Burocrazia cinica (2)

alla prima parte

Siamo partiti da una minuscola ma significativa goccia: il nuovo regolamento del Comune di Firenze per le aree cani.

Ci sono (teoricamente) 46 aree cani a Firenze.

Tra le norme, troviamo ad esempio il divieto di giocare con i cani perché ciò potrebbe “creare fonti di eccitazione”.

Questa è la classica cosa che gli italiani buttano sul personale. I burocrati sarebbero persone che si inventano cavilli assurdi per rendere difficile la vita alla gente normale. Anzi, “burocrate” è diventato una specie di insulto (mentre è ovvio che caratterialmente sono in media come tutti gli altri).

Anch’io una volta probabilmente ragionavo così, ma frequento burocrati da abbastanza tempo, da riuscire a ricostruire, nell’immaginazione, ciò che deve essere successo.

Un giorno, nell’Area Cani n. 23, il padrone di un cane ha lanciato un frisbee. Il cane di un altro gli è corso dietro, i due cani hanno litigato e si sono fatti leggermente male.

E siccome uno dei due padroni è un avvocato, ha pensato bene di chiedere un risarcimento al Comune perché manca il divieto di lanciare dei frisbee.

Il cerino è rimasto in mano a un burocrate, che ha pensato a salvarsi inventando un nuovo divieto.

Il burocrate ha tutte le ragioni.

Anzi, sicuramente quella volta lì, in quell’area cani, sarebbe stato molto meglio se quel canaro avesse lasciato il frisbee a casa.

Il nuovo divieto che il burocrate impone ha però necessariamente due caratteristiche.

Uno, deve coprire anche casi futuri. Che non saranno mai identici, ma solo simili. Se un padrone, invece di un frisbee, lanciasse un bastone? Oppure una palla? Oppure qualunque altra cosa?

Quindi per un incidente specifico, si crea un divieto il più possibile generico.

Due, il divieto deve essere identico ovunque. Non solo nell’Area Cani 23, quindi, ma anche in quella 1, 2, 3, 4…

E’ un Principio di Prevenzione mille volte più esigente di quello richiesto dai critici dei vaccini.

In tutto questo, il Burocrate non ha mai consultato un padrone di cani, un esperto di cani e nemmeno un cane.

Ha consultato la Tabella Rischi Legali per Funzionari, stilata da altri Burocrati come lui: denuncia per non aver messo un cartello di divieto, rischio 10; denuncia perché tutti i cani della città si ammalano lentamente di depressione canina difficilmente diagnosticabile, rischio 0.

Il Burocate ha deciso da solo, ma ha deciso per padroni e cani, e i padroni (e i cani) che non obbediranno potranno essere puniti.

Ora – ambasciatore non porta pena – conosco gente che dirà che i padroni dei cani sono stati già consultati.

Se ho capito bene, ragionanon così:

“Come tutti i cittadini, i padroni dei cani hanno votato tre anni fa per i candidati alle elezioni comunali che i partiti avevano presentato loro; e gli eletti hanno approvato in Consiglio Comunale il nuovo regolamento, scritto dai burocrati.”

Ricapitoliamo: Tizio ha votato per il Partito che ci Doveva Salvare dagli Immigrati, Caia ha votato per il Partito che ci Doveva Salvare dai Fascisti, e quindi hanno solo se stessi da rimproverare, se quelli che hanno votato hanno deciso che loro non possono più giocare con i propri cani.

Per fortuna in Italia esiste ancora un ampio margine di libertà: tutti potranno continuare a fare ciò che vogliono nelle aree cani (anche i clochard e/o i drogati, che ripeto non hanno uno spazio proprio, ma hanno un sano bisogno anche loro di vita all’aperto).

Se i pochi vigili che ci sono dovessero pure occuparsi di queste cose…

Come dicono qui sempre al Comune, “va tutto bene finché non succede qualcosa“.

E quando succederà qualcosa, il Burocrate sarà al sicuro da eventuali rischi legali, e potrà scaricarli tutti sui padroni dei cani.

Perché ritengo fondamentale questa storiella?

Perché è un minuscolo esempio, molto facile da analizzare, di un meccanismo che attualmente governa l’intero pianeta.

Ora, qual è l’essenza di questo processo di Prevenzione Totale?

Poniamo che esista un Bosco, ed esista un Deserto.

Il Bosco è ricco di una diversità incredibile di vita, dove nessuna specie riesce a sopraffare l’altra, e che sviluppa da solo forme di coesistenza spontanee, non programmabili. Ma ci sono anche lupi e altri animali pericolosi.

Il Deserto è una non vita, sterile, dove tutti i granelli di sabbia sono identici agli altri. Ma non ci sono i lupi. E nemmeno nient’altro di vivo.

In questo contrasto sta l’essenza di tutta la questione ambientale: senza biodiversità, senza varietà imprevedibile, senza l’incontrollabile, ci estingueremo tra breve. Però in un ambiente uniforme e sterile.

Il Burocrate è uno sterilizzatore su grande scala: per eliminare un solo lupo in un solo angolo del bosco, ordina l’uccisione di ogni mammifero del bosco; per rimuovere i rami su cui qualcuno potrebbe inciampare, fa tagliare tutti gli alberi.

Insieme, capitalisti e burocrati hanno trasformato, come dice in maniera brillante Christopher Hadley, il landscape in blandscape, il blandorama uniforme e quantificato, i campi industriali con pochissime specie di prodotti, la cementificazione degli spazi periurbani, l’estinzione delle specie e dei dialetti…

Ovviamente la questione dei cani di Firenze fa sorridere a confronto, ma i meccanismi di livellamento sono identici.

Si può facilmente dire, “non c’è alternativa“, e temo che sia vero: il processo della distruzione di ogni diversità, l’atomizzazione e il controllo stanno accelerando a una velocità incredibile l’autodistruzione dell’umanità. E siccome la causa della catastrofe sta nella pretesa di controllare, il controllo non può essere la soluzione.

Ma proprio perché è di dimensioni minime la questione delle aree cani, è proprio uno di quei casi in cui l’alternativa esiste.

Il Comune di Firenze si dichiara infatti disponibile a

stipulare convenzioni e accordi per la gestione e la manutenzione degli spazi con associazioni”

Siccome è proprio la roba di cui ci occupiamo noi, ci permettiamo di tradurre dal burocratese.

“Cerchiamo canari disposti a sborsare 200 euro per registrare un’associazione all’agenzia delle entrate e impelagarsi in un mare senza fine di carte e rischi di controlli..

… allo scopo di vigilare affinché gli altri canari eseguano gli editti emanati dal Comune e per risparmiare un po’ di soldi al Comune stesso occupandosi di piccoli lavori di manutenzione.

Mettendoci soprattutto la Firma, perché la responsabilità legale possa ricadere su di loro e non sui Burocrati”.

Eppure idealmente, potrebbe essere il contrario: i canari amano davvero i loro cani e ci tengono ai luoghi dove li portano, hanno probabilmente ciascuno tante capacità diverse. E gestire un’area cani non è mica difficile come gestire un sistema fognario.

Si potrebbero affidare le aree cani ai loro utenti, con un minimo assoluto di regole dall’alto. Lasciando che ogni area si crea le proprie regole da sé, secondo la propria esperienza, reale, vissuta e concreta, anche cambiandole di settimana in settimana.

Come quando si lascia incolto un terreno cementificato, ne verrebbe fuori con il tempo un Bosco, una biodiversità di luoghi, alcuni belli, altri brutti…

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321 risposte a Burocrazia cinica (2)

  1. Francesco scrive:

    Mah, questa cosa che sarebbe tanto bello lasciare il Bosco come è e crepare tutti noi umani, bisognosi di quel minimo di ordine che fa gridare le brave beghine al Deserto mi convince poco.

    Sarà che ho visto un pò di posti nel Lazio settentrionale e non mi pare che l’ambiente antropizzato sia così desertico e uniforme e brutto, anzi.

    Certo, serve un minimo di spirito yankee o romanesco per cui nella vita può capitare di incappare in un cinghiale. Fateci portare lo schioppo!

    Ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “Mah, questa cosa che sarebbe tanto bello lasciare il Bosco come è e crepare tutti noi umani, bisognosi di quel minimo di ordine che fa gridare le brave beghine al Deserto mi convince poco.”

      Ma perché usi parole come “tanto bello” e “far gridare le brave beghine”?

      Non c’è nulla per cui tifare, e infatti come vedi io difendo il Burocrate, che penso sia una tappa inevitabile della storia umana.

      Chiedo semplicemente di capire che:

      1) ciò che chiamiamo “Democrazia” non è democrazia, è Burocrazia. Che può anche essere un sistema migliore della democrazia, semplicemente evitiamo di usare parole che nel contesto sono sbagliate.

      2) che la Burocrazia, per prevenire qualunque rischio o problemi, opera una sorta di sterilizzazione generale. Un po’ tipo, “visto che il batterio x fa male, eliminiamo dalla faccia della terra ogni batterio” (dico apposto batterio e non virus), e che questo può avere conseguenze catastrofiche.

      3) E che questa “sterilizzazione” generale è parallela alla devastazione ambientale, che è anch’essa soprattutto una riduzione della biodiversità, e che crea forme di vita sempre più fragili.

      4) E che in questo momento, l’incombente catastrofe ambientale dovrebbe essere il punto di riferimento ultimo di tutte le domande che ci poniamo (a meno che tu non sia uno terrapiattista scettico climatico).

      Non capisco poi il senso di mettere a confronto paesi a regime energetico totalmente diverso, come Haiti e l’Italia, per dire che “si sta meglio in Italia”.

      Si sta ancora meglio nel palazzone dello sceicco miliardario di Dubai, che giustamente non scambierebbe casa sua con la mia.

      • Francesco scrive:

        1) totalmente falso, almeno nell’accezione che l’umanità meno MM da della parola “democrazia”
        2) abbastanza caricaturale, ci sono burocrazie in grado di spaccare il capello il 128 e di prendere decisioni. Che so, creare il sistema di mega scuole superiori miste per quartieri e razze e usare la Guardia Nazionale contri i renitenti
        3) non vedo alcuna analogia, è come dire che la foresta pluviale è una perdita di bio-diversità perchè tutte le forme di vita devono adattarsi a convivere
        4) in effetti sto diventando da un lato terrapiattista intellettuale, dall’altro stoico. più che altro per l’apparente ineluttabilità del Fato

        ciao

        PS cosa c’entra qui Haiti?

        • 'Alam al-Mithal scrive:

          Miguel, ho mandato affanculo Contropiano perchè era diventato l’araldo dell’apocalisse. Da te invece mi sembra(va?) venire un atteggiamento migliore, del tipo “siamo nella merda, stanno per fare l’onda, ma proviamo a nuotare e vediamo cosa fare man mano”. Ultimamente mi sembra, però, che parli spesso di estinzione con un tocco, o più di un tocco, di fatalismo. E’ così?

          E comunque, per te e Francesco che dice “in effetti sto diventando da un lato terrapiattista intellettuale, dall’altro stoico. più che altro per l’apparente ineluttabilità del Fato”: ma credo che l’amor fati stoico non debba diventare fatalismo. Io penso che l’amor fati debba voler dire accettare la situazione quale essa è (nei limiti di quanto è possibile capire effettivamente quale essa è) ma non per accettarla passivamenre, perchè non si può cambiare, se va cambiata, senza comprensione di come è ora.

          • Francesco scrive:

            a volte sei troppo fine per uno come me … certo che hai ragione ma se davvero stanno sparendo gli insetti mi resta solo il fatalismo (o l’alcolismo)

            devo rileggere La strada

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Alam

            “Miguel, ho mandato affanculo Contropiano perchè era diventato l’araldo dell’apocalisse.”

            Non lo sapevo… lo leggo volentieri di tanto in tanto per notizie specifiche, ma credevo fossero troppo marxisti per apocalittare!

            • 'Alam al-Mithal scrive:

              https://contropiano.org/news/scienza-news/2020/02/01/per-chi-suonera-la-mezzanotte-0123574

              L’ho già postato un’altra volta, ma è solo perchè si tratta di un articolo particolarmente rappresentativo.

              A Napoli ho assistito ad un incontro tipo questo

              https://contropiano.org/fattore-k/2019/10/30/imperialismi-in-stallo-i-comunisti-le-crisi-e-le-alternative-per-il-xxi-secolo-0120213

              Da suicidio, credimi (sul serio, ero assaidepresso): cumuli di analisi apocalittica, nessuna proposta.
              Comunque, il problema è il tono generale, l’assenza di prospettive, solo cumuli di analisi del negativo. E alla fine una parte delle analisi finisce per essere falsata da questo atteggiamento, dato che tutto quel che non rientra nella loro ristretta visione del mondo è negativo e, a partire da questo, alcune delle loro prospettive del “positivo” (non proposte, quelle latitano)… ah non esattamente auspicabili, heh.

              Per alcuni articoli specifici, tipo quelli economici di Claudio Conti che riporta e commenta quelli di Guido Salerno Aletta, il livello è buono. Quindi, secondo me, è ancora possibile usarlo in maniera limitata, ma accettare la visione del mondo “globale” del giornale/della Rete dei Comunisti è suicida.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ‘Alam

                “Per alcuni articoli specifici, tipo quelli economici di Claudio Conti che riporta e commenta quelli di Guido Salerno Aletta, il livello è buono. Quindi, secondo me, è ancora possibile usarlo in maniera limitata, ma accettare la visione del mondo “globale” del giornale/della Rete dei Comunisti è suicida.”

                Leggendo l’articolo, mi trovo totalmente d’accordo con te.

                I comunisti fanno spesso analisi molto azzeccate.

                Ma sono sempre analisi di guerra: ci siamo Noi e il Nemico, e ogni vittoria del Nemico è una Nostra sconfitta.

                Riunioni di questo tipo sono dedicate a raccontare, ad una ad una, tutti i trionfi del Nemico.

                Per questo cerco, uno, di evitare di avere dei Nemici.

                Due… diciamo che il blog è “politico”, per semplificare, e spesso si parla effettivamente con toni negativi, anche se spero senza “Nemici”.

                Ma la mia pratica “politica”, cioè le attività che faccio nella “polis”, è esclusivamente “positiva”. Non partecipo a manifestazioni “contro”, non cerco nemmeno voti “per” un partito “contro” un altro. Cerco di occuparmi solo di come si possano costruire delle cose.

                E questo psicologicamente aiuta parecchio.

    • Fuzzy scrive:

      https://www.scienzenotizie.it/2021/08/27/cinghiali-salvano-compagni-intrappolati-in-gabbia-gli-scienziati-straordinario-segnale-di-empatia-0947655
      I cinghiali dovrebbero finire intrappolati, poi sedati e poi non si sa, così non c’è il rischio che ci si spari addosso per scacciarli.
      Ma occhio che sono dei tipi empatici.
      Per certi versi anche meglio degli umani.
      Saranno loro ad ereditare la terra?
      Secondo me si, a giudicare dalla loro capacità di diffondersi….

  2. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    I will show you fear
    in a handful of dust

    Hai appena descritto la strada verso l’annientamento.

    Sei peggio del Signore delle Mosche di Holding.

    Si formerebbe la Lega del Barboncino contrapposta al Partito del Dobermann.

    E gli Adoratori Del Guinzaglio affronteranno i Liberatori Dalla Museruola.

    E dopo la Ragnarok canina…
    ne resterà soltanto uno.

    E sui nuovi padroni di cani che timidamente si affacceranno sullo spiazzo lasciato libero dalle bestie sbranate si imporrà la volontà del più gelido di tutti i mostri, colui che fu creato per non temerne nessuno, il sauro sulle cui scaglie d’oro sta scritto “Tu Devi”:

    lo Stato.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Hai appena descritto la strada verso l’annientamento. ”

      Un tempo (per ideologia) ragionavo anch’io così.

      Poi l’esperienza mi ha insegnato che cresce un po’ di tutto, nascono molti conflitti, ma alla fine ci si conosce, tutti sanno di avere rapporti, debiti e crediti verso altri, che tutti possono tornare utili, che si conoscono i pregi, ma anche i difetti degli altri. Il tutto grazie anche all’infinito circuito dei pettegolezzi, delle piccole complicità, dei piccoli tradimenti, che mantengono viva la comunità.

      In queste condizioni, ho visto che si riesce ad accettare anche qualche persona veramente odiosa, che sembra fare ciò che vuole, ma il prepotente si perde tutto ciò che di buono gli può derivare da contatti umani: nessuno si prenderà cura dei suoi cani quando va in vacanza.

      Non è un Paradiso di Fratelli, ma alla fine poggio e buca fanno piano. E alla fine il luogo somiglia a chi ci vive, non alla testa di chi non ci ha mai messo piede, ma ha deciso come deve essere.

      Poi, certo, parlo solo del mio vissuto.

      • 'Alam al-Mithal scrive:

        “E alla fine il luogo somiglia a chi ci vive, non alla testa di chi non ci ha mai messo piede, ma ha deciso come deve essere.”

        Molto bello. In Rocky Balboa c’è una battuta, rovesciata ma analoga, qualcosa come “penso che se vivi in un posto molto a lungo, diventi quel posto”.

  3. Fuzzy scrive:

    Che poi quello che ha scritto il signore delle mosche era un maestro con idee naziste.
    Un caso analogo è capitato realmente negli anni 60 (sorvolo sui dettagli) e si è visto che
    I ragazzi pur in condizioni ambientali difficilissime, se la sono cavata egregiamente suddividendosi le mansioni e mettendo in atto delle strategie per sedare i contrasti.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Fuzzy

      “I ragazzi pur in condizioni ambientali difficilissime, se la sono cavata egregiamente suddividendosi le mansioni e mettendo in atto delle strategie per sedare i contrasti.”

      Credo che sia un’esperienza riscontrata da tanti studi storici e antropologici.

      Poi ripeto, non siamo nel Paradiso dei Fratelli: siamo piuttosto nello stagno dove i rospi si mangiano le zanzare, qualche falco si mangia i rospi ma alla fine dell’anno, ci sono sempre zanzare, rospi, falchi e un gran numero di piante.

      • Miguel Martinez scrive:

        Il burocrate sente che allo stagno ci sono le zanzare, e qualche cittadino si lamenta. Così ci fa passare sopra i droni con gli insetticidi.

        E muoiono le zanzare, e poi i rospi e i falchi.

        Poi dopo un po’ rinascono le zanzare, che sono tignose, ma non rinascono rospi o falchi.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “zanzare”

          Dimentichi Pareto. Fra una società collaborativa con rospi e zanzare e una gerarchica con solo le zanzare, alla lunga prevale la seconda (almeno se comprende un numero sufficiente di individui, diciamo moto maggiore del numero di Dunbar).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Dimentichi Pareto.”

            hominem unius libri timeo

            • Miguel Martinez scrive:

              Che poi esiste anche la società conflittualcollaborativa.

              E lì non so quale sia il Numero di Dunbar.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Dunbar”

                Ne ho parlato in un post qualche giorno fa, mi scuso per la concisione. Dunbar è un primatologo che scoprì una relazione fra il numero di neuroni della corteccia cerebrale dei primati e il numero di individui della stessa specie con cui il primate ha rapporti affettivi (di amicizia, amore o di odio) nel corso della sua vita. Maggiore il numero di neuroni, maggiore il numero di individui con cui si hanno rapporti “personali”, affettivi. Estrapolando all’Homo sapiens si ha 250. Cioè, se ci si rapporta con gruppi di molto più di 250 persone si perde il contatto emotivo, semplicemente perché il cervello non ce la fa a gestirne troppi. Si ha la folla anonima, il ” popoloso deserto che chiamano Parigi” della Traviata. Rapporti personali significativi sarebbero dunque possibili solo in comunità con una dimensione massima di 250 membri.

                “Conflittualcollaborativa”

                Che cos’e? Non avevo mai sentito questo termine prima.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                Andrea, è tutta fuffa. Non scomodo neanche la differenza tra correlazione e causazione. Questo modo di fare neuroscienze capisce poco del cervello e nulla della mente.

              • Francesco scrive:

                sì caro Alam ma … al Partito quella differenza interessa?

                io temo di no

                ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              Repetita juvant.

              Ceterum censeo, Paretum memorandum esse.

              Ave!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                in verità sei fissato su due tre concetti o citazioni

                il che è poco sano

                chi era che a 80 anni imparava ogni giorno qualcosa di nuovo?

    • Peucezio scrive:

      Fuzzy,
      “Che poi quello che ha scritto il signore delle mosche era un maestro con idee naziste.”

      Peraltro lì si tratta di ragazzini, non di adulti.

      A me pare quello il descrimine decisivo: un mondo senza adulti si autodistruggerebbe.
      Non c’entra il comunitarismo. La creazione di aggregazioni per età, sesso e altre caratteristiche è orizzontale, tipica delle Gesellschaften, è proprio il contrario del modello comunitario.

      • Fuzzy scrive:

        Mi dispiace, ma di quello che hai scritto non ci ho capito una mazza, comunque la storia vera e a quanto pare unica di un gruppo di ragazzini finiti a convivere per un certo periodo su un’isola deserta si è conclusa nel migliore dei modi, peraltro dimostrando che la natura umana non è poi così malvagia,
        L’episodio fa parte di questo libro che non ho ancora finito di leggere. Qui ne trovi una recensione.
        https://www.theguardian.com/books/2020/may/12/humankind-a-hopeful-history-by-rutger-bregman-review
        Sarei curioso di leggere una discussione fra te e Alam, per vedere se vi capite a vicenda
        Eh,eh, scherzo. Sono io che ho dei limiti

  4. Francesco scrive:

    Pino ha appena inventato un nuovo coso, che ha chiamato lo automobile. Il giovine Maurizio, colmo di ardore e impeto, ci è saltato sopra ed è partito lancia in resta, peccato che imboccata la discesa del vecchio mulino ha perso il controllo del mezzo e si è ribaltato, perendo nell’incidente. Grande costernazione nel popolo.

    Il Capovillaggio Peucezio incarica il suo fido consigliere giuridico Roberto di sistemare la cosa.

    Ora Roberto può

    1) proibire ogni invenzione diabolica e far bruciare sul rogo Pino per fornicazione col demonio
    2) proibire ogni automobile e far distruggere i resti di quello di Pino sulla pubblica piazza, magari mentre è su un bel cavallo
    3) sentire Mastro Andrea, esperto di meccanica del villaggio, e scoprire che in Somalia hanno inventato una cosa chiamata “freni”. Al che Roberto scrive un editto per cui ogni automobile dovrà essere dotato di freni che permettano di controllarne la velocità, per poter circolare sulla pubblica via.
    4) farsi dare 20 talleri da Pino per stabilire che la colpa è solo del giovinastro che ha rubato lo automobile.

    insomma, non mi pare che il problema sia la Burocrazia in sè

    • roberto scrive:

      bellisimo, complimenti!
      🙂

      ps. 4 ovviamente

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “Pino ha appena inventato un nuovo coso, che ha chiamato lo automobile.”

      Fantastico!

      E totalmente d’accordo, spieghi perfettamente come nasce il meccanismo che crea una casta che decide, senza consultarsi con gli interessati, cosa devono fare gli altri.

      Parte proprio dall’aumento di “Movimento Energetico” in una società che permette l’insorgenza di nuovi problemi.

      E che ogni giorno emana nuovi limiti, che devono essere immediatamente generalizzati.

      Ora, premesso che almeno dopo l’ultimo rapporto dell’IPCC, se non siete terrapiattisti climatoscettici, la questione numero uno è quella ambientale, qual è l’impatto di questo meccanismo reciproco dello sviluppo del capitalismo (che si basa sempre sul “controllo” sull’ambiente) e dello sviluppo della burocrazia (che si basa sul “controllo” degli attori umani)?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “umani”

        Lo sviluppo di una nuova casta di tecnocrati, simile a quella dei mandarini nel “comunismo asiatico” della classica descrizione marxiana.

