà temere gli altri detenuti della struttura carceraria molto più delle guardie.

      • daouda scrive:

        “Cos’è la morte se non un cuore strizzato e gettato via al buio? Che più non pulsa, sovrastato dai rovi, che più non batte né si scalda, che vive nella melma ed il cui odore è lo stantio…questa è la morte, dove solo l’odio è linfa e vento, mesto, tetro e logoro, ma almeno quello.
        Quando sparì la mia vita?
        Un morto che cammina non può saper di esser tale fintanto che sente ancora qualcosa: non c’è energia ma solo passiva inerzia con attiva condanna, un corpo che tiene tutto a galla quando la mia mente evade e si fa stella.
        Non sò vivere, me lo chiedono tutti…ma che cos’è? E se è solo scorrere, cos’è anch’esso? Carne stride ma non geme, tempo perso e spazio in catene.
        Le illusioni e gli equivoci sono il pane del mio gioco biologico su cui incide, si, ciò che vedo e che mi agguanta pur se più non sento, dato che elucubro su come dovrei, su come sarebbe, su che cosa sia e se appunto io senta, perché sale pur l’afflato che ribolle e mi perplimo che ancor covi distorcendo ad ogni modo le percezioni.
        Il mio mondo è un caos schematico, roboticamente spontaneo, è contraddizione insanabile, è vita espunta.
        Cosa rimane?
        Cado sotto lo stillicidio di un tempo diluito e dello spazio scemante, per non sò qual causa e per qual fine, la forza che avrei potuto se avessi saputo, se fossi stato in grado. Vedo fuori e non sento nulla , solo l’odio mi agita dunque mentre la paura mi accarezza inerte…la paura che campare sia meglio che niente, e mi accontento sfrugugliando il petto in cerca del mio cuore, inquieto sul fatto se davvero questo Io sia il mio. Ma tal cuore è lontano e più non combacia ormai e sorge la domanda che mi assalta: è stata colpa mia?
        Forse ho avuto le carte in regola seppur non mi capacito riguardo cosa. Che strana fregola la remora di chi voleva spegnersi senza ripensamenti ed invece attua solo dissuasione e distrazione a tirare avanti come troppo debole, come troppo stupido, annegandosi, avulso ed assurdo, nella nebbia.
        Angioletto deforme nell’apparenza ma dentro un demone infante.
        Mi lascio andare senza accenno. Credevo fosse simpatico quel che comunicavo, che fosse puro quel che provavo, ma è solo un modo vacuo lasciato nel mondo, occupato dal un qualche soggettuale altalenante quando oscilla ed inciampa.
        Sparire e di colpo cessare, soffrire ancora perché è quel che solo sò fare, deludere tutti, senza dar disturbo. Ecco, in questa mia peripezia senza audacia e senza alchimia, costernare il dato, il ricevuto, il conclamato : la morte di chi non ha vissuto eppure è stato.”

        • Ros scrive:

          @“Cos’è la morte se non un cuore strizzato e gettato via al buio?….”

          A volte è solo un problema di storytelling – di Romance! – bovarismi andati a male, da ri-trovare, o da cambiare.

          Il Duende, il mai più moscio di Austin Powers

          Il mondo deve essere romanticizzato, affermava giustamente Novalis, poiché:
          “I rasoi fanno male; i fiumi sono freddi;

          l’acido macchia; i farmaci danno crampi.

          Le pistole sono illegali; i cappi cedono;

          il gas fa schifo. Tanto vale vivere…”

          “Resumé ” (in “Tanto vale vivere” di Dorothy Parker)😎

          L’essere, la vita, ha sempre un certo senso: con quello dei Monty Python non ci si sbaglia mai
          https://www.youtube.com/watch?v=coERIZLkutg&t=52s

          senso che – contentiamoci e futtitinni! – può abbastare.

          E per ogni estemporanea urgenza c’è sempre il sembra talco ma non è di Pollon, Pollon combinaguai la beniamina di tutti gli dei:
          https://www.youtube.com/watch?v=mX-897xUgUs

          e poi vai col Duende degli anni ’80 fine dance https://www.youtube.com/watch?v=6Mu2iJF5S9Y

          Ma che erano gli anni ’80? Ma il Moige niente diceva?😃

          Curioseriamente chiedo, chi l’ha scritta?

          • Moi scrive:

            … era l’ internet dei socials , dei podcasts e tutto il resto affine, a non esserci negli Anni ’80 !

            PS

            chissà se Pollon aveva in V.O. Giapponese quell’ allusione criptococainomane notata da chiunque abbia compiuto (anche meno di) 14 anni …

            • Moi scrive:

              … non so se hai presente Dash Kappei / in Italiano Gigi la Trottola , per me l’ era ipso facto la versione anime di Alvaro Vitali Pierino. Neanche Ataru Moroboshi , sgangherato vero (!) protagonista di Lamù * scherzava 😉 …

              (*)

              (visto con occhi adulti un po’ più acculturati sul Giappone, sono tutti personagi mitologici/folcloristici “pagani” riproposti comicamente in versione paleoastronautica e “Boccaccesca” 😉 … )

              • Moi scrive:

                @ ROS

                Inoltre, negli Anni Ottanta era ancora diffusa l’idea (legata soprattutto alla Disney delle origini) , tutt’altro che sparita oggi che … l’ animazione filmata è per forza “roba da bimbetti” .

                NON è così, tutt’al più può essere vero che, in un mondo interamente disegnato artificialmente, è più facile darne uno sguardo narrativo “sopra le righe ” …

              • Ros scrive:

                Gli anni ’80? Ove io, tra gli altri, ho subìto ragazzino (prepubere e poi pubere) un ‘imprinting estetico e formante devastante?

                Una Weltanschauung di colori e sapori truzzo-pop, cartoni giappi in un ostentatamente disimpegnato miscuglio di verace Naif tra il Trash e Kitsch, di fiera bacatura gargia, guappa e viril sciddicata?

                Miscuglio che negli anni a seguire si è poi tristanzuolamente evoluto e sdoganato in un ironico, ammiccante e dichiaratamente consapevole Camp da intellettualoidi e artistoidi postmodernamente dissanguati.

                Divento ancora oggi rosso come un peperone a rimembrare come andavo in giro.

                E che facevo.

                Che mi vestivo come un Dominguín: a frinze da magico, newromantic, torero,

                http://i.ytimg.com/vi/reZapzz3Mwg/maxresdefault.jpg

                e pettinavo come i Spandau Ballet, giacca con spalline inbottite e ciuffo mèches George Michael docet, cotonato e abbananato!

                Noi teenager d’allora si sognava – ci si industriava e ci s’impratichiva – di i fare parrucchieri, pur sempre maschi, testosteronici e costantemente allupati; a quei strani anni era usually voler fare i parrucchieri….

                I capelli blu notte, irrinunciabile must…

                Le ragazze m’abbordavano dicendo che ero spiccicato a Nick Kamen…

                Ho mangiato il gelato gusto puffo, si andava in Estasi sciamanica con “Venus” di quei tre travoni delle Bananarama, con Samantha Fox di “touch me”…
                con questa https://www.youtube.com/watch?v=Py17mThT8AA
                questa https://www.youtube.com/watch?v=QzGGvGOIAJ4
                questa https://www.youtube.com/watch?v=ChhCpSVrjvU

                (Fatevi na’ cultura😃)

                E con questi occhi vidi e vissi cose da non potersi mai più credere possibili, e oggi immaginare:
                le fanciulle in fiore che respirando piano senza far rumore, addormentandosi di sera e svegliandosi col sole, al passeggio e struscio, assorte ciucciavano il calippo all’amarena!

                Ci si arrapava pure con Lamù, Miss Dronio di Yattaman e il tutto il trio compatto Occhi di gatto (son tre sorelle che han fatto un patto):

                Il nostro tempio e chiesa, erano la palestra e sala giochi, soprattutto la palestra : gareggiavo e vincevo nel body building juniores regionale e poi quasi nazionale, ingurgitando chili di creatinina, arginina, lievito di birra e caseinato di calcio – 3 grammi di proteine per chilo-peso corporeo – seguendo fedele il Tao dei saggi maestri Yoda Arnold, Chuck Norris e Van Damme.

