La base logistica di tutto quanto

Gli anarchici tendono a scrivere in maniera ridondante e sovraccarica, ma spesso ci azzeccano più degli altri.

Il Rovescio è un sito che ha questi difetti, ma anche questi pregi, entrambi in abbondanza.

Visitandolo stamattina, sono rimasto colpito da un articolo sulla questione della logistica.

Inizia con una tirata teorico-emotiva, arriva al sodo dopo molti paragrafi, ma il sodo è decisivo, e lo riporto in fondo a questo articolo.

Si parla di quello che sta succedendo nel settore della Logistica, cioè del sistema di circolazione delle merci su cui si fonda tutto il resto.

Pensate a tutto il circo che orienta le scelte politiche delle persone.

Se sappiamo che qualcuno ha dato della pescivendola alla Meloni, se sappiamo che c’è un trans che dice che è sensibile alle offese, se un ghanese clandestino ha molestato una ragazzina, se sappiamo che Alessandra Mussolini si è messa in posa arcobaleno su Instagram per dire che “l’amore viene prima di tutto“…

bene, tutto questo scemenzaio esiste perché usiamo dispositivi che anonimi ci portano entro 24 ore a casa, Covid o non Covid – scintillanti meraviglie che si lasciano dietro una traccia di scorie dal Congo alla Cina. Ed è solo l’ultima tappa di un flusso di distruzione tenuto in piedi grazie a migliaia e migliaia di satelliti che vegliano su ogni passaggio.

Il pianeta intero, in questi anni, cielo e terra, è stato ristrutturato in funzione della Logistica, come ci ricorda un interessante rapporto di Recommon:

“In un report precedente, How infrastructure is shaping the World (Come le infrastrutture danno forma al mondo), Counter Balance ha inteso sondare gli interessi politico-economici alla base dei “mega corridoi” infrastrutturali: le reti transcontinentali su strada, rotaia, aria e mare costruite per servire sistemi di consegna just-in-time, e per consentire l’estrazione di risorse minerarie ed altre materie prime in zone sempre più sperdute, con grandi costi socio-ambientali.

Questi corridoi, concludeva il rapporto, sono un tentativo cosciente di “riorganizzare la geografia economica” in funzione del capitale. Per arrivare ad una “gestione integrata dei corridoi”, per esempio, questi vengono trasformati in zone di libero scambio in cui progressivamente si abbattono tasse, controlli sui confini, burocrazia ed altre barriere “erette dall’uomo” che, citando la Banca Mondiale, “aumentano le distanze” rallentando il trasporto delle merci.

Anche i diritti dei lavoratori e i salari vengono erosi, poiché l’agenda dei corridoi genera sacche di lavoro sottopagato “agglomerando” gli individui in zone economiche “a grappolo.”

Grazie alla logistica, al supermercato possiamo sempre trovare il passato di pomodoro a un prezzo che in teoria non permetterebbe alcun margine al produttore, e quindi possiamo essere certi che sia stato prodotto utilizzando truffe, devastando l’ambiente e violando ogni possibile norma sulla sicurezza o sui diritti dei lavoratori.

Gli operatori della logistica sono in massima parte stranieri, ma non fanno notizia come fa invece il calciatore miliardario preso in giro con “battute razziste” da tifosi semiproletari.

Nessuno si sogna di essere inclusivo verso il camionista marocchino o il rider senegalese. E infatti il loro problema non è il pregiudizio contro “il diverso credo religioso o colore della pelle“. Il loro problema è intrinseco al ruolo che svolgono nella megamacchina.

La logistica si presta male alla mediatizzazione: i “padroni” sono ditte che appaiono e scompaiono spesso dietro fallimenti truffaldini, non scrivono scemenze su Facebook che si possano ritorcere contro di loro; e i loro lavoratori hanno troppo da fare per pensare pure a fare gli influencer.

Il termine “fascismo”, usato dagli intellettuali, significa all’incirca qualunque cosa non piaccia personalmente a loro.

Ma il fascismo reale, in Italia, nel 1919, è nato come organizzazione di picchiatori armati che reprimevano fisicamente le lotte operaie e dei mezzadri, con l’applauso di un vasto ceto medio e urbano che vedeva ricomparire sulle bancarelle i prodotti della campagna a prezzi abbordabili.

E anche con la comprensibile complicità di molti braccianti che si arruolavano nelle squadre per fargliela pagare ai (relativamente) fortunati mezzadri.

Ora, i padroni delle terre toscane del Novecento non erano sadici pieni di pregiudizi che si divertivano a far picchiare i contadini.

Semplicemente, i padroni dovevano modernizzare la produzione per adeguarla alla concorrenza internazionale, già allora intensa.

Ma i mezzadri si rifiutavano di condividere i costi di tale modernizzazione, visto che non avevano alcuna certezza di poter restare nei loro poderi.

Quindi, giù botte e olio di ricino.

Oggi, il lavoro umano è in grandissima parte stato spostato sulla logistica. Dice il rapporto di Recommon:

“Ormai non sono più soltanto gli operai della catena di montaggio ad essere considerati produttori: anche camionisti, portuali e consumatori, visto che i dati relativi alle attività di consumo quotidiane sono diventate merci sempre più ambite.”

Normalmente, quando un lavoratore diventa esigente, si chiude la fabbrica e la si sposta in Bangladesh.

Ma la logistica per sua natura, non si può spostare, perché è ciò che permette lo spostamento di tutto il resto.

Ci sarà una furiosa corsa alla sostituzione dell’uomo con droni e veicoli senza guidatore controllati dall’Intelligenza Artificiale, ma nel frattempo c’è ancora bisogno del camionista che deve arrivare al deposito esattamente in tempo per consegnare il pacco all’omino in bici che suona al mio campanello.

E siccome il cliente esige consegne sempre più veloci e puntuali per prodotti sempre più economici,

la pressione ricade necessariamente sull’ambiente in primo luogo (a parte i trasporti, i comuni italiani ovunque stanno autorizzando la costruzione di capannoni in cambio di oneri di urbanizzazione),

e sul lavoratore in secondo luogo.

L’Italia è “invasa” da immigrati, perché solo lavoratori sfruttati fino in fondo permettono di mantenere in crescita il Pil e tenere prezzi impossibilmente bassi (così bassi, ma su questa la Destra “identitaria” tace, da distruggere l’economia contadina italiana, salvo le rete agroindustriali).

Ecco che riemergono bande armate, che picchiano chi si oppone.

Bande armate, alcune regolarmente registrate presso la Camera di Commercio, che non fanno “saluti romani”, ma picchiano direttamente, senza che nessuno chieda che vengano messe al bando.

Bande i cui militanti sono probabilmente quasi tutti stranieri anche loro; come è certamente il caso di quelle cinesi citate dal Rovescio.

Comunque ecco a voi la cronaca del Rovescio: fate la tara al linguaggio, perché i fatti sono più o meno quelli.

Il primo febbraio la celere di Piacenza carica un picchetto davanti alla TNT/Fedex. Il pretesto è che alle 22:00 c’è il coprifuoco e quindi non si può manifestare. Gli operai scacciano gli sbirri a sassate, il picchetto va avanti ad oltranza tanto che gli infami della CGIL locale organizzano pure delle manifestazioni davanti alla questura per chiedere di poter entrare a lavorare, dato che la parte violenta degli operai non glielo permetterebbe. Si espongono i vertici del sindacato di regime per affermare di aver parlato con la TNT/Fedex e di assicurare che il sito locale non sarebbe stato chiuso.

Infami che vengono presto accontentati: il 10 marzo scatta una operazione repressiva con trenta indagati, due arresti, cinque divieti di dimora, sei avvisi di revoca del permesso di soggiorno (se sei un immigrato e scioperi, te ne torni a casa tua!), 13mila e 200 euro di multa. Operazione di plastica chiarezza in tempi di Unità Nazionale: i decreti Speranza (repressione sanitaria, coprifuoco) e i decreti Salvini (deportazione per gli stranieri che scioperano) Uniti per la Nazione, in guerra contro gli sfruttati. La Fedex approfitta della mazzata per chiudere il polo di Piacenza, in barba alle assicurazioni su ciò che solo pochi giorni prima i loro servi in CGIL promettevano essere impossibile.

Ne nascono scioperi in tutta Italia, i siti della TNT/Fedex bloccati a singhiozzo per tre mesi. Si scatena però anche una violentissima repressione, portata avanti a tutti i livelli. Se dovessimo usare la stessa ratio che muove i teoremi delle procure contro di noi, si dovrebbe affermare che c’è una evidente regia, un comitato esecutivo dietro la multiforme azione di polizia (le cariche, i fogli di via da Milano per chi partecipa ai blocchi) e le squadracce di picchiatori professionisti (aggressioni con spranghe, bastoni, spray al peperoncino, pistole taser) della SKP di Milano, l’agenzia di bodyguard e investigazioni private usata sempre più spesso dai padroni della logistica per mazzolare gli scioperanti.

Ma le violenze vanno avanti ben oltre la Fedex e la stessa logistica. A Prato, gli operai tessili in sciopero contro le condizioni schiavistiche imposte loro dalla mafia cinese che produce materie prime per le multinazionali della moda, vengono ripetutamente attaccati, presi a mattonate, a pistolettate, investiti… e di nuovo (stessa regia? stesso comitato esecutivo?) caricati dalla polizia.

Da ultimo, venerdì 18 giugno, davanti ai cancelli del magazzino LIDL di Biandrate, in provincia di Novara, tre operai vengono investiti, nel tentativo di bloccare l’uscita delle merci, da un camionista che al contrario quel presidio lo vuole sfondare. Adil Belakhdim, 37 anni, sindacalista e referente novarese di SI Cobas, muore sul colpo.

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1.149 risposte a La base logistica di tutto quanto

  1. Miguel Martinez scrive:

    Questo commento era comparso come bozza su un altro post, poi l’ho cancellato.
    Ma Fuzzy aveva risposto come segue al mio commento:

    https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fsufs.2019.00096/full

    A partire dagli anni ’50, l’agrobusiness iniziò a esercitare pressioni sul Congresso per smantellare la parità e la gestione delle forniture. Aziende tra cui Archer Daniels Midland e Cargill sono state determinanti nel sostituire i programmi di prestito dell’era del New Deal e gli accordi per l’inattività della terra con sussidi diretti che hanno sostenuto i prezzi bassi per gli acquirenti di materie prime. Come hanno affermato Ayazi ed Elsheikh (2015 , p. 24): “I vincitori e i perdenti erano chiari in tali politiche: gli acquirenti aziendali potevano acquistare raccolti di materie prime a prezzi record bassi che erano sovvenzionati dal governo federale mentre gli agricoltori continuavano a perdere le loro terre e il loro reddito».
    Prezzi bassi. Ma chi li pratica non regala niente a nessuno. Anzi.
    Il sospetto è che dietro a tutto il caos che regna in giro per il mondo, ci siano appunto queste subdole politiche dei prezzi.
    Come si chiama il famoso economista? Mi pare Raj Patel.
    https://en.m.wikipedia.org/wiki/Raj_Patel

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ fuzzy

        “Caos”

        E qualcuno in queste condizioni va ancora parlando di 100% di energia rinnovabile (fotovoltaica 🙂 🙂 ) per l’Italia nei prossimi decenni…

        https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/24/il-fotovoltaico-e-unoccasione-che-il-paese-non-dovrebbe-assolutamente-perdere/6239369/

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Fuzzy scrive:

          Mah, bisognerebbe avere la sfera di cristallo per vedere nel futuro. Fatto sta che si percepisce qualcosa di strano che non viene detto se non ai margini dell’informazione.
          Pure questo non viene detto. (Allacciare le cinture di sicurezza):
          https://www.voltairenet.org/article213442.html
          Quindi, se tanto mi da tanto, compreremo il gas russo e seguiremo forse una logica politica più orientata verso l’Eurasia.
          Su questo si può leggere anche club orlov.
          Orlov non sbaglia mai.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ fuzzy

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            Il blog della Rivista Trimestrale sui problemi dell’energia

            25 Giugno 2021
            Terre rare: chi osa sfidare la Cina?
            di Giovanni Brussato
            LinkedInTwitterFacebookEmailPrint
            Il monopolio cinese sugli elementi chimici indispensabili alle turbine eoliche costituisce un serio problema di sicurezza degli approvvigionamenti energetici internazionali, ma emanciparsi dal Dragone e costruire una catena del valore indipendente non è una cosa semplice. Alcuni attori internazionali come Hitachi Metals e Lynas Corp sarebbero in grado di competere, tuttavia rischiano di scontrarsi con una leadership basata sul monopolio dei brevetti e della capacità di separazione e conversione delle terre rare in metalli e leghe. Il supporto pubblico alla ricerca è indispensabile, dato che anche il governo cinese sostiene il settore con massicce sovvenzioni.

            È ormai noto alle cronache che la Cina detiene un monopolio sulle ‘terre rare’, Rare Earth Elements (REE), elementi definiti anche ‘vitamine industriali’ perché insostituibili in molti ambiti strategici.

            In realtà, non tutte le terre rare rivestono la stessa importanza, e non sono nemmeno così rare: sono semplicemente complesse da separare per ottenere dei prodotti commerciali poiché, non essendo metalli puri, si trovano in basse concentrazioni nelle rocce.

            Con una produzione annua di poco superiore a 150.000 ton, il giro d’affari delle terre rare impiegate nei settori hi-tech e degli armamenti raggiunge cifre pari a qualche miliardo di dollari.

            Campioni di minerali di terre rare
            Fonte: Reuters
            Tra questi 17 elementi, solo alcuni rivestono un ruolo centrale nelle tecnologie verdi, in particolare neodimio (Nd), praseodimio (Pr), terbio (Tb) e disprosio (Dy), altrimenti noti come ‘terre rare magnetiche’. Non è infatti possibile costruire una turbina eolica senza magneti permanenti in neodimio-ferro-boro (NdFeB).

            Con una produzione mondiale di circa 150.000 ton/a, il giro d’affari delle terre rare raggiunge alcuni miliardi di dollari

            La Cina produce oltre l’85% dei magneti che entrano nelle turbine eoliche, comprese quelle dei suoi concorrenti. Per capire le ragioni del monopolio cinese e ipotizzare eventuali strategie di approvvigionamento indipendenti per UE e USA, è necessario analizzare distintamente due aspetti: l’attuale catena del valore e i brevetti relativi agli utilizzi di questi metalli e leghe.

            La supply chain delle terre rare
            La catena del valore delle terre rare si può condensare in tre parti:

            (I) estrazione e produzione dei concentrati;
            (III) separazione e conversione in metalli e leghe;
            (III) realizzazione in prevalenza manifatturiera di prodotti commerciali (es. magneti permanenti).

            Nella prima parte, dopo la frantumazione del minerale grezzo, solitamente con una percentuale inferiore al 10% TREO (total rare earth oxides), si passa ai processi di arricchimento per rimuovere i minerali di ganga, producendo un concentrato oggetto di ulteriori trattamenti.

            In questa fase la percentuale passa al 40-70% REO (rare earth oxide basis) ma il suo valore commerciale è ancora limitato: sensibilmente inferiore a 10.000 euro/ton. Questo è dovuto al fatto che gli ossidi non sono ancora stati separati e pertanto sono presenti anche elementi con un limitato valore commerciale. Oggi molti impianti estrattivi nel mondo, come quello storico di Mountain Pass, devono inviare il minerale a questo stadio in Cina perché venga completata la produzione.

            Molti impianti estrattivi come Mountain Pass non sono in grado di completare la produzione senza passare dalla Cina

            La seconda parte inizia con la separazione degli ossidi al fine di ottenere ossidi puri al 99,9%, dove per elementi come il neodimio il valore passa a oltre 37.000 euro/ton e si completa con la produzione di polveri metalliche, metalli, come lantanio e neodimio, o leghe come neodimio-praseodimio-ferro-boro (NdPrFeB).

            Questa fase è oggi completamente controllata dalla Cina, che sostiene la ricerca in questo ambito con massicce sovvenzioni governative. È da questa fase che derivano quelle polveri utilizzate nella fabbricazione di oggetti mediante sinterizzazione, un processo che rispetto alla metallurgia tradizionale consente di ottenere leghe che diversamente segregherebbero durante la fusione.

            La guerra dei brevetti
            La Cina rilascia ogni anno più brevetti per la produzione e l’impiego di terre rare rispetto all’insieme degli altri paesi. Entro il 2021 avrà accumulato più brevetti di quanti il resto del mondo abbia mai rilasciato.

            Le domande di brevetto sono un indicatore della spesa in ricerca e sviluppo e possono prefigurare i progressi incrementali e di prossima generazione nei prodotti derivati dalle terre rare della Cina.

            Deposito di brevetti internazionali per anno e paese di origine
            Fonte: elaborazione dell’autore su dati PATENT MANIAC
            Le applicazioni brevettate dalla Cina coprono ormai i più svariati ambiti di utilizzo: dalle formulazioni che consentono di abbassare il contenuto di elementi delle terre rare mantenendo la medesima potenza magnetica dei suoi prodotti, alle leghe di magnesio dove l’aggiunta di elementi come lantanio, praseodimio, cerio e ittrio migliora in modo determinante la loro duttilità e resistenza alle alte temperature.

            Queste leghe, oltre ad essere facili da riciclare, sono fino a un terzo più leggere di quelle di alluminio e con la loro resistenza alle vibrazioni e alle radiazioni elettromagnetiche trovano uso in applicazioni aerospaziali, nelle auto, nelle attrezzature ferroviarie, in telefoni cellulari e computer.

            Non c’è dubbio che la Cina sia molto più avanti di chiunque altro al mondo in termini di proprietà intellettuale e conoscenza sulle terre rare, sia sul lato della lavorazione dei materiali che sulle applicazioni a valle, ma anche il Dragone ha la sua spina nel fianco: l’azienda giapponese Hitachi Metals.

            Oggi, infatti, esistono due brevetti originali per produrre magneti NdFeB sinterizzati utili nell’industria eolica: uno di Hitachi Metals, l’altro detenuto dalla Neo Materials (Magnequench) di proprietà cinese, acquisito dalla General Motors.

            Solo la giapponese Hitachi Metals può affrontare il colosso cinese sul campo dei brevetti per i magneti delle turbine eoliche

            La produzione giapponese rimane leader in termini di qualità del prodotto, anche se i produttori cinesi hanno rapidamente raggiunto i produttori giapponesi sin dal 2010, superandoli poi in capacità produttiva e costi di produzione, inferiori grazie all’efficienza della loro catena di approvvigionamento, minori costi energetici e di manodopera.

            Il mondo ha tremato quando l’Hitachi Metals è stata messa in vendita, poiché tra i possibili acquirenti si è presentato Zhong Ke San Huan Hi-Tech di Pechino. La vendita al gruppo guidato da Bain Capital, che fa parte di un consorzio che comprende Japan Industrial Partners e Japan Industrial Solutions, ha allontanato la possibilità che la Cina conquistasse il monopolio assoluto per i magneti NdFeb.

            Quanto all’attività produttiva, la Cina resta invece l’unico paese in grado di separare le terre rare pesanti.

            L’investimento per la creazione di una catena di approvvigionamento alternativa a quella cinese per la produzione di magneti richiede un forte sforzo economico da parte di un gruppo di clienti che, con il supporto del governo, possano impegnarsi a un accordo di prelievo per un periodo medio lungo includendo un prezzo minimo garantito oltre al tempo necessario a completare l’assetto industriale.

            È necessaria una catena integrata: le sei fasi del processo dalla materia prima all’ossido, dal metallo alla lega fino al magnete non devono essere in competizione economica tra loro perché questo potrebbe rendere insostenibile l’intera operazione.

            Lato produzione, solo l’australiana Lynas e le aziende USA Blue Line e MP Materials potrebbero costruire insieme una catena del valore alternativa

            Un’ipotetica catena del valore potrebbe essere basata sull’unica realtà operante al di fuori della Cina, l’australiana Lynas Corp. In joint venture con l’americana Blue Line, costruirà un impianto di separazione di terre rare pesanti in Texas per la produzione di ossidi di terre rare. L’eventuale acquisizione di Hitachi Metals costituirebbe l’ultimo anello per rafforzare la sua posizione.

            In questa catena può sicuramente trovare posto anche MP Materials, il consorzio che ha rilevato la storica miniera di Mountain Pass in California, che gode di importanti finanziamenti.

            Una soluzione priva del supporto governativo si troverebbe a fare i conti con le aziende consumatrici improntate al massimo ribasso, che non esiterebbero a rifornirsi dalla Cina a fronte di prezzi inferiori e ai rischi di ritorsioni commerciali cinesi, come già accaduto nel 1996, quando un’inondazione di ossidi di terre rare cinesi invase il mercato facendo precipitare i prezzi e segnò la fine di Mountain Pass che non poteva competere, soprattutto a causa dei crescenti costi ecologici della miniera.

            Il supporto pubblico è indispensabile per recuperare terreno, così come il governo cinese sostiene la ricerca con massicce sovvenzioni

            Perché, per quanto nel complesso parte del minor costo che la Cina è in grado di ottenere sia il risultato di standard di salute e sicurezza ambientale meno rigorosi, è anche vero che oggi non è più il fattore prevalente: l’elaborazione cinese ha comunque un’efficienza superiore.

            Solo se i governi, le grandi società e i consumatori globali manterranno una costante attenzione sui ridotti standard ambientali della Cina, accettando queste sfide con un approccio a lungo termine, riusciranno a vincere la competizione sul loro stesso terreno.

            Giovanni Brussato è ingegnere minerario e autore del volume Energia verde? Prepariamoci a scavare, ed. Montaonda

            Sui metalli per la transizione energetica leggi anche:
            Nichel: l’offerta non è più un problema?, di Giovanni Brussato, 11 maggio 2021
            L’impennata del rame: tra criticità geologiche, sociali, ambientali, di Giovanni Brussato, 20 Aprile 2021
            Verso un nuovo super-ciclo delle materie prime?, di Alberto Clò, 26 Gennaio 2021
            Le 10 previsioni energetiche Wood Mackenzie per il 2021, di Redazione, 18 Gennaio 2021
            I metalli nelle nostre tasche, di Redazione, 3 Ottobre 2018
            L’auto elettrica tira… anche i prezzi dei materiali, di Alberto Clò, 22 Gennaio 2018
            I metalli critici per il successo dei veicoli elettrici, di Redazione, 2 Gennaio 2018

            Su Cina, geopolitica e leadership climatica leggi anche:
            Full Metal China: la rincorsa alla leadership climatica, di Alberto Clò, 13 Aprile 2021
            La “Dual Circulation Strategy” cinese: un possibile brutto colpo per l’agenda climatica globale, di Michele Manfroni, 4 Febbraio 2021
            Biden e la leadership energetica: cambiare tutto per non cambiare nulla, di Redazione, 22 Dicembre 2020
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            Foto: Unsplash
            batterie brevetti Cina eolico Giappone hi-tec magneti metalli terre rare UE USA

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            Rivista trimestrale sui problemi dell’energia – sito di comunicazione
            Testata di Automobile Club d’Italia – Reg. Tribunale di Bologna n. 7459 del 30/09/2004
            Editore Ricciardi & Associati S.r.l., Via del Casale di Tor di Quinto 1, 00191 Roma
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            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Fuzzy scrive:

              Oddio, ho scorso.
              Qui ci starebbe una risposta lunga tre metri, ma disgraziatamente scrivo sullo smartphone e utilizzo dieci giga al mese che mi bastano appena per le risposte normali. In più a guardare lo schermo mi si stanca la vista.
              Diciamo che sono cose che grossomodo conosco. Infatti io sarei per il risparmio energetico e l’agricoltura locale su piccola scala. Ma il mondo va dove pare a lui.
              Praticamente segue gli interessi del più forte. E mi pare di aver capito che in questo momento il predominio mondiale sta nella coalizione Russia-Cina.
              Faranno valere la loro supremazia anche in campo energetico.

  2. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Dal che si deduce che

    A) la lotta di classe è bell’e che viva, altro che ‘fine della storia’

    B) il Passaggio a Nord Ovest e quello a Nord Est saranno utilizzati sempre più

    C) il confronto Cuna-USA sarà sulle vie di comunicazione marittime (Molucche)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “A) la lotta di classe è bell’e che viva, altro che ‘fine della storia’”

      Sì, è un punto importante, ma non ne traggo conclusioni in stile socialista:

      1) “i lavoratori che prendono in mano i mezzi di produzione” era un’idea comprensibile in un mondo composto per il 90% da “lavoratori”, che fossero contadino o operai.

      Oggi esistono decine di categorie diverse di persone, tutte lontanissime dalla “produzione”. Il 10% (poniamo) sono impiegati nella logistica, e se otterrano qualche diritto in più, quel diritto sarà pagato o dai consumatori, o da altri lavoratori lungo la catena della logistica (“sti rider in Italia pretendono pure l’assicurazione medica? Vabbe’, abbassiamo gli stipendi ai marinai filippini su navi liberiane, così non alziamo i prezzi”).

      2) Come abbiamo già visto, c’è un enorme lavoro in corso per rendere obsoleti anche i lavoratori della logistica. E’ una cosa difficile, costosa, che si scontra contro molte difficoltà legali più che tecniche, che all’inizio potrà essere messa in atto solo dai giganti. Ma quando FedEx riuscirà a consegnare con i droni e i furgoni senza conducente, potrà far prezzi tali da distruggere immediatamente la concorrenza umana.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “socialista”

        Nemmeno io, se ho dato quell’impressione chiedo venia. La lotta di classe di solito la vincono i ricchi (poi tanto trovano sempre qualcuno che intona il Te Deum perringraziare per la loro vittoria)

        “umana”

        Mi chiedo solo chi saranno i clienti di quelle merci, a quel punto.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “Mi chiedo solo chi saranno i clienti di quelle merci, a quel punto. ”

          E’ una domanda interessante.

          La proposta più diffusa è il “reddito di cittadinanza”: lo Stato dà i soldi ai disoccupati per comprare le merci.

          E lo Stato da dove prende i soldi?

          Dalle ditte che guadagnano vendendo le merci.

          Non sono un esperto, ma per semplificare, poniamo che ci sia un’unica ditta, e un cittadino campi di un solo prodotto.

          Bene.

          Lo Stato dà al cittadino 100 euro.

          Il cittadino dà 100 euro alla ADV holding.

          La ADV holding paga 100 euro di tasse (e stiamo parlando solo delle tasse per coprire la novità del reddito di cittadinanza, senza parlare di tutte quelle che la ADV holding già paga per altre cose).

          Guadagno della ADV holding: zero.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martínez

            “ADV”

            Una partita di giro a somma zero, insomma.

            Ad ogni giro ovviamente aumenta l’entropia (= il disordine buttato nella biosfera).

            Mi chiedevo se la produzione di entropia non diminuisse cambiando paradigma: spostando il consumo dal materiale all’immateriale.

            Che senso ha spostare fisicamente la cassetta di un videogioco quando posso rivelare una password per l’accesso a un cloud?

            Che senso ha spostare le navi quando posso spostare i bit?

            Certo, i bit non si mangiano e non ci si veste.

            Allora è possibile che il mondo privilegiato evolva (ossia venga fatto evolvere, spazzando i rifiuti nelle discariche del terzo mondo) verso uno stile di vita frugale dove i consumi materiali siano ridotti al minimo in modo da minimizzare i trasporti fisici di merci, non per diventare liberi dai consumi ma per lasciare spazio a consumi immateriali.

            Dopotutto la merce prima, il denaro, quella che dà valore di scambio a tutte le altre, è già immateriale.

            Sarebbe un mondo non meno, ma più ferreamente consumistico dell’attuale (già oggi in certe grandi aziende italiane parte dello stipendio è pagato in bonus d’acquisto presso fornitori di servizi) in cui il valore d’uso verrebbe messo ai margini dal valore di scambio. Un mondo tanto più onnicomprensivo perché monetizzerebbe direttamente l’immaginario. Pareto rimane valido anche in un mondo dove la ricchezza siano i punti premio di un videogioco.

            E il Secondo Principio, allora?

            Scacciato dalla porta, tornerebbe dalla finestra. Una delle sue conseguenze e’ il principio di Landauer, dal nome dell’informatico dell’IBM che lo formulo’ sessant’anni fa: anche la distruzione di un solo bit di informazione produce una quantità di calore irrecuperabile infinitesima, ma maggiore di zero.

            Ora, nessuna transazione economica avviene senza che venga distrutta una qualche informazione (ad esempio, il nome dei precedenti proprietari di un oggetto acquistato… e pensiamo ai vincoli imposti dalle leggi sulla privacy.). Ne segue che anche l’economia digitale inquina, proprio perché digitale. (Lo spaventoso consumo di energia dei computer usati per i bitcoin ne è un esempio).

            Comunque, i limiti imposti da Landauer sono molto meno stringenti di quelli imposti ad esempio dall’aumento della CO2.

            Il Secondo Principio lascia dunque aperta la possibilità dell’evoluzione del capitalismo verso un consumismo immateriale.

            Guardiamo alla pentola per la pasta degli spaghetti. A parità di fornello, dopo un po’ l’acqua non cebla fa più a smaltire il calore, e spontaneamente forma celle di convezione, ordinate strutture di moto del fluido che trasportano il calore più l’efficiente mente dell’acqua ferma. Il disordine del mondo aumenta perché l’acqua possa diventare ordinata. Al momento del passaggio, e solo allora, la produzione di entropia nell’acqua scende, e lo stato poco strutturato dell’acqua ferma passa allo stato più strutturato dell’acqua in moto circolare. L’evoluzione, si badi, è innescata da eventi casuali, da fluttuazioni irripetibili e imprevedibili di temperatura, ma è spontanea e porta a più ordine localmente e a più disordine nell’ambiente (la cucina si scalda, e il cuoco deve aprire la finestra, smaltendo il calore all’esterno).

            Ci evolveremo spontaneamente verso un mondo di smartphone-dipendenti pieni di password e conti correnti online mangiando microplastiche circondati da cumuli di spazzatura che nemmeno vedremo più? Magari finché la fusione non consentirà di sbucaltare il Sistema Solare?

            Ai posteri (?) l’ardua sentenza.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Fuzzy scrive:

              Comunque, i limiti imposti da Landauer sono molto meno stringenti di quelli imposti ad esempio dall’aumento della CO2.

              Forse per quanto riguarda il consumo di energia. Resta, penso, un problema con i materiali. A meno che non si trovi il modo di riciclarli facilmente.
              Se non ricordo male jason hickel suggeriva di puntare sui servizi pubblici perché sono quelli che a parità di energia impiegata, dispensano i maggiori vantaggi per la comunità.
              https://www.jasonhickel.org/blog/2020/9/10/degrowth-and-mmt-a-thought-experiment#:~:text=MMT%20economists%20propose%20that%20we,also%20used%20to%20reduce%20inequality.

              • Fuzzy scrive:

                Oh, intendiamoci, hickel ha un po’ il pallino delle rinnovabili, ma questo non è determinante, secondo me l’importante è decrescere nei consumi mantenendo comunque i servizi pubblici indispensabili, la sanità sarebbe un caso a parte. poi questo lo si può fare anche col gas, o col nucleare, dipende.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “puntare sui servizi pubblici”

                Credo richieda un controllo, diretto o indiretto, della società sui mezzi di produzione. In una parola, del socialismo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Credo richieda un controllo, diretto o indiretto, della società sui mezzi di produzione. In una parola, del socialismo.”

                La società in genere riesce a curare i mezzi di produzione di un villaggio.

                Credo che tu ti riferisca, non alla società, ma allo stato.

              • Fuzzy scrive:

                Aiuto, la polarizzazione destra sinistra!
                Diceva kriss de decker (low tech magazine) in un suo commento, che le tecnologie che ci servono per il futuro le abbiamo già, quello che resta da inventare sono le modalità politiche e sociali che ci consentano di convivere civilmente.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “villaggio”

                Giusta osservazione. Per eccesso di brevità ho omesso di dire che per ‘società’ intendevo ‘società industriale con non meno di un milione di esseri umani’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “le abbiamo già”

                Davvero?

                Abbiamo modo di accumulare energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili intermittenti per una frazione consistente dei ventiduemila terawattora prodotti dall’umanità in un anno?

                Come?

                Dai, se me lo dici ti prometto una fetta del Nobel!

                🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Premio nobel a de Decker.

                la sicurezza energetica può essere migliorata, non solo aumentando l’affidabilità, ma anche riducendo la dipendenza dall’energia

                Quella che generalmente si presume essere una prova di sicurezza energetica – una fornitura di energia illimitata e ininterrotta – sta in realtà rendendo le società industriali sempre più vulnerabili alle interruzioni di fornitura: le persone mancano sempre più delle competenze e della tecnologia per funzionare senza un’alimentazione continua.
                https://www.lowtechmagazine.com/2018/12/keeping-some-of-the-lights-on-redefining-energy-security.html
                Questo è soltanto un articolo.
                Volendo puoi trovare anche molto altro.
                Notare la natura paradossale dell’energia. Più ne hai e più sei insicuro.
                Ciò non toglie che in certe situazioni diciamo visionarie, tipo viaggi nello spazio o cose del genere, tanta energia sia indispensabile. E quindi? Quella che non sprechi per usi inutili magari la utilizzi per progetti specifici.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Fuzzy

                “la sicurezza energetica può essere migliorata, non solo aumentando l’affidabilità, ma anche riducendo la dipendenza dall’energia”

                Esatto!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “la sicurezza energetica può essere migliorata, non solo aumentando l’affidabilità, ma anche riducendo la dipendenza dall’energia”

                Se io ho una domanda che da 1000 scende a 100, anche l’offerta si ridurrà di conseguenza, per cui in caso di crisi dell’offerta non avrò il backup per quel 100 che mi serve. Anzi, c’è persino il rischio che una percentuale maggiore di quel 100 di domanda di partenza sia costituito da consumi non comprimibili.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy e Martinez

                Concordo con Mauricius Tarvisii.

                Pur non avendo l’auto e utilizzando solo i mezzi pubblici, già il fatto di disporre di acqua potabile corrente in casa (abito al terzo piano) richiede una disponibilità di potenza notevole e difficilmente comprimibile. Aggiungi che tutta la famiglia per un verso o per l’altro è in smartworking, per cui i due PC e i tre telefonini di casa lavorano a tutto spiano, e anche senza TV (che pure non abbiamo) i consumi elettrici incomprimibili salgono. Le finestre in ottimo stato ci consentono di usufruire del riscaldamento in maniera ridotta durante i mesi invernali, ma anche così i gas alla cucina ci deve arrivare, e quando facciamo la spesa (con molta oculatezzanon prendiamo le scale ma le sporte le portiamo in casa con l’ascensore. Insomma, i Kilowattora corrono anche per la mia famiglia che certo non eccede negli sprechi.

                Figuriamoci per sette miliardi di esseri umani.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Insomma, i Kilowattora corrono anche per la mia famiglia che certo non eccede negli sprechi. ”

                Capisco perfettamente… sembra la descrizione di casa mia.

                Infatti, una cosa che non sopporto è la gara all’ecologismo – “io ho i pannelli solari sul tetto!” “sieeeh, c’hai l’auto!” “E te tu butti la carta senza separarla dalla plastica!”

                Sentirsi colpevoli o santi è una perversione che serve solo a far stare male tutti.

                Piuttosto, una vita da Miguel Martinez/ADV è sopportabile per la biosfera?

                La risposta che dà la fisica, che della morale se ne sbatte, è, “no“.

                Fine della discussione.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “trovare molto altro”

                Ho letto l’articolo. Della serie ‘la volpe e l’uva. Siccome con le rinnovabili non si riesce ad eliminare l’intermittenza nella fornitura di energia, allora bisogna adattarsi a un consumo intermittente. Il riferimento alle famiglie che non fanno il bucato tutti i giorni mi ricorda quegli articoli della stampa repubblichina che esaltavano i benefici per la salute di occasionali ma frequenti digiuni: visto che la tessera quello ti dà di pane, burro e zucchero, scopri quanto fa bene d’altare i pasti ogni tanto.