        Mastro Andrea è quasi in pensione, ma non ha dubbi che una nuova casta salterà fuori.

        O sarà capace di ridurre al minimo le vittime di eventi stile Zattera della Medusa, o sarà travolta… per essere sostituita da un’altra casta più efficiente.

        https://it.wikipedia.org/wiki/La_zattera_della_Medusa

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • firmato winston scrive:

        IPCC: la sua preoccupazione non e’ genericamente ambientale, e’ climatologica. Ce lo ha scritto nel nome. Tant’e’ che si preoccupa solo della CO2, da cui lo sbucaltamento minerario mondiale che sta indirettamente promuovendo per ricavare i materiali necessari alla conversione alle rinnovabili, e di cui non gli frega assolutamente nulla.

        Capitalismo: lo sfruttamento dell’ambiente piegandolo alle proprie esigenze comincia con l’agricoltura, non con il capitalismo. Come ha detto Pino in un commento precedente, mezzo secolo fa in italia c’era MOLTA meno natura, perche’ eravamo ancora una societa’ dalla cultura contadina a bassa intensita’ energetica: una tale societa’ sfrutta il territorio fin nei suoi recessi piu’ marginali, perche’ deve ricavare dalla sola terra tutto cio’ di cui ha bisogno, e non e’ in nulla una societa’ rispettosa della natura. I paesaggi agricoli non sono naturali, sono artificiali e addomesticati. Tant’e’ che l’ambientalismo nasce nelle citta’, e tuttora fa ridere i veri contadini.
        Guarda l’afganistan: quando mai c’e’ stato il capitalismo, li’? Eppure e’ una pietraia assolata, ridotta cosi dall’eccessivo sfruttamento agricolo e pastorale dei suoi prima 10 milioni e oggi 40 milioni di abitanti, che hanno grattato il suolo fertile fino al sasso. Chiedi a Jacopo.

      • Francesco scrive:

        >>> come nasce il meccanismo che crea una casta che decide, senza consultarsi con gli interessati,

        appena ho tempo scrivo cosa succederebbe se ci fossero le consultazioni e perchè il savio Peucezio le evita come i lebbrosi e i catari

    • PinoMamet scrive:

      Molto bello!

      naturalmente i punti 1 e 2 sono possibili solo in una società autoritaria, e il 3 in una società autoritaria E molto bene organizzata.

      Rimane perlappunto il 4…

  5. Mauricius Tarvisii scrive:

    Ma il Comune che si spaventa perché uno minaccia una causa per la mancata messa al bando dei frisbee è normale? Io se abitassi a Firenze inizierei a farci un pensiero sulle cose che potrei ottenere con minacce di lite temeraria a raglio…

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “Ma il Comune che si spaventa perché uno minaccia una causa per la mancata messa al bando dei frisbee è normale? ”

      Certo, lo stesso problema c’è in tutta Italia.

      Il fatto che tanti lo trovino sorprendente, mi fa sospettare che partecipino poco alla vita della propria comunità territoriale.

      • Miguel Martinez scrive:

        Dico “in tutta Italia” per precauzione, l’unico altro paese che conosco un po’ in questi campi è l’Olanda, e lì ho visto che effettivamente gli amministratori mi guardavano sbalorditi.

        Ma penso che sia l’Olanda a essere strana, non l’Italia.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Il fatto che tanti lo trovino sorprendente, mi fa sospettare…”

        No, il fatto è che ho visto anch’io decisioni di questo genere, ma solitamente erano prese ad alto livello (di giunta, cioè) e da parte di amministrazioni particolarmente incapaci: non era colpa della macchina burocratica, ma proprio del decisore politico.
        Se la macchina burocratica agisce come un pessimo decisore politico, vuol dire che è una macchina peggiore della media. Bisognerebbe quindi chiedersi il perché.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per MT

          “No, il fatto è che ho visto anch’io decisioni di questo genere, ma solitamente erano prese ad alto livello ”

          Ma certo, quando si decide di fare il tram a Firenze, di espandere l’aeroporto o di bloccare un processo partecipativo critico verso la vendita di un enorme complesso a un miliardario argentino, si tratta di decisioni “politiche”, mica sono colpa dei funzionari.

          Poi ci sono decisioni politiche molto piu piccole che i politici prendono direttamente contro i funzionari, in genere appoggiandosi alla Banca Padrona. Ma in quel caso i funzionari sanno spesso difendersi in modo anche abbastanza pesante.

          Infine, ci sono le decisioni di “ordinaria amministrazione”, che sarebbero quelle che riguardano realmente i cittadini, e quelle sono dei funzionari. Tipo aree cani, parcheggi, ecc.

          Comunque quando il Direttore Generale del Comune dice no al sindaco, è no.

          • Miguel Martinez scrive:

            Immagino che ci sia una differenza fondamentale.

            Quando il PO area cani viene denunciato dal tizio il cui cane è stato morso, può ricorrere alla propria assicurazione legale e/o all’avvocato del Comune.

            L’avvocato del Comune è unanimamente considerato uno dei piu scarsi di Firenze.

            Se si tratta invece dell’aeroporto, del mega-appalto per il tram o di tutta l’altura di San Giorgio ceduta al miliardario argentino (che farà una funivia direttamente attraverso Palazzo Pitti per i suoi futuri inquilini, contro il parere del direttore degli Uffizi e di tutti i geologi), lì a difendere il funzionario ci sono avvocati “privati” di tutt’altra capacità.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Se il Comune ha un pessimo avvocato significa proprio che la macchina comunale è pessima. Quindi burocrate impreparato, che sente un avvocato impreparato e giunge a conclusioni demenziali.
              Ma perché c’è una tale concentrazione di cialtroneria da portare al divieto di far rincorrere al proprio cane un bastoncino?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Se il Comune ha un pessimo avvocato significa proprio che la macchina comunale è pessima.”

                No, mi sono espresso male.

                Non è un pessimo avvocato.

                Semplicemente, ogni volta che il Comune rischia una causa, si chiede, “chi è l’avvocato dall’altra parte?”

                Se l’avvocato dall’altra parte può contare su cento giovani laureati volenterosi pronti a fare ricerche di ogni tipo, l’avvocato del Comune, per quanto bravo, non può vincere.

                E quindi il Comune sa che è meglio scendere a patti subito, piuttosto che perdere disastrosamente, e pagare molto di piu.

                E’ una questione di numero di cannoni, non della qualità dei generali.

              • roberto scrive:

                Ma andiamo Miguel!

                Non hai bisogno di 100 schiavi per fare una ricerca. ti basta un computer e sapere dove cercare

                Non posso nemmeno dirti di vedere meno film Americani perché mi sa che non ne guardi tanti

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “ti basta un computer e sapere dove cercare”

                Penso che l’attività di consulenza giuridica non sia mai stata meno labour intensive.

        • firmato winston scrive:

          @MT
          “colpa del decisore politico”

          Mi sa che il decisore politico che non vuole finire in galera da subito oltre ad essere chiamato a rifondere con i propri beni il “danno erariale”, oggi interpella l’ufficio legale e tutti i servizi tecnici di cui dispone prima di muovere anche solo un dito.
          E’ una questione alquanto indicibile ma che oggi ogni tanto trafila nel dibattito pubblico.
          La politica non decide quasi piu’ nulla, e lo si vede anche in pratica, negli ultimi trent’anni abbiamo cambiato TUTTI i possibili partiti di governo, ma del trend generale che descrive Miguel non e’ mai cambiata una virgola.
          La situazione si e’ rovesciata, dai tempi delle varie immunita’ legali e/o di fatto.
          Tant’e’ che adesso ho l’impressione che si presentino in politica solo i deficienti e i “delinquenti naturali”, cioe’ quelli che o non hanno capito nulla di come girano le cose, oppure l’hanno capito benissimo e visto che in tribunale ci si va lo stesso fan man bassa per se’ e il proprio clan. Almeno ci vanno per qualcosa, e con i mezzi materiali per difendersi.

          Il che pero’ non e’ che abbia moderato l’esercizio del potere, anzi! Ormai il delirio regolamentativo e sanzionatorio segue un percorso automatico che si alimenta da se’, secondo il principio che “di piu’ e’ meglio”.

          A parte che e’ nella orgogliosa tradizione politica per cui siamo noti nel mondo, il machiavellismo, teorizzare che il “delinquente naturale”, lo psicopatico che manipola il mondo senz’altro interesse che per i propri peraltro meccanici e insensati scopi, sia il politico ideale… certo che per teorizzarlo e sbandierarlo, bisogna essere coglioni forte. Bisogna essere… orgoglioni.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ma dai, parliamo di decisori che si spaventano per robe tipo la causa per il divieto di frisbee: è gente che realmente non ha nessuna competenza ed è consigliata da tecnici ancora meno competenti.

            • firmato winston scrive:

              Mah, io frisbee saranno 40 anni che non ne vedo, ma qua dentro imparo che ci sono personaggi tipo la sardina-capo bolognese che ne sono adepti: puo’ darsi che anche dalle parti fiorentine sia tornato di moda e quindi per alcuni sia molesto, da cui l’immediato “compagni qui ci vuole subito una legge!”.

              Comunque, lasciamo perdere i frisbee e guardiamo ai monopattini elettrici: quell’affare la’ e’ sicuramente l’uso piu’ intelligente e proficuo della mobilita’ elettrica, molto piu’ che elettrificare auto e bici, la prima perche’ serve una montagna di costosi materiali, la seconda perche’ non serve dato che ha gia’ i pedali, e infatti ha grande successo e la gente lo usa volentieri anche PERCHE’ non e’ regolamentato. Ma vedi che basta un incidente in capo al mondo, strapubblicizzato dai media che sono vere e proprie canaglie, perche’ SUBITO si invochi a leggi speciali che lo regolamentino strettamente.

              Con questa cultura di base ragazzi, figuratevi se poteva non esserci una reazione isterica al covid, che e’ pure un “nemico subdolo e invisibile”.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per MT

              “Ma dai, parliamo di decisori che si spaventano per robe tipo la causa per il divieto di frisbee”

              Allora, io non ho fonti segrete su cos’abbia portato a questo regolamento.

              Semplicemente, parlo di situazioni che ho vissuto decine di volte, e ho ricostruito per analogia.

              Basta pensare alla frase, “va tutto bene, finché non succede qualcosa”.

              D’altra parte, ho visto mezzo Comune sotto processo perché al Belvedere non era stato messo un cartello con scritto OCCHIO DIRUPO dove c’era un dirupo evidentissimo, e qualcuno ci ha lasciato le penne.

              Un sacco di gente nella pubblica amministrazione ha passato anni e anni di processi per questioni di questo tipo, in cui formalmente potevano avere torto per “negligenza”; e i media non aspettano altro che metterli alla gogna, oltretutto.

              • Francesco scrive:

                non so

                a Milano hanno fatto alcune delle piste ciclabili più alla cazzo e pericolose del mondo

                o in Comune hanno avvocati cazzutissimi o proprio non si pongono il problema, della causa che i genitori del primo ragazzino morto potrebbe fargli per aver agito con assoluta negligenza

                e altre le hanno lasciate senza manutenzione per decenni, pareva di stare a Chernobil

                per me è vero che a Firenze siete anomali

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “a Milano hanno fatto alcune delle piste ciclabili più alla cazzo e pericolose del mondo”

                Beh, anche a Firenze hanno fatto chilometri e chilometri di “piste ciclabili”… passando su strade trafficate con un mezzo che lascia per terra dei segni, senza nessuna barriera fisica, nemmeno i piroli che fanno rumore quando ci passi sopra con la ruota.

                Ovviamente questi spazi vengono usati come parcheggi, quando non vengono percorsi direttamente dalle auto.

                Ma presumo che lì sia tutto in regola: anche se qualche ciclista ci muore, basta aver correttamente segnalato (non isolato) la pista ciclabile secondo le norme nazionali.

              • Miguel Martinez scrive:

                Il Comune così riesce a vincere due volte: aumenta di molti chilometri le piste ciclabili guadagnando un sacco di punti EcoGreenTransizionisti, senza togliere nulla agli automobilisti, che manco se ne accorgono.

              • firmato winston scrive:

                @fra
                “a Milano hanno fatto alcune delle piste ciclabili più alla cazzo e pericolose del mondo”

                dato che da decenni vado solo in bici, conosco solo i miei stretti paraggi, ma credo che le facciano dappertutto a cazzo, per norma nazionale. Chi ha fatto quelle norme, non deve mai essere salito su una bici _per spostarsi dal punto A al punto B_.
                Ti tocca andare per strada, e il bello e’ che ti prendi pure la multa perche’ c’e’ la pista ciclabile.
                Comunque a mio avviso le piste ciclabili non servono a nulla. Aumentano enormemente la probabilita’ di scontro fra la bici e le automobili che escono dalle laterali, specie le piste controsenso (che poi sono sempre controsenso, essendo a doppio senso) che all’automobilista, poveraccio anche lui, gli servirebbero almeno altri due occhi uno per parte per capire se e da dove arriva il ciclista.

              • Francesco scrive:

                no FW

                la differenza tra una pista ciclabile fatta bene e una fatta male è abissale

                il problema è scegliere se circolare come a Il Cairo o come a Berlino: sta tutto nella persona (e nel vigile che “incoraggia” la persona)

              • werner scrive:

                Visto che si cita Berlino… A Berlino più di dieci anni fa ricordo di aver visto piste ciclabili che erano una striscia di trenta centimetri sul marciapiede. Eppure tutti le rispettavano e i ciclisti potevano pedalare a velocità sostenuta.

                In Olanda, nello stesso periodo c’erano piste stupende in mezzo al parco, ma anche piste che erano un pezzo di carreggiata delimitato da una riga a terra a fianco della corsia delle auto. Eppure anche lì rispetto assoluto da parte di pedoni ed automobilisti.

                Insomma, è vero che in Italia capita spesso di vedere piste ciclabili assurde e pericolose. Ma anche la pista migliore del mondo non serve a molto se poi te la trovi occupata da tre pedoni che camminano fianco a fianco con borse e passeggini.

              • Francesco scrive:

                per questo ho comprato un campanello cinese e grido con fare minaccioso “attenzione”

                nei miei spazi sono un naziclicista

              • firmato winston scrive:

                @werner
                “una striscia di trenta centimetri sul marciapiede”

                Vai sulla strada e tieni la estrema destra ed e’ la stessa cosa. Col vantaggio che agli automobilisti che escono dalle laterali non gli piovono addosso ciclisti da tutte la parti tranne che, per adesso, dal cielo 🙂
                Quasi tutti i ciclisti “stesi” lo sono dalle laterali, non dal retro, persino prima delle piste, ciclisti che all’epoca perlomeno arrivavano sempre e solo da sinistra come le altre auto – adesso ti arrivano da destra e sinistra contemporaneamente! Oltre al fatto che sulle piste, che sono a doppio senso e piene di strettoie e trabocchetti, e’ molto facile scontrarsi anche fra ciclisti – nonche’ travolgere la vecchietta che esce sul marciapiede dal portone di casa – da cui i mille segnali e sbarre e scalini che mettono in mezzo. Io piuttosto che rischiare di travolgere e ammazzare qualcuno (un anziano basta che cada a terra) vado sulla strada e mi prendo la multa.

                Circa l’olanda, scusate se e’ lungo ma la vera bibbia del traffico da conservare a tramandare e’ questa (e’ la mentalita’ protestante: liberta’ e responsabilita’, che e’ opposta a quella fascio-comunista-cattolica, dirigismo e irresponsabilita’, cosi’ bene e sistematicamente espressa da tutti i credenti/boyscout qui presenti).
                Lo metto in fondo senno’ e’ troppo stretto.

                Ah, la stessa differenza culturale la constatate nelle politiche di reazione al covid.

  6. Miguel Martinez scrive:

    allora, io non mi lamento, perché per ho scelto di dedicarmi a queste cose.

    Ma pensate al Canaro Medio che vuole dare una mano all’area cani, dando una mano al Comune.

    Noi abbiamo costituito un’associazione due anni fa e speso 200 euro per farla registrare presso l’Agenzia delle Entrate , e da allora abbiamo un Codice Fiscale.

    Ma per fare qualunque cosa (tipo un accordo con il Comune) devi anche essere iscritto al Registro delle Associazioni di Promozioni Sociali della Città Metropolitana (e per mandare la richiesta, devi mandare la PEC all’Ufficio Volontariato del Comune).

    Solo per presentare la richiesta, devi aspettare un anno da quando sei iscritto all’Agenzia delle Entrate.

    Dopo mesi che abbiamo presentato la richiesta (con copie delle delibere delle nostre assemblee, i codici fiscali di tutti i membri del Direttivo, ecc.) ci hanno detto che era intervenuta una circolare dell’Agenzia delle Entrate (perché “fare un’associazione” per questo sistem è sinonimo di “cercare di fare soldi”, anche se vuoi solo gestire un’area cani), che richiedeva una revisione, non dello Statuto che sarebbe semplice, ma dello stesso Atto Costitutivo.

    E così abbiamo rivisto l’Atto Costitutivo, lo abbiamo riportato all’Agenzia delle Entrate (non ti dico dei casini per riuscire ad arrivarci con il Covid9, e alla fine è arrivato questo confortante messaggio (provate a leggerlo, almeno in parte, ad esempio la splendida espressione Ufficio Responsabile P.O. Turismo, Cultura, Demidoff, Sociale):


    Atto Dirigenziale
    N. XXXX del 13/08/2021
    Classifica: 012.03.01 Anno 2021 (Proposta n° 11357/2021)
    Oggetto L.R.T. 42/2002 E DECR. LGS 117/2017. REGISTRO REGIONALE
    DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE: ISCRIZIONE
    DI “YYYYY“ ALLA SEZIONE “B”, ARTICOLAZIONE
    CITTÀ METROPOLITANA DI FIRENZE
    Ufficio Redattore P.O. TURISMO, CULTURA, DEMIDOFF, SOCIALE
    Ufficio Responsabile P.O. Turismo, Cultura, Demidoff, Sociale
    Riferimento PEG 18
    Resp. del Proc. DOTT.SSA ZZZ ZZZ
    Dirigente/Titolare P.O. ZZZZZZ

    La Titolare P.O.
    VISTA la Legge Regionale 9 dicembre 2002, n. 42 e ss. mm. “Disciplina delle Associazioni di promozione sociale.
    Modifica all’articolo 9 della legge regionale 3 ottobre 1997, n. 72 (Organizzazione e promozione di un sistema di diritti di cittadinanza e di pari opportunità: riordino dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari integrati)”, per la quale sono considerate Associazioni di promozione sociale le associazioni , riconosciute o non riconosciute, i movimenti e i gruppi con i requisiti di cui all’art. 8, costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale, a favore di associati o di
    terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati;
    VISTO che all’art. 2, comma 2, della L.R.T.42/2002 si definisce attività di utilità sociale quelle attività tese al
    conseguimento di finalità di valenza collettiva, espletate nei settori: ambientale-turistico, culturale-educativo e di
    ricerca etica e spirituale, sociale, socio-sanitario, sanitario, sportivo-ricreativo, della tutela dei diritti;
    VISTO l’art. 3 della L.R.T.42/2002 che istituisce il Registro Regionale delle Associazioni di promozione sociale,
    articolato per Province, e l’art. 4 della stessa legge che conferisce alle Province tutte le funzioni concernenti la
    tenuta di questo Registro Regionale;CITTÁ METROPOLITANA DI FIRENZE
    Atto Dirigenziale n. 2519 del 13/08/2021
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    DATO ATTO che, ai sensi dell’art.8 della legge regionale in parola, possono iscriversi al Registro sopra citato le
    Associazioni in possesso dei requisiti di cui all’art. 2, comma 1, e all’art. 5, comma 1, che hanno (lettera a) sede
    legale in Toscana e sono costituite da almeno un anno, ovvero che hanno (lettera b) una sede operativa in
    Toscana, attiva da non meno di un anno e che, in questo caso, sono iscritte al Registro Nazionale delle
    Associazioni di promozione sociale (di cui all’art. 7 della Legge 383/2000);
    DATO ATTO che l’art. 9 della L.R.T. 42/2002 stabilisce che ogni articolazione di livello provinciale del Registro
    Regionale, comprendente le Associazioni di promozione sociale con sede legale o con una sede operativa nella
    Provincia di riferimento, sia suddivisa in tre sezioni così distinte: sezione “A”, nella quale sono iscritte le
    associazioni che hanno i requisiti di cui alle lettere a) e c) dell’art. 8, che in Toscana hanno un numero di soci non
    inferiore a diecimila, ovvero una presenza organizzata in almeno tre Province, a condizione, in quest’ultimo caso,
    che le associazioni medesime risultino costituite da tre o più anni e dimostrino di aver svolto, per lo stesso
    periodo, attività continuativa; sezione”B”, nella quale sono iscritte le associazioni che hanno i requisiti di cui alle
    lettere a) e c) dell’art. 8, e che non soddisfano le ulteriori condizioni richieste per l’iscrizione alla sezione “A”;
    sezione “C”, nella quale sono iscritte le associazioni che hanno i requisiti indicati nelle lettere b) e c) dell’art. 8;
    DATO ATTO che ai sensi dell’art.10, comma 3, le associazioni possono essere iscritte in un’unica articolazione
    di livello provinciale, e che ai sensi dell’art. 9, comma 2, le associazioni, iscritte nell’ambito di ciascuna sezione del
    Registro Regionale, sono ordinate in base al proprio settore di attività prevalente;
    RICORDATO l’art. 1, comma 16 della Legge 7/04/2014, n. 56, con cui si prevede che dal 1 gennaio 2015 la
    Città Metropolitana subentra alla Provincia e succede ad essa in tutti i rapporti attivi e passivi e ne esercita le
    funzioni;
    RICORDATO che la medesima Legge 7/04/2014, n. 56, nell’individuare le funzioni fondamentali delle Città
    Metropolitane e delle Province, rinvia a successivi atti della Regione o dello Stato la determinazione in ordine al
    mantenimento o meno delle funzioni, da adottare entro i termini previsti dalla legge medesima (c. 91 e segg.);
    VISTO l’art. 5, comma 8, della LRT n. 22 del 3 marzo 2015 “Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della legge 7
    aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni ). Modifiche alle leggi
    regionali 32/2002, 67/2003, 41/2005, 68/2011, 65/2014” che attribuisce alla Città Metropolitana di Firenze, in
    continuità con l’esercizio già di competenza della Provincia di Firenze, la tenuta degli Albi Regionali del Terzo
    Settore;
    DATO ATTO altresì che l’Amministrazione della Città Metropolitana, ove siano accertati i requisiti necessari,
    delibera o meno l’iscrizione al Registro Regionale delle varie Associazioni dandone comunicazione al Comune
    territorialmente competente e alla Regione Toscana;
    VISTO il Regolamento attuativo della L.R.T. 42/2002, che ai sensi dell’art. 17 della legge in parola e ai sensi ai
    sensi dell’art. 19 della LRT 1° marzo 2016 n. 21, recante “Riordino delle funzioni di tenuta degli albi regionali del terzo
    settore ai sensi della l.r. 22/2015. Modifiche alle leggi regionali 28/1993, 87/1997 e 42/2002”, è stato approvato dal
    Consiglio Metropolitano di Firenze con Delibera n. 25 del 09/03/2017, secondo il quale (art. 4.6) in merito al
    provvedimento di iscrizione provvede il Dirigente responsabile della tenuta del Registro, con specifico atto, entroCITTÁ METROPOLITANA DI FIRENZE
    Atto Dirigenziale n. 2519 del 13/08/2021
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    sessanta giorni dal ricevimento della domanda, a meno che, ai fini dell’istruttoria, non si richieda di integrare la
    documentazione, nel qual caso sono sospesi i termini suddetti (art. 4.8);
    VISTO l’art. 4.3 del Regolamento sopra citato che indica tra la documentazione necessaria per l’iscrizione: copia
    dell’atto costitutivo e dello statuto, con data ufficialmente accertabile, l’elenco nominativo di coloro che
    ricoprono le diverse cariche sociali, e una sintetica relazione descrittiva della fisionomia istituzionale
    dell’associazione, con riferimento all’attività svolta negli ultimi tre anni di vita oppure se è di più recente
    costituzione, al periodo intercorrente fra la data di costituzione e quella della richiesta di iscrizione al Registro;
    VISTO il Decreto Legislativo n. 117 del 03/07/2017 (“Codice del Terzo Settore”);
    PRESO ATTO che ai sensi dell’art. 101, comma 2, Decreto Legislativo 117/2017 “fino all’operatività del Registro
    unico nazionale del Terzo settore, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall’iscrizione degli enti
    nei Registri Onlus, Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di promozione sociale e Imprese sociali”;
    VISTA la domanda per l’iscrizione alla Sezione “B” del Registro dell’Associazione di Promozione Sociale
    “xxxxxx, con sede legale nel Comune di FIRENZE, Via di
    xxxxxx, trasmessa dal Comune di Firenze, il 07/04/2021, prot. n. 17924/2021, ai sensi della LRT
    21/2016, art. 14, comma 2;
    VISTA l’integrazione pervenuta dall’Associazione il 19/07/2021, prot. n. 35903/2021;
    RILEVATO che detta Associazione si è costituita il 15/14/2020 e, in data 10/06/2021, è stata convocata
    l’Assemblea straordinaria — il cui verbale è stato registrato all’Agenzia delle Entrate il 06/07/2021 — per
    allargare la base sociale ai sensi dell’art. 35 del Decreto legislativo 117/2017;
    RILEVATO che detta Associazione ha svolto prevalentemente attività nel Settore CULTURALE EDUCATIVO;
    RILEVATO che l’Associazione nominata non risulta iscritta al Registro Regionale delle Associazioni di
    Volontariato, di cui alla L.R.T. 28/93 e successive modifiche;
    DATO ATTO della corrispondenza della documentazione presentata con quella richiesta dalla legge in parola
    per l’iscrizione alla Sezione “B” del Registro;
    DATO ATTO che la documentazione relativa alla domanda di iscrizione è conservata agli atti dell’Ufficio Politiche
    Sociali della Direzione “Risorse umane e Organizzazione” di questa Amministrazione;
    VISTO l’art. 6, comma 2°, punto g), della Legge 15.5.1997, n. 127, “Misure urgenti per lo snellimento dell’attività
    amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo” che affida al Dirigente l’emanazione di attestazioni,
    comunicazioni, certificazioni etc.;
    VISTO lo Statuto della Città Metropolitana di Firenze, approvato con Deliberazione della Conferenza
    Metropolitana n. 1 del 16/12/2014;
    RICHIAMATI
     l’Atto del Sindaco metropolitano n. 8 del 28/1/2021 con cui è stato approvato il Piano
    Esecutivo di Gestione per l’anno 2021, con la conseguente assegnazione del personale alle direzioni
    dell’Ente;CITTÁ METROPOLITANA DI FIRENZE
    Atto Dirigenziale n. XXXXX del 13/08/2021
    4/4
     l’Atto del Sindaco metropolitano n. 35 del 27/05/2021 con cui è stata istituita una nuova
    posizione organizzativa “Turismo, Cultura, Demidoff, Sociale” nell’ambito della Direzione “Risorse
    umane ed Organizzazione”;
    – l’Atto dirigenziale n. 2082 del 30/6/2021 con cui è stato conferito alla sottoscritta l’incarico di Posizione
    Organizzativa “Turismo, Cultura, Demidoff, Sociale”;
    RILEVATA pertanto la propria competenza in merito;
    DISPONE
    per i motivi sopra espressi,
    1. l’iscrizione dell’Associazione di Promozione Sociale “YYYY“, C.F./P.IVA
    WWWWWW, con sede legale nel Comune di FIRENZE, Via …. alla Sezione “B” del
    Registro Regionale delle Associazioni di promozione sociale, Articolazione Città Metropolitana di Firenze, per il
    Settore di attività prevalente CULTURALE-EDUCATIVO, ai sensi e per gli effetti della L.R.T. 42/2002 e
    dell’art. 101, comma 2, del Decreto Legislativo 117/2017;
    2. che il responsabile del procedimento è la sottoscritta;
    3. la notifica del presente atto all’Associazione citata, al Sindaco del Comune in cui si trova la sede
    dell’Associazione e alla Regione Toscana per la pubblicazione, per estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione.
    Firenze, 13/08/2021
    IL FUNZIONARIO
    ZZZ ZZZZ
    “Documento informatico firmato digitalmente ai sensi del T.U. 445/2000 e del D.Lgs 82/2005 e rispettive norme collegate, il quale sostituisce
    il documento cartaceo e la firma autografa; il documento informatico è memorizzato digitalmente ed è rintracciabile sul sito internet per il
    periodo della pubblicazione: http://attionline.cittametropolitana.fi.it/.
    L’accesso agli atti viene garantito tramite l’Ufficio URP ed i singoli responsabili del procedimento al quale l’atto si riferisce, ai sensi e con le
    modalità di cui alla L. 241/90 e s.m.i., nonché al regolamento per l’accesso agli atti della Città Metropolitana di Firenze”

