Vie di fuga (3)

Alla prima parte

Qui userò spesso il fastidioso pronome io.

E’ importante però perché non ho assolutamente le competenze per suggerire qualcosa.

Racconto semplicemente le mie tecniche personali di elusione, perché la mia è un’esperienza limitata, da autodidatta.

Inoltre, io sono una persona priva di qualunque importanza, per cui non mi devo preoccupare seriamente di venire spiato in quanto individuo da nessuno: vengo spiato solo in quanto essere umano, come tutta la nostra specie.

Infine, probabilmente diverse cose che faccio sono proprio sbagliate, e mi farebbe piacere quindi cambiarle.

Qualsiasi singola tecnica può essere sbagliata o sorpassata, ma credo profondamente al principio su cui si devono basare tutte le tecniche.

Si tratta della compartimentalizzazione: teniamo diviso ciò che i nostri sfruttatori vorrebbero tenere unito.

Nel mio caso, separo:

Computer fisso, macchina fotografica, telefono cellulare semplice, navigatore…

HARDWARE E SICUREZZA

Ho un computer assemblato a suo tempo da un computeraro. Posso aprirlo fisicamente, pulirlo, e soprattutto ha diversi dischi rigidi e la possibilità di aggiungerne ancora.

Senza telecamera o microfono incorporati, che sono spesso la fonte di guai (e mi permette di sorridere tutte le volte che arriva il messaggio dell’anonimo che dice di avermi filmato attraverso la mia telecamera mentre guardavo dei siti porno).

Probabilmente ha molte vulnerabilità, legate anche alla vetustà dei componenti.

L’antivirus probabilmente non è dei migliori, non so molto di firewall e affini, e condividerei volentieri suggerimenti. Su come evitare attacchi esterni e disastri, ma soprattutto su come mantenere la propria autonomia.

SISTEMA OPERATIVO

Uso Microsoft Windows: chi usa Linux mi dice che è una pessima scelta. Microsoft a ogni aggiornamento prova a convincerti a dargli tutti i tuoi dati, ed è anche pesante e lento.

Però non mi sono preso la briga di imparare a usare Linux, e lavoro con gente che mi manda esclusivamente file Word, e non so se riuscirei a restituirli in maniera impeccabile usando un altro sistema operativo (se si può, fatemi sapere).

Quindi, Windows, dicendo di “no” a tutte le preferenze non indispensabili, e soprattutto alla posta o ai browser di Microsoft.

BROWSER

Come browser, uso Firefox. Innanzitutto perché non è di Microsoft e non è di Google – compartimentalizzare.

Firefox permette di aggiungere numerosi utili add-on.

Eccone alcuni che adopero:

  • Auto-Delete Cookie, che cancella i cookie dalle schede chiuse
  • FeedBro, per seguire siti vari
  • OneTab: prima di chiudere il browser, posso salvare e ordinare le schede che mi interessano
  • Privacy Possum, che nutre di dati falsi chi cerca di seguire ciò che faccio
  • Track Me Not, che inventa domande cretine per i motori di ricerca
  • Tranquility Reader, che permette di leggere articoli interi senza pubblicità, interruzioni e fuffa

Ma soprattutto, uso Firefox Multi-Account Containers, che sono l’essenza della compartimentalizzazione: piccole “scatole” con colori diversi, in cui aprire vari tipi di siti, sempre sulla stessa finestra di Firefox.

In pratica, posso aprire ad esempio Facebook in un proprio “container”, dove il robottino di Zuckerberg potrà rovistare e spiare e scoprire che… ogni tanto guardo pagine Facebook e nient’altro.

Google invece verrà a sapere che ogni tanto faccio ricerche su Google, ma non che frequento il sito Kelebek.

Mentre Dagospia non verrà a sapere nulla sul mio conto in banca.

Ovviamente anche i container non saranno infallibili, ma il principio è fondamentale. E mi rassicura il fatto che tutte le volte che apro siti come Youtube, mi accolgono come se non mi avessero mai visto prima.

Ogni tanto alterno usando Tor, se non altro per il piacere di far credere che io scriva dalla Mongolia o dall’Alaska; e sarebbe bene che tutti almeno lo scaricassero.

MOTORE DI RICERCA

Tutte le curiosità della specie umana, da pizzerie aperte dopo le 23 a terzo sovrano dell’Ungheria dopo Santo Stefano a fruste per sadomaso, passano con milioni di interessanti sfumature, attraverso un’unica azienda, che deve rendere conto solo (e solo in parte) al diritto statunitense.

Dare anche me stesso in pasto a questa azienda è un po’ troppo, almeno alla mia età: qualche anno fa, andavo su Google senza troppi problemi.

Qui avevo suggerito di usare Startpage, poi ho scoperto che appartiene a una misteriosa ditta che si occupa di pubblicità.

Per ora, le ricerche le faccio:

  • prevalentemente con Duckduckgo, che ho impostato come motore di ricerca
  • Inevitabilmente, Google è un po’ meglio, e quando sono costretto, lo apro rinchiudendolo nel suo container (vedi sopra), oppure aprendolo in un altro browser (di solito Brave).

Sarà sufficiente per battere le migliori menti del mondo che lavorano giorno e notte per controllare me e te? Forse sì, perché partono dal presupposto che il 90% sceglie la via più comoda.

PASSWORD

Fino a non molto tempo fa, usavo quasi le stesse password, abbastanza banali, su decine di siti, che ci dicono è l’errore più grossolano e stupido che un utente possa fare.

Non memorizzo (più) le password sul browser: le tengo tutte su Keepass, che dopo i primi giorni diventa semplicissimo – mi basta ricordare un’unica password di una quarantina di caratteri. Non contiene una sola parola che si trovi tal e quale nei dizionari, ma è costruita usando frammenti di varie lingue e riguarda una piccola storia personale.

Per darvi un suggerimento estremo, ovviamente da non copiare alla lettera:

Ma1 libste libro est :a Deevine kommed! bai Phlorentine poetA

che se ci pensate, non è tanto difficile da ricordare e ha una sicurezza di 279 bit. Ora, da 128 bit in su è “molto forte”, quindi vi basta qualcosa di molto meno complicato. A quel punto, potete generare password diverse per ogni sito, senza doverne memorizzare nemmeno una (tipo jBvHZ5mSzz,,^&\Nl35:X[@Z:G>tZP).

L’importante è non dimenticarsi mai l’unica password, e salvare la database su vari computer. Io ho un giro di amici fidati con cui le condivido, dovesse saltare il mio computer.

POSTA

La posta la leggo quasi esclusivamente offline, scusate il centesimo anglicismo.

Compartimentalizzare. Chi mi vende il sistema operativo non ha il diritto di leggere pure la mia posta.

Non usare quindi i lettori di posta proprietari, come Outlook.

Da quando è morta la compianta Eudora, uso Thunderbird (assieme al suo calendario e indirizzario). Ci sono alcune cose tecniche che non mi piacciono (ad esempio il fatto che non esista un facile archivio di file in cui andare a pescare gli allegati), ma temo che non abbia concorrenti.

L’indirizzo di posta è invece un problema.

Avevo degli indirizzi datimi da un piccolo server amico (tipo, invento, miguel@scandicciserver.org), che però hanno cessato di funzionare, e gli indirizzi più o meno personali, magari legati a un sito di proprietà tipo info@miguelmartinez.com (non esiste, me lo sono inventato) tendono essere respinti o a avere un basso livello di sicurezza.

Per cui per anni ho usato indirizzi gmail, come quello che compare su questo blog. Sapendo che Google riesce a realizzare il sogno della KGB, leggendo tutta la posta che gli passa per le mani.

Per fortuna adesso esiste protonmail.com, che risponde solo alle leggi svizzere.

La differenza con gmail è riassunta in questa tabella:

Protonmail ha una versione gratuita con un’archiviazione ridotta (ma si tratta sempre di 500 mb, e potete svuotarla regolarmente se volete), e una a pagamento, per 48 meritatissimi euro all’anno.

Quindi consiglio vivamente a tutti di provarlo, almeno per avere anche un indirizzo non pubblico.

Protonmail sta anche sviluppando un (ariscusate gli anglicismi) un drive su cloud, insomma la possibilità di mettere una copia, criptata, del vostro computer in un luogo sicuro, per il giorno in cui vi si sfascia tutto.

Attualmente uso Backblaze, che costa poco, è criptato, ne parlano tutti bene, ma mi fido il giusto visto che si trova negli Stati Uniti.

E QUINDI?

Vi ho raccontato di come cerco, da incompetente, di eludere a un sistema di criminalità planetaria senza precedenti nella storia.

Lo so, ci siamo talmente abituati, e fa talmente comodo, che non ce ne rendiamo conto, ma alla fine la questione è quella.

Cerco di vendermi il meno possibile. Per usare una frase orrendamente maschilista (ma efficace), sono una demi-vierge del dispositivo informatico.

Comunque, con i sistemi che uso, mi trovo benissimo: non richiedono troppa fatica, e riesco a fare quasi tutto ciò che mi interessa.

Il quasi riguarda le interazioni con chi dà per scontato che si debba essere totalmente venduti a gratis.

Che finché è l’idraulico che ti chiede di mandargli la foto “su Whatsapp” della perdita nel tubo, va bene. Gli dici di no e siccome pago io, si arrangia.

Va meno bene quando lo Stato italiano esige che tu acquisti un oggetto che ti faccia spiare giorno e notte da uno Stato straniero, per poter avere un piccolo sconto. Chiamato anch’esso con anglicismo, cashback.

Ma ne riparleremo.

Alla prossima parte

Pubblicato in Censura e controllo globale, ciberdominio, esperienze di Miguel Martinez, Nanomondo, Questo blog | Contrassegnato cellulare, ciberdominio, cibernetica, Google, modem, navigatore, telefonini | 123 commenti | Modifica

Questa voce è stata pubblicata in Censura e controllo globale, ciberdominio, esperienze di Miguel Martinez, Nanomondo e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

661 risposte a Vie di fuga (3)

  1. roberto scrive:

    Oddio, sono veramente pessimo….

    Non faccio nulla di tutto ciò tranne effettivamente non salvare mai le password sul browser (credo che questo sia l’unico posto dove nome e email sono salvato in automatico)

    Però uso un sacco di app (Amazon, airbnb, Luxair, Booking.com…) e li uso un profilo registrato quindi pure sulle password sono fallace

    Ovviamente uso whatsapp e un social, facebook….

    A pensarci, uso veramente pochissimo le email (praticamente solo per lavoro) che sono state totalmente soppiantate da whatsapp

    E la mia curiosità, davvero genuina, è quella di capire se tutti gli sbatti che ti dai alla fine servono a qualcosa.
    Certo, in California qualcuno si masturberà guardando le mie foto mentre divoro bistecche e qualcun altro saprà che ieri alle 23.00 ero a rives de clausen

  2. roberto scrive:

    Ps ho capito che la tua preoccupazione non è l’essere spiato individualmente ma la spiata collettiva

    Continuo a non essere sicuro di capire fino in fondo a cosa serve la spiata collettiva, ma resta il fatto che se ci sono due miliardi di roberti, fare il Miguel è un po’ inutile

    • Francesco scrive:

      Beh, un pò a Miguel serve. Un pò no, perchè quello che scoprono sull’essere umano grazie ai miliardi di Francesco e Roberto temo sia applicabile anche a Miguel.

      Alla fine, credo ancora che manchi la mente in grado di usare tutti quei dati in modo veramente pericoloso, almeno se si usa un minimo di buon senso.

      Se si vota in base a quello che hai visto su Internette, tipo i milioni di idraulici polacchi pronti a invadere la Gran Bretagna … si era già pirla prima!

      Ciao

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Alla fine, credo ancora che manchi la mente in grado di usare tutti quei dati in modo veramente pericoloso, almeno se si usa un minimo di buon senso.”

        Credo che a ogni generazione, tendiamo a sottovalutare la portata delle novità.

        Immagino che molta gente leggendo (sui giornali di carta) dei bizzarri esperimenti di Marconi non abbia pensato che appena un secolo dopo, l’intero pianeta sarebbe stato un’unica, come dire, “rete radio”; o guardando i fratelli Wright con il loro giocattolo, che il cielo sarebbe stato riempito di satelliti.

        Ricordiamo che nemmeno gli autori di fantascienza hanno previsto un mondo così “fantascientifico” come quello in cui viviamo.

        • Miguel Martinez scrive:

          Ancora

          ““Alla fine, credo ancora che manchi la mente in grado di usare tutti quei dati in modo veramente pericoloso, almeno se si usa un minimo di buon senso.””

          Pensiamo allo strumento, piuttosto che alla mente umana.

          Pensa a Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, piccolo delinquente franco-tunisino, di cui pare esista solo un’unica sbiadita foto (vedi Wikipedia), persona probabilmente culturalmente ignorante e magari anche poco brillante.

          Grazie al mezzo (un furgone Renault Midlum) è riuscito in pochi minuti a far fuori 84 persone sul lungomare di Nizza.

          • Francesco scrive:

            sì, anche AH grazie ai microfoni, agli altoparlanti e alle luci ha conquistato la Germania

            ma quello a cui tu mi pare pensare è molto peggio e ancora poco gestibile. credo ci vorrà una IA per provarci e voglio vedere il coglione che penserà di essere lui a fare ordini a quella IA!

            ciao

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      @ Roberto

      Mettiamo che qualcuno mi voglia male. Se ha accesso a tante informazioni su di me (me me, non un ipotetico), allora gli è più facile farmi del male.

      • roberto scrive:

        capisco

        devo avere però due cose:
        1. qualcuno che mi voglia male
        2. qualcuno che sia capace di ottenere informazioni su di me

        più o meno penso che l’umanità se ne freghi totalmente di me
        🙂

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          I fatti di cronaca dimostrano che rientra nella sfera del possibile l’eventualità che qualcuno ci voglia male. E l’accesso ai dati si compra ormai con relativa facilità.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            “E l’accesso ai dati si compra ormai con relativa facilità.”

            Questo è un punto importante: che la barriera “legale” cui affidiamo i nostri dati è molto labile.

          • roberto scrive:

            maurì

            ma concretamente di che dati stai parlando?

            ok, la carta di credito, le password e forse numero di telefono e indirizzo mail

            Poi?
            il mio punto è che non me ne frega nulla se
            1. si sa in giro che sono felice che finalmente si possa viaggiare negli stati uniti, che ho in tasca un biglietto per boston e la prenotazione per un B&B nel maine ed una macchina da 7 posti
            2. tra 10 giorni giochiamo una partita amichevole e ho fatto le cartacce per l’autorizzazione del covidcheck
            (ho preso tutto quello che ho fatto dul cellulare oggi)

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “si sa in giro che…”

              Un funzionario europeo – che nascondendo la propria identità – frequenta un blog dove si pubblicano commenti antisemiti, deliri anticlericali, minacce agli alleati militari dell’Italia…

              … scrive di essere “felice” di andare nel Maine, dove una bambina è scomparsa subito dopo il suo arrivo;

              usando un biglietto di una linea aerea che ha appena ricevuto sovvenzioni dalla comunità europea;

              dice che viaggia da solo e poi prenota una macchina da 7 (sette!) posti, nascondendo accuratamente la destinazione.

              E chi gli ha permesso di saltare la fila del controllo Covid, che impedisce a tanti canadesi onesti di rientrare a casa?

              Perché proprio a lui hanno concesso questo privilegio?

              • roberto scrive:

                Miguel ma per piacere…..per queste paranoie c’è sicuramente un medico che potrà dare dei buoni consigli

                A me sembra molto più interessante il tuo argomento dello sfruttamento di dati collettivi

              • Miguel Martinez scrive:

                per roberto

                “A me sembra molto più interessante il tuo argomento dello sfruttamento di dati collettivi”

                Anche a me, è solo che ho visto mille volte delle storie costruite più o meno come quella che mi sono inventata.

                Riguardando il mio archivio, ne trovo un esempio fantastico, di cui mi ero quasi dimenticato:

                http://kelebeklerblog.com/2005/12/28/diffamazione-di-origine-controllata/

              • Miguel Martinez scrive:

                “ne trovo un esempio fantastico”

                stiamo parlando comunque di un secolo fa, prima che si potessero scatenare follie planetarie su queste piccole scemenze.

                All’epoca mi divertivo, in fondo non mi cambiava la vita se qualcosa usciva su Libero, e chi lo leggeva?

                Oggi il dispositivo è unico (siamo sempre lì!) per cui o non esisti, o sei il Mostro Unico Numero Uno per almeno un quarto d’ora.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Roberto, sono contentissimo per te.

              • Miguel Martinez scrive:

                Comunque i “canadesi” non li ho citati a caso: ieri ho incontrato una coppia di canadesi che non riesce a tornare in patria, perché non riescono ad avere il tipo giusto di tampone che il loro governo chiede.

                Poi Canada non è USA, certo.

              • roberto scrive:

                Grazie Mauricius!
                Giochiamo il 28 ed il 5, biglietto gratis e birra offerta se vieni

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “Mettiamo che qualcuno mi voglia male. Se ha accesso a tante informazioni su di me (me me, non un ipotetico), allora gli è più facile farmi del male.”

        E’ sicuramente un primo livello del problema, e il più evidente.

        Non ne parlo molto, perché un po’ è scontato, e un po’ ci trattiene sul piano “umano”.

        Cioè, pensiamo ancora a questo immane dispositivo che si è scatenato come un possibile strumento in mano a qualche individuo cattivo, che sicuramente esiste: Bezos si vede che ha la risatina da psicopatico.

        Un parallelo: è giusto dire che il petrolio è uno “strumento” con cui gli sceicchi sauditi si arricchiscono e a volte ricattano gli altri.

        Ma il petrolio è soprattutto ciò che ha devastato cielo e terra, scombussolato l’urbanistica e la geografia del mondo, e questo – e molto, molto, molto altro – lo ha fatto senza che gli antipatici ricconi sauditi ne avessero la minima idea.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Non è detto che sia in mano: una volta che il dato è stato raccolto, basta avere accesso ad esso, a prescindere da chi controlla il sistema che raccoglie i dati.

  3. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “anglicismo”

    Io uso molto poco il PC e moltissimo il telefonino. (Ad es. questi post te li mando la mattina dall’autobus col quale vado al lavoro). Se mi spiano, mi spiano da lì. Tu col telefonino come fai?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    P.S. mia figlia studia appunto gli algoritmi che raccolgono dati e si è occupata di cyber security. Le invio questo tuompost e le chiedo che ne penda. Magari può vsuggerirti qualcosa lei.

    • Miguel Martinez scrive:

      per ADV

      “Le invio questo tuompost e le chiedo che ne penda. Magari può vsuggerirti qualcosa lei.”

      Grazie!

    • paniscus scrive:

      “Io uso molto poco il PC e moltissimo il telefonino. (Ad es. questi post te li mando la mattina dall’autobus col quale vado al lavoro). Se mi spiano, mi spiano da lì. Tu col telefonino come fai?”—

      Ma cosa dovrebbero spiare da un telefonino che NON si collega a internet e che serve solo per fare telefonate e semplicissimi messaggi di testo?

      Al massimo si possono spiare i movimenti fisici della persona che lo porta, o i contatti in rubrica… ma di sicuro non si possono spiare password di accesso a siti web, transazioni bancarie, gusti e preferenze commerciali, o tantomeno contenuti del computer fisso di casa o di altri dispositivi che non hanno nessun legame con il telefono!

      • Miguel Martinez scrive:

        Per paniscus

        “Ma cosa dovrebbero spiare”

        Esatto.

        Aggiungo che i miei potenziali spianti (si dice così?) sono:

        1) Nokia
        2) i gestori delle reti che possiedono le antenne che il mio telefonino aggancia
        3) Postemobile, che mi offre il contratto

        Non sono Facebook, Apple, Google, Amazon; magari venderanno i miei dati a Facebook, ma è piuttosto improbabile: insomma si tratta come sempre di compartimentalizzare.

  4. fuzzy scrive:

    Uso linux da parecchi anni. Il mio computer ha ancora il lettore DVD per cui lo ho installato tramite file scaricato dal sito Linux Italia, poi masterizzato. Ora pare che si possa installare da chiavetta ma è una procedura più complessa, addirittura impossibile se ci si mette di mezzo un Bios recalcitrante. Per scrivere c’è Libre Office Writer. Salva in 5 diversi formati Word.
    .dotx
    .xml
    .doc
    .dot
    .docm
    E in diversi altri formati.
    Addirittura si può salvare in formato e Pub
    Questo mi sembra sia chiaro sulla navigazione in incognito.
    https://www.lemigliorivpn.com/guide-vpn-faq/consigli-pratici/navigazione-in-incognito/
    Come browser si può usare Chromium, l’unico che conserva una piccola app che per me è indispensabile: Send to Kindle, che mi permette di inviare direttamente il testo dei siti sul kindle per poterlo leggere senza affaticarmi la vista. Questo servizio però presuppone che si sia registrati su amazon e tutto quello che invii resta nell’archivio finchè non decidi di cancellarlo.
    Certo, io non sono nessuno, non maneggio documenti riservati, e alla fine giro soltanto in un ristretto numero di siti aprendo talvolta i link che vi sono contenuti. Non credo di essere sulla lista nera di qualcuno. Come ho già scritto, per quanto riguarda la pubblicità, è facilissimo eluderla.

    • Fuzzy scrive:

      Io poi non so da quali nemici esterni il Sistema si debba difendere. (Ma chi il vecchio Fuzzy)?
      Casomai i pericoli se li sta creando da sé.
      https://it.sputniknews.com/20210821/i-rischi-sistemici-della-leva-finanziaria-12588881.html

      • Francesco scrive:

        tutti i sistemi sono convinti che se solo i ficcanaso stessero zitti riuscirebbero a risolvere qualsiasi problema

        giusto?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Fuzzy

        “Io poi non so da quali nemici esterni il Sistema si debba difendere. (Ma chi il vecchio Fuzzy)?”

        Infatti, il Sistema non ha nemici, almeno finché è nemico del mondo.

        Non è una frase criptica 🙂

        Voglio dire, il Sistema è un modo per saccheggiare risorse al Pianeta, ridistribuendone buona parte tra gli esseri umani.

        Il suo problema quindi non sono i chiacchieroni come noi, e nemmeno i complottisti, e nemmeno i cultori della Magia Deambulatoria o dei Clic di Protesta, o dei facchini delle periferie francesi che si arrabbiano (musulmani o Gilets Jaunes poco importa).

        L’unico problema per il Sistema è la crisi ambientale in senso lato (e quindi, come giustamente dici, anche la crisi finanziaria).

  5. daouda scrive:

    Non credo sia utili tutte ste cose per come parli il discorso ( io comunque non sto a livello diverso ).

    L’avevo già scritto che TOR è della CIA ed bucabile come un foglio di carta?
    Ah, ok.

  6. Miguel Martinez scrive:

    Tradotto con DeepL, ambasciatore non porta pena…

    “Civilized” forse più che “civilizzato”, vuol dire qualcosa come “educato”, ma poi si tratta di una traduzione dal cinese, per cui…

    Fonte: https://reclaimthenet.org/china-mass-censorship-marxism/

    16 settembre 2021

    La Cina vuole “civilizzare” internet e “consolidare lo status di guida del marxismo” online con il “fact-checking” di massa
    Nuove proposte di censura.

    Da Will Henney
    Pubblicato 6:12

    La Cina dice di voler avere un internet “civilizzato” che rifletta i suoi valori marxisti, implementando una maggiore regolamentazione attraverso strumenti come un meccanismo di “correzione” delle voci. Questa notizia arriva poco dopo un giro di vite sull’industria dell’intrattenimento e sui fan club.

    I nuovi piani sono delineati in un documento del Consiglio di Stato e del Partito Comunista Cinese, intitolato “Opinioni sul rafforzamento della costruzione della civiltà della rete”. La missiva non è stata ufficialmente resa pubblica, ma versioni testuali sono disponibili su diversi siti governativi come Xinhua.

    Su tutti i siti dove appare il documento, si afferma che: “Il paese mira a consolidare lo status di guida del marxismo nella sfera ideologica del cyberspazio, promuovere un’ideologia comune tra tutto il Partito e il popolo cinese, e interiorizzare i principali valori socialisti”.

    Si otterrà ciò utilizzando internet come strumento per diffondere informazioni sui “grandi risultati del partito [comunista cinese] in ogni periodo storico di rivoluzione, costruzione e riforma”.

    Il documento raccomanda anche una “posizione chiara contro il nichilismo storico”.

    Per ripulire internet e renderlo “civile”, il documento raccomanda la creazione di un sistema nazionale online per nascondere le voci, basato su un servizio di “fact-checking” che fornisce narrazioni approvate dal governo, chiamato China Internet Joint Rumor Refusal Program.

    Altre raccomandazioni includono la regolamentazione dell’uso dello slang di internet, l’incoraggiamento delle persone a segnalare l’attività online “incivile” e la categorizzazione degli account dei social media gestiti in modo professionale.

    Queste opinioni “civilizzate” su internet arrivano poco dopo un giro di vite sull’industria dell’intrattenimento che ha visto puniti i membri dei fan club delle celebrità.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Giusto: bisogna bonificare la rete dalle fake news e dall’hotel speech. Sono d’accordo coi cinesi.

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      mi paiono cose da vecchia dittatura oppressiva, non da moderna censura perbenista e progressista.

      È vero però che Cina e Occidente convergono nel voler limitare gli spazi di libertà.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Cina e Occidente convergono nel voler limitare gli spazi di libertà”

        Ma direi che converge tutto alla fine – nella creazione di un essere umano totalmente sorvegliato, in un pianeta totalmente controllato.

        • Francesco scrive:

          Beh, però trovo strano questa impostazione “1984” invece di quella “Mondo nuovo”.

          Dopo tutto dovrebbe essere più facile controllare se i cittadini stessi mettono le loro cazzate in rete che avvisandoli di stare attenti a cosa mettono in rete.

          Cosa è questo moralismo cattolico?

          x Peucezio: in effetti la censura del PCC assomiglia molto a quella LGBT, su Internet

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          “Ma direi che converge tutto alla fine – nella creazione di un essere umano totalmente sorvegliato, in un pianeta totalmente controllato.”

          Non credo nel “tutto”. Ci sono i contesti storici, i popoli, le culture, le entità geopolitiche, i blocchi…

          • Francesco scrive:

            OK
            però metti insieme PCC, sistema poliziesco-spionistico-informatico USA (anzi, anglofono), circuito universitario-giornalistico progressista anglofono con fedeli in tutto l’occidente … e temo di stare dimenticando qualcuno!

  7. Miguel Martinez scrive:

    Una dichiarazione interessante, a proposito di Greenpass:

    Alla Comunità accademica dell’Ateneo fiorentino

    Come molti sanno il 16 settembre scorso il Governo ha approvato un nuovo provvedimento che rende obbligatorio per l’accesso a tutti i luoghi di lavoro il possesso e l’esibizione del c.d. Green Pass. Tale intervento che si inserisce nel solco dei precedenti che già avevano reso obbligatorio il possesso di tale documento per l’accesso negli Atenei, sta alimentando un dibattito vivace ed attento fra tutti coloro che in relazione all’applicazione di tali normative esprimono la propria posizione.

    Se tutto ciò dimostra l’indubbia ricchezza della nostra Comunità, fatta di saperi compositi e non necessariamente convergenti, reputo che gli interventi dei singoli – seppur espressi a titolo personale – non debbano essere il pretesto per legittimare espressioni o comportamenti con intenti discriminatori.

    L’Istituzione che rappresento, adeguandosi con convinzione a quanto la legge stabilisce e nel rispetto per la diversità delle opinioni, rifiuta al contempo in modo netto qualsiasi atteggiamento discriminatorio perpetrato nei confronti di tutti coloro che si trovano nella condizione di non poter accedere alle nostre strutture.

    Proprio per questo e in sintonia con le parole espresse dalla Ministra Messa in più occasioni, l’Ateneo ha scelto di erogare le proprie lezioni in modalità mista in presenza, nelle aule, e a distanza, sulle piattaforme, senza che da ciò possa derivare alcuna conseguenza sfavorevole nei confronti di coloro che non possono frequentare in presenza.
    Invito, pertanto, i Colleghi e le Colleghe ad improntare il loro giudizio di valutazione sulla preparazione degli studenti a criteri di obiettività e serenità senza alcun preconcetto, favorendo il dialogo con tutti, indipendentemente dalle modalità con le quali accedono alle nostre aule. Al contempo, sollecito tutta la componente studentesca ad ulteriore sforzo riflessivo che contribuisca al recupero della dimensione sociale della vita accademica.

    Con i migliori saluti

    Alessandra Petrucci

    Segreteria Rettrice

    Università degli Studi di Firenze
    Piazza S. Marco, 4
    50121 – Firenze – Italia
    Tel +39-055-2757211

  8. Miguel Martinez scrive:

    Per Mirkhond

    Chiedevi dei contenuti rimossi… traduco con DeepL

    Fonte: https://www.rd.com/article/never-delete-an-app-without-doing-these-things-first/

    RD.COM Tecnica Tecnica personale
    Le 4 cose da fare prima di cancellare un’app
    Brooke NelsonBrooke NelsonUpdated: 11 agosto 2021

    Rimuovere un’app non è così semplice come sembra.

    È sempre una buona idea rimuovere le app che occupano spazio prezioso sul tuo telefono, specialmente quelle che potrebbero spiarti. Ma per alcune app, dovrai fare di più che premere semplicemente il pulsante “elimina”. Anche se pensi di aver eliminato un’app, i suoi resti potrebbero essere ancora in agguato in background, lasciando il tuo dispositivo vulnerabile o causando altri problemi.

    “Il più grande equivoco è che una volta che un’app viene eliminata, il rapporto con l’app e la società che la possiede è interrotto”, dice Jean Vixamar, uno specialista senior di gestione della vulnerabilità a Tampa, in Florida. “Questo non potrebbe essere più lontano dalla verità. Quei termini e condizioni che avete casualmente spuntato sono importanti. Nella maggior parte dei casi, avete dato loro il permesso illimitato di utilizzare i vostri dati in qualsiasi modo ritengano opportuno, entro l’interpretazione delle leggi applicabili, naturalmente”.

    Fortunatamente, c’è un modo per assicurarsi che un’app sia completamente andata e che le vostre informazioni personali rimangano al sicuro. Ecco cosa devi sapere per proteggere il tuo telefono e i tuoi dati quando cancelli un’app. Per rafforzare ulteriormente la sicurezza del tuo telefono, scopri come eliminare le app per iPhone, come nascondere le app su un iPhone e come controllare (e modificare) le impostazioni sulla privacy del tuo iPhone.
    La comodità ha un costo

    Molti di noi usano regolarmente una serie di app nel corso della giornata, implementandole automaticamente nella nostra routine quotidiana senza pensarci troppo. Senza dubbio, possono semplificarci la vita e farci risparmiare un bel po’ di tempo. Ma questa comodità può avere un lato negativo.

    “Le applicazioni sono ovunque”, dice Steve Tcherchian, Chief Information Security Officer di XYPRO, una società di analisi della cybersecurity. “Le usiamo per fare shopping, per la banca, per ordinare la cena, per avere un passaggio, per tenere calda la nostra casa e anche per tenere traccia dei nostri figli. Ma i nostri dati devono essere condivisi con le applicazioni per fornire valore. Nella maggior parte dei casi, questo significa informazioni estremamente sensibili su di noi e sulle nostre vite”.

    Anche se condividiamo i nostri dati con la speranza che il creatore dell’app li tenga al sicuro, non è sempre così. Molte app non utilizzano la crittografia e altre caratteristiche di sicurezza, lasciando le nostre informazioni private vulnerabili a criminali e hacker. Infatti, aggiunge Tcherchian, le app sono la modalità principale di attacco nella maggior parte delle violazioni dei dati, secondo la versione 2021 del Data Breach Investigation Report di Verizon. Per tua informazione, questo non è l’unico motivo per cui dovresti preoccuparti delle app per smartphone che rubano i tuoi dati.
    Perché cancellare le app può essere difficile

    A quanto pare, i tuoi dati non scompaiono magicamente quando cancelli un’app. Le app sono spesso parte di un’intricata rete di strumenti, prodotti e siti interconnessi che tracciano e condividono le tue informazioni, probabilmente senza che tu te ne renda conto. “Pensate a un’app di incontri, per esempio”, dice Tcherchian. “In genere, queste sono collegate attraverso un account Facebook che consente all’app di accedere a foto, liste di amici e altre informazioni su di te disponibili attraverso Facebook. Supponiamo che lo sviluppatore dell’applicazione, con il vostro permesso, abbia accesso a tutto ciò che è disponibile attraverso il vostro profilo Facebook”.

    Tcherchian avverte gli utenti delle applicazioni di non dare per scontato che le loro informazioni private saranno protette. “La maggior parte delle applicazioni sono terribilmente insicure, e gli sviluppatori non seguono le migliori pratiche di sicurezza quando sviluppano un’applicazione”, spiega. “Le applicazioni sono progettate per la funzionalità, non per la sicurezza. La sicurezza è difficile e richiede tempo, spesso aggiungendo ritardi al lancio del prodotto e alle attività che generano entrate. Supponiamo che l’applicazione non abbia i vostri dati adeguatamente protetti”. Attenzione: Questi errori rendono anche il tuo telefono un facile bersaglio per gli hacker.
    Il modo giusto per rimuovere completamente un’applicazione

    Ci sono più passaggi coinvolti nell’assicurarsi che un’app sia completamente scollegata dal tuo telefono e dagli altri account. James E. Lee, Chief Operating Officer di Identity Theft Resource Center, raccomanda di seguire questo processo prima di eliminare un’app:

    Per prima cosa, cancella tutti i tuoi dati sull’app. Mentre le istruzioni per cancellare i dati sono diverse per ogni app, di solito si può trovare un’opzione per cancellare i dati memorizzati sotto titoli di menu come “privacy”, “impostazioni dell’account” o “sicurezza”, dice Lee. Da lì, segui le istruzioni per rimuovere i dati dell’account o la cronologia memorizzata sull’app.
    Dovresti anche accedere al tuo account attraverso un browser web, se possibile. A volte troverete ulteriori impostazioni disponibili attraverso la versione desktop dell’app. “Le app mobili sono spesso versioni scarne di un’applicazione completa che usi sul web o sul tuo desktop”, spiega Lee. “Quindi, è una buona idea accedere all’app attraverso un browser web per assicurarsi di non aver perso qualche impostazione aggiuntiva che potrebbe non essere disponibile nelle versioni mobili di un’app”.
    Sciogliete o revocate qualsiasi integrazione di Facebook o Google che potreste aver abilitato andando nella scheda delle impostazioni dell’app, trovando l’opzione “account collegati”, e rimuovendo l’app o il link che volete eliminare. È anche possibile rimuovere le integrazioni attraverso l’account collegato. Basta accedere all’account collegato, controllare le impostazioni per vedere con quali app condividono i dati, e poi eliminare ciò che non si usa più. Lee suggerisce di andare all’account collegato per le istruzioni esatte e di usare il loro modulo di contatto o la funzione di chat se hai una domanda.
    Se non riesci a trovare alcuna informazione sulla cancellazione dei tuoi dati su un’app, Lee consiglia di contattare il team del servizio clienti dell’app e richiedere per iscritto che i tuoi dati vengano completamente cancellati. Per altri consigli sulla sicurezza mobile, ruba questi segreti dalle persone che non vengono mai hackerate.

    App da evitare

    Alcune app sono particolarmente fastidiose. Gli esperti raccomandano di cancellare immediatamente queste app che gli esperti di sicurezza non avrebbero mai avuto sui loro telefoni o, meglio ancora, di non installarle affatto. “Ci sono un certo numero di app che sono estremamente pericolose dal punto di vista della sicurezza e della privacy”, dice Vixamar. “Si dovrebbe diffidare di qualsiasi app che richiede l’accesso alle foto, ai file, alla fotocamera, al microfono e altro, completamente o in combinazione. Dovete chiedervi: ‘Questa app ha davvero bisogno di tutto questo accesso, o io ho davvero bisogno di questa app? Prima di premere il pulsante “download”, fai attenzione a questi segni che non dovresti fidarti di un’app, e in generale, assicurati di sapere come capire se il tuo telefono è stato violato.

    Fonti:

    Steve Tcherchian, responsabile della sicurezza informatica di XYPRO
    Jean Vixamar, specialista senior di gestione delle vulnerabilità
    Verizon: Rapporto 2021 sulle indagini sulle violazioni dei dati
    James E. Lee, direttore operativo di Identity Theft Resource Center

    Originariamente pubblicato: Agosto 05, 2021

    • Peucezio scrive:

      Ma perché queste pagine di consigli informatici sono sempre così terribilmente prolisse?
      È evidente che imitano (o traducono direttamente) un tipico stile americano.
      Ma non capisco perché l’idea è che la gente debba perdere tempo a leggere in dieci minuti ciò che si può leggere in due e subirsi un testo che non viene mai al punto, per via di ridondanze, ripetizioni, preamboli…
      Come le pagine di Aranzulla, che dice cose idiote come “siediti davanti al tuo pc, rilassati…”, quando uno vuole solo sapere il come e gli basterebbero tre righe.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Ma perché queste pagine di consigli informatici sono sempre così terribilmente prolisse?”

        Vero!

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Non escludo che un articolo più lungo, occupando più spazio (quindi più spazio per la pubblicità), possa davvero essere più conveniente.

        • Peucezio scrive:

          Non credo dipenda da quello: se nessuno lo leggesse spaventato dalla lunghezza, se la sbatterebbero la pubblicità.

          È che evidentemente la gente preferisce leggere roba prolissa, perché stadiventando talmente ritardata che ha bisogno che le sia ripetuta almeno tre, quattro volte la stessa cosa perché le entri in testa.
          Gli americani erano già così, ora pure noi.

        • Francesco scrive:

          più lungo, più tempo ci passi mentre cerchi di trovare quello che ti interessa, più “tempo utente” possono vendere ai pubblicitari

          la sintesi non paga, temo

          ciao!

  9. Miguel Martinez scrive:

    Perché uso Duckduckgo e non Google (traduzione DeepL, chi è interessato può andare sull’originale per vedere link e immagini):

    Fonte: https://spreadprivacy.com/duckduckgo-revenue-model/

    Qual è il modello di business di DuckDuckGo?

    DuckDuckGo è una società redditizia dal 2014 senza memorizzare o condividere alcuna informazione personale sulle persone che utilizzano il nostro motore di ricerca. Come ci piace dire, quello che cerchi su DuckDuckGo è privato, anche per noi! Siamo orgogliosi di avere un modello di business per un’azienda basata sul web che è redditizia senza fare delle tue informazioni personali il prodotto. Sono felice di dirvi tutto su come lo facciamo funzionare (e come possono farlo anche altre aziende).

    Anche se prima, se non avete familiarità con DuckDuckGo, siamo una società di privacy su Internet che vi permette di prendere il controllo delle vostre informazioni personali online, senza alcun compromesso. Gestiamo un motore di ricerca alternativo a Google su https://duckduckgo.com, e offriamo ulteriori applicazioni ed estensioni per proteggerti da Google, Facebook e altri tracker, non importa dove vai su Internet.

    Il grande mito

    In realtà è un grande mito che i motori di ricerca abbiano bisogno di tracciare la tua cronologia di ricerca personale per fare soldi o fornire risultati di ricerca di qualità. Quasi tutti i soldi che fanno i motori di ricerca (compreso Google) si basano sulle parole chiave che digitate, senza sapere nulla di voi, compresa la vostra cronologia di ricerca o le quantità apparentemente infinite di dati aggiuntivi che hanno raccolto sugli utenti registrati e non registrati.

    Infatti, gli inserzionisti comprano annunci di ricerca facendo offerte su parole chiave, non su persone. Ha anche un senso intuitivo. Se cerchi “auto”, è più probabile che tu risponda a un annuncio di un’auto piuttosto che a qualcosa che hai cercato la settimana scorsa.

    Questa pubblicità basata su parole chiave è il nostro modello di business primario. Quando cerchi su DuckDuckGo, possiamo mostrarti un annuncio basato sulle parole chiave che hai digitato. Questo è tutto. E funziona. La nostra politica sulla privacy, in poche parole, è di non raccogliere o condividere alcuna informazione personale. Ogni volta che cerchi su DuckDuckGo è come se tu fossi lì per la prima volta – anonimo.