                L’autore lo sa che in fabbrica si fanno i turni di notte per garantire la continuità della produzione, o l’ha letto solo sui libri e se n’è dimenticato?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                d’altare=saltare

              • Fuzzy scrive:

                Di Vita + Tarvisii
                Dunque sono risalito a valle, laddove ha origine il flusso dei commenti.
                La favola della volpe e l’uva….
                In estate la volpe mangia molti frutti come ciliegie, fragole, prugne…ma per il resto dell’anno i suoi pasti sono composti da topi campagnoli, arvicole, lombrichi, a volte lepri.
                Quando vuole catturare un uccello, sa fare il morto e aspetta che il malcapitato si avvicini e poi lo afferra di sorpresa.
                Questo fa la volpe, perché è furba. Cosa sta a fare sotto l’uva se non la può raggiungere?

              • Fuzzy scrive:

                A monte, cazzarola!
                Beh, allora visto che son qui, aggiungo due parole per Tarvisii
                Se mille è il limite massimo, stando a cento sei ben al di sotto del limite, il che vuol dire che hai un margine per incrementare la produzione.
                Come? E questo è da vedere. Se cambi i consumi potrebbe cambiare anche il tipo di produzione.
                Ma se stai a mille e improvvisamente ti trovi a cento
                (come potrebbe succedere, ed è successo a Cuba durante il cosiddetto periodo especial) saranno cavoli amari.
                Poi stando a mille hai maggiori probabilità che le emissioni di Co2……ecc

              • Fuzzy scrive:

                .Miguel
                “E questo manufatto lo abbiamo cercato per anni”

            • Fuzzy scrive:

              Tarvisii
              Giusto per completare il ragionamento
              Il problema non è cento.
              Ma riuscire a passare da mille a cento evitando che nel frattempo tutto vada catastroficamente a rotoli.
              E allora leggiamo Bardi
              (O chi per lui).
              https://thesenecaeffect.blogspot.com/2021/06/four-scenarios-for-catastrophic-future_20.html?m=1

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Fuzzy

                “E allora leggiamo Bardi
                (O chi per lui).”

                “Chi per lui” si firma Rutilius Namatianus.

                Mercoledì scorso ho visto un amico che mi ha chiesto una mano per vedere come proteggere un grande mosaico in una villa tardoromana a Riotorto, frazione di Piombino https://www.lanazione.it/livorno/cronaca/mosaico-riotorto-1.288128 – degno, dice lui, di Piazza Armerina, ma messo in ombra dai vicini resti etruschi.

                La cosa interessante è che secondo gli archeologi, la villa potrebbe essere quella dove sostò proprio Rutilio Namaziano.

                Gli scavi sono stati condotti senza alcun finanziamento esterno, da archeologi volontari, con il sostegno della popolazione.

                Il proprietario dei terreni, un gentiluomo che ha fatto di tutto per agevolare gli archeologi, adesso sarebbe stato sostituito da un curatore fallimentare, primo passo verso la cessione dell’area a speculatori che se fregano di mosaici romani.

              • Fuzzy scrive:

                Risposta finita sopra.

              • Francesco scrive:

                dovrebbe bastare fare la spia alla Sovrintendenza e magari girare qualche foto a tutti i giornali e pseudo-giornali della zona

                volendo esagerare, a quelli fascisti raccontate che il curatore fallimentare è un radical-chic frocio, a quelli comunisti che è un arricchito omofobo

  3. Francesco scrive:

    Miguel

    quando mangi pesante, inizi a dormire male, leggi siti di anarchici che parlano di economia (mi fido di più di suore di clausura che parlano di sesso) e scrivi sbrodoloni preoccupati senza capo nè coda.

    Sei quasi pronto per diventare un Padre Nobile della Sinistra Alternativa Italiana, che per un messicano mi pare una fine tristissima!

    mangia leggero e volta alto

    F l’amichevole

  4. va fangul scrive:

    ottima analisi marxista 😉

  5. 'Alam al-Mithal scrive:

    Buongiorno Miguel. Ti seguo in maniera discontinua da molto. 13 anni mi sa. In pratica vorrei chiedere se posso intervenire in qualche discussione (ho poca pratica, qualche commento, tempo fa, su un paio di blog e da allora sono cambiate un po’ di cose), ma ti vorrei dire un paio di cose su di me, anche se sono degne del gran capo Estiqaatsi. La prima volta sono arrivato dalle tue parti partendo da un articolo su Carmilla. Poi, dato che ero certo di molte cose (da gruppo trockista a fase marxista-leninista, da passione per l’antropologia strutturalista a… fase nuova certezza nuova rinse and repeat) e tu non ci rientravi mi sono allontano. Poi tornato, poi allontanato, fase nuova avvicinamento-allontanamento nuovo. Ora sono assai meno certo (anche se penso che in quel mondo marxista ci sia un bambino oltre quella che per me è diventata acqua sporca e su questo sto lavorando), per vari motivi filosofici, politici e anche spirituali, e mi attrae il mondo vario di questo blog. Non perchè concordi sempre con te o con qualcuno in particolare, anzi con qualcuno sono proprio in disaccordo, ma tanto ho rinunciato all’idea di concordare interamente con chicchessia e va bene così; in ogni caso penso che la verità esista (niente Po-Mo), ma la via unica per arrivarci no. Oh se poi faranno corridoi logistici pure lì non lo so… APP Amazon Truth, the gateway to the Drone highway to truth, today at 50% for Aletheia costumers only… ma penso che il campo esuli dai loro interessi… o comunque dalle loro possibilità. Solo, non sono affatto certo di poter dare contributi interessanti come quelli che leggo qui e vedo che c’è già una buona dinamica. Quindi, senza falsa modestia accattona e dato anche il contenuto zoppicante del messaggio, che è una pessima presentazione… se intervengo rompo troppo le scatole?

    • Miguel Martinez scrive:

      Benvenuto ‘Alam al-Mithal!

      Mi piace molto la frase, “in ogni caso penso che la verità esista (niente Po-Mo), ma la via unica per arrivarci no. “

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “se intervengo rompo troppo le scatole?”

      Ah, io personalmente non me lo sono mai posto il problema, nonostante la risposta potrebbe essere positiva! 😀

      • 'Alam al-Mithal scrive:

        Grazie per il benvenuto. Il problema me lo pongo, ho imparato a pormelo, perchè sono abbastanza rompiscatole. Cercherò di moderarmi.

    • roberto scrive:

      Benvenuto, cosa vuol dire (e in che lingua) il tuo pseudonimo?

      • 'Alam al-Mithal scrive:

        Dovrebbe dire in arabo qualcosa come “mondo immaginale” o “mondo dei simboli e delle similitudini”. Sono cose che ho cominciato a studiare di recente e, purtroppo, non parlo l’arabo, almeno per ora, quindi mi devo fidare delle traduzioni che danno gli autori che leggo. Forse Miguel può dire se queste traduzioni gli sembrano corrette.

        • 'Alam al-Mithal scrive:

          Ah, grazie del benvenuto.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ‘Alam al-Mithal

          “Dovrebbe dire in arabo qualcosa come “mondo immaginale” o “mondo dei simboli e delle similitudini”. ”

          Esatto.

          La radice è “m-th-l”, che vuol dire “come”, “simile a”.

        • daouda scrive:

          sei un convertito traditore dunque?

          • Moi scrive:

            già … potrebbe aver in effetti tradito la Civiltà Superiore PoMoista del Poltically Correct e del Gender !

            🙂 😀 😉

          • daouda scrive:

            Ci sono tante accezzioni che intedevo e tu vai a trovare l’unica che invece è un’alleanza visto che lo sappiamo tutti che di per sè l’Islemmete può convivere anche con sta robba perniciosa e che la sua falsa opposizione serve per favorire lo scontro di (pseudo)civiltà a vantaggio di lor signori.

            • 'Alam al-Mithal scrive:

              Non avevo visto questo commento. Convertito? Boh, dovrei sapere a che cosa. Traditore, forse per qualcuno, anche se ho perso di vista quelli che conoscevo in quelle fasi. Però dal mio punto di vista no perchè, come ho detto, non è che mi associo alla chiesa dell’anticomunismo. Solo, penso che come visione del mondo completa sia insufficiente, che per questo e altro la sua metafisica sia sbagliata e, alla fine, che lasciata a sè stessa, sia autoreferenziale. Per analizzare e agire sul piano socio-economico, però, penso ci siano prospettive e strumenti importanti da rielaborare e usare. Ah, più che di tradimento posso essere accusato di “eclettismo”, questa è un’accusa che andava forte.

              • daouda scrive:

                che cazzo ne sò se non lo sai te che lo devo da sapé io?

                Me pareva fossi ismaelita e dunque in fin dei conti , un papuzzo nelle mani dei comunisti, ma purtroppo tu non sai cosa intendere per comunisti e lo dimosri nella misintepretazione con cui li descrivi perché economia e ideologia e peggio emtafisica non hanno mai fatto parte della STRATEGIA comunista.

                Comunque era pé fatté metté a tuo aggio chiarendo subbito che sei un cojone, se te suona meglio , me pari n cojone, così fai finta che non è un dato di fatto ma è un giudizio soggettivo.

                Inzomma te sto ad acclimatà a sto luogo digitale, capish?

    • Francesco scrive:

      Wilkommen!

      e non preoccuparti, per diventare molesto come i commentatori storici ti dovresti impegnare a dismisura

      Po-Mo??? Pomodoro – Mosca? che roba filosofico-epistemologica è?

      a me ricorda un coro da tifosi calcistici

  6. Moi scrive:

    @ Alam al-Mithal

    ———-

    Penso che tu abbia ragione, ma … il Pensiero Postmoderno ha imparato a “decostruire e riassemblare” la Verità, creando parole nuove … che impongono un’ etica nuova.

    • 'Alam al-Mithal scrive:

      Vero, però mi sembra che mischino metafisica nichilista e pretesa etica forte senza soluzione di continuità. Cioè se ricostruisci e riassembli la verità, mi sa che tanto verità non è, infatti negano che ne esita una non costruita; semmai si tratta per loro di discorso che si presenta veritativo perchè normativo; che potrebbe essere una forma di volontà di potenza, che supera l’impasse del nichilismo, ok, ma se uno accetta quel punto di vista, quella volontà di potenza dovrebbe essere al di là di una postura moralista, mentre il Po-Mo ne ha una incrollabile che si presenta come oggettiva. Cioè, mi pare che il ragionamento sia “la Verità non è se non verità costruita dal discorso, ma il nostro ha una superiorità morale”; basata su che, se ogni verità è discorso? Mi sembra il barone di Munchausen che si sostiene per il codino. Forse sono “morte”, diciamo tra agonizzanti e in difficoltà ma le cose cambiano, solo le grandi narrazioni con una base filosofica coerente.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Alam al-Mithal

        Normalmente, approvato il primo commento, passano anche quelli successivi, purché:

        – non contengano tanti link
        – provengano dallo stesso ip.

        Vedo che il tuo ip è cambiato. Non so bene cosa fare, abbi pazienza se non vedi pubblicati i tuoi commenti, prima o poi passo per approvarli.

        • 'Alam al-Mithal scrive:

          Grazie. Non so perchè sia cambiato. È da un po’ che alcuni siti non riconoscono il computer anche se è lo stesso. Boh, ho cookie autodelete ma non credo sia la causa. Scusa per la seccatura.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Alam al-Mithal

            “Scusa per la seccatura.”

            Figurati, a me basta un clic, sei tu che provi a commentare come gli altri e rimani indietro.

            A proposito del tuo splendido pseudonimo, stasera eravamo a cena con un ragazzo iraniano, e abbiamo parlato a lungo di Ferdousi.

            Ha detto un po’ di cose antiarabe, che so che storicamente sono sbagliate (la Victim Card mica è monopolio di neri americani), ma mi ha colpito la spiegazione dell’origine del nome Ferdousi, che significa “paradiso”, cioè giardino.

            Ferdousi fu sepolto, lui dice, fuori dalla città, anonimo, in un giardino. E l’Anonimo avrebbe preso nome proprio da questo esilio.

            • Miguel Martinez scrive:

              Il giovane iraniano (che è mezzo azero, e parliamo anche per un attimo in turco) è un ingegnere informatico, che parla un perfetto inglese, e racconta che conosceva a memoria i brani della poesia persiana prima ancora di saper leggere e scrivere.

              E dice che l’Iran aveva sì una storia e un’architettura, ma non sono nulla rispetto a quelle europee; ma la sua letteratura è qualcosa di straordinario, che è nel sangue di tutti i persiani.

              E poi parte dicendo che per “sette secoli” (quali?) gli arabi avrebbero vietato ai persiani di parlare la loro lingua.

              Che è una colossale balla storica, quanto quelle che raccontano gli attivisti neri americani, i nazionalisti polacchi, i nazionalisti indu….

              Falsificazioni che nascono da traumi veri, molto reali, che però non vengono superati interiormente, si fossilizzano e diventano insuperabili.

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                È veramente interessante. Una storia e architettura che non sono nulla rispetto a quelle europee? Come commento mi lascia senza parole anche perché non so se si riferisce alla storia “completa” o da un periodo specifico in poi. Però mi piace molto questa passione “sanguigna” per la sua letteratura. Deve essere stata una cena stimolante (anche nel menu spero). Hai ragione, come storia fattuale non sta in piedi ma ha una sua realtà (che non è la stessa della storia fattuale ovviamente) anche solo perché per lui è tale. Questo però mi fa pensare una cosa che hai detto spesso, almeno se ho capito bene (quindi fammi sapere se ho frainteso): cioè che le idee in qualche modo seguono o meglio accompagnano i flussi storici, cioè economici, sociali ed ecologici. Ecco, io penso che le idee siano una delle componenti che contribuiscono alla formazione della realtà storica: è una delle cose che volevo intendere quando ho pensato a questo pseudonimo, cioè che il mondo interiore ha una realtà indubitabile e che agisce sulla realtà storica; sull’ontologia di questa realtà interiore qui non mi esprimo ma, fosse anche solo illusione (cosa che non do affatto per scontato valga per ogni realtà interiore e spirituale), comunque muove chi la pensa o percepisce e quindi penso che agisca sulla realtà storica, per quanto sia una realtà di tipo diverso (è forza materialmente agente avrei detto un tempo, anche se la formula mi pare riduttiva adesso). E queste cose possono essere manipolate, usate ideologicamente da chi sa come farlo, come il “mito tecnicizzato” di Kerenyi, “tatticamente” o solo in maniera manipolatoria, sempre ci sia una differenza. Distinguere storia fattuale e mondo interiore è importante ma senza riduzionismi, della serie il fenomeno fa “puf” perché l’ho “spiegato” (oh, chiaro che non penso affatto tu abbia detto questo). Ora, è chiaro che nell’analisi si tende a privilegiare un aspetto o una combinazione di questi (clima, economia, ideologia, di recente anche virologia) ed è giusto, sarebbe impossibile fare altrimenti, ma non ci si dovrebbe scordare, come si fa spesso, che si tratta di analisi di processi complessi sotto uno o più aspetti specifici, analisi importanti ma che non possono esaurire il fenomeno. Quindi quando dico che il mondo interiore influenza la realtà storica non dico che la determina “matematicamente”. I riduzionismi sono metodologicamente utili ma, per usare un concetto che ho imparato da Preve (che considero estremamente stimolante anche se, o proprio perché, discordo con circa la metà delle cose che dice; quindi grazie perché l’ho iniziato a leggere tramite te), tendono a confondere il piano gnoseologico con quello ontologico. o, come diceva la mia igienista dentale, la carie è un’affezione multifattoriale. E ho messo troppa roba a cuocere…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Alam al-Mithal

                “Quindi quando dico che il mondo interiore influenza la realtà storica non dico che la determina “matematicamente””

                Ma guarda che probabilmente sono anche d’accordo con te.

                Uno dei fattori fondamentali della storia è certamente il vissuto collettivo interiore umano, che ha molto di misterioso.

                Ciò che contesto è la mentalità, molto diffusa in Italia, secondo cui singoli sistemi intellettuali (che so Cartesio o Marx, ma anche “il nazionalismo” o “il laicismo”) avrebbero un grande effetto sulla storia; e che sia tutta una faccenda di guerre tra idee “buone e cattive” (secondo il punto di vista di ciascuno).

              • daouda scrive:

                che bello vedere come amoreggiano due cripto-comunisti …grande intesa ragazzi! Forza!

  7. roberto scrive:

    Leggo questa cosa su Firenze e…non ho parole

    Di questo anno e mezzo orripilante una delle cose che che è esplosa come una fossa settica sono queste figure di piccoli sultani che credono di poter fare quel che vogliono (de Luca è l’esempio più evidente)
    Barbari

    https://www.finestresullarte.info/attualita/firenze-di-notte-proibita-buona-parte-centro-storico-se-non-consumi-al-bar?s=04&fbclid=IwAR013m7ST6oQVhAt4fiTogrnkbKwwkFOXPhi2d_FMLPykDsRYPM-ppWQTQc

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Leggo questa cosa su Firenze e…non ho parole”

      E’ quello che ho cercto invano di far capire ad ADV: a Firenze, il Partito Unico è riuscito ad annientare la Lega e le destre in genere – è lo Stalingrado d’Italia, insomma.

      La cosa più interessante del provvedimento è questa:

      “Per le attività di installazione, nonché di informazione ed instradamento al fine di facilitare l’accesso o il deflusso delle persone, potranno essere utilizzati dipendenti comunali e volontari del sistema della protezione civile, oltre a steward e personale delle ditte esterne che lavorano per la gestione della mobilità cittadina.”

      “installazione, informazione e instradamento” vuol dire, impedire alla gente di entrare nelle suddette piazze di notte se non portano soldi ai localari.

      “Steward” tradotto in italiano significa un senegalese grande e grosso con lo sguardo truce e la scritta SECURITY sulla maglietta, pagato con una colletta dai localari per minacciare i passanti che non danno soldi ai localari.

      Credo che il fatto che siano senegalesi sia una delle solite catene di fiducia, la ditta di picchiatori si è trovata bene con il primo, quindi ha assunto anche suo cugino e così via .

      • Miguel Martinez scrive:

        Comunque il nostro sindaco, Dario Nardella, non è proprio per nulla un piccolo sultano.

        E’ un tizio che ogni mattina si sveglia pensando a come possa apparire simpatico, amichevole e carino su Twitter e su Facebook; e allo stesso tempo come tenere insieme l’immensa rete di interessi che detiene il potere nella nostra città.

        Tenere insieme le banche, i localari, il Partito Unico, gli speculatori immobiliari locali e stranieri, le grandi famiglie aristocratiche, la Fiorentina, è un’arte estremamente difficile, che gli riesce molto bene. Ma non è certo lui che comanda.

        E se si gioca i localari, può crollare tutto.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martínez

        “Partito Unico”

        E meno male.

        Scusa, ma quando ce vo’ ce vo’. Ma come!

        Prima ci si lamenta (giustamente) che i centri storici sono a “rischio Venezia”, che sono invasi dai turisti che li snaturano.

        Poi ci si lagna (giustissimamente) del chiasso che danno i nottambuli che vanno in giro avvinazzati portandosi da bere da casa lasciando vetri in giro (almeno in centro a Genova è così).

        E quando un’Amministrazione – invece di ridurre le tasse ai bottegai che già non ne pagano abbastanza, come pretenderebbero le destre – riesce a salvare capra e cavoli dando un colpo al cerchio e uno alla botte garantendo i diritti un po’ di tutti e contingentando almeno quando la gente dorme l’accesso al centro storico coi buttafuori che aiutano a te ed d’occhio gli scalmanati ci si lamenta del Partito Unico?

        Magari potessimo essere amministrati così in tutta Italia.

        Quando vedo l’UNESCO considerare di dichiarare a rischio Venezia e non Firenze poi vado a vedere chi amministra cosa e capisco il perché.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      È la stessa cultura deteriore che lo ha portato a fare l’ordinanza anti-prostituzione.
      A me pare il peggior sindaco d’Italia.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “È la stessa cultura deteriore che lo ha portato a fare l’ordinanza anti-prostituzione.”

        Ma che “cultura”?

        I localari sono un elemento fondamentale del sistema fiorentino; e da loro dipende anche tutta la rete della speculazione immobiliare, che è un altro pilastro.

        I localari devono estrarre da turisti e movidari abbastanza soldi ogni giorno da poter pagare, oltre a dipendenti e tasse, anche affitti di decine di migliaia di euro al mese; e sono senza entrate da mesi.

        A questo punto esigono che il sindaco che loro hanno eletto imponga un tributo a loro favore da parte dei nottambuli.

        • Peucezio scrive:

          Io non credo che la gente, non potendo passeggiare per strada, andrà nei locali. Semplicemente i pochi che non avevano voglia di andare nei locali, passeggeranno altrove o resteranno a casa.

          È molto sintomatico che per favorire gli affari dei localari si pongano divieti.

          L’ordinanza anti-prostituzione quali interessi economici favorisce?

          Proprio non mi convincono le interpretazioni della realtà che vedono all’opera solo interessi.

          I confinamenti, le restrizioni che affari hanno favorito? Chi è stato danneggiato a Taiwan o in Corea dalla loro assenza?

          Il dll Zan che interessi favorisce? L’utero in affitto resterà vietato e si continuerà a poter aggirare il divieto.
          Ma non si potrà dire “frocio”, né predicare l’immoralità della sodomia.
          Chi se ne avvantaggia economicamente?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Devono contingentare le presenze in centro, per cui decidono di selezionare quelli che vanno nei locali, in modo da non danneggiarli.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Io non credo che la gente, non potendo passeggiare per strada, andrà nei locali. Semplicemente i pochi che non avevano voglia di andare nei locali, passeggeranno altrove o resteranno a casa.”

            No, si vede abbastanza chiaramente qui.

            Santo Spirito è stato riempito tutto di tavolini, per cui può accogliere a pagamento centinaia e centinaia di persone, e tantissima gente ci va, e i picchiatori buttano fuori chi non paga.

            Per cui economicamente sicuramente funziona.

            Solo chi non ce la fa fisicamente a entrare, si aggira nei dintorni.

            “Proprio non mi convincono le interpretazioni della realtà che vedono all’opera solo interessi.”

            Non dico quello. Dico che i localari fiorentini badano rigorosamente ed esclusivamente alla cassa, e i politici badano rigorosamente al voto dei localari: se passassero a destra, sarebbe il tracollo per il Partito Unico.

            I confinamenti – non saprei, dipendono da forze che io non conosco direttamente.

            Ddl Zan direi che è sul piano delle chiacchiere retoriche a costo zero.

            L’ordinanza antiprostituzione (che credo non abbia poi avuto seguito, mi devo informare) la legherei invece agli editoriali nei quotidiani locali sul “degrado”: ogni tanto tocca fare qualche gesto per tranquillizzare i cittadini normali.

            • Peucezio scrive:

              Ma che interesse hanno gli editoriali a denunciare il degrado?
              È chiaro che qui opera una sensibilità diffusa.

              Poi, certo, le cose hanno spesso concause o sono il risultato di convergenze di fattori.
              Certo è che se non ci fosse questa cultura del divieto, del controllo, dell’ordine, sarebbero venuti in mente tutt’altri mezzi per far guadagnare soldi ai localari.
              A me invece pare una scelta di compromesso per non far incazzare i baristi e al tempo stesso dimostrare che si impone l’ordine e lo stato di polizia e che si aderisce al salutismo obbligatorio contemporaneo.

              A volte ho l’impressione che quando una cosa non ti dà troppo fastidio, ti rifiuti di vederla 🙂

              Scherzi a parte, sai che sono sempre molto sorpreso della tua così forte resistenza a cogliere l’ossessione igienista, repressiva, misantropica e antivitalista dei ceti egemoni dell’Occidente di oggi?
              La mia impressione è che ci sono aspetti del vitalismo umano che tu vedi come connessi a elementi del progresso che percepisci come distruttivi e quindi non riesci o a qualche livello ti rifiuti di riconoscere la componente fortemente antivitalista della distruzione progressista.

              Per dire: la diffusione di massa dell’automobile sicuramente fa grossi danni a dei delicati equilibri cui entrambi diamo valore e questo lo riconosco pienamente.
              Ma l’automobile è anche il precipitato di una sapienza tecnica molto legata e in continuità con quella di un artigianato tradizionale dell’Europa poi diventata industriale e molta gente della vecchia generazione ama proprio la concretezza e la forza dei motori, rumorosi, unti d’olio lubrificante, sporchi, e ne sente la contrapposizione con il mondo etereo e virtuale di moda oggi. È gente a suo modo ruvida, legata alla terra. Te lo dico perché è un’umanità che ho conosciuto direttamente.

              L’altro giorno un tizio mi raccontava di un posto di campagna dove le sciure cinquantenni nevrotiche di città vanno a fare yoga e però c’è il contadino che lì a pochi metri sgozza i conigli, probabilmente traumatizzandole.
              Qui si vede proprio la contrapposizione fra la finta fuga dall’alienazione moderna e la realtà di chi dall’alienazione moderna non è nemmeno toccato.

              I mondi che tu ami e che cercano di ricostruire qualcosa di valido e comunitario non hanno nulla a che fare con le sfigate cinquantenni che fanno yoga (non dico che siano tutte sfigate, lo prendo come stereotipo per capirci).
              Ma invece l’attempato automobilista che ama i motori potenti e manifesta insofferenza verso biciclette, monopattini, divieti, ztl, ecc. è a sua volta strettamente legato al contadino che macella i conigli.

        • Peucezio scrive:

          Tra l’altro ogni volta che si creano isole pedonali, si interdice alle auto una strada, vi si vieta il parcheggio i commercianti insorgono, sistematicamente non vengono ascoltati e i divieti passano.
          Qual è il vantaggio economico di far usare meno l’auto e riempire le strade di pedoni e biciclette?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Le isole pedonali aumentano la clientela degli esercenti. Solo che molti esercenti sono troppo stupidi per capirlo…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Mauricius Tarvisii

              “capirlo”

              Confermo.

              A Genova il Comune ha creato in una strada del centro una corsia preferenziale per i bus.

              Le auto continuavano a parcheggiare abusivamente sulla corsia dei bus per fermarsi davanti ai negozi.

              Il Comune allora ha messo un cordolo, per proteggere la corsia dai parcheggi abusivi.

              I commercianti hanno fatto causa al Comune, perché limitava la libertà di commercio.

              Credo siano finiti parecchio in là, di ricorso in ricorso.

              Naturalmente li hanno persi tutti.

              In una strada del centro storico ricca di palazzi storici e dichiarata parzialmente chiusa al traffico (ci passano solo i bus e i taxi) dopo anni di polemiche i commercianti affissero un manifestino (abusivo): “ogni metro in meno per le macchine è un metro in più per la delinquenza”.

              Capisci ora perché ce l’ho spesso tanto su contro i bottegai? (a parte il fatto che spesso evadono il fisco) 🙂

              Poi vedo la meloni fare i banchetti contro la fatturazione elettronica (che i bottegai vedono chiaramente come il fumo negli occhi) e capitan citofono pretendere le riaperture immediate e mi veiene quello che in genovese si chiama “sciupùn de fùtta”…)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Capisci ora perché ce l’ho spesso tanto su contro i bottegai?”

                No, non capisco.

                Io faccio fatica ad avercela con qualunque grande categoria di persone.

                Gli operai sono lavativi e pensano solo a farsi aumentare lo stipendio?

                Gli avvocati sono p… assoldate per trovare trucchi per far assolvere i colpevoli e condannare gli innocenti?

                I senegalesi sono furbetti che spacciano calzini scrausi di cui non hai bisogno, alimentando reti camorristiche?

                Gli ingegneri sono persone che si mettono con grande impegno a costruire strumenti di morte?

                I politici sono persone che cercano di manipolare gli elettori per ottenere benefici personali?

                Tutto vero e tutto falso, ciò che conta è il ruolo sociale.

                Uno che tiene aperta una bottega (o una scuola di karate o un teatro o una mescita), anche quando guadagna bene, vive sempre nel terrore del domani, sapendo che deve cavarsela da solo in tutte le circostanze, e quindi agisce naturalmente come un animale con le spalle al muro, alle prese in ogni momento con una burocrazia immensa e incomprensibile e sempre cangiante.

                Se tu fossi bottegaio, agiresti come i bottegai.

            • Peucezio scrive:

              Mauricius,
              “Le isole pedonali aumentano la clientela degli esercenti. Solo che molti esercenti sono troppo stupidi per capirlo…”

              Sì, ma gli amministratori pubblici lo sanno e quando fanno politiche del consenso, fanno ciò che le categorie chiedono, non quello che serve ai loro interessi malgrado esse non lo sappiano.

              Quindi ciò vuol dire che le isole pedonali NON si fanno per far guadagnare soldi agli esercenti, ma per fare micro-ecologismo: sono scelte ideologiche. Poi si può essere d’accordo o no, basta riconoscerlo.

              • Francesco scrive:

                non ho capito

                la mia impressione è che i “bottegai” sono troppo legati all’idea del cliente che viene in macchina a fare acquisti per credere alla favola dell’are pedonale piena di gente rilassata e contenta e spendaccione

                è la mentalità del meglio un uovo oggi che una gallina domani, che io aborrisco quanto le idee di Cirinnà, Brambilla, Zan, Martin e Murgia.

                ciao

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “vantaggio”

            Su questo posso rispondere io.

            Per lavoro prima, e turismo poi, ho bazzicato per anni meravigliose cittadine del centro Italia, raramente con più di cinquemila abitanti.

            Metà circa non hanno isole pedonali in centro: Frascati, Todi. Tarquinia…

            Un’altra metà ce l’hanno: Tuscania, Spello, Sovana…

            Bene: sistematicamente, il turista fruisce molto ma molto meglio quei posti che l’isola pedonale ce l’hanno. Ed è più rilassato quando non deve spostarsi ogni tre per due per doversi spostare ogni momento per far passare il furgoncino mentre ammira un torrione o fotografa un campanile. E il turista più rilassato spende più volentieri…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Andrea,
              non lo discuto.
              E sono il primo a ritenere che certi luoghi siano più gradevoli se fruibili come isole pedonali: non sono contrario sempre alle idole pedonali: dipende!

              Ma, ripeto, non credo che dietro la scelta delle siole pedonali ci siano chissà quali speculazioni e interessi.
              Certo, dai da lavorare a qualche ditta, ma questo lo puoi fare in mille altri modi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                Certo, la scelta è politica.

                La Costituzione dice che “la Repubblica tutela il paesaggio”.

                Intendendo, come fa l’urbanistica moderna, il “paesaggio” come “paesaggio umano” poche politiche sono più aderenti al dettato Costituzionale di quelle che istituiscono isole pedonali.

                L’avessi avuta io, nel quartiere dove sono nato e cresciuto…!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Qual è il vantaggio economico di far usare meno l’auto e riempire le strade di pedoni e biciclette?”

            Chiedilo ai commercianti di Via Tornabuoni, dove – ai bei vecchi tempi pre-Covid – cento cinesi potevano stare in piedi davanti alle vetrine di Gucci, senza paura di essere travolti da auto e motorini.

            • 'Alam al-Mithal scrive:

              Sì, qui il vantaggio economico c’è sicuramente. Tra le altre cose dette, mi pare che rendere difficile o impossibile lo spostamento a persone “di classe subalterna” che devono spostarsi per lavorare favorisca le speculazioni immobiliari legate ai processi di gentrificazione.

              per Miguel, il tuo commento sopra non ha il tasto “reply” quindi ti rispondo qui. Sono d’accordo con quello che dici sulla guerra delle idee buone contro quelle cattive.

              • Peucezio scrive:

                Verissimo.

                Ma qui siamo a un livello diverso.

                Le ideologie sono solidali e organiche a determinati modelli economici, emanazione dei ceti egemoni. Il buon Marx non è che avesse tutti i torti da questo punto di vista.

                Ma l’amministratore pubblico non capisce niente di tutto ciò.
                Vuole fare l’ecologista perché così vuole l’ideologia corrente e gli uomini sono naturaliter gregari, ancor prima che avidi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma l’amministratore pubblico non capisce niente di tutto ciò.
                Vuole fare l’ecologista perché così vuole l’ideologia corrente e gli uomini sono naturaliter gregari, ancor prima che avidi.”

                Scusami, se si parla di dialettologia, non pretendo di saperne più di te.

                Ma qui si parla di amministrazione comunale, e credo di essere quello che ne sa di più qui.

                Intanto, gli amministratori sono sempre DUE, il politico e il funzionario, che vivono in mondi paralleli e quindi mai convergenti.

                Il politico sente che va di modo dirsi verde?

                Fa come Nardella – al corteo per il clima nel 2019, gli fu esplicitamente chiesto dagli organizzatori di non partecipare, visto che il Partito Unico vuole l’espansione dell’aeroporto e gli inceneritori.

                Lui si mise comunque in agguato davanti al Comune, alla fine riuscì ad agguantare due o tre ragazzi a caso e farsi un selfie sorridente, che poi pubblicò su Twitter, dicendo che lui per il Clima ci Sente.

                Poi ovviamente Nardella fa di tutto per fare espandere l’aeroporto, per trasformare un’area verde ai confini della città in un centro per la Fiorentina Calcio…

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                sì, ma non c’è contraddizione con quello che ho detto.

                Non credo che Nardella capisca che il disincentivo all’uso della macchina contribuisce a gentrificare i quartieri storici e a renderli inaccessibili ai non residenti, di ceto inferiore rispetto agli attuali residenti, o anche a espellere i vecchi residenti popolari, perché non possono averci la macchina tranne a comprare un costoso garage o posto auto, ecc.

                Nardella si barcamena appunto fra gli affari e un’immagine in linea coi valori correnti (non possiamo sapere quanto ci creda; non sottovaluterei comunque il fatto che la gente a forza di dire balle ci si autoconvince: secondo me questo semplice e curioso meccanismo sta alla base di tantissime cose).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Non credo che Nardella capisca che il disincentivo all’uso della macchina contribuisce a gentrificare i quartieri storici e a renderli inaccessibili ai non residenti”

                Nardella non fa nulla per disincentivare l’uso della macchina, infatti la mia strada ha una carreggiata esattamente la larghezza di un autobus e marciapiedi di 50 centimetri, ma è una delle vie principali di passaggio di Firenze.

                Semplicemente, non c’è fisicamente posto per parcheggiare – motivo per cui vogliono fare parcheggi sotterranei a pagamento, per far entrare ancora più auto in centro.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                invece sono curioso di una cosa.

                Tu se ho ben capito fai riferimento a un grosso potere di pressione dei localari sull’amministrazione fiorentina.
                Però la cosa un po’ mi sorprende, perché in genere anche i titolari dei locali fighetti e tursistici sono piccoli esercenti vessati da tasse, burocrazia, ecc. (ma anche gente che se può sottopaga i dipendenti, ti fa pagare una birra il quintuplo di quanto la paga lui e ti ammannisce stuzzichini fatto di porcherie facendoteli pagare uno sproposito, ecc.).
                Ma in che modo una categoria così, che in tutta Italia non conta niente e al massimo ha un minimo di ascolto da parte dei partiti di destra in quanto partite IVA, a Firenze riesce ad avere tutto questo potere di pressione?
                Sono molto ben organizzati? Alcuni fanno capo a grosse catene? C’è dietro una storia di forte coordinazione fra loro e legame col comune…?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma in che modo una categoria così, che in tutta Italia non conta niente e al massimo ha un minimo di ascolto da parte dei partiti di destra in quanto partite IVA, a Firenze riesce ad avere tutto questo potere di pressione?”

                Bella domanda, anche perché non riesco a fare confronti con altre città.

                Firenze è una città di 350.000 abitanti, ma i locali sono calibrati su 15 milioni di turisti in un anno, non sugli abitanti, e in questo probabilmente è molto diverso da Milano.

