“if you’re wonderin’ who it was that made this country great”

Per capire cosa stia succedendo negli Stati Uniti, prendiamo una canzone di sessant’anni fa.

Il cantautore Tom Paxton iniziò la propria lunga carriera, nel 1962, con una canzone intitolata, I’m the Man That Built the Bridges.

La canzone descrive un gruppo umano e la sua azione nel mondo.

Il gruppo umano in questione è la classe operaia, la sua azione nel mondo è il lavoro industriale, che la classe operaia rivendica con fierezza.

Nel contesto degli anni Sessanta, si trattava di una canzone che potremmo definire di Sinistra.

In realtà, però la vita è più complessa.

La canzone parla della classe operaia americana.

Dove protestanti e cattolici, scozzesi, irlandesi, italiani, polacchi, Hunkies, figli di braccianti e di servi della gleba, insomma i Joe Magarac, si fusero insieme.

Tra le cose che li accomunava, la necessità di difendersi dalle masse di crumiri neri, usciti dalle campagne del sud, che gli imprenditori usavano per indebolirli.

L’azione della classe operaia americana, la descrive bene Paxton: porre la pietra angolare di “questa nostra grande terra”.

Se una terra ha bisogno di una “pietra angolare”, vuol dire che quel luogo non esisteva prima dell’azione umana.

Non ci sono fiumi, ci sono dighe, non ci sono foreste, c’è solo legname, non ci sono praterie ma allevamenti di vacche.

Tom Paxton vedeva in tutto questo, l’aspetto di costruzione; ma oggi abbiamo gli strumenti per capire che si è trattato soprattutto della più grande opera di distruzione dell’intera storia umana.

E’ salutare però ricordare che sessant’anni fa, la distruzione della biosfera veniva vista come azione eroica e positiva, tanto a Sinistra quanto a Destra.

Non erano indifferenti e avidi – erano proprio convinti di fare una cosa buona.

Destra e Sinistra sono una strana polarità: dividono le società “occidentali”, sempre più o meno a metà, e suscitano fortissime passioni. Ma ogni volta che si cerca di definirle, ci si perde.

Forse sono soprattutto due modi diversi di sentire il tempo.

La persona di Sinistra si trova a disagio nel presente, e sogna qualche tipo di futuro.

La Destra si trova bene nel presente e vorrebbe mantenerlo.

Però ciò che chiamiamo il presente è sempre il frutto di trasformazioni precedenti – caso semplice, il simbolo della Destra in Italia oggi è il tricolore, che due secoli fa rappresentava sogni di un futuro diverso.

Il Tricolore in posa da Sinistra, fantasticando futuri

Insomma, il conservatore conserva la modernità: il pensiero del destro medio italiano lo riassumerei così: “si è sempre regalato lo smartphone ai nipotini per la prima comunione, chi sei tu per spezzare la tradizione?”

Due, il futuro non lo creano le fantasie dei sognatori, ma i progetti dei più forti, che oggi vuol dire i più ricchi. E i ricchi escogitano modi sempre nuovi, rivoluzionari, di fare soldi.

Questa è una cosa che alcuni di Destra intuiscono confusamente, quando dicono che “la Sinistra è al servizio dei Poteri Forti“: non è esattamente così, ma molto spesso, la gente di Sinistra è tentata dalle novità che il capitalismo continuamente genera. E i capitalisti adorano la trasgressione: la merce, come la Sinistra, parla sempre di aspirazioni, di sogni mai realizzati, di futuro insomma.

Infine, gli esseri umani ci mettono tempo ad abituarsi ai cambiamenti, e quindi il “presente” immaginato è di solito il mondo com’era dieci anni fa.

Gli operai bianchi americani cantati da Paxton potevano contare sulla massima ricchezza mai estratta dalla natura.

Se pensi che la ricchezza estraibile sia infinita, puoi anche giocare con le ricchezze future alla cui esistenza credi, anche quando non esistono: ecco che io, che guadagno mille dollari al mese, mi posso comprare diecimila dollari di merce – chi mi presta la differenza crede, mi fa credito.

Ecco che su tutta l’America piove un credito enorme, che permette alle fabbriche di assumere più operai, e agli operai di comprarsi il televisore.

E per le fabbriche, c’è sempre lavoro, in gran parte perché lo Stato lo inventa, con opere pubbliche più imponenti della Grande Muraglia Cinese, e con una condizione di guerra planetaria permanente, che permette infiniti appalti, pagati con denaro immaginario, che non richiede nemmeno di tassare troppo gli americani.

E così gli operai bianchi non hanno solo costruito ponti: si sono costruiti il villino a schiera con il parcheggio.

E siccome erano orgogliosi di ciò che avevano fatto, mettevano un pennone davanti casa, con la bandiera americana. O addirittura si facevano la casa a stelle e strisce:

L’orgoglio del lavoratore lo rendeva libero, per questo – come dice Paxton – pensava di cacciare via re e tiranni.

Ovviamente la libertà era relativa: era possibile solo grazie all’inserimento nel sistema totalitario della fabbrica; ma aveva due potenti simboli.

L’automobile, che dava l’illusione di poter andare ovunque; il fucile, che permetteva di non cedere ai tiranni il monopolio della violenza.

Questa fu l’America che si credeva grande.

Milioni e milioni di uomini liberi, con un benessere mai visto prima nella storia umana, liberi di comprare, di muoversi. Con shopping mall pieni di ogni bene saccheggiato alla Terra.

Senza titoli nobiliari o accademici: è la prima grande comunità a essere orgogliosa di non essere aristocratica.

Avevano la certezza assoluta che sarebbe andata sempre meglio, e questo rendeva gli americani un po’ “di Sinistra”.

Sappiamo come è andata finire – il crollo delle fabbriche, il debito e soprattutto la fine della speranza nel futuro, che è tutto il senso dell’esperimento americano.

Nessun essere umano accetta facilmente che tutto il suo stile di vita e tutte le sue speranze crollino perché sono insostenibili.

Il disastro incombe da ogni parte.

L’Uomo di Paxton, che è proprio fiero di non avere sangue blu o due lauree, vede:

la concorrenza cinese che ha distrutto il lavoro;

i messicani che svalutano i lavori più bassi;

gli ecologisti che minacciano di abolire addirittura il petrolio su cui si fondano insieme lavoro e libertà;

i neri che pretendono di essere mantenuti, e i ricchi liberal che ti dicono che solo perché hai la pelle bianca, ti devi vergognare sistemicamente;

la banca che ti toglie la casa e l’auto;

e c’è gente che vorrebbe addirittura toglierti il fucile.

Ovunque si diffondono gli antidepressivi, spesso più pericolosi delle droghe illegali, e il 15% degli americani ormai vive nei trailer (ultima frontiera della speculazione immobiliare, compare i trailer park e raddoppiare di colpo l’affitto a chi abita).

Allora, l’Uomo di Paxton lancia il suo grido:

“Make America Great Again!”

Sono l’uomo che ha costruito i ponti, sono l’uomo che ha messo i binari
Sono l’uomo che ha costruito questo paese con le mie spalle e con la mia schiena
Sono l’uomo che ha costruito le dighe che danno l’elettricità e che ha riempito di petrolio tutte le auto
E io ho posto la pietra angolare di questa nostra grande terra

Ho liberato la selvaggia sponda del New England da roccia e legname
E ho faticato a lungo e duramente per farla crescere
Ho costruito le prime cabine di legno e ho tirato su una famiglia
Ho detto a Re Giorgio e ai suoi soldati dove dovevano andare

Sono il ragazzo che ha guidato i carri quando la gente verso ovest
Ho scavato i canali e ho trascinato le chiatte lungo il loro percorso
Io ho costruito e mandato avanti le fabbriche e tagliato il legname per la tua casa
Guidato i buoi mentre tagliavo il fieno e ne facevo balle

Ho costruito i quartieri operai e innalzato città tra le praterie
Ho fatto andare la ferrovia da mare a mare
Ho allevato e guidato il bestiame che doveva alimentare un paese che cresceva
E le città delle miniere sono lì per causa mia

Allora, io ho alimentato le grandi fornaci e laminato l’acciaio acceso
Ho fatto funzionare le piattaforme petrolifere
E quando il mio paese ne ha avuto bisogno, ho costruito gli aerei e i carri armati
Per mandare i tiranni a friggere all’inferno

Magari non avrò una bella faccia e i miei abiti non sono dei migliori
E non c’è gente famosa nel mio albero genealogico
Ma se ti chiedi, chi è che ha fatto grande questo paese
Non devi cercare lontano, sono stato io

I cleared the rocks and timber from the wild New England shore
And I labored long and hard to make it grow
I built the first log cabins and I raised a family
Told King George and all his Redcoats where to go

I’m the man that built the bridges, I’m the man that laid the track
I’m the man that built this country with my shoulders and my back
I’m the man that built the power dams and oiled all the cars
And I laid down the cornerstone for this great land of ours

I’m the boy that drove the wagons when the people headed west
Dug canals and pulled the barges on their way
I built and ran the factories, cut the timber for your homes
Drove the oxen when I cut and baled the hay

I’m the man that built the bridges, I’m the man that laid the track
I’m the man that built this country with my shoulders and my back
I’m the man that built the power dams and oiled all the cars
And I laid down the cornerstone for this great land of ours
I built the old sod shanties and I raised the prairie towns
And I made the railroad run from sea to sea
I raised and drove the cattle to feed a growing land
And the mining towns are there because of me

I’m the man that built the bridges, I’m the man that laid the track
I’m the man that built this country with my shoulders and my back
I’m the man that built the power dams and oiled all the cars
And I laid down the cornerstone for this great land of ours

Well, I stoked the mighty furnaces and rolled the flamin’ steel
I operated oil rigs and wells
And when the country needed them, I built the planes and tanks
To send the tyrants down to fry in hell

I’m the man that built the bridges, I’m the man that laid the track
I’m the man that built this country with my shoulders and my back
I’m the man that built the power dams and oiled all the cars
And I laid down the cornerstone for this great land of ours

Well, my face may not be pretty and my clothes are not the best
And there ain’t no big shots in my family tree
But if you’re wonderin’ who it was that made this country great
You don’t have to look no further, it was me

I’m the man that built the bridges, I’m the man that laid the track
I’m the man that built this country with my shoulders and my back
I’m the man that built the power dams and oiled all the cars
And I laid down the cornerstone for this great land of ours

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613 Responses to “if you’re wonderin’ who it was that made this country great”

  1. Francesco says:

    Miguel

    un pochino hai imbrogliato, a essere cantati sono tutti i lavoratori americani fin da prima la rivoluzione industriale

    e tutti i gruppi umani hanno sempre visto che “Non ci sono fiumi, ci sono dighe, non ci sono foreste, c’è solo legname, non ci sono praterie ma allevamenti di vacche.”

    Tranne gli aristocratici.

    Devi fare i conti col fatto che “sbucaltare” comprende cacciare gli orsi dalle caverne, tagliare alberi per fare palafitte, addomesticare cani e pecore, insomma essere uomini

    • Moi says:

      Eh, ma infatti: rinominiamo la nostra specie “Homo Sbucaltans” 😉 … si fa prima !

      • Francesco says:

        tu ridi ma io sono serissimo

        • Z. says:

          Concordo con Francesco. Sbucaltare significa, né più né meno, vivere.

          Sempre che tu non abbia un altro che lo fa in tua vece, così puoi evitare di sporcarti le mani (e nel caso, la coscienza).

          • Per Zeta

            “Sbucaltare significa, né più né meno, vivere.”

            https://www.vastoweb.com/news/flash-news/984006/alta-velocita-roma-pescara-rfi-vuole-traforare-il-monte-morrone-nel-parco-nazionale-della-majella
            Alta Velocità Roma-Pescara: “Rfi vuole traforare il Monte Morrone nel Parco nazionale della Majella”

            Un piccolo esempio… mentre mancano i letti negli ospedali, e io non posso andare all’Ikea perché è a Sesto Fiorentino ed è vietato uscire dal proprio comune (non che ci voglia andare…), leggo:

            “Il progetto con una galleria di 13 km sotto al monte Morrone potrebbe avere un impatto devastante sulle nostre risorse idriche”
            Flash News
            martedì 27 ottobre 2020
            di La Redazione
            Alta Velocità Roma-Pescara: Alta Velocità Roma-Pescara: “Rfi vuole traforare il Monte Morrone nel Parco nazionale della Majella” © Vastoweb

            ABRUZZO. “RFI vorrebbe scavare una galleria di 13 km bucando il Monte Morrone, in pieno Parco nazionale della Majella, proprio a monte delle indispensabili sorgenti del Giardino che con ben 1.100 litri al secondo riforniscono ogni giorno di acqua potabile decine di comuni della Val Pescara, Chieti e Pescara compresi.

            In piena epoca di cambiamenti climatici, con l’acqua già ora razionata in decine di comuni della val Pescara, con il caso del Gran Sasso che da decenni è fonte di enormi problemi, prima con l’abbassamento di 600 metri della falda all’epoca della realizzazione delle gallerie e, fino a oggi, per la coesistenza di infrastrutture e opere di captazione idrica, evidentemente i progettisti non sono in grado di prendere atto di una cosa semplice: la Natura non può essere violentata altrimenti ne paghiamo le conseguenze.

            Ammodernare e rendere efficienti i trasporti è un obiettivo condivisibile entro ambiti ben definiti, tenendo conto dei costi e dei benefici. Ci chiediamo quindi a chi possa essere venuto in mente di proporre di spendere oltre un miliardo per costruire una galleria che bucando il “serbatoio” idrico del Morrone rischia di mettere a secco per sempre 500.000 cittadini privandoli di un diritto fondamentale, quello di bere. Tra l’altro i vincoli del Parco della Majella impongono di non alterare il regime idrogeologico.

            Era così difficile consultare le mappe dei punti di captazione prima di tirare fuori dal cilindro una simile proposta che sconcerta per il livello di approssimazione che non tiene conto di fatti e norme basilari?

            Tra l’altro, parlando di terremoti, la nuova galleria attraverserebbe perpendicolarmente una delle faglie più pericolose d’Europa, quella del Morrone, ferma da 1850 anni e, quindi, con probabilità di attivazione che non si può certo trascurare. La presenza di faglie attive e capaci (quelle che oltre alla scuotimento possono rompere il suolo fin sulla superficie) implica vincoli pesanti per ricostruire una casetta, figurarsi per realizzare una galleria che dovrebbe durare secoli. Una faglia del genere muovendosi, a parte lo scuotimento, può provocare spostamenti di metri (con la formazione di uno scalino, per intenderci) rendendo inutilizzabile per sempre l’opera. Basta guardare quello che è accaduto alla galleria di Forche Canapine, nei pressi di Castelluccio/Norcia, con il terremoto del 2016 per capire.

            Tra l’altro i problemi dei pendolari, che è la vera questione da affrontare sulla Roma-Pescara, non sarebbero certo risolti visto che sarebbero tagliati fuori centri importanti della valpescara come Popoli e Bussi. Il tutto spendendo miliardi. Mah..”

            Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua

            • Francesco says:

              e che c’entra? anche mio zio, avendo schifo della puzza del letame, usava incendiare intere foreste che poi la cenere era un ottimo concime

              però questo prova solo che egli era un poco stronzo

              ciao

  2. Moi says:

    Bernard Minet, nello stile che lo ha reso famoso come sigle Francesi di Anime e Super Sentai … non senza una certa autoironia ! … In realtà questa è fra le meno peggio ! ;

    https://www.youtube.com/watch?v=wDx1J8GD-0A

    “Les ennemis de la Terre”

    est une chanson issue de “Changer tout ça”, le 3e album de Bernard Minet. La thématique écologiste est omniprésente tout au long de la chanson : Bernard Minet dénonce l’enfouissement des déchets nucléaires et la dangerosité de l’activité humaine qui ruine les ressources naturelles.

    • Moi says:

      Ils ne viennent pas d’un autre monde
      Les ennemis de la Terre
      Ne sont pas cachés dans l’ombre
      Les ennemis de la Terre
      N’ont pas de vaisseau spatial
      Pour traverser l’Univers
      Eux qui nous font tant de mal
      Mais sans en avoir l’air

      Ils n’ont pas d’apparence terrible
      Les ennemis de la Terre
      Sont loin d’être humanoïdes
      Les ennemis de la Terre
      Mais ils nous portent malheur
      On a beau dire et beau faire
      On s’éloigne du bonheur
      A mille années lumières

      Les ennemis de la Terre sont les hommes
      Qui empoisonnent les mers, les rivières
      Et tous ceux qui détruisent les forêts entières
      Qui peut me dire le contraire

      Ils ne sont pas robotisés
      Les ennemis de la Terre
      Ne sont pas téléguidés
      Les ennemis de la Terre
      Ils font mourir les baleines
      Et les oiseaux migrateurs
      Ils ont l’apparence humaine
      Eux qui n’ont pas de cœur

      Vont-ils enfin comprendre à temps
      Les ennemis de la Terre
      Que l’on court vers le néant
      Et qu’on doit faire marche arrière
      Est-ce qu’ils m’entendront, j’en doute
      Et je vous chante aujourd’hui
      A vous de barrer la route
      A toutes leurs folies

      Les ennemis de la Terre sont les hommes
      Ceux qui enterrent les déchets nucléaires
      Ceux qui vont transformer notre monde en enfer
      Qui peut me dire le contraire

      Ils ne viennent pas d’un autre monde
      Les ennemis de la Terre
      Ne sont pas cachés dans l’ombre
      Les ennemis de la Terre
      N’ont pas de vaisseau spatial
      Pour traverser l’Univers
      Eux qui nous font tant de mal
      Mais sans en avoir l’air

      Ils n’ont pas d’apparence terrible
      Les ennemis de la Terre
      Sont loin d’être humanoïdes
      Les ennemis de la Terre
      Mais ils nous portent malheur
      On a beau dire et beau faire
      On s’éloigne du bonheur
      A mille années lumières

      Ils ne sont pas robotisés
      Les ennemis de la Terre
      Ne sont pas téléguidés
      Les ennemis de la Terre
      Ils font mourir les baleines
      Et les oiseaux migrateurs
      Ils ont l’apparence humaine
      Eux qui n’ont pas de cœur

      Vont-ils enfin comprendre à temps
      Les ennemis de la Terre
      Que l’on court vers le néant
      Et qu’on doit faire marche arrière
      Est-ce qu’ils m’entendront, j’en doute
      Et je vous chante aujourd’hui
      A vous de barrer la route
      A toutes leurs folies

      Ils ne viennent pas d’un autre monde
      Les ennemis de la Terre
      Ne sont pas cachés dans l’ombre
      Les ennemis de la Terre
      N’ont pas de vaisseau spatial
      Pour traverser l’Univers
      Eux qui nous font tant de mal
      Mais sans en avoir l’air

      Ils n’ont pas d’apparence terrible
      Les ennemis de la Terre
      Sont loin d’être humanoïdes
      Les ennemis de la Terre
      Mais ils nous portent malheur
      On a beau dire et beau faire
      On s’éloigne du bonheur
      A mille années lumières…

      • Per Moi

        “Ils ne viennent pas d’un autre monde
        Les ennemis de la Terre”

        Un po’ semplicistico, ma il concetto è giusto.

        Prima del Covid, c’è stata una passeggera moda gretina 🙂 di accusare gli adulti di averli messi per pura cattiveria in questo mondo invivibile.

        Mentre è ovvio che uno dei motivi per cui gli adulti si erano fatto un mazzo così era per fare un mondo più vivibile per i figlioli.

        Manco gli sfioravano le conseguenze.

  3. habsburgicus says:

    cosa diceva quel..Tonino Guerra mi pare si chiamasse (un conterraneo di Z) “l’ottimismo è il sale della vita” ?
    orbene allora Trump ha una vita salata 😀
    in un tweet 39 minuti fa scrive
    WE WILL WIN!
    😀

    • Francesco says:

      anche per te è solo rincoglionito o c’è qualche traccia di brogli seri?

      che non succede ma se succede sghignazzo per sei mesi di fila (poi toccherà piangere, temo)

      • habsburgicus says:

        @Francesco
        Trump sempre più scatenato
        3 min fa
        WATCH FOR MASSIVE BALLOT COUNTING ABUSE AND, JUST LIKE THE EARLY VACCINE, REMEMBER I TOLD YOU SO!
        2 min fa
        BALLOT COUNTING ABUSE!

        una serttimana fa le elezioni: mai era successa una cosa del genere (ok, nel 2000 c’era l’impasse Bush jr./Gore ma era limitato ad una contea della Florida e il linguaggio tenuto ufficialmente era ben altro)

        • habsburgicus says:

          lo che non ve ne può fregare di meno, ma ve lo dico lo stesso 😀

          Pompeo (Segr Stato) 1 ora fa
          Secretary of State Pompeo is asked if he would help a Biden transition team:
          “There will be a smooth transition to a second Trump administration.”

          ora interessa sapere le opinioni di Cesare e Crasso

        • Francesco says:

          però questa cosa del vaccino fino a due giorni fa era roba da dittatori del Terzo mondo e Donald Trump

          adesso è quasi la prova che la Harris è un Arcangelo e ci salverà tutti dal Male

          un pò mi puzza la tempistica

      • PinoMamet says:

        Trump è un personaggio divertente a piccole dosi ma il troppo storpia.

        Dopo essere stato eletto con meno voti effettivi della Clinton (e ho detto della Clinton! non di Miss Simpatia Peace and Love…)

        -dopo aver cacciato uno del suo staff che aveva rivelato che era stata preparata, per queste elezione, una macchina micidiale di brogli estesi (“è come la Morte Nera!” parole sue) che avrebbero dovuto garantirgli la rielezione;

        -dopo aver chiesto pateticamente di fermare il conteggio dei voti quando faceva comodo a lui, e perché lo diceva lui;

        -dopo essere stato smentito dai suoi stessi colleghi di partito riguardo all’esistenza di brogli consistenti di segno contrario;

        dopo tutto questo, ancora sta a parlà??

        ma basta!

        • daouda says:

          chiediti sempre cosa sarebbe stato se non fosse così, in ogni caso ed ad ogni costo.

          Poi paragona con la realtà, e vinci

        • Z. says:

          Massì, ci sarà sempre qualcuno che si arrampica sugli specchi per difenderlo. Solo qui ne ho visti, in questi quattro anni!

          Per fortuna non faranno danni, non troppi almeno.

        • Francesco says:

          se uno del mio staff (se avessi uno staff) andasse a dire che ho preparato una Morte Nera per fare brogli estesi, col cazzo che lo caccio via!

          lo caccio dentro la culatta del cannone laser e sparo un paio di colpi di prova, per vedere l’effetto che fa

          e se ho una “macchina micidiale di brogli estesi” (e chi sono, il camerata Galeazzo Musolesi?) perchè perdo tempo a strepitare contro il voto postale?

          questo per dire che credo che il pessimo Trump sia meno pessimo di quel che viene detto ma che condivido la domanda finale di Pino

    • Z. says:

      Guerra non era un mio conterraneo. Francesco Talanti era un mio conterraneo.

      Tradusse parte della Divina Commedia in romagnolo. E siccome non era Domenico Jaccarino, ma un vero poeta, la tradusse davvero.

      Dante, come sapete, scriveva:

      Nacqui sub Iulio ancor che fosse tardi,
      e vissi a Roma sotto il buon Augusto
      al tempo degli dei falsi e bugiardi.

      Talanti tradusse:

      Ned sota a Giulio, o Zëzar, ch’l’è listess,
      religion d’i pagan ch’s’useva alora:
      fels e busedar coma qui d’adess.

      🙂

    • “L’ottimismo è il sale della vita: ti fa salire la pressione e ti ammazza con un ictus” (la chiosa è mia)

  4. Mi chiedevo se qualcuno fosse interessato a commentare la distinzione psicologica di Destra e di Sinistra rispettivamente come “difesa del presente” e “sogno di qualcosa che superi il presente”.

    Tra l’altro, è una definizione che per una volta potrebbe trovare qualche consenso tra i diretti interessati.

    • Francesco says:

      io non ho nulla contro un futuro migliore però sono certo di essere di Destra

      è su “migliore” che credo di essere diverso da loro

      i rossi

      ciao

      • Per Francesco

        “io non ho nulla contro un futuro migliore però sono certo di essere di Destra”

        Giusto… affiniamo il concetto, possiamo dire che vorresti un futuro un po’ come il presente, ma “migliore” (secondo ovviamente i tuoi criteri)?

        Mentre quello di sinistra non è necessariamente sempre per il “futuro”, ma sogna qualcosa di “molto diverso” dal presente? Per dire, può percepirsi come di sinistra il transumanista che si sogna i robot che aboliscono il bisogno di lavoro manuale, come quello che abbandona il posto di lavoro per andare ad allevare capre tra i monti?

        Ci sono ovviamente mille sfumature in mezzo.

        • Francesco says:

          bah

          vorrei un futuro migliore, cioè più simile al passato che al presente

          come regola del pollice però, che in porta Donnarumma per Galli mi va benissimo, in difesa magari Baresi e non Romagnoli

          no, non sono d’accordo con la tua idea del “momento a cui si guarda” come discriminante

          se non per volgare polemica: quelli di sinistra hanno la testa tra le nuvole, ogni loro idea messa in pratica fa così schifo che subito se ne inventano una nuova

          ciao

    • Il discrimine che ho usato a lungo per distinguere Destra da Sinistra l’ho preso da un romanzo di fantascienza. Secondo David Brin (in “Terra”) l’essere umano vive una dicotomia tra Cooperazione e Competizione. Deve cooperare coi propri simili perché i risultati ottenibili da un gruppo sono superiori a quelli ottenibili dai singoli, e deve competere con essi per accaparrarsi ricchezza, femmine, potere. La Destra pone l’accento sugli ideali della competizione, la sinistra su quelli della cooperazione. Tempo fa, tuttavia, mi sono reso conto che la cooperazione non è altro che uno strumento per accrescere la nostra capacità collettiva di sfruttare (o, per altri versi, saccheggiare) le risorse naturali (https://mammiferobipede.wordpress.com/2013/06/28/darwin-la-selezione-e-la-solidarieta/). Quindi non si tratta più di “Competizione vs. Cooperazione”, ma di due forme di competizione; diversamente articolate, ma sempre attive ai danni della biosfera.
      Più che ad un discrimine Passato/Futuro, mi verrebbe da interpretare la dicotomia Destra/Sinistra in termini di Conservazione/Cambiamento. I ‘destri’ sono più interessati alla conservazione, i ‘sinistri’ alla trasformazione. Chiaro che, dovendo ragionare di trasformazioni, è più facile che sia gente di sinistra ad imbattersi nei problemi della finitezza delle ‘risorse’, e del mondo nel suo complesso, e quindi possa finire ad abbracciare posizioni ambientaliste. Ma è altrettanto chiaro, almeno per me, che non da Destra, e nemmeno dalla Sinistra storica, potrà venire la volontà di rinunciare a qualcosa di quello che è stato faticosamente ottenuto. Paradigmatico di ciò è la guerra che alcuni circoli ‘di Sinistra’ (intitolati ad Enrico Berlinguer), stanno portando avanti a Roma contro le nuove piste ciclabili, a dir loro in difesa di un “diritto all’automobile” che va preservato.
      La Sinistra è nata per reclamare la _ridistribuzione_ della ricchezza tra classi ricche e classi operaie, ma una volta che l’intero paese è diventato ricco (almeno in base agli standard di un secolo fa), nessuno a Sinistra si sente in dovere di far notare che i veri poveri non stanno più qui, ma in Africa, nel sudest asiatico, in America Latina, e ancor mano si sente in dovere di difendere quelle popolazioni dagli appetiti dell’occidente (dato che finirebbe con l’azzerare il proprio bacino elettorale).

      • Moi says:

        l’essere umano vive una dicotomia tra Cooperazione e Competizione. Deve cooperare coi propri simili perché i risultati ottenibili da un gruppo sono superiori a quelli ottenibili dai singoli, e deve competere con essi per accaparrarsi ricchezza, **femmine**, potere.

        —————

        … MASKILISTAAAA , Sgherro del PatriarKatooooo !!! 😉

      • Per Mammifero

        ” La Destra pone l’accento sugli ideali della competizione, la sinistra su quelli della cooperazione.”

        C’è del vero (anche nelle altre cose che dici).

        Sicuramente uno che si ritiene di Sinistra si riconoscerebbe subito in questa definizione, uno di Destra di meno.

        In Italia forse, ma in Germania uno di Destra potrebbe essere benissimo alla testa del gruppo di vigili del fuoco volontari, o tenerci moltissimo all’organizzazione della sagra del paese. E anche in Italia, comunque potrebbe essere uno che ci tiene a che tutta la famiglia collabori.

        Poi esiste molta Sinista “asociale”: i punkabbestia magari si sentono molto gruppo, ma contro tutto il resto della società; e tutta la sinistra estrema rifiuta caratterialmente il dialogo con chiunque sia estraneo al loro piccolo gruppo.

        Insomma, ho il sospetto che la tua sia una chiave valida, ma vada usata insieme ad altre, magari a una che non abbiamo ancora scoperto.

        • Certamente. È un discrimine tagliato con l’accetta e necessariamente molto grossolano. Ci sono anche quelli che si ritengono ‘sentimentalmente’ di Destra (o di Sinistra) e si comportano in assoluta incoerenza con le indicazioni della propria parte politica. Ma l’incoerenza è la cifra dell’agire umano: sacerdoti che fanno voto di castità e poi hanno tresche (quando va bene con individui adulti), rubano, truffano. Carabinieri che spacciano, politici doppiogiochisti, di tutto di più. Qualunque semplificazione è nulla più che una chiave interpretativa, e gli va dato un peso relativo.

          • Per MB

            “Qualunque semplificazione è nulla più che una chiave interpretativa, e gli va dato un peso relativo.”

            Certo, la cosa interessante è che l’umanità occidentale si divide regolarmente in due gruppi identitari.

            In genere la Sinistra è orgogliosa di essere ciò che è, la Destra si definisce quasi per esclusione, però anche la Destra sente fortemente almeno l’ostilità per la Sinistra.

            E questa divisione supera tutte le situazioni contingenti, anzi può anche cambiare di bandiera: vedi il caso della classe operaia americana, rimasta tale e quale, ma passata da “sinistra” a “destra”.

            Ciascuna metà considera l’altra moralmente corrotta e cattiva dentro, per motivi diversi, e sono motivi in cui gli accusati non si riconoscono (“voi volete distruggere la fede e la bellezza e distruggere le famiglie! Voi volete uccidere la gente solo perché ha pelle nera!”).

            Questa divisione è antropologicamente affascinante, si sente che ha qualcosa di autentico, ma ogni volta che si cerca di definirla, si finisce per definirla solo nei termini di una parte.

            Tu parlavi di cooperazione contro concorrenza, e come ti dicevo, la metà “sinistra” probabilmente ci si riconosce (in fondo “cooperare” sembra una roba buona), ma l’altra metà non ci si riconoscerà affatto.

            • In genere, quando ci si trova in uno scontro tra due parti che sembra eterno, la chiave sta nel terzo elemento.

              Credo che il terzo elemento sia quello più inafferrabile, perché onnipresente: l’energia.

              La classe operaia di Paxton e quella di Trump è la stessa.

              Ciò che cambia è l’apporto energetico (petrolio, denaro, risorse, poste di lavoro…).

              Questo vale anche per la domanda di Mauricius sullo Statuto dei Lavoratori.

              E’ cosa completamente diversa rivendicare un pezzo di risorse che stanno crescendo, e difendere un pezzo di risorse che stanno decrescendo.

              Ma è difficile parlare di energia, perché è così poco “morale”.

              • Ti rispondo un po’ frettolosamente perché sono di corsa (e mi scuso per questo). Destra e sinistra nascono con l’avvento delle democrazie. In uno stato totalitario non può esistere nessuna delle due, l’unica differenza concessa è essere più interventisti o più attendisti. Con l’avvento delle democrazie si apre un nuovo mercato, quello dei voti, che si comprano o col denaro o con il convincimento. La Destra compra i voti che gli servono col denaro, ma non gli servono tutti, basta la maggioranza. La sinistra compra i voti con le promesse di un riscatto, di un mondo migliore, più giusto, più umano. Una volta stabilito un sistema funzionante, al capitale basta comprare solo i politici (i pochi che bastano a far approvare quello che gli serve) senza dover comprare anche i voti dell’elettorato, che si ritrova comunque sfruttato e impoverito. condizione, peraltro, necessaria affinché la propaganda di Sinistra possa funzionare. :-/

              • daouda says:

                è un po’ troppo rapido questo approccio e soprattutto di Capitali ce se sono svariati non soltanto uno unico.

              • “…di Capitali ce se sono svariati”. Vero, ma operano tutti nella stessa identica maniera.

              • daouda says:

                tu fai una disamina sulla “Maniera” dimenticando gli interpreti.

                Oltre che poco marxiano è proprio stupido anche perché il bypass tra un sistema all’altro per te sembra sempr rimanere lo stesso visto con la stessa lente, cambiando i termini.
                Che cazzo.

              • Daouda scrisse:

                “tu fai una disamina sulla “Maniera” dimenticando gli interpreti.”