    Per esempio, se digitate “lavastoviglie” otterrete un annuncio di lavastoviglie.
    Screenshot della pagina dei risultati del motore di ricerca DuckDuckGo per “lavastoviglie” che evidenzia i due annunci di lavastoviglie serviti in cima alla pagina

    Anche Google fa la maggior parte dei suoi soldi attraverso questo stesso tipo di pubblicità basata su parole chiave che non richiede alcun monitoraggio della cronologia di ricerca.

    Allora perché tracciano tutto questo? Perché Google non è davvero una società di ricerca; è una società di pubblicità. Su Google, le tue ricerche sono tracciate, estratte e impacchettate in un profilo di dati per gli inserzionisti che ti seguono su Internet attraverso invadenti e fastidiosi banner pubblicitari sempre presenti, utilizzando le massicce reti pubblicitarie di Google, incorporate in milioni di siti e applicazioni.

    Questo è il motivo per cui se si cerca qualcosa su Google, si può iniziare a vedere annunci per esso ovunque. Usare Internet non deve farvi sentire come se foste osservati, ascoltati e monitorati.

    Google, Facebook e la linea inquietante

    Eric Schmidt, ex amministratore delegato e presidente di Google, ha notoriamente detto: “La politica di Google su molte di queste cose è di arrivare fino alla linea inquietante, ma non oltrepassarla”. Ma per la maggior parte delle persone, quella linea è stata superata da Google, Facebook e altri molto tempo fa.

    Allarmante, Google ora distribuisce tracker nascosti sul 76% dei siti web in tutto il web per monitorare il tuo comportamento e Facebook ha tracker nascosti su circa il 25% dei siti web, secondo il Princeton Web Transparency & Accountability Project. È probabile che Google e/o Facebook ti stiano osservando sulla maggior parte dei siti che visiti, oltre a tracciarti quando usi i loro prodotti.
    Grafico che mostra la percentuale di tracker sui principali siti web.

    Come risultato, queste due aziende hanno accumulato enormi profili di dati sugli individui, che possono includere interessi, acquisti passati, ricerche, navigazione e cronologia della posizione, e molto altro. Questi dati personali sono memorizzati a tempo indeterminato e utilizzati per una pubblicità mirata invasiva che può seguirti in giro per Internet.

    Questo sistema pubblicitario è progettato per consentire l’iper-targeting, che ha molte conseguenze indesiderate che hanno dominato i titoli dei giornali negli ultimi anni, come la capacità dei cattivi attori di utilizzare il sistema per influenzare le elezioni, per escludere i gruppi in un modo che facilita la discriminazione, e per esporre i tuoi dati personali alle aziende che non hai mai nemmeno sentito parlare.

    La domanda operativa è, però, tutto questo tracciamento è necessario per ottenere profitti sostanziali? È questo l’unico modo per gestire un’azienda di servizi digitali redditizi incentrati sul consumatore? Non secondo me. Il fatto è che queste aziende sarebbero ancora selvaggiamente redditizie se, per esempio, abbandonassero tutti questi tracker nascosti nel web e limitassero la quantità di dati che conservano solo a ciò che è più necessario.

    Sì, questo monitoraggio aggiuntivo probabilmente li aiuta a competere l’uno con l’altro e aggiunge alcune entrate incrementali, ma credo che la stragrande maggioranza delle loro entrate esisterebbe ancora se la manopola del monitoraggio fosse abbassata, e si allontanassero molto dalla linea raccapricciante.

    La ragione è semplice: Google e Facebook sono i campioni indiscussi dell’audience e della portata su Internet, qualcosa per cui gli inserzionisti pagheranno sempre. I loro modelli di business non hanno bisogno di essere così invasivi.

    È una scelta di spremere fino all’ultimo grammo di profitto a spese della privacy, della democrazia e della società. Una scelta che non devono fare. Senza tutto questo tracciamento, sono sicuro che sarebbero ancora tra le aziende più redditizie del mondo, e staremmo tutti meglio.

    Affiliati anonimi

    Come accennato, DuckDuckGo è redditizio basandosi principalmente su annunci di ricerca basati su parole chiave, anche se siamo sempre stati alla ricerca di altri modi per fare soldi anonimamente in modo da poter ridurre la dipendenza dalla pubblicità. L’unico altro modo che abbiamo trovato finora, che attualmente rappresenta una porzione molto più piccola delle nostre entrate, è una partnership di affiliazione senza tracciamento con Amazon ed eBay.

    Quando visiti quei siti attraverso DuckDuckGo, anche quando usi !bangs, e successivamente fai un acquisto, riceviamo una piccola commissione. Questo meccanismo funziona in modo anonimo e non ci sono informazioni personali identificabili scambiate tra noi e Amazon o eBay. Queste partnership inoltre non influenzano il ranking dei risultati di ricerca. Il motivo per cui possiamo farlo in modo anonimo con Amazon ed eBay, ma non con altri rivenditori, è che Amazon ed eBay gestiscono le proprie reti di affiliazione.

    Cosa possono fare altre aziende

    All’inizio di questa risposta, ho notato che altre aziende che utilizzano un modello di business pubblicitario potrebbero seguire un percorso simile a DuckDuckGo. Qui ci sono alcune cose fattibili che le aziende possono fare per rimanere redditizie senza tracciare la massima quantità di informazioni possibili sui consumatori:

    Favorire la pubblicità basata sugli interessi invece della pubblicità iper-targettizzata. Per noi, questo significa basare gli annunci solo sulle parole chiave digitate dalle persone. Per altri, questo potrebbe significare basare gli annunci sul contenuto della pagina e non sull’individuo che visualizza la pagina.
    Vendere pubblicità direttamente in base a tali interessi, evitando di passare attraverso i sistemi pubblicitari iper-targettizzati di Google e Facebook.
    Considerare l’utilizzo di un sistema di affiliazione anonimo come fa DuckDuckGo come descritto sopra. Questo può aiutarvi ad evitare tanta pubblicità sulle vostre pagine.

    La nostra visione è quella di stabilire un nuovo standard di fiducia online. Internet non dovrebbe essere così inquietante e ottenere la privacy che meritate online dovrebbe essere semplice come chiudere le tende.

    • daouda scrive:

      Ixquick al tempo era il meglio.

      Ho ripiegato pure io su DDG perché era difficile cercà le cose co quell’antro, ad oggi non so quale possa essere la scelta migliore.

  10. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    … negli USA dovrebbe essere abbastanza fondare una Comunità di Persone Fisiche che vivono informaticamente come a Fine Anni Novanta … sulla falsariga , ma in versione laica, degli Amish con il Diciassettesimo Secolo ! 😉

    Tipo gli “OK-Boomerish” 😀 con il Rituale del Buongiornissimo Caffè 🙂 … No ?

    • Moi scrive:

      Scoprii l’ esistenza degli Amish da piccolo dal film” Witness” , con Harrison Ford … commenti “adulti”di Sx Olod School 😀 del tipo :

      “in America, quel branco di sbalinati fanatici esistono veramente … mica come in Unione Sovietica, che credono nel Progresso e sono Atei !”

      • Moi scrive:

        Old School

        e.c.

        —–

        Cmq giammai (!) avrei potuto immaginare che sarebbe diventato “di Destra” considerare i Musulmani come un branco di sbalinati fanatici che si mettono a culo per aria 5 volte al dì !

        😀

        Si sa … il Mondo Cambia !

        • Moi scrive:

          I vecchi numeri satirici di Cuore con tutti quei florilegi di “Viva la Figa” e “De Michelis e le sue troie” ,oggi, sarebbero “Rape Culture” [sic] di Estrema Dx !

  11. Peucezio scrive:

    Mah…
    Mauricius dice che uno potrebbe volerti fare del male…
    Ma ognuno sceglie cosa condividere.
    Se decido di comprare foto pedofile o anche innocui e legali giocattoli sessuali, evito di farlo su amazon: probabilmente, se non sono un cretino integrale, vado in un luogo fisico e pago in contanti oppure uso mille accorgimenti per farlo anonimamente.
    Ma in che cosa mi può danneggiare il fatto che Pinco Pallo che sta in Nuova Zelanda può sapere che sono andato in vacanza in Islanda anziché a Sharm-el-Sheik (o come cazzo si scrive) o che preferisco i gialli ai romanzi storici?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Ma in che cosa mi può danneggiare il fatto che Pinco Pallo che sta in Nuova Zelanda può sapere che sono andato in vacanza in Islanda anziché a Sharm-el-Sheik (o come cazzo si scrive) o che preferisco i gialli ai romanzi storici?”

      Attenzione, rischi di fare proprio il discorso che fanno le multinazionali, come se il problema fosse di “legalità”.

      • Peucezio scrive:

        No, no, io parlo proprio di immagine sociale.
        Uno in genere condivide cose che vuole che gli altri vedano, di cui si vanta, mica cose di cui si vergogna.

        • Francesco scrive:

          ma uno in genere è anche stupido, per cui oggi vuole condividere qualcosa di cui da domani e per sempre si vergognerà

          in più la società cambia e ciò che oggi è del tutto positivo o normale domani potrebbe essere immondo e degno di linciaggio

    • roberto scrive:

      peucezio

      “Mauricius dice che uno potrebbe volerti fare del male…
      Ma ognuno sceglie cosa condividere.”

      è la cosa che chiedevo io sopra, ma riceverai solo una battutina ironica in risposta….

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Non ero ironico: se è vero quello che dici, di non avere nulla da temere da nessuno, allora sei veramente una persona fortunata.

    • Francesco scrive:

      non hai mai visto i film americani in cui l’avvocato cattivo distrugge un testimone affastellando fatti veri in modo da farlo sembrare un mostro? non hai mai letto un articolo di Marco Travaglio?

  12. Miguel Martinez scrive:

    Tradotto con DeepL (ho tagliato i paragrafi che riguardano una disputa sul riconoscimento di Taiwan).

    Fonte: https://www.theguardian.com/world/2021/sep/22/lithuania-tells-citizens-to-throw-out-chinese-phones-over-censorship-concerns

    La Lituania dice ai cittadini di buttare via i telefoni cinesi per problemi di censura

    Il ministero della difesa dice che alcuni telefoni Xiaomi hanno la capacità incorporata di censurare le frasi sensibili

    Il ministro della difesa della Lituania ha esortato i cittadini a sbarazzarsi dei loro telefoni cinesi “il più velocemente possibile”.

    Mer 22 settembre 2021 05.18 BST

    Il Ministero della Difesa della Lituania ha raccomandato ai consumatori di evitare l’acquisto di telefoni cellulari cinesi e ha consigliato alle persone di buttare via quelli che hanno ora, dopo che un rapporto del governo ha scoperto che i dispositivi hanno capacità di censura integrate.

    I telefoni di punta venduti in Europa dal gigante cinese degli smartphone Xiaomi Corp hanno una capacità incorporata di rilevare e censurare termini come “Tibet libero”, “viva l’indipendenza di Taiwan” o “movimento per la democrazia”, ha detto martedì l’ente statale lituano per la sicurezza informatica.

    La capacità nel software del telefono Mi 10T 5G di Xiaomi era stata disattivata per la regione dell’Unione europea, ma può essere attivata da remoto in qualsiasi momento, ha detto il centro nazionale di cybersicurezza del ministero nel rapporto.

    “La nostra raccomandazione è di non comprare nuovi telefoni cinesi, e di sbarazzarsi di quelli già acquistati il più velocemente possibile”, ha detto il vice ministro della difesa Margiris Abukevicius ai giornalisti nell’introdurre il rapporto.

    Xiaomi non ha risposto a una domanda di Reuters per un commento.

    Il rapporto del centro informatico nazionale ha anche detto che il telefono Xiaomi stava inviando dati crittografati sull’uso del telefono a un server a Singapore. Una falla nella sicurezza è stata trovata anche nel telefono P40 5G della cinese Huawei, ma nessuna è stata trovata nel telefono di un altro produttore cinese, OnePlus, ha detto.

    Il rappresentante di Huawei nel Baltico ha detto al filo di notizie BNS che i suoi telefoni non inviano i dati degli utenti all’esterno.

    Il rapporto ha detto che la lista dei termini che potrebbero essere censurati dalle applicazioni di sistema del telefono Xiaomi, compreso il browser internet predefinito, attualmente include 449 termini in cinese ed è continuamente aggiornata.

    “Questo è importante non solo per la Lituania, ma per tutti i paesi che utilizzano apparecchiature Xiaomi”, ha detto il centro nel rapporto.

    • Miguel Martinez scrive:

      “La capacità nel software del telefono Mi 10T 5G di Xiaomi era stata disattivata per la regione dell’Unione europea, ma può essere attivata da remoto in qualsiasi momento, ha detto il centro nazionale di cybersicurezza del ministero nel rapporto.”

      Personalmente, non avrei grossi problemi se il mio telefonino avvisasse una centrale di spionaggio a Singapore, ogni volta che io in cinese dico “viva l’indipendenza di Taiwan”.

      La cosa interessante è che questo tipo di controllo è possibile;

      che c’è voluta un’inchiesta governativa per scoprirlo;

      che è una funzione che può essere attivata in remoto anche dopo che si è dichiarato che non c’è;

      e che stiamo parlando solo di ciò che può fare il dispositivo stesso, e non ancora di tutto ciò che ci si installa successivamente sopra (per dire, Google, Whatsapp, Facebook, Instagram e mille altre cose…).

      Il bello è che per molta gente, tutto ciò sembra perfettamente normale 🙂

  13. Miguel Martinez scrive:

    Per Daouda

    Su Tor e i servizi segreti americani, in effetti…

    https://restoreprivacy.com/tor/

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “When you use Tor, you help the US government do spooky stuff”

      In realtà tu aiuti tutti gli altri utenti di Tor, inclusi gli spioni. Se c’è una sola persona col passamontagna è facile identificarla, mentre se è mezza città a indossarlo, buona fortuna. Questo vale se il beneficiario è un agente segreto, un pedofilo o un tizio che ci tiene alla riservatezza.

  14. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Toscani creativi (leggete tutto, è una vicenda davvero particolare)

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/09/21/news/cercavo_il_tesoro_dell_isola_di_montecristo_racconta_l_imprenditore_riapparso_in_mare_dopo_9_mesi-318760815/
    Firenze
    Firenze
    “Cercavo il tesoro dell’isola di Montecristo”, racconta l’imprenditore riapparso in mare dopo 9 mesi
    21 Settembre 2021

    “Cercavo il tesoro dell’isola di Montecristo”, ha raccontato al magistrato che lo ha interrogato Davide Pecorelli, 45 anni, l’imprenditore riapparso naufrago in mare su un gommone davanti a Livorno, a nove mesi dalla sua misteriosa sparizione: l’auto dell’imprenditore con resti umani fu ritrovata in Albania in gennaio dove l’uomo era in missione d’affari. Il racconto di Pecorelli, che prima della sparizione aveva mostrato difficoltà economiche, è ora tutto da verificare.

    L’uomo ha parlato agli inquirenti di Perugia, che lo hanno sentito come persona informata sui fatti, di un presunto “tesoro” che voleva cercare all’isola di Montecristo. In effetti, quando è stato recuperato in mare, Pecorelli avrebbe avuto con sé sul gommone un piccone, una vanga, una mappa con indicati alcuni punti dell’isola, ed è poi risultato che l’imprenditore aveva preso in affitto un garage probabilmente per custodire il tesoro. Un’avaria al motore del gommone ha fermato la sua missione.

    La Procura di Perugia ha aperto un fascicolo dopo la denuncia presentata dalla compagna di Pecorelli in seguito alla sua scomparsa. I magistrati perugini si metteranno ora in contatto con le autorità giudiziarie dell’Albania dove, a Puke, si erano perse le tarcce di Pecorelli in gennaio.

    L’auto, che l’uomo aveva noleggiato, era stata trovata bruciata. Dentro qualche effetto personale e alcuni frammenti ossei che non vennero però mai attribuiti a lui. Pecorelli – sempre in base all’indagine – avrebbe poi raggiunto la Toscana a bordo di autobus di pellegrini dopo avere trascorso un periodo in una comunità vicina a Medjugorje.

  15. Fuzzy scrive:

    https://tg24.sky.it/tecnologia/2020/03/04/smartphone-mondo
    Telefonini, nel mondo 5,9 miliardi di persone ne hanno uno
    Questo dato, riferito al quarto trimestre del 2019, emerge dall’ultima edizione del Mobility Report di Ericsson. Per quanto riguarda le Sim, nel mondo ne circolano ben 7,9 miliardi, una cifra superiore a quella della popolazione mondiale.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Fuzzy

        “Si, ma nel 2038 arriva l’apocalisse degli smartphone.”

        🙂

        Ne vedo una molto più vicina.

        Oggi dovevamo fare un compromesso tra me che rifiuto Whatsapp e gli smartofonisti che hanno problemi con la mail: fare un gruppo Telegram.

        In tre avevamo già Telegram, gli altri tre hanno tutti risposto, indipendentemente, che non avevano più spazio per altre app sui loro telefoni.

        Quindi tra breve dovranno buttarli, appena arriva il prossimo aggiornamento di Whatsapp o altro.

        • Fuzzy scrive:

          Si, ancora poco e gli aggiornamenti avranno sterminato tutti gli smartphone.
          Ma anche i computer.
          L’ossessione del controllo è un’arma a doppio taglio.
          “L’assunto della cultura giudaico-cristiana è che l’uomo nella sua natura è peccatore. Perciò non ci si può fidare di lui. Invece, l’antica cultura cinese sosteneva che l’uomo, nella sua natura, è fondamentalmente buono: perciò si deve avere fiducia i lui.
          “Se non ti puoi fidare della tua natura essenziale,” si diceva, “allora non ti puoi fidare neppure dell’idea che non ti puoi fidare e perciò sei fregato senza speranza. ”
          Alan Watts “il tao della filosofia”.

          • Daouda scrive:

            Chi cazzo ti ha detto che l’umano è fondamentalmente buono o cattivo? L’ebraismo non dice né l’uno né l’altro

            • Fuzzy scrive:

              Ah, te la devi prendere con Alan Watts, ma dice peccatore. Nel senso di inaffidabile
              (Vedi quello che hanno combinato Adamo ed Eva, dico io).
              Diversamente per il taoismo, della natura umana ci si deve fidare per forza, altrimenti si arriva al punto di quasi non ritorno in cui siamo adesso. Sempre detto da Alan Watts e condiviso dal sottoscritto.

              • daouda scrive:

                Se Adamo ed Eva colla storiella del beggato origginale avessero detto quel che sostieni tu, non sarebbe stato possibile avere uomini virtuosi ( fermo restando che anche tu devi cosntatare che la maggioranza tende ad afflosciarsi in ogni campo se non si impegna ).
                Ciò implica che l’umano sia maligno? NO. perché essere peccatore non significa di per sè essere cattivo. Se aiuto mille persone e dò la vita e ricchezza posso ugualmente essere peccatore.
                Peccato non vuol dire malignità , d’altronde non vuol dire neanche benignità non essere peccatori, giacché se fai polarità fra bene e mael prima di tutto sei un coglione, in secondo luogo storci tutto il discorso.
                Il taoism dice una ovvietà, come direbbe un’ovvietà chi guarderebbe dal punto di vista homo homini lupus su altri fattori. E’ abbastanza lampante e ciò rientra perfettamente nel giudeo-roman-cristianesimo.
                E visto che te riporti il parzialismo ed acconsenti, me la pijo co te.

              • Fuzzy scrive:

                L’uomo nella Bibbia viene considerato un peccatore. Cioè uno che trasgredisce la legge divina. Non buono o cattivo.
                Per questo Watts che era un filosofo che sapeva usare le parole, dice peccatore.
                Invece il taoista “buono” guarda all’ordine naturale delle cose con ottimismo, senza interferire con esso e cercando di esservi in sintonia. Se andiamo oltre diventa tutto molto complicato.
                Lascierei fare ai filosofi.
                Però il voler controllare ogni cosa è un vizio tipicamente tecnocratico.
                È un bene la tecnocrazia oppure è un male? Secondo me è un male perché significa che si attribuisce “troppo” potere alla tecnica. Magari tu la pensi diversamente, e va bene, che problema c’è?

              • Fuzzy scrive:

                Anzi, visto che siamo in argomento e che mi piace anche
                sparare qualche cazzata, oserei dire che il popolo ebraico, vivendo di pastorizia, doveva controllare il gregge, da cui le tante citazioni pastorali nella Bibbia, mentre i cinesi antichi erano contadini che avevano fiducia nel rinnovarsi dei tanti cicli della natura da cui ricavavano i loro raccolti.
                Ho sparato la cazzata.
                E non vado avanti perché ne avrei altre. Basta.

              • PinoMamet scrive:

                Ogni tanto salta fuori questa cosa, ma, beh, è sbagliata.
                Gli Ebrei vivevano di pastorizia forse al tempo mitico dei Patriarchi.

                In epoca storica vivono di agricoltura, sono una società agricola (anche pastorale, ovviamente, ma ssoprattutto agricola) e questo è rispecchiato nelle feste prescritte dalla Bibbia, che seguono il calendario agricolo e prevedono le dovute offerte di cereali, primizie ecc., oltre ai sacrifici animali (anche di bovini…)

              • Fuzzy scrive:

                https://www.paoline.it/blog/bibbia/1638-il-pastore-simboli-biblici.html
                Certo che gli ebrei devono essere complicati.
                E perché se sono stati agricoltori (sia chiaro che non lo metto in dubbio, infatti ho un po’ controllato, per ossessione di controllo) nella Bibbia si fingono tutti pastori?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Fuzzy

                contadini, pastori:

                “3Avvenne, dopo qualche tempo, che Caino fece un’offerta di frutti della terra al Signore. 4Abele offrì anch’egli dei primogeniti del suo gregge e del loro grasso. Il Signore guardò con favore Abele e la sua offerta, 5ma non guardò con favore Caino e la sua offerta.”

              • PinoMamet scrive:

                “nella Bibbia si fingono tutti pastori?”

                Non mi risulta.

                Si dice che viveva di pastorizia Abele, che… non è ebreo.

                Del lavoro di Abramo si parla poco, ma sicuramente Isacco e Giacobbe fanno i pastori.

                Stacco: 400 anni dopo.

                Gli Israeliti tornano dall’Egitto verso la terra “stillante latte e miele”, con il compito di coltivarla e un complicato calendario basato, ripeto, sui lavori agricoli.

              • Fuzzy scrive:

                Si immaginavo che la mia supposizione che
                “oserei dire che il popolo ebraico, vivendo di pastorizia, doveva controllare il gregge, da cui le tante citazioni pastorali nella Bibbia,”
                fosse una cazzata, ma non è bello constatare che lo era davvero.

              • daouda scrive:

                L’uomo nella Bibbia viene considerato un peccatore.

                -SI, anche quando fa il bene

                Cioè uno che trasgredisce la legge divina. Non buono o cattivo.

                – appunto. E’ sempre peccatore ma ciò non deriva dal bene o dal male, deriva dal fatto che per realizzare lo status di non peccato devi essere in relazione con DIO e ricevere la Grazia.

                Per questo Watts che era un filosofo che sapeva usare le parole, dice peccatore.

                – che me ne freka a mme?

                -Invece il taoista “buono” guarda all’ordine naturale delle cose con ottimismo, senza interferire con esso e cercando di esservi in sintonia. Se andiamo oltre diventa tutto molto complicato.

                – c’è anche un altro ordine delle cose, ossia guardare le cose con pessismo, o con realismo…

                -Lascierei fare ai filosofi.
                Però il voler controllare ogni cosa è un vizio tipicamente tecnocratico.
                È un bene la tecnocrazia oppure è un male? Secondo me è un male perché significa che si attribuisce “troppo” potere alla tecnica. Magari tu la pensi diversamente, e va bene, che problema c’è?

                – c’entra che alla luce dei tuoi preconcetti inizi a cianciare di tecnocrazia per esaltare il daoismo che, sempre tu, poi dici grazie alla sua adattabilità si ritrova integrato nella merda comunista dei cinesi. Dai!

                il discorso era che l’umano peccatore è colui che è scisso da DIO, e non c’entra il bene o virtù od il male e vizio, l’ottimismo od il pessimismo, come se fossimo condannati ad essere buoni o cattivi, viziosi o virtuosi di per sè.
                Se non capisci, e ti basi su disinformazione e malcostumi deformanti che ti hanno insegnato da bamboccio, che vuoi da me?
                Il tuo discorso sulla tecnocrazia è del tutto collaterale ed anzi per giustificarlo fai ste deformazioni qua a tuo uso e consumo.

                Difatti l’ebraismo è equilibrio fra versione pastorale e agricola, Caino fu osteggiato perché non offrì le primizie non perché avesse fatto cose agricole.
                L’italia fu un paese del tutto “ebraico” con la transumanza, per dire.

              • Fuzzy scrive:

                Non ci ho capito niente, comunque ottimisti lo erano i taoisti che vivevano in un contesto agricolo basato sui cicli della natura.
                Pessimista è colui che si trova immerso in un mondo parallelo tecnologico che sta soffocando la terra con tutte le sue innumerevoli ramificazioni artificiali. Io, nella fattispecie, sono pessimista.
                Poi sulla Grazia, Caino e Abele, il peccato, il bene e il male, la pastorizia e quant’altro ti rispondo tra qualche mese, quando avrò forse studiato la materia. E se non avrò studiato fa lo stesso. Avrò fatto altre cose. Domani ad esempio devo iniziare a preparare l’orto per l’autunno. Con calma.

              • daouda scrive:

                ma a me non frega un cazzo che tu capisca o no, basta che tu ammetta che le tue opinioni sono meschinamente opinabili e parzialiste.

          • Francesco scrive:

            Strano. La società cinese si basa su un livello di controllo che da noi forse i pazzi di Calvino hanno osato pensare.

            Pensa te se avessero avuto meno fiducia nella natura dell’uomo!

            • Fuzzy scrive:

              “Antica” cultura cinese.
              Il Taoismo. Credo sia stato quasi estirpato. Non ricordo bene dove ho letto questa cosa, Sopravvive in una forma esteriore e vuota di significato.

              • Moi scrive:

                Io invece che il Taoismo è stato ” assimilato ” dal Maoismo perché più efficace a descrivere la complessità dialettica del reale rispetto allo Hegelismo …

              • PinoMamet scrive:

                In che senso in forma esteriore?

                Non ho ben presente la storia recente del Taoismo in Cina.

                Sul buddhismo cinese, che da quello che so era diventato nei secoli un amalgama di diverse scuole o tendenze, con una certa prevalenza della dottrina chan (Zen), ho letto che sotto Mao era quasi estinto;

                per un certo periodo, non lungo, è stato ufficialmente abolito punto e basta (come credo tutte le religioni) ma poi gli è stato dato il permesso di riorganizzarsi formalmente previo giuramento di fedeltà al Partito.

                Alcuni templi sono stati riaperti sostanzialmente come attrazioni turistiche, con tanto di monaci (difficile dire se “veri” o “falsi”… boh? forse entrambe le cose) ma credo che ora ormai vi si faccia anche un’autentica vita religiosa.

              • Fuzzy scrive:

                In che senso forma esteriore?

                “nel 1966, la rivoluzione culturale interruppe drasticamente tutte le manovre di restauro. Nello stesso anno la Chiesa taoista cinese fu scardinata, migliaia tra templi e monasteri furono razziati e distrutti e il clero fu sollevato dal suo incarico per essere deportato in campi di lavoro. Si calcola che oltre diecimila rotoli di antichissimi testi sacri al monastero di Louguantai (樓觀台), nello Shaanxi, andarono definitivamente perduti.[senza fonte] Il taoismo fu fortemente represso, le organizzazioni furono destituite e la maggior parte dei templi distrutti; questo portò il numero degli aderenti ad un tracollo del 99% e la religione taoista alla quasi completa scomparsa.
                https://it.m.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Daoismo
                Attualmente (forma esteriore? Più che altro sembra proprio un’altra cosa, ma è normale nel taoismo assimilare di tutto e di più, stando a quel che dice Wikipedia).
                http://www.corsodireligione.it/religioni/taoismo/tao_41.htm
                Per quanto riguarda la fiducia nella natura dell’uomo, che alla fine è quello che interessa
                “Esso quindi esalta la spontaneità, sostenendo che tutto avvenga spontaneamente senza un perché. Crede che esista un «meccanismo di autoregolazione che può manifestarsi soltanto se non gli si fa violenza»[29]. Qui il daoismo denuncia la sua provenienza dalla classe contadina (per cui l’agricoltura, nonostante la cura, obbedisce ad orologi interni ed esterni, atmosferici, e per cui il vero motore è la natura[30]).”
                https://it.m.wikipedia.org/wiki/Taoismo

            • Fuzzy scrive:

              Oddio, dimenticavo che potrebbe essere pubblicità abusiva. Come non detto.
              Per quanto mi riguarda si può togliere senza nessun problema.

              • Fuzzy scrive:

                Va be’, d’altra parte non credo che qui ci sia qualcuno interessato all’acquisto di un robot didattico multilingue. Era solo per fare il punto riguardo agli sviluppi di questa tecnologia. Questi li mandi su Marte poi iniziano ad autocostruirsi e via, alla conquista dello spazio.
                Ciao, ciao robot.

          • daouda scrive:

            Tu hai scritto questo:

            “L’assunto della cultura giudaico-cristiana è che l’uomo nella sua natura è peccatore”.

            Io ho malamente provato a spiegarti che per come lo poni te , non hai capito un cazzo, perché puoi essere buono, cattivo o neutrale/ottimista, pessimista o realista / virtuoso – medio – vizioso , per un ebreo sarai comunque peccatore ergo il taoista è un peccatore.
            E ti ho scritto che io approvo il taoismo, mi piace. Il problema è che non hai mai capito un cazzo del giudaismo romano cristiano ( perché comunque dici giudaico ma pensi solo ai cristiani oltretutto ).

            “Perciò non ci si può fidare di lui. ”

            Io ti ho provato a far capire che puoi ponderare, fidarti a prescindere o dubitare a prescindere dell’umano, il discorso sarebbe riguardo al peccato irrilevante.

            “Invece, l’antica cultura cinese sosteneva che l’uomo, nella sua natura, è fondamentalmente buono: perciò si deve avere fiducia i lui.
            Se non ti puoi fidare della tua natura essenziale, si diceva, allora non ti puoi fidare neppure dell’idea che non ti puoi fidare e perciò sei fregato senza speranza.
            Alan Watts.”

            Tralasciando il fatto che uno sarebbe fregato in partenza a non fidarsi di se o dell’umano e sua natura, giacché ci sono filosofie che anzi si basano su questo per trovare la realtà, io approvo.
            Bello. Ma non c’entra un cazzo.

            “Diversamente per il taoismo, della natura umana ci si deve fidare per forza, altrimenti si arriva al punto di quasi non ritorno in cui siamo adesso. Sempre detto da Alan Watts e condiviso dal sottoscritto.”

            Questa è uan pirlata. Come ti ho scritto , la posizione più normale è fidarsi e non fidarsi piuttosto che fidarsi e basta o non fidarsi e basta, ma tutte e 3 le opzioni non c’entrano un cazzo con il peccato ( che tu dici l’ha scritto Alan ma poi hai scritto che concordavi ).

            La mia visione è l’equilibrio di tutte e 3 ed in più il non peccare nella 4 dimensione che è la Grazia ed il rapporto con DIO.
            Chiaro adesso?
            In un mondo troppo pessimista, il tao è certo una boccata d’ossigeno.

  16. mirkhond scrive:

    I Romani sono stati anche in America?

    https://youtu.be/Dk9tOrG_fak

  17. mirkhond scrive:

    In che senso?

  18. mirkhond scrive:

    Si, ma perché stare attenti?

    • PinoMamet scrive:

      Non l’ho capito neanche io, comunque, che dire… figo.

      Naturalmente non credo che i Romani siano arrivati in America, ma mi ricorderò degli spunti del video per sbatterli in faccia agli scandinavi se la menassero sui Vichinghi… 😉

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Se consideri che in islandese antico anche Catilina era chiamato “vichingo” (usato come traducente di “tyrannus”), allora ne prendi due in una…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Perché è molto allegro con le fonti. Una volta se ne era uscito con legioni romane in India solo perché ci andavano dei mercanti.
      Quella dei romani in America è un’altra delle sue ca… idee particolari.

      • PinoMamet scrive:

        Ah, è vero, la storia del caposaldo romano in India, un’altra montagna che, alla prova delle fonti, partorisce un topolino.

  19. Moi scrive:

    Se l’ America inizia in Groelandia … si fa prima.

    Poi si può “barare” 😉 se dall’ Estremo Oriente Siberiano attraversi la Beringia 😉 …

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      La Groenlandia è America. O, almeno, lo è da quando si è scoperto che esiste l’America, visto che, ignorando l’esistenza di una massa continentale oltre l’Atlantico, la Groenlandia non puoi che considerarla Europa, esattamente come l’Islanda.
      Ed era così che tutti la consideravano nel Medioevo, insieme alle altre isole che aveva intorno.

      • mirkhond scrive:

        E gli Skraeling (Inuit), da dove credevano che provenissero?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Non mi pare che si siano mai posti il problema. Tra l’altro quel nome gli viene attribuito solo nelle saghe riferite ai periodi più antiche, perché poi sono chiamati genericamente “pagani”.
          Non sappiamo nemmeno noi chi fossero realmente. La cosa più probabile è che i primi fossero i resti della cultura Dorset, mentre quelli che avrebbero alla fine devastato gli insediamento groenlandesi sarebbero stati Inuit. Quelli in mezzo, citati per esempio in merito alla missione del vescovo Erik per convertirli, non si sa.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Tra l’altro il fatto che i contatti con gli scandinavi non abbiano lasciato nulla, ma assolutamente nulla, alle popolazioni amerinde rende ancora più complicate le cose.
          Sì, so che c’è chi dice che il tomahawk verrebbe da lì, ma è una bo… teoria fantasiosa: deriva più verosimilmente dalle accette dei primi coloni europei (postcolombiani, ovviamente).

      • Peucezio scrive:

        Mauricius,
        tra l’altro in effetti perché l’Islanda viene attribuita all’Europa e non all’America?
        In effetti è arbitrario guardando la carta geografica.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          E’ sulla dorsale, ma, se guardi sulle cartine, dovrebbe essere di poco un po’ più in Europa che in America.
          Ma credo che il criterio principale sia quello culturale: da quando è stata scoperta si è considerata ininterrottamente Europa.

          • Peucezio scrive:

            Se la Groenlandia l’ascriviamo all’America (e mi pare inevitabile), l’Islanda è più vicina alla Groenlandia che all’Europa.
            Ma probabilmente, come dici, ha prevalso il criterio culturale.
            Che applicato ai continenti mi pare un’idiozia: anche gli Stati Uniti allora sono Europa: mica sono improntati alla cultura indigena.

            • Francesco scrive:

              non vorrai negare le peculiarità della cultura Yankee spero!

              basta vedere come NON hanno fatto le città come da noi ma secondo un modello romano-illuministico del tutto diverso – questo dimostra che attraversando l’Atlantico in nave si subisce una mutazione genetica

              😀

              • Peucezio scrive:

                Uguale ai nostri quartieri otto-novecenteschi (e in parte anche settecenteschi).
                Romanità e illuminismo a che continente si ascrivono? 🙂

                Poi, certo, gli Stati Uniti sono una cosa peculiare, non dico di no.
                Ma d’altra parte credo che un inglese sia più simile a un americano che a un italiano.

              • Francesco scrive:

                le colonie fasciste in Lazio erano a pianta romana o fatte come Dio comanda?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Dal XVI-XVII secolo in poi hanno smesso di costruire le città come Dio comanda: hanno allargato le strade e te ne accorgi bene quando durante i mesi torridi passi dalla sopportabilissima parte di città costruita con le strade strette al forno che è la città costruita con le strade larghe 😀

                Ciò detto, credo che dopo la differenza sia stata data dalla motorizzazione: negli USA è stata precoce, per cui hanno iniziato prima di noi a mettere le infrastrutture fuori mano. All’epoca delle città di fondazione in Italia la motorizzazione non era ancora abbastanza diffusa perché il fenomeno fosse così radicale, ma prova a vedere quanto è lontana Latina dalla propria stazione e capisci che i progettisti già immaginavano un’urbanistica non più a misura di pedone.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Sì, ma chi ha colonizzato le tredici colonie sapeva di stare andando in un altro continente, mentre gli islandesi mica avevano idea di essere su un confine geologico. E quindi, visto che geologicamente sono un pezzo in America e un pezzo in Europa, gli possiamo pure concedere facoltà di opzione.

              • Francesco scrive:

                io farei come a Cipro: Islanda Orientale (nostra) e Islanda Occidentale (loro).

                E li obbligherei pure a spararsi, almeno un paio di volte l’anno!

  20. Moi scrive:

    Il caso. Napoli-choc, manifesti con bestemmie per mostra promossa dalla Giunta

    Marco Iasevoli martedì 21 settembre 2021

    Usati per promuovere una mostra sulla blasfemia co-promossa dall’assessora alla Cultura e ospitata al Pan, di proprietà del Comune. Rimossi dopo le proteste delle famiglie sui social

    https://www.avvenire.it/attualita/pagine/napoli-choc-manifesti-con-bestemmie-per-mostra-promossa-dalla-giunta

  21. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Ti preoccupi che siamo “sorvegliati” … e sul fatto che con il medesimo sistema siamo “sradicati” ?

  22. Mauricius Tarvisii scrive:

    Quando si parla di America e scoperte, si è costretti a leggere queste sciocchezze, per esempio

    https://www.ilsecoloxix.it/cultura-e-spettacoli/2021/09/17/news/l-esistenza-dell-america-era-conosciuta-a-genova-150-anni-prima-di-colombo-1.40711916

    Una serie infinita di corbellerie e il fraintendimento del significato di una scoperta di archivio.
    La scoperta è: si è trovato traccia in una fonte di area italiana di un dato (le isole artiche e subartiche conosciute nel Medioevo) che non era mai stato trovato in una fonte di area italiana.
    Lettura:
    – “per la prima volta fuori dalla Scandinavia…”: perché suppongo che Adamo da Brema vivesse a Oslo.
    – “l’America era conosciuta a Genova”: no, l’America non era conosciuta nemmeno a Gardar, Groenlandia, continente Nordamericano. Da quelle parti erano convintissimi di essere in Europa non meno che ad Armagh o a Riga.
    Da altre parti vanno oltre, dicendo che basandosi su quelle informazioni Colombo avesse pensato di fare il viaggio, confidando sull’esistenza di terra tra sé e l’India (?!). Il che è un’altra asserzione gratuita peggio dei Romani in California.

    E per fortuna che questi non sanno che in alcune geografie di area scandinava la Vinlandia era considerata vicina all’Africa (per questioni cosmologiche: poiché le terre emerse erano considerate disposte in cerchio intorno a Gerusalemme, era naturale immaginare che le propaggini dell’Europa disegnassero un arco da nord (Groenlandia) a ovest (Vinlandia, a questo punto non distante dalla penisola iberica), nel rispetto del modello T-O), altrimenti si immaginerebbero Colombo a caccia di drakkar tra le Antille…

    • PinoMamet scrive:

      Che poi Colombo rimase pervicacemente convinto di essere giunto in Asia anche quando tutti ormai avevano capito che era un continente “nuovo”…

      È vero invece, a quanto pare, che cercasse prove di persone o terre a ovest dell’Atlantico, ma solo nel senso di avere testimonianze della fattibilità del suo progetto di raggiungere l’Asia, che lui immaginava- a torto- assai più vicina.

      Molte delle difficoltà che ebbe nel farsi finanziare il viaggio derivarono dal fatto che i suoi oppositori calcolavano la grandezza terrestre… correttamente.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Tra l’altro la tappa la fece alle Canarie, cioè andando dalla parte opposta rispetto al Vinland o quello che era. Anche perché cercare di arrivare in Cina passando dalla Groenlandia sarebbe stato un pochino più lungo 😀

      • PinoMamet scrive:

        😀

        Colombo aveva delle idee sbagliate, di parecchio, sulle dimensioni del mondo, ma era meno sprovveduto di quanto pensi;

        non ha intrapreso il viaggio completamente alla cieca, insomma.