    • Miguel Martinez scrive:

      Da notare che secondo la Città Metropolitana, l’Associazione si è costituita in data ” 15/14/2020″. A questo punto diventa una data ufficiale, su cui bisogna basare ogni altra decorrenza.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      Stai barando.

      Ogni documento deve presentare l’elenco dei testi giuridici e amministrativi che ne giustificano l’esistenza.

      Chi volesse fare ricorso ha così gli strumenti per intervenire (cioè, per fare intervenire gli avvocati).

      Poi è chiaro che il nocciolo del documento sono quelle tre righe in cui vi si dà o si nega l’autorizzazione.

      Vale così per le encicliche (stracariche di citazioni di testi ecclesiastici, altre encicliche, Bibbia e simili). Vale per tutte le relazioni ingegneristiche su cui ho messo gli occhi in trentacinque anni. Vale anche (in forma diversa) per gli articoli di fisica. La più prestigiosa rivista di fluidodinamica, Journal of Fluid Mechanics, per principio rigetta qualunque articolo che non gabbia un buon quarto delle sue pagine fatto di rassegna dei lavori precedenti del settore.

      In uno dei più belli racconti di Asimov si vede come le più cruciali e sagge decisioni per la vita dell’Impero sono prese da oscuri funzionari negletti da tutti. Ciu En Lai difese con la propria persona l’ingresso degli immensi Archivi di Stato di Pechino dalla furia iconoclasta delle Guardie Rosse durante LS Rivoluzione Culturale. L’Imlero Romano vive ancora, ricorda Carlo Martello nel Paradiso di Dante, ché “l’uomo è vive”: nelle sue pandette. Confucio diceva che primo dovere del governante è restaurare le parole, mica abolirle.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        vive=cive (=cittadino)

      • daouda scrive:

        la prossima legge deve implicare lo scrivere i commi riferiti coinvolgendo le annesse giustificazioni di principio da cui promanerebbero in ottemperanza a) per uccidere gli avvocati b) per stabile amministrativamente con timbro qualsivoglia malinterpretazione.
        DIfatti se una cosa è indeducibile è autoevidente, ma se rimandi sempre , di rimando in rimando, fai fare solo i soldi a tutti i coinvolti…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “Stai barando.

        Ogni documento deve presentare l’elenco dei testi giuridici e amministrativi che ne giustificano l’esistenza. ”

        Non capisco.

        Certo che quando hanno chiesto di riscrivere l’Atto Costitutivo, hanno anche messo per intero la relativa circolare dell’Agenzia delle Entrate, con tutte le giustificazioni di legge.

        Io ho messo solo l’atto finale di riconoscimento, non capisco perché omettere le giustificazioni di legge della domanda di riscrittura dell’Atto Costitutivo sarebbe “barare”.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “non capisco”

          Tu puoi rivolgersi alla Pubblica Amministrazione con una petizione, una richiesta ecc. senza dover citate tutta la giurisprudenza, i regolamenti ecc. che la tua domanda coinvolge.

          La P.A. NON può rispinderti, invece, senza citare tutto ciò. Perché la P.A. non è, come te un cittadino: ha un potere immenso che il singoli cittadino non ha. Se a parere del cittadino la P.A. commette un abuso, allora può (da solo, se sa, altrimenti tramite avvocato) chiedere conto e fare ricorso. Ma per farlo ha bisogno di sapere quali sono tutte le pezze d’appoggio su cui la P.A. si è basata. Solo a quel punto un’autorità terza (un altro ente P.A., un ombudsman, o al limite un giudice) può decidere se la P.A. ha agito secondo le leggi o no. Ma se non si da di che leggi stiamo parlando, come fa?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      In effetti bastava il richiamo alla legge, i due-tre punti che parlano della vostra associazione et c’est tout….

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “In effetti bastava il richiamo alla legge, i due-tre punti che parlano della vostra associazione et c’est tout….”

        Infatti, ho solo raccontato della richiesta di riscrivere l’Atto Costitutivo, non ho messo i richiami alla legge.

      • Francesco scrive:

        in Italia, in tutte le leggi che ho visto, fanno invece così, mettendo una lenzuolata di riferimenti, incomprensibili per i comuni mortali

        magari utili per gli avvocati, che non ricordassero al volo quale Convenzione Europea regola gli accoppiamenti tra asini e cavalle

        • roberto scrive:

          sarebbe molto utile in caso di diniego.

          per dire, tutti i riferimenti relativi alla competenza della funzionaria hanno un senso se respinge la domanda perché magari posso verificare se veramente aveva il potere di farlo. ma se accoglie la domanda perché?

          comunque poco male, basta saltare le prime 2564 righe e andare al dispositivo

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Così ti basta salvare un’unica bozza sul desktop invece che due!

            • roberto scrive:

              sai che fatica…comunque in effetti anche se una lenzuolata di parole è esteticamente fastidiosa, non mi pare un grande disagio per il cittadino che riceve una decisione favorevole

  7. daouda scrive:

    mi sembra voi stiate abilmente depistando.

    Se la burocrazia, stanti la media dei bambocci in altezza, stabilisce che le ringhiere devono essere di 1 metro e 50 per dire, cosa c’è di male?
    L’imprenditore non vuole burocrazia perché se potesse non rispetterebbe un cazzo di nulla, in quanto merda.
    Quindi, di cosa state parlando, fatto presente che la burocrazia se fosse efficiente sarebbe la rovina di tutti? Qual è dunque la sua natura?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Daouda

      “Se la burocrazia, stanti la media dei bambocci in altezza, stabilisce che le ringhiere devono essere di 1 metro e 50 per dire, cosa c’è di male?
      L’imprenditore non vuole burocrazia perché se potesse non rispetterebbe un cazzo di nulla, in quanto merda.”

      Mi sembri ADV!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        In effetti… 🙂

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • firmato winston scrive:

        Cioe’, un comunista!

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Fw

          Cioè, un uomo civile.

          Down with Thoreau!

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • firmato winston scrive:

            @adv
            “Cioè, un uomo civile.”

            Gia’, da cui discende che chi non e’ come te e’ incivile.
            Vuoi la rissa subito o ti va bene anche dopo?
            A volte e’ davvero difficile trattenersi.

            • Francesco scrive:

              no, forse non conosci bene il nostro ADV

              lui mi ha tolto il posto di stalinista del blog da tempo ed è andato oltre ogni mio exploit

              non cerca la rissa, prepara direttamente i gulag

              🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “gulag”

                Macche’. 🙂

                Come dicono i taoisti, “il tempo è una macina che raffina l’uomo giusto fino alla perfezione, e l’ingiusto fino alla distruzione”.

                E come dice Confucio (per par condicio): ” il primo dovere del governante è restaurare le parole”.

                Io modestamente tengo solo a utilizzare il vocabolario con rigore, evitando malintesi linguistici che sono alla radice della maggior parte dei nostri guai.

                Si chiama lao-gai.

                🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                Andrea Di Vita
                Si chi

              • Francesco scrive:

                senti, da uno che usa “comunista” con accezione positiva posso accettare prima una pallottola in testa che una lezione sull’uso delle parole!

                per non parlare degli ALTRI tuoi maestri

                ti salva solo che sono mezzo ligure

                😀

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Fw

              “rissa”

              No, basta intendersi.

              Per me chi lascia spazio all’evasione fiscale è complice.

              Mi ci incattuvisco anche più che contro gli astrologi e certi antinucleari. 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                “astrologi”

                Qual’è il tuo quadro astrale (anche il rettangolo spazio-temporale va bene)? Magari può spiegare perchè ce l’hai tanto con l’astrologia 🙂

              • firmato winston scrive:

                @adv
                Per me invece il vero delinquente e’ chi continua, per vilta’ e opportunismo, ad alimentare il sistema con le sue tasse.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ daouda

      Concordo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        sbagliato

        l’imprenditore non vuole regole PRIMA di essere condannato a risarcire dei danni che ha provocato

        poi vuole regole, attenendosi alla quali sia al sicuro da probemi

        saluti compagni

        😀

      • daouda scrive:

        mortacci tua! Tutti ti eloggiano solo perché io sembro te…se te sembravi me, tutti te inzultavano.

        Se non sei cojone hai capito che sei strumentale. Io dico il bene comune, te dici il bene statale, perché fai schifo.
        Tanto schifo fai che i cojoni più cojoni de te qua sopra, parlando co te, se sò contaminati e quinni accusanime de n’famia burlescamente, sò compromessi e degni schifosi che se devono verognà de svortà battute impossibili quindi invereconde.
        Io nun me contamino manco si te metto la lingua n’gola ad André, sò inespuggnabbile.
        Ora visto che pure te sei così vecchio porco, difetto de natura, epperò te chiami comunista, me fa ride, e me fa ride che esista na costituzione o no statuto invece der “Libbbro” come direbbe Fabbio di Ninno.
        Visto che me fa ride tutto riderò dunque pure delle battute, però come vedete se mànno fatto scrive ste fantasmaghorie nun m’avevano fatto ride.

        N’avete riso? Cazzo m’ero impegnato…

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ daouda

          “Impegnato”

          Io uno che cita don Curzio Nitoglia lo leggo sempre con attenzione, anche se magari non capisco granché.

          Ma mi vuoi spiegare perché ti esprimi come un personaggio di un fumetto di ZeroCalcare?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • daouda scrive:

            sò chi è ma non nun lò mai letto, dunque evidentemente mi copia dal basso delle sue magagne opportunistiche.

            Nitoglia imbroglia.

            • roberto scrive:

              te lo consiglio zerocalcare, mi sa che ti piacerebbe

              • Francesco scrive:

                io lo adoro, da anni e anni

                non sapevo chi era ma mi era caduto l’occhio su un paio di cose sue

                un abisso politico ci separa ma mi piace da pazzi e mi fa ridere e lo sento vicino in mille cose

              • roberto scrive:

                l’ho scoperto con i cartoni animati sul lockdown e mi ha folgorato

  8. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    OT, ma… una nota di speranza e di buon sendo che mi ha illuminato la giornata. Spero possa fare altrettanto con tutti voi! Davvero forse la fuffa è finita… 🙂 🙂

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/01/il-ministro-cingolani-ospite-di-renzi-attacca-gli-ambientalisti-quelli-oltranzisti-e-radical-chic-sono-peggio-della-catastrofe-climatica/6307526/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per adv

      “https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/01/il-ministro-cingolani-ospite-di-renzi-attacca-gli-ambientalisti-quelli-oltranzisti-e-radical-chic-sono-peggio-della-catastrofe-climatica/6307526/”

      Un perfetto renziano.

      • firmato winston scrive:

        @miguel

        Oddio se leggi pero’ vedi che dice:

        “riconversione si’ ma che dia tempo alla società di adeguarsi a queste trasformazioni”

        quindi penso che gli oltranzisti che critica non siano tanto i primitivisti, ma quelli del “tutto e subito” e non importa se bisogna foderare il territorio di pannelli fotovoltaici e pale eoliche.

        Fra l’altro pare che sia davvero un problema quello del reperimento dei minerali per la cosiddetta transizione ecologica: per l’industria tradizionale ferro ce n’e’ tanto, il petrolio si pompa da sottoterra e carbone ce n’e’ ancora a montagne, ma per il litio, rame, neodimio, alluminio, serve veramente sbucaltare mezzo mondo per estrarli, e alcuni di quei minerali a conoscenze attuali non ce ne sono nemmeno a sufficienza (non tanto il litio che non ricordo e comunque e’ presente solo in alcuni posti, ma il piu’ banale rame).

        Per quanto riguarda l’elettronucleare, secondo me sara’ un sottoprodotto inevitabile della transizione all’elettrico gia’ in corso: e’ un fiorire di bonus per sostituire tutto con l’elettrico: non solo mobilita’ ma anche riscaldamento, cottura, e ti danno il bonus, e che bonus, pure per quello che fino a poco tempo fa era considerato un lusso da debosciati, il condizionamento.

        Ma quanto TUTTO sara’ elettrico, e quindi senza elettricita’ si fermera’ tutto e resterai immediatamente senza cibo e acqua, e non potrai nemmeno piu’ comprare nulla perche’ i soldi elettronici non funzioneranno, ai primi backout da irregolarita’ di approvvigionamento (inevitabili: senza sole e senza vento e’ matematico che ogni tanto capitera’) il nucleare sara’ invocato a furor di popolo.

        Una cosa che mi ha colpito, avendo io per cucinare ancora la vecchissima bombola del gas, potenzialmente la legna, e la pompa dell’acqua a mano in giardino che mi rende comunque indipendente: in germania quando c’e’ stata recentemente l’alluvione, sono rimasti senza cibo perche’ avendo li’ tutti i fornelli elettrici (per sicurezza: in quei posti e’ deprecato il gas), senza corrente non potevano piu’ cucinare! Per non parlare dei mezzi di pagamento elettronici.

        Capito verso che mondo stiamo andando? Un mondo in cui non si potra’ piu’ cambiare idea e tornare indietro, dove le persone saranno sempre piu’ strettamente dipendenti dalla sempre piu’ complicata e incontrollabile struttura tecnologica centralizzata, e il passaggio sara’ irreversibile. I suoi sostenitori, come adv, lo sanno e ci marciano. A loro piace.

        • roberto scrive:

          “ sono rimasti senza cibo perche’ avendo li’ tutti i fornelli elettrici (per sicurezza: in quei posti e’ deprecato il gas), senza corrente non potevano piu’ cucinare! ”

          Hehehehe, proprio questa è stata la scusa che ho usato con mia moglie per convincerla a farci costruire un forno a legna, che a tutt’oggi è il mio giocattolo preferito
          🙂

          • firmato winston scrive:

            Che bello!

            Ma pensa che in mezza italia, soprattutto in val padana dove il vento e’ scarso, l’uso della legna e’ vietato perche’ inquina l’ambiente… cioe’ fa andare fuori limite le centraline che segnalano i PM10, e ai decisori “gli tocca” fermare il traffico eccetera altrimenti si beccano le denunce.

            Per lo stesso motivo, ci sono movimenti ambientalisti che denunciano l’uso del pellet, che inquina meno della legna ma piu’ del gas, per non parlare dell’elettrico, da cui quanto detto sopra.

            Non so, io personalmente in questo mondo non mi ci ritrovo proprio, mi sento un di piu’, un fastidio, un fuori posto, un qualcosa che sarebbe meglio se non ci fosse…

            • roberto scrive:

              si sono al corrente di questa cosa e felice di non vivere in quelle tristi ed umide lande…

              comunque nelle mie tristi ed umide lande, per lo stesso motivo non si possono più creare forni da pizza a legna (per le pizzerie, i privati possono ancora). cioè ci sono X forni a legna e quelli restano, se uno vuole aprire una pizzeria o fa un forno a gas o (dio ce ne scampi) elettrico o cerca di ottenere la licenza di uno dei forni esistenti

              per la cronaca e per ribadire che roberto non è sempre d’accordo, trovo che sia una cazzata (quella delle mie lande dove le soglie dei PM10 non vengono mai superate)

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Cioè ti illumina di speranza che Cingolani abbia ribadito ancora una volta il concetto che non abbiamo più un ministero dell’ambiente? Oppure è il suo passaggio al campo renziano?

    • 'Alam al-Mithal scrive:

      “Davvero forse la fuffa è finita”

      Sei davvero un uomo di Fede, Andrea 🙂 (Mai messo tante faccine in vita mia)

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ AAM

        “mai”

        Hai visto che ti si addestra qui all’uso delle nuove tecnologie? 🙂

        Non è che sono uomo di fede.

        Ma dopo decenni di fuffa, fa piacere una boccata d’aria pura, di elementare buon senso. Che ci vuoi fare, mi fa bene al cuore.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  9. daouda scrive:

    Rivedendo Fusaro in tv in ruolo di normalizzatore liberista post factum, guadagnando prima la stima univoca e titoli integrati, Dibbero dire Cum-stare spia, i filio primo ed il figlio secondo, uno in tv e l’altro in internetto, quest’ultimo a parlarci di burocrazia: si sà che coloro i quali hanno e chiaggnen abbisognano di banditori.
    E’ in questo caso che si usi apunto l’ingenuità dell’allocco che ci fa la bocca sui vantaggi determinantesi il suo riconoscimento a lavor per la giusta causa…di questi a valnga è riempito l’Inferno, perché il resto sono pezzi di merda.
    Mi dispiace aver vissuto la sfida La Grassa vs Preve marginalmente ed inconsapevolmente.
    La Grassa è solo un vecchio del cazzo, ma credo a lui si voglia poter bene, a Preve no. Fate schifo!

    • daouda scrive:

      si nun z’era capito più buona la persona, più infame. MM te viaggi nel (voto), te sei un idealista del cazzo.
      Come tutti i veri marxisti siete degli idealisti di merda, più colpevoli di tutti!
      Il materialismo dialettico è necessariamente la scusa previa dell’inerranza supposta che dà causa applicata: l’ombra sulla Luce.

      La nuova moda è : i nevraglici.

  10. Miguel Martinez scrive:

    OT, ma non troppo – stiamo parlando della prossima, ineluttabile tappa del Controllo.

    Capisco che sia meno importante del nome da dare a una piazza a Latina, o se qualcuno abbia davvero scritto su Facebook che con Di Maio ci vorrebbe il “piombo”…

    °°°°°°°°°°°°°°°°°°

    tradotto con DeepL

    Fonte: https://www.politico.eu/article/machines-brain-neurotechnology-neuroscience-privacy-neurorights-protection/

    Le macchine possono leggere il tuo cervello. C’è poco che può fermarle.

    La tecnologia sta dando accesso al funzionamento interno del cervello, e i responsabili politici stanno lottando per regolarlo.

    31 agosto 2021 7:00

    Nel 2019, Rafael Yuste ha impiantato con successo delle immagini direttamente nel cervello dei topi e ha controllato il loro comportamento. Ora, il neuroscienziato avverte che c’è poco che può impedire agli umani di essere prossimi.

    Se usata responsabilmente, la neurotecnologia – in cui le macchine interagiscono direttamente con i neuroni umani – può essere usata per capire e curare malattie ostinate come l’Alzheimer e il Parkinson, e aiutare lo sviluppo di arti protesici e la terapia del linguaggio.

    Ma se lasciata senza regolamentazione, la neurotecnologia potrebbe anche portare ai peggiori eccessi aziendali e statali, tra cui la polizia discriminatoria e le violazioni della privacy, lasciando le nostre menti vulnerabili alla sorveglianza come le nostre comunicazioni.

    Ora un gruppo di neuroscienziati, filosofi, avvocati, attivisti dei diritti umani e politici stanno correndo per proteggere l’ultima frontiera della privacy – il cervello.