                Hanno due grosse organizzazioni “sindacali”, una di “sinistra” e una che era di “centrodestra”, ma si sta avvicinando al Partito Unico. Pensano molto a breve termine, ma sanno esattamente ciò che vogliono.

                Un localaro poi ha famiglia, ha dipendenti, ogni dipendente ha famiglia, e alla fine sono tanti, tanti voti.

              • Francesco scrive:

                x Peucezio e MM

                a occhio, in tutta Italia la categoria dei localari è molto ascoltata e organizzata

                i politicanti si spendono da mesi per far riaprire i locali, anzi è una gara a chi la spara più grossa

                e non è certo una gara che corrono aggratis

                non vorrei pensare male ma pare che molti locali siano anche delle belle lavanderie per denaro guadagnato al di fuori delle regole

                cazzo fai a riciclare se il locale è chiuso ope legis?

          • roberto scrive:

            Peucezio

            “ Qual è il vantaggio economico di far usare meno l’auto e riempire le strade di pedoni e biciclette?”

            Che la gente passeggiando vede vetrine, si ferma e compra cose….

            Il problema è comunque avere la possibilità do avere la macchina non troppo lontana sennò con pacchi pacchetti e pacchettini è scomodo (e non tutti sono alti, giovani belli e forti come me), problema che per esempio i commercianti lussemburghesi hanno risolto portandoti loro la roba a casa dopo che l’hai comprata

  8. Mauricius Tarvisii scrive:

    https://www.open.online/2021/06/27/canada-chiese-cattoliche-bruciate-tombe-bambini-nativi/

    Dunque, il Canada decide che bisogna mandare i figli dei selvaggi a scuola, a qualunque costo.
    Come in qualsiasi paese che non abbia la densità di popolazione dell’Italia (Francia in testa), gli tocca istituire un sistema di internati. Solo che non ha voglia di spendere per i selvaggi, per cui appalta tutto alle chiese canadesi.
    Negli internati la mortalità è superiore a quella media canaedese (ma non sappiamo se fosse superiore anche a quella nelle riserve indiane canadesi: almeno, non ho trovato il dato citato in nessuna fonte), per cui i bambini muoiono più che altrove.
    Dopo che ha alfabetizzato i selvaggi, il governo Canadese chiede scusa, come va di moda fare ultimamente: ottieni quello che vuoi e poi scusati per come lo hai ottenuto. Poi spaccia un po’ delle risorse che ogni nazione stanzia per le aree depresse, quali sono le riserve indiane, come riparazioni per l’accaduto.
    Qualcuno inizia a bruciare le chiese.
    Lineare.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ mauricius tarvisii

      “Lineare”

      Qui

      https://www.lastampa.it/esteri/2021/06/27/news/in-canada-bruciate-le-chiese-cattoliche-dopo-la-scoperta-di-215-bambini-sepolti-1.40435893

      si parla di quattromila vittime di stenti e abusi (anche sessuali) su centocinquantamila bambini delle popolazioni indigene internati nelle scuole cattoliche. Una cosa tipo Irlanda, se confermata.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • paniscus scrive:

        “Una cosa tipo Irlanda, se confermata. “—-

        E tipo paesi scandinavi (TUTTI, senza eccezione) con i lapponi seminomadi allevatori di renne, di etnia Sami. Per quanto ne so, sottrazioni arbitrarie di minori alle famiglie, trattamenti psichiatrici obbligatori, elettroshock e perfino sterilizzazioni senza consenso, sono andati avanti almeno fino agli anni sessanta e forse anche oltre.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ paniscus

          Quanto alle sterilizzazioni senza consenso, avevo letto essere quelle il motivo per cui in Svezia gli unici Rom sono quelli arrivati dall’est Europa dopo la caduta del Muro: le loro donne autoctone sono stare sterilizzate tutte prima.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Certo che è una dimostrazione sorprendente di come le cose umane funzionino più per analogia che per compensazione.

            Gli svedesi sono già quattro gatti in un paese enorme e appena lo sviluppo tecnico lo ha consentito si sono messi a sterilizzare a tutto spiano.
            Come dire che se sto già bello largo, tenderò a voler stare ancora più largo, perché sono abituato così.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Non è questione di spazio, ma di percentuale della popolazione: gli svedesi di razza pura erano comunque pochi di loro, per cui bisognava sterilizzare i subumani.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ MT & Peucezio

                La sterilizzazione forzata svedese risale ai tempi in cui i coniugi Myrdal (lui Nobel per l’economia) teorizzarono il Welfare “dalla culla alla tomba”. Sostenevano che tale welfare sarebbe stato economicamente sostenibile solo se si fosse limitata la riproduzione dei disadattati, la cui prole è più a rischio di necessitare di assistenza continua. Furono argomenti che riecheggiarono nelle legislazioni eugenetiche di alcuni Stati USA, del Belgio, del Brasile e poi naturalmente nella Germania nazista.

                https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenetica

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                a me risulta siano stati sterilizzati molti svedesi puri, per il fatto di avere malattie mentali, handicap o cose simili.
                Secondo me hanno proprio paura di un mondo troppo antropizzato: vogliono la natura selvaggia e con poche persone.

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                esatto.
                Il bisogno di un mondo pulito, ordinato, quasi creato in provetta a tavolino.
                Altro che eugenetica nazista!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @Peucezio: pure i nazisti se la prendevano con ariani puri se portatori di determinate tare. L’inquinamento del gruppo parte dall’interno.
                Poi puoi giustificarlo col fatto che il disabile costi allo Stato tot marchi/corone al giorno, ma è una razionalizzazione a posteriore di qualcosa di antichissimo nella sensibilità dei gruppi umani: gli elementi di impurità vanno eliminati.
                Credo che la tua sensibilità da uomo del neolitico dovrebbe comprendere questa esigenza.

              • Francesco scrive:

                ma nel Neolitico l’impuro o il venuto male non era i Toccati dal Divino?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Anche il capretto sgozzato lo era, eppure…

                Impuro, sacro e tabù sono concetti abbastanza vicini tra loro. Sacro vuol dire “altro”, essenzialmente, per cui la natura è sacra, lo straniero è sacro, il deforme è sacro. Questo vuol dire che nessuno di loro è uno dei nostri e, entro certi limiti, possiamo fargli quello che vogliamo, perché quello che gli facciamo non compromette l’equilibrio della comunità.
                L’impurità è qualcosa che si trasmette, invece, per cui bisogna espellerlo dalla comunità prima che la comprometta. O hai tecniche di espulsione rituale, oppure devi isolarla o escluderla fisicamente, come succedeva ai criminali, ai malati e alle puerpere. O alle armi del delitto nei processi ateniesi.
                Dove inizi il sacro e dove l’impuro può essere difficile da cogliere, visto che l’atteggiamento in entrambi i casi è di allontanamento.

              • Francesco scrive:

                ma l’Acropoli coi templi non sta al centro della Polis? in una posizione di superiorità ma per la sua importanza, non per allontanarla

                e si dalla profetessa cieca per avere risposte che per via “normale” non si riesce a ottenere

                il Sacro ci serve per vivere, che io ricordi

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                L’Acropoli inizialmente era la cittadella. I templi, di per sé, non erano accessibili come le chiese di oggi. In ogni caso parliamo di una fase successiva della civilizzazione.

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                le istanze pluralistiche sono mie, non tue.
                Nessuna società neolitica era in grado di organizzare sterilizzazioni di massa, ammesso che volesse.
                È proprio l’idea di un progetto del mondo che è estranea a mondi non moderni e borghesi.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        La storia irlandese è completamente diversa e fa notizia perché tutti confondono il paradiso fiscale di oggi con il paese postcoloniale poverissimo di metà Novecento dove si moriva come mosche a prescindere.

        Piuttosto è interessante che non sia stato bruciato il parlamento a Ottawa, ma qualche anonima chiesa di una minoranza religiosa…

        • PinoMamet scrive:

          Per un caso l’amico israelo-italo (honoris causa)-statunitense palestrato, nonché unico SJW simpatico che conosca, ha appena postato su FB un enorme dipinto, esposto non so dove in Canada.

          mostra dei frati cattolici e delle giubbe rosse che strappano letteralmente i bambini dal seno delle madri indigene, in un villaggio indigeno piuttosto idealizzato.

          La scena, per come è dipinta, è pura fiction, e ricorda un po’ il realismo sovietico o le illustrazioni dei santini: propaganda pura, un dipinto pensato apposta per far passare nel modo più chiaro possibile un messaggio ultra-semplificato.

          Ora, ci sarebbe da chiedere perchè, appunto, non vengano bruciate anche le caserme delle giubbe rosse.
          Va bene, saranno più difesi.

          Ma perchè tutti si incazzano con le suore, e nessuno coi mounties?

          Eh, ma hanno chiesta scusa.

          Vero: ma anche la Chiesa cattolica.
          Probabilmente ben prima dei Mounties.

          Ma prova a dire qualcosa contro i Mounties: sono seri, corretti, sono il politicamente corretto fatto divisa, vuoi dirgli qualcosa?

          contro la chiesa cattolica invece è caccia libera.

          C’è poco da fare, è così, e lo dico da non cattolico e moderatamente anticlericale, ma non cieco.

        • PinoMamet scrive:

          A proposito di scuole canadesi.

          Uno: erano date in gestione, leggo, alle comunità cristiane . Mica solo cattoliche.
          Ma, more solito, qualcuno è più uguale degli altri.

          Due: come ricordato allo sfinimento, una parte dei miei bisnonni erano “adottati”. Metto tra virgolette perché all’epoca l’adozione, se non sbaglio, non esisteva, quindi i bambini degli orfanotrofi o di famiglie disagiate venivano semplicemente presi e spediti a mille chilometri di distanza, mantenendo però il cognome originario.
          Immagino fosse pratica comune un po’ in tutto il mondo “civile”.
          Ma fa meno impressione se succede tutto tra “bianchi”, immagino…

      • Francesco scrive:

        Irlanda? che Irlanda? ho perso uno scandalo anticattolico?

    • Francesco scrive:

      grazie della spiegazione

      in effetti noi cattolici di solito siamo accusati di far fuori altri che i bambini delle nostre scuole

      F o’pigro

  9. Miguel Martinez scrive:

    Per Peucezio

    Io non so come funzioni la politica ad altri livelli, ma so molto bene come funziona nel Comune di Firenze.

    Il Comune è quello che applica gli ordini, spesso contraddittori, che arrivano dall’alto, con pochi soldi e poco potere.

    E’ divisa in due parti: i politici e gli amministrativi.

    I politici ogni giorno devono farsi vedere simpatici con il popolo generale, con promesse stratosferiche ma vaghe, perché non possono avere seguito.

    Allo stesso tempo devono tenere in piedi una coalizione di gente spietata – localari, speculatori, banchieri, conti e marchesi, squadrette di calcio in cerca di campetti: tutta gente molto pratica che sa esattamente ciò che vuole, e ha alle spalle studi di avvocati.

    Gli amministrativi devono stare attenti a non finire davanti alla Corte dei Conti o in galera, e quindi hanno come principale problema le promesse irrealizzabili dei politici.

    Sotto politici e amministrativi, c’è un penoso micro-esercito di vigili, pochi di numero, che ogni giorno devono affrontare automobilisti inferociti, pedoni arrabbiati, nottambuli strafatti, venditori e parcheggiatori abusivi che non hanno nulla da perdere.

    In questa situazione, non c’è alcuno spazio per “sultani” (Roberto) o per “cultura” (Peucezio).

    E le “ordinanze antiprostituzione” restano necessariamente senza seguito – ci mancherebbe pure che la vigilessa cinquantenne debba affrontare i magnaccia alle due di notte.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      Si chiama “democrazia”. Credo così fosse già ai tempi dell’Atene di Demostene. Riuscire a fare qualcosa anche in queste condizioni è già notevole (ecco perché disprezzo i dispensatori di soluzioni miracolistiche).

      Ciao

      Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      “E le “ordinanze antiprostituzione” restano necessariamente senza seguito”

      Ma creano un clima.
      Questa io la chiamo cultura.

      Durante la pandemia perché la gente tenesse la mascherina e nei periodi peggiori non uscisse di casa la percezione di stigma sociale ha potuto quanto e forse persino più della paura della sanzione.

      D’altronde a ogni ondata rivoluzionaria e moralista è così.
      Chi si avvantaggiava del proibizionismo negli USA?
      Poi veniva aggirato, ma non significa che non operasse per nulla.
      È anche vero che i fanatici spesso sono anche ottimi imprenditori. Ma non sono pragmatici, se no che fanatici sarebbero?

      E poi siamo sicuri che i soldi siano un fine e non un mezzo?
      Il capitalismo moderno ha creato una classe di asceti, che lavorano come negri e non si godono quello che guadagnano.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Ma creano un clima.
        Questa io la chiamo cultura.”

        Veramente è all’inverso.

        I giornali titolano giorno dopo giorno, “degrado alle Cascine! Spacciatori e prostitute all’opera in pieno giorno!”

        Quelli di Destra escono dal loro solito letargo, per dire, “Vergogna! La Sinistra permette il Degrado!”

        E siccome qui hanno deciso che la Destra deve scomparire completamente, Nardella è costretto a neutralizzarla.

        Fa un editto molto buffo, in cui ordina alla vigilessa piccolina e di mezza età di sfidare in piena notte i magnaccia: non costa niente, perché tanto i vigili di notte sono pochissimi, e impegnati altrove.

        Ora, il Partito Unico non ha bisogno di pararsi a Sinistra – può contare sempre sull’effetto Baluardo contro il Fascismo; però il PU lo stesso ci mette la parolina di Sinistra nel discorso, “difendiamo la dignità delle donne dallo sfruttamento”.

        Risultato trionfale: la Destra per l’ennesima volta si trova scippata una causa che poteva cavalcare, Facebook e Twitter parlano del Sindaco Che Fa Qualcosa (nel bene o nel male, secondo i punti di vista).

        E ovviamente tutto procede esattamente come prima, e per fortuna la vigilessa cicciottella con due figli non rischia la vita.

        • Peucezio scrive:

          Siamo sempre lì.

          Tutto quello che dici sicuramente è vero e descrive benissimo la realtà.

          Ma non spiega perché si coinvolga il tizio che va dalla prostituta in appartamento, magari di lusso, pulita, che non dà fastidio a nessuno.
          Lo so che non verrà mai beccato, ma certe scelte non sono neutre e sono casuali.

          Tu ti occupi delle questioni di interessi reali che ci sono dietro le scelte ideologiche e in pratica stai dicendo che queste ultime sono una facciata per coprire giochi di potere e di interessi materiali.
          E va bene.
          Ma la facciata che si sceglie non è neutra e non è banale chiedersi cosa determini che ce ne voglia una anziché un’altra.
          Perché una volta la rispettabilità di facciata prevedeva che l’omosessualità fosse qualcosa di impresentabile e sporco (poi la praticavano comunque in tantissimi) e oggi invece è considerato un abominio eccepire sugli omosessuali.
          Leggere la storia attraverso queste cose può essere parziale, ma è comunque interessante, perché non sono capricci, ma esprimono tendenze profonde a qualche livello.

          • Peucezio scrive:

            Volevo dire “non sono casuali”.

          • Peucezio scrive:

            Tra l’altro quando parli per esempio della mentalità statunitense che concepisce il mondo come una proiezione illimitata dei propri desideri e sogni, anche tu attribuisci a un dato culturale e di sensibilità collettiva grosse conseguenze anche sul piano di scelte strategiche e comunque di caratteristiche strutturali della società americana e della sua egemonia sul mondo.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              ” anche tu attribuisci a un dato culturale e di sensibilità collettiva grosse conseguenze”

              Sicuramente.

              Attribuisco anche grosse conseguenze alla mentalità italiana…

              eh no, non si può… sarebbe bello, ma l’articolo 123, comma 12 bis dice che… e se arriva la Corte dei Conti?… vabbè, certo, ma a parte le fantasie, sappiamo benissimo che…”

              Le “mentalità” hanno un peso enorme. Oggi tutti hanno interiorizzato alcuni concetti che hanno un’influenza straordinaria: l’idea di avere il “diritto” a ottenere dei “servizi”, ad esempio, condiziona il rapporto delle persone con tutto il mondo che li circonda.

              Un’altra “mentalità” che trasforma il mondo è l’idea che la vita debba essere “non sentita”: non bisogna mai sentire caldo, freddo, dolore, fatica, attesa, umiliazione.

              Il Diritto all’Anestesia.

              Ma quando mi chiedi perché Nardella emette un provvedimento antiprostituzione, lo so perché lo fa. Poi, perché la società esige un simile provvedimento da lui è un altro discorso.

              • Peucezio scrive:

                ” Poi, perché la società esige un simile provvedimento da lui è un altro discorso.”

                Vabbè, ma la cosa interessante è proprio quella.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Vabbè, ma la cosa interessante è proprio quella.”

                Probabilmente i giornali si rivolgono in questo caso al pubblico delle donne, diciamo alle mamme e alle nonne.

                Che potrebbero essere facilmente indotte a votare a Destra per protesta contro il degrado.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Siamo sempre lì.”

            Il problema è che i politici sono dei parafulmini: sono praticamente impotenti, ma sono in prima fila, e quindi crediamo che loro facciano qualcosa.

            La misura anti-prostituzione parte dai giornali, non dai politici.

            In realtà ci sarebbe da chiedersi perché in Italia, i giornali possano montare un caso “degrado! prostitute! spacciatori!”, che ad esempio in Olanda verrebbe affrontato in modo completamente diverso.

            “Cerchi la droga? Il cannabis shop è laggiù al secondo ponte!”

            “Prostitute? Il quartiere a luci rosse è dopo la chiusa a destra, mi raccomando buttate i preservativi nell’apposito contenitore!”

            “Eutanasia? Bene, il medico riceve mercoledì prossimo”.

            • Moi scrive:

              In Italia resta una secolarizzata / vestigiale mentalità di Stato Etico … gli Atei (che tutti i problemi la gente deve risolverli finché è in vita , che poi non c’è più nulla … ) ancor più degli altri.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Moi

                “In Italia resta una secolarizzata / vestigiale mentalità di Stato Etico”

                interessante… l’Olanda probabilmente è un paese più religioso dell’Italia, ma la fede è una cosa distinta dai problemi pratici della vita, che vanno risolti in maniera appunto pratica, senza alcuna ideologia (nemmeno “laicista” o “statalista”).

              • Moi scrive:

                Già ma quella è una religiosità Protestante che “una volta che sei persona adulta … ti scanti” 😉 ; in Italia c’è un Paternalismo “per il vostro bene” ,anche il DDL Zan “ti educa /rieduca” a NON Misgenderare 😉 come una Tavola di Mosè ! 😉

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Moi

                “Già ma quella è una religiosità Protestante”

                ricordiamo che quasi metà degli olandesi sono cattolici.

                E’ proprio un paese strano, difficilissimo da catalogare!

              • Moi scrive:

                in realtà in Olanda è da quasi mezzo secolo che l’ Ateismo impenna … ma la mentalità dei “Norreni Autoctoni” resta quella.

                La sola “offerta spirituale forte”, cioè che parla di Doveri severi anziché di Diritti “gratuiti” … sembrrebbe l’ Islam.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Moi

                “La sola “offerta spirituale forte”, cioè che parla di Doveri severi anziché di Diritti “gratuiti” … sembrrebbe l’ Islam.”

                E l’Islam in Olanda è il governo turco.

              • habsburgicus scrive:

                @Miguel @Moi
                ricordiamo che quasi metà degli olandesi sono cattolici.

                vero…nella “nuova Olanda” (conquiste del 1629/1648 e successivi) financo la maggioranza
                eccovi una tabella delle percentuale dei cattolici in Olanda ad inizio XIX secolo quando la religione era ancora presa seriamente, da ambo i lati [cattolici e protestanti], tratta in da de Kok 1964 (l’ultima storia anteriore al Concilio, non cronologicamente ma idealmente..de Kok era un cattolico che -oggi più raro di un elefante bianco- ancora aveva orgoglio di sé 😀 😀 )

                Cattolici in 1809, per province (*, ex-Terre della Generalità)
                *Limburg
                159.740, dunque oltre 98 % (su 162.750)

                *Noord-Brabant
                258.350, dunque poco meno di 88 % (su 294.960)

                *Ex-Fiandra degli Stati
                13.500, dunque 45 % (su 30.000) in 1700, c.a 30 % (Sluis, IJzendijke, Aardenburg e Terneuzen mantennero carattere essenzialmente protestante) protestante era la parte occidentale

                Utrecht
                42.160, dunque c.a 39 % (su 107.940)

                Gelderland
                90.310, dunque c.a 36 % (su 248.960)

                Overijssel
                49.620, dunque c.a 35 % (su 143.830)

                Noord-Holland
                100.370, dunque c.a 26 % (su 387.660) 40.030 luterani, 208.825 riformati

                Zuid-Holland
                90.780, c.a 22, 5 % (su 401.240)

                Zeeland
                8830, dunque 11 % (su 80.180)

                Friesland
                16.310, dunque poco più del 9 % (su 172.980) 86.070 luterani

                Groningen
                10.130, dunque appena oltre il 7 % (su 130.890)

                °Ostfriesland
                1970, dunque c.a 1, 6 % (su 126.380)

                Drenthe
                330, dunque meno dell’ 1% (su 44.640) giudei 750, 130 luterani, 40 mennoniti

                Totale escluso Osfriesland
                840.210 (su 2.205.500) cioè 38, 1 % cattolici (55, 4 % riformati; 2, 4 % luterani; 1, 4 % mennoniti; 0, 18 % rimostranti; 1, 80 % giudei)

                Totale esclusi Ostfriesland e ex-Terre della Generalità
                408.624 (su 1.717.977), dunque 23 % cattolici (68 % riformati; 3, 5 % luterani; 1, 8 % mennoniti; 0, 24 % rimostranti; 2, 2 % giudei)

                Nel 1809 (de Kok 1964)
                Zuid-Holland, 22, 64 %
                Noord-Holland, 25, 84 %
                Utrecht, 39, 06 %
                Zeeland, più o meno 20 %
                Friesland, 9, 42 %
                Groningen, 7, 73 %
                Drenthe, 0, 73 %
                Overijssel, 34, 36 %
                Gelderland, 36, 32 %
                Noordbrabant, 87, 58 %
                Limburg, 98, 26 %
                Nederland totale, 38, 10 %

              • habsburgicus scrive:

                in Frisia (Friesland) solo pochi nobili mantennero l’antica fede…si parlava, e in parte si parla, anche un’altra lingua il frisone
                contrariamente alla vulgata, Amsterdam -calvinizzata a forza solo nel 1578- fu a lungo uno stronghold del cattolicesimo (fra i ricchi ! là erano in origine i benestanti a essere papisti a differenza dell’East Anglia dove il ricco mercante era per definizione un puritano fanatico) e anche più tardi fra ebrei, liberi pensatori e cattolici (discriminati) Amsterdam non fu mai del tutto in consonanza con i dettami che parvero trionfare al sinodo di Dordrecht del 1618 che stabilì in teoria il calvinismo puro che in Olanda mai ebbe preminenza completa se non nell’outpost sudafricano dove le Chiese “bianche” ancora ai tempi dell’apartheid [e forse tuttora] si chiamavano Gereformeerde Duitse Kerke et similia

              • Peucezio scrive:

                Il cattolicesimo non c’entra nulla con la legge Merlin, se non forse in un senso molto indiretto.
                Nello Stato Pontificio la prostituzione era legale o comunque pienamente tollerata e Roma era piena di bordelli.

                Tutt’al più si può dire che il cattolicesimo ha rafforzato la mentalità paternalista e protettiva.

            • Miguel Martinez scrive:

              ““Prostitute? Il quartiere a luci rosse è dopo la chiusa a destra, mi raccomando buttate i preservativi nell’apposito contenitore!””

              Precisiamo che sulla raccolta differenziata dei rifiuti, l’Olanda è molto indietro rispetto almeno ai comuni di Firenze, di Livorno e anche di Castrovillari in Calabria.

              Penso che siano più avanti di Lagos in Nigeria, ma non ne sono sicuro.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Hanno i termovalorizzatori, che gliene frega di riciclare?

              • roberto scrive:

                On che senso sono indietro?
                Io quando ci ho abitato (1994) ho visto delle cose che sarebbero fantascienza oggi, tipo due campane per il vetro (bianco e colorato) e non so quante campane diverse per la plastica…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “On che senso sono indietro?”

                A Utrecht la gente mette semplicemente i sacchi dei rifiuti sul marciapiede più o meno davanti casa, niente differenziazione.

                Poi al mercato all’aperto, ho assistito una folata di vento che ha creato una tempesta di migliaia e migliaia di buste di plastica che volevano in aria, per andare a finire in qualche canale.

              • roberto scrive:

                Ma dai!

                La seconda in particolare mi stupisce, appunto già 25 anni fa nessuno usava i sacchetti di plastica per fare la spesa (ho ancora dei sacchi di tela con il logo dell’Università di nimega, gentilmente regalateci all’arrivo in Olanda)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “nessuno usava i sacchetti di plastica per fare la spesa”

                Calcola che ero al “mercato etnico”, due lunghi chilometri di bancarelle, con giovani barbuti che gridavano benedizioni in arabo e raccoglievano fondi per la nuova moschea (araba e antiturca), con quasi tutte le donne non solo con hijab ma anche con quel pesante abbigliamento scuro che va di moda tra i sunniti moderni. C’era anche stato un attentato qualche settimana prima.

                Un bellissimo posto esotico, sembrava di stare in Egitto, inimmaginabile in Italia.

                E lì le buste di plastiche erano ovunque per terra, abbandonate a migliaia. Anche i bancarellari, a mano a mano che spacchettavano le merci, abbandonavano gli imballaggi in mezzo alla strada.

                Cose inimmaginabili, ad esempio a Castrovillari, dove da non residente, non ho potuto trovare un solo cestino, visto che lì devi avere la chiavetta per buttare i rifiuti nell’indifferenziato.

              • Fuzzy scrive:

                Forse la parte più sorprendente della torta energetica del sistema alimentare statunitense è l’enorme quantità utilizzata dalla lavorazione e dal confezionamento degli alimenti. È qui che le grandi aziende come Nestlé, Unilever e PepsiCo traggono la maggior parte dei loro profitti: vendendoci alimenti prefabbricati altamente trasformati in plastica, bottiglie, lattine, involucri e cartoni che non solo richiedono enormi quantità di energia per essere prodotti, ma comportano anche cumuli di rifiuti difficilmente riciclabili.
                https://grain.org/en/article/6688-the-global-food-system-a-waste-of-energy
                (A questo punto direi, non soltanto statunitense).
                Vuoi fare la tua piccola rivoluzione personale? Evita i cibi confezionati.

              • daouda scrive:

                mi date delucidazioni su questo riguardo gli alimenti carnei?

                La distinzione fra ormoni ed alimentazione forzosa nelle batterie di animali dell’impianto industriale e diversa da quelli dei piccoli imprenditori.
                Quindi sani i secondi e debilitati i primi.
                Ok.
                Il problema è nella conservazione degli alimenti stessi ed appunto nel loro “confezionamento”.
                Alcuni dicono che le industrie alimentari hanno talmente tanti controlli che la deviazione e la fregatura è in questa seconda fase difficile ( chiaramente possibile ov còrs ) mentre i piccoli imprenditori e soprattutto i macellari attuano il tutto completamente immersi nella dinamica utilitaristica non potendosi permettere sprechi col rischio che sia più dannosa anche se più buona la carne di questi invece che della grande distribuzione.

                Fatto salvo che non ci avete capito un cazzo, è plausibile?

              • roberto scrive:

                Miguel

                « Calcola che ero al “mercato etnico” »

                Ah, potrebbe essere una spiegazione

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “« Calcola che ero al “mercato etnico” »

                Ah, potrebbe essere una spiegazione”

                Certo, ma solo in parte: nel mercato non c’era lontanamente un vigile, non c’erano contenitori adatti per i rifiuti; e i sacchetti davanti a casa li ho visti nei quartieri “bianchi” di Utrecht.

              • Miguel Martinez scrive:

                Mi ricordo anche della famiglia olandese pura che ci aveva invitati a cena (lui professore universitario), quando chiedevo dove buttare varie cose… “noi in Olanda mettiamo tutto insieme”.

              • roberto scrive:

                Pazzesco che siano cambiati così tanto…vabbè sai che per me da quelle lande desolate non viene nulla di buono, un argomento in più per guardarli male

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma potrebbero benissimo avere duecento campane tutte vuote. Anzi, una raccolta differenziata molto complicata è perfetta per chi non la fa…
                Comunque dai dati che pubblica l’Agenzia Europea per l’Ambiente, l’Olanda ricicla poco più della media italiana e molto meno della media delle regioni dell’Italia del centro-nord.

              • PinoMamet scrive:

                Mi trovo pericolosamente spesso d’accordo con Mauricius (e Francesco, ma Francesco non è una novità, ho coniato l’OMDAF originale apposta…)

                in effetti quando abitavo a Roma avevamo la differenziata, esattamente come qua;
                la differenza è che colà nei cassonetti ci trovavi anche il water e mezza Vespa…

              • roberto scrive:

                “ Ma potrebbero benissimo avere duecento campane tutte vuote.”

                Quando ci sono stato io erano super ligi a usare tutte le campane, anzi era uno dei loro ditini imparatori preferiti

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              “La misura anti-prostituzione parte dai giornali, non dai politici.”

              Ma certo! Io mica ce l’ho coi politici.
              Devo dire che comunque l’establishment coi suoi giornalisti decerebrati è moralista ovunque, ma a Milano una simile ordinanza non è stata fatta.

              L’Olanda credo ormai rischi di diventare un’eccezione.
              In Francia, il paese del Moulin Rouge e della spregiudicatezza parigina, la prostituzione è diventata reato anche per il cliente. E si va sempre di più in questa direzione un po’ ovunque.
              In Italia c’è un forte paternalismo di stato quindi si è fatto prima.

      • habsburgicus scrive:

        @Peucezio @Miguel
        E le “ordinanze antiprostituzione” restano necessariamente senza seguito”

        prendo spunto da questo, anche un po’ O.T (ma resta il collegamento con la fruizione di prestazioni sessuali)
        non trovate che una vera sinistra, anziché propugnare tali mezzucci (che al limite colpiranno solo il fiorentino “povero” e non il ricco che può rivolgersi a ben altra offerta al riparo da ogni ordinanza, volendo ?) dovrebbe spingersi nel tema più a sinistra di Lin Piao (ora Biao) 😀 😀 e sostenere il diritto al sesso di qualità per tutti inclusi i diseredati ? 😀 😀 😀
        eh sì, perché fra gli innumerevoli “privilegi” dei capitalisti -denunciati da Marx-Engels-Lenin-Stalin-Mao – c’é anche la (facile) disponibilità di tantissima f..a 😀 😀 insomma il ricco, anche se agé, può avere una modella, più o meno tr..ia 😀 al giorno laddove il povero, specialmente se non più fra i ventenni, non l’avrà mai tranne casi eccezionali che per definizione non fanno statistica 😀 e mi stupisco che la sx estrema lo trovi giusto 😀 una vera sx dovrebbe lanciare lo slogan “una modella per tutti i proletari” 😀 😀 😀 non trovate ? 😀 una sorta di “eguaglianza nella f.” 😀

        • 'Alam al-Mithal scrive:

          Oh no. A sinistra c’è anzi un certo disprezzo per queste categorie se non rientrano in un gruppo vittimistico. Assomiglia molto ad un disprezzo verso la “white trash” e altri simpatici termini classisti. C’è la questione, direttamente collegata, degli “Incel”, che non capisco benissimo, ma sembra una delle alienzioni contemporanee. Ecco “a sinistra” quando mi sono imbattuto, non troppo spesso, in gente che parlava di questa cosa, quello che prevaleva non era tanto la volontà di comprensione per le radici di un fenomeno sociale di alienazione quanto il disprezzo per “quegli sfigati” che vorrebbero pure il privilegio (sic) di non rimanere soli. Per il resto, delle forme che prende questo fenomeno oltre la base di partenza, l’isolamento e la relativa alienazione, capisco poco.

          • PinoMamet scrive:

            Concordo.
            Ho persino l’impressione che molti sedicenti di sinistra non vedano l’ora di sfogare il loro disprezzo verso qualcuno.
            Qualcuno da disprezzare ci vuole, e tutte le categorie solite sono off limits per la sinistra.

            Ecco che fanno comodo quattro disgraziati con problemi di alienazione, che meriterebbero un’attenzione diversa.

            Poi c’è da mettere in conto il meccanismo della guerra tra poveri: molti femministi e SJW sono dei morti di figa, puri e semplici.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Gli Incel sono degli idioti: basterebbe per loro definirsi “aromantic” e rientrerebbero tra le categorie lgbtqestc.

        • Moi scrive:

          In Cina NON hanno avuto un Femminismo “di vento Anglosassone” (come dicono loro 😉 …) che criminalizza il Desiderio Maschile e che, come dice giustamente Peucezio, reinterpreta l’ intabarramento 😉 Islamico come “Negarsi al Desiderio Maschile”.

      • Francesco scrive:

        >>> Chi si avvantaggiava del proibizionismo negli USA?

        beh, pare che uno dei primi finanziatori delle campagne per il proibizionismo fosse un grande imprenditore, che non voleva operai ubriachi incapaci di lavorare e clienti che si erano bevuti i soldi e non compravano

        pare si sia pentito quasi subito

        pare anche ci fossero i responsabili dei reparti degli ospedali che dovevano curare gli effetti dell’alcolismo

  10. Peucezio scrive:

    Miguel,
    il mio amico medievista mi spiegava le differenze fra i comuni lombardi (lato sensu) e quelli toscani e come (dirò qualche imprecisione da non specialista, ma il succo è questo) i comuni di popoli di area tosco-emiliana fossero molto più “statalisti”, votati a un controllo strettissimo della società e del contado, rispetto alle strutture molto più lasche e pluraliste di quelli lombardi, dove la vecchia aristocrazia non viene mai del tutto estromessa e il potere è più composito e meno efficiente e opprimente.

    A Milano, governata da un’amministrazione di centro-sinistra coem Firenze, non hanno mai fatto controlli per il coprifuoco, a nessun orario, nessuno si sognerebbe di emanare ordinanze analoghe a quelle fiorentine, anzi, non ci sono mai state chiusure di aree della città; insomma, si ha l’impressione nettissima di un’applicazione molto blanda delle restrizioni. Perfino nei periodi di confinamento c’è stata una relativa tolleranza della prostituzione di strada (un mio amico mi raccontava di una sua amica prostituta albanese fermata da un carabiniere, di palese origine meridionale, che però non l’ha neanche multata ma le ha detto di stare attenta perché il covid è pericoloso; lei nel suo italiano imperfetto gli ha risposto: “io credevo che napoletani come albanesi, non hanno paura di niente”).

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Hanno centri completamente diversi Milano e Firenze e la movida milanese non è confinata al “centro storico” vero e proprio. Anzi, il “centro storico” milanese è stato ampiamente ricostruito in tempi molto recenti, per cui della città antica resta qualche monumento qua e là.

      • Peucezio scrive:

        Mauricius,
        lo dici a me?
        Ma i Navigli sono un budello.
        Stessa cosa Brera e Corso Como. E con l’Arco della Pace stiamo là, né Porta Romana e adiacenze sono troppo diverse.
        Anzi, semmai, proprio per il motivo che hai detto, è la parte più centrale del centro storico, Piazza Duomo, via Larga, San Babila, ad avere spazi più larghi, mentre le zone della “movida” milanese hanno caratteristiche urbanistiche da centro storico, pur essendo tecnicamente non tutte tali (ma Brera è interna persino alla cerchia dei Navigli, quindi fa parte in pieno della città medievale, nemmeno di quella cinquecentesca e comunque i Navigli erano già in parte edificati, extra moenia – a Milan se dis “foeura del dazzi” -, in epoca d’Ancien Régime).