                In palestra, e pubblico😢 m’allenavo saltellando e urlando belluino colla musica di Rocky!

                Rendiamoci conto!

                Con “Physical” di Olivia Newton-John, Stayin’ Alive” dei Bee Gees, “Maniac” di Flashdance, “Far from over” di Frank Stallone…

                Ken il guerriero della Sacra Scuola di Hokuto e Bon Jovi con “You give love a bad name” ci avevano irrimediabilmente battezzato, consacrato.
                E vaccinato contro ogni gusto, pretenziosità e impegno.

                Inesorabilmente Tommasoallabrancati.

                Io, un comunissimo “elemento da spiaggia” che sognava i 50 centimetri di braccio, come aspirazione esistenziale, e d’incarnare l’archetipo d’eroe classico mediterraneo-estivo Dolce & Gabbana – masculo, virile – da B movie action marziali, 50 di braccio e 6% scarso di massa grassa generale.

                Mi chiamavano Big Jim – come il pupazzo Mattel – e ne ero tronfiamente fiero.

                In spiaggia andavo con il tanga;
                quello da maschio

                E pur si era con – e grazie – a queste mise e fisse ragazzi etero, normie, e conformati;
                io ero perfino assai emulato.

                Cose che segnano!

                Impossibile un completo arripigliarsi😒

                E a tutt’ora covano sotto la cenere come un atavico richiamo della foresta da risvegliarsi con la luna giusta:
                Richiamo del suolo, sangue tascio e di quel ciuffo mècheato alla Capitan Harlock, muscoli tirati (ciuffazzo a mo’ di benda da pirata che, che folto come allora, sale e pepe, porto ancora, e anche il culto muscolare – Pumping Iron – mai abiurato; che giusto per examplare: alla consueta scelta serale di lettura prima di dormire, sul comodino tra “La paziena dell’arrostito” di Guido Ceronetti che mi attende li da mesi e “Allenamento Alcatraz” di Paul Wade sul Calisthenic ieri ho scelto immediatamente il secondo con l’acquolina in bocca, pronto a provare arrapato qualche dopaminico esercizio inedito)😒.

  50. Peucezio scrive:

    Comunque “genere” indica soltanto una categoria grammaticale.

    Non si vede l’utilità di dare un nome specifico al sesso percepito o autoattribuitosi.

    Come dire che se io sono italiano ma mi sento francese ci dev’essere un nome diverso da “nazionalità” o “cittadinanza” per indicare l’etnia di appartenenza ideale.

    A proposito: se io mi sento vent’anni come si chiama? Non è l’età anagrafica, quindi dobbiamo darle un altro nome.
    “Numero” magari (di anni)? Così abbiamo il genere e il numero.

  51. Moi scrive:

    … ma infatti le culture tradizionali NON influenzate dal Monoteismo, tipo il sullodato termine Thai “kathoey” [กะเทย] o quello Inut di “sipiniq” [ᓯᐱᓂᖅ] parlano più correttamente di un “secondo tipo” di donna o di uomo. Insomma: la differenza fra accettare la diversità e reggere il gioco dell’ illusione, pena nuove tipologie di reato per cui devi dire “her penis” per legge.

  52. Moi scrive:

    Cmq, riprendendo il doscorso di Mauricius, ora che fra Covids 😉 e Crisi Finanziarie sono a rischio bisogni “primari” che si davano per acquisiti … paradossalmente si inseguono questi “secondari” , forse perché (riprendendone l’ esempio fittizio) alle Istituzioni cambiare nome in “Mauretta” costa praticamente zero mentre garantire diritti e dignità ai giovani nel lavoro costa “troppo” ?!

  53. Moi scrive:

    Sic Transit 😉 Gloria … Azzolinae :

    https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/banchi-a-rotelle-azzolina-discarica-212654/

    Venezia, la triste fine dei banchi a rotelle Azzolina: caricati su una chiatta e buttati in discarica

    Di Cristina Gauri -29 Ottobre 2021

    • PinoMamet scrive:

      Il peccato non è che siano stati buttati, ma che nessuno li abbia voluti nemmeno in regalo.

      Sono comunque attrezzature scolastiche: non sono il massimo della praticità in tempi normali, ma il loro lavoro, per così dire, lo fanno, e le scuole non è che in genere abbondino di mezzi.

  54. Moi scrive:

    @ ANDREA DI VITA

    Francia è il modello che ci sta davanti anni luce.

    Loro non hanno in casa la palla al piede del Vaticano e le ubbie gallicane e vandeane le hanno risolte coi sistemi che sappiamo due secoli fa.

    [cit.]

    Però è vero anche che, per dirla con Chiara Ferragni 😉 , adesso (!) la Laïcité “NON ha le palle” (NON più) du Bon Vieux Temps 😉 [basterebbero anche “solo” i tempi di de Gaulle … nevvero, Habs ? 😉 … ] VS il Fondamentalismo Islamico !

    Ma purtroppo la Storia del Pensiero Occidentale NON è adusa “freezarsi” ai momenti ottimali !

  55. Peucezio scrive:

    Andrea,
    “Qui non parliamo di pizza.
    Parliamo di un odio omófobo che incita ad atti di violenza. ”

    Quindi convieni con me che il problema è la violenza.
    E se è la violenza, che c’entra la motivazione? La violenza è un male in sé, quando non è autodifesa.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “violenza”

      Se si condanna la violenza se ne condanna anche l’istigazione.

      Come ben sanno le vittime dei linciaggi, il primo passo dell’istigazione alla violenza è la discriminazione verso la futura vittima.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Moi scrive:

        Sì, ma c’è anche il discorso pragmatico che certa gente, se deve rischiare uguale fra insulto e aggressione … sceglie la seconda, che a parità di rischio la diverte maggiormente.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Moi

          “maggiormente”

          E’ per questo che hanno inventato il principio di proporzionalità della pena.

          Purché venga rispettato il principio di certezza della medesima, se no è tutto inutile.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “istigazione, violenza, discriminazione”

        Stiamo parlando di tre cose diverse.

        Discriminazione: il barista mi vede alticcio e si rifiuta di dare da bere a me, mentre serve tranquillamente un altro che ha bevuto di più perché è un cliente abituale.

        Violenza: una banda di astemi va in giro spaccando bottiglie in testa a chi beve.

        Istigazione: un predicatore mormone cita un testo scientifico, per dire che l’alcol fa male.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “tre cose diverse”

          Sono tre modalità della stessa cosa, e infatti hanno ciascuna lo stesso effetto. Senza bar e senza predicatori non ci sarebbero le bottigliate.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Sono tre modalità della stessa cosa, e infatti hanno ciascuna lo stesso effetto. Senza bar e senza predicatori non ci sarebbero le bottigliate. ”

            Esatto.

            Quindi bisogna vietare la pubblicazione di ricerche mediche che dimostrano la pericolosità dell’alcol, perché c’è il rischio che possano essere lette da un predicatore che già per fede è contrario all’alcol, e c’è il rischio che uno squilibrato lo ascolti e prende a bottigliate qualcuno.

            E non diciamo che il medico “non voleva istigare”: in fondo al suo articolo scientifico, c’è proprio scritto, “sarebbe opportuno prendere misure per limitare il consumo degli alcolici”.

      • Peucezio scrive:

        Andrea,
        “Se si condanna la violenza se ne condanna anche l’istigazione.
        Come ben sanno le vittime dei linciaggi, il primo passo dell’istigazione alla violenza è la discriminazione verso la futura vittima.”

        Qui si parlava della discriminazione di categorie.
        La violenza è violenza sia che abbia ragioni personali, sia che sia diretta contro qualcuno per il suo orientamento sessuale o altro.

