La religione dei PoMo

Tra i siti cui do un’occhiata occasionale, c’è Redline, basato nella Nuova Zelanda, che cerca di offrire un intelligente antidoto marxista alla cultura narcisista che nel mondo anglosassone ha rapidamente svuotato ogni critica critica al sistema capitalistico, sostituendovi la contemplazione estatica dei propri sentimenti e risentimenti.

Stiamo parlando di un’onda che nasce quando i figli dell’élite del paese più ricco del mondo, nelle loro università da 60.000 dollari l’anno, scoprono il postmodernismo francese, e lo traducono secondo i parametri americani.

Che alla fine sono sempre quelli.

Io, individuo.

Fuori, natura, corpi, materia, entità fluide che io posso plasmare come voglio, se possiedo la tecnologia.

La tecnologia la dà la Gesù con una botta al cuore, oppure il manuale dell’ingegnere ferroviario, ma anche il guru indiano, il business coach (si stima che il settore valga 15 miliardi di dollari l’anno), lo psicanalista che inventa false memorie di abusi: l’importante è avere fede, stroncare i miscredenti e usare il linguaggio dei veri credenti, senza mai sgarrare.

Un aspetto che sconvolge gli europei, e in particolare gli italiani, è la radicalità di questa cultura, la sua impermeabilità al ragionamento, al compromesso, alla tradizione: ma è proprio questa apparente assurdità che la rende potentissima.

Il sito di Redline ospita un video di un certo Francis Aaron, rapper inglese colto, che riflette sull’onda ideologica che sta sconvolgendo gli Stati Uniti e il mondo anglosassone, e i meccanismi psicologici sottostanti.

Un elemento cruciale di ogni religione è il suo gergo che include chi deve includere mentre esclude chi deve escludere, per cui ci sono diversi termini cruciali – come validate, affirm, cancel – che sono quasi intraducibili.


Prima della cancel culture
e dei linciaggi su Twitter
le sette del campus
erano una bomba a orologeria
e si stava formando una tempesta
per i figli più fortunati della storia
non conoscevano il dolore
nessuna minaccia nessun problema
non conoscevano lo sforzo
nessun senso di lotta
in un’epoca di pregiudizi e barbarie
arrivò una generazione cresciuta con una dieta di narcisismi
gettati nella fornace dell’abisso
si sono ritrovati senza scopo e alla deriva
persi in uno sfinimento senza speranza
a galleggiare in un oceano di noia
intrisi di risentimento e gravidi di invidia
depressi e condannati a essere vuoti
non avevano obiettivo
nessun elixir o nostrum
niente da superare
questo era il loro problema
cercavano di essere visti come eroici
che le loro vite un giorno saranno considerate
il tema per un poeta
quello di cui avevano bisogno era un obiettivo uno scopo!
un’idea che potesse raccogliere gli impulsi
hanno rastrellato la terra
il letame scavato per placare la sete
era una tale fatica
se non potevano fare altro che aggrapparsi a pagliuzze
avrebbero dovuto creare cose per cui soffrire
forse ad alcuni potrebbe sembrare sconcertante
ma gli esseri umani hanno bisogno di sofferenza
se non ci fosse nessun nemico con cui combattere
allora sarebbe necessario inventarlo!
è problematico [vogliamo solo spazi sicuri!]
profondamente problematico [questa è una microaggressione!]
è così problematico [sono offeso!]
Cominciarono a risvegliare i mostri
per dare un senso alla loro vita hanno dovuto creare problemi
per acquisire uno scopo e risolvere questo enigma
hanno dovuto inventare lotte fantastiche!
mostri che sarebbero stati destinati a conquistare
da questo è nata una raccolta di dogmi
un corpo di finzioni che hanno ammucchiato a pile
un grappolo di favole camuffate da fatti
e riflettevano rigorosamente sulla dottrina
una chiesa-casa di pazzi apparatchik
intrugli di idiozia cosmica sfornati da ciarlatani e fanatici
da ogni orifizio si sentiva il fetore
in profondità nelle profondità sotterranee hanno scavato
quando una tendenza ha poi fatto sentire la sua presenza:
un’ossessione patologica per la salute mentale
il miserabile spettro dell ‘”oppressione”
il feticcio irrequieto della “progressione”
questa infezione si stava diffondendo come la lebbra
il mistico farneticare di “identità di genere”
intrappolato in una stanchezza criptica
il fantasma dell ‘”esperienza vissuta”
lo shibboleth dell’ “intersezionalità”
una volontà di sconvolgere la realtà
l’ottusa fallacia del “genere”
l’ossessione per la “sessualità”
l’estrema fissazione sulla “razza”
questi temi dettavano la fede
alla fine fu costruito un credo di risentimento
e il suo compito era generare un senso di colpa
per assicurare il potere
per farli sentire sporchi
si deve far sentire in colpa gli innocenti
cantare un inno politico all’amarezza
pentirsi!
pentirsi per il peccato originale del privilegio
affascinato dalla passione del Vangelo
questo comando è stato installato come una moda morale
e mentre questi flagellanti devastavano la loro salute
un sacerdozio cominciò ad ancorarsi
un clero di cappellani ossessionati con le colpe e una gregge nevrotica
di cuccioli pieni di sensi di colpa
una marmaglia di attivisti all’opera per un catechismo
che gettava sospetti sulla natura
e li fece pensare che avrebbe fatto arrivare l’ora in cui
questo masochismo avrebbe dato loro potere
le masse ora erano azzittite da un voto volpino
per capovolgere il mondo
per dettare i termini che devono utilizzare
attraverso una grande inversione di valori!
un culto malato con una visione del mondo in cui
il vittimismo divenne virtù
forza e integrità rese odiose
la follia ora è diventata santità
l’obesità è diventata “positività corporea”
che sarebbe stato messa la museruola al linguaggio era una probabilità
mentre mascheravano il loro fanatismo con una logica debole
la mascolinità era considerata tossica
il significato di uomo e donna doveva essere offuscato
e una mandria garantita sarebbe rimasta appesa a ogni parola
hanno mappato il campo di battaglia
con tanta astuzia nel loro mondo
l’uomo potrebbe ora diventare donna
e sotto l’improbabile convinzione che sarebbe fiorito
questa impossibilità è stata persino incoraggiata
uno strano circo adesso faceva appello
allo squilibrato culto del pronome
per domare gli incolti e plasmare questa condotta
sostenevano che la verità fosse un costrutto sociale
queste strutture sarebbero state bruciate!
tutto doveva essere decostruito
desideroso di essere accettate come discepoli
alcune pecore anemiche furono risucchiate nella sua spirale
che sentivano che il loro sonno li aveva messi in pericolo
la conoscenza di questi strutture li aveva “risvegliati”
quindi si sono designati i “risvegliati” [woke]
ora le fiamme dell’inferno erano state alimentate
drappeggiati con abiti clericali costumi e travestimenti
presto avrebbero concluso di essere i giusti
vestito e corazzati e intrisi di compiacenza
queste schiere risvegliate erano cresciute a grappoli
avvolte nelle vesti di giustizia sociale
il loro obiettivo era far esplodere le strutture
apparvero da una botola
sibilando e schiumando
Seghetti derrideani oscillanti e taglienti
tutto era assorbito dalla dottrina
tutto si è trasformato in un problema
tutto doveva essere problematizzato
e le università coccolanti
inghiottirono le bugie
divorarono il dogma
i problematodipendenti
e tutto fu così reso
PROBLEMATICO

back befor cancel culture
and the twitter pile on
the campus cults
were a ticking time bomb
and a storm had been building
for history’s most fortunate children
they knew no pain
no threat no trouble
they knew no strain
no sense of struggle
into an age of bias and barbarism
came a generation raised on a diet of narcissims
tossed into the furnace of the abyss
they found themselves purposelss and adrift
losst in a hopeless exhaustion
awash in an ocean of boredom
drenched in resentment and pregnant with envy
depressed and condemned to be empty
they had no goal
no elixr or nostrum
nothing to overcome
this was their problem
they sought to be seen as heroic
that their lives mighe one day be deemed
the theme for a poet
what they needed was a target a purpose!
an idea that could harvest the urges
they raked the dirt
the dug manure to slake the thirst
was such a chore
if they could do nothing but clutch at straws
they would have to create things to suffer for
perhaps to some it might seem puzzling
but human beings need suffering
if there were no enemy to contend with
then it would be necessary to invent it!
it’s s problematic [we just want safe spaces!]
deeply problematic [that’s a microaggression!]
it’s so problematic [I’m offended!]
They began to awake goblins
to give their lives meaning they had to create problems
to acquiire purpose and crack this puzzle
they had to concoct fantastic struggles!
monsters they would be destined to conquer
from this came a collection of dogma
a body of fiction that they piled in stacks
a cluster of fables disguised as facts
and they pondered the doctrine rigoroulsly
a church-house of mad apparatchiks
concoctions of cosmic idiocy churned out by quacks and fanatics
from every orifice the stench was smelt
deep into the subterranean depths they delved
when a trend then made its presence felt:
a pathological obsession with mental health
the wretched spectre of “oppression”
the restless fetish of “progression”
this infection was spreading like leprosy
the mystical gibberish of “gender identity”
trapped in a cryptic weariness
the phantom of” lived experience”
the shibboleth of “intersetionality”
a willingness to disrispect reality
the blockheaded “gender” fallacy
the obsession with “sexuality”
the extreme fixation on “race”
these themes dictated the faith
at last a creed of grievance was built
and it’s task was to breed a feeling of guilt
to secure power
to make them feel filthy
the innocent must be made to feel guilty
to sing a political hymn to bitterness
repent!
repent for the original sin of privilege
enthralled by the Gospel’s passion
this command was installed as a moral fashion
and as these flagellants ravaged their health
a priesthood began to anchor itself
a clergy of guilt-tripping chaplains and neurotic flock
of guilt-stricken hatchlings
a rabble of activism would labour for a catechism
that cast suspiecion on nature
and it had them thinking it would bring the hour in which
this masochism would give them power
the masses were tongue-tied now by a vulpine vow
to turn the world upside down
to dictate the terms that they shall use
through a great inversion of values!
a sickly cult with a world view in which
victimhood became virtue
strength and integrity were made odious
madness now became holiness
obesity became “body positivity”
that speech would be restrained was a probability
as they masked their bigotry in weak logic
masculinity was deemed toxic
the meaning of man and woman had to be blurred
and a guaranteed herd would hang on each word
they mapped the battleground
with such cunning in their world
man could now become woman
and under the improbable belief he would flourish
this impossibility was even encouraged
a strange circus did invoke now
the deranged worship of the pronoun
to tame the uncouth and mould this conduct
they claimed that truth was a social construct
these structures would be combusted!
everything had to be deconstructed
eager to be judged a disciple
some anaemic sheep were sucked in its spiral
who felt their slumbers had endangered them
knowledge of these structures had “awakened” them
so they styled themselves as “woke”
now the fires of hell had been stoked
draped in cassoccks costumes and disguises
they would soon conclude they were righteous
clothed and buttressed and soaked with smugness
these wokeish juntas had grown in clusters
cloaked in the robes of social justice
their goal was to explode the structures
they appeared from a trapdoor
hissing and frothing
Derridean hacksaws swinging and chopping
everything was absorbed into the doctrine
everything was transformed into a problem
everything had to be problematised
and the mollycoddled colleges
swallowed the lies
they gobbled the dogma
the problem addicts
and everything was thus rendered
PROBLEMATIC

