Dalla Vittoria Vicina alla Guerra Eterna

Mentre i governi europei stanno già cantando vittoria, l’OMS ci fa presente che il vaccino non ci salverà, che dovremo convivere per il futuro prevedibile con il coronavirus, che è finita per sempre la vita normale e forse arriveranno pandemie molto peggiori…

Come sapete, lo scorso marzo, i governi del mondo hanno dichiarato guerra contro uno degli innumerevoli esserini che nel bene o nel male convivono con noi sin dal primo mammifero.

Mentre volavano le bombe, l’intera specie umana ha ricevuto l’ordine di chiudersi a chiave nel più vicino rifugio antiaereo.

Qualche giorno fa, ci hanno annunciato che la Vittoria sul Nemico era dietro l’angolo.

Da che guerra è guerra, i profitti vanno agli armaioli, ma le statue le fanno sempre ai soldatini. In tempi virtuali, basta un monumento-vignetta:

La svolta inizia con il V-Day, in Inghilterra, dove l’iniziale sta per Victory, ma anche per la letale (e costosissima) Arma Segreta con cui i Guerrieri si apprestano a sterminare il Nemico:

Appena il nemico sarà costretto a suicidarsi nel suo bunker, potremo tutti fare festa di nuovo, ringraziando i nostri salvatori.

Solo che oggi leggo quella che è una sostanziale smentita – molto diplomatica nella forma – di tutta questa narrativa.

L’autore della smentita è il professor David Heymann, presidente del gruppo di consulenza strategica e tecnica dell’OMS per i rischi infettivi, insomma qualcosa come il comandante in capo dell’esercito.

Secondo lui, siamo destinati a convivere per il futuro prevedibile con il Covid19; la prossima pandemia potrebbe essere peggio; e il vaccino potrà salvare molte persone fragili, ma nulla garantisce che potrà ridurre il numero di infezioni.

Ah, e dovremo tenerci il distanziamento sociale.

Addio a:

piazze, chiese, gardaland, abbracci, scuole, università, negozi, sagre di paese, gite scolastiche, corsi di yoga, discoteche, musei, sorrisi, movida, agriturismo, pellegrinaggi alla Mecca, spacciatori di strada, tacos venduti per strada in Messico, escursioni in montagna, scazzottate notturne, grigliate, esposizioni di reliquie, viaggi all’estero, pacche sulle spalle, puttane nei parchi pubblici, cortei del 25 aprile, funivie affollate, scuole di danza….

alcune cose belle, altre brutte, ma certo stiamo assistendo a un Grande Rivolgimento.

Sarà la volta buona che la signora Superman, di cui alla prima vignetta sopra, scoprirà il vero segreto di suo marito:

Non dico che dobbiamo prendere per oro colato ciò che dice l’OMS, comunque c’è materiale interessante su cui riflettere.

Ecco l’articolo di The Guardian, con traduzione DeepL.

L’OMS avverte che la pandemia di Covid-19 non è “necessariamente quella grande”.

Gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno avvertito che, anche se la pandemia di coronavirus è stata molto grave, non è “necessariamente quella grande”, e che il mondo dovrà imparare a convivere con Covid-19.

Il “destino” del virus è quello di diventare endemico, anche se i vaccini iniziano ad essere lanciati negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dice il professor David Heymann, il presidente del gruppo di consulenza strategica e tecnica dell’OMS per i rischi infettivi.

“Il mondo ha sperato che l’immunità di gregge, che in qualche modo la trasmissione sarebbe diminuita se un numero sufficiente di persone fosse stato immune”, ha detto al briefing finale dell’OMS per i media per il 2020.

Ma Heymann, che è anche un epidemiologo della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha detto che il concetto di immunità del gregge è stato frainteso.

“Sembra che il destino della SARS-CoV-2 [Covid-19] sia quello di diventare endemica, come altri quattro coronavirus umani, e che continuerà a mutare man mano che si riproduce nelle cellule umane, soprattutto nelle aree di ammissione più intense.

“Fortunatamente, abbiamo gli strumenti per salvare vite umane, e questi, in combinazione con una buona salute pubblica, ci permetteranno di imparare a vivere con Covid-19”.

Il capo del programma di emergenza dell’OMS, il dottor Mark Ryan, ha detto: “Lo scenario probabile è che il virus diventi un altro virus endemico che rimarrà una sorta di minaccia, ma una minaccia di livello molto basso nel contesto di un efficace programma di vaccinazione globale.

“Resta da vedere quanto bene i vaccini siano assorbiti, quanto ci avviciniamo a un livello di copertura che potrebbe permetterci di andare per l’eliminazione”, ha detto. “L’esistenza di un vaccino, anche ad alta efficacia, non è una garanzia di eliminare o sradicare una malattia infettiva”. E’ un limite molto alto per noi per poterlo superare”.

Questo è il motivo per cui il primo obiettivo del vaccino è stato quello di salvare vite umane e proteggere le persone vulnerabili, ha detto Ryan. “E poi ci occuperemo dell’improbabile scommessa di essere potenzialmente in grado di eliminare o sradicare questo virus”.

Ryan ha avvertito che la prossima pandemia potrebbe essere più grave. “Questa pandemia è stata molto grave… ha colpito ogni angolo di questo pianeta. Ma questa non è necessariamente quella veramente grande”, ha detto.

“Questo è un campanello d’allarme. Stiamo imparando, ora, come fare le cose meglio: la scienza, la logistica, la formazione e la governance, come comunicare meglio. Ma il pianeta è fragile.

“Viviamo in una società globale sempre più complessa. Queste minacce continueranno. Se c’è una cosa che dobbiamo prendere da questa pandemia, con tutte le tragedie e le perdite, è che dobbiamo agire insieme. Dobbiamo onorare coloro che abbiamo perso migliorando quello che facciamo ogni giorno”.

Il dottor Soumya Swaminathan, capo scienziato dell’OMS, ha detto al briefing che essere vaccinati contro il virus non significa che le misure di salute pubblica, come il distanziamento sociale, potranno essere fermate in futuro.

Il primo ruolo del vaccino sarebbe stato quello di prevenire le malattie sintomatiche, le malattie gravi e i decessi, ha detto. Ma resta da vedere se i vaccini ridurranno anche il numero di infezioni o impediranno alle persone di trasmettere il virus.