        Invece reprimere le idee perché possono portare a comportamenti pericolosi è l’anticamera del totaltarismo
        Ammesso pure che in qualche caso le idee favoriscano comportamenti violenti, il gioco non vale la candela: non si può controllare tutto al mondo, ma la libertà di espressione e il pluralismo di idee sono valori non negoziabili, perché l’alternativa è una società bigotta, oppressiva, oscurantista, perbenista, di un conformismo soffocante, perché una volta che passa il principio che alcune idee sono troppo eversive, il limite diventa arbitrario e abolire il pluralismo e creare l’ideologia di stato, coi suoi dogmatismi e la sua “teologia” è un attimo.
        Ed è ciò che sta accadendo in questi anni.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “reprimere le idee”

          Le parole sono pietre.

          Se non c’è incendio, è reato gridare ‘al fuoco’ in un teatro affollato.

          Questa non è limitazione della libertà di parola, perché la mia libertà (di parola) finisce dove inizia quella degli altri (di non rimanere schiacciati dalla folla nel panico).

          In un mondo dove ci troviamo e ci troveremo sempre più a vivere gomito a gomito (sia fisicamente per via della sovrappopolazione e delle migrazioni, sia virtualmente perché tutti collegati dalla grande piazza che è Internet), ogni istigazione alla discriminazione sulla base non di quello che uno fa ma di quello che uno è o afferma di essere è tanto criminale quanto quel gridare ‘al fuoco’.

          E siccome lo Stato è per definizione ciò cui viene riconosciuto il monopolio della coercizione per garantire la convivenza di tutti, quella che tu chiami ‘ideologia di Stato’ non è altro che salvaguardia della massima libertà individuale compatibile con la stretta convivenza di tutti gli esseri umani.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Se non c’è incendio, è reato gridare ‘al fuoco’ in un teatro affollato.”

            Non è un buon esempio.

            Salvo qualche politico molto furbo (tipo Renzi), quelli che gridano al fuoco sono convinti che il fuoco ci sia.

            E spesso c’è, magari è solo la lampada tascabile di una maschera, ma non hanno un torto assoluto.

            Io sostengo che l’industria dei fertilizzanti a lungo andare è una catastrofe per il pianeta, un “incendio” eccome.

            Altri dicono che è la salvezza del pianeta, e che la perdita dei fertilizzanti chimici porterebbe alla fame miliardi di persone: un “incendio” pure quello.

            Sono questioni mille volte più importanti delle sciocchezze su cui si discute di solito.

            E sia io che il chimista vorremmo che la gente facesse qualcosa: istighiamo.

            Bene, un ecologista butta la vernice addosso al portone degli uffici della Monsanto; un antiecologista fa vietare una conferenza anti-fertilizzanti in una scuola: sono atti rispettivamente di violenza e di discriminazione, strettamente legati alla istigazione precedente.

            Allora la decisione dello Stato quale punire e quale no resta sulla visione arbitaria di quale sia un incendio e quale no.

            E’ quindi un’imposizione ideologica.

            • Miguel Martinez scrive:

              Sul “gridare al fuoco nel teatro”, vengono mille altri esempi.

              Il più famoso, Burioni che diceva qualche mese che bisognava restare a casa, altrimenti si sarebbe diffuso ovunque il virus.

              Oggi lo stesso Burioni dice che le manifestazioni No Green Pass non sono diventati focolai, perché si svolgono all’aperto.

              Un anno fa quindi credeva che ci fosse un incendio, e istigava a prendere azioni tremende, e oggi ammette che forse non era un incendio.

              Non ho idea quale Burioni avesse ragione, ma vogliamo punirlo per aver detto un anno fa che tutti dovevano restare a casa?

              • Miguel Martinez scrive:

                “Burioni”

                Allora, stabilire causa ed effetto in questi casi è difficile, e i burioni sono stati tanti…

                Ma è chiaro che la sua istigazione non ha portato qualche cretino a prendere a cazzotti qualcuno.

                Ha portato alla privazione della libertà di movimento di un’intera nazione, a effetti incalcolabili sulla salute fisica e mentale delle persone: insomma, ha “gridato al fuoco” in un teatro con 60 milioni di spettatori.

                Eppure io non lo punirei: credo che qualche forma di fuoco ci fosse, magari l’uscita del teatro non era quella.

                Esattamente al contrario di ADV, credo che Burioni avesse il diritto, forse anche il dovere, di segnalare quello che allora gli sembrava un incendio, e indicare quella che secondo lui era l’uscita.

          • Peucezio scrive:

            Andrea,
            “al fuoco” è un’indicazione pratica.
            È come se do a un tizio un’indicazione che mette a rischio la sua vita (chessò, mandando un escursionista inesperto su un sentiero pericoloso, dicendogli che è tranquillissimo).
            Non c’entra nulla con le opinioni.

            Ma il punto è che se si stabilisce il principio della limitazione della libertà di parola, si pare la strada a qualsiasi arbitrio, perché chiunque può invocare la censura individuando potenziali, indiretti pericoli.
            È la strada per le verità di stato. E si vede nelle follie delle leggi antirevisioniste, che istituiscono il principio del dogma storiografico e scientifico, che è la negazione della libertà di ricerca, anzi, della ricerca stessa, perché la Verità viene istituita a priori.
            Dovrebbe essere proprio il tipo di società dogmatica e totalitaria che aborri.

            • roberto scrive:

              Io non credo che sia mai esistita una civiltà umana in cui non ci siano stati dei limiti alla libertà di parola

              • mirkhond scrive:

                Tendo a concordare, anche se anni fa, un giornalista danese scandalizzò Gad Lerner dicendo che in Danimarca si possono anche scrivere pubblicazioni che neghino o ridimensionino l’olocausto, ma se qualcuno fa del male ad un ebreo (o a chiunque altro va in galera).
                Non conosco la società danese, ma se quello che il giornalista disse è vero, allora la Danimarca è una vera democrazia liberale.

              • roberto scrive:

                I danesi hanno avuto un reato di blasfemia fino a pochissimi anni fa, e adesso sanzionano penalmente l’istigazione all’odio un po’ come la legge mancino
                Ovviamente è vietato insultare la gente

                Fidati, non ha nulla a che vedere con la democrazia liberale, non esiste una società in cui l’insulto sia libero

              • mirkhond scrive:

                Un conto è sanzionare l’insulto, un altro le opinioni sulla storia differenti dalle verità di regime.

              • roberto scrive:

                Io ho detto “libertà di parola” perché peucezio parla appunto di limitazioni alla libertà di parola

                Ribadisco non esiste una società che abbia una totale libertà di parola

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Ribadisco non esiste una società che abbia una totale libertà di parola”

                Mi sembra ovvio: tutti i sistemi sociali tollerano cose che altri sistemi trovano incredibili; ma nessun sistema sociale tollera ciò che lo può mettere in crisi.

                Nel sistema PMLI, ad esempio, c’è probabilmente un vasto margine di tolleranza verso cose che altrove sarebbero vietate, ma non si può dire bene di Trotzki, perché farebbe crollare l’intero sistema.

                E’ un fenomeno molto interessante.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                non è vero. Negli Stati Uniti puoi dire quel cavolo che ti pare (probabilmente non per molto).

                Ma il problema non è astratto, è storico.
                Siamo in un’epoca di restrizione progressiva degli spazi di libertà e questo crea una cappa di conformismo.

                Non credo tu ti sentiresti a disagio in una società basata sul rogo dei libri, sulla censura preventiva di libri, film, opere d’arte, sul lager o sul gulag per gli intellettuali dissidenti, su stampa ed editoria controllate.

                Ma siccome siamo ancora lontani da quest’esito non riesci a percepire il movimento.
                Ma questo – non da parte tua ma come fenomeno diffuso – è grave, perché quando ve ne accorgerete sarà troppo tardi.

                Sempre che tu in fondo, a qualche livello, non tema la libertà e sotto sotto non sia uno che si sente a suo agio all’idea di un certo autoritarismo e conformismo. Ma, pur non conoscendoti de visu, non mi sembri quel tipo di persona.

              • Peucezio scrive:

                In ogni caso siamo vissuti decenni senza legge Mancino e anche diverso tempo senza la Scelba.
                Non abbiamo ancora la legge Zan.

