La Destra realmente esistente

Oggi esistono tante voci etichettabili come “di Destra”. Spesso in disaccordo tra di loro, certo, e con livelli culturali molto diversi, e ci sono anche voci “sovraniste” per nulla di Destra, ma che con la Destra condividono alcune importanti argomentazioni.

Spesso queste argomentazioni sono il risultato di ricerche approfondite, e qui non abbiamo pregiudizi a priori verso nessuno. Eppure non riesco a trovare quasi mai realmente interessanti i loro lavori, perché se guardate bene, girano sempre attorno a un punto.

Sono infatti quasi tutti dei nostalgici.

Ma non del fascismo, che per averne nostalgia, bisogna avere almeno novant’anni; e nemmeno di quando le contessine avevano lo chauffeur.

La nostalgia della gente “di Destra” si riferisce a un régime molto meno ancien: sono nostalgici della Repubblica nata dalla Resistenza.

L’Eden in cui:

si poteva studiare – in una scuola pubblica – in vista di un futuro impiego;

trovare un lavoro magari modesto, ma su cui si poteva contare per farci un mutuo e comprarsi l’auto e la casa;

andare in vacanza a Rimini e poi a Sharm el-Sheykh;

mandare i figli all’università (e magari a studiare all’Università di Pipperdent [1]), per ricominciare il ciclo a un livello più alto;

e poi andare in pensione presto, sapendo di poter contare su un ottimo sistema sanitario.

Questo Eden si reggeva su imprese private e uno Stato onnipresente, insomma era una socialdemocrazia keynesiana.

Ma dietro Stato e Privato, c’era qualcos’altro: un immenso flusso di energia fossile, che scorreva ovunque e permetteva di bruciare in tempi velocissimi le risorse naturali, e di scovar sempre nuovi mezzi di trasporto, nuove fonti di materie prime e di manodopera, e nuovi aggeggi tecnici che avrebbero reso superflui gli esseri umani.

Insomma, allora pensavano che il flusso sarebbe cresciuto sempre, pur standosene fermo, e già a dirlo, si capisce perché non poteva che saltare tutto.

Dando per scontato questo improbabile flusso, lo si proiettava anche nel futuro: e quindi si facevano scommesse sul futuro, sotto forma di investimenti e di debiti, privati e pubblici.

Questo sistema andava bene, in fondo a quasi tutti.

I comunisti si lamentavano perché la ricchezza non veniva distribuita in maniera sufficiente; i liberali perché c’erano troppe tasse; e i preti perché c’erano le donnette discinte a Sanremo – anche nell’Eden, nessuno è mai contento.

Oggi le voci che possiamo chiamare di Destra si accorgono del collasso.

Da immigrato, non ho problemi a dire che alcune cose dette da Destra sull’immigrazione sono sensate (mica tutte, ovviamente).

Bene, il più noto critico dell’immigrazione, l’allora ministro Salvini, disse questo riguardo alla catastrofica proposta di espansione dell’aeroporto di Firenze:

“dal mio punto di vista, più si viaggia meglio è. Più opportunità di lavoro di business e di spostamento veloce in aereo, in macchina, in treno o in nave ci sono, e meglio è”

Insomma, quelli di Destra respingono in partenza ogni riflessione sulle basi energetiche, ecologiche, fisiche dell’esistenza, e anche sui limiti ineluttabili alla crescita; il loro Eden si fonda poi sull‘alienazione dalla Comunità all’Organizzazione, alla burocrazia amministrativa (privata o pubblica), alle leggi.

Manca quasi totalmente in Italia un pensiero sanamente conservatore, in grado di dffidare alla radice del Flusso e del Controllo. Qualcosa che somigli, ad esempio, a ciò che avevano in comune, nel mondo anglosassone, persone così diverse come Thoreau, Ruskin, William Morris, Tolkien, George Orwell o Roger Scruton.

I Destri italiani sono dei progressisti, più di tutti i cattolici tra di loro, che sognano l’Uomo Dominatore della Natura.

Posizioni legittime, ma se non si riflette sull’interazione tra capitalismo, flusso energetico e risorse, non si può capire cos’è successo.[2]

Eppure, è successo. E quindi bisogna attribuirlo a qualcosa.

Ecco perché la Destra italiana è sempre alla ricerca di qualcuno che avrebbe combinato il guaio.

A un certo livello, hanno ragione: sono sempre esseri umani che mettono le firme e prendono le decisioni, e non c’è niente di male a criticarli, specie se sono dei potenti dalla faccia di tolla, osannati da tutti. Non è complottismo accusare persone che complottano di complottare.

Ma se si guardano solo i piccoli ometti in alto sulla sella, non si vede la tigre immensa e incontrollabile che quegli ometti stanno precariamente cavalcando.

Ecco perché faccio presto ad annoiarmi quando si parla di Draghi o di Soros o della Merkel.

Annoiarsi è anche un modo sano per non cadere nella trappola in cui si gettano felicemente tanti di Sinistra, che ragionano più o meno così:

se un banchiere, uno speculatore, uno sfruttatore, un politico tenuto al potere dalle lobby dei produttori di automobili viene criticato dalla Destra, allora deve essere una brava persona. Anzi, una Vittima del Fascismo da difendere a spada tratta.

Singole persone che si ritengono o vengono ritenute “di Destra” possono dire cose molto interessanti.

Ma dalla Destra italiana realmente esistente, e da tutte le cause che abbraccia e dai nemici che si sceglie, credo che possa venire davvero poco di utile.

Nota:

[1] Molti anni fa, mi capitò di tradurre la richiesta del padrone di una fabbrichetta romagnola di iscrivere suo figlio all’Università di Pipperdent, che poi era quella di Pepperdine.

[2] C’è chi riflette in maniera coerente sull’esaltante aspetto rivoluzionario del capitalismo – pensiamo ai transumanisti, ai neofuturisti di ogni sorta, ai siliconisti eccitati con le loro app, a quelli che “chi dorme non piglia pesci, fatevi la chirurgia plastica e mettevi l’app 4.0 al naso!” Ma questa gente non è antropologicamente “di Destra”, anzi…

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303 Responses to La Destra realmente esistente

  1. mirko says:

    Già Messori, più di trent’anni fa, aveva colto il cambio di rotta con gli amanti del progresso industriale non più di sinistra, ma di destra, con Montanelli che bollava come “reazionari nemici dello sviluppo” gli ambientalisti verdi, provenienti da sinistra.

    • Francesco says:

      credo si possa risalire almeno al periodo del Piano Marshall, quando lo sviluppo economico e il progresso erano armi politiche contro i comunisti

      ma anche prima, il Positivismo era una visione che accumunava destra e sinistra, quelli che si opponevano erano reazionari o nostalgici, non nazionalisti e imperialisti

  2. Carlo says:

    Secondo me, però, in Italia esiste anche una destra tendenzialmente “liberista” che odia le tasse e disprezza l’ecologia perché mette in discussione la libertà dell’imprenditore di fare ciò che gli pare inquinando: è la destra oggi moribonda di Berlusconi, ma forse anche la destra di Salvini (e soprattutto del suo braccio destro Giorgetti) si sta muovendo in questa direzione (vedi le lodi sperticate di Salvini alla defunta Margaret Thatcher o il recente appoggio offerto a Draghi).

    • Per Carlo

      “Secondo me, però, in Italia esiste anche una destra tendenzialmente “liberista” che odia le tasse e disprezza l’ecologia perché mette in discussione la libertà dell’imprenditore di fare ciò che gli pare inquinando”

      Verissimo. Ed è un importante elemento di sostegno soprattutto economico a Salvini.

      Pensavo però più al vasto elettorato di persone “comuni” da una parte; e dall’altra a giornalisti e blogger, diciamo anche tipo Maurizio Blondet – persona degnissima, che fa ricerche meticolose, ma si lascia sfuggire il processo complessivo.

      • “Pensavo però più al vasto elettorato di persone “comuni” da una parte;”

        E per quel poco che ne so, anche economisti come Bagnai, e i tanti che parlano di rilanciare il keynesismo, magari con uno stato sovrano e forte.

      • Carlo says:

        Per Miguel
        in effetti la tua descrizione della Destra mi aveva fatto pensare a Blondet, tuttavia sarei un po’ cauto prima di attribuirgli la qualifica di “persona degnissima” e ho qualche dubbio sulla meticolosità delle sue ricerche, visto che da questo articolo risulta che abbia scopiazzato allegramente articoli altrui, diffuso bufale frutto di errori grossolani e calunniato volgarmente una persona che l’aveva criticato: http://www.uruknet.de/?p=s8182&hd=&size=1&l=i

        • Per Carlo

          “visto che da questo articolo risulta”

          Sono faccende che ho visto mille volte.

          Piccole persone, coraggiose ma impotenti, si fissano su alcuni degli ometti che saltellano in sella alla Grande Tigre.

          Abbiamo una signora fissata (in positivo) con Saddam, contro un signore fissato (in positivo) con l’Iran.

          E siccome non possono minimamente influire sulla situazione reale, finiscono per sbranarsi a vicenda.

          Per questo è importante non fissarci su nessun personaggio – Saddam, i vari ayatollah, Trump, Biden, Berlusconi, Salvini, Putin, Soros, la buonanima di Kalergi…

          • Carlo says:

            Però non è la signora fissata in positivo con Saddam ad avere calunniato il signore fissato in positivo con l’Iran, ma il contrario e io, sinceramente, non me la sento di dire che un calunniatore bugiardo sia una persona degnissima.

            • Per Carlo

              “Però non è la signora fissata in positivo con Saddam ”

              Stiamo parlando di un articolo di tredici anni fa, nel frattempo De Fina è morto.

              Io ho imparato (in tarda età, le cazzate le ho fatte anch’io) a non pensare che esistono “buoni” e “cattivi”.

              Ma se credi che esistono Buoni e Cattivi, automaticamente comincerai a sospettare i Cattivi di ogni male; e a sospettare che chiunque critichi i Buoni sia un Cattivo.

              E se senti una sola voce contraria al presunto complice del Cattivo, ci crederai, e dirai che è appena la punta dell’iceberg.

              Questo non vuol dire che si tratti di un “calunniatore bugiardo”. Si tratta di una persona che è cascata, come la maggior parte di noi, nella rete di Maya.

              • Per Carlo

                “Questo non vuol dire che si tratti di un “calunniatore bugiardo”. Si tratta di una persona che è cascata, come la maggior parte di noi, nella rete di Maya.”

                Comunque io non voglio affatto difendere Blondet.

                Voglio sottolineare una cosa: che normalmente, chi rischia in prima persona, senza guadagnarci in alcun modo, litigando su argomenti difficili e rischiosi, è con rare eccezioni, in buona fede per definizione.

                La tragedia sta nel fatto che loro non riconoscono questo ovvio fatto in coloro con cui litigano.

              • Carlo says:

                Concordo in pieno con la tua analisi della mentalità di Blondet (il fatto che sia sostanzialmente in buona fede e che veda il mondo diviso in Buoni e Cattivi etc.) e penso che, però, paradossalmente sia la stessa mentalità che sta dietro alla sinistra woke/politicamente corretta (anche se ovviamente cambia l’ideologia di riferimento).

              • Per Carlo

                ” penso che, però, paradossalmente sia la stessa mentalità che sta dietro alla sinistra woke/politicamente corretta (anche se ovviamente cambia l’ideologia di riferimento).”

                verissimo!

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                “non riconoscono”

                È proprio la loro buonafede ad accecarli. Come dice Orwell, dove entra la lealtà a un’idea esce la pietà’.

                Sono i lucidi, freddi calcolatori, non i mutanti in buona fede, a mantenere la testa abbastanza fredda da riconoscere l’altrui sincerità. Il guaio è che la testa fredda tende a raffreddare anche il loro cuore, e allora se ne approfittano.

                Il che almeno ha il merito di far vincere le loro idee, almeno momentaneamente.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                mutanti=militanti ,(accidenti al correttore automatico di Android)

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “Stiamo parlando di un articolo di tredici anni fa, nel frattempo De Fina è morto. ”

                Piucchealtro il primo, purtroppo, è passato a miglior vita e a quel punto Blondet giustamente ha mollato la baracca, visto che non ne aveva mai condiviso alcune scelte (il sito a pagamento per esempio), ma era rimasto con lui giusto per stima personale.

                Ho un bel ricordo delle chiacchierate che mi facevo col povero De Fina al “Ritorno al reale”, prima che si andasse a inchiavare in quel posto vicino al lago di Bolsena, bellissimo, ma in culo ai lupi.

              • Per Peucezio

                “Piucchealtro il primo, purtroppo, è passato a miglior vita”

                Vero, ricordavo male. Per non lasciare traccia di un errore per futuri ricercatori, correggo, grazie!

  3. mirko says:

    Pensi a Vox Italia?

  4. PinoMamet says:

    A me la tua definizione di Destra (italiana realmente esistente) fa pensare a… me!

    Inutile nasconderselo, è così: ho fondato persino il partito, Italia Anni Sessanta!

    Sono nostalgico della bella, passabilmente bella vita che elenchi: lavoro garantito, discreto tenore di vita, due settimane a Rimini, in pensione presto, buona scuola pubblica e Pipperdent.

    Sfido a non esserlo! Era davvero un bello stile di vita, invidiabile, e forse a conti fatti migliore di tanti altri posti, compresi alcuni che gli italiani guardavano con invidia.

    Forse a rendermi non di destra, complessivamente, non sono le Grandi Battaglie della Sinistra italiana (realmente esistente), che mi appassionano pochissimo (“Berlusconi è un puttaniere e ci fa fare Brutta Figura all’estero!” oppure “Hasta siempre capitana Carola Rakete, viva il femminismo africanista, ti prego portaci più Belli Fighi!”);

    no, deve essere, in fondo in fondo, la consapevolezza che per tentare di tornare agli anni migliori non bisogna avere mille vestiti nell’armadio, bisogna averne due; non serve la Lamborghini mimetica con i sedili tigrati, serve la Bianchina (a motore elettrico); non serve andare tutti gli anni in vacanza in Culandia, serve farsi una settimana a Rimini…

    • Per Pino Mamet

      “no, deve essere, in fondo in fondo, la consapevolezza che per tentare di tornare agli anni migliori non bisogna avere mille vestiti nell’armadio, bisogna averne due; non serve la Lamborghini mimetica con i sedili tigrati, serve la Bianchina (a motore elettrico); non serve andare tutti gli anni in vacanza in Culandia, serve farsi una settimana a Rimini…”

      Ci sono in effetti alcuni di Destra così.

      Come ci sono alcuni di Sinistra che prendono gli ormoni per diventare trans, si fanno di sostanze psichedeliche amazzoniche mentre leggono Foucault e hanno la erre moscia.

      Ma in genere, come reali esseri umani, non sono così né gli uni né gli altri.

    • Andrea Di Vita says:

      @ PM

      https://youtu.be/W5223d_kQaY

      Quello che manca è il Posto Fisso.

      Concesso il Posto Fissi, tutto il resto ne segue.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Moi says:

        “Quo Vado” di Checco Zalone dice tutto quello che c’è da dire !

        • Francesco says:

          compresa l’assoluta miticità del posto fisso!

          concordo, quel film andrebbe fatto vedere nelle scuole per mostrare le conseguenze dello scontro tra verità e desiderio (o come volete chiamarlo)

          anche se lo edulcora troppo, la verità è un maestro zen con un grosso bastone – e non capisco Pino come non se renda conto

    • Peucezio says:

      Pino,
      anch’io trovo molti motivi di fascino negli anni ’60.

      Ma credo che se avessi assistito dal vivo alla devastazione del paesaggio e delle città italiane (quella antropologica era in atto ma ancora poco visibile: se ne accorgevano probabilmente i genitori di figli molto giovani), invece di ritrovarmela già fatta davanti agli occhi, avrei sofferto di più di così.

      Ma sarei stato io, con la sensibilità di uno nato negli anni ’70, ecc. ecc., ma catapultato con la macchina del tempo un decennio prima della sua nascita.

      Invece non mi è chiarissimo il discorso sulla Lamborghini e la Bianchina.
      In che senso la prima sarebbe di destra e la seconda di sinistra?

      Io, se dovessi dire i limiti di fondo della destra italiana (e non solo) di oggi direi più o meno questo:
      se è vero che può rappresentare un argine contro lo strapotere della finanza che concentra le ricchezze e proletarizza il ceto medio (peggiorando al contempo la condizione degli stessi proletari), lo fa in modo velleitario, dilettantistico, a volte farsesco e inoltre ha il maledetto vizio di stare sempre con i ricchi, sia pure quelli selgati dall’establishment, non sfruttando appieno il potenziale immenso che avrebbe facendosi paladina dei ceti deboli; e, ancor peggio, inseguendo sempre gli affari e le piccole e medie speculazioni più o meno squallide, avendo un livello intellettuale mediocre e non cooptando i pochi intellettuali di destra; in sostanza non esprimendo un ceto dirigente alternativo di una qualche qualità e spessore, con poche eccezioni.