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180 Responses to La religione dei PoMo

  1. Francesco says:

    sì ma cazzo pure i rapper ce l’hanno con la sintesi?

    non è che siamo tutti ricchi gentiluomini greci senza nulla da fare e ore infinite per fare cultura

    mi hai reso vieppiù simpatico Trump, che tratta quella gente come va trattata ma non ce la faccio a digerire una rappata così lunga

    😀

    • PinoMamet says:

      Daje con i geniluomini greci…
      oh, confondi il Medioevo con l’antica Grecia!
      E da grecista, lo trovo davvero assurdo…

      • mirko says:

        Il fatto è che la Rumeli proprio non esiste nell’immaginario italiano, che passa dall’antica Ellade direttamente alla “Grezia” moderna…..

        • Peucezio says:

          Beh, tieni conto che la storia è fatta di pochi momenti celebri e millenni di cose sicuramente interessanti, ma che restano un po’ sotto la soglia della percezione di rilevanza.
          Tranne per chi ha una cultura storica vastissima come te o Habsburgicus.

          C’è anche da dire che la Grecia medievale è interessante per molti aspetti, ma è stata meno feconda e originale di altri tempi e luoghi: quanto dobbiamo alla cultura bizantina, che pure a me sta simpaticissima, dopo Giustiniano? Non moltissimo. Molto meno che alla Grecia classica o ellenistica. L’Occidente (il Fangistan 🙂 ) bassomedievale era più vivace dell’Oriente greco.
          Poi io trovo un grande fascino in quella fissità un po’ ieratica, in quel cerimoniale formalistico, in quel mondo un po’ ingessato. Però non è stata una grande fucina di novità e originalità.
          E la cultura comune, quella divulgativa quindi tende un po’ a ignorarla, anche a torto.

        • Peucezio says:

          Per inciso, io trovo ancora meno interessante la Grecia di oggi: forse aveva ancora da dire ai tempi dei Colonnelli. Oggi – non ci sono mai stato – ma mi dà di essere un mondo in disfacimento totale, non meno della Spagna, ma forse peggio, con un nazionalismo con cui potremmo anche simpatizzare, ma del tutto velleitario.

          • habsburgicus says:

            sui Sarakatsani
            c’é una monografia del danese Carsten Høeg (che visitò i luoghi nel 1922 e nel 1924), in francese (dunque pure accessibile), del 1925 ma è introvabile (Les Saracatsans): une tribu nomade grecque, 524 pagine (e ha scritto un secondo volume nel 1926, di testi con vocabolario tecnico, 212 pagine)…
            e poi c’il greco G. Kavadias, sempre in francese, 1965, 444 pagine

            @Peucezio
            condivido il tuo giudizio sulla Grecia d’oggi….pure la lingua purificata, mantenuta gelosamente sino al 1974, è stata abbandonata e gettata dans la poubelle !

            • Peucezio says:

              Tra l’altro.
              Poche cose al mondo trovo insulse quanto la dhimotikí.

              Andava bene per le canzoni popolari, le fiabe tradizionali, i proverbi, gli etnotesti in cui i contadini ti raccontano come mietevano il grano, ecc. ecc., tutt’al più per la poesia alta con intenti sperimentali o mimetici.

              In pratica hanno scelto di fare il contrario nostro e di tutti gli altri popoli: hanno fatto diventare lingua ufficiale il dialetto e hanno abolito la lingua scritta, ufficiale, di cultura.
              Il che in teoria dovrebbe piacermi, se non fosse per il fatto che
              1) mica per mantenere i dialetti vorrei abolire l’italiano; magari mantenerlo presso una cerchia minoritaria, questo sì;
              2) i dialetti italiani sono lingue locali; preservandole si conserva una ricca varietà di idiomi e un rapporto col territorio; i dialetti greci sono similissimi fra loro e comunque ne hanno scelta una sola variante e l’hanno imposta a tutti, quindi hanno impoverito la varietà, sia orizzontalmente (in senso diatopico), sia anche verticalmente (in senso diastratico, diafasico e diamesico), abolendo la lingua alta.
              Il dialetto come mezzo di omologazione, distruzione delle specificità e cancellazione della storia e della cultura.
              Difficilmente si poteva fare peggio.

            • PinoMamet says:

              Credo che la colpa dell’abbandono della lingua classica sia di un governo di destra! Se non sbaglio.
              Qualche Peuketios 😉 un po’ estremista?

              Comunque in greco ci sono dialetti moderni piuttosto diversi (lo tsakoniko e il pontico, ma in minor misura anche altri).

              La lingua demotica vale anche per le belle canzoni della musica rembetika e hasiklidika!

              Certo non era il motivo per abbandonare la lingua classica…

            • mirko says:

              Per Habsburgicus

              Si, ho sentito dell’opera di Høeg. Se non sbaglio, sostiene la tesi di un gruppo greco arcaico all’origine dei Sarakatsani.
              Forse il chiamarsi Valacchi pur essendo romeofoni, può semplicemente indicare una lunga simbiosi tra i due popoli, vissuti nelle stesse zone del Pindo e conducenti lo stesso stile di vita.
              Forse i Sarakatsani subirono anche una qualche forma di dominazione valacca, ma il loro linguaggio con caratteristiche greche arcaiche, mi fa propendere per la tesi dell’origine greca antica.
              Per una volta, credo che la storiografia romaica abbia ragione. 🙂

          • PinoMamet says:

            Mmm.no la Grecia attuale non mi pare simile alla Spagna, nè politicamente nè granché come carattere o tendenze degli abitanti.

            I greci mi pare che dopo tutto, con qualche differenza (un certo orgoglio nazionale, la maggior predisposizione a parlare inglese, un qualche machismo “dal sapor mediorientale”) assomiglino piuttosto agli italiani, tutto sommato.

      • mirko says:

        Secondo la storiogafia e l’opinione pubblica romea, loro dovrebbero essere i discendenti dei Greci antichi:

        https://youtu.be/GCb6umoJJVU

        Anche se questo gruppo vive in Bulgaria.

      • PinoMamet says:

        Mah, non ho idea…. so pochissimo dei Saraktsani.

        Per l’opinione pubblica romea però tutti quanti quelli che hanno messo piede in Grecia sono discedenti dei Greci antichi, anche se parlano latino (meglenorumeno) o albanese 😉

        il bello è che a definirli così pensano di fargli un grande favore!

        • mirko says:

          E’ l’effetto del nazionalismo romeo moderno, che sul modello giacobino-napoleonico francese non accetta che in “Grecia” ci siano gruppi etnici non “greci” (a parte Turchi e Pomaki musulmani nella Tracia occidentale).

          • mirko says:

            I Sarakatsani in effetti sono un mistero.
            Non compaiono nelle fonti antiche, ne bizantine, e in quelle ottomane non prima del XVIII secolo.
            Loro stessi si autodefinivano “Valacchi” sebbene siano romeofoni, e il loro linguaggio presenta elementi arcaici greci del nord.
            Secondo la teoria romea, sono originari del Pindo, in una regione chiamata Agrafa, perché in epoca ottomana i suoi abitanti non erano registrati a fini fiscali.
            Fu in seguito alle persecuzioni di Alì Pascià di Giannina (1743-1822), negli anni 1788-1820, che il gruppo sarakatsano si sarebbe diviso in una diaspora di pastori nomadi per i Balcani, con caratterostiche effettivamente simili a quelle dei Valacchi.
            Non so se questa tesi abbia fondamento.

            • habsburgicus says:

              Secondo la teoria romea, sono originari del Pindo,

              probabilmente i gr.., pardon romei, hanno ragione ! (almeno in questo)
              il Pindo era terra di valacchi etnici, illis temporibus (secoli e secoli fa)
              probabilmente anche costoro erano in origine valacchi (latinofoni quindi), poscia grecizzati linguisticamente che hanno però conservato un vago e confuso ricordo della propria alterità rispetto agli altri greci
              anche in Serbia la parola “valacco”, in origine etnica ha perso significato strettamente etnico e ha assunto significato “sociale”, e di fatti in Serbia non vi sono più valacchi etnici (a parte nel Timok, ma è altro)
              direi che, per quanto non pienamente soddisfacente, il rasoio del buon vecchio Occam ci spinge verso una soluzione di questo tipo

              • mirko says:

                I Romei però pensano che i Sarakatsani siano discendenti dei Greci antichi, per via del loro dialetto ricco di arcaismi.

