La Transizione Ecologica contro l’ambiente

Le pale eoliche, in quantità limitate, hanno un discreto fascino.

Quando ne hai viste, diciamo tre in un mese, basta però. Diventano brutte.

Però, brutte e no, Salvano il Pianeta, o almeno così ce la raccontano.

Quelle che vedete qui sono le eneline, delle signorine vestite di verde, davanti a un tavolo verde, con i palloncini di plastica verdi. Non sono state costrette a tingersi anche i capelli di verde, ma l’idea è piuttosto chiara.

Mentre le femminucce dell’Enel si vestono di verde, i maschietti si vestono, come di norma di grigio e vanno a inaugurare le pale eoliche.

Carlo Alberto Pinelli, su Domani, ci spiega alcune semplici cose sull’energia eolica.

“Nell’atmosfera vengono riversati ogni anno quasi quaranta miliardi di tonnellate di Co2. Di quei quaranta miliardi l’Europa è responsabile solo del 9 per cento. L’Italia contribuisce con un suo striminzito 0,8 per cento. La conclusione è semplice: qui da noi il ricorso alle pale eoliche, per quanto invasivo possa essere, non sposterà nemmeno di un palmo i termini del drammatico problema dell’effetto serra mondiale. E nel contempo causerà danni irreparabili ai nostri paesaggi identitari.”

Ovviamente non è l’Italia, e nemmeno l’Europa a essere virtuosa, è che il lavoro sporco lo lasciamo a Cina, Brasile, India, Indonesia.

Solo che poi ci torna indietro lo stesso, visto che l’atmosfera non conosce confini.

Vogliamo comunque fare la nostra piccola parte?

“Il prof. Mark Jacobson della Stanford University, riconosciuto esperto mondiale di energie rinnovabili, ha dichiarato un anno fa che l’Italia, per raggiungere il 20 per cento di energia elettrica da fonti eoliche, dovrà adattarsi a riempire di aerogeneratori (alti più di 200 metri), una superficie pari all’intera regione Friuli-Venezia Giulia. Per immaginarsi l’effetto finale basta snocciolare queste decine di migliaia di “ecomostri” lungo tutto l’arco delle elevazioni appenniniche.”

Ma il nostro ministro alla Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, prestato alla politica dal fabbricanti d’armi Leonardo, sta facendo di tutto per arrivarci.

Entro il 2030, in Italia, “la percentuale di energie rinnovabili nel mix di produzione energetica dovrà raggiungere il 33%”.

“Rinnovabili”, riassumiamo, vuol dire

pale eoliche, e abbiamo visto;

dar fuoco ai boschi e trasfomare i campi di grano in campi di carburante, però si chiama biomasse;

distese di pannelli solari, di cui vale la pena parlare un’altra volta;

e tante, tante idrodighe sui fiumi di montagna.

Così il ministro della Transizione Ecologica sta preparando le necessarie misure per ridurre al minimo o vanificar la fase di Valutazione dell’Impatto Ambientale per autorizzare opere di questo tipo.

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331 Responses to La Transizione Ecologica contro l’ambiente

  1. Mauricius Tarvisii says:

    Io non ho un furgone per bruciare gasolio quotidianamente in modo da approvvigionarmi in campagna di cibo, per cui ho bisogno di un frigorifero. Come lo alimenti?

  2. firmato winston says:

    Per un frigo d’estate basta un pannello fotovoltaico sul tetto, d’inverno non serve, il freddo c’e’ gia’ ed e’ gratis

    • Mauricius Tarvisii says:

      No, niente mix energetico: dobbiamo fare tutto con l’eolico, concentrandolo in Fiuli.

      • firmato winston says:

        Sono d’accordo, basta che la pala eolica piu’ vicina sia ad almeno 50 km da casa mia, che fanno un rumore continuo e ossessivo che mi darebbe estremamente fastidio (sul serio!). 😉

  3. firmato winston says:

    Secondo Stefano Mancuso, il neurobilogo delle piante, l’unico modo di risolvere il problema della CO2 e’ quello meno tecnologico: basta piantare 1000 miliardi di alberi, per cercare di ripristinare la loro presenza quantitativa di prima dell’avvento distruttivo dell’uomo pastore e agricoltore.
    Ci sono autorevoli studi scientifici a dimostrarlo, ma qualunque agricoltore in serra anche analfabeta, vi sa dire, e vi mostra, che quando le piantine crescono, se la serra e’ chiusa ad un certo punto smettono di crescere perche’ il tasso di CO2 dentro la serra crolla: accade perche’ la struttura della materia vegetale e’ TUTTA fatta con la fissazione della CO2 assorbita dall’aria dentro la serra (si tratta, sempre banalmente, della reazione inversa di quando si bruciano combustibili, cioe’ legna, gas, carbone, petrolio).
    Quasiasi agronomo serio, d’altra parte, vi dira’ che, GRAZIE all’aumento della CO2 in atmosfera, si stima un aumento dei raccolti agricoli di un 10-20 per cento globale. La CO2 e’ uno dei principali fertilizzanti delle piante. Il legno, ma anche tutto cio’ che mangiamo, sono fatti col carbonio della CO2.
    Pensate alla terra nel suo insieme come a una grande serra, e traetene le semplici ed ovvie conclusioni.
    Banale.
    Tutto il resto non serve a NULLA, serve solo a dare importanza a squallidi personaggi opportunisti che vogliono mettersi in mostra e rendere gli altri a lororsottomessi e dipendenti, tributando lauti pagamenti.

    Sapete perche’ nessuno ne parla? Perche’ non costa nulla, gli alberi non occorre nemmeno piantarli, si riproducono da soli (ma guarda un po’ che scoperta!) basterebbe non tagliarli continuamente appena raggiungono una minima dimensione, per ripiantarne degli altri da vivaio in una stupidissima fatica di sisifo (che e’ il mega business delle varie cooperative “verdi” ammanicate con gli enti pubblici).

    PS: in ambito ecologista e’ comune prassi citare studi farlocchi secondo i quali l’aumento di CO2 e’ dannoso alla crescita delle piante: percio’ l’unico modo di contenerne l’aumento ed evitare la distruzione del pianeta e’ lottare indovina cosa? Ma contro il capitalismo…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma certo! Perché non ci abbiamo pensato prima? Smettiamo di impedire agli alberi di riprodursi!
      Come? Nessuno sta sterilizzando le piante? Strano, avevo capito che il problema fosse quello e che i comunisti stessero mangiando i germogli…

      • firmato winston says:

        Se dobbiamo essere spiritosi, facciamolo con un minimo di stile.

        • Mauricius Tarvisii says:

          La questione del piantare alberi è più complicata di così. Intanto perché gli alberi li stiamo tagliando (le superfici forestali arretrano, nel complesso), poi perché piantare alberi non è affatto gratis: il terreno che è strappato ad altri usi per diventare bosco comporta una perdita economica per il proprietario.
          E dove dovrebbero sorgere, poi, i nuovi boschi? Sui terreni incolti italiani? Questo vuol dire rassegnarsi alla perdita di superficie agricola e all’aumento delle importazioni di derrate alimentari (con il loro costo ambientale). Altrimenti i governi devono imporre una pianificazione globale del territorio, dicendo ai produttori di carne e di soia brasiliani – per esempio – che da oggi parte dei loro terreni torneranno ad essere foresta. E questo significa proprio andare contro il libero mercato.

          • Francesco says:

            scusa ma quale produzione alimentare ci danno dei terreni incolti?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Parli dei pascoli? Oppure dei “terreni incolti” che vedi a Milano, cioè residui di edifici in eternit?

              • Francesco says:

                non lo so, hai iniziato tu a parlarne, no?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Devo piantare un albero e decidere dove farlo.
                1) in Brasile, nel terreno appena disboscato. Evidentemente devo agire CONTRO il mercato che ha disboscato quel terreno.
                2) in Italia, su un terreno agricolo o su un pascolo, il che significa che diventa improduttivo.
                3) su un terreno recentemente abbandonato dallo sfruttamento agricolo o pastorale. Questo vuol dire rassegnarsi alla perdita di superficie agricola e all’aumento delle importazioni di derrate alimentari (con il loro costo ambientale).

              • Per MT

                “Devo piantare un albero e decidere dove farlo.”

                Cogli molto bene il dilemma.

                Che ne dici semplicemente di conservare un albero che stanno per trasformare in “biomassa”?

          • firmato winston says:

            “le superfici forestali arretrano, nel complesso”

            Non in europa e in italia, dove al contrario sono molto aumentate: e questo grazie alle fonti alternative a quelle legnose (fossili comprese), e all’enorme aumento di produttivita’ per ettaro dell’agricoltura (rivoluzione verde – borlaug), e alla stabilita’ demografica.

            Tieni presente che fino all’ultimo dopoguerra si faceva ancora quasi tutto (cioe’ cucinare, mentre scaldarsi non era proprio previsto salvo che in cucina e altre eccezioni) con legna di produzione autoctona, mentre coltivare fino all’ultimo lembo di terreno marginale ancora non bastava per sfamare a sufficienza tutti, da cui la continua fuga di migranti nelle americhe e in australia (ed eravamo “solo” 45 milioni invece di 60). I boschi si lasciavano solo dove era del tutto impossibile coltivare. E il poco, prezioso e costoso carbone d’importazione era tutto riservato alla lavorazione del ferro per la quale era insostituibile (se non col carbone di legna che pero’ comporta sprechi immani per la sua preparazione).

            Quando ero molto piccolo, pensa che i comuni vendevano ancora i diritti di taglio dell’erba e di potatura dei grandi alberi lungo le strade. Cioe’ nel caso non si sia inteso bene, gli alberi stradali, che erano potabili, e l’erba lungo i fossi erano fonti di guadagno “rinnovabile” per i Comuni! Oggi invece viene tagliato, tombato e asfaltato tutto perche’ altrimenti “costa”. E’ il risultato del fatto che siamo diventati ricchi, per cui la materia prima ottenuta, oggi, non riuscirebbe neanche lontanamente a pagare uno stipendio adeguato a chi si occupasse di tali manutenzioni. Siccome la manutenzione del verde ha costi esorbitanti e proibitivi, e non e’ ammesso dalla cultura corrente dell’ “articolo 1” che una cosa naturale venga lasciata a se stessa, si elimina tutto. Questo e’ quello che succede.

            Una volta le nostre strade erano tutte affiancate da alberi potabili e ceduabili, allo scopo di ombreggiare, rinfrescare e produrre legna, alberi oggi quasi tutti abbattuti per i costi della manodopera e le “ragioni di sicurezza”. Come si superano questi problemi? Accettando una minore sicurezza e lasciando crescere le piante, con conseguente risparmio sulla manutenzione. Ma bisogna dirlo apertamente e accettarlo, che ogni tanto casca un ramo in testa a qualcuno e lo ammazza, o gli ammacca la macchina, smettendola appunto di prenderci per il culo, non si puo’ avere tutto e il suo contrario, contemporaneamente. Oppure accettare le cose cosi’ come sono.

            Quant’e’ lunga la rete stradale italiana? Quasi un milione di chilometri. Un albero ogni 10 metri per ogni lato quanti alberi fanno? Duecento milioni. E questo SOLO usando le strade, con enorme miglioramento del comfort e dell’estetica del paesaggio (io che vado solo in bici rimpiango i bei tempi delle strade ombreggiate d’estate – per paradosso sono stati i “verdi” a tagliare tutto nel giro degli ultimi trent’anni, per fare le inutilissime e retoriche iperaccessoriate piste ciclabili, rimpiazzando i grandi alberi con schifezze “sicure” a minima crescita). Solo che oltre a piantarli bisogna lasciarli crescere e accumulare fusto e radici, il carbonio si accumula sui grossi tronchi e nell’apparato radicale, se ogni volta che raggiungono i dieci centimetri di diametro li abbatti, e’ solo un tipico stupido spreco keynesiano ed energetico di fatica.

            E comunque non e’ neanche detto che la massa verde complessiva globale stia diminuendo, bisognerebbe verificare: tieni conto che l’aumento notevole di CO2 sta provocando un aumento altrettanto notevole di crescita vegetale, solo che 1- non basta a compensare il disboscamento cumulativo dei secoli precedenti e le attuali emissioni e 2- una notizia del genere e’ completamente oscurata da chi si occupa di queste cose, gli ambientalisti, per ragioni di opportunismo e strategia politica. Su queste cose girano montagne di fesserie il cui grado di verita’ e’ inversamente proporzionale al grado di “ripetizione a pappagallo” dei vari balilla / guardie rosse da echo chamber dei tempi attuali. Molti anziani quasi analfabeti di 50 anni fa, avevano molta piu’ saggezza e buon senso di tanti plurilaureati vanesii di oggi. Purtroppo quelli che conoscevo o parenti sono ormai morti tutti.

    • Fuzzy says:

      https://www.rinnovabili.it/ambiente/cambiamenti-climatici/serbatoi-di-carbonio-suolo/
      È il suolo che bisogna rigenerare.
      Per il resto come scrive winston sarebbe sufficiente un semplice pannello solare sul tetto per far funzionare un frigorifero, peraltro non indispensabile in italia dove il caldo estivo permetterebbe di essiccare gli alimenti senza complesse attrezzature.
      In generale direi che l’articolo di miguel è totalmente condivisibile.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Sì, faccio essiccare il sugo e il latte.

        • Fuzzy says:

          Latte e sugo? Non sono indispensabili.
          http://energyskeptic.com/2021/book-review-of-bright-green-lies/
          La tecnologia ha già dato tutto quello che poteva dare. Ora bisogna cambiare lo stile di vita. A me pare ovvio, ma c’è chi la pensa diversamente. E va bene.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Pasta in bianco, naturalmente cucinata ogni giorno per aumentare i consumi di gas e di acqua, mentre frutta e verdura fresche vengono etichettate come “non indispensabili” da qualcuno con strane teorie nutrizionali. Ah, no, vanno benissimo, purché ogni giorno arrivino dal campo, dato che le celle frigorifere sono bandite.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il problema di entrambe le parti è l’assenza di un ragionamento sistemico, sempre.
            Si parla sempre di questa o di quella singola forma di energia, per vedere se sia o meno la panacea, e ovviamente non lo è mai, perché la panacea non esiste (in genere il paralogismo è una defecata mentale dei nuclearisti, ma vedo che sono in buona compagnia): non si parla di mix energetico, credo perché ragionare su una combinazione vada oltre le capacità dei più.
            Qui si affronta il problema della conservazione degli alimenti, che oltre ad essere un problema energetico è anche un problema di spreco alimentare: o aumenti la frequenza dei trasporti (gasolio), o conservi (elettricità) o butti (superficie agricola, concimi, diserbanti, gasolio elettricità, ecc.). Se mi si dice che refrigerante non serve, perché dell’umido della pianura veneta mi sarebbe facile essiccare senza usare elettricità e senza smettere di lavorare per dedicarmi a questo, al bucato a mano (che consuma più acqua, ma che importa?) e via dicendo, allora stiamo spiegando come NON ci si approccia al problema ambientale.

            • Fuzzy says:

              https://en.m.wikipedia.org/wiki/Pot-in-pot_refrigerator
              Per una conservazione limitata nel tempo può essere sufficiente. Costruito, provato con la frutta e funziona.
              Certo, se si vuole continuare a fare la stessa vita beata a base di tortellini al ragù, pasta al sugo e formaggio grana, bisognerà fare affidamento su un gran bel mix energetico. Auguri

              • Mauricius Tarvisii says:

                Parla di umidità sotto il 40%, qua de tutto va bene è a 50-60%.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ma se Friuli Veneto vanno comunque evacuati perché è impossibile costruirci il frigo sahariano, perché non possiamo trasformarli in centrali elettriche?

              • firmato winston says:

                Fuzzy, salvo rarissime eccezioni, che in quanto tali non fanno la regola, queste cose piacerebbe a tutti imporre agli altri di farle (compagni facciamo una legge!), per poi adeguarsi anche loro ma solo dopo che tutti gli altri hanno diligentemente ubbidito invece di fare i soliti “evasori furbetti”… sempre e solo gli altri… questa e’ l’umanita’ italica concreta, al di la’ della retorica, della narrazione e delle buone intenzioni.

                Io sono quello meno d’accordo con le imposizioni autoritarie ecologistiche di tutta la gente che conosco, e guardacaso sono anche l’UNICO che mette in pratica qualcosa di concreto. Smettiamola di prenderci per il culo.

            • Per MT

              “Si parla sempre di questa o di quella singola forma di energia, per vedere se sia o meno la panacea, e ovviamente non lo è mai”

              Certo.

              Per quel che valgono le mie scarse conoscenze, credo che:

              1) il petrolio abbia già raggiunto il picco (che ricordiamo banalmente vuol dire il momento di massima di produzione, non l’esaurimento!)

              2) le altre energie sono molto meno efficaci (tranne il nucleare, che ha ben altri problemi), e pongono moltissimi problemi se adoperati su larga scala

              3) In termini di produzione di CO2, mi sembra che il consumo energetico sul suolo italiano non sia attualmente un grosso problema, anche se è a base di energia fossile: l’immenso problema è costituito dal consumo italiano di prodotti da altre parti del mondo, che tra miniere nel Congo, fabbriche in Cina e agricoltura industriale, agricoltura industriale/biomasse nel Midwest e in Brasile, trasporti, ecc. devono essere ben più dell’0.8% della “impronta” planetaria (e stiamo parlando solo di CO2 e non di inquinamento vero e proprio).

              Il problema è come rallentare tutto questo motore, non come trovargli energie “alternative” per continuare ad accelerare.

              Almeno sospetto che le cose stiano così….

              • firmato winston says:

                “Il problema è come rallentare tutto questo motore”

                A suo tempo se sara’ il caso si rallentera’ da solo, adattandosi alla situazione cosi’ come sta facendo adesso.

                Io ho l’impronta ecologica che e’ la meta’ del “monaco” Jacopo che ben conosci, ma sicccome per carattere mi piace la liberta’ (anche dai lussi inutili), la mia e’ una libera scelta, e voglio che sia cosi’ anche per gli altri.

