La Pattumiera con il Cuoricino (3)

Scopro oggi – come spesso succede grazie a Ugo Bardi – un personaggio interessante, Lukas Fierz, medico, musicista e per molto tempo a capo del Partito Verde svizzero.

Da giovane, era un vicino di villeggiatura dell’anziano Gustav Jung. Che gli raccontò un episodio che avrebbe raccontato anche ad altri, perché evidentemente lo aveva colpito profondamente: il suo incontro con un indio Pueblo, di nome Ochwìa Biano (Lago di Montagna).

Ma Jung, parlando al giovane Fierz, aggiunse un dettaglio che non si trova nelle altre versioni: l’indio gli disse che l’uomo bianco era destinato a finire male (“der weisse Mann werde untergehen“), e gli spiegò con un gesto il motivo – mise i due indici davanti agli occhi, verso un punto immaginario sul tavolo, per dire, l’uomo bianco guarda un solo punto.

Anni dopo, Fierz si trovò a chiacchierare con Christoph Blocher, carismatico miliardario, imprenditore di successo e protagonista della politica svizzera. Fierz gli chiese quale fosse il segreto del suo straordinario successo.

Blocher gli rispose, “mi concentro tutto su un solo punto, mettendo da parte tutto il resto”. E fece lo stesso gesto che l’indio aveva fatto con Jung.

Torniamo alla Grande Fiumana Globale dei Vestiti, e alla domanda che sicuramente verrà posta:

Che si fa? Qual è la soluzione del problema?”

A prima vista, sembra una domanda ovvia e di buon senso: un esperto deve studiarci e dire a SI quello che SI deve fare.

Di “SI” abbiamo già parlato: non esiste un unico SI, esistono miliardi di esseri umani con interessi, istinti, desideri, follie, ragionamenti per nulla convergenti, e con forze molto diverse tra di loro.

Ora, cosa significano davvero “problema” e “soluzione”?

Da Wikipedia:

“Un problema, comunemente inteso, è un ostacolo che rende difficile raggiungere un determinato obiettivo o soddisfare una certa esigenza, frapponendosi tra la volontà dell’individuo e la realtà oggettiva.”

La Treccani ci informa che risolvere vuol dire:

Sciogliere, per lo più nel sign. di disfare, semplificare un legame o un intrico, chiarire una cosa complicata. In partic.: a. Scomporre, rendere evidenti i singoli componenti: r. un composto nei suoi elementi, un corpo nelle sue molecole, un numero intero in frazioni; strumento ottico che risolve i più minuti dettagli di un oggetto, cioè che dà immagini con particolari ben separati, netti. b. fig. Semplificare, chiarire qualcosa di complicato, difficile, oscuro.

Guardate che c’è un’intera visione del mondo qui.

I milardi di SI divergenti tra di loro, partono alla conquista, cercando di trasformare la propria volontà in realtà oggettiva.

Di fronte alla loro volontà si para però un “ostacolo” ben preciso, da far saltare in aria, sciogliere in acido, sbriciolare, semplificare.

Ma se è così, il ciclo dei vestiti che abbiamo descritto non è per nulla un problema. E’ proprio un insieme di soluzioni.

Problema costo della manodopera italiana? Soluzione: outsourcing in Bangladesh.

Problema della distanza del Bangladesh dall’Italia? Soluzione: navi-container giganti.

Problema dell’inquinamento? Soluzione: cielo e mare sono vasti…

Problema del fatto che la gente ha ormai dieci volte i vestiti che servono? Soluzione: inceneritori e carità per l’Africa.

Problema del fatto che la gente si sente in colpa a buttare vestiti in perfette condizioni? Soluzione: farli sentire che fanno una buona azione vestendo un negretto.

Problema: falliscono le imprese tessili africane? Soluzione: dazi sulle importazioni.

Problema: non si riesce più a scaricare gli scarti d’Occidente sulla Rwanda? Soluzione: minacciamola.

Essere pignoli sul senso delle parole non è un passatempo: analizzandole (parola etimologicamente correlata a “risolvere”), abbiamo visto chi sono davvero i SI, e come i SI agiscono nella realtà.

E abbiamo capito che un’eventuale Soluzione Finale al gran guaio (evitiamo la parola “problema”) sarà per forza della stessa natura che ha provocato il guaio.

Come aveva capito perfettamente Lago di Montagna.

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198 Responses to La Pattumiera con il Cuoricino (3)

  1. Francesco says:

    >> Problema costo della manodopera italiana? Soluzione: outsourcing in Bangladesh.

    ottimo, no problem

    >> Problema della distanza del Bangladesh dall’Italia? Soluzione: navi-container giganti.

    ottimo, no problem

    >> Problema dell’inquinamento? Soluzione: cielo e mare sono vasti…

    ridicolo, almeno se SI è un politico. infatti da molto tempo la maggior parte dei politici litiga con una parte degli imprenditori.

    >> Problema del fatto che la gente ha ormai dieci volte i vestiti che servono? Soluzione: inceneritori e carità per l’Africa.

    beh, qui emerge almeno una tua affermazione molto discutibile. “che servono” chi pippero lo dice? se lo dico a mia moglie mi trovo fuori di casa in un battibaleno. certo che c’à la pubblicità e le riviste femminili ma c’è anche la natura umana di mezzo

    >> Problema del fatto che la gente si sente in colpa a buttare vestiti in perfette condizioni?

    Soluzione: farli sentire che fanno una buona azione vestendo un negretto.

    secondo me sei vicino a enucleare il problema di fondo del “consumerism” ma insisti a non studiare economia!

    😀

    • Z. says:

      L’inquinamento non è un problema.

      E’ solo un argomento che si tira fuori quando non si ha altro da dire.

      • Francesco says:

        sicuro? a me pare sia un problema di discrete dimensioni.

        come mai a te sembra un non problema?

        ciao

    • paniscus says:

      “e lo dico a mia moglie mi trovo fuori di casa in un battibaleno. certo che c’à la pubblicità e le riviste femminili ma c’è anche la natura umana di mezzo”—

      Ma che noia, che barba, che noia… ma davvero!

      Secondo questo criterio, io non solo non sarei una donna, ma non sarei nemmeno appartenente alla specie umana…

      • Francesco says:

        o forse sei la persona giusta a cui chiedere “mi vuoi sposare?”

        anche se essendo io ancora in fissa con i supereroi temo un diniego

        🙂

        • paniscus says:

          “o forse sei la persona giusta a cui chiedere “mi vuoi sposare?”
          ———–
          Bisognerebbe chiederlo a qualcuna che ha più esperienza di me, nel campo di *essersi sentita fare richieste del genere*.

          • Francesco says:

            senso dell’umorismo non molto usato, eh?

            eppure non pare una cosa brutta, sdrammatizzare ogni tanto

      • daouda says:

        “Secondo questo criterio, io non solo non sarei una donna, ma non sarei nemmeno appartenente alla specie umana…”

        questo lo sospettavamo da tempo Lisa!

  2. Z. says:

    Bene. Dopo tanta accademia, che suggerisci? 🙂

  3. I CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza Comunista) sono una realtà interessante…

    sono matti e fanatici quasi quanto gli economisti capitalisti, ma almeno sono un po’ più onesti.

    E a differenza della Brava Gente di Sinistra Media, sono leninisti, cioè ragionano in maniera flessibile, in base a ciò che è strategicamente più utile al momento al Trionfo della Volontà.

    In controtendenza su Napoli, scrivono:

    “Questa notte si sono tenute a Napoli una serie di mobilitazioni spontanee contro il coprifuoco istituito da De Luca e a poche ore dall’annuncio del governatore di un lockdown totale per la Campania. Queste mobilitazioni, le più grosse partite da Mergellina e dal centro storico ma ce ne sono state altre diffuse in città e nei comuni limitrofi (la più eclatante a Marano ma anche Quarto e altre città della provincia). Gli scontri di Napoli non sono quindi stati un fenomeno isolato ma la punta più avanzata di una mobilitazione diffusa e spontanea, che di zona in zona ha avuto capipopolo, promotori e agitatori diversi.

    Ad ogni modo, alle due mobilitazioni principali come Partito dei CARC eravamo presenti, e la composizione di quelle piazze era fatta di piccoli commercianti, lavoratori autonomi, cittadini disperati dal non avere accesso alle cure per sé o per i propri figli, dipendenti di negozi, botteghe ed esercizi commerciali, qualche gruppo di tifoserie organizzate. In sostanza, in piazza c’erano le masse popolari indignate e in rivolta per l’ennesimo annuncio di lockdown senza uno straccio di misura che sia realmente a sostegno di chi per vivere deve lavorare, di chi ha bisogno di ospedali funzionanti perché non ci si ammala solo di Covid e non tutti possono permettersi di curarsi privatamente, tutelare e far rispettare il diritto all’istruzione e l’attuazione di tutte le parti progressiste della Costituzione.
    Rispetto agli scontri di Napoli è decisivo chiarire e dare battaglia per affermare i seguenti aspetti:
    1. La stampa di regime si sta sperticando in un’opera di delegittimazione delle proteste di ieri, accusando i manifestanti di essere violenti e teppisti. Non bisogna dare credito a queste tesi, per noi comunisti ogni forma di lotta rivolta contro il nemico non solo è legittima ma va sostenuta tenendo presente che per imporre misure che vadano nei propri interessi è necessario che le masse popolari imparino anche a fare di ogni lotta una questione di ordine pubblico. Camorristi e violenti sono i padroni e i loro spicciafaccende alla De Luca, contro cui ogni atto di ribellione è giusto e va sostenuto.
    2. L’aspetto decisivo non è stabilire il ruolo che hanno avuto i fascisti, la camorra o i centri sociali. La mobilitazione di ieri è espressione della resistenza spontanea delle masse popolari al procedere della crisi economica e dell’emergenza sanitaria in corso. Il punto non è quindi stabilire chi la promuova, il punto è ragionare su come estenderla, come legarla a quanto esiste già di organizzato nelle aziende, negli ospedali, nelle scuole e nei territori. Di questo devono ragionare e preoccuparsi i comunisti e chi vuole combattere contro De Luca, le Larghe Intese e i padroni, veri responsabili della situazione disastrosa in cui siamo immersi.”

    • Francesco says:

      nego decisamente di essere paragonabile, per follia, fanatismo o disonestà, a questi signori!

      e poi De Luca sta salendo nella mia Top 10 dei politici italiani in misura vertiginosa 🙂

    • habsburgicus says:

      i CARC seguono la linea Marx-Engels-Lenin-Stalin-Mao-Enver Hoxha, oppure fanno fuori Enver e si accontentano dei primi cinque ? 😀 o financo eliminano pure Mao e mantengono solo i “fantastici quattro” 😀 😀 😀 son problemi, questi, da non dormirci ! 😀
      e il PMLI, anch’esso ben radicato nelle tue Toscane, che dice ? 😀

      • Per Habs

        “i CARC seguono la linea Marx-Engels-Lenin-Stalin-Mao-Enver Hoxha, oppure fanno fuori Enver e si accontentano dei primi cinque ? ”

        Non lo so.

        Il PMLI non li ama:

        Qualche citazione dal sito del PMLI:

        “I “Comitati di appoggio alla resistenza – per il comunismo” (Carc), sui quali è in corso l’indagine della magistratura, nascono a Viareggio durante un convegno tenutosi il 21-22 novembre 1992. A promuoverli sono un coacervo di rottami politici provenienti da gruppi degli anni ’70 sedicenti marxisti-leninisti, di “autonomia operaia”, trotzkisti e operaisti, nonché di frange e spezzoni di gruppi terroristi vecchi e nuovi. Giuseppe Maj ne diviene il segretario nazionale.”