        La sua prima moglie apparteneva alla famiglia piacentina-portoghese dei Perestrello, da un secolo navigatori sulle rotte atlantiche africane, e lui stesso aveva già navigato (anche se forse mai da capitano) nell’Atlantico, giù fino in Africa e su fino a Bristol in Inghilterra, in Irlanda, e addirittura in Islanda.

        Sapeva perfettamente che alla latitudine delle Canarie (la cui di fatto governatrice- forse anche di diritto, non ricordo- si vocifera fosse una sua amante) avrebbe trovato venti che lo spingevano diritto a Ovest.
        Non era sicuro, e nessuno poteva saperlo, se lo avessero spinto fino alla… Cina.
        Di fatto arrivano tranquillamente fino alle Americhe. Non è una traversata particolarmente difficile, a detta dei velisti.

        ma certo non aveva idea di Vinland…

        • Francesco scrive:

          non è che mentiva alla grande per “proteggere” la sua idea e per avere i soldi?

          io ho sentito varie volte questa versione, che lui i conti li aveva fatti bene ma poi nel Powerpoint aveva apposta fatto confusione

          • PinoMamet scrive:

            Pare che in effetti abbia fatto anche come dici tu, ma partendo comunque da un’idea di Terra più piccola della realtà.

    • paniscus scrive:

      per Mauricius: se conosci il saggio di Lucio Russo che esamina (in maniera abbastanza cauta, niente complotti o “misteri svelati”, e con argomentazioni scientifiche plausibili) la possibilità che vi siano stati contatti tra Europa e America già in epoca fenicia, romana e medievale, dimmi cosa ne pensi.

      “L’America dimenticata”, l’ho letto diversi anni fa nella versione originale, ma so che è uscita una seconda edizione con un’appendice dedicata alle osservazioni ricevute e alle risposte a queste.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        No, non l’ho letto. Come non ho letto il suo La Rivoluzione Dimenticata, dove dice che i Greci (in senso ellenistico) avrebbero inventato il metodo scientifico moderno, ma poi questo si sarebbe perso per colpa dei barbari Romani. Mi pare che lui viaggi molto con l’argomento “i mezzi per farlo in teoria ce li avevano”, che è un ottimo argomento per sostenere che io avrei concretamente fatto un viaggio negli USA coast to coast in quanto in astratto avrei potuto farlo.

  23. Moi scrive:

    CONCERTI NO, COMIZI SÌ

    https://www.today.it/media/fedez-contro-conte-assembramenti-comizio.html

    Piazza piena per Conte. Fedez sbrocca, l’ex premier risponde: “Hai ragione”
    Botta e risposta social tra il rapper e Giuseppe Conte dopo le immagini del gremito comizio a Cosenza

  24. Moi scrive:

    Le Placche Tettoniche sono senz’altro interesanti culturalmente paesaggisticamente (*) … ma farne confini culturali, anche via mare (*) è semplicemente assurdo e i più beceri Legjisti potrebbero involontariamenterivelarsi dei Geologi provetti 😉 a dir che, ad esempio, la Sicilia è già Africa ! 😉

  25. Moi scrive:

    @ FUZZY

    Magari cel’ avessi avuto io, da cinno, un Robottino Pecettore anziché certa gente a insegnarmi … 😉 😀

  26. Moi scrive:

    (Song) The A to Ö of Iceland

    https://youtu.be/f88UJyCA__M

  27. Miguel Martinez scrive:

    Un mondo normale…

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/09/23/news/il_tempismo_del_robot_lui_sa_quando_rivolgersi_agli_altri_l_uomo_a_volte_no_scoperta_del_sant_anna_di_pisa-319042354/?ref=drla-3
    Firenze
    Firenze
    Il tempismo del robot: lui sa quando rivolgersi agli altri, l’uomo a volte no. Scoperta del Sant’Anna di Pisa
    23 Settembre 2021 1 minuti di lettura

    E’ il momento buono per rivolgersi al capo ufficio o si rischia disturbarlo? E’ il caso, proprio in questo momento, di passare di mano un oggetto? Quella dote che gli uomini spesso non hanno, ovvero il tempismo, la avranno le macchine. Merito di uno studio coordinato dall’Istituto di biorobotica della Scuola superiore Sant’Anna, in collaborazione con l’Università di Ferrara, e pubblicato sulla rivista internazionale Science Robotics, che ha individuato il momento più appropriato in cui un robot può comunicare la richiesta di passaggio di un oggetto senza disturbare l’azione umana. E’ una scoperta che può essere traferita dalla fabbrica in ogni altro luogo.

    “La recente diffusione dei robot collaborativi in ambito industriale – spiega Marco Controzzi, ricercatore dell’Istituto di biorobotica e coordinatore dello studio – ci ha indotto ad affrontare, oltre agli aspetti di sicurezza, l’ergonomia del comportamento dei robot. Questi aspetti, oltre all’adozione di nuove tecnologie di percezione e algoritmi di intelligenza artificiale, permetteranno che tali robot possano davvero risultare di aiuto durante l’esecuzione di compiti gravosi e ripetitivi”, aggiunge Gastone Ciuti, professore di Bioingegneria dell’Istituto di biorobotica.

    Lo studio – secondo i ricercatori – dimostra che il momento più adatto per il robot di trasmettere le proprie intenzioni è quello immediatamente successivo a quando l’operatore afferra un oggetto. Comunicando in tempo la propria richiesta di collaborazione, il robot faciliterà il passaggio di consegna evitando all’operatore di commettere errori e riducendo lo stress.

    Ma come avviene concretamente la comunicazione tra la persona e il robot? “Attraverso un braccialetto – continua Controzzi- che sarà indossato dall’operatore e che vibrerà quando il robot richiede il passaggio di un oggetto”. Il robot è dotato di un sistema di visione che monitora il movimento dell’uomo: quando l’uomo è nella fase giusta per ricevere l’oggetto, il robot invia un segnale al bracciale che rilascia una breve vibrazione. “I risultati sottolineano l’importanza di riuscire a stabilire una comunicazione semplice e intuitiva tra persone e robot – commentano Francesca Cini e Tommaso Banfi, dell’Istituto di biorobotica e primi autori della ricerca – lo studio infatti prevede che il robot comunichi le proprie intenzioni tenendo conto sia dello stato dell’azione in corso sia della condizione dell’operatore al fine di facilitare quest’ultimo e non confonderlo. Tale approccio si è dimostrato efficace per rendere più fluida la collaborazione durante un compito manuale condiviso. Per questo motivo, con il nostro contributo, speriamo di far sì che le persone possano capire e interpretare il comportamento e le intenzioni di un robot, per riuscire a coordinarsi con esso in maniera intuitiva evitando che ne siano distratti od ostacolati”.

    • Miguel Martinez scrive:

      “speriamo di far sì che le persone possano capire e interpretare il comportamento e le intenzioni di un robot, per riuscire a coordinarsi con esso in maniera intuitiva evitando che ne siano distratti od ostacolati”.”

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Questa è la teoria. La realtà è che il robot collaborativo si chiama così perché lo puoi tenere in reparto senza l’isolamento fisico che è richiesto per i robot normali, i quali normalmente costituiscono un pericolo per le persone perché portati a confondere le loro teste con bulloni da svitare…

  28. Moi scrive:

    Sì, ma … perché continuare ad avere per capo cantiere / ufficio un altro essere umano , quando può esserlo il robot ?!

  29. Moi scrive:

    @ SED VASTE

    Penso di aver capito : Lei non ha mai letto il Talmud … ma solo articoli o Libelli di Maurizio Blondet & Soci. Ebbene , posso dirle per esperienza che non esiste lettura più deludente del Talmud :

    uno crede di trovare un manuale d’ istruzioni per indurre la Dissoluzione corrodendo le società di Goyim dall’ interno, diffondendovi ogni turpitudine specialmente fra i Giovani … e invece !

    E invece si ritrova a leggere pagine e pagine noiosissime con descrizioni maniacali e relative dispute su … come sistemare un candelabro su di un altare ! … Ma scherziamo , che truffa è mai questa ?! 😉

    • PinoMamet scrive:

      Chapeau!

    • Peucezio scrive:

      “E invece si ritrova a leggere pagine e pagine noiosissime con descrizioni maniacali e relative dispute su … come sistemare un candelabro su di un altare ! … Ma scherziamo , che truffa è mai questa ?! 😉”

      Ma perché, qualcuno pensava il contrario?
      Non credo che nessuna pubblicistica antisemita abbia mai detto qualcosa di diverso.
      Poi ci sono i passaggi contro i gentili, ma si sa che in sostanza è tutta precettistica minuta, discussioni, disquisizioni su come spaccare il capello in mille, non in quattro…

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ma no, è in codice. Poi il Talmud è controllato dagli ebrei, quindi non è affidabile come fonte su cosa dica il Talmud.

        • Francesco scrive:

          sarà un Talmud pubblico, una versione edulcorata per i babbani

          come i primi film porno, che nella versione per la censura erano pieni di noiose scene di panorami e greggi, mentre in quella vera SLURP SLURP!

  30. Sed Vaste scrive:

    Uella non scherziamo!
    sono sempre di guardia per darvi qualche sculacciata di sapere
    Digitate”il sangue cristiano nei riti ebraici della moderna sinagoga pdf ” di Neofito pure lui un bamba ?
    e anche ” medici aaargh Italia ” un altro Bamba.? a metà paginata in pdf Paolo Medici che traduce il Talmud…
    si rimetta il chapeau Mamet che fa più bella figura mica sono Blondet
    Io non sono pagato da nessuno… ( almeno per ora) nemmeno dal Ghetto ( non si sa mai) accetto però offerte mi vendo per poco,
    se Mamet fa da intermediario per chiedere ai suoi corregionali se hanno qualche osso per farmi chiudere la bocca visto che pagano quel nano da circo di Brunetta…

    • Francesco scrive:

      in sintesi: non hai neppure mai visto una copia del Talmud …

    • PinoMamet scrive:

      “Digitate medici aaargh Italia”….

      vabè, visto che è abbastanza chiaro che sei un troll, perché nessuna persona seria prenderebbe sul serio un sito chiamato “medici aaargh Italia”, il tuo scopo deve essere evidentemente trovare qualche antisemita che abbocca qua, per poter proclamare che il sito è frequentato da antisemiti.

      E dal momento che il sito NON è frequentato da antisemiti, e che nessuno ti ha dato corda in questo, esattamente si può sapere cosa vieni a fare?

      hag sukkot sameach!

  31. Sed Vaste scrive:

    Mi verrebbe da dirvi di andare su “archive org” una volta li’ basta digitare qualsiasi autore e troverete i suoi scritti in tutte le lingue ad esempio ” Rudolf Steiner oppure George Montandon oppure Toussenel Giuseppe Panonzi Henry Coston oppure gougenot des mousseaux… Ah ah ah tutta gente che scappa a gambe levate se Vede il Mamet con Centrino da tavola in testa ah ah ah

  32. Fuzzy scrive:

    Daouda, mi metto qui in fondo
    La Grazia
    Il più grande atto di grazia, però, è quello di aver scelto Israele come Suo popolo ed aver stipulato con esso un’alleanza (Esodo 34,6[9]; Isaia63,7-9[10]; Salmi 103,8[11]), e di conservarlo tale nonostante le sue trasgressioni. Ecco perché anche il peccatore che si ravvede può fare appello alla sua grazia (Salmi 51,1[12]). Attraverso l’Antico testamento ricorre il pensiero che Dio vuole salvare e non distruggere. La grazia è, così, la volontà di Dio di salvare la creatura umana dalle conseguenze temporali ed eterne del peccato.
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Grazia_(teologia)
    Io la interpreto che gli ebrei erano trasgressori e peccatori ma Dio comunque
    manifestava la volontà di salvarli
    Adesso, nell’ambito di questo ragionamento a me di Dio interessa poco, guardo agli uomini, e vedo che secondo la Bibbia erano peccatori e inaffidabili.
    Il bene e il male per quanto mi riguarda sono concetti astratti. Sono inestricabilmente intrecciati e cambiano di segno a seconda di come li si inquadra.
    E questo è anche quello che dici tu, salvo che tale relativismo è più affine al taoismo che alla tradizione giudaico-cristiana.
    Poi però Watts dice “l’antica cultura cinese”.
    Non il taoismo contemporaneo che ne rappresenta una delle tante degenerazioni.
    Watts dice che bisogna trovare una sintesi tra quella specifica forma di cultura e quella occidentale iper-tecnologica.
    Quindi non taoismo antico contro tecnologia
    moderna. Una armoniosa convivenza.
    Va bene?
    Resta la questione irrisolta pastorizia agricoltura nel tempo in cui fu scritta la Bibbia. Non ne so niente, ma ho provato a leggere alcune interpretazioni della storia di Caino e Abele. Una dice che Dio apprezzò maggiormente il sacrificio di Abele perché sapeva che Abele era buono e invece Caino era cattivo.
    Può essere che Dio venisse descritto come dalla parte degli allevatori?
    L’altra, che Caino voleva solamente impossessarsi del gregge di Abele.
    Ma perché fin dall’inizio è presente questa rivalità tra allevatori e agricoltori? E perché
    Caino, l’agricoltore, vuole diventare allevatore? Era diverso lo status sociale? Piu prestigioso essere allevatore?
    Secondo la Bibbia l’allevatore Abele era buono, e invidiabile? Allora la Bibbia è stata scritta dagli allevatori? Sono tutte domande a cui non so dare risposta, ma che mi fanno venire dei sospetti.
    Chiudo qui perché avendo cominciato a scrivere sullo Smartphone e avendo continuato, mi sono cavato gli occhi.
    Non rileggo.

    • fuzzy scrive:

      https://www.gotquestions.org/Italiano/sacrifici-animali.html
      Caino e Abele portarono sacrifici al Signore, ma il sacrificio di Caino non fu gradito perché consisteva in frutti della terra, mentre il sacrificio di Abele fu gradito in quanto consisteva nei “primogeniti del suo gregge” (Genesi 4:4,5)

      I sacrifici animali sono un tema importante in tutta la Scrittura perché “senza spargimento di sangue non c’è remissione” (Ebrei 9:22)
      il sacrificio provvedeva al perdono dei peccati.
      Il sommo sacerdote prendeva due capri maschi per l’offerta per il peccato. Uno dei capri veniva sacrificato come sacrificio per il peccato per il popolo d’Israele (Levitico 16:15) mentre l’altro capro veniva mandato via nel deserto (Levitico 16:20-22). Il sacrificio per il peccato offriva il perdono, mentre l’altro capro provvedeva la rimozione del peccato.

      • Sed Vaste scrive:

        Si ma lei FUZZY e’in utile che continui a citare la Bibbia che parla del Dio jeovah il Dio degli ebrei vendicativo malvagio sanguinario ecc ecc quello che dice ad Abramo di sacrificcare il Figlio lei
        Lei confonde quel Dio
        con il Dio del Vangelo quello dei Cristiani Gesù Il Dio buono caritatevole che dice che siamo tutti fratelli quel dio Che ribalta i tavoli degli usurai Ebrei cambiavule nel tempio capisce FUZZY.!?!
        C’e’un a bella differenza poi Gli ebrei hanno abiurato pure la Bibbia per buttarsi sul Talmud libraccio Diabolico e ‘li gli abbiamo persi del Tutto dopodiché se L’ ebreo Mamet dice che il Suo Talmud non contiene niente di scabroso si vede che lo legge con la benda davanti agli occhi

        • Fuzzy scrive:

          Io veramente ero partito da una frase di Alan Watts. Poi si è scatenato un putiferio.
          Il Talmud non m’interessa. Rifuggo dalle cose complicate. Cerco di semplificare. Coltivo il mio orticello, come diceva Voltaire.
          Dovrei estirpare gli ultimi pomodorini e al posto loro trapiantare della cicoria. Ma sono ancora buoni da raccogliere. Oppure dovrei mettere la cicoria dove c’è meno sole.
          Poi dovrei finire di sistemare il manubrio della mia bici da corsa vintage, che non uso più ma talvolta la usa mio figlio, perché è una gran bella bicicletta. Più bella della sua che è moderna.
          Invece sto qui a scrivere delle cazzate.
          Sed, rilassati, che ho a cuore la tua salute.

          • daouda scrive:

            non si è scatenato nulla, sei te che non capisci la nozione di peccato e cianci sull’ebraismo a cazzo di cane.

            Tralascio la questione nomadi/sedentari e l’elezione di DIO e suo significato per il mondo.
            Il discorso è: puoi essere trasgressore sia che tu sia virtuoso, vizioso o medio. Sia che tu sia ottimista, pessimista o realista, sia che tu sia una persona che si fida, che non si fida, o che sà ponderare.
            Quindi l’inaffidabilità rispetto a DIO non inerisce che gli ebrei siano distinti o contrari al Tao, che ci sarebbe stata comunque!

            “Il bene e il male per quanto mi riguarda sono concetti astratti. Sono inestricabilmente intrecciati e cambiano di segno a seconda di come li si inquadra.”

            appunto. E tu scrivi che esso non è relativismo affine a tale religione ma sbagli due volte:
            a) perché rispetto a DIO è assolutismo
            b) perché tale relativismo c’è, e se tu ti basi sulle storturec che ti hanno insegnato e su cui ti hanno istruito io non posso farci niente.
            Non me ne frega nulla del taoismo contemporaneo che per certuni è talmente forte da riciclarsi ed adattarsi , per altri è parodia di sè stesso, magari sono vere entrambe le cose, è inestricabile il discorso senza controprova qui da noi, o siamo ancora tristi di no aver avuto la dittatur comunista invece che il consumismo statunitense?

            PEr il resto non mi interessava il discorso riguardo la situazione dell’occidente attuale iper-tecnologizzato, non ho mai voluto parlare di questo, e dire che questo sia figlio dell’ebraismo roman-cristiano è falso ed ignobile. Spiegare perché esso abbia attecchito qui è presto detto: “corrupio optimi pessima” nelle risse si colpisce sempre prima il più forte, così fa Satana.
            Bada che a me piace il taoismo.

            Comunque il discorso Caino era il peccato d’invidia e l’aver tenuto per sè le primizie, non la questione nomadica/sedentaria.
            Il discorso è molto serio ed interessante, come anche la questione dell’elezione di Israele che , a rigor di logica, ha coestensioni con la semiticità ma non è affatto collegata all’etnismo.

        • daouda scrive:

          Sed Vaste forse continua a sparlare della vulgata che l’ebreo sia tale di razza/genio dimenticando l’intrinseca universalità-integralità che esso ha sempre e dovunque avuto.
          Ecco perché deve dirsi marcionita. Già è qualcosa , ma avrei apprezzato fosse invece un arianista filo hitleriano o comunque gnostico indoeuropeista, almeno era coerente/congruo invece di impelagarsi in sciempiaggini.

    • PinoMamet scrive:

      La Bibbia non è stata scritta dagli allevatori, che erano abbastanza impegnati ad allevare, né dai coltivatori, che perlopiù coltivavano, e ho seri sospetti che non sia stata scritta neanche dai camionisti, dagli insegnanti di yoga e dai fotografi professionisti.
      😉

      La Bibbia, beh, per me è stata dettata da D-o a Mosè nostro maestro.

      In una prospettiva storica-filologica, c’è chi vi ha ravvisato due “mani” diverse, alle quali sono stati assegnati due nomi (la tradizione sacerdotale e l’altra…) e il testo avrebbe una lunga e complessa storia, che rispecchia condizioni sociali, economiche, storiche anche molto diverse.

      • Peucezio scrive:

        Uhm… ma chi altro c’era nella società ebraica oltre ad allevatori e coltivatori?
        Gli “scrittori della Bibbia”?

        Mi convince poco l’idea di gente che lavora oppressa dal lavoro e che non ha tempo di occuparsi di altro e d’altra parte di un ampio surplus che consenta a una minoranza di cazzeggiatori e artisti di scrivere e fare altre attività non produttive.

        Nessuno lavora al punto di abbrutirsi e non essere capace di fare nient’altro. Forse nelle miniere del Belgio o nelle industrie inglesi dell’Ottocento. Ma non nel Vicino Oriente antico: non mi convince.

      • Fuzzy scrive:

        Secondo alcuni il racconto di Caino e Abele è considerato una rappresentazione narrativa del contrasto tra la vita dei nomadi e quella degli stanziali.

        Al tempo dei re (secoli X-VII a.C.) esisteva ancora in Israele un gruppo seminomade, i recabiti, che continuava a rifiutare l’esperienza agricola urbana e viveva nelle tende, e che dal profeta Geremia (35,1-2[5]) verrà additato come esempio per tutto il popolo d’Israele per la sua fervente condotta.
        https://it.m.wikipedia.org/wiki/Caino
        Dunque, difficile trovare altre notizie storiche che non siano quelle di wikipedia.
        Qui per quanto riguarda la leggenda di Caino dice che siamo al tempo dei Re, e poi fornisce un’interpretazione basata su
        gruppi seminomadi (immagino dediti alla pastorizia) contrapposti ad agricoltori urbani. Il profeta Geremia li indica al popolo di israele come modello di condotta.
        La parte aggiunta dal sottoscritto, veramente sarebbe superflua, perché già dal testo citato si capisce come stavano le cose.

        • daouda scrive:

          i recabiti sono lodati per la fedeltà alla proibizione del loro padre. Sarebbero potuti essere anche cacatori in aria, il senso non era , almeno propriamente, il loro stile di vita ( che non c’entra con la dualità ma con l’allontanamento dai centri d’idolatria potendo vivere soli, e ciò lo hai solo se sei nomade…anzi il loro giuramento più importante manco era questo ma l’essere astemi.
          Qualcuno ha scritto che non avessero proprietà privata il che è illogico. Dal punto di vista della personalità giuridica corporativa in senso tribale , si ha semmai una via associata distinta dal collettivo e dal privato.

        • PinoMamet scrive:

          La storia di Caino e Abele si trova nella Genesi, ben prima di Abramo, e dal punto di vista ebraico, non sono ebrei, e non sono tenuti a osservare i comandamenti ebraici, che infatti non sono ancora stati dati.

          Addirittura secondo la tradizione ebraica l’uomo antediluviano sarebbe dovuto essere vegetariano, questo per dire quanto diversamente è letta la storia di Abele e Caino (non chiedetemi allora perché i sacri di Caino sono sgraditi al Signore: non lo so. Ma sicuramente nel Talmud ci sarà una decina di spiegazioni diverse…)

          Da un punto di vista invece storico, la storia può benissimo rispecchiare contrasti tra gruppi di allevatori e di coltivatori, perché no?

          Ma identificare gli allevatori con gli Ebrei o peggio con la religione ebraica tout court è semplicemente sbagliato, non solo semplicistico, ma semplicistico… nel verso sbagliato.

      • PinoMamet scrive:

        Ma non intendo certo questo! L’idea del lavoratore abbruttito dal lavoro è quanto di più lontano dalla mia mentalità.

        Intendo dire che la Bibbia non è stata scritta “da pastori per pastori, che conoscono solo la pastorizia”.
        Quello è Sesso droga e pastorizia 😉 sito satirico spesso al centro di polemiche.

        Idem con patate, anzi, con hummus, riguardo ai coltivatori.

        La Bibbia rispecchia una civiltà complessa, in realtà assai più agricola che pastorale, ma con una storia piuttosto articolata alle spalle.
        E, se qualcuno la ha scritta 😉 fisicamente, erano piuttosto i sacerdoti e gli scribi (soferim).
        I quali ultimi potevano benissimo essere di estrazione assai popolare, ma di lavoro facevano gli scribi, non i pastori.

        • Peucezio scrive:

          Sì, mi pare plausibile.

          Però è anche vero che uno scriba in una società di pastori è un pastore appena appena emancipato anche lui.
          Quindi sarebbe interessante capire quanto ampio fosse un ceto di mercanti (quindi “borghesi”), se c’era qualcosa di paragonabile a un’aristocrazia, insomma, se c’era un retroterra sociale per una classe evoluta di custodi del sacro e scrittori.

          • Sed Vaste scrive:

            Peucezio le faccio una confidenza una diceria… poi veda lei studi la questione “gli ebrei erano straccivemdoli o strozzini” altri lavori si ‘ ne facevano ma si collocavano in quel tipo di galassia manipolazione del denaro tasse estorsioni usura frode ecc ecc di lavori come intende lei no non ne hanno mai voluto sentire parlare
            Tanto meno di spaccarsi la schiena in campi agricoli o attività da Gilda

            • mirkhond scrive:

              Nell’antica società giudaica precristiana era diverso e i regni cananei di Israele e Giuda erano società in gran parte agricole, sia pure (soprattutto Giuda), più arretrate rispetto al contiguo ambiente vicino-orientale di cui erano parte.

            • Peucezio scrive:

              Sed Vaste,
              nella sostanza sono d’accordo con te, ma le cose poi sono più complesse.

              • PinoMamet scrive:

                Ecco, bravo, dagli ragione, così non ci molla più.

                Peucè, accetta una confidenza: questo sta tentando di prenderci per il culo, non crede a niente di quello che scrive.

              • daouda scrive:

                si scorda guardacaso i lombardi ed i toscani, a cui li giudii sopraggiungettero.
                E’ un cojone.

              • daouda scrive:

                sopraggiungetterebberessimo

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                ci sono le persone reali.
                Inattingibili fino a quando non le incontro e ci stringo la mano, come ho fatto con diversi di voi (ormai direi la maggior parte, te compreso se non fossi un bidonaro 🙂 ).

                Poi c’è quello che uno scrive qui dentro.
                Non m’interessa ciò che pensa. Lui È ciò che scrive. E io posso essere d’accordo o non d’accordo. O d’accordo con riserva e tutte le altre possibili sfumature del caso.

                Comunque non penso sia un “troll”: di tipi così in giro ce ne sono più di quanti supporremmo.

              • PinoMamet scrive:

                Peuce’, non hai capito.

                Io ritengo che stia interpretando un personaggio, facendogli dire cose opposte a quelle che pensa, allo scopo ben preciso di screditare questo blog.

                Poi andrà su qualche blog o sito di sua scelta a scrivere che il blog di Miguel è pieno di antisemiti.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Quindi sarebbe interessante capire quanto ampio fosse un ceto di mercanti (quindi “borghesi”), se c’era qualcosa di paragonabile a un’aristocrazia”

            Secondo me le modalità di reclutamento del clero cattolico ci mandano fuori strada. La Chiesa è stata sempre costretta a reclutare tra i laici per motivi più che ovvi 😉
            In altre comunità religiose, quello di chi si occupava del sacro è un mestiere come un altro che ci si passa di padre in figlio. E così nascevano caste “sacerdotali” che non avevano bisogno di cooptare figli di pastori e contadini per rinnovarsi.

        • Peucezio scrive:

          Tra l’altro – ma penso che in questo non siamo in sostanziale disaccordo – m’immagino che se non fosse per la rilevanza religiosa, cioè essenzialmente per la cristianizzazione del mondo di allora, la Bibbia sarebbe nota a pochi specialisti, non essendo questo capolavoro letterario, eccettuando alcune parti, come i Salmi, certo poeticamente validi.

          Ma questa è un’altra questione.

          Invece, tornando al tema da cui è partito il discorso, distinguerei il retroterra sociale dalle categorie archetipiche e dai valori di riferimento.
          Anche i romani idealizzavano il pastore come personaggio bucolico, artista, musicista e disprezzavano il contadino come rozzo, ottuso, grossolano (malgrado in realtà sia più plausibile il contrario o quantomeno sarebbero da mettere sullo stesso piano).
          E anche i romani non erano tutti pastori, anzi, erano contadini e tante altre cose, specialmente poi nell’epoca aurea.
          Io credo c’entri un qualche retaggio culturale ario-semitico (in fondo sono parenti stretti, con buona pace del mio amico baffetto) legato davvero, in origine, alla pastorizia e probabilmente a qualche forma di seminomadismo.
          Peraltro la parentela fra lingue indoeuropee e “afroasiatiche” (come va di moda chiamarle ora con un termine privo di senso, perché detto così mette insieme il Madagascar con la Kamchatka: meglio il tradizionale “camito-semitiche”, pur improprio per altre ragioni, che se volete vi illustro) non la invento io.

          • PinoMamet scrive:

            Sono piuttosto d’accordo (a voler rompere il cazzo, i Romani non disprezzavano per niente i contadine, ma vabbè, vi siamo capiti).

            E neanche io apprezzo particolarmente il termine “afro asiatiche” perché, come dici tu, non vuol dire niente, in realtà…

            • Francesco scrive:

              ah, non è un nuovo genere di iuporn dedicato alle ragazze mezze nere e mezze vietnamite?

              😉

              • PinoMamet scrive:

                😀

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “ah, non è un nuovo genere di iuporn dedicato alle ragazze mezze nere e mezze vietnamite?”

                Non lo è ma lo dovrebbe essere! 😀 😀 😀

              • Francesco scrive:

                Le fanciulle meticce sono per me dimostrazione ad magnam abundatiam che ogni aspirazione alla purezza razziale è una clamorosa cazzata!

              • daouda scrive:

                se ti meticci sempre neanche avrai una nuova razza, ma la merda.

                se non ti meticci mai, decadrai, ed andrai nella merda.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ daouda

                “merda”

                Come cantava un mio concittadino, “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                canzone cagosissima, peraltro

                noiosa e ditinimparatora come poche altre, del Nostro

                che direi avrebbe fatto meglio a smettere 25 anni prima, di fare canzoni

        • Fuzzy scrive:

          Si, ma se fosse vero, come mi pare di aver letto oramai più volte, che le storie trascritte fossero quelle tramandate per tradizione orale, allora essendo in gran parte popolate di pastori greggi e agnelli sacrificali, c’è da pensare che le abbiano inventate i pastori e che siano poi circolate nell’ambiente pastorale per un tempo imprecisato, finché non hanno trovato una versione scritta definitiva, magari rivedute e corrette.
          Mi riferisco al nucleo più antico della Bibbia.
          Insomma, a me sembra che questa trasgressione che inizia da Adamo ed Eva sia in realtà la testimonianza di un passaggio da una economia pastorale molto rigida ad una agricola che si stava sviluppando intorno alle città e che veniva considerata come antagonista.
          Ad esempio la nota frase “ti guadagnerai da vivere con il sudore della fronte” con cui Dio ammonisce Adamo, non fa per caso pensare al lavoro nei campi?
          Naturalmente non ho date, coincidenze ecc, anche perché le narrazioni bibliche spesso si collocano in un contesto temporale molto vago. E in più, della storia del popolo ebraico non ne so quasi niente. Potrei dire niente del tutto.

          • Francesco scrive:

            Sì però tecnicamente Adamo ed Eva sono dei raccoglitori, non dei coltivatori.

            Non vedo nella loro storia questo passaggio, anzi tutti i lavori sono faticosi, sia la pastorizia sia l’agricoltura.

          • PinoMamet scrive:

            “Ad esempio la nota frase “ti guadagnerai da vivere con il sudore della fronte” con cui Dio ammonisce Adamo, non fa per caso pensare al lavoro nei campi?”

            perchè, il pastore è un fancazzista e non suda mai?

            Devo aver sbagliato lavoro! 😀

            • Francesco scrive:

              “lupo via, lupo via”

              “cane, vai a riprendere quell’agnello”

              “è tardi, si torna all’ovile”

              “oggi piove, non si esce”

              dove la vedi la fatica?

              😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Affrontare un branco di lupi non deve essere una passeggiata, inseguire le pecore che corrono verso il crepaccio nemmeno, fare chilometri per raggiungere i pascoli ancora meno, spalare merda per tenere i recinti puliti lo lascio fare a qualcun altro, far partorire gli animali… bleah!

                E’ vero, il pastore svolgeva per buona parte della giornata un mestiere di mera custodia (tipo il benzinaio), ma non è che non facesse niente niente. E, soprattutto, contrariamente al contadino non aveva interi mesi dell’anno di “vacanza”. Semplicemente la fatica era distribuita in modo diverso.

              • Francesco scrive:

                chiedo scusa ma io celiavo vergognosamente, con anche ricordi familiari di circa 48 anni fa!

                🙂

            • Fuzzy scrive:

              Si, veramente era il pane quello che si doveva guadagnare. Poi dice “maledetto sia il suolo per causa tua, con dolore ne trarrai il cibo” questa non è la pastorizia. È l’agricoltura.
              Quindi prima c’erano forse i cacciatori raccoglitori come sostiene Francesco e questo potrebbe essere l’Eden, poi si passa direttamente all’agricoltura per punizione divina. E però nella Genesi 1,26-28 c’è scritto “E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame”.
              Fare il pastore sarà faticoso, ma forse i pastori volevano far credere che il lavoro dei campi fosse molto più faticoso. Dipende anche dai campi eh, dal clima, da tante cose. Magari lo era davvero.

              • PinoMamet scrive:

                Mah, scusami ma mi pare una di quelle ricostruzioni semplicistico-deterministiche stile documentario inglese anni ’70 che mi lasciano sempre perplesso.

                La realtà è complessa, non perché sono rompicoglioni e pignolo io, ma proprio perché, beh, è complessa.

                Se poi ci piace semplificare, tirare delle grosse linee dritte dove ci pare, che dire, non è proprio il mio sport.

              • Fuzzy scrive:

                Beh, documentario inglese anni 70 mi piace. Io volevo solo divertirmi a giocare con la Bibbia. Tipo settimana enigmistica. Mi sopravvaluti.
                Ma se spegni le discussioni con la faccenda della complessità qui non resta più niente, a meno che tu non ti reputi uno specialista in complessità. E quindi si viene tutti a scuola da te per imparare. Ho già visto un altro blog autoestinguersi per lo stesso motivo.

              • daouda scrive:

                la bibbia la devi spiegà cor fatto che sei transumante agricoltore, sesegui la Bibbia.
                L’eucarestia cristiana allora che è, esaltazione della agricultura secondo te allora , no?

              • Fuzzy scrive:

                Veramente io ipotizzavo che la cultura che ha dato origine alla bibbia fosse quella pastorale, cosa che si legge comunemente, poi ho cercato alcuni riscontri, ma così, per sfizio. Senonché pare che la faccenda sia di una complessità da far tremare i polsi. E quindi non ho più detto niente. L’eucarestia cristiana, se me la vuoi spiegare tu, magari domani la leggo. Ma poi si viene interrogati? C’è la pagella? Allora no eh! Ero venuto qui per rilassarmi.

              • PinoMamet scrive:

                “Ma se spegni le discussioni con la faccenda della complessità…”

                ma che vuol dire, scusa? Che se leggo una cosa che mi sembra semplicistica (e quindi, tutto sommato, sbagliata) devo lasciar correre perché tanto “si fa per parlare”?

                Io non sono un esperto di tutto.
                Conosco qualcosina in uno o due campi, non da esperto certamente ma magari neanche da completo babbano.

                E, per gusto mio personale, non mi piacciono le spiegazioni semplicistiche e tagliate con il coltello.

                Se qualcuno ne sa più di me lo leggo volentieri e tento di imparare:
                Habsburgicus è ferratissimo sulle datazioni e le cronologie praticamente di tutto, e un grande esperto di diplomazia europea del Novecento (e non);
                Mauricius, Roberto, e Z. che spero torni sono ferratissimi, tra le altre cose, in materia legale;
                Peucezio è un bravissimo linguista e dialettologo;
                Mirkhond sa tutto, e di più, sulla storia medievale…

                che devo fare se non leggerli con piacere e far tesoro?

                Sono sicuro che anche tu potresti insegnarmi tante cose.

                Ma “la Bibbia è stata scritta da pastori” no, dai, non si può sentire.

                C’è sicuramente, riflessa nella storia di Caino e Abele, anche questa polemica tra allevatori e coltivatori, che comunque è solo uno dei tantissimi temi che vi si trovano, e certamente non il più importante per la vita ebraica che, ripeto, si svolge attorno all’anno agricolo .

                Oltre che le edizioni Paoline cercati anche qualche sito ebraico, cribbio!!

              • Fuzzy scrive:

                Appunto perché le cose sono complesse dovrebbero essere tollerati i tanti e diversi punti di vista e una certa leggerezza nel non voler per forza far valere montagne di nozioni che presumibilmente arriverebbero a definire con grande precisione il problema ma che alla fine non ci arrivano, perché il problema è appunto complesso. Il tuo atteggiamento appunto rivela l’ossessione per il controllo.
                Se la bibbia l’hanno scritta i pastori non ti piace, lo puoi dire, lo hai detto più volte. E va ben. Mi è venuta fuori un po’ rozza, perché i pastori più che scrivere pare si tramandassero oralmente le storie che poi sono state scritte dopo molto tempo che circolavano.
                Dammi pure un brutto voto. Non m’interessa.

              • PinoMamet scrive:

                “e dovrebbero essere tollerati i tanti e diversi punti di vista”

                beh, e chi ti ha sparato, esattamente?
                Qualcuno ti ha messo al rogo?
                Non capisco.

                “Tollero” il tuo punto di vista, il che non significa che debba darti per forza ragione, permettimi.

              • Fuzzy scrive:

                E, per gusto mio personale, non mi piacciono le spiegazioni semplicistiche e tagliate con il coltello.

                Ma guarda che io non volevo smuovere l’universo. Semplicemente mi chiedevo da quale tipo di società fosse scaturito il primo nucleo della Bibbia.
                E dato che è opinione abbastanza comune che la Bibbia sia espressione di una cultura pastorale, essendo tra l’altro intrisa di pastori pecore, capre e agnelli, ho ritenuto che questa opinione comune fosse abbastanza fondata per darle credito.
                Adesso è vero che non hai sparato, ma mi hai bollato di superficialità, perché la cultura ebraica è molto più complesso.
                Certo, tutto è molto complesso, non soltanto l’ebraismo, ma a un certo punto se non vuoi fermare il mondo bisogna per forza andare avanti accontentandosi di qualche approssimazione.
                Mi dispiace per te. Capisco quanto soffri.

              • PinoMamet scrive:

                Tutto sommato… no.

                Non bisogna accontentarsi di qualche approssimazione, dove sta scritto?

                E mi dispiace per te, continuerò a darti torto ogni volta che trovo che tu abbia torto.

            • paniscus scrive:

              La spiegazione puramente evoluzionistica della cacciata dal paradiso terrestre, ve l’ho già detta, vero? ^_^

              • daouda scrive:

                ripeti ripeti!

                🙂

              • paniscus scrive:

                Allora, un giorno di qualche milione di anni fa, un primate inizialmente quadrupede, ma poi adattato alla vita arboricola (che non è né quadrupede né bipede, ma mantiene caratteristiche di entrambe le cose), decise di fare una nuova grande svolta e di mettersi definitivamente in piedi sui due arti posteriori.

                Questo portò a due grandi modifiche anatomiche:

                a) le funzionalità dei piedi e delle mani diventarono progressivamente sempre più DIVERSE tra di loro. La maggior parte dei primati hanno arti anteriori e posteriori (specialmente, appendici estreme) che si assomigliano molto di più che nel caso degli umani moderni. Ad esempio, riescono a usare i piedi per afferrare come con le mani, e a usare le mani come appoggio nella camminata o nella corsa, molto più di noi, che invece abbiamo funzionalità completamente diverse tra le due cose.

                b) per sostenere la camminata eretta, la conformazione del bacino cambiò in maniera significativa, perché anche quello dovette assumre una funzione di sostegno del peso, che prima non c’era. E un bacino più rigido e più robusto significa diminuzione dell’elasticità delle articolazioni da quelle parti (la faccio ipersemplificata), e quindi significa che gravidanza e parto diventano una faccenda abbastanza più complicata rispetto alle altre scimmie.

                Per cui, l’interpretazione è questa:

                ve la siete voluta voi, di scendere dall’albero e mettervi dritti su due zampe?

                Bene, tu uomo lavorerai con fatica (perché camminare solo sui piedi vuol dire avere le mani libere per fare altro), e tu donna partorirai con dolore (perchè le ossa del bacino sono più toste rispetto a quelle delle tue cuGGine gorilla, scimpanzé, bonobo e oranghe).

                Altro che la maledizione di Eva, è la maledizione di Lucy: tutta colpa dell’australopiteco!

                Ti torna? ^_^

              • MOI scrive:

                Vittorio Messori ha chiosato che a un certo punto Eva si accollò anche (!) la Maledizione di Adamo (che per ovvie ragioni biologiche NON può ricambiare) … e la chiamò Emancipazione Femminile !

