La rivolta degli Inessenziali

Protesta dei ristoratori stamattina in Piazza Duomo (con selfie ribelle in primo piano)

Il 4 novembre, il gruppo Ristoratori Toscana partirà con un corteo a piedi per Roma, sotto il significativo titolo di Cammino degli Inessenziali.

Nel 1811, gli artigiani tessili inglesi intuirono che tutta la loro arte, imparata a dura fatica, stava per diventare inessenziale, di fronte al nuovo sistema tecnologico che produceva oggetti brutti ma economici.

Ne nacque la gloriosa ma vana sommossa dei seguaci di “King Ludd“.

Questa storia si è ripetuta innumerevoli volte negli ultimi decenni: sono diventati inessenziali i contadini, i soldati, gli artigiani, gli operai, lasciando soltanto i poliziotti, i rider o i raccoglitori di pomodori o le signore che ti chiamano per spacciarti un contratto della Tim, nonché le per ora insostituibili arti corporali di badante, lavascala, prostituta e utero in affitto.

Ma fino a qualche anno fa, la quantità di energia fossile in circolazione sembrava aumentare senza fine, e permettere qualunque cosa.

Per cui, invece di lamentarsi, gli inessenziali dicevano, se si allaga la cantina, saliamo di un piano.

Meglio andare in fabbrica che dividere il raccolto col padrone, meglio fare un Erasmus che andare in fabbrica, meglio fare la wedding planner che la ricercatrice precaria.

Pochi mesi prima che colpisse il Covid, leggiamo:

“L’Ambasciata d’Italia in Buenos Aires celebra in Argentina il Genio e l’Ingegno italiano che continua ad ispirare il mondo nel progresso dell’arte e dell’impresa, della tecnologia e della letteratura, della musica e dell’innovazione, dell’architettura e della scienza.

A 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, artista e scienziato, icona dell’umanesimo, uomo del futuro, l’Italia presenta in Argentina un programma di mostre, conferenze, seminari e spettacoli per illustrare il genio e la capacità creativa italiana, interpretati da artisti, imprenditori e protagonisti del “essere, pensare e vivere all’italiana”.

Ma questi geni che coniugano tradizione e innovazione e si credono Leonardo, sono una ciliegina che sta su solo finché sotto c’è una grossa torta.

Piccolo crimine di Assolombarda

Quando il governo italiano ha dovuto chiudere qualcosa, per prevenire la diffusione del Covid, è stato costretto a colpire le attività inessenziali. E si scopre che sono tante.

Chi avrà diritto a un indennizzo per il nuovo lockdown?

“bar e ristoranti… palestre, piscine, cinema…. discoteche… alberghi, le fiere, il comparto degli eventi, le biglietterie per gli spettacoli, gli attrezzisti e addetti alle luci, il settore della recitazione, lotterie scommesse…. taxi e Ncc….”

Queste sono solo quelle attività inessenziali che richiedono un contatto con un grande pubblico, a differenza ad esempio degli Inculator (seguire link per la definizione).

Non chiude per ora la startup Hoopygang, con sede dietro casa mia:

“Vai oltre la REACH: Traccia in diretta i dati di performance dei tuoi programmi influencer grazie ai tool di analisi in tempo reale di Hoopygang.”

E’ che da noi si è costruito un intero sistema attorno all’idea, gli arabi hanno il petrolio, i cinesi hanno le fabbriche, gli africani hanno le braccia e noi abbiamo il Genio Italico, che dobbiamo inserire nella Catena di Valore Internazionale.

Ora, molti di questi geni fanno antipatia: il gruppo dei Ristoratori Toscana sostiene di rappresentare “9.000 imprenditori con 13.000 ristoranti“, una proporzione che ci ricorda che ci sono tanti che gestiscono quattro, cinque, dieci ristoranti diversi con flussi di cassa milionari, e non sempre di provenienza pulita, e molti di loro hanno scaricato per anni le esternalità sulla comunità.

Ma a patire oggi non sono solo i fuffaroli, i più abili dei quali comunque sapranno organizzare bancarotte fraudolente o scapperanno ai Caraibi, visto che sono intelligenti quanto Leonardo.

Non è colpa dei singoli. Gli artigiani tessili inglesi del 1811 che si raccolsero sotto la bandiera di Re Ludd facevano un lavoro di grandissimo valore, semplicemente erano davvero diventati inessenziali.

Qui da noi…

C’è la food school che ospitava piccoli gruppi di stranieri innamorati della cucina italiana, e su cui si poteva sempre contare quando c’era da fare la pizza per i bambini del rione, e che adesso ha chiuso.

Ieri incontro la signora albanese che fino a marzo, teneva aperto un bancone in centro dove vendeva roba tipo la maglietta del David ai turisti.

Cerca di abbracciarmi, tira fuori lo smartphone e mi fa ascoltare un certo Alfred Cako che alla televisione albanese dichiara che Trump ha fatto bene a togliersi la maschera.

“Lui è scienziato, sa tante cose che tu e io non sappiamo, e dice che non bisogna portare la maschera e che bisogna mangiare cibi basici e non acidi, e ci vuole tanta vitamina D.”

Poi c’è il babbo marocchino che dopo quindici anni di lavoro in un ristorante, ha portato la famiglia in Italia e ha tre figli, di cui uno di otto anni che non parla nessuna lingua, urla soltanto, ma non si sa se c’è la scuola o no. E adesso il ristorante ha chiuso, e la Vale ha contattato le scuole, mosso gli assistenti, fatto una colletta… ma è sempre inessenziale, lui e tutta la famiglia.

Oppure la pasticciera che si lamenta di essere talmente brava che gli uomini pensano solo alle sue torte e non se ne innamorano mai, ma la pasticceria che la faceva lavorare nel laboratorio adesso rischia di chiudere e lei non sa come pagare l’affitto di casa.

Questa primavera sembrava che fosse caduto un meteorite, una di quelle cose che ti spaventano, ma non ti fanno arrabbiare.

Adesso, lentamente, tanti cominciano a sentire che nulla sarà come prima, solo che viviamo in un sistema che non ha la retromarcia: non può rendere di nuovo essenziale chi non lo è.

E ormai quasi nessuno lo è.

Ce n’è di materiale incendiario, ed è facile deridere i negazionisti e dire con supponenza, “ascoltate la Voce della Scienza“.

O attribuire poteri magici di condizionamento e “infiltrazione” ai piccoli gruppetti di estrema sinistra o destra che si eccitano fantasticando che sia arrivata la rivoluzione.

Ma le rivolte degli schiavi potevano portare alla rovina dei padroni, perché gli schiavi erano essenziali quanto le macchine oggi: immaginatevi il panico se si ribellassero i droni.

Un inessenziale, mille, milioni di inessenziali, però cosa possono fare?

Se va bene, gli si dà un po’ di soldi, che non rendono essenziale nessuno (persino io, che non ho avuto un calo di lavoro, mi sono trovato sul conto i 600 euro regalatimi da Babbo Natale solo perché ho la Partita IVA).

E se va male, l’inessenziale che spacca una vetrina può dare lavoro vero ai pochi essenziali rimasti: giudici, poliziotti e gaudenti guardie carcerarie.

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262 Responses to La rivolta degli Inessenziali

  1. Mauricius Tarvisii says:

    Mettiamola così, in maniera brutalissima, ma – spero – efficace.
    Esistono attività economiche che non possiamo permetterci di perdere per motivi strategici (ecco perché l’aerospaziale era escluso dal vecchio lockdown). Altre che ci servono per la mera sopravvivenza (industria alimentare, supermercati, farmacie, ecc.). Altre che abbiamo tutto l’interesse a far sopravvivere, perché se chiudono non riaprono più (tutto il manifatturiero).
    Poi ci sono attività economiche che interessano solo a chi di esse sopravvive. E, cinicamente parlando, possono anche sparire tutte, perché il danno sistemico sarebbe limitato. Anzi, visto che qui piace spesso parlare di sistemi, sacrificarle può essere visto come amputare un arto per salvare il resto del corpo, con tutto il più assoluto disinteresse per il destino dei milioni di cellule che lo compongono. Chi sta al di qua del laccio emostatico non può che essere felice del male che capita a chi sta al di là.
    Ma, siccome viviamo in un ordinamento solidale, saranno distribuiti sussidi a pioggia ai sacrificati. Chiaramente sussidi che comporteranno una drastica riduzione del tenore di vita dei recipienti, ma se la scelta è tra decine di migliaia di morti e la garanzia di un buon tenore di vita dei sussidiati, a mio avviso non c’è scelta proprio perché viviamo nell’ordinamento solidale che garantisce i sussidi.

    • Peucezio says:

      Mah, non sono un economista, ma qualcosa non mi convince in questo schema apparentemente impeccabile.

      E cioè il fatto che il nostro non è un sistema economico di tipo pianificato. Per cui un anello può rompere tutta la catena: se una parte della società smette di guadagnare, chiude e non paga più tasse, questo innesca un circolo vizioso che pure non sarebbe giustificato da ragioni strutturali in sé. In fondo l’economia capitalista avanzata, cioè finanziarizzata, è virtuale, non è reale: le crisi mica avvengono perché vengono a mancare risorse materali: che risorsa è mancata nel ’29? E nel 2007?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Nel 2008 c’è stata una crisi di domanda nell’industria che ha fatto esplodere i settori già moribondi del tessuto industriale (penso al tessile), mentre settori con possibilità di espansione (penso alla meccanica) ne sono usciti con numeri migliori di quelli di prima. Ciò non toglie che le industrie tessili non hanno riaperto i battenti, a crisi passata, mentre bar e ristoranti sono riaperti come funghi dopo la crisi del terziario (2010-2011) per la semplice ragione che io non prenoto un tavolo in Cina per il sabato sera.

        • Peucezio says:

          Sì, ma nel complesso la società italiana si è impoverita.
          Eppure non è che sono diminuite delle risorse materiali, chessò, non è che si producono meno arance o meno acciaio (o, se si fa, non è a causa di difficoltà materiali di produzione dovute all’esaurimento di una risorsa di qualsiasi tipo, ma di scelte economiche e commerciali).

          Queste dinamiche non le capirò mai.

        • Correzione: quanto resta del tessile, almeno nella operosa città di Prào, non solo è sopravvissuto, ma lo ha fatto senza trarre alcuna lezione dall’accaduto e continuando in tutto e per tutto esattamente come prima: coltellate tra consanguinei e comportamenti di spesa oltre il demenziale continuano a essere la norma in un ambiente di diplomati alla scuola della vita e di laureati all’università della strada dove un congiuntivo ben utilizzato può farti rischiare un’aggressione fisica.

        • Francesco says:

          Nel 2008 c’è stata una crisi di domanda dell’industria …

          sei sicuro? io ricordo un’altra storia, legata allo scoppio di una bolla finanziaria con conseguente crollo della domanda da parte delle famiglie e degli investimenti a seguire

          Interessante la domanda di Miguel: esiste una possibilità di occupazione per chi lavorava in settori ieri deboli e oggi morti? di solito la risposta giusta è “Sì ma nessuno ha idea quale sia”

          Dopo tutto, chi poteva immaginare i posti di lavoro nell’industria automobilistica quando a perdere il posto erano gli allevatori di cavalli e i costruttori di finimenti e i coltivatori di biada?

          • roberto says:

            “esiste una possibilità di occupazione per chi lavorava in settori ieri deboli e oggi morti? ”

            forse, ma non ho idea di quale sia
            🙂

          • Per Francesco

            “Dopo tutto, chi poteva immaginare i posti di lavoro nell’industria automobilistica quando a perdere il posto erano gli allevatori di cavalli e i costruttori di finimenti e i coltivatori di biada?”

            Certo, ma all’epoca c’erano milioni di contadini, milioni di artigiani di altre cose, le acciaierie ruggivano, c’erano le miniere di carbone, le mogli dei contadini tessevano in casa, c’erano i marinai, c’erano i ferrovieri e c’era tutto il continente americano da popolare.

            Insomma, era facile immaginarsi nuovi tipi di lavoro.

            Oggi è facile immaginarsi nuove tecnologie, anche delle più incredibili, ma impossibile immaginarsi nuovi lavori di massa.

            Anzi, penso che il lavoro più richiesto oggi sia quello che riesce a rendere “inessenziali” altri esseri umani.

            • Francesco says:

              si vede che non hai ben presente quanti uomini sostituisse una sola macchina mossa dal vapore!

              credo sia stata una prospettiva terrificante, all’epoca, l’idea di moltitudini di persone che non avrebbero saputo cosa fare

              fortuna che non c’eri tu a governare l’Inghilterra!

              🙂

            • daouda says:

              Infatti Miguel non solo insiste nella sua disamina farlocca ed artata riguardo cosa sia essenziale od inessenziale , ma non capisce un cazzo.
              Internet per esempio chi lo manda avanti, chi lo ripara?
              Come se non ci fosse stata un’esplosione demografica grazie alla tecnologia che paventa non rendendosi conto che, io avendola nominata , secondo lui mi darei la zappa sui piedi mentre è vero l’opposto.