    Non stanno cercando un divieto. Invece, gli attivisti come Yuste, che gestisce l’iniziativa Neurorights alla Columbia University, chiedono una serie di principi che garantiscano i diritti dei cittadini ai loro pensieri, e la protezione da eventuali intrusi, approfittando di tutti i potenziali benefici per la salute.

    Ma vedono un sacco di motivi per essere allarmati circa alcune applicazioni della neurotecnologia, soprattutto perché attira l’attenzione di militari, governi e aziende tecnologiche.

    La Cina e gli Stati Uniti sono entrambi leader nella ricerca sull’intelligenza artificiale e le neuroscienze. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta sviluppando una tecnologia che potrebbe essere utilizzata per modificare i ricordi.

    Non sono solo gli scienziati; le aziende, compresi i grandi attori come Facebook e Neuralink di Elon Musk stanno facendo progressi.

    Gli indossabili Neurotech stanno entrando nel mercato. Kernel, una società americana, ha sviluppato una cuffia per il mercato dei consumatori che può registrare l’attività cerebrale in tempo reale. Facebook ha finanziato un progetto per creare un’interfaccia cervello-computer che permetterebbe agli utenti di comunicare senza parlare. (Neuralink sta lavorando su impianti cerebrali, e nel mese di aprile 2021 ha pubblicato un video di una scimmia che gioca un gioco con la sua mente utilizzando il chip impiantato della società.

    “Il problema è per cosa possono essere usati questi strumenti”, ha detto. Ci sono alcuni esempi spaventosi: I ricercatori hanno usato le scansioni cerebrali per prevedere la probabilità di recidiva dei criminali, e i datori di lavoro cinesi hanno monitorato le onde cerebrali dei dipendenti per leggere le loro emozioni. Gli scienziati sono anche riusciti a sondare subliminalmente le informazioni personali utilizzando dispositivi di consumo.

    “Abbiamo sul tavolo la possibilità di un ibrido umano che cambierà chi siamo come specie, e questo è qualcosa di molto serio. Questo è esistenziale”, ha continuato. Se questo è un cambiamento per il bene o per il male, Yuste sostiene che ora è il momento di decidere.

    La neurotecnologia di oggi non può decodificare i pensieri o le emozioni. Ma con l’intelligenza artificiale, questo potrebbe non essere necessario. Potenti sistemi di apprendimento automatico potrebbero fare correlazioni tra l’attività cerebrale e le circostanze esterne.

    “Per sollevare problemi di privacy è sufficiente avere un’intelligenza artificiale che sia abbastanza potente da identificare modelli e stabilire associazioni correlative tra certi modelli di dati e certi stati mentali”, ha detto Marcello Ienca, bioeticista all’ETH di Zurigo.

    I ricercatori sono già riusciti a utilizzare un sistema di apprendimento automatico per dedurre le cifre della carta di credito dall’attività cerebrale di una persona.

    Le scansioni cerebrali sono state utilizzate anche nel sistema di giustizia penale per la diagnostica e per prevedere quali criminali hanno probabilità di commettere altri reati, entrambi i quali in questa fase – come i test della macchina della verità prima di esso – offrono informazioni limitate e a volte difettose.

    Questo potrebbe avere conseguenze disastrose per le persone di colore, che già soffrono in modo sproporzionato della discriminazione algoritmica.

    “Quando, per esempio, la rilevazione delle bugie o la rilevazione della memoria appare abbastanza accurata secondo la scienza, perché il pubblico ministero dovrebbe dire di no a questo tipo di tecnologia?” ha detto Sjors Ligthart, che studia le implicazioni legali della lettura coercitiva del cervello alla Tilburg University.

    Con gli impianti cerebrali in particolare, gli esperti dicono che non è chiaro se i pensieri sarebbero indotti o provengono dal cervello, il che pone domande sulla responsabilità. “Non puoi discernere quali compiti sono condotti da te stesso e quali pensieri sono compiuti dall’IA, semplicemente perché l’IA sta diventando il mediatore della tua mente”, ha detto Ienca.
    Dov’è la mia mente?

    Le persone non hanno mai avuto bisogno di affermare l’autorità dell’individuo sui pensieri che portano, ma la neurotecnologia sta spingendo i politici a fare proprio questo.

    Il Cile sta lavorando alla prima legge al mondo che garantirebbe ai suoi cittadini i cosiddetti neuroritti.

    Il senatore Guido Girardi, che sta dietro la proposta del Cile, ha detto che la legge creerà un sistema di registrazione per le neurotecnologie simile a quello delle medicine, e l’uso di queste tecnologie avrà bisogno del consenso sia del paziente che dei medici.

    L’obiettivo è quello di garantire che le tecnologie come “l’IA possono essere utilizzate per il bene, ma mai per controllare un essere umano”, ha detto Girardi.

    A luglio, la Spagna ha adottato una carta non vincolante per i diritti digitali, destinata a guidare i futuri progetti legislativi.

    “L’approccio spagnolo è quello di garantire la riservatezza e la sicurezza dei dati che sono legati a questi processi cerebrali, e garantire il controllo completo della persona sui propri dati”, ha detto Paloma Llaneza González, un avvocato di protezione dei dati che ha lavorato sulla carta.

    “Vogliamo garantire la dignità della persona, l’uguaglianza e la non discriminazione, perché è possibile discriminare le persone in base ai loro pensieri”, ha detto.

    L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, un club con sede a Parigi di paesi per lo più ricchi, ha approvato linee guida non vincolanti sulle neurotecnologie, ed elenca nuovi diritti destinati a proteggere la privacy e la libertà di pensare i propri pensieri, nota come libertà cognitiva.

    Il problema è che non è chiaro se la legislazione esistente, che non aveva in mente le neurotecnologie quando è stata redatta, sia adeguata.

    “Ciò di cui abbiamo bisogno è dare un’altra occhiata ai diritti esistenti e specificarli alla neurotecnologia”, ha detto Ligthart. Un obiettivo potrebbe essere la Convenzione europea dei diritti umani, che garantisce, per esempio, il diritto al rispetto della vita privata, che potrebbe essere aggiornata per includere anche il diritto alla privacy mentale.

    Il GDPR, il rigido regime europeo di protezione dei dati, offre protezione per i dati sensibili, come lo stato di salute e le credenze religiose. Ma uno studio di Ienca e Gianclaudio Malgieri della EDHEC Business School di Lille ha scoperto che la legge potrebbe non coprire emozioni e pensieri.

    Yuste sostiene che è necessaria un’azione a livello internazionale, e che organizzazioni come l’ONU devono agire prima che la tecnologia si sviluppi ulteriormente.

    “Vogliamo fare qualcosa di un po’ più intelligente che aspettare di avere un problema e poi cercare di risolverlo quando è troppo tardi, che è quello che è successo con internet e la privacy e l’IA”, ha detto Yuste.

    I problemi di privacy di oggi saranno “noccioline rispetto a quello che sta arrivando”.

    • Francesco scrive:

      >>> Questo potrebbe avere conseguenze disastrose per le persone di colore, che già soffrono in modo sproporzionato della discriminazione algoritmica.

      ecco, quando leggo questo inizio a sospettare che a certa gente una IA che pensa al loro posto farebbe solo bene.

      e sposto una quota di portafoglio sulla vittoria della Cina

  11. Fuzzy scrive:

    L’essere costruito con un cervello che presiede alle funzioni dei vari organi specializzati ha influenzato in pratica qualunque tipo di organizzazione o struttura l’uomo abbia mai ideato.

    Ogni organizzazione gerarchica evolve una sua burocrazia.

    La trasmissione da un livello all’altro della catena gerarchica, oltre ad essere inevitabilmente soggetta ad errori, richiede del tempo, eliminando così la velocità di azione, ossia l’unico vantaggio ascrivibile ad una organizzazione centralizzata.

    Stefano Mancuso
    La nazione delle piante.
    Io avrei detto il petrolio, ma forse è proprio una cosa incarnata nella natura umana.

    • firmato winston scrive:

      @fuzzy
      “mancuso , struttura animale, organizzazione gerarchica, burocrazia”

      Esatto, quel testo di Mancuso e’ superinteressante in proposito, arriva alle stesse conclusioni facendo il giro da un’altra parte, oltre a proporre la premessa della soluzione in un cambio di visione prospettica.

      Sta altresi’ girando la notizia che un terzo delle specie di alberi sono a rischio, e che il primo responsabile e’ l’agricoltura…

      Poi viene l’uso del legno e la pastorizia, infine l’urbanizzazione e ultimo il fuoco.

      Sostanzialmente 4 su 5 dei motivi stanno nelle attivita’ piu’ antiche e abituali della nostra civilta’ agricolo-pastorale (fuoco compreso).

      Continua ad essere troppo politicamente scorretto ammettere che in realta’ la responsabilita’ e’ dell’invasione delle orde umane della terra, punto. Tutto il resto e’ conseguenza.

      L’indicibile e’ che gli alieni sulla terra siamo noi.

      Ecco qua il rapporto sugli alberi, ennesimo rapporto di futura devastazione a cui ormai siamo assuefatti (in pratica non succede mai nulla, a parte che aumenta la burocrazia, i cambiamenti che contano sono troppo lenti per essere notati dalla sempre piu’ estrema frenesia del nostro stile di vita):

      https://www.bgci.org/news-events/bgci-launches-the-state-of-the-worlds-trees-report/

      • Fuzzy scrive:

        Beh, se spariscono gli alberi è finita. Si vuole controllare tutto ma in questo controllo ossessivo si finisce per fare soltanto del casino. (Si è già detto dei vaccini, ma la stessa cosa sta capitando in agricoltura con i nuovi ogm che il mega controllore/burocratico europeo ha recentemente autorizzato. Ma chi controlla il controllore)?
        Non dico che bisognerebbe ritornare a far la vita primitiva, ma soltanto che occorrerebbe riequilibrare un poco la faccenda.

        • firmato winston scrive:

          “agricoltura con i nuovi ogm”

          L’agricoltura e la pastorizia funzionano cosi’ fin dal loro primo apparire: non prendono solo, ma addomesticano, piegano, adattano a se’, sono “in missione per conto di Dio”.
          Guardare solo agli OGM di oggi vuol dire non averlo capito, il che e’ comprensibile dato che la mentalita’ dell’uomo-dio (e aggiungiamogli pure burocrate tendente alla perfezione, che e’ l’attributo della divinita’) e’ cosi’ pervasiva da risultare invisibile.

          • Fuzzy scrive:

            Beh, dipende da quale agricoltura, in un sistema agroforestale c’è talvolta una biodiversità uguale e forse superiore (o comunque tanta) a quella che si può trovare in una foresta.
            Certo se prendiamo il modello della monocoltura (mi pare di origine romana perché permetteva di sfruttare razionalmente il lavoro degli schiavi) allora non si può che essere d’accordo.
            Non sono molto informato sulla storia dell’agricoltura, ho scaricato qualcosa dal sito dell’accademia dei gergofili
            https://www.storiaagricoltura.it/
            Si può leggere anche col kindle, pur essendo mi pare un pdf. Ma è un lavoro monumentale. Sarebbe di quelli che si leggono sotto l’ombrellone nell’arco di un tot di anni.

            • Francesco scrive:

              non basta vedere come abbiamo stravolto le piante che mangiamo nel corso di pochi millenni e senza alcuna cognizione scientifica di cosa stavamo facendo ma con grande successo?

              così sotto l’ombrellone leggo Nathan Never e Thor

              • Fuzzy scrive:

                Grande successo non lo so.
                Salvatore Ceccarelli, un noto genetista agrario in un suo bel libro “mescolate contadini mescolate”
                ha messo un capitolo intitolato “uniformità e suicidio”
                Scrive che si calcola che vi siano circa 50000 specie commestibili e noi ne usiamo circa 250.
                Ma appena 15 colture forniscono il 90% delle calorie della nostra dieta, soprattutto grano, riso e mais.
                Le varietà più estesamente coltivate di queste 3 colture sono
                strettamente imparentate e geneticamente uniformi.
                La conseguenza principale è che le nostre fonti di cibo sono più vulnerabili che mai.

              • Francesco scrive:

                parlo degli altri 9800 anni di agricoltura, PRIMA degli ultimi due secoli

                😉

              • firmato winston scrive:

                @fuzzy
                “Ma appena 15 colture forniscono il 90% delle calorie della nostra dieta, soprattutto grano, riso e mais.”

                Se completi il ragionamento vedi che togliendo quelle non e’ che elimini la vulnerabilta’ alimentare, elimini l’alimentazione.

                Se in ogni momento della storia umana raggiungi SEMPRE il punto in cui la popolazione raggiunge il massimo compatibile per la disponibilita’ di cibo in quel momento, in qualsiasi modo ottenuta (oggi con le piante al massimo rendimento possibile, ieri lo stesso), sei in una situazione di criticita’ alimentare.

              • firmato winston scrive:

                Ti diro’ di piu’: lo spreco, nelle societa’ umane, adempie ad una funzione importantissima, fare si’ che anche se diminuiscono le risorse, hai il polmone (temporaneo) dello sprecare meno per riuscire a campare lo stesso superando il periodo di magra.

                Se invece non sprechi mai nulla, cosi’ ti riproduci si’ al massimo ma prima o poi arrivi in una situazione di ristrettezza tale per cui basta un calo piccolissimo delle risorse e muori di fame.

            • firmato winston scrive:

              @fuzzy
              “biodiversita’ come quella che si può trovare in una foresta”

              dove la trovi la foresta? in europa e’ rimasto solo qualcosina nei paesi dell’est, in tutti gli altri posti sono tutti e soli boschi coltivati e/o loro eredi

              quando non c’erano i fossili, i boschi erano sfruttatissimi e “addomesticati” per una maggiore produttivita’ da secoli e millenni, in modo piu’ o meno sostenibile – infatti solo negli ultimi decenni sono tornati ad avanzare

      • Francesco scrive:

        >>> L’indicibile e’ che gli alieni sulla terra siamo noi.

        Beh, qui però o aderisci alle tesi di Moi sugli alieni che hanno seminato gli umani sulla Terra zilioni di anni fa per un esperimento, oppure non sta in piedi: più terrestri dei terrestri non ne conosco.

        Se fosse così, sarebbe colpa del sistema, che ha generato un bug fatale.

        Nel qual caso, ditemelo prima che mi faccio una pizza e due birre senza glutine appena prima del precipizio.

        • firmato winston scrive:

          @fra
          “Moi… alieni che hanno seminato gli umani sulla Terra zilioni di anni fa per un esperimento”

          C’e’ gia’ come minimo una religione in proposito, quella raeliana, fondata nel 1973 da un francese:
          https://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_raeliano

          Ma per gli schemi intepretativi di oggi, tutte le religioni possono essere viste come storie di fantascienza, guardando a quelle degli altri e’ facile avvedersene (per la nostra, la modesta convinzione di essere “in missione per conto di Dio”).

          “sistema, che ha generato un bug fatale”

          il bug, sub specie aeternitatis, e’ la nostra tecnologia, che mentre dice di risolvere i problemi, li sposta solo un po’ piu’ in la’ moltiplicandoli ogni volta. Noi contemporanei non ce ne avvediamo perche’ viviamo ancora in uno dei felici momenti di espansione, di boom. Boom esponenziale. Secondo l’economista CM Cipolla, che tu conoscerai data la tua specializzazione, tutta la storia dal neolitico in poi (cioe’ dall’agricoltura) e’ un susseguirsi ciclico di scoperte tecnologiche, boom, e crisi (“uomini, tecniche, economie”, 1962 – c’e’ sul mulo, incredibilmente e’ non piu’ edito).

          Alla fine, comunque, accade tautologicamente che ogni periodo semplicemente si adatta a quello che c’e’.

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            “Beh, qui però o aderisci alle tesi di Moi sugli alieni che hanno seminato gli umani sulla Terra zilioni di anni fa per un esperimento”

            Sì, spostiamo il problema delle origini su altri pianeti; no siamo in una simulazione al computer aliena (chè poi, sti alieni non c’hanno una mazza da fare?); no ci sono n=quantobasta dimensioni parallele. Ecc. ecc. Alla faccia del credere in entità invisibili ed indimostrabili 🙂

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                Con Cipolla, sulla storia sociale economica, hai citato un grande autore.

                Ma Dennett… già. Uno per cui l’esperienza cosciente è un’illusione creata dal cervello. Solo che bisogna il primo luogo essere coscienti per essere illusi, eh?

                Mah, per poco che possa servire metto questo link. L’autore è un tomista statunitense ed è un conservatore, ci sono molte cose con le quali non sono d’accordo con lui, ma è un buon filosofo e stimola a pensare:

                https://claremontreviewofbooks.com/one-long-circular-argument/

                E visto che ti piacciono i Tedtalks, qui c’è un link al video di uno di questi “talks”. Chi parla è un filosofo “idealista analitico”.

                https://www.bernardokastrup.com/2011/05/computers-brains-and-end-of-logic.html

                Due metafisiche differenti, ma pongono punti interessanti, se ascoltati senza pregiudizi. In ogni caso le parti Dennett-destruens sono, per me, ineccepibili.

              • firmato winston scrive:

                @alam
                “dennett – l’esperienza cosciente è un’illusione creata dal cervello”

                nel link che ti ho indicato non c’e’ nulla di tanto astruso, parla solo e banalmente di memi nel senso di idee che si propagano (fra l’altro che io sappia il primo a usare il termine “meme”, in assonanza a “gene”, fu cavalli sforza nei primi anni 60, non Dawkins).

                Grazie per i link, ma tieni conto che non e’ che la conferma o smentita di Dennett mi cambi piu’ di tanto la vita, ne lessi qualcosa mi sa ormai quasi 40 anni fa, e non e’ che abbia lasciato molte tracce 😉

                Non so se possa essere questo l’argomento del contendere, ma se e’ che la mente e’ solo un prodotto del cervello, sono d’accordo col titolo del tuo link: “One Long Circular Argument Materialism is a whole battery of blatant fallacies”, purche’ si applichi anche alle idee, che immagino simmetriche, dell’autore dell’articolo. Che si sbrodolino pure, noi abbiamo gia’ dato!

                Ti diro’ che ultimamente mi diverte di piu’ Faggin.

    • firmato winston scrive:

      Piu’ che altro, Miguel, la maggioranza delle persone che atterra e decolla dai nostri aeroporti per venire a mangiare il big mac nelle antiche citta’ d’arte col selfie che lo certifichi al mondo, ha la medaglietta di Greta al collo senza provare la minima dissonanza cognitiva.

      Non solo lo fanno senza che nessuno li costringa, ma si sacrificano e spendono per farlo, e si sentirebbero oppressi se non potessero. Sono loro quelli che costruiscono i nuovi aeroporti a spese dei nidiacei.

      Di fronte a questo fatto di fondo, criticare o no Cingolani che li denomina correttamente radical chic dell’ecologismo, mi pare l’ultimo dei problemi.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ma chi è che ha la medaglietta di Greta? A me sembra che il grosso del rincoglioninento generale propenda per il tuo lato dello spettro politico-ideologico, non quello di Greta.

        • Francesco scrive:

          no, dai, siamo seri

          davvero trovi meno rincoglionimento a sinistra che a destra? tra quelli che ancora fanno lo sforzo di avere una parte politica e forse sono una minoranza

          “senza provare la minima dissonanza cognitiva” … ci vorrebbe Battiato per metterla in musica

        • firmato winston scrive:

          Guarda che oggi nessuno puo’ non dirsi ecologista.
          Compresa la megaindustria, i politici, la grande finanza, che ci marciano alla grande!
          Ma perche’ possono marciarci?
          Perche’alla gente va bene cosi’, basta che “suoni” ecologico-green, di sentirsi dalla parte dei buoni, o se preferisci ma non credo, dei buonisti.
          Da cui quanto scritto sopra, se vuoi rileggere.

        • Francesco scrive:

          >>> A me sembra che il grosso del rincoglioninento generale propenda per il tuo lato dello spettro politico-ideologico, non quello di Greta

          quindi posso dedurne che almeno Greta è di sinistra?

          finto innocentino!

          🙂

  12. Miguel Martinez scrive:

    Per ADV

    “La P.A. NON può rispinderti, invece, senza citare tutto ciò.”

    Certo, ma non hai capito dove sta il problema.

    Mettiamo da parte la nostra associazione, che ha un statuto chilometrico e diecimila attività, e abbiamo amici dirigenti comunali in pensione di altri comuni, che ci danno delle dritte.

    Mettiti nei panni dei dieci canari che frequentano una piccola area cani.

    Il Comune per loro è una cooperativa di peruviani che ogni tanto taglia a caso un albero e non sa spiegare chi li manda, oppure il misterioso Svuotatore di Cestini che passa una volta ogni tre settimane, se ci riesce.

    Il Comune non li contatta e non li contatterai mai, ma fa sapere sul proprio sito (per chi lo segue) che è disposto a stilare patti con “associazioni” per aree cani, e uno dei canari legge per caso il brano.

    Il Comune non spiega assolutamente come possono fare questi patti (anzi, non usa nemmeno il termine tecnico corretto “patto”), anche perché non esiste un ufficio apposito – i “patti” a Firenze però li fa quasi sempre l’ufficio Ambiente (Verde Pubblico) perché in mancanza di vigili, i pattugliatori volontari gratuiti fanno comodo.

    A questo punto, gli aspiranti volontari devono capire come si fonda un’associazione, uno di loro deve assumersene la rischiosa responsabilità legale, devono stilare uno statuto impeccabile (cosa difficilissima in tempi di passaggio alla Riforma del Terzo Settore, che peraltro rischia in ogni momento di essere bocciata dall’Europa), devono tirar fuori 200 euro per avere quattro timbri all’Agenzia delle Entrate (dove a causa Covid prendere un appuntamento è un delirio, e non ti fanno le fotocopie, ma non puoi uscire, fare una fotocopia e rientrare, devi prendere un nuovo appuntamento).

    Poi devono aspettare un anno per sottoporre la richiesta di iscrizione al Registro APS della Città Metropolitana, ma non si può fare fisicamente, bisogna avere la Pec con cui inviare all’Ufficio del Volontariato.

    Il Registro APS dice che “risponde entro sessanta giorni”, dopo novanta li chiami e ti dicono che per “loro non vale il silenzio assenso” e quando arriveranno alla tua associazione, vedranno.

    Dopo 120 giorni richiami, e ti dicono che c’è un errore nella documentazione e che devi ricominciare daccapo.

    Poi quando hai superato tutti questi scogli, il Verde fa un “patto” con te, che – cotre le premesse anche del regolamento comunale e dell’articolo 114 della Costituzione – è semplicemente una “concessione” nel vecchio stile, in cui il Comune ti autorizza a usare a spese e rischio tuo uno spazio che già utilizzi, impegnandoti anche a stilare una costosa polizza assicurativa e sollevando il Comune da ogni responsabilità.

    Certo, il canaro potrebbe a questo punto fare come abbiamo fatto noi, leggersi tutti i regolamenti analoghi di altri comuni, studiare i patti più equi stilati ad esempio a Pistoia o a Livorno, creare dei modelli di Patto completamente diverso…

    Ma non tutti i canari hanno tempo e voglia…

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “canari”

      Io stavo parlando del preambolo pieno di rimandi alla comunicazione della P.A.

      Preambolo che ci sarebbe lo stesso anche se gli uffici rispondessero in tempi decenti.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  13. firmato winston scrive:

    Proverbio olandese:
    “Meglio nessuna legge, che una legge non rispettata.”

