Dolci coccole bio a Poggibonsi

Qualikos è un’azienda di Poggibonsi si presenta al mondo così:

Ieri, come ci informa la Nazione, hanno avuto un imprevisto:

Una nuova inchiesta sul capolarato: ai domiciliari due imprenditori, coinvolto anche un commercialista


Sfruttati in fabbrica: «Questo è troppo lento»


In un internet point di San Jacopino il reclutamento di stranieri utilizzati a nero in una ditta di Poggibonsi


FIRENZE «Questo nero lungo qui lavora con una lentezza allucinante, ancora non sono le undici ed è già andato quattro cinque volte in bagno: levamelo dai c.».


Intercettazioni choc, di questo tenore o anche peggio, nell’ultima inchiesta della guardia di finanza sul caporalato. Un servizio di fornitura di ’manovalanza’ che partita
da un internet point di San Jacopino, a Firenze, gestito da un nordafricano, e che finiva in ditte della zona di Poggibonsi, che reclutavano manodopera a basso costo, senza pagarci sopra tasse e contributi. Sette i destinatari delle misure cautelari chieste dal pm Ester Nocera e firmata dal gip Gianluca Mancuso. In carcere è finito Mohammed El
Mekaoui, 46 anni, il titolare dell’internet point; ai domiciliari l’imprenditore Cristiano Saccocci, 51 anni, di Poggibonsi, consulente amministrativo di una ditta di saponi e
prodotti cosmetici (la Qualikos, finita sotto sequestro preventivo assieme ad alcuni mezzi) e legale rappresentante Elena Manserra, 42 anni.

Ai domiciliari anche due ’caporali’, il marocchino Ossama El Badoui, 24 anni, e la cubana Yanisa Yhuset Gomez, 43. E’ scattata poi l’interdizione per un anno dall’esercizio della professione per il commercialista Filippo Scaffai e il divieto di dimora nella provincia di Firenze per un altro ’reclutatore’ di manodopera, il senegalese Cheikh Mbaye, 45 anni.

Secondo quanto ricostruito dalla guardia di finanza, intorno all’internet point di San Jacopino si sarebbe creata una vera e propria organizzazione «di servizi». Dal reclutamento, al
trasporto sul luogo di lavoro, fino alla paga: il marocchino, assieme a due collaboratori, avrebbe ’assunto’ stranieri non in regola con la normativa in materia di lavoro, alcuni dei quali anche clandestini, da «girare» ad azienda che necessitavano di braccia da remunerare poco.

Alla Qualikos di Poggibonsi, le fiamme gialle hanno sorpreso una decina di lavoratori privi di contratto, tra cui due irregolari sul territorio. «Questa è gente da dieci euro l’ora», si lamentava l’imprenditore insoddisfatto della qualità del lavoro con il caporale, minacciando di interrompere la collaborazione «se mi mandi gente di m.» Il commercialista Scaffai, residente in Valdarno, risulta coinvolto nelle indagini in quanto avrebbe fornito al titolare dell’internet point, secondo le accuse, una consulenza volta a produrre ai controlli atti non rispondenti al vero sulla posizione dei lavoratori irregolari individuati.

«Tu gli puoi dire… – suggeriva il professionista – ’guarda questi li dovevo tutti assumere soltanto che son venuti ora… avevo telefonato al commercialista per assumere 12 persone ma è incasinato per via delle dichiarazioni dei redditi’, tu non ti mettere in mezzo perché stai già con le altre ditte…se ti dicono qualcosa digli che è della mia mamma… lei è in Marocco».

Morale della favola, usare meno il telefono.

This entry was posted in ambiente, Il clan dei fiorentini, imprenditori, Italia, migrazioni and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

743 Responses to Dolci coccole bio a Poggibonsi

  1. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Questa notizia offre ai sovranisti anti migranti della zona un’eccellente opportunità per mettere in pratica il loro patriottico credo “prima gli italiani”.

    Prendano loro il posto di quei “negri” sfruttati, a parità di condizioni.

    Eviteranno così alle imprese di perdere competitività e alla Patria di dover importare migranti per sopperire ai bisogni dell’economia nazionale.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • PinoMamet says:

      Scusa, ma la risposta non dovrebbe essere “sfruttiamo gli italiani invece degli africani”;

      Dovrebbe essere “facciamo lavorare tutti in maniera dignitosa e accettabile”.

      • Andrea Di Vita says:

        @ PM

        “dignitosa”

        Sì, ma non è quello che dicono i sovranisti.

        Ad esempio, fu il legaiolo Centinaio a dire che la prima legge italiana contro il caporalato, voluta non a caso dal PD, “legava le mani alle imprese”.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Per ADV

          “Sì, ma non è quello che dicono i sovranisti.

          Ad esempio, fu il legaiolo Centinaio a dire che la prima legge italiana contro il caporalato, voluta non a caso dal PD, “legava le mani alle imprese”.”

          Scusami se te lo dico, ma mi sembri un po’ ossessionato con questi leghisti.

          L’unica leghista che ho incrociato io negli ultimi dieci anni credo che sia una cameriera a un bar di fighetti intellettuali di sinistra.

          Poi ho conosciuto il candidato della lista Salvini per Firenze, ma era un imprenditore cattolico, indipendente, non un leghista.

          E’ un mondo a cui non riesco a interessarmi.

          • Ubaldo Bocci.
            A Firenze, come sappiamo benissimo, chi vuol fare politica di destra si iscrive al PD.
            Agli altri non solo restano le briciole, ma le prove di incompetenza che danno un giorno sì e l’altro anche sono tali da impensierire qualsiasi segretario di “partito”.
            Per cui ad ogni consultazione amministrativa sono costretti a cercare qualche individuo presentabile, cui affidare la solita incombenza.
            Che è quella di conferire profumo di fragola a uno sformato di escrementi.
            Le elezioni arrivano, prendono un terzo dei voti, la persona rispettabile va in consiglio comunale e viene messa all’angolo fino alla fine della legislatura, intanto che il rimanente dell’aggregato impazza fra gazzette e Libri dei Ceffi.

          • Francesco says:

            però lui parla di sovranisti, per cui ci stanno i leghisti di Salvini, i missini di Meloni, un pochino Forza Italia (che però è tutto per tutti), una bella quota dei 5 stelle

            un mondo orrendo e amplissimo

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              “però”

              Esattamente.

              Per fortuna dopo che San Mojito ha fatto la grazia i sovranisti hanno cominciato a mordersi l’un l’altro.

              Cosi’ forse almeno sgarbi al Quirinale ce lo risparmiamo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                ottimista

                di forze parlamentari che non voterebbero Sgarbi al Quirinale, con più o meno entusiasmo, non ne vedo molte

                a iniziare dal PD che lo farebbe certamente, in nome della sua superiore intelligenza politica (del PD, non di Sgarbi)

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martinez

            “ossessionato”

            Delenda Carthago.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii says:

          “la prima legge italiana contro il caporalato, voluta non a caso dal PD”

          Ceeerto…

          https://www.wikilabour.it/Interposizione%20illecita.ashx

          • Andrea Di Vita says:

            @ MT

            Su, su.

            Un fine giurista non può ignorare che un conto è varare la prima legge per sanare una piaga sociale, un conto è aver risolto il problema.

            Mica “abbiamo abolito la povertà”.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii says:

              Leggi la pagina e scoprirai che non ha fatto la prima legge di niente. O governava nel 1960?

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                Colpa mia. Intendevo dure “la prima legge finalizzata specificamente alla lotta al caporalato”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ma no, pensa che un tempo era addirittura vietata qualsiasi forma di intermediazione.

              • Mauricius Tarvisii says:

                *interposizione

    • roberto b. says:

      Basta individuare un anello debole, in questo caso i migranti pagati di meno perché hanno bisogno di lavorare e l’accettano a quelle condizioni, che poi la prassi della svalutazione del salario si estende a tutti gli altri, italiani o meno, che se vogliono lavorare devono farlo alle condizioni salariali attuali degli altri. Mutatis mutandis, ossia cambiate le mutande, mi pare un po’ la questione dei “crumiri” d’ottocentesca memoria, che il grande Monicelli aveva affrescato nel film “I compagni” del 1963.

      • Francesco says:

        è il funzionamento del mercato al suo meglio

        infatti il termine crumiri è abbastanza ambiguo, dal punto di vista del bene comune

      • Mauricius Tarvisii says:

        I crumiri erano proprio i nordafricani che venivano chiamati a lavorare per tenere bassi i salari quando gli italiani si lamentavano.

        Poi si conferma un dato: a Francesco piace quando la gente sta male e lo chiama “bene comune”.

        • Francesco says:

          A Francesco piace quando l’economia funziona e la gente lavora e i teorici di sinistra scrivono sul Manifesto come è brutto il mondo. E i sindacalisti veri ottengono migliori condizioni di lavoro, venendo insultati dal Manifesto per tradimento della rivoluzione.

          PS credevo fossero gli italiani che lavoravano per bassi stipendi, piuttosto che stare a casa loro a morire di fame.

  2. Francesco says:

    E’ un complotto contro l’economia italiana?

    chiudono le fabbriche, licenziamento dei lavoratori, società meno inclusiva, blocco dell’ascensore sociale, crisi dei servizi alle imprese … un vero disastro!

    😉

  3. Simone B. says:

    A me invece queste frasi non “choccano” per nulla.

    Le sento pronunciare fin dal prima giorno che sono entrato ogni azienda in cui ho lavorato. E non solo pronunciate dai titolari ma anche dagli stessi operai.

    In questa vicenda si può apprezzare la facciata più superficiale del mondo del lavoro delle piccole e medio piccole aziende italiane. Nel mondo dell’agricoltura, soprattutto tra
    le aziende gloria del Chianti, i lavoratori comportamenti così se li possono solo sognare.

    Mi sorprende solo l’uso massiccio, se non addirittura esclusivo, di lavoratori in nero.

    • Moi says:

      L’ Antirazzismo Liberal è che “in nero” o “in negro” 😉 NON fa differenza … sopravvivi a stento e ringrazia: così che fai girare l’ economia, e la Mano Invisibile , e la Ricaduta a Pioggi, e la Marmotta a confezionar Ciccolata nella nella Baita 😉 …

  4. Massimo says:

    Io ho iniziato a lavorare ,studiando , intorno alla fine degli anni 90 quando pian piano si facevano strada i contratti a termine e facevano capolino le agenzie interinali . Non ho mai avuto contratti fissi ma contando ancora sulla nostra lira non me la cavo male considerando che la vita non era carissimo.Orbene pian pianino le agenzie interinali la fanno da padrone , i contratti a tempo indeterminato credo che nessuno dei 20/30 anni sappia cosa siano non esistono ferie e letteralmente te la fai nei pantaloni perché non c’è tempo di andare al bagno.Potrei continuare ma quello che voglio dire è che mentre cercavo un momento di fermarmi e ragionare , quando lo facevo con gli altri la risposta era “ma che vuoi che sia se non hai questo o quello l’ importante è lavorare”.Benissimo quindi la schiavitù e non il caporalato e qualcosa che ci è entrato dentro e mentre cin questa crisi i giganti fanno i miliardi i bianchi i neri i gialli e rossi si ammazzano per un euro o dollaro.Quindi è un discorso mentale da guerra fra ultimi ,come secondo me mettere la mascherina anche nel bosco o sotto la doccia.

  5. Moi says:

    … continua la Cura Speranza, sperando appunto 😉 che per il 25 Aprile ci si possa liberare, almeno per un po’, da Covid e NaziFascismo ! 😉

  6. Moi says:

    Come ha detto mi pare Maurizio Belpietro … “per tenere tutto chiuso con Speranza Ministro, bastava Conte !”

    • Francesco says:

      ma un momento di pausa dalla demagogia e dal qualunquismo non se lo prendono mai questi?

    • Lanzo says:

      Speranza e gli altri sono irrilevanti. Al Drago interessa digitalizzazione ed eliminazione del contante (Colao) , new green deal, auto elettriche, carbon tax, andremo tutti in giro con il monopattino. Linee aeree spianate e tutto il resto e non sono bruscolini e i msm parlano della povera Alitalia, che in un paese normale sarebbe dovuta andare al macero decenni fa. Ma e’ un serbatoio di voti.

  7. mirko says:

    Il primo Great Reset
    Maurizio Blondet 25 Febbraio 2021

    “Nell’agosto 1918 venne deciso di istituire una vera e propria “dittatura alimentare”. Lo Stato ebbe il monopolio completo degli approvvigionamenti […] introdusse un sistema di tessere alimentari con cui decideva cosa e in quale misura ciascuno poteva mangiare… noti scrittori, studiosi ed esponenti della società civile sgraditi ne furono vittime. […] Successivamente vennero proibite, senza eccezioni, tutte le attività economiche, perfino i più piccoli negozi di sarto, calzolaio o gelataio”

    “Rispetto al 1913, tra il 1920 e il 21 la produzione industriale era calata dell’82 per cento e la produzione di cereali del 40 per cento. Le città si svuotarono perché i loro abitanti scapparono in campagna alla disperata ricerca di cibo. La popolazione di Pietrogrado da quasi due milioni e mezzo di abitanti si ridusse a circa 740 mila, con un salto in meno pari ai due terzi della popolazione; nello stesso periodo Mosca perdette circa la metà dei suoi abitanti, mentre il totale della popolazione in Russia diminuì di circa un terzo” (statistiche di Krasnaia Gazeta 9 febbraio 1921).
    Ad
    Facilita il tuo lavoro e quello del tuo team, anche in mobilità TIM Business ti offre le soluzioni di Google Workspace e Google Cloud ad un prezzo esclusivo. TIM BUSINESS

    Per quanto riguarda la forza lavoro quella non impiegata in agricoltura si ridusse a meno della metà rispetto a quando i bolscevichi avevano preso il potere: da 3milioni e 600 mila a 1 milione 500 mila persone”.Il potere d’acquisto dei salari operai calò i due terzi rispetto al livello del 1913-14. La politica economica comunista era riuscita in brevissimo tempo la quinta economia del mondo”.

    Riprendo la magistrale prefazione di Paolo Sensini al “Il Terrore Rosso in Russia, 1918-1923 di Sergei Mel’gunov, il primo che documentò come fosse stato Lenin e non Stalin, a inaugurare il Terrore come metodo di governo – con la forte sensazione che questo passato sia il futuro che ci prepara il Gran Reset di Davos come da tabella di marcia esfiltrata dal Canada (rileggetela). L’analogia fra il “comunismo di guerra” e la dittatura sanitaria con gulaghizzazione (lockdown) delle popolazioni superflue e inquinatrici, sono abbacinanti.

    Il nuovo lockdown decretato da Speranza con la firma di Draghi (in posizione di subalterno al primo) ci dice che non si fermeranno davanti a nulla, fino a che avranno raggiunto i loro scopi.

    Lenin e il suo stato maggiore non si fecero fermare né convincere dalla palese distruzione non solo di vite umane, ma di tragico arretramento economico che la loro ricetta aveva provocato – al punto alienarsi la stessa classe sociale che pretendevano di favorire e metter in pericolo il regime stesso: perché contrariamente alla nostra passività di oggi, “nei primi tre mesi de 1920 furono toccate dagli scioperi tre quarti delle fabbriche. A dispetto delle minacce di arresto e fucilazione gli operai sfilavano al grido di ‘Abbasso i commissari!”.

    Avevano “la scienza”

    “La loro intenzione era di fare del 25 ottobre 1917 la data di inizio di una nuova civiltà, il punto di ripartenza della storia del mondo”, hanno scritto i Medvedev. “Ripartenza” è letteralmente quello che intende il Forum di Davos per Gran Reset. Lenin e il Comitato Centrale bolscevico facevano proprio lo slogan dei globalisti miliardari ed ecologici: “build back better”, ricostruire meglio una società sbagliata.

    Come Bill Gates e Schwab, Lenin credeva di applicare “una verità scientifica”. Lui gli insegnamenti del marx-leninismo: “arrogandosi la facoltà di conoscere le “specie” sociali, Lenin decise quali dovevano scomparire perché condannate dalla storia”; esattamente come i miliardari globali, e i loro servi politici messi al governo dovunque in occidente, hanno (con l’impostura della pandemia) abolito intere categorie sociali che ritengono dannose (gli occupati in turismo accoglienza e tempo libero, fino alle compagnie aeree low cost e agli attori) e smantellato interi servizi sociali destinati ai superflui, dalla Sanita Pubblica universale alla Pubblica Istruzione alla previdenza sociale.

    Bill Gates sta applicando al mondo la “scienza” del riscaldamento globale causato dall’uomo, l’oligarchia dei miliardari punta ad “aumentare” l’uomo con inserzioni tecnologiche, facendone il cyborg transumano.

    Analogamente, “il Partito e i suoi ingegneri delle anime umane non si sarebbero più fermati fino a quando gli individui sotto il suo imperio non si fossero trasformati in rotelle (vintiki) sostituibili di un “ingranaggio tecnico” oppure una sorta di robot umani”.

    Con queste premesse, stupirà apprendere che come i miliardari d’oggi puntano alla moneta digitale e al reddito universale di sussistenza digitale, anche i bolscevichi puntavano alla “completa abolizione della moneta”?

    E come la Opendemocracy di Soros proclama che approfittando del virus “è ora dia bolire la famiglia”, così i rossi si adoperavano a “far esplodere il guscio della vita privata”, perché, come predicava la Krupskaia (la donna di Lenin) gli spazi privati al difuori dello Stato erano “un pericoloso brodo di coltura per controrivoluzionari”?

    Nel 2030 non possederai niente e sarai felice, proclama il Forum. I bolscevichi, “per costringere le masse russe sull’altare di una “società futura” che esse dovevano preparare ma non godere non c’era altro mezzo che il Terrore, ricetta che fu subito messa in opera sotto Lenin” (R. Mondolfo).

    Da noi il terrore mediatico non basta, già si minacciano licenziamenti di medici e infermieri che cercano di sottrarsi al vaccino dagli imponenti effetti avversi; in Israele già non si possono fare acquisti al supermercato senza presentare la tessera di vaccinazione,; l’obbligatorietà viene imposta sempre più duramente.

    Secondo le ultime informazioni in applicazione al lockdown Speranza,

    “A Merano istituiscono *l’obbligo di tampone* per entrare e uscire, coi *POSTI DI BLOCCO*.

    Nel Comune di Bollate (MI) non si puo transitare, usano le telecamere per controllare chi non è residente, e se tu entri nel Comune in auto ti fermano prendono la targa e ti avvisano, la seconda volta incappi nella multa, 400Euro”

    Anche l’iconoclastia dei Black Lives Matter ha il suo originale nel bolscevismo reale. “In nome del nostro domani metteremo al rogo Raffaello, distruggeremo i musei, schiacceremo i fiori dell’arte”, urlò il movimento Proletkul’t (Cultura proletaria). Giustappunto la Krupskaia, nominata dal marito direttrice del Comitato generale per l’istruzione politica, epurò le biblioteche sovietiche di 94 autori, fra cui Platone, Dante, Cartesio, Jules Verne, Ernst Mach, Fedor Dostojevski, Kropotkin al pari di Solo’vev – e furono vietati il Requiem di Mozart, quasi tutto Bach, e i Vespri di Rachmaninov”.

    Impoverirono anche le menti

    A giudicare dalla monocorde uniformità propagandistica di giornali e tv, con la demonizzazione di ogni deviazione dal pensiero unico, non siamo lontani dal momento che viene così descritto: a forza di “demagogia, di coercizione e di repressione, il governo statizzò, monopolizzò tutto, assolutamente tutto, perfino la parola, perfino il pensiero. Esso divenne il solo detentore di tutte le verità, il solo proprietario di tutti i beni materiali e spirituali”.

    Il successo del Gran Reset 1920 è testimoniato da queste cifre ufficiali:

    […] Secondo l’Ufficio centrale di Statistica, in seguito alla carestia del 1921-22, morirono 5.053.000 abitanti. A queste vanno aggiunte quelle della guerra civile: el 1918-20 il paese perse 10 milioni di persone. Dunque tra il 1918 e il ‘22 le perdite salirebbero a circa 15 milioni, il 10% della popolazione”. Per confronto in Spagna le perdite durante la guerra civile (1936-39) rispetto all’insieme della popolazione furono l’1,8%, nella Guerra di Secessione in Usa, l’1,6”.

    Bill Gates si è lasciato sfuggre che a forza di vaccinare il mondo, si può ridurre la popolazione globale di un dieci per cento. Dati i mezzi più mpderni, non dubitiamo farà meglio di Lenin.

    (In Italia si è comnciato col distruggere il motore…)

    https://www.maurizioblondet.it/il-primo-great-reset/

    • Andrea Di Vita says:

      @ Mirko

      “impostura della pandemia”

      Grazie.

      Ogni tanto una sosta rinfrancante per lo spirito ci vuole.

      Il medico curante di mia moglie, in Polonia (anche lui tra l’altro, convinto assertore del Complotto Totale, un autentico blondettiano ) ci è appena morto, di questa “impostura”.

      Ma è bello sapere che c’è chi scrive questa roba.

      Almeno c’e’ qualcuno a questo mondo che davvero non ha preoccupazioni più serie.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • mirko says:

        Ma tua moglie non vive a Genova?

        • Andrea Di Vita says:

          @ Mirko

          Sì, ma torna spesso in Polonia e aveva un medico che conosceva da anni e che continuava a seguirla.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        Andrea,
        il virus non è un complotto.
        Ciò detto, resta la sproporzione fra la sua pericolosità e l’entità della reazione, tenendo conto che questa ha conseguenze immensamente peggiori del virus, anche in termini di perdita di vite umane (da quelle che non possono curarsi i tumori perché tutte le risorse sono monopolizzate dal virus alle conseguenze economiche delle chiusure, che significheranno smantellamento ulteriore del sistema sanitario, disagio sociale, degrado e così via, fino alle ricadute psicologiche e di salute; nessuno per esempio si pone il problema che la chiusura di palestre e piscine e la sedentarietà forzata hanno un costo incalcolabile in termini di salute collettiva e che le conseguenze sono anche mortali, perché a una certa età sedentarietà significa problemi circolaroti, cardiaci, ecc.?).

        E al di là di tutto questo, c’è il vulnus gravissimo e, temo, irreversibile, della sospensione dei nostri diritti: si è creato un precedente che varrà per sempre (nel nostro ciclo storico: non intendo fra mille anni) e che dimostra come siamo giocattoli in mano allo stato, che dispone delle nostre vite come cazzo vuole.
        E questo non solo e non tanto perché i burocrati di stato hanno deciso così e la Corte Costituzionale non ha battuto mezzo ciglio, ma anche perché la gente non ha fatto la rivoluzione, perché in fondo è contenta così: preferisce un mondo dittatoriale in cui sfogare le proprie paranoie securitarie che un mondo di diritti individuali inviolabili e di libertà.

        Che tu possa giustificare tutto ciò e poi fare il paladino dell’Occidente libero contro i fascismo, le satrapie orientali e i soprusi feudali risulta francamente incomprensibile, se non come adesione acritica all’involuzione regressiva e autoritaria delle classi dirigenti progressiste dell’Occidente di oggi.
        In sostanza non hai capito che l’Occidente che a te piace sta scomparendo, per essere sostituito da uno strisciante totalitarismo autoritario e poliziesco e, pur di rimanere attaccato al feticcio dell’Occidente e del suo passato di libertà e diritti, assecondi idealmente questa china deteriore.

        • Andrea Di Vita says:

          @ Peucezio

          Sbaglio o era Carl Schmitt che diceva “sovranità è la capacità di dichiarare lo stato d’eccezione”?.

          Uno Stato sovrano che non limiti le libertà dei cittadini in caso d’emergenza (guerra, pandemia…) non sarebbe neppure sovrano, non sarebbe neppure uno Stato.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Peucezio says:

            Certo.

            Ma un’emergenza è tale per qualche giorno o settimana: se dura un anno e passa diventa normalità, cioè regime autoritario.

            E resta l’enorme sproporzione col problema: parliamo di un virus con una letalità intorno allo 0,4%.

            Ma, soprattutto, mi stupisco di come tu non colga che c’è dell’altro, che il virus abbia solo scatenato la pulsione repressiva e securitaria della gente.
            La stessa che odia gli immigrati perché li vede come una massa di spacciatori e stupratori, che odia gli zingari, che vorrebbe un mondo pulito e morto, una specie di museo abitato da mummie imbalsamate.
            Solo che quando prende queste forme, diventa la faccia odiosa del sovranismo-pupulismo-salvinismo bieco, volgare e passatista, mentre quando prende le forme di quelli che mesi fa urlavano dai balconi al tizio per strada o che oggi si scandalizzano perché la gente, quando è consentito andare al bar… va al bar, allora va bene.
            Ma guarda che è esattamente lo stesso sentimento, la stessa antropologia, la stessa paranoia, la stessa involuzione.
            Che prenda forme di destra (apriamo i bari e lasciamo fuori gli immmigrati) o di sinistra (immigrati a gogò, ma per il resto caserma a cielo aperto, con legge marziale e stato di polizia) è la stessa cosa: un’umanità sempre più incattivita, rancorosa, misantropa.

            • Andrea Di Vita says:

              @ peucezio

              L’incattivimento in parte è inevitabile, vista la pandemia, in parte ha cause ben precise

              https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/02/25/contro-i-liberisti-della-giungla-torna-la-lotta-di-classe/6113042/

              Quanto al virus, è come ilberillio si, l’avvelenamento da polvere di berillio: uccide uno su mille, a caso, ma è abbastanza per trattare il berillio con le stesse precauzioni del plutonio.

              Quanto alla sovranità, le guerre e le relative restrizioni possono durare anni. L’unico vero errore è stato dare a intendere che sarebbe finita in pochi mesi.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                mi tocca, di nuovo, citare l’ultimo paragrafo di ADV come esemplare

                ma Peucezio pone problemi seri che mi piacerebbe veder affrontati, quando parla del costo in vite umane delle misure antiCV rispetto a quello del CV stesso

              • roberto says:

                “L’unico vero errore è stato dare a intendere che sarebbe finita in pochi mesi.”

                non l’unico, ma un errore gigantesco

                personalmente il prossimo che dice “adesso è il momento di essere rigoroso, le prossime sono le settimane decisive” vado a prenderlo a calci in culo visto che è da un anno che “le prossime sono le settimane decisive”

              • Francesco says:

                roberto, se tu fossi tifoso del Milan saresti stato preparato

                qui è da un decennio circa che “questa è una stagione di transizione, dall’anno prossimo si vince”

                e poi dicono che il calcio è una roba intile

              • roberto says:

                🙂

              • PinoMamet says:

                Scusa Andrea, così su due piedi non ricordo quale DPCM abbia fatto chiudere i ristoranti e proibito gli spostamenti tra regioni a causa della pericolosità del berillio, mi rinfreschi la memoria?

              • Peucezio says:

                Andrea,
                mi confermi quello che ho detto.

                Se l’Occidente, da paradiso di libertà e diritti diventa una caserma a cielo aperto, sostanzialmente ti va bene.
                Non si capisce in cosa sarebbe meglio delle altre società allora.
                Certo non meglio di quelle estremo-orientali, dove il virus l’hanno gestito, non hanno avuto restrizioni minime, ma morti infinitesimali rispetto ai nostri.

                Quindi il punto non è non far morire la gente, è semplicemente assecondare una regressione autoritaria.

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “DPCM”

                Facciamo così.

                Tu trovami un fisico che rivela tracce di berillio in un bar o in un ristorante, e io ti trovo il governo che bar e ristoranti li chiude per un decennio.

                (Ho citato il berillio perché è quello che mi spiegarono essere il classico esempio di pericolo di tipo non nucleare in un laboratorio di fisica. Ovviamente il discorso è più esteso. Poi, se uno preferisce il Gallera di turno…)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                Che ne dici del plutonio?
                https://it.wikipedia.org/wiki/Malattia_acuta_da_radiazione

                guarda sotto la sezione “incidenti di rilievo”…

                non mi pare che bar e ristoranti di Londra siano chiusi a causa del plutonio…

                Ti do un consiglio gratis 😉

                non fare esempi a cazzo di cane.

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                Grazie per il ripasso. È appena il caso di ricordare che il plutonio lo riveli con un misuratore di neutroni portatile, mentre del particolato fine di berillio, che non è radioattivo, te ne accorgi solo dopo i primi decessi per berilliosi, che ha effetti simili quelli dell’amianto (proprio come il nostro virus, che riveli solo esaminando le persone una per una e che provoca intomi simili a quelli di tante patologie respiratorie).

                Mi ispiro al compagno Lenin per un infallibile consiglio gratuito: “studia, studia, studia”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                ” appena il caso di ricordare che il plutonio lo riveli con un misuratore di neutroni portatile, mentre del particolato fine di berillio, che non è radioattivo, te ne accorgi solo dopo i primi decessi per berilliosi”

                e quindi?
                mi faresti il piacere di indicarmi cosa cambia, nella nostra discussione?

                Continuo il ripasso, utilissimo a te:

                Peucezio faceva notare le restrizioni alla libertà personale imposte dalla lotta al virus, e tu le giustificavi (non si capisce bene come) paragonando la pericolosità del virus a quella del berillio e del plutonio, parole tue.

                Ti chiedo quali restrizioni alla libertà personale ti sono derivate da casi di avvelenamento da berillio: non giunge risposta, invece rispondi che se ci fossero stati dei casi sicuramente i governi avrebbero agito per farne.

                Ti rimando allora a numerosi esempi di danni causati dal plutonio, ai quali non sono seguite restrizioni delle libertà personali per interi anni su interi territori nazionali: in alcuni casi non è seguito proprio nulla.

                Tu rispondi dicendomi che il berillio è più difficile da rilevare del plutonio, che di nuovo non c’entra niente con il discorso, ma se c’entrasse comunque darebbe ragione a me (anche se dubito che tu riesca ad arrivarci, sinceramente).

                Cordialità.

        • Per Peucezio

          “Ciò detto, resta la sproporzione fra la sua pericolosità ”

          Al di là degli eccessi e delle certezze di Blondet, condivido in pieno la tua analisi.

      • PinoMamet says:

        Quasi a proposito: leggevo oggi sul Corriere del perché in Francia hanno vaccinato già il doppio dei vecchietti rispetto all’Italia.
        Bene, prima di tutto loro non hanno vaccinato per primi medici e infermieri, mentre la scelta dell’Italia, dice il giornalista, è stata “altrettanto legittima”.
        Ci sarebbe da discutere ma vabbè.

        Anche così, resta una discrepanza di quasi 800.000 dosi impiegate in Italia oltre a quelle previste per il personale sanitario: dove sono andate?

        E pare che chiunque avesse un piede in un ospedale sia riuscito a farsi passare per personale sanitario…
        E anche qui, ci sarebbe molto da discutere.

        • Peucezio says:

          Pino,
          “mentre la scelta dell’Italia, dice il giornalista, è stata “altrettanto legittima”.”

          Eh sì: migliaia di anziani morti in più è una scelta legittima. Se lo dice lui…

          Su queste cose mi ritrovo molto in quello che dici.

    • PinoMamet says:

      Sicuramente esiste l’epidemia eccetera eccetera.

      Disclaimer obbligatorio per evitare accuse a cazzo di complottismo.

      Bene, fatto questo:
      resta inquietante la somiglianza con l’atmosfera dell’instaurazione del potere bolscevico in Russia, come descritta perlomeno dalla letteratura.

      Anche lì i borghesi illuminati e “razionali” si rassegnavano stoicamente ai sacrifici “per il bene della nazione”, auspicando che ne sarebbe sorto “un mondo rinnovato”.
      Ahimè, ci indovinarono.

      • Peucezio says:

        Lì però hanno avuto un vantaggio: è arrivato Stalin e i borghesi illuminati e “razionali” li ha spazzati via dando una bella pulita al paese.
        Noi invece questa classe dirigente (di cui la politica è una minima parte e non la più dannosa) di mentecatti ce la terremo sul gobbone e continuerà a rovinarci.

      • Andrea Di Vita says:

        @ PM

        Ti do’ un consiglio gratis: non parlare di orrori del comunismo a chi, rumeno, polacco o altro, il comunismo l’ha vissuto.

        Paragonare il nostro lockdown, che so, allo stato d’assedio di Jaruzelski verrebbe facilmente preso come un insulto.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Per ADV

          “Paragonare il nostro lockdown, che so, allo stato d’assedio di Jaruzelski verrebbe facilmente preso come un insulto.”

          Ma ovviamente non sono situazioni paragonabili nelle circostanze, la similitudine sta nel meccanismo.

          L’Italia del 2021 non ha né la situazione della Russia nel 1917, né quella della Polonia nel 1945.

          Questo non vuol dire che meccanismi analoghi non possano imporsi lo stesso.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martinez

            “meccanismo”

            Per forza. Tutte le emergente si somigliano
            Nel 1970 a Genova per la grande alluvione per strada c”erano i militari con le fotoelettriche e il coprifuoco.

            Il punto è non sprecare l’occasione della pandemia( (altro che Grande Reset alla Blondet)

            https://it-businessinsider-com.cdn.ampproject.org/c/s/it.businessinsider.com/la-pandemia-potrebbe-aiutare-litalia-a-uscire-dalleconomia-sommersa-che-danneggia-anche-le-aziende-che-evadono/amp/

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet says:

            Dunque, un bell’articolo che (non) spiega come la pandemia potrebbe aiutare a risolvere il problema dell’evasione fiscale.

            Un’occasione da non perdere!
            😀 😀

            E io che pensavo che ci proibissero di andare al cinema per la nostra salute…

            • Mauricius Tarvisii says:

              “articolo che (non) spiega”

              Ma come no? E’ la semplice presenza di Draghi che farà emergere tutto.

            • PinoMamet says:

              Ecco qual è la famosa “emergenza” che sta tanto cuore ai fan di Draghi 😉

            • Francesco says:

              Pino

              forse, visto il culo che si stiamo facendo, l’idea è di usarlo per tutto quello che permette di fare e che in condizioni normali è risultato impossibile

              tipo usare i ristori ai ristoranti per uccidere il nero e far emergere più economia sommersa possibile

              o mettere al governo uno come Draghi e fare la riforma fiscale

              insomma, anche io voglio tornare al cinema e al palazzetto e al ristorante ma se posso avere anche di più, meglio

              ho imparato che posso andare in bicicletta!

              • Per Francesco

                “tipo usare i ristori ai ristoranti per uccidere il nero e far emergere più economia sommersa possibile”

                Dai… sfruttare il nero va bene, ma ucciderlo no!

              • PinoMamet says:

                Temo che si stiano “uccidendo” i ristoranti, invece…

              • Francesco says:

                Pino

                uccidere i ristoranti per evitare assembramenti potrebbe essere indispensabile

                far nulla per penalizzare chi faceva nero rispetto agli altri invece mi pare una scelta politica e sbagliata

      • PinoMamet says:

        No, io sto parlando dell’instaurazione del comunismo e di tutte le persone che ne sono state complici.

        • Francesco says:

          però ha ragione Andrea: in alcuni elementi, tutte le emergenze si somigliano

          se c’è un incendio e io dico “non spariamo cazzate, restate in ufficio a lavorare”, poi posso confondere i pompieri che mi portano fuori con le guardie rosse di Trotzky

          però non è che ho capito molto

          • PinoMamet says:

            A me farebbe piacere che le emergenze fossero trattate come emergenze, cioè affrontate nel più breve tempo possibile.

            Quando un’emergenza comincia a durare un anno, se permetti mi insospettisco. Se l’emergenza diventa permanente, vuol dire che viviamo già in un regime.

            Onestamente credo che la massa degli sbiellati, sempliciotti, complottisti che sparano cazzate, in questo momento siano molto più utili alla democrazia della massa dei “bravi ragazzi” colti e per bene che si fanno andare bene tutto.

            L’importante è non pensarla tutti uguale, mai!

            • Peucezio says:

              OMDAP!

            • Andrea Di Vita says:

              @ PM

              “possibile”

              Un’emergenza si sa quando comincia, mica quando finisce.

              Nel 1939 in Inghilterra erano convintissimi che sarebbero tornati a casa per Natale.

              Di quell’anno, non di sei anni dopo.

              E parlo del paese che passa per essere un modello di democrazia. Figuriamoci gli altri.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • mirko says:

                Siamo stanchi.

              • mirko says:

                Se la pandemia durasse 30 anni?

              • Andrea Di Vita says:

                @ Mirko

                Anche gli inglesi a Dunquerque lo erano.

                Dove saremmo ora, se gli inglesi non avessero tenuto duro allora?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Per ADV

                “Dove saremmo ora, se gli inglesi non avessero tenuto duro allora?”

                Occupati dagli americani, con tante basi NATO.

              • mirko says:

                Gli inglesi tennero duro perché sapevano che, prima o poi sarebbe giunto lo Zio Sam a salvarli.
                Diversamente avrebbero capitolato, Churchill o non Churchill.

              • mirko says:

                A volte mi chiedo se tu sia un essere umano o un androide programmato per dare risposte volute dai poteri forti.

              • PinoMamet says:

                La seconda che hai detto.

              • PinoMamet says:

                In ogni caso, a Londra non stavano affrontando “un’emergenza”.

                Dunkerque era un’emergenza, la seconda guerra mondiale era una guerra.
                Che poteva finire in qualunque momento avessero deciso i governanti di farla finire.

                Il covid 19 non è neppure una guerra: è una malattia.

                La sua comparsa era un’emergenza (dal verbo “emergere”).

                La sua gestione, dopo un anno, permetti che non sia più tale, e non dovrebbe essere gestita come tale, ma con un minimo di organizzazione e senza far ricorso a misure, appunto, “di emergenza”.
                Specialmente se si sono già rivelate inutili o fallimentari.

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                Una pandemia di una malattia senza cure è un’emergenza almeno finché non ci saranno abbastanza vaccinati.

                (A pochi giorni dal suo insedianento, Draghi ha sollecitato la UE chiedendo sanzioni ai fornitori inadempienti).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ Mirko

                “Churchill”

                La storia non si fa coi se

                “poteri forti”

                Oggi sono i Poteri Forti.

                Una volta erano le FODRIA (= Forze Oscure Della Reazione e In Agguato).

                La madre dei complottisti è sempre incinta

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • mirko says:

                La storia si fa anche con i se.
                E comunque senza l’America alle spalle, i tuoi cari inglesi si sarebbero arresi subito.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “Draghi ha sollecitato la UE chiedendo sanzioni ai fornitori inadempienti”

                Questi sarebbero i Competenti (c)…

              • mirko says:

                “La madre dei complottisti è sempre incinta”

                Anche quella dei replicanti.

              • PinoMamet says:

                “Una pandemia di una malattia senza cure è un’emergenza almeno finché non ci saranno abbastanza vaccinati.”

                Questa è una definizione tua che piace dare a te per darti ragione da solo.

                Se vuoi una definizione di emergenza più attendibile di te stesso (e molte cose sono più attendibile di te, come si è ben visto nei tuoi interventi) guarda il sito della Treccani.

                E non dimenticarti di studiare.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “La sua gestione, dopo un anno, permetti che non sia più tale, e non dovrebbe essere gestita come tale, ma con un minimo di organizzazione”

                Vero. Ma abbiamo toccato con mano che non siamo in grado.
                Per ragioni magari comprensibili e inevitabili, ma ciò non toglie che come società non ne siamo capaci.