                😀 😉 🙂

              • Daouda scrive:

                La domanda piú sciocca è perchè altri arboricoli non sono diventati umani, e perchè non si fa uno studio scientifico su qualche uomo, invece solo di “vaccinarli” per dire, per studiare la reversibilitá.

                La storia degli alieni mi sembra pluaisibile ugualmente.

                Magari potevi aggiusta meglio: quando i bipedi divenendo tali “mangiarono dell’albero( nel senso che magari non aveva rami su cui arrampicasse””, il risultato allora fu bla bla.

                Torna perfettamente comunque. D’altronde è giusto se non si crede demistificare la coscienza umana epperó appunto, non si puó non apprezzare sapendo che senza tale step il discorso successivo è irrealizzabile

  33. Sed Vaste scrive:

    Il sito e'”aaargh Italia” il revisionismo olocaustico in italiano sito dal quale si possono scaricare decine di Libri in pdf gratis
    Libri censurati dagli editori ebrei e quindi solo a disposizione in versione digitale
    Magari in Italia questo sito non funziona ma dk’estero da qui dall’indochina becco tutto anche stormfront e poi
    Guardi che Mamet io magari sono un Troll ma lei e’un ebreo e in quanto tale non so chi sia peggio essere tra i 2
    Poi se vuole mettere in dubbio quello che dico mi sta bene resta il fatto che ci stavano personaggi come Voltaire e Dolstovieskij a darmi man forte non mi provochi xche se no la sommergo di digitate

  34. Sed Vaste scrive:

    Il personaggio si chiama “Paolo Sebastiano medici” ed e’un Suo consanguineo Ebreo caro Pino Mamet,
    Lui però rispetto a lei ha avuto il coraggio di svuotare il Sacco diversamente da lei che si limita a fare spallucce

  35. Fuzzy scrive:

    La maggioranza degli esegeti moderni ritiene che la Genesi sia in realtà una raccolta, formatasi in epoca post-esilica, di vari scritti di epoche diverse. Secondo questa teoria, nota come ipotesi documentale, la composizione letteraria del libro sarebbe avvenuta nel corso dei secoli fino alla redazione del documento sacerdotale, che avrebbe inglobato versioni precedenti elaborate dalla tradizione Jahwista ed Elohista.

    Alcuni degli indizi che hanno fatto supporre un continuo rimaneggiamento del testo biblico sono per esempio i diversi utilizzi del nome di Dio, Jhwh ed Elohim, le molte diversità stilistiche testuali e la presenza di duplicazioni, come i due racconti della creazione. Intervallati a questi racconti vi sono quattro liste genealogiche.
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Genesi
    Il testo riporta in vari punti delle osservazioni interessanti.

    Peccato originale
    La domanda che ci si può porre è se Adamo ed Eva prima dell’assunzione del frutto proibito conoscessero ciò che significava bene e male. La risposta è che, nonostante il libero arbitrio, forse non avevano piena consapevolezza di ciò che volesse dire peccato e lo avrebbero compreso solo dopo essersi cibati del frutto. E in tal caso perché punire chi non era compos sui?[32] In realtà il peccato è stato una consapevole e deliberata disubbidienza ad un comando preciso del Creatore.

    Caino e Abele
    Si dice che Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo. Questo contrasto tra i due fratelli sta forse anche a indicare i contrasti sempre esistiti tra i pastori e i contadini.

    Noe’
    La lunga vita è segno della benedizione di Dio e segno della bontà dell’umanità. A mano a mano che l’umanità si corrompe diminuisce l’età media dell’uomo.

    Torre di Babele
    Il racconto della torre, di natura jahvista, offre una spiegazione della diversità dei popoli e delle lingue. Il tutto viene presentato come un castigo di Dio per una colpa collettiva di vanità e superbia
    Questo tema della condanna della torre si combina con quello della città: potrebbe essere una critica della civiltà urbana, tema forse accennato già nel cap. 4[41] a proposito della discendenza di Caino.

    Abramo
    Con le riserve che impongono l’insufficienza delle indicazioni della Bibbia e l’incertezza della cronologia extra-biblica, si potrà dire che Abramo visse in Canaan verso il 1850 a.C.; che Giuseppe fece carriera in Egitto un po’ dopo il 1700.

    Il sacrificio di Isacco
    Il racconto tende a giustificare perché il popolo ebraico non preveda sacrifici umani. Inoltre offre la spiegazione perché era previsto il riscatto e non il sacrificio dei primogeniti, dato che tutte le primizie erano previste per il Signore. Al posto di Isacco Abramo offrirà in sacrificio a Dio un animale.

    • Sed Vaste scrive:

      Ma per lei FUZZY wikipedia e’la Bibbia.? Guardi che le do una dritta a gratis wikipedia e’di un ebreo youtube pure Google pure Facebook pure e mi fermo se No pino Mamet
      da filosemita mi diventa antisemita!
      Voi apprendete le notizie da una fonte avvelenata fin dalla sorgente Capite ? E non venitemi a dire che se questi sono a capo di tutto e *per puro caso ?
      Una coincidenza! Una bugia messa in giro da pericolosi antisemiti guardate con i vostri occhi basta scrivere “owner Google owner wikipedia ecc” e apparirà jewish

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Se scrivo owner wikipedia non esce fuori quello che dici tu.
        Cioè, se tra le mille stronzate che dici l’unica verificabile si rivela una stronzata, allora sei un coglione.

        • Sed Vaste scrive:

          Ma mi prendi in culo o fai sul serio? Digita prca madosca “owner Google” e ti compariranno i 2 fondatori Larry Page e Sergey Brin ! Cioè ‘ma dico io e io che vi seguivo in silenzio credendo che mi foste culturalmente superiori annnnamo bene direbbe la sora lella quella originale non la Meloni

  36. mirkhond scrive:

    “Il sacrificio di Isacco
    Il racconto tende a giustificare perché il popolo ebraico non preveda sacrifici umani. Inoltre offre la spiegazione perché era previsto il riscatto e non il sacrificio dei primogeniti, dato che tutte le primizie erano previste per il Signore. Al posto di Isacco Abramo offrirà in sacrificio a Dio un animale.”

    Originariamente anche gli antichi Ebrei, facevano sacrifici umani dei maschi primogeniti, in questo in accordo col contesto fenicio/cananeo di cui erano parte, seppure più arretrata.
    In Giudici si parla esplicitamente di un sacrificio umano della figlia di uno di questi antichi capi israeliti.
    Fu solo col progredire della rivelazione monoteista, e soprattutto dopo la distruzione di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor di Babilonia e le conseguenti deportazioni dell’elite giudaica in Babilonia stessa (597 a.C., 587 a.C. e 582 a.C.), che il sacrificio umano verrà definitivamente superato e sostituto con quello animale.
    Il racconto del sacrificio di Isacco si deve collocare appunto in questo contesto post-esilico, alla luce dei profondi mutamenti religiosi che attraversarono la società giudaica.

  37. Sed Vaste scrive:

    Mirkhond lei fa un errore di base che e’quello di credere che gli ebrei credano nella Torah ! No !!! O perlomeno i Sionisti che stanno al potere di Tutto il mondo e anche d’israele credono nel Talmud libro che i Papi hanno messo all’indice e al Rogo per secoli

  38. mirkhond scrive:

    Mi riferisco al Giudaismo del Secondo Tempio (515 a.C. – 70 d.C.), che è quello di cui mi sono interessato di più. Il Talmud è successivo e non ho conoscenze approfondite in materia per esprimere un giudizio.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      non ho conoscenze approfondite in materia

      Tranquillo, Sed Vale non sa un cazzo e parla lo stesso.

      • Sed Vaste scrive:

        Il bue che da del cornuto all’asino ma dico io prima di mettermi nel calderone assieme a lei si documenti un po non sa nemmeno che google youtube Facebook ecc sono stati fondati da ebrei e poi mi viene a dire a me che non so un cazzo ma robe da matti

      • Sed Vaste scrive:

        “non ho conoscenze approfondite in materia” male molto male si svegli si interessi xche altrimenti e’una pedina in uno scacchiere non mi vorrà diventare un ronzino o peggio un ciuco invece di un Cavallo

    • daouda scrive:

      è indubitabile che la mishnah abbia soverchiato la torah scritta per esigenze facilmente comprensibili, ma come i commentari della gemarah già imponevano un’interpretazionismo bieco, ugualmnete la cabalà deviò dalla merkavah e dall’haikalot raggiungendo le deviazioni zohariste ed hasidimiste, rispettivamente fra sefarditi e askenaziti.
      Il che disconferma una certa corrente antiebraica che vede nell’askenazismo immaginato kazaro la fonte della deviazione giudea.

      Sed Vaste poi ignora che gli edomiti sono da sempre e dovunque fra i figli di Abramo ossia rabbinisti e cattolicisti, dando la colpa ai rabbinisti di ogni cosa mentendo.
      Basti vedere la Giordania Costiera come perseguita colle terapie preventive geniche gli ultraortodossi.

  39. Sed Vaste scrive:

    Leggevo e’ notizia Fresca di oggi il nuovo proprietario del GENOA e’ un fondo americano
    nome 777 padrone Joshua Wander ah ah ah laureato ( non scherzo) in diritto Talmudista ah ah ah ditelo al Pino Mamet che gli ebrei sono poveri in canna ah ah ah

    • Francesco scrive:

      beh, se comprano il Genoa tanto ricchi non devono essere!

      piuttosto, cosa c’è dietro questo strano nome? forse che 666 era già stato preso?

      • Sed Vaste scrive:

        Se e’per quello Sono pure i proprietari del Milan “fondo elliot singer” ebreo ! Juventus Elkann ebreo Inter Zhang cinese fallito che ha chiesto 250 milioni in prestito alla Goldman Sachs Banca Ebrea che finanzia tutti al Barcellona ha prestato 600 milioni
        Non avete capito ancora che gli ebrei finanziano come un monopoli tutte le società non vedete come sono ligi alla mascherina i giocatori gli allenatori i presidenti sanno tutti che se sgarrano gli ordini provenientib dall’alto non arriva più niente fine della busta paga faraonica

        • Francesco scrive:

          Tu non capisci: se gli Ebrei finanziano il mio Milan, sono quasi disposto a convertirmi per gratitudine!

          C’abbiamo provato con un cinese ma è sparito peggio di quello delle tre carte! altro che il cinese dell’Inter, che almeno ha portato uno scudetto prima di avere problemi di liquidità.

          • Sed Vaste scrive:

            Ai giocatori del Milan danno milioni di stipendio mentre ai loro tifosi una ciotola di spaghetti e un calcio in culo e magari pure senza lavoro
            E’una bella consolazione tanto vale evirarsi da soli senza aspettare che lo facciano altri

    • PinoMamet scrive:

      Senti Sed

      non ti viene in mente che essendo io ebreo c’è il caso che conosca la mia situazione finanziaria meglio di te? 😉
      E che conosca un paio di ebrei più di te, c’hai mai pensato?

      Non siamo come gli orchi e gli elfi: esistiamo davvero, pensa un po’.

      Onestamente le tue argomentazioni, se vogliamo dargli questo appellativo, mi sembrano addirittura al di sotto del livello dell’antisemita medio.

      Perciò continuo a credere che tu sia un provocatore che si finge antisemita per ottenere qualche reazione e screditare il blog.
      Beh, non ci riuscirai di certo in questo modo: devi impegnarti un po’ di più, il livello dei commentatori di questo blog è piuttosto alto, e credimi, anche se sei un provocatore colto che in realtà si finge soltanto ignorante, anche se sei laureato e vivi, poniamo, a Tel Aviv, o ci hai vissuto, dico così per dire…
      anche se sei chi credo tu sia, NON sei al livello dei commentatori di questo blog.

      Perciò non capisco cosa perdi tempo qua a fare.

      • Francesco scrive:

        cosa è questa cosa di Elfi e Orchi? sto appunto rileggendo lo Hobbit ma mi pugnali alla schiena!

      • Sed Vaste scrive:

        Per l’appunto ! E ‘ proprio perché considero i 4 gatti che commentano qui delle persone istruite che mi sbatto per dar loro la spinta emotiva a interessarsi alla questione che scuote le coscenze del mondo da secoli
        Non ho mica la pretesa di venire a fare il Saputello dio me ne scampi lo sa cosa diceva Eduard droumont “io non ho fatto niente non e’mio il successo di la france juive io sono solo il tramite del Popolo che mi ha aiutato a imbrattare di nero le pagine” ecco io voglio solo che i suoi amici comincino a seguire la stella polare la stella di David e ‘lei che corrompe il mondo io sono solo il portavoce che vi tiene aggiornati sulla agenda sionista in corso d:opera

        • daouda scrive:

          guarda se ti pieghi alla mia superiorità te lo concedo per loro, ma devi comunque ritrattare perché il problema non è Israele ma Edom.

          Altrimenti continuo a mandarti affanculo.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Sed Vaste

          “E ‘ proprio perché considero i 4 gatti che commentano qui delle persone istruite che mi sbatto per dar loro la spinta emotiva”

          Bene, essendo noialtri persone istruite, facciamo volentieri a meno di “spinte emotive”, che quelle le riceviamo già abbastanza dalla pubblicità.

          A noi interessano le logiche sottostanti le cose.

          Per questo, salgono a tre le domande, se non ti interessa rispondere a queste tre domande, sono sicuro che puoi trovare posti molto più “emotivi” di questo.

          1) “Stai dicendo che una percentuale sproporzionata di miliardari statunitensi oggi discende da famiglie (allora povere) immigrate alla fine dell’Ottocento dai quartieri ebraici dell’ex-impero russo.

          E’ vero, ed è un fatto interessante.

          Ti va di raccontarci tu quali pensi siano le cause e le conseguenze?”

          2) Qual è la qualità superiore che permetterebbe agli ebrei di dominare sempre e ovunque sugli altri?

          Hai risposto il fatto di essere “ladri”, e ti ringrazio.

          Ma restiamo lo stesso abbastanza confusi, perché il “latrocinio” è un’abilità diffusa nell’umanità, e quindi faccio mia l’obiezione di MT:

          “Sarebbero i ladri più di successo della storia, nel senso che si vede che hanno delle caratteristiche vantaggiose che i ladri non ebrei non hanno.”

          3) Citi papi, Chiesa, l’odio espresso in certi scritti ebraici per Gesù.

          Da cui deduco che tu ti sia d’accordo con la posizione tradizionale della Chiesa cattolica: che il giudaismo attuale sia una religione sbagliata, perché non riconosce la divinità di Gesù Cristo (e dello Spirito Santo) ma solo quella del Dio Unico.

          Mentre è del tutto irrilevante l’origine etnica delle persone.

          Interpreto correttamente la tua posizione?

          Tre risposte e un giorno intero, se vuoi, per rifletterci.

          Nel frattempo non ci interessano spinte emotive, grazie.

          • Sed Vaste scrive:

            Martinez ma guardi che lei e’un bel tipo lei mi ricorda il film “strangeday”
            xche non mi mette un marchingegno simile e la facciamo finita mi ciuccia con la cannuccia tutto quello ho nel Cervello Come se fossi un mojto e amen
            ah ah ah ma robe da matti
            Se le svelo tutto adesso che gusto c’e’e’l’attesa che rende tutto più libidinosoe poi mi ci vorrebbe
            un rotolo una pergamena stile Torah come quelle che i Rabbini portano con loro in Aereo ah ah ah aneddoto

            in aereo Milano Bangogk mi sono beccato vicino di posto un Rabbi ortodosso giovane con i ricciolini ai lati
            me li faceva sbattere in faccio quando ronfavo che carino ah ah ah
            Si e’fatto portare il piatto speciale Kosher
            Ricordo che Non lo ha mangiato ma ero curioso di vedere
            beh tutto d’un tratto
            ad un certo punto del viaggio Mi ha srotolato la pergamena la Torah,
            in faccia,
            in Aereo e ha cominciato ad andare avanti e indietro con la testa ah ah ah uno spettacolo
            quando ci siamo alzati per uscire sul mio sedile erano rimasti 2 Bath mi erano scivolati giù
            il Rabbi me lo ha fatto notare ah ah ah si vece che ci teneva ai miei soldi scena da film

  40. Francesco scrive:

    >>> Alessandro avrebbe lasciato un misterioso tesoro

    a me basta quel condizionale per smettere di preoccuparmi e leggere solo come divertimento il resto!

    ciao e grazie

    • PinoMamet scrive:

      Il tesoro di Alessandor Magno… lo cercavano Corto Maltese e Rasputin ne La casa dorata di Samarcanda.
      Lo vedevano anche, o forse, ammettevano, se lo erano solo sognato.

      Tanto mi basta! 😉

    • PinoMamet scrive:

      Una breve ricerca mi informa che il giornalistico “tesoro di Alessandro Magno” corrisponde, nel mondo reale 😉 , agli oggetti d’oro ritrovati negli scavi di Tillia Tepe, risalenti a sepolture (si discute) dei Saka (Sciti), dei Parti o del popolo che i cinesi chiamavano Yuezhi.

      Il povero Alessandro non c’entra nulla.

      • mirkhond scrive:

        Nell’articolo linkato, credo che Alessandro vada inteso come sinonimo della civiltà ellenistica della Battriana.

  41. daouda scrive:

    Secondo me Sed Vaste è solo un adiuvante all’esplicitazione del nostro retto pensiero.

    Credo sia evidente a tutti che qui la discussione non è né il negare certe ricorrenze nelle strette cerchie né afflosciarsi su di uno stupido antigiudaismo. Dovrebbe essere chiaro che qualunque posizione si abbia innanzi a Cristo, la discussione è intraebraica e mai anti-ebraica.

    Se vuoi Sed Vaste ti parlo dell’ebraicità di Roma e di come il mediterraneo dall’anatolia-grecia-italia-spagna sia terra di presenza ANCHE semita, per sconfessarti sul tuo pseudo nordicismo indoeuropeista che se almeno abbracciassi in pieno, saresti più cogente.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Daouda

      “Dovrebbe essere chiaro che qualunque posizione si abbia innanzi a Cristo, la discussione è intraebraica e mai anti-ebraica.”

      Un’intuizione importante.

    • Sed Vaste scrive:

      Beh e’un bel passo in avanti grazie Dauda ! Da pezzo di merda come mi definiva prima ad adiuvante adesso direi che c ‘ e’un miglioramento ah ah ah
      comunque Dauda la mia comparsata qui e’ per destare un po la vostra attenzione su altri argomenti di fondo che non toccate mai NON SO SE LO FATE per compiacere il Mamet o per cos’altro a me comunque dava fastidio vedervi così imbevuti di principi religiosi e nozioni farlocche sono dovuto intervenire per forza

      • daouda scrive:

        Sbagli perché sei un saccente del cazzo. Ci sono naviganti qui che parlano spesso di tal tema e non hanno riguardi per Pino, qua non si ha riguardo per nessuno, e soprattutto per le cazzate che ad esempio propali tu meritandoti insulti e dileggi proprio perché sei un coglione.
        Ad ogni modo visto che ognuno a modo suo è una persona spirituale qui dentro, non abbiamo bisogno di sperticarci su visioni politiche o dannarci su quel che dovremmo o quel che potremmo, perché c’è gente che vive la sua vita e qui si riflette consapevoli che quel che è reale sovrasta le nostre capacità.
        Tu hai una pretesa maligna.
        Ed in ogni caso mi stai rubando il posto, perché le cose che svilisci le affermo io molto più simpaticamente e seriamente di te.
        Fermo restando che qua c’è gente di tutti i tipi , non stiamo qui a indottrinare né fare propaganda, qua c’è solo da imparare, io i insulto dalla mattina alla sera ma già solo per la pazienza e per la liberalità di cuore che molti hanno qua c’è gente che insegna a campare agli altri.
        Il tuo intento qui è malriposto.

        • daouda scrive:

          volevo sottolineare che pure io sò saccente, ma mai quando rispondo a Maurizio treviso, che è n’ipocrita ruffiano, anche se qua dentro ce stanno Ugo Bardi e INSCO che sono merde umane schifose che stanno certamnte peggio de lui. Ecco questi ultimi meriterebbero tante cose.

          • daouda scrive:

            “Beh e’un bel passo in avanti grazie Dauda ! Da pezzo di merda come mi definiva prima ad adiuvante adesso direi che c ‘ e’un miglioramento ah ah ah”

            ti ho scritto pure che sei ritardato cosa che confermi essendo che le due cose sono coestensive e sovrapponibili.
            Ridi su sto cazzo.

  42. Fuzzy scrive:

    E però qui è come discutere di auto se non c’è più la benzina. Tutto questo apparato di controllo per funzionare ha bisogno di elettricità.
    https://crashoil.blogspot.com/2021/09/la-crisis-del-gas.html?m=1

  43. Moi scrive:

    L’INVITO

    https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/politica/21_settembre_22/sardine-mattia-santori-lancia-nascondino-gigante-centro-bologna-876cbaf6-1b6a-11ec-b18c-ec31ed9e6ac3.shtml

    Sardine, Mattia Santori lancia il «nascondino gigante» nel centro di Bologna
    L’ultima iniziativa pensata dal candidato al consiglio comunale si svolgerà sabato 25 settembre partendo da piazza Minghetti: «Per una città a misura di bambino»

  44. Miguel Martinez scrive:

    Qui con traduzione DeepL l’articolo citato da Fuzzy, molto interessante davvero! Anche per le implicazioni geopolitiche.

    Venerdì 24 settembre 2021
    La crisi del gas

    Cari lettori:

    Undici anni fa, su questo stesso blog ho scritto un post intitolato “Peak gas”. In quell’articolo, ho analizzato la situazione della produzione di gas naturale nel mondo, e quando si è stimato, con i dati di allora, che si sarebbe raggiunto il picco della produzione di gas. Secondo i dati a nostra disposizione, ci aspettavamo che la produzione globale di gas naturale raggiungesse il picco intorno al 2020. In quel post si sottolineava anche che, secondo un rapporto dell’Energy Watch Group, l’Europa avrebbe iniziato ad avere seri problemi di approvvigionamento di gas intorno al 2015, perché il gas è più facilmente trasportabile via gasdotto e i principali fornitori europei stavano entrando nel loro declino produttivo, e il trasporto via nave metaniera ha molti limiti. In quel post, ho mostrato un grafico (tratto dallo stesso rapporto) che mostra la previsione dell’equilibrio tra la domanda prevista in Europa e la sua offerta:

    È ovvio che nel 2015 non ci sono stati i gravi problemi di approvvigionamento che erano stati previsti, anche se è anche vero che negli ultimi anni c’è stata una certa tensione tra l’offerta e la domanda di questo idrocarburo (particolarmente evidente nei problemi nel Regno Unito durante gli inverni passati). La cosa interessante del grafico che mostro sopra è che contemplava come la situazione potesse essere rimandata fino al 2020 o giù di lì se si potesse aumentare l’ipotetica importazione massima di gas naturale liquefatto (GNL), che è quello che viene trasportato via nave.

    In effetti, questo è quello che è successo. L’Europa ha aumentato drasticamente la sua capacità di importare gas via mare. La Spagna, in particolare, è il paese che ha aumentato maggiormente la sua struttura di rigassificazione, con 6 grandi impianti costruiti o ampliati negli ultimi anni, e che sono perfettamente integrati con la rete nazionale del gas.

    Un tale dispiegamento di capacità d’importazione di gas per nave ha significato un investimento enorme, che è stato intrapreso in un modo che non è stato ampiamente conosciuto dal pubblico negli ultimi anni, con una buona visione strategica. Dopo tutto, questo investimento aveva un grande rischio: poteva essere redditizio solo se la domanda di gas era abbastanza significativa da giustificare il costo più elevato del gas importato via mare. I costi operativi sono molto alti, poiché il gas deve essere liquefatto alla fonte, la temperatura dei serbatoi delle metaniere deve essere mantenuta a -160ºC durante tutto il viaggio, e la merce deve essere rigassificata di nuovo a destinazione.

    Il fatto è, tuttavia, che l’investimento era giustificato. La capacità extra di GNL era necessaria per soddisfare la domanda europea. Ma questo da solo non era sufficiente a soddisfare una domanda crescente per sempre. Bastava solo per guadagnare altri 5 anni di illusione di crescita permanente.

    Il motivo per cui l’Europa ha raggiunto la sua capacità massima di approvvigionamento di gas, alcuni anni prima che il mondo raggiunga il suo picco di gas naturale, è che i due paesi che sono i suoi principali fornitori (in termini di capacità di produzione e di vicinanza geografica) sono già ai loro rispettivi picchi locali di gas naturale. Stiamo parlando di Russia e Algeria.

    La produzione di gas della Russia ha seguito una pendenza verso l’alto più o meno dolce (interrotta solo dalla crisi del 2008-2009) negli ultimi 20 anni, condita da un forte aumento nel 2017 e 2018, una relativa stagnazione nel 2019 e un calo nel 2020.

    I ministri dell’energia russi che si sono succeduti hanno avvertito per anni che la produzione russa di petrolio e gas sta raggiungendo il picco e inizierà a diminuire nei prossimi anni. Inoltre, è già stato chiarito che la Russia darà la priorità al consumo interno rispetto alle esportazioni; infatti, quando si guarda al consumo di gas naturale della Russia, si vede che la significativa ripresa del 2017 e del 2018 è servita fondamentalmente a coprire le esigenze di autoconsumo.

    In Europa, e specialmente in Germania, ci si aspetta che la recente messa in funzione del gasdotto NordStream 2 (che corre lungo il letto del Mar Baltico e collega la Russia direttamente alla Germania) allevierà i problemi di approvvigionamento del paese e del sistema europeo del gas. Questo è in parte vero, poiché la Russia sarà in grado di inviare più gas direttamente alla Germania per il consumo ed evitare così di dover pagare per passare attraverso altri paesi come l’Ucraina, che prendono una parte del gas come pedaggio. Lasciando da parte le terribili conseguenze per questi paesi “intermedi” se i loro afflussi di gas si riducono, il fatto è che la Russia è già alla sua capacità massima di produzione e d’ora in poi ci invierà sempre meno gas ogni anno. Come anticipato nell’articolo del 2010. E se l’inverno arriva freddo, la Russia ha già chiarito che darà la priorità ai bisogni della propria popolazione. Questo probabilmente causerà problemi di approvvigionamento quest’inverno, perché le scorte di gas della Russia sono quasi vuote quest’anno.

    Guardiamo ora la situazione in Algeria.

    Come si può vedere nel grafico qui sopra, dal 2000 l’Algeria si trova in una situazione di relativa stagnazione punteggiata da alcuni significativi aumenti e cadute. Simile a ciò che sta accadendo nel caso della Russia, anche se più marcato nel caso algerino, la ripresa osservata dal 2016 al 2018 è dovuta più alle esigenze del consumo interno che a un aumento delle esportazioni.

    Nel caso dell’Algeria, inoltre, c’è stato un forte aumento del consumo dal 2010, a scapito delle esportazioni. Questo in particolare ha avuto un grande impatto nel caso della Spagna: se nel 2018 il 60% del gas naturale consumato in Spagna era di origine algerina, oggi rappresenta circa il 27% (e questo per non parlare dei problemi nella qualità del gas fornito).

    L’Algeria, naturalmente, non è la Russia, e questo rende l’Europa – e in particolare la sua ex metropoli, la Francia – più direttamente coinvolta negli affari interni dell’Algeria. Questo è il motivo per cui si è parlato quasi un decennio fa di cercare di sfruttare il gas di scisto nel sud dell’Algeria, anche se tali progetti non sono mai andati in porto (probabilmente a causa dei bassi rendimenti e dell’elevato fabbisogno di acqua di tale sfruttamento). Tutto indica che anche l’Algeria ha superato il suo picco di gas, ma non è tutto. Il suo particolare picco petrolifero si è verificato intorno al 2005, e i due picchi combinati hanno portato a un rapido declino delle entrate delle esportazioni di idrocarburi dell’Algeria. L’instabilità sociale è crescente e ricorrente nel paese nordafricano, e la sostituzione dell’ottuagenario Abdelaziz Bouteflika nel 2019 non è riuscita a calmare gli animi, perché gran parte del problema è la scarsità di risorse. Il rischio che questa instabilità venga sfruttata dalle potenze europee, in una possibile guerra civile algerina, per assicurarsi militarmente l’accesso ai giacimenti di gas naturale (probabilmente alleandosi con la parte che considerano più forte), rimane alto.

    Questa revisione è rilevante perché la realtà è che 11 anni fa i problemi che stiamo vivendo attualmente in Europa non erano solo prevedibili, erano previsti. Si sapeva che sarebbe successo, e ora sta succedendo. Basta quindi dire che i problemi sono ciclici. No, non lo sono affatto: sono strutturali. Non abbiamo voluto prendere misure più drastiche per evitare il peggio, abbiamo semplicemente aumentato la nostra capacità d’importazione via mare e abbiamo allungato la situazione il più possibile, appena cinque anni. E ovviamente non è finita qui: ora arriva quello che verrà.

    E cosa sta arrivando? Sta arrivando una situazione di estrema e strutturale debolezza, con il rischio di far crollare le economie europee e persino le società europee.

    Al momento, le scorte di gas naturale in Europa (poco prima dell’inverno, la stagione di maggiore domanda) sono al minimo da 10 anni (anche se erano al massimo nel 2020 a causa del contenimento durante le prime fasi della CoVid-19).

    L’Europa ha dovuto ricorrere a massicce importazioni di gas via mare, anche se è molto costoso. Questo è stato molto vantaggioso per gli Stati Uniti, che hanno trovato un modo per rendere redditizi campi di gas di scisto altrimenti rovinosi. Ma a causa degli alti costi operativi, come discusso sopra, questo gas è molto più costoso e ha fatto salire i prezzi. E non solo in Europa, ma anche in Asia. Questo può sembrare paradossale per i campioni del libero mercato, ma il problema del gas naturale, ripetiamo, è che è difficile da trasportare. Gli Stati Uniti hanno una capacità limitata di inviare gas via nave, e l’Europa ha una capacità limitata di riceverlo. Ecco perché gli Stati Uniti hanno ancora un eccesso di gas e il resto del mondo non può approfittare di questo eccesso.

    Fonte: https://www.bbc.com/news/world-europe-58650634

    Se si osserva l’evoluzione del prezzo del gas nei vari paesi d’Europa, si vede che nel giro di un anno si è moltiplicato per 5 o più (nel caso della Spagna, un anno fa valeva 11 €/MW-h; oggi è quasi 7 volte di più, 71,5 €/MW-h). Anche rispetto ai prezzi pre-pandemia, è tipicamente aumentato di un fattore 3.

    Fonte: https://www.bbc.com/news/world-europe-58650634

    Questi prezzi elevati del gas hanno un impatto diretto sui prezzi dell’elettricità. In tutta Europa, il sistema marginalista è utilizzato per fissare il prezzo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso (il mercato in cui le società di generazione vendono l’elettricità alle società di distribuzione). Con questo sistema, concepito per un tempo più stabile di oggi, il prezzo di tutta l’elettricità in una fascia oraria viene pagato al prezzo del kilowattora più caro che viene messo in gioco. Il problema arriva quando le centrali a ciclo combinato (quelle che funzionano a gas naturale) entrano in funzione continuamente. All’interno della cerimonia di confusione che regna nell’odierna discussione sull’energia, il pubblico è talvolta portato a credere che se ci fosse più energia rinnovabile, il prezzo dell’elettricità scenderebbe. Questo è falso per diverse ragioni. Da un lato, la carenza di materiali che è già iniziata (iniziata con i chip e la plastica e che ora si è estesa praticamente a tutto) significa che i futuri parchi eolici e fotovoltaici saranno sempre più costosi (come abbiamo discusso più dettagliatamente a suo tempo), con il risultato che i loro costi di costruzione e di funzionamento saranno sempre più alti e anche l’elettricità generata con essi sarà più cara. D’altra parte, anche con un enorme aumento dell’attuale capacità di produzione di elettricità da fonti rinnovabili, sarà ancora necessaria una significativa capacità di back-up. E non solo per coprire l’intermittenza delle rinnovabili (il fatto che non sempre producono energia), ma un altro problema altrettanto grave, se non di più: la stabilità della rete elettrica. Come ha commentato il maestro Beamspot parlando degli effetti relativistici, è molto difficile mantenere la perfetta sincronia della corrente alternata trasmessa da una rete di dimensioni continentali quando si hanno molte fonti che entrano ed escono con molti transitori e ritardi, e alla fine si ha bisogno di centrali che possano essere accese o spente a piacimento e che possano entrare con sufficiente potenza in qualsiasi momento (pena il rischio di causare una catastrofe nella rete, pericolo che è già stato rasentato a volte a livello europeo, come l’8 gennaio dell’anno scorso, per esempio). Per questo motivo, continueremo ad avere una frazione di elettricità, che può essere piccola ma ci sarà sempre, generata con i cicli combinati, e questo, con il nostro sistema di prezzi all’ingrosso, significa che l’elettricità rimarrà cara finché il gas sarà caro. In altre parole, praticamente sempre d’ora in poi.

    Non è solo l’alto costo e l’eventuale carenza di gas che incide e inciderà sulla produzione di elettricità e sugli usi domestici: ha anche un forte impatto sull’industria. Un gran numero di industrie che utilizzano il calore industriale consumano molto gas naturale, come l’industria del cemento e della ceramica, per non parlare di altre su scala più modesta, come le panetterie (i miei complimenti a Félix Moreno per averlo fatto notare). Attualmente, l’impresa Fertiberia (dedicata alla fabbricazione di fertilizzanti, che richiedono gas naturale per la loro sintesi) ha fermato il suo impianto a Palos de la Frontera, inizialmente per un mese; il motivo è il prezzo elevato del gas naturale. Anche due impianti di fertilizzanti britannici si sono fermati, mentre la Cina ha fermato le sue esportazioni di fertilizzanti già a luglio. Lo spegnimento di tali impianti è diffuso in tutto il mondo, e già si prevedono nuovi problemi, carenze e mancanze nella produzione alimentare mondiale. L’inverno si avvicina e la dispensa è mezza vuota.

    Ma non si ferma qui. Il problema del picco del petrolio è ancora presente. È una delle cause dell’aumento del costo del trasporto sia marittimo che stradale, e questo causa indirettamente la carenza di camionisti, che è particolarmente acuta nel Regno Unito (la Brexit amplifica tutti questi problemi nelle isole) ma si sta diffondendo nel resto d’Europa e negli Stati Uniti. Perché mentre il costo di tutto aumenta, il modo per i trasportatori di tagliare i costi è quello di ridurre la paga degli autisti, fino a quando gli autisti, stufi delle cattive condizioni di lavoro e del calo dei salari, decidono di fare qualcos’altro. Insensibilmente, il prezzo del petrolio continua a salire e si avvicina già agli 80 dollari al barile, una prima barriera che è più fisica che psicologica, perché da 80 dollari in poi le parti meno competitive dell’economia cominciano a soffrire. Teoricamente, in base ai calcoli del professor James Hamilton, il prezzo massimo che l’economia può tollerare prima di andare in recessione è intorno ai 120-130 dollari al barile, ma purtroppo l’economia mondiale in difficoltà probabilmente non sarà in grado di sopportare tanto e andrà in recessione in un punto non troppo lontano dai 100 dollari.

    La combinazione di picco del petrolio/picco del gas (in particolare in Europa, picco della fornitura di gas) garantisce che il processo di destabilizzazione economica accelererà. La mancanza di un bene esacerba la carenza di forniture essenziali per l’altro, e la mancanza di quest’ultimo crea un’ulteriore cascata che alimenta il primo, e così via. La mancanza di resilienza del nostro sistema economico e produttivo, con la sua assoluta e cieca dipendenza dai combustibili fossili, ci sta portando in un processo di declino accelerato. Potremmo essere nelle prime fasi di un processo molto rapido che scuoterà prima l’Europa e poi il resto del mondo. Al momento, il carburante viene razionato nel Regno Unito e le prime code stanno già apparendo nelle stazioni di servizio (di nuovo, la Brexit ha accelerato il declino). Si prevede che ci potrebbero essere interruzioni momentanee delle forniture di gas in Europa questo inverno, in particolare se fa freddo. E qualunque cosa accada, si prevede un’intensa crisi economica, con gravi conseguenze per il Vecchio Continente, come avverte Nafeez Ahmed.

    Non c’è tempo per esitare. Non abbiamo ascoltato gli avvertimenti e ora le conseguenze stanno arrivando fitte e veloci. Non c’è tempo, soprattutto per altri errori. È ora di abbandonare piani di transizione magniloquenti e megalomani che sono destinati a fallire e a causare più distruzione e difficoltà. L’autunno è qui e l’inverno sta arrivando. Costruiamo il rifugio ora, se vogliamo sopravvivere.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “rifugio”

      L’inverno scorso, in Germania, due settimane consecutive di cielo coperto e bonaccia hanno azzerato la produzione di potenza di fotovoltaico ed eolico, con un buco risultante di 70 TWh che è stato coperto aumentando il consumo di carbone.

      (E in concomitanza del mancato annuncio da parte del leader cinese Xi dell’abbandono dei progetti di installazione di nuove centrali a carbone in patria, con la sola limitazione dei finanziamenti cinesi alla costruzione di tali centrali all’estero, il prezzo del carbone sta salendo).

      È brutto dire da parte di noi filonucleari “l’avevamo detto”, ma… l’avevamo detto. 🙁

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “È brutto dire da parte di noi filonucleari “l’avevamo detto”, ma… l’avevamo detto. ”

        Veramente l’avevamo detto noi decrescisti 🙂

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ martinez

          “decrescisti”

          Mettiti in coda! 🙂 🙂

          E’ una profezia contenuta in un articolo di Isaac Asimov negli anni Sessanta.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Insomma, ADV è contrario all’energia rinnovabile e favorevole al mix termoelettrico-nucleare. Lo avevamo già capito, per cui è abbastanza inutile che ripeta le proprie petizioni di principio un giorno sì e l’altro pure.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Poi è curioso che ADV ci porti un paese con centrali nucleari come esempio di cosa succede quando non hai le centrali nucleari, ma ho smesso di cercare una logica in certe sue posizioni 😀

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ mt

          “Logica”

          Mi deludi. Eppure non è difficile, dai.

          Non era forse la Germania il paese portato ad esempio da tutti gli antinucleari perché aveva deciso di dismettere centrali nucleari puntando tutto sul rinnovabile?

          Altrove, come nello Stato di New York, rinunciare al nucleare ha voluto dire tornare al carbone.

          Ma i tedeschi, si sa son gente seria. Ci hanno provato davvero.

          Poco conta che la Siemens abbia chiuso la sua catena di produzione di celle fotovoltaiche. Poco conta che le sovvenzioni che hanno gonfiato la bolla delle rinnovabili siano sempre meno sostanziose.

          Nein, i tedeschi sono testoni, se si mettono in testa una cosa vanno avanti come treni. Infatti vincono tutte le battaglie (e poi perdono le guerre).

          Hanno davvero staccato delle centrali nucleari sostituendo la loro produzione con eolico e fotovoltaico.

          E naturalmente, ora che hanno sbattuto il grugno contro la realtà, si rimettono in tutta fretta a costruire megacentrali a lignite (che è il carbone peggiore, ma tutta l’ex DDR ne è ricchissima, così non lo devono importare).

          La Germania ora è il 4° emettitore mondiale di CO2. Lo vedi che succede, a confondere i sogni cin la realtà, caro il mio antinucleare?

          Vedere le ecologiste new-age arrampicarsi sugli alberi per opporsi ai tagliaboschi che devono sgombrare il terreno per la costruzione delle nuovi centrali a carbone dopo avere demonizzato il nucleare e votato per la costruzione di rinnovabili che non funzionano non ha prezzo. (Per tutto il resto c’è MasterCard)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • daouda scrive:

            ok tutto molto bello ma visto che la CO2 nun c’entra n cazzo col riscaldamento globale antropico né coll’inquinamento ( visto che non è un inquinante ), a me pare evidente che è mejo quella che l’uranio…

            poi vabbè continuate pure a parlà del nulla…

          • fuzzy scrive:

            https://grafici.altervista.org/produzione-lorda-di-energia-elettrica-per-fonte-nellunione-europea-e-nel-mondo/

            https://grafici.altervista.org/wp-content/uploads/Produzione-energia-elettrica-mondiale-percentuali-2.png

            Dunque, parto con i miei soliti ragionamenti superficiali.
            Togliamo le fonti fossili perchè inquinano e poi forse sono agli sgoccioli
            Togliamo quasi tutte le rinnovabili perchè devastano i territori e sono intermittenti ecc
            Resta il 10% di nucleare.