              • PinoMamet says:

                In queste cose non c’è mai una risposta unica, per il solo motivo che non può esserci.

                Si tratta della vecchia idea sette-ottocentesca delle “nazioni” come entità eterne, distinte e impermeabili una all’altra;
                e la conseguente curiosità, “a quale nazione apparterrò io?”

                Che però non ha senso nell’era della genetica- è abbastanza chiaro che siamo tutti parenti di tutti, altrimenti ci saremmo estinti da un pezzo.

                Inoltre, i geni sono una cosa, i popoli un’altra…

                quindi i Sarakatsani sono… Saraktsani, come gli inglesi sono inglesi e non Angli e Sassoni…

  2. mirko says:

    Per una volta, concordo con Francesco, che già non ho capito cosa siano questi PoMò.
    Miguel, come Moi è molto proiettato nel comprendere un futuro sempre più veloce, ma io che sono antico e non sono mai stato ragazzo, faccio fatica a capire di cosa parlano.

    • Per Mirko

      “PoMò”

      Io la chiamo religione, per motivi sociologici, poi ovviamente non si presentano così: è tutto il vasto mondo del martellamento sui social, nelle piazze, nei tribunali, nelle sfilate di moda, che proviene certo dall’America, ma arriva ormai ovunque.

  3. mirko says:

    Ma sti americani quando si fermeranno?
    Non sono stanchi di correre, correre, correre sempre e a velocità supersonica?

    • PinoMamet says:

      Non so se corrano…
      a me sembrano fermissimi.

      Forse ogni civiltà lo è, perlomeno in parte: ha dei punti fissi che la definiscono, quando cambiano quelli cambia tutta la civiltà.

      Il punto fisso di quella americana mi pare che sia (Miguel mi correggerà):

      “Io posso avere successo!”

      Migliaia e migliaia di persone sono emigrate negli USA, e vi hanno cresciuto milioni e milioni di figli e di nipoti, basandosi su questo solo assunto:
      “Io posso avere successo”.
      Io devo avere successo!

      e ci deve essere qualche sistema, qualche scorciatoia, qualche trucchetto, qualche macchinario (credo che fosse Mark Twain, già, a notare la passione americana per la tecnologia, per il piccolo attrezzo che ti rende superiore agli altri), o perlomeno qualche credenza o fede che mi darà successo.
      Sennò non serve a niente ed è da buttare!

      Come ultima spiaggia, va bene anche la fede nel “duro lavoro… che mi darà il successo!”

      Hai presente l’introduzione della maestra di danza alla serie TV 2Saranno famosi”?
      “Voi sognate il successo, la gloria… ma queste cosa hanno un costo, ed è qui che si comincia a pagare, col sudore!”

      certo, se poi uno suda tantissimo, e poi resta sempre un ballerino mediocre, allora dovrebbe mettere in dubbio tutto il sistema…

      ma il sistema non si può mettere in dubbio, perché crollerebbe (cosa sono emigrato a fare??) e allora bisogna aspettarsi Gesù o lo yogi indiano che ti spianano la via al successo…

      Credo fosse David F. Wallace (ne è esperto un amico filosofo, io non ho ancora affrontato la sua opera neppure nella- pessima- traduzione italiana) a mettere in dubbio la religione americana del “lavorerò di più, mi allenerò tutte le mattine, e allora otterrò il successo perché è giusto così “.

      Che poi si ammazzò, poraccio!!

  4. PinoMamet says:

    A quasi proposito, leggo sui giornali di ieri che l’attrice Ellen Page ha deciso di cambiare sesso e diventare Elliot- non ha ancora cambiato sesso, a quanto ho capito, ma ha già dettato ai media i suoi pronomi (a me continua a sembrare un’assurdità) che, bontà sua, sono i relativamente semplici lui/loro
    (perché è non-binaria, e quindi plurale…)

    e i giornali italiani, obbedienti, si adeguano.. .e scrivono “l’attore ha ottenuto il successo con la parte di una ragazza incinta in Juno …”

    • Per PinoMamet

      “non ha ancora cambiato sesso, a quanto ho capito,”

      Almeno la maggior parte dei M-to-F non lo fanno oggi. Tanto il sesso è un Costrutto Sociale, un sottoprodotto del genere.

      https://growinguptransgender.com/2018/11/01/biological-sex-is-a-social-construct/ (con la solita citazione degli interesessuali, reclutati sempre come unico argomento concreto).

    • Peucezio says:

      Io quando ho sentito che si era dichiarata trans (per la verità non ho idea di chi fosse, ma ho letto da qualche parte in rete di questa tale che aveva fatto questa dichiarazione) ho pensato che volesse dire che ha l’uccello: ai miei tempi il trans è un tizio che sembra donna, ma ha il pisellino.
      Ma mi sa che non è così, forse nel suo caso è l’inverso.
      Non sarebbe più pratico avere due nomi diversi per distinguere chi da uomo diventa donna e chi fa l’esatto opposto?

    • Moi says:

      @ PINO

      Come “memerebbero” i SJWs d’ Oltreoceano :

      Woh ! Woh ! Woh ! Woah ! What part of “she’s a man trapped in a woman’s body” don’t you get, buddy ?!

      • Moi says:

        Ahem … “He’s a man trapped in a woman’s body “, forse, credo.

        Va be’, il Gender NON segue certo la Logica Tomistico-Aristotelica , ch’è robaccia da Bianchi Razzisti !

        … Idea che girava già alla Scuola di Francoforte !

        • Moi says:

          Ci provo lo stesso, tanto il DDL Boldrini-Zan-Scalfarotto deve ancora passare dal Senato :

          “Elliot is trapped in Ellen’s body”

          … senza pronomi è più semplice.

          • Moi says:

            Considerate che è tutto concepito in AngloAmericano e poi si deve tradurre … è macchinoso, complicato : forse intuisco cosa significhi tradurre il Corano dall’ Arabo … NON scherzo !

      • PinoMamet says:

        Grazie, ne facevo a meno 😉

  5. mirko says:

    Diciamo che l’America è terra di contraddizioni: da un lato la turbovelocità supersonica con sempre nuove idee e progetti anche inquietanti come il transgender, dall’altro Mennoniti, Amish e Hutteriti fermi al XVIII secolo.
    Io preferisco i secondi, pur non essendo protestante.

    • Per mirko

      “Io preferisco i secondi, pur non essendo protestante.”

      Considera che sono sempre scelte, atti di volontà: voglio andare sulla luna? Voglio vivere nel XVIII secolo? voglio cambiare di sesso?

      Where there’s a will, there’s a way!

      • mirko says:

        A me sono proprio certe scelte ad inquietarmi, l’idea di poter alterare la natura a proprio piacimento.
        Il valicare limiti che dovrebbero restare invalicabili.

        • Per Mirko

          “Il valicare limiti che dovrebbero restare invalicabili.”

          E’ l’arroganza che ti viene quando ti trovi davanti un intero continente da saccheggiare.

          Adesso che l’hanno spolpato, gli resta giusto da spolpare se stessi.

          • Il bello è che Dante aveva previsto tutto, raccontando la storia di Ulisse.

            E a scuola ti insegnano a tifare per Ulisse.

            • mirko says:

              Verissimo, ma il mio professore del ginnasio ci insegnò a vedere Ulisse, sfrondato dal mito, e che essere astuti non significa necessariamente essere buoni.

              • Per Mirko

                “Verissimo, ma il mio professore del ginnasio ci insegnò a vedere Ulisse, sfrondato dal mito, e che essere astuti non significa necessariamente essere buoni.”

                Affascinante l’ingannevole e veritiero concetto, secondo cui non saremmo fatti per vivere come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza.

                La folle distinzione tra noi e ogni altra cosa che esiste su questo pianeta, anche se condivide il 99 del DNA con noi…

                eppure siamo davvero portati a seguire virtute, a darci un senso – quello dei PoMo, quello della Chiesa, quello dell’Islam, quello del Partito Comunista – e siamo avidi di conoscenza.

                Che poi la conoscenza smaschera la virtute, e ci ricorda che siamo bruti.

                Complicatissimo!

        • roberto says:

          “l’idea di poter alterare la natura a proprio piacimento.”

          ma non ti sembra che quest’idea sia semplicemente l’essenza dell’essere umano?
          da quando prometeo gli ha insegnato a domare il fuoco, in poi…
          gli acquedotti romani non sono un modo di alterare la natura?
          I polder olandesi?
          le bonifiche mussoliniane?
          gli antibiotici?

          • Mauricius Tarvisii says:

            “L’antropocene era il progetto originario”

            • roberto says:

              Citazione di?

              Comunque non credo che sia un progetto proprio è così
              Lo scimpanzé usa un bastone, raccoglie frutta e si fa una cuccia per dormire

              L’uomo vuole una zappa con la testa in metallo (e quindi trasforma dei minerali) si scoccia a mangiare roba cruda e fa la ribollita (trasformando verdure) e non gli piace stare all’aperto o avere i piedi nel fango (e quindi costruisce case e strade trasformando l’ambiente che ha in torno)

              Questo più o meno da sempre….

          • Peucezio says:

            Ma l’uomo non dovrebbe fare parte della natura.
            Anche perché il costruttore deve stare attento: che ne sa che a modificare sé stesso invece delle altre costruzioni, non perda la capacità di costruire?

            • roberto says:

              Non dovrebbe? forse
              ne fa effettivamente parte? sicuro

              Pensa comunque ai cyborg che vivono con un organo trapiantato, o una protesi all’anca o addirittura con denti artificiali!

              • Mauricius Tarvisii says:

                Abominio! E dove andremo a finire? Che scomparirà la mortalità per parto?

          • mirko says:

            Mi spaventa il transgender, la manipolazione dell’uomo su se stesso.

            • mirko says:

              Rispondevo a Roberto.

              • roberto says:

                il transgender ti spaventa perché?

                in fin dei conti anche se metto una protesi all’anca, faccio un trapianto di cuore, o anche di faccia, o ho una protesi alle gambe, o, come sembra stiano realizzando, un esoscheletro che mi permette di camminare anche da paralizzato, non sono tutte “manipolazioni dell’uomo su se stesso”?

                perché proprio il trasgender ti spaventa?