              • Per Daouda

                “Internet per esempio chi lo manda avanti, chi lo ripara?”

                Quattro gatti, impegnati ciascuno a ridurre il numero dei gatti a tre.

              • Per daouda

                “Come se non ci fosse stata un’esplosione demografica grazie alla tecnologia che paventa”

                1) Io non “pavento”, constato. E credo anche che sia un processo ineluttabile e forse anche necessario.

                2) Se si estraggono improvvisamente dal pianeta talmente tante risorse da far campare otto miliardi di persone (infatti, concordo sull’esplosione demografica), non vuol dire che otto miliardi di persone siano “essenziali” all’estrazione di tali risorse.

              • daouda says:

                Vedi Migué che te raggionì da merda, perché da quanno è monno è monno che da 3 se vuole passa a 4, quando la marmaglia è sterminata.

                Ciò scritto devi ammettere che sei nella posizione dell’invalutabilità, e sinceramente ancora sbraiti perché hai messo pochi fattori nella faretra. Prima o poi ci spiegherai in cosa sei così passionalmente deposto nell’andare avanti.
                Tenendo conto che ineluttabile e necessario sono lo stesso tu mi sembri utilizzare l’utilitarismo alla buona: quando serve lo accendi, quando no lo nascondi. Non vorrei fare quello che fa dell’etimologia un problema, o del pubblicitario che riconosce un certo utilizzo per una certa retorica, ma essenziale è termine da bandire. Bandito esso…il rapporto che poni presuppone una supposizione ( medievale ) che inficia il rapporto.
                Difatti se guardi bene tu prima raccogli 1000 per far campare molti, poi i molti esigeranno per gli altri molti, un tot 1000 ( ma potrebbe essere 10 ). Confondere le proprietà con le cause è qunto di più schizofrenico io abbia mai visto.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Vai alla camera di commercio di una qualsiasi provincia manifatturiera e vedi la variazione delle imprese industriali registrate negli anni dopo il 2008.

            • Francesco says:

              nel nostro settore (macchine utensili) credo siamo pari come numero di imprese, tra il 2008 e oggi

              forse qualcuna in più, che la gente insiste a fondare nuove aziende pur di non lavorare sotto padrone

              come fatturato siamo molto sopra il 2008

    • KARL says:

      ” se la scelta è tra decine di migliaia di morti e la garanzia di un buon tenore di vita dei sussidiati ”
      E’ una falsa scelta in quanto le fantomatiche migliaia di morti che non sembrano esserci state. Neil Ferguson (Imperial College di Londra) annunciava almeno 500 mila morti in Franci. La cifra reale si è dimostrata di venti volte inferiore. Svezia e Nicaragua non hanno fatto alcun lockdown, non si sono liberati di nessun “inessenziale”, e stanno meglio di noi, l’Argentina, dopo più di 200 giorni di lockdown, è messa addirittura peggio. Se c’è un intento di escludere una larga fetta di popolazione dall’economia attiva, il Covid è usato solo come pretesto.

      • habsburgicus says:

        Svezia e Nicaragua non hanno fatto alcun lockdown

        aggiungerei alla lista la Bielorussia che invero qualche problema lo ha, ma di tipo puramente “politico”….nessuna chiusura, libertà sanitaria mantenuta (quella politica è un altro paio di maniche :D) e situazione, a voler essere severi, di certo non peggiore della nostra….ove siamo tenuti a guinzaglio stretto 😀
        notiamo un fatto
        Svezia è il paese SAP per antonomasia (socialdemocrazia estrema, il sinistrismo domina incontrastato)
        Nicaragua è retto dai sandinisti (Daniel Ortega)
        Bielorussia è retto da un (ex-?) comunista
        ebbene, questi 3 paesi sono stati molto più LIBERALI di quelli europei !
        che sia un segno ? o solo una coincidenza ?

        • KARL says:

          In teoria, se si fosse in buona fede basterebbe il buonsenso Applicare il lockdown per il Covid è come amputarsi una gamba per un’unghia incarnita. Anzi peggio, perchè almeno in questo caso il problema dell’unghia incarnita lo hai risolto, seppur a caro prezzo. Nel caso del Codiv, vedi l’Argentina, hai affossato una nazione, distrutto la vita di milioni di persone, per un cazzo di niente.

      • Z. says:

        La Svezia è stata toccata marginalmente dal virus, ma ha subito molto di più di tutti i Paesi confinanti. Ed economicamente non mi risulta sia andata meglio.

        Ma non c’è niente da fare. Bisogna sbatterci la faccia. Per questo dico: aprire tutto, senza limiti, senza regole.

        Altro che i ristoranti con entrate e uscite separate, la gente che finge di essere convivente o i bagni finto-sanificati.

        Liberi tutti, e Dio riconoscerà i suoi.

  2. Z. says:

    Se dico quel che penso vengono a mettermi in galera…

    • Peucezio says:

      Sei coperto da anonimato 🙂

    • roberto says:

      però dai anche a me interessa

      pubblicalo sotto pseudonimo, tipo “Q”

      • Francesco says:

        mi associo

        se vuoi usa pure Zardoz, così fai anche bella figura

        • PinoMamet says:

          Uno dei film culto di mio fratello!

          Devo dire che è un tipo di cinematografia che stento a reggere (e il costumista era un criminale!)

          • Francesco says:

            sì ma le attrici erano fighissime

            il resto è secondario

            • Moi says:

              Ieri “se n’è andato” Sean Connery … 🙁

            • PinoMamet says:

              Già, e di tutti gli amici di FB, nessuno che lo abbia ricordato per Zardoz!!

              Stranamente, molti lo hanno ricordato per il suo personaggio di Highlander o per quello di Indiana Jones, che a me non sembrano proprio i punti più alti della sua carriera.

              C’è un sito invece (Spazio70) che posta una sua immagine, già pelato e con camicia scozzese, negli anni ’70 perlappunto, di fianco a Franco Franchi!!
              Non so in che occasione si siano incontrati…

            • PinoMamet says:

              Ammetto che a me piacque, all’epoca, Caccia a Ottobre Rosso, per quanto controrivoluzionario 😉

  3. daouda says:

    2 cose

    a) che cazzo significa ESSENZIALE

    b) Ludd NON ERA CONTRO LE MACCHINE IN SE’ MA ERA CONTRO LO SFRUTTAMENTO INCREMENTATO E LA BASSA QUALITA’ DEL SERVIZIO RESO , cosa del tutto diversa, quelli avevano proposto macchine diverse, mica distruggele così a cazzo.

    Studia

  4. habsburgicus says:

    a proposito di una delle tre arti corporali che Miguel stesso (ipse scripsit) ha definito per ora “insostituibili” e precisamente in riferimento alla terza della sua lista:
    https://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2020/10/26/covid-e-prostituzione-la-protesta-di-efe-bal-abbiamo-fame-anche-noi_8ecbaac5-ac7e-4ac5-8de8-1ffb6a6515ca.html
    a quanto pare la tipa sarebbe una trans, turca parrebbe, dunque pure la sx non dovrebbe esserle pregiudizialmente ostile 😀

  5. A proposito di inessenziali:

  6. Anni fa mi recai a cena in un locale nel Chianti.
    Un tale che diceva di essere mio amico -e finché lo dice soltanto mi va anche bene- aveva rilevato tempo addietro una bottega di alimentari e ne aveva fatto un ristorante piuttosto rinomato, frequentato soprattutto da olandesi, britannici e tedeschi.
    Al momento del conto gli dissi che mi aspettavo di fare una buona dormita; avrei avuto, l’indomani, una giornata piuttosto impegnativa.
    Ne ebbi in cambio un’occhiata di sufficienza e l’asserzione che non si capiva da cosa dovessi riposarmi, visto che non facevo una sega tutto il giorno.
    Gli misi in mano il centinaio e più euro che gli stakhanov della cucina si erano duramente sudati maneggiando un’affettatrice e un coltello da formaggio (lui stava in sala, in cucina neanche ci aveva messo piede e la cena era stata per lo più a base di salumi e pecorini), salutai e me ne andai.

    Gli si sono seccati i cespiti?
    Il personale pretende quanto gli spetta?
    Ha il mutuo da pagare?
    Moglie, figli[*] e tutto il resto si sono rivelati declinazioni di un unico concetto, quello di soldi in uscita?
    Non riesco proprio a impietosirmi.

    [*] Ci si immagini tutta la gamma: “Sta’ diritto”, “Questa casa non è un albergo”, “Alla tua età già lavoravo”, “Come ti ho fatto ti disfo”… moltiplicata per tre; pare quasi di sentirlo, povero brambilla; e dire che un preservativo costa un euro…

  7. Moi says:

    Dov’è finito tutto l’Ottimismo da TED & PNL, tanto inspàiréscional pei Novelli Re Mida Imprenditori del tipo

    “NON esistono “problemi” … ma solo opportunità !” ?

    😉

    • Francesco says:

      dovresti sapere che i maestri buddisti sono generosi col bastone … per arrivare a vedere l’altra faccia della medaglia pare servano un fracco di mazzate

      • Moi says:

        SE vuoi dire che è più genuino il Buddhismo di Ashin Wirathu o dei Maestroni di Hokuto e Nanto 😉 rispetto a quello del Dalai Lama … meco, apri una porta sfonda ! 😉

      • PinoMamet says:

        No Moi, credo voglia dire proprio quello che c’è scritto: il bastone è essenziale nello studio del buddhismo 😉

        (conoscendo di persona gli zen, confermo. Il kyosaku, o keisaku che dir si voglia, è in effetti parte fondante della pratica dello zazen, e le storie buddhiste zen sono piene di bastonate…)

  8. roberto says:

    Continuo qui il gioco di essenziale/inessenziale utile/inutile

    i poliziotti: ok utili
    i rider: totalmente inutili. Appena tutti si accorgeranno che possono cucinare da soli spariranno, resteranno solo quelli che ti portano oggetti (i pochi che si compreranno) finché non saranno sostituiti dai droni
    raccoglitori di pomodori: utili
    le signore che ti chiamano per spacciarti un contratto della Tim: nulla che non possa essere fatto da un robot, inutili
    badante: oh, ancora un colpetto di coronavirus e di vecchietti non c’è ne saranno più, tranne quelli di tempra così forte da non aver bisogno di badante. Inutili
    lavascala: totalmente inutili, abbiamo vissuto 3 mesi senza lavascale no?
    prostituta: idem, chi ci va più ormai?
    utero in affitto: vabbè non c’è nemmeno bisogno di rispondere

    • Francesco says:

      roberto, qui pecchi di solipsismo grave (e dimostri la difficoltà del dibattito sul tema dei lavori essenziali)

      8) necessari, senza di loro come fanno i busoni a farsi fabbricare figli?
      7) a occhio e croce mercato fiorente come sempre e con sostituti meccatronici non all’altezza
      6) indispensabili, chi vuole vivere nello sporco? mica siamo zingari (battuta razzista per far ridere MM)
      5) appena Alexa migliora saremo felici di affidare i vecchietti a seri e affidabili robot piuttosto che a gente sconosciuta
      4) concordo
      3) idem, i robot delicati e intelligenti costano troppo rispetto ai polacchi e ai negri
      2) indispensabili, chi cazzo vuole o sa cucinare ormai?
      1) qui sono tentato di puntare sui droni, come compromesso tra paranoici e antirazzisti

      ciao

      PS sospetto stessi scherzando anche tu

      • roberto says:

        no più che scherzare, è il seguito di una discussione con miguel, nella quale sostengo che non siamo né io né tu né nessun altro a poter decidere se un lavoro è utile o inutile

        se uno campa con un lavoro, vuol dire di per se che è utile

        poi se il discorso è a rischio/non a rischio è un’altra storia

        • Francesco says:

          quando ti sforzi molto, riesci a essere superficiale quasi quanto Di Maio

          per caso hai studiato in America del Nord? almeno un poco?

          • roberto says:

            no e non capisco nemmeno cosa ci sia di così sbagliato in quello che dico (ok, togli dal discorso i forestali calabresi e gli spalatori di neve palermitani, non era di quello che parlavamo)

            se io campo facendo il maniscalco, anche se è un lavoro in via di estinzione, ma riesco a mantenermi nella mia nicchia offrendo un servzio per il quale mi pagano, perché dovrei essere qualificato come “inutile”?

            • Francesco says:

              seriamente, in questo caso non è utile usare il punto di vista individuale ma devi passare “alla macroeconomia”

              che è un pelino brutale ma dice che per sfamare 1.000 persone servono 100 bushel di grano e 100 galloni di acqua.

              tutto quello che non serve per produrre grano e acqua è inessenziale

              lo so che la vita è nell’inessenziale ma il ragionamento mi pare fili

              ciao e scusa per il post sopra

  9. Moi says:

    raccoglitori di pomodori: utili

    ………………………

    Potrebbero sempre essere sostituiti da Droni di Terra, tipo Operai Fiat Anni Ottanta … sicuramente è già possibile, solo questione di costi industriali.