            Cosa ci facciamo con il 10% ? Forse basta per la decrescita. Oppure si vuole mantenere in piedi tutto l’ambaradan? Allora bisogna costruire ancora un 90% di centrali nucleari.
            Domanda. Ammesso e non concesso che il nucleare sia meglio delle altre energie,
            il costo di tutto questo apparato di centrali (quelle sicure eh! tipo Fukushima, non quelle vecchie che costavano di meno perché non erano sicure….. Ehm, mi è sfuggito qualcosa)?
            che si dovrebbe implementare è compatibile nel breve (e nel lungo) periodo con un’economia che sembra arrivata ormai alla canna del gas (appunto), visto e considerato che spendi adesso e poi inizi a ricavare energia se tutto va bene tra dieci quindici anni?
            Lasciamo stare quello che si è fatto o non si è fatto in passato (che è una questione da porre agli storici, sempre che se ne possa venire a capo), guardiamo avanti.

              • Fuzzy scrive:

                https://www.worldnuclearreport.org/-World-Nuclear-Industry-Status-Report-2020-.html
                Che sarebbero questi.
                Sono dei fricchettoni new age? Non mi pare.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzxy

                Dipende da come li calcoli, i costi. Quelli del nucleare, almeno in USA, sono gonfiati per le spese legali che si devono sostenere contro gli innumerevoli appelli in tribunale intentati dai vari comitati NIMBY. Se poi nel conto ci metti i danni all’ambiente che risparmi producendo energia in modo non intermittente, i costi cambiano di molto: avevo postato un sito che mostrava come i grammi di CO2 emessi per KWh da nucleare ed eolico fossero uguali, mentre il nucleare non è intermittente quando l’eolico lo è.

                Ma che cosa sto dicendo? Sto confrontando la fantasia con la realtà… 🙁

                Senza impianti di stoccaggio dell’energia adeguati le rinnovabili, che sono intermittenti, saranno sempre marginali; puoi solo obbligare l’utenza a comprarne KWh per legge, come oggi in Germania e in Italia, a scapito delle tariffe finali.

                E i tempi necessari per costruire questi sistemi di stoccaggio sulla scala necessaria non sono certo più brevi di quelli dell’installazione di una centrale nucleare.

                (Tanto è vero che nessuno comincia a farlo davvero. È di recente la notizia dell’annuncio fella costruzione di un parco di batterie in Australia, nel deserto occidentale: 100 MW, sufgicue ti per trentamila famiglie, per 100 MWh: cioè quando saranno pronte si scaricheranno in un’ora: non gli basta manco per passare la notte…).

                In Italia dal 1987 a oggi abbiamo buttat… pardon, speso 230 Minardi di € per avere un 10% scarso di produzione e di elettricità da rinnovabili che funzionano un giorno no e l’altro pure e si appoggiano comunque a centrali fossili; che se c’è in rete una centrale a carbone quella quando esce fuori il sole non la puoi spegnere a tempo ché le serve una settimana per via delle braci, così spegni quella a metano che inquina molto meno così la CO2 non scende (e difatti e’ salita).

                Con quattro centrali nucleari spendevamo cinque volte di meno e oggi avremmo la stessa energia continuativamente con emissioni nulle di CO2.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “fricchettoni”

                No, non sono fricchettoni. È un accurato elenco dei ritardi del nucleare, data la moratoria de facto degli ultimi anni. I paesi in cui i ritardi o addirittura il declino sono più forti sono quelli più ricchi in carbone e in gas (con la notevole eccezione cinese): tant’è CGE nonostante Fukushima il Giappone, che non ha ne’ petrolio ne’ metano ne’ carbone, ha ripreso la strada del nucleare.

                Vista la data di emissione del rapporto, non si può tenere conto del recente aumento del prezzo del carbone e del gas. E – soprattutto – non si dice nulla dell’aumento di consumo di fossili dovuto anche alla necessità di tappare i buchi lasciati dall’intermittenza delle rinnovabili – aumento che è concausa del recente aumento dei prezzi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “fricchettoni”

                Ecco un primo effetto dei ricarica del gas che nel rapporto che hai citato non poteva essere contenuto ché è recentissimo:

                https://www.dailymail.co.uk/news/article-10029709/Kwasi-Kwarteng-poised-approve-16-mini-nuclear-reactors-bid-hit-2050-net-zero-target.html

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                “Le sette centrali nucleari del Regno Unito forniscono circa il 17% del suo fabbisogno di elettricità, ma questo dovrebbe dimezzarsi entro il 2024 quando gli impianti obsoleti verranno dismessi”

                Di Vita, però, non volermene, ma hai scritto che all’italia ne basterebbero quattro e invece in Inghilterra sette centrali arrivano in tutto al 17%, poi bisognerà dismettere gli impianti obsoleti (che se non ricordo male non è come cambiare l’auto vecchia con quella nuova. Sotto la voce dismissione si annidano dei costi non indifferenti che di solito passano inosservati).
                E siamo soltanto all’energia elettrica. Manca tutto il resto.

              • Fuzzy scrive:

                Gli utilizzatori industriali (agricoltura, miniere, manifatture, e costruzione) consumano circa il 37% dei 15 TW·yr totali. Il trasporto di persone sia personale che di passeggeri consuma circa il 20%; il riscaldamento domestico, l’illuminazione, e l’utilizzo di elettrodomestici usano l’11%; e gli usi commerciali (illuminazione, riscaldamento e condizionamento degli edifici commerciali, oltre che l’energia consumata dagli acquedotti, dalla purificazione e distribuzione dell’acqua potabile nonché alla depurazione delle acque nere) sono pari al 5% dei 15 TW·yr totali.[44]
                https://it.m.wikipedia.org/wiki/Consumo_di_energia_nel_mondo

              • Fuzzy scrive:

                https://cepabismoney.com/energia-nucleare/
                Quanto costa dismettere una centrale nucleare.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “quattro”

                Non ho detto che ne basterebbero quattro (probabilmente non basterebbero neanche le venti del vecchio piano di DonatCattin; la Francia ne ha cinquantadue). Ho detto che quel 10% che oggi a sprazzi ci danno le rinnovabili ce l’avrebbero potuto dare con continuità 4 centrali nucleari a un prezzo assai inferiore.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “dismettere”

                Verissimo. E allora? L’alternativa quale sarebbe? Una vita prodotti ed emessi in atmosfera, i 4 miliardi di tonnellate di CO2 che ogni anno NON emettiamo grazie al nucleare farebbero molti più danno del costo della dismissione di qualche centrale ogni ventidue anni.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Fuzzy

              “Dunque, parto con i miei soliti ragionamenti superficiali.”

              Anch’io, è ovvio.

              Andrea ci ha lavorato sul nucleare, noi ci siamo letti delle pagine su Internet (dall’alto della mia laurea in lingue orientali).

              Inoltre, possiamo dare per scontato che Andrea sia in buona fede: anche se il suo mestiere dipendesse dalla lobby nucleare, non lo pagano certo per venire qui, dove NON si decidono le sorti del mondo.

              Sono cose importanti da tenere sempre a mente, prima di polemizzare.

              Solo che Andrea è un esperto, che pretende (comprensibilmente) di dare dei consigli che, se attuati, avrebbero un effetto sulla vita di tutti noi.

              E la nostra vita è un argomento su cui siamo esperti, ciascuno di noi in modo diverso.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “comprensibilmente”

                Credo che un dovere sia quello di informare il pubblico dei non addetti ai lavori sulle bufale che circolano.

                Cosi’, una informazione che si sforza di essere obiettiva aiuta a sbugiardare quella gigantesca quanto diffusa bufala che è il greenwashing, per cui ad esempio una bolletta della luce e’ spesso garantita al limone come riferita a elettricita’ proveniente da fonti rinnovabili al 100%.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Cosi’, una informazione che si sforza di essere obiettiva aiuta a sbugiardare quella gigantesca quanto diffusa bufala che è il greenwashing”

                e su questo, accordo totale!

              • Fuzzy scrive:

                Consigli di Vita.
                Mah, non so, io sottopongo articoli, chiedo, faccio le mie supposizioni, in un certo senso mi piace fare così. Posso dire che
                per me è un po’ un passatempo come ad esempio fare i cruciverba o certi lavoretti manuali.
                Poi purtroppo, la situazione è quella che è. Vengono fuori cose
                anche sgradevoli e indigeste per qualcuno.
                Certi tasti sarebbe meglio non toccarli, ma a volte per non toccarli bisognerebbe autocensurarsi, il che francamente mi sembra u po’ esagerato.
                Io non ho particolari preferenze per un’energia o l’altra. Si fa un mix così si tranquillizzano un po’ tutti, ma poi si tagliano i consumi, progressivamente, finché la terra non ritorna a respirare.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            L’Italia non mi pare che stia costruendo supercentrali a lignite, come avrebbero voluto gli esperti di energia una ventina di anni fa che parlavano di carbone pulito e altre amenità, contro le fricchettonate dei verdi e degli abolitori della povertà 😀

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ mt

              “amenità”

              Il “clean carbonio” è un’altra bufala, in effetti, meno nota al grande pubblico ma ben nota agli addetti ai lavori, che è stata diffusa soprattutto negli USA. In realtà è possibile bruciare il carbone riducendo di molto gli inquinanti, ma al prezzo di usare gran parte della potenza prodotta per alimentare i filtri elettrostatici e l’alimentazione a letto fluido che dovrebbe abbattere le emissioni. Almeno di questa bufala ci siamo liberati 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            >>> Vedere le ecologiste new-age arrampicarsi sugli alberi per opporsi ai tagliaboschi che devono sgombrare il terreno per la costruzione delle nuovi centrali a carbone dopo avere demonizzato il nucleare e votato per la costruzione di rinnovabili che non funzionano non ha prezzo.

            Non ce lo sapevo ma confermo in pieno la goduria. Saremo tutti sul Titanic che affonda ma sentire balbettare il tizio che ha scelto di non installare le scialuppe di salvataggio dà una minima e maligna soddisfazione.

            • Fuzzy scrive:

              Le scialuppe di salvataggio

              https://grain.org/en/article/6732-small-farmers-have-the-answer-to-feeding-the-world-why-isn-t-the-un-listening

              Queste sono le scialuppe di salvataggio.
              Poi di energia ne può bastare un decimo. Tutta, servirebbe solo per mantenere in piedi lo status quo, se non fosse già ora insufficiente. Dico io.
              https://www.lowtechmagazine.com/2009/10/history-of-industrial-windmills.html
              Una chicca per chi ama i mulini.
              Insomma, diciamolo, saranno meno potenti, ma almeno son belli da vedere.

              • Francesco scrive:

                Non sono un fisico per cui posso giusto sperare che tu abbia ragione, pur avendo moltissimi dubbi: il 100% degli indizi dice di no.

                Piccolo è bello ma tremendamente inefficiente.

                Ciao

              • Fuzzy scrive:

                Così sono le scialuppe di salvataggio.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “scialuppe”

                Il sito e’ assolutamente affascinante: salvato subito!

                Detto questo, come diceva Totò “è la somma che fa il totale”.

                L’Italia ha una potenza elettrica installata di 33 GW.

                Una singola pala eolica (la nipotina del mulino a vento che ha studiato) ha un rotore a quasi cento metri dal suolo e produce tipicamente 1 MW (statistica del pollo: in realtà si va da poche decine di KW a mostri da 16 MW alti quasi come la Torre Eiffel).

                Fanno 33000 pale eoliche.

                Ammesso che le pale vengano sistemate su tutto il territorio nazionale dove soffia in media un vento minimo di 5 m/s (al di sotto del quale l’attrito tiene fermo l’impianto), cioè in provincia di Matera, di Trapani, di Nuoro e sul Gargano fa una pala ogni 3 Km. Ma è teoria, perché questi territori sono in gran parte montagnosi e questo rende difficile (cioè energeticamente sconveniente) la manutenzione; inoltre includono centri abitati, coltivazioni ecc. (Poi c’è sempre il problema dello stoccaggio, che qui non discutiamo).

                Si può sistemare le pale in mare, dove il vento è più forte, sulla cista pugliese e davanti a Cagliari.

                Ma anche distribuendo tutte la pale uniformemente su tutte le coste italiane, parliamo di 33000 pale su 8000 Km di coste, cioè di una pala ogni 4 Km; CGE diventano poche centinaia di metri se ci.limitiamo appunto alle coste più ventose.

                https://www.google.com/imgres?imgurl=http%3A%2F%2Fwww.consulentenergia.it%2Fmv1rid.jpg&imgrefurl=http%3A%2F%2Fwww.consulente-energia.com%2Feolico-velocita-media-vento-italia-mappe-ventosita-italiana-metri-montagna-collina-pianura-mare-quali-sono-zone-piu-ventose-eolica.html&docid=Slk2lCT4rt_36M&tbnid=rtqpowiumMKWFM&vet=1&w=418&h=410&source=sh%2Fx%2Fim

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                C’è pure chi si è cimentato in una simulazione. Stile di vita al 10%
                http://simplicityinstitute.org/wp-content/uploads/2011/04/Remaking-Settlements-Simplicity-Institute.pdf
                È piuttosto semplicistico, immagino, ma di bello c’è che in fondo non sarebbe molto diverso dallo stile di vita dei tanti poveri che sopravvivono o vivono dignitosamente in gran parte del mondo.
                Secondo me è anche meglio.
                Ma poi si sa, i tumulti, le guerre e quant’altro. Basterebbe poco per scombinare tutto il progetto.
                Come dire che la scialuppa potrebbe affondare.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “simulazione”

                Abolire i pesticidi significa più che dimezzare la produttività per ettaro, o sbaglio? Chiedo senza alcuna intenzione polemica, perché di agraria non so nulla.

                Comunque ridurre i consumi anche al 10% del livello attuale risolve poco, temo, finché siamo sette miliardi. Quando consumavamo il 10% di oggi non si superava il miliardo di esseri umani, e molti facevano la fame comunque.

                L’Australia cui fa riferimento l’autore del testo è grande quasi quanto l’Europa e non raggiunge i trenta milioni di abitanti. In quanti potrebbero vivere alla Crocodile Dundee?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “simulazione”

                Dimenticavo: un esempio fra tanti. Nel testo si propone di abbattere il consumo di carta usando mezzi elettronici. Domanda: quanto inquina riciclare rifiuti elettronici e quanto inquina riciclare la carta?

                In realtà il Simple Way of Life descritto mi sembra dare per scontato e presupporre precisamente tutta quella civiltà tecnologica energivora che si propone di rimpiazzare, senza peraltro specificare quantitativamente la popolazione che sarebbe in grado di sostenere.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      A me, però, sembra che i rigassificatori siano stati imposti ai paesi europei (che li hanno dovuti accettare obtorto collo) dagli Stati Uniti, che volevano privare la Russia di un’arma negoziale nei confronti dei satelliti americani.
      Ovvio che gli atlantisti di casa nostra l’hanno spacciata come una scelta geniale e che la propaganda USA ce l’ha spacciata come una decisione necessaria per una supposta crisi di offerta, ma non mi sembra il caso di crederci. Forse, visto il braccio di ferro sui nuovi gasdotti, il problema per noi è esclusivamente di collo di bottiglia: l’infrastruttura non basta a far passare tutto il gas che ci serve.

      “Costruiamo il rifugio ora” non so cosa voglia dire.

      • Fuzzy scrive:

        Ti auguro di non doverlo mai capire.

      • Francesco scrive:

        OK tutto molto politico e politicante e ti sei pure gasato ripetendo satelliti americani, atlantisti di casa nostra e propaganda USA.

        Peccato che manchino del tutto numerini per dire che i rigassificatori non sarebbero competitivi con le altri fonti di energia, magari nei momenti di bisogno in cui il caro amico Putin aumenta a dismisura il prezzo del suo gas, visto che è l’unico fornitore.

    • Francesco scrive:

      Sinceramente sono imbarazzato per come dei dati veri vengono infilati a forza, veramente alla Procuste, nel mondo immaginale dello scrivente al solo scopo di poter dire “i fatti mi cosano”, senza nessuno scrupolo intellettuale.

      Ora, un uomo cresciuto negli anni ’80, istruito da decine e decine di dichiarazioni di vittoria dei politici di tutti i partiti a tutte le elezioni a fronte di risultati elettorali noti, non ha particolari problemi a smontare il giochino.

      Ma è sempre un brutto spettacolo.

  45. daouda scrive:

    ACHTUNG!

    Aiuto!

    calcolando le sei dimensioni spazio-temporali riflesse nella disposizione lavorativa umana inerenti il politico ho bisogno di una consulenza:

    Alto ( cogitazione ) : piano ideologico
    Avanti ( volontà ) : piano ?
    Indietro ( memoria ) : piano economico
    Basso ( fantasia ) : piano estetico
    Destra ( thumos-onore ) : paino giuridico
    Sinistra ( Pathos-Compassione ) : piano medico

    ora il piano estetico è anche piano efficientistico-tenico. Nell’avanti che mettiamo il politico? Oppure il diritto lo mettiamo nell’avanti ed a destra mettiamo la polizia?
    Avete altri appunti?
    Ah chiaramente il piano etico-morale è quello esterno ed il piano diciamo intellettivo puro, esoterico, epistemetico puro è l’interno, ed a legame fra i due c’è l’ambito religioso.

    Sbizzarritevi!

  46. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “rifugio”

    Alcuni dati.

    Il petrolio è a 77 dollari/barile, in crescita.

    I futures sul gas per la prossima stagione sono a 57€/MWh, quintuplicati negli ultimi diciotto mesi.

    L’85% delle terre rare necessarie ai magneti per i generatori eolici si estrae in Cina.

    Il carbone si conferma la prima fonte di elettricità al mondo, col 35% dell’energia prodotta, ed è responsabile del 72% delle emissioni di CO2.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Fuzzy scrive:

      Perhaps somewhat surprisingly, the big problem for China is not natural gas. It’s coal, which powers the majority of its power plants
      https://oilprice.com/Energy/Energy-General/Soaring-Energy-Prices-Become-Major-Headache-For-China.html
      L’era del carbone volge al termine. La globalizzazione è stata fatta con il carbone cinese non con il nucleare o quant’altro. Il gas naturale che doveva essere l’energia di transizione è stato un fuoco di paglia.
      Almeno si spera che in questo modo si riducano le emissioni.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      E la ricetta di ADV è che la soluzione davanti alla minaccia dell’economicamente attraentissimo carbone in Cina siano un paio di costosissime centrali nucleari in Italia che saranno attive se va bene tra quindici anni, se va male anche mai.
      Oh, a come abbiamo fatto a non pensarci prima? 😀

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ mt

        “prima”

        Dal primo referendum antinucleare restiamo sempre in fiduciosa attesa dei colossali e futuribili impianti per lo stoccaggio di elettricità che dovrebbero tamponare i buchi da decine di TWh lasciati dall’intermittenza delle rinnovabili.

        (Impianti che naturalmente nessuno si sogna di costruire, nel mondo reale).

        In effetti, è vero: come abbiamo fatto a non pensarci prima e a credere alle cialtronate degli ambientalisti new-age?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “In effetti, è vero: come abbiamo fatto a non pensarci prima e a credere alle cialtronate degli ambientalisti new-age?”

          Allora, noi cialtroni ambientalisti New Age diciamo:

          1) l’energia serve per operare la trasformazione di risorse in merce prima e subito dopo in rifiuti.

          2) Più energia metti nel sistema, più va veloce il processo, superando ogni possibilità di rinnovo naturale delle risorse stesse.

          3) La catastrofe ecologica è dovuta a questo.

          4) Poco importa che tipo di energia ci metti: petrolio inquinante, pale eoliche inquinanti e inefficaci, nucleare poco inquinante all’inizio ma potenzialmente catastrofico.

          Sono cialtronate?

          • daouda scrive:

            apparte che l’energia diciamo pseudo free/green , che sennò i fisici se incazzano, a breve verrà diffusa ( ovviamente per incularci ).

            Il discorso che non capisco è perché il punto uno corretto porti al punto 2 che se non sei stupido capisci da te che è na stronzata.
            Poi il punto 3 prevede il surriscaldamento per via dell’umano, ergo è già na cazzata, ed inoltre dimentica di specificare bene il problema inquinamento, mica che cazzo c’entra il riscaldamento o l’esaurimento delle risorse?

            il punto 4 non è un punto 4 ma inerisce il punto 2.

            Sei un coglione

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “cialtronate”

            No, pur di ricordare anche un quinto punto (sempre per via del Secondo Principio):

            5) il danno che si fa alla biosfera è tanto minore quanto più alta è l’efficienza della fonte energetica.

            In concreto: il “danno” è il calore che si butta nella biosfera: è un calore proporzionale a un aumento di entropia, mentre la biosfera, quella, è lei che campa cercando di sbarazzarsi di entropia che finisce irradiata nello spazio. L’efficienza della fonte energetica non è mai al 100%, se no danno sarebbe zero, ma è tanto più vicina al 100% quanto maggiore la differenza fra le temperature (o, nel caso di una cella fotovoltaica, i livelli energetici) massima e minima della fonte energetica. Ragion per cui, a parità di lavoro fatto, la macchina a vapore spreca (dunque inquina) meno degli schiavi e il nucleare meno della macchina a vapore.

            Per scongelare una pala eolica grippata dal ghiaccio si usano grandi termosifoni che vanno a elettricità; se non basta si manda un elicottero che ci butta sopra dell’acqua bollente (non scherzo). Non sorprende che a fine vita la quantità di CO2 emessa per KWh dall’eolico sia uguale a quella del nucleare, che però intermittente non è.

            Personalmente posso dire che quando nelle ditte che vendono impianti turbogas sentono che è stato approvato un impianto rinnovabile si fregano le mani dalla contentezza, perché per ogni KWh da rinnovabili se ne deve impiantare un altro da fossili per tappare i buchi lasciati dall’intermittenza del rinnovabile.

            Però non dimentico che se tutta l’energia elettrica che tu utilizzi nel corso della tua esistenza venisse prodotta da una centrale nucleare le scorie prodotte occuperebbero il volume di una lattina di Coca Cola.

            E me rinnovabili sarebbero un’alternativa? Certo: per chi le installa, così si becca i finanziamenti dei politici eletti da chi crede ai venditori di fontane di Trevi. E vai di greenwashing…!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Miguel

            il punto 1 è espresso in termini scorretti, o almeno parziali

            l’energia serve per VIVERE, che è anche trasformare roba inutile in roba utile, utilizzarla e, poi, liberarsi di quello che non si riesce a utilizzare

            se quello è il problema, o si campa con quello o la conseguenza inevitabile è l’invito al suicidio

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “il punto 1 è espresso in termini scorretti, o almeno parziali

              l’energia serve per VIVERE, che è anche trasformare roba inutile in roba utile, utilizzarla e, poi, liberarsi di quello che non si riesce a utilizzare”

              Esatto.

              Tutto nella natura fa così.

              Diventa un problema solo quando si supera la capacità della natura di rinnovare le proprie risorse e di riciclare i rifiuti.

              A quel punto, o si rallenta o succede, appunto, il suicidio.

              • Francesco scrive:

                o si diventa più bravi?

                dopo tutto, la rotazione delle culture ha portato a risultati che i Maya avrebbero giudicato impossibili, in agricoltura

                io temo che rallentare sia fuori questione, per la nostra specie

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “io temo che rallentare sia fuori questione, per la nostra specie”

                Tu che sei cattolico hai sicuramente un canale privilegiato con il Creatore di tutto ciò.

                Proponigli di inventare un universo negantropico.

              • Francesco scrive:

                dimentichi che prima del collasso entropico dell’universo ci aspettiamo l’Apocalisse

                sarebbe da idioti comportarsi come se non dovesse esserci!

                PS più laicamente, siamo anti-entropici in quanto esseri viventi, mi sa che devi rassegnarti

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “più laicamente, siamo anti-entropici in quanto esseri viventi, mi sa che devi rassegnarti”

                Laicamente, appunto.

                Io mi ci rassegnerei pure, è il signore che ha creato tutto questo che non vi si rassegna.

                E finora ha ammesso un’unica eccezione, parliamo del caso che ti è certamente noto di un tizio diventato famoso per aver sfidato e vinto l’entropia attorno all’anno 33.

                Altri casi non sono pervenuti, e qualcuno contesta il rigore scientifico della documentazione di quell’unico caso.

    • PinoMamet scrive:

      è bello ogni tanto essere in sintonia con ADV!

      • daouda scrive:

        il discorso è: famo incazza tutti i conservatori così seguono le stronzate pronunciate dai tradizionalisti che ormai infatuano e quindi il fronte si ingrandisce…

    • Francesco scrive:

      L,articolo è spettacolare, in pieno stile FQ!|

      Da dentro CL, posso solo affermare con certezza la pubblica e sempiterna obbedienza di Carròn a Papa Francesco, a costo di qualche malumore nella base. Se poi nelle segrete stanze del potere ciellino è tutto diverso, non lo so per mancanza di accesso alle stesse. Papa Francesco è abbondantemente citato da Carròn in ogni occasione (come forse non sapete, CL è un movimento ecclesiale).

      non ho la minima idea di cosa sia successo con i Memores Domini ma il fatto che il “commissario” sia del Movimento mi fa molto piacere e mi induce a pensare che la guerra contro il Papa ci sia solo nella testa del FQ

  47. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Poliziott* bianc* di sesso femminile ma di genere maschile perquisisce detenuto nero maschio musulmano che sporge denuncia per violazione del suo dovere religioso di non spogliarsi di fronte a una donna con cui non sia sposato.

    In tribunale, bianc* vince.

    https://www.womenarehuman.com/court-no-religious-exemption-from-strip-searches-by-opposite-sex-transgender-prison-guards-plaintiff-files-appeal/

  48. Fuzzy scrive:

    https://www.resilience.org/stories/2021-09-24/time-to-transition-to-agroecology-in-africa/
    In Africa. La necessità aguzza l’ingegno. Questi, a quanto pare, sono già pronti per il nuovo millennio. Sarebbe il caso di imparare umilmente.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ fuzzy

      “umilmente”

      Finalmente una buona notizia dall’Africa. Se ne sente parlare solo per carestie, migranti e malattie!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  49. Miguel Martinez scrive:

    Affascinante per i nostri storici (traduzione DeepL)

    Fonte: https://phys.org/news/2021-09-legacy-etruscans.html

    24 settembre 2021
    L’origine e l’eredità degli Etruschi

    da Max Planck Institute for the Science of Human History
    L’origine e l’eredità degli Etruschi Il sonno e la morte che portano via il Sarpedone ucciso (maniglia cista), 400-380 a.C., etrusco, bronzo – Cleveland Museum of Art. Credito: Daderot, CC0, via Wikimedia Commons

    La civiltà etrusca, fiorita durante l’età del ferro nell’Italia centrale, ha incuriosito gli studiosi per millenni. Con notevoli abilità metallurgiche e una lingua non indoeuropea ormai estinta, gli Etruschi si distinguevano dai loro vicini contemporanei, portando a un intenso dibattito da parte di personaggi come lo storico greco Erodoto sulle loro origini geografiche.

    Ora, un nuovo studio condotto da un team di studiosi provenienti da Germania, Italia, Stati Uniti, Danimarca e Regno Unito, fa luce sull’origine e l’eredità degli enigmatici Etruschi con dati genomici di 82 individui antichi dell’Italia centrale e meridionale, dall’800 a.C. al 1000 d.C. I loro risultati mostrano che gli Etruschi, nonostante le loro espressioni culturali uniche, erano strettamente legati ai loro vicini italici, e rivelano importanti trasformazioni genetiche associate agli eventi storici.

    Un fenomeno intrigante

    Con una lingua estinta che è solo parzialmente compresa, molto di ciò che si sapeva inizialmente sulla civiltà etrusca proviene dal commento di scrittori greci e romani successivi. Un’ipotesi sulle loro origini, quella favorita da Erodoto, punta all’influenza di antichi elementi culturali greci per sostenere che gli Etruschi discendevano da gruppi migratori anatolici o egei. Un’altra, sostenuta da Dionigi di Alicarnasso, propone che gli Etruschi abbiano avuto origine e si siano sviluppati localmente dalla cultura villanoviana dell’età del bronzo e fossero quindi una popolazione autoctona.

    Anche se l’attuale consenso tra gli archeologi sostiene un’origine locale per gli Etruschi, la mancanza di DNA antico della regione ha reso le indagini genetiche incoerenti. Lo studio attuale, con un transetto temporale di informazioni genomiche antiche che coprono quasi 2000 anni, raccolte da 12 siti archeologici, risolve le domande persistenti sulle origini etrusche, non mostrando alcuna prova di un recente movimento di popolazione dall’Anatolia. Infatti, gli Etruschi condividevano il profilo genetico dei Latini che vivevano nella vicina Roma, con una gran parte dei loro profili genetici provenienti da antenati legati alla steppa che arrivarono nella regione durante l’età del bronzo.

    Considerando che i gruppi legati alla steppa furono probabilmente responsabili della diffusione delle lingue indoeuropee, ora parlate in tutto il mondo da miliardi di persone, la persistenza di una lingua etrusca non indoeuropea è un fenomeno intrigante e ancora inspiegabile che richiederà ulteriori indagini archeologiche, storiche, linguistiche e genetiche.

    “Questa persistenza linguistica, combinata con un ricambio genetico, sfida le semplici ipotesi che i geni siano uguali alle lingue e suggerisce uno scenario più complesso che potrebbe aver coinvolto l’assimilazione dei primi parlanti italici da parte della comunità linguistica etrusca, forse durante un prolungato periodo di commistione nel secondo millennio a.C.”, dice David Caramelli, professore dell’Università di Firenze.
    L’origine e l’eredità degli Etruschi Mappa geografica della penisola italiana (a destra) con uno zoom-in (a sinistra) che indica la massima estensione dei territori etruschi e la posizione e il numero di individui per ogni sito archeologico recentemente analizzato in questo studio. Credito: Michelle O’Reilly, MPI SHH

    Periodi di cambiamento

    Nonostante alcuni individui di origine mediterranea orientale, nordafricana e centroeuropea, il pool genetico etrusco è rimasto stabile per almeno 800 anni, tra l’Età del Ferro e il periodo della Repubblica Romana. Lo studio trova, tuttavia, che durante il successivo periodo imperiale romano, l’Italia centrale ha sperimentato uno spostamento genetico su larga scala, derivante dalla commistione con le popolazioni del Mediterraneo orientale, che probabilmente includeva schiavi e soldati trasferiti in tutto l’Impero Romano.

    “Questo spostamento genetico descrive chiaramente il ruolo dell’Impero Romano nello spostamento su larga scala delle persone in un periodo di maggiore mobilità socioeconomica e geografica verso l’alto o verso il basso”, dice Johannes Krause, direttore del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology.

    Guardando al più recente Alto Medioevo, i ricercatori hanno identificato antenati nordeuropei che si sono diffusi nella penisola italiana dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente. Questi risultati suggeriscono che i migranti germanici, compresi gli individui associati al nuovo Regno Longobardo, potrebbero aver lasciato un impatto tracciabile sul paesaggio genetico dell’Italia centrale.

    Nelle regioni della Toscana, del Lazio e della Basilicata l’ascendenza della popolazione è rimasta in gran parte continua tra l’Alto Medioevo e oggi, suggerendo che il principale pool genetico degli attuali abitanti dell’Italia centrale e meridionale si sia formato almeno 1000 anni fa.

    Anche se sono necessari altri DNA antichi provenienti da tutta Italia per sostenere le conclusioni di cui sopra, gli spostamenti di ascendenza in Toscana e nel Lazio settentrionale simili a quelli riportati per la città di Roma e i suoi dintorni suggeriscono che gli eventi storici durante il primo millennio CE hanno avuto un grande impatto sulle trasformazioni genetiche su gran parte della penisola italiana.

    “L’impero romano sembra aver lasciato un contributo duraturo al profilo genetico degli europei meridionali, colmando il divario tra le popolazioni europee e quelle del Mediterraneo orientale sulla mappa genetica dell’Eurasia occidentale”, dice Cosimo Posth, professore all’Università di Tubinga e al Senckenberg Centre for Human Evolution and Palaeoenvironment.
    Maggiori informazioni: L’origine e l’eredità degli Etruschi attraverso un transetto temporale archeogenomico di 2000 anni, Science Advances (2021). DOI: 10.1126/sciadv.abi7673
    Informazioni sul giornale: Science Advances
    Fornito da Max Planck Institute for the Science of Human History

    • PinoMamet scrive:

      Ho visto pochi giorni fu un video su youtube sulla composizione genetica dell’Italia, e sostanzialmente conferma quello che afferma questo studio più recente focalizzato sull’Italia centrale, vale a dire:

      la popolazione italica si è formata in varie ondate

      (se non ricordo male, il video parlava di una da nord-ovest. legata alla cultura della Ceramica cordata e probabilmente indoeuropea, sovrapposta a due ondate entrate una da sud-est- dall’Albania alla Puglia, per intenderci- e una da nord-est- dalla Slovenia al Friuli insomma- geneticamente simili tra loro, di origine forse anatolica, a loro volta sovrapposte a una popolazione autoctona già presente)

      poi c’è stato un forte influsso, di nuovo, soprattutto orientale al tempo dell’Impero Romano, e infine, probabilmente, un apporto “nordico” dalle cosiddette invasioni barbariche.

      Poi basta, gli italiani sono fatti, non resta che fare l’Italia 😉

  50. PinoMamet scrive:

    A proposito di nucleare: e dei smmergibili francesi ne vogliamo parlare?

    Dopo un un video di Limes dove il solito (bravo) Fabbri parla del caso della commessa dei sottomarini per la marina australiana, scippata ai francesi dagli americani, youtube mi segnala un video australiano sull’argomento, ovviamente schieratissimo a favore degli americani, che hanno il grande merito (no, davvero) di parlare inglese.

    i commenti in compenso sono peggio: se la prendono con i “frogs” che volevano costringere i poveri marinai australiani a morire tutti per colpa della loro datata tecnologia diesel/elettrica.

    Peccato che le cose siano al contrario: la Francia è una potenza nucleare, al contrario, beh, dell’Australia;
    e, per venire incontro alle richieste australiane , ha dovuto modificare il progetto dei suoi sottomarini nucleari, adattandoli a un motore convenzionale.

    Poi gli australiani si svegliano un mattino, e decidono che invece vogliono la propulsione nucleare e che la devono comprare dall’America.
    Peccato che in Australia la tecnologia nucleare non ci sia; neanche civile. Devono dipendere totalmente dagli USA.
    Ma questi parlano inglese, e “i legami dell’anglosfera sono importanti” (sic, nei commenti) quindi tutti felici…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      L’egemonia americana è soprattutto di soft power: qualcunque cosa facciano sarà buona e il loro avversario di turno sarà cattivo. Francesco non è così eccezionale in questo.

      • PinoMamet scrive:

        Temo che tu abbia ragione, comunque, anche se sia che i commenti di youtube non brillano per intelligenza. mi ha stupito trovare così tanti “suprematisti anglofoni”.

        Ho un’amica che ha vissuto un anno in Australia e in realtà non mi parlava benissimo dell’australiano medio, per cui chissà, sarà un caso di burinità insulare.

    • Francesco scrive:

      ma gli australiani sono coglioni? cosa se ne fanno di sottomarini diesel-elettrici nel Pacifico, che è leggermente immenso?

      cercasi ammiraglio per conferma ma l’idea mi pare demenziale

      PS la mossa di Biden è un pò troppo trumpista per i miei gusti ma bisogna tenere conto del fatto che la Cina sta cercando di mettere le mani sull’Australia con l’usuale discrezione (fonte: China News e China Today)

      • PinoMamet scrive:

        Posso capire il dubbio
        (anche se i sottomarini diesel di oggi non sono quelli della Seconda Guerra, e già allora l’Italia, dico l’Italia, li spediva nell’Atlantico e nell’Oceano Indiano…)

        ma il fatto è che la Francia, in effetti, costruisce e usa sottomarini nucleari; se il punto fosse stato quello, gli australiani avrebbero potuto dire semplicemente “ci siamo sbagliati, montate i motori nucleari come nel vostro progetto originario…”

        mi pare che ci sia sotto anche dell’altro; sicuramente scelte tattiche e strategiche legate ai sistemi d’arma ma (così dice Fabbri) anche politiche….

    • Peucezio scrive:

      Io mi chiedo a che pro tenere in piedi ‘sta finzione di tanti stati.
      Facciano un unico stato di lingua inglese, egemonizzato dagli USA e di cui Inghilterra, Australia, Canada, ecc. sono province.

      • Francesco scrive:

        Bella domanda ma tieni conto che il movimento storico è stato a scomporre l’Impero britannico, anche nel caso di colonie “bianche”.

        Mi sa che gli funziona meglio così, sai la logica maoista del marciare divisi e colpire uniti.

  51. Miguel Martinez scrive:

    Badate, o Sodomiti!

    https://www.assistnews.net/cosmic-destruction-of-biblical-sodom-confirmed-by-scientists/

    In realtà non sono per nulla sicuro dell’identificazione di Tell el-Hamam con Sodoma (qui mi sembra molto più dubitativo https://www.gi.alaska.edu/news/gi-researcher-helps-unravel-cause-ancient-citys-destruction), ma non è il mio campo.

  52. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “Sodomiti”

    Sono due lavori diversi, a quanto mi par di capire.

    Di per se stessa, l’interpretazione “alla Tungushka” ha senso. Se l’evento di Tungushka fosse avvenuto cinque ore più tardi avrebbe forse incenerito San Pietroburgo.

    Tuttavia due cose non mi tornano. La prima è che non si fa cenno alla presenza di pectiti , minerali che si formano in presenza di grandi esplosioni anche non a contatto del suolo (non si fa cenno a tracce di crateri); di recente dei subacquei le hanno trovate al largo di Hiroshima. La seconda è l’entità dell’evento. Un articolo parla di “cinquemila volte Hiroshima”. Ora, 5000 volte Hiroshima fanno 80 megatoni mentre Tungushka a giudicare dai barogrammi non superava i cinque; la maggiore esplosione della storia, la Zarina, andava sui 58 megatoni e ha spazzolato l’arcipelago della Nuova Terra. Con 80 megatoni darebbe stars vetrificata la Palestina tutta intera.

    Dubbio: non è che non sanno che pesci pigliare?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Dubbio: non è che non sanno che pesci pigliare?”

      e infatti ho il sospetto che si tratti della classica situazione in cui degli scienziati lavorano per dieci anni, e un titolista che non ci capisce niente, deve ricostruire in cinque minuti il senso del loro lavoro.

  53. Moi scrive:

    (Agenzia Vista) – Siena, 21 Settembre 2021 – Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista candidato alle elezioni suppletive di Siena, strappa i Trattati Europei davanti al segretario PD Enrico Letta,

    https://youtu.be/SkCzKsv3Fmk

    candidato nello stesso collegio, durante il dibattito alla Camera di Commercio di Siena e Arezzo. “Strappare i Trattati della gabbia europea e sbatterli in faccia all’uomo del sistema Letta è plasticamente un punto importante del nostro programma. In questo modo diamo fiato e forza ai lavoratori licenziati dalle delocalizzazioni e a quelli discriminati dal Green Pass. Per la vera sovranità del popolo italiano, per il lavoro e la sanità pubblica”. Così il leader del Partito Comunista, Marco Rizzo, in una nota.