                Negli USA credo non esista neanche l’apologia di reato (ma non sono sicuro).

                Negli anni ’80 nei film potevi prendere in giro una serie di categorie, ora non puoi più (non dico per legge, ma per pressione culturale e sociale).

                Diciamo che ci sono società che si avvicinano di più a questo punto ideale di libertà totale e società che ci si avvicinano un po’ meno. Fino a quelle ultrarepressive.

                Ora, ogni volta che c’è la scelta e ci sono libertà oggettivamente e storicamente esistite, preferisco questa situazione a quella in cui ci sono sia pur circoscritte limitazioni.

                E non mi sento minacciato, conculcato o brutalizzato se un comico prende in giro i “terroni” chiamandoli così.

              • roberto scrive:

                Peucezio
                Stai scherzando vero????

                Leggo su queste pagine che negli usa non puoi più dire ne scrivere nulla senza offendere qualcuno

                Ma a parte questo, insultare la gente è reato, come è reato minacciare il presidente degli usa, o dire in aula ad un giudice “lei non capisce nulla”…

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “ Sempre che tu in fondo, a qualche livello, non tema la libertà e sotto sotto non sia uno che si sente a suo agio all’idea di un certo autoritarismo e conformismo”

                Io sono a disagio con una società dove si possa maltrattare impunemente gli altri e dove non si distingue tra un normalissimo divieto di insulti e un rogo di libri, come se fosse tutto sullo stesso piano (in genere chi mette tutto sullo stesso piano è perché vuole la libertà di maltrattare gli altri)

              • Peucezio scrive:

                Per inciso,
                Andrea Di Vita

                dovrebbe riflettere sul fatto che la legislazione più libera su queste cose sia in democrazie plurisecolari come quelle anglosassoni e che una maggiore dsinvoltura nel legiferare in senso repressivo sia tipica di paesi che storicamente hanno conosciuto regimi repressivi e che si caratterizzano per più forte statalismo e per minori anticorpi antiautoritari.

                Insomma, i tedeschi, nel loro antinazismo fanatico, sono rimasti dei mezzi nazisti.

                E noi italiani non siamo un popolo amante della libertà, ma del pannicello caldo, dello stato -mamma, dell’apprensività un po’ paranoica e soffocante, dei figli di famiglia a cinquant’anni, del clientelismo, della mafia, insomma, siamo più portati al vincolo che alla libertà.
                È del tutto naturale che questo dia luogo a uno stato più “disinvolto”, che sa che tanto i cittadini accettano di buon grado una compressione della propria libertà, perché amano più la sicurezza della libertà.
                In fondo siamo degli eterni bambini che vogliono il genitore accudente e castigatore, perennemente armato di bastone e carota.

                Le restrizioni per il covid fra le più stringenti sono dovute precisamente a questo.

              • Peucezio scrive:

                Andrea (ma anche Roberto),
                a voi poi tutto questo non dovrebbe piacere affatto, perché anche la Chiesa Cattolica nei secoli ha contribuito (e a sua volta ne è stata il prodotto) a questa mentalità.

                In effetti l’idea di un’istituzione collettiva che garantisce la retta dottrina, interpreta le Scritture per te, ti ammaestra, ti dice quello che devi fare, ti assolve, sostituendo il principio di responsabilità con quello del pentimento in ogni caso, come affidamento a un’istanza superiore socialmente e istituzionalmente garantita non può non contribuire a produrre un’umanità deresponsabilizzata che vuole il castigamatti che pensa per lei e dispenza premi e punizioni.

                Lungi da me preferire l’altro modello: il sacro è affidamento per definizione.
                Ma a quanto pare applicato al profano in una società secolarizzata fa non pochi danni.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Leggo su queste pagine che negli usa non puoi più dire ne scrivere nulla senza offendere qualcuno”

                Quella appunto è la moda recente, ma non la legge (ancora).

                “Ma a parte questo, insultare la gente è reato, come è reato minacciare il presidente degli usa, o dire in aula ad un giudice “lei non capisce nulla”…”

                Vabbè, ma questo è un altro conto.
                Il rispetto del singolo individuo non inficia la libertà di opinione.
                Non credo ci sia legislazione al mondo che consenta di insultare o diffamare pubblicamente qualcuno. Quello mi pare ragionevole.

    • roberto scrive:

      Miguel

      Ma…ma….quali sono i passaggi che ti hanno portato da istigazione alla violenza omofoba a burioni!?!

      Di che state parlando?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Di che state parlando?”

        ADV dice come sia importante punire non solo gli atti (violenza, discriminazione, ecc.) ma anche l’istigazione a tali atti, dicendo

        ““Se non c’è incendio, è reato gridare ‘al fuoco’ in un teatro affollato.””

        Ora, io dico che quasi sempre quando qualcuno grida metaforicamente al fuoco in un teatro affollato, crede sinceramente che ci sia un incendio e (aggiungo) crede che l’uscita giusta sia quella che indica lui.

        Ad esempio, crede che la mescolanza razziale porterà alla diffusione di malattie mentali incurabili (fuoco), e che quindi bisogna espellere le persone di altre razze (l’uscita).

        Un esempio clamoroso è Burioni, che prima ha gridato all’incendio, indicando l’uscita secondo lui giusta (chiudere l’intera popolazione italiana in casa), poi ha tacitamente ammesso che si era sbagliato sull’uscita.

        E’ da processare, viste anche le immense conseguenze della sua predicazione? Per ADV presumo di sì, per me no.

  56. Peucezio scrive:

    Insomma,
    non capisco perché debbano esistere i diritti delle categorie e non i soli diritti individuali: ogni categoria è fatta di individui: basta tutelare loro, anche perché altrimenti si cade nell’odioso principio per cui è solo l’appartenenza a un gruppo a istituire la titolarità di diritti: se non fai parte di una categoria non hai diritti o ne hai di minori.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma infatti si tutelano gli individui anche nel caso in cui la loro appartenenza a date categorie comporti per loro uno svantaggio.

      • Peucezio scrive:

        No.
        Tutelare l’individuo significa che se uno ti dà una sberla viene punito per la forza della sberla indipendentemente dal fatto che tu appartenga a una qualche categoria o meno.
        Se si tutelano di più alcuni individui perché appartengono a una categoria, vuol dire che si tutelano meno quelli che non vi appartengono e la tutela dell’individuo va a farsi fottere.

  57. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “A differenza di Peucezio, vedo questo come un dato insieme naturale e culturale: l’uomo è un “animale politico”.”

    A differenza mia nel senso che lo vedrei solo come naturale o solo come culturale?

  58. Moi scrive:

    Il mondo variegato (!) dei No GreenPass a Firenze :

    https://youtu.be/WeUIIBqSgNo

    Saverio Tommasi :

    Manifestazione contro il green pass in piazza Santa Maria Novella a Firenze, una manifestazione partecipatissima, ma da chi?

    Sono andato fra la folla per capire chi sono (davvero) coloro che hanno deciso di manifestare a Firenze contro il green pass, e ho trovato una varietà di persone, dai fascisti ai comitati di appoggio per la resistenza comunista.

    Ho trovato chi mi ha manifestato solidarietà per gli attacchi subiti a luglio, accanto a chi ha continuato a offendermi.Ho trovato gli anarchici e i patrioti.Ho ascoltato qualche teoria antiscientifica ma anche il bellissimo monologo di Charlie Chaplin nel Grande Dittatore.

    Soprattutto ho incontrato lavoratrici e lavoratori, che se pure con posizioni personali e idee sul futuro spesso diverse fra loro, avevano deciso di essere comunque in piazza per gridare “no all’imposizione del green pass sui luoghi di lavoro”, ritenuto da tutti un atto di segregazione al pari della “tessera fascista nel Ventennio”, e in molti casi equiparato alla Stella di David, utilizzata dai nazisti durante la Shoah come metodo di identificazione degli ebrei

  59. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://youtu.be/JsVgcvMkO14

    “Siamo La Più Grande Rivoluzione Umana !”