        Non vedo differenze sostanziali rispetto a Firenze da questo punto di vista.
        D’altronde se avessi visto i Navigli come io li sto vedendo queste sere capiresti cosa sto dicendo.

        E comunque in piazza Duomo non ci sono i giovani la sera, ma c’è la gente comune (moltissimi turisti, immigrati, italiani che “vengono giù con la piena”) di giorno, che si accalca.
        C’è stata persino la festa dei tifosi dell’inter dal Duomo per via Dante fino in Cairoli e non è stata in nulla impedita.

  11. Moi scrive:

    @ ANDREA DI VITA

    Anche la vera (!) Storia dei Sami (Vulgo “Lapponi” …) in Scandinavia (prima chi li facessero diventare i simpatici Elfetti Aiutanti di Babbo Natale 😉 …) è poco nota !

    … Ancor meno quella degli Jenisch in Svizzera (forse lameno nota in assoluto, di quel genere “eugenetico” …) !

  12. Miguel Martinez scrive:

    Per quelli che trovano noiosa la meteorologia, Meteo.it ci aggiorna:

    VARIANTE DELTA: ‘in ITALIA ci sarà un’IMPENNATA dei CASI, VACCINIAMOCI TUTTI’. Le parole di PREGLIASCO

    Meteo: PROSSIME ORE sempre più ROVENTI, ma dal POMERIGGIO GROPPO TEMPORALESCO su almeno 2 regioni.

    NUOVA SETTIMANA, già da Lunedì FORNO ITALIA, poi Violenti TEMPORALI e Rischio TROMBE D’ARIA.

    1-15 LUGLIO: furiosi TEMPORALI verso l’Italia, le aree più a rischio prima del ritorno del BOOM CALDO

    TEMPERATURE, sta per tornare il CALDO TROPICALE, picchi di 46°C.

    è DELIRIO, dal CALDO RECORD al BURIAN, passando per la Folle Estate 2021, TUTTI PAZZI per ILMETEO

  13. 'Alam al-Mithal scrive:

    L’ateismo non è affatto immune ai cortocircuiti moralistici, tutt’altro, specie quello che diventa para-religioso. Credo che tenda a prendere la tendenza moralistica del paese in cui si sviluppa, che può risentire di più influenze, anche se ci sono guazzabugli come la miscuglia tra moralismo nostrano e quello statunitense importato.

    Riguardo il ruolo delle idee e dei mondi interiori nella storia, visto che tu, Miguel, e Moi collezionate orrori, mai sentito di questo?

    https://www.britannica.com/topic/analytic-philosophy/Eliminative-materialism#ref843301

    https://www.britannica.com/topic/Western-philosophy/Logical-positivism#ref923026

    https://plato.stanford.edu/entries/materialism-eliminative/

    Perfetta ideologia per la società attuale. E perfetto esempio di Zeitgeist, visto che viene preso sul serio.

    • 'Alam al-Mithal scrive:

      il miscuglio, non la miscuglia

    • Francesco scrive:

      non capisco, per quel che può interessare, come abbia fatto ad avere seguito Cartesio

      figurati questi che portano la Filosofia-come-sega-mentale a potenze astronomiche!

      ciao

      • 'Alam al-Mithal scrive:

        Già. Dal punto di vista della “logica interna” si sono messi in una botte di ferro: i processi, gli stati mentali e la coscienza sono illusioni che accompagnano il movimento interno del cervello, ergo non può esistere la sega mentale. Alto livello. L’assurdo è che questa roba viene presa sul serio anche se non regge, al mi là di esercizi da campionato di arrampicata dugli specchi, neanche alla semplice domanda “cosa/chi è che viene illuso?”. Senza neanche arrivare al resto delle obiezioni.

        • Francesco scrive:

          sì ma la logica interna come esime da non aver premesse del cazzo?

          se io parto con “tutti i negri sono crudeli criminali irredimibili” posso poi logicamente giustificare qualsiasi cosa venga fatta ai negri

          ma è la premesse che fa schifo

          • Moi scrive:

            se io parto con “tutti i negri sono crudeli criminali irredimibili” posso poi logicamente giustificare qualsiasi cosa venga fatta ai negri

            ——–

            oppure sparare a vista appena ne vedo uno, per prevenire.

            Due opzioni opposte , ma che seguono lo stesso principio che vi ostinate 😉 a definire “logico” 😉 !

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            Infatti. Una cosa, una teoria, un sistema filosofico può essere logicamente coerente all’interno ma non avere poca o nessuna relazione di verità con la realtà; può anzi diventare solipsistico e autoreferenziale. E delirante, come in questo caso. Ho postato il link perchè è uno dei segnali più evidenti del pesante degrado della filosofia accademica, o almeno di una parte di essa ma una parte non piccola, specie quella che flirta troppo con certe derive delle neuroscienze. Come dici, sono proprio le premesse ad essere bacate. Ma questo sarebbe l’abc di una filosofia anche solo decente.

    • Moi scrive:

      A livello di elaborazione teorica NON lo conscevo … MA mi sa che le “applicazioni pratiche” (che sono poi ciò che m’ interessa davvero …) le ho già viste !

  14. daouda scrive:

    In similitudini judeorum:

    “La vittoria in guerra dipende solo dalle capacità acquisite durante l’addestramento, le sole che la renderanno certa. Constatiamo difatti che i romani dovettero la conquista del mondo a nessun’altra cosa che all’osservanza di una rigida disciplina nei suoi campi ed all’instancabile coltivazione delle dottrine inerenti la strategia. Senza queste che possibilità potevano mai avere i numeri delle armate romane contro le moltitudini furiose dei galli? O quale successo avrebbe potuto ottenere la loro piccola statura rispetto a quella prodigiosa dei Germani? Noi siamo stati sempre inferiori agli africani nell’arte dell’inganno e degli stratagemmi. E i greci, indubbiamente, erano di gran lunga superiori a noi nelle arti. Ma nonostante tutti questi svantaggi i romani opposero un’inusuale cura nella scelta delle loro leve e nel loro addestramento militare. Avevano compreso l’importanza del rendersi abili ed idonei continuamente in pratica e in postulato, dunque nello strenuo addestramento ad ogni imprevisto. Nessuno difatti ha paura di realizzare ciò che ha ben imparato.”

    Flavio Publio Vegezio Renato

  15. Moi scrive:

    … E dire che i Mounties han divise così ridicole ! 😉

    • PinoMamet scrive:

      Però sono carine dai! Scopro da internet che: sono fatte su misura e costose (specialmente gli stivali);
      Non vengono indossate nella comune attività ma solo per occasioni speciali
      Peccato!

      • Moi scrive:

        … ma perché la parte alta dei bragoni si rigonfia con effetto cosce deformate ?

        Il cappello è simile a quello Boy Scout, suppongo che un’ origine remota comune vi sia.

      • PinoMamet scrive:

        Entrambe le cose derivano dal fatto che si tratta, in teoria, di “truppe montate” (a cavallo), come dice anche il nome.
        In francese è appunto la Gendarmeria reale del Canada, che è un altro modo di dire la stessa cosa.

        I pantaloni sono una forma stilizzata dei “jodhpur” da equitazione, e il cappello è esattamente quello dei boy-scout, ma anche quello dell’esercito americano fino alla prima guerra mondiale (compresa), di quello neozelandese, dei gurkha ecc. ecc., cioè… un cappello a tesa larga, che poi ognuno si piegava a modo suo, in diversi modi non regolamentari poi diventati tradizionali.
        Da regolamento sarebbero dovuti rimanete intonsi con la “cupola” tondeggiante, come quelli degli Alpini (in teoria). che tra l’altro sono strettamente imparentati.

        • Lanzo scrive:

          Entrambe le cose derivano dal fatto che si tratta, in teoria, di “truppe montate” (a cavallo) – Infatti sono comunemente chiamati “mounties”.

  16. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Ma il Giovin Iraniano tuo amico, non ha detto nulla sulla Vittoria di Raisi e del suo conflitto VS Biden “Che NON è Trump” 😉 ?

  17. Moi scrive:

    Un “inedito” Federico Rampini diffida di BLM

    https://www.youtube.com/watch?v=DpJ7XiOiwAY

  18. daouda scrive:

    Ma il referendum svizzero pro ambientalista che fine ha fatto?

  19. Moi scrive:

    Referendum in Svizzera: bocciata la Legge CO2. Quando la democrazia diretta ti mette nei guai

    http://www.vasroma.it/referendum-in-svizzera-bocciata-la-legge-co2-quando-la-democrazia-diretta-ti-mette-nei-guai/

    … ha fatto tipo la Brexit ? 😉

    • Fuzzy scrive:

      Di Vita
      Raddoppiano i costi delle pale eoliche?
      Ne installi un decimo, di piccole dimensioni, magari in legno, nel cortile. Se c’è il vento.
      Guarda invece cosa succede con la carne
      https://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/start-up-americana-crea-in-laboratorio-bistecche-e-hamburger-per-salvare-gli-animali-e-il-pianeta/
      Qui capita il contrario.
      Crollano i prezzi della carne coltivata in laboratorio.
      Si leggono notizie francamente da verificare

      • Francesco scrive:

        scusa ma che cortile devi avere per installarci delle pale eoliche sensate?

        che le girelle dei bambini vanno bene ma non mi pare producano energia elettrica

        e rimane quel “se c’è vento” che mi riporta troppo a quando si faceva il raccolto “se piove”

        gradirei uno stato di civilt à in cui quel “SE” non è più rilevante

        ciao

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ fuzzy

        “se c’è vento”

        🙂 🙂

        Nessuno si mette a rischio di spegnere i macchinari e perdere un’ordinazione perché domani può non esserci vento!

        Finché chi parla di rinnovabili ragiona col “se c’è vento” gli unici a guadagnarci saranno a) quelli che prendono sovvenzioni per installarle b) i pubblicitari che fanno greenwashing.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Fuzzy scrive:

          Ma io credo che nessuno possa pensare di mantenere in funzione tutto l’attuale sistema industriale con le rinnovabili. Ma nemmeno con il nucleare o con il gas. Di fatto quello che servirebbe per l’industria sarebbe il solito carbone. Ma inquina. E poi pare sia una risorsa non più così conveniente da estrarre.
          Parte del sistema industriale, si potrà salvare. Quanta parte? Un quarto? Un ottavo? Cosa è veramente utile e cosa è superfluo?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ fuzzy

            “superfluo”

            Anche restasse solo il 10% di un settore che consuma i quasi i quattro quinti dell’energia totale, non cambierebbero i termini della questione.

            La sola Italia produce da 327 a 330 TWh elettrici in un anno, corrispondenti grosso modo a 33 GW elettrici di potenza erogata.

            Il più grande impianto del mondo per l’accumulo di energia elettrica ce l’ha Elon Musk in USA e gestisce 300 MW elettrici, cioè 0,3 GW elettrici.

            Ci vorrebbero centodieci impianti del genere solo per l’Italia.

            Facciamolo, dici?

            Un pacco di batterie della Tesla immagazzina un po’ meno di 0,4 KWh elettrici e richiede all’incirca 1 Kg di litio. La produzione annuale di litio nel mondo è di 15 milioni di tonnellate. Fanno circa 6 TWh elettrici.

            Ci vorrebbe una produzione di litio cinquantadue volte superiore a quella attuale solo per l’Italia.

            Non è riducendo del 10% il fabbisogno che risolvi il problema.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • fuzzy scrive:

              Infatti, io intendevo non ridurre di un decimo, ma lasciare un decimo (come ipotesi estrema nel tempo).

              Il nucleare così com’è attualmente non mi va, vedremo gli sviluppi futuri. Ma attualmente mi pare copra poco più del 6% del fabbisogno energetico mondiale. E che ci fai?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                Anche lasciando un decimo, non cambia nulla. Stiamo comunque fuori di un bel po’.

                Quanto alle rinnovabili, più della metà della loro fetta le rinnovabili le devono all’idroelettrico. In Cina hanno appena inaugurato il secondo impianto idroelettrico del mondo (16 GW elettrici). Il primo è sempre in Cina, la duca delle Tre Gole (22 GW elettrici). Alla faccia della difesa dell’ambiente…!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                La maggior parte dei discorsi sulle energie rinnovabili è rivolta alla produzione di elettricità. Tuttavia, la maggior parte dell’energia di cui abbiamo bisogno è il calore

                Circa il 30% della domanda di calore industriale in Europa è inferiore a 100 °C (212 °F), che potrebbe essere fornita da collettori piani disponibili in commercio (< 80 °C) e collettori a tubi sottovuoto (< 120 °C) attualmente utilizzati per scopi.

                Un altro 27 percento della domanda di calore industriale richiede temperature medie (da 100 a 400 °C o da 212 a 752 °F), che potrebbero essere raggiunte da versioni migliorate di questi collettori (fino a 160 °C, vedere questo documento ) e da pannelli solari disponibili in commercio tecnologie di concentrazione oggi maggiormente utilizzate per la produzione di energia elettrica: canali parabolici, piatti parabolici e collettori Fresnel a concentrazione lineare.

                Ciò significa che almeno il 57 percento della domanda di calore nell'industria europea (o quasi il 40 percento della domanda totale di energia industriale) potrebbe essere coperta da una tecnologia disponibile e conveniente utilizzando una fonte di energia rinnovabile inesauribile che non presenta alcuno svantaggio ecologico. I costi di capitale (e l'energia incorporata) di questo sarebbero molto inferiori rispetto alla sostituzione di una quantità simile di energia da combustibili fossili con pannelli solari o turbine eoliche. E, naturalmente, potrebbe essere fatto ovunque, non solo in Europa.

                https://www.lowtechmagazine.com/2011/07/solar-powered-factories.html

                Questo per quanto riguarda l'industria.
                Di questo abbiamo già discusso.
                Le alte temperature sono il vero problema, su questo settore bisognerebbe applicare il risparmio energetico producendo meno merci che le richiedono e le innovazioni tecnologiche.
                E inoltre non ci si dovrebbe fissare troppo su una fonte energetica piuttosto che un'altra.
                Grosso modo, per quello che ho capito.
                Non rileggo. Casomai poi correggo se ho sbagliato a scrivere.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “concentrazione”

                Mah.

                In Azienda sul solare a concentrazione ci abbiamo lavorato.

                Seicento metri di specchi di cinque metri di larghezza con una lavorazione meccanica di precisione a livello dell’industria nucleare (se no i sali fusi ti grippano le flange) e non arrivi a raccogliere 6 MW termici.

                Un bruciatore a metano grande quanto un essere umano di MW termici ne produce 80.

                E indovina quale dei due sistemi richiede più energia per la manutenzione?

                (E poi: da quando in qua se un fornitore non riesce a soddisfare le esigenze del cliente è il cliente che deve modificare le sue esigenze?)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Ma si, il solare a concentrazione per produrre elettricità e poi con l’elettricità il calore, nella sua assurdità mi fa ripensare a questo

                La centralizzazione della produzione industriale negli ultimi due secoli ha portato a una centralizzazione del potere politico, e tale centralismo è utilizzato per cercare di costringere anche la transizione rinnovabile ad essere centralista. Ma la Natura non può essere smentita, e se l’energia rinnovabile viene distribuita, non sarà possibile centralizzarla. Intraprendere qualcosa di impossibile non lo farà, ma può farci crollare come società

                https://crashoil.blogspot.com/2021/04/centro-versus-periferia.html?m=1

                Già discusso anche di questo.

              • Fuzzy scrive:

                Segue da già discusso anche di questo…
                Centralismo metropolitano.
                Firenze. Ci sono passato alcuni anni fa. Un piccolo centro storico con intorno un bordello infinito.
                Ma che roba è?
                Bologna, città di mmerda, come dice il commissario Coliandro.
                Ma siamo impazziti?
                Via, fuori. Deflusso dal centro verso la periferia. Incentivare il ripopolamento degli appennini. O delle campagne limitrofe.
                Città di queste proporzioni non sono sostenibili ancora per molto tempo.

              • Francesco scrive:

                vivendo a Milano, pensando a Parigi, Berlino, Londra, neppure al Cairo e Città del Messico, queste tue idee su villaggetti come Bologna e Firenze mi fanno un pò sorridere

                non è che hai dei trascorsi nei Khmer Rossi?

              • Fuzzy scrive:

                Roma antica aveva circa un milione di abitanti.
                Mantenerla richiedeva le risorse di tutto un impero.
                I khmer rossi mica incentivavano il trasferimento nelle campagne. Deportavano.
                Ma tutto quello che ne so è il ricordo di un vecchio film che ho visto da giovane.

              • Francesco scrive:

                fuzzy

                non per fare il bastian contrario ma Roma antica era una delle metropoli dell’Impero, smise di esserne la capitale, sospetto che ci fossero parecchie città con molti abitanti

                e che il trasferimento di risorse avesse limiti oggettivi molto stringenti

              • Fuzzy scrive:

                Francesco
                Bastian contrario

                Non preoccuparti per non essere d’accordo con il sottoscritto. È che sostengo delle posizioni che urtano chi vorrebbe tutto prevedibile e normale.
                Tornando alla questione dell’urbanizzazione dice Rifkin che peraltro molti considerano poco più che un cialtrone, che è un’istituzione sociale relativamente nuova, risalente all’inizio dell’impiego dei combustibili fossili.
                Le antiche città non potevano basarsi su alimenti provenienti da molto lontano.
                Alla fine del sedicesimo secolo la maggior parte delle città europee ospitava meno di ventimila abitanti.
                L’unico ben noto esempio che si incontri nella storia e che faccia eccezione a queste limitazioni è l’antica città di Roma.

                In un certo senso si era dovuto rapinare tutto il mondo allora conosciuto.
                Sistematico saccheggio del vicino Oriente, dell’Egitto e del Nordafrica.
                Più la città cresceva più richiedeva rapporti energetici. Disordini. Strutture pubbliche per affrontare i vari tipi di caos.
                I canali di approvvigionamento garantiti dall’esercito diventarono così impraticabili che i militari consumavano più energia di quanta ne riportassero alla città.
                Gli schiavi diventavano troppo costosi da nutrire e da alloggiare.
                Burocrazia mastodontica.
                Roma, dopo la caduta dell’impero, contava appena trentamila abitanti.

              • PinoMamet scrive:

                Mmm

                se non ricordo male Alessandria d’Egitto in epoca romana aveva una popolazione stimata di 500.000 abitanti.

                Al suo apice, leggo, l’impero romano doveva avere 60-70 milioni di abitanti.
                Mica pochissimi…

                tra l’altro, concentrati soprattutto nell’area orientale e mediterranea, oltre che in Italia.

                La Grecia, nella parte orientale, mi pare facesse un po’ eccezione (non si era mai ripresa dall’ormai remota guerra del Peloponneso e si era dissanguata mandato coloni ovunque e ancora in epoca ellenistica).

              • PinoMamet scrive:

                “Le antiche città non potevano basarsi su alimenti provenienti da molto lontano”

                dipende dal tipo di alimenti.

                Le granaglie possono essere trasportate da molto lontano, e così i prodotti essiccati.

                Lo stesso per il vino.

                Ma anche per la frutta fresca, non esagererei con il “chilometro zero” nel mondo antico 😉

                (è famosissimo l’episodio dei fichi cartaginesi…)

                Roma dipendeva moltissimo dall’Egitto e dal Nord Africa per il grano delle frumentationes, ma tra gli alimenti distribuiti gratuitamente alla plebe c’era anche la carne di maiale, verosimilmente conservata e lavorata
                (il che probabilmente è una delle cause remote della diffusione degli insaccati di maiale in Italia e in Europa).

                L’impero britannico dipendeva dall’India per una quantità enorme di cose, non solo per il thè…

                è soprattutto questione di avere un efficiente mezzo di trasporto (e una forza militare che lo garantisca):

                per Roma erano le strade e la navigazione mediterranea, per Londra era la flotta militare e i veloci clippers.

              • Fuzzy scrive:

                Pino Mamet
                Babilonia 500.000

                Mah, Rifkin scrive 100.000.
                Londra oltre un milione di abitanti ma nel 1820 dopo la rivoluzione industriale.
                Una tipica area urbana di un milione di abitanti richiede una fornitura giornaliera di 2 milioni di chilogrammi di alimenti.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Roma, con i suoi 800 mila abitanti (al milione ci credono sempre meno storici), importava grano, soprattutto da Egitto e dall’A. proconsolare (soprattutto dopo che Costantinopoli iniziò a drenare il grano egiziano).
                Il motivi principale, però, era che in Italia l’aristocrazia aveva impiantato nelle proprie terre colture pregiate (vite, olivo…), per cui non si può escludere che, coltivando intensivamente l’Italia a grano (soprattutto Campania, Calabria e Sicilia, che poi furono le terre da cui la Roma di Teodorico avrebbe l’annona), Roma potesse alimentarsi senza andare a prendere risorse da troppo lontano.
                Però sfamare la plebe avrebbe significato impoverire l’aristocrazia senatoria, che quindi sarebbe andata a cercare entrate altrove. E magari preteso esenzioni fiscali (l’Italia non pagava tasse imperiali: l’I. annonaria si limitava a foraggiare i soldati di stanza, l’I. suburbicaria nemmeno quello) in province più interessanti per il fisco.

              • PinoMamet scrive:

                “Babilonia 500.000”

                No, Alessandria!

              • Fuzzy scrive:

                Già, Alessandria.
                Mai scrivere di fretta, fuzzy.

              • PinoMamet scrive:

                Boh, nel tuo link dice 350.000.

                Ovviamente è difficile fare stime per quel periodo storico, ma non sono proprio pochini dai.

              • Francesco scrive:

                Rifkin? in effetti nella mia testa è catalogato alla categoria “cialtroni” ma anche “mai letto nulla di suo” per cui è un giudizio molto superficiale.

                Ammetto che l’ultimo pensatore di sinistra a cui do un buon voto è Karl Marx 🙂

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ fuzzy

            “nucleare”

            La Francia (non il Malawi) manda avanti il 72% del suo intero fabbisogno energetico col nucleare.

            E produce un po’ meno CO2 pro capite dell’Italia, che pure ha un PIL inferiore.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Quota che progressivamente sta calando. Deve essere che i francesi sono diventati stupidi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mauricius tarvisii

                Più che stupidi, possono permettersi di dormire sugli allori.

                Loro.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  20. Miguel Martinez scrive:

    La vita al cardiopalma del meteorologo:

    da ilmeteo.it

    Meteo: PROSSIME ORE ROVENTI, ma entro STASERA ESPLOSIONE di TEMPORALI INTENSI su DIVERSE REGIONI. Zone a RISCHIO

    PROSSIMI GIORNI, Mercoledì APICE della CANICOLA, poi entro Venerdì sempre più TEMPORALI e GRANDINE

    : 1-10 LUGLIO, RIAPPARE lo SPETTRO del CALDO ESTREMO dopo i RABBIOSI TEMPORALI! Le AREE in PERICOLO

    TEMPERATURE: SUPER CALDO ancora per qualche GIORNO, poi CROLLO TERMICO, fino a 10°C in MENO!

    ESTATE, PREVISIONI FOLLI per i PROSSIMI MESI! La TENDENZA per AGOSTO nel cuore delle VACANZE è SCONCERTANTE

    la Nuova MAPPA Aggiornata del RISCHIO TORNADO in ITALIA

    è DELIRIO, dal CALDO RECORD al BURIAN, passando per la Folle Estate 2021, TUTTI PAZZI per ILMETEO

  21. Miguel Martinez scrive:

    Per gli appassionati della castrazione, del taglio delle tette e dei falli finti, e altro:

    https://www.alignsurgical.com/

    Notevole anche la “vagina preserving phalloplasty”

    https://www.alignsurgical.com/non-binary/vagina-preserving-phalloplasty/

    e la “nullification”

    C’è anche la Monsplasty, che non conoscevo:

    “What is Monsplasty?

    After undergoing phalloplasty or metoidioplasty with scrotoplasty, the scrotum may hang between the legs due to an excess of sagging skin and an enlarged pubic mons. When this is the case, a monsplasty, or “pubic lift,” will help to contour the genital area, lifting the phallus out from between the legs. Monsplasty presents minimal risk to the client and can usually be completed in just under an hour. It can be performed in tandem with penile or testicular implants about six months after phalloplasty.”

    • Miguel Martinez scrive:


      How Does Vagina-Preserving Phalloplasty Work?

      Many patients who choose to undergo phalloplasty are under the impression that vaginectomy is a requirement, but this is not necessarily the case. For patients who are uninterested in undergoing urethral lengthening as part of their phalloplasty procedure, vaginal preservation is an option, which enables the patient to preserve their vagina and even their uterus, alongside a newly-constructed phallus.

      Vagina-preserving phalloplasty is an exciting non-standard gender affirmation surgery that can enable nonbinary patients and transmen to enjoy the gender identity of their choice, bridging the gap between the way you feel on the inside and the way you look on the outside. Reach out and set up your consultation to learn more about what this non-standard gender confirmation surgery can do for you today.”

      • Miguel Martinez scrive:

        Non-Binary Top Surgery Non-Binary Top Surgery

        HomeNon BinaryNon Binary Top Surgery

        Non-Binary Top SurgeryNon-Binary Top Surgery

        Many non-binary individuals struggle to feel at ease in their own bodies. On top of this, our cultural and societal understanding of genderqueer identity provides little support for those who wish to undergo transitional procedures.

        At Align Surgical Associates Inc., our team of trusted, compassionate plastic surgeons is excited to assist you on your journey towards authenticity and self-congruence. Non-binary top surgery can remove feminine breasts, recontouring the chest wall to create an aesthetic that better matches your gender identity.
        What is non-binary top surgery?

        Some non-binary individuals do not wish to undergo hormone therapy, so top surgery may be the only procedure that they pursue in terms of their transition. Non-binary top surgery may involve bilateral mastectomy as well as nipple and areola reconstruction to achieve a flatter chest more in line with the patient’s self-image.

        Surgery is customized to your wishes, as discussed during your private consultation with our team. Factors such as the amount of available breast tissue, the degree of breast ptosis, the quality of skin elasticity, and your anatomical measurements will all play a role in formulating the best plan for your surgery.

        • Moi scrive:

          Tutti fenomeni genuini che avvengono spontaneamente … NON esiste alcuna “Lobby” 😉 !

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            Sarebbe interessante sapere se ci sono, e quali sono, i costi ecologici di queste tecniche. Ad occhio, tra materiali per protesi, apparecchiature, energia dovrebbero essercene. Ma se sono notevoli o relativamente “sostenibili” non saprei. Sarebbe interessante saperlo, più che per i non moltissimi trans che non credo impattino granchè, nell’ottica dell’espansione verso nuovi mercati (ancora di più e ancora più invasiva intendo) della chirurgia plastica-estetica-in-senso-ampio.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Ogni volta che si guarda all’impatto di un’attività umana si deve guardare all’impatto della alternativa: come ammazzerebbe il tempo che non dedica all’intervento chirurgico il mancato operato? Andrebbe in vacanza in aereo?

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                Potrebbe anche andare in giro a bruciare copertoni. O a salvare orsetti lavatori. Mi sa che in questo caso le alternative sono quasi quante le persone coinvolte.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Potremmo usare una media. Il passatempo chirurgico consuma più o meno della media giornaliera riferita ai giorni in cui si svolge?

  22. Moi scrive:

    Immaginario : Birra Vs Coca-Cola … qual è la Bevanda dello Dimònio ! 😉

    https://www.tuttosport.com/news/calcio/euro-2020/francia/2021/06/16-82703747/pogba_imita_ronaldo_via_la_birra_in_conferenza

    Pogba “imita” Ronaldo: via la birra in conferenza
    Dopo CR7 e la Coca Cola, è il turno del centrocampista francese che allontana la bottiglia dal tavolo

    __________________________________________

    https://www.calciomercato.com/news/ronaldo-cancella-la-coca-cola-pogba-la-birra-eppure-guadagnano-a-84304

    Ronaldo cancella la Coca-Cola, Pogba la birra:

    eppure guadagnano anche grazie agli sponsor

  23. Moi scrive:

    Allora : Ronaldo “ce l’ ha su” con la Coca-Cola per “Salutismo”

    https://www.minutidirecupero.it/cristiano-ronaldo-coca-cola.html

    Pogba perché da Musulmano NON voleva alcolici davanti a sé … che non metteranno più per giocatori come lui.

    https://www.gazzetta.it/Calcio/Europei/25-06-2021/europei-uefa-via-birra-conferenze-giocatori-musulmani-4102272146064.shtml

    • PinoMamet scrive:

      A dire il vero credo che sia davvero un atto dovuto (ma mi correggeranno i giurisperiti del blog) e sono anche convinto che si concluderà il tutto con una archiviazione, visto che il poliziotto ha agito in modo professionale e allo scopo di limitare i danni.

      Il video dell’accaduto è stato analizzato dall’impagabile Cicalone Simone, ma in maniera più approfondita da tal Manuel Spadaccini che credo sia un tale che si occupa di sicurezza/autodifesa/robe simili:
      https://www.youtube.com/watch?v=mslq_P-08LY

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Perché nei guai? Se c’è un cadavere non si deve capire come è morto per dire se il poliziotto ha fatto bene o male? O decide Moi sulla base di quello che ha letto sul webbe?

      • PinoMamet scrive:

        Ma non c’è un cadavere, il poliziotto ha sparato alle gambe e il tale è vivo in ospedale.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Tra l’altro. Ma in generale non riesco a capire perché ogni volta che c’è un fatto come questi, pure con un morto di mezzo, se qualcuno cerca di accertare cosa sia successo realmente si parla di “guai” se non di persecuzione.

          • roberto scrive:

            Beh direi che essere sotto indagine non è mai piacevole….

            • Francesco scrive:

              Sì ma c’è scappato il ferito (questa volta non il morto)

              Un minimo di indagine mi pare opportuno

              • roberto scrive:

                Si certo, ci mancherebbe altro!

                Voglio solo dire che effettivamente sono guai per il poliziotto che comunque bene o male starà sulla graticola per un pò, e se gli va male si dovrà pagare un avvocato e accollarsi in ogni caso le spese legali…(non ho idea se hanno qualche tipo di assistenza dai sindacati i dalle assicurazioni)

              • Moi scrive:

                Ma infatti, Francesco :

                se il Poliziotto avesse citato una frase da un comizio della Boldrini … il Delinquente Abituale si sarebbe convertito alla Bontà seduta stante :

                e quel coltello lo avrebbe usato per aiutare le nonnette a spalmare la marmellata sulle fette biscottate per i bambini !

                😀

              • PinoMamet scrive:

                Che c’entra?

                Moi, davvero, non capisco perché metterci dentro la Boldrini e cosa stai contestando (o approvando?
                ) a Francesco.

                Limite mio, eh?

                però restiamo alle cose concrete:
                un poliziotto ha sparato alle gambe a un tale armato di coltello che stava dando in escandescenze, dopo prolungati tentativi di fermarlo e disarmarlo in altri modi.

                Questi i fatti.

                Le ipotesi, valgono quello che valgono, e dal canto mio ipotizzo che l’episodio, di poco successivo, di Wurzburg, dove un tale ha accoltellato a morte 3 passanti, contribuirà a far giudicare nella luce migliore l’operato del poliziotto italiano.

              • Francesco scrive:

                a proposito, voi che siete iusperiti e gente seria che approfondisce, per quali crimini esattamente è stato condannato il poliziotto di Minneapolis?

              • roberto scrive:

                Second degree murder (aver ammazzato qualcuno senza l’intenzione di ammazzarlo ma come conseguenza di un altro reato)
                Third degree murder (tipo omicidio per colpa grave…non pensavo che potesse essere condannato per tutte e due le cose)
                Second degree manslaughter (tipo creare una situazione di pericolo dalla quale deriva la morte di qualcuno)

                È esclusa la volontà di uccidere (quindi non è l’equivalente di un omicidio doloso) ma c’è una cosa tipo la colpa cosciente, se capisco bene)

                Aggravante “crudeltà”

                Rischiava 40 anni di prigione se ne è presi 22, liberabile dopo 15 anni

              • Francesco scrive:

                assolto in appello per aver applicato la procedura stabilita dalla polizia o resterà dentro? cosa ti aspetti?

                PS grazie

              • roberto scrive:

                Senti, ma la procedura stabilita può essere “uccidere una persona sdraiata a terra”? Vabbè odiare gli usa ma non sono barbari fini a quel punto…quanto meno *non* ha ben applicato la procedura stabilità no?

                Comunque, l’amministrazione della giustizia negli USA per me è un assoluto mistero. Leggo che ha un altro processo a livello federale e che potrebbe voler patteggiare tutto per passare qualche anno in una prigione federale che sembra meno scomoda di quella nazionale

              • Francesco scrive:

                Che io sappia, la procedura serve a far svenire, non ad accoppare.
                Magari è una puttanata di procedura in cui il morto ci scappa ogni tre per due.
                Diciamo che se mi fossi trovato al posto del poliziotto, con un cristone di 2 metri che non vuole salire in macchina e venire in centrale, non avrei saputo che pesci pigliare.

              • roberto scrive:

                Se non sai che pesci pigliare, in tre contro uno, già a terra e ammanettato, beh ti consiglio di fare un altro lavoro, tipo in un ufficio…come effettivamente fai 😁

  24. Mauricius Tarvisii scrive:

    Nuova battaglia: Pokemon non binari

    https://www.pinknews.co.uk/2021/06/17/non-binary-pokemon-nintendo-gender-slate-twitter-letter/

    La meccanica di gioco in pratica è questa: metti insieme due mostriciattoli di sesso diverso e quelli fanno le uova. Con i non binari immagino che potrebbero fare che ogni tanto questi cambiano di sesso, per cui smettono di fare le uova se non cambia pure il sesso dell’altro?
    È interessante che un bambino abbia fatto la richiesta: è proprio la dimostrazione finale che questo tema è così mediaticamente sovraesposto da aver inesorabilmente rotto i coglioni.

    • PinoMamet scrive:

      Maurì, Maurì…

      sai benissimo che nessunissimo bambino, che non sia stato debitamente ammaestrato, si mette a scrivere una lettera alla Nintendo chiedendo “Pokemon non binari”…

      non voglio spingermi oltre nell’italianità, ed ipotizzare che il “bambino” sia una trovata pubblicitaria della Nintendo;
      e assolutamente non voglio arrivare a credere che il “bambino” sia la stessa Liz Daniels, “consumer service representative at Nintendo of America”…

      assolutamente no… 😉

  25. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    OT ma credo che ti interesserà

    https://www.linkedin.com/posts/the-economist_why-some-people-are-moving-from-the-united-activity-6813948869274042368-1NqU

    Sembra che ci siano molti Statunitensi che emigrano verso il Messico, tanto che gli USA sono ai vertici della classifica per cittadinanza degli immigranti irregolari in Messico. Non lo avrei riportato se non fosse che lo riporta l’Economist.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      Interessante!

    • habsburgicus scrive:

      @Andrea
      che ci siano molti Statunitensi

      ti parrà un accostamento bizzarro, ma mi hai infine fatto capire come sia stato possibile per il [post-]Concilio passare dal “per molti” al “per tutti”, una vexata quaestio theologica (chiedere a Peucezio per il lato tradizionale e a Mauricius per il lato conciliare…par condicio)
      eh sì perché con tutta naturalezza hai trasformato “alcuni” compatrioti di Joe Biden in “molti” 😀

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ habsburgicus

        “condicio”

        Lieto di aver contribuito a dirimere una controversia teologica 🙂

        Comunque si parla di circa un milione di Statunitensi residenti in Messico, e di questi quelli irregolari sono così tanti da costituire la prima nazionalità di irregolari. Più di guatemaltechi e venezuelani, per intenderci… 🙂

        Ciao!

        Andrea di Vita

  26. Valerio scrive:

    Sono proprio i bassi salari degli immigrati (clandestini?) sfruttatia impedire l’aumento del Pil. Perché, in Italia, il Pil non cresce bensì decresce.

