La pattumiera con il cuoricino (2)

Quando si racconta una storia come quella dei vestiti che fanno il giro del mondo, arrivano inesorabilmente due tipi di critici.

Il primo cerca di dimostrarti che va benissimo così.

Non voglio discuterci adesso, mi limito a dire che lo rispetto, perché chi dice così non si fa commuovere dagli aneddoti che racconto, e ha una chiara idea del senso della sua esistenza nel mondo.

Io credo sia un’idea mostruosa, ma è almeno un’idea.

La maggior parte invece chiede, “e allora che si fa? Come si risolve il problema?”

Sembra una domanda ragionevole, di quelle che rivolgiamo tutti i giorni all’amico Marco che si lamenta senza mai alzare un dito per migliorare la propria situazione.

Ma riflettiamoci un attimo.

Il nostro amico lagnoso è lui, Marco.

Marco, su, alza le chiappe e fai qualcosa per stare meglio!

Invece, rileggiamo la frase di sopra, mettendoci le maiuscole dove meno te le aspetti:

chi è “SI” che dovrebbe alzarsi e risolvere il problema della sopravvivenza della vita sul pianeta?

“Come SI risolve il problema?”

Il signore/la signora SI…

E’ Mamma Alessandra di Piazza Tasso,

sono i servizi segreti americani,

è il Fondo Investimenti con uffici in tutti i continenti,

è il comitato centrale del Partito Comunista Cinese?

Che a parte Alessandra, se qualcuno di questi dovesse davvero alzare le chiappe e fare qualcosa, mi preoccuperei…

SI ha un illustre precedente, quando Girolamo Savonarola, in San Marco, gridò con il suo accento ferrarese

“«La Italia ha tutta andare sottosopra, e Roma, e di poi SI ha a rinnovare la Chiesa»

Un giorno, le cose girano male per il ferrarese, e davanti a Palazzo della Signoria, mettono un capannuccio dove bruciare Savonarola.

E c’è P.O.B., Posizione Organizzativa Boia, che si appresta a compiere il proprio compito.

Invece, ecco che ti compare proprio lui, SI, da buon toscano, sotto la forma di un “certo ribaldo, uomo infame“:

“Vedemmo bene un certo ribaldo (…), uomo infame, il quale dalla severità de’ magistrati passati era stato cacciato della città, e dalla indulgenza (per non dir peggio) de’ presenti restituito, rimproverare insultando al morto frate, e dicendo che si trovava pure ad ardere quello che già aveva voluto arder lui

E così, gridando ad alta voce, con un torchio acceso prevenne l’ufficio del boia, nello accendere con esso il capannuccio, con grande vergogna di coloro che sopportarono la insolenza di così sfrenato ribaldo

Gli umani sono incredibili, bizzarri e autolesionisti, è difficile dire che facciano davvero gli interessi “propri”, soprattutto quando credono di farli…

ma sappiamo con certezza che non faranno mai “ciò che SI deve fare”.

E della frase, “Come SI risolve il problema?”, abbiamo affrontato solo la prima parte, che prima ci sembrava una roba da nulla…

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7 Responses to La pattumiera con il cuoricino (2)

  1. Z. says:

    Sì, ma cosa si deve fare? 🙂

    • roberto says:

      Mi hai fregato la domanda!

      Miguel,
      Di fronte a queste storie, qual è secondo te la reazione virtuosa?

      • Per roberto

        “Di fronte a queste storie, qual è secondo te la reazione virtuosa?”

        Ci arriveremo.

        Intanto mi piace l’espressione “reazione virtuosa”, è molto diversa da “soluzione”.

        • Francesco says:

          infatti è sbagliata

          si deve iniziare a capire davvero il problema, cosicchè la soluzione sia giusta

          e in quanto tale virtuosa

  2. Moi says:

    In Toscana , il “Si” viene usato spesso colloquialmente anche come “Noi”: vi ricordo … 😉

  3. habsburgicus says:

    a Ferrara (città notevolmente massonica) c’era una loggia che si chiamava “Girolamo Savonarola”…ne fece parte Italo Balbo…
    Mussolini stesso, in età tarda (c.a 1939), attaccando Balbo con Ciano dirà “é sempre quel porco che fu oratore della loggia Girolamo Savonarola di Ferrara” 😀

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