        “Non avendo argomenti politici per difendersi dalle nostre accuse
        I TERRORISTI TROTZKISTI DEI CARC AGGREDISCONO I NOSTRI COMPAGNI A FIRENZE E A NAPOLI
        CHE TUTTI GLI AUTENTICI COMUNISTI E GLI ANTIFASCISTI CONSEGUENTI CONDANNINO QUESTI PROVOCATORI”

        c’è anche il Carco Pentito:

        “Gli autentici comunisti si uniscano al PMLI
        CRITICA IDEOLOGICA ALLA MIA ESPERIENZA NEI CARC
        di Franco Pinerolo
        Per molti anni ho simpatizzato per i Carc, senza tuttavia assumere un ruolo di vero e proprio militante, ed in questo periodo ho maturato, leggendo le loro pubblicazioni, un profondo rifiuto per la loro ideologia.
        Anzitutto mi sembra una forzatura del tutto fuori tempo, la scelta estremista dei Carc di appoggiare e propagandare sulle proprie riviste un partito dalla forma clandestina, il fantomatico “(nuovo) Partito comunista”, che starebbe per formarsi e al cui vertice c’è, per loro stessa ammissione, l’avventurista Giuseppe Maj, già dirigente dei Carc e attualmente resosi irreperibile. Non sono assolutamente d’accordo col partito clandestino in questa fase, a maggior ragione perché esso assume la forma di piccolo gruppo staccato dalle masse: il Partito del proletariato deve invece contrastare e combattere la seconda repubblica neofascista, presidenzialista e federalista, e il governo del neoduce Berlusconi alla luce del sole, per elevare il livello di coscienza politica delle masse e porsi come punto di riferimento per la costruzione del socialismo in Italia; credo che dovremmo utilizzare ogni spazio legale a nostra disposizione per portare avanti questa battaglia, e criticare aspramente chi manda allo sbaraglio e brucia prematuramente in avventure controproducenti la parte migliore del proletariato, costruendo misteriosi quanto impalpabili partiti occulti.”

        • habsburgicus says:

          l’estrema sx fornisce agli italiani un po’ di buonumore in questi tempi tristi e grami…:D

          • Z. says:

            Chissà da quando, esattamente, l’estrema sinistra è diventata una specie di circo equestre di clown e giullari.

            O forse è una fattispecie a formazioni progressive, e lo è diventata pian piano, un po’ alla volta.

            • Francesco says:

              da quando non ha più gli appoggi esterni per essere un pericolo per il resto della società?

              ricordo sempre che Capanna godeva della protezione del rettore … poi dicono degli anni ’80

              • Z. says:

                Mmm…

                no, aspetta. Negli anni Novanta non era più un pericolo per la società, e in confronto a questa gente era composta da giganti.

            • Peucezio says:

              Z.,
              “Chissà da quando, esattamente, l’estrema sinistra è diventata una specie di circo equestre di clown e giullari.”

              A me basta che non sparino come facevano quando ero piccolo (no, non mi ci sono trovato di mezzo, ma l’atmosfera cupa a Milano si tagliava col coltello).

              • Z. says:

                Non solo a Milano. E non pretendo certo che torni quell’epoca, sia chiaro.

                Mi basterebbero gli antagonisti di trent’anni fa, che senza sparare alla gente due frasi in fila le sapevano infilare.

              • Peucezio says:

                Mah, questione di gusti ovviamente, ma a me questi fossili fuori tempo massimo, che al massimo arrivano a qualche centinaio in tutta Italia, non dico che mi stiano simpatici, ma li trovo del tutto inoffensivi, mentre negli anni ’90 c’erano ancora antagonisti seri (e come tali arroganti, dannosi); a parte che già uno che si definisce antagonista… transeamus.

                Comunque hai ragione sul degrado culturale e linguistico: credo si manifesti un po’ a tutti i livelli.

            • roberto says:

              Mah io questi gruppuscoli che passano il tempo a scomunicarsi l’un l’altro è a scrivere comunicati in un italiano illeggibile li ricordo da sempre

              E vero che prima facevano meno ridere

    • Z. says:

      Miguel, tu lo sai che ti voglio bene.

      Ma a volte mi sembri un aristocratico benestante che si diverte a guardare gli scalmanati che si agitano e danno di matto…

      PS: i camorristi sono i padroni, se i camorristi hanno manifestato assieme a noi va bene, quindi se manifestiamo coi padroni va bene. Non fa una piega 🙂

      • Per Zeta

        “Ma a volte mi sembri un aristocratico benestante che si diverte a guardare gli scalmanati che si agitano e danno di matto…”

        Essere aristocratici (non so se benestanti) è un lusso che si possono permettere tutti, poi pochi lo esercitano.

        • Z. says:

          Non proprio tutti…

          • Per Zeta

            Come si fa a essere aristocratici, lo raccontò bene Plutarco:

            “«Poiché molti statisti e filosofi erano andati da Alessandro congratulandosi con lui, questi pensò che anche Diogene di Sinope, che era a Corinto, avrebbe fatto altrettanto.

            Ma dal momento che il filosofo non gli diede la minima attenzione, continuando a godersi il suo tempo libero nel sobborgo di Craneion, Alessandro si recò di persona a rendergli visita; e lo trovò disteso al sole.

            Diogene sollevò un po’ lo sguardo, quando vide tanta gente venire verso di lui, e fissò negli occhi Alessandro.

            E quando il monarca si rivolse a lui salutandolo, e gli chiese se volesse qualcosa, egli rispose: “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”.

            Si dice che Alessandro fu così colpito da questa frase e ammirò molto la superbia e la grandezza di un uomo che non aveva nulla ma solo disprezzo nei suoi confronti, e disse ai suoi seguaci, che ridevano e scherzavano sul filosofo mentre si allontanavano: “Davvero, se non fossi Alessandro vorrei essere Diogene.”

            ‘μικρὸν’ εἶπεν, ‘ἀπὸ τοῦ ἡλίου μετάστηθι’

          • Z. says:

            E quindi non è cosa alla portata di tutti: bisogna aver letto Plutarco, ad esempio.

            Poi bisogna potersi permettere di arrivare a a sera sufficientemente rilassato.

            Infine bisogna avere un certo carattere snobistico e un pochino supponente.

            Insomma, non è per tutti!

            • Per Zeta

              “bisogna aver letto Plutarco, ad esempio.”

              Mica vero.

              Penso al pastore che mi disse, “lassa u munnu com’è”:

              http://kelebeklerblog.com/2019/04/10/le-mani/

              • Francesco says:

                per una volta do ragione a Miguel!

                😀

              • PinoMamet says:

                Anch’io.

              • Sempre per Zeta

                “E quindi non è cosa alla portata di tutti: bisogna aver letto Plutarco, ad esempio.

                Poi bisogna potersi permettere di arrivare a a sera sufficientemente rilassato.”

                Che comunque Diogene non credo avesse letto Plutarco 🙂 E i Diogeni esistono.

                Per quanto riguarda “l’essere sufficientemente rilassati”…

                Gli estremisti di sinistra che ho conosciuto io si dividono (a spanne, come al solito) in due grandi categorie:

                i “sinistri” del ceto intellettuale subalterno, che non fanno una vita eccezionale, ma non vivono di solito nella paura: anche se a trentasette anni, sono ancora a fare i dottorati del cavolo, hanno comunque dei genitori che li mantengono.

                Poi ci sono i comunisti, che sono un’altra specie, molto più minoritaria. Molti di questi appartengono effettivamente alla “classe operaia” in dissoluzione, fanno mestieri difficili.

                Ma la maggior parte delle persone che NON arrivano a sera sufficientemente rilassati – scaricatori precari, cassiere in via di licenziamento, rider, venditori porta a porta di polizze truffaldine, baristi che rischiano di chiudere, operai riciclatisi come camionisti – NON sono di sinistra.

                Considerando i militanti del PMLI e dei CARC che ho conosciuto, tutte brave persone e semplici che cercano di capire il mondo, direi che la componente ideale è quella fondamentale.

              • Z. says:

                Miguel,

                — “lassa u munnu com’è” —

                Quello lo dico assai spesso anch’io. E’ un modo di dire diffuso. Dubito che mi renda un aristocratico!

                — Che comunque Diogene non credo avesse letto Plutarco —

                Beh, nemmeno Tom Sawyer aveva letto Mark Twain 🙂

                — Ma la maggior parte delle persone che NON arrivano a sera sufficientemente rilassati – scaricatori precari, cassiere in via di licenziamento, rider, venditori porta a porta di polizze truffaldine, baristi che rischiano di chiudere, operai riciclatisi come camionisti – NON sono di sinistra. —

                E credo filosofeggino ben poco 🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma chi è questa gente? No, dico, certa gente è andata in strada incazzata per le chiusure e capisco. Mentre questi signori Carc, Plim, ecc., chi diavolo sono? E quale parte infinitesima dei manifestanti rappresentano?

      • PinoMamet says:

        Secondo me rappresentano sé stessi…

      • Z. says:

        Le conseguenze psichiatriche della pandemia credo saranno oggetto di studio per decenni.

        • Francesco says:

          e quelle della lunghissima guerra civile in Jugoslavia? perchè se tanto mi da tanto dovrebbero essere tutti matti disperati

          o la razza slava è più forte?

          • roberto says:

            “dovrebbero essere tutti matti disperati”

            non conosci molti yugoslavi vero? perché è esattamente la descrizione che ne do…

            • Francesco says:

              ammetto che questa possibilità mi è balenata davanti agli occhi ma mi pareva leggermente razzista

              e soprattutto “mica lo erano anche prima?” è scaturito dal mio cuore nero di razzista nascosto

      • Per MT

        “Ma chi è questa gente?”

        Infatti. I Carc li cito perché ne conosco diversi, e perché comunque a volte fanno analisi originali, che condivido ovviamente solo in parte.

        Il mitico PMLI è venuto fuori per caso nel discorso.

  4. Carlo says:

    Miguel scusa se ti chiedo questa precisazione su una cosa secondaria, ma perché dici “la Rwanda” e non “il Rwanda?”

  5. Z. says:

    Riaprire tutto.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/26/renzi-va-oltre-il-centrodestra-riaprire-tutto-zingaretti-eticamente-intollerabile-stare-con-i-piedi-in-due-staffe-nemico-e-virus-non-le-regole/5980332/

    Spero che sia ora sia chiaro il senso di quel che cercavo di dire ieri: in quel tutto da aprire, è necessariamente compreso lo Stanzone.

    Più prosaicamente: il taglio delle cure per gli ammalati. Di covid o di malattie diverse.

    E chi vuole aprire tutto dovrebbe avere l’onestà di dichiararlo.

    • Moi says:

      NON credo che Italia Viva apra la Crisi di Governo … per motivi banalmente politicisti : SE Salvini è in calo, la Meloni è in crescitae “toccia” 😉 sia dalla Lega sia dal M5S !

  6. Tragedia!

    Però stavolta abbiamo un PROBLEMA con una SOLUZIONE: stipendi di 1500 euro al mese per tutti, dirigenti, giocatori e spazzini.

    Leggo su Repubblica:

    “Il calcio è sull’orlo del default. Dopo le illusioni di tornare a popolare gli stadi cullate a settembre, il pallone italiano non vede luci in fondo al tunnel. Il 16 novembre scade il termine per pagare gli stipendi di settembre e, a oggi, almeno 15 società su 20 di serie A non saprebbero come fare. La questione riguarda tutto il movimento, per questo Gravina ha scritto al premier Conte e ai ministri della Salute Speranza, dell’economia Gualtieri e dello Sport Spadafora. Che a oggi hanno ignorato le richieste, respingendo anche la possibilità di congelare l’irpef per i club. “

    • Francesco says:

      fermare il campionato di calcio sarebbe una tragedia e una presa per i fondelli (il mio Milan è primo per la prima volta da secoli!)

      piuttosto adottare la soluzione MM!

      poi non era un sistema basato sulla TV? che problemi hanno?