    • Moi says:

      Viglio dire, per chi organizza il Caporalato, a Lampedusa c’è la Fornitura Gratis 24/7 per la Manodopera Umana … fra l’ altro, già selezionata all’origine per riuscire ad arrivare !

  10. Moi says:

    prostituta: idem, chi ci va più ormai?

    ——————-

    Esistono (minoritarie ma possono crescere molto se il Covid XIX persiste) alternative, in teoria (!) a prova di Femminismo :

    https://www.independent.co.uk/life-style/sex-doll-brothel-germany-open-plastic-prostitute-dortmund-bordoll-a8008751.html

    https://en.wikipedia.org/wiki/Bordoll

  11. Moi says:

    Credo sia una versione super evoluta del Furby/i> cioè un pupazzotto già in commercio a Fine Novecento che “emulava” le espressioni emozionali facciali e fonetiche umane

    https://www.youtube.com/watch?v=wUOAdC8lewk

  12. Moi says:

    BADANTI …

    vi ricordate l’orrendo “cessone” 😉 dello Zio Paulie Pennino in Rocky IV ?

    https://www.youtube.com/watch?v=WgEH95t6m34

    … eh , ve’ qui già 8 anni fa :

    https://www.youtube.com/watch?v=tsdQpnbBp00

    … ma in Giappone ci danno dentro molto di più.

  13. Moi says:

    … Personale di Hotel ?! … Sotto al ponte c’è posto ! 😉

    Inside the Japanese Hotel Staffed by Robots

    https://www.youtube.com/watch?v=mpzIQt6l4xY

    … si notino i letti “a lòculo”, già diffusi a quelle latitudini in Hotel gestiti da Umani.

  14. Moi says:

    A 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, artista e scienziato, icona dell’umanesimo, uomo del futuro

    ………………………………………………

    Vivere con i robot – Dal Giappone l’androide di Leonardo Da Vinci

    https://www.youtube.com/watch?v=opcpjufSNHM

    con il Prof. Minoru Asada da Osaka

  15. Leggo su Repubblica:

    ““I dati che abbiamo registrato sono drammatici”, sottolinea Fabrizio Palenzona, presidente di Assaeroporti. “Gli aeroporti stanno affrontando una difficilissima crisi finanziaria e senza immediati interventi di sostegno diretto sono a rischio migliaia di posti di lavoro e la realizzazione di investimenti e progetti di modernizzazione e sviluppo. Senza un piano di rilancio il comparto rischia di non risollevarsi con gravissime conseguenze per cittadini e imprese. Il governo non deve abbandonare il sistema aeroportuale anzi deve investire su di esso perché strategico per la ripresa dell’economia. Senza aeroporti il Paese si ferma”.”

    Questi piangono miseria, e chiedono soldi per mantenersi, mentre qualche mese fa piangevano lo stesso perché stavano crescendo troppo e chiedevano soldi per espandersi.

    • roberto says:

      qualche mese fa la gente viaggiava, ora no

      • Per roberto

        “qualche mese fa la gente viaggiava, ora no”

        Ieri parlavo con una che organizza progetti europei, mi raccontava come ne aveva fatto uno sulla Sessualità, facendo venire gente da mezza Europa in aereo a spese del contribuente:

        “chiedevo a ciascuno di dire una parola, e poi uno di un altro paese doveva dire cosa gli faceva venire in mente, anche nella lingua sua, così l’estone scriveva una parola alla lavagna che riguardava la sessualità, lo spagnolo scriveva la parola che veniva in mente a lui…”

        Capisco perché gli aeroporti piangono miseria.

        • Moi says:

          Ma le conferenze video con schermo diviso in tanti riquadri quanti i partecipanti … come fanno “da sempre” gli odierni Teeen Nerds per litigare fra Star Trek e Star Wars ?! 😉

          • Mauricius Tarvisii says:

            Nelle teleconferenze ci sono due fazioni: quelli pro video e quelli anti video (io mi colloco nella seconda).

            • Moi says:

              … cioè ? … perché ?

              … teleconferenze solo audio ?! … Direi che poi si capirebbe ancor di meno.

              Parliamo di adulti interessati, mica di bimbi controvoglia che da stare a casa si distraggono per qualsiasi cosa.

            • roberto says:

              la teleconferenza solo audio mi fa venire voglia di drogarmi nei giorni in cui sono ottimista e di suicidarmi negli altri

            • Francesco says:

              ORAMT

              il video serve solo a distrarsi, mica è Miss Italia

              credo che i viaggi professionali non torneranno mai ai livelli pre-Covid per manifesta inutilità

              restano quelli di piacere e quelli “indispensabili”, quando chi si muove deve fare qualcosa con le sue mani

        • roberto says:

          scusa miguel,

          che la gente non viaggi più in aereo da marzo credo che sia un dato di fatto che non merita nemmeno un secondo di discussione, al di là di qualche stramberia puntuale come quella che racconti o come quella del professore che va a parigi a consultare un manoscritto per mezz’ora

          https://assaeroporti.com/statistiche/

          (vedi alla voce totali progressivi)

          qui per l’ultimo trimestre, estate compresa
          https://assaeroporti.com/wp-content/uploads/Report_III_Trimestre_2020_Lug_Set.pdf

  16. Moi says:

    ——- Musicisti …… neeeeeeeeeext ! 😉 _

    INSANE Self Playing Musical Instruments And Robots Playing Instruments Videos

    https://www.youtube.com/watch?v=rwh_acqT6J0

    —————-

    https://www.youtube.com/watch?v=hXrNCak63u0

    Robot playing Piano Mozart

  17. Moi says:

    You could say that robots with AI can think independently, but what about spirituality? Can a robot be religious or even a priest? In a Buddhist temple in Japan, this is a reality. The robot Mindar was developed by Prof. Ishiguro and serves as a priest. What do you think? Can a robot be a priest? Tell us in the comments…

    https://www.youtube.com/watch?v=Y3VuHpYPU6Y

    in fondo una Guida Spirituale elabora dati, affronta problemi , propone soluzioni … no ? 😉

  18. Moi says:

    “… What else ?” [cit.] 😉

    Ah, già … la Gravidanza ExoUterina !

    Arriverà per ultima, suppongo, ma arriverà …

    —————————————————————–

    Artificial womb : Dream or nightmare?

    https://www.youtube.com/watch?v=ai8X3Tc-jN8

    Nederlandese sottotitolato Inglese

    Guid Oei explains how it will become possible to let premature babies survive inside an artificial womb. Video | Omroep Brabant

    Paesi Bassi, quindi … Tènnico “dalla Plica Mongolica” , come direbbe il ns Ezio ! 😉

    • Moi says:

      A ben pensarci, anche una donna etero potrebbe , inun Futuro NON Lontanissimo, farsi estrarre un ovulo fecondato da pochi giorni, farselo trasferire nel “palloncione” 😉 del Prof. Oei finché non salta fuori li neonato come “prodotto finito” ! … Il Datore di Lavoro, specie nel caso di una “Womanager” 😉 , ne sarebbe certamente il più contento ! 😉

  19. Interessante riflessione su Repubblica:

    Covid, la tempesta perfetta
    28 Ottobre 2020

    Il Paese è entrato in una fase che toglie il sonno. Di cui conviene mettere in fila gli addendi perché ne sia chiara la portata e la posta in gioco

    di Carlo Bonini

    A valle di una settimana cominciata con i fuochi di piazza di Napoli e proseguita con le violenze di Torino, Milano, Roma, di un nuovo Dpcm tarato sullo “scenario 3” che ha spento il nostro tempo libero, la cultura, e la sua industria, azzoppato la scuola, il Paese è entrato in una tempesta perfetta che toglie il sonno. Di cui conviene mettere in fila gli addendi perché ne sia chiara la portata e la posta in gioco.

    La pandemia di Covid 19 ha una progressione vertiginosa che ci lascia ormai un vantaggio di sole due settimane sulla Francia che si è arresa a un nuovo lockdown. E le proiezioni del Comitato tecnico scientifico indicano che il record di contagi di ieri (+24.991 casi) sarà polverizzato da quello di oggi, di domani e dopodomani. Gli ospedali sono al collasso. Avvicinandoci a quello “scenario 4” nel quale c’è un nuovo lockdown. Il governo mostra una forza di coesione pari a quella della carta velina. Di cui sono testimonianza, solo da ultimo, le due lettere – ieri Nicola Zingaretti, oggi Luigi Di Maio – inviate a questo giornale dai leader dei suoi due principali azionisti di maggioranza.

    Senza contare il senso di smarrimento che da giorni ormai trasmette il presidente del Consiglio il cui protagonismo estivo gli ha prima guadagnato la cordiale inimicizia dei suoi alleati di governo e ora la prigione di un’agenda che ha l’orizzonte medio delle 12 ore ed è ingessata dagli “obblighi politici di coalizione” su qualunque decisione, anche tecnica, vada assunta. L’opposizione, divisa tra la tentazione di cavalcare il risentimento della piazza e sedersi al tavolo della “leale collaborazione” con il governo, di fatto è un attore non spendibile.

    Le Regioni, in preda alla forza centripeta della ricerca del consenso dei territori e dei loro stessi errori, hanno interpretato e continuano a interpretare la loro autonomia come principio di eccezione alla regola stabilita dal centro. Tutto questo, mentre il direttore dell’Agenzia europea dei medicinali, Guido Rasi, parlando il linguaggio della verità, annichilisce l’imbonimento con cui, ancora nel fine settimana, il presidente del Consiglio indicava in dicembre l’arrivo del vaccino e dunque la fine dell’incubo, spiegando al contrario che ne saremo davvero fuori solo a fine 2021.

    Ma non finisce qui. A soffiare sulla tempesta, da Oriente, è chi vede nel passaggio drammatico del nostro Paese, in quello della Francia e della Germania, l’opportunità di far saltare il banco dell’Unione. A Dacca, pochi giorni fa, epicentro asiatico del Covid, 40 mila islamisti hanno risposto in piazza alla chiamata di Erdogan contro Macron. In una prova generale di chi vede l’emergenza sanitaria del vecchio continente come l’occasione per riaccendere la mai sopita questione religiosa tra Islam e Occidente.

    Si sono rimessi al lavoro sulla rete anche i “proxy” della Russia di Putin che, da giorni, hanno cominciato a intossicare i social con le parole d’ordine del negazionismo europeo. Denunciando la “dittatura sanitaria” e indicando in Mattarella non il garante della nostra unità costituzionale, ma il vertice politico-militare di una sorta di golpe in nome dell’emergenza. Agitando ogni sorta di fantasma capace di aggregare quel grumo di populismo, fascismi, millenarismi, che è il cancro che minaccia le democrazie europee.

    In questo passaggio, fino a ventiquattro ore fa, quando al baco è stato posto frettoloso e tardivo rimedio, il ministro dell’Interno è stato costantemente escluso da qualsiasi tavolo tecnico e politico. Come se un ministero chiave come il Viminale e gli apparati che a quel ministero direttamente rispondono (il capo della Polizia è anche direttore del Dipartimento per la pubblica sicurezza cui risponde l’intero comparto delle nostre forze dell’ordine) fossero una pleonastica salmeria da trascinare al seguito. E la caratura “tecnica” del ministro Lamorgese (un prefetto) un handicap tale da interdirle il cerchio stretto della decisione politica.

    Questo è quanto sta accadendo. Ed è su questo che nei prossimi giorni si misureranno le scelte e i comportamenti di un Paese intero, non soltanto della sua classe dirigente. Ne va, come ha avuto modo di ricordare più volte il Presidente Mattarella, la nostra coesione e dunque la capacità di uscire dalla tempesta perfetta. Non dimenticando mai che era scritta, prevedibile. E che il Paese ha già mancato una volta la possibilità di non infilarcisi dentro. Anche perché, stavolta, non ci saranno prove di appello o esami di riparazione.

    • roberto says:

      interessante, ma per la francia non preoccupatevi, da domani sono confinati e pure i terroristi perderanno il lavoro (a meno che non decidano di attaccare le scuole che sono le uniche cose che resteranno aperte)

    • Per daouda

      “luddismo”

      Conosco questa lettura marxista, che cerca di ridurre sempre la storia a scontro di classi, senza tenere in considerazione altre forze.

      Il problema è se vogliamo considerare un’innovazione tecnologica come quella dei cut-up, e la riorganizzazione tecnologica-amministrativa delle imprese, come un fatto del tutto secondario, o la creazione di un nuovo modello, completamente diverso, di società, che non solo “sfrutta i lavoratori” ma li “inessenzializza”.

      Rileggendo ciò che ho scritto, comunque, vedo che “macchine” non rende l’idea, sostituisco con “sistema tecnologico”.

  20. Moi says:

    “macchine” non rende l’idea, sostituisco con “sistema tecnologico”.

    ————————-

    … Già, che “macchine” fa così Boomer ! 😉

  21. Per Daouda

    Il punto fondamentale è cosa intendiamo per “macchine”.

    L’autore ci presenta una posizione letteralista: “i luddisti odiavano ciecamente le macchine”, e poi ci dice – giustamente – che non fu così.

    Gli artigiani avevano macchine anche loro, si opponevano alla disoccupazione, eccetera. Verissimo.