                Per i nuovi commentatori, che magari non lo conoscono… Daouda ha uno stile un po, come dire, particolare.

                Ma le cose che dice sono spesso stranamente sensate; e se non avete voglia di perdervici, non c’è problema, nessuno è obbligato a starci dietro.

              • daouda says:

                vado di fretta anche io

                a) non credo affatto che destra e sinistra siano nate in quel tempo. D’altronde nell’agone politico una degna visione prevederebbe le altre direzioni dello spazio. In quel tempo, a seconda dei pruriti ( che sò per farti capire, se parli con un vero liberista il mondo è verso il socialismo mondiale mentre se sei socialista vedi il neo-liberismo ovunque. E’ chiaro che il sistema è misto ma sentirsi dire dai critici del sistema che siamo nel neo-liberismo ci porta a farci molte domande sull’interesse che c’è dietro ai critici ignoranti ) si potrebbe dire che è sopravanzata una nuova destra od una nuova sinistra.

                E’ pur vero che in uno stato totalitario non esiste altro che sè stesso ( per dire allora è ovvio che il fascismo storico non lo fu ) ma ciò non vieta che esso penda in una delle direzione delle direzioni spaziali che dovremmo riprendere in esame.

                Concordo col meccanismo delle compravendite.

                Ribadisco che non esiste il Capite ma i Capitali ( se sei però liberista reale, non potresti chiamarli così ) e non collaborano tutti quindi è vero che le mafi agiscono allo stesso modo e collaborano pure ma poi ala resa dei conti qualche scontro sarà inevitabile.

                Inoltre i sistemi cambiano non rimangono gli stessi, la fantomatica tecnocrazia finanziaria non è più democrazia ed usare parametri simili non è tanto azzeccato.

                Dicevo che è poco marxiano perché discorso troppo umanistico, economicistico o cos’altro è errato dal punto di vista strategico nll’analisi degli agenti in campo

              • @daouda
                Uhm! Mi dai del ‘marxiano’ perché uso il termine ‘capitale’? Non ne possiedo uno diverso (limite mio), ma anche se lo possedessi, credo che non gli attribuiremmo lo stesso significato, quindi saremmo punto e a capo. Una mia riflessione di diverso tempo fa verteva sul linguaggio (https://mammiferobipede.wordpress.com/2016/02/27/effetto-babele/), riassumendola: finiamo col non comprenderci (anche) perché usiamo le stesse parole, della stessa lingua, ma caricandole di significati diversi a seconda della cultura cui apparteniamo. il che rende difficile, se non impossibile, il semplice comprendersi.
                Proviamo ad intenderci: il denaro è potere, il potere è denaro, la mia definizione di ‘capitale’ comprende entrambi questi aspetti. Il capitale si incarna in gruppi umani in competizione tra loro per acquisire più potere e più denaro. In questo le mafie e le multinazionali non sono distinguibili se non per dettagli secondari legati al modus operandi, più o meno legale a seconda di quanto il gruppo d’interesse sia stato in grado di influenzare l’apparato normativo. Per dire, il tabacco è legale, gli alcoolici sono legali, la cannabis no. Dietro queste realtà si muovono gruppi d’interesse in competizione tra loro per il mercato delle dipendenze, che frutta molti soldi. Alcune sono riuscite ad imporre la legalizzazione dei loro prodotti, altre no ed agiscono nell’illegalità.
                Nella mia visione (molto pessimista), democrazie e regimi totalitari sono facce (esteriori) della stessa medaglia: entrambi operano per il controllo delle società umane e per garantire la massimizzazione dei profitti, entrambi sono emissioni di gruppi di denaro/potere e ad esse soggetti. Ho cercato di spiegarlo qui: https://mammiferobipede.wordpress.com/2020/03/11/capitalismo-vs-democrazia/
                In questo momento storico, discendente dalla seconda guerra mondiale, a tirare la maggior parte dei fili è il sistema capitalista originario degli Stati Uniti, che decide a quali stati concedere una parvenza di democrazia (l’Europa Occidentale, noi compresi) ed a quali ‘amministrare’ regimi autoritari (l’Argentina ed il Cile di Pinochet, solo per citarne un paio). In questo gioco sono presenti altri attori (Cina e Russia, principalmente) che competono per potere/denaro in un equilibrio dinamico.

              • daouda says:

                Posso certo darti adito sostenendo quel che sostieni tu ed ugualmente il fine sarebbe disgiunto perché io punto a qualcosa e tu ad altro essendo diversi, non sarà dunque una prolissa introduzione sul chiarimento dei termini a permettere l’intendimento che, ad ammettere, di per sè stesso è sia impossibile che possibile su piani diversi, come il fatto che la cultura prima che qualunque cosa è un recipiente descrivibile la persona , ed ugualmente non la risolverà.
                Il termine capitale avrebbe dato il medesimo anghirigoro da parte mia se tu avessi usato lavoro giacché il lavoro è parte del capitale e questo ormai è noto ed alla fine chi cita capitale di solito cita il neo-liberismo attestando la sua ignoranza o meglio la combutta col sistema.

                Per definizione se parliamo di mafie e multinazionali non parliamo del CABiDDALE, ma semmai parliamo dei capitali che esse possono impiegare in molteplici funzioni per poter andare avanti nell’infamia iniqua generale.
                Insomma leviamoci di dosso l’interpetazionistica esistenziale del capitalismo che reifica e si auto alimenta perché non esiste, anzi, per come mi pare è più un desiderio onirico di risoluzione a spingere su questa pussilanime spiegazione, che da che mondo è mondo prima o poi accadrà perché la fantasia precede la realtà, che farà di più e peggio dell’scogitato ( pessimista o realista anche io ).

                NOn credo che cina e Russia siano sistemi diversi o più equilibrati, e sottolineo che il potere può anche imporre la povertà laddove si abusi dll’equazione appunto potere = denaro, cosa di per sè falsa ed anzi abilmemente deceptionabile pé parlà lingua barbara.

                Poi per carità come vedi io sparo solo merda, ma se a mme me piace piscia sul marciapiede a cazzo de fora? Il condizionamento della legge è indicativo più nell’adeguamento culturale giust’appunto invece che nell’imporre una visione culturale e normativa.
                Può essere infatti che quel che è legale non vale un cazzo e quel che è illegale è bene resti tale, o viceversa.
                Diffido da chi mi spiega che si possa prima di tutto capire e in secondo luogo risolvere, marchiato è.

              • È interessante questo fatto che non possediamo una maniera univoca e condivisa per definire il potere economico che ci governa. ‘Capitale’ è effettivamente un termine un po’ stantio, ma ‘mercati’ mi pare ancora più generico ed approssimativo, ‘plutocrazia’ è vetusto ed in giro vedo poco altro. Probabilmente anche questo fa parte della dissimulazione che porta questo potere a nascondersi dietro le parvenze di governi politici.
                Sul capire e risolvere sono d’accordo: non si può risolvere qualcosa che non si capisce, ma non tutto quello che si capisce si può risolvere. Molto spesso realizzi di avere mani e piedi legati, o che semplicemente il gioco non vale la candela.

              • daouda says:

                il linguaggio in realtà sia per la sua arte che per necessità rimane sempre univoco, analogico e equivoco,ed il problema non sono i personaggi degeneri ma il mediato sociale.
                Tant’è che tutto noi qui facciamo finta di intenderci per colpa di questo viscido pulviscolo che è il potere stesso resosi vaporifero ( umido ed areo al contempo per buttarla in simbologia )

    • roberto says:

      Miguel,
      Da tendenzialmente di sinistra non saprei.
      Per me tutto dipende da cosa intendi per “superare il presente”

      Un mondo in cui sia vietato usare il motore a benzina? No grazie, finché non ci sarà un’alternativa pratica ed economica. Difendo il presente

      Un mondo in cui sia vietato allevare visoni da pelliccia? Ok, voglio superare il presente

      Tendenzialmente voglio cambiare solo se il cambiamento è in meglio.

      Cambiare il presente giusto per cambiare mi sembra più una cosa da cinque stelle o da elettori di Trump

      • Per roberto

        “a tendenzialmente di sinistra non saprei.
        Per me tutto dipende da cosa intendi per “superare il presente””

        Interessante.

        Sì, è vero, nella mia analisi ho dato poco spazio alla “sinistra moderata” (scusa la semplificazione, è per capirci).

        Pensavo più al militante “contro” (patriarcato, capitalismo, frontiere, religione, ecc.), che tende ad avercela:

        1) con il presente, sognando un “altro mondo possibile”

        2) con chi è attaccato a quello che il militante considera il “passato”, quindi preti, nazionalisti, maschi, ecc.

        Vediamo, faccio qualche tentativo, sicuramente discutibile, scusami sempre se faccio affermazioni, è solo per non appesantire il discorso con troppi “forse potrebbe essere che..”

        Tu non sei di “Destra” perché non vedi particolarmente a rischio il presente, sai solo che “ci sono dei problemi”.

        Vedi abbastanza positivamente il futuro, come gli americani di entrambi i partiti negli Anni Sessanta, che erano pochissimo polarizzati.

        Non sei di “Sinistra” (nel mio senso) perché non sei irrequieto perché tutto cambi, e le cose che vorresti cambiare sono concrete, non immaginarie.

        Però è chiaro che manca qualcosa nella mia definizione…

        • roberto says:

          Ok ci sta

          Devo dire però che la dicotomia competizione/cooperazione di mammifero bipede mi pare più intrigante

      • Per venire a capo dell’autocentricità delle tue affermazioni puoi provare ad applicare il criterio dell’interesse personale. È troppo semplice definire ‘buone’ (o da salvare) le cose che ci piacciono (l’automobile), e ‘cattive’ (o da eliminare) quelle che non ci piacciono o di cui non ci importa (le pellicce). I gusti personali non sono argomenti, in una discussione.

        • roberto says:

          Non ho ben capito di cosa stai parlando

          Ero rimasto alla distinzione destra/sinistra di Miguel

          • Sto parlando del fatto che confondi le opinioni con la realtà. Un confronto basato su uno scambio di opinioni non è una discussione, sono chiacchiere da bar. In questo momento il dato di realtà è che le attività umane stanno progressivamente danneggiando i sistemi biologici che sono alla base della sopravvivenza di forme di vita evolute sul pianeta. Di fronte a questo la fascinazione per il motore a scoppio e le sue applicazioni appare per quello che è: un pezzo del problema, non certo della soluzione. Il motore a scoppio non è indispensabile semplicemente perché l’umanità ne ha fatto a meno per millenni, e il pianeta per miliardi di anni.

            • roberto says:

              ah capisco.
              allora
              1.la mia realtà (*) è che devo ogni giorno andare dal punto A al punto B distante da esso 15 km di collinette.
              la bici è un’opzione i due giorni all’anno i cui non piove ma francamente non ho nemmeno più l’età o il fisico per farlo (ma sto pensando di prendermi una bici elettrica, sempre per quei due giorni all’anno)

              2. l’umanità ha fatto a meno per millenni di antibiotici, elettricità, biciclette, disinfettanti, forchette, gelati…l’argomento mi pare non decisivo

              3. il pianeta ha fatto a meno dell’umanità per miliardi di anni, e basterà aspettare qualche migliaio di anni (ad essere pessimisti) e tornerà di nuovo a fare a meno di noi

              nel frattempo vorrei farmi una gita fuori porta, andare a trovare i miei genitori a 1200 km da qui, prendere un antibiotico quando necessario e accendere la luce se fa troppo buio

              ok, sono desideri, ma sono dati di realtà. non tenerne conto è veramente miope

              (*) faccio astrazione di questo periodo di cacca sperando che prima o poi tutto torni come prima

            • La tua realtà è che l’ultimo mezzo secolo di abbondanza energetica (fossile, deindi non replicabile) ha prodotto il fenomeno dell’urban sprawl, consentendoti di (o obbligandoti a) abitare relativamente lontano dal luogo dove lavori. L’automobile ti consente di farlo, l’eventuale indisponibilità della stessa si tradurrebbe (tradurrà?) in una serie di problemi cui trovare soluzioni scegliendo tra un ventaglio di opzioni sgradevoli (cambiare casa, cambiare lavoro, cambiare modalità di spostamento, tra le altre).
              Il punto che stava provando a sollevare Miguel mi sembra un altro: stante che abbiamo cambiato il mondo per assecondare i nostri desideri ed i nostri comodi, cosa faremo nel momento in cui tutto quello che abbiamo dato per scontato dovesse sparire come neve al sole? Perché è questo che ci va dicendo la scienza, e non da oggi, ma dagli anni ’70.
              Se vuoi la mia opinione, faremo finta che il problema non esista finché non ci sbatteremo il muso, e a seguire lacrime di coccodrillo.

              • roberto says:

                Guarda MB,
                Io vivo nel 2020 in Lussemburgo, questa è la mia realtà e con questa devo fare i conti

                Ora, Miguel propone una differenza fra quelli che vogliono cambiare la realtà e quelli che la vogliono mantenere.

                Io mi pongo in una via di mezzo. Ci sono cose della mia realtà che mi piacciono e cose che non mi piacciono. Se uno mi propone un cambiamento, io lo appoggio se il cambiamento migliora la mia realtà. Nel concetto di migliorare c’è ovviamente una grande dose di soggettività.
                Esempio: sembra veramente che il lockdown abbia fatto benissimo agli animali del bosco, che si sono spinti dove non andavano prima (effettivamente ho visto una volpe in giardino, un cinghiale a poche centinaia di metri da casa, e una decina di caprioli nei boschi intorno casa). Ora a me gli animali piacciono o nei boschi o nel frigorifero, non nel mio giardino o nel parcheggio del supermercato e un cambiamento che mi dicesse “non camminare nei boschi per non disturbare i cervi” (*) peggiorerebbe la mia realtà

                Più chiaro ora?

                (*) a scanso di equivoci non sono uso a camminare nei boschi suonando una grancassa, proprio perché mi piace vederli i cervi

              • maffeia says:

                “nel momento in cui tutto quello che abbiamo dato per scontato dovesse sparire come neve al sole? Perché è questo che ci va dicendo la scienza, e non da oggi, ma dagli anni ’70”

                Mi è capitato tra le mani un mio vecchio testo universitario di biologia, edito nel 1979. L’ultimo capitolo era dedicato all’ecologia.
                Riporto fedelmente: “è stato previsto che le disponibilità di rame, piombo, zinco, stagno, argento, tungsteno e petrolio grezzo si esauriranno entro il 2000, alcune prima.”
                Mi pongo due domande:
                1) L’ecologia descrive davvero “ciò che ci sta dicendo la scienza”, o lo esagera e lo esaspera?
                2) Aver proposto a più riprese previsioni catastrofiche che poi non si sono avverate, quanto ha danneggiato la credibilità del movimento ecologista?

              • daouda says:

                la risposta alla seconda domanda è no. Più sei catastrofico più vieni smentito più autorità hai.
                Non è illogico né strano a ben pensarci

              • @roberto
                Era chiaro anche prima. Il punto è che esiste una realtà oggettiva con cui fare i conti, e si estende ben oltre il nostro osservatorio individuale. Per dire: l’autonomia alimentare. Il Lussemburgo non produce cibo a sufficienza per alimentare i propri abitanti, lo acquista da altri paesi, molti dei quali non rispettano i criteri di tutela ambientali. Questo per dire che potrai avere i cervi nei boschi dietro casa solo a condizione che qualcuno, da qualche altra parte del mondo, distrugga i propri boschi/foreste (e i propri cervi, o quello che ci vive) per crearne coltivazioni/pascoli e dar da mangiare a te.
                È chiaro che ad ognuno di noi ci sono cose che piacciono di più ed altre di meno, il punto è quanto siano sostenibili quelle che ci piacciono, perché se non sono sostenibili, fra un po’ non ci saranno più. (è anche vero che sul lungo termine saremo tutti morti, quindi il problema individuale è relativo, se uno non ha una coscienza estesa alla collettività)

              • @maffeia
                Non so a quale testo fai riferimento, ma quello che conosco io è questo: https://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo e la sua attendibilità è stata (ahimé) verificata anche in tempi recenti, nonostante i molti eventi effettivamente verificatisi non previsti dallo scenario originale, quali la scoperta di mega-giacimenti petroliferi in Arabia Saudita a metà degli anni ’70.

              • @maffeia e daouda
                sulla credibilità dei movimenti ambientalisti sposo la tesi del documentario ‘Planet of the humans’: fanno parte del teatrino della politica che serve ad intrattenerci e confonderci le idee.
                https://mammiferobipede.wordpress.com/2020/05/22/la-chiusura-del-cerchio/

              • roberto says:

                MB

                ” Per dire: l’autonomia alimentare.”

                ma appunto io insisto sul fatto che la mia realtà è *ora* e *qui*.

                se tu mi dici che devo disboscare il lussemburgo per avere superfice agricola per garantirmi l’autonomia alimentare (e mangiarmi i cervi e i cinghiali) lo capisco e possiamo parlarne, otretutto la selvaggina mi garba assai

                se tu mi dici che devo fare lo stesso lavoro con una sega a mano per non consumare carburanti fossili perché forse tra 50 anni saranno finiti, lo capisco un po’ meno

              • roberto says:

                se poi mi dici che devo morir di fame per far correre felici i cervi qui o altrove, beh non vale nemmeno la pena

              • Francesco says:

                scusa ma potresti provare a convincermi che il Rapporto del Club di Roma non è la classica raccolta di cazzate di chi proietta i trend del passato sul futuro negando che le cose possano cambiare nel frattempo?

                che io sappia non hanno mai azzeccato nessuna delle previsioni utili, resta solo l’inutile assunto che “le risorse sono limitate”, che è peraltro discutibile oltre che praticamente inutile

                grazie

              • daouda says:

                te sei un cojone che sposi n documentario. Quanno costruisci na capanna o costrusci n grattacielo, dimme se sei capace indo sta la differenza scevra dalle contestualizzazioni…

        • daouda says:

          le pellicce esistono da molto prima delle automobii, paragone infattibile

  5. PinoMamet says:

    Non saprei- secondo la definizione di Miguel, risulto di destra…- ma faccio notare a Moi che gli emiliani assomigliano molto più agli americani che ai francesi…

    • Moi says:

      Mai sentita, questa.

      … In che modo ?

      • PinoMamet says:

        Mai sentita? Ma se l’avrò scritta trentamila volte!

        oltretutto non è neppure una creazione mia, o tanto strana, credo anzi sia quasi proverbiale (“tra la via Emilia e il West”…)

        Gli emiliani-romagnoli che conosco io:

        -hanno tutti un piede in campagna, sono orgogliosi della loro caslen’na, che una volta era costruita personalmente (o dal nonno insieme all’amico falegname e all’amico muratore…)

        -quelli di campagna hanno tutti un fucile e spesso altre armi

        -sono gelosi della propria proprietà e della propria indipendenza;

        -credono fermamente nel vivi-e-lascia-vivere, ognuno faccia quel che gli pare finché non rompe le balle a me e sta lontano da casa mia;

        -hanno un fortissimo orgoglio proletario, credono che Il Lavoro (“c’è da spianare una collina? spianiamo una collina! zappa e badile!” citazione vera di una mia conoscenza) risolva tutto e disprezzano i titoli acquisiti;

        -amano chi “parla chiaro” e apprezzano una certa rudezza, mentre mal sopportano le pose da intellettuale;

        -sono fieri di essersi fatti da soli;

        -pensano di vivere nel posto migliore del mondo!

        prendi un emiliano, e mettilo ovunque tra la Pennsylvania e l’Oregon, e vedrai che prospererà e sentirà a casa.
        Anche la California settentrionale.

        Mentre si troverà molto a disagio tra i mercuriali latini di New York o di Miami… compresi quelli italiani.

        • Moi says:

          Be’, ci sta … Ci riconosco le generazioni passate, però !
          Le odierne generazioni urbane (!) mi sembrano borghesi e conformiste “alla Francese” .

        • Z. says:

          Uhm… allora, vediamo quanto ci rientro io:

          1) no, non esattamente almeno;
          2) no, niente armi;
          3) per molte cose credo di sì. Il vicino che non fa troppo rumore e non lascia il rusco fuori dall’uscio è solo per questo un gran vicino;
          4) no, non mi appassiona il lavoro manuale;
          5) non amo la rudezza, ma nemmeno le pose da intellettuale. Non mi sembrano neppure due cose troppo diverse, a ben vedere;
          6) sì e no. Mai avuto spintarelle, questo no; ma senza le persone che mi vogliono bene, e che mi hanno aiutato quando ne ho avuto bisogno, non so se sarei qui con voi a scrivere. Quindi vorrei dire di sì, ma sarebbe più onesto dire no;
          7) sì, ma non è che lo pensiamo, è un dato di fatto!

        • PinoMamet says:

          In effetti sto parlando dei vecchi emiliani, di campagna/paese
          (Nel senso che magari stanno in città o cittadina, ma sono nati in campagna o hanno parenti stretti e amici che ci stanno).

          E credo, davvero, di averli descritti come sono- o come erano quando ero bambino.

          Non pretendo che ci si rispecchino tutti.

          E del resto, neanche in Texas sono tutti appassionati di armi, sospettosi verso il governo, ecc. ecc.

          • Z. says:

            Certo. Era per valutare quanto risultavo aberrante rispetto alla media.

            • Peucezio says:

              Scusa, ma tu non sei romagnolo?

              • Z. says:

                Di origine sì. Pino comunque parlava di emiliano-romagnoli.

                http://kelebeklerblog.com/2020/11/10/if-youre-wonderin-who-it-was-that-made-this-country-great/#comment-728648

                Va detto che io non ho molta pratica dell’Emilia, nel senso di tutto ciò che è a ovest di Bologna-Capitale.

              • PinoMamet says:

                È uguale a quella a est di Bologna, ma senza il mare 😉

                Davvero, le differenze, tolti i soliti campanilismi, sono risibili.
                Non è come i salentini che hanno proprio un altro dialetto (e a quanto intuisco, in genere un altro carattere) dai pugliesi.

                Credo sia molto più grande la differenza tra mantovani e bergamaschi…

              • Z. says:

                Anche i campanilismi sono cose di poco conto, e per lo più interni all’Emilia e alla Romagna rispettivamente.

                Cioè a Parma ve la prendete coi reggiani e viceversa, a Ravenna ce l’hanno coi cesenati.

                A Bologna sfottono cesenati e ferraresi, ma è più che altro roba legata al calcio. La rivalità con Modena non interessa più a nessuno.

              • Z. says:

                PS: a Ravenna non c’è il mare. C’è il porto, ed è un porto industriale, quasi nascosto alla vista. La stazione lo separa dalla città.

                Non è una città di mare. Eppure il fatto che il mare sia vicino pare che la faccia salire nelle classifiche di gradimento per i dipendenti pubblici del Meridione.

                Nonostante sia davvero mal collegata al resto della Regione, e nonostante la sua fama di città non particolarmente aperta.

          • PinoMamet says:

            🙂

            faccio il gioco con me:

            1- sto in una casettina indipendente costruita negli anni Sessanta, da parenti e amici di famiglia;

            2-non ho armi da fuoco, ma posso procurarmele in mezz’ora (non è una vanteria vuota… è la verità. Diciamo un’ora?)

            3-per me chiunque può fare quello che vuole, ma non deve disturbarmi, specialmente all’ora della pennichella;

            4-disprezzo i titoli, ma non ho particolare passione per il lavoro;

            5-non amo la rudezza e non amo le pose da intellettuale;

            6-non mi sono fatto da solo; non mi sono fatto per niente! e credo che il mondo sia basato sulle relazioni umane;

            7-indubbiamente viviamo nel posto migliore del mondo! 😀

    • Per PinoMamet

      “Non saprei- secondo la definizione di Miguel, risulto di destra…- ”

      Ipotesi (scusa se faccio affermazioni, è per semplificare):

      1) Tu sei un “conservatore del presente”, con riferimento al presente attuale: diciamo, come i repubblicani americani degli anni Sessanta.

      2) Erano dei presentisti sostanzialmente tranquilli, non in guerra con il futuro, perché tutto sommato potevano sperare che il futuro diventasse un superpresente.

      3) Invece oggi il futuro si prospetta come una catastrofe, da cui bisogna difendere i brandelli del presente. E allora si diventa parecchio più nervosi, come i repubblicani americani di oggi.

      4) Tu non sei un presentista “preoccupato”.

  6. Secondo la mia classifica,

    io sono decisamente di “Sinistra” come critico del presente, e credo che si veda quando discuto con Peucezio.

    Mi distingue però dalla maggior parte della Sinistra, il fatto che non ripongo alcuna fiducia nelle “forze della storia”: mentre molti sinistri speravano nella forza salvifica di Internet, o nella caduta delle frontiere, o nella castrazione chimica per trans, queste cose non mi esaltano minimamente, le vedo andare nella stessa direzione del “presente” che contesto.

  7. Moi says:

    @ MIGUEL

    Vera o falsa (ma NON importa) che sia … a Winston Churchill (che solo da pochissimo è stato “dissacrato” dal BLM, e soltanto da loro) la frase che

    “Se da giovane non sei di Sinistra, sei senza cuore … se da vecchio non sei di Destra, sei senza cervello !”

    ———

    Dubito dell’ autenticità della frase perché mai trovata in Inglese … ma direi ch’ è ininfluente.

    • Moi says:

      a Winston Churchill (che solo da pochissimo è stato “dissacrato” dal BLM, e soltanto da loro) E’ ATTRIBUITA la frase che

      E.C.

  8. Mauricius Tarvisii says:

    Se non voglio il “superamento” dello Statuto dei lavoratori sono di destra? Se voglio l’introduzione del diritto del padrone di cacciare con un calcio in culo il dipendente che mi sta antipatico sono di sinistra?

    Le abbiamo provate praticamente tutte negli ultimi secoli, per cui non so quanto l’asse temporale ci definisca come destra e sinistra, in Europa. Negli USA è già diverso, forse per via della maggiore stabilità interna degli imperi.

    • Moi says:

      Se non voglio il “superamento” dello Statuto dei lavoratori sono di destra ?

      ———-

      Bah … più che altro, sei uno che vuol mettere il gettone nello smartphone ! [cit.] 😉

      • Moi says:

        Se voglio l’introduzione del diritto del padrone di cacciare con un calcio in culo il dipendente che mi sta antipatico sono di sinistra
        ?

        —————

        Dipende dal motivo dell’ antipatia … citofonare Ms Forstater , Portineria Ms Rowling ! 😉

  9. Moi says:

    Il plauso di Zampa alla Pfizer che fa discutere

    https://www.agi.it/politica/news/2020-11-10/zampa-annuncio-pfizer-vaccino-10241045/

    La sottosegretaria: “Ho molto apprezzato che la Pfizer abbia atteso l’esito delle elezioni americane e la sconfitta di quel campione di Donald Trump per annunciare l’efficacia straordinaria del vaccino anti Covid”

  10. Moi says:

    Potete essere di “Sx” finché volete OGGI … sarete di “Dx” DOMANI ! 😉

    Un esempio ? … Ai tempi della Giovane Nilde Iotti si parlava di “Donnità” [sic] !

    SE NON è ProtoTerfismo questo … 😉

  11. habsburgicus says:

    e Mirkhond ?

  12. Peucezio says:

    Miguel,
    “La persona di Sinistra si trova a disagio nel presente, e sogna qualche tipo di futuro.
    La Destra si trova bene nel presente e vorrebbe mantenerlo.”

    E chi, come me, si trova a disagio nel presente e sogna un qualche tipo di passato come la classifichi? 🙂

    Uhm, in pratica tu accrediti l’idea dell’uomo di destra come integrato e di quello di sinistra come non integrato (vorrebbe un mondo diverso).
    È un’idea molto diffusa anche se tu la declini in modo originale e acuto.
    Ma secondo me è l’esatto opposto.

    La destra è fatta di due tipi di umanità:

    – il sottoproletariato perdente e vessato;
    – una piccola schiera di intellettuali e di borghesi indipendenti e marginali, non legati al mondo e alle logiche delle classi dirigenti e dei ceti intellettuali integrati, con le loro logiche di potere.

    La sinistra è l’ideologia dei vincenti del mondo (grande imprenditoria, finanza, potere politico ad essa collegato), degli squali e di tutti i loro gregari, che al potere si legano e ne traggono, ognuno in proporzione al suo ruolo, qualche vantaggio (in Italia la sinistra subalterna sono gli statali, privilegiati e ipergarantiti).

    • Z. says:

      Quando fanno il G7 cantano l’Internazionale, in apertura e in chiusura 😀

      • Peucezio says:

        Vabbè, tu sei rimasto alla sinistra di un secolo fa.

        • Z. says:

          Io ho l’impressione che per te “sinistra” significhi “quello che a me non piace”.

          E può starci, anche etimologicamente, nel senso di “roba sinistra” 🙂

        • Peucezio says:

          Z.,
          certo che sei curioso.

          Tu sei la conferma vivente di ciò che ho detto eppure eccepisci.

          Non nel senso che sei un vincente: mi sembri una persona normale, che non empatizza necessariamente col più forte.

          Ma nel senso che sei un apologeta radicale dello statu quo, cioè del neoliberismo, del capitalismo finanziario odierno, della globalizzazione economica e di tutto l’apparato politico che li sostiene e vi è organico. E di tutta la stampa e il mondo culturale ad essi collegati.
          Anzi, per te mettere in discussione tale statu quo è una bestemmia, un peccato di lesa maestà, un sacrilegio.
          E verso quei pochi che sono rimasti alla sinistra egualitarista e popolare vecchio stampo e non si adattano a quella di oggi esprimi sempre disprezzo e risentimento.

          E ora mi vieni a parlare dell’Internazionale? 😀
          Cosa c’entri tu con l’Internazionale?
          Con l’Internazionale c’entro più io, che sono un fascista, di te.

          • Z. says:

            Yawn 😉

            • Peucezio says:

              Il bello di Z.
              Lui non spiega mai la sua posizione.

              Ma se uno la illustra basandosi su ciò che dice, si annoia.

              Certo che per te argomentare proprio è impossibile, è più forte di te.
              In effetti in anni e anni l’avrai fatto sì e no in cinque interventi.

              • Per Peucezio

                “l bello di Z.
                Lui non spiega mai la sua posizione.”

                Ho spesso provato la stessa frustrazione, ma poi ho pensato… Zeta non ama la pura discussione, però coglie molte altre cose, che magari sfuggono a te o a me.

                Prendiamoci tutti così come siamo.

              • Z. says:

                In effetti no, discutere per il gusto di discutere non mi piace. E nemmeno dire e ridire a oltranza le stesse cose.

                Discutere, ripetermi… sono cose che faccio davvero spesso per lavoro, non sempre con l’esito che vorrei. Anche fuori dal lavoro mi capita, ultimamente.

                Nel tempo libero, nel tempo che faccio con voi, ne farei a meno 🙂

              • Peucezio says:

                Qua non si tratta di ripetersi.

                Si tratta che ti sei sempre rifiutato categoricamente di spiegare le tue idee.

                Ma sei bravissimo a criticare: di te si può ricostruire perfettamente la pars destruens: sapere cosa non ti piace è facilissimo.
                Ma mica si può vivere solo di rifiuto e di critica del mondo.
                E se invece si amano molte cose, ma si viene qui solo a parlare di quelle che si detestano, intanto significa che con noi vuoi solo condividere le cose negative… grazie! Che bella soddisfazione per noialtri!
                E comunque chi cazzo te lo fa fare di parlare sempre solo di cose brutte?

              • Peucezio says:

                Poi l’ironia è una bellissima cosa, ma non può essere l’unica modalità espressiva.
                Anche perché si diventa supponenti e antipatici senza esserlo (ti conosco e so che non lo sei).

              • roberto says:

                Miguel e Peucezio cari,
                due cose

                1. non voglio fare l’avvocato di Z (menzogna! Z paga benissimo!),
                ma temo che a volte voi siate un pochino accecati dall’idea che avete delle persone, e dall’idea di quello che pensate che pensino i vostri iterlocutori.
                se volete, fatemi delle domande sul Z pensiero che secondo me è sempre chiaro e limpido e scommetto che saprei ricostruirlo senza nessuna difficoltà

                2. “di te si può ricostruire perfettamente la pars destruens:”
                questo è un punto interessante.

                ma riuscite a ricostruire la pars construens di qualcuno di noi? mi sa che la cosa di saper cosa si vuole distruggere ma non saper cosa e come ricostruire è un tratto comune all’umanità intera (e la grande fortuna dei populisti che appunto hanno sempre una pars destruens molto precisa ma una idea molto vaga su come riempire il vuoto che vogliono creare)

              • PinoMamet says:

                Beh, diciamo che qualche volta Z. lancia il sasso, e… e basta, quando inizia la discussione si stanca. Oh, se si discute, si discute! 😀

                Mentre il caro Peucezio tende a ritenere che chi parla più a lungo e con le parole più difficili ha ragione 😉

                Ahò, mica tutti possono essere perfetti come il sottoscritto!

              • Z. says:

                Le prime dieci volte che mi si attribuiscono – a casaccio – idee non mie, magari ho ancora voglia di precisare.