  7. Agitata manifestazione anche a Firenze

    https://video.repubblica.it/edizione/firenze/confesercenti-la-rabbia-dei-commercianti-dateci-soldi-a-fondo-perduto/369851/370434?ref=vd-auto&cnt=1

    dove non possiamo certo parlare di camorristi “popolari” (altra cosa, gli investimenti…) o di estremisti politici: questi sono i bottegai fiorentini.

    E chiedono “soldi a fondo perduto”, che non so da dove dovrebbero piovere.

    A primavera, si lamentavano, adesso mi sembra che sia un altro grado di disperazione, di tutti i lavori inutili che campavano sulla massa inutile di turisti.

    Ovviamente a Firenze non volerà un sasso, ma mi colpiscono immagini così nella città pacifica del Partito Unico.

    Come vedere i preti che fischiano il Papa in Vaticano.

    • Peucezio says:

      Se non vola un sasso a Firenze, dove lo sport nazionale è darsele a sangue facendo finta che ci sia di mezzo una palla, dove dovrebbe volare?
      Il toscano è l’unico italiano che non idolatra i potere: se non s’incazza lui…

      • Per Peucezio

        “Il toscano è l’unico italiano che non idolatra i potere: se non s’incazza lui…”

        In Toscana non volano sassi, non c’è la cultura né della schiamazzata napoletana, né del cosplay alla bolognese (cit.).

        Questi si organizzano, fanno richieste tecniche molto precise, ed esigono usando tutte le loro forze tranne quelle fisiche.

        Il problema è che in piazza ci sono tutti quelli che fanno mestieri che funzionano solo per alimentare se stessi, nonché i turisti o i movidaioli.

        Togli entrambi e non servono a niente.

        Nel Quattrocento, le sette Arti Maggiori e soprattutto le quattordici Minori erano invece in massima parte arti utili.

        Per dire, l’Arte dei Calzolai, dei Giudici e dei Notai, dei Beccai, dei Medici e degli Speziali, dei Rigattieri servivano sempre, anche durante la peste.

        E infatti, chi oggi occupa le loro nicchie (magistrati, supermercati, ecc.) non è affatto in crisi.

        • Peucezio says:

          Ma i movidaioli chi sarebbero esattamente?

          • Z. says:

            Immagino che Miguel intenda gli avventori di pub, localini e discoteche.

            • Peucezio says:

              Sì, ma cosa li distinguerebbe dalle altre persone?

            • Z. says:

              Che se togli loro e i turisti – come durante un lockdown – gli esercenti che manifestavano non sono utili alla cittadinanza.

              Macellai, medici e speziali invece servivano a tutti anche in epoca di peste.

              Questo credo intenda dire Miguel. Se ho inteso bene. Ma aspettiamo che confermi 🙂

              • Peucezio says:

                Sì, sicuramente intende questo, ma mentre il turista è uno che viene da fuori, qualunque abitante di Firenze, togliendo magari le classi di età più anziane (sempre che dai locali escludiamo i ristoranti in senso classico), è potenzialmente un fruitore di pub, localini e discoteche.
                Quindi perché mai i locali non sarebbero utili alla cittadinanza?
                Non è come il venditore di corde di chitarra, che è utile solo ai musicisti.

              • Per Peucezio

                “Sì, sicuramente intende questo, ma mentre il turista è uno che viene da fuori, qualunque abitante di Firenze, togliendo magari le classi di età più anziane (sempre che dai locali escludiamo i ristoranti in senso classico), è potenzialmente un fruitore di pub, localini e discoteche.”

                Certo.

                Ma se togliamo i turisti (anche italiani), già vuol dire che il 60% dei locali in questione sono a rischio.

                Se poi diminuisce il reddito degli italiani, i locali sono la prima cosa a cui si rinuncia.

                E i gestori dei locali in centro devono pagare affitti anche di decine di migliaia di euro al mese, per cui il rischio è altissimo.

              • Peucezio says:

                Ovviamente la mia perplessità si rivolge a Miguel, non a te, in questo caso.

              • roberto says:

                Diciamo che Miguel è in quel filone filosofico che distingue le cose, i lavori, le persone in utili ed inutili.

                Per me è una cosa concettualmente impossibile. Intendiamoci, ci sono cose soggettivamente utili (le scarpe da basket) o inutili (i paramenti sacerdotali), lavori soggettivamente utili (l’oste o il politico o il pilota di aerei) o inutili (il prete o il produttore di pillole omeopatiche o le agenzie di viaggio)

                Ma appena esci dalla soggettività tutto si confonde, e infatti immagino che negli esempi che ho fatto sarà difficile trovare qualcuno d’accordo

                Quindi io considero utile quello che esiste, perché se a qualcuno è utile, beh è utile

                E credo pure di aver ragione
                😉

              • Moi says:

                Dal momento che i Ristoratori sono la categoria più colpita … tanto “utili” il Governo NON le considera.

                PS

                Chissà se un mesetto prima di Natale FiCo esisterà “operativamente” ancora ! … Di purtroppo papabili “Cattedrali nel Deserto”, a Bologna, direi che il Pìpol Mùver basta e avanza !!!

              • roberto says:

                moi,

                capisco l’obbiezione ma sono scelte politiche legate alla contingenza, e rientrano nella questione “soggettività”

                e ovvio che dovendo scegliere preferisco spendere il mio ultimo biglietto da 100 per comprarmi pane e formaggio piutosto che scarpe da basket

                ma l’obbiezione che faccio a Miguel è diversa e riguarda le cose che sono ontologicamente, oggettivamente utili/inutili che è una classificazione impossibile da fare, secondo me

              • Per Zeta

                “Questo credo intenda dire Miguel. Se ho inteso bene. Ma aspettiamo che confermi :)”

                Si, all’incirca.

                Diciamo che più un lavoro dipende da tutta una serie complicatissima e incontrollabile di circostanze per poter essere remunerativo, più è a rischio di diventare superfluo da un momento all’altro.

                Non è un giudizio morale.

                Il guidatore di carrozza, il fiaccheraio insomma, nel 1800 faceva un lavoro molto “utile”.

                Il fiaccheraio a Firenze nel 2019 faceva un lavoro redditizio, roba da Genio Italico. Solo che era ad altissimo rischio, perché dipendeva dall’esistenza di un posto dove tenere i cavalli, dai cavalli, dalla possibilità di dare loro da mangiare quotidianamente e dalla presenza di un numero sufficiente di ricchi americani disposti a farsi portare in giro in centro.

                E infatti non vedo in giro un fiaccheraio da marzo.

              • Moi says:

                Nonché lo smaltimento della merd _ ahem : delle “fiande” 😉 _ del cavallo che serviva a dare una “Florentine Romantic Experience” ai Turisti , e ora rischia la Macelleria Equina … tanto diffusa in Toscana !

              • roberto says:

                Miguel
                “più è a rischio di diventare superfluo da un momento all’altro.”

                ok quindi usi “utile/inutile” come “non a rischio/a rischio”?

              • Per roberto

                “ok quindi usi “utile/inutile” come “non a rischio/a rischio”?”

                All’incirca.

                Teoricamente, la person che fanno cose “sempre davvero utili” (fornaio, muratore, rigattiere, ortolano) dovrebbero essere quelli meno a rischio.

                Il problema è che proprio queste persone sono state sostituite dalle macchine (e dai loro derivati) prima delle persone meno “utili”.

                Ma chiaramente il fiaccheraio fiorentino oggi dipende da una catena lunghissima di cose – tipo, biglietti aerei a poco prezzo per imprenditori del Wisconsin che possono vendere etanolo ai californiani che campano di investimenti nel fracking.

                E’ un po’ come quel gioco che devi costruire una casetta con tanti fiammiferi, basta spostarne uno e viene giù tutto.

              • roberto says:

                mah, il fornaio per quel che mi riguarda può anche scomparire, durante il lockdown ho fatto sempre il pane in casa e adesso ci ho preso gusto e continuo nei fine settimana (e ci vuole acqua farina lievito e un po’ di lavoro, lo posso fare anche nei giorni in cui telelavoro. per dire l’ho fatto ieri e oggi ho distribuito baguettes ai pochi colleghi in ufficio).
                mi faccio da solo le mie pizze, piadine, pites che sono tra le migliori del granducato
                nel prossimo lockdown cerco di imparare a fare i croissant e sono apposto

                il muratore idem, si è costruito più che abbastanza

                il rigattiere non ho capito a che serve

                l’ortolano sono d’accordo, ma con la tua idea di orti diffusi e locali credo che avrebbe abastanza difficoltà a sopravvivere

              • Per roberto

                “il rigattiere non ho capito a che serve”

                Il rigattiere, assieme al linaiolo riciclava, aggiustava e ridistribuiva praticamente tutto tranne il cibo.

                Pensa che i pratesi si sono arricchiti raccogliendo vestiti usati in tutta Europa, aggiustandoli e riusando la lana.

              • paniscus says:

                per Roberto:

                anche a me piace pasticciare con la farina e col lievito per fare in casa pane, pizze, focacce e torte salate… ma appunto mi piace come sfizio occasionale, non come impegno fisso di tutti i giorni.

                E comunque penso sinceramente che dal punto di vista pratico (ed economico) non sia affatto un vantaggio.

                Tra l’acquisto degli ingredienti, il tempo impiegato a metterci mano, e il consumo economico per l’uso del forno (elettrico o a gas), di sicuro non conviene rispetto a comprare il prodotto già pronto.

                Per cui, appunto, lo si fa per hobby, o per rilassamento, o perché ogni tanto piace smanettare in cucina, o perché si vuole provare occasionalmente a a preparare una variante speciale… ma non come routine quotidiana.

              • roberto says:

                Costi:

                Qui il pane costa circa 7 euro al kg.
                Farina 1,20 circa, lievito 20 cents per un cubetto, e per un kg di farina uso 5gr di lievito (il resto lo congelo)
                Non saprei quanto spendo di elettricità per il forno, ma direi che se il pane mi costa 1,50 euri al kg è veramente tantissimo

                Spesa
                La faccio una volta ogni 10 giorni e mi compro un saccone da 5kg di farina

                Tempi (giorno di telelavoro, cioè un giorno su due)
                Mi sveglio alle 6.30, mentre preparo la colazione metto gli ingredienti nella planetaria. Alle 7.00, le arance sono spremute, le colazioni pronte e la mia palla di pasta pronta. La famiglia si sveglia. Tempi di fare colazione, doccia, e verso le 8.00 do la prima piega (5 minuti). 8.20 inizio a lavorare. Per tre ore ogni ora faccio una pausa per dare una piega. Alle 11 lascio tranquilla la mia pasta
                Ore 21.00 tutti vanno a letto
                Faccio le forme, le metto nel forno spento con un pentolino d’acqua bollente e vengo a scrivere qui sul blog
                Ore 22.00 accendo il forno e mezz’ora dopo il pane è fatto

                Ne faccio per tre giorni (vabbè dipende da quanto ne regalo), si tiene benissimo, non come quello industriale, quindi circa 1 ora di lavoro 10 volte al mese

                Decisamente è una routine, basta avere voglia di farlo e appunto per me i panifici non sono per nulla necessari (poi è chiaro che ci vado ma è un lusso come le scarpe da basket)

              • Z. says:

                Robè… i tuoi familiari dormono 10 ore al giorno? davvero?