    Da marxista, lui glissa sul passaggio dal lavoro indipendente, creativo, al lavoro organizzato da altri, che caratterizza la distruzione della cultura artigiana.

    Comunque ecco la sua tesi:

    Gli elementi che precedono, sono sufficienti a dimostrare che il luddismo non fu innulla una reazione spontanea e incontrollata contro le macchine in quanto tali.Talvolta, esso si manifestò in situazioni in cui nessuna nuova macchina era stataintrodotta – e fu allora, chiaramente, una reazione d’opposizione alla diffusione dinuovi rapporti tra padroni e operai, indipendentemente da ogni problema tecnologico.E anche quando, in effetti, si trattò dell’introduzione di nuove macchine, la violenzacontro di esse non può essere in alcun modo confusa col rifiuto del lavoro e colsabotaggio dell’operaio-massa moderno, nella misura in cui la rivolta dei ludditi non sivolse contro i ritmi di lavoro imposti dalle nuove macchine, ma contro ladequalificazione e la disoccupazione che esse portavano con sé. Inoltre, i ludditi nondistruggono le macchine sulle quali essi stessi lavorano, ma quelle presenti in altriluoghi di lavoro, dove i padroni le impongono e/o gli operai le accettano. Infine,abbiamo visto come il luddismo sia una pratica che, per quanto violenta, è nondimenoestremamente organizzata e ben ponderata, e in costante rapporto dialettico conl’attività clandestina politica e sindacale che – riprendendo il titolo del Thompson –porterà alla formazione della classe operaia inglese, in quanto somma delle culture edelle istituzioni del proletariato inglese.

    • daouda says:

      il discorso è tangenziale. Quel che tu dichiari inessenziale è di per se il progresso pendendo per un anarco-primitivismo. In ciò, tralasciando gli altri fattori che paventi e mille altri che potrebbero essere considerati, il luddismo non è paragonabile alla rivolta di essenzialisti contro inessenzialisti perché è esso stesso inessenziale ( oltre che non contro le macchine che sembra siano la cosa su cui tu ti focalizzi ).

    • daouda says:

      Quindi cosa è questo essenziale?
      Fatti dire che hai una considerazione tecnicamente ANTI UMANA visto che miri solo al biologismo della questione.

    • daouda says:

      Il problema che poni è un po’ illogico e si basa su definizioni artate e non chiarite.

      Se ad esempio milioni di turisti venissero di nuovo a Firenze od ovunque COME AL SOLITO, prendendo due categorie che sono ristoratori/locali ed albergatori, si creerebbe un casino di merda perché la gente non saprebbe né dove dormire né dove mangiare o svaccare.
      Inoltre la gente che ha attività supposte essenziali comunque sia guadagnerebbe di meno giacché molti esercenti ( albergatori/locali e alberghi ) non esistendo non pagherebbero per procurarsi i beni supposti essenziali ma o farebbero i criminali o emigrerebbero.

      Ora è evidente che calcolando questa sola variabile il discorso è assurdo perché il turismo implementato dipende da troppi fattori che lo rendono possibile e su cui coestenzialmente si è sviluppato questo buisness collaterale ad esso coestensivo.

      Per quanto riguarda Ludd abbiamo già parlato che non era l’arte inessenziale in sè perché NON ERANO CONTRO LE MACCHINE MA CONTRO QUEL TIPO DI MACCHINE che determinavano la bassa qualità dei prodotti e dei lavoratori inqualificati.
      Inoltre inessenziale per cosa? Uno si può fare il maglione a casa da sè colla lana delle sue pecore ergo gli artigiani sono di per sè già inessenziali.

      Scrivere che na badante per esempio è ESSENZIALE è illogico poi rispetto al tuo costrutto stesso giacché a cambio di paradigma di valori con un’eutanasia forzosa il problema è risolto ab origine, e così vale per i call center coi robot, sempre che una nuova cultura renda “cool” non avere il cellulare e quindi implichi il licenziamento/ricollocamento di lavoratori in quel settore.

      Non che io abbia la soluzione, ma la tua è retorica spicciola perché citare il chiuditutto per stabilire cosa sia inessenziale o no è futile. Per un contadino/fattore di oggi rimarrà ugualmente inessenziale il supermercato.

      E stare a disquisire di cosa sia pulito o no all’interno dei propri guadagni è ugualmente una finta retorica per un finto problema solo per cianciare emotvamente coi tuoi esempi a caso.

      D’altronde se non si definisce poi cosa sia umano , figurarsi poi comprendere cosa sia l’essenziale. Un cristiano reputava essenziale non ritrattare e testimoniare e veniva ucciso per questo che era sentito dai romani come affronto sedizioso.
      Ridurre il tutto al biologismo è ridicolo.

      • Per Daouda

        “Uno si può fare il maglione a casa da sè colla lana delle sue pecore ergo gli artigiani sono di per sè già inessenziali.”

        Certo, come dici tu e come dice Roberto, il concetto è relativo alla società e alla cultura.

        Ma alla fine, credo che sia “più essenziale” ciò che si avvicina di più in un dato contesto ai bisogni primari (integrità fisica, cibo, vestiti secondo il clima e tetto).

        Chiaramente non sono ruoli fissi: in una guerra un buon combattente garantisce l’integrità fisica meglio di una badante.

        Nel 1300, un’enorme maggioranza dell’umanità si occupava di questi bisogni primari.

        Oggi il numero di esseri umani indispensabili per i bisogni primari è minimo: abbiamo già parlato delle campagne industrializzate del Middle West che forniscono un sesto del grano del mondo, con il lavoro di un numero minuscolo di persone.

        Non riesco a capire la tua insistenza sulla tesi marxista per cui i luddisti sarebbero stati gli antenati della “cultura proletaria” (sic!) e quindi non “odiavano le macchine”. Gli artigiani non erano “proletari”, cioè persone che non avevano altro da offrire che le proprie braccia (e la propria prole).

        E’ giusto ciò che dici alla fine sul biologismo: ma stiamo solo dicendo ciò che sarebbe essenziale in un sistema economico/ecologico, non di valori che un essere umano può ritenere essenziale.

        • daouda says:

          Lascia perdere la questione marxiana,marxista o marxetta, anche visto il fatto che non perché io affermi che i luddisti non odiassero le macchine ed il progresso , ciò implicherebbe che accetti ogni tipo/stile di questo o peggio, che addirittura esista il proletariato.

          Stai esulando dalla definizione di essenziale comunque, che tu stia riducendo il tutto per salvarti al biologismo umano lo si è capito da un pezzo, e di fatti già accenni ad una definizione perché reputi la verità o l’onore dei valori invece che (parti) essenziali.
          Ma visto che alla fine diventi utilitarista, mi viene da dirti: SEI RITARDATO?
          tutto l’essenziale di cui parli , se fosse rimasto tale, sarebbe morto, e difatti NON C’è più proprio per quello.

          Non ti rendi conto del tuo stesso cortocircuito?

        • Francesco says:

          Miguel

          guarda che non è esatto pensare che quel grano sia frutto del lavoro di quattro agricoltori

          chi ha fabbricato i loro trattori? e chi ha prodotto l’acciaio con cui sono fatti? e la benzina (o il gasolio?) con cui si muovono?

          credo che ci sia un sacco di gente che ha fatto qualcosa di necessario perchè poi quattro agricoltori possano sfamare tutti

          ciao

    • Francesco says:

      inizio chiedendo cosa si intende per macchine!

      a mia conoscenza, la rivoluzione industriale inizia con i telai azionati dalla forza del vapore e non più da quella dell’artigiano

      il che significa riconoscere la fortissima diversità tra i due tipi di macchina e le conseguenze dello sviluppo del secondo tipo

      questi di cosa parlano?

      saluti

      • daouda says:

        senti cojone parlamo de na cosa semplice che a te t’à piace er sinolo anima-materia.
        Se chiama che quanno metti la maggìa nelle cose, devi stabbìli quanta è la giusta proporziona tra l’una e l’altro pé mantené la naturalità : così dice Miguel.
        Ora lui non vuole ammetté pé frogieria o ritardo che iniziato il processo è impossibile comunicare, e crede ancora che quel che esprima abbia senso.
        Dunque.Parliamo di Chrono, di Kairos o di Gea?

        Non possiamo parlare di sviluppi o decrescite come se c’entrassimo n cazzo co cicli e fasi apparentandoci al guado.
        Non si fa così

  22. Moi says:

    La differenza fra “Essenziale” e “Inessenziale” è … la stessa che ci passa fra “Sopravvivere” e ” Vivere” !

    … Gran bazza, eh 🙁 ?

  23. Moi says:

    “OK Boomer !” entra nel Parlamento Inglese …

    https://www.youtube.com/watch?v=NsaSG-0U4mU

    • Moi says:

      Chlöe Swabrick, who belongs to the Green Party, silenced a fellow member of the U.K. Parliament by saying, “OK, boomer” – a phrase adopted by millennials to call out people from the baby boomer generation.

  24. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=L3_tocfXUiI

    … pardon, questo !

    OK, boomer”: 25-year-old lawmaker shuts down heckler during climate speech

    PS

    il cinno con gli occhi spiritati di cui sopra, mi sa che diventirà un “Meme” …

  25. massimo says:

    In questi momenti , penso a quanto sia bello oltre che essere inessenziale , essere proprio inattivo , disconnesso dalle tonnellate di parole buttate per la maggior parte delle volte a caso in qualche discorso . In questo marasma generale e’ magnifico stare in un bosco a raccogliere i funghi (tra poco magari occorrera’ pagare la tassa anche se si e’nel proprio comune di residenza ) o magari abbronzarsi visto che questo sole non ti fa diventare un peperone come ad agosto. Saro’ banale ma ormai veramente l’essere utile e’ solo per se stessi e bisogna usare ogni secondo . Il resto ormai e’ tutto un grande corto circuito . Io personalmente non ci capisco piu’ nulla ma accetto volentieri suggerimenti .

    • Per Massimo

      “In questi momenti , penso a quanto sia bello oltre che essere inessenziale , essere proprio inattivo , disconnesso dalle tonnellate di parole buttate per la maggior parte delle volte a caso in qualche discorso”

      🙂

  26. Moi says:

    Dal Futuro al RetroFuturo Robotico

    SynthPop (allora) Cecoslovacco:

    https://www.youtube.com/watch?v=hoHjfCMKHjE

    1986 Chtela bych byt robotem

    [“I Want To Be A Robot”
    anche se ho verificato che in realtà sarebbe “I’d like to be”]

    Eva Hurychova

  27. Moi says:

    Ancora FRANCIA Terroristi Jihadisti NON temono Covid :

    EN DIRECT – Attentat islamiste à Nice : «C’est la France qui est attaquée», dénonce Emmanuel Macron

    ttps://www.lefigaro.fr/actualite-france/en-direct-nice-l-auteur-d-une-attaque-meurtriere-interpelle-20201029

  28. Moi says:

    Attentat à Nice : La réaction d’ Emmanuel Macron [smascherinato, ndr]

    https://www.youtube.com/watch?v=3k77YsQGJwQ

  29. Moi says:

    La reazione e proposta di Marion-Maréchal Le Pen :

    https://www.youtube.com/watch?v=n9xKwUmMct4

    ————

  30. Moi says:

    Quindi l’ assassinio brutale di Paty è stato in “Stile Brigate Rosse Islamizzate: Colpirne Uno per Educarne Cento !” e quest’ ultimo invece in “Stile Brigate Nere Islamizzate : Chi c’è, c’è !” ?

  31. Moi says:

    https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/25056450/nizza-matteo-salvini-silenzio-giuseppe-conte-luciana-lamorgese-chiedo-scusa-francesi-a-nome-loro.html

    Nizza, Matteo Salvini sul silenzio di Giuseppe Conte e Luciana Lamorgese: “Chiedo scusa ai francesi a nome loro”

    • Moi says:

      Salvini e la Meloni chiedono che la Lamorgese faccia Mea Culpa per quanto testé successo a Nizza e si dimetta … già sappiamo che NON lo farà !

      • Z. says:

        Esattamente la colpa quale sarebbe?

        • Peucezio says:

          Aver fatto entrare il tunisino, averlo fatto scorrazzare per l’Italia e averlo lasciato andare all’estero a fare danni, credo.

          • Z. says:

            Dai, non può sostenere una sciocchezza simile…

            • roberto says:

              Beh parli di due clown, ogni cazzata surreale è possibile

              • Peucezio says:

                Ma quindi chi è il ministro competente? Quello dell’agricoltura?

              • Moi says:

                Gli avevano dato solo un “Foglio di Via”, ma come tutti i “Clandestini” ci si è spazzato il culo …

              • Z. says:

                Se ci fosse stato un leghista invece cosa sarebbe successo? Lo avrebbero rimpatriato? 🙂

              • Peucezio says:

                No, avrei chiesto le dimissioni del leghista.