                Dalla undicesima in poi alle concioni rispondo, al massimo, cin una battuta.

                La vita è breve, vogliate perdonarmi 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                diciamo che da quando ti leggo qui dentro ti avrò sentito fare tre o quattro discorsi seri e per il resto solo battute sarcastiche.

                Ma il bello (si fa per dire) è che non è che le fai solo quando uno rivolge obiezioni a te. Ma anche quando semplicemente sta esprimendo, in modo argomentato e pacato, la propria personale opinione.
                E lo fai sempre, con Miguel, con me, con Pino…

              • Per Peucezio

                “diciamo che da quando ti leggo qui dentro ti avrò sentito fare tre o quattro discorsi seri e per il resto solo battute sarcastiche.”

                Dai, ma parecchie di quelle battute sono geniali… sto ancora ridendo per Tedez il marito della Terragni!

              • Peucezio says:

                Tra l’altro, spesso, quando il discorso è rivolto a un altro.
                Cioè io rispondo a Miguel e tu te ne vieni a cazzo con una battutina liquidatoria, spesso neanche così spiritosa (lasciatelo dire).

                Liberissimo di interloquire nelle discussioni altrui, visto che siamo in uno spazio comune. Ma capisci che fatto così può suonare un po’ irritante.

              • Z. says:

                Ezio,
                sii meno suscettibile, dai 🙂

                Miguel,
                il merito per quella battuta è di Pino!

              • Peucezio says:

                Miguel,
                ma se è per quello delle volte ha fatto dei pezzi su ognuno di noi (tipo quello su come avremmo reagito alla condanna di Nostro Signore) eccezionali, godibili, centratissimi!

                Il punto è che se uno vuole fare il cabarettista va bene, però ogni tanto si vorrebbe anche parlare seriamente.

          • Francesco says:

            perchè dai a Z i miei meriti? e perchè nessuno studia più Economia Politica prima di dare giudizi di Economia Politica?

            è come se milioni di persone che non hanno mai fatto l’allenatore di calcio si trovassero a dire la loro su come gli allenatori professionisti lavorano!

            F o’disperato

            • Z. says:

              Perché più si studia e più ci si accorge che dare giudizi sensati non è così facile.

              In economia politica come in ogni altra materia.

      • Francesco says:

        quando fanno il G7 potrebbero benissimo avere una bandierona arcobaleno come sfondo delle slide o iniziare a usare gli schwa

        quindi ha ragione Peucezio, sono di sinistra del xxi secolo

        di gente che propone la miseria universale come approssimazione dell’uguaglianza sostanziale, la sinistra del xx secolo, ne è rimasta poca, credo soprattutto cattolici e sud-americani

        😉

    • PinoMamet says:

      “La destra è fatta di due tipi di umanità:

      – il sottoproletariato perdente e vessato;
      – una piccola schiera di intellettuali e di borghesi indipendenti e marginali, non legati al mondo e alle logiche delle classi dirigenti e dei ceti intellettuali integrati, con le loro logiche di potere.”

      mmm

      secondo me ci hai preso, solo che io li leggo così:

      -il sottoproletario perdente, rancoroso, incazzato, razzista e in certi casi violento;
      -un piccolo gruppo di intellettuali che vogliono fare gli originali e godono a spararle grosse (tipo “L’intellettuale dissidente”)
      😉

      Vabbè, dirai, ma allora la sinistra?

      E non saprei, perché la sinistra in Italia sono tutti quelli che non sono di destra, ma io li vedrei così:

      -il grossissimo, immenso, sterminato gruppo dei semicolti, ma non abbastanza semi- da sparare cazzate troppo grandi; quelli che stanno sempre sul sicuro e danno sempre ragione a chi ha Ragione, quelli che non starebbero dalla parte del torto neanche per sbaglio, quelli dalle solide certezze scolastiche, dotati di un pensiero piuttosto schematico, che idolatrano il libro di Scuola senza fermarsi mai un attimo a discutere di chi l’ha scritto, venerano la Scienza come se non fosse fatta da uomini fallibili ma fosse discesa direttamente dal cielo a miracol donare, quelli che deridono gli altri senza fermarsi un attimo ad ascoltare le loro ragioni, perché la sinistra ha ragione perché sì, quelli che stanno sempre dalla parte del Bene, che loro hanno in tasca, sanno cos’è e dove sta, sono Buoni, Antirazzisti e predicano la Pace, senza Se e senza Ma.

      È in fondo il popolo delle maiuscole.

      -poi ci sono i politici del PD, che sono invece il popolo flessibile e misterioso dei codicilli.

      • Z. says:

        Mmm… io di persone di sinistra così ne conosco forse uno, e il suo modo di ragionare è effettivamente piuttosto schematico, ma non deriderebbe mai gli altri.

        Salvo qualche estremista pittoresco, con pose da intellettuale fuori dal tempo – ma si tratta di pochissime persone – la gran parte della gente di sinistra che conosco è davvero gente comune, che fa cose piuttosto ordinarie. Anche quelle vicine alla sinistra radicale.

      • PinoMamet says:

        Mah…
        Quelli che dico io, sono tutti comunissimi, fanno cose comuni, ordinarie e banali, non pensano di essere intellettuali- nella maggioranza dei casi- e sono il contrario dell’estremismo.

        E hanno la verità in tasca, e deridono chi non la ha. Continuamente, direi.
        Davvero, faccelo un giro su Facebook.
        Tu dici, è un videogioco, è uno schermo.
        È una maschera, dico io; date a un uomo una maschera, e vi dirà la verità

        Uno dei motivi per cui sono stati a lungo restio a dare miei contatti, peraltro…

        • PinoMamet says:

          In effetti ammiro la coerenza di Moi, che restando rigorosamente misterioso si è preservato la libertà di dire quello che pensa, sempre.

          Ciò non toglie che vorrei conoscerlo lo stesso! 😀

        • Z. says:

          Io non gioco a Facebook. Preferisco altri titoli: tipo Dishonored II o Mafia III.

          Facebook a mio avviso peggiora la gente che lo frequenta, nessuno escluso. E tutti coloro che lo frequentano danno il loro piccolissimo contributo a rendere peggiore il mondo in cui viviamo, nessuno escluso.

          Ho altri modi per risultare nocivo, se proprio devo, tipo non rifare il letto 🙂

          • Francesco says:

            io il letto lo rifaccio! ma amo giocare a FB e imbrogliare, facendo cose tipo chiedere scusa, ringraziare, ammettere di aver sbagliato

            finora però non ho messo in crisi il sistema

          • PinoMamet says:

            Io su FB ci gioco così: parlo di altro…

            Moltissimi miei amici ci giocano scegliendo il personaggio del Buono.
            Ce ne sono un paio di destra che scelgono il Cattivo, ma in genere stanno schisci.

            Nessuno ha capito che il più figo era il Brutto…

  13. Moi says:

    Kamala Harris, secondo me, dopo Biden … tenterà il “Colpaccio 2 in 1” candidandosi alla Casa Bianca 😉 : Black+Woman !

    Cmq appartiene ad un’ Alta Borghesia Cosmopolita … fino ai Primi Anni ’90 , sarebbe emersa come “di Dx” per ragioni Socio-Economiche, ora emerge come “di Sx” per ragioni Etnici e Sessuali !

    Insomma : il Trionfo del “Marxismo Culturale” sul “Marxismo Economico”, della Scuola di Francoforte sulle Frattocchie … nevvero, Habs ? 😉

    • habsburgicus says:

      si 😀
      Marcuse batte Palmiro 😀

      • Francesco says:

        domanda seria: la California, che è rossa* peggio dell’Emilia o della Bulgaria d’antan, ha mai preso provvedimenti a favore dei poveri? o è veramente una terra per ricchi culattoni, atei, non-binari ma sempre e solo ricchi?

        * nel senso di democratica

  14. Z. says:

    L’ho già scritto altre volte: la militanza politica è lotta, sicché, a mio avviso, destra e sinistra si distinguono anzitutto per ciò a cui si oppongono.

    Le città e il desiderio – 3

    In due modi si raggiunge Despina: per nave o per cammello. La città si presenta differente a chi viene da terra e a chi dal mare.

    Il cammelliere che vede spuntare all’orizzonte dell’altipiano i pinnacoli dei grattacieli, le antenne radar, sbattere le maniche a vento bianche e rosse, buttare fumo i fumaioli, pensa a una nave, sa che è una città ma la pensa come un bastimento che lo porti via dal deserto, un veliero che stia per salpare, col vento che già gonfia le vele non ancora slegate, o un vapore con la caldaia che vibra nella carena di ferro, e pensa a tutti i porti, alle merci d’oltremare che le gru scaricano sui moli, alle osterie dove equipaggi di diversa bandiera si rompono bottiglie sulla testa, alle finestre illuminate a pianterreno, ognuna con una donna che si pettina.

    Nella foschia della costa il marinaio distingue la forma d’una gobba di cammello, d’una sella ricamata di frange luccicanti tra due gobbe chiazzate che avanzano dondolando, sa che è una città ma la pensa come un cammello dal cui basto pendono otri e bisacce di frutta candita, vino di datteri, foglie di tabacco, e già si vede in testa ad una lunga carovana che lo porta via dal deserto del mare, verso oasi d’acqua dolce all’ombra seghettata delle palme, verso palazzi dalle spesse mura di calce, dai cortili di piastrelle su cui ballano scalze le dannzatrici, e muovono le braccia un po’ nel velo e un po’ fuori dal velo.

    Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone; e cosi il cammelliere e il marinaio vedono Despina, città di confine tra due deserti.

    • Peucezio says:

      Calvino?

      • Moi says:

        Calvino, anche “Italo” … fatelo leggere a dei SJWs e vedrete come fan presto a trovarlo razzista , misogino e omotransbifobo [sic] , come recita il DDL BZS !

      • Z. says:

        Ezio,

        sì. Qui naturalmente l’opposto è visto come oggetto del desiderio. Ma a maggior ragione in politica è ciò a cui ti opponi, a mio parere, a definirti.

    • Per Zeta

      “si distinguono anzitutto per ciò a cui si oppongono”

      Anche questo è vero

      • Francesco says:

        OK Miguel

        tu che sei il capo e quello bravo in queste cose, metti giù un elenco di cose “significative” per vedere chi si oppone (tipo l’acquisto degli F35) e vediamo cosa ne viene fuori!

  15. Peucezio says:

    A proposito, Miguel,
    bellissima la canzone!

  16. Moi says:

    destra e sinistra si distinguono anzitutto per ciò a cui si oppongono.

    [cit.]

    Z
    ………………..

    Manca lo Spazio-Tempo !

    1970 : eri di Sx a sostenere Lavoratori, Donne “Bio” [allora era sottinteso] e Laici

    2020 : sei di Sx a sostenere Imprendiori, TransAttivist* e Musulmani

  17. Moi says:

    ESEMPIO

    Nel 1970 sarebbe stato un Articolo di Sx pro Laicità … adesso è “islamofobo” (la parola più idiota del terzo millennio) di Dx !

    ATTENTI AL CORANOVIRUS [SIC]
    di Alan David Baumann

    http://www.paeseitaliapress.it/news_11479_ATTENTI-AL-CORANOVIRUS.html

    • Moi says:

      … un Anagramma inquietantissimo !

    • Z. says:

      Effettivamente mi sembra abbastanza islamofobo…

      Perché ritieni che sia un termine idiota? Non pensi che vi sia chi prova fobia per i musulmani?

      • Moi says:

        https://www.youtube.com/watch?v=sZiU0-0B-AE

        Buddhist monk Ashin Wirathu on MUSLIMS

        • Moi says:

          … NON si può accusare un Agnello di Lupofobia ! 😉

          • Mauricius Tarvisii says:

            Dimentichi lo Spazio-Tempo!
            Una volta eri di destra se i lupi erano gli ebrei. Oggi dei di destra se i lupi sono i musulmani.

            • Francesco says:

              non sono d’accordo

              secondo me alla fin fine i musulmani sono gli utili idioti degli ebrei, ci sono certe cose che sono troppo radicate per sparire

              a costo di essere schizofrenici e ammirare i militari israeliani mentre si odiano i banchieri ebrei

              🙂

        • PinoMamet says:

          Moi, l’hai menata tanto con questo Ashin Wirathu che sono dovuto andare a vedere chi è.

          Beh, salta fuori che in Birmania diverse autorità religiose buddhiste lo hanno condannato per la sua predicazione e la hanno definita non in linea con il pensiero buddhista;
          gli è stato anche proibito (dalle autorità religiose) di predicare in una regione.

          Pare che abbia detto che le persone dovrebbero venerare i militari come Dio (non so cosa significhi questo per un buddhista, ma mi sa che ha le idee un po’ confuse), e ha dato della puttana alla politica Aung San Suu Kyi e all’inviata delle Nazioni Unite.

          Fonte, Wikipedia in inglese.

    • ESEMPIO

      Nel 1970 sarebbe stato un Articolo di Sx pro Laicità … adesso è “islamofobo” (la parola più idiota del terzo millennio) di Dx !

      Per Moi

      “ATTENTI AL CORANOVIRUS [SIC]
      di Alan David Baumann”

      Dove vediamo una foto dei militanti sciiti di Hezbollah che combattono contro al-Qaeda in Siria; e sentiamo parlare male di Assad, che non è nemmeno musulmano; e poi l’autore se la prende pur con al-Qaeda.

      Un breve corso di storia del Medio Oriente non gli guasterebbe.

  18. Moi says:

    @ PEUCEZIO /TUTTI/E/* 😉

    24/10/2020

    Rivolta a Napoli,
    lo Youtuber Gregis [detto “Il Greg(h)”, ndr] incita gli italiani a uccidere poliziotti, giornalisti e politici

    https://www.open.online/2020/10/24/rivolta-a-napoli-lo-youtuber-gregis-incita-gli-italiani-a-uccidere-poliziotti-giornalisti-e-politici/

    • Per Moi

      “lo Youtuber Gregis [detto “Il Greg(h)”, ndr] incita gli italiani a uccidere poliziotti, giornalisti e politic”

      Ecchecavolo, volevo vedere un camorrista adolescente che agita la pistola, e invece vedo un tizio di mezza età con accento MOLTO nordico che sta a tenerife, che esprime un’opinione assolutamente sensata, se se ne condividono le premesse ovviamente.

      Non so se bisogna fare una rivoluzione, comunque è vero, una rivoluzione senza morti difficilmente funziona.

      Comunque sono interessanti questi meccanismi: un sito, per denunciare l’Orrore del Pazzo Negazionista che Vuole Uccidere, deve portare la prova del delitto, e quindi riprende integralmente il suo video.

      Poi è interessante come perdiamo il senso della misura, di fronte alla strana natura onnipresente di Internet.

      Mi ricordo sempre di un tizio che faceva l’autista di un pullman che portava i ciechi a scuola, quando ero ragazzo; e parlandomi della situazione politica italiana, mi disse, “qui ci vorrebbe il matto che scende in piazza con il mitra e spara a tutti”.

      Io sapevo che lui era uno solo, e che era una battuta; ma oggi tutto sfuma nell’assoluto.

      • Moi says:

        ‘Sto Greg, per il Governo, è l’ Utile Idiota Perfetto 😉 …

        • Moi says:

          Ne han parlato Mentana, la Lucarelli, Cruciani & Parenzo … ovviamente era già un “Personaggione” anche prima del Covid.

        • Per Moi

          “‘Sto Greg, per il Governo, è l’ Utile Idiota Perfetto ”

          Il bello è che, statisticamente, c’è SEMPRE un idiota su 10.000.

          Che su 60 milioni di italiani, garantisce al governo una fornitura di 6.000 idioti. Se ne usano uno al giorno, basterà per 16 anni.

      • PinoMamet says:

        L’ho visto alcune volte su youtube dove aveva un canale in cui parlava di auto (non sono io l’appassionato… lo stavano guardando altri).
        A me è parso subito un idiota. Gli piacciono le auto costose e, secondo lui, “divertenti”. Milanese ricco, o tale si vanta di essere, non si capisce bene cosa stia a fare Tenerife; forse evadere le tasse.

  19. Interessante, perché fa riflettere su tutto il modo in cui si usano gli spazi.

    Adesso in Toscana siamo Arancioni.

    Con due conseguenze:

    1) i centri commerciali restano aperti, tranne il fine settimana

    2) nessuno può passare i confini del proprio Comune se non per comprovata necessità.

    Ora, tutti i centri commerciali si trovano in piccoli comuni di periferia, dove i terreni costavano di meno, dove si poteva buttare giù qualunque cosa ed edificare, tanto tutti hanno la macchina, basta fare megaparcheggi.

    Bene, l’Ikea, calibrata per circa un milione di residenti nella città metropolitana di Firenze, si trova appena fuori dal nostro Comune, in quello di Sesto Fiorentino.

    Sesto non è piccola, ma ha meno di 50.000 abitanti.

    • Peucezio says:

      Il problema è che sono talmente dementi che pensano che i confini amministrativi siano ancora significativi di qualcosa, siano in qualche misura il riflesso di entità demografiche, sociali o economiche.

      Se si pensa che i bergamaschi, dove il virus gira pochissimo perché si sono immunizzati in primavera (con buona pace della nostra Lisa 🙂 ), sono chiusi in casa (coi disastri economici e sociali che questo comporta) perché quel coglione di Conte pensa che il virus ragioni secondo confini stabiliti arbitrariamente dai piemontesi dopo aver conquistato gli stati italiani.

      • roberto says:

        Peucezio,
        Immagino che se l’idea di fondo è limitare la circolazione, il confine amministrativo sia semplicemente la cosa più pratica alla quale pensare.
        Anche per i cittadini, mica vorrai girare con una carta epidemiologica in mano per sapere dove puoi andare

        • Per roberto

          “Immagino che se l’idea di fondo è limitare la circolazione, il confine amministrativo sia semplicemente la cosa più pratica alla quale pensare.”

          Ma infatti.

          Il ministro Speranza (cito lui, ma cose simili valgono per gli altri responsabili) è laureato in Scienze Politiche e poi ha fatto carriera tra i giovani del PD della Basilicata.

          Improvvisamente, si trova a decidere questioni di vita e di morte, nella più grande catastrofe a colpire l’Italia dal 1943 in qua, a gran velocità, tra una cacofonia di esperti che non sono d’accordo tra di loro, e sapendo che comunque distruggerà il reddito di milioni di persone, pronte a denunciarlo e comunque a votargli contro, qualunque cosa faccia.

          E sbaglierà comunque.

          • roberto says:

            In effetti

            Tra l’altro è curioso vedere come si è passato in un lampo dal “assassini state a casa!” a “vogliamo uscire!”

          • PinoMamet says:

            Beh era prevedibile. Nessuno vuole davvero stare chiuso tutto il tempo… C’è un limite a tutto, anche al senso civico, ai concerti da balcone, al celafarismo e allinfondoèsolostaresuldivanismo.

          • PinoMamet says:

            Comunque c’è uno che riesce a comunicare peggio di Speranza, ed è Brusaferro, che si presenta al TG a parlare a nessuno, cioè a una telecamera, bardato fino agli occhi con una mascherina.

            Secondo certa gente gli italiani sono deficienti e bisogna fare le pagliacciate.

            Se proprio voleva sottolineare il messaggio, bastava dirlo…

    • roberto says:

      Da voi l’IKEA non porta le cose a domicilio?
      Da noi c’è un Ikea in Belgio (a 10 km da casa mia), ma è chiuso perché in Belgio i negozi non essenziali sono chiusi al pubblico
      Da quando è chiuso portano gratis i mobili a domicilio (certo se continua così falliranno perché non è sicuramente lo stesso numero di clienti, ma meglio che niente)

    • roberto says:

      Su Ikea avevi letto una cosa curiosa

      Apparentemente qui dopo il primo lockdown c’è stata un’ondata di separazioni, alla quale è seguita una esplosione di nuovi affitti e il risultato è stato che Ikea o altri mobilivendoli hanno avuto in estate e inizio autunno delle vendite record

  20. Peucezio says:

    O.T.:
    Ogni tanto qualche buona notizia.

    https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/sullidentit-di-genere-adesso-frena-anche-la-gran-bretagna

    Strano che Avvenire sia schierato in questo modo. Sarà qualche vecchio residuale giornalista conservatore.

    • Z. says:

      Kai sy teknon…

    • Moi says:

      Paradossalmente sono le Femministe Tradizionali, TERFs , la forza trainante per mantenere il concetto da Patriarcato (!!!) che Sex e Gender abbiano a coincidere !

      … In fondo, come ognuno/a/* sa :

      “Il Parto è un Costrutto Sociale del PatriarKato !”

      😉 😀

    • Francesco says:

      Marina Terragni, mi sembra una persona degna di nota in generale, nel panorama desolante italiano

      Avvenire deve tenere il piede in varie scarpe, per avere lettori

      • Z. says:

        Anche Tedez, celebre cantante nonché suo marito, è persona brillante.

        • Per Z

          “Anche Tedez, celebre cantante nonché suo marito, è persona brillante.”

          🙂

          Comunque, per Peucezio che pensava a qualche vecchio prete preconciliare che scrive per Avvenire, Marina Terragni è una storica militante femminista, che assieme ad Arcilesbica si batte contro la vendita dei corpi femminili (prostituzione e utero in affitto) e contro la cancellazione delle donne, per le note questioni trans.

          • Z. says:

            Miguel, ti prego.

            Cosa devo fare per avere una moratoria sui trans?

            Non se ne puote più, sei peggio di Moi con le astronavi bibliche.

            Non dico che non sia un tema di grande importanza. Ci credo. Ti prendo in parola.

            Però abbasta.

            Non dico per sempre. Per un po’. Fino a Natale.

            Poi sono pronto ad accettare anche un TranSeXMAS sino a Capodanno.

            Può essere considerato un compromesso onorevole? Sono aperto anche a controproposte, sia ben chiaro.

            Però ti prego, basta trans. Per un po’.

            🙂

            • Moi says:

              Secondo me, alla Luce delDDL BZS, ci sono gli estremi per transfobia … ergo per l’ Espulsione del Compagno-Amico 😉 Zeta dal PD per Intemperanza 😉 !

              • Moi says:

                Sriamo parlando di numericamente pochi MA influentissimi voti al PD … il contrario dei “Migranti”, che sono tantissimi ma per nulla influenti, se non in massa cospicua e in perfetto sincronismo !

            • Per Zeta

              “Miguel, ti prego”.

              No, non avrò pietà.

              E per farti dispetto, ti regalo questo (da Twitter):

              @DonovanCleckley
              ·
              I saw a heterosexual male, who identifies himself as a lesbian, insisting that “TERFs” could just be heterosexual males posing as females concerned about their rights being effectively undermined by males posing as females who tell the females: “You will not erase our existence.””

              E me la spieghi pure, perché nono sono sicuro di aver capito.

              • Moi says:

                Partiamo dal dato di evidenza che il Parto è un Costrutto Sociale … insisto, scusate ! 😉

            • Peucezio says:

              E io che leggevo Kelebekler proprio per avere gli ultimi aggiornamenti sulle questioni degli attivisti trans…

              • Z. says:

                Si potrebbe costituire una sezione Kelebek specializzata.

                La sezione TT: Transexualia Tantum.

                E relegarvi gli interessanti dibattiti al riguardo…

              • Peucezio says:

                A me va benissimo così, nella sua natura politematica e varia.

              • Francesco says:

                eh no, qui siamo quasi tutti specialisti di multidisciplinarietà!

                non potrebbe mai funzionare

          • PinoMamet says:

            Tu non sei pronto per la verità, Z.

            La verità è che Ashin Wirathu è una divinità transessuale proveniente da un’altra galassia che è entrata nella nostra dimensione attraverso la Finestra di Overton allo scopo di convincere le TERF a cambiare sesso e per farlo ha inventato l’Islam come Strommeno.

  21. daouda says:

    nun zè po scrive?

  22. Riporto tutto, perché questo articolo conferma da vicino il senso di ciò che ho scritto in questo post.

    Source : https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/nov/12/donald-trump-poor-white-americans-despair-leader

    Donald Trump has lost the election – yet Trumpland is here to stay

    Perhaps one day Donald Trump will be dragged out of the Oval Office, his tiny fingernails still dug deep into that fat oak desk. But Trumpland, the country that ignored the politicians and the pollsters and the pundits and gave him the White House in 2016, will outlast him; just as it emerged before he even thought of becoming a candidate. And for as long as it is here it will warp politics and destabilise the US.

    I first stumbled upon Trumpland in 2012, a time when it bore no such name and appeared on no maps.

    I was reporting in Pittsburgh that autumn, as Barack Obama crushed Mitt Romney while cruising to a second term as president. The big US broadsheets wrote up the Republicans as if they were an endangered species , while thirtysomethings in DC gazed deep into their spreadsheets or West Wing boxsets and foretold permanent Democratic majorities, gaily handed to them by a rainbow coalition of black, Latino and granola-chewing graduate voters.

    Except I kept meeting people who lived in an alternative country. People like Mike Stout and his family. He’d worked for decades in the local steel mills and had been a fiery union leader. Now he spent every spare hour as a reincarnation of Woody Guthrie, carrying a guitar along with memories of standing in 2009 on Washington’s Mall to watch Obama’s inauguration, his breath freezing in the January air as the first black president was sworn in . “It was like a new world had opened up, just for an afternoon,” said his wife, Steffi.

    But it was their far more subdued daughter, Maura, who troubled me. The steelworks of her dad’s day was long gone, so she’d gone to university and then spent two years hunting for a job. Now the 23-year-old was doing the accounts for a hotel, a non-graduate position paying $14 an hour, which Mike recalled as the same rate he’d earned at the steelworks in 1978 – without, of course, three decades of inflation. Among Maura’s year of about 500 graduates, she counted as one of the lucky ones.

    “I don’t think I’m ever going to earn as much as my parents,” she said. “I don’t think my husband and I will ever have the same life as they did.”

    We were in Pennsylvania, often painted as a land of blue-collar aristocracy and true-blue Democrats. But the political economy that had underpinned those ballot-box majorities was as rusted as an abandoned factory. Instead, Maura saw a political system that had failed her and her generation, in which every new day was worse than yesterday. And while the Stouts were leftwing, they had little in common with the party they supported. In their eyes, their home had been gutted of manufacturing and bilked by foreign trade deals, and appeared nowhere on the Clinton/Obama ideological map.
    One week on: how Trump handled losing the US election – video report

    Sure enough, four years later Pennsylvania became one of the rustbelt states that won Trump the White House.

    Trumpland is not the same as the old Republican heartlands, even if they overlap. What the dealmaker saw more clearly than the Bushes, the Romneys and the McCains was that there was a new electoral coalition to be forged out of downwardly mobile white voters. “The people that have been ignored, neglected and abandoned,” he called them in Ohio in 2016. “I am your voice.”

    And so he completed the great inversion of American politics: he turned the Republicans into a party whose future is tied to Trumpland. Even Trump’s rivals accept that. This summer, Texas senator Ted Cruz said: “The big lie in politics is that Republicans are the party of the rich and Democrats are the party of the poor. That just ain’t true. Today’s Republican party are Ohio steelworkers, today’s Republican party are single mums waiting tables…”

    Whatever promises Trump made on the threshold of the White House, once inside he spent four years giving billions in tax cuts to rich people and trying to deprive millions of low-paid Americans of decent healthcare. For the poor whites who put him in power, Trump had nothing to offer apart from racism.

    However grossly used by its leader, Trumpland is more than an imagined community. It has its own society and economics and politics ­– and they barely resemble the rest of the US. The 477 large and densely populated counties won by Biden account for 70% of America’s economy, according to new calculations by the Brookings Institute ; Trump’s base of 2,497 counties amount to just 29% (a further 1% is still to be counted). Brookings describes Trumpland as “whiter, less-educated and … situated in the nation’s struggling small towns and rural areas. Prosperity there remains out of reach for many.”

    These people haven’t been left behind so much as cut loose from the US. Between 2010 and 2019, the US created nearly 16m new jobs but only 55,000 of them were suitable for those who left school at 16. Inequality this deep is not just economic, it is social and psychological. It is also lethal.

    Two economists, Anne Case and Angus Deaton, have found that working-age white men and women without degrees are dying of drug overdoses, alcohol-related liver disease and suicide at unprecedented rates . In 2017 alone, they calculated that there were 158,000 of these “deaths of despair” ­– equal to “three fully loaded Boeing 737s falling out of the sky every day for a year”.

    As Case and Deaton point out, African Americans have still harder lives. They die younger, and are less likely to go to college or get a job. Yet over decades their prospects are improving. For poor white Americans, on the other hand, the trends point straight down. The result, according to a new study by Andrew Oswald and former Bank of England rate-setter David Blanchflower, is that middle-aged, white American school leavers are now suffering an epidemic of “extreme mental distress”.
    The tasks Joe Biden faces: from racial justice to restoring faith in science
    Read more

    When you live in a zero-sum economy, in which you always lose while the other guy wins, then you too might subscribe to zero-sum politics – in which the Democrats aren’t just opponents but enemies, and democratic norms are there to be broken. “These people are hurting,” says Blanchflower. “And when you’re hurting you’ll buy what looks like medicine, even if it’s from a snake-oil merchant.”

    This is where Biden’s kumbaya politics, all his pleas to Americans to join hands and sing, looks laughably hollow. You can’t drain the toxicity of Trumpism without tackling the toxic economics of Trumpland. And for as long as Trumpland exists, it will need a Trump. Even if the 45th president is turfed out, he will carry on issuing edicts and exercising power from the studio set of any TV station that will have him.

    Eight years after meeting Mike Stout, I spoke to him this week. He didn’t have much good news for me. Maura lost her hotel position last year and is now working from home in the pandemic, phoning up people deep in debt and pressing them to repay their loans. His son, Mike, lost his job just a few weeks ago for the second time in five years, and now has no medical insurance while his wife has stage-4 cancer.

    “They’ve been pushed off the shelf straight into the gutter,” he told me. “I don’t see any party out there willing to protect my children’s lives: not Democrat, not Republican.”

    • Aditya Chakrabortty is a Guardian columnist
    TopicsOpinion

    (+)

    • Francesco says:

      >>> For the poor whites who put him in power, Trump had nothing to offer apart from racism.

      Well, questo è molto discutibile. Il protezionismo trumpiano dovrebbe aver favorito le imprese manifatturiere USA (e ha spinto a molti investimenti dall’esterno), tutta roba che crea posti di lavoro per operai e “classi basse” in genere. E lo stesso vale per la spesa pubblica a gogò che ha caratterizzato almeno i primi anni di Trump.

      Senza contare che questo giornalista (vil razza dannata) dimentica di dirci quanti sono i bianchi senza titolo di studio … dopo averci presentato una laureata che ha trovato un lavoro “per gente senza titolo di studio”

      Insomma, al solito i giornali sono spazzatura

  23. KARL says:

    A proposito di periodo di aspettative decrescenti, sono molto significativi gli spot di Amazon dove i loro stessi dipendenti fanno da testimonial : https://www.youtube.com/watch?v=QKNp1SNlaOA .
    In pratica il messaggio è : eravamo dei relitti umani e l’unica cosa che si frappone tra noi e il dormitorio pubblico è questo lavoro di merda.
    Incredibile la faccia tosta, solo dieci anni fà non sarebbe stato minimamente possibile.

  24. So che la nostra politica locale interessa il giusto…

    ma nella Commissione Ambiente della Regione Toscana, ci sono tre seggi riservati alle opposizioni.

    Lega e PD hanno forzato insieme i regolamenti, mettendosi d’accordo per assegnarne due alla Lega e uno ai Fratelli d’Italia, in modo da escludere il M5S, perché Lega, PD e FdI hanno la stessa identica politica ambientale, il M5S (almeno in Toscana, non voglio entrare in questioni nazionali) no.

  25. Cambiando argomento, sempre per MOI

    Torah Jews contro Trump, che dice, “votatemi perché io sono a favore d’Israele!”

    @TorahJews
    ·
    Oct 28
    Its an insult to us as American Jews to be conflated with the State of Israel.

    We are voting for the best of our only country USA and NOT for Israeli interests.

    We are AMERICAN Jews.

    We are not proxy citizens of Israel.

    #ElectionDay

      • Per Pino Mamet

        “https://www.youtube.com/watch?v=XOwsWA6pWzg”

        Carino!

        La cosa divertente per me è che i Torah Jews, che sono “fanatici religiosi”, “maschilisti”, che rinnegano tutto il “buonismo per cui bisogno sostenere Israele per riparare al danno fatto dai nazisti”, giustamente votano per Biden contro Trump, e lo fanno in quanto nazionalisti americani.

        E la scelta non fa una grinza.

      • daouda says:

        Miguel non puoi essere giudeo ( ovviamente sempre se uno lo sia relmente visto che la gran parte dei giudei è edomita ) ed essere fedele alla nazione in cui abiti se questa nazione è perlomeno retta dai minim giusto farti presente che , dovresti saperlo, l’antisionismo è SIONISMO esso stesso.
        Sappiamo tutti chi finanzia l’antisionismo. E poi basta, la Filistea non esiste

      • daouda says:

        Ciò chiaramente deve tenere conto di due fattori

        a) la subentrante laicità

        b) l’iniziale vera e reale opposizione di tutto l’ebraismo al sionismo

      • daouda says:

        il punto a) calca il fatto che un “ebreo” “nazionalista” può votare un immorale anti-ebreo in nome di entrambe le cose come per il punto b) può favorire il sionismo denunciandolo.