    Meno incidenti senza cartelli e semafori.
    A Drachten, in Olanda, da anni si pratica “l’anarchia stradale”.
    di Arturo Doilo

    Qualcuno la chiama “anarchia stradale”. Altri la definiscono “autoregolamentazione del traffico”. Fatto sta che a Drachten, in Olanda, hanno eliminato gli incidenti, abolendo i segnali stradali, parchimetri e divieti di sosta e di accesso vari: “Tutte queste regole del traffico ci privano della cosa più importante, del riguardo e della gentilezza. Dimentichiamo di comportarci socialmente”.
    Parole di Hans Monderman, responsabile per il traffico a Groningen e uno dei padri del progetto. Ancora: “Tanto più sono le regole, meno si sente la responsabilità”.
    Monderman, un ingegnere, non è l’ultimo degli invasati dell’antistatalismo, ma è un serio professionista tedesco che ha passato decenni di attività professionale nello studio della mobilità e soprattutto della sua sicurezza nei centri urbani.
    Oggi, secondo alcuni studi affidabili, il 70% della segnaletica non è nemmeno percepita dall’automobilista, anzi favorisce il suo imbarbarimento. Ogni semaforo è una sfida per riuscire a passare ancora con il giallo. Il risultato: nella morsa del corsetto delle regole, l’automobilista diventa egoista e cerca solo il proprio tornaconto, a scapito delle buone maniere!
    Secondo i fautori del nuovo concetto di circolazione, solo più libertà e più responsabilità individuale possono aiutare ad uscire dal circolo vizioso. Pertanto chiedono strade e vie come ai tempi del Medioevo, quando le strade delle città erano intasate da carri, cavalli e persone. Nei loro scenari, automobilisti e pedoni si intrecciano in un pacifico flusso. D’altro canto non si vede dove stia il problema, dato che anche nelle iper regolamentate strade urbane italiche, studi seri hanno dimostrato che la velocità media è nell’ordine dei 30 km/h.
    La libertà è meravigliosa nei suoi effetti inintenzionali: ciò che a molti potrebbe apparire come un caos totale si trasforma in ordine spontaneo. Solo laddove è tutto regolato – spiega la psicologia – l’automobilista può premere il pedale dell’acceleratore senza farsi troppi scrupoli. Un ambiente poco chiaro impone invece cautela e circospezione. “Meno sicuro è più sicuro” è il motto dei fautori della nuova corrente, che hanno deciso di esportare il loro progetto, che a Drachten, cittadina di 45.000 abitanti, mostra la sua bontà. Lì, le automobili circolano sullo stesso piano di pedoni e biciclette. I ciclisti segnalano con il braccio ogni cambiamento di direzione, mentre gli automobilisti si fanno capire con i gesti della mano e della testa: “Più della metà dei nostri cartelli stradali sono già stati rottamati”, spiega l’assessore del traffico Koop Kerkstra. “Dei 18 incroci muniti di semafori ne sono rimasti solo due, gli altri sono stati convertiti in piazzole a senso rotatorio”. A Drachten, ora valgono solo due regole: 1) precedenza a coloro che arrivano da destra; e 2) ciò che ostacola gli altri, sarà rimosso. Da mezzo mondo si viaggia per visitare Drachten e persino Londra si è detta interessata al modello libertario stradale, che a Kensington è in fase di sperimentazione. In un anno il numero di incidenti, con feriti, si è dimezzato.
    Oltre alla rivoluzione ideologica che comporta quest’idea, un gran vantaggio lo si certifica in campo economico: in Germania, ad esempio, l’installazione di un cartello stradale costa 350 Euro.
    Lo scrittore Paulo Coelho racconta così la sua esperienza a Drachten, dove ha girellato per la città in compagnia di un gruppo di giovani. Solo su indicazione dei suoi accompagnatori s’è reso conto dell’assenza totale di segnali stradali. “Tutt’a un tratto, mi resi conto che avevano assolutamente ragione: non c’era il famoso “Stop”, non c’erano le strisce pedonali, i segnali di incrocio e di precedenza. Non c’era un solo semaforo, con le sue luci rosse, gialle e verdi! E, con mia sorpresa, non c’era neppure la divisione tra il marciapiede e la strada. Il movimento era ben lungi dall’essere ridotto: camion, auto, biciclette (onnipresenti in Olanda), pedoni, tutti sembravano perfettamente organizzati in un posto dove non c’era niente a mettere ordine nel traffico. In nessun momento udii un improperio, sentii frenate improvvise, o clacson assordanti”.
    (da “i fogli di Enclave” anno III n.11)

    • Francesco scrive:

      insomma, hanno scoperto Napoli e manco lo riconoscono!

      • firmato winston scrive:

        A napoli i semafori glieli hanno imposti i piemontesi, assieme alla tassa sul macinato e alla leva obbligatoria non mi ricordo se di 7 anni: il minimo che possano fare e’ ignorarli!

        • Francesco scrive:

          ma che 7 anni, al massimo erano 3

          a Napoli ignorano i semafori e li ho visti circolare bene però non ho dati sugli incidenti mortali e so che i dati sugli incidenti valgono meno di zero

          in generale trovo insopportabili quelli che non sanno obbedire e trovano elaborate scuse per dire quanto hanno ragione …

      • daouda scrive:

        anche tu leggevi il giornale di L. Facco?

    • roberto scrive:

      “Dei 18 incroci muniti di semafori ne sono rimasti solo due, gli altri sono stati convertiti in piazzole a senso rotatorio”

      giovani fidatevi di me che ho vissuto cose del genere (no, non in olanda, in francia). guidare in un paese dove ogni incrocio è una rotatoria è una cosa che ti fa desiderare di essere spellato vivo e dato in pasto alle formiche piuttosto che attraversare il paese

      abolire i segnali trasforma tutto in un incubo da torquemada e questo ce l’ho in tutto il lussemburgo dove hanno tolto tutti i segnali di “dare la precedenza” sulle strade che si immettono nelle strade principali, con l’idea “quelli che sono sulle strade principali si fermano ad ogni incrocio per dare la precedenza a destra”. bestie barbariche

      • Francesco scrive:

        è tutta colpa dei terroni, che quando sono per strada mica hanno fretta, anzi se vedono un amico si fermano e lo salutano e fanno quattro chiacchiere

        e tu dietro felice e contento che godi di questa bella socialità

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Sì, perché non è che senza semaforo manchi la regola: se ne applica semplicemente un’altra, ovvero la precedenza a destra in alcuni luoghi ed il divieto di scannare il pazzo che ti stava falciando col Suv in altri…

    • Miguel Martinez scrive:

      Per firmato winston

      “Proverbio olandese:
      “Meglio nessuna legge, che una legge non rispettata.”

      So che Roberto, che conosce l’Olanda molto meglio di me, non sarà d’accordo; ma io l’ho trovato un paese davvero affascinante, proprio per questo modo totalmente opposto al nostro di vivere le Regole.

      La cultura del Buon Senso (e della peggiore cucina del pianeta).

      • roberto scrive:

        Ma sai cosa? A me non impressiona perché il modo di intendere le regole che tu descrivi spesso non l’ho trovato da nessuna parte al di fuori dell’Italia (rectius, di Firenze) e forse degli USA
        Il buon senso regna sovrano nel resto dell’universo

        E poi hai probabilmente una visione un po’ romantica dell’Olanda hanno semplicemente regole diverse (prova ad andare piano su una corsia ciclabile o ad attraversare senza dare attenzione ai bolidi e mi verrai racontare come è poco armoniosa e collaborativa quella società)

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          ” me non impressiona perché il modo di intendere le regole che tu descrivi spesso non l’ho trovato da nessuna parte al di fuori dell’Italia (rectius, di Firenze) e forse degli USA
          Il buon senso regna sovrano nel resto dell’universo”

          Facciamo l’eccezione dell’Olanda, che è davvero un paese strano.

          Per il resto, veramente non riesco a capirti.

          A Firenze, un ramo cade da un albero in un giardino pubblico e uccide una signora con la sua nipote.

          https://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/06/28/news/ramo_crollato_alle_cascine_muore_una_donna_gravissima_una_bambina-90208894/

          Quindi, per salvarsi da guai legali, hanno mandato in giro per tutta la città centinaia di lavoratori precari di cooperative sfigate a tagliare rami nel minor tempo possibile.

          Invece, tu mi dici che in Francia, il PO del Verde guarda sghignazzante l’avvocato della famiglia che ha perso la zia e la bimba, e dice, “Monsieur, dovevano stare più attente!”

          Questo è il punto in cui divento forse presuntuoso. Nel senso che mi sono accorto di questi meccanismi solo dopo aver parlato per decine di volte con i funzionari del verde, dopo aver visto centinaia di situazioni concrete.

          Ed è successo solo perché ho avuto la rara occasione di essere coinvolto per una parte importante della mia vita nell’autogestione di uno spazio appartenente al Comune.

          Ora, tu sicuramente avrai vissuto mille altre cose più importanti, ma mi viene il dubbio che tu non abbia avuto un’interazione così intensa e prolungata con un’amministrazione locale. E che forse anche in Francia o in Grecia o in Spagna, facciano così.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Quindi, per salvarsi da guai legali, hanno mandato in giro per tutta la città centinaia di lavoratori precari di cooperative sfigate a tagliare rami nel minor tempo possibile”

            Io non penso che il tiranno pre-burocratico si sarebbe comportato molto diversamente: c’è il fatto che fa notizia, fare qualcosa aiuta a consolidare il proprio potere, per cui si mandano i servi della gleba a tagliare rapidamente i rami.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per MT

              “Io non penso che il tiranno pre-burocratico si sarebbe comportato molto diversamente: c’è il fatto che fa notizia, fare qualcosa aiuta a consolidare il proprio potere, per cui si mandano i servi della gleba a tagliare rapidamente i rami.”

              Nella non-tirannia democratica, sono sempre in due però:

              1) il politico che ci rimette o ci guadagna in termini di bella figura

              2) il funzionario che nessuno conosce, fa tutto e rischia ogni giorno di rimetterci in anni di processi e pene pecuniarie

              Nel caso del ramo omicida, ci fu in effetti una coincidenza: i funzionari cercarono di mettere una toppa al volo (ci sono 80.000 alberi nel Comune di Firenze, ciascuno dei quali con un discreto numero di rami, ma non ci sono più giardinieri comunali grazie al pareggio di bilancio o come si chiama…), i politici potevano pubblicare dei comunicati in cui si vantavano di aver subito affrontato il problema (in stile tiranno pre-burocratico).

              Ovviamente i tagli fatti così agli alberi, oltretutto in piena primavera se ben ricordo, ebbero un effetto devastante a lungo termine sugli alberi stessi, ma saranno problemi dei funzionari e dei politici futuri.

          • roberto scrive:

            Ti faccio notare che come al solito tiri fuori esempi come un mago tira fuori conigli dal cilindro…

            Allora ti faccio io un esempio (solo che è reale)

            Il ministero del turismo organizza una iniziativa in cui chi vuole può fare da guida per giri nel granducato. Ti iscrivi su un sito, proponi un giro, il ministero pubblicizza il tutto su un suo sito.
            La gente si iscrive e partecipa al tuo giro.

            Ora una cosa del genere da quello che racconti tu richiederebbe a Firenze mille documenti, assicurazioni, auto dichiarazioni, certificati

            Se qualcuno si fa male durante il mio giro, chi è responsabile? Io? Il ministero?
            E tutti i dati personali che ci passiamo (tizio si iscrive, il ministero mi passa la sua mail!) come si gestiscono?
            E la liberatoria per le foto?
            E se io porto da mangiare e qualcuno di avvelena?

            Ebbene, ti dirò una cosa allucinante. Nel mondo normale, nessuno se ne frega nulla….
            Ho impiegato tre minuti a proporre il mio giro, zero documenti, zero autorizzazioni? Zéro richieste ….te lo puoi immaginare a Firenze?

            https://guideforoneday.lu/visiteur/?lang=fr

            • roberto scrive:

              Mi viene in mente che non ho nemmeno presentato un documento d’identità.
              E se sono pacciani e faccio a pezzi i turisti? Chi ne risponderà?

              • firmato winston scrive:

                “che non ho nemmeno presentato un documento d’identità”

                qua non ti caricano piu’ neanche 10 euro sulla postepay alle poste senza il documento di indentita’

              • firmato winston scrive:

                potresti essere un evasore!!!!!!!

              • roberto scrive:

                Beh si quello qui scherzano un po’ di meno….io ricordo sempre che per i 4 anni che mia moglie ha lavorato come libera professionista qui ha avuto due controlli all’anno (uno per l’IVA e l’altro per tutto il resto)….controllo: porti tutta la tua vita all’ufficio del fisco che passa una giornata a spulciarti conti, fatture, scontrini….

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Ti faccio notare che come al solito tiri fuori esempi come un mago tira fuori conigli dal cilindro…”

              E’ che ho accumulato un allevamento intero di conigli nella mia carriera 🙂

              Affascinante (e invidiabile) l’esempio che fai, è proprio l’impressione che ho avuto anche in Olanda.

              Due cose:

              1) Credo che però sia sbagliato dire “Firenze”, diciamo “Italia”. Proprio per la questione dei “patti”, ho conosciuto amministratori/funzionari di tante parti dell’Italia centro-settentrionale, e i problemi di base sono identici. Poi è vero che Firenze è una città fondata sul turismo e sulla speculazione, e quindi c’è effettivamente una “maggiore attenzione agli attori economici” che ai cittadini.

              2) Ti credo assolutamente sull’episodio delle Guide per un Giorno. Aggiungo che in Italia ti avrebbero denunciato subito anche i sindacati delle guide per esercizio abusivo della professione: non posso mica portare quattro amici in giro per il quartiere e fargli vedere i monumenti.

              Però restano proprio le domande che citi tu. Possibile che in Lussemburgo, nessuno abbia mai denunciato per violazione della privacy, che non esista il GDPR, che non ci siano norme di igiene, che se qualcuno si fa male si scusa invece di chiedere i danni?

              Invidio, ma non capisco.

              • Miguel Martinez scrive:

                Sull’Esercizio Abusivo della Professione di Guida Turistica. Notare che la multata non è accusata di aver preso dei soldi (difficile da dimostrare), SOLO di aver illustrato ad alta voce i monumenti.

                Source : https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/multa-guida-turistica-abusiva-1.4735078
                Pubblicato il 12 agosto 2019
                Faceva la guida turistica abusivamente, 2000 euro di multa

                La polizia municipale la sorprende a lavoro con un gruppo di turisti sudcoreani

                Pisa, 12 agosto 2019 – Una guida turistica abusiva è stata multata di 2.000 euro per esercizio abusivo della professione mentre illustrava la storia dei monumenti di piazza dei Miracoli a una comitiva di turisti sudcoreani. I vigili urbani hanno sanzionato una donna, straniera, che di fronte alla richiesta degli agenti di esibire le autorizzazioni per l’attività in corso non ha saputo mostrare nessun titolo idoneo.

                “La nostra – ha commentato l’assessore al Turismo, Paolo Pesciatini – è una città d’arte e cultura a forte vocazione turistica e nostro compito è anche tutelare la corretta trasmissione della conoscenza in merito alla sua millenaria e straordinaria storia”.

                “Occorre assicurare che i milioni di turisti che visitano Pisa possano rivolgersi a professionisti autorizzati, competenti e aggiornati a svolgere un compito così importante, come lo sono le nostre guide locali – aggiunge -. Ringrazio la polizia municipale per avere pianificato e attuato questo tipo di controlli e invito le guide turistiche regolari a continuare nella collaborazione e possibilmente segnalarci casi di esercizio abusivo della professione”.

              • roberto scrive:

                guarda questa cosa delle guide c’è da cinque anni, evidentemente in cinque anni di problemi non ne hanno avuti….conta ogni anno una cinquantina di gite organizzate e un 8-10 persone per gita, iniziano ad essere numeri rilevanti

                è per questo che dico che evidentemente il buon senso funziona (sinceramente se non frequentassi questo blog, non mi verrebbe nemmeno in mente che qualcuno possa rompere le palle ad una guida volontaria o al comune perché si fa male durante una gita…)

                ti ho messo il sito, puoi vedere da solo (io purtroppo sono sold out 🙂 )

          • roberto scrive:

            Altro esempio reale

            Per la festa della musica un mio amico ha organizzato con la sua band un roof concert.

            Si sono istallati su una terrazza, e hanno fatto musica per tutta la notte.
            Giù avevano istallato tavolini sedie e chi voleva portava da mangiare

            Organizzazione? Una mail scritta al comune per chiedere l’autorizzazione a far casino la notte, risposta affermativa sue giorni dopo e ciao ciao
            Incredibile vero?

            • firmato winston scrive:

              Ma dove in italia? Qua la prima regola e’ non disturbare il can che dorme (che non e’ il vicino!), a dirtelo per primi sono i consulenti di qualsiasi cosa, che se ti inoltri nella selva delle richiesta di autorizzazioni quando non e’ proprio assolutissimamente necessario, non ne esci piu’, e se ne esci quasi sicuramente sara’ con le ossa rotte.
              Ripeto, sono i consulenti quelli piu’ seri e onesti (ed esperti…) a dirtelo.
              Infatti a vedere quella lunga missiva dell’ente pubblico a Miguel volevo commentare: “ma Miguel, non vi vergognate a prestarvi a queste oscene pagliacciate? Ma non vi resta un minimo di dignita’ umana?”, ma poi me lo sono tenuto per me.

            • Miguel Martinez scrive:

              “Si sono istallati su una terrazza”

              Spettacolo per un pubblico “pari o inferiore alle 200 persone”, giusto?

              In questo caso, sul versante Questura (la SIAE è un altro discorso), si richiede in Italia quanto segue:

              https://questure.poliziadistato.it/statics/49/vademecum–organizzazione-eventi.pdf?lang=it

              “Spettacoli ed intrattenimenti con capienza pari o inferiore a 200 persone Qualora la capienza dell’area/locale in cui dovrà svolgersi l’evento sia da ritenere pari o inferiore a 200 persone, occorre allegare all’istanza presentata alla Commissione Comunale, una Relazione Tecnica resa ai sensi dell’art.4 del D.P.R. 28.5.2001 n.311, da un professionista abilitato che accerti e dichiari l’agibilità del locale/area ai fini dell’esercizio dell’attività di pubblico spettacolo/trattenimenti danzanti, secondo le regole tecniche e la normativa vigente in materia, nonché definisca la capienza massima, certifichi la solidità delle strutture, la sicurezza e l’igiene dei locali, indichi le
              eventuali prescrizioni che dovranno essere adottate a tutela della sicurezza pubblica. La Relazione, dovrà essere redatta da un professionista iscritto all’Albo degli Ingegneri, Architetti, Geometri o Periti Industriali ed attestare la corrispondenza del locale o dell’impianto alle regole tecniche stabilite dal Ministero degli Interni, con allegate le diverse conformità o collaudi relativi alla installazione di palco, tribune o quant’altro, impianti elettrici, impianti a gas, planimetrie ed ogni altra certificazione possa essere necessaria. Tale documentazione dovrà essere preliminarmente esaminata dalla competente Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, al fine di esprimere il parere di agibilità.”

              • roberto scrive:

                ribadisco: non vivete in un mondo normale, sono felice di esserne lontano e non dovreste pensare che quella roba là è TINA

                io capisco che il pesce che vive nell’acquario pensa che l’acquario sia l’universo, ma il pesce ha un errore di prospettiva (questa è la teoria opposta a quella della goccia)

              • firmato winston scrive:

                @roberto
                “io capisco che il pesce che vive nell’acquario pensa che l’acquario sia l’universo, ma il pesce ha un errore di prospettiva”

                Ma guarda che questi discorsi sono partiti per dimostrare A TE che e’ cosi’, noi lo sapevamo benissimo.

              • roberto scrive:

                FW

                Mi sa che non segui da molto Miguel, il re del TINA

                Noterai infatti il suo “invidio ma non capisco”

              • firmato winston scrive:

                @rob
                “Miguel, il re del TINA”

                A me sinceramente pare il contrario: e’ l’unico o quasi che non solo si sforza di non imporre il proprio punto di vista essendo ben conscio che tale e’, ma che mostra le contraddizioni a cui porta tale modo di intendere la vita sociale.

                Una di queste contraddizioni e’ il giochetto di parole da adolescenti in cerca di attaccar briga secondo cui anche questo e’ imporre il proprio punto di vista.

          • roberto scrive:

            Ovviamente non è che nel vero granducato non ci sono regole sulle assicurazioni o la tutela dei dati personali, ma appunto mi pare che non ci sia la paranoia legalista della quale ci parli spesso tu

            • Francesco scrive:

              parlando di paranoia: non è mai successo che uno dei turisti guidati cadesse e si rompesse una gamba? cosa sarebbe successo “legalmente” in quel caso?

              non so, mi viene l’impressione di un sistema basato su “shit happens, sorry” e un altro su “è sempre colpa di qualcuno”

              magari sbaglio

              • roberto scrive:

                sinceramente non te lo saprei dire, ma effettivamente “shit happens” mi sembra un ottimo riassunto

                non obbligo nessuno a venire, se vieni e inciampi io o il comune o il ministro che c’entriamo?

                poi sarò sfigato e troverò il fiorentino che mi farà causa, che però deve prima trovare e pagare un avvocato disposto a ridicolizzarsi

              • Francesco scrive:

                però se tu li porti nelle catacombe del Granducato, dove da 10.000 si seppelliscono gli oppositori, così ampie da arrivare fino a Londra …

                insomma, ci sono anche gli imbecilli che fanno fare cose stupide e pericolose

                anche se forse hanno inventato i giudici apposta per questo

              • roberto scrive:

                Scusa ma a parte che l’ultima frase è vera, io mica porto bambini….sono adulti e sapranno regolarsi da soli no?

              • firmato winston scrive:

                @rob
                “sono adulti e sapranno regolarsi da soli no”

                😀
                infatti! vedi che il sottinteso di gran parte dei discorsi legalisti degli “adulti” qui dentro e’ che il cittadino e’ un bambino incapace di riconoscere il pericolo e autogestirsi secondo libero convincimento (che non e’ necessariamente di evitare sempre e comunque il pericolo).

                Riassumendo, se pensi da te, sei un pericolo e un peso per la collettivita’….

  14. Miguel Martinez scrive:

    Per ‘Alam

    “Da te invece mi sembra(va?) venire un atteggiamento migliore, del tipo “siamo nella merda, stanno per fare l’onda, ma proviamo a nuotare e vediamo cosa fare man mano””

    Interessante.

    Ovviamente non so nulla di come andrà a finire!

    Credo che ci siano delle forze immense che si stanno accelerando, e che in un certo senso sono in conflitto tra di loro:

    1) la voglia umana di controllo che ci ha portati a distruggere sempre più velocemente le nostre risorse, e lì la vedo grigia

    2) la voglia umana di controllo che porta a cercare di imporre un controllo ancora maggiore per non dover pagare le conseguenze del punto 1), e che sta portando alla trasformazione della stessa specie umana.

    Diciamo la gara tra chi scava il pozzo petrolifero più profondo, e chi riesce a fare la geoingegneria più fantastica per non pagarne le conseguenze.

    Ci sono quelli che denunciano l’inquinamento e quelli che paventano il transumanesimo, ma non credo che nessuno abbia mai analizzato in modo approfondito questo doppio meccanismo, che accelera tutto il processo.

    Poi non mi interessa molto denunciare tizio o caio, o dire che è “colpa delle lobby del petrolio” o roba del genere.

    Sono processi che prescindono da noi, credo che sia bene averne coscienza per quanto possibile, e cercare, come dici tu, di nuotare lo stesso.

    • 'Alam al-Mithal scrive:

      Sì, penso sia l’atteggiamento migliore: le tendenze sono lì, ma ci possono essere sviluppi (impatto con limiti, interferenze di scopi, molto altro…) imprevisti. Nel male, certo, ma, chissà, forse anche nel bene. Non indolori, di questo sono certo. Ma è la vita, ci tocca viverla, quindi viviamola.

  15. Moi scrive:

    @ ‘Alam al-Mithal / Firmato Winston

    [Trigger Alert @ Pino]

    ——-

    La teoria della Paleoastronautica è stata rilanciata alla grande da un certo 😉 Mauro Biglino … in pratica saremmo esperimenti genetici che gli Alieni (cioè le Antiche Divinità) hanno creato utilitaristicamente mischiando il proprio DNA con quello della specie Homo Erectus.