    • Francesco scrive:

      potrebbe anche essere il contrario, che senza quei salari non esporteremmo e il PIL andrebbe a fondo

      è un’antico problema quello di cosa fa girare l’economia, che nessuno ha mai risolto veramente

  27. Francesco scrive:

    https://spacenews.com/chinas-super-heavy-rocket-to-construct-space-based-solar-power-station/?fbclid=IwAR0UTGyrcgOeahOuhwgvKrLRud0XAcGYztgoWnD-qTKNeMddvxl9yWZkIag

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    era una mia vecchissima idea da liceale classico, tu che sei un fisico puoi dirmi se è una follia? VERA energia in quantità considerevole e senza effetti dannosi?

    scusa se ti sfrutto indegnamente ma parrebbe un cambio di paradigma

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Se lo fanno per il 2030 realizzano la profezia di Simcity 2000.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      “paradigma”

      È un’idea che risale a Tesla.

      Se le onde radio portano un segnale (che noi traduciamo in suono sentendo la musica), è perché portano energia (convertita dalla radio in energia sonora, percepita dalle nostre orecchie).

      Allora perché non portare direttamente energia con le onde, evitando costosr lines di transmissione?

      Tesla proponeva di usare la ionosfera come autostrada naturale per onde che avrebbero dovuto distribuirsi su tutto il pianeta affinché nessun essere umano rimanesse senza energia.

      Più modestamente si può pensare di trasmettere energia da una stazione spaziale a terra, la stazione essendo tappezzata di celle fotovoltaiche costantemente esposte al Sole. Si risolverebbe il problema del fotovoltaico, quello di non funzionare la notte: lontano dall’ombra della Terra non c’è notte.

      Se ne parlava seriamente da prima che andassi al liceo io. Una start-up neozelandese vuole realizzare antenne per trasmettere e ricevere energia senza dover costruire elettrodotti in zone montagnose del paese. Un elicottero, decenni fa, restò in volo un minuto con la potenza trasmessagli via radio da terra.

      Il diavolo sta nei dettagli.

      Nell’aria sta di solito qualcosa sospeso che mangia volentieri le onde radio. Questo qualcosa è l’acqua (sotto forma di vapor d’acqua).

      Se l’umidità assorbe le onde radio l’energia delle onde va a scaldare l’acqua, che scalderà l’aria. Per l’acqua nei cibi, è il principio del forno a microonde.

      Facciamo tanto per ridurre il riscaldamento dell’atmosfera, poi la teniamo in un forno a microonde?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        temevo ci fosse un inghippo di questo genere … un bel cavo di 35.000 km dalla stazione a terra?

        :0

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Giganteschi rischi di rottura del cavo.

          • Francesco scrive:

            eh lo temevo fosse un’idea poco praticabile

            peccato

            PS in verità temevo che immettere ulteriore energia nel sistema Terra fosse in ogni caso un azzardo

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              È energia che comunque arriva: la radiazione solare intercettata dal satellite raggiungerebbe l’atmosfera.

              • Francesco scrive:

                beh, lo mettevo un pò fuori mano apposta … fosse così mi fai tornare la speranza!

                poi l’atmosfera non ne riflette via un sacco? questo coso servirebbe proprio a raccogliere più energia possibile, con la massima efficenza

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                D’altra parte non c’è una efficienza del 100% nel processo energia radiante – energia elettrica – microonde.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “azzardo”

              L’energia arriva comunque dal Sole, che però la distribuisce.

              Qui sarebbe sempre e solo in un punto.

              Bello scherzo, per il meteo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              (p.s. senza contare che il malintenzionato che si impadronisse della Stazione ricatterebbe il mondo tipo cattivo di James Bond)

        • paniscus scrive:

          “un bel cavo di 35.000 km dalla stazione a terra?”
          —————————-

          tipo l’ascensore geostazionario di Arthur Clarke (o di Tsiolkovsky, o di diversi altri)?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “Cavo”

          Magari. Ma non si conosce alcun materiale che supporterebbe la tensione data dalla forza centrifuga senza strapparsi, con l’eccezione della tela di ragno. Solo che addestrare i ragni a fare abbastanza tela in modo lavorabile è ancora qualcosa di là da venire.

          E dire che sarebbe una mano santa: metà del costo del lancio di un kg di carico utile, quarantamila dollari, se ne va per la messa in orbita. Un ascensore orbitale potrebbe fare il lavoro semplicemente oscillando avanti e indietro come una corda da bucato.

          (L’idea è di Clarke, l’inventore del satellite per telecomunicazioni e autore di “2001” con una laurea in fisica e una in ingegneria. Tendo a credergli)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • paniscus scrive:

        “Facciamo tanto per ridurre il riscaldamento dell’atmosfera”—-

        Nessun problema, i giornalisti e i titolisti di varie testate di stampa accreditate hanno dimostrato che il riscaldamento dell’atmosfera non esiste:

        nel riportare la tragica notizia della morte di due bambini e del ferimento di altri due a causa di un’arrampicata inopportuna su una torretta pericolante…

        …hanno affermato che in Veneto, a 1400 metri di altitudine, nel primo pomeriggio di una giornata di luglio, con un vivacissimo paesaggio verde intorno, ci sarebbero state delle LASTRE DI GHIACCIO sul tettuccio (presumibilmente esposto al sole) della struttura.

        https://www.repubblica.it/cronaca/2021/07/03/news/verona_due_bambini_morti_in_burrone-308756778/?ref=RHTP-BH-I304495303-P3-S2-T1

        https://www.fanpage.it/attualita/due-bambini-muoiono-precipitando-in-un-burrone-nel-veronese-altri-due-feriti/

        Ovviamente non posso sapere se nel giro di pochi minuti, cioè da quando ho notato questi obbrobri, li abbiano già corretti (ma sicuramente stavano lì da diverse ore)

        ma intanto mi sono salvata gli snapshot di tali perle, a imperitura memoria.

  28. PinoMamet scrive:

    Voglio festeggiare con voi oggi la fine della carriera di Michela Murgia, grande campionessa del Dito Imparatore come lo chiama Roberto.

    La infaticabile difensora dei diritti di Chiunqua, nonchè avversaria del generale Figliuolo colpevole di fare il generale in divisa anziché in costume da bagno, è stata colta in castagna mentre afferma che sulla questione israelo-palestinese “la pensa come Hamas”, ribadendo che lei “non scherza mai su Gaza”.

    Tranquilli, nessuna terribile lobby ebraica le impedirà di sparare le sue rancorose cazzate sessiste;
    semplicemente, è diventato improvvisamente semplicissimo mandarla a cagare.

    • PinoMamet scrive:

      https://www.lanuovasardegna.it/regione/2015/11/18/news/accabadora-da-rottamare-la-genesi-di-un-falso-mito-1.12469911

      (sia chiaro che non la incolpo per avere dato linfa e diffusione a un mito popolare : gli scrittori, beh, inventano, è il loro mestiere. Si potrebbe però specificare quando si fa un’opera di fiction/horror e quando invece si fa un’opera improntata al realismo folklorico… non sono la stessa cosa).

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Non penso che cambierà nulla: la cosa è stata cavalcata solo dalla destra, che effettivamente è pro-Israele e anti-Murgia. Ai pro-Murgia, invece, di Israele non gliene frega normalmente proprio una fava, né pro, né contro, salvo una piccola minoranza che è anti-Israele.

      • PinoMamet scrive:

        In parte hai ragione…
        però non so, non tutti gli argomenti hanno lo stesso peso simbolico:
        se Trump sposta l’ambasciata in Israele è un fatto con notevoli ripercussioni; se avesse spostato quella in Ghana, ma persino in Pakistan o in Indonesia, dirò di più, persino in Arabia Saudita, la cosa va nel chissenefrega.

        E poi non tutte le dichiarazioni pro-palestinesi sono uguali: il sostegno a un’organizzazione terroristica è una faccenda un po’ diversa dal solito appoggio umanitario di prammatica.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “Ai pro-Murgia, invece, di Israele non gliene frega normalmente proprio una fava, né pro, né contro, salvo una piccola minoranza che è anti-Israele.”

        Concordo.

        • PinoMamet scrive:

          Mah..
          non vorrei spostare l’argomento (che per me è l’antipatia contro Michela Murgia 😉 )

          e del resto se fosse stata sputtanata dagli Hare Krishna , dai vegani, dall’Opus Dei o dall’UAAR per me sarebbe stato lo stesso, conta solo il godimento di vederla colta in castagna 😉

          però in effetti mi pare che dopo i fatti di questa primavera l’argomento Palestina sia tornato in auge, dopo anni in cui nessuno lo cagava di striscio;

          e di persona di sinistra filo-israeliane non ne conosco… (indifferenti sì).

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino Mamet

      “carriera di Michela Murgia”

      Ho partecipato una volta a un convegno come relatore assieme a lei, devo dire che mi era anche simpatica.

      Però in seguito ha assunto un ruolo, forse non per colpa sua.

      Per fortuna i blog non se li fila più nessuno, ma mi immagino se io mi trovassi nella posizione di quello che viene tutti i giorni titillato dai media per estrarre da me una Frase da Vate che stia dentro il titolo di un giornale.

      E spesso userei frasi scioccanti per non sembrare un povero Twittatore Positivo come il Papa, e questo mi darebbe un sacco di fama, perché ci sarebbero quelli che mi attaccano per averle dette.

      No, meglio restare ignoti.

      Grazie a Dio non ci sono costretto, campo di traduzioni e interpretariati e nessuno sa chi sono io.

      • 'Alam al-Mithal scrive:

        “Grazie a Dio non ci sono costretto, campo di traduzioni e interpretariati e nessuno sa chi sono io.”

        Ed ecco una perfetta frase da vate per iniziare la tua carriera da spin doctor, influencer o come si dice adesso. Primo comandamento decontestualizzare Secondo aforismatizzare. Vedo una grande carriera aprirsi.

  29. PinoMamet scrive:

    Murgismo:
    https://www.wired.it/attualita/politica/2021/04/30/michela-murgia-divisa-generale-figliuolo-sessismo/

    la giornalista, citando la dichiarazione della scrittrice sarda su Figliuolo, riporta alcuni episodi per lei sgradevoli con le forze dell’ordine, e le attribuisce a sessismo.

    Penso che chiunque, a partire dal sottoscritto, possa raccontarne altrettanti, ad opera di personale in divisa di entrambi i sessi. (quasi controbilanciati da altrettante persone dall’atteggiamento neutro o rispettoso).

    Il sessismo è nell’occhio di chi guarda, mi sa. Come spesso il razzismo è nell’occhio del turista americano stronzo e ignorante, e incidentalmente nero.

  30. Miguel Martinez scrive:

    Grandioso!

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/06/30/news/malika_omosessualita_raccolta_fondi_mercedes_polemiche-308378296/

    Firenze
    Malika, polemica sulla raccolta fondi: “Mi sono comprata una bella macchina”
    30 Giugno 2021

    “Ho 22 anni e volevo togliermi uno sfizio, mi sono comprata una bella macchina, potevo comprarmi un’utilitaria e non l’ho fatto”. A innescare il caso attorno a Malika Chalhy, la ragazza di Castelfiorentino (Firenze) cacciata di casa dai genitori perché lesbica, una intervista rilasciata a Selvaggia Lucarelli per TPI (The Post Internazionale). La giovane che adesso vive a Milano con la compagna ha rivelato, in un modo un po’ confuso, di aver utilizzato una parte dei soldi ricevuti dalle raccolte fondi per acquistare un’auto nuova. “Ho preso la casa in affitto a Milano, abbiamo dato un anno di affitto più duemila euro di caparra. Poi ho pagato dentista, avvocato, ho comprato dei vestiti. Non avevo niente, era rimasto tutto a casa dei miei – riferisce la giovane nell’intervista – Adesso ho avuto delle spese per la macchina”. Una vettura che le sarebbe costata intorno ai “17mila euro”, aggiunge durante la telefonata Roberta, agente e sua portavoce.

    Per Malika erano state lanciate due raccolte fondi tramite la piattaforma gofundme, ricevendo da tutta Italia circa 150 mila euro. La 22enne avrebbe venduto la vecchia auto per poi sostituirla con la Mercedes nuova. La notizia ha sollevato subito numerose reazioni polemiche sui social. Emergono anche un paio di foto da Instagram, in cui Malika è stata fotografata alla guida dell’auto e taggata da Gaia Zorzi, sorella di Tommaso Zorzi, il vincitore del Grande Fratello VIP 2020. “Perché quando giorni fa ti è stato chiesto privatamente da altre persone di chi fosse la Mercedes che guidavi, hai detto che era dei genitori della tua fidanzata?”, incalza Lucarelli. E Malika ammette: “Sì ho detto una bugia. Mi scuso. Mi è stato chiesto che ero sotto pressione”. La ragazza attraversa, spiega chi le sta intorno, una fase di fragilità.

    Nell’intervista viene chiesto alla 22enne a chi avesse deciso di destinare le donazioni, visto che in passato più volte aveva annunciato di elargire quei soldi in beneficenza. La ragazza in un primo momento risponde di non aver ancora deciso. Poi una persona vicina a lei prova a spiegare la motivazione: “La ragione è che insieme alla Boldrini avevamo deciso di fondare un’associazione per le vittime di discriminazioni. Abbiamo cercato di coinvolgerla ma lei non sta bene e la cosa si è allungata un po’. Siamo in una fase in cui non sappiamo ancora bene, mettiamo dei paletti. Malika però non sta bruciando i soldi”. Pubblicata l’intervista, è arriva però la precisazione della deputata: “Tengo a precisare che mai è stata discussa con me o con alcun collaboratore o alcuna collaboratrice del mio staff l’ipotesi di costituire una associazione per le vittime di discriminazione tanto meno di una raccolta fondi – spiega Laura Boldrini, smentendo quanto dichiarato dall’agente di Malika -. Si tratta perciò di una vera e propria fake news. Il mio nome quindi viene tirato in ballo in maniera totalmente impropria“.

    • PinoMamet scrive:

      Letto per caso dieci minuti fa, indipendentemente!

      normalmente odio leggere i commenti: sono pieni di persone che spirano odio gratuito e inutile malignità.
      Persone come me, insomma. 😉

      Che chiosano “vuoi vedere che non l’hanno cacciata perché era lesbica, ma perché era stronza?”

      Ma voglio spezzare una lancia a favore della ragazza.

      Se qualche centinaio di persone sono così pirla da regalare 140.000 euro a lei, e non a me o al vicino di casa che magari ne avrebbe davvero bisogno, ma proprio a lei, una perfetta sconosciuta:
      sarà poi padrona di farci quello che vuole?

  31. Miguel Martinez scrive:

    Aggiungo per la gioia di Moi, poi commento sotto…

    “Ha offeso l’Islam con una vignetta”: 23enne italo-marocchina arrestata a Rabat e condannata a tre anni

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/07/01/ha-offeso-lislam-con-una-vignetta-23enne-italo-marocchina-arrestata-a-rabat-e-condannata-a-tre-anni/6247789/

    La giovane è stata bloccata lo scorso 20 giugno, e otto giorni dopo è arrivata la sentenza di condanna. Tutto nasce da una vignetta postata su Facebook due anni fa, che ribattezzava il versetto coranico ‘Kautar’, quello in cui si obbligano i musulmani al sacrificio, ‘versetto del whiskey’
    di F. Q. | 1 Luglio 2021

    È nata a Vimercate 23 anni fa, in provincia di Monza, da genitori marocchini, e ora vive a Marsiglia, dove studia all’università. Ma quando è atterrata nel suo paese d’origine, dove era arrivata per passare le vacanze con una parte della famiglia di origine in occasione del 21 luglio, quando si festeggia il Sacrificio, una delle massime ricorrenze dell’Islam, è stata arrestata. Ora Fatima (nome di fantasia) si trova dietro le sbarre del carcere dell’Oudaya a qualche chilometro da Marrakech, condannata a 3 anni e mezzo per ‘vilipendio alla religione’, aggravata dalla ‘diffusione via social media’.
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    Tutto nasce da una vignetta, intercettata da un’associazione a carattere religioso che ha sporto denuncia, postata nel 2019 su Facebook, che descriveva il versetto coranico ‘Kautar’, quello in cui si obbligano i musulmani al sacrificio, come ‘versetto del whiskey’. Una battuta, forse, nelle intenzioni, giudicata però offensiva contro la confessione musulmana. A nulla è servito cancellare il post poco dopo, che nel frattempo era stato colpito da una valanga di insulti nei commenti.
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    La giovane è stata bloccata lo scorso 20 giugno, al suo arrivo a Rabat e immediatamente trasferita all’aeroporto di Marrakech. Nella città dove in questi due anni è stato formalizzato il dossier dell’accusa, è rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’inchiesta. Nulla poteva far immaginare un epilogo così severo: l’avvocato, cui la giovane si era rivolta l’aveva tranquillizzata. Il 28 giugno, invece, la sentenza di condanna a 3 anni e mezzo e 50 mila dirham di multa (circa 4.800 euro) l’ha portata direttamente in carcere. Una pena esemplare, per quanto riguarda la detenzione, quasi il massimo (5 anni) previsto per questo reato. Il padre che era rimasto in Francia l’ha raggiunta oggi. All’avvocato che ha potuto farle visita in carcere ha negato di avere scritto quel messaggio, lo avrebbe ricevuto da suoi contatti e riportato su Facebook. L’ambasciata italiana in Marocco segue da vicino il caso ed è stata avanzata la richiesta per una visita consolare nel penitenziario di Marrakech alla ragazza che ha il doppio passaporto, come spesso capita per i marocchini residenti all’estero.

    • Miguel Martinez scrive:

      La storia di “Fatima”

      1) non si capisce bene la fonte, se il nome è “di fantasia”

      2) interessante ciò che può succedere su Facebook. Un po’ come la storia di Malika la Furbetta, da qualche parte ho visto scritto che “la sua lite in famiglia ho sconvolto il web”.

      3) tra i commenti sul Fatto Quotidiano, trovo questo, per cui “Fatima” (sempre se esiste) non diventerà mai una supereroina italiana, a differenza di Malika la Furbetta:

      “Dal comunicato stampa congiunto Italia-Marocco dell’8 ottobre 2018 in occasione di visita a Roma del ministro degli esteri marocchino:
      “Il Ministro italiano si è congratulato per la rotta stabilita da Sua Maestà Il Re, Mohammed VI, in una dinamica di progresso e modernità, attraverso il concetto di un modello di sviluppo adattato e rinnovato e la promozione di una rinegoziazione avanzata “,.

      Rilevando “la profondità e la qualità dei legami di amicizia e rispetto reciproco che uniscono il Marocco e l’Italia, nonché le dinamiche positive delle relazioni bilaterali”, i due ministri, si legge nella dichiarazione congiunta “, hanno accolto con favore la prospettiva del Partenariato Strategico Multidimensionale tra Marocco e Italia e concordato di istituire adeguati meccanismi di dialogo e cooperazione..

      Le parti, indica la stessa fonte, “hanno confermato il loro impegno ad approfondire la collaborazione economica e commerciale tra i due Paesi, strumento di crescita per il benessere e relazioni amichevoli tra i due Paesi”.
      Il Ministro Bourita e Il Ministro Di Maio “hanno rilevato con reciproco apprezzamento gli importanti contributi delle comunità dei due Paesi in termini di contributo economico, culturale e umano, e come attori attivi della cooperazione italo-marocchina e fattore di riavvicinamento tra le due nazioni”.

      • Francesco scrive:

        Malika è utile a una certa operazione politica interna.

        Fatima Nome di Fantasia non serve a nessuno, un pò come il povero Regeni o anche Zaki. L’Italia mica fa la guerra a nessuno, per nessun motivo, neppure i diritti dei ghei.

        Anzi, non fa neppure le vignette, se c’è un qualche rischio, meglio prendersela coi preti che è sempre gratis.

    • Moi scrive:

      Qualche Femminista ha battuto un colpo ?

      … la Boldrini , la Murgia, la Gruber cosa dicono ?

      • daouda scrive:

        se parlassero non sarebbero di parte e non aizzerebbero quelli come te contro di loro o contro l’ismaelismo fatto passare per deciso e forte.
        E’ chiaro che l’alleanza opportunistica non permette ciò, qualora accadesse sarebbe da trovarsi una nuova lettura dell’adattamento opportunistico stesso.

  32. 'Alam al-Mithal scrive:

    Ah daouda, riguardo quello che dici sopra, sono onorato non mi aspettavo un “trattamento daouda” così presto. Non mi va male essere un cojone, servono sempre a qualcosa; quale cojone aggettivato sono , cojone ismailita, cojone platonico, cojone neo-platonico, cojone ex-marxista-ma-non-troppo, beh ci sto lavorando su. Da vero cojone.

    Per Francesco: sto seguendo il blog di un filosofo tomista statunitense. Dice cose interessanti con cui concordo. Discordo con lui su varie cose ma sono interessanti anche quelle.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ‘Alam al-Mithal

      “Ah daouda, riguardo quello che dici sopra, sono onorato non mi aspettavo un “trattamento daouda” così presto. ”

      🙂

    • Francesco scrive:

      bella idea

      cojone neoliberista dovrebbe essere uno dei miei titoli!

      grazie

    • daouda scrive:

      la pochezza della tua ironia è similare a tutti gli individui che hanno qualche problema:

      -solo sono dei megafoni e ripetori di visioni ( dottrinali e disciplinari e financo teurgiche intese nella loro completezza ) al più commentate privi di una propria visione autonoma.

      Poi per il resto fa piacere che finalmente si espliciti, e tu lo dimostri, come le suggestioni della sovversione comunista abbiano congiunzioni con l’ismaelismo.
      Ma questa è una cosa che si sapeva da 80 anni , l’empia alleanza degli opportunisti.

      Il trattamento che paventi lo basi solo su una constatazione? Se ti scrivevo che sei una merda infame e via discorrendo allora semmai potevo aver iniziato chissà quale trattamento, visto che le tue visioni sono esattamente quelle preordinate da chi vuol in generale l’oppressione del mondo.
      D’altronde qua dentro è l’ipocrisia che la fa da padrona in quelli che credono di spiegare o comprendere il mondo ed invece contribuiscono a formarlo ( MM ovviamente ) ed in ogni caso sperando che i propri commenti siano neutri, cosa ovviamente falsa.
      Capirai che gli inzulti sono ancora poco.

      Dunque benvenuto, e nun rompe ‘r cazzo che pé me sei solo n’antro alter ego de chissà chi venuto da chissà dove presente da chissà quando. Cià

      • Francesco scrive:

        eppure, secondo AH l’ismaelismo si sarebbe ben coniugato con le stirpi germaniche, esaltandone l’animo guerriero

        mentre i sovversivi comunisti si accompagnavano coi Iudei e nun ce piacevano affatto

        mentre l’essere divenuti cristiani avrebbe rammollito i Franchi e l’altri popoli arii

        le sorprese della Istoria!

        • daouda scrive:

          lascia perdere AH il criptobolscevico. L’animo guerriero degli ismaeliti è una leggenda perché il guerriero non è sleale né doppio cosa che gli ismaeliti sono pur se non fiacchi.

          il rammolitismo mica col cristianesimo, poi come fa un rammollito ario a colonizzare il mondo questo è un enigma bello e baldo.

          • Francesco scrive:

            una leggenda un cazzo, per chi come piange ancora la caduta di Gerusalemme, Antiochia, Damasco, Costantinopoli ….

            • daouda scrive:

              scusa eh una conquista non sempre si ottiene con l’onore, eppure si rimane conquistatori.
              Ed oltre il fatto in sè va considerata anche la cultura che si apporta che per quanto riguarda gli ismaeliti è di poco conto.

              • Francesco scrive:

                su questo aspetto che il filo-ismaelita Miguel ti bastoni ben bene

                e ti va bene che Ritvan non c’è più

              • daouda scrive:

                Ritvan è fu e rimane n cojone.

                MM na spia…

                Che cazzo me freka amme?

                Dai su mmo pure te te risveji ismaelita?
                Quer poco che hanno apportato lo hanno copiato od i loro uomini di punta erano eretici o stranieri per la maggioranza.

              • daouda scrive:

                intendo i sunniti ad ogni modo per la gran parte.

      • 'Alam al-Mithal scrive:

        Caro mio, di problemi ne ho una montagna. “solo n’antro alter ego de chissà chi venuto da chissà dove presente da chissà quando.” bella descrizione. Grazie del benvenuto. Cià.

        • daouda scrive:

          come tutti. I parlavo però dei tuoi deficit intellettivi

        • daouda scrive:

          Ad ogni modo medio-platonico, neo-platonico, platonico, o pitagorico io non li ho mai tirati fuori, tanto valeva che innetavi cabala e zoroastrismo o qualche cosa sull’esoterismo egizio( sembri appoggiare i rafiditi ma fa lo stesso ) ergo non capisco perché li hai tarati in ballo o meglio…lo capisco troppo bene… tralasciando che sono stupidità su cui sovente calcate la mano quando vi sentite svergognati nelle vostre amenità exoteriche, citate difatti iBn Arabi e la sua dottrina dell’unicità dell’esistenza che è soltanto stupida più che sovversiva ( e non è una novità dato che è rinvenibile ovunque e sempre in una spiritualità umana naturale ) così vi rendete grandi appoggiandovi ad un sufismo che all’occorenza può essere proposto strategicamente come volete.

          Ma ciò non c’entra con l’essere infami, cosa che chiunque abbia un’abietta tendenza ad apprezzare il comunismo rischia di divenire , e più ne è inconsapevole e meglio funziona.

          Ma dell’alleanza fra ismaeliti e comunisti dubbi d’altronde non ce ne sono mai stati.

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            No, tu no. Li ho tirati fuori io. Nei miei deficit intellettivi, vado verso un certo platonismo e neo-platonismo a livello metafisico, con aperture ad altre cose, e sono ex-marxista-ma-non-troppo-ex sub specie economico-sociale (ma senza meccaniscismi e riduzionismi; e soprattutto materialismi). La Qabbalah, zoroastrismo (mi interessa lo zurvanismo ora), altre cose, certo, ne studio ciò che posso, ma ovviamente il mio livello è basso. Ma scopro da te che faccio parte senza saperlo di un’alleanza, il che è confortante, mi sentivo isolato; ora la domanda è: “alleati, dove siete tutti?”.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ‘Alam al-Mithal

              “Ma scopro da te che faccio parte senza saperlo di un’alleanza, il che è confortante, mi sentivo isolato; ora la domanda è: “alleati, dove siete tutti?”.”

              🙂

              https://kelebeklerblog.com/2018/01/08/o-sorelle-dagli-occhi-profondi-e-voi-che-io-vedo/

              Seasons they change while cold blood is raining
              I have been waiting beyond the years
              Now over the skyline I see you’re travelling
              Brothers from all time gathering here
              Come let us build the ship of the future
              In an ancient pattern that journeys far
              Come let us set sail for the always island
              Through seas of leaving to the summer stars

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                ✊ 🙂

              • daouda scrive:

                Scusa eh, sei te che hai citato platone, il marxismo e dici che ciài simpatie ismaelite.
                Tutte cose che poi confermi, mmo, magari l’ho dedotto da come scrivi ( non ciò bisogno de esplicitazioni pé sentì il fetore , vabbè dai che la piji, pé avecce fiuto così generico ).

                Il problem è che se sei ismaelita, voi che di solito vi credete l’ultima religione ( a livello di ottave cosmiche siete speculari alla nascita del buddismo ) , ora come ora siete solo dei comunisti.
                Mmo visto che non posso perdere tempo a spiegatte cosa è o non è il comunismo, che per giunta te piace, è come ormai l’ismaelismo sia al servizio del capitalismo mondiale.
                Che tu non lo sappia , grazie al cazzo, se lo sapevi il piano non funzionava , no cojoncé?

  33. Moi scrive:

    versetto coranico ‘Kautar’, quello in cui si obbligano i musulmani al sacrificio, ‘versetto del whiskey’

    ——–
    Boh … mica l’ ho capita !

  34. Moi scrive:

    Ma se ha cittadinanzaItaliana … perché viene giudicata in Marocco ?!

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Ma se ha cittadinanzaItaliana … perché viene giudicata in Marocco ?!”

      Beh, anche Salvini sarà d’accordo che un marocchino che commette un delitto possa essere arrestato in Italia.

      Se la storia è vera (possibile che venga arrestata una cittadina italiana e si usi un “nome di fantasia”?), presumo sia perché Facebook arriva ovunque. Altrimenti si direbbe che il reato sia stato commesso dove Facebook ha sede legale, e non in Italia.

      • Moi scrive:

        Mah … è una fccenda un po’ fumosa.

        Cmq, la battuta mi sembra proprio formulata male :

        intendeva dire che quando il ProfetaMuhammad formulò il versetto non era in sé, sotto l’ effetto di qualche sostanza psicotropa ?! … intendeva questo ?

        Almeno avesse citato una sostanza psicotropa “verosimile” tipo ﺣﺸﻴﺶ / hashish (o come si trans-scrive 🙂 … facendo “transition” da una lingua all’ altra 😉 …) o magari inalata mediante il نارجيلة / narghilè (idem) … boh !

        … Ma il Whisky ?!

        • Moi scrive:

          Ad esempio, una bevanda inebbriante (poco nota ai Goyim …) citata nella Bibbia è la שֵׁכָר / “shekar” !

          … Quindi, se ne parlavano gli Ebrei, credo fosse nota anche agli Egiziani, agli Arabi e ai Persiani .

          • Moi scrive:

            Tra parentesi, l’ interpretazione che le “Visioni Profetiche Antiche” fossero indotte da sostanze psicotrope è inaccettabile e offensiva per le persone più Fondamentaliste … MA certa storiografia (persino Rabbinica) NON la esclude.

            • Moi scrive:

              Personalmente, un Alcolico Kosher una volta, negli USA, l’ ho bevuto davvero 🙂 … il Manishewitz a non ricordo quali “berries” !

              Sapore un po’ inusuale … ma NON mi dispiacque.

              Mai visto in Italia, forse è disponibile solo in Negozi Kosher, che però sono rarissimi.

              • Moi scrive:

                Cmq: per gli Ebrei, gli alcolici NON sono vietati in assoluto (!) come ai Musulmani (anche se alcuni vedono nell’inalazione la “scappatoia” al bere …) MA dipende (!) dal COME e COSA si va a distillare !

              • PinoMamet scrive:

                Nella vita ebraica il vino non solo non è vietato, ma è addirittura obbligatorio (quasi) almeno per il Kiddush del Venerdì sera- inizio Sabato.
                Il kiddush del giorno di Sabato spesso viene fatto con un’altra bevanda alcolica preferita, e molti, perlomeno all’estero, hanno l’usanza di celebrare l’havdalà (“separazione” tra Sabato e giorni feriali) con il whiskey o altra bevanda alcolica, anzichè con il vino.

                Credo che un astemio possa benissimo usare bevande analcoliche, con l’opportuno cambiamento di benedizione recitata, ma devo chiedere.

                Naturalmente i prodotti utilizzati devono essere kasher, ma…

                l’uso degli ebrei italiani tradizionalmente era di usare vino comune, non kasher. Non so su cosa basato, probabilmente sullo stesso escamotage “giuridico” che permette l’uso del pane comune, reperibile in panetteria, nei luoghi dove le panetterie ebraiche scarseggiano o non ci sono proprio.

              • daouda scrive:

                Non è tanto diverso usare altre robbe o sostanze analcoliche…il vino uno lo usava secondo te a cazzo di cane solo per la sua maggior reperibilità in tal mondo?
                Questa è una lettura distorta

              • roberto scrive:

                Pino

                “Nella vita ebraica il vino non solo non è vietato, ma è addirittura obbligatorio (quasi)”

                avrai forse visto la bella serie su netflix “shtisel”
                ho un po’ rimpianto il fatto di non averla vista vicino a qualcuno che potesse spiegarmi i punti oscuri (cioè tutto)…comunque mi aveva in effetti colpito che tutti bevessero come pozzi senza fondo e fumassero come se non ci fosse un domani (gli uomini intendo, le donne non si vedono mai fumare né bere)

            • 'Alam al-Mithal scrive:

              Non mi sembra tanto inaccettabile. Con la difficoltà che c’è di fare una vera ontologia della mente che c’è di inaccettabile nel dire che queste sostanze nell’alterare il normale funzionamento psichico possono “aprire porte” verso il divino, la rivelazione? Le tecniche estatiche di Abulafia rientrerebbero in questo stesso fenomeno. Inaccettabile in questo contesto, mi pare, sarebbe mettere allo stesso piano le visioni profetiche, “facilitate” dagli psicotropi o meno, e lo sballo da fattone.

              • Moi scrive:

                Alla UAAR ,ti dicono che la differenza fra Delirio e Profezia è … quanta gente e con quanta forza in campo ti viene appresso ! 😉

                Cmq i Testi Antichi sono stati per lunghissimo tempo solo orali , trascritti e cambiati tante volte … spesso tradotti in modo che se lo facesse così Miguel , i Clienti gli chiederebbero i danni !!! 😀 😉 🙂

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Alla UAAR non sanno nemmeno comprendere i fondamentali della normativa sulla privacy (vedi quella roba da ritardati dello “sbattezzo”), per cui non mi affiderei a loro per la comprensione di nulla…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Alla UAAR non sanno nemmeno comprendere”

                Esiste ancora l’UAAR?!

              • Francesco scrive:

                Miguel,

                in Italia gli Enti inutili sopravvivono in eterno!

                Credo abbiamo ancora una mezza dozzina di uffici per gestire l’Impero dell’Africa Orientale e i partecipanti alla Spedizione dei Mille.

                Ciao

          • PinoMamet scrive:

            “… Quindi, se ne parlavano gli Ebrei, credo fosse nota anche agli Egiziani, agli Arabi e ai Persiani .”

            Moi, metti le cose in prospettiva:

            se trovi una cosa in un testo greco, non è detto che fosse nota anche ai Celti, ai Franchi e agli Austroungarici… 😉

          • Ros scrive:

            https://en.wikipedia.org/wiki/Benny_Shanon

            https://catbull.com/alamut/Bibliothek/7616docid6743.pdf

            https://www.waggish.org/2011/benny-shanon-the-antipodes-of-the-mind/

            Benny Shanon, professore psicologia sperimentale all’ Università Ebraica di Gerusalemme, ci ha costruito una carriera sull’ipotesi (abbastanza fondata, volendo, vista l’abbondanza di Peganum harmala (erbaccia ricca di Tryptamine, Beta-carboline, e I Mao)
            nella zona biblica.
            https://it.wikipedia.org/wiki/Beta-carboline

            https://it.wikipedia.org/wiki/Peganum_harmala

          • PinoMamet scrive:

            Ho dato un’occhiata a cos’è ‘sto shekar, e novità 😉 , non si capisce.

            Spesso usato in endiadi con “vino” (yain); qualche volta, apparentemente, come sinonimo.
            C’è chi dice vino nuovo e chi dice vino vecchio e chi dice vino di datteri.

            Però parole simili in altre lingue del Vicino Oriente indicano la birra.
            Però dal contesto non pare che fosse birra, almeno per gli ebrei.

            Evito di cercare le letture cabalistiche basate sulle ghematria che sicuramente ci saranno ma ci portano da tutt’altra parte che non l’origine etimologica.

            In sostanza, boh.

            • PinoMamet scrive:

              Invece la parola per “vino” (Yain), mi sbaglierò, ma mi sembra proprio parente di (W)oinos e di Uinum.

            • daouda scrive:

              Sì a Piì però venimose incontro.
              Te che dici boh, e potrebbe esse ogni boh, dici boh pe beve vino come alla luce del boh tutto il boh che t’ha dato er vino, che la’antri vecchi nun è che erano imbelli nel pensà sto dubbio che il vino dava.

              C’è na bella differenza.

        • PinoMamet scrive:

          Rileggendo: sai che non credo che in arabo il narghilè si chiami narghilè?