        Se non capite la strategia siete ritardati

      • daouda says:

        in tutto ciò proprio nell’ottica anti-sionista è chiara la sudditanza dell’Isleeeem ( ossia qualcuno dei vari isleeem ) come strumento d’azione soggiogato e dunque sottomesso.

  26. Gli avvocati vincono sempre…

    La Danimarca ha scoperto che lo Stato non ha nessun diritto di ammazzare 17 milioni di visoni, al posto dei privati che li avrebbero ammazzati comunque, anche se porteranno una bella mutazione del Covid che potrebbe rendere inutile qualunque vaccino:

    https://www.theguardian.com/environment/2020/nov/09/denmark-drops-plans-for-mass-mink-cull-after-covid-mutation-fears

    • Moi says:

      … In fondo la Specie Umana è talmente degenerata che potrebbe estinguersi “così” davvero ! … Però un’ Invasione Aliena sarebbe stata più emozionante ! 😉

    • Z. says:

      Beh, no: quelli del governo hanno perso!

      • roberto says:

        saranno degli avvocati piccoli e docili, non grandi e feroci come quelli dei visoni

        😉

        • Z. says:

          In effetti è curiosa questa idea sugli avvocati più o meno feroci.

          Anche Odifreddi, parlando di avvocati, diceva cose strambe. Mah.

          • Per Zeta

            “In effetti è curiosa questa idea sugli avvocati più o meno feroci.”

            Beh, il mio lo è (per mia fortuna).

            Immagino che quelli che possono permettersi di pagare mille volte tanto, abbiano avvocati mille volte più feroci.

            • Z. says:

              Immagini male, secondo me.

              Il penalista di Bologna che stimo di più – gli amici non contano – è una persona posata, precisa, ironica, gentile. Proprio non lo definirei feroce.

              Stesso vale per il matrimonialista che stimo di più, e che ha salvato un mio amico da una brutta situazione.

              Ma ti capisco: il mio amico diceva che era troppo poco feroce. Non si sentiva tutelato. Poi ha cambiato idea 🙂

          • PinoMamet says:

            Beh avendo lavorato nel cinema ho avuto a che fare con parecchi avvocati, e posso confermare che ce ne sono di più e meno feroci.

            Ogni categoria, naturalmente, vista da dentro si percepisce diversa di come è vista da fuori, e probabilmente sono vere entrambe le visioni, come in quei giochini da internet dove una cosa ti appare un quadrato o un triangolo…

            Comunque uno dei miei avvocati era ferocissimo, e infatti mi ha aiutato tanto.
            Un altro era assai più tranquillo, e mi ha aiutato così così.
            Un terzo (in realtà il primo in ordine di tempo: mollato subito) era arrendevolissimo e sapeva solo dire “ehhh hanno ragione loro, qui bisogna pagare…”. Ma vaffanculo, se volevo sentirmi dire questo non andavo mica dall’avvocato!!

            • Z. says:

              Ogni categoria vede membri più e meno feroci. Il punto è che l’efficacia del tuo difensore non si misura in decibel.

              Ci sono quelli che fanno più spettacolo, e spesso convincono la platea di essere più efficaci, questo sì.

            • PinoMamet says:

              Ma io non mi riferivo mica ai decibel o all’elemento spettacolare…

              peraltro in tribunale sono finito solo due volte, e nessuno ha urlato…

          • roberto says:

            nella mia esperienza più sono feroci più sono scemi

            mi piacciono quelli tranquilli, non hanno bisogno di fare la faccia feroce per spiegare le loro ragioni

            • PinoMamet says:

              Mi sa che avete frainteso.

              “Feroce” per me era il mio avvocato M. D., velocissimo nel trovare soluzioni, esperto di tutti i gangli del sistema giuridico, spietato nell’individuare i punti deboli della controparte alla quale non era disposto a concedere nulla.
              Senza urlare, senza scomporsi, senza fare scene.

              • Per PinoMamet

                ““Feroce” per me era il mio avvocato M. D., velocissimo nel trovare soluzioni, esperto di tutti i gangli del sistema giuridico, spietato nell’individuare i punti deboli della controparte alla quale non era disposto a concedere nulla.
                Senza urlare, senza scomporsi, senza fare scene.”

                Esatto!

            • Z. says:

              Spietato non è il termine che userei. Un avvocato che conosce il diritto e individuo i punti deboli della controparte è semplicemente competente.

              I compromessi dipende, ci sono casi in cui sono cosa buona. Un buon avvocato sa approfittarne.

              • PinoMamet says:

                Beh, un elemento caratteriale però credo che ci sia.
                Non vedo perché negarlo: ci sono persone più combattive, più decise, più tenaci, e altre meno.

                Non si tratta solo di competenza, e non si dimostra necessariamente urlando!

              • Z. says:

                Beh, se sono allergico alla farina e faccio il pizzaiolo ho sbagliato mestiere!

                Tolti casi limite come questo – non necessariamente rarissimi: c’è chi fa l’avvocato per ragioni bizzarre – i professionisti di ogni settore si distinguono per capacità e competenza.

              • PinoMamet says:

                Beh, io non mi ci sono laureato, ma alla facoltà di Giurisprudenza non ricordo che ci fossero esami di Tenacia e di Combattività.
                😉

                Sono sicuramente doti utili alla professione di avvocato, come di mille altre…
                che alcuni avvocati hanno di più, e altri meno.
                Molto meno.

              • Z. says:

                Sì, ma è la laurea in Giurisprudenza, non in Avvocatura. Vent’anni fa si diceva che solo il 5% andasse ad esercitare avvocatura, magistratura o notariato. Oggi probabilmente meno.

                Chi è persona non disposta al contraddittorio farebbe certamente bene a rivolgersi a una professione diversa.

                Detto questo, anch’io ho conosciuto un certo numero di avvocati, e posso assicurarti che la differenza la fa la preparazione. I meno preparati, naturalmente, possono spesso sembrare arrendevoli. Ma è più probabile che non sappiano che devono intervenire.

                E vale per alte categorie, pure, ma mi fermo qui 🙂

    • Peucezio says:

      Miguel,
      “La Danimarca ha scoperto che lo Stato non ha nessun diritto di ammazzare 17 milioni di visoni”

      Qui vedo proprio al debolezza delle democrazie.

  27. daouda says:

    se dicessimo che lo scienziato, unione fra ambito scientifico ed ambito scientistico, è il sapiente mentiremmo come se invece optassimo per saggio. Ma le prime essendo due sigizie sono una polarità logico-fattuali, mentre il resto è il giudizio della vita. E’ per questo che scienziato ha giudizio.
    Tecnico è l’artiere, ingegnere teatrante, la società: l’amministratore e l’ispettore. L’ambito scientista, ecco lo scienziato fra il saggio ed il sapiente, e tutti in giro, quindi mischi tutto civismente.
    La pretesa gnostica è la sinossi giacché la sintesi la dà solo la Fede da DIO come petizione.
    Ma metafisicamente 0 ed 1 hanno tre persone, l’illuminazione non è ascrizione ad una delle persone assumptive quella loigale , abitata o generata.
    E’ tutto n po’ da rifletterci ma il monismo è la tecnica strategica di chi vuole perdere male, na tara. Non può esserCI nulla se Ci è tutto. Sarà servito nella divulgativa come espediente per far frizzare il fantomatico nichilismo? Questo è Moi, che è un coglione.

    • Francesco says:

      per curiosità: scrivi di getto o studi e rifinisci i tuoi interventi? l’effetto di totale nonsense è voluto?

      grazie

      • daouda says:

        di getto rifinisco ma me magno comunque le parole. Per il resto mi serviva leggere quindi l’ho scritto.

        • Francesco says:

          su questo non posso che concordare con te: scrivere serve a capire se si sta dicendo qualcosa di sensato o meno

          sarebbe carino che tu postassi solo nel primo caso, se possibile

  28. Peucezio says:

    Roberto (e Z.):
    “Z pensiero che secondo me è sempre chiaro e limpido e scommetto che saprei ricostruirlo senza nessuna difficoltà

    2. “di te si può ricostruire perfettamente la pars destruens:”
    questo è un punto interessante. ”

    Non è affatto così.
    Z. si è rifiutato in modo esplicito di spiegare il suo pensiero.
    Si capisce appunto che non ama i populismi, le destre, che è un laicista (che è di per sé un’idea privatista, ma già chiarisce qualcosa in più).
    Ma non si è mai capito se è un liberale, un socialista, un marxista (non credo), un liberista o invece uno statalista (a me sembra non sia né l’uno né l’altro: statalista se si intende lo stato di oggi che è un bastione a difesa del capitale finanziario, ma ostile a forme di statalismo vero, che controlla di più l’economia, come poteva essere la I Repubblica o oggi la Russia o la Cina o, a maggior ragione, i fascismi o il socialismo reale: l’esatto contrario mio che sono per il privato solo quando è piccolo).

    Io ho capito solo che dice che tanto siamo condannati alla distruzione e a morte certa a causa dell’inquinamento e dei mutamenti climatici, mase uno propone soluzioni gli risponde non come lo scettico che pensa che siano tentativi generosi ma velleitari, ma come l’indignato che pensa si stiano mettendo in discussione principi sacri. Come un medico che sa che una certa cura porta alla morte del paziente o quantomeno non la impedisce, ammette ciò, ma guai a chi la discute.

    No, francamente non ho proprio capito il pensiero di Z., se non come difesa strenua dello statu quo, che pure dice di non amare (ma sulle singole cose specifiche lo considera sempre intangibile e ritiene che ogni deflessione da esso faccia danni incalcolabili).

    Io ho poca pars destruens: è chiarissimo, non dico il mio mondo ideale (lì ammetto di non saper risolvere il problema dell’alienazione prodotta dal modello industriale con i vantaggi materiali che essa dà), ma almeno la mia concezione politica (applicata agli stati possibili nella modernità industriale): una teocrazia nazionalista. L’Iran direi che è ciò che ci si avvicina di più. La Russia di Putin e l’Ungheria di Orbán vi si avvicinano anch’esse, ma fosse per me deporrebbero a livello costituzionale ogni forma di laicità dello stato (ma in Europa è difficile fare una cosa del genere).
    Ovviamente l’Italia fascista e il Terzo Reich incarnano ancora meglio il mio ideale, perché, anche se non erano teocrazie, avevano il culto istituzionalizzato delle rispettive identità nazionali, che assurgevano in un certo senso a religioni. E rappresentavano quell’equilibrio fra capitalismo e socialismo che io ritengo quello ideale: economia relativamente libera, ma solo finché non etra in contrasto con gli interessi nazionali, che è un po’ anche la cifra della Russia e della Cina di oggi.

    • Peucezio says:

      privativa, non privatista.

    • roberto says:

      Rispondo al volo solo su questo

      “Ma non si è mai capito se è un liberale, un socialista, un marxista (non credo), un liberista o invece uno statalista (a me sembra non sia né l’uno né l’altro”

      il fatto è che tu hai dei cassetti con dei nomi in cui inserire le persone.
      Lo dico non come critica, ma come semplice costatazione. Nel momento in cui una persona salta da un cassetto all’altro, o è mezzo in uno e mezzo in un altro o addirittura entra in un cassetto che non hai previsto, ti incasini

      un po’ come quando miguel inizia un discorso dicendo “ci sono solo tre possibilità…” e ne troviamo 15 altre

      ed è un po’ come il sondaggio di miguel che chiede “volete cambiare lo status quo o mantenerlo”
      per me (e scommetto pure per Z) è impossibile rispondere ad una domanda del genere: cambiare cosa? in che modo? mettere cosa al posto di cosa? ed ecco che non rientro in nessuno dei due cassetti

      • Peucezio says:

        Va benissimo.
        Ma allora uno mi spieghi, si collochi anche in un modo problematico, ibrido, non classificabile, complesso.
        Ci mancherebbe, non voglio affatto inserire le persone in categorie rigide.
        Ma uno a un certo punto deve chiarire come si colloca rispetto alla questione dell’equilibrio fra mercato e stato sociale, fra finanza ed economia reale, fra pubblico e privato, qual è la sua concezione dello stato, la politica estera, ecc. ecc.

        E quando ho posto la questione, non è che Z. ha detto: “non riesco a collocarmi in questo schema”, risposta del tutto legittima, ma ogni volta ha detto: “ne riparliamo, sarebbe lungo, te lo spiego di persona…” e vabbè, ma a me interessa che lo dica qui, perché è qui che eccepisce sulle idee altrui e quindi uno ha il diritto di pretendere che si sbilanci a sua volta. Poi ognuno fa quello che gli pare, e vabbè, ma allora deve accettare che uno glie lo faccia notare.

    • PinoMamet says:

      In effetti stavo pensando: io sono un liberale, un marxista (non credo), un liberista o uno statalista?

      In effetti non saprei dare una risposta su di me: non sono cose che sono in cima ai miei pensieri, in effetti, mi interessa molto di più capire se dysgu in gallese ha la stesso radice di disco in latino e in questo caso se è un latinismo o entrambi deriva dal PIE;
      o come è andato veramente lo scontro tra Bruce Lee e Wong Jakman.

      Z., Roberto e Mauricius, per il resto, mi sembrano dei conservatori, nel senso che l’esistente, nella stragrande maggioranza dei casi e soprattutto se si parla di leggi, gli va bene così. Mauricius meno.
      Anch’io credo di far parte dello stesso club.

      Che altro dire? a differenza di altri qua dentro, non ho passione per le ucronie, e se fossi nato all’epoca, già lo sapete, sarei stato un fascistone, del periodo divertente che non piace a Peucezio, quello delle bastonate, gite ai bordelli e corse in automobile.

      • Z. says:

        In realtà ci sono diverse norme a cui metterei mano, e ancor più sono quelle che vorrei veder applicate diversamente.

        Ma non so se questo valga a classificarmi in un cassetto differente.

      • roberto says:

        In effetti pure io ho un pacco infinito di leggi che cambierei, e le più grosse (anzi uniche) soddisfazioni professionali che ho avuto riguardavano appunto “leggi” che ho fatto cambiare ed altre che ho proprio scritto io

        (Leggi in senso totalmente atecnico, eh)

        Il fatto è che piuttosto che cambiare in peggio preferisco tenere l’esistente, pure se non mi piace

      • Peucezio says:

        Pino,
        però le tue idee si intuiscono abbastanza: sei uno a cui va sostanzialmente bene la forma democratica come la conosciamo, ma non sei un europeista acritico. Sei moderatamente socialista (io ti definirei così), nel senso che sei per una redistribuzione e in generale hai poca simpatia per i privilegi dei ceti forti, ma in una forma che ti pone in sintonia con un certo spirito capitalista rampante degli anni ’60, perché, anche se creava ricchezze immense per molta classe imprenditoriale, sollevava di molto anche il livello di vita della popolazione media. In un certo senso, se non fosse che non sei un nostalgico, potresti essere un nostalgico della Prima Repubblica (in questo sei diversissimo da Z., che butta merda su Craxi e Andreotti e vede una legittimità storica, al di là dell’aspetto strettamente giuridico, in Tangentopoli, che io ritengo sia stata una sciagura di dimensioni apocalittiche).

        • daouda says:

          de voi nominati , considerando che siete tutti stronzi, gli unici privi di doppio pesismo sono Robberto e Peucezio.
          PPe mme, perché mi pare evidente che non se stia discutendo del cazzo di modo in cui uno vede il mondo.

          • roberto says:

            Beh Daoù, non me lo aspettavo e ti ringrazio

            • daouda says:

              rimani stronzo però eh

            • daouda says:

              A Robbè pé davero, ce mancherebbe

            • daouda says:

              p.s. si effetivamente si un po’ stronzo ma comunque pé davero che sei chiaro e no doppiopesista pé quanto pozza valé. Cia

              • roberto says:

                ma sul serio apprezzo qualcuno che riconosce la mia stronzaggine.

                non vorrei che da morto tutti dicessero “quanto era buono e gentile”, un daouda che se ne esce con un “si peró un po’ stronzo lo era” mi farebbe resuscitare per applaudirlo

                ciao!

        • PinoMamet says:

          “In un certo senso, se non fosse che non sei un nostalgico, potresti essere un nostalgico della Prima Repubblica”

          No, no:

          io sono assolutamente un nostalgico della Prima Repubblica!

          Craxi, Spadolini, De Michelis, Illiberalealtissimo tutta la vita!
          Magari si potesse tornare indietro!

          • Peucezio says:

            In effetti…

            Ai tempi non mi piaceva (ero pur sempre un fascista nemico dell’Italia repubblicana; in casa li chiamavamo le mangiùne), ma appena l’ho vista traballare seriamente mi sono messo subito dalla sua (a me piace sempre salire sul carro dello sconfitto) e oggi la rimpiango da molti punti di vista.

            • mirko says:

              Forse perché rimpiangiamo gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.
              Gli anni in cui ci si apre alla vita.
              Inoltre quelli erano gli anni del boom economico, mentre oggi siamo in fase decrescente col rischio non remoto di ritrovarci tutti col culo per terra.

              • Per Mirko

                Vedo dall’indirizzo che sei sempre Mirkhond, come mai hai cambiato accesso?

                Comunque bentornato, era un po’ che ti si sentiva!

              • PinoMamet says:

                Bentornato!!

              • mirko says:

                Si, sono io.

              • mirko says:

                Avevo bisogno di starmene un pò in silenzio.
                Inoltre sto impazzendo nella ricerca di un film austriaco visto nella mia infanzia, che praticamente è introvabile.
                Ho tentato persino di scrivere in tedesco, tramite goggle traduttore, su un forum, ma i miei interventi sono stati cancellati, forse perché non si capiva niente di quello che ho chiesto. 🙂

              • Peucezio says:

                Nel mio caso n on è tanto un fatto di rimpianti di quelle età (di cui ho pochissima nostalgia, nel complesso), ma il fatto che c’erano dei personaggi e un clima per molti versi più divertente di oggi, anche se più volgarotto.

      • Francesco says:

        Pino?

        per me un marxista “de pancia”, di quelli che non si prendono la briga di chiedersi perchè la pensano così

        marxista italiano, quindi, più a parole che a sanguinose rivoluzioni perchè “inquinato” da un forte spirito anarchico: con Lenin avrebbe fatto una brutta fine

        alla fine voterebbe DC perchè consapevole che così può continuare a dar loro ogni colpa e a divertirsi nel farlo

        🙂

        • PinoMamet says:

          Scusami Francè se te lo dico con franchezza, ma non hai proprio capito niente di me…

          non sono marxista, e non sono neanche una persona “di pancia”, e in realtà prima di votare faccio sempre un sacco di calcoli e ragionamenti.

          E a dire il vero passo metà del mio tempo qui a lamentarmi delle persone di sinistra, amici e conoscenti, dei loro tic e manie.

          L’altra metà la dedico a rispondere ad argomenti linguistici- storici- etnografici-cazzeggio.

          Comunque la maggior parte delle persone di sinistra che mi conoscono poco mi scambia di solito per uno di destra.

          Non sono pacifista- odio il pacifismo, a dire il vero;
          non sono “buonista”;
          odio il politicamente corretto (che non significa che apprezzi la maleducazione);
          non sono troppo appassionato delle battaglie di gay e lesbiche (che non significa che li odi);

          do ragione alla sinistra, quando trovo che abbia ragione, pur trovandomi molto spesso a detestarne i tipi umani che la compongono.

          • PinoMamet says:

            Ti faccio anche notare che, da non cattolico, ho difeso molto spesso la Chiesa cattolica da accuse stupide, ingiuste o semplicemente false che le vengono portate.

            Ma se il metro per giudicare un anticlericale è il crocefisso in aule scolastiche e tribunali (dove non dovrebbe stare, semplicemente) o Formigoni (che è un delinquente e un ladro) allora sono anticlericale…

            Ma non è che sia una persona “de pancia” come scrivi tu, è proprio che è così: nei locali pubblici devono stare simboli pubblici, e Formigoni è un ladro e delinquente pluricondannato.

  29. Z. says:

    Domenica non perdetevi la seconda puntata della serie LO STANZONE, UNICA SOLUZIONE.

    Stay tuned!

  30. Nello spam, trovo questo bellissimo messaggio, non lo approvo solo perché non voglio dargli troppo spazio.

    Ricevo molti messaggi di questo tipo, e mi piace come ci rassicurano sempre del fatto che non siano necessari “sacrifici” (di solito specificano “sacrifici umani”). Il Buonismo Universale avanza, come sempre su Whatsapp..

    Ho cancellato l’email, ma se ci tenete, scrivetemi e ve lo mando:

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    pace unità e amore, per iscriverti al testo o chiamare il grande consiglio su Whatsapp
    numero: +1 (850) 999-4782
    Indirizzo e-mail:

  31. Mauricius Tarvisii says:

    Ci è tornata indietro un po’ di monnezza!

    https://www.media.inaf.it/2020/11/13/razzo-asteroide-2020-so/?fbclid=IwAR3DD6tmcJeZDnHEmmxKP2oSJ2b_SBFhaRO0k7xmk9Qgoz6tqb7avga6cNk

    In realtà qualcuno parla di reperto: in fin dei conti, pure Ossirinco era tutta monnezza.

    • habsburgicus says:

      pure Ossirinco

      la città che si definì in un papiro “philochristos” (amica di Cristo) ancora nell’anno doppio ossirinchite* 321-290 ovvero 644/645 d.C..quando già gli aderenti arabofoni del Corano, seppur da pochissimo, dominavano l’Egitto avendo appena posto termine [ma in quei tempi nessuno si poneva manco il problema] ai mille anni dell’Egitto greco-romano (ellenistico-tolemaico; romano “stricto sensu”; bizantino) !

      *a Ossirinco si datava con un’Era doppia, sviluppo locale degli anni di regno che furono in uso in tutto l’Egitto dall’epoca faraonica sino al 313 d.C e furono poi sostituiti dalle datazioni consolari (a me è ignota ogni datazione per anno di regno posteriore a Teodosio…fino a Giustiniano, ça va sans dire, che introdusse un nuovo sistema)
      la prima cifra partiva dal 324/325 d.C allorché Costanzo II fu fatto Cesare (nov 324 d.C)
      la seconda cifra partiva dal 355/356 a,C allorché fu fatto Cesare Giuliano (355 d.C, in Gallia)
      fra le due cifre c’era una differenza di 31
      perché degli infiniti Cesari di quell’epoca abbiano proprio scelto ‘sti due, resta impossibile a determinarsi 😀

  32. Moi says:

    Mah … ne arriverà di quel poco, di Rusco Spaziale !

    • Moi says:

      https://en.wikipedia.org/wiki/Space_debris

      @ MIGUEL

      Almeno tu, il dubbio non puoi evitare di portelo :

      Una specie incapace di abitare un pianeta senza distruggerne l’ ambiente … come può spontaneamente (!) formarsi su detto pianeta, la Natura ha voluto suicidarsi ?! 😉

      Ci sono due risposte, di cui una inaccettabile … perciò la risposta giusta è sì :la Natura ha voluto suicidarsi !

  33. Moi says:

    In Concomitanza coll Covid :

    Venti di Guerre Civili in “Corno d’ Africa” … prepararsi a uno nuovo Tsunami Umano a Lampedusa !

  34. Moi says:

    Purtroppo ho avuto ragione io, siamo già “Arancioni” (… NON certo nel senso dei Fricchettoni di Osho Rajneesh o chi per lui 😉 …) in Emilia Romagna !

    … La Toscana _ digià “desertificata” del Turismo, sua risorsa primaria (!), piaccia o NO … _ sarà “Rossa” da domani !

  35. Moi says:

    Conte adesso fa pure il Papa 😉

    POLITICA Coronavirus Conte: “Natale momento di spiritualità, non viene bene in tanti”

    https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/conte-coronavirus-confido-rt-scenda-sotto-1-7-oggi-decisione-regioni-cadf2541-263e-4eb4-83bd-c4772444c8c0.html

      • Moi says:

        di Franco Bechis

        —————

        PS

        … già ho dovuto spezzare una lancia in favore dell’ AutoDisciplina Islamica dell’ UCOII ! … Lo rifaranno ?

    • PinoMamet says:

      Ma chi lo obbliga a parlare di Natale?? Io questo vorrei sapere.

      Oh, non è una cosa grave, ed è probabilmente il minore dei tantissimi errori di comunicazione di questo governo.

      Ma in effetti Conte potrebbe evitare di dare lezioncine di spiritualità natalizia (come se poi tutti fossero cattolici…) e dire semplicemente “facciamo così perché conviene per la salute, punto”. Sarebbe molto meglio.

    • roberto says:

      conte fatti i cazzi tuoi

      per me natale invece è proprio un momento in cui stare insieme agli altri.

      non lo potremo fare per motivi sanitari? ok capisco, ma ribadisco, fatti i cazzi tuoi

      • Z. says:

        Già. Anche per me il Natale era proprio questo, e lo è sempre stato.

        Quest’anno lo passerò da solo, e va bene, lo accetto. Mi auguro che molti lo passino coi propri familiari stretti.

        Ma con certe esternazioni fuori luogo, francamente, mi sembra che Conte ci prenda tutti per deficienti.

      • PinoMamet says:

        Sono naturalmente d’accordo con voi.

        ma come ricordava werner, probabilmente sotto c’è lo zampino di Rocco Casalino.
        Uno che arriva dal Grande Fratello… sul quale programma, vedi sotto 😉

        • roberto says:

          si penso anche io, ma questo non scusa minimamente conte che dovrebbe comunque sorvegliare le cose che dice

      • Peucezio says:

        Tra l’altro è impressionante come si straparli…

        Il Natale è sempre stato un momento comunitario e festoso, anche quando c’era un sentimento religioso molto più vivo: non ho mai sentito associare al Natale una sorta di ascesi mistica solitaria, tranne forse per qualche anacoreta o qualche stilita che stava comunque solo per tutto l’anno.

  36. Moi says:

    Fra l’ altro, Conte ripristina la Fiducia in Babbo Natale dei Bambini …

    La lettera di Conte al bimbo: «Babbo Natale arriverà con i regali»

    https://www.ilmessaggero.it/video/politica/la_lettera_di_conte_al_bimbo_babbo_natale_arrivera_regali-5584024.html

    … dopo che 3 anni fa, al Concertone di Frozen della Disney :

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2016/12/30/news/frozen_babbo_natale_non_esiste_roma-155119755/

    • PinoMamet says:

      Che c’entrano le due notizie una con l’altra??

      Comunque Conte dovrebbe smettere di fare queste americanate. Riescono bene negli USA e se a farle sono i presidenti americani.
      Qui sa di falso, ma se anche la letterina fosse vera (e perché no?) non è la cultura politica. I politici italiani non si esprimono così- non dico che sia un bene o un male- si esprimono diversamente e parlano di altre cose.
      A sentirsi parlare di Babbo Natale e vedere rispondere alle letterine dei bimbi l’elettore italiano si sente prese per il culo e trattato da deficiente.
      Io perlomeno.

      • Per PinoMamet

        “Qui sa di falso, ma se anche la letterina fosse vera (e perché no?)”

        A me sa di falso anche la presunta garanzia fatta personalmente da Babbo Natale a Conte 🙂

        • PinoMamet says:

          Perchè è Conte.

          Se fosse stato Obama, tutto sarebbe risultato “credibile”, ma come possono esserlo le favole beninteso.
          A dire il vero dubito che anche negli USA esistano bambini così pirla, ma il mondo è bello perché è vario, da noi ci sono le mamme che mandano all’Accademia della Crusca il prodotto “petaloso” del bambino “geniale”.

      • PinoMamet says:

        Dimenticato un pezzetto: non è la cultura politica italiana .

    • Per Moi

      Perbacco, Conte ha amici altolocati, a quanto pare:

      “«Caro Tommaso, ho letto il tuo messaggio e voglio rassicurarti. Babbo Natale mi ha garantito che già possiede un’autocertificazione internazionale: può viaggiare dappertutto e distribuire regali a tutti i bambini del mondo. Senza nessuna limitazione. Mi ha poi confermato che usa sempre la mascherina e mantiene la giusta distanza per proteggere se stesso e tutte le persone che incontra. L’idea di fargli trovare sotto l’albero, oltre al latte caldo e ai biscotti, anche del liquido igienizzante mi sembra ottima. Una buona strofinata gli permetterà di disinfettare ben bene le mani e di ripartire in piena sicurezza».”

      Non sapevo che Babbo Natale potesse essere incoronato anche lui.

  37. PinoMamet says:

    Comunque grazie ai preziosi link di Moi ho capito.

    Speranza vorrebbe essere Lino Guanciale, e questo si sapeva.
    Conte vorrebbe essere Obama…

  38. Moi says:

    Boh … SE è un Féich, c’è cascato pure L’Avvenire :

    https://www.avvenire.it/attualita/pagine/i-bimbi-scrivono-a-conte

    Conte rassicura i bambini su Babbo Natale: arriva, ha l’autocertificazione
    Alessia Guerrieri venerdì 13 novembre 2020
    Il premier risponde a due bimbi preoccupati da un nuovo lockdown che avrebbe reso difficile la consegna dei regali il 25 dicembre. In più promette: noi adulti sconfiggeremo il Covid, tutti insieme.

    ——————–

    Ormai ci si può fidare solo su fonti dirette e integrali , SE la trovate vi prego di linkarla … altrimenti qua gli è tutto un cerripicco e uno strommen ! 😉

    • PinoMamet says:

      Mah, non mi importa tanto sapere se le letterine (mo’ sono addirittura due) siano vere o finte.
      Lo ho scritto anche prima: saranno vere, perché no?

      Il fatto è che Conte non dovrebbe leggerle in pubblico e basta. È una cazzata, è una roba da politico americano piacione anni Sessanta, è una roba da scemi già in America, dove la NASA o l’aeronautica, non ricordo, hanno il programmino apposta in cui fingono di seguire Babbo Natale sui radar per far felici i bambini, e comunque è una roba stupida che non va fatta, e non va fatta da un politico italiano.

      Io voglio la bella vecchia aria fritta retorica e contorta dei politici italiani!!
      No Babbo Natale!

      • Moi says:

        è una roba da politico americano piacione anni Sessanta

        ———-

        e SE fosse … una roba da politico italiano piacione anni Duemilaventi ?!

        Cmq Conte, un mesetto o quasi fa, disse espressamente che avrebbe “Sacrificato Halloween per Salvare Natale” 😉 … e no, NON è il soggetto di un nuovo film di Tim Burton 😉 !

      • PinoMamet says:

        “e SE fosse … una roba da politico italiano piacione anni Duemilaventi ?!”

        Ritengo mio dovere impegnarmi perché non lo sia.

        È una battaglia di civiltà…

      • werner says:

        Probabilmente è una roba da Rocco Casalino, il che spiega tutto secondo me.

        Anche a me non piace per niente l’operazione.

    • Conte dichiara di aver contatti diretti con Babbo Natale.

      Che può essere vero o falso.

      Dichiara di aver detto una palese menzogna a Babbo Natale:

      ” Inoltre il premier rassicura anche sul fatto che dirà a Babbo Natale che, in questo anno difficile, «tu e tutti i bambini siete stati bravi». ”

      Ma a questo punto sorge il dubbio: sappiamo che è capace di mentire, e quindi potrebbe aver detto a Babbo Natale la verità sui bambini cattivi.

      Una roba tipo cretesi e bugiardi.

  39. Moi says:

    Cmq NON è lontano il Giorno che inizieranno i ” Deep Fake “[sic] , per cui ci potranno propinare un Conte (o Biden, o Zingaretti, o la Meloni, o Salvini, o la Boldrini, o chi volete …) in CGI con la sua voce ricostruita con programmi di sintetizzazione sonora e sarà indistinguibile !

    • PinoMamet says:

      Non c’è bisogno. Troppa fatica per niente.
      Basta fare taglia e cuci, come si è sempre fatto (mi sa che l’ultima vittima è stata papa Francesco).
      E non parlo di modificare l’audio (dove pure è fattibilissimo, lo facevano per scherzo Elio e le Storie Tese con un sacco di canzoni) ma semplicemente di “far dire” sulla carta stampata quello che si vuole.

      Esempio
      “[La popolazione ebraica in Germania era piuttosto numerosa, così che molti potevano dire che] c’erano troppi ebrei in Germania [e questo spiega la popolarità di tesi ributtanti come quelle antisemite]. L’ascesa di Hitler è facilmente spiegabile [anche alla luce della crisi economica innescata in parte dalle riparazioni di guerra imposte dalle potenze vincitrici; Hitler in fondo presentava soluzioni facili a problemi difficili, indicando un facile capro espiatorio, dal momento che molti ritenevano a torto che la crisi fosse derivata] dal fatto che gli ebrei avevano troppo potere economico…”

      basta togliere la parte tra parentesi quadre, e il finto riassunto della dichiarazione si trasforma in dichiarazione antisemita.

      • Moi says:

        Be’, questo già si fa da decenni … uno dei più clamorosi fu quando in un’ intervista orale filmata a Gasparri _ che poi giustamente andò su tutte le furie _i TG Governativi tagliarono l’introduzione (però visibile su un suo “Social Personale”) in cui lui denunciava l’ ipocrisia IKEA di aver tolto le “troppo emancipate” Donne Svedesi dai Cataloghi Sauditi …

        per far partire il video quando Gasparri diceva che si sarebbe “soffiato il naso per non dir molto peggio” [sic] con i volantini promozionali IKEA del Bacio Gay Collettivo AntiOmofobia per la Legge sulle Unioni Civili !

        Insomma : uno che denunciava il Maschilismo Saudita e relativa ipocrisia IKEA , invece passò per “semplice” Omofobo Italiano …

        • Moi says:

          Cherry Picking da Manuale, in pratica …

        • PinoMamet says:

          Beh, però la frase sul naso o molto peggio era sua, intera e riportata nel senso giusto…

          • Moi says:

            … però l’ipocrisia dell’ IKEA non (!) è stata segnalata, salvo aver la pazienza di cercare fonti “alternative” : di quelle che secondo Vladimir Luxuria “Chiamare a dibattito un FamigliaTradizionalista Vs un Gay, è come chiamare a dibattito un Nazista Vs un Ebreo ” !

            • Z. says:

              A volte persino Luxuria non ha tutti i torti.

              • roberto says:

                Sai che invece secondo me luxuria ha più spesso ragione che torto?

              • Z. says:

                Su certe cose sono d’accordo con Luxuria, con altre no.

                Su questa sì, e mi pare persino difficile dargli torto.

              • Moi says:

                @ ZETA

                ” difficile DarLE, torto … darLE ! ”

                … Misgendering, in “fragranza” 😉 di reato !

              • Z. says:

                Purtroppo è un errore che commetto spesso: il “gli” universale, anche al posto di “le”.

                Tipicamente romagnolo, e immagino parente stretto del “lui” francese.

              • Moi says:

                … speriamo che il DDL BZS giovi almeno alla grammatica ! 😉

              • Z. says:

                Alla mia temo di no, ormai sono irrecuperabile…

        • Lucia says:

          Riportando tutte le affermazioni di Gasparri si sarebbe mostrato come i valori occidentali di tolleranza e libertà li interpreta alla pari dei sauditi

          • Moi says:

            Però l’ informazione dell’ipocrisia dell’ IKEA che cede al Patriarcato Saudita ma si oppone al Patriarcato Italiano (molto meno influente !) secondo me era importante … donne etero cis e persone omosessuali sempre cis (!) dovrebbero stare sempre e cmq dalla stessa parte della
            Barricata Vs il Patriarcato, Italico o Saudita che sia … no ? 😉

            • roberto says:

              Moi

              Ikea non è una ONG, non è una fondazione filantropica, vende mobili

              Ora, se per vendere mobili il SA non devi avere donne sui cataloghi, beh non riesco a vedere un’ipocrisia nel fatto che hanno un catalogo senza donne

              Temo poi che Ikea se ne freghi del patriarcato, dei gay e di tutte le altre menate. Vende mobili

              Vuole vendere mobili nel decadente Occidente dove vanno di moda i gay e le femministe della terza generazione? Si adatta e fa cataloghi con uomini che puliscono i cessi baciandosi

              Ma tutto quello che devo ritenere di Ikea è che non fa altro che vendere mobili

              • Lucia says:

                Eh, ma ci sono molti snowflakes dei Valori Tradizionali nonché dell’Occidente che Lascia Libertà di Parola a chi Prende per il Culo gli Altri e al contempo del Maschio Vero.. se si dice qualcosa che a loro non va (il che è inevitabile, vista la confusione e contraddizione nella loro testa) ci rimangono malissimo!

              • Peucezio says:

                Allora dovrebbero rimanerci malissimo dalla mattina alla sera.

                No, qui proprio non cogli una differenza.
                L’isteria, l’ossessione dell’offesa, la censura del linguaggio, della cinematografia, dell’arte, le fisime linguistiche non vengono dall’altra parte.

                Il nostro Mauricius qui dentro recentemente ha scritto che gli omosessuali irriverenti e anticonformisti non vanno bene, perché esprimono lo stereotipo dell’omosessuale come fuori dagli schemi, quindi l’omosessuale dev’essere conformista, integrato, serio, nemico di ogni ironia, borghese, perbenista e col ditino puntato, altrimenti non va bene.

              • Z. says:

                Nach meine Meinung is Frau Lutschia richtig 🙂

              • Z. says:

                ist, Schade, ist!

              • Francesco says:

                roberto

                mi sa che sei in ritardo di 30 anni su come si comportano le aziende con tanti soldi

                hanno passato il Rubicone del “ci occupiamo solo di vendere” da molto tempo

            • PinoMamet says:

              IKea si oppone al patriarcato in Italia??

              Questa mi giunge nuova…

              • Moi says:

                Eh … a qualcunaltro potrebbe giungere nuova l’ esistenza di un Patriarcato in Italia ! 😉

              • Mauricius Tarvisii says:

                In effetti dal 2006 il Papa ha dismesso formalmente il poco utilizzato titolo di Patriarca d’Occidente…

  40. Moi says:

    https://napoli.zon.it/tommaso-scrive-a-contesono-preoccupato-per-babbo-natale/

    … Allora: SE un Mariuòlo Adulto voleva divertirsi a prendere per i fondelli Conte, ci è riuscito !

    • Moi says:

      Oppure ha risposto qualche “Ghost Writer” Autorizzato da qualche “Spin Doctor” … tutti soldi spesi bene ! 😉

  41. roberto says:

    Se avete voglia di leggere qualche riga in gallico (si lo so moi, i lussemburghesi sono ricchi e pochi), consiglio di spendere due minuti con il messaggio del primo ministro granducale Bettel, che ci insegna come si possa navigare a vista in questa crisi senza isteria e spiegando chiaramente cosa vogliono fare

    ******
    Chers tous,
    Je voudrais m’adresser à vous de cette manière pour vous fournir quelques explications concernant la situation actuelle face au Covid et comment nous comptons planifier au mieux les mois à venir.
    Tout d’abord, je voudrais souligner que nous sommes bien conscients que les temps actuels ne sont pas faciles. Cette pandémie nous suit au quotidien depuis plus de six mois maintenant et même si nous avons connu une légère détente pendant l’été, la situation continue d’être très stressante pour chacun d’entre nous.
    Nous aimerions tous laisser le Covid derrière nous.
    Malheureusement, nous ne sommes pas encore là. Je ne peux pas vous promettre que nous y arriverons très bientôt. Actuellement, les premières bonnes nouvelles concernant les vaccins contre le virus commencent à faire surface. De même, les méthodes de traitement sont désormais nettement meilleures qu’au début de la pandémie. Mais nous ne pourrons mettre tout cela derrière nous avant qu’une grande majorité de la population aura des anticorps. Malheureusement, nous en sommes encore assez loin.
    Par conséquent, les règles qui contribuent à limiter la propagation du virus et à protéger votre santé et celle de vos concitoyens doivent rester en place pour le moment.
    Nous, en tant que gouvernement, mais aussi moi personnellement, sommes bien conscients que ces règles ne semblent pas toujours justes, qu’il n’y a pas de cohérence à 100% et il y a certainement des ambiguïtés ponctuelles. Malheureusement, cela fait partie du combat que nous menons contre le virus depuis début mars. Chaque décision, règle et restriction a un impact sur la propagation du virus, mais a également des effets secondaires et des conséquences.
    Il n’est pas possible de capturer avec précision chaque situation et de la réglementer par la loi. Nous dépendons de la solidarité de chacun, de la responsabilité et du respect de tous envers nos concitoyens.
    Pour le moment, la situation est stable, même si à un niveau très élevé. Ensemble, nous avons réussi à éviter que les nouvelles infections ne grimpent de manière exponentielle, mais le virus reste toujours très présent dans la population. Nous avons actuellement beaucoup plus de nouvelles infections par jour qu’au printemps et en été. Cependant, nous pouvons les traiter d’une bien meilleure façon. Au niveau des hospitalisations, la situation est tendue et il faut garder un œil dessus, mais même ici la situation reste sous contrôle pour le moment. Ceci est notamment dû au fait que le personnel de l’hôpital est extrêmement engagé et accomplit un travail extraordinaire depuis des mois. Ils et elles méritent notre gratitude, mais aussi notre respect et notre solidarité.
    Le gouvernement est constamment en train de se consulter, d’évaluer la situation, de parler aux experts, d’examiner les informations que nous obtenons de la recherche et du terrain du côté des hôpitaux pour déterminer ce qui doit être décidé, à quel moment et sous quelle forme.
    Nous n’évaluons non seulement le virus, mais gardons aussi l’ensemble de la population à l’esprit, la santé publique en général, le bien-être des personnes qui vivent déjà plus isolées en temps normal. Nous pensons aux milliers de jeunes dont les perspectives d’avenir sont entre nos mains, nous pensons aux familles qui s’accrochent à des emplois menacés par cette pandémie.
    Ainsi, lorsque nous combattons ce virus dans le but de ralentir sa propagation, c’est parce que nous voulons protéger la santé de nos citoyens, mais aussi parce que nous voulons protéger notre société et notre système social, parce que nous voulons et devons maintenir des perspectives pour l’avenir.
    Nous devons donc poursuivre nos efforts. Nous devons persévérer.
    Contrairement à d’autres pays, nous n’avons jusqu’à présent pas dû arrêter complètement nos vies pendant cette deuxième grande vague d’infections et imposer un soi-disant « lockdown ». La lutte contre le virus n’est pas un sprint, mais un marathon. Et maintenant que nous sommes à nouveau dans une partie raide de la course, on peut soit s’arrêter pour respirer avant de continuer à courir, soit essayer de courir très lentement sans devoir s’arrêter complètement. Nous avons décidé de procéder lentement et nous voulons continuer sans devoir nous arrêter. La possibilité de devoir ralentir davantage ne peut être écartée, mais nous ne voulons pas nous arrêter entièrement.
    Notre réussite dépend maintenant de nous tous. Le virus ne se propage pas par lui-même, c’est nous qui rendons cela possible – mais nous pouvons aussi l’empêcher. Les règles de base s’appliquent toujours: gardez vos distances – lavez-vous les mains – portez un masque.
    Faites ce qui est nécessaire et essayez d’éviter ce qui ne l’est pas. C’est pour vous, pour nous, pour tout un chacun.

    • PinoMamet says:

      Roberto, lo trovo ben scritto, chiaro, senza facilonerie e senza estremismi.

      ma perché lo posti a noi? mandalo al governo italiano, così impara qualcosa su come si comunica.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Da noi il premier leggerebbe il messaggio, poi il ministro della salute se ne uscirebbe con uno simile, ma un po’ diverso, poi sarebbe la volta di Dima e Zinga, poi vari viceministri e membri del CTS, ciascuno col proprio messaggio al paese, quindi critiche di Meloni e Salvini, anche di segno opposto, a cui segue uno scontro tra virologi sui media.

        • roberto says:

          Beh in Italia ci vogliono le FAQ per capire le ordinanze che applicano i DPCM….e questo moltiplicato per ogni autorità amministrativa

          Veramente non sono fra quelli critici a tutti i costi nei confronti del governo, ma l’incapacità di comunicare è una cosa incredibile è tutto sommato sarebbe un difetto non così difficile da aggiustare se non fosse che evidentemente rispecchia idee non sempre chiarissime

      • roberto says:

        Per di più il tono della comunicazione corrisponde a quello che stanno effettivamente facendo

        Come diciamo noi legulei, la forma è sostanza

    • Z. says:

      Ogni Paese ha il governo che merita, e pure l’opposizione che merita.

  42. Peucezio says:

    Z. e Mauricius e gli altri,

    ieri sera c’era Rampini in tv che parlava della gestione newyorkese della pandemia.
    Governo democratico, quindi non sospettabile di simpatie ideologiche da parte mia.
    E spiegava che, dopo lo sbandamento e i gravi errori iniziali, hanno assunto diecimila tracciatori, fanno i tamponi gratuiti a tutti, gli ospedali stanno funzionando, curano i malati di covid, insomma, ne parlava molto bene. E lui ha vissuto in Estremo Oriente, conosce bene la situazione non solo cinese, ma coreana, giapponese, non manca mai di parlarne, quindi è molto indicativo che lui parli bene di una gestione locale del covid.
    Lui stesso a un certo punto era positivo, ha avuto febbre lieve, ma per assicurarsi che rispettasse la quarantena, gli arrivava un controllo a casa ogni giorno (sic).

    Questo dimostra che anche in Occidente si può gestire il covid decentemente.

    Ora,
    mi si è eccepito stesso che l’Italia non è la Cina. E vabbè, la Cina è un sostema di governo autoritario, ecc. Ma non sarebbe neanche la Corea del Nord, il Giappone, ecc., che pure sono sistemi democratici e di tipo occidentale. E non siamo nemmeno come i tedeschi, gli svedesi, che quelli so’ nordici, sono discplinati, ecc.
    Ora scopriamo che non siamo neanche come i newyorkesi.

    Perché l’idea è che gli italiani sono insofferenti alle regole, accampano sempre pretese, ognuno dice la sua…

    Qui però – e lo dico seriamente senza intenti polemici – al di là di ogni contrapposizione ideologica o di ogni gusto per la contrapposizione, io ci vedo proprio una mancata comprensione del carattere italiano.
    I cittadini dei paesi nordeuropei, come anche gli statunitensi, è vero che sono più disciplinati, ma sono anche più reattivi, rivendicativi, esigenti e intransigenti con lo stato e circa i propri diritti.
    In Francia la gente, se poco poco ritiene di subire un torto, s’incazza di brutto! Negli Stati Uniti stessa cosa (lì sono più ingenui e magari sbagliano obiettivo, ma la reattività è la stessa se non maggiore).
    In Gremania i movimenti no-mask sono una cosa seria (non nel senso che sostengano tesi serie, ma che hanno proprio un’altra entità, altri numeri, altra forza).

    L’italiano invece semplicemente non si pone il problema dei propri diritti, perché ha una mentalità da suddito, servile e acquescente verso il potere e col complesso di inferiorità di essere indisciplinato, quindi meritevole di qualunque restrizione, punizione, vessazione.
    Gli italiani li chiudi in casa e non dicono niente, gli fai fallire l’attività e non dicono niente, li fai morire a migliaia per cattive cure, cattiva organizzazione, mancanza di prevenzione e pazienza, gli fai fare dieci ore di coda per un tampone e pazienza, che ci dobbiamo fare.
    E pensa pure che la colpa sia sua. Poi magari mugugna contro il governo ladro (sempre meno), ma, insomma, in fondo, pensa, il reprobo è lui, perché noi italiani siamo ladri, imbroglioni, corrotti, indisciplinati, individualisti, quindi è normale che vada tutto a rotoli, anzi, meno male che qualcuno al governo riesce comunque un minimo a gestire la situazione malgrado questo popolo così ingestibile e depravato!

    E secondo voi a un popolo così non si poteva imporre un’app Immuni seria, un tracciamento come Cristo comanda, regole più rigorose d’estate (comunque molto più morbide della chiusura totale di oggi e di marzo aprile), magari con divieto di espatrio??
    A un popolo così imponi TUTTO.
    Lo abbiamo visto a marzo-aprile e lo stiamo rivedendo in questi giorni.

    • Peucezio says:

      acquIescente

    • PinoMamet says:

      OMDAP

      sottoscrivo tutto.

    • Mauricius Tarvisii says:

      La curva a New York è sovrapponibile a quella italiana in questa seconda ondata. La differenza è che noi possiamo chiudere (e abbiamo iniziato a farlo adesso, per cui gli effetti si vedranno tra un po’), gli USA, che sono un impero, non possono permetterselo.

    • Z. says:

      A me non pare che negli Stati Uniti stiano gestendo il covid molto meglio che in Europa. Dubito anche che la Corea del Nord abbia una forma stato democratico-occidentale.

      Comunque;

      – no, secondo me non si poteva imporre alcuna app, come non è stata imposta in nessun Paese dell’Occidente. Si poteva realizzare meglio, concordo; si poteva evitare, da parte di Regioni e opposizioni, di boicottarla in ogni modo. E presumo avrebbe funzionato più o meno come negli altri Paesi occidentali: ossia, a quanto mi risulta, ben poco. Ma imporre no, non credo proprio;

      – sì, secondo me, almeno in teoria, si sarebbero potuto imporre regole più rigorose (ed evitare di cedere ai soliti piagnistei), ma soprattutto fare rispettare quelle previste. Quindi, come mai in Italia nessuna autorità a nessun livello di governo è riuscita a far rispettare alcuna regola (e se vuoi ti posso fare, naturalmente in privato, un lunghissimo elenco di esempi)? Come si conciliano le nostre teorie con la realtà dei fatti? Questa è una domanda interessante;

      – anche su questo concordo: “i cittadini dei paesi nordeuropei, come anche gli statunitensi, è vero che sono più disciplinati, ma sono anche più reattivi, rivendicativi, esigenti e intransigenti con lo stato e circa i propri diritti.” E a tal proposito ho appena vissuto un’esperienza indicativa in questo senso: chi vuole mi contatti in privato e gliela racconto…

      • Peucezio says:

        “– no, secondo me non si poteva imporre alcuna app, come non è stata imposta in nessun Paese dell’Occidente. Si poteva realizzare meglio, concordo; si poteva evitare, da parte di Regioni e opposizioni, di boicottarla in ogni modo. E presumo avrebbe funzionato più o meno come negli altri Paesi occidentali: ossia, a quanto mi risulta, ben poco. Ma imporre no, non credo proprio;”

        È una sorta di articolo di fede.
        Agli italiani puoi imporre di non uscire di casa, ma non di installare un’app.
        Boh… misteri zetiani.

        Sul terzo punto: raccontamelo pure in separata sede quando ti va.

        • Z. says:

          No, Ezio, è una sorta di stupidaggine: infatti non esiste un Paese europeo che l’abbia imposta. Saranno tutti imbecilli tranne te, che hai pertanto un futuro luminoso in discesa…

          E ti prego, ricordati degli amici e trovami una sinecura ben retribuita 🙂

          • Peucezio says:

            Beh, se in Corea, Giappone, Taiwan che sono stati di diritto, democratici esattamente quanto la Francia e la Germania, lo fanno e nei paesi europei no, forse, sì, viene il sospetto che le classi dirigenti europee siano piuttosto stupide.
            Solo che non è una stupidità divertente, che fa colore locale, ma ha conseguenze molto serie.

            Questa è la logica zetiana: le cose sono così perché sono così, non c’è una spiegazione.
            E non può esserci mica uno sbaglio: saranno mica tutti scemi??

          • Peucezio says:

            D’altronde il valore di una classe dirigente (e più in generale di un popolo) lo si giudica dai risultati.

            Visto che non ci sono differenze ambientali o materiali (emisfero settentrionale, clima paragonabile, il virus è lo stesso), o è una questione di genoma delle razze gialle, il che in linea teorica è del tutto possibile, ma questo non spiegherebbe i numeri di Australia e Nuova Zelanda, con curve differite (hanno avuto l’inverno quando da noi era estate), ma con altri ordini di grandezza,
            oppure l’unica spiegazione razionale è la cattiva gestione. Se non vuoi chiamarla stupidità chiamala approssimazione, ottusità, disorganizzazione, imbecillità… scegli tu il sinonimo.

            O forse è colpa del diavoletto di Maxwell, che fa entrare il virus solo nelle bocche e nei nasi degli europei e non degli asiatici perché è un diavoletto a cui piacciono gli involtini primavera 🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              L’Australia non è nella nostra stessa fascia climatica, quindi la escluderei dal nostro ragionamento.
              Per la Nuova Zelanda, invece, si fa tutto più interessante. A loro il virus è arrivato in piena estate e, nonostante questo, hanno applicato misure restrittive, che hanno potuto essere meno pesanti delle nostre.
              Noi, invece, in piena estate, quando avevamo a prezzo di pesantissimi sacrifici messo sotto controllo il virus, abbiano tolto tutte le misure restrittive e abbiamo fatto partire un’orgia di vacanze e discoteche. E ora la seconda ondata colpisce anche le regioni risparmiate dalla prima…

              • Peucezio says:

                Sull’Australia però non è così semplice: diversi stati latinoamericani sono nella stessa fascia climatica eppure hanno fatto lockdown forti e hanno comunque altri numeri (con l’eccezione dell’Uruguay, morti per milione paragonabili all’Italia).
                L’Australia ha il vantaggio della bassa densità della popolazione, ma è molto concentrata, con metropoli ad alta densità.

                Circa la Nuova Zelanda, sì, questo spiega in parte la cosa.

                Ma resta il fatto che i problemi che noi stiamo avendo ora non sono dovuti genericamente a una sorta di rilassamento estivo dei comportamenti, sono dovuti, come dimostrano le indagini genetiche sui ceppi ora circolanti, alle vacanze all’estero, in particolare in Spagna: bastava non consentirle o imporre controlli rigorosi al rientro e non avremmo avuto problemi.
                L’altro fattore scatenante, che ha diffuso il virus dopo questa reimportazione, è stata l’apertura delle scuole (spottone elettorale per le regionali). Infatti le risalite relativamente repentine della curva esattamente compatibili, nelle tempistiche, con questi due eventi.

              • Z. says:

                Ezio,

                — Ma resta il fatto che i problemi che noi stiamo avendo ora non sono dovuti genericamente a una sorta di rilassamento estivo dei comportamenti —

                Secondo me sono dovuti anche a quello. Considera che non vedevo così tanto fitto sulla riviera romagnola come quest’anno dagli anni Ottanta.

                Eppure alla fine i numeri erano sotto controllo, o così pareva, e sembrava tutto finito.

                C’è chi sostiene la tesi dei “superdiffusori”, intesi come alcuni locali che avrebbero contribuito in modo massiccio alla diffusione del contagio. Non so, comunque; credo che ci vorranno anni prima che si possano fare discorsi con fondamenti davvero seri al riguardo.

              • PinoMamet says:

                ” è stata l’apertura delle scuole (spottone elettorale per le regionali)”

                Che c’entrano le regioni con le scuole? L’apertura è stata voluta dal ministero, e casomai qualche governatore di regione ha voluto opporsi.

                Ma, ripeto, non c’entrano le scuole , al cui interno gli studenti erano distanziati, mascherati, igienizzati.

                Per poi mescolarsi alla fermata dell’autobus…

                c’entrano i trasporti locali, su cui nessuno ha messo mano se non per peggiorare la situazione
                (“idea geniale: diminuiamo le corse! così, de botto, senza spiegazioni…”)

              • Peucezio says:

                Pino,
                ma il ministero faceva parte di un governo espresso da partiti che partecipavano anche alle regionali, come sempre accade, e che speravano di vincerle, come in sé è legittimo.
                E, appunto, a scuola, in classe, ci può essere tutto il rigore che vuoi, ma ci sono i corridoi, c’è il prima e il dopo, davanti alla scuola, i trasporti…

                Z.,
                tutto quello che vuoi, ma se il ceppo che oggi circola è diverso da quello di marzo e viene dalla Spagna vuol dire che al massimo tutto questo scatenamento (che peraltro, dopo un lockdown e tutto mi sembra la cosa più sana di questo mondo e dimostra che la gente ha ancora un po’ di vitalità e di voglia di stare insieme, cosa non scontata, perché in una società misantropa e individualista poteva accadere che si cogliesse l’occasione per dare sfogo alla propria sociopatia) può aver fatto circolare di più un virus importato attraverso un canale specifico e lasciato colpevolmente aperto (con tanto di benedizione dell’opposizione, sia chiaro).

              • Z. says:

                Peucezio,

                — il ceppo che oggi circola è diverso da quello di marzo e viene dalla Spagna —

                Sei sicuro di questa cosa? Dove l’hai letta?

                Comunque mi pare inevitabile che, una volta rilassate le abitudini, rivisti gli amici e ripreso una vita quasi identica a quella di sempre – controlli quasi zero – diventi più penoso subire di nuovo le restrizioni. Anche per me, che non ho fatto esattamente un’estate brava a suon di discoteche. Io la vivo molto peggio che a marzo, non so voi.

                Sulle scuole Pino non ha tutti i torti. Il problema è il prima e il dopo e aggiungo che il problema riguarda anche la mobilità privata. È esploso il traffico, e mi pare naturale: chi può evitare al figlio l’autobus spesso lo fa.

              • Z. says:

                Perché negazionisti? Che c’entra?

          • Z. says:

            Quindi mi confermi: in Europa, tranne te, sono tutti imbecilli.

            Mi accontento di 50.000 all’anno (lordi, naturalmente). Una bazzecola, visto il budget che avrai a disposizione.

            🙂

            • Peucezio says:

              Non te lo confermo io, è la realtà.

              • Z. says:

                Va bene. Mi rendo conto di essere compreso nella categoria e abbasso la richiesta, pertanto, a 45.000 euro lordi.

                Meno di così è svendermi!

            • Peucezio says:

              Comunque, al di là delle battute sceme, qui c’è una questione in ballo interessante (e inquietante per chi è affezionato, magari in parte incosciamente, a una sorta di primato occidentale – non è il mio caso).

              Cioè qui si manifesta in modo palese la parabola discendente di una civiltà.
              Fino a che tutto andava a gonfie vele si poteva disquisire di decadenza dell’Occidente, ma, insomma, restava la parte più ricca, organizzata e benestante del mondo.

              Ora si appalesa clamorosamente come l’Occidente sia strutturalmente incapace di fare fronte a una crisi: di fronte a un’emergenza soccombe, laddove gli asiatici reggono benissimo.
              Io non avevo bisogno del covid per saperlo e forse molti di noi qui dentro, che hanno un po’ di visione.
              Ma per l’uomo comune è un triste risveglio.
              Non lo è di fatto perché di queste differenze non si parla.
              Ma pensate cosa significano in prospettiva. Sia sul piano della vita pratica che della percezione di sé e del proprio modello.

              In fondo secondo me l’uomo bianco un po’ razzista lo è sempre rimasto (e le stesse battute di Z. palesano un disagio, quasi una sorta di impossibilità di ammettere che la civile ed evoluta Europa possa essere così disorganizzata, così incapace di fronte a una sfida forte).
              Io sono razzista in tutt’altro senso, quindi non ho di questi problemi di suprematismo.
              Ma secondo me questo scuote dalle fondamenta l’autostima dell’uomo bianco e le conseguenze vere le dobbiamo ancora vedere.
              Dal covid ci riprenderemo un po’ tutti alla fine, noi con le ossa più rotte, i gialli meno, ma sul breve periodo più o meno ce la sfangheremo.
              Ma in prospettiva ciò che sta accadendo può avere solo due esiti: sottosviluppo o colonizzazione geopolitica cinese.
              Oggi sembra fantascienza, ma gli equilibri storici cambiano velocemente quando si raggiunge la massa critica.
              E qualcosa mi dice che non manca molto.

            • Z. says:

              La mia non è una battuta!

              Siccome il problema mi pare riguardi più o meno tutta l’Europa (inclusa la Russia, europea e asiatica) e tutti i governi di ogni colore, i casi sono due:

              – o sono tutti scemi;
              – oppure c’è qualcosa che non abbiamo considerato.

              • Mauricius Tarvisii says:

                La seconda. E quella cosa è la parabola discendente della civiltà europea.

              • Z. says:

                Ah, ma sulla colonizzazione cinese io ci scommetto eccome. Con o senza covid.

                Se Tizio lavora il doppio di Caio, il più delle volte Tizio prevale e Caio soccombe.

              • Peucezio says:

                Vabbè, non ci vuole molto a capire che l’individualismo occidentale è incompatibile con l’entità delle sfide poste da uno sviluppo troppo rapido e dagli scompensi climatici, ambientali, di rapporti fra uomini, consumo e risorse che esso crea e che società per cultura molto coese e collettiviste sono molto più all’altezza della situazione.

                Lo capisco persino io che sono un povero dialettologo abituato a studiare aride questioni tecniche relative sottili sfumature articolatorie e non ha l’ampiezza di visione di voialtri giuristi, che capire come funzionano le società con le loro regole.

              • Peucezio says:

                Z.,
                certo, infatti i negri delle piantagioni colonizzarono la popolazione bianca e la soggiogarono.

              • Z. says:

                Ezio,

                — Vabbè, non ci vuole molto a capire —

                Per me non è così semplice capire questi meccanismi. Non mi intendo di sociologia.

                Per usare un verbo che piace molto a Miguel, mi limito a constatare che i cinesi dalle mie parti lavorano il doppio, non chiudono mai, raramente fanno ferie.

              • Z. says:

                Ezio,

                — certo, infatti i negri delle piantagioni colonizzarono la popolazione bianca e la soggiogarono. —

                Ma che c’entra? i cinesi mica lavorano come schiavi nei bar italiani!

                In compenso, i bar cinesi fanno orari tipo 6-23, a volte 5-23. I parrucchieri cinesi ti tagliano i capelli al volo, e bene, e fanno orari nemmeno molto più corti dei bar…

              • Peucezio says:

                Prendo atto dei tuoi limiti nel capire le dinamiche sociologiche, ma almeno puoi arrivare a capire che le ore lavorate pro capite possono influenzare molto il PIL, ma che ci sono situazioni che richiedono anche organizzazione, non solo produttività bruta, cioè che dirigere gli sforzi in modo intelligente fa la differenza.

                D’altronde le grandi svolte sono avvenute non quando la gente si è messa a lavorare come negri, ma in un certo senso all’opposto, pensa al lavoro risparmiato grazie alla produzione in serie e alla ricaduta in termini di qualità della vita, alla lunga per tutti.

                Poi tutto questo si porta dietro elementi di alienazione e non dico che i cinesi siano più felici o che in Cina si viva meglio: forse noi ci sentiremmo soffocati in un sistema così.

                Devo però anche dire che ho conosciuto almeno un paio di italiani che sono vissuti in Cina circa un annetto (un avvocato e una linguista, gente istruita, di ceto medio, come lo possiamo essere noi, non tamarri di periferia che si adattano a tutti) e non ne parlavano come di un’esperienza nel complesso negativa.

                Certo è che se oggi potessi con la bacchetta magica trovarmi là, dove posso uscire quando cazzo voglio, andare al bar, al ristorante, a trovare un amico, non esiterei un secondo.

              • Z. says:

                Peucezio,

                –ci sono situazioni che richiedono anche organizzazione, non solo produttività bruta, cioè che dirigere gli sforzi in modo intelligente fa la differenza. —

                Va bene, ma se io tengo aperto dalle 8 alle 20 e faccio un mese di ferie, e tu dalle 5 alle 23 senza ferie, secondo me a fine anno tu hai un po’ più incassi di me.

                Il mio ristorante cinese di fiducia, a Bologna, non chiudeva mai. Non è un modo di dire: non chiudeva proprio mai. Non ha chiuso per anni.

                Quando la titolare ha avuto un brutto incidente si è presentata ugualmente al lavoro, ogni giorno, con le stampelle. Non ci sono mai andato un giorno senza che lei fosse presente, per anni.

                Una volta ci ha detto emozionata: vado in ferie! Ed è stata via sei o sette giorni. Una volta in, boh? Otto anni? Ovviamente il locale è rimasto aperto.

                Secondo me questo un suo peso ce l’ha.

              • Peucezio says:

                Z.,
                certo che ha un peso.

                Ma se uno non è organizzato, contro un virus non c’è lavoro che tenga, anzi, il lavoro moltiplica le occasioni di contagio.

                Evidentemente c’è qualcosa in termini di visione d’insieme, di capacità di coordinare gli sforzi in modo ottimale in vista di uno scopo. Un dato sistemico insomma.

              • Peucezio says:

                E forse anche il lavoro ne è una conseguenza, più che una causa.

                Se penso che il mondo funzioni secondo un ordine perfetto, quasi divino, farò la mia parte senza lesinare sforzi di sorta.

                Perché tanti altri popoli escono dalla miseria, quindi sono altrettanto abituati alle privazioni.
                Ma non lavorano così tanto.
                Quindi non è solo la solita dialettica povertà-benessere che favorisce chi ha braccia e meno esigenze e pretese.

              • Peucezio says:

                Se invece di prendere tutto a caricatura si provasse un minim a valutare questi aspetti con pacatezza, forse si capirebbe qualcosa in più.

                Ma, soprattutto, se le classi dirigenti italiane ed europee fossero meno ottuse e più umili, studierebbero attentamente questi sistemi.
                Non puoi acquisire tratti culturali sedimentati in millenni, ma un modello organizzativo puoi studiarlo e adottarlo, almeno per una contingenza da gestire.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Io voglio chiusure domenicali e festive forzate. Esattamente come voglio orari di apertura degli esercizi rigidamente regolamentati e concordati tra Comune e associazioni di categoria. E a chi sgarra chiudiamo l’attività. E possiamo ragionare sul rogo.

              • Z. says:

                In Cina muravano i quartieri…

                Io sono più modestamente per lo Stanzone, com’è noto. Tanto è estremamente improbabile che mi prenda il virus in forma cattiva, io. Idem i miei familiari.

                Mentre non è improbabile che abbia bisogno dell’ospedale per altre ragioni, a livello personale e familiare.

              • Peucezio says:

                Vi ricordo sommessamente che in Corea del Sud, Giappone, Taiwan e Singapore non hanno murato alcunché.

                In Cina gli è scoppiata in casa e hanno dovuto murare.
                Ma ciò che ha fatto la differenza è il tracciamento successivo: se muri, poi, quando riapri, non fai tracciamento, tempo qualche mese sei al punto di prima.

                Solo che il dogma zetamauriciano stabilisce che il DNA italico non contempli la possibilità di tracciamento: c’è il gene dell’impossibilità di organizzare tracciamenti. 😀

              • Z. says:

                Non so come sia andata esattamente laggiù (e tu neanche: hai letto qualche articolo qua e là, esattamente come me 🙂 ).

                Forse con regioni e frontiere chiuse sarebbe stato possibile provarci anche in alcune regioni italiane. In altre, sinceramente, ho qualche dubbio.

                Certo, i Paesi che hai citato o sono isole o confinano con la sola Corea del Nord, e immagino che questo semplifichi le cose. Anche Australia e Nuova Zelanda, per dire, che per molti versi sono Paesi più simili al nostro, mi pare che se la cavino.

                A parte questo, considera che a luglio quasi tutti si comportavano come se il virus non ci fosse più. Non pensare a me, a te o a Moi. La classe politica rispecchia il popolo.

              • Peucezio says:

                Z.,
                secondo me non c’entrano nulla i confini, altrimenti dobbiamo pensare che il problema sia dipeso da gente che clandestinamente varcava le alpi e portava il virus in Italia.
                E comunque non spiegano il sud-est asiatico: Laos 0 morti, Cambogia idem, Tailandia 60, Vietnam 35… Poi c’è la Mongolia, che confina con Cina e Russia: 0 morti anche lì.

                E non è vero che non conosciamo la situazione di Corea del Sud, ecc.: sappiamo i dati che interessano, cioè il numero di contagiati e morti e il fatto che non si sono mai fatti in questi paesi lockdown generalizzati.

                No, mi spiace per te ma non se ne esce.

              • Z. says:

                Attenzione: in Lesotho, solo 44 morti. E soprattutto in Corea del Nord, zero.

                Vuoi vedere che il vero modello da adottare non è la Corea del Sud, ma la Corea del Nord?

          • PinoMamet says:

            “No, Ezio, è una sorta di stupidaggine: infatti non esiste un Paese europeo che l’abbia imposta.”

            Questa però non è una prova che non si possa fare.

            Lo Stato del resto ci impone tante cose, senza smettere di essere una democrazia.

            E in questo periodo, sta imponendo una serie di limitazioni straordinarie, specialmente nelle zone rosse e arnacione (non uscire di casa dopo le ore…, non uscire dai confini del comune id residenza ecc.) tutte giustificate dall’emergenza.

            Perchè l’app no? mi sfugge.

            Ah, anche “allora tu pensi di essere più intelligente degli altri” non è un argomento.

            • Z. says:

              Pino,

              chiedersi perché una certa misura che sembra così banale non sia stata adottata da nessun Paese occidentale, però, mi sembra una buona domanda.

              E “sono tutti scemi” – comunque articolata e formulata – non mi sembra una buona risposta, e mi fa venire in mente il ferrarese sulla A13.

              Secondo me è soprattutto un problema materiale. “Stai ai domiciliari” è facile da implementare, ancorché probabilmente incostituzionale in Italia (almeno secondo me: oggi mi spiegherò meglio). Attivare controlli su svariati milioni di dispositivi, fornendone uno a chi ne è privo, è molto più complicato.

              Detto questo, io credo che si fosse diffusa in molti – politici inclusi – l’idea che il covid fosse morto e sepolto a giugno e che i pochi obblighi e divieti rimasti fossero inutili.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “E “sono tutti scemi” – comunque articolata e formulata – non mi sembra una buona risposta,”

                Infatti te la sei data da solo, hai fatto tutto tu.
                E probabilmente hai colto un po’ nel segno, ma di tua iniziativa, io mi sono limitato a constatare che se una cosa che risolve la si fa in un posto e non in un altro, in quell’altro, ceteris paribus, si sbaglia.

                E poi ho provato a spiegarlo con l’individualismo occidentale, l’incapacità di fare sistema.

                Ma probabilmente c’è anche dell’altro: il peso di società e sistemi politici con molta storia e quindi molta inerzia (anche loro hanno molta storia, la l’occidentalizzazione è stata una sorta di reset, che non ha annullato il retaggio culturale, ma probabilmente le strutture di governo, i modelli politici e giuridici).
                Cioè probabilmente in Occidente si è troppo schiavi di pratiche e modelli consolidati per avere la flessibilità e il pragmatismo richiesti da un’emergenza di quest’entità.
                Il che è una forma di ottusità, non nel senso che l’europeo medio o anche l’europeo medio appartenente alla classe dirigente sia più stupido del suo corrispettivo cinese, ma che è gravato da una serie di pregiudizi e riflessi consolidati che lo rendono tale nelle scelte che fa.

              • Z. says:

                Mah, io in un barista che lavora il doppio, più che una maggiore organizzazione ci vedo una propensione al sacrificio che è rara altrove.

                In questo i cinesi sono davvero unici, come commercianti.

                Se dipende o meno da convinzioni sedimentate, di natura filosofica, non so.

              • Peucezio says:

                Ma la cosa che veramente indispone è la mancanza di umiltà.

                Se io non so fare una cosa, ci possono essere mille ragioni e giustificazioni. Ma lo ammetto, mi inchino davanti a chi la sa fare e soprattutto cerco di imparare.
                Se Conte fosse una persona appena un po’ decente avrebbe
                1) chiesto scusa agli italiani, come lo ha esortato a fare Ricolfi, che non è un bieco negazionista terrapiattista no-mask, ma uno che invoca sempre misure più stringenti e grida sempre al disastro imminente (e di solito ci prende);
                2) avrebbe studiato attentamente (e pubblicamente, perché non c’è nulla di disdicevole nell’imparare da chi sa fare) il modello coreano e analoghi e avrebbe cercato con ogni mezzo di applicarlo (dico Conte ma intendo lui, Speranza, il comitato tecnico scientifico, Arcuri, i governi regionali, ecc. ecc. ecc.). Se poi gli riusciva male e il risultato non era quello sperato, amen: uno dice: ha tentato e si è comportato con dignità e scrupolo.
                Invece è un cialtrone esibizionista e incapace, con un’autostima proporzionale alla sua insipienza.

                E lo stesso, mutatis mutandis, vale per il resto dell’Occidente.

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Mah, io in un barista che lavora il doppio, più che una maggiore organizzazione ci vedo una propensione al sacrificio che è rara altrove.”

                Ti ripeto: non basta.
                L’efficienza di qualunque sistema non deriva solo dall’entità delle risorse che ci metti (in questo caso gli sforzi, le ore di lavoro, l’abnegazione), ma dalla loro allocazione intelligente, mirata.
                A me pare un principio banale.

                In Italia abbiamo una burocrazia pletorica che non può non costare grandi sforzi a chi la tiene in piedi e la fa funzionare. Peccato che in larghissima parte è più un impedimento che un aiuto, come un motore che va a marcia indietro.

                Sai che davvero, fuor di polemica, non capisco come mai hai tanta resistenza ad accettare questo semplice principio, che è di senso comune?

                Se non valesse ciò, anziché i camion e gli aeroplani, useremmo cento cavalli alla volta anziché uno.

                Invece i veri progressi umani (almeno in senso materiale; in senso culturale forse vale un po’ l’opposto) sono nati a partire proprio dall’indisponibilità di risorse troppo ampie, che ha fatto da spinta all’ottimizzazione e allo sviluppo di sistemi nuovi.

              • daouda says:

                Ennò Peucé. Conte è un uomo di Trump che cià contro tutti. Mmo Trump vince e Conte farà tutto bene, rilassati

              • Z. says:

                Però mi viene difficile pensare che siano tutti arroganti, esibizionisti e indecenti, in tutto l’Occidente.

                Può darsi che non sia così facile importare di peso il modello coreano (che entrambi peraltro conosciamo per pochi articoli letti online).

                Che vi sia stata eccessiva rilassatezza concordo, e anche sullo spottone-scuole.

              • Z. says:

                Ezio, un bar non ha una burocrazia diversa a seconda di chi lo gestisce. E così un parrucchiere. Hanno una contabilità semplificata e qualche dipendente.

                Posso capire il discorso a livello di Paesi, ma un bar è un bar…

            • PinoMamet says:

              “però, mi sembra una buona domanda.”

              sicuramente è una buona domanda.

              Non è altrettanto buona come risposta… 😉

      • Lucia says:

        Ma per chi non ha i tuoi contatti personali non potresti scrivere qui anonimizzando l’anonimizzabile?
        🙁

        Dì tipo che ti han detto di un tale che a Rovigo…

        • Lucia says:

          Era per Z. Riguardo alla storia degli americani reattivi, ma ora vedo che la risposta sta in fondo a un lunghissimo dialogo, provo a vedere se sta scritto lì

  43. Peucezio says:

    Infatti era un refuso per “Corea del Sud”.

    Non ho capito invece che fine ha fatto il mio commento sui numeri newyorkesi.

  44. Peucezio says:

    Ci dev’essere un problema tecnico: scrivo, schiaccio il pulsante e non pubblica.

  45. Peucezio says:

    Vabbè, lo sintetizzo:

    Stato di New York: popolazione sui venti milioni di abitanti, un terzo dei nostri (clima più freddo della media della Pianura Padana): in questi giorni fra i 10 e i 20 morti al giorno, mentre da noi sono nell’ordine delle centinaia.
    Nella curva americana è evidentissima la differenza fra prima e seconda ondata, nella nostra è evidente che stiamo tornando ai livelli della prima.
    Poi non so bene quale sia il concetto che ha Mauricius di “sovrapponibilità”: ognuno dà alle parole le accezioni e le sfumature che ritiene.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Se guardi, la curva è in salita. Vuoi dire che sono in ritardo rispetto a noi, così come noi siamo in ritardo rispetto alla Francia?

      https://www1.nyc.gov/site/doh/covid/covid-19-data.page

      • Peucezio says:

        È possibilissimo.
        Ma questo può significare che quando arriverà il vaccino, loro avranno fatto in tempo a evitare un secondo disastro.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Dubito che loro abbiano meriti particolari: l’efficacia delle misure di contenimento si verifica dall’abbassamento della curva, non dalla sua traslazione.

          • Peucezio says:

            Sì, questo è abbastanza vero. Vedremo.
            Sarebbe comunque da spiegare anche la traslazione, vista l’entità della prima ondata.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Perché negli USA è arrivata entrambe le volte in ritardo? E perché la volta scorsa noi siamo partiti per primi e Francia e Germania hanno seguito, mentre adesso è accaduto l’opposto? Sono tutte domande interessanti.
              Vedi che ho sprecato la vita studiando giurisprudenza? 😉

              • Peucezio says:

                Sulla prima non ti saprei dire.

                Per la seconda la risposta non è difficile: noi abbiamo attuato un lockdown più duro e soprattutto più lungo, quindi, malgrado da noi l’epidemia è scoppiata prima, il periodo di numeri bassi è durato più a lungo che nel resto d’Europa.

  46. Peucezio says:

    Allora non gli piacciono i link, non capisco perché.

  47. Peucezio says:

    Proviamo così:
    andate su http://www.worldometers.info e poi cercate l’Italia e anche, entrando nella pagina sugli Stati Uniti, quella sullo stato di New York.

    Per qualche imperscrutabile motivo non mi accetta i link diretti.

  48. Z. says:

    Ezio, ti dispiace rispondermi in privato? Ti ho fatto una domanda SERIA, a differenza delle chiacchiere che stiamo facendo qui sull’uomo bianco, rosso e blu. Grazie 😀

  49. Peucezio says:

    Comunque, ragazzi, veramente a lavare la capa all’asino si perde acqua e sapone!

    Capisco l’affezione a un modello, a una cultura, ma da qui a negare testardamente l’evidenza…

    • Moi says:

      Ezio, Ripeti con me :

      Viviamo in una Combo di Anarchia Finanziaria e Nichilismo Culturale … il Migliore degli “Occidenti”, ergo de’ Mondi Possibili !

      La Storia NON dimostra Altro !

  50. Moi says:

    Mi sa che si dovrà sacrificare anche da Santa Lucia alla Befana , onde 😉 onda su onda
    😉 evitare la Terza Ondata [sic] Covid a Gennaio del Nuovo Anno 2021 …

    https://www.today.it/attualita/nuovo-dpcm-natale.html

    Secondo me , fino a scadenza naturale del Governo (arrivandoci ! 😉 …) , ci spettano ancora almeno due anni “così”. Probabilmente, le le Elezioni 2023 dall’ Inverno saranno posticipate in Estate … con “il Virus che Morde di Meno”.

    Anzi, nel 2020 è andata relativamente bene : dal Solstizio d’ Inverno 2019 al 26 Gennaio , sono esistiti sui Media Main Stream soltanto Lucia Borgonzoni e Stefano Bonaccini !

    … Il Covid già c’era ma non lo cagava nessuno, come continuano a fare in Africa ! Solo che loro, almeno, hanno piaghe tremende tipo Dengue, Covid, Zika e Pestilenzume vario … noi, invece, già in pieno Covid abbiamo temuto unicamente (!) il FasSSsismo-Sovranismo-Populismo !

    —————————-

    Ripeto:

    per la Fine dell’ Umanità, preferivo una ben più spettacolare Invasione Aliena 😉 !

    • Moi says:

      Dengue, EBOLA , Zika e Pestilenzume vario

      E.C.

      ————

      Roberto Speranza comincia a fare effetto ! 😉

  51. Moi says:

    Stranamente, niun di voi sta cagando la Guerra in Corno d’ Africa … con relativo Tsunami Umano in arrivo a Lampedusa !

    • Z. says:

      Se è per questo a nessuno è importato granché degli attentati ISIS recenti, cui di solito conseguono sproloqui di settimane.

      Oggi la gente ha altro di cui preoccuparsi, e francamente mi pare un momento poco proficuo per attentati…

      • Moi says:

        Ma infatti ormai forse la Paura NazionalPopolare che “la Risorsa Boldriniana c’ ha il Covid e se ne sbatte il cazzo” 😉 è superiore a “La Risorsa Boldriniana vuol farsi eslpodere al Mercatino di Natale per imporci la Sharia !” … almeno in Italia, in Francia NON ci giurerei !

        • Moi says:

          I Tamarri Discotecari come “Untori” 😉 sono stati sottovalutati inizialmente… ma, seppur tardivamente, il Governo è corso ai ripari !

        • Z. says:

          Mah, che il virus lo portino gli immigrati dall’Africa è una tesi che ho sentito sostenere da qualche politico leghista soltanto: non troppi, e senza troppa convinzione.

          • PinoMamet says:

            Io ho letto settimana scorsa, sul Corriere della sera e non sul Bollettino dei Complotti, che in effetti il ceppo di virus attualmente protagonista della “seconda ondata” è stato importato dalla Spagna, quest’estate.

            Per reclami e precisazioni del fatto che chi scrive non è un virologo ecc. rivolgersi direttamente alla redazione del Corriere.

            • Mauricius Tarvisii says:

              E’ una sciocchezza, per i motivi che sono stati ripetuti per mesi e che dovrebbero essere intuibili per chiunque abbia studiato scienze alle medie (i giornalisti del Corriere non lo hanno fatto, si vede, ma non ne ho mai avuto un’alta opinione).

              Diamo per un attimo per scontato che tutti sappiano a grandi linee come avviene la replicazione virale. L’RNA di un virione, quando viene replicato, è replicato con alcuni “errori di copiatura” che si accumulano ad ogni replicazione. E’ quindi possibile rintracciare “parentele” tra i virioni esattamente come si fa in filologia.
              Il fatto che arrivi un virione spagnolo e inizi a replicarsi in Italia non vuol dire che i virioni locali spariscano nel nulla, ma semplicemente sono affiancati dal nuovo arrivato. Non siamo nemmeno in una situazione di scarsità di risorse che potrebbe portare all’estinzione dei ceppi meno virulenti: non sembra per ora esserci immunizzazione di chi si è già ammalato, quindi chi si è preso il ceppo spagnolo potrebbe dopo prendersi un ceppo italiano o finlandese.

              • PinoMamet says:

                Sarà una sciocchezza, sarà stupidità mia, ma non vedo come la tua spiegazione contraddica l’informazione del Corriere.
                Non ricordo che abbiano scritto che le varietà (imparo da te: virioni) italiane siano estinte, ma che la grossa ripresa del virus sia dovuto all’arrivo di quelle spagnole.
                Naturalmente se hai informazioni diverse, smentiscili.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Il virus in primavera non si diffondeva, scusa? Aveva bisogno del ceppo spagnolo?

              • PinoMamet says:

                Facciamo prima, Maurì.

                ricapitoliamo come l’ho capita io, poi tu mi dirai che sono un stupido, che non ho fatto Scienze alle Medie e che in ogni caso ho torto.

                1- Dunque, i virologi e gli esperti del settore, chiamali come ti pare, sono in grado di distinguere i vari “virioni”, o famiglie del virus detto alla buona, come un filologo è in grado di distinguere le varie famiglie dei manoscritti e creare uno stemma codicum.

                L’hai scritto tu, o sbaglio?

                2- a detta dei giornalisti del Corriere della sera, la maggioranza dei casi di contagio della “seconda ondata” è da ascriversi al “ceppo spagnolo” del virus.

                4-Ne deduco che dopo che il virus “italiano” è stato quasi completamente debellato dalla politica di lockdown e restrizioni varie, il contagio ha avuto una forte ripresa essendo stato reimportato dai vacanzieri in Spagna
                (dove quest’estate, ricorderai, tutti ricordavano come il virus fosse nel pieno di una sua “ondata” di contagi).

                Ho torto? Molto bene.

                Ora un paio di domande.

                A- dove sta scritto che i “virioni italiani” si siano completamente estinti?

                B-dove sta scritto che la maggioranza dei contagi attuali non possa essere “spagnola”?

                Hai dei dati diversi da quelli del Corriere? Sei tu, personalmente, in grado di distinguere i virioni, hai fatto degli esami, hai esaminato dei campioni? hai almeno un articolo che dica il contrario?

                Grazie.

              • PinoMamet says:

                Ho scritto e cancellato il num. 3.

                Fa niente, comunque sono un idiota, credo addirittura al Corriere della sera, e in ogni caso ricordiamoci che ho torto.

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                “non sembra per ora esserci immunizzazione di chi si è già ammalato, ”

                Questa poi dove l’hai letta?

              • Peucezio says:

                Pino,
                tanto con questi c’è poco da discutere: le loro opinioni sono autoevidenti e tutti gli altri non capiscono un cazzo.

              • paniscus says:

                “Mauricius,
                “non sembra per ora esserci immunizzazione di chi si è già ammalato, ”

                Questa poi dove l’hai letta?
                ———

                Non è che sia stata “letta” da qualche parte, semplicemente è un’osservazione corretta, nel senso che NON SI SA se sia una malatti che dà immunizzazione a lungo termine oppure no. Che ti piaccia o no, esistono malattie immunizzanti, ed esistono anche malattie che non lo sono, ossia che anche dopo essere guariti si possono riprendere più volte.

                Poi ci saranno anche millemila casi intermedi, di malattie con immunizzazione parziale, alre malattie con immunizzazione solo temporanea ma che per qualche mese o qualche anno funziona, e via dicendo. Ma appunto, di questa specifica malattia, ancora non si sa.

                Se tu sei tanto sicuro che sia immunizzante, dovresti essere tu a documentare la tua affermazione e a segnalare dove hai preso questi dati, e non gli altri a “dimostrare che non è vero”.

                Sia per un elementare principio epistemologico (l’onere della prova spetta a chi fa l’affermazione), sia per un altrettanto elementare principio di precauzione…

                …perché se si prende per buona la diceria che la malattia sia sicuramente immunizzante, e poi non è vero, chi ritiene di essere immune perché l’ha già presa si trova nella situazione di fare danni gravissimi a se stesso e ad altri.

              • PinoMamet says:

                “NON SI SA se sia una malatti che dà immunizzazione a lungo termine”

                Sì ma “non si sa se dà immunizzazione” è diverso da “non sembra dare immunizzazione”.

                “Se tu sei tanto sicuro che sia immunizzante”

                E dov’è che Peucezio ha scritto questo?

              • Moi says:

                … “non si sa un cazzo !” , evidentemente, pareva brutto ! 😉

              • Peucezio says:

                Lisa,
                la tua del covid che non dà immunità è un’ossessione, ne parli tutte le volte.
                Non ho capito perché ci tieni tanto a quest’idea per cui non esiste un’immunizzazione da coronavirus.

                Finora le evidenze vanno nel senso che c’è un’immunizzazione non assoluta, ma molto alta.
                Altrimenti i casi di reinfezione documentati nel mondo non si conterebbero sulle dita di una mano.
                Poi sul lungo periodo chi lo sa…

                Tra l’altro sentivo un esperto che spiegava come i coronavirus siano virus che mutano molto poco e lentamente rispetto a tanti altri.

              • paniscus says:

                “Non ho capito perché ci tieni tanto a quest’idea per cui non esiste un’immunizzazione da coronavirus.”
                ——-

                Ma secondo te io ci tengo tanto perché VOGLIO che sia così e perché la cosa mi fa piacere? Ma sei serio?

                Io non ci tengo proprio a niente, in questo contesto, non è che io abbia intenzione di “tifare” per la versione del covid che mi piace di più… dico solo che se si assume allegramente che sia immunizzante, SENZA averne le prove, e poi viene fuori che non lo è, si fanno dei danni ancora più gravi, tutto lì.

                Quindi, prima di affermare che lo sia, ci vorrebbero appunto delle prove, abbastanza robuste, che al momento non ci sono. Tanto è vero che tutti quei politici, amministratori, medici o comunicatori vari, che per mesi hanno sostenuto che si dovesse “puntare sull’immunità di gregge”, adesso non ne parlano più e se ne stanno a cuccia buoni buoni, su questo argomento.

                E tanto è vero che (come stanno ripetendo da sempre) che il test sierologico individua gli anticorpi solo se il contatto col virus è avvenuto nell’arco di poche settimane precedenti: se sei mesi fa sei stato positivo asintomatico senza saperlo, il sierologico ti dà negativo, come se non lo fossi mai stato. Quindi gli anticorpi non ci sono più, oppure ce ne sono a un livello così basso da non essere rilevabili.

                Ci sono anche diversi casi di persone che circa un anno fa (quando ancora non si sapeva niente del coronavirus) si sono ammalate di brutto di polmoniti o bronchiti anomale, che con il senno del poi avrebbero potuto essere riconosciute come tipici sintomi da covid, e che sono guarite (almeno una la conosco direttamente)…

                …e che poi, dopo due o tre mesi, quando la notizia è esplosa, hanno avuto il legittimo dubbio di aver contratto il covid senza saperlo, quando ancora non lo conosceva nessuno,

                ma non hanno avuto alcun modo di sapere a posteriori se era vero o no, perché i test a distanza di qualche mese non davano più nessuna informazione significativa.

                Se nel giro di pochi mesi gli anticorpi spariscono, perché mai si deve PRESUMERE che la malattia sia quasi sicuramente immunizzante? Solo perché è una prospettiva più bella e più incoraggiante?

                Boh, io preferisco sapere come stanno le cose davvero, piuttosto che basarmi sui sogni!

              • PinoMamet says:

                Non ho mai preteso di essere un virologo o un immunologo, ma ho dato una semplice scorsa agli articoli su internet e direi che sostanzialmente le cose stanno come sintetizzato da Moi (mi pare):

                nessuno ci capisce un cazzo 😉

                Ma la maggioranza degli articoli che ho trovato mostra studiosi che sostengono che il virus, in effetti, generi immunizzazione.
                L’idea che non possa farlo mi pare in minoranza.

              • Z. says:

                A quanto ho capito io, non è comune la reinfezione, cioè una nuova infezione che non sia una ricaduta.

                Però per infezione mi pare si intenda la malattia a pieno titolo, non il virus contratto da asintomatico.

          • PinoMamet says:

            Naturalmente non c’entra niente con il.Corno d’Africa, ma mi sono perso nei commenti e credevo stessi rispondendo a Peucezio!

            • Moi says:

              Anche qui : “non si sa un cazzo” del perché combattono … men che meno di che situazione sanitaria possano esportare, perché fuggitranno in massa, senza più i Dittatorelli SemiLaico PseudoIslamici “Nostri Amici” a far da argine : poco, ma sicuro !

  52. Moi says:

    … Si ricomincia !

    ————————–

    https://www.ilmessaggero.it/italia/coronavirus_supermercati_milano_scaffali_vuoti_risse-5071900.html

    Coronavirus, presi d’assalto i supermercati: scaffali svuotati e risse

    • Francesco says:

      da Milano visto coi miei occhi posso solo smentire: neppure le cose fuori dai supermercati per ora ho visto

      però il numero di ambulanze a sirene spiegate che sento ogni sera mentre torno a casa dal lavoro in bici fa impressione – va bene che passo vicino all’ospedale maggiore

      ciao

  53. Moi says:

    A proposito di Mobbbilità 😉 Pubblica e Privata … la Fatw’a 😉 Meloniana VS il Monopattino :

    https://www.youtube.com/watch?v=E8F6OV0uahA

  54. Le Grandi Cause Ideali del Terzo Millennio…

    Mi arriva l’invito a firmare questa petizione (su Change.org):

    Patrizia De Blanck squalificata dal GF Vip

    Patrizia De Blanck è dal momento in cui ha messo piede nella casa del grande fratello che utilizza insulti nei confronti di tutti i concorrenti della casa, insulti razziali e omofobi.

    Ricordiamo che il GF quest’anno ha squalificato una persona per una bestemmia detta senza microfono, nel cuore della notte (momento nel quale il programma è seguito da veramente pochissime persone) e non ha ancora squalificato Patrizia De Blanck che invece ogni giorno “ci regala” parole dure e pesanti; parole che, ovviamente, possono essere sentite da chiunque. Ricordiamo anche la squalifica di Fausto Leali per aver utilizzato la parola “ne*ro” e averla ribadita due volte, queste sono state le parole di Alfonso: “Al di là delle tue reali intenzioni il peso delle parole che hai pronunciato può e deve avere una sola conseguenza: sei ufficialmente squalificato dal Grande Fratello.”

    Allora ci stiamo chiedendo: quali sono le motivazioni per cui alla Contessa non è aspettata la stessa sorte di Fausto Leali nonostante sia recidiva nelle offese omofobe e razziste nei confronti dei concorrenti e non solo?

    Tra le varie offese di Patrizia De Blanck segnaliamo:

    – “Dire neri non è offensivo se dici ne*ri invece… ma sempre neri sono”

    – “Ho la voce da gay, da f***io” (04.10.20)

    – “Sembri una selvaggia del Brasile” utilizzato nei confronti di Dayane Mello (13.10.20)

    – “I gay hanno un’altra maniera di ragionare, lui non è come noi” riferendosi a Tommaso Zorzi (15.10.20)

    – “Dayane è uscita dalla giungla brasiliana, io non ci voglio avere niente a che fare” (17.10.20)

    – Lanci di bottiglie e bicchieri di vetro sia a Tommaso Zorzi durante una discussione con Elisabetta Gregoraci (23.10.20), sia a Francesco Oppini durante una cena.

    – Numerosi insulti rivolti nei confronti di Guenda Goria nel momento in cui si è schierata dalla parte di milioni di donne che si sono sentite offese per via della frase utilizzata da Mario Balotelli. (25.10.20)

    – Insulti rivolti a Tommaso Zorzi: “Sparati” “Che si spari che almeno ha finito di rompere i co*****i” “Sparati, cosa devi fare? Ti devi sparare” (27.10.20)“Quello scemo e stronzo che lamenta che gli ho risposto male? Poi si lamenta se gli fanno della Checca” (30.10.20)

    – Chiama Enock Enorg. Più chiaro di così…

    A questi link dei video con le varie offese:

    https://twitter.com/yellowxheartss/status/1321855207253385216?s=21

    https://twitter.com/xlouhug/status/1321142149992382464?s=21

    A seguito di tutto ciò richiediamo la squalifica immediata per la contessa Patrizia De Blanck.
    1.299 sostenitori

    • PinoMamet says:

      Non commenterei (rifiuto di commentare qualunque cosa che utilizzi titoli nobiliari se non per ribadire che sono stati aboliti), ma…

      qualche settimana fa, quando ci si poteva spostare, capito a casa di un’amica.

      Lei ha- fortuna sua- altri gusti, ma capitiamo sul “Grande Fratello VIP”, e visto che lei e altri amici presenti comunque adorano il trash lo vediamo per cinque minuti.

      Lo spettacolo a quanto vedo consiste in questo: ci sono cinque o sei donnone vestite come le professioniste che lavorano sulle via Emilia, diciamo dalle 21:30 della sera alle 3 del mattino. Assomigliano anche molto a queste professioniste.
      Una viene ripetutamente chiamata “Dayani”, con la i, ma ogni tanto un sottopancia ne riporta il nome come Dayane.

      Alcuni sottopancia o alcuni interventi del conduttore Signorini ricordano al pubblico i nomi dei concorrenti, che tanto per cominciare non sono affatto “VIP”, ma figli o parenti di persone famose, oppure veri e propri sconosciuti.

      Le professioniste intanto fingono di volersi un gran bene e si abbracciano. Poi una, credo Dayani con la i, viene “eliminata”, entra in una stanza da sola e le viene dato il permesso/obbligo di enunciare cattiverie sulle altre professioniste.

      Intanto nella stanza comune una vecchia orribile, con i capelli tinti di due colori diversi, dice alcune cattiverie su un personaggio, di cui tutti si premurano di far sapere che è omosessuale.

      Il “vip” presentato come “fratello di Balotelli” osserva disgustato la vecchia orribile. La vecchia orribile abbraccia il giovane omosessuale e finge di volergli molto bene. Il giovane omosessuale è visibilmente inorridito.

      Poi i concorrenti vengono radunati in semicerchio, mentre uno di loro (non ricordo chi) ha il compito di dire cattiverie su tutti gli altri.
      Cambiamo canale.

      • PinoMamet says:

        Dimenticavo: nel frattempo un concorrente si è sbagliato e ha chiamato con nome vero (un nome comunissimo, tipo Gianluca o Marcello) un concorrente che è stato presentato con un nome strano, del genere di Brian o Joshua.

    • Per Zeta

      “Armando Manocchia non era uno dei tuoi amici appassionati di fisica quantistica?”

      Sono un po’ confuso.

      Allora, il commissario di estrema sinistra di una regione che mi sembra di ricordare sarebbe di destra invita a buttare mascherine non biodegrabili nel cesso, quando qualunque idraulico ti spiega che non bisogna buttarci nemmeno i fazzoletti di carta,solo la carta igienica, pena intasamento.

      Il cessista destrosinistro manda via Whatsapp un messaggio alla Rai dove invita a guardare un articolo su Imola Oggi che invece è solo ripreso da un altro blog dove dice qualcosa di diverso da quello che dice il commissario, e ci sono invece quelli che ce l’hanno con questi qui, che fanno un drive-in di protesta (sic) perché tifano invece per Gino Strada.

      Devo dire che preferisco i ragazzi fiorentini che si sono scontrati con la polizia.

  55. Moi says:

    @ HABSBURGICUS / MIGUEL (in quanto Statunitense …)

    Lo Psicodramma della Prostituta di un “Ranch” del Nevada che si era specializzata in GFE
    (GirlFriend Experience) Service :

    https://www.rollingstone.com/culture/culture-features/sex-work-brothel-girlfriend-experience-coronavirus-covid-19-pandemic-985314/

    How a Legal Brothel Worker Is Selling the ‘Girlfriend Experience’ During COVID-19 Pandemic

    Sex sells — but for some clients, intimacy is getting them through isolation

  56. Moi says:

    Radio Maria, padre Livio insiste: “Origine Covid non casuale”

    https://it.notizie.yahoo.com/radio-maria-padre-livio-insiste-191507651.html

    Parola di uno divenuto Prete perché convinto che, da bambino, in una chiesetta di Dalmine sotto i Bombdamenti della Seconda Guerra Mondiale … una Statua della Madonna lo salvò da morte certa, chiamandolo a sé parlandogli in Bergamasco ! [ndr]

    • daouda says:

      stanno tornando i comunisti co Trump e Bolsonaro. I pentecostali fungono. C’è però da capire come sia possibile l’ortodossia in Russia e che Viganò non sia un agente.
      Ovviamente poi il partito internazionale dov’è?

  57. Moi says:

    … il Covid19 rigira il coltello nella piaga della Legge Merlin :

    https://www.fanpage.it/attualita/prostitute-in-crisi-per-il-covid-zero-tutele-vogliamo-che-il-nostro-lavoro-sia-legalizzato/

    Prostitute in crisi per il Covid: “Zero tutele, vogliamo che il nostro lavoro sia decriminalizzato”

  58. Z. says:

    A parte il virgolettato immaginario sul covid, che si può saltare a piè pari, questa riflessione è a mio avviso molto interessante.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/13/i-talk-show-ospitano-tutti-e-attaccano-chiunque-cosi-lo-spettatore-diventa-il-toro-nella-corrida/6002169/

    Sia per il discorso sul risalto che trova oggi qualsiasi idiozia strillata, sia – con specifico riferimento ai talk show – per il ruolo della pubblicità nella trasmissione, cui non avevo mai pensato.

    • Peucezio says:

      Mah, io li guardo continuamente i talk show, a volte sono sopra le righe, ma questa descrizione grottesca e un po’ di fantasia mi dà più di livore verso un mezzo in cui c’è anche il contraddittorio, cosa che i pennivendoli da giornale cartaceo non hanno.

      • Z. says:

        A me sembra che rispecchi bene molti talk show, a dire il vero. Tolto il virgolettato caricaturale, al più.

        Ce ne sono poi alcuni dove tutte le posizioni sono esagerate e grottesche: penso a quelli da metà pomeriggio, che trattano temi non politici.

        Ma in fondo, sono solo esempi più evidenti di quanto avviene anche nei talk show a sfondo politico: il “contraddittorio” è quasi sempre un contrapporsi di slogan ad uso telecamera. Non si articolano ragionamenti, si ripetono frasi fatte sull’argomento che va di moda: immigrazione, economia, fisco e oggi covid.

        • Peucezio says:

          No, beh, quelli non li guardo, mi riferisco a quelli politici serali.

          Poi, certo, si va per slogan abbastanza semplici.
          Ma dipende: una sera ho visto un dibattito sulle elezioni americane (poco prima che si svolgessero), in cui ognuno si prendeva sui cinque dieci minuti e articolava un intervento, poi il conduttore dava la parola a un altro e faceva lo stesso…

      • daouda says:

        siete ritardati. Preferite favve inculà dalle vostre scelte su internet o preferite arimané co quello che ve passa la televisione? Meglio la televisione, viva la NATO

  59. daouda says:

    Comunque Viganò pareva prareva che doveva ddi cose serie poi è r solito. Ad ogni modo da ora si può dire che ci si può infiltrare , ma quando parlavo io di sabbatiani/frankisti ero un cojone, come lo sono ancora.
    Pazienza

  60. Moi says:

    Divertente Pamphlet Epistolare di Daniele Capezzone a Conte :

    https://www.nicolaporro.it/caro-conte-la-pianti-di-fare-il-maestrino/

    Caro Conte, la pianti di fare il maestrino

    chi Le scrive (apprezzerà la maiuscola) non è il piccolo Tommaso. Dunque, non Le chiederò intercessioni per Babbo Natale o lasciapassare per la Befana, e nemmeno istruzioni per la corretta sanificazione delle slitte.

    Desidererei solo invitarLa, con il doveroso rispetto che si impone verso un capo di governo, a non impicciarsi di ciò che non può e non deve riguardarLa.

    […]

    • PinoMamet says:

      … OSDADC?
      (Occasione Strana di Accordo con Daniele Capezzone)

      Anche perché non mi ricordo tante dichiarazioni di Capezzone, non so se sia in genere d’accordo con lui o no, o se persino pensi mai agli stessi argomenti che interessano a lui.
      Cos’è, un radicale?

      Comunque qui trovo che abbia ragione.

      • Z. says:

        Premesso che Capezzone e i suoi farebbero bene a tacere, è vero che non ha tutti i torti. Certe esternazioni sarebbe il caso di evitarle.

      • Francesco says:

        sì era un radicale, poi non so dove abbia portato la sua personale bandierina per campare

        io, nel mio piccolissimo, quando ho letto i consigli spirituali di Conte per il Natale ho imprecato come un carrettiere

        • PinoMamet says:

          Come si fa a non amare Francesco?

          senza smettere di odiare Cielle, beninteso 😀

          (che poi, dopo aver conosciuto carrettate di ciellini pessimi all’università, ritrovo tanti ciellini tra i prof di religione, e sono tutti simpatici, ragionevoli e di idee aperte… mah, forse ero diverso io, chissà… o forse sono cambiati loro?)

  61. Moi says:

    … ai Trinariciuti , il Paternalismo Politico piace tantissimo !

  62. Z. says:

    Notizie dall’ospedale locale (se ho capito bene):

    – la fascia che conta più ricoveri pare sia ad oggi quella tra i 40 e i 60 anni, anche senza particolari patologie pregresse, che poi è la condizione tipica del chelebecchiano medio;
    – un grosso problema pare sia la carenza di ossigeno, anche perché il malato spesso se ne rende conto troppo tardi (dopo essersi già sforzato, insomma);
    – chi contrae il virus e resta asintomatico tende a contrarlo nuovamente più spesso di chi lo contrae con sintomi;
    – i danni a medio e lungo termine sono notevoli, e si ritiene che negli anni a venire il follow up nel settore sarà un campo che andrà sviluppandosi parecchio;
    – il motivo dell’alta letalità in Italia è tuttora ignoto; non ci sono comunque ragioni per immaginare che si tratta di un virus differente.

    • roberto says:

      Non mi far fare la parte dell’ottimista che non mi si addice, ma sugli effetti a lungo termine come si fa a saperlo prima che ci sia un congruo numero di persone che ha effetti a lungo termine?

      • Z. says:

        Immagino che non vi siano particolari segni di remissione dei sintomi a distanza di parecchi mesi. In ogni caso, lessi già da prima dell’estate che si ritiene che alcuni danni siano permanenti.

    • Peucezio says:

      Z.,
      “– chi contrae il virus e resta asintomatico tende a contrarlo nuovamente più spesso di chi lo contrae con sintomi;”

      Uhm, più che ricontratto sarà la stessa infezione che si riacutizza.
      Considera che i casi di reinfezione documentata sono tipo cinque in tutto il mondo: mica saranno stati tutti a Bologna! (anche perché uno è stato negli USA, un altro non ricordo dove…)

      • Z. says:

        Come dicevo, questo è quello che ci ho capito io…

        • Peucezio says:

          Probabilmente ti hanno detto esattamente questo.

          Ma questo mi fa temere che gli stessi medici di provincia (includendo in questa l’Italia tutta) non ci abbiano capito granché e leggano poco quello che si scrive nel mondo.
          Io nemmeno leggo l’inglese, ma quel poco che ho letto e capito di chi, anche italiano all’estero, diffonde e divulga i risultati delle ricerche per i totali profani come me, ho ricavato una percezione della situazione abbastanza diversa.

          • Z. says:

            Ma basta con sta cosa che non capisci l’inglese 🙂

            Comunque c’è un articolo rassicurante sul NYT, speriamo bene.

  63. Per Moi

    Obama politcally scorrect:

    ““I think about the classic male hero in American culture when you and I were growing up,” Obama told Jeffrey Goldberg, editor of the Atlantic. “The John Waynes, the Gary Coopers, the Jimmy Stewarts, the Clint Eastwoods, for that matter. There was a code … the code of masculinity that I grew up with that harkens back to the 30s and 40s and before that.

    “There’s a notion that a man is true to his word, that he takes responsibility, that he doesn’t complain, that he isn’t a bully – in fact, he defends the vulnerable against bullies. And so even if you are someone who is annoyed by wokeness and political correctness and wants men to be men again and is tired about everyone complaining about the patriarchy, I thought that the model wouldn’t be Richie Rich – the complaining, lying, doesn’t-take-responsibility-for-anything type of figure,” Obama added.”

  64. Peucezio says:

    Z.,
    “Però mi viene difficile pensare che siano tutti arroganti, esibizionisti e indecenti, in tutto l’Occidente.”

    Secondo me sbagli.
    Non è un caso se la Cina non ha inventato il colonialismo e ha sempre avuto un colonialismo su scala ridotta; pur essendo ancora fino a tre secoli fa più avanzata dell’Europa non ha mai sviluppato i viaggi intercontinentali.
    C’è uno spirito prometeico, individualista e aggressivo nell’uomo bianco, che ha un elemento di insofferenza all’ordine: l’europeo (con le sue derivazioni) non riesce a fare sistema oltre una certa misura.
    E da qui anche l’arroganza, l’incapacità di ammettere gli errori: se gestire un problema non è una questione pratica ma di orgoglio individuale, ciò è del tutto consequenziale.

    “Può darsi che non sia così facile importare di peso il modello coreano (che entrambi peraltro conosciamo per pochi articoli letti online).”

    Ma tu veramente pensi che ci abbiano provato o che si siano posti il problema? Secondo me non si sono nemmeno preoccupati di informarsi. C’è anche una sorta di pregiudizio razzista, non più ammesso, ma sempre operante. Noi europei dovremmo imparare dai gialli, che sono pure alti un cazzo e mezzo e che stavano nelle capanne a mangiare riso fino a… oggi??

    Secondo me tu sopravvaluti molto le qualità delle classi dirigenti.
    Sono fatte da gente che ha le stesse mediocrità, rigidità, forme di pregiudizio, limiti cognitivi e culturali della popolazione che dirigono, ma solo un titolo di studio più alto, che in teoria dovrebbe dare qualche competenza in più (ma se penso a cosa sono diventate le università europee, i metodi, il carico di studio richiesto… beh, lasciamo perdere). Ma il titolo di studio non elimina il fatto che nei posti di rilievo ci si va non tanto e non solo per intelligenza e competenza, ma per ambizione, arrivismo, spregiudicatezza, capacità di intrallazzo… In Italia più che mai, ma anche altrove.

    Tu credi veramente che un politico o un alto dirigente europeo medio sia più intelligente o più capace di te, per dire? Quelli italiani li vediamo già tutti i giorni in televisione: stendiamo un velo pietoso. Quelli stranieri forse saranno leggermente più seri, ma credi che cambi molto la sostanza?

    “Ezio, un bar non ha una burocrazia diversa a seconda di chi lo gestisce. E così un parrucchiere. Hanno una contabilità semplificata e qualche dipendente.
    Posso capire il discorso a livello di Paesi, ma un bar è un bar…”

    Ma il bar l’hai tirato fuori tu infatti.

    Io non ne vedo la pertinenza: non è la stessa cosa gestire un bar e gestire un paese: se per il primo basta raddoppiare le ore di lavoro al giorno e guadagni molto di più, per il secondo ci sono dinamiche leggermente più complesse, che non sono meramente quantitative.

    • Z. says:

      Si parlava di declino e di conquista e cose simili. Ecco, se tu lavori il doppio di me è più facile che sia tu ad allargarti a mie spese che non viceversa.

  65. Peucezio says:

    Per dire,
    in Giappone dopo un terremoto che aveva letteralmente spaccato in due una strada, l’avevano rifatta dopo un mese.
    Tu mi dirai: ma lavorano giorno e notte.
    Ma anche in Italia trovi gente disposta a lavorare giorno e notte (magari gli stessi cinesi, stipendiandoli adeguatamente).
    Ma ti rendi conto dei miliardi di complicazioni burocratiche che in Italia rendono fantascientifica una cosa del genere e fanno sì che invece ci voglia un decennio se va bene?
    E il Giappone non è una dittatura, vige lo stato di diritto e tutto il resto.

  66. Peucezio says:

    Ad ogni modo vorrei capire perché hai così tanta resistenza all’idea che società diverse, che hanno applicato lo stesso modello industriale capitalista avanzato, ma in modi molto diversi, con retaggi culturali e mentalità molto diverse, gestiscano situazioni di emergenza con livelli di efficienza diversissimi.

    Ti potrei chiedere allora perché l’America Latina, in generale, virus a parte, è da sempre così scassata. E in Africa, malgrado abbiano tante risorse naturali, si muoia ancora di fame. Certo, colpa dell’Occidente, ma allora uno si chiede perché l’Occidente ha sviluppato mezzi per sopraffare e sfruttare gli africani e l’Africa non li ha sviluppati.

    Mi pare così evidente che l’efficienza e l’organizzazione siano fattori culturalmente condizionati, davvero non vedo il problema.

    • Z. says:

      Ezio, avere idee diverse dalle tue non è necessariamente “fare resistenza” 🙂

      • Peucezio says:

        Beh, a me dà molto di impuntatura, perché cozza con una serie di evidenze.

        Non impuntatura per il gusto della contrapposizione, sia chiaro.
        Ma mi sembra frutto di una tua convinzione molto radicata e in qualche modo impermeabile ad argomenti razionali. Cioè a un pregiudizio culturale. Non offenderti, ma questa è la sensazione che mi trasmetti abbastanza nettamemte.

      • Z. says:

        Io non vedo particolari evidenze. Magari hai perfettamente ragione, solo non emerge con evidenza dai dati che leggo.

        Australia e Nuova Zelanda vengono considerati Paesi dove l’incidenza del covid è stata bassa, eppure non credo si possa considerarli Paesi estremo-orientali.

        Ti ho anche citato i 44 casi del Lesotho e i casi (zero) della Corea del Nord: per dire, a volte in molti casi ci mancano i dati. Può darsi che sia anche il caso del sud-est asiatico.

        Leggo che risultano:

        – zero morti a Martinica, che ha più o meno gli abitanti che ha Bologna;
        – sette morti alle Barbados (che ne ha un pochino di meno);
        – due morti a Curaçao (che ne ha 160.000 circa);
        – 131 decessi a Cuba, che conta circa 11 milioni di abitanti;
        – 232 decessi ad Haiti, anche qui circa 11 milioni di abitanti;
        – 855 decessi in Venezuela, circa 33 milioni di abitanti.

        Se anziché in Estremo Oriente andassimo ai Caraibi? Parlando italiano ci facciamo capire, poi tu parli un ottimo spagnolo…

        • PinoMamet says:

          Mi dicono colleghi di scuola (non so se l’ho già riportato) che un ragazzo in un tema ha indivuato la Terra Promessa degli Ebrei nella Polinesia .

          Quasi quasi…

        • roberto says:

          Le Barbados avevano pure un visto speciale per chi vuole telelavorare da lì e ci ho pensato quasi seriamente

        • Peucezio says:

          Z.,
          vabbè, è chiaro che i dati di certi paesi sono poco affidabili.

          E ammetto anche che questo possa in parte valere per il sdu-est asiatico.

          Però qua cerchiamo d’intenderci.

          In Corea del Sud, Giappone, ecc. i dati non penso siano inaffidabili, non più di quelli italiani, anzi, è più facile che facciamo pasticci noi.

          A me viene naturale pensare che dipenda dal fatto che sono popoli molto efficienti e organizzati. Così come quando penso al fatto che in Svizzera i treni arrivano in orario (non è un luogo comune: con la Svizzera ho rapporti assidui per motivi di lavoro), non penso dipenda da qualche strano fattore climatico o ambientale, ma da come sono e agiscono gli svizzeri.

          Tu invece dici che non c’entra.

          Bene, quindi qual è la spiegazione dei diversi ordini di grandezza in fatto di morti di covid?
          Che lavorano molto?
          Quindi non si ammalano?
          O fanno il doppio dei tamponi? Quindi ci bastava dar da fare un po’ di tamponi ai cinesi che stanno in Italia e avremmo avuto 40 morti di covid anziché 40.000?

          Perché comunque le ore del giorno sono 24 e qualche ora bisogna pur dormire; poi bisogna mangiare, cagare… Insomma, puoi far lavorare uno il doppio, ma non cento volte tanto. Non so se il doppio dei tamponi sarebbe bastato senza una vera strategia.

          Boh, sentiamo la tua illuminante spiegazione.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Su Svizzera e treni in orario.

            Non per fare pars destruens, ma con la rete ferroviaria svizzera è facile far arrivare i treni in orario. Metti il capostazione di Zurigo a Bologna e poi vediamo…

            • Peucezio says:

              Non l’ho capita…

              • Mauricius Tarvisii says:

                Una rete ferroviaria poco ramificata è più facile da gestire rispetto ad una rete che è fatta per connettere un paese molto più grande e, soprattutto, lungo e stretto.
                Se vedi su quali linee ferroviarie si accumulano i ritardi maggiori noti che sono quelle o molto lunghe o quelle che devono attraversare nodi molto trafficati.

          • Z. says:

            Ezio,

            — vabbè, è chiaro che i dati di certi paesi sono poco affidabili. —

            Ah, è chiaro. Adesso è chiaro. Capisco!

            — E ammetto anche che questo possa in parte valere per il sdu-est asiatico. —

            Fammi capire. Prima mi tiri fuori persino il Laos, forte dei suoi zero contagi, poi mi dici che quei dati sono inaffidabili? Sei proprio un bel tipo 🙂

            — Tu invece dici che non c’entra. —

            Io dico che non vedo evidenze. Così come dal fatto che non risultano morti a Martinica non deduco come cosa del tutto evidente che i politici europei dovrebbero studiare la filosofia organizzativa delle Antille francesi.

            Anche perché Guadalupa ha leggermente più abitanti di Bologna, e 139 morti ad oggi. Più di Martinica, che a dispetto di quanto crede Google, ne conterebbe ad oggi 37. Ma fatte le proporzioni, sono molti meno che in Svizzera (vedi oltre).

            — A me viene naturale pensare che dipenda dal fatto che sono popoli molto efficienti e organizzati. Così come quando penso al fatto che in Svizzera i treni arrivano in orario —

            … come in Italia quando c’era LVI. Eppure la Svizzera – che non dubito certo essere molto efficiente e ben organizzata – non è stata risparmiata dal Covid. L’ordine di grandezza è quello italiano, non quello estremo-orientale.

            — Bene, quindi qual è la spiegazione dei diversi ordini di grandezza in fatto di morti di covid? —

            Te l’ho detto, non ho spiegazioni evidenti. Nel dubbio, inizierei a cercarle a Martinica. Col francese me la cavo meglio che col coreano, e sai che il mio sogno è vivere ai Caraibi…

            • Peucezio says:

              Beh, una spiegazione potrebbe essere che cinesi, coreani e giapponesi, anche se fanno finta di litigare, sono in realtà alleati contro l’Occidente, hanno un rimedio segreto, che non ci svelano, in modo che le nostre economie collassino.

              Ed è possibile che questo rimedio sia stato svelato loro da dei popoli extraterrestri avanzatissimi, che magari sono gli stessi che hanno inventato il virus e lo hanno inoculato nei pipistrelli, perché il loro piano è soggiogare la razza umana, ma farla governare, per loro conto, dai gialli.

              Che magari sono un loro antico esperimento e Confucio stesso e anche Mao Tze Tung erano extraterrestri.

              Ecco, dev’essere questa la spiegazione di come mai il civilissimo e progredito Occidente non riesce a contenere i contagi!

  67. Peucezio says:

    Sia charo che io non parlo di una superiorità in senso generale delle civiltà orientali rispetto a quella europea o, tantomeno, a quella italiana (che non è riducibile a quella europea).
    Una cultura non è fatta solo di capacità organizzativa, ma di modelli di società anche in termini di piacevolezza della vita, di qualità di quest’ultima, delle forme artistiche e culturali che sa esprimere, ecc. ecc. e in questo noi non siamo stati in nulla da meno e ancora oggi penso che, malgrado tutto e non so ancora per quanto, sia comunque più desiderabile vivere in Italia che in Estremo Oriente (prescindendo da questa particolare contingenza).

    Sento però una maggiore affinità con la cultura cinese che con quella diciamo germanico-cristiana (se così vogliamo chiamarla), quella insomma che si è imposta dopo il Rinascimento soppiantando l’egemonia italiana e mediterranea, perché trovo che questa abbia una cariva aggressiva e una tendenza a destrutturare e destabilizzare il mondo e le società che le culture mediorientali non hanno: possono avere forme di violenza efferatissima, ma è sempre funzionale a un qualche tipo di ordine, mai al caos per il caos: non è mai cioè un’esplosione di violenza bruta e istintiva.
    E in questo vedo un dato antropologico profondo, che non saprei dire se abbia un’origine biologica o puramente culturale, maè molto caratterizzante e radicato.

    E devo dire che, per la mia personalissima preferenza e sensibilità, quest’istintualità brutale e animalesca ha molto di ripugnante e non ci vedo elementi di fascino o di bellezza: è una cosa troppo vicina alla natura per piacermi.
    Mentre negli asiatici vedo una maggiore distanza dalla natura, quasi rappresentassero un gradino ulteriore dell’evoluzione.
    Mie elucubrazioni ovviamente: prendetele per quello che sono.

    Direi che forse l’Italia (che fu: oggi è l’ombra e la caricatura di sé stessa) rappresenta qualcosa di molto vicino a un giusto equilibrio fra una società quasi un po’ ingessata nel suo ordine perfetto e l’istintualità bruta dei popoli germanici e anglosassoni: una sorta di vitalismo cangiante e variopinto che ha sempre una grazia e una misura.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “mai al caos per il caos: non è mai cioè un’esplosione di violenza bruta e istintiva”

      Ma nessuno fa il caos per il caos: il caos è sempre funzionale al proprio ordine. Non è che i romani intervenissero per destabilizzare le confederazioni germaniche perché gli piaceva essere circondati da uno stato di guerra permanente o che gli USA destabilizzino la c.d. mezzaluna sciita perché gli piace vedere sangue versato in M.O.: gli imperi generano caos per impedire che sorgano ordini alternativi al proprio.

      • Peucezio says:

        Non sono molto d’accordo su questo.
        Secondo me ci sono proprio degli istinti da sfogare.
        Anche coloro che dirigono gli imperi non sono macchine perfette e razionali, ma uomini, con le stesse pulsioni, istinti, frustrazioni, slanci vitali, nevrosi, paure, esitazioni o invece risolutezze, spregiudicatezze, ecc.

        Gli antichi germani che visione strategica o bisogno d’ordine avevano? Erano praticamente animali.
        Come noi, in fondo, ma con meno mediazione.

        • Per Peucezio

          “Anche coloro che dirigono gli imperi non sono macchine perfette e razionali, ma uomini, con le stesse pulsioni, istinti, frustrazioni, slanci vitali, nevrosi, paure, esitazioni o invece risolutezze, spregiudicatezze, ecc.”

          Leggendo Peter Heather, sono arrivato alla conclusione che i “Germani” somigliassero moltissimo ai narcos messicani: c’è una frontiera che attira, affascina, arricchisce – i Germani erano innamorati dell’impero romano quanto i messicani degli Stati Uniti oggi. Però per poter controllare la particolarissima ricchezza che la frontiera offre (contrabbando, fare il mercenario per i romani, rubare ai romani) devi avere caratteristiche psicologiche molto marcate.

          Devi essere disposto ad ammazzare e morire giovane, devi essere generoso con il bottino, spietato con il traditore.

          E infatti l’epica germanica rinasce nei corridos dei narcos messicani.

          Ma è fondamentale ricordare che i Germani non hanno mai pensato di “conquistare” l’impero romano, come i narcos non si sognano di “messicanizzare” gli USA.

          • Peucezio says:

            Certo, non ci hanno mai pensato.

            Ma forse gli stessi inglesi non avevano pianificato a priori di creare un impero coloniale: ci sono arrivati via via a forza di espansione marittima e commerciale.

            Ma c’è un tratto di sfida verso la natura, non per antinaturalismo, ma, all’opposto, per una forma di simbiosi con la natura, ma non basata sull’armonia, ma sulla sfida appunto, che è tipicamente germanico.
            Quest’epopea del pioniere americano (non parlo tanto di quelli che si spinsero via via a ovest, ma dei primi colonizzatori dell’est, fra cui quelle comunità che morirono e poi arrivarono altri e non li trovarono più) che deve cercare di sopravvivere e progredire nella natura vergine fino a piegarla.
            Il romano, ma anche l’agricoltore neolitico, a me non sembra avesse il gusto di questa sfida (infatti la letteratura anglosassone ce la tramanda, quella classica no; i neolitici non scrivevano e vabbè…): pianificava razionalmente una forma di trasformazione del paesaggio funzionale al suo tipo di economia e di società.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma sai che ci vedo ben poco rapporto con la natura nelle prime colonie della Costa Orientale? Anche seguendoti nel ragionamento (che mi convince poco, perché estremamente evanescente: anche l’agrimensore romano sta sfidando la natura se proprio vogliamo fraintenderlo come fraintendiamo i Padri Pellegrini) di società basate sulla dicotomia noi-altro (dove l’altro è rappresentato dalla Natura), a me pare che, al contrario, le colonie perlopiù fondate da profughi religiosi che cercavano spazio per costruire la propria società, quindi del tutto autoreferenziali (l’altro non esiste: è indietro oltre l’Atlantico).

              • per MT

                “Ma sai che ci vedo ben poco rapporto con la natura nelle prime colonie della Costa Orientale? ”

                Ciascuno di noi (a parte me, che sono perfetto e ho sempre ragione) segue delle ipotesi fondanti.

                Tutte le ipotesi hanno un qualche valore e non vanno sottovalutate, quelle di Zeta come quelle di Peucezio.

                Poi, siccome fondano delle identità, ci permettono di dire che esistiamo, le applichiamo a volte in eccesso.

                Io, che non faccio di questi errori, sono fissato con Surveyor di cui parla Linklater, quindi per me la colonizzazione americana è proprio un esempio estremo di agrimensorismo estremo.

                In fondo, George Washington, oltre a essere proprietario di schiavi, faceva anche il GEOMETRA.

              • Sempre per la serie, che io ho le mie fissazioni (ma sono giuste) proprio come tutti gli altri (ma le loro sono sbagliate).

                Tempo fa lessi un libro sull’Impero Romano scritto da un inglese di destra (nel senso anglosassone), che esaltava l’Antica Roma: un regime di imprenditori riuniti in un Senato, grandi proprietari terrieri, che commissiavano di tanto in tanto guerre per arricchirsi e ne pagavano personalmente le spese.

                E come gli angloamericani di oggi, permettevano ai conquistati di fare come volevano, però i conquistati facevano a gara per copiarli, persino nella lingua.

                E siccome i Romani erano imprenditori, ci tenevano ciascuno alla propria Libertà e Diritti. Romani come Whig come americani.

              • “Romani come Whig come americani.”

                So che Evola e qualcun altro diceva che i Romani erano molto in gamba e gli americani erano dei degenerati, ma io tutta ‘sta differenza non riesco a trovarla.

              • PinoMamet says:

                In effetti in questo sono migueliano.

                Gran parte della storia romana antica è la lotta tra il ceto dei latifondisti (il Senato) e quello dei commercianti/imprenditori (gli equites);

                le guerre erano spesso finanziate come diceva la fonte inglese di Miguel, e fatte per gli stessi scopi
                (spesso scopi del tutto personali, come la conquista della Gallia da parte di Cesare- che il Senato gli rinfacciò – o il tentativo sfortunato contro i Parti di Crasso, del quale è ancora ignoto il ruolo calcistico- per Z. lo chiede 😉 )

                ed è anche vero che i Romani non imposero mai la lingua latina o gli usi romani a nessuno, ma molti popoli sfigati li appresero autonomamente per essere più fighi e perché utili alla carriera o semplicemente perché sì, perché i Romani erano forti e quando andavano ammirati come il nostro Francesco ammira Inghilterra e USA 😉

                in effetti, tutte le civiltà e le città più antiche di Roma, o altrettanto, mica hanno adottato il latino o gli usi romani:
                ad Atene si continua a usare il greco e ad eleggere gli arconti ecc. ecc.
                (dico Atene, ma vale per tutto l’Oriente praticamente)

              • mirko says:

                “in effetti, tutte le civiltà e le città più antiche di Roma, o altrettanto, mica hanno adottato il latino o gli usi romani:”

                Con l’eccezione dell’Etruria e di parte della Magna Grecia (in quest’ultimo caso riferito alla lingua, anche se, come afferma Peucezio dovette affermarsi il bilinguismo greco-latino).

              • PinoMamet says:

                Sì, beh, per l’Etruria credo che sia stato anche un caso di (rara, ma talvolta succede) “sostituzione etnica”, ovviamente non ovunque e non completa, ma comunque…

                per buona parte della Magna Grecia credo invece che in certi casi ci fosse già un certo blinguismo (greco-osco, o greco-altro…) e forse i greci-greci-greci non erano neppure troppo amati da i popoli che vennero a trovarsi in uno stato di soggezione a loro, finché non arrivò la potenza livellatrice di Roma (ma è un’ipotesi mia, fondata su pochissimo o niente…)

                e poi Roma era semplicemente troppo vicina!

                eppure il greco ha retto tanto e a lungo, essendo lingua di prestigio e radicata.

        • Mauricius Tarvisii says:

          “Gli antichi germani che visione strategica o bisogno d’ordine avevano?”

          Gli antichi germani, infatti, non avevano un impero mondiale. Gli USA ce l’hanno, invece, e la loro vecchia ossessione per l’antica Roma non era così peregrina.
          Oggi gli USA sono stanchi di essere un impero e quindi vanno a cercare nel proprio sangue tedesco e scandinavo* la propria identità, con antichi germani, vichinghi e tutto il resto.

          * Demograficamente sono crucchi e scandinavi e questo fa sì che a destra burgundi e vichinghi piacciano naturalmente per le ragioni per cui piacciono a qualsiasi gruppetto di adolescenti neonazisti. A sinistra cercano di farseli piacere, con le puttanate sui vichinghi multietnici, le donne guerriere, la scoperta-dell’America-buona-senza-colonialismo e via dicendo.

          • Peucezio says:

            Sì, ma quello americano è un impero anomalo.

            Un impero si fa carico delle realtà governate.
            Questo l’hanno un po’ fatto per l’Europa nell’immediato dopoguerra.
            Ma da decenni gli basta controllare le rotte marittime, alcune aree strategiche e impedire che altri insidino il loro primato.
            I romani si espandevano a macchia d’olio e replicavano il loro modello virtualmente all’infinito (finché ce l’hanno fatta). Gli americani no.

            • Mauricius Tarvisii says:

              L’Impero americano è organizzatissimo: ha perfino messo su una lega di satelliti in Europa!
              Quanto alla differenza con Roma, anche Roma ad un certo punto smise di espandersi, una volta che mise al sicuro la propria area strategica (il Mediterraneo). Se in effetti in Oriente giunse ad uno stallo, in Occidente aveva davanti tribù di selvaggi che poteva schiacciare a piacimento, ma non aveva proprio senso dilapidare risorse enormi per sottomettere selvaggi: c’era già la Britannia come monito di buco nero che costa tanto e rende poco o nulla.

              • Peucezio says:

                Sull’organizzazione dell’impero americano ho dei dubbi.
                Mi sembra semmai un caso di enorme abbondanza di mezzi.

                Su Roma hai ragione: in effetti non gli interessava.
                D’altronde erano terre prive di valore, sia sul piano antropico che naturale o strategico.

              • mirko says:

                A me sarebbe piaciuto che il confine tra mondo latino e mondo germanico fosse rimasto sul Danubio.

        • PinoMamet says:

          OMDAMT

          comunque gli statunitensi sono proprio abbastanza fissati con ‘sti vichinghi, più di quanto possiamo credere.

          in Italia, chi è fissato con gli antichi Romani in fondo? quattro gatti, e forse neppure quelli.

          E a proposito di quanto dice Mauricius, un’amica, femminista e di sinistra, ha postato con grande rilievo su FB la notizia della scoperta di una donna nordica seppellita con un corredo da guerriero.
          A me non stupisce particolarmente, e neppure ne trarrei troppissime conclusioni però.
          Ma per chi vuole crederci, ecco servita la società egualitaria e femminista 😉

          • Mauricius Tarvisii says:

            Secondo me siamo arrivati al punto per cui se si imponessero le denominazioni mirkhondiane per qualche anno staremmo meglio: avremmo una bella moratoria sui vichinghi, dato che i norreni sono quelli che abitano tra le Alpi e il Vallo SS, mentre i Romani diventerebbero gli abitanti di Roma città, Grecia e Anatolia…

            • mirko says:

              I norreni riferito all’Italia settentrionale una goliardata ;), i Romei riferito alla “Grecia” e all’Anatolia preturca no.

          • PinoMamet says:

            Ci sto…
            devo procurarmi delle pellicce (ecologiche) e un elmo con le corna, come quelli che i norreni veri non hanno mai indossato 😉

            Basta andare a un raduno della Lega e credo ci sia tutto l’occorrente, e il berrettino dei nordisti americani in aggiunta!
            😉

  68. mirko says:

    Più che germanico-cristiana, germanico-protestante, visto che il Cristianesimo ha avuto tante varianti, e quelle orientali, per molti versi vicine alla Chiesa delle origini, hanno espresso società tendenti alla staticità.

  69. mirko says:

    “quella insomma che si è imposta dopo il Rinascimento soppiantando l’egemonia italiana e mediterranea”

    Il grande Theodor Mommsen, parlava di “italianizzazione” del Norico, per riferirsi alla conquista e romanizzazione della vasta area celto-illirica tra le Alpi orientali e il Danubio.
    Ancora oggi non riesco a trovare una spiegazione sul perché finì quella latinità transalpina (come pure quella illirico-pannonica tra Danubio e Adriatico).
    La Vita di San Severino, scritta dall’abate napoetano Eugippio nel VI secolo dopo Cristo, afferma che quando Odoacre abbandonò il Norico Ripense nel 488 d.C., fu seguito da una generalis populi transmigratio, che dunque avrebbe posto termine a quella latinità transalpina.
    Ma questa affermazione, pare che fosse vera solo in parte; intanto si riferiva solo agli abitanti romani del Norico Ripense, cioé la provincia norica tra le Alpi e il Danubio, ma non al Norico Mediterraneo, quello più alpino e interno (approssimativamente le attuali Stiria e Carinzia).
    Inoltre non è chiaro DOVE sarebbe emigrata la popolazione latinofona del Norico Ripense: in Italia? Nel Norico Mediterraneo, meglio protetto dai contrafforti alpini?
    Dando un’occhiata alla wikipedia in tedesco, grazie al google traduttore, alla voce sulla storia della Stiria, vi si legge che non si sa che fine vi abbia fatto la locale popolazione romana dopo il ritiro delle truppe di Odoacre.
    Poi, leggiamo che al momento dell’insediamento dei Baiuvari/Bavari nel V-VI secolo dopo Cristo, vi erano rimasti nuclei latinofoni nello stesso Norico Ripense, tra Passavia e Vienna, a Salisburgo e nell’intero attuale Tirolo, oltre all’attuale Vorarlberg (che però fu germanizzato dopo il XII secolo da genti alamanniche/sveve e non bavaresi come il resto dell’attuale Austria tedesca).
    Nuclei latinofoni, quelli dell’ormai Baviera, che pare conservassero lingua, identità e persino il proprio diritto romano separato dalla legge germanica dei nuovi padroni fino almeno al X secolo.
    Insomma, cosa può aver determinato la scomparsa della latinità tra Alpi e Danubio? Una maggior presssione germanica che qui avrebbe causato una pulizia etnica tra massacri e fughe? Epidemie che avrebbero falcidiato la popolazione romana?
    Eugippio ci dice che i Germani NON volevano la fuga dei Romani, ma sottometterli e sfruttare da padroni il loro lavoro, e che quando entrarono nei castra abbandonati si dettero con furia a distruggere e a profanare le tombe alla ricerca di supposti tesori, tanta era la rabbia che provarono di fronte alla fuga dei Romani.
    Dunque la scomparsa della latinità norica, a cui seguì la germanizzazione della sua area più occidentale e, in seguito la slavizzazione di quella orientale (nelle attuali aree ad est di Salisburgo, poi germanizzate tra XI e XIV secolo), resta un mistero.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Andiamo per fasi nel formulare ipotesi.
      Odoacre evacua il Norico e si porta dietro quantomeno tutta la classe dirigente locale, con conseguente fuga di chiunque potesse verso i territori all’interno dei territori imperiali: Odoacre era Patrizio per conto di Zenone, al tempo, quindi lui governava un pezzo di Impero.
      Poi i territori a cavallo delle Alpi Giulie restano prima nel regno di Odoacre e poi in quello di Teodorico, per cui mi risulta difficile considerarli qualcosa di diverso dall’Italia (non erano Sirmio…). Erano comunque una zona di confine, su cui obiettivamente premeva di tutto.
      Poi da quando Belisario sbarca in Sicilia è cambiato tutto: a est inizia a premere di tutto (quell’accozzaglia che chiamiamo Longobardi in primis, ma dietro di loro premevano Avari e Slavi), per cui una progressiva fuga della classe dirigente (seguita da chi poteva) verso l’Italia ce la possiamo aspettare.

      • mirko says:

        Sì, ci può stare. Ma la massa della popolazione romana? Che fine fece?
        Seguì la propria classe dirigente in fuga verso l’Italia? Oppure fu decimata dai nuovi invasori (ma allora non si spieghrebbe la rabbia germanica di fronte ai castra abbandonati nel Norico Ripense)?
        E forse possibile che le stesse ondate germaniche e poi avaro-slave si fossero comportate diversamente con le popolazioni romane. Forse ai Bavari interessava mantenere la popolazione indigena per sfruttarne i talenti, mentre altri invasori germanici come i Longobardi, e poi appresso Avari e Slavi fossero più feroci e distruttivi, magari perché desideravano la terra tutta per loro.
        Però, la cosa non mi convince molto, anche perché sarebbe stato stupido privarsi di una massa di potenziali schiavi.
        Una cosa è certa: dal VI-VII secolo dopo Cristo il paese ad est di Salisburgo divenne un paese slavo, fino alla successiva germanizzazione, avvenuta tra XI e XIV secolo, promossa dai feudatari laici ed ecclesiastici di quello che era divenuto il fianco sudorientale della Germania, con l’invio di coloni bavaresi che assorbirono la locale popolazione slava (nella Bassa Stiria e in Carniola invece, i Tedeschi riuscirono a popolare solo le città, mentre il contado rimase sloveno).

        • mirko says:

          Bassa Stiria e Carniola che costituiscono l’attuale Slovenia.
          Qui ci sono ancora oggi le città di Celje e Ptuj, che nel nome continuano quello romano di Celeia e Poetovio (Cilli e Pettau in tedesco).
          In quest’area, forse una popolazione romanizzata dovette sopravvivere abbastanza a lungo da perpetuare il proprio nome sotto le nuove popolazioni slave e germaniche.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Una volta che non c’è più la classe dirigente cessano di esistere testimonianze scritte. Immagino che molti fuggirono e molti altri furono assimilati dai nuovi conquistatori.

          • Peucezio says:

            Sì, la germanizzazione può essere benissimo dovuta al prestigio sociale dei dominatori germanici, non necessariamente a spostamenti di massa di germanofoni.

            • mirko says:

              “Sì, la germanizzazione può essere benissimo dovuta al prestigio sociale dei dominatori germanici, non necessariamente a spostamenti di massa di germanofoni.”

              Per quanto riguarda le aree divenute slave tra Salisburgo e il Danubio, la germanizzazione avvenne per la fusione dei coloni bavaresi con la locale popolazione slava.
              Ma la popolazione latina del Norico?
              Certo, privata della sua classe dirigente sarebbe stata più esposta alla germanizzazione, che poi è ciò che è avvenuto in Baviera, Tirolo e Vorarlberg, sia pure in vari secoli, ma per il paese norico ad est di Salisburgo non sappiamo praticamente nulla del destino della locale popolazione latina.
              Insomma non è chiaro se gli Slavi insediandosi nel paese abbiano fato o trovato un deserto, oppure ne abbiano assimilato gli abitanti latinofoni.
              A Celeia e a Poetovio ciò dev’essere successo, visto che il nome romano di queste due città dell’attuale Slovenia, si è preservato in forma slava e tedesca.

  70. mirko says:

    Col google traduttore è più facile avere una traduzione comprensibile dal tedesco all’italiano, che non scrivere un testo, anche piccolo in italiano e poi tradurlo in tedesco.
    Viene un papocchio, almeno nel mio caso!
    Quindi credo che, almeno per il momento, i traduttori di professione come Miguel, possano ancora dormire sonni tranquilli: google traduttore ha fatto passi da gigante, ma molto resta ancora da migliorare. 🙂

  71. mirko says:

    “Nel mio caso n on è tanto un fatto di rimpianti di quelle età (di cui ho pochissima nostalgia, nel complesso), ma il fatto che c’erano dei personaggi e un clima per molti versi più divertente di oggi, anche se più volgarotto.”

    Anch’io nel complesso, ho pochissima nostalgia di quel periodo, diciamo più gli anni ’70, quelli della prima infanzia, gli anni della vita in cui non c’è storia, come dice Marjan Satrapì all’inizio del suo Persepolis.
    Perché in quegli anni tutto mi sembrava magico, fiabesco, e mi sentivo circondato dall’amore di tante persone che ora non ci sono più.
    Sugli anni ’80, inizi ’90 invece ho un ricordo più negativo: quelli erano gli anni dell’esplosione della volgarità discotecara, del casino, della fatuità così diffusa tra i giovani del periodo.

    • Peucezio says:

      Io degli anni ’70 ho un ricordo proprio pessimo (Milano non era Bari).
      Ma l’unica cosa che davvero riscatta la mia infanzia e adolescenza (nella nostra generazione secondo me non sono momenti belli, le soddisfazioni arrivano solo da adulti) è la stessa che hai detto, tu, la presenza bella di persone che ora non ci sono più.

  72. mirko says:

    Poi certo, i politici della prima repubblica, Craxi e Andreotti, oggi appaiono dei giganti rispetto ai nani venuti dopo, tutti appiatttiti su uno squallido vassallaggio usraeliano.
    Quei politici pur restando nella NATO, avevano ottimi rapporti con l’URSS, l’Iran degli ayatollah, la Libia di Gheddafi, erano più sensibili alle sofferenze dei Palestinesi.
    Oggi invece sono tutti filoisraeliani e i Palestinesi sono semplicemente scomparsi dall’agenda politica dell’intero arco parlamentare italiano.

    • PinoMamet says:

      I palestinesi, Mi’, stanno scomparendo anche dall’agenda politica dei paesi arabi…

      Ma a non proposito, sono contento che tu sia tornato perché volevo parlare con te di un paio di articoli che ho appena letto sui Falasha o Beta Israel, come è più politicamente corretto definirli.

      Nel primo si avanza l’ipotesi che la tesi, ormai tradizionale, che li vuole come originati dai cristiani giudaizzanti sia falsa, e che alla loro origine ci fossero veramente gruppi ebraici.
      La tesi ha dei punti suggestivi, che per brevità non trascrivo, ma anche delle debolezze.
      Immagino comunque sia difficile tracciare linee nette in un paese dove tutti parlano lingue semitiche e dove la stessa famiglia reale sostiene di essere di origine ebraica, nientemeno che da Re Salomone…

      Il secondo è per me più interessante, ed è una descrizione antropologica della vita degli ebrei etiopi emigrati in Israele.
      Sostanzialmente sono divisi in tutto:
      -per origine geografica (quelli del Gondar non sopportano quelli di lingua tigrina, accusandoli di essere dei faciloni e soprattutto di essersi fatti convertire all’ebraismo rabbinico senza opporre resistenza; i tigrini vedono i “gondarini” come chiusi e permalosi)
      -per data di arrivo (quelli della prima ondata, che hanno avuto vita difficile, considerano quelli arrivati dopo come tamarri mezzi delinquenti abituati ad aver tutto facile e a pretendere aiuti dallo Stato)
      -per strato sociale (si preferisce non nominare i barya, ex-schiavi o pressoché, ufficialmente parte della comunità ma verso i quali continua una discriminazione strisciante che ha tratti razzisti: i barya sono in genere più scuri e gli altri li considerano “negri”)

      la cosa interessante per me è che, contrariamente alla vulgata (israeliana in primis), gli ebrei etiopi ricordano favorevolmente il periodo della colonizzazione italiana!
      Infatti “al tempo degli italiani” sono state fatte cessare molte discriminazioni nei loro confronti, hanno potuto avere terreni in proprietà e non solo in affitto/mezzadria, hanno potuto fare carriera militare… (gli italiani pare se ne fregassero anche di barya o non barya, a quanto ho capito).

      • Moi says:

        Falasha o Beta Israel, come è più politicamente corretto definirli.

        [cit.]

        ———————-

        https://it.wikipedia.org/wiki/Falascia

        noti anche col termine Beta Israel (ቤተ፡ እስራኤል o Bēta ‘Isrā’ēl in lingua ge’ez; ביתא ישראל in ebraico), che significa Casa (di) Israele, ed è da loro preferito vista l’accezione negativa che la parola Falasha ha assunto in amarico, e che significa “esiliato” o “straniero”.

        —————-

        Tótt i dé ai in é ónna ! 😉

        Va be’ … io sono più specializzato in Gender ! 😉

        • Moi says:

          Boh … mi fa strano : “Casa d’ Israele” , a quelle latiudini, mi sembra una provocazione ai Musulmani , notoriamente sempre pronti a Far Pagare con la Vita chiunque osi provocarli !

        • PinoMamet says:

          Mah, credo che più che altro abbiano fatto guerre contro i cristiani, nella loro storia.
          E le hanno perse.

          Non so se “casa di Israele” sia una definizione nuova (un eufemismo per non chiamarli “falasha”) o (come credo di aver letto) un’auto-designazione antica, in aperta polemica con la casa regnante etiope e il suo mito di fondazione salomonico.

          fatto sta che tradizionalmente facevano soprattutto i fabbri, e, chissà perché, in molte popolazioni della vastissima, enorme Africa, i fabbri sono mezzi emarginati, considerati impuri, estranei e maghi pericolosi.

          E forse il segreto della loro origine sta soprattutto qui…

          a loro volta, come uso, emarginavano i loro dipendenti provenienti da altre popolazioni più scure…
          (nel secondo articolo leggevo di una signora che diceva, a proposito dei barya “non sta bene discriminarli, sono persone anche loro, e poi in fondo qua in Israele considerano neri noi!”)

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Mah, credo che più che altro abbiano fatto guerre contro i cristiani, nella loro storia.”

            Le fonti etiopi imputano a loro la caduta del Regno di Axum…

  73. Moi says:

    @ HABSBURGICUS

    —————

    VICENZA

    Prostituta positiva al Covid:

    Riaprire le case chiuse, imitiamo la cattolicissima Austria

    Potrebbe interessarti: https://www.vicenzatoday.it/attualita/prostituta-positiva-covid-sesso-pagamento-case-chiuse.html

    in Austria queste cose non succedono perchè le prostitute sono controllatissime e se succede qualcosa chiudono la casa di tolleranza e tutelano tutti

    [cit.]

  74. Un articolo molto interessante, che vi metto in traduzione Google….

    https://www.spiked-online.com/2020/11/17/the-new-few/

    I nuovi pochi

    La vittoria di Joe Biden consentirà alla nuova classe di oligarchi tecnologici di consolidare il proprio potere.
    Fraser Myers

    17 novembre 2020

    Non c’erano dubbi su quale candidato la Silicon Valley stesse sostenendo per vincere le elezioni presidenziali .

    Solo il mese scorso, Facebook e Twitter hanno compiuto il passo senza precedenti di censurare una notizia , nel bel mezzo delle elezioni, che avrebbe potuto giovare a Donald Trump e danneggiare Joe Biden. Dico “potrebbe” perché era improbabile che la storia stessa facesse cambiare idea a molti in un’elezione con così tanto in gioco e così pochi elettori indecisi. Ma la soppressione della storia contava enormemente. Ha dimostrato che le piattaforme tecnologiche erano disposte a intervenire nel processo democratico ed erano felici di sapere da che parte stavano.

    Il fine settimana prima delle elezioni – dopo che 90 milioni di persone avevano già espresso i loro voti – la campagna di Biden ha rivelato i donatori che avevano dato oltre $ 100.000 ciascuno per finanziare il tratto finale della campagna. Non sorprende che c’erano molti nomi dal mondo di Big Tech. Questi includevano il miliardario fondatore di LinkedIn Reid Hoffman e il venture capitalist della Silicon Valley Ron Conway. L’ex CEO di Google Eric Schmidt aveva anche agito come una delle principali raccolte di fondi per i Democratici e ha lavorato dietro le quinte per migliorare gli sforzi di campagna digitale del partito.

    Ora che le elezioni sono finite, Schmidt di Google è stato incaricato di guidare una task force del settore tecnologico alla Casa Bianca. Altri pezzi grossi della tecnologia sono molto presenti nel team di transizione di Biden. A Jessica Hertz, ex consigliere generale associato di Facebook, e Cynthia Hogan, ex vicepresidente di Apple per gli affari governativi, sono stati assegnati ruoli di prugna. Il team di transizione include anche dirigenti di Airbnb, Amazon, Lyft e Uber.

    Biden ha cercato di presentare la sua campagna elettorale come una lotta tra “Scranton” (la sua città natale in Pennsylvania) e “Park Avenue”. Ma questo trascura il modo in cui il Partito Democratico è arrivato a rappresentare i pochi nuovi.
    ‘L’isteria è contagiosa’
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    ‘L’isteria è contagiosa’
    spillo

    A livello di élite, il divario tra i partiti può essere grosso modo visto come una lotta tra gli interessi dell’economia della conoscenza e gli interessi dell’economia industriale. Certamente, l’amministrazione Trump ha arricchito molti degli americani più ricchi attraverso tagli alle tasse e un enorme pacchetto di stimoli pandemici. E il mondo del petrolio e del gas, dell’agricoltura, dell’industria automobilistica e dell’edilizia è ancora repubblicano .

    Ma questi sono gli uomini di ieri. I Democratici, d’altra parte, sono allineati agli interessi di quella che ora è l’ala dominante della classe capitalista. Come Joel Kotkin, autore di The Coming neo-feudalesimo , sottolinea : ‘I giganti tecnologici rappresentano ormai quasi il 40 per cento del valore dell’indice Standard and Poor, un livello di concentrazione senza precedenti nella storia moderna.’ Le cinque grandi aziende tecnologiche “FAANG” (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) rappresentano il 15% del mercato. Apple da sola conta per il sette per cento dell’S & P: la sua capitalizzazione di mercato vale più del PIL annuale della maggior parte dei paesi.

    La Silicon Valley era repubblicana . Ad esempio, David Packard, co-fondatore di Hewlett-Packard, era il segretario alla difesa di Richard Nixon. Margaret O’Mara , storica della Silicon Valley, afferma che le alleanze al partito hanno iniziato a cambiare negli anni ’90 quando i Democratici corteggiavano le aziende tecnologiche. Al giorno d’oggi la maggior parte dei capi tecnologici e dei loro dipendenti sono liberali. In effetti, molti nella Silicon Valley si sono svegliati fanaticamente.

    La politica risvegliata ha il vantaggio di sembrare progressista, inclusiva ed egualitaria mentre oscura gli interessi di classe di coloro che la spingono. Molti nel set di San Francisco sosterranno Black Lives Matter e dichiareranno i loro pronomi mentre versano denaro in campagne per privare i gig worker dei diritti dei lavoratori. I giganti della tecnologia perseguono i loro interessi con la stessa spietatezza di tutti gli altri capitalisti, ma la politica sveglia permette loro di presentarsi come capitalisti gentili, capitalisti premurosi, capitalisti morali.

    Molti Democratici di sinistra, in particolare House Democratici, sono giustamente critici nei confronti del potere monopolistico emergente delle società tecnologiche. Vogliono che le grandi aziende vengano smantellate e regolamentate in modo più pesante. Ma è probabile che la loro principale opposizione venga dalla loro parte del corridoio.

    Non è solo la Silicon Valley che si è rivolta ai Democratici. Anche Wall Street ha sostenuto Biden. Gli americani più ricchi in generale stanno diventando più democratici. Come ha sottolineato il giornalista Michael Tracey , dal 2016 c’è stata un’oscillazione tra gli otto ei nove punti percentuali verso Biden nelle 10 contee più ricche degli Stati Uniti. Chiaramente, un numero crescente tra le élite crede che i loro interessi saranno meglio serviti dai Democratici.

    Incontra il nuovo capo, come il vecchio capo.

    Fraser Myers è uno scrittore di personale a spillo e di accoglienza del del podcast di spillo . Seguitelo su Twitter: @FraserMyers .

    • PinoMamet says:

      Lo trovo interessante.

      “La politica risvegliata ( woke ) ha il vantaggio di sembrare progressista, inclusiva ed egualitaria mentre oscura gli interessi di classe di coloro che la spingono. Molti nel set di San Francisco sosterranno Black Lives Matter e dichiareranno i loro pronomi ( cioè, se vogliono essere chiamati he, she, it, they, vattelapesca… )mentre versano denaro in campagne per privare i gig worker dei diritti dei lavoratori.”

      • Moi says:

        Be’… ciò poteva essere sorprendente fino al 1990, ma siamo nel 2020 ! 😉

        …I tempi di Mark Ashton (1960 _ 1987) sono lontanissimi, nevvero Habs & Miguel (in quanto Anglofono Native Speaker) ?

        • Moi says:

          scrittore di personale a spillo e di accoglienza del del podcast di spillo

          [cit.]

          … spillo ?! …WTF ?!

  75. mirko says:

    “Nel primo si avanza l’ipotesi che la tesi, ormai tradizionale, che li vuole come originati dai cristiani giudaizzanti sia falsa, e che alla loro origine ci fossero veramente gruppi ebraici.”

    C’è uno scrittore inglese, Graham Hancock, il quale sostiene la tesi che all’origine degli Ebrei abissini, vi fossero gruppi giudaici stabilitisi nell’isola egiziana di Elefantina.
    Quando la colonia giudaica, composta da mercenari al servizio degli Achemenidi, fu distrutta da una rivolta, intorno al 410 a.C., dei suoi abitanti non se ne sente più parlare.
    Hancock sostiene che avrebbero disceso il corso del Nilo nella Nubia e da lì sarebber penetrati nell’Altopiano abissino, dando origine ai Falascià.
    Non sono in grado di stabilire se questa tesi abbia un fondo di verità. Sta di fatto però che i Giudei di Elefantina erano….politeisti, cioé adoravano anche altri dei oltre Jahweh che era il Dio principale.
    In Abissinia vi è una popolazione i Quemant, che hanno una religione sincretistica in cui coesisono elementi pagani e giudaici, tipo il culto degli alberi sacri che rassomigliano a quelli di cui si parla nella Bibbia, in relazione ai culti pagani praticati dagli Ebrei quando erano ancora politeisti.
    Questi Quemant potrebbero essere in parte discendenti dai Giudei di Elefantina?
    Quanto alla tesi che vorrebbe i Falascià discendenti da cristiani rinnegati e passati al Giudaismo, da un lato c’è la loro letteratura religiosa che deriva paro paro da quella degli apocrifi cristiani, ma dall’altro la stessa Chiesa Copta abissina presenta elementi giudaici come la circoncisione, la festa del Sabato e la festa dell’Arca dell’Alleanza, che, secondo le tradizioni locali sarebbe nascosta proprio in Abissinia, portatavi da Menelik, leggendario figlio di Salomone e della Regina di Saba.
    E la stessa dinastia imperiale, i Salomonidi appunto (documentata però solo a partire dal 1270 circa) se ne ritiene diretta discendente.
    Lo stesso Toynbee, riteneva che la presenza giudaica in Abissinia fosse antecedente alla conversione di queste terre al Cristianesimo (intorno al 325- 330 d.C., ad opera di San Frumenzio).

    • daouda says:

      la circoncisione non fa problema…ANZI…come anche il sabato non fa problema ( ad ogni modo NON è una festa ma è un giorno )

    • PinoMamet says:

      Sì, in effetti credo che in realtà la storia della presenza ebraica sia inscindibile da quella della cristianizzazione dell’Etiopia.

      Di sicuro storie sulla presenza ebraica in Etiopia (attribuita alla perduta trivù di Dan) ci sono nella letteratura ebraica già nel Medioevo; poi nel XV secolo Elia da Ferrara incontra a Gerusalemme (!) un ebreo etiope che gli conferma di ritenersi discendente di quella tribù…

      d’altro canto, la Torah degli ebrei etiopi (che si chiama Orit, con un termine attestato in aramaico) comprende oltre al Pentateuco anche il libro di Giosuè, Giudici e Ruth, ma tutti in traduzione ge’ez e sostanzialmente identici a quelli cristiani (derivata dalla traduzione dei Settanta);
      gli ebrei etiopi lo giustificano dicendo di aver perduto le scritture originali nel corso delle guerre e migrazioni in territori inospitali, e forse potrebbe esserci del vero.
      Non sembrano conoscere (prima dell’ “evangelizzazione” da parte di gruppi ebraici rabbinici) le feste e gli usi post-biblici, che può essere sia un segnale della loro antichità (la presenza della colonia di Elefantina che citi anche tu) sia al contrario un segno della loro derivazione dai cristiani…

      la mia idea personale, è che l’Etiopia (ed Eritrea) semitiche sono sempre state in contatto con il mondo semitico della penisola arabica, e probabilmente alcuni di questi gruppi hanno sviluppato un mito riguardante la propra origine ebraica in epoca molto antica.
      Naturalmente ci sarà stato anche qualche scambio di popolazione (basta vedere gli yemeniti…) e, perché no?, qualche insediamento ebraico in Etiopia.

      Poi il mito è stato portato avanti in maniera indipendente sia dagli etiopi cristianizzati che da quelli giudaizzati o semi-giudaizzati.

      Un po’ come il mito della fondazione orientale di tante città etrusche, che a Roma si trasforma in un coacervo di storie incoerenti con eroi troiani, re etruschi, pastori latini, donne troiane di nome Roma….

  76. Moi says:

    Testo Non C’è N’è

    Pronto Angela
    pronto Noseal,ma dove siete?
    eh guarda sveglio i ragazzi e arriviamo
    andiamo

    Questo è il mio momento
    questa è la mia storia
    ti farò vedere un po’ come si vola
    tre metri sopra il cielo
    come Scamarcio
    vieni con me in questo magico viaggio
    alza alza quel volume
    siamo leggeri come le piume
    alza alza tutto è più bello
    forza ragazzi buongiorno da Mondello

    Il ritmo sale la vibrazione (non c’è n’è, non c’è n’è)
    ti entra dento arriva al cuore (non c’è n’è, non c’è n’è)
    senti sto pezzo (non c’è n’è, non c’è n’è)
    spacchiamo tutti (non c’è n’è, non c’è n’è)
    la folla balla (non c’è n’è, non c’è n’è)
    è un’onda d’urto

    Non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente

    Tira su le mani se hai voglia di ballare
    tira su le mani se hai voglia di cantare
    tira su le mani se hai voglia di volare
    (non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente)

    Tira su le mani se hai voglia di ballare
    tira su le mani se hai voglia di cantare
    tira su le mani se hai voglia di volare
    (non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente)

    Gioca con me i’m the king
    sono il tuo re you are my queen
    gioca con me prendi quel jeans
    sono il tuo re fuck the routine
    gioca con me i’m the king
    sono il tuo re you are my queen
    gioca con me prendi quel jeans
    sono il tuo re fuck the routine

    Baila non fare aprire una faida
    nel mio corazon che sbraita
    [?]
    c’è tanto fumo sembra di essere in Jamaica
    tre metri sopra il cielo sì ma in un baita
    con esta chica loca rum e coca
    cose da fare tante e voglia poca
    togli quella maschera carioca
    solo io e i tuoi vizi adesso gioca

    Il ritmo sale la vibrazione (non c’è n’è, non c’è n’è)
    ti entra dento arriva al cuore (non c’è n’è, non c’è n’è)
    senti sto pezzo (non c’è n’è, non c’è n’è)
    spacchiamo tutti (non c’è n’è, non c’è n’è)
    la folla balla (non c’è n’è, non c’è n’è)
    è un’onda d’urto

    Non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente

    Tira su le mani se hai voglia di ballare
    tira su le mani se hai voglia di cantare
    tira su le mani se hai voglia di volare
    (non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente)

    Tira su le mani se hai voglia di ballare
    tira su le mani se hai voglia di cantare
    tira su le mani se hai voglia di volare
    (non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente)

    Quando conta Conte qua nessuno conta
    in questa Italia senza un’impronta
    tutti rinchiusi come in galera
    solo caos solo bufera
    tutto questo non ha un senso
    chi governa non ha un consenso
    chi ci rappresenta si rappresenta
    non guarda noi coscienza spenta

    Non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente

    Tira su le mani se hai voglia di ballare
    tira su le mani se hai voglia di cantare
    tira su le mani se hai voglia di volare
    (non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente)

    Non c’è n’è non c’è n’è non c’è n’è
    non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente

    Tira su le mani se hai voglia di ballare
    tira su le mani se hai voglia di cantare
    tira su le mani se hai voglia di volare
    (non c’è n’è non c’è n’è non c’è niente)

    Non c’è niente!

    • Moi says:

      Ah … il Voto di Costei, dei DJ/Rappers/Trappers (o quel cazzo che sono) e di tutto il resto di Subumani in video … conta quanto il Vostro !

      … Si chiama Suffragio Universale : ipocrita lamentarsene atteggiandosi a Soloni, se poi non si fa nulla per abolirlo !

      • PinoMamet says:

        Io non me ne lamento. Trovo giusto che votino i trappers (che nel mio immaginario sono dei tizi barbuti vestiti di camice di cuoio con le frange e il cappello delle Giovani Marmotte) come i professori universitari e i Soloni, e non sono sicuro che le idee migliori vengano sempre da questi ultimi…

      • roberto says:

        non ho nessuna intenzione di abolire il suffragio universale

        Cioè se si facesse una robertocrazia ok, ma robertocrazia a parte una democrazia parlamentare a suffragio universale mi sembra il second best

  77. mirko says:

    errata corrige: coesistono

  78. Z. says:

    Forse tra le colpe di Casalino non rientrano le letterine di Tommaso Z. (che non è mio parente).

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/17/minacce-di-morte-a-casalino-il-portavoce-del-premier-conte-presenta-denuncia-alla-polizia/6006757/

    Oppure… oppure era lui che scriveva al Presidente del Consiglio dall’isolamento-covid, sotto falso nome!

  79. Peucezio says:

    Z.,
    “Comunque c’è un articolo rassicurante sul NYT, speriamo bene.”

    Link?

    • Z. says:

      https://www.nytimes.com/2020/11/17/health/coronavirus-immunity.html

      È ancora in attesa di verifica, ma se confermato sarebbe cosa buona.

      • Peucezio says:

        Interessante.
        Ho dato solo una veloce scrosa alla traduzione di Google.

        Ma non facciamolo vedere a Lisa, se no ci resta male…

        In effetti mi aveva insospettivo anche il fatto che in questa seconda ondata, nella bergamasca i numeri sono molto più bassi, quasi si ammalassero solo quelli non contagiatisi nella prima (forse meno di metà della popolazione, almeno in certi comuni).

        È possibile sia un dato tendenziale, non assoluto (d’altronde le reinfezioni, rarissimissime, però ci sono state).

        Mi chiedo però i tuoi amici medici che parlano di gente riammalata… boh. Lo stesso medico è riuscito a vedere vari pazienti ricoverati per covid più di una volta a distanza di mesi? E non uno o due, ma abbastanza per fare una casistica, sia pure empirica, a spanne?

  80. Peucezio says:

    Z.,
    Ecco trovata la chiave di tutto!

    https://palermo.repubblica.it/cronaca/2020/11/17/news/ingroia_la_ndrangheta_forse_ha_avuto_un_ruolo_nella_creazione_del_coronavirus_-274674469/

    Hanno interesse che in Occidente giri il virus perché così le aziende vanno in difficoltà e chiedono prestiti alla ‘ndrangheta.
    E quindi si sono messi d’accordo coi cinesi, per non rivelare il rimedio segreto fuori dall’Estremo Oriente.
    In un incontro segreto in cui c’erano anche due membri della delegazione extraterrestre.

    • Z. says:

      Questo spiegherebbe l’andamento in Estremo Oriente. Ora però dobbiamo scoprire il ruolo dell’Oceania e delle nazioni caraibiche.

    • Moi says:

      … SE lo scrive Repubblica è vero di sicuro !

      … E temo che abbia ragione Ezio ! … Vedrai che,oltre al Covid 19, anche il Vaccino è stato prodotto su Nibiru , MA il Professor Enki e la Professoressa Inanna ce lo darànno solo se il PD vincerà nel 2023 !

      • Moi says:

        … chissà se la Zampa è Umana sul serio (… dopo quel tweet il dubbio è legittimo,no ?) o s’è un’ ibrida interspecie interplanetaria !

    • roberto says:

      Io ogni volta che ho l’impressione di essere intelligente mi ricordo che ho votato per ingroia e tutto ritorna normale

      • Moi says:

        Ingroia : Laureato in Giurisprudenza con 110 e Lode

        • roberto says:

          bravo

          infatti io ho preso 108 e sono talmente scemo che l’ho votato….avessi preso 110 e lode mi ero già fatto il mio partito e a quest’ora stavo a sparar cazzate in TV invece che qui, destino cinico e baro

  81. Moi says:

    Il Vaccinoè statotaciuto apposta è far vincere Biden … lo ha detto e scritto , compiaciuta, quella mentecatta di Sandra Zampa !

      • roberto says:

        Si me lo ricordo

        Nello statuto del mio partito (si chiama “viva roberto”) c’è una commissione che segue i social dei membri del partito e che ha il potere di sanzionare l’uso improprio vietando l’uso dei social. Una sanzione grave, praticamente una condanna all’oblio

        Ebbene, sei mesi senza social per Zampa!

        • Per roberto

          “Nello statuto del mio partito (si chiama “viva roberto”) c’è una commissione che segue i social dei membri del partito e che ha il potere di sanzionare l’uso improprio vietando l’uso dei social. Una sanzione grave, praticamente una condanna all’oblio”

          Nel mio governo (non mi limito a un partito!) è vietato a chi fa politica istituzionale a qualunque livello (da consigliere di quartiere a presidente del Consiglio) avere condanne penali definitive, accettare regalie o accedere in qualunque maniera ai social.

          A pubblicare le loro comunicazioni, ci pensano appositi siti istituzionali, rigorosamente senza immagini.