  60. Moi scrive:

    Renzi in persona spiega perché è ” davvero ” fallito, e per colpa di chi , il DDL Zan :

    https://youtu.be/CRd5FB-WKzc

  61. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Non so se ne haimai sentito parlare :

    GEORGIA GUIDESTONES

    https://en.wikipedia.org/wiki/Georgia_Guidestones

    la cosiddetta “American Stonehenge”, ove sarebbe letteralmente (!) inciso nella pietra il Programma del New World Order

  62. Moi scrive:

    @ MIGUEL / PEUCEZIO

    Le Persone Trans Binary tendono in effetti a voler “incarnare” forme stereotipate e datate (di quando eran più nette) del gender al quale aspirano, con forti implicazioni retroattive (tipo che Ellen Paige era già Elliot quando interpretava l’ adolescente incinta nel film di esordio) … Le Persone Trans NON Binary invece sono più propense a sfumature e commistioni, per altro spesso cangianti e mutevoli.

    • Moi scrive:

      … e ovviamente 😉 non poteva bastare l’ identità di genere : ci sono anche l’ espressione e la performatività, e chissà quante altre !

      • Peucezio scrive:

        Moi,
        “Le Persone Trans Binary tendono in effetti a voler “incarnare” forme stereotipate e datate (di quando eran più nette) del gender al quale aspirano, con forti implicazioni retroattive (tipo che Ellen Paige era già Elliot quando interpretava l’ adolescente incinta nel film di esordio) … ”

        Che šchifo! Pronunciato con ‘s’ palatale (meglio: postalveolare) 😀

  63. Moi scrive:

    Insomma, tutto nasce dal Distinguo Bizantino di voler applicare “aggravanti” ai Reati … se inizi a categorizzare e subcategorizzare la gente (non solo per gender, ovviamente …) … non smetti pù !

    • Moi scrive:

      Dovrebbero esistere solo le “attenuanti” in caso di difesa … anzi : abolire il concetto stesso di Eccesso di Legittima Difesa.

      … Faccio un esempio Genderofilo 🙂 , tanto conta il principio :

      Se sono gay e un gruppetto di Naziskin mi viene incontro con fare minaccioso e apro il fuoco senza lasciare nessuno in vita, non ci dovrebbero essere neppure indagini, ma solo medaglie d’oro al valor civile.

  64. Moi scrive:

    Ddl Zan, la rabbia degli attivisti contro Renzi: “Dopo il Rinascimento in Arabia, il Medioevo da noi”, “nel 2023 sparirete dalla politica”

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/29/ddl-zan-la-rabbia-degli-attivisti-contro-renzi-dopo-il-rinascimento-in-arabia-il-medioevo-da-noi-nel-2023-sparirete-dalla-politica/6373665/

  65. Moi scrive:

    Cmq pare (!) che sotto-sotto all’ affossamento del DDL Zan ci siano Prove Tènniche 😉 di Prossimo Inquilino del Quirinale !

  66. Peucezio scrive:

    Roberto,
    “Io sono a disagio con una società dove si possa maltrattare impunemente gli altri e dove non si distingue tra un normalissimo divieto di insulti e un rogo di libri, come se fosse tutto sullo stesso piano (in genere chi mette tutto sullo stesso piano è perché vuole la libertà di maltrattare gli altri)”

    Quindi davvero pensi che il mondo di oggi sia più civile perché non si può scherzare con certe categorie, e che negli anni ’80 il fatto che nei film di Lino Banfi si scherzasse sui ricchioni manifestava il fatto che fossero anni di violenza e di repressione dei diritti di qualcuno più di oggi?

    • roberto scrive:

      Dai dei ricchioni sicuramente si!

      Poi io capisco che se uno non fa parte del gruppo umiliato se ne frega dell’ umiliazione altrui, ma almeno riconoscerla….

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Dai dei ricchioni sicuramente si!”

        Sono approdato in Italia dall’estero con una mentalità totalmente diversa, sono cresciuto senza televisione, l’intera cultura alla Lino Banfi mi ha fatto sempre orrore…

        E anche oggi mi sento lontanissimo da questo aspetto dell’Italia, mentre capisco tutto l’aspetto pre-TV, il campanilismo e la cultura bottegaia e le superstizioni da campagna, come anche il comunismo filosovietico dei contadini toscani.

        E mi piacerebbe che si scoprisse quest’altro aspetto pre-Banfi, pre-Sanremo, pre-TV dell’Italia.

        • mirkhond scrive:

          Per riscoprirlo, si dovrebbe eliminare la televisione. Cosa attualmente impossibile, perché creerebbe crisi di astinenza peggiori di quelle provocate dalla mancanza della droga.

          • Peucezio scrive:

            Pazienza.
            Ormai c’è internet, ci sono mille cose.
            La tv la guardano i novantenni: quando non ci saranno più loro sarà diventata un apparecchio per guardare le serie su netflix.

      • PinoMamet scrive:

        “Sono approdato in Italia dall’estero con una mentalità totalmente diversa, sono cresciuto senza televisione, l’intera cultura alla Lino Banfi mi ha fatto sempre orrore…

        E anche oggi mi sento lontanissimo da questo aspetto dell’Italia, mentre capisco tutto l’aspetto pre-TV, il campanilismo e la cultura bottegaia e le superstizioni da campagna, come anche il comunismo filosovietico dei contadini toscani.”

        Questo mi incuriosisce.

        In effetti, ho sempre pensato che i film alla Lino Banfi

        (riassunto: un personaggio piuttosto sfigato si trova invischiato in una situazione che prevede la presenza di belle donne seminude a pochi centimetri di distanza da lui, ma per vari motivi inaccessibili- contorno di personaggi/maschera macchiettistici tra i quali, talvolta, “il ricchione”)

        fossero proprio l’espressione dell’Italia contadina, bottegaia, campanilistica e superstiziosa che ti piace, più o come l’atellana era l’espressione della stessa Italia in epoca romana antica…

        Ammetto che non ho mai pensato che la maschera del “ricchione” fosse particolarmente offensiva, ma comunque non mi pare più offensiva di quella del “burino” ignorante che parla invariabilmente con accento ciociaro
        (“me so’ comprato ‘na capra, la faccio dormire con me!”
        “e come fai per l’odore?”
        “eh, prima o poi si abitua!”)
        o del “terrunciello”, o del “cumenda” lombardo rozzo e un po’ stupido e così via…

        sarebbe come se i bergamaschi si “triggherassero” per Arlecchino.

        Ma il punto è proprio questo: siamo alla cultura del triggheramento…

        • PinoMamet scrive:

          https://www.youtube.com/watch?v=V1xRFLioWw4

          “terrone maledetto”, una scena impensabile adesso, non per la battuta in sè
          (il negro che chiama negro un altro negro è un classico del repertorio USA) ma per il finto sottotitolo arabo che oggi, con moltissimi arabi veri, rischia di non essere còlto.

        • Peucezio scrive:

          Pino (e Miguel),
          “fossero proprio l’espressione dell’Italia contadina, bottegaia, campanilistica e superstiziosa che ti piace, più o come l’atellana era l’espressione della stessa Italia in epoca romana antica…”

          Anch’io la vedo così.
          Mi sembra la commedia dell’arte rivisitata e con un altro mezzo.

          Devo però dire che in effetti ricordo che spesso le persone delle generazioni precedenti alla nostra, quelli che già a quell’epoca erano attempati, guardavano a quella comicità con certo fastidio, come se fosse triviale e banalizzata, rispetto per esempio a Totò, per dire.

          • PinoMamet scrive:

            Mah, penso che fosse perché era comicità volgarotta e “scollacciata”.

            Ma ai suoi tempi, le stesse critiche erano fatti ai film (castissimi agli occhi moderni) di Totò…

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        “Poi io capisco che se uno non fa parte del gruppo umiliato se ne frega dell’ umiliazione altrui, ma almeno riconoscerla….”

        Ma assecondando queste suscettibilità il mondo diventa una caserma, un incubo.