              • Per roberto

                “il transgender ti spaventa perché?”

                Precisiam i termini.

                “Transgender” è molto recente (mi dicono che l’uso diffuso risale al massimo a una quindicina di anni fa) per descrivere le due diversissime categorie che una volta venivano chiamate “transessuali” e “travestiti”.

                Il “transessuale” indicava una persona che si sottoponeva a operazioni chimiche e fisiche (tipicamente l’utilizzo di ormoni, la castrazione chimica e fisica, la mutilazione genitale e del seno, ecc.) per somigliare esteriormente di più al sesso non di nascita.

                Il travestito è normalmente un maschio che trova particolarmente interessante vestirsi con una forma un po’ eccessiva dell’abbigliamento che la società in un dato momento considera “normale” per le donne.

                Nella moda di massa attuale, mi sembra che ci sia una prevalenza della seconda categoria, accompagnata da una grossa dose di ormoni, ma con mutilazioni molto meno frequenti.

              • PinoMamet says:

                Mmmmm

                io non ne sono spaventato, ma non metterei il cambio di sesso nella stessa categoria delle protesi.

                Cioè, se prendi un cane senza una zampa, gli metti una protesi, e quello cammina.

                Ma l’idea di prendere un cane maschio e trasformarlo in femmina…
                mah, mi sembra una tortura.

                Mi pare che sia provato che tra varie specie animali esista l’omosessualità- o comportamenti sessuali comparabili e definibili con questo nome-
                e questo è un altro discorso.

                L’attrice che ha deciso da adesso in poi è un lui (anche se non ricordo se ha dichiarato che intende fare anche un’operazione di cambio sesso) prima si definiva, perlappunto, lesbica.

                Mi chiedo se dietro molti di questi cambi di sesso non ci sia la “semplice” omosessualità, spinta all’estremo.

                Ho letto (in un sito che si occupa di storia della moda!) un articolo un po’ estremista, ma interessante, su come gli stilisti omosessuali hanno inteso e cambiato la figura femminile sulla base della loro autoidentificazione con il sesso femminile…
                che però non è un attributo necessario dell’omosessualità.

                E questo discorso cioè, quello della culturalità della sessualità- compresa quella omosessuale- ci porta in un campo minato per il sentire moderno, perché rischia- ehm- di dar ragione ai retrivi clericali 😉 che vi vedono una “sessualità disordinata” o per dirla in parole semplici, una malattia.
                E questo è proibito non solo dirlo, ma anche pensarlo…

              • Per PinoMamet

                “io non ne sono spaventato, ma non metterei il cambio di sesso nella stessa categoria delle protesi.”

                Ne parlavo oggi con una storica attivista di Arcilesbica, una donna molto in gamba (e ben cosciente di essere donna).

                Non giudico le scelte di nessuno, quando sono scelte. La transessualità riguardava poi una frazione talmente minuscola della popolazione da essere irrilevante, fino all’esplosione della moda transgender.

                Non vedo però perché le scelte debbano essere a spese dello Stato (protesi all’anca sì, chirurgia plastica per ingrandire le tette no, e lo stesso per clitoridectomia, circoncisione, operazioni di cambio di aspetto sessuale – il sesso non si cambia nemmeno volendo).

                E trovo inaccettabile che ci siano insegnanti o genitori che mettono in testa al bambino di sei anni cui piacciono le bambole, o alla bambina che vuole giocare a calcio che dovrà prendere i bloccanti di pubertà come primo passo verso la castrazione fisiochimica, il taglio delle tette e altre azioni irreversibili le cui conseguenze a lungo termine non sono state nemmeno studiate.

                Terzo, ma è un problema minore, è discutibile che un atleta maschio grande e grosso possa autocertificarsi come donna, prendere un po’ di ormoni e poi stravincere qualunque campionato.

                Poi ognuno è libero di vestirsi in modo insolito o chiedere che altri lo chiamino come vuole lui/lei.

              • Per PinoMamet

                “E questo discorso cioè, quello della culturalità della sessualità- compresa quella omosessuale- ci porta in un campo minato per il sentire moderno, perché rischia- ehm- di dar ragione ai retrivi clericali 😉 che vi vedono una “sessualità disordinata” o per dirla in parole semplici, una malattia.”

                Dove immagino che i genderisti abbiano una parte di ragione è nello scoprire che esiste una vasta gamma di possibili espressioni della propria sessualità.

                Semplificando rozzamente, “eterosessuale” è già un’etichetta assai ampia per includere quelli cui piacciono le bionde o piacciono le brune, che stanno bene con una donna sola e quelli che corrono dietro a venti, ma anche – perché no? – quello che per eccitarsi ha bisogno di ululare prima alla luna piena o vestirsi da Topolino.

                Il movimento omosessuale, per sdoganare persone tranquille che non fanno potenzialmene un danno a nessuno, ha creato l’illusione che le “tendenze sessuali” siano tutte uguali.

                Così come ci sono uomini cui piacciono altri uomini gentili e consenzienti, ci sono uomini cui piacciono i bambini, uomini cui piace sgozzare le donne e sospetto parecchie altre tendenze strane, ma autentiche quanto la eterosessualità o l’omosessualità ritenute “perbene”.

                E queste tendenze vengono vigorosamente “discriminate” dalla società attuale: il pedofilo è discriminato proprio per le sue “preferenze sessuali”, e rischia grosso se non le reprime.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “anche se non ricordo se ha dichiarato che intende fare anche un’operazione di cambio sesso”

                Immagino di sì: se è così grande la sua sofferenza, si sottoporrà volentieri a pesanti e invasive terapie ormonali, no?
                No?

              • roberto says:

                Miguel e Pino

                come ho già raccontato ho qualche esperienza trans (nel senso che i miei vicini di casa a Bologna erano una associazione di trans, quella della scompasa marcella di folco)

                io non ho dubbi che quelle persone abbiano veramente un problema grave, al punto di seguir euna strada lunga, difficile e dolorosa. non vedo nessuna differenza tra una persona che soffre di un disturbo di quel tipo e fra uno che ha bisogno di una protesi all’anca e non vedo perché una non deve essere rimborsata dal sistema sanitario nazionale e l’altra si

                poi certo, ci sono alcuni giullari che farebbero di tutto per attirare l’attenzone (e che temo mettano in ridicolo le vite di chi invece soffre sul serio)

                infine ci sono torme di scribacchini che campano sulle spalle dei giullari. a questi, e solo a questi, va il mio disprezzo

              • Per roberto

                “io non ho dubbi che quelle persone abbiano veramente un problema grave”

                Non metto per nulla in dubbio la tua testimonianza.

                Io ripeto ho pochissime conoscenze in merito, ho cominciato a interessarmene quando un mio amico, persona fragile e problematica, mi ha raccontato che un gruppo di persone gli aveva detto che i suoi problemi erano certamente dovuti a disforia di genere e avevano cominciato a riempirlo di ormoni – si è fermato appena in tempo, quando ha capito che si stava facendo risucchiare da una setta, e che i suoi problemi erano altri.

                Sull’intervento medico.

                La protesi dell’anca ti permette di vivere una vita “normale” nel banale senso di “in pace con se stessi”.

                Per chi soffre di disforia di genere (e parlo dei casi “veri”), siamo certi che le ragazze quando (ad esempio) si tagliano le tette, si tolgono l’utero e si attaccano un finto fallo che non funziona, si sentono “in pace con se stessi”?

                Cioè tutti questi interventi risolvono il problema iniziale? Non è una domanda retorica.

                Infine, molti trans oggi rigettano proprio l’idea che il loro sia un “problema” o che “soffrano”, piuttosto stanno “vivendo appieno la loro identità”.

                Ripeto, sono pensieri provvisori, incerti, e trovo anche valide diverse cose che tu dici.

                Dove sono meno pronto a discutere è sui bambini.

              • paniscus says:

                “se è così grande la sua sofferenza, si sottoporrà volentieri a pesanti e invasive terapie ormonali, no?
                No?”—

                Non è detto: se per ottenere quello che vuole (cioè, essere considerata socialmente e giuridicamente un maschio (*) basta autodichiararlo e cambiare un po’ il look, l’abbigliamento e la pettinatura… perché dovrebbe sbattersi ad affrontare percorsi medicalizzati molto invasivi, costosi e faticosi?

                (*) …e per di più guadagnandoci molto in termini di pubblicità e di consensi, e non certo rischiando denigrazione e discriminazione.

                E’ già oggetto di ammirazione e sostegno sperticato nel suo ambiente, che già fin dal primo giorno ha iniziato a glorificarl* come una figura eroica, commovente, un’icona sacra dei diritti umani e dell’inclusività…

              • paniscus says:

                aggiungo:

                La cosa interessante è che non esiste, almeno disponibile in rete fino adesso, una sola immagine che possa far pensare alla ragazza come portatrice del sia pur minimo tocco “mascolino”: in tutte le foto ha sempre un aspetto del tutto femminile, non solo nel viso e nel fisico, ma anche nello stile di abbigliamento, di trucco e simili. Eppure le didascalie di quelle stesse foto sono state immediatamente modificate con le desinenze maschili nel giro di un’ora dall’annuncio: “l’attore, premiato al festival di XYZ”, e si vede una ragazza con abito lungo, gioielli eleganti e capelli fluenti con acconciatura decisamente da donna…

              • roberto says:

                Miguel

                “Per chi soffre di disforia di genere (e parlo dei casi “veri”), siamo certi che le ragazze quando (ad esempio) si tagliano le tette, si tolgono l’utero e si attaccano un finto fallo che non funziona, si sentono “in pace con se stessi”?”

                direi proprio di si, ma parlo appunto di casi veri (e ho conosciuto dei casi di persone che stavano prima talmente male da provare a suicidarsi o automutilarsi).

                sono d’accordo se mi dici che questi casi sono abbastanza rari e anche io ho molti dubbi sui bambini (ma ovviamente non escludo totalmente che anche lì ci possano essere casi, ed infatti le persone che ho conosciuto dicevano “l’ho sempre saputo di essere sbagliato”)

                a spanne un indicatore è questo: il tizio va in televisione, ne parla scrive libri, cerca pubblicità? gli basterebbe probabilmente un buon psicologo

                il tizio, cerca di essere il più invisibile possibile? probabilmente ha un problema serio

                (sottolineo spanne, probabilmente et similia)

              • Per roberto

                “a spanne un indicatore è questo: il tizio va in televisione, ne parla scrive libri, cerca pubblicità? gli basterebbe probabilmente un buon psicologo

                il tizio, cerca di essere il più invisibile possibile? probabilmente ha un problema serio

                (sottolineo spanne, probabilmente et similia)”

                E’ un buon metro in effetti, ci sta.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Infine, molti trans oggi rigettano proprio l’idea che il loro sia un “problema” o che “soffrano”, piuttosto stanno “vivendo appieno la loro identità”. —

                Mmm… però, però, se non si tratta di sofferenza né di patologie, che c’entra il SSN?