              • firmato winston says:

                Fra l’altro, finora ogni tentativo di rallentarlo l’ha accelerato, come spesso tu stesso fai giustamente notare (e sono d’accordo). A questo punto, perche’ insistere nell’errore? Non serve a nulla, serve solo a produrre ulteriori limitazioni della liberta’, e ripeto non solo per nulla ma per peggiorare la situazione. Impariamo dagli errori anche noi, prima di sguainare il “ditino imparatore” verso il resto dell’umanita’ che sbaglia. 😉

              • Mauricius Tarvisii says:

                Il 9% europeo non è così poco: un decimo delle emissioni mondiali per un decimo della popolazione mondiale. Prima di dire al restante 90% della popolazione mondiale di ridurre il proprio 90% delle emissioni bisogna fare la propria parte, credo.

                Sul rallentare il motore, qui invece credo che gli europei possono fare veramente ben poco, visto che i motori della crescita economica globale sono altrove. Certo, gli europei godono di una “rendita di posizione” (consumiamo schifosamente più della media) da intaccare, ma il discorso è delicato: ridurre significa che il decisore politico chiede sacrifici e chiedere sacrifici significa spendere il proprio capitale politico, che non è illimitato. Questo vuol dire che solo poche cose possono essere toccate, per cui che siano quelle con un maggiore impatto.
                E no, la pasta al pomodoro non è tra quelle…

          • roberto says:

            “ Ora bisogna cambiare lo stile di vita.”

            Inizia tu.
            Mi hai fatto venire voglia di una birra ghiacciata

            • Fuzzy says:

              Veramente ho già iniziato da un pezzo. E quello che ho scoperto è che mi diverto pure. Mi piace.
              Cosa diceva Epicuro? A volte non c’è niente di meglio di un semplice bicchiere d’acqua. Una cosa del genere.

            • roberto says:

              Epicuro non conosceva la birra fredda

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ambientalismo è cercare di limitare i danni. I deep/dark/ipergreen, con le loro ricette inaccettabili, spingono quotidianamente gli interlocutori a dire “allora non c’è niente da fare”. E forse è a questo che puntano.

              Sia chiaro, è evidente che il mondo in movimento che abbiamo è insostenibile perfino secondo l’approccio più lite possibile, ma non è dicendo “vietiamo la pastasciutta” che se ne esce.

              • Per MT

                “mbientalismo è cercare di limitare i danni. I deep/dark/ipergreen, con le loro ricette inaccettabili, spingono quotidianamente gli interlocutori a dire “allora non c’è niente da fare”.”

                I fatti che conosco mi portano a essere abbastanza vicino ai “deep/dark”. Ma credo che sia importante:

                1) evitare di fare qualunque cosa solo per poter dire, “vedete, ho fatto qualcosa!”(tipo importare dalla Cina spazzolini da denti di bambù come ho fatto io, o mettere pale eoliche ovunque)

                2) capire che il vero problema è l’accelerazione della trasformazione della natura viva in prodotto morto e poi in rifiuto

                3) capire che se nessuno ha seriamente intenzione di affrontare questo problema (e in effetti non vedo nessuno motivato a farlo), stiamo andando incontro a un futuro molto preoccupante

                4) prepararci serenamente ad affrontare quel futuro e pensare a lungo termine

                Poi ben vengano tutte le piccole cose, tipo comprare di meno, non usare l’auto, spengere le luci, battersi perché nelle scuole non tengano sempre acceso il riscaldamento, difendere un bosco che vogliono abbattere, e così via: nessuna di queste cose fa male. Na non bisogna illudersi che vadano al cuore del problema.

                Non temere, nessuno vieterà la pastasciutta. Probabilmente te la venderanno in un pacchetto verde.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Il problema è che a lanciare la crociata contro la pastasciutta vincono quelli della quinoa, mica quelli del… in realtà non ho capito: Roberto scrive patate, ma leggo che l’Italia non è granché per coltivare le patate, che preferisce il clima oceanico.

                https://www.ortodacoltivare.it/verdure/patata.html

              • roberto says:

                Le patate erano la prima cazzata che mi è passata per la testa, per mettere in evidenza questa cosa che per i deep green qualsiasi cosa tu faccia è sbagliata

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ma non è una cazzata così peregrina, nel senso che molti ragionano proprio così: prendono una tabella fatta in Germania e pretendono di applicarla tale e quale in Italia.

  4. Francesco says:

    Scusate ma quale è il problema serio dell’energia nucleare?

    chiedo per mio cugino entusiasta!

    🙂

    • firmato winston says:

      “Scusate ma quale è il problema serio dell’energia nucleare”

      Ad esempio che non abbiamo il combustibile per farla funzionare, e che se fosse vero che arrivera’ una crisi energetica seria come predicano i millenaristi dell’ambientalismo, in caso di crisi energetica seria ognuno si terrebbe il suo.

      Ma soprattutto, non vorrai che ci mettiamo a costruire, di nuovo, centrali nucleari che poi appena sono pronte cominciamo a smantellarle: aspettiamo almeno di aver finito di pagare gli oneri in bolletta per la costruzione e lo smantellamento di quelle dell’altra volta.

      Fra i dati di fatto di cui tener conto, c’e’ anche il sentimento della popolazione italiana e la sua “visione del mondo”, chiamiamoli cosi’.

      • Francesco says:

        se devo tener conto del sentiment della popolazione italiana, basta lanciare qualche pogrom contro gli zingari e siamo tutti felici

        no, non ci penso neppure a considerarlo

        PS interessa questa cosa del combustibile: stai dicendo che in Italia non c’è uranio o in generale ce n’è poco?

        • firmato winston says:

          Non c’e’ proprio, come non c’e’ o quasi, alcun combustibile fossile.
          A suo tempo uno dei decani dell’ingegneria nucleare, Mario Silvestri, illustre storico dilettante, propose l’utilizzo dell’ubiquo torio su reattori appositi se non ricordo male intrinsecamente sicuri, in anticipo tecnologico di qualche decennio, ma non se ne fece nulla (ne sapra’ sicuramente piu’ di me ADV).
          Forse trovate in rete di condivisione il suo (di silvestri) letterariamente pregevole “il costo della menzogna” con tutta la storia del nucleare italiano, che acquistai qualche decennio dopo come remainder in perfetta edizione originale einaudi ancora quasi tutta invenduta… e ora probabilmente del tutto rottamata e introvabile.
          Nonostante fossimo stati sconfitti in guerra dagli Usa (guerra che fra l’altro fummo noi a dichiarare loro, pochi giorni dopo pearl harbor), forse in virtu’ del fatto che fu Fermi, accademico fascista scappato dall’italia con la moglie ebrea subito dopo la consegna del nobel in svezia, a costruire nel ’42 la prima pila atomica sotto lo stadio di chicago, e nonostante fossimo paese sconfitto, subito dopo la guerra ci fu consentita se non incoraggiata la ricerca e lo sviluppo del nucleare civile. All’epoca, eravamo uno dei pochissimi paesi potenzialmente all’avanguardia mondiale nel settore.
          Devo aver letto che non ami i video, ma c’e’ una serie di ottimi, anzi eccezionali documentari sul tema, degli anni 60, di virgilio sabel, che ho fortunosamente ritrovato su youtube, con interviste originali a praticamente tutti i protagonisti principali della storia, emozionanti per chi ne ha letto solo sui libri.
          Esempio:
          https://youtu.be/87LsE8OxUPc?list=PL5EG00OAaic674W_pRYGwBUR6BmKjORte&t=1736

          • Andrea Di Vita says:

            @ firmato winston

            Il figlio di Silvestri lavorava come ingegnere nucleare in un altro ufficio della ditta dove lavoro.

            È vero che abbiamo poco uranio (essenzialmente fra Liguria e Piemonte, a ovest di Genova). È anche vero che ne basta molto poco (in peso, circa un milione di volte meno della quantità di fossili che produce la stessa energia).

            Il problema vero è saperlo “arricchire”, cioè raffinarlo (diciamo così) al punto da poterlo usare in un reattore.

            Se l’uranio di una bomba è arricchito al 99.99% e quello che si trova in natura appena allo 0.06%, quello per le centrali deve esserlo al 3%.

            Gli scarti fella “raffinazione” formano il famoso “uranio impoverito”, materiale eccellente per farci ogive di artiglieria.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              non si usa per farci le punte dei proiettili perforanti?

              e alla fine ne abbiamo o no, che devo iniziare i lavori per le centrali nucleari!

              🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      Secondo Nicolazzi, se oggi diventassimo tutti nuclearisti e iniziassimo un programma nucleare italiano serio, servirebbero decenni per iniziare a produrre, quindi non ci fai nessuna transizione con il nucleare.

      • Francesco says:

        questo è rimediabile, si procede “alla cinese” e la centrale è pronta in diciamo due anni al massimo

        o anche le centrali

        dubito ci siano problemi tecnici veri al riguardo

        • Mauricius Tarvisii says:

          Due anni al massimo? Ma di cosa ti sei fatto?

          • Francesco says:

            facciamo cinque? che per cinque anni abbiamo tutto il petrolio che ci può servire (anche per 15 direi e sui 50 ho pochi dubbi ma voglio fare felice Miguel e i suoi amici)

            seriamente, non vedo VERI problemi per l’energia atomica. tantissimi problemi FINTI ancorchè giganteschi

            • Mauricius Tarvisii says:

              “seriamente, non vedo VERI problemi…”

              Non vedi nemmeno problemi a costruire una centrale in due anni, per cui mi stupirei del contrario.

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              Il record mondiale di velocità nella costruzione di una centrale partendo da zero (due anni) è giapponese.

              Il record mondiale di lentezza nella costruzione di una centrale è italuano: diciannove anni per il PEC del Brasimone (fra Bologna e Firenze): mai completata per il sopraggiunto referendum.

              A dirigere i lavori un ingegnere noto per aver detto in pubblico “non importa fare le cose; importa far vedere che si stanno facendo”.

              Frase da me latinizzata in “non fieri, sed videri oportet”. Se mai mi faranno nobile, la sceglierò come motto araldico.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                grazie

                come immaginavo, volere è potere (fare o non fare mai, basta sapere cosa si vuole)

                PS quel motto lo ha già prenotato Matteo Renzi, mi spiace

              • firmato winston says:

                Una sera ero a cena con due dei miei migliori amici, ed e’ venuto fuori per caso che il padre di uno aveva contribuito alla costruzione di una centrale, e l’altro allo smantellamento della stessa (ancora in corso), senza che avesse mai prodotto un watt.

              • Andrea Di Vita says:

                @ firmato winston

                “Watt”

                Montalto di Castro, o PEC (Brasimone)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • firmato winston says:

        Se e’ per questo, articolo di Hahn sulla reazione a catena 1939, prima pila atomica Fermi 1942, prima bomba Los Alamos 1945.
        Potevano essere i nostri genitori o nonni, com’e’ che in una sola generazione o due siamo cosi’ rincoglioniti?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ah, suppongo che in un paio d’anni possiamo imbottirci di tutte le bombe atomiche che vogliamo e farci saltare in aria, ma per costruire una centrale nucleare sicura serve un po’ più di tempo.

      • Francesco says:

        è un video! io non guardo video, leggo solo

        e preferibilmente sintesi fatte da persone di cui mi posso fidare

        tipo te

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          Peccato, perché è fatto bene.

          In sostanza dice che se dell’effetto serra avessimo avuto coscienza trent’anni fa, fesserie tipo “La sindrome cinese” con Jack Lemmon (!) non avrebbero avuto il successo che hanno avuto, e che avremmo potuto salvare più vite umane del milione e mezzo finora risparmiate grazie al mancato aumento dell’effetto serra (con relative mancate inondazioni) dovuto al nucleare.

          Oggi è probabilmente tardi, che’ comunque le centrali nucleari classiche costano e sono lunghe da costruire, e per quelle nuove piccole ed economiche manca il supporto del pubblico disinformato alla politica che dovrebbe essere abbastanza lungimirante da costruirle.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S. ricordo ancora la fu Lidia Menapace a un comizio dire “c’è un modo maschile e uno femminile di risolvere le equazioni” 🙁

          • Per ADV

            “ricordo ancora la fu Lidia Menapace a un comizio dire “c’è un modo maschile e uno femminile di risolvere le equazioni” ”

            Nel mondo che conosco io, è verissimo.

            Il maschio chiede alla femmina di risolvere l’equazione e poi dice grazie, e la femmina dice, ma perché non ci sei arrivato da solo?

            • Andrea Di Vita says:

              @ Martinez

              E se no che ci sta a fare? 🙂 🙂

              (Lo so, lo so, battutaccia maschilista, ma me l’hai messa su un piatto d’argento)

              Che ci sia (stata) una discriminazione sessista feroce nell’Accademia è verissimo, basta vedere la biografia della Curie, della Immerwahr, della Noether, della Lamarr. E’ rimasto cocente il commento di Einstein quando lesse dei risultati della Noether: “…ma allora basta che possano studiare, le ragazze…!”

              Che ci siano un metodo scientifico e una matematica maschilisti vs. femministi lo può sostenere solo chi non conosce ne’ l’uno ne’ l’altra.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              P.S. i miei articoli li firmo sempre con nome e cognome. “Andrea” in inglese è femminile. Non ho mai avuto sentore CGE una rivista mi rifiutasse un articolo perché pensasse che ero una donna.

              • Moi says:

                La “Comprovata Fede AntiFascista” è unconcetto diacronico … per me, se un SJW intervista la Menapace … saktafuori ch’è una TERFona dal Pugno di Ferro ! 😉

                … Va be’ : famo che la Menapace è Stalinista ! 😉

              • Moi says:

                Lidia Falcón, ad esempio, crede che “Ser Mujer” 😉 sia imprescindibile dal Dato Biologico … in questo è “precisa” 😉 all’ Odiato Caudillo !

          • Mauricius Tarvisii says:

            “c’è un modo maschile e uno femminile…”

            Esiste una bella branca del femminismo da decenni assolutamente convinta che la scienza sia espressione del patriarcato

            https://read.dukeupress.edu/cssaame/article-abstract/11/1_and_2/32/34070/Is-Modern-Science-a-Western-Patriarchal-Myth-A?redirectedFrom=PDF

            https://link.springer.com/chapter/10.1007%2F0-306-48017-4_5

            • Peucezio says:

              E ha ragione.
              Il problema è che anche il femminismo lo è.

            • Andrea Di Vita says:

              @ MT

              Veramente nell’articolo sul “Western Patriarchal Myth” mi sembra si prenda di mira più che altro la moda filo Tradizione dei sovranisti in India. Magari mi sbaglio, eh.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • paniscus says:

            Sei sicuro che fosse la Menapace? Ci vedo di più qualche postmodern* spocchios* di cultura francese, tipo Julia Kristeva o Jacques Lacan.

            Magari quella della Menapace era una citazione fuori posto di qualcun altro di questi fenomeni…

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ho provato a googlare e l’unico risultato minimamente attinente che ho trovato è stato un video su come i VERI uomini risolvono le equazioni.

              https://www.youtube.com/watch?v=MZ7_HSQVmcQ

            • Andrea Di Vita says:

              @ paniscus

              “sicuro”

              Ero in prima fila. Ero curioso di assistere dal vivo ad un’adunata di antinucleari, così sono andato a sentire di persona.

              In quanto antifascista di provata fede (?) lei era l’ospite d’onore.

              Simpatica, devo dire, e sicuramente autorevole.

              Ma completamente fuori dal mondo.

              Le equazioni dell’elettromagnetismo le ha formulate per primo in forma completa James Maxwell. Era il rampollo di una famiglia altoborghese dell’Inghilterra vittoriana. Le sue equazioni le scrisse nel periodo in cui Dickens descriveva le terribili condizioni dei poveri, ed Engels il suo saggio sulla conduzione degli operai inglesi.

              Ma credimi sulla parola se ti dico che le equazioni di Maxwell non si deducono dalle condizioni della lotta di classe nel XIX secolo.

              Non esistono un modo borghese e un modo proletario di fare fisica, così come non esistono un modo ariano e uno giudaico (citofonare Einstein) di fare scienza. Ne’ un modo maschile e uno femminile di risolvere le equazioni.

              Anche se l’ha detto un’autorevole antifascista, è una bestialità.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • paniscus says:

                “Non esistono (….) un modo maschile e uno femminile di risolvere le equazioni.”
                —-

                Ahò, ma mi stai prendendo per scema? Secondo te io ho messo in dubbio questa cosa?

                Io avevo solo messo in dubbio che fosse farina del sacco della Menapace, NON certo che l’affermazione fosse una sciocchezza comunque!

                Senza arivare alle equazioni di Maxwell, parliamo di banalissime equazioni algebriche da biennio inferiore di liceo.

                Tipo, che so, equazioncina di secondo grado:

                x^2 – 7 x + 12 = 0

                Bene, ci sarà sempre qualcuno che si accorge del trinomio notevole e che risolve l’equazione per scomposizione

                cioè (x-3)(x-4) = 0 e quindi x = 3 oppure x = 4

                e qualcuno che se ne strafrega di cercare il trinomio notevole e che applica diligentemente la formulina imparata a memoria, perché “le equazioni di secondo grado si risolvono sempre col delta”, magari impiegandoci più tempo e aumentando la probabilità di commettere errori di trascrizione o di calcolo.

                Ma non ho mai visto differenze tra maschi e femmine, su questo punto: ho visto solo differenze tra quelli “che sono stati abituati” così o cosà dal’insegnante precedente (o peggio ancora, dall’insegnante di ripetizioni private), indipendentemente che quest* fosse uomo o donna.

              • Andrea Di Vita says:

                @ paniscus

                OK!

                🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • firmato winston says:

            “è un video! io non guardo video, leggo solo”

            me l’ha passato qualche giorno fa un amico, merita, sembra quasi vero, e tu magari li conosci gia’:

            https://youtu.be/Igbs5s2cSC4

            • Andrea Di Vita says:

              @ firmato winston

              🙂 🙂 🙂 🙂

              I neutroni veloci che “passano uno attraverso l’altro”….

              🙂 🙂 🙂 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • firmato winston says:

                riguardandolo una seconda volta, mi sono sbellicato, si colgono meglio i particolari esilaranti della narrazione

          • Francesco says:

            beh dai, Sindrome cinese è impagabile, con l’idea degna dei grillini che il nucleo fuso della centrale andasse giù giù fino a spuntare in Cina!

            e Lemmon è bravissimo, prova che gli attori comici bravi possono fare ruoli drammatici in modo egregio

  5. Fuzzy says:

    Winston
    Ho soltanto riassunto sommariamente l’articolo della Friedmann aggiungendo alcune considerazioni personali riguardanti la conservazione degli alimenti.
    Come si faceva quando non c’erano ancora i frigoriferi? Come si potrebbe fare per ovviare a questo problema fondamentale?
    In un certo senso mi sono mosso nel solco del tuo ragionamento. (Il pannello solare che alimenta il frigorifero).
    E chi ho mai preso per il culo?
    Se vogliamo ho esposto il mio punto di vista vagamente epicureo che può essere riassunto dal titolo del libro di jason hickel
    “Less is more”. È semplicemente quello che penso.

  6. Fuzzy says:

    Mauritius
    Non ho niente contro la pasta. E dove l’ho mai scritto che non si deve mangiare la pastasciutta?
    Io auguro a tutti di poter mangiare pastasciutta a volontà, ma si guardi alla filiera che ci sta dietro
    https://salvatorececcarelli.wordpress.com/2018/08/08/quando-il-cibo-vale-molto-ma-per-qualcun-altro/

    • PinoMamet says:

      Beh qui più che altro mi sembra un caso di manifesto e ostentato maschilismo.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Non me la vedo la Merkel lasciata in piedi per maschilismo, però. In genere lo stronzo lo fai con chi puoi.

        • habsburgicus says:

          è pure vero questo..idem la Thatcher

          • Peucezio says:

            L’Unione Europea è un cesso geopolitico in cui tutti hanno diritto di cagare.
            E giustamente: i cessi esistono per questo.

            • Andrea Di Vita says:

              @ peucezio

              “cesso”

              In effetti il denaro era lo sterco del diavolo, no?

              Qui tutti aspettano il Recovery Fund dall’UE (salvo poi bestemmiarla se non arriva).

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Io non aspetto niente.
                Bisognava tassare i garantiti, quelli che in questi mesi percepiscono regolarmente lo stipendio, in modo che, visto che non stanno andando al ristorante perché è chiuso, lo foraggiano comunque con quei soldi che stanno risparmiando.

                Quanto ai soldi dell’Europa, timeo Danaos et dona ferentes.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                I “garantiti” sono quelli che hanno sempre pagato fino all’ultima lira quelle tasse con cui si sostengono gli ospedali che curano anche gli evasori.

                Fra le tante sue schifezze questo virus ha fatto almeno un po’ di giustizia.

                Se l’UE fra le condizioni per farci credito mettesse pure un bel recupero dell’evasione sarebbe solo una mano santa.

                Che dire? Confido in Draghi, anche se ha il felpa attaccato con le unghie ai testicoli.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • daouda says:

                testa di cazzo, i dipndenti pubblici NON PAGANO LE TASSE

              • Francesco says:

                x Andrea

                mi sa che il mondo non è fatto solo di “lavoratori dipendenti garantiti e tassati” ed “autonomi evasori”

                è come se della tavola degli elementi tu prendessi Ferro e Calcio e ignorassi tutti gli altri

                e ne traessi pure delle conclusioni!

              • PinoMamet says:

                Devo dire OMDAF

        • roberto says:

          “ Non me la vedo la Merkel lasciata in piedi per maschilismo”

          No non maschilismo semplice, proprio maschilismo culturale manifestato, come a dire “questa è la Turchia, adeguatevi”

          Ps aneddoto su quei popoli barbari
          Una decina di anni (forse 12) fa viene in visita una delegazione dell’Arabia Saudita, non di altissimo livello, era il presidente di non so quale corte con un paio di schiavetti.
          A parlare di gestione del personale mandano la mia capo (che era appunto il capo del personale della mia istituzione, non una pisquella qualsiasi).
          Lei fa la sua mezz’oretta di presentazione e poi apre la discussione.
          Prima domanda “scusi, ma perché dobbiamo stare ad ascoltare una donna?”
          Seconda “scusi ma come fanno degli uomini a prendere ordini da una donna?”

          • Peucezio says:

            Roberto,
            fosse stato un rappresentate donna di Stati Uniti o Russia, Erdogan l’avrebbe lasciato in piedi?
            Io lo escludo.

          • roberto says:

            Aggiungo alla nota di ieri che Michel è una nullità….adesso scrive che si sente ferito perché di ha il sospetto che non abbia fatto nulla, ed infatti non ha fatto nulla

            Un sorriso ad erdogan, cedi il posto con un gesto elegante e teatrale della mano a beneficio delle telecamere alla tua domina Ursula, et voilà 1 a 1 e palla al centro

            Fai bella figura e rompi i coglioni a erdogan in un colpo solo

            Ma se uno è una nullità è una nullità

            • Per roberto

              “Fai bella figura e rompi i coglioni a erdogan in un colpo solo ”

              Ma perché bisognerebbe rompere i coglioni a Erdogan?

              Il tizio sta seduto alle porte dell’inferno, tra Russia, Arabia Saudita, rotte migratorie, kurdistan, paesi mediorientali in via di collasso, Iran…

              Fa gli interessi suoi, ovviamente, e si fa pagare per tenere chiusa la porta.

              Inoltre, c’è la questione delle pretese greche su tutte le acque davanti alla Turchia, causa possesso greco di una minuscola isoletta di fronte alla Licia con cui impediscono le prospezioni petrolifere turche (fanno benissimo per quanto riguarda l’ambiente, ma si capisce anche il punto di vista turco).

              • PinoMamet says:

                Naturalmente tengo per i greci, per partito preso 😉

                (e perché le coste turche, insomma, sarebbero coste greche)

            • roberto says:

              come ben sai non ho nessunissima simpatia per erdogan, il principe dei chiagni e fotti.

              ma nel caso di specie, ha fatto uno sgarbo abbastanza evidente, e non ci vuole molto ad indovinare la simbologia dello sgarbo (mettilo nel contesto del ritiro dalla convenzione di istanbul, della provocazioni permanenti eccetera), avrei restituito lo sgarbo senza esitare

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ha fatto uno sgarbo e l’UE ha risposto tipo Fantozzi con i propri dirigenti. È stato brutto e cattivo? Sì, ma al mondo che gliene frega?

              • Peucezio says:

                A ‘sto giro pienamente d’accordo con Mauricius.
                Il mondo non funziona a proclami: si impone chi ha le palle e conta.

            • Francesco says:

              perfettamente d’accordo con Roberto

              Michel è quello che esce peggio dalla sceneggiata e temo che non uscirà, invece, dalle istituzioni che con la sua presenza sputtana alla grande

              la Turchia di Erdogan auspico riceva, quanto prima, una sonora lezione dall’Europa

              abbiamo i mezzi e i motivi per farlo, ci mancano “solo” le palle

              poi vada a piangere dai russi, che si troverà accolto come conviene

              • Peucezio says:

                Francesco,
                “la Turchia di Erdogan auspico riceva, quanto prima, una sonora lezione dall’Europa”

                AHAHAHAHAHAHAHAH.

                Anzi, ti dirò di più.
                Ho saputo che il Liechetnstein ha deciso di dichiarare guerra agli Stati Uniti.

                Francè, a ‘sto giro mi hai messo proprio di buon umore 🙂 🙂 🙂

              • Francesco says:

                guarda che noi europeani siamo più tanti e più ricchi e più armati dei turchi

                chi pecora si fa è un coglione e come tale va trattato, mentre il Liechtenstein, poverino, moscerino ci è nato

              • Mauricius Tarvisii says:

                Francesco, che lezione pensi che riceverà?

      • firmato winston says:

        mmmh… uno di quei casi di sboronaggine fuori luogo di cui ci si pentira’ amaramente in seguito. “A’uguri” per il futuro Erdogan.

        • Peucezio says:

          Pentirsi amaramente per aver oltraggiato l’Ue??
          Come si fa a pentirsi di aver offeso il nulla?
          E, soprattutto, come si fa a offendere il nulla?

          • Per Peucezio

            “Pentirsi amaramente per aver oltraggiato l’Ue??”

            Credo che sarebbe l’UE a pentirsi, se la Turchia si dovesse stufare di mantenere 4 milioni di profughi siriani.

            • Peucezio says:

              Infatti.

              Ma è tutto un risultato di scelte politiche ed etiche.

              Nessuno ci impedirebbe di dire: voi fate quel cazzo che volete, da noi non entrano.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                “nessuno”

                …tranne ottomila chilometri di coste, magari…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Andrea,
                il problema sono i nostri standard umanitari, perché le cose se si vuole si difendono.

                Prova a far approdare terroristi arabi sulle coste israeliane.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                “coste”

                Peccato che Israele abbia meno di trecento km di costa sabbiosa e dritta, mica ottomila tutta di insenature e isolette.

                Poi sinceramente sono orgoglioso di essere cittadino di un paese diverso da Eretz Israel e dai suoi “standard umanitari”.

                Come dico sempre, se hanno tirato giù le Torri Gemelle e non la Torre di Pisa ci sarà un perché.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Andrea,
                “Poi sinceramente sono orgoglioso di essere cittadino di un paese diverso da Eretz Israel e dai suoi “standard umanitari”.”

                Totalmente d’accordo con te su questo.
                Era solo per dire come il fatto di pagare Erdogan perché si tenga gli immigrati è una scelta legata a precisi orientamenti umanitari, non una necessità intrinseca.

                “Come dico sempre, se hanno tirato giù le Torri Gemelle e non la Torre di Pisa ci sarà un perché. ”

                E che c’entra questo? Gli Stati Uniti sono il paese multietnico e accogliente da sempre per definizione.
                E al tempo stesso violentissimo, a misura di ricchi, pieno d’ingiustizie e di degrado sociale, ma quella è un’altra questione.

              • Francesco says:

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                perchè Pisa non conta un cazzo da secoli e secoli e secoli?

                hanno tirato giù anche stazioni dei treni e giornali, in Europa, mica solo le Torri Gemelle

                io preferisco non indagare su come mai da noi gli unici attentati li faccia la mafia – dagli anni ’70 in poi. e anche su quelli ci stanno molti dubbi

          • firmato winston says:

            ricordati di elena: toccare le donne degli altri e’ estremamente pericoloso, da sempre

  7. A proposito di energie alternative…

    Allora, prendiamo per buone certe statistiche, senza discuterne la validità.

    Lo 0,80% delle emissioni di CO2 le regala al mondo l’Italia.

    Nell’improbabile ipotesi che il consumo energetico italiano rimanga assolutamente stabile e non aumenti, si potrebbero ridurre le emissioni del 20% (0,16%) trasformando il Friuli in un unico campo di pale eoliche, arrivando così allo 0,64% delle emissioni mondiali.

    In realtà ci vorrebbe molto di più del Friuli per compensare anche le emissioni di CO2 legate alla produzione delle stesse pale eoliche, e alla loro successiva sostituzione, ma lasciamo perdere.

    Ora, scopro che il “bitcoin mining” nella sola Cina produce una quantità di CO2 pari all’intera produzione italiana:

    https://www.theguardian.com/technology/2021/apr/07/china-bitcoin-mining-climate-targets-nature-study

    “The Nature study on Tuesday found that unchecked, China’s bitcoin mines will generate 130.5m metric tons of carbon emissions by 2024 – close to the annual greenhouse gas emissions of Italy or oil-rich Saudi Arabia.”

    • Mauricius Tarvisii says:

      Quindi ha ragione Peucezio: continuiamo a sgommare in SUV e a svolazzare in aereo perché tanto quello che facciamo noi italiani è irrilevante. Buono a sapersi.

      • Peucezio says:

        Io ho SEMPRE ragione, come la Buonanima.

      • Per MT

        “continuiamo a sgommare in SUV e a svolazzare in aereo perché tanto quello che facciamo noi italiani è irrilevante. Buono a sapersi.”

        Credo che ti sfugga totalmente il senso del mio ragionamento.

        “Continuiamo” è un verbo di prima persona plurale, cioè MT più altri.

        Io non ho nemmeno la patente, nel 2019 ho preso in effetti un aereo per andare in Romania.

        Quindi il “Noi” sei tu più qualcun altro che io non conosco, fate pure come volete.

        Detto questo, non capisco esattamente quale proposta io starei stroncando, dandoti la notizia che in Cina emettono quanto tutta l’Italia solo per fare “bitcoin mining”.

        • Mauricius Tarvisii says:

          La proposta è l’aumento dell’incidenza delle energie rinnovabili nel mix energetico nazionale. E’ un tema politico reale.

          • Andrea Di Vita says:

            @ MT

            “politico”

            Infatti. Ma la politica ha un senso se ha uno scopo. Martinez ha dimostrato che un’Italia al 10)% rinnovabile, anche se per assurdo fosse possibile, darebbe un miglioramento minuscolo alla biosfera.

            Allora qual’è lo scopo?

            Potenziare le aziende nazionali in il n settore comunque in crescita? (No, perche’ gli abolitori di povertà hanno appena fatto abortire il solare termodinamico che era nato qui).

            Creare occupazione sul territorio? Ne fai di più aprendo tante pompe di benzina.

            Renderci meno dipendenti dalle importazioni dall’estero? Importiamo sia celle fotovoltaiche sua pale eoliche. (L”unica industria nazionale non basata sui fissili nel settore energetico era quella nucleare…).

            Quindi?

            Forse la risposta è: facciamo le rinnovabili perché ci facciamo date i soldi dalla UE (dominata dai crucchi che hanno le ubbie verdi) e ci facciamo la cresta sopra.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita says:

              10)%=100%

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il punto è che ogni paese dovrebbe fare la propria parte, altrimenti è inutile fare conferenze, accordi e protocolli.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                “paese”

                Precisamente.

                Ecco perché io sono contro i sovranismi tipo “male America great again” o “prima gli italiani”.

                O ci si salva tutti insieme, e quindi si adotta un approccio mondialista, o non si salva nessuno.

                (Nel frattempo, non disprezzerei i soldi UE. Che poi fanno gola a tutti, tant’è che salvini sta al governo).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                “Il punto è che ogni paese dovrebbe fare la propria parte, altrimenti è inutile fare conferenze, accordi e protocolli.”

                I paesi al mondo d’oggi non esistono, sono una mera finzione giuridica.
                Esistono le potenze, cioè i veri decisori mondiali (USA, Cina, Russia e poi i pesci minori) e i paesi con sovranità puramente nominale come noi.
                Quello che decidono le potenze ha rilevanza strategica, quello che decide il resto del mondo no.
                Sia perché comunque il grosso dell’industria e del consumo energetico viene da loro, sia perché è pur vero anche anche i paesi europei sono molto rilevanti sul piano indistriale, ma non hanno vera autonomia politica, quindi non decidono un cazzo.

        • daouda says:

          la notizia è che dovrste intrvistare qualche anarcocapitalista ( non gary north che fu smpr contro ) e spigargli che quella robba llà è aprire il culo alla mafia senza vaselina.
          “eh però fai li soldi” quanto abbocca la gente!

    • daouda says:

      MM non c’entra un cazzo la CO2 che per definizione NON inquina

      • Andrea Di Vita says:

        @ daouda

        “NON”

        Verissimo, e hai fatto bene a sottolinearlo. Però anche l’eccesso di sostanze non inquinanti è pericoloso. Io adoro il pecorino, ma se mi ingozzo con dieci chili di pecorino mi ammazzo. La CO2 è come una calda coperta che ci tiene al calduccio. Troppa, e muori per ipertermia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • daouda says:

          “sappiamo” tutti che il problema di questo mondo NON è la CO2 a cui l’uomo partecipa minimalmente, ma l’inquinamento tou court.
          Parlare di Co2 è da complici prché l’ipertrmia che paventi essndoci già stata non ha alcuna rilevanza rispetto alla sopravvivenza naturale biologica MA impatta guardacaso sulle politiche edilizie dissennate ( esempio: costruiamo accanto al letto dl fiume, e sti cazzi ) ergo dare la colpa alla CO2 e millantare un riscaldamnto globale imprevisto e detrminato esclusivamnte dall’uomo serv solo da pulirsi la coscienza e gabbare i fessi che vi si accodano fra cui molti di voi

          • Andrea Di Vita says:

            @ daouda

            “ipertermia”

            C’è già stata, ma secondo quegli stessi modelli che nel 1993 l’avevano prevista per oggi (e alla cui conferenza di presentazione ero presente a Oxford) ce ne sarà anche di più se non riduciamo le emissioni di CO2. Il che certo bene non fa.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • daouda says:

              André tralasciando le prvisioni su modelli volutamente distorti, che non ci faccia bene può essere un mero gudizio individuale.
              Al pianeta fa male l’inquinamento non l’innalzamento di fase della tmperatura su cui noi contribuiamo come una giocca in un scchio d’acqua.

              Poi se vuoi continuare a sostenre tutte le merdate bevndoti dpistamenti e sollazzandoti nel convrgere di tali presunti dati con i tuoi paraocchi mentali, a me non me ne frga un cazzo.
              Ti insulto e passa la paura.

    • firmato winston says:

      “Lo 0,80% delle emissioni di CO2 le regala al mondo l’Italia”

      In realta’ no, e’ molto di piu’, perche’ in genere la retorica ambientalista europeo-occidentale ha solo spostato in altri paesi le produzioni piu’ inquinanti che poi tornano sotto forma di semilavorati o prodotti finiti, peggiorando il bilancio globale. Esportiamo persino il _finto_ riciclo, che peraltro aumenta enormemente il dispendio energetico in fase di raccolta. La cina inquina per nostro conto, non solo per se stessa. E non vale solo per l’acciaio da altoforno. Molto comodo per noi che rincorriamo con la retina per farfalle ogni singola particella di PM10. I verdi politici, non i pochissimi verdi pratici in prima persona, per ignavia, per quanto in buona fede, fanno molti piu’ danni di quanto possa sembrare superficialmente.
      Ad esempio, tempo fa sentivo una lunga intervista al massimo esperto di batterie al litio italiano, che ora naturalmente lavora in germania, affermare candidamente che in europa non potremo mai avere una filiera completa perche’ la lavorazione di base del litio e’ tremendamente inquinante e se fatta in europa avrebbe dei costi di sicurezza ambientale insostenibili… infatti il 95 per cento mondiale delle batterie se non erro e’ di produzione cinese. E lo stesso vale per le cosiddette terre rare, che non e’ che le abbiano solo loro, sono rare solo di nome, in realta’ ci sono un po’ dappertutto ma in basse concentrazioni che costa molto, anche in termini ambientali, estrarre, costa che in europa nessuno sarebbe disposto a pagare finche’ trova cinesi che lo fanno al posto suo.

      Il punto e’ che siamo una generazione che, avendo vissuto di rendita in un periodo floridissimo fondato sui sacrifici di quella precedente, in italia diciamo dal 1950 in poi, ha potuto permettersi qualsiasi errore anche marchiano nelle scelte politiche, culturali, industriali e della classe dirigente, perche’ tanto le condizioni esistenziali erano talmente floride che si stava bene lo stesso, qualsiasi errore quando tutto va benissimo comunque non da’ evidenti disastri, non permette di capire cosa si sbaglia (da cui le baruffe chioggiotte in cui tutti sanno tutto e nessuno e’ d’accordo con nessun altro). Quindi, e’ completamente mancato il “feedback se-sbagli-paghi”, e paghi sul serio, piangi in prima persona. Questo fatto secondo me spiega piu’ di ogni altra cosa la irredimibile psicologia svolazzante e grossolanamente giustizialista dell’europeo/occidentale medio. Per somma ironia, infatti, a credere di incarnare la “vera consapevolezza” del “feedback giusto”, sono quelli che capiscono meno del mondo suprflorido in cui vivono, e che hanno pure l’improntitudine di lamentarsi di tutto (cosi’ rovinando la vita, altrimenti florida, a se’ e agli altri), per ogni sciocchezza.

      Ma come avete potuto toccare con mano col covid, basta un minimo minimo contatto con una realta’ che si credeva inesistente al di fuori dei desideri della propria mente, perche’ certa gente cambi in due minuti, ribaltandola, la propria concezione del mondo. E’ per questo che sono giunto alla conclusione, amara, che e’ inutile cercare di anticipare con tanta fatica i presunti problemi del futuro**: quando, per la prima volta, si presenteranno davvero, le persone faranno dei voltafaccia totali rispetto alle abitudini e idee attuali, senza neanche rendersene conto e senza alcun bisogno di essere, vanamente, costrette con la forza che e’ l’idea di base di tutto l’atteggiamento ambientalista politico. Sbagliano pure in questo.

      ** sto rileggendo “medioevo prossimo venturo”, un libro di successo del 1970 di roberto vacca che prevedeva innumerevoli sfracelli: mi pare di aver capito che non ne ha azzeccata una, nonostante nella prefazione all’edizione originale riportasse che “Quelli che scrivono annunci di catastrofi imminenti sono oggi così numerosi che John Crosby, in un articolo sull'”Observer” del 13 settembre 1970, ha inventato un nuovo termine per indicare la loro attività: doomwriting – che può essere tradotto «rovinografia». Crosby afferma che le catastrofi annunciate non si verificano mai, che le condizioni di vita nelle città e nel mondo in generale non sono mai state migliori di quelle attuali e prende in giro i rovinografi accusandoli di seguire una moda pessimistica e di sostenere opinioni facilmente accettabili solo per trarre profitto dai loro scritti.”

      ***ecco, al proposito, un bel libro di Asimov ancora attuale come quasi sempre accade non e’ un romanzetto, ma un saggio: “catastrofi a scelta”, in cui enumera i vari tipi di catastrofe possibile a tutti i fattori di scala, dall’atomo all’intero universo. Un bel libretto, l’ho letto, o riletto chi si ricorda, non moltissimo tempo fa.

  8. Moi says:

    @ MAURICIUS

    Un Vero Uomo le Espressioni Algebriche le scrive così 😉 :

    https://www.youtube.com/watch?v=ELe0aJjK-Uk

  9. Moi says:

    Scienza al Femminile … e io che , indottrinato dal BieKiSSimo PatriarKato , credevo che Rita Levi-Montalcini e Margherita Hack si occupassero di Scienza e basta ! 🙂

  10. Source : https://blog.zingarate.com/vivereistanbul/von-der-leyen-erdogan-e-la-sedia-mancante.html
    Von der Leyen, Erdoğan e la sedia mancante
    sedia

    La sedia mancante per Ursula von der Leyen è diventata la notizia del giorno: una gaffe diplomatica che è stata trasformata nell’ennesimo pretesto – con tanto di foto tagliate ad arte, come questa che vedete – per demonizzare Erdoğan e la Turchia, sul leitmotiv dei “diritti delle donne”.

    I fatti sono molto semplici, testimoniati accuratamente da foto e da un video. Ieri, 6 aprile, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno compiuto una visita ufficiale ad Ankara per incontrare il presidente Erdoğan. Lo scopo: dare rinnovato impulso ai rapporti Ue-Turchia.

    I contenuti sono però passati in secondo piano, la notizia è stata piuttosto il trattamento riservato agli ospiti da Bruxelles: una sedia vicino a Erdoğan per Michel, un posto sul divano per la von der Leyen. Anzi, nel video si può osservare tutta la sua sorpresa quando si rende conto che per lei non c’era una sedia.

    LEGGI ANCHE: Islam, donne e il W20 di Istanbul

    Ora, per l’accaduto ci sono ovviamente spiegazioni razionali. Però, in molti – parlo di giornalisti, non di mitomani sui social – hanno sfruttato l’occasione per parlare di trattamento riservato “a una donna”, di misoginia, di inferiorità della donna nell’islam. Insomma: il solito ritornello fatto di fake news e di manipolazioni dei fatti (e di immagini), così da poter presentare Erdoğan come “misogino”, in quanto musulmano.

    Gli esempi di questa disinfomazione mirata sono molteplici – le spose bambine, le donne inferiori all’uomo etc etc – quindi lettori e telespettatori sono orientati a prender per buono ogni nuovo esempio del genere: anche se grottesco, come in quest’ultimo caso. Ma voi credete possibile che un presidente turco possa relegare un’ospite di rango sul divanetto “perché donna”? Essù!

    Cos’è successo, Allora? Perché di sedie ce n’erano solo 2? Perché Ursula von der Leyen si è stupita, vedendo che per lei la sedia vicino al presidente turco non c’era? Perché Michel è andato a sedersi spedito proprio in quel posto?

    LEGGI ANCHE: Le donne in Turchia, quello che la disinformazione non dice

    Innanzitutto, ci sono due osservazioni da fare. La prima, è in occasione di visite ufficiali le rispettive delegazioni condividono i dettagli più minuziosi del protocollo: è prassi che esiste da secoli, non è che si ci presenta in casa di qualcuno e il padrone di casa offre gentilmente posti a sedere. La seconda, è che visite a un Capo di Stato straniero compiute insieme dai due presidenti – Commissione e Consiglio – sono rarissime, se non inedite. In questo caso, insomma, i precedenti non sono stati d’aiuto.

    Visto che gli staff di Michel e della von der Leyen sono diversi, può esserci stato un difetto di comunicazione. Tra i due, poi, c’è perfetta uguaglianza di rango, o il presidente del Consiglio europeo ha un rango superiore? Dal sito del Consiglio, sembrerebbe di capire così: “Il presidente del Consiglio europeo assicura inoltre la rappresentanza esterna dell’UE a livello di capi di Stato o di governo”.

    O magari lo staff di Michel ha preso accordi per sé, contento di relegare la sua collega della Commissione a una posizione visibilmente inferiore.? Mi sembra poco probabile, però, che siano stati apertamente violati – da parte turca – degli accordi presi con le controparti.

    LEGGI ANCHE: Donne in Turchia, fake news in Italia

    In ogni caso, parlare di “misoginia” non solo è sciocco ma anche in aperto contrasto con i fatti. Prendete queste due foto, qui sotto. Nella prima, Angela Markel – in un palazzo già imperiale di Istanbul – è seduta accanto a Erdoğan, in una sedia che sembra quasi un trono: eppure è una donna, no?

    La seconda è ancora più interessante, anche perché scattata subito dopo il vertice con i rappresentanti dell’Ue. Ritrae Volkan Bozkır, già ambasciatore, deputato dell’Akp e ministro in uno dei governi Erdoğan. Oggi è il presidente dell’Assemblea generale dell’Onu, quindi subordinato al Segretario generale: in virtù di questa carica spetta anche a lui un posto sul divanetto così segnare la differenza di rango, nonostante sia uomo e non donna.

    • roberto says:

      “Innanzitutto, ci sono due osservazioni da fare. La prima, è in occasione di visite ufficiali le rispettive delegazioni condividono i dettagli più minuziosi del protocollo: è prassi che esiste da secoli, non è che si ci presenta in casa di qualcuno e il padrone di casa offre gentilmente posti a sedere.”

      questo è vero, ed è per questo che lo sgarbo è evidente: figurati se la delegazione UE accettava una cosa del genere, quando in occasioni analoghe la presidente della commissione siede allo stesso livello del consiglio europeo e daltronde si vede chiaramente che Ursula era abbastanza sorpresa

      “La seconda, è che visite a un Capo di Stato straniero compiute insieme dai due presidenti – Commissione e Consiglio – sono rarissime, se non inedite. In questo caso, insomma, i precedenti non sono stati d’aiuto.”

      questa invece è una fesseria, ce ne sono parecchie

      e qui ne abbiamo una con juncker (commissione) tusk (consiglio europeo) ed erdogan tutti seduti insieme (ok è il G20 ma pur sempre incontro bilaterale)

      https://www.consilium.europa.eu/fr/media-galleries/international-summit/2016-09-04-05-g20/

      • Per roberto

        “qui un’altra”

        Premetto di avere zero simpatia per Erdogan, soprattutto a causa della sua passione per le Grandi Opere Inutili, una più tav dell’altra…

        Però ho l’impressione che molti europei non si rendano bene conto di cosa sia la Turchia (e forse nemmeno dove si trovi sulla mappa).

        E trovo anche bizzarro il fatto che tutta l’Europa tolleri (e talvolta sostenga apertamente) formazioni militari che conducono da 40 anni una lotta armata contro un governo in teoria alleato – tramite la NATO – della stessa Europa.

        Lo dico con la massima neutralità rispetto allo scontro tra stato giacobino-militarista turco e clan marxisti-leninisti curdi: dire che è “bizzarro” non vuol dire che sono contrario.

        • roberto says:

          ok, ma questo che c’entra con il discorso di partenza?

          • Per roberto

            “ok, ma questo che c’entra con il discorso di partenza?”

            Sento in giro un coro del tipo, “l’Europa dovrebbe dare una lezione a quel miserabile paesino straccione! Pure a questi buzzurri dobbiamo dare retta! Ma chi si credono di essere!”

          • daouda says:

            cristiani e yezidi ringraziano il finto combattimento fra isisiani, governi siriani o turcoanatolici e marxisti supposti curdi ( non avevamo già chiarito la favola curda? ) con nelle rtrovie USA e Russia.

            Tutto ciò è comunque collaterale al fatto.

        • Andrea Di Vita says:

          @ Martinez

          Una di quelle Grandi Opere è il progetto (ormai vecchio di vent’anni) di una centrale nucleare, che oggi forse costruiranno i Russi, non molto distante da Istanbul – cioè esattamente sulla verticale di una grossa faglia sismica.

          Ecco, diciamo che in quel caso anche un vecchio pro-nucleare come me qualche dubbio se lo lascia venire (lì non c’è manco bisogno di uno tsunami come a Fukushima per dare guai grossi)…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • roberto says:

      “Mi sembra poco probabile, però, che siano stati apertamente violati – da parte turca – degli accordi presi con le controparti.”

      questa è curiosa invece.

      perché gli sembra poco probabile?

      • daouda says:

        perché quel donmeh di Erdogan va difeso assieme a tutti gli islamicicci non sauditisti Robbé, contro il gabitapismo statunitense

  11. Mauricius Tarvisii says:

    Mentre discutiamo del pessimo eolico, per fortuna la transizione ecologica passa per i nostri amati idrocarburi.

    https://www.inuovivespri.it/2021/04/07/trivelle-autorizzare-adriatico-ministro-roberto-cingolani-transizione-ecologica-trivelle-sicilia-mediterraneo-pericolo-pockmark/

    • Andrea Di Vita says:

      @ MT

      “trivelle”

      Se capisco bene, si parla di metano.

      Vale la pena evidenziare un aspetto che forse non tutti conoscono.

      Quando si costruiscono centrali fotovoltaiche o eoliche per sostituire centrali a combustibile fossile, bisogna che i tempi di accensione e spegnimento (semplifico) dei due tipi di centrali siano simili.

      Perché?

      Immaginiamo di avere una regione con una centrale a carbone e una a metano. Quella a carbone per spegnersi ci mette una settimana, perché contiene tonnellate di braci ardenti (un po’ come un caminetto ci mette una mezz’ora per spegnersi del tutto). Quella a metano ci mette qualche minuto, il tempo di evacuare il gas dalle tubazioni (un po’ come uno scaldabagno a gas).

      Una centrale, mettiamo, fotovoltaica ci mette una manciata di secondi a passare da piena potenza a zero e viceversa: il tempo che una nuvola ci mette per passare davanti al Sole (pensiamo ad esempio all’apertura quasi istantanea del cancello di un garage).

      Adesso aggiungiamo una centrale fotovoltaica alla nostra regione.

      Piove? E’ notte? L’elettricità viene sa carbone e metano.

      Sorge il Sole, è una bella giornata. Il fotovoltaico finalmente produce, e può sostituire la produzione di una centrale tradizionale che potrà così esser spenta riducendo la CO2. Evviva!

      Si’, ma cosa spegneremo? Il carbone?

      Impossibile: ci vuole una settimana.

      Spegneremo il metano.

      Solo che il carbone emette almeno tre volte più CO2 del metano (a parità di energia prodotta).

      In pratica, il risparmio delle emissioni di CO2 è minimo.

      È esattamente quello che avviene oggi in Sicilia (ho parlato a proposito tempo fa con addetti alle centrali siciliane). Lì di fotovoltaico ce n’è già, ma la riduzione siciliana di emissioni CO2 è minima.

      La prima cosa da fare se si vuole introdurre rinnovabili nella rete elettrica è sbarazzarsi del carbone.

      Siccome però il carbone produce bruciando elettricità 24 ore su 24, ma le rinnovabili NO, non si può togliere il carbone sostituendolo solo con rinnovabili.

      Ci vuole più metano, che si spegne all’occorrenza in pichi minuti ma che a differenza delle rinnovabili funziona 24 ore su 24.

      Più trivelle per metano in Sicilia sono una mano santa.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        carissimo Andrea

        quando si va sul tecnico, tu sei una mano santa!

        l’unico migliore è Miguel nella versione “voi morite tutti, io coltivo patate e ceci”

        😉

        • Mauricius Tarvisii says:

          Quando c’è da difendere qualsiasi forma di inquinamento, voi due siete due mani sane: onore al merito.

          • Andrea Di Vita says:

            @ MT

            “difendere”

            Non è questione di “difendere l’inquinamento”.

            È questione di sapere di cosa si sta parlando.

            Visto che nel settore energetico ci lavoro da trentaquattro anni, forse qualcosina ne so.

            Non pretendo di abolire la povertà, non sono così cialtrone; ma rivendico il diritto almeno di parlare di quello che ho visto e sentito, e su cui ho lavorato.

            L’ambiente magari non basterà la tecnologia a salvarlo, ma di certo non lo difendi con l’incompetenza.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            ma se sono favorevole al nucleare per ridurre drasticamente l’inquinamento! e pure alle tasse sulle esternalità negative, tipo inquinare l’aria con motori a scoppio o a getto!

            dai, non farmi più brutto di quello che sono

        • daouda says:

          la CO2 non è inquinamento.

          • Andrea Di Vita says:

            @ daouda

            Vero.

            Ma poiché non fa bene comunque all’ambiente, nel parlare comune CO2 e inquinanti vengono sbrigativamente riassunti sotto la vice “emissioni”.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • daouda says:

              Andrè la dsertificazione non c’ntra nulla colla CO2, che anzi produce più verde, quindi non accodarti alle stronzate pr piacere

              • Andrea Di Vita says:

                @ daouda

                Quando mai ho parlato di desertificazione?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • daouda says:

                allargavo il tiro.

                Dir che inquinamento ed innalzamnto della CO2 convrgano in una medsima parola ed etichtta statistica è FALSAMENTO e TRUFFA.

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          Grazie per l’apprezzamento! 🙂

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • firmato winston says:

        Pero’ se non erro siamo uno dei paesi europei che, per cercare di raggiungere il 20-20-20, ha maggiormente sostituito il carbone con le turboventole a gas, e gia’ da molti anni.
        E se non erro, sarebbe bene dirlo che sta cosi’…
        Pochi sanno anche che il 20-20-20 non e’ un valore assoluto, ma e’ un obbligo di miglioramento della condizione precedente (oggi sostituito dal 30-30-30, come minimo): per cui il fatto che agli addetti ai lavori fosse notissimo che l’italia era gia’ il paese di gran lunga piu’ economo in fatto di consumi pro capite e con piu’ rinnovabili (eravamo poveri e non avevamo scelta), grazie all’idroelettrico di antica memoria che nei paesi piatti non e’ possibile, il 20-20-20 ci ha costretti a lavori di adeguamento energetico MOLTO piu’ dispendiosi a noi che gia’ avevamo raggiunto quasi il massimo teorico dell’efficienza, rispetto a chi se ne era sempre fregato e partiva da zero (tipo appunto le celebratissime germania o danimarca che andavano quasi solo a carbone).

        Perche’ sembra sempre che siamo gli ultimi della classe in tutto, mentre ad esempio la germania probabilmente ancora produce meta’ del suo fabbisogno dal carbone se non con quella specie di torba, ancora peggiore, di cui non mi viene il nome al momento (e pure la danimarca fino a non moltissimo tempo fa nonostante tutto lo strombazzamento sulla loro produzione rinnovabile, ma, di nuovo, non sono aggiornato alla situazione attuale).

        Disgraziatamente, siccome ai verdi non fa comodo in quanto dobbiamo sempre sembrare i peggiori distruttori dell’universo che solo grazie a loro saranno redenti, questi dati sono difficili da reperire, viene evidenziato sempre e solo cio’ che fa comodo con totale spregio della verita’ fattuale (vedi il documentario ultimo prodotto da moore – non e’ lui il regista, come si intitola, il pianeta degli umani o roba del genere)

        Basta, scusate il profluvio mi sono sfogato 😉

        • Andrea Di Vita says:

          @ firmato winston

          Verissimo.

          Avendo chiuso alcune centrali nucleari per le ubbie verdi , col freddo di questi verbo la Germania ha riattivato alcune centrali a LIGNITE, come ai tempi della DDR… 🙂

          Analogamente, quando i Francesi hanno fatto una revisione e biennale di tutte le loro 52 centrali nucleari, ENEL ha riattivato la centrale a carbone (australiano) sotto la Lanterna.

          L’abbandono del nucleare ha un prezzo, che già stiamo pagando.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii says:

          “siccome ai verdi non fa comodo”

          I Verdi? Cioè sei convinto che in Italia i Verdi possano essere la causa di qualcosa? 😀
          Io capisco le idiosincrasie personali, ma cerchiamo di non precipitare nel ridicolo…

          • per MT

            “I Verdi? Cioè sei convinto che in Italia i Verdi possano essere la causa di qualcosa? ”

            In effetti!

            Nella mia esperienza, direi che contano molto, ma molto di meno dei proprietari di lunapark, tanto per citare un’altra lobby.

          • Francesco says:

            piano: la cazzata del No al nucleare, tutto di pancia e paura e irrazionalismo allo stato puro è stato un parti dei Verdi (e dei pannelliani, se ricordo)

            non hanno mai contato un cazzo ma hanno fatto grandissimi danni lo stesso

  12. Moi says:

    SE un Sultano Ottomano dell’ Ottocento avesse fatto uno “scherzetto” alla Regina Victoria come quello di Erdogan alla Von der Leyen … con ogni probabilità , una guerra tra Impero Ottomano e Impero Brotannico sarebbe stata inevitabile !

    • Per Moi

      “SE un Sultano Ottomano dell’ Ottocento avesse fatto uno “scherzetto” alla Regina Victoria come quello di Erdogan alla Von der Leyen … con ogni probabilità , una guerra tra Impero Ottomano e Impero Brotannico sarebbe stata inevitabile !”

      Hai presente il pretesto per cui i francesi invasero l’Algeria?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma non si sarebbe mai sognato di farlo: nella visita di Stato sai benissimo che non hai a che fare con persone, ma con rappresentanti di un’entità politica con cui devi tenere rapporti.
      E poi c’è l’Unione Europea, ai cui rappresentanti puoi destinare un trattamento che manco a quelli di San Marino…

      • Per MT

        “E poi c’è l’Unione Europea, ai cui rappresentanti puoi destinare un trattamento che manco a quelli di San Marino…”

        Non riesco a capire.

        Se il governo turco fa qualcosa, è perché è nel suo interesse farlo: non vale solo per Erdogan, vale per tutti i governi da Ataturk in qua.

        E va anche oltre le singole personalità.

        Quindi, i casi sono due.

        O effettivamente c’è stato un fraintendimento, come dice anche il governo turco. E in quel caso non c’è nessun “dittatore matto che vuole fare i dispetti”.

        Oppure il governo turco ha voluto provocare un incidente, con l’intenzione di guadagnarci qualcosa.

        E viste le reazioni, ci è riuscito in pieno.

        Nulla di strano: credo che il governo turco, e non solo quello di Erdogan, manderebbe anche i sicari a far fuori chi gli crea problemi, ma solo se serve.

        Però non riesco a vedere qualche particolare vantaggio per la Turchia in questa storia: nemmeno di prestigio interno (tipo, “siamo in grado di sfidare la Germania!”), visto che non l’hanno rivendicato.

        Ah, dimenticavo il piccolo particolare, prima di giudicare: in Germania ci sono circa 4 milioni di persone di origine turca, e la maggior parte non si identifica come curdi.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Una rottura del cerimoniale del genere è impossibile che non sia voluta. Visto che l’interlocutore umiliato è inconsistente, il messaggio forse non era destinato a noi: era una fanfaronata a buon mercato per l’opinione pubblica interna? “Visto, abbiamo umiliato gli occidentali che la menano tanto con le donne” o “ci hanno tenuto alla porta per decenni, ma oggi noi li mandiamo a cagare con gli interessi e li lasciamo in piedi ai vertici”?

        • Peucezio says:

          Miguel,
          “Oppure il governo turco ha voluto provocare un incidente, con l’intenzione di guadagnarci qualcosa.”

          Credo abbia ragione Mauricius.
          Perché ci sia bisogno di un fine la controparte deve avere una qualche consistenza: la politica internazionale, come la maggior parte delle cose umane, si basa sui rapporti di forza, che non sono solo militari, ma latamente politici.
          Erdogan sapeva benissimo di potersi permettere un comportamento simile: con i paria non ti preoccupi di avere i guanti bianchi e non c’è bisogno di chissà quali dietrologie: semplicemente funzionano così le cose.

        • roberto says:

          Per me ha voluto mostrare i muscoli dando una botta su una cosa simbolica

          • Peucezio says:

            Forse.

            Ma più che mostrarli ha voluto ricordare che ce li ha.

            Come dire: “io so’ io e voi non siete un cazzo”.

            E ha fatto bene, perché ogni tanto i paria si dimenticano di esserlo ed è bene che venga loro ricordato e vengano rimessi in riga.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Roberto

            Muscoli?

            Gonfiati con gli anabolizzanti 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio says:

              Andrea,
              però, scusami, te lo dico con rispetto e stima, una cosa è l’ideologia, una cosa è la realtà.

              A me piacerebbe che gli Stati Uniti non contassero più un cazzo e non avessero più nessuna influenza sul mondo: nel mio mondo ideale accadrebbe così. Per tutta una serie di motivi.
              Ma so benissimo che c’è la realtà fattuale.

              Vorrei anche che la Ue si dissolvesse nel nulla e finisse nella pattumiera della storia. E forse un giorno succederà, ma so benissimo che, malgrado i suoi marchiani errori, malgrado sia disfunzionale, inefficiente, inutile, non siamo certo vicini a una sua dissoluzione, perché c’è un conglomerato di interessi e al tempo stesso di pregiudizi culturali e di mediocrità politiche che la puntelleranno ancora per un certo tempo, forse anche lungo (spero di no). Le istituzioni disfunzionali hanno comunque una loro forza d’inerzia.

              Insomma, non è che la realtà fattuale si pieghi necessariamente ai nostri auspici o alle nostre simpatie ideologiche.

              Erdogan, che ti piaccia o no, è uno statista abile, pragmatico e spregiudicato e la Turchia è una potenza regionale di tutto rispetto sia sul piano politico che militare.

              • Francesco says:

                ehm no

                Erdogan è un minchione poco meglio della Raggi, i suoi risultati economici se la battono con quelli di Mussolini.

                è molto spregiudicato ma tutt’altro che abile.

                ha un minimo di potenza militare, nulla a che vedere con la Russia o Israele. chiaro che l’Europa continentale che dopo il 1989 ha azzerato la propria spesa militare è inadatta ad andare a vedere il suo bluff.

                PS “quasi” azzerato, per i puristi

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sono sicuro che contro quella macchietta turca si scatenerà tutta la durezza dell’Unione Europea, come si è già implacabilmente scatenata contro le case farmaceutiche 😀

              • daouda says:

                @ Peucezio

                l’idologia non c’entra un cazzo, c’entra smmai il progtto ed il fine dl potere.

                Ora. Il fatto ch gli Stati Uniti non conteranno più un cazzo è palese, hanno esaurito il loro compito ( ciò non vuol dir l’establishment anglofono pe capisse ) ma la cosa più bella è che fra dstri e sinistri tutti non vedono l’ora che ciò accada!
                E quando accadrà gioiranno DI AVERLO PRESO NEL CULO passando dalla padella alla brace.
                Ergo il vostro desiderio rcondito contro il supposto grande satana statunitense , cosa che è già prevendivata e voluta da loro stessi, è la condensazione del piano di loro signori tramite i mostri aneliti fottendovi il cervello.

                La stessa UE, ch nasce come agglomerato destinato a divenire boccone eurasiatico piacerà a moltissimi, ignari del fatto di esser divenuti complici della propria stessa oppressione.

            • Peucezio says:

              E sia chiaro che non mi sta simpatico.

              Ha sostenuto le milizie sunnite e indirettamente anche l’ISIS contro Assad, è nemico strategico dell’Iran, ha pure abbattuto un aereo russo, è un sunnita, insomma, anche se a ‘sto giro ha datto uno schiaffo all’Ue e la cosa mi fa molto piacere, mi sta sulle palle.

              Ma non è il primo fesso e la Turchia non è affatto la repubblica delle Banane.
              E soprattutto ha una sua sovranità reale e una sua proiezione geopolitica, cosa che l’Italia non ha: l’Italia è una colonia completamente assoggettata a interessi altrui spessi in contrasto coi propri (si è visto anche con la guerra dei francesi a Gheddafi: siamo l’unico stato al mondo che partecipa a una guerra indiretta contro sé stesso): in sostanza siamo un paese di Pulcinella, noi sì che siamo una repubblica delle Banane.

              Quindi Erdogan mi sta sul cazzo ma lo rispetto, perché è uno statista e fa gli interessi della sua nazione (che non sono i miei). I politici e i ceti dirigenti italiani sono gentaglia, cialtroni che in un paese serio sarebbero processati per alto tradimento e fucilati.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                Ioi dispiace ma tutta questa ammirazione verso un ducetto che si fa la purga in casa per mantenersi al potere nonostante la disoccupazione e l’inflazione galoppante non riesco a condividerla.

                E bada che concorso al 100% sul fatto che noi italiani si sia subappaltata ogni politica estera per puro panciafichismo.

                A tal punto che ci facciamo bagnare il naso pure da un guappo di cartone come il “sultano”…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                Ioi= Io , mi

              • daouda says:

                la qustione iugura fa vedere come la Turchia sia isolata.

                Mntre l’Iran è appoggiato da altr potenze, la Turchia no.
                ntrambi dunqu molto sacrificabili nll’innesco di futur scintille.

          • Per roberto

            “Per me ha voluto mostrare i muscoli dando una botta su una cosa simbolica”

            In quel caso se ne sarebbe subito vantato, altrimenti non serve a niente.

            • roberto says:

              E perché?

              Il messaggio era per l’UE mica per il pastore dell’Anatolia o per Miguel, chi doveva capire ha capito

              • Mauricius Tarvisii says:

                Secondo me era proprio per il pastore dell’Anatolia. L’UE è troppo impegnata ad accoltellare uno dei due membri della delegazione per cogliere qualsiasi messaggio.

              • roberto says:

                tu attribuisci a michel una volontà accoltellatrice!?!

                secondo me nemmeno sa allacciarsi le scarpe da solo, figurati il resto….

              • Mauricius Tarvisii says:

                No, il contrario: lui adesso rischia di saltare per quello che è successo.

              • roberto says:

                cioè la domina voleva frustare pubblicamente michel!?!

                vabbé la dietrologia,
                vabbé che ursula ti sta antipatica,
                vabbé che la commissione ti sta ancora più antipatica,

                ma insomma….

              • Mauricius Tarvisii says:

                No, no, non hai capito.
                A cose fatte nel nostro campo ci sono quelli che hanno deciso che la cosa più intelligente da fare è prendersela con Michel. E’ utile idiozia, non una cospirazione.

              • roberto says:

                no in effetti non capisco

                i turchi non hanno fatto nessuno sgarbo e la commissione approfitta di una sensibilità solo nostra per bastonare il presidente del consiglio europeo, figura invisa alla commissione?

              • Mauricius Tarvisii says:

                I turchi hanno fatto uno sgarbo. E tu passi il tempo a criticare Michel che faceva parte della delegazione oltraggiata. E poiché non sei l’unico a farlo, si può arrivare al punto che dei due dignitari una sarà stata umiliata e l’altro impallinato.
                Ora è più chiaro?

              • roberto says:

                beh passo il mio tempo anche in altri modi in realtà…comunque si michel mi pare un personaggio abbastanza insignificante ed inadeguato, come era stato van rompuy a suo tempo (tusk mi era parso un po’ meglio)

      • habsburgicus says:

        @Mauricius @Miguel
        E poi c’è l’Unione Europea, ai cui rappresentanti puoi destinare un trattamento che manco a quelli di San Marino…

        e se RTE lo avesse fatto apposta, ma non per becero maschilismo bensì per una ragione POLITICA, ovvero testimoniare in modo simbolico urbi et orbi che la Turchia non riconosce il ruolo “exalted” della UE ,che dovrebbe quindi tornare ad essere una mera CEE e non fare politica ?
        forse meriterebbe di essere presa in considerazione anche questa ipotesi
        se così fosse, il vero sovranista sarebbe RTE., mica GM e MS 😀 😀 e manco Marine 😀

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma il messaggio sarebbe stato rivolto a chi? Perché secondo me sarebbe troppo sottile e da addetti ai lavori per mossa così sguaiata e adatta ad attirare l’attenzione del grande pubblico.

        • Peucezio says:

          Habsb,
          “e se RTE lo avesse fatto apposta, ma non per becero maschilismo bensì per una ragione POLITICA, ovvero testimoniare in modo simbolico urbi et orbi che la Turchia non riconosce il ruolo “exalted” della UE ,che dovrebbe quindi tornare ad essere una mera CEE e non fare politica ?”

          Probabile.
          Ma senza pensare a chissà quale gesto volutamente clamoroso. Certe cose si fanno anche così, quasi distrattamente, consci dei rapporti di forza e allo scopo di ribadirli, ma come per automatismo.
          Anch’io sono convinto che il sesso non c’entri nulla: secondo me avrebbe fatto lo stesso con un uomo.

          • PinoMamet says:

            Beh, aveva a disposizione un uomo e una donna, e ha scelto di mettere in imbarazzo la donna.

            Davvero secondo me la fate troppo complicata e più sottile di quanto sia.

            • Mauricius Tarvisii says:

              “Beh, aveva a disposizione un uomo e una donna, e ha scelto di mettere in imbarazzo la donna”

              Ed è stato semplicemente perfetto. Lei è stata umiliata negandole quanto prevede il cerimoniale, lui (che non era nelle condizioni di improvvisare: questi incontri sono un casino e fondamentalmente per non fare casino segui alla lettera quello che ti dice di fare il cerimoniale, incluso sederti senza fiatare dove ti dicono di sederti) è stato sputtanato (l’opinione pubblica chiede persino la sua testa) in quanto non è stato un Vero Vomo che difende la donna in pericolo.
              Se Michel si dimettesse potrebbe persino essere un triofo abbastanza inedito.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                Temo sarebbe peggio se non si dimettesse.

                Finora l’unico a dire pane al pane e vino al vino è stato Draghi.

                Erdigan è un salvino di successo: pieni poteri, maschilismo, blocco dei migranti.

                Posso dire che mi fa schifo?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                secondo me tu con Salvini hai un rapporto più fuori di testa di me con … il CV2

                Matteo è un coglione, Erdogan un farabutto (anche se stupido)

                io insisto che finirà appeso a testa in giù, e per gli stessi motivi di quell’altro

                magari sbaglio ma l’impressione che ne ho è fortissima e riduttiva

                Salvini la frase sui pieni poteri gli suonava bene, non ha nessuna idea di cosa farne, li avesse

              • Mauricius Tarvisii says:

                “Temo sarebbe peggio se non si dimettesse”

                In effetti per Erdy sarebbe una vittoria solo a metà. Invece vuoi mettere dimostrare la capacità di far cadere leader semplicemente scegliendo chi si siede dove?

              • Peucezio says:

                Ragazzi, ma possibile che qui l’unico ad avere il senso della realtà senza infingimenti e filtri ideologici sia il nostro ottimo giovane euganeo (di origini messapiche)?

                Insomma, bisogna un minimo saper distinguere gli auspici dai fatti.

                Quando è giusto è giusto!

              • Francesco says:

                Michel che si leva dai coglioni proverebbe che la UE esiste e si incazza coi suoi burocrati che sbagliano.

                Se rimane, la UE o non esiste o non ha nessuna capacità, che è lo stesso.

                A me pare sia questa l’equazione politica.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Io non ce lo vedo Biden che si dimette perché un turco sgarra sul cerimoniale, per quanta scarsa prontezza di spirito possa dimostrare in quella sgradevole circostanza.

              • daouda says:

                Se Michal com cazzo si dimett, vincono i liberal alla USA e gli islamicicci del contendere.
                Se no lo fa è assolutamente lo stesso.

                Parlate di qullo che vogliono loro, siet ributtanti.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “Se no lo fa è assolutamente lo stesso”

                In sostanza è vero.

              • daouda says:

                com QUASI tutto quello che scrivo d’altronde

                Lo stesso potrebb dirsi delle supposte esternazioni di Francis. E’ sempre un gioco win win.

            • roberto says:

              scusate ma state seriamente discutendo delle dimissioni di Michel!?!

              ma che vi siete fumati oggi?

    • Peucezio says:

      Moi,
      “SE un Sultano Ottomano dell’ Ottocento avesse fatto uno “scherzetto” alla Regina Victoria come quello di Erdogan alla Von der Leyen … con ogni probabilità , una guerra tra Impero Ottomano e Impero Brotannico sarebbe stata inevitabile !”

      Certo.
      Il fatto è che l’Impero Britannico era una cosa seria, l’Unione Europea no.

  13. Moi says:

    Britannico … e.c.

    …………………………..

    Finalmente interviene la Boldrini :

    https://www.affaritaliani.it/notiziario/turchia_boldrini_machismo_erdogan_ue_alzi_la_voce-194716.html

    • Andrea Di Vita says:

      @ Britannico

      Il problema non è la cafobaggibe di Erdogan, che fa il bullo finché non rimedia quattro sberle.

      Il problema è l’inconsistenza di Michel, che non ha preso e non se n’è andato.

      Con la lira turca sotto le scarpe, Erdogan provi a farsi finanziare da Putin…

      Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii says:

        La domanda è: Michel aveva realmente la possibilità di andarsene? Realmente, non nel migliore dei mondi possibili.

        • Andrea Di Vita says:

          @ mt

          Ce l’ha chi paga.

          L’UE paga, la Turchia e’ pagata, e deve ancora ringraziare.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Peucezio says:

            Andrea,
            non è che l’atto del pagare implica sempre un rapporto cliente-erogatore di servizi.
            Ti sembra che da un mafioso che va a chiedere il pizzo si possa esigere qualcosa e chiedere che ringrazi con educazione e deferenza?
            Ti sembra che una colonia che foraggia, forzatamente, l’Impero possa poi pretendere rispetto e considerazione o semmai è il contrario?
            Quando alla Germania è stato chiesto di pagare i danni di guerra dopo la I Guerra Mondiale, ha preteso rispetto, considerazione e ringraziamenti e ha dettato condizioni e contropartite?
            Fra gli stati chi è debole paga, chi è forte si prende ciò che gli serve e si fa pagare pure.

            • Andrea Di Vita says:

              @ peucezio

              Guarda che chi ha le pezze al culo oggi e’ Ankara, non Bruxelles. È per quello che il “sultano” fa la faccia feroce: non ha altro. Dietro ha il nulla, a parte un po’ di pistacchi e il ricatto sui profughi siriani. Dura finché qualcuno non si spazientisce e non gli rifila il calcio nelle terga che merita. Non confondere i rapporti di forza con le sbruffonate. Chi è davvero forte (gli USA, ad esempio) mica ha bisogno di comportarsi così.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Non c’è solo la forza economica.
                Anzi, se tu hai una pistola e un altro ha un rotolo di biglietti da 100 euro, io preferirei essere nei panni tuoi anziché di quello coi soldi (per poco).

                La Turchia non è gli Stati Uniti, ma è una potenza regionale con un oggettivo peso e lo dimostra continuamente.

                E non è vero che chi è forte davvero si comporta educatamente e rispetta i subalterni: questo è un mito. Chi è forte davvero se ne fotte dei subalterni e manca di rispetto con la massima trascuratezza e nonchalance, senza nemmeno pensarci.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                L’adorazione della forza è un vecchio errore dei prepotenti, che poi finiscono di solito col subirne una maggiore.

                La prima volta mi rapini. La seconda mi pago un paio di guardie del corpo che ti fanno nero.

                Tanto tuono’ che piovve.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                “La prima volta mi rapini. La seconda mi pago un paio di guardie del corpo che ti fanno nero”

                Infatti noi siamo servi degli USA da oltre mezzo secolo e li abbiamo proprio fatti neri 😀

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                Quanto paghiamo noi in % sul PIL per la difesa, e quanto gli USA?

                Quante sono le Torri Gemelle abbattute in Italia?

                Piaccia o no, conviene a tutti.

                Vorrei vederli, quelli che marciano per la pace a fare una guardia in polveriera… 🙂 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ma quindi vedi che non funziona la storia delle guardie del corpo?

              • PinoMamet says:

                Ti dirò, Andrea, forse non ho capito il tuo commento ma non credo di essere d’accordo.

                L’Italia ha subito pochi attacchi terroristici di matrice islamica (qualcuno sì) per varie ragioni:

                io ritengo che la principale sia che la polizia italiana è più efficiente di quella americana, ma a parte questa mia personale convinzione, senz’altro conta molto il fatto che l’Italia sia vista con maggiore simpatia nel mondo arabo/musulmano rispetto agli USA.

                Fatevi un giro su qualunque sito e ve ne rendete conto, a parte parlare con arabi e musulmani ovviamente (raccomando i commenti di youtube- di recente mi sono imbattuto in alcuni maghrebini che si complimentavano con un commentatore italiano per il suo cognome di origine araba e definivano gli italiano “il popolo più ospitale e coraggioso (sic) del Mediterraneo”).

                Non so invece cosa c’entrino pacifisti, polveriere e PIL destinato alla difesa…

              • Peucezio says:

                Andrea,
                colpa mia che ho usato un esempio improprio.
                In effetti i rapporti fra stati non sono come quelli fra privati, che hanno lo stato come organismo superiore di controllo e tutela.

                L’economicismo non è meno ottuso del militarismo.
                Ma è meno reale.
                Se la rilevanza reale degli stati si giocasse sul piano puramente economico, gli Stati Uniti non avrebbero una potenza così soverchiante su Cina e Ue.
                Poi, certo, alla lunga se non sai fare le cose perdi anche la forza militare.
                Ma non è un fatto economico in sé, ma di capacità di creare risorse e allocarle in settori strategici come quello militare.
                L’economia è un costrutto liberista. Se con un sistema collettivo e pianificato io riesco a tenere in piedi università e centri di ricerca, il risultato è lo stesso e l’URSS lo ha dimostrato per decenni. Non aveva più soldi, semplicemente faceva studiare la gente capace.

              • Peucezio says:

                Vabbè, Mauricius ha il dono della sintesi molto più di me.

              • Peucezio says:

                Circa le Torri Gemelle, chiunque le abbia abbattute che danno sono state per la forza geopolitica degli Stati Uniti?
                A me pare semmai che l’abbiano rilanciata.

                Certo, è morta della gente.
                Ma quando mai questo è stato un problema per gli Stati Uniti?
                Non parliamo delle infrastrutture: ricostruirle significa soldi, interessi…

              • Francesco says:

                Peucezio

                temo che l’economia (di mercato o pianificata) sia un pochino più grande che tenere in piede università e centri di ricerca.

                E’ in primo luogo allocazione di risorse nel modo più utile e produttivo, cosa che l’URSS non ha mai saputo fare.

                E lo si è ben visto, io da piccolo studiai “la minaccia militare sovietica” per scoprire quanto fosse una tigre di cartone, non per mancanza di volontà ma di risorse e di capacità di usarle.

                Quasi quasi mollavo il reaganismo quando mi resi conto della disparità di forze in campo. E c’era la Bomba, che aiuta tantissimo i deboli a pareggiare i conti militari.

              • Peucezio says:

                Francesco,
                però questo non impediva
                1) ai russi di mangiare e di avere una condizione di vita più che dignitosa (io per anni ho avuto frequentazioni strettissime con russi vissuti lì al tempo di Brežnev, quindi queste cose le so da fonte diretta),
                2) all’URSS per l’appunto di avere la bomba atomica (e non solo) e in questo modo di tenere in scacco l’Occidente, tenendo il mondo diviso in due blocchi.
                Che altro serve? Poi a un certo punto si è inceppato il tutto, ma per decenni ha funzionato egregiamente.

                Il fatto che tu trascuri questi dati in nome di indicatori economici mi convince nella mia idea dell’economia come scienza fittizia.
                Se ho la pancia piena non c’è teoria al mondo che mi potrà convincere di avere fame.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                Anche il capitan citofono rischia di rovinarci anche un questo campo, noi possiamo stare simpatici agli arabi perché siamo pacifisti (col didietro e i dollari yankee) e siamo privi di una storia coloniale secolare , estesa su grandi aree e particolarmente sanguinosa (Graziani e iprite a parte, non abbiamo né Omdurman ne’ Bengalesi ne’ Bamikele’ né Congolesi né Herero sulla coscienza) e inoltre abbiamo sconfitto il secolare dominatore turco degli arabi un secolo fa.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Però secondo me dai (non solo tu) troppa importanza a Salvini.
                Salvini fa tanto chiasso, poi si adegua subito ai dettami imposti dall’alto.

                La Meloni mi sembra più seria, ma anche più razionale, meno portata a sparate pericolose, ma più assertiva nella sostanza.

              • Francesco says:

                Peucezio

                l’unica cosa che ha fatto pensare che il comunismo fosse capace di dar da mangiare al popolo russo è stato quello che si è lasciato alle spalle

                ti ricordo che per campare hanno dovuto importare grano statunitense ogni giorno che il Sol dell’Avvenire faceva scorrere (chiedo ad Hasburgicus i dettagli ma la sostanza è quella)

                e che con 70 anni di comunismo non hanno saputo inventare (o forse meglio diffondere) una innovazione degna di questo nome, solo copiare male quello che veniva da fuori

      • roberto says:

        Andarsene no, ma poteva cedere il posto alla Ursula, o fare il teatrino di cedere il posto e la Ursula rinunciare, sarebbe stato quasi più divertente

        • Francesco says:

          in effetti far finta di essere vivo e di avere un cervello sarebbe stato meglio

          colgo l’occasione per dire che questa volta sono d’accordo con Andrea: tra i forti e i prepotenti c’è una gran bella differenza

          e spesso i secondi non sono forti ma simulano, contando sulla viltà altrui

          PS non ho ben capito la storia della rapina e del rapporto Italia-USA, che ad essere molto ostili è simile a quello tra Ruby e Silvio. per scelta di entrambi i contraenti

  14. Andrea Di Vita says:

    Cafobaggibe= cafonaggine

    • Peucezio says:

      Draghi è un esponente della classe dirigente servile e antinazionale di vermi traditori che ci ritroviamo, perché quando la Turchia ha attentato agli interessi dell’ENI al largo di Cipro nessuno si è sognato di insultare Erdogan, mentre ora reagiscono in modo scomposto contro un paese NATO (a me non frega un cazzo, ma di per sé è grossa sul piano diplomatico) solo perché è stata toccata l’Unione Europea.

      • Andrea Di Vita says:

        @ peucezio

        Quando la nave di Erdogan attaccò quella dell’ENI, vale la pena di ricordare, a palazzo Chigi saliva l’accoppiata abolitori-di-povertà’&capitan-citofono.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio says:

          Infatti ho parlato di classi dirigenti.
          Non esiste il partito dei non-servi, sono tutti servi con diverse sfumature.

          Ti illudi a pensare che le alternanze fra parti politiche e coalizioni significhino qualcosa di sostanziale.
          Io vato a votare, ma solo per cambiare le sfumature, ben conscio che la sostanza, fino a che non ci saranno, se mai ci saranno, grossi rivolgimenti, sarà più o meno sempre la stessa.
          Le nostre classi dirigenti hanno un atteggiamento servile da governatorato coloniale. Nessuno ha mai messo in discussione l’atlantismo e nessuno ha mai messo davvero seriamente in discussione nemmeno l’appartenenza all’Ue.

          • Andrea Di Vita says:

            @ peucezio

            …e meno male, vista l’alternativa…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio says:

              Quale sarebbe l’alternativa?

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                L’ammucchiata putin-orbán-kaczynski-capitancitofono-zucchinara.

                Lunga vita a Monti e Draghi!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Non ho ben capito cosa avrebbero esattamente in comune questi soggetti e dove sarebbe la pertinenza col discorso che facevamo.

                Io ho detto che in Italia, indipendentemente dal colore politico, si persegue una politica antinazionale, completamente asservita a interessi stranieri ostili ai nostri (con la Libia questo è stato lampante).
                L’alternativa c’è: sarebbe azzerare la classe dirigente italiana attuale, parassitaria e incompetente.

              • Peucezio says:

                Comunque, Andrea,
                io da una parte ti ammiro per la tua coerenza.

                Ma d’altra parte credo che tu non colga alcuni fenomeni in atto, che stanno minando anche gli stessi ideali in cui ti riconosci tu per primo.

                Indipendentemente dal giudizio che si dà sul populismo come risposta, l’arroccamento delle classi dirigenti su posizioni di oggettiva difesa di privilegi e su un armamentario ideologico e retorico elitario e classista e l’arroccamento arrogante e aggressivo dell’Occidente su posizioni di suprematismo culturale ed etico non sono affatto in linea con i tuoi ideali internazionalisti e solidali, di un mondo razionale e organizzato di progresso e benessere per tutti.

                Se è vero che l’orientamento nazionalista di alcuni capi di stato che tu non ami va nel senso di un difensivismo aggressivo e deciso, non è che la controparte, cioè le classi dirigenti progressiste europee e anglosassoni, sia da meno in termini di regressione identitaria ottusa e aggressiva. Biden ne è un esempio clamoroso: da quando è alla Casa Bianca vuole fare guerra al mondo, usa toni da guerra fredda con Russia e Cina, ora parla persino di boicottare le olimpiadi di Pechino, alza ogni giorno la temperatura dello scontro con tutti.

                Ma, soprattutto, quello che è più grave, e che quanto più veemente è la retorica sulle competenze, tanto più vi è un crollo di capacità e spessore delle stesse classi dirigenti e dei ceti intellettuali.

                Negli anni Sessanta i professori, i tecnici, i professionisti, gli alti dirigenti, l’intelligencija in genere non avevano bisogno di rivendicare ossessivamente la propria legittimità. Erano capaci e competenti, avevano spessore intellettuale e visione e tutti i ceti godevano dei benefici del loro agire e della loro capacità direttiva e ciò li legittimava di per sé.
                L’operaio non diffidava della cultura, anzi, cercava di assimilarla e utilizzarla come mezzo di promozione sociale e di consapevolezza critica del suo ceto.

                C’è una differenza abissale con quanto accade oggi.
                I ceti subalterni hanno capito chiaramente che la torta si è ridotta perché chi doveva accrescerla non ne è stato in grado e ora cerca avidamente e maldestramente di accaparrarsi quel poco che è rimasto.
                E hanno capito che da una cultura accademica elitaria, impoverita, rozza, incapace di elaborare strumenti critici, isterizzata da fanatismi ideologici alla moda sempre più autoreferenziali, isterici e avulsi dalla realtà e dalla società, non c’è nulla di buono da prendere, anzi, c’è da diffidare, come da uno strumento di potere di chi vuole danneggiarli

                Le classi dirigenti non hanno bisogno di legittimazione: la loro legittimazione viene dal loro operare.
                La storia non dà patenti astratte e l’egemonia di un ceto si costruisce sul campo.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                “regressione”

                Concordo al 1000%.

                In effetti non dico un Cavour, un Willi Brandt, un Marshall,un Bismarck,uno Spinelli o un Rapacki, ma pure uno Spaak o un Ben Gurion oggi sarebbero linciati, mediaticamente e non.

                Il crollo del livello intellettuale e morale (almeno in senso laico) delle società (e dunque delle élites) è sconfortante.

                E anche da noi, un Andreotti era viscido, ma un dimaio è …ridicolo!

                È anche per questo che mi aggrappo tanto a tutto quanto possa tenere lontani quelli che per me sono i ciarlatani peggiori dal governo (cioè capitan citofono e i suoi isotopi).

                Non perché mi fidi di quelli che passano “competenti”, ma perché aborro i sicuramente incompetenti.

                Visto che la politica è la scelta del nemico, tanto cale sceglierselo bene, il nemico.

                Potrei quasi dire (ma no, non arrivo a tanto 🙂 ) che sono filo UE perché capitan citofono e i suoi isotopi sono contrari…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Andrea,
                ora ho capito meglio.

                Formulato così in effetti è coerentissimo e non fa mezza piega.

                Mi viene solo da chiedere: d’accordo, ma allora chi si fa carico delle istanze delle classi subalterne, attesoché le élite se ne fregano e i populisti non convincono o addirittura, se ho capito il tuo pensiero, se ne servono cinicamente?

                Certo, non pretendo che abbia tu la soluzione in tasca, la pongo così, come domanda generale, come base per ulteriori ragionamenti.

                E inoltre in che senso i governi nazionalisti alla Putin sarebbero un rimedio peggiore del male? Cosa ci guadagnerebbero cioè i popoli degli stati non strettamente occidentali ad avere governi che non creino nessun filtro allo strapotere della finanza? Tieni conto che al tempo di El’cin gli oligarchi stavano cannibalizzando le risorse russe per venderle agli Americani. Se non ci fosse stato Putin oggi la Russia sarebbe, in versione ingrandita, come uno stato africano di quelli dove il dittatore locale corrotto vende le risorse minerarie a qualche multinazionale occidentale e fa morire di fame il suo popolo.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                “subalterne”

                L’unica cosa che può difendere i deboli dai forti è lo Stato, perché solo uno Stato ha davvero il potere di limitare gli effetti della proprietà privata dei mezzi di produzione.

                Ma uno Stato che funzioni a tale scopi nel mondo moderno deve avere dimensioni almeno continentali.

                Capisco quindi il sostenitore russo di Putin, anche se a me personalmente Putin non piace.

                Capisco meno il sostenitore turco di Erdogan, ungherese di Orbán e italiano della Meloni.

                (Se poi il problema è quello di farsi rispettare di più in Europa, allora si cominci in casa propria, abolendo i condoni e combattendo l’evasione e le lungaggini burocratiche, invece chi incolpare di tutto mamma UE… ma questa è un’altra storia).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • daouda says:

                Vorrei capiree cosa c’entri la proprietà privata dei mezzi di produzione giusto per evitare di dover insultare ogni volta rimanendoci male , perché qusto è un ritrovo di person buon, simpatiche e tutto sommato intelligenti.
                Sono disposto anche a credere che esista il fantomatico neo-liberismo.

                Ad ogni modo giungo solo per scrivere: anche tu André? A tal punto giunge la tua ingnuità?

              • Peucezio says:

                Andrea,
                ma sai che proprio non credo?
                Secondo me è un mito indimostrato che tendiamo a dare per scontato.
                Tanti stati di medie dimensioni difendono bene i propri interessi in autonomia.
                Mentre a me pare che l’Ue indebolisca i singoli stati e i popoli europei, anziché potenziarli.
                Cosa che avvantaggia molto gli Stati Uniti.

                Tu potresti controbattermi che se ci fosse uno stato europeo vero sarebbe diverso.
                Ma non è un caso che non nasca, cioè il fatto che le classi dirigenti europee, compresi gli europeisti più radicali e di provata fede, non spingano davvero per creare uno superstato europeo.
                In pratica si hanno gli svantaggi senza i vantaggi, in un mostro ibrido.
                Perché l’Ue non ci cade dal cielo: è il prodotto di classi dirigenti deboli, con una filosofia di remissività, che quindi non vuole creare un’entità politica forte.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                “non credo”

                Non c’è contraddizione fra quello che diciamo se smettiamo di pensare allo Stato come alla Stato manzoniano, “una d’arme di lingua e d’altar”.

                Chiaro che una cosa così a livello europeo non esiste se non come sopraffazione, tipo il Terzo Reich.

                Il fatto di essere Europei non diminuisce il fatto di essere Italiani o Francesi ma lo rafforza, proprio cime il fatto di essere Svizzeri non pregiudica l’identità locale zurighese, ginevrina o ticinese.

                Ma l’UE ha funzionato in mano a statisti capaci e lungimiranti, e langue in periodi di statisti mediocri.

                Fuori di essa l’esempio tipico di buon governo è la Norvegua e da decenni ormai si limita all ” Bruxelles consensus”: aspetta che a Bruxelles emettano I regolamenti per poi tradurli in norvegese e adottarli perinde AC cadavere nella legislazione nazionale.

                Tu chiamala, se vuoi, sovranità.

                Personalmente preferisco che regolamenti e direttive simili le si prenda a Bruxelles e a Francoforte (“whatever it takes”)
                cge a Mosca, come prevede il. buon Daouda.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ daouda

                “proprietà privata”

                Tre esempi.

                Monti che taglia le unghie alle pretese Microsoft di monopolio sul software (citato indirettamente in una scena di “The circle” con Tom Hanks, la botta agli Yankess deve aver fatto male).

                I bottegai Inglesi che sponsorizzati la Brexit per scrollarsi di dosso le normative UE che limitano il precariato dei dipendenti ( qui Roberto può chiarire meglio, se mi legge)

                Il fastidio di piccoli imprenditori Polacchi (ne conosco
                personalmente) innamorati degli USA verso “questa riedizione occidentale dell’URSS”.

                Sono sempre i difensori della mano libera più totale nell’uso della proprietà dei mezzi di produzione i più feroci nemici della UE.

                La quale tale libertà finisce col limitare proprio per garantire la libera circolazione delle merci di tutti.

                In generale, come giustamente diceva un prete che ho letto una volta “non c’è liberta dove c’è solo libertà”.

                E anche nel caso particolare della UE: come sempre in politica, che non e’ che la scelta del nemico, per giudicare l’azione di uno basta vedere chi sono i suoi nemici.

                Ecco perché scherzando ma non troppo ho scritto che io sono filo UE perché capitan citofono è contrario.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • daouda says:

                Prima di tutto ricordiamo a Peucezio che il vrticismo tecnocratico irretisce i paesi uropi modellandoli sulla scorta del futuro nuovo padre, la Russia, come stabilito, quando si troverà il modo di sfaldare la Nato, già preata dal Kgb.

                Dire ch non nasca non a caso è corretto, ma dichiarare ch ciò drivi dalla debolezza delle classi dirigenti è mancar del tutto il bersaglio e dimostrare di non essere lucidi essendo qusta stituazione progettata voluta.

                @Andrea:

                Scusami ma l’esempio microsoft è risibile oltr ch a dimostrare il contrario di tutto quel ch la gnte crede: le multinazionali servono la politica e non pigano qusta ad un bel nulla.

                Sui bottegai, tralasciando la brexit, ci sarebbe da capire s fosse giusto a converso tale normatività pr evitare tal male ergo potremmo anch parlare giust’appunto di ingerenza

                Sui piccoli imprenditori non fa testo la Polonia valendo un po’ pr tutti ed essendo sempio costnsivo a quello die bottegai.

                Ma torniamo al grande equivoco con cui ti rispondo facndpti una domanda : facebook od amazon ad esmpio sono “private”?

                “Sono sempre i difensori della mano libera più totale nell’uso della proprietà dei mezzi di produzione i più feroci nemici della UE.”

                Il ch è ovvio. ma aparte ch pr dfinizione anche la proprietà pubblica è privata , non solo in sè ma prlomno rispetto ad un altro stato, nessuno vuol contstare l’esistenza dello Statuale di per sè.

                E’ ch da uno che usa la rtorica dei mezzi di produzion ein mano alle merde private non si rnd conto della sofisticata inculata dell’accentramento di queste è , com al solito, sospetto, ed in dfinitiva un inganno di un agente comunista che da che mondo è mondo può essere sia di destra, di cntro che di sinistra.

          • habsburgicus says:

            non è forse impossibile che esista una relazione -oscura, a me (e credo a voi) certe cose mica le dicono 😀 sono solo deduzioni, con i rischi di tutte le deduzioni, ovvero come notava prima l’ottimo Mauricius, quello di una eccessiva sottigliezza- con la questione della possibile denuncia turca della convenzione di Montreux del 1936 e delle proteste del 104 ammiragli contro RTE…a sua volta il tutto potrebbe essere collegato al peggioramento dei rapporti fra Russia e NATO nel Mar Nero…
            orbene, ricapitoliamo
            RTE propone di revisionare la convenzione di Montreux sugli Stretti (molto favorevole alla Turchia in quanto migliorò Losanna 1923/1339 buonissimo per il resto e discreto per gli Stretti, da un punto di vista turco–dunque mossa imprudente, se io fossi turco, in questo capisco gli ammiragli ! infatti corre il rischio di delegittimare le due magnae chartae della Turchia kemalista repubblicana, 1923/1339 e 1936..e se cade Losanna, allora c’é lo spettro di Sèvres 1920/1336..intelligenti pauca)
            perché ?..boh…
            dietrologicamente si potrebbe supporre [attenzione, non lo suppongo io, vi è un “on” francese :D] che RTE voglia venire in aiuto a Putin, sapendo di qualche piano NATO contro la Russia..e dunque voglia cambiare Montreux ad maiorem gloriam suam (et Putini)..Montreux invero fu accettato dalla Mosca di Litvinov illo tempore e fu anzi più mal visto da Benito (che poi lo accettò bon gré mal gré) ma forse potrebbe contenere clausole potenzialmente irritanti in caso di inauspicata escalation NATO-Russia e conseguente richiesta USA di far entrare una flotta nel Mar Nero, di cui si parla..
            la protesta degli ammiragli si spiegherebbe allora anche con la fronda dei circoli pro-NATO e pro-USA
            l’umiliazione alla von der Leyen sarebbe un’ulteriore mossa anti-USA (di fatto pro-Putin) di RTE
            se così fosse RTE, sarebbe in disaccordo grave con UE e NATO…e non ci sarebbe da ridere perché Biden forse progetterebbe qualche follia contro Mosca, donde anche il tono anti-putiniano estremo del presidente USA, la spia scoperta qui e, più seriamente, in Bulgaria ec ecc
            boh…
            sono il primo a essere scettico..però ho ritenuto opportuno attirare la vostra attenzione anche su questo

            • Andrea Di Vita says:

              @ habsburgicus

              Vieni nel mio carrugio! Il bulletto di quartiere alza la cresta quando si sente spalleggiato da un gangster più grosso.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • daouda says:

              es Erdogan foss un fantoccio Donmeh? E oltr ciò se comunque la Turchia fosse pronta ad aprire il fronte contro la Russia?

              Già in Libia e Siria s la menano.

              • daouda says:

                ah
                me sò scordato anche Armenia vs Azerbaijan e pure in Ucraina ( probabilmente a breve ). Dunque?

          • Francesco says:

            >>> Nessuno ha mai messo in discussione l’atlantismo e nessuno ha mai messo davvero seriamente in discussione nemmeno l’appartenenza all’Ue.

            beh, qualcuno ci ha provato ma certi livelli di imbecillità non sono favorevoli alla sopravvivenza in nessun ambiente, neppure nel teatrino della politica. per pensare che l’Italia abbia qualcosa da guadagnare lasciando l’Alleanza e l’Unione si deve avere dei serissimi problemi. e qualche personaggio tra il mistico e il fanatico lo ho in mente …

            ciò premesso, non mi è piaciuta molto l’uscita di Draghi, rozza e “nazionale”, mentre andrebbe concordata in sede europea e dovrebbe essere utile, oltre che corretta.

            certo che RTE è un dittatore, quanti oppositori deve sbattere in galera per renderlo chiaro a tutti?

  15. Andrea Di Vita says:

    @ tutti

    D’accordo all’80% (sono meno ottimista di lui quanto ai punti di accumulo dell’elettricità da rinnovabili). Per il resto, è questa la strada della decarbonizzazione dell’Italia.

    https://www.repubblica.it/economia/2021/04/08/news/cingolani_gas_fusione_nucleare_proteste_ambientalisti-295565910/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii says:

      Dobbiamo fare la transizione dal gas ad ancora più gas: solo così si può ridurre l’impatto delle rinnovabili.

      • Andrea Di Vita says:

        @ MT

        Le rinnovabili stanno al gas come la vite al tralcio. Hanno un sapore migliore, ma senza non stanno in piedi.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  16. roberto says:

    Segnalo questo (interesserà soprattutto habsb), dove il prof. curti gialdino ricostruisce la vicenda dal punto di vista protocollare (corretta ma secondo me manca completamente la prassi) e conclude che si è trattato non di incidente diplomatico ma di mera scortesia (e trovo la conclusione un po’ leggera)

    https://www.giornalediplomatico.it/ankara-val-bene-un-sofa.htm

    • habsburgicus says:

      pare chiaro che, protocollarmente, i turchi sembrano aver ragione…
      io però mi chiedo ? era opportuno ? non sarebbe stato meglio da parte loro dare due sedie e poi, protestare a porte chiuse per l’infrazione dicendo “che mai più si ripeta” ?
      ma anche la UE, se in buona fede, doveva porsi il problema prima…sondare i turchi e, se del caso, fare “ammalare” diplomaticamente la von der Leyen e farla “guarire” altrettanto diplomaticamente le cas échéant

  17. Fuzzy says:

    https://www.voltairenet.org/article187368.html
    Armeni, Turchi, Nazisti, Israeliani, Daesh, Nato ecc.
    Ipocrisie e genocidi.
    Per la politica internazionale ci vuole stomaco.

    Non ho trovato la traduzione in italiano.

    • Andrea Di Vita says:

      @ fuzzy

      Che in Israele si sia spesso evitato di parlare di “genocidio” degli Armeni è un fatto.

      Che lo stesso sia avvenuto in USA è verissimo.

      Ma che l’AKP sia una filiale turca dei Fratelli Musulmani… Mah… 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • daouda says:

        da cosa deduci che invece non sia così? Tutti i FM inneggiano a Erdogan inoltre

        • Andrea Di Vita says:

          @ daouda

          Dal fatto che i turchi hanno sempre guardato ai loro ex sudditi arabi dall’alto in basso.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • daouda says:

            alla luce di questa tua asserzion potremmo anche dire ch ei turchi in quanto tali in Anatolia, sinceramente, non esistono.

            Poi oh s vuoi negarne i legami e dimnticarti di Morsi fai come cazzo ti pare.

            • Andrea Di Vita says:

              @ daouda

              Se una patria non è, cime dice Lagarde, che una memoria comune allora i Turchi con la loro ossessione paranoica del passato (gli Armeni trucidati spie dello Zar, sentito con le mie orecchie) sono i più patriottici di tutti.

              Ma questo di solito fa sottovalutare le proprie debolezze.

              Già i motivi tradizionali di confronto con la Russia non mancano, come giustamente dicevi tu.

              Se poi si mettono coi Fratelli Musulmani contro mezzo mondo arabo, pasticciano con l’Europa, danno pestoni agli USA sugli armamenti… Mah…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • daouda says:

                io sto solo dicendo ch nl mondo islamico ci sono due vittimi sacrificali pr scatenare una guerra: iran turchia che sono i classici bue pr piragna ossia far entrare nl fium il più anziano dei capi di bstiame rgalandolo a questi pr far passare salva la mandria.

                Nella questione Russo-Statunitense la questione è il bottino da spartirsi ossia l’Europa.

  18. izzaldin says:

    se volete leggere il giornale ufficiale della “””transizione ecologica”””” cioè di chi dice che Mario Draghi e Finmeccanica sono i veri ambientalisti attenti all’ambiente mentre Greta e i vegani sono dei pazzi furiosi al pari dei trans che si inventano i pronomi di cui parla la vostra amata Soncini, dovete leggere Linkiesta, più precisamente il suo spinoff chiamato Greenkiesta, il cui ultimo contributo è titolato “Errori e falsi allarmi dell’ecologismo radicale”.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ah, Linkiesta!
      Il suo più grande difetto è quello di essere solo digitale, per cui è inservibile per gli usi più appropriati.

  19. habsburgicus says:

    sulla ormai nota visita….
    è chiaro che è stata organizzata male, dal lato europeo, con colpevoli negligenze e forse troppa fiducia nella controparte (turca) che invece andava marcata “a uomo” per evitare “fughe in avanti”..
    forse gli eurocrati non dispongono di una diplomazia adeguata, attenta alle forme…
    il nostro Roberto, usando i suoi poteri eurocratici :D, dovrebbe farmi conferire un incarico diplomatico europeo 😀 😀 e garantisco che certe cose non avverrebbero più 😀 😀
    quando si dice “Cicero pro domo sua” 😀 😀 😀

    • daouda says:

      che significa RTE?

      • habsburgicus says:

        Recep Tayyip Erdoğan…per farla breve

        • daouda says:

          ah ok allora rispondo , chiaramente stiamo parlando di un donmeh dunque farò qualche arzigogolo inevitabile visto che più sopra dlla gopolitica che l’ifimo divertimento nel prndere pr culo la gente.

        • daouda says:

          comunque a conti fatti eccoci qui. Riportiamo in sella il tema dell’Islam troppo bistrattato , dichiariamo la Turchia cattiva ( alla luce di qullo ch dovrà fare fra qualche anno ) nll’occidinte e buona innanzi algli islamiccici filo fratellanza musulmano anti wahabiti.

    • roberto says:

      “forse gli eurocrati non dispongono di una diplomazia adeguata, attenta alle forme…”

      guarda non è minimamente il mio settore quindi non saprei, però la “diplomazia eurocratica” (immagino che intendiamo il servizio europeo per l’azione esterna SEAE) è composta da diplomatici nazionali, cioè diventi capo delegazione/ambasciatore quando sei già un ambasciatore in uno stato membro

      poi magari impazziscono una volta arrivati a bruxelles, ma non mi sembra plausibile 🙂

      • habsburgicus says:

        però la “diplomazia eurocratica” (immagino che intendiamo il servizio europeo per l’azione esterna SEAE) è composta da diplomatici nazionali, cioè diventi capo delegazione/ambasciatore quando sei già un ambasciatore in uno stato membro

        forse è proprio questo il vizio d’origine..
        se l’UE vuole essere presa sul serio, dovrebbe crearsi una propria diplomazia, pan-UE, reclutata fra i 27 e indipendente dalle diplomazie nazionali
        e per renderla appetibile dovrebbe anche essere pagata bene
        è chiaro che nessuno dei diplomatici fa la fame, però credo che fra un diplomatico finlandese e uno bulgaro ci sia una forte differenza di stipendio..
        ecco la UE dovrebbe de-paperonizzarsi, gridare “crepi l’avarizia” e ispirarsi agli standard dano-finlandesi e non a quelli romeno-bulgari 😀

        • roberto says:

          “ecco la UE dovrebbe de-paperonizzarsi, gridare “crepi l’avarizia” e ispirarsi agli standard dano-finlandesi e non a quelli romeno-bulgari”

          credo che sia la prima volta che qualcuno sostiene che gli stipendi eurocratici non sono abbastanza attrattivi
          🙂

          intendiamoci, in certi casi è abbastanza vero (soprattutto se paragoni gli stipendi dei membri dei servizi giuridici con quello che guadagnano alcuni avvocati….ma certo non tutti gli avvocati!), ma sono casi piuttosto limitati

          “indipendente dalle diplomazie nazionali”
          vorrebbe dire avere una politica estera indipendente cosa che non è e che non può essere finché gli stati membri non decidono di avere una politica estera comune

          • habsburgicus says:

            credo che sia la prima volta che qualcuno sostiene che gli stipendi eurocratici non sono abbastanza attrattivi
            🙂

            era limitato alla futura, e per ora non-esistente per i motivi che citi, diplomazia UE…per evitare che vogliano fare i tirchi 😀
            per l’esistente, lo sappiamo che vi trattate bene 😀

          • habsburgicus says:

            “indipendente dalle diplomazie nazionali”
            vorrebbe dire avere una politica estera indipendente cosa che non è e che non può essere finché gli stati membri non decidono di avere una politica estera comune

            e modello Bismarck ?
            Bismarck inter alia non solo creò (o meglio riadattò l’esistente diplomazia regia prussiana) una diplomazia prima confederale (Norddeutscher Bund, 1867-1871) e poi imperiale tedesca (dal 1871), ma consentì ai singoli Stati -o almeno ad alcuni- di continuare a ricevere ed ad accreditare inviati diplomatici separati
            la Sassonia, per non citare la solita Baviera, ebbe una Legazione separata a Vienna sino al 1918…il Wurttemberg e ne ebbe due, a SPB e Vienna, sino al 1918, e le chiuse lui ….
            al converso, i poteri diplomatici erano ancora più grandi..l’Austria-Ungheria aveva Legazioni separate in Baviera, Sassonia, Wurttemberg, Baden, Città Anseatiche..la Russia -fino al 1914- financo a Weimar
            adattando il modello bismarckiano si potrebbe creare una diplomazia UE lasciando a tutti gli Stati membri le proprie diplomazie..così non protesta nessuno 😀
            chiaro, che prima bisognerebbe definire una politica estera comune, a grandi linee almeno..Bismarck la definiva lui, ma oggi Bismarck dov’è ?

            • habsburgicus says:

              sino al 1894, pardon….poi unico dei Regni scelse di non avere più rappresentanze diplomatiche proprie, ma continuò ad avere un Corpicino diplomatico accreditato presso il suo Re a Stuttgart (Austria-Ungheria, Russia, Gran Bretagna—e pure l’Imperatore ma come mero Re di Prussia alla pari degli altri :D)

            • roberto says:

              “chiaro, che prima bisognerebbe definire una politica estera comune, a grandi linee almeno.”

              ma è esattamente questo il punto!
              e la vedo un po’ grigia gli stati svegliarsi un giorno e dire “abbiamo voglia di avere una politica estera comune”

        • daouda says:

          ma perché parlate di stronzat e di come dovrebb esser l’Europa se è da 40 anni che è scritto nro su bianco che questa va ceduta all’eurasia.