          Non ho voglia di andare a vedere Wikipedia, perché sono buoni tutti;

          nelle canzoni greche è “arghilès”, senza n;
          oppure “loulàs”.
          Non so se vi siano differenze tra i due termini (ipotizzo che loulàs sia propriamente il fornello del narghilè ma è solo un’impressione mia).

          • PinoMamet scrive:

            Un classico:
            https://www.youtube.com/watch?v=OLwR6_4bUJk

            (interessante per me la pronuncia di “manghes”, reso quasi come “magghes”; in effetti si capisce perché in greco il nesso n velare+ g si renda con gg…)

          • Moi scrive:

            Probabilmente ci saranno Storici Persiani e Industani che affermeranno di averlo inventato loro : la famosa Sindrome di Popov, quando un popolo si autocelebra … cosa che solo “Noi” delle cosiddette “Democrazie Liberali Occidentali” hanno smesso di fare, anzi : se riusciamo, di importanza Storica ce ne togliamo !

            … Nevvero, Habs ? 😉

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “Rileggendo: sai che non credo che in arabo il narghilè si chiami narghilè?”

            Narghilè dal suono dovrebbe essere persiano.

            In Egitto si dice shisha.

  35. Moi scrive:

    https://www.cosmopolitan.com/it/lifecoach/news-attualita/a36840152/in-egitto-due-tiktoker-rischiano-rispettivamente-10-e-6-anni-di-prigione/

    In Egitto due tiktoker (ragazze giovani, ndr) rischiano rispettivamente 10 e 6 anni di prigione, volevamo rifletterci su

    Riflessione del giorno: non dare per scontata la libertà di vivere i tuoi vent’anni!

    di CAMILLA CATALANO

  36. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Ho visto che raccogli firme contro l’uso del kerosene negli aerei.

    Ti interesserà allora questo link:

    https://www.linkedin.com/posts/the-economist_how-to-make-air-travel-greener-activity-6816637292019515392-xHg2

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  37. habsburgicus scrive:

    a proposito di base 😀

    https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/dopo-il-preavviso-%C3%A8-arrivato-lo-sfratto-via-gli-italiani-dalla-base-negli-emirati/ar-AALI3D0?ocid=msedgntp
    vedremo di sopravvivere 😀
    resta l’amaro in bocca nel constatare che manco dagli Emirati riusciamo a farci rispettare, unita alla consapevolezza che talora in Italia si (stra)parla troppo…quelle genti sono diverse da noi, suscettibili, occorrerebbe maggior tatto….Mao disse che la rivoluzione non è un pranzo di gala…io, infinitamente meno importante di lui, mi permetto di chiosare che non lo è neppure la diplomazia..il moralismo può andar bene come artificio retorico “non vendiamo le armi che sono strumenti di morte !” però 1.qualcun altro gliele venderà comunque (ovviamente i francesi, sempre i primi a farci le scarpe :D) 2.rischiamo ritorsioni (attenzione…mi riferisco anche al caso di RTE definito “dittatore”….meditiamo)

    • habsburgicus scrive:

      @Moi
      dici che se il governo -che dovrebbe avere una sezione ad hoc come la hanno altri Stati :D- avesse fatto assidue ricerche fra le più strafighe modelle italiche [lo so, il meglio è balto-russo, ma qualcuna ce l’abbiano pure noi, non abbassiamoci :D] e, provvedendo per i costi relativi (si presume non lievi :D), le avesse gentilmente “donate” agli Emiri per il loro meritato (?) relax, saremo riusciti ad addolcirli ? 😀
      ah, mi dicono che secondo una certa senatrice Merlin (che secondo le cronache avrebbe avuto il suo floruit a fine dei ’50 :D) ciò non sarebbe possibile….
      pazienza 😀

      • habsburgicus scrive:

        ben più astuto Cavour che attraverso la contessa di Castiglione (la Oldoini) seppe trovare il modo per legare a sé Napoleone III 😀

    • PinoMamet scrive:

      “il moralismo può andar bene come artificio retorico “non vendiamo le armi che sono strumenti di morte !” però 1.qualcun altro gliele venderà comunque (ovviamente i francesi, sempre i primi a farci le scarpe :D) 2.rischiamo ritorsioni (attenzione…mi riferisco anche al caso di RTE definito “dittatore”….meditiamo)”

      sono d’accordissimo con te.

      Trovo insopportabile il moralismo, ma il moralismo unito al dilettantismo è letale.

      Sia ben chiaro: trovo altrettanto insopportabile la pretesa di quel pastore travestito da principe di essere preso sul serio.
      L’Italia ha perlomeno ben chiaro di essere un paese di serie B, per così dire.

      Ma essere presi a schiaffi da chi milita nel campionato regionale no, eh?

      c’avranno quattro soldi ma restano due beduini sottosviluppati, e mi piacerebbe che qualcuno glielo ricordasse. Arriverà anche quel momento.

      • Moi scrive:

        Semplicemente cambiando di segno alla Retorica Salviniana 😉 , Erdogan è stato chiarissimo … Mediterraneo :

        alla Turchia le Risorse Naturali, all’ Italia le Risorse Boldrinane. 😉

        Capisco benissimo che stia antipatico, ma almeno lui è un Capo di Stato, NON un Capo d’ Istituto Bancario come Draghi e la Von der Leyen. 😉

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        ” mi piacerebbe che qualcuno glielo ricordasse. Arriverà anche quel momento”

        Finché pompano idrocarburi e sono amici dell’Impero la vedo difficile.

        • Francesco scrive:

          embè, secondo MM il Peak Oil c’è stato da moh, quindi non dovrebbe volerci molto per poterli mandare a quel paese!

          😀

  38. Moi scrive:

    Mah … fra Covid e Soccorso ai Naufraghi, SE all’ Estero pensano che in Italia abbiamo un Esercito fatto di Crocerossine 😉 NON mi stupisco.

  39. Moi scrive:

    Alla Murgia ha risposto con inusitata ironia il Crosettone :

    https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/27797639/guido-crosetto-stoccata-michela-murgia-hamas-smentisce-ogni-rapporto-simpatia-con-lei.html

    Guido Crosetto, stoccata a Michela Murgia: “Hamas smentisce ogni rapporto di simpatia con lei”

  40. daouda scrive:

    §Non meno singolare uno degli ultimi prodotti della gestione del generale Santovito agli atti nel fascicolo del SISMI; la data della declassificazione è quella del 3 aprile 1981 ed il documento va letto attentamente, ponendolo in relazione a quello appena illustrato, poiché assai istruttivo è il combinato disposto dei due testi, che ci mostra un indubbio tentativo di continuità nella linea tenuta dai Servizi di informazione, pur di fronte al precipitare degli eventi.
    In questo secondo documento, che può essere compreso nel suo valore reale solo ponendo attenzione alla circostanza che esso viene redatto dopo il sequestro di Castiglion Fibocchi, è dato leggere che dopo i trascorsi contatti con la resistenza, “richiede molta attenzione l’ipotesi che il Gelli sia stato posto in sonno (e non in senso massonico), abbia assunto una nuova veste, sia stato favorito per penetrare i più delicati ambienti politici, economici, industriali, militari, della magistratura, del giornalismo e professionali”. Sempre sul Gelli il Servizio afferma che “solo l’esplosione del caso poteva richiamare l’attenzione su un personaggio liberatosi da oltre un trentennio da un passato ambiguo e trasformatosi, da abile attore, in un manager di interesse per le questioni economiche e politiche del Paese”. Queste conclusioni vengono dal Servizio ricondotte all’esame dei documenti in possesso, e da noi analizzati sinora, ed in particolare dall’esame dell’informativa COMINFORM e dai trascorsi legami del Gelli con il partito comunista, in ragione dei quali “sembra possibile ritenere verosimile quanto sostenuto in rapporti dell’epoca, e cioè che il Gelli aveva avuto salva la vita in cambio di future prestazioni per le quali fu sottoposto successivamente a verifiche”.
    Ma ai nostri occhi ciò che veramente ha valore di prova è che il Servizio per la prima volta denuncia l’esistenza dell’informativa COMINFORM e delle notizie in essa contenute, elementi questi sinora accuratamente celati e dei quali ci si era ben guardati dal fare menzione nei rapporti precedenti, quale che fosse l’autorità richiedente. L’informativa consente così al Servizio di non escludere “Che il Gelli possa essere divenuto un agente dell’Est nell’immediato dopoguerra in cambio della salvezza, sia stato successivamente ‘congelato’ secondo la metodologia più classica propria dei Servizi segreti, sia stato fatto gradualmente penetrare in settori sensibili e tenuto alla mano per lo sfruttamento delle occasioni più propizie”..
    L’assunto al quale si è pervenuti fornisce spiegazione ad alcuni dei problemi in esame, ma non ancora alla natura dell’informativa COMINFORM, inserita nel fascicolo Gelli nel 1950. La presenza di questo singolare documento mentre infatti ci fornisce una indicazione orientata in una direzione – marcando vistosamente la successiva carenza di attività informativa, secondo la contraddizione dianzi sottolineata – per altro verso sembra porsi in contrasto con la stessa conclusione alla quale essa pur avvia poiché fornisce comunque un segno di attenzione investigativa da parte dei Servizi nei confronti del Gelli ed è da essi inserita nel suo fascicolo.
    D’altro canto non è difficile riconoscere che il documento per la quantità e la qualità delle notizie raccolte non può non suscitare l’interesse anche polemico di chi si accinga allo studio del fenomeno Gelli. Non è mancato ad esempio nella Commissione chi, riportandosi all’informativa, ha elaborato una chiave di lettura del personaggio Gelli in termini antitetici a quelli della pubblicistica corrente: non si può infatti non riconoscere che le notizie sul Gelli fornite dal redattore del documento sono in stridente contrasto con il passato dell’uomo come con le successive, dichiarate e mai smentite professioni di fede anticomunista.
    Per una soluzione del problema è necessario, anche in tal caso, fissare quali siano i punti di sicuro affidamento: a tal fine dobbiamo rilevare che dato certo e non controvertibile è che il Gelli, sul finire della seconda guerra mondiale, non si peritò di stabilire contatti di collaborazione e di intesa con la parte che si andava delineando come inevitabilmente vincitrice. Mentre ancora indossava la divisa tedesca, o meglio proprio valendosi di essa, Licio Gelli si metteva a disposizione del CLN ed in particolare della componente comunista di esso, conducendo una difficile partita in costante equivoco equilibrio tra le due parti che ci consente di valutare appieno la sottigliezza del personaggio e che ci offre il dato di inequivocabile certezza che Licio Gelli operò in modo tale da contrarre presso i comunisti pistoiesi un credito di sicura portata e di non piccolo momento, se ancora nel 1976 Italo Carobbi, richiestone, si riteneva in dovere di rinnovare l’attestato di benemerenza partigiana.
    La posizione di questo dato ci consente di affermare con buona certezza che alla base dell’informativa risiede un nucleo di verità non controvertibile; in altri termini l’informativa, riportata al momento nel quale fu redatta, è indubbiamente un documento attendibile.
    Il Gelli, infatti, negli anni politicamente turbinosi del dopoguerra, proseguì nella sua attività di doppio gioco che gli consentiva di mantenere i piedi in due o più staffe in attesa che si delineasse la soluzione vincente; fu probabilmente dopo le elezioni del 1948 che egli comprese come fosse intervenuto il momento di una scelta di campo, se non definitiva, per lo meno meno equivoca.
    Quello che accade nel 1950 è dunque la scissione dei due aspetti del personaggio Gelli: il Gelli nero, di solidi trascorsi fascisti, rimane quello pubblicamente noto e, a quei trascorsi viene riallacciata senza soluzione di continuità l’iconografia ufficiale del personaggio; da questa, viene estratto il secondo volto del Gelli, il Gelli rosso, fermato in un documento custodito negli archivi, e di esso viene fatta sparire accuratamente ogni traccia. Il collegamento tra i due è patrimonio conoscitivo detenuto da chi è in possesso dell’informativa ed assicura il controllo del personaggio.
    La soluzione prospettata è l’unica tra quelle in astratto ipotizzabili che fornisca adeguata spiegazione alle contraddizioni che abbiamo messo in evidenza nel corso dell’analisi sui documenti sinora condotta. Secondo la linea interpretativa proposta appare chiaro perché i Servizi organizzino quello che abbiamo definito un cordone sanitario informativo attorno alla figura di Licio Gelli ed al contempo trova adeguata spiegazione la presenza di un documento, in questo contesto, quale l’informativa: un documento che ad un primo livello di analisi sembra al tempo stesso denunciare e smentire l’inerzia del Servizio nei confronti di Gelli. Per superare tale
    ambivalenza è necessario infatti porsi in un’ottica che centri l’attenzione, prima ancora che sul suo oggetto, al quale essa capziosamente ci avvia, sulla sua funzione; un’ottica che non si lasci fuorviare, privilegiando quanto nell’informativa viene detto in termini espliciti, per tralasciare così quanto essa implicitamente rappresenta per la sua presenza nel fascicolo di Licio Gelli.
    Diversamente operando si finisce inevitabilmente sul terreno della polemica, di evidente significato politico immediato, se Gelli sia o meno attribuibile a Servizi segreti di paesi dell’Est per ignorare che prima ancora Gelli è comunque sotto il controllo diretto dei Servizi che dovrebbero operare tale verifica.
    Nell’ambito di queste argomentazioni viene allora a chiarirsi secondo una luce significativa il disguido che interviene tra periferia e vertice dei Servizi quando il comandante di un centro ebbe a vedersi minacciato l’esonero dal servizio per le incaute iniziative prese sul Gelli, che ormai – d’altronde siamo negli anni settanta – è personaggio di ben altra levatura rispetto agli esordi.
    L’ignoranza della sede periferica sulla qualità di Gelli come elemento del Servizio dimostra che la sua posizione, e la pratica relativa, non è mai stata quella di un qualsiasi agente ma quella di persona che sin dall’ingresso nell’orbita del Servizio ha interessato il vertice della gerarchia, per la qualità delle operazioni alle quali applicarlo.
    Dopo le considerazioni svolte sulla protezione accordata a Gelli dai Servizi non può non destare meraviglia che questo comportamento venga rovesciato radicalmente quando non solo il silenzio su Gelli viene rotto ma addirittura l’informativa COMINFORM finisce in mano al giornalista Pecorelli che, data la sua professione, inizia a farne un sapiente uso con il dosaggio delle notizie in essa contenute; dosaggio parziale che non viene portato a compimento perché il Pecorelli viene, come noto, assassinato pochi giorni prima della preannunciata pubblicazione integrale del contenuto del documento. Documento che invero non poteva non avere effetti devastanti per il capo riconosciuto di una organizzazione a carattere segreto con accentuata colorazione politica anticomunista, perché essa in sostanza conteneva due informazioni che certo non avrebbero fatto piacere ai sodali di un capo che si veniva a sapere che era:
    -un delatore,
    -un ex agente dei Servizi dei paesi dell’Est.
    E’ certo che il giornalista Pecorelli aveva accumulato nel corso della sua carriera più di un motivo per temere della propria incolumità ma questa è valutazione che spetta comunque al magistrato responsabile dell’inchiesta ancora in corso. Quanto compete alla Commissione osservare è che l’informativa COMINFORM appare presente in questa situazione con connotati tali che non consentono di svilirne oltre un certo limite il contenuto. Il punto centrale è infatti non tanto quello di stabilire se essa si ponga in rapporto di causa ed effetto con la morte del divulgatore finale del documento, quanto piuttosto – e soprattutto – quello di sottolineare che di essa viene fatto concretamente uso. Noti infatti come sono i legami tra l’agenzia OP ed ambienti dei Servizi segreti che il Pecorelli stesso denunciava, dichiarando nei Servizi la fonte del documento – al fine di suffragarne l’autenticità, attesa l’importanza dell’argomento – il suo apparire tra le carte del Pecorelli denuncia in primo luogo come nella carriera di Licio Gelli sia intervenuto un momento nel quale l’informativa viene utilizzata, viene cioè chiamata ad adempiere alla funzione per la quale era stata inserita nel fascicolo che i Servizi avevano sull’uomo e che noi abbiamo definito come quella di una polizza di assicurazione.
    La vicenda Pecorelli, quale che sia l’esito istruttorio che essa avrà, ha, ai nostri fini, il valore di riconfermare l’informativa nella sua funzione, sulla quale si era in precedenza insistito in via di ipotesi; ma se questo è vero allora giocoforza ammettere che essa viene confermata altresì nel suo contenuto, nella sua attendibilità, poiché è di palese evidenza che la funzione non avrebbe potuto essere adempiuta al momento dell’utilizzo se il contenuto fosse stato destituito di ogni fondamento. Ed è altresì provato che chi aveva conservato per quasi trenta anni l’informativa negli archivi poteva gestire il documento, poiché essa era lo strumento attraverso il quale gestire la persona, come durante quei trenta anni era accaduto.
    Si vuole infine ricordare, nel quadro di riferimento che siamo venuti tracciando, un altro episodio che sembra inquadrarsi in modo univoco nell’esposizione sinora condotta. Citiamo, in proposito la risposta che il direttore del SID, ammiraglio Casardi, firmò in data 4 luglio 1977, rispondendo ai giudici di Bologna che indagavano sulla strage dell’Italicus. Essa va trascritta per esteso: “Il SID non dispone di notizie particolari sulla loggia P2 di Palazzo Giustiniani… non si dispone di notizie sul conto di Licio Gelli per quanto concerne la sua appartenenza alla Loggia P2 oltre quanto diffusamente riportato dalla stampa”.
    Non può non risaltare agli occhi, se non altro per questioni di stile, l’incredibile rinvio che un capo dei Servizi segreti fa alle notizie apparse sulla stampa, alla quale egli non ha vergogna di riportare il proprio patrimonio di conoscenze. Per valutare del resto il tasso di segretezza di queste notizie si pensi che siamo, a parte ogni considerazione, a due anni di distanza dalla delibera di demolizione della Loggia P2, decisa dalla Gran Loggia di Napoli, quando i Maestri Venerabili delle logge di Palazzo Giustiniani avevano ritenuto Licio Gelli e la sua loggia un peso troppo compromettente per la comunione. Come già detto, l’ipotesi della inefficienza sarebbe troppo macroscopica per venire nemmeno presa in considerazione.
    Ma il vero punto di interesse è che nel rispondere in tal modo il direttore dei Servizi negava al giudice inquirente la conoscenza delle notizie contenute nell’informativa, che, come sappiamo, era agli atti. Ciò avveniva non solo e non tanto per proteggere il Gelli, ma per la più sottile ragione che il patrimonio di conoscenze contenuto dal documento veniva considerato dai Servizi come lo strumento in loro mano per controllare l’individuo: in quanto tale essi non potevano che essere gli unici arbitri sul come e sul quando farne uso, cosa che, per l’appunto, si sarebbe verificata dopo poco più di un anno§

    giusto per ricordare che un comunista è per sempre, LICIO GELLI COMUNISTA

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Se l’offensiva nuclearista è per pappare i soldi del Recovery, l’idea che mi sono fatto è che – mi dispiace per voi o per i vostri amici – non ci sia trippa per gatti.

      • Fuzzy scrive:

        https://www.sciencedaily.com/releases/2021/05/210511081210.htm

        un riscaldamento massimo di 2°C può essere raggiunto con una crescita del PIL dello 0% utilizzando la tecnologia disponibile (cioè in linea con le tendenze tecnologiche).

        Una moderata decrescita che non comporta particolari sacrifici.
        Tutto qui. Lo studio è stato pubblicato su Nature. Fa parte di un filone di studi che a quanto pare ha raggiunto ormai una certa consistenza.
        Nulla che richieda tecnologie fantascientifiche.
        Basta fare.
        https://volerelaluna.it/commenti/2021/06/19/la-logistica-che-uccide/
        La logistica che uccide.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ fuzzy

          “fare”

          Fare anguscia, dicono a Genova.

          Questo è il classico articolo della serie ‘se mio nonno aveva le ruote era una carriola’.

          Cosa vuol dire ‘substantial reduction of energy consumption’?

          Chi deve ridurre, e come?

          Mi ricorda la favola dei topolini, del gatto e del campanellino da mettere al collo del gatto… 🙂

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Fuzzy scrive:

            https://www.nature.com/articles/s41467-021-22884-9
            Lo studio.
            Viene presa in considerazione anche la fattibilità.

            • 'Alam al-Mithal scrive:

              Non ho assolutamente le competenze necessarie per capire se la parte tecnica possa reggere.

              Mi sembra interessante quando dicono

              “From this perspective, degrowth is often considered economically inefficient, as the GDP loss is considered a cost and when weighted with the avoided CO2 appears to be overly expensive compared to technological measures52. However, this reasoning presupposes a fictitious ‘optimal’ GDP growth path, any negative deviation from which is a priori defined as a ‘cost’41. Importantly, GDP is not a neutral construct9. Thus, one needs to ask to whom costs occur, who profits, whose contributions are in- or excluded and finally who should decide this”.

              Nell’articolo si dice

              “research shows that in principle it is possible to achieve a high quality of life with substantially lower energy use and GDP9,16,17,20. As noted in the introduction, however, substantial socioeconomic changes would be necessary to avoid the effects of a recession. Moreover, the reductions and limits would need to be democratically negotiated”.

              Tutto bene, ma quando dicono

              “This is especially the case when considering the softer nature of social feasibility compared with socio-technical feasibility. We nevertheless stress that feasibility is a highly complex concept that can be interpreted differently and, in the case of individual scenarios, remains at least in part subjective”

              non stanno in pratica dicendo in scienziatese che i fattori socio-economici non possono essere predetti se non per linee probabilistiche (e ancora…)? Se anche la parte tecnica fosse solida, quali interessi economici e volontà politiche si farebbero carico, al momento attuale, di questa proposta? In un momento attuale, intendo, dove una parte consistente della produzione è legata non a “[achieving] a high quality of life” ma ad obsolescenza programmata, produzione di nuovi modelli, nuovi e più potenti processori e tecnologie affini, applicazioni belliche di quanto sopra con relativi interessi e le innumerevoli speculazioni finanziarie legate a tutto questo? E interessi contrapposti tra vari raggruppamenti di capitale, mentre questo, se tecnicamente possibile, richiederebbe un certo grado di collaborazione. A questo, corretto, uno studio tecnico-scientifico non può rispondere, sono questioni politiche.

              E’ probabile, anzi sicuro, che mi sfuggano cose fondamentali.

              • Francesco scrive:

                >>> “research shows that in principle it is possible to achieve a high quality of life with substantially lower energy use and GDP

                Sì vabbè, qui siamo a metà strada tra la scoperta dell’acqua calda e Quelli della notte.

                Almeno San Francesco lo urlava, di voler essere povero e felice. E c’è pure riuscito.

              • Fuzzy scrive:

                Certo, è una questione non tanto tecnica, ma piuttosto politica.
                D’altra parte prima o poi qualcuno si accorgerà che ci sono alcuni problemini tipo questo
                https://www.resilience.org/stories/2021-07-04/climate-change-consequences-too-hot-too-wet-and-out-of-time/
                Ma la decrescita non è un’opzione; è un ineluttabile destino, come circa scriveva Jacopi Simonetta. Quindi tocchiamo ferro e speriamo bene.

              • Francesco scrive:

                Senti, io ci credo anche al disastro del clima. Ma questo articolo neppure la Greta Thumberg!

                “Oggi sono andato in bici al lavoro e fa un bel freschino: l’emergenza climatica è FINITA!”. Ecco, il livello è quello.

              • Fuzzy scrive:

                È un articolo. Non uno studio. Ci sono pure gli studi.
                Quello pubblicato su Nature era uno studio, e pure cazzuto.
                Ma insomma la questione è volere o non volere vedere a quello che ti sta davanti agli occhi.

              • Francesco scrive:

                No dai, io sarò un bastardo cinico ma Nature propina una sarabanda di cazzate mai vista.

                Ora, secondo me il problema è molto più semplice: se vogliamo evitare il collasso del clima (e dell’ambiente in cui viviamo) dobbiamo abbattere il nostro impatto su di esso.

                Crepare è l’alternativa migliore, ad altissima efficienza.

                Impoverirci è un’altra possibilità, però occorre fare un discorso di classe e dire che “quelli di sopra” lo prenderanno nel culo alla grandissima, mentre “quelli di sotto” potrebbero anche farsi poco male o addirittura, se godono a vedere i ricchi nella merda, spassarsela un poco.

                Questo è lo scenario prospettato da Nature, sfrondato delle frasi pseudo-scientifiche.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Il mio- peraltro inutile- gradimento all’ipotesi dipende da dove fai cominciare il sopra e il sotto.
                In famiglia non abbiamo na lira dai tempi di bisnonno, quindi un po’ godrei a vedere Ferragni e Fedez a fare la vita che possono garantirgli le loro vere capacità.

                D’altra parte, rispetto al tenore di vita del Congo sono un nababbo, quindi non saprei.

                Però mi sa che anche in Congo ci sono i nababbi, ma veri…

              • Francesco scrive:

                Ah caro mio, Nature parla genericamente di equità nord-sud

                sospetto prospetti una bella vita alla congolese mediano, se capisci cosa voglio dire

                mi girano i coglioni SOLO perchè ci vorrebbero pure contenti

                🙂

              • Fuzzy scrive:

                Contenti…
                Dipende. Il riscaldamento globale non curato prevede fino all’estinzione dell’umanità.
                Se si preferisce si può fare anche così.
                Io no. Sarei disposto a mollare un po’ l’osso.

              • daouda scrive:

                quindi voi siete cosi idioti da credere che l’ineluttabile decrescita dovuta alla scarsità di risorse e consunzione del globlo non sia stata voluta proprio per questo?

                Cazzo, siamo arrivati al fatto che convenga un po’ mollare l’osso?
                Grandi, semper fidelis al traditore oppressore di turno!

              • Fuzzy scrive:

                https://it.m.wikipedia.org/wiki/Teorie_del_complotto_sul_riscaldamento_globale

                Teorie del complotto sul riscaldamento globale.
                Ma
                “Le prove del riscaldamento globale dovuto all’influenza umana sono state riconosciute dalle accademie scientifiche nazionali di tutti i principali paesi industrializzati[17]. Nessun organismo scientifico di rilievo nazionale o internazionale mantiene un’opinione formale dissenziente dalle sommarie conclusioni dell’IPCC”

              • fuzzy scrive:

                https://influencemap.org/report/How-Big-Oil-Continues-to-Oppose-the-Paris-Agreement-38212275958aa21196dae3b76220bddc
                Come le major petrolifere hanno speso 1 miliardo di dollari da Parigi per catturare la narrativa e fare pressioni sul clima

                Direi che se sul clima c’è un complotto è più probabile che sia questo.
                Ma su tale argomento si potrebbe discutere una vita senza mai venirne mai a capo. Perciò ognuno la pensi come vuole. Alla fine quelli che contano sono i fatti. Vedremo. Io, data la mia vetusta età da pensionato spero di non vedere. Dispiace per i giovani.

              • daouda scrive:

                dispiacite de tuo passato e delle tue colpe e di tutti i tuoi familiari e conoscenti che hanno collaborato.
                Quello te deve fa preoccupà

              • fuzzy scrive:

                https://www.rinnovabili.it/agrifood/sostenibilita-alimentare-pandemia/

                Che poi i giovani sarebbero la geneazione Z.
                (Solo che date le cronache qualcosa non mi torna)
                Di loro mi preoccupo, e di chi mi dovrei preoccupare, per i vecchi che tra qualche decennio non ci saranno più?

              • fuzzy scrive:

                https://energyskeptic.com/2021/jason-bradford-ideas/
                Per i suoi membri il ruolo di Brookside Farm è quello di fornire una parte sostanziale del loro fabbisogno annuale di frutta e verdura. Utilizzando le nostre tecniche agricole, stimiamo che una persona che lavora a tempo pieno potrebbe coltivare prodotti sufficienti per dieci o venti persone. Al contrario, un individuo potrebbe coltivare le proprie esigenze personali di frutta e verdura a tempo parziale, probabilmente mezz’ora al giorno, in media, lavorando su un’area delle dimensioni di una piccola casa (700 piedi quadrati di frutta e verdura più 700 piedi quadrati in colture di copertura). Gli americani si lamentano di sentirsi angusti per il tempo e oberati di lavoro. Ma è davvero così o è solo una funzione della dipendenza da una cultura dei media frenetica?

                Potrebbe sembrare fuori tema, ma con la logistica c’entra eccome.
                Se produci localmente il cibo non viaggia (tra l’altro dovendo essere refrigerato durante il viaggio e poi nei supermercati) e non deve essere confezionato.
                Si può fare.
                Pochi sanno che non solo gli ortaggi sono una risorsa, ma anche le foglie degli ortaggi.
                https://drive.google.com/file/d/1RVwofppBD1Nc4OZb92KpSaPlLnApVQQC/view
                Si possono essiccare, macinare e consumare per tutto l’anno, magari incorporandole in pasta, dolci e bevande.
                La funzione principale delle verdure è proteggere dalle malattie, poichè contengono Vitamine, Minerali, Fibre e Antiossidanti.
                Coltivare le verdure e anche la frutta, si può fare anche in città. Quindi cari cittadini, riscoprite l’agricoltore che è in voi, e non aspettate a darvi una mossa.
                Eh, eh!
                Mi sa che non gliene frega niente a nessuno. Perciò non faccio nemmeno la fatica di rileggere.

              • daouda scrive:

                Dai che cazzo staia ddi, del futuro non je ne frega n cazzo a nessuno mo dai retta ai cojoni come MM che se vojono pulì la coscienza pé credese umanitari ed “universali” nella solidarietà?

                Preoccupate dei complicismi del passato e del presente.

    • PinoMamet scrive:

      Ho visto anche un lungo servizio del TG sull’argomento, che poteva essere liquidato in pochi secondi.
      Le militari con i tacchi a dire il vero mi sembrano un po’ una fissazione dei paesi dell’est e non una novità. Boh.
      (In generale i tacchi alti come simbolo di femminilità sono una roba un po’ passé, ma una mia amica che lavora nella moda mi diceva, qualche anno fa, che a Mosca era comunissimo imbattersi in belle ragazze che escono di casa in orari antelucani già truccate e taccate…)

      Ultimamente c’è questa tendenza a prendere tutto enormemente sul serio!

      • Moi scrive:

        Si noti che dice “Soldate” e NON “Soldatesse”… ma non era un sogno erotico da Anni Ottanta !? 😉 😀 …

        Va be’, eran meglio gli hot shorts da Pin Up Anni Cinquanta 😉 !

        https://www.youtube.com/watch?v=m7JBVkiR7UA

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pino mamet

        Colpa mia, chiedo venia: per eccesso di concisione non ho spiegato il contesto del mio commento.

        Marciare in parata per una festa nazionale non dico bene ma appena decentemente è già impresa non banale cogli anfibi (e lo dico da ufficiale in congedo). Fuori dalla caserma avevamo due studi di podologia.

        Ma coi tacchi deve essere demente.

        Il comandante che ha consentito un massacro del genere andrebbe degradato.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Sì ma ho idea che in Europa dell’Est allora andrebbero degradati un bel po’ di generali… non so perché questa cosa venga fuori solo oggi con tutta questa notorietà!

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        vabbè, le russe sono così. In queste cose come le italiane in peggio.
        Diciamo le italiane di qualche generazione fa.

  41. 'Alam al-Mithal scrive:

    Per Moi. ti rispondo qui perchè “reply”, non ho capito perchè, a volte appare a volte no.

    “Alla UAAR ,ti dicono che la differenza fra Delirio e Profezia è … quanta gente e con quanta forza in campo ti viene appresso !” per quanto mi riguarda nell’UAAR sono esperti solo di delirio, in prima persona però.

    Sulla natura dei testi, certo, ma questo può rientrare nella questione, per fare un esempio, “la Torah ha x volti”, dove x varia a seconda del cabbalista. O anche, per sentire Moshe de Leon “Poichè la Torah è chiamata l’Albero della Vita. Come l’albero consiste di rami e foglie, di corteccia, midollo e radici, di cui ogni singolo elemento può essere chiamato albero, senza che essi siano essenzialmente separati l’uno dall’altro, troverai che la Torah contiene molte cose interne ed esterne”. Per quello che riguarda me l’analisi delle questioni socio-economiche e ambientali e lo studio filologico dei testi per ricostruire il contesto di formazione e sviluppo sei testi è necessario. Ma attiene ad un livello. Si può legittimamente pensare che sia l’unico esistente e pace. Ma se non si pensa questo si possono aprire altre letture. E leggere sia Mario Liverani che Henry Corbin. Possibilmente ricercando una coerenza di fondo in questa possibilità, non solo azzeccando con la sputazza il tutto. Io penso sia possibile, ma questo è solo il modo in cui sono arrivato a vederla io.

    • 'Alam al-Mithal scrive:

      “leggere sia Mario Liverani che Henry Corbin” da cui male che vada, e spero di no, viene fuori Dune di Frank Herbert.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ AAM

        “Dune”

        Aaaaargghh. 🙂

        Cos’hai contro quel capolavoro?

        (che ho letto appena una quarantina di volte)

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • 'Alam al-Mithal scrive:

          Al contrario, intendevo male che vada, se non si riesce a tirare fuori una buona filosofia (e spero si riesca), almeno esce fuori un grande capolavoro come Dune. Oh, è tra i miei preferiti.

  42. Moi scrive:

    La Guerra però NON è una Sfilata di Modelle :

    https://www.youtube.com/watch?v=h9Ne2ZBXKa0

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      In guerra sicuramente si va in uniforme da parata e sfilando con la fanfara in modo da attirare il fuoco nemico…

      • PinoMamet scrive:

        Beh, al tempo delle guerre napoleoniche non era troppo diverso 😉

        (ovviamente esagero, però almeno in teoria si andava davvero con uniformi sgargianti e di solito scomodissime, marciando in linea accompagnati da flauti e tamburi…
        la cosa poteva all’epoca avere persino un senso, considerando la distanza utile, la cadenza di tiro e la precisione delle armi dell’epoca, che imponevano un uso “di massa” per file- ma qualche volta non aveva senso neanche allora).

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Non escludo che in gran parte la disciplina delle parate moderne derivi proprio dall’epoca della “guerra in merletti”.

        • PinoMamet scrive:

          Credo proprio di sì…

          • Moi scrive:

            Qui all’ Inimico basterebbe un braccio meccanico e un boccione da bowling per far strike … oppure un “camione a randanello”[cit.] , stile Truck Jihad tipo Nizza.

            • Moi scrive:

              https://www.youtube.com/watch?v=3bJKX659Ui8

              le Aqvile … senz’altro qualcuno dirà ch’è “Roba da Fasci”, ma è vero anche che in Italia noi si ebbe pure per MinistrA dell’ Interno una certa _ Nomen Omen _ Menapace 😉 che da giovane militava come ZeKKa da Centro Sociale OKKupato !

              • Moi scrive:

                … ma non è un po’ un plagio dell’ Aida Verdiana ?!

                … una sputtanatura, però da “Maragli Pallonolàtri” 😉 , che più mi”trìgghera” 😉 è (Guajira) Guantanamera :

                https://www.youtube.com/watch?v=gdYIpvnzoW8

                https://it.wikipedia.org/wiki/Guantanamera

              • Moi scrive:

                Secondo me , Guantanamera è molto più bella di Bella Ciao … v.di Casa di Carta Netflixiana che le ha gemellate.

              • PinoMamet scrive:

                “… ma non è un po’ un plagio dell’ Aida Verdiana ?!”

                no, è proprio quella, con le parole cambiate.

                L’abolizione della leva obbligatoria mi ha risparmiato l’esperienza, ma chiedo a chi l’ha fatta: non ci si sente tremendamente ridicoli?
                a marciare cantando queste cose, come se fossero robe serie?