              • per Zeta

                “Mmm… però, però, se non si tratta di sofferenza né di patologie, che c’entra il SSN?”

                Credo che sia un mondo in rapida trasformazione, che probabilmente non ha molto a che vedere con quello che esisteva vent’anni fa, soprattutto nel mondo anglosassone.

                Dai frammenti che so, e con ampia possibilità di sbagliare: c’è soprattutto una nuova generazione di M-F che non ha nessuna intenzione di castrarsi, ma che prendono volentieri ormoni per femminilizzare il proprio corpo; ci sono i bambini ma sopratutto le bambine che ricorrono sempre più agli ormoni.

              • Però è considerato sempre di più come “un diritto di affermare se stessi”, non come una “malattia”. Anche quando si fa ricorso alla chimica.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Però è considerato sempre di più come “un diritto di affermare se stessi”, non come una “malattia”. Anche quando si fa ricorso alla chimica. —

                D’accordo, ma se non si tratta di patologia che c’entra il SSN, o lassù il NHS?

                Le cure mediche sono somministrate, appunto, a chi abbisogna di essere curato…

              • PinoMamet says:

                “Eppure le didascalie di quelle stesse foto sono state immediatamente modificate con le desinenze maschili nel giro di un’ora dall’annuncio: “l’attore, premiato al festival di XYZ”, e si vede una ragazza con abito lungo, gioielli eleganti e capelli fluenti ”

                Già, ed è uno degli elementi che mi dà a pensare che si tratti di una lesbica… molto convinta, ma non necessariamente una persona che “si sente a disagio nel corpo del suo sesso di nascita”.

                E tutta la faccenda- il nome maschile, i pronomi obbligatori- mi pare assumere il senso di una specie di rivendicazione politica, più che altro.

              • Z. says:

                Non è un tema che mi appassioni, per usare un eufemismo.

                Però la cosa che mi ha colpito è che questo cambio di sesso pare sia stato retroattivo.

                Cioè, che ora ci si riferisca a questa persona come “attore” va bene. Ma perché chiamarlo “attore” per un film di oltre dieci anni fa? allora era un’attrice!

    • PinoMamet says:

      Tanto per fare l’inutile precisino, sottolineo che Mennoniti & co. non sono esattamente fermi al XVIII secolo- tantomeno, come diceva il buon Moi, “fanno finta di viverci”;

      rifiutano quelle che ritengono frivolezze & tentazioni, ma non fanno finta che non esistano (hanno telefoni, computer e automobili, per intenderci: ma il loro uso è rigidamente regolato).

      Neppure sono dei reenactors che mettono in scena i secoli passati, come il mio amico etrusco (o gallo, secondo l’occorrenza, con corredi specifici) o come gli appassionati soldati napoleonici o ranger americani della Seconda guerra del week-end.

      Fanno quella che ritengono una vita “semplice”.

      Poi vabbè, per capirci va bene dire che sono fermi al 1700, nessuno ci spara 😉 è solo che mi andava di rompere un po’ le scatole 🙂

      • firmato winston says:

        Gia’, solo che nel 1700 dei circa 10 figli che fanno in media (esagero ma non troppo), gliene sarebbero rimasti se gli andava bene 2… da questo punto di vista sono quanto di meno naturale e sostenibile in assoluto che ci sia sul pianeta terra, di sicuro negli Usa. Sono una finzione opportunistica anche loro.

      • PinoMamet says:

        Sí ma ripeto: a loro non importa nulla, a quanto mi risulta, del 1700, e neppure hanno qualcosa contro la medicina o la tecnica.
        Gli vanno benissimo le invenzioni della modernità, fin tanto che non sono fonte di tentazione, e non hanno alcuna pretesa storica o tantomeno filologica.

        Non conosco Hamish, ma conosco ebrei cosiddetti ultra ortodossi (con 7 figli, peraltro, e anche di più!) e posso assicurare che la tecnologia per loro va benissimo, dipende solo dall’uso che se ne fa: nessuno “finge” di vivere nella Russia dell’Ottocento…

        • PinoMamet says:

          Mi correggo, Amish senza acca!

          Hamish è nome proprio, credo scozzese, e non c’entra.

          • firmato winston says:

            Non intendevo che fingessero di essere nel 1700, ma che fingono chissa’ che superiorita’ morale, che volendo, con un piccolo sforzo, capirebbero benissimo di non avere. In questo senso “opportunisticamente”, che della superiorita’ morale, semmai, e’ il contrario. Ma questo e’ un discorso che si potrebbe allargare troppo, fino al diluvio.

  6. Oggi per lavoro mi è toccato iscrivermi ad Asana, piattaforma per lavori fatti in collaborazione.

    Immancabile, per il mio profilo mi chiedono “your pronouns”.

    Rispondo “ille, illius”.

    Sarei tentato di scrivere “the Divine Miguelian Presence” ed esigere che lo utilizzino sempre.

    • Peucezio says:

      Ehehe, bella!

      Io avrei risposto is, ejus.

      Oppure iìdde o anche cudde.
      O cusse, cos’ se qualcuno mi chiede come mi voglio far identificare, gli posso rispondere come a ccusse! (questa non puoi capirla, devi chiedere lumi al buon Mirkhond 🙂 ).

  7. daouda says:

    non ho capito un cazzo in generale

  8. Peucezio says:

    Venendo al tema generale, interessantissimo,
    forse sto cominciando a capirci di più.

    Effettivamente questa gente si richiama al postomderno, anche se all’inizio la cosa mi esterrefaceva, perché il postmoderno è relativizzante, antiveritativo e pluralista, mentre questi mi sembravano e mi sembrano istericamente dogmatici e antirelativisti.

    In effetti conosco persone che negli anni ’90 avevano simpatie postmoderniste (Foucault, ecc.) e poi le hanno abbandonate proprio per le insidie che vedevano in tali posizioni, che hanno poi portato a questi sottoprodotti caricaturali, ma molto pericolosi.

    È convincente l’idea di vederci una radice narcisistica (è d’altronde la mia interpretazione da un po’: le tendenze culturali contemporanee come rinnegamento del principio di realtà rispetto alla pulsionalità pura senza mediazioni).
    E in questo rifiuto della mediazione, in questo infantilismo radicale c’è la radice di molta parte dell’aggressività di queste posizioni e del loro antipluralismo (anche se qui mi sfugge un po’ il nesso col postmodernismo, che è relativizzazione dell’identità assoluta in nome dell’alterità).

    Però credo ci sia anche dell’altro.

    C’è una componente fortemente repressiva e perbenista.
    Sicuramente di radice puritana (poi ci saranno anche stati i contadini puritani di cui parla Miguel, ma penso ai puritani originari, i borghesi che uccisero la Merry England).

    Pulsionalità e repressione apparentemente non vanno molto d’accordo.
    Dice: ma uno può reprimere le pulsioni altrui e lasciar dilagare le proprie.
    Ma questi sono dei repressi loro per primi.
    Dice: ma infatti se uno non è represso non ha bisogno di compensare narcisisticamente lasciando libero sfogo a una pulsionalità immatura, non integrata, in fondo non veramente libera (la libertà va di pari passo con la responsabilità e l’infantilismo nell’adulto è nevrosi legata a una struttura repressa).
    Ma ancora non mi torna. Un eterno immaturo non è un severo censore: può essere capriccioso, egoista, aggressivo, ma non è un rompicoglioni col dito sempre puntato e con l’aria sempre accigliata.

    No, qui c’è dell’altro.
    Che credo d’intuire, ma non ve lo dico, se no faccio tutto il lavoro al posto vostro e non va bene 😛

  9. Moi says:

    @ EZIO / TUTTI/E/*/#/@

    Io di spiegare alla gente cosa sono e su quali basi il misegendering e/o il dead naming … mi son stufato ! … Si ottiene solo un Effetto Caverna di Platone ! 😉

    … La gente, ‘ste robe, che le impari direttamente in Tribunale come Accuse da cui difendersi ! … Così che si scanta, anzi : che si “scàntino”, che rende EmiliananoRomagnolamente meglio il Σημεῖον / Semeion 😉 !

    • roberto says:

      Approvo moi!

      Come ho già detto meno se ne parla e prima l’umanità si scorderà di queste fesserie, ed il tutto rientrerà nel solo ambito della gentilezza e buona educazione

      • Peucezio says:

        Vabbè, il tuo ottimismo è fantastico, vorrei davvero che tu avessi il potere magico di trasformarlo nella realtà!

        Purtroppo la realtà è molto peggiore…

        • Z. says:

          Però è vero che certe mode si alimentano da sole, e più se ne parla più crescono…

          • Per Zeta

            “Però è vero che certe mode si alimentano da sole, e più se ne parla più crescono…”

            Certo, ho sempre detto che Casa Pound campa per il 90% di quelli che ne parlano male, altrimenti nessuno se ne accorgerebbe.