        Evidentemente c’è qualcosa nelle generazioni attuali, che produce una pulsione di controllo.
        Non me lo spiego diversamente.
        Una qualche forma di fragilità psicologica a qualche livello, che fa sì che si voglia un sistema semi-autoritario per sentirsi protetti e guidati.
        Ma non riesco a vedere nulla di sano in questo.
        Sono strutture nevrotiche. Assecondandole nel complesso si vive peggio.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Roberto,
          “Poi io capisco che se uno non fa parte del gruppo umiliato se ne frega dell’ umiliazione altrui, ma almeno riconoscerla….””

          Per me l’immensa difficoltà sta nel riconoscere ciò di cui non so nulla.

          Scusate se la dico fuori dai denti, non mi voglio vantare, voglio solo porre una questione di principio.

          io parlo dei musulmani e dell’Islam dopo essere vissuto in Egitto, aver imparato l’arabo, aver frequentato delle moschee, essermi letto non solo il Corano, averne parlato con un sacco di musulmani.

          Parlo degli zingari perché per un periodo ne ho ospitato nove in casa.

          Non parlo degli “lgbtspqr” perché non conosco nulla del genere: conosco superficialmente qualche singolo “g”, ho una carissima amica con cui vado d’accordo su quasi tutto che è “L” ma odia la sigla e la fuffa circostante, ho conosciuto un po’ di persone dall’aspetto maschile vestiti da “donna” (virgolette perché le donne si vestono come vogliono), simpatiche ma non posso dire molto altro.

          Io racconto quindi di persone che conosco, come i “no green pass” di cui ho parlato nel post precedente.

          Persone reali, con drammi reali, che sembrano però interessare poco quelli che si appassionano per i “diritti” di persone che non conoscono.

          Chi era quello (Oscar Wilde?) che diceva che lui l’umanità l’amava, sono gli esseri umani che non sopporta?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “incubo’

          Io questa faccenda dell’incubo che sarebbe rappresentato dalla civiltà moderna non l’ho mai capita.

          La volgarità sarebbe libertà dall’incubo? Il denigrare sistematicamente gay (per come parlano), donne (per come guidano) e neri (“sì badrone”) sarebbe antidoto al totalitarismo? E allora perché non la bestemmia?

          Capisco che se uno è sinceramente libero dalla volgarità possa anche ridere di e con Banfi, e che prendersela con le battutacce di Banfi sua indizio di coda di paglia

          Ma senza dimenticare che sono, appunto, battutacce.

          Io sono agnostico, bianco, maschio ed eterosessuale; ma non ho mai sentito il bisogno di sfottere santi, neri, donne e LBGT+ (o quel che è).

          Se tali sfottò’ fossero tradizione secolare, sarebbero un eccellente esempio di incrostazione del passato da cui liberarsi, come le fogne a cielo aperto o gli autodafé.

          Per poter essere “liberi di” bisogna essere “liberi da”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Moi scrive:

            E allora perché non la bestemmia?

            ———–

            Questo è un argumentum che ti ringiovanisce di parecchie “decadi” 😉 [in senso pidgin 😉 … quindi assai lusinghiero], ti farà piacere ! … Molto usato dai SJWs Italici Millennials / Hipsters Vs Pio & Amedeo !

          • PinoMamet scrive:

            Ma la società degli anni e dei decenni passati non denigrava sistematicamente donne, neri e gay.
            A dire il vero non ricordo chhe, neppure nelle opere più volgarotte come il già citato Banfi, ci fosse questa ossessione di offendere qualcuno.

            E, come ho già ricordato, venivano prese in giro un po’ tutte le categorie, come nelle barzellette da cui a volte erano tratte.

            Le barzellette sono piene di luoghi comuni, ma onestamente, le proibiresti?
            Manderesti in tribunale uno che racconta una barzelletta sui carabinieri??

            • Moi scrive:

              Ho udito una Youtuber SJW Italiana paragonare il “Negro” [sic] di “La Sai l’ Ultima” degli Anni Novanta (per loro,un tempo lontanissimo: sì e no erano al mondo !) all’Alabama dell’ Ottocento !

              Che dire … prova a mandarne le repliche adesso, con gente che esordiva (spesso in Romanesco, sentendosi già Alberto Sordi soltanto per l’ idioma …) presentando i personaggi della barzelletta 0 con robe tipo :

              “Aò, ce stanno ‘n fròscio, un negro “ghe barlare gozì” , na mignotta, ecc … ”

              Ma proprio come “terminologia” di base , eh …

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet

              “carabinieri”

              Qualche anno fa in una città del Nord un cliente verso’ un assegno in banca. Il bancari disse “Prego, lo giri”. Il cliente prese l’assegno e lo rigirò lì sul bancone. L’impiegato: ” ma chi è lei, scusi, un carabiniere?”. Al che il cliente: “sì, maresciallo vicecomandante di stazione, in borghese, e ora la denuncio per vilipendio”. Partì la denuncia. Per fortuna il giudice (che mi raccontò la storia) diede il non luogo a procedere (de minimis non curat…)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Guarda, quando lo scrivevo mi aspettavo già che avresti risposto con qualche fatto di cronaca a base di un carabiniere senza senso dell’umorismo.

              Che, immaginavo senza sbagliarmi, si sarebbe risolto in un nulla di fatto.

              Sulle barzellette sui carabinieri ci fecero appunto uno di quei filmacci comici (orribile, ma non stiamo facendo critica cinematografica) e non mi risulta siano stati tutti carcerati…

              • Francesco scrive:

                almeno due film, mi pare!

                non li ho mai visti, condivido l’orrore estetico ma non quello moralistico per tutta quella cinematografia

          • Peucezio scrive:

            Andrea,
            appunto.
            Non sapete ridere.
            Volete un mondo triste.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “ridere”

              Ma tu davvero per ridere hai bisogno di insultare, di bestemmiare o di parlar sboccato?

              Guarda che non è un modo di stare vicino al “popolo”.

              Il “popolo” è spesso molto più spontaneamente rispettoso e meno sboccato dei membri delle “élites”.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Mmm
              no?

              ma a parte questo, non credo che Peucezio rida soltanto di volgarità e bestemmie.

              Sta invece chiedendo una certa elasticità, un certo lasciar fare, e che tutto non si trasformi subito in censure e galera!

          • Peucezio scrive:

            Per inciso,
            guai se la bestemmia diventasse reato.
            Negli ambienti che frequento io le canzonacce scurrili hanno anche le bestemmie.
            Mica mi ci adombro perché sono un cattolico tradizionalista.
            In Veneto, dove sono molto religiosi, bestemmiano tutti, pure i preti.

  67. Peucezio scrive:

    Cioè veramente pensi che un mondo più sereno, felice per tutti, maturo, rispettoso sia un mondo di suscettibilità e divieti?

    • roberto scrive:

      Inizio a perdermi nella discussione

      1. Banfi e co.: trovo che sia una comicità stupida, volgare e noiosa (che infatti già quando uscivano i film non è che piacessero a tutti, anzi), ma vabbè questi sono gusti personali e non vedo che c’entrano. Trovo invece che rispecchiavano una società che a te poteva piacere semplicemente perché non se la prendeva con te.
      Fossi stato ricchione credo che avresti apprezzato di meno

      2. Voglio sanzionare Banfi? No ovviamente, che razza di idea….libri, film e spettacoli possono andare dove vogliono. Certo, avrei una simpatia abbastanza limitata per un comico che chessò ridicolizza sistematicamente i meridionali, ma c’est la vie

      3. Lo stesso comico che viene a farmi battute del cavolo in faccia si ritrova l’impronta del mio piedone 48 tatuata sulle terga

      4. Per evitare di dovermi consumare le suola delle scarpe sul sedere del tizio, sarei soddisfatto se fosse condannato a pagarmi un paio di banconote da 500 ed una multa da 5.000 (ribadisco: non il comico sul palco, ma quello che viene ad insultarmi)

      5. Se lo stesso comico viene a bastonarmi in quanto meridionale sarei contento se si facesse della prigione

      6. Se il comico mi rifiuta l’accesso al suo teatro in quanto meridionale, di nuovo non verserei una lacrima se si ritrovasse a sollicciano

      Sostituisco meridionale con tutte le categorie che vuoi e più o meno hai la mia opinione su questa cosa

      Sulla società in generale: trovo in effetti che sia un filo più giusta ora di quello che era 40 anni fa. In fin dei conti dobbiamo vivere in tanti con idee diverse in uno spazio limitato. Le scelte sono due o il sopruso dei tanti contro i pochi o si cerca un minimo stabilire un minimo di regole (e per favore non tirarmi esempi assurdi di cose che sai già che non condivido: non credo che si debbano riscrivere le biblioteche per tutelare le sensibilità altrui, e non credo che la scortesia sia da punire penalmente)

      • Peucezio scrive:

        Non puoi però mettere insieme le discriminazioni giuridiche o sociali fattuali (il barista che non fa entrare il meridionale) con le opinioni e tantomeno con le prese in giro.