              • roberto says:

                Il piccolo si

                Per le ragazze sostituisci « vanno a letto » con « si occupano dei loro affari »

              • roberto says:

                Si Miguel,
                So cosa fa un rigattiere ma non so a cosa serve.
                La storia ci aiuta il giusto. Nel XXI secolo, mi insegni tu stesso, abbiamo tutti le case che esplodono di oggetti , e stando chiusi in casa chi compra mai nulla? Specialmente vestiti, avete comprato qualcosa nel 2020?
                E soprattutto, ora che puoi mettere i tuoi oggetti su eBay o Facebook market o altre piattaforme di questo tipo, perché utilizzare i servigi di un rigattiere?

              • Per roberto

                “So cosa fa un rigattiere ma non so a cosa serve.”

                Certo, siamo d’accordo.

                E’ come il fiaccheraio, utilissimo nell’Ottocento, “inessenziale” oggi.

                Volevo solo dire che nell’era pre-macchina, un sacco di lavori umani erano “essenziali”, oggi non lo è quasi nessuno (infermiere? badanti? poliziotti? chirurghi?).

                Il Covid ci ha fatto scoprire che erano “inessenziali” anche i lavori che sembravano ancora “importanti”, tipo cuoco, barista, guida turistica, concierge d’albergo, organizzatore di fiere e mille altre cose.

  8. Notevole le richieste dei bottegai fiorentini, roba da rivoluzione del 1917, solo che porterebbe alla bancarotta il Comune, e dovremmo pagare noi che bottegai non siamo:

    “Richiesta dell’istituzione del tavolo di crisi. Per affrontare i prossimi mesi di chiusura le attività non sono in grado di sopportare i costi della gestione ordinaria.

    Erogazione a fondo perduto in relazione alla perdita di fatturato dell’azienda.
    Credito:

    a. erogazione veloce a tutte le imprese già beneficiarie del finanziamento dei 25.000 euro di una ulteriore somma minima di 50.000 euro. Operazione da effettuarsi senza istruttoria bancaria (già fatta per la prima richiesta). Garanzia statale al 100%. Restituzione in 15 anni con preammortamento di 2 anni.

    b. ulteriore misura di credito senza limite massimo, con veloce istruttoria, con garanzia statale al 100% e restituzione in 15 anni con preammortamento di 2 anni.

    Decontribuzione per tutti i dipendenti in forza all’azienda, qualunque sia la data di assunzione e l’inquadramento.
    Cassa in deroga per tutti i dipendenti in forza all’azienda, indipendentemente dalla data di assunzione.
    Credito d’imposta per gli affitti e stop agli sfratti per tutto il 2021.
    Moratoria per il 2021 per mutui e finanziamenti imprese e persone fisiche.
    Utilizzo dei fondi europei per favorire la riconversione delle aziende del commercio con meccanismo analogo a quello utilizzato dall’industria.
    COSAP (canone occupazione suolo pubblico comunale). Esenzione totale per tutte le occupazioni commerciali per tutto il 2021.
    TARI (Tassa rifiuti locale). Esenzione totale per tutto il 2021. Esenzione a consuntivo per i giorni di chiusura del 2020. Gli eventuali acconti pagati nel 2020 saranno validi per il pagamento del tributo del 2022.
    Dehors. Per tutto l’anno 2021 occupazione straordinaria senza canone di occupazione nè TARI. Possibilità di riscaldare e contenere il più possibile il freddo con paratie per utilizzabili anche nei mesi invernali.
    Esenzione IRAP per l’anno 2021.

    La filiera

    Una parte delle misure qui indicate è applicabile anche ad altri soggetti che fanno parte della stessa filiera e che subiscono i contraccolpi negativi delle misure anti-Covid: agenti/rappresentanti di commercio settore Horeca, produttori, la logistica, e i fornitori diretti.

    Dunque, si auspica, che nelle misure che verranno adottate si tenga conto anche di tale categoria”.

  9. Z. says:

    LO STANZONE COME SOLUZIONE

    Il nostro padrone di casa non ama questo termine: “soluzione” a cosa? che significa “si deve fare”? analizziamo la nozione di “ostacolo”, e magari anche la nozione di “nozione”…

    Ma sappiamo che a forza di analisi e controanalisi si rischia di far la fine dell’asino di Buridano, che com’è noto prima è morto di fame, e poi è stato servito alla Festa de l’Unità di Largo Corelli (Lugo) assieme a un contorno di polenta.

    Ragioniamo quindi in concreto, con la cultura del fare che da sempre contraddistingue la miglior avanguardia della politica italiana, abile a coniugare modernità e tradizione, passato e presente, antichità e avvenire.

    E se si parla di cultura del fare, non può che venire in mente il suo più celebre esponente: Matteo Renzi. La cui concretezza è a tutti ben nota, e i cui slogan “bisogna fare!” [1] risuona ancora nelle orecchie di chiunque voglia fare dell’Italia un Paese di successo, una locomotiva che come di turbine alito spande. Senza mascherina, ovviamente.

    Ora, come sapete, Matteo Renzi sponsorizza la nostra soluzione – e parliamo di Renzi, il demiurgo del governo giallorosa, che ha minacciato la scissione nel caso non si facesse il governo e poi ha fatto la scissione lo stesso.

    Insomma, non tutti i politici vogliono trasformre l’Italia in una prigione a cielo aperto, costringere i cittadini a scaricare app che daranno le loro famiglia in pasto alla CIA, ridurre alla fame i gestori delle discoteche. C’è un politico, un cavallo di razza, che la pensa diversamente. Che la pensa come noi.

    E siccome pian piano ciò che ieri sembrava assurdo diventa una possibilità via via più concreta, per quanto esigua, cominciamo a porne le basi.

    Ma andiamo con ordine.

    Ora, qui sul Diario Telematico delle Farfalle – altresì detto Kelebeklerblog – abbiamo un glottologo di vaglia e tanti appassionati di lingue e linguistica. E del resto, dicono che in principio fosse il Verbo. Quindi partiamo dalla parola.

    Sapete perché il lazzaretto si chiama così?

    Visto che “quarantena” è un termine veneziano, pensavo: magari avevano isolato i malati a S. Lazzaro degli Armeni.

    Sbagliavo, ma forse non di molto: c’entra sempre un’isola veneziana, dicono, solo che era l’isola di S. Maria di Nazareth. Da cui nazaretto, poi lazzaretto (forse incr. con Lazzaro).

    Dunque il lazzaretto non dev’essere per forza un accampamento tristo e mortiforme, di manzoniana memoria. Può essere un’isola amena, può costituire una pausa dal vorticare caotico della vita contemporanea. Può diventare addirittura un luogo dello spirito.

    Questo ci dà speranza, perché come cantava nel 1999 Max Gazzè, il futuro è toccare, mangiare, tossire, ammalarsi d’amore. Questo è lo spirito che ci piace, questo è il futuro che vogliamo per noi e per i nostri cari.

    E la soluzione che offre Renzi – riaprire tutto – ci consente di viaggiare spediti verso questo radioso avvenire, verso il futuro che vent’anni fa ci suggeriva il celebre cantautore romano.

    https://www.youtube.com/watch?v=BH51lx2zk54

    A chi vorrebbe instaurare la dittatura sanitaria, noi opponiamo con forza la democrazia epidemica, un entusiasmo contagioso, una vitalità virale.

    “Riapriamo tutto” propone Renzi. E noi siamo con lui.

    Avanti!

    [1] Non male era anche “Cucù, Equitalia non c’è più. C’è ancora, solo che è stata ribattezzata “Agenzia delle Entrate – Riscossione”, confondendo l’utenza. Renzi era convinto che ci avrebbe vinto le elezioni.

    • Per Zeta

      “Dunque il lazzaretto non dev’essere per forza un accampamento tristo e mortiforme, di manzoniana memoria. Può essere un’isola amena, può costituire una pausa dal vorticare caotico della vita contemporanea. Può diventare addirittura un luogo dello spirito.”

      Sai convincere… mi immagino anche luci soffuse, musiche di sottofondo. Ci potrebbe essere anche una stanza imbottita, dove è possibile fare molto rumore, senza dare fastidio agli altri?

  10. Peucezio says:

    Mirkhond, Mauricius e gli altri,

    Effettivamente il rischio di scisma c’è, ma non esattamente dalla parte che ipotizzavate voi.

    https://www.ilgiornale.it/news/cronache/scisma-tedesco-che-agita-i-sonni-vaticano-1897473.html

    A me questi vescovi (non solo in Germania, anche da noi) danno l’idea ormai di essere su Marte, di essere rottami sessantottardi ibernati.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ogni tanto la ritirano fuori la storiella dello scisma tedesco…

      • Francesco says:

        non è che invece lo stanno facendo con relativa calma, chiamandolo cammino sinodale e fottendosene dei richiami del Vaticano?

        se Papa Francesco riesce a perdere la Germania, dopo aver perso l’America Latina prima di salire al soglio e aver sfanculato gli USA, non so cosa gli resta

        :0

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ha perso l’America Latina? Deve essermi sfuggito qualcosa…

          • Peucezio says:

            Ti è sfuggito tanto, non qualcosa…

            • PinoMamet says:

              Me lo spieghi? Non ho mica capito…

              • Peucezio says:

                Beh, se n’è parlato anche qui dentro più volte, l’America Latina si protestantizza a ritmi vertiginosi, nel giro di una generazione il cattolicesimo potrebbe diventare minoritario, non rispetto ai non credenti, ma rispetto alle sette pentecostali di origine statunitense.
                Davvero non ne avevi mai sentito parlare?

                Ed è altissimamente significativa la reazione delle gerarchie locali, che fra il rassegnato e il quasi compiaciuto se ne escono con discorsi tipo: “pochi ma buoni”.
                È chiaramente una forma di suicidio: praticamente non ci credono più, non hanno nessuna spinta a fare nulla di serio per invertire la tendenza, per mantenere fedeli.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Era un problema già vent’anni fa, quello, quando a comandare erano gli atlantisti, i vari B16 e compagnia cantando. Solo che si vede che è diventato un problema solo adesso, per Francesco (il nostro).

              • PinoMamet says:

                Beh, ho conosciuto- in sinagoga!!- alcuni sudamericani protestanti e devo dire che non do torto a chi dice “piuttosto che averlo tra i piedi, meglio pochi ma buoni” 😉

                Bravissime persone, per carità, ma prima tutto, perché cavolo venivano a scassare le palle in sinagoga??
                E poi con una visione della religione tra il.magico e il favolistico abbastanza deprimente.

                Per quanto bmi riguarda invece di venire da noi in cerca di chissà che segreti e prodigi, avrebbero fatto meglio a studiare il loro catechismo, prima di tutto.
                Ma suppongo fosse proprio questo ad averli fatti scappare dalla Chiesa cattolica: troppo seria per i loro gusti…

                Dopo un po’ se ne sono andati, forse quando hanno capito che gli ebrei non hanno poteri magici 😉

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                ma certo, è un fenomeno di lungo periodo, mica lo ha innescato Bergoglio. Diciamo che è il meno attrezzato in assoluto per contenerlo.

                Ratzinger era sulla strada giusta sul piano dottrinale (modernista, ma un po’ pentito e che cominciava a invertire leggermente la rotta), ma non aveva carisma né aggressività.