            Ma qui abbiamo il 90% dei media, le grandi fondazioni, le imprese farmaceutiche, i politici (nel mondo anglosassone) che esaltano un dato fenomeno: parlarne criticamente su questo blog non ha alcun effetto accrescitivo.

        • roberto says:

          È come dice Z

          È una realtà estremamente marginale (e francamente, quanti di voi hanno conosciuto un transessuale?) che però diventa moda
          E la moda se nessuno ne parla si esaurisce.

          Vi ricordate, chessò, il tamagochi? Quando ero ragazzo se non avevi un tamagochi non eri nessuno, ora non esiste più

    • PinoMamet says:

      Scopro che “scantarsi” nel senso emiliano romagnolo del termine è italiano corretto.
      Come “sportina”, del resto!

    • Z. says:

      Ecco, bravo. Non spiegarcelo più 😀

  10. Davide says:

    … “mascheravano il loro fanatismo con una logica debole”. Mi ricorda tanto l’inizio del “circo” di nani e ballerine Craxi-Berlusconiane, i programmi demenziali in TV degli anni ’80, quelli del riflusso. “Cogli l’attimo” e non pensare. Tutto è iniziato 40 anni fa. Ed ora se ne colgono gli amari frutti. Avete notato come la parola “eguaglianza” sia praticamente sparita dal lessico quotidiano usato dal popolino?

  11. mirko says:

    “E trovo inaccettabile che ci siano insegnanti o genitori che mettono in testa al bambino di sei anni cui piacciono le bambole, o alla bambina che vuole giocare a calcio che dovrà prendere i bloccanti di pubertà come primo passo verso la castrazione fisiochimica, il taglio delle tette e altre azioni irreversibili le cui conseguenze a lungo termine non sono state nemmeno studiate.”

    E’ questo a spaventarmi, per rispondere sempre a Roberto e a Miguel.

    • Per Mirko

      “E’ questo a spaventarmi, per rispondere sempre a Roberto e a Miguel.”

      Il problema forse sta nella pesantezza della sigla LGBTQIA+ ecc ecc.

      Ad esempio, la “I” indica una condizione fisiologica (corpo di un sesso, ma con elementi di un altro) molto rara, ma che non ha niente a che vedere con le attrazioni personali.

      L e G si riferiscono invece non dicono nulla sulla fisiologia, ma ci parlano di attrazioni personali.

      T è una questione molto diversa; e poi ci sono sicuramente tante altre attrazioni: il movimento pedofilo, nel mondo anglosassone, fu solo gradualmente espulso dal carrozzone LGB, ma in effetti se vogliamo fare un’unica organizzazione di qualunque cosa non sia prevista nel catechismo della Chiesa cattolica, non è così semplice escluderlo.

    • roberto says:

      Mirko,

      beh su questo sono totalmente d’accordo

  12. Moi says:

    Potete menarla finché volete … chi dovesse ribattere “I’ m a Man/Woman trapped in a Woman/Man ‘s body !” … avrà sempre l’ ultima parola su di voi !

    … Sempre che NON vogliate continuare il discorso in Tribunale, da Imputati !

    • Per Moi

      “… Sempre che NON vogliate continuare il discorso in Tribunale, da Imputati !”

      E’ l’obiezione di Arcilesbica alla legge sulla “omotransfobia”.

      • Moi says:

        Come dicon l* TransAttivist* :

        “Le TERF in realtà NON vogliono sconfiggere il Patriarcato … vogliono soltanto starci dentro più comode, sulla pelle delle Donne Trans !” [sic]

        ——–

        Gli è il “कर्मन्” , traslitterato in “Karma(n)” e tradotto in “Femministeeee … Pappappero Gnè-gnè !” 😉

  13. Moi says:

    E per quanto ruguarda Pindarici parallelismi con protesi e zootecnica … be’ :

    ovviamente, là fuori, in campagna … è pieno di tori imprigionati in corpo di vacca, nonché vacche imprigionate in corpi di toro !

    😉

  14. Moi says:

    @ MAURICIUS

    scomparirà la mortalità per parto

    [cit.]

    —————-

    Anche tu stai poco sul pezzo 😉 … ti ho già detto che arriveranno i Bacta Tank [cit.] che metti a mollo l’ovulo fecondato e filtri fuori il … “putèo” scodellato, come si dice dalle tue parti !

  15. Moi says:

    @ MIGUEL

    La Lettera più interessante dell’ acronimo è la “Q” di “Queer” , a lungo rimasta l’ultima come “Umbrella Term” , MA … a un certo punto l’ indeterminato-indefinito-indistinto-NON-binario ha “preso su” svariate forme che hanno sentito il bisogno di definirsi e darsi visibilità : per questo abbiamo già “decinaia e decinaia” [cit.] di genderS

    (forse già superato il centinaio)

  16. Moi says:

    movimento pedofilo, nel mondo anglosassone, fu solo gradualmente espulso dal carrozzone LGB,

    —————-

    [cit.]

    Mi viene in mente un vecchio film, in realtà molto garbato e “platonico” (!) sul tema … oggi impensabile !

    Colpo di Fulmine (1985)

    Il personaggio di Carlo [Jerry Calà … IMHO di gran lunga più credibile come “Gigione” che NON come Seduttore, come invece in praticamente tutti gli altri filmS !] era davvero “MAP” (Minor Attracted Person) e sapeva benissimo quale Tabù fosse il “Costrutto Sociale” [… perché è difficile immaginare qualcosa di più “costruito socialmente” e di più “giuridicamente aleatorio” , NON occore essere Grandi Storici Antropologi !] in questione !

    • Moi says:

      https://it.wikipedia.org/wiki/Colpo_di_fulmine_(film_1985)

      «― Non sei cambiato crescendo?
      ― No, non sono cresciuto cambiando.»

      [cit.]

    • Per Moi

      “Mi viene in mente un vecchio film, in realtà molto garbato e “platonico” (!) sul tema … oggi impensabile !

      Colpo di Fulmine (1985)”

      Interessante.

      Da rifletterci.

      Io non sono un MAP 🙂 Non lo dico per mettere le mani avanti, semplicemente non lo sono.

      E certamente se qualcuno toccasse i miei figli, almeno sotto una certa soglia di età, presumo che la reazione sarebbe ai limiti della legalità, o magari anche oltre.

      Ma non sono certo di saper spiegare perché.

      Esiste una comoda giustificazione, “non sono in grado di dare il loro consenso”.

      C’è del vero, ma ci sono persone di quarant’anni che si fanno plagiare, e ci sono bambini di tre anni che sanno piantare i piedi per terra e gridare, “no!”

      E non c’è nulla di magico che avvenga quando si compiono diciotto anni, non c’è lo spirito della saggezza che cala nelle persone.

      Il fatto è che tutti, sempre, costruiamo in modo arbitrario i confini dell’etica.

      • Z. says:

        ma c’è bisogno di spiegare perché?

        • Per Zeta

          “ma c’è bisogno di spiegare perché?”

          No.

          Non c’è bisogno di spiegare nulla.

          Perché il cannibalismo non va bene?

          Perché l’omosessualità non va bene?

          Perché il razzismo non va bene?

          Perché l’incesto non va bene?

          Perché mangiare il maiale non va bene?

          Perché si può mangiare il maiale ma la vacca no?

          Perché bisogna seppellire i morti con la testa verso la Mecca?

          Perché il tuo voto deve valere il mio?

          e così via…

          • Non è che non ci sia bisogno di spiegarlo.

            E’ che non c’è proprio modo di spiegarlo.

          • Peucezio says:

            Per Z. è sempre tutto tautologico e autoevidente.

            In effetti è un modo molto economico di argomentare, devo comninciare ad adottarlo anch’io, così dovrò cambiare la tastiera fra meno anni 🙂

            • Z. says:

              Ezio, non volermene… ma sei tu che usi “evidente” e “lapalissiano” in ogni tuo commento, di solito parlando di cose di cui hai letto un articolo qua o là 🙂

              “Autoevidente”, poi, è un neologismo da colonizzati Yanquis che mi stupisce molto leggere da te!

          • Z. says:

            Miguel,

            — Non c’è bisogno di spiegare nulla. —

            e allora perché hai precisato “Ma non sono certo di saper spiegare perché”? 🙂

            • Per Zeta

              “e allora perché hai precisato “Ma non sono certo di saper spiegare perché”? ”

              Hai ragione.

              Avrei dovuto scrivere direttamente, “ma non so spiegare perché”.

              • Z. says:

                Ma se non c’è bisogno di spiegare nulla, che importa se sai o meno spiegarlo? Boh 🙂

      • roberto says:

        Scusate ma capisco bene che la polemica del giorno è che Miguel non sa spiegare perché

        “ E certamente se qualcuno toccasse i miei figli, almeno sotto una certa soglia di età, presumo che la reazione sarebbe ai limiti della legalità, o magari anche oltre.” ??????

        🙂

        Immagino che i processi logici di Miguel siano lunghi, contorti ed elaborati

        I miei, da uomo veramente semplice e privo di qualsiasi capacità di astrazione mi inducono a pensare quanto segue:

        I miei figli sono quanto di più amo al mondo e effettivamente farei qualsiasi cosa per proteggerli. Ergo, diciamo che qualcuno mette le mani addosso a mia figlia senza averne ottenuto un consenso preventivamente, il qualcuno rischierebbe di dover cercare i denti per terra, operazione complicata avendo le mani spezzate

        Sono contento di essere una persona semplice e non un intellettuale, la mia vita è nettamente più facile 🙂

        • roberto says:

          Ps in poche righe ho spiegato anche perché esistono i tribunali

        • Per roberto

          “Sono contento di essere una persona semplice e non un intellettuale, la mia vita è nettamente più facile ”

          Guarda che è all’incirca quello che proverei io, e applaudirei senz’altro la tua azione.

          Il problema sta nello spiegarlo.