“Non credo che abbiamo le prove su nessuno dei vaccini per essere sicuri che impedirà alle persone di contrarre l’infezione e quindi di trasmetterla”, ha detto Swaminathan. “Quindi penso che dobbiamo presumere che anche le persone che sono state vaccinate debbano prendere le stesse precauzioni”.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha detto che la fine dell’anno è stato un momento per riflettere sul pedaggio che la pandemia ha richiesto, ma anche sui progressi compiuti. Ha detto che l’anno prossimo vedrà nuove battute d’arresto e nuove sfide.

“Per esempio, nuove varianti di Covid-19, e aiutare le persone stanche della pandemia a continuare a combatterla”, ha detto.

“Si è aperto un nuovo terreno, non da ultimo con la straordinaria cooperazione tra il settore pubblico e quello privato in questa pandemia”. E nelle ultime settimane, in diversi Paesi è iniziato il lancio di vaccini sicuri ed efficaci, che è un incredibile risultato scientifico.

“È fantastico, ma l’OMS non si fermerà finché i bisognosi di tutto il mondo non avranno accesso ai nuovi vaccini e saranno protetti”.

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131 Responses to Dalla Vittoria Vicina alla Guerra Eterna

  1. PinoMamet says:

    Vabbè.
    Stanno bussando a soldi per i paesi sfigati.

    Inoltre,m si stanno facendo un po’ di umanissima autopubblicità “siamo stati così importanti quest’anno, continuate a vivere di merda l’anno prossimo, vi prego… ”

    Il mio augurio per il 2021 è che i signori Soumya Swaminathan e Tedros Adhanom Ghebreyesus se ne vadano tranquillamente affanculo.

  2. Moi says:

    Già adesso stanno cercando di “implementare” i surrogati solipsistici … tipo, enfatizzando ma non troppo , o forse solo troppo presto sui tempi :

    … Stadio ? … Sport Satellite / Web Streaming, e via andare : potrai vedere anche il Campionato Samoano di Bocce in Spiaggia 😉 !

    … Cinema / teatri ? … Hai visto Netflix che pacchettone se prendi il televisorone nuovo ampio come un lenzuolo matrimoniale e spesso come una sottiletta 😉 ?!

    … Mignotte ? … Porn (… qualunque parola in Inglese aggiungi, rischi che esista sul serio !) ti regala uno Yottabyte di videazzi zozzi inediti, what else [cit.] ?!

    … Andare a trovare i Parenti agli Antipodi ?! … Uozzàppete 😉 sta studiando , sui nuovi modelli ItSmartYouDumbPhone 😉 l’ opzione ologramma !

    … E così via !

    • Moi says:

      PS

      @ LISA

      Mi sa che non in un futuro troppo lontano dovranno strolgare fuori nuovi prefissi speculari in grande e in piccolo, > Yotta / < Yocto …

    • Massimo says:

      Una fotografia migliore non la potevi fare.Ormai ci sarà un surrogato virtuale per ogni nostra attività.Un umanità in pillole.

      • Moi says:

        … vanno molto anche già da qualche anno i Canali Youtube di gente che viaggia il globo terracqueo in lungo e in largo , e i fans che guardandoli trasognano di essere “là anche loro”.

        Uno di loro, un certo Nicolò Balini, è stato addirittura invitato a tenere un TED Talk (… in pratica la Consacrazione Laica Liberal, se ti chiamano a parlare !) per rilanciare l’ Italia questa estate !

    • roberto says:

      Spero che almeno legalizzino le droghe pesanti

      • Z. says:

        Sarebbe da fare oggi, anzi ieri, visto che il proibizionismo sugli stupefacenti serve solo all’industria del crimine e al suo indotto (in effetti lessi che nacque proprio per tutelare l’indotto).

        Per ora ci sono aperture in sede ONU per quelle leggere.

  3. Moi says:

    @ MIGUEL

    (una faccenda davvero “didascalica”, per certi versi, su Grandi Migrazioni Sradicanti / Integrazioni , Impresa, Ambiente, Rapporti di Gender, ecc …)

    Almeno per quanto mi concerne, uno di quei personaggi che diventano celeberrimi (tipo dedica del Google Doodle in WorldWideWeb staltranno …) nel momento in cui passano a miglior vita :

    morta Agitu Gudeta, “imprenditrice Etiope ambientalista” [sic] nonché ” simbolo di integrazione ” [risic] … uccisa per motivi salariali (!) da un dipendente, un uomo Ghanese che l’ avrebbe anche stuprata !

    https://www.corriere.it/cronache/20_dicembre_30/agitu-ideo-gudeta-dipendente-confessato-90bcf64c-4a6a-11eb-bb9d-71fd23fa6a98.shtml

  4. Mi affascina la retorica bellica.

    Brano a caso oggi su Repubblica:

    “La battaglia contro il Covid è ancora tutta da combattere, come avverte il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) segnalando l’alto il rischio che le nuove varianti, quella inglese VOC 202012/01 e quella sudafricana 501.V2, continuino a diffondersi in Europa causando più casi.

    La battaglia quindi continua e ora, in tutto il mondo, un passaggio fondamentale è la campagna vaccinale. “

    • roberto says:

      Io ormai la trovo nauseante

    • Peucezio says:

      Non esiste nessuna battaglia: è una verisone diversa della retorica catastrofista del documento citato dal tuo post.

      Parliamo di un virus con una letalità minima, che però è un po’ più alta dell’influenza normale e tale, per un fatto statistico, da mettere in crisi il sistema sanitario.

      Un paese organizzato fa come la Cina: contiene subito il problema e col tracciamento e il controllo degli ingressi torna subito a socialità, abbracci, piazze e tutto il resto.
      Un paese scassato come l’Italia o qualsiasi altro paese del sottosviluppato Occidente affronta la cosa con buon senso: si fa vita normale, gli anziani stiano attenti, chi vuole rischiare se ne prende la responsabilità; nei luoghi di lavoro mascherine obbligatorie e non puoi licenziare nessuno perché, potendo, sceglie il telelavoro: chiudere un paese per una letalità dello 0,4% è folle e soprattutto fa molti più danni di quelli che evita.

      • Mauricius Tarvisii says:

        “una letalità dello 0,4%”

        Applicata a 60 milioni di individui, fa 240 mila morti. Robetta, insomma.