    Basterebbe leggere alla lettera i Testi Antichi … notevole il parallelismo con i Culti del Cargo e Jon Frum. [vedi]

    SPOILER 😉

    La Distinzione Abramitica non sarebbe che … un’ impostura, per non dir molto peggio ! … Yahweh alias Ha-Shem dell’ Ebraismo e Hubal alias Al-Lah dell’ Islam erano (o sono … ma NON importa) due Militari Guerrafondai dell’Esercito di Nibiru, il Pianeta degli Anunnaki … molto successivamente noti come “Elohim”. Gesù era un “Ghibbor” , come gli altri Esseri Ibridi fra Umano e Anunnaki / Elohim / Theoi / Dei / Deva / Neteru ecc … chiamati “Eroi” in altre Culture.

    Essi vennero qui sborantamila 😉 anni con tecnologie avanzatissime (che solo ora iniziamo a intuire …) fa perché avevano bisogno dell’ elemento chimico “Oro” per scopi ecotecnologici … e relativa manodopera sufficientemente intelligente e forte da poter lavorare a tal scopo.

  16. Moi scrive:

    In un Antico Anime 😉 Nipponico , con il nome di “Madokter” :

    https://www.youtube.com/watch?v=YeIVirKBGFo

    gordian e gli antichi astronauti

    in un cartone animato fine anni 70 c’è descritta la teoria degli antichi astronauti e della creazione dell’uomo tramite esperimenti genetici

  17. Miguel Martinez scrive:

    sempre per roberto, per chi avesse voglia di organizzare un piccolo spettacolo per quattro amici in Italia.

    Dopo la Questura, si fa una chiacchierata in Prefettura, dove ti richiedono questo, in base alla Direttiva ministeriale (Circ. n°11001/1/110 (10) del 18/07/2018)-

    Non mi sono messo a cercare di decifrare bene il testo, forse alcune norme si riferiscano solo a spettacoli con piu di 200 persone, ma la maggior parte valgono anche al di sotto di tale numero; in compenso quello che trascrivo qui è solo una parte del testo….

    Documentazione attinente la normativa di Prevenzione Incendi
    ESAME PROGETTO

    Elaborati grafici in scala, conformi all’allegato I al D.M. 7 agosto 2012, redatti con la simbologia antincendio di cui al D.M. 30.11.1983, da cui si evinca la rispondenza dell’attività ai requisiti previsti dalle vigenti norme di prevenzione incendi:
     D.M. 19.08.1996 (regola tecnica per i locali di pubblico spettacolo),
     D.M.18.03.1996 (norme di sicurezza per gli impianti sportivi),
     Circ. M.I n° 11001/1/110(10) del 18/07/2018 (modelli
    organizzativi e procedurali sulle manifestazioni pubbliche)

    Documentazione attinente la normativa di Prevenzione Incendi
    ESAME PROGETTO

    Gli elaborati grafici sono composti da :
    PLANIMETRIE in scala opportuna ( da 1:2000 a 1:200)
     Ubicazione dell’attività
     Condizioni di accessibilità e viabilità al contorno
     Distanze di sicurezza da eventuali siti o impianti pericolosi
     Risorse idriche della zona

    PIANTE in scala opportuna ( da 1:50 a 1:200 a seconda
    delle dimensioni dell’edificio / luogo )
     Destinazione d’uso dei locali/luoghi ed eventuali
    compartimentazioni
     Sistemazione del pubblico
     Sistema dei percorsi di esodo e delle uscite di sicurezza
     Impianti ed attrezzature di estinzione
     Dispositivi di sezionamento o intercettazione
    PROSPETTI E SEZIONI

    RELAZIONE TECNICA
    Relazione tecnica, a firma di professionista abilitato, conforme
    al disposto del D.M. 7 agosto 2012, allegato I, esplicativa del
    tipo di attività che si intende svolgere, che illustri la
    rispondenza del locale/luogo o dell’impianto ai criteri di
    prevenzione incendi previsti dalla normativa di sicurezza
    vigente.

    VERIFICA SOPRALLUOGO

    La documentazione si compone di una serie certificazioni e
    dichiarazioni atte a comprovare che gli elementi costruttivi, i
    prodotti, i materiali e le attrezzature, sono stati realizzati ed
    installati secondo la regola dell’arte ed in conformità alla
    normativa di sicurezza vigente.

    VERIFICA SOPRALLUOGO
    Principali documenti da produrre :
    Resistenza al fuoco delle strutture :
     Certificazione di resistenza al fuoco degli elementi
    portanti e di separazione (Mod. CERT REI);

    (documentazione a firma di professionista antincendio)

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Per quattro amici” è fuorviante, però.
      Capisco le esigenze retoriche, capisco che pagare i diritti d’autore è brutto, capisco che pagare l’Inps (gestione ex Enpals) non è gradevole, ma c’è chi mette su business formidabili spacciandoli per “feste private”, per cui il controllo pubblico è necessario. E visto che l’Amministrazione non è onnipresente, devi dimostrare che non stai mettendo su un business milionario, ma qualcosa di molto diverso.

      Poi mi si può anche dire che il rave con negligenza del Prefetto sia la strada giusta e che i rapporti sociali devono essere regolati così, con una squadriglia di TIR che occupa il Nidiaci per una settimana e più è tutti stanno guardare perché “basta burocrazia”. Però le regole sono proprio quelle che rendono legittimo lamentarsi di quello che è successo al rave party.

      • firmato winston scrive:

        @MT
        “devi dimostrare che non stai mettendo su un business milionario, ma qualcosa di molto diverso”

        Mentalita’ tipica: deve essere il cittadino che dimostra anticipatamente di non essere un criminale, in quanto per default l’amministrazione lo considera tale…

        Almeno ve ne rendeste un minimo conto… fate proprio cascare le palle…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Da quando esercitare attività imprenditoriale è un crimine?
          E, soprattutto, perché devi sparare cazzate a ritmo così elevato?

          • firmato winston scrive:

            Hei hei hei, non hai il monopolio delle cazzate, eh.

            • Fuzzy scrive:

              Eh, eh, winston lo si capisce, forse, col tempo. Prima bisogna passare attraverso Kropotkin o l’anarchismo in generale, più Guareschi.
              Credo, mi pare.

              • firmato winston scrive:

                Capolavoro:

                ALEXIS DE TOCQUEVILLE (1805-1859)
                Quale specie di dispotismo devono temere le nazioni democratiche.

                […]
                Per parte mia sarei portato a credere che la libertà è meno necessaria nelle grandi cose che nelle piccole, se non pensassi all’impossibilità di avere la prima senza la seconda.
                La dipendenza nei piccoli affari si manifesta ogni giorno e si fa sentire indistintamente su tutti i cittadini. Non li spinge alla disperazione, ma li contrasta continuamente, portandoli a rinunciare all’uso della loro volontà. Deprime a poco a poco il loro spirito e indebolisce il loro animo. È inutile affidare a questi cittadini, così dipendenti dal potere centrale, l’incarico di scegliere di tanto in tanto i rappresentanti di questo potere, poiché questo uso così importante, ma così breve e raro del loro libero arbitrio, non li salverà dalla perdita progressiva della facoltà di pensare, sentire e agire da soli e li lascerà cadere gradatamente al disotto del livello dell’umanità.
                Aggiungo che essi diverranno presto incapaci di esercitare il grande ed unico privilegio che resta loro. I popoli democratici, introducendo la libertà nella vita politica nel tempo stesso in cui aumentavano il dispotismo amministrativo, sono stati portati a singolarità stranissime. Se si tratta di condurre piccoli affari, nei quali può bastare il buonsenso, essi stimano incapaci i cittadini; se si tratta, invece, del governo di tutto lo stato, affidano ai cittadini immense prerogative; così ne fanno a volta a volta i trastulli del sovrano e i suoi padroni; più dei re e meno degli uomini. Dopo avere escogitato infiniti sistemi di elezione, senza trovarne uno adatto, si stupiscono e cercano ancora: come se il male che essi notano non dipendesse dalla costituzione del paese molto più che da quella del corpo elettorale.
                È effettivamente difficile comprendere come mai degli uomini, che hanno interamente rinunciato all’abitudine di dirigere se stessi, potrebbero riuscire a scegliere bene quelli che li dovrebbero guidare; non si può mai sperare, quindi, che un governo liberale, energico e saggio possa uscire dai suffragi di un popolo di servi.
                Una costituzione repubblicana nella testa e ultramonarchica in tutte le altre parti mi è sempre sembrata un mostro effimero: i vizi dei governanti e l’imbecillità dei governati la porterebbero presto alla rovina, mentre il popolo, stanco dei suoi rappresentanti e di se stesso, creerà istituzioni più libere o ritornerà a subire un solo padrone.
                […]

              • Miguel Martinez scrive:

                Per firmato winston

                “Capolavoro:

                ALEXIS DE TOCQUEVILLE (1805-1859)
                Quale specie di dispotismo devono temere le nazioni democratiche.”

                Pazzesco!

                Ho sempre sentito parlare di De Tocqueville, non ho mai letto nulla… e questo primo brano che leggo riassume in maniera straordinaria il meccanismo.

              • Francesco scrive:

                è tratto dalla Democrazia in America?

          • Francesco scrive:

            beh, però esercitare attività imprenditoriale facendo finta di fare altro per non pagare le tasse è un crimine

            ma la polizia non dovrebbe reprimere i crimini, senza bisogno di obbligare tutti a farsi il culo preventivamente?

            se dico che faccio una cosa per “4 amici” e lo faccio davvero, la polizia passa, verifica, gli offro un’aranciata e va tutto bene, senza cartaccia

            non sarebbe meglio?

            • firmato winston scrive:

              @fra
              “beh, però esercitare attività imprenditoriale facendo finta di fare altro per non pagare le tasse è un crimine”

              parli come l’ispettore gadget 2

              Siccome aprire un locale in italia e’ defatigante e soggetto ad un’infinita’ di norme e balzelli per cui si sopravvive solo facendolo a scopo _altamente_ lucrativo, a suo tempo ci fu tutto un fiorire di “club privati”, quelli con l’iscrizione e la tessera, in questo caso pro-forma, per aggirare la regola.

              Nella mia citta’ di riferimento pero’ erano quelli che facevano gli spettacoli di gran lunga piu’ economici e interessanti, quelli di “avanguardia” per cosi’ dire, culturalmente pregiatissimi, con ragazzi che avevano la loro occasione di avere un pubblico in un ambiente informale. Le fucine culturali, si direbbe, nel senso piu’ ampio e positivo del termine.

              Erano “i buoni”, senza dubbio, non erano i criminali.

              Adesso sono decenni che non li frequento piu’, ma immagino che non si possano piu’ fare, sicuramente sono arrivati i questurini tipo te e MT a farli chiudere tutti in quanto “criminali”. 🙂

              Ma non potete farvi un po’ i cazzi vostri, che il mondo non ha bisogno di voi e della vostra stronzaggine per andare avanti, anzi…

              • Francesco scrive:

                mi pare un pò una sequela di cazzate sconclusionate spacciate per liberismo

              • firmato winston scrive:

                @fra
                “di cazzate sconclusionate”

                Quello che dico io o quello che facevano loro? Perche’ ti ho solo descritto cosa succedeva.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “Capisco le esigenze retoriche, capisco che pagare i diritti d’autore è brutto”

        Attenzione, NON STO DICENDO CHE SIA BRUTTO NIENTE.

        Non è proprio il senso del mio discorso.

        Non critico nulla, e non dico che ci sia una strada giusta.

        Dove leggi questi giudizi?

  18. Miguel Martinez scrive:

    Dopo la Prefettura, un salto all’Enpals per avere il Certificato di Agibilità dell’Enpals. Siamo in una situazione tranquilla, di spettacolo gratuito:

    L CERTIFICATO DI AGIBILITÀ A TITOLO GRATUITO

    Il certificato di agibilità a titolo gratuito è il documento che autorizza talune tipologie di imprese (imprese dell’esercizio teatrale cinematografico e circense, i teatri tenda, gli enti, le associazioni, le imprese del pubblico esercizio, gli alberghi, le emittenti radiotelevisive e gli impianti sportivi) a
    far operare nei locali di proprietà (o sui quali abbiano un diritto personale di godimento) i lavoratori dello spettacolo, occupati nelle categorie da 1 a 14 dell’art. 3 del D.Lgs.C.P.S. n. 708/1947 e s.m.i. (artisti e tecnici) in relazione ad un specifico evento che si svolga a scopo benefico, sociale o solidaristico.

    Detto certificato è rilasciato a condizione che gli eventuali ricavi derivanti dallo svolgimento della manifestazione, dedotte le spese di allestimento e di organizzazione, vengano interamente destinati alle citate finalità e che ai lavoratori dello spettacolo coinvolti non venga corrisposto alcun compenso. Ai fini del rilascio del predetto certificato, la sussistenza dei presupposti della gratuità deve essere opportunamente documentata.

  19. Miguel Martinez scrive:

    Ah, dimenticavamo la SIAE, ovviamente, c’è da andare tre giorni prima dello spettacolo e consegnare il mitico BORDERO’, più i SOLDI (anche se lo spettacolo è gratuito). Chi credesse di fare il furbo, sappia che gli agenti della SIAE campano leggendo tutti gli avvisi di spettacoli, anche minimi, e facendo irruzione e multe.

    Il Borderò comunque è semplice semplice:

    “La Siae non la paga il musicista o il dj che viene ad animare la vostra festa ma la paga chi organizza l’evento. A quest’ultimo spetta rivolgersi all’ufficio Siae di competenza territoriale, chiedere e pagare (in anticipo) il permesso per avere la musica (dal vivo o registrata). Al musicista, o al dj, spetta soltanto compilare il borderò, cioè il modulo che gli verrà consegnato dal titolare del permesso e sul quale c’è l’obbligo di riportare:

    il nome e l’indirizzo del locale in cui si svolge la festa;
    le generalità del titolare del permesso ed il numero dell’autorizzazione rilasciata dalla Siae;
    le generalità (compresi codice fiscale e numero di iscrizione all’Enpals) del musicista/dj;
    la sequenza cronologica dei brani eseguiti e l’autore della musica dei singoli brani;
    la firma del titolare dell’esecuzione (cioè del musicista o del dj).”

    • roberto scrive:

      qui trovi le regole applicabili da noi, facci un giro è istruttivo
      se segui i link hai il formulario per la cittàç di lussemburgo e quello per l’equivalente della siae (la sacem)…credo che il mio amico abbia pagato 70 euri, ma non ne sono sicuro perché magari il giorno della festa della musica il comune glie li ha pagati lui

      https://guichet.public.lu/fr/citoyens/loisirs-benevolat/milieu-associatif/organisation-manifestation/autorisation-manifestation.html#bloub-1

      ad essere un po’ lenti direi che in un’oretta hai fatto la tua domanda…. (non ci avevo ancora pensato ma covid permettendo faccio questa primavera un torneo di basket all’aperto, con birra musica e BBQ, ti farò sapere quanto mi ci vuole per organizzare il tutto)

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “qui trovi le regole applicabili da noi,”

        Interessante il linguaggio: io parlo male il francese, ma capisco tutto; parlo bene l’italiano, ma faccio fatica a leggere le circolari italiane.

        Credo che una grossa differenza sia la mancanza di tutta la parte sicurezza, il terrificante Piano Antincendio redatto da professionisti, ecc. ecc., che non deriva da una legge, ma da una circolare successiva a quello che successe a Piazza San Carlo nel 2017 – da allora è quasi impossibile fare spettacoli in piazza in regola in Italia, se non sei una grossa organizzazione.

        • firmato winston scrive:

          @miguel
          “circolare successiva a quello che successe a Piazza San Carlo nel 2017”

          Tipico legiferare sull’onda dell’emergenza emotiva, e’ TUTTO cosi’.

          Attenzione pero’ che su questo si lanciano come faine torme di “liberi” professionisti, gli specialisti che “vedono tutto in forma di chiodo”: per guadagno personale e potere corporativo di categoria. Le leggi tecniche sono loro che le fanno, i politici, che peraltro quasi sempre sono avvocati (cioe’ tecnici pure loro) che comunque dal bordello legislativo ci guadagnano, schiacciano solo il bottone. Male non gli fa. A loro.

        • firmato winston scrive:

          “Piazza San Carlo nel 2017 – da allora è quasi impossibile fare spettacoli in piazza in regola in Italia, se non sei una grossa organizzazione”

          Infatti nei posti d’italia dove abitano i fessi che la legge sono abituati a rispettarla, sono quasi sparite le classiche feste nei paeselli.
          Come gia’ detto, a causa della estrema pressione selettiva della regolamentazione, sopravvivono darwinianamente solo i “delinquenti” (cioe’ quelli che non rispettano la legge, e che non e’ detto che siano per forza i cattivi, potrebbero anche essere piu’ buoni degli altri, la legge da’ solo delle regole da rispettare, non definisce il buono e il cattivo, e ci mancherebbe!)

          • werner scrive:

            Ahem… Che sia un bordello non lo nego. Ma il mio paesello nati inizia stasera dieci giorni di eventi consecutivi, di cui almeno la metà con musica dal vivo.
            E sono certo che sia tutto più o meno in regola, perché altrimenti i consiglieri comunali di opposizione starebbero già pronti a dimostrare l’incapacità dei membri della giunta comunale ( Che odiano con fervore da anni).

            • firmato winston scrive:

              Dalle mie parti quelli che sono rimasti hanno l’ambulanza parcheggiata in loco.
              Mai vista prima.
              Presumo che non ci sarebbe se non fosse necessaria con le nuove norme.
              Da te c’e’?

              • werner scrive:

                C’è, ma c’è Sempre stata per qualsiasi evento minimamente attrattivo.

                Forse anche perché i volontari della croce bianca preferiscono passare il turno a margine della sagra piuttosto che nella loro saletta aspettando di essere chiamati per qualche intervento.

    • roberto scrive:

      per la sacem (siaeà le regole sono simili, solo che da noi il bordero lo fai dopo
      il prezo non lo so (vedo ora che da noi concerto gratuito per meno di 200 persone sono tra i 16 et i 64 euri a seconda della situazione e del giorno)

      https://guichet.public.lu/fr/citoyens/loisirs-benevolat/milieu-associatif/organisation-manifestation/redevance-sacem.html

  20. Miguel Martinez scrive:

    Comunque, non si sta così male in Italia.

    C’è un sistema semplice per evitare tutto questo.

    Mettetevi in ottomila, senza chiedere il permesso a nessuno e soprattutto stando attentissimi a NON FIRMARE NULLA, invadete il terreno del primo contadino che capita, mettete su mega-impalcature e tutto ciò che vi pare, stateci tutto il tempo che vi pare, e non avrete nemmeno una multa.

    Perché anche in Italia a volte prevale il buon senso:

    ““Lo sgombero è impossibile, ci siamo trovati una colonna di tir già nel campo”.

    Il questore di Viterbo, Giancarlo Sant’Elia, spiega a Repubblica i motivi della scelta per la quale le forze dell’ordine si sono limitate a monitorare la situazione del rave party di Valentano, senza fare irruzione.”

    • firmato winston scrive:

      Una delle tante arguzie attribuite a churchill (se non e’ sua, lo spirito lo e’):

      “Se due persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” gli fai la multa, se venti persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” chiedi loro di spostarsi, se duecento persone fumano sotto il cartello “divieto di fumare” togli il cartello.”

      E lo togli senza farti notare, aggiungo io, se vuoi mantenere l’integrita’ fisica.

      Che poi e’ il motivo per cui in ampie zone d’italia la legge dello stato (soprattutto quella fiscale) non arriva proprio. Se tutta la popolazione la percepisce come estranea e decide di non rispettarla, e pure i controllori fanno parte della stessa popolazione, cosa fai, gli mandi i droni? Con che legittimita’? Zero. Non ha funzionato neanche fra la piu’ grande potenza militare del mondo e i contadini scalzi afgani.

      • Francesco scrive:

        non capisco che problema ci sarebbe a usare i droni, o gli Apache, o i Regi Carabinieri a cavallo e con la sciabole

        davvero non si capisce più cosa significa il rispetto della legge?

        PS che, poi, i TIR sono un bersaglio perfetto per i droni.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “non capisco che problema ci sarebbe a usare i droni, o gli Apache, o i Regi Carabinieri a cavallo e con la sciabole”

          Ma un parente che lavori con funzioni anche minime di responsabilità in qualche pubblica amministrazione non ce l’hai?

          1) Interviene la polizia. Un ravinaro, scappando, inciampa su un filo dell’amplificazione abusiva e si rompe un dente.

          2) Siccome l’amplificazione non si sa chi l’ha messa, il ravinaro non può farsi risarcire da
          gli organizzatori, ma fa causa alla polizia, perché (a) l’ha fatto inciampare e (b) pur essendo palesemente presente sul posto, non aveva provveduto a rimuovere il cavo dell’amplificazione.

          3) Il magistrato, tra grande clamore mediatico, apre un’inchiesta, trova un poliziotto che confessa sì ha rincorso lui il ravinaro, ma può dimostrare di avere un ordine scritto del suo superiore di caricare; allora il superiore tira fuori un ordine del Questore, e si apre un’inchiesta sul Questore, che viene condannato a risarcire il dente.

          4) il Questore, condannato in tribunale, si dimette.

          Invece se non fai niente, e soprattutto non firmi niente, non succede niente.

          • Francesco scrive:

            stavo pensando più alla polizia di Singapore o Kabul … dove la giurisprudenza non è a favore del reo

            magari va bene anche il Texas

            🙂

        • firmato winston scrive:

          “la giurisprudenza non e’ a favore del reo” non e’ che nasconda l’idea che prima lo si impicca e poi gli si fa il processo?

          “davvero non si capisce più cosa significa il rispetto della legge”
          certo che lo si capisce: in qualsiasi comunita’ ci sono delle leggi, ma proprio per questo ogni comunita’ ha le sue, che non e’ detto con corrispondano con quelle di uno stato-massa con decine di comunita’ diversissime entro la sua giurisdizione. Quando la legge dello stato collide con quella della comunita’, la pressione sociale e’ di gran lunga piu’ forte di qualsiasi drone o carabiniere, e anzi porta a una guerra, civile e non, piu’ o meno a bassa intensita’. Dopo un po’ di questa polarizzazione, per vincere dovresti sterminarli TUTTI.
          Lo sai anche tu, salvo dimenticartene quando ti fa comodo.

  21. Mauricius Tarvisii scrive:

    Burocrazia ha un significato ben preciso. È l’esercizio del pubblico potere attraverso modalità regolamentate, procedimentalizzate e istituzionalizzate. Non è sinonimo di imposizione di obblighi arbitrari (anche il signore feudale può importi diecimila balzelli e divieti, ma non per questo diventa “burocrazia”) e non è il semplice ricorso a professionisti (come dicevo, il diritto comune faceva lo stesso, ma con la burocrazia c’entrava poco).
    I modelli alternativi sono il modello dispotico, dove il pubblico potere si esercita sulla base del mero arbitrio del decisore, privo di vincoli, e il modello manageriale, dove il decisore non ha vincoli formali, ma deve solo perseguire l’interesse dello stakeholder. Tutto il resto corre il rischio (sottolineo: il rischio; poi magari si vive in una situazione straordinaria dove anche milioni di persone vivono una comunità di intenti fuori dal comune) di incepparsi in gruppi di più di tre persone.

    • firmato winston scrive:

      @MT
      “Non è sinonimo di imposizione di obblighi arbitrari”

      Si’ che lo e’ invece, la legge deve essere rispettata arbitrariamente, che sia giusta o no, e’ un principio fondamentale.
      Il giudice non decide se sei buono e sei cattivo, decide se hai rispettato l’algoritmo burocratico o no.
      La sua giustizia deriva dal fatto che e’ (o dovrebbe essere) uguale per tutti.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Se devo definire qualcosa uso ciò che lo distingue dal resto, non ciò che può averci in comune.