                Oggi non basta la pura riproposizione pacata della dottrina e della liturgia tradizionale.
                Ci vuole una certa dose di aggressività e fanatsimo. Bisogna promettere faville al popolo. E inquadrarlo sotto una disciplina ferrea (almeno da quelle parti): hanno bisogno di msettere di ubriacarsi, sniffare la colla, vivere nel degrado… le chiese pentescostali gli offrono questo. E in cambio gli danno una religiosità magica, emotiva, come nota giustamente Pino.
                Non piace neanche a me, non tanto l’aspetto magico, quando quest’enfasi fanatizzata e questa disciplina ultramorigerata applicata alla lettera.
                Ma una religione intimista, umanitarista, un po’ concettuale e fredda, che non cerca di dare soluzioni semplici agli individui, alle famiglie e alle comunità facendoli sentire quelli che stanno dalla parte del Bene e con Dio, non funziona nei contesti popolari, soprattutto fuori dall’Europa.
                Le complesse costruzioni teologiche devono rimanere, come è sempre stato, appannaggio dei teologi e del clero, soprattutto di quello più avvertito; il volgo vuole una religiosità del tipo che ha constatato Pino fra quei signori andati in sinagoga. Pino è colto, è un professore, un grecista; gli ebrei italiani sono gente mediamente di livello. Anch’io non stravedo per certi contesti carismatici e settari.
                Ma se hanno successo, vanno combattuti con le stesse armi.

              • Francesco says:

                x MT

                lungi da me fare il negazionista sulla crisi della Chiesa cattolica ma a quanto ne so la Chiesa locale in America Latina si è buttata “a sinistra” da ancor prima del Concilio Vaticano 2, con esiti tragici come perdita di fedeli (e come produzione di cultura cattolica, aggiungerei).

                Non so nulla della Chiesa “di destra”, legata al potere, contro cui sarebbe nata questa Chiesa “di sinistra”. Per cui limito la mia analisi a solo quello che ho detto, senza illazioni.

                Ciao

              • Peucezio says:

                La chiesa di destra legata al potere è una costruzione mitologica dei comunisti degli anni ’60-’70 per giustificare il loro anticlericalismo rabbioso.

                È significativo come, più questi progressisti pretendono di essere popolari e per i poveri, più i poveri li prendono a sputazze in faccia.

              • PinoMamet says:

                “La chiesa di destra legata al potere è una costruzione mitologica dei comunisti degli anni ’60-’70”

                beh no, dai, l’Opus Dei esiste davvero, e i cardinaloni fasci ci sono…

      • Peucezio says:

        CRedo sia come dice Francesco,
        è un po’ uno scisma de facto: fanno quel cazzo che gli pare in ogni caso, in barba a ogni regola (anche perché figuriamoci se un papa progressista si mette a fare una crociata contro vescovi para-luterani).

        • Mauricius Tarvisii says:

          Non esiste lo “scisma de facto”: uno scisma è un atto prima di tutto giuridico.

          • Peucezio says:

            Beh, se uno fa quel cazzo che gli pare, pur riconoscendo a parole un’autorità (o, meglio, non disconoscendola con un atto formale), puoi chiamare ciò come più ti piace, ma mi pare che “scisma de facto” sia una buona definizione, molto chiara per chi legge.

            • Moi says:

              Le Bibbie Tedesche stampate negli ultimissimi anni hanno liquidato una Profezia sulla Nascità di Gesù che nel testo Ebraico NON c’è mai stata … per approfondimenti, chiedere a Pino !

              NON perché io vi snobbi … è che , se vi dicessi da che fonte l’ ho “trovato fuori” , NON ci credereste a prescindere !

              • Moi says:

                … Isaia 7-14

                יד לָכֵן יִתֵּן אֲדֹנָי הוּא, לָכֶם–אוֹת: הִנֵּה הָעַלְמָה, הָרָה וְיֹלֶדֶת בֵּן, וְקָרָאת שְׁמוֹ, עִמָּנוּ אֵל.

                Testo V.O. con tanto di Niqqud … traducétela e interpretàtela come vi pare !

              • PinoMamet says:

                La parte che interessa è da Hinnè (“ed ecco, la ragazza resterà incinta e partorirà un figlio, e lo chiamerà Dio-con-noi”)

                e la faccenda starebbe nell’uso del termine ‘almà, ragazza, al posto di betulà, che significa specificamente vergine.

                Mah, la cosa mi lascia abbastanza indifferente, ma immagino che per i cristiani vada benissimo come profezia anche così com’è…

              • Moi says:

                SE il rapporto dei Cattolici con la Bibbia in Ebraico fosse come quello dei Musulmani con il Corano in Arabo … altro che “Scisma” ! … La Guerra Fratricida tipo Sunniti VS Shi’iti, ci sarebbe !

              • daouda says:

                Moi Moi la bibbia “ebraica” è più giovane della settanta o della peshitta stessa e l’unica forma di bibbia arcaica è semmai l’esateuco samaritano.

                Sei un coglione.

              • Moi says:

                da Wikpedia, che cita in fondo le proprie fonti … nessuna delle quali “strampalata” 😉 , direi.

                https://it.wikipedia.org/wiki/Isaia_7:14

                … interessante e molto articolata !

              • Moi says:

                Da diversi secoli, in Europa non gliene frega più niente a nessuno o quasi … MA :

                https://www.die-tagespost.de/kirche-aktuell/Der-Prophet-und-das-Geheimnis;art312,174794

                Der Prophet und das Geheimnis

                Was uns die Schrift im Buch Jesaja über die Geburt des „Immanuel“ aus der Jungfrau sagt

                ————

                Non credevo che i Vescovi Tedeschi potessero prendersi libertà simili …senza implicare Scismi, intendo.

              • PinoMamet says:

                Quali libertà? disquisire sulla traduzione più corretta di un termine? La Chiesa lo fa dal tempo di San Gerolamo (dico per dire, in realtà da prima…) stento a vederci qualcosa di scandaloso.

                Non credo proprio che sia questo l’elemento scismatico della Chiesa cattolica tedesca…

              • Moi says:

                In teoria la “diatriba”v dovrebbe essere semplice : gli Ebreo hanno ragione perché … conoscono la lingua in cui il testo è scritto !

                Poi ,ci mancherebbe (!), possiamo tirar fuori tutte le “supercazzole teologiche” che vogliamo e rivoltare il testo come un calzino, finché non dice una roba che ci piace … ma (nonostante la duplice complicazione NON indifferente di separare le parole e vocalizzarle !) il testo scritto è testo scritto !

                … Altrimenti sarebbe proseguita la Tradizione Orale, no ? 😉

              • PinoMamet says:

                Continuo a non capire perché “la ragazza partorirà” NON dovrebbe essere presa come una profezia.

                L’accenno specifico alla verginità della ragazza è sicuramente un elemento in più, ma la sua assenza non inficia l’uso cristiano del passo come profezia.

                Inoltre, all’epoca probabilmente si dava per scontato che ogni ragazza fosse vergine prima del matrimonio, quindi i due termini sono quasi sinonimi…

              • PinoMamet says:

                PS
                Gli Ebrei NON conoscevano la lingua in cui il testo era stato scritto… non completamente, perlomeno, tant’è vero che già in epoca volgare devono ricorrere alla traduzione aramaica (il Targum, che in numerosi passi mi pare autoschediastica) e più tardi al commento medievale di Rashì (idem).

                All’epoca di Cristo l’ebraico era già una lingua antica!

          • Peucezio says:

            Fammi capire:
            tu come chiameresti la Transnistria, l’Ossezia del sud o il Cossovo se non “indipendenti de facto“?
            E la Crimea se non come “annessa alla Russia de facto“?

            Sbvaglierò, ma a volte mi sembra che tu e Z. amiate i distinguo speciosi, l’eccepire tanto per eccepire, anche su cose su cui, nella sostanza, siamo tutti d’accordo.

            • Z. says:

              Io ho fatto una battuta sulla “premiata ditta”, è vero, ma era una battuta. Non mi intendo di scismi 🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              L’indipendenza è una questione de facto, invece…

              Ma prima di fare ulteriore casino, scisma non vuol dire fare il cazzo che si vuole, ma è l’atto formale con cui un pezzo di Chiesa smette di riconoscere il primato papale.
              Esattamente come il fare il cazzo che si vuole non significa proclamare l’indipendenza del proprio appartamento de facto!

              • Peucezio says:

                Va bene, ma se in una regione appartenente a uno stato le autorità locali fanno quello che gli pare in spregio alle leggi nazionali, costituzionali, le forze dell’ordine e l’esercito acquartierato nelle caserme li assecondano, ecc., non è indipendenza de facto così radicale come nei casi che ti ho citato, ma insomma…

        • daouda says:

          Verrebbe da chiedersi IL PERCHE’ lo scisma sia giuridicamente importante quindi , visto che non lo sai, ti conveniva accettare la loro visione fattualista…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Non importa quello che conviene a me. Importa che non si esageri troppo con le corbellerie…

            • Peucezio says:

              Vabbè, chiamalo come cazzo ti pare, hai capito benissimo di cosa parlo.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Io capisco che le varie tesi di Cazzago sono più avvincenti, ma non si può fare diritto canonico a cazzo di cane.

              • Peucezio says:

                Ah, secondo te parlare di cose “de facto”, significa parlare di diritto canonico?
                Cioè un’espressione che per definizione esclude che si sta parlando di diritto, la ascrivi al diritto?

                Ovviamente la tesi di Cassiciacum (per inciso ho più fiducia, come teologi, dei docenti della pontificia università lateranense che non dei giovani uomini di legge veneti o di qualsiasi provenienza, per quanto colti e rispettabili) non ha nulla a che fare col diritto canonico, che è emanazione dell’autorità, quindi la dà ovviamente per scontata, né potrebbe essere altrimenti.
                I giochi di parole scontati e volgari li lascio ovviamente a chi si compiace da tali trivialità.

              • Mauricius Tarvisii says:

                La tesi di Cazzago, appunto, è un’elucubrazione. Lo scisma, invece, è un atto che ha rilevanza giuridica nell’ordinamento della Chiesa.
                Dunque su Cazzago possiamo dire quello che vogliamo, su cosa sia uno scisma no.

              • Peucezio says:

                Mi sembri un bambino piccolo col nuovo giocattolo della parolaccia che fa arrabbiare la mamma. 😀

                Battute a parte, esistono usi figurati, estesi, non tecnici, non letterali dei termini.
                Uno scisma de facto non è de jure, quindi non è giuridico, l’ho già spiegato.
                Non vedo che rilevanza abbiano queste disquisizioni terminologiche capziose, quando è chiaro ciò di cui parliamo, cioè il fatto che Bergoglio non controlla la chiesa tedesca, perché lo soprassa a sinistra.
                Poi, ti ripeto, visto che ti piacciono i giochini di parole, chiama questa situazione come cavolo ti pare. La discussione è già diventata fin troppo oziosa.

  11. E stamattina leggo su Repubblica, sembra di essere in Francia:

    Rabbia nelle piazze d’Italia guerriglia e bombe carta Torino, negozi saccheggiati

    26 Ottobre 2020

    Molotov e cariche da Milano a Catania, accanto a ristoratori e partite Iva anche estremisti di destra e centri sociali. L’indicazione ai prefetti di usare la massima fermezza contro le manifestazioni violent

    di Alessandra Ziniti
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    Il fuoco delle piazze accende il buio della prima serata di semilockdown d’Italia. Torino è devastata nel suo cuore, Piazza Castello. Bombe carta e lanci di bottiglie contro la sede della Regione e poi la violenza dei manifestanti che distrugge le vetrine della strada dello shopping di lusso in via Roma. L’Apple store, Gucci, Geox, le grandi firme finiscono in frantumi, i negozi saccheggiati mentre i manifestanti incappucciati, tra cui le forze dell’ordine riconoscono volti noti degli antagonisti e degli ultras, fuggono inseguiti da polizia e carabinieri dopo un paio di cariche e cercano di coprirsi la fuga con una fitta sassaiola e lancio di molotov.