              • PinoMamet says:

                Certamente, e se ricordi ho anche avuto modo di dire pubblicamente che trovo giusti o perlomeno inevitabili alcuni provvedimenti di Conte o di Speranza (per il quale non ho mai nutrito alcuna stima né simpatia).

                Il che non toglie che rivendichi il diritto alla critica, e che possa sempre permettermi di auspicare che le cose siano gestita in maniera più intelligente, senza usare la parola “emergenza” come scusa per qualunque cosa.

                Faccio l’esempio della mia regione, il cui presidente ha sempre fatto resistenza all’ipotesi di provvedimenti diversificati per provincia, per cui prima sono stati rinchiusi a Rimini perché c’erano molti casi a Piacenza, poi viceversa, e forse per un pelo abbiamo evitato di finire in zona rossa a Parma perché ci sono stati molti casi a Imola…

                Altro esempio: la gestione dei vaccini “al personale sanitario” finiti a persone giovani, sane… e non personale sanitario, e arrivate in compenso in ritardo agli anziani, già citata.

                E in un anno di “emergenza”, di casi così ce ne sono stati molti…

                certo, se il nostro atteggiamento è la difesa del governante o potente di turno per partito preso, andiamo poco lontano…

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “pandemia”

                No, non è una definizione. È un giudizio.

                E visto che parli di studiare, la Treccani mi dice che “emergenza = particolare condizione di cose, momento critico, che richiede un intervento immediato”. Non specifica la durata dell’intervento.

                Ora, va bene che gli Onesti hanno abolito la povertà, ma se una pandemia di una malattia di cui si comincia adesso a vedere una minima soluzione non è un’ “emergenza” allora non so proprio cosa sia.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                Certo, mo’ i “momenti” durano anni interi, a tuo piacimento.

                E trovo anche inutili i tuoi tentativi di mettermi nello schieramento politico che ti sta antipatico: mi dispiace, non ne faccio parte e non li ho votati, come non ho votato per gli altri tuoi (ehm) alleati, Salvini e Berlusconi, e neppure per la Meloni.

                Queste logichette non appartengono a me, ma ad altri, che volevano convincerci tempo fa che con una cifra a caso (80 euro, ma a caso eh?) coordinandosi bene con la famiglia riuscivano a fare spese pantagrueliche…

              • PinoMamet says:

                Mi correggo, per onestà.

                Mi pare alle ultime elezioni di aver fatto quello che chiamano “voto disgiunto” e aver messo un voto più o meno a caso per Potere al Popolo, perché mi piaceva il nome, e uno a Berlusconi per togliermi lo sfizio e perchè da quando è stato demonizzato perché puttaniere, e attaccato da cani (Merkel) e porci (Sarkozy) mi è stato simpatico.

                Non che questo serva a inserirmi in qualche schieramento.

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                “Vero. Ma abbiamo toccato con mano che non siamo in grado.”

                Ohibò, che è successo???
                Ma come, era tutto inevitabile, la Corea è diversa, non è paragonabile, non esiste la decadenza dell’Europa, anzi, siamo egemoni nel mondo, non c’è nemmeno stata la II Guerra Mondiale, le 13 colonie sono ancora tali e siamo il cuore palpitante del mondo, all’apice del suo splendore rifulgente!

            • Francesco says:

              Pino

              guarda, capisco il sospetto ma in questo caso è ingiustificato, come pretendere che l’emergenza e relative rotture di balle durino poco

              la mafia dura da più di un secolo ed è ancora una totale schifezza, e non va via perchè qualcuno dice “siamo stanchi”

              ha ragione lo spartano Andrea a chiamare alla virilità e al sacrificio

              PS che poi dopo il 1945 ci fu la fame e il freddo, nel Regno Unito, come premio per aver resistito eroicamente.

              PPS Duca, avessero avuto un Churchill i tuoi compatrioti, a mare lo buttavano Garibaldi!

              • PinoMamet says:

                La mafia esiste da secoli, e se qualcuno la definisce una “emergenza” ha dei seri problemi di comprensione della realtà, o è colluso con la mafia.

                Ci vuole un bel “coraggio”, in effetti.

              • mirko says:

                Francesco

                Forse tu e il tuo rovescio sinistro della stessa medaglia mondialista, fingete di non capire che la nostra stanchezza è innanzitutto psicologica.
                Qua rischiamo il collasso da suicidio, per tutti questi divieti polizieschi.
                Ho letto che i suicidi e i tentati suicidi sono in aumento.
                Volete tenerci tutti in prigioni per quanti anni?
                Sacrifici? E non se ne stanno già facendo abbastanza?
                Già mettono le mani avanti, dicendo che il vaccino NON risolverà del tutto il problema.
                E allora che cazzo che lo vogliono far fare sto vaccino?
                Un sistema di ulteriore schedatura poliziesca?
                Fino a dove si deve spingere l’umana sopportazione?

              • mirko says:

                “ha ragione lo spartano Andrea a chiamare alla virilità e al sacrificio”

                Quando riapriranno i campi di concentramento per chi non ne può più di questi sacrifici?

              • Andrea Di Vita says:

                @ Mirko

                “rovescio sinistro della stessa medaglia mondialista”.

                Grande.

                Definizione esilarante quanto azzeccata.

                E il bello è che per te è pure un mezzo insulto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. Ho notato che Francesco ti chiama Duca. Ma per caso sei il “mirkhond” con cui ho tanto parlato di Pontelandolfo e Fenestrelle? Nel caso, hai visto che ne dice il professor Barbero su YouTube?

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “secoli”

                Concordo al 100%. La mafia è appunto un ottimo esempio di emergenza (nel senso della Treccani) che dura da secoli. Un po’ come il bradisismo, certe frane, o anche come uno sciame sismico ininterrotto tipo quello che colpì la Calabria nel XVIII secolo. Il fatto che un’emergenza duri da tanto non rende meno drastici i provvedimento da prendere per contrastarla. In effetti, è stato detto che il virus è qui per restare.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • mirko says:

                Barbero è l’equivalente dei negazionisti dell’olocausto.
                Solo che lui difende le tesi di chi ha vinto, e non rischia certo la galera e/o la morte civile per la negazione dei crimini compiuti dal suo governo di allora.

              • PinoMamet says:

                “. Il fatto che un’emergenza duri da tanto non rende meno drastici i provvedimento da prendere per contrastarla. In effetti, è stato detto che il virus è qui per restare.”

                Ma sì, Andrea, facciamolo durare secoli, come la mafia, e facciamo durare anche secoli quei provvedimenti che tanto ti piacciono.

                Per favore…

                davvero, lo so che sei mosso dalle migliori intenzioni;
                ma un sacco di persone che hanno fatto danni incalcolabili erano mosse dalle migliori intenzioni.

                SE (e se sottolineo se) il virus fosse “qui per durare”, si trasformerebbe in una banale influenza, e non giustificherebbe un bel niente.

                Inoltre faccio davvero molta fatica a vedere cosa ci sia di bello e di buono nell’essere impediti negli spostamenti e privati della possibilità di una vita sociale che non sia un surrogato online deprimente.

                Massì, facciamolo durare secoli!

              • Mauricius Tarvisii says:

                “Barbero è l’equivalente dei negazionisti dell’olocausto.”

                Barbero è uno storico, cioè uno che usa le fonti. E infatti messo faccia a faccia con il neoborbonico di turno lo ha umiliato.

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “secoli”

                Dillo al virus, non a me.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                No caro, lo dico a te.

                Il virus, in secoli (ma anche in molto meno tempo), fa il virus: e non sarà più nocivo di quanto lo siano il morbillo e l’influenza, che sterminarono interi popoli nativi americani.

                Se glielo lasceranno fare, diventerà così.
                Se continueranno a tenerci rinchiusi in eterno, continuerà in eterno a essere estremamente letale.
                Ma non c’è problema, perché saremo già morti di fame da un pezzo.

    • Francesco says:

      ma come si a raccattare informazioni disparate da fonti di attendibilità da seria a nulla e mettere tutto insieme, senza essere neppure pagati per farlo?

      è una malattia psichica?

      veramente, mentre ADV riesce a ridersela, io ne esco depresso e triste

      PS ah, chiaro che con questo metodo si ottiene un insulso nonsense e basta. per cui all’inizio dell’articolo la Russia ha perso un TERZO degli abitanti e alla fine un DECIMO.

  8. Moi says:

    Magari l’ unico problema , adesso, fosse il TotoQuirinale … magari ! … μακάρι !

  9. Moi says:

    @ MIGUEL

    Un piccolo aggiornamento , non vorrei che rimanessi indietro … diventando di Destra ! 😉

    … Più che altro per le implicazioni !

    Word of the Week: AFAB/AMAB

    https://www.glbtrt.ala.org/news/archives/2845

    Variations : CAFAB/CAMAB … no spoiler ! 😉

  10. mirko says:

    Adesso pare che vogliano istituire il passaporto per i vaccinati, altrimenti niente viaggi.
    Se questo non è un regime……

    • Francesco says:

      … è buon senso?

      • mirko says:

        Sempre più schedati e controllati.

        • Francesco says:

          ma la cosa ti da fastidio in assoluto? a me avere la garanzia che chi incontro non abbia questa simpatica malattia infettiva fa piacere.

          e allo stesso modo se sono malato o sospetto di esserlo non vado in giro.

          sarò allergico a vivere più pericolosamente del necessario.

          • Peucezio says:

            A me basta sapere che mi sono vaccinato io e che sono protetto.
            Se scelgo di non vaccinarmi, so che mi espongo.
            Ma perché mai devo basare la mia incolumità sulla vaccinazione… altrui!?

            È come quello che mangia, ma vorrebbe che cagassero gli altri al posto suo.

            • Andrea Di Vita says:

              @ peucezio

              Molti (ad es. immunodepressi) non possono vaccinarsi pur volendo. Ci si vaccina anche per loro.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

    • roberto says:

      Più che altro se proprio vogliono dare il passaporto vaccinale per i vaccinati sarebbe bene vaccinare

    • PinoMamet says:

      Mi’, posso dirti una cosa sottovoce, all’orecchio, tra noi due?

      Quando finalmente Draghi sarà riuscito a farsi dare ‘sti benedetti soldi, e li avrà spartiti tra Confindustria, banche e zozzoni vari, senza lasciare che neppure un singolo euro finisca nelle tasche di un povero cristo che ha perso il lavoro a causa dell’emergenza
      (perché sei hai un ristorante a Trani sei sicuramente “colpevole” degli assembramenti a Bologna, no?)

      ecco, quando sarà riuscito nella grande impresa alla quale è stato chiamato, tempo due mesi finirà l’ “emergenza”.

      • Francesco says:

        spero tu abbia ragione in questo complottismo da DP di provincia

        ma mi suoni troppo come un trumpista che pensa di aver capito il trucco

      • PinoMamet says:

        Non c’è nessun complottismo, chi ha parlato di complotti? E il trucco è alla luce del sole, messo in bella evidenza come tutte le cose che si vogliono nascondere: chi voleva vaccinare alla svelta lo ha fatto…

      • PinoMamet says:

        Del resto che il compito di Draghi sia quello di farsi sganciare i soldi dall’Europa è conoscenza comune.

      • Lanzo says:

        Il drago e’ stato messo per assicurarsi che gli interessi di big banking (eliminazione del contante e licenziamento degli impiegati di banca) big tech (app anche per andare al cesso) big pharma, vaccini a gogo, grossa distribuzione, quindi eliminazione dei singoli ristoratori, alimentaristi (che mi pare defini’ zombies da eliminare, sostituiti dalle multinazionali come deliveroo, Amazon et cetera. La filiale di banca con l’impiegato che ti conosce sara’ in ricordo del passato. 6 anni fa mi recai in Australia e rimasi spiazzato vedendo che, in un grosso supermercato non c’erano cassieri – anzi solo un paio, solo per gli anziani imbranati come me. Quindi altri lavori andati a ramengo.
        Fine del discorso.

        • Moi says:

          @ LANZO

          … viene il dubbio che certa gente non si sia mai goduta i propri “Fantastilardi” [cit.] 😉 SE SUL SERIO NON sa distinguere “Andare a Magiar Fuori in Compagnia” da”Farsi Recapitare Cibo a Casa” ,

          e magari presto il Fratello Migrante 😉 in Scooter [ … almeno già in alcune ditte in “franchise”, solo elettrici !] sarà sostituito da un Drone QuadCopter con POS incorporato che ti entrerà dalla finestra !

          • Moi says:

            … o se NON sa distinguere una maxisala cinematografica dalla TV in salotto o NON sa distinguere l’ andare fisicamente (!) a un concerto dal vederlo in streaming , che senza pubblico paion le prove di registrazione !

            • Moi says:

              @ LANZO

              … anche i corrieri umani in furgone e transpallet (… e non di rado bottiglia per urine sottosedile !) pare che non dureranno ancora tantissimo !

              • Moi says:

                https://www.youtube.com/watch?v=MJ2RLYcnSHI

                già nel 2016, che manco c’era Coviddi 🙂 ancora !

                45 secondi intensi 🙁

              • Moi says:

                HexaCopter due bracci robotizzati a 5 assi, azionabili a distanza, corredati di pinze prensili alle estremità in grado di sollevare e trasportare oggetti fino a 10 Kg. Il motore dispone di 6 eliche che garantiscono stabilità in volo raggiungendo una velocità massima di 60 Km/h ed un altezza pari a 5.000 piedi (1.524 , ndr) . Il dispositivo è alimentato da due batterie da 16.000 mAh che assicurano un’autonomia di 30 minuti ininterrotti in volo, pesa in totale 20 Kg e i materiali con cui è stato costruito sono resistenti ad acqua e polvere. Il peso è bilanciato via software ogni volta che un carico viene sollevato, trasportato e rilasciato in modo da non causare danni all’apparecchio e al carico stesso.

              • Moi says:

                https://www.youtube.com/watch?v=T6kaU2sgPqo

                [PRODRONE] Dual Robot Arm Large-Format Drone PD6B-AW-ARM

                Flying Robot “DRORIA” PD6B-AW-ARM;

                Up to now the industrial and commercial drone market has focused on using drones for photography and filming, mapping, surveying, spraying pesticides, etc., but there is increasingly strong demand for drones to be able to directly perform specific “hands-on” operations.
                Examples of these operations include the abilities to grasp and carry differently shaped cargo using its arms; to attach or join things; to cut cables; to turn dials; to flick switches; to drop lifesaving buoys; to retrieve hazardous materials, etc. Drones must be able to perform a variety of operations at high altitudes, over long distances, and in places where it would be too dangerous for humans.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Moi

                Un mio collega ingegnere esperto di aeronautica mo informa che in provincia di Torino un drone ha appena trasportato per 100 km un carico di venti chili.

                Ciao!

                P.S. 16000 mAh sono 3,2 volte la carica della batteria del cellulare di mia moglie

                Ciao!

        • Francesco says:

          sig. Lanzo

          nessuna di queste cosa ha bisogno di Draghi e stavano tutte procedendo prima di lui

          si depentastelizzi, che lei ha visto il mondo e dovrebbe potercela fare

  11. mirko says:

    Discriminare i non vaccinati:

    https://youtu.be/6vMk_0GUDmo

    • habsburgicus says:

      ne vedrete delle belle e rimpiangerete “the Donald” 😀
      [il sarcasmo non è rivolto a te di cui riconosco che -pur essendo tu antitrumpianissimo- mai ti sei fatto la benché minima illusione sui DEM]

  12. Per Moi

    “Source : https://www.theguardian.com/uk-news/2020/aug/26/mother-louise-anderson-legal-fight-save-dead-transgender-daughters-sperm-scotland
    Mother in legal fight to save dead transgender daughter’s sperm

    Louise Anderson hopes to use sample frozen at Glasgow clinic to produce a grandchild
    Wed 26 Aug 2020 14.37 BST

    Last modified on Thu 27 Aug 2020 04.36 BST

    The mother of a transgender teenager is preparing to take legal action to prevent fertility doctors from destroying her dead daughter’s frozen sperm.

    Louise Anderson, from Stirling, says she wants to honour her daughter Ellie’s wish to produce a grandchild, using her sperm, an egg donor and a surrogate carrier.

    The 16-year-old died in Forth Valley hospital in July after falling ill. Her cause of death was described as “unascertained”.

    Speaking to BBC Scotland, Anderson said: “As a teenager she delayed hormone blockers to save her sperm to enable her to have her own biological children. She had made me promise that if anything were to happen to her, her children would be brought into the world.”

    • Francesco says:

      follia

      mi torna in mente la famosa frase greca su quelli che gli Dei hanno deciso di distruggere

      🙁

  13. mirko says:

    “Barbero è uno storico, cioè uno che usa le fonti. E infatti messo faccia a faccia con il neoborbonico di turno lo ha umiliato.”

    Lo ha talmente umiliato, da rifiutarsi di fare altri confronti.
    Uno “storico” che su 2773 unità achivistiche sull’argomento, ne ha consultate solo 65, dichiarando per giunta di “aver chiuso il caso” non è certo uno storico serio.
    Almeno riguardo alle vicende che portarono alla conquista sabauda delle Due Sicilie.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Anch’io mi rifiuterei di perdere tempo in altri confronti dopo una roba così:

      https://www.youtube.com/watch?v=XO2RvptA6_I

      Gli argomenti neoborbonici sono patetici.

      “Uno “storico” che su 2773 unità achivistiche sull’argomento, ne ha consultate solo 65”

      Diciamo che è chi afferma che deve tirare fuori i documenti, mica puoi dire: “io dico che c’è stato uno sterminio e convincetemi che ho torto!”.

      • Andrea Di Vita says:

        @ MT

        “torto”

        Questo modo di “ragionare” è tipico dei complottisti, dei negazionisti, di chi dice che l’uomo non è stato sulla Luna, degli antivax, di chi denuncia la “scienza ufficiale” e consimili.

        Non sono loro che devono tirare fuori le prove di ciò che affermano. Sono gli altri a dover dimostrare che hanno torto.

        E siccome è logicamente impossibile dimostrare la non esistenza di qualcosa come un complotto, si sentono confermati in quello che dicono, mettendo allegramente sotto i piedi Ockham.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • mirko says:

          “Questo modo di “ragionare” è tipico dei complottisti, dei negazionisti, di chi dice che l’uomo non è stato sulla Luna, degli antivax, di chi denuncia la “scienza ufficiale” e consimili.”

          Se tu dici che non c’è stata una tragedia, dovresti anche produrre tutta la documentazione che lo dimostri.
          E non dichiarare chiuso il caso esaminando solo una minima parte di tale documentazione.

          • Andrea Di Vita says:

            @ mirko & peucezio

            Gli statunitensi dicono “extraordinary claims nerd extraordinary evidence”.

            Se un ricercatore avanza una tesi eterodossa (tipo ” Napoleone non è mai esistitioy”, “le camere a gas servivano a disinfettare le divise”, “Re Bomba non n era un Borbone ma un Inca”) deve poterlo fare ci mancherebbe.

            Ma è tenuto a fornire tonnellate di documentazione il più possibile indiscutibile e decisiva.

            Non può cavarsela dicendo “di mostrate voi che ho torto”.

            La precessione di Mercurio e’ un esempio. Nella gravità di Newton la si può spiegare solo ipotizzando l’esistenza di un pianetino fra Mercurio e il Sole. Lo stesso ragionamento applicato a Urano aveva portato a predire e trovare Nettuno. Ma il pianetino misterioso, detto Vulcano, non fu mai trovato. Arriva Einstein a risolvere il mistero, non trovando Vulcano ma correggendo Newton. Un “extraordinary claim” (Newton ha torto!) ha bisogno di un “extraordinary evidence” (Vulcano non c’è!).

            Dov’è il vostro Vulcano, o neoborbonici?

            Quando poi la tesi che sostiene serve a giustificare – come nel caso dei negazionisti della Shoah – il neonazismo, allora il ridicolo non basta più e ci vuole la galera.

            Perche? Perche’ solo se ci fosse davvero il complotto giudaico internazionale della propaganda nazista si sarebbe potuta diffondere universalmente la storia delle camere a gas, se fosse stata falsa. Come disse Primo Levi, chi nega Auschwitz vuole farne altre.

            È un esempio del paradosso di Popper.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            x il Duca

            >> Se tu dici che non c’è stata una tragedia, dovresti anche produrre tutta la documentazione che lo dimostri

            beh no. è chi dice che c’è stata una tragedia che deve documentarlo. tanto più se chi nega trova documenti che parlano di un fatto grave ma del tutto diverso – per dimensioni e per accadimenti – da detta tragedia.

            allora tocca a chi sostiene che ci sia stato un massacro trovare le prove – comes sempre

        • Peucezio says:

          No, ma mi può anche stare bene il discorso metodologico di Andrea.
          Purché valga in tutti i casi.

          Per cui, se si parla di Olocausto, di fronte a ogni minima obiezione, i sostenitori della versione ufficiale devono rispondere in modo circostanziato, documentato e preciso: non possono sognarsi di liquidare il discorso come “negazionista” e ritenerlo delegittimato in sé.

          Perché a questa stregua anche i neoborbonici possono rifuitarsi di argomentare e considerare lesa maestà ipso facto qualsiasi argomento che smonti o metta in discussione le loro tesi, indipendentemente da ogni ragione di merito.

          • Francesco says:

            concordo

            il discorso metodologico è sacrosanto e universale

            anche se ho trovato alcuni negazionisti che li spingevano al ridicolo (il 3 marzo 1944 non pioveva! quindi tutto l’Olocausto è una bufala!)

            e non scherzo

      • roberto says:

        Ieri complice un po’ d’insonnia me lo sono visto.

        Il neo borbonico è veramente patetico, fossi un neo borbonico sarei veramente furioso con lui

    • Andrea Di Vita says:

      @ Mirko

      “confronti”

      Un po’ come Burioni con gli antivax, insomma.

      Da un lato un professore universitario specialista di storia militare che nasconde dietro un fare gradevole il fatto di essere un pozzo di erudizione (si veda “La battaglia dei tre imperi”) e che agli occhi dei vari Napalm51 ha l’indubbio torto di parlare in modo accattivante in pubblico.

      Dall’altro Pino Aprile, ex direttore della nota rivista scientifica “Gente” e come tale esperto delle intricate vicende di corte a Montecarlo e presso lo Scià di Persia.

      Si’, in effetti con i confronti meglio piantarla qui.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • mirko says:

        Resta il fatto che l’esaminare solo una minima parte della documentazione relativa all’argomento, non porta a dichiarare chiusa una questione.

        • per Mirko e ADV

          non entro in merito alla questione “sterminio o liberazione del sud”.

          Il problema di fondo è che la “storia” non è la “astronomia”, dove il sole o sta sopra Firenze, o sta sopra Vancouver, tertium non datur.

          La Storia è l’insieme di TUTTO ciò che è successo agli esseri umani, più TUTTO ciò che si ricordano, più TUTTE le manipolazioni che ognuno fa di quei labili ricordi, più quel POCO che gli esseri umani, per pararsi da problemi, per tirare la coperta dalla parte loro, hanno scritto.

          Conosco una persona che aveva cinque anni nel 1944, a Verona.

          Ha una precisa Memoria Storica della Guerra tra il Bene e il Male.

          Quanto fosse divertente raccogliere i pezzi delle bombe che gli americani avevano lanciato sulla città.

          • mirko says:

            E’ così infatti.
            La storia e sempre confronto e scontro tra tesi contrapposte.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martinez

            Proprio Barbero ha dedicato più di una conferenza alla differenza radicale fra Storia e Memoria.

            Memoria è individuale e familiare. La famiglia di un caduto della RSI ricorderà le cose (e le racconterà ai figli) in modo sovente opposto a come le ricorda la famiglia di un Partigiano ucciso, o di un deportato che non ha fatto ritorno.

            Storia è l’insieme dei fatti come risultano dai documenti (scritti, filmati, in marmo…) in modo intersoggettivo, cioè indipendente dalla Memoria.

            Il confine è labile, perché la redazione la fanno di solito esseri umani che ricordano le cose in un modo o nell’altro. (Il caso classico sono i Vangeli). Ciò lascia sempre adito al dibattito.

            Ma non alla scarsa serietà (eufemismo) di chi fa affermazioni più o meno eclatanti postulando che sia chi non e’ d’accordo a dimostrarne l’infondatezza.

            Pilecki, Karski, Levi, Venezia sono unanimi e concordano in pieno con le testimonianze Alleate, quanto alla Shoah. Chi la nega afferma con ciò stesso che tutti i testimoni mentono e che tutti i documenti sono dei falsi – confermando così il Grande Complotto Giudaico della propaganda nazista.

            Quanto ai neoborbonici, se affermano che Fenestrelle era un lager che portino le prove. Fino ad allora avrà avuto ragione Barbero, a dire che non ve ne sono.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

      • mirko says:

        Barbero è specialista di storia medievale, non di quella sull’unità d’Italia.

      • PinoMamet says:

        A parte tutto, non si giudica l’autorevolezza della persona, ma quello dell’argomentazione.

        L’epoca dell’ipse dixit è finita da un pezzo, anche se su internet moltissimi intelligentoni sembrano rimpiangerla.

        Dell’argomento non so niente e non mi esprimo, non ho neanche visto il video del dibattito perché non mi interessa, ma niente vieta che Pino Aprile (che mi sta sommamente antipatico) possa essersi documentato in modo eccellente sull’argomento, anche se prima si occupava delle corna dello Shah.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma infatti il dibattito c’è stato e io avevo iniziato ad ascoltarlo in attesa di sentire qualcosa di nuovo. Invece è stato veramente imbarazzante.

        • Francesco says:

          >>> non si giudica l’autorevolezza della persona, ma quello dell’argomentazione.

          pieno appoggio a Pino! di solito l’autorevolezza della persona nasce dalla serietà delle argomentazioni e non viceversa

  14. mirko says:

    Non può però dire che il caso è chiuso, avendo analizzato solo una MINIMA parte della documentazione sull’argomento.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ha dimostrato un’altra cosa: che il caso non si è nemmeno aperto, vista l’inconsistenza degli argomenti a favore della tesi dello sterminio.

      • mirko says:

        Certo, è stata solo una passeggiata.

      • Andrea Di Vita says:

        @ MT

        Come confrontare Margherita Hack e uno che crede agli Annunaki del pianeta Nibiru, insomma.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • mirko says:

          Veramente Barbero mi ricorda più un dentista che voglia dire la sua sulla ginecologia.
          Specialista ma che parla di studi diversi.

          • Peucezio says:

            Barbero è un medievista, ottimo divulgatore, che ama pisciare fuori dal proprio vaso facendo il semi-tuttologo.

          • PinoMamet says:

            Youtube mi segnala video di Barbero che spaziano dalla Costantino ai samurai…

            direi che la descrizione di Peucezio ci prende.

            Poi per carità, è una persona gradevole e spiega molto bene.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “un dentista che voglia ”

            Non è che gli autori neoborbonici siano ordinari di storia contemporanea…

            • Andrea Di Vita says:

              @ MT

              Appunto.

              Come mettere a confronto un planetologo con un astrologo quando si parla di materia oscura.

              Il planetologo non è uno specialista di materia oscura.

              Ma rispetto all’astrologo…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                Aridaje…

                vuoi altri esempi? il gioco è semplicissimo, prendi da una parte una categoria professionale che ti aggrada, dall’altra una categoria di persone che giudichi cialtroni.

                Un primario di ortopedia con Mato Otelma?
                Un ingegnere con Wanna Marchi?
                Possiamo continuare all’infinito, resta il fatto che

                non si confrontano le persone, si confrontano gli argomenti .

                Mauricius mi informa che nel filmato è successo proprio questo; e infatti vedo che il dibattito si è svolto, e ognuno ha portato le sue argomentazioni.

                Non è che Barbero abbia detto ad Aprile “con te non discuto perché non sei qualificato”…

              • Andrea Di Vita says:

                “nerd”=”need”

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “argomenti”

                Ovvio

                Solo che un competente, sapendo il fatto suo, di argomenti ne porta.

                Un incompetente, invece…

                Come ho scritto in un altro post, “extraordinary claim need extraordinary evidence”.

                Qual’è la “evidence” dei neoborbonici?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                A me continua sembrare giusto giudicare la validità degli argomenti.

          • Mauricius Tarvisii says:

            A prescindere dall’opinione che avete di chicchessia, il dibattito ce l’avete integrale e ciò che ciascuno porta a sostegno di quanto afferma lo potete sentire.
            Ma capisco che, rispetto a parlare del fatto in sé, è più bello parlare di ciò che il fatto comporterebbe e quindi ricostruire il fatto sulla base di quello che si preferisca che comporti.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Mirko

            “Dentista”

            Di ginecologia un dentista ne sa senza dubbio di più di un ragioniere.

            E un medievista sa di Risorgimento più di un tornitore.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet says:

              Ahh, adesso ho capito.
              Piano ma ci arrivo anche io, non preoccuparti.

              Stiamo difendendo i famosi competenti 😉

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                Certo.

                La cialtroneria è contagiosa, tanto più se l’esempio viene dall’alto.

                L’essere eletti non conferisce di per sé serietà e competenza.

                Esempi ne abbiamo a bizzeffe: il capitan citofono che zittisce il capo dell’INPS che denuncia l’idiozia di Quora100 (“si faccia eleggere!”), il grullino che definì glicallarmi sulla tenuta del Ponte Morandi “una barzelletta messa in giro dal PD che vuole gli appalti sulla Gronda”, Alcibiade che trascina Atene nella catastrofica campagna contro Siracusa (salvo poi scappare a Sparta(, il paraguayano Lopez che dissangua il suo paese attaccando simtabeamebte Brasile e Argentina…

                Contro la cialtroneria, sempre.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Per ADV

                “L’essere eletti non conferisce di per sé serietà e competenza.”

                Credo che tu stia parlando dell’eterno conflitto tra Politici e Funzionari.

                Infatti, condivido… a Firenze il Politico è una persona che cerca di risultare simpatica, promettendo tutto e subito con grandi sorrisi a chiunque.

                Di solito poi sparisce, qualche volta chiede però ai Funzionari come fare.

                I Funzionari si dividono a loro volta in due categorie.

                Quelli che dicono Non si Può per principio e per salvarsi la pelle in caso di una firma messa per sbaglio.

                Quelli che dicono Non si Può, mettono in allarme tutti, alzano tutti i muri protettivi possibili e poi cercano di fare comunque qualcosa.

                Il miglior funzionario del Comune di Firenze una volta disse ai politici riuniti (c’ero anch’io), “non dimenticate mai che l’assessore X fu costretto a dimettersi per aver tagliato un platano, tra l’altro in modo regolare”.

                Quindi non hai tutti i torti…

              • PinoMamet says:

                “L’essere eletti non conferisce di per sé serietà e competenza.”

                sicuramente, ma ricordiamo che in democrazia, per governare, intanto bisogna essere eletti .

              • PinoMamet says:

                “non dimenticate mai che l’assessore X fu costretto a dimettersi per aver tagliato un platano, tra l’altro in modo regolare”.”

                I vostri si dimettono se tagliano una pianta in modo regolare.

                I nostri se la tagliano in modo irregolare se ne vantano, “rivendicano l’operato”, assicurano che è per il bene di tutti e che comunque verrà sostituita con un’altra pianta che poi non arriva, poi cambiano discorso e vantano quanto hanno fatto per la città (niente nel migliore dei casi) “non come la precedente amministrazione…”

                Non so cos’è meglio…

              • per Pino Mamet

                “I vostri si dimettono se tagliano una pianta in modo regolare.”

                Non è facile orientarsi in queste faccende.

                Da noi ogni giorno i funzionari del Verde Pubblico si trovano tra due scogli:

                1) Se tagliano, commettono una serie di illeciti enorme

                2) Se non tagliano, un ramo potrebbe cadere in testa a qualcuno, e allora rischiano di brutto.

                Quindi: tagliare di nascosto facendo finta di niente.

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “eletti”

                Giusto.

                Il popolo elegge i parlamentari. Nessuno sta li’ col fucile spianato a obbligare l’elettore a eleggere parlamentari che in tre anni fanno tre governi. In democrazia il sovrano è il popolo, ma in qualunque regime è il sovrano ad essere responsabile. Si vota uno che notoriamente chiede bustarelle, o promette la luna, o racconta do chip sotto pelle e scie chimiche (non so chi sia peggio)? Se ne è responsabili.

                Sentivo Barbero dire che il duca di Borgogna che catturò’ Giovanna D’Arco prima di mettersi con gli inglesi aveva promesso ai francesi che lo avessero sostenuto nella contesa per il trono contro il duca di Orléans di “azzerare le tasse, distribuite un reddito ai bisognosi, semplificare la burocrazia e impiccare i funzionari corrotti”…

                Ma almeno i sudditi non votavano.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                “Se ne è responsabili.”

                La frase è perfettamente priva di senso: è una tautologia pura e semplice.

                Il popolo è responsabile delle persone che elegge, e se queste non gli piacciono, reagisce eleggendone altre.

                Non ti piacciono le persone elette? fatti tuoi, arrangiati. In democrazia funziona così.

                sono sicuro che vorresti tornare a un regime autoritario, dove decide solo chi piace a te, ma vedi, per fortuna ci sono persone che vigilano contro l’instaurarsi del fascismo: quello vero (quello, ehm, che piace a te) non il povero burino con il faccione di Mussolini sulla mensola.

              • PinoMamet says:

                Mi riferisco alle istituzioni, in ogni caso.

                sono abbastanza solide da resistere agli impulsi autoritari di chi sogna i vari “governi dei competenti”, o dei “filosofi”, come li chiamava quel vecchio fascistone di Platone.

                (non a caso della stessa covata di Alcibiade e Senofonte…)

            • Francesco says:

              Andrea

              mi stupisco della tua ingenua posizione, dopo un anno ormai di medici che si insultano e contraddicono ogni giorno parlando del CV19!

              a volte facendo figure non migliori di Trump …

              ciao

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “sono sicuro”

                No. Quello di cui sono sicuro e’ che a un regine autoritario ci torniamo se pretendiamo di coniugare democrazia e incompetenza.

                Se hai visto “Prova d’orchestra” di Fellini capirai bene cosa intendo.

                La maggioranza ha votato gli “antisistema” nel 2018 e ci ritroviamo Draghi (Draghi, l’esatto opposto degli anti sistema sostenuto dagli anti sistema) nel 2021. E’ un esempio: l’incompetenza diverte per un poco, poi i guasti stufano.

                Ogni tanto ci di sfoga un po’, si grida “abbasso!” o “evviva!” dietro il Cola di Rienzo o Masaniello di turno, poi quando ci si e’ stufati si e’ ben contenti di torbare all’usato sicuro.

                Un terrapiattista i danni li fa se gli si fa pilotare un aereo o dirigere un osservatorio astronomico. Un sovranista se dirige l’Italia.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Per ADV

                “La maggioranza ha votato gli “antisistema” nel 2018 e ci ritroviamo Draghi (Draghi, l’esatto opposto degli anti sistema sostenuto dagli anti sistema) nel 2021. E’ un esempio: l’incompetenza diverte per un poco, poi i guasti stufano. ”

                Quando gli elettori si rendono, confusamente, conto che il sistema nel suo complesso (la “politica” è solo una manifestazione pittoresca esteriore) li sta distruggendo,

                si rivolgono “contro il sistema”, che identificano di solito in quello che il sistema presenta loro: questo o quel politico.

                La cosiddetta democrazia rappresentativa seleziona strutturalmente i peggiori, che in genere si dividono tra Masanielli e Venduti.

                Poi i Masanielli fanno presto a vendersi anche loro, come giustamente sottolinei, anche perché prendono di mira bersagli falsi e non il sistema stesso.

                E si finisce sotto le grinfie del peggio del Sistema, che sono particolarmente pericolosi proprio in quanto competenti.

              • Andrea Di Vita says:

                @_Francesco

                I medici sono scienziati, e gli scienziati non hanno certezze in tasca.

                Vogliamo contare il numero di volte che capitan felpa e la zucchina di mare hanno cambiato idea su aperture e chiusure sul Covid?

                Vogliamo contare i morti nelle regioni gestite da chi diceva “ma chi ci ca più dal medico di base” e confrontarli con i morti delle altre regioni?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                ” E’ un esempio: l’incompetenza diverte per un poco, poi i guasti stufano.”

                ehm… è un esempio sì, ma di quello che dico io.

                Quando non c’è democrazia ed elezioni, e gli elettori non sono lasciati liberi di valutare e riconsiderare le proprie scelte, ci ritroviamo un governo autoritario deciso dall’altro.

                E per niente più “competente” di quello di prima.

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                I competenti, in quanto tali, hanno però gli strumenti per capire come vanno le cose e appoggiare così questa o quella cricca di “peggiori” per realizzare quanto più possibile di questa o quella idea. Quelle divergono, certamente: ma qualunque tendenza vinca di volta in volta, solo le competenze di chi la sostiene ed applica limitano i danni. L’idea dovrebbe piacerti, visto che è Confucio applicato alla politica (ex oriente lux 🙂 )

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “dico io”

                In questa situazione ci siamo finiti dopo tre governi espressione di un parlamento liberamente eletto meno di tre anni fa.

                Non è che ad ogni mutare dell’opinione pubblica si rifanno le elezioni.

                Chi di populismo ferisce e vota i vari “è finita la pacchia” e “abbiamo abolito la povertà” poi si ritrova Draghi.

                Chi è causa del suo mal…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ per PM

                Errata corrige: non “tre governi” ma “due governi”.

              • PinoMamet says:

                Esiterei a definirla una situazione normale, tra partiti in stallo ed emergenza epidemica.

                In ogni caso non trovo molto di che felicitarmi nell’avere un presidente del Consiglio non voluto nè previsto da nessuno dei votanti al momento del voto.

              • Francesco says:

                Pino,

                so che non c’entra nulla e vale anche meno ma io, al momento di astenermi alle elezioni, speravo in Draghi.

                🙂

  15. mirko says:

    Allora, con archivi in gran parte non esaminati, anche per difficoltà di inventario, non credo che si possa dichiarare un caso “chiuso” .

    • Mauricius Tarvisii says:

      Perché il caso si apra servono fonti da cui risulti uno sterminio. Ci sono? A quanto pare no.

  16. mirko says:

    Ci sono archivi ancora non del tutto inventariati.
    Anche sull’olocausto, ci sono stati e ci sono storici che lo negano, perché non hanno trovato UN SOLO DOCUMENTO in cui i nazisti affermino la volontà di steminare gli Ebrei.
    Anche per il genocidio armeno, i documenti ottomani del 1915-1918, NON parlano di sterminio, ma solo di trasferimento della popolazione armena dalla sua patria a campi di raccolta nel deserto mesopotamico.
    Però, circa 1.500.000 di Armeni manca all’appello.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “non hanno trovato UN SOLO DOCUMENTO”

      Ma per favore: lì abbiamo persino ancora i testimoni oculari…

      • Peucezio says:

        Credo si riferisse a documenti scritti.
        Il testimone oculare NON è un documento scritto 😀

        • Mauricius Tarvisii says:

          Solitamente a redigere il documento è un testimone o qualcuno che ha avuto a che fare con un testimone.