          Perchè volete parlar del nulla? Sta crisi di merda oltre ch far calare la domanda impedendo un’esplosione incontrollata dell’economia con i suoi derivati srve no tanto per una ristrutturazione genrale ma proprio per favorire il processo di sganciamnto dagli USA all’Eurasia rendendo scintificamente tecnica la direzione dei paesi in oggetto per meglio confluire col divrso padrone ed il suo diverso modo di governare

  20. habsburgicus says:

    OT
    in Montenegro (Crna Gora) continuano le manifestazioni contro il governo “di sinistra” filo-serbo..
    il MNT ha una strana storia contemporanea
    quando la vecchia Jugoslavia si dissolse (SFRJ), le cricche al potere -tutte strettamente comuniste- per un mentre restarono fedeli a Belgrado, al socialismo e al titoismo…il MNT di Momir Bulatović fu più duro della Serbia di Slobodan Milošević (d’ora in poi Slobo) nel chiedere di “stroncare” la ribellione dei “fascisti ustascia” croati di Tudjman e dei “reazionari” sloveni, nell’estate 1991…il MNT entrò con entusiasmo il 27/4/1992 nella III Jugoslavia (SRJ, dove S sta per Savezna=Federale e non per “Socialista” come nella cessata SFRJ, una furbata più andreottiana che balcanica :D)
    poi le élites si resero conto che Marx era morto e Tito pure :D, e soprattutto che Slobo sarà stato grande ma Bill Clinton poteva offrire di più 😀
    e da c.a 1996, dapprima con prudenza e poi con maggior baldanza (dal 1998), Podgorica (così avevano chiamato Titograd, tornando al vecchio nome) iniziò a smarcarsi da Belgrado..nel 1999, in pratica, la dirigenza montenegrina fu con Clinton contro Slobo, per quanto ancora formalmente nello stesso Stato 😀
    nel 2003 i montenegrini imposero la fine della III Jugoslavia (SRJ) e la creazione della confederazione di “Serbia e Montenegro”, sciolta nel 2006, dopo un referendum cui seguì la proclamazione dell’indipendenza del Montenegro, subito riconosciuta da tutti (in dicembre 2006 furono stabilite relazioni diplomatiche anche con la Santa Sede)
    i dirigenti montenegrini si imbarcarono un un’ambiziosa -e forse velleitaria :D- operazione di Nation-building..
    nel 2008 proclamarono il montenegrino lingua ufficiale e gli diedero due lettere in più (manco i croati osarono spingersi tanto !), dichiarando la preferenza per la grafia latina (ovvove, per i serbofili !)…cessarono gli attacchi al Vaticano, mentre si censurarono i rapporti secolari con Mosca e si tentò di creare una Chiesa ortodossa montenegrina, indipendente da quella serba e caposaldo del serbismo più fanatico (Slobo stesso era figlio di un pope montenegrino !), tentativo fallito miseramente (gli ortodossi autocefali sono quattro gatti)
    il MNT osò entrare nella NATO (sic !), ciò che non piacque a Putin (ricordiamo che Alessandro III aveva definito il Montenegro l’unico amico della Russia verso il 1889 e nel 1948 il MNT diede in tutta la FNRJ il maggior tasso percentuale di informirovci “cominformisti” fedeli a Stalin contro Tito, ove per Stalin ovviamente intendevano la Madre Russia; Tito li reprimerà bestialmente a modo suo, purghe, torture e Goli Otok), dunque l’ingresso nella NATO .in sé un’inezia- fu visto in Russia come un affronto vero e proprio, e cos’ lo videro molti montenegrini, specialmente il clero ortodosso
    si è esaltata la storia pre-1918..e i legami con l’Italia e si sono sottaciuti i legami con la Serbia
    ciò non piacque specialmente al “nuovo Montenegro”, cioè le aree annesse nel 1913 ove dominava un’identità apertamente serba, laddove nel “vecchio Montenegro” (attorno alla vecchia capitale Cetinje) domina un’identità particolaristica con una forte pietas verso i Petrović-Njegoš, famiglia dei principi-vescovi sino al 1851 e poi dei Sovrani (1851-1916/1918), cui apparteneva la nostra Regina Jelena (Elena)
    nel 2019 i filo-serbi vinsero le elezioni, ma è il presidente è rimasto l’ex-nomenklaturiasta Milo Đukanović, l’artefice della svolta anti-serba, anti-russa, filo-occidentale e “nazionalista”
    vedremo come andrà a finire

    • Andrea Di Vita says:

      @ habsburgicus

      Se tu avessi visto coi tuoi occhi in quale stato pietoso sia stato lasciato decadere quel piccolo gioiellino liberty di Cetinje dai governanti che costruirono l’orrida Podgorica/Titograd… 🙁

      “e se non piangi, di che pianger suoli?”

      Tutte le volte che nel nostro viaggio si e giù per i Balcani passavamo per il parallelo di Cetinje ci si fermava la macchina. Tutte!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  21. Andrea Di Vita says:

    @ habsburgicus

    Poi dico io, ma il Montenegro non è forse stato l’unico Stato vincitore della Prima Guerra Mondiale ad aver perso l’indipendenza?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • habsburgicus says:

      direi di sì
      solo noi, flebilmente, lo difendemmo….

      • habsburgicus says:

        a dirla tutta, la storiografia panserba enfatizza la resa militare di Re Nikola agli austro-ungarici nel gennaio 1916 e accusa la dinastia montenegrina di aver tradito….in realtà proprio per timore di offendere troppo l’Intesa, Nikola si rimangiò in parte la resa e fuggì in Occidente (pare che all’inizio fosse prevista una regolare pace separata)..col senno del poi, fu un errore..se Nikola fosse rimasto in loco, senza dubbio avrebbe dovuto subire due anni di prepotenze austro-ungariche ma sarebbe stato lì, pronto a riprendere la guerra, come farà la Romania che a differenza del MNT andrà oltre e firmerà una pace separata con le Potenze Centrali il 7 maggio 1918 a Bucarest…ciò non impedì ai romeni di procrastinare, indi resisi conto del vento mutato di non ratificarla, infine di riprendere (sic !) la guerra il 9 novembre 1918, a guerra vinta (dagli altri !)….
        ecco, Nikola fu vittima di troppa lealtà all’Intesa….ed è un buon esempio di quanto siano fallaci le politiche del “giusto mezzo”..scontentò l’Intesa (firmando la resa militare, ancorché imposta dal disastro) ma scontentò anche gli austro-ungarici (rifiutando di firmare una pace separata)..avrebbe quasi certamente perso il trono in caso di vittoria austro-tedesca e perse il trono con la vittoria dell’Intesa, che gli preferì i serbi !
        forse, e dico forse, la Santa Russia -se fosse stata ancora in piedi- lo avrebbe salvato….ma all’epoca di Versailles ormai non c’era più Nicola II e invece regnava Lenin in nome di Marx ed Engels !

        • habsburgicus says:

          permettetemi un OT nell’OT
          la storiografia marxista, ma anche quella liberale economicistica, ironizza sulle personalità..e ti guarda dall’alto in basso come se uno fosse un deficiente nel caso si faccia notare che l’economia non è tutto..o almeno NON ERA tutto
          beh, in passato, l’onore contava
          il Re di Sassonia salvò il trono nel 1866 perché Francesco Giuseppe, per ragioni sue (i Wettin di Sassonia, fedeli amici degli Asburgo, erano financo cattolici) fece capire a Bismarck che la detronizzazione di Re Johann (1854-1873) non sarebbe stata tollerata….Bismarck, uomo saggio, capì..e il Re di Sassonia rimase sul trono…già nel 1815 l’Austria minacciò di rompere la coalizione anti-napoleonica per la stessa ragione (alleanza segretissima del 3/1/1815 con Gran Bretagna e Francia [vinta !] contro Russia e Prussia) e il Re di Sassonia mantenne il trono e mezzo regno (il resto sarà la Sassonia prussiana oggi, alla buona, il Land Sachsen-Anhalt e l’area di Leipzig del Lasnd Sachsen)

          • firmato winston says:

            “la storiografia marxista, ma anche quella liberale economicistica”

            Se leggendo salti il “ma” come e’ capitato a me adesso, la frase che quindi diventa “la storiografia marxista, anche quella liberale economicistica” e’ folgorante, prima di accorgermene che l’avevo saltato ho pensato finalmente qualcun altro che se ne accorge! 🙂

            In effetti la politica (economica) odierna, di TUTTI gli Stati anche quelli sedicenti “liberali” (che in realta’ non esistono piu’ da quel di’, ammesso che siano mai esistiti), e’ basata sulle teorie comportamentistiche pavloviane stimolo-risposta, anche dette a incentivo-disincentivo fiscale/regolatorio, e vengono attuate attraverso il mero calcolo economico del valore. In altri termini il “valore” di cose e persone e’ sempre e solo quello che si ricava dal calcolo economico dei fiscalisti/commercialisti, dei laureati in “economia” insomma, e attraverso la definizione e imposizione di tale valore calcolato in tal modo, si pretende e ci si illude di pianificare e dirigere tutta la societa’. Vedi la tragicommedia dei decimali di punti di PIL che ci ha funestato negli ultimi decenni, quando poi il PIL e’ nel suo complesso definito e calcolato in modi ampiamente arbitrari e approssimativi.

            Marx, in effetti, col suo materialismo dialettico, e’ forse il principale responsabile di questa visione appunto rigidamente economicistica del mondo, molto piu’ degli altri economisti classici che mai si sono sognati di ridurre tutto al calcolo economico, oltre che essere un ennesimo esempio da manuale di personaggio che, con tutta la sua boria “accademica”, ha provocato effetti pratici se non opposti ai desiderati, quantomeno del tutto da lui imprevisti e inaspettati.

    • daouda says:

      https://realcurrencies.wordpress.com/2021/04/05/the-petrodollar-is-dead-long-live-the-imf-world-reserve-currency/

      traggo questo estratto, che chiarisce le vere cause della messinscena pandemica. Altro che bambini sgozzati e satanassi assortiti…

      4. Things worsened only from there. When the World Wide Lockdown started, March 16th 2020, the Fed was already providing a cool $1 Trillion per day in loans to the shadow banking system. That fateful day, when 4 billion people were given house arrest, they started a $4 Trillion ‘asset purchasing program’, basically allowing the bankrupt ‘institutions’ (it’s very sad Newspeak to call these plunder operations ‘institutions’) to off load their junk to the Fed, in a bid to ‘solve’ the problems on the repo market.

      Yes, we got locked up as they gave $4 Trillion to the Bank, that’s literally what happened. It was all sold as ‘panic due to Corona’, but the real ‘panic’ (in reality, it’s all orchestrated A to Z) was on Wall Street.

      In soldoni: la Fed all’inizio dell’anno scorso ha iniziato ad iniettare una quantità impressionante di denaro nel sistema, nel tentativo disperato di acquistare i prodotti tossici che le banche avevano in corpo ed evitare, in questo modo, un crollo finanziario generale. La messa in circolazione di tutta questa liquidità ha ovviamente generato una gigantesca inflazione, che si è cercato di arginare, almeno in parte, bloccando la domanda, a livello globale, con la strategia del lockdown e della pandemia immaginaria.

      La creazione dell’SDR (effettivamente epocale) non è, a mio avviso, che un tentativo disperato per restituire una minima stabilità sufficiente al sistema per permttere il passaggio di consegne dopo il crollo del petrodollaro ed il rapido e pilotato declino politico della supremazia USA.

      Praticamente stiamo parlando di un inside job finanziario globale.
      …..

      • Andrea Di Vita says:

        @ daouda

        Che la pandemia abbia contribuito a deprimere i consumi e che quindi abbia represso in aumento dell’inflazione è plausibile.

        Che il lockdown sia stato espressamente voluto per questo scopo et, allo stato attuale della documentazione disponibile, un eccedente esempio di complottismo.

        E se la pandemia sarà servita ad aiutare a sostituire l’egemonia USA con un governo davvero mondiale, allora sarà confermato il proverbio che dice che non tutto il male vien per nuocere.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • daouda says:

          ti devo fare esempi di storia di complotti o sei scemo?

          Non è plausibile, è proprio che stava riesplodendo una bolla finaziaria pggio del 2008, cretino!

          Inoltre la vaccinazione come esperimento sociale ed addestramento alla futura REALE pandmia ( perché dovremmo avr capito che il covid è stato una farsa ) che hanno già previsto ha un suo perhé intrinseco oltre agli effetti della terapia mRna che non sappiamo che risonanza avrà nie prossimi anni sulla popolazione.

          MA tu stai ancora ad invocare papà/mammà stato , cosa che almeno un comunista da sè capirebbe essere IL problema.
          Difatti te come la maggioranza dei ritardati qui dntro credt ch essi siano obbligati dalla industri farmacutiche quando è vero l’opposto.

        • firmato winston says:

          “represso in aumento dell’inflazione”

          Questa e’ l’onda lunga della “supply side economics”, l’opposto del keynesismo: i prezzi si abbassano quando si stimola l’offerta e non la domanda, quando gli offerenti offrono di piu’ di quanto i consumatori desiderano consumare, che poi e’ la definizione di benessere, avere a disposizione di piu’ di cio’ che si consuma E si desidera consumare, che costa poco perche’ vale poco (Carl Menger), il che NON e’ per nulla incompatibile con la decrescita “felice”, se solo fosse che gli uomini possano essere felici senza aumentare all’infinito i loro consumi. In effetti quando e’ stata introdotta questa politica e’ terminato il ventennio di stagflazione che ruotava attorno ai ’70, e ad imitazione e’ uscito dalla fame e dalla miseria quello che allora si chiamava terzo mondo e adesso non esiste quasi piu’, siamo rimasti solo noi sazi e annoiati occidentali il cui orologio della consapevolezza si e’ fermato a chissa’ quando, alla lotta di classe del marxismo ottocentesco, a non accorgerci che e’ successo.

        • daouda says:

          basta co sta fisima sul complottismo…e poi sia il termine che la letteratura al riguardo l’hanno inventata loro con Agustin Barruel, JEWSUITA, che ha scritto a dstra a manca contro i compari massoni che hanno solo preso la palla al balzo.

          Ma d’altronde l’MK Ultra era na cazzata, poi escono i documenti è diventa vero.
          Il maccartismo era da malati mntali poi a fine anni 80 si scopre che CIA ed FBI erano completamnte fottute dal KGB come l’MI6.

          Andrè , se dobbiamo combatteree il pensiero magico ed il fideismo , figurati, ma non mi fare il cazzaro.

          Che poi bstava leggersi i documenti ufficiali, te lo ripeto, prossima pandemia tra 5-6 anni.

          • daouda says:

            La p-2 fu complottismo. Ma anche qui vedi che voi continuate a non capirci un cazzo visto che ignorando che LICIO GELLI era un agente del kgb non capite ugualmente un cazzo e straparlate di geopolitica.
            Bravi.

    • Andrea Di Vita says:

      @ daouda

      Belin, daouda, ti t’è besugo?

      Cossa ti veu di’, che fare meno rumenta d’anidrid-de carbon-nica l’è un-na ssciavitù?

      Ti t’endêscie? Che nu se peu ciú consum-mâ com-me diêze o quinze anni fâ.

      Gli abbelinôu chi parlan abrêtio e ciarlan de ssciavitù son fôeua cómme un pogiölo!

      Ciâo!

      Andrea Di Vita

      • daouda says:

        sono contnto di leggere altri idiomi. NOn ho capito n cazzo, ma sei hai scritto che sono un cojone , pur concordando, ti rispondo fottiti

      • PinoMamet says:

        Per meri motivi linguistici, provo a tradurre.

        “Cazzo, Daouda, sei scemo?

        Cosa vuoi dire, che fare meno immondizia di anidride carbonica è una schiavitù?

        non ho capito ? Che non si può più consumare come dieci o quindici anni fa.

        I coglioni (?) che parlano non ho capito e ciarlano di schiavitù sono fuori come un balcone (?)”

        • daouda says:

          Pino je traduci ad Andrea ch eio quer video cor cazzo che l’ho visto e je ricordi che produrre CO2 NON E’ UN PROBLEMA?

          denghiu

        • Andrea Di Vita says:

          @ Pino Mamet

          Ti t’endêscie? = Ti svegli? = Ti dai una svegliata?

          (ad es. “Ti t’endesciê ne l’indagu dû matín” = “tu ti svegluerai nell’indaco del mattino”, da “Cîmma”, in ” Nuvole” di De André)

          parlano abrêtio = parlano a braccio = improvvisano perché ignoranti, danno aria ai denti tanto per parlare

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita says:

          @ pino Mamet

          “Fôeua côme un pogiölo” = “fuori come un poggiolo” = essere fuori di testa come un poggiolo sporge dalla parete di un palazzo, cioè in modo chiaro, visibile = essere chiaramente pazzi.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  22. Moi says:

    Giuseppe Povia … sta con Erdogan VS la Von der Leyen
    (per incapacità di quest’ultima)

    https://www.youtube.com/watch?v=M1-4mmL-WaI

  23. Fuzzy says:

    “L’agenzia Ansa ha riferito i contenuti del recente World Nuclear Industry Status Report (WNISR), «rapporto annuale prodotto da un gruppo di esperti internazionali indipendenti, guidati dal tedesco Mycle Schneider». Secondo i quali produrre 1 kilowattora di elettricità con il fotovoltaico nel 2020 è costato, in media, nel mondo 3,7 dollari. Con l’eolico sono stati necessari 4 dollari. Con il gas servono 5,9 dollari, con il carbone 11,2 dollari. E con il nucleare? 16,3 dollari”
    https://valori.it/nucleare-clima-costi-barolini-climax/

    Avanti piano con il mini fotovoltaico sopra il tetto, direi.
    Ma alla fine, credo, la spunterà il gas.
    Effetto serra? Certo. Alla grande. Così va il mondo.
    Ci si prepari a ricevere qualche miliardo di rifugiati climatici.

      • Andrea Di Vita says:

        @ fuzzy

        Come ho già scritto in questo threaf, senza metano a supportarlo il fotovoltaico non serve.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita says:

      @ Fuzzy

      Quelli sono i costi di installazione. In Francia, dive si è standardizzata la produzione (le 52 centrali transalpine casinò quasi tutte fatte in serie) il prezzo e crollato. In USA, dove l’elettricità è una merce e non un servizio, ogni fornitore va per conto suo, ci sono tante tipologie di centrali e i costi restano altissimi.

      Cime conteggiano il milione e mezzo di persone che non sono morte per inondazioni e siccità mancate per il risparmio sulle emissioni di CO2 reso possibile dall’uso delle quattrocento e passa ventrali nucleari da settant’anni a oggi?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      costato a chi?

      perchè quei dati mi paiono possibile solo se hanno dentro tasse e sussidi, cioè se non hanno alcun senso economico

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ci sono i costi di installazione e poi i costi di gestione. Le centrali solari (come quelle idroelettriche) non hanno personale diretto per dire.

        • Francesco says:

          ma quello non credo sia l’unico costo di gestione … l’acqua si infila e corrode e devi risistemare il lago ogni tot, ho scoperto

          da grande fan dell’idroelettrico che sono

          i pannelli solari li devi pulire, sennò la loro efficienza diminuisce, sospetto

  24. daouda says:

    L’arcivescovo Viganò is the new PSYOP. Rimanete sintonizzati sui canali del tridentisnismo cattolico.
    A future risate!

    • daouda says:

      il discorso Savoini-Dughin ergo Salvini , stanti ai polacchi ed ungheresi in nuovo gruppo europeo, dovrebbro far capire che l’europeismo e l’atlantismo salviniano siano solo una facciata strumentale.

      Report bestiale or ora su ciò, ma ignorando che si parla giust’appunto di comunisti camuffati.

    • daouda says:

      ci sarbbe da parlare sulle imprecisioni di questo video ma essndo il messaggio ignorato ed irricvibile da dei ritardati come voi il tutto scivolerebbe via nella futilità come ugualmente ora fa nell’oblio.

      Gente che ha letto Guénon, Debord, chiunqu altro come, ma non è mai riuscita a capire che essi scrivevano qul che volevano si arrivasse a credere, credndo davvro al mssaggio posposto.
      E’ chiaro che siete delle merde

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