                è mia ferma convinzione che il tricolore e la retorica patriottica abbiano il loro degnissimo posto negli stadi di calcio, nel tifo degli sport olimpici, oppure quando c’è da difendere la dignità nazionale contro gli obbrobri culinari d’oltralpe, d’oltre-manica e d’oltreoceano.

                Quando c’è da rispondere all’americano che, saputo che sei italiano, ti dice “che bello, pensa che l’anno scorso sono stato a Parigi!”
                (successo a un mio parente)

                Fuori da questi ambiti, mi sembra una cosa talmente… boh… senza senso.

                Io gli avrei fatto cantare Jeeg Robot o Capitan Harlock.

              • roberto scrive:

                pino

                “non ci si sente tremendamente ridicoli”

                io ho fatto il servizio civile e quindi non ho esperienza diretta ma tra i miei amici tutti quelli che lo hanno fatto relativamente giovani (subito dopo la maturità) si sono molto divertiti, tutti quelli che l’hanno fatto dopo l’università lo raccontano come un’esperienza devastante (a parte un amico che ha fatto il corso da ufficiali ed un altro che si esaltava perché andava sui carriarmati)

              • Francesco scrive:

                io ho fatto naia negli alpini da vecchio, sui 25 anni

                non male, peccato che a sparare fossi una chiavica, il che rovinava tutto l’insieme

                marciato pochino e cantato pochissimo, è vero che mi hanno sbattuto in un ufficio dopo il primo mese

              • PinoMamet scrive:

                Ma non mi riferivo alla banca in sé (conosco anch’io molte persone che ci sono state bene, benino, e malissimo) ma proprio alle marce e alle canzoni militari che trovo piuttosto, direbbe Noi, “cringe-ose”

              • PinoMamet scrive:

                “banca” è correttore-automatichese per “naja”

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “ridicoli”

                No.

                Lo posso dire da sottotenente di complemento in congedo.

                Ci sono tante fesserie nella vita mutare, ma non quella.

                C’è chi ci è morto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “C’è chi ci è morto.”

                Anche per difendere il Sudtirolo dall’Italia!

              • PinoMamet scrive:

                Brutte sono brutte, ma non credo che qualcuno sia morto per aver cantato una di questa canzoncine, eh…

                e non fare la retorica patriottarda con me, non attacca. C’ho i muri pieni di medaglie della Prima guerra.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Magari intendeva che c’è chi, mentre cantava quella roba, è morto in incidenti dovuti al mancato rispetto da parte delle forze armate della normativa sulla sicurezza sul lavoro…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Sudtirolo”

                Infatti non sono ridicoli neanche gli inni degli altri.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Infatti non sono ridicoli neanche gli inni degli altri.”

                Allora siamo d’accordo!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma esattamente chi è morto per l’Italia in tempi recenti? Mi pare che risalga al 1915 l’ultima guerra dichiarata in nome dell’unità nazionale.

              • PinoMamet scrive:

                Allora, il fratello di mio nonno, ardito, è morto, e attualmente sepolto in un sacrario dei caduti a Bolzano (anzi, proprio sul confine, mi pare).

                Sicuramente è morto, secondo lui, per l’Italia;
                sicuramente Bolzano non fa parte dei territori italiani (mentre Nizza per esempio sì) ed è italiana per uno scherzo della Storia;

                sicuramente con tutto il rispetto poteva risparmiarselo (era già stato congedato e medagliato ma ha voluto tornare al fronte di sua volontà);

                ma più sicuramente di tutto, NON è morto per una canzonetta.

                Qualunque cosa si pensi delle sue idee.

                E mi riservo di trovare brutte e ridicole tutte le canzonette che voglio.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “canzibetta*”

                Nessuno muore per una canzonetta, ma per quello che rappresenta.

                Nella WW1 non c’erano YouTube e DVD, e pochi avevano la radio: c’erano le canzonette.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. mi è capitato di commuovere degli inglesi quando ho dimostrato di conoscere la Liro “It’s a long way to Tipperary”

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                Canzibetta=canzonetta, Liro=loro (mannaggia al correttore ortografico del telefonino!)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Canzibetta=canzonetta, Liro=loro (mannaggia al correttore ortografico del telefonino!)”

                Capirei il contrario, tipo tu vuoi scrivere Calascibetta e ti esce canzonetta…

              • Simone B scrive:

                Per Pino:
                ” ma chiedo a chi l’ha fatta: non ci si sente tremendamente ridicoli?
                a marciare cantando queste cose, come se fossero robe serie?”

                Il servizio militare l’ho fatto a suo tempo e ti dirò che durante il CAR ho cantato anche io quelle canzoncine assurde ma in quel frangente non le consideravo stupide; sarà stata la situazione di novità, sarà stato il cameratismo, sarà stato che l’ho vissuto come un gioco ma cantare e marciare lo trovavo divertente.

                Poi una settimana dopo il giuramento sul soldato di leva calava l’atteggiamento del reduce ed anche quelle canzoncine venivano considerate poca cosa.

  43. Moi scrive:

    A proposito di Guerra … vi consiglio il cartone animato satirico “‘ignorante” 😉 sulla Rivoluzione Americana :

    https://www.youtube.com/watch?v=S73kRXTjHCs

  44. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=Upf-5IzzEA4

    Small Details You Missed in America: The Motion Picture | Netflix

    (c’è qualche Spoiler … NON è accuratissima 😀 , la ricostruzione storica , ma a Hollywood c’è di peggio ! 😀

  45. Miguel Martinez scrive:

    Dramma sul fronte meteo:

    Meteo PROSSIME ORE: tra poco NUBIFRAGI, TEMPORALI e GRANDINE GROSSA su molte regioni. Tendenza

    mezza EUROPA KO colpita da TEMPESTE di GRANDINE e VENTO, la SITUAZIONE è ESPLOSIVA. Conseguenze in ITALIA

    COMUNICATO UFFICIALE URGENTE: CROLLA TUTTO prima del PREVISTO! Sogni e Dubbi di una ESTATE che Va

    STOP alla BELLA ESTATE! STRANA BOLLA a 51.3°C dal Sahara verso ITALIA. Ci saranno scenari ESTREMI

    • Francesco scrive:

      COMUNICATO UFFICIALE URGENTE: CROLLA TUTTO prima del PREVISTO!

      ma questi sono i tuoi amici di Seneca! secondo lavoro?

      😀

  46. daouda scrive:

    Wuindi mi ritrovo che l’unico che me segue è que cohone di Moi, Al mastafassi che ancora non ha capito chi è rispetto alle multiple personalità di Miguel mi ha dato credito nel paventare ( chiaramente lo fa per darmi raggiona alla bene’emmeglio, ossia : quer coje pare sapre intrighi quindi è meglio che me ne distanzio ma lo appoggio allo stesso tempo, dunque lo blandisco disconstandomici, valendo ancor di più nel non sapere che cazzo io stia facendo aka tu aka tu non sai che cazzo fai ) una sua propria neutrale incolpita comprensione sub-sovra , sovra-sub, quindi lui.
    Questo è il gioco degli amici di MM.
    lù lì là lì qua qua.
    Se giustamente gli ricordi che proprio alla luce della loro buona coscienza sono i migliori alleati della merda, proprio per la loro bontà , à ,à , à , che l’eco fa bene, proprio per questo…che era l’innesco.
    Al mus fati è n’antra metamorfosi come Moi visto che siete sempre correlati, ve palleggiate te e moi MM, ve spartite.
    E credi che sia scemo a scriverlo? Ad esporlo?
    Spunto ma sunto per insulto ch’è desunto se…

    Già mài comprato tute le parrole , e quindi pur’io ad estenà sò vigliacco e piagnone, e rimpiguiamo tutti la “Leggione”.

    p.s. ismaelismo il coniglio al gran consiglio, yocktanismo induismo che non pensavo di dirlo, edomismo mi dico tu, che tu più non sai, giacobbismo eri cristiano ma non si sa mai!

  47. KARL scrive:

    Credo comunque che questa ondata di aumenti prezzo di tutte le materie prime che è partita dalla fine dello scorso anno, sia segno che non è più sostenibile questa politica dei prezzi bassi al cittadino urbanizzato, neanche se i lavoratori della logistica lavorassero gratis, e il motivo è la crescente scarsità di tutto, in primis il petrolio. Faccio presente che l’affitto di un container dalla Cina all’Europa fino all’anno scorso costava 1,500 Euro, adesso abbiamo raggiunto i 6,000 Euro. C’è anche forte scarsità di microchip, quelli che fanno andare avanti tutta la baracca globalizzata, inclusi i post di Fedez-Ferragni.
    Probabilmente torneremo alla cara e vecchia schiavitù, i pretesti non mancheranno, per esempio i debiti non pagati oppure un sistema carcerario sul modello americano.

    • 'Alam al-Mithal scrive:

      Ovvero “Ritorno al Tardo-Bronzo”; con patti tra stati (anche unilaterali, come facevano gli ittiti all’apice della potenza) per restituirsi gli schiavi fuggiaschi, la sparizione della remissione dei debiti (o la comparsa della clausola “anche in caso di remissione, il debitore non sarà liberato”, clausola che il re non ha più interesse a contrastare) e del ruolo attenuante del re “padre pastore” di matrice amorrea, che invece diventa pienamente parte dell’ élite maryannu, aristocrazia militare che diviene oligarchia “internazionale” su base economica terriera, autoreferenziale tra rapporti “personali” interni e imparentamenti. Già ci siamo avviati da un po’ per questa via mi sembra. E’ da un po’ che penso che se non si riequilibra il tutto, e non sembra possibile anche se spero di sbagliarmi, la “decrescita” (più il collasso) verrà da sè per consunzione dei materiali fondamentali a questo sistema. Però non è una previsione, è una possibilità, sviluppi tecnologici compensativi, persino un’improbabile (estremamente improbabile vedendolo ora) cambiamento sociale, certo non senza costi anzi, o altro ancora sono sempre possibilità. E una cosa è vedere il negativo, tanto, una cosa è fare come certi giornali comunisti che non riuscendo a vedere altro sono diventati annunciatori dell’apocalisse (no, davvero, hanno o meglio martellano su un “orologio dell’apocalisse” https://contropiano.org/news/scienza-news/2020/02/01/per-chi-suonera-la-mezzanotte-0123574). Da chiedere, ok, perchè non ci spariamo tutti, allora? Meglio l’atteggiamento di Miguel, mi pare.

  48. Moi scrive:

    SEGNALAZIONE @ TUTTI/E/*

    Si torna un po’ a respirarearia da 2019 … finalmente 😉 un altro po’ di Statuone di Personaggioni da tirare giù !

    … Stavolta in Canada, tocca alla Regina Vittoria !!!

    ————————————————————————————-

    Statues of Queen Victoria, Queen Elizabeth toppled in Winnipeg on Canada Day

    https://torontosun.com/news/national/statues-of-queen-victoria-queen-elizabeth-toppled-on-canada-day

    ________________________________________________

    https://www.lintelligencer.com/justin-trudeau-is-asked-about-the-toppling-of-statues-of-queen-elizabeth-and-queen-victoria-16178-2021/

    … E pure l’ attuale Elisabetta II, NON credevo che potesse aver statue da stare ancora al mondo !

  49. Moi scrive:

    Insomma, si disvela il Lato Oscuro del Meraviglioso Civilissimo Canada (… che mica come gli USA, Signora Mia,eh ! ) ai tempi delle Integrazioni Rapide Forzate per il Bene dei Selvaggi (che sono Civilissimi Liberali, eh … mica Barbari NaziFascisti o Comunisti !)

    https://www.nbcnews.com/news/world/canada-pressured-find-all-unmarked-indigenous-graves-after-children-s-n1269456

    Canada pressured to find all unmarked Indigenous graves after children’s remains are found
    Lawmakers and First Nations groups are calling for all former residential schools across Canada to be examined for signs of unmarked graves.

  50. Moi scrive:

    Insomma … ‘sto Canada Day NON è poi così diverso dal Columbus Day “di Quegli Altri-Là” :

    https://globalnews.ca/news/7997904/indigenous-leaders-react-canada-day-protest/

    ‘Statues can be replaced, children can’t’: Indigenous leaders react to Canada Day protest

    • Moi scrive:

      Statues of British queens toppled in Canada – BBC News

      https://www.youtube.com/watch?v=GJmdb8hmWzw

    • PinoMamet scrive:

      Minchia però che noia ‘ste rivendicazioni simboliche.
      Ora, con tutto il bene: hanno scassato.
      l’America è stata conquistata dagli europei, non viceversa.
      Le culture native sono bellissime, hanno subito moltissime ingiustizie, tutto vero, tutto giusto; ma hanno perso, e nessun rovesciamento di statue riuscirà a rovesciare la Storia.

    • habsburgicus scrive:

      il 1 luglio 1867 nacque il Dominion of Canada (dal 1982 de iure solo Canada, de facto molto prima) dalla federazione di 4 colonie britanniche con storia diversa:
      1.Lower Canada (il Québec) a stragrande maggioranza francese cattolica garantita dal Quebec Act del 1774 passato ai Comuni dopo una seduta drammatica in cui volarono sedie 😀 fu il PRIMISSIMO atto britannico che derogò alle leggi di Elisabetta che, se applicate nella loro interezza (ciò che avvenne di rado) avrebbero proscritto nel sangue ogni traccia di “popish superstition”; dal 1760 (conquista) o meglio dal 1763 (pace) Londra con quel pragmatismo tutto britannico si “dimenticò” di applicare le leggi di Elisabetta in Canada ma chiaramente la situazione andava regolarizzata, non si poteva continuare a tentoni; c’erano due strade, o la protestantizzazione forzata o la tolleranza; Londra, memore dell’Irlanda scelse la seconda, contribuendo al fanatismo anti-cattolico in New England (eh sì, la storia canonica della rivoluzione USA è falsa come una banconota da 300 euro 😀 ora si riconosce ampiamente che i coloni la fecero ANCHE per opprimere di più gli indiani e schiavizzare meglio i neri, ma ancora si stenta a riconoscere che ALL’INIZIO la rivolta fu triggerata da un’ondata di neo-puritanesimo in New England contro Londra che tradiva i principi della “religione riformata” dando privilegi alla “marmaglia papista” per giunta di un’altra lingua “incomprensibile” 😀
      2.Upper Canada (l’Ontario) unito al primo dal 1791 al 1837/1840
      3.Nova Scotia (ex-Acadia francese, ai britannici sin dal 1713 a Utrecht ma gli acadiani cattolici furono espulsi solo nei 1740′ e nei 1750′ e si recarono nell’attuale Louisiana o anche in attuali Maine e Illinois)
      4.New Brunswick c’erano anche dei francofoni cattolici
      negli anni successivi si aggiunsero
      Manitoba
      British Columbia cioè l’Oregon del nord (Vancouver) lasciato a Londra col trattato del 1846 (i manifestanti USA, come è noto, urlarono “fifty four forty or war” 54° 40′, che fa quasi rima :D, ma alla fine i DEM di Polk -che stava illios diebus spogliando gli antenati di Miguel :D- si accontentarono del 49° parallelo che prolungava una linea del 1818 o 1817)
      Prince Edward Island
      e poi
      Saskatchewan
      Alberta
      poi c’é lo Yukon, i Northern Territories e ora il Nunavut

      il Canada fu il primo Dominion britannico (non aveva la bandiera odierna che c’é solo dal 1965, aveva una red flag con la Union Jack)…a questa categoria furono poscia ascritti il
      Commonwealth of Australia (1901)
      Dominion of New Zealand (1907)
      Union of South Africa (1910)
      Irish Free State (1922-1937)
      Newfoundland, da 1919/1926 ai 1930′ (nel 1949 fu incluso in Canada)
      le fonti coeve definiscono Dominions o “non-whites Dominions” financo India (1947), Pakistan (1947) e Ceylon (1948) ma è chiaro che oggi se uno definisce così l’India si becca in un battibaleno un pugno in un occhio 😀
      in pratica Dominions erano i paesi che riconoscevano il Sovrano del Regno Unito come proprio (l’India non più dal 26/1/1950, il Pakistan non più dal 23/3/1956): credo che ancora il Ghana in qualche documento sia stato definito Dominion (6/3/1957..divenne Repubblica in 1960)..
      dal 1960 al più tardi–ma nei fatti prima- Dominion divenne un termine archeologico 😀

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “(eh sì, la storia canonica della rivoluzione USA è falsa come una banconota da 300 euro 😀 ora si riconosce ampiamente che i coloni la fecero ANCHE per opprimere di più gli indiani e schiavizzare meglio i neri, ma ancora si stenta a riconoscere che ALL’INIZIO la rivolta fu triggerata da un’ondata di neo-puritanesimo in New England contro Londra che tradiva i principi della “religione riformata” dando privilegi alla “marmaglia papista” per giunta di un’altra lingua “incomprensibile” ”

        Vedi che prima o poi sarà ricordato anche questo e sarà presentato una cosa positiva 😀

        • habsburgicus scrive:

          😀

          • Moi scrive:

            Però tutto ‘sto Furor NeoGiacobino ipso facto … non è che l’ Applicazione Pratica più plateale di un Revisionismo AntiBianco-Occidentale iniziato da “Noi Stessi” da decenni … anzi : decadi ! 😀

            Si inizia con le pallose Conferenze / Lezioni nelle Università Americane, poi le si emula in Europa … poi approdano a “Instruvire Ninì” [cit.] a livello di massa con l’ Intrattenimento (che una scena e un ‘ immagine si ricordano meglio di tante pagine scritte … )

            In conclusione, mimeraviglia che ‘sto Furor NeoGiacobino ipso facto ci abbia messo “così tanto tempo” (!) a concretizzarsi …

            In ogni caso, forse perché “inedito”, vedo anche che il “Genderismo” si diffonde molto più rapidamente e capillarmente dell’ AntiRazzismo.

            E cmq sono due “Fenomeni Culturali di Massa” molto “intersecati”, matematico-insiemisticamente parlando.

            • Moi scrive:

              “Instruvire Ninì” [cit.] a livello di massa con l’ Intrattenimento (che una scena e un ‘ immagine si ricordano meglio di tante pagine scritte … )

              ———-

              Questo lo capì benissimo fin da subito anche il Ragazzone Pelatone di Predappio ! 😉

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ habsburgicus

        “300 euro”

        Un po’ come i texani che combatterono e vinsero per l’indipendenza dal Messico che voleva fargli abolire la schiavitù dei neri.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • 'Alam al-Mithal scrive:

          Per poi costrurci sopra, soprattutto sulla vicenda di Alamo pesantemente rimaneggiata, una retorica della lotta disperata ed eroica per la libertà falsa come la suddetta banconota. E archetipo delle narrazioni chiagne e fotte satunitensi.

      • Francesco scrive:

        da quando gli USA iniziarono a essere invasi dalla marmaglia papista (irlandesi, italiani, bavaresi, per non parlare degli spagnoli in Florida e dei francesi in Lousiana)?

        un pò mi stupisce questa idea di purezza riformata degli States

        e poi la schiavitù non era una tipicità locale degli stati del Sud fin dall’inizio? con tanto di dibattito costituzionale in merito?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “stupisce”

          In effetti sembra ridicola.

          Ma dato che i Founders Fathers erano tutti WASP, chi WASP non è può essere descritto come una “marmaglia invasore”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          Però ricordiamo che gli spagnoli di Florida, Nuovo Messico, California ecc. sono stati conquistati dagli statunitensi.

          Lo stesso vale per i francofoni, tutto sommato.

          Irlandesi, italiani, e qualche volta persino tedeschi (i quali ultimi sono pure la maggioranza dei “bianchi” USA) era tutta, appunto, gentaglia poco ben vista e considerata difficilmente integrabile.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Il buon razzistissimo (arrivava a parlare male degli ebrei pure davanti alla moglie ebrea) Lovecraft identificava come immigrazione cattiva (gente che “non amava la bandiera” o una roba del genere) quella di mediterranei, polacchi e compagnia. Sugli irlandesi mi pare che fosse più sfumato, ma potrei ricordare male.

            • 'Alam al-Mithal scrive:

              No, no, ricordi bene. Il protagonista di “Orrore a Red Hook” è il poliziotto di origine irlandese, nato a Dublino, Malone, quindi tra i “buoni”. Per le orde incomprensibili, ecc. abbiamo, nello stesso racconto,

              “La popolazione è un groviglio inestricabile, un enigma: siriani, spagnoli, italiani e negri vivono gli uni sugli altri […]”

              Poi in vari racconti ci sono anche arabi, in senso ampio ed asiatici.
              In Providence Alan Moore fa un gran lavoro a rielaborare tutto questo.

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                Ah sì, quasi scordavo: i “cattivi cattivi”, quelli del culto innominabile di “Orrore a Red hook” sono Yezidi. Però poi nei racconti di Lovecraft, queste “epidemie di corruzione” diventano narrativamente gravissime quando trovano appoggio in bianchi degenerati, in questo caso Suydam, “di antica famiglia olandese” o quando giovani bianchi di buona famiglia vengono corrotti e/o alienati da incontri del genere (“Medusa”, in collaborazione è uno degli esempi migliori/peggiori ma ce ne sono ben altri).

              • PinoMamet scrive:

                Che poi uno yazida lo conosco ed è un bravo ragazzo…

          • Francesco scrive:

            beh Pino

            gli spagnoli di Florida sono stati acquistati

            come i francesi della Louisiana

            !

        • habsburgicus scrive:

          @Francesco
          nel 1776 (dati alla buona eh 😀 un po’ perché son io a non saperlo, ma anche perché i dati precisi mancano :D)
          la popolazione era da ritenere INTEGRALMENTE protestante nel New England (100 %) e al Sud (se non 100 %, 99, 9 “)
          nel Centro, i cattolici erano assenti in Delaware (i francesi, pochi, erano forse ugonotti) e saranno stati il 2 % in Pennsylvania e a New York (in città forse anche il 5-10 %) e solo in Maryland raggiungevano il 15-20 %
          insomma, in tutti i nascenti USA, i cattolici erano al più l’1-1, 5 % concentrati in Maryland e a New York City (e anche lì non erano poi tantissimi)
          etnicamente, gli anglosassoni (inclusi gli Scotch-Irish, protestantissimi-.i veri irlandesi erano ancora rari) saranno stati il 90 %..il resto era composto da tedeschi (Pennsylvania), olandesi (New York), ugonotti (South Carolina, New England), svedesi (Delaware)
          insomma nel 1776 gli USA nascenti erano fra i paesi più protestanti al mondo e a dominazione anglosassone assoluta (nella sola Pennsylvania sopravvivevano forme di “tedesco” chiamato “dutch”, olandese :D)

          • Francesco scrive:

            così pochi gli irlandesi?

            • habsburgicus scrive:

              quelli veri sì….iniziarono in massa dai 1830′ e soprattutto 1840′, dopo una notevole parentesi già in età napoleonica
              gli ulsteriani erano invece caterve sin dal primo Settecento e si stanziarono soprattutto nei Piedmont (oltre la costa, verso i monti)

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ habsburgicus

                “Piedmont”

                Nome decisamente italiano, sembrerebbe 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • habsburgicus scrive:

                se vuoi saperne di più leggiti ad esempio Jay P. Dolan, “Irish Americans. A History”, il primo capitolo….
                vi è una ragione per la rarità di cattolici; la prima è che i cattolici in Irlanda erano autentici iloti e manco possedevano nel Settecento i soldi nel viaggio, la seconda è nel fatto che tutte le colonie penalizzavano i cattolici (il New England e la South Carolina li escludevano nominativamente, in South Carolina insieme alle “donne di malaffare” ai bari e ai delinquenti)
                purtroppo la parola “irlandese” è ambigua -oggi ancor di più perché l’Irlanda non più cattolica ci marcia e fa apposta confusioni per “abbellirsi”, laddove un tempo una tale appropriazione avrebbe fatto inorridire ogni irlandese cattolico 😀
                insomma “irlandese” può significare due cose in USA:
                i.un tipo proveniente dall’Irlanda
                ii.un irlandese di etnia (lingua no, è di fatto estinta come sapete)
                nella storiografia USA quando si parla di “irlandesi”
                1.prima del 1800 si intendono di solito [a meno di specificazioni] i protestanti fanatici, pieni d’odio per “the whore of Babylon, the wicked Rome”, provenienti dall’Ulster i primi a offendersi qualora illo tempore [oggi è cool, allora no :D] uno li avesse definiti irlandesi, come la “feccia papista” da loro massacrata in Ulster e oppressa altrove nell’isola ingrata ex-cattolica
                ii.dopo il 1800, per “irlandesi” si intendono invece, di solito, gli irlandesi cattolici (e uno storico del presbiterianesimo USA si lamenta del disinteresse per i protestanti irlandesi post-1815 che insomma, in minima parte è vero, continuarono a emigrare !)
                donde la confusione
                credimi..prima del 1800 gli italiani veri, cioè cattolici, negli USA si contavano quasi sul palmo di una mano ! e a Boston non ve ne erano..quella Boston che nei giorni d’oro dei Kennedy sarà irlandese al 70 ! oggi, meno eh

              • habsburgicus scrive:

                @ADV
                si..ma lo chiamano così 😀 (Virginia, North Carolina ecc)

              • habsburgicus scrive:

                irlandesi veri, non italiani veri 😀 😀

              • Francesco scrive:

                ma quanti cacchio di abitanti potevano avere Ulster e Scozia per riempire l’America del Nord?

              • habsburgicus scrive:

                allora l’America era poco popolata, bastava poco per riempirla 😀
                specialmente il West che allora voleva dire 50 miglia dalla costa :D, che era appunto il luogo ove si recavano gli ulsteriani e gli scozzesi

              • Francesco scrive:

                OK ma allora francesi e spagnoli come mai erano così pochi da essere “cedibili” senza problemi?

                Capisco olandesi e tedeschi privi di stati abbastanza forti alle spalle.

              • habsburgicus scrive:

                gli spagnoli innanzitutto erano perlopiù meticci (tranne in California e dicono, a San Antonio de Béxar oggi Béjar)..poi qualche problema lo diedero..inoltre divennero sudditi USA in un’epoca in cui i cattolici c’erano, e iniziavano pure le conversioni tra l’élite anglosassone (specie al Sud), vi fu un virginiano, Floyd, che fu Segretario alla Guerra nei 1850′ che si fece cattolico, Douglas il DEM avversario di Lincoln aveva una moglie cattolica…era già tutto diverso, siamo nell’Ottocento..la Gran Bretagna non ebbe mai spagnoli, se escludiamo la Florida per venti anni (1763-1783) e pare che i pochi spagnoli siano stati invitati ad andarsene !
                la Louisiana divenne USA nel 1803 in pieno bonapartismo…la Francia non era più associata al Cattolicesimo ma al giacobinismo, amato da Jefferson..e i francesi subito cooptati nell’élite bianca
                del resto vale per la Louisiana, un po’ prima, quanto ho detto per gli spagnoli…erano ormai altri USA dove i cattolici incominciavano ad apparire meno esotici
                P.S mi permetto di dire che la Florida non fu acquistata dagli USA o meglio non fu ceduta liberamente…prima il rabido anticattolico, razzista e massone Andrew Jackson (pres. 1829-1837) invase la East Florida (Florida odierna) in c.a 1817-1818 poi la Spagna dovette cederla per un’elemosina 😀 trattato Adams-Onis del 1819, caro ai messicani, perché fissava le frontiere del Messico (ancora spagnolo) molto a nord, anche se lasciava alla Louisiana USA un pezzo del viejo Tejas con Natchitoches, cittadina un tempo spagnolissima ! la West Florida (costa AL e Miss., non spagnola fino al 1763 ma francese) fu presa manu militari ancora prima, nel 1811, e ceduta de iure in seguito…se queste per voi sono acquisizioni 😀

              • Francesco scrive:

                Grazie Hasb

                mi mancavano questi “piccoli” dettagli

                mi resta la domanda sulla demografia: i britannici erano quattro gatti, rispetto ai francesi, come hanno fatto a essere la potenza dominante in NA come numeri? hanno assorbito i tedeschi?

              • habsburgicus scrive:

                penso di sì…e, poi, anche gli scandinavi

  51. daouda scrive:

    Eccoci. Sconfitte tutte le avversarie europee possibili antagoniste sul cammino di questa Italia, non rimane che la Danimarka faccia il colpaccio contro le merde anglo-edomite e dunque in ricordo di Jun Misugi ossia Julian Ross aka Eriksen in Capitan Tsubasa/ Holly e Ebnji , possa vincere l’europeo allora in finale contro l’Italia che, in tal caso, da buon italico anti-italiano, potrei disprezzare in tutta serenità invece di doverla tifare a muso storto.

    DAJE DANIMARCA!

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ daouda

      “DAJE”

      Daouda, io e te troviamo vieppiu’ insospettate convergenze d’animo 🙂

      L’ultimo giorno di lavoro a Oxford lasciai sulla porta un post-it con su la scritta

      W APPELIUS

      (Forse non tutti sanno che…

      …Appelius era lo pseudonimo del giornalista inventore del motto

      DIO STRAMALEDICA GLI INGLESI)

      Mía, ti xe’ abbeli-nóu ti, o sun mi che son adesciôu?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • daouda scrive:

        mmo non so se nel caso di vittoria danese tu la tiferesti anche in finale contro l’Italia ma ad ogni modo è evidente che gli anglo-edomiti cosmopoliticisti facciano schifo.

        Bene

        • Francesco scrive:

          piano

          nell’Inghilterra gioca Harry Kane

          prototipo del centravanti “Rombo di tuono”

          non posso esimermi dal tifare per loro

  52. Andrea Di Vita scrive:
    • PinoMamet scrive:

      Non me ne intendo e tendo a non intervenire sull’argomento, ma mi sembra un articolo piuttosto confusionario.
      L’unica cosa che ho capito è che Cingolani vorrebbe far ritornare il nucleare in Italia dalla finestra.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pino mamet

        “confusionario”

        Lo è. Però è il Fatto Quotidiano, che vuoi farci…

        “finestra”

        Magari. No, è solo che per ora si va di metano. Poi quando il costo del metano salirà sarà la gente a chiedere di tornare al nucleare (di quarta generazione).

        Una cosa alla volta. La via del rinsavimento è lunga e irta di ostacoli.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Cito una frase che mi ha colpito:

      “…dimostra che gli impatti dell’energia atomica sono per lo più comparabili con quelli dell’idroelettrico e delle rinnovabili, per quanto riguarda gli effetti non radiologici”

      sarà a causa della mia ignoranza, ma mi suona come “l’impatto della pallottola 357 Magnum è perlopiù comparabile con quello della torta di panna, per quanto riguarda gli effetti non balistici

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pino mamet

        “panna”

        È vero. Ma troppo difficile per il Fatto Quotidiano chiarire che qui manco c’è la panna. (Hai presente quanto sono radioattivi i fumi di una centrale a carbone?)

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Fuzzy scrive:

          Ma poi tra l’altro il carbone ha i suoi problemi economici. Per fortuna.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ fuzzy

            “fortuna”

            Vero.

            Ricordo però che quando ELF ha avviato la revisione annuale del 30% dei suoi reattori per tre anni di seguito ENEL ha dovuto riattivare la centrale a carbone sotto la Lanterna.

            Altro che ventole e specchietti.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Mi pare ovvio: usi quello che hai già pronto, mica quello che devi ancora costruire. Tu quando salta la corrente in cassa accendi le candele o fai partire il gruppo elettrogeno che non hai? Quindi le candele sono meglio di un gruppo elettrogeno?

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                Va bè, comunque la patente verde il nucleare ce l’ha già. Almeno, nei cartoni ha quella rassicurante aura verdastra che mette allegria al solo vederla. Heh.

    • Fuzzy scrive:

      Dunque, il gas dalla Russia, e per forza. A caro prezzo?
      Le mini centrali nucleari pure? Per i paesi dell’est mi sa di si, ma tiro a indovinare. La Francia? Mah.
      Eurasia, stiamo arrivando!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ fuzzy

        “Eurasia”

        Beh, come dicono gli anglofoni “it beats the alternative”.

        D’altro canto smart grid di fotovoltaico su scala dei TWh avrebbero senso pure loro solo su scala continentale, per cui come direbbero a Napoli ‘chi lascia la via vecchia per la via nuova sa quel che lascia non quello che trova’.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • daouda scrive:

        L’Eurasia è il futuro dopo il ridimensionamento USA.

        Quelle che i fabiani ed i bolscevichi han sempre voluto d’altronde, dopo aver sfruttato il loro pupazzo Adolfo ora è tempo di abbandonare anche gli USA

        • 'Alam al-Mithal scrive:

          Per Fuzzy
          Eurasia? Ci sono sempre molte forze in campo e molti processi, quindi varie possibilità; si vedrà quale sarà il risultato delle interazioni in corso . E anche quando le situazioni si stabilizzano per un certo tempo, decenni o qualche secolo, i mutamenti non si fermano e la storia va avanti.

          Riguardo quello che dici sopra, sì una “decrescita” forzata mi sembra probabile prima o poi, anche se non sicura. Una tragica ed estremamente sanguinosa decrescita forzata, se si arriva a quel collasso. Ma anche se posso arrivare a immaginare persino uno scenario come il dopo-epidemia de “La peste scarlatta” di Jack London, non so perchè ma non penso che questo vorrà dire l’estinzione dell’umanità. Come dire, a sensazione, non credo sia così che questa storia, la nostra, finirà.

        • Francesco scrive:

          perchè mai parlare di Eurasia?

          fino a Mosca, anzi fino agli Urali, è tutta Europa!

          anche se rimango un atlantista, sarebbe Europa, non Eurasia

          ciao

          • Peucezio scrive:

            L’Europa non esiste: gli Urali non sono un confine tale da configurare una partizione continentale.

          • PinoMamet scrive:

            Nella letteratura russa c’è a lungo un dibattito se la Russia sia europea o meno, e se nel caso di risposta negativa, se possa essere considerata asiatica.

            L’europeizzazione della cultura (alta) è comunque sicuramente settecentesca, non più antica.

            Ma non solo la Russia!

            Su youtube seguo EasyGreek (ma anche Easy-un sacco di altre lingue 😉 ) sono filmatini per strada con sottotitoli, molto comodi per esercitare le lingue.

            Ce n’è uno in cui si chiede agli inteervistati se pensano che la cultura greca sia europea o medio-orientale/asiatica, e mica tutti sono convinti di essere “europei”…

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Secondo me tutto deriva dalla sinonimizzazione di Europeo con Europeo occidentale (nel senso di erede dell’Occidente latino). In questo senso il confine dell’Europa può benissimo fatto passare per la Bosnia, i Carpazi e il Lago dei Ciudi.
              Solo che non credo che l’Albania e l’India abbiano così tanto in comune, togliendo il fatto che i nomi dei Veda siano evidentemente di derivazione albanese. 😀

              • Francesco scrive:

                😀

                concordo con MT!

                sarò prepotente ma io in Europa voglio Mosca e Varsavia, Buda e Pest, pure la Crimea con le colonie genovesi e se riesco l’Armenia cristiana

                già mi costa rinunciare a Costantinopoli

                🙂

              • 'Alam al-Mithal scrive:

                Concordo. Ma alcune zone potrebbero essere considerate di “interfaccia”, no?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Armenia”

                La Georgia cristiana ti fa schifo?

                Oltre alla cristianità, sembra fosse la Colchide del Vello d’oro. (mentre l’Armenia diede ricetto al fuggitivo Annibale)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                L’Armenia è oltre la Georgia: non sarebbe nemmeno sullo spartiacque.

              • Francesco scrive:

                Chiedo venia per la mia ignoranza in fatto di geografia caucasica!