          • Peucezio says:

            Veramente lì si parlava di ordini, di documenti interni con cui il III Reich manifestava l’intento o trasmetteva l’ordine o programmava di sterminare gli ebrei.
            Effettivamente questi non ci sono.
            Il che ovviamente non prova in nessun modo che l’Olocausto non sia avvenuto nella modalità raccontata dalla storia ufficiale: il documento potrebbe essersi perso, potrebbero aver fatto in tempo a distruggerlo, l’ordine potrebbe essere stato dato attraverso altri canali, vai a sapere…

            • Mauricius Tarvisii says:

              E’ raro che esistano circolari che attestino il fine ultimo del decisore politico, in quanto all’amministrazione che mette in atto non gliene frega niente.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Invece documenti che attestino lo sterminio ce ne sono eccome!

            • Francesco says:

              Peucezio

              ma i vari rastrellamenti dei ghetti, di quelli ci sono gli ordini? e una volta ammucchiati, si sa dove venivano portati gli ebrei?

              perchè di tutte le argomentazioni dei negazionisti, questa mi è sempre parsa la peggiore

            • Peucezio says:

              Mauricius,
              d’accordo.

              Eccepivo solo circa la pertinenza dei testimoni oculari: non si parlava di quello.

            • Peucezio says:

              Francesco,
              non ne ho la più pallida idea, non sono un negazionista.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Mirko

      “SOLO”

      No.

      Witold Pilecki e Jan Karski li hanno scritti, quei documenti.

      https://www.google.com/search?q=witold+pilecki+jan+karski&oq=jan+pilecki&aqs=chrome.2.69i57j0i22i30l4.11398j0j7&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  17. mirko says:

    Tu ti riferivi ai documenti scritti. E quelli non ci sono.
    Quanto ai testimoni oculari, molti dei quali spuntati o ripescati anche a 60-70 anni dagli eventi, c’è chi ha trovato delle incongrenze nei loro racconti.
    Solo che questi negazionisti rischiano la galera e la morte civile, Barbero solo incarichi di prestigio e una presenza massmediatica di tutto livello.

    • Mauricius Tarvisii says:

      No, io mi riferisco a documenti storici, necessari se tutti sono morti. Se Di Fiore ha testimoni oculari o filmati vanno bene uguale.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Mirko

      “Non ci sono”

      Il verbale della conferenza di Wannsee lo trovi su Google.

      Ed è di parte tedesca, non polacca come il Raport W di Pilecki.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. scusa l’insistenza, ma con un amico dei miei e un parente di mia moglie finiti nei lager sono un poco suscettibile sull’argomento. Sai com’è, noi replicanti…

      • mirko says:

        Anch’io se è per questo, visto che ho avuto uno zio di mio padre morto per le conseguenze del soggiorno in un lager nazista.
        Il verbale di Wansee non parla di sterminare gli Ebrei, così come i documenti ottomani del regime dei Giovani Turchi non parlano di sterminare gli Armeni.
        Però sia Ebrei che Armeni hanno subito un genocidio.
        In sostanza, non sempre i documenti ci dicono tutto, anche perché operazioni di tale gravità, di tutto hanno bisogno tranne che di testimonianze scomde.

        • Andrea Di Vita says:

          @ Mirko

          Il verbale di Wannsee non direttamente, è vero. Ma i testi di Pilecki e Karski…

          Pikecki, ufficiale dell’Armija Krajowa, si lasciò prendere in una retata e deportare ad Auschwitz appositamente per dicumentare i fatti e organizzare una rivolta. Riuscì a fare solo la prima coda e a evadere.

          (Dopo la guerra tornò in Polonia per sabotare il regine comunista. Catturato, fu fucilato).

          Il suo documenti, come la relazione di Karski, arrivò agli Alleati mel corso del conflitto. Non ci vollero credere, considerandola propaganda esagerata.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  18. A proposito di Covid e dubbi, un articolo del Sole 24 ore
    (Fonte Lab24.ilsole24ore.com/coronavirus)..

    Dice molte cose, comunque una delle più interessanti:

    – i virus mutano

    – vincono le varianti che si diffondono meglio e quindi infettano più persone

    – quelle che si diffondono meglio tendono però velocemente a fare meno danno

    – il governo vede aumentare le infezioni, entra in panico… e frena la diffusione delle varianti meno pericolose.

    E poi:

    “Pensare di poter decidere allentamenti e restrizioni sulla base dei ricoveri in ospedale significa scegliere di utilizzare un indicatore tardivo (ci dice come sono andate le cose un paio di settimane prima) anche più del criticatissimo indice Rt.”

    I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi mercoledì 24 febbraio 2021

    Ricoverati con sintomi: 18.217 (-78) (-0,43%)
    In terapia intensiva: 2.157 (+11) (+0,51%) [con 178 nuovi ingressi del giorno] [*]
    Deceduti: 96.666 (+318) (+0,33%)
    Vaccinati [**] e percentuale sulla popolazione (aggiornato al 24 febbraio 2021 Ore 14:07): 1.345.839 (2,23% di una platea di 50.773.718 persone da vaccinare)

    [*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.
    [**] Persone che hanno completato la vaccinazione (prima e seconda dose). Vaccinazione in tempo reale: QUI.

    Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

    Media giornaliera dei decessi: 261 (-)

    Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

    Il punto della situazione a cura di Lab24

    Diamo oggi, in rapida sequenza, qualche risposta sintetica alle domande di alcuni lettori su tre distinti argomenti.

    Come (e se) è possibile controllare un’epidemia
    1) Il primo obiettivo da raggiungere mentre si fronteggia un’epidemia, non solo quella di Covid-19, è mantenere (o riportare) il numero dei contagi “al di sotto” della soglia limite delle capacità di tracciamento. Solo tracciando il virus in modo efficiente (isolando i positivi, i contatti dei positivi e i contatti dei contatti) è possibile interrompere le catene di trasmissione e controllare la diffusione del contagio.
    2) Con “al di sotto” si intende un margine di manovra utile (almeno il 30% rispetto alla soglia limite) nel caso in cui ci si trovasse di fronte a un improvviso rialzo dei nuovi casi. In Italia la soglia limite è stata indicata chiaramente dall’Iss: 50 nuovi casi alla settimana per 100.000 abitanti, che possiamo tradurre in 4.311 nuovi casi di media giornaliera. L’obiettivo è dunque contenere i nuovi casi quotidiani nel range 2.500-3.000, per poter gestire un eventuale rialzo improvviso mantenendo il tracciamento sul territorio.
    3) Senza tornare stabilmente sotto soglia, e quindi senza aver ripreso il pieno controllo del contagio e delle catene di trasmissione, qualsiasi misura di contrasto (lockdown totale incluso) è destinata ad avere effetti solo transitori, indipendentemente dai colori o dalle sfumature con cui la dipingiamo.
    4) Tutte le restrizioni adottate negli ultimi mesi non hanno riportato l’epidemia sotto la soglia necessaria per riprendere il contact tracing: per questo hanno avuto solo effetti temporanei, con ripetute altalene del numero dei nuovi casi. L’ultimo valore sotto la soglia media giornaliera è stato registrato il 7 ottobre 2020 (con 3.676 positivi) alla vigilia dell’esplosione della seconda ondata.

    Le varianti virali
    1) Non sono una novità delle ultime settimane: hanno iniziato a prodursi da quando il Sars-CoV-2 ha iniziato a infettare l’uomo a causa degli errori che, inevitabilmente, i virus commettono ogni volta che si replicano. La gran parte di questi errori genera mutazioni del tutto inutili per la diffusione del contagio: in qualche caso invece, come è accaduto con le varianti inglese, sudafricana e brasiliana, le mutazioni cambiano in modo evidente il comportamento del virus.
    2) Le forme virali che prendono il sopravvento sono quelle in grado di diffondersi più rapidamente e con maggiore efficienza: inutile sperare che una variante più lenta e meno efficiente nel superare le nostre difese possa prendere il sopravvento. Nel tempo, e non sappiamo quanto ne servirà con il Sars-CoV-2, tendono a diventare prevalenti le varianti che colpiscono moltissime persone causando infezioni lievi o asintomatiche. Se a qualcuno vengono in mente i virus del raffreddore (per esempio i rinovirus, gli adenovirus e alcuni coronavirus che consideriamo “buoni”) è sulla strada giusta.
    3) La variante inglese (come quelle sudafricana e brasiliana) non è più contagiosa perché ha imparato a spostare le mascherine oppure a sopravvivere ai disinfettanti. E nemmeno, come abbiamo sentito nei giorni scorsi, perché infetta a distanze siderali rispetto al Sars-CoV-2 originario. La Medicina sta lavorando su due ipotesi: una maggiore carica virale nei soggetti infetti (in termini semplici, una maggiore quantità di virus con cui veniamo a contatto) e un periodo di tempo più lungo (fino a 10 giorni) in cui il soggetto infettato può trasmettere il contagio. In entrambi i casi si ha come risultato una crescita del numero dei contagiati.
    4) Le misure di protezione e precauzione che dovremmo avere imparato a utilizzare (distanziamento, lavaggio frequente delle mani, mascherine a coprire naso “e” bocca, non naso “o” bocca) funzionano con pari efficacia anche contro le varianti. Usiamole.

    La lettura e l’utilizzo corretto dei dati
    1) Qualsiasi indicazione derivante dai numeri, anche e soprattutto quando viene utilizzata per confrontare situazioni diverse tra loro, non deve prescindere dal confronto più importante: quello con i parametri di riferimento.
    2) Un esempio pratico chiarisce meglio il punto precedente. La Provincia di Brescia, sottoposta a restrizioni crescenti per il forte rialzo dei contagi, ha un rapporto positivi/tamponi totali che oscilla intorno al 15%: questo dato, per evidenziare l’anomalia, viene spesso messo a confronto con il rapporto positivi/tamponi totali dell’intera Regione (circa il 7% negli ultimi 5 giorni) come se quello fosse il valore corretto. Una scelta fuorviante: perché il dato della Lombardia, a sua volta, potrebbe essere messo a confronto con quello nazionale che negli ultimi 5 giorni si muove in area 4-5%. Ma anche in questo caso saremmo in un contesto sbagliato, perché il vero (e unico) confronto utile deve essere fatto con l’obiettivo da raggiungere: ovvero il 2%, che indichiamo nella parte introduttiva dedicata ai numeri. In estrema sintesi: Italia, Lombardia e Provincia di Brescia sono tutte oltre il parametro corretto e contro un’epidemia non vale la regola del “mal comune mezzo gaudio”.
    3) Pensare di poter decidere allentamenti e restrizioni sulla base dei ricoveri in ospedale significa scegliere di utilizzare un indicatore tardivo (ci dice come sono andate le cose un paio di settimane prima) anche più del criticatissimo indice Rt. Che, almeno, può essere calcolato anche con i metodi istantanei: da mesi utilizziamo il Kohlberg-Neyman modificato, che alla sera del 23 febbraio segnava 1.08 a livello nazionale, 1.20 per il Veneto e 1.37 per la Lombardia. Nessuno (vedi il precedente punto 2) è messo bene: il parametro di riferimento infatti non è il più basso dei tre, ma l’ormai noto 1.0 che segna il punto di separazione tra contrazione ed espansione dell’epidemia

    • werner says:

      – quelle che si diffondono meglio tendono però velocemente a fare meno danno

      Questo punto è tutto da dimostrare. Altrimenti non si spiegherebbe come mai a distanza di centinaia di anni la peste è ancora mortale e non un bamale raffreddore.

      • PinoMamet says:

        La peste si diffonde particolarmente bene?
        Non so, chiedo, ma non mi pare: in effetti la yersinia pestis è un batterio (non un virus) e leggo che si trasmette attraverso le pulci dei ratti.

        • roberto says:

          Probabilmente quello della peste è un esempio non troppo calzante, ma vaiolo e morbillo ci hanno accompagnato per millenni senza diventare meno pericolosi

          non ho millenni da aspettare per vedere chi ha ragione, quindi spicciamoci con i vaccini, grazie

          • werner says:

            Grazie Roberto.

            Scusate, mi ero appena svegliato 😅

          • PinoMamet says:

            Mah, non direi… Il morbillo è una delle malattie che ha ucciso i nativi americani, e qualcuno lo ha identificato con qualcuna delle “pesti” dell’impero romano.
            Non mi pare che adesso sia così terribile…

            • roberto says:

              Il morbillo ha fatto stragi appena in contatto con una popolazione, poi resta una malattia endemica pericolosa.
              se il morbillo è “nato” intorno all’anno 1000 (ma non si sa con precisione, alcuni predatano intorno al 500), nel diciannovesimo secolo (cioè mille anni dopo suppergiù) ha devastato la popolazione hawaiana.
              Adesso pochissimi si ammalano grazie ai vaccini, ma 1 su mille muore (e aggiungerei quelli che restano handicappati a vita per l’encefalite che viene comme conseguenza del morbillo).

              Poi per altri virus è come dici tu, ma non è una regola e non ho secoli di pazienza

            • roberto says:

              Il vaiolo è ancora più evidente

              È stato devastante dal primo all’ultimo giorno (e l’hanno trovato sulle mummie egiziane)

      • Mauricius Tarvisii says:

        La peste uccide ancora. O, meglio, ucciderebbe se non fosse un batterio contro cui abbiamo il nostro arsenale di antibiotici.
        Circa la diffusione, si diffonde molto meno, ma questa è più una questione di ratti che di altro.
        Secondo me è più calzante l’HIV: è in giro da decenni, muta rapidissimamente, ma non è diventato meno pericoloso: semplicemente sappiamo come prevenirlo e come tenerlo sotto controllo.

        • Peucezio says:

          Forse il fatto che lo abbiamo reso non più letale fa sì che non lo diventi di suo, naturaliter: abbiamo bloccato la sua selezione naturale.
          Se di Hiv si fosse continuato a morire, magari poi, morti tutti i contagiati, sarebbe sparito. Ma ovviamente è meglio così, perché sarebbe stato un costo umano troppo alto.

  19. Moi says:

    @ MIGUEL

    Un esempio di “Instruvire Ninì” [cit. PINO] da prender sul serio, MA … ancora 10 anni fa sarebbe stato considerato “satirico”.

    https://www.urbandictionary.com/define.php?term=CAFAB

    mother after giving birth: “Is it a girl or a boy?”

    doctor: “It’s CAFAB.”

    mother: “…?”

    doctor: “Its external anatomy mirrors that of many females, but we don’t actually know if it’s a girl or not. You’ll have to wait and see.”

    PS

    Si noti che “It” è accettabile solo per “newborns” …

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      “Venere più X”, di Theodore Sturgeon, Ed. Fanucci, collana Galassia, anni Cinquanta:

      una colonia di trans che sublimando il conflitto dei sessi realizza una pace perpetua… solo che i bimbi vengono resi chirurgicamente trans alla nascita.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Moi says:

        Interessante … però non mi pare che regga troppo il versante scientifico, visto che la diversificazione avviene durante l’ adolescenza ! Parlo di caratteri sessuali secondarii, che sono quelli che determinano l’ attrazione.

        • Moi says:

          caratteri sessuali secondarii, che sono quelli che determinano l’ attrazione.

          ———–

          … è una nozione estremamente semplice, ma spesso viene ignorata.

      • Moi says:

        …Trans MtoF o FtoM ? … o entrambi ?

        • Andrea Di Vita says:

          @ Moi

          Perfetti androgini.

          Ma non sono un esperto di queste classificazioni. 🙂

          Se lo trovi, leggi lo. È scritto benissimo. Sturgeon oggi è poco conosciuto, ma all’epoca era nel firmamento della fantascienza come Asimov e Heinlein.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  20. Moi says:

    … Aridaje con ‘sto Ockham ! … E allora perché si parla tanto male dei “Populisti” che darebbero risposte “troppo semplici” ?! 😉

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      “troppo”

      Perché il troppo stroppia. 🙂

      Non bisogna ricorrere a spiegazioni complicate quando ce n’è di più semplici, è vero.

      Ma per capire se quelle semplici sono davvero semplici e davvero spiegano, bisogna vedere se in realtà non nascondano ipotesi complicatissime (il piano Kalergi, la Spectre, la Dittatura Sanitaria…) e se spiegano davvero tutto quello che c’è da spiegare.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  21. mirko says:

    A parte che questo benedetto rasoio non lo vendono da nessuna parte. 😉

    • Moi says:

      Be’ … mi pare che il più affezionato Cliente alla Bottega di Ockham fosse un certo 😉 Platone ! Che il Sor Guglielmo 😉 radeva sempre ben volentieri … pur sapendo che , ogni volta , costui sarebbe tornato con la barba ancor più folta che prìa ;).

    • Andrea Di Vita says:

      @ Mirko

      “vendono”

      Oh ma è gratis. Lo trovi come allegato al buon senso. Per tutto il resto c’è MasterCard 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  22. Moi says:

    *** Segnalazione ****

    Qatar, i dati del Guardian: oltre 6500 morti duranti i lavori per i Mondiali di calcio 2022 [ma se poi saranno astadi vuoti ?! , ndr]

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/02/24/qatar-i-dati-del-guardian-oltre-6500-morti-duranti-i-lavori-per-i-mondiali-di-calcio-2022/6112339/

    Il primo paese arabo che ospiterà la più importante competizione del pallone in 10 ha costruito sette stadi, un nuovo aeroporto, strade, sistemi di trasporto pubblico, hotel e una città per la finale: il quotidiano britannico ha ricostruito che durante i lavori sono decedute in media 12 persone a settimana. La maggior parte delle vittime sono lavoratori immigrati trattati come veri e propri schiavi.

    • Per Moi

      “Qatar, i dati del Guardian: oltre 6500 morti duranti i lavori per i Mondiali di calcio 2022 [ma se poi saranno astadi vuoti ?! , ndr]”

      Ecchevuoi, non son mica il trans inglese che non è potuto entrare nel cesso delle donne, o la Meloni che le hanno dato dell’ortolana.

      I Mondiali di Calcio non si toccano. Almeno finché qualcuno che ha fatto duemila morti non sbaglierà pronome.

      (dai, ditemi se non sto acquistando lo stile di Mauricius…)

      • Francesco says:

        Le condizioni dei gastarbeiter indiani nei pasi arabi del golfo sono ben note da decenni ma non gliene frega niente a nessuno

        In questo siamo forse peggiori dei nostri antenati

  23. Per Moi

    articolo di qualche anno fa…

    Adesso i nazieugenisti cominceranno pure a rifiutare i donatori affetti da sindrome di Down!

    Oppure qualcuno si chiederà se il mercato dei bambini sia sempre e solo una questione di soldi.

    Fonte: https://www.theguardian.com/society/2015/dec/29/largest-uk-sperm-bank-turns-away-dyslexic-donors

    La più grande banca del seme del Regno Unito respinge i donatori dislessici

    L’autorità di regolamentazione per rivedere le pratiche della London Sperm Bank, che controlla le “malattie” tra cui la dislessia e la disprassia
    mar 29 dic 2015 15.27 GMT

    Ultima modifica mer 14 feb 2018 21.41 GMT

    La più grande banca del seme della Gran Bretagna ha respinto i donatori con dislessia in quello che descrive come tentativi di “minimizzare il rischio di trasmettere malattie genetiche comuni o malformazioni a qualsiasi bambino nato”.

    In una pratica bollata come “eugenetica” dagli attivisti e da un aspirante donatore, la London Sperm Bank ha vietato agli uomini con dislessia o altre condizioni comuni che ha descritto come “malattie neurologiche” di donare.

    Un opuscolo ai donatori elenca una serie di condizioni che la clinica esamina, tra cui: disturbo da deficit di attenzione (ADD), disturbo da deficit di attenzione e iperattività [ADHD], autismo, sindrome di Asperger, dislessia e disprassia.

    Il regolatore della fertilità ha avviato una revisione della London Sperm Bank dopo essere stato avvisato delle sue pratiche dal Guardian.

    In seguito alle domande del Guardian, la Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA) ha chiesto alla clinica di Harley Street di spiegare la sua letteratura e le sue politiche ed è coinvolta in una revisione delle sue pratiche.

    In una dichiarazione, l’autorità ha detto: “La HFEA non ha mai richiesto o approvato il divieto per le persone con dislessia, disprassia, ADD, ADHD e altri disturbi di diventare donatori di sperma. L’ispettore HFEA della clinica sta chiarendo i nostri requisiti per la selezione dei donatori con il centro, e sta rivedendo tutte le esenzioni citate nel materiale del centro, per garantire che tutti i futuri donatori siano trattati equamente e in conformità con la legge”.

    L’intervento evidenzia un dibattito tra gli esperti sul fatto che la dislessia, che colpisce fino al 10% della popolazione, debba essere considerata una disabilità.

    Alcuni addirittura vedono la dislessia come un vantaggio a causa degli attributi mentali spesso associati alla condizione, come il pensiero laterale, il ragionamento spaziale e il riconoscimento dei modelli.

    Dislessici di spicco hanno descritto la loro condizione come un dono, citando l’alta percentuale di artisti, imprenditori e intrattenitori dislessici tra cui Sir Richard Branson, Steve Jobs, Ruby Wax e Benjamin Zephaniah.

    Fred Fisher, un 30enne dislessico laureato a Oxford, è stato informato del divieto della London Sperm Bank quando si è avvicinato alla clinica a novembre. “Sono stato davvero preso alla sprovvista nel vedere la dislessia elencata come una malattia neurologica”, ha detto. “Non avrei mai pensato che avrebbero trasformato le persone per avere la dislessia, specialmente dato quanto importante ci viene detto che la scienza e l’imprenditoria sono in questi giorni”.

    Fisher, che è un ingegnere software con sede a Londra, ha detto: “Ho detto loro che questa è eugenetica, ma non è nemmeno una buona eugenetica. Avrebbero respinto Richard Branson o Albert Einstein? Abbiamo bisogno di persone innovative che pensano in modo diverso nel mondo. Le persone dislessiche danno un grande contributo alla nostra società.

    “Vorrei che il governo e la HFEA fossero molto più chiari nell’escludere questa pratica. E si potrebbe dire lo stesso per la disprassia, ADD e ADHD”.

    Vanessa Smith, responsabile della qualità presso il gruppo JD Healthcare, che gestisce la London Sperm Bank, ha detto: “La HFEA si è messa in contatto con noi. In risposta, rivedremo tutte le nostre pratiche e protocolli”.

    Ha detto che l’organizzazione ha ora ritirato il suo opuscolo che espone il divieto. Alla domanda se la London Sperm Bank considerava ancora la dislessia come una malattia neurologica, ha detto: “La nostra letteratura afferma che ma la politica è in fase di revisione. Ci può essere qualche componente genetica ad esso. Ma stiamo andando a rivedere tutta la letteratura recente su di esso”.

    Quando Fisher ha chiesto perché la clinica ha vietato i donatori dislessici, gli è stato detto che questa era la politica HFEA. Smith ha detto che è stato “un peccato” che Fisher abbia ricevuto questa “disinformazione”.

    Steve O’Brien, presidente della Dyslexia Foundation e membro del consiglio dell’International Dyslexia Association, ha detto: “Questa è eugenetica. Sta cercando di dire che i dislessici non dovrebbero essere nella società. Ma ci stiamo muovendo in un mondo visivamente dominato da Instagram e YouTube dove, dati gli strumenti giusti, non è più un problema, perché le persone con dislessia hanno un cervello destro, spesso con capacità iper-visive.

    “Suggerendo che non si può donare lo sperma perché si è dislessici, si abbatte la fiducia delle persone. Questo tipo di cose è ciò che rende le persone timide dall’ammettere di avere la dislessia e chiedere aiuto”.

    Smith ha detto: “Sicuramente non lavoriamo nell’eugenetica. Quando reclutiamo un donatore quello che cerchiamo è un buon sperma che si congeli bene e che produca una gravidanza dopo. Cerchiamo qualcuno che sia clinicamente libero da malattie infettive e da problemi genetici che possano essere trasmessi a qualsiasi bambino risultante. Ma stiamo anche cercando un ragazzo che si faccia avanti per le giuste ragioni e che capisca l’impegno per tutta la vita”.

    • PinoMamet says:

      https://www.bionews.org.uk/page_93931
      e

      https://www.bionews.org.uk/page_93931

      Sono due casi diversi di coppie lesbiche che obbligano il donatore di sperma a dare denaro per il mantenimento suo figlio .

      Avete riletto? Coppie- lesbiche- che-obbligano-donatore-di-sperma-a-pagare-perché-il-figlio-è-suo.

      Let that sink in, dicono gli ammericani.

      • Per Pino Mamet

        “Avete riletto? Coppie- lesbiche- che-obbligano-donatore-di-sperma-a-pagare-perché-il-figlio-è-suo.”

        Tifo la coppia lesbica.

        Il gentile Donatore ha fatto un patto…

        1) prendo un po’ di soldi (presumo)

        2) mi diverto a vedere un video porno (con Sex Workers appositamente pagate o sfruttate) per produrre il seme a pagamento

        3) a differenza del buon Onan, questa volta il seme serve però per fare una vita umana, e mi fa piacere che le due signore si mettano a tucculiare sull’uscio e chiedergli i soldi.

      • PinoMamet says:

        Ammetto che tifo per il donatore. Gli han detto “noi da te vogliamo solo un po’ di sperma e poi ti lasciamo in pace: ci servi solo per soddisfare la nostra personale fantasia di essere una famiglia normale”.

        Poi invece bussano a soldi: è una truffa bella e buona.

        A ‘sto punto, se lui è il padre, coerentemente dovrebbero dargli il figlio.

        • Mauricius Tarvisii says:

          “se lui è il padre, coerentemente dovrebbero dargli il figlio.”

          Si sa che il padre non ha nessun diritto sul figlio: è solo un donatore di sperma e un bancomat.

      • Peucezio says:

        Non ho capito le basi giuridiche di una richiesta del genere.

        • Mauricius Tarvisii says:

          La supposta indisponibilità della paternità.

          • Peucezio says:

            E se è indisponibile a che titolo lui può aver fatto il donatore di sperma e a che titolo queste qua tengono sui figlio?

            Quindi due ricchioni che comprano un figlio facendolo partorire da una donna a pagamento, come si usa oggi, avrebbero diritto a chiederle gli alimenti perché è la madre e quindi ha il dovere di contribuire a mantenerlo.

            Perché presumo che la maternità sia indisponibile almeno quanto la paternità.

            • Mauricius Tarvisii says:

              “a che titolo lui può aver fatto il donatore di sperma”

              A titolo di chi poteva materialmente farlo: mica serve un titolo per diventare padre.

              “a che titolo queste qua tengono sui figlio”

              Che la mamma è la mamma e il padre è un donatore di sperma e un bancomat.

              “avrebbero diritto a chiederle gli alimenti perché è la madre”

              La maternità è disponibile: la madre può abortire o partorire in anonimato. La novità è la possibilità di farlo decidendo chi assumerà la genitorialità.
              La posizioni di padre e madre non sono simmetriche.

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                “A titolo di chi poteva materialmente farlo: mica serve un titolo per diventare padre.”

                Materialmente si può fare tutto, anche sparare alla gente.
                Ma donare lo sperma significa rinunciare alla paternità: se non vi rinunci non esiste simile donazione e allora non sei più un donatore, ma un padre che ricorre alla fecondazione assistita.
                La donazione non è un atto materiale: se io compro qualcosa a credito in un negozio, materialmente accade la stessa cosa che se il negoziante me la dona, eppure giuridicamente è molto diverso.

                “La posizioni di padre e madre non sono simmetriche.”

                Non conosco l’ordinamento giuridico inglese, ma ne desumo che non esista il principio di uguaglianza dei cittadini.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “Non conosco l’ordinamento giuridico inglese, ma ne desumo che non esista il principio di uguaglianza dei cittadini.”

                Non mi risulta che in nessun paese occidentale rilevante si possa rinunciare alla paternità, mentre la posizione della madre o mancata tale è molto più tutelata.

              • PinoMamet says:

                Maurì, ma se non si può rinunciare alla paternità, come funziona esattamente la donazione di sperma?

                Chiedo sinceramente: non ho idea, e non credo proprio che a tutti i donatori di sperma venga chiesto di mantenere il bambino…

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                “Non mi risulta che in nessun paese occidentale rilevante si possa rinunciare alla paternità, mentre la posizione della madre o mancata tale è molto più tutelata”

                Quindi il principio di uguaglianza viene disatteso.
                Possibile che nessuno sia ricorso alla Corte Costituzionale?
                Me lo chiedo, non lo dico retoricamente.

        • PinoMamet says:

          Infatti non so se si rendono conto, le gentili coppie lesbiche, del significato della loro richieste di soldi:

          1- la confessione che esiste sempre un padre, di sesso maschile, e una madre, femmina, quindi la sconfessione dei vari tipi di maternità surrogata

          2- la sconfessione del principio della intercambiabilità dei sessi e dei generi (il bambino da mantenere non è mica orfano, “una padre” ce l’avrebbe..)
          Questo, è vero, a livello di immaginario, più che giuridico, ma è da questo livello che parte tutto

          3-sempre a livello di immaginario, un durissimo colpo all’idea femminista per cui la donna può fare benissimo anmemo dell’uomo: non solo non può biologicamente, se vuole dei figli: qui salta fuori che 2 donne continuano ad aver bisogno di 1 uomo per crescerlo.

          4-riemerge vittoriosa l’idea che la famiglia “vera” sia quella basata sull’idea della procreazione e cura dei figli, quindi eterosessuale.

          Naturalmente immagino che loro crederanno in una grande vittoria del femminismo..

          • PinoMamet says:

            Poi, se ogni volta che uno eiacula in una fialetta viene costretto a mantenere un figlio fino alla maggiore età, voglio vedere quanti donatori di sperma si troveranno…

            O il principio si applica solo in presenza di coppie lesbiche??

            • Moi says:

              Bene, bene : sempre più difficile, siòre e siòri e siòrus 😉 … e se la compravvendita di sperma è inter-razziale ? 😉

          • roberto says:

            “ Infatti non so se si rendono conto, le gentili coppie lesbiche, del significato della loro richieste di soldi:”

            Se ne fottono, gli bastano tre righe sui giornali e/o 30 dollari sul conto

            • PinoMamet says:

              Nell’immediato è sicuramente così.

              io però se fossi un donatore di sperma, adesso, ci penserei due volte prima di spermare 😉

  24. Moi says:

    Credo che sia un caso “unprecedented”: probabilmente è stato pirla il “semen donor”, che avrà mentito dull’ intelligenza in curriculum 😉 che fa il prezzo della sborra … solitamente sono contratti molto chiari, tipo quelli _ piaccia o no ! _ di un allevatore di equini che porta lo stallone a ingravidare le fattrici !

  25. Moi says:

    … Bei tempi, quando le uniche notizie dalla Persia (!) riguardavano lo Shah Reza e la Shahina (?) Farah ! … E Khomeini sembrava (!) solo un istrionico e carismatico Padre Livio Fanzaga in versione Islam ! 😀

  26. Moi says:

    «Questo nero lungo qui lavora con una lentezza allucinante, ancora non sono le undici ed è già andato quattro cinque volte in bagno: levamelo dai c.».

    ———-

    Insomma,un Imprenditore ha dato la Pagellina Lavorativa a un Dipendente … se avesse inserito un fonema occlusivo velare sonoro a centro parola definente sì, che sarebbe stato razzismo _ anzi : Rigurgito di FaSSssismo _ e Violazione di Diritti Umani !

  27. Moi says:

    @ MIGUEL

    CANADA: LGBTQ+ baby boomers in need of safer housing in senior years, profs say
    Vulnerable Canadians, particularly those who are older LGBTQ+, face challenges finding safe and adequate housing, health professor says

    https://www.thoroldnews.com/local-news/canada-lgbtq-baby-boomers-in-need-of-safer-housing-in-senior-years-profs-say-3276134

  28. Moi says:

    Dài, chissenefrega dell’ Iran … la Vera Sx di Bàiden 😉 , del quale fare le Cheerleaders in Europa , è questo :

    https://www.nytimes.com/2021/02/24/style/gender-neutral-x-passport-ids.html

    Passports May Soon Include a New Option for Gender Identity
    Activists are pushing President Biden to uphold a campaign promise to add the nonbinary designation “X” to federal IDs.

    • Francesco says:

      Moi

      pare che la Woke Disney vada malissimo come vendite e che funzionasse solo la serie Mandalorian che era tradizionale … forse il denaro ci salverà da questi svitati!

      almeno per il momento

  29. Stato e Chiesa contro il Popolo, ma il Popolo lotterà a costo di sfidare il lockdown:

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/02/26/news/ponte_a_greve_la_lettera_del_cardinale_sulla_chiesa_delle_polemiche_si_fara_-289397211/
    Firenze

    Ponte a Greve, la lettera del cardinale sulla chiesa delle polemiche: “Si farà”
    26 Febbraio 2021

    Il comitato dei residenti continua a non volerne sapere, e sta organizzando una controffensiva. Ma sia il Comune che la Diocesi vanno avanti per la loro strada: la nuova chiesa di San Lorenzo a Greve, inserita nel Piano operativo in approvazione, sorgerà nell’area verde di 15 mila metri quadrati, detta ”il campone”, in Viuzzo delle Case nuove. Donata a suo tempo a Palazzo Vecchio dalla Coop, e che il Comune cederà ora alla Diocesi, ottenendo in cambio due aree verdi staccate: una accanto sempre in viuzzo delle Case nuove, – vicina alle case, ma piccola – e una in via Lunga, all’Isolotto – grande, ma lontana. Dopo l’ok della giunta, lunedì scorso, la conferma del raggiunto accordo è arrivata ieri anche dall’arcivescovo Giuseppe Betori, che in una lettera al Comitato ha spiegato le ragioni della decisione. Un uno-due che ha fatto infuriare i residenti, che in 4 giorni hanno già raccolto 500 firme contro il progetto, e convocheranno presto un’assemblea pubblica (“in presenza nonostante il Covid”, dice il portavoce del Comitato Gianfranco Angeli, “l’argomento è troppo importante per trattarlo on line”).

  30. Moi says:

    Biden (in questo è stato di parola ….) continua a darsi da fare :

    https://news.harvard.edu/gazette/story/2021/02/biden-may-regret-releasing-report-on-khashoggi-murder-says-expert/

    Biden may regret releasing report on Khashoggi murder

    The Biden administration authorized the release of a report that concludes the murder of Jamal Khashoggi by Saudi Arabian agents was “approved” by Saudi Crown Prince Mohammed bin Salman

  31. Per Moi

    Source : https://www.womenarehuman.com/boys-bullied-for-being-pretty-non-macho-become-worlds-first-twins-to-undergo-gender-surgery-together/

    Boys Bullied for Being ‘Pretty’, Non-Macho Become World’s First Twins to Undergo ‘Gender’ Surgery Together BR — Blumenau, Santa Catarina.

    Two boys who, since childhood, had been subjected to harassment from peers over their ‘pretty’ looks and less than ‘masculine’ behaviors have recently become the world’s first twins to jointly undergo surgery intended to make them physically resemble the other sex. The tragic story is being celebrated as ‘liberating’ in the national and international press.

    “My friends threw notebooks in my head for being feminine,” Mayla Phoebe said of his childhood in Tapira, Brazil. “Since I was a child, I felt it wasn’t mine when I looked at my (male) genitals.” Despite a very supportive family, each of the boys attempted suicide over the bullying. Mayla Phoebe and his identical twin brother Sofia Albuquerck confessed to their families that they wanted to be girls.

    At the age of 15, the boys began ingesting cross-sex hormones via contraceptives, though the press refers to this drug misuse as “hormonal therapy.” The twins had silicone prosthesis put in at the age of 19. The maternal grandfather of Sofia and Mayla said he had been heartbroken every time his grandsons were bullied. When he learned the boys were identifying as girls and wanted to undergo ‘gender-affirming’ plastic surgery, the grandfather sold his house to fund their procedures. Doctors José Carlos Martins Junior and Cláudio Eduardo, who run Transgender Center Brazil, the only ‘gender’ surgery and facial feminization clinic in the country, performed the four hour, 40 minute-long operations on the 19-year-olds on February 10 and 11. The grandfather said he “smiled” when the teens’ cosmetic surgery was completed successfully.

    Mayla, an aspiring doctor in the third year of medicine, now says he wishes to help “other trans girls be themselves.” He has already received an internship proposal from a doctor who performed his and his twin’s surgeries. Brazil’s NSC Total framed the twins’ cosmetic exchanges to their exterior as “liberating.” Insight Korea gushed over how the twins may now show off “sexy expressions” and their bodies in bikinis.

    The study “Deep vein thrombosis in a transgender woman,” which is published in the databases of the US National Library of Medicine National Institutes of Health and the Canadian Medical Association Journal, found that “high doses of estrogen,” including for “transgender treatment,” increases “the chances of getting blood clots,” a condition that is “often the cause of sudden death and strokes.”

  32. rossana says:

    Ma quando i complici dello sfruttamento della manodopera a basso costo e senza tutele sono immigrati, si possono indicare gli immigrati come responsabili del reato o bisogna attenersi alla linea che impone di non dire niente di sgradevole sugli immigrati pena l’essere definito sovranista, razzista, ecc.?
    Ragionare sul reato in sé e su chi lo commette fa troppo antico?
    Per quel che ne so, le reti di complicità nello sfruttamento dell’immigrazione, clandestina e non, vedono molto spesso capocce immigrate che si fanno tramite vs imprenditori dal profilo delinquenziale pari al loro.
    I delinquenti si somigliano, si capiscono e trovano il modo di collaborare fra loro sulla pelle di chiunque, non importa di che colore e di che razza: i primi sfruttatori della manodopera cinese sono cinesi, così come i primi magnaccia nel campo della prostituzione africana sono africani.
    Ma non si può dire, lo so, mi spiace, togli pure il commento, non si ripeterà…

    • Moi says:

      Guarda che avevamo già citato il caso “scomodissimo” per il Main Stream dell’ imprenditrice donna “Abissina” uccisa da un dipendente uomo Ghanese … e la gaffe di un’ Amministratrice Fiorentina dare la colpaa un “Salviniano” prima del tempo !

    • Moi says:

      I delinquenti si somigliano, si capiscono e trovano il modo di collaborare fra loro sulla pelle di chiunque, non importa di che colore e di che razza: i primi sfruttatori della manodopera cinese sono cinesi, così come i primi magnaccia nel campo della prostituzione africana sono africani.
      Ma non si può dire, lo so, mi spiace, togli pure il commento, non si ripeterà…

      ——————–

      Penso che nessuno, qui, lo abbia mai negato …

      • PinoMamet says:

        Confermo Moi.

        • Per Pino Mamet

          “In reply to Moi.

          Confermo Moi”

          Ho sempre detto che le fantasie italiane sui migranti (“tutti santi, ma Salvini li odia!”/”tutti diavoli, ma la Boldrini vuole che ci invadano!”) sono retoriche interne, tra italiani, tra guelfi e ghibellini, che non hanno nulla a che fare con il vissuto reale di chi migra per mille motivi, e che a volte fa bene, a volte fa male, a volte non si sa cosa ne verrà fuori.

    • Moi says:

      Anchele prime Suffragette Bianche _ checché ne dica la Storiografia Netflix 😉 tipo Enola Holmes _ AngloSassoni … difficilmente consideravano una “niggress” (come si diceva cento e più anni fa …) alla stregua di “donna come loro” !

    • Per Rossana

      “Ma non si può dire, lo so, mi spiace, togli pure il commento, non si ripeterà…”

      Guarda che hai ragione da vendere.

      Hai descritto molto bene una classica follia della “Sinistra”.

      Bene, io sto con Y., la mamma egiziana del miglior amico di mio figlio, laureata in legge, con il hijab, che ha il marito cuoco senza lavoro, lei fa le pulizie in casa di varie persone e fa la fila sotto casa mia per i pacchi alimentari della parrocchia, e che non vorrebbe mai che suo figlio finisse per frequentare gli spacciatori tunisini del rione.

      Separiamo i migranti, dalle cazzate che i buonisti raccontano su di loro.

      • rossana says:

        Mi illudo si possa un giorno riuscire a separare non i migranti dalle cazzate dei buonisti (anche i cattivisti ne sparano parecchie di cazzate), ma i delinquenti dalle persone che a essere decenti con i loro simili ci provano.
        O anche a separare le persone educate da quelle arroganti.
        O le persone che giudicano i fatti non la provenienza e il colore della pelle.
        E vale nei due sensi (o 3), perché anche i migranti sono spesso intrisi di pregiudizi nei confronti dei non migranti (o forse sono paure mascherate, va a saperlo).
        @MOI
        Hai ragione, è che scrivete così tanti commenti saltando da un punto alla’ltro che spesso fatico a leggerli tutti, così è stato per il mio precedente commento, mi spiace…

        • Per Rossana

          “E vale nei due sensi (o 3), perché anche i migranti sono spesso intrisi di pregiudizi nei confronti dei non migranti (o forse sono paure mascherate, va a saperlo).”

          Verissimo.

          E da entrambe le parti, autoctoni e migranti, sospetto che valga il detto, “a pensare male spesso si azzecca”. L’errore sta ovviamente nel passare dall’azzeccare al generalizzare.

          Ma il vero problema sono gli italiani che litigano tra di loro, sfruttando gli immigrati come pretesto.

  33. OT

    https://reclaimthenet.org/suny-student-suspended-for-instagram-post/

    Studente della SUNY sospeso per un post su Instagram che dice: “Un uomo è un uomo, una donna è una donna”

    Da Ben Squires
    Pubblicato 5:41 pm

    (traduzione DeepL)

    Uno studente di educazione in un’università di New York è stato sospeso dopo che i suoi post su Instagram sono stati portati all’attenzione dell’amministrazione della scuola. La scuola dice che gli studenti di educazione devono rispettare le regole della loro professione, che includono “la protezione del benessere mentale ed emotivo di tutti gli studenti”.

    In uno dei post, Owen Stevens, uno studente della State University of New York-Geneseo (SUNY-Geneseo), ha detto “Un uomo è un uomo, una donna è una donna. Un uomo non è una donna e una donna non è un uomo”.

    fonte

    Alcuni dei suoi compagni non erano d’accordo con la sua posizione sulla biologia e hanno segnalato i post all’amministrazione dell’università.

    L’amministrazione dell’università ha risposto sospendendo Stevens da tutti i programmi di insegnamento sul campo, che sono obbligatori per gli studenti di educazione. La scuola ha sostenuto che le sue affermazioni “mettono in discussione” il requisito di un insegnante di “mantenere un ambiente di classe che protegge il benessere mentale ed emotivo di tutti gli studenti”.

    “Dopo la revisione di tutti i materiali disponibili, trovo che, sulla base della tua continua posizione pubblica e la presenza sui social media, non dimostri costantemente i comportamenti richiesti dal quadro concettuale della scuola di educazione”, il decano della scuola di educazione ha scritto in una e-mail a Stevens informandolo della sospensione.

    Per ottenere la sospensione revocata, a Stevens è stato detto che deve completare un piano di rimedio, che comporta la cancellazione dei post sul suo account Instagram, riducendo la sua presenza sui social media, e frequentando una formazione che ha soprannominato “rieducazione”.

    L’e-mail di sospensione ha anche suggerito che i futuri insegnanti come Stevens sono tenuti a sostenere “tutte le forme” di identità di genere. L’e-mail ha detto che la sua posizione sulla biologia è in conflitto con il Dignity for All Students Act nello stato di New York.

    Secondo la SUNY-Geneseo, Stevens ha anche violato la sua dottrina dell’inclusività, che afferma che gli insegnanti dovrebbero promuovere “una comunità di campus diversificata segnata dal rispetto reciproco per i talenti unici e i contributi di ogni individuo”.

    Secondo il Daily Wire, che ha parlato con Stevens, il presidente dell’Università ha anche inviato una e-mail a tutto il campus per condannare i post di Steven senza menzionarlo direttamente.

    L’e-mail recitava:

    “Ieri, sono stata messa al corrente dei post di Instagram di uno studente attuale riguardanti le persone transgender”, ha scritto il presidente di SUNY-Geneseo Denise Battles. “Voglio cogliere questa opportunità per riaffermare pubblicamente il mio profondo impegno personale nella promozione della giustizia sociale”.

    Nella e-mail, il presidente ha anche detto che l’università avrebbe voluto “ridurre il dolore” che le osservazioni di Stevens hanno causato, ma non poteva punirlo a causa di “chiari limiti legali”.

    Un portavoce dell’università ha rifiutato di entrare nei dettagli della questione. Tuttavia, hanno suggerito che ci si aspettava che Stevens rispettasse le regole della sua professione scelta.

    “Scegliendo di entrare in certi campi professionali, gli studenti accettano di rispettare gli standard professionali del loro campo scelto.

    A volte, questi standard professionali impongono che gli studenti agiscano e si comportino in certi modi che possono differire dalle loro predilezioni personali”, ha detto il portavoce dell’università.

    Stevens sostiene che non si conformerà alle richieste dell’università.

    • PinoMamet says:

      Moi, servi tu e Chesterton.
      Davvero. Urgentemente!

    • Francesco says:

      spero che Stevens abbia spalle larghe, portafogli profondo, avvocati cattivi

      e che si inculi a sangue la Suny-Geneseo, anche se non sono ottimista

  34. Perché gli inglesi rifiutano la carta d’identità?

    (traduzione DeepL)

    Fonte: https://bigbrotherwatch.org.uk/2021/02/britains-fight-against-id-from-wwii-to-covid-19/
    La lotta della Gran Bretagna contro l’ID: dai documenti di guerra ai passaporti vaccinali

    Big Brother Watch Team / 21 febbraio 2021

    Oggi è un giorno importante per dire forte e chiaro: nessuna carta d’identità nazionale, nessuna carta d’identità vaccinale, nessuna carta d’identità per gli elettori.

    69 anni fa oggi, il 21 febbraio 1952, il governo di Winston Churchill scartò le carte d’identità. Perché? Nelle sue parole, per “rendere il popolo libero”.

    Ecco una breve storia su come e perché la Gran Bretagna ha rifiutato le carte d’identità.

    All’inizio della seconda guerra mondiale, il National Registration Act 1939 fu approvato come misura di emergenza. Ogni uomo, donna e bambino doveva portare sempre con sé una carta d’identità. Gli scopi principali erano le evacuazioni, il razionamento e le statistiche sulla popolazione. Furono emesse 45 milioni di carte cartacee.

    Ma come la maggior parte delle misure di emergenza, le carte d’identità non scomparvero dopo la guerra.

    Nel 1950, Harry Willcock, un lavandaio londinese di 54 anni, fu fermato da un poliziotto che chiese di vedere la sua carta d’identità. Lui rifiutò, dicendogli semplicemente: “Sono contrario a questo genere di cose”.

    L’apparentemente piccolo atto di resistenza del signor Willcock ha ispirato un movimento.

    Poco dopo, la Lega delle casalinghe britanniche è scesa in Parlamento per dare fuoco alle loro carte d’identità. I loro spiriti, smorzati solo dalla pioggia, Beatrice Palmer fu l’unica donna che riuscì a bruciare la sua carta d’identità, accendendola in un barattolo di caffè, mentre la sua collega Irene Lovelock ebbe meno fortuna usando una padella.

    Il signor Willcock fu perseguito e il caso raggiunse l’Alta Corte nel 1951, dove trovò la simpatia dei giudici. Gli fu dato un congedo assoluto per il suo rifiuto di mostrare il suo ID. Sarebbe stata l’ultima persona ad essere perseguita in base al National Registration Act.

    Nella sentenza, Lord Chief Justice Goddard disse che la legge del 1939 “non è mai stata approvata per gli scopi per i quali è ora apparentemente usata” e che usare la legge in questo modo “tende a trasformare soggetti rispettosi della legge in trasgressori (…) tale azione tende a rendere la gente risentita degli atti della polizia”.

    Queste parole hanno un’inquietante rilevanza per noi oggi. Ogni parola potrebbe essere applicata all’uso del Public Health Act 1984, in base al quale qualsiasi cosa, dalla visita alle nostre famiglie al volantinaggio politico, è attualmente considerato un atto criminale. La storia ci insegna che le misure di emergenza tendono ad estendersi nella durata e nello scopo, spesso a svantaggio dei cittadini.

    Qualcuno pensa seriamente che le carte d’identità per i vaccini covidi non supererebbero analogamente il loro scopo?

    Il Regno Unito ha rifiutato di nuovo le carte d’identità dopo che, sulla scia dell’11 settembre, l’allora primo ministro Tony Blair ci disse che non potevamo combattere il terrorismo senza di esse.

    Un certo Boris Johnson si è mobilitato contro i piani, notando l’inevitabilità del mission creep:

    C’è la perdita di libertà, e la raccapricciante realtà che lo stato userà queste carte – senza dubbio con le migliori intenzioni possibili – per memorizzare ogni sorta di dettaglio su di noi, le nostre abitudini, quali benefici possiamo richiedere, e così via.

    Infatti, nel 2004 il signor Johnson disse che se gli fosse stato chiesto di mostrare la sua carta d’identità, se la sarebbe mangiata fisicamente. Quindi cosa è cambiato?

    Di nuovo, c’è voluto l’impegno del pubblico per la libertà per superare le carte d’identità. Fu lanciata NO2ID, una delle campagne pubbliche di maggior successo del decennio, e i piani furono infine sconfitti.

    Da allora, le proposte del governo per le carte d’identità sono state periodicamente riproposte.

    Oggi, la lotta potrebbe essere più dura che mai.

    Perché non sono solo gli 8 diversi progetti finanziati dal governo per i passaporti vaccinali che stiamo affrontando. Il governo sta anche silenziosamente sviluppando un “quadro di identità digitale” in modo che, per esempio, possiamo usare app di riconoscimento facciale collegate a sistemi di identità approvati dal governo per verificare la nostra età al pub locale.

    È anche in procinto di introdurre un “Electoral Integrity Bill” per richiedere l’identificazione degli elettori, nonostante un solo caso di frode elettorale nel 2017 rispetto ai 3,5 milioni di britannici che non hanno un documento di identità con foto.

    È solo una questione di tempo prima che tutte queste richieste di ID convergano in un sistema nazionale di ID – che fa sembrare pittoresca la lotta del signor Willcock contro la sua carta d’identità cartacea.

    La lotta contro le carte d’identità non riguarda solo le banche dati – si tratta di proteggere la presunzione di innocenza e la libertà, che è la base di una società libera. Si tratta di dare potere ai cittadini contro le autorità prepotenti. Siamo più che un numero, un codice di registrazione o, peggio, un punteggio di rischio vaccinale.

    In questo momento, il Regno Unito dovrebbe mostrare coraggio e leadership per costruire un futuro più libero – per “rendere il popolo libero”. Invece, con gli ID dei vaccini e altro, il governo ci sta offrendo un futuro di più controlli, non di più libertà.

    Dobbiamo tutti fare la nostra parte per difendere la libertà in questo momento pericoloso. Possiamo vincere ancora questa battaglia, ma possiamo farlo solo insieme. Sii parte della storia – unisciti a noi oggi!

    • Peucezio says:

      Io farei anche in Italia un bel rogo di carte d’identità.
      Andrebbero sostituite con il porto d’armi, che a sua volta sostituirebbe il vecchio servizio militare: se vuoi votare devi fare un corso al poligono e imparare a usare un’arma, in modo da saper difendere la nazione, se occorre.

      • PinoMamet says:

        Perché non l’arco e le frecce? 😉

        tanto un fucile, per la difesa della nazione, ha più o meno la stessa efficacia, ormai 😉

        a parte questo, le carte d’identità stanno sulle balle anche a me.

        Se proprio ci devono essere (e non vedo perché, visto che nel Regno Unito ne hanno fatto felicemente a meno, riuscendo lo stesso a prendere la patente, il passaporto, diplomarsi, laurearsi ecc.) se proprio ci devono essere, non capisco perché non fare un documento unico che comprenda anche codice fiscale e tesserino sanitario.

        • Moi says:

          … gli Inglesi, dopo aver respinto con sdegno la Carta d’ Identità, son capacissimi di accogliere con entusiasmo i microchip cerebrali ! 😉

        • PinoMamet says:

          Probabilmente accoglierebbero anche la mia idea dell’arco e delle frecce 😀

          in fondo ci hanno vinto un sacco di battaglie!!

          • Mauricius Tarvisii says:

            Vista l’irriformabilità cronica dell’Inghilterra, c’era gente che ancora all’inizio dell’Ottocento era tenuta a mantenere compagnie di arcieri. E a Waterloo, quando gli inglesi raschiarono il fondo del barile, c’erano anche gli arcieri.
            Poi ci vengono a raccontare che erano efficaci e altre puttanate e che è solo un caso che furono schierati l’unica volta in cui si dovette raschiare il fondo del barile.

    • Francesco says:

      mi pare una cosa abbastanza paranoica e, di fatto, utile solo a far perdere tempo

      perchè senza una CI per identificare un tizio ci vuole molto più tempo – oppure si lascia campo libero agli abusi

      bocciati pure i Conservatori britannici, che sono un mito fondante ma quando ci vuole ci vuole

  35. Scusate, due transerie in un giorno solo… ma qui c’è pure il veterano dell’Afghanistan che ha invaso il Senato degli Stati Uniti in divisa militare, e si proclama trans e chiede di non andare in carcere 🙂

    Chi calcola i Victim Points contro i Boia Points?

    Vediamo cosa fa DeepL delle concordanze grammaticali di genere

    https://www.womenarehuman.com/transgender-status-makes-jail-too-harsh-for-idiot-militia-leader-who-invaded-us-capitol-lawyer-and-friends-say/

    Lo status di transgender rende la prigione troppo “dura” per il leader della milizia “idiota” che ha invaso il Campidoglio degli Stati Uniti – l’avvocato, gli amici dicono che Jessica Marie Watkins ha commesso un crimine

    Diana Shaw – 24 febbraio 2021

    Jessica Watkins Jessica Watkins, 38 anni, dietro il collega Oath Keeper Donovan Crowl, 50, durante l’invasione del Campidoglio del 6 gennaio, a sinistra; Watkins nella foto segnaletica, a destra. (Per gentile concessione di Spectrum News 1) USA – Ohio.

    Un leader di un gruppo di milizia di estrema destra accusato nell’invasione del Campidoglio sta sostenendo, attraverso un difensore pubblico, che essere tenuto in custodia pone l’individuo “transgender” a rischio di “trattamento duro”.

    I consulenti legali e gli amici del sospetto sostengono che non è pericoloso, ma solo un “lavaggio del cervello” e un “idiota”.

    Jessica Marie Watkins, un uomo di 38 anni che si identifica come donna, è il leader degli Oath Keepers, e uno dei molti ex-militari e personale delle forze dell’ordine che affrontano accuse di reato in relazione alla violenza di mercoledì 6 gennaio al 117° Congresso degli Stati Uniti. Otto altri Oath Keepers e presunti associati sono stati accusati per l’invasione del Campidoglio.

    I procuratori sostengono che il signor Watkins dovrebbe essere detenuto in attesa del processo.

    In una recente mozione per il rilascio, l’avvocato del veterano della guerra in Afghanistan ha affermato che il signor Watkins ha subito una storia di molestie nell’esercito, ed è stato abitualmente spogliato nudo come parte del monitoraggio mentre era sotto sorveglianza punitiva in un carcere dell’Ohio. Combinato con il suo status di transgender, il signor Watkins sarebbe vulnerabile in custodia, ha detto l’avvocato. Jessica Watkins in tenuta militare Jessica Watkins in tenuta militare durante l’invasione al Campidoglio degli Stati Uniti (Cortesia: NewsWeek)

    L’avvocato del signor Watkins ha inoltre sostenuto, in un documento del tribunale di sabato 20 febbraio, che gli è stato “fatto il lavaggio del cervello” nelle sue azioni dall'”ex presidente, i suoi sostenitori e i media di destra”. Il signor Watkins ha detto che all’inizio temeva che il piano di assaltare il Campidoglio fosse una “trappola elaborata”, e ha deciso: “Se Trump mi chiede di venire, lo farò. Altrimenti, non posso fidarmi”.

    L’ex paramedico ha inizialmente sostenuto in tribunale di essere stato presente non come un insurrezionalista, ma perché aveva “incontrato gli agenti dei Servizi Segreti” che gli hanno dato un “pass VIP per la manifestazione”, dove avrebbe dovuto “fornire sicurezza”.

    In risposta all’archiviazione, i Servizi Segreti hanno negato di aver lavorato con privati cittadini per fornire sicurezza. Il difensore d’ufficio del signor Watkins si è scusato per i commenti “poco chiari”, e ha rivisto le affermazioni in un deposito due giorni dopo, affermando: “L’avvocato non intendeva in alcun modo implicare che la signora Watkins si sia incontrata con i servizi segreti. Un verbo migliore sarebbe stato “incontrato”. […] La signora Watkins non suggerisce di avere alcuna conoscenza diretta del fatto che il suo ruolo di sicurezza sia stato sancito da qualcuno che non fosse coinvolto nell’organizzazione della manifestazione”.

    Un amico di lunga data del signor Watkins, identificato solo come Zach H, ha insistito in un documento del tribunale che il signor Watkins non è pericoloso. “La mia amica ha subito il lavaggio del cervello da coloro che sono profondamente radicati nelle credenze cospiratorie, e che (come è stato un fatto di cronaca con lei) i sentimenti di Jess hanno superato il suo cervello. La mia amica è un’idiota” che non è “completamente irresponsabile per le sue azioni – né credo che dovrebbe o vorrebbe esserlo”.

    Lo status di transgender rende la prigione troppo “dura” per la leader della milizia “idiota” che ha invaso il Campidoglio degli Stati Uniti – l’avvocato, gli amici dicono che le donne sono umane.

  36. Sempre con DeepL

    un tema in cui mi trovo a scontrarmi frontalmente con i “buonisti di sinistra/woke”, se non altro perché sono babbo di una figliola 🙂

    Fonte: https://rdln.wordpress.com/2021/02/21/prostitution-or-sex-work-language-matters/
    Redline
    21 febbraio 2021Admin
    Prostituzione o lavoro sessuale? Le parole contano

    Questo articolo è di Laura Biggs, dal blog marxista-femminista On the Woman Question.

    Il termine “lavoro sessuale” è arrivato a sostituire la parola “prostituzione” nelle discussioni contemporanee sull’argomento. Questo non è accidentale. La frase ‘lavoro sessuale’ è stata adottata dalle femministe liberali e da potenti lobbisti in un tentativo deliberato di guidare la narrazione sulla prostituzione.

    Fumo e specchi

    Superficialmente, il termine ‘lavoro sessuale’ ha lo scopo di far sembrare la prostituzione più gradevole. Viene usato per rimuovere le connotazioni negative dell’industria del sesso e di coloro che vi lavorano.

    Tuttavia, l’igienizzazione dell’orrore della prostituzione con termini così benigni è un monumentale disservizio alle decine di milioni di donne che si prostituiscono nel mondo. Le loro esperienze non possono essere celebrate come “lavoro”. La stragrande maggioranza delle loro esperienze sono sporche e degradanti. Quello che una manciata di donne occidentali relativamente privilegiate che lavorano nel commercio del sesso possono considerare “lavoro” è percepito come umiliazione e degradazione da milioni di altre. Alcuni sostengono che il termine “lavoro sessuale” rimuove lo stigma e il vetriolo diretto alle donne prostituite, ma questo non riesce ad affrontare il problema. Le donne che si prostituiscono sono ferite e violate dai compratori perché il commercio del sesso permette agli uomini violenti – non a causa del linguaggio usato per discuterne. Suggerire che la parola “prostituzione” sia da biasimare per la sofferenza delle donne prostituite sposta la colpa dagli autori della violenza maschile e trascura i sistemi istituzionali che ne permettono il prosperare. È assolutamente vitale che si parli della brutta realtà della prostituzione, e per farlo dobbiamo cominciare a dare un nome al problema senza mezzi termini: prostituzione.

    Reinventare la prostituzione come ‘lavoro sessuale’ maschera anche la natura profondamente misogina del commercio sessuale. La parola ‘prostituta’ è una parola fortemente sessuata, che connota le donne. L’Oxford English Dictionary lo riconosce nella sua definizione della parola: Una persona, in particolare una donna, che si impegna in attività sessuali a pagamento. La parola è così di genere, infatti, che quando ci si riferisce agli uomini nell’industria del sesso, si aggiunge il descrittore ‘maschio’ per fare la distinzione (prostituta maschile). Questa non è una concezione sbagliata, superata e sessista, ma un riflesso accurato dell’equilibrio di genere all’interno del commercio del sesso.

    La stragrande maggioranza di coloro che si prostituiscono sono donne e ragazze, mentre la stragrande maggioranza dei compratori e dei protettori sono uomini. Offuscare la natura di genere della prostituzione ribattezzandola come “lavoro sessuale” cancella i millenni di oppressione misogina inerenti al commercio del sesso.

    È probabile che la prostituzione commerciale (separata e distinta da quella del tempio) derivi dall’antica schiavitù. La fisicità degli schiavi maschi significava che erano spesso utilizzati per il lavoro manuale, mentre le schiave femmine erano più probabilmente riservate a scopi domestici o di intrattenimento. In molte società antiche, le donne non potevano possedere proprietà e quindi i padroni di schiavi erano prevalentemente maschi. Di conseguenza, le schiave erano spesso usate per il divertimento sessuale del loro proprietario maschio. I proprietari di schiavi spesso affittavano le loro schiave come prostitute e addirittura creavano bordelli commerciali. La prostituzione, nata dalla schiavitù sessuale, ha sempre colpito in modo sproporzionato le donne appartenenti alle classi socioeconomiche più basse. È fondamentale riconoscere l’origine e la storia della prostituzione per capire che non si tratta di un “lavoro come un altro” ma di un’industria costruita sull’oppressione delle donne povere.

    Un ampio ombrello

    Il ‘lavoro sessuale’ è un termine vago che si riferisce a persone che vendono il proprio lavoro o la propria prestazione sessuale. Questo può quindi includere qualsiasi numero di professioni come il webcamming, lo spogliarello, l’hostessing, l’escorting ecc. Mentre ogni professione che esiste solo per sessualizzare le donne è oggettivamente antifemminista, è importante riconoscere che la prostituzione è distinta da queste altre forme più blande di oggettivazione. Chiaramente, le esperienze di una studentessa che flirta con estranei via webcam per ricaricare il suo prestito studentesco differiscono molto da quelle di una sedicenne vulnerabile, trafficata dalla Romania, che cammina per le strade. La descrizione del lavoro di una prostituta elenca atti e rischi che non sono comuni ad altri lavori: rischio di MST; gravidanza indesiderata; manipolazione non protetta di fluidi corporei; sesso degradante, doloroso e persino tortuoso; lacerazioni vaginali e anali; alto rischio di PTSD – per non parlare del rischio significativamente aumentato di stupro, aggressione e omicidio.

    Anche all’interno dell’industria del sesso, le esperienze delle donne che si prostituiscono sono particolarmente strazianti e quindi è essenziale dare la priorità a queste donne nella legislazione sulla riforma della prostituzione. Raggruppando tutte le professioni legate al sesso sotto l’ampio ombrello del “lavoro sessuale”, a coloro che fanno lavori meno pericolosi e degradanti è stata data l’autorità di parlare a nome delle donne prostituite, mettendo così a tacere le voci più oppresse nell’industria del sesso. Individui le cui esperienze hanno poco in comune con quelle delle prostitute stanno guidando movimenti i cui obiettivi avranno un effetto diretto e negativo sulla sicurezza e il benessere di queste donne vulnerabili. L’ampia portata del termine “lavoro sessuale” permette ai ricchi lobbisti di usare donne liberali compiacenti come portavoce della loro dannosa narrativa, mentre simultaneamente spinge in secondo piano le esperienze di coloro che sono più colpiti dal commercio sessuale.

    In alcuni casi, il termine “lavoratrici del sesso” è così ampio da includere i papponi. Prendendo in prestito il linguaggio del movimento operaio, le lobby pro-decriminalizzazione si presentano come “collettivi” o “sindacati” e chiedono la decriminalizzazione con la scusa dei “diritti dei lavoratori”. Douglas Fox, dell’International Union of Sex Workers, si descrive come un lavoratore del sesso eppure è il comproprietario di una delle più grandi agenzie di escort del paese. Il sito web dell’agenzia sostiene che i papponi sono “lavoratori del sesso” e Fox afferma anche in modo scioccante che “il fatto che i pedofili producano e distribuiscano e guadagnino soldi dalla vendita di sesso può renderli lavoratori del sesso”. Allo stesso modo, il Sex Workers’ Outreach Project USA è stato fondato da Robyn Few, un’autoproclamata sex worker che ha una condanna per cospirazione per promuovere la prostituzione interstatale (pimping).

    La sindacalizzazione della prostituzione legittima un’industria che causa sofferenze indicibili a milioni di donne in tutto il mondo. È assurdo permettere ai papponi di unirsi a questi sindacati insieme a coloro che abusano e sfruttano. Nessuna quantità di “diritti dei lavoratori” renderà mai la prostituzione una professione sicura o umana. Un sistema intrinsecamente immorale non può essere aggiustato attraverso una riforma. È necessaria una soluzione radicale: l’abolizione.

    Un appello ai socialisti

    Descrivere la prostituzione come “lavoro” e le sue vittime come “lavoratori” è un appello economico e trasparente ai socialisti. Usare il gergo marxista per descrivere la prostituzione come “un lavoro come un altro” è un insulto ai grandi comunisti della storia che hanno condannato la prostituzione come controrivoluzionaria. Sotto Mao, la cui politica di criminalizzazione dei protettori fu attuata non appena prese il potere, la prostituzione era praticamente inesistente. Engels stesso affermava che il comunismo avrebbe “trasformato le relazioni tra i sessi in relazioni interamente personali”. Pertanto, qualsiasi relazione economica tra uomo e donna, in particolare quella grossolanamente sfruttatrice tra donne prostituite e compratori, è intrinsecamente anticomunista. Anche Lenin commentò che “finché esisterà la schiavitù salariale, inevitabilmente esisterà anche la prostituzione”, dimostrando che anche lui credeva che la prostituzione fosse inestricabilmente legata allo sfruttamento capitalista.

    Tuttavia, una porzione significativa della sinistra woke insiste nell’interpretare e applicare erroneamente la teoria marxista per legittimare la continuazione del commercio del sesso. Essi sostengono che dichiarando che la prostituzione è “un’espressione specifica della prostituzione generale del lavoratore”, Marx ha inteso la posizione delle donne prostituite come identica a quella di tutti i lavoratori sfruttati. Tuttavia, questo trascura intenzionalmente l’uso che Marx fa della parola ‘specifico’.

    In realtà, Marx sta suggerendo che, mentre la prostituzione cade sotto la bandiera generale dello sfruttamento, la sua dipendenza dall’oppressione delle donne la differenzia dalla “prostituzione generale del lavoratore” e la rende “specifica” della condizione femminile. Se lo sfruttamento capitalista fosse rimosso, il lavoro continuerebbe ad essere necessario per la sussistenza di qualsiasi società. Al contrario, la prostituzione senza sfruttamento capitalista cessa di esistere; il sesso, privo di coercizione economica, diventerebbe una relazione puramente interpersonale. In Proprietà privata e comunismo, Marx continua dicendo che il comunismo mira a “eliminare lo status della donna come mero strumento di produzione”. Le argomentazioni pro-prostituzione che caratterizzano la prostituzione come “lavoro” rafforzano intrinsecamente la percezione dei corpi femminili come macchine che producono una merce (il sesso) per il consumo maschile. L’oggettivazione dei corpi femminili, che sia sfruttamento o meno, è chiaramente scorretta e quindi non può essere sostenuta da nessun movimento marxista.

    Non c’è solo il denaro

    Inquadrare la prostituzione come “lavoro” la riduce deliberatamente a un’analisi puramente economica. Qualsiasi analisi priva di materialismo storico è del tutto inadeguata e invariabilmente fallirà nell’offrire un esame completo della questione. È vitale riconoscere i fattori sociali che portano le donne alla prostituzione: bassa autostima, traumi sessuali infantili, incesto ecc. Non è sorprendente che alcune di queste donne vulnerabili abbraccino la narrativa “il lavoro sessuale dà potere”. Il linguaggio che offusca la realtà abietta della loro situazione è senza dubbio attraente e quindi è ancora più immorale e manipolativo per i protettori, i trafficanti e i lobbisti spingere questo sinistro linguaggio ambiguo. L’insistente affermazione delle femministe liberali che la prostituzione è semplicemente “lavoro sessuale” non riconosce l’esistenza dei fattori sociali che predispongono le donne a vendere sesso e così naturalmente impedisce un cambiamento positivo per combatterli. La prostituzione, quindi, è molto di più della schiavitù salariale capitalista e quindi dobbiamo respingere qualsiasi tentativo di renderla solo “lavoro”.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “È probabile che la prostituzione commerciale (separata e distinta da quella del tempio) derivi dall’antica schiavitù”

      E’ probabile che il lavoro in fabbrica derivi dall’antica schiavitù. Aggiungere un po’ di bla bla a paicere e vedrete che vi semprerà una tesi assolutamente condivisibile, per cui l’utilizzo del termine “operaio” porta a sottovalutare la drammatica situazione di sfruttamento… aggiungere un altro po’ di bla bla a piacimento.

      “Inquadrare la prostituzione come “lavoro” la riduce deliberatamente a un’analisi puramente economica. Qualsiasi analisi priva di materialismo storico è del tutto inadeguata e invariabilmente fallirà nell’offrire un esame completo della questione.”

      Questi non hanno idea di cosa sia il materialismo storico, in compenso conoscono bene il bla bla bla femminista.

      ” impedisce un cambiamento positivo per combatterli”

      Veramente lo sfruttamento della prostituzione è perseguito più o meno ovunque. Per il resto, come non puoi impedire ad una persona di pulire i cessi perché “è sporco”, così non puoi impedire che faccia sesso a pagamento.
      O vorrebbero punire le prostitute?

      • Moi says:

        La Formula è sempre quella : si lascia la libertà di esercizio ma si toglie la possibilità di avere clientela.

        😉

        ……………………………………

        Come disse giustamente Pino, discutere di Prostituzione con la Sx Militante è come discutere di Droga con la Dx : in entrambi i casi c’è una narrazione autoreferenziale “manichea” da tramandarsi , e non deve esistere nient’altro.

        • Moi says:

          “discutere di Prostituzione con la Sx Militante è come discutere di Droga con la Dx Militante” … e cioè inutile.

          • Moi says:

            Ecco, per distinguere Dx e Sx forse si deve andare per Tabù … persino l’ Immigrazione (fenomeno tra l’ altro legato profondamente a entrambi i suddetti …) è di per sé meno “divisiva” !

          • Per Moi

            ““discutere di Prostituzione con la Sx Militante è come discutere di Droga con la Dx Militante” … e cioè inutile.”

            Veramente io vedo due scuole di pensiero opposte all’interno della sinistra.

            Scuola Butler/Foucault/postmoderni/transpronomisti ecc.: guardano quel 5% che si prostituisce perché fa figo, perché è divertente menare i clienti per il naso, perché il Sex Work è un modo per arricchirsi alla svelta, o perché (come il fu Foucault) sono avidi clienti loro stessi, magari di bambini…

            le femministe radicali che guardano il 95% che viene costretto a battere, nel migliore dei casi per disoccupazione, nel peggiore per violenza: una mia amica ha fatto studi sulle prostitute romene/Rom, e c’è da rabbrividire.

            Non è un caso che sia più facile trovare una prostituta ucraina o brasiliana, che una svedese o svizzera.

            Poi capisco i dubbi pratici su certe proposte femministe, capisco che è il più antico mestiere del mondo, impossibile pensare di farlo sparire.

            Ma ricordiamoci che è anche il più degradante del mondo – anche chi va a puttane, non vorrebbe avere la mamma, la sorella o la figlia troia.

            • Francesco says:

              Miguel

              io credo di essere pure d’accordo con questa tizia ma non poteva dirlo con un decimo delle righe? magari tagliando le scemenze?

              F o’sintetico

              • Per Francesco

                “io credo di essere pure d’accordo con questa tizia ma non poteva dirlo con un decimo delle righe? magari tagliando le scemenze?”

                🙂

                Diciamo che è un po’ come i teologi di una volta:

                “D. E’ lecita la prostituzione?
                R. Nel Vangelo di Luca leggiamo…. Agostino interpreta queste parole così, ma nel Sinodo di … i Padri dissero…”

                Sostituire Marx, Engels, ecc.

              • Francesco says:

                non so abbastanza di teologia per essere certo che scrivessero e ragionassero meglio ma spero di sì!

              • Per Francesco

                “non so abbastanza di teologia per essere certo che scrivessero e ragionassero meglio ma spero di sì!”

                trovo sempre affascinante la maniera in cui i marxisti, anche i più intelligenti, siano soggetti al Principio di Autorità, o lo usino comunque come arma decisiva nelle polemiche con altri marxisti.

                Non ho mai sentito un biologo citare Darwin come prova, che so, che le capre siano parenti delle balene. Invece Marx resta la fonte ultima di ogni certezza anche sul presente.

              • Francesco says:

                perchè i credenti e i marxisti devono porre ogni cosa dentro un certo sistema

                più sono intelligenti meno quel sistema è rigido e limitato

                ma alla fine entrambi credono in un principio unificatore della realtà e qualunque cosa ne fosse fuori lo smentirebbe

                abbi un poco di compassione!

      • PinoMamet says:

        “E’ probabile che il lavoro in fabbrica derivi dall’antica schiavitù. ”

        😀

        è più che probabile: è certo. Tuttora, mentre in italiano per indicare il lavoro usiamo pudicamente il termine latino che indica la fatica (labor), in greco si parla senza mezzi termini di “schiavitù” (douleia). Che sia pagata poco cambia 😉

        (Non capisco quelle tizie che si fanno chiamare “doule” che sarebbero una specie di ostetriche. A me suona come una cosa porno, e credo che dovrebbero cambiare nome).

    • PinoMamet says:

      Uno dei miei sogni è sempre stato quello di essere un datore di lavoro sessuale 😉

      Ho già individuato un bellissimo locale, dalle mie parti. attualmente ci vendono prodotti per lo “svapo”, ma dall’ubicazione, dall’arredamento ecc. sono più convinto che fino agli anni Cinquanta servisse proprio a quello.

      È davvero scenografico, con un bello scalone, specchi, decorazioni Liberty (tipiche della cittadina), in un vicoletto scuro e appartato.

      Mi vedo già sulla porta ad aspettare i clienti del lavoro sessuale, con un bel cappello fedora con piuma di fagiano, giacca gessata, e magari d’inverno un pellicciotto di astrakan.

      • PinoMamet says:

        (Dalle mie parti c’era davvero un pappone o magnaccia che dir si voglia che si presentava così: sombrero e pelliccia.
        Aveva una Harley Davidson rosa!)

  37. Moi says:

    La Sardegna è la prima regione in Zona Bianca

    • Moi says:

      SE ho ben capito : tutto aperto, pure cinema, palestre e ristoranti fino a tardi … però permane uso di mascherina/gel/distanza ! … Aggiornamento (di possibile regresso) Settimanale !

      Cmq : siamo in Stato di Emergenza Nazionale con Stop & Go Sine Die … per dirla in maniera linguisticamente ibrida ma efficace !

      • Moi says:

        In ogni caso, con Sine Die ad Aggiornamento Settimanale … non è però possibile programmare alcuna attività. Va be’ al “peggio” non c’è mai limite … per definizione !

  38. Moi says:

    @ MIGUEL

    … che roba l’ è, ‘sto DeepL ?

    • roberto says:

      Un traditore automatico

    • Per Moi

      “… che roba l’ è, ‘sto DeepL ?”

      E’ il tizio che tra poco renderà disoccupato me e un sacco di gente come me.

      Perché funziona.

      La versione base costa una settantina di euro l’anno, un Miguel Martinez traduttore costa leggermente di più, anche se dimezzasse le tariffe.

      • ” un Miguel Martinez traduttore costa leggermente di più”

        Le traduzioni automatiche non sono ancora perfette, ma se continuano a perfezionarsi a questa velocità, saranno tra poco migliori di qualunque cosa un essere umano possa fare.

        E la lingua è una cosa estremamente complessa e ricca: DeepL riesce a cogliere anche le ambiguità, a distinguere – che so – le ore sette dalle sette sataniche, per dare un esempio semplice.

        E’ un errore pensare che l’intelligenza artificiale possa sostituire solo i lavoro “noiosi”, grazie ai robottini nelle fabbriche.

        Se è in grado di sostituire un traduttore, che si occupa di complessissime sfumature di linguaggio, può benissimo sostituire avvocati, notai, ingegneri.

        Cingolani blaterava che la rivoluzione dell’IA è come quella della stampa, gli ammanuensi perdono il lavoro, ma nascono mille nuovi mestieri.

        Bene, oggi NON nascono mille nuovi mestieri. Al massimo nascono brevissime attività, che richiedono enormi investimenti intellettuali, al servizio dell’IA, tipo inventare l’app che durerà un anno per farsi i selfie più carini.

        • Quando sarà abolito il mestiere di traduttore, dovrò guardarmi intorno.

          A fare la start-up per fare i selfie, no. Mi scapperebbe da ridere.

          Potrei provare a fare il badante, ma penso che mi batterebbe facilmente un ventenne senegalese.

          Potrei provare a prostituirmi (dopo essermi tinto i capelli bianchi), ma credo che la concorrenza, maschile o femminile, mi batterebbe facilmente.

          Posso provare a fare l’Utero in Affitto, qualcuno ha il libretto delle istruzioni?

        • roberto says:

          Non sarei così sicuro… certo il mestiere del traduttore non è il mestiere del futuro, ma mi pare che su testi un po’ complessi (io li uso per testo giuridico) i traduttori automatici, pure i traduttori neurali, sono ancora abbastanza lontani

          Probabile invece che il tuo lavoro sarà più vicino a quello di un revisore che a quello di un traduttore

          Poi al limite piuttosto che prostituirti, non puoi provare uno dei mestieri che ti attirano? Agricoltore? Apicoltore? Falegname?

          • Per roberto

            “Poi al limite piuttosto che prostituirti, non puoi provare uno dei mestieri che ti attirano? Agricoltore? Apicoltore? Falegname?”

            Quelli che conosco io che li fanno sono tutti giovani, e credo che incida sulla capacità di apprendimento di un’arte manuale.

            Ma soprattutto sono arti che trovano enormi ostacoli burocratici, da andare fuori di testa.

            • roberto says:

              “enormi ostacoli burocratici, da andare fuori di testa”

              non è che un filo esageri?

              ok, non conosco nessun falegname, ma contadini e apicultori si e nessuno impazzisce per gli enormi ostacoli burocratici (no, non ti parlo di lussemburgo, prevengo già la tua obiezione)

              in genere impazziscono piuttosto perché è un lavoro veramente duro e la natura non è sempre generosa

              • Per roberto

                “non è che un filo esageri?”

                Certo, sto chiacchierando a ruota libera; e zappare la terra è sicuramente fatica 🙂

                Ma vedo che hanno in genere una grande difficoltà a vendere i loro prodotti.

                Non possono essere direttamente competitivi con i prezzi che pratica il supermercato sotto casa; il loro punto forte è che i loro prodotti sono “genuini, biologici, a chilometri zero, senza diserbanti” ecc. E dovrebbero avere quindi una certificazione biologica. Ma la certificazione biologica è una procedura burocratica – pochi controlli reali, molte carte da riempire – i cui costi sono tarati sulle possibilità delle grandi aziende.

                Da qui l’idea della Garanzia Partecipata, cioè l’invito agli acquirenti a venire di persona a visitare i campi.

              • roberto says:

                ah ecco, difficoltà a vendere è in effetti *molto* più comprensibile

                senza voler fare un’analisi di mercato in una pausa caffé, il biologico mi pare un falso problema, nel senso che se un prodotto non viene comprato perché costa tanto, non è che esploderanno le vendite perché ci appiccichi l’etichetta “bio”

                si, avrai qualche fricchettone o qualche mammina che ti comprerà il tuo vasetto di miele, ma insomma non è che puoi campare di quelli

              • Comunque quella dell’agricoltura è una (benvenuta) divagazione…

                Volevo ritornare alla qualità delle traduzioni automatiche. Solo qualche anno fa, “tradotto con Google” era un divertente insulto e si riferiva a testi incomprensibili e assurdi.

                In una decina di anni, la qualità di Google è molto migliorata; ma è stata sorpassata ampiamente da DeepL. Anche traduzioni molto complesse, almeno verso l’inglese e l’italiano, sono scorrevoli e risolvono quasi sempre le distinzioni tra “le sette sorelle” e “le sette sataniche”, per dare solo un esempio molto semplice.

                Al massimo potrebbe avere problemi con cose tipo, “Lin Mao was very surprised”, tradotto come “Lin Mao fu molto sorpresa”, e invece Lin Mao (personaggio inventato) è un uomo: ma questo è un tipo di errore che fa anche un essere umano.

                Ora, questo software è di recentissimo sviluppo, e certamente migliorerà molto in tempi brevi. Per cui le innumerevoli migliaia di traduttori che ci sono nel mondo saranno sostituibili con un software che costa circa 70 euro l’anno e produce una traduzione in pochi secondi.

              • Di solito, quando fai notare la questione, ti rispondono, “ma a ogni rivoluzione tecnologica, si sono persi vecchi lavori e ne sono nati di nuovi”.

                MT citava il curioso caso degli arcieri a Waterloo, ultimi sopravvissuti di un mestiere storico superato. Ma a Waterloo c’erano anche decine di migliaia di soldati con i fucili, insomma se il tuo mestiere era quello di uccidere e farti ammazzare con arco e freccia, potevi immediatamente inserirti nel nuovo mestiere di soldato.

                Oggi non vedo nessun orizzonte di questo tipo. O meglio, vedo start-up precarie e ultracompetitive per pochi nerd, oppure i lavori “fisici” per ora insostituibili – rider delle pizze, badante, prostituta, utero in affitto, lavascale. Che comunque sono sempre lavori per minoranze.

              • roberto says:

                non so cosa sia la garanzia partecipata,

                da una ventina di anni in francia si sono sviluppati mercati coperti di produttori locali, e ora ce ne sono veramente dappertutto

                questo è quello che c’è vicino al paesello pirenaico dove mia moglie ha la casa
                https://www.pyrenees-cerdagne.com/planifier/se-restaurer/les-restaurants/les-producteurs-fermiers/ah-la-laiterie-2789722

                e qui un articolo

                http://www.lagri.fr/ah-la-laiterie-tourne-a-plein-regime-par-yann-kerveno

                (incidentalmente c’è una bellissima bandierina europea visto che la costruzione è stata in parte finanziata da un qualche fondo europeo, non ringraziatemi, lo faccio volentieri 🙂 )

              • Francesco says:

                Miguel

                credo che l’incapacità di prevedere i lavori futuri sia una costante della storia umana

                pensa se 200 anni fa avessi detto che i contadini sarebbero stati il 5% e non il 95% della popolazione: ti avrebbero chiesto di certo cosa avrebbe mai potuto fare quel 90% di zotici analfabeti semibestiali …

                un pò di fiducia, suvvia!

              • Per Francesco

                “pensa se 200 anni fa avessi detto che i contadini sarebbero stati il 5% e non il 95% della popolazione”

                200 anni fa si poteva prevedere di emigrare in America, di arruolarsi in qualche enorme esercito, di entrare nelle fabbriche che stavano iniziando a sorgere.

                Non tutti avevano queste opportunità, ma si stavano chiaramente aprendo.

                Anche nel 1943, i cattivi nazisti setacciavano tutta l’Europa in cerca di manodopera.

                E’ proprio questo che mi sembra mancare del tutto oggi: tu che cosa vedi all’orizzonte come lavoro?

              • Francesco says:

                Miguel

                scusa ma il mio punto è proprio che il futuro NON lo siamo in grado di prevedere

                tu fai delle bellissime previsioni ex-post, su dove sono andati i contadini non più necessari nelle campagne ma allora chi mai ci avrebbe pensato?

                io posso rilevare che si lavora meno di un tempo, o almeno così mi appare

                non oso neppure affermare che sia una cosa buona, l’ozio è il padre dei vizi no?

  39. Punto Donna Vittima contro punto Fascista di M… (dove M non sta per Mussolini), vince uno a zero.

    Se solo fossimo in un paese anglosassone, basterebbe un Punto Trans per ribaltare la partita….

    Source : https://www.nove.firenze.it/insulti-alla-meloni-le-dimissioni-di-raffaele-palumbo.htm

    Insulti alla Meloni: le dimissioni di Raffaele Palumbo
    Il giornalista, da molti anni, era direttore editoriale di Controradio

    Il Consiglio di Amministrazione di Controradio ha ricevuto venerdì da Raffaele Palumbo la comunicazione relativa alla sua decisione di rassegnare le dimissioni da direttore editoriale dell’emittente, nonché di sospendere la collaborazione con la radio.

    “Dopo tutto quanto accaduto a seguito della ormai nota trasmissione Bene bene Male male di venerdì scorso, ho deciso inoltre di prendermi il proverbiale periodo di riflessione, restando a casa, lontano dai microfoni, dai colleghi e dal lavoro che tanto mi appassiona da quasi 35 anni della mia vita e da 25 anni qui a Controradio -si legge nel comunicato ufficiale di dimissioni di Raffaele Palumbo, da Direttore editoriale di Controradio- Lo faccio per riflettere su quanto accaduto, per metabolizzare gli insulti, le minacce e le offese ricevute, talvolta inferiori per lesività a certe analisi di persone che non sanno di cosa parlano. Ma soprattutto, sopra ogni altra cosa, per difendere l’onorabilità e la credibilità di una radio che ha 45 anni di storia e una storia che parla, e che racconta una vicenda completamente e sempre diversa da quanto accaduto in quei 27 minuti di trasmissione.

    Lo faccio per difendere la rispettabilità dell’Editore – che è composto da nove soci, tra cui il sottoscritto – e del Consiglio di amministrazione, composto da Sara Maggi, che è anche Direttrice responsabile, Marco Imponente che è anche Direttore generale e da Roberto Nistri, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, o se volete – per noi – semplicemente Il Presidente. Persone – dalla moralità e professionalità indiscutibile – che hanno speso la loro vita a tenere insieme e in piedi questa cosa strana che si chiama Controradio.

    Lo faccio per le colleghe e i colleghi della redazione giornalistica che tutti i giorni lavorano e in qualche misura combattono proprio per abbattere stereotipi di genere, discriminazioni, linguaggi sbagliati, tossici, di odio. Personalmente ho calcolato, scalette in archivio alla mano, di aver fatto poco meno di 30 mila interviste in questi anni a Controradio. Loro, i miei colleghi, giornaliste e giornalisti, non hanno fatto di meno, anzi. E tutto, sempre, sempre, nella stessa ostinata direzione fatta di civiltà, rispetto, amore per la radio e le sue ascoltatrici ed ascoltatori.

    E poi lo faccio per i tecnici, i registi, i conduttori e programmatori musicali, gli amministrativi, i producer, i pubblicitari e non da ultimo per quei professionisti e specialisti della musica che animano le nostre serate in maniera unica -conclude il giornalista- Per loro, per me, per noi, io oggi faccio un passo indietro, sto zitto, sperando di risentirvi presto”.

    Il CdA di Controradio ha accettato le sue dimissioni, ringraziando Raffaele Palumbo per il lavoro svolto, ma auspicando una prossima collaborazione.
    Redazione Nove da Firenze

  40. Moi says:

    Basta frignare … Il NeoLiberismo Trasforma i Problemi in Opportunità ! 🙁

    … Sapevàtelo ! 😉

    ECCO IL MESTIERE DEL FUTURO : Cavia Umana Volontaria

    ———————————–

    Cavie per coronavirus: offerti 4.000 euro a chi si fa contagiare
    Marta Tedesco

    Coronavirus e vaccini: laboratorio inglese offre 4.000 euro ai volontari che si faranno contagiare dal virus.

    https://www.money.it/Coronavirus-cavie-offerti-4000-euro-a-chi-si-fa-contagiare

    … oppure , in tanti casi, aspettare di ammalarsi senza potersi permettere le cure !
    … Cos’ è peggio ?

    ————————————-

    Cavia Umana – Volontario

    Nuovi mestieri, guadagnare alti compensi, da €200 al giorno, con un mestiere, un’attività, ad alto rischio per la propria salute, come cavia umana, volontario, per sperimentazioni di farmaci, per test su farmaci, finalizzati alla scoperta di effetti collaterali,…

    https://www.giovannivolpe.it/cavia-umana-volontario-guadagni-e200-al-giorno-sperimentazioni-farmaci/

  41. Dodicenni moderni…

    Il bisogno di un bikini “speciale” indica che il babbo non ha ancora pagato il Taglio del Pisello e lo Scavo della Buca.

    https://video.repubblica.it/mondo/una-linea-di-bikini-per-ragazze-transgender-il-dono-di-un-padre-per-la-figlia-12enne/377014/

    26 febbraio 2021
    Una linea di bikini per ragazze transgender: il dono di un padre per la figlia 12enne

    Anche le bambine che affrontano un percorso di transizione di genere possono andare in spiaggia in bikini, senza la necessità di dover nascondere le proprie forme. Infatti, in commercio c’è una linea di costumi da bagno pensata appositamente per le ragazze transgender. È l’idea del canadese Jamie Alexander, che ha voluto creare una linea speciale per bambine come sua figlia Ruby, 12 anni, che hanno iniziato un percorso di transizione. Alla realizzazione dei costumi collabora anche la giovane adolescente, che all’età di 9 anni ha iniziato a non riconoscersi più nel corpo maschile in cui è nata.

  42. Un adesivo su un lampione, “#MeToo sorella ti credo!” mi ha fatto venire in mente questa storia – recensione di un libro:

    Author(s): Stannard, David E

    Publisher: Penguin Publishing Group, Year: 2014

    ISBN: 978-1-440-64921-9,1440649219

    Description:

    “Part true-crime thriller, part social history, and an absolute ‘page-turner'” Chicago Tribune

    In the fall of 1931, Thalia Massie, the bored, aristocratic wife of a young naval officer stationed in Honolulu, accused six nonwhite islanders of gang rape. The ensuing trial let loose a storm of racial and sexual hysteria, but the case against the suspects was scant and the trial ended in a hung jury. Outraged, Thalia’s socialite mother arranged the kidnapping and murder of one of the suspects. In the spectacularly publicized trial that followed, Clarence Darrow came to Hawai’i to defend Thalia’s mother, a sorry epitaph to a noble career.

    It is one of the most sensational criminal cases in American History, Stannard has rendered more than a lurid tale. One hundred and fifty years of oppression came to a head in those sweltering courtrooms. In the face of overwhelming intimidation from a cabal of corrupt military leaders and businessmen, various people involved with the…

  43. Moi says:

    Arcuri, finalmente, fuori dalle balle MA … gli basta questo per essere un Messia, a Draghi ?!

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      Sostituito da un bravo Figliuolo

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • PinoMamet says:

      Finalmente Draghi fa fuori qualcuno della passata gestione! Era ora…
      Per adesso non mi pare che si sia diversificato tanto dal governo Conte, ma si cominciano perlomeno a sentire discorsi improntati all’efficienza e alla velocità, che erano tabù col passato governo: a quanto pare stava sempre facendo tutto il possibile, anche quando non faceva proprio niente.

      Speriamo non restino solo discorsi…

      • habsburgicus says:

        è un primissimo passo…..in sé, poco….ma forse l’importante era cominciare 😀

      • Peucezio says:

        Pino,
        già, è una novità che apre qualche prospettiva positiva.

        “si cominciano perlomeno a sentire discorsi improntati all’efficienza e alla velocità, che erano tabù col passato governo: a quanto pare stava sempre facendo tutto il possibile, anche quando non faceva proprio niente.”

        Eheh, verissimo!!

  44. e dopo le Dolci Coccole Bio, il Punto Verde Qualità:

    Su Repubblica, il luogo dove è morto un ragazzo che fuggiva da un balordo con l’accetta:

    “Daniela non ha più il coraggio di mettere piede in quel luogo infernale abbandonato al degrado. Ma alcuni residenti accompagnano Repubblica all’interno. Nelle sale ci sono vetri dappertutto, chiodi, fango, porte gettate alla rinfusa, vetrate rotte cosparse di vernice rossa, sanitari rotti, cumuli di vestiti. Sulle scale chiazze di sangue, nel corridoio le piume di quel che resta di una gallina: nel bagno, a pochi metri, sulla parete sono disegnate croci invertite e scritte inneggianti a Satana. La piscina è una vasca usata come discarica a cielo aperto, e all’ultimo piano ecco la “casa” degli sbandati: hanno piazzato due tavole scricchiolanti sui gradini, per sentire i passi di chi osa varcare il loro regno. E su una rete, da cui spuntano chiodi, un cartello che avverte: “Non entrate, ci sono trappole in giro”.

    Questo è quel che resta di un sogno chiamato “punto verde qualità”, progetto nato con la giunta Rutelli che doveva dare un parco con centri sportivi intesi come bene comune al quartiere: fino al 2015 ha funzionato, poi la concessione alla società che lo gestiva è stata revocata, la struttura è tornata nelle mani del Comune e, da quel momento, è stata abbandonata a se stessa. Salustri non si dà pace. “Farò di tutto perché quell’edificio venga buttato giù. Non può esserci un luogo del genere nel mezzo di un parco cittadino”. E con lei c’è tutta Acilia”

    • Francesco says:

      beh, non è un bel segnale di cosa fa una comunità in modo sussidiario quando il Comune lascia campo libero ….

    • Moi says:

      … c’eran già state polemiche per il doppiaggio (perfino per il remake del Re Leone, del tutto senza Umani tra i personaggi …), era solo questione di tempo.

      • Francesco says:

        sto cercando di pensare chi potrebbe guidare una reazione contro questa gente ma non mi viene in mente nessuno …

  45. https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/03/01/news/dad_tar_toscana_scuola_genitori_sentenza-289734500/

    Dad, il Tar dà ragione ai genitori: “Non c’era motivo di chiudere la scuola”
    di Maria Cristina Carratù

    La protesta è partita da Firenze, il tribunale spiega che “la didattica a distanza non è giustificata da nessuna evidenza scientifica”
    01 Marzo 2021

    Niente didattica a distanza nelle scuole superiori. Fare lezione così danneggia i ragazzi e non è giustificato da nessuna evidenza scientifica. Le imposizioni del Dpcm dello scorso gennaio 2021 che, di fatto, non ha consentito la piena riapertura delle scuole in presenza (il limite della presenza, fissato al 50 o al 75%, è stato quasi ovunque applicato solo al 50%), non erano sostenibili. E vari elementi «inducono a dubitare del fatto che la riapertura delle scuole, anche secondarie, possa svolgere un effettivo ruolo amplificatore del contagio nella popolazione degli studenti e degli insegnanti o che possa influenzare l’andamento dell’indice Rt».

    Lo ha stabilito il Tar del Lazio accogliendo il ricorso presentato da un gruppo di genitori fiorentini, che si è battezzato Ri(n)corriamo la scuola, convinti che «il trend dei contagi non dipenda dalle scuole aperte o chiuse, ma dai comportamenti responsabili di ciascuno», e preoccupati delle conseguenze della Dad sull’apprendimento dei ragazzi, trasformata da «esperienza emergenziale, in modalità strutturale di insegnamento». Da qui la richiesta di ripristinare la frequenza al 100% «nel rispetto dei protocolli di sicurezza», e in generale «del diritto allo studio di tutti i ragazzi italiani, garantito dalla Costituzione».

    Con l’ordinanza del 26 febbraio, il Tar del Lazio ha accolto in pieno le obiezioni dei genitori, sottolineando come nel Dpcm contestato la decisione sulla Dad non fosse «supportata da specifiche indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, né da studi orientati a verificare il ruolo dell’attività scolastica nella diffusione del contagio all’interno e all’esterno dei plessi».

    Secondo il Tribunale amministrativo è insomma mancata un’«indagine» mirata a verificare se era possibile, anziché lasciare a casa gli studenti, adottare «misure contingenti straordinarie» con cui «garantire a tutti la frequenza in presenza dell’intero monte ore settimanale». Valutazioni di cui, sottolinea il comitato dei genitori, non si potrà non tener conto nei prossimi provvedimenti in materia di scuola, ovvero nel Dpcm atteso per venerdì prossimo (e che, facendo subito perdere efficacia al Dpcm di gennaio, ne ha resa inutile la sospensione).

    «E’ una grande vittoria raggiunta da cittadini liberi di contestare e smontare un atto governativo, che almeno nella parte relativa alla Dad al 50%, risulta privo del necessario supporto», esultano i genitori, «il Tar ha riconosciuto che non c’era alcun materiale scientifico consistente a favore della chiusura della scuola», mentre «ce n’è a sostegno dell’incidenza della scuola in presenza sul benessere psicofisico dei ragazzi e sulla stessa variazione dell’indice di contagio».

    Il comitato sta quindi studiando se proseguire la battaglia chiedendo il risarcimento del danno psicologico e materiale subito dai ragazzi, e si prepara a vigilare perché nel prossimo Dpcm, «a meno che non vengano prodotti, a sostegno, nuovi studi specifici, la Dad non venga più prevista». La scuola, sottolineano i genitori, «va chiusa soltanto in presenza di dati epidemiologici certi sulla sua effettiva pericolosità».

  46. Andrea Di Vita says:

    @ tutti

    Nell’anno 1 d.P. (dopo Primule)

    Corriere logo
    POLITICA
    Login
    Articolo Img
    LE PROPOSTE1 marzo 2021 – 10:09
    Innovazione, università e industria: le idee del ministro Cingolani. «Zona franca per aiutare i giovani a rischiare»
    di Roberto Cingolani

    Pubblichiamo ampi estratti dell’intervento del professor Roberto Cingolani, ex responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo e dal 13 febbraio 2021 ministro della Transizione ecologica, intervenuto lo scorso dicembre al sesto webinar del ciclo di incontri «L’università italiana nell’era del post-Covid. Analisi e proposte» (qui il video della tavola rotonda). L’iniziativa è organizzata presso l’Università Statale di Milano da UNIRES (a cui aderiscono le Università di Bologna, Milano Statale, Torino, Firenze, Pavia, LIUC e la Fondazione CRUI) con il Gruppo di progetto UNIMI 2040 (qui tutti i video). I testi rivisti dell’intero incontro saranno pubblicati sul numero 6 della collana «Unimi 2040 Discussion Papers», in uscita nella seconda metà di marzo.

    Vorrei fare quattro considerazioni iniziali. Partiamo un po’ in salita. L’innovazione — un ambiente di innovazione, una società che innova — è basata su cittadini che sono abituati alle innovazioni sin dall’inizio. Dovrebbe iniziare a scuola, probabilmente all’età di sei anni, in una società un po’ più abituata al fact checking. Questo è un qualcosa che ci trova da un certo punto di vista antropologicamente e culturalmente impreparati. La seconda questione iniziale riguarda l’università quale soggetto deputato a formare i giovani che diventeranno il motore del sistema produttivo e la classe dirigente. L’università fa tante altre cose, ma queste sono due grandi missioni che sovente passano un po’ in secondo piano rispetto a quelle canoniche. Mentre oggi c’è bisogno di almeno 30 mila innovatori in più in questo Paese, e questi non possono che passare dall’università. Quindi la carriera del ricercatore, il ruolo e il peso che si dà in una società avanzata alla cultura e allo studio deve chiaramente essere valorizzato, altrimenti noi non avremo giovani che vanno all’università e l’università non riuscirà a fare le due cose importanti che deve fare, cioè creare la classe dirigente, formare nuovi giovani. Già siamo in decrescita demografica, se poi non diamo il giusto valore e la giusta importanza allo studio, alla cultura, promuovendo e promulgando modelli in cui l’ignorante basta che urli di più e avrà più spazio, allora ovviamente sarà molto difficile che si possa parlare di ambiente innovativo.

    La terza considerazione iniziale è che le industrie devono essere grandi: questo si è visto in tutto il mondo. Nel mondo industriale, «micro is not good». Va benissimo in una fase iniziale, ma un 75% di piccole e medie imprese che vanno più sul piccolo che sul medio non aiuta un tessuto industriale per l’innovazione potente. Facciamo un calcolo semplice: se ogni azienda investisse il 10% delle sue revenues in ricerca e sviluppo e avesse un fatturato di qualche miliardo, questo sarebbe un numero importante; ma con un fatturato di un milione il 10% è pari a 100 mila euro. Purtroppo a parità di 10% questo investimento non sortisce lo stesso effetto dal punto dell’innovazione, perché c’è un effetto grandi taglie che nell’innovazione è molto importante. La quarta ed ultima chiosa iniziale è che, in mancanza di un Istituto Fraunhofer — cioè di una infrastruttura da 28 mila persone e 28 miliardi di budget, di cui il 70% sono accordi di programma con i Länder e progetti praticamente pubblici e il 30% sono dati dal governo centrale — difficilmente riusciamo ad essere competitivi con Paesi leader, come appunto la Germania o anche la Corea e il Giappone, che investono grosse percentuali del Pil in innovazione e ricerca, o con gli Stati Uniti, dove le agenzie compensano investimenti pubblici estremamente bassi. Con questa fotografia iniziale bisogna guardarsi un po’ allo specchio e come Paese mettersi d’accordo su cosa possiamo fare. È ovvio che non possiamo cambiare il tessuto produttivo in poco tempo, non possiamo fare 30 mila innovatori in più in poco tempo, non possiamo cambiare la nostra antropologia, diventare quantitativi da un giorno all’altro o perlomeno fact-checkers. Allora cominciamo a fare la cosa più semplice che si può fare, cioè investire sul capitale umano entro i limiti delle nostre possibilità.

    Penso che una prima chiave di lettura sia investire molto sul dottorato di ricerca. Quindi, assumendo che la pipeline di formazione liceo-università sia buona, il primo gradino dell’innovazione all’interfaccia industria-università è il dottorato di ricerca, che non può essere quello che c’è adesso. Quello che c’è ora è fatto per garantire la carriera del giovane dottorando nell’Accademia, il che va benissimo ma non è quello che stiamo discutendo stasera. Quindi proporrei un carattere duplice, un dottorato di ricerca industriale che possa durare almeno quattro anni, che è un ciclo tipico di prodotto industriale, non con Gazzetta Ufficiale e concorso canonico ma con un uptake sul progetto due volte l’anno, perché deve seguire i ritmi della produzione. Pochi corsi, perché non deve diventare un quinto anno di università, ma una front-end activity che viene fortemente sponsorizzata e condivisa da università e azienda, nel massimo rispetto reciproco. Nessun problema di collegio docenti. Diciamo molto chiaramente che va superato il problema che c’è adesso, che se io docente sono nel collegio docenti di un dottorato non posso essere presente in quello di un altro; il che diventa quasi una gabbia, perché se faccio il dottorato con Leonardo non lo posso fare col mio dipartimento. Ecco, questi sono i classici suicidi della burocrazia, che servono solo a limitare le opportunità ai giovani e a fare del male a noi stessi. Dev’esserci un campo libero, dove l’industria ci mette anche il salario, l’università ci mette tutto il bacino di competenze e tradizione, dove si fa un cammino per quattro anni che invece di andare a pubblicazione caso mai si traduce in software, in prodotto, in brevetto, che deve essere riconosciuto con una metrica corretta, come un risultato esattamente equipollente alla pubblicazione, tenuto conto che questi dottorandi molto probabilmente faranno carriera nell’azienda e non nell’accademia. Sono proprio biologicamente mondi diversi, che però hanno entrambi una dignità e un’importanza fondamentale per il Paese.

    Se questo non fosse possibile, allora cominciamo a pensare, per esempio, alla posizione di research fellow, che è quello che viene usato in mezzo mondo e che da noi potrebbe essere il post doc, però leviamo il giuslavorismo che prevede che dopo 36 mesi, anzi 24, la persona deve essere stabilizzata a tempo indeterminato. Perché è evidente che a 25 anni, se non si vuole fare un dottorato ma un periodo di research fellowship all’università di tre anni, dopo 36 mesi non si può diventare per legge a tempo indeterminato, perché questo va contro il sistema dell’innovazione. Devo avere delle ottime garanzie, quindi contributi pensionistici, assicurazioni sanitarie, TFR, tutto ovviamente, un buon salario a standard internazionale, ma devo consentire all’azienda e al giovane di crescere, familiarizzare sul progetto. Tutto questo si potrebbe fare se non ci fossero certe regole per cui trattiamo l’innovatore, il ricercatore, come se fosse un impiegato o come se fosse un operaio. Per carità, la macelleria sociale è una cosa deplorevole. Però i ricercatori sono un po’ come gli sportivi, dovrebbero avere un tipo di carriera diverso basato sul merito, sulla competizione scientifica, tecnica, culturale. Alternativa ulteriore: valutiamo la possibilità di joint chairs e joint appointments. Si fa in mezzo mondo: perché l’azienda e l’università non possono, liberalizzando un po’ il sistema giuslavoristico di nuovo, fare assunzioni congiunte? Non esiste un motivo a priori per cui un brillante ricercatore non possa avere 50% del salario facendo lectures o ricerca in un’università associata e un’attività industriale in un’università che ha una convenzione specifica con l’azienda con cui sta collaborando. È una cosa che succede in molte parti del mondo e che anche noi, credo, potremmo sviluppare in maniera estremamente efficace.

    Altre tre cose molto brevi. C’è un problema di infrastrutture per l’innovazione, qui sono un po’ più STEM. Penso a high performance computing, cloud e grandi attrezzature come le gallerie del vento, la microscopia elettronica, tutte quelle grandi apparecchiature diciamo multi-million dollars o euro che non possono essere in tutte le università o in tutte le aziende. Ecco una strategia di ricognizione delle infrastrutture da fare a livello nazionale, un disegno che consenta l’accesso ai giovani e agli innovatori e una gestione più intelligente nell’ottica di sviluppare sia prodotti che ricerca avanzata. Questa è una cosa facile, un problema di governance, non è nemmeno un problema di proprietà o diciamo di cespiti inventariali. Ma potrebbe aiutare molto e favorire i nostri giovani nel dare loro più opportunità. Un altro punto è quello della gestione intelligente della proprietà intellettuale. Noi spesso non siamo smart nell’utilizzare il brevetto, la proprietà intellettuale in maniera costruttiva: chi lo considera un inutile pezzo di carta, chi lo considera solo una protezione, ma è molto di più. È un qualcosa che andrebbe valorizzato e che dovrebbe essere ben spiegato perché è un patrimonio per i giovani, per le aziende, ma anche per l’università. E infine l’ultimo punto che secondo me potrebbe aiutare questo circolo diciamo virtuoso per l’innovazione e per il sistema Italia. Purtroppo noi siamo un po’ risk adverse come aziende, come università, come sistema bancario per quanto riguarda l’investimento. Non è solo un problema di venture capital, quello che deve valorizzare l’innovazione, ma in realtà in Italia è più un problema di seed capital. Cioè il vero problema nasce quando io ho il giovanissimo ricercatore, il bravo professore universitario, ma anche la buona idea industriale che però è ancora troppo prototipale, a TRL (technology readiness level) troppo basso per raccogliere il giusto interesse da parte dell’investitore istituzionale che ci mette le cifre a sette zeri. Quello che manca è quell’intervento relativamente piccolo, che può essere di cinque o sei zeri, che mi consente di portare un catorcio, un prototipo fatto ancora con molle scotch che però come proof of concept funziona benissimo, ad un livello di sofisticazione e di accettabilità, di capacità di attrazione tale da essere di interesse per l’investitore. Questa zona di mezzo è la zona del seed o dell’angel investor, che è una roba che richiede una grandissima collaborazione fra chi sviluppa l’idea, chi eventualmente un giorno la porterà in produzione e chi vuole prendersi un rischio relativamente piccolo all’inizio per accompagnare dei giovani ed eventualmente gli universitari che li hanno aiutati e anche gli industriali con cui hanno lavorato a elaborare qualcosa che sia più competitivo, più attrattivo di un investimento principale. Noi sul seed capital siamo vuoti. Non serve mettere 150 milioni di fondo, serve metterne 5 e scegliere 20 o 30 buone idee. Se questo viene fatto nelle varie aree importanti, io credo che potrebbe aiutare moltissimo, perché molti muoiono ancor prima di avere incontrato il venture capital, perché sono talmente a livello di idea di principio che il venture capital dice troppo presto «il rischio è al 99%» e invece si muove casomai se il rischio è all’80%.

    Sono ricette piccole? Da persona che tutto sommato lavora in trincea — anche se le mie considerazioni iniziali mi rendo conto siano di sistema, dall’antropologia al giuslavorismo, alle grandi infrastrutture — credo che noi potremmo fare molto già implementando queste poche idee. Mettendoci d’accordo su come fare per esempio con alcuni politecnici o università, insomma la strada dovrebbe essere un po’ più condivisa. Per concludere, c’è un problema di reciproca fiducia, di reciproco linguaggio e c’è addirittura un problema di capacità di parlarsi. Per mia storia personale, questa cosa personalmente non l’ho sentita. Ho condiviso un lungo cammino con Riccardo Pietrabissa per le battaglie sul Technology Transfer e sulla proprietà intellettuale, per valorizzare queste cose che, come ricorderete, anni fa erano considerate se non il Moloch, quantomeno delle cose un po’ esotiche. Allora diciamo così: ci abbiamo messo come comunità italiana, soprattutto STEM, una ventina d’anni a fare in modo che questa roba fosse metabolizzata e accettata e non in qualche maniera rifiutata. Però questi 20 anni sono stati un po’ troppo lunghi. Se non impariamo a fidarci l’uno dell’altro, non andremo lontano. Da questo punto di vista rilancio l’idea che noi siamo troppo grandi per cambiare modi, mentalità, approcci, perché se anche ognuno di noi ce la mette tutta, abbiamo troppe primavere alle spalle. Però secondo me un ventenne, un venticinquenne ha la capacità di trovare il meglio nelle due fazioni che in questo momento non si parlano troppo, non si fidano l’uno dell’altro. Bisogna dargli l’opportunità e in questo caso, perdonatemi, io l’unica opportunità che vedo è quella di dare ai nostri figli e ai nostri giovani la possibilità di scegliere liberamente. Cioè se tu fai un dottorato, un assegno di ricerca, un corso non devi essere tirato per la giacchetta: se fai così non fai carriera, questa cosa non ti serve perché per il concorso tal dei tali se non pubblichi non vale, ecc. Cioè bisogna avere la capacità di creare una zona franca culturale dedicata ai ventenni, a quelli che hanno fra i 20 e i 30 anni, dando loro la possibilità di scegliere senza metterci noi un po’ più vecchi a dirgli che una cosa è meglio dell’altra, che una cosa è preferibile rispetto all’altra. Lo dico come padre, l’ho dovuto fare con i miei figli, lo dico come direttore di un laboratorio che ha portato gente di meno di 30 anni da 60 nazioni del mondo. Lo dico adesso che lavoro in una grande azienda tecnologica piena di sviluppatori. La libertà è un rischio, però anche una grandissima opportunità. Se noi non diamo ai nostri giovani la possibilità di scegliere liberamente cercando di influenzarli in tutti i modi, questa fiducia non si costruirà mai. Può sembrare, detta da uno scienziato, una roba un po’ troppo sociologica, un po’ troppo quasi psicologica. Però noi stiamo investendo su un capitale giovane, plasmabile dal punto di vista culturale, non tecnico e dobbiamo dare loro opportunità. Io mi sono dimesso dall’università perché non accettavo, non approvavo certi meccanismi, in particolare quello del reclutamento, il meccanismo della carriera sviluppata dall’università, non approvavo assolutamente il meccanismo di valutazione, diciamo che non approvavo proprio niente. Avendo cominciato la mia carriera all’estero e avendola continuata in Italia, mi sono dimesso perché credevo in un modello diverso. Venivo dal Max Planck e diciamo ho cercato di riprodurre quel modello altrove. Ovviamente non si fa di ogni erba un fascio, sia chiaro, le persone brave sono ovunque, e ovunque c’è una persona brava le cose funzionano. Il problema è che le persone brave di solito si riproducono a ritmo più basso delle persone meno brave e quindi il rischio di essere travolti è molto elevato. L’unico patto che vedo possibile fra pubblico e privato è la zona franca culturale sui giovani.

    ALTRE NOTIZIE SU CORRIERE DELLA SERA
    Cashback, rimborsi completati. Come fare reclamo se non si ha avuto l’accredito
    di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
    Inail: «Contagio è infortunio sul lavoro anche per infermieri no vax che rifiutano il vaccino»
    di Isidoro Trovato
    In aumento gli attacchi informatici alla sanità a tema «Covid-19»
    di Ruggiero Corcella
    Gli apprendistati green potrebbero risolvere il problema della disoccupazione giovanile
    di Andrea Federica de Cesco
    Citigroup, le sfide di Jane Fraser, prima donna alla guida della banca
    di Fabio Sottocornola
    I Maneskin a Sanremo 2021, chi sono: da X Factor al Festival con «Zitti e buoni»
    di Barbara Visentin
    Sanremo 2021, Amadeus: «Finalmente è arrivato il 2 marzo, sarà una serata particolare»
    di Renato Franco, inviato a Sanremo
    Lazio-Torino, con il no al rinvio la Lega di A di Dal Pino ha dimenticato leggi e buon senso
    di Daniele Dallera
    Dalla stracciatella al risino: le «nuove» ricette per bambini dello chef Giancarlo Perbellini
    di Gabriele Principato
    «Sembrano i baffi di Hitler»: dopo le ironie Amazon cambia la nuova icona della sua app
    di Alessio Lana
    Coccoluto, Lele Sacchi: «Un leader nomade che trasformò le discoteche»
    di Matteo Cruccu

    TORNA SU
    Copyright 2020 © Tutti i diritti riservati. | RCS Mediagroup S.p.a. – Via Angelo Rizzoli,8 – 20132 MIlano. | CF, Partita I.V.A. e iscrizione al Registro delle Imprese di Milano n.12086540155 | R.E.A. di Milano: 1524326 | Capitale sociale 270.000.000,00 | P.IVA 12086540155 | Cookie policy e privacy | Gestione Abbonamento

    Entra nel mondo digitale di Corriere della Sera con solo 1€ al mese
    ENTRA ORA
    Sei già abbonato?Fai login

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii says:

      In sostanza, l’ennesimo elenco di problemi, tra l’altro che perlopiù riguardano il suo collega dell’univesità e della ricerca.
      Però vediamo le (poche) soluzioni che propone il Nostro, il Competente (c).

      “però leviamo il giuslavorismo”

      😀
      E basta, cosa c’è ancora da discutere? Soluzione trovata: più destra.

      “perché l’azienda e l’università non possono, liberalizzando un po’ il sistema giuslavoristico di nuovo, fare assunzioni congiunte?”

      La Competenza (c) di chi parla di cose che non conosce, evidentemente. Che vuol dire assunzioni congiunte? Ha idea di quali siano i problemi della codatorialità? Chi esercita il potere direttivo? Chi decide che è arrivato il momento di esercitare la libera licenziabilità liberalizzata che vuole il Nostro?

      “Non esiste un motivo a priori per cui un brillante ricercatore non possa avere 50% del salario facendo lectures o ricerca in un’università associata e un’attività industriale in un’università che ha una convenzione specifica con l’azienda con cui sta collaborando.”

      Non serve la codatorialità per fare una cosa del genere.

      E’ vero che siamo in una nuova era, però: da qui “Sono ricette piccole?” in poi ho fatto veramente tanta fatica a seguirlo quando tira fuori la lotta tra fazioni e zona franca culturale.

    • PinoMamet says:

      Minchia quanta fuffa.

      Sintesi: meno diritti dei lavoratori, aiuti alle grandi imprese e niente alle piccole e medie, università al servizio dell’impresa privata.

      Bella schifezza di programma.

      • Francesco says:

        d’acordo con l’analisi

        d’accordo con l’analisi

        parziale disaccordo con il giudizio: sono negativo solo nella pregiudiziale anti piccole e medie imprese, se non possono fare “grande ricerca” in casa che si copi il sistema crucco del Fraunhofer ma è cattiva l’idea di forzarle a crescere

        e in Italia è sempre fallita

        >>> Soluzione trovata: più destra.

        come dire, il Genio merita di essere ascoltato, sono anni che lo dico anche io nel mio piccolo, per l’Italia le soluzioni sono più a destra

        • Mauricius Tarvisii says:

          E sono anni che si fanno politiche sempre più di destra. Alcune sono state dichiarate incostituzionali, per quanto schifosamente di destra.
          E ora ci venite a dire che non erano abbastanza di destra. Ci sta 😀

          • Francesco says:

            in effetti non ricordo nessuna politica di destra in Italia dagli anni ’60

            qualche singolo provvedimento (l’abolizione della scala mobile, l’adesione allo SME e poi alla UME, le liberalizzazioni di Bersani)

            ma sempre rara avis in una ricchissima fauna di sinistra

            tu a cosa pensi?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Riforma del lavoro Fornero, Jobs Act e prima ancora legge Biagi.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT e Francesco

                https://qr.ae/pNdy5T

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                cioè il minimo sindacale per non buttare ancora più gente nel settore informale dell’economia?

                sei più esigente di certe madri di buona famiglia dei bei tempi andati quando cercavano un marito per le figlie

      • Per Pino Mamet

        Sintesi:

        1) Lo Stato deve finanziare le grandi industrie

        2) Le Grandi Industrie devono avere il diritto di comprarsi i ricercatori e i docenti universitari.

        Tipo, biologo che fa ricerche sugli effetti dei pesticidi, il cui stipendio dipende dai produttori di pesticidi.

        • Mauricius Tarvisii says:

          ” il diritto di comprarsi”

          Ma neppure: vogliono che la stessa persona sia allo stesso tempo loro dipendente e dipendente dell’università, in modo da scaricare su quest’ultima metà del costo del lavoro. La vogliono regalata.

          • Per MT

            “Ma neppure: vogliono che la stessa persona sia allo stesso tempo loro dipendente e dipendente dell’università, in modo da scaricare su quest’ultima metà del costo del lavoro. La vogliono regalata.”

            Esatto.

            Piccoli imprenditori e bottegai, che Cingolani stronca nel suo massacro darwiniano (tigre vince, micio perde), hanno mille difetti che tutti conosciamo.

            Ma i Grandi Imprenditori (le tigri cingolane), dopo aver aperto legalissimamente aperto sede in Olanda e mandato i soldi nelle Isole Cayman, che la vinaia di Borgo Tegolaio non potrà mai fare, chiedono pure che lo Stato paghi i loro costi.

        • PinoMamet says:

          Mi sembra una sintesi perfetta.

        • Francesco says:

          Miguel

          in effetti chi ti viene in mente più interessato a eliminare gli effetti nocivi dei pesticidi di quello i cui profitti dipendono da questo?

          certo, per funzionare serve un Ente che controlli, sennò la scelta di barare diventa troppo tentatrice

          ma quella parte del lunghissimo discorso di C. mi pare ineccepibile

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            Concordò. E aggiungo: la validità di un risultato non dipende dalla bontà delle intenzioni che hanno portato a quel risultato.

            Il parallelogramma delle forze lo si utilizza per costruire ospedali, ma fu inventato per ottimizzare il trasporto dei cannoni.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet says:

            “in effetti chi ti viene in mente più interessato a eliminare gli effetti nocivi dei pesticidi di quello i cui profitti dipendono da questo?”

            France’, con questa frase dovresti partecipare ai premi di scrittura creativa.

            “Coloro i quali profitti dipendono” sarebbero i fabbricanti di pesticidi, detto in italiano chiaro, e sicuramente nessuno è altrettanto “interessato” di loro a non far sapere che i pesticidi non fanno assolutamente male, no! Anzi! Fanno un gran bene, specialmente ai bambini, agli anziani e alle donne in gravidanza, e ho qui sottomano uno studio (finanziato da Coloro i quali) che dice che bisogna berne un.bicchierino al giorno.

            Voilà! Ecco “eliminati gli effetti nocivi”, e a costo zero, che vuoi di più? 😉

            • PinoMamet says:

              Errata: a far sapere.

              • Francesco says:

                strano

                se io fossi un produttore di pesticidi, spenderei soldi per trovarne uno a basso impatto ambientale, per farlo sapere a tutti e per ricordare che quelli dei miei concorrenti non lo sono

                dopo tutto il fumo fa male e basta ed è un caso limite, in quasi tutti gli altri mercati ci sono prodotti validi e prodotti di merda

              • Per Francesco

                “se io fossi un produttore di pesticidi, spenderei soldi per trovarne uno a basso impatto ambientale,”

                I pesticidi devono avere un “impatto ambientale” per definizione.

                Poi, certo, si potrebbe ricorrere a quelli omeopatici. Ma secondo me, il Santo Mercato li boccerebbe.

              • Francesco says:

                Miguel

                non sono certo che un pesticida mirato, che eliminasse solo gli insetti infestanti dai raccolti, avrebbe un impatto ambientale negativo.

                In quel caso, tutta l’industria dei pesticidi andrebbe eliminata e si dovrebbe spendere denaro per trovare altri modi per proteggere le coltivazioni.

                Un capitalista avveduto vorrebbe essere il primo a saperlo, anche in questo caso, non credi? per uscire dal settore

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma quando mai hanno fatto così? Ti risulta che le industrie – che ne so – del tabacco abbiano, invece di eliminare i prodotti dannosi, mai finanziato studi… ops! 😀

            • Andrea Di Vita says:

              @ PM

              Il guaio di questo giochino è che le bugie hanno le gambe corte.

              Prima o poi, usando lo stesso metodo scientifico prostituito inizialmente per coprirle, vengono sgamate.

              Vale per il tabacco, per il piombo tetraetile, per l’effetto serra antropogenico, per i raggi N, per il biowashball…

              Ecco perché i complottisti alla lunga hanno torto. Perché lo stesso metodo usato per confondere le acque viene usato ancor meglio per chiarirle.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  47. Ciane fiorentine…

    consigliere comunale del PD, prodigo di consigli e hashtag e fessbucate su come chi non porta la maschera è un traditore della patria, che sotto la guida dei saggi Esperti, vinceremo presto…

    fa fare un tampone al figliolo, che va alle elementari, e scopre che è positivo.

    Lo tiene in casa senza dire nulla alla scuola, dopo qualche giorno è negativo, e lo rimanda a scuola 🙂

    • roberto says:

      “Lo tiene in casa senza dire nulla alla scuola, dopo qualche giorno è negativo, e lo rimanda a scuola”

      mi sfugge la questione, non è obbligatorio restare a casa se si è positivi?
      e “dirlo alla scuola”, non basta dirlo in segreteria che è tenuta a non spiattellare tutto a tutti?

      se questa cosa fosse successa a lussemburgo sarebbe pàerfettamente normale (anzi da noi non lo dici nemmeno alla scuola, è il ministero della salute che contatta la scuola e i casi contatto)

      • paniscus says:

        “mi sfugge la questione, non è obbligatorio restare a casa se si è positivi?
        e “dirlo alla scuola”, non basta dirlo in segreteria che è tenuta a non spiattellare tutto a tutti?”—-

        Veramente se si è positivi e si è stati fino al giorno prima a contatto con i compagni di classe, sarebbe richiesto di dirlo e di far fare il tampone a tutti. Se il ragazzo la mattina era regolarmente a scuola, poi lo stesso pomeriggio si sente male, mostra dei sintomi compatibili col covid e va a farsi il tampone proprio per quello, la classe dovrebbe essere messa in quarantena.

        L’unico problema è che questa procedura partiva in automatico dalla ASL finché i casi erano pochi e venivano tutti tracciati, mentre da quando sono talmente tanti che la ASL non riesce più a starci dietro, allora è tutto affidato alla buona volontà dei singoli, e quindi non funziona più niente.

        Diverso è il caso in cui l’alunno risulti positivo mentre era già in quarantena da diversi giorni (cioè, era stato già messo in isolamento precauzionale perché aveva un familiare positivo o un contatto con altri conoscenti positivi al di fuori della scuola), e quindi non ha avuto contatti con i compagni di scuola nei giorni recenti.

        In un caso del genere, in effetti, la scappatoia per non dirlo a nessuno la si può trovare facilmente: dopo un nuovo tampone positivo, può tranquillamente tornare in circolo senza nessun obbligo di raccontarlo a nessuno.

        • roberto says:

          Guarda, a parte che proprio non capisco questa idea di “non dirlo a nessuno” (se corna facendo me lo becco la prima cosa che faccio è chiamare le persone con le quali sono stato in contatto i giorni prima), mi mancava la parte “affidata alla buona volontà dei singoli”

          Qui infatti è proprio il contrario, non si affida nulla alla buona volontà.
          Sei positivo, ti arriva insieme al risultato una bella ordinanza del ministero della salute che ti chiude in casa, e ti chiamano per sapere con chi sei stato in contatto e non devi fare altro

          Addirittura se tuo figlio è stato in contatto con qualcuno malato, devi mandarlo a scuola finché non arriva l’ordine di stare a casa, quindi anche raccontarlo in giro è semplicemente inutile (e ripeto, lo farei per gentilezza, ma è amministrativamente inutile)

          • paniscus says:

            Sei positivo, ti arriva insieme al risultato una bella ordinanza del ministero della salute che ti chiude in casa, e ti chiamano per sapere con chi sei stato in contatto

            Per la serie: “cose che si possono fare in un paese in cui abitano cinque gatti e mezzo e con enormi disponibilità di risorse rispetto al numero di abitanti… e che invece in un paese a demografia più ordinaria e risorse più ordinarie NON si possono fare”

            • roberto says:

              hai rubato la battuta a moi

              comunque non volevo scatenare la solita polemica inutile, giusto capire cosa c’è di strano in

              “Lo tiene in casa senza dire nulla alla scuola”

              che mi sembrava una cosa normale

              poi ok, apprendo che il contact tracing in italia non esiste

              (qui esiste e funziona fino ad un certo punto, oltre un certo numero di positivi al giorno impazzisce, come è successo in autunno)

              • paniscus says:

                “(qui esiste e funziona fino ad un certo punto, oltre un certo numero di positivi al giorno impazzisce, come è successo in autunno)”—-

                E allora, se impazzisce anche da voi, perchè stupirsi se impazzisce pure in Italia?

              • roberto says:

                Credo proprio che tu abbia un problema a leggere

                Ho semplicemente scritto, riferendomi al fatto che Miguel contestava al tizio di aver tenuto il ragazzo a casa senza dirlo alla scuola

                “mi sfugge la questione, non è obbligatorio restare a casa se si è positivi?
                e “dirlo alla scuola”, non basta dirlo in segreteria che è tenuta a non spiattellare tutto a tutti?“

              • Per roberto

                “e “dirlo alla scuola”, non basta dirlo in segreteria che è tenuta a non spiattellare tutto a tutti?“”

                Uno, dovrebbe dirlo alla segretaria.

                Ma a quel punto tutta la classe dovrebbe andare in quarantena.

                E quindi dirlo alla segreteria ha delle conseguenze, cui evidentemente il nostro voleva sfuggire.

              • paniscus says:

                Roberto, scusa, ma… a cosa altro servirebbe dare quell’informazione alla segreteria, se non appunto a mettere in quarantena la classe?

                Come ho detto sopra, finché i casi erano pochi la comunicazione partiva in automatico dalla asl, adesso non si può più essere sicuri che questo riesca, e quindi ci si arrangia con il fai-da-te.

            • PinoMamet says:

              Leggo un blog sull’abbigliamento, inglese, e c’è l’intervista a un sarto cinese di Hong Kong.

              Copio e incollo:
              ““Well, basically I’d been in quarantine at home for two weeks, doing very little,” he says, re-telling the story for my tape. “I think I’d spent pretty much all of it in pyjamas, which was great, but not exactly stimulating.

              “I’d travelled to Hong Kong from the UK, and when you arrive you have to quarantine at home. They make you download this app, and then you get two minutes to ‘demarcate’ your quarantine area. You basically run madly around your house, putting your phone round all the edges.””

          • paniscus says:

            “Addirittura se tuo figlio è stato in contatto con qualcuno malato, devi mandarlo a scuola finché non arriva l’ordine di stare a casa,”

            ????????

            Qusta me l’ero persa? Ma che str*nzata è?

            Hai l’obbligo di mandare tuo figlio a scuola anche se sai per certo che ha avuto contatti stretti con un positivo, solo perché non gli è ancora arrivato l’ordine di andare in quarantena? E non puoi tenerlo a casa lo stesso, giustificandolo con motivi familiari privati, o per un eventuale problema di salute diverso da quello del covid?

            Dalle tue parti, se un minorenne fa un’assenza da scuola, per un giorno o due una volta ogni tanto, mandano le forze dell’ordine a casa? Boh!

            • roberto says:

              “Hai l’obbligo di mandare tuo figlio a scuola anche se sai per certo che ha avuto contatti stretti con un positivo, solo perché non gli è ancora arrivato l’ordine di andare in quarantena? ”

              1. è una stronzata, sono d’accordo
              2. puoi effentivamente raccontare una cazzata a scuola, cosa che alcuni fanno e altri per principio no
              3. in effetti qui un giorno di assenza è un problema (ma direi in tutto il mondo a nord delle alpi)

              • paniscus says:

                Scusa, potresti chiarire meglio in che senso sarebbe “un problema” un singolo giorno di assenza ogni tanto, da parte di un ragazzino che di norma frequenta sempre regolarmente? Lo sanzionano? Gli fanno una nota? Gli abbassano il voto? Per qualche giorno sporadico senza conseguenze gravi sull’apprendimento?

                Io, quando sono coordinatrice di classe, intervengo chiedendo chiarimenti alla famiglia SOLO quando le assenze sono veramente troppe,

                oppure quando c’è il ragionevole sospetto che il pargolo “faccia forca” all’insaputa della famiglia (cosa sempre meno diffusa, visto che ci sono i registri elettronici in tempo reale),

                o quando c’è l’altrettanto ragionevole sospetto che le assenze siano distribuite strategicamente (magari nemmeno di nascosto, ma anche con la copertura della famiglia) in maniera da evitare verifiche o da evitare alcune materie piuttosto che altre.

                Ma comunque, per un’assenza sporadica qualsiasi, basta che il genitore firmi la giustificazione (che non vuol dire “dimostrare che c’era un motivo grave”, ma vuol dire solo “dichiaro di essere al corrente che mio figlio il tale giorno non è venuto a scuola e di averlo autorizzato io”), e la scuola non può fare nulla…

              • PinoMamet says:

                Confermo l’esperienza di Paniscus, stessa cosa anche qui, identico.

              • roberto says:

                innazitutto è proprio diversa l’idea di “assenza giustificata”: non sono i genitori che “giustificano” ma il preside.
                concretamente, voglio partire in vacanza venerdì? devo scrivere al preside e lui decide se giustificare o no l’assenza (di fatto la risposta è sempre no, se non in casi estremi, tipo 5 anni fa quando è morta mia suocera hanno avuto 3 giorni di assenza giustificata)

                alla prima assenza non giustificata ti mandano una nota di richiamo a casa e (credo alla seconda) lo studente passa davanti al consiglio di disciplina

                dopo un certo numero di assenze non giustificate (che non ricordo esattamente ma dovrebbero essere il 10% delle ore complessive) perdi l’anno e scrivono al ministero dell’educazione e lì inizia una procedura che può arrivare a delle sanzioni penali

                poi al’ultimo anno ci sono regole draconiane se salti l’equivalente dei compiti in classe

                qui esiste una cosa che si chiama “obbligo scolastico” e la prendono sul serio (troppo a mio gusto, ma insomma li capisco)

              • roberto says:

                vi ricordo questo episodio

                https://www.fanpage.it/esteri/germania-polizia-a-caccia-dei-genitori-che-fanno-fare-ponte-ai-figli/

                (germania, ma secondo me funziana così un po’ dappertutto)

              • Andrea Di Vita says:

                @ Roberto

                “preside”

                Lussemburgo, giusto?

                Mi sembra tutto ispirato all’idea guglielmina del ginnasio come struttura pre-militare, con disciplina simil-caserma. Anche in caserma è il superiore gerarchico che giustifica l’assenza del sottoposto, non la famiglia di quest’ultimo. E anche in caserma sono le forze dell’ordine (da noi i Carabinieri) a ripescare “chi fa forca” e a beccarne gli eventuali complici, familiari o no.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                “non sono i genitori che “giustificano” ma il preside.”

                In realtà sarebbe così anche da noi, solo che la prassi amministrativa ha come al solito stravolto il significato degli istituti.
                E’ la scuola a giustificare l’assenza e, infatti, ci sono assenze che non sono giustificabili, come la partecipazione agli “scioperi”, per la quale il mio liceo voleva solo una “presa d’atto” del genitore e non accettava le giustificazioni. Differenze pratiche? Nessuna!

              • Mauricius Tarvisii says:

                Controprova? Il certificato medico in caso di malattia dello scolaro, che serve a giustificare l’assenza.

              • roberto says:

                ADV

                “Mi sembra tutto ispirato all’idea guglielmina del ginnasio come struttura pre-militare”

                si lussemburgo, ma più che altro mi sembra una semplice conseguenza dell’idea di “obbligo scolastico” che non vuol dire “obbligo di andare a scuola trane il venerdì se c’è bel tempo e i miei genitori vogliono andare al mare e il lunedì se possiamo fare un ponte con il mercoledì che è il primo maggio”

              • paniscus says:

                ok, ma nel concreto, se l’assenza non è programmata, ma di fatto il regazzino si sveglia col mal di pancia e la nausea e non se la sente di andare a scuola, che si fa?

                Ci vuole un certificato medico immediato, subito in tempo reale alle 8 di mattina, ovviamente senza che nessun medico abbia potuto vederlo e abbia potuto giudicare se gli basta un giorno solo o ne servono di più, e roba del genere?

                E se salta il compito il classe perché quel giorno si è sentito male davvero, lo devono punire? Non basta farglielo rifare alla prima occasione utile?

              • roberto says:

                “ok, ma nel concreto, se l’assenza non è programmata”

                caso normale:
                figlio malato, telefoni e dici “mio figlio è malato” e fino a due giorni non c’è bisogno del certificato

                caso particolare (1):
                il giorno prima o dopo le vacanze, hai bisogno di un certificato anche per un giorno di assenza

                caso particolare (2):
                l’ultimo anno hai bisogno di un certificato anche per un solo giorno di assenza nei giorni in cui ci sono i compiti in classe

                (sono sicuro che ci sono altre regole, ho un agile manualetto di istruzioni di 3526 pagine vicino al telefono per sapere cosa fare di volta in volta)

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ai miei tempi il certificato era obbligatorio per assenze di tre giorni. Non saprei dire la fonte, però.

              • roberto says:

                “Ci vuole un certificato medico immediato, subito in tempo reale alle 8 di mattina, ovviamente senza che nessun medico abbia potuto vederlo ”

                questa non l’ho capita…

                in genere noi chiamiamo il medico, ci fissa un appuntamento, ci visita e ci da un certificato medico che poi diamo alla scuola (o al datore di lavoro) quando rientriamo

                cioè
                1. telefono a scuola e dico “figlio malato”
                2. telefono al medco
                3. porto il figlio dal medico che mi da un certificato
                4. quando il figlio torna a scuola da il certificato alla segreteria della scuola

              • roberto says:

                preciso che ho scritto “o al datore di lavoro” perché le regole sono quelle anche per le assenze al lavoro, non perché al mio datore gliene freghi nulla delle assenze a scuola di mio figlio

              • paniscus says:

                per mauricius: ai tempi nostri era obligatorio il certificato medico dopo 5 giorni, ma (a differenza di quello che molti credevano e che qualcuno pensa ancora)

                quel certificato non era minimamente concepito per “giustificare” l’assenza, bensì per attestare che il ragazzo fosse guarito e che quindi fosse nuovamente in condizioni di frequentare la comunità (cioè, che non fosse contagioso per gli altri, e che non fosse a rischio di sentirsi male di nuovo a scuola).

                Lo si doveva portare anche se non si era mai stati malati, ma ci si era assentati per altre ragioni, bastava che si fossero sforati i 5 giorni.

                Poi (non ricordo in quale periodo) l’obbligo fu tolto, probabilmente perché la percezione del pericolo delle malattie infettive era molto sfumata, ma adesso è stato ripristinato a causa dell’emergenza covid.

  48. Moi says:

    @ MIGUEL

    Una verità scomoda per il Femminismo è che se non proprio l’ Antirazzismo, l’ Esterofilia è nata nei bordelli / postriboli … più o meno sacri. L’ assonanza “esotismo” e “erotismo” non è mai stata casuale …

    Marco Polo scrisse che i Marinai Europei erano talmente soddisfatti delle prostitute portuali Cinesi da voler frequentare solo quelle !

    • Francesco says:

      scusa c’erano navi europee in Cina all’epoca? o prostitute cinesi nei porti europei?

      • Moi says:

        Laprima che hai detto …

        Era, mi pare Roberto D’Agostino … che spiegava come “gli Italiani” _ voi Meneghini prima di tutti gli altri e più di tutti gli altri_ avessero (ri)scoperto una passione fortissima per le “Cinesine Io BLava” 😉 , in termini proprio di prestazione, Vs La Legge Ipocritissima. 😉

        • Francesco says:

          Moi

          navi dall’Europa in Cina ai tempi di Marco Polo?????

          • Moi says:

            Evidentemente hanno iniziato a dirlo i Viaggiatori via Terra, poi lo han confermato quelli via Mare … stai a fare il CherryPicking su quello, quando si parla della tua Milano Capitale delle Cinesine Io BLava ?! 😀

  49. Moi says:

    Non è un caso che sia più facile trovare una prostituta ucraina o brasiliana, che una svedese o svizzera.

    ——————-

    Metodo Sperimentale Galileiano in una Terra Timorata della Sharia 😉 …

    https://vip-dubai-bunnies.com/girls/swedish-escorts-in-dubai-uae/

    • Moi says:

      Si noti come il sito sia cosmopolita e per il MultiCulturalismo e la MultiEtnicità … 😉

    • habsburgicus says:

      oggi, a quanto parrebbe, sono gli Emirati -e affini- le mete più agognate delle meretrici di alto livello…l’Italia, un tempo una sorta di paese di Bengodi (anche perché, diciamocelo, noi maschi italiani siano normalmente fessi 😀 e dunque prede ideali per lo spennamento :D), non è manco più considerata….e ci sarebbe da fare un discorso puramente e freddamente economico sul rapporto che lega la top escort al PIL 😀 a occhio, se l’economia va bene, lo Stato lascia vivere, c’é libertà e girano le palanche ci sono tante escort e pure belle 😀 se siamo in un paese senza futuro e in decadenza continua e (purtroppo) apparentemente irreversibile come l’italietta odierna, manco più escort di livello ci sono 😀 😀

      • Moi says:

        La follia della Svezia: così il sesso diventa materia da contratto
        Tra le conseguenze inintenzionali del movimento #metoo c’è il ritorno del puritanesimo sessuofobico

        Annalisa Chirico

        https://www.ilgiornale.it/news/cronache/follia-svezia-cos-sesso-diventa-materia-contratto-1547437.html

        • Moi says:

          … mi sa che se uno Stupratore rischia menobAbbraccia l’ Islam e stupra le Kafiresse senza ritegno dicendo ch’è la sua Cultura d’ Elezione … e poi mica ha i soldi d’ uno d’ uno Sceicco del Petrolio, siete Classisti coi Migranti !?

          [cercare “muslims rapes in sweden”]

          Poi si casca dal pero se in Myanmar il Sommo Ashin Wirathu, guardando a Occidente, dice che chiunque uccida un Musulmano salva l’ Umanità Intera,.

        • roberto says:

          Follia è leggere quegli articoli invece che il blog di Kelebek dove avevamo già discusso della cosa….

          Comunque per chi pensa che sia follia, posso solo dirvi che nel ridente granducato esiste una legge simile (anzi per certi versi più rigorosa) dal 2013 e senza particolari traumi né problemi

          Perché dico più rigorosa? Perché se leggi il testo dell’art. 372 del codice penale, provare (dico bene “provare” non fare) a dare una carezza ad una persona senza il consenso esplicito espone al reato di “attentato al pudore”, meno grave dello stupro ma comunque punibile con un mese di prigione e 10.000 euri di ammenda

          Eppure ragazzi, vi assicuro che la vita scorre normale, la gente si accoppia come sempre, giusto eviti difese assurde in caso del tipo lei è ubriaca e lui se la tromba facendo finta che lei sua d’accordo

          Perché gentlemen, siamo uomini, sappiamo perfettamente quando lei vuole e quando facciamo gli stronzi, non ditemi il contrario

          • Per roberto

            “Comunque per chi pensa che sia follia, posso solo dirvi che nel ridente granducato esiste una legge simile (anzi per certi versi più rigorosa) dal 2013 e senza particolari traumi né problemi”

            A parte il tono insopportabile dell’articolo, non capisco come gli svedesi pretendano di dimostrare poi in tribunale il “consenso esplicito verbale o fisico”. Posso immaginare che dovrebbe essere necessario quantomeno un video, se non una dichiarazione scritta; e non so bene cosa intendano per un consenso “fisico”.

            Tu dici:

            “Perché gentlemen, siamo uomini, sappiamo perfettamente quando lei vuole e quando facciamo gli stronzi, non ditemi il contrario”

            In linea di massima sono d’accordo, ma ci sono casi complessi, come dimostra il caso Assange, quando ci si mettono di mezzo altri interessi.

            • roberto says:

              miguel,

              ci sono casi complessi sempre, a prescindere dal testo della legge, ed è per questo che esistono avvocati, giudici e tribunali.
              anche prima di assange, la tizia che si inventa tutto denunciando un rapporto consensuale come se fosse uno stupro era un caso veramente complesso

              ciò detto a me sembra che richiedere una manifestazione di consenso sia una cosa seplicemente civile.

              lasciando perdere il giornale,
              il testo della legge tradotto con google è questo

              “Sezione 1

              Una persona che compie, con una persona che non partecipa volontariamente, un rapporto o un altro atto sessuale che, in considerazione della gravità della violazione, è paragonabile a un rapporto sessuale, è condannata per stupro alla reclusione per un minimo di due anni e un massimo di sei anni.
              Quando si valuta se una partecipazione è volontaria o meno, è necessario prestare particolare attenzione al fatto che la *volontarietà sia stata espressa con parole o azioni o in qualsiasi altro modo*.
              Non si può mai considerare che una persona partecipi volontariamente
              1. la partecipazione è il risultato di maltrattamenti, altre violenze o minacce di atti criminali, minacce di perseguire o denunciare qualcun altro per crimini o minacce di fare una dichiarazione dannosa su qualcun altro;
              2. l’autore del reato sfrutta impropriamente il fatto che la persona si trova in una situazione particolarmente vulnerabile a causa di incoscienza, sonno, paura grave, intossicazione o altra intossicazione, malattia, lesioni personali, disturbi mentali o altro in relazione alle circostanze, o
              3. l’autore persuade la persona a partecipare abusando gravemente della dipendenza della persona dall’autore del reato.

              […]”

              ho tolto le aggravanti e messo degli asterischi sulla prova

              ti pare una cosa da fine del mondo?
              prima di rispondere ricorda l’insegnamento di Z, il diritto è una cosa ed la prova del diritto è un’altra, mai confondere i due piani

              • Per roberto

                “ti pare una cosa da fine del mondo?”

                assolutamente no, infatti la mia non era una critica al principio della legge (e ho trovato infatti stucchevole l’articolo che la criticava).

                Il mio dubbio riguardava questo:

                *volontarietà sia stata espressa con parole o azioni o in qualsiasi altro modo”

                che in effetti con l’ultimo paragrafo, hai dato una risposta sensata.

                Grazie!

              • paniscus says:

                E soprattutto, come si fa a dimostrare senza ombra di dubbio che la volontarietà era stata espressa (ad esempio, “con parole”, come sarebbe normale), o come si fa a dimostrare che NON era stata espressa? Le parole devono essere scritte? Devono essere registrate? Boh, non se ne esce…

                Quello che mi inquieta, di tutta questa muraglia di militanza, è che la violenza sessuale diventi l’unico reato in cui si inverte il principio dell’onere della prova, ossia dell’ “innocente fino a prova contraria”,

                cioè in cui deve essere l’accusato a sbracciarsi per dimostrare che non è vero, e non l’accusa a dimostrare che è vero…

              • Moi says:

                Oppure, chissà … le Copie Lussemburghesi trovano altamente seducente compilare moduli da firmare, timbrare e controfirmare … prima di condividere il lettone 😉

              • Andrea Di Vita says:

                @ paniscus

                “onere”

                Concordo. Ho due amici Magistrati, uno dei quali presidente di Tribunale. Se il dibattimento dimostra che l’imputato di stupro è colpevole allora non esitano a dargli il massimo previsto dal Codice, proprio perché è difficile dimostrare che non ci sia stato consenso (e valgono i due principi “sentienti non fit iniuria” e “in dubbio pro reo”).

                Di fatto ci si riesce o in presenza di ammissioni del colpevole (ad es. in un’intercettazione ” quella strillava e piangeva ma me la sono fatta lo stesso”) o di altro reato (percosse, minacce) debitamente provato a parte (lividi).

                Spesso lo stupratore, proprio perché consapevole che è facile farla franca, è recidivo, e a furia di reiterare il comportamento criminoso si fa prima o poi beccare (tanto va la gatta al lardo…)

                Da qui l’importanza di denunciare sempre. Magari non si ottiene giustizia nel caso in fattispecie, ma almeno si aumenta la probabilità. Il silenzio, magari comprensibile, favorisce l’impunità e dunque la reiterazione del male.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Per ADV

                “Da qui l’importanza di denunciare sempre. ”

                Qualche anno fa, due carabinieri in servizio a Firenze furono rimorchiati da due americane ubriache.

                Ripeto, rimorchiati e ubriache.

                Le due americani riuscirono a far dimenticare i loro doveri ai carabinieri in questione e riuscirono a trombarseli.

                Il giorno dopo denunciarono il fattaccio.

                Ora, non esiste il minimo dubbio che i carabinieri avessero tradito il loro dovere per un capriccio personale, per cui dovrebbero essere strapuniti.

                Ma non è che siano necessariamente colpevoli di stupro per questo.

              • Moi says:

                @ LISA

                Sì, è esattamente così … ogni Maschio (almeno se Bianco “Occidentale” Etero) è stupratore fino a prova contraria.

                Si tratta dell’ Eccesso Opposto a robe tipo il Codice Rocco e il Delitto d’ Onore … però anziché elidersi per il segno contrario, si somma in valore assoluto !

              • roberto says:

                Moi

                “ Oppure, chissà … le Copie Lussemburghesi…”

                No moi, ti assicuro, vi state masturbando intellettualmente su una cosa senza senso

              • roberto says:

                “ Ma non è che siano necessariamente colpevoli di stupro per questo”

                Trovi che chi approfitta della ubriachezza altrui sia moralmente una chiavica.

                Poi in alcuni posti il legislatore la vede come me e dice che un tizio o una tizia ubriaca non riesce ad esprimere un consenso valido e dunque che si tratta di stupro

                Mi pare una cosa civile

                Ti racconto un aneddoto: un sacco di anni fa con un gruppetto di amici andiamo a sbevazzare. Uno esagera e lo riportiamo a casa in condizioni abbastanza pietose. Arrivati a casa inizia a fare un discorso delirante e ci da il portafoglio dicendo “prendete tutto quello che ho”
                Immagino che capirai che nessuno ha preso un centesimo

                Ecco, per il sesso è la stessa cosa

              • PinoMamet says:

                …non proprio dai. Io posso guardare un portafoglio per ore restando lucido e freddo, anche se me li strofini in faccia… 😉

              • roberto says:

                certo pino e battute a parte, sono sicurissimo che tu possa guardare anche la dea della bellezza sbronza marcia senza sfiorarla (anzi probabilmente la appoggeresti delicatamente su un divano, spegneresti la luce e la lasceresti tranquilla)

              • PinoMamet says:

                Beh, se le situazioni fossero sempre così chiare non esisterebbero neppure i tribunali, Roberto…

                Prendiamo un caso più confuso: Bella Figliola, all’inizio semplicemente un po’ brilla ma apparentemente in grado di prendere decisioni, comincia a ballare con Bulletto Galletto e, dopo un paio di cocktail, si apparta con lui…

              • roberto says:

                a proposito di “la vita non è così semplice ed è per questo che ci sono i tribunali” mi permetto di autocitarmi

                http://kelebeklerblog.com/2021/02/25/dolci-coccole-bio-a-poggibonsi/#comment-741537

                ciò detto, quello che dobbiamo guardare è il principio

                per fare sesso ci vuole il consenso dei partecipanti e non la mancanza di dissenso.
                a me pare un principio non solo di civiltà ma quasi banale e veramente non capisco lo stupore. ricordo che la discussione nasce da un articolo delirante in cui si legge “La follia della Svezia”….

                poi una volta chiaro il principio, si passa ad un altro piano che è quello della prova che tanto turba chi ciarla di contratti et similia.
                per la prova appunto ci sono i tribunali e credo che nessuno abbia mai pensato che un processo per stupro sia una cosa semplice

              • Peucezio says:

                Comunque c’è anche una bella differenza fra approfittare di una perché, essendo sbronza, non ha la forza di opporsi e non capisce nemmeno cosa sta succedendo, ma non desidera o comunque non partecipa e una sbronza che te la dà perché ha perso i freni inibitori.
                Una donna, se non desidera non desidera e non c’è alcol che tenga: l’alcol asseconda solo un desiderio o una pulsione che c’è. E nessuno è obbligato a ubriacarsi.

              • Peucezio says:

                In ogni caso il fatto stesso che la legge e lo stato si occupi del sesso è di per sé un monstrum, inevitabile, ahimè, solo quando si esercita una violenza e costrizione brutale. Ma ciò dovrebbe valere (e in effetti vale) per tutto: se punto una pistola in fronte a una persona perché faccia una cosa che non vuole, è sempre una violenza e una costrizione.
                Esiste tutto un terreno di sfumature nel quale a priori lo stato non dovrebbe entrare.

                Insomma, il sesso è un cazzo privato e non dovrebbe avere tabù, divieti né interidizioni di sorta. Ce li ha perché il nostro retaggio patriarcale si è modificato nelle apparenze, ma nella sostanza opera profondissimamente, forse più che mai nella storia, come meccanismo censorio e autorepressivo (anche il parlamentare che approva una legge sessuofoba sta atuando una forma di autocastrazione) interiorizzando profondamente, benché capovolgendone in apparenza i presupposti ideologici. In sostanza l’uomo occidentale (e non solo) cerca ogni pretesto per reprimere e colpevolizzare la sessualità.

                L’unica eccezione ragionevole, ripeto, è la violenza bruta, la sopraffazione fisica del forte contro il debole. Che è anch’essa retaggio patriarcale: è evidente che un uomo non represso o comunque in qualche modo deviato, ma capace di una sessualità sana e ricca, non ha certo bisogno di andare violentando le donne, reificandole e impedendo un vero scambio: se hai paura del piacere femminile e devi annullarlo con un rapporto imposto, vuol dire che in fondo hai paura dell’essenza del sesso.
                In questo senso la dinamica profonda che agita le femministe isteriche, la sessuofobia puritana americana e i violentatori brutali è la stessa.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “è evidente che un uomo non represso o comunque in qualche modo deviato, ma capace di una sessualità sana e ricca, non ha certo bisogno di andare violentando le donne”

                È una gran cazzata, nonché una banalizzazione grottesca della violenza sessuale.

              • roberto says:

                “è la violenza bruta, la sopraffazione fisica del forte contro il debole.”

                cioè la violenza non bruta, ma giusto un paio di sberle e di minacce ti va bene?

                no guarda, secondo me poi sbagli proprio analisi: lo stato non si occupa di “sesso” ma si occupa di “vittime di violenza”

                cioè in soldoni allo stato non gliene frega nulla cosa fanno tizio e caia,
                si preoccupa solo se caia va da un giudice a lamentarsi (con qualche eccezione, tipo se tizio è un poliziotto nell’esercizio delle sue funzioni, o se uno dei due è minorenne e cose così)

              • paniscus says:

                “Poi in alcuni posti il legislatore la vede come me e dice che un tizio o una tizia ubriaca non riesce ad esprimere un consenso valido e dunque che si tratta di stupro”—

                Quindi come la metteresti nel caso che siano sbronzi tutti e due e abbiano tutti e due le capacità di discernimento ridotte… e che finiscano a copulare in stato confusionale paritario?

                L’uomo è colpevole comunque e la donna è vittima comunque, perché si sa che è sempre il maschio cacciatore che approfitta della femmina preda?

                Oppure ognuno dei due può denunciare l’altro per abuso, e possono essere condannati tutti e due?

              • Per Paniscus

                “L’uomo è colpevole comunque e la donna è vittima comunque, perché si sa che è sempre il maschio cacciatore che approfitta della femmina preda?”

                Penso che ci possano essere diverse risposte, nessuna delle quali molto convincenti:

                1) le donne sono più cretine dei maschi, si fanno rovinare facilmente e quindi il vero cavaliere dovrebbe evitare di toccarle al di fuori del matrimonio

                2) le donne non hanno una vera e propria sessualità, soli i maschi hanno desideri prepotenti

                3) le donne possono restare incinte, e quindi a parità di desiderio/cretineria, rischiano molto di più. Ma è anche vero che i maschi potrebbero rischiare malattie veneree, e comunque nessuna donna è rimasta incinta per una pacca sul sedere.

                Questo lo dico essendo del tutto d’accordo con gli ovvi principi di buon senso di Roberto.

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                “È una gran cazzata, nonché una banalizzazione grottesca della violenza sessuale.”

                Di cazzate te ne ho sentito dire in abbondanza, ma, al di là del tuo tono abitualmente e inveteratamente offensivo io voglio ragionare.

                E se violenti una donna, vuol dire che la tua gratificazione, il tuo piacere non sta nel fatto che stai dando piacere a lei, nella sua partecipazione attiva, fisica ed emotiva, alla cosa.
                Se un uomo non vive il sesso come piacere reciproco, praticamente sta usando la donna come una bambola inerte.
                E allora o il piacere è puramente meccanico (e una sessualità di questo tipo è comunque deviata e priva della sua essenza, perché non è un rapporto, ma una specie di masturbazione assistita), oppure il piacere gli deriva dall’idea stessa della sopraffazione e allora è ancora più grave.
                Nell’un caso e nell’altro i canali del piacere inteso come interscambio sono inibiti.
                Se non capisci questo non capisci nulla della sessualità, non so se per limite tuo o per conformismo acritico che hai interiorizzato profondamente.

                Ma chi invece tali idee conformistiche ha sviluppato, diffuso e impone, non lo fa per insipienza, ma perché a sua volta è condizionato e a al tempo stesso veicolo di questo stesso meccanismo repressivo: in fondo la reificazione della donna è nella cultura dominante, specialmente in quella femminista, che vive il sesso come un’aggressione, dando per scontato quindi che la donna sia parte passiva.

              • Peucezio says:

                Roberto,
                vabbè, tu sei un giurista e parli di diritto.

                Io parlo di dinamiche profonde: anche legislatori e giuristi sono uomini e agiscono le loro dinamiche più profonde nelle leggi che fanno e nel sistema di valori a cui si ispirano.
                Nulla è neutro.
                Dal tronde l’aveva già capito Freud più di un secolo fa che la civiltà è una costruzione in virtù della sublimazione della sessualità: tutti i nostri istituti giuridici e sociali sono mera energia sessuale dirottata.
                Oggi nessuno se lo ricorda più, perché non si sa più andare al di là di analisi elementari.
                Che non è tenuto a fare il giurista.
                Ma il sociologo, il filosofo, l’intellettuale in genere sì. Ma il problema è che nessuno è più in grado.

              • Peucezio says:

                Sempre per Roberto:
                e perché una sberla non ti pare una brutalità?
                La violenza è sempre bruta: l’aggettivo voleva solo rafforzare, essere poco più che esornativo, retorico, non istituire una classificazione fra due tipi di violenza, una bruta e una no..