        Il fatto che non ti piaccia Lino Banfi è un tuo gusto personale. L’ho preso come esempio di tutta la commedia all’italiana, compresa quella di livello molto superiore, che non aveva certo le pruderie di oggi.

        Quando si comincia a eccepire sulle battute, sull’umorismo, sullo scherzo, sull’arte, il teatro, il cinema si va verso un mondo opprimente, un mondo privo di libertà, di spirito. Si va verso un mondo da incubo.
        Tu hai il diritto di essere suscettibile nei tuoi rapporti personali: chi ti vuole frequentare si regolerà di conseguenza.
        Ma non hai diritto di erigere a norma sociale le tue suscettibilità.

        Se a te piace un mondo in cui non si può scherzare, che ti devo dire: spero che tu non abbia mai un vero potere, perché imporresti un mondo da incubo.
        Che è poi quello verso cui si sta andando.
        Ma non venirmelo a gabellare come progresso.
        Coincide con un abbassamento del livello culturale dei ceti intelletttuali e dirigenti, con una banalizzazione della cultura, con una riduzione di capacità critica e pluralismo da parte del mondo intellettuale e accademico.
        E questo è gravissimo, perché non parliamo solo di un mondo in cui non si può scherzare, ma di un mondo sempre più privo di dibattito, sempre meno ideologicamente pluralista, al di là di certe rozze contrapposizioni di facciata.
        Se non riesci a coglierlo non so che dirti.

        • roberto scrive:

          Peucé

          “ Non puoi però mettere insieme le discriminazioni giuridiche o sociali fattuali (il barista che non fa entrare il meridionale) con le opinioni e tantomeno con le prese in giro.” Eccetera….

          Hai saltato il mio punto 2?

      • Peucezio scrive:

        Comunque è veramente inquietante che gente nata presumibilmente negli anni ’70 ormai sia nettamente orientata ad accettare con entusiasmo vincoli, perbenismi, suscettibilità, rispetto a libertà, vivacità di pensiero, pluralismo.

        Tra l’altro ho i miei dubbi sul fatto che tutto ciò tuteli gli individui e che quindi alla lunga si viva meglio e le persone più deboli e sensibili siano più felici e si sentano più accettate.
        È l’esatto opposto.
        Quando le posizioni si radicalizzano e si fanatizzano, quando si va verso un oscurantismo rozzo e bigotto, in cui al ragionamento fine e articolato si sostituisce lo scandalo e l’indignazione rancorsa, c’è una crescita di violenza che favorisce i più forti, prepotenti e spregiudicati e va a discapito dei più insicuri e fragili.
        Negli Stati Uniti le suscettibilità sui temi di cui parliamo sono molto più forti ed è una società molto più violenta e aggressiva, anche proprio su questi temi.

        Tra l’altro questa cultura del senso di colpa funziona per continui scavalcamento “a sinistra” e guai a credere di essere protetto perché dalla parte giusta.

        Roberto, l’esito naturale di ciò che tu dici di apprezzare sarà che tu un domani col cazzo che potrai mangiarti la carne e fare le grigliate, perché non ti sarà consentito, in nome dei diritti degli animali (che, ti diranno, sono senzienti quanto gli omosessuali e disconoscerlo è razzismo, specismo, ecc.) e della sensibilità delle ragazzine vegetariane fanatiche. Perché ti diranno che la produzione di carne distrugge l’ambiente. E tu passerai per reprobo. Per colpevole. Per il più abietto degli uomini. Come me nel momento in cui voglio scherzare con gli omosessuali.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Roberto, l’esito naturale di ciò che tu dici di apprezzare sarà che tu un domani col cazzo che potrai mangiarti la carne e fare le grigliate”

          Non mettiamo troppa carne al fuoco 🙂

          Io a una grigliata di Roberto ci andrei volentieri perché so che la vita è inseparabile dalla morte, e che la biosfera su cui campano le vacche esiste anche perché la alimentano un sacco di antenati miei.

          Però gli animali sono senzienti quanto gli esseri umani; e l’industria della carne è devastante per l’ambiente, che è semplicemente tutto ciò che ci circonda.

          Invece gli insulti e le battute tra esseri umani hanno una potente funzione di creazione di comunità: cogliere particolarità, trasformarle in gioco, la confidenzialità dell’offesa è fondamentale nella cultura toscana.

          Come quando si saluta l’amico gridandogli “buhaiolo!”, e quello ti risponde, “bischero, o che tu fai?”

          C’è da diffidare dei rapporti in cui non ci si può insultare; e gli insulti sono spesso a sfondo sessuale.

          A differenza di quelli contro i lucchesi.

          • Francesco scrive:

            non gli date dei buhaioli a ogni piè sospinto?

            credevo che fosse di prammatica, nelle rivalità che precedono la seconda guerra mondiale

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “non gli date dei buhaioli a ogni piè sospinto?”

              Si dà del buhaiolo all’amico, mica al lucchese.

              I lucchesi invece non danno. Per definizione.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “I lucchesi invece non danno.”

                Mi correggo, un esempio c’è stato, tanto che l’hanno fatta santa: la domestica Zita che nascondeva gli avanzi della casa dove lavorava nel grembiule, per darli ai poveri.

                Il suo padrone, un vero lucchese, se ne è accorto e le ha fatto aprire il grembiule.

                Che si è rivelato pieno di miracolose rose.

                Quindi una lucchese qualcosa ha dato, e la Madonna se ne è accorta subito.

              • Miguel Martinez scrive:

                Però nella Garfagnana ci tengono a precisare che Zita era solo una lucchese adottiva, essendo nata a Succisa tra i monti, e il contado è tutta un’altra storia dalla città.

          • roberto scrive:

            Miguel

            Non ho nessunissimo problema a scherzare con amici e affini, anzi sono il primo ad iniziare

            Ho un problema se uno sconosciuto mi insulta per strada, o peggio ancora un conosciuto o qualcuno che mi conosce e vuole solo offendere

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Ho un problema se uno sconosciuto mi insulta per strada, o peggio ancora un conosciuto o qualcuno che mi conosce e vuole solo offendere”

              Lo sconosciuto capisco.

              Come fai a giudicare il “conosciuto”, se ti vuole offendere oppure è semplicemente “il primo ad iniziare” uno scambio di scherzi?

              Intuitivamente possiamo valutare caso per caso, ma non è così semplice: mi ricordo la tremenda reazione di un siciliano, quando un amico romano gli disse affettuosamente, “a fijo de na bona donna!”, perché ciò che è positivo nella cultura romana è negativo nella cultura siciliana.

              E se fosse andata a finire in tribunale, un magistrato come avrebbe dovuto valutare uno scambio di quel tipo?

              • roberto scrive:

                Per rispondere all’ultima domanda consiglio la lettura di questo agile e divertente volumetto (a Firenze lo trovi in libreria)

                https://www.amazon.fr/Dizionario-giuridico-insulti-Giuseppe-DAlessandro/dp/8877284048

              • roberto scrive:

                Miguel

                “ Come fai a giudicare il “conosciuto”, se ti vuole offendere oppure è semplicemente “il primo ad iniziare” uno scambio di scherzi?”