    Saccheggiano tutto quello che trovano, distruggono i dehors di quegli stessi bar e ristoranti i cui titolari erano scesi in strada pacificamente, nella manifestazione convocata a piazza Vittorio, per dire no alle chiusure disposte dal nuovo Dpcm. Almeno due poliziotti finiscono in ospedale, insieme a un fotografo colpito al capo da una bottiglia.

    A piazza Castello, davanti al teatro Regio, la notte di guerriglia finisce con gli idranti che cercano di spegnere un fuoco in cui bruciano monopattini e pedane di legno dei dehors distrutti. In dieci vengono fermati, cinque sono ultras. Bloccati anche due nordafricani che avevano approfittato degli scontri per riempire i loro borsoni con i capi firmati e le borse di Gucci. Ma non è solo Torino. La miccia innescata tre giorni fa a piazza Plebiscito a Napoli è già riuscita a propagare il fuoco da un capo all’altro d’Italia: Torino, Milano, Trieste, Lecce, Viareggio, Pescara, Catania, Cremona. L’Italia in rivolta.

    Tassisti e titolari di palestre, ristoratori e musicisti, baristi e partite Iva. Tutti insieme, nelle piazze blindate e sotto i palazzi delle istituzioni, a gridare “libertà, libertà” e a urlare tutta la loro rabbia “contro chi ci condanna a morire di fame più che di virus”. Ma, tra di loro, come ampiamente previsto, anche gli agitatori dei centri sociali e delle frange di estrema destra, gli antagonisti e gli ultras.

    Guerriglia anche a Milano dove tra i manifestanti che si muovono rapidi da Corso Buenos Aires fino alla sede della Regione Lombardia compaiono anche le catene. E parte una fitta sassaiola e lancio di petardi e bottiglie. Le transenne del Giro d’Italia finiscono nelle scale della metropolitana, danneggiati i dehors di quegli stessi bar e ristoranti i cui titolari erano scesi in piazza pacificamente qualche ora prima.
    Ancora tensione anche a Napoli a Piazza Plebiscito illuminata per tutta la sera dai lampeggianti dei mezzi delle forze dell’ordine. Un centinaio di persone forza il cordone di polizia e dà vita a un corteo non autorizzato verso la sede della Regione Campania, mentre a Salerno la casa del governatore De Luca è blindata.
    A Roma, a piazza Montecitorio, Giuseppe Conte prova ancora una volta a metterci la faccia incontrando una delegazione di manifestanti e assicurando che i soldi questa volta arriveranno subito. Ma quando, come avvenuto ieri davanti a un ristorante di via Santa Lucia a Napoli, compaiono una bara e i manichini di due camerieri impiccati, i segnali di un Paese sull’orlo di diventare una polveriera ci sono tutti.
    Soprattutto quando il capillare monitoraggio degli investigatori, sul web prima e nelle piazze poi, conferma ormai senza ombra di dubbio che a muovere la rabbia delle categorie più colpite dalle chiusure è una composita galassia capace di mettere a rischio l’ordine pubblico. Ecco perché nella cabina di regia del Viminale è scattato lo stato di massima allerta e le indicazioni che sono state date ai prefetti sono quelle della massima fermezza contro qualsiasi manifestazione di violenza consentendo invece, sotto stretto controllo, le pacifiche espressioni di legittima protesta.

    • roberto says:

      c’è uno nella mia strada che da 6 mesi ha la cazzo di bandierina “andrà tutto bene”…vado a bruciargli la casa per farglielo capire una volta per tutte che andrà tutto a schifio

      • Per roberto

        ” “andrà tutto bene””

        Però se ci pensi, quelli che sono in piazza (a parte gruppuscoli pittoreschi e ladruncoli) hanno tutti in comune il fatto di essere considerati “persone che fanno lavori non indispensabili”, e più o meno è vero.

        Ci aggiungerei ovviamente un gran numero di persone che fanno lavori invece ritenuti “indispensabili”, ma lasciamo stare: è evidente che oltre ai tanti disoccupati per colpa della tecnologia, esiste un gran numero di persone – diciamo metà del ceto medio – che fanno lavori che saranno anche simpatici, ma si reggono in piedi soltanto perché esiste tanta ricchezza superflua.

        Appena quella smette di circolare, per qualunque motivo, i loro lavori si rivelano per ciò che sono: superflui.

        Dall’attrezzista di spettacoli al tassista, sono tutte persone senza le quali “si campa lo stesso”, proprio come campiamo lo stesso senza il contadino, il corniciaio, il calzolaio e tutti gli altri mestieri che sono stati distrutti.

        Chi sopravvive?

        Per ora i funzionari pubblici in genere (ci metto anche chi gira attorno alle istituzioni, i facchini e affini, badanti…

        Insomma, dietro la tragedia attuale, c’è una ragione.

        • Francesco says:

          tra “quelli di cui si può fare a meno” mettici anche i contatori di torni, quali il sottoscritto

          che poi non è che prima non lo facessero capire, i miei cari imprenditori del settore torni

          colpa mia, avessi studiato da idraulico col cazzo che facevano i fighi, col cesso intasato!

          😉

        • daouda says:

          cos’è un lavoro NON INDISPENSABILE? anche la tecnologia non lo è, anche studiare e la scuola stessa NON è indispensabile.

      • roberto says:

        non so chi ci sia dietro

        so semplicemente che tutto sta andando di merda, che se la scampiamo la società futura sarà una merda peggio di quello che era ora e che chissà quanto ci rivorrà per ritornare ad una vita normale

        non non mi chiedere cosa era normale, è una domanda senza senso.
        intendo normale per me, uscire la mattina, andare in ufficio mentre i figli vanno a scuola, vedere i colleghi, occuparmi di cose più interessanti che di avvocati che non possono venire in lussemburgo, pranzare con gli amici, giocare a basket, berci una birra dopo, fare qualche week end in giro, andare a trovare i miei genitori quando mi pare, andare a novembre una settimana a boston, invitare 20 persone a casa per il pranzo della domenica ed abbracciare tutti, fare la spesa al mercato ed assaggiare ogni cosa, poter starnutire tranquillamente, accompagnare i figli tranquillamente a casa dei loro amici, e permettere loro di avere attività extrascolastiche ed extracasa, andare ad un cinema o ad un teatro o ad un concerto, sentire i miei amici che suonano in un pub, fare una volta all’anno un ritrovo con gli amici di sempre (….oddio domenica l’italia di rugby giocava a dublino, avrei pianto dalla nostalgia a pensare alle nostre gite dublinesi), andare a settembre alla festa della mela, a natale al mercatino di natale….

        i funzionari pubblici sopravviveranno finché ci sarà qualcuno che paga le tasse. avrei qualche esempio personale da farti sulla situazione in grecia qualche anno fa, di funzionari pubblici che sono stati molto sorpresi dal fatto di non ricevere lo stipendio da un giorno all’altro. è sempre utile ricordarlo ai funzionari pubblici….

        • per roberto

          “i funzionari pubblici sopravviveranno finché ci sarà qualcuno che paga le tasse. ”

          Verissimo.

          Infatti, non ho capito da dove dovrebbero uscire fuori i soldi con cui tutti i paesi d’Occidente promettono di mantenere i funzionari e i servizi, risarcire i “locdaunati”, rilanciare l’economia…

          Immagino con giochi di prestigio tipo “stampare” soldi (in realtà virtuali), prestiti, eccetera.

          E’ un campo in cui sono molto ignorante, ma c’è qualcosa che non quadra.

          • daouda says:

            pure i pensionati sopravvivono grazie alle tasse.

            Inoltre dovete sempre tenere presente che, scorporato un introito dovuto da entrate collaterali alla struttura statale nell’offrire certi servizi, tecnicamente il dipendente NON PAGA MAI le tasse giust’appunto

            • roberto says:

              ovviamente d’accordo sulla prima frase

              ovviamente in disaccordo sulla seconda che è una fregnaccia, ma ne abbiamo già lungamente parlato

            • daouda says:

              dipende appunto da che tipo di lavoratore sei ma ache questa è una distinzione che abbiamo fatto mille volte oltre la provocazione che, pur spinta, non è una fregnaccia.

              D’altronde chiunque potrebbe dirti che il pensionato non fa che ricevere indietro i suoi soldi versati, ma tutti sanno che è una menzogna.

              • roberto says:

                infatti sui pensionati hai ragione (almeno con il sistema italiano)

                per i funzionari,
                io ricevo una busta paga con sopra scritto “+100”

                poi alla linea dopo c’è scritto “contributi pensione e malattia -15”
                poi alla linea dopo c’è scritto
                “tasse -10”

                e nell’ultima fila c’è scritto +75 che è quello che mi versano in banca, quindi si direi che pago le tasse (e per di più alla fonte).
                poi puoi chiamarla partita di giro o come vuoi ma la sostanza è che in tasca non ho 100 ma 100-10 (e -15 per i contributi che non sono tasse)

                (i numeri sono a caso non mi ricordo a memoria quanto pago di tasse)

              • daouda says:

                chiamasi appunto imposte figurative o mera e semplice partita di giro.

                Poi bisogna vedere giust’appunto quanto dei servizi sul mercato il pubblico fornisce per questo non dico il 100% delle tasse non esistono in realtà

              • Francesco says:

                caro Davide

                io pure ricevo una busta paga uguale a Roberto, dal mio datore di lavoro privato

                che differenza c’è?

                grazie

              • daouda says:

                che è privato non pubblico, cazzo quindi certo che te paghi le tasse.

                ( E ringrazia il datore di lavoro che ti paga parte della pensione e ti fa da sostituto d’imposta cosicché non devi pagarti il commercialista )

              • Z. says:

                Le tasse le pagano entrambi, Dave.

                Facciamo finta che l’ente che paga Roberto e quello a cui paga le tasse sia lo stesso (non è così neppure per i dipendenti pubblici): in questo caso sarebbe solo una partita di giro se Roberto non avesse altri redditi. Diversamente no, dato che l’imposizione è progressiva.

                Ma neppure per i dipendenti pubblici i due enti coincidono.

                Sull’INPS hai ragione, è parte della retribuzione. Ma i contributi INPS non sono tributi (è vero però che non sono neppure qualcosa di troppo diverso).

                Sul sostituto d’imposta secondo me hai ragione a metà. È un adempimento in meno per il dipendente, ma anche un prestito gratuito e a breve termine al datore. Però i conti sugli oneri da quadro RP, se non accetti la precompilata, te li devi fare da solo: farmacia, visite mediche, trasporto pubblico, università.

                Però una cosa è vera: il dipendente ragiona in termini di netto, e sbaglia. In questo modo non si accorge di quanto sia tassato. Se dovesse versare i contributi e le imposte da solo se ne accorgerebbe e sarebbe meno contento.

                L’imprenditore e il lavoratore autonomo sanno bene, invece, di quanto viene decurtato il loro reddito.

              • roberto says:

                scusa daouda,

                ma se io ti dico che possiamo chiamarle “imposte figurative” o “mera e semplice partita di giro”

                sei d’accordo con me che concretamente, alla fine del mese, nel mio portafoglio mancano x euri e poco me ne fotte se si chiamano tasse o imposte figurative, ma semplicemente ho X euri in meno da bermi o fumarmi, e che quindi la mia posizione di lavoratore pubblico è *concretamente* (se non nominalisticamente) identica a quella di francesco, tranne per il fatto che lui non beve e non fuma?

                se sei d’accordo su questa cosa allora siamo in sostanza d’accordo su tutto

              • Z. says:

                Roberto, l’imprenditore produce ricchezza, che in parte gli viene tassata.

                Il dipendente dello Stato non produce ricchezza. Solo, lo Stato gli trattiene parte del dovuto.