        • firmato winston scrive:

          Se capisco quello che intendi dire, non mi pare un’obiezione valida, sposta solo il problema un po’ piu’ in la’, cioe’ la mancata distinzione fra legge e morale.

          Comunque non sono idee mie, da’ un’occhiata a hans kelsen (peraltro generalmente detestato dai liberisti) oppure a stato etico, intendevo richiamare quei concetti.

          https://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Kelsen

          Comunque io non ne so molto, mentre qua c’e’ fior di specialisti in studi classici e giuridici, te per primo, magari.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Come fai a dire che gli obblighi arbitrari sono una caratteristica distintiva della burocrazia se sono una caratteristica condivisa con altri sistemi?

  22. Miguel Martinez scrive:

    Noto un fenomeno interessante…

    Noi viviamo totalmente immersi in una rete di “regole”, sono l’acqua stessa in cui nuotiamo e non ce ne accorgiamo, eppure determinano tutta la struttura di relazione che abbiamo, con altri e con tutto il mondo.

    Regole non create e non volute da “noi”, ma da un gruppo relativamente piccolo di professionisti che opera su di noi e sul mondo a senso unico: loro decidono per noi senza coinvolgerci.

    Queste regole vengono quasi sempre prodotte partendo da un caso reale, “una volta a Catania è successo che un tizio si è fatto male con una penna” che porta a una regola costruita analogicamente (“vietato penne, matite, pennelli”) ed estesa universalmente, almeno fin dove arriva la giurisdizione del burocrate.

    Sostanzialmente, io ho fatto notare questo fenomeno, che penso sia affascinante, anche perché se non PARTIAMO da questo fenomeno, è inutile parlare di politica, di economia, di progetti, anche di fare un concerto in piazza…

    Come funzionano i commenti?

    Nessuno contesta che le cose stiano così.

    Alcuni commentatori offrono interessanti spunti aggiuntivi.

    Però c’è anche la tendenza a trasformare questa constatazione in un giudizio.

    O definendo “assurde e vessatorie” le regole, oppure dicendo, “ah, allora tu proponi di abolire le regole”.

    No, importante è capire innanzitutto come funziona tutto il meccanismo, e dove porta.

    • roberto scrive:

      azzardo un’ipotesi: il tono con il quale descrivi il fenomeno non è del tutto neutro e si potrebbe in effetti pensare che tu abbia un certo fastidio per alcune regole…tipo leggendo il tuo intervento ironico sulla siae, mi pare di avere la vaga impressione che non sei perfettamente convinto dell’utilità di pagare la SIAE

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “tipo leggendo il tuo intervento ironico sulla siae, mi pare di avere la vaga impressione che non sei perfettamente convinto dell’utilità di pagare la SIAE”

        Su questo hai ragione.

        Sono cose che ho approfondito anni fa, quando abbiamo deciso di NON fare un concerto al Nidiaci.

        I problemi principali che mi ricordo (cito a memoria, e magari imperfettamente):

        1) la SIAE è un ente privato, che ha poteri di polizia di stato

        2) La maggior parte dei diritti spettanti agli autori non arriva a loro, ma rimane alla SIAE

        3) Perché qualcosa rientri nel pubblico dominio, bisogna aspettare ottant’anni, non dalla scrittura dell’opera, ma dalla morte dell’autore, quindi la SIAE continua a lucrare su di lui anche quando i suoi pronipoti (che manco sanno che la SIAE esiste) sono vecchietti: in pratica tutela solo le case editrici e l’industria musicale.

        4) Nel caso della musica, ci sono esenzioni – la “musica popolare” ad esempio, in teoria nessuno ti vieta di cantare Vitti na crozza. In pratica, però la SIAE tutela non le canzoni, ma i singoli accordi, per cui comunque anche le improvvisazioni, i canti popolari, ecc. possono ricadere sotto la sua tutela se un agente della SIAE, infiltrato tra il pubblico, registra il concerto e si guadagna un premio scoprendo che un accordo coincide con un altro che invece è protetto.

        5) Alla festa di matrimonio (quindi evento con invitati, non pubblico) in teoria non puoi prendere la chitarra e suonare qualche canzone che va di moda, senza chiedere soldi a nessuno: dovresti metterla nel borderò e pagare per far sentire qualcosa gratuitamente. E se non lo fai, rischi di pagare una multa non da poco.

        Sì, confesso… posso capire il funzionario che prima di fare un concertino con quattro amici, chiede un piano antincendio redatto da un ingegnere regolarmente iscritto all’Ordine. Ha un senso.

        La SIAE è come un infermiere (che fa quindi un’azione in principio buona) che ha per legge diritto a una prestazione sessuale gratuita da tutti quelli che salva.

      • PinoMamet scrive:

        Avendo avuto a che fare con la SIAE per motivi professionali, confermo tutto quello che dice Miguel.

  23. Peucezio scrive:

    Miguel,
    la butto lì.

    Non basterebbe deresponsabilizzare il funzionario pubblico dalle conseguenze delle sue decisioni? O quantomeno delle sue omissioni?
    A questo punto deciderebbe liberamente, con buon senso, considerando un po’ di più la complessità dei problemi (con lo scarto inevitabile: ci sarà qualcuno meno soddisfatto, ci sarà l’incidente, l’imponderabile…) e meno l’emergenza di dover rispondere del danno magari probabilisticamente rarissimo, ma che qualche volta accade e sono cavoli, per cui sei costretto a tagliare tutto con l’accetta, fino appunto al deserto sterile.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Non basterebbe deresponsabilizzare il funzionario pubblico dalle conseguenze delle sue decisioni? O quantomeno delle sue omissioni?”

      Anch’io a pelle tenderei a ragionare così, poi immagino che non sia possibile.

      Infatti per qualsiasi cosa, ti chiedono di firmare pagine di “sollevo da ogni responsabilità” ecc. ecc., che però chi ci lavora mi spiega sarebbero in genere prive di valore, la responsabilità è sempre del funzionario.

    • Francesco scrive:

      e la certezza della legge va a donne di costumi moderni!

      cazzo, se la legge dice che posso dipingere l’automobile di rosso, il funzionario non deve usare buon senso ma deve evitare di multarmi

      il buon senso è una lama molto affilata e a due tagli: almeno che si usi dove non ci sono leggi

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      ” O quantomeno delle sue omissioni?”

      Appena approvano ‘sta roba voglio diventare subito funzionario pubblico!

      • Francesco scrive:

        >>> Fintanto che è il puro e semplice profitto capitalista ad essere messo sotto accusa come causa delle disuguaglianze economiche, la standardizzazione e la concentrazione delle industrie — che è causa strutturale di ogni disuguaglianza — non verrà mai presa in considerazione ed eliminata.

        e la causa di detta standardizzazione e concentrazione delle industrie? non sono certo ma sento fortissima puzza di fuffologia

      • Francesco scrive:

        commento finito per palese errore!

        volevo solo dire

        😀

  24. Miguel Martinez scrive:

    Credo che sia interessante soffermarsi sulla questione delle guide turistiche.

    CASO UNO:

    Una guida turistica è una persona competente, informata, che si fa un mazzo così per passare concorsi e che alla fine ci deve campare del suo lavoro.

    Arriva un tizio, senza titoli e che spara scemenze a caso, si fa pagare la metà di quanto si faccia pagare la guida perché arrotonda facendo il posteggiatore abusivo.

    La guida non più pagare il mutuo della casa e va a fare il commesso al Conad.

    CASO DUE:

    Peucezio, Roberto e Pino Mamet vengono a trovare Miguel, che li porta a Santo Spirito e racconta qualcosa a loro delle cappelle laterali, compresa una storia particolare che nessuna guida sa perché a Miguel gliel’hanno raccontata gli autoctoni.

    Una guida turistica sente, chiama i vigili e Miguel viene multato per duemila euro.

    • roberto scrive:

      Caso Uno: per come la vedo io il tizio senza titoli andrebbe multato a sangue, ma capirai che è un modo di vedere la società che non è certo l’unico. Firmato Wilson o Francesco potrebbero dirmi “ma perché hai bisogno di un patentino per fare la guida e multare gli altri? Il mercato spazzerà le guide cattive e nel frattempo facciamo campare tutti!” Devo anche ammettere che il patentino può diventare semplicemente il modo di mangiarsi il mercato senza meriti (magari il colto patentato è palloso e scorbutico e l’ignorante pure se ignorante simpatici, servizievole e racconta un sacco di aneddoti divertenti, ma non può lavorare perché non è patentato), quindi ancora una volta preferirei vedere *come* funziona il patentino

      Caso due: frustate a guida e vigili se abusano, ghigliottina per il legislatore se veramente ha scritto una roba del genere

      • PinoMamet scrive:

        Ho amici guide turistiche patentate, e potrei chiedere a loro.

        Escludo la possibilità del caso 2: parlare di un monumento ad amici e parenti non costituisce nessun abuso (ci mancherebbe).

        Diverso il caso se mi faccio pagare…

        • roberto scrive:

          Il caso due è un esempio di Miguel non mio 🙂
          In effetti è assurdo

        • Miguel Martinez scrive:

          Sulla guida turistica…

          1) La legge regionale toscana (86/2016) stabilisce che è guida turistica “chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone con lo scopo di illustrare le attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche, nonché le risorse produttive del territorio (…) Per l’esercizio della professione di guida turistica è necessario il possesso dei seguenti requisiti … i corsi e l’esame obbligatorio per ottenere la qualifica di Guida e accedere alla professione con il rilascio da parte del Comune di un apposito tesserino di riconoscimento”.

          2) il problema sta ovviamente nel termine “per professione”: se la professione di “guida non abilitata” non esiste per definizione, si deve intendere che la professione viene esercitata illegalmente, e quindi diventa difficile definire in cosa consista.

          3) Si potrebbe dire che consiste nel farsi retribuire, ma tutti i presunti abusivi negherebbero subito anche se è vero, se non altro perché avrebbero problemi con il fisco

          4) Ma è vietato anche l’esercizio gratuito di tale attività: qui il Comune di Firenze interviene per stroncare delle visite guidate a offerta libera o del tutto gratuite https://www.comune.fi.it/comunicati-stampa/scattano-le-sanzioni-i-free-tours-sono-guide-turistiche-abusive

          Si subodora lontano un miglio che dietro i “free tours” c’è qualcos’altro, ma comunque è chiaro che non chiedono formalmente soldi.

          • PinoMamet scrive:

            Miguel, la mia scarsa conoscenza del diritto mi permette già di dire che i punti 2 o 3 non hanno troppo senso.

            La legge regionale toscana definisce guida turistica chi, per professione (quindi escludendo chi lo fa estemporaneamente e senza farsi retribuire, come tu che illustri una cappella a Roberto e a me) accompagna persone ecc. ecc.”

            Per tale professione, ha stabilito una serie di requisiti.
            Chi non rispetta quei requisiti, pratica la professione abusivamente.
            Fino a qui tutto semplice.

            Poi ci sono dei tizi che propongono dei “tour gratis” per la città, pensando così di aggirare la normativa: se sono gratis, sostengono, non possono essere qualificati come professione, e quindi come esercizio abusivo della medesima.

            Bel tentativo, ma non credo basti per far sì che non venga considerato “professione” (qui ci vuole uno più esperto di me)

            e comunque i “free” tour non sono affatto gratis, sono soltanto privi di un tariffario fisso…

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Tra l’altro io potrei farti fare il giro gratis professionalmente perché magari non sei tu il mio cliente: immaginiamo un giro che ha finalità promozionali o di marketing.
              Non è un pagamento da parte del “guidato” ad essere il discrimine della professionalità.

          • PinoMamet scrive:

            Per metterla ancora più semplice:

            il “patentino” delle guide turistiche non sta impedendo a te di spiegare la cappella a me e a Peucezio e ad Andrea;

            sta impedendo all’agenzia Furbastri di sfruttare un giovanotto neolaureato lasciando che venga pagato dalla generosità dei turisti;

            e, nello stesso tempo, impedisce che la normativa si inasprisca ulteriormente, impedendoti di mettere piede nella cappella con sconosciuti.

            • firmato winston scrive:

              @pino
              “il “patentino” delle guide turistiche”

              Ma figurati e’ solo l’ennesima corporazione, che piace allo stato solo perche’ incrementa il gettito fiscale attraverso la moltiplicazione degli enti burocratici, sindacali e di controllo. Allo Stato, attualmente, interessano solo i soldi che riesce a incamerare per redistribuirli a scopo clientelare, di tutto il resto non gliene frega assolutamente nulla, sono solo utili pretesti.

              Anche tutto l’immane apparato di incentivi/disincentivi serve allo stesso scopo, a moltiplicare i costi burocratici, perche’ quelli fanno PIL, e puro hanno il “moltiplicatore” piu’ alto e sicuro.

            • PinoMamet scrive:

              “Ma figurati e’ solo l’ennesima corporazione..”

              anche questo trovo che sia vero.

              I problemi hanno sempre vari angoli e punti di vista.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Pino Mamet

              “il “patentino” delle guide turistiche non sta impedendo a te di spiegare la cappella a me e a Peucezio e ad Andrea;”

              Non so.

              1) conosco persone che lavorano in ambito universitario, e quando portano due amici a vedere gli Uffizi (ovviamente una tantum e gratuitamente), si premuniscono prima di un sacco di documenti che spiegano che si tratta di una specifica attività organizzata dall’Università, per evitare denunce

              2) La Regione Marche (che non è la Toscana) mi sembra che spieghi chiaramente che solo alcune forme molto precise di “guida gratuita” sono ammesse (e io non rientro in nessuna di queste); e le esclude comunque nel caso dei monumenti importanti.

              3) Anche il concetto di “professione” non mi è chiaro: credo che presupponga due elementi – il passaggio di denaro e la continuità.

              Ma il passaggio di denaro è difficile da dimostrare, e infatti nelle Marche verrebbe multato anche chi illustra gratuitamente un museo per conto di un’associazione che si occupa di turismo e tempo libero.

              Rimane la questione della “continuità”: presumo si possa dimostrare con molte testimonianze nel caso dello stesso tizio che tutti i giorni porta gruppi diversi in giro per gli Uffizi. Ma se il lunedì li porta agli Uffizi, il martedì a Palazzo Pitti, il mercoledì a Siena…?

            • PinoMamet scrive:

              ” si premuniscono prima di un sacco di documenti che spiegano che si tratta di una specifica attività organizzata dall’Università, per evitare denunce”

              ma infatti tu non fai alcuna specifica attività organizzata dall’Università nè da nessun altro ente!

              Tu parli di un tuo interesse personale ad alcuni tuoi amici.

              “e infatti nelle Marche verrebbe multato anche chi illustra gratuitamente un museo per conto di un’associazione che si occupa di turismo e tempo libero.”

              Come sopra: tu non lavori per nessuna associazione che si occupa di turismo.

              Sei semplicemente nella posizione di…
              una persona che esercita la sua libertà di parola, parlando con conoscenti.

              In tutta onestà non temerei multe, al posto tuo, e se qualche guida professionista è così stronza da provarci, e qualche vigile urbano o che so io da cascarci e farti una multa, credo che in tribunale non reggerebbe due secondi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “ma infatti tu non fai alcuna specifica attività organizzata dall’Università nè da nessun altro ente!”

                Scusami, mi sono spiegato male.

                Intendo dire che un mio amico, peraltro grande conoscitore della storia dell’arte, organizza un progetto con tre, quattro studenti di altre università, ospitati a casa sua e in maniera del tutto informale.

                Decide di portarli agli Uffizi, sostanzialmente per rilassarsi. Ma sa che se si mette a illustrare loro qualche quadro, rischia rogne, e quindi si premunisce facendo finta che la visita rientri nel progetto universitario, e portandosi dietro tutta la documentazione possibile.

              • PinoMamet scrive:

                Beh, è un amico molto prudente, ma secondo me la pezza rischia di essere peggiore del buco…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “un mio amico, peraltro grande conoscitore della storia dell’arte, organizza un progetto con tre, quattro studenti di altre università, ospitati a casa sua e in maniera del tutto informale”

                Dagli indizi che hai disseminato in queste poche righe, credo che la professionalità ci potrebbe essere in questo caso ed è per questo che il tuo amico previdentemente si preoccupa di dimostrare la presenza di un’eccezione o la non professionalità (a seconda di cosa fa o di chi sia).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Dagli indizi che hai disseminato in queste poche righe, credo che la professionalità ci potrebbe essere”

                Lui non fa e non pretende di essere una guida, si occupa di progetti inter-universitari riguardanti l’inclusione e la multietnicità: il progetto in questione riguarda un censimento delle comunità religiose fiorentine.

                Semplicemente, ha una cultura incredibile (succede quando hai due nonni entrambi accademici della Crusca, lo conosce Peucezio), uno stile didattico quando parla e una voce alta e chiara, per cui potrebbe facilmente essere scambiato per una guida, probabilmente.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Quindi da quello che dici:
                – gli amci sono persone conosciute in ambito professionale
                – segue professionalmente rapporti tra università
                – organizza progetti per l’università

                Sì, quella di ospitare gli amici e guidarli nei musei è un’attività che dà molto adito a fraintendimenti, per cui è bene che dimostri che si tratta di un’attività estranea al suo lavoro.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ti faccio un esempio diverso, inventato, ma verosimile.

                Tizio, fiorentino, laureato in storia dell’arte, oggi impiegato commerciale della Pincopallo Spa, ha invitato a Firenze Caio e Sempronio, due clienti della Pincopallo con cui, però, negli anni ha sviluppato anche forti legami extraprofessionali. A pranzo parlano di affari e poi, nel pomeriggio, Tizio li accompagna agli Uffizi e fa da Cicerono a Caio e Sempronio,
                Un sorvegliante del museo gli chiede chi sia e chi siano le due persone che sta accompagnando e a questo punto due sono le risposte possibili, entrambe corrette:

                -ho invitato questi due amici a Firenze e gli sto facendo fare un giro al museo
                – sono un commerciale della Pincopallo e sto consolidando i rapporti con due clienti

                Il fatto è che se al sorvegliante del museo sarà data la prima risposta, spesso e volentieri al proprio datore di lavoro viene data la seconda, per addebitare all’azienda pranzo e biglietti del museo. Solo che entrambe le risposte sono in un certo senso veritiere.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                ” Solo che entrambe le risposte sono in un certo senso veritiere.”

                esempio interessante, e anche molto plausibile.

                In questo caso, la “guida” ha sicuramente un interesse personale in ciò che fa, e questo potrebbe interessare all”agenzia delle entrate.

                Ma il vero scopo del divieto è stroncare il tizio che si “spaccia” per guida e che, tra incompetenza e prezzi bassi, rovina il lavoro a chi ci si è impegnato una vita.

                Però nel caso che indichi tu, manca totalmente la concorrenza: i clienti della Pincopallo non ci sarebbero nemmeno andati agli Uffizi senza di lui, e sicuramente non avrebbero affittato i servizi di una guida professionista per farsi un giretto del museo e poi andare a pranzo.

                Solo che a questo punto la legge (proprio per evitare di scrivere infinite eccezioni) si applica lo stesso, anche se è lontanissimo dalla sua finalità originaria.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Oppure la Pincopallo Spa avrebbe pagato una visita guidata ai clienti per offrire loro la stessa ospitalità offerta usando solo risorse interne.

        • roberto scrive:

          Era stata una delle discussioni con la nostra guida americana nel grand canyon.
          Lui come tutte le guide locali non aveva fatto nessun tipo di studi specialistici, ma aveva millemilia giorni di esperienza, è appassionato di geologia e conosce bene piante, bestioline e storia del posto, ha fatto un corso di pronto soccorso abbastanza impegnativo e con questo curriculum l’hanno assunto.
          Alla domanda “ma scusa se qualcosa va male?” Risposta “perdo il lavoro” et c’est tout.

          Ripeto, non è che io sia contrario al patentino, ma magari non è l’unico modo è sicuramente è il modo sbagliato se l’unica funzione del patentino è impedire l’ingresso di chi vuole fare quel lavoro e conservare una rendita di posizione a chi lo fa

          • PinoMamet scrive:

            Questo è senz’altro vero, ma vale per tutte le professioni e tutti i “patentini”, se ci pensi, laurea inclusa.

            Chi non ha mai conosciuto laureati asini e autodidatti preparatissimi?

            • roberto scrive:

              Si certo, sono d’accordo (e invero anche avvocati o giudici asini….)

            • firmato winston scrive:

              Infatti e’ da una vita che si suggerisce di eliminare il valore legale della laurea, e non di moltiplicare i patentini.

              • roberto scrive:

                Esattamente vuoi dire cosa con eliminare patentini e valore giuridico alla laurea?
                Vuoi che ti devitalizzo un dente o che ti operi al menisco?

                (Temo proprio che sia necessaria una via di mezzo fra gli ayatollah della legge fiorentini e gli anarco liberisti)

              • roberto scrive:

                Ps mi è capitato regolarmente, diciamo una volta ogni due anni, di avere a che fare con tizi che esercitavano abusivamente il mestiere di avvocato.
                Prima che il mercato li faccia fuori (e arriva prima la legge) hanno fatto casini che la denuncia paventata da Miguel è una passeggiata di salute

              • firmato winston scrive:

                scusa ma sul serio non hai mai sentito parlare di abolizione del valore legale della laurea?
                ma in che mondo vivi?
                e’ il sistema anglosassone, non e’ l’iran di komeini

              • PinoMamet scrive:

                Esco dall’armadio: io ne sento parlare da anni, ma ancora nessuno me l’ha spiegato bene.

                Cioè, anche abolendo il valore legale del titolo di laurea, per diventare avvocati si dovrà continuare a dover superare un esame di Stato, no?

                Per diventare insegnanti un concorso e così via.

                a ‘sto punto non vedo questa grande utilità nell’abolizione del valore legale della laurea, più che altro mi sembra una presa di posizione contro il sistema educativo italiano.

                Magari mi sbaglio…

              • firmato winston scrive:

                C’era un bell’articolo di Tullio Regge su un le scienze di qualche decennio fa: diceva “per favore togliete valore legale a quel pezzo di carta altrimenti non riusciremo MAI a liberarci delle orde di studenti che sono qui solo il pezzo di carta, senza aver alcun interesse e attitudine per la materia”.

              • roberto scrive:

                FW
                Ho sentito parlare ovviamente di questa idea di togliere il valore legale alla laurea, più o meno da quando so leggere e scrivere, ma l’idea è legata a mille cose diverse. Quindi, cosa intendi tu per “eliminare il valore legale della laurea”?

    • roberto scrive:

      Ps

      “ na guida turistica è una persona competente, informata, che si fa un mazzo così per passare concorsi e che alla fine ci deve campare del suo lavoro.”

      Sostituisci “guida turistica” con musicista, e voilà la SIAE (che sono d’accordo sia una specie di mafia, ma insomma, il principio di remunerare gli autori che campano di questo non andrebbe buttato in Arno)

      • PinoMamet scrive:

        Il principio del diritto d’autore è sacrosanto, che questo debba coincidere con il pizzo pagato alla SIAE è discutibile…

  25. Fuzzy scrive:

    https://www.anarcopedia.org/index.php/P%C3%ABtr_Kropotkin
    Credo che leggere kropotkin faccia bene alla salute.
    Il pittore architetto hundertwasser
    https://www.kunsthauswien.com/en/exhibitions/museum-hundertwasser/
    dal canto suo, invece, sosteneva, l’analogo concetto che la linea retta faccia male alla salute.
    Sappiate che io ci tengo alla vostra salute.
    Statemi bene.