                Ma che domanda è?
                Tu non te ne accorgi se uno ti prende bonariamente in giro da amico o se ti vuole insultare?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Ma che domanda è?”

                Per questo ho posto un caso concreto:

                “mi ricordo la tremenda reazione di un siciliano, quando un amico romano gli disse affettuosamente, “a fijo de na bona donna!”, perché ciò che è positivo nella cultura romana è negativo nella cultura siciliana.

                E se fosse andata a finire in tribunale, un magistrato come avrebbe dovuto valutare uno scambio di quel tipo?”

      • Peucezio scrive:

        Tra l’altro io gli omosessuali della generazione giovane a quell’epoca li conosco, sia attraverso testimonianze, sia direttamente.
        Perché ho approfondito le storie di un certo ambiente popolare urbano marginale ed ex lege dove pullulavano.
        E sono sideralmente lontani da queste suscettibilità idiote.
        Erano (e sono, chi c’è ancora) gente spregiudicata, libera, vitalista, che scherza sulla stessa omosessualità, su tutto, che smitizza tutto, che ironizza e gioca su tutto.
        Ciò dimostra che la difesa del debole o della categoria discriminata è un pretesto: il bigottismo non è il mezzo ma il fine. È una società nevrotica e fobica che sfoga le sue fobie volendo imporre una società del controllo.

        • roberto scrive:

          Boh, io conosco un sacco di gay che sono assolutamente grigi e banali come la stragrandissima maggioranza dell’umanità e che scherza con gli amici ma si scoccia ad essere preso per i fondelli da sconosciuti….

    • PinoMamet scrive:

      “Trovo invece che rispecchiavano una società che a te poteva piacere semplicemente perché non se la prendeva con te.
      Fossi stato ricchione credo che avresti apprezzato di meno”

      Questo è il punto su cui non sono tanto d’accordo.

      In effetti, la comicità se la prende sempre con qualcuno: può farlo più o meno bene, come maggiore o minore garbo, leggerezza o addirittura complicità, ma ha sempre un bersaglio.

      la comicità ha preso di mira tutti, da Giulio Cesare alle categorie più sfortunate, e quando è stata fatta bene ne hanno riso anche i diretti interessati.

      Freud insegna che il comico è strettamente legato all’inconscio, e l’inconscio non è censurabile per definizione, perché è già censurato;

      lo cacci dalla porta e rientra dalla finestra.

      l’idea di proibire l’umorismo su certe categorie (magari con la clausola “solo i diretti interessati possono farlo su sè stessi”, che è ancora peggio) non potrà che generare battute più cattive e più esplicite ancora.
      Chi lo nega non è mai stato adolescente.

      La comicità e l’umorismo sono anzi ottimi “lubrificanti” per la società, così come la non mai abbastanza lodata ipocrisia.
      Diffidate da chi “dice pane al pane e vino al vino”: c’è il modo e il momento per farlo, e quel modo e momento è sul palco, sotto forma di battuta.

      Inoltre, non sono i comici quelli che ti negano l’accesso a teatro.
      I comici vogliono che tu ci vada, a teatro.

      I nazisti non sono noti per avere lasciato raccolte di barzellette, e i loro gusti narrativi viravano piuttosto sul tragico e sul catastrofico.
      Non raccontavano barzellette sugli ebrei: li uccidevano.

      Esistono invece raccolte di barzellette contro i vari regimi, che i regimi più intelligenti lasciavano circolare- anche perchè sarebbe stato possibile il contrario.

      L’idea che il valore di un comico, o di un attore in genere, debba essere giudicato in tribunale anziché in palco mi ripugna profondamente, e mi dà l’impressione che nella nostra società non si stia affatto meglio rispetto a 40 anni fa, ma probabilmente un po’ peggio, e questo vale per tutte le categorie.

      Comprese quelle che non hanno avvocati difensori, come i contadini ciociari.

      • PinoMamet scrive:

        Errata: sarebbe stato impossibile il contrario

      • PinoMamet scrive:

        Il mio punto, sotto forma di film:

        https://www.youtube.com/watch?v=8uqGPrthfb4

        • Moi scrive:

          @ ROBERTO

          Lino Banfi è stato oggetto ditante ironie e forse ancor più auto(!)ironie in quanto “Terrone” … in molti film, e come lui tantissimi altri.

          Certo,oggi è tutto “cringe” a posteriori e come tale indicato sub specie aeternitatis ! In Italia, spero che ce la si caverà solo con i “Disclaimers” … NON li trovo sbagliati, MA probatorii al dilà d’ogni dubbio del fallimento della Scuola “moderna” !

          … Quella dei Liberaloni 😉 scandalizzati perché “i nostri ragazzi perdono tempo a studiare gli Antichi Romani anziché imparare a compilare una bolla d’ accompagnamento in un’ azienda !”

          … E NON dite che tali Liberaloni che il Sapere dev’ essere sostituito dal Saper Fare non li avete mai sentiti, eh !

        • PinoMamet scrive:

          “Il mio punto, sotto forma di film:

          https://www.youtube.com/watch?v=8uqGPrthfb4

          se non avete aperto il link temendo si trattasse di Banfi o di Alvaro Vitali, aprìtelo:

          è Lubitsch.
          Fatevi un regalo!

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Pino Mamet

        “In effetti, la comicità se la prende sempre con qualcuno: può farlo più o meno bene, come maggiore o minore garbo, leggerezza o addirittura complicità, ma ha sempre un bersaglio.”

        Un giorno farò l’elenco delle cose che si dicono qui (e in tutte le aree confinanti) sui lucchesi, altro che ciò che si dice su immigrati e omosessuali.

        Infatti è per quello che ogni tanto leggi di fiorentini che ammazzano lucchesi per divertimento, sono stati istigati dalle barzellette.

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          “Infatti è per quello che ogni tanto leggi di fiorentini che ammazzano lucchesi per divertimento, sono stati istigati dalle barzellette.”

          😀

      • Peucezio scrive:

        OMDAP ovviamente!

      • roberto scrive:

        Pino

        “ In effetti, la comicità se la prende sempre con qualcuno: può farlo più o meno bene, come maggiore o minore garbo, leggerezza o addirittura complicità, ma ha sempre un bersaglio.”

        La questione comicità è uno straw man tirato fuori da non so chi, forse peucezio, e la lascerei da parte.

        Ho già detto che non voglio censurare Banfi, che se Banfi vuole fare la canzoncina sui ricchioni la faccia pure

        Il mio punto è un altro: possiamo certo noi ridere di una comicità che se la prende solo e costantemente con i ricchioni, ma se fossimo ricchioni rideremmo un po’ di meno….il che non vuol dire che voglio proibire quella comicità, giusto che quella società è un filino più sgradevole

        Infine il punto principale, quello da cui siamo partiti prima di mille argomenti che non c’entrano nulla, è che prendersela con le persone individualmente non mi pare una bella cosa. Quindi, Banfi che fa la canzoncina, vabbè è cattivo gusto ma pazienza. Banfi che vieta al ricchione di entrare nel suo cinema, non mi sta bene per niente

        Tutto qui

        • PinoMamet scrive:

          “Il mio punto è un altro: possiamo certo noi ridere di una comicità che se la prende solo e costantemente con i ricchioni, ma se fossimo ricchioni rideremmo un po’ di meno…”

          ma guarda che il discorso è proprio questo.

          Mi pare che le sensibilità si siano esacerbate; che se anni fa uno sentiva la canzoncina sui ricchioni o la barzelletta sui burini e se non gli piaceva si stringeva nelle spalle e andava avanti, ricchioni e burini compresi, adesso ne salti fuori un caso nazionale, e si inizi a parlare di divieti, di tribunali e di multe.

          Quando non si invoca la damnatio memoriae, come nel caso dello storico/divulgatore Barbero, colpevole di una frase riuscita male in un articolo a favore delle donne…

        • Peucezio scrive: