Il Sinistracentrodestra

Ieri, abbiamo parlato della nascita del Sinistracentrodestra, con una metafora.

Mi segnalano che la stessa metafora fu usata molti decenni fa da Trilussa:

Ner modo de pensà c’è un gran divario:
mi’ padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch’è er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so’ monarchico, ar contrario
de Ludovico ch’è repubblicano.

Prima de cena liticamo spesso
pè via de ’sti princìpi benedetti:
chi vo’ qua, chi vo’ là... Pare un congresso!

Famo l’ira de Dio! Ma appena mamma
ce dice che so’ cotti li spaghetti
semo tutti d’accordo ner programma.
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25 risposte a Il Sinistracentrodestra

  1. Massimo scrive:

    Morale della favola:o Franza o Spagna basta che se magna! Più attuale di così…

  2. Francesco scrive:

    Mi pare una banalità di poco conto. Ricorda una vecchia canzone di Sting.

    • Moi scrive:

      Faccio una domanda in stile Mauricius Tarvisii :

      “Sting ha cantato in Romanesco” ?!

      😉

    • Moi scrive:

      Immagino tu alluda a

      https://www.youtube.com/watch?v=WNt5iK8EuAU

      HISTORY WILL TEACH US NOTHING

      If we seek solace in the prisons of the distant past
      Security in human systems we’re told will always always last
      Emotions are the sail and blind faith is the mast
      Without a breath of real freedom we’re getting nowhere fast

      If God is dead and an actor plays his part
      His words of fear will find their way to a place in your heart
      Without the voice of reason every faith is its own curse
      Without freedom from the past things can only get worse

      Sooner or later just like the world first day
      Sooner or later we learn to throw the past away
      Sooner or later just like the world first day
      Sooner or later we learn to throw the past away
      Sooner or later we learn to throw the past away

      History will teach us nothing
      History will teach us nothing

      Our written history is a catalogue of crime
      The sordid and the powerful, the architects of time
      The mother of invention, the oppression of the mild
      The constant fear of scarcity, aggression as its child

      Sooner or later
      Sooner or later
      Sooner or later
      Sooner or later

      Convince an enemy, convince him that he’s wrong
      Is to win a bloodless battle where victory is long
      A simple act of faith
      In reason over might
      To blow up his children will only prove him right
      History will teach us nothing

      Sooner or later the world first day
      Sooner or later we learn to throw the past away
      Sooner or later the world first day
      Sooner or later we learn to throw the past away
      Sooner or later we learn to throw the past away

      History will teach us nothing
      History will teach us nothing

      Know you human rights
      Be what you come here for
      Know your human rights
      Be what you come here for
      Know your human rights
      Be what you come here for
      Know your human rights
      Be what you come here for

  3. Francesco scrive:

    Sentito quasi tutto il discorso di Draghi al Senato.

    Pareva lo avessi scritto io!

    🙂

    • Peucezio scrive:

      Purché lo faccia.
      Noi diciamo a pparlà iè iàrta lègge“a parlare è un’arte leggera”.

      Poveri studenti però: non solo si sono dovuti sorbire la didattica a distanza, ma devono pure farsi settimane in più di lezione.
      Invece era l’occasione buona per chiudere la scuola definitivamente.
      Un economista dovrebbe avere chiaro il senso di cosa è produttivo e di cosa consuma risorse senza produrne.

      • Francesco scrive:

        guarda che ha parlato di istruzione professionale e fatto il paragone con la Germania!!! ha acceso un barlume di speranza

      • PinoMamet scrive:

        Paragone con la Germania riferito a cosa ?

        Imparo da Peucezio, e faccio mio, il detto: a pparlà iè iàrta lègge 😉

        per quanto riguarda l’allungamento del calendario scolastico, dice (copio dal sito Orizzonte Scuola) “, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà.”

        cioè sta mettendo insieme alla cazzo due argomenti diversi-

        1- le giornate perse nelle regioni (del Nord) in cui c’è stata la chiusura delle scuole all’improvviso;

        2-il recupero della dispersione scolastica nelle regioni meno attrezzate per la didattica digitale.

        e sbaglia clamorosamente in entrambi i casi. Oltre a parlare dell’anno scolastico passato , quindi acqua passata che non macina più.

        1-I giorni di scuola persi da noi non sono stati superiori a quelli che si perdono comunque per gite e uscite didattiche, che ovviamente non sono state fatte;

        2-la dispersione scolastica al Sud non la si recupera certo obbligando i ragazzi a stare chiusi a scuola in Giugno…

        Peraltro, nessuno dei mei colleghi è indietro nel programma- siamo tutti in pari o oltre.

        da si fa lezione in presenza al 50%; varie scuole hanno interpretato l’assurda e vaga direttiva ministeriale in vari modi, e da noi ogni classe fa in presenza un giorno sì e uno no.

        Le “ore” a distanza sono leggermente più brevi, tempo ampiamente recuperato perché non si deve fare l’appello e altre noie amministrative e non ci si deve fermare ogni cinque secondi per dire Pierino stai seduto, Pierino non fare casino, Pierino ti metto la nota.

        Per cosa li teniamo in classe un altro mese, a guardarci in faccia?

        Mi sembra il discorso di uno che non sa di cosa sta parlando, il tipico nuovo capoufficio che non capisce un cazzo ma vuole comandare lo stesso.

        Pessima impressione da Draghi.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “la dispersione scolastica al Sud non la si recupera certo obbligando i ragazzi a stare chiusi a scuola in Giugno…”

          Tra l’altro, da quello che so, almeno in alcune aree del Mezzogiorno c’è la prassi, dopo l’ultima verifica, che gli studenti inizino a “ritirarsi”, cioè ad anticipare le vacanze…

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          molto interessanti le tue osservazioni, che peraltro non mi sorprendono (anche se non conoscevo ovviamente i dettagli).
          Come al solito ‘sta gente decide senza la minima
          cognizione di causa.

      • PinoMamet scrive:

        Interviene del resto il ministro a rotelle per dire che la cosa si farà sì, forse, no, magari si tornerà qualche pomeriggio, comunque deve parlare con le scuole, ci stiamo lavorando, non sa/non risponde.

      • PinoMamet scrive:

        Proseguo a leggere, e scopro che vuole regalare ai già privilegiatissimi ITIS un sacco di soldi, non si sa utilizzati a far cosa.

        Forse dovranno ricomprare i banchi buttati dalle finestre o pagare i danni causati nelle gite scolastiche dei decenni precedenti.

        • Francesco scrive:

          in Germania l’istruzione professionale ha una marea in più di studenti rispetto all’Italia – e pare anche che funzioni molto di più, come qualità dell’insegnamento e modo per trovare un posto a un sacco di ragazzi

          così mi si dice

          1) cosa sono i privilegiatissimi ITIS?
          2) scuole che sono in pari col programma, oltre alla tua? non è quello che risulta a me

          ammetto che proprio perchè ho sentito solo di programmi fatti meno del solito che sono favorevole a prolungare la scuola, in linea di principio

          ma non ho dati e quindi sono molto aperto alla correzione

        • PinoMamet scrive:

          “1) cosa sono i privilegiatissimi ITIS?”

          L’Itis (istituto tecnico) della mia cittadina è coccolatissimo dalle istituzioni, riceve tutti gli aiuti possibili, dispone di una sede ampia e ragionevolmente nuova, sottoutilizzata (ha adibito due- 2!- vasti locali a bar ) e nonostante questo sostiene di aver bisogno di aule (ha fregato un’ala alla mia scuola, col benestare dell’ufficio scolastico…);

          i suoi studenti, che sono quelli degli istituti tecnici (e ci ho insegnato, in un istituto tecnico…) quindi stendiamo un velo, ogni tre per due sono sul giornale locale per i loro “brillanti” risultati, mentre il mio liceo costantemente ai primi posti di tutte le classifiche, è come se non esistesse nemmeno…

          stando così le cose, mi girano un po’ a vedere che Draghi decide di decuplicare il denaro destinato agli istituti tecnici…

          2- “scuole che sono in pari col programma, oltre alla tua? ”

          Tutte quelle che ho sentito, anche perchè l’anno scorso siamo stati senza lezioni, mi pare, una settimana (sulla quale ho già detto), quest’anno neppure mezz’ora…

          • Peucezio scrive:

            Pino,
            “i suoi studenti, che sono quelli degli istituti tecnici (e ci ho insegnato, in un istituto tecnico…) quindi stendiamo un velo, ogni tre per due sono sul giornale locale per i loro “brillanti” risultati, mentre il mio liceo costantemente ai primi posti di tutte le classifiche, è come se non esistesse nemmeno…”

            Beh, questo è abbastanza ovvio: sono parcheggi per restare ignoranti.
            Io li sostituirei con esperienze lavorative vere.
            Però se possono servire a fare un po’ di selezione a priori…
            Peccato però che fra tanti che ci vanno perché non gli ingozza studiare, c’è qualche testa pensante che poi ci parli e capisci che se avesse fatto il liceo, ne sarebbe venuto fuori qualcosa di valido.

            • PinoMamet scrive:

              Sono d’accordo con tutto.

              Il problema è che in Italia si sono volute fare delle scuole simil-licei, ma “senza il latino che è classista” (non chiediamoci perché: è un dogma), ma per il resto con tutto l’ambaradan di Promessi Sposi e Divina Commedia, ingozzate a ragazzi che in testa hanno legittimamente tutt’altro.

              E dovrebbero fare una scuola professionale seria: che cioè insegni una professioni, e ad insegnarla ci dovrebbero essere dei professionisti.

              Non dei professori, tutti ex universitari usciti dai licei e lontanissimi dal mondo dei ragazzi “extrascolastici” dei tecnici e professionali, che pure devono in qualche modo domare.

              In breve: ci vuole Gentile, mo’ l’ho detto.

              • paniscus scrive:

                “Il problema è che in Italia si sono volute fare delle scuole simil-licei, ma “senza il latino che è classista” (non chiediamoci perché: è un dogma), “——

                Sono d’accordo quasi su tutto, ma non su questa leggenda secondo cui il latino sarebbe stato affossato “perché classista”.

                E’ stato affossato semplicemente perché la maggior parte dell’utenza non lo vuole (ma non perché lo considera classista, bensì perché lo considera inutile o lo considera troppo difficile),

                e però contemporaneamente questa stessa utenza vuole a tutti i costi che i figli facciano una scuola che si chiama “liceo”.

                E allora si è deciso di accontentarla in massa.

              • Moi scrive:

                il latino che è classista” (non chiediamoci perché: è un dogma), “——

                ——————-

                Il Latinorum di Don Abbondio che triggherò 😉 il Giovane Renzo ?!

                Per la sensibilità odierna, la Lucia era una povera cogliona … a preferire uno spiantato a un Influencer pieno di grana ! 😉

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “vuole regalare ai già privilegiatissimi ITIS un sacco di soldi”

          Ma gli ITIS o i famosi ITS? O entrambi?

        • PinoMamet scrive:

          Lui parla di Itis, ai quali assegnare “20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia.”

          Ho fatto copia-incolla, dice davvero così…

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