        • Peucezio says:

          Beh, oggettivamente sì, tenendo conto che colpisce per lo più persone già in uno stato precario.
          Che, per carità, vanno protette con ogni mezzo, fosse anche per farle restare fra noi altri sei mesi. Ma non è che si chiude un paese per proteggere lo 0,4% della popolazione che sarebbe mancata di lì a poco, perché se no rischi una crisi che in prospettiva non solo produce disagio sociale enorme, ma scassa anche il sistema, indebolendo la stessa sanità e la possibilità di accesso a questa (se la gente è più povera si cura di meno, mangia anche peggio, non va in palestra, ecc.), con un numero di morti, in prospettiva, molto maggiore.

          • Z. says:

            Se la premessa è che gli anziani vanno protetti con ogni mezzo, devi trarne le conseguenze.

            Se invece la premessa è che non è necessario tentare davvero di salvarli, devi trarne altre.

            Ma non si può avere tutto, e credo che questo in Italia sia meno chiaro che altrove.

            Non ci sono donne un po’ incinte, insomma.

            • Peucezio says:

              Con ogni mezzo mirato, intendevo (mi sono espresso in modo impreciso), non impedendo a tutti i ventenni di vedersi.

            • Peucezio says:

              Peraltro ognuno si assume i proprio rischi.
              Io anziano posso decidere di non incontrare nessuno oppure di rischiare (e ne conosco tanti che rischiano).
              Io giovane posso decidere se avere una vita sociale ricca rinunciando a trovare mio nonno o rinunciare alla mia vita sociale (centellinandola con una serie di cautele) e poter vedere abitualmente i miei nonni.
              Peraltro lo stato mi impedisce anche questo: alterna periodi in cui tutti possono andare a trovare tutti a periodi in cui giovani che non hanno nonni (almeno non dove vivono) non possono frequentarsi fra loro.

              • roberto says:

                Io però continuo a pensare che a parte il dato dei morti che è drammatico, ma vabbè uno può dire che sono sempre vecchietti, il dato da prendere in considerazione è quello delle ospedalizzazioni, che riguardano un po’ ogni fascia di età. Il tutto con l’idea che se ci ammaliamo tutti d’un colpo sono cazzi
                E il dire “costruiamo nuovi ospedali è una boiata a meno che per ospedale non intendi lo stanzone di Z

              • per roberto

                “Io però continuo a pensare che a parte il dato dei morti che è drammatico,”

                io vorrei capire come viene calcolato in Italia.

                In Scozia la cosa è chiarissima:

                https://www.nrscotland.gov.uk/statistics-and-data/statistics/statistics-by-theme/vital-events/general-publications/weekly-and-monthly-data-on-births-and-deaths/deaths-involving-coronavirus-covid-19-in-scotland

                Non si parla di “morti di” coronavirus, ma semplicemente di “Deaths involving coronavirus (COVID-19)” e si precisa “As at the 20th of December, there have been a total of 6,298 deaths registered in Scotland where the novel coronavirus (COVID-19) was mentioned on the death certificate.”

                Insomma, ci sta anche il prete novantasettenne di cui parlai recentemente, o l’avvocato americano che ha sparato a sua moglie e poi si è suicidato quando ha scoperto che erano positivi. https://nypost.com/2020/12/29/connecticut-lawyer-kills-covid-19-positive-wife-before-shooting-self/

                Ora in Italia, si conta come in Scozia, o si contano i morti “di” covid?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ma poi da quando i sessantenni sono vecchietti?

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Peraltro ognuno si assume i proprio rischi. —

                Mica vero. Ognuno scarica su di me i suoi rischi.

                Se ognuno si assumesse in proprio i suoi rischi, e pagasse in proprio le cure mediche a prezzo di mercato, potremmo pure parlarne.

              • Z. says:

                Miguel,

                ti trovo io un sistema rozzo ma rapido: a fine anno vedremo quanti morti in più ci saranno rispetto all’anno scorso.

                Con buona approssimazione, quelli sono i morti a causa del covid di competenza dell’esercizio 2020.

                Saranno solo una parte, perché gli effetti della pandemia avranno ripercussioni significative sugli anni successivi. Però sarà un inizio.

              • roberto says:

                Miguel

                Così

                https://www.istat.it/it/files//2020/06/Rapporto-ISS-Istat-cause-di-morte-COVID-19-49_2020.pdf

                (Comunque vedremo i dati della mortalità in eccesso e li credo che ogni polemica su morti per COVID o con COVID o senza COVID finirà, almeno tra le persone normali)

              • Z. says:

                Per dire, la statistica-Z è essenzialmente nettata non solo dai decessi per altre malattie dei soggetti malati di covid, ma anche dei decessi per covid di chi sarebbe morto ugualmente per altre malattie.

                In compenso, è comprensiva – altrettanto essenzialmente – dei maggiori decessi per altre malattie che sono risultate letali solo poiché il deceduto era stato indebolito dal covid.

                Naturalmente ha i suoi limiti: ad esempio, non è significativa nei Paesi che hanno avuto un tasso di mortalità aberrante per altre ragioni.

                Ma come disse Henry il serial killer, nessun piano è perfetto.

              • Z. says:

                roberto,

                — Comunque vedremo i dati della mortalità in eccesso e li credo che ogni polemica su morti per COVID o con COVID o senza COVID finirà, almeno tra le persone normali —

                No, dai, è ora di basta con questo ottimismo ottuso di stampo illuministico sulla natura umana, robè 🙂

              • Z. says:

                Miguel,

                veh, veh, cosa ho trovato per te.

                https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/30/istat-tra-febbraio-e-novembre-84mila-morti-in-piu-rispetto-alla-media-seconda-ondata-piu-letale-della-prima-in-piemonte-e-valle-daosta/6051517/

                Ora, il presidente ISTAT ha un’idea un pochino curiosa delle statistiche. Ad esempio ha sostenuto che se una persona su quaranta è positiva, chi ne incontra venti ha una probabilità su due di incontrare un positivo.

                Detto questo, secondo me il maggior numero di decessi è un criterio più attendibile e comprensivo delle stime sulle cause di morte.

              • Per Zeta

                “Detto questo, secondo me il maggior numero di decessi è un criterio più attendibile e comprensivo delle stime sulle cause di morte.”

                Sì, concordo.

                Ho trovato anch’io dei dati, magari domani mattina metto insieme un po’ di riflessioni.

              • Z. says:

                Una piccola rettifica.

                Il criterio dei maggiori decessi non ci dirà quanti sono i decessi causati dalla pandemia di competenza dell’esercizio 2020.

                Ci dirà, con buona approssimazione, quanti saranno i decessi causati dalla pandemia manifestatisi nel 2020.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Mica vero. Ognuno scarica su di me i suoi rischi.

                Se ognuno si assumesse in proprio i suoi rischi, e pagasse in proprio le cure mediche a prezzo di mercato, potremmo pure parlarne.”

                Vabbè, quello vale anche per il fumo, per il fatto che guidiamo, esponendoci quindi a incidenti, per chi mangia cose grasse, dolci, fritture…

                Pago le tasse, contribuisco a finanziare il sistema sanitario, avrò pure il diritto di ammalarmi e venire curato!

              • Z. says:

                Ezio,

                tutto vero. Solo che in questo caso siamo in mezzo ad un’emergenza, i mezzi per affrontarla scarseggiano e chi tiene comportamenti sbagliati non causa solo danni economici (ci sono anche quelli, certo).

              • Peucezio says:

                D’accordo, ma non vedo l’alternativa.

                Quella che si è scelta è catastrofica, perché farà molti più danni economici delle spese necessarie a salvare vite in una situazione di liberi tutti.

              • Peucezio says:

                Circa i danni non economici, ognuno corre i rischi che crede: se io non voglio espormi non vado al bar e chi ci va lo fa a suo rischio e pericolo.
                Invece è giusto imporre la mascherina in supermercati, negozi e ogni luogo di lavoro, perché lì ci si deve andare per forza.
                Certo, a volte la cosa viene disattesa, ma questo avviene anche così.
                Se le energie e i mezzi che vengono usati per controllare i cittadini comuni magari all’aperto venissero usati tutti per queste situazioni, magari qualche mascherina in più nei luoghi di lavoro l’avremmo.

              • Z. says:

                Ezio,

                — Circa i danni non economici —

                C’è del vero in quel che scrivi, ma non è così semplice. I danni non economici comprendono anche – e di questi tempi, direi innanzi tutto – gli ospedali imballati e la loro incapacità (o minor capacità) a far fronte ad altre patologie che non siano covid.

                Tener aperti locali che sono focolai naturali, come i ristoranti al chiuso, significa che parte del personale deve essere distratto dagli altri reparti e che molte prestazioni sanitarie essenziali non possono essere erogate.

                Abbiamo visto, inoltre, che in una situazione simile molte persone preferiscono evitare ogni contatto con gli ospedali, mettendo così a rischio non solo la propria salute ma anche quella collettiva.

                Il maggior numero di decessi (rispetto al 2019), che si registrerà verosimilmente anche nell’anno appena iniziato, rifletterà anche questi aspetti.

                D’altronde, l’uomo non è fatto per vivere isolato, e l’isolamento ha conseguenze negative per la società oltre che per il singolo. In Italia, forse, più che altrove.

                Non è una situazione facile che si presti a soluzioni magiche, comunque la si guardi.

    • Z. says:

      Devo dire che io la trovo del tutto normale.

      Molte delle nostre espressioni, buona parte dei giochi, quasi tutti gli sport e buona parte delle più grandi invenzioni e scoperte storiche hanno come origine o sfondo la guerra.

      Sarebbe piuttosto bizzarro che il coviss facesse eccezione.

      Peraltro la tradizione politica in cui sono cresciuto era assai ricca, nel lessico, di metafore belliche!

      PS: secondo si può anche evitare di chiudere. Però poi occorre accettare i morti, possibilmente senza lagnarsene troppo. Non credo che in Occidente sia facile. L’unico Paese che ci ha provato ha fatto un disastro, nonostante la bassissima densità abitativa che lo contraddistingue.

      • Z. says:

        Sempre sulle metafore belliche.

        Un’opinionista, anni fa, propose di abolire il tiro a segno alle Olimpiadi.

        Il problema è che con lo stesso criterio si dovrebbero abolire il calcio, il basket, la pallamano…

      • Per Zeta

        “Molte delle nostre espressioni, buona parte dei giochi, quasi tutti gli sport e buona parte delle più grandi invenzioni e scoperte storiche hanno come origine o sfondo la guerra.”

        Non ho niente in contrario a du’ omini che fanno a braccio di ferro, o al Pussi di San Frediano che insegna al figliolo, il Dado, come si getta la sabbia negli occhi all’avversario a San Giovanni, quando si fa il Calcio in Costume.

        Ho però parecchi problemi con la psicosi di guerra: il balletto di odio, di paura, di servile obbedienza, di divieti, di censure.

        E ne ho ancora di più quando tutta questa perversa violenza non è lanciata contro nessuno: il Coronavirus è in un certo senso semplicemente una parte di noi stessi; e allora la violenza reale si scaglia tutta addosso ai sospetti traditori.

        • Per Zeta

          aggiungerei che la psicosi bellicista è come la pubblicità, essendo tarata sul famoso massimo comune denominatore umano, insomma il Cretino Medio che alberga in ciascuno di noi. Solo che a questo si accompagna la violenza molto concreta contro chi non ci sta. #AndraTuttoBene

          • Z. says:

            Il Cretino Medio albergherà in ciascuno di noi Miguel, ma com’è come non è finisce sempre per albergare soprattutto in tutti gli altri 😉

            Allo stesso modo, albergano negli altri l’odio, la paura e il servilismo.

            E infine sono sempre gli altri quelli che giudicano 😉

            • Per Zeta

              “l Cretino Medio albergherà in ciascuno di noi Miguel, ma com’è come non è finisce sempre per albergare soprattutto in tutti gli altri ”

              Sicuramente.

              Ma qui stiamo parlando di qualcosa di strutturale al sistema militare.

              Deve lanciare uno slogan che sia comprensibile a tutti: ad esempio a quello che ha studiato diritto, ma non capisce nulla di politica estera; a quello che si occupa di politica estera. ma non capisce nulla di matematica; al matematico che non capisce nulla di letteratura. E alla tizia bravissima a fare dolci, ma che ha solo la terza media.

              Tutte le qualità che queste persone hanno scompaiono, rimane in comune un piccolo fascio di istinti, che sono appunto il Cretino Medio. Cui puoi dire, “Ama la Patria” o “Andrà tutto bene!” o frasi del genere.

              Non sono gli “altri” a essere pieni di odio, paura e servilismo; è il sistema militare che richiede queste cose a tutti.

            • Z. says:

              Miguel, ma quella è la politica. Funziona così. Non è necessario andare in guerra!

  5. Mauricius Tarvisii says:

    Ma è ovvio che questa non sarà l’ultima pandemia ed è quasi altrettanto evidente che ci è andata maledettamente bene: se avessimo avuto un virus con la letalità della Sars (10%) adesso staremmo contando i morti a centinaia di migliaia.
    Quindi sì, in un pianeta dove gli habitat naturali sono sempre più sotto assedio antropico, dove i salti di specie sono sempre più probabili, dove c’è un continente intero (l’Africa) dove se divampa qualcosa non se ne accorge nessuno e dove in 24 ore sei da un capo all’altro del globo, una nuova e peggiore pandemia è quasi scontata: non è questione di se, ma di quando. E questa era una sorta di prova generale (andata malissimo).
    Mi sorprendo della sorpresa.

    • Per MT

      “Mi sorprendo della sorpresa.”

      Infatti, le tue riflessioni mi sembrano abbastanza condivisibili.

      Casomai sarà una sorpresa per gli entusiasti del “vai, un vaccino e via! E se vedete un Negazionista, picchiatelo!”

    • Peucezio says:

      Mauricius,
      non ti chiedi però come mai la Sars non si è diffusa?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Non è che non si è diffusa: fu contenuta con successo in una fase iniziale. In un’epoca in cui la Cina era meno globalmente connessa di oggi.

      • PinoMamet says:

        Perché non era così contagiosa- ormai le risposte le so a memoria anche io, capirai, dopo quasi un anno di martellamento mediatico…

        quindi l’OMS vorrebbe che stessimo sempre chiusi in casa. Per sempre.
        Perché può arrivare la malattia mortale E contagiosa. E potrebbe anche piovere, nel mentre.
        Quindi, secondo l’OMS, dovremmo fare in eterno chiusi in casa, oppure fare tutti il piacere di suicidarci prima, così togliamo il disturbo.

        • roberto says:

          Ma ricordati prima la mega festa da me!

        • Mauricius Tarvisii says:

          R0 della Sars era comunque 2,0 (contro 2,6 del coronavirus).

        • giovanni says:

          chi morirebbe di fame se venissero distrutti gli allevamenti intensivi che sono fonte di gran parte dei virus pandemici recenti? E questo è solo uno degli esempi di cose che si possono fare senza chiuderci in casa per sempre, cosa che l’OMS non ha mai detto ma che ripetono sempre i gombloddisti per non entrare nel merito di quello che si può fare.

          • PinoMamet says:

            “cosa che l’OMS non ha mai detto ”

            In effetti è vero… ti devo ringraziare.

            Infatti ho riletto con calma la lunga citazione, senza le lenti a contatto colorate, per così dire, del post che la precede, e vedo che i signori dell’OMS (che continuano comunque a bussare a soldi) non dicono affatto che dovremmo rinunciare per sempre a piazze, chiese, gardaland e abbracci. Ma manco solo nel 2021.
            Non parlano neanche di distanziamento sociale.

            Sul covid sono anzi, direi, ottimisti: dicono che probabilmente diventerà endemico ma molto meno letale; e mettono in guardia da eventuali pandemie future, è vero, ma lodano anche i progressi nella ricerca.

            L’OMS rimane per me un’organizzazione dalla credibilità piuttosto bassa
            (faccio due esempi: mascherine prima ritenute inutili all’aperto, poi consigliate come obbligo ovunque;
            presenza di Monti…)
            però fa piacere manco loro vogliano rinchiuderci in casa sine die.

            • PinoMamet says:

              Sì, questo Swaminathan dice che forse in futuro potrebbe essere utile ancora il distanziamento sociale, ma non sta necessariamente parlando di questa epidemia.

      • roberto says:

        Peucezio,
        La sars era un pochino più semplice da contenere, proprio perché più violenta e perché non aveva questa fase lunga in cui puoi passarla agli altri senza avere sintomi tu

        Un po’ come ebola che ha delle epidemie distruttive ma che finiscono in fretta

        • Peucezio says:

          Appunto.

          Semmai ciò che si deve temere sono i virus a letalità intermedia, magari più di questo (e con incubazione medio-lunga), ma meno di quelli stile Sars.

          • Mauricius Tarvisii says:

            La Sars era a mortalità intermedia: la Mers era quello a letalità elevata.
            Tralascio ovviamente roba tipo l’ebola, che è fuori scala.

  6. Peucezio says:

    Miguel,
    ah beh, se lo dice l’OMS…

    • Mauricius Tarvisii says:

      “i Cristiani ortodossi al posto del vaccino «infetto» per proteggersi hanno la Divina Comunione, il Battesimo, il Crisma, l’Acqua Santa, e conviene che invochino san Niceforo il Lebbroso”

      Va bene, ma a patto che li si confini tutti in un’area recintata per un paio d’anni.

      Poi mi chiedono perché secondo me il cristianesimo ortodosso è ormai la caricatura di se stesso…

      • Peucezio says:

        Credi che i protestanti americani siano diversi?

        E cosa dire di questa pseudo-chiesa-cattolica, che è la caricatura della caricatura di sé stessa?

        Resta il fatto che io quando ho assistito a delle liturgie ortodosse ho visto una religiosità viva, sana, ragazze, gente giovane, che partecipa con fervore, ma senza bigottismo né settarismo.

        Niente a che fare con l’ormai stanca e residuale religiosità cattolica modernista, che è una specie di filiale più sfigata di un’associazione secolare (e li preferisco anche al settarismo tradizionalista, che ha riti validi e ottimi ed è lì che si riscatta, per l’oggettività del sacro, ma sul piano umano è un mondo chiuso e rancoroso).

        • PinoMamet says:

          “Resta il fatto che io quando ho assistito a delle liturgie ortodosse ho visto una religiosità viva, sana, ragazze, gente giovane, che partecipa con fervore, ma senza bigottismo né settarismo.”

          Ma sai, secondo me questo dipende (scusa il paragone irriverente) più dal pubblico che dallo spettacolo.

          In parole semplici: sono più “indietro”, come si dice qua.

          Sono più all’antica, hanno avuto meno influenza della cultura dominante (negli ultimi anni sì, massicciamente, anche se in maniera un po’ all’ingrosso, scadente; ma sono ancora lontani dal sentirne l’effetto in pieno), e quindi vanno in chiesa, perché sì, perché “ci si va”, come facevano gli italiani negli anni Cinquanta.

          Cosa predichino i preti, e come, non è che influisca più di tanto.
          Poi quei paesi là (quasi tutti a dire il vero; ma quelli particolarmente) sono patriottici, e le chiese- non solo ortodosse- hanno avuto un ruolo importante nell’identità nazionale.

          L’ex polacca di mio fratello era cattolica, ma la sua religiosità non era per niente diversa da quella delle moldave o romene o russe ortodosse che ho conosciuto…

          • Z. says:

            L’identità nazionale, e comunque l’identità di gruppo, è poi particolarmente importante a mio avviso tra gli espatriati.

    • PinoMamet says:

      Beh Maurì però cose simili le hanno dette rappresentanti di tutte le religioni…

      le religioni sono organizzazioni umane, formate da esseri umani, e la cazzata scappa…

  7. Per Moi

    Tornare donne (dopo un bel po’ di chimica):

    https://www.youtube.com/watch?v=6CIt2uAF2LA

  8. PinoMamet says:

    Comunque io mi permetto una notazione.

    è stata, giustamente, criticata la gestione svedese, che ha creato in proporzione più morti dei paesi confinanti: è innegabile.

    Ma la gestione italiana? L’Italia ha fatto in pratica l’opposto della Svezia, ma possiamo dire che i risultati siano stati tanto migliori?

    C’entrano sicuramente tantissimi altri fattori. Però, ecco, questi fattori forse sono così tanti, e così imponderabili, che come non mi sento di dar torto a Conte e Speranza (e io, sapete benissimo, non sopporto il ministro Speranza) così non mi sento neanche di dar torto ai ministri svedesi che mesi fa hanno deciso la strada opposta.

    • Z. says:

      Beh, con tutte le critiche che si possono fare sia a Conte sia a Fontana, la Lombardia ha una densità abitativa molto diversa da quella svedese. Solo questo rende a mio avviso poco proficuo qualsiasi paragone. Se in Lombardia si fosse tenuto tutto aperto, sarebbe andata assai peggio che in Isvezia.

      Ma proprio perché la Svezia non è la Lombardia, poteva permettersi di prendere una decisione diversa, tant’è che l’ha presa.

      Solo, questa decisione ha avuto delle conseguenze negative.

      I Paesi confinanti hanno deciso per chiusure di varia entità, e anche questo ha avuto conseguenze negative.

      Tra cinquant’anni i posteri giudicheranno se è stata preferibile la linea norvegese o quella svedese, e potrebbero sorprenderci.

      • roberto says:

        Sono d’accordo con Z e aggiungerei che non è solo una questione di densità abitativa, ma proprio di cultura.
        Noi ci abbracciamo e ci baciamo, e fare una cena di famiglia con venti persone non è affatto una cosa stravagante
        Li non funziona per niente così

        • Z. says:

          Non mi ricordo se ne ho già scritto…

          Tempo addietro lessi le ultime pagine di un libro tipo “l’Italia spiegata agli inglesi”, ad opera di un autore inglese.

          Ricordo che due cose colpivano molto l’autore:

          – il fatto che nelle opere cinematografiche italiane, anche quelle per la TV, spesso i buoni perdono, e agli italiani piace così;
          – il fatto che gli italiani abbiano una cosa chiamata “compagnia” (scritto in italiano nel testo), che frequentano spesso se non tutti i giorni, mentre gli inglesi di norma vedono i loro più cari amici non più di due o tre volte al mese.

          • Moi says:

            Un certo Tobias Jones era una specie di “Reverse Beppe Severgnini” 😉 … scriveva, negli Anni Novanta, che “Italians claim that they are not racist because they don’t discriminate by race … they discriminate by behaviour !”

          • Mauricius Tarvisii says:

            “il fatto che nelle opere cinematografiche italiane, anche quelle per la TV, spesso i buoni perdono, e agli italiani piace così”

            La cosa, in realtà, è diventata mainstram nell’industria culturale americana di oggi. Solo che è declinata diversamente: i personaggi sono moralmente discutibili, vincono e lo spettatore viene solleticato nella propria stronzaggine a parteggiare per loro.
            E’ un po’ l’effetto Amici Miei, solo trasferito fuori dalla commedia.

            • PinoMamet says:

              È vero, in effetti.

              Però c’è anche una certa tendenza autoanalitica/depressiva-
              normalmente nelle commedie l’autoanalisi era roba da finti depressi, che in fondo stavano bene con sè stessi

              (la famosa battuta di Woody Allen “decisi di fare un elenco dei miei difetti, ma non andai mai oltre il punto 1: a volte dimentico il cappello”, in fondo era una descrizione sincera…)

              i personaggi nel decennio passato hanno cominciato a fare i conti con una crisi economica che ha portato al ridimensionamento del sogno americano
              (ho presente almeno due serie in cui il protagonista si “realizza” accettando un lavoro da “perdenti” o sfigati e non cercando di meglio… ma in fondo l’idea era già in Clerks)

              ora pare che stiano accettando di essere stronzi, problematici, incapaci di affrontare i propri problemi e sostanzialmente soli
              (BoJack Horseman ha delle puntate “pesissime” su questo, con storie di abusi famigliari, malattia mentale, Alzheimer…)

            • MOI says:

              … Si può averne (almeno) un esempio ?

              ——————

              Sicuramente c’era più “Manicheismo” ai tempi della Guerra Fredda …

              Anche perché il nesso con Amici Miei mi pare un po’ 😉 ermetico.

              PS

              Rivisti in parte in età adulta, anche gli anime dei robottoni appaiono meno manichei del ricordo remotissimo di un bambino … fra l’altro in un’ epoca in cui non potevi certo vedere e rivedere a piacimento ogni episodio , o leggere /ascoltare critiche su critiche in internet !

              • MOI says:

                la prima cosa che si nota nei film soprattutto comici anni settanta / ottanta è una certa spensieratezza becera … Paolo Ruffini (classe 1979, ma considerato un “Boomer” dishonoris causa 😉 … l’ Ultimo dei Boomers 😉 …) , in un’ intervista Yotobi , parla di una nuova generazione (di cui Yotobi è capostipite mediatico) di nerd giovani moralisti rompicoglioni ipersensibili ipercritici che ha ucciso la comicità !

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ruffini che accusa qualcuno di aver ucciso la comicità è di per sé un po’ comico.

              • PinoMamet says:

                Sono d’accordo con Mauricius.

                In ogni caso non sopporto neanche Yotobi e simili.
                Nella maggior parte dei casi, è gente a cui piace vincere facile: di solito sono specializzati nel prendere in giro i prodotti scadenti (che a me fanno solo tanta tristezza);

                del resto la tendenza la iniziò Mai dire TV…

              • Z. says:

                Sapete che non avevo mai sentito parlare di Paolo Ruffini?

                In effetti non guardo molta TV, men che meno i varietà Mediaset.

              • Moi says:

                la tendenza la iniziò Mai dire TV…

                ——

                in effetti, ha creato un “genere” nuovo … rottamando il detto “umanista” che

                “NON si spara sulla crocerossa !”

                😀

              • Moi says:

                Nei primi tempi, avevo in simpatia i Gialappa’s … poi li ho avuti sempre più in antipatia fino a un punto irreversibile : sempre meno battute e sempre più versi sprezzanti , per finire a far praticamente solo quelli !

              • Z. says:

                A me in TV non hanno mai fatto ridere. E quel che è peggio, le loro battute, per così dire, idiomatiche le ripeteva chiunque…

                Però era molto divertente la loro rubrica su Cuore!

              • Moi says:

                le loro battute, per così dire, idiomatiche le ripeteva chiunque…

                ……………..

                Questo, anche Antonio Albanese e Corrado Guzzanti … fino ad esser percepite addirittura come comunemente corrette :

                tipo : mi perplimo, sapevatelo, purtoppamente, a una certa, la qualunque / la qualsiasi …

    • Z. says:

      Detto questo, io su alcune cose mi sento di essere critico col governo italiano. Non sulle decisioni di fondo, che non ho gli strumenti per valutare appieno, ma sul modo con cui si è deciso di attuarle.

      Soprattutto per quanto riguarda i continui cambi di direzione, la confusione normativa, gli annunci subito smentiti e in seguito reiterati.

      Poi devo ammettere che le dinamiche di quest’anno mi hanno portato a considerare meglio i rischi insiti nelle autonomie regionali e locali.

  9. Z. says:

    L’atteggiamento di Schröder verso il governo italiano fu criticato da Sergio Romano, all’epoca.

    https://www.repubblica.it/esteri/2020/12/30/news/iran_khamenei_parla_agli_italiani_un_account_twitter_per_riprendere_il_dialogo_tra_roma_e_teheran-280488798/?ref=RHTP-BH-I280492578-P9-S4-T1

    In particolare, Romano – indispettito dallo sgarbo al governo di destra – disse che la Germania voleva ricreare il club dei vincitori della Seconda guerra mondiale.

    Nessuno gli fece notare che la Germania non era esattamente tra i vincitori…

    • Moi says:

      … cosa c’entra Khamenei ?

      • Moi says:

        c’è una vaga allusione al 2009 … poi devi essere iscritto per proseguire la lettura.

        inserisco qui:

        Iran, Khamenei parla agli italiani: un account Twitter per riprendere il dialogo tra Roma e Teheran
        30 Dicembre 2020 2 minuti di lettura

        La vigilia di Natale, l’ayatollah Ali Khamenei, l’uomo più potente dell’Iran, ha aperto il suo account Twitter in italiano. La piattaforma è ufficialmente vietata in Iran dalle proteste dell’onda verde del 2009, ma tutti i leader la usano e così molti cittadini, che riescono ad aggirare la censura grazie alle reti Vpn. Khamenei aveva già un account Telegram in italiano – aperto a settembre – e le pagine Instagram e Facebook, ma Twitter è uno dei suoi principali canali di comunicazione (ce l’ha anche in francese, spagnolo, arabo, russo e tedesco).
        La scelta dell’ayatollah può apparire un dettaglio di sola strategia comunicativa, ma arriva in un momento particolare delle relazioni tra l’Iran, l’Europa e l’Italia. Tra venti giorni si insedierà la nuova amministrazione americana, Joe Biden ha già detto che è pronto a ridiscutere il rientro americano nel Jcpoa – l’accordo sul nucleare iraniano abbandonato da Trump nel 2018 – il che significherebbe la fine delle sanzioni, ma la strada dei negoziati è complicata e l’Iran cerca interlocutori di cui fidarsi.

        I rapporti con l’Europa non sono sereni e l’Italia è considerata da Teheran un mediatore importante. Agli inizi di dicembre i paesi dell’EU3 – Francia, Germania e Gran Bretagna, che hanno trattato l’accordo sul nucleare con Cina, Russia, Stati Uniti – hanno preso una posizione dura contro la legge approvata dal Parlamento iraniano che chiede di aumentare il livello di arricchimento dell’uranio e di sospendere le ispezioni dell’Aiea nei siti nucleari iraniani se le sanzioni non dovessero essere subito rimosse dal nuovo presidente americano. Pochi giorni dopo, l’8 dicembre, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, un conservatore ex militare dei Pasdaran, considerato al momento uno degli uomini più influenti nella politica iraniana, ha incontrato l’ambasciatore italiano in Iran, Giuseppe Perrone, a cui ha espresso il disappunto di Teheran per la posizione europea. Perrone è stato il primo e finora l’unico diplomatico occidentale a incontrarlo, il giorno prima il segretario generale della Farnesina, Elisabetta Belloni, aveva parlato con il viceministro degli Esteri iraniano, Sayed Abbas Araghchi.

        “Gli iraniani chiedono esplicitamente che l’Italia abbia un ruolo più incisivo nel dialogo tra Iran e Europa”, dice Nicola Pedde, direttore dell’Institute for Global Studies, esperto di Iran. Nel 2003, quando si costituì il gruppo europeo per avviare i negoziati sul nucleare, l’Italia rimase fuori dall’EU3, per volere “della Germania di Schroeder”, dice Pedde. Riesumare l’accordo sul nucleare non è scontato, sul tavolo della Casa Bianca ci sono altre questioni da discutere con Teheran che riguardano il programma missilistico e la presenza regionale del’Iran, ma unire i diversi dossier “rischierebbe di danneggiare il ritorno all’accordo nucleare” che è l’interesse nazionale primario di Israele. “Biden questo lo sa e vorrebbe procedere un passo alla volta, gli europei hanno una posizione diversa, stanno puntando su nuovo accordo omnicomprensivo e questo rischia di danneggiare anche gli Stati Uniti”, osserva Pedde. Teheran conta su Roma per una moral suasion. “Quello che l’Italia può fare è tenersi lontana dalle posizioni EU3 e ritagliarsi un ruolo di facilitatore nel negoziato con gli americani”.

        • MOI says:

          NON ricordavo che la parte leggibile fosse così lunga … WTF ?!

          • MOI says:

            Va be’ cmq ci sarà Biden quindi nessuno sarà troppo autorizzato a lamentarsi delle Politiche Estere Americane 😉 … qualunque cosa succeda !

            • per moi

              è il solito meccanismo per cui pas d’ennemies à droite/à gauche.

              Quando Fini e Berlusconi hanno legalizzato in massa gli immigrati, a sinistra non avevano nulla da ridire, a destra stavano zitti perché non c’era nessuno di sinistra con cui prendersela.

              Se Salvini non si fosse tirato fuori dal governo (secondo la tesi ‘complottista’ ma non implausibile di Zeta) a quest’ora ci sarebbero le Sardine in piazza a contestare le Maschere Fasciste, e Saviano a denunciare gli orrori del distanziamento sociale. E i destri a strillare perché la Boldrini ha una foto su Facebook di cinque anni fa senza mascherina…

            • Z. says:

              Miguel,

              la politica è spesso asimmetrica. Non mi sembra che negli Stati Uniti o in Brasile la sinistra abbia lamentato le troppe limitazioni imposte dal governo di destra. Non credo che l’avrebbe fatto in Italia.

              E secondo me, l’idea di Salvini di rincorrere i negazionisti da covid non è stata particolarmente brillante.

              PS: comunque mi ero sbagliato. A maggio avevo immaginato che Salvini si sarebbe sfilato. Poi mi ero convinto del contrario: ha stravinto le europee, ha troppo consenso, è evidente che non può più farlo. Così pensavo. Invece l’ha fatto lo stesso, anzi, forse l’ha fatto proprio per questo. Non era così evidente. Non lo è quasi mai 🙂

          • Per Moi

            “NON ricordavo che la parte leggibile fosse così lunga … WTF ?!”

            🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ah, se fai “seleziona tutto” superi il loro paywall? Grandissimi! 😀

  10. Moi says:

    Mah … io ancora spero che “staltranno” 😉 ci si possa scordare in fretta degli Uccellacci del Malaugurio Main Stream e delle loro apocalittiche interviste !

  11. Z. says:

    La vittoria non credo sia vicina, ma non credo nemmeno che la guerra sarà eterna.

    E siccome non reggerò sveglio sino a mezzanotte, gli auguri ve li faccio ora 🙂

  12. Mauricius Tarvisii says:

    Buon anno a tutti!

  13. MOI says:

    … BUON ANNO !

    —————————————

    Dan & Dav

    https://www.youtube.com/watch?v=OBBI6R_ryoo

    Tutto il 2020 in Un Cartoon 🇮🇹

    6 min : 8 sec

  14. mirko says:

    Per chi crede che Trump sia migliore di chi lo ha preceduto e di gli succederà:

    https://www.francocardini.it/minima-cardiniana-307-2/#more-2442

    • MOI says:

      La politica estera più o meno interventista [le cui conseguenze economiche sono spesso complesse] con conseguenti migrazioni di massa NON è qualcosa alla portata di tutti per esperienza e capacità di incidere sulla realtà … invece il politically correct e il gender , molto di più ! Forse è per questo che le identità politiche e ideologiche si formano e si infervorano molto di più su quest’ultimi temi.

  15. mirko says:

    di chi gli succederà

  16. MOI says:

    gli “Amici Miei” , in epoca coeva , erano dei Trasgressivi di sx … oggi, in un remake, sarebbero dei beceri razzisti, sessisti, omofobi di estrema dx !

    • PinoMamet says:

      Caro Moi, chiunque con i criteri di oggi sarebbe razzista, sessista e omofobo.
      Sono i criteri che sono sbagliati!!

  17. Moi says:

    @MIGUEL

    Feminist Icon Judith Butler on JK Rowling, Trans Rights, Feminism and Intersectionality

    https://www.youtube.com/watch?v=tXJb2eLNJZE

    Judith Butler

    is one of the most famous feminist scholars on earth. In this interview, we discuss the relationship between trans rights and feminism, why transphobia is so rampant in the UK, JK Rowling’s interventions on trans rights, what intersectionality is and why it’s important – and much more.

    (59 min : 13 sec)

    PS

    Persino Gianfranco Amato e Silvana De Mari le riconoscono di essere una donna coltissima … quanto pericolosissima !

    • Per Moi

      Judith Butler

      interessante, ho seguito i primi dieci minuti circa.

      Come sempre, trovo insopportabile Owen Jones, lei mi piace istintivamente, sa spiegarsi molto bene.

      Non avendo seguito tutto, trovo pazzesca la differenza tra il pezzo iniziale:

      “Tizi* è del genere X, esserlo per l* è questione di vita o di morte, se non riesce a vivere il proprio genere fino in fondo morirà suicida”

      e:

      “io sono queer, sono senza genere, il genere è una roba performativa, la società ti obbliga a recitare questo o quel ruolo”

      Poi lei stessa dice di aver cambiato idea, da quando affermava queste cose.

      Certo è sconvolgente l’assoluto antinaturalismo, l’idea che l’essere umano sia qualcosa di totalmente a-biologico.

  18. Moi says:

    Judith Butler: Your Behavior Creates Your Gender | Big Think

    https://www.youtube.com/watch?v=Bo7o2LYATDc

    gender is performative

    3 min

    • Per Moi

      “Judith Butler: Your Behavior Creates Your Gender | Big Think”

      sicuramente dice alcune cose vere, ma come cavolo si concilia con l’idea che Giovanni Rossi, alto du’ metri, con la barba e attratto dalle donne, sia “in realtà una donna dentro”?

  19. roberto says:

    Ancora una gustosa novità sul fronte brexit

    Il governo inglese ha acquisito il sito delle white cliffs di dover per costruirci un enorme parcheggio per i camion che dovranno aspettare i controlli alle frontiere
    Gli abitanti non sembrano entusiasti

    https://www.theguardian.com/politics/2021/jan/01/residents-furious-brexit-lorry-park-kent-village?CMP=Share_iOSApp_Other&fbclid=IwAR1sbw_AqhKqH8z3UTvhkAboSEY30FY9I3GsgBAZfKFTdli9R4bJqvpxXNo

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