              • Z. says:

                Scusa, ma se pensi che lo straniero non sarebbe stato rimpatriato neppure con un altro ministro, che senso ha chiedere a questo di dimettersi? 🙂

              • Francesco says:

                perchè sarebbe il dovere del Ministro dell’Interno a prescindere dal colore politico?

                chiedo per un amico

              • roberto says:

                Cioè secondo voi il ministro prende gli omini nella sua macchina e li accompagna al confine?

              • Z. says:

                Dev’essere una sorta di responsabilità oggettiva: se in Italia entra una persona che poi fa qualcosa di brutto, è colpa del Ministro degli Interni.

                Vige soprattutto quando la Lega non è al governo, comunque!

              • Moi says:

                è una questione di Eletorato : chi sogna la Oubblica Sicurezza con i Siluri della Marina Militare Italiana alle Navi di Soros , “ripiega” votando DX … chi vota SX vorrebbe che i “Migranti/Asilanti/Rifugiati/Expat” potessero in massa diventare Cittadini Italiani nonappena il Barcone si bagna con anche una sola molecola di Acqua Territoriale !

              • Moi says:

                Pubblica

              • roberto says:

                “chi vota SX vorrebbe che i “Migranti/Asilanti/Rifugiati/Expat” potessero in massa diventare Cittadini Italiani nonappena il Barcone si bagna con anche una sola molecola di Acqua Territoriale !”

                questa è una cazzatona, lo sai…ma perché se lo sai la scrivi?

              • Z. says:

                Sospetto che ci creda

  32. Moi says:

    In Italia si va invece verso un Nuovo Lockdown all’ Italiana … ma a ‘sto giro NON è un filmazzo di merda di un registuculo da strapazzo che si crede Chaplin !

    • Z. says:

      Malissimo. Si dovrebbe dare ascolto a Renzi, invece. Aprire tutto.

      L’esperienza diretta è sempre la miglior maestra.

  33. Peucezio says:

    Z.,
    una domanda,
    ho sentito che a Bologna (e anche altrove) alcuni esercenti rimangono aperti oltre agli orari consentiti in barba al DPCM.
    Per curiosità, tu che, checché ne dica, sei un giurista competente, in quel caso la sanzione si applica solo all’esercente o anche all’avventore?

    • Z. says:

      Non sono un giurista, non ho letto il DPCM e non ho nessuna intenzione di farlo 🙂

      Non ho sentito parlare di sanzioni agli avventori, ma può darsi ci siano. Non ne ho idea.

      • Peucezio says:

        Non credo che il DPCM specifichi. Ma per scrupolo andrò a vedere.

        • Z. says:

          Se il DPCM non indica sanzioni a carico del cliente, non è sanzionabile. Fai bene a controllare.

          Non frequentando ad oggi alcun locale non mi ero neppure posto il problema.

  34. Peucezio says:

    Per inciso, una volta finito ‘sto covid di merda, non sarebbe il caso di liberalizzare una volta per tutti tutti gli orari dei locali di ogni genere?
    È vero che negli anni ’70 c’era un’altra umanità più vitale, ma che cosa al mondo giustifica che ristoranti, bar e pub debbano, in tempi normali, limitazioni di orario? Se il bar chiude, per forza che te ne torni a casa, che fai, soprattutto d’inverno?
    L’Italia è stata trasformata in un mortorio negli anni ’80, la Spagna ha seguito a ruota nei ’90-2000, ma cui prodest tutto ciò? E comunque è illiberale: con che diritto lo stato pone limitazioni di questo tipo?

    • Moi says:

      … e chi vuol dormire ? … tira schioppettate in ciabatte e pigiama dal terrazzo ?

      • Peucezio says:

        Ma infatti l’unica limitazione dovrebbe essere quella.
        Ma quella vale almeno dalle 22 o dalle 23: mica tutti vanno a letto all’una.

      • Peucezio says:

        Infatti penso solo a locali al chiuso e ben insonorizzati.

        Ma dubito fortemente (magari mi sbaglio) che il ristorante che consiste in un cascinale isolato in mezzo alla campagna possa stare aperto quanto gli pare e piace, senza limitazioni.

        E mi chiedo se i ritmi biologici degli italiani degli anni ’60 e ’70 fossero diversi. C’è stata una murazione nella specie.

        • Z. says:

          Ci sono – covid a parte – anche locali aperti 24h. Tra l’altro se n’è parlato proprio per l’obbligo di chiudere a mezzanotte: alcuni chiudevano a mezzanotte e riaprivano all’una 🙂

          • Moi says:

            alcuni chiudevano a mezzanotte e riaprivano all’una

            ——————

            Il Genio Italico dei Piccoli Leonardos 😉 che coniugano tradizione innovazione …

    • Z. says:

      Non vedo perché non liberalizzarli ora. Dio riconoscerà i suoi.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma sai, a parte i limiti dettati dal fatto che i residenti alle due di notte potrebbero voler dormire, non mi pare che ci siano limitazioni particolari agli orari dei locali.

    • paniscus says:

      “È vero che negli anni ’70 c’era un’altra umanità più vitale, ma che cosa al mondo giustifica che ristoranti, bar e pub debbano, in tempi normali, limitazioni di orario? ”
      —————–

      Veramente a me risulta l’esatto contrario: fino agli anni settanta e a buona parte degli ottanta gli orari della vita quotidiana (e non solo per le famigliole conformiste ma anche per i frequentatori di divertimenti serali) erano decisamente sfasati indietro rispetto a ora.

      Sia gli orari tipici delle cene fuori, sia quelli degli spettacoli e dei concerti erano molto anticipati. L’idea che la vera “serata” cominci solo dopo la mezzanotte per concludersi alle cinque o alle sei di mattina, proprio non pervenuta.

      Se se si andava a mangiare fuori, si prenotava per le 20, e non due ore dopo, se si andava al cinema, al massimo si andava al secondo spettacolo, che cominciava intorno alle 22 e a mezzanotte era finito. I locali erano molti di meno di adesso, e chiudevano molto prima, magari poteva anche capitare che se si andava a cercare una pizzeria o trattoria per mangiare qualcosa dopo essere usciti da uno spettacolo o da un concerto, non si trovava più niente di aperto…

      Per chi lavorava, fare mezzanotte (sia in casa propria che fuori) era una cosa realmente eccezionale, che capitava giusto a Capodanno, o a qualche rarissima festa privata o familiare più pretenziosa del solito… ma anche per i giovani senza figli e liberi da responsabilità fisse, non è che fosse tanto normale fare le ore piccole.

      • Moi says:

        Mah … sicuramente c’erano più “Biassanòt” 😉 negli Anni Novanta, probabilmente quello è stato l’ apice ! Quanto ai risoranti,la Pace è durata fra seconda metà Anni Novanta e Anni DuemilaZero, quando ancora erano stati purificati dai Fumatori e NON ancora invasi da branchi di canidi (più o meno) addomesticati e /o di cuccioli umani disciplinati come cercopitechi in calore ! 😉

        • Moi says:

          quando giàerano stati purificati da fumatori … SE post Covid riaprono ai Fumatori per “rifarsi” è la volta buona che smtto definitivamente di andarci : cinni, cani e fumatori tutte e tre le categorie assieme( … aaargh !) sarebbe decisamente troppo !

          • Z. says:

            Credo che quella sul fumo sia una di quelle svolte storiche da cui è difficile tornare indietro.

            Ricordo che uno dei gerenti del bowling di S. Felice mi disse: da quando c’è il divieto di fumo è un altro mondo, prima qua dentro c’era le nebbia!

          • Moi says:

            Premesso che NON me ne dispiaccio … le geremiadi sulle discoteche (intese come “maraglificio” 😉 …) che rischian di sparire, sono iniziate da ben prima del COVID !

      • Z. says:

        Prof,

        — Veramente a me risulta l’esatto contrario: fino agli anni settanta e a buona parte degli ottanta gli orari della vita quotidiana (e non solo per le famigliole conformiste ma anche per i frequentatori di divertimenti serali) erano decisamente sfasati indietro rispetto a ora. —

        Mmm… forse dipende dalla città.

        • Per Zeta

          “Mmm… forse dipende dalla città.”

          Possibile… ma forse (almeno nelle grandi città tipo Roma e Milano, dove sono cresciuti Paniscus e Peucezio) c’era allora un’inimmaginabile diversità di popolazione giovanile – ricchi, poveri, proletari, delinquenti, borghesi perbene, tossici, atei, cattolici praticanti, marginali storici, marginali immigrati, aspiranti notai, fricchettoni, fascisti, anarchici e molto altro.

          E ciascuna di queste popolazioni aveva abitudini proprie, e nessuna era la maggioranza.

          • Z. says:

            Questo è vero.

            Ma se si parla della maggioranza, credo che la maggioranza continui a a cenare alle otto di sera e ad andare a letto prima di mezzanotte anche oggi.

            Piuttosto, a Bologna negli anni Settanta c’erano parecchi campi di calcio che oggi non ci sono più, c’erano Feste de l’Unità di sezione e addirittura di cellula, i bar e le osterie erano molto più vissuti di oggi e sicuramente non c’era questa presenza sovrabbondante di ristorantini…

            • Moi says:

              Pare che nei primi Anni Settanta, da queste parti, i Ristoranti da Festa dell’ Unità ispirati ai Paesi dell’ Est Socialista (anche oltre gli Urali) e alle Altre Regioni fossero parimenti esotici …

            • Z. says:

              Mmm… c’erano gli stand dei “partiti fratelli” ospitati, col ristorante, e talvolta erano davvero esotici (tipo la Corea del Nord).

              Ovviamente solo alla Festa principale, non a quelle di cellula 🙂

              • Moi says:

                (tipo la Corea del Nord)

                ————-

                Ne ho sentito parlare, ma NON ne ho memoria diretta … aneddoti tipo che servivano anche il serpente [mi sembra strano … in Italia] e [… questo invece probabilissimo] che c’erano i ritrattoni del Compagno Generalissimo Kim Il Sung (김일성) e “Loro” facevano dei “Salamelecchi” (quando si poteva dire così che nessun SJW aveva da ridire …) ogni volta che ci passavano accanto !

              • Z. says:

                C’era anche il filmato di propaganda, che suscitava ilarità nei compagni italiani. Cosa che irritava parecchio i compagni coreani…

              • Moi says:

                Ancora oggi trovo più interessante questo del K-Pop (che scimmiotta i Giapponesi che scimmiottano i Gaijin più insulsi …)

                https://www.youtube.com/watch?v=Nzb3dqRaN_8

                모란봉악단 – 전진하는 사회주의

                Moranbong Band – Advancing in Socialism

                ———–
                We love the Party flag

                (우리는 당기를 사랑하네)

                https://www.youtube.com/watch?v=yfJrMWsXzaQ

          • Peucezio says:

            Miguel,
            sì, esatto.

      • Peucezio says:

        Lisa,
        argomento molto interessante.

        Io credo che la società fosse più polarizzata.
        C’era un ceto borghese – e in parte anche popolare inquadrato – dalle abitudini più regolari e morigerate di oggi.
        Ma c’era anche tutto un mondo, che io sto studiando in questo periodo, di osterie in cui la gente si tratteneva fino alle sei di mattina, un mondo di perditempo, mezzi ladruncoli, ma anche artisti, intellettuali, uomini di teatro, prostitute, magnacci e anche studenti, insomma, umanità varia, un po’ borghese colta, un po’ popolare vagamente deviante (nel senso bonario di allora; negli anni ’70 poi arrivò la mafia, lo spaccio della droga, la violenza vera, ma questa era gente della vecchia guardia, che rubacchiava e non uccideva mai, ecc.) ma tutta poco inquadrata.
        Tieni conto che queste cose le ho lette e le ho anche ricostruite attraverso interviste, testimonianze dirette.

        A Milano quando io ero bambino i milanesi (non i meridionali) cenavano alle sette. Ma poi c’era anche tutto questo.

        In Spagna l’ho visto in tempo reale. Ricordo queste serate fino alle sei di mattina. Madrid è diventata un mortorio.
        Ricordo un tizio, con una lunga barba bianca, che negli anni ’90 mi parlava dell’Italia della Dolce Vita (certo, era un’élite, l’operaio o l’impegato medio non facevano quella vita) e di come
        oggi si sia ammosciato tutto e con rammarico, profeticamente, diceva aquí va a pasar lo mismo.

        Io credo che ci sia stato in Occidente e sicuramente in Italia un momento magico, coincidente con l’arrivo del benessere su un’umanità ancora con la vitalità tradizionale, che quindi ha vissuto davvero la cuccagna e se l’è goduta.
        È una realtà di cui non so quasi nulla, ma da qualche cosa orecchiata in giro: cosa doveva essere Parigi negli anni ’60-’70 (ma già dall”800)? La concentrazione di intellettuali, artisti, musicisti, cineasti, scrittori, ,a anche operai che leggevano Sartre, ecc. ecc. Oggi cosa sarà diventata? Chi è che ne parla più come di una città viva, affascinante? Praticamente è un’enorme banlieue con al centro una piccola torre d’avorio di élite nevrotizzate e con tutti i tic e i moralismi delle élite di oggi.
        E Milano credo che sia stata, in Italia, una sorta di Parigi su scala molto minore (e con quel gusto della concretezza bassa e spoetizzante tipicamente lombardo, che infatti parodizzava la Francia e i francesi).