      Però il quadro non è completamente fosco. L’Inghilterra dall’Ue ci è uscita davvero, l’economia va bene, oggi sta vaccinando a motore mentre noi al di qua della Manica siamo qui a piatire dosi che arrivano col contagocce, insomma, lì la destra (come elettorato e classi dirigenti) ha funzionato davvero.

      • Peucezio says:

        Pino,

        autocit.:
        “ha il maledetto vizio di stare sempre con i ricchi, sia pure quelli selgati dall’establishment, non sfruttando appieno il potenziale immenso che avrebbe facendosi paladina dei ceti deboli”

        Ti riferivi a questo parlando di Lamborghini e Bianchina?

      • PinoMamet says:

        “Invece non mi è chiarissimo il discorso sulla Lamborghini e la Bianchina.
        In che senso la prima sarebbe di destra e la seconda di sinistra?”

        non sto parlando di sinistra e di destra…

        dico che se vogliamo tornare al periodo di benessere dei decenni passati, beh, quel benessere era basato su meno “cose” di quello di oggi.

        Invece di mille magliette, avevi due camice, che ti duravano di più.
        invece di cinque giacconi, peraltro brutti, avevi un solo cappotto, ben fatto, che ti durava una vita (io continuo a mettere quelli degli zii, e solo perché quello del nonno non mi sta… e sono non solo di stile, ma anche di qualità e fattura superiore a quelli che compri adesso, esclusa la faccia ultra-costosa…)

        invece di fare la vacanzona in Australia, facevi la villeggiatura a Campiglia marittima…

        insomma, propongo una specie di decrescita… sostenibile 😉 umanamente e non da fanatico.

        suppongo che nella classificazione di Miguel sarei di destra?

        • Peucezio says:

          Beh, ma è un fenomeno progressivo: per uno vissuto cinquant’anni prima negli anni ’60 c’era un consumismo e un’abbondanza esagerata.

          Se ho capito bene per te quello è il giusto equilibrio.

          Io lo collocherei un po’ prima, ma scindendo alcune cose fra loro.
          Non si sarebbe mai dovuta inventare la televisione, né mai far nascere i figli in ospedale, né farli giocare in casa anziché in strada.
          Mentre è stato un grande bene sconfiggere la malnutrizione, tante malattie, ecc.

          Ma io non mi preoccupo tanto di come dovrebbe essere, materialmente, il mondo in cui vorrei vivere io, quanto di com’è un mondo che produce un’umanità interessante, non scialba.

          E ho presente generazioni che vere privazioni non ne ha vissute, ha un ricordo positivo dell’infanzia, ma è ancora al di qual del limite della rivoluzione antropologica di pasoliniana memoria (che, ammetto, è un po’ la mia ossessione, ma perché lì davvero ci vedo il discrimine fra un mondo interessante e un mondo finto o comunque volgare e brutto).

          • Peucezio says:

            Scusa la mancata concordanza.

          • Peucezio says:

            Aggiungo,
            bisogna poi distinguere i luoghi, i contesti…

            Nel sud il consumismo è arrivato su una società che, in certe aree, viveva ancora nell’indigenza, quindi si è passato da gente che ha il ricordo di vere privazioni e nel complesso è contenta del presente e ha poche nostalgie a gente già imborghesita dalla società dei consumi.

            Nel nord invece c’è anche un’umanità ancora con una forte impronta popolare e tradizionale, ma cresciuta in un relativo benessere.

            È un po’ il motivo del mio recentissimo interesse per il mondo popolare del nord e in particolare urbano: esprime a tratti un vitalismo lieto che nel sud è più raro, soffocato com’è dal senso della privazione, del fatalismo, di un senso più tragico e rassegnato della vita.

            Ma parliamo di una generazione specifica, nata intorno agli anni ’40 nelle grandi città del nord.

            Quelle successive, almeno a Milano, hanno conosciuto un crollo verticale: nel sud, ancora di più nella provincia, trovi una gioventù sveglia, intelligente, con una buona parlantina, che si sa muovere con una certa disinvoltura, mentre il corrispettivo settentrionale, soprattutto urbano è un tipo umano impacciato, grossolano, che ai tempi della mia generazione era anche rozzo, volgare e di un’esuberanza violenta e sgraziata, mentre le nuove leve sono più timide e dai modi più fini: un po’ sciable ma innocue e quindi in fondo migliori.

  5. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Al solito, è questione di nomenclatura. Quello che tu chiami “sanamente conservatore” io preferisco chiamarlo “ipocritamente reazionario”. Il Flusso è dato, è come la Forza di Star Wars, è la possibilità stessa di esistenza di un’umanità di 7000000000 di individui. E siccome come drecitava una vecchia pubblicità “la potenza è nulla senza controllo”, il problema non è negare luddisticamente il Flusso ma contribuire al suo Controllo. A controllare ci sta il timone, e l’arte di guidare il timore i Greci la chiamavano ” kybernáo”, donde il nostro “governo”. Fa qui la politica, che esiste proprio partendo dal trascendere le singole Comunità in quella meravigliosa astrazione che si chiama Stato.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • PinoMamet says:

      ” A controllare ci sta il timone”

      se fossi uno di sinistra, o un complottista, o uno di destra… mi chiederei però chi lo tiene, questo timone 😉

      invece temo che non ci sia nessun timone, in mano a nessuno.

      • Andrea Di Vita says:

        @ PM

        “nessuno”

        Perché per decenni ci hanno raccontato che il timone tanto si governava da solo come meglio non si potrebbe, con quel pilota automatico chiamato “libero mercato”.

        E’ bastato che Monti scrivesse una raccomandazione da commissario UE che la Microsoft se l’è fatta sotto.

        Il libero mercato è infallibile nel fiutare i gusti del consumatore, così come i sondaggi nel fiutarne le idee.

        Il governo Sovietico, ad esempio, prima spendeva milioni per impedire alla gente di parlare liberamente poi ne spendeva altri per spiare cosa pensava: è chiaro che questo spreco è il contrario di una politica sensata. E il “socialismo reale” è abortito.

        Ma gusti e idee seguono la moda del momento, mentre le linee guida della politica di uno statista guardano le generazioni.

        Ecco perché ripeto che uno Stato è l’unico vero strumento a nostra disposizione per controllare il Flusso di cui parla Martinez.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio says:

          Andrea,
          “Ecco perché ripeto che uno Stato è l’unico vero strumento a nostra disposizione per controllare il Flusso di cui parla Martinez. ”

          Vedi che mi dai implicitamente ragione quando dico che i cinesi ci salveranno il culo?
          Ma non basta lo stato in sé: lì c’è un fattore razziale (intendilo pure in senso culturale, se non biologico, se no facciamo incazzare il buon Pino 🙂 ).

          • Francesco says:

            Peucezio

            anche nelle dittature, molto presto, prevale chi liscia il pelo al popolo, e al popolo dei burocrati di partito, e chi non vede seri problemi.

            Questo significa che fanno peggio delle (orride) democrazie, in cui può capitare che ci sia ricambio, idee diverse, cambiamenti – anche se il Padre dei cambiamenti (adattamenti alla nuova situazione, roba dolorosa quanto necessaria) è il Mercato, non la Politica.

            Ciao

            • Peucezio says:

              Francè,
              ragioni da bianco.
              Da figlio della civiltà dell’Individuo.

              • Francesco says:

                😀

                leggiti qualcosa sul problema della corruzione in Cina o del nepotismo in Giappone e Corea del Sud

                tutto il mondo è paese, caro mio, non fare il Bianco che sogna paradisi orientali in cui non c’è il peccato originale dell’individualismo!

                ricorda la fine di Mishima

          • Andrea Di Vita says:

            @ Peucezio

            Guarda che lo Stato ce l’abbiamo anche noi. E non abbiamo mai avuto le periodiche, sanguinosissime rivolte contadine che alla fine lasciano tutto come prima, come in Cina. Solo in Occidente lo Stato ha favorito il progresso, anziché schiacciarlo. Vogliamo parlare di come sono andate a finire le esplorazioni geografiche cinesi? 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita says:

              P.S. ha fatto più riforme Cavour da solo di dieci imperatori Cinesi!

              • Francesco says:

                Beh, stai giusto citando l’eccezione che non si fa regola!

                E che alla morte di Cavour ha portato ai miserandi governicchi che hanno portato l’Italia alla Grande Guerra. E nello stato che sappiamo.

              • mirko says:

                Le riforme di Cavour, portarono alla fame il popolo piemontese, in primis.
                Poi un debito spaventoso che abbiamo finito per pagare noi in un mare di sangue.

            • Peucezio says:

              Andrea,
              parli di secoli fa.
              Quello era un mondo anarchico, semivuoto, da conquistare, quindi contava l’aggressività e si è imposto l’uomo bianco.

              Oggi il problema è governare otto miliardi di persone in un mondo industrializzato che consuma risorse e idrocarburi, quindi ci vuole l’organizzazione dell’uomo giallo.

              La storia non può essere sempre dominata dall’aggressività, se no saremmo sempre delle specie di Orangutan (senza offendere i primati cari alla nostra Lisa). Sta finendo il ciclo storico degli Orangutan e sta cominciando quello dell’uomo civilizzato.

              • Peucezio says:

                Devi tornare a Empedocle, solo così puoi capire il cambiamento in atto.

                Eros contro Thanatos, forza aggregativa contro forza disgregativa.
                L’uomo bianco germanico-semitico è la forza bruta, l’aggressività distruttiva.
                L’uomo asiatico (e a suo modo l’uomo mediterraneo, ma il suo ciclo storico è finito per ora) è la forza aggregativa, costruttiva.

              • Peucezio says:

                La differenza fra la componente germanica e quella semitica è che la prima esprime un’aggressività bruta, animale, istintuale, mentre quella semitica una distruttività cerebrale, meditata.
                Ma cooperano, perché c’è un’affinità spirituale di fondo, che ha creato una civiltà comune, quella europeo-protestante.

    • Per ADV

      “A controllare ci sta il timone,”

      e a controllare il timone ci sto io!

  6. Moi says:

    Secondo Red Ronnie, lo Zeitgeist lo colgono le canzoni, quindi :

    Destra 1921 :

    Wilma De Angelis
    Il Tamburo della Banda d’ Affori

    https://www.youtube.com/watch?v=8zmTC8Oy4eA

    VS

    Destra 2021 :

    Zame
    OK Boomer !

    https://www.youtube.com/watch?v=srQpQwrC5_s

  7. Moi says:

    L’ unico criterio FORSE valido per distinguere Dx e Sx è quello che tempo fa abbozzò Pino, il Tabù Assoluto : rispettivamente Droga e Prostituzione.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      La Prostituzione è l’esempio classico di controllo privato (da parte del pappone) di un mezzo (la f**a) di produzione (di orgasmi), dunque è aborrito dalla Sinistra (che non si è mai opposta all’autogestione delle prostitute, v. la dottrina leniniana del “bicchiere d’acqua”).

      La Droga spinge al furto, dunque all’attacco diretto alla proprietà. Anche se il drogato si paga la roba coi soldi del papà, è comunque un attacco alla proprietà. Logico che sia l’abominio della Destra.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Peucezio says:

      Eheh, non ci avevo mai pensato, è uno schema perfetto in effetti.

      Posso dire una cosa?
      Chi preferisce gli stupefacenti alla figa è messo molto molto male.

      • Andrea Di Vita says:

        @ peucezio

        Lenin a parte, la “liberazione sessuale” è trionfo della Sinistra.

        “Lotta di classe / il sesso è per masse”

        è citato pure in “Porci con le ali”…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Per Moi

      ” rispettivamente Droga e Prostituzione.”

      Sulla prostituzione (“tratta umiliante” oppure “Sex Work is Work!”) c’è una divisione notevole all’interno della Sinistra

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martínez

        Dipende se è lavoro dipendente (=proletarie sfruttate dal padrone) o autonomo (=a ciascuna secondo i suoi bisogni, da ciascuna secondo le sue capacità).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        Miguel,
        ““tratta umiliante” oppure “Sex Work is Work!””

        Nessuno che si ponga il problema della repressione della sessualità in sé che c’è dietro la lotta alla prostituzione.
        È come se fossero i rider, sono sfruttati o è legittimo libero mercato del lavoro?
        Ma nessuno pensa di renderli illegali, né si fa perbenismo o si creano tabù sulle consegne a domicilio del cibo.

  8. Moi says:

    Del resto , si diventa di Dx invecchiando … semplicemente, a meno che non ti fai gli aggiornamenti perpetui come Judith Butler ! 😉

  9. Moi says:

    A Winston Churchill viene attribuito il monito :

    Se da giovane non sei di Sx, non hai cuore, MA … se da vecchio non sei di destra, non hai cervello !

    (mai visto scritto in Inglese, perciò ne dubito … ma, in fondo, NON importa !)

    • PinoMamet says:

      Non so se sia suo (mi pare di averlo visto attribuito anche ad altri) ma in qualche modo la frase ci prende.

      Non perché invecchiando si diventi davvero sempre di destra. Probabilmente no: qualcuno lo diventa, qualcuno resta quello che è (pochi diventano di sinistra, secondo me, perché andare verso destra è in fondo fare come il fiume che va in discesa, verso la posizione più facile).

      No, secondo me ci prende perché davvero QUASI tutte le persone giovani di destra che ho conosciuto, tipo all’università, erano dei senza cuore, dei perfettini vecchi dentro (beh, ce n’era più di uno anche dentro le terribili organizzazioni della sinistra universitaria, giovani vecchi politici… ma almeno si scaldavano per un qualche ideale!) o dei finti sostenitori di ingiustizie per scandalizzare i borghesi o dei puri e semplici figli di papà senza neppure l’orrore di sè stessi dei figli di papà di sinistra; anzi compiaciuti di esserlo.

      E quasi tutti i vecchi di sinistra che ho conosciuto sono degli ex ragazzi cresciuti, magari simpatici (qualcuno no), ma raramente capaci di guardare oltre il loro punto di vista, perché loro hanno ragione perché loro stanno dalla parte del bene e loro hanno vissuti gli Anni Formidabili e loro si sono spinti ai limiti dell’avanguardia e dopo di loro nessuno raggiungerà la loro altezza;
      in crisi di fronte a qualsiasi analisi seria che metta in discussione le loro certezze sballonistiche.

  10. Peucezio says:

    Miguel,
    nella sostanza sono d’accordo con te e mi dolgo di non conoscere quella letteratura inglese di cui parli, riproponendomi al tempo stesso di sanare tale lacuna (ma purtroppo la mia vita è fatta di tanti bei propositi di letture).

    Ma il rapporto con gli idrocarburi mi lascia perplesso.
    Mica è diminuito il petrolio.
    Prima o poi succederà, non si sa bene quando (sta sempre per finire e non finisce mai).
    Semmai c’è stata la globalizzazione: abbiamo deciso che potevamo competere coi cinesi, ovviamente non era possibile e siamo finiti dritti nel baratro.

    • Francesco says:

      scusa, non è esatta la tua lettura della globalizzazione

      i posti di lavoro da operaio alla FIAT sono morti per “colpa” degli operai brasiliani e polacchi e perchè in Italia si è preferito mandare i figli al liceo e poi all’università, creando degli analfabeti con l’orrore per il lavoro

      i cinesi erano ancora a godersi Mao

      ciao

      • Peucezio says:

        Vabbè, cambia leggermente la successione dei popoli.

        D’accordissimo su liceo e università.

        • Francesco says:

          no, perchè se esci da una visione binaria Italiani-Cinesi diventa un campionato di calcio molto lungo, in cui le varie squadre salgono e scendono in classifica per mille ragioni

          e la fine del Modulo non è la fine del mondo, e il tiki-taka può essere battuto come fu battuto il catenaccio

  11. Ros says:

    La Destra, a mio parere, rappresenta archetipicamente la Tradizione sempiterna delle origini (Aldous Huxley ”La filosofia perenne” https://www.adelphi.it/libro/9788845911408
    , Elémire Zolla ”Filosofia perenne e mente naturale” https://www.ibs.it/filosofia-perenne-mente-naturale-libro-elemire-zolla/e/9788831715690 )

    Fuori dal tempo e dall’entropia conseguente, non può realmente e non esistere nell’agone politico italiano e non, quale una forza politica realmente rappresentativa di tali istanze connaturatamente inattuali, tanto mitiche e metafisiche quanto psicologiche e caratteriali

    La politica è indissolubile dall’attualità, dallo Zeitgeist, dal fare, dal Negotium.