          Se scegliamo che “ciò che ci è più caro al mondo” sia il riferimento per tutte le nostre azioni…

          allora posso fare un sacco di cose che normalmente sarebbero illegali (come è illegale spaccare mani e denti a qualcuno).

          • roberto says:

            “Posso” in che senso?
            Fisico?
            Giuridico?

            È facilissimo spiegare invece, esattamente con le parole che ho usato
            Veramente non capisco dove è il problema

          • Per roberto

            “allora posso fare un sacco di cose che normalmente sarebbero illegali (come è illegale spaccare mani e denti a qualcuno).”

            Chiaro che scelgo deliberatamente un tasto emotivamente forte, ma ci aiuta a porre molte questioni.

            Tu oggi consideri fondamentale il consenso della ragazza.

            Probabilmente il tuo quadrisnonno considerava fondamentale invece il consenso suo e non quello della ragazza, come avviene oggi normalmente anche tra gli zingari, dove il parere della ragazza è irrilevante.

            Sarebbe facile liquidare la cosa dicendo che noi siamo ganzi e giusti, e i quadrisnonni e gli zingari sono stronzi.

            Ma loro forse penserebbero l’esatto contrario, in pari buona fede.

          • roberto says:

            Ah ho capito!

            Hai cambiato il discorso

            Prima parlavi di “se qualcuno toccasse i miei figli”,
            Ora di “tutte le mie azioni”

            No,a mia spiegazione era per “se qualcuno toccasse i miei figli” non per “tutte le azioni della mia vita”

            • Per roberto

              “No,a mia spiegazione era per “se qualcuno toccasse i miei figli” non per “tutte le azioni della mia vita””

              Non ho cambiato discorso, siamo partiti dal problema di giustificare le nostre scelte.

              Ho usato un esempio che volutamente colpisce molto le emozioni, mettendo in discussione la possibilità di giustificare però tale scelta.

              Tu la spieghi dicendo che difendi le cose che ami; più le ami, più sei disposto a usare violenza.

              Bene, è un possibile principio per agire nel mondo, è qualcosa che si sposa molto bene con i nostri istinti più profondi.

          • roberto says:

            Hai cambiato di nuovo discorso

            Parlavi di cosa faresti tu se toccassero i tuoi figli

            Ora mi parli di quadrisnonno e zingari….

            Fai veramente casino quando discuti
            🙂

        • PinoMamet says:

          “Il problema sta nello spiegarlo.”

          Ammetto che in questo la vedo come Miguel.

          tante cose a “noi” sembrano scontate (“uccidere il vicino di casa con il veleno per topi non va bene”);

          ma esattamente, “dove sta scritto”, per così dire?

          La domanda credo sorga spontanea, come diceva tanti anni fa un signore di nome Lubrano che stava in TV;
          la domanda sorge spontanea quando si pensa a una parte degli antenati di Miguel, che trovavano naturale e una bella cosa ammazzare torturando delle persone per offrirle in sacrificio agli dèi.
          Si è sempre fatto! Avranno detto.
          E anche “io sono una persona semplice, a me pare bello uccidere un tizio ogni tanto per darlo al dio Sole, in fondo anche il dio Sole deve mangiare e poi è un grande privilegio per quel tizio”.

          • PinoMamet says:

            Pensiamo ai nostri amici Greci antichi, per i quali era molto chic prenderla in culo da un signore barbuto quando eri un ragazzino imberbe, mentre allo spuntare dei peli diventava una brutta cosa;

            che nella loro poesia d’amore trovavano naturale parlare di eiaculazione (non sono quelle che ci fanno leggere alle Superiori, ovviamente);

            e che poteva fare lunghe disquisizioni tra eruditi se fosse meglio il culo maschile o femminile.

            • Per PinoMamet

              “Pensiamo ai nostri amici Greci antichi”

              Interessanti gli esempi:

              1) tutte le cose che citi avrebbero dato fastidio al prete del 1600 (stiamo parlando ovviamente a livello teorico 🙂 )

              2) oggi la prima sarebbe ancora più condannata, mentre le altre due sarebbero sdoganate

          • roberto says:

            Ma infatti io non volevo azzardarmi a dare una spiegazione completa sulla ragione di ogni azione di ogni essere umano di ogni epoca e parte Fidel mondo
            🙂

            Manifestavo semplicemente, è il caso di dirlo, un po’ di stupore per la frase

            “ E certamente se qualcuno toccasse i miei figli, almeno sotto una certa soglia di età, presumo che la reazione sarebbe ai limiti della legalità, o magari anche oltre.
            Ma non sono certo di saper spiegare perché.”

            (Che leggo ora era solo un esempio)

            Cioè posso capire che uno non sa spiegare perché percepisce come ingiusto il sacrificio umano in onore del dio sole
            Faccio un po’ fatica a credere che sia tanto difficile da spiegare perché *io* mollerei un ceffone ad uno che allunga le mani su *mia* figlia

            • Per roberto

              “Faccio un po’ fatica a credere che sia tanto difficile da spiegare perché *io* mollerei un ceffone ad uno che allunga le mani su *mia* figlia”

              Beh, certo.

              Siamo biologicamente programmati per difendere noi stessi, il nostro e i nostri.

              Infatti, è una chiave etica assolutamente legittima.

            • paniscus says:

              “Faccio un po’ fatica a credere che sia tanto difficile da spiegare perché *io* mollerei un ceffone ad uno che allunga le mani su *mia* figlia”—-

              Ma anche in questo caso, non ci vedo nessuna contraddizione con l’opportunità dell’esistenza delle leggi, dei tribunali e delle sanzioni codificate.

              Io (a parte i limiti fisici) potrei benissimo provare la tentazione di spaccare la faccia a qualcuno, se questo qualcuno facesse del male ai miei figli, ma so che spaccare la faccia a qualcuno è un reato;

              quindi, casomai gliela spaccassi davvero, poi mi aspetterei di essere regolarmente processata anch’io, magari con qualche attentante, ma non certo con l’affermazione che non ho commesso nessun reato e che avevo tutto il diritto di farlo.

              • roberto says:

                1. Infatti non c’è nessuna contraddizione: è proprio perché la mia reazione è abbastanza normale che esistono leggi e tribunali e che non è il padre della vittima a decidere del destino del molestatore
                2. Nessuno ha affermato “di avere tutto il diritto di farlo”

              • Per roberto

                “Infatti non c’è nessuna contraddizione: è proprio perché la mia reazione è abbastanza normale che esistono leggi e tribunali e che non è il padre della vittima a decidere del destino del molestatore”

                come esistevano leggi e tribunali che punivano la figlia che sceglieva un uomo non approvato dal padre, o la moglie che abbandonava il tetto coniugale.

                Le leggi esistono per imporre dei valori, che sono assolutamente variabili culturalmente.

                Immaginati nel lontano anno 2000, che fine avrebbe fatto qualcuno che propone ai bambini la castrazione chimica.

              • In Egitto, il tribunale approva automaticamente la deposizione di un musulmano (non di un cristiano) che si reca al commissariato di polizia e dice tre volte “ti ripudio” riferito alla propria moglie.

                Una donna musulmana non può fare la stessa cosa.

                Mentre una donna cristiana può recarsi al commissariato e recitare la dichiarazione di fede islamica, e viene automaticamente divorziata dal marito.

                Ma un uomo cristiano non può divorziare.

                Per questo esistono leggi e tribunali.

              • roberto says:

                Miguel

                Se è per questo in Iran la vita del molestatore è effettivamente nelle mani della famiglia della molestata

                Ciò detto ribadisco:
                Senza voler creare un universo che oggi è sabato e son pigro, provavo a rispondere alla tua domanda molto circostanziata “non so spiegare perché prenderei a sberle chi facesse del male si miei figli”

                La spiegazione è che li ami

                Tutto qui

  17. Moi says:

    @ MIGUEL

    Rainbow Joke :

    TERF : ”I want a baby girl.”

    … Baby girl grows up to be a trans man

    TERF : ” Damn it.”

    😉

  18. Moi says:

    Sulle Femministe Americane che NON vogliono partorire “baby boys”

    https://www.youtube.com/watch?v=YOZ5ZwhduXU

  19. Moi says:

    “Karen” è un termine Maschilista ? Le TERFs ci riprovano :

    https://www.youtube.com/watch?v=CPvAnDo3C0E

    “Karen” is an Anti-Woman Slur

  20. Moi says:

    Giuseppe Conte , Classe 1964 …Olivia Palladino , Classe 1980.

    Immaginateli come coppia nel 1995 anziché 2020 ! 😉

    • Z. says:

      Non era una cosa così rara, neppure nel 1945 🙂

    • Peucezio says:

      Parli della differenza di età?
      Non è enorme, ma a parte questo, un tempo era una cosa più frequente semmai.

    • paniscus says:

      Non vedo perché nel 1995 una coppia con una quindicina d’anni di differenza avrebbe dovuto fare scandalo. Specialmente (come in questo caso) se si parla di una seconda unione tra persone che erano già state sposate e separate, e che quindi non si sono certo messe insieme quando lei era ancora una ragazzina.

      Anzi, semmai direi il contrario: una coppia con quindici o anche 20 anni di differenza, ma formatasi quando sono decisamente maturi entrambi, non avrebbe sconvolto proprio nessuno, nemmeno 30 anni fa esattamente come adesso. Invece, 30 anni fa era considerata molto più accettabile di adesso la ragazzina di 18 anni fidanzata con un trentacinquenne, cosa che oggi farebbe storcere il naso a quasi tutti, anche se perfettamente legale.

      • Z. says:

        Già, e ancora di più sarebbe stata accettata 50 o 70 anni fa.

        • Moi says:

          NON avete capito, o forse mi son spiegato male io :immaginate quelle stesse persone (!) all’ epoca, tipo Conte a 31 anni e la Palladino a 15 … o Brigitte che a 42 anni fa coppia con il Macron di 18 !

          • Moi says:

            Cioè, lo “Age Gap” sempre quello sarebbe … ma con altri effetti !