                Noiosi che non siete altro

                🙂

              • habsburgicus scrive:

                nel dicembre 1918, tanto per passare il tempo 😀 -la Grande Guerra era appena finita, l’ombra di Kemal (che avrebbe dato il colpo di grazia agli armeni) non era ancora sorta, Lenin non aveva ancora marxistizzato il Caucaso e i bianchi si occupavano d’altro (pure a noi non era ancora stato offerto né a fortiori rifiutato il mandato sulla Georgia !) – georgiani e armeni pensarono che non si potesse far meglio che scatenare una bella guerricciola per due polverosi villaggi a 3000 metri 😀
                su tutto ciò, resta fondamentale Firuz Kazemzadeh, The Struggle for Transcaucasia 1917-1921, edito credo nel 1951 o anche un po’ prima, comunque a Stalin vivo (l’autore, credo un baha’i, era figlio di un diplomatico persiano a Mosca..giorni lontani, in cui l’élite persiana era per definizione laica e occidentale, nessuno credeva più al Corano e se uno avesse profetizzato che entro meno di quarant’anni sarebbe sorto Khomeini ti avrebbero guardato come un marziano 😀 😀 e poi gli illuministi dicono che la storia è progresso, nevvero Moi ? :D)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Habs

                “Firuz Kazemzadeh, The Struggle for Transcaucasia 1917-1921”

                Edizioni Libgen, acquistabile presso la libreria Tor 🙂

            • Francesco scrive:

              secondo me il dipartimento di propaganda del PCC sta facendo un ottimo lavoro

              cioè il mondo crede davvero alle stronzate sulla differenza cinese

              che però restano stronzate e mi sa che farò in tempo a vederlo prima di tirare le cuoia

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “PCC”

                Ne dubito. La nuova Via della Seta consente ai cinesi di commerciare senza passare dagli oceani controllati dalla US Navy. Ora che gli USA si ritirano dall’Afghanistan, per Pechino si aprono praterie. Cio’ rimarrebbe valido anche se domani il PCC perdesse il potere.

                Per mantenerne prevalenti i legami con gli USA, Washington nei prossimi decenni dovrà sborsare molti più € in Europa di quanto fatto finora col piano Marshall – oppure dovrà fermare la Cina con un’aggressione opportunamente motivata tipo “armi di distruzione di massa”, Gleiwitz o Ual-Ual. Uighuri, le Spratley o Hong Kong potrebbero tornare utili.

                La trappola di Tucidide incombe. La Cina può essere pacifica finché le pare, ma ad essere decisiva sarà la paura che gli USA avranno (se ne avranno) della Cina.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                sicuro?

                dalle mie fonti pare che la nuova via della seta sia un melting pot tra “Impero dell’Africa orientale”, TAV Torino-Lione e autostrada Salerno-Reggio Calabria

                con un pizzico di autostrada litoranea di Libia, quella che Silvio voleva regalare al colonnello Qaddafi

                Io rimango dell’idea che la guerra ci sarà per Taiwan, che sarà la Cina ad attaccare, secondo l’eterna convinzione dei dittatori che le democrazie siano imbelli

  53. Miguel Martinez scrive:

    Personaggi del Novecento, dall’amico Roberto Massari…

    http://www.utopiarossa.blogspot.com

    ARTURO SCHWARZ, HASTA SIEMPRE…
    di Roberto Massari

    Arturo Schwarz ci ha lasciato il 23 giugno all’età di 97 anni.
    D’ora in poi saremo tutti un po’ più soli sul terreno culturale e rossoutopico. Ma il patrimonio che egli ci lascia sopravviverà a lui e alle generazioni future.

    Ebreo del Cairo (dov’era nato nel 1924), fu tra i costruttori della sezione egiziana della Quarta internazionale, pagando di persona alti prezzi alle autorità militari britanniche (prigionia, torture, internamento e finalmente espulsione verso l’Italia). Nel nostro Paese militò nella sezione italiana della Quarta (i Gcr), dalla quale uscì per divergenze sull’orientamento politico.
    Munito di doppia laurea (Sorbona e Oxford) diede vita nel 1952 alla celebre casa editrice «Schwarz» che rappresentò la prima vera fucina editoriale del pensiero d’avanguardia in questo Paese dilaniato tra due potentissime fonti di arretratezza culturale: la Chiesa cattolica e il togliattismo. E fu proprio Togliatti che riuscì a far chiudere questa eroica casa editrice che, per gli italiani reduci dal fascismo, pubblicava Breton, Trotsky, Naville, Nadeau, il primo Giorgio Galli e altri esponenti del pensiero antistaliniano, o poeti come Luzi, Merini, Quasimodo… La chiusura fu realizzata facendogli togliere il credito bancario (in qualche modo entrò nella congiura anche la Lega delle cooperative).
    Eppure la corrente editoriale rappresentata da Schwarz non morì e rinacque sotto non tanto mentite spoglie con la Samonà & Savelli, che a sua volta fece da madrina all’attuale Massari editore.
    Schwarz-Savelli-Massari, una linea di continuità editoriale che vive ed è proiettata nel futuro, a differenza del moribondo togliattismo (vecchio e nuovo) e degli ostacoli che la Chiesa incontra in campo culturale. Questa linea di contiinuità fa ben sperare per il futuro del pensiero razionale e rossoutopico e una parte del merito dovrà sempre essere riconosciuto a chi ha aperto la strada, cioè ad Arturo Schwarz.
    Verso la fine degli anni ’50, Arturo abbandonò la Quarta, ma la sua ammirazione per Trotsky continuò sino alla fine dei suoi giorni. Suo è il bel libro sull’amicizia fra Breton e Trotsky, tradotto in più lingue, che dal 1997 è nel catalogo della Massari editore, insieme con il suo L’avventura surrealista. Amore e rivoluzione, anche (a sua volta del 1997).
    A un certo punto Arturo si definì anarchico e credo che lo sia stato profondamente, nel senso migliore del termine. E infine sionista, anche questo nel senso migliore del termine, secondo un iter attraversato da molti altri esponenti dell’intelligentsia ebraica di sinistra o comunista, sempre comunque internazionalista.

    Era un convinto e commosso ammiratore della nuova cultura israeliana ma anche, come mi confessò una volta, dell’accoglienza che la sua personalità culturale aveva in quel Paese, dove lo facevano addirittura insegnare all’università, mentre in Italia continuavano l’ostracismo o il silenzio nei suoi confronti.
    Non si faccia caso alle commemorazioni ipocrite che si leggeranno nei prossimi giorni, perché Arturo è rimasto sostanzialmente un emarginato sulla scena culturale italiana, nonostante il suo grande prestigio a livello internazionale. Più che il suo trotsko-anarco-sionismo, non gli è mai stato perdonato il suo precoce e duraturo antitogliattismo: proprio questo tratto culturale che deve restare come un suo titolo di grande merito, indipendentemente da altre considerazioni politiche.

    Si tenga conto che grazie alla sua pionieristica opera di collezionista e ai suoi studi sull’arte d’avanguardia, Schwarz aveva aperto una galleria a Milano, nella quale aveva raccolto un’enorme quantità di pezzi del dadaismo e del surrealismo di tutto il mondo, ma che portavano a volte le firme prestigiose di Duchamp (il più rappresentato), Tzara, Ray, e dello stesso Breton (un suo collage ebbi modo di vederlo nella sua casa museo di via Giuriati a Milano e l’ho poi adottato – su riproduzione datami da Arturo – come copertina del libro di Breton, Entretiens, altro capolavoro dell’editore Schwarz trasmigrato nella Massari editore).
    Arturo è stato considerato uno dei massimi studiosi del dadaismo e del surrealismo, e non c’è stata praticamente nessuna grande mostra su questi temi (dagli Usa, alla Francia, all’Italia, a Israele ecc.) che non si sia avvalsa dei suoi prestiti e della sua consulenza, sia per l’allestimento, sia per il catalogo.
    A un certo punto Arturo decise di donare una parte della sua grande collezione all’immeritevole Galleria d’Arte moderna di Roma (ormai degenerata a livelli impensabili per chi in quel Museo ha imparato a conoscere e amare l’arte del Novecento). Ma a me disse che quella donazione all’Italia la faceva soprattutto per superare gli ostacoli giuridici alla donazione più grande e corposa che riuscì a fare nel 2000 per il Museo di Tel Aviv.

    Arturo scrisse molti libri. Io stesso vado accumulando da anni alcuni suoi testi (inclusa la conversazione con Marcuse) che mi permetteranno di includerlo ben presto nella collana degli «eretici e/o sovversivi», nella speranza che qualche studioso rediga una sua affascinante biografia. Scrisse di alchimia, di misticismo ebraico e orientale, scrisse poesie e scrisse di donne, da lui amate nella concretezza corporea, ma anche in una sorta di fantasiosa proiezione ideale.
    E amò molto se stesso, e a tale riguardo non fu mai ipocrita o modesto. Chi lo ha frequentato, sa che ebbe un carattere brusco, imprevedibile e a volte intrattabile. Io che sono riuscito miracolosamente a restargli amico (nonostante un diverbio che avemmo per una questione di dettaglio dopo gli indimenticabili incontri avvenuti nella villa/antico convento «incantato» nei pressi di Badia al Pino [Arezzo] ) posso assicurare che era questo il suo modo di difendersi dalla più infida minaccia per un uomo della sua celebrità internazionale: la discesa nella banalità, il cedimento alla società dello spettacolo. E per questo grande e anomalo intellettuale morto quasi centenario, possiamo dire che almeno lui ce l’ha fatta a vincere la battaglia più difficile.
    Hasta siempre, Arturo…

    Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: http://www.utopiarossa.blogspot.com

  54. Miguel Martinez scrive:

    Della serie, quanto si stava meglio quando c’era i’Covidde…

    Da leggere ogni singola perversa angloparola…

    ource : https://www.ivg.it/2021/07/costa-firenze-e-arrivato-il-giorno-della-partenza-lascia-il-porto-di-savona-alle-18-30/

    Savona. Costa Firenze, nuova nave della flotta italiana di Costa Crociere che abbiamo imparato a conoscere dalla sua inaugurazione, avvenuta venerdì scorso, parte oggi dal porto di Savona per la sua prima crociera.

    L’itinerario, della durata di una settimana, è interamente dedicato all’Italia, con sei diverse destinazioni – Savona, Civitavecchia/Roma, Napoli, Catania, Palermo e Cagliari – che potranno essere scoperte in maniera approfondita con escursioni dedicate, grazie alle soste in porto di oltre dieci ore. Da fine luglio a fine agosto, l’itinerario permetterà agli ospiti di riscoprire anche Malta, con una tappa a La Valletta.

    “Costa Firenze è una perfetta ambasciatrice dello stile italiano, a cui abbiamo abbinato una serie di innovazioni di prodotto pensate in particolare per i target famiglie e coppie – dichiara Mario Zanetti, direttore generale di Costa Crociere -. E’ la quarta nave Costa a tornare operativa per questa estate, a conferma del progressivo ritorno alla normalità della nostra compagnia e del settore crociere, che riveste una grande importanza per l’economia del nostro Paese”.

    Il design degli interni di Costa Firenze rende omaggio alla città toscana, culla dell’arte e della cultura rinascimentali. Gli spazi condivisi riflettono l’armonia di una passeggiata in una strada o in una piazza di Firenze, a cominciare dalla scelta dei colori, delle geometrie e delle forme del design degli interni. Simbolico, ad esempio, è il fascinoso atrio della nave “Piazza della Signoria”, che si ispira all’omonima piazza fiorentina.

    Con 13 diversi ristoranti e 8 bar, l’offerta enogastronomica è la più ampia della flotta. Ogni sera, viene proposto nel menù un “destination dish”, ovvero un piatto legato alle destinazioni visitate dalla nave, ideato in esclusiva per Costa da Bruno Barbieri. Grandi novità legate alla Toscana sono la Fiorentina Steak House, dove gustare le carni toscane e italiane più prelibate, e la Frescobaldi wine experience, in cui vivere la Cultivating Toscana Diversity, anima dei vini della Marchesi Frescobaldi. Gli spazi esterni sono ampi e numerosi, per godersi pienamente l’esperienza della navigazione. Particolarmente ricca è l’offerta di bordo per le famiglie con bambini, che comprende un parco acquatico e un parco avventura, e per le coppie, con una spa privata, piscine e tanti spazi pensati per godersi un momento di intimità.
    L’inaugurazione di Costa Firenze a Savona
    guarda tutte le foto
    L’inaugurazione di Costa Firenze a SavonaL’inaugurazione di Costa Firenze a SavonaL’inaugurazione di Costa Firenze a SavonaL’inaugurazione di Costa Firenze a Savona

    Con l’entrata in servizio di Costa Firenze, l’ammiraglia della flotta Costa Smeralda tornerà a proporre un itinerario internazionale nel Mediterraneo, che segnerà il ritorno delle crociere Costa in Francia, con scali settimanali a Marsiglia, e in Spagna, con scali settimanali a Barcellona e Palma di Maiorca, oltre a Savona Civitavecchia/Roma e Messina.

    Dal 12 settembre anche Costa Firenze allargherà il suo itinerario a Francia e Spagna, facendo rotta verso Savona, Civitavecchia/Roma, Napoli, Ibiza, Barcellona, Marsiglia. Nel corso dell’inverno 2021/22 Costa Firenze si posizionerà invece a Dubai. Le crociere, della durata di una settimana, visiteranno Emirati Arabi Uniti, Qatar e Oman, con tappe ad Abu Dhabi, Doha, Muscat e una lunga sosta di più giorni a Dubai, con pacchetti specifici per la visita a Expo Dubai 2020. Costa Crociere è, infatti, Gold Sponsor del Padiglione Italia a Expo Dubai 2020.

    Dopo l’estate, in cui opereranno quattro navi in tutto, il piano di ripartenza Costa prevede il rientro in servizio di Costa Fascinosa il 23 settembre, da Savona, per crociere di 10 giorni dirette a Lisbona, e Costa Diadema, il 26 settembre sempre da Savona, con crociere lunghe in Turchia e Grecia o Spagna e Portogallo. Durante l’inverno 2021/22 viaggeranno un totale di sette navi, tra cui la nuova ammiraglia Costa Toscana, in consegna a dicembre 2021, che offriranno crociere nel Mediterraneo, Caraibi, Sud America, Emirati Arabi, isole Canarie, oltre al il Giro del Mondo. Nel corso della stagione estiva 2022, Costa Firenze, Costa Smeralda e Costa Toscana offriranno crociere nel Mediterraneo occidentale, mentre Costa Deliziosa, Costa Luminosa e Costa Pacifica nel Mediterraneo orientale. In Nord Europa opereranno quattro navi, Costa Diadema, Costa Fascinosa, Costa Favolosa e Costa Fortuna, con crociere nelle città del Baltico e nei fiordi norvegesi.

    Le crociere Costa seguono le procedure previste dal Costa Safety Protocol, il protocollo sviluppato dalla compagnia insieme ad esperti scientifici e alle autorità italiane, che contiene misure operative relative a tutti gli aspetti dell’esperienza in crociera, sia a bordo sia a terra. Tra le misure previste ci sono: la riduzione del numero di ospiti; test con tampone per tutti gli ospiti prima dell’imbarco e a metà crociera; test con tampone per l’equipaggio prima dell’imbarco e regolarmente durante il periodo di permanenza a bordo; controllo della temperatura quotidiano; visita delle destinazioni solo con escursioni protette; distanziamento fisico a bordo e nei terminal; nuove modalità di fruizione dei servizi di bordo; potenziamento della sanificazione e dei servizi medici; utilizzo della mascherina protettiva quando necessario.

    • Moi scrive:

      Sempre su Costa Firenze, da Wikipedia :

      Costa Firenze è la quinta nave da crociera della classe Vista, costruita presso il cantiere navale Fincantieri di Marghera (Venezia), è stata espressamente progettata per il mercato cinese di Costa Asia (歌诗达邮轮), filiale della compagnia di navigazione italiana Costa Crociere.

      Come da tradizione, con la sua entrata in servizio, essendo la nave più moderna, Costa Firenze ha assunto il ruolo di ammiraglia della flotta.

      • Miguel Martinez scrive:

        L’essenza pura del Partito Unico:

        Source : https://www.firenzepost.it/2021/07/03/costa-firenze-crociere/
        La nuova nave da crociere della Costa
        Crociere: arriva Costa Firenze, omaggio al rinascimento. Esulta Nardella

        Dal 12 settembre Costa Firenze navigherà fra Italia, Francia e Spagna, per poi posizionarsi all’inizio dell’inverno a Dubai con crociere di una settimana su Emirati Arabi Uniti, Qatar e Oman e tappe ad Abu Dhabi, Doha, Muscat e Dubai con pacchetti esclusivi per la visita a Expo Dubai 2020 di cui Costa crociere è Gold sponsor.

        Esulta Nardella, sembra che la nave sia sua. «Firenze è un simbolo universale che plasma tutto con la sua bellezza. Oggi per la prima volta la nostra città si trova racchiusa in un gioiello di tecnologia come la nuova Costa Firenze. E’ un omaggio alla città, ma anche un’occasione concreta per promuovere Firenze fra tutti coloro che saliranno su questa nave per un’indimenticabile crociera. È una grande operazione di co-marketing tra la storica azienda italiana e la nostra città».

        • habsburgicus scrive:

          all’inizio dell’inverno a Dubai con crociere di una settimana su Emirati Arabi Uniti, Qatar e Oman e tappe ad Abu Dhabi, Doha, Muscat e Dubai con pacchetti esclusivi per la visita a Expo Dubai 2020 di cui Costa crociere è Gold sponsor.

          sarebbe molto bello e interessante farsi quella crociera…..in compagnia di una giovane modella balto-russa, of course 😀
          fortunati coloro che possono permetterselo, sono veramente fra le poche persone che potrebbero dirsi felici e realizzate e per cui la vita ha, ut ita dicam, un senso ! purtroppo tale gioia è data a pochissimi fra i mortali ed è sintomatico della follia dei figli di Eva che, forse, coloro che possono/potrebbero non ne usufruiscono e magari si lamentano pure 😀 l’essere umano, ahinoi, è incontentabile….chi si accontenterebbe (relativamente) di poco non ha nulla o ben poco, laddove chi ha, o potrebbe avere, (quasi) tutto pone l’accento sul QUASI e si sente triste ! mondo folle 😀

  55. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Renzi sta litigando con i Ferragnez sulla “moderazione” al DDL Zan … in realtà , pare che lui NON voglia che sia il PD di Letta a interstarselo, e allora gli oppone il riesumato DDL Scalfarotto … relativamente moderato.

    … Tutto chiaro, no ? 😉

  56. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=WIsbVDAS49E

    Costa Firenze è la nave che celebra il
    Rinascimento e il gusto per il bello tipicamente
    italiano, di cui la città toscana è la massima
    espressione.

    A bordo avrai il piacere di vivere un’autentica
    esperienza estetica, con richiami all’arte e
    allo stile fiorentini, in ogni momento della tua
    giornata. Nelle aree comuni, ampie e accoglienti,
    scoprendo boutique, ristoranti e bar. Oppure
    sciogliendo i muscoli con una corsetta all’aria
    aperta.

    O dedicandoti un massaggio rigenerante
    nell’area benessere. Infine, godendoti il tuo
    angolo esclusivo di Firenze in cabina.
    Sei pronto anche tu a rinascere sul mare?
    Ti aspettiamo a bordo per farti emozionare dal
    risveglio al tramonto, con una vacanza all’insegna
    della bellezza italiana e della sostenibilità.

    Costa Firenze ha infatti ottenuto la certificazione
    Green Star 3 dal Rina, a riconoscimento delle sue
    eccellenti performance ambientali.

  57. Moi scrive:

    English at Dick 😉 nel suddetto Video :

    Safety Protocol gliela si dà buona …

    Destination Dish

    la Family [sic]

    Squok (WTF ?!) Club

    la Young Couple [sic]

    la Silver Couple [sic]

    Wine Experience

  58. Mauricius Tarvisii scrive:

    Attenzione, l’algoritmo si arrende e si scopre che per schedare gli utenti la tradizionale delazione è molto meglio della più sofisticata IA.

    https://edition.cnn.com/2021/07/01/tech/facebook-extremist-notification/index.html

  59. Fuzzy scrive:

    https://www.worldweatherattribution.org/western-north-american-extreme-heat-virtually-impossible-without-human-caused-climate-change/

    Senza il cambiamento climatico causato dall’uomo, l’ondata di calore eccezionale che ha investito la costa nord occidentale del Canada e degli Stati Uniti nelle ultime settimane sarebbe stata “virtualmente impossibile”. Senza interferenze umane sul clima terrestre, un evento climatico estremo di questa portata sarebbe stato 150 volte più raro, in quella regione del continente americano.

  60. Moi scrive:

    A proposito di EurAsia, e di fatto di “Asia Bianca” Russa e/o PostSovietica :

    https://www.sapiens.org/column/race/caucasian-terminology-origin/

    COLUMN / “RACE”

    Why Do We Keep Using the Word “Caucasian”?
    When a term signifies something that does not exist, we need to examine our use of it.

    YOLANDA MOSES

  61. Moi scrive:

    In risposta a

    https://www.sjsu.edu/people/carol.mukhopadhyay/papers/Getting-Rid-of-the-Word-Caucasian.pdf

    “Getting Rid of the Word Caucasian”

    by Carol Mukhopadhyay

  62. Moi scrive:

    … e “Noialtri” che ci si sente tanto fighi e antirazzisti a pappagallare/calcare “Caucasico” in Italiano acriticamente solo perché “se lo dicono gli Americani Liberals è giusto di sicuro” ! 😉

  63. Moi scrive:

    @ ‘Alam al-Mithal

    … dici il “Dune” del 1984, no ? C’è aria di memake.

    Cmq è (assieme a Mad Max di Fine Anni Settanta…) fra le ispirazioni di Ken Il Guerriero … una strana combinazione anime di “cagate bestiali” nei combattimenti & ” Epos Sublime ” fra un combattimento e l’ altro , come d’ altronde l’Uomo Tigre.

    • 'Alam al-Mithal scrive:

      We, non mi toccare a Ken, ci sono cresciuto a botte di “Tu sei già morto”. Se è per questo ci sono anche Bruce Lee (Ken prima maniera), Sylvester Stallone (Ken seconda maniera) e se devo dirla tutta per me c’è anche un che di Mario Merola: sceneggiata, uominiveri, sganassoni (qui esplosivi o taglienti, comunque…) e virili lacrime a profusione. Peraltro un mio conoscente giapponese mi ha parlato una pista insospettabile tra canzoni melodiche e neomelodiche napoletane e musica giapponese.

      Comunque no, parlavo del Dune libro. Per quanto riguarda il film David Lynch ha una grande inventiva visiva, ma quell’opera politico-mistica-filosofica-ecologica-echipiùneha… ‘nsomma, densa di contenuto era troppo per lui; belle immagini, bella musica ma alla fine non c’è paragone alcuno.

      • Francesco scrive:

        OATAAM!

        mi ricordo ancora le lezioni al liceo passate ripassandomi le casate di Okuto e di Nanto

        e i dubbi sulla accettabilità delle serie “tarde”, con relativa duplicazione dei protagonisti

        Dune non male come libro, lo ammetto ma alla fine ha vinto Tolkien

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “Dune”

          Avendo letto sia Dune sia The Lord of the Rings (che chi può deve leggersi in originale, il linguaggio è splendido e ha sfumature difficilmente traducibili) concordo, anche se la rappresentazione dell’ecologia di un mondo arido con una popolazione simil-araba (o simil-tuareg) è originalissima. Solo che Tolkien ha letteralmente inventato il fantasy: hanno copiato tutti da lui. E dire che inizialmente voleva scrivere solo un racconto che facesse parlare i suoi personaggi con le lingue di sua invenzione. Filologo e linguista per passione (a sedici anni scoprì una grammatica finlandese e ammise di essersi sentito come un alcolizzato che scopre una cantina sconosciuta) Tolkien ha costruito il quenya con una struttura simile al finnico ma infarcita di temi di lingue indoeuropee (Arda è tipicamente germanico, Sauron greco). Non so perché, ma mi ha sempre ricordato “Il giuoco delle perle di vetro” di Hesse.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            Per ADV. Concordo su tutto. Non vedo però perchè leggere Dune voglia dire non leggere Tolkien o “far vincere” qualcuno (al netto dell’inevitabile gusto personale); li leggo entrambi con molto piacere e profitto nella loro diversità (se è per questo amo anche Fritz Leiber, che è non poco anti-Tolkien). E sì Lord of the Rings va letto in originale; la frase che dice Frodo arrivato al culmine del viaggio è una bellisima esplorazione filologica sul male

            ” ‘I have come,’ he said. ‘But I do not choose now to do what I came to do. I will not do this deed. The Ring is mine!’ ”

            Non “i choose not to do”, ma “i do not choose”. Magnifico. Poi, penso che certi autori possano dare qualcosa o più anche se non si è d’accordo con loro. Per esempio dalla fine dell’adolescenza non condivido nulla della visione del mondo di Lovecraft, ma ha rappresentato benissimo sia certe emozioni umane che le conseguenze nichiliste di certo pensiero, quindi leggerlo mi sembra sempre utile, oltre che interessante. Concordo anche sul “Gioco delle Perle di Vetro”, il quenya sembrerebbe proprio il risultato di uno dei Ludi prediletti dalla Castalia. Peraltro ho letto quanto scritto sul mestiere di storico Marc Bloch, Edward Carr e molti altri, e continuo ad tarne profitto, ma quello che dice padre Jacobus nel libro di Hesse è per me la migliore definizione di storia, quella a cui armonizzo le altre (o le parti delle altre che considero migliori)

            ” ‘Certo che bisogna mettere odine nella storia’ esclamò Jacobus. ‘Ogni scienza è tra l’altro un ordinare, un semplificare, un rendere digeribile per lo spirito ciò che è indigesto. Noi crediamo di aver trovato nella storia alcune leggi e cerchiamo di tenerne conto nel riconoscere la verità storica. Come, ad esempio, l’anatomista nel sezionare un corpo non si trova davanti a scoperte tutte sorprendenti, ma vedendo un mondo di organi, di muscoli, di legamenti e di ossa sotto l’epidermide, arriva alla conferma di una struttura che egli possedeva già. Quando però l’anatomista vede soltanto la sua struttura e trascura la realtà unica ed individuale del suo oggetto, allora è un castalio, un giocatore di perle che fa matematica sull’oggetto meno adatto. Chistudia la storia porti pure con sé la commovente fede infantile nella facoltà ordinatrice del nostro spirito e dei nostri metodi, ma oltre a ciò e nonostante ciò rispetti la verità incomprensibile, la realtà e l’unicità degli avvenimenti. Studiare la storia, caro mio, non è uno scherzo, non è un giuoco senza responsabilità. Lo studio della storia presuppone che si sappia come esso tenda a qualcosa di impossibile eepure necessario nonché importante. Studiare la storia significa abbandonarsi al caos. ma nello stesso tempo conservare la fede nell’ordine e nel senso. E’ un compito molto serio, caro il mio giovane, e forse tragico’ “.

        • Moi scrive:

          Hokuto con H … 北斗 [ほくと ] indica l’Orsa Maggiore, letteralmente “Mestolo del Nord” e Nanto 南斗 [なんと] la Croce del Sud , letteralmente “Mestolo del Sud” .

          Oppure un piccolissimo Comune in provincia di Vicenza 🙂 …

  64. Moi scrive:

    SOLDATI

    La IIbis del Tenente Fili

    https://www.youtube.com/watch?v=IbvDp6kzX-0

    https://www.youtube.com/watch?v=95Fa-1QngVE

    ………………………………..

    cmq Umberto Smàila (Ex Comico, Ex Conduttore del Programma TV più Maschilista della Storia 😀 , oggi noto per scandalose 🙂 simpatie a Salvini & la Meloni) … EPPURE scrisse, compose ed interpretò una delle Canzoni Pacifiste più belle di sempre :

    https://www.youtube.com/watch?v=jMhntaKKQ5o

  65. daouda scrive:

    Peucé!

    L’italo-dalmato ( che io chiamo romanzo centrale ) costituito da toscano, umbro, napoletano e siciliano può annoverare anche il veneto?
    Ad ogni modo ha senso come classificazione?

    aggrazie

    • Francesco scrive:

      grazie per il link sul distributivismo

      molto primitiva come teoria economica, un pò troppo moralistica come etica sociale ma interessante!

      ciao

    • Peucezio scrive:

      Non ho ben capito la domanda.
      Che intendi per italo-dalmato?

        • Peucezio scrive:

          Ma questi non hanno le nozioni prime, s’inventano classificazioni di fantasia!

          Non assolutizzo la scienza accademica, ma se gli appassionati dilettanti sono questi siamo a posto….

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            E’ Ethnologue: ne parlavo tempo fa…

            • Peucezio scrive:

              Sì, ho visto…
              Bella merda.
              Sta alla linguistica come Biglino alla filologia veterotestamentaria.

            • daouda scrive:

              si ho capito ma a me nteressava il criterio. Hai fatto caso che i francesi hanno fatto esplicito riferimento alla liena Massa-Snigallia per dire che i norditaliani sono più affini a loro per tante cose ed anche nella linkua…

              • Peucezio scrive:

                Sì, ma in questo caso il criterio è incomprensibile.
                Cosa c’entrano dialetti palesemente settentrionali con quelli cnetromeridionali?
                Qual è la logica di separare l’istriota dal veneto per metterlo insieme al calabrese?

              • daouda scrive:

                no il criterio italo-dalmato era pé ddi secondo questi che dar toscano al siciliano semo tutti parenti il che, ecco il motivo ( che sotto poi accennavo ) hai sentito li francesi che stanno a ddi che il nord italia in raltà è molto più affine all’occitania ed al francese i sè che al resto d’Italia?

  66. daouda scrive:

    Miguel me fai n’elenco de siti contro-informativi che t’aritrovi a spulcià, stranieri e non.
    aggrazie

  67. Moi scrive:

    “Cavo le castagne dal fuoco” 😉 io a Mauricius :

    cosa esenta gli Alipini dallo stigma “Fasci di Merda” , applicato dagli Intellettuali di Sx all’Esercito Italiano ? … Domanda NON retorica, eh !

    Lo ignoro io stesso !

    😀

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      Togliatti parlava di “compagni cpn le stellette”

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Moi scrive:

        A proposito di stellette … una wiki-nota sul controverso e per certi versi unico film “Soldati 365 Giorni all’ Alba”, che potrebbe interessare Pino :

        ———————————————–

        Per non avere problemi legali con l’autorità militare circa l’uso non autorizzato delle divise, i costumisti dotarono gli attori di uniformi con stellette a 6 punte anziché 5, e berretti con fregi modificati, tranne nella scena del ballo di capodanno, dove gli ufficiali indossano divise con stellette a cinque punte.

        La stessa unità nella quale è ambientato il film, il “47º Battaglione Genio Pionieri”, è di fantasia, mentre i fregi “modificati” si ispirano comunque a quelli della Fanteria Meccanizzata.

        I fazzoletti al collo color azzurro ricordano invece quelli della 13ª Divisione fanteria “Re”, mentre le mostrine fanno riferimento a quelle della Guardia di Finanza oppure a quelle del Reggimento “Genova Cavalleria” leggermente modificate a due fiamme anziché tre.

        [cit.]

    • Francesco scrive:

      Che nei paesi dell’Italia settentrionale sono una vera e propria istituzione, o almeno lo sono stati finchè c’è stata la leva? ho l’impressione che sarebbe suicida per chiunque attaccare gli Alpini e scoprire che “i tuoi” o hanno fatto l’alpino o sono la morosa di un alpino, qualunque sia la tua parte politica.

      E dopo aver fatto l’alpino lo rimani per tutta la vita.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Gli Alpini:

      – fanno volontariato
      – bevono
      – fanno raduni pittoreschi
      – bevono
      – fanno pensare a muli e montagne di altri tempi
      – bevono

  68. Moi scrive:

    … l’ unico Archetipo Guerriero accettabile è il Partigiano !

    https://www.youtube.com/watch?v=SBSN9rHE_Ak

    “Il bersagliere ha cento penne
    e l’alpino ne ha una sola
    il partigiano ne ha nessuna
    e sta sui monti a guerreggiar
    il partigiano ne ha nessuna
    e sta sui monti a guerreggiar

    Là sui monti vien giù la neve
    la bufera dell’inverno
    ma se venisse anche l’inferno
    il partigiano riman lassù

    Quando viene la notte scura
    tutti dormono alla pieve
    ma camminando sopra la neve
    il partigiano scende in azion

    Quando poi ferito cade
    non piangetelo dentro al cuore
    perchè se libero un uomo muore
    che cosa importa di morir”

  69. Moi scrive:

    I cerotti tradizionali sono razzisti …

    https://www.bbc.com/news/business-51611514

    Tesco to sell plasters in different skin tones

    —————————–

    Multi-tonal plasters are coming for every skin colour and not before time

    https://metro.co.uk/2020/06/13/multi-tonal-plasters-are-coming-every-skin-colour-not-before-time-12846649/

    It’s incredible to think that it’s 2020 and non-white people are still having to walk around with beige plasters covering their cuts and grazes. It’s just another example of how people of colour are routinely failed by companies.

    • PinoMamet scrive:

      Vabbè, non mi sembra una brutta cosa e in effetti non è che ci volesse tanto a pensarci.

      • Moi scrive:

        … la soluzione più “antirazzista” sarebbe metterci ognuno un cerotto di altra “razza”, perché tutti Umani.

        SE è un discorso ritenuto da SuperBoomer Buongiornissimo Caffé da parte di Hipters Millennials Triggherini 😉 … be’, che dire : ne vado fiero 😉 !

        • PinoMamet scrive:

          Moi, l’antirazzismo non c’entra niente, è semplicemente un fatto di estetica/cosmetica.

          E davvero mi stupisce che nessuno ci abbia pensato prima (e fatico a crederlo: pensavo di averlo già visti i cerotti per altre carnagioni) visto che prodotti cosmetici per pelli e capelli diversi da quelli europei ci sono da decenni.
          E in fondo basta colorare diversa la plastica…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Non è che sono razzisti: è che uno vuole un cerotto poco appariscente. Quindi è normale che i neri si lamentino coi produttori perché i cerotti poco appariscenti per loro siano una rarità.

      • Moi scrive:

        Che ci crediate o no … credevo che semplicemente quel “beige” fosse il colore del materiale stesso cerato.

        Cmq, ad averceli colorati, io lo metterei di un colre vistoso apposta perché si veda 😉 !

        Più che altro … Rainbow Plasters, gninta ?! 😉

        … Va be’, dài mò : a vagh a vàddar , fiduciosamente ! 😉

  70. Moi scrive:

    Mah … non ci avevo mai fatto caso, se ne vedo “dal vivo” , qua in Questopaiese 😉 perennemente in ritardo sul Maraviglioso Anglosaxonland 😉 ve lo faccio sapere ! 😉

  71. Moi scrive:

    uno vuole un cerotto poco appariscente

    ………..

    Dipende dai contesti …

    • PinoMamet scrive:

      Diciamo che nel novanta per cento dei casi è così??

      Poi c’è anche chi si fa i capelli viola, e sicuramente ci sarà chi vuole il cerotto fucsia.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pino mamet

        Le bambine piccole adorano i cerotti fucsia. La pediatra di mia figlia ne aveva una scorta molto ambita.

        Ma ci stiamo davvero rimbambendo tutti? 🙂

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          Riferito a cosa?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino mamet

            “riferito”

            Mi riferisco a questa polemica sui cerotti e il loro colore. Già mi fa ridere che gli emoji di Whatsapp siano rigorosamente declinati per colore della pelle, così che la manina che fa OK la posso scegliere di almeno tre colori differenti.
            Sospetto che tutta questa ossessione per l’abolizione di ogni parvenza di diseguaglianza fra le sfumature del colore della pelle (e fra gli orientamenti sessuali) serva solo a nascondere un sostanziale, fortissimo razzismo (e omofobia/transfobia/misoginia). ma probabilmente, almeno su questo blog, sto sfondando una porta aperta e dicendo una banalità: del che, eventualmente, mi scuso fin d’ora.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Non sei mai banale: posso essere (forse spesso) in disaccordo con te, ma di certo non ti trovo banale.

            In questo caso sono d’accordissimo, comunque.