    La Destra deve essere antimoderna, e antisociale (Antoine Compagnon ”Gli antimoderni. Da Joseph De Maistre a Barthes”; Artemide Asulòs ed Orthia ne potrebbe forse essere il ”virginale” nume tutelare.

    https://www.ibs.it/antimoderni-da-joseph-de-maistre-libro-antoine-compagnon/e/9788854515192 : «Chi sono gli antimoderni? Non tutti i campioni dello status quo, i conservatori e i reazionari di ogni sorta, non tutti gli ipocondriaci delusi del proprio tempo, gli immobilisti e gli oltranzisti, gli accidiosi e i micragnosi,
    ma i moderni non entusiasti dei tempi moderni, del modernismo o della modernità, o i moderni che furono tali loro malgrado, moderni lacerati o anche moderni intempestivi»

    E’ aliena allo Zeitgeist, allo spirito del tempo: l’economico e il contingente;
    nella sua alterigia antisociale ed anti-attuale è votata antropologicamente e culturalmente a voler essere perdente; tale è il suo onorifico, snobistico, martirio; la sua torre d’avorio) guarda al mito dell’età dell’Oro, la perfezione iniziale;
    da allora, per essa, ne consegue solo una continua caduta e degenerazione (al contrario d’ogni Progressismo, Messianismo e sol dell’avvenire);

    Il meglio è stato (la malinconia saturnina dell’infanzia perduta)

    E’ l’inizio, e poi null’altro che una Saudade dell’esilio ( dall’infanzia, dal grembo materno)

    Joris-Karl Huysmans ”Controcorrente” A’ rebours; Des Esseintes ne è il manifesto decadentisticamente antropologico, il ”Natale sulla Terra” di Rimbaud, l’ ”Anywhere Out of the World” di Baudelaire.
    https://www.criticaletteraria.org/2015/02/huysmans-a-rebours-controcorrente.html

    il disprezzo per ”le magnifiche sorti e progressive” ne “La ginestra” di Leopardi…

    La Destra è quel potere che frena (Katékon) di cui sopra Cacciari, che perlomeno vuole ritardare, la ”gnostica” caduta degenerativa, ben sapendone la fatale, necessaria irrimediabilità, l’inutilità del tentativo.
    https://www.ibs.it/potere-che-frena-libro-massimo-cacciari/e/9788845927652

    Blondet, vedi il suo (per altro paranoicamente assai interessante) ”Gli «Adelphi» della dissoluzione. Strategie editoriali del sapere iniziatico” se la prende – comicamente nella sua clericale inconsapevolezza – con l’unica casa editrice che continua a ristampare e pubblicare Cultura di Destra; con un Roberto Calasso che ne è massimo alfiere.

    Nulla quindi di più lontano, questa idea di Destra a mio parere, dai Salvini, Meloni, Trump e così via

    • Ros says:

      ”Nulla quindi di più lontano, questa idea di Destra a mio parere, dai Salvini, Meloni, Trump e così via”

      Lontano in quanto principalmente rappresentativi dei bottegai del Negotium, appunto

      • Francesco says:

        Scusa ma Amazon e Facebook, nemici “naturali” dei sovranisti e veri attori economici del nostro tempo, sono “di sinistra”.

        Mentre chi vota sovranista è esattamente uno che frena, che sogna di tornare indietro, al suo posto di lavoro in miniera o fabbrica, da statale grazie a un pezzo di carta e una raccomandazione, a quando i bassi prezzi erano il suo asso nella manica e non dei concorrenti marocchini o indonesiani

        E a questi sogni “bottegai” attacca un sacco di paccottiglia idealistica

        Nella tua definizione, sono La Destra perfetta, no?

        • Per Francesco

          “Nella tua definizione, sono La Destra perfetta, no?”

          Direi di sì. Poi non vedo tanta paccottiglia idealistica nella Destra realmente esistente (casomai c’è in microgruppetti tipo Casa Pound, ma poco contano)

          • Francesco says:

            prova ad ascoltare di più Salvini e Meloni allora, per quanto sia sgradevole.

            non c’è fredda e razionale analisi economica, c’è un sacco di malsano sentimentalismo tra “prima gli italiani” e “piccole imprese familiari” e un sacco di roba, non tutta fuffa ma che lo diventa se la stacchi dall’economia

            PS scusa per l’orrido invito

            • per Francesco

              “prova ad ascoltare di più Salvini e Meloni allora, per quanto sia sgradevole.

              non c’è fredda e razionale analisi economica”

              E chi ha detto che ci fosse “fredda e razionale analisi economica”?

              Stiamo parlando dei profondi motori sociali delle persone, mica della retorica con cui si esprimono.

              I latifondisti degli anni Venti parlavano dei Sacri Confini della Patria, i contadini in rivolta nella Germania del 1525 della Trinità e del Battesimo.

              “Prima gli italiani” esprime molto bene lo spirito di quello che si diceva qui della nostalgia degli anni Sessanta, soprattutto dal punto di vista delle milioni di piccole realtà imprenditoriali (compresi, che so, i traduttori a partita IVA).

    • Per Ros

      Questa volta so perché il tuo commento non è passato, troppi link! Comunque non ti preoccupare, la mattina passo io e approvo…

      I nomi si danno un po’ a caso alle cose, l’importante è capirci; ma ci vorrebbe un termine diverso per definire ciò di cui parli, distinguendolo dalla divisione parlamentare/politica, che invece porta necessariamente ai Salvini, Meloni e Trump.

      E probabilmente, si tratta anche di correnti di pensiero diverse.

      De Maistre (che ammetto di non aver mai letto) credo che sostenesse l’Ancien Régime; Blake (che ho letto) invece criticava sia il suo Ancien Régime, sia la modernità avanzante, come facevano William Morris e Ruskin.

      Non è necessario essere “dalla parte dell’aristocrazia” per rendersi conto del valore della comunità reale e di un rapporto fisico con la realtà e con i luoghi.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Ros

      Tutti magnifici esempi di quella che Lukács chiama “la distruzione della ragione”.

      Postulare una mitica unità ineffabile dell’umano in un contesto al contempo immanente e inarrivabile è l’ultimo rifugio dell’irrazionale pretesa della “reductio ad unum” di soggettività irrimediabilmente scisse dal conflitto fra le classi.

      Fantafascismo, insomma, in puro stile Evola (o Fanucci editore).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Per ADV

        “Postulare una mitica unità ineffabile dell’umano in un contesto al contempo immanente e inarrivabile è l’ultimo rifugio dell’irrazionale pretesa della “reductio ad unum” di soggettività irrimediabilmente scisse dal conflitto fra le classi. ”

        Credo che ci sia un equivoco fondamentale, quando parli di “conflitto di classe”.

        De Maistre (per quello che ne so, mi posso sbagliare) ed Evola furono sostenitori dell’aristocrazia: e la tua critica poteva anche valere nel 1780, oppure anche in Italia nel 1910, con i conti e i marchesi padroni di terre e di fabbriche.

        A Firenze, di titolati ne abbiamo eccome, ma oggi c’entrano poco con un “conflitto fra le classi”: certo, nei loro palazzi c’è qualche donna delle pulizie (e dalle chiacchiere che sento, a volte soddisfatte del loro lavoro e a volte no), all’ingresso dei loro palazzi c’è spesso un custode, e immagino che nei loro vigneti ci sia parecchia manodopera presumo immigrata.

        Ma sono appunto vigneti, destinati all’esportazione: non c’è il contadino che lavora dall’alba al tramonto e poi deve cedere la metà del proprio cibo al padrone.

        • Andrea Di Vita says:

          @ Martinez

          Le classi si definiscono in base ai rapporti dei loro membri coi mezzi di produzione. Aristocratici e donne delle pulizie sono molto più vicini, come classi, che le donne delle pulizie con i ragionieri della Nuovo Pignone.

          Quello che la fuffa destrorsa racconta è che non c’è alcuna radicale differenza fra classi contrapposte, tutte unite come sono in una Volksgemeinschaft.

          Alla larga.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Per ADV

            “Quello che la fuffa destrorsa racconta è che non c’è alcuna radicale differenza fra classi contrapposte, tutte unite come sono in una Volksgemeinschaft.”

            Mi sembra il principio fondante del Ministero dell’Economia.

            Anzi, si sa, “più gira l’economia e meglio stanno tutti”.

            Tanto, l’economia è una Cosa Oggettiva, che Non è di Parte.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Il Ministero dell’Economia si occupa del bilancio pubblico.
              Però il concetto che esprimi è vero: la vittoria della destra sta proprio nella messa al bando dell’idea di contrapposizione di interessi.

              • Francesco says:

                no, come unico destra del gruppo mi oppongo vivamente!

                il nostro concetto di base è che la contrapposizione di interessi sia al massimo il 50% della storia, mentre almeno un altro 50% è la comunanza di interessi.

                senza contare che introducendo il progresso tecnico nel quadro, ogni proletario è anche nemico di ogni altro proletario, come lo sono tra loro i padroni.

                perchè se Miguel fa bene il suo lavoro, la Traduzione Tecniche SpA finisce a far fallire la Mordeglia Traduce SRL

                ciao

    • Per ros

      “E’ aliena allo Zeitgeist, allo spirito del tempo: l’economico e il contingente;
      nella sua alterigia antisociale ed anti-attuale è votata antropologicamente e culturalmente a voler essere perdente; tale è il suo onorifico, snobistico, martirio; la sua torre d’avorio) guarda al mito dell’età dell’Oro, la perfezione iniziale;”

      Credo di avere una sensibilità diametralmente opposta.

      La metto giù un po’ retoricamente…

      … sono innamorato del mondo, della vita, degli animali, delle piante, delle persone, dei luoghi, delle acque, delle storie, delle espressioni linguistiche e delle relazioni organiche e spontanee e incontrollabili che esistono tra tutte queste cose.

      E proprio perché vivo e amo e partecipo a queste cose, guardo con orrore il nulla che avanza, come Michael Ende, anche se so che anche il nulla finirà per autoconsumarsi.

      • Ros says:

        Quando si discute di Sinistra vedo la folle e vitale risata di Joker, quando lo si fa della Destra al protagonista – Peter Kien – di ”Auto da fé” di Elias Canetti; è un mio eccentrico limite.

        Vedo categorie psicologiche, libidiche (introverso-estroverso junghiane, energie orgoniche reichiane) prima che abbiano a concretarsi in idee – e classi – economico-politiche.

        Resto sempre nella dicotomia sinergica d’archetipi: Apollineo-Dionisiaco, solve et coagula, al ”Ecce homo. Come si diventa ciò che si è” di Nietzsche (dove il dionisiaco non è semplicisticamente solo l’apollineo che ha bevuto…)

        @Miguel ”E proprio perché vivo e amo e partecipo a queste cose, guardo con orrore il nulla che avanza, come Michael Ende, anche se so che anche il nulla finirà per autoconsumarsi”

        Autoconsumarsi, l’ ‘Auto da fé” di Canetti appunto;

        La sterile palude d’ogni Stasi, d’ogni anelito di conservazione che fatalmente finisce per imputridire il fluire della vita

        https://www.adelphi.it/libro/9788845903595
        il principio di realtà e principio di piacere, l’istinto di vita e la pulsione di morte; Eros e Thanatos

        Dal Qoelet del ”Vanitas vanitatum et omnia vanitas” e non vi è mai “nulla di nuovo” (nihil sub sole novum)
        Il fantasma del Nichilismo è l’essenza dell’Occidente https://www.adelphi.it/libro/9788845904899

        ”L’ inconveniente di essere nati” di Emil Cioran, e ”La cospirazione contro la razza umana” di Thomas Ligotti (bellissimo però da leggere)
        https://www.ibs.it/cospirazione-contro-razza-umana-libro-thomas-ligotti/e/9788842822363

        @Miguel ”… sono innamorato del mondo, della vita, degli animali, delle piante, delle persone, dei luoghi, delle acque, delle storie, delle espressioni linguistiche e delle relazioni organiche e spontanee e incontrollabili che esistono tra tutte queste cose”

        Similmente all’idea di Amor Fati nell’ Eterno ritorno niztscheano: accettare il proprio destino, benedicendo la vita con tutte le sue contraddizioni, amandone ogni aspetto e vivendolo con serenità, perché “così doveva accadere”;

        l’Omnia munda mundis della ”Nota a Urlo” di Ginsberg, 1955
        https://www.casadellapoesia.org/poeti/ginsberg-allen/nota-a-urlo/poesie

  12. roberto says:

    Se avete 15 minuti da spendere per un video in albionico
    Vi suggerisco molto caldamente questo video di draghi che fa il culo a un gruppo di parlamentari olandesi

    Ricordo che è il 2017, quando i frugali olandesi (non vergognandosi abbastanza per il loro status di paradiso fiscale da far impallidire il Lussemburgo, dimenticandosi del fatto che hanno solo paludi e che vivono di commercio beneficiando del mercato UE da 60 anni) ce l’avevano con le cicale mediterranee

    Ecco, come ho già detto non è che impazzisca di piacere per figure come mariomonti o draghi come presidenti del consiglio, ma insomma quando senti i sovranisti da testiera parlare di nazionalismo e difesa della patria, io questo video glielo farei vedere

    https://youtu.be/XZ6UnXy_JPg

  13. Francesco says:

    >si poteva studiare – in una scuola pubblica – in vista di un futuro impiego;

    trovare un lavoro magari modesto, ma su cui si poteva contare per farci un mutuo e comprarsi l’auto e la casa;

    andare in vacanza a Rimini e poi a Sharm el-Sheykh;

    mandare i figli all’università (e magari a studiare all’Università di Pipperdent [1]), per ricominciare il ciclo a un livello più alto;

    e poi andare in pensione presto, sapendo di poter contare su un ottimo sistema sanitario.

    perchè di destra? questa è l’idea anche del 99% della sinistra e del 100% del centro, per quello che ne so io.
    i pochi critici possono essere, come te, di tipo “ecologista” o come me di tipo “l’economia non è una festa di gala” e “nel lungo periodo Keynes è morto e i debiti li devo pagare io” –> questa per me è Destra.

    ciao

    • roberto says:

      ah grazie,
      pensavo che ero io che non capivo

      • Francesco says:

        rileggo e vedo che manca un SOLO prima del “di destra”

        gli Italiani sono in gran parte malati di “pinismo” e questa è la nostra maggiore condanna: desiderare ciò che non è possibile, odiare chi ce lo ricorda, indebitarci per provare a realizzarlo

        • PinoMamet says:

          Tu continui ad avere idee molto strane su di me.

          Ti invito a rileggere il programma del mio partito, per vedere se parlano di debiti (dico proprio il contrario) per realizzare cose irrealizzabili (idem), o se si parla di odio verso qualcuno (che è un sentimento umano degnissimo, comunque).

          • Francesco says:

            Pino

            so che non ti piace ma io evidenzio le conseguenze inevitabili del tuo sogno

            per esempio parlando di “tutti all’università” e di “andare presto in pensione”

            non è che i DC fossero così cattivi, è il sistema di aspettative e promesse che hanno messo in piedi ad averli fregati

    • Per Francesco

      “i pochi critici possono essere, come te, di tipo “ecologista” o come me di tipo “l’economia non è una festa di gala” e “nel lungo periodo Keynes è morto e i debiti li devo pagare io” –> questa per me è Destra.”

      Solito problema: la confusione tra

      1) l’archetipo positivo o negativo che ognuno ha, e a cui dà il nome “destra” e “sinistra”

      2) le grandi formazioni politico-identitarie che poi fanno eleggere i parlamentari e dividono i tifosi.

      La grande risorsa psicologica della Destra è proprio quella, “come si stava meglio prima dell’euro/degli immigrati/ecc.”

      E’ anche la risorsa di una certa sinistra più o meno comunista, tipo Rizzo, ma è un mondo minoritario.