                In realtà il funzionamento concreto non è questo. Però questa è la tesi, che sotto alcuni aspetti può persino avere un fondo di verità.

                Il problema è che a mio avviso anche il dipendente dello Stato produce ricchezza, perché certi beni sarebbero più costosi se affidati ai privati.

              • daouda says:

                Se dovessimo rispettare l’apparenza, se il sistema pensionistico fosse quel che si spaccia essere, si direbbe allora che ognuno riceverebbe il suo che ha versato ma essendo il sistema pensionistico uno schema ponzi , i soldi che si ricevono ( soprattutto prima ) sono i soldi degli altri.

                Tenendo presente questo che , giustamente , lo stato ha vari livelli e compartimenti e stadi intermedi ( altrimenti il gioco si sgamava subbito ) si capisce subito cosa sia una partita di giro delle imposte figurative fermo restando che l’inps è un tributo forzoso con nome diverso oltre ad essere una truffa come ogni tipo di tassazione che illuda si rendano servizi di pari livello, e ciò non vale nemmeno in svezia e danimarca che conti e dati alla mano evadono uguale e/o di più stanti ad un maggiore livello di servizi ricevuti che noi ci sogneremmo.

                Ma comunque Zaccardo se un dipendente pubblico di un ente versa le tasse le versa all’ente supremo che poi foraggia il suo ente e gli permette di lavorare.Se appunto ha solo quel reddito la partita di giro come la figurazione virtuale del versamento è evidente.
                Ho specificato subito che bisogna tener conto di entrate secondarie frutto di mercato tant’è che di per sè il conto è praticamente impossibile ma è indubbio che parte delle proprie tasse versate NON ESISTE.

                Non chiamarmelo prestito gratuito , perché se al tempo pattuito non paghi , ti si fanno ed aggiungiamo che 1/3 della pensione ( ossia della tassa all’INPS ) è versata dal datore di lavoro a beneficio del dipendente.
                Ma non era questo che mi interessava.
                Chiunque fa impresa sa che deve avere in tasca 3000 euro al mese per mandare avanti la sua impresa contro ogni eventualità di ogni genere cosa che , se non si fa il nero , per molti è solo un miraggio ( in questo senso non parlo del libero professionista che presta ervizi personali o consulenze ).
                Figurati a me quanto me ne frega di tenermi lo stipendio del dipendente ma sai bene che senza sostituto d’imposta ora come ora non pagherebbe un cazzo nessuno, giustamente.

                x roberto:

                BAH, fatto salvo che gran parte dei soldi che crede un DP di aver versato non esistono mentre quella di un pincopallino privato si, tenendo conto che per quest’ultimo è impossibile riottenerli ( come è vano pretendere di riavere indietro l’inesistente da parte del DP ) la posizione è in definitiva identica.

        • Peucezio says:

          Roberto,
          “non so chi ci sia dietro” […]

          Bell’intervento, d’accordo su tutto!

          • roberto says:

            Un po’ triste forse….

            • Peucezio says:

              Molto triste.
              Ma questi sono i tempi, ahimè…

              Comunque, da quel poco che mi sembra ti intuire da profano, credo che la soluzione, ancor più che dai vaccini, che pure nei prossimi mesi daranno una bella mano (se non ci sono intoppi, effetti imprevisti, ecc.), verrà dagli anticorpi monoclonali, che stanno diventando sempre più efficienti, prevengono e curano al tempo stesso e hanno l’unico problema che produrli e distribuirli su larghissima scala non è banale, ma ci si sta attrezzando un po’ dappertutto.

  12. daouda says:

    I CARC fanno ridere perché parlano di proteste che sono meno delle rivolte che sono meno delle sommosse che sono meno delle insurrezioni che sono meno della guerriglia che sono meno della rivoluzione tanto sperata. Patetico.

    Nessuna comprensione poi dell’interclassismo teorico è stata poi fornita dimostrando che sono solo degli altisonanti buffoni sparando col solito “noi non”.

  13. firmato winston says:

    Interessante intervista a Carl Jung del 1959, in particolare al minuto 28 dove parla del sentimento generale di apprensione e paura indifferenziate, e del possibile futuro:

    https://youtu.be/_xRYbZxACE4?t=1678

    (Carl Gustav Jung – Nel marzo del 1959, lo psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung fece questa intervista con John Freeman per il programma televisivo della BBC “Face to Face”)

  14. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=XTslLmv5QIo

    Roberto Saviano: “La rivolta di Napoli è il fallimento delle politiche di De Luca e del Governo”

  15. Moi says:

    Macron compara agli Amish i Cacadubbi 😉 sul 5G

    https://www.youtube.com/watch?v=IPf5wfjSn9A

    • PinoMamet says:

      Che esagerazione!
      Comunque non credo che abbia ben chiara nemmeno lui l’ideologia religiosa degli Amish…

  16. Moi says:

    @ HABSBURGICUS

    … un annetto fa, ma i più non capiranno mai e NON solo in Francia :

    Le journaliste Olivier Galzi compare le voile aux « uniformes SS » sur LCI

    https://www.nouvelobs.com/societe/20191017.OBS19931/le-journaliste-olivier-galzi-compare-le-voile-aux-uniformes-ss-sur-lci.html

    « Vous voyez bien que la loi de 1905, c’est ce qu’explique le président, elle ne répond pas à cette problématique-là, est-ce qu’il n’est pas là, justement, le problème, la difficulté, est-ce qu’il ne faudrait pas le déplacer et dire : c’est pas un signe religieux qu’on veut interdire ou étendre l’interdiction d’un signe religieux, estime-t-il. C’est un signal politique, comme on interdit un uniforme SS, tout simplement, voilà. »

  17. Moi says:

    “Trovato fuori” 😉 da qui …

    https://www.youtube.com/watch?v=8SJxbslhDME

    ISLAM : POURQUOI TANT DE POLÉMIQUES ?

    • Moi says:

      Insomma : quelli che smitragliano o decapitano sottocasa degli inermi sono le Vittime … almeno in Cina, Birmania, Israele NON la bevono ! 😉

  18. Moi says:

    Bomba in una Madrassa Pakistana … però pare che stavolta sia stato un attentato degli Shi’iti contro i Sunniti !

    https://www.affaritaliani.it/esteri/bomba-in-una-madrasa-a-peshawar-bimbi-tra-i-morti-702279.html

  19. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Ma cos’è che gli ex Cattolici dell’ America Latina trovano nel Protestantesimo , che è venuto a mancare nel Cattolicesimo ?

  20. Moi says:

    CRUSCA SHOW 😉

    Quelli che si può dire “petaloso” o addirittura “scendere io cane” (!) … bocciano “andiamo a comandare” e “da sempre” !

    https://www.supereva.it/accademia-della-crusca-contro-fabio-rovazzi-ecco-perche-34240

    … Vs Rovazzi

    (Mah … io , francamente, NON l’ avevo interpretato come un “Futuro Imminente Decisionale” alla Francese / Inglese , che si ritrova a livello para-dialettale da Senigallia in su ! … Insomma,ha perfettamente senso (anche !!!) inteso come “entriamo nella Stanza dei Bottoni”, per dirla con il cliché !

    e “da sempre” (che mi sembra una cazzata)

    https://www.supereva.it/si-puo-dire-da-sempre-lerrore-da-penna-rossa-66785

    PS

    Secondo me, GIACCHE’ sdogani “Scendere il cane” puoi tranquillamente sdoganare anche locuzioni verbali “paramodali” (?) tipo “andare a” [accingersi a] / “esser dietro a” [essere in procinto di] / “venir di” [aver appena finito di] / “arrivare a” & “essere buoni di” [riuscire a & essere in grado di] … fare “… anzi, oserei dire che DEVI ! 😉

    • Moi says:

      A Ferrara (e solo lì, che io sappia …) c’è anche “saper fare a + verbo”, che però non mi piace troppo.

      ————-

      In Inglese, odo spesso una formula estremamente ridondante, in teoria (!) forse “ufficialmente errata” di tipo “I am going to be doing” …

      Tuttavia, nell’ Anglofonia, ci sono singoli Docenti Unversitari si occupano di Ben Altro 😉 … tipo Nuovi Pronomi Personali e neologismi non-offensivi ! 😉

    • PinoMamet says:

      “Saper fare a” cosa vuol dire? di diverso da quello che significa normalmente in italiano, cioè
      (“saper fare all’amore”…)

      • Z. says:

        So fare a scrivere in russo, tipo. Forse si dovrebbe dire “sono in grado di…”.

        Ma si dice ovunque, credo, e comunque non solo a Ferrara!

      • PinoMamet says:

        Ah, “saper fare a” seguito da un verbo… credo di non averlo mai sentito, ma ogni anno che passa scopro che ci sono termini o espressioni dialettali che ignoro, quindi sospendo il giudizio…

        • Z. says:

          Non si dice da voi “non sa fare a nuotare”, tipo?

        • PinoMamet says:

          Mmmm non direi, si sente ormai poco anche “essere buono di/a…” a meno che non si faccia apposta a “parlare male”.

          • Z. says:

            Beh, io sono un romagnolo della Diaspora, e si sa che gli esuli restano più attaccati ai modi di dire degli avi. Forse la mia percezione ne risente.

  21. Moi says:

    Ristoranti italiani chiusi, alla Camera aperto. Fratelli d’Italia protesta e Fico dispone chiusura

    https://www.youtube.com/watch?v=26LfijcFp8I

    I #ristoranti degli #italiani chiusi, ma quello della camera aperto. Fratelli d’Italia protesta e #Fico dispone la chiusura
    Mentre i ristoranti degli italiani vengono chiusi dai #Dpcm di #Conte, al ristorante interno della #Camera dei Deputati viene permesso aprire dopo le 18. Dopo la protesta in Aula di Fratelli d’Italia, è arrivata una comunicazione ufficiale dalla presidenza per informare che il ristorante di Montecitorio non aprirà la sera. Siamo soddisfatti di aver bloccato questa decisione, che suonava come un insulto nei confronti di tutti i ristoratori italiani, discriminati e danneggiati dai provvedimenti del Governo Conte.

  22. Moi says:

    Roma, assembramenti alla fermata del bus. La rabbia di una pendolare: “Situazione assurda”

    https://www.youtube.com/watch?v=YK3vd_Jj4Cs

    …. Repubblica, NON la Gazzetta del Komplottista, eh !

  23. Moi says:

    Le Mascherine sono come le Bandiere UE 😉 … ignifughe, almeno (in parte) queste qui :

    https://www.youtube.com/watch?v=1U2nm5eFVHU

    PS

    Si noti la citazione involontaria (… o almeno mi sembra tale) della Sora Cornelia Mamma de’ Gracchi 😉 , anche se la voce è più da Moglie del Reverendo Lovejoy 😉 !

  24. Moi says:

    I prepper [SIC] italiani non temono più il coronavirus, ma il crollo dell’economia italiana

    https://www.linkiesta.it/2020/09/covid-prepper-survivalismo/

  25. Moi says:

    @ MIGUEL

    Gender Kids & NWO :

    https://www.youtube.com/watch?v=vSdSFKj-hOc

    Céline Dion e Nununu lanceranno insieme un marchio per bambini

    Come era stato preannunciato lunedì a seguito della pubblicazione di un video misterioso sui vari profili social di Céline Dion, la cantante canadese si lancia nella moda per i più piccoli. In collaborazione con il marchio israeliano Nununu, cha ha sede a Tel Aviv, la star internazionale presenta una prima collezione di vestiti unisex per neonati e bambini.

    https://it.fashionnetwork.com/news/Celine-dion-e-nununu-lanceranno-insieme-un-marchio-per-bambini,1036385.html

    • Moi says:

      Video crticato duramente per le allusioni esoteriche …

      https://www.notiziecristiane.com/la-mente-diabolica-che-si-cela-dietro-celine-dion/

      La mente diabolica che si cela dietro Céline Dion

      https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/2020/06/07/killuminati-la-sinistra-moda-promossa-da-celine-dion/

      K’ILLUMINATI – La DIABOLICA moda promossa da Cèline Dion

    • PinoMamet says:

      E tu Moi?
      come la pensi?
      Non sul fatto che Celine Dion abbia fatto da testimonial a un marchio di vestiti per bambini, ma sugli Illuminati e il simbolismo satanico.
      Ci credi?