        Ma Roma…? Negli anni ’50 mia madre, i miei nonni e zii ci andavano continuamente. Era veramente come nella Dolce Vita: un mondo incredibile, quasi una fiaba calata nella realtà. Anche per la magica combinazione del milieu dello spettacolo, del cinema, ecc., con il mondo popolare ancora verace e col gusto della vita tipicamente romano. Non credo fosse gente che guardava l’orologio. Poi anche allora, forse più di adesso, c’era l’impiegatuccio abitudinario, tranquillo, coi suoi ritmi…

        Ma persino Bari. Negli anni ’60, che mia madre ricorda bene, non c’era ancora la microcriminalità, era una città gradevole, in cui la gente viveva, se la godeva (si aggiunga la gradevolezza del clima, la presenza del mare, ecc.). Negli anni ’90, quando ho cominciato ad andarci davvero spesso, era una città chiusa nella paura, diventata gretta, provinciale… Poi si è un po’ tirata su negli ultimi anni, grazie al turismo, alla cinematografia, al fatto che è diventata un po’ di moda. Ma quello spirito spensierato credo sia difficilmente recuperabile.

        In generale c’è sempre da considerare che esiste una percentuale di popolazione che consuma senza produrre. Si possono chaimare parassiti, ma spesso le cose più belle, quelle che rendono memorabile una civiltà, nascono da lì.

        Ma c’è anche da considerare che la gente aveva un’altra tempra. Quante ne ho sentite su gente che non dormiva mai, che tirava le cinque e poi andava a lavorare direttamente. O che si ubriacava la mattina prima di andare a lavorare (parlo di operai, quando la fabbirca era la fabbrica) o alla pausa di metà mattina o a merenda.
        Avrei da raccontarti tante storie. Come quelle degli autisti che da Porta Ludovica guidavano i pullman che portavano nei paesi del pavese, solo che ci andavano completamente tazzati , dopo essere stati nel loro bar lì in zona, e si trovavano d’inverno, nelle strade della bassa, con la nebbia che la tagli col coltello, a volte su stradine strettissime (su una pianura sembra incredibile, ma in Lombardia sono comunissime) con i canali ai due lati, che se bagli appena appena ci finisci dentro. Arrivavano al paese, dormivano nel pullman e ripartivano.

        In Spagna non riuscivo mai a capire quando la gente dormisse: cenano alle 23, tirano tardi, ma poi cominciano a lavorare alle otto e mezza, nove come in Italia. Alla fine sono arrivato alla conclusione che gli spagnoli dormono meno. Alla lunga ne risentiranno… Berlusconi saranno cinquant’anni che dorme quattro ore al giorno. E sai quanti ne conosco di persona? Anche in familia.
        Spesso banalmente per insonnia.

        • paniscus says:

          ” cosa doveva essere Parigi negli anni ’60-’70 (ma già dall”800)? La concentrazione di intellettuali, artisti, musicisti, cineasti, scrittori, ,a anche operai che leggevano Sartre, ecc. ecc. ”
          ———————

          Io continuo a ritenere che anche in quel caso si trattasse di una minoranza, e che invece la maggior parte della gente “normale” faceva una vita del tutto diversa.

          Tra l’altro, Parigi è una metropoli che contiene in sé ditretti e quartieri abissalmente diversi tra loro, tanto quanto potrebbero essere città diverse e distanti, ed era già così 40 anni fa.

          Il sottoinsieme di Parigi che era pieno di intellettuali, scrittori, artisti e filosofi, già all’epoca, avrà rappresentato una percentuale infima del totale dei parigini.

          La maggior parte della gente “normale” andava a lavorare (facendo lavori abbastanza banali, o comunque organizzati in maniera regolare e prevedibile, come in tutte le altre grandi città) e non passava le nottate fino all’alba nei bistrot degli esistenzialisti.

          • Peucezio says:

            Lisa,
            sì, è probabile che sia come dici.

            Ma basta una minoranza a fare la vita di una città, a renderla rutilante di vita notturna, di vivacità, ecc.
            Oggi l’Italia è una nazione non dico morta ma cloroformizzata. Come dicevo, magari più gente fa l’aperitivo, la birretta e queste cose qua (anche se non so: una volta si ubriacavano quasi tutti gli uomini, andavano in osteria, sia pure non facendo tardi…), ma sono tutti mosci, non fanno tardissimo, vanno in locali fighetti…

            • Mauricius Tarvisii says:

              “non fanno tardissimo”

              😀

              Credo sia più che altro un “problema” della tua bolla.

          • Z. says:

            Ezio,

            — Come dicevo, magari più gente fa l’aperitivo, la birretta e queste cose qua (anche se non so: una volta si ubriacavano quasi tutti gli uomini, andavano in osteria, sia pure non facendo tardi…), ma sono tutti mosci, non fanno tardissimo, vanno in locali fighetti… —

            Mmm…una volta quando?

            Secondo me negli anni Settanta, semmai, mediamente la gente cenava prima, andava a letto prima e gli uomini non andavano tutti i giorni a ubriacarsi.

          • PinoMamet says:

            “La maggior parte della gente “normale” andava a lavorare (facendo lavori abbastanza banali, o comunque organizzati in maniera regolare e prevedibile, come in tutte le altre grandi città) e non passava le nottate fino all’alba nei bistrot degli esistenzialisti.”

            Però è bello crederlo!

            Fumo di sigaretta, maglioni a collo alto, baschi, donne dall’aria misteriosa con capelli alla garçonne, sigarette, filosofi dall’aria maledetta che strizzano l’occhio al piccolo malavitoso che tenta di imitare quelli del cinema, sigarette papier mais, cantanti ironici e svagati che vogliono sembrare maledetti, reduci dalla guerra d’Indocina, aspiranti attrici laureate alla Sorbona, sigarette…

        • Z. says:

          Ezio,

          — In generale c’è sempre da considerare che esiste una percentuale di popolazione che consuma senza produrre. Si possono chaimare parassiti, ma spesso le cose più belle, quelle che rendono memorabile una civiltà, nascono da lì. —

          Secondo me è un po’ come gli essenziali per Miguel. Dipende da cosa si intende per “produrre”.

          PS: anche Rita Levi Montalcini dormiva poche ore per notte. E anche zio Beppe!

  35. Ad Avignone, la polizia abbatte un “uomo armato di coltello che grida Allahu Akbar”, ma…

    https://france3-regions.francetvinfo.fr/provence-alpes-cote-d-azur/vaucluse/avignon/avignon-homme-arme-couteau-abattu-policiers-1889172.html

    “le procureur de la République Philippe Guémas a précisé que l’homme n'”a jamais crié Allah Akbar, il n’a jamais été armé d’un couteau.””

    • Moi says:

      … Attaccare briga con degli Sbirri Oltralpe in questo momento , NON mi pare un’ idea furba ! … A prescindere !

    • Francesco says:

      sai che è ormai un classico? prima il tizio ha sempre gridato Allah etc, poi non lo ha fatto

      devo ancora decidere se è leghismo prima o paraculismo dopo

      😀

      • Moi says:

        Ci dev’ essere una specie di “Fenomeno” tale per cui qualsiasi cosa gridi un Musulmano sbroccato … suona come “Allah U Akhbar” al Kafir che ode !

        PS

        Qualcosa di analogo succede , pare, soprattutto con le canzoni in Inglese … perfino a chi è di Madrelingua !

        https://en.wikipedia.org/wiki/Mondegreen

        Personalmente faccio molta più fatica a comprendere l’Inglese cantato che quello parlato … e NON è questione di complessità del testo, anzi !

        • Moi says:

          Finché succede a chi NON è di madrelingua , puoi sempre dire “Embeh …” ma diventa interessante quando accade a gente di madrelingua, nella loro stessa lingua !

  36. Sempre per Moi

    “https://www.bfmtv.com/police-justice/decines-pres-de-300-manifestants-turcs-reunis-pour-en-decoudre-avec-la-communaute-armenienne_AV-202010290138.html

    Armeni in Francia fanno un blocco stradale per protestare contro l’attacco azero al Nagorno Karabag, arrivano i turchi… quattro feriti

    • Moi says:

      Ma infatti : SE la République (il cui equivalente Italiano non esiste che nelle fantasie politiche di pochi intellettuali che “si nasano” solo fra di loro …) è destinata a finire, adesso il malcontento popolare da Lockdown (come da “Nous-Autres” 😉 …) ha messo il turbo al processo storico : chi ne ha interesse, si trova nel momento storico propizio per approfittarsene !

  37. Moi says:

    @ HABSBUBURGICUS

    Mi sa che in Francia sta succedendo quel “Fenomeno” che generalmente accade in Italia e regolarmente (!) in Emilia Romagna : quando ciò ch’è giusto fare, specie in materia di Pubblica Sicurezza, è di Destra … dev’ essere qualcuno de nomine di Sinistra ad attuarlo !

    Segnatamente, credo che Macron dirà molto farà poco … ma comunque qualcosa, anche se assolutamente insufficiente e tardiva !

    • Moi says:

      Non è mai stata ripetuta dal Macroncino 😉 tante volte la “I-Word” … “Islam” / “Islamiste” / “Islamisme” , anche se corredata di “politique” , come a voler sottolineare che “quando vadetto va detto … ma NON sta bene dirlo !

    • habsburgicus says:

      Mi sa che in Francia sta succedendo quel “Fenomeno” che generalmente accade in Italia e regolarmente (!) in Emilia Romagna : quando ciò ch’è giusto fare, specie in materia di Pubblica Sicurezza, è di Destra … dev’ essere qualcuno de nomine di Sinistra ad attuarlo !

      oui, c’est vrai
      uno che la sapeva lunga, l’avv. Agnelli, amava dire che le politiche di destra devono essere fatte dalla sinistra 😀 lui si poneva su un piano più olistico, non limitato alla mera “sicurezza” che per fortuna sua e dei suoi contemporanei non era una grande priorità ai suoi tempi (niente pandemie, niente jihadismo..un po’ di anonima sarda e calabra più qualche brigatista, vero, che facevano tuttavia un baffo a chi aveva le risorse sue 😀 e che non toccavano chi di risorse era privo)

      • Moi says:

        Mah … be’ : sì !

        La Francia “politicamente” mi è sempre parsa una specie di Emilia Romagna Ipertrofica 😉 … in ancor peggio, per ulteriore eccesso ! 😉

        Poi la gente, qua, ha generalmente più “usta” dei Politici di Sx … e , Zeta in questo è paradigmatico, minimizza bonariamente con superficialità delle Americanate Inquietanti !

      • PinoMamet says:

        Mah, ti dirò, sto sicuramente nella parte più francofona dell’Emilia, e anche francofila
        (il sindaco della cittadina in cui lavoro si è affrettato a fare le condoglianze all’ambasciatore francese ricordando i legami con la Francia ecc. ecc.)

        di somiglianze culturali (nel senso di cultura popolare) credo se ne possano trovare a bizzeffe, ma politiche? cos’ha in comune la politica francese con quella emiliana?
        Chi è la Le Pen emiliana? O il Mitterand, o il Macron? Boh.

        In generale tutto il culto francese per lo Stato e le istituzioni mi sembra estraneo alla cultura emiliana.

        Come il culto per la cultura “alta” e per le donne belle ma antipatiche, ma questo è un altro discorso.

        • Moi says:

          *** le prime affinità che mi vengono in mente ***

          AntiClericalismo che si fa chiamare “Ateismo” o “Laicità” … concetti invece NON monotarget, che vengono ridotti a grottesca parodia sé stessi ! 😉

          Trinariciutismo popolare che confida ciecamente nel Politico di Partito, che a sua volta si fa consigliare dall’ Intellettuale di Professione.

          Doppia Morale su Sessismo, Razzismo, Body Shaming et Similia.

          Parzialità , faziosità assoluta sull’ eventuale severità delle Istituzioni … il Comunista legna per educare, il Fasssista per reprimere !

          Sentirsi appagati nel “partecipare” a Tasse e Burocrazia.

          Uso Smodato di Affabulazione Manichea, Prosopopea e Maiuscole Ideologiche (… chissàda chi ho imparato, io ! … Debbo dire che mi piace, però)

          Proiezione-sublimazione della Religiosità nel Panpoliticismo. Subordinazione dell’IndividuoalGruppo. Sicuramente maggior affinità elettiva con l’ Intransigenza Islamica che NON con l’ Indulgenza Cattolica.

          “Noi Siamo i Meglio” … gli altri bramano di assimilarsi spontaneamente a noi, se NON lo fanno … è perché i Fasssisti Kattivi glielo impediscono !

          • Moi says:

            Autoreferenzialità spasmodica : parlare di sé stessi attraverso il resto del mondo … tutto riconducibile a noi !

          • Z. says:

            Non so se in Francia vada così, ma qui in ER direi proprio di no.

            C’è meno isteria di destra che nel resto d’Italia, forse. Certamente una sanità migliore; magari servizi più accessibili e cose così. Forse una società più solidale.