      • roberto says:

        “Solito problema: la confusione tra”

        io invece sommessamente penso che il solito problema sia dare delle definizioni che brillano per originalità al punto da rendere difficile la comunicazione

        quel pezzo citato da francesco secondo me non ha nulla di “destra”, e se proprio vuoi ricordare gli anni sessanta, è molto più di destra dire “una società nella quale non esisteva il divorzio, l’aborto era un reato, esisteva il matrimonio riparatore, il padrone poteva licenziare più o meno liberamente il suo dipendente, il figlio dell’operaio poteva aspirare solo a diventare operaio, esisteva il “capofamiglia” con tanto di ius corrigendi, il servizio militare obbligatorio, l’ora di religione obbligatoria a scuola….eccetera”

        ecco in effetti chi vuole ritornare a quegli anni sessanta è *sicuramente* di destra.

        chi vuole avere l’auto e la casa, mandare i figli a scuola, andare in vacanza a rimini, boh può essere di un orientamento qualsiasi

        • Per roberto

          “quel pezzo citato da francesco secondo me non ha nulla di “destra”, e se proprio vuoi ricordare gli anni sessanta, è molto più di destra dire “una società nella quale non esisteva il divorzio, l’aborto era un reato, esisteva il matrimonio riparatore, il padrone poteva licenziare più o meno liberamente il suo dipendente, il figlio dell’operaio poteva aspirare solo a diventare operaio, esisteva il “capofamiglia” con tanto di ius corrigendi, il servizio militare obbligatorio, l’ora di religione obbligatoria a scuola….eccetera” ”

          Siamo daccapo.

          Quello che dici tu è un certo tipo di mentalità, che potremmo chiamare “patriarcale/medioalto borghese” tanto per dargli un nome, e che esiste, anche se è in via di estinzione.

          Altra cosa sono la vasta parte di italiani che dicono, “se non avrò la pensione, sarà colpa dell’Europa/Merkel/immigrazione”.

          L’intersezione tra le due realtà non è vuota, ovviamente.

          Ma è la seconda che corrisponde a uno schieramento politico, e che si può correttamente definire di “destra” per il fatto banale che si siede alla destra in parlamento.

          • Tornando poi nello specifico,

            ““una società nella quale non esisteva il divorzio, l’aborto era un reato, esisteva il matrimonio riparatore, il padrone poteva licenziare più o meno liberamente il suo dipendente, il figlio dell’operaio poteva aspirare solo a diventare operaio, esisteva il “capofamiglia” con tanto di ius corrigendi, il servizio militare obbligatorio, l’ora di religione obbligatoria a scuola….eccetera” ””

            E’ la fotografia di come pensavano molti dirigenti di stato, avvocati, notai, piccoli proprietari, presidi, ufficiali dell’esercito e simili negli anni Sessanta.

            Non credo che oggi questi costituiscano la base sociale della Destra, almeno a Firenze. Al massimo, di “moralismo” in questo senso vedo una certa antipatia per le droghe e il trovare gli omosessuali un po’ ridicoli.

            Che poi un mio amico comunista mi ha detto che Salvini ha sbagliato a fare discorsi contro le canne, che tanti di Destra che conosce lui trovano normale farsele (e non stiamo parlando di giovani). E voglio vedere come reagirebbe il destro medio se gli si togliesse il divorzio!

            • Invece questo sì:

              “il padrone poteva licenziare più o meno liberamente il suo dipendente,”

              conosco molti proprietari di piccoli locali che ritengono insopportabili le leggi sul lavoro, sia in termini di sicurezza sul lavoro sia di obblighi e costi legati all’assunzione.

              Votano tutti PD per ovvi motivi di convenienza, ma presumo che non ci metterebbero molto a passare con Berlusconi o Renzi. Di meno con Salvini, non sono molto interessati alla questione immigrazione, anzi a volte fa comodo per loro.

              Ma non riesco a immaginarmi questa gente che si preoccupa dell’ora di religione o del matrimonio riparatore.

              • Francesco says:

                Miguel

                eppure lo sai che la gente è piena di sorprese!

                solo sui libri chi si preoccupa di soldi si preoccupa solo di soldi

              • Per Francesco

                “solo sui libri chi si preoccupa di soldi si preoccupa solo di soldi”

                OMDAF 2 (e sono appena le sei di sera)…

                Uno, perché i soldi NON SONO MATERIA, sono entità immaginarie che negano ogni “materia”

                Due, perché – una volta soddisfatti alcune esigenze – i soldi simboleggiano la totalità del nostro mondo emotivo: ci compri l’amore, ti vendichi dei nemici, dimostrano la tua intelligenza, calmano le tue paure, ti fanno sentire immortale, rimodelli il mondo attorno a te.

              • roberto says:

                “Uno, perché i soldi NON SONO MATERIA, sono entità immaginarie che negano ogni “materia””

                roberto e miguel, della serie volersi bene scrivento più o meno l’uno le cose opposte che pensa l’altro

                credo di aver qualcosa da ridire anche sulla punteggiatura
                🙂

              • Per roberto

                ““Uno, perché i soldi NON SONO MATERIA, sono entità immaginarie che negano ogni “materia””

                roberto e miguel, della serie volersi bene scrivento più o meno l’uno le cose opposte che pensa l’altro”

                MATERIA: etimologia, latino – la parte dura, interna di un albero, probabilmente legato al concetto di “madre”. Ciò che è reale, anche se mortale, che si tocca, si mangia, si teme, infinitamente diverso in ogni istante.

                SOLDI: concetto mentale astratto, per cui Roberto e io siamo d’accordo che mille Fantastilioni possono comprare due case in Oltrarno, quattrocento bambine in Tailandia oppure un deputato al parlamento del Paraguay. E’ una nostra fantasia condivisa. E che cambia con le nostre emozioni, appena qualcuno ci dice che la partita di quattrocento bambine tailandesi è guasta perché c’ha l’AIDS: magari non è vero, ma cambia subito la nostra valutazione.

                I SOLDI NON SONO MATERIALI.

          • roberto says:

            “mentalità che potremmo chiamare “patriarcale/medioalto borghese””

            mmmmmh no, la possiamo proprio chiamare mentalità o cultura di destra

            sarei curioso di vedere in quell’elenco quanti che si dicono di destra e quanti di sinistra si ritrovano e su quanti elementi (immagino non tutti, ma è anche per questo che parlo di cultura e morale, non è un esercizio di contabilità)

            • Per roberto

              “sarei curioso di vedere in quell’elenco quanti che si dicono di destra e quanti di sinistra si ritrovano e su quanti elementi”

              Sicuramente molti di più dei “patriarcali” sono di Destra che di Sinistra.

              Credo che in Italia, la totalità dei valdesi sia “di Sinistra”, il che non vuol dire che la Sinistra sia valdese.

              Non capisco però perché non vuoi cogliere l’elemento di classe: il contadino o l’operaio o il negoziante con la terza media mica si indignano se i figli degli operai vanno all’università.

              E quando c’era il servizio militare obbligatorio, i laureati automaticamente diventavano sottufficiali e se la spassavano; e i laureati erano tutti figli di ricchi.

              E quello che voleva licenziare i dipendenti, doveva pure essere padrone di qualcosa.

              Poi, certo, anche il poveraccio poteva picchiare la moglie, ma in linea di massima i tuoi esempi si riferiscono a una classe economicamente superiore.

              • mirko says:

                “Credo che in Italia, la totalità dei valdesi sia “di Sinistra” ”

                Tranne Lucio Malan.

              • roberto says:

                “ma in linea di massima i tuoi esempi si riferiscono a una classe economicamente superiore.”

                non voglio fare un ping pong dialettico infinito e non voglio nemmeno fare una lista precisa, completa e perfetta di tutto quello che è oggettivamente destra o oggettivamente sinistra. in realtà su ogni lista possiamo spaccare il capello in quattro per sempre (e ad esempio non trovo proprio nulla di destra nella tua lista, ma niente di niente)

                chiedo solo una cosa:

                secondo te,

                non c’è nessun tratto che sia “culturale”, “morale” che sia prevalentemente di destra al punto da dire, “toh, se questo tizio si richiama a certi valori è prevalentemente di destra”?

                tutto è economia? tutto è materiale?

              • Per roberto

                “tutto è economia? tutto è materiale?”

                L’economia non è materiale!

                E’ uno stile di vita, che comporta tantissime cose.

                Il notaio monarchico del 1964,

                con il padre che a 16 anni era partito volontario per andare a combattere sul Carso e vent’anni dopo in Africa, ma fedele al re l’otto settembre era passato con Badoglio,

                il cugino vescovo che aveva una sfilza di pretini da sistemare nelle scuole a fare lezione di religione,

                il fratello magistrato con la moglie frivola, due amanti e quattro domestiche, soprannominato Duralex dalle sue vittime in Tribunale,

                arrabbiatissimo perché con la riforma del 1963, i figli dei mezzadri potevano addirittura andare alle scuole superiori, senza nemmeno sapere a memoria le poesie di Leopardi o riuscire a leggere Omero in greco,

                con il cugino sposato con la terzogenita dei marchesi di Pincopallo e che aveva la rendita delle terre di Montecrocco grazie a uno spietato fattore ex-camicia nera…

                erano tutti certamente anticomunisti, antirussi, filoamericani, quindi di “Destra”.

                Ma tutto questo era anche inseparabile dal loro ruolo economico, non erano semplicemente “valori” campati in aria.

                Ecco questa umanità oggi, che ho visto nella mia infanzia, non è che la incontri spesso oggi.

              • dimenticavo: il cugino massone del Grande Oriente, ateo e dirigente del Partito Repubblicano, il più elegante della famiglia.

              • Francesco says:

                >>> i laureati automaticamente diventavano sottufficiali e se la spassavano

                vedi che sei di sinistra? pensare che in automatico gli ufficiali di complemento se la spassassero è tipicissimo!

              • Andrea Di Vita says:

                @ Roberto

                “materiale?”

                Temo proprio di sì.

                L’uomo è ciò che mangia.

                O, per citare Brecht, “prima vien la pancia poi la morale” (Erst kommt das Fressen, danni kommt die Moral)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • roberto says:

        e scrivendo mi è venuto in mente quanto detto qualche giorno fa a proposito della distinzione destra – sinistra proposta da ADV: secondo me basarsi solo sulle questioni economiche è fuorviante.

        il vero punto di tensione sono le questioni culturali e morali, non il resto (che è sicuramente significativo, ma non decisivo)

        • Andrea Di Vita says:

          @ Roberto

          Vivendo nel capitalismo, chi vuole limitare la proprietà privata dei mezzi di produzione (la “sinistra”) è per forza un innovatore, e quindi un naturale alleato di chi vuole ad esempio innovare in campo etico, ecc.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Per ADV

            “Vivendo nel capitalismo, chi vuole limitare la proprietà privata dei mezzi di produzione (la “sinistra”) è per forza un innovatore, e quindi un naturale alleato di chi vuole ad esempio innovare in campo etico, ecc. ”

            Fammi capire… uno che rallenta la distruzione creativa compiuta dal capitale, l’incessante invenzione di nuovi prodotti, nuovi mercati, nuove tecniche, sarebbe un innovatore?

            Allora l’Albania dovrebbe aver innovato molto di più della California…

            • Andrea Di Vita says:

              @ Martinez

              Ho scritto “vivendo nel capitalismo”.

              L’Albania quando mai è stata capitalista?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              mi tocca difendere ADV!

              uno che voglia rallentare l’economia, magari perchè il suo flusso attuale non tiene conto delle esternalità negative che genera (l’inquinamento per fare il primo esempio) è certamente un innovatore rispetto al semplice “laissez faire”

              poi ci sono innovatori di destra come me (lo faccio perchè il mercato funzioni meglio) e altri di sinistra (lo faccio perchè il mercato non funziona)

              mentre chi volesse rallentare il flusso per “tirare il fiato” è, come il Duca, un reazionario e non un innovatore

              senza alcun giudizio!

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “difendere”

                Bravo compagno! 🙂

                Ormai ci sei quasi. Una rilettura di Gramsci e comincerai a sventolare bandiere della CGIL!

                🙂 🙂 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                la CGIL è la dimostrazione plastica di come i sindacati possano essere dannosi e di come possano finire malissimo quando non rappresentano più i lavoratori!

                😉

  14. Sulla bacheca del PD di Sesto Fiorentino, qualcuno ha scritto con il pennarello

    IMMAGINIAMO SESTO SENZA DI VOI? MARIONETTE CRIMINALI DEI BILDERBERG! VENDUTI!

    Pronta la reazione delle Forze Democratiche:

    https://www.nove.firenze.it/atti-intimidatori-contro-la-sede-del-pd-a-sesto.htm

    “Un gesto vile e codardo che colpisce tutta la comunità del Partito Democratico di Sesto Fiorentino. L’attacco a una sede di un partito è un atto intimidatorio inutile e perdente, chi usa la violenza rispetto al confronto democratico non vince mai” ha dichiarato il Segretario Massimo Labanca “Visto quanto accaduto abbiamo sporto denuncia contro ignoti presso il Commissariato della Polizia di Stato di Sesto Fiorentino e abbiamo immediatamente ripulito le scritte sulla bacheca. Ci auguriamo che simili atti non si ripetano, noi continuiamo il dialogo e l’ascolto della città, la buona politica è la miglior risposta che possiamo dare ” ha concluso Labanca.

    Sinistra Italiana Sesto Fiorentino, l’associazione Per Sesto e tutti i
    gruppi consiliari di maggioranza esprimono solidarietà al Partito
    Democratico di Sesto Fiorentino. “Il leale confronto politico non può e non deve mai travalicare le regole della democrazia, traducendosi in atti che non possono e non devono essere sottovalutati” afferma Antonio Sacconi, consigliere comunale del gruppo misto.

    • roberto says:

      e mamma mia quanto sono sensibili i piddini di sesto!

      • Andrea Di Vita says:

        @ Roberto

        Meglio preoccuparsi troppo prima che piangere morti dopo. Ci siamo già passati.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          beh insomma, io sarò un pò svizzero ma qualche scritta sui muri e sulle bacheche è solo vita! non è una pistolettata

          moh non mi fare la Pelosi che vuole impicciare Trump da anni per lesa bigotteria e ipocrosia Dem

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            Sono di Genova. Ricordo ancora Guido Rossa (non lontano da un porto, peraltro, dove la caduta di Babrak Karmal venne salutata da uno striscione rosso con la scritta “Compagni! Èmu piggiéu (=abbiamo preso) Kabul!”. Le sigle proletarie, recitava una scritta sul muro della strada che porta nella fabbrica dove lavoro, non incantano nessuno.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              erano Rosse le Brigate, non provare col trucchetto delle sedicenti!

              ma non per quello che dici, e che è vero, dobbiamo precipitare nella censura. da quando “venduti” è una grave minaccia?

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “sedicenti”

                Anch’io dico di parlare polacco, tanto se farfuglio mia moglie polacca mi capisce; ma questo non fa di me un novello Mickiewicz.

                “venduti”

                Le parole sono pietre.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                sai che questa cosa inizia veramente ad assumere un tono minaccioso?

                non è che l’ipocrisia sia ‘sto gran toccasana

                e un minimo di decisione serve, mica possiamo parlare tutti come Madri Superiore di un convento di clausura

  15. A proposito di conflitto di classe:

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/02/10/news/deliveroo_sentenza_firenze_rider_lavoro_autonomo_ricordo_rigettato_cgl_nidil-286928329/
    Firenze
    Firenze
    Deliveroo: “I rider sono lavoratori autonomi, rigettato il ricorso della Cgil fiorentina”
    10 Febbraio 2021

    Il giudice del lavoro di Firenze ha rigettato le richieste di Nidil-Cgil Firenze, Filt-Cgil e Filcams Cgil nei confronti di Deliveroo Italy, in merito al contratto “autonomo” dei rider. Secondo quanto riportato dall’azienda, in una nota, il tribunale ha individuato “la natura autonoma del rapporto di collaborazione dei rider, ovvero la non applicabilità dell’articolo 28, legge numero 300 del 1970. Questo tipo di rapporto non è soggetto agli stessi obblighi del lavoro subordinato; la non obbligatorietà della prestazione dei rider che collaborano con Deliveroo e la loro libertà “di decidere se e quando lavorare, senza dover giustificare la loro decisione”; infine, quindi, l’inammissibilità della richiesta di annullare i contratti individuali che incorporano il contratto nazionale di lavoro dei rider stipulato tra Assodelivery e Ugl”. Ma il sindacato toscano replica che non è finita.

    “Non sono solito commentare le sentenze, ma oggi è un giorno importante per Deliveroo e per l’industria italiana del food delivery- ha dichiarato Matteo Sarzana, general manager di Deliveroo Italy – È molto interessante leggere questa decisione: conferma la legittimità del modello adottato da Deliveroo e il percorso seguito con l’applicazione del contratto nazionale dei rider che riconosce importanti tutele a chi collaborano con noi”.

    Prosegue Sarzana: “Sappiamo che i rider ci chiedono prima di tutto flessibilità e come azienda responsabile siamo voluti andare oltre: insieme alle altre piattaforme di Assodelivery abbiamo sottoscritto un contratto collettivo nazionale del lavoro dei rider con Ugl”. Quel contratto, ricorda il manager di Deliveroo, “riconosce compensi minimi, indennità integrative, incentivi, sistemi premiali, dotazioni di sicurezza, assicurazioni per gli infortuni e per i danni contro terzi, formazione e molte altre tutele e diritti nell’ambito del lavoro autonomo”.

    Nel pomeriggio arriva la reazione dal sindacato: “Leggiamo con stupore le dichiarazioni di Matteo Sarzana, General manager di Deliveroo Italy, relativa alla sentenza del tribunale di Firenze. Ordinanza che ci lascia diverse perplessità ma che sicuramente non afferma quanto dichiarato dall’azienda. Il Giudice, infatti, rigetta il ricorso presentato da Nidil Cgil Firenze, Filt Cgil Firenze e Filcams Cgil Firenze in quanto ritiene che lo strumento processuale dall’art. 28 L. 300/70 non possa essere utilizzato per l’impossibilità di effettuare approfondimenti istruttori sulla natura dei rapporti dei riders.
    L’ordinanza non legittima però il modello adottato da Deliveroo, non entra nel merito della qualificazione dei rapporti di lavoro, non si esprime sulla “qualità” dell’accordo sottoscritto da Assodelivery e Ugl nè tanto meno entra nel merito del comportamento antisindacale”. Insomma la partita dice la Cgil non è finita.
    “Come organizzazioni sindacali – prosegue la Cgil – ribadiamo che il modello scelto da Deliveroo e da Assodelivery sia contro la legge così come chiarito dall’Ufficio Legislativo del Ministero del Lavoro e dalle indicazioni dei sui servizi ispettivi.
    E’ una ordinanza quindi che sicuramente non ci piace e non ci convince ma che non fermerà né l’azione sindacale, che continuerà fin quando non verranno pienamente tutelati i diritti dei ciclofattorini operanti nel food delivery, né la difesa delle prerogative sindacali in sede giudiziale”.

    • Tra l’altro, quello dei Rider è un chiaro caso di conflitto di classe, cioè di come dividersi quanto si estrae dalla natura (perché diciamolo, non è che il rider faccia un gran bene al mondo alla fine, mica per colpa sua).

      In questo caso un micro-sindacato di Destra ha svolto più o meno la stessa funzione che svolgevano i sindacati contadini fascisti nelle campagne toscane nel 1921. E come ai tempi del fascismo, il “timoniere” (come direbbe ADV) è dalla parte del padrone.

      Insomma, questo è un concretissimo caso di “fascismo”, che c’entra ben poco con il “sovranismo” – infatti, Deliveroo è una multinazionale fondata a Londra da due americani, uno dei quali con un nome cinese e l’altro con un nome slavo.

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinez

        “sindacato di destra”

        L’UGL, ma la CGIL?

        Poi: non ho detto che il “timoniere” sia di sinistra, ho detto semmai che senza “timoniere” la sinistra (che è un.modo di indirizzare il timone) è impossibile.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii says:

          La CGIL ha perso il ricorso contro il datore di lavoro che applicava il contratto pirata. Ma la vicenda dei rider è un casino e il Jobs Act renziano l’ha ingarbugliata ulteriormente, a favore dei padroni.

  16. OT

    Dopo la morte della bambina, TikTok prende sul serio il divieto di accesso ai minori di 13 anni.

    Lo imporrà… chiedendo agli iscritti la loro età.

    E’ insufficiente, dicono i critici: il Garante per la Privacy (!) sostiene che TikTok dovrebbe introdurre una forma di intelligenza artificiale in grado di capire se gli utenti hanno meno di 13 anni, schedando così milioni di persone in base a caratteristiche che nemmeno ci immaginiamo.

    Eppure bastava colpire i genitori: se lasci una pistola in giro per casa e il bambino spara al vicino di casa, la colpa è anche del genitore che glielo ha permesso.

    Gli smartphone arriveranno con Babbo Natale, ma un complice umano c’è sempre.

    Source : https://ilsalvagente.it/2021/02/08/109808/
    TikTok, la guerra (ad armi spuntate) del social per bloccare gli under 13
    TIKTOK

    Da domani, 9 febbraio, TikTok bloccherà tutti gli utenti italiani e chiederà loro di indicare di nuovo la data di nascita per continuare a usare l’app. Una volta identificato un utente al di sotto dei 13 anni, il suo account verrà rimosso. Prende le mosse con questo provvedimento la nuova era del social network dei ragazzini che nelle settimane scorse è stato al centro delle polemiche dopo la morte di una bambina di 10 anni presumibilmente deceduta nel compiere una “challenge” lanciata proprio da altri utenti del social network.
    Garante – TikTok: prove di dialogo

    Dopo l’episodio, infatti, TikTok e il Garante per la protezione dei dati personali hanno avviato un confronto per cercare di limitare al massimo l’iscrizione al social network da parte di giovanissimi che potrebbero più facilmente cadere, data proprio la loro giovane età, in attività autolesionistiche e pericolose. E il blocco che scatta domani è la prima tappa di un lungo percorso, come hanno dichiarato i due attori in gioco.
    Cosa cambia?

    Ad oggi l’età minima per iscriversi a TikTok è 13 anni ma, basta sbirciare il social per capire che la maggior parte dei suoi frequentatori ha meno di quell’età: d’altronde questa è una generazione di nativi digitali e mentire sull’età, senza che ci sia nessun tipo di controllo – che tra l’altro ad oggi è pressoché impossibile – è per loro un gioco più che da ragazzi. Cosa cambierà quindi da domani? Probabilmente nulla visto che chi mentiva prima, continuerà a mentire. Forse, potrà “beccare” qualche ingenuo alla prima iscrizione che avvierà la procedura indicando la sua età reale.

    Si tratta quindi di una misura insufficiente almeno se non ne seguiranno altre e più incisive. Il Garante ha già fatto sapere che TikTok adotterà altre misure per bloccare l’accesso agli utenti minori di 13 anni. Ad esempio valuterà l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell’età. Lancerà anche una campagna informativa per sensibilizzare genitori e figli. È una svolta anche sotto questo profilo, perché finora l‘impegno comunicativo del social, fortissimo nel mondo, è stato volto solo alla conquista di utenti in giovane fascia d’età. L’Autorità si è, in ogni caso, riservata di verificare l’effettiva efficacia delle misure annunciate.
    Intelligenza artificiale per scovare i furbi

    Di intelligenza artificiale aveva parlato Guido Scorza, relatore del provvedimento presso il Garante, in varie interviste facendo riferimento all’uso di algoritmi, che potrebbero profilare il comportamento dell’utente per capire se si tratta di un bambino. Gli algoritmi usati dai social già riescono a indovinare l’età (a scopo di marketing pubblicitario), con una certa approssimazione, ma per adottare questa soluzione a tutela dei minori saranno necessari altri passaggi. Insomma, la strada è lunga per garantire che davvero i social network siano frequentati da persone che abbiano sviluppato un certo di grado di maturità che li tenga lontani da “challenge” autolesionistiche (che poi c’è da chiedersi se non sia un ossimoro tagliare fuori gli under 13 da un social che si fonda esclusivamente su coreografie di pochi secondi a ritmo di trap). Ma non potrà esserci nessun cambiamento se non si parte dal presupposto che quella che utilizza TikTok (e altri social) è una generazione che conosce molto meglio degli adulti internet e tutti i suoi segreti.

    • Francesco says:

      scusate ma tutti i siti porno che mi hanno fregato perchè per credere che avevo 18 anni mi chiedevano il numero di carta di credito? solo loro sono furbi?

    • roberto says:

      Stavo pensando la stessa cosa.
      Chiedi il pagamento di un euro con carta di credito e les jeux sont faits

      • Per roberto

        “Chiedi il pagamento di un euro con carta di credito e les jeux sont faits”

        Ottima idea!

        • paniscus says:

          Ma limitarsi a MULTARE i genitori, ogni volta che viene segnalato un bambino o un preadolescente che ha un suo profilo personale su una piattaforma in cui non è consentito iscriversi a quell’età?

          Non c’è bisogno di aspettare che ci scappi il morto, o il caso tragico di molestie sessuali, di bullismo o di truffa…

          …basterebbe toccare i genitori sul portafoglio anche per uso “innocuo” della piattaforma, ma contrario alle norme, e si vedrebbe quanto diminuirebbero di colpo le percentuali di bambini lasciati liberi di giocare con lo smartphone senza controllo!

          • roberto says:

            Ok la voglia di guardie e polizia, ma multare per cosa?
            Se io do il consenso a che mia figlia usi whatsapp o YouTube che regola violo?

            Non c’è un divieto di usare le piattaforme ma solo una regola legata al consenso al trattamento dei dati personali che non puoi esprimere prima di una certa età, ma che possono esprimere i genitori per i figli

            E pure per chi dice una palla per comodità (mia figlia ha 16 anni quando ne ha 13), viola le regle contrattuali con la piattaforma e può esporsi alla chiusura del conto, ma sennò che regola viola?

  17. mirko says:

    Cosa farei da premier

    Alle prossime elezioni mi presenterò candidato con l’ambizione di diventare premier visto che questa carica l’ha ricoperta anche la suorina catto boyscout Matteo Renzi. È quindi doveroso che io presenti il mio programma ai concittadini.

    In politica estera seguirò la linea indicata da Angela Merkel che qualche anno fa disse apertis verbis e senza coperture diplomatiche: “gli americani non sono più i nostri amici di un tempo, dobbiamo imparare a difenderci da soli”. Quindi basta con questa alleanza sperequata per cui gli americani possono tenere sul nostro territorio 60 basi militari, alcune nucleari, e noi sul loro nemmeno una garitta. Basta con l’extraterritorialità di queste basi per cui i militari americani possono provocare disastri come il Cermis (20 morti) o stuprare le nostre ragazze ma non vengono giudicati in Italia bensì negli Stati Uniti e questi processi vanno a finire regolarmente nel nulla. Basta con la Nato, altra alleanza sperequata. La Nato, al cui comando per salvare le apparenze viene messo un qualche Quisling norvegese o danese è un organismo nelle piene mani americane di cui gli Stati Uniti si sono serviti per convincere o costringere alcuni paesi europei, fra cui l’Italia, a partecipare a guerre d’aggressione disastrose (Serbia, Iraq, Libia) che si sono poi regolarmente rivolte contro l’Europa. La Nato, in realtà, è stato lo strumento con cui gli Stati Uniti hanno tenuto per anni, e ancora tengono, l’Europa in uno stato di minorità, militare, politica, economica e alla fine anche culturale e linguistica. A questo proposito, anticipando una parte del programma che fa parte della politica interna, potenzierò le istituzioni culturali all’estero perché la lingua italiana, depurata del romanesco-basic english attualmente usato, resta una delle più belle del mondo con una varietà di sfumature che, per quel che ne so, appartiene solo al russo e non certamente all’inglese che è una lingua soprattutto commerciale (sia detto con tutto il rispetto per Shakespeare e Oscar Wilde).

    La mia formula per l’Europa è da sempre la stessa: unita, neutrale, autarchica, armata e nucleare. Unita politicamente, oltre che economicamente, perché nessun paese europeo, nemmeno la Germania, può far fronte da solo a grandi agglomerati come gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e a quel potere indefinibile, ma decisivo, che è la grande finanza internazionale. L’Europa politica cui penso non avrà più come punti di riferimento periferici gli Stati nazionali, in prospettiva destinati a sparire, ma le “macroregioni” cioè aree coese dal punto di vista economico, sociale, culturale e anche climatico, che è la vecchia idea Bossi-Miglio. Perché soprattutto in un momento in cui la globalizzazione sembra voler e poter omologare tutto è indispensabile restituire alle persone un’identità anche locale. In questo senso l’Italia è fortunatamente ricchissima: per restare, a titolo d’esempio, al solo Veneto, Rovigo è diversa dalla molto vicina Verona, Verona da Vicenza, Vicenza da Treviso, Treviso da Padova, per non parlare di Venezia che fa caso a sé.

    Come diceva Angela Merkel l’Europa deve poter fare da sé non solo dal punto di vista economico ma anche militare. Bisogna quindi togliere alla Germania democratica l’anacronistico divieto di possedere l’Atomica non per aggredire nessuno, ma perché l’Atomica è il deterrente necessario per potersi difendere da soli senza pelose supervisioni. È assurdo che l’Atomica, oltre a Stati Uniti, Russia e Cina, ce l’abbiano paesi come il Pakistan, il Sudafrica, Israele, e non la Germania e quindi, con essa, l’Europa.

    Europa neutrale, quindi equidistante fra Stati Uniti e Russia, però con una certa predilezione per quest’ultima perché più vicina geograficamente, culturalmente, inoltre indispensabile per i tedeschi e per noi italiani dal punto di vista del rifornimento energetico.

    Apertura economica alla Cina perché è assurdo che noi europei, e noi italiani in particolare, non si possa avere accesso, con scambi reciproci, a un Paese che conta un miliardo e 200 milioni di abitanti destinati a diventar presto dei forti consumatori, perché questo non garba agli Stati Uniti. Ottime relazioni economiche con la teocrazia iraniana, come abbiamo sempre avuto fino a quando gli Stati Uniti di Donald Trump, ma non solo di Trump, hanno posto un veto, perché noi non abbiamo nulla da temere dall’Iran, il problema riguarda semmai Israele e il suo grande protettore americano.

    In politica interna, senza negare alcuna delle fondamentali libertà individuali, sarò fortemente statalista e socialista nel senso nobile di questo grande filone di pensiero laico che riprendendo dal cristianesimo delle origini si pone a difesa degli “umiliati e offesi”, cioè dei ceti che oggi vengono chiamati, con pudica ipocrisia, “svantaggiati”. La sanità, ospedali, aziende farmaceutiche, farmacie, dovrà tornare tutta in mano pubblica. Sarà potenziata, nei limiti resi possibili da un debito pubblico enorme accumulato negli anni Ottanta grazie al trio Craxi-Andreotti-Forlani (elargizioni pubbliche in cambio del consenso ai partiti), la ricerca medico-scientifica perché abbiamo dovuto accorgerci che non abbiamo aziende farmaceutiche in grado di produrre vaccini nonostante le influenze potenzialmente mortali non nascano certo con il Covid 19. La Scienza sarà libera in ogni settore perché la scienza è conoscenza e quindi consustanziale all’essere umano, ma non sarà totalmente libera la Scienza tecnologicamente applicata perché, soprattutto in campo medico ma non solo, pone problemi etici e sociali gravissimi.

    Per non farla troppo lunga faccio mio il programma che Fausto Bertinotti, prima che, dopo anni di coraggiose lotte sindacali e politiche, si facesse imbalsamare come presidente della Camera, espose a uno scandalizzatissimo Enzo Biagi: “Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Imposta patrimoniale progressiva su tutte le forme di ricchezza. Tassazione di Bot sopra 150/200 milioni. Obbligo scolastico fino ai 18 anni. Manovra economica senza tagli né tasse”.

    Quindi state sereni, pardon tranquilli, miei cari concittadini: è del tutto evidente che non sarò mai premier della Repubblica italiana.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2021

    http://www.massimofini.it/articoli-recenti/2013-cosa-farei-da-premier

    • Per mirko

      “Cosa farei da premier”

      ambiente, decrescita, localizzazione, autonomia comunitaria, zero!

      Mi aspettavo di più da Massimo Fini 🙁

      • mirko says:

        Ne accenna in questo passaggio:

        L’Europa politica cui penso non avrà più come punti di riferimento periferici gli Stati nazionali, in prospettiva destinati a sparire, ma le “macroregioni” cioè aree coese dal punto di vista economico, sociale, culturale e anche climatico, che è la vecchia idea Bossi-Miglio. Perché soprattutto in un momento in cui la globalizzazione sembra voler e poter omologare tutto è indispensabile restituire alle persone un’identità anche locale. In questo senso l’Italia è fortunatamente ricchissima: per restare, a titolo d’esempio, al solo Veneto, Rovigo è diversa dalla molto vicina Verona, Verona da Vicenza, Vicenza da Treviso, Treviso da Padova, per non parlare di Venezia che fa caso a sé.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Cioè divide Treviso e Vicenza? Le due città già si ignorano abbastanza cordialmente.
          Oppure divide destra e sinistra Piave?

          • mirko says:

            Il veneto qua sei tu. 😉
            Penso si riferisca alle piccole patrie poco distanti l’una dall’altra, a cui aspira anche Miguel.

            • Per mirko

              “Penso si riferisca alle piccole patrie poco distanti l’una dall’altra, a cui aspira anche Miguel.”

              certamente, perché Fini è realmente sensibile su questo tema.

              Ma qui polemizzo non con lui, solo con questo specifico progetto: dove scompare tutto il Non Organizzato, sparisce la vita e la biodiversità e tutto il non-coercibile. Appare una vaga “identità” che potrebbe essere da ufficio turistico, invece del diritto all’autogestione, in sussidiarietà, delle piccole comunità, che sarebbe la vera rivoluzione.

              • mirko says:

                Si in effetti c’è una contraddizione nel pensiero di Fini, da un lato nel guardare con nostalgia ai popoli primitivi e alle comunità di villaggio, dall’altro volere il superstato europeo nucleare, in stile Di Vita.

              • Francesco says:

                beh dai, di fondo sta proponendo un Sacro Romano Impero al cui interno muoiono gli stati nazionali giacobini e tornano le piccole patrie “spontanee”

                in prospettiva formate da comunità organizzate in modo molto libero e anomico, al contrario dei Dipartimenti e delle Provincie pensate dagli illuministi

                mi piace molto, come idea

          • PinoMamet says:

            Ammetto di non avere la minima nozione della geografia interna del Veneto! 😀
            Mistero fitto.

            So che Rovigo è poco lontana dall’Emilia, che Padova è poco lontana dall’Islanda 😉 , che Belluno è su in montagna e Venezia è dentro la laguna: stop.

            Ma in effetti anche per le altre province italiane non sono messo benissimo…

            mi consolo perché ho appena visto su Youtube, per caso, la sfida tra due disegnatori (lei molto carina) sui “disegni a memoria”, uno dei quali era l’Italia divisa in regioni: lei quasi se l’è cavata (con una svista pazzesca, il Friuli messo prima giusto poi risistemato al posto del Piemonte!) lui ha fatto in pratica delle righe a caso…

            • Moi says:

              Cose che non c’ entrano per cose che non c’ entrano : in Myanmar, mi sa che svanisce l’ Ipotesi di Teocrazia Buddhista di Ashin Wirathu … peccato, sarebbe stato un inedito interessante !

    • Francesco says:

      Credo sarebbe umanamente e cristianamente pietoso tacere su quello che Fini ha finito per scrivere, in questi anni.

      A rilevare la confusione mentale ormai devastante, il programma è quello di un Presidente degli Stati Uniti d’Europa, non di un Presidente del Consiglio italiano – e l’uso del termine premier è un suicidio ideologico-linguistico.

      Tutto il resto è tristezza.

      • Andrea Di Vita says:

        @ Francesco

        Ulteriore accordo con te. Sembra un sovranista su scala continentale. E non si rende conto che la palla al piede dell’Italia per cui in Europa non si fidano di noi è il nostro continuo, querulo batter cassa quando metà o quasi degli italiani evade il fisco. Siamo visti come un mendicante sul sagrato della chiesa che alla fine delle funzioni se ne va a casa in Mercedes. Da buon sovranista (anche se su scala continentale) Fini non parla mai di evasione fiscale. Questo si chiama “buttare la palla in tribuna”.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • mirko says:

          Vuole il superstato come te.

          • Per mirko

            “Vuole il superstato come te.”

            In effetti, è molto interessante.

            Non voglio impiccare Fini a questo articolo (tu qualche giorno fa avevi postato un pezzo suo, eccellente, sulle comunità contadine nella Francia prerivoluzionaria), quindi guardiamolo come se fosse scritto da uno sconosciuto.

            E’ ossessionato con i rapporti di forza: con la forza europea, bisogna fermare la forza americana e farsi amica la forza cinese.

            Il problema è che la Forza ha leggi proprie, cui sottomette tutti coloro che la invocano – Vernon Lee, nel 1915, scriveva che nulla rende più simili le persone della guerra – ho avuto lo stesso pensiero quando anni fa vidi in televisione Giovanni Paolo II nella sua famosa visita a Cuba: i soldati della Gloriosa Rivoluzione Cubana erano identici ai soldati americani, francesi, tedeschi, russi, giapponesi, italiani, in qualsiasi momento del Novecento.

            Quando si entra nella mentalità del Controllo, si finisce sempre per essere controllati.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Mirko

            Sì, ma il super stato bisogna meritarselo cominciando a fare pulizia in casa propria. Altrimenti si è solo dei buffoni.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • mirko says:

              Se il superstato è un merito.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Mirko

                Beh, di certo con 190 miliardi di euro rubati impunemente dagli evasori non ti ci fanno entrare né nel super stato né in qualunque altro luogo civile.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                aspetta: da loro come va? a quanto siamo? non è che ce l’abbiamo solo noi l’evasione fiscale

          • Francesco says:

            Duca

            insisto per l’ultima volta: un “super-Stato” sul modello federale degli USA originali o della Germania post-1945

            rispettoso al massimo grado possibile del principio di sussidiarietà, in cui nessuna Uguaglianza giacobina è richiesta, in cui ogni parte è libera di auto-governarsi con limiti veramente ampi (che so, il voto alle donne)

            ma allo stesso tempo dotato della massa e della forza per parlare da pari a pari con gli altri Imperi

            non sarebbe una cosa bella?

            • mirko says:

              Mi sembra una visione alquanto utopistica.
              Non ce la vedo la Francia a farsi smembrare in macroregioni il suo stato nazionale, in nome di una più vasta federazione europea.
              Il federalismo può funzionare dove già c’è, come in Germania e in Spagna, ma non in stati nazionali di antico retaggio come la Francia.
              La storia d’Europa da Carlomagno alla seconda guerra mondiale, è un continuo conflitto tra tendenze unificatrici e tendenze centrifughe.
              Inoltre in questo superstato europeo, ci sarebbero gli europei di serie A e quelli di serie B, un pò come nell’Italia unita.

              • Francesco says:

                solo se ci fosse una unificazione alla sabauda

                ma io sono per un federalismo molto differenziato, che PARTA dai modelli americano e tedesco

                dai che sperare è gratis!

                PS secondo me se lasci stare quelli di Parigi al resto dei francesi fottuncazzo

              • PinoMamet says:

                Non confonderei i francesi con gli italiani, Francè.

                la Lega nord in Francia non sarebbe mai nata…

              • mirko says:

                Infatti non mi sembra che sia nata una lega occitana, o una lega bretone o basca francese.
                Gli unici occitani che cercano di organizzarsi in quanto tali, mi sembrano quelli del Piemonte, ma non ne so molto al riguardo.

              • Francesco says:

                carissimi

                lo so che devo forzare un poco la mano per sognare ma … non siate così crudeli!

    • Mauricius Tarvisii says:

      La Francia ha l’atomica.

      • Francesco says:

        il piano è unire l’atomica francese all’economia tedesca e rifare il III Reich

        non è chiaro a cosa servirebbe l’Italia ma i sogni sono sogni

        🙁

        • Mauricius Tarvisii says:

          Usare l’economia tedesca per pagarsi l’egemonia è sempre stato il sogno francese!

          • Francesco says:

            ammetto che non è il mio campo, quello che non capisco lo stesso è quale ruolo avremmo noi italiani … cuochi e musici?

            • PinoMamet says:

              A conti fatti, i tedeschi hanno perso tutte le guerre.

              I francesi pure, ma con molta arroganza.

              Non c’è tanto da temere. 😉

              • Peucezio says:

                Uhm… quando le perdono però fanno un bel po’ di danni in giro.

              • Francesco says:

                Contro di noi? Bonaparte conquistò l’Italia come tesina del liceo; Hitler ci occupò con forze ridotte; gli Austriaci ci presero sempre a calci fino a quando chiamammo i francesi …

                in verità ho paura che vorrebbero di nuovo muovere guerra ai Russi o agli Anglosassoni, lì sì che le hanno prese con regolarità

              • PinoMamet says:

                Ehm…
                Bonaparte era italiano ed è stato l’unico condottiero efficace dei francesi;

                l’Italia fermò gli Austriaci da sola, prima e in grandissima parte anche dopo Caporetto
                (Battaglia di Vittorio Veneto:
                51 divisioni italiane,
                3 britanniche, 2 francesi, 1 cecoslovacca- inquadrata nel Regio Esercito- e 1 misero reggimento USA…)

                se ti riferisci alla seconda guerra d’indipendenza, lì non si può proprio parlare d’Italia, ma di Piemonte contro Austria-Ungheria, e lo squilibrio è evidente…

              • Francesco says:

                parlo di tutte le guerre d’indipendenza, una tale sequela di disastri che avrebbe dovuto gettare qualche dubbio sull’idea stessa

                😉

                Bonaparte si sentiva francese e ha sempre agito per gli interessi della Francia, fottendoci alla grande ogni qual volta ne ha avuto l’occasione

                forse che era francese? cmq non ricordo invasioni francesi dell’Italia fermate da noi dai tempi dei Galli di Brenno

                🙂

              • PinoMamet says:

                Boonaparte poteva sentirsi quello che gli pareva, ma restava italiano.

                Particolari invasioni francesi dell’Italia intera non ne ricordo: l’Italia è stata a lungo combattuta tra Spagna e Francia, sostanzialmente per il fallimento della Lega Italica (che in teoria era una buona idea) con gli staterelli italiani alleati dell’una o dell’altra.

              • PinoMamet says:

                E non lo dico da antifrancese: i francesi mi sono simpatici, la Francia è una specie di grossa Italia, solo più tamarra
                (cioè, è raffinata al modo dei tamarri).

              • Francesco says:

                mah, io detesto la Francia (tolte le francesi con broncio, che mi fanno impazzire)

                però mi par difficile trovare un periodo dal 799 DC in poi in cui non ci fosse in corso un’invasione da parte loro con successo militare

                🙁

              • Mauricius Tarvisii says:

                Aspetta, non ho capito: dici che non hanno conquistato nulla dai tempi di Carlo Magno? Dimentichiamo l’Inghilterra? L’Italia meridionale due volte? La Prima Crociata?

              • PinoMamet says:

                Ma no, dico che la Francia, stato nazione moderno, al netto delle esagerazioni (anche francesi…) le ha buscate spesso e volentieri.

                Ma in generale tutta l’idea della Germania che paga la grandezza altrui, e questo altrui sarebbe… la Francia, è abbastanza risibile.

                Poi possiamo anche fare la gara delle battaglie antiche- non era mia intenzione- e allora butto lì Giulio Cesare e bonci-bonci-bonbonbon 😉

              • Francesco says:

                Pino

                la Francia c’ha l’atomica e questo conta ancora molto

                poi il modello vincente di quel piano si chiama Airbus e funziona abbastanza bene

              • PinoMamet says:

                Insomma, un consorzio che fa aerei… mica è l’unica roba del genere che esiste al mondo, eh? 😉

                se il grande risultato è quello, mah…

                l’atomica ce l’ha anche il Pakistan…

              • Francesco says:

                veramente di robe tipo l’Airbus esiste solo la Boeing

                russi e cinesi sono lontani

                non voglio esagerare la dote che la Francia porterebbe ma direi che è abbastanza consistente

              • Francesco says:

                PS e nel 1940 ce le stavano pure suonando, nonostante tutto.
                🙁

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “non ricordo”

                Fornovo, 1495

                Pietro Micca, 1701, Torino

                Val d’Aosta, 1945-1946

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. per tacere dei Vespri Siciliani…

              • Francesco says:

                e le chiami vittorie???

                Alesia fu una vittoria, dai

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “Alesia”

                Ti ho fatto l’esempio di tre invasioni francesi dell’Italia finite con i Francesi che scappano davanti agli Italiani.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • mirko says:

                La vicenda di Pietro Micca si svolse nel 1706, e comunque se non fossero arrivati gli imperiali al comando del Principe Eugenio di Savoia, Torino sarebbe caduta in mano francese.

            • werner says:

              Il nostro ruolo sarebbe non diventare una base per altre potenze 😉.

        • Per Francesco

          “il piano è unire l’atomica francese all’economia tedesca e rifare il III Reich

          non è chiaro a cosa servirebbe l’Italia ma i sogni sono sogni

          OMDAF… poi spesso Fini scrive cose condivisibili, capita

    • roberto says:

      “potenzierò le istituzioni culturali all’estero”

      guardiamo il bicchiere mezzo pieno: condivido queste 6 parole

  18. Mauricius Tarvisii says:

    @ Peucezio

    Ho un dubbio. Se una donna si chiama Carlo, quel Carlo, grammaticalmente, diventa nome proprio femminile?

  19. Moi says:

    Pare che il Nascituro Partito delle Sardine voglia “instruvire i Ninì” [cit.] Italici per farli diventare … Finlandesi ! Be’, senz’altro più originale e sostanzialmente preferibile al solito “AngloSassoni” !

  20. OT

    per una megaditta italiana, sto traducendo un documento in cui loro si parano da eventuali accuse in base alla legge italiana, stabilendo una preventiva politica di legalità.

    In questo documento, affermano che

    “Dall’analisi svolta è possibile affermare che la Società non risulta significativamente esposta al rischio di commissione dei reati di cui all’art. 25 quater.1 “Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili”,”

  21. Moi says:

    San Mario Draghi 😉 parte con la sua priorità : le Quote Rosa, parrebbe !

    • Per Moi

      “San Mario Draghi 😉 parte con la sua priorità : le Quote Rosa, parrebbe !”

      Nello statuto della nostra associazione, avevamo messo un po’ di roba pia e politkorrekt sulla “parità di genere”.

      Poi quando abbiamo scoperto che c’erano sempre otto femmine e un maschio, e che non c’era modo di aumentare le Quote Blu, ci abbiamo rinunciato: articolo tolto dallo statuto.

      Non siamo più PolKorr.

  22. Moi says:

    Torna il Ponte sullo Stretto di Messina … un “sempreverde” della retorica della Ripresa !

  23. Moi says:

    SE sarà un Governo dei Sacrifici di tipo PreColombiano 😉 … l’ unica opposizione esistente, la Meloni, nel 2023 potrebbe governare da sola con la Maggioranza Assoluta (o almeno > 40% … se basta)

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      Verrà sputtanata prima, con tutti quei suoi deputati già inquisiti per malaffare. La ricostituzione del partito fascista è spesso caduta nel dimenticatoio, ma può sempre tornare utile.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita says:

        Scusate ma a me queste cialtronate

        https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/governo-draghi-meloni-hanno-provato-a-convincermi-ma-mantengo-la-parola_28575303-202102k.shtml

        danno il voltastomaco.

        Se Draghi ha un primissimo merito con questo suo governo è di avere sputtanato i sovranisti.

        Salvini europeista, grillini che votano al 60% il sì al governo dell’ex di Goldman Sachs e la Meloni che si atteggia a figlia della lupa reduce da Giarabub…

        • Francesco says:

          devi ammettere che Giorgia non si è convertita: è rimasta dalla parte del torto

          😀

        • PinoMamet says:

          Invece io leggo qua:

          ” “Se ci asterremmo lo valuteremo alla fine, sulla base del perimetro del governo e del programma. Di certo, non voteremo la fiducia. Dall’opposizione non avremo preconcetti e se ci saranno provvedimenti che riteniamo giusti li voteremo”

          e mi tocca dire: OMDAMeloni!!

          • Francesco says:

            si sta cagando addosso: da un lato ha come unico contenuto pseudo-politico la coerenza (manco fosse un segnale stradale), dall’altro teme che Draghi duri, faccia bene, spenda veramente quei 200 miliardi lasciando i fratelli a bocca asciutta.

            non ci mancherà

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              “spenda bene”

              Concordo anche stavolta!

              🙂 🙂

              Delle due l’una: o io divento ciellino, o tu diventi pddino!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                ammetto di non conoscere la posizione di CL nei confronti di Draghi – o meglio dei pochi ciellini ancora attivi in politica

                ma per tutto il resto la consiglio molto caldamente! ed è pure papalina, nel caso tu fossi un simpatizzante di Sua Santità

              • Andrea Di Vita says:

                @

                “Santità”

                Beh, dai, anche Zingaretti (il fratello di Montalbano) è così… curiale, così cardinalizio! 🙂 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                “Delle due l’una: o io divento ciellino, o tu diventi pddino!”

                Siete in ritardo, è dalla caduta di Berlusconi che CL e PD sono l’asse del male…

          • PinoMamet says:

            Ma tu credi che Draghi possa durare? Seriamente?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Finché dura l’abbuffata…

            • mirko says:

              Ha appena fatto la quadratura del cerchio, col governo di tutti e il loro contrario.
              Speranza riconfermato alla Salute.

              • PinoMamet says:

                Deciso: sono all’opposizione.

                Speranza dentro è il segnale decisivo di una pessima gestione della crisi sanitaria.

              • Per PinoMamet

                “Deciso: sono all’opposizione.”

                Un governo di destracentrosinistra, con Vittorio Colao ministro, che sicuramente non avrà alcun conflitto d’interesse con tutte le multinazionali per cui ha lavorato.

              • Peucezio says:

                È la prima cosa che ho pensato anch’io.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ammazza che governo di merda che è uscito.

          • roberto says:

            Quella frase l’hanno detta tutti quelli che sono stati all’opposizione da Caino in poi, insieme a « saremo un’opposizione responsabile »

    • Francesco says:

      Moi

      spero di no, Draghi potrebbe avere un effetto Thatcher anche su un popolo di mollaccioni come gli italiani

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ma ci credi davvero? Cioè pensi che sia lì con un compito diverso dal ripartire equamente la torta?

        • Francesco says:

          Beh, inizierei a dire che senza Draghi non ci sarebbe nessuna torta.

          Non è che al di là della Alpi sono tutti coglioni, se a spendere quei soldi ci sono degli italiani “italiani” mica ce li danno (al netto di tutte i dettagli tecnici).

          In più ho una certa fiducia in Mattarella e in Draghi stesso, credo si siano garantiti al meglio prima di imbarcarsi.

          Vedo un altro paio di condizioni a lui favorevoli: la pandemia che favorisce il potere esecutivo, le misure d’emergenza, l’ordine pubblico, il mandare affanculo chi pensa ai propri interessi in questi momenti …

          e la crisi economica – pesantissima – che potrebbe essere quello shock supremo che obbliga gli italiani a smettere di fare gli italiani.

          Non dico sia facile o molto probabile ma lo ritengo possibile.

          • PinoMamet says:

            Non so cosa tu intenda con “smettere di fare gli italiani”, ma se intendi la spesa pubblica, è da un pezzo che hanno smesso…

            non so cos’altro, del resto.

            in ogni caso, la pandemia non durerà in eterno, e francamente a naso mi pare che tutti non ne possano più di austerità, sacrifici ed emergenze.

            Hanno appoggiato draghi perché faccia arrivare denaro, e lo distribuisca: perché faccia stare meglio, non peggio.

            E durerà il tempo necessario a completare questo mandato, implicito ma chiarissimo.

            • Francesco says:

              la spesa pubblica italiana non ha mai smesso di essere troppa e clientelare

              dalla crisi del 2008-09 direi che la situazione è decisamente peggiorata (dal tuo punto di vista migliorata), come mostrano i dati del debito pubblico, che cresce ineluttabile

              posso dirti che indebitarsi per vivere funziona sempre meno, perchè col tempo gli interessi crescono

              se il piano di Mattarella fosse di spendere i soldi europei “all’italiana” credo che Conte sarebbe al governo

              mi deprime vedere che molti italiani pensano però a quello, speravo fosse una cosa da politicanti e aspiranti magnoni

              se gli italiani sono veramente stufi di austerità e sacrifici, beh l’unico dubbio è se si sveglieranno argentini o albanesi

              🙁

            • PinoMamet says:

              L’Albania mi dicono che in effetti se la stia passando piuttosto bene- ha voltato le spalle all’Italia, che in nome della “serietà” la ha stupidamente abbandonata, e fa l’alleato di ferro di USA e Turchia.

              • mirko says:

                L’Italia è molto brava a farsi scippare il suo cortile di casa.
                Vedasi anche la Libia.

              • Francesco says:

                vero ma una nazione che non ha trovato il petrolio in Libia per 30 anni … impazzisco a ripensarci

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                In realtà Ardito Desio il petrolio l’aveva pure trovato.

                Ma vuoi mettere farsi dare le mazzette dalla Standard Oil? (citofonare delitto Matteotti)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                anni?

                perchè dopo la IIGM era ormai tardi

              • Francesco says:

                ho dato un’occhiata … se Mussolini avesse avuto un’oncia di cervello non sarebbe mai entrato in guerra

                il che però contrasta con quello che sappiamo di Mussolini, dopo tutto

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “anni?”

                Prima della WWII, sia Desio sia gli assassini di Matteotti.

                (Del resto, quando è cominciata l’estrazione di metano algerino?)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                Matteotti … ho letto Mattei

                cosa c’entra con la Libia?

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                Io sapevo che a Tirana è pieno di imprenditori italiani. Mica c’e’ solo il Trota.

                Il che è naturale, se pensi che la prima società che ha firmato un contatto per rimettere in piedi l’unica centrale elettrica del Nagorno-Karabakh (!) è l’Ansaldo.

                Detto questo, che gli Albanesi diversifichino mi pare comprensibile.

                Certo, sarebbe meglio che avessimo governi (e relative politiche estere) un tantinello meno instabili. Ma questo sì, è un sogno 🙁

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                C’e’ una tesi storiografica, a quanto sembra piuttosto accreditata, che afferma che il motivo scatenante dell’omicidio Matteotti sia stato il pericolo di rivelazioni da parte dell’onorevole socialista di prove di mazzette della Standard Oil a favore di vari politici del governo fascista e di esponenti della casa reale.

                Sta di fatto che l’invasione dell’Etiopia fu alimentata dal kerosene della Standard Oil.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Per ADV

                “Sta di fatto che l’invasione dell’Etiopia fu alimentata dal kerosene della Standard Oil. ”

                Del caso Matteotti, sapevo; dell’Etiopia, no, interessante!

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                “interessante”

                A pensarci era logico.

                Con le “inique sanzioni” dea Società delle Nazioni, l’Italia il kerosene poteva comprarlo solo da ditte di paesi esterni alla Società delle Nazioni.

                La Standard Oil è statunitense, e gli USA erano fuori dalla Società delle Nazioni.

                Mica si poteva comprare il kerosene dalla British Petroleum (anche se gli inglesi lasciarono passare le nostre navi per Suez, e zs la BP e la Standard Oil combatterono una guerra per procura fra Bolivia e Paraguay per il petrolio del Chaco negli stessi anni in cui Badoglio entrava ad Addis Abeba..)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                La campagna d’Etiopia ha avuto alcune conseguenze interessanti.

                Ha stroncato i tentativi di modernizzazione del governo imperiale verificò, più o meno ispirati a quanto fatto pochi decenni prima (ma con ben altra compattezza etnica) dal Giappone, e pur in presenza dell’impossibilità di sfruttare l’immenso potenziale idroelettrico del Nilo per non irritare il Sudan e l’Egitto (un po’ come oggi).

                Ha indotto alcuni patrioti giamaicani a invocare la lotta contro i bianchi inventando un culto per l’eroe di colore nella lotta contro gli Europei – che data la censura inglese non potevano essere i colonizzatori inglesi ma i cattivi fascisti italiani – ossia Haile’ Selassie’, Ras Tafari – e nascono i rastafariani.

                Ha spinto – caduto il Puntland in mani italiane – i trasporti truppe inglesi che partivano dall’India per la madrepatria a seguire una rotta lontanissima dalle lotte africane per evitare gli attacchi di eventuali U-Boot degli alleati tedeschi degli italiani, con conseguente estremo allungamento del viaggio. Su uno di quei trasporti truppe, una Queen Elizabeth rimaneggiata, viaggiò il prozio di mia moglie, polacco precedentemente deportato da Stalin in Kazakhstan e consegnato agli inglesi alla frontiera iraniana dopo l’attacco nazista all’URSS.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • paniscus says:

                per quanto riguarda Ardito Desio,

                il suo unico tratto simpatico sta nel fatto di aver vissuto fino a 104 anni e di aver speso molti anni della sua luuuungaaaa vecchiaia a testimoniare le sue mirabolanti esperienze di scienziato esploratore sul campo, anche in luoghi molto impervi.

                Ma per quasi tutto il resto, sono abbastanza convinta che fosse un soggetto di insopportabile arroganza e str*nzaggine, anche se non ho avuto il piacere di constatarlo dal vivo.

      • PinoMamet says:

        Sono d’accordo con Mauricius, anzi, mi pare persino trasparente, la cosa.

        Non per sminuire le dosi di analista politico di Mauricius (che, senza ironia, rispetto molto) ma aveva già previsto tutto il nostro bidello due mesi fa…

  24. Moi says:

    @ MIGUEL / PINO

    ****** … CANCEL CULTURE ? ******

    Gina Carano fired from The Mandalorian after ‘abhorrent’ social media posts

    Lucasfilm has ‘no plans’ to work with the actor again on the Disney+ Star Wars series after she appeared to compare the treatment of Republicans in the US to that of Jews in Nazi Germany

    https://www.theguardian.com/tv-and-radio/2021/feb/11/gina-carano-fired-from-the-mandalorian-after-abhorrent-social-media-posts

    The former mixed-martial-arts fighter and star of the films Deadpool and Haywire appeared to compare the treatment of Republicans in America to that of Jewish people in Nazi Germany.

    ——————

    • Mauricius Tarvisii says:

      Lei è un’idiota e la politica commerciale della Disney, riassumibile in un inseguimento del pubblico SJW, non poteva che portare alla sua cacciata.
      Però viviamo nell’Oriente di Baudolino: le differenze sono belle, anzi, non puoi nemmeno farci caso, finché sono fisiche, sessuali, ecc., mentre se riguardano le opinioni diventano intollerabili.

      • Francesco says:

        ma certe differenze non sono protette dalle leggi?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Fino ad oggi le leggi hanno protetto sempre in misura le differenze (politiche, religiose, sessuali, etniche, ecc.), mentre venivamo da una situazione in cui alcune differenze erano più protette di altre (es.: in nome della libertà religiosa potevo fare commenti non proprio gradevoli sugli omosessuali).
          Negli Stati Uniti (quindi da noi a rimorchio) si sta imponendo non la contrapposizione tra “manteniamo il vecchio squilibrio” e “tuteliamo tutte le differenze”, ma lo scontro “la mia differenza è più importante della tua”.

  25. Moi says:

    NERD CULTURE

    Per una volta, stranamente, la carta stampata “si nerdizza” prima della Rete :

    DRAGON FORCE

    Mario Draghi come Goku di Akira Toriyama

    https://www.drcommodore.it/2021/02/11/mario-draghi-goku-panorama/

  26. La questione del Sesso (ci metto la maiuscola) è interessante…

    Credo che sia fondamentale per metterci la passione nella politica: lo scontro reale tra Destra e Sinistra sulle cose che veramente contano (politica agraria europea, gestione delle infrastrutture, trattati internazionali, MES, ecc., insomma la roba che appare nel bilancio a fine anno) è fondamentale, ma noiosissimo e anche imprevedibile.

    Ad esempio, io voglio un partito che modifichi la norma secondo cui i fondi per la riconversione a biologico dei terreni con alberi da frutta vengono concessi per cinque anni, ma il proprietario è libero subito dopo di abbandonare il biologico per ritornare all’agricoltura industriale.

    E’ forse più facile trovare un politico di sinistra che uno di destra che voti per una misura del genere, e per questo non voterei MAI a Destra.

    Però queste cose di solito annoiano. Molto più eccitante sapere che un consigliere leghista ha dato della bruttona a una del PD, o che un Comune a maggioranza PD ha messo “Genitore 1 e Genitore 2” in un modulo.

    Sono cose che permettono finalmente di odiare, e infatti vedo anche qui, a volte, una carica emotiva incredibile di alcuni su questi conflitti sessual-simbolico-partitici.

    • Aggiungo un altro elemento: le emozioni suscitate dal tifo politico-sessuale sono quasi esclusivamente negative.

      Non è mai, “quanto ammiro Renzi che ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso!”

      No, è sempre “che schifo quel leghista che ha detto che i froci non si devono sposare!”

      Unica eccezione, gli eroi provvisori in negativo, “non ho una grande stima di X, ma hai visto con che dignità ha sputtanato quello schifoso maiale di Y?”

      • Francesco says:

        Beh, io sono diventato parzialmente trumpista per i provvedimenti in materia di aborto e di trans.

        E le dichiarazioni di Papa Francesco sull’aborto mi hanno quasi riportato la pace nella sezione “Chiesa cattolica” dell’animo.

        Non vale?

        • Per Francesco

          “Beh, io sono diventato parzialmente trumpista per i provvedimenti in materia di aborto e di trans.”

          Sono questioni molto diverse.

          L’aborto è una pratica molto diffusa, e molto seria per un cattolico (e se vuoi, anche per una femminista). Se tu lo ritieni importante, mi sembra un ottimo motivo per scegliere per chi votare.

          La questione trans è numericamente insignificante; ha dei risvolti sgradevoli (mutilazioni genitali/mammarie, bambini chimicamente castrati a spese del contribuente, ecc.), però nei fatti non è lontanamente paragonabile, che so, ai danni inflitti dagli incidenti automobilistici.

          E’ un campo tutto simbolico, dove la Sinistra può segnare Punti Inclusivi/Proibizionisti e la Destra punti “Adesso Si Sta Esagerando”, a costo zero per entrambi in termini di politica economica, militare, ambientale ecc.

          • Francesco says:

            caro Miguel

            il costo (o il guadagno) politico sono però molto alti!

            non fare il marxiano volgare, pure quella mummia di Biden ci si è gettato a capofitto (meno efficienza delle forze armate, ministro MtoF come bandierina, maschi che devono poter gareggiare contro le ragazze)

            e naturalmente questo per me (e quelli come me) vale molto, forse più che vane chiacchiere sulla svolta sostenibile

  27. Il SESSO all’opera (tutte maiuscole stavolta)

    In sintesi, hanno sbucaltato mezzo Giappone per ospitarci l’ecocatastrofe chiamata Olimpiadi, con mega-appalti, e adesso quelli che ci hanno speculato vogliono che si facciano lo stesso, a prescindere dalla pandemia, vista la paurosa quantità di traffici e di soldi coinvolti.

    Credo che io e Francesco potremmo proficuamente litigare su questa storia, che tocca tante questioni chiavi.

    Bene, il presidente del Comitato Olimpico giapponese è stato costretto a dimettersi, non per queste cose qui, ma perché si è lamentato che “quando ci sono le donne nelle riunioni, tendono a prolungarsi troppo perché le donne chiacchierano tanto”:

    “Riferendosi al suo tempo come presidente della Japan Rugby Football Union, l’83enne ha detto: “Le donne hanno un forte senso di rivalità. Se una alza la mano per parlare, anche tutte le altre sentono il bisogno di parlare. Tutti finiscono per dire qualcosa”.”

    Pare che lo scandalo suscitato nel mondo (non in Giappone) sia stato tale, da mettere a rischio le stesse Olimpiadi – più può il SESSO del covidino!

    https://www.theguardian.com/sport/2021/feb/12/tokyo-olympics-chief-resigns-over-sexist-comments

    • PinoMamet says:

      Si sbagliava, quelle non sono le donne, sono i reggiani in riunione 😉

      Posso testimoniare che i collegi docenti a Reggio Emilia duravano giornate intere, perché chiunque, più il suo gatto, sentiva il bisogno di esporre diffusamente il suo pensiero su ogni singolo punto all’ordine del giorno;
      mezz’ore intere per per dire che era assolutamente d’accordo con chi aveva parlato prima .

      Naturalmente, visto che la maggioranza degli insegnanti sono donne, era facile avere l’impressione delle donne chiacchierone (e inconcludenti: i reggiani, lasciati a sè stessi, non sanno prendere una decisione. Deve prendergliela il Papa, il Partito Comunista o oggi chissà chi, forse Biden in persona, e mettergliela per iscritto, dettagliamente e minuziosamente: allora si può star certi che seguiranno le istruzioni).

      Ora invece che da qualche anno sono tornato alla civiltà, faccio notare che i consigli di classe più veloci che ho sono quelli presieduti da un paio di professoresse (donne: una di latino in una classe, una di matematica nell’altra), mentre tra i più lunghi e laboriosi ce n’è uno presieduto da un simpatico professore di scienze.

      • paniscus says:

        “Posso testimoniare che i collegi docenti a Reggio Emilia duravano giornate intere, perché chiunque, più il suo gatto, sentiva il bisogno di esporre diffusamente il suo pensiero su ogni singolo punto all’ordine del giorno;”—

        Da quando ci sono i collegi dei docenti e i consigli di classe online, i gatti hanno MOLTA più voce in capitolo di prima.

    • roberto says:

      “tendono a prolungarsi troppo perché le donne chiacchierano tanto”

      io ho l’esperienza diametralmente opposto: le donne tendono a perdere meno tempo possibile, e gli uomini tendono a fare i galletti

      ma in realtà la grande divsione è nord/sud europa. riunioni con molti nordici, basterebbe uno scambio di mail. riunioni con molti mediterranei, tutti parlano e ci si diverte

      • Francesco says:

        devo dire che ho trovato cialtroni di ogni latitudine, che ti facevano perdere un sacco di tempo

        di solito molto poco simpatici

  28. OT

    Vedo che c’è una signora che sta lanciando una crociata “metoo” per le “suore abusate”… sono storie in cui in genere è difficile giudicare (da una parte donne che si sono tenute dentro storie tremende, dall’altra mitomani), ma in questo particolare caso, so chi è che si sta dando da fare.

    Se qualcuno è interessato alla faccenda, mi scriva in privato.

  29. Mauricius Tarvisii says:

    Finalmente il Governo delle Competenze.

    Ma davvero Cingolani all’ambiente? E un membro della commissione dei banchi a rotelle all’istruzione? E Di Maio agli esteri? E il PD che si riprende il Ministero del Lavoro? E Brunetta?? E la Carfagna???
    Speranza lo hanno lasciato lì, sepolto nella merda dove si trovava prima.
    Cartabia alla giustizia in modo da garantire la presenza del crocifisso nelle aule di tribunale.

    • PinoMamet says:

      OMDAMT

    • Scopro adesso chi è Cingolani (Wikipedia):

      “Il 27 giugno 2019 viene nominato Chief Technology and Innovation Officer della società del settore difesa e aerospazio Leonardo S.p.A. diventando operativo dal 1º settembre 2019.”

      Missili sostenibili sui parchi?

    • roberto says:

      D’accordo su tutto tranne che sulla Cartabia, che se ne può pensare quello che si vuole (a me piace) ma il semplice fatto che scalza L orripilante bonafede è un progresso enorme (vabbè che pure il mio criceto è meglio di bonafede)

    • Andrea Di Vita says:

      @ MT

      Beh, con tutto il male che se ne possa pensare, vuoi mettere:

      https://www.corriere.it/politica/21_febbraio_12/ci-hanno-trattato-come-grecia-trenta-senatori-valutiamo-no-f8777c22-6d7d-11eb-9243-a33dd4e4072e.shtml

      Senza contare che almeno un ministro che sa di scienza messo alla scienza, un rettore d’università messo alla scuola, un giudice alla giustizia e un manager messo all’economia saranno comunque meglio degli scappati di casa (quelli che “gli allarmi sul ponte Morandi sono una barzelletta messa in giro dal PD che vuole le mazzette sulla Gronda”)

      Poi, è chiaro che avendo solo limoni si può fare giusto una limonata senza zucchero: vedere la faccia di Giorgetti (quello di “chi ci va più dai medici di base?”) mi ha fatto andare la cena di traverso ieri.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ti ricordi quando qualche giorno fa ti chiamai in causa e tu non avevi capito perché? Ecco, questo è il perché.

        • Andrea Di Vita says:

          @ MT

          Se non sbaglio mi davi del sadico.

          Oggi potrei darti io del masochista. 🙂

          Ma temo sarebbe inutile.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            No, ti davo della persona di destra economica (il sadismo è implicito in quella ideologia). Il tuo gradimento per queste figure conferma.

  30. PinoMamet says:

    Rispondo qua sotto per comodità a Peucezio et al., sulla questione del “babbo natale” e della società senza soldi.

    Tempo fa, su queste pagine…

    in una discussione, mi chiedevo perché lavorare, se non si riesce ad arricchirsi
    (da mo’ l’ascensore sociale è bloccato in Italia… e altrove, non tanto meglio).

    Mi rispondevano gli insigni economisti per dirmi che “non si lavora per arricchirsi”.
    E per cos’altro, allora? Per dimagrire? Risposta mai non giunse.

    Come provocazione irrealizzabile , ipotizzavo allora la società senza soldi : dal momento che comunque non ci si arricchisce, e i soldi che io do al tecnico del gas lui li usa per pagarsi la sua bolletta del gas, beh, allora perché pagarlo? aboliamo il denaro e via…

    Più tardi, in una’ltra discussione, ricordo che qualcuno riportò le idee di qualche politico o addirittura economista, che sosteneva che stampare denaro creasse ricchezza.
    Non ricordo chi o cosa di preciso, ma l’idea era quella.

    Anche in questo caso, immodestamente, facevo notare: se il denaro è slegato da un controvalore in natura (oro, o risorse di qualche tipo…), allora perché non stamparselo direttamente con la stampante di casa?

    e andando più in là: che farsene di tutta questa carta? si compri sulla fiducia, in una società senza denaro

    (anche in questo caso, giova ripeterlo, si trattava di provocazioni irrealizzabili e che non rispecchiano il mio pensiero).

    Provocazioni, ma in fondo in fondo, se scavate bene, il pensiero di Marx non era troppo diverso, e infatti la società del “socialismo reale” non era una società senza denaro, ma le assomigliava molto, ma molto.
    Infatti è fallita.

    Ora i capitalisti, che sono l’altra faccia dei comunisti, la stanno riproponendo: non come provocazione irrealizzabile e distopica, ma come “utopia alla quale aspirare”.

    E quando sento utopia e idealismo, mi si accendono dieci spie rosse…
    (non spioni sovietici 😉 , proprio led colorati in segnale di ALLARME).

    Il punto qui non è capire “chi ci guadagnerà”: è abbastanza chiaro, i super-ricconi.
    Ma “come” ci guadagnerà, e qui il buon vecchio Marx credo potrebbe venirci in soccorso…

    • PinoMamet says:

      E immaginano che l’idea alla base sia proprio quella: fermare, immobilizzare, mummificare l’ascensore sociale, rendendo i ricchi (che hanno valori reali: oro, risorse) sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri, padroni di niente e perciò incapaci di modificare la situazione.

      (fino al prossimo bagno di sangue..)

      • Andrea Di Vita says:

        @ PinoMamet

        “Questa volta il pendolo si doveva fermare. Gli Alti sarebbero rimasti Alti per apre, con una calcolata miscela di propaganda e di terrore”

        Teoria e pratica del collettivismo oligarchico, 1984, Orwell

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Per Pino Mamet

      “E quando sento utopia e idealismo, mi si accendono dieci spie rosse…
      (non spioni sovietici 😉 , proprio led colorati in segnale di ALLARME).”

      🙂

    • roberto says:

      Io come sempre mi perdo totalmente nelle discussioni utopistico-filosofiche
      E vi propongo quindi le mie idee terra terra
      1. Si lavora per guadagnare
      2. Si guadagna per vivere meglio
      3. Nessuno ti da niente per niente (cioè capiamoci, lunedì passerò la giornata a montare mobili da una amica, lo faccio per niente ovviamente, forse un caffè, ma non è di questo che parlo: non regalerei soldi alla mia amica per andare in vacanza alle Bahamas)

      Ciò detto, non riesco nemmeno ad immaginare una società dove stiamo tutti a casa e ordiniamo da bezos ostriche e champagne che paghiamo grazie ad uno specie di reddito di cittadinanza universale (prodotte da chi? Non si sa)

      *SE* esistesse una cosa del genere, beh pensateci sarebbe abbastanza figa! Liberi dalla schiavitù del lavoro, potremmo dedicarci alla preghiera (Francesco) allo studio del lakota (pino), alla cucina (io) senza pensare ad altro, giusto in cambio di un po’ di dati personali…figo accomodatevi, sono nato a Napoli nel 1973

      Ora non potendo immaginare una cosa del genere, torniamo a parlare di cose serie e concrete
      Quando cazzo ci vacciniamo e mettiamo da parte sto incubo?

      • PinoMamet says:

        Infatti lo scopo del mio ragionamento non è affatto utopistico-filosofico, ma il contrario: smascherare l’utopia sulla base di ragionamenti concreti, che poi alla fine sono i tuoi:

        chi produce, chi paga tutto ciò?

        e mettere in guardia da chi propone utopie…

        Venendo al vaccino:
        ho visto un filmatino in cui un tal, Molinari mi pae si chiami, intervistava personaggi israeliani su come è stato gestito il vaccino lì.

        Sorpresa 😉 : Netanyahu si è accordato con la Pfizer per tempo (ma i contati li avevano anche i governi europei, eh…) e ha pagato i vaccini il doppio del loro prezzo di mercato, e la Pfizer glieli ha perciò mandati prima, perché è un privato e segue le regole del mercato.

        Qui non saprei cosa imputare ai governi europei, se non la lentezza burocratica “europea”, dettata anche da ragioni di sicurezza
        (ma c’erano altri vaccini? no? e allora, sicurezza di che? se è disponibile quello, comprate quello, cribbio!)

        Altra cosa, anche là hanno iniziato a vaccinare prima i vecchietti (non mi pare i medici…) ma se un giovane accompagnava un vecchietto al vaccino, vaccinavano anche lui; a fine giornata, le dosi avanzate venivano distribuite tra le persone presenti;
        (insomma, il contrario dell’ Italia dove si decide di sanzionare i “furbetti del vaccino”): lo scopo infatti è di avere più copertura possibile in breve tempo.

        Ora, non voglio lodare troppo il Paese Poco Popolare, che si loda già abbastanza da solo.

        Ma in Italia (non so altrove) tutto quanto assume uno sgradevole sapore burocratico e tribunalizio: lo scopo non è più vaccinare la popolazione, ma farlo secondo il dettato del governo, seguendo il calendario del governo che arriva alle calende greche e che ogni giorno scivola, aspettare che il governo prepari i tendoni a fiori o che altro…

        poi fare grandi proclami tragici, dire “non ce la faremo mai”, obbligare un altro anno gli italiani a star chiusi in casa, far fallire l’altra metà del paese e prendersela con gli italiani che sono tanto indisciplinati e si affollano in centro.

        • Moi says:

          Anche l’UK sta andando avanti “a busso” a vaccinare … proprio con la Brexit !

        • roberto says:

          “ Qui non saprei cosa imputare ai governi europei, se non la lentezza burocratica “europea”, dettata anche da ragioni di sicurezza”

          Io imputo una disorganizzazione vomitevole.
          L’idea che bisogna coordinare gli acquisti è meritevole (e lo dico contro il mio interesse: Lussemburgo voleva fare come Israele e a quest’ora avremmo vaccinato pure i gatti), ma coordinate gli acquisti vuol dire che li fai sti cazzo di acquisti!
          Vuol dire che da marzo 2020 pensi solo a quello, come averne il più possibile ed il più velocemente possibile, e come distribuirli nel modo migliore possibile (e lo so che il problema della distribuzione dipende dal tipo di vaccino, ma appunto cerchi di prevedere: se è x faccio così. Se è y faccio cosà)

          Ed invece tutto sprofonda nella polemica oscena (e ricordo i medici che hanno vaccinato amici e parenti con le dosi in più: mi sembra la cosa logica da fare, esattamente come ci racconti di fa in Israele)

          • Andrea Di Vita says:

            @ Roberto

            Chiedo perché davvero non lo so: ma la UE ha competenze in campo sanitario?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • roberto says:

              Risposta semplice: no

              Tutta la coordinazione si basa su un accordo del luglio scorso in cui appunto gli stati membri hanno dato mandato alla commissione di trattare per tutti

              Poi, risposta complessa, esistono delle cose che hanno a che fare con la sanità che ricadono nel campo del diritto UE (per dire, puoi farti curare all’estero, un medico laureato in Belgio può lavorare in Grecia eccetera)

        • roberto says:

          “ un altro anno”

          Ieri leggevo su repubblica che la fine del programma vaccinale è prevista per il 28 febbraio 2024….ripeto fuckin’ duemilaventiquattro!

          • PinoMamet says:

            Io ho trovato una previsione ottimistica: Novembre 2023.
            Gioia e gaudio…

            (poi c’è da dire che queste previsioni sono in realtà proiezioni basate sul ritmo tenuto fino ad oggi. Visto che fino a oggi non è stato tenuto nessun ritmo, e si è semplicemente vaccinato i medici e qualche vecchietto fortunato, si può sperare che le previsioni migliorino man mano che le vaccinazioni procedono…
            però non chiamatele “previsioni”, a ‘sto punto!)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Io ripeto: dovrebbero togliere la laurea in giurisprudenza a chi ha firmato i contratti sulle forniture vaccinali per conto dell’Unione Europea. Comunque, credo che fossero dei Competenti (c).

          • roberto says:

            Ti va di articolare il tuo pensiero?

            Dico sul serio, non ho mai comprato vaccini a milioni e non ho la benché minima idea se abbiano fatto bene o male e cosa avrebbero potuto fare (vedo solo il risultato: abbiamo vaccini con il contagocce e sono incazzato nero)

            Qui c’è quello con astrazeneca (almeno le parti pubbliche), cosa cambieresti?

            https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/attachment/867990/APA%20-%20AstraZeneca.pdf

            • Mauricius Tarvisii says:

              Stavo leggendo e vedo che ci sono pagine mancanti, tra cui alcune che riguardano l’oggetto del contratto.
              In generale, comunque, un contratto che permette alla mia controparte di decidere arbitrariamente quanta roba darmi e quando mi sembra abbastanza di merda. Questo che mi mostri è un contratto di quel tipo? Non saprei: potrebbe prevederlo nelle parti oscurate.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Per esempio, 15.1, che riguarda la limitazione della responsabilità di Astracosa, è oscurato. Insomma, magari dice che non ci si può lamentare se ci mandano acqua distillata invece di vaccino. Puoi escluderlo?

              • roberto says:

                Scusa non capisco proprio l’argomento

                È un contratto di merda perché non è pubblico?
                Oppure non sappiamo se è un contratto di merda ed è una merda che non sia pubblico?

                Mi sembra che la prima tesi non abbia senso, la seconda si invece

              • roberto says:

                Ma ok, in realtà volevo giusto sapere perché secondo te è un contratto di merda

                Non lo escludo affatto, giusto non lo so.
                Tu invece mi sembri avere le idee chiare e chiedo

  31. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Chissà che ne pensano i noTAV 🙂

    https://forbes.it/2021/02/12/hyperloop-richard-branson-arrivera-italia-milano-roma-mezzora/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Per ADV

      “Chissà che ne pensano i noTAV ”

      Incidentalmente, vedo che la madre di Branson è tragicamente morta di Covid.

      Aveva appena 96 anni.

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinez

        Anche mia madre, a 92 anni. Aveva un cancro, ma negli ultimi giorni lei – cuoca provetta, e buongustaia – ha perso completamente il senso del gusto e dell’olfatto. La cosa non l’ha aiutata.

        Andrea Di Vita

  32. Moi says:

    PROLOGO

    Secondo cert* Trans “Gay is the new Normie”

    Secondo cert* Queer “Trans is the new Normie”

    Secondo MAPs & Transpecies “Queer is the new Normie”

    ———

    nella parola”Normie” c’è tutto un mondo USA che ripudia i comportamenti equilibrati fra Conformismo e Attivismo (approdato anche da noi coi Sosciàls …) NON sottovalutatela !

  33. Moi says:

    Governo, Partito Gay: “Cartabia ministra rischio per diritti Lgbt+”

    https://www.dire.it/12-02-2021/603465-governo-partito-gay-cartabia-ministra-rischio-per-diritti-lgbt/

    Nasce il primo Partito Gay italiano. Il fondatore Marrazzo: “Italia indietro di 40 anni per i diritti Lgbt”

    https://www.laprovinciaonline.info/partito-gay-marrazzo-italia/

  34. Moi says:

    Torna la vecchia concezione Biblica degli Atti (!) [presunti] Contro Dio anziché delle “Persone” ?!

    ………………………………………………..

    Covid, Fabrizio Marrazzo (Partito Gay): “A rischio sono i comportamenti, non gli omosessuali.

    https://www.orlandomagazine.it/2021/02/11/covid-fabrizio-marrazzo-partito-gay/

    Il direttore della Asl di La Spezia ha ammesso l’errore spiegando, prima di conoscere l’origine ministeriale, che si trattava forse di un copia-incolla di un vecchio documento.

    “Sarà pure un retaggio del passato, ma quelle categorie risalgono agli anni ’90. Sono passati trent’anni da allora! Significa che chi ha scritto o copiato quella roba è indietro di oltre trent’anni. Manca del tutto la consapevolezza dell’omosessualità”.

    [cit.]

  35. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Il neoministro alla transizione green, Cingolani, prima di lavorare per Leonardo dirigeva l’IIT genovese: robotica e nanotecnologia.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il che ne fa un personaggio dalla chiara sensibilità ambientale.

      • Andrea Di Vita says:

        @ NT

        Forse no.

        Ma almeno uno che sa di cosa parla.

        E’ almeno da tre anni che non ci eravamo più abituati, a furia di “abolire la povertà”, ” spazzare i corrotti” e “revocare concessioni autostradali” a vanvera.

        Devo ricordare chi ha sobillato i meet-up locali contro i progetti di centrali solari nel Campidano?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Per ADV

      “l neoministro alla transizione green, Cingolani, prima di lavorare per Leonardo dirigeva l’IIT genovese: robotica e nanotecnologia.”

      Bella idea di Grillo 🙂

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