              • roberto says:

                Paniscus (e Miguel)

                “Quindi come la metteresti nel caso che siano sbronzi tutti e due”

                ripeto per la duemillesima volta:

                la vita è più complicata dei giochini “se io fossi il giudice” su domenica quiz

                ricostruire le prove in un processo per stupro è veramente ma veramente complicato e l’esempio che mi dai è veramente scarno di appigli

                Immagino che se fossi il giudice cercherei di ricostruire cosa è successo, basandomi su tutti gli elementi a disposizione:

                la tizia si presenta con gli occhi pesti di sberle e ecchimosi là dove non batte il sole?
                può produrre venti messaggi in cui lui scrive “ti voglio trombare” e lei risponde “no dai solo un drink e poi a letto?”

                oppure chessò, lei aveva dei preservativi nella borsetta e ne ha dato uno a lui?
                o lei ha scritto un messaggio “non vedo l’ora di scopare”?

                insomma non ci sono risposte automatiche, e, repetita iuvant, è per questo che ci sono giudici e tribunali e che i giudici ed i tribunali non sono ancora stati sostituiti dall’AI

                vorrei anche dirvi una cosa più generale. Voi, e non siete gli unici, avete un gusto perverso per il caso limite. comprensibilissimo, daltronde sui giornali non si parla tanto dei 100 processi per stupro “normali”, ma di quello in cui ci sono elementi di curiosità (assange, i carabinieri eccetera).

                la vita però è statisticamente normale ed il processo per stupro è in maggioranza la ragazzina che va in discoteca e si trova in una situazione nella quale non voleva essere. e in queste situazioni avere una legge che mi dice c’è stupro se non c’è un consenso mi pare veramente utile per evitare argomenti assurdi che a volte si sentono (tipo “lei era immobile quindi consenziente”, lui l’ha riportata a casa in machcina quindi era consenziente”)

              • Per roberto

                “la vita però è statisticamente normale ed il processo per stupro è in maggioranza la ragazzina che va in discoteca e si trova in una situazione nella quale non voleva essere. e in queste situazioni avere una legge che mi dice c’è stupro se non c’è un consenso mi pare veramente utile per evitare argomenti assurdi che a volte si sentono (tipo “lei era immobile quindi consenziente”, lui l’ha riportata a casa in machcina quindi era consenziente”)”

                Guarda che nei fatti, sono in linea di massima d’accordo con te.

                Penso che il tuo ragionamento sia ineccepibile, in termini di buonsenso, e – a parte il caso Assange – non voglio contestare sentenze.

                Mi interessa però capire esattamente quale sia l’idea per cui la donna sia necessariamente la vittima.

                Considera qui che siamo sempre tra Adulti e Vaccinati (se vogliono), quindi non è un problema di prendercela con le Donne Troie o con i Maschi Stupratori.

                E’ che mi piacerebbe riflettere, in maniera distaccata, sui problemi che ho posto:

                “Penso che ci possano essere diverse risposte, nessuna delle quali molto convincenti:

                1) le donne sono più cretine dei maschi, si fanno rovinare facilmente e quindi il vero cavaliere dovrebbe evitare di toccarle al di fuori del matrimonio

                2) le donne non hanno una vera e propria sessualità, soli i maschi hanno desideri prepotenti

                3) le donne possono restare incinte, e quindi a parità di desiderio/cretineria, rischiano molto di più. Ma è anche vero che i maschi potrebbero rischiare malattie veneree, e comunque nessuna donna è rimasta incinta per una pacca sul sedere.”

              • roberto says:

                peucezio

                “e perché una sberla non ti pare una brutalità?”

                si certo avevo frainteso dunque, pensavo che volessi fare appunto una graduazione della violenza

                obbiezione ritirata

              • roberto says:

                peucezio

                “vabbè, tu sei un giurista e parli di diritto”

                beh si stavamo commentando una legge….

                🙂

              • roberto says:

                Miguel,

                Prima di rispondere a questa domanda

                “ Mi interessa però capire esattamente quale sia l’idea per cui la donna sia necessariamente la vittima.”

                Mi dici chi esprime questa idea (sballata)?

                La legge svedese certamente no.
                La giornalista forse? Ma ho già detto cosa ne penso e ripeto “la de chirico scrive cazzate”

                Perché se è un’idea seria, ok parliamone, ma se è una boutade che leggi sui giornali gratuiti non vale la pena di perdere tempo, no?

                Quindi, dove hai letto che “la donna è necessariamente vittima”?

              • Andrea Di Vita says:

                @ PinoMamet

                “portafoglio”

                E io da Genovese ti dico

                “non ci indurre in tentazione…”

                🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Roberto,
                “beh si stavamo commentando una legge….”.

                Giustissimo, per carità.
                Ero io che avevo tirato in ballo altri argomenti, perché, da buon freudiano (eterodosso) m’interessa capire cosa agisce nell’inconscio del legislatore e nella sua sessualità rimossa quando fa le leggi 🙂

  50. Moi says:

    Era Biden … Pronti a fare i (!) 😉 Cheerleaders per il Bombardamento Buono Civilizzatore in Siria ?

    https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/gli-usa-bombardano-la-siria-primo-attacco-dellera-biden/ar-BB1e29X1

    … dài, che se va fatta bene FORSE 😉 entro il 2025 gli Americani Buoni (… gli stessi della Inclusivity Intersectional con Race e Gender, eh !) rimettono su lo Shah di Persia 😉 !

  51. Moi says:

    La settimana di San Remo, tradizionalmente, ha sempre fagocitato ogni altra notizia … quest’ anno, per la prima volta dopo 7o (!) anni, l’ Ariston sarà senza pubblico.

  52. Moi says:

    Cosa c’è “dietro” alla malagestione Arcuri ?!

    https://www.msn.com/it-it/intrattenimento/video/tommasi-benotti-e-solis-l-affare-milionario-con-le-mascherine/vi-BB1cU50g

    Tommasi, Benotti e Solis: l’affare milionario con le mascherine

    https://www.ilgiornale.it/news/politica/lospedale-covid-emiliano-chiuso-perch-senza-bagni-1926771.html

    L’ospedale covid di Emiliano? Chiuso perché senza bagni

    • Moi says:

      Cercate bene che personaggino è tal Jorge Solis fra mascherne e rolex in oro bianco (!) che giallo NON gli “gusta” … ma ovviamente il problema è che tant* giornalist* lo definiscono “Ecuadoregno” anziché “Ecudaoriano” !

  53. habsburgicus says:

    https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-israel-s-high-court-orders-state-to-recognize-reform-and-conservative-conversions-to-1.9579587

    è una novità importante..
    ciò favorirà l’ebraicizzazione di russi e ucraini il cui giudaismo è molto, molto annacquato 😀 e la cui conversione mai sarebbe stata approvata dai rabbini “ortodossi”…i riformisti sono invece di manica larga, e pure alcuni conservatori…secondo me pure Miguel che in quanto messicano potrebbe millantare di essere un discendente di conversos 😀 , sarebbe “convertito” in un battibaleno 😀 idem Mirkhond (Puglia già molto giudaizzata illis temporibus)….
    con annessi e connessi..ogni ebreo, ipso facto, è un cittadino di Israele in potenza per la Legge del Ritorno..e a molti la cittadinanza israeliana può far gola ! (ex-URSS)

    • habsburgicus says:

      leggendo bene c’é il trucco 😀 vale solo per chi si converte IN ISRAELE….per chi vive all’estero continua a essere necessaria l’approvazione degli “ortodossi” (non facile) e non potrà usufruire dei leggendari rabbini riformisti USA, very very liberal, tutti pro-DEM, che basta che fai una preghiera alla Harris e una pulsa denurah per Trump che ti convertono sul campo 😀 😀 😀

    • PinoMamet says:

      È una legge “virtuale”, per così dire: a quanto leggo, riguarda al 90 per cento (ma forse quasi totalmente) i russi già presenti in Israele e già cittadini israeliani. Più che altro va a colmare un vuoto normativo.
      Credo peraltro che ormai moltissimi di questi russi siano già stati riconosciuti come ebrei dai tribunali rabbinici ortodossi.

      Anche così, la legge è piaciuta poco ai rabbini ortodossi, forse perché apre spiragli a categorie non così vaste come quelle che ipotizzi 😉 ma dello stesso tenore, anche se in futuro e chissà.

  54. Source : https://www.corriere.it/esteri/21_febbraio_25/covid-india-crollati-contagi-morti-senza-vaccinazione-massa-puzzle-che-incuriosisce-scienziati-6ec44958-7762-11eb-b71c-971d2c071301.shtml

    Covid in India, crollati i contagi e i morti senza vaccinazione di massa. Il puzzle che incuriosisce gli scienziati

    L’andamento della pandemia in India continua a essere un puzzle che stupisce e incuriosisce gli scienziati. Il numero di casi di Coronavirus è crollato, come quello dei morti, senza bisogno di una vaccinazione di massa, ciò ha un po’ rilassato e da qualche giorno c’è un piccolo gradino verso l’alto. Dunque, il governo ha deciso di fare di più e meglio: ha deciso di intensificare la campagna di immunizzazione, dal momento che il Paese è il maggior produttore di vaccini al mondo e le dosi non mancano.
    Leggi anche
    I numeri

    I numeri. I nuovi casi avevano toccato un picco di oltre 97 mila al giorno in settembre e da allora sono crollati a meno di diecimila nei primi giorni di febbraio; ora sono un po’ risaliti, a 13 mila il 23 febbraio e a 17 mila il 24 (come riporta worldometers.info). I morti da Coronavirus erano stati 1.283 il 15 settembre, sono scesi sotto i cento al giorno dal 13 febbraio e balzati a 144 il 24. Com’è possibile una riduzione del genere, in particolare se si tiene conto che solo lo 0,8% del miliardo e quasi 400 milioni di abitanti ha ricevuto la prima dose di vaccino? È vero che, da inizio anno, globalmente si registra un dimezzamento dei nuovi casi, da cinque milioni la settimana a due e mezzo. Ma il crollo registrato in India è particolare.
    Le spiegazioni

    Le spiegazioni che danno gli esperti sono diverse. La più probabile sta nel fatto che il numero complessivo delle persone infettate dall’inizio della pandemia è molto superiore agli 11 milioni di casi ufficiali, probabilmente tra i 300 e i 400 milioni, stimano alcuni centri di ricerca. Ciò può voler dire che nelle città maggiori e più densamente popolate il virus ha corso velocemente fino a fare raggiungere una certa immunità di massa (di gregge). Più del 50% degli abitanti di Delhi sarebbero già stati contagiati, secondo un sondaggio effettuato sulla base di test sierologici, e quindi in qualche modo immunizzati. La quota di Mumbay (Bombay) sarebbe vicina al 60%, quella di Pune sopra l’80%. A Kolkata (Calcutta) si era già a oltre il 25% lo scorso settembre.
    Pubblico e privato

    Ciò non significa affatto che l’India abbia raggiunto l’immunità di gregge: indica certamente che questa immunità si può raggiungere e quando e dove questo accade l’espansione del virus crolla. Ma i rischi che nel Paese ci sia una ripresa se ci si rilassa rimane alto, anche perché gran parte degli indiani vive nei villaggi, dove, è vero, il virus corre meno che nei centri urbani ma dove l’immunità di massa è ben lontana dall’essere raggiunta. Il leggero rialzo di contagi e di morti degli ultimi giorni è un segnale d’allarme. Il governo di Narendra Modi, che finora non è riuscito a fare decollare la campagna di vaccinazione, mercoledì scorso ha quindi deciso di permettere che le dosi siano somministrate anche negli ospedali privati, che in India curano tre quarti delle persone e sono più efficienti. Significa che ora ai diecimila centri di vaccinazione pubblici si aggiungeranno ventimila ospedali privati: in questi ultimi, la dose di vaccino sarà gratuita ma la prestazione andrà pagata (quanto costerà sta per essere deciso dal governo di Delhi). A differenza che in Europa, in India i vaccini non mancano. La Serum Institute – l’azienda che produce più vaccini al mondo – realizza su licenza quelli di Oxford-AstraZeneca, ne ha in magazzino decine di milioni e ne può produrre 50 milioni al mese. Altri gruppi industriali stanno discutendo contratti di produzione con case farmaceutiche e Bharat Biotech sta concludendo i test su un suo vaccino, Covaxin. Delhi ha anche spedito 34 milioni di dosi a una trentina di Paesi, ai più poveri gratuitamente, ad altri su basi commerciali.
    25 febbraio 2021 (modifica il 25 febbraio 2021 | 14:11)

  55. Per fortuna non c’è solo la Meloni Ortolana:

    Source : https://www.repubblica.it/politica/2021/03/02/news/governo_draghi_opposizione_alternativa_c_e_ex_m5s-289874655/
    Politica

    Camera, ecco ‘L’Alternativa c’è’ dei dissidenti 5S. “Siamo la vera opposizione a Draghi”. Di Battista: “Tornare per Conte? No grazie”.

    Nuove espulsioni alla Camera

    02 Marzo 2021

    In opposizione e come opposizione al governo Draghi. “L’alternativa” al M5S c’è. A crearla i recenti deputati ex grillini dissidenti, espulsi per aver votato contro la fiducia al nuovo esecutivo guidato dall’ex numero uno della Bce. Una decisione presa dall’ex capo politico Vito Crimi e appoggiata dal Garante Beppe Grillo, che ha spaccato definitivamente il M5S e i gruppi parlamentari. E proprio oggi arriva la notizia di altre espulsioni di deputati grillini. La notifica è stata inviata a tre componenti della Camera: Cristian Romaniello, Yana Ehm e Simona Suriano. I tre ex 5S sono stati espulsi per non aver partecipato al voto di fiducia al governo Draghi, pur non avendo giustificato la loro assenza. “L’espulsione? Sono scioccata, non me lo aspettavo. Se faremo ricorso? Valuterò da domani tutte le opzioni”, dice Suriano.

    Intanto, i 13 deputati de L’Alternativa c’è hanno messo “persona, comunità, ambiente” al centro della loro azione politica. Sono infatti rinati nella nuova componente del Gruppo Misto alla Camera, che si collocano “oltre gli schieramenti di destra e sinistra”. Ancora vincolati al programma elettorale del 2018 con il quale sono stati votati nel M5S, ma ora intenzionati a rappresentare “la sponda parlamentare di un più ampio movimento civile e sociale e costituire un cantiere di discussione e azione con formazioni sociali, rappresentanti della società civile, corpi intermedi, associazioni di categoria e mondo del lavoro e dell’impresa. Puntiamo a individuare, assieme ad altri soggetti, gruppi di persone autorevoli che compongano dei Comitati dei saggi sui temi chiave dell’opposizione”, spiegano i tre deputati Pino Cabras, Andrea Colletti e Raffaele Trano, durante la conferenza stampa a Montecitorio in cui è stato presentato il loro primo Manifesto. Che muove, quindi, dalle istanze del “Movimento delle origini”, ma che si apre, in Parlamento e fuori, a tutte quelle persone “che vogliono fare opposizione e non vogliono morire moderate”.

    Gli espulsi si dicono pronti a una causa civile, ma non sono interessati al reintegro “fino a quando il Movimento sarà alla maggioranza”. E non hanno bisogno di un leader, come Alessandro Di Battista, il primo a tirarsi fuori dopo il voto a Draghi. Che intanto mette le cose in chiaro sul ritorno dell’ex premier Giuseppe Conte nel Movimento: “Ho lasciato il M5S non per l’assenza (in quel momento) di Conte. Ma per la presenza al governo con Draghi di Pd, Berlusconi, Salvini, Bonino, Brunetta, Gelmini. Non ho nulla a che vedere con un movimento che fa parte del governo dell’assembramento pericoloso”.

    E così mentre il Movimento prova a rifondarsi, con un vero processo di trasformazione e affidando all’ex premier il ruolo di leader, anche i ‘cacciati’ si reiventano. Lo scorso 18 febbraio avevano votato ‘no’ al nuovo governo Draghi, nonostante il risultato a favore emerso dalla votazione online degli iscritti sulla piattaforma Rousseau. In quell’occasione nell’Aula della Camera i dissidenti 5S avevano scandito proprio il coro ‘L’Alternativa c’è’ che ora ha preso forma in una nuova componente politica. Sono 13 i deputati, oltre a Cabras, Colletti e Trano, che ne fanno parte: Massimo Enrico Baroni, Emanuela Corda, Paolo Giuliodori, Alvise Maniero, Maria Laura Paxia, Paolo Nicolò Romano, Francesco Sapia, Rosa Alba Testamento, Paolo Nicolò Romano, Arianna Spessotto e Andrea Vallascas. Tutti riuniti sotto il simbolo di una ruota dentata con all’interno una stella tricolore. Una sola stella, questa volta.

    “La nostra componente – affermano i deputati – è nata quasi per autodifesa, perché siamo stati espulsi per aver obiettato alla massificazione dei valori del Movimento 5 Stelle. Ora siamo qui come vera forma di opposizione. Ci sentiamo ancora vincolati al programma elettorale col quale siamo stati eletti nel marzo 2018 nel M5S di allora e per il quale i cittadini ci hanno accordato la loro fiducia, riponendo in noi la speranza di un cambiamento. Vogliamo restare fedeli a tutto questo e considerare quel programma come base di partenza per ogni ulteriore sviluppo”, concludono Cabras, Colletti e Trano. In Senato, invece, i tempi sembrano essere più lunghi, come spiega il senatore ex M5S Mattia Crucioli: “Noi del Senato siamo ancora in attesa che la nostra istanza di costituzione della componente sia accolta dalla presidente Casellati”.
    Gli obiettivi de ‘L’Alternativa c’è’

    Tra gli obiettivi de “L’Alternativa c’è” spiccano “un’economia rinnovata, solidale e orientata al benessere umano, materiale e spirituale, all’interesse pubblico”, un piano straordinario di indennizzi, riqualificazione e defiscalizzazione in favore di tutte le piccole e medie imprese colpite dalle restrizioni legate alla pandemia, il salario minimo garantito, la lotta al precariato e l’istituzione del reddito universale. Spazio, poi, al “tema dell’equilibrio fra dimensione nazionale, regionale e locale della Sanità”, a partire dalla necessità di ricostruire la fiducia verso le istituzioni sanitarie e fino al ruolo della medicina territoriale e domiciliare. A questi temi si aggiunge il “no incondizionato alle politiche di austerity”. E ancora, un “genuino ambientalismo orientato all’armonia”, patrimonio culturale materiale e immateriale del paesaggio, i valori della legalità e dell’onestà, l’efficienza della giustizia, la fiscalità e il miglioramento del rapporto tra Fisco e contribuente, la semplificazione amministrativa e la collocazione geopolitica dell’Italia che “dovrà essere più aperta al multilateralismo”. Sul fronte scuola e università, poi, bisogna “rimuovere ogni forma di precarietà e privatizzazione”, adeguando i finanziamenti pubblici alla media europea anche in termini di ricerca, “fino ad almeno il 6% del Pil”.
    Nessun leader, neanche Di Battista

    Mettono subito le cose in chiaro. L’Alternativa c’è non ha bisogno di un leader. Neanche se si dovesse chiamare Alessandro Di Battista che “è una persona che si dà molto da fare e noi siamo aperti a tutti quelli che si ritrovano nel manifesto, si chiamino Di Battista o in un altro modo – ha detto il deputato Andrea Colletti – Io mi prefiguro una forza politica che non abbia bisogno di leader, figure che in società fluida cambiano in continuazione”.
    E Di Battista non cede al richiamo di Conte

    Dice ancora una volta: no. Alessandro Di Battista non cede al richiamo di Conte. Lui fin quando il Movimento sarà in questo governo allargato non tornerà sui suoi passi. Lo spiega su Instragram rispondendo a un suo follower che gli chiedeva di tornare ora che c’è anche l’ex premier. “Rispetto totale per Conte. Ma io ho lasciato il M5S non per l’assenza (in quel momento) di Conte. Ma per la presenza al governo con Draghi, di Pd, Berlusconi, Salvini, Bonino, Brunetta, Gelmini etc, etc. – spiega l’ex esponente Cinquestelle – Conte sapete bene che l’ho sostenuto eccome (il mio NO totale e mai cambiato al governo Draghi era il miglior modo, a mio avviso, di sostenere Conte) ma per me contano le linee politiche. Io, e lo dico con la massima serenità, non ho nulla a che vedere con un movimento che fa parte del governo dell’assembramento pericoloso. Un abbraccio a tutti e grazie per il sostegno”.
    Il Manifesto “per non morire moderati”

    “Vogliamo essere inclusivi per tutte quelle persone dentro e fuori il Parlamento che non vogliono morire moderate. Abbiamo redatto un manifesto di principi e obiettivi che vogliamo perseguire. Un governo di tutti – ha proseguito Colletti – rischia di essere un governo di nessuno, ma il problema è che quando la politica è debole prende il sopravvento la burocrazia, e questo è un governo di burocrati. Il nostro è un manifesto in divenire, dei principi di base su cui vogliamo creare consenso, è aperto a tutti”. Per Pino Cabras “questo governo è l’autobiografia di una Nazione in declino. Non vogliamo essere compartecipi delle cose che abbiamo sempre combattuto. L’alternativa va costruita, vogliamo farlo con tanti cittadini”. E commentando il passaggio della leadership all’ex premier Conte, Cabras ha aggiunto: “Lui ha dimostrato ottime doti di negoziatore ma è un oggetto misterioso come capo politico. Noi sappiamo che il gruppo dirigente M5s sta disegnando una nuova identità al M5s, moderato, una via di mezzo tra Udeur e Verdi in cui Conte rappresenta la figura su cui far convergere il culto della personalità. È una persona abile ma sembra completamente diverso dal Movimento che abbiamo conosciuto. Soprattutto non vedo grandi differenze tra lui e Draghi, tanto più che si propone di sostenere Draghi”.

    Sull’ipotesi invece di una “amnistia” concessa dal gruppo dirigente del Movimento e di un possibile reintegro per gli espulsi, Colletti ha osservato che “un’amnistia presuppone una colpa e che l’amnistiato riconosca una forma di colpa. Qui il problema sono state le scelte di un gruppo dirigente che in 24 ore è passato dal no a Draghi al sì a Draghi senza fiatare”.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martinez

      Ma sono gli stessi che hanno proclamato “senza l’Italia la UE si scioglierebbe come neve al sole”?

      https://formiche.net/2020/04/correnti-m5s-di-maio-dibba/

      🙂 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Per ADV

        “Ma sono gli stessi che hanno proclamato “senza l’Italia la UE si scioglierebbe come neve al sole”? ”

        Da un’occhiata al volo, i nomi mi sembrano tutti diversi.

        • Andrea Di Vita says:

          @ Martinez

          I Bimbi di Conte nell’anno 1 d.P. (dopo Primule) non si smentiscono 🙂

          https://www-linkiesta-it.cdn.ampproject.org/c/s/www.linkiesta.it/2021/03/governo-draghi-arcuri-commissario/amp/

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • PinoMamet says:

          Cambiare qualche nome ai vertici è la pura e semplice normalità per qualunque governo.
          A dirla tutta, stupisce invece che Draghi ne abbia cambiati così pochi e solo dopo essere stato ripetutamente sollecitato (dal tuo “beniamino” Salvini, peraltro).

          Mi sembra un po’ poco per gridare al miracolo; del resto si è cominciato a invocare Draghi Santo Subito prima ancora che avesse fatto una singola cosa.

          I Bimbi di Draghi mi sembrano identici a quelli di Conte, solo più arroganti.

          • Andrea Di Vita says:

            @ PM

            “normalità”

            Nei paesi normali.

            Da noi mica tanto.

            Da noi i nuovi dirigenti si aggiungono a quelli vecchi, mica li rimpiazzano.

            Finora.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet says:

            Speriamo bene. Io non sono partito con preconcetti contro Draghi.

            In realtà, anche se come principio non amo i governi tecnici, considerando il caso particolare avrei preferito che chiamasse meno arnesi di partito, e più tecnici;

            e possibilmente diversi da quelli già proposti e poi scartati da Conte (Colao e compagnia industrial-tecnocratica, che mi danno l’idea di una combriccola di furbacchioni che vogliono venderci i loro prodotti e, peggio, la loro visione della vita, con la scusa del covid).

            La scelta di coinvolgere la Protezione Civile
            – finalmente- è un bel segnale, come (lo ho già scritto) la cacciata di Arcuri e la sua sostituzione con un generale che pare efficiente.

            E anche il fatto (gli ho già riconosciuto anche questo) che si cominci a parlare (ma ormai lo si fa ovunque) di trovare soluzioni veloci e se necessario “autarchiche” per i vaccini.

            Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

            • Andrea Di Vita says:

              @ PM

              Concordo (anche se Colao fu snobbato pure da Conte).

              Stiamo a vedere…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              su Colao posso dire a suo merito proprio che fu snobbato da Conte

              per il resto non lo conosco

              Draghi deve mantenere un equilibrio tra gente competente che fa le cose giuste e partiti che se fossero troppo fuori dal governo ci mettono un attimo a votargli contro. Per questa ha imbarcato una manica di coglioni, di fatto sono pegni o ostaggi, una forma di garanzia contro il fuoco amico.

              In più parla poco!

              • PinoMamet says:

                A me pare più lui in ostaggio dei partiti..
                Non ho mai sentito di un singolo che circondasse una decina di persone… 😉

              • Francesco says:

                Attila per esempio

                seriamente, il giochino è delicatissimo, con Monti hanno vinto i partiti (e perso l’Italia), Draghi deve strizzare loro le palle ma non troppo

                oh, ricordo che a questo giro io sono la Guardia Rossa che assalta il Palazzo e per Draghi “Dictator Troikus” come ai tempi della Repubblica Romana (non quella massonica)

    • Francesco says:

      ma porca puzzola tutto in questo paese deve procedere per lenzuolate infinite?

      dalle encicliche papali in giù non c’è più nessuno che rilegge e accorcia le bozze?

      🙁

  56. Boh…

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/03/01/news/covid_rame_antivirale_virus-289633539/
    Firenze

    Covid, il rame uccide il virus: Kme lo porta sui bus e lo spruzzerà sui vestiti
    01 Marzo 2021 3 minuti di lettura

    Il rame, refrattario al Covid-19, da “spargere” ovunque come arma contro il virus. Il progetto di Kme Italy è ambizioso e capace di dischiudere inediti bacini di business per il gruppo con headquarter a Firenze e stabilimento a Fornaci di Barga: l’obiettivo è portare tubi, barre, laminati e pellicole di rame, ottone e cruproleghe (cuprum è il nome latino del rame), a sostituire sbarre di sostegno negli autobus, letti di ospedale, maniglie nei locali pubblici e desk condivisi, tutte quelle superfici solide e regolari che vengono toccate da più mani e diventano veicolo di contagio. La nuova linea di prodotti è già sul mercato, si chiama SaCup (da sanità e cuprum), ha ottenuto la certificazione del laboratorio di virologia dell’Università di Pisa e la stanno provando, per primi, in Sea, dove maniglie e tubi di sostegno delle navette degli aeroporti di Malpensa e Linate vengono sostituiti con tubi e prodotti SaCup, mentre sulle sbarre dei carrelli portabagagli viene applicata una pellicola sempre a marchio del nuovo brand. Non finisce qui. Kme, che nei processi produttivi usa già microparticelle di rame, è al lavoro con l’Istituto di Biofisica (Ibf) di Pisa del Cnr per ridurle a nanoparticelle che permetterebbero l’impensabile: spruzzare le nanoparticelle di rame anche sulle superfici non solide, gli indumenti ad esempio, “immunizzando” da virus, batteri e funghi superfici flessibili ed irregolari come tessuti, tessuti-non-tessuti, plastiche, legno, metalli, carta, mantenendo questa proprietà anche a seguito di lavaggi.
    Le proprietà antibatteriche e antivirali

    “Le proprietà antivirali, antibatteriche ed antifungine del rame sono note dal tempo degli Egizi e non è un caso se la maniglie d’epoca sono in ottone – dice Claudio Pinassi, amministratore delegato di Kme Italy – Ora l’Università di Pisa ha certificato che un droplet con carico virale Covid 19, su una superficie di rame scompare in 10 minuti, sulla plastica in due giorni – Anche il cartone uccide rapidamente il virus, ma sulle superfici rigide non c’è nulla di efficace come il rame – aggiunge Pinassi – e la ricerca dell’Università di Pisa ci ha detto anche un’altra cosa interessante: l’ossidazione non riduce le capacità antivirali, anzi, in qualche caso le aumenta. E quindi l’ottone non lucidato e il rame brunito mantengono invariata la loro forza contro il virus”, dice l’ad di Kme Italy, parte del gruppo Kme Se controllato al 100% da IntekGroup SpA e quotato alla Borsa di Milano, che a livello globale commercia 410 mila tonnellate all’anno, fattura 2,6 miliardi e ha 4.500 dipendenti. Il contributo al fatturato di Kme Italy, che ha ereditato tradizione e asset del gruppo Orlando e mantiene 850 dipendenti, vale 360 milioni di euro, nel 2020 rispetto al 2019 in crescita quanto a valore ma sopra lo standard delle 50 mila tonnellate anche in quantità. “Sono soddisfatto di come è andato il business in Italia l’anno scorso – dice Pinassi. – Abbiamo riposizionato la produzione sulla variazione della domanda. Le forniture per elettronica ed elettrotecnica, sia da intrattenimento che biomedicali in particolare per ventilatori polmonari, sono andate avanti bene, mentre ha sofferto il building. Non ci siamo mai fermati nei giorni del lockdown ma attuando un principio preciso: lavorare in azienda sarebbe dovuto essere più sicuro che stare da qualsiasi altra parte. E allora test sierologici a tappeto”.
    L’ospedale di Barcellona

    Kme non è nuova all’impiego del rame in chiave antivirale. Qualche anno fa ha collaborato alla realizzazione di un ospedale a Barcellona dove tutte le superfici di contatto sono in cuproleghe, maniglie, letti, comodini, vassoi, parti delle pareti, interruttori, tastiere degli ascensori, piastre, aste porta flebo. Operazione analoga in una casa di risposo in Germania. “L’obiettivo è arrivare a servire segmenti dove ancora siamo poco presenti e aumentare dove già siamo, trasporti pubblici, autobus, metropolitane, tram, treni, stazioni e aeroporti, scuole, grande distribuzione organizzata, arredamento di imprese e case. Le potenzialità di sviluppo del business dipenderanno dalla sensibilità che troveremo in questi settori. Dalla nostra parte gioca la crescente attenzione alla sensibilità ambientale: rame e cuproleghe sono riciclabili rispetto ad altri materiali. Costano di più, ma non sempre, se si considera la loro maggiore durata e il fatto che altri materiali richiedono più fasi di lavorazione, dalla lucidatura alla laccatura”.

    Il secondo step della sfida è quello delle nanoparticelle in rame da fissare, attraverso varie tecnologie, alla trama e all’ordito di un tessuto, dagli abiti alle mascherine per renderne più efficace contro il Covid 19 ma non solo quello. “Renderanno anche inodore il sudore degli abiti, ad esempio – dice Pinassi – La sfida per la ricerca, che si svolge anche nei laboratori di Barga, è impegnativa: si tratta di trovare un compromesso tra la forza della nanoparticella a rimanere attaccata al tessuto, senza essere spazzata via da acqua e altri agenti esterni, e la capacità di mantenere piena traspirabilità e atossicità. È necessario arrivare ad una sintesi che renda il prezzo del prodotto abbordabile e quindi replicabile su scala industriale, come siamo già riusciti a fare con le microparticelle: in Germania, con una stampante 3D, fondiamo il rame, lo trasformiamo in sabbia finissima, e poi con laser verde stampiamo manufatti sottilissimi. Io sono fiducioso anche sulle nanoparticelle. Lo studio è partito sei mesi fa. Tra un annetto avremo i primi risultati”.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martinez

      È vero.

      Difatti le nostre bisnonne, che cucinavano in tegami di rame che si coprivano di verderame, mica sono mai morte di Covid.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  57. Per Habs (in quanto Storico Kelebekiano Ufficiale)

    Osvaldo Pesce è un amico che è stato nell’ala dura del PCI (da giovane era anche nel rimossissimo settore pronto a prendere le armi), è stato tra i fondatori del marxismo-leninismo italiano (senza poi cadere nelle follie del PMLI), è stato uno dei pochissimi italiani a essere onorati con un incontro personale con Mao Zedong.

    Ed è una bella testa lucida, sempre aperta a riflettere, senza dogmatismi, e con una grande cultura storica.

    Scrive…

    Centenario della fondazione del PCI : a proposito di Bordiga e D’Annunzio
    Pubblicato il 2 Marzo 2021

    di Osvaldo Pesce

    Ho avuto modo di discutere con altri in questi giorni sul ruolo di Draghi e del suo governo, delle irresponsabili valutazioni e scelte fatte da Conte, da Renzi e dagli spaccamondo Salvini / Zingaretti, del fatto evidente a tutti che il paese sta andando verso un periodo di profonda disgregazione sociale, con una situazione economica che sempre più si aggrava.

    Come uscirne ? In questa discussione qualcuno notava che in Francia,di fronte alla grave crisi economica e sociale presente anche in quel paese, il grande movimento di massa dei gilet gialli sembrava poter portare ad un grande cambiamento e tuttavia anche loro non sono riusciti ad unire questo vasto movimento popolare di massa con i lavoratori dell’industria.

    Mi è capitato poi di leggere alcuni articoli apparsi sui social in relazione al centenario del PCI che mi hanno dato lo spunto di evocare alcuni fatti che,pur avvenuti all’inizio del secolo scorso, possono essere di insegnamento per il presente.

    Quello che mi ha colpito nella lettura è come viene bollata la figura di Bordiga, responsabile di aver tenuto l’allora PC d’Italia(PCI) su posizioni settarie, in quanto fatalista, antielettoralista, chiuso attorno alla lotte rivendicative della classe operaia; in poche parole non vedeva l’autonomia di gruppi e movimenti politici, mancava della visione di valorizzare anche le lotte spontanee che emergevano via via nel paese, commise azioni politiche fallimentari, anche di disfattismo, per poi ritirarsi a vita privata a causa della sfavorevole situazione “ creata dalla reazione”.

    Vorrei fare quattro osservazioni:

    a ) il paese Italia era stremato a seguito della guerra sanguinosa, della pandemia“spagnola”, con una classe media in crisi. I soldati che rientravano dalla guerra e dai campi di prigionia non trovavano lavoro, quando erano nelle trincee alle masse contadine si era promessa la terra, si creò una situazione di crisi economica e sociale pesante;

    b ) la partecipazione alla guerra a fianco dell’Intesa , Gran Bretagna,Francia e Russia, abbandonando la precedente alleanza con l’impero di Germania e l’impero austro-ungarico, copriva l’aspirazione di recuperare non solo le ultime zone del paese ancora in mano agli Asburgo, ma di poter partecipare alla spartizione strategica dei Balcani e di fare dell’Adriatico un lago interno dell’Italia. Queste le” ragioni” che portarono alla spedizione dei Legionari di D’Annunzio verso Fiume, visto che le promesse fatte dai governanti inglesi e francesi al governo del Regno d’Italia nel 1915 sui Balcani nel tempo venivano meno;

    c ) il PC d’I negò l’appoggio agli Arditi del popolo che si opposero con determinazione al fascismo, anche con le armi, in diverse parti del paese. Osservare con attenzione: il PCI, come scelta, era tutto concentrato sulle rivendicazioni operaie, mentre il paese andava incontro alla instaurazione di una dittatura? Sarebbe stato opportuno porsi a capo della ribellione dei soldati senza lavoro, degli operai, di tutti i democratici , dei giovani che rappresentavano il maggior numero dei dimostranti per togliere potere ai capitalisti, agli agrari, ai banchieri ed opporsi al fascismo.

    Risultato, già molto prima degli anni ‘30 la federazione giovanile comunista era uscita con i suoi quadri completamente disfatti per aver trascurato di unire la lotta armata della gioventù ad altre forme di lotta del proletariato, per le quali i giovani lavoratori non possono avere minore interesse. Ricordiamo il numero dei giovani che combatterono negli Arditi del popolo e nelle altre formazioni proletarie contro lo squadrismo fascista: è sufficiente osservare che di 4596 condannati dal Tribunale speciale 3507 erano giovani con meno di 30 anni e di questi 1508 con meno di 25 anni.

    d ) lo stesso D’Annunzio, guardandosi attorno, negli eventi di quegli anni capì che il fascismo era un male per l’Italia, che lui da solo non poteva evitare il disastro, pertanto decise di inviare da Bordiga, Segretario del PC d’I(PCI), il colonnello Umberto Calosci (1) con il mandato di esporre l’offerta di D’Annunzio, cioè fare una alleanza col PC d’I per abbattere Mussolini. Il colonnello Calosci doveva altresì riferire a Bordiga che i legionari, le armi, i mezzi disponibili, i soldi sarebbero stati messi a disposizione del PC d’I per il raggiungimento di questo obiettivo. La proposta fu fermamente respinta da Bordiga, decisamente concentrato sulle rivendicazioni sindacali in attesa che prima o poi maturasse tra gli operai la possibilità di una rivoluzione spontanea.

    A questo punto occorre considerare che Bordiga non poteva far diventare la sua volontà legge, questo significa che gli altri dirigenti del Partito erano consenzienti con la risposta negativa o per lo meno incerti, questo lo si coglie quando Secchia sottolinea che lo stesso Gramsci dopo diversi anni percepì l’errore di non aver preso in considerazione la politica delle alleanze, quindi vi rientra anche l’offerta di D’Annunzio (L’azione svolta dal PC d’I 1926/32 – Feltrinelli). E’ vero, esiste volutamente il silenzio sul rapporto D’Annunzio- Bordiga. Questo perché sono coinvolti altri dirigenti del Partito, iniziando da Togliatti. Pertanto concentrando la critica su Bordiga (2), che praticamente da solo si è messo fuori dal Partito, la responsabilità degli altri viene nettamente sminuita. Bordiga fu espulso dal PCI nel 1930.

    La gioventù ha bisogno di programmi chiari, di ideali, di entusiasmo, di calore e lotta. Il PC d’I non può essere visto e concepito come una fusione o la somma dei vecchi partiti, ma come la risultante del confluire in un unico nuovo partito di giovani militanti, di lavoratori, di studenti, di intellettuali, di contadini e braccianti che sono espressione delle masse, sia pure nelle loro confusioni, incertezze, esasperazioni, perché sono le energie nuove della società moderna.

    Queste osservazioni mettono in risalto due cose.

    L’errore iniziale di Bordiga tutto sommato era condiviso anche da altri, si ripresenta in forme e situazioni diverse. Così nella svolta di Togliatti a Salerno, che subordinò il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia – cioè la direzione politica della Resistenza –al controllo alleato e poi ridusse in briciole l’epurazione dei militari e della burocrazia fascisti. Ancora, nell’editoriale di Togliatti sull’Unità del 1960 due giorni dopo l’eccidio di Reggio Emilia, che invitava a tornare al lavoro: il movimento di sciopero dei lavoratori e insieme la ribellione dei giovani dalle magliette a strisce di Genova erano un disturbo per le riforme di struttura. Così ancora nel ‘68 il movimento studentesco anticapitalista ed antimperialista fu dai revisionisti concepito come un serio ostacolo per la via italiana al socialismo.
    Oggi nel centenario della fondazione del PCI alcuni ricordano con apprezzamento la linea operaista del Partito e del sindacato a Milano presentando una certa continuità tra Fortichiari, Alberganti, Cossutta , perché ancora si risente nelle loro scelte ed azioni l’eredità di Bordiga; solo l’attaccamento al sistema elettorale borghese, al contrario di Bordiga, lo hanno fatto proprio. Perché non parlare invece di linea rivoluzionaria, oppure marxista –leninista? E’ il termine operaista che fa la distinzione.