            Ma non mi ritrovo granché nel tuo elenco, che mi sembra un po’ zeppo di luoghi comuni da talk-show di destra.

            • Per Z

              “Ma non mi ritrovo granché nel tuo elenco, che mi sembra un po’ zeppo di luoghi comuni da talk-show di destra.”

              Vero, però un po’ di anziani da Circolo Arci hanno questi elementi- la diffidenza ironica verso i preti, la fiducia cieca nelle Istituzioni e nelle Tasse, la faziosità per cui se Salvini alle 12 dice che è mezzogiorno, gli danno del bugiardo lo stesso…

              Aggiungerei in Toscana (in Emilia non saprei) una capacità oratoria notevole, un italiano impeccabile marcato soltanto da deliberate battute dialettali, una grande ricchezza di vocabolario con sottigliezze e sottintesi e un’attenzione ai dettagli da cui ho imparato tantissimo: il custode dell’asilo nido in pensione, con la terza media, conosce tutte le regole, tutti i ruoli di tutti gli assessori, tutte le funzioni di tutte le commissioni, e ti stronca subito se dici qualcosa di sbagliato.

              • Z. says:

                Sicuramente anche a Bologna ci sono molti anziani di buon senso, non fraintendermi.

                Però la nostra, come le altre, è una società complessa e non fatta di macchiette.

                A volte mi sembra che molti di voi abbiano a che fare con un’umanità quasi monocolore e monocorde.

              • Per Zeta

                “Però la nostra, come le altre, è una società complessa e non fatta di macchiette.”

                Hai terribilmente ragione.

                Il problema è che ogni “luogo comune” è sicuramente sbagliato; ma senza alcun luogo comune, siamo completamente persi.

                Perché tutta la nostra esperienza diventa inutile, e non sappiamo più come affrontare una situazione.

                Nei fatti, i luoghi comuni un po’ ci aiutano: alcuni dei funzionari pubblici più intransigenti che ho conosciuto erano napoletani; e non tutti i tedeschi che ho conosciuto erano ligi.

                Però in linea di massima, direi che è statisticamente più probabile trovare, in un ufficio pubblico, un burocrate ottuso in Sassonia, e un furbetto umano a Caserta.

                Ma è davvero una questione complessa.

              • Z. says:

                Non sono mai stato in Sassonia, sicché non ho motivo di pensare che il burocrate medio sia più ottuso a Dresda che non a Zurigo o a Piacenza. O viceversa…

                Della Germania mi ha colpito come tutti ti parlino in inglese appena notano dall’accento che non sei tedesco.

              • PinoMamet says:

                Io ho lavorato a Reggio Emilia;

                se servono burocrati ottusi (e compiaciuti di esserlo) sapete dove cercarli 😉

              • roberto says:

                “ Però in linea di massima, direi che è statisticamente più probabile trovare, in un ufficio pubblico, un burocrate ottuso in Sassonia, e un furbetto umano a Caserta.”

                Mia moglie ti direbbe che in Sassonia non hanno bisogno di burocrati simpatici e umani. I sassoni sono cittadini che esercitano diritti, non come gli italiani che sono sudditi che devono suscitare la simpatia del tirannò di turno per ottenere qualcosa

                È una delle rare cose per le quali devo a malincuore darle ragione

          • Per Moi

            “*** le prime affinità che mi vengono in mente ***”

            Interessante.

            Respingo infatti in toto il progetto di Mirkhond, di unire la Toscana all’Emilia-Romagna!

            Però qualche punto in comune c’è, nella sinistra toscana.

            Il Partito credo che abbia contato molto di meno qui, ma in effetti tra alcuni anziani si trovano molti dei punti che citi. Poi gli stessi anziani diventano facilmente “reazionari” quando si tratta di mussulmani, visti come peggio dei Malvestiti (i preti).

    • Mauricius Tarvisii says:

      Macron è di sinistra?

  38. Moi says:

    Premesso che la Signora ha 32 anni ed è una superatleta con _ per dirla con la Dott.sa Silvana De Mari _ degli “antico/ʁ/pi g/ʁ/ossi come pollast/ʁ/i” 😉 …

    … Federica Pellegrini pare esser guarita dal Covid XIX !

    fra l’ altro essere Chromosomically XX Dyadic è un vantaggio ulteriore.

    • PinoMamet says:

      Non credo che l’allenamento c’entri granché, però…

      felicitandomi per la guarigione, colgo l’occasione per ricordare che la Pellegrini è una delle atlete meno, diciamo, empatiche che ci siano. Fredda come un pezzo di ghiaccio e piuttosto arrogante, pure. La televisione italiana ha fatto di tutto per renderla popolare e trasformarla in un personaggio
      (in uno show di talenti, piuttosto cinicamente, si sono spinti a rovinare l’esibizione di un concorrente “mentalista” per far risaltare il personaggio della Pellegrini… rendendola ancora più sgradevole, secondo me)
      ma niente da fare.

      ha un gran fisico, indubbiamente.

    • PinoMamet says:

      In genere sono patriottico nel tifo sportivo, ma ecco, per la Pellegrini faccio eccezione 😉

      • Francesco says:

        beh, fortissima era fortissima

        non troppo gnocca, forse per la freddezza

        ma per un atleta sono cazzi suoi, no? basta che vinca senza imbrogliare come faceva Diego

        😉

        • PinoMamet says:

          Mmm

          mmmm

          no, aridatece Diego 😀

          • Francesco says:

            scherzi? io ogni volta che lo volta che lo vedo ho un conato di vomito

            il peggio che posso immaginare, aggravato dalla popolarità

            è un pò l’equivalente calcistico della cassa per il mezzogiorno o della scala mobile

            😉

            • PinoMamet says:

              Sì, ma era un essere umano.
              La Pellegrini è un robot…

              • Z. says:

                Io ho un amico a cui la Pellegrini piaceva tantissimo!

                E poi non ha a che vedere con quella vicenda orribile, quel gol sacrosanto annullato senza una ragione.

                Non c’è tifoso del Napoli a cui non l’abbia rinfacciato.

                PS: no, uno c’è. Provvederò appena possibile.

              • Moi says:

                Allora :

                gli Sport di Squadra sono più “umani”(nel bene o nel male) di quelli Individuali … il Calcio è decisamente il più “umano”.

                …………………

                I più “Umani” in assoluto fra gli Sport Individuali sono quelli di Combattimento (il “Personaggio” è indissolubile dal suo modo di combattere …) e “con Veicolo” (che però sono “Sport” solo fino a un certo punto) !

                So che a partire dal Maraglio 😉 John McEnroe si è molto “umanizzato” il Tennis … ma lo trovo cmq noiosissimo.

              • PinoMamet says:

                “Io ho un amico a cui la Pellegrini piaceva tantissimo!”

                Non tutti i gusti sono al limone.

                Però non lo definirei statisticamente significativo 😉

                PS
                Non nutro particolare interesse per il calcio, che mi sembra appena meno noioso di fissare l’erba per vedere se cresce;
                ma da piccolo nutrivo una certa simpatia per il Napoli.

              • Moi says:

                Il Calcio è il “[Panem] et Circenses” per antonomasia … stadi già svuotati, SE bloccano del tutto il Campioato atempo indefinito , allora sì che ci sarà da ridere per non piangere.

          • Z. says:

            Mai provato simpatia per Maradona, in effetti.

            E il fuorigioco inesistente fischiato a Laudrup brucia ancora.

          • roberto says:

            Ok ragazzi su tutto si può scherzare ma non su Maradona, sennò vi pubblico le vignette su Maometto e il blog finisce qui

            • daouda says:

              Dovreste vedere Bruno Ceres su internet quante caratteristiche ha…la peggiore è colore de pelle = Pelè!!!

            • roberto says:

              Io agli amici zebrati ricordo sempre questo

              https://youtu.be/KZu_bl-be_I

            • Peucezio says:

              OMDAR!

              Sono stato stratifoso del Napoli nell’unico anno in cui ho seguito il calcio, cioè il 1989-90 e ho avuto il culo di tifare per la squadra che ha vinto lo scudetto quell’anno (uno degli unici due della sua storia) e di fare pure un 12 (povero, perché scientifico, con un mio amico “scienziato”) al totocalcio.

              Pensate che poi ci furono i campionati mondiali proprio in Italia e arrivai a tifare contro la nazionale italiana per l’Argentina, quando si scontrarono (il vero italiano, quando è tifoso, è tifoso delle squadre di club, più che della nazionale, che è roba per profani!).

              Ero a Bari e ricordo, mentre a Corso Cavour stavo comprando una bandiera argentin,a un napoletano compiaciuto della cosa e un tizio (barese) che invece mi disse: “Vite ca ce va a Bbare Vècchie che cchèdda bbannère passe le uà!”.

        • Peucezio says:

          Francesco,
          “non troppo gnocca, forse per la freddezza”

          Io la trovo una gnocca clamorosa!

          • Francesco says:

            misteri femminili

            a me faceva impazzire la Steffi Graf

          • PinoMamet says:

            Mah… Tra le sportive trovavo carina quella dei tuffi, come si chiama, la Cagnotto.

            E- lo so che è strano…- Beatrice Vio, che ha un bellissimo viso.

            Tra le non sportive, non so: forse sarà l’età, ma le bonone, belenrodriguezone mi dicono sempre meno.
            In genere preferisco il genere mediterraneo, comunque.

  39. Moi says:

    @ HABSBURGICUS / MIGUEL …

    Un nuovo esempio di Sincretismo Muhammarx 😉 :

    https://www.msn.com/it-it/intrattenimento/notizie/l-islam-de-cuba-si-scopre-al-festival-della-diplomazia-2020/ar-BB1avOXk?ocid=msedgntp

    L’Islam de Cuba si scopre al Festival della Diplomazia 2020

  40. KARL says:

    Per Miguel ” meglio fare un Erasmus che andare in fabbrica, meglio fare la wedding planner che la ricercatrice come precaria ”
    E’ incredibile il cambio di paradigma, di zeitgeist che è avvenuto negli ultimi 25 anni.
    Negli anni 90, quelli in cui ogni tre parole la quarta era “multimediale”, si dava per scontato che nazioni che fino ad allora avevano milioni di operai, contadini, artigiani, impiegati, sarebbero diventate nazioni con milioni di wedding planner, cacciatori di tendenze, web designer, personal shopper e consulenti Feng Shui. Ce lo dicevano in continuazioni accademici di specchiata fama come Rifkin e Negroponte. E più o meno tutti a credere a questa narrazione fiabesca. Poi, verso la fine dei primi anni 2000 è arrivata la prima secchiata d’acqua a farci disilludere sulle progressive sorti della civiltà occidentale, fino ad arrivare ad un cambiamento di paradigma, con una nuova narrazione, quello della “decrescita felice” . In questo il Covid è risultato funzionale a tale narrazione, e il relativo taglio dell’ “inessenziale”.

    • Moi says:

      @ KARL

      Tipo il tizio che fa ” Francesco ” di nome in Inglese e “Montagna di Cuccagna ” ovvero 福山 / (ふくやま) di cognome in V.O. Giapponese, per caso ?

      😉 😀

    • Per Karl

      “fino ad arrivare ad un cambiamento di paradigma, con una nuova narrazione, quello della “decrescita felice” ”

      Sono d’accordo che è cambiato il paradigma, ma non direi proprio che sia quello della decrescita felice, fuori dalle cerchie delle tessitrici di lana dell’Amiata e degli studenti di agraria che sono passati a zappare la terra.

      Tra l’altro “decrescita felice” è un’espressione solo italiana, coniata da Pallante, persona nota a pochissimi.

      Il paradigma oggi direi è lo “sviluppo sostenibile”, la “ripresa green”, le emissioni “net zero”, che valgono quanto le wedding planner e i personal shopper.

  41. Moi says:

    Be’, dài: scrivere “Francis Fukuyama” è così banale, così main stream 😉 … vorrete mica dare sfoggio di erudizione fine a sé stessa soltanto voi, eh ? 😉

    • PinoMamet says:

      A me fa piacere se sfoggi la tua erudizione, ma tra erudizione ed enigmistica c’è un confine… 😉

    • Francesco says:

      cosa c’entra FF con il prevalere della fuffa? era solo un ottimista che non prevedeva il successo e la popolarità della dittatura cinese, tutto sommato

      non credo abbia mai scritto di economia

      • Moi says:

        non prevedeva il successo e la popolarità della dittatura cinese

        ———–

        Nemmeno un Risveglio Islamico che prende a pernacchie (quando va fatta bene) il Modus Vivendi Liberal … in pratica , uno che ci ha visto lungo 😉 come i primi editori che snobbarono il Maghetto della Rowling o i primi Papi che snobbarono l’ “Eresia Maomettana”, come veniva definita un millennio e mezzo fa ! 😉

  42. Moi says:

    C’era anche il filmato di propaganda, che suscitava ilarità nei compagni italiani. Cosa che irritava parecchio i compagni coreani…

    [cit.]

    ————————-

    Non ne so nulla … ma la storia del serpente come piatto è vera ?

  43. Moi says:

    Uno come Mattia Santori … non sembra uscito daun film di Jean-Luc Godard fuori tempo massimo ?

    Quelli come Godard, si sono occupati della “Pars Destruens” … gli Imamoni le cui fatw’ai (o come si dice) [فتاوى‎] stramaledicono la République, si stanno occupando invece della “Pars Contruens”, anzi : Re-Construens , su cotali rovine !

    … Nevvero Habs ?

    • Moi says:

      Altra analogia dell’ Emilia Romagna con la Francia : selezionare, stravolgere, riconfenzionare la Storia in funzione dell’ Attialità … NON è raro trovare anziani “vagamente progressisti di sx” con la III Media che però ripetono “a mantra” robe tipo che : “i Musulmani sono usciti dal Medioevo, facendosi il Rinascimento, prima di noi … ma debbono ancora fare l’Illuminismo !”

    • PinoMamet says:

      No, Santori non mi sembra particolarmente uscito da Godard.
      È un personaggio molto italiano. Al massimo mi ricorda certe macchiette di Verdone…

  44. Moi says:

    … Mi piacerebbe sapere cos’ ha da dire adesso il Novantenne (classe 1930) sulla Francia odierna ! … Sarà soddisfatto di com’è cambiata così tanto in così poco (Storicamente) tempo ?!

  45. Moi says:

    Secondo il Giornaista-Youtuber Luca Vincitore, stiamo riscoprendo il Medioevo attraverso le due Grandi Paure che lo caratterizzarono : Musulmani e Pestilenza !

  46. Moi says:

    Cmq l’autoreferenzialità èpanItalica : la “Dx” Salviniana / Meloniana sta dicendo che si deve respingere il Nazismo (!) Islamico … NON il Comunismo (!) Islamico, che abbiamo visto all’ opera in Francia !

  47. Moi says:

    Della Germania mi ha colpito come tutti ti parlino in inglese appena notano dall’accento che non sei tedesco.

    ——————————–

    Mi è capitato solo con gente che mi è sembrata nata a partire da gli ultimi 20 / 25 anni del Novecento …

    • Z. says:

      40-45 anni, insomma, quindi neppure particolarmente giovani.

      Qua in Italia, se qualcuno ci parla in italiano con accento straniero, quando mai gli rispondiamo in inglese? Dico immediatamente, non dopo mezzo minuto di dialogo infruttuoso.

      A me è capitato più volte di smettere di parlare italiano e iniziare a parlare in inglese o in francese, con cittadini stranieri, ma prima provo sempre a parlare in italiano…

      • Moi says:

        … mah ! Turisti magari , a saper un discreto Inglese, sì.

        Ma gli Immigrati, spesso, sanno solo la propria (!) lingua … la maggior parte è o Arabofona (… ma perfino Miguel ha detto di avere serie difficoltà con un giovane che usi espressioni gergali e persino “strutture linguistiche” lontanissime dall’ Arabo Classico) o parla una qualche lingua (tutte sconosciute in Italia) di Area Industana …

        • Moi says:

          solo la propria (!) lingua … o, appunto, un Italiano “circa” 😉 che cmq è il classico”piotòst ca gninta l’è méj piotòst” 😉

        • Z. says:

          Per esperienza direi che gli “arabofoni” l’arabo classico lo capiscono, di solito. Magari non lo parlano abitualmente. Ma lì il problema è un altro: non lo capisco io 😀

          Con bengalesi e pachistani non è sempre facile, perché non sempre parlano inglese a sufficienza.

          • PinoMamet says:

            Con Pakistani e indiani riesco a sfoggiare la mia mezza dozzina di frasi in hindi/urdu (che devo assolutamente ripassare!)

            confermo che di solito gli arabofoni capiscono l’arabo classico (lo so da esperimenti fatti in classe; tipicamente i ragazzi e più ancora le ragazze nord-africane vanno, più o meno svogliatamente, a lezione di arabo “vero” qualche volta a settimana).

            Per tutti gli altri, vale a dire per chi non capisce neanche lo spagnolo, non resta che rassegnarsi all’inglese…

            (La cosa carina era quando, in località turistiche, si rivolgevano in tedesco o in inglese a mia mamma!
            compresi inglesi e tedeschi…)

            • Moi says:

              I più “simpatici” linguisticamente sono i Filippini :

              in patria _ accanto alle lingue autocone, prima fra tutte il Tagalog … _ l’ Inglese, come Lingua Co-Ufficiale assieme al Tagalog, ha rimpiazzato lo Spagnolo !

              … Però i Filippini conservano un accento Spagnolo (vagamente SudAmericaneggiante, anche se meno delle loro fattezze somatiche 😉 ..) per parlare in Italiano.

      • roberto says:

        “ Qua in Italia, se qualcuno ci parla in italiano con accento straniero, quando mai gli rispondiamo in inglese?“

        C’entra poco, ma uno dei rari divertimenti del mio lavoro è quando un avvocato mi chiama dall’Italia e inizia ad arrancare in un mix di italenglish con parole di francese aggiunte, lasciarlo scalare l’Everest linguistico per una ventina di secondi prima di pronunciare la frase magica “mi scusi se la interrompo avvocato, ma può parlare in italiano”

  48. Chi vincerà le elezioni negli Usa?

    Sono aperte le scommesse, ma prima un piccolo suggerimento:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/30/elezioni-usa-2020-prima-ricco-poi-presidente-la-casa-bianca-non-e-roba-da-poveri/5985372/

    ” lato donatori, Biden è il beniamino delle aziende che controllano i social network e dei signori della Silicon Valley. Hanno investito su di lui Alphabet, la holding che controlla Google (3,7 milioni), Bill Gates con la sua Microsoft (2,6 milioni) e molte altre imprese.”

    • Francesco says:

      perchè così poco? sono tirchi o i dindi veri glieli hanno dati in altro modo?

      PS avete notato come a questo giro i lamenti moralistici sui soldi che comprano le elezioni sono scomparsi del tutto? 😀

  49. Moi says:

    La prima profezia-parodia di Fabio Lucentini che potrebbe davvero averarsi, purtroppo
    :

    “Un Altro Lockdown” …

    https://www.youtube.com/watch?v=tKd-rIQ9TMM

    Vaudeville degli Europe in “The Final Countdown”

    … Magari ci prendesse come in Salvei [sic … ovvia allusione a Sampei] VS le Sardine !

  50. Moi says:

    A proposito, pare che il Libro di Speranza “Perché Guariremo” sia stato ritirato subito dalle librerie perché … il Ministro “si era fatto il viaggione” 😉 narcisisticamente cantando vittoria anzitempo.

  51. Moi says:

    Altro Cessone Robotico 😉 [oggi] RetroFuturistico a Discoring :

    https://www.youtube.com/watch?v=nLHQP74GMgA

  52. Karl says:

    A proposito di eliminazione di inessenziali, un’ipotesi di Dmitry Orlov su come il Covid potrebbe non essere del tutto casuale :
    “Economia
    …godetevi il vostro coma economico farmacologicamente indotto e, se qualcuno vi chiederà il perché di tutto questo, ditegli che è dovuto all’orribile coronavirus e che non ha nulla a che fare con bazzecole come la bolla finanziaria statunitense che sta per scoppiare, o il fallimento dell’industria americana del fracking (che, a proposito, è proprio il vero motivo).
    Fate finta di essere uno dei geni del male che gestiscono l’economia mondiale. Naturalmente, il vostro desiderio sarebbe quello di continuare a gestirla in modo stabile, sicuro e redditizio, nonostante i problemi che potrebbero sorgere di tanto in tanto. Vorreste risolvere questi problemi in modo rapido ed efficiente, senza attirare alcuna indebita attenzione su voi stessi e sul vostro malvagio modo di agire. A questo punto, quali sono i principali problemi che richiedono una soluzione rapida e preventiva e come dovreste affrontarli?…..”
    Il resto lo si trova quì : http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=9043

    • Francesco says:

      1) la bolla finanziaria si sta gonfiando, con tutti i soldi che gli stati del mondo stanno iniettando nelle economie. gli economisti hanno rinunciato a calcolare che genere di iperinflazione servirebbe per “bruciare” tutti quei soldi immessi senza un senso economico

      2) perchè ce l’hai col fracking? ha dimostrato che alla bisogna gli USA possono trovare in casa (o in Canada) il petrolio che gli serve. il resto è pulviscolo fine

      ciao

      • Per Francesco

        1) “bolla!” credo che tu abbia ragione

        2) “fracking” guarda che il fracking è al collasso, e non lo dice Greta, lo dice Fortune:

        https://fortune.com/2020/04/30/coronavirus-oil-price-war-fracking-us-shale/

        In the past five weeks, shares of big independent drillers EOG, Pioneer Resources, and Devon Energy tumbled between 44% and 56%. For at least the past five years, says Portillo, the frackers—with a few exceptions—have funded their rapid growth by drilling generally unprofitable wells based on their all-in costs, and raising gushers of debt and equity on Wall Street. Investors were already souring on shale, but now that revenues are cratering, the markets will provide virtually no new funding.

        • Francesco says:

          guarda che quando si parla di beni strategici militari la contabilità cambia e molto

          le società di fracking possono tranquillamente fallire, hanno dimostrato che si può estrarre il prezioso carburante e che se l’OPEC riesce ad alzare il prezzo del petrolio la risposta c’è

          come dicevo, il resto è pulviscolo

  53. Moi says:

    (lo so da esperimenti fatti in classe; tipicamente i ragazzi e più ancora le ragazze nord-africane vanno, più o meno svogliatamente, a lezione di arabo “vero” qualche volta a settimana)

    —————

    Interessante: in genere lo stereotipo di gender 😉 è che, specie da “teen agers” 😉 , i maschietti (!) sono indisciplinati e svogliati allo studio !

    • Moi says:

      Intendiamoci : è uno dei rari (!) casi in cui NON credo troppo a una misandrìa parascientista d’accatto in stile Littizzetto : fra Testosterone e Ferormone NON c’è partita ! 😉

      … Al netto di un massiccio e diffuso Gender Doping 😉 Transattivista ovviamente !

    • PinoMamet says:

      Tra l’altro spannometricamente: al liceo ho avuto una marea di Kaur; i loro fratelli Singh vanno alle scuole tecniche o professionali 😉
      (Al liceo ne ho avuto uno solo)

  54. Moi says:

    … Ma in teoria l’ Arabo “Moderno” più simile al “Classico” dovrebbe essere il Sauditico, no ? … Però la vicinanza geografica a La Mecca NON è garanzia di Continuum Luinguistico, visto che in Egitto ci sono peculiarità fonetiche (!) molto antiche .

    … Giusto ? 😉

  55. Tra Emilia Romagna e Lombardia…

  56. Sempre per Francesco, sul fracking:

    Source : https://www.energylivenews.com/2020/09/18/coronavirus-pandemic-drives-fracking-bankrupties-across-us/
    Coronavirus pandemic ‘drives fracking bankruptcies across US’

    The coronavirus pandemic has driven a surge of fracking bankruptcies across the US.

    Such is the verdict from the Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA), which studied a cross-section of 34 North American shale-focused producers and found they continued a “long-term losing streak” during the second quarter of 2020, spending $3.3 billion (£2.55bn) more money on capital projects than they generated from selling oil and gas.

    It notes these 34 fracking companies have cumulatively outspent their operating cash flows by $29 billion (£22.5bn) since 2017 and highlights that they cut capital investment by an average of 45% from 2019 figures, down to levels that hadn’t been seen since the oil price collapse of 2016.

    Despite these cuts in spending, many of the firms still ran out of money as low prices and declining sales volumes slashed revenues from $33 billion (£25.6bn) in the previous 12-month period to $11.7 billion (£9.1bn).

    Although the report highlights the businesses were heavily hit as the coronavirus pandemic caused oil and gas demand to plunge in early March, it emphasises the industry’s poor financial performance predates the global economic slowdown and says the businesses in question have reported negative free cash flows every single year during the previous decade, a poor sign of financial health.

    It states: “While fracking has led to a boom in US oil and gas output, it has consistently burned through more cash than it has produced. The latest results confirm that fracking continues to be a high-risk enterprise with a poor track record, weak financial fundamentals, and an unproven, speculative business model.”

    Clark Williams-Derry, IEEFA Financial Analyst and Lead Author of the report, said:“In financial terms, companies in the centre of the U.S. fracking boom have been performing terribly for years. But last quarter was particularly dismal, characterised by low prices, falling revenues, collapsing investment, and declining investor sentiment.”

    • Ogni tanto, qualcuno ci azzecca.

      Trovo questo articolo del 2014!

      https://www.pbs.org/wgbh/nova/article/fracking-boom-start-collapse-2020/

      Fracking Boom Could Start to Collapse in 2020
      ByTim De ChantFriday, December 5, 2014 NOVA NextNOVA Next
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      In less than a decade, fracking has redefined the energy industry, boosting waning natural gas production in the United States and fueling talk of the country becoming a significant energy exporter. But according to recent research, the fracking boom may come to an end far sooner many have expected.

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