    —————– in una SIENA ove :

    https://www.huffingtonpost.it/entry/letta-corre-a-siena-senza-il-simbolo-del-pd_it_612b4c89e4b0231e369cc4fb

    Letta corre a Siena senza il simbolo del Pd
    Oggi il leader dem presenta la scheda con solo il suo nome. Lo anticipa la Repubblica. “Esigenza di rappresentare un mondo largo”

  54. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://www.ilmessaggero.it/donna/mind_the_gap/donne_quote_rosa_messico_mind_the_gap_elezioni_candidati_lgbt-5959601.html

    18 consiglieri aggirano le quote rosa e si registrano come ‘donne’, in Messico scatta la protesta

  55. Moi scrive:

    POLÍTICA
    Polémica en Tlaxcala, partido registra presuntos candidatos trans y oculta identidad, comunidad LGBT exige exhibirlos

    https://noticieros.televisa.com/ultimas-noticias/tlaxcala-partido-registra-candidatos-trans-oculta-identidad-comunidad-lgbt-exige-exhibirlos/

    La dirigencia del partido asegura estar abierta a la fiscalización de sus candidatos

  56. Moi scrive:

    … Mururoa è più vicina alla Francia o all’ Australia ?

    https://www.theguardian.com/world/2021/mar/09/france-has-underestimated-impact-of-nuclear-tests-in-french-polynesia-research-finds

    France has underestimated impact of nuclear tests in French Polynesia, research finds

  57. habsburgicus scrive:

    @coloro che sono interessati (Mirkhond di certo)
    sull’etrusco…
    vi metto due commenti che ho fatto sulla questione (mi era stato chiesto se prediligevo la posizione autoctonista -preferita da chi me lo chiese, che mi aveva linkato un articolo su una ricerca dell’Università di Firenze in una con quella di Jena e un’altra, a favore dell’autoctonia pur riconoscendo che restava l’ostacolo della non-indoeuropeità della lingua- o quella immigrazionista; aggiungo un mio suggerimento per “disinnescare” il problema della lingua, citando un filologo USA

    n° 1
    questione spinosa, che forse non sarà mai compiutamente risolta (i due campi esistevano già nell’Antichità, nel V secolo a.C Erodoto immigrazionista e nel I secolo a.C Dionigi di Alicarnasso autoctonista)…queste ricerche vengono in sostegno della tesi che è prevalente quantomeno dalla metà del XX secolo per non dire dai ’30 e che ora, verosimilmente, diverrà di gran lunga dominante senza probabilmente eliminare l’ipotesi immigrazionista…..appare comunque certo che l’etnogenesi degli Etruschi a partire delle popolazioni villanoviane [se vogliamo usare questo termine] vada posta prima del 700 a.C e dopo il 1000 a.C…il popolo etrusco nacque, o si sviluppò, in IX e VIII secolo a.C e certamente già esisteva fra VIII e VII secolo a.C, e forse ciò è da mettere in qualche relazione con la comparsa della scrittura in Italia: l’iscrizione di Osteria dell’Osa, presso Gabii, in lettere greche (e lingua greca ?) scoperta nel 1989 risalirebbe al 775 a.C, le prime iscrizioni greche alfabetiche, da Pithekousai presso Cuma risalgono agli anni 740-730 a.C laddove all’estrema fine VIII secolo a.C compaiono le prime iscrizioni etrusche arcaiche, in un alfabeto derivato dal greco (poco dopo il 700 a.C compaiono le primissime iscrizioni latine)….resta la questione della lingua, ma G. Forni ha sostenuto che l’etrusco potrebbe essere in stretta relazione con l’indoeuropeo, contro la communis opinio, è vero…lo stesso indoeuropeo, per quanto ben conosciuto ormai dai linguisti, presenta ancora punti oscuri e non è forse impossibile supporre un proto-indoeuropeo che potrebbe, magari, comprendere anche l’etrusco da cui si sarebbe separato l’indoeuropeo stricto sensu e l’etrusco…..è solo un’idea, eh, per nulla suffragata….ricerche come queste tuttavia avvicinano poco a poco il tempo in cui la questione etrusca sarà finalmente risolta (P.S il fatto che a Lemnos ancora in VI secolo a.C si parlava una lingua anellenica affine, e di molto, all’etrusco o a quanto se ne sa perlomeno, è un argomento linguistico non indifferente a favore degli immigrazionisti….dunque una soluzione definitiva non è ancora in vista !

    n° 2
    può non essere del tutto inutile notare che ricercando tutt’altro (i casi della vita 😃 ) mi sono imbattuto un’oretta fa in un’opera del linguista nordamericano Allan R. Bomhard, studioso insigne e reputato ancorché le sue ipotesi –talora un po’ ardite, va riconosciuto- non siano accettate da tutti i suoi colleghi né Bomhard pretende siano la verità assoluta 😃 orbene, nella mia opinione -SE questo studioso ha ragione- potrebbe essere risolta –o quantomeno svuotata di significato- la questione dell’alterità linguistica degli Etruschi rispetto agli altri popoli dell’Italia antica che era e resta la principale obiezione degli immigrazionisti nei confronti degli autoctonisti, come anche l’articolo francamente riconosce.
    L’opera di Bomhard, in 4 volumi, si intitola “A Comprehensive Introduction to Nostratic Comparative Linguistics, with special reference to Indo-European”, 4° edizione, Florence (non in Toscana ma in South Carolina 😃 ), 2021.
    Bomhard è uno dei non molti sostenitori dell’ipotesi nostratica, termine che deriva dal latino nostras e che fu coniato dal linguista danese Holger Pedersen nel lontano 1903 (Pedersen non era l’ultimo arrivato, era l’allievo del linguista dano-tedesco Hermann Möller il cui nome magari non dirà più nulla –sic transit gloria mundi- ma fu qualcuno nell’Accademia di fine Ottocento; con altro nome quasi le stesse cose verranno dette, in modo ancor più radicale, dal nostro Trombetti, sostenitore di un’unica lingua primigenia, a Bologna negli stessi anni): la teoria venne ripresa, e in parte cangiata e integrata, dal sovietico Illič-Svityč a metà dei ’60 (purtroppo morì giovanissimo, a soli 32 anni, nel 1966) e poi dal sovietico poscia emigrato in Israele Aharon Dolgopol’skij (1930-2012) ed ebbe molti sostenitori in Russia quali Sergej Starostin (1953-2005) e Vitalij Ševoroškin (nato nel 1932); secondo l’ipotesi nostratica vi sarebbe un legame (più o meno labile) fra l’indoeuropeo e altre lingue o famiglie linguistiche; i vari nostratisti discutono però su quali includere, ma non ci interessa adesso.
    Bomhard (si veda foto infra, che poi allegherò..se ci riesco 😃 ) ritiene che si possa con fiducia allo stato attuale delle conoscenza ipotizzare una macrofamiglia nostratica composta da: 1.afrasiano (cioè semitico, egiziano [estinto], berbero ecc), la più distante (esclusa da molti); 2.elamo-dravidico, esclusa da alcuni; 3.kartvelico (cioè georgiano) e, ciò che ci interessa, 4.eurasiatico;
    Bomhard continua sostenendo che l’eurasiatico, modificando di poco la definizione del linguista Joseph Greenberg del 1987 e del 2000, comprenderebbe il tirrenico (cioè l’etrusco e il lemnio), l’indo-europeo, l’uralico (cioè finno-ugrico e samoiedo) più altre lingue siberiane che non ci interessano.
    Orbene, per tornare alla questione etrusca, qualora si possa dimostrare in modo chiaro e incontrovertibile che l’etrusco –pur non essendo indo-europeo nel senso classico della parola come noto da decenni- è nondimeno una lingua “sorella” dell’indo-europea che potremmo definire parte di un continuum proto-indoeuropeo (o qualunque definizione i linguisti vorranno adottare), cadrebbe ipso facto la principale obiezione degli immigrazionisti in quanto l’etrusco non sarebbe più un’isola linguistica nell’Italia antica bensì avrebbe pur sempre uno stretto legame con tutte le altre lingue coeve, ancorché a un livello di parentela più lontano..insomma, passerebbe per dire da fratello a cugino di secondo grado, ma sempre in famiglia si rimarrebbe 😀

    • habsburgicus scrive:

      la foto ve la allegherei pure qui, ma non riesco 😀 era però un albero delle lingue nostratiche, che però vi metto per iscritto senza foto 😀

      Bomhard scrive
      “A questo stadio della ricerca noi possiamo con fiducia includere nella macrofamiglia nostratica i seguenti linguaggi/famiglie di linguaggi:
      1.afrasiano
      2.elamo-dravidico
      3.kartvelico “fratello” dell’eurasiatico
      4.eurasiatico
      L’eurasiatico, a sua volta, include i seguenti:
      a.tirrenico
      b.indo-europeo
      c.uralico-yukaghir
      d.altaico
      e.čukči-kamčatkano
      f.gilyak
      g.eskimo-aleut
      ciascuno dei quali sarà discusso in più dettaglio nel cap. 2”

      P.S
      l’eurasiatico di Bomhard è simile all’eurasiatico di Joseph Greenberg che però non includeva il tirrenico (cioè etrusco, retico e lemnio) e -vexata questio- ammetteva coreano, ainu e giapponico (giapponese e ryukyuano), questione che come forse saprete, è molto controversa perché se alcuni collegano coreano, ainu e giapponico all’altaico (e qualcuno -pochi- nega pure l’altaico, affermando che turco e mongolo avrebbero poco in comune) i più aborrono dalla sola idea 😀 😀 che equiparano, per così dire, ad una pubblica professione di eresia davanti a un consesso di pii e santi monaci nel Duecento 😀

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ habsburgicus

        Due domande da dilettante qual sono:

        “nostratico”

        Ma non era una teoria ormai screditata?

        “Lemno”

        Ma non potrebbero essere stati gli Etruschi stessi, ‘nati e cresciuti qui’, ad andare loro verso oriente e colonizzare un’isola greca? Se i greci sono venuti in Italia a fondare le colonie della Magna Grecia, perché non anche nella direzione inversa gli Etruschi in Grecia? Dopotutto sia Greci sia Etruschi sapevano andar per mare ed erano divisi in tante città-stato indipendenti. Perché non avrebbero potuto affrontare gli stessi problemi (carestie, sovrappopolazione…) allo stesso modo (emigrando a formare nuove colonie)?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          Ho lo stesso dubbio anche io, in effetti.

          Del resto, abbiamo prove archeologiche di insediamenti di mercenari greci ed ebrei in Egitto, che hanno mantenuto la loro lingua e la loro religione, di alcuni Egizi stanziati dai re persiani ora non ricordo più in quale provincia lontana dall’Egitto eccetera;

          senza contare gli svariati empori o basi commerciali di un popolo o dell’altro per tutto il Mediterraneo
          (come i tuoi concittadini a Constantinopoli secoli dopo…)

          gli Etruschi, o affini, di Lemno, potrebbero benissimo essere uno di questi casi…

        • mirkhond scrive:

          “Ma non potrebbero essere stati gli Etruschi stessi, ‘nati e cresciuti qui’, ad andare loro verso oriente e colonizzare un’isola greca? Se i greci sono venuti in Italia a fondare le colonie della Magna Grecia, perché non anche nella direzione inversa gli Etruschi in Grecia? Dopotutto sia Greci sia Etruschi sapevano andar per mare ed erano divisi in tante città-stato indipendenti. Perché non avrebbero potuto affrontare gli stessi problemi (carestie, sovrappopolazione…) allo stesso modo (emigrando a formare nuove colonie)?”

          E’ un’ipotesi, e questo può aver indotto Erodoto a sostenere la nota tesi dell’origine anatolica degli Etruschi.
          Però è anche vero che nei documenti commerciali della colonia assira di Kanesh in Cappadocia (XX-XVIII secolo a.C.), tra i sottoscrittori indigeni di un contratto con i mercanti assiri, compare un certo Tarchula, nome dal sapore etrusco.
          Se la tesi anatolica ha un qualche fondamento, l’eventuale arrivo in Italia di coloro che parlavano l’Etrusco, dev’essere però avvenuta in epoce molto remote, ai primi del II millennio a.C., prima del formarsi della cultura villanoviana.

          • daouda scrive:

            D’altronde Virgilio reputa che Troia sia stata fondata dagli etrusch, difatti, il che legerebbe il tutto ai pelasgi/arcadi, che guardacaso ritroviamo ( quest’ultimi ) anche nella fondazione di Roma con Evandro.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          ““nostratico”

          Ma non era una teoria ormai screditata? ”

          Non lo so.

          La linguistica comparata è una scienza strana, perché le ipotesi che fanno i linguisti vanno dalle verità accertate (le lingue indoeuropee esistono e sono realmente “imparentate” tra di loro), alle “leggi che di solito funzionano ma non si sa perché” (tipo la “th” inglese che corrisponde alla “d” tedesca), ai paralleli strani e incomprensibili (tipo, perché la “k” davanti a vocale anteriore tende a diventare “ch” dal cinese all’italiano al romané?)…

          Poi ci sono ipotesi come quella uralo-altaica: finlandese/ungherese e turco (non so nulla di mongolico o coreano) hanno lingue che funzionano allo stesso modo; un turco e un ungherese “pensano” la lingua allo stesso modo, lontanissimo dal nostro. Eppure non esiste alcuna prova che siano “parenti”.

          Comunque, alla fine tutte le lingue devono essere “parenti”, dal momento in cui i primi avi homines sapientes qualcosa parlavano e qualcosa trasmisero ai figlioli.

        • habsburgicus scrive:

          @AdV (ma rispondo anche a Pino)
          sul lemnio, può essere…
          una migrazione degli Etruschi da ovest a est è tutt’altro che implausibile…
          in tal caso Erodoto avrebbe avuto ragione in tutto, tranne su un “piccolo” dettaglio, la direzione della migrazione 😀 ma lui prendeva cantonate siffatte 😀 😀

          sul nostratico
          non saprei…non è certo una teoria mainstream ma quelli che ho citato sono tuti linguisti rinomati, e Pedersen ai tempi fu un grande…
          bisognerebbe chiederlo ai linguisti, Peucezio in primis
          quello che è certo (o quasi certo) è che indoeuropeo e uralico sono strettamente correlati come mostrato da Wicklund (1906 e Paasonen 1907, ma già intuito dal danese Vilhelm Thomsen nel 1869 (lo stesso che decifrerà il turco dell’Orkhon)

      • mirkhond scrive:

        Habsburgicus

        Ne ho sentito parlare dell’ipotesi che citi, ma per quel poco che ne so, non mi convince molto.

    • PinoMamet scrive:

      A me l’alterità linguistica degli Etruschi, a sentimento, è sempre parsa un argomento a favore della tesi dell’autoctonia!

      “Immigrate” sono infatti le lingue indoeuropee, vago e forse non esistente il loro legame con l’Etrusco, e la stele di Lemno spiegabile in altri modi (colonizzazione antica? O lingua sorella dell’etrusco diffusa prima dell’arrivo degli indoeuropei?)

      Prenderebbero così credibilità le tesi, anche queste antiche, di chi vede negli Etruschi i mitici Pelasgi che i Greci mettevano un po’ ovunque, come il prezzemolo, molte volte sicuramente a caso.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ PM

        A me sembra che il problema ormai non dia tanto l’origine degli Etruschi, ma della lingua etrusca: se gli Etruschi hanno il DNA imparentato con quello delle altre popolazioni italiche con lingue indoeuropee, come si sono messi a parlare in modo così diverso?

        Un esempio simmetrico sono i Bulgari, che quando stavano alla foce del Don parlavano una lingua imparentata al turco e dopo essere arrivati in Bulgaria si sono messi a parlate una lingua slava (dunque indoeuropea). L’hanno fatto a contatto con altri Slavi; con chi furono in contatto gli antenato degli Etruschi?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • daouda scrive:

          questo lo dici te o parlavano un dialetto iranico con influsso turco od un dialetto caucasico…

          • mirkhond scrive:

            I Bulgari originari erano un gruppo turco che può aver assorbito elementi sarmatici iranici.

            • daouda scrive:

              questo lo dici te, perché altri dicono esattamente l’opposto, tralasciando il fatto che potrebbero essere caucasici.

              • mirkhond scrive:

                Francis Conte, storico degli Slavi, affermava che i Bulgari originari fossero un ceppo turco che aveva assorbito elementi iranici.
                Lo stesso termine bulgaro deriverebbe da una parola turca che significa meticcio.

              • daouda scrive:

                è strana sta cosa che dei caucasici slavizzati con influenze turaniche siano stronzi mentre dei turanici slavizzati/iranizzati sono ok.

                Chiediglielo ad un bulgaro, vedi come reagisce!

              • mirkhond scrive:

                Non è detto che uno sia quel che crede di essere.

              • daouda scrive:

                nemmeno il contrario come spacci te però, come si si dovesse essere per forza tutto tranne quel che si reputa di sè.
                Dai che cazzo.

        • mirkhond scrive:

          Non subito dopo però. La fusione e la slavizzazione dell’herrenvolk turco bulgaro con la massa slavofona sottomessa, avvenne solo intorno al IX secolo, dopo circa due secoli dall’insediamento dei Bulgari nella terra che da loro prese il nome.

        • PinoMamet scrive:

          Lo trovo un dubbio interessante, Andrea, e in effetti non abbiamo troppe risposte

          (eufemismo: credo che non ne abbiamo alcuna! 😀 )

          Ma forse sono gli Etruschi che, unici tra i popoli dell’Italia (o quasi, ci sono i Reti) hanno mantenuto la lingua originaria, mentre tutti gli altri hanno appreso quella degli “ultimi arrivati” indoeuropei?

          Non c’è bisogno di pensare a massicci cambiamenti del DNA: gli Etruschi possono benissimo essersi imparentati geneticamente con gli indoeuropei, senza utilizzarne la lingua.

          Penso ai Baschi in Spagna: non credo siano particolarmente diversi geneticamente dagli altri spagnoli, e anche la teoria di una loro presunta “purezza” è dimostrata falsa dalla ricerca storica, però hanno mantenuto la loro lingua…

          • habsburgicus scrive:

            @Pino
            si, può essere
            in questa ipotesi, gli etruschi sarebbe un resto delle popolazioni pre-indoeuropee d’Italia, come i baschi sono (o sarebbero) i discendenti delle popolazioni non indoeuropee di Spagna..
            a questo punto basterebbe un passo -di cui ahinoi non esistono prove. per collegare (proto)etruschi, minoici (pre-indoeuropei di Creta) e proto-baschi e ipotizzare un continuum anario mediterraneo la cui variante italiana potrebbe essere stata chiamata “pelasgica” dai Greci
            in realtà, non ne sappiamo -e non ne sapremo- nulla 😀

          • habsburgicus scrive:

            e aggiungo il caso dei finlandesi…
            sono diversi geneticamente dagli svedesi ? assolutamente no (a parte rari casi a nord)
            eppure parlano una lingua di tutt’altro ceppo

            • MOI scrive:

              … tipo gli Uighuri o i Tuvani che hanno un legame linguistico con la Turchia ?

              Legame linguistico che i Turchi Turanistici estendono addirittura a Mongolia, Manciuria , financo Corea e persino Giappone.

              PS

              Le donne Tuvane, almeno dalle foto in Google, sembrano molto belle 😉 … incroci 😉 ben riusciti Russo-Mongolici.

              • MOI scrive:

                La lotta tradizionale a Tuva ha il nome “Khuresh” (Хуреш) molto simile a quello Turco di “Güreş” … ma l’ estetica ritualizzata e il regolamento ricordano molto di più il Bökh (Бөх o ᠪᠥᠬᠡ [da leggere in verticale … ma non lo copiaincolla]) Mongolo !

              • habsburgicus scrive:

                il tuvino, per il poco che so, è una lingua turchica…
                però, etnicamente, i tuvini sono affini ai mongoli e la religione, quella buddista, lega indelebilmente Tuva alla Mongolia..per dire, il tuvino medio anche oggi si troverebbe a casa a Ulan Baatar “Eroe Rosso”, nome marxista dell’antica Urga :D, laddove si sentirebbe spaesato ad Ankara 😀
                nei bei tempi prerivoluzionari anteriori al 1911, Tuva illo tempore chiamata Tannu Tuva e la Mongolia erano ancora più strettamente unite, in quanto entrambe soggette -molto alla lontana- all’alta sovranità del Figlio del Cielo Qing di Pechino (come il Tibet del resto…e sino al 1895 la Corea)
                la fine della dinastia mancese dei Qing (1911/1912, lì già 1911) portò all’intervento russo
                è noto, o dovrebbe esserlo, che la Mongolia propria (Kobd incluso) fu posta sotto una protezione di fatto russa come verrà sancito dal mitico trattato di Kjakhta del 25 maggio/7 giugno 1915, anno IV della Repubblica di Cina, ma già in essere dal trattato russo-mongolo dell’ottobre 1912 negoziato da quell’Ivan Korostevec che poscia sarà Ministro a Tehran e sarà richiamato per volere di Londra a guerra mondiale iniziata (diplomatici occidentali incontrarono una delegazione di principi mongoli a San Pietroburgo, che destò sensazione);la Russia e poi l’URSS continuò a riconoscere una vaga sovranità cinese sulla Mongolia sino al referendum mongolo del 1945,non senza che Stalin avesse obbligato Chiang con il trattato del 14/8/1945 a riconoscere l’indipendenza della Mongolia (Chiang non lo farà, ma non vi tedio oltre :D)
                è un po’ meno noto che Tannu Tuva fu occupata dalle forze imperiali russe e nel febbraio 1914 unilateralmente la Russia vi proclamò il suo protettorato (la Cina protestò, ma con prudenza); nel 1921 Tannu Tuva fu sovietizzata col nome di Repubblica Popolare di Tannu Tuva, sotto la guida di un Partito popolare tuvino (marxista-leninista), formalmente indipendente e non inclusa in URSS: aveva una rappresentanza nella Mosca rossa e la notte del 17/9/1939 il comp. Molotov (comm-pop Esteri) inviò la nota che aveva consegnato al povero Gryzbowski (Amb. polacco), sull’ingresso delle truppe rosse nella Polonia ormai a terra [altro che pugnalata alla schiena, vero Moi ? :D] non solo a tutti i diplomatici stranieri (incluso il nostro R. Ambasciatore Augusto Rosso) ma anche al rappresentante diplomatico di Tannu Tuva trattato come “Stato estero” sovrano !
                nel 1941 Tannu Tuva fu posta agli ordini di Stalin, che coscrisse tuvini ad libitum per l’Armata Rossa, ma ancora non cambiò nulla in diritto; fu solo nel 1944 che Stalin annesse Tannu Tuva -dopo il solito voto unanime del Khural tuvino che espresse la propria gioia per l’onore di essere immessi nell’URSS come manco uno di Reggio Emilio avrebbe potuto 😀 -e ne fece un misero oblast’ della RSFSR (reazioni cinesi non pervenute e comunque la Cina dovette ingoiare ogni cosa col trattato-capestro del 14/8/1945 che lasciò pure Port Arthur, in via di riconquista dai nipponici proprio allora, ai sovietici che se lo tennero stretto sin dopo la morte di Stalin: solo nel 1954 l’URSS la cedette, ex foedere del febbraio 1950, a Mao che immediatamente procedette ad esecuzioni e purghe di tutti gli “amici” dell’URSS in quanto Mao -da marxista vero- sapeva bene che la Ghepeù secondo il suo solito aveva di certo lasciato dietro frotte di agenti e spie e il Grande Timoniere non amava essere spiato 😀 neppure dall’URSS ancora trattata come “paese fratello” 😀 😀 😀 );
                nell’ottobre 1961 Khrushchev elevò la povera Tuva ad ASSR entro la RSFSR e oggi è una Repubblica nella Russia di Putin;
                Sergej Shojgu, il duro Ministro della Difesa russo e possibile successore di Putin, è un tuvino
                la capitale di Tuva é Kyzyl “Rosso”, nome marxista (prima era forse Belocarsk, boh)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Habs

                “il tuvino, per il poco che so, è una lingua turchica…”

                Mi piacciono sempre le modeste premesse che Habs antepone alle sue straordinarie narrazioni storiche.

              • habsburgicus scrive:

                a dirla tutta, sino al 1921 e di certo fino al 1911, Tannu Tuva era chiamata Urjankhaj

              • PinoMamet scrive:

                “dopo il solito voto unanime del Khural tuvino che espresse la propria gioia per l’onore di essere immessi nell’URSS come manco uno di Reggio Emilia avrebbe potuto”

                E infatti il nesso con Reggio Emilia c’è 😀 perché uno dei pochi italiani (forse l’unico?) che ha scritto una grammatica di tuvino è stato un ineffabile comunistone di Reggio Emilia, che iniziò a studiare le lingue dell’URSS dopo un corso di russo organizzato dal PCI;

                il mio professore di greco di liceo (lui stesso persona interessantissima e tutt’altro che comunista- particolari in privato) che lo conobbe, lo descrivevano fisiognomicamente come abbastanza “turanico”, “forse”, diceva scherzando “è il prodotto di qualche invasione…”

              • habsburgicus scrive:

                Reggio caput mundi 😀

      • daouda scrive:

        non capisco perché le vostre teorie, che ammettete essere tali, vanno bene, ed il semitico vada male.

        Vabbè.

        D’altronde non capisco perché Erodoto e Dionigi di A. non possano coesistere…

        Ad ogni modo questo, specialmente il decretum etruriae:

        https://www.academia.edu/4691481/LE_ORIGINI_DEGLI_ETRUSCHI_NELLE_FONTI_ETRUSCHE_di_Alberto_Palmucci_in_Boll_S_T_A_S_31_2002

        • PinoMamet scrive:

          Boh a me andrebbero benissimo gli Etruschi semiti, perché no?
          È una teoria che riscuote poca simpatia attualmente tra gli studiosi, ma non vuol dire che sia sbagliata per principio.

          Io poi riporto delle riflessioni così, per parlare un po’, ma troverei più evocativa e affascinante l’origine orientale degli Etruschi!

          • daouda scrive:

            la bibbbbbia dice che i lidi sò semiti…e se Troia è semita hai fatto bingo bongo.

            Ad ogni modo non dò la cosa per appurata e certa, mi dà solo fastidio che sia scartata a priori, alla luce del fatto che oltremodo le teorizzazioni nordiciste od autoctoniste , a scavare, hanno comunque dei tornaconti.
            La cosa inficia? No, però no mi parlassero di obiettività…

            • mirkhond scrive:

              I Lidi erano indoeuropei discendendo dai Luvi.
              Che i Troiani fossero semiti l’ho sentito solo da te e da Carlo Levi, su quali basi non saprei.
              La Bibbia non parla di Troia.

        • habsburgicus scrive:

          innanzitutto ringrazio Daouda per il link, molto interessante (vi si trova anche molto altro)…
          sugli Etruschi semiti ? che dire ? sono molto scettico….ma ribadisco la mia sfiducia sulla possibilità di trovare qualsivoglia certezza

          • daouda scrive:

            habs scusa pe l’artra volta…ad ogni modo io sostengo questa proabilità, ma ci mancherebbe, è solo un’ipotesi.
            Non foss’altro perché va contro le false e interessate pretese di cert’altri nell’accademia e non solo, penso valga la pena.

      • daouda scrive:

        Vorrei far presente a Pino che quando si parla di Greci bisogna tener presente che la loro identità è ripartita fra elleni , pelasgi ed achei, che se si accostasse il pelasgico al semitico, li renderebbe una federazione dei tre ceppi noachidi.

        Parlare di greci indoeuropei è una truffa.

        • mirkhond scrive:

          Vedi semiti dappertutto, anche dove non ci sono.

          • daouda scrive:

            Spagna, Italia, Grecia, Anatolia e Persia sono nazioni d’incontro fra camiti, semiti e indoueopei/japetiti.

            Fatevene una ragione.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ daouda

              “ragione”

              Quello che dici è quello che ho sempre pensato anch’io. Tutte le distinzioni che ossessionavano gli studiosi in passato fra camiti, semiti ecc. sono utili più per ricordare nomi e date nei libri di scuola che per descrivere correttamente la realtà, un po’ come quando si dice che Roma finisce nel 476 d.C e che da lì in poi inizia il Medioevo.

              Già il solo fatto che quando Chaucer tornò dalla Francia sbarcando a Dover venisse scambiato per francese dagli scaricatori di porto che non capivano come si esprimeva dimostra che fino a tempi recentissimi andando da un paesino all’altro distante poche decine di Km la lingua poteva cambiare al punto da non essere più intellegibile: fenomeno comune fino a pochi decenni fa ad esempio in Nuova Guinea.

              Ho letto che quando il figlio dell’astronomo Cassini prese l’incarico dal governo francese di misurare la longitudine e la latitudine delle vette del Massif Central fu preso a fucilate dai pastori del posto, che non capivano in che lingua parlassero lui e i suoi colleghi parigini e pensavano quindi che gli strumenti astronomici che si portava dietro fossero strumenti per evocare il diavolo. Ed era sempre Francia, il più rigidamente centralizzato di tutti i paesi. Figuriamoci cosa succedeva in passato, che so, a Cirene o a Merv o a Ninive….

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • mirkhond scrive:

              Un conto è parlare di punti di incontr tra etnie diverse, un altro è parlare solo di semiti, riferito a contesti linguistici che non lo sono.

              • daouda scrive:

                il nord europa è indubbio sia prevalentemente nordico, ma non solo.
                Il nord mediterraneo ( Africa bianca ) prevalentemente camitico, ma non solo.

                In mezzo, io affermo che c’è incontro, ma maggioranza semitica secondo un clinale ovvio, via via che ci si allontana dalla Siria.

                Per l’Africa la cosa non credo giovi però ADV. Gli stati africani di per sè sono invenzioni e le differenze etniche ingenti e numerose…

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “@coloro che sono interessati (Mirkhond di certo)
      sull’etrusco…”

      Grazie!

  58. Fuzzy scrive:

    Di vita
    Pesticidi

    https://viacampesina.org/en/european-coordination-via-campesina-ecvc-launches-a-peasant-agroecology-manual-on-how-to-phase-out-the-use-of-pesticide/

    Sarebbe una questione molto lunga.
    In genere un contadino che coltiva un piccolo terreno è più efficiente dell’agroindustria. Questo lo puoi trovare in molti testi, ma la narrativa ufficiale non te lo dice.
    Poi scrive che la carta potrebbe essere sostituita da electronic sources, ma non specifica, se guardi nel trafiletto precedente suggerisce di eliminare la televisioni privilegiando la radio.
    Penso che si riferisca a contenuti di interesse collettivo trasmessi per radio.

    • Francesco scrive:

      >> In genere un contadino che coltiva un piccolo terreno è più efficiente dell’agroindustria.

      1) a coltivare un piccolo terreno o in generale?

      2) per quanto tempo? ci sono due narrative opposte, una che parla di campetti esauriti e contadini alla fame e una che parla di saggi contadini …

      • Fuzzy scrive:

        Guarda, su questo argomento ho già discusso molto in siti più specifici portando anche studi recenti pubblicati su prestigiose riviste. Ma poi ti dicono che gli studi non valgono niente e che lo sanno loro che la terra la coltivano ecc. Quindi la diatriba agroindustria-agroecologia non avrà mai fine. Che poi quelli con cui discuti sono i classici contadini con una ventina di ettari che continuano ad arare il terreno nel più devastante dei modi.
        Per quanto ne so io il contadino povero e che fa la fame è un contadino relegato su un fazzoletto di terra improduttiva perché le terre buone se le sono accaparrate altri.
        Se poi esiste la minima possibilità di far fruttare la terra e di avere un mercato non falsato a favore dei più forti, i contadini ce la fanno.
        Per capire come funziona basta che guardi ai grandi latifondi scarsamente produttivi che ci sono in Brasile, dove i proprietari assoldano delle bande di sicari per tenere fuori gli agricoltori abusivi (per necessità di sopravvivenza) dai loro terreni
        Altrimenti ci sono dei libri molto belli tra cui quelli di Ziegler (un eroe) “la privatizzazione del mondo” o la “fame nel mondo spiegata a mio figlio”

        https://en.m.wikipedia.org/wiki/Jean_Ziegler

        • Francesco scrive:

          Temo di poter citare in proposito MT: “prima o poi i terreni buoni finiscono e a quel punto il contadino è più distruttivo delle locuste” e giù di innumerevoli esempi storici (tipo la Grande Peste del Trecento).

          Idem per i mercati non falsati: non conosco un solo caso di intervento dello Stato sui prezzi agricoli che non abbia conseguenze disastrose ma pare che sia un tema tabù nel vero senso della parola, che non si può toccare.

          Io sono un liberista e non vedo buoni motivi per trattare l’agricoltura in modo diverso ma tutti i politici del mondo sì.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “liberista”

            La mia ignoranza dell’economia è superata solo dalla mia ignoranza sull’agricoltura, ma mi sa che in un’Unione Europea in quasi il 50% va a sovvenzionare l’agricoltura tu non ti devi trovare molto a tuo agio… 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              assolutamente per nulla (anche se forse quella quota è in calo)

              l’Unione Europea dovrebbe purgarsi dal pernicioso influsso regolatore francese, che è come un paio di stivali di cemento armato -a quello sarebbero dovuti servire gli inglesi!

              🙁

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “non conosco un solo caso di intervento dello Stato sui prezzi agricoli che non abbia conseguenze disastrose ma pare che sia un tema tabù nel vero senso della parola, che non si può toccare”

            Non mi pare che la PAC dell’ultimo mezzo secolo abbia avuto queste conseguenze disastrose.

  59. Fuzzy scrive:

    https://it.sputniknews.com/20210926/-successo-davvero-la-scienza-spiega-i-miracoli-biblici-13066731.html
    Dal mitico Sputnik la spiegazione scientifica dei miracoli biblici.
    (Io non c’entro eh! Me lo sono trovato davanti agli occhi. Cosa dovevo fare?)

  60. Miguel Martinez scrive:

    Domanda per ADV

    immagino che la risposta la potrei trovare girovagando in rete per un po’…

    ma il “nucleare” quale parte del consumo energetico attuale potrebbe sostituire?

    Immagino ad esempio che possa tenere acceso il frigo in casa mia, ma non possa far funzionare la mia moto (che non ho).

    Poi presumo che si possano elettrificare le moto, e a quel punto anche la moto andrebbe (indirettamente) a energia nucleare.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “nucleare”

      Parlando della fissione, il nucleare è una potente stufa che genera calore. Il calore di solito lo si utilizza per fare bollire l’acqua, esattamente cine un bollitore su una cucina (che invece di andare a carbone o a legna va a uranio, plutonio o torio). L’acqua bolle, diventa vapore e il vapore muove le pale di una turbina, che girando aziona una dinamo che produce elettricità. L’energia nucleare diventa calore e il calore, immagazzinato nel vapore (tecnicamente, nella sua entalpia) diventa energia cinetica nella turbina ed elettrica nella dinamo.

      Questo fino a oggi.

      Ci sono due interessanti proposte alternative, almeno una delle quali già in fase sperimentale.

      La prima è quella di esporre l’acqua surriscaldata a superfici ricoperte di un catalizzatore allo zirconio. Si genera spontaneamente termolisi, ossia dissociazione della molecola d’acqua, a spese del calore fornito dalla fissione. Si ha dunque produzione di idrogeno, non radioattivo, che può essere raccolto e riutilizzato altrove, bruciandolo ad esempio per muovere motori di aerei, autobus o camion. È una conversione diretta di energia nucleare in calore che a sua volta diventa energia chimica immagazzinata nell’idrogeno. È il processo avvenuto per errore a Three Miles Island, dove fu dato l’allarme perché c’era da riassorbire l’enorme bolla di idrogeno formatasi inaspettatamente vicino al moderatore a base di zirconio in un impianto dove non era stata prevista, con reale pericolo di incendio. Solo che stavolta si progetterebbe il sistema apposta per formarlo e immagazzinarlo, l’idrogeno, precludendogli l’accesso all’aria e quindi l’innesco di incendi.

      La seconda possibilità è stata descritta in un intervista di un dirigente russo e sembra sia oggi testata in due impianti nell’Artico siberiano detti Yelena e Serena. È lo stesso procedimento usato in piccoli per alimentare il Viking, che oggi è oltre Plutone: il calore di origine nucleare scalda un’estremità di una giunzione bimetallica opportuna, la cui altra estremità è esposta al freddo. Il salto di temperatura, mantenuto costante dal calore fornito dalla fissione, genera un passaggio di corrente (effetto Seebeck, lo stesso usato dai sensori a termocoppia in laboratorio e nei cantieri. Niente vapore, niente idrogeno, niente fluidi: piccoli reattori compatti a stato solido, fatti per durare decenni senza parti in movimento. Ideali per comunità isolate come in Siberia oggi, la Luna e Marte domani.

      Parlando della fusione, tutto è ancora ovviamente futuribile. In linea di massima i modi di sfruttamento sono due.

      Il primo è quello convenzionale in uso oggi nella fissione, col vapore e la turbina. Il calore è ottenuto dal litio che circonda il reattore e che, bombardato dai neutroni prodotto di fusione, si scalda proprio producendo lo stesso trizio che serve come combustibile alla fusione: riscaldamento e alimentazione in un colpo solo. Dovrebbe essere testato dal successore di ITER se questo avrà successo, il cosiddetto DEMO. O, se le recenti notizie di fonte ENI sono vere, dal successore di una macchina all’MIT che promette di fare le stesse cose di ITER in un terzo del tempi e con un decimo della spesa.

      Il secondo, molto ma molto più futuribile, è la conversione diretta di energia nucleare in energia elettrica ottenuta facendo passare attraverso un campo magnetico i prodotti elettricamente carichi della fusione. Ma ci vorrà un bel po’ per arrivarci.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        OK ma la domanda “a breve” è: quanta energia elettrica potremmo produrre con centrali atomiche “di oggi” se spingessimo al massimo su questa tecnologia?

        potremmo liberarci del carbone, almeno? ed evitare di tappezzare il mondo di ventoloni e di pannelli fotovoltaici?

        c’è combustibile in quantità adeguata?

        ciao

  61. MOI scrive:

    La lingua degli Etruschi è secondaria … googlate “Black Etrurians” e tutto sarà chiaro !

    😀

    Vale per tutte le Antiche Popolazioni Mediterranee ! 😉

    … si sa : i “Whites” si formarono per improvvisa mutazione genetica di massa nel Medioevo, nel giro di poche generazioni !

    😀 😉 🙂

    • MOI scrive:

      E.C.

      Black “Etruscans” …

      • MOI scrive:

        A quanto ho visto : “Etruscan” è l’ etnonimo anglofono, “Etrurian” è tutto ciò che la regione “Etruria” comprende, anche se di altra origine … tanto erano tutti “Blacks”, ed è l’ unica cosa che conta ! 😉

  62. MOI scrive:

    NON si placa la Furia Iconoclasta SJW :

    ne imbrattano il busto al Pincio, Roma …

    https://video.corriere.it/era-fascista-imbrattano-busto-guglielmo-marconi-pincio/f030eae6-13f2-11ec-87fd-e9be657da2ad

    tocca ora a Guglielmo Marconi … il FaSSssista !

    … Da queste parti , dobbiamo aspettarci una Marcia di Centri Sociali OKKupati a radere al suolo il Mausoleo Marconi dell’ omonima “Sasso” ?!

  63. MOI scrive:

    @ HABSBURGICUS

    … credevi che “peggio di così … ” ? … Ti sbagliavi, ebbene !

    NON più “Invasioni Barbariche” , bensì “Migrazioni Barbariche” …. EVVAI !!!

    Ci si è messo anche Alessandro Barbero il Novello Vate !

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “migrazioni”

      Qui i SJW e il politically correct non c’entra, credo. E’ unaa traduzione del termine tedesco per indicare le invasioni barbariche, che gli storici tedeschi chiamano “Voelkerwanderungen”, letteralmente “vagabondaggi di popoli” (Martinez correggimi se sbaglio).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ma infatti da sempre la storiografia tedesca usa quel termine, normalmente reso in italiano come “migrazioni di popoli”. E lo si trova largamente usato in opere italiane che precedono di decenni i SJW.

        • MOI scrive:

          … insomma, tutta gente che andava in giro disarmata, anzi incapace di combattere, offrendosi di raccogliere pomodori 😉 e pagare pensioni 😉

          • MOI scrive:

            … ah, e cantava “Io Vagabondo” dei Nomadi , ovviamente.

            • MOI scrive:

              Oh, regaz … con tutti ‘sti revisionismi storici, l’ idea che le Antiche Divinità fossero Alieni in carne e ossa con ultra tecnologie mi pare la cosa minore in assoluto ! 😀

          • PinoMamet scrive:

            Non andava in giro disarmata e non erano fricchettoni, ma non erano (sempre) così barbari e spesso non avevano nessuna particolare intenzione di distruggere il loro principale datore di lavoro, l’Impero romano.

            Del resto Franchi, Sassoni, Longobardi e compagnia sono stati chiamati dai Romani, con varie fasi e vicende, come alleati o come sostituti di legioni mandate lontano.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Moi

            “… insomma, tutta gente che andava in giro disarmata, anzi incapace di combattere, offrendosi di raccogliere pomodori 😉 e pagare pensioni ”

            O offrendosi di combattere a pagamento per i romani contro altri immigrati

            • Francesco scrive:

              stai insinuando che voi astuti messicani vi preparate a fare come i Goti e i Franchi, arruolandovi in massa nei Marines al posto degli Snowflakes yankees?

              😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                L’esercito americano è già molto simile all’esercito imperiale romano “maturo”: la truppa si recluta soprattutto nei territori depressi (togli Illirico e Anatolia orientale, metti il Sud e le zone peggiori dell’interno) e tra gli stranieri.
                I romani sono andati avanti fino a Manzicerta così, quindi non è un modello sbagliato.

              • Francesco scrive:

                beh, dopo Manzicerta è andato tutto a grandissime puttane però!

                insomma, mi pare un classico rimedio di breve periodo che già sai come andrà a finire

                e sottovaluti l’astuzia messicana, nutrita di sete di rivalsa per lo scippo subito a metà XIX secolo

                come si dice “ride bene chi ride ultimo” in spagnolo?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Dopo Manzicerta l’Impero perse l’Anatolia orientale che era il serbatoio di truppe. Ma ci volle la quarta crociata per mandarlo a puttane davvero.

              • mirkhond scrive:

                Perse l’Anatolia centro-orientale.
                Però all’epoca, la Romània faceva affidamento soprattutto sui mercenari di varia origine e provenienza, franchi, peceneghi, variaghi, iberi (georgiani) che fornivano prstazioni migliori dal punto di vista militare rispetto ai soldati contadini dei temi, ma erano onerosi e di dubbia fedeltà rispetto all’esercito tematico in crisi già dagli inizi dell’XI secolo, ma fondato su gente motivata dalla difesa della propria terra e del proprio villaggio.
                Il disastro di Manzikert (19 o 26 agosto 1071), si dovette anche alla diserzione di un reggimento di peceneghi che passò dalla parte degli affini turcomanni del sultano selgiuchide Alp Arslan (1063-1072).
                Comunque ciò che rese Manzikert un disastro, non fu tanto la sconfitta militare di Romano IV Diogene (1068-1071), quanto le vicende posteriori, come la deposizione e l’accecamento dello stesso imperatore Romano da parte dell’aristocrazia della capitale, che lo sostituì con l’incapace Michele VII Ducas (1071-1078), e il rifiuto del nuovo governo di onorare le condizioni del trattato che Romano IV aveva firmato col sultano. Il quale si accontentava della cessione dell’Armenia, di Edessa e di Antiochia, lasciando l’Anatolia ai Romei, più una somma di 10.000.000 di soldi aurei, poi ridotta a 500.000.
                Tale rifiuto unito al collasso delle strutture militari romee, non più supportate dall’esercito tematico ormai in disfacimento, provocò a partire dal 1073, l’invasione turcomanna dell’Anatolia, che intorno al 1080 era giunta al Mar Egeo e al Mar di Marmara di fronte a Costantinopoli.
                L’imperatore Alessio I Comneno (1081-1118) potè ricuperare una parte dell’Anatolia solo grazie ai pellegrini crociati franchi che si dirigevano in Terrasanta (1097-1098).

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “E’ unaa traduzione del termine tedesco per indicare le invasioni barbariche, che gli storici tedeschi chiamano “Voelkerwanderungen”, ”

        Confermo. Sono comunque d’accordo con le tesi degli studiosi moderni, che hanno applicato gli studi sulle migrazioni attuali a quelle di allora – ho accennato più volte su questo blog all’opera di Peter Heather sulla caduta dell’Impero Romano.

        Peraltro, una strenua opposizione alle teorie migrazioniste è venuta proprio dagli storici marxisti ortodossi (in particolare dei paesi dell’Est ma non solo).

  64. MOI scrive:

    @ HABSBURGICUS

    SE è diventato Nero il Pelide Achille e Heimdall … perché il Maresciallo Mannheimer no ? 😉

    https://www.youtube.com/watch?v=upP-QNtrlqU

    https://en.wikipedia.org/wiki/The_Marshal_of_Finland

    TV Color compreso … mah, forse (!) è satirico per ora, ma NON lo sarà per molto !

    Bisognerebbe chiedere a chi sa il Finlandese: non mi fido neanche troppo di chi ne parli in Inglese !

    • MOI scrive:

      Mannerheim

      e.c.

      • habsburgicus scrive:

        😀

        • habsburgicus scrive:

          il Mannerheim storico (che non era nero :D) apparteneva, come noto, alla nobiltà svedese o svedesizzata del Granducato di Finlandia, formata in un rigido protestantesimo (quando al Nord, Lutero ancora regnava..un “vescovo”* danese scrisse nel 1617 un celebre “Lutherus triumphans”, opera trasudante odio contro Roma)..alcuni dicono che potrebbe essere di discendenza olandese, e ci sta
          egli usufruì delle liberali (e a senso unico !) leggi imperiali russe che APRIVANO ai finlandesi ogni incarico nella Santa Russia mentre RISERVAVANO ai soli sudditi finnici le cariche nel Granducato..bella la vita, eh 😀 (inoltre ai finlandesi non era più RICHIESTO il servizio imperiale nell’Esercito imperiale dunque nella Grande Guerra mentre tutti morivano, i finlandesi, in maggioranza, se ne stavano beati a casa 😀 a meno di arruolamenti volontari)..e i finlandesi hanno l’impudenza di parlare di “oppressione russa” 😀 😀 avessimo tale “oppressione” noi…come potete immaginare alcuni “veri russi”, dagli 1880′, ne ebbero le scatole piene e Nicola II cercò di limitare i privilegi dei finnici specialmente all’epoca del gov-gen Bobrikov dal 1899..apriti cielo ! profluvio di libri e pamphlet a difesa dei “sacri diritti” dei finlandesi contro la “russificazione” ** (sic !)..francesi e inglesi, in genere ignorantissimi di quelle lande 😀 -e tedeschi, che ignoranti non erano ma erano interessati a indebolire la Russia :D- si unirono al coro, manifestando solidarietà per la piccola Finlandia OPPRESSA 😀 dal 1905 i finnici riebbero tutto, e pure una Dieta a suffragio universale con il voto femminile (! eh sì..mentre nell’Italia laicissima, ancora nel 1909 poterono votare solo i maschi ricchi, nella Finlandia soggetta a Nicola II, dal 1906, votavano tutti, ricchi e poveri, maschi e femmine !)..nel 1910 Stolypin fece votare dalla Duma russa leggi che i finlandesi aspramente criticarono, non tanto nel contenuto ma nel principio (e Stolypin lo fece apposta: voleva sottolineare che la Duma russa era competente anche per la Finlandia, laddove i finnici sostenevano di no ! di conseguenza Stolypin offrì ai finnici dei seggi alla Duma, che non avevano), dunque si preparava un’altra crisi che abortì all’assassinio di Stolypin (1911), la singola maggiore catastrofe per la Russia e vero passo propedeutico agli orrori della rivoluzione (1917)..ma pccorreva un altro ingrediente, l’insano macello (vulgo I GM), cui Mannerheim partecipò coprendosi di gloria come generale dell’Esercito Imperiale Russo, guadagnandosi la stima di Nicola II e soprattutto del G.D Nicola comandante in capo sino al 1915 e poi comandante del Caucaso (1915-1917) ove le truppe ai suoi ordini presero Erzurum (feb 1916) e Trabzon (apr 1916) indi Erzincan (lug 1916)..la caduta dei Giovani Turchi era ormai data per certa..ma sopraggiunse la catastrofe chiamata “rivoluzione di febbraio” 😀 e fu la fine

          *la Chiesa danese (Folkekirke), priva di successione apostolica (il pomerano Bugenhagen semplice prete “consacrò” dei “vescovi” il 2/9/1537 e non ne aveva facoltà, nemo dat quod non habet !), usò fino al 1683 la forma “soprintendente” (vescovo appariva troppo papista e non “biblico”); il Grundlov (Legge Base) di Christian V (1670-1699) del 1683 restaurò il termine biskop

          **non dico che la russificazione non ci fu..
          ci fu in ex-Polonia ovvero in BY e UA occidentale (molto meno in Polonia propria), nel Baltico (ma solo dagli 1880′), nel Caucaso, a Smolensk (divenuta allora russa nell’intimo) e in “Piccola Russia” (Ucraina orientale, ex-Het’manato) e a Kharkiv..
          dico invece che NON ci fu in Finlandia, è cosa diversa

  65. Mauricius Tarvisii scrive:

    Immagina di aver pensato ad un acronimo simpatico per la tua nuova commissione universitaria per la salvaguardia dei valori Woke.
    E immagina Scientific American che te lo stronca in un articolo che io spero abbia fatto ridere lo stesso autore mentre lo scriveva, ma che sono certo che in realtà sia stato scritto con fanatica seriosità.

    https://www.scientificamerican.com/article/why-the-term-jedi-is-problematic-for-describing-programs-that-promote-justice-equity-diversity-and-inclusion/

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ MT

      “seriosità”

      Giusto. Ce l’ho io un acronimo breve e succinto da usare per i SJW al posto di JEDI:

      Stop Shit = SS

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      Sai cosa vorrei sapere?

      Se grazie al loro patetico neofemminismo i due maschietti che hanno firmato sono riusciti a placare la loro fame di figa con le altre firmatarie

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Non avevo notato che si fossero messi in cinque a produrre ‘sta roba.

        • roberto scrive:

          Me li immagino tutti nudi e strafatti in un loft à Manhattan, posto meraviglioso con vista sull’east river, parquet, pelli di animali, quel bohémien chic kitsch che piace alla upper class americana…eppure il loft è in condizioni pietose, bottiglie di vodka in giro, canne e piste di cocaina, scatoloni di pizze….un tizio con un dry martini in mano si siete al computer e scrive leggendo ad alta voce, mentre gli altri continuano distrattamente la loro orgia

          • PinoMamet scrive:

            Se… gli piacerebbe.

            Invece sono in un tristanzuolo ufficio di accademia, con una pianta grassa in condizioni non ottimali, luci al neon e fogli di stampante sparsi tutti in giro, ad aspettare che passi la segretaria di facoltà, quella carina con gli occhiali grossi, per farle leggere l’articolo e sperare di fare colpo.

            • roberto scrive:

              No aspe’ il tuo immaginario sarebbe perfetto se fossero solo dei maschi, ma qui gli autori sono misti…posso modificare in
              “Orgia lesbica”, I due maschi restano a menarselo da soli

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Scenario alternativo.
              Dopo la quindicesima riunione su Zoom piena di pipponi sull’inclusione, sui modelli positivi e i modelli negativi, dove ciascuno dei cinque eroi del progressismo sociale snocciolava i problemi della figura del cavaliere Jedi nella cultura inclusivista contemporanea, ma in cui tutti ripetono le stesse cose dette dagli altri con l’aggiunta di qualche sfumatura secondaria, giunge la decisione irrevocabile: bisogna scrivere un articolo su una rivista autorevole. Iniziano altre riunioni su Zoom, ore intere di scrittura e riscrittura sui programmi di condivisione testi, tutte passate a fare smart working in cucina con il frigorifero in bella vista per la webcam.
              Alla fine si produce quella cazzata, nessuno scopa con nessuno perché tutti stavano chiusi in casa propria, il Martini se lo aprono ciascuno da solo versandoselo in una mug intitolata a qualche cazzata e finisce così.

              Sottoscenario: l’ultimo giorno, quando devono inviare l’articolo dalla mail della facoltà, si vedono un’unica volta nell’ufficio descritto da Pino. Qui mancano sia il Martini che la mug illustrata.

              • Peucezio scrive:

                OMDAMT.

                Proprio non credo agli scenari evocati da Pino e Roberto.

                Orge lasciamo perdere…
                Ma per gente repressa fino a questo punto perfino una sega è una botta di vita al di là delle loro energie.

              • Peucezio scrive:

                E il sottoscenario è ancora più plausibile dello scenario.
                Questi manco sanno cos’è un Martini: con due dita di birra sono belli e ubriachi e infatti vanno ad acqua (e si urbiacano anche con quella, infatti scrivono sproloqui).

                E mangiano solo insalata e una volta all’anno una salsiccia di tofu.

            • roberto scrive:

              i vostri scenari sono troppo realistici, il mio più figo
              🙂

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        “Se grazie al loro patetico neofemminismo i due maschietti che hanno firmato sono riusciti a placare la loro fame di figa con le altre firmatarie”

        Credo sia l’ultima cosa che gli interessa.

        • PinoMamet scrive:

          Io credo sia la prima…

          • roberto scrive:

            io sono certo che sia la prima

            • Peucezio scrive:

              La voglia di figa non ha mai prodotto fanatismo e perbenismo.

              Allora anche i talebani lo fanno per la figa.

              • PinoMamet scrive:

                No, i talebani hanno i matrimoni combinati.

                Ma un ragazzotto di cultura universitaria, piuttosto per bene, di buoni princìpi, non ha un matrimonio combinato;

                non ha neanche un fidanzamento combinato, o quasi, a meno che non abbia frequentato molto gli oratori o gli scout;
                ma ho idea che in America non siano la stessa cosa.

                Può tentare di far colpo sulle ragazze imparando a suonare la chitarra, certo, ma c’è molta concorrenza.

                Gli rimane il femminismo…

              • Peucezio scrive:

                Davvero credi a una cosa del genere?

                Ciò che c’è scritto in quell’articolo è ciò che oggi si deve pensare un po’ in tutti gli ambienti anglosassoni universitari o comunque molto istruiti.
                Non si vede in che senso farebbe distinzione.
                Poi, certo, aderire ai valori comuni da vincenti (magari facendo pubblicare il proprio articolo al posto di quello di un altro che dice le stesse cose) dà punti, anche con le donne.
                Ma il problema è che i cazzoni che scrivono ‘ste cose ci credono.
                E soprattutto non è gente che pensa a rimorchiare, perché ha interiorizzato la repressione.
                Rimorchiare è una roba da italiani. E italiani delle vecchie generazioni.
                Gli uomini di oggi non rimorchiano: sono tutti froci o moralisti. O tutt’e due.

              • PinoMamet scrive:

                “E soprattutto non è gente che pensa a rimorchiare, perché ha interiorizzato la repressione.”

                Peucezio, ma tu credi seriamente che esista un giovanotto maschio eterosessuale che non desideri fare sesso con una donna attraente??

                E sì, scrivere sciocchezze è uno degli infiniti modi per fare la coda da pavone e tentare di attrarre partner.

                Per il gusto mio, si tratta di un pavone un po’ spelacchiato e malconcio, ma la strategia mi sembra chiara…

              • Peucezio scrive:

                Più in generale,
                le ideologie non nascono e non vengono portate avanti per interesse.
                La gente CREDE.

                C’è la vita normale, in cui la gente agisce per i propri interessi.
                Poi c’è il mondo delle ideologie astratte.
                Il mondo delle ideologie non è funzionale a nessun interesse materiale, economico o sessuale che sia. Serve ad appagare un bisogno nevrotico di controllo del mondo tramite un modello astratto. Serve a esorcizzare una paura. C’è gente che ha paura degli altri, della vita, di tutto ciò che la gente fa. E oggi sta diventando una nevrosi endemica.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Peucezio, ma tu credi seriamente che esista un giovanotto maschio eterosessuale che non desideri fare sesso con una donna attraente??”

                Assolutamente sì.
                Non misurare l’umanità da te (o da me o da quelli sani come noi, a cui piace la figa e le cose belle).

              • Peucezio scrive:

                O forse non ci sono più gli eterosessuali.
                O, meglio, c’è proprio meno impulso sessuale in genere, meno libido, meno energia sessuale.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “O, meglio, c’è proprio meno impulso sessuale in genere, meno libido, meno energia sessuale.”

                Beh, il buon Morisi dimostrerebbe il contrario, credo.

                Comunque:

                1) è certo il drammatico declino ovunque nel mondo di un fattore quantificabile: il conto degli spermatozoi maschili (esempio https://www.fondazioneserono.org/stili-di-vita/ultime-notizie-stili-di-vita/inquinamento-fertilita-maschile/)

                2) sembra accertato che sia dovuto all’inquinamento

                3) io posso ipotizzare che oltre al conto numerico degli spermatozoi, possano essere coinvolti anche altri elementi, ad esempio ormonali, e che questo abbia portato a un calo generale della libido, ma sono appunto mie ipotesi.

              • Miguel Martinez scrive:

                La riduzione del conto spermatico non ha attualmente un effetto concreto sulla demografia, perché bastano pochi spermatozoi per mandare avanti la specie.

                Però andando avanti di questo passo… potrebbe essere un interessante meccanismo di autoregolamentazione dell’equilibrio planetario – dove l’inquinamento stesso riduce il numero degli inquinatori.

                Non lo dico perché ci credo, ma perché dà un’idea della complessità e dell’imprevedibilità dei fenomeni, e perché non posso rispondere alla domanda “di cosa hai paura”.

                Sappiamo solo che tutti i fenomeni sono stati accelerati e potenziati al massimo e contemporaneamente.

              • PinoMamet scrive:

                “Ciò che c’è scritto in quell’articolo è ciò che oggi si deve pensare un po’ in tutti gli ambienti anglosassoni universitari o comunque molto istruiti.”

                Ma no dai.

                Il mondo universitario di lingua inglese avrà molti difetti, ma non passa tutto il tempo a pensare se le spade laser di Guerre Stellari siano simboli fallici, o se Carrie Fisher nel famoso bikini dorato rappresenti una fantasia orientalista.

                Ma soprattutto, gli americani comuni, per pirla che siano ridotti, non parlano di queste cose e non gli interessano, e considerano (giustamente) idiota chi lo fa.

                No, quello dell’articolo è un virtuosismo di una manica di sciroppati, che sicuramente porta all’estremo una moda esistente, ma non è certo il pensiero comune di nessuno…

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Il mondo universitario di lingua inglese avrà molti difetti, ma non passa tutto il tempo a pensare se le spade laser di Guerre Stellari siano simboli fallici, o se Carrie Fisher nel famoso bikini dorato rappresenti una fantasia orientalista.

                Ma soprattutto, gli americani comuni, per pirla che siano ridotti, non parlano di queste cose e non gli interessano, e considerano (giustamente) idiota chi lo fa.”

                D’accordo sulla seconda ma non sulla prima.
                L’università americana, da quello che mi raccontano, ormai è sostanzialmente questo.
                Per questo non dobbiamo temere che l’egemonia americana duri ancora a lungo.

                A parte questo, scusami,
                secondo questa logica i difensori dei diritti dei negri lo farebbero per ingraziarseli e ottenere vantaggio da loro.
                I difensori dei ricchioni lo farebbero perché questi gli diano qualcosa in cambio.
                Le donne hanno la patata.
                I negri no, ma le negre sì.
                Vabbé, i ricchioni hanno il deretano, ma quello interessa solo agli altri ricchioni.
                scusa la volgarità.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “Gli uomini di oggi non rimorchiano: sono tutti froci o moralisti. O tutt’e due.”

                per me sbagli completamente

                la figa è sempre stata e sempre sarà il motore dell’umanità.

                in passato potevi fare una guerra per trombare le donne del nemico, o avere la schiavetta, o comprarti una moglie.

                adesso è un filo più complicato e umiliarsi a scrivere minchiate è una delle possibilità che la società attuale ha lasciato a disposizione degli uomini in certi ambienti.

                sottolineo in *certi ambienti*, perché se il tristo scribacchino cercasse di sedurre una cowgirl del wyoming con ste minchiate farebbe prima ad ammazzarsi di pippe.

                ma sei uno pseudointellettuale neiorchese spiantato, che ti rimane?

              • roberto scrive:

                peucezio bis

                “A parte questo, scusami,
                secondo questa logica i difensori..”

                no no, non è un discorso che vale per ogni difensore di qualcosa, vale solo per i femministi, sono una categoria a parte

                e per femministi non intendo ovviamente quelli che credono che uomini e donne debbano aver stessi diritti e stesse opportunità, ma quelli che scrivono minchiate come quella segnalata da mauricius

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “Più in generale,
                le ideologie non nascono e non vengono portate avanti per interesse.
                La gente CREDE.”

                su questo io sono totalmente d’accordo!

                però qui non stiamo parlando di “ideologia” e se a fronte di un pugno di invasate ideologhe che ci credono veramente, ci saranno un po’ di approfittatrici che cercano di salire sul carro più semplice seguite dai cagnolini scodinzolanti

              • paniscus scrive:

                TRENTA commenti su questa roba, e tutti che danno per scontato che l’articolo sia genuino? Ma non ci posso credere!

                Nessuno ha preso in considerazione la possibilità che si tratti di una versione aggiornata ai tempi (e meno accademica ma più divulgativa) dello scherzo di Sokal e Bricmont?

                Magari con la complicità del giornale stesso, che nel primo caso non c’era, e infatti all’epoca fu proprio la rivista a fare una clamorosa figuraccia doppia?

              • roberto scrive:

                Lisa

                “e tutti che danno per scontato che l’articolo sia genuino?”

                tutto può essere ma certo non è una articolo isolato e che siano tutti scherzi faccio fatica a crederci

            • Peucezio scrive:

              A parte che ‘ste cazzate le scrivono anche le donne.

              • PinoMamet scrive:

                Loro le scrivono perché odiano gli uomini.
                E a scriverle sono quelle poche che odiano gli uomini.

                Alle altre, di queste cazzate importa poco o niente, comprese le femministe: provare per credere.

                (Un giorno qualcuno dovrà decidersi a scrivere il libro Donne che odiano gli uomini…)

              • Peucezio scrive:

                Proprio non sono d’accordo.

                Le donne scrivono queste cose per conformismo.
                Perché la donna ha mediamente meno spirito critico dell’uomo, è per natura più gregaria e siccome queste sono le idee alla moda, le donne le recepiscono più passivamente.

                Le donne non c’entrano nulla col femminismo.
                Se andasse di moda la retorica della virilità, le donne sarebbero tutte fanaticamente viriliste (e lo sono state in certe epoche).

              • PinoMamet scrive:

                Non credo che le donne siano più conformiste degli uomini, queste assurdità non sono scritte dalle donne;

                o dagli uomini, se è per questo.

                Sono scritte da un manipolo di scemi ambosessi.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                sottovaluti il problema.

                Questi fenomeni non sono eccentricità, sono le idee egemoni del nostro tempo.

              • Peucezio scrive:

                E soprattutto lo saranno sempre di più.
                Le cose vanno anche lette in prospettiva.

                Poi sono il primo a sperare in un cambio di tendenza. Ma ora non si intravede.

              • paniscus scrive:

                “Perché la donna ha mediamente meno spirito critico dell’uomo, “—

                Con affetto, ma vattene a quel paese lo stesso.

                Non perché mi hai offesa in quanto donna, ma perché proprio hai scritto una scemenza cosmica, che non ha la minima evidenza concreta.

                Se poi invece hai delle basi di evidenza oggettiva, bene, tira fuori il tuo “spiritocriticòmetro”, nel senso di strumento di misura, adoperalo su un numero sufficiente di maschi e di femmine, e poi condividi con noi l’analisi rigorosa dei dati!

              • Miguel Martinez scrive:

                per paniscus e peucezio

                ““Perché la donna ha mediamente meno spirito critico dell’uomo, “—”

                Se dovessi dire a pelle, senza nessuna considerazione politicamente corretta, direi il contrario.

                Gli uomini sono molto più gregari, disposti a perdonarsi a vicenda, pronti a conformare: d’altra parte, se un gruppo di cacciatori deve partire in una spedizione, è bene che imparino a sopportarsi a vicenda e a fare riti propiziatori insieme.

                Le femmine le vedo molto più pronte a litigare tra di loro, a sostenere in maniera irrevocabile qualche propria posizione, a non perdonarsi tra di loro.

                So che scientificamente vale zero quello che ho detto, ma è come la sento io.

              • roberto scrive:

                “““Perché la donna ha mediamente meno spirito critico dell’uomo, “—”

                Se dovessi dire a pelle, senza nessuna considerazione politicamente corretta, direi il contrario.”

                io se dovessi dire a pelle direi che ogni considerazione a pelle è una boiata
                🙂

    • Peucezio scrive:

      Mauricius,
      ho cominciato a leggerlo (ormai ‘sti traduttori automatici fanno miracoli), poi ho lasciato lì a metà.
      Quando ciò che sarebbe comico per qualunque persona dotata di senno diventa serio, siamo davvero in una società di auto-credentisi Napoleone. E pensare di vivere in un enorme manicomio a cielo aperto, per quanto folcloristico, non è rassicurante.

  66. roberto scrive:

    C’entra con le vie di fuga….sono veramente dei barbari

    https://www.bbc.com/news/uk-england-merseyside-58718085

  67. daouda scrive:

    ao perché non riesco a mette n link???

    Me stai a bloccà a me o blocchi er sito?

    • daouda scrive:

      vabbè il primo articolo di http:// , italianthro (punto) blogspot (punto) com su , diciamo qualche cosa genetica inerente italia e grechia

      • Miguel Martinez scrive:

        Per daouda

        “vabbè il primo articolo di http:// , italianthro (punto) blogspot (punto) ”

        Credo che non ci siano problemi a mettere uno o due link ad articoli tra i commenti, i problemi nascono (penso) dopo il terzo.

    • Miguel Martinez scrive:

      per daouda

      “ao perché non riesco a mette n link???

      Me stai a bloccà a me o blocchi er sito?”

      Boh, qui tutto normale.

      Prova a scrivere un commento con titolo “Prova” e due link a caso, che poi cancellerò ma che servono a capire se ci sono problemi.

      • daouda scrive:

        me sa che sei r solito puzzone che mi vieta di mettere link genetici che dimostran l’integrità italica contro gli zozzi immigrati.
        Infatti la paggina me riappare kelebek quello su dopo aver inserito e non mi va ar commento, e sparisce nel nulla.

        Ma ad ogni modo l’integrità conta poco quando c’è il cervello in papa, dovremo ripartere da pochi italici e riconquistare addirittura il nostro stesso territorio.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per daouda
          “me sa che sei r solito puzzone che mi vieta di mettere link genetici che dimostran l’integrità italica contro gli zozzi immigrati.”

          Non capisco.

          Quando un commento ha troppi link, viene respinto ma io comunque lo vedo. Qui proprio non lo vedo.

          Prova a scrivere i link senza https:// all’inizio.

          Tipo kelebeklerblog.com.

          E se non ti funziona, prova a scrivere kelebeklerblog punto com.

          • daouda scrive:

            apposta lo so che non lo vedevi perché sparisce. Sei un sabotatore.

            Nun è che me frega qualcosa, eh, tranquillo, sti cazzi

  68. mirkhond scrive:

    “Ma ci volle la quarta crociata per mandarlo a puttane davvero.”

    Dopo la conquista franco-veneziana di Costantinopoli (13 aprile 1204) e la spartizione del nucleo centrale romeo da parte dei vincitori, si formarono ai margini della Romània conquistata, tre stati romei, l’Epiro, Nicea e Trebisonda.
    Gli imperatori di Nicea tennero saldamente l’Anatolia occidentale nel XIII secolo, riuscendo a rintuzzare i Turchi del sultanato di Rum. Inoltre ricostituirono un esercito tematico, stanziato sulle frontiere orientali e meridionali.
    Però la storia non insegna mai niente, e l’imperatore Michele VIII Paleologo (1259-1282), che nel 1261 riprese Costantinopoli ai Franchi, dovendo fronteggiare la minaccia di Venezia e poi del nuovo re di Sicilia Carlo I d’Angiò (1266-1282), decise di rinforzare la difesa delle riconquistate terre balcaniche meridionali, abbandonando l’Anatolia. Qui inoltre represse la rivolta dei soldati di frontiera, gli Akriti, l’esercito tematico niceno, fedele alla precedente dinastia Laskaris (1262). Michele repressa la rivolta sciolse il corpo degli akriti, lasciando così sguarnita l’Anatolia occidentale, a tutto vantaggio di tribù turcomanne, emigrate in Anatolia al seguito dell’avanzata mongola e che si erano ammassate alle frontiere di Nicea.
    Ai primi del XIV secolo anche queste terre erano ormai state prese dai turcomanni, che vi formarono diversi emirati, uno dei quali, quello dei Qayi o Osmanli in Bitinia, avrebbe poi costituito il nucleo dell’Impero Ottomano, finendo per conquistare la stessa Costantinopoli nel 1453.
    Persa l’Anatolia, ciò che restava della Romània non potè salvarsi nemmeno in Europa.

    • Francesco scrive:

      grazie Duca

      che storia immensamente triste!

      • mirkhond scrive:

        Il vero dramma l’emorragia di cristiani romei ortodossi verso l’islam dei nuovi arrivati, che già nel XV secolo avevano ridotto il cristianesimo ortodosso in Anatolia a un lumicino (a differenza dei Balcani, dove la popolazione rimase in maggioranza cristiana).
        Poi le più recenti vicende tra 1914 e 1924, con la fine dell’Impero Ottomano le nascita della Turchia moderna, avrebbero visto la quasi totale scomparsa della popolazione cristiana anatolica rimasta, che ancora alla vigilia della prima guerra mondiale contava circa il 25% della popolazione tra Romei e Armeni.

  69. mirkhond scrive:

    Carlo I d’Angiò (1266-1285)

  70. mirkhond scrive:

    C’è un film turco, Kurulus 1299 del 1986, che racconta in modo romanzato, le vicende che portarono all’origine del futuro Impero Ottomano ai primi del XIV secolo, ovviamente dal punto di vista turco:

    https://youtu.be/2vzX2pxr3v8

  71. habsburgicus scrive:

    a proposito di matrimoni combinati…
    pare che nella Corea “democratica”, sotto il benevolo (!) governo della dinastia dei Kim, il Partito -che tutto vede e a tutto provvede- scelga pure le donne più belle e le dia in moglie ai più meritevoli ideologicamente 😀
    hai cantato le lodi del sommo Kim Jong-un, Gloria del Pensiero, Spada Implacabile della Rivoluzione, Terrore degli Imperialisti e sole Nascente dell’Umanità Progressista ? 😀 eccoti una bella strafiga, 20-25 anni, anche se tu hai 60 anni e non sei forse simile a quel narciso del vecchio Adone 😀 cose che nell’Occidente capitalista e borghese, perciò “decadente” :D, capitano solo alle star systems 😀

  72. habsburgicus scrive:

    senza scherzi e forzature, un articolo inusuale -e perciò interessante (Miguel forse apprezzerà)- su un tema correlato ad opera di un dotto giovane, dichiaratamente amico del regime nordcoreano, di cui non fa mistero peraltro, anzi
    https://gigapill.red/socialismo-e-potere-sessuale/?fbclid=IwAR2_jCcM5HGDouvzQkjkyAQ_03dsQHBPAYyP8U8HybL4m8rEKM715g7fAJA

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “senza scherzi e forzature, un articolo inusuale -e perciò interessante (Miguel forse apprezzerà)- su un tema correlato ad opera di un dotto giovane, dichiaratamente amico del regime nordcoreano, di cui non fa mistero peraltro, anzi”

      Molto interessante, grazie!

  73. mirkhond scrive:

    “*la Chiesa danese (Folkekirke), priva di successione apostolica (il pomerano Bugenhagen semplice prete “consacrò” dei “vescovi” il 2/9/1537 e non ne aveva facoltà, nemo dat quod non habet !), usò fino al 1683 la forma “soprintendente” (vescovo appariva troppo papista e non “biblico”); il Grundlov (Legge Base) di Christian V (1670-1699) del 1683 restaurò il termine biskop”

    I circa 45.000 cattolici di Danimarca, sono danesi etnici o appartengono a minoranze immigrate?
    Comunque oggi solo il 56% dei Danesi si dichiara luterano, mentre l’Islam con 256.000 membri, è la seconda religione del paese ( i Turchi circa 63.000, sono la seconda etnia della Danimarca).

    • habsburgicus scrive:

      il Cattolicesimo storico è da ritenersi estinto*, si potrebbe discettare sul quando (dire non oltre il 1650-1680)…vi furono sempre (rare) conversioni ad personam come quella di Niels Stensen (Nicolaus Steno) beatificato da Giovanni Paolo II, di v.m, nel 1989, che di norma prevedevano l’esilio (non escludo che nel Settecento, se fatte con prudenza, possa essere stato permesso al convertito di risiedere in Danimarca: in Svezia assolutamente no !)…dal XIX secolo vi furono riconversioni di singoli danesi (dal 1849 la Chiesa cattolica è pienamente libera, laddove nella Svezia finitima leggi anticattoliche, pur attenuate da metà Ottocento, persistettero sino a circa il 1960 !) e si ebbe financo nell’Ottocento un Primo Ministro cattolico ! i più dei non molti cattolici credo siano però immigrati

      *forse non nell’Holstein (specie ad Altona che oggi fa parte di Amburgo, ma era sino al 1937 holsteinese dunque prussiana 1866-1937), da cui qualcuno può essere andato in Danimarca propria

      • mirkhond scrive:

        Ci furono resistenze cattoliche quando i re danesi imposero la riforma luterana?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Mirkhond

          “Ci furono resistenze cattoliche quando i re danesi imposero la riforma luterana?”

          Che bello che esista una persona, cui tu possa porre una domanda del genere, e che sai che potrà rispondere.

        • Francesco scrive:

          Che cosa cambiò nella vita del popolo, col passaggio dal cattolicesimo al luteranesimo?

          I preti potevano sposarsi, i vescovi obbedivano ancora di più al re, ma per il popolo?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Gli islandesi resistettero: gli fu martirizzato perfino un vescovo.

        • habsburgicus scrive:

          malumore sì..ma una volta che Christian III -dopo aver vinto una guerra civile che aveva soprattutto connotazioni dinastiche ma ANCHE religiose- proclamò la Riforma e depose i vescovi cattolici (29/8/1536), tutti si adeguarono..confesso però di saperne non molto, la Riforma in Danimarca è stata parecchio trascurata e quasi mancano delle storie se escludiamo il protestante Erik Pontoppidan nel XVIII secolo che però scrisse in danese 😀 forse però ne esiste una versione in latino
          anche i vecchi vescovi, dopo essere stati incarcerati, giunsero a qualche compromesso e riebbero libertà e terre (in Svezia, in vescovo Hans Brask, vescovo di Linkoeping sin dal 1527 scelse l’esilio)
          il Cattolicesimo sopravvisse come spauracchio, almeno finché Christian II (il Re del “massacro di Stoccolma” 1520-1523, ironicamente colui che per primo introdusse Lutero in una Danimarca ove si scrivevano Odi a Maria ! ma, imparentatosi con Carlo V, divenne legato ai cattolici e alla Spagna) visse, seppur prigioniero di Christian III
          poi poco per volta scomparve..
          se tuttavia in Svezia il Cattolicesimo verrà eliminato solo a fine XVI secolo (terza riforma del 1593-1595 quando fu chiuso il convento di Santa Brigida, fino ad allora risparmiato dal potere), se in Finlandia tracce di papismo -collegato alla polonofilia- sopravvissero sino ai primi del Seicento, se in Norvegia sappiamo che un “vescovo” protestante (di Oslo ! non di un villaggio !) era segretamente cattolico verso il 1624, se in Islanda ci fu Arason citato da Mauricius, in Danimarca non parrebbe esserci stato nulla !
          il Cattolicesimo poco per volta fu dimenticato..mai del tutto, perché ogni tanto qualcuno si convertiva alla Fede di Roma e partiva per l’esilio, ma di solito era figlio di protestanti, non mi risulta un “marranesimo” cattolico..posso sbagliarmi, eh
          forse la debolezza del Cattolicesimo -almeno nella percezione del potere- si ha in questo aneddoto: quando il Nunzio Mons. Germanico Malaspina, arrivato in Svezia per l’incoronazione dell’ultimo Re cattolico, Sigismondo Vasa nel 1593, fu trattato a pesci in faccia dagli svedesi, il Re di Danimarca fece sapere urbi et orbi che un vero Sovrano [cioè lui :D] avrebbe trattato con deferenza l’Ambasciatore del Papa, in quanto Sovrano temporale, e invitò il Nunzio ad andare a trovarlo (cosa che non fu fatta)..evidentemente il Re di Danimarca non riteneva più il Papa un pericolo
          lo stesso Re (Christian IV), anni dopo, acconsentì a ricevere il mitico Laurentius Noruegus (Lars Nilsson), un norvegese che si ea fatto cattolico in Svezia all’epoca di Re Giovanni III (1568-1592) ed era entrato nei gesuiti..ovvove ! nonostante le leggi danesi punissero con la morte il soggiorno di un prete “papista”, il Re gli garantì un salvacondotto e lo volle ricevere–Laurentius Noruegus propose di tenere una disputa di fede sicuro di umiliare “i falsi dottori dell’empio Luthero”, il Re stava per accettare, ma il clero di Lutero rifiutò e il gesuita dovette andarsene..anni dopo, i rari cattolici norvegesi, ancora dicevano che il “loro” Laurentius aveva da solo fatto paura a tutti i dotti eretici che non ebbero il coraggio di affrontarlo;
          Laurentius Norurgus andrà poi nella polacca Riga dove nel 1621 lo trovò Gustaf II Adolf che, prendendo la città, soppresse il Cattolicesimo ed espulse il gesuita norvegese..ma neppure li fanatico Gustavo Adolfo osò metterlo a morte ! la vita di Laurentius Noruegus è un romanzo, se solo i cattolici contassero qualcosa, quanti film avrebbero fatto su di lui !

          • mirkhond scrive:

            Ma Riga non era luterana già dal 1523, e de jure dal 1561?

            • habsburgicus scrive:

              dal 1582 i Re di Polonia riammisero il Cattolicesimo
              tentarono pure di introdurre il nuovo calendario ma l’opposizione dei protestanti fu sì forte che recedettero
              nella piccola parte di Livonia rimasta polacca (zona di Daugavpils, in russo Dvinsk, in polacco Dynabug, attuale Latgale) i Re di Polonia introdurranno il nostro calendario solo nel 1661, dopo Oliwa (3/5/1660) che restaurò de iure la pace al nord
              una fonte in latino di inizio XVIII secolo, pubblicata da un prete lettone in esilio, parlava di eretici ormai rarissimi…

              • habsburgicus scrive:

                Riga però dal 1582 al 1621 non divenne cattolica..diciamo che i gesuiti ebbero potere e privilegi, ma i protestanti rimasero (del resto, in quest’epoca, i protestanti c’erano pure in Polonia !)

              • mirkhond scrive:

                Sotto il dominio polacco, una parte della popolazione di Riga tornò cattolica?

              • habsburgicus scrive:

                in parte sì
                probabilmente sarebbe tornata tutta, come in Latgale, se solo il dominio polacco fosse durato un altro secolo

              • Daouda scrive:

                I gesuiti in Russia invece?

              • habsburgicus scrive:

                se facciamo astrazione della missione (intrepida) di Possevino* (un convertito dal giudaismo) presso Ivan il Terribile, a favore del quale mediò anche la tregua di Jam Zapol’skij del gennaio 1582 con Stefan Batory, Re di Polonia e Granduca di Lituania, non ci furono gesuiti in Moscovia e poi Russia sino ai primi 1770′ (tranne casi isolati: il trattato di Nerchinsk del 1689 fra Moscovia e Cina fu mediato dai gesuiti a erano quelli alla Corte dell’Imperatore dell’epoca Kangxi)
                i gesuiti in Russia furono ereditati…dalla Polonia 😀 (melius, dalla Rzeczpospolita)
                quando nel 1772 [attenzione alle date, siamo al 5 agosto 1772…il breve “Dominus ac Redemptor” è del luglio 1773, dunque i gesuiti ancora sussistono] ci fu la I spartizione della Polonia, la Russia ottenne la sopra citata Livonia polacca (Latgale) tolta alla Rzeczpospolita nel suo insieme e quella che i contemporanei definivano “Russia Bianca”, tolta alla Lituania (la Polonia restò intatta a est), insomma il territorio dei due governatorati ottocenteschi di Vitebsk (dove c’era Polock) e Mogilev, oggi città situate entrambe in Bielorussia
                specialmente a Polock, sede di un Arcivescovo uniate, c’erano gesuiti su gesuiti
                che fare ? (Lenin lo scriverà ma Caterina forse lo pensò :D)
                Caterina II decise di tollerare i gesuiti utilissimi per la loro istruzione e anzi rifiutò di dare l’exequatur al breve di soppressione dell’anno dopo cosicché i gesuiti restarono in vita nella “Russia Bianca” e un libro edito a Firenze nel 1780 ne parla https://books.google.com/books/download/Lettere_critiche_in_schiarimento_del_ver.pdf (solo nel 1801 il Re di Napoli e Sicilia li restaurerà -grazie ad un privilegio di Pio VII da poco asceso al pontificato- nel suo Stato)
                i gesuiti ebbero enorme favore sotto Caterina II, Paolo I e (all’inizio) anche Alessandro I e poterono pure espandersi a San Pietroburgo..
                poi il 7/8/1814 Pio VII restaurò i gesuiti in tutto il mondo (ma il Portogallo -da cui tutto era partito- non li ammise ancora, fino a Dom Miguel 1828-1834, alla cui deposizione seguì un’ulteriore espulsione)
                e la Russia cambiò politica..
                nel 1815 furono espulsi da San Pietroburgo e nel 1820 da tutto l’Impero
                la Russia imperiale resterà da allora la nemica acerrima dei gesuiti
                un pio e santo monaco del Medioevo probabilmente avrebbe visto il “digitus Dei” in questa inopinata tolleranza quarantennale per i gesuiti in Russia, contro tutte le tradizioni moscovite, proprio quado i gesuiti erano proscritti altrove, affinché i gesuiti non scomparissero !
                P.S opera essenziale (e, diciamolo, quasi unica in italiano :D) Marek Inglot, 1997; se vuoi, in italiano, anche Stanislao Zalenski 1888

                *fu lui a convertire Laurentius Noruegus durante il suo soggiorno in Svezia, alcuni anni prima

              • Daouda scrive:

                D’altronde dalbene puó celarsi il male ed il contrario.
                Protetti e quando liberi, abilmente cacciati. Strategia perfetta…

                https://youtu.be/DB5DP2oTIVc

  74. Miguel Martinez scrive:

    Interessante esempio di ottusità dotta:

    https://www.maurizioblondet.it/il-climatismo-ideologia-di-sottomissione-e-poverta/

    Il Pecchioli è un “negazionista/scettico climatico”.

    E’ più prolisso di me, ma scrive abbastanza bene e ha ragione su diverse cose:

    1) se entri nei dettagli di questioni come il cambiamento climatico, ti inoltri in un ginepraio da cui non esci più vivo, e dove si può

    2) i media ne fanno una questione semplificata e privata di contesto, che fa dramma, e c’è tutto una teatralizzazione abbastanza stucchevole

    3) le varie mega-organizzazioni ambientaliste riescono a ricavarne parecchi soldi (nulla magari in confronto alle aziende che organizzano le crociere)

    4) le grosse aziende si sono tutte dipinte di verde acceso, e usano un orrendo gergo EcoSostenibilAmichevole: poi Pecchioli fa l’errore di credere alle bufale che raccontano.

    5) Pecchioli coglie bene la filosofia sottostante al Tecnoverdismo:

    ” Con arroganza e volontà di potenza uguale e contraria, la religione climatica offre la soluzione: sia l’uomo a modificare Gea, a interrompere e ribaltare il cambiamento, attraverso la declinazione ecologica e “sostenibile” della tecnologia. La tecnica e la scienza umana restano i Demiurghi, gli strumenti di un Dio minore ma non troppo, l’Homo sapiens riconfigurato in alleato di Gea.”

    Dove Pecchioli ha in parte ragione, è quando parla dell’emergenzialismo: i fondi europei sono piovuti sui ricchi di tutto il continente anche in nome della “sostenibilità” e delle discutibilissime “energie rinnovabili” (ma non si tratta certo di una rivoluzione ambientalista, solo di iperfinanziamento pubblico a privati).

    Detto tutto questo, il Pecchioli evita attentamente di porre la domanda fondamentale:

    viviamo su un pianeta infinito dalle risorse infinite, oppure su una pallina vagante nel cosmo?

    E se viviamo su una pallina vagante nel cosmo, cosa succede quando una sola specie estrae più risorse dal pianeta di quelle che l’ecosistema riesce a rinnovare spontaneamente, e le trasforma in rifiuti, a una velocità sempre crescente?

    La catastrofe è certa, sulla forma che potrà assumere si può discutere oziosamente e a lungo.

    • roberto scrive:

      “E se viviamo su una pallina vagante nel cosmo, cosa succede quando una sola specie estrae più risorse dal pianeta di quelle che l’ecosistema riesce a rinnovare spontaneamente, e le trasforma in rifiuti, a una velocità sempre crescente?”

      risposta:la specie si estingue, la pallina continua a rotolare nel cosmo come se nulla fosse, e 1000 anni dopo non ci sarà nessuna traccia della specie malefica e la vita sulla pallina avrà preso mille e mille forme diverse che non immaginiamo

      tra un miliardo di anni, per l’evoluzione del sole, la temperatura renderà impossibile la vita sulla pallina e ciao ciao a tutti

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “risposta:”

        Beh, è una risposta abbastanza plausibile.

        Ma Pecchioli non si pone nemmeno la domanda.

        E trovo interessante come la mia polemica con Pecchioli (che presumo si possa definire di “destra”, visto che lo ospita Blondet) segua quasi esattamente lo stesso percorso che segue la mia polemica con l’ottimo ADV (che si definisce di “sinistra”).

        Poi Pecchioli e ADV si troveranno in disaccordo su molti dettagli immagino (e tifo Pecchioli per quello che dice sulle “soluzione tecnologiche”).

        • Miguel Martinez scrive:

          Sempre per Roberto

          Ma la risposta di Pecchioli è, “non abbiamo la minima idea, nessuno lo sa, boh, è un mistero, intanto difendiamo lo status quo del sistema economico planetario dai cattivi ricchi che lo vogliono cambiare”.

          • Francesco scrive:

            Beh, faccio un pò il Moi e noto che i ricchi, in nome della sostenibilità, stanno più o meno parlando di sterminare il resto dell’umanità.

            Non vedo altre traduzioni possibili del termine “decrescita”. Il cambio di sistema consiste, mi pare di poter dire, nel garantirsi che i poveri non possano interferire.

            Ciao

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “noto che i ricchi, in nome della sostenibilità, stanno più o meno parlando di sterminare il resto dell’umanità.

              Non vedo altre traduzioni possibili del termine “decrescita”.”

              I ricchi non parlano MAI di “decrescita”.

              Ne parlo io, ne parlano alcuni insegnanti di scuola media in pensione e qualche signora toscana che alleva pecore.

              Le aziende che contano parlano di “CRESCITA SOSTENIBILE“, cioè di incessante arricchimento della loro azienda, “compensato” dall’uso – che so – di più furgoni elettrici, o del 5% di plastica riciclata, o di una donazione di 1000 euro a un misterioso “progetto di riforestazione in Uganda”.

              Il tutto corrisponde, in effetti, allo sterminio dell’umanità, ma non nel senso che dici tu.

              • daouda scrive:

                la decrescita è il ricco che incula il povero , quando il povero è idiota.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Daouda

                “la decrescita è il ricco che incula il povero , quando il povero è idiota”

                Bene.

                Io vendo a un povero un cogliofono uso e getta, fatto con materiale congolese in Cina.

                Costa un euro, ci fai un selfie con trenta like sotto, e poi si butta nell’indifferenziato.

                Su quell’euro, io ci guadagno cinquanta centesimi, e li vendo a trenta milioni di italiani.

                Fanno 15 milioni di euro di guadagno, quindi sono un ricco.

                Se a un certo punto tu Daouda dici al povero, “non lo comprare, è uno spreco!” in che senso saresti un ricco che incula i poveri?

              • Miguel Martinez scrive:

                Sempre per Francesco

                “I ricchi non parlano MAI di “decrescita”.”

                A Destra, aggiungo, c’è una tendenza fastidiosa a distinguere i “ricchi” dagli “imprenditori”.

                Come se da una parte, ci fossero delle persone misteriosamente “ricche” (hanno vinta alla lotteria?) radicalscicche, ecc., e dall’altra ci fossero i dirigenti d’azienda, i proprietari delle grandi reti commerciali, i signori che in queste cose investono la finanza.

                Che poverini vengono repressi nella loro produttività dai “ricchi radicalscicche”.

              • Fuzzy scrive:

                Douda
                Oh, bene, parliamo di decrescita
                Secondo me è come la chitarra che vedi nel video. Sembra un legno da discarica, ma suona alla grande.
                https://youtu.be/JPOMYHKWGTE
                Sai perché? Perché la chitarra conta poco, quel che conta è la testa, oppure la mente, oppure il cervello.

              • Daouda scrive:

                Non ho capito il tuo esempi ed i tuoi giri di parole

              • Daouda scrive:

                Il ricco guadagna si colla decrescita che colla crescita sostenibile, per il semplice fatto che lui la fa e lui l’ha pensata.
                Porco due le basi ( basandoci sul tuo ricco, od il mio, astratti ).

                In ogni caso mi piacciono i conti che si basano sul guadagno e non sui costi, fatti da sia da credito all’economia a debito, sia li esige contro il ricco, che peró è parassita.
                Se provavi a dire: la cosa costa tot e la vendo ad un euro pe svoltá cinquanta cent, sei usuraio anche te perchè il prezzo finale non si impone anche quando lo imponi.
                Quindi non farmi il verso.

                Quindi: il categoriale “spreco” non c’entra un cazzo. Lo parametri male e ti permetti pure da da un giudizio morale?
                Giusto Ugo Bardi potevi segui, quel vile

              • Daouda scrive:

                Fuzzy a me parli de decrescita? Ipotizzato uno statuale oasi, per voi sono gli aborigeni australiani o gli amazzoni amerindi ( stranamente l’altra diversa polaritá razziale rispetto ai cinegri )?
                Non puoi crescere se non diminuisci, non puoi decrescere se non cresci.
                Gli aspetti sono molteplici nel potere e nella natura umana. Solo che chiunque cianci de sta stronzata economica e vedendo solo questo ( male oltretutto, perchè l’utilità dalla pandemia colposa è lapalissiana per stare alle interpretazioni d’oggi, e perchè ancora deve superare l’impasse plus-valore/profitto nell’essere umano in sè stesso dove il primo è quantitativo e passivo ed il secondo temporale attivo ) che fa? Rompe i cojoni e basta e ci spiega che dobbiamo diminuire, esattamente come vogliono loro.
                Se te dico che sei un venduto, guarda che me dispiace.
                Sugo del discorso: troppo comodo smontare economie dannose proponendo vita diversa, rigirando la frittata e facendo finta di aver capito quel che scrivo, volendo giocarsi.
                Serve l’economia? Pe rifá il sistema devi vole fa mori la gente.
                Gioca co questo…e non parlo dei colpevoli.
                In ogni caso forse non si è capito che abbiamo già perso da un bel pezzo…

              • Fuzzy scrive:

                https://youtu.be/21j_OCNLuYg
                Douda.
                Basta poco perché il sistema economico collassi. In fondo è come una ruota di bicicletta, se non la gonfi regolarmente (immettendo energia) in poco tempo va a terra. E il ricco segue il destino dei poveri, perché i suoi soldi e i suoi possedimenti sono soltanto dei bit scritti in qualche hard disk spento. E così il ricco, diventato povero si accorgerà di non saper fare niente, se non telefonare all’avvocato e al commercialista.
                Invece questo povero che vedi nel video sa fare tutto e con poco.
                (A dire il vero c’e chi ipotizza che i ricchi andranno tutti in Nuova Zelanda e avranno un esercito privato dei grandi possedimenti e roba del genere. Bene, tanti auguri, e che restino là per sempre).

              • fuzzy scrive:

                Giusto Ugo Bardi….
                Mah, ho provato a seguirlo, ma non ci si capisce niente. Proprio non si capisce dove punti.
                Adesso che c’è la crisi del gas ha messo un articolo sulle università.
                Oh, per carità, le università….
                No, io mi trovo più in sintonia con i siti che si interessano di decrescita, come puoi ben capire.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                scusa ma questa volta credo di guardare meglio e più avanti di te

                le aziende sono corpaccioni pigri, il loro marketing è sempre indietro di uno o due giri di pista

                la crescita sostenibile, se non impossibile, è l’unica via. se impossibile, siamo fottuti

                ma io vedo emergere l’idea che si potrebbe anche liberarsi di qualche miliardo di soggetti inquinatori …

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “ma io vedo emergere l’idea che si potrebbe anche liberarsi di qualche miliardo di soggetti inquinatori …”

                No!

                Anche tu di quelli che credono che Bill Gates abbia inventato il Covid per spacciare i suoi vaccini al mondo e ammazzare così miliardi di persone?

              • daouda scrive:

                è strano che tutti quelli che dicono che il “vaccin” è usato per depopolare con cautela il mondo , si dimentichino di dire che guardacaso questo mondo era caucasico ed era cristiano…

                Cioè se uno deve di na cosa, deve capire quel che dice, cazzo almeno questo.

              • daouda scrive:

                credo che non ci stiamo capendo, perlomeno perché MM ho chiaro cosa creda, te un po’ meno.

                MA come ti ripeto, è troppo facile fare i decrescisti quando il limite è stato superato ( visto che allora qualunque sia la scelta si rimarrebbe aldilà del limite stesso , ergo stesso gioco ), e soprattutto quando la responsabilità è appioppata ad altri, cosìcche l’applicazione della propria visione mortifera non sia imputabile.
                Fermo restando che : non si può crescere se non si diminuisce, non si può diminuire se non si cresce.
                Mmmo non dimme che questo non è taoista e cheraccontame che io sò un giudeo-romano nazareno che non può avere tali globalità… 🙂

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “soluzioni”

          Le soluzioni tecnologiche sono quelle che aumentando l’efficienza riducono gli sprechi e ci fanno guadagnare tempo.

          Alla lunga, o scende di parecchio la popolazione (con l’estinzione della specie come caso particolare) o colonizziamo lo spazio (cosa cui siamo comunque obbligati dalle eruzioni vulcaniche).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Fuzzy scrive:

            Di Vita
            Decenni di straordinario sviluppo tecnologico hanno incrementato, non ridotto, gli impatti ambientali.
            Samuel Alexander
            È una cosa banale, eppure continua a girare questo mito del progresso tecnologico che magari è un po’ in ritardo, ma prima o poi risolverà ogni problema.
            In realtà come scrive Bihouix la vera rivoluzione industriale è stata quella del carbone, e pure la recente globalizzazione è stata fatta con il carbone. Non siamo mai usciti dall’epoca del carbone.
            Altri pianeti
            Ma perché ci dobbiamo proprio andare noi uomini in carne ed ossa? Ma sarà mai possibile? Secondo me, no. Ci sono i robot, che non devono respirare, mangiare e non temono il caldo e il freddo, c’è l’intelligenza artificiale, non sarebbe più facile lavorare su questo nel nostro pianeta, e poi al momento giusto spedire tutte queste diavolerie su Marte così ce ne liberiamo una volta per tutte?
            Scherzo.

            • Francesco scrive:

              >>> Decenni di straordinario sviluppo tecnologico hanno incrementato, non ridotto, gli impatti ambientali.

              falso, l’impatto ecologico dell’agricoltura primitiva è devastante, non appena lascia i terreni migliori e inizia a coltivare quelli marginali è una tragedia

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ fuzzy

              “ridotto”

              Non e’ un mito, e’ la termodinamica. Il progresso non e’ che l’evoluzione verso una maggiore efficienza. A parità di KWh prodotto, maggiore l’efficienza minori gli scarti.

              Altrimenti vorrebbe dire che costruire una piramide di Cheope in due mesi di gru e scavatrici con venti operai inquina di più che costruirla in vent’anni di lavoro manuale di ventimila operai. Guarda solo quanto mangia un operaio al giorno, e ti rendi conto di quanto immensamente l’opzione con le scavatrici sia più rispettosa dell’ambiente, pur con tutto il kerosene che consumano.

              E lo spazio, lo concedo, non è per oggi né per domani. Neanche la fusione, per altro. Ciò non toglie che l’accumulo inevitabile degli scarti (e, aggiungo, le grandi eruzioni vulcaniche stile Toba contro le quali non sappiamo difenderci) lo renda l’unica via per il futuro remoto.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                basterebbe studiare meglio i vulcani, no? senza andare nello spazio!

                🙂

              • Fuzzy scrive:

                Di Vita
                L’aumento di efficienza non ha nessun significato se poi la massa totale dei consumi aumenta. Questo succede. E si prevedono ulteriori aumenti. O meglio ci si illude che ci saranno ulteriori aumenti, cioè crescita annuale del 2 -3 % dell’economia mondiale da qui al 2050 mi pare.
                E come si fa?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Fuzzy

                “L’aumento di efficienza non ha nessun significato se poi la massa totale dei consumi aumenta.”

                Esatto!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “studiare’

                Certo, lo studio è sempre cosa buona e giusta. Ma non esiste materiale in grado a resistere a una colata piroclastica o a un torrente di lava, perché noi siamo fatti di terra e la terra è polvere di lava rappresa. Il Toba settantamila anni fa quasi ci estinse, ed allora i nostri antenati erano tutti in grado di procacciarsi il cibo da sé, come vorrebbe oggi Fuzzy 🙂 Oggi se Yellowstone o i Campi Flegrei facessero come il Toba semplicemente ci spazzerebbero via. Ed e certo che prima o poi replicheranno gli exploit del passato. Nello spazio qualcuno almeno sarebbe al sicuro.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Fuzzy

                “massa”

                La massa totale dei rifiuti aumenta con l’aumentare della popolazione. Mica puoi dire ai cinesi o ai nigeriani che noi ce ne andiamo al cinema mentre loro continueranno per sempre a restare con un pugno di riso al giorno. I rifiuti quindi aumenteranno in ogni caso. Più efficiente la tecnologia, più lento l’aumento, questo è tutto. Anche se stabilizzassimo la popolazione, l’efficienza di riciclo delle risorse non rinnovabili (alluminio…) non e’ mai del 100%: il problema si sposterebbe solo in avanti.

                Possiamo solo cercare di guadagnare tempo cercando di non estinguerci finché non riusciremo a colonizzare lo spazio; e dico “lo spazio” perché infinito a tutti gli scopi pratici e soprattutto perché esterno a quella gigantesca pattumiera che prima o poi diventerà la Terra e dove finiremo soffocati dai nostri stessi rifiuti se non ce ne andremo.

                Sottolineo che ogni sistema organizzato, anche i sistemi biologici e la biosfera tutta, campano aumentando il disordine dell’universo circostante. Persino quando una mutazione di una specie porta a una nuova variante che è più adatta all’ambiente e quindi sgomina le altre, il disordine localmente scende solo perché l’entropia dell’universo sale: lo dimostrò il premio Nobel Eigen cinquant’anni fa, ma vale anche quando si forma spontaneamente una cella temporalesca o una cella convettiva in una pentola di spaghetti. Nel caso della biosfera questo è vero alla lettera: l’entropia ricevuta dal Sole per unita’ di tempo è ordini di grandezza inferiore a quella riemessa nello spazio.

                Anche l’umanità ovviamente fa così: è una gigantesca macchina per produrre rifiuti, se smettesse smetterebbe di esistere. Già abbiamo cominciato a buttare i rifiuti nelli spazio, tanto che i rottami di satelliti in orbita bassa sono un pericolo (v. l’ottimo film “Gravity”). Ma hanno comunque la tendenza a tornarci in testa.

                Alla fine l’eccedenza migliore da esportazione siamo proprio noi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Anche l’umanità ovviamente fa così: è una gigantesca macchina per produrre rifiuti, se smettesse smetterebbe di esistere.”

                Beh, non hai tutti i torti…

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      io però ancora non ho capito cosa temi.

      1) che il clima si modifichi a tal punto da rendere la Terra inospitale per l’uomo e moriamo tutti di freddo o di caldo;
      2) che il clima si modifichi a tal punto da fare sì che l’agricoltura possa sostenere la vita solo di un centesimo dell’umanità attuale, per cui spariscono quasi otto miliardi di persone;
      3) che il clima si modifichi o meno, ma che finiscano gli idrocarburi e di colpo ci troviamo tutti a usare il cavallo per spostarci o, peggio, che senza idrocarburi non si può tenere in piedi agricoltura e allevamento attuali e muoiono di fame tutti, tranne un centesimo dell’umanità;
      4) altro, non sa, non risponde…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “io però ancora non ho capito cosa temi”

        Io non mi interesso al cambiamento climatico perché:

        1) non ne ho le competenze

        2) credo che sia solo un sintomo di un male molto maggiore.

        Il male molto maggiore consiste nel meccanismo per cui:

        1) su un pianeta finito, con risorse che si rinnovano grazie al sole, ma molto lentamente

        2) una sola specie consuma a velocità sempre maggiore risorse che a breve diventano rifiuti

        E’ come se qualcuno bombardasse tutti i giorni, con sempre più missili una diga. So solo che prima o poi crollerà, ma non ho idea dove si manifestano le crepe veramente pericolose.

        E non so nemmeno cosa succederà quando crolla la diga.

        • Peucezio scrive:

          Uhm, però sembri certo del disastro.
          Non mi torna.

          Ne parli come di una batteria che si esaurisce.
          O, peggio, come di un palazzo che crolla.
          Che già sono due cose molto diverse.
          Solo che non sai definirla di più. Ma allora come fai ad esserne certo? Intendo delle conseguenze.
          Se finisce la benzina alla macchina, mi si ferma, mica muoio.
          Se mi finisce il cibo muoio di fame. Ma non sai dirmi se temi che finisca il cibo, se moriremo di fame, di freddo, di caldo…
          Quindi suona un po’ come una petizione di principio.

          Un altro potrebbe dire che se si attinge a un bacino di risorse finito come se fosse infinito a un certo punto finisce e a quel punto ci si accorge che non era infinito e si ricalibra il tutto, cambiando magari stile di vita.

          • Francesco scrive:

            “a un certo punto finisce” vuole dire che crepi di fame. non che hai tempo di cambiare stile di vita.

            quello dovrebbe succedere se man mano che le risorse sono più difficili da estrarre costano di più, allora sì che lo stile di vita cambia!

            a meno che la politica impedisca ai costi di aumentare …

            • Peucezio scrive:

              Cinicamente mi viene da dire che sfamare un piccolo gruppo di occidentali è molto più facile che sfamare miliardi di cinesi, indiani o nigeriani, quindi può anche essere che ci chiuderemo in una torre d’avorio con quello che ci serve lasciando morire tutti gli altri. Finora si è fatto così. Anche per i vaccini.

              • Francesco scrive:

                dimentichi la dialettica servo-padrone di Hegel

                o anche l’impossibilità di un mondo di soli Alfa di Huxley

                ma anche l’apologo di Menenio Agrippa

                o anche tu speri nei Robot, intesi come il creatore del termine?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “cinicamente”

                Non finché la manodopera migrante costerà meno di quella robotica. Un congolese che scava il coltan è competitivo rispetto a un’intelligenza artificiale che guida una pala meccanica allo stesso modo. Non scordiamo Pareto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “se entri”

      Questo è semplicemente falso.

      Nel 1993 partecipai a un seminario di fisica a Oxford, dove l’ospite d’onore, un ex collega del direttore dell’Istituto organizzatore, era un climatologo. Ci ragguaglio’ sullo stato dell’arte.

      Riassumendo, nel 1993 gli studiosi erano divisi a metà. Gli uni prevedevano un progressivo raffreddamento del clima su scala globale a seguito dell’aumento delle polveri e della fuliggine in atmosfera. Era la teoria della “snowball Earth”, islirata a quea del ” nuclear winter”. Si rifacevano a Carl Sagan. Gli altri prevedevano un aumento della temperatura per effetto serra. Si rifacevano a Svante Arrhenius.

      Il conferenziere concluse che “allo stato attuale, la nostra capacità di predire il clima futuro è sostanzialmente zero”.

      Questo, nel 1993.

      Negli anni successivi, la progressiva riduzione delle superfici ghiacciate nell’Artico e non solo ha ridotto la riflessione della radiazione solare verso lo spazio esterno da parte della Terra. Ciò ha provocato una serie di circoli viziosi che hanno dato ragione ad Arrhenius.

      Il clima è certamente caotico, ma questo non vuol dire che sul termine di qualche decennio -un battito d’ala di farfalla, sui tempi geologici- la sua evoluzione non sia ormai chiara. L’imprevedibilità del caos climatico interviene sui millenni, non sui decenni.

      Ma quello che più conta, e che distingue il discorso razionale dall’affabulazione complottista, è che sia Sagan sia Arrhenius formulavano previsioni chiare, la cui falsificazione nega la validità della teoria in contrasto con le osservazioni.

      Poco conta che sia Gea o sia la hybris umana la responsabile (anche se due conti di combustione ci fanno subito capire che Gea è innocente).

      Climatismo o no, la CO2 intrappola il calore. Sarà comunque meglio per tutti che le emissioni di CO2 scendano.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        ““se entri”

        Questo è semplicemente falso.”

        Più che altro mi sono espresso male.

        Io personalmente ritengo che abbia ragione la stragrande maggioranza di scienziati che dicono che 1) è in corso un serio cambiamento climatico e 2) che la causa è umana.

        Detto questo, io non sono assolutamente in grado di sostenere un dibattito sul tema con un avversario minimamente preparato:

        “Ah sì, dici che sta diventando sempre più caldo? E se invece di ripetere a pappagallo gli slogan dei gretini, ti mettessi a studiare, sapresti che a Mestre le temperature medie sono scese di diversi gradi nel corso degli ultimi due decenni!”

        E magari è vero, ma non ho le competenze per sapere che la (ipotetica) stazione meteo di Mestre si trovava accanto a una fabbrica che poi ha chiuso.

        Io sono in grado di sostenere discussioni sui “dati” su una gamma molto limitata di temi (diciamo, sulla gentrificazione in Oltrarno, forse).

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “Oltrarno”

          Infatti, non era una critica a te. Era una denuncia del solito complottismo che vede la congiura dei cattivi potenti nemici dell’umanita’ produrre una ideologia o una condotta (sia essa la pedofilia in Qanon, il climatismo qui, il complotto Kalergi per i sovranisti nostrani, la Judokommunia per quelli polacchi, la “cultura della morte” per wojtyla, i Protocolli dei Savi di Sion per i nazisti, le oscure forze della reazione in agguato per gli stalinisti…) atta a nascondere le malvagie trame dei potenti. Mettersi Ockham sotto i piedi, insomma.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            la Cultura della morte è una ipotesi indebita e non necessaria?

            quindi la accettazione e legalizzazione di aborto ed eutanasia non esistono, giusto?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “la Cultura della morte è una ipotesi indebita e non necessaria?

              quindi la accettazione e legalizzazione di aborto ed eutanasia non esistono, giusto?”

              Io sono un grande ammiratore delle Culture della Morte: quella messicana dai Nahua alla Santa Muerte, quella del “Memento mori” e del Barocco. Ma anche dei penitenti che si frustavano in piazza, o delle esecuzioni in pubblico.

              Oggi vedo una rimozione totale della Morte: basta vedere le mascherine con cui le persone vanno in giro.

              Casomai c’è l’idea che la Vita deve essere sempre sprint e figo e al top, tipo pubblicità: e siccome la Vita non può essere così, perché è inseparabile dalla Morte, allora si deve reintrodurre di soppiatto una versione anestetizzata della “uscita dalla vita” per certi casi.

              D’altra parte, l’eutanasia nasce come “tecnotrucco” per controbattere gli effetti dei “tecnotrucchi” medici.

              Un tempo non c’era bisogno di staccare la spina, perché nessuno era attaccato alla spina.

              • mirkhond scrive:

                “D’altra parte, l’eutanasia nasce come “tecnotrucco” per controbattere gli effetti dei “tecnotrucchi” medici.

                Un tempo non c’era bisogno di staccare la spina, perché nessuno era attaccato alla spina.”

                Infatti. L’eutanasia è la risposta all’accanimento terapeutico, impensabile in un contesto in cui la scienza era più arretrata.

              • daouda scrive:

                strana questa visione: quindi la dislessia è la risposta all’alfabetizzazione?

              • mirkhond scrive:

                “strana questa visione: quindi la dislessia è la risposta all’alfabetizzazione?”

                ????????????????

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “esistono”.

              Sì, fortunatamente esistono. Ma non sono necessariamente il frutto del complotto di chi segue la Morte piuttosto che la Vita, come nella paranoica pastorale del noto ‘santo subito’.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

        • daouda scrive:

          la CO2 intrappola calore ossia lo stabilizza. La CO2 aumenta all’aumentar del riscaldamento non il contrario , ergo la causalità che ci spacciano gli allarmisti è del tutto inversa ( considerando ovviamente che la CO2 non è inquinante ).

          Ora se uno mente è perhé ha un interesse, a meno che mente perché stupido, ma qualcun altro comunque ci svolta.

          Abilmente ci parlano di CO2 e Metano, mica di come stiamo deturpando ed inquinando il mondo…alché però dicono “ehi sconquassi per il riscaldamento” e mica si chiedono se le alluvioni più frequenti ( tipo Genova ) non sia no perché costruisci troppo su un letto del fiume ormai attufato e da case e da detriti del tutto impensabli con gli sviluppi del passato.
          La colpa è del caldo! No , stronzo pezzo di merda, la colpa è della tua urbanistica a cazzo di cane se crepa la gente, assassini!
          BAsti vedere l’Aquila. Alcune case vecchie di secoli resistettero, le strutture nuove antisismiche no. Chiaramente la colpa è del cambiamento climatico, che iscriverà i terremoti nelle sue implicazioni in futuro.

  75. Fuzzy scrive:

    https://it.hideout-lastation.com/recycled-art-66-masterpieces-made-from-junk
    E perché queste opere fatte con i rifiuti sono opere d’arte? Perché sono state fatte con il cervello, oppure con la mente, oppure con la testa.

  76. MOI scrive:

    Sulla Toxic Masculinity dei JEDIs … be’, temo abbia ragione Peucezio : non si può fingere di non vedere che sono idee egemoni nelle Università più prest1igiose degli Stati Uniti !

  77. MOI scrive:

    Provate a ripescare un semplice film “comico” a caso, “normale”, vecchio di almeno 30 anni .. e immaginate se qualcosa di tal fatta venisse prodotto oggi. Persino quelli più “progressisti e impegnati” vengono stigmatizzati perché nessuno vuol più fare la fatica di contestualizzarli. E se ne fanno di nuovi ambientati all’ epoca , scattano gli anacronismi obbligatori :

    e dire che ancora negli Anni Novanta sentivo ripetere che ciò che caratterizzerebbe un “Intellettuale” da una persona comune sarebbe la capacità di contestualizzare e storicizzare le cose … mah !

    • MOI scrive:

      In Italia è ancor più evidente , visto che abbiamo la famosa “Arretratezza Culturale” rispetto ai Norreni e agli AngloSassoni … 😉

  78. Francesco scrive:

    >>> Più in generale,
    le ideologie non nascono e non vengono portate avanti per interesse.
    La gente CREDE.

    siamo sicuri? non è che non appena una ideologia ha successo un sacco di gente finge di credere per conformismo, quieto vivere, desiderio di saltare sul carro del vincitore, desiderio di potere, trovare figa, arraffare appalti e altre cose molto sane, anche se non sempre nobili?

    in quanto tempo essere cristiani è passato da un modo per essere carne da leoni a essere la normalità dei funzionari imperiali? idem per il professarsi fascisti o comunisti

    ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “siamo sicuri? non è che non appena una ideologia ha successo un sacco di gente finge di credere per conformismo”

      Vero, e avviene anche prima.

      Per avere successo, occorre organizzarsi.

      Per organizzarsi, occorre trovare soldi, manipolare il prossimo, scendere a compromessi, mentire, far fuori concorrenti…

      E devi far finta che il tuo eccelso ideale coincida con la tua umanissima organizzazione.

      Funziona molto bene se si mente innanzitutto a se stessi.

      La WWF, insomma.

      • Francesco scrive:

        No, credo che sapere di mentire sia una precondizione del vero successo.

        E se vedi tutte le organizzazioni cadono in mano a chi finge di credere, tra lo scandalo dei veri e antichi credenti (tranne quella protetta dallo Spirita Santo, e a malapena).

      • Miguel Martinez scrive:

        Quando si passa dall’ideale all’organizzazione, il vuoto in mezzo viene colmato dalla retorica: la Patria, la Pace, l’Ambiente, l’Inclusione,i Diritti Umani, la Verità, il Socialismo…

        Alla fine collassa tutto, per fortuna.

  79. Peucezio scrive:

    Roberto,
    “la figa è sempre stata e sempre sarà il motore dell’umanità.”

    In un certo senso è vero, ma in modo indiretto.
    Freud parlava di sublimazione.

    Esistono epoche di maggiore esuberanza sessuale ed epoche più represse. Non parlo di repressione imposta brutalmente dall’esterno, stile Talebani, ma di repressione interiorizzata.
    Nell’Occidente di oggi questa repressione interiorizzata è endemica. Soprattutto nei ceti alti. Molto meno fra le cowgirl del wyoming, certo!

    Per cui si può anche elucubrare, fondatamente, sul fatto che il fanatismo ideologico sia una forma di espressione della sessualità. Ma in forma molto indiretta, deviata, nascosta. Oltre a essere una sublimazione classica, è una forma di sessualità narcisista. Cioè m’innamoro del mio schema ideologico e, cieco all’alterità, interpreto il mondo come una proiezione dei miei deliri.
    Il narcisismo è la cifra nevrotica e infetta della contemporaneità.
    Ma anche il narcisismo è una pulsione sessuale.
    Così come l’omosessualità. Lì, almeno quando si tratta di omosessualità maschile, la figa non è contemplata.
    Eppure gli omosessuali sono molti più di un tempo, anche tenendo conto di chi lo nascondeva (tenendo conto che un conto è la borghesia, ma nel mondo popolare questi nascondimenti erano maldestri: in fondo non si nascondeva nulla).
    E anche quella è una forma di sessualità parzialmente narcisistica: non amo me stesso, ma amo il mio simile: non sono attratto dall’alterità, dalla complementarità dell’altro sesso: non c’è polarità.
    E poi ci sono le donne, che oggi contano molto più di un tempo. Quindi, anche se tutti fossero eterosessuali non repressi, la figa, scusa l’ovvietà, interesserebbe solo metà della società.

    Quindi direi semmai che, come insegnava il buon Sigmund, senz’altro il sesso è il motore del mondo. Ma la figa non è più il centro di tutto ciò come lo era un tempo.

    • PinoMamet scrive:

      Insomma, mi stai dicendo che tra quei tizi ci sarà stato qualche omosessuale 😀

      Probabile, ma tutto sommato, beh… no, continuo a credere che fossero morti di figa 😉

      • Peucezio scrive:

        Che ti devo dire, ognuno ha le sue legittime credenze.

        Insisto che avete visto troppe commedie all’italiana. Esattamente come me, solo che so distinguere un’antropologia di oggi da una degli anni ’70.

      • PinoMamet scrive:

        Mah, ti dirò, seriamente
        (cioè, con il massimo della serietà che merita l’argomento)

        io non credo che questi siano personaggi da commedia all’italiana.

        L’ho scritto: credo siano personaggi piuttosto tristi. Se non fossero tristi, non avrebbero bisogno di scrivere certe cose.

        Ci credono? Certamente ci crederanno. Non penso che fingano. Ma anche credendoci, resta un modo squallido per far bella figura sulle colleghe autrici;
        ancor di più perché ci credono.

        • Peucezio scrive:

          Secondo me resti ancorato a categorie desuete.

        • PinoMamet scrive:

          Peuce’, io resto ancorato all’essere umano…

          • Peucezio scrive:

            A parte che anche l’essere umano è un costrutto culturale (ci sono culture che operano partizioni trasversali alla classificazione di specie, pensa al totemismo, alla partecipazione mistica con animali, oggetti, fenomeni atmosferici, all’idea c’è un’alterità ontologica frai membri della comunità e i forestieri, ecc.), ma il punto è che tu identifichi con l’essere umano la tua sensibilità, condizionata dalla tua epoca, generazione, ambiente, ecc.
            E fondi su ciò un presunto universalismo antropologico.
            Sto schematizzando, non voglio attribuirti un’operazione così grossolana. Ma insomma, in forme più raffinate, di questo si tratta.

          • Peucezio scrive:

            Peraltro ciò che sta saltando sono proprio gli universali antropologici.
            Siamo cioè al post-culturale, a una cesura ontologica.
            Pensa al matrimonio omosessuale, che è un inedito culturale assoluto.

            • Francesco scrive:

              siamo a una cultura che opera una cesura con la realtà/natura, tradendo se stessa

              l’uomo è un essere culturale non vuole dire che sia un essere che vive nelle bugie che si inventa, IMHO

              anche perchè le bugie hanno davvero le gambe corte

          • PinoMamet scrive:

            Ma no Peucezio…

            Io mi aspettavo questa tua obiezione, ma qui è proprio fuori luogo.

            Cioè, tu scrivi più sopra che gli autori di questo articolo non lo fanno per fare colpo, e guarda, potrei con molta buona volontà crederlo;

            Ma quando io ti chiedo, pensi veramente che esista qualche giovanotto eterosessuale che non vuole fare sesso?
            Tu rispondi di sì, che ci credi. E qui onestamente non riesco a seguirti più.

            Qui non c’è costrutto culturale che tenga: tutti vogliono fare sesso, da Trieste in giù e anche in su, dagli Eschimesi agli Zulù, tutti, perdonami, hanno delle erezioni e hanno l’istinto a riprodursi, altrimenti saremmo già estinti o la natura, chissà, ci farebbe riprodurre per scissione o per partenogenesi.

            Non si tratta nemmeno di Homo Sapiens: penso che il discorso si applichi perlomeno a tutti i mammiferi, non voglio allargarmi sui rettili o gli anfibi che vallo a sapere, ma perlomeno per i mammiferi sì, cribbio.

            E non credo valga neppure l’obiezione “ma allora i gay”, perché i gay hanno lo stesso istinto, solo di-vertito (pervertito, si diceva prima del politicamente corretto) su un altro obiettivo, e lì magari i costrutti culturali c’entrano.

            Ma un gay non ha nessunissimo motivo, neanche culturale o politico, per scrivere quella roba.

            Allora trovo più sensata l’ipotesi di Paniscus dello scherzo…

            • Francesco scrive:

              >>> Ma quando io ti chiedo, pensi veramente che esista qualche giovanotto eterosessuale che non vuole fare sesso?

              Secondo me di studi sul crollo della attività sessuale negli ultimi decenni ce ne sono parecchi. Con mille spiegazioni, anche se sotto credo ci sia il meccanismo intravisto da Miguel: Mamma Natura tira i freni ai suoi figlioli che hanno troppo successo competitivo. Sia agendo sulla capacità di riprodursi, sia sulla volontà di farlo, sia addirittura su quella di scopare.

              E direi che lo fa con clamoroso successo!

              • PinoMamet scrive:

                ??
                Conosci qualcuno che non vuole scopare?? Davvero? Davvero??

              • PinoMamet scrive:

                Crollo dell’attività sessuale, può anche darsi (ho i miei dubbi, ma tutto può essere).

                Crollo della volontà di fare sesso, non credo proprio.

                Anzi, direi che è proprio la discrepanza tra le due cose (volontà di fare sesso, possibilità di farlo offerta dalla società) a essere una delle maggiori fonti di insoddisfazione del maschio bianco eterosessuale moderno.

                Non ci provi? Sei uno sfigato “simp” al quale non darla mai.
                Ci provi? Sei un maniaco, un pervertito che chiama il gatto.

                Non ci sono scelte, e credo sia proprio questo a spingere alcuni a provarle tutte, compreso scrivere assurdi articoli pseudo femministi.

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              se parliamo degli altri mammiferi hai ragione.
              Ma che per l’uomo, grazie a dei costrutti culturali, esista la repressione, non come repressione esterna, ma come autorepressione interiorizzata, direi che ci sono pochi dubbi.
              La sublimazione allora cos’è? Gli uomini che non scopano perché si sfogano sul lavoro accumulando miliardi (mica sono tutti come Berlusconi, anzi, lui scandalizza perché è un’eccezione)?
              È vero che ci sono meno occasioni di scopare, ma intanto questo dimostra che da qualche parte la repressione c’è: se gli uomini non scopano, vuol dire che le donne non vogliono scopare e anche questo in sé è innaturale.

              Ma tu parlavi dei masch