    • firmato winston scrive:

      interessante hundertwasser

      c’e’ qualcosa di un po’ simile nel sito degli amici di miguel:
      https://www.ilcovile.it/V3_ark.html

      comunque queste cose sono filosoficamente presenti in modo organico nei lavori di ivan illich

      per l’argomento in discussione, fondamentale il suo “LE PROFESSIONI DISABILITANTI” (mulo…)

      https://www.weltanschauung.info/2020/10/l-era-delle-professioni-iillich.html

      http://www.altraofficina.it/ivanillich/

    • firmato winston scrive:

      da https://www.weltanschauung.info/2020/10/l-era-delle-professioni-iillich.html per i pigri

      L’ era delle professioni – I.Illich

      L’Era delle Professioni sarà ricordata come l’epoca nella quale dei politici un po’ rimbambiti, in nome degli elettori, guidati da professori, affidavano ai tecnocrati il potere di legiferare sui bisogni; rinunciavano di fatto al potere di decidere in merito alle esigenze della gente diventando succubi delle oligarchie monopolistiche che imponevano gli strumenti con i quali tali esigenze dovevano essere soddisfatte. Sarà ricordata come l’Era della Scolarizzazione, in cui alle persone per un terzo della loro vita venivano imposti i bisogni di apprendimento ed erano addestrate ad accumulare ulteriori bisogni, cosicché, per gli altri due terzi della loro vita, divenivano clienti di prestigiosi «pusher» che forgiavano le loro abitudini. Sarà ricordata come l’era nella quale dedicarsi a viaggi ricreativi significava andare in giro intruppati a guardare la gente con l’aria imbambolata, e fare l’amore significava adattarsi ai ruoli sessuali indicati da sessuologi come Masters e Johnson e i loro vari allievi; l’epoca in cui le opinioni delle persone erano una replica dell’ultimo talk-show televisivo serale e alle elezioni il loro voto serviva a premiare imbonitori e venditori perché potessero fare meglio i comodi propri. (..)

      Io ritengo inevitabile questo declino della nostra epoca verso un tecno-fascismo, a meno che delle forze più fresche non riescano a reagire sul serio, non limitandosi a sostenere un nuovo mistificante professionalismo pseudo radicale, bensì perorando uno scetticismo integrale verso gli esperti, specialmente nella loro presunzione di fare diagnosi e imporre prescrizioni. Dal momento che è la tecnologia ad essere chiamata in causa per il degrado ambientale, una vera critica sociale dovrebbe sostenere che gli ingegneri si dedichino allo studio della biologia.

      Finché gli scandali ospedalieri verranno imputati a singoli medici avidi o a infermieri negligenti, il problema se in linea di principio un paziente possa trarre vantaggio dall’ospedalizzazione non verrà mai posto. Fintanto che è il puro e semplice profitto capitalista ad essere messo sotto accusa come causa delle disuguaglianze economiche, la standardizzazione e la concentrazione delle industrie — che è causa strutturale di ogni disuguaglianza — non verrà mai presa in considerazione ed eliminata.

      Solo se comprendiamo il modo in cui la dipendenza dalle merci ha legittimato le domande, le ha trasformate in bisogni urgenti ed esasperati mentre contemporaneamente ha distrutto la capacità delle persone di provvedere da se stesse, noi potremmo evitare di avanzare verso una nuova epoca buia nella quale una autoindulgenza edonista sarà scambiata per la forma più alta di indipendenza

      Soltanto se la nostra cultura, già così intensamente mercificata, verrà sistematicamente messa di fronte alla sorgente profonda di tutte le sue connaturate frustrazioni, potremo sperare di interrompere l’attuale perversione della ricerca scientifica, le sempre più forti preoccupazioni ecologiche e la stessa lotta di classe. Al momento presente queste istanze sono principalmente al servizio di una crescente schiavitù degli individui nei confronti delle merci.

      Il ritorno a un’era di politica partecipativa, nella quale i bisogni siano definiti dal consenso comune, è impedito da un ostacolo tanto fragile quanto non considerato: il ruolo che élite professionali sempre nuove giocano nel legittimare quella sorta di religione mondiale che promuove la cupidigia che impoverisce. È quindi necessario che noi comprendiamo chiaramente:

      1. la natura della dominanza delle professioni;

      2. gli effetti dell’istituzionalizzazione del professionalismo;

      3. le caratteristiche dei cosiddetti «bisogni imputati»;

      4. le illusioni che ci hanno resi schiavi del managerialismo

      professionale.

      Tratto da “Esperti di troppo” di I.Illich (Erickson editore)

    • firmato winston scrive:

      A proposito di
      https://it.wikipedia.org/wiki/Friedensreich_Hundertwasser
      hai visto la sua “centrale di teleriscaldamento” di Vienna, che e’ fra le immagini delle sue opere alla voce di wikipedia?

      Mi ricordava qualcosa, e infatti in realta’ e’ un inceneritore che sta praticamente al centro di Vienna, cosa che in Italia non si puo’ dire, si puo’ dire solo “centrale di teleriscaldamento” 😉
      https://it.wikipedia.org/wiki/Inceneritore_di_Spittelau

  26. Miguel Martinez scrive:

    Ecco, qui la Regione Marche (che non è la Toscana, certo, ma ho trovato solo quello) spiega chi NON è “abusivo”.

    Temo proprio che Miguel che illustra a quattro lettori del blog la cappella di Santo Spirito non rientri tra i non-abusivi (scusate la frase contorta):

    http://www.ciamarche.org/bancadati/guida-turistica-d

    Art. 48 esercizio della professione turistica non è subordinato al possesso della abilitazione in caso di:

    a)dipendente di Ente pubblico che svolge attività di illustrazione dei siti di proprietà o gestiti da questo;

    b)chiunque svolge, a titolo gratuito ed in modo non professionale ed abituale, l’attività di guida turistica in favore dei soci iscritti ad Enti od Organismi di carattere associativo operanti nel settore del turismo e del tempo libero, o per conto di Enti/Organismi senza scopo di lucro al fine di fornire informazioni generali su ambiti territoriali interessati e “siti e luoghi di particolare rilevanza storico religiosa”, purché inviata preventiva comunicazione al Comune interessato e rispetta le norme sulle Agenzie di viaggio;

    c)chiunque svolge, a titolo gratuito ed in modo non professionale ed abituale, attività di accompagnamento ed assistenza nei luoghi di culto durante pellegrinaggi promossi da Organizzazioni senza scopo di lucro a carattere regionale od interregionale (aventi finalità esclusivamente religiose);

    d)chiunque svolge attività solo a fini educativi, a titolo gratuito e senza continuità professionale, nell’ambito di progetti promossi da Associazioni scolastiche ed Enti locali.

    Legge 40/07 stabilisce che titolare di laurea in lettere con indirizzo in storia dell’arte ed archeologia o titolo equivalente può svolgere attività di guida turistica senza dover sottoporsi ad esame di abilitazione od altre prove selettive, salvo verifica competenze linguistiche, mentre titolare di laurea o diploma in materia turistica può esercitare attività di accompagnatore turistico, “salvo verifica di conoscenze specifiche quando non siano state oggetto del corso di studi”.

    Tali soggetti non possono comunque esercitare attività nei siti individuati da Giunta Regionale e Soprintendenza tra i beni e le aree di interesse archeologico, artistico, storico, nonché in istituti di antichità ed arte, musei, monumenti e chiese aventi un eccezionale rilievo cultuale che meritano di essere illustrati dalle guide turistiche e non da accompagnatori non abilitati.

    • roberto scrive:

      Secondo me siete paranoici

      Quella regola vuol dire che i casi da a) a d) non si applicano in certi luoghi ma se tu porti a spasso due amici non rientri in nessuno di quei casi, in tutta evidenza

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “i ma se tu porti a spasso due amici non rientri in nessuno di quei casi,”

        Credo che tutto dipenda da come lo fai.

        Sussurrando piano, ti fermi due minuti davanti alla cappella con tre amici e dai un po’ di informazioni in maniera informale, nessuno ti farà dei problemi.

        Te li metti davanti a semicerchio, parli a voce alta chiaramente facendo discorsi sulla storia dell’arte (e non “sapete che qui fu battezzata la zia Jolanda, e mio nonno a casa ha un banchetto proprio come quello!”), beh, ti denunciano.

        Poi si vede come va a finire, c’è un’alta probabilità di venire assolti.

        • firmato winston scrive:

          @miguel
          “c’è un’alta probabilità di venire assolti”

          ma intanto un sacco di persone danno un senso (insensato) alla propria vita e si portano a casa la pagnotta.

          e lo stato incassa la percentuale e incrementa il PIL, cosi’ fa tornare la partita doppia

        • roberto scrive:

          Miguel,

          Puoi essere denunciato da chiunque, per qualsiasi motivo. Ogni momento della tua vita, e certo non è divertente

          Vivere nella paranoia della denuncia è come mettersi la mascherina per passeggiare in un bosco

          Tranquillo, puoi parlare ad alta voce e in semicerchio. Certo se organizzi la gita della tua associazione entri nella lettera b) e non puoi farlo, ma se porti me pino e peucezio non avrai problemi

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Puoi essere denunciato da chiunque, per qualsiasi motivo. Ogni momento della tua vita, e certo non è divertente”

            Scusami, ho sbagliato.

            Non posso essere denunciato: una guida turistica “ufficiale” non può chiedermi i documenti, e quindi non può sapere chi eventualmente denunciare.

            Può rivolgersi a un vigile, che mi fa la multa, e io posso fare ricorso contro la multa.

            Scusami la scrittura poco precisa!

            • roberto scrive:

              Nono, TU (cioè chiunque) puoi essere denunciato da chiunque, per qualsiasi motivo, ogni secondo della tua esistenza….volevo dire proprio questo è vivere nella paura della denuncia è come vivere nella paura della morte

              • Miguel Martinez scrive:

                per Roberto,

                “TU (cioè chiunque) puoi essere denunciato da chiunque, per qualsiasi motivo, ogni secondo della tua esistenza”

                Certo, questo lo so, e lo hai detto molto bene.

                Però qui non sono sicuro.

                Leggo:

                “Chiunque abusivamente esercita una professione(1) per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [2229](2) è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.

                La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e, nel caso in cui il soggetto che ha commesso il reato eserciti regolarmente una professione o attività, la trasmissione della sentenza medesima al competente Ordine, albo o registro ai fini dell’applicazione dell’interdizione da uno a tre anni dalla professione o attività regolarmente esercitata.”

                Ma nei casi di cronaca che vedo, le multe per esercizio abusivo della professione di guida turistica non sono l’esito di una sentenza di un tribunale, ma qualcosa di cui si vantano nei comunicati i corpi dei vigili, come si potrebbero vantare delle multe ad auto in divieto di sosta.

                Non so se ti fanno la multa (tipo divieto di sosta) e poi ti denunciano pure, qui ci vorrebbe un giurista.

  27. Miguel Martinez scrive:

    Qui c’è un caso preciso, che dimostra come i confini siano poco chiari.

    Una scrittrice accompagna una scolaresca, a titolo del tutto gratuito, a visitare le catacombe di Palermo, leggendo ad alta voce brani di un suo libro. Viene multata come guida abusiva:

    https://www.huffingtonpost.it/2014/03/24/scrittrice-scambiata-guida-abusiva-catacombe-multata-_n_5020017.html

    Viene però successivamente assolta

    https://www.palermomania.it/news/cronaca-e-politica/multata-perche-scambiata-per-guida-turistica-abusiva-il-giudice-annulla-la-multa-93946.html

    “Nelle motivazioni della sentenza, il giudice esclude che raccontare storie possa configurare l’esercizio del lavoro di guida e aggiunge che “mancano del tutto le caratteristiche peculiari dell’abuso della professione”. La maestra, dice il giudice, non si è mai fregiata del titolo di guida turistica, non ha ricevuto alcun compenso e la visita non è stata organizzata “con lo scopo di illustrare le caratteristiche culturali, storiche e artistiche delle Catacombe”. Il giudice non manca poi di sottolineare che bisogna sempre riconoscere il “diritto di critica, di narrazione e di commento”.”

    Però attenzione – se la cava perché non ha illustrato “le caratteristiche culturali, storiche e artistiche delle Catacombe”, ha solo “narrato e commentato”.

    E se gratuitamente, avesse però illustrato proprio tali “caratteristiche”?

    • PinoMamet scrive:

      Dall’articolo è difficile ricostruire i contorni dell’accaduto, però c’è da notare che la signora stava accompagnando una scolaresca.

      Ora io a Palermo le catacombe non le ho visitate e non so, ma presso tantissimi musei e monumenti all’ingresso ti fanno scegliere se vuoi la visita guidata o non guidata, e non mi risulta che nessuno sia mai stato multato per aver scelto la visita non guidata e aver fatto poi da cicerone ai suoi studenti o ai suoi amici…

      per questo ritengo che l’altra parte delle motivazioni, cioè la mancanza di compenso e il non fregiarsi del titolo di guida, sia altrettanto significativa di quella che dici tu…

  28. Miguel Martinez scrive:

    Comunque vorrei che fosse chiaro che capisco perfettamente che ci voglia una legge a tutela di chi si è fatto un mazzo così per passare concorsi e fare la guida.

    E che se non ci fosse una tale legge, ogni turista si troverebbe circondato da decine di questuanti con proposte assai discutibili.

    E non saprei propore una norma migliore.

    Semplicemente constato che ogni regolamento porta con sé delle conseguenze imprevedibili, sul piano della piccola, libera iniziativa gratuita.

    • firmato winston scrive:

      TINA

    • Francesco scrive:

      non ci vuole affatto una legge a tutela

      basta il libero mercato delle guide E la polizia che impedisce ai questuanti di rompere i coglioni ai turisti

      pensi che se studi e dai un esame sarai migliore del normale dilettante? bene, fallo e vedi cosa pensano i turisti che pagano

      no, la legge che tutela è un’italica baggianata, figlia del nostro atavico bisogno di limitare la concorrenza

  29. Miguel Martinez scrive:

    Il Brocardi offre qualche chiarimento in più:

    “Il reato ha natura istantanea, nel senso che è sufficiente la commissione anche di un solo fatto tipico riferibile all’esercizio della professione.

    Non solo, la Cassazione ha altresì precisato che integra la fattispecie anche la commissione di atti relativamente liberi, ossia non esclusivi di quella determinata professione i quali, poiché connessi agli atti tipici, possono dare l’apparenza dell’esercizio della professione se svolti in modo organizzato, continuativo e remunerato, e perciò tali da creare le oggettive apparenze di un’attività professionale svolta in maniera lecita. Per contro, gli atti “tipici”, per essere perseguibili penalmente, possono anche essere svolti gratuitamente.”

    • PinoMamet scrive:

      Mi correggeranno i giurisperiti, ma io lo interpreto così:

      se dai un consiglio legale, a un tuo amico, anche se non avvocato, sono fatti tuoi e del tuo amico;

      se lo fai in maniera organizzata, continuativa e remunerata (che ne so, distribuisci volantini co scritto “da Miguel, pareri legali per tutti!”) il fatto è perseguibile.

      Se ti spacci per avvocato, invece, sei perseguibile anche se lo fai gratis…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “se dai un consiglio legale, a un tuo amico, anche se non avvocato, sono fatti tuoi e del tuo amico;”

        Certo, ma fare la “guida” a un amico davanti alla cappella Frescobaldi è come dare consigli legali nell’aula del tribunale: nel caso della guida, il luogo è determinante (nessuna legge mi vieta di andare al parco e parlare di arte rinascimentale).

        • PinoMamet scrive:

          Il problema si pone se, oltre al tuo amico, si raduna una folla di curiosi.

          allora credo che si potrebbe parlare di esercizio abusivo della professione di guida turistica, se trovi qualche guida turistica autorizzata particolarmente stronza, ovviamente…

          • Peucezio scrive:

            Ma se nessuno ti paga…

            • PinoMamet scrive:

              Ripeto: se trovi una guida autorizzata particolarmente stronza.

              Il problema infatti non è tanto se pagano te; quanto che non pagano lei…

              e in ogni caso, credo che saresti assolto lo stesso, però però…

    • Miguel Martinez scrive:

      Che per quello che ci riguarda, leggo così:

      1) per condannarti per aver fatto “cose analoghe” a quelle di una guida, devono identificare un comportamento “organizzato, continuativo e remunerato”, insomma la classica guida abusiva di Pompeii o il classico tassista abusivo.

      2) Però se compi un atto “tipico” della professione di guida, anche con “un solo fatto” e a titolo gratuito, puoi essere condannato.

      Quindi la chiave non sta nella gratuità o nella non continuità, ma nella “tipicità”.

      • PinoMamet scrive:

        Secondo me il discrimine è tutto nella differenza tra “atti tipici”! di una professione e “azioni generiche” riconducibili a essa:

        suggerimento, per me stesso prima di tutti: non credo siano quello che pensiamo noi babbani 😉

        • roberto scrive:

          “ suggerimento, per me stesso prima di tutti: non credo siano quello che pensiamo noi babbani”

          Esatto 😉

          Mo’ è domenica e devo prepararmi a portare in giro il mio gruppo e non ho viglia di cercare, ma dubito fortemente che passeggiare con degli amici spiegando questo e quell’altro sia “atto tipico” della guida…se ci pensate è pure semplice italiano: lo abbiamo fatto più o meno tutti una volta nella vita, nessuno di noi (cioè di voi 😁) è una guida, non sarà quindi così tipico delle guide

  30. Mauricius Tarvisii scrive:

    @ Miguel Martinez

    Su guide turistiche, Siae e dintorni

    Questi discorsi qui sono quelli che fanno nascere selve di norme e documenti.
    Se una norma dice “l’attività X segue queste regole”, allora non c’è nessun documento da presentare: a qualunque titolo tu svolga l’attività X, con qualsiasi mezzo e per qualsiasi motivo, allora ti si applicano integralmente le regole.
    Questo d’istinto non ci piace, perchè un conto è se io ho un’impresa che svolge l’attività X, un conto è se lo faccio occasionalmente e un altro conto se lo faccio anche abitualmente, ma per finalità che per noi non dovrebbero essere assimilate al profitto.
    Bene, questo fa sì che la norma inizierà a prevedere una serie di eccezioni, eccezioni che renderanno necessario scendere molto in profondità negli affari di chi le invoca (addirittura, se è la motivazione ad essere il discrimine, si giunge a pretendere che il controllore debba sapere cosa ti spinge a fare quello che fai) e questo comporta controlli sempre più invasivi.
    Insomma, le eccezioni creano burocrazia (in senso “migueliano” del termine) e più si dice “ma è diverso quello che faccio io da…” e più si invocano eccezioni con relativa burocrazia.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “Insomma, le eccezioni creano burocrazia (in senso “migueliano” del termine) e più si dice “ma è diverso quello che faccio io da…” e più si invocano eccezioni con relativa burocrazia.”

      Verissimo!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        Leggo solo ora il thread sulle guide turistiche.

        Posso portare due esempi personali.

        Mia figlia parla polacco da bilingue. Arrivano a Genova due amiche due dalla Polonia. Lei le porta a vedere basiliche, ecc. (Premetto che lei è anche più appassionata dei suoi genitori di opere d’arte e affini).

        Di fronte a un altare viene fermata in malo modo da una donna, che risulta essere una Guida Abilitata: “Abusiva, eh?”

        Le, che in quanto a faccia tosta al duo confronto Benigni so nasconde, risponde a muso duro: ” No, amica di famiglia, perché? ”

        Quella si ritira in buon ordine.

        Questo, due anni fa. Decenni fa, invece, i miei colleghi di fisica e io andammo in gita scolastica al reattore nucleare dell’università di Pavia. Io ero l’unico del gruppi ad avete già visitato la città per i suoi monumenti (consiglio caldamente la visita). Per un disguido, arrivismo la mattina presto, quando la visita era riservata al pomeriggio. Non sapendo che fare in una bella mattina di primavera dico “Avete mai visto il Castello Visconteo? È qui a due passi, merita”. Li convincono, andiamo. Entriamo, non c’era nessuno. Parlo delle trifore gotiche; ci raggiunge un nostro compagno, che si era fermato ad allacciarsi le scarpe: ” ragazzi, mi ha fermato il custode, dice che è tutto OK, i gruppi con la guida turistica entrano gratis”…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  31. Moi scrive:

    Pensate SE davvero mettono l’Obbligo Green Pass per accedere alle Urne nel 2023, alle Elezioni Politiche … già Mattarella dopo il Conte bis disse che (sarebbe bello vedere un Universo Parallelo …) senza (!) Covid avremmo votato … così da dare a intendere di NON come i Predecessori e dandone “la Colpa” 😉 [… ma sappiamo che in cuor suo per lui è un “Merito”, consentire “Ammucchiate” a Guida PD … altroché] al Covid per aver agito come loro.

  32. Moi scrive:

    Ah … la Campagna Elettorale del PD per il Sindaco a Bologna fa finta che siamo ancora a Conte e Arcuri : come SE il Babau Salvini NON fosse nel Governo Draghi con il PD.

    D’altronde ForzaItalia e Fratelli-d’-Italia e Lega sono assieme VS PD e M5S (che sostengono NON candidandosi affatto, per tema di sparire … come già ai tempi di Bonaccini VS Borgonzoni)

    La Campagna Elettorale della Dx pare limitata al nome di lista “Dài Mò” [sic] … espressione tipicissima regionale , già usata da Bonaccini che accusa di plagio Battistini … MA è come se gli animatori di storielle con cani, gatti e topi o i cantanti che usano “uo-uo-uò” o “ie-ie-iè” si accusassero di plagio fra loro ! 😉

    • Moi scrive:

      Lo Zoccolo Duro del M5S è quasi tutto al Sud , frachi vuol far altri 5 anni da Redditodicittadinante in panciolle … dovesse implicare pure Svuotare l’ Africa totalmente in 6 Mesi.

      Gli Imprenditori … be’ la Finanza Apolide sceglio il Partito più Apolide, cioè il PD di Letta , ch’è una specie di Forza Italia ove NON si offendono le Donne parlando di Figa e NON si raccontano barzellette sui Negroni Superdotati “ghe barlare gozì” e le Esploratrici Bianche …

      … gli Industrialotti vorrebbero tantissimi “Migranti” , ma che restino perennemente tali e irregolari “senza Cagacazzi Umanitari” per convenienza aziendale ( che han la sfiga di NON finire mantenuti negli Hotel poiché riconosciuti come “Profughi” … ) !

  33. Moi scrive:

    … e se uno recupera su Youtube (o Rai Play) una puntata di Susy & Patrizio Giramondo, in varieversioni “Per Caso” ?

    … e che dire delle guide turistiche improvvisate a Pompei ed Ercolano autoproclamati esperti di Antichità raccontando al Turista del Nord i libri di Luciano De Crescenzo ?

  34. roberto scrive:

    OT ma IT con le guide

    Volevo rassicurarvi che la mia visita guidata è andata molto bene, con la piccola eccezione che una tipa che si è un po’ graffiata le gambe per passare tra i rovi (ma glielo avevo detto, segui il sentiero per 300 metri, e ci ritroviamo, questa scorciatoia è piena di rovi)

    Vedremo che succederà
    🙂

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Volevo rassicurarvi che la mia visita guidata è andata molto bene”

      🙂

    • Francesco scrive:

      non mentire!

      la sorella della tizia ha seguito il sentiero e non è mai stata ritrovata! corrono voci terribili che sia stata divorata dalle Formiche Rosse Giganti del Lussemburgo

      naturalmente tu, forte del fatto che non hai venduto biglietti nè registrato i nomi, neghi tutto ma noi sappiamo che “i Poteri Forti proteggono i loro”

      ca ira

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “non mentire!”

        Come sai, gli eurocrati pretendono di essere al di sopra della legge.

        Una telefonatina alla Merkel, e possono anche fare le Guide Abusive.

        • roberto scrive:

          Adesso che ci penso Angela è da un po’ che non mi chiama…

          😀

        • Francesco scrive:

          e secondo un mio amico che conosce AQnon la hanno rapita loro, gli Eurocrati, per farci dei sacrifici umani con le pizze

          non ho capito bene i dettagli ma lui è molto sicuro

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