      • Moi says:

        Be’, a livello “cultico” personale no … però secondo me è un modo di “salutarsi e riconoscersi” che hanno le élites fradi loro. SE per “Magia” et similia s’intende piegare alla propria volontà la chimica, la fisica , la biologia … NON ci credo. SE INVECE per “Magia” et similia s’intende i Pochi che plasmano la mentalità dei Molti (quindi la Società di Massa) attraverso, simboli (cioè sintesi di concetti per chi è ingrado di decifrare … altrimenti un triangolo e un pentagono sono la stessa roba di un corso di matematica 😉 ! …) e “miti” (magari riproposti con altri personaggi in serie televisive o videoclip musicali) .

        Insomma : NON credo a trasformazioni epocali “spontaneamente, dal niente …” !

        • Moi says:

          SE INVECE … intendevo, non è che “credo o non credo” … prendo atto dell’ efficacia o meno.

          • Moi says:

            D’altronde negli Stati Uniti sono furono esiliati molti Personaggi o troppo “NeoPagani” o troppo “Protestanti” per l’ Europa … due eccessi opposti che da secoli si tengono attizzati a vicenda.

  26. Moi says:

    dal sito originale :

    https://www.celinununu.com/about/

    celinununu liberates children from the traditional roles of boy/girl, and enables younger people to grow on values of equality with the freedom to strengthen their own power of personality based on mutual respect.

    [cit.]

  27. Una domanda per tutti…
    Sapete che sull’economia ho idee chiare, forti e antipatiche (è una sottobranca dell’ecologia).

    Ho le idee meno chiare sui soldi.

    Da dove tireranno fuori tutti i soldi che stanno promettendo adesso per salvare i discotecari, per far ripartire gli aerei, per fare il “new green deal”, lanciare grandi opere pubbliche e per dare a me – in quanto Partita Iva – 600 euro due volte questa primavera…

    … se nel frattempo tagliano le tasse, e comunque molti contribuenti non riescono più a pagarle?

    Non riesco proprio a capire.

    • Moi says:

      …l’importante è annunciare, poi si vedrà !

      Secondo me Conte ci riserva altri due anni di tira-e-molla “a fotocopia” del 2020 … poi la Campagna Elettorale per farsi eleggere sarà in termini di “Continuazione”.

      Campagna Elettorale tutta giocata fra Governativi che “siamo ancora al mondo grazie a Conte !” e Opposizione che “siamo ancora al mondo nonostante Conte !”

    • roberto says:

      è una domanda da fare a conte

      una parte viene da qui
      https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_1990

      ma non chiedermi dettagli, non li conosco e non ci capisco nulla (rectius, non ho voglia di fare lo sforzo di capire)

    • Kandur says:

      “Da dove tireranno fuori tutti i soldi”

      Da dove…? Li stamperanno. I soldi sono arbitrari. Li stampano – li fanno stampare – coloro che detengono il potere. E poi le conseguenze, a termine lungo o breve, è un’altra cosa…

  28. Moi says:

    Si tornerà in Lòcchdàun per colpa di quello col naso di fuori al supermercato ?!

    ———————————-

    https://www.youtube.com/watch?v=IYm9eAGoQ5Q

    Covid 19, Conte: rispettare misure per evitare lockdown generale

    “Se escludo un lockdown generalizzato? Noi stiamo lavorando per scongiurare un lockdown generalizzato, vogliamo evitare di ritrovarci di fronte a questa prospettiva. Per farlo dobbiamo operare adesso, come abbiamo fatto, con delle scelte dolorose, senza indugio. Non c’è una misura in questo momento che ci permette di rimettere sotto controllo la curva, che non abbia un impatto”.

    “Per evitare che la curva ci sfugga è indispensbile ridurre le principali occasioni di socialità, le tante occasioni di contatto che caratterizzano la nostra vita economica, sociale e culturale. Solo in questo modo potremo ottenere di decongestionare i trasporti pubblici, evitare assembramenti, ridurre o comunque diradare le occasioni id contatto necessarie e alleggerire il sistema di tracciamento, dei positivi e degli stretto contatto”.

    “Se rispettiamo queste misure abbiamo buone chance di affrontare dicembre con una certa serenità, senza avere un sistema sanitario sotto stress e allo stremo. In caso contrario ci ritroveremo più avanti di fronte alla necessità di operare un lockdown generalizzato, uno scenario che dobbiamo scongiurare e non possiamo permetterci di vivere.

    • Z. says:

      Il supermercato è uno dei pochi posti dove distanze e protezioni vengono rispettate in modo accettabile. Non sempre si tiene la distanza, all’interno, ma per il resto non ci si può lamentare.

  29. roberto says:

    Nuovo lockdown in francia

  30. Moi says:

    @ ROBERTO

    So cosa fa un rigattiere ma non so a cosa serve.

    [CIT.]

    ————–

    Vallo, anzi vaglielo, anzi no : vaccelo;) a dire ai Collezionisti !

    • roberto says:

      ripeto qualcosa detto all’inizio della discussione: soggettivamente possiamo trovare delle utilità o inutiulità in tutto

      non colleziono nulla, e per i prossimi mesi/anni direi che il problema delle collezioni è secondario

  31. roberto says:

    ma questa cosa del rigattiere mi fa venire in mente un gioco, se avete tempo e voglia.
    cosa avete comprato da marzo 2020, a parte cibo, saponi e cartaigienica?

    per me, anzi per la mia famiglia
    1. un elettrostimolatore (mi sono fottuto un menisco la settimana prima del lockdown ed il mio chirurgo me lo aveva consigliato non potendo fare fisioterapia durante il lockdown)
    2. materiale da campeggio (tenda, due sacchi a pelo, pompa per purificare l’acqua, fornelletto….tutto il resto ce l’avevo e il materiale mi dureà per un po’)
    3. libri
    4. un paio di scarpe da basket (ho 48 anni, sono sicuramente le ultime, e mi sa che non le userò mai, sono arrivate proprio prima della chiusura delle attività sportive)
    5. un tablet per l’homeschooling (direi che siamo a posto per un po’)
    6. una borsa termica (regalo)
    7. uno skateboard, casco, ginochiere e polsiere ed una felpa (compleanno di mia figlia)
    8. uno lego gigante (villaggio degli ewok, compleanno di mio figlio)
    9. una sedia da ufficio, un monitor, un mouse, una tastiera, una stampante (per lo smartworking), anche qui sono a posto per un po’
    10. freccette e bersaglio (per passare il tempo e ovviamente è un acquisto una tantum)
    11. scarpe nuove per il piccolo
    12. mia moglie acquista regolarmente lana perché le piace fare pupazzi
    13. cosmetici per mia figlia, e vari orecchini
    14. due paia di pantaloni e un paio di magliette per la figlia (totalmente inutili ma ha sedici anni…)
    15. tappetino in silicone per fare i macaron (acquisto totalmente inutile, la carta da forno va anche meglio) e poche da pasticceria

    direi che per il 2021 a parte 3, 11, 12, 13, 14 non comprerò nulla
    (pensavo di comprarmi qualche attrezzo da palestra, giusto per non morire di qualche malattia cardiovascolare)

    • PinoMamet says:

      1- num. 1 bicicletta (tipo pratico per le incombenze e spesucce che non posso fare con la mia bici d’epoca restaurata personalmente , scusate se è poco 😉 )

      2-num. 1 motocicletta da restaurare, subito rivenduta (non sono ancora al livello di restaurare le moto! comunque il mio ideale era il modello che aveva da giovane il mio povero papà, attualmente proibitiva in condizioni decenti)

      3- num. 4 libri, escluso materiale scolastico

      4- 1 maglietta a righe stile bretone

      5- 1 paio di pantaloni classici estivi

      6- 1 shofar (funzionante 😉 )

      al momento non ricordo altro!

      • roberto says:

        shofar…beh grazie, non ne conoscevo l’esistenza e credo che presto sarà nella mia wish list di amazon
        🙂

    • Peucezio says:

      Roberto,
      un bordello di roba, chi si ricorda…
      Persino un nuovo hard disk (6 TB, da aggiungere alle decine che ho già), solo che era difettato e ho dovuto mandarlo indietro.
      Un nuovo monitor e scheda video per suppportarlo.
      Libri.
      Lampadine.
      Cassetti per l’armadio.
      Una nuova spugna per la doccia.
      Gli anelli in metallo per lo stendipanni (quelli precedenti erano in plastica e si rompevano ogni due per tre).
      Il sapone liquido spagnolo che non richiede che stai mezz’ora sotto l’acqua perché si sciolga dopo che ti sei lavato le mani (forse perché la loro acqua non sciacqua).
      Uno stepper che non sto usando perché, dopo che l’ho comprato e montato, tutti mi hanno terrorizzato dicendo che rovina irreversibilmente le ginocchia.
      Le corde per la chitarra, che però si è rotta, quindi dovrò buttarla via con tutte le corde (non suono, è per imparare…).

      Prossimi acquisti:
      forse un disco allo stato solido da 256 GB per passare a windows 10, cosa che non ho nessuna voglia di fare (ho un fantastico 7), ma è l’unico modo per guardare Netflix a una risoluzione cristiana;
      una chitarra nuova;
      un aggeggio per digitalizzare vecchie cassette (ne avevo già uno, ma si è rotto; ne sto cercando uno che riversa automaticamente su chiavetta, ma in wav, anziché in mp3 con bitrare a 128, ma pare siano difficili da trovare: con la capienza che hanno oggi le memorie di massa, si ragiona ancora in termini di compressione; a ‘sto punto ci dessero un bel pallottoliere al posto del computer).

    • Mauricius Tarvisii says:

      1) ferro da stiro nuovo
      2) pc nuovo per non arrivare al lavoro agile con un rottame in mano (ma forse era ancora febbraio)
      3) libri
      4) mascherine
      5) auricolari (che si scassano in continuazione, visto l’utilizzo massiccio)

  32. Moi says:

    Nulla di trascendentale

    roba da mangiare
    roba da bere
    prodotti igiene personale e ambienti
    gel
    guanti
    mascherine
    porta-mascherine
    qualche paia di braghe estive e cargo (sempre lunghe per offrire meno bersaglio alle zinzelle) , un po’ meno di scarpe, calzetti e camicie

  33. Moi says:

    Alééé , dopo la Turchia, scende in campo la Malesia :

    https://www.affaritaliani.it/esteri/francia-ex-premier-malesediritto-uccidere-milioni-francesi-702949.html

    L’ex primo ministro della Malaysia, Mahathir Mohamad, ha scritto che i musulmani hanno il diritto di “uccidere milioni di francesi”. Riferendosi alla decapitazione dell’insegnante francese Samuel Paty che aveva mostrato agli alunni le vignette del profeta Maometto.

  34. Peucezio says:

    Roberto,
    “Quindi io considero utile quello che esiste, perché se a qualcuno è utile, beh è utile”

    Sì, direi che sono d’accordo.

    Poi ci sono le cose necessarie per la sopravvivenza fisica, che sono una quantita minima e in senso stretto non comprendono nemmeno l’acqua corrente, l’elettricità, ecc.

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