          • paniscus says:

            E appunto per questo hai detto una fesseria: non c’è assolutamente nulla in comune tra il caso di Macron e quello di Conte,

            perché Macron e Brigitte si sono DAVVERO messi insieme quando lui era giovanissimo, mentre Conte si è riaccompagnato a 50 anni con una donna di 35 quando entrambi erano belli che maturi e vaccinati e avevano pure avuto figli da matrimoni precedenti!

            Nel 1995, o era ancora solo, o stava con la prima moglie, quindi di che stiamo a parlare?

          • PinoMamet says:

            vabbè, ma quando Conte si è messo con la Palladino lei era maggiorenne, quindi problema risolto.

            Quando all’esempio di Brigitte 42enne con Macron diciottenne, beh, è strano ma si sente…

            ricordo la mia concittadina Paola Borboni
            (che mi è piaciuta tantissimo nel ruolo di vecchia strega in un filmaccio a episodi… “il diavolo mi ha posseduta a-nal-mente!” 😀 )
            che sposò un tale di circa 40 anni meno di lei…

            tra adulti e consenzienti, tutto è lecito.

            • PinoMamet says:

              Rispondevo a Moi, ovviamente.

            • paniscus says:

              “ricordo la mia concittadina Paola Borboni
              (che mi è piaciuta tantissimo nel ruolo di vecchia strega in un filmaccio a episodi…”
              ——

              Vista dal vivo a Roma in una delle sue ultime apparizioni in teatro, anno di grazia 1986 (o forse 1987, non sono sicura)…

  21. Moi says:

    Brigitte Trogneux, Classe 1953 … Emmanuel Macron, Classe 1977.

    …. Retrodatare e … vedere l’ effetto che fa ! 😉

  22. Moi says:

    Però , se è lei ad avere parecchi anni in più … è meno tabù, chissà perché.

    Purtroppo, nei libri di Storia scolastici tutti i personaggi sono asessuati 😉 , MA … non so: tipo che nell’ Antichità il giovane Guerriero veniva consacrato al Tempio dal Sacerdote ,indi “svezzato” dalla Prostitua Sacra matura (più empatica per esperienza) … boh.

    • PinoMamet says:

      Eh??
      Non ho mica capito.
      Nei libri di storia i personaggi storici il sesso ce l’hanno…

      • Moi says:

        Sesso come “sessualità”, come attività consenziente o meno fin dagli albori dell’ umanità … forse dovevo scriver “asessualizzati” .

        NON è che sarebbe particolarmente più violento di un listone di guerre con data !

      • PinoMamet says:

        In realtà i libri di Storia scolastici non sono un listone di guerre con relative date da un bel po’ (ma già da quando eravamo a scuola noi…)

        comunque sta di fatto che di rado la vita sessuale di un personaggio storico è il movente delle sue azioni. Di solito sono faccende che riguardano lui solo (o lei)…

        Comunque cose tipo Aspasia amante/musa/guida di Pericle, o Alcibiade che fa le corna al re spartano ecc. ci sono (parlo di questi perché perlopiù faccio storia al biennio…)

        • Moi says:

          Però certe realtà antropologiche storiche universali come Stupro di Guerra e Prostituzione Sacra NON sono nei libri di Storia scolastici : di robe “NON di guerra” si preferisce parlare di selci, aratri, metalli , mattoni, ecc … poi va be’, un po’ si accenna all’ “Amore Greco” Allievi-Maestri … declinato anche al femminile , tipo Saffo e Nosside.

        • PinoMamet says:

          Non è mica vero.
          Di stupri di guerra si parla nel programma di quinta (i giapponesi in Cina, l’ex Jugoslavia…)

          la prostituzione sacra è un argomento un po’ da specialisti, ammetterai, non è proprio la prima cosa che viene in mente quando si deve descrivere la società greca…

          ma per esempio in quasi tutti i libri di Epica, del primo anno, si accenna al fatto che Enkidu fu “civilizzato” da una prostituta sacra, nel poema di Gilgamesh.

          • PinoMamet says:

            E in effetti selci e aratri sono stati più importanti per lo sviluppo dell’economia rispetto alla prostituzione sacra… mica si tratta di censura!

            Moi, mi dispiace, ma dovrai aspettare un po’ per l’introduzione della materia di Storia Porno 😉

    • Mauricius Tarvisii says:

      “tipo che nell’ Antichità il giovane Guerriero veniva consacrato al Tempio dal Sacerdote ,indi “svezzato” dalla Prostitua Sacra matura”

      ????

      • PinoMamet says:

        Questa non l’ho mai sentita, credo che provenga dal film Conan il Barbaro con Schwarzenegger 😉

  23. Moi says:

    A proposito di Guerra, sono di pessimo umore :

    Ho appena scoperto che qualche SJW , probabilmente un Utile Idiota Snowflake Simp, ha di recente messo l’ Age Verification di Youtube per la scena di Rei e Mamiya che in meno di un minuto dimostrava tutta la fuffa sulle Quote Rosa nell’ Esercito [e ,mi spiace per Miguel, Tulsi Gabbard compresa] : ovviamente solo a comandare, perché “tirare l’ ala in combttimento” è roba da Maschi.

    • PinoMamet says:

      Moi, premesso che non so ( e non voglio sapere ) chi siano Rei e Mamiya
      (forse non sono stato chiaro: non dirmelo!)
      dubito che una scena di un’opera di finzione possa dimostrare qualcosa!

      Ah, dimenticavo: NON dirmi chi sono questi Rei e Mamiya. Grazie.

  24. Moi says:

    Però la cosa che mi ha colpito è che questo cambio di sesso pare sia stato retroattivo.

    Cioè, che ora ci si riferisca a questa persona come “attore” va bene. Ma perché chiamarlo “attore” per un film di oltre dieci anni fa? allora era un’attrice!

    [cit.]

    ——————————-

    Premesso che l’Occidente ha cacciato la Logica Tomistico-Aristotelica nel cesso , indi tirato lo sciacquone :

    probabilmente, Elliot NON si riconosce più in Ellen , sente di essere in realà Elliot da sempre !

    • Moi says:

      Ci sono casi in cui persone transessuali hanno un rapporto estremamente conflittuali con il corpo “di prima” … altri in cui lo accettano serenamente, classica metafora del bruco che diventa farfalla … o in un reality show (non so quale) il (!) concorrente FtoM diceva di considerare la donna ” orginaria ” come la propria vera madre … solo che anziché dargli la vita mediante parto gliel’ ha data mediante trasformazione.

      Nel 1920 sarebbe stata roba da manicomio per chi si vuole “trasformare”… nel
      2020 può essere roba da galera per chi dice che la “trasformazione” è un’illusione delirante !

    • Z. says:

      Moi,

      — probabilmente, Elliot NON si riconosce più in Ellen , sente di essere in realà Elliot da sempre ! —

      Capisco. Quindi la c.d. transizione non avrebbe efficacia costitutiva, ma soltanto dichiarativa.

  25. Moi says:

    Il discorso è che le differenze di età tra 15 e 35 sono una cosa, fra 45 e 65 un’altra … eppure per la matematica è sempre 20 !

    • Z. says:

      Per la matematica è sempre 20 se la consideri, appunto, una differenza.

      Ma si tratta di un rapporto di coppia. Quindi forse si dovrebbe considerare il rapporto tra le età, non la differenza 🙂

  26. Z. says:

    Oh, comunque che brutto quel pezzo rap.

    Noioso, didascalico, pedante, ripetitivo.

    Ho resistito circa una decina di secondi 🙂

  27. Moi says:

    @ LISA

    OK, ma … Oliver, cosa ne pensi di quello straordinario esemplare di Scimpanzé talmente neotenico fisicamente e psichicamente da aver solleticato sospetti di essere stato uno “Humanzee” ottenuto da Genetisti Sovietici ?

    • Moi says:

      Илья Иванович Иванов

      https://it.wikipedia.org/wiki/Il%27ja_Ivanovi%C4%8D_Ivanov

      https://en.wikipedia.org/wiki/Ilya_Ivanovich_Ivanov

      … mai sentito nominare / citare ? … Almeno Habs, suppongo di sì !

    • paniscus says:

      Credo di averne già parlato parecchi anni fa.

      E’ stato dimostrato che non c’è il sia pur minimissimo dubbio di ibridazione, dal punto di vista genetico il poveretto era un normalissimo scimpanzé ordinario.

      Solo che aveva passato tutta la vita a contatto esclusivo con gli umani (e comunque, in reclusione e in condizioni innaturali, senza aver mai visto un suo simile per decenni, e per parecchi anni in gabbia), dopo essere stato quasi sicuramente catturato in natura in Africa quando era piccolissimo (e l’unico modo per catturare un cucciolo di scimmia in natura è uccidere la madre), ed era stato insistentemente addestrato a compiere azioni tipicamente umane, comprese quelle più dannose per la sua salute, come mangiare patatine fritte o bere alcolici.

      E grazie al cavolo, che sembrava comportarsi come una via di mezzo tra umano e scimpanzé.

      Mi pare la stessa identica situazione, ribaltata, delle descrizioni di casi clinici di “ragazzo selvatico” ossia di bambino umano allevato dai lupi, o dalle gazzelle, o dalle scimmie.

      Girava anche la voce che corteggiasse le femmine umane, ma non si sa se sia vera, e comunque se anche l’avesse fatto non ci sarebbe stato niente di strano, non avendo mai avuto occasione di frequentare le sue simili.

      (hai presente la canzone di De André, adattata a partire da un testo originale di Brassens? “il padrone si mise a urlare: il mio gorilla, fate attenzione, non ha veduto mai una scimmia, potrebbe fare confusione!” )

      Soltanto negli ultimi anni il povero Oliver fu trasferito in un parco protetto, in cui gli fu consentito di vivere accanto a una femmina della sua specie, pure lei anzianotta… quando morì, a un’età stimata tra i 55 e i 60 anni, fu ritrovato con lei che lo vegliava.

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