    In che consiste la distinzione tra operaismo, sindacalismo rivoluzionario e la linea rivoluzionaria del Partito Comunista? L’operaismo incentra tutte le sue azioni nelle rivendicazioni e nella lotta quotidiana contro il capitale (come il sindacalismo rivoluzionario che profetizzava la fine del capitalismo con lo sciopero generale di massa), mentre la linea politica comunista si basa sulla capacità della classe operaia di acquisire chiara coscienza di classe e di organizzare altre classi e strati sociali in un fronte unito da lei diretto per la distruzione del capitalismo.

    Con quale motivazione si è sciolto il PCI ? Questo è un buon interrogativo , su questo ci occorre chiarezza. Si è sostituito “comunista” con “democratico della sinistra”. Che ce ne facciamo di un pianto alla Bolognina di Occhetto che tutto ciò che tocca distrugge? Alla FGCI di Milano, Segretario Nazionale della FGCI, Segretario Regionale del Partito in Sicilia ecc.

    Con il crollo dell’URSS si rivelava il tradimento revisionista della linea politica comunista, nell’URSS stessa e nei partiti che ad essa facevano riferimento nonostante gli “strappi” berlingueriani; occorreva quindi appellarsi a un generico e annacquato democratismo per coprire la sostanziale adesione al dominio capitalista e imperialista.

    Sono ormai finiti i tempi di seguire il meno peggio, cercando l’unità dei comunisti o meglio – secondo il termine occhettiano – della“ sinistra”, per non disturbare il capitalismo. Quello che conta è il contenuto di una linea politica che deve andare verso l’emancipazione dei lavoratori con la lucidità di sostenere che questo sistema politico ed economico va cambiato. Non dobbiamo, da marxisti, scordarci che la disastrosa situazione attuale è il frutto dello sviluppo delle contraddizioni del capitalismo e della sua crisi.

    Nota:

    (1)Colonnello Umberto Calosci. Definito dal Governo Regio” Disertore” perché allora capitano dell’esercito si trasferì con la sua compagnia a Fiume per unirsi ai Legionari di D’Annunzio.

    Professore all’Università di Firenze. Il fascismo abolì la sua facoltà per toglierli il lavoro. Fu speaker durante la Resistenza della prima Radio Libera del Piemonte. Il figlio fu trucidato dai nazifascisti in Val d’Aosta durante la Resistenza.

    Membro del PCI, nel ‘45 della Commissione di Controllo della Federazione Milanese del PCI. Negli anni ‘50/60 sia Pesce sia Calosci erano iscritti alla sezione Serrati di Milano. Quando veniva in sezione con il suo alano al termine dei lavori, mentre lo si accompagnava a casa, spesso raccontava fatti politici della sua vita.

    (2) Su Bordiga , Vito di Gesù di Palermo, Vice Segretario regionale del PCI subito dopo la liberazione della città dagli anglo- americani e tra i fondatori del PC d’Italia (m.l.), più volte ricordava Bordiga come un uomo tutto d’un pezzo. Quando stava in carcere durante il fascismo , ogni volta che riceveva un pacco di beni alimentari dalle sorelle, Bordiga costringeva a dividerlo con lui i politici rinchiusi nella stessa cella nonostante la grande fame esistente.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martinez

      Non so se Bordiga fosse settario, estremista ecc.

      So che definì l’URSS “paese capitalista a capitale costante nullo”.

      Nel primo libro del Capitale, Marx definisce il ” capitale costante ” i soldi spesi dal capitalista in tutto ciò che non è paga (o “capitale variabile ” ) dei dipendenti (macchinari, servizi bancari, pubblicità… in origine è il costo dei telai).

      Per reggere la concorrenza, a parità di plusvalore e di capitale variabile il capitalista deve costantemente aumentare il capitale costante. Il che fa si’ che il saggio di profitto, ossia il rapporto fra plusvalore da una parte e somma di capitale variabile e costante dall’altraz, debba o poi ineluttabilmente scendere (la famosa “caduta tendenziale del saggio di profitto”). Ciò alla fine, in Marx, fa saltare i giochi e rende possibile la rivoluzione.

      Ma se si elimina la concorrenza il capitale costante non c’è bisogno di aumentarlo. Anzi, i proletari possono pure lavorare a mani nude, cioè a capitale costante nullo, e il capitale costante può rimanere nullo. (in Corea del Nord tolgono il ghiaccio dalle strade di montagna a mano, senza sale). Lo sfruttamento rimane dunque stabile.

      La definizione di Bordiga mi sembra azzeccata. Tanto fesso non era.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus says:

        @AndreaDiVita

        Bordiga non solo non era fesso, ma era un uomo molto logico e acuto…portò il marxismo italiano a livelli che mai prima qualcuno aveva anche solo sfiorato e in seguito mai più nessuno raggiunse (lo so, lo so..direte Gramsci…bene, il Sardo -che stimo molto e che penso vada preso sul serio anche a dx – a mio parere uscì dal marxismo stricto sensu inteso :D)
        vi è solo un problema…il marxismo razionale, rigido e deduttivo, direi quasi il “marxismo matematico” e pienamente “scientifico” di Bordiga non porta al potere o non consente di mantenervisi qualora già si sia nella stanza dei bottoni…
        lo stalinismo (versione hard :D) e il togliattismo/brezhnevismo/denghismo/xi jinpingismo (versioni più o meno soft, differenti fra loro) invece sì !
        dunque per i compagni, avidi di potere, non c’é dubbio sulla scelta 😀
        ed ecco perché Amadeo è deriso, sbeffeggiato e misconosciuto, e a Palmiro son dedicate strade e piazze 😀

        • Moi says:

          Il Marxismo che funziona in “Occidente” è di tipo “emotivo”, direi … altro che “razionale” !

          In (Estremo) Oriente direi che è stato fagocitato dal Confucianesimo nella Politica e dal Taoismo nella Dialettica.

        • Andrea Di Vita says:

          @ Habsburgicus

          Concordo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        ho come il sospetto che lavorando a mani nude un miliardo di proletari non producano un cazzo di sovrappiù di cui il capitalista possa appropriarsi!

        se abbiamo inventato gli attrezzi, dai tempi delle ossa e delle selci, ci sarà un motivo

        PS per i marxiani: i maggiori investimenti in capitale costante non sono giustificati dalla maggiore produttività dello stesso? da cosa dipende la tesi di Marx che il tasso di profitto debba scendere?

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          “giustificati”

          No, perché il capitale costante sotto il pungolo della concorrenza aumenta in due casi possibili:

          A) a parità di tecnologia di produzione;
          B) modificando la tecnologia di produzione.

          Nel caso A) raddoppio ad esempio il numero dei telai che producono stoffa per camicie (è l’esempio di Marx). Dalla fabbrica esce allora il doppio della stoffa nella stessa giornata, ma la produttività (ossia i metri quadri di stoffa per telaio per giorno di lavoro) non cambiano.

          Nel caso B) passo ad esempio (segui sempre Marx) dal telaio azionato manualmente al telaio a vapore. La produttività aumenta. Ma allora tutti i concorrenti prendono telai a vapore anche loro, e il vantaggio acquisito da me sulla concorrenza svanisce.

          In entrambi i casi ho dovuto aumentare il capitale costante, perché i nuovi telai non sono gratis sia che siano a mano sia che vadano a vapore. Ma alla fine il plusvalore non cambia, perché più di tanto il mercato non assorbe. Una volta che ho ridotto all’osso le paghe dei dipendenti (e più di tanto non si può se no muoiono e non comprano più le mie camicie) il totale dei salari non scende più, mentre il capitale totale (somma dei salari e del capitale costante) sale per via della crescita del capitale costante e il plusvalore non cambia. In altre parole scende il rapporto fra plusvalore e capitale totale, cioè il saggio di profitto.

          Questo e’ quel poco che ho capito leggendo direttamente Marx (che è molto più chiaro dei suoi esegeti). Però non sono un economista, per cui mi scuso se ho scritto delle fesserie.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            >>> Ma alla fine il plusvalore non cambia, perché più di tanto il mercato non assorbe.

            beh, la seconda parte che è decisiva è leggermente dubbia! Marx diceva qualcosa sul fornire ai proletari altri beni oltre a quelli esistenti o il consumismo ha spiazzato tutto l’ambaradan?

            poi manca la variabile tempo, per cui io potrei coprire la spesa dell’investimento nel tempo in cui il mercato copia la mia innovazione …

            mi sa che ho ragione a sospettare quel giornalista di limitata competenza economica!

            😀

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              “consumismo”

              Marx ovviamente non conosceva la “società dei consumi”. La tua osservazione sembra il nocciolo della critica moderna a Marx (che Keynes rifiutava, come saprai, di riconoscere come “economista”). Tieni conto pero’ che definisce “capitale variabile” ciò che va in potere d’acquisto dei dipendenti, proprio perché – a differenza del capitale costante – può essere compresso in ogni momento. Alcuni vedono dell’impoverimento e nella precarizzazione delle classi medie europee negli ultimi decenni appunto un processo di questo tipo (Piketty) a favore della finanza (che Lenin, non Marx, introdurrà in seguito nell’analisi.

              “tempo”

              Come molti economisti, Marx trascura i transienti e si limita a studiare le condizioni di equilibrio (o, nella fattispecie, a dimostrarne l’inesistenza).

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  58. Moi says:

    @ ROBERTO

    Quel faigerato articolo sulla (reale o presunta) Follia Norrena Sessuofobica … l’ ha scritto tale Annalisa Chirico, giovane donna.

    Capisci che, alla luce di Luminarie 😉 del Politically Correct Made in USA , per evitare lo Stigma Sessista NON posso dare ragione a te … ma per forza a lei ! 😉

    • Moi says:

      faMigerato 😉

    • roberto says:

      Annalisa chirico scrive cazzate, raiga

      • Francesco says:

        sciovinista! al patriarcato!

        moh ti denuncio ammiacuggina che ti piazza un picchetto femmimista e transfemminista sotto casa

        (e magari stessi scherzando)

        😀

        • roberto says:

          scherzi a parte francé, chi si piega alle fisime delle squinternate è colpevole.

          io capisco il femminista morto di figa che lo fa per elemosinare attenzione,
          capisco il giornalista che deve creare scandalo,
          il politico che deve trovare un nemico,

          ma noialtri no.

          no pasaran!

  59. Moi says:

    @ ANDREA DI VITA

    Mi pare che il Parallelogrammo delle Forze trovasse diverse applicazioni utili già nell’ Antichità : costruzioni megalitiche portanti, trasporto di statue colossali, trasporti fluviali a trazione animale, ecc …

    • Moi says:

      ParallelogrammA … uff’ ‘sto Gender Greco ! 😉

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      “forze”

      Si’ ma non nella formulazione generale data da Vauban (il costruttore della fortezza del Lussemburgo) nel Settecento, e che ha formato la base della moderna geometria vettoriale che si studia al biennio delle facoltà di fisica, ingegneria e affini. I Greci avevano tante formule pratiche che ne rappresentavano casi particolari, perché la formulazione generale presuppone l’idea moderna della forza come vettore.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  60. Moi says:

    Purtroppo anche una Legge Giusta (il sesso non è l’ unica applicazione concreta, anche se è la più semplice e coinvolgente da comprendere) può essere manipolata per un vantaggio personale indebito ricattatorio …

  61. Moi says:

    INVERSIONE DI RUOLI STORICI DX VS SX

    L’ Unica Opposizione al Governo Draghi a Guida Femminile NON QuotaRosa, si fa “Pasionaria” dei “Negretti” 😉 … rivangando quel che Zeta (… ma dov’è finito ?!) chiama sprezzantemente il ” Franco Franchi ” e puntando l’ indice all’ Ipocrisia della Sx !

    https://www.youtube.com/watch?v=fjaMEbJm2U0

    • Per ADV

      “Nessuno ha la ricetta”.

      Sempre bene, cominciare con un po’ di umiltà.”

      In linea di massima, dice cose giuste: la catastrofe a cui andiamo incontro è più o meno incontrollabile.

      • Francesco says:

        “più o meno incontrollabile” mi pare nella categoria del “un pò incinta” e “rigore che si poteva anche fischiare”

        😉

  62. Moi says:

    @ Francesco / Habsburgicus

    ——————-

    https://www.adhocnews.it/lepidemia-colpisce-anche-le-lucciole-centri-massaggi-cinesi-deserti-per-la-psicosi-coronavirus/

    già molto tempo fa, un altro italiano, Marco Polo, aveva scritto delle prostitute cinesi:

    «Gli stranieri che le hanno sperimentate una volta rimangono come stregati e non riescono più a togliersele dalla testa».

    [cit.]

  63. Moi says:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Asian_fetish

    Asian women are often stereotyped as being subservient, passive, and quiet.
    The image of the geisha, a sexually suggestive but silent woman, may have contributed to this.

    Asian women are often depicted giving suggestive gazes but remaining quiet while seducing a man. This portrayal persists today, along with the idea of Asian women—and, to a lesser extent, men—being exotic and submissive.

    Asian women are often referred to as a ‘china doll’, meaning they are dainty and beautiful, with the implication of absence of feelings and autonomy.These stereotypical depictions in mainstream media may have contributed to the fetishization of Asian peoples.

  64. Moi says:

    ** Vediamo con DeepL … **

    Le donne asiatiche sono spesso stereotipate come sottomesse, passive e tranquille.
    L’immagine della geisha, una donna sessualmente suggestiva ma silenziosa, può aver contribuito a questo.

    Le donne asiatiche sono spesso rappresentate mentre lanciano sguardi suggestivi ma rimangono tranquille mentre seducono un uomo. Questa rappresentazione persiste ancora oggi, insieme all’idea che le donne asiatiche – e, in misura minore, gli uomini – siano esotiche e sottomesse.

    Le donne asiatiche sono spesso definite “bambole di porcellana”, il che significa che sono delicate e belle, con l’implicazione dell’assenza di sentimenti e di autonomia. Queste rappresentazioni stereotipate nei media tradizionali possono aver contribuito alla feticizzazione dei popoli asiatici.

  65. Moi says:

    Ache lo scrittore James Clavell [1921 _ 1994], in opere come Gaijin (Era Meiji) e Tai-Pan (Guerre dell’ Oppio) conferma questo “Sentire” Occidentale …

  66. PinoMamet says:

    Ma Crisanti la smetterà un giorno di rompere le palle??

    • Moi says:

      Oddio, quello mi sa che vorrebbe Lockdown dal Brennero a Lampedusa fino al 2023 !

    • Mauricius Tarvisii says:

      Dove è passato lui, però, le cose sono andate sempre meglio: Veneto prima, Sardegna ora. Insomma, è uno che sembra saper gestire la pandemia, contrariamente a molti altri.

      • Peucezio says:

        A ‘sto giro d’accordo con Mauricius.

        Crisanti passa per chiusurista, ma lui lo diventa quando la situazione è compromessa, ma se si seguissero le sue ricette, non ci sarebbe mai bisogno di chiudere.

        • PinoMamet says:

          Sì, però:

          non si dice qualcosa tipo “l’ottimismo della volontà, il pessimismo della ragione”?

          Di pessimismo della ragione, con Crisanti ne abbiamo avuto anche troppo (in effetti, è specialista in profezie di sventura, per fortuna non tutte avverate…)

          ma la prima parte dov’è??
          En passant, credo che al passato governo sia mancato proprio questo. l’ottimismo del crederci, dell’immaginare che una soluzione sia perlomeno possibile, quella spinta che ti permette di fare il passo in più che fa la differenza.

          Politici più spregiudicati, come Johnson e Netanyahu (liberissimi di disprezzarli, e anch’io non è che li trovi particolarmente simpatici, tra l’altro) l’hanno fatto.

          I nostri, sono stati capaci solo di pensiero pessimista e iper-prudente.
          Il “catenaccio” può andar bene in certe situazioni, ma qualche tiro in rete bisogna pur provare a farlo!

          Inoltre:
          Crisanti è un immunologo, noto per la sua sparata “i vaccini ci saranno tra tanti anni”- quando è stato smentito, ha ripiegato su “io il vaccino non lo farei”, come “splendido” tempismo…

          comunque è un immunologo.

          Chi lo ha promosso sul campo tuttologo ed esperto di logistica?

          No, qui secondo me c’è sotto proprio una sua mentalità negativa e distruttiva.
          Se vede una luce in fondo al tunnel, la deve spegnere.

          Non è il tipo di persona che merita ascoltare.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Crisanti è il tizio che ha arginato il Covid in Veneto, dove avevamo uno dei focolai di partenza. È il tizio che in Sardegna ha creato le zone rosse mirate comunali, non la maxi zona rossa regionale.
            Controprova? Zaia l’ha mandato via e abbiamo avuto una seconda ondata disastrosa.

            Sul vaccino, aveva ragione: all’epoca si parlava senza che esistesse mezzo dato. E, dispiace dirlo, ma la scienza si fa sui dati, non sulle promesse delle case farmaceutiche.
            Chi ha lavorato sulle promesse, come l’Unione Europea con i contratti di fornitura, ha fatto cagate. Volete tirare fuori il jolly israeliano? Israele ha fatto un contratto per la sperimentazione di massa del vaccino, contrariamente agli europei.

          • PinoMamet says:

            Crisanti, Maurí, avrà anche cambiato l’acqua in vino e vinto i mondiali dell”82, ma resta un immunologo col talento di dire la cosa sbagliata al momento sbagliato.

            Quando il vaccino non c’era ha detto che non ci sarebbe mai stato, e quando c’è stato, e già testato ed approvato, ha detto che lui non si sarebbe fatto vaccinare.

            Ieri se la prendeva con Figliuolo, colpevole di non essere Crisanti, e blaterava di contattare Amazon , come dire: fare casino per il gusto di farlo.

            • PinoMamet says:

              PS
              In Israele il vaccino è stato distribuito a gennaio e febbraio, soprattutto. Non so niente di come e quando sia stato testato là, escludo che gli israeliani abbiano avuto in massa il vaccino prima perché cavie di un esperimento…

              Mi risulta che Netanyahu lo abbia semplicemente comprato prima, quando qua ancora i Crisanti pontificavano, e di conseguenza lo ha avuto in dosi sufficienti; ma soprattutto la distribuzione è stata veloce e razionale.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Israele ha un accordo di sperimentazione di massa, ecco perché ha avuto il vaccino in anteprima. I governi europei non erano disposti ad accollarsi un simile rischio politico (se va male va malissimo).

              • Mauricius Tarvisii says:

                Israele ha un accordo di sperimentazione di massa, ecco perché ha avuto il vaccino in anteprima. I governi europei non erano disposti ad accollarsi un simile rischio politico (se va male va malissimo).
                Inoltre non si poteva certo sperimentare su tutta l’Unione Europea: è semplicemente troppo popolosa.

              • PinoMamet says:

                “Israele ha un accordo di sperimentazione di massa, ecco perché ha avuto il vaccino in anteprima.”

                Ma se i vaccini sono arrivati quando sono arrivati ovunque?? cvhe accordo è??

                scusa ma mi puzza di bufala.

                L’unica fonte che trovo dice che “Israele ha accettato di condividere con Pfizer i risultati della vaccinazione”, che è una cosa diversa dal dire che sta usando i suoi cittadini come cavie.

                L’altra fonte che trovo che accusa Israele di fare una sperimentazione di massa
                (quando, lo ricordo, i vaccini sono stati già sperimentati e approvati anche dalle lentissime autorità europee…) è un rabbino ultra-ortodosso no-vax…

              • Mauricius Tarvisii says:

                “Israele ha accettato di condividere con Pfizer i risultati della vaccinazione”

                Ed è questo il punto: vedere cosa succede su un campione di milioni di persone nel medio periodo. Serve non solo per questi vaccino, ma per la seconda generazione.
                I russi e i cinesi hanno fatto la fase tre su milioni di persone (irresponsabilmente), ma tu hai bisogno dei risultati di massa, prima o poi.

              • PinoMamet says:

                ..quindi se i governi europei, che hanno avuto accesso allo stesso vaccino allo stesso stadio di sviluppo, avessero accettato di condividere i risultati, forse lo avrebbero avuto prima…

            • Mauricius Tarvisii says:

              Non ho detto che sia infallibile, ho detto che è stato il migliore sul campo. Ha anche sbagliato previsioni molto meno di tutti gli altri.

            • Peucezio says:

              Pino,
              però, scusami, è molto più importante ciò che uno fa rispetto a ciò che dice.
              Può aver sbagliato qualche previsione in senso pessimistico, ma quando ha gestito lui le cose le ha gestite bene, nel senso che ha proprio arginato il contagio, che, finché non ci sarà la vaccinazione di massa, ormai, si spera, imminente, è l’unica arma di contenimento che consenta una vita quasi normale.
              Se avesse avuto ruoli a livello nazionale, al posto della banda di imbecilli che ha gestito l’emergenza, forse non avremmo avuto la seconda (e ora la terza) ondata, ma focolai locali.

              Non vedo perché gli si debba disconoscere ciò.
              Un medico può anche dirmi sempre che sto per schiattare, ma se poi mi cura e mi fa guarire, lo preferisco a uno ottimista, che poi mi fa schiattare per davvero.
              Non trovi?

              • PinoMamet says:

                Peucè, è da più di un anno che la menano che sono gli esperti quelli che devono parlare nei rispettivi campi.

                Crisanti, l’amato Cassandro dei media italiani, è esperto di logistica?

                Se sì, parli.

                Altrimenti, eviti di mettere i bastoni tra le ruote a chi esperto lo è davvero, e ha solo il torto di rubargli i riflettori.

              • Mauricius Tarvisii says:

                A Vo’ c’era l’università di Padova, non i magazzini generali, a fare test.

              • Peucezio says:

                Pino,
                beh, ma perché avrebbe messo i bastoni fra le ruote?

              • PinoMamet says:

                Dai Peucè, attacchi a fare un lavoro, non hai ancora cominciato, e salta fuori il furbo che la sa più lunga a dire che stai sbagliando tutto…

              • Peucezio says:

                Pino,
                ma nello specifico…?

                Al di là che mi pare che il precedente governo nella gestione del covid non ne abbia ingarrata una, quindi qualunque fesso avrebbe avuto titolo di criticarlo con ragione.

              • PinoMamet says:

                Ma l’ho già scritto, Peucè!
                E non stava criticando il precedente governo!!

              • Peucezio says:

                Pini,
                “Ieri se la prendeva con Figliuolo, colpevole di non essere Crisanti, e blaterava di contattare Amazon , come dire: fare casino per il gusto di farlo.”

                Ti riferisci a questo?
                Mi era sfuggito in effetti.

                Come dicevo io: bisognerebbe mettergli la museruola e fargli gestire l’emergenza (non dico sul lato logistico, ma su quello strettamente sanitario, del tracciamento, ecc.): quando parla fa casino, ma quando agisce fa bene.

  67. Moi says:

    @ MIGUEL

    A quanto ho sentito, un errore clamoroso “saltato fuori” nella traduzione di Harry Potter è “to milk a snake” inteso come un surreale “mungere / cavar latte da un serpente” quando invece l’ espressione idiomatica in Inglese significa “estrarre il veleno dai denti” del serpente.

  68. Francesco says:

    “Dove saremmo ora, se gli inglesi non avessero tenuto duro allora?”

    Occupati dagli americani, con tante basi NATO.

    Caro Miguel, sei sicuro di questa tua ipotesi ottimistica? molta letteratura e qualche storico pensano che AH avrebbe vinto e oggi saremmo okkupaten dal PNSE, con tante basi EuropaFortress (OK, non so come si dica in crucco) o al massimo saremmo i primi camerieri dei crucchi.

    Quelli di voi che non sono ebrei o comunisti o omosessuali o socialisti o liberali o cristiani fondamentalisti, ca va sans dire

    No, continuo a pensare che gli inglesi vadano ringraziati eccome, per la loro stolida resistenza di quei momenti – in cui sembrava veramente che Hitler avesse già vinto

    • Per Francesco

      “Caro Miguel, sei sicuro di questa tua ipotesi ottimistica? molta letteratura e qualche storico pensano che AH avrebbe vinto e oggi saremmo okkupaten dal PNSE, con tante basi EuropaFortress (OK, non so come si dica in crucco) o al massimo saremmo i primi camerieri dei crucchi.”

      Ma dai.

      I tedeschi saranno dei superuomini, ma basta un’occhiata alla mappa.

      Russia da Minsk a Vladivostok, risorse infinite.

      USA, da Portorico all’Alaska (più tutta l’America Latina sotto i piedi), risorse infinite.

      Impero inglese, su cui non tramonta mai il sole, risorse infinite (e infatti Churchill ha fatto morire di fame tre milioni di indiani pur di nutrire gli inglesi).

      Contro Germania, che ha un po’ di carbone e molti crauti.

      • Moi says:

        Secondi me un “Impero” che commise una”hybris” fuil Giappone, in cui coesistevano un forte sviluppo (fortissimo rispetto al resto dell’ Estremo Oroente di allora) tecnologico e una ” relativa ” arretratezza di mezzi data dalla scarsità di risorse.

      • Francesco says:

        1) gli USA sarebbero entrati in guerra con un Regno Unito o sconfitto o in pace con la Germania? la politica USA non si sarebbe potuta spostare in senso filo-tedesco e anti-sovietico, magari al seguito di un Kiesling inglese? non dimentichiamoci chi guidava la Francia collaborazionista, un Eroe della Grande Guerra.

        2) l’URSS aveva un sacco di risorse ma anche di problemi, tipo essere per un bel pezzo occupato dal nemico. Senza più fronti aperti a Occidente e nel Mediterraneo, ce l’avrebbe fatta?

        3) senza guerra aerea, i nazisti sarebbero arrivati all’Atomica?

      • Peucezio says:

        Miguel,
        però è vero che molto si è giocato sui tempi.
        Senza la base logistica inglese in Europa per gli americani, chi dice che i tedeschi non avrebbero fatto in tempo a sviluppare anche loro l’atomica?

        • Per Peucezio

          “però è vero che molto si è giocato sui tempi.
          Senza la base logistica inglese in Europa per gli americani, chi dice che i tedeschi non avrebbero fatto in tempo a sviluppare anche loro l’atomica?”

          Tutto è possibile 🙂

          Comunque mentre gli inglesi non facevano nulla tranne starsene barricati sulla loro isola (e combattere in Africa), i sovietici avevano già cambiato il destino della guerra; e gli americani stavano per conquistare l’Africa del Nord, base per l’attacco all’Italia.

          Certo, lo sbarco in Normandia sarebbe stato più difficile senza l’Inghilterra.

          • Moi says:

            Ciononostante, nel Nord Italia il “Fuoco Amico” Americano dei Bombardieri “Pippo” NON ha lasciato un bel ricordo di sé … forseanche per questo è sorto un po’ il Mythos Identitario che i Partigiani ce l’ avrebbero fatta anche da soli, senza Americani e Alleati.

          • PinoMamet says:

            Secondo me fai un po’ di confusione: “Pippo” era una specie di leggenda metropolitana basata su diversi cacciabombardieri notturni, sia “alleati” che “dell’Asse”.

            Vero però che i bombardamenti alleati non è che fossero popolari…

            • paniscus says:

              Se n’è occupato ampiamente Cesare Bermani, quindi è una leggenda metropolitana per definizione 🙂

            • firmato winston says:

              ““Pippo” era una specie di leggenda metropolitana”

              NO, non banalizziamo, era un aeroplanino solitario che di notte lanciava una bomba a caso a scopo terroristico, i miei genitori e zii lo ricordarono per tutta la vita, all’epoca non erano certo bambini, erano gia’ adulti combattenti, chi da una parte chi dall’altra, chi per coscrizione, chi per afflato libertario.

              I cacciabombardieri veri e propri volavano in formazioni anche di 1000 unita’, ascoltare “1000 airplanes on the roof”, Philip Glass, o leggere “Mattatoio N.5” Kurt Vonnegut e “Turbare l’universo” Freeman Dyson.
              Per gli stomaci forti, “Una tomba per le lucciole”, studio ghibli – miyazaki.

              https://www.youtube.com/watch?v=lnIk3z5BCRk

            • PinoMamet says:

              Winston, lo ricordavano praticamente tutti gli italiani sopra una certa età…
              Il fatto è che col tempo il nome è stato applicato probabilmente a velivoli diversi (almeno una mezza dozzina) di diverse nazioni, e gli hanno attribuito un po’ di tutto.
              All’origine c’erano probabilmente delle missioni notturne pensate allo scopo che dici tu, poi qualunque aereo che volasse di notte- e qualcosa volta di giorno- è diventato “Pippo”.

              Bellissimo La tomba delle lucciole!

              • Moi says:

                La tomba delle lucciole!

                ———–

                chiunque pensi chei film di animazione siano solo per bambini, non può non ricredersi.

              • firmato winston says:

                “poi qualunque aereo che volasse di notte- e qualcosa volta di giorno- è diventato “Pippo””

                Dalle mie parti solo “i vecchi” ne parlavano, e nel senso proprio.
                Fra l’altro ne parlavano molto raramente, accigliati: ho notato che chi ha fatto o vissuto veramente la guerra da adulto, soprattutto quella post 8 settembre che fu la guerra vera, cioe’ tutti i parenti della generazione precedente la mia, ormai quasi tutti defunti, della guerra non ne parlavano per nulla volentieri, da qualunque parte e in qualunque modo l’avessero fatta. Altro che la stucchevole retorica istituzionale. Per cui “Pippo” che io sappia non e’ mai divenuto un termine generico-scherzoso, da cui la mia precisazione riguardo la “leggenda metropolitana” 😉

              • Per firmato Winston

                Dalle mie parti solo “i vecchi” ne parlavano, e nel senso proprio.”

                Molto interessante.

                Anzi, è di eccezionale importanza il fatto che la gente non parla di ciò che traumatizza.

                Che spesso è ciò che inviene spacciato per “memoria storica”.

                Che parte d’Italia stai descrivendo?

              • firmato winston says:

                Per Miguel

                “la gente non parla di ciò che traumatizza.
                Che spesso è ciò che inviene spacciato per “memoria storica””

                Traumi subiti e/o inflitti.
                Nei periodi di guerra si somministrano e si subiscono trattamenti, per costrizione della legge stabilita nella propria fazione, che in tempi normali sarebbero da ergastolo. Quando torna la cosiddetta normalita’, la gente con un briciolo di coscienza si vergogna di cio’ che e’ successo, sia come carnefice che come vittima, (cambia solo la posizione nella catena gerarchica e/o nei gruppi vincitori/perdenti), e o sta zitta oppure, se meno dignitosa, rimuove tutto sostituendolo con qualche narrazione mitica in cui si da’ sempre e solo ragione.
                In qualche modo la stessa cosa succede nei cambi di paradigma politico: e’ un classico il “da tutti fascisti a tutti antifascisti”, o il “da tutti comunisti a tutti liberisti” e viceversa nel volgere di pochi anni, anche se poi la gente e le sue convinzioni profonde rimangono gli stessi. A controprova il fatto che se le cose sono cambiate in meglio diciamo nel primo ventennio del secondo dopoguerra, diciamo dal 1946-48 al 1968-70, periodo relativamente anarchico per la media del nostro paese altrimenti altamente burocratico-autoritario ma che e’ stato sufficiente per porre le basi della successiva prosperita’ di cui ancora godiamo per inerzia, _e’ solo perche’ l’ultima guerra a differenza della prima l’abbiamo persa_, e per un breve felice periodo le nostre classi dirigenti nazional-tradizionali, di destra e di sinistra, padroni e capipopolo, non hanno potuto alzare troppo la cresta. Ma e’ durato poco, la memoria del disastro cui ci condussero e’ andata persa, si sono riorganizzati, e siamo tornati come prima: solo, con meno capacita’ di trascinare il resto del mondo in un altro disastro, almeno per il momento.

          • firmato winston says:

            1 – Buona parte degli scienziati europei gli unici che sapevano come fare l’atomica, emigrarono o scapparono negli Usa (perche’ ebrei o perche’ in grave contrasto ideologico coi nazi-fascisti – vedi Fermi, moglie ebrea, che realizzo’ la prima reazione a catena sotto lo stadio di chicago nel dicembre 1942 – due anni e mezzo prima lo scoppio della prima bomba A – c’e’ il prezioso filmato dell’esperimento su youtube). E’ da decenni assodato che la germania non stava minimamente scommettendo sullo sviluppo della bomba atomica, tanto che alcuni dei fisici europei in america che, temendolo, spinsero gli Usa a investire al massimo per il suo sviluppo, poi se ne pentirono (eclatante il caso di Einstein che firmo’ la famosa lettera di sollecito a Roosevelt, e poi fu fra i fondatori con B. Russell del movimento Pugwash https://pugwash.org/ ).

            2 – Nessun professionista in faccende militari dell’epoca scommise un soldo bucato sulla capacita’ dei russi sovietici, piegati e schifati dal loro stesso regime, specie i contadini, cioe’ quasi tutti i russi, da esso massacrati, di resistere all’attacco tedesco: cio’ di cui discutevano era quante settimane o al massimo mesi avrebbero resistito ancora, e cosa sarebbe successo dopo che i tedeschi che avevano gia’ il _controllo completo_ d’europa inghilterra esclusa avrebbero avuto anche l’accesso alle infinite risorse della russia, ma a differenza dei russi, e di chiunque altro, con la massima capacita’ di sfruttarle. L’europa dell’epoca era ancora nel suo complesso la massima potenza mondiale sotto tutti gli aspetti con una tecnologia affinata proprio dalla scarsita’, e con la germania al suo interno la piu’ temibile potenza in ascesa. Ma Hitler con la sua politica di annientamento nei confronti degli slavi riusci’ nell’imprevedibile-impossibile: far amare Stalin ai russi e cementarglieli attorno.

            L’inghilterra peraltro pago’ comunque caro l’aiuto dei convogli navali americani senza i quali non sarebbe sopravvissuta alla fame, con lo scioglimento dell’impero da essi impostole, e ando’ avanti a razionamento e tessere annonarie per molti anni DOPO la fine della guerra – molto piu’ a lungo di noi che la guerra l’avevamo ignominiosamente persa.

            Il fatto e’ che nella storia succede SEMPRE qualcosa di diverso dalle previsioni, che cambia tutto (vedere il covid, nessuno dei mille catastrofisti millenaristi che ci funestano con le loro profezie e le loro ricette infallibili per il raggiungimento del futuro paradiso in terra, lo aveva neanche lontanamente previsto, anzi diro’ di piu’, se gli veniva fatta presente questa ipotesi “naturale” come possibile se non prevedibile argine all’addensamento infinito della popolazione, si indignavano fino al ban, guai a toccargli il giocattolo preferito: capitalismo che distrugge tutto, inquinamento, riscaldamento globale, picco del petrolio ecc).

            • Andrea Di Vita says:

              @ firmato Winston

              “SEMPRE”

              Un evento può essere impredicibile, ma la sua probabilità essere ben nota prima che si verifichi.

              È certo che prima o poi qualcuno vincerà alla lotteria, nessuno sa chi e quando.

              Il Covid era imprevedibile e difatti non è stato previsto. Del pericolo di “spill over” gli esperti parlavano da decenni.

              Lo stesso per le catastrofi climatiche, i terremoti, le guerre.

              Se costruisco abusivamente in zona sismica comprò in biglietto per il cimitero, anche se non so per chi e per quando.

              Le guerre si distribuiscono per numero delle vittime con una regolarità impressionante dalle scaramucce frequenti ai macelli più rari, ma nessuno aveva previsto Sarajevo.

              Il punto non è prevedere dove colpirà il fulmine, ma installare per tempo parafulmini e evitare di sostare sotto gli alberi isolati durante un temporale.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

      • PinoMamet says:

        Uno dei motivi per cui non mi appassionano queste discussioni è che basta spostare in avanti o indietro nel tempo il “se” di qualche anno per avere scenari completamente diversi.
        Che senso ha parlarne?

        (ma anche di qualche mese, a volte… ma per gli specialisti come il nostro Habs, può essere questione di giorni o di ore!)

        Per lo stesso motivo, molti si appassionano alle ucronie come gioco o sperimentazione.

  69. PinoMamet says:

    Visto che voglio essere imparziale, un altro motivo per lodare Draghi:

    https://www.repubblica.it/esteri/2021/03/04/news/vaccini_italia_prima_in_ue_blocca_esportazione_astrazeneca-290304415/?ref=RHTP-BH-I288512892-P1-S2-T1

    in breve: dosi di Astrazeneca in magazzino ad Anagni, pronte per essere consegnate… in Australia, vengono fermate e utilizzate in Italia, attivando un meccanismo previsto dalla UE.

    “l Meccanismo sull’export è stato introdotto proprio per evitare che dosi di vaccino da contratto destinate ai paesi dell’Unione vengano rivendute ad altre nazioni ed esportate al di fuori del continente. Il suo lancio era stato deciso dopo la polemica tra Ursula von der Leyen e il Ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot, che aveva annunciato severi tagli alle consegne in Europa per il primo trimestre 2021 (fino al 70%) giustificandosi con delle clausole del contratto contestate da Bruxelles.

    Proprio Mario Draghi al suo esordio in Europa, al video-summit dei capi di Stato e di governo di giovedì scorso, aveva chiesto di applicare il Meccanismo con maggiore severità, ovvero bloccando le esportazioni delle case che non rispettano le consegne previste dai contratti con l’Unione. Principalmente proprio AstraZeneca, che dopo quelli del primo trimestre ha annunciato tagli del 50% anche per il secondo trimestre, mentre Pfizer dopo i primi ritardi si è rimessa in carreggiata e Moderna al momento appare più affidabile.”

  70. Moi says:

    @ ROBERTO

    Poiché anche uno sguardo o un sorriso possono essere notoriamente microaggressoni moleste … com’è che funzia ? Si deve chiedere permesso in carta bollata per poter pure guardare o sorridere ?! … In Italia, sarebbe inapplicabile e si finirebbe davvero così !

    In Lussemburgo, invece, come facciate a salvaguardare i più elemetari rapporti umani con leggi simili, lo sapete solo voi. Buon per voi …

    • roberto says:

      Scusa moi, te lo dico in amicizia

      CAZZATE!!!!

      CAZZATE!!!

      CAZZATE!!!!

      Spero sia chiaro cosa penso delle 8 righe che hai scritto

      Ps. Una curiosità, leggi le cose che scrivo? O commenti e basta?

      • Moi says:

        Va bene, ma è indubbio che con una legge che criminalizza il desiderio maschile … esempio pratico : una stagista che volesse ricattarti accusandoti di INESISTENTI molestie sarebbe avvantaggiata, privandoti della presunzione d’ innocenza.

        • roberto says:

          “ Va bene, ma è indubbio che con una legge che criminalizza il desiderio maschile …”

          Hai un esempio di una legge del genere o vogliamo parlare di draghi azzurri e elefanti rosa che volano?

          Ad altri dico di non confondere diritto e prova del diritto, a te di non confondere le tue fantasie con la realtà

          • Francesco says: